{"id":43923,"date":"2023-11-25T11:44:37","date_gmt":"2023-11-25T11:44:37","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43923"},"modified":"2023-11-25T21:48:36","modified_gmt":"2023-11-25T21:48:36","slug":"n47-25-novembre-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43923","title":{"rendered":"N\u00b047 \u2013  25\/11\/2023 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Franco Ciancaglini*: BUENOS AIRES. L\u2019Argentina al tempo di Milei: \u00abPrepariamoci a scendere in strada ogni giorno\u00bb INTERVISTA A NORA CORTI\u00d1AS. La decana delle Nonne di Plaza de Mayo, 93 anni, si dice non sorpresa dall&#8217;exploit dell&#8217;estrema destra O2 &#8211; Giuliano Santoro*: Sinistra italiana apre il congresso e sfida le opposizioni. 420 delegati da 77 province. Una delegazione di Si alla piazza transfemminista. Fratoianni: \u00abContro la destra serve una mobilitazione unitaria\u00bb. Pace e diritti al centro del dibattito<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Laura Carrer *: La violenza contro le donne \u00e8 anche online. Il fenomeno della violenza perpetrata da uomini nei confronti di donne, perlopi\u00f9 partner o ex partner, vede sempre pi\u00f9 spesso una correlazione tra mondo digitale e mondo analogico<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Estero, Car\u00e8*(Pd): a Brisbane con l\u2019Anfe per la Settimana Della Cucina Italiana Nel Mondo<\/strong><br \/>\n<strong>05 \u2013 Migrazioni. * L\u2019emergere delle seconde generazioni \u00e8 un sintomo di integrazione degli stranieri, che scelgono di costruirsi una vita nel paese ospitante. Tuttavia spesso anche chi \u00e8 nato in Europa deve acquisire la cittadinanza. Solo in 4 paesi il tasso di naturalizzazione supera il 5%.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Violenza di genere*. Il contrasto alla violenza contro le donne in Italia sconta mancanze normative e politiche. Serve una strategia di lungo periodo per cambiare la societ\u00e0, a partire da interventi educativi e formativi, dentro e fuori dalle scuole.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Luca Zorloni*: Come funziona la prima simulazione di voto elettronico in Italia. Entro fine anno il governo deve spendere un milione di euro per sperimentare il voto da remoto. Il 13 e 14 dicembre il test. Chi partecipa. E chi sta costruendo la piattaforma digitale.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Alfiero Grandi*: Autonomia differenziata, va in aula al Senato il pasticcio della pseudo secessione<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Roberto Livi*: L\u2019ombra nera si allunga sul subcontinente. SUDAMERICAN PSYCHO. Nel futuro del Paese libert\u00e0 senza democrazia. Si rallegra la destra globale da Trump a Bolsonaro<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Claudia Fanti*. Ha vinto \u00abEl Loco\u00bb, da non crederci. Persino la siccit\u00e0 ha votato per lui. Sud american psycho. Cattiva notizia per l&#8217;ambiente, non per israele. Primi viaggi negli USA e a TEL AVIV. Il clima \u00abmenzogna socialista\u00bb e altri negazionismi.<\/strong><br \/>\n<strong>11 &#8211; Raffaele K. Salinari*: La norma penale come panacea per le paure sociali, &#8220;Mappe della giustizia mediterranea. Cultura secolare del processo e diritto islamico&#8221; del penalista egiziano Mohamed Arafa e del canonista italiano Domenico Bilotti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Franco Ciancaglini*: BUENOS AIRES. L\u2019ARGENTINA AL TEMPO DI MILEI: \u00abPREPARIAMOCI A SCENDERE IN STRADA OGNI GIORNO\u00bb<\/strong> INTERVISTA A NORA CORTI\u00d1AS. LA DECANA DELLE NONNE DI PLAZA DE MAYO, 93 ANNI, SI DICE NON SORPRESA DALL&#8217;EXPLOIT DELL&#8217;ESTREMA DESTRA.<\/p>\n<p>Ma di fronte alla negazione dei crimini della dittatura s&#8217;indigna: \u00abDOBBIAMO UNIRCI, FARE RIUNIONI, VOLERCI, AMARCI. PER SUPERARE QUEST\u2019EPOCA DIFFICILE. IL PAESE HA VISSUTO DI TUTTO, CI SONO STATI PERSONAGGI TERRIBILI, LUI \u00c8 UNO DI LORO. MA POSSIAMO. POSSIAMO\u00bb<\/p>\n<p>Tutti i gioved\u00ec alle 15.30 dai tempi della dittatura militare, le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo girano intorno alla Pir\u00e1mide de Mayo. A cento metri dalla Casa Rosada, il palazzo del governo dove Alberto Fern\u00e1ndez sta trascorrendo i suoi ultimi giorni da presidente in attesa dell\u2019arrivo di Javier Milei, previsto per il prossimo 10 dicembre. Attraverso quelle \u00abronde\u00bb intorno al monumento le Madri e le Nonne esprimono una pratica di lotta e memoria che dura nel tempo e al di l\u00e0 dei governi. Una persistenza che non ha eguali in Argentina.<\/p>\n<p>NEGLI ANNI \u201970 RIUSCIRONO A RENDERE VISIBILE, PRIMA CON I PANNOLINI DI TELA E POI CON I FAZZOLETTI BIANCHI IN TESTA, CHE I LORO FIGLI E NIPOTI ERANO DESAPARECIDOS.<br \/>\nNegli \u201980 le Madri e le Nonne furono artefici del recupero della democrazia. Nei \u201990 continuarono a girare in cerchio contro le leggi di Carlos Menem che perdonarono i militari. Nel 2001 furono picchiate brutalmente dalla polizia durante le rivolte di dicembre, alle quali ovviamente parteciparono.<br \/>\nDopo i governi Kirch neristi, durante i quali sono state istituzionalizzate molte delle loro proposte, \u00e8 arrivato il tempo di Mauricio Macri che ha rifiutato le Madri e le Nonne definendo la loro lotta un \u00abbusiness\u00bb. Ma il nemico definitivo, mentre in tante hanno ormai raggiunto o superato i 90 anni, sembra il prossimo inquilino della Casa Rosada: Javier Milei rivendica apertamente la dittatura, nega la cifra dei 30mila desaparecidos e tratta il movimento dei diritti umani con frasi polemiche che sembravano cancellate dal lessico dell\u2019Argentina.<br \/>\nIl presidente eletto, neoliberale e di ultradestra, sar\u00e0 accompagnato dalla vice Victoria Villaruel, una donna che ha dedicato la vita alle organizzazioni che rivendicano i militari e sostengono che in Argentina non ci fu una dittatura ma una \u00abguerra\u00bb tra lo Stato e i guerriglieri. Nonostante le numerose sentenze che hanno condannato per crimini contro l\u2019umanit\u00e0 centinaia di militari, tra i quali la giunta guidata da Jorge Videla, e che hanno dimostrato la pianificazione sistematica della morte e della sparizione delle persone, quelli come Villaruel hanno avuto l\u2019unica missione di negare tutto questo.<br \/>\nUna delle Madri che in questi anni ha continuato non solo la lotta per \u00abverit\u00e0, memoria e giustizia\u00bb, ma anche una critica a tutti i governi di turno, incluso il ciclo di N\u00e9stor e Cristina Kirchner, \u00e8 Nora Corti\u00f1as, probabilmente l\u2019esatto opposto di Villaruel. A 93 anni, Nora continua ostinatamente a girare intorno alla Plaza de Mayo, come pi\u00f9 di quattro decenni fa, anche se adesso deve farlo su una sedia a rotelle.<br \/>\nQUEST\u2019INTERVISTA AL MANIFESTO LA RILASCIA NELLA \u00abRONDA\u00bb DEL PRIMO GIOVED\u00cc DOPO LA VITTORIA DI MILEI E Villaruel.<br \/>\nA differenza di altri momenti, in cui le Madri e le Nonne erano solite marciare da sole, questa volta centinaia di persone si avvicinano per sostenerle come simbolo e azione concreta contro quello che sta per arrivare. Tra i tamburi che rimbombano la voce di Nora risuona ogni volta pi\u00f9 bassa, ma le sue parole sono sempre pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>\u00c8 PREOCCUPATA DALL\u2019ARRIVO AL POTERE DI MILEI?<br \/>\nNon mi sorprende. Non iniziamo a dare la colpa ai \u201cMilei\u201d. Le colpe sono passeggere. Lavoriamo piuttosto per sostenere queste bandiere come abbiamo sempre fatto. Adesso pi\u00f9 che mai.<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 NON \u00c8 SORPRESA?<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019Argentina \u00e8 disfatta. Le famiglie che si impoverite con il governo di Alberto Fern\u00e1ndez stanno soffrendo. L\u2019Argentina ha perso sovranit\u00e0, potere economico e quello che abbiamo di fronte sar\u00e0 ancora peggiore: verranno per il litio, per il petrolio, per un sacco di risorse che abbiamo e di cui dovremmo prenderci cura. Prepariamoci a scendere in strada ogni giorno.<\/p>\n<p>LEI HA 93 ANNI, PI\u00d9 DI 50 DI LOTTA: COME SI FA A SCENDERE IN STRADA TUTTI I GIORNI?<br \/>\nQuesti decenni mi hanno dimostrato che la storia la facciamo noi, non i presidenti. Uno come Milei viene eletto per affari, non per idee. Al contrario nostro. Perci\u00f2 dobbiamo unirci, stare in contatto, fare riunioni, volerci, amarci. Per sopportare quest\u2019epoca difficile. L\u2019Argentina ha vissuto di tutto, ci sono stati personaggi terribili, lui \u00e8 uno di loro. Ma possiamo. Possiamo.<\/p>\n<p>NON FA PAURA IL FUTURO PROSSIMO?<br \/>\nMi fa paura perch\u00e9 non basteranno 20 anni per rifare tutte le cose che distruggeranno, se rispetteranno quello che hanno promesso: privatizzazioni, apertura delle importazioni, indottrinamento nelle scuole\u2026 Bisogna parlare con i giovani, organizzare delle campagne per reagire.<\/p>\n<p>LA PREOCCUPA CHE I GIOVANI SIANO STATI I PRINCIPALI ELETTORI DI MILEI?<br \/>\nBisogna discutere ovunque di quello che successe con il terrorismo di Stato, soprattutto con i ragazzi giovani. Perch\u00e9 ora molti di loro sembrano non conoscere quello che la dittatura fece a questo paese. Dobbiamo andare a cercarli, insegnare ancora. Perch\u00e9 si vede che tutto quello che abbiamo fatto finora, che \u00e8 stato tanto, non \u00e8 bastato. Milei ha vinto attraverso un voto democratico perch\u00e9 la gente sta male dal punto di vista economico, ma non possiamo dimenticare che rivendica la dittatura.<br \/>\nCome immagina le ronde del gioved\u00ec quando Milei avr\u00e0 assunto i poteri?<br \/>\nCome sempre. Perch\u00e9 ogni gioved\u00ec \u00e8 speciale: \u00e8 un nuovo incontro con i nostri figli e le nostre figlie.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Franco Ciancaglini. Giornalista argentino, direttore del sito cooperativo lavaca.org.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>O2 &#8211; Giuliano Santoro*: SINISTRA ITALIANA APRE IL CONGRESSO E SFIDA LE OPPOSIZIONI. 420 DELEGATI DA 77 PROVINCE. UNA DELEGAZIONE DI SI ALLA PIAZZA TRANSFEMMINISTA.<\/strong> FRATOIANNI: \u00abCONTRO LA DESTRA SERVE UNA MOBILITAZIONE UNITARIA\u00bb. PACE E DIRITTI AL CENTRO DEI DIBATTITO.<\/p>\n<p>Accade quello che \u00e8 giusto che accada a una comunit\u00e0 che non \u00e8 avulsa dai conflitti sociali: al congresso di Sinistra italiana di Perugia irrompe la grande mobilitazione transfemminista e impone di prendere posizione. Dunque, il segretario Nicola Fratoianni dice che trover\u00e0 il modo, oggi pomeriggio, di partecipare alla piazza perugina.<br \/>\nLo ascoltano 420 delegati, a leggera prevalenza maschile, eletti in settantasette assemblee provinciali, per il terzo congresso di Si. \u00abLa prima parola che voglio pronunciare \u00e8 pace\u00bb dice Fratoianni aprendo una relazione che rimanda alla necessit\u00e0 di costruire un ordine globale multipolare, giusto e democratico. Perch\u00e9, prosegue, \u00abnonostante tutto, il senso di impotenza non prevalga\u00bb.<br \/>\nIL DOCUMENTO che lo vede come primo firmatario ha raccolto poco pi\u00f9 del 90% dei consensi. Parla un linguaggio che non elude le grandi questioni globali e prova la (nient\u2019affatto facile) operazione di farlo atterrare dentro la politica quotidiana e le mosse tattiche. Lo applaude in prima fila Nichi Vendola.<br \/>\n\u00abNon \u00e8 il tempo di aggiustamenti parziali di un meccanismo distruttivo \u2013 vi si legge tra l\u2019altro \u2013 Si devono creare, con urgenza, le condizioni perch\u00e9 la critica e il superamento della natura violenta e predatoria del capitalismo e del patriarcato diventi egemonia culturale, speranza di una nuova storia dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. Di fronte a tutto ci\u00f2, recita il documento, \u00abnon individuiamo alcuna priorit\u00e0 fra le lotte, ma consideriamo decisivo il loro intreccio perch\u00e9 possano reciprocamente contaminarsi e rafforzarsi\u00bb.<br \/>\nDa qui l\u2019ammissione dei limiti: \u00abNon siamo immuni alla crisi della politica, n\u00e9 estranei alle fratture che negli anni si sono prodotte a sinistra. Questo ci consegna un partito fragile sotto il profilo organizzativo, con un numero troppo basso di iscritti, militanti e amministratori locali, non sempre in grado di promuovere vertenze e di esserne adeguatamente parte\u00bb.<\/p>\n<p>Va detto che anche il documento di minoranza insiste sulla necessit\u00e0 innovare le categorie e le forme della politica. Contesta per\u00f2 al gruppo dirigente di aver fatto ricorso a \u00abprocessi privi di condivisione strategica e di percorsi di confronto trasparenti e partecipati\u00bb che avrebbe esposto Si \u00abai personalismi e alla volatilit\u00e0 degli interlocutori\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLE IMMAGINI dei giovani che trasformano il minuto di silenzio chiesto da Valditara in un minuto di rumore raccontano di quanto la soggettivit\u00e0 femminile stia scavando nella crisi del patriarcato\u00bb scandisce Fratoianni. Sostiene che questa contraddizione emersa nei giorni scorsi dopo il tragico caso di femminicidio che ha coinvolto Giulia Cecchettin, \u00e8 in grado di colpire al cuore e far crollare l\u2019impalcatura del pensiero conservatore. L\u2019altro tema \u00e8 la campagna del governo contro i poveri, in nome del fatto che chi resta indietro in fondo se lo \u00e8 meritato, e contro i lavoratori, coi sindacati sotto attacco.<\/p>\n<p>E l\u2019ambiente: quello che Fratoianni chiama \u00abclimafreghismo\u00bb \u00e8 un mix di asservimento alle grandi lobby e ideologia reazionaria. Qui torna la questione della \u00abverticalizzazione del potere e dello svuotamento del Parlamento\u00bb rappresentata dal premierato ma anche dall\u2019esperienza quotidiana, dal ricorso continuo alla decretazione d\u2019urgenza e alle questioni di fiducia. Fratoianni ricorda gli ultimi anni: la scelta dell\u2019opposizione a Draghi con la forza minima di un solo deputato e poi la scelta, \u00abin controtendenza\u00bb, di fondare Alleanza Verdi Sinistra.<\/p>\n<p>La prossima sfida elettorale \u00e8 quella dell\u2019Ue: \u00abDi fronte alle destre nazionaliste e liberiste \u00e8 fondamentale, quindi, lavorare affinch\u00e9 nel prossimo Parlamento europeo siano maggioranza le forze della sinistra di alternativa, quelle socialiste e democratiche e quelle verdi e ambientaliste\u00bb. La proposta \u00e8 quella anticipata nella partecipata assemblea romana dello scorso 5 novembre: \u00abCi rivolgiamo ancora una volta alle forze politiche, alle esperienze civiche, ai movimenti, alle singole personalit\u00e0: Avs pu\u00f2 essere un punto di riferimento nella costruzione di una larga convergenza\u00bb.<br \/>\nPER IOLE BELARRA, segretaria di Podemos, \u00able forze progressiste e popolari hanno il compito di lavorare insieme, l\u2019estrema destra pu\u00f2 essere fermata solo con pi\u00f9 diritti e democrazia\u00bb. C\u2019\u00e8 anche Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, che sostiene che \u00abla vittoria delle destre viene proprio dopo i governi di centrosinistra o appoggiati dal centrosinistra\u00bb.<br \/>\nL\u2019impressione \u00e8 che la partita delle europee, con lo sbarramento del 4%, sia aperta tra le forze a sinistra del Pd. Nel 2024 si voter\u00e0 anche in 5 regioni e circa 3800 comuni: l\u2019invito di Si \u00e8 quello di scongiurare le divisioni delle politiche per non lasciare il campo alle destre.<br \/>\nIl primo passaggio potrebbe essere una grande manifestazione unitaria delle opposizioni. Con tre parole d\u2019ordine: per il salario minimo e contro autonomia differenziata e premierato. Il tema delle alleanze riprende oggi, con Elly Schlein e Giuseppe Conte.<br \/>\n*(Giuliano Santoro, \u00e8 arrivato al manifesto occupandosi di politica al tempo della crisi della rappresentanza.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Laura Carrer *: LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE \u00c8 ANCHE ONLINE.<\/strong> IL FENOMENO DELLA VIOLENZA PERPETRATA DA UOMINI NEI CONFRONTI DI DONNE, PERLOPI\u00d9 PARTNER O EX PARTNER, VEDE SEMPRE PI\u00d9 SPESSO UNA CORRELAZIONE TRA MONDO DIGITALE E MONDO ANALOGICO.<\/p>\n<p>Lo dimostra un caso recente di violenza di genere che ha coinvolto una donna di Liverpool, nel Regno Unito, vittima di stalking, minacce e molestie da parte di un uomo per pi\u00f9 di un anno.<br \/>\nL\u2019uomo \u00e8 stato arrestato dalla polizia e si \u00e8 dichiarato colpevole di differenti reati, assumendosi poi una responsabilit\u00e0 generale sul caso di violenza. \u00c8 stato condannato a una pena detentiva di sette anni e otto mesi. La vicenda non \u00e8 unicamente rilevante perch\u00e9 riporta l\u2019ennesimo caso di violenza nei confronti di una donna, ma anche per le modalit\u00e0 attraverso cui questo comportamento prevaricatore \u00e8 stato portato avanti per un tempo cos\u00ec lungo.<br \/>\nDurante il processo \u00e8 stato infatti possibile ricostruire come l\u2019uomo avesse sviluppato una vera e propria ossessione per la donna, che lo aveva portato a inviarle centinaia di messaggi e a chiamarla circa 30-40 volte al giorno sul suo telefono personale. In alcune situazioni l\u2019uomo si \u00e8 spinto anche fino a fingere di essere sua madre, dichiarando che il figlio si era ucciso proprio per il rifiuto della donna. Per rendere ancora pi\u00f9 reale l\u2019evento, mai realmente accaduto, l\u2019uomo aveva contattato pi\u00f9 volte la donna impersonando anche alcuni suoi parenti che esprimevano condoglianze per il suicidio di quello che definivano il suo ragazzo.<br \/>\nRhys Hardman, questo il nome dell\u2019uomo, aveva poi creato un account social su Facebook utilizzando il nome della vittima. Gli scopi del profilo erano molteplici, tra cui quello di dichiarare pubblicamente la registrazione della donna sulla piattaforma OnlyFans, un sito che permette ai creator digitali di condividere contenuti esclusivi con i propri follower a pagamento. Molto spesso questi contenuti sono a sfondo sessuale o erotico. L\u2019intento, in questo caso, era di diffamare la donna.<br \/>\nUn ulteriore account Facebook a nome \u201cJessica\u201d, ex fidanzata della donna, serviva invece per richiedere alla vittima fotografie di nudo: circostanza nella quale l\u2019uomo \u00e8 riuscito ad ottenere una ventina di fotografie che per\u00f2 non ritraevano il volto della vittima. Hardman aveva anche utilizzato la chat di un\u2019altra applicazione, Snapchat, per bombardare di messaggi la vittima al fine di indurla a condividere ulteriori immagini e minacciarla di eventuali ripercussioni in caso non l\u2019avesse fatto.<br \/>\nIl punto di svolta dell\u2019intera vicenda, che ha portato le minacce e lo stalking su un piano pi\u00f9 fisico, \u00e8 avvenuto durante le vacanze natalizie del 2022 quando Hardman si \u00e8 presentato sul posto di lavoro della donna per consegnarle dei regali. In quella circostanza quest\u2019ultima \u00e8 potuta sfuggire passando da una porta sul retro. Hardman si \u00e8 presentato anche altre due notti tra capodanno e il mese di gennaio, eventi che hanno spinto la donna a licenziarsi dal posto di lavoro.<br \/>\nQuando Hardman era in attesa di processo \u00e8 andato per l\u2019ultima volta a casa della donna fingendo di essere un poliziotto e, una volta fattosi aprire dal padre della vittima, aveva chiesto dettagli circa la vita personale e sentimentale della figlia. La stessa notte, dopo incessanti telefonate e messaggi alla vittima, ha tentato il suicidio gettandosi da un fiume senza per\u00f2 morire.<br \/>\nNel 2020 la Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo ha introdotto la casististica di cyberbullismo, cyberstalking, condivisione non consensuale di materiale intimo nel pi\u00f9 ampio cappello della violenza domestica.<br \/>\n*(a cura di: Laura Carrer, giornalista freelance e ricercatrice. Scrive di sorveglianza di stato, tecnologia all\u2019intersezione con i diritti umani, piattaforme tecnologiche e spazio urbano su IrpiMedia, Wired, Il Post, Il Manifesto e altri.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Estero, Car\u00e8(Pd): A BRISBANE CON L\u2019ANFE<\/strong> PER LA SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO. HO PARTECIPATO ALLA CENA ORGANIZZATA ALL\u2019ANFE CLUB ITALIANO DI BRISBANE PER CELEBRARE \u201cLa Settimana Della Cucina Italiana Nel Mondo\u201d ed \u00e8 stata un enorme successo, grazie all\u2019insostituibile supporto della Presidentessa Maria Maruca e di quanti hanno partecipato \u00e8 alla console d\u2019Italia a Brisbane Luna Angelini Marinucci. Nel 2023, la cucina italiana \u00e8 stata candidata per entrare a fare parte della lista Unesco. La cucina italiana tra sostenibilit\u00e0 e diversit\u00e0 bio-culturale \u00e8 il titolo del dossier di candidatura presentato dal Ministero e sottolinea la ricchezza di un panorama gastronomico che non \u00e8 fatto solo di prodotti di eccellenza e tradizioni ma rappresenta l\u2019insieme delle pratiche sociali, dei riti e della gestualit\u00e0 basate sui tanti sapori locali e regionali. Non volevo mancare a questa importante celebrazione per l\u2019Italia e il gusto italiano nel mondo e ritengo che sia importante promuovere le tradizioni culinarie italiane e la conoscenza enogastronomica come tratto distintivo dell\u2019identit\u00e0 e della cultura italiana.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Chamber of Deputies &#8211; IV Commissione Difesa &#8211; Defence Committee -Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 MIGRAZIONI. * L\u2019EMERGERE DELLE SECONDE GENERAZIONI \u00c8 UN SINTOMO DI INTEGRAZIONE DEGLI STRANIERI, CHE SCELGONO DI COSTRUIRSI UNA VITA NEL PAESE OSPITANTE.<\/strong> TUTTAVIA SPESSO ANCHE CHI \u00c8 NATO IN EUROPA DEVE ACQUISIRE LA CITTADINANZA. SOLO IN 4 PAESI IL TASSO DI NATURALIZZAZIONE SUPERA IL 5%.<\/p>\n<p>MIGRANTI<br \/>\n\u2022 GLI ADULTI DI SECONDA GENERAZIONE IN UE SONO CIRCA 900MILA.<br \/>\n\u2022 IL TASSO DI NATURALIZZAZIONE DEGLI EXTRA-COMUNITARI IN ITALIA (IL RAPPORTO TRA CHI HA OTTENUTO LA CITTADINANZA E IL TOTALE DEI RESIDENTI STRANIERI) \u00c8 PARI AL 2,9%.<\/p>\n<p>Una delle dinamiche pi\u00f9 importanti che caratterizzano gli ultimi decenni di immigrazione in Europa \u00e8 che oggi molti cittadini nati nel vecchio continente e cresciuti in un contesto europeo sono di discendenza straniera. Parliamo in questo caso di seconde generazioni, che si distinguono dalle prime, costituite dai residenti nati all\u2019estero.<br \/>\nNon sempre, per\u00f2, dal punto di vista legale queste persone sono automaticamente considerate cittadini europei. Laddove come in Italia non esiste lo ius soli (l\u2019acquisizione della cittadinanza nel paese dove si nasce), anche le seconde generazioni sono tenute a seguire un percorso di naturalizzazione, vale a dire una pratica di ottenimento della cittadinanza in seguito a una richiesta.<br \/>\nQUESTA STRADA \u00c8 SPESSO LUNGA E DIFFICOLTOSA.<br \/>\nLe acquisizioni di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia.<br \/>\nBasti pensare che il tasso di naturalizzazione dei cittadini extra-comunitari nel nostro paese \u00e8 inferiore al 3%.<br \/>\nPRIME E SECONDE GENERAZIONI IN EUROPA<br \/>\nDa diversi decenni ormai l\u2019Europa \u00e8 diventata terra di immigrazione e oggi oltre un quinto della sua popolazione residente in et\u00e0 lavorativa (tra i 15 e i 64 anni) \u00e8 nata all\u2019estero o ha almeno un genitore nato all\u2019estero (61 milioni di persone). Se escludiamo i flussi migratori interni all\u2019Ue e consideriamo soltanto i cittadini extra-comunitari e i loro discendenti, parliamo di circa 17 milioni di persone: il 6% della popolazione europea.<br \/>\nComplessivamente, in oltre il 90% dei casi si tratta di persone straniere per nascita (nel caso degli extra-comunitari) ma, conseguentemente al fatto che queste spesso si stabilizzano nel paese ospitante e vi trascorrono il resto della propria vita, diventa sempre pi\u00f9 consistente il gruppo dei discendenti. Ovvero le cosiddette seconde generazioni, con cui l\u2019ufficio statistico dell\u2019Unione europea identifica sia le persone che hanno entrambi i genitori stranieri che i figli di unioni miste.<\/p>\n<p>PURTROPPO SOLTANTO 16 PAESI DELL\u2019UNIONE RILEVANO QUESTO TIPO DI DATO DISTINGUENDO CITTADINI EUROPEI ED EXTRA-COMUNITARI.<br \/>\n898MILA GLI ADULTI NATI NELL\u2019UNIONE EUROPEA MA FIGLI DI ALMENO UN GENITORE EXTRA-COMUNITARIO, NEL 2022.<br \/>\nQuesto dato, raccolto da Eurostat, riguarda solamente le persone in et\u00e0 lavorativa. Pertanto esclude la fascia pi\u00f9 giovane, che in paesi di immigrazione relativamente recente come l\u2019Italia \u00e8 quella in cui verosimilmente le seconde generazioni incidono di pi\u00f9. Inoltre, tiene conto della cittadinanza dei genitori e non del loro paese di nascita.<br \/>\nI valori cambiano se si considera il paese di nascita dei genitori anzich\u00e9 la cittadinanza.<br \/>\nPer questo vale la pena paragonare i dati a quelli di una rilevazione compiuta nel 2014, che invece riguarda i discendenti di persone nate in paesi extra-Ue. Ne emerge che gli adulti nati in Europa ma figli di persone nate in paesi extra-Ue erano pi\u00f9 di 2,7 milioni \u2013 escludendo Bulgaria, Germania, Malta, Slovacchia e Romania, per cui i dati non sono disponibili. Il fatto che il dato risulta molto pi\u00f9 elevato potrebbe indicare che queste sono ormai a tutti gli effetti \u201cterze generazioni\u201d, figlie di persone che sono state naturalizzate. Pi\u00f9 della met\u00e0 (1,5 milioni) si trova in Francia. In Italia il numero di seconde e di terze generazioni si attesta, in entrambi i casi, sulle 115mila persone.<\/p>\n<p>I PROCESSI DI NATURALIZZAZIONE SONO ANCORA LENTI<br \/>\nL\u2019emergere di seconde generazioni \u00e8 un sintomo di integrazione, perch\u00e9 prodotto dalla decisione di rimanere nello stato ospitante, facendo progetti a lungo termine, piuttosto che soggiornarvi di passaggio. Tuttavia nascere in un paese non vuol dire sempre esserne legalmente un cittadino.<br \/>\nA oggi infatti nessuno stato europeo concede la cittadinanza per nascita (ius soli) automaticamente. Si richiede che i genitori abbiano soggiornato per un certo tempo prima della nascita (un periodo compreso tra i 3 e i 10 anni).<br \/>\nQUESTA VERSIONE DELLO IUS SOLI \u00c8 IN VIGORE IN SOLI 4 PAESI MEMBRI (BELGIO, GERMANIA, IRLANDA E PORTOGALLO).<br \/>\nUn\u2019altra opzione, definita doppio ius soli, consiste nel concedere la cittadinanza quando uno dei due genitori \u00e8 nato nel paese, ed esiste in 7 stati (Francia, Lussemburgo, Portogallo, Paesi Bassi, Spagna, Belgio e Grecia). In tutti gli altri stati membri non \u00e8 prevista nessuna variante e quindi le seconde generazioni sono costrette a seguire processi di naturalizzazione come se fossero straniere.<\/p>\n<p>18 I PAESI UE IN CUI NON ESISTE ALCUNA FORMA DI IUS SOLI (2018).<br \/>\nIn Italia la cittadinanza pu\u00f2 essere acquisita tramite tre modalit\u00e0: per residenza (dopo almeno 10 anni, la soglia pi\u00f9 elevata d\u2019Europa), per matrimonio o per trasmissione o elezione (con cui si intende lo ius sanguinis, ovvero la ricezione della nazionalit\u00e0 dei genitori).<br \/>\nIl numero di persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana ha avuto un andamento oscillante, con un aumento intorno agli anni 2015 e 2016 e un successivo ridimensionamento. A oggi, siamo il decimo paese in Ue per tasso di naturalizzazione dei cittadini extra-comunitari, intendendo con questo il rapporto tra gli chi ha ottenuto la cittadinanza e il totale degli stranieri residenti nello stesso anno.<\/p>\n<p>IN 23 PAESI UE SU 27 IL TASSO DI NATURALIZZAZIONE \u00c8 INFERIORE AL 5%<br \/>\nI CITTADINI EXTRA-COMUNITARI CHE HANNO OTTENUTO LA CITTADINANZA NEI PAESI MEMBRI (2021)<\/p>\n<p>Solo in Svezia e nei Paesi Bassi il tasso di naturalizzazione supera il 10%, mentre in 6 paesi dell\u2019Europa centrale e baltica (Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Estonia, Lettonia e Lituania) non arriva all\u20191%. In Italia si attesta appena al di sotto del 3%.<br \/>\nQueste basse percentuali dovrebbero farci riflettere sul processo di inclusione sociale in Europa. La cittadinanza, infatti, consente l\u2019ottenimento di diritti e doveri a chi l\u2019acquisisce, contribuendo all\u2019integrazione degli stranieri su un territorio e alla crescita delle comunit\u00e0, peraltro in un continente dove la popolazione \u00e8 in progressivo invecchiamento.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; VIOLENZA DI GENERE*. IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE IN ITALIA SCONTA MANCANZE NORMATIVE E POLITICHE. SERVE UNA STRATEGIA DI LUNGO PERIODO PER CAMBIARE LA SOCIET\u00c0, A PARTIRE DA INTERVENTI EDUCATIVI E FORMATIVI, DENTRO E FUORI DALLE SCUOLE.<\/strong><\/p>\n<p>\u2022 LE NORME VIGENTI NON BASTANO PER SRADICARE UN FENOMENO STRUTTURALE E TUTT&#8217;ALTRO CHE IN CALO. BISOGNA EDUCARE DENTRO E FUORI DALLE SCUOLE.<br \/>\n\u2022 A LIVELLO GIURIDICO E STATISTICO \u00c8 IMPOSSIBILE IDENTIFICARE CON CHIAREZZA I FEMMINICIDI. SERVONO PI\u00d9 DATI.<br \/>\n\u2022 87 LE DONNE UCCISE IN AMBITO FAMILIARE E AFFETTIVO DA INIZIO 2023. \u00c8 IL 29% DI TUTTI GLI OMICIDI.<br \/>\n\u2022 NEL 2022 L&#8217;80% DELLE VITTIME DI REATI SPIA \u00c8 DONNA. 5.452 SONO SOLO LE VITTIME DI VIOLENZA SESSUALE, IL DATO PI\u00d9 ALTO DEGLI ULTIMI 4 ANNI.<\/p>\n<p>Ieri il senato ha dato il via libera al disegno di legge di iniziativa governativa, recante disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica. Gi\u00e0 approvato dalla camera dei deputati, l\u2019atto non si discosta di molto dalla normativa vigente sul tema. Rafforzamento delle capacit\u00e0 di intervento delle forze dell\u2019ordine, inasprimento delle pene e, almeno a livello normativo, supporto alle vittime di violenza. Questo l\u2019approccio consolidato, che tuttavia non basta a limitare efficacemente un fenomeno cos\u00ec strutturale. La violenza di genere si pu\u00f2 contrastare solo cambiando il paradigma sociale e culturale in cui \u00e8 radicata.<br \/>\n\u00c8 conseguenza della posizione sociale di inferiorit\u00e0 attribuita alla donna in tutte le sfere della sua vita. Vai a \u201cCHE COSA SI INTENDE PER DISPARIT\u00c0 DI GENERE\u201d<br \/>\nPer farlo serve una strategia a lungo termine, che miri a un cambiamento profondo. Con interventi formativi sul lavoro, negli spazi pubblici e soprattutto rivolti all\u2019educazione nelle scuole. Per insegnare a bambini e ragazzi un approccio sano e rispettoso alle relazioni affettive e sessuali. E gli strumenti per proteggere s\u00e9 stessi e gli altri.<br \/>\nSexuality education equips children and young people with the knowledge, skills, attitudes and values that help them to protect their health, develop respectful social and sexual relationships, make responsible choices and understand and protect the rights of others.<\/p>\n<p>\u2013 ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANIT\u00c0, EDUCAZIONE SESSUALE<br \/>\nSi tratta di una sfida prima di tutto culturale, che certamente non si esaurisce con l\u2019approvazione di una legge. Tuttavia nell\u2019approvare il disegno di legge di cui abbiamo parlato in apertura, i deputati lo scorso 26 ottobre hanno bocciato l\u2019emendamento \u2013 sostenuto da tutti i partiti di opposizione \u2013 che chiedeva proprio di introdurre l\u2019educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Salvo poi che il tema \u2013 come purtroppo accade spesso \u2013 \u00e8 tornato al centro del dibattito a seguito di un evento drammatico: l\u2019uccisione della 22enne Giulia Cecchettin.<br \/>\nDopo varie dichiarazioni sia della maggioranza che dell\u2019opposizione, negli ultimi giorni sembra essersi aperto un dialogo tra la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e la presidente del consiglio Giorgia Meloni, per approvare una legge insieme. Tuttavia \u00e8 ancora presto per sapere se questo confronto si concretizzer\u00e0, o se cadr\u00e0 nel vuoto una volta calata l\u2019attenzione del dibattito pubblico. Considerando anche le divergenze delle forze politiche in tema di educazione affettiva e sessuale.<br \/>\nIn vista della giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, abbiamo ricostruito i limiti dell\u2019azione normativa e politica del nostro paese. Nel contrasto di un fenomeno che \u00e8 sempre troppo grave, come dimostrano anche i dati.<\/p>\n<p>IL QUADRO NORMATIVO<br \/>\nCon la legge 77 del 2013 l\u2019Italia ha ratificato la convenzione di Istanbul, facendo un primo passo concreto in termini normativi per il contrasto alla violenza sulle donne. Questo trattato internazionale introduce diversi standard che i paesi sono tenuti a raggiungere. Dalla prevenzione e condanna della violenza, alla protezione e al sostegno delle vittime. La convenzione richiede anche un impegno sulla raccolta di dati e informazioni riguardo il fenomeno. E invita a introdurre nelle scuole materiali didattici sui temi della parit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p>IL QUADRO NORMATIVO SULLA VIOLENZA DI GENERE \u00c8 FRAMMENTATO.<br \/>\nAlla ratifica della convenzione \u00e8 seguita nel nostro paese l\u2019adozione del decreto legge 93\/2013, per implementarne gli interventi. L\u2019atto in particolare ha introdotto lo strumento dei piani d\u2019azione contro la violenza di genere. Finanziati dal fondo per le pari opportunit\u00e0, questi piani triennali rappresentano la strategia nazionale sul tema. Oltre al potenziamento delle strutture di soccorso e supporto alle vittime, mirano alla formazione delle professionalit\u00e0 che possono entrare in contatto con episodi violenti.<br \/>\nA questi interventi \u00e8 seguita l\u2019approvazione della legge 69\/2019 (il cosiddetto \u201ccodice rosso\u201d), che ha rafforzato le tutele processuali per le vittime, inasprito le pene previste per alcuni reati e ne ha inseriti di nuovi nel codice penale. Come il delitto di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti (il cosiddetto revenge porn). Con la successiva legge 134\/2021, tutte le misure introdotte con questo atto sono state estese anche ai casi di violenza tentata.<br \/>\nPer quanto diversi interventi possano essere valutati positivamente, nessuno di questi atti ha introdotto momenti educativi e formativi su affettivit\u00e0 e sessualit\u00e0, n\u00e9 dentro n\u00e9 fuori dalla scuola, fatta eccezione per specifiche professionalit\u00e0. Non \u00e8 stato colto neanche il suggerimento della convenzione di Istanbul, di integrare nelle scuole materiali didattici sul tema.<\/p>\n<p>LE COMMISSIONI PARLAMENTARI<br \/>\nTra gli interventi che si sono susseguiti negli anni, va considerata anche l\u2019istituzione nelle ultime legislature di commissioni d\u2019inchiesta su femminicidio e violenza di genere. Nella XVII e XVIII tale commissione era solo al senato, mentre dallo scorso 26 luglio \u00e8 operativa per la prima volta una commissione bicamerale. Al momento \u00e8 ancora troppo presto per valutarne l\u2019operato. Le audizioni finora si sono concentrate solo su un piano conoscitivo e di ricognizione sul tema attraverso incontri e testimonianze esterne. Ma senza produzione di documenti, relazioni o proposte di legge.<br \/>\nGuardando al passato invece, la commissione al senato della XVIII legislatura ha proposto e portato ad approvazione la legge 53\/2022. Un atto che ha introdotto nuove regole relative alla raccolta dei dati statistici sul fenomeno. In particolare, ha implementato obblighi di trasmissione dei dati su episodi di violenza di genere da parte di vari enti, incluse le strutture sanitarie pubbliche. E ha definito la raccolta di indicatori quali la relazione tra l\u2019autore e la vittima di reato e la presenza dei servizi offerti dai centri antiviolenza e dalle case rifugio.<br \/>\nL\u2019ordinamento italiano non prevede misure volte a contrastare specificamente ed esclusivamente condotte violente verso le donne, n\u00e9 prevede specifiche aggravanti quando alcuni delitti abbiano la donna come vittima. Per il nostro diritto penale, se si esclude il delitto di mutilazioni genitali femminili, il genere della persona offesa dal reato non assume uno specifico rilievo, e conseguentemente non \u00e8 stato fino a pochi anni fa censito nelle statistiche giudiziarie.<\/p>\n<p>\u2013 CENTRO STUDI CAMERA DEI DEPUTATI, LA RACCOLTA DI DATI STATISTICI SULLA VIOLENZA DI GENERE E IL SUO POTENZIAMENTO CON LA LEGGE N. 53 DEL 2022<br \/>\nTuttavia, nonostante la legge 53\/2022, i dati a disposizione non sono ancora sufficienti per raccontare la violenza di genere in tutte le sue manifestazioni, denunciate e non. N\u00e9 per superare i limiti della mancata definizione giuridica di femminicidio.<br \/>\nOmicidi di donne in ambito familiare e affettivo<br \/>\nIl femminicidio \u00e8 l\u2019omicidio di una donna in quanto tale, cio\u00e8 per via del suo genere. Questa \u00e8 la definizione data dalla commissione statistica delle nazioni unite e adottata da Istat. Individuare precisamente tale fattispecie richiede numerose informazioni. Riguardo la relazione tra vittima e autore (familiare, sentimentale, amicale, lavorativa), eventuali episodi violenti precedenti, le modalit\u00e0 e il contesto in cui ha avuto luogo l\u2019uccisione e molto altro. Tutti aspetti che richiedono tempo per essere definiti e che passano attraverso indagini e processi.<br \/>\nIn Italia, non sono disponibili tutte queste informazioni, che solo in futuro si potranno rilevare grazie alla collaborazione inter-istituzionale con il Ministero dell\u2019Interno. Tuttavia, gi\u00e0 a partire dalle informazioni disponibili (relazione tra vittima e autore, movente, ambito dell\u2019omicidio) \u00e8 possibile delineare un primo quadro.<\/p>\n<p>\u2013 ISTAT, VITTIME DI OMICIDIO<br \/>\nPer questo motivo, l\u2019indicatore che spesso si utilizza per inquadrare il fenomeno nel nostro paese \u00e8 il numero di omicidi di donne in ambito familiare o affettivo. Aggiornato settimanalmente dal ministero dell\u2019interno, comprende le uccisioni da parte di partner o ex partner e quelle per mano di familiari e parenti. Sono dati che chiaramente hanno un margine di errore, non solo perch\u00e9 si tratta di ricostruzioni che avvengono a processo non concluso, ma anche rispetto alla stessa definizione di femminicidio. Poich\u00e9 includono anche casi in cui l\u2019uccisione potrebbe non essere legata a motivazioni di genere ma ad altro. Per esempio questioni di eredit\u00e0 o altre liti familiari. Tuttavia si tratta dell\u2019indicatore pi\u00f9 accurato, attualmente disponibile, per tracciare il fenomeno in Italia, sia a livello nazionale che regionale.<br \/>\n87 le donne uccise in ambito familiare\/affettivo dal 1 gennaio al 19 novembre 2023, di cui oltre la met\u00e0 (55) da parte di partner\/ex partner.<br \/>\nCostituiscono l\u201982% delle donne uccise complessivamente (106) e il 29% di tutti gli omicidi (sia di uomini che di donne) commessi da inizio anno fino al 19 novembre (295). Inoltre vale la pena sottolineare che, nello stesso periodo di riferimento, gli uomini uccisi in totale sono stati molti di pi\u00f9 (189) ma solo il 23% \u00e8 stato ucciso in ambito familiare e affettivo.<br \/>\nInfine, osservando anche gli anni recenti \u00e8 evidente che il fenomeno sia tutt\u2019altro che in calo. Nel 2020 le donne vittime di omicidi da parte di familiari, partner o ex partner sono state 101, poi 105 nel 2021 e 104 nel 2022.<br \/>\nIL 29% DEGLI OMICIDI \u00c8 IN AMBITO FAMILIARE E AFFETTIVO E HA COME VITTIMA UNA DONNA<br \/>\nOMICIDI TOTALI, IN AMBITO FAMILIARE\/AFFETTIVO E DA PARTE DI PARTNER\/EX PARTNER, AVVENUTI NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2023 PER REGIONE E PER GENERE<\/p>\n<p>I REATI SPIA<br \/>\nAbbiamo visto che i femminicidi sono tutt\u2019altro che eccezionali (29%) rispetto agli omicidi commessi nel nostro paese e che costituiscono la stragrande maggioranza (82%) degli omicidi di donne. Ma la violenza di genere comprende un orizzonte molto pi\u00f9 vasto, di cui il femminicidio \u00e8 \u201csolo\u201d il culmine. Molestie, percosse, maltrattamenti, violenza psicologica, economica, persecuzioni, dinamiche di potere e di ricatto. Si tratta spesso di atti sommersi, che avvengono tra le mura domestiche e che per numerosi e comprensibili motivi \u2013 paura di ripercussioni, sfiducia nelle forze dell\u2019ordine, dipendenza economica, timori per i figli \u2013 non vengono denunciati.<br \/>\nCirca l\u201980% delle vittime dei reati spia \u00e8 donna<br \/>\nPercentuale di reati spia che hanno una vittima di sesso femminile sul totale, dal 2019 al 2022<\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\nI reati spia sono possibili indicatori di una violenza di genere. Sono ritenuti tali gli atti persecutori (art. 612-bis c.p.), i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.) e le violenze sessuali (art. 609-bis, 609-ter e 609-octies c.p.).<br \/>\nLa grande maggioranza di tutti i reati spia ha come vittima le donne. In particolare le violenze sessuali, dove le vittime di sesso femminile costituiscono oltre il 90% in tutti e 4 gli anni di osservazione.<br \/>\n5.452 LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA SESSUALE NEL 2022. IL DATO PI\u00d9 ALTO REGISTRATO NEL PERIODO 2019-2022.<br \/>\n\u00c8 evidente che la violenza di genere non sia affatto in calo. E questo \u00e8 rappresentativo della necessit\u00e0 di invertire la direzione a livello normativo prima, per ottenere un cambiamento positivo a livello sociale e culturale poi. Non basta l\u2019inasprirsi delle pene, non basta neanche dare supporto alle vittime. \u00c8 necessario riconoscere che il fenomeno non \u00e8 imputabile a casi isolati, dovuti a situazioni eccezionali di disagi psicologici o sociali. Va riconosciuto come strutturale e come tale la strategia di contrasto deve mirare a educare la popolazione, dentro e fuori le scuole e guardare a un orizzonte pi\u00f9 ampio e di lungo termine.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione openpolis su dati ministero dell\u2019interno)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Luca Zorloni*: COME FUNZIONA LA PRIMA SIMULAZIONE DI VOTO ELETTRONICO IN ITALIA. ENTRO FINE ANNO IL GOVERNO DEVE SPENDERE UN MILIONE DI EURO PER SPERIMENTARE IL VOTO DA REMOTO. IL 13 E 14 DICEMBRE IL TEST. CHI PARTECIPA. E CHI STA COSTRUENDO LA PIATTAFORMA DIGITALE.<\/strong><\/p>\n<p>Il 20 novembre alcuni cittadini italiani che risiedono all&#8217;estero hanno ricevuto una email dal ministero degli Esteri. Oggetto: voto elettronico. No, non ci sono elezioni in vista. \u00c8 la prima simulazione pubblica di votazione da remoto, via smartphone, computer o tablet. A organizzarla il ministero dell&#8217;Interno. Urne aperte dalle 8 di mercoled\u00ec 13 dicembre alle 20 del giorno successivo. Il test arriva in zona Cesarini. Il governo \u00e8 obbligato a fare la prova generale entro Capodanno. Pena: perdere un fondo da un milione di euro che il secondo governo guidato da Giuseppe Conte aveva stanziato nel 2020, assecondando i desiderata del Movimento 5 Stelle sul voto elettronico.<\/p>\n<p>Il suffragio digitale avrebbe dovuto vedere luce alla tornata elettorale del 12 giugno 2022. Ma l&#8217;esecutivo guidato da Mario Draghi, preoccupato dall&#8217;acuirsi delle minacce informatiche a causa dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, posticipa la prova di un anno. Ora, per\u00f2, il 2023 volge al termine. E occorre spendere i soldi. Lo ammette lo stesso Viminale: \u201cLe risorse stanziate per la predetta sperimentazione, pari a un milione di euro, devono essere tassativamente utilizzate entro l&#8217;anno 2023\u201d. Motivo per cui, dieci giorni prima di Natale, chiama alle urne un numero ristretto di cittadini italiani che risiedono all&#8217;estero. Nello specifico, quelli delle circoscrizioni di Londra, Stoccolma, Monaco di Baviera e Charleroi, in Belgio. Attraverso i bandi pubblici del dicastero guidato da Matteo Piantedosi, Wired ha potuto ricostruire il lavoro per realizzare la prima versione della piattaforma di voto elettronico, il portale E-vote.<\/p>\n<p>DOVE SI USA IL VOTO ELETTRONICO IN ITALIA<br \/>\nSPINTO DALLA PANDEMIA L\u2019E-VOTING \u00c8 NORMALIT\u00c0 TRA ASSOCIAZIONI, ORDINI E UNIVERSIT\u00c0: AUMENTA LA PARTECIPAZIONE AL VOTO E DIMINUISCE COSTI. E C&#8217;\u00c8 UN MILIONE DI EURO IL FONDO PER LA SPERIMENTAZIONE DEL VOTO ELETTRONICO PER REFERENDUM ED ELEZIONI POLITICHE RIVOLTO AGLI ITALIANI ALL&#8217;ESTERO, MA TUTTO TACE.<\/p>\n<p>IL 20 NOVEMBRE, verso l&#8217;ora di pranzo, le persone italiane che risiedono all&#8217;estero hanno ricevuto una email dal ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), che Wired ha potuto visionare. Oggetto: \u201cVoto elettronico\u201d. Il messaggio le invita a partecipare alla prima sperimentazione di votazione digitale. Basta risiedere nelle circoscrizioni consolari (la suddivisione territoriale che fa capo a una ambasciata o a un consolato) di Londra, a Monaco, Charleroi e Stoccolma, essere maggiorenne, in possesso dell&#8217;elettorato attivo (ossia poter partecipare alle consultazioni) e di una identit\u00e0 digitale. Come Spid (sistema pubblico di identit\u00e0 digitale), la carta di identit\u00e0 elettronica (Cie) o quella nazionale dei servizi (Cns). L&#8217;adesione \u00e8 volontaria.<br \/>\nIl 13 e 14 dicembre chi vuole aderire alla prova si collegher\u00e0 al portale dedicato, E-vote (il cui link arriver\u00e0 in una mail successiva) ed esprimer\u00e0 il voto via tablet, smartphone o pc. Alla simulazione potr\u00e0 partecipare anche chi si trova temporaneamente nelle aree coinvolte per lavoro, studio o per motivi di salute. \u201cL\u2019innovativa procedura verr\u00e0 testata in modo graduale e progressivo per verificarne le modalit\u00e0 di funzionamento, l\u2019impatto sul corpo elettorale e i conseguenti riflessi economici e organizzativi\u201d, scrive il Viminale. La simulazione \u00e8 stata svincolata di proposito da una votazione reale, per controllare il funzionamento del portale in via preventiva.<\/p>\n<p>CHI PROGETTA IL PORTALE E-VOTE<br \/>\nAl progetto hanno contribuito anche il dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero della Giustizia l&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia digitale (Agid) e quella per il cyber sicurezza (Acn). La redine, per\u00f2, sono in mano al ministero dell&#8217;Interno. E in particolare al dipartimento per gli affari interni e territoriali, che sovrintende i servizi elettorali.<br \/>\n\u00c8 questo ufficio che a luglio assegna il progetto a una cordata di imprese che gi\u00e0 lavora ai sistemi informatici del servizio elettorale del Viminale. Capofila \u00e8 la filiale italiana di Accenture, multinazionale della consulenza in ambito tech, e ne fanno parte la controllata Accenture technology solutions srl e Inmatica, fornitore di servizi informatici per la pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>A giugno del 2021 la cordata ha siglato un contratto quinquennale da 3,8 milioni per lo sviluppo e la manutenzione dei sistemi informatici del Viminale dedicati alle elezioni, battendo il gruppo informatico Present. Le attivit\u00e0 sono in linea con quelle che il Viminale cerca per il voto elettronico: creazione di una app per votare, dotata di tutti gli accorgimenti per identificare l&#8217;elettore, garantire l&#8217;integrit\u00e0 della preferenza e la non coercizione; raccolta e trasmissione dei dati; elaborazione del risultato e corretta attribuzione dei voti. Per questo il ministero decide di affidare il lavoro alle stesse persone. Conta anche la questione interoperabilit\u00e0, dato che il portale del voto elettronico deve dialogare con i sistemi informativi del Viminale sviluppati dal gruppo.<\/p>\n<p>Il 14 luglio viene firmata un&#8217;aggiunta al contratto di 960.786,78 euro. A settembre, inoltre, la cordata incassa altri 626mila euro, che coprono le prestazioni aggiuntive realizzate nel 2022. Come quelle per le elezioni anticipate, svolte in estate.<\/p>\n<p>COME FUNZIONA IL NUOVO VOTO ELETTRONICO DEL MOVIMENTO 5 STELLE<br \/>\nCOME FUNZIONA LA PIATTAFORMA DI VOTO<br \/>\nDel portale E-vote si sa poco. I bandi non descrivono gli aspetti tecnici e il ministero dell&#8217;Interno non ha risposto alle richieste di Wired in merito alle tecnologie adoperate, alle misure di sicurezza e a eventuali prove condotte prima del test. N\u00e9 lo ha fatto Accenture, rimandando la palla al dicastero di Piantedosi.<br \/>\nTuttavia dagli appalti emergono alcuni acquisti finalizzati al rafforzamento delle difese informatiche. Il 10 novembre il Viminale approva la spesa di 80 euro per due certificati Secure sockets layer (Ssl, un protocollo che consente la trasmissione di informazioni in modo criptato) aggiuntivi ai due gi\u00e0 esistenti installati su web server Apache, una piattaforma open source. Dal documento emerge anche l&#8217;indirizzo del sito di voto, evote.interno.gov.it, e gli standard di cifratura dei certificati (SHA-2 a 256 bit).<br \/>\n\u201cLa scelta degli standard \u00e8 la pi\u00f9 alta, per rendere il sito inviolabile &#8211; spiega a Wired Pierluigi Paganini, esperto di cibersecurity e intelligence -. I certificati servono a riconoscere la validit\u00e0 delle chiavi di autenticazione. L&#8217;obiettivo, in questo caso, \u00e8 impedire che una terza parte, un attore malevolo, possa intromettersi tra il votante e il portale di voto, modificando la preferenza, annullandola o re-indirizzando l&#8217;utente su un sito falso\u201d. Insomma, compromettendo e manipolando i risultati delle elezioni. A fornire i certificati \u00e8 Tim, che guida anche la cordata composta con i gruppi informatici Almaviva e Netgroup, i consulenti di Kpmg e Reevo, specializzata in cibersecurity, a cui \u00e8 stato affidato il 16 novembre l&#8217;appalto da 36.575 euro per condurre una serie di penetration test sul portale di voto elettronico. L&#8217;Acn ha richiesto al Viminale una relazione \u201cche attesti la robustezza del sistema di e-vote in fase di realizzazione\u201d prima del varo.<\/p>\n<p>GLI ESPERIMENTI PASSATI<br \/>\nNon \u00e8 la prima volta in cui in Italia si sperimenta il voto elettronico. A parte l&#8217;uso in universit\u00e0 o ordini professionali per consultazioni interne, specie dopo la pandemia che ha remotizzato molti processi, e il voto via tablet in Lombardia nel 2017, il voto elettronico \u00e8 stato adoperato dalla Farnesina nelle elezioni del 3 dicembre 2021 di 11 comitati degli italiani all&#8217;estero (Comites, organi di rappresentanza che interagiscono con ambasciata e consolato), sostenuto da un investimento di 9 milioni e con un sistema basato su blockchain, il portale IoVoto. Il suffragio digitale non ha sostituito le preferenze per posta e solo dove sono stati raccolti pi\u00f9 di venti voti, si \u00e8 effettuato lo scrutinio dell&#8217;urna digitale.<br \/>\nIl rapporto tra i potenziali elettori digitali (8.265) e chi ha votato in via telematica (672) \u00e8 dell&#8217;8,1%, quasi il doppio se comparato all&#8217;affluenza generale, 3,9%, ma c&#8217;\u00e8 da sottolineare che sono elezioni che si rivolgono a piccoli bacini. A Norimberga hanno votato in digitale 9 persone delle 10 in possesso di Spid, necessaria per autenticarsi, a Houston 9 su 16, cos\u00ec come a Tel Aviv. Al termine del test la Farnesina ha messo nero su bianco alcune criticit\u00e0. Per esempio, a causa dei tempi ristretti, \u201cnon \u00e8 mai stato collaudato un carico di utenti abbastanza consistente\u201d. Risultato? Al momento del voto \u201csi sono verificati problemi per alcuni utenti, i quali in alcuni casi non sono riusciti a esprimere il voto al primo tentativo ma sono stati ricontattati per farlo successivamente, in altri casi non sono riusciti a scaricare la ricevuta. Le attivit\u00e0 non erano concordate e hanno comportato alcuni disservizi; in caso di voto con valore legale, non \u00e8 accettabile tale disservizio\u201d.<\/p>\n<p>ALLERTA ROSSA<br \/>\nTra le altre criticit\u00e0 emerse c&#8217;\u00e8 la segretezza del voto. Uno dei cardini delle riserve sul voto elettronico che esprime da tempo Stefano Zanero, docente del Politecnico di Milano, che sintetizzando in un tweet le avvertenze che da tempo muove a questo strumento, aveva scritto che \u201cnon pu\u00f2 intrinsecamente essere personale, uguale, libero e segreto come chiede la nostra Costituzione\u201d. La stessa Farnesina riconosce il problema: un attore malintenzionato, con accesso ai sistemi di identificazione e alla blockchain del voto, \u201cpotrebbe essere in grado di recuperare l\u2019associazione votante-candidati, invalidando il principio di segretezza del voto\u201d. Il sistema espone anche a problemi di integrit\u00e0 e verifica del voto: \u201cL\u2019applicazione non dispone di meccanismi in grado di dare garanzia all\u2019elettore che il proprio voto sia esattamente quello da lui immesso\u201d.<br \/>\nE ancora: \u201cIn un sistema di voto tradizionale, il cittadino \u00e8 tutelato dalla presenza delle componenti del seggio elettorale e delle forze dell\u2019ordine. Nel sistema IoVoto, invece, non \u00e8 prevista la verifica dell\u2019integrit\u00e0 del proprio voto. Il cittadino, dunque, deve necessariamente \u201cfidarsi\u201d del processo e dei mezzi tecnici messi a disposizione\u201d. Il voto elettronico espone a rischi sulla tenuta del servizio: se il portale va in down, si pregiudica la fiducia dei cittadini e si compromettono le preferenze espresse. E poi c&#8217;\u00e8 la questione fornitori. Se chi produce la piattaforma di voto viene \u201cbucato\u201d, c&#8217;\u00e8 il rischio che i cybercriminali possano accedere a informazioni riservate anzitempo e infilarsi nella piattaforma elettorale sfruttando le vulnerabilit\u00e0 altrui.<br \/>\nLa conclusione dei tecnici \u00e8 che \u201cpur adottando ogni utile accorgimento al fine di garantire il margine di sicurezza pi\u00f9 alto possibile, a livello informatico non \u00e8 possibile garantire una sicurezza del 100%&#8221;. E si mette sulla bilancia \u201cl\u2019interesse che attori statuali o non statuali potrebbero avere nel portare attacchi informatici contro la piattaforma\u201d, occorre &#8220;accettare il rischio di attacchi informatici che, come gi\u00e0 indicato in precedenza, comporterebbero l\u2019annullamento delle elezioni e la ripetizione delle stesse, con conseguente danno sia per l\u2019erario che per l\u2019immagine della pubblica amministrazione\u201d.<\/p>\n<p>URNE DIGITALI<br \/>\nNonostante le criticit\u00e0 tecniche, le riserve degli esperti di sicurezza informatica ed esperimenti falliti di voto da remoto in Germania e Norvegia, l&#8217;Italia tira dritto. Le linee guida nazionali, licenziate il 9 luglio 2021 dall&#8217;allora ministra dell&#8217;Interno, Luciana Lamorgese, e dal collega all&#8217;Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, scandiscono una serie di passaggi. Ora ci troviamo nella fase uno: la simulazione. Se l&#8217;esito sar\u00e0 positivo, la fase due \u00e8 una sperimentazione in occasione di una tornata elettorale reale. Non mancherebbero le occasioni nel 2024, tra amministrative ed europee. Le linee guida identificano il voto elettronico come opzionale, esercitabile via app o attraverso postazioni digitali negli uffici elettorali di sezione. Tuttavia i cittadini dovrebbero decidere prima come votare \u201cper consentire l\u2019adozione di misure tese a escludere la possibilit\u00e0 di esprimere, con modalit\u00e0 differenti, un voto multiplo\u201d (ma non si dice come). O, si legge nelle linee guida, per contarne solo uno come valido.<br \/>\nLe linee guida impongono che &#8220;il dispositivo utilizzato per accedere al voto elettronico non deve mantenere traccia dei dati trattati nella fase di voto\u201d e che \u201ci voti restano \u201csigillati\u201d fino al momento dello scrutinio: prima di togliere il sigillo, i voti dovrebbero essere \u201cmescolati\u201d informaticamente e, comunque, devono essere privi di ogni tracciatura dell\u2019istante di tempo in cui ciascun suffragio \u00e8 stato espresso\u201d, per evitare associazioni temporali. Il Viminale raccomanda che il codice sorgente del sistema di voto sia pubblicato per essere soggetto ad analisi indipendenti (vedremo se avverr\u00e0 con il portale E-vote) e che il cittadino riceva conferma che il suo voto \u00e8 stato registrato.<br \/>\nIl governo Draghi \u00e8 stato incalzato anche su un altro fronte del voto elettronico: la raccolta online delle firme a sostegno dei referendum, varata dal Parlamento nel 2021. Uno degli ultimi atti di Colao era stata la firma del decreto che attivava la piattaforma dedicata, affidata a Sogei, la societ\u00e0 informatica dello Stato. Un anno dopo la messa online, tuttavia, la piattaforma \u00e8 ancora in fase di test. Con un avviso a caratteri cubitali che allerta i visitatori: \u201cL&#8217;accesso al sistema \u00e8 pertanto non consentito\u201d.<br \/>\n*(Luca Zorloni \u00e8 responsabile del sito e dell&#8217;area digitale di Wired.it. Si occupa, in particolare, di telecomunicazioni, sicurezza informatica)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Alfiero Grandi*: AUTONOMIA DIFFERENZIATA, VA IN AULA AL SENATO IL PASTICCIO DELLA PSEUDO SECESSIONE<\/strong><br \/>\nLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO HA CONCLUSO L\u2019ESAME DEL TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO SULL\u2019AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA, TESTO PRESENTATO DAL SOLO MINISTRO CALDEROLI.<br \/>\nDOPO IL VOTO SU EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO RIGUARDANTI I 10 ARTICOLI DEL DDL ORA CI SONO LE DICHIARAZIONI DI VOTO DEI SENATORI E DOPO IL VOTO FINALE IL TESTO SAR\u00c0 PRONTO PER L\u2019AULA.<\/p>\n<p>UNA PROPOSTA INACCETTABILE<br \/>\nNella sostanza il testo della legge non \u00e8 cambiato. Resta una proposta di legge inaccettabile che merita tutte le critiche, a partire da quelle dei funzionari del bilancio del Senato, che subirono un linciaggio mai avvenuto per avere espresso valutazioni tecniche senza riguardi politici e per questo hanno sempre goduto di rispetto generale.<br \/>\nDopo \u00e8 stato il turno della Corte dei Conti e dell\u2019Ufficio Parlamentare di Bilancio \u2013 che svolgono un ruolo di controllo e garanzia sui conti pubblici anche verso l\u2019Europa \u2013 che hanno sollevato una questione fondamentale e cio\u00e8 che i diritti riguardano tutti i cittadini e quindi occorre garantire le risorse per questo obiettivo, quindi occorre prevedere quanto \u00e8 necessario, con attenzione al debito pubblico che \u00e8 in sofferenza, come ha ricordato da ultimo Moody\u2019s.<br \/>\nAncora, con le dimissioni di Amato, Bassanini ed altri dalla commissione Cassese hanno posto la questione di fondo che occorre definire tutti i Lep e i relativi finanziamenti, quindi non si pu\u00f2 procedere al passaggio di funzioni alle Regioni se non ci sono le risorse in grado di garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini in tutto il territorio nazionale.<br \/>\nDa ultimo il Governatore della Banca d\u2019Italia con una lettera puntuale e motivata ha ricordato che occorre avere tutto il quadro finanziario per gli interventi per garantire i diritti, altrimenti potrebbero aumentare le differenze tra le Regioni.<\/p>\n<p>LE CRITICHE DI UN VASTO MOVIMENTO SOCIALE E POLITICO<br \/>\nLa critica al ddl Calderoli \u00e8 in crescita man mano che appare chiaro che la disponibilit\u00e0 a chiacchiere a raccogliere preoccupazioni per la stessa unit\u00e0 nazionale suona falsa. Infatti \u00e8 previsto un meccanismo legislativo per il decentramento alle Regioni basato su leggi che recepiscono gli accordi tra Governo e singole Regioni e che essendo leggi successive possono modificare vincoli e garanzie decisi in precedenza come con questo ddl.<br \/>\nDiverso se fossero modifiche del titolo V come ha proposto il disegno di legge di iniziativa costituzionale agli articoli 116 c.3 e 117 che abbiamo presentato al Senato, forti di 106.000 firme. Abbiamo gi\u00e0 chiesto al Presidente del Senato di metterlo all\u2019ordine del giorno dell\u2019Aula perch\u00e9 l\u2019articolo 74 del regolamento del Senato lo prevede. Una norma costituzionale non sarebbe aggirabile da una futura legge.<br \/>\nPer questo va sottolineato che gli emendamenti accolti dalla maggioranza della Commissione risentono delle preoccupazioni espresse con forza da un vasto movimento sociale, istituzionale e politico, che non sono del tutto cadute nel vuoto anche se non c\u2019\u00e8 stato il coraggio di inserire queste modifiche nella Costituzione anzich\u00e9 nel testo del ddl Calderoli che appunto pu\u00f2 sempre essere modificato. Inseriti nella Costituzione alcuni vincoli non potrebbero essere superati, ad esempio sono stati accolti alcuni emendamenti che riflettono l\u2019esigenza di mantenere una visione unitaria e nazionale dei diritti.<br \/>\nL\u2019approvazione del nostro ddl di iniziativa popolare potrebbe, al contrario, bloccare i tentativi di derogare da una visione rigorosamente unitaria del rapporto tra regioni ricche e quelle deboli.<br \/>\nUna lettura attenta degli ordini del giorno e degli emendamenti accolti dalla maggioranza fa capire che le preoccupazioni ci sono, anche se dissimulate, quindi la battaglia parlamentare al Senato \u00e8 molto importante perch\u00e9 parte della maggioranza subisce il ricatto della Lega che sostiene il governo Meloni in cambio dell\u2019approvazione dell\u2019autonomia regionale differenziata.<\/p>\n<p>LA QUESTIONE DEL PREMIERATO<br \/>\nColpisce una modalit\u00e0 di rispondere alle preoccupazioni anticipando di fatto il premierato, cio\u00e8 concentrando i poteri del Presidente del Consiglio. Si affida al Presidente del Consiglio il potere di togliere materie e funzioni dal decentramento alle regioni e pu\u00f2 proporne la revoca al parlamento. \u00c8 una modalit\u00e0 mai esistita e che sostituisce la chiarezza di norme oggettive e generali come l\u2019obbligo per il Governo di chiarire in anticipo al parlamento quali sono le materie o le funzioni che ritiene non delegabili alle regioni. Mentre cos\u00ec tutto \u00e8 affidato al Presidente del Consiglio. Una norma del tutto inaccettabile perch\u00e9 occorrono norme chiare ed oggettive ex ante invece di restare prigionieri di posizioni improvvisate e imperscrutabili del Presidente del Consiglio. Norme non trasparenti, forse perfino incostituzionali, utili per costruire la figura del premier pigliatutto, cio\u00e8 il premierato.<br \/>\nApprofondiremo il significato accentratore ed eversivo per la Costituzione attuale del premier eletto direttamente, per fare rivivere la suggestione del capo tanto cara alla destra, tuttavia in questo caso la parte della maggioranza preoccupata per le derive para secessioniste ha cercato soluzioni discutibili e improbabili come una delega in bianco al Presidente del Consiglio a decidere sulle funzioni da inserire nel decentramento.<\/p>\n<p>LE RISORSE INEGUALI, IL CUORE DEL CONTENDERE<br \/>\nLe modifiche inserite nel ddl Calderoli non affrontano la sostanza dei problemi. La definizione delle materie e delle funzioni resta affidata ad un rapporto a due tra Governo e Regione che definisce l\u2019intesa su cui il parlamento verr\u00e0 solo consultato, perch\u00e9 il Governo pu\u00f2 comunque procedere e porter\u00e0 in parlamento un testo blindato che potr\u00e0 essere modificato in futuro solo da un analogo patto a due e sempre con una maggioranza assoluta delle camere. In pratica un patto difficilmente modificabile.<br \/>\nAltro sarebbe una legge approvata dal parlamento che tiene conto della regione, ma lascia al parlamento l\u2019ultima parola. Questo vorrebbe dire rovesciare il disegno di Calderoli.I quattrini sono l\u2019alfa e l\u2019omega del problema. Insieme alle funzioni debbono essere dati personale e compartecipazioni alle imposte, ovviamente tornare indietro sar\u00e0 complicato se non impossibile. Inoltre se come afferma il testo Calderoli non ci possono essere costi aggiuntivi e alcune Regioni otterranno compartecipazioni di imposte si comprende perch\u00e9 emendamenti accolti dalla commissione fanno trapelare la preoccupazione, con ripetuti richiami al 118 e al 119 della Costituzione, che le altre regioni non avranno mai nuove risorse, anzi rischiano di perderne e per questo si dice ora che le loro risorse non possono diminuire, ma \u00e8 chiaro che non aumenteranno senza risorse finalizzate al riequilibrio nazionale.<\/p>\n<p>RESTA IL PERICOLO SECESSIONE<br \/>\nIl disegno di legge Calderoli resta il potenziale promotore di una simil secessione delle regioni pi\u00f9 ricche.<br \/>\n\u00c8 evidente che il disegno di fondo del ddl Calderoli resta quello di prima ma oggi \u00e8 evidente che le critiche e le preoccupazioni che tanti hanno avanzato non erano infondate e alcuni echi sono arrivati ma risolti in modo deformato o inefficace.<br \/>\nIl confronto in parlamento, ora al Senato poi alla Camera, deve servire a chiarire ai cittadini del pericolo che per compiacere la Lega e le sue pulsioni para secessioniste le destre portino l\u2019Italia indietro di decenni, forse a prima dello stato unitario.<br \/>\nVa considerata fin da ora la possibilit\u00e0 i rapporti di forza in parlamento consentano comunque l\u2019approvazione della Calderoli e quindi occorre considerare il ricorso al referendum abrogativo per bloccare l\u2019entrata in vigore di queste norme, del resto il ricorso a decreti legislativi anzich\u00e9 a Dpcm amplia la possibilit\u00e0 di ricorrere a referendum abrogativi.<br \/>\n*(Alfiero Grandi. giornalista ed \u00e8 un politico e sindacalista italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Roberto Livi*: L\u2019OMBRA NERA SI ALLUNGA SUL SUBCONTINENTE. SUDAMERICAN PSYCHO. NEL FUTURO DEL PAESE LIBERT\u00c0 SENZA DEMOCRAZIA. SI RALLEGRA LA DESTRA GLOBALE DA TRUMP A BOLSONARO<\/strong><\/p>\n<p>In Argentina ha vinto la bronca, la rabbia contro \u00abla casta\u00bb, la voglia di far saltare in aria gli equilibri a qualunque costo. L\u2019anarcocapitalista Milei si \u00e8 aggiudicato il ballottaggio al cardiopalma per la presidenza del paese. Per il futuro ha annunciato la ricostruzione del paese in base alla libert\u00e0, di commercio e dell\u2019individuo. Libert\u00e0 senza democrazia. Il movimento della estrema destra globale, Donald Trump in testa, lo applaude.<br \/>\n\u00c8 un pessimo risultato per l\u2019Argentina. Per ottenerlo, negli ultimi giorni della sua campagna elettorale, il 53enne leader dell\u2019ultradestra ha cercato di evitare i toni pi\u00f9 estremisti per dare sostanza all\u2019alleanza con Juntos para el cambio dell\u2019ex presidente Mauricio Macri. Alleanza che gli ha portato i voti necessari alla netta vittoria. Cos\u00ec ha evitato di parlare di privatizzazione della salute e dell\u2019educazione pubblica e ha definito le sue precedenti proposte di libera contrattazione di organi umani come \u00abpura speculazione ideologica\u00bb. Per quanto riguarda la provocatoria proposta di dar fuoco al Banco central e adottare il dollaro Usa come moneta nazionale, ha precisato che \u00abha un piano quinquennale\u00bb per la dollarizzazione.<\/p>\n<p>IN SOSTANZA la vittoria di Milei potrebbe, secondo vari analisti, essere un successo per procura dell\u2019ex presidente Macri: nonostante la sua formazione sia stata eliminata dal ballottaggio con la sconfitta della sua candidata Bullrich, l\u2019ex presidente sarebbe rientrato ai vertici del potere con il suo endorsement a Milei. Dunque Macri sarebbe una sorta di king maker, e quello che si prospetta dopo l\u2019investitura di Milei il 10 dicembre sarebbe una sorta di macrismo 2.0. Ovvero di quella politica neoliberista estrattivista che, mediante il prestito suicida avuto dal Fmi, ha riportato il paese sull\u2019orlo della bancarotta.<\/p>\n<p>Che la dollarizzazione dell\u2019Argentina voluta da Milei sia tutt\u2019altro che una panacea per l\u2019eterna crisi del paese lo hanno detto chiaro vari economisti, (compresa Julia Strada, il manifesto 19 novembre). La Banca centrale argentina non ha sufficienti dollari per sostenerlo. E comunque la decisione implicherebbe tagliar fuori due terzi degli abitanti \u2013 naturalmente i livelli pi\u00f9 bassi della societ\u00e0 \u2013 perch\u00e9 abbia una possibilit\u00e0 di funzionare. Del resto i precedenti a livello subcontinentale, come la dollarizzazione dell\u2019Ecuador alla fine del secolo scorso, hanno dimostrato che invece che domare l\u2019inflazione e ridurre la povert\u00e0, l\u2019adozione della moneta Usa ha portato a un aumento scandaloso della speculazione internazionale e della crisi economica e sociale. Ovvero \u00e8 stata una delle cause che, lo scorso ottobre, hanno portato alla presidenza Daniel Noboa. Il giovane milionario si vuole presentare come la faccia pulita della destra locale, ma i vincoli del padre con il narcotraffico e speculazioni di fatto lo inseriscono nell\u2019arrembante estrema destra.<\/p>\n<p>INOLTRE, LA SCELTA fatta da Milei di concorrere alla presidenza avendo come vice la 48enne avvocata Victoria Villaruel indica che la politica di \u201ccambio\u201d rispetto al passato peronista e la decisione del futuro presidente di \u00abvolver a empezar\u00bb (cambiare tutto), indurranno, oltre al caos economico, una spirale di violenza. Villaruel infatti non ha un capitale politico proprio, non ha apportato voti decisivi \u2013ci ha pensato Macri. Ma ha assicurato solidi legami con le forze di sicurezza. \u00c8 l\u2019aperto sostegno di quei settori delle Forze armate impegnate nel tentativo di far scordare i massacri del periodo della dittatura di Videla e Massera. E che pretendono una riabilitazione dalle condanne, morali e penali, seguite al \u201cNunca mas\u201d. Anche con le minacce, che gi\u00e0 sono iniziate.<\/p>\n<p>IL SUCCESSO di Milei \u00e8 una pessima notizia anche per il subcontinente latinoamericano.<br \/>\nLa conquista della presidenza di Macri e la sconfitta del kirchnerismo peronista nel 2015 diedero inizio alla riscossa delle destre latinoamericane nei confronti della cosiddetta \u201cmarea rosa\u201d, ovvero i governi socialisti o progressisti in San Salvador, Venezuela, Messico, Ecuador, Bolivia, Brasile, Per\u00f9, Uruguay e Argentina, oltre a Cuba. Oggi la vittoria di Milei dovrebbe dimostrare che \u00e8 vincente la linea proposta al subcontinente dai fautori di una radicalizzazione della destra: quella presentata dall\u2019alleanza della spagnola Vox (appoggiata da Meloni, Orban e destre europee) con forze locali di ultradestra in Per\u00f9, Cile, Colombia, oltre che Argentina.<\/p>\n<p>COME ASSE teorico hanno la Fundaci\u00f3n internacional para la libertad, un vero fronte internazionale antiprogressista patrocinato dal Nobel (letteratura) peruviano Mario Vargas Llosa. Si tratta di politiche volte a attuare un atrevido, esperimento di riorganizzazione della societ\u00e0, orientata \u00aballa mercantilizzazione assoluta della vita dei cittadini in beneficio di alcuni settori del gran capitale\u00bb come la definisce l\u2019analista argentino Daniel Campione.<br \/>\nPer valutare la portata della riscossa dell\u2019ultra destra latinoamericana (anche come metastasi di quelle europee) \u00e8 sufficiente elencare i personaggi che hanno appoggiato la campagna di Milei: dall\u2019inviato di Vox, Herman Tertsch, a Edoardo Bolsonaro, gli ex presidenti messicani Felipe Calder\u00f3n e Vicente Fox, i colleghi colombiano Iv\u00e1n Duque, boliviano Jorge \u201cTuto\u201d Quiroga e cileno Sebastian Pi\u00f1era. Tutti affiliati al Think tank di Vargas Llosa.<\/p>\n<p>DI FRONTE a tale virulenta riscossa dell\u2019ultra destra, appaiono in difficolt\u00e0 i governi progressisti della regione, impegnati soprattutto a garantirsi una sopravvivenza guardando al centro. \u00c8 il caso del presidente brasiliano Lula e le sue recenti decisioni di cambiamenti nella sfera governativa per cercare di ottenere l\u2019appoggio del cosiddetto Centr\u00e3o alla riforma tributaria. Diverse le scelte del presidente colombiano Gustavo Petro, allontanatosi dallo \u00abspirito di concertazione\u00bb con l\u2019uscita dal suo governo dei ministri di altri partiti, e sempre pi\u00f9 isolato.<\/p>\n<p>In questo quadro, il governo socialista cubano, eterno nemico della destra latinoamericane, rischia un isolamento tanto pi\u00f9 pericoloso di fronte a inasprimento delle sanzioni dell\u2019amministrazione Biden. La scelta di Cuba di appoggiare la lotta di liberazione dei palestinesi e l\u2019altrettanto netta condanna della politica di genocidio in corso a Gaza da parte di Israele hanno fortemente irritato Washington che minaccia nuove misure. In questo caso contro \u00abla tratta di immigrati\u00bb cubani verso gli Us<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Claudia Fanti. HA VINTO \u00abEL LOCO\u00bb, DA NON CREDERCI. PERSINO LA SICCIT\u00c0 HA VOTATO PER LUI. SUDAMERICAN PSYCHO. CATTIVA NOTIZIA PER L&#8217;AMBIENTE, NON PER ISRAELE. PRIMI VIAGGI NEGLI USA E A TEL AVIV. IL CLIMA \u00abMENZOGNA SOCIALISTA\u00bb E ALTRI NEGAZIONISMI<\/strong><\/p>\n<p>Il giorno dopo c\u2019\u00e8 ancora chi non riesce a crederci. Proprio come era avvenuto in Brasile dopo la vittoria di Bolsonaro. E con el loco, \u00abil matto\u00bb, come viene (anche) chiamato Javier Milei, molti temono che sar\u00e0 ancora peggio.<\/p>\n<p>L\u2019OMBRA NERA SI ALLUNGA SUL SUBCONTINENTE<br \/>\nIL PERONISMO, \u00e8 chiaro, ha fatto di tutto per perdere, fin dalla scelta di Sergio Massa come candidato presidenziale: cio\u00e8 non solo del ministro dell\u2019Economia \u2013 di un\u2019economia sull\u2019orlo del collasso -, ma anche di un esponente politico percepito come quintessenza dell\u2019odiata casta. E pazienza se l\u2019espressione pi\u00f9 nefasta di quella casta \u2013 quella rappresentata da Mauricio Macri \u2013 sia in realt\u00e0 uscita rafforzata dalla vittoria di Milei.<br \/>\nAnche in questo caso, del resto, il \u00abvoto di castigo\u00bb si ritorcer\u00e0 contro chi l\u2019ha espresso. Se per esempio la lunga siccit\u00e0, con relativo crollo delle esportazioni agricole \u2013 una catastrofe per un paese che \u00e8 il primo esportatore di soia lavorata al mondo \u2013 \u00e8 stata individuata come uno dei fattori della disfatta di Massa, \u00e8 facile prevedere che i produttori agricoli che hanno votato per Milei se ne pentiranno presto.<br \/>\nGi\u00e0 ad agosto il viceministro dell\u2019Ambiente Sergio Federovisky aveva lanciato l\u2019allarme: \u00abCome si pu\u00f2 pensare che uno che non crede al cambiamento climatico investa nella prevenzione e nel contrasto degli incendi forestali o nelle azioni di adattamento richieste alla politica agricola per affrontare i futuri periodi di siccit\u00e0?\u00bb.<br \/>\nE che Milei sia un negazionista climatico al pari di Bolsonaro non ci sono dubbi: non solo ha affermato che \u00abil riscaldamento globale \u00e8 un\u2019altra delle menzogne del socialismo\u00bb, negando ripetutamente la sua origine antropica, ma ha anche promesso di abbandonare l\u2019Agenda 2030 delle Nazioni unite, definita come un\u2019imposizione del \u00abmarxismo culturale\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019UNICA AGENDA SAR\u00c0 LA SUA e il rischio \u00e8 che faccia impallidire persino il gi\u00e0 intenso modello estrattivista del governo uscente: aumento vertiginoso degli investimenti negli idrocarburi, a partire dal giacimento di Vaca Muerta, promozione massiccia dell\u2019estrazione del litio, licenza di inquinare per le imprese. E se nel suo programma elettorale ambiente e clima brillano per la loro assenza \u2013 semplicemente non ci sar\u00e0 in quest\u2019ambito nessuna politica di stato -, non sorprende che il ministero dell\u2019Ambiente sia tra i dieci contro cui Milei azioner\u00e0 la motosega.<br \/>\nMa se, almeno stando alle sue dichiarazioni, quella che si annuncia per l\u2019Argentina \u00e8 una sorta di apocalisse, la sua vittoria provocher\u00e0 un terremoto anche in politica estera. Da che parte stia, lui non lo ha mai nascosto, e l\u2019ha nuovamente ribadito anche ieri, annunciando che, prima ancora di insediarsi alla presidenza il 10 dicembre, si recher\u00e0 in visita prima negli Usa e poi in Israele, di cui ha fin dall\u2019inizio rivendicato il \u00abdiritto di difendersi\u00bb in contrasto con la consistente parte dell\u2019America latina. Non a caso tra chi ha pi\u00f9 esultato per la sua vittoria figura il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen, il quale lo ha invitato nel suo paese per \u00abrafforzare le relazioni reciproche\u00bb \u00e8 inaugurare\u00bb la nuova ambasciata argentina a Gerusalemme, secondo la promessa fatta da Milei in campagna elettorale.<\/p>\n<p>SE POI la pi\u00f9 accreditata candidata al ministero degli Esteri, Diana Mondino, ha gi\u00e0 fatto sapere che l\u2019Argentina non aderir\u00e0 ai Brics, dicendo di non spiegarsi come mai tanti paesi facciano la fila per entrare nel blocco, \u00e8 invece improbabile che il nuovo presidente smetter\u00e0 di collaborare con \u00abpaesi socialisti\u00bb come la Cina, il Brasile, la Colombia o il Cile. N\u00e9 Lula n\u00e9 Boric hanno comunque voluto alzare i toni: il primo, bollato da Milei come \u00abcomunista\u00bb \u00e8 corrotto\u00bb, ha detto che \u00abla democrazia \u00e8 la voce del popolo\u00bb e che \u00abil Brasile sar\u00e0 sempre disponibile a lavorare con i nostri fratelli argentini\u00bb; il secondo ha garantito \u00abrispetto\u00bb \u00e8 appoggio\u00bb, promettendo di operare \u00abinstancabilmente\u00bb per \u00abmantenere unite le nostre nazioni sorelle\u00bb.<\/p>\n<p>NON COS\u00cc DIPLOMATICO \u00e8 stato invece Gustavo Petro, per il quale l\u2019elezione di Javier Milei \u00e8 una \u00abtriste notizia per l\u2019America Latina: ci riporta a Pinochet e Videla\u00bb, aveva scritto sui social nei giorni scorsi. E, considerando il sostegno ai genocidi della dittatura da parte del loco e della sua vice Victoria Villarruel, \u00e8 difficile dargli torto.<br \/>\n*(fonte: Il Manifesto. Claudia Fanti: Giornalista, scrive da pi\u00f9 di 20 anni sul settimanale Adista, collabora con \u201cil manifesto\u201d e con altre testate.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Raffaele K. Salinari*: LA NORMA PENALE COME PANACEA PER LE PAURE SOCIALI, &#8220;MAPPE DELLA GIUSTIZIA MEDITERRANEA. CULTURA SECOLARE DEL PROCESSO E DIRITTO ISLAMICO&#8221; DEL PENALISTA EGIZIANO MOHAMED ARAFA* E DEL CANONISTA ITALIANO DOMENICO BILOTTI*.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 sugli scaffali, a firma del penalista egiziano Mohamed Arafa e del canonista italiano Domenico Bilotti, Mappe della giustizia mediterranea. Cultura secolare del processo e diritto islamico per i tipi di Mimesis (Jouvence, pp. 158, euro 16).<\/p>\n<p>IL TESTO COSTITUISCE il secondo volume della Collana internazionale \u00abLessico Mediterraneo\u00bb, diretta dal filosofo Antonio Cecere. Come ben specificato nelle righe di presentazione del progetto, lo scopo \u00e8 sovvertire l\u2019impostazione tradizionale degli studi da importazione sul Mediterraneo, nei quali spesso si preferisce il monologo al confronto dialogico sui temi sostanziali. Nella prima opera della collana, a cura di Debora Tonelli (Fra kosmos e polis: identit\u00e0 e cittadinanza nella prospettiva mediterranea), la visione collettanea spingeva a interrogarsi in una visione aperta e plurale dell\u2019appartenenza mediterranea, ripercorrendone storie, problematiche, snodi. In questo secondo testo, gli autori, con l\u2019ouverture affidata a Francesco Iacopino, presidente della Camera penale di Catanzaro, hanno invece posto il dialogo a monte del processo di scrittura. Si riesce cos\u00ec a far risuonare sensibilit\u00e0 comuni, che acquisiscono prima luce nel dibattito collettivo.<\/p>\n<p>IL VOLUME SI ATTESTA sino alla riforma giudiziaria in Israele, ieri terreno di scontro politico tra movimenti e poteri e oggi largamente obliata, per far spazio a una politica emergenziale di guerra e a un inquietante diritto penale internazionale del nemico. Il nemico in questione non \u00e8 pi\u00f9 la canaglia, il briccone, il manigoldo, cui restituire esponenzialmente \u00abocchio per occhio\u00bb, come scrive Arafa, ma il profugo, il rifugiato, il senza Stato: catturato e assediato nella propria terra. Imputato, per responsabilit\u00e0 oggettiva, a pagare colpe non sue.<br \/>\nIn particolare, nel dibattito tra Bilotti e Arafa lo studioso italiano osserva il decadimento dei meccanismi tradizionali di garanzia nello Stato costituzionale di diritto. La libert\u00e0 religiosa \u00e8 offesa da una politica che entra in contatto con la religione per travestire gli interessi da valori.<\/p>\n<p>LA NORMA PENALE da misura residuale \u2013 quando sia fallita ogni altra possibilit\u00e0 di intervento per il legislatore \u2013 diventa panacea cui affidare uno sconveniente rinfocolarsi delle paure sociali. Persino il proceduralismo democratico, col suo carico di contraddizioni e ambiguit\u00e0, sembra un lusso a un mondo che vuole anticipare il giudizio e la condanna al tempo dell\u2019umore e non a quello della partecipazione. Nel saggio di Arafa, tradotto da Bilotti per la prima volta in lingua italiana, si affronta cos\u00ec specificamente la giustificazione scientifica e teologica della contrariet\u00e0 alla pena di morte, anche in una prospettiva giuridico-islamica.<br \/>\nLe due sponde del Mediterraneo (Italia e Egitto, ma si potrebbe dire Francia e Turchia, Spagna e Tunisia e molto altro) sono bagnate dalle acque reflue di veleni comuni. Nei Paesi in cui la condanna capitale e le misure avverse alla dignit\u00e0 umana erano state abolite, qualcuno comincia a caldeggiarne il ritorno; nei Paesi in cui non erano state abrogate, adesso si infittiscono e moltiplicano.<\/p>\n<p>L\u2019ANGOLO VISUALE di Bilotti \u00e8 lo Stato secolare di (usurpata) tradizione cristiana, quello di Arafa \u00e8 il confessionismo che scopre per\u00f2 per altra via partecipazione, pace, rispetto e tutela delle minoranze. I tre pongono provvisorio termine al loro ragionamento il 21 maggio 2023: giornata mondiale per la diversit\u00e0 culturale. Anche il caso produce battaglia civile e discorso scientifico.<br \/>\n*(Raffaele K. Salinari, \u00e8 un medico specializzato in chirurgia d&#8217;urgenza. Ha lavorato per le Nazioni Unite e diverse ONG internazionali in Africa, Asia e America Latina. \u00c8 stato docente di Project Cycle Management e Storia dei modelli di sviluppo presso le universit\u00e0 di Urbino, Bologna, Parma e Tarragona)<br \/>\n*(Domenico Bilotti \u00e8 docente di &#8220;Diritto e Religioni&#8221; \u00e8 Enti ecclesiastici, Enti non profit e attivit\u00e0 culturali&#8221; presso l&#8217;Universit\u00e0 Magna Graecia) &#8211;<br \/>\n*(Mohamed &#8216;Arafa is an Assistant Professor of Law at the Prince Sultan University College of Law (Saudi Arabia, as of September 2023) and an Adjunct Professor)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Franco Ciancaglini*: BUENOS AIRES. L\u2019Argentina al tempo di Milei: \u00abPrepariamoci a scendere in strada ogni giorno\u00bb INTERVISTA A NORA CORTI\u00d1AS. 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