{"id":42621,"date":"2023-07-22T14:03:14","date_gmt":"2023-07-22T14:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42621"},"modified":"2023-07-22T14:32:00","modified_gmt":"2023-07-22T14:32:00","slug":"n29-22-luglio-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42621","title":{"rendered":"n\u00b029 \u2013 22\/07\/2023 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Crescono i profitti, i salari no: si chiama \u00abinflazione da avidit\u00e0\u00bb Dopo il Covid, il caro-prezzi: alle origini della policrisi capitalistica e delle lotte per i salari e i contratti nei trasporti, e non solo.<br \/>\n02 &#8211; Car\u00e8(Pd): pronti disegni di legge che disciplinano settori inesplorati. Cyber security;<br \/>\n03 &#8211; Le procedure di infrazione costano all\u2019Italia oltre 800 milioni di euro Governo e parlamento<br \/>\nIl tema delle infrazioni al diritto europeo raramente occupa spazio nel dibattito pubblico.<br \/>\n04 Andrea Biondo*: Santanch\u00e8: il ministro \u00e8 ufficialmente sotto inchiesta. La politica aveva giurato in Parlamento di non aver ricevuto alcuna notifica riguardo alle indagini nei suoi confronti.<br \/>\n05 \u2013 Andrea Biondo*: Fratelli d\u2019Italia perde consensi: a chi stanno andando le preferenze?<br \/>\nIl partito di Giorgia Meloni \u00e8 sceso al di sotto del 30%, registrato qualche settimana fa, ma la fiducia nei confronti della premier rimane<br \/>\n06 &#8211; Matteo Garavoglia*: TUNISIA, le violenze non finiscono. Protestano le ong.. Almeno 600 subsahariani ancora abbandonati nel deserto.<br \/>\n07 &#8211; Riccardo Noury *: Meloni-Ue-Saied: un accordo nel disprezzo dei diritti umani.<br \/>\n08 &#8211; Federica Lavarini*: Il carcere di Guant\u00e1namo \u00e8 un buco nero ormai dimenticato.<br \/>\n09 &#8211; Mario Boffo e Alfiero Grandi*: Cessate-il-fuoco e diplomazia pi\u00f9 che mai.<br \/>\n10 \u2013 Claudia Grisanti*: Le notizie di scienza della settimana<br \/>\n11 &#8211; Laura Carrer *: La nuova vita delle lingue indigene africane. Sono 7100 le lingue parlate nel mondo.<br \/>\n12 &#8211; Micaela Bongi*: Il coro stonato dell\u2019opposizione PD. Perch\u00e9, invece di prendere sul serio il ruolo di opposizione al governo pi\u00f9 a destra della storia della repubblica, non prendersi a mazzate tra amici e compagni?<br \/>\n13 \u2013 Nel mondo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Roberto Ciccarelli*: CRESCONO I PROFITTI, I SALARI NO: SI CHIAMA \u00abINFLAZIONE DA AVIDIT\u00c0\u00bb DOPO IL COVID, IL CARO-PREZZI: ALLE ORIGINI DELLA POLICRISI CAPITALISTICA E DELLE LOTTE PER I SALARI E I CONTRATTI NEI TRASPORTI, E NON SOLO<\/strong>.<br \/>\nLa chiave per interpretare la fiammata degli scioperi estivi nei trasporti \u2013 e non solo in Italia \u2013 sta nella richiesta di aumentare i salari e rinnovare i contratti scaduti da anni. Richiesta sentita, e ancora presumibilmente al di sotto di un auspicabile quanto necessario livello di generalizzazione all\u2019intera societ\u00e0. E tuttavia \u00e8 una prima risposta all\u2019interno della cornice economico-politica post-covid segnata dall\u2019aumento colossale dei profitti e dal ristagno dei salari.<br \/>\nL\u2019inflazione che sta taglieggiando i salari, e spinge alcuni settori a mobilitarsi, \u00e8 dovuta ai profitti ed \u00e8 alimentata dal disallineamento tra prezzi crescenti e salari stagnanti. Lo ha ribadito una nota congiunturale diffusa ieri dalla Fisac Cgil. La chiamano, non a caso, \u00abinflazione da avidit\u00e0\u00bb (Greed Inflation). Una situazione che assume contorni drammatici nei paesi dove non esistono n\u00e9 misure di contenimento dei prezzi come la Spagna, n\u00e9 misure per incrementare i salari come la Francia. L\u2019Italia, soprattutto. Qui, si \u00e8 registrato il pi\u00f9 forte calo dei salari reali tra le principali economie Ocse (-7% alla fine del 2022) e la discesa \u00e8 proseguita nel primo trimestre del 2023 (-7,5% su base annua). Le previsioni prevedono un incremento dei salari nominali intorno al 3,6% per il 2023\/24, \u00abquindi ben al di sotto della dinamica inflattiva vista al 6,4% nel 2023 e al 3% nel 2024.<br \/>\nA peggiorare le cose, nell\u2019evidente tentativo di proteggere i profitti e punire doppiamente i lavoratori con i bassi salari e i mutui ancora aperti per i prossimi decenni, sono arrivati gli aumenti dei tassi di interesse decisi dalla Bce che \u201cnon stanno producendo gli effetti sul contenimento del costo della vita \u2013 sostiene Susy Esposito, segretaria della Fisac Cgil \u2013 Al contrario, le scelte di Francoforte, che hanno portato il tasso di rifinanziamento principale al 4% attuale dallo 0,5% in meno di un anno, e che gi\u00e0 a fine luglio potrebbe salire al 4,5%, sta gravando in maniera pesante su lavoratori e pensionati, e si riflette in un calo dei depositi\u201d.<br \/>\nUn puntuale commento sulla \u00abpresunta crescita dell\u2019economia italiana\u00bb di Andrea Fumagalli e Roberto Romano, pubblicato in un \u00abdiario della crisi\u00bb sui siti Effimera, Machina e El Salto, ha evidenziato come in Italia il rapporto tra reddito da lavoro e valore aggiunto (salario relativo) sia calato al 45,55% nel 2021 ed \u00e8 ancora diminuito nel 2022, contro il 53% della media europea, il 59% della Germania, il 58% della Francia, il 52% della Spagna e il 55% degli Stati Uniti. In altre parole l\u2019Italia \u00e8 tra i paesi europei dove si lavora di pi\u00f9 (nel 2023, 1694 ore all\u2019anno contro le 1341 della Germania e le 1511 della Francia) e si guadagna di meno. La crescita \u00e8 solo del lavoro povero. \u00c8 un modello sociale, produttivo e ideologico che il governo Meloni sta ampliando. Sarebbe uno scenario ideale per una lotta di classe. La si combattere pure, in maniera frammentaria e non uniforme.<br \/>\nAnche in Italia si sta consolidando un orientamento sulle risposte minime da fornire nella contingenza: veri rinnovi contrattuali (magari, senza facili entusiasmi come sulla scuola);controllo dei prezzi dei beni alimentari e energetici; tassazione degli extra profitti. Restano le divisioni. Ci vorrebbe la forza.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Roberto Ciccarelli \u00e8 filosofo e giornalista. Scrive per il manifesto. Tra i suoi libri, Forza lavoro. Il lato oscuro della rivoluzione digitale (2018), Immanenza. Filosofia, diritto e politica della vita tra il XIX e il XX secolo (2009).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Car\u00e8(Pd): PRONTI DISEGNI DI LEGGE CHE DISCIPLINANO SETTORI INESPLORATI. CYBER SECURITY;<\/strong><br \/>\n\u201cLA FORMAZIONE \u00c8 VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE E ASSUME RILEVANZA MAGGIORE QUANDO SI PARLA DI CYBER SECURITY, UNO SFORZO CULTURALE AL QUALE L\u2019ITALIA \u00c8 PRONTA E CHE PROPRIO NEL SETTORE DELLA SICUREZZA INFORMATICA E CIBERNETICA HA FORTI STRUMENTI PREVENTIVI E REPRESSIVI DI SICUREZZA NAZIONALE. In questo contesto mi sto impegnando a presentare disegni di legge volti a disciplinare i settori ancora inesplorati quali il territorio spaziale e la cyber security: la formazione specifica in materia sar\u00e0 sicuramente essenziale. La strategia di sviluppo \u00e8 identificabile solo con una crescita del capitale umano: come letto in un lavoro di Aspen Institute \u201cnon solo competenze al servizio del progresso economico, ma anche capacit\u00e0 di sentirsi parte di una comunit\u00e0 nazionale impegnata in un complesso \u2013 ma possibile \u2013 processo di rilancio\u201d. In una recente ricerca condotta dall\u2019Ispeg, Alessandro Parrotta, chiariva l\u2019importanza della formazione in tema di responsabilit\u00e0 degli enti ed allora, mutuando questa specificit\u00e0, anche in tema di sicurezza dati e cybersecurity, dobbiamo accogliere con positivit\u00e0 quanto la Fondazione riuscir\u00e0 a trasmettere alle nostre generazioni. Un Paese che non metta la cybersecurity al centro delle proprie politiche di trasformazione digitale \u00e8 quindi un Paese che mette a serio rischio la propria prosperit\u00e0 economica e la propria indipendenza. La capacit\u00e0 dello Stato di gestire i rischi cibernetici sta diventando ed \u00e8 una delle priorit\u00e0 strategiche per le amministrazioni pubbliche. Formare le nuove generazioni innescher\u00e0 un processo virtuoso in cui la classe dirigente e i tecnici del futuro avranno le competenze, il bagaglio culturale e le capacit\u00e0 operative necessarie per confrontarsi con le sfide tecnologiche e scientifiche che cambieranno le nostre vite nei prossimi decenni, sviluppando le necessarie iniziative necessarie per affrontare i continui cambiamenti e i relativi rischi che ci aspettano in futuro.\u201d Cosi Nicola Car\u00e8 intervenendo al Convegno in Campidoglio promosso dalla Cyber Security Italy Foundation, la prima fondazione noprofit in Italia sul mondo cibernetico, presieduta da Marco Gabriele Proietti e che vede Angelo Tofalo direttore del comitato scientifico.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Chamber of Deputies . IV Commissione Difesa &#8211; Defence Committee &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide<br \/>\nElectoral College &#8211; Africa, Asia, Oceania and Antarctica)<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; LE PROCEDURE DI INFRAZIONE COSTANO ALL\u2019ITALIA OLTRE 800 MILIONI DI EURO GOVERNO E PARLAMENTO. IL TEMA DELLE INFRAZIONI AL DIRITTO EUROPEO RARAMENTE OCCUPA SPAZIO NEL DIBATTITO PUBBLICO. (*)<\/strong><br \/>\nSi tratta per\u00f2 di un argomento che necessiterebbe di maggiore attenzione dato che ha un impatto non indifferente per le casse pubbliche.<br \/>\n\u2022 <strong>Le procedure di infrazione sono quei provvedimenti che vengono avviati nei confronti degli stati che non adeguano il proprio ordinamento al diritto europeo.<br \/>\n\u2022 A livello Ue le procedure di infrazione attualmente in corso sono 1.750. Oltre il 10% di queste \u00e8 in fase di contenzioso presso la corte di giustizia europea.<br \/>\n\u2022 L&#8217;Italia ha attualmente 82 procedure di infrazione a proprio carico. La maggior parte riguarda il settore ambientale.<br \/>\n\u2022 Tra il 2012 e il 2021 l&#8217;Italia ha dovuto pagare oltre 800 milioni di euro per il mancato adeguamento al diritto Ue.<\/strong><br \/>\nA giugno il governo ha pubblicato il decreto legge 69\/2023 con l\u2019obiettivo di agevolare la chiusura di diverse procedure di infrazione a carico del nostro paese. Con questo termine si intende quel procedimento che pu\u00f2 essere avviato nei confronti di quegli stati membri dell\u2019Unione europea che non conformano il proprio ordinamento interno a quello comunitario. Processo che pu\u00f2 arrivare anche alla condanna al pagamento di sanzioni economiche.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 tra i paesi europei pi\u00f9 in difficolt\u00e0 su questo fronte. Il nostro paese infatti occupa il sesto posto per numero di infrazioni a proprio carico. Sale per\u00f2 al primo se si considerano le procedure che si trovano nello stadio pi\u00f9 avanzato. Cio\u00e8 quelle pi\u00f9 vicine all\u2019emanazione di sanzioni.<br \/>\n82 LE PROCEDURE DI INFRAZIONE A CARICO DEL NOSTRO PAESE.<br \/>\nNon si tratta di una questione di poco conto dato che, in base alla relazione annuale della corte dei conti sui rapporti finanziari tra l\u2019Italia e l\u2019Unione europea, l\u2019Italia ha dovuto pagare oltre 800 milioni in 10 anni a causa delle infrazioni. Per questo \u00e8 importante mantenere alta l\u2019attenzione su questo tema.<br \/>\nCOME FUNZIONANO LE PROCEDURE DI INFRAZIONE<br \/>\nTra gli organismi comunitari, spetta alla commissione la responsabilit\u00e0 di verificare il rispetto del diritto Ue. Pu\u00f2 intervenire in due casi: quando non viene recepita integralmente una determinata direttiva entro il termine stabilito. Oppure quando un paese non applica le norme correttamente. Quando si verifica uno di questi due casi, la commissione pu\u00f2 avviare una procedura formale di infrazione.<br \/>\nGli stati hanno il compito di recepire nel loro ordinamento le direttive europee. Se non lo fanno o se non le rispettano possono incorrere in una procedura formale di infrazione. Vai a \u201cCosa sono le procedure d\u2019infrazione\u201d<br \/>\nSono due articoli del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea (Tfue) a regolare tutto il processo: il 258 e il 260. Le procedure possono avere inizio in diversi modi. Oltre alle indagini interne portate avanti dalla commissione, anche cittadini, aziende e organizzazioni non governative possono denunciare il mancato rispetto del diritto europeo da parte di uno stato.<br \/>\nUna procedura d\u2019infrazione pu\u00f2 essere avviata per tre diversi motivi:<br \/>\n\u2022 MANCATA COMUNICAZIONE: QUANDO LO STATO MEMBRO NON COMUNICA IN TEMPO LE MISURE PER IMPLEMENTARE LA DIRETTIVA;<br \/>\n\u2022 MANCATA APPLICAZIONE: QUANDO LA COMMISSIONE EUROPEA VALUTA LA LEGISLAZIONE DELLO STATO MEMBRO NON IN LINEA CON IL DIRITTO UE;<br \/>\n\u2022 SBAGLIATA APPLICAZIONE: QUANDO LA LEGGE EUROPEA NON VIENE APPLICATA O \u00c8 APPLICATA INCORRETTAMENTE DALLO STATO MEMBRO.<br \/>\nLa procedura di infrazione \u00e8 abbastanza complessa e si sviluppa in diverse fasi. La prima fase inizia con la cosiddetta lettera di costituzione in mora con cui la commissione chiede maggiori informazioni allo stato membro interessato. Questo passaggio \u00e8 definito di \u201cpre-contenzioso\u201d e in questo caso il paese posto sotto indagine deve fornire spiegazioni entro un periodo di tempo prestabilito.<br \/>\nLe sanzioni per violazioni del diritto Ue intervengono solo dopo la seconda condanna della corte europea.<br \/>\nNel caso in cui la risposta non arrivi o sia giudicata insoddisfacente, la commissione pu\u00f2 decidere di inviare un parere motivato in cui chiede di adempiere alle mancanze normative entro una data scadenza. Se lo stato membro continua a non adempiere, la commissione europea pu\u00f2 decidere di aprire un contenzioso facendo ricorso alla corte europea di giustizia. Se la corte ritiene che il paese in questione abbia effettivamente violato il diritto dell\u2019unione, pu\u00f2 emettere una sentenza in questo senso, richiedendo quindi alle autorit\u00e0 nazionali di adottare le giuste misure per conformarsi.<br \/>\nNel caso in cui, nonostante la sentenza, il paese continui a non rettificare la situazione, la commissione pu\u00f2 deferirlo nuovamente dinanzi alla corte. Se c\u2019\u00e8 una seconda condanna, la commissione propone che la corte imponga sanzioni pecuniarie. Queste possono consistere in una somma forfettaria e\/o in pagamenti giornalieri.<br \/>\nIL CONFRONTO TRA I PAESI EUROPEI<br \/>\nGrazie alla banca dati della commissione europea \u00e8 possibile tracciare un bilancio delle procedure di infrazione attualmente in corso e capire in questo modo quali sono i paesi che faticano di pi\u00f9 nel conformarsi al diritto Ue.<br \/>\nA giugno 2023 le procedure pendenti sono in totale 1.750 a livello europeo. Tra queste 725 (il 41,4%) sono procedure legate alla mancata comunicazione dei paesi membri delle iniziative per adeguare l\u2019ordinamento interno a quello europeo. Parliamo quindi della fase pi\u00f9 embrionale della procedura. Quasi la met\u00e0 (840) invece si trova nella fase centrale, quella che va dalla lettera di costituzione in mora fino a prima dell\u2019apertura del contenzioso davanti alla corte europea.<br \/>\n847 LE PROCEDURE DI INFRAZIONE APERTE NEL 2021, DI CUI 39 A CARICO DELL\u2019ITALIA, IN BASE ALLA PI\u00d9 RECENTE RELAZIONE ANNUALE DELLA COMMISSIONE EUROPEA.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi una quota non trascurabile di procedure che si trova nella fase pi\u00f9 avanzata che pu\u00f2 portare anche al pagamento di sanzioni economiche. Parliamo di 185 procedure pari al 10,6% del totale. L\u2019Italia ha attualmente 82 procedure di infrazione in corso. Dato che la pone al sesto posto tra i paesi Ue per numero pi\u00f9 consistente di infrazioni a proprio carico. Tra i grandi paesi, solo la Spagna fa peggio. Con 100 procedure in corso il paese iberico \u00e8 infatti quello con il valore pi\u00f9 alto in assoluto. Valori pi\u00f9 elevati di quello italiano anche per Belgio, Bulgaria, Polonia e Grecia. Tra gli altri paesi principali, la Germania \u00e8 ottava con 68 procedure di infrazione a proprio carico mentre la Francia 14esima con 61.<br \/>\nL\u2019ITALIA HA 22 PROCEDURE DI INFRAZIONE DAVANTI ALLA CORTE UE<br \/>\nLE PROCEDURE DI INFRAZIONE ANCORA APERTE, PAESE PER PAESE<br \/>\n\u00c8 per\u00f2 interessante fare un confronto considerando quanto incidono le procedure di infrazione nella fase del contenzioso. Quelle cio\u00e8 in corso da pi\u00f9 tempo e che si trovano nella fase del ricorso alla corte di giustizia Ue.<br \/>\nL\u2019Italia ha la percentuale pi\u00f9 alta di procedure di infrazione arrivate alla fase del contenzioso.<br \/>\nDa questo punto di vista possiamo osservare che il nostro paese sale al primo posto. Sono infatti 22 (il 26,8%) le procedure a carico dell\u2019Italia che si trovano gi\u00e0 allo stadio del ricorso alla corte europea. Tra gli altri paesi con le percentuali pi\u00f9 alte troviamo la Grecia (21,1%), l\u2019Ungheria (20,9%) e l\u2019Irlanda (20,4%).<br \/>\nLA SITUAZIONE ITALIANA NEL DETTAGLIO<br \/>\nTra le procedure attualmente in corso che coinvolgono il nostro paese la maggior parte (17) riguarda tematiche ambientali. Un altro ambito in cui l\u2019Italia ha commesso un numero significativo di infrazioni \u00e8 quello legato a stabilit\u00e0 finanziaria, servizi finanziari e unione dei mercati dei capitali. In questo caso le procedure pendenti sono 12.<br \/>\nVi sono poi altri tre settori in cui il nostro paese fa registrare 8 procedure di infrazione ciascuno. Si tratta in particolare di affari interni, mercati, industria e Pmi e occupazione, affari sociali e pari opportunit\u00e0.<br \/>\nLA MAGGIOR PARTE DELLE INFRAZIONI ITALIANE RIGUARDA L\u2019AMBIENTE<br \/>\nLE PROCEDURE DI INFRAZIONE ANCORA IN CORSO A CARICO DELL\u2019ITALIA SUDDIVISE PER TEMA<br \/>\nLe procedure di infrazione \u201cpi\u00f9 vecchie\u201d tra quelle in corso risalgono a circa 20 anni fa e riguardano in larga parte tematiche ambientali. Nel 2003 infatti \u00e8 stata avviata una procedura di infrazione per la presenza nel nostro paese di discariche abusive (INFR (2003)2077). L\u2019anno successivo invece la contestazione (INFR (2004)2034) ha riguardato lo smaltimento delle acque reflue. Infine nel 2007 \u00e8 stata aperta una ulteriore procedura (INFR (2007)2195) sempre relativa alla gestione dei rifiuti. In questo caso il focus era sulla difficile situazione che in quegli anni attanagliava la Campania.<br \/>\nPER L\u2019ITALIA 8 PROCEDURE DI INFRAZIONE SONO GI\u00c0 AL SECONDO RICORSO ALLA CORTE EUROPEA<br \/>\nL\u2019ELENCO COMPLETO DELLE PROCEDURE DI INFRAZIONE A CARICO DELL\u2019ITALIA E IL LORO STADIO DI AVANZAMENTO<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nLa tabella rappresenta una sorta di diario con tutte le evoluzioni relative alle singole procedure di infrazione che quindi possono essere riportate anche pi\u00f9 volte. L\u2019elenco dei diversi passaggi \u00e8 riportato in ordine cronologico.<br \/>\nFONTE: elaborazione openpolis su dati commissione europea<br \/>\n(ultimo aggiornamento: gioved\u00ec 8 giugno 2023)<br \/>\nSono 8 invece le procedure di infrazione che attualmente sono arrivate allo stadio del ricorso alla corte europea di giustizia ai sensi dell\u2019articolo 260 del trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea. La procedura cio\u00e8 che pu\u00f2 sfociare in una sanzione economica. Tra queste ci sono anche le 2 che abbiamo gi\u00e0 citato relativamente alle discariche e alle acque reflue a cui se ne aggiungono altre in tema ambientale oltre che in tema di concorrenza.<br \/>\nIl Dl 69\/2023 non affronta le procedure di infrazione gi\u00e0 entrate nella fase del contenzioso.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire a questo proposito che l\u2019Italia non \u00e8 rimasta ferma. C\u2019\u00e8 stato uno sforzo nel tempo per cercare di chiudere le procedure di infrazione in corso. A questo proposito vale la pena sottolineare che il recente decreto legge 69\/2023 \u00e8 intervenuto per cercare di prevenire l\u2019apertura di nuove procedure di infrazione e l\u2019aggravamento di quelle pendenti. In particolare, secondo il dipartimento per le politiche europee, il Dl punta ad agevolare la chiusura di 8 procedure di infrazione e altrettante di pre-infrazione (Eu-Pilot). \u00c8 interessante notare per\u00f2 che nessuna di queste rientra tra le 8 che si trovano nello stadio pi\u00f9 avanzato del contenzioso.<br \/>\nLE SANZIONI ECONOMICHE<br \/>\nCome abbiamo gi\u00e0 anticipato, solo in caso di seconda condanna dinanzi alla corte di giustizia europea uno stato deve pagare sanzioni. Da questo punto di vista alcune utili indicazioni ci arrivano dalla gi\u00e0 citata relazione della corte dei conti per il 2021.<br \/>\nInnanzitutto il documento precisa che gli importi delle sanzioni sono stabiliti in base a diversi criteri:<br \/>\n\u2022 <strong>L\u2019IMPORTANZA DELLE NORME VIOLATE;<br \/>\n\u2022 GLI EFFETTI DELLE VIOLAZIONI SUGLI INTERESSI GENERALI E PARTICOLARI;<br \/>\n\u2022 IL PERIODO DI MANCATA APPLICAZIONE DEL DIRITTO UE;<br \/>\n\u2022 LA CAPACIT\u00c0 DEL PAESE DI PAGARE, CON L\u2019INTENTO DI ASSICURARE CHE LE SANZIONI ABBIANO UN EFFETTO DETERRENTE.<\/strong><br \/>\n\u00c8 la commissione a proporre l\u2019importo della sanzione ma \u00e8 la corte a stabilirne l\u2019effettiva misura quando si pronuncia.<br \/>\n6 LE PROCEDURE DI INFRAZIONE CHE HANNO PRODOTTO ESBORSI FINO AL 31 DICEMBRE 2021.<br \/>\nQueste sono relative al settore ambientale (3), agli aiuti di stato (2) e agli aiuti concessi per interventi a favore dell\u2019occupazione (1).<br \/>\nOltre alle procedure che abbiamo gi\u00e0 citato in precedenza in merito alla gestione dei rifiuti e delle acque reflue, tra quelle che hanno comportato il pagamento di sanzioni per il nostro paese ve ne sono anche altre 3 che riguardano il mancato recupero degli aiuti illegittimi concessi alle imprese nel territorio di Venezia e Chioggia (INFR(2012)2202), il mancato recupero degli aiuti illegittimi concessi per interventi a favore dell\u2019occupazione INFR(2022)4113 e il mancato recupero degli aiuti di stato concessi agli alberghi della Sardegna INFR(2014)2140.<br \/>\nL\u2019ITALIA HA PAGATO OLTRE 800 MILIONI PER INFRAZIONI EUROPEE IN 10 ANNI<br \/>\nL\u2019ESBORSO TOTALE DELL\u2019ITALIA A CAUSA DI PROCEDURE DI INFRAZIONE ARRIVATE ALLA SECONDA SENTENZA DI CONDANNA DALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA (2012-2021)<br \/>\nComplessivamente gli importi versati a causa di seconde condanne ammontano a circa 829 milioni di euro tra il 2012 e il 2021. Risorse che vengono sottratte di anno in anno dal bilancio pubblico e che potrebbero essere impiegate in altro modo nell\u2019interesse della collettivit\u00e0. Per questo \u00e8 fondamentale mantenere alta l\u2019attenzione su questo tema, affinch\u00e9 le istituzioni si impegnino per risolvere le questioni ancora pendenti ed evitino di incappare in altre sanzioni.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione openpolis su dati commissione europea &#8211; ultimo aggiornamento: gioved\u00ec 8 giugno 2023) sa: Governo e Parlamento, Infrazioni europee)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Andrea Biondo*: SANTANCH\u00c8: IL MINISTRO \u00c8 UFFICIALMENTE SOTTO INCHIESTA. LA POLITICA AVEVA GIURATO IN PARLAMENTO DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA NOTIFICA RIGUARDO ALLE INDAGINI NEI SUOI CONFRONTI.<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo periodo il nome di Daniela Santanch\u00e8 \u00e8 stato oggetto di numerose discussioni a causa del caso Visibilia. Il ministro del Turismo era stata accusata di aver mentito al Senato, dopo aver affermato di non essere a conoscenza di alcuna indagine nei suoi confronti. Da questo luned\u00ec, per\u00f2, \u00e8 ormai certo che la compagna di Dimitri Kunz d\u2019Asburgo sia effettivamente sotto la lente di ingrandimento della giustizia.<br \/>\nLa richiesta di proroga delle indagini, documento che informa chi lo riceve di essere sotto inchiesta, \u00e8 stato recapitato presso l\u2019abitazione milanese della Santanch\u00e8 il 17 luglio. A riceverlo, secondo quanto riportato dall\u2019Ansa, sarebbe stata una persona definita \u201caddetta alla casa\u201d del ministro. Lo stesso avviso, qualche giorno prima, era stato consegnato ad altri due indagati per il caso Visibilia dalla Procura di Milano.<br \/>\nLe richieste di proroga sono state spedite, ed in alcuni casi consegnate, a tutti gli indagati dell\u2019inchiesta che coinvolge Daniela Santanch\u00e8. Si tratta dei dirigenti Visibilia Davide Mantegazza e Massimo Gabelli, che hanno gi\u00e0 ricevuto il documento ma, nell\u2019istanza arrivata al ministro, si leggono anche i nomi del suo compagno Dimitri Kunz d\u2019Asburgo, della sorella Fiorella Garnero e di Massimo Cipriani.<br \/>\nMercoled\u00ec prossimo sar\u00e0 un altro giorno importante per la Santanch\u00e8: l\u2019aula del Senato discuter\u00e0 la mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico. \u201cAbbiamo chiesto a Santanch\u00e8 di dimettersi \u2013 ha commentato Elly Schlein \u2013 in Italia e in Europa altri ministri si sono dimessi per fatti molto meno gravi. In Aula ha dichiarato cose false, non \u00e8 accettabile. Quando la mozione arriver\u00e0, voteremo a favore \u201c<br \/>\n*(Andrea Biondo &#8211; giornalista al Sole 24 Ore, specializzato nelle tematiche riguardanti i media, l&#8217;economia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Andrea Biondo*: Fratelli d\u2019Italia perde consensi: a chi stanno andando le preferenze?<\/strong><br \/>\nIl partito di Giorgia Meloni \u00e8 sceso al di sotto del 30%, registrato qualche settimana fa, ma la fiducia nei confronti della premier rimane.<br \/>\nSono passate alcune settimane dalla pubblicazione dei risultati di un sondaggio politico che aveva visto Fratelli d\u2019Italia superare il 30% dei consensi ed ora l\u2019entusiasmo nei confronti del gruppo di maggioranza sembra essere calato.<br \/>\nSecondo i dati rivelati da Dire-Tecn\u00e8, relativi ad alcune interviste realizzate fra il 13 ed il 14 luglio, il partito di Giorgia Meloni \u00e8 meno apprezzato dagli italiani. Fratelli d\u2019Italia, infatti, \u00e8 sceso dello 0,3% in sette giorni, toccando il 29% di gradimento totale. A chi \u00e8 andata questa fiducia? La risposta \u00e8 il Partito Democratico di Elly Schlein, salito al 20,1% dopo una crescita dello stesso 0,3% perso dalla maggioranza.<br \/>\nMeloni &#8211; Schlein<br \/>\nChi completa il podio?<br \/>\nA completare questo particolarissimo podio c\u2019\u00e8, infine, il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte. I penta stellati sono fissi al 15,5% di gradimento. Nonostante la scomparsa di Silvio Berlusconi, Forza Italia si \u00e8 stretta dietro alla figura di Antonio Tajani, il suo nuovo leader, ed ha raccolto l\u201911% di consenso.<br \/>\nNonostante il calo registrato da Fratelli d\u2019Italia, la fiducia degli italiani nei confronti di Giorgia Meloni rimane stabile. Il 53,5% della popolazione, secondo Dire-Tecn\u00e8, si dichiara sicuro di lei: un piccolo calo dell\u20190,2% rispetto alla scorsa settimana. Leggero aumento, dello 0,3%, per chi dice di non avere pi\u00f9 fiducia nell\u2019attuale presidente del Consiglio.<br \/>\n*(Fonte: News Mondo. Andrea Biondi \u00e8 giornalista al Sole 24 Ore, specializzato nelle tematiche riguardanti i media, l&#8217;economia dell&#8217;entertainment).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Matteo Garavoglia*: TUNISIA, LE VIOLENZE NON FINISCONO. PROTESTANO LE ONG. ALMENO 600 SUBSAHARIANI ANCORA ABBANDONATI NEL DESERTO. LA GUARDIA DI FRONTIERA LIBICA NE \u00abSALVA\u00bb 100: \u00abCONDIZIONI DISUMANE\u00bb<\/strong><br \/>\nSeicento. Sono le persone che a oggi si trovano ancora nella zona militarizzata al confine con la Libia, una striscia desertica senza acqua, cibo e di fatto inaccessibile. \u00abCi sono persone che stanno morendo, bambini e donne incinte. Abbiamo bisogno di aiuto\u00bb, si sente in uno degli audio ricevuti dal progetto Mem. Med -Memoria Mediterranea e che il manifesto ha potuto verificare. Ci sono altri due video che mostrano le forze di sicurezza tunisine allontanare dalla frontiera le persone bloccate in quella terra di nessuno con gas lacrimogeni e diverse foto, tra cui una persona che tiene in braccio un bambino di neanche un anno.<br \/>\nDA INIZIO LUGLIO le autorit\u00e0 locali hanno deportato lungo il confine libico e algerino almeno 1200 persone. A oggi i morti accertati sono 15 ma dalle ultime ricostruzioni i numeri nelle prossime settimane potrebbero aumentare sensibilmente. Il punto di partenza \u00e8 Sfax, a pi\u00f9 di 300 chilometri di distanza e citt\u00e0 dove si sente maggiormente la presenza della comunit\u00e0 subsahariana.<br \/>\nQui da pi\u00f9 di due settimane si registrano violenze di ogni tipo contro cittadini originari dell\u2019Africa occidentale e del Sudan. Nel frattempo, mentre le storie si intrecciano e si accumulano i casi di chi ha perso tutto e si ritrova a vivere per strada o in mezzo alla campagna. Domenica 15 luglio la commissaria dell\u2019Unione europea Ursula von der Leyen, accompagnata dalla premier Giorgia Meloni e dal primo ministro olandese (ormai dimissionario) Mark Rutte, ha chiuso un cerchio che dalla sponda nord del Mediterraneo era atteso da pi\u00f9 di un mese.<br \/>\nIn una cerimonia chiusa ai giornalisti della stampa estera e tunisina, non c\u2019\u00e8 stato alcun riferimento alle condizioni delle persone subsahariane e sudanesi vittime di violenze a Sfax e abbandonate nel deserto. Le uniche parole sono arrivate da Saied stesso: \u00abIl popolo tunisino ha mostrato una generosit\u00e0 illimitata nei confronti di questi migranti espulsi dai propri paesi, mentre molte Ong che dovrebbero assumere il loro ruolo umanitario hanno agito solo attraverso comunicati stampa.<br \/>\nPossono proteggere queste vittime dalla fame e dalla sete? Per non parlare delle manovre di diffamazione e fake news con l\u2019obiettivo di danneggiare la Tunisia e il suo popolo\u00bb. Frasi che tuttavia non fanno capire chi \u00e8 il responsabile di quelle deportazioni nel deserto, ossia lo Stato tunisino. Inoltre, il ministero dell\u2019Interno del governo di unit\u00e0 nazionale della Libia, un paese conosciuto per essere governato da milizie e dove gli abusi nei centri di detenzione avvengono su base quotidiana, ha diffuso un video che documenta il salvataggio di alcune persone provenienti dalla frontiera tunisina.<br \/>\nBASATO su cinque pilastri, la gestione dei flussi migratori rimane l\u2019urgenza pi\u00f9 evidente e l\u2019obiettivo principale del memorandum al momento \u00e8 solo uno: vedere calare i numeri degli arrivi lungo la sponda nord del Mediterraneo. Il resto degli investimenti, tra cui il capitolo delle energie rinnovabili, pu\u00f2 attendere. Un dettaglio che non \u00e8 passato inosservato da parte della societ\u00e0 civile tunisina, impegnata da qualche mese a dimostrare che la Tunisia non pu\u00f2 essere considerata un paese sicuro per i rimpatri dei suoi cittadini e per i migranti. \u00abIn un contesto non democratico, caratterizzato dall\u2019assenza di dibattito e censura dell\u2019informazione, la Tunisia ha firmato un memorandum. Questo permette al nostro paese di giocare il ruolo di guardiano, di diventare una fortezza per contenere i non desiderati delle politiche europee in materia d\u2019immigrazione\u00bb, sono le parole del portavoce del Forum tunisino per i diritti economici e sociali (Ftdes) che sintetizzano le preoccupazioni di una societ\u00e0 civile che si sente sempre pi\u00f9 accerchiata dalle mosse presidenziali.<br \/>\nUn logoramento delle condizioni interne del paese che si manifesta violentemente anche nel mancato accesso alle zone dove la violenza \u00e8 pi\u00f9 presente. A Sfax migliaia di persone continuano a riempire le strade della citt\u00e0, in particolar modo a Bab Jebli, in pieno centro. \u00abStavo camminando semplicemente per strada quando un gruppo di tunisini mi ha aggredito da dietro. Guarda le ferite \u2013 raccontava qualche giorno fa un richiedente asilo sudanese di poco pi\u00f9 di 20 anni, scappato dalla guerra civile scoppiata nel suo paese \u2013 mi hanno colpito in testa e rotto un labbro. Un operatore dell\u2019Unhcr mi ha accompagnato in ospedale ma poi mi ha lasciato l\u00ec. Ora devo ritrovare i miei amici\u00bb.<br \/>\nMENTRE si registrano casi di migliaia di persone che hanno trovato rifugio nella campagna fuori da Sfax per scappare dalle aggressioni della polizia, l\u2019impressione che resta \u00e8 una: si stanno perdendo le storie delle persone vittime di violenze, sostituite da freddi numeri. A oggi le persone abbandonate nel deserto da inizio luglio sono pi\u00f9 di 1200, 600 quelle che sono riuscite a rientrare.<br \/>\n(LA REDAZIONE CONSIGLIA: &#8211; Meloni-Ue-Saied: un accordo nel disprezzo dei diritti umani)<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Matteo Garavoglia. Giornalista freelance, scrive di Tunisia e Nord Africa. Laureato all&#8217;Universit\u00e0 La Sapienza di Roma e Aix-Marseille Universit\u00e9 )<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Riccardo Noury *: Meloni-Ue-Saied: UN ACCORDO NEL DISPREZZO DEI DIRITTI UMANI &#8211; COMMENTI. L\u2019ACCORDO DI DOMENICA COL PRESIDENTE TUNISINO Ka\u00efs Sa\u00efed \u00c8, PER MOLTI VERSI, UNA FOTOCOPIA DEL MEMORANDUM D\u2019INTESA TRA ITALIA E LIBIA PROMOSSO NEL 2017 DALL\u2019ALLORA MINISTRO DELL\u2019INTERNO Marco Minniti.<\/strong><br \/>\nLa politica estera dell\u2019Unione europea \u00e8 dominata da un interesse e da un\u2019ossessione, a scapito della tutela e della promozione dei diritti umani.<br \/>\nL\u2019interesse \u00e8 legato alle risorse, l\u2019ossessione (che nasce dalla politica interna e che quella estera esegue) riguarda l\u2019immigrazione.<br \/>\nQuesto \u00e8 particolarmente vero nelle relazioni con la sponda sud del Mediterraneo: vogliamo il pesce dal Marocco (o meglio dalle acque del Sahara occidentale occupato, e chiss\u00e0 che la Corte di giustizia dell\u2019Unione europea, proprio per questo motivo, non si metta di traverso) e gli idrocarburi da Algeria ed Egitto. Paghiamo da tempo la Libia e, ora, la Tunisia perch\u00e9 fermino le partenze dei migranti e dei richiedenti asilo.<br \/>\nL\u2019accordo di domenica col presidente tunisino Ka\u00efs Sa\u00efed \u00e8, per molti versi, una fotocopia del Memorandum d\u2019Intesa tra Italia e Libia promosso nel 2017 dall\u2019allora ministro dell\u2019Interno Marco Minniti. Il suo obiettivo, adottato entusiasticamente dal governo italiano, \u00e8 quello di risolvere la nostra ossessione: soldi in cambio di controllo delle frontiere, soldi per pattugliare le acque territoriali, soldi per migliorare il sistema di ricerca e soccorso in mare (una formula orwelliana che si traduce: intercettare e riportare a terra), soldi per favorire i rimpatri dei tunisini arrivati irregolarmente in Europa, soldi infine per facilitare i ritorni, dalla Tunisia verso paesi terzi, di cittadini non tunisini.<br \/>\nNell\u2019accordo col presidente tunisino Sa\u00efed non manca, naturalmente, quella \u00abretorica dei diritti umani\u00bb che serve a tranquillizzare le inquietudini di facciata: si cita, infatti, peraltro in modo del tutto vago, il rispetto dei diritti umani e delle norme del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Nelle fitte interlocuzioni di questi mesi con Tunisi, nessuno ha fatto presente a Sa\u00efed che le norme interne e internazionali sui diritti umani, a partire dall\u2019estate del 2021, le ha progressivamente smantellate lui: un profondo giro di vite nei confronti del dissenso pacifico e della libert\u00e0 d\u2019espressione (gli oppositori indagati e, in alcuni casi, agli arresti, sono una settantina), l\u2019annullamento delle garanzie sull\u2019indipendenza del potere giudiziario e, da ultimo, all\u2019inizio dell\u2019anno, il ricorso al discorso d\u2019odio, che ha generato un\u2019ondata di violenza contro i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati dell\u2019Africa subsahariana.<\/p>\n<p>Ricordiamo le parole pronunciate da Sa\u00efed il 21 febbraio, durante una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale: \u00abOrde di migranti irregolari provenienti dall\u2019Africa subsahariana [sono arrivati in Tunisia] con la violenza, i crimini e i comportamenti inaccettabili che ne sono derivati\u00bb; una situazione \u00abinnaturale\u00bb, parte di un disegno criminale per \u00abcambiare la composizione demografica\u00bb e trasformare la Tunisia in \u00abun altro stato africano che non appartiene pi\u00f9 al mondo arabo e islamico\u00bb. Nessuno stupore se, immediatamente dopo, folle di facinorosi sono scese in strada aggredendo \u00abi neri\u00bb. Decine e decine sono stati arrestati e poi espulsi. Per arrivare agli ultimi giorni, quando centinaia di migranti, bambine e bambini inclusi, sono stati abbandonati al loro destino nelle aree desertiche alle frontiere con Libia e Algeria.<br \/>\n\u00abNotizie false\u00bb, ha attaccato Sa\u00efed riferendosi ad Amnesty International e ad altre organizzazioni non governative. Tutto, purtroppo, tragicamente vero. Com\u2019\u00e8 vero che le fallimentari politiche dell\u2019Unione europea continuano a espandersi. Com\u2019\u00e8 vero che l\u2019Unione europea si render\u00e0 nuovamente complice, attraverso questo mal-concepito accordo con la Tunisia, di violazioni dei diritti umani.<br \/>\n* (Portavoce di Amnesty International Italia)<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Federica Lavarini*: Il carcere di Guant\u00e1namo \u00e8 un buco nero ormai dimenticato. Nella prigione aperta nel 2002 nella base navale statunitense a Cuba sono stati rinchiusi 780 detenuti. Oggi nel carcere ci sono 30 persone, ancora in condizioni critiche. Per la prima volta l&#8217;Onu ha potuto visitare la struttur<\/strong>a<br \/>\nPER LA PRIMA VOLTA DOPO OLTRE 21 ANNI DALLA SUA APERTURA, AVVENUTA L\u201911 GENNAIO 2002 ALL\u2019INTERNO DELLA BASE NAVALE AMERICANA SITUATA NELLA ZONA SUD DELL\u2019ISOLA DI CUBA, IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI HA CONCESSO ALLE NAZIONI UNITE L\u2019ACCESSO AL CAMPO DI PRIGIONIA DI GUANT\u00c1NAMO. Una \u201cvisita tecnica\u201d che si \u00e8 conclusa il 26 giugno scorso e che ha avuto come primo risultato un fitto report di 23 pagine, nel quale la rappresentante Onu Fionnuala N\u00ed Aol\u00e1in detta come priorit\u00e0 la definitiva chiusura del luogo simbolo della \u201clotta al terrorismo\u201d, inaugurato dall\u2019amministrazione guidata da George W. Bush a seguito dell\u2019attacco alle Torri Gemelle. La special rapporteur ha avuto colloqui in forma privata con gli attuali 30 detenuti, con il personale militare e medico della base e, precedentemente alla visita, con i familiari e con l\u2019associazione Cage, fondata da ex detenuti di Guant\u00e1namo.<\/p>\n<p>La relatrice speciale Onu vede come un \u201csegnale positivo\u201d la disponibilit\u00e0 dell\u2019amministrazione Biden a concedere l\u2019acceso a una zona militare extraterritoriale da sempre interdetta a qualsiasi controllo e nella quale ai 780 detenuti, tutti uomini di religione musulmana catturati nel corso dei due decenni precedenti in Afghanistan, Pakistan e Yemen con l\u2019accusa di terrorismo, \u00e8 stato negato qualsiasi diritto fondamentale. Persone che \u201cnon hanno alcun tipo di relazione con quanto avvenuto l\u201911 settembre 2001\u201d e che, tuttavia, hanno vissuto o vivono tuttora l\u2019esperienza di continui traumi fisici e psicologici. Per molti detenuti \u201cla linea di separazione tra il passato e il presente \u00e8 straordinariamente sottile, se non inesistente: le passate esperienze di tortura, costantemente rivissute nel presente, non hanno possibilit\u00e0 di risolversi in ragione del fatto che i detenuti non hanno ricevuto dal governo americano alcun tipo di terapia riabilitativa in grado di sanare il trauma sub\u00ecto\u201d.<\/p>\n<p>PROBLEMI CRONICI<br \/>\nSe le condizioni materiali a Guant\u00e1namo sono \u201cnettamente migliorate\u201d rispetto al periodo nel quale sono arrivati i primi prigionieri e agli anni successivi, in cui il luogo \u201cera caratterizzato da brutalit\u00e0 sistematiche e istituzionalizzate\u201d, vi sono tuttora aspetti estremamente critici. Sebbene sia garantita un\u2019assistenza medica di base, gli specialisti e le facilities che dovrebbero occuparsi della riabilitazione dei traumi dovuti alla tortura \u201cnon sono strutturate per affrontare disabilit\u00e0 permanenti, traumi cerebrali, dolore cronico e tutte le manifestazioni connesse, cos\u00ec come l\u2019assenza per 21 anni del supporto emotivo dato dalla famiglia e dalla comunit\u00e0 di appartenenza\u201d. Grazie al costante impegno dei legali e della Croce rossa internazionale \u00e8 stata gradualmente implementata la possibilit\u00e0 di comunicare con familiari, che tuttavia, in alcuni casi, \u201channo appreso dopo oltre 15 anni della detenzione a Guant\u00e1namo di un loro congiunto\u201d. Alcuni detenuti hanno preferito evitare le chiamate per \u201cpaura di ritorsioni verso i familiari da parte del governo degli Stati Uniti o del Paese di origine\u201d e in un caso \u201csolo la madre del detenuto \u00e8 riuscita a identificare in una video call il figlio, ormai irriconoscibile a causa del rapido processo di invecchiamento\u201d.<\/p>\n<p>Dopo oltre vent\u2019anni, la realt\u00e0 di Guant\u00e1namo corre il rischio di venire dimenticata secondo l\u2019ultimo rapporto della Seton Hall Law School di Newark, firmato da Mark Denbeaux, che in American Torturers: Fbi and Cia Abuses at Dark Sites and Guant\u00e1namo denuncia come gli Stati Uniti abbiano distrutto o nascosto tutte le prove video delle sistematiche torture inflitte ai detenuti. L\u2019unica testimonianza visiva di quanto accaduto sono i disegni dell\u2019artista yemenita Abu Zubaydah, assistito da Denbeaux, e prima vittima delle \u201cenhanced interrogation techniques\u201d, sottoposto 83 volte alla \u201csimulazione di annegamento\u201d (waterboarding). I 40 disegni sono stati pubblicati da The Guardian e, prima ancora, esposti nella mostra Remaking the Exceptional. Tea, Torture, and Reparations. Chicago to Guant\u00e1namo al DePaul Art Museum di Chicago.<\/p>\n<p>UNA MOSTRA PER DENUNCIARE<br \/>\n\u201cGuant\u00e1namo non \u00e8 un caso eccezionale ma costituisce l\u2019ordinaria modalit\u00e0 di funzionamento del sistema carcerario statale\u201d, affermano i due curatori, Aaron Huges, artista e veterano della guerra in Iraq, e Amber Ginsburg, docente di arti visive all\u2019universit\u00e0 di Chicago. Ed \u00e8 qui, nella terza pi\u00f9 grande citt\u00e0 degli Stati Uniti che, tra gli anni Settanta e Ottanta, oltre un centinaio di persone di colore sono state vittime delle torture del capo del Dipartimento di Polizia, Jon Burge. Tra le modalit\u00e0 di tortura pi\u00f9 \u201cefficaci\u201d, le scariche elettriche generate da un dispositivo, in gergo detto \u201cblack box\u201d, nato dall\u2019adattamento di una invenzione dello scienziato serbo Nikola Tesla, utilizzato anche dai soldati americani durante la guerra in Vietnam.<\/p>\n<p>Nel lavoro di ricostruzione fatta dai curatori, nel recupero di opere d\u2019arte e nel raffronto tra i racconti dei detenuti rinchiusi a Guant\u00e1namo e quelli delle vittime di Burge, oltre che da inchieste giornalistiche, \u00e8 emerso un filo rosso che lega le due esperienze. Anche il report delle Nazioni Unite conclude che l\u2019eccezionalit\u00e0, la discriminazione e la narrazione in chiave \u201canti-terroristica\u201d per giustificare le violenze perpetrate a Guant\u00e1namo \u201channo avuto effetti che vanno ben oltre i suoi confini con enormi conseguenze sui diritti umani in pi\u00f9 Paesi\u201d.<br \/>\n\u201cCrediamo, e sogniamo, che l\u2019arte rappresenti una forma di giustizia riparativa, di affermazione di libert\u00e0 e di guarigione &#8211; affermano Hughes e Ginsburg -. La giustizia \u00e8 una pratica. Come diciamo in Remaking the Exceptional, le riparazioni sono un modo per rimediare i torti, un percorso verso la guarigione, un passo verso la giustizia<br \/>\n*(Federica Lavarini, giornalista pubblicista e scrive, , su Oggi Scienza, Wired)<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Mario Boffo e Alfiero Grandi*: CESSATE-IL-FUOCO E DIPLOMAZIA PI\u00d9 CHE MAI.CESSATE-IL-FUOCO, LA PAROLA ALLA DIPLOMAZIA, \u00c8 IL DOCUMENTO CHE RACCOGLIE LE CONCLUSIONI DEL CONVEGNO PER LA PACE IN UCRAINA DEL 30 GIUGNO SCORSO ED \u00c8 STATO INVIATO DAI PROMOTORI (DIPLOMATICI, GIORNALISTI, MILITARI, INTELLETTUALI, COORDINAMENT<\/strong>O PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE) A DEPUTATI E SENATORI CHIEDENDO DI FARE EMERGERE IN PARLAMENTO IL DESIDERIO DI PACE DELLA MAGGIORANZA DELL&#8217;OPINIONE PUBBLICA ITALIANA.<br \/>\nPresentando il documento si chiarisce che l&#8217;obiettivo \u00e8 avviare un&#8217;iniziativa politica per scongiurare ulteriori rischi &#8211; anzitutto una guerra nucleare &#8211; e assicurare all&#8217;Ucraina libert\u00e0 ed indipendenza, all&#8217;Europa un futuro di pace.<br \/>\nNell&#8217;opinione pubblica sono infatti cresciute preoccupazione e contrariet\u00e0. Esponenti politici di diversa collocazione hanno riconosciuto la necessit\u00e0 di una iniziativa per il cessate il fuoco, per creare condizioni per una trattativa con l&#8217;obiettivo di raggiungere una pace duratura attraverso adeguate garanzie internazionali. Fino ad ora si \u00e8 parlato solo di invii di armi, sempre pi\u00f9 letali, all&#8217;Ucraina. \u00c8 mancato completamente un impegno per avviare trattative di pace. Non sono mancate iniziative, tra cui spicca l&#8217;impegno del cardinale Zuppi per incarico del Papa, dei paesi africani, dell&#8217;America latina, della Cina e di altri paesi, ma il risultato finora \u00e8 lo stallo per i veti venuti dai belligeranti e dai loro sostenitori.<br \/>\nUn giacimento di odio reciproco rischia di consolidarsi per generazioni, lacerando rapporti culturali, sociali, geografici tra popolazioni coesistenti, come \u00e8 avvenuto nella ex Jugoslavia.<br \/>\nPuntare tutto sull&#8217;invio delle armi senza fare decollare l&#8217;iniziativa per il cessate il fuoco e la pace rischia di fare prevalere la posizione di chi \u00e8 convinto che solo la vittoria delle armi possa portare ad una soluzione, attraverso l&#8217;annientamento del nemico. Solo una trattativa in una sede multilaterale come l&#8217;ONU pu\u00f2 affrontare l&#8217;insieme dei problemi cercando soluzioni ragionevoli.<br \/>\nContinuando cos\u00ec, si superano limiti prima impensabili come l&#8217;uso dei proiettili a uranio impoverito, delle bombe a grappolo che dovrebbero essere vietate, dei bombardamenti che malgrado le dichiarazioni colpiscono i civili e le loro infrastrutture.<br \/>\nA causa della guerra la lotta al cambiamento climatico \u00e8 indebolita, le risorse sono dirottate verso l&#8217;aumento degli armamenti con conseguenze sulle spese sociali.<br \/>\nL&#8217;Ucraina oggi \u00e8 un gigantesco poligono di prova di armi sempre pi\u00f9 terribili e gli unici a guadagnarci sono i produttori, con danno di tutta l&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina \u00e8 inaccettabile, va condannata. La risposta non pu\u00f2 essere trovata nel reciproco sfinimento ma nel dare la parola alla diplomazia e alla politica, per evitare lutti sempre maggiori e riprendere un percorso di coesistenza tra regimi politici diversi, affidando l&#8217;affermazione della democrazia all&#8217;esempio di una vita migliore e pi\u00f9 degna, non alle armi.<br \/>\nOccorre evitare ulteriori passi verso il baratro della guerra tra Nato e Russia che devasterebbe il continente europeo. Purtroppo, la voce dell&#8217;Unione europea non si \u00e8 sentita, restringendo ulteriormente gli spazi di iniziativa.<br \/>\nIl documento inviato ai parlamentari sottolinea che occorre un chiaro messaggio all&#8217;Italia, all&#8217;Europa, agli Stati Uniti per la stabilit\u00e0 del nostro continente.<br \/>\nIl vertice di Vilnius sembra avere compreso che l&#8217;entrata dell&#8217;Ucraina nella Nato adesso porterebbe ad una guerra diretta con la Russia e al concreto pericolo di guerra atomica. Portare tutti i paesi dell&#8217;Europa dentro un quadro di sicurezza reciproca, individuando nuove architetture, usando la diplomazia per risolvere i nodi del conflitto permetterebbe invece di riportare la Russia nel consesso europeo, usando i condizionamenti della pace e della stabilit\u00e0.<br \/>\nIn passato di fronte a rischi non meno gravi per la vita dell&#8217;umanit\u00e0 sono stati trovati forza e coraggio per reagire a quanto sembrava inevitabile. Oggi occorre lo stesso coraggio, la stessa forza per bloccare la corsa verso l&#8217;abisso nucleare e rilanciare l&#8217;utopia positiva della pace e della coesistenza tra diversi.<br \/>\nPer questo occorre che la societ\u00e0, le sue rappresentanze facciano sentire la loro voce, quella di quanti sono preoccupati per la guerra e le sue conseguenze e chiedono di essere ascoltati, di pesare nelle decisioni.<br \/>\nPer questo occorre che i parlamentari, superando il distacco con elettrici ed elettori, diano rappresentanza ad un&#8217;opinione pubblica che oggi non ce l&#8217;ha costruendo nelle forme che riterranno un coordinamento di quanti mettono al primo posto la pace e vogliono fare crescere questa posizione finora schiacciata da una visione solo fondata sulle armi e sul proseguimento della guerra. La guerra \u00e8 diventata un obiettivo in s\u00e9 e per s\u00e9, va fermata ora, prima che sia troppo tardi.<br \/>\n*(Mario Boffo \u00e8 dal 2005 Ambasciatore d&#8217;Italia nella Repubblica dello Yemen. In precedenza aveva svolto tra l&#8217;altro gli incarichi di Capo Ufficio I Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, A. Grandi, \u00e8 un politico e sindacalista italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 \u2013 S Claudia Grisanti*: CIENZA. LE NOTIZIE DI SCIENZA DELLA SETTIMANA. NEL PACIFICO SI \u00c8 SVILUPPATO EL NI\u00d1O, UN FENOMENO CLIMATICO NATURALE CICLICO, CHE CAUSA UN AUMENTO DELLE TEMPERATURE E CONDIZIONI ARIDE O UMIDE IN MOLTE REGIONI DEL PIANETA.<\/strong><br \/>\nLa comparsa del Ni\u00f1o, in un contesto di cambiamento climatico di natura antropica, potrebbe portare a nuovi picchi di temperatura.<br \/>\nSecondo stime preliminari dell\u2019universit\u00e0 del Maine, non confermate, la prima settimana di luglio \u00e8 stata caratterizzata da temperature globali record.<br \/>\nLo scorso giugno \u00e8 stato il pi\u00f9 caldo dal 1979, con temperature di superficie del mare mai viste prima e un minimo del ghiaccio marino antartico per questo mese.<br \/>\nIl telescopio spaziale James Webb ha ottenuto una nuova immagine agli infrarossi di Saturno. Il pianeta appare molto scuro, mentre brillano gli anelli ricchi di ghiaccio.<br \/>\n\u00c8 stata lanciata la missione Euclid, che ha lo scopo di studiare la materia e l\u2019energia oscura dell\u2019universo.<br \/>\nI dati degli smartwatch potrebbero essere usati per migliorare le diagnosi del Parkinson, una malattia che causa difficolt\u00e0 di movimento.<br \/>\nLe esperienze extracorporee potrebbero dipendere anche dall\u2019attivit\u00e0 di una piccola area del cervello, il pre cuneo anteriore.<br \/>\nIl caff\u00e8 potrebbe influenzare il funzionamento del cervello in modo pi\u00f9 complesso rispetto alla sola caffeina.<br \/>\nIn alcuni tumori \u00e8 possibile trovare cellule con un cromosoma in pi\u00f9. Secondo uno studio, senza quel cromosoma il tumore non pu\u00f2 crescere.<br \/>\nAl largo della Costa Rica, su fondali molto profondi, \u00e8 stata scoperta un\u2019area di riproduzione dei polpi. Gli animali appartengono al genere Muusoctopus.<br \/>\nUna specie di palma del Borneo, la Pinanga subterranea, fiorisce e fruttifica sottoterra. La pianta era nota alla popolazione locale, ma non ai ricercatori.<br \/>\nLo studio di due gruppi di elefanti in Kenya ha mostrato che ogni gruppo segue un tipo di alimentazione diversa.<br \/>\nUna frana gigantesca avvenuta intorno all\u2019anno 1190 nell\u2019Himalaya\u2009potrebbe aver ridotto l\u2019altezza di una cima del massiccio dell\u2019Annapurna. Si pensa che le frane possano quindi costituire un fattore limitante dell\u2019altezza delle montagne.<br \/>\nLo studio di alcune sepolture dell\u2019et\u00e0 del rame in Spagna suggerisce che a guidare la comunit\u00e0 era una donna. L\u2019analisi \u00e8 stata fatta con un metodo nuovo, che usa i peptidi.<br \/>\nL\u2019Oms sta valutando se l\u2019aspartame, un dolcificante, possa aumentare il rischio di cancro.<br \/>\nL\u2019intelligenza artificiale generativa potrebbe migliorare le diagnosi mediche, ma al momento manca di alcune capacit\u00e0, come l\u2019interazione con il paziente.<br \/>\n(da Internazionale &#8211; Claudia Grisanti, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Laura Carrer *: LA NUOVA VITA DELLE LINGUE INDIGENE AFRICANE. SONO 7100 LE LINGUE PARLATE NEL MONDO.<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto Ethnologue si prefigge da molti anni di mappare la grande variet\u00e0 di lingue parlate dalle popolazioni del mondo. \u201cIl linguaggio \u00e8 cruciale per l\u2019identit\u00e0 umana\u201d, si legge sul sito web, &#8220;perch\u00e9 \u00e8 parte di ci\u00f2 che ci rende noi stessi, che ci rende comunit\u00e0 e ci d\u00e0 un senso\u201d.<br \/>\n\u2022 <strong>SONO 7100 LE LINGUE PARLATE NEL MONDO, E IL 28% SOLO NEL CONTINENTE AFRICANO. IL PATRIMONIO CULTURALE E STORICO DELL\u2019AFRICA, CHE CONTA UNA POPOLAZIONE ATTUALE DI OLTRE 1,4 MILIARDI DI PERSONE, \u00c8 MOLTO RICCO: TUTTAVIA, IL MONDO DIGITALE ATTUALE SUPPORTA PREVALENTEMENTE LINGUE COME L\u2019INGLESE, IL CINESE O COMUNQUE PARLATE DALLA MAGGIORANZA DEI PAESI EUROP<\/strong>EI.<br \/>\nUna pesante eredit\u00e0 coloniale che vent\u2019anni fa definiva l\u201980% dei contenuti online del mondo. Attualmente alcuni studi parlano di un ridimensionamento in questo senso: in lingua inglese rimangono circa il 54% delle pagine e dei contenuti presenti sul web, seguite poi &#8211; con un distacco notevole &#8211; da quelle in lingua spagnola (il 5.2%). La sotto rappresentazione delle lingue africane online, e quindi la mancanza di uno spazio digitale inclusivo, sono un dato di fatto nel continente. Individui, organizzazioni e governi africani hanno per\u00f2 iniziato numerosi progetti di digitalizzazione linguistica per aumentare la presenza online delle lingue indigene, passando dalla digitalizzazione di risorse basilari come i dizionari, fino ad arrivare ai racconti popolari e alle canzoni tradizionali.<br \/>\nNel continente sono nate anche molte organizzazioni affiliate a Wikimedia foundation, la fondazione che ospita il celebre progetto Wikipedia. Un impegno importante per far s\u00ec che anche i contenuti in lingua indigena popolino uno dei siti web tra i pi\u00f9 letti al mondo. Organizzazioni come l\u2019African Languages Technology Initiative (ALT-I) e l\u2019African Academy of Languages (ACALAN) hanno svolto un ruolo importante nel sostenere queste iniziative. Tecnologie di intelligenza artificiale e algoritmi di elaborazione del linguaggio, e pi\u00f9 in generale l\u2019innovazione tecnologica, facilitano poi l\u2019accesso a contenuti online in settori importanti come quello bancario, l\u2019istruzione e l\u2019assistenza sanitaria, consentendo agli utenti di comunicare le loro esigenze attraverso la lingua madre.<br \/>\nDiversi governi africani hanno riconosciuto il significato delle lingue indigene e l\u2019impatto che una loro sotto rappresentazione online pu\u00f2 avere su molte comunit\u00e0 africane, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 digitalizzata. Collaborando con le comunit\u00e0 locali, il mondo accademico e le aziende tecnologiche, i governi stanno incoraggiando lo sviluppo di contenuti digitali localizzati e di piattaforme online in lingua indigena. Nel 2020, il ministro dell\u2019istruzione superiore, della scienza e dell\u2019innovazione sudafricano ha pubblicato un documento contenente le policy da utilizzare soprattutto in campo educativo, nelle scuole superiori e nelle universit\u00e0.<br \/>\nLo scopo \u00e8 quello di fornire un quadro comune per sviluppare e rafforzare ci\u00f2 che gravita intorno al patrimonio linguistico indigeno in Sudafrica attraverso borse di studio e corsi di insegnamento specifici.<br \/>\nIl diario linguistico digitale \u00e8 un aspetto spesso sottovalutato e che deriva da un approccio alla tecnologia perlopi\u00f9 occidentale, che non considera la necessit\u00e0 di promuovere spazi digitali inclusivi. \u00c8 proprio attraverso progetti simili per\u00f2 che sempre pi\u00f9 individui saranno in grado di esercitare i propri diritti online e offline, di partecipare pienamente alla vita pubblica e di contribuire alla creazione di conoscenze.<br \/>\n*(a cura di: Laura Carrer, giornalista freelance e ricercatrice. Scrive di sorveglianza di stato, tecnologia all\u2019intersezione con i diritti umani, piattaforme tecnologiche e spazio urbano su IrpiMedia, Wired, Il Post, Il Manifesto e altri.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Micaela Bongi*: IL CORO STONATO DELL\u2019OPPOSIZIONE PARTITO DEMOCRATICO. PERCH\u00c9, INVECE DI PRENDERE SUL SERIO IL RUOLO DI OPPOSIZIONE AL GOVERNO PI\u00d9 A DESTRA DELLA STORIA DELLA REPUBBLICA, NON PRENDERSI A MAZZATE TRA AMICI E COMPAGNI?<\/strong><br \/>\nIl partito democratico \u00e8 un partito davvero democratico. La segretaria Schlein chiama tutti a raccolta a Napoli nonostante l\u2019avanzata di Caronte per cantarle in coro al governo che vuole spaccare l\u2019Italia con la legge Calderoli? E chi l\u2019ha detto che per evitare lo sconquasso non si debba prima spaccare il Pd. La premier Giorgia Meloni annaspa non sapendo come affrontare l\u2019annosa questione della giustizia, mentre la sua coalizione, la sua squadra di ministri e il suo stesso partito somigliano a tanti flipper dove schizzano pericolosamente palline impazzite spesso una nella direzione opposta all\u2019altra? E perch\u00e9, invece di prendere sul serio il ruolo di opposizione al governo pi\u00f9 a destra della storia della repubblica, non prendersi a mazzate tra amici e compagni? Si dir\u00e0: \u00e8 il solito Vincenzo De Luca, il presidente campano col suo ego pi\u00f9 grande della stessa Campania e di tutto il Pd. E se la segretaria chiama a raccolta il partito sotto le sue finestre e addirittura ha in animo di ridimensionarne le ambizioni, l\u2019unica risposta possibile da parte del satrapo \u00e8 \u00abe qui comando io e questa \u00e8 casa mia\u00bb.<\/p>\n<p>Ma siccome il partito democratico \u00e8 un partito davvero democratico e in democrazia si tengono le elezioni e i voti contano, ecco che il coro contro il governo \u2013 sebbene la segretaria si sforzi di tenere la scena \u00abcon una voce sola\u00bb \u2013 passa in secondo piano.<\/p>\n<p>E sono tutti l\u00ec, incendiari e pompieri, vice segretari e vice cacicchi, maggioranza e minoranza, a riunirsi, confrontarsi, aggredirsi e poi emendarsi, siglare tregue a tempo guardandosi in cagnesco e che volete, il Pd \u00e8 un partito davvero plurale, non c\u2019\u00e8 il pensiero unico.<br \/>\nPensiero unico no, ma magari neanche unico schema. Infatti non si tratta semplicemente del solito De Luca, ma di una rappresentazione ormai ossificata che per ora nemmeno la segretaria millennial venuta da Occupy \u00e8 riuscita a sovvertire. Tanto che a conferma dell\u2019adagio secondo il quale il Pd non fa in tempo a eleggere un segretario che nel partito gi\u00e0 si trama per buttarlo gi\u00f9, ecco che gi\u00e0 circola il nome del possibile successore nell\u2019eventualit\u00e0 che Elly Schlein non riesca a superare in scioltezza la prova delle europee.<br \/>\nGi\u00e0, le europee. Competition is competition diceva Romano Prodi. E allargando lo sguardo, la competizione \u00e8 in cima ai pensieri anche dei futuribili alleati del mai davvero arato campo largo, quelli che si autoproclamano veri riformisti, gli altri che si incollano l\u2019etichetta pr\u00eat-\u00e0-porter di veri progressisti e nel Pd chi tira da una parte e chi dall\u2019altra con il risultato di girare su se stessi.<br \/>\nVa in scena cos\u00ec il conflitto permanente tra personalismi, correntismi, rendite di posizione da difendere con le unghie e con i denti. Ma anche e soprattutto, perch\u00e9 alla fine conta la politica, tra visioni forse non tutte conciliabili. Il passato del resto ha dimostrato che l\u2019unit\u00e0 cementata dal comune avversario (ieri Silvio Berlusconi, oggi Giorgia Meloni) non \u00e8 una linea politica e sar\u00e0 bene tenerlo a mente anche per il futuro. Competition is competition, senza ingenuit\u00e0, e il banco di prova delle europee, dove si vota con il sistema proporzionale, sar\u00e0 cruciale anche per determinare leadership e alleanze. Ora per\u00f2 bisogna fare anche opposizione, dura, faticosa, necessaria: seppure annaspando e inciampando su s\u00e9 stesso il governo Meloni una direzione la ha e non promette nulla di buono.<br \/>\n\u00abQuando sento che non c\u2019\u00e8 una linea politica sorrido, di contenuti siamo pieni ma siamo bravi a coprirli con le divisioni interne. Se a qualcuno questa linea non piace lo ammetta e non trovi altre scuse\u00bb ha detto Schlein durante la direzione Pd del mese scorso, la stessa dalla quale ha lanciato l\u2019\u00abestate militante\u00bb. L\u2019estate \u00e8 nel pieno, \u00e8 arrivato anche Caronte e n\u00e9 i cacicchi, n\u00e9 il pompiere n\u00e9 la segretaria hanno pi\u00f9 tempo per le scuse.<br \/>\n*( Fonte: IL Manifesto. Micaela Bongi, giornalista.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; Nel mondo*<\/strong><\/p>\n<p>Ucraina-Russia<br \/>\nIl 17 luglio un comitato d\u2019inchiesta russo ha affermato che due civili sono morti in un attacco ucraino contro il ponte di Ker\u010d, che collega la penisola della Crimea, annessa da Mosca, alla Russia continentale. L\u2019attacco sarebbe stato condotto dai servizi speciali e dalla marina di Kiev usando droni navali. Intanto, il ministero della difesa ucraino ha annunciato di aver ripreso all\u2019esercito russo diciotto chilometri quadrati di terreno nell\u2019ultima settimana, sette dei quali intorno a Bakhmut, nella regione orientale di Donetsk.<\/p>\n<p>Stati Uniti-Cina<br \/>\nL\u2019inviato statunitense per il clima John Kerry ha partecipato il 17 luglio a un incontro a Pechino con il suo collega cinese Xie Zhenhua, che segna la ripresa del dialogo tra i due principali paesi inquinatori del pianeta. I colloqui sulla crisi climatica erano stati sospesi da Pechino nel 2022 in seguito alla visita a Taiwan di Nancy Pelosi, all\u2019epoca presidente della camera dei rappresentanti statunitense.<\/p>\n<p>Iran<br \/>\nIl 16 luglio la polizia ha annunciato la ripresa dei controlli nelle strade e nei luoghi pubblici per verificare che le donne indossino il velo. I controlli erano stati sospesi in seguito all\u2019ondata di proteste innescata dalla morte di Mahsa Jina Amini, avvenuta dieci mesi fa mentre era in custodia della polizia per non aver indossato correttamente il velo.<\/p>\n<p>Corea del Sud<br \/>\nIl ministero dell\u2019interno ha annunciato il 16 luglio che almeno trentasette persone sono morte nelle alluvioni e nelle frane causate dalle forti piogge che hanno colpito il paese negli ultimi giorni. Altre nove persone risultano disperse. Centinaia di soccorritori stanno cercando di raggiungere quattordici automobili e un pullman rimasti sommersi in un tunnel sotterraneo a Cheongju.<\/p>\n<p>Canada<br \/>\nIl 16 luglio le autorit\u00e0 dei Territori del Nordovest hanno affermato che un pompiere \u00e8 morto mentre cercava di circoscrivere un incendio fuori controllo a Fort Liard. Due giorni prima una pompiera di diciannove anni aveva perso la vita lottando contro gli incendi nella provincia della British Columbia, nell\u2019ovest del paese. Dall\u2019inizio dell\u2019anno sono andati in fumo pi\u00f9 di dieci milioni di ettari di vegetazione, un\u2019area pi\u00f9 grande del Portogallo.<\/p>\n<p>Messico<br \/>\nUn giornalista \u00e8 stato assassinato il 15 luglio ad Acapulco, nello stato occidentale di Guerrero. Si tratta di Nelson Matus, direttore del giornale online Lo Real de Guerrero, che si occupava di violenze legate al narcotraffico. La settimana precedente un altro giornalista, Luis S\u00e1nchez, era stato ucciso nello stato di Nayarit.<br \/>\n*(Fonte: Internazionale)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Roberto Ciccarelli*: Crescono i profitti, i salari no: si chiama \u00abinflazione da avidit\u00e0\u00bb Dopo il Covid, il caro-prezzi: alle origini della policrisi capitalistica <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42621\" title=\"n\u00b029 \u2013 22\/07\/2023 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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