{"id":43145,"date":"2023-09-30T10:12:45","date_gmt":"2023-09-30T10:12:45","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43145"},"modified":"2023-09-30T11:03:42","modified_gmt":"2023-09-30T11:03:42","slug":"n39-30-settembre-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43145","title":{"rendered":"n\u00b039 \u2013 30\/09\/23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Nina Valoti*: inflazione, ITALIA (QUASI) maglia nera in Europa. Istat e Eurostat. a settembre da noi cala solo dello 0,1. %. partono i \u00abcarrelli tricolori\u00bb: ogni catena user\u00e0 prodotti diversi. consumatori: \u00e8 flop.<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Vittorio Agnoletto*: Due mobilitazioni per la sanit\u00e0. SALUTE. La manifestazione nazionale della Cgil il 7 ottobre, ma anche quella regionale in Lombardia il 21 per difendere il servizio pubblico, depredato dai privati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Massimo Franchi*:Carlo Calenda lo smemorato di Riva di Chieri &#8211; CONTESTAZIONI. L&#8217;ex ministro del governo Renzi andr\u00e0 a trovare gli operai Marelli. Sar\u00e0 contestato nel ricordo delle promesse non mantenute su Embraco &#8211; Carlo Calenda in una trasmissione televisiva a parlare di Embraco .<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Christian Luca Di Benedetto*: Reddito di Cittadinanza Europeo: arriva la proposta La proposta rivoluzionaria del Reddito di Cittadinanza Europeo, una soluzione per affrontare le sfide economiche e sociali dell\u2019Europa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; COS\u2019\u00c8 IL MES &#8211; \u00e8 il meccanismo europeo di stabilit\u00e0, un fondo per sostenere gli stati con pi\u00f9 difficolt\u00e0 economiche. \u00c8 al centro del dibattito la sua mancata ratifica da parte dell\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 \u2013 Irrilevanza delle Nazioni unite, cambiare o morire &#8211; Irrilevanza dell\u2019Onu e irrilevanza anche di Biden che tenta di corteggiare il Sud globale con appelli che cadono in un vuoto fragoroso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>07- Dominic Johnson*: Il mare che unisce. Lo scambio tra nord e sud ha fatto fiorire le civilt\u00e0 del Mediterraneo. E potrebbe farlo ancora.<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Mario Agostinelli, Alfiero Grandi, Jacopo Ricci, Massimo Serafini*: OSSERVATORIO SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, promosso da Laudato Sii, Coordinamento Democrazia Costituzionale, NOstra, Ambiente Lavoro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Che cos\u2019\u00e8 e come funziona il Cnel &#8211; Il consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro \u00e8 un organo di rilevanza costituzionale ma, nonostante questo, \u00e8 spesso considerato di scarsa importanza anche se a ben vedere negli ultimi anni la sua attivit\u00e0 si \u00e8 intensificata*<\/strong><\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Alessandro De Angelis*: Meloni fugge davanti al suo disarmo. Dall\u2019ottimismo predicato allo sforamento praticato sui conti. Dall\u2019\u201cinvasione\u201d da fermare a qualche inutile norma bandiera sui migranti. La premier non pu\u00f2 pi\u00f9 dire, &#8220;\u00e8 colpa degli altri&#8221;, e non mette la faccia sui due temi core business del sovranismo .<\/strong><\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Adalgisa Marrocco*: L&#8217;Impero colpisce ancora. Perch\u00e9 il mito dell&#8217;antica Roma sta ossessionando tutti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Nina Valoti*: INFLAZIONE, ITALIA (QUASI) MAGLIA NERA IN EUROPA. ISTAT E EUROSTAT. A SETTEMBRE DA NOI CALA SOLO DELLO 0,1%. PARTONO I \u00abCARRELLI TRICOLORI\u00bb: OGNI CATENA USER\u00c0 PRODOTTI DIVERSI. CONSUMATORI: \u00c8 FLOP.<\/strong><br \/>\nInflazione in lievissima discesa a settembre in Italia, mentre nel resto d\u2019Europa i prezzi frenano pi\u00f9 velocemente. Se da noi la crescita dei prezzi al consumo tocca il +5,3% su base annua dal +5,4% di agosto nell\u2019Eurozona siamo in media al 4,3% contro il 5,2% di agosto: il livello pi\u00f9 basso dall\u2019ottobre del 2021.<br \/>\nSe la buona notizia \u00e8 che, secondo gli analisti della Bloomberg, il rallentamento sul continente \u00e8 talmente marcata che la Bce potrebbe anche decidere di mettere in pausa il ciclo di rialzi dei tassi, dopo i dieci consecutivi, qui in Italia le cose vanno molto peggio. Anche perch\u00e9 ci si attendeva un valore di 5,1% a settembre: su base mensile i prezzi al consumo registrano un aumento dello 0,2%.<br \/>\nLeggermente meglio va il cosiddetto carrello della spesa: qui dentro l\u2019inflazione passa del +9,4% di agosto all\u20198,3% di settembre. In tutto questo rimane immutato il differenziale fra inflazione globale e carrello della spesa: rimane al 3%.<br \/>\nAll\u2019opposto preoccupa la risalita degli energetici non regolamentati, spinti in particolare dalla benzina (+13,9% in un anno), e dei servizi di trasporto. In flessione invece i prezzi dell\u2019energia elettrica a mercato libero (-8,7%), del gas di citt\u00e0 e gas naturale mercato libero (-5,6%).<br \/>\nINTANTO SI VA DELINEANDO il tanto strombazzato \u00abpaniere anti-inflazione\u00bb voluto dal governo per calmierare i prezzi della spesa di tutti i giorni. Uno uguale per tutti i negozi non esister\u00e0: il \u00abcarrello tricolore\u00bb sar\u00e0 fai-da-te. Le diverse catene stanno mettendo a punto contenuti e promozioni in vista dell\u2019apertura ufficiale di domani, primo ottobre. Dalla pasta al caff\u00e8, dai saponi ai pannolini per beb\u00e8, ma anche il cibo per gli animali domestici o la carta igienica sono tanti i prodotti che finiranno nel paniere. Non mancano, in alcuni casi, vino, aperitivi e patatine fritte. E ci sono offerte anche su beni di fascia alta come i prodotti biologici, salutistici o equi e solidali. Il patto firmato a palazzo Chigi con le associazioni del commercio e della distribuzione prevede \u00abtotale libert\u00e0\u00bb, fa riferimento in generale ai beni di prima necessit\u00e0, alimentari e non alimentari di largo consumo, compresi i prodotti per l\u2019infanzia e la cura della persona. Un carrello della spesa che ogni azienda pu\u00f2 declinare a modo suo: sono oltre 1200 gli articoli calmierati da Coop, oltre 900 da Carrefour, oltre 600 da Conad e oltre 300 da Despar.<\/p>\n<p>LA CORSA DEI PREZZI \u00e8 comunque \u00abinsostenibile\u00bb per molte famiglie. Le associazioni dei consumatori rilanciano l\u2019allarme: questo livello di inflazione, che scende \u00aba passo di lumaca\u00bb, si traduce in una stangata che sfiora i 1.500 euro in un anno per una coppia con due figli, calcola l\u2019Unc. Di questi 670 euro servono solo per l\u2019acquisto di cibo e bevande, dice anche Assoutenti.<br \/>\nE il paniere calmierato in arrivo dal primo ottobre con il trimestre anti-Inflazione, a giudizio degli stessi consumatori, non basta: \u00abTemiamo possa rivelarsi un clamoroso flop\u00bb, sostiene il Codacons. Per Confesercenti, lo scenario \u00e8 incerto con l\u2019economia che si \u00e8 fermata ed il caro vita che continua a erodere il potere d\u2019acquisto delle famiglie e a frenare i consumi: secondo la stima dell\u2019associazione, si va verso una riduzione della spesa, nell\u2019ultima parte dell\u2019anno, di 3,7 miliardi.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Nina Valoti giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Vittorio Agnoletto*: DUE MOBILITAZIONI PER LA SANIT\u00c0. SALUTE. LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA CGIL IL 7 OTTOBRE, MA ANCHE QUELLA REGIONALE IN LOMBARDIA IL 21 PER DIFENDERE IL SERVIZIO PUBBLICO, DEPREDATO DAI PRIVATI.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon sono un cliente, n\u00e9 un consumatore\u2026 Non accetto n\u00e9 chiedo carit\u00e0. Sono una persona, non un cane. E come tale chiedo che mi siano garantiti i miei diritti. Chiedo di essere trattato con rispetto. Io, Daniel Blake, sono un cittadino. Niente di pi\u00f9, niente di meno. Grazie\u00bb. Cos\u00ec parla il protagonista del film I, Daniel Blake di Ken Loach.<\/p>\n<p>Clienti e consumatori \u00e8 esattamente quello che noi siamo per le grandi aziende sanitarie private, che secondo l\u2019ultimo report (aprile 2023) dell\u2019area studi Mediobanca, controllavano nel 2021 il 57% delle 28.980 strutture sanitarie presenti in Italia, con un aumento dal 2010 di 2.519 unit\u00e0.<\/p>\n<p>La sanit\u00e0 privata ha un giro d\u2019affari attorno ai 62 miliardi, dei quali circa 25 sono soldi pubblici senza i quali non si reggerebbe e cresce spolpando il SSN, scegliendo i settori nei quali investire e lasciando alla sanit\u00e0 pubblica gli ambiti pi\u00f9 costosi. I 24 maggiori operatori sanitari privati nel 2021 hanno avuto ricavi pari a 8,8 mld con una crescita complessiva del 15,2% sul 2020 con punte del 44% nel settore della diagnostica.<\/p>\n<p>Gli obiettivi della sanit\u00e0 pubblica e privata sono fra loro antitetici: il SSN pi\u00f9 investe nella prevenzione, limitando malati e malattie, pi\u00f9 guadagna, ossia risparmia; il prof. Silvio Garattini ha pi\u00f9 volte ribadito come strategie efficaci di prevenzione (comprese quelle ambientali) potrebbero ridurre in Italia fino al 50% il numero dei malati oncologici. Il privato invece, investe per ottenere profitti provenienti dalla cura e dall\u2019assistenza, quindi, da malati e malattie; la prevenzione pu\u00f2 diventare un pericolo se fa crollare i pazienti.<\/p>\n<p>L\u2019epicentro dell\u2019assalto neoliberista \u00e8 la Lombardia, dove la legge Fontana\/Moratti del 2021 ha stabilito l\u2019equivalenza dentro il SSR del privato e del pubblico. Contro queste scelte si \u00e8 formato un ampio comitato, composto da decine di associazioni con la Cgil e le opposizioni politiche, che ha scelto la via referendaria bloccata da una arrogante e ingiustificata decisione della maggioranza contro la quale sar\u00e0 avviato un ricorso al Tar. Nel frattempo, sono stati indetti dieci giorni di mobilitazione in tutta la regione dal 12 ottobre con manifestazione conclusiva a Milano sabato 21.<\/p>\n<p>Oltre quattro milioni di italiani hanno rinunciato alle cure di fronte alle infinite liste d\u2019attesa del SSN e non potendosi pagare l\u2019assistenza sanitaria privata. Le ragioni le conosciamo: i tagli alla sanit\u00e0 pubblica degli ultimi decenni, frutto di precise scelte politiche di tutti i governi che si sono susseguiti. Il risultato \u00e8 la negazione di quanto previsto dalla Costituzione, che esclude categoricamente che il diritto alla cura possa dipendere dalla dimensione del proprio portafoglio. La reale fruibilit\u00e0 dei diritti costituzionali a cominciare da quello alla salute e al lavoro \u00e8 l\u2019obiettivo della La Via Maestra. Insieme per la Costituzione del 7 ottobre a Roma.<\/p>\n<p>Le mobilitazioni del 7 a Roma e del 21 ottobre a Milano sono fondamentali e devono dare vita ad una vertenza capace di coinvolgere nei territori le centinaia di comitati che sono cresciuti per rivendicare l\u2019apertura di un ospedale o per impedirne la chiusura, per difendere un servizio di psichiatria, un centro per minori, un consultorio, per denunciare la contaminazione dell\u2019acqua e della terra da parte di aziende omicide, per rivendicare il rispetto della legislazione sulla sicurezza sul lavoro, per rivendicare una casa di comunit\u00e0 efficiente.<\/p>\n<p>Chiediamo un aumento significativo della spesa sanitaria, una diversa distribuzione delle risorse, privilegiando la prevenzione e i servizi territoriali, lo sblocco delle assunzioni e un aumento significativo degli stipendi del personale sanitario. Dobbiamo porci obiettivi precisi e raggiungibili anche ora, scontrandoci con l\u2019attuale quadro politico, come il divieto alla pratica del medico a gettone e l\u2019apertura in ogni regione di un centro unico di prenotazione per tutte le strutture pubbliche e private. Sono obiettivi necessari per evitare che il SSN collassi definitivamente e anche raggiungibili, in grado di darci coraggio e un po\u2019 di fiducia. Ne abbiamo bisogno.<br \/>\n*(Vittorio Agnoletto. \u00e8 un politico, medico e attivista italiano. Europarlamentare.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Massimo Franchi*:Carlo Calenda LO SMEMORATO DI RIVA DI CHIERI &#8211; CONTESTAZIONI. L&#8217;EX MINISTRO DEL GOVERNO RENZI ANDR\u00c0 A TROVARE GLI OPERAI MARELLI. SAR\u00c0 CONTESTATO NEL RICORDO DELLE PROMESSE NON MANTENUTE SU EMBRACO &#8211; CARLO CALENDA IN UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA A PARLARE DI EMBRACO .<\/strong><br \/>\nQuando un leader di partito esprime solidariet\u00e0 a degli operai, come i 230 della Marelli di Crevalcore, \u00e8 sempre un fatto positivo. Carlo Calenda \u00e8 per\u00f2 poco avvezzo alla materia. Per formazione e ceto sociale lui le fabbriche \u00e8 abituato a dirigerle. Come ministro dello Sviluppo del governo Renzi invece ha iniziato ad occuparsi di crisi aziendali solo mentre si avvicinava la campagna elettorale del 2018.<br \/>\nL\u00ec fu la sua prima volta con gli operai. Erano quelli della Embraco di Riva di Chieri, poco fuori Torino, che produceva compressori per frigo. La propriet\u00e0 \u2013 Whirlpool Latin America \u2013 delocalizz\u00f2 la produzione in Slovacchia. Dopo mesi di lotta, Calenda annunci\u00f2 trionfante: \u00abCi sono due societ\u00e0 che faranno l\u2019investimento nell\u2019ex Embraco, riprendendo tutti i lavoratori con gli stessi diritti e le stesse retribuzioni senza nessun supporto di denaro pubblico\u00bb.<br \/>\nLa proposta di re-industrializzazione era della societ\u00e0 italo-israeliana Ventures: avrebbe prodotto robot per la pulizia dei pannelli solari. Calenda poi si \u00abautoinvit\u00f2 all\u2019assemblea dei lavoratori\u00bb, in gran parte iscritti alla Fiom, come quelli di Crevalcore. Davanti agli operai rassicur\u00f2 addirittura sul fatto che la societ\u00e0 pubblica Invitalia, in caso di problemi, sarebbe subentrata.<br \/>\nPassarono pochi mesi e il bluff fu subito chiaro. Come nel 99% dei casi di crisi industriali, le promesse di nuove produzioni si rilevarono finte, i soldi pubblici elargiti (e intascati) veri. L\u2019ex Embraco \u00e8 uno dei tanti ruderi industriali, i suoi circa 400 operai \u2013 all\u2019inizio della vertenza erano 500 \u2013 sono stati tutti licenziati. Nel frattempo ad aprile i soci italiani di Ventures hanno patteggiato una condanna a 4 anni per bancarotta a Bari.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 oggi Calenda sar\u00e0 accolto male a Crevalcore. Gli operai della Fiom (e non solo) hanno buona memoria.<br \/>\n(Fonte: Il Manifesto. Massimo Franchi, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Christian Luca Di Benedetto*: REDDITO DI CITTADINANZA EUROPEO: ARRIVA LA PROPOSTA LA PROPOSTA RIVOLUZIONARIA DEL REDDITO DI CITTADINANZA EUROPEO, UNA SOLUZIONE PER AFFRONTARE LE SFIDE ECONOMICHE E SOCIALI DELL\u2019EUROPA. L\u2019IDEA DI UN REDDITO DI CITTADINANZA EUROPEO EMERGE COME UNA PROPOSTA RIVOLUZIONARIA, MIRATA A FORNIRE UNA SOLUZIONE DURATURA ALLE SFIDE ECONOMICHE E SOCIALI CHE L\u2019EUROPA AFFRONTA OGGI.<\/strong><br \/>\nPasquale Tridico, ex presidente dell\u2019Inps e ora docente all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre, ha sollevato l\u2019idea durante un dibattito sul salario minimo al Parlamento europeo. Ha sottolineato l\u2019importanza di avere un sistema di welfare comune in Europa, specialmente in tempi di crisi economiche e shock asimmetrici.<\/p>\n<p>REDDITO DI CITTADINANZA &#8211; ORIGINI DELLA PROPOSTA<br \/>\nSecondo Tridico, un reddito di cittadinanza a livello europeo non solo rappresenterebbe un passo avanti per il welfare comunitario, ma servirebbe anche come meccanismo di stabilizzazione in tempi di crisi. Questo potrebbe prevenire situazioni come quella vissuta dalla Grecia, che ha dovuto affrontare gravi sfide economiche senza un adeguato sostegno finanziario.<br \/>\nLa questione del finanziamento \u00e8 cruciale. Tridico suggerisce l\u2019introduzione di una \u2018corporate tax\u2019 comunitaria, ovvero una tassa sui profitti delle societ\u00e0 a livello europeo. Negli ultimi 30 anni, questa imposta \u00e8 diminuita in media del 45% in Europa, portando a una competizione al ribasso tra i paesi per attirare capitali.<\/p>\n<p>IMPLICAZIONI E BENEFICI<br \/>\nSe l\u2019UE decidesse di imporre una corporate tax minima del 23%, ci\u00f2 potrebbe generare fondi sufficienti per sostenere il reddito di cittadinanza. Questa proposta potrebbe anche ridurre la tendenza delle aziende a spostarsi in paesi con tasse pi\u00f9 basse, garantendo una maggiore equit\u00e0 fiscale.<br \/>\nL\u2019introduzione di un reddito di cittadinanza europeo potrebbe avere profonde implicazioni per il futuro dell\u2019Europa. Non solo fornirebbe una rete di sicurezza per i cittadini in tempi difficili, ma potrebbe anche promuovere una maggiore coesione tra gli Stati membri. Inoltre, potrebbe ridurre la pressione sui singoli paesi per fornire sostegno finanziario durante le crisi, distribuendo il peso su tutta la comunit\u00e0 europea.<br \/>\nL\u2019idea di un reddito di cittadinanza europeo potrebbe rappresentare una soluzione innovativa per affrontare le sfide economiche e sociali dell\u2019Europa moderna. Con il giusto finanziamento e la collaborazione tra gli Stati membri, potrebbe diventare una realt\u00e0 tangibile nel prossimo futuro.<br \/>\n*( Christian Luca Di Benedetto. Giornalista, professionista eclettico, laureato in scienze dell&#8217;amministrazione ed organizzazione ma diplomato in informatica)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; COS\u2019\u00c8 IL MES &#8211; \u00c8 IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILIT\u00c0, UN FONDO PER SOSTENERE GLI STATI CON PI\u00d9 DIFFICOLT\u00c0 ECONOMICHE. \u00c8 AL CENTRO DEL DIBATTITO LA SUA MANCATA RATIFICA DA PARTE DELL\u2019ITALIA.<\/strong><\/p>\n<p>Il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (Mes) \u00e8 un\u2019organizzazione intergovernativa che fa parte della strategia messa in atto dall\u2019Unione europea per garantire la stabilit\u00e0 finanziaria nella zona euro. Nel concreto, \u00e8 stato istituito un fondo permanente, noto anche come \u201cfondo salva-stati\u201d che ha come obiettivo quello di fornire sostegno finanziario ai paesi che si trovano in condizioni economiche difficili.<\/p>\n<p>HA UNA POTENZIALIT\u00c0 DI PRESTITO DI 500 MILIARDI CHE POSSONO ESSERE MESSI IN CAMPO IN DIVERSI MODI:<\/p>\n<p>\u2022 prestiti (in particolare dai paesi creditori verso quelli in condizioni di difficolt\u00e0);<br \/>\n\u2022 acquisti di titoli di stato;<br \/>\n\u2022 linee di credito in via precauzionale.<br \/>\nSi tratta per\u00f2 di strumenti che possono essere utilizzati solo a specifiche condizioni. Nelle situazioni pi\u00f9 complesse, pu\u00f2 essere redatto un memorandum contenente un programma di aggiustamento macroeconomico (quindi prevedere delle politiche che incidono sulla spesa pubblica o sull\u2019imposizione fiscale) mentre si pu\u00f2 essere meno stringenti nelle situazioni prudenziali.<br \/>\nA livello di governance, il Mes \u00e8 guidato da un \u201cconsiglio di governatori\u201d composto dai ministri delle finanze dell\u2019area euro. Per la maggior parte delle decisioni \u00e8 richiesto un voto all\u2019unanimit\u00e0 dell\u2019organo ma per richieste urgenti, che possono arrivare dalla commissione o dalla banca centrale europea (Bce) la maggioranza richiesta pu\u00f2 scendere all\u201985%. Non tutti i ministri per\u00f2 hanno lo stesso peso all\u2019interno del consiglio: la rilevanza del proprio voto dipende infatti dalla quantit\u00e0 di capitale che i singoli stati hanno versato per la costituzione del Mes.<\/p>\n<p>Tutti gli stati dell\u2019area euro hanno sottoscritto una quota di capitale a favore del Mes. Ogni paese contribuisce al fondo in modo proporzionale alla popolazione e al prodotto interno lordo (Pil). Il capitale sottoscritto finora \u00e8 pari a 704,8 miliardi di euro, di cui 80,5 miliardi sono stati effettivamente versati nelle casse dell\u2019organismo.<\/p>\n<p>L\u2019ITALIA \u00c8 TRA I TRE PAESI CON PI\u00d9 CAPITALE SOTTOSCRITTO &#8211; CAPITALE SOTTOSCRITTO E VERSATO DAI PAESI ADERENTI AL MES<br \/>\nI principali finanziatori sono Francia, Germania e Italia, rispettivamente con 189,45 milioni di euro, 142,27 milioni e 125,02 milioni di capitale sottoscritto. Contribuiscono complessivamente a finanziare il 64,5% del fondo. Sono quindi paesi che nelle votazioni hanno un peso decisionale maggiore, pari nell\u2019ordine al 26,7%, al 20,1% e al 17,6% e possono porre il diritto di veto nelle decisioni pi\u00f9 urgenti. Uscite sotto i due milioni per gli stati pi\u00f9 piccoli dell\u2019Unione: Lettonia (1,94). Estonia (1,79), Lussemburgo (1,75), Cipro (1,37) e Malta (0,63).<br \/>\nIn termini invece di capitale versato invece, tutti gli stati si assestano all\u201911,4% di quello sottoscritto. In cifre assolute, la Germania ha versato 21,65 milioni di euro, la Francia a 16,26 e l\u2019Italia a 14,29.<br \/>\nAttualmente, sono cinque i programmi di finanziamento conclusi a cui ha preso parte il Mes: Irlanda (2010-2013), Grecia (2012-2018), Spagna (2012-2013), Cipro (2013-2016) e Portogallo (2011-2014).<\/p>\n<p>ANALISI<br \/>\nI principi che hanno guidato l\u2019istituzione del Mes sono nati durante la crisi del debito sovrano, che ha a sua volta origine dalla crisi del settore dei mutui residenziali statunitensi del 2007. In quel periodo, la Grecia aveva grosse difficolt\u00e0 nell\u2019inserire i propri titoli sul mercato anche a causa del forte dissesto dei suoi conti pubblici e ha chiesto aiuto all\u2019Unione europea. La crisi del debito si \u00e8 poi estesa rapidamente, per motivi differenti, in altri stati europei tra cui l\u2019Italia. In seguito a queste dinamiche, nel maggio 2010 sono stati istituiti il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (Mesf) e il fondo europeo di stabilit\u00e0 finanziaria (Fesf).<\/p>\n<p>L\u2019ITALIA \u00c8 L\u2019UNICO PAESE A NON AVER ANCORA RATIFICATO LA RIFORMA DEL MES<br \/>\nIl Mes \u00e8 poi andato a sostituire questi due strumenti. Il trattato che lo ha formalmente istituito \u00e8 stato firmato il 2 febbraio 2012 dai 17 stati che al tempo erano parte dell\u2019area euro ed \u00e8 entrato in vigore l\u20198 ottobre dello stesso anno. Nel 2017 \u00e8 iniziata una discussione sulla possibile modifica del trattato istitutivo, che si \u00e8 conclusa il 27 gennaio 2021 con la firma dei 19 paesi dell\u2019area euro a cui si \u00e8 poi aggiunta la Croazia. Per entrare in vigore, questa riforma deve essere ratificata dai parlamenti di tutti e 20 gli stati del Mes. Al momento, tutti i paesi hanno provveduto all\u2019approvazione tranne l\u2019Italia.<br \/>\nQuesti cambiamenti rafforzerebbero il ruolo e gli strumenti stessi del Mes. Quelli principali sono l\u2019istituzione di un fondo unico di risoluzione delle crisi bancarie come prestito di ultima istanza, l\u2019introduzione della capacit\u00e0 di ripagare un debito come misura della sostenibilit\u00e0 dello stesso e precisazioni riguardo alle condizioni per la concessione delle linee di credito precauzionali.<br \/>\nLa mancata ratifica italiana della riforma ha degli elementi di natura politica, anche se all\u2019interno della maggioranza stessa le posizioni sono divise tra quella possibilista (Forza Italia e ministro dell\u2019economia Giorgetti) e contraria (Lega e Fratelli d\u2019Italia). Ci sono infatti numerose questioni in corso di trattazione come ad esempio la riforma del patto di stabilit\u00e0 e il Pnrr. L\u2019ultima discussione era stata fatta tra giugno e luglio di quest\u2019anno e si \u00e8 conclusa con il rinvio della questione a settembre.<br \/>\n*(Fonte: Openpolis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 \u2013 Irrilevanza delle Nazioni unite, cambiare o morire &#8211; Irrilevanza dell\u2019Onu e irrilevanza anche di Biden che tenta di corteggiare il Sud globale con appelli che cadono in un vuoto fragoroso.<\/strong><br \/>\nCos\u00ec i giornali americani, dal New York Times al Wall Street Journal sintetizzano cosa accade all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite dove le sedie vuote fanno clamore: da Xi Jinping a Putin, da Macron a Sunak, fino al premier indiano Narendra Modi, reduce da un G20 a Nuova Delhi che ha proiettato l\u2019India nel novero delle grandi potenze internazionali. Sono assenti a New York i leader di quattro dei cinque membri del Consiglio di sicurezza, un segnale non confortante in un clima bellico e di tensioni geopolitiche ai massimi livelli dai tempi della guerra fredda.<\/p>\n<p>Ma l\u2019Onu serve ancora? La risposta dello stesso segretario generale Antonio Guterres \u00e8 quasi disperata: \u201co si avvia la riforma delle Nazioni Unite o \u00e8 la rottura, le istituzioni invece di essere la soluzione rischiano di diventare parte del problema\u201d. Cambiare o scomparire, questo \u00e8 il messaggio. Da tempo le Nazioni Unite non rispecchiamo pi\u00f9 la transizione caotica da un mondo unipolare \u2013 dominato da una sola potenza \u2013 a uno multipolare con diversi centri di potere. E quando le istituzioni Onu diventano lo specchio della realt\u00e0 \u00e8 per squadernare una narrativa assai diversa fa quella del Nord globale. Come sottolinea la rivista francese \u201cLe Grand Continent\u201d negli ultimi trent\u2019anni nelle votazioni all\u2019Assemblea generale soltanto il 14% degli stati ha votato con gli Usa mentre la grande maggioranza dei consensi \u00e8 stata raccolta da proposte russe e cinesi.<\/p>\n<p>Il fallimento Onu \u00e8 anche negli obiettivi che si \u00e8 posta l\u2019organizzazione. L\u2019agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile \u00e8 solo in minima parte in linea con i traguardi prefissati entro la fine del decennio: l\u201985% dei piani \u00e8 in ritardo e persino in regresso. Oltre alle guerre in cui l\u2019Onu sembra ormai privo di iniziative e in ritirata diplomatica e militare \u2013 dall\u2019Ucraina al Sahel, dall\u2019Africa orientale e al Corno \u2013 ci sono sfide come le conseguenze e economiche e sociali della pandemia, l\u2019inflazione alimentare e le ricadute dell\u2019emergenza climatica che moltiplicano il senso di impotenza. Lo stesso Guterres ci dice che nel mondo ci sono 600 milioni di persone in estrema povert\u00e0, 80 milioni i bambini che non vedranno mai una scuola elementare e che a questi tassi di sviluppo serviranno all\u2019umanit\u00e0 circa 300 anni per raggiungere la parit\u00e0 di genere tra uomo e donna. Intanto \u2013 mentre le concentrazioni di CO2 continuano a salire a livelli mai raggiunti \u2013 la temperatura media globale superer\u00e0 la soglia \u201csicura\u201d di 1,5\u00b0C prevista dagli Accordi di Parigi sul clima: siamo in realt\u00e0 gi\u00e0 arrivati all\u2019epitaffio dell\u2019Agenda 2030.<\/p>\n<p>Riformare l\u2019Onu o morire, dunque? Il Global South chiede, a ragione, di contare di pi\u00f9. L\u2019obiettivo dell\u2019Assemblea quest\u2019anno \u00e8 evitare che la spaccatura nord-sud si approfondisca e che le tensioni geopolitiche spingano i paesi in via di sviluppo a cercare di soddisfare i propri interessi lontano dall\u2019Occidente. Il mese scorso i Brics avevano accolto l\u2019adesione di una mezza dozzina di paesi, per dare una sterzata a un ordine mondiale che il blocco considera ormai obsoleto.<\/p>\n<p>Nel mirino \u00e8 la configurazione attuale del Consiglio di Sicurezza Onu che appare l\u2019istantanea, scolorita e assai datata, di una visione consolidata al termine della guerra fredda all\u2019insegna dell\u2019unipolarismo americano e che oggi non rispecchia l\u2019evoluzione della scena internazionale. C\u2019\u00e8 un punto su cui la stragrande maggioranza degli stati \u00e8 concorde: modificare e ampliare la rappresentanza nel Consiglio oggi costituito da Cina, Francia, Federazione Russa, Regno Unito e Stati Uniti, stati con potere di veto _ l\u2019organo al quale \u00e8 attribuito il potere d\u2019azione a tutela della pace e della sicurezza internazionale.<\/p>\n<p>Le proposte di riforma che si sono succedute negli anni spaziano da quelle che suggeriscono l\u2019attribuzione del diritto di veto a nuovi membri permanenti (in particolare i cosiddetti G4: Brasile, Germania, Giappone e India), a progetti incentrati su un aumento pi\u00f9 o meno consistente di membri non permanenti. In questo secondo gruppo si annoverano 54 stati africani che hanno proposto l\u2019allargamento del Consiglio a 26 membri, il raggruppamento L.69 di cui fanno parte stati africani, latinoamericani, asiatici, caraibici, favorevole alla rotazione e a includere i piccoli stati insulari (20% dei membri Onu). C\u2019\u00e8 il gruppo degli stati arabi contrario al diritto di veto dei Cinque del Consiglio \u00abvisti i danni sperimentati in 80 anni dalla geografia araba\u00bb.<\/p>\n<p>Si segnala infine il gruppo Uniting for Consensus (posizione anche italiana), che prevede un Consiglio di 26 seggi, con 9 seggi permanenti a lungo termine distribuiti tra i gruppi regionali e i restanti seggi con mandato biennale rinnovabile. In questa proposta rientra la dibattuta questione della partecipazione dell\u2019Unione europea: se \u00e8 vero che questo darebbe ben altro peso ai 27, l\u2019ipotesi si scontra con il fatto che l\u2019Ue soffre cronicamente della mancanza di un\u2019unica e riconoscibile politica estera comune, con Bruxelles sempre pi\u00f9 appiattita sulle posizioni della Nato, ovvero di un\u2019alleanza militare dominata dagli Usa.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 delle ipotesi di riforma c\u2019\u00e8 un\u2019altra materia ineludibile e concreta, quella economica e finanziaria che non aspetta di fronte ai bisogni dei popoli. Biden giocherella adombrando possibili riforme di Banca Mondiale e Fondo monetario ma dall\u2019Asia all\u2019Africa, dal Medio Oriente all\u2019America Latina nessuno dei Brics e dei loro clienti si fa incantare \u2013 anzi, cominciano a parlare di de-dollarizzazione. I sauditi hanno appena appaltato a un banca cinese, la Icbc, un prestito sindacato da 11 miliardi di dollari, settore tradizionalmente dominato da banche di investimento Usa. Vedremo adesso se la premier Meloni incanter\u00e0 gli africani con il suo \u201cpiano Mattei\u201d. C\u2019\u00e8 da dubitarne<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07- Dominic Johnson*: IL MARE CHE UNISCE. LO SCAMBIO TRA NORD E SUD HA FATTO FIORIRE LE CIVILT\u00c0 DEL MEDITERRANEO. E POTREBBE FARLO ANCORA.<\/strong><br \/>\nL\u2019Africa \u00e8 al collasso. In Libia le forti inondazioni hanno trascinato in mare met\u00e0 della citt\u00e0 di Derna, decine di migliaia di persone sono annegate. In Marocco il terremoto che ha colpito la catena montuosa dell\u2019Atlante ha raso al suolo interi villaggi, provocando la morte di migliaia di persone. Pi\u00f9 a sud i colpi di stato militari sono motivo di tensioni e instabilit\u00e0, l\u2019economia \u00e8 in stallo. La nuova guerra in Sudan ha provocato la pi\u00f9 grande crisi migratoria del mondo, le vittime non trovano un rifugio sicuro in nessuno dei paesi confinanti.<\/p>\n<p>In Europa la nuova crisi dei migranti a Lampedusa suscita reazioni scomposte, ma cosa sono ottomila persone arrivate per mare a fronte degli otto milioni di profughi che si trovano nella regione che va dal Sudan al Mali? Non si pu\u00f2 invocare lo stato d\u2019emergenza in Europa e ignorare l\u2019emergenza ben pi\u00f9 grande che affligge l\u2019Africa, per la quale a nulla servono n\u00e9 le navi militari di pattuglia davanti alla Libia n\u00e9 gli aiuti finanziari destinati alla Tunisia. Le persone che ora fuggono dall\u2019Africa non hanno scelta.<br \/>\nRestare in Nordafrica, in un clima sempre pi\u00f9 ostile nei confronti dei migranti subsahariani e in una situazione economica sempre pi\u00f9 disastrata, non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019opzione realistica. E non si pu\u00f2 neanche tornare indietro, a meno che non si consideri la deportazione nel deserto. Si pu\u00f2 solo andare avanti, ma l\u2019Europa non vuole accogliere. Per bloccare gli arrivi, l\u2019Unione europea si \u00e8 affidata alla Tunisia, dove un presidente autoritario ha incoraggiato i pogrom contro i neri.<\/p>\n<p>Oggi la Tunisia \u00e8 un paese da cui gli africani devono fuggire, non uno in cui rispedirli. La politica europea pensa forse di poter tirare su un muro nel bel mezzo del Mediterraneo per tenere a distanza il sud affamato? Il mare non separa, semmai unisce. Proprio il Mediterraneo vive fin dall\u2019antichit\u00e0 del libero scambio tra nord e sud, la condizione che ha fatto nascere la civilt\u00e0 umana.<\/p>\n<p>L\u2019Europa oggi paga i governi africani per impedire le migrazioni, invece di pagare i migranti africani per fare qualcosa di utile. Tutti i paesi europei sono in difficolt\u00e0 per la mancanza di manodopera. Ma un giovane della Guinea o della Nigeria che cerca lavoro in Europa viene respinto come migrante irregolare o viene sfruttato. Perfino in Nordafrica ci sarebbero cose urgenti da fare.<br \/>\nDa Marrakech in Marocco a Derna in Libia, ci sono citt\u00e0 da ricostruire, l\u2019intero Maghreb ha urgente bisogno di investimenti che migliorino la qualit\u00e0 della vita. Le persone che cercano lavoro sono l\u00ec, il lavoro pure. L\u2019Africa ha le persone, l\u2019Europa i soldi. Bisognerebbe solo farli incontrare.<\/p>\n<p>ECONOMIA-UNA FORZA NECESSARIA<br \/>\nNel 2022 il numero di nascite in Italia, 393mila, \u00e8 stato il pi\u00f9 basso mai registrato. C\u2019\u00e8 un grande vuoto nel mercato del lavoro: secondo un sondaggio delle camere di commercio, a settembre si prevedono 531mila posti di lavoro vacanti, soprattutto a causa della mancanza di candidati. Dal 1998 l\u2019Italia ha consentito appena un rivolo di immigrazione legale dai paesi extracomunitari. Il 19 luglio il consiglio dei ministri ha deciso di aumentare il numero di visti del 66 per cento, fino a 136mila, e di ampliarlo ancora nei prossimi due anni: entro il 2026 il governo pi\u00f9 conservatore dal secondo dopoguerra avr\u00e0 dato il permesso di entrare in Italia a 452mila persone. Tuttavia, il numero di ingressi legali sar\u00e0 appena la met\u00e0 di quelli necessari. I partiti di destra hanno vinto convincendo l\u2019elettorato che solo loro possono frenare gli arrivi. Da qui alle elezioni europee Giorgia Meloni deve trovare un modo per spiegare perch\u00e9 non possono farlo. The Economist<br \/>\nquesto articolo.<br \/>\n*( Dominic Johnson, giornalista, Die Tageszeitung, Germania)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 -OSSERVATORIO SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, promosso da Laudato Sii, Coordinamento Democrazia Costituzionale, NOstra, Ambiente Lavoro<\/strong><br \/>\nIl Ministro Pichetto Fratin si gonfia come la nota rana e si autodefinisce il Ministro pi\u00f9 nuclearista che ci sia mai stato. Contento lui se la vedr\u00e0 con il predecessore Scaiola che aveva fatto approvare la legge che poi il referendum popolare del 2011 ha bocciato a grande maggioranza. L\u2019attuale Ministro, che sta all\u2019ambiente come la volpe al pollaio, sembra consapevole che ben due referendum popolari in Italia hanno detto no al nucleare e dimentica che la Germania ha chiuso definitivamente le sue centrali elettronucleari.<br \/>\nPichetto Fratin balbetta di un nucleare diverso da quello bocciato dai referendum e fa esempi ridicoli, ignorando che la sostanza del nucleare disponibile oggi \u00e8 la stessa di prima e che non basta attaccargli un cartellino con un altro numero definendolo di nuova generazione per renderlo pi\u00f9 sicuro.<br \/>\nLe centrali nucleari sono un rischio in s\u00e9 come ricordano, purtroppo, quelle ucraine che da tempo provocano incubi e terrore a causa dei rischi della guerra.<br \/>\nGli obiettivi di aumento delle rinnovabili dell\u2019Italia sono trascurati da un Ministro che pensa solo all\u2019enorme affare che rappresenterebbe la costruzione di una centrale nucleare, senza curarsi dei pericoli per l\u2019ambiente e le persone.<br \/>\nEppure sono depositati al Ministero molti progetti di investimenti nell\u2019eolico, soprattutto off shore, e sarebbe possibile rilanciare con un vero piano il fotovoltaico estendendo investimenti come quello dell\u2019Enel in Sicilia che cerca di contrastare la subalternit\u00e0 verso altri paesi dell\u2019Italia e dell\u2019Europa nella produzione dei componenti necessari per la costruzione degli impianti Ftp.<br \/>\nIl Ministro non si occupa del rispetto degli obiettivi in materia di rinnovabili ma si preoccupa degli interessi delle lobbies del fossile e del nucleare.<br \/>\nQuesto governo non \u00e8 solo conservatore ma ha la testa all\u2019indietro ed \u00e8 subalterno ai gruppi che hanno interessi sulle fonti energetiche fossili dimenticando che se l\u2019Italia vuole raggiungere una maggiore autonomia deve puntare sulle energie da fonti pulite e rinnovabili, tutte senza esclusione, e spingere sull\u2019acceleratore, altrimenti i disastri ambientali cresceranno e arriveremo al 2030 nel modo peggiore.<br \/>\nGiorgia Meloni dovrebbe porsi il problema se questo Ministro che colloca il governo su posizioni tanto arretrate in materie decisive come ambiente ed energia sia compatibile con l\u2019interesse dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>In ogni caso il referendum sul nucleare ci sar\u00e0 se reso necessario da un ritorno al passato del governo. Elettrici ed elettori possono, se necessario, ribadire ancora una volta che il nucleare in Italia non ci sar\u00e0.<br \/>\n*(Mario Agostinelli, Alfiero Grandi, Jacopo Ricci, Massimo Serafini , Laudato Sii, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Nostra, Ambiente Lavoro.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>9- CHE COS\u2019\u00c8 E COME FUNZIONA IL CNEL &#8211; IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL\u2019ECONOMIA E DEL LAVORO \u00c8 UN ORGANO DI RILEVANZA COSTITUZIONALE MA, NONOSTANTE QUESTO, \u00c8 SPESSO CONSIDERATO DI SCARSA IMPORTANZA ANCHE SE A BEN VEDERE NEGLI ULTIMI ANNI LA SUA ATTIVIT\u00c0 SI \u00c8 INTENSIFICATA.(*)<\/strong><\/p>\n<p>Il consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro (Cnel) \u00e8 uno dei 5 organi di rilievo costituzionale italiani, ovvero quelle organizzazioni previste, ma non disciplinate, dalla costituzione.<br \/>\nIl Consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro \u00e8 composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.<br \/>\n\u00c8 organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.<br \/>\nHa l\u2019iniziativa legislativa e pu\u00f2 contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.<\/p>\n<p>\u2013 Costituzione italiana, articolo 99<br \/>\nLa carta in effetti stabilisce solo che la sua composizione deve includere esperti e rappresentanti del mondo del lavoro, la sua funzione consultiva in favore del governo e del parlamento oltre ad assegnargli il potere di iniziativa legislativa.<\/p>\n<p>Le attribuzioni, i compiti e la composizione del Cnel sono state pi\u00f9 concretamente definite nella legge 936 del 1986 che ha sostituito la disciplina precedente (L.33\/1957). La norma, oltre a definire concretamente la composizione dell\u2019organo, delinea le sue competenze. Tra queste rientrano:<\/p>\n<p>la valutazione, su richiesta del governo, dei principali documenti e atti di politica e di programmazione economica e sociale;<br \/>\nl\u2019esame del documento di economia e finanza e della nota di aggiornamento;<br \/>\nla relazione di rapporti sugli andamenti generali, settoriali e locali del mercato del lavoro e la contrattazione collettiva;<br \/>\nla valutazione dell\u2019andamento della congiuntura economica;<br \/>\nla produzione di parerei sull\u2019attivit\u00e0 legislativa su richiesta delle camere, del governo o delle regioni;<br \/>\nla formulazione di proposte, osservazioni, indagini o studi di sua iniziativa.<br \/>\nIn aggiunta le funzioni del Cnel includono anche la redazione di una relazione annuale sulla qualit\u00e0 dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni e l\u2019aggiornamento del registro nazionale dei contratti collettivi di lavoro oltre ovviamente alla possibilit\u00e0 di proporre disegni di legge.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima competenza, che come abbiamo visto \u00e8 prevista gi\u00e0 nella norma costituzionale, \u00e8 sicuramente la caratteristica pi\u00f9 peculiare dell\u2019organo. Infatti nell\u2019ordinamento italiano sono solo 5 i soggetti che detengono questo potere. Oltre al Cnel, il governo, il parlamento, i consigli regionali e il corpo elettorale. Solo per presentare una proposta di legge popolare \u00e8 necessario raccogliere almeno 50mila firme.<\/p>\n<p>Per quanto prestigioso sia questo potere sulla carta per\u00f2 nella pratica, secondo molti, ha avuto scarso impatto. Nelle ultime 4 legislature ad esempio solo due proposte di legge del Cnel sono poi state effettivamente approvate. In entrambi i casi poi si trattava di proposte che nel corso dell\u2019esame parlamentare sono state accorpate ad altri disegni di legge di origine parlamentare o governativa che vertevano sullo stesso tema. Bisogna dunque verificare caso per caso se e quanto la legge approvata corrisponda alla proposta iniziale del Cnel. In ogni caso si trattava in una circostanza di abolire il divieto di iscrizione contemporanea a pi\u00f9 universit\u00e0 (atto camera 1924) e nell\u2019altra dell\u2019introduzione di modifiche al codice delle pari opportunit\u00e0 tra uomo e donna (a.c. 1925).<\/p>\n<p>DATI<br \/>\n\u00c8 interessante notare come entrambe queste leggi siano state adottate nella scorsa legislatura. In effetti guardando i disegni di legge proposti dal Cnel dal 2008 a oggi emerge chiaramente come questo tipo di attivit\u00e0 sia stata molto pi\u00f9 intensa nella XVIII legislatura che nelle due precedenti.<br \/>\nD\u2019altronde anche in quella attualmente in corso, che pure ha preso avvio da meno di un anno, il numero di disegni di legge proposti dal Cnel ha gi\u00e0 superato quello della XVI e XVII legislatura sommati. Uno di questi peraltro \u00e8 gi\u00e0 stato approvato alla camera come testo unificato ad altri disegni di legge in materia di diritto all\u2019oblio oncologico e attende di essere esaminato dal senato (a.s. 851).<\/p>\n<p>I DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI IN PARLAMENTO DAL CONSIGLIO NAZIONALE DELL\u2019ECONOMIA E DEL LAVORO TRA LA XVI E LA XIX LEGISLATURA<br \/>\nL\u2019articolo 99 della costituzione italiana attribuisce al consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro (Cnel) il potere di iniziativa legislativa. Le proposte di legge presentate nel corso delle ultime 4 legislature sono suddivise per stato di avanzamento. Il primo stadio \u00e8 quello in cui le proposte di legge sono state solo presentate e sono indicate come \u201cda assegnare\u201c. Nel passaggio successivo dunque queste vengono effettivamente \u201cassegnate\u201d a una commissione, che tuttavia ancora non ha iniziato a lavorarci. Quando questo avviene le proposte sono indicate come \u201cin corso di esame in commissione\u201c. A questo punto se ci sono varie proposte di legge sullo stesso tema la commissione adotta un testo unificato. La misura in cui un testo unificato corrisponde alla proposta di legge iniziale deve dunque essere verificata caso per caso. In ogni caso se questo passa l\u2019esame della prima aula in cui \u00e8 stato approvato \u00e8 indicato come \u201ctesto unificato approvato in prima lettura\u201d mentre se supera anche il voto finale \u201ctesto unificato diventato legge\u201c.<\/p>\n<p>90,48% DELLE PROPOSTE DI LEGGE DEL CNEL NELLE ULTIME 4 LEGISLATURE SONO STATE PRESENTATE DOPO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE.<br \/>\nDa questo punto di vista vale la pensa tenere presente che \u00e8 stato proprio nella seconda met\u00e0 della XVII legislatura che un referendum ha bocciato la riforma costituzionale che, tra le altre cose, prevedeva l\u2019abolizione del Cnel. Il rinnovato attivismo di quest\u2019organo dunque, potrebbe essere letto proprio alla luce della sua mancata soppressione.<\/p>\n<p>Quanto alla composizione dell\u2019organo, la legge stabilisce che il consiglio debba essere composto da 64 membri pi\u00f9 il presidente ripartiti tra:<br \/>\nFONTE: elaborazione su dati camera<\/p>\n<p>&#8211; 10 esperti in discipline economiche sociali e giuridiche, 8 dei quali nominati dal presidente della repubblica e 2 dal presidente del consiglio.<br \/>\n&#8211; 48 rappresentanti delle categorie produttive, di cui 22 in rappresentanza del lavoro dipendente, 9 del lavoro autonomo e 17 delle imprese;<br \/>\n&#8211; 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e del volontariato.<br \/>\n&#8211; 65 i componenti del consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro, incluso il presidente.<\/p>\n<p>Analisi<br \/>\nPer diversi anni il consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro \u00e8 stato scarsamente considerato nel dibattito pubblico. Nel corso delle discussioni sulla riforma costituzionale presentata dal governo Renzi si \u00e8 tornati a parlare di quest\u2019organo, proprio perch\u00e9 la riforma prevedeva la sua abolizione. Il suo ruolo in questa discussione tuttavia non \u00e8 stato particolarmente lusinghiero, visto che la sua abolizione era per lo pi\u00f9 presa come esempio di un passaggio largamente condiviso nel contesto di una riforma per altri aspetti molto contestata.<br \/>\nDopo il fallimento del referendum costituzionale, come abbiamo visto, l\u2019attivit\u00e0 del consiglio sembra essersi intensificata e del Cnel si \u00e8 tornati a parlare in particolare per l\u2019attivit\u00e0 svolta in materia di contratti collettivi di lavoro. La X consiliatura del Cnel, presieduta dal professor Tiziano Treu, ha infatti denunciato nel 2018 la crescita esponenziale del numero di contratti collettivi, passati da 580 nel 2013 a 844 nel 2017.<\/p>\n<p>RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO E LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA<br \/>\nAd aprile 2023, arrivati al termine della consiliatura, il governo guidato da Giorgia Meloni ha iniziato a rinnovare la composizione dell\u2019organo indicando in primo luogo il nuovo presidente. La scelta \u00e8 ricaduta sull\u2019ex ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta. Per le nomine successive tuttavia \u00e8 stato necessario pi\u00f9 tempo e per le ultime si \u00e8 dovuto attendere il consiglio dei ministri del 7 settembre. Ma il fatto che la composizione della XI consiliatura del Cnel non fosse ancora stata perfezionata non ha impedito al governo di assegnare all\u2019organo presieduto da Brunetta un\u2019inedita centralit\u00e0. Con una lettera infatti la presidente del consiglio ha indicato proprio il Cnel come la sede opportuna per il confronto con le opposizioni sul tema del salario minimo, fornendo all\u2019organo 60 giorni per elaborare una proposta.<br \/>\nDetto questo comunque, il fatto che il Cnel abbia assunto un\u2019utilit\u00e0 tale da giustificare quantomeno i costi per il suo funzionamento \u00e8 ancora tutto da dimostrare e sono ancora molti coloro che preferirebbero la sua abolizione. Solo lo scorso maggio, ad esempio, il senatore Renzi \u00e8 tornato a proporre una riforma costituzionale che ha, come unico oggetto, la soppressione del Cnel. Inoltre secondo alcune interpretazioni, il Cnel sarebbe stato scelto come sede del dibattito sul salario minimo non tanto per le sue caratteristiche istituzionali, ma perch\u00e9 non si tratterebbe di un soggetto neutrale. \u00c8 noto infatti il parere contrario al salario minimo del nuovo presidente Brunetta, oltre che di diversi altri componenti.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione openpolis su dati camera)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Alessandro De Angelis*: MELONI FUGGE DAVANTI AL SUO DISARMO. DALL\u2019OTTIMISMO PREDICATO ALLO SFORAMENTO PRATICATO SUI CONTI. DALL\u2019\u201cINVASIONE\u201d DA FERMARE A QUALCHE INUTILE NORMA BANDIERA SUI MIGRANTI. LA PREMIER NON PU\u00d2 PI\u00d9 DIRE, &#8220;\u00c8 COLPA DEGLI ALTRI&#8221;, E NON METTE LA FACCIA SUI DUE TEMI CORE BUSINESS DEL SOVRANISMO .<\/strong><br \/>\nE certamente non \u00e8 un caso l\u2019assenza di Giorgia Meloni che, secondo l\u2019abusata espressione, evita di metterci la faccia in conferenza stampa al termine del CdM. Perch\u00e9 l\u2019atterraggio sul principio di realt\u00e0 \u00e8 brusco davvero. E rappresenta l\u2019apoteosi di quel che la premier soffre di pi\u00f9: l\u2019incoerenza su quanto allegramente blaterato, dalle promesse elettorali da paese dei balocchi sulla grande redistribuzione al tocco magico sui migranti. Dall\u2019ottimismo predicato allo sforamento praticato per coprire i costi di una finanziaria senz\u2019anima e senza soldi. Dall\u2019\u201cinvasione\u201d da fermare al collasso di Lampedusa, di fronte al quale il surrogato all\u2019assenza di governo sono le bandiere della cattiveria, agitate, nella propaganda securitaria, come deterrente per fermare gli sbarchi: l\u2019ultima \u00e8 sui minori nei centri di accoglienza, la penultima appunto i centri, prima ancora l\u2019inasprimento delle pene per gli scafisti. Si dovevano fermare le partenze, l\u2019Italia \u00e8 diventata l\u2019hotspot europeo che non riesce a fare i rimpatri.<\/p>\n<p>Meloni all&#8217;Onu: &#8220;Basta ipocrisie sull&#8217;immigrazione, dichiarare una guerra globale ai trafficanti di vite umane&#8221;<br \/>\nDIREBBE IL POETA: ALL\u2019APPARIR DEL VERO, TU MISERA CADESTI. L\u2019assenza ha il sapore del \u201cdisarmo\u201d e della Santa Barbara allagata ora che funziona di meno anche il mantra del \u201ccolpa di chi c\u2019era prima\u201d, che poteva funzionare magari lo scorso autunno. Ma ormai \u00e8 passato un anno. E delle aspettative, suscitate e coltivate, c\u2019\u00e8 assai poco. C\u2019\u00e8 il tentativo di compensare l\u2019assenza di denari da distribuire con le bandiere ideologiche, sulla sicurezza. Bucate, in attesa di un piano europeo che non esce dall\u2019orizzonte declamatorio.<\/p>\n<p>Meloni: &#8220;Non permetter\u00f2 che l&#8217;Italia diventi il campo profughi dell&#8217;Ue&#8221;<br \/>\nL\u2019economia, dicevamo. Solo prima dell\u2019estate, nell\u2019euforia sovranista da crescita in un paese solo con quelli attorno che vanno male Giorgia Meloni diceva a Fox news che \u201cl\u2019Italia cresce pi\u00f9 di altri nei dati economici\u201d. Due mesi dopo, sbagliate tutte le previsioni, \u00e8 costretta di fatto a scrivere una nota di \u201ccancellazione\u201d, altro che \u201caggiornamento\u201d, del Def correggendo le stime di crescita dal 1,5 all\u20191,3 del Pil. E ad aggrapparsi a uno sforamento di 0,6 punti percentuali, che archivia la fase dell\u2019accettazione ligia dei vincoli di Bruxelles. Semplicemente perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 la felice eccezione italiana e mancano le coperture dalla mitica spending review al Lotto messo all\u2019asta, passando per i benefici della condonite elettorale e il buco dell\u2019acqua della tassa sugli extraprofitti, rimodulata dopo il crollo delle borse.<\/p>\n<p>Morale della favola: si va a Bruxelles col cappello in mano, ovviamente dando la colpa al super bonus che sar\u00e0 anche stato una iattura, ma non \u00e8 una scoperta di oggi. Di per s\u00e9 \u00e8 un deja vu: non \u00e8 n\u00e9 il primo n\u00e9 l\u2019ultimo governo ad affidarsi agli zero virgola, come fecero anche Enrico Letta e Matteo Renzi. Per\u00f2 questo avviene, e non \u00e8 un dettaglio, in un quadro di totale incertezza nel rapporto con i mercati e con l\u2019Europa. Con i mercati perch\u00e9 la spesa di interessi sul Pil \u00e8 di nuovo schizzata e ha superato la soglia del 4 per cento, rispetto all\u2019uno della Germania, al due della Francia al tre della Spagna. E lo spread, quasi a quota 200 \u00e8 solo 40 punti in pi\u00f9 della Grecia. Con l\u2019Europa: migranti, Mes, riforma del Patto di stabilit\u00e0. Scelte e postura non sono n\u00e9 da erede di Draghi e di quei governi che avevano un rapporto coerente con Bruxelles, ma non \u00e8 nemmeno da rivoluzionari che sforano i vincoli sulla base di un disegno. Se sfori per fare il New Deal e una grande opera di distribuzione (anche salariale) e di investimenti pubblici che prendono di petto il disagio sociale pu\u00f2 avere un senso. Se, come in questo caso, non hai niente da dare, \u00e8 solo il ripristino sotto traccia, in un quadro tutto sommato di compatibilit\u00e0, della vecchia cultura del debito, un po\u2019 stracciona, fatta di taglio ai servizi come scuola e sanit\u00e0, slabbrature sociali sul sussidio ai poveri e un po\u2019 di cuneo gi\u00e0 divorato dall\u2019inflazione. Cuneo, sempre meglio di niente, che \u00e8 una misura gi\u00e0 varata e confermata per l\u2019anno elettorale, ma non reso non strutturale. Comunque l\u2019unica voce dove si d\u00e0 qualcosa.<\/p>\n<p>Meloni: &#8220;Arriveranno a milioni, serve una missione europea navale&#8221;<br \/>\nInsomma, dalla rivoluzione promessa alla rivoluzione mancata, proprio sui due terreni che rappresentano il core business del sovranismo: insicurezza sociale e immigrazione. Non c\u2019\u00e8 autoritarismo. C\u2019\u00e8 l\u2019Italietta degli zerovirgola, confusa e poco ambiziosa. E c\u2019\u00e8 Lampedusa, cui si risponde con grida manzoniane e decreti mediatici, presentati col lessico dei questurini, senza neanche riuscire ad esserlo. L\u2019atterraggio \u00e8 brusco. E il pilota non sa a chi dare la colpa, non potendola dare a se stesso<br \/>\n*(A. De Angelis &#8211; giornalista, conduttore televisivo e autore televisivo italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Adalgisa Marrocco-*: L&#8217;IMPERO COLPISCE ANCORA. PERCH\u00c9 IL MITO DELL&#8217;ANTICA ROMA STA OSSESSIONANDO TUTTI.<\/strong><br \/>\n<strong>LA DOMANDA &#8220;QUANTO SPESSO PENSI ALL&#8217;IMPERO ROMANO?&#8221; VIENE POSTA SUI SOCIAL A MARITI, FIDANZATI, AMICI. HANNO RISPOSTO ANCHE MARK ZUCKERBERG, ALBERTO ANGELA, FRANCESCO TOTTI E CARLO CALENDA<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;imperatore non \u00e8 Dio e l&#8217;Impero non \u00e8 eterno, ha detto qualcuno. Eppure, a giudicare dalle bacheche dei social network, i fasti dell\u2019antica Roma continuano a fare tendenza, anche se il 476 d.c. \u00e8 passato da un bel po\u2019. Tra video, meme e immagini, l&#8217;hashtag #Romanempire ha raccolto oltre un miliardo di visualizzazioni su TikTok, numeri simili anche su Instagram e X.<br \/>\nLa genesi del fenomeno, a sorpresa, non \u00e8 n\u00e9 capitolina n\u00e9 italiana, bens\u00ec scandinava: il 19 agosto scorso, Arthur Hulu, svedese appassionato di storia romana (noto online come Gaius Flavius), ha condiviso un reel di Instagram in cui, sullo sfondo di alcune rovine romane, aggiungeva la seguente didascalia: &#8220;Signore, molte di voi non si rendono conto di quanto spesso gli uomini pensino all&#8217;Impero romano. Chiedete a vostro marito, fidanzato, padre o fratello&#8221;. Da quel momento in poi i video si sono moltiplicati: plotoni di fidanzate, mogli e compagne hanno cominciato a domandare senza preavviso ai loro partner quanto spesso pensassero all&#8217;Impero romano. E le risposte sono state sorprendenti: la maggioranza degli intervistati, infatti, ha dichiarato di pensare almeno un paio di volte alla settimana all&#8217;Impero romano o ad argomenti correlati.<br \/>\nAlla luce della tendenza, c&#8217;\u00e8 chi si \u00e8 domandato perch\u00e9 l&#8217;antica Roma sia cos\u00ec presente nei pensieri degli uomini. Secondo gli esperti, una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che l\u2019immaginario della societ\u00e0 occidentale ha sempre enfatizzato gli aspetti della storia romana associati alla mascolinit\u00e0. \u201cLa prima cosa che mi viene in mente \u00e8 un\u2019immagine della legione romana, dell\u2019aquila imperiale e gli aspetti militari che, insieme ai gladiatori, sono da sempre associati alla mascolinit\u00e0 e al potere\u201d, ha detto al Washington Post Hannah Cornwell, storica dell\u2019Universit\u00e0 britannica di Birmingham. Per Antonio Montesanti, storico e autore del volume I grandi eroi di Roma antica (Newton Compton), &#8220;indubbiamente, l&#8217;Impero romano evoca una serie di valori (le virtutes romanae) legati all&#8217;immaginario maschile. Dopotutto \u2013 ha aggiunto \u2013, dall&#8217;uomo romano, il vir, deriva la parola virile, riflessa in decine di personaggi capitolini: gladiatori, consoli, imperatori e legionari\u201d.<br \/>\nFinanche Mark Zuckerberg, re dei social e CEO di Meta, ha voluto dire la sua sull&#8217;argomento attraverso Threads di Instagram, scrivendo: \u201cNon so se penso abbastanza all&#8217;Impero romano, ma sarei curioso di sapere cosa ne pensano le mie figlie Maxia, August e Aurelia\u201d. Il re dei social, infatti, \u00e8 un grande appassionato di storia classica, come ha ricordato in diverse interviste, tanto da aver dato alle sue bambine nomi ispirati all&#8217;epoca romana. E poi come dimenticare la proposta di sfida dal sapore gladiatorio che Zuck aveva ricevuto dal rivale-imprenditore Elon Musk nei mesi scorsi?<br \/>\nA rispondere alla domanda-tormentone sono giunti anche celebri volti italiani. Lo YouTube e cantante Fabio Rovazzi ha pensato di porla a Francesco Totti, ex capitano giallorosso considerato dai tifosi &#8220;l&#8217;ottavo re di Roma&#8221;, che ha risposto: &#8220;A dire la verit\u00e0 all\u2019Impero romano ci penso tutti i giorni&#8221;. Pure Carlo Calenda, leader di Azione, si \u00e8 lasciato coinvolgere dal trend social e in un video ha rivelato di pensare all&#8217;Impero Romano &#8220;pi\u00f9 o meno tutti i giorni. Quando esco da qui e immagino l&#8217;Arena, il Colosseo, io che arrivo e Gualtieri l\u00ec gi\u00f9 nell&#8217;arena con i leoni in mezzo a tutti gli assessori&#8221;. Dulcis in fundo: Alberto Angela, che ha basato gran parte della sua carriera proprio sullo studio e sulla divulgazione della storia antica, ha affermato di pensarci \u201cuna cinquantina di volte al giorno\u201d. E, in un video girato a Parigi in cui risponde al suo regista Gabriele Cipollitti, ha aggiunto: \u201cAdoro l\u2019Impero romano, \u00e8 la mia passione. Ci penso tanto perch\u00e9 era una societ\u00e0 molto simile alla nostra e vedere come abbiano risolto certi problemi a volte ti insegna come risolverli oggi. Non c\u2019era razzismo, non come si vede oggi in molti luoghi, nessuno veniva discriminato per il colore della pelle come oggi non discrimini qualcuno per il colore degli occhi. Le donne erano molto emancipate ad un certo momento, erano libere, comandavano: Poppea, Agrippina, Cecilia Metella, persone di grande potere, indipendenti. Il sesso era libero: non c\u2019era omo, etero e bi\u2026 Si amava nel senso pi\u00f9 totale del termine\u201d.<br \/>\nAlcuni storici concordano con il divulgatore, affermando che l\u2019Impero non sia soltanto \u201croba da ragazzi\u201d. \u201cL\u2019antica Roma era ovviamente patriarcale e violenta\u201d, ha spiegato al WaPo Lewis Webb, storico dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford. \u201cMa era anche altro: c\u2019erano tante forme di mascolinit\u00e0, le donne potevano avere libero arbitrio e potere, ed esistevano molteplici espressioni e identit\u00e0 di genere, nonch\u00e9 varie sessualit\u00e0\u201d.<br \/>\nOpinioni accademiche a parte, una cosa \u00e8 certa: il fenomeno dimostra ancora una volta quanto la potenza di fuoco dei social sia in grado di trasformare qualsiasi argomento in un trend virale, anche se si tratta di un Impero che ha cessato di esistere oltre 1500 anni fa.<br \/>\n*( Adalgisa Marrocco, pontina classe 1991, \u00e8 collaboratrice del quotidiano \u201cHuffington Post\u201d, blogger e anglista. Scrive cose, ne legge e traduce altre)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Nina Valoti*: inflazione, ITALIA (QUASI) maglia nera in Europa. Istat e Eurostat. a settembre da noi cala solo dello 0,1. %. partono i <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43145\" title=\"n\u00b039 \u2013 30\/09\/23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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