{"id":44764,"date":"2024-01-20T19:16:03","date_gmt":"2024-01-20T19:16:03","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=44764"},"modified":"2024-01-21T10:53:14","modified_gmt":"2024-01-21T10:53:14","slug":"n03-20-gennaio-2024-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=44764","title":{"rendered":"n\u00b003 \u2013  20\/01\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 \u2013La Marca* (PD) &#8211; Interrogazione alla Ministra Calderone sulla mancata erogazione della pensione agli italiani in Nord America\u2013<br \/>\n02 &#8211; Giovanni De Mauro*: Spietato. Intervistato dal Guardian alla vigilia della lunga campagna elettorale statunitense che rischia di riportare alla presidenza Donald Trump, il senatore democratico Bernie Sanders \u00e8 sconsolato<br \/>\n03 \u2013 Michele Giorgio*: Cento giorni, i morti per strada e i vivi in fila ai camion di aiuti &#8211; GAZA\/ISRAELE. Tre mesi di guerra, 23.843 palestinesi uccisi.<br \/>\n04 &#8211; Andrea Valdambrini*: mille organizzazioni con il Sudafrica. L\u2019Europa si spacca in due non solo gli stati. Tante realt\u00e0 a sostegno del processo a l&#8217;aja. Spagna, Belgio e Irlanda le voci pi\u00f9 critiche verso tel aviv. Ma per ora non aderiscono<br \/>\n05 &#8211; Luca Celada*: LOS ANGELES I sindacati statunitensi schierati per il cessate il fuoco. STATI UNITI. United auto workers, postali, elettricisti, docenti: \u00ab\u00c8 ora che i nostri leader ci ascoltino e facciano ci\u00f2 che serve per porre fine alla violenza\u00bb06 \u2013 Dal mondo.<br \/>\n07 &#8211; Israele boccia la proposta di Washington di creare uno stato palestinese. Un bombardamento israeliano sulla Striscia di Gaza, il 18 gennaio 2024. &#8211; Jack Guez, AfpUn bombardamento israeliano sulla Striscia di Gaza, il 18 gennaio 2024.(*)<br \/>\n08 &#8211; Massimo Villone*: Sull\u2019autonomia la maggioranza trucca le carte. I LAVORI AL SENATO. Il 10 gennaio 2024 meriter\u00e0 un richiamo speciale nella storia dell\u2019autonomia differenziata. Le opposizioni hanno proposto di invertire l\u2019ordine del giorno anteponendo la trattazione del disegno di legge di iniziativa [\u2026]<br \/>\n09 &#8211; Contro i progetti autoritari \u00e8 tempo di nuovo antifascismo(*) . Giorgia Meloni ha confermato la volont\u00e0 di procedere speditamente nella direzione dell\u2019elezione diretta del presidente del Consiglio e in quella dell\u2019autonomia differenziata<br \/>\n10 &#8211; Aldo Moro, tutta la dietrologia mistero per mistero(*)<br \/>\n11 \u2013 Lamperti*: Taipei. Taiwan, l\u2019indipendentista Lai vince la presidenza e perde il parlamento<br \/>\nVITTORIA AGRODOLCE. Vota l\u2019isola che Pechino rivuole e la parola d\u2019ordine \u00e8 \u00abstatus quo\u00bb: il cerchio del Partito progressista e la botte del potente vicino Cina<br \/>\n12 &#8211; Massimo Teodori*: Primarie Usa, si parte. cosa sono e perch\u00e9 si tengono: un po&#8217; di storia.<br \/>\n13 &#8211; Marco Bascetta*: Contro i progetti autoritari \u00e8 tempo di nuovo antifascismo. Schlein \u00abMeloni? Subisce il ricatto del suo passato\u00bb.<br \/>\n14 &#8211; Emanuele Giordana*: Cina che c\u2019era, Cina che &#8211; REPORTAGE. Nel Triangolo d\u2019oro sono sparsi avamposti cinesi. E se il vecchio villaggio del Kuomintang non fa pi\u00f9 oppio ma caff\u00e8, la Las Vegas dei nuovi tycoon di nome Kings Romans produce davvero di tutto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 \u2013La Marca* (PD) &#8211; INTERROGAZIONE ALLA MINISTRA CALDERONE SULLA MANCATA EROGAZIONE DELLA PENSIONE AGLI ITALIANI IN NORD AMERICA.<\/strong><br \/>\nRoma, 19.01.2024 \u2013 In queste ore, la Sen. La Marca ha depositato un\u2019interrogazione a risposta scritta alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Calderone per invitarla a spiegare i motivi dei ritardi nell\u2019erogazione dei ratei della pensione a molti italiani residenti in Nord America. Molti gli esponenti di spicco del Partito Democratico che hanno sottoscritto l&#8217;interrogazione come i Senatori Furlan, Delrio, Malpezzi.<br \/>\n\u201cHo ritenuto necessario interrogare la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Elvira Calderone, in merito ai malfunzionamenti di INPS nel servizio di erogazione delle pensioni agli italiani residenti in Nord America. Numerose sono state le richieste, pervenute al mio ufficio negli scorsi mesi, che lamentano la mancata ricezione di molteplici mensilit\u00e0 arretrate\u201d, dichiara la Senatrice La Marca.<br \/>\n\u201cNonostante le sollecitazioni \u2013 continua la Senatrice \u2013 non abbiamo ricevuto risposta dai funzionari di INPS delle sedi presenti nei comuni di riferimento per gli iscritti AIRE, responsabili di questo tipo di pratiche. La situazione \u00e8 grave e riguarda, per lo pi\u00f9, persone anziane che per la maggior parte delle volte non hanno la possibilit\u00e0 di adoperarsi in prima persona per risolvere le incongruenze. Il servizio di assistenza non \u00e8 adeguato e dimostra una scarsa attenzione anche ai tanti patronati attivi sul territorio. Serve una risposta rapida da parte del Ministero \u2013 conclude la Senatrice \u2013 che metta quest\u2019ultimi nella condizione di poter offrire un servizio adeguato e valorizzi la comunit\u00e0 dei pensionati residenti all\u2019estero\u201d<br \/>\n*( La Marca , senatrice del (PD)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Giovanni De Mauro*: SPIETATO. INTERVISTATO DAL GUARDIAN ALLA VIGILIA DELLA LUNGA CAMPAGNA ELETTORALE STATUNITENSE CHE RISCHIA DI RIPORTARE ALLA PRESIDENZA DONALD TRUMP, IL SENATORE DEMOCRATICO BERNIE SANDERS \u00c8 SCONSOLATO. <\/strong><br \/>\n\u201cStiamo affrontando una serie di crisi senza precedenti. Il clima: non sappiamo se riusciremo a ridurre le emissioni di carbonio per garantire un pianeta abitabile ai nostri nipoti. La crescita dell\u2019oligarchia: un piccolo numero di uomini molto ricchi controlla la vita economica e politica di miliardi di persone. La democrazia: \u00e8 gravemente minacciata da quelli che sfruttano le paure della gente\u201d. Fino a poco tempo fa, osserva il Guardian, Sanders era preso in giro per i suoi discorsi. Oggi nessuno ride pi\u00f9 di lui. Due guerre, una catastrofe umanitaria a Gaza, grandi aree del Nordamerica in fiamme, la crescita impressionante delle disuguaglianze. Come ha scritto il New Yorker, \u201cla realt\u00e0 \u00e8 dalla parte di Bernie Sanders\u201d. E anche l\u2019ultimo rapporto di Oxfam. La ricchezza dei miliardari \u00e8 cresciuta in tre anni di 3.300 miliardi di dollari in termini reali, un aumento del 34 per cento rispetto all\u2019inizio del decennio, con un tasso di crescita tre volte superiore all\u2019inflazione. Invece gli stipendi di quasi 800 milioni di lavoratori in 52 paesi sono diminuiti in termini reali di 1.500 miliardi di dollari nel biennio 2021-2022, quasi uno stipendio mensile in meno per ogni lavoratore. Entro dieci anni potrebbe esserci il primo essere umano ad avere mille miliardi di dollari. Ai ritmi attuali ci vorrebbero invece pi\u00f9 di due secoli per portare l\u2019incidenza della povert\u00e0 sotto l\u20191 per cento. Secondo Oxfam, mentre i cinque uomini pi\u00f9 ricchi del mondo hanno pi\u00f9 che raddoppiato la loro ricchezza dal 2020, cinque miliardi di persone sono diventate ancora pi\u00f9 povere. Commentando proprio questi numeri, Sanders ha citato Martin Luther King Jr: \u201cSpesso in America abbiamo il socialismo per i ricchi, e lo spietato capitalismo d\u2019impresa per i poveri\u201d.<br \/>\nInternazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it<br \/>\n*(Giovanni De Mauro, direttore rivista Internazionale)<\/p>\n<p>0<strong>3 &#8211; Michele Giorgio*: CENTO GIORNI, I MORTI PER STRADA E I VIVI IN FILA AI CAMION DI AIUTI &#8211; GAZA\/ISRAELE. TRE MESI DI GUERRA, 23.843 PALESTINESI UCCISI.<br \/>\nL&#8217;ONU DENUNCIA LE CONDIZIONI ORRIBILI DI GAZA. IN ISRAELE LE FAMIGLIE DEGLI OSTAGGI CHIEDONO IL LORO RILASCIO. A TEL AVIV MANIFESTAZIONE PER LE DIMISSIONI DI NETANYAHU<\/strong><br \/>\nQuando le raffiche e le esplosioni si placano e solo il ronzio dei droni rompe il silenzio delle macerie di Gaza, i pazienti in grado di camminare provano a lasciare l\u2019ospedale Al Aqsa, nel centro della Striscia sotto attacco. \u00c8 rischioso, devono attraversare una zona di guerra proclamata dall\u2019esercito israeliano. Eppure, lo fanno perch\u00e9 sono disperati. Monther Abu Their \u00e8 riuscito ad allontanarsi quattro giorni fa. \u00abDentro l\u2019ospedale non mi sentivo sicuro, le esplosioni erano sempre pi\u00f9 vicine. Mi sono armato di coraggio e sono uscito. Ho camminato temendo di essere colpito da una raffica. Dio mi ha protetto e sono riuscito a raggiungere senza danni un gruppo di persone\u00bb, ha raccontato Abu Their a un giornalista palestinese. Nell\u2019ospedale Al-Aqsa non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 energia elettrica, i generatori autonomi sono fermi e l\u2019assistenza a feriti e ammalati \u00e8 minima. \u00ab\u00c8 molto rischioso per i pazienti che stanno cercando di andarsene\u00bb, ha spiegato il dottor Tareq Abu Azzoum alla tv Al Jazeera \u00abl\u2019ospedale si trova in un\u2019area considerata una zona di battaglia\u00bb. Azzoum ha aggiunto che le forze israeliane si sono posizionate a poche centinaia di metri dalla struttura sanitaria mentre cercano di prendere il pieno controllo della superstrada Salah al-Din che attraversava tutta Gaza prima di essere distrutta in pi\u00f9 punti dai bombardamenti aerei e dal passaggio di bulldozer e carri armati. Simile a quella dell\u2019ospedale Al Aqsa \u00e8 la situazione al Nasser di Khan Yunis. Filmati diffusi dall\u2019agenzia Reuters mostrano pazienti sdraiati su barelle nei corridoi dell\u2019ospedale e medici che utilizzano i telefoni cellulari per illuminare i pazienti. \u00abNon abbiamo pi\u00f9 posti letti. I medicinali all\u2019interno del pronto soccorso sono insufficienti. Stiamo cercando di trovare alternative\u00bb ha avvertito il dottor Mohammed al Qidra.<br \/>\nParole che contrastano con la versione del \u00abrispetto dei civili e delle leggi umanitarie internazionali a Gaza\u00bb data dall\u2019esercito israeliano ripetuta decine di volte in questi giorni dai rappresentanti ufficiali israeliani in occasione del procedimento alla Corte internazionale di Giustizia dell\u2019Aia che vede lo Stato ebraico accusato di genocidio. Venerd\u00ec notte 13 persone, tra cui una bimba di due anni, sono morte in un attacco aereo contro due case a Rafah. Bassem Arafeh, un parente, mostrando la foto di una bambina, ha detto che le famiglie stavano cenando al momento del raid. \u00abQuesta bambina aveva fame, \u00e8 morta mentre mangiava un pezzo di pane senza niente sopra, dov\u2019\u00e8 la Corte internazionale di Giustizia quando muoiono i nostri bambini? Dove sono i musulmani\u2026e i leader mondiali?\u00bb, ha domandato Arafat rivolgendosi a giornalisti locali. L\u2019esercito israeliano ha comunicato che ieri le sue forze hanno ucciso decind di combattenti di Hamas e altri gruppi armati a Khan Younis e nel centro di Gaza. Da parte sua il movimento islamico ha detto di aver sparato contro un elicottero militare nel sud di Gaza. Scontri a fuoco, cannonate e attacchi aerei anche nei campi profughi di Al Bureij, Al Nusseirat e Al Maghazi. Testimoni palestinesi hanno raccontato che un missile israeliano \u00e8 esploso a pochi metri da un autobus. Pi\u00f9 di 20 vittime nel nord di Gaza, a Beit Lahiya e nel quartiere di Daraj a Gaza City.<\/p>\n<p>IL MINISTERO DELLA SANIT\u00c0 DI GAZA HA RIFERITO DI 135 PALESTINESI UCCISI E 312 FERITI TRA VENERD\u00cc E SABATO. IN TOTALE DAL 7 OTTOBRE I MORTI SONO 23.843.<br \/>\nNon lascia spazio alle interpretazioni il resoconto fatto venerd\u00ec sera all\u2019Onu dal sottosegretario generale per gli affari umanitari e aiuti d\u2019emergenza Martin Griffiths. \u00abLa campagna israeliana a Gaza \u00e8 stata condotta quasi senza alcun riguardo per l\u2019impatto sui civili\u00bb ha denunciato il funzionario dell\u2019Onu aggiungendo che i palestinesi potrebbero non essere in grado di tornare nel nord di Gaza raso al suolo in gran parte dai bombardamenti. \u00abIl sistema sanitario \u00e8 al collasso. Le donne non sono in grado di partorire in sicurezza. I bambini non possono essere vaccinati. I malati e i feriti non possono ricevere cure. Le malattie infettive sono in aumento. E le persone cercano rifugio nei cortili degli ospedali\u00bb ha riferito. Poi Griffiths, citando il personale delle Nazioni unite che ha visitato la parte settentrionale di Gaza, ha descritto la situazione come \u00aborribile\u00bb, con corpi abbandonati nelle strade e persone affamate che fermano i camion per chiedere cibo e generi di prima necessit\u00e0. Ha sottolineato infine che i centri di accoglienza dell\u2019Onu sono stracolmi e che acqua e cibo stanno per finire.<br \/>\nIn Cisgiordania almeno 10 giovani palestinesi sono stati feriti e cinque arrestati durante un assalto di reparti militari israeliani al campo di Al-Faraa, durato diverse ore. Rastrellamenti e arresti sono avvenuti nella zona di Hebron dopo l\u2019assalto a un avamposto coloniale tentato da tre giovani palestinesi, tutti uccisi dai militari.<br \/>\nDa parte israeliana si sottolinea che siamo a 100 giorni dal sequestro di circa 240 ostaggi da parte di Hamas e altri gruppi palestinesi. Oltre 130 di questi ostaggi restano prigionieri a Gaza e le famiglie e le autorit\u00e0 israeliane hanno organizzato manifestazioni e sit-in di solidariet\u00e0 in tutto il paese per chiedere la loro liberazione. Hamas avrebbe accettato che la Croce Rossa consegni agli ostaggi israeliani i medicinali di cui hanno bisogno. A Tel Aviv alcune migliaia di persone riunite ieri sera in Piazza Habima hanno chiesto le dimissioni immediate del premier Netanyahu e del suo governo.<br \/>\n*( Michele Giorgio, GERUSALEMME, giornalista, da anni vive in Medio oriente da dove \u00e8 del quotidiano il manifesto. Per Alegre ha pubblicato nel 2012 Nel baratro)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Andrea Valdambrini*: MILLE ORGANIZZAZIONI CON IL SUDAFRICA. L\u2019EUROPA SI SPACCA IN DUE NON SOLO GLI STATI. TANTE REALT\u00c0 A SOSTEGNO DEL PROCESSO A L&#8217;AJA. SPAGNA, BELGIO E IRLANDA LE VOCI PI\u00d9 CRITICHE VERSO TEL AVIV. MA PER ORA NON ADERISCONO RONALD LAMOLA (C), MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEL SUD AFRICA, E VUSIMUZI MADONSELA (D), AMBASCIATORE SUDAFRICANO NEI PAESI BASSI, PRESSO LA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA (ICJ), PRIMA DELL&#8217;UDIENZA SUL CASO DI GENOCIDIO CONTRO ISRAELE IN SUD AFRICA, A L&#8217;AIA, L\u2019 11 GENNAIO &#8211; REMKO DE WAAL \/ANSA<\/strong><\/p>\n<p>PI\u00d9 DI MILLE ORGANIZZAZIONI, PARTITI, SINDACATI E MOVIMENTI IN TUTTO IL MONDO CHE HANNO ESPRESSO IL LORO SOSTEGNO AL SUDAFRICA NELLA CAUSA INTENTATA CONTRO ISRAELE ALLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA DE L\u2019AJA (ICJ). LE ORGANIZZAZIONI SI ESPRIMONO ATTRAVERSO UN APPELLO CONGIUNTO AI PAESI CHE NON APPOGGIANO LA RICHIESTA DI PRETORIA PER \u00abDARE FORZA ALLA DENUNCIA FORMULATA CON FORZA E CON BUONE ARGOMENTAZIONI\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 questo \u00abil modo per assicurare che ogni azione di genocidio venga fermata e i responsabili possano essere assicurati alla giustizia\u00bb, si legge nel testo firmato da sigle americane come il MalcolmX Center, britanniche come la Human Righs Commission e il Critical Studies of Zionism, ma anche spagnole, belghe, francesi e tedesche.<br \/>\nE non manca l\u2019adesione di un gruppo sudafricano come il South African Jews for Free Palestine (Sajfp). Per l\u2019Italia \u2013 defilata, almeno nei numeri \u2013 aderiscono Medicina democratica, l\u2019Associazione di amicizia Italia-Cuba e la sezione nazionale della Women\u2019s International League for Peace and Freedom (Wilpf).<br \/>\nFORMALMENTE, l\u2019azione all\u2019Aja del governo sudafricano \u00e8 stata appoggiata dai 57 paesi dell\u2019Organizzazione di Cooperazione islamica \u2013 che comprende l\u2019Egitto, ma anche l\u2019Albania \u2013 cos\u00ec come Turchia, Bolivia, Malaysia, Maldive, Namibia e Pakistan. Pi\u00f9 complicato il discorso sui paesi europei, sia intesi singolarmente, che come stati membri dell\u2019Ue.<br \/>\nMa tra i 27 i distinguo non sono mancati. Al gruppo dei pro-Israele senza se e senza ma, guidato da Berlino, ha fatto da controcanto un\u2019azione diplomatica di segno opposto portata avanti da Spagna e Belgio, i due paesi che hanno ricoperto l\u2019incarico di presidenza rotante del Consiglio dei ministri Ue nell\u2019ultimo semestre dello scorso anno (Madrid) e in quello attuale (Bruxelles).<br \/>\nNel caso spagnolo \u00e8 arrivato marted\u00ec scorso dalla leader di Podemos Ione Belarra un invito a Pedro Sanchez a sostenere il \u00abcoraggio\u00bb del Sudafrica nella causa all\u2019Aja: una lettera ufficiale a governo e ministro degli esteri di Madrid e l\u2019annuncio di una richiesta di dibattito parlamentare. D\u2019altronde il premier socialista spagnolo non ha mancato in passato di criticare duramente il governo Netanyahu per il mancato rispetto del diritto internazionale.<br \/>\nAncora pi\u00f9 dirette le parole di Petra de Sutter, vicepremier belga ed esponente dei Verdi, che ha dichiarato di volersi spendere nel governo \u2013 di ampia coalizione a sette partiti, guidato dal liberale Alexander De Croo \u2013 per schierarlo dalla parte del Sudafrica contro la minaccia di genocidio. In precedenza, De Sutter aveva sostenuto la necessit\u00e0 di boicottare Tel Aviv, anche imponendo sanzioni commerciali e sottolineando come \u00abbombardare Gaza a pioggia \u00e8 disumano, ma Israele ignora con tutta evidenza qualsiasi richiesta di cessate il fuoco\u00bb.<br \/>\n\u00c8 POLEMICA invece in Irlanda, tradizionalmente sostenitore della causa palestinese, dove il premier Leo Varadkar, leader del partito liberal-conservatore Fine Gael, ha escluso che Dublino possa appoggiare Pretoria alla Corte dell\u2019Aja, sottolineando la necessit\u00e0 di usare con cautela il termine \u00abgenocidio\u00bb.<br \/>\nRagion per cui, diversi partiti di opposizione della sinistra, tra cui Sinn Fein e Labour Party lo hanno accusato di \u00abinaccettabile assenza di coraggio\u00bb. A nulla sembra valsa per\u00f2 la loro protesta, n\u00e9 l\u2019editoriale apparso mercoled\u00ec scorso sul quotidiano Irish Times, dalle cui colonne il professor Maeve O\u2019Rourke, del Centro per i Diritti umani dell\u2019Universit\u00e0 di Galway ha scritto: \u00abI nostri rappresentanti politici dovranno rendersi conto del fatto che l\u2019Irlanda \u00e8 tenuta ad agire come stato firmatario della Convenzione sul Genocidio\u00bb (trattato internazionale adottato dalle Nazioni unite nel 1948, ndr). \u00abSua responsabilit\u00e0 \u00e8 quella di proteggere i diritti delle persone\u00bb, ha concluso riferendosi alla disastrosa situazione umanitaria di Gaza.<br \/>\n*( Andrea Valdambrini. Gestione Dei Conflitti, Mediazione, and Educazione..)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Luca Celada*: LOS ANGELES I SINDACATI STATUNITENSI SCHIERATI PER IL CESSATE IL FUOCO. STATI UNITI. UNITED AUTO WORKERS, POSTALI, ELETTRICISTI, DOCENTI: \u00ab\u00c8 ORA CHE I NOSTRI LEADER CI ASCOLTINO E FACCIANO CI\u00d2 CHE SERVE PER PORRE FINE ALLA VIOLENZA\u00bb<\/strong><br \/>\nIl mese scorso una dozzina di sindacati hanno firmato una petizione presentata a Washington per chiedere che l\u2019amministrazione Biden si impegnasse per un cessate il fuoco. Nel documento presentato congiuntamente dalle parlamentari Cori Bush e Rashida Tlaib, si leggeva che i membri dei sindacati americani partecipavano al cordoglio per lo spargimento di sangue in Israele e Gaza. \u00abEsprimiamo la nostra solidariet\u00e0 con tutti i lavoratori, nel comune desiderio di pace e chiediamo al presidente Biden ed al Congresso di impegnarsi per una fine immediata all\u2019assedio di Gaza, nella consapevolezza che non \u00e8 possibile raggiungere la pace attraverso le bombe\u00bb. Oltre alle parlamentari che avevano presentato un disegno di legge con lo stesso obbiettivo, hanno aderito i metalmeccanici della Uaw, elettricisti e postali, insegnanti e docenti universitari, ospedalieri, operatori turistici e molte altre categorie ancora. Era il 14 dicembre e la macabra conta delle vittime palestinesi era giunta a quota 18.700.<br \/>\nUN MESE DOPO, sono passati i 100 giorni di guerra e alle quasi 1200 vittime provocate dall\u2019attacco di Hamas in Israele, si sono aggiunti 31.497 morti a Gaza e nei territori della Cisgiordania. Le adesioni alla petizione hanno superato quota 4.000 fra sindacati, sezioni locali e firmatari individuali (una cospicua eccezione rimane, per ora, la principale confederazione, Afl-Cio). Nel frattempo, Biden ha, a pi\u00f9 riprese, espresso disapprovazione verso le azioni del governo Netanyahu. Come riportato dal sito Axios citando una fonte dell\u2019amministrazione il presidente avrebbe espresso \u00abimmensa frustrazione\u00bb e starebbe \u00abfinendo la pazienza\u00bb con la politica israeliana. Non abbastanza apparentemente per desistere dalla continuata fornitura di armamenti. Il sostegno sul campo e dagli scranni dell\u2019Onu \u00e8 a sua volta fonte di crescente disapprovazione all\u2019interno del partito democratico, in particolare nell\u2019ala progressista e fra i pi\u00f9 giovani \u2013 segmenti cruciali della coalizione di cui il presidente ha bisogno per sperare di poter essere rieletto.<\/p>\n<p>PER QUELLE PROSPETTIVE, inoltre, i sindacati hanno un peso specifico fuori misura, anche dal punto di vista organizzativo. Il movimento labor l\u2019anno scorso ha vissuto un momento di particolare fermento e successo, con importanti vertenze vinte dai creativi di Hollywood, dai metalmeccanici di Detroit e numerose altre categorie. Per Biden, autoproclamato presiedente \u00abpi\u00f9 filo sindacale di sempre\u00bb, che a settembre era sui picchetti della Uaw in solidariet\u00e0 con gli operai in sciopero, la pressione per la pace da parte dei sindacati potrebbe essere particolarmente determinante. A dicembre, Shawn Fain, presidente della Uaw, aveva definito i sindacati \u00abuna testa di ponte per la lotta ad ogni forma di odio, fobia, razzismo, sessismo, antisemitismo, omofobia ed islamofobia\u00bb. \u00ab\u00c8 ora che i nostri leader politici ci ascoltino e facciano il necessario per porre fine alla violenza\u00bb. \u00abNoi lavoratori stiamo indirettamente finanziando l\u2019assistenza militare del nostro paese alla campagna di terrore di Israele\u00bb, ha aggiunto Janvi Madhani, della United Electrical Workers. \u00ab\u00c8 ora di unire le nostre forze \u2013 ed i nostri voti \u2013 in solidariet\u00e0 incondizionata con la causa della libert\u00e0 palestinese\u00bb.<br \/>\nSTANDO ai sondaggi, negli Usa si registra una chiara maggioranza a favore di un cessate il fuoco e di persone che auspicano un ruolo imparziale del paese a favore della pace, anzich\u00e9 il sostegno incondizionato ad Israele proclamato dal presidente all\u2019indomani del 7 ottobre. Si moltiplicano anche le mozioni in questo senso votate da numerose municipalit\u00e0, fra cui Detroit, Atlanta, Chicago, Denver, San Francisco e Minneapolis.<br \/>\nPer contrastare un\u2019opinione pubblica poco caratteristicamente \u00absfavorevole\u00bb, organizzazioni pro-Israele come Aipac (American Israel Public Affairs Committee) hanno annunciato contributi per 100 milioni di dollari agli avversari di esponenti progressisti come Bush, Tlaib ed Ocasio Cortez. Pi\u00f9 in generale la controffensiva si basa sull\u2019equiparazione di opposizione alla guerra e antisemitismo, una campagna attivamente promossa da organizzazioni filo-israeliane come la Adl (Anti Defamation League) per sopprimere l\u2019opposizione, specie sui campus universitari. Il caso pi\u00f9 eclatante in questo senso \u00e8 stata l\u2019udienza parlamentare costata il posto alle rettrici di UPenn ed Harvard ritenute troppo indulgenti nei confronti dell\u2019antisemitismo (categoria in cui viene fatta rientrare ogni espressione di resistenza popolare palestinese).<br \/>\nNella dichiarazione dei sindacati, si legge invece che tutte le parti \u00abdevono attenersi alla legge internazionale ed alla convenzioni di Ginevra per quanto riguarda la sicurezza dei civili\u00bb.<br \/>\n*(Internazionale. Luca Celada, LOS ANGELES. Correspondent\/staff writer at il Manifesto. Il Manifesto\/Alias UCLA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 \u2013 DAL MONDO.<\/strong><br \/>\nA TAIWAN il Partito democratico progressista ha vinto un terzo mandato consecutivo e Lai Ching-te, vicepresidente uscente, sar\u00e0 il nuovo presidente. Lai ha ottenuto il 40 per cento dei voti e il suo partito ha perso la maggioranza in parlamento.<br \/>\nIL PAKISTAN ha colpito degli obiettivi terroristici sul territorio iraniano dopi che Teheran aveva attaccato due basi di un gruppo di miliziani islamisti nella provincia pachistana del Belucistan. Dov&#8217;\u00e8 e cos&#8217;\u00e8 il Belucistan, l&#8217;explainer del Guardian.<br \/>\nLe due parti vogliono far calare la tensione.<br \/>\nIN INDIA gli estremisti induisti hanno protestato contro un film di una casa di produzione nazionale uscito su Netflix ritenuto offensivo per la loro religione. La casa di produzione hanno ritirato lungometraggio e la piattaforma l&#8217;ha reso indisponibile.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; ISRAELE BOCCIA LA PROPOSTA DI WASHINGTON DI CREARE UNO STATO PALESTINESE. UN BOMBARDAMENTO ISRAELIANO SULLA STRISCIA DI GAZA, IL 18 GENNAIO 2024. &#8211; JACK GUEZ, AFPUN BOMBARDAMENTO ISRAELIANO SULLA STRISCIA DI GAZA, IL 18 GENNAIO 2024<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 19 gennaio l\u2019esercito israeliano ha condotto massicci bombardamenti sulla Striscia di Gaza, uccidendo secondo le autorit\u00e0 di Hamas quasi ottanta palestinesi, mentre s\u2019intensificano i combattimenti nella citt\u00e0 meridionale di Khan Yunis.(*)<br \/>\nL\u2019esercito israeliano \u00e8 infatti convinto che molti leader di Hamas si nascondano a Khan Yunis.<br \/>\nSecondo il ministero della salute di Hamas, 77 palestinesi sono morti nelle ultime ore nei bombardamenti israeliani.<br \/>\nIl 18 gennaio l\u2019esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso nel corso di un raid aereo Wael Abu Fanunah, considerato il \u201cresponsabile della propaganda della Jihad islamica\u201d, un secondo gruppo armato palestinese coinvolto nei combattimenti.<br \/>\nSecondo le autorit\u00e0 di Hamas, l\u2019offensiva israeliana nella Striscia di Gaza ha causato finora la morte di 24.762 persone, circa l\u20191 per cento della popolazione del territorio. L\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre ha invece causato circa 1.140 vittime in Israele, secondo un conteggio dell\u2019Afp basato sugli ultimi dati israeliani disponibili.<br \/>\nCirca 250 persone sono state prese in ostaggio e 132 si trovano ancora nella Striscia, anche se almeno ventisette potrebbero essere state uccise, secondo le autorit\u00e0 israeliane.<br \/>\nL\u2019offensiva israeliana ha causato una crisi umanitaria catastrofica nella Striscia di Gaza. Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), ha definito le condizioni di vita degli abitanti \u201cdisumane\u201d.<br \/>\n\u201cUna vera sicurezza nella regione\u201d<br \/>\nMentre continuano gli appelli della comunit\u00e0 internazionale per una tregua umanitaria, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu insiste sulla necessit\u00e0 di continuare l\u2019offensiva finch\u00e9 \u201ci terroristi non saranno stati eliminati e gli ostaggi riportati a casa\u201d.<br \/>\nIl 18 gennaio il premier ha affermato che \u201cIsraele deve avere il controllo della sicurezza su tutto il territorio a ovest del Giordano\u201d, un\u2019area che comprende Israele e i territori palestinesi della Cisgiordania (occupata da Israele dal 1967) e della Striscia di Gaza.<br \/>\nQuesta dichiarazione mette Netanyahu in rotta di collisione con il governo statunitense, il principale alleato d\u2019Israele, convinto che la nascita di uno stato palestinese sia indispensabile per avere \u201cuna vera sicurezza nella regione\u201d.<br \/>\nIntanto, il 19 gennaio l\u2019esercito israeliano ha affermato di aver intercettato un drone proveniente dal Libano e di aver colpito infrastrutture di Hezbollah nel sud di questo paese.<br \/>\nI ribelli huthi dello Yemen, che sostengono di agire in solidariet\u00e0 con gli abitanti della Striscia di Gaza, hanno invece rivendicato un attacco contro una petroliera statunitense nel golfo di Aden<br \/>\n*(ndr)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Massimo Villone*: SULL\u2019AUTONOMIA LA MAGGIORANZA TRUCCA LE CARTE. I LAVORI AL SENATO. IL 10 GENNAIO 2024 MERITER\u00c0 UN RICHIAMO SPECIALE NELLA STORIA DELL\u2019AUTONOMIA DIFFERENZIATA. LE OPPOSIZIONI HANNO PROPOSTO DI INVERTIRE L\u2019ORDINE DEL GIORNO ANTEPONENDO LA TRATTAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA [\u2026]<\/strong><br \/>\nIl 10 gennaio 2024 meriteroni hanno proposto di invertire l\u2019ordine del giorno anteponendo la trattazione del disegno di l\u00e0 un richiamo speciale nella storia dell\u2019autonomia differenziata. Le opposiziegge di iniziativa popolare al testo di Calderoli. La maggioranza ha detto no.<br \/>\n\u00c8 troppo forte la pressione dello scambio perverso tra autonomia e premierato, che cementa la destra a palazzo Chigi. Ha ragione De Cristofaro, quando dice che lo scambio non si pu\u00f2 fare \u00abn\u00e9 sulla pelle dei cittadini, e nemmeno sulla pelle di questo parlamento\u00bb. Scambio invece che il leghista Romeo ritiene utile e fisiologico.<br \/>\nDi pi\u00f9. Il governo ha collegato il disegno di legge Calderoli al bilancio. Una \u00abvergognosa violazione delle regole\u00bb per il senatore Giorgis (e per Boccia, strumentale e disonesta), dato che si certifica l\u2019assenza di oneri sul bilancio. Il fine \u00e8 stato continuare il lavoro sul testo anche durante la sessione di bilancio. Con l\u2019effetto collaterale di aprire a un rischio inammissibilit\u00e0 per un eventuale referendum abrogativo. E comunque con l\u2019effetto ultimo di vanificare l\u2019obiettivo posto dall\u2019articolo 74 del regolamento del senato, che \u00e8 \u2013 come dicono il senatore Patuanelli e le senatrici Maiorino e Musolino \u2013 di portare in aula la volont\u00e0 popolare espressa nel disegno di legge.<br \/>\nMa, per il senatore Lisei e lo stesso Presidente Balboni, una lettera ha impedito l\u2019ordinato svolgersi del lavoro in Commissione, con l\u2019inopinato arrivo in aula di un disegno di legge non ancora approfondito. Ebbene, sono colpevole. \u00c8 una lettera scritta e sottoscritta da me, come presidente del Coordinamento della democrazia costituzionale, sostenitore e sponsor della raccolta delle firme. Essendo scaduti i termini previsti, ho sollecitato l\u2019approdo della legge di iniziativa popolare in aula.<br \/>\nPERCH\u00c9? QUALE CALLIDO DISEGNO?<br \/>\nNessuno, ma solo il gi\u00e0 citato articolo 74 del regolamento. La mia lettura \u00e8 che la norma offre all\u2019iniziativa popolare un percorso speciale, privilegiato e garantito, affinch\u00e9 l\u2019istituzione si debba esprimere in modo diretto e specifico su quello che volont\u00e0 popolare propone. L\u2019inciampo per la Commissione non \u00e8 venuto da un Don Chisciotte di passaggio, ma dalla forza della regola. Nel merito, la maggioranza decide. Ma assumendo una precisa responsabilit\u00e0 su punti determinati. Lo stesso sar\u00e0 per le opposizioni.<br \/>\nQuali i punti per la nostra proposta di legge di iniziativa popolare? Quattro questioni, su cui le opposizioni dovranno curare che l\u2019istituzione si esprima. La prima. \u00c8 compatibile con qualsivoglia accezione di unit\u00e0 del paese un assemblaggio di regioni e province ognuna delle quali \u00e8 titolare di un proprio regime giuridico e di rapporti finanziari potenzialmente irreversibile? O va riscritto il modello dell\u2019articolo 116, fondato sull\u2019intesa tra stato e regione? La seconda. I livelli delle prestazioni da garantire per tutti devono essere \u00abessenziali\u00bb o \u00abuniformi\u00bb? Il punto \u00e8 gi\u00e0 emerso come centrale nell\u2019intervento del senatore Magni. La terza. Ci sono limiti alle materie regionalizzabili? Va rivisto l\u2019elenco delle materie di competenza concorrente di cui all\u2019articolo 117.3? Il punto \u00e8 gi\u00e0 emerso nel testo Calderoli, con lo sbilenco affidamento al presidente del Consiglio del potere di porre limiti alla trattativa con la regione ai fini dell\u2019intesa. Il quarto. Si deve o no prevedere una clausola di supremazia della legge statale, come esiste per lo stato centrale in tutti i sistemi genuinamente federali?<br \/>\nLa legge di iniziativa popolare e le firme che ha raccolto sono state un successo. Hanno portato le questioni nell\u2019istituzione, compattando le opposizioni su un tema di grande rilievo, e con i tempi che corrono non \u00e8 poco. Inoltre, apre sul dopo. Il senatore Boccia non solo definisce la filosofia di paese sottesa all\u2019intervento di Romeo un patchwork, ma dice quel che tutti ormai vedono: \u00abNon ci sar\u00e0 un centesimo per riequilibrare le diseguaglianze\u00bb. Queste sono tra le diffide da consegnare ai parlamentari della destra, perch\u00e9 sappiano che un conto arriver\u00e0 nel prossimo turno elettorale. Su tutto il percorso delle riforme andr\u00e0 trovata la sinergia tra il lavoro parlamentare e quello di territorio. Un risultato che non si poteva raggiungere solo con la piazza o chiedendo per il disegno di legge Calderoli un ritiro che non sarebbe mai avvenuto.<br \/>\nCos\u00ec va impostata la resistenza popolare alle riforme pensate e volute dalla destra. Oggi, conta poco che il presidente Balboni richiami 40 emendamenti delle opposizioni al testo Calderoli. Sa bene che non hanno cambiato molto la sostanza originaria. Il mastino leghista ha fatto buona guardia. Se per\u00f2, come dicono, il pi\u00f9 mastino di tutti i mastini \u00e8 quello napoletano, sappia il ministro che da queste parti ce ne sono, pronti a mordere e a non mollare la presa<br \/>\n*(Massimo Villone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; CONTRO I PROGETTI AUTORITARI \u00c8 TEMPO DI NUOVO ANTIFASCISMO(*) . Giorgia Meloni HA CONFERMATO LA VOLONT\u00c0 DI PROCEDERE SPEDITAMENTE NELLA DIREZIONE DELL\u2019ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IN QUELLA DELL\u2019AUTONOMIA DIFFERENZIATA.<\/strong><br \/>\nIl disegno di queste riforme tende a scardinare i fondamenti della Costituzione nata dalla Resistenza e ad avviare una nuova fase della storia repubblicana segnata da una prevalenza del potere esecutivo sul potere legislativo e giurisdizionale e sull\u2019aumento delle diseguaglianze fra aree pi\u00f9 ricche e aree pi\u00f9 povere.<br \/>\nMeloni ha affermato che \u00abl\u2019elezione diretta del capo del governo non significa togliere potere al capo dello Stato\u00bb. \u00c8 una bufala. Se il presidente del Consiglio viene eletto a suffragio universale, la sua nomina da parte del presidente della Repubblica diventa un atto notarile. Inoltre l\u2019articolo 88 della Costituzione prevede che il presidente della Repubblica possa, \u00absentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse\u00bb. Con la riforma invece, se per due volte il governo non riceve la fiducia del parlamento, \u00abil presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere\u00bb, il che vuol dire che non \u00e8 un pi\u00f9 un potere ma un dovere. Di conseguenza la riforma cancella due poteri fondamentali del presidente della Repubblica.<br \/>\nPoniamo poi che alle elezioni politiche vinca il candidato presidente del consiglio che ottiene il 33% dei voti, con un\u2019astensione del 35%. Questi, con la riforma, avrebbe alla Camera e al Senato una maggioranza del 55%. Tale maggioranza rappresenta in realt\u00e0 circa il 22% degli aventi diritto al voto. Essa potrebbe eleggere dopo il terzo scrutinio il nuovo presidente della Repubblica. Questi a sua volta nomina cinque giudici della Corte costituzionale a lui graditi; la maggioranza del parlamento nomina altri cinque giudici della Corte costituzionale. Maggioranza e presidente del consiglio eleggono cos\u00ec due terzi della Consulta, riducendola ad un megafono del governo. Per non farsi mancare nulla, la maggioranza potrebbe eleggere la quota di membri laici del Csm. Infine, una persona sola al comando e una maggioranza che non rispecchia la volont\u00e0 popolare potrebbero ulteriormente cambiare la Costituzione in base all\u2019articolo 138.<br \/>\nElezione diretta del presidente del consiglio e maggioritario in Costituzione svuotano ulteriormente di potere il parlamento e rendono insignificanti le opposizioni. Cos\u00ec si cambia la natura stessa della Costituzione, trasformando la democrazia parlamentare in democrazia di investitura, come affermato nella relazione della legge.<br \/>\nCon questa autonomia differenziata vince l\u2019idea per cui la competizione fra regioni \u00e8 fattore di crescita, mentre la cooperazione \u00e8 elemento di freno e di stagnazione. Gli effetti economico sociali saranno micidiali, differenziando i diritti dei cittadini delle zone pi\u00f9 deboli da quelli delle zone pi\u00f9 forti, rendendo pressoch\u00e9 irrimediabile il divario del Mezzogiorno e configurando definitivamente due Italie.<br \/>\nTutto ci\u00f2 \u00e8 corredato dai comportamenti del governo: l\u2019abolizione del reddito di cittadinanza, la negazione del salario minimo, la politica di cieco contrasto al fenomeno migratorio (accompagnata da un oggetto misterioso chiamato Piano Mattei), la recente legge di bilancio, i decreti anti-rave, Cutro, Caivano, l\u2019attacco al diritto di sciopero, le cariche della polizia e persino l\u2019identificazione di chi si permette di gridare \u00abViva l\u2019Italia antifascista!\u00bb.<br \/>\nPer non parlare dell\u2019ultra-atlantismo bellicista, del faraonico progetto di riarmo made in Crosetto, dell\u2019occupazione di tutti gli spazi nel mondo della cultura e della comunicazione.<br \/>\nSi evince un\u2019idea di Stato autoritario e di societ\u00e0 gerarchica che \u00e8 il contrario del progetto costituzionale di Stato e di societ\u00e0. Si passerebbe perci\u00f2 dalla Costituzione come rivoluzione promessa, come diceva Calamandrei, alla controrivoluzione minacciata dagli epigoni di Almirante. C\u2019\u00e8 puzza di zolfo. Quanto basta per mettere in allarme l\u2019intero arco di forze politiche e sociali che hanno a cuore la tenuta delle istituzioni democratiche e che si riconoscono, ciascuna nella sua autonomia e nella sua visione del mondo, nel comune sentire antifascista. \u00c8 tempo di resistenza costituzionale e di unit\u00e0 democratica oltre i confini degli schieramenti, di cuore caldo e mente fredda, di progetti di rinnovamento solidale e di pace. \u00c8 tempo di nuovo antifascismo.<br \/>\n*(Questo \u00e8 un argomento di discussione collegato all&#8217;originale su: https:\/\/ilmanifesto.it\/contro-i-progetti-autoritari-e-tempo-di-nuovo-antifascismo )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 -Andrea Colombo*: ALDO MORO, TUTTA LA DIETROLOGIA MISTERO PER MISTERO(*)LA MORTE DI ALDO MORO \u00c8 UNA TRAGEDIA POLITICA, FORSE LA SOLA VERA TRAGEDIA POLITICA DELL\u2019ITALIA REPUBBLICANA, DERUBRICATA DA DECENNI A ROMANZETTO DI SPIONAGGIO DA DUE SOLDI. <\/strong><br \/>\nUna infinita teoria di volumi e articoli e relazioni di commissioni d\u2019inchiesta concentrata sulla posizione di una scopa messa ad asciugare da Barbara Balzerani nella base di via Gradoli, \u00abecco come voleva indirizzare il getto d\u2019acqua della doccia per far scoprire il covo\u00bb, oppure a misurare col metro la distanza dal marciapiede delle macchine posteggiate in via Fani la mattina del 16 marzo, \u00abdieci cm in meno e la scorta sarebbe riuscita a svicolare: sar\u00e0 davvero un caso?\u00bb. Note a pi\u00e8 di pagina per tutto il resto: per il dramma lacerante di chi accett\u00f2 di sacrificare l\u2019amico e di farlo passare per pazzo pur di evitare una crisi di governo pericolosissima nella situazione di tensione estrema che si era creata dopo le elezioni del 1976; per il dilemma di un\u2019organizzazione armata, di certo del suo capo, che si sent\u00ec costretta a concludere il sequestro con un efferato omicidio pur sapendo che quell\u2019esito era una sconfitta devastante; per la vittima, la cui tragedia avrebbe meritato la penna di uno Shakespeare e ha dovuto accontentarsi di Sergio Flamigni o peggio.<br \/>\nIl lungo servizio di Report dedicato al caso due giorni fa segna un ulteriore slittamento: la degenerazione involontaria in satira, una messa in ridicolo di se stessa della dietrologia che, se consapevole, avrebbe toccato punte di genialit\u00e0 e fatto ululare di gioia Guy Debord il Situazionista.<br \/>\nNeppure gli appassionati di complotti dallo stomaco di struzzo possono essere rimasti imperturbati sentendo raccontare che Moro, l\u2019uomo pi\u00f9 ricercato del mondo, veniva trasportato da una casa all\u2019altra nella citt\u00e0 in stato d\u2019assedio, spostato in una villa al mare, lasciato sulla spiaggia ad abbronzarsi, riportato nel cuore del centro di Roma nonostante la marea di posti di blocco. Nessuno pu\u00f2 aver sentito senza batter ciglio che nella palazzina indicata come prima nella serie di prigioni coabitavano, evidentemente tutti d\u2019accordo, l\u2019ambasciatore iraniano presso la Santa Sede, nella cui magione sarebbe stato rinchiuso il rapito, l\u2019uomo di fiducia del cardinal Marcinkus, che passava di l\u00ec per farsi il barbecue, l\u2019agente Nato rotto a ogni orrore, l\u2019amica di Franco Piperno che naturalmente ospitava a sera il pericoloso autonomo per una rimpatriata: la Pantera Rosa sull\u2019Orient Express di Agatha Christie. E poi l\u2019M16 inglese, la Cia, il Mossad, la \u2019ndrangheta, la P2, Gladio, il commissario fellone di Monte Mario, la Nato, e a tirare i fili la stessa mano che aveva armato gli assassini dei fratelli Kennedy. Perch\u00e9? Ma per difendere la logica di Yalta, ovvio. Senza dimenticare Kissinger, che aveva minacciato Moro cinque anni prima, e certo nel \u201978 non era pi\u00f9 segretario di Stato, era stato rimpiazzato dalla dottrina Carter, non diversa ma opposta, ma sono particolari ininfluenti.<br \/>\nL\u2019ex leader socialista Signorile si \u00e8 ripetuto certo di aver sentito con le sue proprie orecchie la polizia avvertire Cossiga del ritrovamento della macchina con salma qualche ora prima della nota telefonata di Morucci al professor Tritto. Sarebbe un elemento da approfondire. Non perch\u00e9 sia davvero credibile che la polizia fosse al corrente di cosa conteneva il bagagliaio della Renault rossa prima della telefonata, salvo assegnare a Cossiga stesso la parte ballerina di capo delle Br dopo Negri e Tognazzi. Per\u00f2, complice un qualche sfalsamento nella memoria dell\u2019autorevole testimone, magari \u00e8 possibile che dopo la telefonata di Morucci una rapida ricognizione preventiva ci sia stata. I misteri, comunque, a roba del genere si riducono.<br \/>\nNon c\u2019erano novit\u00e0 nel programma di Ranucci, neppure un mistero piccolo piccolo ma nuovo di zecca. In compenso \u00e8 stata quasi una summa dei misteri presunti che si accumulano da decenni, sino a comporre un\u2019enciclopedia sbrigliata. Averceli squadernati uno accanto all\u2019altro \u00e8 stato comunque utile. Quella massa contraddittoria e confusa, fondata su suggestioni invece che su prove, su accostamenti illeciti e deduzioni bislacche, ha rivelato la miseria della dietrologia che infesta la memoria come nient\u2019altro poteva fare.<br \/>\n*(Andrea Colombo: \u00e8 un giornalista, scrittore e commentatore politico italiano. Questo \u00e8 un argomento di discussione collegato all&#8217;originale su: https:\/\/ilmanifesto.it\/aldo-moro-tutta-la-dietrologia-mistero-per-mistero )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 \u2013 Lorenzo Lamperti*: TAIPEI. TAIWAN.<br \/>\na &#8211; L\u2019INDIPENDENTISTA LAI VINCE LA PRESIDENZA E PERDE IL PARLAMENTOVITTORIA AGRODOLCE. VOTA L\u2019ISOLA CHE PECHINO RIVUOLE E LA PAROLA D\u2019ORDINE \u00c8 \u00abSTATUS QUO\u00bb: IL CERCHIO DEL PARTITO PROGRESSISTA E LA BOTTE DEL POTENTE VICINO CINA<br \/>\nb &#8211; ALTRO CHE ESTREMA, QUELLA DI TAIWAN \u00c8 UNA SCELTA PRAGMATICA. ELEZIONI WIN-WIN. NIENTE COLPI DI TESTA, LO STATUS QUO \u00c8 SALVO. E PER PECHINO \u00c8 UN ESITO DAL GUSTO AGRODOLC<\/strong>E<\/p>\n<p><strong>a &#8211; Taiwan dice no alla Cina ma non dice un s\u00ec pieno nemmeno al Partito progressista democratico. Lai Ching-te \u00e8 il presidente eletto ma il suo Dpp viene disarcionato dalla guida del parlamento.<\/strong><br \/>\nNel suo primo discorso subito dopo la conferma della vittoria, Lai ha ringraziato i taiwanesi per \u00abaver scritto un nuovo capitolo della nostra democrazia\u00bb. Ma non appare un capitolo di facile lettura. Certo, Lai \u00e8 riuscito a conquistare la vittoria nonostante sia stato pi\u00f9 volte additato come un \u201cindipendentista\u201d. Un termine che a Taiwan non significa riconoscere la sovranit\u00e0 de facto di Taipei col nome ufficiale di Repubblica di Cina, retaggio della guerra civile persa da Chiang Kai-shek contro Mao Zedong, ma perseguire una dichiarazione di indipendenza formale come Repubblica di Taiwan.<br \/>\nIN PASSATO Lai si era definito \u00abun lavoratore pragmatico per l\u2019indipendenza\u00bb ma il suo presente \u00e8 fatto di \u00abstatus quo\u00bb. \u00c8 questo il termine pi\u00f9 citato da Lai durante la sua campagna elettorale, ma anche nelle parole di ieri sera. Parole moderate, tesa a rassicurare chi lo percepisce come una figura meno prevedibile della presidente uscente Tsai Ing-wen, di cui \u00e8 stato per quattro anni il vicepresidente. Da una parte ringrazia gli elettori per aver \u00abresistito alle interferenze esterne\u00bb, riferendosi in modo implicito ma chiaro a Pechino. Dall\u2019altra garantisce che \u00abmantenere la pace e la stabilit\u00e0 sullo Stretto di Taiwan \u00e8 una missione importante della mia presidenza\u00bb. E dopo essersi reso disponibile al dialogo \u00absulla base di reciprocit\u00e0 e dignit\u00e0\u00bb afferma che seguir\u00e0 \u00abil sistema costituzionale della Repubblica di Cina\u00bb. Un\u2019aggiunta cruciale, visto che nell\u2019unico dibattito tv tra candidati aveva criticato la costituzione. Una gaffe utilizzata dai rivali per ribadire la sua presunta inclinazione all\u2019indipendenza, che attraverso la precisazione di ieri lui garantisce che non dichiarer\u00e0.<br \/>\nIN EFFETTI, non sono molti a voler compiere quel passo. Neppure tra quelli che festeggiano davanti alla sede del Dpp, dove tra le bandiere del partito ne sventolano anche un paio di Ucraina e Israele. Quasi il 90% dei taiwanesi non vuole n\u00e9 l\u2019unificazione (o \u00abriunificazione\u00bb come la chiama Pechino) n\u00e9 l\u2019indipendenza, ma lo status quo. Un pragmatismo che si \u00e8 visto anche dal risultato delle urne. In molti, fuori dai seggi, spiegavano ieri di aver optato per un voto disgiunto tra presidenziali e legislative. Risultato: Lai diventa presidente col 40% delle preferenze, che significano cinque milioni e mezzo di voti. Oltre due milioni e mezzo meno di quelli conquistati da Tsai nel 2020. Hou Yu-ih, l\u2019ex poliziotto candidato del Guomindang (Gmd) si \u00e8 fermato al 33%, con le sue possibilit\u00e0 di vittoria compromesse dall\u2019ottimo risultato dell\u2019inusualmente serio terzo incomodo, Ko Wen-je del Partito popolare di Taiwan (Tpp) che ha totalizzato il 26%.<br \/>\nMantenere la pace e la stabilit\u00e0 sullo Stretto \u00e8 una missione della mia presidenza, ma seguir\u00f2 il sistema costituzionale della Repubblica di Cina<br \/>\nMA ALLE LEGISLATIVE il Dpp cala nettamente, perdendo per la prima volta dopo otto anni la maggioranza assoluta in parlamento, confermando una tendenza al ribasso ormai chiara: i 68 seggi parlamentari conquistati nel 2016 sull\u2019onda delle proteste del movimento dei girasoli erano diventati 61 nel 2020 e adesso sono 51. A mancare sono soprattutto i voti dei pi\u00f9 giovani, che sembrano essersi spostati su Ko, l\u2019ex medico populista che propone una \u00abterza via pragmatica e anti ideologica\u00bb. Ma cresce nettamente anche il Gmd, che guadagna 14 seggi e diventa cos\u00ec il primo partito a livello parlamentare. Pare abbastanza evidente che la vittoria alle presidenziali sia sfuggita all\u2019opposizione per il naufragio in extremis dell\u2019accordo tra Ko e Gmd per una candidatura unitaria.<br \/>\nProprio Ko sembra destinato a giocare un ruolo decisivo. Dando per assodata l\u2019inconciliabilit\u00e0 tra Dpp e Gmd, che dal piano politico sfocia anche in quello identitario, sar\u00e0 proprio il Tpp l\u2019ago della bilancia per dare il via libera o bloccare le riforme. Compreso il budget della difesa, osservato speciale di Xi Jinping.<br \/>\nSUBITO DOPO il voto, Pechino ha ribadito la sua posizione secondo cui la \u00abriunificazione \u00e8 inevitabile\u00bb. Probabile che nei prossimi giorni possa esserci qualche reazione pi\u00f9 concreta. Sul fronte militare, Taipei si aspetta un aumento delle manovre di jet e navi sullo Stretto, ma non esercitazioni vaste tanto quelle dell\u2019agosto 2022 dopo la visita di Nancy Pelosi. Di certo, dopo essersi limitata a far volare alcuni palloni aerostatici, Pechino potrebbe mettere in mostra mezzi pi\u00f9 operativi.<br \/>\nSupporter del Partito progressista democratico celebrano la vittoria di Lai Ching-te alle presidenziali foto Ap<br \/>\nSupporter del Partito progressista democratico celebrano la vittoria di Lai Ching-te alle presidenziali, foto Ap<br \/>\nDa molti \u00e8 ritenuto invece pi\u00f9 delicato il periodo a cavallo dell\u2019insediamento di Lai, previsto per il prossimo 20 maggio. Probabile anche una mossa sul fronte commerciale, con un\u2019ulteriore abolizione delle agevolazioni tariffarie per le importazioni di prodotti taiwanesi. Xi potrebbe calibrare la strategia anche tenendo in considerazione le possibili divisioni interne a Taipei, che potrebbero essere alimentate dalla nomina del battagliero Han Kuo-yu del Gmd alla guida del parlamento.<br \/>\nPARZIALI rassicurazioni alla Cina dalla reazione degli Usa. Joe Biden ha commentato l\u2019esito delle elezioni dicendo semplicemente che gli Usa \u00abnon sostengono l\u2019indipendenza di Taiwan\u00bb. Il segretario di Stato Antony Blinken, invece, si \u00e8 congratulato esplicitamente su X con Lai e \u00abcon il popolo taiwanese per aver partecipato a elezioni libere ed eque, dimostrando la forza del suo sistema democratico\u00bb. A scaldare la situazione la delegazione che la Casa Bianca dovrebbe mandare gi\u00e0 nei prossimi giorni a Taipei.<\/p>\n<p><strong>b &#8211; ALTRO CHE ESTREMA, QUELLA DI TAIWAN \u00c8 UNA SCELTA PRAGMATICA. ELEZIONI WIN-WIN. NIENTE COLPI DI TESTA, LO STATUS QUO \u00c8 SALVO. E PER PECHINO \u00c8 UN ESITO DAL GUSTO AGRODOLCE<br \/>\nUna scelta estrema e radicale. Di primo acchito, senza conoscere bene la realt\u00e0 interna di Taiwan e le dinamiche delle relazioni intrastretto con la Cina continentale, verrebbe da definire cos\u00ec l\u2019esito delle elezioni presidenziali e legislative svoltesi ieri sull\u2019isola.<\/strong><\/p>\n<p>Il primo voto con potenziali implicazioni globali di questo 2024 denso di appuntamenti alle urne. Se si scava pi\u00f9 a fondo, per\u00f2, si capisce che non \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 vero che la vittoria di Lai Ching-te consegna al Partito progressista democratico (DPP) un terzo mandato presidenziale consecutivo per la prima volta da quando si svolgono le elezioni libere, cio\u00e8 dal 1996. Ma \u00e8 altrettanto vero che rispetto alle presidenziali del 2020 lo stesso partito ha perso circa due milioni e seicentomila voti. Una cifra imponente, considerando che gli aventi diritto sono poco pi\u00f9 di 19,5 milioni. Dagli oltre otto milioni totalizzati quattro anni fa si \u00e8 passati ai cinque milioni e mezzo di ieri. \u00c8 vero che allora alla presidente uscente Tsai Ing-wen fu di fatto steso il tappeto rosso sotto i piedi: la repressione delle proteste di Hong Kong e il sostanziale prepensionamento dell\u2019applicazione meno restrittiva del modello \u00abun paese, due sistemi\u00bb in vigore nell\u2019ex colonia britannica ribalt\u00f2 i rapporti di forza con il Guomindang (Gmd), l\u2019opposizione dialogante con Pechino, spostando completamente la campagna elettorale sul tema identitario.<\/p>\n<p>Fu la prova che pi\u00f9 il Partito comunista cinese mostra i muscoli e pi\u00f9 i taiwanesi se ne allontanano. Era successo anche nel 1996 quando, nonostante le ripetute esercitazioni e i lanci di missili durante quella che \u00e8 passata alla storia come la \u00abterza crisi dello Stretto\u00bb, vinse un candidato osteggiato da Pechino: Lee Teng-hui.<\/p>\n<p>Non deve sorprendere eccessivamente, dunque, se bollarlo come un \u00absecessionista radicale\u00bb come hanno fatto a pi\u00f9 riprese le autorit\u00e0 continentali non sia bastato per sbarrare la strada del palazzo presidenziale a Lai. Anzi, consapevole che un\u2019eccessiva aggressivit\u00e0 durante la campagna elettorale avrebbe potuto rivelarsi controproducente, nella seconda parte del 2023 la Repubblica popolare ha adottato un profilo relativamente basso. Soprattutto sul fronte militare, preferendo invece un approccio da bastone e carota su quello commerciale. Prima, a due settimane dal voto, la rimozione di una serie di agevolazioni tariffarie sulle importazioni di prodotti taiwanesi. Poi, solo pochi giorni prima delle urne, la pubblicazione di un piano di integrazione economico e culturale tra Taiwan e Fujian, la provincia che si affaccia sullo Stretto. Con una serie di agevolazioni per i taiwanesi nell\u2019aprire attivit\u00e0 o risiedere sul \u201ccontinente\u201d, con accesso garantito anche al sistema di assistenza sociale.<br \/>\nPer Lai \u00e8 stato cos\u00ec pi\u00f9 difficile spostare il voto sul tema identitario come in precedenza era agevolmente riuscito a Tsai. Come la retorica da \u201cguerra e pace\u201d proposta a intermittenza da Pechino e dal Gmd ha delle lacune, anche quella identitaria del Dpp inizia a mostrare segni di stanchezza. Basti guardare al risultato delle legislative, dove il Dpp perde la maggioranza in modo piuttosto fragoroso.<br \/>\nSi scopre allora che forse il voto dei taiwanesi \u00e8 stato pi\u00f9 pragmatico di quanto sembrasse a prima vista. Non sono pochi coloro che ieri ai seggi parlavano di una necessit\u00e0 di bilanciamento dei poteri tra ramo esecutivo e ramo legislativo. Un modo anche per allontanare ulteriormente eventuali colpi di testa in grado di mettere a repentaglio lo status quo, il vero faro dei taiwanesi visto che quasi il 90% di loro lo indica come (non) soluzione preferita ai rapporti con Pechino.<br \/>\nA sembrare estrema e radicale potrebbe essere anche la prima presa di posizione ufficiale cinese dopo il voto.<br \/>\n\u00abTaiwan \u00e8 la Taiwan della Cina\u00bb, si legge nel comunicato dell\u2019Ufficio per gli Affari di Taiwan di Pechino. E ancora: \u00abLa madrepatria sar\u00e0 inevitabilmente riunificata\u00bb.<br \/>\nEppure, c\u2019\u00e8 un\u2019altra frase significativa: \u00abI risultati delle elezioni a Taiwan mostrano che stavolta il Partito progressista democratico non rappresenta l\u2019opinione pubblica maggioritaria dell\u2019isola\u00bb. Un modo per sottolineare una piccola vittoria, ma anche (probabilmente e auspicabilmente) per evitare reazioni scomposte al voto.<br \/>\n*( Lorenzo Lamperti \u00c8 giornalista e direttore dell&#8217;agenzia editoriale China Files. Vive a Taiwan)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Massimo Teodori*: PRIMARIE USA, SI PARTE. COSA SONO E PERCH\u00c9 SI TENGONO: UN PO&#8217; DI STORIA. SI PARTE LUNED\u00cc 15 GENNAIO CON I CAUCUS DELL&#8217;IOWA, SAR\u00c0 CRUCIALE IL SUPERTUESDAY DEL 5 MARZO, MA SI PROSEGUE FINO ALL&#8217;8 GIUGNO, A CACCIA DEI GRANDI ELETTORI. POI SPAZIO ALLE CONVENZIONI NAZIONALI (LUGLIO E AGOSTO) FINO AL GIORNO DEL VOTO, IL 5 NOVEMBRE 2024<\/strong><br \/>\nPer votare gli americani devono registrarsi<br \/>\nLe elezioni primarie (e i cosiddetti \u201ccaucus\u201d) che iniziano il 15 gennaio nello Iowa e continuano fino all\u20198 giugno (isole Vergini e Guam) sono la prima fase della complessa selezione dei candidati di partito, democratico e repubblicano, alla Casa Bianca. La logica delle primarie va ricondotta al quadro politico e istituzionale degli Stati Uniti:<br \/>\na) il carattere federale della nazione;<br \/>\nb) la mancanza di partiti nazionali (cio\u00e8 federali);<br \/>\nc) la registrazione dei cittadini (da democratico, repubblicano o indipendente) per accedere al voto;<br \/>\nd) l\u2019elezione del presidente (unica autorit\u00e0 federale) come risultato della scelta combinata di Stati, partiti e voto popolare.<br \/>\n*(Fonte: Huffingtonpost: Massimo Teodori, \u00e8 un politico, storico e giornalista italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; Marco Bascetta*: CONTRO I PROGETTI AUTORITARI \u00c8 TEMPO DI NUOVO ANTIFASCISMO. SCHLEIN \u00abMELONI? SUBISCE IL RICATTO DEL SUO PASSATO\u00bb.<br \/>\nOLTRE ACCA LARENTIA. Dalla spagnola Vox al polacco Pis, dall\u2019Afd tedesca all\u2019ungherese Fidesz, da Fratelli d\u2019Italia al Rassemblement nationale, passando per olandesi, austriaci e scandinavi, imponenti formazioni inglobano, depurate delle forme pi\u00f9 estreme e anacronisticamente stataliste e isolazioniste, idee, politiche e mentalit\u00e0 che affondano le radici nel terreno ideologico e pratico dell\u2019interclassismo fascista<\/strong><br \/>\nSull\u2019adunata spiritica che ogni anno si ripete in via Acca Larentia a Roma per ricordare l\u2019inutile e feroce uccisione di tre giovani missini nel gennaio del 1978, non c\u2019\u00e8 in realt\u00e0 molto da dire se non riscoprire, inspiegabilmente sorpresi, che i fascisti esistono.<br \/>\nConverrebbe aggiungere che quelli in maschera, con tutto il loro torvo repertorio simbolico e le loro coreografie, sono di gran lunga preferibili a quelli in doppiopetto che nel corso del tempo, dopo essere stati \u201cafascisti\u201d, hanno talvolta finito per dichiararsi, sia pure a denti stretti, antifascisti. I primi si fanno onestamente riconoscere, mettono in imbarazzo i secondi tirando in ballo la loro storia comune neanche troppo passata, e si producono in frequenti carnevalate foriere di sgraditi incidenti e baruffe in famiglia. Per seguire la truppa in camicia nera, tuttavia, servirebbe oggi, contrariamente agli anni Venti, un certo stomaco.<br \/>\nRagion per cui l\u2019appeal degli squadristi e in conseguenza il loro numero rimangono tutto sommato contenuti, anche se non sempre innocui. Molte aggressioni e attentati a sfondo razziale in diversi paesi dell\u2019Unione europea sono riconducibili a questo tipo di raggruppamenti.<\/p>\n<p>Confezionati in formato \u201cdemocratico\u201d dai postfascisti istituzionalizzati l\u2019autoritarismo, lo strapotere dell\u2019esecutivo, la diffidenza per la libert\u00e0 di stampa, l\u2019idea gerarchica dell\u2019ordine sociale, il nazionalismo, l\u2019arroganza occidentalista, la xenofobia, il militarismo, la dottrina (e la pratica) antisindacale, la purezza dei valori, la difesa dei privilegi e molti altri temi comuni al fascismo e a tutta la tradizione reazionaria risultano digeribili a un ben pi\u00f9 grande numero di cittadini che per\u00f2 continueranno a indignarsi per i saluti romani e i cerimoniali in stile Ventennio.<br \/>\nChe dagli attivisti di via Acca Larentia possa prendere le mosse la \u00abricostituzione del disciolto partito fascista\u00bb (che fra l\u2019altro, nonostante indossino le camicie nere, nemmeno molti di costoro auspicherebbero) \u00e8 un\u2019ipotesi ridicola. Ci\u00f2 che ridicolo non \u00e8, \u00e8 invece il fatto che in Europa siano stati fondati nel corso degli ultimi decenni una pletora di partiti fascisti, accomunati da uno stesso impianto dottrinario autoritario e xenofobo e dal fatto di non aver assunto in nessun caso il nome proibito di quelli che hanno perso la Seconda guerra mondiale.<br \/>\nDalla spagnola Vox al polacco Pis, dall\u2019Afd tedesca all\u2019ungherese Fidesz, da Fratelli d\u2019Italia al Rassemblement nationale, passando per olandesi, austriaci e scandinavi, imponenti formazioni inglobano, depurate delle forme pi\u00f9 estreme e anacronisticamente stataliste e isolazioniste, idee, politiche e mentalit\u00e0 che affondano le radici nel terreno ideologico e pratico dell\u2019interclassismo fascista. Per poi adattarle al contesto delle crisi che si susseguono nella contemporaneit\u00e0. Manfred Weber, leader del Partito popolare europeo, da sempre sbilanciato verso la destra, pu\u00f2 anche tuonare contro i saluti romani, per cui \u00abnon c\u2019\u00e8 posto in Europa\u00bb, ma per politiche razziste e liberticide di posto ce ne \u00e8 a iosa e con l\u2019avallo del Ppe.<br \/>\nUn nominalismo alla rovescia, che fa delle cose la conseguenza dei nomi e dell\u2019apologia la causa del reato affligge sempre pi\u00f9 insistentemente la politica e l\u2019opinione pubblica. Cosicch\u00e9 \u00e8 il nome del fascismo (e la sua simbologia) piuttosto che la traduzione politica attuale dei suoi contenuti a suscitare le reazioni pi\u00f9 veementi. Di un antifascismo affetto da questa sindrome e a sua volta da un carattere rituale, non si sa bene che cosa farsene.<br \/>\nInvece di invitare pateticamente le destre istituzionalizzate a prendere le distanze dagli umori nostalgici che le pervadono converrebbe inchiodarle al rapporto che con queste inclinazioni strutturalmente intrattengono. Per farlo servirebbe per\u00f2 abbandonare quell\u2019idea della politica come leale duello governato da regole condivise, che pur essendo in tutta evidenza fuori dal mondo si conserva tenacemente nella finzione del discorso pubblico.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Marco Bascetta, giornalista)<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>14 &#8211; Emanuele Giordana*: CINA CHE C\u2019ERA, CINA CHE &#8211; REPORTAGE. NEL TRIANGOLO D\u2019ORO SONO SPARSI AVAMPOSTI CINESI. E SE IL VECCHIO VILLAGGIO DEL KUOMINTANG NON FA PI\u00d9 OPPIO MA CAFF\u00c8, LA LAS VEGAS DEI NUOVI TYCOON DI NOME KINGS ROMANS PRODUCE DAVVERO DI TUTTO.<\/strong><\/p>\n<p>Chiss\u00e0 quali ideogrammi cinesi significano rien ne va plus. Forse li en q\u00f9 jia. Ma al casin\u00f2 \u201claotiano\u201d di Van Pak Len c\u2019\u00e8 solo una roulette elettronica e i tavoli sono tutti da baccarat, circondati, nelle salette adiacenti, da svariate slot machine. I clienti per\u00f2 sono soprattutto cinesi. Qualche thailandese forse.<br \/>\nI croupier e in genere il personale, di servizio o della sicurezza, di diverse nazionalit\u00e0: cinesi, laotiani, birmani. E birmana \u00e8 una gentilissima cameriera che ci accompagna al ristorante dell\u2019albergo che ospita il casin\u00f2. I prezzi dei piatti sono tutti in yuan e sono anche piuttosto accessibili. Non quelli dell\u2019albergo, le cui camere variano dai 300 ai duemila dollari a notte. Sconto nel weekend.<br \/>\nBENVENUTI al Kings Romans Casino, la pi\u00f9 pacchiana, sfavillante e controversa attivit\u00e0 di imprenditoria cinese in odore di mafia del territorio laotiano. Anzi della Golden Triangle Special Economic Zone, un\u2019area di 10mila ettari affittati per 99 anni in gran parte a privati. Gode sostanzialmente di extraterritorialit\u00e0 e, per poterci entrare, la polizia laotiana deve chiedere il permesso al Kings Romans Group con cui Vientiane fece un accordo nel 2007.<br \/>\nSulle attivit\u00e0 della Kings Romans Group e del suo padrone, il tycoon cinese Zhao Wei, si \u00e8 gi\u00e0 detto tanto e di tutto (l\u2019ultimo \u00e8 un rapporto dell\u2019International Crisis Group (Icg) con un titolo che parla da solo: Transnational Crime and Geopolitical Contestation along the Mekong). Nondimeno, la citt\u00e0 che visitiamo \u00e8 in piena espansione: gru ovunque, sbancamenti, palazzi in costruzione e addirittura una sorta di grande mall in stile \u201caustroungarico rivisitato\u201d che sembra voler emulare qualche parco giochi di Disneyland.<br \/>\nNELLA ZONA speciale, che si trova sul Mekong all\u2019incrocio tra Laos, Thailandia e Myanmar, ci siamo passati sulla rotta per un altro avamposto cinese fuori dalla Cina: una delle tante citt\u00e0 che i soldati del Kuomintang, rifugiatisi in Myanmar per riorganizzare la resistenza dopo la vittoria di Mao, hanno creato prima in Birmania e poi in Thailandia.<br \/>\nMa se Ban Rak Thai si \u00e8 dimostrata una delusione, il reame del Kings Romans Casino \u00e8 davvero una sorpresa.<br \/>\nPotreste immaginare che questa enclave urbana cinese \u2013 dove si compra e vende in yuan e le scritte sono solo ideogrammi \u2013 e che per ora si espande urbanisticamente su tremila ettari nella libera Repubblica del Laos, si spaccia per un \u201cmodello asiatico di sviluppo\u201d in uno dei Paesi pi\u00f9 poveri del Sudest asiatico? E che si sviluppa pur avendo collezionato denunce e sanzioni oltre a una serie di nomignoli non proprio edificanti, come Scam City (citt\u00e0 della truffa) o Hub of Illicit Activity, sede di sospetti crimini transnazionali che vanno dalla tratta di animali esotici a quella di esseri umani passando per il traffico di stupefacenti?<br \/>\nDIFFICILE DIRE se la cameriera birmana che ci fa una breve visita guidata all\u2019interno del gigantesco e pulitissimo hotel-casin\u00f2 faccia parte di quel gruppo di vittime che ciclicamente viene alla luce del sole quando riesce ad andarsene dalle favolose promesse di guadagno a cui abboccano ragazzi e ragazze dei Paesi vicini. Tornati casa, quando ci riescono, raccontano di ore di lavoro chiusi in stanze dove si traffica con cellulari e siti web per accalappiare i conti correnti di qualche arzillo vecchietto in cerca di avventure virtuali.<br \/>\nQuell\u2019area tra Myanmar e Laos \u00e8 diventata una zona contigua di esuberante criminalit\u00e0, in gran parte fuori dalla portata delle autorit\u00e0 statali<br \/>\nINUTILE DIRE che la guerra in Myanmar \u00e8 uno dei miglior viatici per i birmani che cercano di uscire dal buio del conflitto. Basta attraversare la frontiera. \u201cLo Stato Shan del Myanmar e la provincia di Bokeo nel Laos settentrionale (dove si trova il Kings Romans, ndr) sono diventati una zona contigua di esuberante criminalit\u00e0, in gran parte fuori dalla portata delle autorit\u00e0 statali. Il fiume Mekong che taglia in due la zona \u2013 scrive il rapporto di Icg \u2013 \u00e8 anche un asse di competizione geopolitica che complica gli sforzi per combattere la criminalit\u00e0 organizzata\u201d. La \u201ccompetizione politica\u201d \u00e8 quella tra Usa e Cina.<br \/>\nAL KINGS ROMANS Casino nessuno \u00e8 colpito dalla nostra presenza. Qualche europeo in cerca di avventure in carne e ossa non stupisce da queste parti e si confonde con i torpedoni dei turisti. Il sistema di sicurezza \u00e8 discreto anche perch\u00e9 sembra godere di ampia impunit\u00e0.<br \/>\nVenendo dal Laos, le autorit\u00e0 laotiane controllano i passaporti \u2013 come si fa alle frontiere \u2013 all\u2019ingresso della zona speciale cui si pu\u00f2 accedere comodamente anche dalla Thailandia in 5 minuti di battello. \u00c8 in costruzione persino un aeroporto. L\u2019aerostazione potrebbe portare dalla Cina o dalla Thailandia squadroni di giocatori incalliti che vengono da Paesi dove il gioco d\u2019azzardo \u00e8 vietato. Come in Laos peraltro (salvo rare eccezioni).l<br \/>\nIl punto di domanda \u00e8 se dietro le luci del casin\u00f2 si nasconda in qualche segreta stanza anche il \u201cgambling online\u201d, vietatissimo e gi\u00e0 nell\u2019occhio del ciclone in altre zone del Laos (Boten) o della Cambogia (Sihanoukville), dove per anni \u00e8 stato possibile praticarlo. Poi, improvvisamente, le leggi sono cambiate e sia Boten sia Sihanoukville si sono svuotate di imprenditori mafiosi e ludopatici. I prezzi di terreni e immobili sono crollati e Boten \u00e8 risorta (ora ci passa la mega ferrovia Vientiane \u2013 Kunming); Sihanoukville \u00e8 ancora nel limbo.lll<br \/>\nIl Kings Romans (ormai questa citt\u00e0 si chiama cos\u00ec) potrebbe fare la stessa fine?<br \/>\nPER ORA il denaro circola, pulito o sporco che sia e la citt\u00e0 si espande nonostante i dossier sempre smentiti dal boss Zhao Wei, che per il Tesoro Usa \u00e8 a capo di una Transnational Criminal Organization. Il lavoro non manca e i cinesi \u2013 tanto meno i laotiani \u2013 non battono ciglio.ll<br \/>\nFinch\u00e9 ci si limita a qualche sanzione o a qualche denuncia, le cose sembrano andare a gonfie vele. Ma nonostante lo sfavillio il luogo resta avvolto dalle tenebre. Forse anche per il nome che porta e che \u2013 visti i picchi di produzione nuovamente alti in Myanmar e Laos \u2013 potrebbe far ritornare il Triangolo d\u2019oro ai fasti di oppio ed eroina da accompagnare alla pastiglie di metanfetamina, droga sintetica molto richiesta. Traghettarla lungo il Mekong non \u00e8 un\u2019impresa.l<br \/>\nMOLTO PI\u00d9 A SUD, nella provincia tailandese di Mae Hong Son, il villaggio di Ban Rak Thai promette tutt\u2019altro. E alla luce del sole.<br \/>\nSe una volta gli ex Kuomintang si davano davvero molto da fare a piantare e incidere papaveri nel Triangolo d\u2019oro, ora non \u00e8 certo l\u2019oppio che li fa ricchi. La Thailandia ha fatto una gran pulizia delle piantagioni nelle zone di produzione e imposto la sostituzione delle coltivazioni.<br \/>\nA Ban Rak Thai, molto pi\u00f9 a sud del Triangolo, \u00e8 in espansione la pianta del caff\u00e8. Ma anche il turismo. Un turismo soprattutto locale ma che ha trasformato la piccola cittadina fondata dai nonni \u201cbianchi\u201d scappati dalla vittoria rossa: una trasformazione pacchiana con decine di villette monofamiliari in serie che scimmiottano la tradizione cinese classica ma sembrano un misto di edilizia popolare e vorrei ma non posso.<br \/>\nI residenti continuano a vivere in fatiscenti case tradizionali: le villette sono per i turisti. Affacciate su un laghetto, punteggiato da ristoranti e negozi di spezie e aromi cinesi, danno l\u2019idea di un paesaggio finto dove le vestigia e i racconti che affascinavano i viaggiatori sono solo un ricordo sbiadito.<br \/>\nCome quella foto in bianco e nero che vediamo appesa in un negozietto cinese. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia del Kuomintang e di una battaglia che Chiang Kai-shek ha perso ma che il capitalismo ha vinto. Del resto anche in Cina Deng Xiaoping aveva assicurato che \u00abarricchirsi \u00e8 glorioso\u00bb.<br \/>\nI figli del Kuomintang lo sapevano gi\u00e0 e da qualche anno a questa parte hanno superato i cinesi con questo business pacchiano che per\u00f2 non ha niente di illegale. Chiss\u00e0 non sia un modello anche per Zhao Wei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 \u2013La Marca* (PD) &#8211; Interrogazione alla Ministra Calderone sulla mancata erogazione della pensione agli italiani in Nord America\u2013 02 &#8211; Giovanni De Mauro*: Spietato. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=44764\" title=\"n\u00b003 \u2013  20\/01\/24 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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