{"id":42359,"date":"2023-07-01T10:36:27","date_gmt":"2023-07-01T10:36:27","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42359"},"modified":"2023-07-01T16:27:24","modified_gmt":"2023-07-01T16:27:24","slug":"n26-01-luglio-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42359","title":{"rendered":"n\u00b026 \u2013 01\/07\/2023 &#8211; RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 -. La Senatrice La Marca*(Pd): incontra il presidente del parlamento canadese e una delegazione di parlamentari.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Nina Valoti*:Sul Mes la destra fa melina: sospensiva di altri quattro mesi . Destra divisa. Alla Camera la maggioranza trova il compromesso: se ne parler\u00e0 a novembre.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; La Senatrice La Marca (Pd)*: interviene in aula sull\u2019accordo di sicurezza sociale ITALIA-MESSICO<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Gianni Beretta*: Guatemala che non t\u2019aspetti. Al ballottaggio va la sinistra. FIGLIO D&#8217;ARTE. Sar\u00e0 Bernardo Ar\u00e9valo, leader del Movimiento Semilla (il padre era Juan Jos\u00e9 Ar\u00e9valo, presidente durante il decennio della Rivoluzione Democratica d\u2019Ottobre del 1944) a sfidare la conservatrice Sandra Torres il 20 agosto. Battuti a sorpresa i candidati della destra peggiore<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Massimiliano Cassano *: Il piano per salvare l&#8217;Amazzonia &#8211; Il presidente brasiliano Lula avvia un progetto per mettere fine alla deforestazione del polmone verde del pianeta. Sotto la destra di Bolsonaro abbattuti 21 alberi al secondo.<\/strong><br \/>\n<strong>06 \u2013 Andrea Pipino*: EVEREST \u00e8 il nuovo numero di internazionale storia e racconta le spedizioni per conquistare la vetta dell\u2019Himalaya attraverso la stampa dell\u2019epoca. Si pu\u00f2 comprare in edicola e online, oppure in digitale sull\u2019App di internazionale.<\/strong><br \/>\n<strong>07 \u2013 Beno\u00eet Vitkine*: RUSSIA VLADIMIR PUTIN affronta l\u2019ammutinamento del gruppo wagner &#8211; in Russia, ora c\u2019\u00e8 un campo \u201clealista\u201d e un campo \u201cribelle\u201d. Sabato 24 giugno, l\u2019ammutinamento guidato da Evgenij Prigo\u017ein e dalla sua milizia Wagner<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Federico Rucco*: L\u2019Occidente guarda ma non capisce molto su cosa \u00e8 accaduto in Russia.<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Cos\u2019\u00e8 la politica europea di coesione &#8211; Sono tutti gli investimenti attuati tramite i fondi strutturali europei che hanno l\u2019obiettivo di ridurre i divari economici e sociali tra i territori.(*)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 -. LA SENATRICE LA MARCA*(PD): INCONTRA IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO CANADESE E UNA DELEGAZIONE DI PARLAMENTARI.<\/strong><br \/>\nIeri, in qualit\u00e0 di vicepresidente della Sezione Interparlamentare Bilaterale d\u2019Amicizia Italia-Canada, la senatrice Francesca La Marca, insieme al presidente Luigi Nave, ha incontrato quattro membri del Parlamento canadese, oltre al Presidente della Camera dei Comuni del Canada, l\u2019On.<br \/>\nAnthony Rota<br \/>\n\u00ab\u00c8 stato un incontro proficuo, quello organizzato dall\u2019Ambasciatrice del Canada in Italia, Elissa Golberg, che ha ci ha permesso di confrontarci su alcune tematiche di accordo fra i nostri due paesi e di avere anche uno scambio molto interessante sui diversi sistemi legislativi ed elettorali che ci sono in Canada e in Italia. \u00bb ha dichiarato la senatrice Francesca La Marca.<br \/>\nPresenti all\u2019incontro anche l\u2019On. Sylvie B\u00e9rub\u00e9, l\u2019On. Anna Roberts, l\u2019On. Jenny Kwan, l\u2019On. Angelo Iacono, presidente del Gruppo di Amicizia Italia-Canada, il Capo di Gabinetto Alexandre Mattard-Michaud e il Funzionario per le relazioni parlamentari Vanessa Moss-Norbury che, sempre nella mattinata di ieri, hanno incontrato i Presidenti di Camera e Senato.<br \/>\n\u00abSono contenta dell\u2019esito dell\u2019incontro &#8211; ha dichiarato la senatrice La Marca &#8211; perch\u00e9 abbiamo toccato vari argomenti che ho trattato nella mia attivit\u00e0 politica all\u2019interno delle istituzioni e che mi riguardano chiaramente anche in prima persona. \u00bb<br \/>\n\u00ab Fra i vari temi discussi ci sono stati anche il CETA e la ratifica dell\u2019accordo sulle patenti di guida del Qu\u00e8bec. Temi di vitale importanza sia per l\u2019Italia che per il Canada e che dimostrano la necessit\u00e0 di rinsaldare ancora di pi\u00f9 i gi\u00e0 solidissimi rapporti che ci sono fra questi due paesi. \u00bb ha concluso la senatrice La Marca.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; Ripartizione Nord e Centro America\/Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Nina Valoti*:SUL MES LA DESTRA FA MELINA: SOSPENSIVA DI ALTRI QUATTRO MESI . DESTRA DIVISA. ALLA CAMERA LA MAGGIORANZA TROVA IL COMPROMESSO: SE NE PARLER\u00c0 A NOVEMBRE. MA IL COPIONE \u00c8 GI\u00c0 SCRITTO, CESA: \u00abLO APPROVEREMO\u00bb. LEGHISTI SILENTI CONTE: SENZA LINEA DELLA VEDOVA: ALTRO CHE PACCHETTO, \u00c8 SOLO UN PACCO DELLA CAMERA DESERTA L&#8217;AULA PER LA DISCUSSIONE SUL MES.<\/strong><br \/>\nIl Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 \u00abnella sua configurazione attuale rimane un\u2019organizzazione intergovernativa, dunque non rientrante negli organismi dell\u2019Unione europea e, per questo, non soggetto al controllo democratico del Parlamento europeo n\u00e9 a quello tecnico della commissione europea, e questa componente privatistica pu\u00f2 generare conflitti con la gestione pubblica della politica economica\u00bb. Pur di motivare il rinvio della votazione sul Mes, la maggioranza di destra arriva a usare argomentazioni del genere.<br \/>\nIL PASSAGGIO \u00c8 PRESENTE nel testo della \u00abquestione sospensiva\u00bb presentata a Montecitorio \u00abper non procedere per un periodo di quattro mesi\u00bb \u2013 dunque posticipando tutto a novembre, in piena sessione di Bilancio e a soli due mesi per la scadenza per l\u2019approvazione \u2013 all\u2019esame della proposta di legge del Partito democratico, e dell\u2019abbinata proposta di legge di Azione-Italia viva, di \u00abRatifica ed esecuzione dell\u2019accordo recante modifica del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0\u00bb, sottoscritto dall\u2019Italia a Bruxelles il 27 gennaio e l\u20198 febbraio 2021.<br \/>\nDAVANTI A UNA AULA DESERTA \u2013 solo una ventina i deputati presenti \u2013 non si \u00e8 nemmeno votato. La questione sospensiva sar\u00e0 esaminata, secondo quanto comunicato all\u2019assemblea dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, la prossima settimana.<br \/>\nMentre la presidente del consiglio Giorgia Meloni, a Bruxelles per il vertice Ue, ha provato a sostenere che sulla ratifica da parte dell\u2019Italia in Europa \u00abnon c\u2019\u00e8 la stessa attenzione che c\u2019\u00e8 nel dibattito nostrano\u00bb, la sua maggioranza continuava a mostrarsi divisa con le tensioni che non si sono stemperate nemmeno un po\u2019.<br \/>\nLo sconfitto numero uno per\u00f2 \u00e8 ancora una volta Matteo Salvini: il leader leghista puntava sulla bocciatura e ha dovuto fare l\u2019ennesima marcia indietro, mentre il suo ministro Giorgetti appoggia l\u2019approvazione.<br \/>\nLa soluzione \u00e8 quella pi\u00f9 italica possibile: prendere tempo per appianare tensioni e divergenze tra i partiti per giungere alla fine alla pi\u00f9 bieca posizione basata sulla realpolitik che consentir\u00e0 all\u2019Italia di completare l\u2019operazione di ratifica, sia pure rimarcando che questo strumento non sar\u00e0 mai utilizzato dal governo di centrodestra.<br \/>\nCONFUTATA DEFINITIVAMENTE almeno la panzana avanzata dalla maggioranza \u2013 ancora ieri da Antonio Tajani e dal capogruppo di Fdi Tommaso Foti \u2013 su un possibile \u00abpacchetto europeo da discutere\u00bb che contenga sia il Mes che le modifiche all\u2019Unione bancaria o perfino il necessario cambio dello statuto della Bce. Sul tema molto efficace la battuta di Benedetto Della Vedova di Pi\u00f9 Europa: \u00abPi\u00f9 che un pacchetto stiamo prendendo un pacco, sarete costretti a votare il Mes\u00bb.<br \/>\n\u00abAbbiamo sottolineato pi\u00f9 volte che non \u00e8 una prerogativa del paese la ratifica del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0. In questo momento non \u00e8 una emergenza, mentre per noi \u00e8 molto importante definire con gli altri paesi europei argomenti quali il Patto di stabilit\u00e0 e l\u2019Unione bancaria\u00bb, ha provato ancora ad abbozzare il capogruppo di Forza Italia Paolo Barelli, tra i firmatari della questione sospensiva. \u00abNessuna spaccatura nel centrodestra, la decisione era stata presa da giorni\u00bb, ha affermato dal canto suo lo stesso Foti. Silente invece il capogruppo della Lega sempre a Montecitorio, Riccardo Molinari, anch\u2019esso firmatario obtorto collo, assieme a Maurizio Lupi. In tutto questo il collega centrista Lorenzo Cesa ha infine ammesso: \u00abPenso che alla fine il Mes lo approveremo\u00bb.<br \/>\nCritici gli esponenti delle opposizioni. \u00abNon esiste una linea del governo, non esiste una linea Giorgetti o una linea Meloni. C\u2019\u00e8 una linea di chi non sa che pesci prendere. Di fronte ad un dossier cosi\u2019 importante, di fronte a tutta l\u2019Europa che sta premendo, cercano di prendere, di guadagnare tempo. Sono indecisi su tutto\u00bb, ha sottolineato Giuseppe Conte.<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto. Nina Valoti, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; LA SENATRICE LA MARCA (PD) INTERVIENE IN AULA SULL\u2019ACCORDO DI SICUREZZA SOCIALE ITALIA-MESSICO<\/strong><\/p>\n<p>Quali sono le attuali politiche che il governo ha intenzione di attuare sul piano della tutela previdenziale in regime internazionale con il Messico? Questo \u00e8 stato il fulcro centrale dell\u2019intervento di oggi nell\u2019Aula del Senato da parte della senatrice Francesca La Marca.<br \/>\n\u00ab La finalit\u00e0 degli accordi di sicurezza sociale \u00e8 quella di garantire la parit\u00e0 di trattamento di lavoratori e pensionati che si spostano dall&#8217;uno all&#8217;altro Paese contraente. Eppure, il sistema di tutela previdenziale in regime internazionale che riguarda l\u2019Italia non \u00e8 purtroppo completo poich\u00e9 numerosi paesi di emigrazione italiana sono rimasti esclusi. Fra questi vi \u00e8 il Messico, con il quale l&#8217;Italia ha sviluppato nel tempo importanti relazioni e dove risiedono oltre 25.000 cittadini italiani iscritti all&#8217;AIRE e molti di pi\u00f9 non iscritti. \u00bb ha dichiarato la senatrice La Marca.<br \/>\nCon il Messico l\u2019Accordo in vigore \u00e8 datato 1977 ma \u00e8 applicato soltanto ai cittadini italiani rimpatriati, titolari quindi di pensione messicana, mentre per gli italiani residenti in Messico, che hanno maturato contributi pensionistici in Italia, l\u2019erogazione di un\u2019eventuale pensione praticamente non avviene.<br \/>\n\u00ab Ho negli anni pi\u00f9 volte sollecitato i Ministri che si sono susseguiti per avere delle risposte chiare sulla questione &#8211; ha continuato la senatrice La Marca &#8211; ma non ho mai avuto risposte chiare in merito. \u00bb<br \/>\n\u00ab \u00c8 evidente che gli accordi in vigore fra Italia e Messico sono anacronistici e soprattutto non tengono conto dei rapporti solidissimi fra i due paesi. L\u2019Italia infatti \u00e8 il 13\u00b0 fornitore del Messico e i benefici che deriverebbero dalla vigenza di tali accordi internazionali sarebbero fruiti non solo dai lavoratori interessati, ma anche dalle imprese italiane che sarebbero in grado cos\u00ec di aumentare la propria competitivit\u00e0 sul piano internazionale. \u00bb ha concluso la senatrice La Marca.<br \/>\n*( Sen. Francesca La Marca &#8211; Ripartizione Nord e Centro America\/Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Gianni Beretta*: GUATEMALA CHE NON T\u2019ASPETTI. AL BALLOTTAGGIO VA LA SINISTRA. FIGLIO D&#8217;ARTE. SAR\u00c0 BERNARDO AR\u00c9VALO, LEADER DEL MOVIMIENTO SEMILLA (IL PADRE ERA JUAN JOS\u00c9 AR\u00c9VALO, PRESIDENTE DURANTE IL DECENNIO DELLA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA D\u2019OTTOBRE DEL 1944) A SFIDARE LA CONSERVATRICE SANDRA TORRES IL 20 AGOSTO. BATTUTI A SORPRESA I CANDIDATI DELLA DESTRA PEGGIORE, MA IL PRIMO PARTITO \u00c8 IL VOTO NULLO<\/strong><br \/>\nSi era dato da fare con largo anticipo il Tribunale supremo elettorale (ben prima dell\u2019arrivo degli osservatori internazionali) per riservare arbitrariamente alle sole destre la contesa di questo primo turno di elezioni presidenziali (oltre che parlamentari e municipali) in Guatemala, inibendo con pretesti vari la partecipazione di tre candidati della sinistra (o comunque democratici). A cominciare dalla indigena maya Thelma Cabeza del Movimiento para la Liberaci\u00f3n de los Pueblos, in un paese dove almeno la met\u00e0 della popolazione \u00e8 originaria.<\/p>\n<p>E invece al ballottaggio del 20 agosto prossimo a sfidare Sandra Torres (della conservatrice Unidad Nacional de la Esperanza, che ha ottenuto il 15,8 %) ci sar\u00e0 un outsider progressista di lusso che i sondaggi davano ampiamente perdente fra i ben 22 pretendenti: Bernardo Ar\u00e9valo del Movimiento Semilla (seme) affermatosi, soprattutto nelle citt\u00e0, con l\u201911,8%. Nello stupore dei suoi stessi contendenti.<\/p>\n<p>SEMILLA SORSE NEL 2015 dalle manifestazioni spontanee in tutto il paese contro la povert\u00e0 e soprattutto la tremenda corruzione che caratterizz\u00f2 il mandato dell\u2019allora presidente (ex generale) Otto Perez Molina, che infatti dovette dimettersi. E guid\u00f2 pure le proteste del 2021. Ma in particolare Bernardo \u00e8 figlio di Juan Jos\u00e9 Ar\u00e9valo, eletto presidente del Guatemala durante il decennio della Rivoluzione Democratica d\u2019Ottobre del 1944, ispirata da giovani ufficiali che si ribellarono al dittatore Jorge Ubico. Una rivoluzione che segu\u00ec quella messicana del 1910 (la prima dopo quella francese e precedente alla bolscevica) imperniandosi entrambe sulla necessit\u00e0 di una riforma agraria emancipatrice dall\u2019atavico schema colonial\/oligarchico della conquista spagnola.<\/p>\n<p>QUELL\u2019ESPERIENZA (anticipatrice dello stesso castrismo) fu rovesciata dal golpe ordito dalla bananiera United Fruit Co. (e dalla Cia) nel 1954. Il Che ne fu testimone sul posto. Successivamente nell\u2019esilio Juan Jos\u00e9 fu pure tra i promotori del semiclandestino Partito Guatemalteco del Lavoro.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che Bernardo Ar\u00e9valo (nato in Uruguay dove la sua famiglia era riparata) non avr\u00e0 pressoch\u00e9 alcuna chance nella disputa finale con Sandra Torres. Ma almeno \u00e8 riuscito a sconfiggere i destri pi\u00f9 titolati che ovviamente ora convergeranno sulla sua avversaria: a partire da Manuel Conde, candidato dal partito Vamos del capo di stato uscente Alejandro Giammattei, che prima di uscire di scena ha fatto chiudere ElPeriodico (l\u2019unico quotidiano indipendente) e condannare a 6 anni il suo direttore Ruben Zamora. Ma soprattutto Zury Rios del partito Valor, anche lei figlia (all\u2019inverso) del generale genocida Efra\u00edn Rios Montt, dittatore fra l\u201982 e \u201983 nonch\u00e9 fra gli apripista delle sette fondamentaliste in America Latina (in chiave anti Teologia della Liberazione) essendo egli stesso \u201cpastore della Iglesia del Verbo\u201d (mentre suo fratello Mario Enrique era vescovo cattolico).<br \/>\nIN OGNI CASO FRA IL 60% dei potenziali votanti che si sono recati alle urne, il primo partito \u00e8 stato il voto nullo col 17.4%. Mentre le schede bianche hanno di fatto conteso il quarto posto sia a Conde che a Zury Rios.<br \/>\nCome a dire che il malcontento \u00e8 assai profondo e l\u2019affermazione parziale del partito Semilla ha costituito un disperato sussulto di resistenza in un paese che dopo il colpo di stato del \u201954 ha vantato la guerriglia pi\u00f9 antica del subcontinente latinoamericano (quanto quella colombiana) ma dove la sinistra (al di l\u00e0 dei propri stessi limiti) \u00e8 stata via via estromessa d\u2019autorit\u00e0. In particolare dopo l\u2019azzeramento della Commissione internazionale contro l\u2019impunit\u00e0 delle Nazioni unite da parte del predecessore di Giammattei, l\u2019ex presentatore e comico televisivo Jimmy Morales. Un\u2019entit\u00e0 scaturita dagli storici accordi di pace del \u201996 che posero fine alla sanguinosa guerra civile. Cui segu\u00ec il rapporto della Commissione della Verit\u00e0 dell\u2019Onu che certific\u00f2 il genocidio di 190mila indigeni. Gi\u00e0 ampiamente documentato dal vescovo Juan Gerardi, assassinato a Citt\u00e0 di Guatemala nel \u201898.<br \/>\nDAL CANTO SUO Sandra Torres \u00e8 alla terza candidatura presidenziale, giungendo sempre al ballottaggio. Primera Dama del presidente moderato \u00c0lvaro Colom (2008\/2012) non esit\u00f2 a divorziare dal lui per dribblare il veto costituzionale alla candidatura di familiari di ex capi di stato. \u00c8 stata in carcere per qualche mese nel 2019 per finanziamenti elettorali illeciti, risultando poi assolta.<br \/>\nSarebbe la prima donna ad assurgere alla massima carica dello stato (ci aveva provato pure nel 2011 la Nobel per la pace Rigoberta Mench\u00f9, estraniatasi poi dalla scena politica). Nel paese pi\u00f9 grande e popolato, pi\u00f9 bianco e al contempo indigeno, pi\u00f9 ricco e diseguale, pi\u00f9 narco e criminalmente organizzato dell\u2019istmo centroamericano. Immerso nella pi\u00f9 totale indifferenza della comunit\u00e0 internazionale.<br \/>\n*(Gianni Beretta. Corrispondente dal Centro America per il Manifesto, collaboratore di Epoca e Panorama e di diverse testate radiofoniche)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Massimiliano Cassano *: IL PIANO PER SALVARE L&#8217;AMAZZONIA &#8211; IL PRESIDENTE BRASILIANO LULA AVVIA UN PROGETTO PER METTERE FINE ALLA DEFORESTAZIONE DEL POLMONE VERDE DEL PIANETA. SOTTO LA DESTRA DI BOLSONARO ABBATTUTI 21 ALBERI AL SECONDO.<\/strong><\/p>\n<p>La prima fase del suo Piano d&#8217;azione per la prevenzione e il controllo della deforestazione in Amazzonia era cominciata 20 anni fa, durante il primo mandato da presidente del Brasile: adesso che \u00e8 tornato al Pal\u00e1cio do Planalto, Luiz In\u00e1cio Lula da Silva \u00e8 chiamato a dar conto alle centinaia di associazioni ambientaliste del paese che hanno esultato quando il 31 ottobre 2022 la sua vittoria elettorale al ballottaggio contro Jair Bolsonaro era stata dichiarata ufficialmente.<br \/>\nLo ha fatto con un nuovo pacchetto di misure varate nei primi giorni di giugno, una strategia studiata per raggiungere l&#8217;ambizioso obiettivo di fermare la deforestazione illegale entro il 2030. \u00c8 la quinta riforma a tutela dell\u2019Amazzonia sotto il suo governo, estensione di un progetto ambientalista che tra il 2004 e il 2012 ha permesso la riduzione della deforestazione dell\u201983%.<\/p>\n<p>Tra i provvedimenti sottoscritti da Lula c\u2019\u00e8 l\u2019impegno a raggiungere la \u201cdeforestazione a netto zero\u201d, vale a dire il reimpianto di tutti gli alberi abbattuti, ripristinando gli stock di vegetazione autoctona come compensazione a medio termine per la rimozione legale della vegetazione.<\/p>\n<p>LE MISURE IN DIFESA DI FLORA E FAUNA<br \/>\nIl governo ha esteso di 1.800 ettari un\u2019unit\u00e0 di conservazione della foresta, spazi soggetti a tutela diretta, disponendone la creazione di nuove e assegnando 57 milioni di ettari di terreno pubblico attualmente senza protezione speciale, un&#8217;area approssimativamente equivalente alla dimensione della Francia. L\u2019allevamento del bestiame, tra le principali cause della deforestazione, \u00e8 stato disincentivato a vantaggio della produzione di bacche di a\u00e7ai, tra i frutti pi\u00f9 nutrienti di tutta l&#8217;Amazzonia.<\/p>\n<p>Oltre alla protezione della preziosa flora locale, le misure tutelano anche direttamente la fauna, ad esempio ponendo limitazioni alla pesca del piraruc\u00fa, il pesce pi\u00f9 grande dell\u2019area, da poco tornato a popolare i laghi del Medio Jurua. In un piano allargato di tutela del verde nazionale, Lula ha anche posto il veto alla legislazione approvata dal Congresso che avrebbe consentito il taglio delle restanti aree della Foresta Atlantica, nel sud-est del paese. Secondo Suely Ara\u00fajo, consulente politico dell&#8217;Osservatorio climatico del Brasile, il piano d&#8217;azione \u00e8 fondamentale per la ricostruzione della governance ambientale, dopo un quadriennio che da questo punto di vista si \u00e8 rivelato il pi\u00f9 distruttivo della storia dell\u2019Amazzonia.<\/p>\n<p>L\u2019EREDIT\u00c0 DI BOLSONARO<br \/>\nUn nuovo rapporto di MapBiomas, rete collaborativa brasiliana formata da ong, universit\u00e0 e startup tecnologiche, evidenzia come soltanto nel 2022 Bolsonaro abbia portato a termine una carneficina ambientale, deforestando un\u2019area di 18mila chilometri quadrati, quasi un quarto in pi\u00f9 rispetto al 2021, gi\u00e0 segnato da un record in questo senso. Con l\u2019estrema destra al potere, nella foresta Amazzonica sono stati abbattuti 21 alberi al secondo: un totale di oltre 300mila interventi di deforestazione, con il dato peggiore registrato il 25 luglio scorso, quando in 24 ore fu raso al suolo l\u2019equivalente di 8.400 campi da calcio.<\/p>\n<p>Ma questo sembra essere il passato. Le nuove politiche di Lula vanno anche nella direzione di un ripristino dei rapporti tra la capitale Brasilia e le comunit\u00e0 indigene che abitano l\u2019Amazzonia, costrette a ritirarsi sempre pi\u00f9 nella foresta per colpa del land grabbing massivo degli ultimi anni.<\/p>\n<p>IL NUOVO CORSO DI LULA<br \/>\nIl nuovo governo ha riconosciuto sei nuovi territori indigeni per un\u2019estensione complessiva di poco meno di 1.200 chilometri quadrati, aree in cui le estrazioni minerarie sono vietate e l\u2019agricoltura su scala commerciale, cos\u00ec come il disboscamento, sono consentite soltanto attraverso autorizzazioni specifiche. Il chiaro messaggio sull\u2019inversione di marcia arriva anche dalla scelta della citt\u00e0 che ospiter\u00e0 la trentesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop30, che si terr\u00e0 a Belem, in piena foresta Amazzonica. \u201cHo gi\u00e0 partecipato alle Cop in Francia e in Egitto &#8211; ha dichiarato Lula &#8211; e tutti parlavano incessantemente dell\u2019Amazzonia. Per questo mi sono detto che ospitare la conferenza l\u00ec possa rappresentare un modo per far conoscere davvero la foresta a tutti\u201d.<br \/>\n*( Fonte: Wired. Massimiliano Cassano. Napoletano, giornalista professionista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 \u2013 Andrea Pipino*: EVEREST \u00c8 IL NUOVO NUMERO DI INTERNAZIONALE STORIA E RACCONTA LE SPEDIZIONI PER CONQUISTARE LA VETTA DELL\u2019HIMALAYA ATTRAVERSO LA STAMPA DELL\u2019EPOCA. SI PU\u00d2 COMPRARE IN EDICOLA E ONLINE, OPPURE IN DIGITALE SULL\u2019APP DI INTERNAZIONALE.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon sono molte le avventure moderne, almeno tra quelle pacifiche, ad aver conquistato lo status di allegorie. [\u2026] Una \u00e8 stata l\u2019impresa definitiva dell\u2019esplorazione umana: l\u2019arrivo dell\u2019Apollo 11 sulla Luna. L\u2019altra, la prima ascensione del monte Everest\u201d, ha scritto Jan Morris, che raccont\u00f2 per il Times di Londra la conquista della vetta pi\u00f9 alta del mondo, il 29 maggio 1953. E in effetti in quell\u2019impresa s\u2019intrecciano suggestioni, temi e questioni di natura diversissima.<\/p>\n<p>Per gli esploratori del primo novecento il picco dell\u2019Himalaya era l\u2019ultimo grande traguardo rimasto sulla Terra. \u201cPerch\u00e9 \u00e8 l\u00ec\u201d, rispose George Mallory a chi nel 1924, prima della spedizione in cui sarebbe morto, gli chiese perch\u00e9 fosse cos\u00ec determinato a scalare l\u2019Everest. Tre parole che distillano l\u2019essenza dell\u2019alpinismo: la sfida con se stessi, con le montagne, con la morte.<br \/>\nNella scalata del 1953 c\u2019\u00e8 per\u00f2 anche molto altro. L\u2019ostinazione con cui i britannici inseguono l\u2019impresa per pi\u00f9 di trent\u2019anni \u00e8 infatti in qualche modo eredit\u00e0 del conflitto militare e diplomatico combattuto tra le grandi potenze in Asia centrale lungo tutto l\u2019ottocento, ed \u00e8 alimentata dalla curiosit\u00e0 e dal coraggio di tanti esploratori, forse gli ultimi protagonisti di quel \u201cgrande gioco\u201d. La conquista della vetta \u00e8 anche uno dei sussulti finali dell\u2019impero, sei anni dopo la perdita dei possedimenti indiani e tre anni prima della crisi di Suez, che segner\u00e0 il declino definitivo delle ambizioni di Londra di rimanere una potenza globale.<br \/>\nMa la conquista dell\u2019Everest riguarda soprattutto l\u2019Asia, che proprio in quegli anni si stava liberando del dominio coloniale e stava ricostruendo identit\u00e0 nazionali il pi\u00f9 possibile distanti dai modelli britannici. Su questo processo la missione del 1953 avrebbe avuto un\u2019influenza non trascurabile. Ma non \u00e8 ancora tutto: l\u2019apertura di una via per la vetta solleva anche problemi ambientali, trasforma le pratiche dell\u2019alpinismo e crea un nuovo rapporto con l\u2019universo culturale e religioso dell\u2019Himalaya. Insomma, parlando della scalata di Tenzing e Hillary si riflette necessariamente su colonialismo, politica, economia, geopolitica, antropologia, ecologia.<br \/>\nIn Everest questi temi sono organizzati in tre sezioni, lungo un filo cronologico. La prima racconta le nove spedizioni organizzate tra il 1921 e il 1952, che aprono la strada alla scalata del 1953. Alla quale \u00e8 invece dedicata la seconda sezione, con un lungo resoconto sul campo e i ritratti dei suoi due protagonisti. Nella terza parte si riflette sulle conseguenze della conquista dell\u2019Everest con la consapevolezza \u2013 ambientale, culturale, politica \u2013 maturata negli ultimi decenni. Il tutto serve a fornire un quadro il pi\u00f9 possibile ampio dell\u2019impresa del 1953.<br \/>\nMa di certo non basta a spiegare il dilemma pi\u00f9 affascinante dell\u2019alpinismo: da dove viene quel fuoco che spinge uomini e donne a rischiare la vita per raggiungere il punto pi\u00f9 alto di una montagna e avvicinarsi un po\u2019 di pi\u00f9 al cielo.<br \/>\n*( Andrea Pipino, giornalista di Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 \u2013 Beno\u00eet Vitkine*: RUSSIA VLADIMIR PUTIN AFFRONTA L\u2019AMMUTINAMENTO DEL GRUPPO WAGNER &#8211; IN RUSSIA, ORA C\u2019\u00c8 UN CAMPO \u201cLEALISTA\u201d E UN CAMPO \u201cRIBELLE\u201d.<\/strong> SABATO 24 GIUGNO, L\u2019AMMUTINAMENTO GUIDATO DA EVGENIJ PRIGO\u017dIN E DALLA SUA MILIZIA WAGNER HA PRESO IL CONTROLLO DI UNA CITT\u00c0 DI UN MILIONE DI ABITANTI, ROSTOV SUL DON, E HA PRESO IN OSTAGGIO ALCUNI GENERALI. QUESTO SCONVOLGIMENTO \u00c8 AVVENUTO DURANTE LA NOTTE, DOPO CHE IL GIORNO PRECEDENTE PRIGO\u017dIN AVEVA ORDINATO A \u201c25MILA COMBATTENTI\u201d DI TORNARE DAL FRONTE UCRAINO PER \u201cLIBERARE IL POPOLO RUSSO\u201d E \u201cRIPORTARE L\u2019ORDINE NEL PAESE\u201d. QUESTO FA PRECIPITARE L\u2019INTERA RUSSIA IN UN ENORME BUCO NERO.<\/p>\n<p>A Mosca le cose vengono dette altrettanto chiaramente. Da venerd\u00ec sera, tutte le istituzioni del paese, dal Cremlino al ministero della difesa, dai servizi segreti dell\u2019Fsb al Comitato investigativo, usano le stesse parole inaudite: \u201cribellione armata\u201d, \u201ccolpo di stato militare\u201d. Ma Prigo\u017ein si difende, insistendo sul fatto che il suo obiettivo sono solo i vertici militari, non Vladimir Putin. Ma l\u2019ascesso che si \u00e8 formato in questi mesi \u00e8 troppo grande per essere curato e la sfida allo stato impossibile da ignorare.<\/p>\n<p>Sabato mattina, Vladimir Putin non ha provato a nascondere la gravit\u00e0 del momento. In un solenne discorso di cinque minuti, durante il quale non ha mai fatto il nome del suo ex chef, il presidente ha parlato di un \u201ctradimento\u201d commesso in nome di \u201cambizioni sproporzionate\u201d e di una \u201cpugnalata alle spalle\u201d arrivata in un momento in cui la Russia stava \u201cresistendo all\u2019aggressione dei neonazisti e dei loro padroni\u201d. Esortando il popolo russo a \u201cunirsi\u201d, Putin ha avvertito che le risposte dello stato saranno \u201cdure\u201d, promettendo \u201cpunizioni inevitabili a coloro che hanno consapevolmente intrapreso la strada del tradimento\u201d.<\/p>\n<p>Il patriarca della chiesa ortodossa, Kirill, da parte sua ha invitato i cittadini a pregare per Vladimir Putin, mentre i principali membri dell\u2019\u00e9lite, governatori e deputati, hanno moltiplicato i loro messaggi di fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cSiamo tutti pronti a morire\u201d<br \/>\n\u00c8 probabile che le prossime ore o i prossimi giorni ruotino intorno al destino di Rostov. Dal 2014 la citt\u00e0, a circa 950 chilometri a sud della capitale, \u00e8 servita come base di retrovia per le operazioni russe nel Donbass ucraino, comprese quelle del gruppo Wagner. All\u2019alba di sabato \u00e8 stata invasa da militari e carri armati che hanno preso il controllo di diversi edifici pubblici, tra cui il quartier generale dell\u2019esercito. Per diverse ore, i residenti non sono stati in grado di identificare i soldati, che indossano uniformi decorate con nastri d\u2019argento, che piazzavano mitragliatrici sui marciapiedi.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo stesso quartier generale che poco dopo \u00e8 apparso Evgenij Prigo\u017ein, che fino a quel momento non si era ancora visto. \u201cI siti militari di Rostov sono sotto controllo, compreso il campo d\u2019aviazione\u201d, ha assicurato in un video diffuso dai suoi servizi, prima di mostrarsi in un secondo video insieme a un generale e al viceministro della difesa Junus-bek Evkurov. Il tono \u00e8 cordiale, ma \u00e8 difficile non capire cosa siano questi due alti ufficiali: ostaggi, o prigionieri. Solo il giorno prima il generale Vladimir Alexeyev era apparso in un video, trasmesso dall\u2019esercito, in cui esortava i combattenti della Wagner a disobbedire al loro leader.<\/p>\n<p>\u201cSe inviate aerei [contro di noi], li distruggeremo\u201d, avverte ora Prigo\u017ein, che ha chiesto un incontro con il ministro della difesa Sergej \u0160ojgu e il capo di stato maggiore Valerij Guerassimov, i suoi due principali obiettivi nel braccio di ferro che sta conducendo da diversi mesi contro l\u2019esercito. \u201cSe non verranno, andremo a Mosca\u201d, continua. \u201cTutti e 25mila siamo pronti a morire\u201d.<\/p>\n<p>Nessuna richiesta specifica<br \/>\nFatto forse ancora pi\u00f9 preoccupante per Mosca, Prigo\u017ein non avanza alcuna richiesta specifica. Nei suoi colloqui con i generali ha criticato l\u2019esercito per aver \u201cbombardato i civili\u201d. Venerd\u00ec 23 giugno, prima che la crisi degenerasse, aveva gi\u00e0 messo in dubbio le basi dell\u2019\u201doperazione militare speciale\u201d, affermando che dal 2014 l\u2019Ucraina si era limitata a colpire le posizioni militari nel Donbass e che Kiev non aveva \u201calcuna intenzione di attaccare la Russia nel 2022 con l\u2019aiuto della Nato\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo secondo video di sabato mattina, l\u2019uomo d\u2019affari originario di San Pietroburgo ha anche dedicato diversi minuti a denunciare le \u201cbugie\u201d del ministero della difesa sulla controffensiva ucraina. \u201cSi sta perdendo una grande quantit\u00e0 di territorio\u201d e \u201cmolti soldati vengono uccisi\u201d, sostiene, citando la cifra di \u201cmille al giorno\u201d, compresi i feriti e i dispersi.<\/p>\n<p>Sulla carta, la compagnia Wagner non rappresenta una minaccia eccessiva per l\u2019esercito russo. Per ammissione del suo stesso leader, \u00e8 stata decimata da dieci mesi di assalti alla citt\u00e0 ucraina di Bakhmut. In primavera, il ministero della difesa aveva privato la milizia della sua principale risorsa, prendendo nelle sue mani il reclutamento dei detenuti. Allo stesso tempo, ai mezzi d\u2019informazione \u00e8 stato ordinato di non parlare pi\u00f9 di lui o delle azioni della sua milizia.<\/p>\n<p>Inoltre Prigo\u017ein non ha alleati, almeno per il momento. Venerd\u00ec sera, gli ambienti ultranazionalisti, spesso sedotti dalla sua verve, si sono dissociati da lui. E nella notte il generale Sergej Sourovikine, comandante in capo dell\u2019operazione speciale e intermediario del capo della Wagner presso lo stato maggiore, \u00e8 apparso in un video per chiedere ai mercenari di \u201cnon fare il gioco del nemico\u201d.<\/p>\n<p>Un evidente costo politico<br \/>\n\u00c8 anche difficile sapere cosa abbia spinto le due forze a combattersi. Nella notte si erano gi\u00e0 verificati brevi scontri di modesta entit\u00e0 nelle regioni di Rostov e Vorone\u017e. Almeno, questo \u00e8 quanto indicano alcuni video girati da testimoni, che fanno sentire il rumore degli spari e degli elicotteri in volo. I combattimenti sono ripresi con maggiore intensit\u00e0 al mattino, con il rumore delle armi pesanti. Il gruppo Wagner sostiene, ma non \u00e8 verificabile, di aver abbattuto tre elicotteri.<\/p>\n<p>La minaccia per il Cremlino \u00e8 grave. Il confronto di oggi si svolge sullo sfondo della controffensiva ucraina e il suo costo militare potrebbe essere significativo. Gi\u00e0 nella notte, il ministero della difesa ha affermato che Kiev intendeva approfittare della \u201cdisorganizzazione\u201d da parte russa per lanciare un assalto intorno a Bakhmut. Rostov \u00e8 una citt\u00e0 chiave per i rifornimenti al fronte del Donbass e Prigo\u017ein ha promesso di non interrompere le operazioni.<\/p>\n<p>Il capo della Wagner ha spesso sottolineato che gran parte dell\u2019esercito lo sostiene, soprattutto nei ranghi inferiori \u2013 ancora una volta un\u2019affermazione non verificabile, ma che lo stato maggiore avrebbe preferito non dover affrontare. Gi\u00e0 sabato si era appreso che le colonne della Wagner erano entrate nella citt\u00e0 di Vorone\u017e senza trovare resistenza.<\/p>\n<p>Anche il costo politico \u00e8 evidente. Certo, Mosca sembra ancora lontana dall\u2019epicentro delle tensioni, nonostante l\u2019istituzione di un \u201cregime di operazioni antiterrorismo\u201d e la comparsa di blindati leggeri davanti ai siti strategici da proteggere. Ma la sfida che attende chi \u00e8 al potere \u00e8 notevole. Agli occhi di una parte dell\u2019\u00e9lite, Vladimir Putin aveva gi\u00e0 dato prova di debolezza permettendo a Prigo\u017ein di attaccare senza sosta i suoi rivali al ministero della difesa. Per il Cremlino \u00e8 fondamentale non permettere che la situazione si deteriori; fare marcia indietro sembra difficile. Venerd\u00ec sera l\u2019Fsb ha formalmente aperto un\u2019indagine contro Prigo\u017ein per \u201cappello all\u2019insurrezione armata\u201d. La mattina seguente, tuttavia, il ministero della difesa ha offerto una forma di amnistia \u2013 \u201cun ritorno sicuro alle basi\u201d \u2013 ai combattenti della Wagner che erano stati \u201cingannati nell\u2019avventura criminale di Prigo\u017ein\u201d.<\/p>\n<p>Le cose si sono deteriorate a un ritmo straordinario. Tre settimane fa, la cattura di un alto ufficiale dell\u2019esercito da parte della Wagner, sullo sfondo di un presunto scontro a fuoco tra le due fazioni, era gi\u00e0 una notizia sensazionale. Prigo\u017ein aveva gi\u00e0 intenzione di provocare questo ammutinamento, che sembrava l\u2019escalation definitiva? Si \u00e8 forse lasciato sopraffare dagli eventi, visto che il suo primo video, venerd\u00ec scorso, \u00e8 stato pubblicato dopo quelli che, a suo dire, erano stati attacchi aerei \u201cmolto letali\u201d dell\u2019esercito russo contro le basi della Wagner? Oppure stava reagendo alle voci secondo cui la sua avventura stava per finire? Il metodo \u2013 sbaragliare gli avversari per paralizzarli \u2013 ha finora funzionato bene per lui, in assenza di una seria resistenza.<\/p>\n<p>Oltre al rischio di arresto del suo leader, auspicato da gran parte dell\u2019\u00e9lite politica e militare, la Wagner vedeva il cerchio stringersi con l\u2019avvicinarsi della scadenza di un ultimatum fissato dall\u2019esercito: entro il 1\u00b0 luglio la milizia, come le altre \u201cformazioni volontarie\u201d, doveva firmare un \u201ccontratto\u201d con il ministero della difesa per legalizzare la propria situazione. Vladimir Putin aveva approvato pubblicamente la mossa e per una volta era uscito dal suo silenzio.<br \/>\n(Beno\u00eet Vitkine, Le Monde, Francia &#8211; Traduzione di Stefania Mascetti, Questo articolo \u00e8 stato PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO FRANCESE LE MONDE.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Federico Rucco*: L\u2019OCCIDENTE GUARDA MA NON CAPISCE MOLTO SU COSA \u00c8 ACCADUTO IN RUSSIA.<\/strong><br \/>\nLE REAZIONI OCCIDENTALI AGLI AVVENIMENTI IN RUSSIA RIVELANO UN VISCHIOSO MIX TRA SPERANZE E TIMORI, TRA VOGLIA DI COGLIERE L\u2019OPPORTUNIT\u00c0 E TROPPE INCERTEZZE PER REGOLARE I CONTI CON LA RUSSIA. LE ANALISI APPAIONO MOLTO PI\u00d9 ARTICOLATE NEGLI STATI UNITI E MOLTO SUPERFICIALI NELL\u2019UNIONE EUROPEA. EMERGE IL GAP DELLE INFORMAZIONI MESSE A DISPOSIZIONI AI GOVERNI DALLE DIVERSE AGENZIE INTELLIGENCE.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, secondo il quotidiano \u201cWashington Post\u201d, l\u2019intelligence degli Usa avrebbe appreso gi\u00e0 alla met\u00e0 di giugno che Prigozhin stava preparando un\u2019insurrezione in Russia. Per il \u201cNew York Times\u201d, i servizi avrebbero informato la Casa Bianca, il dipartimento della Difesa e il Congresso degli Usa della rivolta del gruppo Wagner 24 ore prima del suo inizio.<br \/>\nOggi il New York Times scrive che \u201cla minaccia immediata \u00e8 stata scongiurata. Ma nel processo, Putin ha perso molto della sua reputazione di assicurare la stabilit\u00e0\u201d. Il fatto che Prigozhin e le sue forze non siano stati puniti ha perforato la reputazione del signor Putin come leader deciso che non avrebbe tollerato la slealt\u00e0.<br \/>\nUno degli aspetti pi\u00f9 confusi della crisi, secondo il NYT \u00e8 stato il motivo per cui Putin ha permesso che il conflitto pubblico di Prigozhin con il Ministero della Difesa russo si intensificasse per mesi senza affrontarlo. Prigozhin era stato sfacciatamente schietto nell\u2019attaccare e sminuire la leadership dell\u2019esercito russo. \u201cDue persone vicine al Cremlino, parlando a condizione di anonimato per discutere questioni politiche delicate, hanno descritto la crisi come prima di tutto il prodotto di un sistema di governo disfunzionale che rasenta il caos, vividamente catturato nella parola russa bardak\u201d.<\/p>\n<p>A giudizio dell\u2019Istituto per lo Studio della Guerra (Isw) i mercenari del Gruppo Wagner di Evgeny Prigozhin non sarebbero stati in grado di affrontare un conflitto armato con le truppe dell\u2019esercito russo e occupare Mosca senza un ulteriore sostegno. Secondo fonti russe, scrive il centro studi statunitense, la prima colonna del Gruppo Wagner che ha iniziato a muoversi verso Mosca era composta da 350 pezzi di equipaggiamento, tra cui nove carri armati, quattro veicoli da combattimento Tiger, un sistema di lanciarazzi multipli Grad e un obice. Le altre tre colonne della Wagner che si muovevano verso Mosca avevano rispettivamente 375, 100 e 212 pezzi di equipaggiamento, la maggior parte dei quali erano camion non blindati, auto e autobus. Il think tank statunitense commenta di non poter confermare l\u2019esatta composizione delle colonne della Wagner. Tuttavia, sottolinea, le notizie attuali suggeriscono che le forze di Prigozhin avrebbero avuto difficolt\u00e0 ad occupare completamente Mosca o a condurre combattimenti prolungati con le Forze armate russe. Prigozhin, conclude il rapporto, potrebbe essere diventato pi\u00f9 disponibile a trattare con Lukashenko quando le sue forze si avvicinavano a Mosca ed ha capito che il tempo stava per scadere per raccogliere il sostegno militare necessario per un potenziale conflitto armato con l\u2019esercito russo.<br \/>\nL\u2019Associated Press scrive che non \u00e8 ancora chiaro cosa avrebbe significato per la guerra in Ucraina la fessura aperta dalla ribellione di 24 ore. Ma il risultato \u00e8 che alcune delle migliori forze che combattevano per la Russia sono state ritirate dal campo di battaglia. La rapida avanzata in gran parte incontrastata delle forze Wagner ha anche messo in luce vulnerabilit\u00e0 nelle forze di sicurezza e militari della Russia. \u201cOnestamente penso che Wagner probabilmente abbia fatto pi\u00f9 danni alle forze aerospaziali russe nell\u2019ultimo giorno di quanto abbia fatto l\u2019offensiva ucraina nelle ultime tre settimane\u201d, ha detto in un podcast Michael Kofman, direttore degli studi sulla Russia presso il think thank Center for Naval Analisys.<br \/>\nNella loro fulminea avanzata, sabato le forze di Prigozhin hanno preso il controllo di due centri militari nel sud della Russia e si sono avvicinate a 200 chilometri (120 miglia) da Mosca prima di ritirarsi. \u201cEppure la ribellione \u00e8 svanita rapidamente, in parte perch\u00e9 Prigozhin non aveva il sostegno che apparentemente si aspettava dai servizi di sicurezza russi\u201d.<br \/>\nInteressante l\u2019analisi di Brian Withmore dell\u2019Atlantic Coucil secondo cui la guerra contro l\u2019Ucraina \u201cha diviso l\u2019\u00e9lite russa in due fazioni: i falchi che vogliono solo la conquista di Kiev e una parata militare sui Khreshchatyk e cleptocrati che vogliono tornare al mondo precedente al 24 febbraio 2022. Nessuna di queste cose accadr\u00e0, quindi nessuno \u00e8 felice. Di queste due fazioni, i falchi sono di gran lunga la minaccia pi\u00f9 potente e pi\u00f9 seria per il regime. Questo ha messo Putin in una posizione molto precaria, indipendentemente da come si risolve la ribellione di Prigozhin\u201d.<br \/>\nIn secondo luogo, per Withmore la ribellione di Prigozhin illustra anche i pericoli della \u201cpolitica estera del capitale di rischio\u201d di Putin, che esternalizza compiti chiave ad attori nominalmente del settore privato al di fuori della normale catena di comando. Il sistema russo non si basa sulle istituzioni ma su reti clientelari informali con Putin come arbitro supremo. Quando Putin \u00e8 forte, questo approccio funziona, fino a un certo punto. Ma quando Putin \u00e8 indebolito, pu\u00f2 andare fuori controllo.<br \/>\nIn terzo luogo, i krysha di Prigozhin in questo sistema informale sembrano abbandonarlo. Il generale Sergei Surovikin e il leader ceceno Ramzan Kadyrov lo hanno gi\u00e0 sconfessato. \u00c8 anche difficile immaginare un altro presunto alleato, il leader di Rosgvardia Viktor Zolotov, schierarsi con Prigozhin su Putin. Questo probabilmente spiega la ritirata tattica di Prigozhin. Ma anche se la crisi immediata viene risolta, la sua causa sottostante continuer\u00e0 a indebolire il regime.<br \/>\nL&#8217;ex direttore della CIA il generale David Petraeus intervistato dalla Cnn ha avvertito il leader della fallita rivolta in Russia, Yevgeny Prigozhin, di \u201cstare molto attento alle finestre aperte\u201d. Il generale in pensione apparentemente si riferiva al numero di importanti personaggi russi che sono morti in circostanze poco chiare, comprese le cadute dalle finestre.<br \/>\nIn Europa la situazione che appare pi\u00f9 imbarazzante, a seguito degli avvenimenti in Russia, si \u00e8 rivelata quella della Germania sotto due aspetti.<br \/>\nIl primo \u00e8 che il Bnd, ossia l\u2019agenzia di intelligence della Germania, \u00e8 stata colta di sorpresa dalla rivolta del gruppo paramilitare Wagner in Russia. Secondo quanto appreso dal settimanale \u201cDer Spiegel\u201d, il Bnd ha riferito sull\u2019insurrezione all\u2019esecutivo tedesco per la prima volta nella mattinata del 24 giugno, quando i mercenari al comando di Evgeny Prigozhin avevano gi\u00e0 occupato Rostov sul Don. Nella giornata del 23 giugno, deputati del Bundestag hanno preso parte a un rapporto riservato sulla situazione in Ucraina presso il ministero della Difesa di Berlino. Alla riunione erano presenti anche funzionari di alto rango del Bnd, che \u201cnon hanno detto una parola\u201d su una possibile lotta per il potere in Russia.<br \/>\nIl secondo aspetto \u00e8 il dato di fatto che ha visto come i servizi di intelligence tedeschi non fossero a conoscenza di importanti sviluppi in Russia e questa sar\u00e0 la questione al centro della riunione odierna della commissione Esteri del Bundestag. Se confermata, sarebbe la terza occasione in cui il Bnd viene colto di sorpresa, dopo la riconquista di Kabul da parte dei talebani nel 2021 e l\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio dello scorso anno. In quella data, il direttore del Servizio federale per le informazioni, Bruno Kahl, si trovava a Kiev e dovette essere esfiltrato mentre la capitale dell\u2019ex repubblica sovietica veniva bombardata dai reparti russi.<br \/>\nTutto questo conferma come i servizi di intelligence statunitensi col piffero che socializzano le loro informazioni con quelli alleati lasciandoli al buio anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<br \/>\nIl presidente francese Macron ha dichiarato in un\u2019intervista che la ribellione armata condotta da Yevgeny Prigozhin e dal gruppo di mercenari Wagner rivela divisioni all\u2019interno del governo russo. Il presidente Macron ha detto che \u201cho seguito gli eventi ora per ora, in collaborazione con i principali partner della Francia \u2026 emergono le divisioni che esistono all\u2019interno del regime russo, la fragilit\u00e0 sia dei suoi eserciti che delle sue forze ausiliarie come il gruppo wagneriano\u201d. Macron ha ribadito l\u2019importanza di sostenere lo sforzo bellico ucraino nell\u2019evidente instabilit\u00e0 delle strutture di potere interne della Russia.<br \/>\nIl pi\u00f9 ottuso e svelto a battere cassa, come al solito, \u00e8 Josep Borrell, responsabile della politica estera dell\u2019Unione Europea. \u201cQuesto \u00e8 il momento di sostenere Kiev pi\u00f9 di ogni altro momento ed \u00e8 un bene che l\u2019Epf (il cd fondo europeo per la pace, ndr) sia rimpinguato con altri 3,5 miliardi. La guerra sta incrinando la forza militare russa e sta mettendo in crisi il governo: ora una potenza nucleare come la Russia potrebbe affrontare un periodo d\u2019instabilit\u00e0 e dobbiamo prendere in considerazione questo scenario\u201d<br \/>\n*(Fonte Il Manifesto. Federico Rucco, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; COS\u2019\u00c8 LA POLITICA EUROPEA DI COESIONE &#8211; SONO TUTTI GLI INVESTIMENTI ATTUATI TRAMITE I FONDI STRUTTURALI EUROPEI CHE HANNO L\u2019OBIETTIVO DI RIDURRE I DIVARI ECONOMICI E SOCIALI TRA I TERRITORI.<\/strong><br \/>\nA livello europeo, sono previsti investimenti per sostenere le economie degli stati membri, con una forte attenzione alla riduzione dei divari tra le regioni. L\u2019insieme di norme, fondi e interventi che hanno questa funzione specifica \u00e8 definito dalla politica di coesione. L\u2019espressione \u201ccoesione\u201d viene intesa sotto tre aspetti principali: quello economico, quello sociale e quello territoriale.<br \/>\nQuesto \u00e8 il principale piano di investimento europeo, che si innesta su tutta una serie di fondi legati a diversi settori, come ad esempio il fondo europeo di sviluppo regionale (che promuove lo sviluppo economico) e il fondo sociale europeo (che comprende incentivi all\u2019occupazione). Ha le sue basi giuridiche all\u2019interno degli articoli che vanno dal 174 al 178 del trattato sul funzionamento dell\u2019unione europea (Tfeu).<br \/>\nPer promuovere uno sviluppo armonioso dell\u2019insieme dell\u2019Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale.<\/p>\n<p>\u2013 TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL\u2019UNIONE EUROPEA \u2013 ARTICOLO 174<\/p>\n<p>SONO DUE GLI AMBITI SPECIFICI SU CUI INSISTE LA POLITICA DI COESIONE:<br \/>\nINVESTIMENTI A FAVORE DELL\u2019OCCUPAZIONE E DELLA CRESCITA;<br \/>\nCOOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA.<br \/>\nUNA PARTICOLARE ATTENZIONE VIENE RISERVATA ALLE ZONE RURALI E A QUELLE CHE PRESENTANO RILEVANTI SVANTAGGI DEMOGRAFICI COME LE AREE A BASSA DENSIT\u00c0 DEMOGRAFICA E LE REGIONI INSULARI, TRANSFRONTALIERE E DI MONTAGNA.<\/p>\n<p>Dati<br \/>\nPer quel che riguarda il periodo 2021-2027, la politica di coesione verr\u00e0 finanziata attraverso il quadro finanziario pluriennale, che viene redatto per definire i budget dei fondi strutturali.<\/p>\n<p>392 MILIARDI LE RISORSE COMPLESSIVE DELLA POLITICA DI COESIONE 2021-2027.<\/p>\n<p>Di questi, circa 11,3 miliardi saranno trasferiti al meccanismo per collegare l\u2019Europa, un sistema di sostegno alle infrastrutture dei trasporti, e 2,5 invece avranno lo scopo di finanziare le funzioni tecniche e di supporto dei programmi. Sono quindi 378 miliardi quelli che verranno utilizzati per il finanziamento dei progetti e il raggiungimento degli obiettivi europei.<\/p>\n<p>Di questi fondi, la maggior parte \u00e8 destinata agli investimenti legati al primo obiettivo, quello relativo agli investimenti e alla crescita, con circa 369 miliardi. Per quel che riguarda i contributi del fondo europeo di sviluppo regionale e il fondo sociale europeo (complessivamente l\u201985% di questo primo obiettivo), vengono allocati seguendo un criterio di classificazione regionale. I territori sono quindi stati divisi a seconda del grado di sviluppo economico in modo da comprendere verso quali aree veicolare i fondi.<\/p>\n<p>Le zone considerate meno sviluppate dal punto di vista economico si trovano in particolare nelle aree orientali e meridionali dell\u2019Unione. Si pu\u00f2 vedere come per numerosi casi sia la regione della capitale ad essere quella pi\u00f9 avanzata, come nel caso di Bucarest e dell\u2019area metropolitana di Lisbona. In Italia, le regioni meno sviluppate sono tutte quelle del mezzogiorno ad eccezione dell\u2019Abruzzo che \u00e8 in transizione.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda invece il secondo obiettivo, risultano stanziati complessivamente 9 miliardi di euro. Sono implementati principalmente nei programmi di cooperazione tra frontiere, transnazionali, interregionali e tra le regioni pi\u00f9 esterne.<\/p>\n<p>Gli strumenti della politica di coesione hanno portato ad alcuni risultati, principalmente nelle aree dell\u2019Europa orientale in cui i livelli di reddito erano pi\u00f9 bassi. Istat rileva che per le altre zone non \u00e8 avvenuto questo processo di convergenza, comprese quelle italiane. Si evidenzia invece che tutte le regioni si stanno generalmente allontanando dalla media europea.<br \/>\nNon si \u00e8 verificato il processo di convergenza delle regioni italiane classificate come \u201cmeno sviluppate\u201d (pressoch\u00e9 quasi tutto il Mezzogiorno d\u2019Italia ad eccezione dell\u2019Abruzzo), che hanno continuato a crescere sempre molto meno della media dei Paesi dell\u2019Ue27. Ma \u00e8 l\u2019intero sistema Paese Italia che si \u00e8 contraddistinto per un processo di progressivo allontanamento dal dato medio europeo: nel 2000 erano ben 10 le regioni italiane fra le prime 50 per Pil pro capite in ppa e nessuna fra le ultime 50. Nel 2021 fra le prime 50 ne sono rimaste solo quattro (Provincia autonoma di Bolzano\/Bozen, Lombardia, Provincia autonoma di Trento e Valle d\u2019Aosta\/Vall\u00e9e d\u2019Aoste), mentre fra le ultime 50 ora se ne trovano ben quattro (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria).<br \/>\n\u2013 Istat, la politica di coesione e il mezzogiorno \u2013 vent\u2019anni di mancata convergenza<br \/>\nIn questo scenario si inserisce anche lo strumento del Next generation Eu (Ngeu), che contribuisce alla coesione economica, sociale e territoriale dei paesi dell\u2019Unione. A fianco dei fondi ordinari si affianca quindi anche questa componente straordinaria che \u00e8 stata definita dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che ogni singolo stato ha dovuto compilare.<\/p>\n<p>ANALISI DEI FABBISOGNI E COMPETENZE SONO LA CHIAVE PER RAGGIUNGERE UNA CONVERGENZA ECONOMICA.<br \/>\nSono quindi numerose le possibilit\u00e0 di finanziamento per avere un avanzamento delle infrastrutture degli stati membri, ciascuna con le sue clausole e regole particolari. Si rivelano quindi cruciali il personale e le competenze per seguire i bandi europei e per presentare dei progetti che risultino ammissibili a finanziamento. Solitamente, \u00e8 pi\u00f9 facile per le aree sviluppate accedere a questi fondi proprio per questi motivi: senza lavoratori formati per seguire questi aspetti, si rischia di ampliare il divario invece che appianarlo. Ma in questo anche l\u2019analisi dei fabbisogni gioca un ruolo fondamentale: in ambito politica agricola comunitaria (Pac), la corte dei conti europea ha puntualizzato che una delle complessit\u00e0 maggiori nella gestione dei fondi \u00e8 data dal poco utilizzo di dati disaggregati, cruciali nella definizione delle aree locali pi\u00f9 piccole in cui \u00e8 necessario un intervento.<br \/>\n*( FONTE: elaborazione Open polis su dati politiche di coesione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 -. La Senatrice La Marca*(Pd): incontra il presidente del parlamento canadese e una delegazione di parlamentari. 02 &#8211; Nina Valoti*:Sul Mes la destra fa <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42359\" title=\"n\u00b026 \u2013 01\/07\/2023 &#8211; RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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