{"id":41993,"date":"2023-06-03T13:03:35","date_gmt":"2023-06-03T13:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=41993"},"modified":"2023-06-04T10:19:17","modified_gmt":"2023-06-04T10:19:17","slug":"n22-03-giugno-2023-rassegna-di-news-azionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=41993","title":{"rendered":"n\u00b022 \u2013 03\/6\/23 &#8211;   RASSEGNA DI NEWS AZIONALI E INTERNAZIONALI.  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Jordi Maiso *:Capitalismo, Stato e Dissociazione: tre dimensioni centrali della societ\u00e0 capitalista-patriarcale.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Luciana Cimino*: Il doppio delle firme per la proposta di legge contro l\u2019autonomia differenziata.<\/strong><br \/>\n<strong>LA MOBILITAZIONE. Contro la secessione dei ricchi 105.937 \u00abNo\u00bb: parte l\u2019iter della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Murat Yetkin, Yetkin Report, Turchia *: La vittoria non cancella i problemi di Erdo\u011fan<\/strong><br \/>\n<strong>Il presidente turco si \u00e8 imposto al ballottaggio del 28 maggio, ma ora dovr\u00e0 trovare il modo di arginare la crisi economica senza perdere le cruciali elezioni amministrative del 2024<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Sen. Francesca La Marca(pd)* : BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA A TUTTI!<\/strong><br \/>\n<strong>Cari connazionali, cari amici, &#8211; Il 2 giugno del 1946 fu un momento spartiacque nella storia del nostro Paese.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*: incontra con Cesa il Presidente del Parlamento bulgaro Rosen Zhelyazkov<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; On. Nicola Care&#8217;*: Difesa, Car\u00e8 incontra il Ministro della Difesa Crosetto per parlare dell&#8217;Australia<\/strong><br \/>\n<strong>07 Pierre Haski*: TURCHIA &#8211; La rielezione di Erdo\u011fan mostra la forza del nazionalismo turco<\/strong><br \/>\n<strong>Il 28 maggio il secondo turno delle elezioni presidenziali in Turchia non ha riservato sorprese: il vantaggio del presidente uscente Recep Tayyip Erdo\u011fan, gi\u00e0 emerso al primo turno, \u00e8 stato confermato.<\/strong><br \/>\n<strong>08 \u2013 Haiti &#8211; Nessuno \u00e8 al sicuro &#8211; Le bande criminali governano ormai intere zone della capitale haitiana, molti negozi hanno chiuso e le famiglie non mandano pi\u00f9 i figli a scuola per paura che siano rapiti. La crisi sociale e politica non \u00e8 mai stata cos\u00ec grave<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Jordi Maiso *:CAPITALISMO, STATO E DISSOCIAZIONE: TRE DIMENSIONI CENTRALI DELLA SOCIET\u00c0 CAPITALISTA-PATRIARCALE. L&#8217;OBIETTIVO DEL CAPITALISMO NON \u00c8 QUELLO DI SODDISFARE I BISOGNI, BENS\u00cc DI VALORIZZARE IL CAPITALE: LA SUA UNICA FINALIT\u00c0 \u00c8 VALORIZZARE IL VALORE, E DI CONSEGUENZA FARE, COL DENARO, SEMPRE PI\u00d9 SOLDI; ERA IN QUESTO SENSO, CHE MARX PARLAVA DEL CAPITALE COME DI UN \u00abSOGGETTO AUTOMATICO\u00bb.<\/strong><br \/>\nIl solo scopo dell&#8217;economia capitalista \u00e8 la massimizzazione del valore &#8211; nella sua forma di denaro &#8211; in quanto fine in s\u00e9: il suo obiettivo non consiste nello sviluppare le forze produttive, in modo che cos\u00ec si possa riuscire a dominare meglio la natura, ma si tratta piuttosto di investire 100 euro per arrivare a ottenerne 120, e poi continuare a ripetere, in un processo senza fine, tale meccanismo di valorizzazione. Di conseguenza, la sua logica \u00e8 astratta e implacabile: non tiene in nessun conto quale che sia la realt\u00e0 concreta del mondo sociale ed empirico in cui si svolge un simile processo, e neppure delle condizioni che lo rendono possibile. La riproduzione della realt\u00e0 materiale e sociale non \u00e8 affar suo, e il capitalismo non riconosce che ci possa essere alcuna restrizione alla logica della valorizzazione vista come fine in s\u00e9.<\/p>\n<p>Se potesse farlo, non si impadronirebbe solamente dell&#8217;intero pianeta, ma dell&#8217;intera galassia e di tutto l&#8217;universo. Ed \u00e8 in tal senso che la logica del capitalismo finisce per essere predatoria e antisociale: rispetto ai processi sociali, esso agisce come un corpo estraneo, il quale ha finito per imporsi in tutte le sfere della vita, vampirizzandole e sottomettendole all&#8217;obiettivo astratto della valorizzazione come fine in s\u00e9. Tuttavia, per poter funzionare come relazione sociale, il capitalismo non pu\u00f2 esistere senza che si diano alcuni presupposti, senza i quali la logica della valorizzazione, da s\u00e9 sola, non pu\u00f2 produrre.<\/p>\n<p>\u00c8 in tal senso che il capitale \u00e8 dipendente: esso non \u00e8 in grado di poter reggersi da solo sulle proprie gambe. La sua logica \u00e8 assolutamente anti-sociale, eppure, senza alcuni presupposti sociali l&#8217;accumulazione del capitale non pu\u00f2 aver luogo. Storicamente, le due sfere che hanno garantito queste condizioni, sono servite a formare un quadro in cui, senza di esse, il processo astratto di valorizzazione non pu\u00f2 funzionare. Queste due sfere sono quelle della dissociazione del valore e dello Stato. La \u00abdissociazione del valore\u00bb fa riferimento a tutte quelle attivit\u00e0, forme di comportamento &#8211; pratiche sociali di cura e forme di espressione simbolica e affettiva &#8211; che non sono disciplinate dalla logica produttivistica del lavoro astratto, ma che tuttavia rendono possibile, nel capitalismo, la riproduzione della vita sociale. Si tratta di quelle attivit\u00e0 sociali necessarie e fondamentali, che ciononostante la logica del capitalismo esclude dalla vita pubblica, svalutandole e relegandole alla vita privata, e assegnandole alle donne: cura, affetti, funzioni riproduttive. Questo non si limita solamente al lavoro domestico, o alla cura e all&#8217;assistenza nell&#8217;ambito della sfera familiare, bens\u00ec si estende a tutte le funzioni che consentono di \u00ablubrificare\u00bb e ammorbidire il funzionamento sociale di una logica di valorizzazione del valore, che in s\u00e9 \u00e8 distruttiva e indifferente a qualsiasi realt\u00e0 concreta. In questo, rientrano anche quelle dimensioni affettive ed emotive che il capitalismo contemporaneo ora cerca di rendere funzionali anche dal punto di vista produttivo, attraverso delle attivit\u00e0 di management e grazie a nozioni come quella dell&#8217;\u00abintelligenza emotiva\u00bb.<\/p>\n<p>Da parte loro, le sfere dello Stato e della politica hanno reso possibile il funzionamento del capitalismo in quanto relazione sociale. Assai spesso, l&#8217;attuale sinistra appare scissa e divisa, tra un&#8217;idea di Stato, il quale viene visto come sfera \u00abrepressiva\u00bb, da una parte, e soggetto a una visione pi\u00f9 \u00abpaternalistica\u00bb, dall&#8217;altra. Dove la prima si riferisce, ad esempio, al fatto che, storicamente, sono sempre state le strutture dello Stato a garantire la sottomissione alle condizioni del lavoro astratto (ad esempio mettendo sotto tutela i \u00abpoveri\u00bb). La visione &#8220;paternalistica&#8221;, invece, ha pi\u00f9 a che fare con quello che, nella retorica auto-esaltatrice del sistema, noi conosciamo come \u00abStato sociale\u00bb. Si tratta di strutture statali che, a partire dalla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento (soprattutto per volont\u00e0 di Otto Bismarck), e in particolare dal 1945 in poi, hanno istituzionalizzato e monetizzato tutta una serie di ambiti della vita sociale, i quali prima erano deputati alla dissociazione del valore (senza per\u00f2 mai superare la gerarchia nelle relazioni di genere) o alla beneficenza. In tal modo \u00e8 nato lo \u00abStato sociale\u00bb, in quanto sistema burocratizzato di ridistribuzione che offriva protezione dal carattere distruttivo e asociale delle relazioni capitalistiche primitive. Tuttavia, nel momento in cui si verifica un caso di crisi, quelle funzioni sociali che mitigano \u00abla brutalit\u00e0 dei processi economici vengono de-statalizzate e demonetizzate, e vengono riconsegnate nuovamente, a un livello micro, alle donne\u00bb. \u00c8 questo ci\u00f2 che sta accadendo oggi: le protezioni statali che dovevano proteggere la popolazione dalla cruda violenza delle leggi di mercato vengono destabilizzate, e ci\u00f2 cui assistiamo \u00e8 un abbandono delle funzioni di \u00abammortizzamento\u00bb dello Stato.<\/p>\n<p>Tuttavia, per il capitalismo, la centralit\u00e0 dello Stato, in quanto relazione sociale, non pu\u00f2 essere ridotta a questi ruoli repressivi o protettivi: la sua importanza \u00e8 assai pi\u00f9 fondamentale. Il carattere antisociale del capitalismo, il quale persegue la valorizzazione fine a s\u00e9 stessa in un regime di concorrenza, fa s\u00ec che, a livello micro, prevalga la logica particolaristica dell&#8217;homo economicus: ciascuno cura soltanto il proprio interesse, cercando di ottenere un saldo positivo in quella che \u00e8 la bilancia costi\/benefici. Tuttavia, il capitalismo, come relazione sociale, ha bisogno di un attore che vada ben oltre, e superi, la lotta degli interessi particolari, adottando il punto di vista della societ\u00e0 nel suo complesso; cosa che rende cos\u00ec possibile il livello macroeconomico. Si potrebbe per\u00f2 dire che il matrimonio felice tra vizi privati e virt\u00f9 pubbliche non \u00e8 poi cos\u00ec tanto evidente nel capitalismo. Lo Stato \u00e8 quell&#8217;istanza sociale che permette di andare oltre il perseguimento di interessi particolari, in modo da rendere possibile un quadro d&#8217;azione. In tal modo, con gli strumenti del diritto e della politica, lo Stato crea il quadro funzionale necessario all&#8217;accumulazione del capitale. Innanzitutto, stabilisce le norme giuridiche che regolano i rapporti di propriet\u00e0 e rendono possibile il gioco economico. Inoltre, lo Stato \u00e8 responsabile della creazione e del mantenimento delle infrastrutture e dei sistemi di formazione necessari al corretto funzionamento dell&#8217;economia, la quale non pu\u00f2 essere guidata esclusivamente da una logica orientata al profitto. D&#8217;altra parte, esso \u00e8 anche responsabile della strutturazione delle relazioni monetarie e della garanzia della moneta, che amministra attraverso la banca centrale, stabilendo i tassi di interesse per rifinanziare il sistema bancario, controllando la quantit\u00e0 di moneta fiduciaria creata, regolando l&#8217;acquisto e la vendita di moneta in conformit\u00e0 con la politica monetaria, ecc.<\/p>\n<p>In definitiva, lo Stato permette la costruzione della sfera dell&#8217;\u00abeconomia nazionale\u00bb, il mercato interno a cui la scienza del capitale (che non si presenta come scienza dell&#8217;economia mondiale, ma come \u00abeconomia politica\u00bb, Volkswirtschaft o, nella famosa formula di Adam Smith, come \u00abla ricchezza delle nazioni\u00bb) non si riferisce invano. Lo Stato permette quindi a un determinato territorio di agire come se fosse una \u00abtotalit\u00e0 interna\u00bb, all&#8217;interno della quale il capitalismo pu\u00f2 funzionare come relazione sociale. Ci\u00f2 che esso garantisce, \u00e8 una fragile armonia tra gli interessi particolari e quelli generali, tra homo economicus e homo politicus, tra il borghese &#8211; l&#8217;individuo privato che cerca di realizzare i propri interessi in un regime di concorrenza &#8211; e il cittadino &#8211; il soggetto astratto del diritto in relazione alla nozione di uguaglianza. Homo economicus e homo politicus sono le due met\u00e0 dissociate che costituiscono l&#8217;essenza schizofrenica del capitalismo, che arriver\u00e0 a funzionare nel quadro degli Stati, in modo tale che nel XIX secolo assumeranno il significato simbolico-culturale del concetto di nazione. Questa precaria armonia tra cittadino e borghese attraverso lo Stato-nazione, costituisce la sfera fondamentale del rapporto capitalistico. \u00c8 questa sfera che, attraverso le sue norme giuridiche e i suoi meccanismi di ridistribuzione, filtra gli imperativi del mercato globale, dove la logica dell&#8217;homo economicus non ha alcuna forma di generalit\u00e0 per poterla controbilanciare. D&#8217;altra parte, queste norme e questi meccanismi permettono al mercato globale di apparire come uno spazio addomesticato: come relazioni di scambio e commercio tra nazioni sovrane distinte, con le loro \u00abtotalit\u00e0 interne\u00bb.<br \/>\n*(Da Jordi Maiso : \u00abIl nuovo volto del capitale globale. L&#8217;analisi del capitalismo globalizzato nella Critica del valore di Robert Kurz\u00bb, che verr\u00e0 pubblicato su Jaggernaut n\u00b0 6, secondo semestre 2023 -)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Luciana Cimino*: IL DOPPIO DELLE FIRME PER LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO L\u2019AUTONOMIA DIFFERENZIATA. LA MOBILITAZIONE. CONTRO LA SECESSIONE DEI RICCHI 105.937 \u00abNO\u00bb: PARTE L\u2019ITER DELLA PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE<\/strong><\/p>\n<p>Esiste una Italia che, dal basso, si sta opponendo al Ddl Calderoli sull\u2019autonomia. Bastava darle la parola, come ha fatto negli ultimi 8 mesi il Coordinamento per la democrazia costituzionale (Cdc), presieduto dal costituzionalista Massimo Villone, che, con l\u2019aiuto dei sindacati Flc Cgil, Uil scuola Rua, Federazione Gilda Unams, ha raccolto 105.937 firme per presentare la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare da loro disegnata. Ne sarebbero bastate 50 mila. Alfiero Grandi ha snocciolato i numeri delle adesioni: \u00ab66 mila firme cartacee, il resto on line con tante adesioni spontanee che dimostrano che il vento della destra \u00e8 forte ma c\u2019\u00e8 un vento altrettanto forte che dice no quando ha occasione di esprimersi, e noi gliela abbiamo data, abbiamo aperto un canale di mobilitazione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSiamo grandemente soddisfatti per avere raggiunto e largamente superato le firme necessarie in anticipo rispetto alla conclusione della campagna\u00bb hanno detto i promotori durante la presentazione dell\u2019iniziativa ieri in Senato, con il contributo del senatore Giuseppe De Cristofaro (Alleanza Verdi Sinistra). \u00abIn commissione \u2013 racconta De Cristoforo \u2013 sulla scorta delle audizioni fatte finora mi pare che ci sia un largo elemento di dissenso, di dubbio intorno alla proposta del governo anche da parte di pezzi di mondi anche insospettabili. E c\u2019\u00e8 una larga convergenza delle forze di opposizione, che non era scontata, questo ci lascia ben sperare\u00bb.<br \/>\nIl testo del progetto di legge, redatto da un gruppo di studiosi coordinati da Villone, gi\u00e0 professore emerito di Diritto costituzionale nell\u2019Universit\u00e0 Federico II, intende modificare gli articoli 116, terzo comma, e 117, primo, secondo e terzo comma del Titolo V della Costituzione. Lo scopo \u00e8 introdurre una clausola di supremazia della legge statale e spostare alcune materie di potest\u00e0 legislativa concorrente verso la potest\u00e0 esclusiva dello Stato. In tale modo \u00abun\u2019autonomia differenziata lesiva di uguaglianza e unit\u00e0 sar\u00e0 preclusa per Costituzione\u00bb hanno spiegato dal Cdc. \u00abOccorre tutelare l\u2019uguaglianza dei diritti e l\u2019unit\u00e0 della Repubblica, qui ci stiamo giocando 160 anni di Unit\u00e0 d\u2019Italia \u2013 ha aggiunto Villone \u2013 Un paese cos\u00ec si sfascia pezzo per pezzo\u00bb. \u00abIl modello Calderoli \u2013 ha continuato \u2013 emargina il Parlamento, le autonomie locali, ma soprattutto non guarda a quello che la societ\u00e0 dice: la gran parte delle opinioni sono contrarie\u00bb.<br \/>\nUna questione sentita in particolare dal mondo della scuola dove le conseguenze dell\u2019autonomia regionale sarebbero disastrose: dai docenti pagati in modo differente sul territorio nazionale, alle risorse dei privati, dalla possibile perdita del valore legale del titolo di studi, alla didattica divisa in 20 modelli differenti. \u00ab\u00c8 un attacco frontale al diritto all\u2019istruzione \u2013 commenta Graziamaria Pistorino, della segreteria Flc Cgil \u2013 per questo abbiamo costruito questo percorso dal basso con docenti, studenti e genitori che si oppongono alla disgregazione di questo paese\u00bb. \u00abIl numero delle firme \u2013 dice anche Francesca Ricci di Uil Scuola Rua \u2013 \u00e8 il risultato straordinario del legame tra scuola, societ\u00e0 e paese, l\u2019istruzione non pu\u00f2 essere costretta nei limiti dei confini regionali\u00bb. A supporto dell\u2019iniziativa anche Anpi, Arci, diverse associazioni del campo sanitario e consiglieri comunali di citt\u00e0 non solo del Meridione.<br \/>\nIl comitato promotore auspica che l\u2019iter non si perda: una volta incardinata, la proposta deve arrivare in Aula entro quattro mesi. \u00abAbbiamo consegnato questo lavoro alla responsabilit\u00e0 dei parlamentari \u2013 dice ancora Pistorino \u2013 ma queste firme sono solo il primo passo di una grande mobilitazione\u00bb.<br \/>\n*( Luciana Cimino, giornalista, vive a Roma. Ha lavorato per lunghi anni all&#8217;Unit\u00e0 e scritto per diversi giornali. Oggi si occupa di comunicazione e di qualit\u00e0 dell&#8217;informazione nella pi\u00f9 importante agenzia italiana)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Murat Yetkin, Yetkin Report, Turchia *: LA VITTORIA NON CANCELLA I PROBLEMI DI ERDO\u011eAN<\/strong><br \/>\nIL PRESIDENTE TURCO SI \u00c8 IMPOSTO AL BALLOTTAGGIO DEL 28 MAGGIO, MA ORA DOVR\u00c0 TROVARE IL MODO DI ARGINARE LA CRISI ECONOMICA SENZA PERDERE LE CRUCIALI ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 2024<br \/>\nRecep Tayyip Erdo\u011fan \u00e8 stato eletto presidente della repubblica per un terzo mandato. Costretto per la prima volta al ballottaggio, il leader del Partito giustizia e sviluppo (Akp) ha ottenuto il 52,1 per cento dei voti, mentre il suo sfidante Kemal K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu, del Partito repubblicano del popolo (Chp), si \u00e8 fermato al 47,8 per cento. Erdo\u011fan non avrebbe potuto candidarsi per la terza volta, ma lo ha fatto. Non avrebbe potuto usare le risorse dello stato a suo vantaggio, ma lo ha fatto. Non avrebbe dovuto ostacolare la campagna elettorale del suo rivale, ma lo ha fatto. Le elezioni non avrebbero dovuto essere solo libere, ma anche corrette, e non \u00e8 stato cos\u00ec. Nonostante questa situazione l\u2019opposizione ha partecipato al voto con la convinzione che avrebbe potuto sconfiggere il presidente. Senza preoccuparsi di violare i limiti imposti dalla costituzione e dai princ\u00ecpi democratici, Erdo\u011fan ha usato tutti i vantaggi offerti dalla sua posizione di potere e ha vinto. L\u2019uomo al potere non \u00e8 cambiato, ma come ha detto dopo la vittoria il leader del Partito del movimento nazionalista (Mhp) Devlet Bah\u00e7eli, principale alleato di Erdo\u011fan, \u201cnei prossimi giorni molte cose cambieranno. Tutto cambier\u00e0\u201d. Se non fosse alleato dell\u2019Akp, Bah\u00e7eli avrebbe ripetuto quello che aveva detto dopo le legislative del giugno 2015: \u201cQueste elezioni non sono andate bene, guardiamo alle prossime\u201d. \u00c8 significativo il commento di un altro nazionalista turco, il leader del Partito della vittoria \u00dcmit \u00d6zda\u011f, secondo cui Erdo\u011fan ha ottenuto una \u201cvittoria di Pirro\u201d.<\/p>\n<p>Circa 27 milioni di elettori vogliono che Erdo\u011fan resti in carica, e 25 milioni hanno chiesto che se ne vada, ma molti di quelli che hanno votato per il presidente lo hanno fatto non perch\u00e9 pensano che le cose vadano bene, bens\u00ec perch\u00e9 sono convinti che solo Erdo\u011fan possa risolvere la difficile situazione economica del paese. La divisione tra gli elettori non \u00e8 ideologica n\u00e9 sociologica, ma puramente politica. I nazionalisti turchi e gli elettori curdi hanno giocato un ruolo importante per entrambi gli schieramenti. Inoltre sia tra i sostenitori di Erdo\u011fan sia tra quelli di K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu c\u2019erano persone di ogni classe sociale ed economica.<br \/>\nErdo\u011fan ha vinto, ma per lui governare sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile. La questione pi\u00f9 complicata e urgente, come ha ammesso lui stesso, sar\u00e0 tirare fuori la Turchia dalla crisi economica.<br \/>\nUno dei principali ostacoli al risanamento dell\u2019economia \u00e8 che per Erdo\u011fan sar\u00e0 difficile imporre le necessarie politiche di austerit\u00e0 prima delle elezioni amministrative che si terranno tra dieci mesi. Per mantenere l\u2019equilibrio tra tasso di cambio, tasso di interesse e inflazione da un lato e l\u2019assistenzialismo elettorale dall\u2019altro basteranno gli aiuti provenienti dalla Russia e dai paesi del golfo Persico? Staremo a vedere. Non \u00e8 un caso che nei discorsi tenuti dopo le elezioni Erdo\u011fan ha specificato che il prossimo obiettivo sono le amministrative del marzo 2024. Il presidente sa che se l\u2019Akp non riuscir\u00e0 a strappare al Chp i comuni di Istanbul e Ankara il suo lavoro sar\u00e0 pi\u00f9 difficile. Perci\u00f2 si \u00e8 concentrato nel colpire il punto debole di K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu, cio\u00e8 il fatto che gli altri partiti della coalizione di opposizione hanno ottenuto un numero sproporzionato di seggi a spese del Chp.<br \/>\nLa sera delle elezioni K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu ha annunciato che non si dimetter\u00e0 dalla guida del partito, ma dovr\u00e0 affrontare le reazioni interne al Chp e non potr\u00e0 rimandare a lungo il congresso. Inoltre \u00e8 obbligato a non perdere le importanti amministrazioni in mano al suo partito, Ankara e Istanbul in primis. Per farlo i voti del Chp non saranno sufficienti, quindi sar\u00e0 costretto a proseguire la politica delle alleanze. Ma come, e con chi? La strada di K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu si preannuncia in salita. Dopo le elezioni la sua principale alleata, la leader del Buon partito, Meral Ak\u015fe\u00adner, ha fatto la prima mossa, attribuendogli la responsabilit\u00e0 della sconfitta: \u201cK\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu l\u2019ha chiesto, noi lo abbiamo sostenuto\u201d.<br \/>\nErdo\u011fan ha lasciato intendere che adotter\u00e0 una linea pi\u00f9 dura in tutti gli aspetti della politica interna, dalla lotta al terrorismo all\u2019ulteriore stretta sulla societ\u00e0 civile. Il presidente interpreta la vittoria come un esplicito sostegno alle sue scelte politiche, ed \u00e8 convinto di averla ottenuta soprattutto grazie al lavoro di tre ministri: S\u00fcleyman Soylu (esteri), Hulusi Akar (difesa) e Bekir Bozda\u011f (giustizia). Il loro ruolo nel far prevalere la questione della sicurezza rispetto a quella economica \u00e8 stato fondamentale. Soylu e Akar potrebbero mantenere il loro posto nel nuovo governo.<\/p>\n<p>LA MIOPIA DELL\u2019OCCIDENTE<br \/>\nIl fatto che nel suo discorso Erdo\u011fan abbia dato particolare risalto ai messaggi dei lea\u00adder mondiali suggerisce che in politica estera continuer\u00e0 sulla stessa linea. Tra le congratulazioni arrivate la notte delle elezioni spiccano quelle del presidente russo Vladimir Putin e quelle di Donald Trump, la cui stella sta ricominciando a brillare negli Stati Uniti, oltre a quelle del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.<br \/>\nLa vittoria di Erdo\u011fan conferma che le tendenze nazionaliste e autoritarie sono in aumento su scala globale, e diversi leader l\u2019hanno trovata in linea con i propri interessi.<br \/>\nNel prossimo futuro possiamo aspettarci relazioni pi\u00f9 strette con la Russia e i paesi del Golfo. Erdo\u011fan pensa che sia una via d\u2019uscita dai problemi del paese, ma sarebbe contrario agli obiettivi della Turchia a lungo termine.<br \/>\nIn tutta la loro miopia politica, gli Stati Uniti sono soprattutto interessati al fatto che la Turchia approvi l\u2019ingresso della Svezia nella Nato in chiave antirussa. Se K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu avesse vinto, difficilmente avrebbe dato il via libera al vertice dell\u2019alleanza in programma a giugno senza che la Svezia accontenti le richieste turche sulla questione dei militanti curdi. Erdo\u011fan invece potrebbe pensare di bilanciare il suo via libera alla Svezia con un attacco alle basi dei miliziani curdi, spianando la strada a un accordo con gli Stati Uniti per l\u2019acquisto degli aerei da combattimento F16.<br \/>\nAltrettanto miope \u00e8 l\u2019atteggiamento dell\u2019Unione europea, preoccupata soprattutto che la Turchia non lasci partire i rifugiati siriani e gli altri migranti verso i suoi confini. La promessa di K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu di rimpatriare i siriani aveva infastidito i paesi europei, a cominciare dalla Germania. Ora che Erdo\u011fan ha vinto l\u2019Europa ha preso due piccioni con una fava, dato che potr\u00e0 continuare a emarginare la Turchia con il pretesto dell\u2019islamismo dell\u2019Akp.<br \/>\nPurtroppo le preoccupazioni dell\u2019occidente per la sorte dei detenuti per reati d\u2019opinione come Selahattin Demirta\u015f e Osman Kavala sembrano essersi infrante contro la questione dei migranti e degli equilibri con la Russia. C\u2019era da aspettarselo, ma la vittoria di Erdo\u011fan lo ha definitivamente confermato.<br \/>\nIl bisogno della separazione dei poteri, di una giustizia indipendente e della libert\u00e0 di espressione diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 urgente, non solo in vista delle elezioni amministrative, ma anche perch\u00e9 il governo continuer\u00e0 a imporre la linea dura in economia e in politica interna.<br \/>\nSe il 28 maggio ha creato scossoni nel fronte d\u2019opposizione, anche dalla parte del potere saranno necessari aggiustamenti a causa del peggioramento della situazione. Ma la nuova pagina che si apre nella politica turca non \u00e8 bianca. Erdo\u011fan ha vinto sfruttando tutti i mezzi a sua disposizione ed \u00e8 rimasto al potere, ma a causa della crisi economica, della polarizzazione politica e del bisogno di cambiamento nella societ\u00e0 il suo lavoro sar\u00e0 pi\u00f9 difficile. Nelle prossime settimane ci sar\u00e0 molto da discutere a proposito di cosa e come cambier\u00e0 e delle lezioni da trarre dal 28 maggio.<br \/>\n*( Murat Yetkin \u00e8 un giornalista turco. Nel 2018 ha lasciato la direzione del quotidiano H\u00fcrriyet dopo la vendita del giornale a un gruppo editoriale vicino al governo e ha fondato il sito d\u2019informazione Yetkin Report.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Sen. Francesca La Marca(pd)* : BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA A TUTTI!<\/strong><br \/>\nCARI CONNAZIONALI, CARI AMICI, &#8211; IL 2 GIUGNO DEL 1946 FU UN MOMENTO SPARTIACQUE NELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE.<br \/>\nDopo vent\u2019anni di dittatura fascista, il voto degli italiani poneva fine a un periodo autoritario e sanciva la nascita della Repubblica e della Costituzione, baluardo di libert\u00e0 unico al mondo.<br \/>\nIl voto degli italiani, e per la prima volta anche delle italiane, dava finalmente vita all\u2019Italia Repubblicana. Un\u2019idea fino ad allora astratta ma pur sempre viva nella mente dei connazionali del passato, come per Giuseppe Mazzini e i suoi \u201cragazzi\u201d della \u201cGiovane Italia\u201d.<br \/>\nRinnovare l&#8217;amore per la nostra Repubblica significa quindi abbracciare nuovamente quegli ideali di libert\u00e0 e di democrazia che resistono al tempo e agli eventi.<br \/>\nCon una guerra tutt\u2019ora in corso sul suolo europeo, i valori che la nostra Repubblica sancisce devono essere tangibili e posti a fondamento della nostra democrazia perch\u00e9 sono quanto mai attuali.<br \/>\nInoltre, in questa giornata di festa e di unit\u00e0, non posso non rivolgere un pensiero a tutte le persone colpite dall\u2019alluvione in Emilia Romagna. Queste per loro sono sicuramente settimane di dolore e di angoscia ed \u00e8 per ci\u00f2 che hanno bisogno di sentire ancora di pi\u00f9 la vicinanza dei connazionali e dei valori della Festa della Repubblica.<br \/>\nCon questo spirito di libert\u00e0, democrazia ed inclusione, vi auguro buona Festa della Repubblica!<br \/>\nViva la Repubblica Italiana!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*: incontra con Cesa il Presidente del Parlamento bulgaro Rosen Zhelyazkov<\/strong><br \/>\n&#8211; Ho incontrato il Presidente del Parlamento bulgaro Rosen Zhelyazkov e l\u2019ambasciatore della Repubblica di Bulgaria in Italia, Todor Stoyanov presso l\u2019Ambasciata insieme al Presidente della sezione bilaterale Italia-Bulgaria, della Unione interparlamentare, Lorenzo Cesa. Abbiamo reiterato l&#8217;importanza delle relazioni strategiche tra Bulgaria e Italia per la sicurezza dell&#8217;Europa evidenziando che le relazioni tra l\u2019Italia e la Bulgaria sono tradizionalmente buone, amichevoli e di partenariato, basate sulla comune appartenenza all\u2019EU e alla NATO. Il legame con la Bulgaria \u00e8 sincero e profondo, le attivit\u00e0 culturali che condividiamo sono sempre di pi\u00f9 e abbiamo discusso delle iniziative da mettere in campo nei prossimi mesi e di eventuali scambi commerciali con la Bulgaria.&#8221; Cosi&#8217; il deputato del Pd Nicola Car\u00e8.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Chamber of Deputies &#8211; Commissione Difesa &#8211; Defence Committee &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide &#8211; Electoral College &#8211; Africa, Asia, Oceania and Antarctica)<\/p>\n<p>06 &#8211; On. Nicola Care&#8217;*: Difesa, Car\u00e8 incontra il Ministro della Difesa Crosetto per parlare dell&#8217;Australia<br \/>\nHo incontrato oggi il Ministro della Difesa Guido Crosetto. \u00c8 stato un incontro cordiale nel corso del quale ho esposto alcune tematiche riguardanti gli italiani all\u2019estero, abbiamo discusso di cooperazione tra Italia e Australia per la Difesa, della visita dell\u2019Amerigo Vespucci in Australia, e ho espresso la necessit\u00e0 di continuare la visita in Australia da Darwin almeno fino a Sydney, per incontrare la comunit\u00e0 di origine Italiana, che sar\u00e0 orgogliosa di accogliere il Ministro del proprio Paese e il veliero della Marina Militare considerato la nave pi\u00f9 bella del mondo. Ho espresso al Ministro l\u2019importanza della sua visita istituzionale anche per rafforzare il dialogo tra i due paesi e consolidare i rapporti di interazione scientifica e tecnologica&#8221;Cosi&#8217; in una nota il deputato del Pd Nicola Car\u00e8.<br \/>\n*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 PD)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 Pierre Haski*: TURCHIA &#8211; LA RIELEZIONE DI ERDO\u011eAN MOSTRA LA FORZA DEL NAZIONALISMO TURCO<\/strong> &#8211; IL 28 MAGGIO IL SECONDO TURNO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN TURCHIA NON HA RISERVATO SORPRESE: IL VANTAGGIO DEL PRESIDENTE USCENTE RECEP TAYYIP ERDO\u011eAN, GI\u00c0 EMERSO AL PRIMO TURNO, \u00c8 STATO CONFERMATO.<br \/>\nIl colpo di scena c\u2019era stato invece il 14 maggio, con la smentita dei sondaggi e delle analisi secondo cui Erdo\u011fan, al potere da vent\u2019anni, sarebbe stato penalizzato dalla profonda crisi economica e dalle conseguenze del terremoto dello scorso febbraio. Niente di tutto ci\u00f2 \u00e8 accaduto. L\u2019unica novit\u00e0 \u00e8 che per la prima volta il presidente ha dovuto passare dal secondo turno, ma ha comunque staccato nettamente Kemal K\u0131l\u0131\u00e7daro\u011flu, candidato dell\u2019opposizione unita.<br \/>\nDopo la rielezione, Erdo\u011fan non mancher\u00e0 certo di sventolare la sua vittoria democratica davanti ai critici che lo accusano di essere un autocrate. Ma in realt\u00e0 in Turchia \u00e8 in vigore una democrazia che di liberale ha pochissimo. Il presidente, infatti, occupa gli spazi televisivi infinitamente pi\u00f9 dei suoi avversari, e durante i suoi comizi sono stati diffusi diversi video ingannevoli (alla fine lo stesso Erdo\u011fan ha dovuto ammetterlo). Inoltre le carceri turche sono piene di prigionieri politici, compreso il leader di un partito d\u2019opposizione. Per non parlare di tutte le promesse demagogiche fatte durante la campagna elettorale, diventate ormai un classico.<\/p>\n<p>IMPARARE LA LEZIONE<br \/>\nDetto tutto questo, \u00e8 innegabile che Erdo\u011fan abbia vinto e che questa vittoria non gli potr\u00e0 essere tolta. Gli insegnamenti che possiamo trarre dalle elezioni turche sono molteplici. Il primo \u00e8 che effettivamente, nelle democrazie illiberali, diventa sempre pi\u00f9 difficile battere il partito di governo in modo regolare. Non \u00e8 impossibile, come dimostra la sconfitta di Bolsonaro in Brasile, ma serve una mobilitazione maggiore rispetto a quella che sarebbe sufficiente in un sistema pi\u00f9 aperto. Le opposizioni democratiche, in questi paesi, devono imparare la lezione.<br \/>\nIl secondo insegnamento riguarda il peso della corrente \u2013 o meglio, della sensibilit\u00e0 \u2013 nazionalista, che trascende le divisioni politiche. Erdo\u011fan e i suoi alleati hanno saputo incarnare benissimo questo approccio.<br \/>\nLa spinta nazionalista si \u00e8 rivelata pi\u00f9 forte degli effetti dell\u2019inflazione o della corruzione<br \/>\nNel corso degli anni il presidente ha conferito alla Turchia una postura internazionale sovradimensionata, anche a rischio di inimicarsi i partner. Erdo\u011fan ha regalato ai turchi motivi di fierezza nazionale (come il successo del drone da combattimento Bayraktar) e ha saputo ravvivare miti nazionali potenti come quello dell\u2019impero ottomano.<br \/>\nQuesta spinta nazionalista si \u00e8 rivelata pi\u00f9 forte degli effetti dell\u2019inflazione o della corruzione risultata evidente dai danni del terremoto. Ma il nazionalismo ha contaminato anche il candidato dell\u2019opposizione, che si \u00e8 abbandonato a un terribile gioco al rilancio promettendo la deportazione dei quasi quattro milioni di siriani che vivono in Turchia.<br \/>\nIl terzo insegnamento \u00e8 che nei prossimi anni bisogner\u00e0 ancora fare i conti con Erdo\u011fan, con le sue ambiguit\u00e0 e con la sua imprevedibilit\u00e0. La presenza del presidente si fa sentire su diversi fronti. La Turchia, membro irrequieto della Nato, \u00e8 l\u2019unico paese ad aver mantenuto un legame aperto con Vladimir Putin, ed \u00e8 un attore di primo piano nei conflitti regionali, come quello tra Armenia e Azerbaigian o quello interno alla Libia.<br \/>\nI paesi occidentali speravano di poter trattare con un leader pi\u00f9 prevedibile. E invece dovranno convivere con Erdo\u011fan, a cui questa vittoria conferir\u00e0 un\u2019autonomia senza precedenti.<br \/>\n*(Traduzione di Andrea Sparacino &#8211; Pierre Haski, France Inter, Francia da Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 \u2013 HAITI &#8211; NESSUNO \u00c8 AL SICURO<\/strong> &#8211; LE BANDE CRIMINALI GOVERNANO ORMAI INTERE ZONE DELLA CAPITALE HAITIANA, MOLTI NEGOZI HANNO CHIUSO E LE FAMIGLIE NON MANDANO PI\u00d9 I FIGLI A SCUOLA PER PAURA CHE SIANO RAPITI. LA CRISI SOCIALE E POLITICA NON \u00c8 MAI STATA COS\u00cc GRAVE<\/p>\n<p>Il linciaggio \u00e8 avvenuto in pieno giorno e molte persone hanno applaudito. La mattina del 24 aprile nel quartiere Canap\u00e9 Vert di Port-au-Prince la polizia haitiana ha fermato un autobus pieno di passeggeri che pensava appartenessero a una banda criminale. Secondo quanto mi \u00e8 stato riferito, gli uomini sono stati messi faccia a terra e alcuni cittadini comuni della capitale, stanchi di anni di violenza, terrore e impotenza, hanno cominciato a picchiarli a morte. Un testimone ha detto che li hanno uccisi e poi li hanno bruciati vivi.<\/p>\n<p>Quest\u2019episodio di giustizia sommaria \u2013 tredici uomini sono stati uccisi \u2013 \u00e8 la nuova normalit\u00e0 ad Haiti. La pericolosit\u00e0 era gi\u00e0 a livelli altissimi e l\u2019economia in crisi prima del luglio 2021, quando il presidente Jovenel Mo\u00efse \u00e8 stato ucciso nella sua casa di Port-au-Prince. Quasi due anni dopo la situazione \u00e8 molto peggiorata. Le bande, originariamente sostenute dall\u2019\u00e9lite imprenditoriale e politica di Haiti, si sono avvicinate alla capitale e si stanno diffondendo in tutto il paese. Questa volta hanno un programma preciso. Secondo una recente stima, le forze di polizia sono insufficienti: ci sono solo 3.500 agenti in servizio. Tra l\u2019incapacit\u00e0 di reagire e la dannosa passivit\u00e0 dei suoi \u201camici\u201d internazionali, la popolazione di Haiti \u00e8 al limite della sopportazione.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 solo l\u2019insicurezza, non \u00e8 solo una crisi\u201d, mi ha detto un attivista di Port-au-Prince che, come altri haitiani, ha chiesto di restare anonimo per paura di diventare bersaglio di violenze o di essere rapito. \u201cPer la maggior parte dei cittadini la vita \u00e8 diventata uno stato di terrore continuo, uno stato d\u2019assedio\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Il giorno del linciaggio a Canap\u00e9 Vert il segretario generale delle Nazioni Unite, Ant\u00f3nio Guterres, ha avvertito che la violenza ad Haiti \u201cha raggiunto livelli paragonabili a quella dei paesi in guerra\u201d e ha chiesto il dispiegamento di una forza internazionale. L\u2019ufficio dell\u2019Onu per gli affari umanitari ha calcolato che la settimana prima del linciaggio erano state uccise circa settanta persone. \u201cAlcuni criminali hanno fatto irruzione in una chiesa e portato via un parrocchiano\u201d, ha titolato il 18 aprile il quotidiano Le Nouvelliste. Due giorni prima, un famoso produttore televisivo era stato rapito vicino a casa sua. Poi era toccato ad Harold Marzouka Jr., un uomo d\u2019affari con legami diplomatici a Saint Kitts e Nevis, insieme a due suoi amici. Le loro auto erano state date alle fiamme. Un altro articolo riportava la notizia di una serie di omicidi avvenuti per motivi ignoti nel porto di Cap-Ha\u00eftien. Non \u00e8 esagerato affermare che la situazione \u00e8 disperata. Ogni haitiano oggi vive nella paura quotidiana di essere rapito, ucciso, violentato o di trovarsi per sbaglio in mezzo a una sparatoria. Chi ha qualche risparmio teme di perderlo per pagare un riscatto per s\u00e9 o per i propri cari. Molte attivit\u00e0 commerciali hanno chiuso, compresi ristoranti, negozi e banche, e l\u2019economia informale, un tempo vivace, \u00e8 paralizzata.<\/p>\n<p>Secondo le Nazioni Unite, oggi circa 4,9 milioni di persone, quasi la met\u00e0 della popolazione, soffrono la fame. Ospedali e scuole sono chiusi e il colera \u00e8 tornato, con quasi quarantamila casi sospetti da ottobre del 2022.<\/p>\n<p>DESIDERIO DI SOPRAVVIVERE<br \/>\nIl primo ministro ad interim, Ariel Henry, \u00e8 fuori dal mondo, ed \u00e8 la cosa migliore che si possa dire di lui. Alla fine di aprile, quando le bande hanno preso il controllo di due localit\u00e0 balneari a nord di Port-au-Prince, ha detto che la soluzione \u00e8 investire nel turismo. La nomina di Henry \u00e8 incostituzionale e molti lo disprezzano. Probabilmente i suoi sostenitori pi\u00f9 importanti sono nella comunit\u00e0 internazionale, in particolare gli Stati Uniti, che hanno appoggiato il partito T\u00e8t kale (Phtk, Testa calva) da prima della sua fondazione ufficiale nel 2012, nonostante i dubbi sulla sua legittimit\u00e0. Il governo si sta preparando alle elezioni, ma molti dubitano che saranno trasparenti.<\/p>\n<p>In tanti ad Haiti sperano in un intervento armato internazionale, pur sapendo che appoggerebbe Henry e ricordando le conseguenze degli interventi precedenti. Almeno diecimila persone sono morte a causa del colera portato dai caschi blu nepalesi nell\u2019ultima missione di pace delle Nazioni Unite. La contraddizione di sperare in un intervento straniero nonostante i disastri del passato nasce dal desiderio di sopravvivere e dall\u2019impotenza: i cittadini non possono sfidare un leader che non \u00e8 stato eletto.<\/p>\n<p>Ayiti pap peri, Haiti non morir\u00e0, divent\u00f2 uno slogan nel 2010, dopo che a gennaio un terremoto rase al suolo la capitale e uccise centinaia di migliaia di persone. Lo us\u00f2 anche nel suo lavoro un famoso autore di graffiti, Jerry Rosembert Mo\u00efse. Nel 2021 l\u2019artista ha lasciato Haiti sperando di tornare quando la situazione si stabilizzer\u00e0. Oggi le frasi in creolo che si ascoltano pi\u00f9 spesso sono: Pa gen Ayiti anko o Peyi a fini: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 haiti, il paese \u00e8 finito.<\/p>\n<p>ELEZIONI DISASTROSE<br \/>\nLe cause della crisi sono molte, ma gran parte della responsabilit\u00e0 \u00e8 della comunit\u00e0 internazionale. Durante la guerra fredda, Fran\u00e7ois Duvalier e poi il figlio \u00adJean-Claude (Papa e Baby doc) governarono con il terrore. Gli Stati Uniti per lo pi\u00f9 fecero finta di niente, perch\u00e9 consideravano la loro dittatura un baluardo contro il comunismo in America Latina. Nel 1991 e nel 2004 Washington appoggi\u00f2 il colpo di stato contro un presidente democraticamente eletto, il socialista Jean-Bertrand Aristide. Jake Johnston, che sta scrivendo un libro su Haiti, mi ha detto: \u201cI governi stranieri hanno svolto un ruolo determinante nella politica del paese e hanno distorto qualsiasi concetto di democrazia\u201d. Per i politici haitiani gli altri stati, e i loro interessi, sono spesso \u201cpi\u00f9 importanti della popolazione stessa\u201d per vincere le elezioni, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Secondo molti haitiani le radici della crisi attuale risalgono al 2010, un anno cominciato con il terremoto e finito con il caotico primo turno delle elezioni presidenziali. Il sisma di gennaio distrusse le case di un milione e mezzo di persone e molte infrastrutture. Con miliardi di aiuti messi a disposizione, il Core group \u2013 un\u2019organizzazione multilaterale di ambasciatori, tra cui quelli di Stati Uniti, Canada, Francia e dell\u2019Organizzazione degli stati americani \u2013 voleva favorire una tempestiva transizione democratica e l\u2019insediamento di un nuovo presidente, che sarebbe stato riconoscente verso i benefattori.<\/p>\n<p>Ma le elezioni furono un disastro. All\u2019epoca vivevo a Port-au-Prince, facevo la giornalista e parlai con molte persone che non potevano votare. Il terremoto aveva seppellito i registri ufficiali, quindi molti cittadini non erano riusciti ad avere una nuova carta d\u2019identit\u00e0 in tempo per lo scrutinio. I seggi elettorali erano stati cambiati senza preavviso: chi li raggiungeva non trovava il suo nome sulle liste elettorali, ma quelli dei vicini morti nel sisma.<\/p>\n<p>A mezzogiorno del 28 novembre 2010 un gruppo di candidati presidenziali guid\u00f2 un corteo attraverso le strade della capitale, chiedendo che le elezioni fossero annullate. Invece cominci\u00f2 un caos di diplomazia, con minacce e accordi dietro le quinte che portarono all\u2019inserimento, tra i candidati al ballottaggio, di Michel Martelly, un famoso cantante sostenitore di Trump. Gli Stati Uniti e l\u2019Organizzazione degli stati americani sostennero Martelly e il suo partito T\u00e8t kale.<\/p>\n<p>Una volta diventato presidente, Martelly si present\u00f2 come un leader con cui gli investitori stranieri potevano collaborare. Nel frattempo, secondo inchieste indipendenti successive, lui e i suoi soci si appropriarono indebitamente di pi\u00f9 di due miliardi di dollari di aiuti del programma venezuelano Petrocaribe, un accordo petrolifero stipulato nel 2005 tra il Venezuela di Hugo Ch\u00e1vez e i paesi caraibici.<\/p>\n<p>Nel 2016, alla fine del suo mandato (la costituzione stabilisce che un presidente pu\u00f2 essere rieletto per due mandati non consecutivi), Martelly nomin\u00f2 alla guida del Phtk Jovenel Mo\u00efse, un oscuro rappresentante dell\u2019industria agricola, affinch\u00e9 facilitasse il suo ritorno al potere nel 2021. La fiducia della popolazione era cos\u00ec bassa che solo il 18 per cento degli aventi diritto and\u00f2 a votare.<\/p>\n<p>Ma Mo\u00efse non fu il vassallo obbediente che Martelly aveva sperato. Si prese tutto il potere, ritard\u00f2 le elezioni amministrative e cerc\u00f2 di far passare un referendum costituzionale che gli avrebbe permesso di candidarsi per un secondo mandato consecutivo. Quando elimin\u00f2 i sussidi per il carburante, la popolazione si sollev\u00f2 e chiese al governo di spiegare come aveva speso i soldi del programma Petrocaribe. Mo\u00efse si affidava alle bande criminali per reprimere il dissenso, aprendo cos\u00ec un ciclo di violenza, rapimenti e massacri, quando le bande sfuggivano al suo controllo. Lo scrittore Jake Johnston mi ha detto che al culmine delle proteste contro Mo\u00efse, \u201cquasi tutti pensavano che il presidente resisteva al potere solo grazie alla comunit\u00e0 internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Quando Mo\u00efse \u00e8 stato ucciso, il 7 luglio 2021, ad Haiti c\u2019erano solo dieci parlamentari eletti, tutti senatori (non ci sono elezioni legislative dal 2019). La camera dei deputati era vuota e non c\u2019erano sindaci n\u00e9 consiglieri comunali eletti in tutto il paese. Mo\u00efse aveva nominato primo ministro Henry il 5 luglio. La costituzione prevede diversi percorsi da seguire per la successione, ma la maggior parte richiede l\u2019approvazione del parlamento. Henry non l\u2019ha mai ottenuta, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un parlamento che possa dargliela. Il sostegno degli Stati Uniti ha rafforzato il suo governo anche se non ha un riconoscimento costituzionale e popolare.<\/p>\n<p>Un funzionario del dipartimento di stato statunitense mi ha detto che Wash\u00adington considerava Henry una \u201cfigura di transizione\u201d, che avrebbe riportato Haiti sulla via della democrazia. Ma la maggior parte degli haitiani \u00e8 convinta che il Phtk modificher\u00e0 qualsiasi legge elettorale in suo favore.<\/p>\n<p>Sostegno cinico<\/p>\n<p>Fin da prima dell\u2019omicidio di Mo\u00efse esisteva un gruppo politico alternativo con un consenso apparentemente pi\u00f9 ampio: la commissione per una soluzione haitiana alla crisi. Nell\u2019agosto 2021 ha presentato un progetto, l\u2019accordo Montana per un governo di transizione e un percorso verso le elezioni. Ideato da rappresentanti della societ\u00e0 civile, gruppi di contadini e leader religiosi, l\u2019accordo ha quasi mille firmatari. Secondo chi ne fa parte, per\u00f2, gli intermediari statunitensi hanno detto alla commissione che deve collaborare con Henry, che da parte sua ha pochi motivi per scendere a compromessi.<\/p>\n<p>\u201cDicono che ad Haiti non si scelgono vincitori e vinti\u201d, afferma Monique Clesca, giornalista haitiana, ex funzionaria delle Nazioni Unite e tra le ideatrici dell\u2019accordo. \u201cMa Washington ha scelto un perdente, uno che favorisce le bande criminali e la corruzione. E sfortunatamente ad Haiti gli Stati Uniti sono la potenza pi\u00f9 grande\u201d.<\/p>\n<p>Il funzionario del dipartimento di stato con cui ho parlato nega che Washington sostenga Henry: \u201cAbbiamo sempre incoraggiato il dialogo. Abbiamo incontrato tutti, dal gruppo Montana al primo ministro\u201d, dice.<\/p>\n<p>Ma riconosce che i rapporti di base tra i due paesi, tra cui la protezione dei cittadini statunitensi, la fornitura di aiuti umanitari e di strumenti per la sicurezza, \u201cci impongono di collaborare con le autorit\u00e0 locali. Quindi dobbiamo lavorare con il governo. Alcune persone penseranno che questo equivale a sostenere Henry. Non \u00e8 la nostra posizione, ma dobbiamo trattare con lui\u201d. Clesca paragona il riconoscimento statunitense dell\u2019autorit\u00e0 di Henry al cinico appoggio dato al dittatore Fran\u00e7ois Duvalier, che govern\u00f2 con il pugno di ferro tra il 1957 e il 1971.<\/p>\n<p>Un ex funzionario statunitense che si occupa di Haiti da decenni mi ha suggerito un\u2019immagine diversa: \u201c\u00c8 come se ci fosse un movimento democratico in Ungheria e avessimo bisogno di considerare Viktor Orb\u00e1n parte della soluzione\u201d. Ogni singolo atto del Phtk \u2013 lo smantellamento della democrazia elettorale, il potenziamento delle bande, il furto di miliardi dalle casse dello stato \u2013 avrebbe dovuto spingere gli Stati Uniti a ritirare il loro sostegno, afferma l\u2019ex funzionario.<\/p>\n<p>In un ospedale di Medici senza frontiere. Port-au-Prince, 27 ottobre 2023 &#8211; Ramon Espinosa, Ap\/LapresseIn un ospedale di Medici senza frontiere. Port-au-Prince, 27 ottobre 2023 (Ramon Espinosa, Ap\/Lapresse)<br \/>\n\u201cSe la comunit\u00e0 internazionale ci avesse aiutato, probabilmente avremmo evitato molti morti, rapimenti e perdite\u201d, dice Clesca.<\/p>\n<p>Per non correre pericoli<\/p>\n<p>Quasi tutti a Port-au-Prince conoscono qualcuno che \u00e8 stato rapito. Nel primo trimestre del 2023, il centro per l\u2019analisi e la ricerca sui diritti umani di Haiti ha contato 389 rapimenti, con un aumento del 72 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022 e del 173 per cento rispetto al 2021. Secondo il centro, la colpa \u00e8 delle persone colpite dalle sanzioni internazionali, che usano i riscatti per compensare le loro perdite.<\/p>\n<p>Amici e conoscenti che vivono ancora ad Haiti mi hanno rivelato alcune strategie per non essere rapiti. Se puoi, evita Port-au-Prince; limita i tuoi spostamenti; non uscire dopo le 18; non prendere scorciatoie; se hai un\u2019auto, non usarla, le persone che viaggiano in macchina sono un bersaglio; per poter scappare pi\u00f9 velocemente e dare meno nell\u2019occhio, usa un motorino oppure vai a piedi o prendi l\u2019autobus. Puoi ridurre i rischi, ma non eliminarli del tutto.<\/p>\n<p>Un ragazzo con cui ho parlato ad agosto \u00e8 stato rapito mentre viaggiava su un autobus con un\u2019altra decina di persone durante il tragitto di novanta chilometri da Jacmel alla capitale. Lui e l\u2019autista sono stati rilasciati dopo che un amico negli Stati Uniti ha pagato il riscatto. Ma non sa cosa sia successo agli altri passeggeri, anche se ricorda bene le grida delle donne: probabilmente cercavano di difendersi da una violenza sessuale.<\/p>\n<p>Altri consigli per non correre pericoli: non andare al lavoro e non mandare i figli a scuola, se la scuola \u00e8 ancora aperta. Nessun posto \u00e8 sicuro, nemmeno la chiesa, e tutti sono in pericolo. Non usare i social network ed evita le riunioni su Zoom. Organizza il tuo quartiere: raccogli soldi per il commissariato locale, perch\u00e9 la polizia non ha pi\u00f9 carburante, viveri e armi. Cerca fondi anche per i lampioni e assumi guardie di sicurezza private, una per ogni accesso al quartiere. Se una banda criminale disarma una delle guardie, sbarra l\u2019accesso con un muro. Se uccidono un vigilante e la societ\u00e0 di sicurezza annulla il contratto con il tuo quartiere, trovane un\u2019altra. Se una banda di notte abbatte il muro e terrorizza tutti sparando, sostituisci il muro con un container. Riempi il container di sassi e mettici altri container sopra. Riempi anche quelli di sassi, poi convinci il comune a demolire un ponte l\u00ec vicino in modo che la banda non possa arrivare con mezzi pesanti e portare via i container.<\/p>\n<p>Non concentrarti solo sul tuo quartiere: guarda online la mappa che mostra come le bande stanno prendendo il controllo di tutte le zone Port-au-Prince. Alla fine raggiungeranno ogni area della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Se ti guadagni da vivere vendendo merce o da mangiare per strada, scappa al primo segno di disordine, non perdere tempo a prendere la tua roba. Abituati a mangiare riso scondito ogni giorno, sii grato di averlo. Abituati anche a saltare i pasti e ad avere mal di testa. Festeggia se passi cinque giorni senza sentire un colpo di pistola.<\/p>\n<p>Prendi in mano la situazione. Affila il tuo machete. Compra una pistola, quasi nessuno controlla i porti. Quando la polizia ferma un autobus a Canap\u00e9 Vert e durante la perquisizione a bordo trova armi di grosso calibro, e gli uomini sono fatti stendere a terra e poi bruciati vivi, ti troverai ad applaudire. Sai che quegli uomini, alcuni molto giovani, non hanno avuto giustizia. Forse non avevano nessuna colpa. Ti preoccupi che ci possano essere rappresaglie, anche se non \u00e8 pi\u00f9 tempo per fare queste considerazioni.<\/p>\n<p>Da sapere<br \/>\nLa richiesta dell\u2019Onu<br \/>\n\u25c6 Il 15 maggio 2023 il segretario generale delle Nazioni Unite Ant\u00f3nio Guterres, che da mesi chiede un intervento internazionale per sostenere Haiti e aiutare il paese a combattere la violenza delle bande criminali, ha criticato la reticenza dei paesi occidentali a farsene carico. E il consiglio di sicurezza dell\u2019Onu ha espresso la sua \u201cinquietudine\u201d per il deterioramento della situazione umanitaria e di sicurezza nel paese caraibico. Ad Haiti non ci sono elezioni presidenziali dal 2016. Il 7 luglio 2021 un commando armato ha ucciso il presidente Jovenel Mo\u00efse a Port-au-Prince e da allora la situazione, gi\u00e0 critica, \u00e8 precipitata. Afp<\/p>\n<p>In coda per il passaporto<\/p>\n<p>\u00c8 difficile ritrovare nella Port-au-Prince di oggi quella che ho conosciuto qualche anno fa: dal 2007 al 2011 ho vissuto in un quartiere tranquillo a pochi passi da Canap\u00e9 Vert. Allora mi limitavo a prendere le stesse precauzioni che usavo a New York se giravo da sola la notte: evitavo certe zone. Non sono mai stata minacciata. Dopo essere rientrata negli Stati Uniti, sono tornata nella capitale haitiana come giornalista e per andare a trovare degli amici, in particolare una donna che chiamer\u00f2 N, e la sua famiglia.<\/p>\n<p>\u201cTi aspettiamo\u201d, diceva N ogni volta che mancavo dal paese per pi\u00f9 di un anno. A novembre del 2018 ho prenotato un aereo per Haiti, ma il volo \u00e8 stato cancellato pochi minuti prima dell\u2019imbarco. Dei manifestanti avevano occupato la pista di Cap-Ha\u00eftien per protestare contro la corruzione e la riduzione dei sussidi per il carburante decisa da Mo\u00efse. Alcuni avevano chiesto le dimissioni del presidente, e lui aveva risposto reprimendo le manifestazioni. Il mio volo \u00e8 stato cancellato anche i giorni successivi.<\/p>\n<p>\u201cNon venire\u201d, ha cominciato a dirmi N. \u201cAspetta fino a quando la citt\u00e0 non sar\u00e0 di nuovo sicura\u201d, ripeteva.<\/p>\n<p>Da allora il paese \u00e8 precipitato nel caos: ci sono stati scioperi generali, le bande armate hanno accresciuto il loro potere ed \u00e8 cominciato l\u2019esodo. L\u2019anno scorso il cognato di N \u00e8 stato rapito. Lei vendeva scarpe di seconda mano per strada, ma ora \u00e8 troppo pericoloso. Ha smesso di dirmi di aspettare e ha cominciato a chiedermi aiuto per partire.<\/p>\n<p>La migliore difesa contro i rapimenti \u00e8 andare via. A gennaio l\u2019amministrazione Biden ha presentato un programma umanitario che consente ai migranti provenienti da Haiti, Venezuela, Cuba e Nicaragua di rimanere negli Stati Uniti per due anni, se riescono a ottenere il passaporto e trovano un garante negli Stati Uniti. Nessuna delle due cose \u00e8 facile. La diaspora haitiana negli Stati Uniti \u00e8 allo stremo, dopo aver inviato le rimesse ai familiari per anni. Ma il reinsediamento negli Stati Uniti potrebbe costare a una famiglia meno di un riscatto. Anche questa \u00e8 una considerazione da fare.<\/p>\n<p>Ottenere i documenti necessari significa affrontare pericoli e umiliazioni. Dopo l\u2019annuncio del programma, gli uffici per i passaporti di Haiti sono stati presi d\u2019assalto. Il prezzo di un passaporto, con le nuove tasse stabilite da quello che N definisce un racket, \u00e8 quintuplicato: oggi costa l\u2019equivalente di 280 euro, una somma che possono permettersi in pochi. N ha ottenuto il documento dopo aver fatto per giorni lunghe code sotto il sole bollente, aver affrontato sparatorie e cariche con i gas lacrimogeni. N\u00e9 lei n\u00e9 il marito parlano inglese. Vorrebbero chiedere a un lontano cugino che vive nel sud della Florida di fargli da garante.<\/p>\n<p>La Casa Bianca considera il suo programma umanitario un successo. Gli attraversamenti illegali alla frontiera sono diminuiti. La stampa ha meno opportunit\u00e0 di raccontare le orribili scene di violenza suprematista bianca, come quella avvenuta a Del Rio, in Texas, nel 2021, quando gli agenti di frontiera a cavallo hanno inseguito i richiedenti asilo haitiani con le fruste. Intanto ad Haiti aumentano i professionisti in fuga. Il sito di notizie AyiboPost riferisce che i medici stanno partendo in massa; un amico che lavora per una ong ha calcolato che il suo staff si \u00e8 ridotto di almeno il 10 per cento.<\/p>\n<p>\u201cLa gente sta scappando\u201d, dice H, un architetto determinato a rimanere a Port-au-Prince. \u201cNon si pu\u00f2 ricostruire un paese se tutti vanno via. Ma non si possono neanche incolpare le persone perch\u00e9 vogliono una vita migliore\u201d. H pensa che il programma di Biden \u201csia stato un cattivo servizio. Se qualcuno ci volesse davvero dare una mano, ci aiuterebbe a restare nel nostro paese\u201d.<\/p>\n<p>Alla fine del 2022 Ariel Henry ha firmato un nuovo documento, l\u2019accordo nazionale per una transizione inclusiva ed elezioni trasparenti, che prevede le elezioni politiche nel 2023 e l\u2019insediamento di un nuovo presidente a febbraio del 2024. Quasi nessuno crede che lo scrutinio si svolger\u00e0 secondo questo calendario. Pochi appoggiano il piano di Henry, ma il problema pi\u00f9 grande ora \u00e8 la violenza. Le elezioni non possono essere libere e trasparenti se la vita quotidiana \u00e8 cos\u00ec pericolosa. \u201cSar\u00e0 difficile andare avanti senza affrontare il problema della sicurezza\u201d, ha detto il 26 aprile la nuova rappresentante speciale delle Nazioni Unite per Haiti, Mar\u00eda Isabel Salvador.<\/p>\n<p>Per ristabilirla bisognerebbe dare un aiuto significativo alla polizia nazionale, ma nessun paese si \u00e8 offerto di farlo. Le speranze di Washington che il Canada potesse occuparsene sono crollate alla fine di marzo. \u201cGli interventi che abbiamo fatto in passato non sono serviti a garantire ad Haiti una stabilit\u00e0 a lungo termine\u201d, ha dichiarato il primo ministro canadese Justin Trudeau.<\/p>\n<p>Ma secondo Monique Clesca, la questione dell\u2019intervento armato \u00e8 secondaria rispetto a quella pi\u00f9 urgente della governabilit\u00e0 e della giustizia: \u201cNegli ultimi undici anni il governo si \u00e8 comportato come un orco, ha divorato il suo popolo. E voi volete far arrivare un esercito per dargli una mano?\u201d. La polizia ha bisogno di aiuto, ma un intervento straniero senza un patto politico pi\u00f9 ampio aggraverebbe i problemi del paese, afferma Clesca.<\/p>\n<p>Secondo H, l\u2019architetto che vuole rimanere ad Haiti, quest\u2019atteggiamento \u00e8 come volere apparecchiare la tavola a tutti i costi prima di dar da mangiare a un affamato. Ad Haiti, per lui, non c\u2019\u00e8 tempo per la politica. A sinistra molti sono d\u2019accordo, anche se hanno sempre condannano l\u2019interferenza arrogante delle potenze straniere. Ora pregano per averla. \u25c6bt<\/p>\n<p>Pooja Bhatia \u00e8 una giornalista e scrittrice. \u00c8 stata corrispondente dell\u2019Economist da Haiti, dove ha vissuto dal 2007 al 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Jordi Maiso *:Capitalismo, Stato e Dissociazione: tre dimensioni centrali della societ\u00e0 capitalista-patriarcale. 02 &#8211; Luciana Cimino*: Il doppio delle firme per la proposta <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=41993\" title=\"n\u00b022 \u2013 03\/6\/23 &#8211;   RASSEGNA DI NEWS AZIONALI E INTERNAZIONALI.  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