{"id":42666,"date":"2023-07-29T11:28:57","date_gmt":"2023-07-29T11:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42666"},"modified":"2023-07-29T14:27:10","modified_gmt":"2023-07-29T14:27:10","slug":"n30-29-luglio-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42666","title":{"rendered":"n\u00b030 \u2013 29\/7\/23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca(PD)*:la senatrice La Marca incontra l\u2019ambasciatore dominicano in Italia.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Alfiero Grandi *:&#8221;L&#8217;ingannevole unit\u00e0 del governo&#8221;. (su autonomia differenziata e presidenzialismo) .<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Andrea Biondo*: Riforma del canone Rai: presto incluso nella bolletta del cellulare?<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Evasione fiscale in Italia: la classifica delle tasse non pagate<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Il governo risponde alle interrogazioni solo quando non pu\u00f2 farne a meno(*)<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Luca Zorloni*: Il braccio di ferro per la legge europea sull&#8217;intelligenza artificiale<\/strong><br \/>\n<strong>Ai negoziati per l&#8217;approvazione finale dell&#8217;Ai Act Parlamento e Consiglio europeo si scontrano su tutela dei diritti fondamentali, test degli algoritmi e divieti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca(PD)*:LA SENATRICE LA MARCA INCONTRA L\u2019AMBASCIATORE DOMINICANO IN ITALIA<br \/>\nSi \u00e8 tenuto gioved\u00ec 27 luglio presso l\u2019Ambasciata della Repubblica Dominicana in Italia, un incontro tra la Senatrice Francesca La Marca e l\u2019Ambasciatore dominicano in Italia, Tony Raful Tejada.<br \/>\n\u00abRingrazio l\u2019Ambasciatore e i suoi consiglieri per avermi accolta presso l\u2019ambasciata dominicana a Roma. \u00c8 stato un incontro proficuo che ci ha visto scambiare alcune idee su questioni che stanno a cuore alla comunit\u00e0 italiana presente in Repubblica Dominicana, che conta oltre 10.000 iscritti AIRE e altri migliaia non iscritti, per non parlare dei tantissimi turisti italiani che scelgono la Repubblica Dominicana come meta caraibica preferita. \u00bb ha dichiarato la senatrice La Marca.<br \/>\nFra i vari argomenti trattati, si \u00e8 parlato anche di rapporti commerciali tra i due paesi che sono in piena espansione e che portano la Repubblica Dominicana ad essere il settimo mercato di sbocco in America Latina.<br \/>\n\u00ab Le relazioni bilaterali fra l\u2019Italia e la Repubblica Dominicana sono sempre state ottime e improntate alla piena collaborazione, soprattutto nei fori multilaterali, con numerosi casi di sostegno reciproco alle rispettive candidature internazionali. Ci\u00f2 si \u00e8 rispecchiato anche nei rapporti commerciali tra i due paesi che sono solidi e in piena crescita. Ho voluto discutere anche di tematiche di rilievo come il riconoscimento delle patenti di guida nei due Paesi, infatti ad oggi se un italiano o un dominicano si reca in uno dei due paesi non pu\u00f2 guidare con la propria patente se non per un periodo massimo di 6 mesi.\u00bb<br \/>\nInoltre, nel corso del 2023 Italia e Repubblica Dominicana hanno festeggiato 125 anni di relazione diplomatiche che hanno permesso di creare dei ponti fra i due paesi in diversi ambiti.<br \/>\n\u00ab I 125 anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi sono un bellissimo traguardo. Uno scambio reciproco in diversi ambienti storico, culturale e scientifico e che abbiamo discusso all\u2019incontro parlando dei gemellaggi in corso fra le varie universit\u00e0 italiane e dominicane. Ho voluto porre l\u2019accento anche sulla possibilit\u00e0 di un accordo in materia di sicurezza sociale, che attualmente non esiste, e che sta chiaramente a cuore ai migliaia di italiani lavoratori in Repubblica Dominicana ma anche agli oltre 30.000 dominicani che vivono e lavorano in Italia. \u00bb ha concluso la senatrice La Marca.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; Ripartizione Nord e Centro America\/Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 &#8211; Alfiero Grandi *:&#8221;L&#8217;INGANNEVOLE UNIT\u00c0 DEL GOVERNO&#8221;. (SU AUTONOMIA DIFFERENZIATA E PRESIDENZIALISMO) . A COSA SERVE LA FORZATURA IN SENATO DELLA MAGGIORANZA DI GIORGIA MELONI CHE HA APPROVATO UN \u2013 IMPREVISTO &#8211; ORDINE DEL GIORNO CHE RIPETE L&#8217;IMPEGNO SU AUTONOMIA DIFFERENZIATA E PRESIDENZIALISMO\/PREMIERATO ?<br \/>\nObiettivi gi\u00e0 presenti nell&#8217;accordo di maggioranza, ribaditi in modo approssimativo nell&#8217;odg senza chiarirne contenuti e tempi, basta pensare alla nebbia che avvolge il presidenzialismo\/premierato. L&#8217;obiettivo non pu\u00f2 che essere nascondere le difficolt\u00e0 della maggioranza che annaspa su entrambi i fronti.<br \/>\nAutonomia regionale differenziata. Sembrava acquisito che almeno i Livelli Essenziali di Prestazione sarebbero stati approvati prima di procedere con l&#8217;attribuzione di nuove funzioni (non materie) alle regioni richiedenti. Del resto lo hanno chiesto anche le regioni governate dalla destra, ma la realt\u00e0 dei conti si \u00e8 incaricata di smentire questa impostazione.<br \/>\nLe previsioni di finanziamento dei Lep variano da 60 a 100 miliardi di euro. Questi soldi non ci sono, salvo modificare radicalmente il bilancio dello Stato e lanciare, ad esempio, una forte campagna di lotta all&#8217;evasione fiscale, il cui risultato potrebbe contribuire a questo finanziamento, invece si vuole procedere con ulteriori condoni. Le dimissioni di autorevoli componenti dalla commissione Cassese per i Lep ha evidenziato la crisi dell&#8217;impostazione del Governo, perch\u00e8 il punto denunciato \u00e8 esattamente che senza individuazione delle risorse necessarie potrebbero ricevere nuove funzioni solo le regioni pi\u00f9 ricche.<br \/>\nSenza tenere conto delle modalit\u00e0 istituzionali prescelte da Calderoli che tagliano fuori il parlamento dalla definizione dei Lep, esaltano il patteggiamento tra Governo e Regione che di fatto metterebbe il parlamento di fronte al fatto compiuto, senza considerare i contraccolpi sulle altre regioni e sui comuni.<br \/>\nLa questione dei quattrini \u00e8 il nodo centrale, che solo la fuga solitaria delle regioni pi\u00f9 ricche potrebbe risolvere, con il contraccolpo di lacerare l&#8217;unit\u00e0 nazionale, lasciando le regioni meno ricche a bocca asciutta, senza le stesse funzioni funzioni n\u00e8 trasferite a loro, n\u00e9 in carico allo stato, quindi in attesa di futuri, improbabili tempi migliori.<br \/>\nChi si dichiara convintamente nazionalista fatica ad accettare l&#8217;idea di un&#8217;Italia divisa e balcanizzata, si rende conto che sarebbe un salto all&#8217;indietro, un ritorno agli staterelli preunitari. Europa pi\u00f9 unita e Italia pi\u00f9 divisa ? Difficile da accettare, per tanti.<br \/>\nPresidenzialismo o premier eletto direttamente ? Non si sa. Unica cosa certa \u00e8 che Meloni vorrebbe avere un&#8217;investitura popolare diretta, purtroppo per lei questa scelta porta alla necessit\u00e0 di cambiare parti decisive della Costituzione, compreso il ruolo del Presidente della Repubblica che non solo gode di grande consenso ma ha dimostrato di essere fattore di garanzia e stabilit\u00e0 nei momenti difficili.<br \/>\nIl dissenso da questa ipotesi di modifica istituzionale e costituzionale \u00e8 radicale, ma ancora c&#8217;\u00e8 il problema che ad oggi non si conosce la proposta del Governo, promessa per inizio estate.<br \/>\nChe senso ha approvare, con protervia di maggioranza, un ordine del giorno se non tentare di nascondere le proprie difficolt\u00e0 e contraddizioni sotto una pennellata di finta unit\u00e0 con un odg, in modo da andare in ferie, poi si vedr\u00e0.<br \/>\nLa novit\u00e0 \u00e8 che la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare &#8211; prima firma Massimo Villone &#8211; verr\u00e0 \u201cincardinata\u201d la settimana prossima in Commissione Affari Costituzionali del Senato, nominando il relatore e avviando il cammino parlamentare previsto dal regolamento del Senato. Entro novembre arriver\u00e0 in aula.<br \/>\n106.000 firme hanno dato una forte spinta alla proposta di legge, che non pu\u00f2 essere ignorata come in passato, che punta a cambiare gli articoli 116 e 117 della Costituzione, modificati in modo improvvido nel 2001 dal centro sinistra e che ora un largo schieramento riconosce debbono essere cambiati per bloccare Calderoli che prova ad usarli come un piede di porco per aiutare le pulsioni para separatiste dei presidenti di Veneto e Lombardia, l&#8217;Emilia sembra in una fase di riflessione. Il traguardo \u00e8 lontano.<br \/>\nLa novit\u00e0 \u00e8 che il cammino previsto da Calderoli si sta rivelando pieno di ostacoli imprevisti e sempre pi\u00f9 persone e organizzazioni &#8211; perfino Confindustria &#8211; si rendono conto dei pericoli della proposta leghista, quindi cresce l&#8217;opposizione.<br \/>\nGiorgia Meloni ha appoggiato (doveva evitarlo da Presidente del Consiglio) in Spagna le forze che sono contro ogni forma di autonomia ma in Italia appoggia le pulsioni para-secessioniste che puntano alla secessione dei ricchi (Viesti).<br \/>\nQuesto \u00e8 il prezzo che la maggioranza paga per ottenere una modifica della Costituzione pi\u00f9 o meno presidenzialista che probabilmente non vedrebbe la luce prima della fine di questa legislatura, durante la quale potrebbero evaporare i poteri che Giorgia Meloni vorrebbe accentrare nelle sue mani.<br \/>\n(Fonte: Il Manifesto- A. Grandi. \u00e8 un politico e sindacalista italiano. Deputato della Repubblica Italiana. Durata mandato, 2001 )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 &#8211; Andrea Biondo*: RIFORMA DEL CANONE RAI: PRESTO INCLUSO NELLA BOLLETTA DEL CELLULARE? IL PAGAMENTO DELLA FAMOSA TASSA TELEVISIVA POTREBBE PRESTO ESSERE MODIFICATO DAL GOVERNO IN MODO DA ESTENDERLO A PI\u00d9 CITTADINI.<\/p>\n<p>Una riforma del canone Rai \u00e8 sicuramente in arrivo: il governo la vuole fortemente. La direzione in cui muter\u00e0, per\u00f2, non \u00e8 ancora stata definita. Una delle ipotesi che il ministro dell\u2019Economia Giorgetti sta valutando, infatti, \u00e8 quella di accorpare la tassa utile a finanziare la radiotelevisione pubblica italiana alla bolletta del cellulare.<br \/>\nQuando si ricaricher\u00e0 il credito del proprio telefono, quindi, verranno scalati anche i soldi del canone. La Lega, partito di appartenenza di Giorgetti, aveva promesso di abolire o azzerare la tassa nel giro di cinque anni ma ora tutto sembra proseguire spedito verso una sua rivoluzione.<br \/>\nLe parole di Giorgetti<br \/>\n\u201cL\u2019ipotesi \u2013 aveva detto Giorgetti \u2013 potrebbe essere scorporare dal pagamento del canone una quota relativa agli investimenti sostenuti dalla Rai, a sostegno per esempio della capacit\u00e0 trasmissiva\u201c. Una somma di circa 300 milioni l\u2019anno che potrebbe contribuire a ridurre il costo pro capite della tassa.<br \/>\n\u201cNel medio periodo va aperta una riflessione sul pagamento del canone, attualmente legato al presunto possesso di un apparecchio televisivo \u2013 spiega il ministro dell\u2019Economia \u2013. Ma le nuove modalit\u00e0 di sviluppo e di fruizione, come dimostra Raiplay, consentono di fruire dei contenuti Rai usando vari device\u201c.<br \/>\n\u201cQualora il presupposto diventasse il possesso di un\u2019utenza telefonica mobile \u2013 ha concluso Giorgetti \u2013 si avrebbe un aumento della platea e quindi una riduzione del costo pro capite del canone. Oggi sono 21 milioni i cittadini che lo pagano, mentre le utenze telefoniche attive sono 107 milioni<br \/>\n*(Fonte: News Mondo &#8211; Andrea Biondi. Vice caposervizio al Sole 24 Ore e da gennaio 2013 si occupo principalmente di Tlc e Industria dei media con scrittura articoli, inchieste giornalistiche)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; EVASIONE FISCALE IN ITALIA: LA CLASSIFICA DELLE TASSE NON PAGATE(*)<br \/>\nIRPEF, IVA MA ANCHE IMU E CANONE RAI: ECCO QUALI SONO LE TASSE PI\u00d9 EVASE IN ITALIA SECONDO IL MEF, TRA QUALI CONTRIBUENTI E QUALI ZONE DELLA PENISOLA.<br \/>\nL\u2019evasione fiscale in Italia coinvolge quasi tutti i settori e i territori, un fenomeno che appare in calo solo se si tiene conto del versamento dell\u2019IVA, mentre risulta in aumento analizzando l\u2019IRPEF sui redditi da lavoro autonomo.<br \/>\nA fornire cifre precise e aggiornate \u00e8 la Relazione sull\u2019economia non osservata e sull\u2019evasione fiscale e contributiva 2022 pubblicata dal MEF.<br \/>\nL\u2019evasione in Italia \u00e8 oggi pari a 1.672 euro pro-capite, un quinto degli evasori fiscali dichiara i propri redditi ma poi non versa le tasse, mentre dipendenti e pensionati sono i pi\u00f9 ligi dal momento che sono tassati alla fonte. Fanno peggio di autonomi, che evadono soprattutto l\u2019IRPEF.<br \/>\nMa a trionfare \u00e8 sempre l\u2019IVA, con un buco da 25 miliardi pari ad 1\/5 dell\u2019intero mancato gettito dell\u2019Unione Europea (93 miliardi).<br \/>\nE poi ci sono i debitori cronici: sono 7 milioni i contribuenti che ogni anno ricevono una nuova cartella esattoriale senza aver ancora pagato le precedenti.<br \/>\nQUALI SONO LE TASSE PI\u00d9 EVASE<br \/>\nOltre ad IVA e IRPEF, il rapporto mostra come a crescere sia soprattutto l\u2019evasione contributiva (12,7 miliardi di contributi previdenziali in un anno, a danno dei lavoratori), che riguarda complessivamente 3 milioni e 586 mila unit\u00e0 di lavoro a tempo pieno.<br \/>\nIl mancato versamento delle tasse riguarda anche l\u2019IMU e il canone RAI, sebbene venga applicato direttamente in bolletta.<br \/>\nEVASIONE: CRESCE AL SUD E TRA GLI AUTONOMI<br \/>\nStando ai dati, a evadere l\u2019IRPF \u00e8 il 70% degli autonomi per quanto concerne l\u2019IRPEF (per 32,5 miliardi). Dal punto di vista della distribuzione territoriale, il documento segnala alcune disparit\u00e0 tra le varie zone della Penisola: L\u2019incidenza dell\u2019economia non osservata \u00e8 molto alta nel Mezzogiorno, dove rappresenta il 18,2% del complesso del valore aggiunto, seguita dal Centro dove il peso si attesta al 13,0%.<br \/>\nPi\u00f9 contenute, e inferiori alla media nazionale, sono le quote raggiunte nel Nord-est e nel Nord-ovest, pari rispettivamente al 10,4% e 10,0%.<br \/>\n*(Fonte: PMI.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; IL GOVERNO RISPONDE ALLE INTERROGAZIONI SOLO QUANDO NON PU\u00d2 FARNE A MENO(*)<br \/>\nGOVERNO E PARLAMENTO<br \/>\nL\u2019attuale esecutivo fa registrare il dato pi\u00f9 alto delle ultime legislature per quanto riguarda la risposte agli atti di sindacato ispettivo presentati dal parlamento. Se per\u00f2 escludiamo le interpellanze urgenti e le interrogazioni a risposta immediata lo scenario muta notevolmente.<br \/>\n\u2022 Il governo Meloni ha risposto al 34,2% degli atti di sindacato ispettivo presentati dal parlamento. \u00c8 il dato pi\u00f9 alto considerando gli esecutivi delle ultime 3 legislature.<br \/>\n\u2022 Considerando esclusivamente gli atti che non comportano una risposta immediata per\u00f2 l&#8217;attuale esecutivo scivola all&#8217;ultimo posto (14%).<br \/>\n\u2022 Gli atti ispettivi non urgenti presentati dall&#8217;inizio della legislatura sono 1.867. Il governo ha risposto a 261. Tra i ministeri pi\u00f9 &#8220;efficienti&#8221; giustizia, famiglie ed esteri.<br \/>\n\u2022 Ci sono 4 ministeri, tra cui quello dell&#8217;economia, che non hanno risposto a nessun atto ispettivo non urgente.<br \/>\nDiscutere e approvare le leggi \u00e8 \u2013 almeno sulla carta \u2013 la principale attivit\u00e0 del parlamento. Ma la produzione normativa non \u00e8 l\u2019unica prerogativa delle camere. Tra le funzioni non legislative svolte da deputati e senatori rientra infatti anche la presentazione dei cosiddetti atti di sindacato ispettivo. Come interrogazioni e interpellanze, che servono a indagare l\u2019operato del governo.<br \/>\nL\u2019esecutivo infatti deve sempre rendere conto al parlamento del proprio operato, in virt\u00f9 del rapporto fiduciario che lo lega a quest\u2019ultimo e senza il quale sarebbe costretto alle dimissioni. Questi atti hanno un importante valore politico, dato che permettono ai parlamentari di portare all\u2019attenzione del governo ma anche dell\u2019opinione pubblica fatti ritenuti importanti, anche per il proprio elettorato.<br \/>\nNel corso del loro mandato, deputati e senatori presentano moltissimi atti di questo tipo. Con la conseguenza che spesso i governi non riescono a dare seguito a tutte le richieste di chiarimento. Considerando complessivamente tutti i tipi di atti ispettivi possiamo osservare che l\u2019attuale esecutivo presenta il tasso di risposta pi\u00f9 alto tra quelli delle ultime 3 legislature. In netto aumento, peraltro, rispetto all\u2019ultima volta che ci siamo occupati di questo tema.<br \/>\nTorna su<br \/>\n34,2% le risposte fornite dal governo Meloni agli atti di sindacato ispettivo del parlamento.<br \/>\nOltre al fatto che si tratta comunque di un valore relativamente basso, tale indicatore deve essere interpretato. Infatti la situazione cambia molto se dal conteggio escludiamo le interpellanze urgenti e le interrogazioni a risposta immediata. Quelle situazioni cio\u00e8 in cui l\u2019esecutivo non pu\u00f2 sottrarsi dal rendere conto del proprio operato. Se analizziamo le risposte ad atti ispettivi non urgenti infatti il governo Meloni scivola agli ultimi posti nel confronto con i suoi predecessori.<br \/>\nLe risposte degli esecutivi alle domande del parlamento<br \/>\nNegli ultimi anni ci siamo abituati a vedere esponenti del governo presentarsi alle camere per rendere comunicazioni e informative. Si tratta di atti dovuti da parte del governo che si svolgono in particolari occasioni. Solo per fare un esempio, lo scorso 5 luglio la ministra per il turismo Daniela Santanch\u00e9 si \u00e8 recata in aula per chiarire la sua posizione a seguito del servizio della trasmissione tv \u201cReport\u201d che la riguardava.<br \/>\n32 le comunicazioni, informative e relazioni rese dal governo Meloni alle camere dal suo insediamento.<br \/>\nSi tratta per\u00f2 di un numero estremamente limitato di interventi rispetto a tutti gli atti di sindacato ispettivo presentati dal parlamento. Camera e senato infatti hanno a disposizione diversi strumenti che, in teoria, dovrebbero servire per ottenere informazioni dal governo su fatti di particolare interesse pubblico. Si tratta delle interrogazioni e delle interpellanze. Questi atti possono essere suddivisi in ulteriori categorie. Ci sono quelli a risposta scritta, quelli a risposta orale, quelli presentati e svolti in commissione e quelli svolti invece in assemblea. Ci sono poi quelli che prevedono un\u2019interlocuzione diretta tra governo e parlamento (come le interrogazioni a risposta immediata e le interpellanze urgenti) e altri invece in cui la replica dell\u2019esecutivo pu\u00f2 essere differita nel tempo (come le interrogazioni a risposta scritta).<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019attuale esecutivo, gli atti di sindacato ispettivo prodotti fino al 31 maggio sono stati 2.478 di cui 848 hanno ricevuto una risposta. Come abbiamo gi\u00e0 anticipato questo dato rappresenta il valore pi\u00f9 elevato nel confronto fra i governi delle ultime 3 legislature, anche se le differenze tra un esecutivo e l\u2019altro non sono particolarmente marcate. Il governo Renzi infatti aveva risposto al 33,2% degli atti ispettivi, il governo Conte I al 33%, il governo Draghi al 32,9%.<br \/>\nIl governo Meloni ha risposto al 34% degli atti ispettivi presentati<br \/>\nLe risposte dei governi agli atti di sindacato ispettivo presentati dal parlamento (2013-2023)<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nLa percentuale riportata nel primo grafico tiene conto delle risposte fornite a tutte le tipologie di atto di sindacato ispettivo possibili. Nella seconda rappresentazione invece sono riportati i dati disaggregati. In questo caso sono stati esclusi i dati relativi agli atti a risposta immediata e alle interpellanze urgenti perch\u00e9, prevedendo una risposta istantanea, l\u2019esecutivo non pu\u00f2 sottrarsi al confronto. Di conseguenza questi atti fanno registrare un tasso di risposta sempre superiore al 90%.<br \/>\nIl dato relativamente elevato del governo Meloni \u00e8 dovuto al fatto che sono stati presentati finora pochi atti che non prevedano una risposta immediata. Se infatti consideriamo esclusivamente le interrogazioni a risposta orale e scritta, quelle a risposta in commissione e le interpellanze non urgenti possiamo osservare che gli atti ispettivi sottoposti all\u2019attuale governo sono stati solamente 1.867. Ovviamente su questa differenza influisce il fatto che il governo Meloni \u00e8 in carica solamente da 8 mesi. Peraltro considerando il tasso di risposta a questo tipo di interrogazioni l\u2019attuale esecutivo scivola all\u2019ultimo posto (14% circa). Mentre i valori pi\u00f9 alti sono dei governi Renzi (21,9%), Letta (18,9%) e Gentiloni (17,7%).<br \/>\nInterrogazioni a risposta immediata e interpellanze urgenti sembrano essere l\u2019unico modo per i parlamentari per farsi rispondere dal governo.<br \/>\nIl fatto che gli atti a risposta non immediata rappresentino generalmente la maggioranza di quelli presentati ha diverse spiegazioni. Innanzitutto non c\u2019\u00e8 un limite massimo di questioni che un parlamentare pu\u00f2 sottoporre al governo e non ci sono tempi contingentati, come avviene invece ad esempio per i cosiddetti question time in cui l\u2019esecutivo risponde immediatamente ma a pochi quesiti. Il tasso di risposta in questi casi infatti \u00e8 sempre superiore al 90%. Sottoponendo al governo atti non urgenti quindi, in teoria, potrebbero esserci maggiori possibilit\u00e0 per i singoli parlamentari di ottenere una risposta al proprio quesito anche se magari pi\u00f9 avanti nel tempo. Il rovescio della medaglia per\u00f2 \u00e8 che il grande numero di atti presentati fa s\u00ec che l\u2019esecutivo non riesca replicare a tutti. Anzi, solitamente il tasso di risposta in questi casi risulta essere molto basso.<br \/>\nDisaggregando i dati in base al tipo di atto di sindacato ispettivo, possiamo osservare che l\u2019attuale esecutivo si trova all\u2019ultimo posto per quanto riguarda le risposte a interrogazioni a risposta in commissione (11,5%). Al penultimo posto per quanto riguarda le interpellanze non urgenti (4,2%). Al terzultimo relativamente alle interrogazioni a risposta orale (19,1%) e quelle a risposta scritta (15,1%). Queste ultime sono di gran lunga l\u2019atto di sindacato ispettivo pi\u00f9 utilizzato.<\/p>\n<p>LE RISPOSTE DEI MINISTRI DEL GOVERNO MELONI<br \/>\nPer valutare compiutamente la capacit\u00e0 di risposta dell\u2019attuale governo \u00e8 quindi molto interessante concentrarsi sugli atti di sindacato ispettivo a risposta non immediata. Non solo perch\u00e9 questi rappresentano la stragrande maggioranza ma anche perch\u00e9 vi \u00e8 una significativa componente di volont\u00e0 politica nella scelta di rendere conto del proprio operato o meno.<br \/>\nComplessivamente il governo Meloni ha risposto a 261 atti di sindacato ispettivo che non prevedessero una risposta immediata sui 1.867 presentati in totale. In valori assoluti il ministero maggiormente \u201cattenzionato\u201d \u00e8 quello dell\u2019interno con 244 atti ispettivi presentati. Seguono il ministero dell\u2019ambiente (208) e quello della salute (177). Il maggior numero di risposte, sempre in termini assoluti, \u00e8 stato fornito dal ministero della giustizia (91). Seguono quello dell\u2019ambiente (31) e quello degli esteri (25).<\/p>\n<p>QUATTRO MINISTERI DEL GOVERNO MELONI NON HANNO MAI RISPOSTO AD ATTI ISPETTIVI NON URGENTI<br \/>\nIl dettaglio delle risposte agli atti di sindacato ispettivo a risposta non immediata del governo Meloni, ministero per ministero<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nNel grafico sono conteggiati solamente gli atti di sindacato ispettivo con risposta non immediata. Ci\u00f2 perch\u00e9 in questi casi l\u2019esecutivo non pu\u00f2 sottrarsi al confronto, di conseguenza questi atti fanno registrare un tasso di risposta sempre superiore al 90%. Nel grafico non sono rappresentati i dati relativi al ministro per i rapporti con il parlamento e quella per le riforme perch\u00e9 a loro non sono stati sottoposti atti rientranti nelle categorie oggetto dell\u2019analisi.<br \/>\nIl ministero della giustizia si conferma al primo posto considerando anche il tasso di risposte fornite rispetto agli atti ispettivi sottoposti ed \u00e8 anche l\u2019unico a riportare un dato superiore al 50% (54,5%). Seguono il ministero della famiglia (36,4%) e quello degli esteri (36,2%). Da notare che 4 ministeri non hanno fornito nessuna risposta dall\u2019inizio della legislatura. Si tratta dei dicasteri dell\u2019economia (139 atti di sindacato ispettivo presentati), della pubblica amministrazione (26), dello sport (16) e degli affari regionali (7).<br \/>\n*( FONTE: elaborazione open polis su dati camera dei deputati &#8211; ultimo aggiornamento: mercoled\u00ec 31 Maggio 2023)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; Luca Zorloni*: IL BRACCIO DI FERRO PER LA LEGGE EUROPEA SULL&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE &#8211; AI NEGOZIATI PER L&#8217;APPROVAZIONE FINALE DELL&#8217;AI ACT PARLAMENTO E CONSIGLIO EUROPEO SI SCONTRANO SU TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI, TEST DEGLI ALGORITMI E DIVIETI. MA IL TEMPO STRINGE<\/p>\n<p>RICONOSCIMENTO FACCIALE<br \/>\nIl primo round dei negoziati per l&#8217;approvazione finale dell&#8217;Ai Act, il pacchetto di regole europee sull&#8217;intelligenza artificiale, \u00e8 andato. E gi\u00e0 sono emerse alcune fratture. Specie tra Consiglio e Parlamento europeo. Il primo, voce dei 27 Stati dell&#8217;Unione, accarezza l&#8217;idea di usare l&#8217;intelligenza artificiale per un maggior controllo della societ\u00e0, come gi\u00e0 fatto in passato per altri strumenti digitali, dalle grandi banche dati di identit\u00e0 all&#8217;uso di droni e tecnologie alle frontiere. Il Parlamento, invece, sull&#8217;Ai Act ha alzato, fin dove il compromesso tra le parti politiche lo ha concesso, l&#8217;asticella del rigore. Mettendo al bando, per esempio, il riconoscimento facciale o l&#8217;uso di algoritmi di polizia predittiva.<\/p>\n<p>I punti di scontro:<br \/>\n\u2022 La valutazione dei diritti fondamentali<br \/>\n\u2022 Sandbox e test degli algoritmi<br \/>\n\u2022 I divieti dell&#8217;Ai<br \/>\n\u2022 Riconoscimento facciale<\/p>\n<p>L&#8217;Unione europea \u00e8 sempre pi\u00f9 vicina a una legge sull&#8217;intelligenza artificiale<br \/>\nIl Parlamento approva il regolamento Ai act e adotta un blocco contro la sorveglianza biometrica. Ora si passa ai negoziati con Commissione e Stati<br \/>\nLa valutazione dei diritti fondamentali<br \/>\nCom&#8217;era inevitabile, ora che dalle proposte di Commissione, Consiglio e Parlamento occorre tirare fuori una sintesi, le posizioni degli ultimi due cozzano. Al primo incontro del trilogo (la trattativa a tre), in programma il 18 luglio, la discussione dell&#8217;Ai Act \u00e8 finita in un muro contro muro quando si \u00e8 arrivati al dibattito sulla valutazione sui diritti fondamentali. Il Parlamento lo vuole. Il Consiglio no. E per ora i negoziati sul punto sono in stallo.<br \/>\nIl nodo del contendere, la valutazione sui diritti fondamentali (fundamental rights assessment) consiste nel \u201cverificare l&#8217;impatto su contesti concreti dei sistemi e prevenire ulteriormente dei rischi\u201d, spiega a Wired Brando Benifei, capodelegazione del Partito democratico al Parlamento europeo e relatore dell&#8217;Ai Act. E aggiunge: \u201cL&#8217;obiettivo della certificazione di conformit\u00e0, che sta al cuore del regolamento, e di questa valutazione di impatto rivolta agli utilizzatori \u00e8 costruire fiducia e ridurre i rischi\u201d. Per questo l&#8217;europarlamentare annuncia che non intendono rinunciarvi: \u201cSi tratta di un procedura essenziale, possiamo discutere su come migliorarla e renderla pi\u00f9 utile\u201d. Di diverso avviso il Consiglio, che al trilogo ha bollato la misura come troppo impegnativa per chi utilizza l&#8217;intelligenza artificiale e un costo per le aziende. Spingendo per depennarla dal testo finale.<br \/>\nAltro punto delicato riguarda i test dell&#8217;intelligenza artificiale. L&#8217;Ai Act prevede il ricorso alle sandbox. Quindi ambienti sicuri entro cui sperimentare le applicazioni degli algoritmi con deroghe al rispetto di tutte le regole del settore, in modo da non rallentare innovazione e ricerca. Il modello della sandbox \u00e8 gi\u00e0 in uso in molti settori della tecnologia, come il fintech. E fin qui c&#8217;\u00e8 concordia tra le parti. Al trilogo, tuttavia, Consiglio e Parlamento si sono scontrati su due proposte collaterali.<br \/>\nLa prima \u00e8 la possibilit\u00e0 di fare test nel mondo reale, uscendo dal perimetro della sandbox. A proporla i governi seduti in Consiglio, che ha trovato un \u201cParlamento prudente\u201d, dice Benifei, perch\u00e9 \u201cc&#8217;\u00e8 il rischio di violare i diritti delle persone. Se ne pu\u00f2 parlare solo con molte salvaguardie\u201d. Secondo punto \u00e8 adottare le sandbox in tutti gli Stati dell&#8217;Unione, senza disparit\u00e0. La cancellerie, al contrario, vorrebbero mano libera. Il rischio, per\u00f2, \u00e8 di muoversi in ordine sparso, creando \u201csquilibri competitivi\u201d, dice Benifei.<br \/>\nI DIVIETI DELL&#8217;AI<br \/>\nSe sulle sandbox trovare una mediazione sar\u00e0 possibile, pi\u00f9 duro appare lo scontro sui divieti, oggetto del prossimo trilogo a ottobre. Perch\u00e9 gli Stati spingono per usare l&#8217;intelligenza artificiale per meccanismi di sicurezza e di controllo, per l&#8217;identificazione biometrica negli spazi pubblici, per forme di polizia predittiva. \u201c\u00c8 un&#8217;idea di sicurezza sbagliata e falsa, per nulla utile a contrastare la criminalit\u00e0 e i problemi sociali e non suffragata dai dati &#8211; dice Benifei -. Siamo disponibili a ragionare ma non ad arretrare sul principio\u201d. Peraltro proprio in Parlamento il Partito popolare europeo aveva cercato di proporre emendamenti per annacquare i divieti, poi bocciati. Sono comunque rimaste escluse dalle tutele del pacchetto le persone migranti, che organizzazioni non governative e associazioni per i diritti umani premono perch\u00e9 siano inserite nella versione del trilogo, nonostante il chiaro ostacolo del Consiglio.<br \/>\nLa scommessa dell&#8217;Ai Act \u00e8 ambiziosa. L&#8217;Unione europea vuole dotarsi per prima al mondo di un pacchetto di regole che fissi uno standard mondiale nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale, come \u00e8 stato con il Gdpr in campo privacy, e incanali innovazioni sotto gli occhi di tutti. Al tempo stesso, Bruxelles deve definire paletti di un&#8217;industria in cui non brilla, anzi, evitare di tagliare fuori i 27 dai benefici del settore, cos\u00ec come non ritrovarsi a consegnare agli Stati un potere sproporzionato. La tentazione di usare l&#8217;Ai per la sorveglianza \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo, anche nella democraticissima Europa, come dimostra la scelta della Francia di installare a Parigi telecamere con riconoscimento facciale in occasione delle prossime Olimpiadi.<br \/>\nNemico dei negoziati \u00e8 il tempo. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 giungere entro fine anno a una versione finale dell&#8217;Ai Act, in modo da avviare con il 2024 la messa a terra. Sono in particolare Commissione e Consiglio a premere sull&#8217;acceleratore. \u201cCi vorr\u00e0 maggiore flessibilit\u00e0 da parte del Consiglio &#8211; avverte Benifei -. Anzich\u00e9 approvare un compromesso troppo sbilanciato, noi preferiamo prendere un mese o due in pi\u00f9 e non ci facciamo schiacciare dalla fretta\u201d. Certo, la sabbia nella clessidra scorre anche per gli europarlamentari: a giugno 2024 si vota per la nuova legislatura.<br \/>\n*(Fonte: Wired. Luca Zurloni. \u00c8 responsabile delle sezioni economia e internet di Wired. Si occupa di telecomunicazioni, ambiente, Cina, sicurezza informatica, privacy, politiche europee)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca(PD)*:la senatrice La Marca incontra l\u2019ambasciatore dominicano in Italia. 02 &#8211; Alfiero Grandi *:&#8221;L&#8217;ingannevole unit\u00e0 del governo&#8221;. (su autonomia differenziata <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42666\" title=\"n\u00b030 \u2013 29\/7\/23 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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