{"id":42186,"date":"2023-06-17T10:37:34","date_gmt":"2023-06-17T10:37:34","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42186"},"modified":"2023-06-17T15:36:44","modified_gmt":"2023-06-17T15:36:44","slug":"n24-17-giugno-2023-rassegna-di-news-azionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=42186","title":{"rendered":"n\u00b024 \u2013 17\/06\/23 &#8211;   RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>00 &#8211; Giovanni De Mauro*. NEFASTO &#8211; LA GIORNALISTA Annalisa Merelli HA SCRITTO SUL GIORNALE STATUNITENSE QUARTZ:\u201cSILVIO BERLUSCONI HA INFLITTO UNA LUNGA SERIE DI TORTI AL SUO PAESE, E AL MONDO.<\/strong><br \/>\n<strong>01 &#8211; OSSERVATORIO sulla TRANSIZIONE ECOLOGICA- PNRR*.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; La senatrice La Marca *(pd) esprime soddisfazione per l\u2019accordo fra il Maeci e l\u2019ente promotore Picai di Montr\u00e9al.<\/strong><br \/>\n<strong>03 \u2013La Senatrice La Marca* (pd) incontra l\u2019ambasciatrice del Guatemala in Italia.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Annalisa Camilli *: Chi c\u2019era a bordo della barca naufragata al largo della Grecia.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Andrea Biondo*: il monito di Gentiloni: \u201cIl tempo per il Pnrr sta per scadere\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Il mare italiano necessita di maggiore protezione &#8211; Il mare ospita ecosistemi ricchi di biodiversit\u00e0, ma subisce gli effetti della presenza antropica e dei cambiamenti climatici. Per questo \u00e8 importante tutelarlo.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Marzia Minore*: I percorsi a ostacoli della scuola multiculturale &#8211; Tra i ragazzi e le ragazze che affrontano l\u2019esame di terza media molti sono stranieri. Da Roma a Prato a Milano, difficolt\u00e0 e successi di alunni e insegnanti, in un sistema in cui le disuguaglianze sono ancora molte.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; I ritardi del Pnrr e le intenzioni poco chiare del governo &#8211; Parte dei fondi e dei progetti previsti sono a rischio, in un processo di revisione di cui si sa ancora poco o nulla. Abbiamo ricostruito i punti principali emersi dalla terza relazione del governo al parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr.(*)<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; I paesi europei in cui si lavora troppo. Gli orari di lavoro eccessivi ledono la salute psicofisica, la sicurezza e il diritto al tempo libero dei lavoratori. Sono ancora molti i paesi in cui i cittadini lavorano troppo, e i divari esistono su pi\u00f9 piani: da paese a paese, tra uomini e donne e tra categorie di lavoratori.(*)<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Nel mondo(*)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 &#8211; Giovanni De Mauro*. NEFASTO &#8211; LA GIORNALISTA Annalisa Merelli HA SCRITTO SUL GIORNALE STATUNITENSE QUARTZ:<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cSILVIO BERLUSCONI HA INFLITTO UNA LUNGA SERIE DI TORTI AL SUO PAESE, E AL MONDO.<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato coinvolto in vicende discutibili e illegali, tra cui l\u2019affiliazione alla P2, una loggia massonica di destra che pianific\u00f2 un colpo di stato nel 1970; \u00e8 stato accusato di aver avuto rapporti con la criminalit\u00e0 organizzata; \u00e8 stato amico di leader autoritari come il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e1n.<br \/>\nHa affrontato processi per diverse accuse di corruzione, violazione delle leggi sul finanziamento delle campagne elettorali, falso in bilancio e prostituzione minorile.<br \/>\n\u00c8 stato condannato per frode e varie volte i processi sono durati cos\u00ec a lungo da essere archiviati per legge, anche se non era stato riconosciuto innocente. \u2018La fine di un\u2019era\u2019, ha proclamato il quotidiano italiano la Repubblica. \u00c8 vero il contrario.<br \/>\nIL DANNO DI BERLUSCONI AL PAESE SI FAR\u00c0 SENTIRE PER ANNI. \u00c8 stato il pioniere di un populismo esportato in tutto il mondo, che incarna molti dei peggiori istinti della cultura italiana.<br \/>\n\u00c8 stato il prodotto, e poi il responsabile, di una misoginia a causa della quale l\u2019Italia \u00e8 in ritardo sull\u2019uguaglianza di genere tra i paesi del suo livello. Ha promosso il razzismo, normalizzato l\u2019estremismo (aprendo la strada all\u2019attuale governo di estrema destra), ridicolizzato i diritti lgbt+ e favorito un clima di impunit\u00e0.<br \/>\nOLTRE AL SUO NEFASTO IMPATTO CULTURALE, BERLUSCONI \u00c8 STATO ANCHE L\u2019ARCHITETTO DI UNA SERIE DI RIFORME ECONOMICHE CHE, A DISTANZA DI QUASI TRENT\u2019ANNI, RENDONO DIFFICILE ALL\u2019ITALIA RIMANERE A GALLA NEL VENTUNESIMO SECOLO.<br \/>\n\u00c8 stato un miliardario che ha usato la politica per aumentare la sua enorme ricchezza personale e che ha promosso la deregolamentazione e la liberalizzazione, tagliando miliardi di fondi alla scuola pubblica e alla sanit\u00e0.<br \/>\nGli italiani che non erano ancora nati quando Berlusconi annunci\u00f2 il suo ingresso in politica continuano a pagare per il suo governo. Per loro, e per l\u2019intera nazione, la sua era \u00e8 tutt\u2019altro che finita\u201d.<br \/>\n*( Fonte: Internazionale &#8211; Giovanni De Mauro \u00e8 il direttore. Ha cominciato a lavorare a 18 anni, all\u2019Unit\u00e0. Ha fondato Internazionale nel 1993 con Elena Boille, Chiara Nielsen e Jacopo Zanchini.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; OSSERVATORIO sulla TRANSIZIONE ECOLOGICA- PNRR*<\/strong> &#8211; Il Governo ancora non indica, se non nel vago, quali siano le riforme e i progetti che intende sostenere e incentivare sia nel PNRR che nel nuovo capitolo del REPowerEU, un fondo di integrazione con l\u2019obiettivo di assicurare la diversificazione delle forniture e accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili, ricordando l\u2019obiettivo della riduzione del 55% entro il 2030 delle emissioni climalteranti.<br \/>\nSu questo argomento strategico per i comparti produttivi del nostro Paese il Governo non prevede la necessaria partecipazione alle scelte, nemmeno la consultazione dei portatori di interesse prevista dalla UE.<\/p>\n<p>I progetti vanno realizzati entro agosto 2026: ritardare ancora pu\u00f2 comprometterne la realizzazione, indispensabile per rafforzare la disponibilit\u00e0 energetica del Paese, ridurne i costi e decarbonizzare le attivit\u00e0 produttive, in coerenza con il contrasto al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>I segnali della maggioranza, del Governo e dei Ministri responsabili delle scelte sono inquietanti. Il sequestro del carbonio nel sottosuolo (CCS) con soldi pubblici, bocciato dal Consiglio regionale dell\u2019Emilia Romagna e da una call dell\u2019UE, escluso dal PNRR rientra dalla finestra con il REPowerEU; il carbone forse uscir\u00e0 prima del previsto, ma il governo vuole reintrodurre il nucleare in Italia stracciando i risultati di ben due referendum popolari.<\/p>\n<p>Il Ministro Pichetto Fratin ha anticipato l\u2019aggiornamento del Pniec ma senza la prevista consultazione dei portatori di interesse, ipotizzando un mix energetico al 2030, con due terzi di rinnovabili e un terzo di fossili, ma non perde occasione per dichiararsi per il ritorno al nucleare, senza alcun rispetto per il voto della maggioranza dei cittadini.<\/p>\n<p>Facile intravvedere nel terzo di fossili il mantenimento, se non l\u2019aumento, del metano, nella prospettiva di diventare un hub per l\u2019Europa, che non dovrebbe esistere nella transizione energetica di alcun paese dell\u2019UE. Il Governo sta preparando la reintroduzione dell\u2019azzardo del nucleare da fissione. Si parla di fusione solo per confondere le idee, perch\u00e9 comunque non sar\u00e0 disponibile prima di molte decine di anni.<\/p>\n<p>Gli interessi che vogliono il nucleare da fissione non vanno sottovalutati, hanno lavorato da anni per la sua riabilitazione. Il nucleare da fissione sarebbe una scelta grave e sprezzante della volont\u00e0 popolare e non potrebbe che trovare risposta in un nuovo referendum abrogativo, perch\u00e9 nulla \u00e8 sostanzialmente cambiato &#8211; a cominciare dal problema irrisolto della sicurezza e delle scorie &#8211; da quando l\u2019Italia ne \u00e8 uscita per prima, per di pi\u00f9 ora anche la Germania ha chiuso le sue centrali.<\/p>\n<p>Gran parte delle centrali nucleari sono invecchiate e la terza generazione avanzata, la cosiddetta III+ (AP 1000, reattore PWR della Westinghouse, EPR PWR di Areva) sono un clamoroso fallimento senza dimenticare che l\u2019EPR che Sarkozy voleva appioppare al Governo Berlusconi, respinto dal referendum del 2011, \u00e8 passato a Flamanville da 3,2 miliardi di Euro a 19 come ha denunciato la Corte dei Conti francese.<\/p>\n<p>Solo il salvataggio dello stato francese tramite EDF ha evitato il clamoroso fallimento di Areva. Miliardi di quella rovinosa avventura saranno recuperati dalla Francia tramite l\u2019inserimento del nucleare, insieme al gas, nella \u201ctassonomia verde\u201d, a carico quindi di tutti i Paesi della UE. Un esito fortemente voluto e determinato al Parlamento di Strasburgo da tutta la Destra europea.<\/p>\n<p>La IV generazione del nucleare da fissione \u00e8 di l\u00e0 da venire, e, in ogni caso, sar\u00e0 a carico dello stato, visto che da quando i sei progetti di reattori sono stati presentati nel 1999 dal Generation International Forum (GIF), nessun privato da 20 anni si \u00e8 fatto avanti per produrre un prototipo industriale di potenza.<\/p>\n<p>E\u2019 auspicabile che la Destra al governo cominci a dubitare del nucleare. Le grandi centrali di potenza invecchiano prima di essere allacciate alla rete, i loro costi si moltiplicano per sei, la Generation IV che doveva subentrare resta sulla carta, n\u00e9 si pu\u00f2 ripiegare sui reattori (Small Modular Reactor), \u201cpiccoli e sicuri\u201d che semplicemente non lo sono ma moltiplicano i problemi. Per di pi\u00f9 il numero di SMR per ottenere una potenza pari a quella di un EPR (1.600 MW) configura una disseminazione radioattiva di decine di piccoli impianti di 70-100 MW, come i due attualmente in esercizio sui 50 progettati. Questa filiera \u00e8 militare, come la costruttrice Rolls Royce ha rivendicato dal Governo inglese.<br \/>\nIl nucleare \u00e8 pi\u00f9 vecchio del transistor, ha sottolineato il Nobel Giorgio Parisi, infatti i Reattori III+, Generazione IV, SMR sono tutti basati sugli stessi principi di funzionamento. Da quando la fissione nucleare \u00e8 diventata impianto per la generazione elettrica le migliorie sono solo ingegneristiche, nessuno ha ripensato alla Fisica del Reattore per garantire la sicurezza della fissione in termini non solo di componenti e loro modifiche o di sala di controllo.<br \/>\nIl Governo \u00e8 paralizzato nella realizzazione del Deposito nazionale per la bassa e media attivit\u00e0 radioattiva. Si \u00e8 tentato di aggirare il problema delle scorie ad \u201calta attivit\u00e0\u201d stoccando tutto nella stessa area, allarmando ancora di pi\u00f9 le popolazioni e facendoci cos\u00ec restare sotto infrazione della Costituzionale, Nostra Commissione UE. La credibilit\u00e0 del governo sul nucleare \u00e8 pari alla sua incapacit\u00e0 di dare attuazione ai Depositi per le scorie.<br \/>\n*(Promosso da Laudato Sii, Coordinamento Democrazia, Ambiente e lavoro: Mario Agostinelli, Alfiero Grandi, Jacopo Ricci, Massimo Serafini, Massimo Scalia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 \u2013 La Senatrice La Marca (PD) ESPRIME SODDISFAZIONE PER L\u2019ACCORDO FRA IL MAECI E L\u2019ENTE PROMOTORE PICAI DI MONTR\u00c9AL<\/strong><br \/>\n\u00abA seguito dell\u2019incontro fra il Presidente dell\u2019Ente Promotore PICAI di Montr\u00e9al, Moreno Fermini, e il Consigliere del Ministero degli Affari Esteri, Marco Maria Cerbo, le due parti sono giunte a un accordo che trova la mia parziale soddisfazione.\u00bb ha dichiarato la senatrice La Marca, eletta all\u2019estero nella ripartizione Nord e Centro America.<\/p>\n<p>L\u2019incontro a cui la senatrice fa riferimento si \u00e8 tenuto lo scorso 26 maggio, presso gli uffici della Farnesina, dove la senatrice ha facilitato una discussione che ha gettato le basi per l\u2019accordo raggiunto e firmato il 9 giugno con cui l\u2019Ente Promotore PICAI e il MAECI si impegnano reciprocamente a facilitare il rimborso da corrispondere.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un buon risultato &#8211; ha aggiunto la senatrice La Marca &#8211; perch\u00e9 permette a un Ente Promotore storico come il PICAI, che opera da oltre 50 anni, di poter attuare un efficace programmazione che tenda a risolvere i problemi economici dell\u2019Ente di Montreal, dovuti soprattutto alla drastica diminuzione degli studenti iscritti a causa del periodo pandemico. Va detto che questo \u00e8 solo un primo passo e che sicuramente continuer\u00f2 a battermi, come ho fatto finora, per attuare una modifica strutturale alla Circolare V che, cos\u00ec come progettata, non soddisfa assolutamente le esigenze degli Enti Promotori di Cultura Italiana.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVorrei anche ringraziare il Dott. Marco Maria Cerbo e il suo staff, in primis per aver accettato l\u2019incontro di fine maggio, ma anche per aver dimostrato una sensibilit\u00e0 verso le richieste degli Enti Promotori mostrando di capire l\u2019importanza che il loro lavoro svolge per le comunit\u00e0 di italiani residenti all\u2019estero.\u00bb ha concluso la senatrice La Marca.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca (pd), Ripartizione Nord e Centro America\/Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 \u2013LA SENATRICE LA MARCA (PD) INCONTRA L\u2019AMBASCIATRICE DEL GUATEMALA IN ITALIA<\/strong><br \/>\nSI \u00c8 SVOLTO NELLA GIORNATA DI IERI, GIOVED\u00cc 15 GIUGNO, PRESSO IL SENATO DELLA REPUBBLICA, UN INCONTRO FRA L\u2019 AMBASCIATRICE DEL GUATEMALA IN ITALIA, OLGA MARIA PEREZ TUNA, E LA SENATRICE LA MARCA, ELETTA NELLA RIPARTIZIONE NORD E CENTRO AMERICA.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato un incontro proficuo che mi ha permesso di conoscere la neo-ambasciatrice del Guatemala in Italia e di discutere dei rapporti commerciali e culturali tra i nostri due paesi oltre che della comunit\u00e0 italiana in Guatemala, che conta quasi 6.000 iscritti AIRE e che \u00e8 una comunit\u00e0 storicamente radicata nel tessuto sociale e politico del paese. Essa infatti risale alla fine dell\u2019ottocento e molti politici di spicco guatemaltechi sono di origine italiana, come l\u2019attuale Presidente del paese, Alejandro Giammattei.\u00bb ha dichiarato la senatrice La Marca.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 italiana in Guatemala \u00e8 in netta espansione, cos\u00ec come l\u2019intero paese. Basti pensare che l\u2019export italiano verso il Guatemala, solo nel 2022, ha toccato quota 189 mln di Euro, mentre quello del Guatemala nei confronti dell&#8217;Italia ha sfiorato i 220 mln di Euro. Segno questo assolutamente positivo per gli imprenditori italiani che lavorano in Guatemala.<\/p>\n<p>\u00ab Continuare a tessere dei rapporti fra Italia e Guatemala vuol dire anche creare un ponte fondamentale che colleghi diversi campi come quello del commercio, della cultura e della politica. Con l\u2019Ambasciatrice &#8211; ha continuato la senatrice La Marca &#8211; abbiamo convenuto sulla necessit\u00e0 di rafforzare ancora di pi\u00f9 le relazioni commerciali e culturali tra i due paesi.\u00bb<br \/>\n\u00abL\u2019auspicio \u00e8 sicuramente quello di aggiornarsi nuovamente per capire quali iniziative portare avanti soprattutto a beneficio degli italiani in Guatemala.\u00bb ha concluso la senatrice La Marca.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; Ripartizione Nord e Centro America\/Electoral College &#8211; North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Annalisa Camilli *: CHI C\u2019ERA A BORDO DELLA BARCA NAUFRAGATA AL LARGO DELLA GRECIA.<\/strong><br \/>\nMOSHIN SHAZAD, 32 ANNI, ERA UN UOMO CON L\u2019ESPRESSIONE SERIA, DUE FIGLI PICCOLI, LA MOGLIE E LA MADRE DA MANTENERE. PER QUESTO AVEVA DECISO DI PARTIRE DA LALAMUSA, UNA CITT\u00c0 NEL PUNJAB, IN PAKISTAN. NON RIUSCIVA A TROVARE UN LAVORO STABILE E LE BOCCHE DA SFAMARE ERANO DIVENTATE TROPPE, DOPO LA NASCITA DEL SECONDO FIGLIO. VOLEVA RAGGIUNGERE IL CUGINO, WAHEED ALI, CHE DAL 2019 VIVE IN NORVEGIA.<\/p>\n<p>\u00c8 partito con altri quattro ragazzi, quattro amici, tra cui Abdul Khaliq e Sami Ullah. Ha telefonato al cugino poco dopo essere salito sul peschereccio stracarico che \u00e8 partito da Tobruk, in Libia, ed \u00e8 naufragato il 14 giugno, a 47 miglia da Pylos, in Grecia. \u201cDiceva che sarebbe arrivato in Italia\u201d, racconta Waheed Ali, che ora sta cercando il cugino tra i 108 sopravvissuti, di cui molti sono stati sistemati in un magazzino abbandonato di Kalamata, in Grecia, mentre una trentina sono stati trasferiti in ospedale. Molti erano in ipotermia. Ma Shazad potrebbe anche essere tra i dispersi.<\/p>\n<p>Shawq Muhammad al Ghazali, 22 anni, era uno studente originario di Daraa, in Siria, ed era rifugiato in Giordania, dove al momento vivono la sua famiglia e suo zio Ibhraim al Ghazali. Il ragazzo era partito da Amman per la Libia, e da l\u00ec, da Tobruk, si era imbarcato per raggiungere l\u2019Europa. \u201cNon ho sue notizie dall\u20198 giugno, il giorno della partenza dalla Libia\u201d, dice lo zio. Secondo molti familiari, le autorit\u00e0 greche non stanno aiutando le famiglie ad avere notizie dei parenti o a capire se sono tra i vivi o tra i dispersi.<\/p>\n<p>I superstiti sono per lo pi\u00f9 siriani (47) ed egiziani (43), poi ci sono dodici pachistani e due palestinesi, secondo le autorit\u00e0 greche. Tutti uomini. \u201cNon riesco a sapere se \u00e8 sopravvissuto, sono io che sto dando notizie alla famiglia in Pakistan, ma sono disperato, non riesco a capire e a sapere nulla. Del naufragio ho saputo dalla televisione\u201d, afferma Waheed Ali.<\/p>\n<p>L\u2019imbarcazione su cui viaggiavano Moshin Shazad e gli altri era partita da Tobruk l\u20198 giugno, era diretta in Italia, lungo una rotta da cui sono arrivati nel 2023 la met\u00e0 dei migranti partiti dalla Libia.<\/p>\n<p>\u201cSecondo le prime testimonianze sarebbe corretta la stima di 700-750 persone a bordo, tra cui almeno quaranta bambini, che probabilmente erano nella stiva. Se questi numeri fossero confermati, si tratterebbe del secondo naufragio pi\u00f9 grave avvenuto nel Mediterraneo dopo quello dell\u2019aprile 2015\u201d, racconta Flavio Di Giacomo, dell\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Settantotto corpi sono stati recuperati finora in mare al largo della penisola del Peloponneso. Ma l\u2019Oim ha affermato di \u201ctemere che altre centinaia di persone\u201d siano annegate. Il portavoce della guardia costiera greca Nikos Alexiou ha detto che l\u2019imbarcazione \u00e8 naufragata, dopo che le persone si sono spostate bruscamente su un lato. L\u2019imbarcazione \u00e8 affondata in quindici minuti.<\/p>\n<p>FRONTEX LI AVEVA AVVISTATI<br \/>\nSecondo le autorit\u00e0 greche, un aereo di sorveglianza dell\u2019agenzia europea Frontex aveva avvistato la barca il 13 giugno. In un comunicato Frontex ha confermato di avere visto l\u2019imbarcazione in mattinata, alle 9.47 del giorno precedente al naufragio e di averlo comunicato alle autorit\u00e0 preposte al soccorso, cio\u00e8 alla guardia costiera greca. Anche la guardia costiera italiana e due mercantili avevano segnalato alle autorit\u00e0 greche l\u2019imbarcazione in difficolt\u00e0. Ma secondo la guardia costiera greca, i passeggeri dell\u2019imbarcazione \u201channo rifiutato qualsiasi aiuto\u201d, perch\u00e9 i migranti si stavano dirigendo verso l\u2019Italia.<\/p>\n<p>\u201cNel pomeriggio, una nave mercantile si \u00e8 avvicinata alla barca e le ha fornito cibo e rifornimenti, mentre i (passeggeri) hanno rifiutato ogni ulteriore assistenza\u201d, ha detto la guardia costiera greca in un comunicato. Una seconda nave mercantile in seguito ha offerto pi\u00f9 rifornimenti e assistenza. Ma anche questa volta sono stati rifiutati, secondo i greci.<\/p>\n<p>In serata, una motovedetta della guardia costiera ha raggiunto la nave \u201ce ha confermato la presenza di un gran numero di migranti sul ponte\u201d, \u00e8 scritto nel comunicato delle autorit\u00e0 greche. \u201cMa hanno rifiutato qualsiasi assistenza e hanno detto che volevano continuare in Italia\u201d. Tuttavia le leggi internazionali sul soccorso in mare avrebbero imposto in ogni caso ai greci di intervenire per le condizioni in cui l\u2019imbarcazione stava navigando. Diverse testimonianze contestano la versione delle autorit\u00e0 greche.<\/p>\n<p>Il motore della barca si \u00e8 rotto poco prima delle 23 (gmt) del 13 giugno, da quel momento la barca \u00e8 andata alla deriva. I naufraghi hanno chiesto aiuto, telefonando alla rete di volontari Alarmphone, gi\u00e0 dal 13 giugno, dicendo di avere contattato anche \u201cla polizia\u201d. L\u2019attivista Nawal Soufi, che vive in Italia, ha raccontato che i migranti con cui era in contatto telefonico le hanno detto che alcune imbarcazioni si sono avvicinate, distribuendo delle bottigliette di acqua.<\/p>\n<p>\u201cIl 13 giugno 2023, nelle prime ore del mattino, i migranti a bordo di una barca carica di 750 persone mi hanno contattata comunicandomi la loro difficile situazione. Dopo cinque giorni di viaggio, l\u2019acqua era finita, il conducente dell\u2019imbarcazione li aveva abbandonati in mare aperto e c\u2019erano anche sei cadaveri a bordo. Non sapevano esattamente dove si trovassero, ma grazie alla posizione istantanea del telefono Turaya (telefono satellitare, ndr), ho potuto ottenere la loro posizione esatta e ho allertato le autorit\u00e0 competenti\u201d, scrive Soufi, condividendo la sua ricostruzione su Facebook.<\/p>\n<p>\u201cLa situazione si \u00e8 complicata quando una nave si \u00e8 avvicinata all\u2019imbarcazione, legandola con delle corde su due punti della barca e iniziando a buttare bottiglie d\u2019acqua. I migranti si sono sentiti in forte pericolo, poich\u00e9 temevano che le corde potessero far capovolgere la barca e che le risse a bordo per ottenere l\u2019acqua potessero causare il naufragio. Per questo motivo, si sono leggermente allontanati dalla nave per evitare un naufragio sicuro\u201d, continua l\u2019attivista nel suo post.<\/p>\n<p>\u201cDurante la notte, la situazione a bordo dell\u2019imbarcazione \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 drammatica. Io sono rimasta in contatto con loro fino alle 23 ore greche, cercando di rassicurarli e di aiutarli a trovare una soluzione\u201d. Fino all\u2019ultima chiamata in cui \u201cl\u2019uomo con cui parlavo mi ha espressamente detto: \u2018Sento che questa sar\u00e0 la nostra ultima notte in vita\u2019\u201d, conclude. Il parlamentare greco Kriton Arsenis, che ha parlato con i sopravvissuti a Kalamata, ha confermato la versione dell\u2019attivista Soufi e ha dichiarato che l\u2019imbarcazione si \u00e8 ribaltata dopo essere stata trainata con delle corde dai greci. Secondo Arsenis, i greci volevano spingere l\u2019imbarcazione di migranti nelle acque di ricerca e soccorso italiane.<br \/>\n*(Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Andrea Biondo*: il MONITO DI GENTILONI: \u201cIL TEMPO PER IL PNRR STA PER SCADERE\u201d<\/strong><br \/>\nIL COMMISSARIO UE ALL\u2019ECONOMIA HA SPRONATO IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI A NON ASPETTARE SINO ALL\u2019ULTIMO GIORNO UTILE PER LE NUOVE PROPOSTE.<\/p>\n<p>La scadenza dei termini per il Pnrr sta assumendo sempre di pi\u00f9 i connotati delle sabbie di una clessidra. Un timer, pronto ad arrivare a zero, sempre pi\u00f9 vicino al gong finale. Un nuovo richiamo per l\u2019Italia, oggi, \u00e8 arrivato dal commissario Ue all\u2019Economia, Paolo Gentiloni, che ha spronato il governo a non aspettare fino all\u2019ultimo giorno utile per avanzare nuove proposte.<br \/>\nIl Bel paese rischia di perdere i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, proprio nel momento in cui sarebbe dovuta arrivare la famosa terza rata.<br \/>\nIl commento di Paolo Gentiloni<br \/>\n\u201cAbbiamo bisogno come Commissione europea che le proposte del governo italiano sul Pnrr ci arrivino presto \u2013 ha spiegato Gentiloni \u2013, i ritardi di cui parla la relazione semestrale dell\u2019esecutivo possono essere gestiti, ma non devono accumularsi. Dobbiamo cominciare il lavoro molto presto, nelle prossime settimane bisogna cominciare questo lavoro che per la Spagna ci ha impegnato per 3 mesi\u201d.<br \/>\nA Madrid, infatti, la terza rata \u00e8 gi\u00e0 stata incassata dopo la stessa rimodulazione del piano che vorrebbe proporre l\u2019Italia. \u201cL\u2019Ue collabora con qualsiasi governo \u2013 ha sottolineato l\u2019ex presidente del Consiglio in merito alle accuse di pregiudizio nei confronti dell\u2019Italia e di Giorgia Meloni \u2013. Cominciammo col Conte due, poi Draghi che \u00e8 stato puntuale e ha rispettato i tempi. Con lo stesso spirito ora collaboriamo con il governo Meloni\u201d.<br \/>\n*(fonte: L\u2019informazione indipendente &#8211; Andrea Biondo &#8211; pubblicista)\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; IL MARE ITALIANO NECESSITA DI MAGGIORE PROTEZIONE<\/strong> &#8211; IL MARE OSPITA ECOSISTEMI RICCHI DI BIODIVERSIT\u00c0, MA SUBISCE GLI EFFETTI DELLA PRESENZA ANTROPICA E DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI. PER QUESTO \u00c8 IMPORTANTE TUTELARLO.<\/p>\n<p>Nelle Marche e in Molise \u00e8 protetto oltre il 60% della costa.<br \/>\nLa protezione delle aree marine \u00e8 il principale strumento della politica Ue per la conservazione della bio diversit\u00e0 Il 3,7% delle aree marine italiane \u00e8 parte della rete Natura 2000.<br \/>\nTra 2019 e 2020 le aree marine protette sono cresciute dell&#8217;80%.<br \/>\nIl mare ospita ecosistemi particolarmente fragili e un\u2019amplissima biodiversit\u00e0. Per questo motivo subisce duramente gli effetti della presenza antropica. Dalla pesca sregolata all\u2019inquinamento fino allo sfruttamento delle zone costiere: sono molti i modi in cui le attivit\u00e0 umane interferiscono con l\u2019ecosistema marino. A questo si aggiungono poi i fenomeni naturali e climatici, come la progressiva erosione del litorale. Per questo \u00e8 importante proteggere questi luoghi.<\/p>\n<p>LA TUTELA DELLE COSTE<br \/>\nLa crescente urbanizzazione nelle aree litoranee, il turismo balneare e la pesca, oltre agli interventi sulla costa per la costruzione di porti e opere di difesa sono tutti fattori che contribuiscono al degrado ambientale degli ecosistemi costieri. A questo si aggiunge la progressiva erosione di questi ambienti: un fenomeno naturale a cui per\u00f2 contribuiscono anche i cambiamenti climatici, con l\u2019innalzamento del livello del mare, e aggravato ulteriormente dal consumo di suolo da parte degli esseri umani.<br \/>\nPer erosione costiera si intende il risultato di un processo, o di una serie di processi naturali o indotti, che modificano la morfologia dei litorali determinando una perdita di superficie del territorio emerso e sommerso, e quindi anche di volume di sedimento, in un dato intervallo di tempo rispetto al livello medio del mare.<\/p>\n<p>\u2013 ISPRA<br \/>\nPer queste ragioni \u00e8 importante tutelare gli ecosistemi costieri, tra i pi\u00f9 ricchi dal punto di vista della biodiversit\u00e0. All\u2019ultimo aggiornamento dell\u2019istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), relativo al 2019, in Italia risultavano protetti pi\u00f9 di 10mila chilometri di litorale, su un totale di circa 1,3 milioni di km.<\/p>\n<p>15,8% LE COSTE ITALIANE PROTETTE NEL 2019, SECONDO ISPRA.<\/p>\n<p>NELLE MARCHE SONO PROTETTI I DUE TERZI DELLA COSTA<br \/>\nLa quota di costa protetta nelle regioni italiane (2019)<br \/>\nL\u2019indicatore fornisce la stima su base nazionale e regionale della costa protetta con opere di difesa: la misura, calcolata in chilometri ed espressa in percentuale, \u00e8 ottenuta mediante elaborazioni spaziali del catalogo delle opere di difesa rigide realizzate lungo la costa italiana, dei settori di attenuazione del moto ondoso a costa e di interazione con la dinamica litoranea indotti dalle opere di difesa e dei tratti di costa beneficiari.<\/p>\n<p>IN CINQUE REGIONI LA QUOTA DI COSTA PROTETTA SUPERA IL 50%: MARCHE, MOLISE, ABRUZZO, VENETO ED EMILIA-ROMAGNA. MENTRE ALL\u2019ULTIMO POSTO C\u2019\u00c8 LA SARDEGNA CON APPENA IL 2,3%.<\/p>\n<p>LA SALVAGUARDIA DELLE AREE MARINE<br \/>\nL\u2019obiettivo 14 dell\u2019agenda 2030 dell\u2019Onu per lo sviluppo sostenibile prevede di \u201cconservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile\u201d. Purtroppo, come riporta Istat, al momento in Italia oltre il 90% degli stock ittici \u00e8 in condizioni di sovra sfruttamento (un dato in aumento dal 2015). Tuttavia c\u2019\u00e8 stato un miglioramento per quanto riguarda la salvaguardia delle aree marine.<br \/>\nLe aree marine sono il principale strumento della politica dell\u2019Ue per la conservazione della biodiversit\u00e0. Insieme a molte aree terresti, queste sono protette all\u2019interno del sistema europeo Natura 2000, la pi\u00f9 grande rete di aree naturali salvaguardate al mondo.<br \/>\nLe aree naturali protette, marine e terrestri, hanno l\u2019obiettivo di contribuire significativamente all\u2019arresto della perdita di biodiversit\u00e0, alla conservazione marina e alla sostenibilit\u00e0 dell\u2019ambiente costiero e al largo della costa.<br \/>\nI dati si riferiscono all\u2019area marina protetta, in termini assoluti (chilometri quadri), nell\u2019ambito del progetto Natura 2000, ovvero la rete ecologica di zone speciali di conservazione istituita dall\u2019Unione europea nel 1992 con la \u201cdirettiva habitat\u201d.<\/p>\n<p>Dal 2011 al 2018 l\u2019area marina sotto protezione in Italia \u00e8 rimasta sostanzialmente invariata. Nel 2019 e poi nel 2020 si \u00e8 invece registrato un importante incremento: rispettivamente pari al 76% e all\u201980%.<br \/>\nNel 2020 sono protetti nel nostro paese quasi 22mila kmq dell\u2019area marina, ovvero il 3,7% del totale, una quota che nel 2020 si attestava al 2% e che negli anni precedenti superava di poco l\u20191%. L\u2019incremento pi\u00f9 marcato registrato nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>+80,3% LE AREE MARINE PROTETTE DALLA RETE NATURA 2000 IN ITALIA TRA 2019 E 2020.<br \/>\nSiamo tuttavia ben lontani dal 45% della Germania e dal 30,8% della Francia. Anche andando a vedere paesi pi\u00f9 simili al nostro in termini di estensione dell\u2019area marina vediamo che ancora c\u2019\u00e8 molta strada da fare. In Grecia la quota di area protetta \u00e8 pari al 4,7% e a Malta \u00e8 del 4,6%. Mediamente in Ue il dato \u00e8 pari al 7,2%. In termini assoluti siamo sesti in Europa, dopo Francia (quasi 133mila kmq), Spagna (pi\u00f9 di 84mila), Portogallo (circa 42mila), Germania (quasi 26mila) e Grecia (circa 23mila).<br \/>\n*(da Openpolis. FONTE: elaborazione openpolis su dati Natura 2000, Eea e commissione europea &#8211; pubblicati: luned\u00ec 24 aprile 2023)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Marzia Minore*: I PERCORSI A OSTACOLI DELLA SCUOLA MULTICULTURALE<\/strong> &#8211; TRA I RAGAZZI E LE RAGAZZE CHE AFFRONTANO L\u2019ESAME DI TERZA MEDIA MOLTI SONO STRANIERI. DA ROMA A PRATO A MILANO, DIFFICOLT\u00c0 E SUCCESSI DI ALUNNI E INSEGNANTI, IN UN SISTEMA IN CUI LE DISUGUAGLIANZE SONO ANCORA MOLTE.<br \/>\nSono amici dalle elementari, Dario e Amina: lui romano, lei bangladese arrivata a sei anni in Italia. Sono gli ultimi giorni insieme, in terza media: Dario ha scelto il liceo linguistico, Amina un istituto tecnico informatico. In classe con loro si preparano all\u2019esame anche Khan e Andrei, arrivati da Afghanistan e Ucraina, Omar, senegalese, e Shila, dal Bangladesh, iscritta da poco.<\/p>\n<p>Siamo a Roma, nel quartiere San Lorenzo, e l\u2019istituto comprensivo (Ic) Borsi-Saffi \u00e8 una delle tante scuole multiculturali in Italia: su cento alunni un quarto ha cittadinanza straniera. A fine maggio il Borsi-Saffi \u00e8 diventato un caso giornalistico per la parola \u201crazza\u201d presente su un questionario per la diagnosi di disturbi dell\u2019apprendimento distribuito alle famiglie. Il testo era stato fornito da un centro privato che si occupa di salute dell\u2019et\u00e0 evolutiva ed \u00e8 accreditato presso la regione Lazio: il termine \u201crazza\u201d era il risultato di una traduzione dall\u2019inglese non rivista. Quasi un paradosso per una scuola inclusiva, in cui gli insegnanti, pur nella carenza di politiche e finanziamenti, lavorano ogni giorno per supportare i ragazzi stranieri.<br \/>\nSecondo gli ultimi dati del Miur gli alunni con cittadinanza non italiana sono 865.388 (il 10,3 per cento della popolazione scolastica) e vengono da quasi duecento paesi (i primi cinque sono Romania, Albania, Marocco, Cina, Egitto). Sono concentrati prevalentemente nel nord (oltre un quarto in Lombardia).<br \/>\nGli alunni con background migratorio sono una categoria eterogenea. La maggior parte di loro (il 65 per cento) \u00e8 nata in Italia e non ha la cittadinanza. Sono \u201cnativi multiculturali\u201d, come molti ragazzi della Borsi, che a casa alternano italiano e bengali, mangiano lasagne e pollo tandoori. Altri sono arrivati da bambini o da adolescenti, con percorsi e condizioni giuridiche diverse: regolari o irregolari, per ricongiungimento familiare o minori non accompagnati, migranti economici o richiedenti asilo.<br \/>\nIn scuole come la Borsi i ragazzi migranti possono arrivare in ogni mese dell\u2019anno e, diversamente che in altri paesi europei, sono subito inseriti in classe. Non parlano italiano, vengono da sistemi scolastici eterogenei, devono affrontare la migrazione in un\u2019et\u00e0 difficile. Accoglierli e supportarli \u00e8 un lavoro enorme. Rivedo Shila nell\u2019aula riservata all\u2019insegnamento della lingua italiana per stranieri (L2), \u00e8 insieme ad altre ragazze bangladesi \u2013 la comunit\u00e0 prevalente a San Lorenzo. Molte sono figlie di ristoratori e negozianti del quartiere, arrivate per ricongiungimento familiare, qualcuna porta il velo. Shila, che tra i compagni italiani era seria e silenziosa, nella classe di L2 sorride e sembra pi\u00f9 a suo agio.<\/p>\n<p>INSEGUIRE FONDI PER CORSI L2, MEDIATORI, PROGETTI INTERCULTURALI, \u00c8 ORMAI UN LAVORO PARALLELO, GRAVOSO PER PRESIDI E INSEGNANTI<br \/>\nProvo a immaginare come si sente: dover ricostruire tutti i punti di riferimento, immersa in suoni che comprende solo in parte. Per alunne come lei imparare l\u2019italiano \u00e8 prioritario. Ha un piano personalizzato di apprendimento, che la faciliter\u00e0 nelle valutazioni e nell\u2019esame. Durante la settimana ha due ore di lezione di italiano per stranieri e due pomeriggi di sostegno per i compiti. I corsi sono svolti da operatori esterni alla scuola, in convenzione con cooperative e associazioni, come avviene a Roma e in molte citt\u00e0 italiane.<br \/>\nInseguire fondi per corsi L2, mediatori, progetti interculturali, \u00e8 ormai un lavoro parallelo, gravoso per presidi e insegnanti. Lo raccontano Marcello Di Pasquale e Rosanna Labalestra, dirigenti dell\u2019Ic Saffi-Borsi e dell\u2019Ic Salacone a Tor Pignattara (che comprende la primaria Pisacane, una scuola simbolo dell\u2019integrazione). \u201cAbbiamo bisogno di molte risorse per fare alfabetizzazione, supporto, sportelli di ascolto, laboratori sulle relazioni\u201d, dice Labalestra. \u201cCon i fondi ordinari copriamo il 20 per cento, il resto lo troviamo scrivendo progetti e cercando ogni tipo di bando: del comune, del Miur, dell\u2019Unione europea\u201d.<br \/>\nMa in Italia il sistema dei bandi ha grosse lacune. Perch\u00e9 le ore di L2 sono poche, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 continuit\u00e0, perch\u00e9 i corsi, per i tempi burocratici, partono mesi dopo l\u2019inizio della scuola, lasciando i ragazzi senza un supporto. Soprattutto, perch\u00e9 le attivit\u00e0 per gli stranieri, come dice Fiorella Farinelli, esperta di politiche di istruzione e formazione \u201cnon sono nell\u2019ordinario funzionamento didattico: da nessuna parte \u00e8 scritto che sono obbligatorie\u201d. Ci sono scuole attive e inclusive \u2013 come la Borsi-Saffi e la Salacone a Roma \u2013 e altre che non lo sono affatto. A volte sono solo gli insegnanti di sostegno che seguono gli stranieri, anche se questo non rientra nei loro compiti specifici.<\/p>\n<p>OLTRE IL PROBLEMA LINGUISTICO<br \/>\nEppure in Italia esiste una classe di concorso specifica (la A023) per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano a stranieri e ci sono molti insegnanti specializzati, che lavorano nei centri per l\u2019istruzione degli adulti (Cpia, per chi ha pi\u00f9 di 16 anni), o nel terzo settore, spesso da precari.<br \/>\nPer quanto incredibile, nella scuola dell\u2019obbligo l\u2019insegnante di ruolo di L2 non \u00e8 previsto, neanche in quelle scuole (sono 3.788 su 55.240) con pi\u00f9 del 30 per cento di alunni stranieri. Nonostante la presenza di linee guida nazionali del Miur, ottime a livello teorico (l\u2019ultimo documento, gli Orientamenti interculturali \u00e8 del 2022), il sistema scolastico italiano, come si legge in un recente rapporto della fondazione Ismu, \u201c\u00e8 tuttora sprovvisto, a venticinque anni dai primi ingressi, delle risorse organizzative e professionali necessarie a una piena inclusione\u201d.<br \/>\nL\u2019integrazione non \u00e8 solo un problema linguistico. Katia Pace, maestra e referente per l\u2019intercultura per la Borsi-Saffi, racconta le tante iniziative dell\u2019istituto nel quartiere, dalla microforesta ecologica al doposcuola per le primarie, gestito da un\u2019associazione di volontari dove lavorano anche madri straniere.<br \/>\nArianna Buono, insegnante alla Borsi, dice: \u201cQui non ho mai visto discriminazione o razzismo, anzi la cosa che mi ha sempre colpito dei nostri alunni \u00e8 la disponibilit\u00e0 ad accogliere un nuovo compagno. In classe Dario ha aiutato Khan con la grammatica italiana. La pi\u00f9 grande soddisfazione \u00e8 quando i ragazzi stranieri tornano a trovarci e ci dicono: prof, sto facendo il liceo e vado benissimo, voglio fare il medico o il cuoco\u2026 Vedere che stanno trovando la loro strada\u201d. Eppure, dice con amarezza \u201ca non andare alle gite sono soprattutto loro. Facciamo di tutto per coinvolgerli, parliamo con le famiglie. Spesso \u00e8 un problema economico: per il campo scuola abbiamo creato delle quote solidali, molti hanno partecipato gratis. Ma per le ragazze bangladesi c\u2019\u00e8 una resistenza, \u00e8 un problema culturale\u201d. D\u2019altronde, continua \u201cse i genitori non parlano italiano non \u00e8 facile coinvolgerli. Avremmo bisogno di aiuto, di un mediatore sempre presente. A volte il ragazzo non tira fuori un disagio perch\u00e9 non lo sa comunicare\u201d.<\/p>\n<p>I MEDIATORI CULTURALI SONO UN PUNTO DOLENTE: NELLE SCUOLE ITALIANE SONO PRESENZE SPORADICHE, CHIAMATI PER GLI OPEN DAY O QUANDO C\u2019\u00c8 UN PROBLEMA SERIO CON UN ALUNNO.<br \/>\nA sinistra: Omar, 14 anni, studente senegalese della scuola media Borsi, a Roma. \u00c8 arrivato in Italia nel 2022. A destra: Rosangela, 13 anni, studente italiana di origini filippine, frequenta la scuola media Rosa Parks (ic Salacone) a Roma. &#8211; Carolina Rapezzi A sinistra: Omar, 14 anni, studente senegalese della scuola media Borsi, a Roma. \u00c8 arrivato in Italia nel 2022. A destra: Rosangela, 13 anni, studente italiana di origini filippine, frequenta la scuola media Rosa Parks (ic Salacone) a Roma. (Carolina Rapezzi)<br \/>\nLa formazione degli insegnanti, inoltre, mostra forti carenze per quanto riguarda gli aspetti antropologici e relativi all\u2019Intercultura. Per chi lavora, continuare a formarsi \u201c\u00e8 una scelta personale, senza nessun obbligo\u201d, dice Pace, che sogna \u201cinsegnanti capaci di comunicare in pi\u00f9 lingue, con competenze pi\u00f9 strutturate su aspetti psicologici e sul trauma\u201d.<br \/>\n\u201cMi sento in difficolt\u00e0 quando mi accorgo che alcuni argomenti non sono compresi\u201d, spiega Buono, \u201cnon solo da un punto di vista linguistico ma anche culturale. Pensiamo a Dante, alla concezione dell\u2019aldil\u00e0, dovremmo essere pi\u00f9 bravi, capaci di parlare a culture diverse. Vorrei sapere di pi\u00f9 della cultura bangladese, abbiamo letto delle poesie, ma il tempo \u00e8 sempre poco\u201d.<\/p>\n<p>SMONTARE GLI STEREOTIPI<br \/>\nAnche a Prato, una delle citt\u00e0 che ha investito di pi\u00f9 sull\u2019integrazione scolastica (il comune coordina i corsi di L2 e i mediatori in tutte le scuole dell\u2019et\u00e0 dell\u2019obbligo e ci sono corsi di aggiornamento periodici) gli insegnanti sentono che la loro preparazione non \u00e8 ancora adeguata a una societ\u00e0 multiculturale. In Italia, la provincia di Prato \u00e8 quella con la pi\u00f9 alta concentrazione di alunni non italiani e quasi un minore su quattro \u00e8 cinese. \u201cDobbiamo decostruire tanti stereotipi, tanto colonialismo interiorizzato\u201d, dice Francesca Cappelli, che lavora alle medie Mazzei dell\u2019istituto comprensivo Marco Polo.<br \/>\nLa sua collega, Alice Canossi, studia il cinese per capire meglio i suoi alunni: \u201cLa formazione universitaria non basta. Bisogna imparare a conoscere chi hai davanti, a stratificare, a non escludere nessuno, a usare diverse strategie. Molti non comprendono il libro di testo, devo costruire i materiali didattici\u201d. Alla Mazzei, per facilitare l\u2019apprendimento di tutti, si usano piattaforme multimediali per lo storytelling e il gioco di gruppo; tanti scelgono l\u2019indirizzo musicale e suonano in orchestra. \u201cLa scuola italiana\u201d, conclude Cappelli, \u201csi basa sulla buona volont\u00e0 e sul lavoro extra di tanti insegnanti\u201d. Compilare bandi, inventare progetti, accogliere i nuovi arrivati e testare il loro livello linguistico, formarsi, preparare le lezioni considerando i diversi livelli, parlare con famiglie e mediatori, gestire il disagio psicologico: quello dell\u2019insegnante nella scuola dell\u2019obbligo \u00e8 un lavoro multidisciplinare, estenuante, e per svolgerlo servirebbero competenze specifiche e pi\u00f9 figure. Ma su questo non si \u00e8 mai investito.<\/p>\n<p>PER UN ALUNNO MIGRANTE, I VERI PROBLEMI COMINCIANO DOPO LA TERZA MEDIA<br \/>\n\u201cLe scuole medie sono fondamentali, sono il centro del percorso\u201d. A Prato, Noreen, brillante studente del liceo classico di origine pachistana (\u00e8 l\u2019unica non italiana in classe), racconta la sua esperienza. \u201cVivere in un ambiente multiculturale \u00e8 bellissimo. Ma le dinamiche sono complicate, c\u2019\u00e8 la violenza, il bullismo. La nostra classe era divisa in gruppetti, con qualcuno non ho mai parlato. Alcuni insegnanti rinunciavano a fare lezione ai ragazzi pi\u00f9 problematici. C\u2019\u00e8 chi vive situazioni di violenza a casa e le riproduce in classe. La scuola \u00e8 il luogo dove si cresce, gli insegnanti dovrebbero lavorare pi\u00f9 sulle relazioni, sul gruppo\u201d.<br \/>\nA Roma Susanna Rubino dell\u2019associazione Piuculture insegna L2 e lavora nei doposcuola: \u201cMolti di questi ragazzi sono isolati, comunicano poco con la classe. Spesso le famiglie vivono un disagio, manca un genitore, quelli che lavorano fanno orari assurdi. Sono lasciati a loro stessi\u201d. L\u2019orario \u00e8 un forte limite delle scuole medie, dove in genere le lezioni si limitano alla mattina e ci sono molti compiti. Per i ragazzi che conoscono poco l\u2019italiano, studiare da soli il pomeriggio \u00e8 un\u2019impresa titanica. Disagio e lacune aumentano, accentuando il divario che li divide dai compagni. Molti alunni migranti hanno famiglie spezzate, esperienze traumatiche alle spalle, condizioni socioeconomiche difficili.<br \/>\nAd accoglierli il pomeriggio, a Roma, sono spesso le associazioni di volontariato, a volte nate dai genitori italiani, o i pochi spazi di aggregazione giovanile, che colmano le carenze della scuola pubblica: come CivicoZero (una cooperativa sociale partner di Save the children, a San Lorenzo, che si occupa di minori non accompagnati) o MaTeM\u00f9 (dell\u2019onlus Cies, all\u2019Esquilino). Qui gli adolescenti trovano anche laboratori artistici e musicali e, soprattutto, amicizie e sostegno.<br \/>\nCon il bando Scuole aperte il comune di Roma quest\u2019anno ha finanziato progetti per aprire le aule il pomeriggio: sono stati dati quasi due milioni di euro a 114 scuole. Un\u2019offerta necessaria e utile per tutti gli alunni, non solo stranieri. Sono ancora poche, per\u00f2, le scuole medie italiane che, come la Quintino Di Vona a Milano, nella zona multietnica di Loreto, sono aperte tutti i pomeriggi. \u201cAbbiamo ottenuto dei fondi europei\u201d, dice la dirigente Maria Chiara Grauso. \u201cOffriamo ore di L2, aiuto nei compiti, lingue, sport, teatro, musica: tutto gratis o a costi minimi\u201d. Dalla scuola, che ha un indirizzo musicale, \u00e8 nata anche l\u2019Orchestra multietnica Golfo Mistico.<\/p>\n<p>LE ASPETTATIVE E GLI INDICATORI<br \/>\nPer un alunno migrante, i veri problemi cominciano dopo la terza media. \u201cChe lavoro vorreste fare?\u201d, chiedo alla ragazze della Borsi. \u201cIl medico\u201d, risponde Shila. \u201cLa farmacista, l\u2019insegnante\u201d, dicono altre. Le aspettative possono essere alte. Ma i numeri parlano chiaro sullo svantaggio degli alunni non italiani, comprese le seconde generazioni. In Italia, alle superiori (le secondarie di secondo grado) risulta in ritardo scolastico il 53,2 per cento degli stranieri contro il 16 per cento degli italiani. Il tasso di abbandono scolastico \u00e8 tra i pi\u00f9 alti in Europa (30,1 per cento, quasi il triplo degli italiani): uno su quattro non arriva al diploma. I giovani stranieri che non studiano e non lavorano (Neet) sono il 30,9 per cento.<\/p>\n<p>Un pannello per le attivit\u00e0 dedicate ai ragazzi e alle ragazze migranti nella cooperativa sociale CivicoZero, a Roma. &#8211; Carolina Rapezzi Un pannello per le attivit\u00e0 dedicate ai ragazzi e alle ragazze migranti nella cooperativa sociale CivicoZero, a Roma. (Carolina Rapezzi)<br \/>\nAnche se aumentano gli iscritti ai licei, gli stranieri si orientano verso l\u2019istruzione tecnica (scelta dal 40,5 per cento contro il 29,8 per cento degli italiani) e professionale (20,5 per cento contro l\u201911,8 per cento): come emerge dalle ricerche sociologiche di Marco Romito e Gianluca Argentin sono gli stessi insegnanti a orientare verso percorsi ritenuti pi\u00f9 \u201cfacili\u201d.<br \/>\nIn ogni caso, il passaggio alle superiori richiede uno studio pi\u00f9 complesso, che \u00e8 difficile affrontare con carenze linguistiche e formative. Inoltre, le ore di L2 sono poche e destinate solo ai ragazzi neoarrivati, mentre anche chi \u00e8 qui da pi\u00f9 tempo pu\u00f2 avere ancora difficolt\u00e0. \u201cAlle superiori, in genere, c\u2019\u00e8 meno supporto\u201d, spiega Farinelli. \u201cUna volta acquisita la lingua per la comunicazione quotidiana, non ci si preoccupa di insegnare la \u2018lingua per lo studio\u2019, ossia il linguaggio specialistico, indispensabile per capire, per esempio, un testo di scienze o di storia\u201d. C\u2019\u00e8 chi non ce la fa e deve rinunciare ai suoi sogni. \u201cChi non arriva al diploma \u00e8 fuori del mercato del lavoro qualificato: \u00e8 un sistema al ribasso, che non valorizza i talenti\u201d.<br \/>\nA MaTeM\u00f9 tra le pareti colorate e i suoni della break dance, incontro Asma, una ragazza egiziana che studia allo scientifico. \u00c8 molto brava in matematica, ma ha problemi in italiano e in latino. Cristina Gasperin, educatrice, la aiuta nei compiti: \u201cAsma in casa parla arabo, il suo bagaglio di parole \u00e8 inferiore a chi vive in una famiglia italiana. Non si pu\u00f2 valutarla con gli stessi criteri degli altri. Si dovrebbe considerare che alcune persone sono multilingue e che questa \u00e8 una ricchezza, in modo da trovare altre forme di valutazione. Lei ha una fortissima volont\u00e0, si impegna al massimo: una scuola che non riconosce tutto questo \u00e8 ingiusta e discriminatoria\u201d. Sono casi diffusi. \u201cUn mio ex alunno cinese suonava il violino e si era iscritto al liceo musicale\u201d, ricorda un insegnante di Prato \u201cEra molto dotato, appassionato, ma i professori gli dissero: quest\u2019anno ti bocciamo, il tuo livello di lingua non \u00e8 sufficiente. L\u2019hanno convinto a cambiare scuola\u201d.<br \/>\nSecondo Farinelli \u201cnella scuola italiana non si valorizza il bilinguismo, che \u00e8 un vantaggio cognitivo. Usare per gli studenti stranieri categorie come quella dei bisogni educativi speciali (Bes), medicalizza la differenza, crea uno stigma. Il rischio \u00e8 che il sistema educativo riproduca e accentui le disuguaglianze\u201d.<br \/>\n\u201c\u00c8 una delle grandi battaglie del terzo millennio: dare a tutti l\u2019opportunit\u00e0 di fare il proprio percorso, al di l\u00e0 delle provenienze\u201d, osserva Alessandra Minerbi, insegnante alla Quintino Di Vona a Milano. \u201cO la scuola diventa davvero il luogo in cui tutti hanno le stesse possibilit\u00e0, come recita la costituzione, o abbiamo fallito\u201d<br \/>\n*(Marzia Minore, giornalista, docente in lingua inglese per studenti universitari USA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; I RITARDI DEL PNRR E LE INTENZIONI POCO CHIARE DEL GOVERNO<\/strong> &#8211; PARTE DEI FONDI E DEI PROGETTI PREVISTI SONO A RISCHIO, IN UN PROCESSO DI REVISIONE DI CUI SI SA ANCORA POCO O NULLA. ABBIAMO RICOSTRUITO I PUNTI PRINCIPALI EMERSI DALLA TERZA RELAZIONE DEL GOVERNO AL PARLAMENTO SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR.<\/p>\n<p>\u2022 Per il governo il Pnrr andr\u00e0 in stand-by fino alla conclusione del processo di revisione. Non chiederemo la quarta rata nei tempi previsti.<br \/>\n\u2022 Allo stato attuale mancherebbero da completare ancora 17 scadenze entro il 30 giugno.<br \/>\n\u2022 Tra le criticit\u00e0 evidenziate, i vincoli del Pnrr (in particolare in tema ambientale) e le lentezze degli enti locali.<br \/>\n\u2022 \u00c8 ancora in corso la mappatura dei progetti irrealizzabili. Ma si va verso una revisione al ribasso degli obiettivi del Pnrr.<br \/>\n\u2022 L&#8217;Italia dovrebbe spendere 58,3 miliardi di euro entro la fine dell&#8217;anno. Un obiettivo che pare difficilmente raggiungibile.<br \/>\nNegli ultimi giorni \u00e8 stata depositata in parlamento la terza relazione sullo stato di attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la prima redatta dal governo Meloni. Il documento non nasconde le difficolt\u00e0 del nostro paese nella realizzazione del piano. A partire dall\u2019erogazione della terza rata, il cui processo di valutazione da parte della commissione europea sarebbe \u201cin fase di completamento\u201d.<\/p>\n<p>la relazione completa sul sito della camera.<br \/>\nLa relazione \u00e8 molto estesa (parliamo di oltre 400 pagine). Per questo nelle prossime settimane pubblicheremo ulteriori articoli di approfondimento su questo tema. Possiamo per\u00f2 gi\u00e0 trarre alcune indicazioni. Fra i principali elementi di criticit\u00e0 vengono citati i vincoli europei che avrebbero rallentato la realizzazione di molti progetti, la scarsa capacit\u00e0 amministrativa degli enti locali e il mutato contesto internazionale. Il documento tuttavia resta vago nello spiegare quali soluzioni l\u2019esecutivo intende proporre a Bruxelles per riformulare il piano italiano. Ci\u00f2 che sembra certo per\u00f2 \u00e8 che la revisione coinvolger\u00e0 anche alcuni interventi di questo semestre, mettendo inevitabilmente a rischio la richiesta della quarta rata di risorse.<br \/>\nIl governo sembra intenzionato a non perdere i fondi assegnati al nostro paese, ma per evitarlo dovr\u00e0 necessariamente rivedere a ribasso gli obiettivi iniziali del piano, soprattutto in termini quantitativi. Il pericolo \u00e8 che la necessit\u00e0 di recuperare il tempo perso e di spendere i soldi velocemente intacchi le priorit\u00e0 del Pnrr: ambiente, digitalizzazione, riduzione dei divari territoriali, di genere e generazionali.<\/p>\n<p>I RITARDI SULLE SCADENZE<br \/>\nIl nostro paese rischia di bloccarsi nell\u2019attuazione delle scadenze del semestre in corso e di non richiedere la quarta rata a fine giugno. \u00c8 la relazione stessa a esplicitare questa preoccupante possibilit\u00e0.<br \/>\nLa richiesta di pagamento della quarta rata, laddove nell\u2019ambito della complessiva rimodulazione del Piano siano proposte modifiche dei relativi obiettivi, sar\u00e0 presentata in linea con i tempi di questo processo.<\/p>\n<p>\u2013 TERZA RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR<br \/>\nAlcuni degli adempimenti previsti per il secondo semestre 2023 saranno infatti coinvolti nella proposta di revisione. Due scadenze rischiano ritardi: l\u2019aggiudicazione degli appalti pubblici per il rinnovo del parco ferroviario e la firma del contratto per realizzare 9 studi cinematografici. Altre due invece sono sotto revisione. Parliamo della ristrutturazione di edifici attraverso SUPERBONUS E SISMABONUS e dell\u2019aggiudicazione degli appalti pubblici per lo sviluppo di STAZIONI DI RIFORNIMENTO A BASE DI Idrogeno.<br \/>\nSe ci\u00f2 fosse confermato, la quarta rata non verr\u00e0 richiesta a fine giugno, ma solo in un secondo momento rispetto all\u2019approvazione delle modifiche. Un processo che potrebbe durare diversi mesi e che al momento \u00e8 lontano dall\u2019essere avviato. Per quanto legittima quindi, l\u2019intenzione di modificare le scadenze del semestre in corso rischia di causare ulteriori ritardi nell\u2019avanzamento sia dei lavori sia della spesa.<\/p>\n<p>SOLO 10 LE SCADENZE COMPLETATE SULLE 27 PREVISTE ENTRO FINE GIUGNO<br \/>\nSCADENZE PNRR DEL SECONDO SEMESTRE 2023, PER TRIMESTRE DI RIFERIMENTO E STATO DI AVANZAMENTO<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nIl cronoprogramma del Pnrr prevede l\u2019adempimento di una serie di scadenze per ogni trimestre dell\u2019anno. Sono in ritardo quegli interventi che non vengono completati entro il trimestre previsto. Ogni 6 mesi poi la commissione europea verifica l\u2019adempimento di milestone e target e, in caso di esito positivo, procede all\u2019erogazione di nuovi fondi.<br \/>\nAnche osservando i dati sul quadro attuale si nota uno stallo sulle scadenze. Tanto che a tre settimane dalla fine del semestre, sono ancora 17 gli interventi da conseguire. Inoltre \u00e8 importante ricordare che l\u2019Italia sta ancora aspettando la terza rata di fondi Pnrr (19 miliardi di euro), rinviata dalla commissione per delle criticit\u00e0 individuate su alcuni progetti approvati nel 2022.<br \/>\nIn sintesi, allo stato attuale non abbiamo ricevuto la terza tranche di risorse e con molta probabilit\u00e0 non saremo nelle condizioni di richiedere la quarta.<\/p>\n<p>I PROBLEMI EVIDENZIATI<br \/>\nMa come siamo arrivati a questa situazione? Il governo individua 3 motivazioni principali.<br \/>\nLa prima \u00e8 legata ai vincoli che il Pnrr impone sugli investimenti. Su tutti, il PRINCIPIO DEL NON ARRECARE DANNO SIGNIFICATIVO ALL\u2019AMBIENTE che molti interventi non rispettano, ostacolando il raggiungimento dei target previsti. \u00c8 il caso soprattutto dei progetti \u201cin essere\u201d, che risalgono a prima del piano e che quindi non prevedevano il rispetto di tale principio.<\/p>\n<p>67 MILIARDI \u20ac I FONDI PNRR DESTINATI AI PROGETTI IN ESSERE.<br \/>\nLa seconda ragione, strettamente legata alla prima, \u00e8 la capacit\u00e0 amministrativa carente degli enti pubblici territoriali. Specialmente dei comuni, che hanno un ruolo di primo piano nell\u2019attuazione del Pnrr ma spesso faticano a seguire i processi necessari alla realizzazione dei progetti. Un problema che riguarda soprattutto le amministrazioni pi\u00f9 piccole e svantaggiate.<\/p>\n<p>43,13 MILIARDI \u20ac I FONDI PNRR AFFIDATI ALLA DIRETTA GESTIONE DEGLI ENTI LOCALI (DI CUI 25,88 MILIARDI PER PROGETTI IN ESSERE).<br \/>\nCome abbiamo gi\u00e0 spiegato in questo articolo, in alcuni casi le amministrazioni locali hanno addirittura rinunciato a partecipare ai bandi del Pnrr. In altri non sono stati in grado di portare a conclusione le gare d\u2019appalto per l\u2019assegnazione dei lavori nei tempi previsti. In altri ancora hanno presentato progetti che non soddisfacevano i criteri richiesti.<br \/>\nInfine in questo quadro ha inciso il mutamento del contesto economico internazionale. Nella relazione infatti si evidenzia che l\u2019aumento del costo delle materie prime ha di fatto reso irrealizzabili alcuni interventi con i fondi inizialmente previsti.<\/p>\n<p>LE SOLUZIONI PROPOSTE<br \/>\nNella relazione si legge che lo scorso 17 marzo \u00e8 avvenuto un primo incontro tra gli esponenti del governo italiano e quelli della commissione europea. Ma la trattativa vera e propria per la revisione del piano non \u00e8 ancora iniziata. Sono previsti nella seconda met\u00e0 di giugno degli incontri tecnici per \u201cverificare l\u2019ammissibilit\u00e0 delle richieste di modifica e\/o riprogrammazione\u201d.<\/p>\n<p>LA REVISIONE DEL PNRR \u00c8 ANCORA IN CORSO.<br \/>\nCi\u00f2 che sappiamo \u00e8 che \u00e8 in corso un monitoraggio volto a individuare i progetti irrealizzabili, che saranno suddivisi in 2 categorie. Per gli interventi considerati strategici lo stato assicurer\u00e0 un supporto ai fini del completamento dei lavori. In tutti gli altri casi invece, se non sar\u00e0 possibile superare le criticit\u00e0 individuate, si proporr\u00e0 la ricollocazione delle risorse. Anche sotto forma di incentivi alle imprese per la transizione ecologica e la digitalizzazione.<br \/>\nIn sintesi, le misure che saranno oggetto di revisione sono quelle che hanno registrato:<\/p>\n<p>\u2022 NOTEVOLE RITARDO NELLA FASE DI AVVIO;<br \/>\n\u2022 RILEVANTE INCREMENTO DEI COSTI;<br \/>\n\u2022 UNA FRAMMENTAZIONE ECCESSIVA TRA NUMEROSI SOGGETTI ATTUATORI;<br \/>\n\u2022 DIFFICOLT\u00c0 NORMATIVE, ATTUATIVE E AUTORIZZATIVE CHE NON CONSENTONO DI REALIZZARE GLI INTERVENTI COME PREVISTO.<br \/>\nI progetti stralciati, secondo quanto dichiarato, verranno recuperati con altre fonti di finanziamento. A partire dal fondo complementare.<\/p>\n<p>IL CAPITOLO SUL REPOWER EU<br \/>\nCon la proposta di revisione l\u2019Italia dovr\u00e0 inviare a Bruxelles anche il capitolo aggiuntivo dedicato al RepowerEu, il piano dell\u2019Ue per far fronte alla crisi energetica. Anche in questo caso le indicazioni sulle intenzioni del governo sono abbastanza generiche.<br \/>\nNon si sa per certo quanti fondi ricever\u00e0 l\u2019Italia dal RepowerEu.<br \/>\nUn primo elemento che vale la pena rilevare \u00e8 che a oggi non \u00e8 ancora possibile definire con chiarezza quanti fondi aggiuntivi sono destinati al nostro paese. Dovrebbero essere 2,76 miliardi, ma l\u2019Italia potr\u00e0 richiedere ulteriori contributi se gli altri paesi non dovessero usarli.<br \/>\nRiguardo gli ambiti di intervento, il governo anticipa che riguarderanno il rafforzamento delle infrastrutture, la de carbonizzazione delle imprese e l\u2019aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili.<\/p>\n<p><strong>I ritardi nella spesa<\/strong><br \/>\nSull\u2019avanzamento della spesa \u2013 e quindi dei lavori e delle opere \u2013 la relazione del governo conferma ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8 noto da tempo: l\u2019Italia ha speso meno del previsto.<\/p>\n<p>25,7 MILIARDI \u20ac I FONDI PNRR SPESI FINORA DALL\u2019ITALIA. CORRISPONDONO AL 13,4% DEL TOTALE DELLE RISORSE.<br \/>\nDa notare che i dati e la loro fonte (Regis) sono gli stessi utilizzati dalla corte dei conti nel rapporto dello scorso 25 maggio, contestato dall\u2019esecutivo. Anche se nella relazione del governo mancano i dati sulla spesa programmata.<\/p>\n<p>58,3 MILIARDI \u20ac I FONDI PNRR CHE L\u2019ITALIA DOVREBBE SPENDERE ENTRO IL 2023. CORRISPONDO AL 30,4% DEL TOTALE DELLE RISORSE.<br \/>\n\u00c8 vero che questa cifra si riferisce a tutto il 2023 e che mancano ancora diversi mesi alla fine dell\u2019anno. Tuttavia \u00e8 quantomeno inverosimile che il nostro paese riesca a recuperare un simile ritardo entro dicembre.<br \/>\nUn\u2019altra conferma rispetto alla relazione della corte dei conti \u00e8 quella relativa alla categoria di spesa in cui sono confluite la maggior parte delle risorse erogate. \u00c8 la concessione di contributi \u2013 in particolare sulle misure ecobonus-sismabonus e transizione 4.0 \u2013 che rappresenta addirittura il 59% delle risorse Pnrr erogate al 31 dicembre 2022.<br \/>\nSi tratta di interventi di facile realizzazione: gli enti responsabili devono solo rimborsare ai soggetti privati le cifre spese. Gli ostacoli invece, come abbiamo gi\u00e0 anticipato, sono legati a procedure pi\u00f9 complesse per le pubbliche amministrazioni. E in particolare per i comuni.<br \/>\nGli enti locali hanno pi\u00f9 fondi Pnrr ma pi\u00f9 difficolt\u00e0 a spenderli<br \/>\nRisorse Pnrr erogate per lavori pubblici dai diversi soggetti attuatori, rispetto agli importi totali<br \/>\nRfi (rete ferroviaria italiana) risulta essere a un livello pi\u00f9 avanzato rispetto a tutti gli altri soggetti attuatori. Con il 16,7% di fondi spesi a fine 2022, rispetto al totale delle risorse affidate all\u2019azienda pubblica. Lo stesso non si pu\u00f2 dire degli enti pubblici territoriali, che su un importo totale di oltre 43 miliardi di euro, non hanno speso neanche 3 miliardi, per una quota pari al 6,4%.<br \/>\nLa maggior parte delle amministrazioni, comunque, ha registrato un livello di spesa inferiore alle previsioni che denota un ritardo nella fase di definizione e avvio delle misure che potrebbe incidere sulla effettiva realizzazione dell\u2019intero Piano con particolare riferimento al pieno raggiungimento degli obiettivi finali.<\/p>\n<p>\u2013 TERZA RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR<br \/>\nCome abbiamo gi\u00e0 visto, l\u2019esecutivo nella relazione esplicita le difficolt\u00e0 che le amministrazioni locali \u2013 principalmente i comuni \u2013 stanno riscontrando nell\u2019erogare risorse per realizzare progetti. \u00c8 importante per\u00f2 sottolineare che le carenze o i ritardi degli enti territoriali in questi processi non sono una colpa da imputare ai comuni stessi.<\/p>\n<p>NON SI PU\u00d2 DARE LA COLPA AI COMUNI.<br \/>\nSono il frutto di divari storici che riguardano soprattutto le amministrazioni pi\u00f9 piccole, nei territori pi\u00f9 periferici, del sud. A livello sia di personale che di competenze. Per come \u00e8 stato ideato, il Pnrr non \u00e8 stato in grado finora di dare una risposta efficace a questi ostacoli. E i governi, sia ora con Meloni sia prima con Draghi, hanno avanzato delle soluzioni insufficienti.<br \/>\nLa priorit\u00e0 dell\u2019esecutivo sembra essere quella di assicurarsi la ricezione dei fondi, senza garantirne la ricaduta efficace sui territori. Introdurre meccanismi di salvaguardia e supporto della spesa, potrebbe invece concretamente aiutare le amministrazioni locali a gestire questa partita. Favorendo lo sviluppo economico e sociale del paese, che dovrebbe essere il principale obiettivo del Pnrr.<\/p>\n<p>L\u2019OSSERVATORIO SUL PNRR<br \/>\nQuesto articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni luned\u00ec pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilit\u00e0 di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.<br \/>\n(FONTE: elaborazione openpolis su dati OpenPNRR, 2023)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; I PAESI EUROPEI IN CUI SI LAVORA TROPPO<\/strong>. GLI ORARI DI LAVORO ECCESSIVI LEDONO LA SALUTE PSICOFISICA, LA SICUREZZA E IL DIRITTO AL TEMPO LIBERO DEI LAVORATORI. SONO ANCORA MOLTI I PAESI IN CUI I CITTADINI LAVORANO TROPPO, E I DIVARI ESISTONO SU PI\u00d9 PIANI: DA PAESE A PAESE, TRA UOMINI E DONNE E TRA CATEGORIE DI LAVORATORI. (*)<\/p>\n<p>\u2022 NEL 2022 MEDIAMENTE I CITTADINI UE LAVORANO 36,2 ORE ALLA SETTIMANA.<br \/>\n\u2022 SONO FORTI LE DIFFERENZE DA STATO A STATO. IN GRECIA SI LAVORANO 39,7 ORE, NEI PAESI BASSI 31,1.<br \/>\n\u2022 MEDIAMENTE LE DONNE LAVORANO 5,1 ORE IN MENO RISPETTO AGLI UOMINI.<br \/>\n\u2022 IN GRECIA IL 12,6% DEGLI OCCUPATI LAVORA TROPPO (PI\u00d9 DI 48 ORE ALLA SETTIMANA).<br \/>\n\u2022 IN ITALIA LA SITUAZIONE \u00c8 POLARIZZATA, MENTRE IN BULGARIA \u00c8 PIUTTOSTO OMOGENEA.<\/p>\n<p>\u00c8 importante che le persone non lavorino troppo. Gli orari di lavoro eccessivi hanno effetti negativi sulla salute psicofisica dei lavoratori e minano la loro sicurezza. Senza contare che impediscono loro di trascorrere sufficiente tempo in autonomia, per sviluppare la propria socialit\u00e0, trascorrere tempo con la propria famiglia e soddisfare i propri interessi culturali e intellettuali.<br \/>\nInoltre diversi stati europei negli ultimi anni hanno iniziato a condurre esperimenti per ridurre il numero di ore o di giornate di lavoro.<\/p>\n<p>IN SVEZIA PER ESEMPIO GI\u00c0 DAL 2015 \u00c8 STATA INTRODOTTA LA GIORNATA LAVORATIVA DI 6 ORE.<\/p>\n<p>MENTRE VARI PAESI TRA CUI BELGIO, GERMANIA E SPAGNA HANNO ADOTTATO LA SETTIMANA DI 4 GIORNI.<br \/>\nNonostante si tratti di un dibattito ancora aperto, sembrerebbe che lavorare meno sia benefico non solo per i lavoratori stessi ma anche per la loro produttivit\u00e0, che ne risulta incrementata.<br \/>\nTuttavia, nonostante il fatto che l\u2019Europa sia privilegiata rispetto al resto del mondo da questo punto di vista, sono ancora molti i cittadini dell\u2019Unione che lavorano troppo. Si pu\u00f2 osservare anche una grande frammentazione a livello nazionale e regionale, all\u2019interno dei singoli paesi. Segno che esistono ancora disuguaglianze significative: non sono infatti i paesi pi\u00f9 benestanti quelli in cui si lavora di pi\u00f9, ma il contrario. Inoltre sussistono anche disparit\u00e0 interne, tra chi lavora poco e chi tanto.<\/p>\n<p>QUANTO LAVORANO IN MEDIA I CITTADINI EUROPEI<br \/>\nMediamente in Europa gli occupati (con cui si intende sia i dipendenti che gli autonomi, con dipendenti o meno, part-time e full-time) lavorano in media 36,2 ore alla settimana. Tra dipendenti e autonomi c\u2019\u00e8 una differenza: i primi ne lavorano mediamente 35,3, i secondi 41,7. Lo stesso, anzi con un divario pi\u00f9 marcato, si pu\u00f2 chiaramente osservare anche tra lavoratori a tempo pieno e a tempo parziale. I primi registrano un valore di 44,5 ore e i secondi di 20,3 (pesano meno perch\u00e9 nel complesso sono meno numerosi).<br \/>\nSia a livello nazionale che regionale in Europa si rilevano notevoli differenze per quanto riguarda l\u2019impegno lavorativo settimanale.<\/p>\n<p>Sono greche le regioni in cui si lavora di pi\u00f9 ogni settimana &#8211; Le ore lavorative settimanali nelle regioni Ue (2022)<\/p>\n<p>I dati provengono dal rilevamento sulla forza lavoro (Labour force survey) di Eurostat e si riferiscono al numero di ore lavorative settimanali dei cittadini occupati, nelle regioni Ue.<\/p>\n<p>Sono tutte greche le regioni in cui si lavorano pi\u00f9 ore ogni settimana. Cifre elevate si riscontrano anche in alcune regioni della Polonia, della Romania e della Bulgaria, ma anche in Alentejo (Portogallo), in due regioni ceche e in una slovacca. La cifra pi\u00f9 bassa invece si registra nella regione olandese di Groningen, la quale riporta una media settimanale di 29,9 ore. Oltre 16 di differenza rispetto alle isole Ionie, in Grecia, che con 46,2 ore di lavoro a settimana detengono il record europeo.<br \/>\nA livello nazionale \u00e8 quindi la Grecia il paese Ue in cui si lavora di pi\u00f9, con una media di 39,7 ore alla settimana. Seguono Romania, Polonia e Bulgaria, tutte sopra le 39. Agli ultimi posti i Paesi Bassi con appena 31,1, seguita a una certa distanza da Danimarca e Austria, che riportano rispettivamente una media di 33,6 e 33,7. Con 36,2 ore lavorative, l\u2019Italia \u00e8 esattamente in linea con la media dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>La Grecia sale poi a una media di 41,7 ore settimanali se si isolano gli occupati di genere maschile, con una differenza di quasi 5 ore rispetto alle donne (36,9). Una differenza che risulta essere in linea con la media europea.<br \/>\n5,1 ore la differenza di genere di impegno lavorativo settimanale, mediamente in Ue (2022).<br \/>\nLe settimane lavorative pi\u00f9 lunghe per le donne si registrano in Romania (39,2) e in Bulgaria (39). Questi sono anche i due paesi con il divario di genere pi\u00f9 contenuto (meno di un\u2019ora a settimana di differenza). I divari pi\u00f9 ampi si registrano invece nei Paesi Bassi (8,2 ore settimanali), in Austria (7,7), in Germania (7,6) e in Irlanda (7,1). L\u2019Italia, con 6,8 ore alla settimana di differenza, \u00e8 al quinto posto tra i paesi membri.<\/p>\n<p>QUANTI EUROPEI LAVORANO TROPPO<br \/>\nIn Europa, a parte in alcuni specifici settori (sanitario, protezione civile, industrie che non possono essere interrotte per ragioni tecniche e agricoltura), l\u2019orario di lavoro settimanale non dovrebbe superare le 48 ore.<br \/>\nTuttavia sono ancora molti i cittadini europei che superano regolarmente questo limite, un fenomeno fortemente lesivo della salute psico-fisica.<br \/>\nIN GRECIA IL 12,6% DELLE PERSONE LAVORA PI\u00d9 DI 48 ORE ALLA SETTIMANA<br \/>\nLa quota di intervistati che hanno dichiarato di lavorare pi\u00f9 di 48 ore a settimana nei paesi Ue (2021)<\/p>\n<p>I dati si riferiscono alla quota di persone occupate che nell\u2019ambito del rilevamento sulla forza lavoro (Labour force survey) di Eurostat hanno dichiarato di lavorare 49 ore o pi\u00f9 alla settimana.<\/p>\n<p>LA GRECIA \u00c8 IL PRIMO PAESE UE PER QUOTA DI OCCUPATI CHE DICHIARANO DI LAVORARE PI\u00d9 DI 48 ORE ALLA SETTIMANA (12,6%). SEGUONO LA FRANCIA (10,2%) E CIPRO (9,7%). BULGARIA E LITUANIA RIPORTANO INVECE UN DATO INFERIORE ALL\u20191%.<\/p>\n<p>IN ITALIA SEMBRA ESSERCI UNA POLARIZZAZIONE TRA CHI LAVORA MOLTO E CHI POCO.<br \/>\nL\u2019Italia, con il 9,4%, \u00e8 al quarto posto insieme al Portogallo. \u00c8 interessante notare come in Italia ci sia in questo senso una differenza: a livello di ore medie, il dato non \u00e8 particolarmente elevato e anzi del tutto in linea con la media dell\u2019Unione, mentre risulta elevata, rispetto alla media, la quota di occupati che lavorano \u201ctroppo\u201d. Considerato che all\u2019interno del rilevamento sulla forza lavoro Eurostat ottiene dichiarazioni, pi\u00f9 affidabili di altri tipi di dati per quanto riguarda il sommerso, sembra esserci nel nostro paese una certa polarizzazione. Mediamente orari \u201cnormali\u201d, ma un gruppo consistente di persone supera il numero di ore considerate consone. Il che vuol dire che gli altri occupati hanno orari molto meno impegnativi. O che c\u2019\u00e8 un\u2019ampia parte della popolazione che lavora part-time.<br \/>\nAl contrario in un paese come la Bulgaria, al quarto posto in Ue per ore lavorative medie (38,6), la quota di persone che superano il limite \u00e8 molto basso, indice di una forte omogeneizzazione da questo punto di vista.<br \/>\n*(FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Nel mondo (*)<\/strong><\/p>\n<p>Grecia<br \/>\nIl 16 giugno Stella Nanou, portavoce dell\u2019Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), ha affermato che sono ormai molto ridotte le speranze di trovare sopravvissuti al naufragio di un\u2019imbarcazione di migranti avvenuto al largo delle coste del paese nella notte tra il 13 e il 14 giugno. Il bilancio provvisorio \u00e8 di 79 vittime e 104 sopravvissuti, ma sembra che a bordo ci fossero 750 persone, tra cui un centinaio di bambini.<\/p>\n<p>Unione europea<br \/>\nLa Banca centrale europea (Bce) ha alzato il 15 giugno i tassi d\u2019interesse di 25 punti base per contrastare l\u2019inflazione, che a maggio era al 6,1 per cento, ben lontana dall\u2019obiettivo del 2 per cento. Il tasso sulle operazioni principali passa cos\u00ec al 4 per cento. Si tratta dell\u2019ottavo rialzo consecutivo dei tassi dal luglio 2022. Il mese prossimo \u00e8 previsto un ulteriore rialzo.<\/p>\n<p>Sudan<br \/>\nIl 15 giugno Matthew Miller, portavoce del dipartimento di stato statunitense, ha denunciato le \u201cviolenze orribili\u201d in corso nel paese, e in particolare nel Darfur, mettendo sotto accusa il gruppo paramilitare Forze di supporto rapido (Rsf), guidato dal generale Mohamed Hamdan Dagalo. Miller ha anche condannato l\u2019assassinio del governatore dello stato del Darfur Occidentale, Khamis Abdullah Abakar, avvenuto il 14 giugno. Poche ore prima di essere ucciso il governatore aveva accusato i paramilitari di \u201ccompiere un genocidio\u201d. Dalla met\u00e0 di aprile circa 1.100 civili sono stati uccisi a El Geneina, il capoluogo del Darfur Occidentale.<\/p>\n<p>Nigeria<br \/>\nIl 15 giugno il nuovo presidente Bola Tinubu ha sospeso il capo dell\u2019autorit\u00e0 anticorruzione del paese, Abdul Rasheed Bawa, accusato di \u201cabusi di potere\u201d. La settimana scorsa era stato rimosso e arrestato il governatore della banca centrale Godwin Emefiele, anche lui sotto inchiesta.<\/p>\n<p>Corea del Nord<br \/>\nIl ministero della difesa giapponese ha affermato il 15 giugno che il regime nordcoreano ha lanciato due missili balistici a corto raggio, che sono caduti in mare nella zona economica esclusiva di Tokyo. Poco prima Pyongyang aveva denunciato le esercitazioni militari in corso tra gli eserciti di Corea del Sud e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Giappone<br \/>\nIl 16 giugno la camera dei consiglieri, la camera alta del parlamento giapponese, ha approvato all\u2019unanimit\u00e0 una legge che alza da tredici a sedici anni l\u2019et\u00e0 minima del consenso nei rapporti sessuali. La legge modifica anche la definizione di stupro, passando da \u201crapporto sessuale forzato\u201d a \u201crapporto sessuale non consensuale\u201d.<\/p>\n<p>Stati Uniti<br \/>\nIl 15 giugno almeno tre persone sono morte e un centinaio sono rimaste ferite nel passaggio di un tornado sulla cittadina di Perryton, nel nord del Texas. Vari stati del sud e del centro-ovest del paese sono in stato d\u2019allerta per una serie di tempeste, alimentate dalle alte temperature, che stanno causando tornado, temporali e grandinate.<br \/>\n*( Fonte: Internazionale )<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Giovanni De Mauro*. 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