{"id":41395,"date":"2023-04-01T09:36:16","date_gmt":"2023-04-01T09:36:16","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=41395"},"modified":"2023-04-20T19:09:42","modified_gmt":"2023-04-20T19:09:42","slug":"n-13-01-aprile-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=41395","title":{"rendered":"n\u00b013 \u2013 1\/04\/23: RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; La Marca (Pd)*: interroga il governo sulla ratifica del CETA e sul voto alle europee degli italiani extra UE.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Giuseppe Masala*: La verit\u00e0 su Deutsche Bank (e sul sistema bancario italiano)<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Thibaud M\u00e9tais *: PER UN\u2019ALTRA IDEA DI LAVORO. I giovani francesi si sono uniti alle proteste contro la riforma delle pensioni. Perch\u00e9 la considerano una minaccia per il loro futuro e contestano i metodi autoritari del presidente MACRON.<\/strong><br \/>\n<strong>04 \u2013 Leonardo Clausi*: GB. EUROPA Labour: Corbyn non pu\u00f2 candidarsi. Andr\u00e0 da solo? Loro lo mettono al bando, lui baller\u00e0 molto probabilmente da solo. Marted\u00ec, il National Executive Committte, l\u2019organo dirigenziale del partito laburista, ha votato 22 a 12 la proibizione all\u2019ex leader [\u2026]<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; La trascorsa settimana.<\/strong><br \/>\n<strong>06 \u2013 Meno male che l\u2019ultima riunione a Bruxelles \u00e8 stato un successo.(ndr)<\/strong><br \/>\n<strong>Luca Martinelli*: avanti a scoppio, accordo sull\u2019e-fuel tra Ue e Germania &#8211; s\u00ec al combustibile sintetico (tedesco), no a quello agricolo (italiano).<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Tommaso Di Francesco*: Il nodo scorsoio del riarmo &#8211; CRISI UCRAINA. Pure assolutamente convinti della necessit\u00e0 di una forza di sinistra alternativa in questa rovinosa crisi italiana, consideriamo l\u2019avvento di Elly Schlein alla segreteria del Pd come una occasione importante per [\u2026]<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Gianluca Dotti*: Le risposte alle domande pi\u00f9 frequenti sulla carne coltivata in laboratorio \u2013 Vantaggi, criticit\u00e0 e incertezze sul prodotto proteico che potrebbe diventare tra i protagonisti della dieta del futuro<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Sandro Iannaccone*: scienza &#8211; il futuro delle piante, dallo spazio alla robotica. Robot ispirati alle piante e modelli biologici sempre pi\u00f9 precisi: se ne \u00e8 parlato a coltivato, il festival internazionale dell&#8217;agricoltura in corso a Torino.<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Le dichiarazioni del governo sul Pnrr non sono verosimili. Ricostruito i punti principali dei due comunicati del governo diffusi negli ultimi giorni, per spiegarne le contraddizioni e gli aspetti pi\u00f9 problematici legati alla realizzazione del piano nazionale di ripresa e resilienza.(*)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; La Marca (Pd) INTERROGA IL GOVERNO SULLA RATIFICA DEL CETA E SUL VOTO ALLE EUROPEE DEGLI ITALIANI EXTRA UE.<\/strong> Capire se il CETA, l\u2019accordo economico e commerciale di libero scambio tra Canada e Unione Europea, sia una priorit\u00e0 di questo governo.<br \/>\nE&#8217; questo l\u2019obiettivo della prima interrogazione parlamentare, depositata dalla Senatrice Francesca La Marca eletta nella circoscrizione Estero ripartizione America Settentrionale e Centrale, a seguito delle ultime dichiarazioni del Ministro dell\u2019Agricoltura a margine del consiglio europeo dell\u2019agricoltura e della pesca.<\/p>\n<p>\u00abHO DECISO DI PRESENTARE UN\u2019 INTERROGAZIONE \u2013 SOTTOLINEA LA SENATRICE LA MARCA \u2013 PER SOLLECITARE IL GOVERNO A CONFERMARE QUANTO RECENTEMENTE DICHIARATO SUL CETA. DICHIARAZIONI CHE VANNO CONTRO LE AFFERMAZIONI NEGATIVE CHE, DA TEMPO, IL GOVERNO UTILIZZA PER APOSTROFARE L\u2019ACCORDO IN QUESTIONE\u00bb<br \/>\n\u00abInoltre, alla luce dell\u2019importanza che tale accordo ricopre per le aziende e per i lavoratori di Canada e Unione Europa, che attendono dal 2017 la conclusione dell\u2019iter di ratifica e la completa attuazione del CETA, voglio che venga confermato l\u2019impegno a sostenere, e quindi favorire, la rapida ratifica dell\u2019accordo\u00bb ha concluso la senatrice.<br \/>\nLa senatrice La Marca ha anche depositato una seconda interrogazione, che ha raccolto adesioni importanti di alcuni colleghi senatori fra cui l\u2019ex presidente della Camera dei Deputati Casini, l\u2019ex ministro Delrio, le ex segretarie della CGIL e della CISL Camusso e Furlan, per far luce su alcune segnalazioni di cittadini iscritti all\u2019A.I.R.E, residenti in Canada e negli Stati Uniti d\u2019America, che sono impossibilitati a esprimere il loro diritto di voto nelle elezioni europee.<\/p>\n<p>\u00abCome noto un cittadino iscritto all\u2019A.I.R.E \u00e8 un cittadino italiano a tutti gli effetti e, consequenzialmente, un cittadino dell\u2019Unione Europea &#8211; specifica la Senatrice La Marca &#8211; eppure molti di loro mi hanno contattato perch\u00e9, nonostante ci\u00f2, non sono riusciti a votare alle scorse elezioni europee\u00bb<br \/>\n\u00abE\u2019 alla luce di ci\u00f2 che ho chiesto, con questa interrogazione parlamentare rivolta al Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, se si \u00e8 a conoscenza dell\u2019incresciosa impossibilit\u00e0 di rappresentare il proprio voto e quali sono le misure che si hanno intenzione di mettere in atto per salvaguardare quello che, a tutti gli effetti, \u00e8 un diritto violato\u00bb<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca &#8211; Ripartizione Nord e Centro America\/Electoral College &#8211; North and Central America &#8211; Palazzo Cenci, &#8211; Piazza Sant\u2019Eustachio, 83, 00186, Roma (Italy) &#8211; francesca.lamarca@senato.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Giuseppe Masala*: LA VERIT\u00c0 SU DEUTSCHE BANK (E SUL SISTEMA BANCARIO ITALIANO)<\/strong><br \/>\nA POCHE SETTIMANE DAL CLAMOROSO FALLIMENTO DELLA BANCA AMERICANA SILICON VALLEY BANK E AD UNA SETTIMANA DALL&#8217;ALTRETTANTO CLAMOROSO SALVATAGGIO IN EXTREMIS DELLA BANCA SVIZZERA CREDIT SUISSE \u00c8 PARTITO IL TAM TAM DEI MASS MEDIA TRADIZIONALI E DEI SITI INTERNET SUL PROSSIMO FALLIMENTO DEL COLOSSO BANCARIO TEDESCO DEUTSCHE BANK.<\/p>\n<p>Ad innescare queste voci \u00e8 stato lo spettacolare aumento del costo dei CDS (Credit Default Swap) che assicurano dal fallimento i creditori di Deutsche Bank. A sua volta l&#8217;aumento di questi particolari titoli derivati ha innescato il crollo di borsa delle quotazioni azionarie del colosso tedesco.<\/p>\n<p>In tempi di isteria massmediatica questo \u00e8 bastato per far vaticinare a molti un cataclisma bancario europeo con tutte le conseguenze immaginabili sul sistema finanziario mondiale.<\/p>\n<p>\u00c8 certamente vero; dopo il fallimento di Lehman Brothers tutto \u00e8 possibile, anche l&#8217;impensabile. Per\u00f2 non bisogna mai dimenticarsi di analizzare i cosiddetti fondamentali relativi alla nazione dove l&#8217;azienda in questione \u00e8 radicata prima di lasciarsi andare a vaticini quantomeno spericolati.<\/p>\n<p>La Germania ha un sistema paese (ancora) ricchissimo con una posizione finanziaria netta positiva per circa 3000 miliardi di dollari (significa che la nazione tedesca \u00e8 creditrice sul resto del mondo per questa cifra stellare), lo Stato tedesco ha (ancora) ampi margini di intervento con un rapporto deficit\/pil pari al 4,1% e un rapporto debito\/pil pari al 72% (sono i dati ufficiali del 2022) e inoltre dove i privati hanno ampi margini di intervento grazie agli enormi capitali accumulati anche all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Pertanto non bisogna essere Tiresia per pronosticare che un&#8217;alchimia per salvare Deutsche Bank i tedeschi la troveranno comunque. Se sar\u00e0 default (ma non sar\u00e0) questo sar\u00e0 controllato e con il solo scopo politico di &#8220;punire&#8221; in parte gli azionisti, gli obbligazionisti e il management della banca ritenuti responsabili. Insomma n\u00e9 pi\u00f9 e n\u00e9 meno di quello che \u00e8 avvenuto solo pochi giorni fa con Credit Suisse; salvataggio garantito se necessario e punizione per i capri espiatori.<\/p>\n<p>Allora dov&#8217;\u00e8 il problema? Perch\u00e9 molte banche occidentali stanno fallendo o rischiano di fallire? Il problema \u00e8 \u2013 secondo me &#8211; il deflusso di risorse finanziarie (quelle saudite, cinesi e russe tanto per non fare nomi) dai circuiti finanziari occidentali verso altri lidi. Conseguentemente i tassi si alzano perch\u00e9 di fronte a una domanda costante di moneta, se la disponibilit\u00e0 di liquidit\u00e0 \u00e8 inferiore, la lotta per l&#8217;accaparramento spinge all&#8217;aumento dei prezzi (che quando si parla di moneta sono i tassi di interesse).<\/p>\n<p>A questo punto esplodono per esempio i problemi negli strumenti derivati presenti nel portafoglio di molte banche; ma nel medio termine l&#8217;aumento dei tassi andr\u00e0 anche ad incidere sulla capacit\u00e0 di rimborso dei prestiti delle imprese, facendo aumentare le insolvenze e conseguentemente erodendo redditivit\u00e0 e capitale.<\/p>\n<p>Dunque ci troviamo di fronte sia a problemi di liquidit\u00e0 immediata che a problemi di ricapitalizzazione in prospettiva. I primi sono risolvibili con iniezioni della banca centrale e i secondi con aumenti di capitale dove investitori privati e pubblici sono chiamati a sottoscrivere le azioni di nuova emissione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le iniezioni di liquidit\u00e0, tutte le banche centrali occidentali, dalla FED fino alla Bank of Japan passando per la BCE, hanno dichiarato di essere pronte a fare tutto il necessario: in buona sostanza i Signori della Moneta hanno lanciato il draghiamo \u201cWhatever it takes\u201d.<br \/>\nDiverso \u00e8 il discorso relativo agli eventuali (e direi probabili) aumenti di capitale necessari. Le banche centrali non possono certamente stampare moneta per sottoscrivere le azioni delle banche; sarebbe la loro totale perdita di credibilit\u00e0, cos\u00ec come la perdita di credibilit\u00e0 della moneta che stampano.<br \/>\nDunque i capitali devono essere messi da chi l\u00ec ha a disposizione. E qui diventa sbagliato parlare di sistema occidentale in generale: bisogna quantomeno discernere tra i paesi (intesi come nazione e dunque come la sommatoria di Stato, Famiglie e Imprese) che sono creditori e dunque in possesso di quei capitali necessari alle banche e i paesi che invece sono debitori netti verso l&#8217;estero. Tra i primi certamente vi sono la Germania, l&#8217;Austria, l&#8217;Olanda, il Belgio, la Danimarca e la Svezia. Tra i paesi debitori netti verso l&#8217;estero vi sono certamente la Francia e la Gran Bretagna che i due grandi malati con una posizione finanziaria netta verso l&#8217;estero di oltre 800 miliardi di dollari a testa, ma anche la Spagna e il Portogallo e fuori dall&#8217;euro anche la Polonia e l&#8217;Ungheria<br \/>\nQui i capitali non ci sono e potrebbero essere necessarie manovre di austerit\u00e0 e, nel caso dei paesi appartenenti alla EU, anche l&#8217;intervento del MES.<br \/>\nUNA PAROLA FINALE SULL&#8217;ITALIA.<br \/>\nIn caso di crisi bancaria, il sistema Italia (inteso come sommatoria di Famiglie, Imprese e Stato) i capitali per i salvataggi li avrebbe anche, visto che la posizione finanziaria netta del Bel Paese \u00e8 positiva per circa 300 miliardi di dollari. Il problema \u00e8 che lo Stato italiano \u00e8 pieno di debiti e dunque quelle disponibilit\u00e0 sono \u2013 per logica &#8211; completamente nelle mani dei privati e sono da qualche parte all&#8217;estero.<br \/>\nI ricchi frati italiani saranno disposti ad aiutare il povero e miserando convento dove vivono<br \/>\n*(Fonte: Sinistrainrete. Giuseppe Masala, giornalista).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Thibaud M\u00e9tais *: PER UN\u2019ALTRA IDEA DI LAVORO. I GIOVANI FRANCESI SI SONO UNITI ALLE PROTESTE CONTRO LA RIFORMA DELLE PENSIONI. PERCH\u00c9 LA CONSIDERANO UNA MINACCIA PER IL LORO FUTURO E CONTESTANO I METODI AUTORITARI DEL PRESIDENTE MACRON.<\/strong><br \/>\nDopo pi\u00f9 di due mesi di proteste, in Francia il movimento contro la riforma delle pensioni rimane forte e rumoroso. Il 28 marzo, la decima giornata di mobilitazione, non sono stati registrati i numeri record del 31 gennaio o del 7 marzo, e si \u00e8 visto un calo rispetto al 23 marzo, la precedente giornata di proteste. Secondo il ministero dell\u2019interno alle manifestazioni hanno partecipato 740mila persone, contro gli 1,08 milioni del 23 marzo. Tuttavia, il livello di coinvolgimento resta alto. Secondo la prefettura, a Parigi hanno sfilato in 93mila, in 450mila secondo la confederazione generale del lavoro (Cgt).<br \/>\nGli studenti delle universit\u00e0 e delle scuole superiori hanno partecipato in massa ai cortei, anche se il loro numero \u00e8 difficile da stimare. A Parigi abbiamo incontrato ragazzi e ragazze che non avevano mai partecipato a una manifestazione. Tra loro c\u2019era Julie (nome di fantasia), studente dell\u2019Istituto nazionale di lingue e civilt\u00e0 orientali (Inalco): \u201cPer me \u00e8 la prima volta. Sono potuta venire perch\u00e9 le mie lezioni sono state cancellate. Prima era difficile partecipare, perch\u00e9 la scuola ce lo impediva\u201d, ha raccontato la ragazza di vent\u2019anni. Raramente l\u2019Inalco si mobilita, ma le cose stanno cambiando. \u201cLa settimana scorsa abbiamo organizzato un\u2019assemblea generale. Se le manifestazioni continueranno ci sar\u00f2 anch\u2019io, di sicuro\u201d, ha promesso Julie, anche se ha ammesso di avere \u201cpaura delle violenze della polizia\u201d.<br \/>\nAnche tra le militanti pi\u00f9 impegnate come Laura (nome di fantasia), \u201cla paura dell\u2019uso della forza\u201d \u00e8 grande. \u201cLa situazione \u00e8 molto tesa. C\u2019\u00e8 il rischio di farsi picchiare ogni volta che manifestiamo\u201d, sottolinea la studente di scienze politiche all\u2019universit\u00e0 di Parigi. \u201cMa non abbiamo intenzione di mollare. E siamo sempre di pi\u00f9\u201d.<br \/>\nMaeva, che studia all\u2019Universit\u00e9 Paris-Panth\u00e9on-Assas, ha partecipato per la prima volta a una protesta. A convincerla a scendere in piazza non \u00e8 stata tanto la necessit\u00e0 di schierarsi contro la riforma delle pensioni, ma il fatto che il governo abbia usato l\u2019articolo 49.3 della costituzione (che permette al primo ministro di far passare una legge senza il voto dell\u2019assemblea nazionale) e la violenza delle forze dell\u2019ordine. \u201cQueste pratiche antidemocratiche vanno contro le nostre libert\u00e0 individuali\u201d, sottolinea la studente di diritto internazionale.<\/p>\n<p>Anche per Laetitia e L\u00e9o, studenti di quindici e sedici anni che frequentano l\u2019istituto Henri-Wallon di Aubervilliers, il ricorso al 49.3 \u00e8 stato \u201cla goccia che ha fatto traboccare il vaso\u201d. Hanno deciso di agire e creare un comitato di mobilitazione liceale ad Aubervilliers. Per il momento il comitato \u00e8 composto solo da sei persone, ma il 30 marzo \u00e8 in programma un\u2019assemblea per coinvolgere altri studenti. \u201cI ragazzi non hanno abbastanza informazioni su quello che sta succedendo\u201d, sottolinea Laetitia.<br \/>\nUn manifestante aggredito da poliziotti a Lione, 23 marzo 2023 &#8211; Laurent Cipriani, Ap\/LapresseUn manifestante aggredito da poliziotti a Lione, 23 marzo 2023 (Laurent Cipriani, Ap\/Lapresse)<br \/>\nI pi\u00f9 giovani si sono mobilitati contro la riforma delle pensioni, ma la loro protesta si allarga ad altri ambiti. Come, per esempio, il servizio nazionale universale (un mese di volontariato da svolgere in strutture civili e militari che nel dicembre 2022 il presidente Emmanuel Macron ha detto di voler rendere obbligatorio per via della guerra in Ucraina e della crisi climatica) o la piattaforma di orientamento alla scelta dell\u2019universit\u00e0 Parcoursup.<\/p>\n<p>\u201cABBIAMO L\u2019IMPRESSIONE DI NON ESSERE PI\u00d9 IN UNA DEMOCRAZIA E CHE NESSUNO CI ASCOLTI\u201d, SPIEGA ARNAUD. LUI \u00c8 FIGLIO DI AMBIENTALISTI, LAETITIA VIENE DALLA \u201cCLASSE OPERAIA\u201d. IL MOVIMENTO SOCIALE LI HA AVVICINATI. ENTRAMBI SONO CONVINTI CHE IL GOVERNO ABBIA \u201cPAURA DEI GIOVANI. PER QUESTO NON BISOGNA MOLLARE\u201d.<br \/>\nA Strasburgo gli studenti erano in testa a un corteo meno numeroso rispetto ai precedenti. \u201cMacron, fai come me, tassa gli amici tuoi\u201d, si legge sul cartello mostrato da Jules, studente di storia. Poco lontano, Manon, \u00c9lise e la madre mostrano altri cartelli, come quello con la scritta: \u201c\u00c8 arrivato il momento delle pulizie di primavera!\u201d. \u201cPer noi \u00e8 la terza o quarta manifestazione\u201d, spiega Manon, operaia nel settore agricolo. \u201cAll\u2019inizio venivamo per la riforma delle pensioni, ma ora siamo arrabbiate per tutto. Alle ultime elezioni abbiamo votato per Macron contro il Rassemblement national, ma ora lui se ne sta approfittando. La Francia \u00e8 in crisi come mai prima d\u2019ora. L\u2019ambiente \u00e8 in crisi. Ma Macron non fa nulla\u201d.<br \/>\nA Bordeaux, Lyla Chancelier e Charles Ferr\u00e9, entrambi di diciannove anni, hanno partecipato \u201ca tutte le manifestazioni\u201d. Studenti di fisica e biologia all\u2019universit\u00e0 di Bordeaux, sentono il dovere di partecipare anche se la loro facolt\u00e0 non \u00e8 stata occupata e devono saltare le lezioni per unirsi alle proteste. \u201cDenunciamo l\u2019uso dell\u2019articolo 49.3 e la decisione di approvare una legge con la forza\u201d, ha spiegato Chancelier con tono sdegnato. Il 23 marzo i due ragazzi erano presenti quando \u00e8 stato dato alle fiamme il portone del municipio. Hanno detto di temere che la situazione diventi \u201cpi\u00f9 violenta\u201d. \u201cNon \u00e8 necessariamente quello che vogliamo\u201d, hanno spiegato. \u201cHanno rafforzato la presenza della polizia, e la violenza \u00e8 aumentata\u201d.<\/p>\n<p>DA SAPERE &#8211; IL CONTENUTO DELLA RIFORMA<br \/>\nIl punto principale della riforma delle pensioni, voluta dal presidente francese Emmanuel Macron, \u00e8 l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile da 62 a 64 anni entro il 2030. Prevede inoltre che dal 2027 salgano a 43 gli anni di contributi necessari. Il progetto \u00e8 universale, cio\u00e8 riguarda tutti i lavoratori, ed \u00e8 considerato dal governo preferibile a un aumento delle somme da versare per i contributi previdenziali. La riforma \u00e8 stata presentata al consiglio dei ministri il 23 gennaio. Il 19 gennaio erano cominciate le prime manifestazioni di protesta.Il 16 marzo la riforma \u00e8 stata votata dal senato e poi approvata ma facendo ricorso all\u2019articolo 49.3 della costituzione, che permette di evitare il voto dell\u2019assemblea nazionale. Les \u00c9chos<br \/>\nTenendo conto degli scontri avvenuti nella settimana del 20 marzo, compresi quelli al bacino idrico di Sainte-Soline nel fine settimana del 25 e 26 marzo, le autorit\u00e0 consideravano ad alto rischio la decima giornata di mobilitazioni. Il corteo parigino, partito da place de la R\u00e9publique alle due del pomeriggio, ha sfilato senza incidenti fino a place de la Nation. Alcuni scontri si sono verificati alla fine del pomeriggio, quando sono stati saccheggiati dei negozi. Ma niente di paragonabile alle violenze di gioved\u00ec 23 marzo, prima e dopo la mobilitazione.<br \/>\nAlla fine della giornata del 28 marzo la prefettura ha comunicato che le forze dell\u2019ordine avevano arrestato cinquantacinque persone. Scontri tra polizia e manifestanti si sono verificati anche a Strasburgo, Rennes, Nantes, Tolosa e Lione.<br \/>\nLa maggioranza di chi scende in piazza non approva il ricorso alla violenza, ma molti si rifiutano di condannarla e puntano il dito contro Emmanuel Macron. A Strasburgo il corteo, del tutto tranquillo, si \u00e8 diviso nei pressi dell\u2019universit\u00e0 mentre gli studenti cantavano \u201cla strada \u00e8 nostra\u201d. Poco dopo si sono sentite le prime esplosioni. \u201cQuesta violenza non mi sorprende\u201d, ha sottolineato Bernard Klautz, pensionato che sfilava nel corteo autorizzato. Secondo lui \u201c\u00e8 il governo ad aver usato la violenza\u201d fin dall\u2019inizio. \u201cSi raccoglie quello che si semina\u201d, aggiunge Klautz.<\/p>\n<p>DIVERSE CAUSE SI UNISCONO<br \/>\nIncidenti gravi si sono verificati anche a Lione. Dopo il danneggiamento di alcuni negozi e un fitto lancio di oggetti, la polizia ha risposto con i gas lacrimogeni e gli idranti. Un gruppo che secondo la prefettura era composto da un migliaio di persone in testa al corteo ha impedito pi\u00f9 volte il passaggio dei rappresentanti sindacali.<br \/>\nA Tolosa le forze dell\u2019ordine sono intervenute per dividere in due il corteo. Secondo gli osservatori della Ligue des droits de l\u2019homme, le forze dell\u2019ordine \u201cnon fermano i manifestanti, ma seguono una nuova tattica: separano i cortei in diversi blocchi\u201d.<br \/>\nA Bordeaux, dove ci sono stati scontri in varie zone, Carine Des\u00adbrousses festeggiava i suoi 51 anni. Per lei la battaglia non \u00e8 pi\u00f9 soltanto contro la riforma delle pensioni. Come all\u2019epoca dei gilet gialli, anche in questo caso le questioni sociali hanno preso il sopravvento sulla rivendicazione iniziale (all\u2019epoca era l\u2019aumento del prezzo del carburante).<br \/>\n\u201cLo abbiamo visto sabato a Sainte-Soline. Le persone cominciano a perdere la pazienza. Diverse cause si uniscono tra loro, com\u2019\u00e8 successo al tempo dei gilet gialli. C\u2019\u00e8 anche il tema dei salari e quello della gestione delle risorse idriche. Perch\u00e9 favorire un gruppo ristretto di persone, a scapito dell\u2019interesse generale? I giornali europei stanno parlando di noi, la protesta sta crescendo. Bisogna andare avanti\u201d, sottolinea Desbrousses<br \/>\nLa confederazione dei sindacati intende proseguire la mobilitazione almeno fino alla decisione del consiglio costituzionale, che dovr\u00e0 pronunciarsi entro il 14 aprile sul testo della riforma per decidere se il suo contenuto e il modo in cui \u00e8 stato approvato rispettano la costituzione.<\/p>\n<p>VIOLENZA SMISURATA<br \/>\nOltre agli scontri durante le manifestazioni contro la riforma delle pensioni, il 25 e il 26 marzo ci sono stati degli incidenti anche a Sainte-Soline, nella Francia centroccidentale, tra la polizia e migliaia di persone che protestavano contro un grande bacino idrico, destinato all\u2019irrigazione dei campi agricoli. L\u2019obiettivo della contestazione era la gestione delle risorse idriche, che favorisce il settore agricolo invece dell\u2019intera comunit\u00e0. Alcune testimonianze raccolte dalla stampa francese denunciano che a Sainte-Soline gli agenti di polizia hanno usato la forza in modo sproporzionato. Sono stati inoltre ostacolati i soccorsi ad alcuni manifestanti feriti in modo grave, due dei quali sono in coma. Il 28 marzo a Rennes sono state aperte due inchieste separate sulla vicenda. Il 29 marzo il ministro dell\u2019interno G\u00e9rald Darmanin ha dichiarato che la polizia non ha commesso violenze n\u00e9 ha fatto un uso sproporzionato della forza. Sul sito Mediapart il direttore Edwy Plenel mette in relazione gli incidenti dello scorso fine settimana con i metodi adottati dalle forze dell\u2019ordine contro il movimento che protesta per la riforma delle pensioni: \u201cLa repressione senza precedenti del 25 marzo a Sainte-Soline svela non solo l\u2019accelerazione autoritaria di una presidenza pronta a brutalizzare la democrazia per imporre la sua volont\u00e0, dimostra anche la cecit\u00e0 dei leader francesi di fronte all\u2019emergenza ambientale. Il governo ha sempre demonizzato e criminalizzato l\u2019impegno e la mobilitazione di chi affronta queste sfide vitali per il pianeta<br \/>\n(Fonte &#8211; Le Monde, Francia &#8211; Thibaud M\u00e9tais- giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 \u2013 Leonardo Clausi*: GB. EUROPA LABOUR: CORBYN NON PU\u00d2 CANDIDARSI. ANDR\u00c0 DA SOLO? LORO LO METTONO AL BANDO, LUI BALLER\u00c0 MOLTO PROBABILMENTE DA SOLO. MARTED\u00cc, IL NATIONAL EXECUTIVE COMMITTTE, L\u2019ORGANO DIRIGENZIALE DEL PARTITO LABURISTA, HA VOTATO 22 A 12 LA PROIBIZIONE ALL\u2019EX LEADER DEL PARTITO JEREMY CORBYN \u2013 ATTUALMENTE SOSPESO DAL PARTITO \u2013 DI CANDIDARSI NELLE FILE DEL LABOUR ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE, FRA CIRCA DICIOTTO MESI.<\/strong><\/p>\n<p>La mozione \u2013 senza possibilit\u00e0 di appello \u2013 era stata presentata da Keir Starmer, l\u2019attuale leader, e formulata in riferimento alla presenza di Corbyn come potenzialmente assai dannosa per le chance laburiste di vincere le suddette elezioni; e dunque, senza fare alcun riferimento alla ragione prima della sospensione di Corbyn: l\u2019immondo antisemitismo di cui gronderebbero le fila della sinistra del partito.<\/p>\n<p>Immediata la reazione del bandito all\u2019esito dell\u2019iniziativa del leguleio Sir Keir \u2013 ed ex ministro ombra dell\u2019interno del gi\u00e0 leader Corbyn \u2013 che ha definito la mossa un \u00abvergognoso attacco alla democrazia del partito, ai suoi membri e alla giustizia. Non mi lascer\u00f2 ridurre al silenzio. Ho passato la mia vita a lottare per una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta per conto degli elettori di Islington North e non ho intenzione di fermarmi ora\u00bb. Tutti la leggono come il lancio di una carriera solista, il presentarsi come indipendente. A quel punto l\u2019espulsione sarebbe quasi certa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, la londinese Islington North. Una delle roccaforti Labour pi\u00f9 inviolabili, dove Corbyn ha vinto quasi i due terzi dei voti nel 2019, accumulando una maggioranza di oltre 26.000 sui liberaldemocratici staccati di n lunghezze. Un luogo dove il settantacinquenne ex leader \u00e8 adorato e che rappresenta dal 1983. Alle ultime elezioni lo hanno votato in 34.603. Anche se in passato gli altri transfughi ex-Labour che hanno riprovato a presentarsi da indipendenti sono stati tutti triturati dalla macchina dirigenziale della balena rosa, Corbyn potrebbe dare seri fastidi a Starmer e alla sua normalizzazione post-blairiana. E non solo perch\u00e9 sarebbe sostituito da un nessuno.<br \/>\nL\u2019unilateralismo di Starmer, che gioca molto sulla sua immagine di paladino dei diritti umani, potrebbe ritorcerglisi contro. La sua purga, se non staliniana, \u00e8 stata definita putiniana (il che, ormai, \u00e8 senz\u2019altro peggio) da Jon Lansman, il leader e fondatore del gruppo di sinistra Momentum, che del disgraziato ex leader \u00e8 alleato.<br \/>\nLansman ha anche sottolineato quanto la pur solida batosta subita nel 2019 \u2013 in realt\u00e0 causata molto pi\u00f9 delle lagne dei centristi su un europeismo politicamente letale per chiunque nel clima di allora \u2013 non sia tanto peggiore di quelle di altri ex leader, nessuno dei quali analogamente purgato. Allora il partito prese un (32,2%) senz\u2019altro meno catastrofico di quanto totalizzato del test\u00e9 riesumato Ed Miliband nel 2015 (30,4%), di Gordon Brown nel 2010 (29%), per non parlare di quelle ancora precedenti di Kinnock e di Foot.<br \/>\nCorbyn \u00e8 sospeso dall\u2019ottobre 2020 per i suoi commenti sull\u2019esito di un\u2019inchiesta della Commissione per l\u2019uguaglianza e i diritti umani (Ehrc) sull\u2019antisemitismo nel Labour, che aveva denunciato \u00abgravi mancanze\u00bb durante il suo mandato.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto. Leonardo Clausi, LONDRA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; LA TRASCORSA SETTIMANA.<\/strong><br \/>\nLa visita a Mosca del presidente cinese Xi Jinping all\u2019omologo Vladimir Putin si \u00e8 conclusa con la firma di accordi per rafforzare la collaborazione economica su energia e commercio, ma senza svolta diplomatica sull\u2019Ucraina;<br \/>\nLe azioni di Deutsche Bank hanno avuto pesanti perdite perch\u00e9 si \u00e8 diffusa sui mercati l&#8217;idea che possa essere la prossima grande banca a rischio crollo dopo Credit Suisse, acquistata da UbS per evitare il rischio contagio globale;<br \/>\nLa Federal Reserve ha alzato ancora i tassi d&#8217;interesse di 25 punti base, la Bank of England di 25, la Banca centrale svizzera di 50;<br \/>\nNel corso del Consiglio europeo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si \u00e8 detta favorevole a un incremento del numero di ingressi regolari di lavoratori dai Paesi terzi;<br \/>\nIl governo francese ha superato il voto di sfiducia del Parlamento sulla riforma delle pensioni;<br \/>\nIl Parlamento svedese ha approvato l&#8217;annessione del Paese alla Nato;<br \/>\nIl Ceo di TikTok Shou Chew ha spiegato al Congresso degli Stati Uniti che il colosso non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 \u2013 Meno male che l\u2019ultima riunione a Bruxelles \u00e8 stato un successo.(ndr)<br \/>\n<strong>Luca Martinelli*: AVANTI A SCOPPIO, ACCORDO SULL\u2019E-FUEL TRA UE E GERMANIA &#8211; S\u00cc AL COMBUSTIBILE SINTETICO (TEDESCO), NO A QUELLO AGRICOLO (ITALIANO). MA SOPRATTUTTO UN\u2019ALTRA TEGOLA SUL NO AI MOTORI ELETTRICI DAL 2035 \u2013 AVANTI A SCOPPIO, ACCORDO SULL\u2019E-FUEL TRA UE E GERMANIA<\/strong><\/p>\n<p>Il braccio di ferro interno alla Commissione europea sullo stop al 2035 per le auto alimentate da combustibili fossili si \u00e8 chiuso ieri. \u00abAbbiamo raggiunto un accordo con la Germania sull\u2019uso futuro degli e-fuel nelle automobili\u00bb ha annunciato in un tweet il vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans. \u00abLavoreremo ora per ottenere quanto prima l\u2019adozione delle norme in materia di CO2 per il regolamento sulle autovetture e la Commissione dar\u00e0 seguito rapidamente alle misure giuridiche necessarie per attuare il \u201cconsiderando 11\u2033\u00bb, ha spiegando facendo riferimento al paragrafo che prevede una deroga per i carburanti sintetici dallo stop alla vendita delle auto a motori termici dal 2035\u00bb.<\/p>\n<p>( FRANS TIMMERMANS- ABBIAMO RAGGIUNTO UN ACCORDO SULL\u2019USO DEGLI E-FUEL NELLE AUTOMOBILI, ORA LAVOREREMO PER OTTENERE QUANTO PRIMA L\u2019ADOZIONE DELLE NORME SULLA CO2)<br \/>\nMolto pi\u00f9 pragmatico \u00e8 il ministro dei trasporti tedesco, Volker Wissing: \u00abI veicoli dotati di motore a combustione possono essere immatricolati dopo il 2035 se utilizzano solo carburanti neutri in termini di emissioni di CO2\u00bb. Il suo messaggio evidenzia, tra le righe, il possibile fallimento di una politica estremamente rigorosa e radicale, quella proposta dall\u2019Unione europea che voleva vietare la vendita di tutte le nuove auto con motore a combustione a partire dal 2035. A differenza dell\u2019Italia, con il governo Meloni che ha sempre e a pi\u00f9 riprese ribadito il proprio no a ogni opzione volta a ridurre l\u2019impatto della mobilit\u00e0 sulle emissioni, la Germania ha lavorato di cesello, chiedendo un\u2019esenzione per le auto che bruciano e-fuel, sostenendo che tali carburanti possono essere prodotti utilizzando energia rinnovabile e carbonio catturato dall\u2019aria, in modo da non rilasciare ulteriori emissioni nell\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>IN BASE ALL\u2019ACCORDO raggiunto, la Commissione designer\u00e0 prima una nuova categoria di veicoli per le auto che funzionano esclusivamente con carburanti elettronici, quindi presenter\u00e0 un atto delegato che consentir\u00e0 a questi veicoli di essere conteggiati ai fini degli obiettivi di CO2 per le auto dell\u2019Ue. \u00c8 stato anche concordato che la Commissione presenter\u00e0 una dichiarazione che illustri l\u2019approccio legislativo che consentir\u00e0 l\u2019immatricolazione di auto esclusivamente a combustibile elettronico dopo il 2035.<\/p>\n<p>Invece di affrontare il problema in modo serio, il nostro Paese attacca ancora l\u2019Europa: \u00abL\u2019accordo tra Germania e Ue sull\u2019uso dei carburanti sintetici, con l\u2019esclusione dei biocarburanti, \u00e8 semplicemente intollerabile. \u00c8 un\u2019intesa destinata a danneggiare non solo l\u2019Italia ma tutta l\u2019Europa\u00bb ha detto ad esempio il deputato e responsabile del Dipartimento Energia di Forza Italia Luca Squeri, attaccando l\u2019ambientalismo folle della sinistra europea; \u00ab\u00c8 necessario difendere strenuamente il principio della neutralit\u00e0 tecnologica, in base al quale deve essere consentito ridurre le emissioni inquinanti anche con i biocarburanti che, considerando il ciclo di vita, sono pi\u00f9 sostenibili dell\u2019elettrico\u00bb.<\/p>\n<p>PASSA IN SECONDO piano il rischio reale, evidenziato nel commento di Julia Poliscanova, direttore senior per i veicoli e la mobilit\u00e0 elettrica di Transport &amp; Environment: \u00abL\u2019Europa \u2013 ha detto \u2013 deve fare un passo avanti e dare chiarezza alla sua industria automobilistica che \u00e8 in corsa con gli Stati uniti e la Cina. I carburanti elettronici sono un diversivo costoso e fortemente inefficiente rispetto alla trasformazione in elettrico che le case automobilistiche europee devono affrontare. Per il bene della credibilit\u00e0 climatica dell\u2019Europa, l\u2019accordo sulle auto a zero emissioni del 2035 deve entrare in vigore senza ulteriori ritardi\u00bb.<\/p>\n<p>UN DIVERSIVO di fronte all\u2019urgenza di frenare un settore, quello dei trasporti, ormai responsabile secondo l\u2019Agenzia europea per l\u2019ambiente di oltre un quarto delle emissioni totali di gas a effetto serra nell\u2019Ue. \u00abNon \u00e8 prevista un\u2019inversione di tendenza. Ci\u00f2 rende il settore dei trasporti un grosso ostacolo alla realizzazione degli obiettivi dell\u2019Ue in materia di protezione del clima. Autovetture, furgoni, camion e autobus producono oltre il 70% delle emissioni di gas a effetto serra generate dai trasporti\u00bb, sottolinea un documento dell\u2019agenzia.<\/p>\n<p>IL BICCHIERE \u00e8 per\u00f2 mezzo pieno nel commento di Andrea Boraschi, direttore di Transport &amp; Environment Italia: \u00abL\u2019accordo tra Bruxelles e Berlino ha il merito di porre fine a una fase di stallo che ha rischiato di pregiudicare un lungo lavoro e gli obiettivi europei di difesa del clima. Ora l\u2019Unione deve procedere rapidamente e dare chiarezza alla sua industria automobilistica\u00bb. Cosa accadr\u00e0 lo capiremo marted\u00ec, quando i ministri dell\u2019energia europei, riuniti in Consiglio, voteranno in via definitiva lo stop alle auto a benzina o diesel dal 2035.<br \/>\n*( Fonte : Il Manifesto. Luca Martinelli , \u00e8 giornalista, autore e attento osservatore del territorio italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Tommaso Di Francesco*: IL NODO SCORSOIO DEL RIARMO &#8211; CRISI UCRAINA.<\/strong> PURE ASSOLUTAMENTE CONVINTI DELLA NECESSIT\u00c0 DI UNA FORZA DI SINISTRA ALTERNATIVA IN QUESTA ROVINOSA CRISI ITALIANA, CONSIDERIAMO L\u2019AVVENTO DI ELLY SCHLEIN ALLA SEGRETERIA DEL PD COME UNA OCCASIONE IMPORTANTE PER [\u2026]<\/p>\n<p>Pure assolutamente convinti della necessit\u00e0 di una forza di sinistra alternativa in questa rovinosa crisi italiana, consideriamo l\u2019avvento di Elly Schlein alla segreteria del Pd come una occasione importante per tutti per una opposizione in questo Paese precipitato nell\u2019epoca dell\u2019estrema destra al governo. Tuttavia accadono cose che \u00e8 impossibile non sottolineare. Soprattutto in queste ore drammatiche, di fronte al discorso minaccioso di Putin che annuncia il dispiegamento di armi nucleari tattiche in Bielorussia, bont\u00e0 sua dichiarando \u00abnel rispetto del Trattato Start\u00bb, come se la cosa non mettesse lo stesso il mondo nel terrore.<\/p>\n<p>Parliamo di quello che \u00e8 accaduto gioved\u00ec 23 scorso a Bruxelles alla riunione del Pse, le forze socialiste europee. Dove, e non \u00e8 chiaro a quale titolo, insieme a Schlein, al premier spagnolo Sanchez e alla premier finlandese Marin e a tanti altri, ha partecipato Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato. La cosa \u00e8 sorprendente per diversi ordini di motivi. Il primo \u00e8 che nessuno dei presenti ha avuto a quanto pare niente a che ridire. Sar\u00e0 stata una sorpresa per molti, oppure era invitato \u2013 ma ripetiamo, a che titolo visto che Stoltenberg \u00e8 stato s\u00ec dirigente laburista norvegese ma fino al 2014? Oppure siamo di fronte alla strategia dell\u2019\u00abospite ingrato\u00bb: dare la tribuna a quello che dovrebbe essere un avversario per essere legittimati?<br \/>\nOppure meglio ancora, un revival di memoria, annoverando la triste storia dei leader neoliberisti di sinistra Clinton, Blair e tanti altri che hanno avviato tutte le guerre sporche che hanno preceduto l\u2019aggressione di Putin all\u2019Ucraina?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 credibile che abbia a tutti i costi voluto approfittare di questa \u00abantica\u00bb tribuna preoccupato di cambi di posizioni in un\u2019area politica delicata quanto decisiva. Cos\u00ec, insieme ai temi attesi nel dibattito del Pse, welfare, Green deal, immigrazione, digitale, lavoro e diritti, \u00e8 arrivato Stoltenberg a declinare la sua priorit\u00e0, quella del riarmo: \u00abBisogna aumentare la produzione delle armi \u2013 ha dichiarato -per aiutare Kiev per sempre\u00bb.<\/p>\n<p>Hai voglia a dire che Schlein ha anticipato con la mossa di essere presente sempre a Bruxelles, ma in una sede formalmente alternativa, l\u2019arrivo nella capitale europea di Giorgia Meloni. Perch\u00e9 sul tema del riarmo \u00e8 la destra ad avere l\u2019ultima parola e a guidare le danze. Soprattutto se su questo tema si tace o si farfuglia, anche in parlamento.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9. C\u2019era una volta nel Pd, appena la scellerata guerra di Putin \u00e8 iniziata, un\u2019area significativa che sull\u2019invio di armi insisteva sul \u00abcontrollo, perch\u00e9 non dovranno essere di offesa ma di difesa\u00bb e che allo stesso tempo diceva no al riarmo italiano. Questa strategia ora a dir poco vacilla, di fronte al fatto che ormai l\u2019Occidente invia armi apertamente d\u2019offesa come cacciabombardieri, droni e micidiali proiettili all\u2019uranio impoverito \u2013 alla faccia della difesa. Non basta dire \u00abnon ci faremo dettare l\u2019agenda dalla Nato\u00bb se la Nato arriva ad abbaiare anche dentro la massima assise dei socialisti europei.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dopo un anno di invio di armi come partecipazione indiretta di guerra quale unica e assoluta risposta alla guerra russa, gli arsenali si sono svuotati proprio grazie ai massicci invii di armi. Gioco forza il governo Meloni-Crosetto, per il quale la guerra ucra\u00ecna \u00e8 la polizza assicurativa quanto a durata di legislatura e legittimit\u00e0 atlantica, ha buon gioco a proporre l\u2019aumento delle spese militari per riempire di nuovo gli arsenali, che poi si svuoteranno e saranno di nuovo da riempire, \u00abper sempre\u00bb. C\u2019\u00e8 l\u2019obiettivo del 2% di Pil in spese militari; certo gi\u00e0 avviato da prima ma mai ratificato o deciso dai parlamenti, compreso quello italiano, mentre la \u00abvirtuosa\u00bb e apripista Polonia punta al 4%. Spalmati negli anni fino al 2028, sarebbero 13 miliardi in pi\u00f9 sul bilancio dello Stato. Che volete che siano? Evitiamo il rapporto considerato \u00aberrato\u00bb con le spese sociali che invece vengono centellinate e revisionate in un\u2019ottica privatistica. Il nodo \u00e8 che cos\u00ec facendo entriamo nell\u2019ottica di guerra prolungata ovunque.<\/p>\n<p>Non basta infatti dire che per quella data la guerra ucraina sar\u00e0 finita (ma ne siamo sicuri?): arriva l\u2019avvertimento del segretario di Stato Usa Blinken che dice che \u00abnel 2027 la Cina attaccher\u00e0 Taiwan\u00bb; e riprende la guerra in Siria. Insomma, approvare oggi l\u2019aumento delle spese militari vuol dire inscrivere il Paese e il suo immediato futuro dentro una stagione bellica infinita. Il fatto pi\u00f9 incredibile per\u00f2 non \u00e8 nemmeno questo. \u00c8 che per la quarta volta in un mese e mezzo il capo di stato maggiore dell\u2019esercito Usa Mark Milley ha ripetuto, pochi giorni fa al Pentagono, che non c\u2019\u00e8 soluzione militare al conflitto e che \u00abl\u2019obiettivo dichiarato da Zelensky, la restituzione all\u2019Ucraina dei confini del 1991, \u00e8 troppo ambizioso\u00bb, in buona sostanza che non c\u2019\u00e8 sul campo nessuna vittoria dell\u2019una o dell\u2019altra parte. Ci si chiede: a che serve inviare nuove micidiali e sofisticate armi. Se nessuno parla lo fa la presidente del Consiglio d\u2019estrema destra: \u00abPer riequilibrare le forze in campo\u00bb.<br \/>\nPENTAGONO: \u00abTROPPO AMBIZIOSO PER KIEV TORNARE AI CONFINI DEL 91\u00bb(1)<br \/>\nEppure non \u00e8 una serata di risiko a tavolino, perch\u00e9 allora per \u00abriequilibrare\u00bb, ora che Putin ri-disloca le armi tattiche nucleari, dovremmo forse inviare armi atomiche, il fantasma pi\u00f9 volte agitato in questo anno di guerra?. Intanto dopo Bakhmut, l\u2019attesa \u00e8 per l\u2019offensiva e corrispettiva controffensiva di primavera. Ci siamo. Se finora \u2013 ai margini della terza guerra mondiale con linee rosse invalicabili colpite \u00abper sbaglio\u00bb \u2013 gli \u00abincidenti\u00bb sono stati gravi ma eccezioni e alla fine l\u2019abbiamo scampata bella, ora nello scontro definitivo, si moltiplicheranno.<br \/>\nIl mondo intero \u00e8 a rischio, uno schieramento di Paesi del Sud, vuole un negoziato, la Cina \u00e8 andata nella tana del lupo a Mosca ricevendo bordate da tutte le parti.<br \/>\nMa adesso tutti corrono a Pechino scoprendo, come lo spagnolo Sanchez \u00abpunti interessanti nella proposta cinese\u00bb, ma ahim\u00e8, sembrano pi\u00f9 preoccupati delle sorti delle<br \/>\n*( Fonte: il Manifesto &#8211; Tommaso Di Francesco, \u00e8 un poeta, giornalista e scrittore italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabato Angieri.(*) &#8211; PENTAGONO: \u00abTROPPO AMBIZIOSO PER KIEV TORNARE AI CONFINI DEL 91\u00bb<\/strong><br \/>\n\u00abLa restituzione dell\u2019intero territorio all\u2019Ucraina, secondo i confini del 1991, \u00e8 un compito troppo grande, che sarebbe estremamente difficile da risolvere con mezzi militari\u00bb. Lo ha detto ieri il capo di Stato maggiore congiunto statunitense Mark Milley durante un\u2019audizione presso la Commissione per gli stanziamenti della Camera.<br \/>\n\u00abTale obiettivo, dichiarato dal presidente Zelensky, \u00e8 troppo ambizioso\u00bb, ha ammesso Milley, rispondendo a una domanda. Ovviamente, poco dopo l\u2019alto generale ha chiarito che sar\u00e0 solo Kiev a poter decidere le condizioni per la fine del conflitto. \u00abCome ha detto il presidente (Joe Biden, ndr) e come stabilito dalle sue direttive, questa \u00e8 una decisione che prender\u00e0 l\u2019Ucraina. Il nostro compito \u00e8 aiutarla a difendersi. Non siamo in guerra con la Russia\u00bb, ha aggiunto.<\/p>\n<p>POCO DOPO il Segretario di stato Usa, Antony Blinken, ha chiarito che Washington \u00e8 pronta a cooperare con Mosca per una soluzione in Ucraina, ma non vede alcun desiderio della controparte in tal senso. \u00abSe vedessimo qualche segno che la Russia \u00e8 determinata e pronta a una significativa cooperazione diplomatica per fermare questa aggressione, lo coglieremmo al volo. Purtroppo, ad oggi non abbiamo visto tali segnali\u00bb, ha affermato Blinken, forse rispondendo anche alle polemiche che negli ultimi giorni hanno investito l\u2019amministrazione di Biden rispetto al cosiddetto \u00abpiano di pace cinese\u00bb.<\/p>\n<p>PER TUTTA LA SETTIMANA, infatti, la Casa bianca \u00e8 stata accusata da pi\u00f9 parti, senza citare Mosca e Pechino, di ostruzionismo rispetto alla proposta cinese. Washington non vede di buon occhio il nuovo asse sino-russo e questo \u00e8 un fatto. Ma neanche Kiev \u00e8 felice che in un momento cos\u00ec delicato sul campo di battaglia il Cremlino abbia trovato una nuova sponda. Anche perch\u00e9 nel punto focale degli scontri armati tra ucraini e russi la situazione potrebbe cambiare presto.<br \/>\nL\u2019intelligence di Kiev, attraverso le parole di Vadym Skibitskyi, vice-capo dei Servizi militari, ritiene che Mosca sarebbe ormai incapace di \u00abcondurre un\u2019offensiva in pi\u00f9 direzioni\u00bb aggiungendo una valutazione molto interessante rispetto agli scopi dell\u2019operazione militare speciale. L\u2019esercito russo si sarebbe ridotto a un \u00abunico obiettivo: raggiungere i confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk\u00bb. Tuttavia, secondo il funzionario, la manovra non sta sortendo gli effetti sperati poich\u00e9 \u00abci\u00f2 richiede la pianificazione e la conduzione di operazioni strategiche su larga scala\u00bb. In altri termini, nonostante Mosca stia continuando a bersagliare zone diverse del Donetsk, Avdiivka e Lyman in particolare, lo sfondamento \u00e8 attualmente fuori questione.<br \/>\nSenza contare che al momento le forze armate di Zelensky si starebbero addirittura preparando a un contrattacco su Bakhmut. Lo dicono il ministero della Difesa britannico, l\u2019Istituto per gli Studi sulla Guerra e il comandante delle forze di terra ucraine, Oleksandr Syrsky. Secondo quest\u2019ultimo i soldati russi nell\u2019area sarebbero \u00abstremati\u00bb ma non hanno perso \u00abla speranza di prendere Bakhmut a tutti i costi, nonostante le perdite di uomini e attrezzature\u00bb. Perci\u00f2, \u00abmolto presto approfitteremo di questa opportunit\u00e0\u00bb. \u00c8 quanto mai singolare che una possibile conferma di tale eventualit\u00e0 \u00e8 giunta dal capo della Wagner in persona. Evgeny Prigozhin ha infatti affermato che \u00abil nemico ha concentrato un raggruppamento di oltre 80mila militari intorno a Bakhmut\u00bb che potrebbero, addirittura, essere usati per raggiungere Belgorod, in territorio russo. Ma sappiamo che Prigozhin non perde occasione per tentare di convincere l\u2019opinione pubblica russa che l\u2019apporto dei suoi uomini sia fondamentale per vincere questa guerra.<\/p>\n<p>A PROPOSITO della Wagner, Bloomberg ieri ha diffuso la notizia che la compagnia sarebbe pronta a \u00abdisimpegnarsi\u00bb dall\u2019area del Donbass per spostarsi in Africa a causa della decisione dei vertici militari russi di tagliare le forniture di uomini e munizioni. Poco dopo lo stesso Prigozhin ha smentito l\u2019indiscrezione dal suo canale Telegram: \u00abSembra che Bloomberg sappia meglio di noi quello che faremo. Fino a quando il nostro Paese ha bisogno di noi, rimarremo a combattere in Ucraina\u00bb. Ma non \u00e8 stata l\u2019unica smentita della giornata. A met\u00e0 pomeriggio Kiev aveva annunciato il ritiro delle truppe russe da Nova Kakhovka, la cittadina famosa per la presenza della diga sul fiume Dnipro, nella regione di Kherson. Ma nel giro di poche ore c\u2019\u00e8 stata prima la smentita russa e poi le scuse ucraine, che imputano all\u2019uso \u00abscorretto dei dati disponibili\u00bb la fallace dichiarazione.<br \/>\nINTANTO LA SLOVACCHIA ha annunciato che i \u00abprimi 4 caccia Mig-29 sono stati inviati in sicurezza alle forze armate ucraine\u00bb, provocando la reazione piccata di Mosca che ha parlato di \u00abun altro passo che indica che nella questione ucraina i Paesi della Nato e dell\u2019Ue continuano il percorso verso l\u2019escalation del conflitto\u00bb.<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto. Sabato Angieri &#8211; Giornalista freelance -scrittore, traduttore e autore teatrale. Dodici anni di esperienza come reporter per la carta stampata e per diverse pubblicazioni on-line.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Gianluca Dotti*: LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PI\u00d9 FREQUENTI SULLA CARNE COLTIVATA IN LABORATORIO \u2013 VANTAGGI, CRITICIT\u00c0 E INCERTEZZE SUL PRODOTTO PROTEICO CHE POTREBBE DIVENTARE TRA I PROTAGONISTI DELLA DIETA DEL FUTURO<\/strong><br \/>\nSTOP ALLA CARNE SINTETICA: NEL DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL MINISTERO DELL\u2019AGRICOLTURA &#8211; E DISCUSSA NEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 28 MARZO &#8211; \u00c8 PREVISTO IL DIVIETO IN ITALIA ALLA PRODUZIONE DI ALIMENTI A PARTIRE DA COLTURE CELLULARI O TESSUTI DI ANIMALI VERTEBRATI.<br \/>\nDi fatto, questo provvedimento una volta approvato metterebbe uno stop alla possibilit\u00e0 di produrre carne coltivata in laboratorio, un cibo che \u00e8 frutto di un lungo lavoro di ricerca e sviluppo e che oggi \u00e8 ritenuto potenzialmente centrale nell\u2019alimentazione del futuro, anzitutto perch\u00e9 in grado di contribuire a risolvere i problemi di inquinamento ambientale.<br \/>\nMa che cosa si intende per carne sintetica o coltivata in laboratorio, quali sono le sue caratteristiche, i pro e i contro? Abbiamo raccolto qui le risposte ad alcune delle domande pi\u00f9 frequenti su questo tema.<\/p>\n<p>CARNE SINTETICA E CARNE VEGETALE: CHE DIFFERENZE CI SONO?<br \/>\nCOS\u2019\u00c8 LA CARNE SINTETICA?<br \/>\nLa carne sintetica, detta anche coltivata o artificiale, \u00e8 un alimento proteico ricavato da un processo di coltivazione in vitro di cellule animali. Queste ultime vengono estratte da tessuti di polli, mucche o maiali (e potenzialmente da altri animali) e vengono fatte moltiplicare in un ambiente controllato. Spesso erroneamente confusa con la carne vegetale, quella sintetica rappresenta invece a tutti gli effetti un prodotto di origine animale anche se la sua produzione non \u00e8 associata all&#8217;allevamento e alla macellazione di esemplari viventi.<\/p>\n<p>COME SI PRODUCE LA CARNE SINTETICA?<br \/>\nLa carne sintetica viene prodotta in laboratorio ed \u00e8 il risultato di un processo di coltivazione cellulare che parte dalle cellule staminali embrionali di un animale. Queste possono poi essere trasformate in cellule dei principali tessuti, attraverso un processo di differenziazione cellulare. Il tutto si verifica all\u2019interno di appositi terreni di coltura e crescita, realizzati per fornire tutto il nutrimento necessario per lo sviluppo e la riproduzione delle cellule stesse.<\/p>\n<p>Il risultato finale \u00e8 carne a tutti gli effetti ma, a differenza di quella tradizionale che si produce attraverso processi di allevamento, si origina da procedimenti e metodi di laboratorio, prestabiliti nel dettaglio per giungere a un prodotto finale specifico.<\/p>\n<p>QUALI SONO I PRINCIPALI VANTAGGI PER L\u2019AMBIENTE?<br \/>\nSi stima che la produzione di carne sintetica riduca di circa il 98% le emissioni di gas serra rispetto a quella tradizionale, soprattutto perch\u00e9 abbatte l\u2019impiego di allevamenti intensivi e richiede un minore utilizzo di energia. Tutto questo si lega anche a un minore consumo di acqua, di antibiotici e di farmaci di vario genere, oltre a un&#8217;occupazione inferiore di suolo: la carne sintetica richiede il 95% di suolo in meno.<\/p>\n<p>QUALI ALTRI VANTAGGI HA LA CARNE SINTETICA?<br \/>\nEssendo prodotta in laboratorio, la carne coltivata in laboratorio rappresenta un\u2019alternativa cruelty free alla produzione tradizionale di carne, in quanto &#8211; lo ribadiamo &#8211; evita il processo di macellazione degli animali. Da non sottovalutare anche l\u2019aspetto relativo alla sicurezza alimentare: la carne non viene, infatti, esposta a sostanze come pesticidi, fungicidi e antibiotici (molto usati nell\u2019industria della carne), dunque vengono rimosse all&#8217;origine anche tutte le potenziali criticit\u00e0 associate.<br \/>\nPer lo stesso motivo, i prodotti di laboratorio possono essere arricchiti con sostanze \u2013 nutrienti e non \u2013 di vario genere, adeguando il cibo finale alle richieste specifiche del consumatore.<\/p>\n<p>\u00c8 UTILE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI?<br \/>\nNegli ultimi vent&#8217;anni il consumo di carne tradizionale \u00e8 aumentato di oltre il 50% a livello globale: ogni anno vengono macellati circa 50 miliardi di polli, un miliardo e mezzo di maiali, mezzo miliardo di pecore e 300 milioni di mucche. Questi numeri, a causa dell\u2019aumento della popolazione mondiale, sono destinati ad aumentare ulteriormente, con conseguenze negative sul consumo di suolo e sulle emissioni nocive indotte degli allevamenti intensivi. La produzione di carne sintetica, di sicuro, rappresenta in questo senso una possibile soluzione al problema, e pu\u00f2 contribuire alla transizione energetica verso la produzione di alimenti a basso impatto ambientale.<\/p>\n<p>Quali svantaggi ha la carne coltivata in laboratorio?<br \/>\nPer prima cosa, \u00e8 molto difficile potere riprodurre esattamente tutte le caratteristiche organolettiche \u2013 come gusto, odore, consistenza \u2013 della carne tradizionale, anche se con il tempo si potr\u00e0 giungere a un risultato cos\u00ec simile all&#8217;originale da essere sostanzialmente indistinguibile. Un discorso simile vale per i valori nutrizionali: alcuni composti come la vitamina B12 non potranno essere forniti direttamente, ma dovranno essere integrati come elemento a parte. Inoltre, permangono alcuni dubbi sulla salute a lungo termine: pur non essendoci studi scientifici che mettono in luce possibili rischi concreti sul benessere dell\u2019organismo di una dieta particolarmente ricca di carne sintetica, saranno necessarie ulteriori indagini prima di farlo diventare un cibo di utilizzo quotidiano.<\/p>\n<p>Inoltre, la mancanza di tessuti di scarto (come le ossa) pu\u00f2 rappresentare un limite per le applicazioni culinarie, rendendo impossibile la preparazione di cibi che riproducano specifiche parti anatomiche (per esempio le cosce di pollo). Infine, non si pu\u00f2 ignorare il potenziale impatto della carne sintetica sugli allevamenti tradizionali (specialmente non intensivi), grazie a cui oggi avviene la conservazione di razze autoctone e la pulizia delle foreste.<\/p>\n<p>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra carne sintetica e vegetale?<br \/>\nLa carne sintetica deriva da cellule animali, mentre quella vegetale viene prodotta a partire da legumi o altri prodotti di origine vegetale. Nel secondo caso l\u2019obiettivo principale \u00e8 di creare un prodotto ricco di proteine che \u2013 attraverso la combinazione di aromi e altri ingredienti \u2013 ricordi il sapore e la consistenza della carne animale, senza una eccessiva pretesa di somiglianza. Chi segue dieta vegana o vegetariana pu\u00f2 di norma mangiare la carne vegetale, ma non quella sintetica.<\/p>\n<p>QUANTO COSTA UN HAMBURGER SINTETICO?<br \/>\n\u00c8 molto difficile stabilire un prezzo preciso per la carne coltivata in laboratorio, in quanto le variabili in gioco sono davvero numerose: materiale di partenza, costi di manodopera, ingredienti e reagenti associati alla produzione, strumentazione utilizzata per la cottura, eccetera<br \/>\nDi sicuro, il prezzo \u00e8 sceso notevolmente nel corso degli anni ed \u00e8 destinato a continuare a diminuire grazie all\u2019innovazione tecnologia e allo sviluppo di tecniche di produzione sempre pi\u00f9 efficienti ed economiche. Nel 2008 produrre 250 grammi di carne sintetica costava circa 1 milione di dollari, nel 2015 circa 250mila dollari, mentre ora la cifra si aggira su poco pi\u00f9 di una decina di dollari. Un prezzo che, in prospettiva, potrebbe scendere anche al di sotto di quello della carne tradizionale.<br \/>\n*(Gianluca Dotti. Giornalista scientifico. Giornalista scientifico freelance. Su Wired scrive di attualit\u00e0, scienza e bufale. Laureato in fisica e impegnato ..)<\/p>\n<p>09 &#8211; 09 &#8211; Cosa sono legge delega e decreto legislativo. Con la legge delega il parlamento attribuisce al governo la facolt\u00e0 di disciplinare una materia definendo le linee guida generali. L\u2019esecutivo poi delinea le norme di dettaglio con uno o pi\u00f9 decreti legislativi.<br \/>\nNell\u2019ordinamento italiano il governo ha tre strumenti per intervenire nel processo legislativo.<br \/>\n\u2022 Il primo \u00e8 quello dell\u2019iniziativa legislativa, tramite il quale l\u2019esecutivo presenta al parlamento un disegno di legge da approvare tramite procedura ordinaria.<br \/>\n\u2022 Il secondo \u00e8 quello del decreto legge, atto normativo utilizzato in caso di necessit\u00e0 e urgenza, che entra immediatamente in vigore ma necessita della conversione in legge da parte del parlamento entro 60 giorni.<br \/>\nL\u2019ultimo \u00e8 il decreto legislativo. Con questo atto il governo pu\u00f2 autorizzare gli statuti speciali delle regioni, recepire regolamenti e direttive europee oppure normare altre materie seguendo le indicazioni impartite dal parlamento.<br \/>\nGeneralmente si fa ricorso a questo strumento per introdurre norme in settori dall\u2019elevato contenuto tecnico, nell\u2019attivit\u00e0 di delegificazione o per introdurre riforme particolarmente vaste.<br \/>\n\u00c8 il caso, ad esempio, della riforma del fisco.<\/p>\n<p>I DECRETI LEGISLATIVI SERVONO PER: RECEPIRE DIRETTIVE EUROPEE, APPROVARE STATUTI REGIONALI, ATTUARE LE LEGGI DELEGA.<br \/>\nPer permettere al governo di adottare i decreti legislativi, l\u2019articolo 76 della costituzione prevede che le camere attribuiscano all\u2019esecutivo il proprio potere di legiferare. Ci\u00f2 avviene attraverso l\u2019approvazione di una cosiddetta legge delega. Attraverso questa norma il parlamento stabilisce una cornice di principi e criteri ai quali l\u2019esecutivo deve attenersi per disciplinare una determinata materia. Per l\u2019approvazione di questa legge si utilizza la procedura ordinaria.<\/p>\n<p>Tale norma assegna anche un limite di tempo per l\u2019esercizio di questo potere. Solitamente la scadenza \u00e8 di un anno ma nei casi pi\u00f9 complessi si pu\u00f2 andare anche oltre. Successivamente l\u2019esecutivo esercita la delega tramite l\u2019approvazione dei decreti legislativi che devono essere trasmessi al presidente della repubblica per l\u2019emanazione almeno 20 giorni prima della scadenza.<\/p>\n<p>La delega pu\u00f2 contenere anche disposizioni relative alle procedure successive all\u2019entrata in vigore del decreto legislativo. Tali indicazioni generalmente dispongono che le commissioni parlamentari competenti per materia, o altri organi come la conferenza stato-regioni, esprimano un parere sullo schema di decreto. L\u2019esecutivo pu\u00f2 anche non recepire le indicazioni pervenute ma non pu\u00f2 comunque discostarsi dai criteri e dalle scadenze imposte dal parlamento con la delega.<\/p>\n<p>In passato la legge delega era uno strumento poco utilizzato ma pi\u00f9 recentemente i governi hanno iniziato a ricorrere allo strumento in maniera pi\u00f9 frequente.<\/p>\n<p>Analizzando il quadro degli ultimi anni, possiamo osservare che le leggi delega approvate sono state 33 nella XVI legislatura (2008-2013), 42 nella XVII (2013-2018) e 24 nella XVIII (2018-2022). \u00c8 probabile che la flessione registrata negli ultimi anni possa essere in parte attribuibile anche all\u2019emergenza coronavirus. Durante l\u2019esperienza del governo Conte II infatti, quando il parlamento non pot\u00e8 riunirsi per diverse settimane, le deleghe approvate sono state solamente 2. Con la fine della fase pi\u00f9 acuta dell\u2019emergenza per\u00f2 il ricorso allo strumento \u00e8 tornato ad essere significativo. Sotto il governo Draghi infatti ne sono state approvate 15.<\/p>\n<p>Quello dell\u2019esecutivo Draghi \u00e8 il terzo dato pi\u00f9 alto in assoluto. Al primo posto troviamo invece il governo Renzi con 29 leggi delega approvate nel periodo compreso tra il 22 febbraio 2014 e il 12 dicembre 2016. Al secondo posto invece il governo Berlusconi IV con 22 deleghe approvate tra l\u20198 maggio 2008 e il 16 novembre 2011.<\/p>\n<p>NELLE ULTIME LEGISLATURE APPROVATE 99 LEGGI DELEGA<br \/>\nIl dettaglio delle leggi delega approvate in base al governo in carica (2008-2022)<br \/>\n\u00c8 per\u00f2 interessante valutare il peso che le varie deleghe hanno avuto nell\u2019attivit\u00e0 legislativa portata avanti dai diversi governi. Da questo punto di vista al primo posto si trova il governo Gentiloni con 12 deleghe sul totale delle 96 leggi approvate tra il 12 dicembre 2016 e il 1 giugno 2018, pari al 12,5% del totale. Seguono i governi Renzi e Conte I entrambi con valori percentuali superiori all\u201911%. Sopra il 10% anche il gi\u00e0 citato governo Draghi (10,2%).<\/p>\n<p>In questo quadro un dato ancora pi\u00f9 interessante riguarda la percentuale di leggi delega di iniziativa governativa rispetto al totale di quelle di questo tipo. Ci\u00f2 perch\u00e9 in questo caso, nonostante la possibilit\u00e0 di modificare il testo durante la discussione, il ruolo del parlamento diviene ancora pi\u00f9 marginale. Con la maggioranza che tendenzialmente vorr\u00e0 blindare il provvedimento presentato dal proprio esecutivo.<\/p>\n<p>72,7% LE LEGGI DELEGA DI INIZIATIVA GOVERNATIVA RISPETTO AL TOTALE DELLE DELEGHE APPROVATE.<br \/>\nDa questo punto di vista possiamo osservare che ci sono due esecutivi che presentano il 100% di leggi delega di iniziativa governativa. In entrambi i casi per\u00f2 abbiamo numeri piuttosto bassi.<br \/>\n\u2022 Si tratta dei governi Conte II (2 deleghe) e Letta (1).<br \/>\n\u2022 Al terzo posto il governo Berlusconi IV (81,8%).<br \/>\n\u2022 Seguono gli esecutivi Gentiloni (75%) e Draghi (73,3%).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la produzione di decreti legislativi da parte dei governi, il sito del parlamento da la possibilit\u00e0 di valutare il numero di atti emanati in seguito all\u2019approvazione di una legge delega da parte del parlamento.<br \/>\n\u2022 Da questo punto di vista l\u2019esecutivo che ne ha pubblicati di pi\u00f9 durante il suo mandato \u00e8 stato quello di Paolo Gentiloni con 63.<br \/>\n\u2022 Seguono gli esecutivi Renzi (62) e Berlusconi (57).<br \/>\n\u2022 Il governo Gentiloni ha emanato 63 decreti legislativi<br \/>\n\u2022 Se si considerano il numero di decreti legislativi pubblicati dai vari governi a fronte delle deleghe approvate dal parlamento nello stesso periodo, possiamo osservare che il rapporto pi\u00f9 elevato \u00e8 detenuto proprio dall\u2019esecutivo Gentiloni (5,25 Dlgs per ogni delega approvata).<br \/>\n\u2022 Seguono i governi Conte II e Letta (4 a 1) e il Berlusconi IV (2,59).<\/p>\n<p>ANALISI Come abbiamo visto, negli ultimi anni il ricorso a questo strumento, cos\u00ec come a quello del decreto legge, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 frequente. Sebbene questo strumento sia funzionale per legiferare in materie complesse, il suo ricorso crescente \u00e8 un indicatore della progressiva marginalit\u00e0 del parlamento nel processo decisionale.<\/p>\n<p>IL RICORSO ALLA DELEGA IN PARTICOLARE EVIDENZIA ALMENO TRE ASPETTI CRITICI:<br \/>\ni principi e i criteri direttivi contenuti nelle leggi delega approvate dal parlamento sono sempre pi\u00f9 generici e imprecisi, tanto che spesso si parla di \u201cdeleghe in bianco\u201d.<br \/>\nIn questo modo al governo viene lasciato ampio margine di manovra nella specifica definizione della disciplina. A maggior ragione poi quando \u00e8 il governo l\u2019autore del disegno di legge delega;<br \/>\n\u2022 la delega inoltre viene utilizzata sempre pi\u00f9 spesso per disciplinare aspetti non tecnici ma dal grande rilievo politico. Ad esempio, nella XVII legislatura, sono state utilizzate deleghe per la realizzazione delle riforme del mercato del lavoro e della pubblica amministrazione;<br \/>\n\u2022 con l\u2019ampio utilizzo delle deleghe diminuisce la possibilit\u00e0 per l\u2019opposizione di influire sui dettagli della normativa. Il parlamento si esprime infatti a priori e solo in minima parte successivamente con l\u2019espressione dei pareri.<br \/>\n\u2022 In questo modo diviene pi\u00f9 facile per il governo aggirare l\u2019eventuale ostilit\u00e0 delle camere su temi politicamente controversi.<br \/>\nCi\u00f2 pu\u00f2 essere sintomatico della volont\u00e0 dei governi di evitare l\u2019attenzione mediatica che un lungo dibattito nelle camere comporterebbe.<br \/>\n*( FONTE: elaborazione openpolis su dati banca dati di senato e parlamento italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Sandro Iannaccone*: SCIENZA &#8211; IL FUTURO DELLE PIANTE, DALLO SPAZIO ALLA ROBOTICA. ROBOT ISPIRATI ALLE PIANTE E MODELLI BIOLOGICI SEMPRE PI\u00d9 PRECISI: SE NE \u00c8 PARLATO A COLTIVATO, IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELL&#8217;AGRICOLTURA IN CORSO A TORINO.<\/strong><br \/>\nCosa hanno in comune le piante e l\u2019esplorazione dello Spazio? Per quanto sembrino temi apparentemente molto lontani tra loro, a ben guardare un legame c\u2019\u00e8: anzitutto perch\u00e9 in vista di future colonizzazioni di altri mondi sar\u00e0 indispensabile, per la sopravvivenza degli esseri umani, riuscire a creare ecosistemi artificiali efficienti basati sui vegetali; e poi perch\u00e9 lo studio delle piante e dei segreti alla base delle loro capacit\u00e0 sensoriali, di comportamento e di interazione, \u00e8 una fonte di ispirazione per creare nuove tecnologie e nuovi robot, pi\u00f9 efficaci e adattabili ad ambienti diversi. Tra cui quello spaziale, per l\u2019appunto. Di piante, Spazio e futuro \u2013 tra le altre cose \u2013 si \u00e8 parlato a ColtivaTo \u2013 Con i piedi per terra, il Festival internazionale dell\u2019agricoltura in corso a Torino: abbiamo colto l\u2019occasione per farci raccontare direttamente da chi lavora nel settore quali sono le novit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti e le aspettative per il futuro.<\/p>\n<p>UNA QUESTIONE IMPORTANTE<br \/>\n\u201cLe piante sono fondamentali per l\u2019esistenza e per la sopravvivenza degli esseri umani e animali nel mondo \u2013 ha spiegato Stefania de Pascale, professoressa ordinaria di orticoltura e floricoltura (nonch\u00e9, come si definisce, astroagronoma) al Dipartimento di Agraria dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Napoli Federico II \u2013 anzi, di pi\u00f9: esseri umani e mondo vegetale sono legati da una relazione simbiotica. Le piante hanno colonizzato il nostro pianeta molto prima di noi, e si deve al mondo vegetale la profonda modifica dell\u2019ambiente terrestre che ha permesso l\u2019evoluzione di sistemi biologici sempre pi\u00f9 complessi fino ad arrivare agli esseri umani\u201d. E dunque non \u00e8 pensabile di colonizzare altri mondi senza l\u2019ausilio delle piante: \u201cLa possibilit\u00e0 di realizzare missioni spaziali di lungo periodo, la lunga permanenza dell\u2019essere umano a bordo di piattaforme spaziali orbitanti o in colonie spaziali sulla Luna o su Marte \u00e8 legata alla possibilit\u00e0 di creare un ecosistema artificiale in cui le piante svolgeranno un ruolo biologico centrale\u201d. In gergo, questi ecosistemi si chiamano sistemi biorigenerativi di supporto alla vita, e svolgono funzione di rigenerazione ambientale (in particolare di aria e acqua) e di cibo: \u201cLe piante lo fanno benissimo: rigenerano l\u2019aria grazie alla fotosintesi clorofilliana, purificano l\u2019acqua attraverso la traspirazione e producono cibo, riutilizzando tra l\u2019altro gli scarti organici dell\u2019equipaggio\u201d.<\/p>\n<p>LE DIFFICOLT\u00c0 SPAZIALI<br \/>\nIl problema \u00e8 che, ovviamente, un conto \u00e8 coltivare le piante nell\u2019orto di casa, o in una serra, e un altro \u00e8 provare a farlo a bordo della Stazione spaziale internazionale, a 400 chilometri di quota, o addirittura sulle regoliti lunari o marziane. Ed \u00e8 proprio di questo che si occupa il team di de Pascale, che sta ottenendo risultati molto interessanti, illustrati nel suo intervento a ColtivaTo: \u201cDa diverso tempo stiamo cercando di caratterizzare sempre meglio qual \u00e8 la risposta delle piante all\u2019ambiente spaziale. Gli aspetti pi\u00f9 interessanti della nostra ricerca riguardano l\u2019adattamento delle piante alle condizioni di microgravit\u00e0, la loro tolleranza alle radiazioni e la possibilit\u00e0 di usare i cibi che crescono in orbita come integrazione all\u2019alimentazione e un giorno, magari, anche come sostegno alla vita. In collaborazione con Sapienza Universit\u00e0 di Roma, per esempio, abbiamo lanciato a 6mila chilometri di distanza GreenCube, un mini-orto per studiare gli effetti delle radiazioni spaziali sulle piante: i risultati dell\u2019esperimento hanno mostrato che i vegetali sono molto pi\u00f9 resilienti degli animali, ossia in grado di resistere meglio a condizioni estreme\u201d. La ricerca in questo settore, tra l\u2019altro, potrebbe avere ricadute anche sulla Terra: \u201cQuello che apprendiamo studiando come coltivare piante nello Spazio \u2013 conclude de Pascale \u2013 porter\u00e0 ad avere pi\u00f9 spazio per le piante anche sulla Terra: le conoscenze e le tecnologie che accumuleremo potranno infatti essere utilizzate per la coltivazione delle piante in ambienti estremi sulla Terra, come deserti, poli e megalopoli (penso per esempio al vertical farming) e per la messa a punto di soluzioni pi\u00f9 sostenibili per l\u2019agricoltura terrestre\u201d.<\/p>\n<p>IMPARARE DALLE PIANTE<br \/>\nMa non finisce qui. Le piante possono aiutarci anche in un altro modo: alle piante possiamo ispirarci, per esempio, per creare nuove tecnologie. La robotica ispirata alle piante, in particolare, unisce in un contesto multi-disciplinare biologia, ingegneria, scienza dei materiali, informatica, per progettare e sviluppare tecnologie pi\u00f9 efficienti e sostenibili grazie all\u2019utilizzo di modelli di ispirazione naturali, e permette di approfondire allo stesso tempo la conoscenza degli ecosistemi naturali per aiutarci a comprenderli e salvaguardarli. \u201cTempo fa, le piante erano guardate con sospetto da chi si occupava di robotica \u2013 ci ha raccontato Laura Margheri, che \u00e8 intervenuta a ColtivaTo e che lavora al Laboratorio di Bioinspired Soft Robotics dell\u2019Istituto italiano di tecnologia (Iit) coordinato da Barbara Mazzolai \u2013 soprattutto a causa della loro (apparente) immobilit\u00e0. In realt\u00e0 le piante sono tutt\u2019altro che immobili: si muovono per tutta la loro vita, e presentano un range di velocit\u00e0 di movimento molto ampio. Dal movimento \u201clento&#8221; che avviene tramite la crescita delle radici o dei rami, si passa a movimenti rapidissimi come quelli usati da alcune piante carnivore&#8221;. Superato questo iniziale \u201csospetto\u201d, diversi gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno cominciato a guardare alle piante con curiosit\u00e0 sempre crescente, e a considerarle sempre pi\u00f9 seriamente una possibile fonte di ispirazione per i robot. \u201cUno dei primi modelli che \u00e8 stato sviluppato \u00e8 ispirato alle radici, e in particolare alla loro capacit\u00e0 di penetrare nel suolo minimizzando l\u2019energia necessaria a farlo (questo avviene in virt\u00f9 del fatto che le radici crescono dalle punte, e non dalla base) e muovendosi verso i nutrienti \u2013 continua Margheri \u2013 Abbiamo quindi messo a punto un modello di radice robotica in grado di \u201ccrescere\u201d grazie a una stampante 3d; l\u2019abbiamo dotata di sensori con i quali percepisce umidit\u00e0 e nutrienti e \u201csceglie\u201d la direzione in cui crescere. Potr\u00e0 essere utilizzata, per esempio, per il monitoraggio del terreno\u201d. E anche in questo caso torna a fare capolino lo Spazio: \u201cIl concetto e il design di un primissimo prototipo di apice radicale artificiale fu finanziato come progetto di fattibilit\u00e0 dall&#8217;\u2019Agenzia spaziale europea, che era interessata all\u2019idea di inviare radici artificiali su pianeti extraterrestri per creare strutture di ancoraggio utili all\u2019esplorazione\u201d.<br \/>\nNon solo: oltre alle radici, il team del Bioinspired Soft Robotics, coordinato da Barbara Mazzolai, ha realizzato anche una versione robotica delle piante rampicanti, utilizzando sempre la stampa 3d per far \u201ccrescere\u201d il corpo creando delle strutture simili a rami che si librano in aria a seconda degli stimoli che ricevono (per esempio seguendo la luce). Ed \u00e8 anche riuscito a imitare la dinamica della dispersione dei semi: \u201cPer disperdere i semi \u2013 continua Margheri \u2013 le piante usano strategie a costo energetico nullo, affidandosi per esempio al vento, alle variazioni di umidit\u00e0 e agli animali. Abbiamo replicato le strutture dei semi con materiali artificiali e biodegradabili con sensori incorporati: si tratta, sostanzialmente, di sciami di semi-robot che possono essere dispersi nell\u2019ambiente da droni, raccogliere dati (per esempio temperatura, umidit\u00e0, concentrazioni di anidride carbonica e di mercurio) e infine essere \u201cletti\u201d dai droni per il recupero delle informazioni\u201d. Niente male.<br \/>\n*( Sandro Iannaccone \u00b7 Giornalista scientifico \u00b7 Il futuro delle piante, dallo spazio alla robotica \u00b7 La fisica delle bolle di sapone)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; LE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO SUL PNRR NON SONO VEROSIMILI. RICOSTRUITO I PUNTI PRINCIPALI DEI DUE COMUNICATI DEL GOVERNO DIFFUSI NEGLI ULTIMI GIORNI, PER SPIEGARNE LE CONTRADDIZIONI E GLI ASPETTI PI\u00d9 PROBLEMATICI LEGATI ALLA REALIZZAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA.(*)<\/strong><\/p>\n<p>\u2022 Il governo ha annunciato che la commissione europea si prender\u00e0 un altro mese di tempo per valutare l&#8217;operato del nostro paese sul Pnrr nel 2022.<br \/>\n\u2022 3 le scadenze su cui la commissione ha evidenziato criticit\u00e0, relative a: concessioni portuali, teleriscaldamento e piani urbani integrati.<br \/>\n\u2022 Il governo dice che l&#8217;Ue apprezza i progressi ma le scadenze dovevano gi\u00e0 essere completate.<br \/>\n\u2022 Le 3 scadenze sono opera del governo Draghi, ma i dubbi della commissione dipendono da un confronto politico pi\u00f9 ampio col governo Meloni.<br \/>\n\u2022 L&#8217;esecutivo sostiene di non avere il quadro chiaro e completo dello stato di avanzamento del Pnrr.<br \/>\n\u2022 NON \u00c8 VEROSIMILE.<br \/>\nDa qualche giorno \u00e8 al centro del dibattito pubblico un comunicato emanato dal governo riguardante il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nella nota si afferma che la commissione europea ha deciso di prendersi del tempo ulteriore per valutare l\u2019operato del nostro paese riguardo al rispetto delle scadenze del Pnrr per il secondo semestre del 2022. Una verifica da cui dipende l\u2019invio della terza tranche di finanziamento pari a 19 miliardi di euro.<\/p>\n<p>A seguito degli incontri del Ministro per gli Affari europei, del Sud, delle politiche di coesione e PNRR, Raffaele Fitto, con il Commissario europeo per l\u2019Economia, Paolo Gentiloni, e con la task force PNRR della Commissione Ue, \u00e8 stato concordato di prolungare di un mese la fase di assessment per consentire ai servizi della Commissione di completare le attivit\u00e0 tecniche di campionamento e verifica.<\/p>\n<p>\u2013 Nota di palazzo Chigi del 27 marzo 2023<br \/>\nQuesta decisione rappresenta una novit\u00e0 rispetto ai precedenti processi di verifica sul Pnrr italiano e il rischio di una battuta d\u2019arresto. Un prolungamento delle indagini infatti non era stato richiesto nei semestri precedenti, n\u00e9 per la prima rata n\u00e9 per la seconda.<\/p>\n<p>COME L\u2019UE VERIFICA L\u2019ATTUAZIONE DEI PNRR NEGLI STATI MEMBRI.<br \/>\nInoltre, a seguito di queste comunicazioni con Bruxelles, l\u2019esecutivo ha convocato una riunione della cabina di regia. E dal comunicato stampa diffuso dopo l\u2019incontro emergono ulteriori criticit\u00e0. In primis il fatto che il governo dichiara di non avere tuttora un quadro chiaro e completo sull\u2019attuazione del Pnrr. Un\u2019affermazione che per\u00f2 non \u00e8 verosimile.<\/p>\n<p>APPROVAZIONE E ATTUAZIONE DELLE RIFORME, ALLOCAZIONE E AVANZAMENTO DEGLI INVESTIMENTI.<br \/>\nAbbiamo ricostruito punto per punto i passaggi principali dei due comunicati diffusi da palazzo Chigi in questi ultimi giorni, per spiegarne le contraddizioni e gli aspetti pi\u00f9 problematici legati alla realizzazione del piano.<\/p>\n<p>LE SCADENZE SU CUI LA COMMISSIONE EUROPEA AVANZA DEI DUBBI SONO SOLO 3<br \/>\nNella gi\u00e0 citata nota di palazzo Chigi si trova anche una lista delle misure del Pnrr per cui si rendono necessari ulteriori approfondimenti da parte di Bruxelles.<\/p>\n<p>3 SU 55 LE SCADENZE DEL PNRR SU CUI LA COMMISSIONE EUROPEA AVANZA DEI DUBBI SECONDO LA NOTA DEL GOVERNO.<\/p>\n<p>LA PRIMA riguarda la revisione del regolamento per la disciplina delle concessioni portuali. Secondo Bruxelles sarebbe opportuno prevedere una durata massima per le concessioni, mentre il decreto 202\/2022 del ministero delle infrastrutture prevede che questo aspetto sia disciplinato dai bandi di volta in volta pubblicati.<\/p>\n<p>LA SECONDA scadenza su cui Bruxelles avanza dei dubbi riguarda l\u2019aggiudicazione degli appalti pubblici per l\u2019installazione di impianti di teleriscaldamento. Con questa misura si punta allo sviluppo di sistemi basati sulla distribuzione di calore generato da fonti rinnovabili. In questo caso i dubbi di Bruxelles riguardano l\u2019ammissibilit\u00e0 di alcuni degli interventi selezionati. Non viene fornito per\u00f2 nessun dettaglio.<\/p>\n<p>LA COMMISSIONE NON HA RILASCIATO NESSUNA DICHIARAZIONE A SEGUITO DELLA NOTA DELL\u2019ESECUTIVO.<\/p>\n<p>Infine nella nota del governo si fa riferimento alla misura dei piani urbani integrati. Con questo termine si fa riferimento ai progetti di rigenerazione urbana dedicati esclusivamente alle citt\u00e0 metropolitane. Obiettivo primario di questo investimento \u00e8 quello di recuperare spazi urbani gi\u00e0 esistenti allo scopo di migliorare la qualit\u00e0 della vita promuovendo processi di partecipazione sociale e imprenditoriale. Con particolare attenzione agli aspetti ambientali. Anche in questo caso la contestazione riguarda i progetti selezionati. In particolare lo stadio Artemio Franchi di Firenze e il \u201cBosco dello sport\u201d di Venezia. Progetti che in effetti hanno ben poco a che fare con gli obiettivi appena descritti.<\/p>\n<p>IL PNRR E IL RECUPERO DELLE PERIFERIE URBANE.<br \/>\nSECONDO IL GOVERNO LA COMMISSIONE EUROPEA STA APPREZZANDO I PROGRESSI SUL PNRR<br \/>\nNella nota del 27 marzo il governo italiano afferma che la commissione europea starebbe apprezzando i progressi realizzati nel conseguimento degli obiettivi Pnrr previsti per il secondo semestre del 2022.<\/p>\n<p>La Commissione ha altres\u00ec sottolineato il proprio apprezzamento per tutte le azioni intraprese dal Governo, che hanno gi\u00e0 consentito di attestare significativi progressi verso il positivo raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi fissati alla data sopracitata.<\/p>\n<p>Questa per\u00f2 sembra essere pi\u00f9 una frase di circostanza che non un reale apprezzamento. Non \u00e8 chiaro infatti a quali progressi si faccia riferimento dato che a questo punto tutte le scadenze legate al 2022 avrebbero gi\u00e0 dovuto essere chiuse senza ritardi. Come del resto annunciato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni in occasione dei 100 giorni del suo governo.<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 GLI ANNUNCI DI MELONI SUL PNRR SONO INESATTI.<br \/>\nRibadiamo inoltre che, come abbiamo spiegato in questo articolo, sono diverse le scadenze per cui ancora oggi, in base alle informazioni disponibili, non possiamo stabilire con certezza l\u2019effettivo completamento. Per non parlare dello stallo che abbiamo rilevato rispetto al completamento degli interventi previsti per fine marzo 2023.<\/p>\n<p>IL GOVERNO SOTTOLINEA CHE LE SCADENZE SOTTO OSSERVAZIONE SONO OPERA DEL GOVERNO DRAGHI<br \/>\nNella sua nota il governo sottolinea che le obiezioni della commissione riguardano interventi portati a termine dal precedente esecutivo guidato da Mario Draghi. Se da un lato questo \u00e8 certamente vero, dall\u2019altro non possiamo separare il parere della commissione su quelle scadenze dal contesto politico in cui si inserisce. La verifica di Bruxelles sull\u2019operato italiano infatti si accompagna a una fase di confronto e trattative anche su altre tematiche. In primis la proposta di revisione del piano e l\u2019integrazione in agenda del RepowerEu che, come abbiamo raccontato in un articolo precedente, l\u2019Italia dovrebbe inviare alla commissione entro il 30 aprile.<\/p>\n<p>LE CONTESTAZIONI DELLA COMMISSIONE VANNO LETTE ANCHE ALLA LUCE DELL\u2019ATTUALE SITUAZIONE POLITICA.<br \/>\nMa i temi in discussione vanno anche oltre il Pnrr. Come nel caso dell\u2019approvazione del Mes (meccanismo europeo di stabilit\u00e0) che il governo per ora non intende votare. Tanto che l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico tra gli stati membri a non averlo ancora ratificato. All\u2019esecutivo la commissione sta inoltre chiedendo da tempo di intervenire sulle concessioni ai balneari, prorogate senza l\u2019apertura di una selezione pubblica tra i potenziali candidati. Una grave mancanza che dal 2020 \u00e8 stata attestata con una procedura di infrazione ancora pendente.<br \/>\nOltre alle questioni appena viste occorre comunque sottolineare anche una dinamica politica non indifferente in questo quadro. Si tratta del rapporto consolidato, di fiducia, che legava la commissione europea al precedente governo Draghi. Rapporto che potrebbe aver contribuito in passato a valutazioni pi\u00f9 indulgenti sull\u2019operato del nostro paese. Un atteggiamento che, almeno in questa fase, non sembra trovare conferma con l\u2019esecutivo a guida Meloni. Ci\u00f2 non toglie che l\u2019attuale governo sia in carica da 5 mesi. Il che lo rende almeno ugualmente responsabile delle criticit\u00e0 che continuiamo a ribadire sul Pnrr. Dalla totale assenza di un quadro completo sulla realizzazione del piano, alle gravi mancanze in termini di trasparenza.<\/p>\n<p>FITTO HA INVITATO I MINISTRI A EFFETTUARE \u201cIN TEMPI RAPIDI UN\u2019ANALISI NETTA E CHIARA DI TUTTE LE CRITICIT\u00c0 RELATIVE AI PROGETTI DI COMPETENZA DI CIASCUN MINISTERO ELABORANDO DELLE PROPOSTE D\u2019AZIONE CONCRETE\u201d.<br \/>\nA SEGUITO DELLE COMUNICAZIONI RICEVUTE DALLA COMMISSIONE, IL GOVERNO HA CONVOCATO UNA RIUNIONE DELLA CABINA DI REGIA SUL PNRR. L\u2019OBIETTIVO DICHIARATO DAL MINISTRO FITTO \u00c8 QUELLO DI AVERE UNA FOTOGRAFIA PRECISA DELLO STATO DI AVANZAMENTO DI TUTTI GLI INTERVENTI IN PROGRAMMA. SIA LE SCADENZE CHE I PROGETTI CONCRETI.<\/p>\n<p>IL GOVERNO NON HA ANCORA PUBBLICATO LA RELAZIONE SULLO STATO DI AVANZAMENTO DEL PNRR.<br \/>\nQueste dichiarazioni sollevano non poche perplessit\u00e0. Va infatti ricordato che il governo di recente ha approvato un decreto legge con cui ha inteso modificare radicalmente la governance del Pnrr. Per non parlare della proposta di revisione e di integrazione in agenda del RepowerEu, su cui l\u2019esecutivo dovrebbe essere gi\u00e0 al lavoro. E della relazione sullo stato di attuazione del Pnrr, attesa da dicembre. Viene da chiedersi dunque su quali basi stiano realizzando questi passaggi. Dato che Fitto sostiene che il governo non abbia un quadro chiaro delle criticit\u00e0 legate agli interventi realizzati o da realizzare.<\/p>\n<p>MODIFICARE LA GOVERNANCE DEL PNRR PU\u00d2 RITARDARE L\u2019ATTUAZIONE DEL PIANO.<br \/>\nNon possiamo considerare tutto ci\u00f2 verosimile. Infatti lo scorso 28 marzo la corte dei conti ha presentato un\u2019approfondita analisi su progetti, risorse spese, soggetti coinvolti e altre informazioni fondamentali sull\u2019attuazione del piano. Si tratta di informazioni contenute nella banca dati della piattaforma Regis, operativa da luglio ma che non \u00e8 accessibile per i cittadini. Proprio quei dati che chiediamo da tempo e che il governo sostiene di non avere. Tanto che alla nostra ultima richiesta di accesso agli atti (Foia) ha risposto che \u201ci dati al momento disponibili sono gi\u00e0 pubblicati sul portale Italia Domani\u201d. Informazioni del tutto insufficienti e aggiornate al 31 dicembre 2021.<\/p>\n<p>IL NOSTRO OSSERVATORIO SUL PNRR<br \/>\nQuesto articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni luned\u00ec pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilit\u00e0 di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.<br \/>\n*(Fonte: OpenPolis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; La Marca (Pd)*: interroga il governo sulla ratifica del CETA e sul voto alle europee degli italiani extra UE. 02 &#8211; Giuseppe Masala*: <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=41395\" title=\"n\u00b013 \u2013 1\/04\/23: RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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