{"id":43657,"date":"2023-11-04T15:25:26","date_gmt":"2023-11-04T15:25:26","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43657"},"modified":"2023-11-04T16:57:05","modified_gmt":"2023-11-04T16:57:05","slug":"n44-05-novembre-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43657","title":{"rendered":"n\u00b044 \u2013 04.11.23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Come il parlamento valuta l\u2019attuazione del Pnrr &#8211; Le norme attribuiscono alle camere il potere di richiedere tutte le informazioni e i documenti utili per esercitare il controllo sull\u2019attuazione del Pnrr e del fondo complementare. Un ruolo di primo piano \u00e8 svolto dalle commissioni.<br \/>\n02 &#8211; Andrea Colombo*: Scherzetto russo a palazzo Chigi. La premier abbocca &#8211; CRISI UCRAINA. Telefonata su Ucraina (\u00abstanchi della guerra\u00bb), migranti e Macron con un \u00abpolitico africano\u00bb. Ma \u00e8 il duo comico Vovan e Lexus. Un consigliere diplomatico passa la chiamata, nessuno verifica: \u00abRammaricati\u00bb<br \/>\n03 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: La Senatrice La Marca partecipa al Gala del 71\u00b0 anniversario della CIBPA di Toronto.<br \/>\n04 \u2013 Teresa Barone*: tassa in busta paga per transfrontalieri svizzeri. Nella manovra 2024 si istituisce una tassa sulla retribuzione di transfrontalieri e residenti italiani che lavorano in svizzera: contributo al SSN.<br \/>\n05 &#8211; Alfiero Grandi*: Il premierato modello Meloni \u00e8 un pericoloso attacco alla Costituzione<br \/>\n06 &#8211; Uniti per la pace contro l&#8217;imperialismo di Sollevazione. (*) &#8211; Ci sar\u00e0 modo di spiegare nei dettagli ai tanti nostri amici che non hanno potuto partecipare alla Conferenza Internazionale i diversi aspetti per cui essa \u00e8 stata un successo al di l\u00e0 delle nostre aspettative.<br \/>\n07 \u2013 Norberto Fragiacomo*: Palestina: zeloti e sicofanti &#8211; Due millenni fa, al pari di oggi, la Palestina era un territorio occupato<br \/>\n08 &#8211; Marco Bascetta*: chi odia davvero gli ebrei &#8211; opinioni. Si alimenta cos\u00ec dall\u2019una e dall\u2019altra parte il mito devastante di una impossibile \u00abSOLUZIONE FINALE\u00bb.<br \/>\n09 &#8211; Chiara Cruciati*: INVIATA A TEL AVIV &#8211; Nel mirino ci sono i campi profughi. Onu: \u00abRischio genocidio\u00bb (ndr, il genocidio \u00e8 in corso)<br \/>\n10 &#8211; Che cosa fanno i viceministri e i sottosegretari di stato (*) Coadiuvano i ministri nell\u2019esercizio delle loro funzioni ed esercitano i compiti ad essi delegati tramite decreto ministeriale. Un massimo di 10 sottosegretari possono ricevere anche la nomina a viceministro.<br \/>\n11 &#8211; Anna Fabi*: Riforma Pensioni: Quota 103 con penalizzazioni. Pensioni (ndr. ma non dovevano abolire la legge Fornero?)<br \/>\n12 &#8211; Lorenza Pignatti*, TALLINN: Come ipnotizzati dall\u2019infosfera &#8211; MOSTRE. La biennale estone \u00abTallinn Photomonth\u00bb, con il suo titolo \u00abTrance\u00bb, indaga l\u2019esperienza dell\u2019iperconnessione. Ambienti video-scultorei, rituali di guarigione, tutorial di internet, alterazioni psicofisiche: sulla scena baltica, investigazioni sociali e tecnologiche utilizzando anche il \u00abglitch\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Come il parlamento valuta l\u2019attuazione del Pnrr &#8211; Le norme attribuiscono alle camere il potere di richiedere tutte le informazioni e i documenti utili per esercitare il controllo sull\u2019attuazione del Pnrr e del fondo complementare. Un ruolo di primo piano \u00e8 svolto dalle commissioni.(*)<\/strong><br \/>\nDEFINIZIONE<br \/>\nIL PARLAMENTO ha poteri potenzialmente molto rilevanti per quanto riguarda la verifica dello stato di attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Alle camere infatti sono attribuite ampie prerogative per quanto riguarda l\u2019accesso a dati e informazioni, oltre alla possibilit\u00e0 di svolgere audizioni dei soggetti coinvolti nella realizzazione delle diverse misure.<br \/>\nA livello normativo, una prima disposizione in merito \u00e8 prevista dall\u2019articolo 43 della legge europea 2019-2020. Qui si prevede infatti che le commissioni parlamentari competenti svolgano un\u2019attivit\u00e0 di controllo sul corretto utilizzo delle risorse assegnate all\u2019Italia.<br \/>\nLa legge di bilancio per il 2021 ha poi introdotto l\u2019obbligo per il governo di trasmettere alle camere una relazione annuale sullo stato di avanzamento del piano. Nel documento dovrebbero essere riportate informazioni sull\u2019utilizzo delle risorse e sui risultati raggiunti. Si prevede inoltre che siano evidenziate le misure necessarie per accelerare l\u2019avanzamento dei progetti e migliorare la loro efficacia rispetto agli obiettivi perseguiti.<\/p>\n<p>Come funziona la nuova governance del Pnrr.<br \/>\nSuccessivamente, il decreto legge 77\/2021 (articolo 2, comma 2, lettera e) ha invece stabilito che queste informazioni debbano essere inviate con cadenza semestrale. La responsabilit\u00e0 dell\u2019invio di questi dati ricade in particolare sulla cabina di regia, oltre che sul ministro deputato.<\/p>\n<p>LE COMMISSIONI PARLAMENTARI HANNO AMPI POTERI DI CONTROLLO SUL PNRR.<br \/>\nLa cabina di regia inoltre \u00e8 tenuta a inviare alle commissioni parlamentari competenti per materia ogni ulteriore elemento utile a valutare lo stato di avanzamento degli interventi, il loro impatto e l\u2019efficacia rispetto agli obiettivi perseguiti. In particolare nel sostegno all\u2019occupazione dei giovani e alla lotta alle disuguaglianze di genere.<br \/>\nAl termine dell\u2019esame di ogni relazione semestrale possono essere adottati atti di indirizzo (come mozioni o risoluzioni) al governo che indicano le eventuali criticit\u00e0 riscontrate nel programma di adozione delle riforme e nello stato di avanzamento degli investimenti.<\/p>\n<p>Quanto e come pu\u00f2 essere modificato il Pnrr.<br \/>\nDa notare infine che l\u2019articolo 9 bis del decreto legge 152\/2021, al comma 2, stabilisce che qualora il governo intenda modificare il Pnrr, la proposta prima dell\u2019invio alla commissione europea deve essere condivisa con le camere \u201cin tempo utile per consentirne l\u2019esame parlamentare\u201d.<br \/>\nDATI<br \/>\nA oggi sono uscite 3 relazioni del governo per il parlamento. La prima risale al 23 dicembre del 2021. La seconda \u00e8 del 5 ottobre 2022. La terza, che \u00e8 anche la prima e per ora unica relazione del governo Meloni, \u00e8 stata trasmessa al parlamento l\u20198 giugno scorso.<br \/>\nInoltre, dal suo insediamento, il governo Meloni ha reso alle camere 4 informative urgenti sul Pnrr (2 per ogni aula). Le prime il 26 aprile in merito allo stato di attuazione del piano, con particolare riferimento alle scadenze legate alla terza e alla quarta rata. Le seconde l\u20191 agosto e in questo caso l\u2019oggetto era la presentazione della proposta di revisione complessiva del Pnrr. Da notare invece che la prima proposta di revisione, limitata alla modifica di 10 scadenze relative al primo semestre 2023, non \u00e8 stata preceduta da un passaggio in parlamento prima dell\u2019invio a Bruxelles.<br \/>\nSolo nella seconda occasione il parlamento si \u00e8 espresso con un atto di indirizzo al termine della discussione. In entrambe le camere per\u00f2 la maggioranza ha fatto quadrato, respingendo gli atti presentati dalle opposizioni e approvando una sola risoluzione dai contenuti molto generici. Il ministro Fitto inoltre \u00e8 intervenuto il 19 luglio in audizione nelle commissioni bilancio e politiche Ue sia alla camera che al senato.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019analisi delle commissioni sulla terza relazione del governo, a oggi il lavoro non \u00e8 ancora concluso. Non sono stati deliberati quindi atti di indirizzo in merito. In base a quanto riportato dai resoconti delle commissioni, il numero di sedute in cui s\u00ec \u00e8 affrontato il tema risulta essere abbastanza basso. Con una prevalenza del senato rispetto alla camera.<\/p>\n<p>35 LE SEDUTE DI COMMISSIONE IN CUI SI \u00c8 DISCUSSO DELLA TERZA RELAZIONE SULL\u2019ATTUAZIONE DEL PNRR.<br \/>\nIn base alla documentazione disponibile, oltre al ministro Fitto, nell\u2019ambito della loro attivit\u00e0 di controllo le commissioni hanno acquisito anche le osservazioni di diversi soggetti. Tra cui: la conferenza delle regioni, l\u2019associazione nazionale comuni italiani (Anci), i sindacati, la corte dei conti e alcune delle aziende partecipate coinvolte nella realizzazione del piano.<\/p>\n<p>ANALISI<br \/>\nSono diversi gli elementi di criticit\u00e0 che emergono relativamente al controllo parlamentare del Pnrr. Il primo e pi\u00f9 evidente riguarda il fatto che il governo avrebbe dovuto presentare una relazione sul piano con cadenza semestrale. Cosa che per il momento non \u00e8 mai avvenuta. Infatti, il governo guidato da Mario Draghi prima e quello di Giorgia Meloni poi finora ne hanno presentata una all\u2019anno.<br \/>\nUn secondo aspetto da rimarcare riguarda il fatto che il lavoro svolto dalle commissioni nel tempo si \u00e8 ridimensionato. In precedenza infatti ogni commissione aveva affrontato nel dettaglio gli aspetti di propria competenza e proposto specifici atti di indirizzo. Ci\u00f2 non avviene pi\u00f9.<br \/>\nIn base a quanto riportato in un report realizzato dai centri studi di camera e senato infatti la modalit\u00e0 con cui il parlamento si \u00e8 approcciato all\u2019analisi di questi documenti nel tempo \u00e8 cambiata. Per la prima relazione infatti ogni commissione ha approfondito i profili di propria competenza. A partire dalla seconda invece le commissioni bilancio e politiche dell\u2019Unione europea hanno acquisito un ruolo di primo piano, mentre le altre si sono limitate a esprimere pareri ma senza approfondire pi\u00f9 di tanto la discussione.<\/p>\n<p>DALLA SECONDA RELAZIONE SUL PNRR, L\u2019ANALISI DELLE COMMISSIONI \u00c8 DIVENTATA MENO APPROFONDITA.<br \/>\nIn base a quanto \u00e8 possibile ricostruire dai resoconti, alla camera oltre alle gi\u00e0 citate commissioni bilancio e politiche Ue, del tema si sono occupate per quanto di loro competenza le commissioni cultura, lavoro e affari sociali. Al senato invece sostanzialmente tutte le commissioni hanno visto un loro coinvolgimento, anche se molto parziale. Salvo quelle per il bilancio e per le politiche Ue, negli altri casi si \u00e8 trattato della formulazione di un \u201cparere non ostativo\u201d. Sostanzialmente quindi, salvo pochi casi, le altre commissioni non sono entrate nel merito.<\/p>\n<p>Se l\u2019obiettivo di questa nuova impostazione era quello di velocizzare i lavori, non sembra comunque essere stato raggiunto. Infatti, a distanza di oltre 4 mesi dalla presentazione del documento governativo, la discussione \u00e8 ancora in corso.<br \/>\nUn altro elemento che vale la pena sottolineare riguarda il fatto che, nonostante gli ampi poteri attribuiti dalle norme, le richieste di informazioni ulteriori rispetto a quanto contenuto nella relazione e alle informative del ministro Fitto sono state molto generiche. Gli esponenti dell\u2019opposizione da questo punto di vista hanno lamentato una certa ritrosia del governo nel condividere informazioni dettagliate. Cosa che gli renderebbe pi\u00f9 difficile approfondire i vari temi. Peraltro si tratta di un elemento che, su specifici aspetti, \u00e8 stato rilevato anche da esponenti della maggioranza.<br \/>\nMaria Cecilia GUERRA (PD-IDP), [\u2026] sottolinea un innegabile difetto di comunicazione da parte del Ministro Fitto. Rileva infatti che quest\u2019ultimo, nella citata audizione dello scorso 19 luglio, ha evidentemente ritenuto di non dover fare alcun accenno all\u2019importante accordo che pure era in via di conclusione tra il Governo italiano e la Commissione europea [l\u2019approvazione della modifica delle 10 scadenze relative alla quarta rata, ndr] e di cui naturalmente non poteva che essere gi\u00e0 allora ampiamente a conoscenza, mortificando in tal modo il ruolo istituzionalmente assegnato alle Commissioni.<br \/>\n\u2013 RESOCONTO SEDUTA COMMISSIONE BILANCIO DELLA CAMERA DEL 26 LUGLIO.<br \/>\nCome denunciamo da tempo, le carenze dell\u2019attuale esecutivo \u2013 come anche del precedente \u2013 in termini di trasparenza sono innegabili. Al contempo per\u00f2 occorre rilevare una scarsa capacit\u00e0 di entrare nel merito delle questioni anche da parte delle opposizioni. Anche in commissione infatti le dichiarazioni appaiono pi\u00f9 improntate alla polemica politica che a un effettivo controllo sullo stato di attuazione del piano.<br \/>\nCosa: commissioni parlamentari, Governo e Parlamento, Pnrr &#8211; piano nazionale di ripresa e resilienza &#8211; Quando: XIX legislatura, XVIII legislatura &#8211; Dove: camera, senato<br \/>\n(Fonte: Openpolis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Andrea Colombo*: SCHERZETTO RUSSO A PALAZZO CHIGI. LA PREMIER ABBOCCA &#8211; CRISI UCRAINA. TELEFONATA SU UCRAINA (\u00abSTANCHI DELLA GUERRA\u00bb), MIGRANTI E MACRON CON UN \u00abPOLITICO AFRICANO\u00bb. MA \u00c8 IL DUO COMICO VOVAN E LEXUS. UN CONSIGLIERE DIPLOMATICO PASSA LA CHIAMATA, NESSUNO VERIFICA: \u00abRammaricati\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Dolcetto o scherzetto? Lo scherzo risale al 18 settembre ma la Tass lo ha reso noto a ridosso di Halloween: se \u00e8 una coincidenza \u00e8 di quelle fortunate. Nella burla il premier italiana c\u2019\u00e8 cascata in pieno e l\u2019imbarazzo \u00e8 dovuto pi\u00f9 a questo che ai contenuti dello scambio con il sedicente politico africano impersonato da uno dei due comici russi Vovan e Lexus, specializzati in tranelli telefonici. Meloni infatti \u00e8 in folta compagnia. Erdogan, Lagarde, Angela Merkel, Elton John sono alcuni di quelli che hanno abboccato come lucci alla beffa dei due.<br \/>\nA PALAZZO CHIGI sono convinti che siano supportati dai servizi segreti russi. Probabilmente non hanno torto. Resta il fatto che affrontare temi nevralgici con un perfetto sconosciuto senza accertarsi prima di chi sia, anche solo con una rapida passeggiata su Internet, non depone a favore della saggezza e cautela della presidentessa del consiglio. Per tacere del consigliere diplomatico che ha passato la chiamata senza ulteriori ricerche e che inevitabilmente passer\u00e0 presto \u00abad altro incarico\u00bb. Non a caso \u00e8 proprio il suo ufficio a diramare l\u2019imbarazzato comunicato con cui cerca di parare il colpo, \u00abrammaricandosi\u00bb per \u00abessere stato tratto in inganno da un impostore che si \u00e8 spacciato per il Presidente della Commissione dell\u2019Unione Africana e che \u00e8 stato messo in contatto telefonico con il Presidente Meloni\u00bb.<\/p>\n<p>Nel merito l\u2019abbindolata ha dato poca soddisfazione ai russi proprio sul tema per loro eminente. Il premier ha ammesso che la decantata controffensiva ucraina \u00abnon sta forse andando come ci si aspettava\u00bb. Si \u00e8 lamentata delle conseguenze della guerra: \u00abImmigrazione, inflazione, aumento del prezzo dell\u2019energia\u00bb. Un disastro. Soprattutto ha riconosciuto che la situazione non presenta soluzioni diverse da quella trattativa che ufficialmente tutto l\u2019occidente esclude finch\u00e9 non sar\u00e0 Zelensky a volerla: \u00abVedo molta stanchezza da tutte le parti. Potremmo essere vicini al momento in cui tutti capiranno che abbiamo bisogno di una via d\u2019uscita, una soluzione accettabile per tutte e due le parti senza violare il diritto internazionale. Ho alcune idee ma sto aspettando il momento giusto per presentarle\u00bb.<br \/>\nSAREBBERO PAROLE forti, in conflitto con tutte le prese di posizione ufficiali, se non fosse che quel che confermano \u00e8 gi\u00e0 universalmente noto nonostante il velo della retorica d\u2019ordinanza. In compenso Meloni \u00e8 sfuggita alle trappole pi\u00f9 insidiose. Il \u00abproblema di nazionalismo\u00bb ce l\u2019ha Putin, non gli ucraini che \u00abstanno facendo quel che \u00e8 giusto fare e noi cerchiamo di aiutarli\u00bb. E sul grano: \u00abSe permettiamo alla Russia di ricattarci sar\u00e0 sempre peggio ma se non troviamo altre soluzioni diventer\u00e0 impossibile\u00bb.<br \/>\nAnche sui migranti la premier non \u00e8 andata oltre quel che tutti sanno: \u00abLa Ue dice di capire ma quando chiedi fondi diventa pi\u00f9 difficile\u00bb. Parole tante, soldi e fatti pochi: \u00abQuando li ho chiamati al telefono non hanno risposto e sono tutti d\u2019accordo che l\u2019Italia deve risolvere da sola il problema\u00bb. Non \u00e8 quel che racconta la premier quando esce dai vertici europei, sempre \u00abmolto soddisfatta\u00bb. In compenso \u00e8 quel che anche i meno occhiuti vedono da soli.<br \/>\nDI INCRESCIOSO C\u2019\u00c8 SOLO la conversazione sulla Francia e il golpe in Niger, capitolo del resto che Meloni apre di persona, senza bisogno di provocazioni da parte del duo russo. \u00c8 lei che, senza camuffare un approccio non proprio amichevole nei confronti del governo di Parigi, s\u2019informa, chiede se il falso africano consideri il golpe una mossa ostile contro la Francia. \u00c8 lei che spiattella invereconda le spinte di Parigi \u00abper qualche tipo d\u2019intervento\u00bb e che rivendica il merito di aver frenato gli ardori bellici di Macron e dei suoi ministri: \u00abDiciamo loro che dobbiamo evitare situazioni che potrebbero creare pi\u00f9 problemi di quel che gi\u00e0 abbiamo\u00bb. Da quel non lontano 18 settembre tra Macron e Meloni \u00e8 scoppiata una pace dettata dagli interessi comuni e non \u00e8 facile che l\u2019indiscreta chiacchierata porti a incidenti diplomatici. Per\u00f2 non si sa mai. Quel che invece si sa \u00e8 che Giorgia Meloni farebbe bene a guardarsi da chi pi\u00f9 le sta vicino, collaboratori o compagni di vita che siano. Ma anche questo gi\u00e0 lo sapevamo tutti.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto, Andrea Colombo. Giornalista di lungo corso ed ex militante di Potere Operaio, in passato ha scritto per Liberazione, Il manifesto (del quale \u00e8 cronista politico)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: LA SENATRICE LA MARCA PARTECIPA AL GALA DEL 71\u00b0 ANNIVERSARIO DELLA CIBPA DI TORONTO. <\/strong><br \/>\nVenerd\u00ec 27 ottobre, la Senatrice La Marca ha partecipato al Gala in occasione del settantunesimo anniversario della Canadian Italian Business and Professional Association di Toronto. Erano presenti circa 500 persone, tra le quali numerosi rappresentanti di rilievo della comunit\u00e0 imprenditoriale di Toronto e molti esponenti politici. A fare gli onori di casa il Presidente Tony Cocuzzo e i due Vicepresidenti Sabrina Marrelli e Tony Cipriani.<br \/>\nLa serata \u00e8 stata un&#8217;occasione per premiare e ringraziare i vincitori dei CIBPA Awards 2023, i premi che ogni anno l&#8217;associazione assegna agli imprenditori che si sono distinti per aver contribuito maggiormente allo sviluppo economico e sociale del Canada. Molti di loro erano presenti in sala per partecipare alla magnifica serata. Tra gli ospiti illustri anche il deputato Francesco Sorbera, il Senatore Tony Loffreda, la Ministra Filomena Tassi e il console generale Luca Zelioli.<br \/>\nTra i tanti progetti portati avanti quest&#8217;anno dalla CIPBA si segnalano donazioni importanti per nuove borse di studio destinate ai giovani italo canadesi; donazioni per la Saint Miguel&#8217;s Hospital e per la Metropolitan University of Toronto. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie al supporto della folta comunit\u00e0 imprenditoriale che da anni supporta l&#8217;associazione.<br \/>\n&#8220;Buonasera a tutti, vorrei ringraziare il neopresidente Tony Cocuzzo e i vicepresidenti, Sabrina Marrelli e Tony Cipriani per l&#8217;invito a partecipare a questa magnifica serata. Da 71 anni la CIBPA di Toronto rappresenta aziende, imprenditori e leader italiani, portando la loro voce all&#8217;interno della comunit\u00e0 economica canadese&#8221; &#8211; cos\u00ec la Senatrice La Marca nel suo intervento al Gala.<br \/>\n&#8220;Possiamo essere orgogliosi che l&#8217;Italia sia il secondo partner commerciale canadese nell&#8217;Unione Europea. Il 2022 \u00e8 stato un anno record per gli scambi tra i due paesi, superando il valore dei 10 miliardi di euro. Grazie all&#8217;approvazione provvisoria del CETA, l&#8217;esportazione di merci italiane in Canada \u00e8 aumentata del 61%. Ho depositato a mia prima firma, al Senato della Repubblica un DDL di ratifica definitiva del CETA che, non appena verr\u00e0 approvato, accrescer\u00e0 ulteriormente questa percentuale&#8221;.<br \/>\n&#8220;Con queste brevi note ci tenevo a portarvi il mio saluto in occasione del vostro 71\u00ba anno di et\u00e0 e rinnovo gli auguri di lunga vita ai nostri due Paesi e a questo splendido rapporto. Buona serata&#8221;. Cos\u00ec la Senatrice La Marca conclude il suo saluto.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; 3\u00aa Commissione &#8211; Affari Esteri e Difesa &#8211; Electoral College &#8211; North and<br \/>\nCentral America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 \u2013 Teresa Barone*: TASSA IN BUSTA PAGA PER TRANSFRONTALIERI SVIZZERI. NELLA MANOVRA 2024 SI ISTITUISCE UNA TASSA SULLA RETRIBUZIONE DI TRANSFRONTALIERI E RESIDENTI ITALIANI CHE LAVORANO IN SVIZZERA: CONTRIBUTO AL SSN.<\/strong><br \/>\nIl testo della Manovra 2024 introduce una nuova tassa a carico di alcuni lavoratori transfrontalieri, chiamati a versare una quota di compartecipazione familiare al Sistema Sanitario Nazionale.<br \/>\nObiettivo della nuova norma \u00e8 quello di sostenere la Sanit\u00e0 delle Regioni di confine, anche al fine di favorire la permanenza dei professionisti del settore spesso in fuga verso l\u2019estero attirati da retribuzioni pi\u00f9 elevate.<br \/>\nL\u2019articolo 49 (Disposizioni in materia di lavoratori frontalieri, contributo al Servizio sanitario nazionale e osservanza degli obblighi anagrafici) prevede che a pagare alla Regione di residenza una quota di compartecipazione al SSN:<br \/>\ni residenti che lavorano e soggiornano in Svizzera che utilizzano il Servizio sanitario nazionale;<br \/>\ni frontalieri in Svizzera<br \/>\ni familiari a carico di entrambe le categorie<br \/>\nA quanto ammonta il nuovo contributo<br \/>\nLA TASSA SUL SALARIO NETTO RIGUARDER\u00c0 CHI LAVORA IN SVIZZERA E SAR\u00c0 VERSATA COME CONTRIBUTO AL SSN DIRETTAMENTE ALLA REGIONE DI RESIDENZA, VARIANDO TRA UN MINIMO DEL 3% E UN MASSIMO DEL 6% DEL SALARIO NETTO PERCEPITO.<br \/>\nStando al Disegno di Legge di Bilancio 2024, la quota versata dai lavoratori transfrontalieri andr\u00e0 a beneficio del personale medico e infermieristico, in qualit\u00e0 di trattamento accessorio e in misura non superiore al 20% dello stipendio tabellare lordo.<br \/>\n*(Fonte: PMI.it &#8211; Teresa Barone, giornalista, pubblicista, collabora da molti anni con PMI.it occupandosi di imprese e green economy, mondo del lavoro e nuove tecnologie applicate)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Alfiero Grandi*: IL PREMIERATO MODELLO MELONI \u00c8 UN PERICOLOSO ATTACCO ALLA COSTITUZIONE &#8211; LA PROPOSTA DI ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DEL GOVERNO PUNTA A COPRIRE I VUOTI DELL\u2019AZIONE DEL GOVERNO. ALTRIMENTI GIORGIA MELONI NON AVREBBE SCELTO QUESTO ABBINAMENTO TEMPORALE DELLA LEGGE DI BILANCIO CON LA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA COSTITUZIONE.<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 non toglie che la proposta del \u201cpremierato\u201d sia pericolosa e grave per la Costituzione e per l\u2019equilibrio istituzionale del nostro paese. Sar\u00e0 anche un atto disperato per distrarre l\u2019attenzione ma i suoi effetti possono essere devastanti.<br \/>\nLe destre al governo lanciano un messaggio netto, in particolare quella parte che non riesce a condannare esplicitamente il fascismo e che vuole cambiare questa Costituzione, le cui radici sono nella Resistenza.<br \/>\nMentre Fini aveva sostanzialmente accettato la Costituzione, ora Giorgia Meloni punta a cambiarla in modo da non dovere pi\u00f9 fare i conti con le radici e la sostanza della Costituzione del 1948. \u00c8 un obiettivo epocale per quella parte della destra che non l\u2019ha mai accettata. Tuttavia, non si capisce perch\u00e9 la parte antifascista della destra accetti di appoggiare questo tentativo.<\/p>\n<p>COS\u00cc NON NASCE LA TERZA REPUBBLICA<br \/>\nNon si tratta di terza Repubblica ma di uscire dalla Costituzione con un tentativo di nascondere il revisionismo, ad esempio dando ad intendere che non saranno toccati i poteri del Presidente della Repubblica, che invece saranno ridimensionati.<br \/>\nLe opposizioni a questo punto hanno un ruolo storico da svolgere: contrastare questa scelta strettamente legata all\u2019autonomia regionale differenziata di Calderoli e all\u2019obiettivo di mettere sotto controllo l\u2019autonomia della magistratura, a partire dalla separazione delle carriere.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 illustre vittima della proposta del governo \u00e8 il parlamento che nella Costituzione in vigore \u00e8 centrale in quanto deve svolgere un ruolo di rappresentanza di elettrici ed elettori e nomina quote della Corte Costituzionale e del Csm. \u00c8 del tutto evidente che un parlamento definitivamente ridotto a un ruolo subalterno porterebbe ad un capo del governo padrone del parlamento, con un potere enorme di influenza sulle istituzioni di garanzia.<br \/>\nIl parlamento \u00e8 gi\u00e0 oggi ridimensionato, anche per responsabilit\u00e0 di chi oggi \u00e8 all\u2019opposizione, con l\u2019abuso dei decreti legge (dovrebbero essere solo per urgenze) per voti di fiducia a raffica, maxi emendamenti e regolamenti che riducono il ruolo dei parlamentari. La maggioranza di destra ha aggiunto un capitolo in questi giorni che rasenta l\u2019eversione: ha deciso che il parlamento non potr\u00e0 cambiare la legge di bilancio (la decisione di politica economica pi\u00f9 importante dell\u2019anno) perch\u00e9 il governo ne blinda il testo rispetto alla sua stessa maggioranza parlamentare.<\/p>\n<p>\u00c8 un antipasto degli effetti che potr\u00e0 avere un futuro capo del governo eletto insieme alla sua maggioranza e praticamente inamovibile, altrimenti si tornerebbe a votare. La finta di un\u2019alternativa interna alla maggioranza \u00e8, infatti, largamente improbabile.<\/p>\n<p>UN MODO PER NASCONDERE I FALLIMENTI<br \/>\nEra prevedibile che gli scarsi risultati del governo nella politica economica spingesse ad iniziative di bandiera della destra come l\u2019elezione diretta del capo del governo che, detta cos\u00ec, potrebbe sembrare meno pericolosa dell\u2019elezione diretta del presidente della Repubblica ma non lo \u00e8.<br \/>\nCambia la Costituzione in punti decisivi e delicati ed \u00e8 dirompente perch\u00e9 altera gli equilibri tra i poteri dello Stato (l\u2019equilibrio tra i poteri \u00e8 cardine della democrazia) ma non affronta in alcun modo la questione dei cosiddetti contrappesi.<br \/>\nL\u2019autonomia regionale differenziata nella versione Calderoli porterebbe il nostro paese sull\u2019orlo della secessione delle regioni ricche, allargando ancora di pi\u00f9 le differenze tra le diverse regioni e tra aree forti e deboli dentro le stesse, senza comprendere che il sistema paese potrebbe aiutare tutte le regioni, al contrario della corsa solitaria di alcune con le risorse di tutti.<br \/>\nLa Lega pretende l\u2019approvazione della Calderoli, quindi Giorgia Meloni punta a fare passare il premierato e Forza Italia alla separazione delle carriere nella magistratura. Sono iniziative legislative su binari diversi: legge ordinaria per l\u2019autonomia differenziata, costituzionale per l\u2019elezione diretta del capo del governo, e per modifiche dell\u2019ordinamento giudiziario.<\/p>\n<p>C\u2019\u00c8 SEMPRE IL REFERENDUM<br \/>\nIl premierato \u00e8 una modifica della Costituzione e ha bisogno di una maggioranza dei 2\/3 dei parlamentari per essere approvata senza possibilit\u00e0 di referendum popolare. La maggioranza deve sapere, come tutta l\u2019opposizione, che si tratta di una deriva accentratrice e autoritaria e che il referendum sar\u00e0 possibile e non baster\u00e0 l\u2019appoggio dichiarato da Renzi per evitarlo, se le opposizioni manterranno una netta posizione contraria.<br \/>\nConcentrare i poteri sul premier anzich\u00e9 su un rilancio del parlamento chiarisce che il nostro sistema istituzionale non sar\u00e0 pi\u00f9 fondato sul parlamento.<br \/>\nGiorgia Meloni punta ad acquisire maggiori poteri e di governare la sua maggioranza con un mandato diretto e forte in grado di metterla in riga. Del resto si \u00e8 visto in questo anno di governo che il criterio della fedelt\u00e0, perfino familistico, \u00e8 quello pi\u00f9 gradito.<br \/>\nIl futuro parlamento sar\u00e0 ridotto definitivamente a ratificare le decisioni del governo, per questo l\u2019elezione diretta del capo del governo avviene insieme ai parlamentari, con legge maggioritaria, che garantisce il 55% dei parlamentari senza neppure una soglia minima di voti ottenuti, basta solo essere primi.<br \/>\n\u00c8 gi\u00e0 una perversione il premio di maggioranza (nascosto) in vigore che ha dato a chi ha preso il 44 % dei voti il 59 % dei parlamentari e il cui esito oggi viene usato per imporre modifiche della Costituzione alla maggioranza degli elettori che non hanno votato le destre. Con una legge elettorale maggioritaria \u00e8 indispensabile rivedere le soglie di garanzia previste dalla Costituzione in modo da evitare un potere esagerato della maggioranza che potrebbe arrivare a controllare la magistratura e a influenzare gli organi di garanzia costituzionale.<br \/>\nIl parlamento attuale, pur malridotto, potrebbe gi\u00e0 riprendersi i poteri ma la soggezione dei parlamentari eletti grazie alla designazione dall\u2019alto ha creato un guasto difficile da recuperare e in futuro diventerebbe definitivamente subalterno al governo. Questa \u00e8 una modifica di fondo della Costituzione.<\/p>\n<p>MENO POTERI AL CAPO DELLO STATO<br \/>\nSe il capo del governo aumenta i poteri \u00e8 evidente che il Presidente della Repubblica e il parlamento li perdono.<br \/>\nAll\u2019elezione diretta del premier va contrapposta l\u2019elezione diretta dei parlamentari, con metodo proporzionale e scelta diretta degli elettori. Uno dei problemi pi\u00f9 seri della democrazia italiana \u00e8 la frattura tra chi rappresenta e chi vota, non si conoscono, non ci sono rapporti di fiducia, vanno ricostruiti.<br \/>\nOggi \u00e8 il Presidente della Repubblica a nominare il Presidente del Consiglio, tiene conto del risultato elettorale ma ha ampia facolt\u00e0 di scelta, ad esempio potrebbe non nominare il capo dei vincenti, nel caso di dimissioni del capo del governo potr\u00e0 cercare un\u2019alternativa solo nell\u2019ambito della maggioranza che lo ha eletto altrimenti si torna a votare.<br \/>\nIl disegno di legge del governo potr\u00e0 essere \u201cappesantito\u201d durante i lavori parlamentari, aggravando il ruolo stravolgente di queste norme.<br \/>\nNon si deve sbagliare. La controriforma costituzionale tentata da Renzi ha aperto un varco che per fortuna si \u00e8 concluso con la vittoria del No e le sue dimissioni da Presidente del Consiglio.<br \/>\nOra Giorgia Meloni scopre le sue carte, le opposizioni debbono reagire per fare fallire questo attacco alla Costituzione.<\/p>\n<p>*(Alfiero Grandi: strisciarossa.it -Strisciarossa.it \u00e8 un blog di informazione e di approfondimento indipendente e gratuito. Il tuo contributo ci aiuter\u00e0 a mantenerlo libero sempre dalla parte dei nostri lettori.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; UNITI PER LA PACE CONTRO L&#8217;IMPERIALISMO DI SOLLEVAZIONE. (*) CI SAR\u00c0 MODO DI SPIEGARE NEI DETTAGLI AI TANTI NOSTRI AMICI CHE NON HANNO POTUTO PARTECIPARE ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE I DIVERSI ASPETTI PER CUI ESSA \u00c8 STATA UN SUCCESSO AL DI L\u00c0 DELLE NOSTRE ASPETTATIVE.<\/strong><br \/>\nPer la presenza di tante delegazioni provenienti da ogni continente, per la qualit\u00e0 dei tanti interventi, per l\u2019atmosfera segnata da amicizia e fratellanza, per i momenti di lucida commozione, per la grande attenzione ricevuta in Italia e in tanti altri paesi.<br \/>\nRingraziamo i tanti cittadini che hanno firmato l\u2019appello di convocazione, gli italiani presenti che hanno contribuito al successo della nostra impresa. Ci limitiamo qui all\u2019essenziale: tutti assieme, in barba alla campagna di disinformazione e di criminalizzazione dei media italiani, siamo riusciti a realizzare l\u2019ambizioso obiettivo di fondare uno stabile coordinamento internazionale composto da pi\u00f9 di cento movimenti dei pi\u00f9 diversi paesi e che abbiamo denominato STOP WW3 \u2013 INIZIATIVA INTERNAZIONALE DI PACE.<\/p>\n<p>PUBBLICHIAMO DI SEGUITO IL TESTO DELLA DICHIARAZIONE FONDATIVA.<br \/>\nDichiarazione finale della Conferenza di Pace di Roma &#8211; 28 ottobre 2023<br \/>\nDelegati di 40 organizzazioni ed esponenti provenienti da 25 paesi si sono riuniti a Roma il 27 e 28 ottobre 2023 per discutere le cause dell\u2019attuale guerra in Ucraina, l\u2019impatto della guerra sulla pace internazionale, i pericoli che affliggono il nostro popolo e i compiti del movimento per la pace. una pace giusta e permanente.<\/p>\n<p>LE NOSTRE CONCLUSIONI<br \/>\n\u2013 Le politiche aggressive degli Stati Uniti e dei suoi pi\u00f9 stretti alleati (l\u2019Occidente) sono le cause profonde della guerra in Ucraina e, come vediamo in Palestina, stanno spingendo l\u2019umanit\u00e0 sull\u2019orlo di una terza guerra mondiale.<br \/>\n\u2013 Per mantenere un ordine mondiale unipolare, l\u2019Occidente ha bisogno del dominio imperialista. Mira a trasformare la grande maggioranza dei paesi del mondo in stati vassalli, dentro a un nuovo sistema internazionale neocoloniale.<br \/>\n\u2013 L\u2019\u00e9lite imperialista utilizza la maschera ideologica pseudo-progressista della \u201cglobalizzazione democratica\u201d, della difesa dei diritti umani e civili e del superamento degli stati nazionali come pretesto per il proprio dominio. Essi usano istituzioni come l\u2019UE, la Banca Mondiale, il FMI e il WEF per imporre il dominio economico, e la NATO per imporre il dominio militare.<\/p>\n<p>IN QUESTO QUADRO L\u2019OCCIDENTE<br \/>\n\u2013 Attacca la Russia con il chiaro obiettivo di distruggerla come stato sovrano e dividerla in un insieme di deboli stati vassalli.<br \/>\n\u2013 Circonda la Cina con basi militari, navi da guerra e nuove alleanze militari; intensifica le consegne di armi a Taiwan e continua le provocazioni nel Mar Cinese Meridionale per costringere la Cina a una risposta militare che possa essere usata come pretesto per la guerra. Continuano le provocazioni belliche attorno alla penisola coreana.<br \/>\n\u2013 Sostiene Israele, il suo principale strumento per la sua politica neocoloniale in Medio Oriente, al fine di schiacciare il popolo palestinese e costringere l\u2019Iran alla guerra.<br \/>\n\u2013 Mantiene l\u2019occupazione dell\u2019Iraq, i conflitti in Yemen, Siria, Libia, Libano \u2013 e soprattutto continua l\u2019occupazione della Palestina.<br \/>\n\u2013 Saccheggia costantemente l\u2019Africa e l\u2019America Latina, imponendo governi fantoccio e istigando i suoi stati vassalli a invadere paesi indipendenti, ad esempio nel Sahel.<br \/>\n\u2013 Impiega milizie armate in operazioni di \u201cregime change\u201d e organizza omicidi di intellettuali, politici, scienziati e giornalisti russi e iraniani; commette azioni terroristiche come far saltare in aria il Nord Stream 2.<br \/>\n\u2013 Attraverso misure coercitive unilaterali illegali (UCM), cerca di strangolare le economie dei paesi che resistono all\u2019imperialismo, insensibili alle conseguenze catastrofiche per le popolazioni di questi paesi, per la classe operaia e per tutti i poveri dello stesso Occidente.<br \/>\n\u2013 Avvelena e uccide. Gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 utilizzato armi nucleari, non solo a Hiroshima e Nagasaki, ma anche armi all\u2019uranio impoverito (DUW) contro l\u2019Iraq, la Serbia e ora contro la Russia. Le DUW contaminano permanentemente il territorio e hanno ucciso un numero ancora innumerevole di persone.<br \/>\nPer questi motivi l\u2019\u00e9lite occidentali rappresentano una minaccia permanente contro la pace e lo sviluppo del mondo e minacciano l\u2019esistenza stessa dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>LA NOSTRA POSIZIONE RIGUARDO ALL\u2019ATTUALE GUERRA IN UCRAINA<br \/>\nNon \u00e8 stato il 24 febbraio 2022 che \u00e8 iniziata la guerra in Ucraina, e nemmeno quando gli Stati Uniti hanno provocato il colpo di stato del 2014. \u00c8 necessario andare pi\u00f9 indietro nel tempo, ai tempi della sanguinosa espansione della NATO verso l\u2019Europa orientale. Le guerre sporche in Jugoslavia, la disintegrazione dello stato balcanico un tempo pi\u00f9 forte e l\u2019istigazione alle guerre nel Caucaso erano tutte fasi dello stesso progetto. La guerra contro la Russia era gi\u00e0 iniziata subito dopo lo scioglimento illegale dell\u2019URSS, imposto contro la volont\u00e0 dei suoi cittadini. La formazione di nuovi confini nell\u2019Europa orientale e nell\u2019Asia centrale \u00e8 stata imposta al di fuori del quadro del diritto internazionale.<br \/>\nLa NATO era ed \u00e8 lo strumento degli Stati Uniti per imporre il proprio controllo su tutta l\u2019Europa. La sua espansione verso est \u00e8 stata illegale e rappresenta una minaccia permanente contro tutti i paesi sovrani e indipendenti.<br \/>\nIl governo russo ha cercato di evitare l\u2019attuale fase della guerra, ma l\u2019Occidente, attraverso i suoi fantocci in Ucraina, ha continuato a prendere di mira le popolazioni russe e ha rifiutato qualsiasi accordo di pace basato sulla parit\u00e0 di sicurezza, come proposto dalla Russia. Le azioni dell\u2019Occidente hanno reso la guerra inevitabile.<br \/>\nIl modo in cui l\u2019Occidente conduce la guerra dimostra che esso mira sia a un\u2019escalation senza fine sia a logorare al massimo sia i russi che gli ucraini. L\u2019uso di armi illegali come bombe a grappolo e munizioni all\u2019uranio impoverito dimostra che l\u2019azione disumana dell\u2019\u00e9lite occidentali \u00e8 senza limiti. I loro sforzi per coinvolgere tutti i paesi dell\u2019Europa orientale \u2014 cos\u00ec come altri paesi \u2014 nel conflitto dimostrano come le principali \u00e9lite occidentali stiano cercando di usare la popolazione europea come carne da cannone proprio come ora fanno con gli ucraini.<br \/>\nL\u2019unica base per risolvere le controversie internazionali dovrebbe rimanere il diritto internazionale, che ha al centro la Carta delle Nazioni Unite. La volont\u00e0 degli Stati Uniti e dei suoi alleati \u2014il cosiddetto \u201cordine basato su regole\u201d \u2014 non dovrebbe pi\u00f9 essere una regola obbligatoria per il mondo.<\/p>\n<p>CI\u00d2 DI CUI HANNO BISOGNO I POPOLI DEL MONDO<br \/>\n\u2013 Una sconfitta della NATO in Ucraina. Senza questo presupposto non vi \u00e8 possibilit\u00e0 di una pace duratura. Una vittoria occidentale sulla Russia sarebbe un nuovo disastro per l\u2019umanit\u00e0. Diventerebbe il punto di partenza per nuove guerre nei Balcani, nel Medio Oriente e nell\u2019Asia orientale, in particolare nel Mar Cinese Meridionale e nella penisola coreana, ovvero una terza guerra mondiale di lunga durata.<br \/>\n\u2013 Un nuovo quadro di cooperazione nell\u2019Europa dell\u2019Est e nei Balcani, liberato dal controllo USA-UE, basato su relazioni paritarie e che rimodelli le conseguenze catastrofiche della vittoria dell\u2019Occidente nella Guerra Fredda.<br \/>\n\u2013 Un mondo di paesi sovrani in cui i popoli possano determinare il proprio futuro, liberi dalla dittatura economica globale imposta dall\u2019Occidente, liberi da misure coercitive unilaterali. Il mondo ha bisogno di reti commerciali, finanziarie, di comunicazione e di trasporto libere dal controllo dell\u2019Occidente. In questa direzione, la formazione di nuove organizzazioni per la cooperazione tra Stati, libere dal<br \/>\ncontrollo occidentale, e il ruolo rafforzato del Sud del mondo nelle organizzazioni internazionali esistenti rappresentano sviluppi positivi.<br \/>\n\u2013 Una nuova architettura delle Nazioni Unite che rifletta i diritti del Sud del mondo e il principio di pari sovranit\u00e0 per tutti gli Stati.<\/p>\n<p>I NOSTRI COMPITI<br \/>\n\u2013 Abbiamo molto da fare per quanto riguarda l\u2019informazione e l\u2019istruzione. Nei paesi NATO-UE e in altri paesi dominati dagli Stati Uniti esiste una censura virtuale totale. Dovremmo informare queste popolazioni che la guerra dell\u2019Occidente in Ucraina \u00e8 una guerra ingiusta.<br \/>\n\u2013 Dobbiamo fermare l\u2019invio di armi, munizioni, equipaggiamenti e personale sul campo di battaglia ma:<br \/>\n\u2013 il nostro compito principale dovrebbe essere quello di liberare i nostri paesi dall\u2019adesione alla NATO, dal controllo e dalle basi militari statunitensi. Questo sar\u00e0 l\u2019apice della nostra solidariet\u00e0 verso i popoli del mondo che resistono.<br \/>\nABBIAMO deciso<br \/>\n1) Di dare vita una rete permanente per coordinare i compiti di cui sopra sotto il nome di \u201cStop World Word 3-Iniziativa internazionale per la pace<br \/>\n2) Di organizzare azioni internazionali e delegazioni di solidariet\u00e0 in Russia-Donbass e in Palestina<br \/>\n3) Di organizzare la 2a conferenza internazionale di pace entro la fine del 2024<br \/>\nVotata all\u2019unanimit\u00e0 dai delegati presenti e quindi approvata per acclamazione dalla Conferenza<br \/>\n*(Sollevazione: rivista di politica e cultura del Fronte del Dissenso)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 \u2013 Norberto Fragiacomo*: PALESTINA: ZELOTI E SICOFANTI &#8211; DUE MILLENNI FA, AL PARI DI OGGI, LA PALESTINA ERA UN TERRITORIO OCCUPATO.<\/strong><br \/>\nA signoreggiare erano allora i Romani che, considerata la ferocia dei tempi, esercitavano il loro potere con relativa \u201cmitezza\u201d: agli inizi del primo millennio solo una parte della regione era sottoposta al controllo diretto di Roma, mentre il resto era affidato alle cure di regoli-vassalli locali; inoltre i dominatori evitavano di ingerirsi nella vita sociale e religiosa dei nativi, concedendo loro ampi spazi di autonomia. Prima della grande rivolta giudaica del 66 d.C. si verificarono delle crisi \u2013 dovute, in un caso, alle stravaganti pretese di Gaio Caligola, in altri al poco tatto dei governatori \u2013 ma, nel complesso, la situazione pareva sotto controllo. La pacificazione della Giudea si rivel\u00f2 tuttavia un miraggio: bench\u00e9 la classe sacerdotale (non nella sua interezza) e l\u2019\u00e9lite ellenizzata dei grandi centri urbani mostrassero propensione a collaborare con gli occupanti, il popolo covava rancore e rabbia nei confronti dei \u201cgentili\u201d. Le due grandi insurrezioni del I e II secolo d.C. non nacquero dal nulla: gi\u00e0 da decenni era attivo un agguerrito movimento antiromano che traeva i suoi adepti soprattutto dagli strati medi e bassi della popolazione.<br \/>\nGli zeloti erano guerriglieri che, in nome di un fanatico patriottismo religioso, si opponevano in armi agli imperiali, tendendo imboscate ai loro distaccamenti e non disdegnando azioni \u2013 che oggi definiremmo \u201cterroristiche\u201d \u2013 rivolte contro singoli funzionari e intere comunit\u00e0 accusate di collaborazionismo. Ammazzavano insomma sia militari che civili, connazionali compresi, e costituivano una spina nel fianco per i magistrati romani, che disponevano in loco di truppe poco numerose. Se catturati, gli zeloti non chiedevano n\u00e9 ottenevano piet\u00e0: uscivano probabilmente dai loro ranghi i due \u201cladroni\u201d crocifissi assieme a Ges\u00f9 Cristo e, a quanto pare, lo stesso Giuda Iscariota. Il termine latino latrones non indica infatti i \u201csemplici\u201d ladri (fures), ma va tradotto con \u201cpredoni\u201d o \u201cbriganti\u201d: individui cio\u00e8 che si associavano per commettere atti violenti di natura non esclusivamente predatoria. Ascrivibili a questa categoria erano senz\u2019altro Simon bar Giora, animatore della rivolta scoppiata sotto Nerone, e Bar Kokheba, \u201cil Figlio della Stella\u201d che, nelle vesti di Messia, sfid\u00f2 Adriano. Le legioni romane impiegarono parecchi anni (e persero tantissimi uomini) per piegare i rivoltosi che, una volta sedate le sommosse, incontrarono una fine ignominiosa in omaggio al motto virgiliano parcere subiectis debellare superbos.<\/p>\n<p>In sostanza gli zeloti erano trattati da terroristi poich\u00e9 tali essi apparivano agli occhi dei Romani; la mentalit\u00e0 odierna, al contrario, individua in costoro dei patrioti, la cui buona causa \u00e8 macchiata, ma non svilita, da singole condotte che \u2013 se considerate fuori dal loro contesto \u2013 andrebbero bollate come criminali. Non dubito peraltro che gli israeliani odierni abbiano per i condottieri che ho menzionato la stessa ammirazione che, ad esempio, gli Scozzesi mostrano nei riguardi di William Wallace e gli Irlandesi per un Michael Collins.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte sarebbe eccessivo pretendere moderazione dagli oppressi: anche i seguaci di Spartaco commisero efferate violenze nei confronti delle famiglie di possidenti in cui si imbatterono, e i contadini francesi e tedeschi in rivolta non sempre risparmiarono spose e figli dei loro aguzzini. L\u2019odio sedimentatosi in decenni di sopraffazioni, ingiustizie e sfruttamento offusca quasi sempre la ragionevolezza al momento della rivalsa: \u201cNon so che cosa accadde, perch\u00e9 prese la decisione, \/ forse una rabbia antica, generazioni senza nome \/che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore: \/dimentic\u00f2 piet\u00e0, scord\u00f2 la sua bont\u00e0, \/ la bomba sua la macchina a vapore\u201d, canta Guccini n\u00e9 La locomotiva, spiegando molto (se non tutto). Possiamo noi biasimare uno schiavo per aver restituito \u2013 magari con gli interessi \u2013 al cattivo padrone le angherie e le umiliazioni patite? Risponderei onestamente di no, a meno di essere parte in causa o di esigere dall\u2019essere umano una perfezione e una dirittura morale che appartengono (forse) a pochi eletti.<\/p>\n<p>La premessa di carattere storico, sommaria e di poche pretese, non \u00e8 un \u201cfuori tema\u201d, perch\u00e9 ci aiuta a inquadrare l\u2019attuale situazione in Vicino Oriente, che solamente un propagandista senza coscienza (cio\u00e8 il giornalista-tipo nostrano) pu\u00f2 dichiarare si sia originata ex nihilo il 7 ottobre scorso. La ripugnanza che ci ispira l\u2019uccisione a sangue freddo di civili inermi da parte dei miliziani palestinesi non pu\u00f2 n\u00e9 deve farci dimenticare che, come ha giustamente detto il Segretario dell\u2019ONU Guterres, \u201cgli attacchi di Hamas non sono venuti fuori dal nulla. Il popolo palestinese \u00e8 stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. Hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e tormentata dalla violenza; la loro economia soffocata; la loro gente sfollata e le loro case demolite. Le speranze di una soluzione politica alla loro situazione sono svanite\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di parole sagge ed equilibrate, che hanno per\u00f2 suscitato la tracotante reazione di Israele e dei suoi volonterosi reggicoda occidentali. Le frasi pronunciate da un ministro del governo Netanyahu \u2013 quello che ha paragonato i palestinesi ad \u201canimali\u201d \u2013e da un ex ambasciatore (sic!) israeliano in Italia, secondo cui \u201cl\u2019obiettivo \u00e8 distruggere Gaza, questo male assoluto\u201d non sono dal sen fuggite, ma esprimono un sentimento evidentemente diffuso e inquietante. Esse riecheggiano l\u2019anatema lanciato da Martin Lutero, riformatore proteg\u00e8 della nobilt\u00e0 tedesca, contro \u201cle empie e scellerate bande dei contadini\u201d guidate da Thomas M\u00fcntzer, di cui veniva auspicato lo sterminio \u2013 e oggi \u00e8 a uno sterminio che stiamo assistendo, perpetrato da uno Stato etnico che, perlomeno negli ultimi decenni, si \u00e8 mosso al di fuori di qualsiasi parvenza di legalit\u00e0 internazionale, non demeritando quell\u2019epiteto di \u201crogue\u201d che i suoi apologeti riservano invece volentieri a nazioni, guarda caso, invise a Washington e al cosiddetto Occidente. L\u2019argomento della \u201clegittima difesa\u201d, quotidianamente invocato dai nostri media, non \u00e8 spendibile, visto che essa pu\u00f2 esercitarsi a fronte del ricevimento di un\u2019offesa ingiusta, cio\u00e8 non provocata e gratuita; d\u2019altro canto la crudele punizione collettiva inflitta a Gaza e all\u2019intera popolazione palestinese non \u00e8 neppure una vendetta (gi\u00e0 di per s\u00e9 moralmente riprovevole), ma semmai la prosecuzione di una strategia di progressivo annientamento che, in tempo di \u201cpace\u201d, si esprime nell\u2019espansione degli insediamenti illegali, nelle violenze dei coloni, nella distruzione di case e nelle espulsioni indiscriminate di arabi.<\/p>\n<p>La scioccante descrizione da parte del presidente turco Erdogan di Hamas come un \u201cmovimento di liberazione\u201d non \u00e8 pertanto un assurdo logico, per le ragioni che ho menzionato in precedenza e nonostante le atrocit\u00e0 commesse; quanto agli Israeliani, la loro autoassoluzione pu\u00f2 indignare per il sovrappi\u00f9 di cinismo e sfacciata arroganza, ma a ben vedere costoro si comportano, mutatis mutandis, come gli oppressori del passato. Nemo iudex in re sua, verrebbe da chiosare \u2013 senonch\u00e9 essi usurpano la funzione di giudice, e chi dovrebbe assumere un ruolo di terziet\u00e0 rinuncia a farlo.<\/p>\n<p>Non alludo naturalmente agli USA, gemelli diversi di Israele che del diritto internazionale fanno strame (almeno) sin da quando sganciarono due bombe atomiche su altrettante citt\u00e0 indifese e strategicamente irrilevanti; mi riferisco piuttosto all\u2019Europa, che si vanta di essere la patria del diritto e dell\u2019illuminismo. Le consorterie che governano (rectius: amministrano per conto terzi) i paesi del Vecchio Continente sono totalmente appiattite sulle posizioni israelo-americane: anzich\u00e9 assumere il ruolo di osservatori neutrali \u2013 e perci\u00f2 in grado di ragionare spassionatamente e offrire, sulla scorta di una drammatica esperienza plurisecolare, possibili soluzioni a un problema ormai incancrenitosi\u2013esse si comportano come tifosi allo stadio e, da perfetti sicofanti, denunciano esclusivamente le malefatte degli altri, sorvolando sulle inescusabili colpe dell\u2019Occidente, vale a dire dei loro sponsor \u2013 che stanno impunemente trascinando il mondo verso l\u2019abisso. Si ripete insomma il copione ucraino, con l\u2019evidente complicit\u00e0 di giornalisti che, nella stragrande maggioranza, si atteggiano ad agitprop di regime: simili, per intenderci, ai cronisti che invocavano la cruenta soppressione degli schiavi e dei contadini insorti \u201ccontro Dio e contro gli uomini\u201d (ancora Lutero) che li trattavano al pari di bestie senz\u2019anima o di instrumenta vocalia. A riprova della disonest\u00e0 intellettuale di questi professionisti della (dis)informazione cito la taccia di antisemitismo disinvoltamente scagliata contro chiunque si azzardi a criticare Israele e il sionismo: accusa nel caso di specie paradossale, dal momento che i palestinesi sono a loro volta semiti.<br \/>\nIn questo stato \u00e8 ridotto il \u201cdemocratico\u201d Occidente che, immemore di tragedie causate e sofferte e degli insegnamenti faticosamente trattine, rappresenta oggi con le sue politiche aggressive e ipocrite la principale minaccia per il futuro dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Norberto Fragiacomo, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Marco Bascetta*: CHI ODIA DAVVERO GLI EBREI &#8211; OPINIONI. SI ALIMENTA COS\u00cc DALL\u2019UNA E DALL\u2019ALTRA PARTE IL MITO DEVASTANTE DI UNA IMPOSSIBILE \u00abSOLUZIONE FINALE\u00bb.<\/strong> Tutto congiura per polarizzare e radicalizzare. Chi odia davvero gli ebrei. Due pietre d&#8217;inciampo, dedicate ai deportati Eugenio e Giacomo Spizzichino, oltraggiate a Roma.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 in allarme per il diffondersi crescente di fenomeni di antisemitismo. Giustamente. L\u2019ostilit\u00e0 antiebraica, tuttavia, raramente si manifesta oggi allo stato puro.<\/p>\n<p>Nella versione pi\u00f9 strettamente razzista si combina con un atteggiamento xenofobo, che include arabi, musulmani, neri e rom. Ispirandosi a una versione neofascista dell\u2019ideologia della \u00abpurezza\u00bb. In questo calderone complottista ciascuno svolge il proprio ruolo: gli ebrei manovrerebbero, grazie alla loro potenza finanziaria, la \u00absostituzione etnica\u00bb nera e musulmana destinata a sommergere le tradizioni cristiane e gli stati nazione che le incarnano. Un delirio condiviso su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico e non solo da frange irresponsabili e marginali.<\/p>\n<p>Nella versione \u00abpolitica\u00bb filopalestinese di tradizione nazionalista, quella che appare oggi in maggiore espansione, l\u2019antisemitismo, laddove si impone, poggia sull\u2019idea che l\u2019identificazione di tutti gli ebrei con il governo dello stato di Israele sia assoluta ed esistenziale, qualunque politica questo persegua e qualunque mezzo impieghi per risolvere, rimuovere, se non cancellare del tutto, il problema palestinese. E ne condividano dunque la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi da sempre un antisemitismo popolare nutrito di vecchi pregiudizi e stereotipi che viaggia su uno stretto crinale tra il mugugno risentito e la sempre possibile esplosione di aggressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra questi differenti bacini, tutti radicati nella destra e nei fondamentalismi religiosi, i travasi e i passaggi non sono infrequenti e le combinazioni ideologiche molteplici. A dispetto della sua natura fondamentalista, l\u2019antisemitismo \u00e8 un\u2019attitudine opportunista pronta ad insediarsi in diversi azioni e discorsi, capace di minacciare in varie forme la vita e la cultura delle comunit\u00e0 ebraiche nel mondo.<\/p>\n<p>Ma i governi europei, con i loro divieti di manifestare per la Palestina, con l\u2019imposizione di una adesione incondizionata alla conduzione israeliana della guerra contro Gaza, con la fiacchezza con cui si richiamano alle ragioni umanitarie e alla buon\u2019anima del diritto internazionale, stanno davvero contrastando nel modo pi\u00f9 efficace il diffondersi dell\u2019antisemitismo o piuttosto offrendogli nutrimento?<\/p>\n<p>Laddove si dovrebbero recidere i nessi velenosi stabiliti dall\u2019ideologia (quel corto circuito che fonde in uno l\u2019irrinunciabile esistenza dello stato di Israele e della sua sicurezza, la sua cinica politica regionale, l\u2019azione di un premier fanatico e screditato con la tonnara di Gaza e il violento far west cisgiordano), si invoca invece uno schieramento senza riserve e senza pensieri se non l\u2019ovvia condanna di Hamas, che occupa ormai, quasi in solitaria, il centro della scena palestinese. Si alimenta cos\u00ec dall\u2019una e dall\u2019altra parte il mito devastante di una impossibile \u00absoluzione finale\u00bb. Tutto congiura per polarizzare e radicalizzare.<br \/>\nIn Germania il problema dell\u2019antisemitismo ha, per cos\u00ec dire, il suo centro di gravit\u00e0 permanente. Ed \u00e8 in Germania che l\u2019allarme rosso \u00e8 scattato, ma per tradursi immediatamente in una adesione senza condizioni e senza obiezioni all\u2019azione bellica condotta dal governo di Netanyahu nella striscia di Gaza. Con l\u2019imposizione del silenzio a qualunque protesta da parte di una ormai vasta popolazione musulmana (prevalentemente turca) e di chiunque si preoccupi del destino dei palestinesi.<br \/>\nQuesta posizione \u00e8 un alibi. Da un bel pezzo la destra tedesca, e non solo quella estrema, pretende che la si faccia finita con il debito che la Germania ha contratto, non solo con gli ebrei ma con il mondo intero tra 1933 e il 1945. Insomma, la formula del \u00abgigante economico e nano politico\u00bb, il pacifismo, il riguardo per l\u2019Europa, l\u2019apertura ai migranti e una larga garanzia di asilo politico, il sottodimensionamento militare, sono diventati un motivo di insofferenza, cavalcato dalla destra e inseguito affannosamente dal governo rosso-verde-giallo di Olaf Scholz. La Germania riarma, si accinge a una politica di respingimenti e rimpatri, stringe le maglie del diritto di asilo.<br \/>\nNel paese le aggressioni e i vandalismi a sfondo razzista e antisemita sono eventi diffusi e quotidiani, ben pi\u00f9 estesi dei festeggiamenti filo Hamas a Berlino, tra le forze dell\u2019ordine le simpatie per l\u2019estrema destra non sono un caso raro. Non resta, della responsabilit\u00e0 tedesca, che il giuramento di fedelt\u00e0 a Israele e la retorica che lo accompagna. Tutto sommato, un saldo a buon mercato.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Marco Bascetta. Giornalista, saggista, direttore editoriale di manifesto libri.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Chiara Cruciati*: INVIATA A TEL AVIV &#8211; NEL MIRINO CI SONO I CAMPI PROFUGHI. ONU: \u00abRISCHIO GENOCIDIO\u00bb &#8211; GAZA CITT\u00c0 CHIUSA. ANCORA BOMBE SU JABALIYA, BEACH CAMP, BUREIJ: COLPITE LE SCUOLE DELL\u2019UNRWA. NEL RAID DI MARTED\u00cc 195 UCCISI, ALTRI 120 DISPERSI<\/strong><br \/>\n\u00abQuesta era la mia casa. Non so cosa dire. Siamo senza difesa\u00bb. Una donna indica un mucchio di macerie. Viveva con la famiglia nel campo profughi di Burcei, a sud di Gaza City, 46mila abitanti. Sono i campi rifugiati i pi\u00f9 colpiti dall\u2019aviazione israeliana negli ultimi giorni. A Jabaliya non c\u2019\u00e8 pace. Stanno ancora cercando i dispersi dell\u2019attacco di marted\u00ec sera. Alla fine si \u00e8 riusciti a fare un bilancio di quel raid, delle sei bombe sganciate su Jabaliya: 195 uccisi, 777 feriti e circa 120 dispersi, probabilmente morti. Lo dicevano ieri i soccorritori, civili a mani nude: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno vivo sotto.<br \/>\nIERI \u00c8 SUCCESSO ancora. Stesse scene, macerie rimosse a mani nude: \u00abLe mie due sorelle sono sotto, con i figli. Siamo inutili. Non possiamo rimuovere tutto questo cemento. \u00c8 troppo tardi, saranno morti ormai\u00bb. \u00c8 il racconto di un ragazzo ai giornalisti di al Jazeera, pressoch\u00e9 unica emittente che riesce a lavorare dalla Striscia, dove internet e rete telefonica si accendono e si spengono.<br \/>\nGli uccisi a Jabaliya ieri erano almeno 29, decine i feriti. Tra le strutture prese di mira c\u2019\u00e8 una scuola dell\u2019Unrwa che ospita migliaia di sfollati. Poche ore prima Israele aveva bombardato un\u2019altra scuola dell\u2019agenzia Onu per i rifugiati nel campo di al-Shati: cinque uccisi. Da Beach Camp sono arrivate invece altre immagini, girate dal blogger palestinese Ahmed Hijazee: sulla scuola Unrwa che ospita migliaia di sfollati sono piovute munizioni che hanno sprigionato polvere bianca, mentre dall\u2019alto ne cadeva altra, a grandi archi.<br \/>\nImmagini che hanno riportato alla mente il fosforo bianco usato nell\u2019offensiva militare Piombo fuso, di sicuro lo hanno pensato le persone sul posto che hanno iniziato a gridare \u00abfosforo, fosforo\u00bb tentando di coprirsi la bocca. Impossibile al momento dire se si trattasse dell\u2019arma proibita, gi\u00e0 utilizzata \u2013 secondo Amnesty International e Human Rights Watch \u2013 le scorse settimane a Gaza e nel sud del Libano.<\/p>\n<p>L\u2019OPERAZIONE israeliana \u00e8 iniziata 27 giorni fa e ha provocato una carneficina: 32mila i palestinesi feriti e oltre 9mila gli uccisi, di questi 2.600 non sono mai stati recuperati. Sono dispersi sotto macerie impossibili da rimuovere se si scava con le mani. L\u00e0 sotto stanno anche 1.150 bambini, mai trovati. Tra le vittime, oltre a 3.760 minori e 2.326 donne (il 67% del totale), ci sono anche 72 membri delle Nazioni unite e 135 tra medici e paramedici.<\/p>\n<p>Gli altri, esausti ma ancora vivi, operano nella met\u00e0 degli ospedali che la Striscia aveva prima del 7 ottobre: il 46%, 16 ospedali su 35 non funzionano pi\u00f9. Ieri a fermarsi \u00e8 stato il Turkish-Palestinian Friendship Hospital, l\u2019unico oncologico dell\u2019enclave, a causa degli attacchi aerei e della fine del carburante necessario ai generatori.<br \/>\nIeri il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha \u201caperto\u201d alla consegna del carburante, ma solo quando sar\u00e0 finito: \u00abDa una settimana dicono che gli ospedali stanno per terminarlo, ancora non \u00e8 terminato\u00bb, ha detto senza citare le 16 cliniche che hanno gi\u00e0 interrotto le attivit\u00e0. Poco dopo a smentirlo \u00e8 stato il premier Netanyahu: \u00abNon ha dato nessuna autorizzazione\u00bb in merito al trasferimento di benzina.<br \/>\n\u00abUN GENOCIDIO\u00bb, hanno avvertito ieri sette relatori speciali per i diritti umani dell\u2019Onu: \u00abRestiamo convinti che il popolo palestinese \u00e8 a grave rischio di genocidio. Il tempo per agire \u00e8 adesso\u00bb, scrivono elencando mancati aiuti, taglio dell\u2019acqua, bombardamenti aerei su scuole e rifugi per i civili.<br \/>\nCHI PU\u00d2 SCAPPA, ma sono pochissimi. Dopo le 500 persone uscite mercoled\u00ec dal valico di Rafah in Egitto, in tanti si sono affollati al grande arco che conduce fuori e agli sportelli per il controllo passaporti. A uscire sono solo gli stranieri e i palestinesi con doppia cittadinanza (400 persone, molti statunitensi e belgi, ma anche i cooperanti italiani) e 60 malati.<br \/>\nI bambini restano dentro, sullo sfondo dell\u2019ennesimo appello lanciato ieri dall\u2019Unicef, ormai quotidiani e inascoltati: \u00abAnche la guerra ha delle regole. Il costo di questa escalation di violenza per i bambini e le loro comunit\u00e0 sar\u00e0 tramandato alle generazioni che verranno. I bambini muoiono a tassi allarmanti e sono privati dei diritti fondamentali\u00bb.<br \/>\nQUELLA ESCALATION di violenza non sarebbe stata nemmeno dispiegata tutta, a sentire Halevi secondo cui l\u2019aviazione sta impiegando meno della met\u00e0 della sua forza. La violenza arriva anche da terra, fino a Gaza city. \u00abL\u2019esercito \u00e8 nel cuore di Gaza nord e negli ultimi giorni sta operando dentro Gaza City, circondandola da diverse direzioni\u00bb, ha spiegato. In serata il portavoce militare Daniel Hagari ha parlato di attacchi a postazioni e infrastrutture di Hamas.<br \/>\nA met\u00e0 pomeriggio le agenzie riportavano di duri scontri a fuoco tra forze israeliane e miliziani di Hamas nella citt\u00e0 pi\u00f9 grande e popolata della Striscia: l\u2019invasione di terra \u00e8 realt\u00e0 da giorni e ha raggiunto le aree urbane. Hamas risponde con colpi di mortaio, granate e scontri ravvicinati con la fanteria.<br \/>\nUCCISO IERI il 18esimo soldato israeliano, Salman Habaka, comandante di un battaglione. Sarebbero 130, secondo Israele, i miliziani uccisi. Il timore \u00e8 che alcuni siano civili: ieri la Mezzaluna rossa ha denunciato spari da veicoli militari sull\u2019Al-Quds Hospital, con almeno due feriti, una donna e un bimbo.<br \/>\n*(Fonte Internazionale da IL Manifesto. Chiara Cruciati, \u00e8 una professionista, una giornalista, ma soprattutto una donna di grande prossimit\u00e0 umana e disponibile a condividere il proprio sapere)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; CHE COSA FANNO I VICEMINISTRI E I SOTTOSEGRETARI DI STATO (*) COADIUVANO I MINISTRI NELL\u2019ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI ED ESERCITANO I COMPITI AD ESSI DELEGATI TRAMITE DECRETO MINISTERIALE. UN MASSIMO DI 10 SOTTOSEGRETARI POSSONO RICEVERE ANCHE LA NOMINA A VICEMINISTRO.<\/strong><\/p>\n<p>DEFINIZIONE<br \/>\nI sottosegretari di stato sono nominati con decreto del presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio, in accordo con il ministro di riferimento. Il loro compito \u00e8 quello di coadiuvare i ministri nell\u2019esercizio delle loro funzioni. In un momento successivo alla nomina vengono loro attribuite delle deleghe specifiche tramite decreto ministeriale. Possono intervenire alle sedute delle camere e delle commissioni parlamentari facendo le veci dell\u2019esecutivo e rispondendo a interrogazioni e interpellanze. Tuttavia non partecipano alle riunioni del consiglio dei ministri.<\/p>\n<p>IL SOTTOSEGRETARIO VERBALIZZANTE \u00c8 UNA FIGURA DI PRIMO PIANO ALL\u2019INTERNO DELL\u2019ESECUTIVO.<br \/>\nFa eccezione a questo quadro il sottosegretario alla presidenza del consiglio con funzioni di segretario del consiglio dei ministri. Questo infatti viene nominato contestualmente ai ministri e non dopo come i suoi colleghi. Inoltre la sua presenza \u00e8 prevista in sede di consiglio dei ministri visto che spetta a lui il compito di verbalizzare le sedute. Pur essendo a tutti gli effetti un sottosegretario si tratta solitamente di una figura molto importante all\u2019interno dell\u2019esecutivo, che lavora a stretto contatto con il presidente del consiglio stesso.<br \/>\nMa anche altri sottosegretari possono assumere, in un secondo momento, un ruolo pi\u00f9 rilevante rispetto ai loro colleghi. La legge infatti prevede che fino a un massimo di 10 sottosegretari possano essere nominati viceministri (L. 400\/1988, articolo 10).<\/p>\n<p>10 IL NUMERO MASSIMO DI VICEMINISTRI PREVISTI DALLA LEGGE.<br \/>\nA differenza dei normali sottosegretari, a questi devono necessariamente essere conferite deleghe relative a uno o pi\u00f9 dei dipartimenti o delle direzioni di cui \u00e8 composto il ministero in cui operano. Questo vuol dire che ai viceministri \u00e8 attribuito un potere effettivo su una parte dell\u2019amministrazione del dicastero. In aggiunta i viceministri, se invitati dal presidente del consiglio, possono partecipare alle riunioni del consiglio dei ministri, ma senza diritto di voto.<br \/>\nDi norma ciascun ministro pu\u00f2 decidere se nominare o meno dei viceministri. A partire dal 2014 per\u00f2 la legge (L.125\/2014, articolo 11) impone a ogni nuovo ministro degli esteri la nomina di un viceministro alla cooperazione allo sviluppo.<br \/>\nN\u00e9 la figura del sottosegretario n\u00e9 quella del viceministro sono disciplinate dalla costituzione. Questi ruoli sono invece previsti dalla legge 400 del 1988, che tuttavia non definisce il numero massimo di sottosegretari che possono essere nominati. Un\u2019altra norma tuttavia (legge 300 del 1999) stabilisce un numero massimo di 65 componenti per ciascun governo. Di conseguenza il numero di sottosegretari che possono essere nominati deriver\u00e0 innanzitutto dalla scelta del numero di ministri.<\/p>\n<p>65 IL NUMERO MASSIMO DI COMPONENTI DEL GOVERNO INCLUSI IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, I MINISTRI, I VICEMINISTRI E I SOTTOSEGRETARI.<\/p>\n<p>DATI<br \/>\nOsservando i dati alla nascita di ciascun esecutivo emerge che il governo Meloni ha nominato il numero massimo di componenti previsto dalla legge, cos\u00ec come prima avevano fatto i due governi guidati da Giuseppe Conte. A differenza di questi per\u00f2 Meloni ha nominato pi\u00f9 ministri e meno sottosegretari.<br \/>\nI RUOLI NEI GOVERNI DELLE ULTIME TRE LEGISLATURE<br \/>\nIL NUMERO DI MINISTRI, VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI NEI GOVERNI DAL 2013 A OGGI<br \/>\nPI\u00d9 IN GENERALE COMUNQUE SI PU\u00d2 OSSERVARE COME NELLE ULTIME DUE LEGISLATURE I GOVERNI ABBIANO TUTTI NOMINATO 65 COMPONENTI, CON L\u2019ECCEZIONE DEL GOVERNO DRAGHI CHE SI \u00c8 FERMATO A 64. NELLA LEGISLATURA PRECEDENTE INVECE I NUMERI ERANO UN PO\u2019 PI\u00d9 BASSI, ARRIVANDO A 61 O 62 MEMBRI.<\/p>\n<p>ANALISI<br \/>\nLa scelta di quanti sottosegretari e viceministri nominare dipende in larga parte dagli equilibri interni a ciascun esecutivo. Nominandone il numero massimo fin dall\u2019inizio il governo pu\u00f2 pi\u00f9 facilmente accontentare le richieste che provengono dalle diverse forze della maggioranza. In questo modo per\u00f2 l\u2019esecutivo si preclude la possibilit\u00e0 di nuove nomine nel momento in cui la fase politica lo renda opportuno.<br \/>\nQuesta decisione inoltre produce effetti anche sugli equilibri e sui lavori parlamentari. Tradizionalmente infatti i componenti del governo sono per la maggior parte anche parlamentari. Dati gli impegni di governo per\u00f2 di solito dedicano poco tempo ai lavori in aula e nelle commissioni. Questo aspetto, che \u00e8 sempre stato presente, assume maggiore rilevanza da quando, con l\u2019avvio della legislatura attuale, \u00e8 stato ridotto il numero di parlamentari. Questa considerazione tuttavia non sembra aver influito sulle scelte del governo Meloni, nonostante in alcune commissioni il margine della maggioranza risulti abbastanza ristretto.<\/p>\n<p>Chi: governo Berlusconi IV, governo Conte, governo Gentiloni, governo Letta, governo Meloni, governo Monti, governo Renzi, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, sottosegretari<br \/>\nCosa: Mappe del potere<br \/>\nQuando: XIX legislatura, XVI legislatura, XVII legislatura, XVIII legislatura<br \/>\n*(FONTE: openpolis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Anna Fabi*: RIFORMA PENSIONI: QUOTA 103 CON PENALIZZAZIONI. PENSIONI<\/strong> (ndr. ma non dovevano abolire la legge Fornero?)<\/p>\n<p>Riforma Pensioni, Quota 103 in Manovra 2024: ricalcolo interamente contributivo, limite all&#8217;importo e finestra pi\u00f9 lunga per la decorrenza.<br \/>\nLa nuova Quota 103 per il 2024 prevede requisiti pi\u00f9 rigidi in termini di finestre di uscita e calcolo pensione, che ne allontanano la decorrenza e ne riducono di fatto l\u2019importo. Sono le novit\u00e0 di Riforma Pensioni inserite in Legge di Bilancio, nel capitolo dedicato alla previdenza e alla flessibilit\u00e0 in uscita.<br \/>\nNel testo della Manovra c\u2019\u00e8 un ricalcolo contributivo dell\u2019assegno e un tetto massimo fino alla maturazione del requisito pieno a pensione. Di fatto, l\u2019uscita anticipata dal mondo del lavoro diventa sempre pi\u00f9 una corsa a ostacoli.<br \/>\nVEDIAMO COME DOVREBBE CAMBIARE QUOTA 103 SECONDO LE ULTIME NOVIT\u00c0.<br \/>\nIndice<br \/>\n\u2022 Quota 103: come cambia dal 2024<br \/>\n\u2022 Pensione Quota 103 con taglio assegno<br \/>\n\u2022 Importo massimo della pensione<br \/>\n\u2022 Decorrenza pensione con finestra mobile pi\u00f9 lunga<br \/>\n\u2022 Riepilogo requisiti 2024 per la Quota 103<br \/>\n\u2022 La flessibilit\u00e0 in uscita in Manovra<br \/>\n\u2022 Quota 103: come cambia dal 2024<br \/>\nPartiamo dai requisiti attualmente previsti dalla Quota 103, che continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre 2023: 62 anni di et\u00e0 minima, 41 anni di contributi versati, nessuna penalizzazione sull\u2019assegno ma importo massimo erogabile di 1500 euro fino al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia (attualmente fissati a 67 anni).<\/p>\n<p>Dal 1\u00b0 gennaio 2024, bisogna maturare entro fine anno sempre 41 anni di contributi versati ma si dovr\u00e0 attendere di pi\u00f9 per uscire. Non solo: scatta anche una penalizzazione sul calcolo.<\/p>\n<p>PENSIONE QUOTA 103 CON TAGLIO ASSEGNO<br \/>\nCalcolo pensione con sistema retributivo, contributivo o misto<\/p>\n<p>Chi aggancia questa formula di flessibilit\u00e0 in uscita, in genere avrebbe diritto a calcolare la pensione con il sistema misto, che prevede la valorizzazione con il retributivo della quota di contributi versati entro il 31 dicembre 1995.<br \/>\nInvece, la Quota 103 per chi matura il requisito nel 2024 prevede il ricalcolo contributivo della pensione.<\/p>\n<p>IMPORTO MASSIMO DELLA PENSIONE<br \/>\nLa Quota 103, fin dall\u2019esordio di Quota 100, ha sempre previsto un tetto massimo all\u2019assegno percepito, da applicarsi fino al raggiungimento dei requisiti per l\u2019et\u00e0 della pensione di vecchiaia (attualmente fissati a 67 anni). Per la prima edizione di Quota 100 era previsto un tetto di 1500 euro. Con le nuove edizioni della Quota 102 e 103 l\u2019importo si \u00e8 adeguato all\u2019inflazione.<br \/>\nPer il 2024, \u00e8 fissato anche un nuovo tetto all\u2019assegno percepito, che in base al Ddl della Manovra \u00e8 pari a 4 volte il trattamento minimo INPS (circa 2.270 euro) invece di cinque volte (come avviene oggi). Finch\u00e9 non si raggiunge l\u2019et\u00e0 per la pensione di vecchiaia, al momento 67 anni, si riceve quindi una pensione fino al tetto imposto.<\/p>\n<p>DECORRENZA PENSIONE CON FINESTRA MOBILE PI\u00d9 LUNGA<br \/>\nPer chi sceglie la nuova Quota 103, la finestra mobile \u2013 il periodo che intercorre fra il momento in cui si matura il diritto e quello della decorrenza della pensione \u2013 si estende a sette mesi nel privato e a nove mesi nel pubblico.<br \/>\nAnche questa \u00e8 una regola che si applica solo a chi matura il diritto a partire dal 2024.<br \/>\nIn pratica, con la nuova Quota 103 da gennaio prossimo si dovr\u00e0 aspettare almeno sette mesi per percepire la prima pensione se dipendente privato, nove mesi se dipendente pubblico. Un \u201ccompromesso\u201d di Governo all\u2019alternativa prevista all\u2019inizio, ossia uno slittamento di un anno che avrebbe reso questa pensione anticipata una sorta di Quota 104.<br \/>\nRIEPILOGO REQUISITI 2024 PER LA QUOTA 103<br \/>\nTutte le novit\u00e0 esposte riguardano coloro che maturano il diritto alla pensione con la nuova Quota 103 dal primo gennaio 2024. Chi invece matura 62 anni di et\u00e0 e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023 ha ancora diritto alla vecchia Quota 103 e continua a poter applicare le precedenti regole, anche se decide di andare in pensione successivamente.<\/p>\n<p>RIASSUMIAMO TUTTI I REQUISITI, in base all\u2019ultima versione della bozza di Manovra.<br \/>\nAttuale Quota 103: 62 anni di et\u00e0 e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023. Finestra mobile di tre mesi. Nessuna decurtazione sull\u2019importo della pensione. Assegno percepito con tetto massimo fisso fino ai 67 anni. Chi ha questo requisito, pu\u00f2 esercitarlo in qualsiasi momento. Quindi, pu\u00f2 andare in pensione nel 2024 o in un periodo successivo con la vecchia Quota 103.<br \/>\nNuova Quota 103: stessi requisiti ma maturati entro dicembre 2024, con finestra mobile che aumenta a sette \/ nove mesi. Riduzione dell\u2019assegno con ricalcolo contributivo. Pensione massima percepito fino a 4 volte il minimo INPS fino alla maturazione del requisito per la pensione di vecchiaia.<br \/>\nLA FLESSIBILIT\u00c0 IN USCITA IN MANOVRA<br \/>\nIn generale, la Manovra 2024 ha previsto una stretta su tutte le forme di flessibilit\u00e0 in uscita: si \u00e8 alzata l\u2019et\u00e0 per l\u2019APE Sociale a 63 anni e cinque mesi e quella per Opzione Donna a 61 anni (sempre con una riduzione di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni).<br \/>\nLa pensione anticipata contributiva, consentita a determinate condizioni con 64 anni di et\u00e0 e 20 anni di contributi, prevede dal 2024 un vincolo pi\u00f9 alto in termini di assegno maturato, che deve essere pari a 3 volte l\u2019assegno sociale per gli uomini (oggi invece \u00e8 a 2,8 volte per tutti).<br \/>\n*(Fonte: PMI.it. Anna Fabi, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Lorenza Pignatti*, TALLINN: Come ipnotizzati dall\u2019infosfera &#8211; MOSTRE. LA BIENNALE ESTONE \u00abTALLINN PHOTOMONTH\u00bb, CON IL SUO TITOLO \u00abTRANCE\u00bb, INDAGA L\u2019ESPERIENZA DELL\u2019IPERCONNESSIONE. AMBIENTI VIDEO-SCULTOREI, RITUALI DI GUARIGIONE, TUTORIAL DI INTERNET, ALTERAZIONI PSICOFISICHE: SULLA SCENA BALTICA, INVESTIGAZIONI SOCIALI E TECNOLOGICHE UTILIZZANDO ANCHE IL \u00abglitch\u00bb<\/strong><br \/>\nLa rete di immagini e informazioni in cui siamo immersi \u00e8 composta da fili che sembrano seguire un impulso onnicomprensivo che crea vertigine e straniamento. Tallinn Photomonth, biennale internazionale di arte contemporanea, visitabile nella citt\u00e0 estone fino al prossimo 26 novembre, sonda i significati e le iconografie derivate dalla trance di informazioni e immagini in cui siamo immersi.<\/p>\n<p>\u00abTRANCE\u00bb \u00c8 IL TITOLO della mostra principale di questa manifestazione e indaga il modo in cui le opere d\u2019arte ampliano l\u2019esperienza sensoriale in un mondo mediato dalla tecnologia. Ospitata alla Tallinn Art Hall raccoglie il lavoro di una ventina di artisti che si muovono tra indagine sociale e narrazione immaginifica, naturale e artificiale. \u00abGli artisti in mostra assorbono, hackerano e riformattano i mezzi convenzionali della produzione audiovisiva \u2013 afferma il curatore Ilari Laamanen \u2013. Presentano incontri idiosincratici tra corpi e tecnologie e utilizzano il glitch come strumento concettuale: una frattura nel tempo, che per sua natura richiede e determina un momento di interruzione e riflessione\u00bb.<\/p>\n<p>Di Patricia Dom\u00ednguez Claro (nata nel 1984 a Santiago del Cile) \u00e8 presentato Eyes of Plants, ambiente video-scultoreo che attinge a un ampio inventario di simboli visivi, che vanno dalla vita vegetale ai rituali di guarigione, ai tutorial di benessere pubblicati in Internet. Dom\u00ednguez inventa una sorta di futurismo botanico che intreccia storie familiari e narrazioni collettive in cui rituali di guarigione ancestrali diventano necessari per poter sopravvivere in un contesto sempre pi\u00f9 dipendente dall\u2019iperconnessione tecnologica.<\/p>\n<p>UNA LUCIDA ATTENZIONE \u00e8 riservata alla pervasivit\u00e0 dell\u2019infosfera con il video Fire 2 Fire di Cuss Group, collettivo fondato nel 2011 a Johannesburg, che indaga e racconta la scena culturale del Sudafrica. Le attivit\u00e0 del collettivo spaziano dalla produzione di serie televisive, alle pubblicazioni di fanzine, a progetti curatoriali internazionali presentati in gallerie e spazi non tradizionali come negozi commerciali, per renderne pi\u00f9 democratica la fruizione.<br \/>\nIl boom dei cellulari e lo sviluppo di servizi bancari abilitati alla telefonia mobile dimostrano la vivacit\u00e0 e la pervasivit\u00e0 della scena digitale africana, anche se rimangono molte disuguaglianze nella costruzione e nel funzionamento delle infrastrutture digitali.<\/p>\n<p>NEL VIDEO, CUSS GROUP conduce lo spettatore in uno stato di alterazione psicofisica tra promesse di salvezza e prosperit\u00e0 economica che si possono ottenere con offerte di danaro inviate alle varie confessioni religiosi presenti online. Lo schermo \u00e8 sovraccaricato dal bombardamento caotico di parole chiave e frammenti di immagini, cui si sovrappone una presenza olografica che cerca di ipnotizzare il fruitore con messaggi profetici. Una sorta di parodia delle forme di profitto e di manipolazione presenti in rete che alterano la psiche degli individui, ignari della sua tossicit\u00e0.<br \/>\nDiversamente tossico, questa volta nei confronti dell\u2019ambiente \u00e8 il video Driven, dell\u2019artista estone Karel Koplimets che documenta quello che accade a scadenza settimanale, in estate, nel parcheggio del centro commerciale \u00dclemiste di Tallinn. L\u00ec sono organizzate gare illegali con auto truccate, che prima della competizione sfilano una a una per mostrare come vengono personalizzate, in una sorta di spettacolo con musica techno e tanti effetti di fumo colorato. Una sottocultura urbana molto seguita dalla popolazione locale e, in qualche modo, accettata dalle autorit\u00e0, che sembrano condividere la passione per le macchine, basti pensare che lo scorso l\u2019anno l\u2019Estonia era al 17\/o posto al mondo per auto pro-capita, con 715 auto ogni 1000 persone.<\/p>\n<p>LONTANE DALLE ESIBIZIONI di artefatti meccanici di Driven, che ricordano le atmosfere del romanzo Crash di Ballard e dell\u2019omonimo film di Cronenberg, sono altre opere presenti in mostra, come l\u2019installazione di Norman Orro e Joonas Timmi. Insieme, hanno realizzato una sorta di grande arpa che mette in dialogo ecologia, tecnologia e metodi tradizionali di lavorazione del legno. Ricorda la struttura ossea di un essere vivente, che diffonde suoni derivati dalla manipolazione della voce della cantante Vaim Sarv. Intervento sonoro che \u00e8 parte della ricerca intrapresa gi\u00e0 da una decina d\u2019anni da Orro con il suo progetto Music For Your Plants.<br \/>\nIl programma satellite di Tallinn Photomonth \u00e8 composto da una decina di mostre personali estremamente diverse da Trance, in cui gli artisti mettono in atto un\u2019analisi poetica del reale. Ritva Kovalainen e Sanni Seppo hanno documentato gli habitat forestali finlandesi, dove la silvicoltura intensiva impedisce a numerose comunit\u00e0 biotiche formate da migliaia di piante, funghi, animali, batteri, di sopravvivere in quelle condizioni.<\/p>\n<p>LA SILVICOLTURA INTENSIVA e il disboscamento hanno trasformato le foreste in qualcosa di fondamentalmente diverso da come sarebbero in natura. Solo l\u20191% circa delle foreste finlandesi \u00e8 allo stato naturale, cio\u00e8 intatto. Rimangono ancora un po\u2019 di aree boschive in cui l\u2019impatto dell\u2019attivit\u00e0 umana non ha modificato in modo decisivo la struttura naturale e la composizione delle specie.<br \/>\nPer Forests of the North Wind, \u00e8 questo il titolo della loro personale, hanno fotografato solo le aree \u00abprotette\u00bb delle foreste non sfruttate a livello commerciale, che si trovano principalmente nei pressi della Carelia settentrionale e della Lapponia. Presentata a Gallery Seek, raccoglie la parte finale della trilogia composta dagli artisti nel corso degli ultimi tre decenni. La prima parte, realizzata nel 1997, \u00e8 Tree People, un\u2019esplorazione dei miti finlandesi associati agli alberi e alle foreste, la seconda, iniziata nel 2009 \u00e8 Silvicultural Operations, in cui hanno evidenziato gli aspetti negativi della silvicoltura, la cui pervasivit\u00e0 \u00e8 difficile da comprendere, visualizzare e perfino da accettare.<\/p>\n<p>\u00c8 INVECE UNA MACCHINA del tempo la mostra Nordic Blue di Luca Berti, ospitata al Juhan Kuus Documentary Photo Centre che si trova nella parte hipster della citt\u00e0, anche denominata Creative City. Ex zona industriale che ora raccoglie start-up tecnologiche, studi di artisti, grafici e designer, teatri e spazi espositivi. La personale di Berti, fotografo italiano da pi\u00f9 di venti anni residente in Danimarca, \u00e8 un visual storytelling del paesaggio rurale dei Paesi nordici, ripreso attraverso la tecnica fotografica analogica della cianotipia.<br \/>\nNoto come maestro dello slow photography, Berti ha viaggiato per i Paesi nordici in bicicletta per diversi periodi dell\u2019anno. Nel corso dei suoi lenti viaggi entra in contatto con gli abitanti dei villaggi rurali e le popolazioni Sami. Fa loro ritratti che ricordano quelli ripresi dai primi dagherrotipisti, in cui la rarefazione della luce nordica amplifica la drammaticit\u00e0 e il silenzio di quei volti, che sembrano appartenere a un\u2019epoca lontana.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Lorenza Pignatti &#8230; Storica dell&#8217;arte e curatrice, insegna alla NABA di Milano. Ha insegnato alla Supsi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Come il parlamento valuta l\u2019attuazione del Pnrr &#8211; Le norme attribuiscono alle camere il potere di richiedere tutte le informazioni e i documenti <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43657\" title=\"n\u00b044 \u2013 04.11.23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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