{"id":44227,"date":"2023-12-22T02:48:19","date_gmt":"2023-12-22T02:48:19","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=44227"},"modified":"2023-12-22T23:24:15","modified_gmt":"2023-12-22T23:24:15","slug":"n51-23-dicembre-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-alleste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=44227","title":{"rendered":"N\u00b051 \u2013 23\/12\/23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: La Senatrice La Marca presenta alcuni emendamenti a favore degli italiani nel mondo al DDL Made in Italy<\/strong><br \/>\n<strong>02 Carlo Lania*: Le elezioni spingono l\u2019Unione a trovare un accordo sui migranti. Via libera alle modifiche al Patto. Vincono le destre, ma l\u2019Ungheria si mette di traverso<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Riccardo Piccolo *: Perch\u00e9 l&#8217;Italia deve \u201clicenziare\u201d i padroni. \u00c8 la provocazione dell&#8217;ultimo libro di Marco Bentivogli che, dallo smart working all&#8217;intelligenza artificiale, riflette sui cambiamenti nel mondo del lavoro.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Michele Giorgio*: Dopo 20mila morti riparte la trattativa per tregua e ostaggi. GAZA. Delegazione di Hamas al Cairo. Gli Usa chiedono \u00aboperazioni militari pi\u00f9 mirate e localizzate\u00bb. Ma anche ieri il solito massacro<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Enrico Paventi*: Da Bismarck a Hitler, gli armeni e gli ebrei. \u00abGiustificare il Genocidio\u00bb, di Stefan Ihrig per Guerini. Un volume a cura di Antonia Arslan che trova nessi e riprende il dibattito degli anni Venti.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Chiara Giorgi*: Il compleanno del servizio sanitario nazionale. 23 DICEMBRE 1978. Quarantacinque anni fa, il 23 dicembre 1978 Tina Anselmi, prima donna italiana al ministero della Sanit\u00e0, appose la firma alla legge numero 833, istitutiva del tanto atteso Servizio sanitario nazionale. [\u2026]<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Sinistrainrete Giacomo Gabellini*: Un Vietnam israeliano?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: LA SENATRICE LA MARCA PRESENTA ALCUNI EMENDAMENTI A FAVORE DEGLI ITALIANI NEL MONDO AL DDL MADE IN ITALY<\/p>\n<p>LA MARCA A.S. 958 Emendamento Art. 26<br \/>\nAl comma 2, dopo le parole: &#8220;di valorizzare le imprese culturali e creative&#8221; aggiungere le seguenti: &#8220;che operano sia sul territorio nazionale, sia fuori dai confini dell&#8217;Italia per valorizzare l&#8217;eccellenza del Made in Italy all&#8217;estero.<br \/>\nLA MARCA A.S. 958 Emendamento Art. 29<br \/>\nAl comma 1, dopo le parole: &#8220;promuove e sostiene gli investimenti sul territorio nazionale,&#8221; aggiungere le seguenti: &#8220;e sul territorio estero, qualora l&#8217;ente di provenienza italiana fosse riconosciuto nel suo valore di promotore del Made In Italy nel mondo&#8221;<br \/>\nLA MARCA A.S. 958 Emendamento Art. 31<br \/>\nAl comma 1 dopo le parole: &#8220;e da un delegato dell&#8217;Associazione nazionale comuni italiani,&#8221; aggiungere le seguenti: &#8220;e da un rappresentante del settore turistico-imprenditoriale o culturale per ciascuna ripartizione estera&#8221;<br \/>\nLA MARCA A.S. 958 Emendamento Art. 32<br \/>\nAl comma 1, dopo le parole: &#8220;ha facolt\u00e0 di effettuare, nell&#8217;anno 2024, assunzioni&#8221; aggiungere le seguenti: almeno 100 unit\u00e0 di<br \/>\nConseguentemente, al comma 2, sostituire le parole:&#8221; nel limite di 2 milioni di euro per l&#8217;anno 2024&#8243; con le seguenti:&#8221; pari a 8 milioni di euro a decorrere dall&#8217;anno 2024&#8243;<br \/>\nA.S. 958<br \/>\nEmendamento<br \/>\nArt. 31<br \/>\nLA MARCA<br \/>\nDopo l&#8217;articolo 31 Inserire il seguente:<br \/>\n\u00abArt. 31-bis<br \/>\n(Misure per incentivare il turismo)<br \/>\nAl fine di incentivare la ripresa dei flussi di turismo di ritorno, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali e per il turismo \u00e8 istituito un fondo con una dotazione di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, per consentire, nei limiti delle disponibilit\u00e0 del medesimo fondo, ai cittadini italiani residenti all&#8217;estero, che attestino la loro iscrizione all&#8217;Anagrafe degli italiani residenti all&#8217;estero, l&#8217;ingresso gratuito nella rete dei musei, delle aree e dei parchi archeologici di pertinenza pubblica, di cui all&#8217;articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.<br \/>\nCon decreto del Ministro per i beni e le attivit\u00e0 culturali e per il turismo sono stabilite le modalit\u00e0 di attuazione del presente articolo anche al fine del rispetto del limite di spesa annuo individuato al comma 1.<br \/>\nAl fine di garantire la tutela e la valorizzazione delle aree di particolare interesse geologico o speleologico, nonch\u00e9 di sostenerne lo sviluppo e la gestione ambientalmente sostenibile e di promuoverne la fruizione pubblica, \u00e8 istituito presso la Presidenza dei Consiglio dei ministri un apposito Fondo, con una dotazione di 4 milioni di euro per l&#8217;anno 2021.<br \/>\nIl Fondo di cui al comma 3 \u00e8 volto al finanziamento, in favore dei complessi carsici a vocazione turistica, degli interventi di riqualificazione e di adeguamento degli impianti di illuminazione ordinaria, di sicurezza e multimediale, sia di superficie che degli ambienti sotterranei aperti alla fruizione pubblica, anche mediante la sostituzione e il rinnovo degli stessi con tecnologie che garantiscano la sicurezza delle persone, l&#8217;efficienza energetica, la tutela dell&#8217;ambiente con l&#8217;eliminazione delle sorgenti inquinanti e la conservazione del patrimonio ipogeo.<br \/>\nEntro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, le risorse del fondo di cui al comma 3 sono ripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio siano presenti grotte naturali turistiche aventi le seguenti caratteristiche:<br \/>\nun percorso visitabile, esclusivamente mediante l&#8217;accompagnamento da parte di personale autorizzato, della lunghezza minima di 2 chilometri;<br \/>\nuna media annua di almeno 300.000 visitatori nel periodo 2015-2019;<br \/>\nubicazione in siti di interesse comunitario.<br \/>\nLe Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano trasferiscono, nell&#8217;ambito delle proprie competenze in materia di valorizzazione dei beni culturali e ambientali, le risorse spettanti agli enti gestori dei complessi carsici di cui al comma 5.<br \/>\nAi maggiori oneri derivanti dall&#8217;attuazione del presente articolo, pari a 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all&#8217;articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.\u00bb<\/p>\n<p>Roma, 18.12.2023 &#8211; La settimana scorsa, La Senatrice La Marca ha presentato diversi emendamenti al disegno di legge c.d. &#8220;Made in Italy&#8221; che domani sar\u00e0 all&#8217;esame della 9\u00aa Commissione in Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione alimentare).<br \/>\nTra gli emendamenti presentati vi sono: l\u2019ingresso gratuito ai musei e alla rete dei parchi archeologici per gli italiani residenti all\u2019estero e iscritti all\u2019Aire che intendano tornare a visitare le bellezze del nostro territorio, approvato gi\u00e0 in un emendamento a prima firma La Marca presentato alla legge di bilancio del 2021; l\u2019assunzione di almeno 100 unit\u00e0 di personale a contratto per il 2024 nelle sedi diplomatico-consolari nel mondo.<br \/>\nIl disegno di legge &#8220;Made in Italy&#8221; prevede inoltre, l\u2019istituzione di un comitato nazionale che si occupi di promuovere l\u2019Italia come destinazione turistica nel mondo. La Senatrice La Marca, sul tema, ha presentato un altro emendamento che chiede di inserire all\u2019interno di questo comitato anche un rappresentante del settore turistico-imprenditoriale o culturale per ciascuna ripartizione estera cos\u00ec da garantire la corretta rappresentazione dell\u2019intero comparto turistico italiano.<br \/>\nGli altri due emendamenti presentati mirano a valorizzare il ruolo delle tante associazioni culturali italiane all\u2019estero chiedendo di includere quest\u2019ultime all\u2019interno dell\u2019albo delle imprese culturali che viene istituito in questo disegno di legge.<br \/>\n\u201cQuesto Governo ama dire che difende il patrimonio italiano ma dimostra in concreto di non valorizzare gli italiani nel mondo. Voglio sperare che domani in 9\u00aa Commissione, riconoscendo il valore degli emendamenti da me presentati, la maggioranza scelga di approvarli per dare un segnale reale di attenzione e per dimostrare una volta per tutte che il beneficio economico e culturale di queste misure \u00e8 immensamente superiore al costo che questi emendamenti possano comportare\u201d.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 Carlo Lania*: LE ELEZIONI SPINGONO L\u2019UNIONE A TROVARE UN ACCORDO SUI MIGRANTI. VIA LIBERA ALLE MODIFICHE AL PATTO. VINCONO LE DESTRE, MA L\u2019UNGHERIA SI METTE DI TRAVERSO<br \/>\nCambiare tutto per cambiare poco e quel poco anche in peggio. L\u2019accordo raggiunto la scorsa notte tra Europarlamento e Consiglio Ue sulle modifiche da apportare al Patto immigrazione e asilo non modifica il regolamento di Dublino e instaura un finto meccanismo obbligatorio di ricollocamento dei migranti lasciando liberi gli Stati di scegliere tra accoglienza o contributi economici, ma in compenso restringe il diritto di asilo con il rischio concreto di peggiorare notevolmente le condizioni di quanti cercano un futuro in Europa. Un brutto accordo sul quale certamente ha avuto un peso determinante l\u2019imminenza delle prossime elezioni europee, appuntamento al quale nessun governo, n\u00e9 di destra e tanto meno di sinistra, vuole arrivare senza poter rivendicare come un successo con il proprio elettorato l\u2019aver cambiato le politiche migratorie dell\u2019Unione.<br \/>\nPeccato che il risultato finale sia un cedimento di fatto alle destre europee che infatti cantano quasi ovunque vittoria. Con l\u2019unica eccezione, per ora, di Ungheria e Slovacchia, da sempre contrarie ad accogliere migranti o contribuire economicamente. \u00abFinch\u00e9 questi governi saranno in carica a Bratislava e Budapest, tutti a Bruxelles possono essere certi che rifiuteremo le quote obbligatorie di reinsediamento e non permetteremo che i nostri Paesi siano sopraffatti da masse di migranti illegali\u00bb, ha chiarito il ministro degli Esteri ungherese P\u00e9ter Szijjart\u00f3.<br \/>\nDopo oltre due anni di tentativi naufragati (il patto venne presentato dalla Commissione Ue nel 2020) alla fine l\u2019accordo \u00e8 stato raggiunto al termine di una trattativa durata pi\u00f9 di 48 ore tra i negoziatori del parlamento europeo e del Consiglio. Con i primi, pi\u00f9 attenti ai diritti dei migranti, che hanno dovuto cedere alle richieste dei secondi. \u00abLa linea del parlamento europeo \u00e8 stata pragmatica\u00bb, spiega non a caso la presidente Roberta Metsola. \u00abI miei colleghi sono riusciti a trovare un equilibrio tra solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0 nei vari dossier. Non \u00e8 stato facile ma rende questo risultato ancora pi\u00f9 importante\u00bb. Pressoch\u00e9 unanimi nell\u2019esprimere soddisfazione i commenti degli altri vertici europei, i presidente di Consiglio e Commissione Ue Charles Michel e Ursula von der Leyen, con quest\u2019ultima che parla di \u00abaccordo storico\u00bb e rivendica come ora \u00absaranno gli europei a decidere chi verr\u00e0 nell\u2019Ue e chi potr\u00e0 restarvi, non i trafficanti\u00bb.<br \/>\nL\u2019obiettivo del Patto, che prima di diventare operativo deve essere approvato dalla Commissione Libert\u00e0 civili, dalla plenaria del Parlamento Ue e dal Consiglio europeo, \u00e8 quello di superare gli approcci nazionali uniformando le regole tra gli Stati membri nonch\u00e9 di accorciare i tempi nella verifica di quanti, tra i richiedenti asilo, abbiano i requisiti per ricevere la protezione internazionale. E in caso contrario provvedere ai rimpatri.<br \/>\nTra le novit\u00e0 che vengono introdotte c\u2019\u00e8 l\u2019obbligo di identificare entro sette giorni i migranti che si presentano alle frontiere dell\u2019Unione o che vengono salvati in mare. Le persone che non soddisfano i requisiti di ingresso verranno sottoposte a una procedura che prevede l\u2019identificazione, la raccolta dei dati biometrici nonch\u00e9 controlli sanitari e di sicurezza in appositi \u00abcentri di accoglienza\u00bb allestiti nei pressi del confine. Anche ai bambini di sei anni (prima il limite di et\u00e0 era di 14) potranno essere prese le impronte digitali \u00abper garantire loro una migliore protezione\u00bb \u00e8 scritto nell\u2019accordo. I dati dei soccorsi effettuati in aree Sar (ricerca e salvataggio) verranno registrati separatamente per scopi statitici.<br \/>\nInoltre i migranti che provengono da Paesi che hanno una percentuale di riconoscimento di richieste di asilo inferiore al 20%verranno richiusi in Centri di permanenza speciali senza poter uscire e la loro domanda di protezione dovr\u00e0 essere esaminata entro tre mesi. In caso di esito negativo il migrante dovr\u00e0 essere rimpatriato al massimo entro altri tre mesi. Sono escluse da questa procedura le famiglie con bambini e i minori non accompagnati.<br \/>\nIl patto prevede inoltre una quota di 30 mila ricollocamenti l\u2019anno e introduce la cosiddetta \u00absolidariet\u00e0 obbligatoria\u00bb, vale a dire una divisione dei migranti tra gli Stati membri. Chi si rifiuta di accogliere pu\u00f2 per\u00f2 contribuire con misure finanziare calcolate sulla base della popolazione (50%) e del suo Pil (50%). Prevista inoltre la possibilit\u00e0 di rimandare un migrante al quale \u00e8 stato negato l\u2019ingresso nell\u2019Ue, nell\u2019ultimo Paese terzo sicuro attraversato prima di arrivare in Europa. In questo caso, per\u00f2, il migrante deve avere sempre \u00abun collegamento ragionevole\u00bb con il Paese in questione.<br \/>\n\u00abL\u2019approvazione del Patto \u00e8 un grande successo\u00bb, ha commentato ieri il ministro dell\u2019Interno Matteo Piantedosi, mentre per il cancelliere tedesco Olaf Scholz in questo modo limitiamo la migrazione irregolare e alleggeriamo il peso sui paesi particolarmente colpiti, compresa la Germania. Di segno opposto, e decisamente preoccupate, le reazioni delle organizzazioni umanitarie. A partire da Amnesty international per la quale il patto provocher\u00e0 \u00abun aumento della sofferenza umana\u00bb. \u00abDal modo in cui le persone verranno trattate dai Paesi extra unione europea \u2013 prosegue l\u2019organizzazione \u2013 al loro accesso all\u2019asilo e all\u2019assistenza legale alle frontiere europee, fino all\u2019accoglienza all\u2019interno dell\u2019Unione europea, questo accordo \u00e8 progettato per rendere pi\u00f9 difficile l\u2019accesso alla sicurezza\u00bb.<br \/>\nPer Refugees Welcome Italia il nuovo Patto \u00e8 il fallimento di un\u2019idea di Europa in grado di garantire protezione e sicurezza a chi fugge da guerre e persecuzioni\u00bb. Il rischio di nuove tragedie in mare viene invece sottolineato da una serie di ong. \u00abIl nuovo Patto Ue legalizza gli abusi alle frontiere esterne dell\u2019Unione e causer\u00e0 pi\u00f9 morti in mare\u00bb, scrivono Sea Watch, Sea Eye, Maldusa, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, Resq People Saving People, Alarm Phone, Salvamiento Maritimo Humanitario. \u00abVerr\u00e0 mantenuto il fallimentare sistema di Dublino e si continuer\u00e0 invece nell\u2019isolare i rifugiati e i richiedenti asilo, trattenendoli in campi remoti. Sempre pi\u00f9 persone \u2013 concludono le ong \u2013 cercheranno di fuggire via mare, scegliendo rotte sempre pi\u00f9 pericolose\u00bb.<br \/>\nERRATA CORRIGE<br \/>\nBarriere, controlli, respingimenti. L\u2019Ue trova l\u2019accordo sul patto immigrazione e asilo ed \u00e8 un trionfo delle destre. Italia sconfitta, restano le regole di Dublino. Anche ai bambini di sei anni saranno prese le impronte. Von der Leyen parla come Meloni: \u00abDecidiamo noi chi entra\u00bb<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Carlo Lania Giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 &#8211; Riccardo Piccolo *: PERCH\u00c9 L&#8217;ITALIA DEVE \u201cLICENZIARE\u201d I PADRONI. \u00c8 LA PROVOCAZIONE DELL&#8217;ULTIMO LIBRO DI MARCO BENTIVOGLI CHE, DALLO SMART WORKING ALL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE, RIFLETTE SUI CAMBIAMENTI NEL MONDO DEL LAVORO.<br \/>\nNel suo recente libro Licenziate i padroni \u2013 Come i capi hanno rovinato il lavoro, (Rizzoli, 2023) Marco Bentivoglio sferra un attacco alla classe dirigente italiana, colpevolizzandola per la crisi del mercato del lavoro nel nostro paese. Bentivogli, ex segretario dei metalmeccanici della Cisl, critica la persistenza della &#8220;mediocrazia&#8221; al potere, la resistenza alle nuove strutture organizzative, e gli effetti del digitale e dei social sul mondo del lavoro. Ma non bisogna avere paura della tecnologia, ci ricorda il sindacalista, anzi, l&#8217;arrivo di nuovi strumenti come l&#8217;intelligenza artificiale e la digitalizzazione ha affrancato il lavoro da molte mansione ripetitive rendendo il contributo della mente umana pi\u00f9 importante e le mansioni pi\u00f9 flessibili. Rimane il fatto, per\u00f2, che l\u2019AI e la tecnologia in generale nei prossimi anni, \u201cspinger\u00e0 la polarizzazione del lavoro tra le persone che la utilizzeranno e chi, per scelta o condizione, ne sar\u00e0 escluso\u201d, contribuendo a generare nette disuguaglianze.<\/p>\n<p>L&#8217;AI, per esempio, sta trasformando le mansioni lavorative, generando una crescente domanda di competenze specifiche in tutti i settori, con lavori correlati che offrono salari pi\u00f9 alti. Tuttavia i reali guadagni nella produttivit\u00e0, ricorda Bentivogli, saranno possibili solo con manager e \u201carchitetti del nuovo lavoro\u201d capaci di utilizzare la tecnologia per creare valore attorno alla persona e non per sostituirla. Tantomeno \u00e8 auspicabile un atteggiamento tecnofobico \u2013 qualcosa che gi\u00e0 attecchisce in Italia \u2013 anche perch\u00e9 \u201cnel nostro Paese c\u2019\u00e8 sempre un approccio reazionario al cambiamento\u201d, ricorda l&#8217;autore. Questo significa che il successo delle aziende dipender\u00e0 dalle competenze tecnologiche, dalle nuove idee e soprattutto dall&#8217;impegno e dalla passione dei \u201cpadroni\u201d nel fare bene il loro lavoro.<\/p>\n<p>LO SMART WORKING<br \/>\nUno dei discorsi pi\u00f9 interessanti che fa Bentivogli riguardo al rapporto tra le aziende e l&#8217;innovazione \u00e8 quello sui nuovi spazi di lavoro. Per esempio la questione dello smart working, rappresenta un&#8217;opzione sempre pi\u00f9 allettante per i lavoratori, poich\u00e9 consente loro di lavorare da remoto in modo flessibile, aumentando la loro libert\u00e0 e autonomia di scelta. Il problema, soprattutto in Italia \u00e8 che, nella fase successiva al Covid-19, \u201cin epoca di polarizzazione e di pensiero binario\u201d, l\u2019approccio a questo tema ha avuto due schieramenti contrapposti: tutti e sempre in presenza, oppure tutti in smart working, sempre. \u201cIn generale, i due approcci sono entrambi sbagliati\u201d, dice l&#8217;autore.<br \/>\nL&#8217;implementazione del lavoro smart richiede anche una nuova cultura e nuovi tipi di contratti. \u201cNon si tratta di replicare il lavoro in presenza, ma di cambiare il modo in cui si pensa al lavoro stesso\u201d, sostiene il sindacalista. Per questo motivo, molti sostengono che si debba passare da una cultura del controllo a una visione basata su obiettivi condivisi.<br \/>\nQuesto cambiamento, in Italia, non sembra essere ancora avvenuto. \u201cLa riduzione dell\u2019orario lavorativo \u00e8 (al momento) una delle promesse tradite della grande trasformazione digitale del lavoro\u201d, spiega amaramente l&#8217;autore. La riflessione sull&#8217;ineguale distribuzione del tempo e della ricchezza che fa Bentivogli \u00e8 molto condivisibile. Le attuali dinamiche lavorative evidenziano una polarizzazione che si manifesta attraverso orari eccessivamente rigidi e prolungati da una parte, e dall&#8217;altra attraverso lavori part-time obbligatori.<br \/>\nMa esiste anche un rischio dal lato opposto, quello che l&#8217;autore chiama \u201ccottimo digitale\u201d. Abolendo l&#8217;orario di lavoro per un approccio pi\u00f9 agile, si d\u00e0 mano libera ai capi di abusare ancora di pi\u00f9 dei propri dipendenti richiedendogli di fato un incessantismo lavorativo, con la proliferazione di videoconferenze non realmente utili e lo sdoganamento dei device \u2013 diventati perfino indossabili (pensiamo agli smartwatch) \u2013 che rendono i dipendenti costantemente reperibili per attivit\u00e0 straordinarie.<\/p>\n<p>INTELLIGENZA ARTIFICIALE<br \/>\nL&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 uno di quegli strumenti che cambier\u00e0 davvero il mondo del lavoro nei prossimi anni. Come ricorda Bentivogli, le analisi dei dati del mercato del lavoro in tutti i paesi del mondo mostrano un aumento della domanda assoluta e relativa di competenze relative all\u2019AI in tutti i settori industriali e gruppi occupazionali.<br \/>\nMa se \u00e8 vero che \u201cdopo la globalizzazione e i migranti, gli impresari della paura sembrano convergere sulla fine del lavoro a opera dei robot e dell\u2019intelligenza artificiale\u201d Bentivogli rimane convinto che l&#8217;AI se sfruttata al meglio possa fare bene al mondo del lavoro: \u201cNell\u2019ultimo secolo, la tecnologia ha creato pi\u00f9 posti di lavoro di quanti ne abbia rimpiazzati\u201d. Tenendo sempre a mente che la conoscenza e la buona gestione di questo strumento \u00e8 di fondamentale importanza, dato che rischi e sfide legati all&#8217;implementazione dell&#8217;AI sono dietro l&#8217;angolo. Due su tutti: i bias degli algoritmi e la privacy dei dati personali.<br \/>\nGli algoritmi possono aiutare a essere pi\u00f9 obiettivi nella scelta delle persone, per esempio nel recruiting, ma al contempo potrebbero incorporare pregiudizi inconsapevoli \u2013 mette in guardia Bentivogli \u2013, mantenendo inalterati i comportamenti sbagliati che gi\u00e0 applicano gli esseri umani. Un altro problema importante riguarda la gestione dei dati sul lavoro. Oggi, le AI sono sempre pi\u00f9 dipendenti da un flusso costante di informazioni personali per addestrarsi in modo pi\u00f9 accurato e offrire servizi personalizzati. La raccolta dei dati, spiega il sindacalista, dovrebbe essere limitata alle informazioni strettamente necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati evitando violazioni della privacy.<br \/>\nSebbene l&#8217;AI possa migliorare la produttivit\u00e0 e la supervisione del lavoro, ci\u00f2 non implica che tutto debba essere affidato a essa. Senza un adeguato focus sul benessere delle persone, responsabilit\u00e0 che comunque rimane in capo al manager, si potrebbero verificare maggiori livelli di stress e un carico lavorativo pi\u00f9 intenso.<br \/>\n*(Fonte: Wired. Riccardo Piccolo. Giornalista freelance. Milan. Wired Italia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; Michele Giorgio*: DOPO 20MILA MORTI RIPARTE LA TRATTATIVA PER TREGUA E OSTAGGI. GAZA. DELEGAZIONE DI HAMAS AL CAIRO. GLI USA CHIEDONO \u00abOPERAZIONI MILITARI PI\u00d9 MIRATE E LOCALIZZATE\u00bb. MA ANCHE IERI IL SOLITO MASSACRO.<\/p>\n<p>Antony Blinken \u00e8 un disco rotto. Anche ieri ha ripetuto, come fa da settimane, che le forze armate israeliane devono passare ad \u00aboperazioni militari pi\u00f9 mirate e localizzate\u00bb nella Striscia di Gaza e \u00abconcentrarsi sulla leadership di Hamas e la distruzione della rete di tunnel\u00bb, utilizzata dai combattenti islamisti, per limitare i rischi per i civili palestinesi. Poi, come il presidente Joe Biden e il resto dell\u2019Amministrazione Usa, non fa l\u2019unica cosa che pu\u00f2 salvare vite innocenti a Gaza: chiedere il cessate il fuoco generale e approvare le risoluzioni dell\u2019Onu volte a fermare la guerra e ad aiutare concretamente i civili palestinesi gettati dai bombardamenti aerei e dell\u2019artiglieria nella disperazione totale. L\u2019ultima risoluzione in quella direzione, in discussione da giorni al Consiglio di Sicurezza, anche ieri non \u00e8 stata votata \u2013 se ne parler\u00e0 di nuovo oggi \u2013 per disaccordi sul testo tra paesi arabi e Stati uniti pronti ad usare di nuovo il potere di veto pur di garantire la continuazione dell\u2019offensiva israeliana.<\/p>\n<p>Le bombe e i missili che l\u2019Amministrazione Biden fornisce da oltre due mesi a Israele uccidono in media un bambino ogni dieci minuti a Gaza, aveva denunciato ai primi del mese l\u2019Oms. Parole cadute nel vuoto. E la striscia di sangue ha continuato ad allungarsi anche ieri per bambini e adulti. Pi\u00f9 di 40 palestinesi, ha riferito l\u2019agenzia Wafa, sono stati uccisi e decine feriti in bombardamenti israeliani su Khan Younis e Rafah nel sud di Gaza. All\u2019ospedale Nasser sono stati portati almeno 32 cadaveri. Almeno altre dieci persone sono state uccise nell\u2019attacco alla moschea Ali bin Abi Talib, nelle vicinanze dell\u2019ospedale kuwaitiano a Rafah. Gli aerei hanno bombardato una casa a Shaboura, provocando la morte e il ferimento di civili. Video giunti da Rafah mostrano esplosioni devastanti e alte colonne di fumo nero che si alzano dagli edifici colpiti. Bombe anche sul nord di Gaza, ancora su Jabaliya e il suo campo profughi. I morti e i feriti sarebbero decine. Marted\u00ec sempre a Jabaliya, 16 palestinesi erano stati uccisi dai bombardamenti e pi\u00f9 di 70 feriti. Un bambino \u00e8 morto in una casa presa di mira a Khan Yunis. L\u2019artiglieria israeliana ha bombardato i quartieri di Tuffah, Daraj e Shuja\u2019iya, a est di Gaza City e Sheikh Radwan. I morti palestinesi, solo ieri, secondo fonti locali, sarebbero almeno 100. Ma in serata si parlava anche del recupero dei corpi di una settantina di persone a Thalathini (Gaza city) dopo il ritiro dei reparti corazzati israeliani. Altre 27 palestinesi sarebbero stati uccisi a Moammar e Jargoun. Dal 7 ottobre sono 20mila i morti palestinesi, a cui si aggiungono oltre 50mila feriti e migliaia di dispersi. Hamas da parte sua afferma di aver distrutto o danneggiato decine di veicoli israeliani e di aver ucciso o ferito 25 soldati nelle ultime 72 ore. Da parte israeliana non ci sono conferme. Le Brigate Qassam, l\u2019ala militare di Hamas, ha diffuso un video in cui si vedono i suoi uomini che producono armi e munizioni.<br \/>\nSembrano pi\u00f9 concreti in queste ore i passi verso una tregua temporanea e forse uno scambio tra i 129 israeliani nelle mani di Hamas a Gaza e i prigionieri politici palestinesi. Non \u00e8 detto per\u00f2 che producano risultati nei prossimi giorni. Il capo dell\u2019ufficio politico del movimento islamico, Ismail Haniyeh, ieri \u00e8 arrivato al Cairo per colloqui con l\u2019intelligence egiziana. Il passo sembra coordinato con il Qatar, il principale interlocutore (e sponsor finanziario) di Hamas. Israele vuole il rilascio degli ostaggi, cominciando da quelli civili, e in cambio offre la cessazione temporanea dell\u2019attacco a Gaza per una settimana. Hamas vuole due settimane di tregua, si dichiara \u00abpronto a negoziare con chiunque\u00bb e a raggiungere un \u00abgrande compromesso\u00bb per lo scambio di ostaggi e prigionieri con Israele ma solo quando terminer\u00e0 la guerra. Un suo portavoce, Ghazi Hamad, ha detto che non sono nell\u2019interesse di Hamas o dei palestinesi le \u00abbrevi pause\u00bb nei combattimenti. La visita di Haniyeh al Cairo, insieme a una delegazione del Jihad islami, giunge dopo gli incontri tra i vertici dell\u2019intelligence Usa (Cia), israeliana (Mossad), con il ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed bin Jasim al Thani.<br \/>\nSecondo il quotidiano Haaretz i negoziati sono \u00ablontani dall\u2019essere maturi\u00bb e l\u2019enfasi che il premier Netanyahu mette sulla ripresa delle trattative avrebbe lo scopo di rassicurare le famiglie degli ostaggi sull\u2019impegno del suo governo mentre \u00e8 difficile si raggiunga un\u2019intesa. Le parole di Netanyahu non lasciano dubbi sulle intenzioni del gabinetto di guerra. \u00abContinueremo la guerra fino alla fine \u2013 ha ribadito ieri il premier israeliano \u2013 continuer\u00e0 finch\u00e9 Hamas non sar\u00e0 distrutto fino alla vittoria\u2026Chiunque pensi che ci fermeremo \u00e8 lontano dalla realt\u00e0\u00bb.<br \/>\nIeri in Cisgiordania durante un raid dell\u2019esercito nel villaggio di Husan \u00e8 stato ucciso Mahmud Zaoul, un ragazzo di 16 anni.<br \/>\n*( Fonte; Il Manifesto, Michele Giorgio, giornalista, da anni vive in Medio oriente da dove \u00e8 del quotidiano Il Manifesto.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; Enrico Paventi*: DA BISMARCK A HITLER, GLI ARMENI E GLI EBREI. \u00abGIUSTIFICARE IL GENOCIDIO\u00bb, DI STEFAN IHRIG PER GUERINI. UN VOLUME A CURA DI ANTONIA ARSLAN CHE TROVA NESSI E RIPRENDE IL DIBATTITO DEGLI ANNI VENTI.<\/p>\n<p>Dopo aver dato alle stampe, nel 2014, il pregevole Atat\u00fcrk in the Nazi Imagination, lo storico tedesco Stefan Ihrig ha continuato ad analizzare le affinit\u00e0 ideologiche che caratterizzano il rapporto tra la Germania imperiale, quella di Weimar e la Turchia kemalista per riflettere su un tema: la relazione esistente tra i vari stermini che hanno segnato la storia del Novecento. Pi\u00f9 precisamente, l\u2019autore intende fare luce sul nesso che legherebbe il Genocidio armeno (Metz Yegh\u00e9rn) e la Shoah: un\u2019interdipendenza \u2013 a suo dire \u2013 spesso ampiamente ignorata o, nel migliore dei casi, minimizzata.<\/p>\n<p>LO STUDIOSO, direttore del Centro di studi germanici ed europei dell\u2019Universit\u00e0 di Haifa, individua invece legami assai profondi tra i due eventi e arriva a sostenere come tali avvenimenti, piuttosto vicini sotto l\u2019aspetto temporale, siano stati intimamente connessi. E giunge a questa conclusione attraverso una ricerca che prende le mosse da un\u2019attenta disamina della politica estera di Bismarck e Guglielmo II, passa poi a tratteggiare quella degli anni Venti e analizza infine le posizioni prese sulla questione armena dal regime nazista. Una ricerca che gli consente di istituire un parallelo tra i destini dei due popoli.<\/p>\n<p>Dal momento che in questo saggio dal titolo Giustificare il Genocidio. La Germania, gli Armeni e gli Ebrei da Bismarck a Hitler (Guerini e Associati, pp. 492, euro 35, a cura di Antonia Arslan), Ihrig considera il Metz Yegh\u00e9rn \u00abparte della nostra storia e del nostro patrimonio mondiale\u00bb nonch\u00e9 \u00abforse il peccato originale del XX secolo; anzi, un doppio peccato originale\u00bb, visto che i responsabili dell\u2019annientamento di un intero popolo sono rimasti in seguito impuniti. \u00c8 importante mettere in rilievo, al riguardo, come l\u2019idea dello sterminio non sia nata all\u2019improvviso nella mente dei Giovani Turchi ma sia stata nutrita dal tradizionale atteggiamento anti-armeno che caratterizzava anche molti contenuti della stampa e della letteratura tedesca: il caso di Karl May, narratore in quel periodo popolarissimo, non \u00e8 certo isolato.<br \/>\n\u00c8 INOLTRE NOTO come il II Reich abbia assunto a lungo una posizione filo-ottomana. Il legame tra i due imperi fu stretto e trov\u00f2 il suo perno nella collaborazione in ambito militare: le truppe turche furono per esempio istruite per anni dal generale Colmar von der Goltz, che ottenne per questo il titolo di \u00abPasci\u00e0\u00bb.<br \/>\nIl cuore del libro \u00e8 per\u00f2 costituito dal dibattito che si svilupp\u00f2 nel corso degli anni Venti. Fu infatti allora che, in seguito alla dissoluzione dei due imperi, ebbe origine un profondo risentimento nei confronti di coloro che ne venivano considerati i rispettivi, ostili corpi estranei: ebrei e armeni. Da ci\u00f2 nacque l\u2019idea secondo la quale, scrive l\u2019autore, \u00abil genocidio non era soltanto concepibile nella Germania dell\u2019epoca, ma fu anche ampiamente discusso attraverso il prisma della visione del popolo armeno come uguale, simile o peggiore di quello ebreo\u00bb.<br \/>\nQuello sterminio fu dunque accettato, in Germania, alla stregua di un costo \u00abragionevole\u00bb imposto dai dettami della realpolitik.<br \/>\nACCADDE successivamente che esso fu prima negato e poi giustificato tanto dai nazionalisti quanto dai nazisti, Questi ultimi, in particolare, condivisero e misero in pratica il seguente principio: un governo pu\u00f2 fare ci\u00f2 che vuole dei propri sudditi indipendentemente dal fatto che si tratti di donne, anziani e bambini inermi. Che da questo si arrivi all\u2019idea dell\u2019annientamento non deve meravigliare; e non deve stupire nemmeno che la persecuzione antiebraica sia stata sostanzialmente tollerata dalla comunit\u00e0 nazionale tedesca.<br \/>\nInsomma, il modo in cui il Metz Yegh\u00e9rn venne recepito in Germania rappresent\u00f2 un\u2019enorme \u00abmotivazione\u00bb, rafforzata per di pi\u00f9 dall\u2019assenza di una qualsiasi condanna. Nel concludere la sua monumentale opera, Ihrig si chiede se il mondo, dopo l\u2019epilogo della Seconda guerra mondiale, \u00ababbia fatto abbastanza per dissuadere gli Stati dal massacrare le popolazioni civili\u00bb.<br \/>\nUna domanda alla quale \u00e8 difficile rispondere in maniera affermativa.<br \/>\n*(<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; Chiara Giorgi*: IL COMPLEANNO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE. 23 DICEMBRE 1978. QUARANTACINQUE ANNI FA, IL 23 DICEMBRE 1978 TINA ANSELMI, PRIMA DONNA ITALIANA AL MINISTERO DELLA SANIT\u00c0, APPOSE LA FIRMA ALLA LEGGE NUMERO 833, ISTITUTIVA DEL TANTO ATTESO SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE. [\u2026]<\/p>\n<p>La nascita del SNNsegn\u00f2 per il paese un grande salto di qualit\u00e0, a partire dal suo obiettivo principale: il passaggio dalla cura della malattia, concepita per lo pi\u00f9 come sofferenza individuale, alla tutela e promozione universale della salute, fisica e psichica, individuale e collettiva.<br \/>\nIl nuovo servizio fu caratterizzato da un\u2019impostazione integrata dell\u2019intervento sanitario e di quello sociale, dalla priorit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 di prevenzione, da un\u2019organizzazione decentrata e territoriale, da un approccio capace di investire le questioni legate alle condizioni di lavoro, alla tutela dell\u2019ambiente, al benessere umano complessivo.<\/p>\n<p>I PRINCIPI CON CUI NASCEVA ERANO RADICALI.<br \/>\nUniversalit\u00e0 di copertura: non solo ai cittadini italiani ma a tutti, senza alcuna discriminazione, era garantito il diritto alle cure. Equit\u00e0 di accesso e uguaglianza di trattamento; globalit\u00e0 e uniformit\u00e0 territoriale delle prestazioni erogate; impiego coordinato delle moderne tecniche di prevenzione, cura e recupero. E ancora, centralit\u00e0 dell\u2019azione preventiva; decentramento territoriale; unicit\u00e0 di gestione dei servizi da parte delle Unit\u00e0 Sanitarie Locali (Usl), concepite come strumenti di un intervento integrato a tutela della salute che comprendeva molteplici aspetti.<br \/>\nPartecipazione e controllabilit\u00e0 democratica; programmazione dell\u2019offerta dei servizi e della spesa; finanziamento tramite la fiscalit\u00e0 progressiva generale.<br \/>\nNella sua architettura, esso capovolgeva il precedente assetto sanitario, spostando potere e risorse dall\u2019inefficiente edificio delle Casse Mutue e degli enti ereditati dal fascismo, a istituzioni pi\u00f9 vicine ai cittadini, con un finanziamento che passava dal vecchio meccanismo assicurativo alla fiscalit\u00e0 progressiva. In questo modo il principio di equit\u00e0 veniva realizzato con un finanziamento che era parte dei meccanismi redistributivi e solidaristici del welfare e con un\u2019erogazione di servizi fondati sui bisogni di salute indipendentemente dai contributi versati e dal reddito.<br \/>\nL\u2019istituzione del Servizio sanitario nazionale fu il risultato del fermento sociale, politico e culturale degli Anni Sessanta e Settanta, delle mobilitazioni del movimento operaio e di quello femminista, delle pressioni sindacali e dei partiti della sinistra. Sperimentazione di innovativi servizi socio-sanitari, collettivi, decentrati, universali, pubblici, piena consapevolezza dei nessi che legavano la salute ambientale e l\u2019organizzazione capitalistica del lavoro, ripensamento delle finalit\u00e0 e dei dispositivi della scienza, attuazione della Costituzione furono altres\u00ec centrali nella costruzione del SERVIZIO SANITARIO.<br \/>\nDeterminante l\u2019impegno per la salute che caratterizz\u00f2 molte iniziative ed esperienze degli anni Settanta, quale dimensione concreta dell\u2019affermazione dei diritti sociali e di libert\u00e0, delle pratiche di partecipazione, dell\u2019elaborazione di nuovi saperi condivisi.<br \/>\nLa riforma sanitaria del 1978 va ricordata oggi perch\u00e9 costitu\u00ec la pi\u00f9 importante realizzazione universalista del welfare italiano, segnato ancora da logiche occupazionali, strategie patriarcali, forte frammentazione e approccio categoriale.<br \/>\nFurono necessari anni di discussioni, conflitti e sperimentazioni, un\u2019intensa stagione di azione collettiva all\u2019insegna delle istanze di liber\u00e0 e uguaglianza che in quel decennio trasformarono nel profondo l\u2019assetto del paese.<br \/>\n*(Chiara Giorgi \u00e8 Professoressa associata in Storia Contemporanea (M-STO\/04) presso l&#8217;Universit\u00e0 degli studi di Roma \u201cLa Sapienza\u201d, Dipartimento di Filosofia,)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; Sinistrainrete Giacomo Gabellini*: UN VIETNAM ISRAELIANO?<br \/>\nhttps:\/\/www.sinistrainrete.info\/estero\/27025-giacomo-gabellini-un-vietnam-israeliano.html?idU=1&#038;utm_source=newsletter_1993&#038;utm_medium=email&#038;utm_campaign=newsletter-sinistrainrete&#038;acm=8045_1993<\/p>\n<p>Qualche giorno fa, il \u00abWashington Post\u00bb ha rivelato (https:\/\/www.sinistrainrete.info\/index.php?option=com_acymailing&amp;ctrl=url&amp;subid=8045&amp;urlid=106814&amp;mailid=1993) che, a partire dallo scatenamento<br \/>\ndell\u2019Operazione Spade di Ferro ( https:\/\/www.sinistrainrete.info\/index.php?option=com_acymailing&amp;ctrl=url&amp;subid=8045&amp;urlid=106815&amp;mailid=1993<br \/>\n), Israele ha lanciato contro la Striscia di Gaza oltre 22.000 bombe messe a disposizione dagli Stati Uniti, come si evince dai dati di intelligence di<br \/>\ncui il Congresso ha recentemente autorizzato la divulgazione. Entro l\u2019arco temporale in oggetto, Washington avrebbe fornito a Israele circa 15.000<br \/>\nordigni (comprese le bombe anti-bunker da 2.000 libbre) e pi\u00f9 di 50.000 proiettili di artiglieria. Un tipo di munizionamento smaccatamente<br \/>\nincompatibile le cosiddette \u201coperazioni chirurgiche\u201d, ma perfettamente coerente con una campagna di bombardamenti a tappeto come quella che le forze israeliane stanno conducendo contro la Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>ALL\u201911 DICEMBRE, IL MINISTERO DELLA SANIT\u00c0 DI GAZA QUANTIFICAVA (https:\/\/www.sinistrainrete.info\/index.php?option=com_acymailing&amp;ctrl=url&amp;subid=8045&amp;urlid=106816&amp;mailid=1993 ) in oltre 18.200 morti e circa 47.000 feriti il numero delle vittime palestinesi mietute dagli attacchi israeliani, senza distinguere tra civili ed effettivi di Hamas. All\u2019interno di un rapporto stilato dall\u2019Israeli Defense Force, invece, si giudica \u201cverosimile\u201d un ammontare complessivo pari a circa 15.000 morti, tra cui \u201coltre 5.000\u201d membri di Hamas. Un rapporto di due vittime civili per ogni miliziano di Hamas assassinato, che secondo (https:\/\/www.sinistrainrete.info\/index.php?option=com_acymailing&amp;ctrl=url&amp;subid=8045&amp;urlid=106817&amp;mailid=1993 ) il portavoce dell\u2019esercito israeliano Jonathan Conricus certificherebbe il successo delle operazioni militari. A suo avviso, \u00abqualora, come credo, i nostri numeri verranno confermati, si tratterebbe di un bilancio straordinariamente positivo e forse unico al mondo, se si confrontano questi dati con quelli afferenti a qualsiasi altro conflitto combattuto in territorio urbano tra un esercito e un\u2019organizzazione terroristica incorporata nella popolazioni locale che utilizza i<br \/>\ncivili come scudi umani\u00bb.<\/p>\n<p>Leggi tutto (https:\/\/www.sinistrainrete.info\/estero\/27025-giacomo-gabellini-un-vietnam-israeliano.html?utm_source=newsletter_1993&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=newsletter-sinistrainrete&amp;acm=8045_1993 )<br \/>\n*(Fonte:Sinistrainrete. Giacomo Gabellini (1985), saggista e ricercatore indipendente specializzato in questioni economiche e geopolitiche.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Sen. 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