{"id":43069,"date":"2023-09-25T14:46:35","date_gmt":"2023-09-25T14:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43069"},"modified":"2023-09-28T09:10:30","modified_gmt":"2023-09-28T09:10:30","slug":"le-migrazioni-in-europa-lunicita-del-caso-tedesco-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43069","title":{"rendered":"Le migrazioni in Europa: l\u2019unicit\u00e0 del caso tedesco (II\u00b0 Parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Rodolfo Ricci (FIEI)<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43070 alignleft\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Germania.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Germania.jpg 262w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Germania-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/>La Germania \u00e8 da oltre un secolo uno dei pi\u00f9 grandi \u201cpaesi di immigrazione\u201d; per lungo tempo i vari governi rifiutarono questo appellativo, impegnati come erano a considerare e a rendere congiunturali i flussi immigratori che incentivavano in corrispondenza dei cicli di crescita mentre li disincentivavano nei periodi di crisi favorendo i rientri: l\u2019invenzione del Gastarbeiter (lavoratore ospite provvisorio) fu la sintesi letterale di questa impostazione di lunga durata. <\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Soltanto da circa venti anni questa politica \u00e8 cambiata con l\u2019introduzione di una legislazione progressivamente pi\u00f9 aperta e anche in considerazione del fatto che una volta acquisite competenze e saperi alla cui formazione non si \u00e8 investito direttamente e di cui si dispone liberamente, \u00e8 meglio tenersele in casa: ci\u00f2 costituisce un guadagno oggettivo e in un\u2019economia sempre pi\u00f9 fondata sulle competenze e sempre meno su braccia come appendici di macchine, questo fattore \u00e8 determinante. <\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>La nuova legislazione in corso di definizione sta puntualizzando queste acquisizioni e attraverso di essa la Germania si predispone a programmare e gestire le politiche migratorie dei prossimi decenni con l\u2019obiettivo di stabilizzare la sua popolazione e il suo potenziale economico.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Una pi\u00f9 approfondita conoscenza del caso tedesco ci consente di comprendere meglio le dinamiche interne all\u2019Unione Europea. E potrebbe anche aiutare a modificare in meglio l\u2019approccio italiano all\u2019immigrazione, stabilmente caratterizzato da una controproducente emergenzialit\u00e0. <\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>La sottovalutazione della nuova emigrazione e l\u2019accentuazione dell\u2019immigrazione (solo come problema securitario) \u00e8 purtroppo parte costitutiva della vicenda nazionale degli ultimi anni. Invece sarebbe auspicabile una valutazione parallela dei due fenomeni per quello che essi denotano dal punto di vista della loro genesi e per quello che possono comportare nei loro effetti, possibilmente evitando approcci ideologici. <\/i><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/fiei.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/A-ARTICOLO-RIDOTTO_2\u00b0PARTE_RicciDEF-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>SCARICA IL PDF<\/strong><\/a> dell\u2019articolo integrale con tutte le tabelle.<\/h3>\n<h3><strong>Prima parte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">QUI<\/a><\/strong><\/h3>\n<p align=\"center\">________________<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella Tabella 1) possiamo osservare i flussi registrati in Germania, da e per l\u2019Italia, con relativi saldi nel periodo 1964-2021, 2000-2009 e 2010-2021. (Si veda anche la Tabella 6 in appendice che riassume comparativamente i dati dei movimenti migratori annuali dall\u2019Italia alla Germania dal 1964 al 2014 secondo i dati Istat e secondo i dati dello Statistisches Bundesamt di Wiesbaden).<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 qui rappresentata una parte significativa della lunga storia di emigrazione italiana verso la Germania, una sorta di dato strutturale delle relazioni economiche tra i due paesi nell\u2019arco di quasi 60 anni, delle loro caratteristiche e delle qualit\u00e0 dei due modelli di capitalismo: in questo spazio di tempo, sono approdati sul suolo tedesco per viverci e lavorare per periodi pi\u00f9 o meno lunghi, oltre 4 milioni di persone provenienti dall\u2019Italia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una quantit\u00e0 notevole con saldi migratori di una certa consistenza. Significativo che il saldo migratorio \u201cguadagnato\u201d dalla Germania a spese dell\u2019Italia soltanto negli ultimi 12 anni sia di circa 250mila persone equivalente ad una citt\u00e0 delle dimensioni di Verona o Venezia, (una citt\u00e0, beninteso, fatta in massima parte di giovani, di cui circa 1\/3 laureati, ecc.), mentre, nel decennio precedente il saldo migratorio era a vantaggio dell\u2019Italia a causa dei rientri delle precedenti ondate.<\/p>\n<p align=\"justify\">I dati mostrano la sequenza delle ultime grandi fasi emigratorie del dopoguerra (che si chiudono tra gli anni \u201870 e \u201880) e, per l\u2019ultimo periodo considerato, la sua ripresa a seguito degli effetti della crisi dei mutui sub-prime del 2007-2008 che ha innescato, in particolare dal 2010, la nuova massiccia emigrazione italiana nei primi anni del secondo decennio.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-43071\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-1.png\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-1.png 996w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-1-300x134.png 300w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-1-768x343.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Qui, vale per\u00f2 la pena comprendere meglio, al di l\u00e0 degli effetti della crisi e la ripresa dei flussi italiani, l\u2019approccio politico-economico complessivo di un paese, la Germania, che dagli inizi del secolo e in particolare nel secondo decennio, ha prodotto una performance di acquisizione di risorse umane impressionante, con un saldo positivo di oltre 6 milioni di persone dal 2000 al 2021, di cui oltre 5 milioni e mezzo solo negli ultimi 12 anni; la Tabella 2) illustra i movimenti di tedeschi e stranieri nei due primi decenni del secolo, con i relativi saldi migratori:<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43072 aligncenter\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-2.png\" alt=\"\" width=\"811\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-2.png 1439w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-2-300x119.png 300w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-2-1024x408.png 1024w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-2-768x306.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 811px) 100vw, 811px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Come si vede, nel corso del primo ventennio del secolo sono arrivati in Germania oltre 21 milioni di persone, conferendo al paese oltre 6,5 milioni di saldo immigratorio positivo; ma solo tra il 2010 e 2021 ne sono arrivati quasi 15 milioni per un saldo di oltre 5,6 milioni (cio\u00e8 oltre l\u201986% dell\u2019intero periodo 2010-2021). Pur in presenza di un saldo emigratorio negativo di cittadini tedeschi di una certa consistenza, il guadagno demografico \u00e8 di oltre 6 milioni nel ventennio di cui oltre 5 milioni tra il 2010 e il 2021.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella seguente Tabella 3) possiamo invece vedere l\u2019entit\u00e0 dei flussi con i relativi saldi migratori tra Germania e paesi UE-27 per i periodi indicati. Gli effetti della \u201clibera circolazione\u201d delle forze di lavoro in un contesto di squilibrio economico-finanziario e di forti differenziali di produttivit\u00e0 tra paesi, sono evidenti; il fatto che quasi la met\u00e0 dei saldi positivi complessivi sia stato acquisito grazie a flussi di immigrazione intra-europea (dall\u2019 est e dal sud) e non dagli arrivi da Medio Oriente, Asia o Africa, come si \u00e8 soliti pensare, \u00e8 un altro dato significativo, quanto frequentemente tenuto ai margini delle riflessioni e delle indagini, probabilmente perch\u00e9 registra un\u2019immagine di U.E. non del tutto auspicabile. Allo stesso tempo, la comparazione tra le tabelle 2) e 3) ci permette di vedere che l\u2019immigrazione da paesi europei verso la Germania \u00e8 pari ad oltre il 61% del totale nel periodo considerato. Ed \u00e8 infine imponente il numero di coloro che sono arrivati in Germania dall\u2019Europa nei 57 anni che vanno dal 1964 al 2021: quasi 27 milioni.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-43073\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-3.png\" alt=\"\" width=\"734\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-3.png 1264w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-3-300x75.png 300w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-3-1024x257.png 1024w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-3-768x193.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 734px) 100vw, 734px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">La Tabella 4) illustra invece flussi e saldi migratori tra Germania e quesi paesi E.U. che hanno devoluto almeno 100mila unit\u00e0 nell\u2019ultimo decennio (in appendice, alla Tabella 5, l\u2019elenco completo) e rende chiaro lo svolgimento delle dinamiche economiche e demografico-migratorie nell\u2019Unione nei periodi presi in considerazione. Come si vede, nel periodo 2010-2021 l\u2019Italia fornisce alla Germania il quarto contributo immigratorio netto dopo Romania, Polonia e Bulgaria; i maggiori flussi di arrivi per tutto il periodo 1964-2021 provengono da Polonia (paese confinante) e Italia; a seguire dalla Romania. Per tutti i paesi presi in considerazione \u00e8 l\u2019ultimo decennio quello caratterizzato da maggiori flussi e maggiori saldi immigratori positivi per la Germania, a testimonianza dell\u2019impatto durissimo della crisi del 2008-\u201911 sui paesi periferici e alla loro strutturale compenetrazione (e dipendenza) dall\u2019economia tedesca attorno a cui sembra orbitare tutta l\u2019area est e sud europea.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allargando lo sguardo al resto del mondo bisogna ricordare che in questo ventennio questo paese \u00e8 stato il maggior accettore di emigrazione proveniente dalle aree di grandi crisi geopolitiche e di guerra: dal 2000 al 2021 la Siria ha fornito alla Germania un saldo positivo di 740.894 persone, l\u2019Irak 252.483, l\u2019Afghanistan 269.186; lo spazio ex-Jugoslavo 538.418, mentre lo spazio ex-sovietico nel suo complesso, inclusa la parte asiatica, ne ha fornito 1.057.920, proseguendo il trend degli imponenti arrivi di milioni di Aussiedler e Uebersiedler di origine tedesca che erano giunti dopo il 1989 da Russia, Ucraina e dalle repubbliche centro-asiatiche dell\u2019ex Unione sovietica. <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Si vedr\u00e0 se questa configurazione \u00e8 destinata a perpetuarsi in presenza della novit\u00e0 (molto negative) dello scontro Nato-Russia e alla forzata rinuncia agli approvvigionamenti energetici di gas a basso costo che erano assicurati dal Nord Stream e che sta portando alla crisi e alla chiusura di migliaia di imprese, oppure se la nuova situazione consentir\u00e0 alla Germania di continuare, come programmato, nell\u2019incentivazione di flussi di immigrazione selezionata<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a> alternativamente anche da territori extra-europei \u2013 in ogni caso agli stessi ritmi del decennio trascorso se si vuole mantenere pi\u00f9 o meno stabile la popolazione residente ed integra la capacit\u00e0 produttiva potenziale del paese. Ma ormai le scelte non sono pi\u00f9 solo in mani tedesche; gli effetti dell\u2019attuale crisi si trasferiranno direttamente anche alle economie dipendenti o legate alla Germania; potrebbero anche comportare la permanenza di flussi nella stessa direzione, se permarranno, come presumibile, differenziali relativi di un certo peso; altrimenti i movimenti di persone dai paesi periferici del sud e dell\u2019est Europa potrebbero prendere, almeno in parte, altre direzioni, in corrispondenza di quelle aree che registreranno una migliore performance rispetto alla riconfigurazione (da vedere se a blocchi conflittuali come intenderebbe la Nato o su nuovi equilibri multipolari come proposto dai Brics) delle catene del valore in cui sembra doversi ricomporre lo scenario globale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sar\u00e0 interessante verificarlo nei dati dei prossimi anni che riguarderanno i paesi emergenti del sud America e del Medio e Estremo Oriente, oltre a quelli del nord America e dell\u2019Australia: nello scenario di nuovi blocchi contrapposti sembra evidente che si produrrebbe un declino complessivo non solo della Germania, ma dell\u2019intero continente, con la probabile apertura di nuove rotte emigratorie extra-europee.<\/p>\n<p align=\"center\"><b>TABELLA <\/b><b>4<\/b><b>)<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43074\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-4.png\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"654\" srcset=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-4.png 645w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-4-296x300.png 296w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-GERMANIA_TAB-4-100x100.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019esempio tedesco ci dice molte cose, direttamente e indirettamente: intanto conferma l\u2019ordine dei rapporti tra centri e periferie e la sostanziale validit\u00e0 delle relazioni di dipendenza che si registrano anche tra paesi sviluppati e che emergono anche dai movimenti di grandi masse di persone.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal punto di vista della capacit\u00e0 di programmazione delle politiche migratorie ci dice anche che non vi sono limiti assoluti di capacit\u00e0 di accoglienza e integrazione; essi sono piuttosto relativi alla dimensione economica e alla necessit\u00e0\/capacit\u00e0 di pianificazione centrale e burocratica di accoglienza e integrazione a capo di ogni sistema-paese, una funzione e una scelta eminentemente politica. Per l\u2019Italia c\u2019\u00e8 molta materia da approfondire.<\/p>\n<p align=\"justify\">La capacit\u00e0 della Germania di programmare fin dalla fine del secolo scorso la quantit\u00e0 di ingressi che abbiamo osservato (che implicano tutta una serie di importanti misure di integrazione ad ogni livello: linguistica, scolastica, sociale, formativa e lavorativa), l\u2019intenzione di proseguire e di perfezionare questo modello anche per i decenni a venire \u2013 come preannuncia l\u2019approntamento di nuove leggi \u2013 confermano, se ce ne fosse bisogno, che le immigrazioni costituiscono un fattore strategico centrale per ogni paese che miri a mantenere o a conquistare una sovranit\u00e0 sul proprio futuro e a non cadere nella spirale della riduzione di popolazione con ci\u00f2 che ne consegue.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le attuali dinamiche demografiche e l\u2019ingresso in un imbuto di crisi sovrapposte a diversi livelli suggeriscono l\u2019opportunit\u00e0 che questa ricerca di futuro con cui ogni paese \u00e8 costretto a confrontarsi sia misurata e negoziata con chi ci sta intorno, cio\u00e8 cooperativa. E che non dovrebbe essere devoluta a soggetti esterni. Vi sono scelte e responsabilit\u00e0 da esercitare, cambiamenti strutturali da operare a partire dall\u2019orientamento della spesa pubblica e dell\u2019acquisizione delle risorse necessarie (per contenere l\u2019emigrazione e incentivare l\u2019immigrazione), quindi del sistema fiscale e di tassazione: se l\u2019investimento sulle persone \u00e8 strategico c\u2019\u00e8 bisogno di una rivoluzione nel modo di pensare il reperimento e l\u2019allocazione delle risorse. E anche di un altro modello di impresa privata che condivida prospettive che riguardano l\u2019intera societ\u00e0 non la massimizzazione del profitto a breve termine. L\u2019orientamento dogmatico all\u2019export dei sistemi produttivi, ad esempio, andrebbe mitigato e conciliato con la necessit\u00e0 di crescita del mercato interno, cosa che costituisce tra l\u2019altro un\u2019opportunit\u00e0 anticiclica nelle fasi pi\u00f9 turbolente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allo stesso tempo, rispetto al contesto comunitario, si imporrebbe una riconsiderazione delle politiche di coesione territoriale: una UE in balia dei liberi movimenti di capitale con annessa piena devoluzione al mercato della sua capacit\u00e0 di programmazione non sembra avere futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Rodolfo Ricci (Fiei), <\/i><i>Agosto 2023<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>NOTE<\/strong>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> \u2013 <i>Gli Italiani in Germania: ancora un Reservarmee per il mercato del lavoro tedesco?<\/i> (Edith Pichler) \u2013 URL: https:\/\/www.neodemos.info\/2017\/07\/11\/gli-italiani-in-germania-ancora-un-reservarmee-per-il-mercato-del-lavoro-tedesco\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> \u2013 Sulle conseguenze demografiche nei paesi dell\u2019est Europa e dei Balcani dei flussi emigratori post 1989 si rimanda all\u2019importante Dossier <i>\u201cUno sconvolgimento demografico in Europa\u201d<\/i> \u2013 Le Monde diplomatique\/Il Manifesto del 18 giugno 2018, pp. 11-16 \u2013 (Philippe Descamps, Jean-Arnault D\u00e9rens e Laurent Geslin, Corentin L\u00e9otard e Ludovic Lepeltier-Kutasi, Rachel Knabel, Claude Aubert)<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> \u2013 I dati qui forniti sono nostre rielaborazioni delle serie storiche 2000-2021 dello Statistisches Bundesamt di Wiesbaden (Destatis) acquisiti nel maggio 2023 (Vedi Tabella 8 in Appendice).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=802#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> \u2013 <i>La Germania vuole diventare attrattiva. La nuova legge sulla immigrazione e il disegno di legge sulla cit<\/i><i>t<\/i><i>adinanza<\/i> (Edith Pichler) \u2013 URL: https:\/\/www.neodemos.info\/2023\/06\/23\/la-germania-vuole-diventare-attrattiva-la-nuova-legge-sulla-immigrazione-e-il-disegno-di-legge-sulla-cittadinanza\/<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/fiei.it\/?p=802<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Rodolfo Ricci (FIEI) La Germania \u00e8 da oltre un secolo uno dei pi\u00f9 grandi \u201cpaesi di immigrazione\u201d; per lungo tempo i vari governi rifiutarono <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43069\" title=\"Le migrazioni in Europa: l\u2019unicit\u00e0 del caso tedesco (II\u00b0 Parte)\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":42099,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[409,499,16,18,28,31,129,20,17,40],"tags":[23,32,34,58],"class_list":["post-43069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studi-e-ricerche","category-invio","category-associazionismo","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione","category-immigrazione","category-b-europa","category-politica","category-economia","category-rete-fiei","tag-emigrazione-italiana","tag-immigrazione","tag-nuova-emigrazione","tag-germania"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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