{"id":40881,"date":"2023-01-27T17:02:30","date_gmt":"2023-01-27T17:02:30","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40881"},"modified":"2023-01-27T19:09:35","modified_gmt":"2023-01-27T19:09:35","slug":"n-04-29-gennaio-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40881","title":{"rendered":"n\u00b0 04 &#8211; 29\/01\/23. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>00 &#8211; Francesco Erbani*: Lo sterminio nazista nel diario ritrovato di Carla Simons.<\/strong><br \/>\n<strong>01 \u2013Nicola Gratteri*: \u201cLa riforma di Nordio \u00e8 un regalo alle mafie\u201d. L\u2019arresto di Matteo Messina Denaro segna, per qualcuno, la fine di Cosa Nostra. Non la pensa cos\u00ec il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: Si \u00e8 tenuto venerd\u00ec 20 gennaio presso Villa Taverna, Residenza ufficiale dell\u2019Ambasciatore degli Stati Uniti d\u2019America in Italia, l\u2019incontro tra la Senatrice Francesca La Marca, eletta nella circoscrizione estero, ripartizione America Settentrionale e Centrale, e Shawn Crowley ambasciatore degli USA.<\/strong><br \/>\n<strong>03 -, Car\u00e8(Pd)* Estero: incontro con Tim Ayres Vice Ministro per il Commercio e l\u2019Industria per promuovere imprese italiane.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: reciproco riconoscimento patenti italia-qu\u00e9bec. La Marca (pd) presenta un\u2019interrogazione<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Stefania Cella*: Svelata la dichiarazione dei redditi dei Ministri italiani: ecco quanto guadagnano davvero. Qual \u00e8 la classifica dei redditi percepiti dai ministri italiani? La ministra Casellati \u00e8 in testa, con un reddito maggiore di Meloni.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Pierre Haski*: Tra Parigi e Berlino serve pi\u00f9 di un dialogo simbolico. Se i simboli fossero sufficienti per regolare i rapporti internazionali, oggi Francia e Germania sarebbero in totale accordo.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Vincenzo Giardina*: Quando la politica italiana era dalla parte degli oppressi. Negli anni sessanta e settanta del novecento, l\u2019Africa e la lotta anticolonialista erano al centro del panorama politico. E la resistenza era un modello per gli indipendentisti africani. Un\u2019alleanza che sarebbe da recuperare.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Massimo Villone*: raccogliamo le firme. Lo specchietto della legge Calderoli e il vero pericolo. Qualche domanda per capire meglio cosa comporter\u00e0 la &#8220;legge Calderoli&#8221; che presto arriver\u00e0 in consiglio dei ministro<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Irene Doda*:Questione di responsabilit\u00e0. C\u2019\u00e8 una regola, una clausola di una legge degli Stati Uniti, che ha plasmato in modo radicale il modo in cui concepiamo internet: la Sezione 230 del Communications Decency Act, approvata dal Congresso nel 1996. La Sezione 230 garantisce una sorta di immunit\u00e0 legale per i servizi online &#8211; siti o piattaforme &#8211; rispetto ai contenuti postati su di essi dagli utenti<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Stefania Cella*: Sanit\u00e0, in Italia siamo senza servizi e senza dottori.<\/strong><br \/>\n<strong>11 \u2013 Roberto Peciola*: ALIAS. Gli Ultrasuonati. FOLK Ricerca estetica Tenere fede alla propria estetica che \u00e8 fatta di memoria e di ricerca, di fonti cui continuare ad abbeverarsi e di nuove sorgenti \u00e8 impresa quasi memorabile. [\u2026]<\/strong><br \/>\n<strong>12 &#8211; Rana Foroohar*: Come superare i limiti dell\u2019automazione. Quando gli esseri umani competono con le macchine, i salari si abbassano e i posti di lavoro spariscono.<\/strong><br \/>\n<strong>13 &#8211; Alessandro Calvi*: L\u2019inutile battaglia ideologica sulla giustizia della destra italiana. Il ministro Carlo Nordio ha invitato il parlamento a non avere un atteggiamento sottomesso rispetto ai magistrati, aprendo un nuovo scontro tra politica e magistratura<\/strong><br \/>\n<strong>14 &#8211; Intanto nel mondo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 &#8211; Francesco Erbani*: LO STERMINIO NAZISTA NEL DIARIO RITROVATO DI CARLA SIMONS.<\/strong><br \/>\nLA LUCE DANZA IRREQUIETA RACCONTA L\u2019INESORABILE DISCESA VERSO LA TRAGEDIA DI UNA DONNA CHE, FINCH\u00c9 LE \u00c8 POSSIBILE, CERCA IN OGNI ANGOLO DELLA SUA GIORNATA E DI QUEL MONDO CHE VA IN PEZZI QUALCOSA CHE LA TENGA VIVA.<br \/>\nAncora nel giugno 1942, mentre nella sua Amsterdam la Gestapo setaccia i quartieri abitati da ebrei, Carla Simons, 39 anni, scrittrice e traduttrice, compagna dell\u2019italiano Romano Guarnieri, annota nelle pagine del diario: \u201cHedda mi ha detto: \u2018Mai dimenticare quello che ci hanno fatto, mai perdonare\u2019. Ma io non voglio, come potrei continuare a vivere con un costante senso di vendetta e di collera? \u00c8 per questo che ho letto Dostoevskij?\u201d.<\/p>\n<p>Il diario di Simons, poco pi\u00f9 di un centinaio di pagine (ora pubblicato dalle Edizioni di Storia e Letteratura con il titolo La luce danza irrequieta, a cura di Francesca Barresi, che insieme a Lisa Visani Bianchini l\u2019ha anche tradotto dall\u2019olandese), racconta l\u2019inesorabile discesa verso la tragedia di una donna che, finch\u00e9 le \u00e8 possibile, cerca in ogni angolo della sua giornata e di quel mondo che va in pezzi qualcosa che la tenga viva, sia essa la musica o la lettura, siano i boccioli di lill\u00e0 che annunciano la primavera, sia, appunto, il desiderio di mantenere intatta la propria umanit\u00e0, mentre fuori avanza lo sterminio. \u201cA volte il sentimento della vita mi inonda con tale intensit\u00e0 che quasi penso di soccombere a esso\u201d, scrive nel marzo 1942, e sembra si stia rispecchiando nella stessa potente vitalit\u00e0 di un\u2019altra ebrea olandese, Etty Hillesum, anche lei autrice di un celebre Diario.<br \/>\nCarla Simons, cittadina olandese di famiglia ebraica, viene arrestata il 3 agosto 1943. Ma grazie ai rapporti che Guarnieri ha intessuto con i diplomatici italiani, viene liberata il giorno successivo. Il piano prevede che lei possa trasferirsi in Italia. Un mese dopo, per\u00f2, la Gestapo la preleva di nuovo. L\u2019ordine di cattura reca la firma personale di Adolf Eichmann, il principale stratega dello sterminio, condannato a morte in Israele nel 1962. Simons muore ad Auschwitz il 19 novembre 1943.<\/p>\n<p>DUE DONNE SIMILI<br \/>\nIl diario di Simons era inedito in Italia. Nel 1945 una copia giunge alla Contact, la casa editrice di Amsterdam che avrebbe poi pubblicato il Diario di Anne Frank. Nonostante fosse nei programmi, per\u00f2, il testo di Simons non vide mai la luce. La prima edizione arriva nel 2014, \u00e8 in lingua olandese ed \u00e8 patrocinata da eredi dei Simons trasferiti negli Stati Uniti. Un\u2019altra copia viene rinvenuta fra le carte di Romana Guarnieri, figlia del primo matrimonio di Romano Guarnieri, custodite presso l\u2019istituto Veritatis Splendor della fondazione Lercaro di Bologna. \u00c8 presumibile che Romana Guarnieri sia entrata in possesso del diario dopo la morte di suo padre, nel 1955, ma, aggiunge Francesca Barresi, \u201cl\u2019ha letto solo un mese di prima di morire, nel dicembre del 2004, ha appuntato alcune note e su un post-it ha aggiunto: \u2018Bellissimo! Da pubblicare anche in Italia\u2019\u201d.<br \/>\nCarla e Romana sono due donne simili, a loro modo, per l\u2019intensa cultura e la spiritualit\u00e0. Le vicende familiari, oltre al sanguinario novecento, le hanno divise, salvo poi, alla fine, ricongiungerle. Guarnieri \u00e8 figura di primo piano della cultura cattolica. Storica dell\u2019et\u00e0 medievale, studiosa di letteratura olandese, \u00e8 stata la principale collaboratrice di don Giuseppe De Luca, il sacerdote che ha relazioni con Benedetto Croce e Giovanni Papini, e, dopo la guerra, con Alcide De Gasperi e con i comunisti Palmiro Togliatti e Franco Rodano. De Luca \u00e8 fondatore dell\u2019Archivio italiano per la storia della piet\u00e0, di cui Guarnieri diventa direttrice dal 1962, alla morte del sacerdote. Nel 1941 Guarnieri collabora alla nascita delle Edizioni di storia e letteratura, promossa sempre da don Giuseppe De Luca.<br \/>\nNon \u00e8 stato semplice per Romana Guarnieri, racconta Barresi, affrontare la lettura del diario scritto dalla donna che era stata compagna del padre dopo la separazione da sua madre, la pittrice olandese Iete van Beuge. Romano Guarnieri, classe 1883, personalit\u00e0 effervescente, prima nazionalista e futurista, poi pacifista, giunge in Olanda nel 1907 e successivamente vi si stabilisce, sposa Iete e prende a insegnare letteratura italiana in diverse universit\u00e0. Naufragato il matrimonio, conosce Carla, sua allieva pi\u00f9 giovane di vent\u2019anni e nel 1927 comincia la loro convivenza. Romana, intanto, ha seguito in Italia la madre, che sposa l\u2019architetto Gaetano Minnucci.<br \/>\nCarla ha all\u2019attivo un romanzo, Voorspel (Preludio), pubblicato nel 1926 e altri ne seguiranno, oltre a libri per bambini e alla traduzione dall\u2019inglese e dall\u2019italiano. Due anni dopo la morte, nel 1945, uscir\u00e0 la sua versione olandese di Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro. Durante gli anni trenta Carla e Romano compiono molti viaggi in Italia, raggiungono Venezia, Perugia, la costiera amalfitana. Carla approfondisce la conoscenza della lingua, legge e rilegge Dante (che citer\u00e0 pi\u00f9 volte nel diario), visita chiese e musei.<br \/>\nRomano Guarnieri ha avuto simpatie fasciste, ma dalla guerra in Etiopia e dopo le leggi razziste del 1938 matura l\u2019opposizione al regime. Nei Paesi Bassi conserva per\u00f2 buoni rapporti con gli ambienti della diplomazia italiana, che sfrutter\u00e0 anche durante l\u2019occupazione del paese da parte delle truppe naziste fino a ottenere, anche se solo per un giorno, la liberazione di Carla. Ma \u2013 \u00e8 questa l\u2019ipotesi avanzata da Francesca Barresi \u2013 nell\u2019agosto 1943 a Roma \u00e8 appena caduto il fascismo, Mussolini \u00e8 stato arrestato e la labile forma di immunit\u00e0 viene meno di fronte alla feroce volont\u00e0 di Eichmann in persona. Romano Guarnieri, aggiunge Barresi, avr\u00e0 la conferma che Carla Simons \u00e8 morta nel lager solo nel 1946.<\/p>\n<p>LA DERIVA \u00c8 INARRESTABILE<br \/>\nIl diario di Carla Simons copre il periodo dal gennaio 1942 al maggio 1943. Mette insieme riflessioni e cronache in forma quasi di aforisma, sono pensieri slegati fra loro, eppure la scrittura tende alla compiutezza. Carla scrive per s\u00e9, ma anche per essere letta, sebbene lentamente percepisca che ci\u00f2 avverr\u00e0 dopo la sua morte. Ancora nei primi mesi del 1942 la sorregge il nutrimento di una sonata di Franz Schubert eseguita al piano da Imre Ungar, musicista ungherese non vedente. O la mano che allunga verso il ramo di una mimosa per toccare \u201cla vita che esitante comincia a gonfiarsi\u201d. Fuori ululano le sirene, si scatena la contraerea, ma \u201cci\u00f2 che prima si traduceva armoniosamente solo in un\u2019immagine plastica di parole\u201d, fossero la Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach o una pagina di Dostoevskij, \u201cora smuove gli assi pi\u00f9 profondi di noi stessi\u201d.<br \/>\nI segni dello sterminio che avanza si moltiplicano. Sono l\u2019arpa di Rosa Spier abbandonata sul palco, \u201cun oggetto in attesa, che chiede di essere suonato\u201d. Ma la musicista \u00e8 stata appena licenziata dal Concertgebouw di Amsterdam, come tutti i suoi colleghi ebrei. Sono le parole del bambino che chiede alla nonna se i tavolini del bar sotto un ombrellone colorato sono vietati agli ebrei. Sono le sfilate di soldati tedeschi \u201cscattanti nelle loro grigie uniformi, nell\u2019orrenda regolarit\u00e0 meccanica del passo, del movimento delle braccia\u201d. Ai quali Simons continua a opporre, sebbene rabbiosamente, la propria umanit\u00e0: \u201cPenso: io sono mille volte pi\u00f9 libera. Nonostante la mia stella gialla\u201d.<br \/>\nCi sono per\u00f2 i signori Klein, che abitano al piano di sopra, e che sono preoccupati per le proprie cose, per la bicicletta che \u00e8 sparita. Annota Carla Simons: \u201cMa tra le migliaia di persone che giacciono a marcire l\u2019una sull\u2019altra, chi andrebbe alla ricerca di quella che gli appartiene?\u201d. Tutto sembra precipitare. \u201cUn altro periodo di orrore, arresti, retate, follia, suicidi\u201d. Dalle finestre si sente gridare: \u201cPortano via gli ebrei\u201d. \u201cOra ogni sera vedo quegli sfortunati partire, con la valigia e il fagotto, con un bambino per mano o in braccio\u201d (settembre 1942). Eppure basta che Imre Ungar suoni l\u2019Hammerklavier di Ludwig van Beethoven, per sentire su di s\u00e9 \u201cuna tempesta primordiale\u201d.<br \/>\nLa deriva \u00e8 inarrestabile. A dicembre \u201csono soprattutto i malati e i disabili a essere presi di mira\u201d. Carla Simons sente di doversi preparare, che occorre \u201cpensare al viaggio che potrebbe iniziare ogni giorno, non verso la Polonia, ma molto pi\u00f9 lontano o forse pi\u00f9 vicino\u201d. \u201cLa fine dev\u2019essere all\u2019orizzonte: tutti i sintomi lo indicano\u201d. Ma un barlume di quotidiana serenit\u00e0 ancora sopravvive: \u201cL\u2019aria \u00e8 cos\u00ec mite oggi. Gli uccelli gi\u00e0 iniziano a cantare\u201d.<br \/>\nIl diario si chiude nel maggio 1943. L\u2019ultima annotazione \u00e8 dal Vangelo di Luca: \u201cEd Egli si separ\u00f2 da loro a circa un tiro di sasso, si inginocchi\u00f2 e preg\u00f2, dicendo: \u2018Padre, se vuoi, allontana da me questo calice, tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volont\u00e0\u2019\u201d.<br \/>\n*( Francesco Erbani, giornalista e pubblicista, lavora nella redazione culturale di Repubblica. Nel 2003 ha vinto il Premio Internazionale di Giornalismo civile. Si occupa da anni di inchieste legate ai casi pi\u00f9 eclatanti di degrado urbanistico e ambientale sul territorio italiano.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 \u2013Nicola Gratteri*: \u201cLA RIFORMA DI NORDIO \u00c8 UN REGALO ALLE MAFIE\u201d. L\u2019ARRESTO DI MATTEO MESSINA DENARO SEGNA, PER QUALCUNO, LA FINE DI COSA NOSTRA. NON LA PENSA COS\u00cc IL PROCURATORE DI CATANZARO, NICOLA GRATTERI.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNO. LE MAFIE MUTANO CON IL MUTARE SOCIALE. LA CATTURA DI MESSINA DENARO \u00c8 UN EPISODIO NELLA STORIA D\u2019ITALIA, NON \u00c8 LA FINE DI COSA NOSTRA, NON \u00c8 LA FINE DELLE MAFIE. NEGLI ULTIMI DECENNI ABBIAMO GI\u00c0 VISTO CHE LE MAFIE SPARANO SEMPRE MENO E SONO SEMPRE PI\u00d9 INTERESSATE AGLI AFFARI. HANNO DUNQUE SEMPRE PI\u00d9 BISOGNO DI PROFESSIONISTI PER INVESTIRE E PER RICICLARE, HANNO BISOGNO DEI COLLETTI BIANCHI. \u00c8 PER QUESTO CHE LA POSSIBILIT\u00c0 DI SVOLGERE INTERCETTAZIONI PER I REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON DEVE ESSERE LIMITATA: SAREBBE UN GRANDE REGALO ALLE MAFIE\u201d.<\/p>\n<p>EPPURE IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CARLO NORDIO, CONTINUA A INTERVENIRE SUL TEMA E IERI HA DETTO CHE SULLE INTERCETTAZIONI \u00c8 NECESSARIA \u201cUNA RIVOLUZIONE COPERNICANA\u201d.<br \/>\nSar\u00e0 un grande errore storico, e ce ne accorgeremo solo in futuro, come tanti si sono accorti solo ora dei guasti della legge Cartabia. Quando un anno fa li segnalavamo io e pochi altri, tutti zitti. Cos\u00ec anche le riforme sulle intercettazioni saranno solo un regalo alle mafie. Il ministro ha detto anche che costano troppo: non \u00e8 vero, i costi negli ultimi anni sono stati abbattuti, ma se Nordio lo pensa, perch\u00e9 non l\u2019ha detto il 15 dicembre scorso, quando lo stesso ministro ha approvato il tariffario delle intercettazioni con i massimi di spesa previsti, elaborato da una commissione di cui tra gli altri facevo parte anch\u2019io?<\/p>\n<p>Il ministro Nordio, nelle sue molte esternazioni, ha ripetuto anche che le carceri sono la sua priorit\u00e0: \u201cLe mie prime due uscite chiamiamole pastorali sono state fatte nelle carceri\u201d, ha affermato, \u201cproprio per dimostrare la nostra assoluta sensibilit\u00e0 su questo tema\u201d. Poi per\u00f2 ha smentito se stesso, accettando senza batter ciglio il taglio dei fondi per le carceri e dicendo: \u201cIl taglio lineare non era trattabile. \u00c8 una scelta politica che io ovviamente condivido\u201d.<\/p>\n<p>CHE COSA DEVO DIRE? NE PRENDO ATTO.<br \/>\nLei ripete spesso che c\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di costruire nuove carceri. Con i tagli annunciati non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile.<br \/>\nLo dico da anni: non perch\u00e9 la mia aspirazione sia quella di riempire le carceri: sarei contentissimo di vivere in un Paese dove nessuno pi\u00f9 commette reati. Ma penso che solo con nuovi spazi i detenuti avrebbero una detenzione pi\u00f9 dignitosa, che \u00e8 la prima cosa necessaria per rendere rieducativa la pena, unitamente alla possibilit\u00e0 per tutti di lavorare. Bisognerebbe investire nell\u2019edilizia carceraria e nell\u2019assunzione di personale. Ma con i tagli alla Giustizia la vedo difficile.<\/p>\n<p>NORDIO HA PROPOSTO DI UTILIZZARE LE VECCHIE CASERME PER LA DETENZIONE DEI SOGGETTI CHE HANNO COMMESSO REATI MINORI, CERCANDO COS\u00cc DI RIDURRE IL SOVRAFFOLLAMENTO. CONDIVIDE?<br \/>\nPu\u00f2 essere un\u2019idea. Ma vede, e lo dico per esperienza vissuta, anche ristrutturare un edificio non \u00e8 una cosa semplice, e neanche poco dispendiosa, se non si sta molto attenti.<\/p>\n<p>\u00c8 VERO, COME DICONO ALCUNI, CHE \u00c8 DIVENTATO CRITICO NEI CONFRONTI DI QUESTO GOVERNO SOLO DOPO CHE DA QUESTO GOVERNO NON HA AVUTO INCARICHI?<br \/>\nNo, assolutamente. Primo perch\u00e9 non ho mai chiesto niente a nessuno e nessuno mi ha mai contattato per offrirmi alcunch\u00e9: il mio nome \u00e8 circolato come circola oramai ogni volta che si deve fare una nomina di qualsiasi tipo, e a farlo circolare sono soprattutto quelli che non mi vogliono. Poi, se si vanno a ripercorrere tutti i miei interventi, io non ho pregiudizi nei confronti di nessuno. Ascolto e poi faccio le mie considerazioni. L\u2019ho fatto con tutti i governi e con tutti i ministri. Il presidente del Consiglio attuale quando si \u00e8 insediato ha indicato la lotta alla criminalit\u00e0 come uno dei suoi obiettivi. Mi sembrava un buon segno. Invece sono state solo parole, perch\u00e9 poi quello che ora vedo in programma \u00e8 uno sfacelo, una tragedia, che si va a sommare allo sfacelo gi\u00e0 in atto a causa della riforma Cartabia.<\/p>\n<p>CHE COSA SI DOVEVA INVECE FARE?<br \/>\nPrima di tutto cambiamenti radicali alla riforma Cartabia, anche considerato il fatto che Fratelli d\u2019Italia non l\u2019ha votata.<br \/>\n*( Intervista dal Fatto Quotidiano in edicola del 24 gennaio 2023 &#8211; Nicola Gratteri \u00e8 un magistrato e saggista italiano, dal 21 aprile 2016 Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: SI \u00c8 TENUTO VENERD\u00cc 20 GENNAIO PRESSO VILLA TAVERNA, RESIDENZA UFFICIALE DELL\u2019AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI D\u2019AMERICA IN ITALIA, L\u2019INCONTRO TRA LA SENATRICE FRANCESCA LA MARCA, ELETTA NELLA CIRCOSCRIZIONE ESTERO, RIPARTIZIONE AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE, E SHAWN CROWLEY AMBASCIATORE DEGLI USA.<\/strong><br \/>\nALL\u2019INCONTRO ERANO PRESENTI ANCHE L\u2019ON. CHRISTIAN DI SANZO E LUKE REYNOLDS, FUNZIONARIO POLITICO DELL\u2019AMBASCIATA DEGLI STATI UNITI.<\/p>\n<p>\u00abSi \u00e8 trattato di un incontro cordiale e molto fruttuoso \u2013 commenta la Senatrice La Marca \u2013 nel quale \u00e8 stato possibile fare il punto delle solide e positive relazioni tra Italia e Stati Uniti d\u2019America. Relazioni non solo economiche ma anche sociali, accademiche e culturali che vanno senza dubbio rafforzate. Basti pensare \u2013 sottolinea la Senatrice \u2013 che nel solo 2022 sono stati 6 milioni i turisti statunitensi che hanno visitato l\u2019Italia (2,2 milioni nella capitale e nel solo periodo estivo) ed in Italia, attualmente, vi risiedono tra i 35 e i 37mila studenti statunitensi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019incontro \u2013 specifica la Senatrice La Marca \u2013 \u00e8 stato da me richiesto per portare all\u2019attenzione del pi\u00f9 alto funzionario statunitense in Italia alcune problematiche che riguardano i nostri connazionali che vivono negli Stati Uniti D\u2019America. Una comunit\u00e0 formata da quasi 330mila persone e che, nel solo 2021, \u00e8 cresciuta di 3.156 unit\u00e0. Un collettivo, dunque, costantemente in crescita e capace di dare un contributo determinante e positivo alle relazioni tra i due paesi<\/p>\n<p>\u00abLa prima tematica di cui ho parlato all&#8217;Ambasciatore Crowley \u2013 sottolinea La Marca \u2013 \u00e8 stata quella dell\u2019accordo in materia di sicurezza sociale, stipulato negli anni \u201970, e in vigore dal 1986. Un accordo che necessit\u00e0 di un aggiornamento urgente per potervi includere le diverse nuove figure professionali che da allora sono emerse\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl secondo punto \u2013 prosegue La Marca \u2013 riguarda il reciproco riconoscimento delle patenti di guida. Purtroppo, ancora oggi, in molti altri Stati americani vi sono limitazioni temporali all\u2019uso della nostra patente e in altri \u00e8 invece richiesta la patente internazionale. Pur trattandosi di una tematica gestita dai singoli stati americani ho sollecitato l&#8217;Ambasciatore Crowley affinch\u00e9 porti il tema all\u2019attenzione delle pi\u00f9 alte autorit\u00e0 statunitensi in materia. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di giungere al riconoscimento mutuo delle patenti di guida, valido tanto per gli italiani in USA come per gli statunitensi in Italia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl terzo, ma non meno importante, aspetto sottolineato durante l\u2019incontro \u2013 specifica la Senatrice La Marca \u2013 \u00e8 stato quello delle criticit\u00e0 connesse all\u2019erogazione delle pensioni ai nostri connazionali residenti in USA. Negli ultimi mesi diversi di loro mi hanno scritto per segnalare problemi e criticit\u00e0 di tipo burocratico-amministrativo sulle quali \u00e8 competente il centro INPS di Palermo. Ho dunque sollecitato \u2013 conclude La Marca \u2013 l&#8217;Ambasciatore Crowley ad interfacciarsi con la nostra Ambasciatrice negli Stati Uniti D\u2019America, Mariangela Zappia, per discutere di tutte queste problematiche che impattano negativamente sulla vita dei nostri connazionali negli Stati Uniti d\u2019America\u00bb.<br \/>\n\u00abQuesto incontro \u2013 prosegue la Senatrice La Marca \u2013 rappresenta un punto di partenza per un dialogo che auspico continuer\u00e0 nei prossimi mesi. Un dialogo \u2013 conclude la Senatrice \u2013 necessario tanto per rafforzare le relazioni bilaterali come per migliorare la qualit\u00e0 della vita dei nostri connazionali negli Stati Uniti\u00bb.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; SENATO DELLA REPUBBLICA &#8211; Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 -, Car\u00e8(Pd)* Estero: incontro con Tim Ayres Vice Ministro per il Commercio e l\u2019Industria per promuovere imprese italiane.<\/strong><br \/>\nRoma 24 Gen.-&#8221; Ho incontrato S.E. Sig.ra Margaret Twomey Ambasciatore d\u2019Australia in occasione della visita a Roma del Senatore Tim Ayres Vice Ministro per il Commercio e l\u2019Industria nel Governo del Primo Ministro Anthony Albanese. &#8220;Ho chiesto al Viceministro di intensificare i rapporti di collaborazione tra Italia e Australia in vista dell&#8217;accordo commerciale globale con l&#8217;Unione Europea per abrogare gli ostacoli agli scambi cos\u00ec da semplificare ed incentivare la liberalizzazione dei mercati, che sia l&#8217;Australia che l&#8217;UE si sono impegnate a concludere. Dobbiamo lavorare in sinergia per supportare la presenza di oltre un milione di italo-discendenti ben integrati. Il nostro incontro ha messo in evidenza l\u2019importanza di scambio di conoscenze per affermare il ruolo delle imprese italiane e l&#8217;importanza del made in Italy. La nostra interlocuzione continuer\u00e0 e verr\u00e0 approfondita da scambi di know how.&#8221; Cosi Nicola Car\u00e8, deputato del Pd eletto all&#8217;estero.<br \/>\n*( Nicola Car\u00e8, deputato del Pd eletto all&#8217;estero.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: RECIPROCO RICONOSCIMENTO PATENTI ITALIA-QU\u00c9BEC. LA MARCA (PD) PRESENTA UN\u2019INTERROGAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Sollecitare il governo, ed in particolare i ministri competenti, a concludere l\u2019accordo di reciproco riconoscimento delle patenti di guida tra Italia e Qu\u00e9bec: \u00e8 questo l\u2019obiettivo di un\u2019interrogazione depositata dalla Senatrice Francesca La Marca, eletta nella circoscrizione Estero, ripartizione America Settentrionale e Centrale.<\/p>\n<p>\u00abHo deciso di presentare una nuova interrogazione \u2013 sottolinea la Senatrice La Marca \u2013 per chiedere al Governo quali siano gli ostacoli tecnici che ancora impediscono di arrivare alla soluzione dell\u2019intesa e soprattutto entro quanto tempo ritengano di poter finalizzare questo protocollo. Solo nella passata legislatura, alla Camera dei Deputati, avevo presentato quatto interrogazioni sul tema: due in Aula e due in Commissione Affari Esteri\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSono anni \u2013 specifica la Senatrice La Marca &#8211; che mi occupo della tematica del reciproco riconoscimento delle patenti tra Italia e Qu\u00e9bec, anche alla luce delle numerose segnalazioni che continuamente ricevo. Nel marzo 2017 ho dato il mio contributo alla firma dell\u2019accordo quadro tra Italia e Canada per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida ai fini della conversione, indispensabile per poter concludere gli accordi di dettaglio con le province e i territori canadesi, aventi esclusive competenze in materia. Negli anni successivi \u2013 prosegue la Senatrice La Marca &#8211; ho partecipato a numerosi tavoli di lavoro anche con la Delegazione del Qu\u00e9bec a Roma\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSi tratta di un problema che riguarda la quotidianit\u00e0 di diversi connazionali italiani che risiedono in Qu\u00e9bec e di diverse persone quebecchesi che vivono in Italia. \u00c8 giunto il momento di dare loro una risposta definitiva. Da parte mia \u2013 conclude la Senatrice La Marca \u2013 sto facendo tutti gli sforzi possibili per riuscire a portare a casa questo importante risultato\u00bb.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca, Ph.D.SENATO DELLA REPUBBLICA &#8211; Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Stefania Cella*: SVELATA LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEI MINISTRI ITALIANI: ECCO QUANTO GUADAGNANO DAVVERO. QUAL \u00c8 LA CLASSIFICA DEI REDDITI PERCEPITI DAI MINISTRI ITALIANI? LA MINISTRA CASELLATI \u00c8 IN TESTA, CON UN REDDITO MAGGIORE DI MELONI.<\/strong><br \/>\nQUAL \u00c8 LA CLASSIFICA DEI REDDITI DEI MINISTRI? Al primo posto troviamo la ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a seguire Guardasigilli Carlo Nordio e il responsabile dell\u2019Istruzione Giuseppe Valditara. Ci sono loro in cima alla lista, pi\u00f9 in alto del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo la classifica redatta da Tgcom 24, la Casellati percepisce 253mila 385 euro. Subito dopo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che percepisce 232mila 438 euro annui e il ministro dell\u2019Istruzione, Giuseppe Valditara, il cui reddito ammonta a 210mila 411 euro.<br \/>\nIl ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano vanta un reddito annuo dell\u2019ammontare di 204mila 780 euro. Sarebbero i ministri a vantare un reddito anche superiore a quello dell\u2019attuale presidente del Consiglio, che nel 2021 ha dichiarato 152 mila euro annui di reddito.<br \/>\nSOTTO LA SOGLIA DEI 200MILA EURO ANNUI<br \/>\nSeguono poi gli altri ministri in carica al governo, con redditi che si mantengono sotto la soglia dei 200 mila euro. L\u2019articolo di Tgcom 24 prosegue con la classifica dei ministri con reddito al sotto dei 200mila euro. \u201cIl ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi che ottiene il quinto posto con 175mila 076 euro. Lo seguono la ministra del Lavoro e Politiche Sociali ed ex consulente del lavoro Marina Elvira Calderone (166mila 443 euro), il ministro per gli Affari regionali e l\u2019autonomia, il leghista Roberto Calderoli con 147mila 077 euro, l\u2019ex capogruppo al Senato di Forza Italia e ora ministra dell\u2019Universit\u00e0 Anna Maria Bernini (121mila 987 euro). Appena sopra i 100 mila euro sia Nello Musumeci, ministro della Protezione civile e le politiche del mare con 105mila 497 euro, sia la ministra per le Disabilit\u00e0, la leghista Alessandra Locatelli (104mila 960 euro).\u201d<br \/>\n*(fonte: News Mondo. Stefania Cella, Professore Associato. Settore scientifico disciplinare: Dipartimento di afferenza: Dipartimento di Psicologia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Pierre Haski*: TRA PARIGI E BERLINO SERVE PI\u00d9 DI UN DIALOGO SIMBOLICO. SE I SIMBOLI FOSSERO SUFFICIENTI PER REGOLARE I RAPPORTI INTERNAZIONALI, OGGI FRANCIA E GERMANIA SAREBBERO IN TOTALE ACCORDO. IL 22 GENNAIO L\u2019ANNIVERSARIO DEL TRATTATO DELL\u2019ELISEO, CHE SESSANT\u2019ANNI FA SEGN\u00d2 LA RICONCILIAZIONE FRANCO-TEDESCA, \u00c8 STATO CARATTERIZZATO DA GRANDI MANIFESTAZIONI DI AMICIZIA TRA I DUE PAESI STORICAMENTE RIVALI.<\/strong><\/p>\n<p>I simboli non bastano, ma sono comunque importanti. Il gesto compiuto da Konrad Adenauer e dal generale Charles de Gaulle quando la guerra era ancora vicina fu talmente esemplare che se ne \u00e8 continuato a parlare fino a oggi, generazione dopo generazione. Sostenere che la costruzione europea abbia portato una pace duratura sul continente \u00e8 ormai un clich\u00e9 abusato, ma ora la guerra scatenata della Russia ha dato nuovamente senso a questo concetto.<\/p>\n<p>In ogni caso, al di l\u00e0 dell\u2019emozione autentica che il 22 gennaio ha pervaso il grande anfiteatro della Sorbona alla presenza di parlamentari e giovani dei due paesi, \u00e8 certo che Emmanuel Macron e Olaf Scholz siano consapevoli della necessit\u00e0 di andare oltre i simboli. Entrambi i leader, infatti, si trovano con le spalle al muro.<\/p>\n<p>Revisioni dolorose<br \/>\nDa mesi Francia e Germania non riescono a interpretare il ruolo determinante a cui aspirano. L\u2019incontro del 22 gennaio doveva servire a superare gli ostacoli.<\/p>\n<p>L\u2019invasione russa, che n\u00e9 Macron n\u00e9 Scholz avevano lontanamente previsto, ha sconvolto la loro visione del mondo e ha forzato una serie di revisioni dolorose. Soprattutto in Germania, dove tra l\u2019altro nel momento dello scoppio della guerra stava cambiando la maggioranza al potere.<\/p>\n<p>La prima verifica arriver\u00e0 con la risposta europea al piano di sovvenzioni messo a punto dagli Stati Uniti<\/p>\n<p>Le esitazioni del cancelliere tedesco davanti alla possibilit\u00e0 di consegnare carri armati Leopard all\u2019Ucraina alimenta da giorni critiche severe. Il 22 gennaio \u00e8 arrivato un duro attacco dalla Polonia. Alla Sorbona Scholz ha promesso che la Germania invier\u00e0 all\u2019Ucraina \u201ctutti gli aiuti di cui avr\u00e0 bisogno\u201d, una frase che lascia prevedere lo sblocco dell\u2019impasse attuale, senza dubbio con l\u2019invio di carri di fabbricazione tedesca da parte della Polonia. Dal canto suo, Macron non ha \u201cescluso\u201d di inviare i carri Leclerc.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina \u00e8 un test difficile per i leader politici occidentali e per il peso specifico che i rispettivi paesi avranno nel dopoguerra. \u00c8 una partita che in questo momento si gioca sia in Francia che in Germania.<\/p>\n<p>La prima verifica arriver\u00e0 certamente con la risposta europea al piano di sovvenzioni messo a punto dall\u2019amministrazione Biden negli Stati Uniti, percepito in Europa come una minaccia per le industrie del continente. Parigi e Berlino non concordano sulle modalit\u00e0 della risposta europea. All\u2019inizio di febbraio i 27 si ritroveranno per prendere una decisione.<\/p>\n<p>L\u2019Europa vive una situazione simile a quella del 2020, ai tempi del dibattito sul piano di ripresa postpandemica. In quella fase si era arrivati a un accordo solo quando Francia e Germania avevano trovato un\u2019intesa su un prestito comune garantito dai 27. Anche stavolta \u00e8 assolutamente indispensabile un\u2019armonia tra francesi e tedeschi per opporre una risposta efficace al protezionismo americano. Ne sapremo di pi\u00f9 valutando i risultati del vertice di Parigi.<\/p>\n<p>In questo contesto \u00e8 importante mettere da parte l\u2019immagine della \u201ccoppia\u201d franco-tedesca che per anni ha costituito un passaggio obbligato nella narrazione tra i due paesi, perch\u00e9 romanticizza un rapporto che dev\u2019essere politico e realista.<br \/>\nQuesta relazione, tra l\u2019altro, poggia su una storia dolorosa e complessa che non bisogna mai ignorare. Il ricorso ai simboli non \u00e8 superfluo. Come una puntura di richiamo, \u00e8 necessario per avanzare ma non \u00e8 sufficiente.<br \/>\n*(Fonte: Internazionale. Traduzione di Andrea Sparacino, Pierre Haski, France Inter, Francia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Vincenzo Giardina*: QUANDO LA POLITICA ITALIANA ERA DALLA PARTE DEGLI OPPRESSI. NEGLI ANNI SESSANTA E SETTANTA DEL NOVECENTO, L\u2019AFRICA E LA LOTTA ANTICOLONIALISTA ERANO AL CENTRO DEL PANORAMA POLITICO. E LA RESISTENZA ERA UN MODELLO PER GLI INDIPENDENTISTI AFRICANI. UN\u2019ALLEANZA CHE SAREBBE DA RECUPERARE<\/strong><\/p>\n<p>Giovanni Pirelli, Joyce Salvadori Lussu, Enrico Berlinguer: l\u2019ex partigiano primogenito di famiglia di imprenditori, la poeta e traduttrice anticolonialista, il politico che prova a immaginare una via oltre la guerra fredda. Tre italiani che avevano avviato un dialogo su resistenza e liberazione con Am\u00edlcar Cabral, dirigente indipendentista e panafricanista, guerrigliero nell\u2019allora Guinea portoghese, oggi Guinea-Bissau.<\/p>\n<p>Quello scambio si interruppe cinquant\u2019anni fa, con un colpo di pistola alla tempia. \u00c8 il 20 gennaio 1973: Cabral \u00e8 assassinato da Inoc\u00eancio Kani, veterano del suo stesso partito, in circostanze mai del tutto chiarite. Lo sparo risuona a Conakry, nuova capitale dell\u2019ex Guinea francese, divenuta la base dei guerriglieri in lotta con i portoghesi al di l\u00e0 del confine. Sotto accusa finiscono i servizi segreti di Lisbona, sospettati di un complotto. Sui quotidiani italiani la notizia finisce in prima pagina.<\/p>\n<p>Ma cosa resta degli incontri con Cabral cominciati in casa Pirelli, a Varese, nel 1963, e culminati quando Roma ospita la Conferenza internazionale di solidariet\u00e0 con i popoli delle colonie portoghesi? Filomeno Lopes, giornalista e filosofo originario della Guinea-Bissau, da tempo in Italia, ne riflette nel suo nuovo libro in uscita per Castelvecchi: sar\u00e0 intitolato Afroitalotopia, neologismo per una visione del futuro che si nutre di storia. \u201cQuel dialogo\u201d, sottolinea lo scrittore, \u201cpermise al movimento anticolonialista e terzomondista italiano dell\u2019epoca di riconfigurare il proprio paradigma della resistenza, interpretando come un suo prolungamento le lotte di liberazione in corso in Africa\u201d. Si prov\u00f2 allora, secondo Lopes, \u201cad adottare una prospettiva pi\u00f9 ampia, dalla parte degli oppressi\u201d.<\/p>\n<p>DALLA RESISTENZA ALL\u2019INDIPENDENZA<br \/>\nNon \u00e8 una storia lontana, perch\u00e9 il tema dei rapporti con l\u2019Africa \u00e8 ancora presente. Lo confermano i richiami della politica odierna a Enrico Mattei, partigiano, deputato democristiano e fondatore dell\u2019Ente nazionale idrocarburi (Eni). Allargando lo sguardo oltre il Mediterraneo, il 25 aprile 1961, a Firenze, Mattei aveva invitato a \u201cribellarsi contro l\u2019ingiustizia, la prepotenza e la sopraffazione e per la sacrosanta difesa dei diritti umani\u201d. Il suo obiettivo dichiarato era rompere l\u2019oligopolio delle \u201csette sorelle\u201d del petrolio (Exxon, Shell, British Petroleum, Mobil, Chevron, Gulf e Texaco), affermando il principio per il quale i paesi in cui si trovano le riserve devono ricevere i tre quarti dei profitti derivanti dai giacimenti. Della necessit\u00e0 di promuovere un \u201cpiano Mattei\u201d per l\u2019Africa ha parlato nel dicembre scorso l\u2019attuale presidente del consiglio italiana, Giorgia Meloni. Basta \u201cposture predatorie\u201d, ha detto, e spazio invece alla collaborazione tra paesi, \u201cvalorizzando le identit\u00e0 e le specificit\u00e0 di ciascuno\u201d e con l\u2019Italia \u201cnazione guida in questo approccio\u201d.<\/p>\n<p>Ma torniamo ad Afroitalotopia. Pagina dopo pagina si susseguono ritratti e citazioni di dirigenti politici ed esponenti della societ\u00e0 civile protagonisti del dibattito sulla decolonizzazione tra gli anni cinquanta e settanta del novecento: da Aldo Moro ministro degli esteri al segretario del Partito comunista (Pci) Berlinguer, dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira al presidente dell\u2019assemblea del Consiglio d\u2019Europa Giuseppe Vedovato, dall\u2019avvocato e costituente Lelio Basso alla fotoreporter Bruna Polimeni. Nel dopoguerra in Italia brucia il ricordo dell\u2019aggressione mussoliniana all\u2019Etiopia e quello delle liberazioni africane \u00e8 un processo vissuto con disagio, a volte in maniera traumatica. E per\u00f2, sottolinea Lopes, dirigenti della Democrazia cristiana al governo come Amintore Fanfani, Vedovato o Moro \u201ccercheranno di riconvertire la decolonizzazione in una spinta per avere un nuovo ruolo nella scacchiera geopolitica mondiale\u201d.<\/p>\n<p>Afroitalotopia \u00e8 un omaggio a \u201cpersonaggi nati in terra europea ma che hanno speso tutte le loro energie per servire la causa della libert\u00e0 di popoli apparentemente lontani\u201d. Sono rievocati discorsi di Pirelli, imprenditore e intellettuale, capace di guardare al di l\u00e0 dei guadagni economici immediati. \u201cRicordatevi che la resistenza non \u00e8 affatto finita con la disfatta del fascismo\u201d, disse rivolgendosi ai giovani. \u201cFinch\u00e9 ci saranno sfruttatori e sfruttati, oppressori e oppressi, chi ha troppo e chi muore di fame, ci sar\u00e0 sempre da scegliere da che parte stare\u201d.<\/p>\n<p>E poi Salvadori Lussu, traduttrice di poeti angolani, vietnamiti o curdi: \u201cLa resistenza bisognava continuare a farla nei nuovi spazi legali e costituzionali che ci eravamo conquistati, senza far finta che il fascismo fosse stato debellato e senza dimenticare che molti popoli gli spazi legali e costituzionali non li avevano e dovevano ancora affrontare la guerra per la loro sopravvivenza\u201d. Il riferimento \u00e8 anche alle colonie portoghesi, le ultime in Africa a essere liberate, dove cineasti, giornalisti e scrittori si recano per documentare e testimoniare. Tra loro c\u2019\u00e8 Polimeni, che accompagna Cabral nelle sue missioni ed \u00e8 poi l\u2019unica fotoreporter a documentare la proclamazione d\u2019indipendenza della Guinea-Bissau il 24 settembre 1973.<\/p>\n<p>DC E PCI RICONOSCEVANO IL SUD IN GENERALE E L\u2019AFRICA IN PARTICOLARE COME NUOVI INTERLOCUTORI E PROTAGONISTI DELLA SCENA CULTURALE, POLITICA E GEOPOLITICA MONDIALE<\/p>\n<p>Di questi rapporti e queste solidariet\u00e0 Lopes sa poco quando si trasferisce a Roma per studiare alle universit\u00e0 pontificie Urbaniana e Gregoriana. Negli anni novanta \u00e8 poi in Sudafrica, ospite della fondazione di Desmond Tutu, per assistere agli incontri della Commissione verit\u00e0 e riconciliazione voluta dal presidente Nelson Mandela dopo la fine del regime di apartheid. \u201cFu lui a parlarmi di Cabral e mi vergognai tantissimo\u201d, ricorda Lopes. \u201cLo definiva il pi\u00f9 grande di tutti, mentre io, che ero guineano, al di l\u00e0 delle frasi retoriche sul \u2018padre dell\u2019indipendenza\u2019, non ne sapevo quasi nulla\u201d.<br \/>\nNel tempo il suo paese \u00e8 divenuto ostaggio di nuove crisi, con corruzione e malgoverno alimentati dal contrabbando di droga dall\u2019America Latina all\u2019Europa. \u201cOggi per i giovani africani la conoscenza del passato \u00e8 difficile, nient\u2019affatto scontata\u201d, spiega \u00c2ngela Coutinho, ricercatrice di storia coloniale all\u2019Universidade Nova di Lisbona, nata a Capo Verde, un arcipelago al largo della Guinea del quale erano originari entrambi i genitori di Cabral. Proprio nell\u2019isola di S\u00e3o Vicente, dove il dirigente indipendentista visse da ragazzo sette anni, l\u2019esperta ha organizzato nel dicembre scorso il festival Cinema-debate Am\u00edlcar Cabral. \u201cL\u2019obiettivo \u00e8 far riflettere su una vicenda pi\u00f9 che mai internazionale, che vive di legami con il mondo e anche con l\u2019Italia\u201d, sottolinea Coutinho. Al telefono parla in italiano e pronuncia pi\u00f9 volte la parola \u201cpartigiano\u201d, definendola \u201cuna realt\u00e0 e un mito globale\u201d. Rievoca poi un telegramma inviato da Berlinguer all\u2019indomani dell\u2019assassinio di Cabral: il segretario del Pci si rivolge ai \u201ccompagni\u201d guerriglieri denunciando la \u201cmano mercenaria armata dai colonizzatori portoghesi\u201d e rendendo omaggio alla \u201cvittoria ormai certa dell\u2019eroica lotta\u201d.<br \/>\nGUARDA AL SUD GLOBALE ANCHE LA DEMOCRAZIA CRISTIANA. COME IL PCI, IL PARTITO DI GOVERNO PROVA A VEDERE OLTRE I BLOCCHI CONTRAPPOSTI DELLA GUERRA FREDDA. \u201cRICONOSCENDO IL SUD IN GENERALE E L\u2019AFRICA IN PARTICOLARE COME NUOVI INTERLOCUTORI E PROTAGONISTI DELLA SCENA CULTURALE, POLITICA E GEOPOLITICA MONDIALE\u201d, RICORDA LOPES.<\/p>\n<p>SOLIDARIET\u00c0 E PACE<\/p>\n<p>Basta sfogliare i quotidiani dell\u2019epoca. Nel 1965, in Tanzania, alle riunioni della Confer\u00eancia das Organiza\u00e7\u00f5es Nacionalistas das Col\u00f3nias Portuguesas (Concp) partecipa l\u2019ex deputato Giovanni Serbandini, \u201cBini\u201d per i compagni partigiani, in rappresentanza del Comitato anticolonialista italiano. Anche a lui si rivolge Cabral per accusare l\u2019Alleanza atlantica, che ai portoghesi fornisce missili e bombe al napalm, le stesse usate dagli statunitensi in Vietnam. Ai portoghesi sono state sequestrate anche mitragliatrici e granate prodotte nelle fabbriche italiane. \u201cLa Nato\u201d, scandisce il dirigente, \u201cin un certo qual modo governa questo popolo eroico che ha saputo dar esempio di amore e di libert\u00e0: il popolo italiano\u201d. Per Serbandini e il suo Comitato il messaggio \u00e8 per\u00f2 un altro: \u201cVolevo dire al nostro fratello che ha parlato qui che noi non confondiamo il popolo italiano con lo Stato italiano, che fa parte della Nato\u201d.<br \/>\nCabral lo spiega ancora, il 27, 28 e 29 giugno 1970, a Roma, in occasione della Conferenza di solidariet\u00e0 con i popoli delle colonie portoghesi. \u201cVoglio dire anche\u201d, sottolinea, \u201cquanto ammiriamo, quanto cerchiamo di imparare dall\u2019esperienza dei partigiani italiani che hanno saputo prendere le armi per battersi, nella valle del Po come in altre regioni, contro il fascismo, contro la presenza tedesca, per la liberazione dei popoli\u201d.<br \/>\nSecondo Lopes, \u00e8 valorizzando alleanze come queste e non concentrandosi solo sulle opportunit\u00e0 economiche che vanno approfonditi i rapporti con l\u2019Africa. Lo scrittore cita l\u2019esempio di un\u2019altra ex colonia portoghese, il Mozambico, oggi potenza emergente degli idrocarburi: l\u2019accordo che trent\u2019anni fa permise di superare una guerra civile fu firmato a Roma, nella sede trasteverina della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. \u201cChe si chiami o meno piano Mattei\u201d, sottolinea Lopes, \u201cqualsiasi nuovo partenariato deve essere culturale e sociale e non limitarsi a contratti dell\u2019Eni per le importazioni di gas naturale\u201d.<br \/>\n*(Fonte. L\u2019Essenziale. Vincenzo Giardina, giornalista, ha lavorato in Russia e viaggiato in giro per il mondo, dalla Bolivia al Nepal con in mezzo Sahel)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; MASSIMO VILLONE*: LO SPECCHIETTO DELLA LEGGE CALDEROLI E IL VERO PERICOLO. RACCOGLIAMO LE FIRME. QUALCHE DOMANDA PER CAPIRE MEGLIO COSA COMPORTER\u00c0 LA &#8220;LEGGE CALDEROLI&#8221; CHE PRESTO ARRIVER\u00c0 IN CONSIGLIO DEI MINISTRI<\/strong><\/p>\n<p>Il vertice sulle riforme ha confermato la cacofonia di maggioranza. Il voto regionale incombente ha avuto un peso decisivo. La proposta di legge di attuazione Calderoli (da qui in poi legge Calderoli) arriver\u00e0 presto in consiglio dei ministri, per una approvazione \u201cpreliminare\u201d, forse dopo un editing altrettanto \u201cpreliminare\u201d. Non sappiamo cosa entrer\u00e0 in consiglio. Ma sappiamo che ancora non uscir\u00e0 un disegno di legge di iniziativa governativa per le camere. Pu\u00f2 darsi che Calderoli non se ne preoccupi pi\u00f9 di tanto. Qualche domanda per capire meglio.<\/p>\n<p>LA LEGGE CALDEROLI \u00c8 LA LEGGE CHE CONCEDE LA MAGGIORE AUTONOMIA AI SENSI DELL\u2019ART. 116, TERZO COMMA?<br \/>\nNo, perch\u00e9 riguarda solo il procedimento di formazione delle intese in base alle quali l\u2019autonomia sar\u00e0 concessa con successiva legge, una per ogni regione richiedente, approvata a maggioranza assoluta in base all\u2019intesa stipulata con quella regione. Quindi, la legge Calderoli non \u00e8 quella che concede la maggiore autonomia ai sensi dell\u2019art. 116.3 della Costituzione. \u00c8 una legge ordinaria contenente una disciplina generale e astratta riferibile a tutte le regioni richiedenti, mentre la legge che concede la maggiore autonomia \u00e8 una legge \u201crinforzata\u201d speciale che definisce per ogni singola regione l\u2019autonomia ad essa spettante.<\/p>\n<p>QUALI SONO LE DIFFERENZE NEL REGIME GIURIDICO APPLICABILE ALLE DUE LEGGI?<br \/>\nLa legge Calderoli pu\u00f2 essere modificata o abrogata da una legge ordinaria successiva, ed \u00e8 sottoponibile a referendum abrogativo ex art. 75 della Costituzione. La legge che concede la maggiore autonomia in base a intesa pu\u00f2 essere modificata o abrogata solo attraverso lo stesso procedimento, e cio\u00e8 a seguito di iniziativa della regione e in base a nuova intesa. \u00c8 altres\u00ec sottratta a referendum abrogativo per la giurisprudenza della corte costituzionale. Per tali caratteristiche la maggiore autonomia una volta concessa pu\u00f2 rivelarsi irreversibile se la regione non \u00e8 d\u2019accordo.<\/p>\n<p>ESISTE UN RAPPORTO TRA LE DUE LEGGI?<br \/>\nNon esiste alcun rapporto. Ad esempio, se anche la legge Calderoli fosse abrogata tramite referendum, rimarrebbe del tutto possibile concedere la maggiore autonomia a sensi dell\u2019art. 116.3. Non sarebbe infatti impedita l\u2019intesa tra lo stato e la singola regione, n\u00e9 verrebbe ostacolo alla concessione di maggiore autonomia con legge approvata a maggioranza assoluta in base all\u2019intesa raggiunta.<\/p>\n<p>MA LA LEGGE CALDEROLI POTREBBE PORRE LIMITI O MODIFICARE L\u2019AUTONOMIA POI CONCESSA CON LEGGE IN BASE ALL\u2019INTESA?<br \/>\nNO. La legge Calderoli non \u00e8 sovraordinata rispetto alla legge che concede la maggiore autonomia in base a intesa. Se adottata prima, non pu\u00f2 porre limiti giuridicamente invalicabili da parte della legge poi approvata in base a intesa, e se adottata dopo non pu\u00f2 modificarla essendo quella una legge \u201crinforzata\u201d modificabile solo in base a nuova intesa. Ad esempio, se la legge di attuazione stabilisse che non ci pu\u00f2 essere maggiore autonomia per la scuola, questo non ne impedirebbe o limiterebbe la regionalizzazione. Del resto, se anche il limite fosse posto nell\u2019intesa stessa, potrebbe poi essere superato da intesa diversa.<\/p>\n<p>MA ALLORA A CHE SERVE LA LEGGE DI ATTUAZIONE?<br \/>\nIn realt\u00e0 a nulla, come gi\u00e0 la legge-quadro di Boccia e Gelmini. Il ministro Calderoli ne \u00e8 ben consapevole, avendo sostenuto in passato che era possibile giungere alle intese senza la legge-quadro.<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 HA CAMBIATO IDEA?<br \/>\nPotrebbe non averla cambiata affatto. \u00c8 possibile stia usando la legge di attuazione come specchietto per le allodole, per indurre le opposizioni ad esaurirsi in una inutile battaglia, per scoprire alla fine che tutto \u00e8 ancora possibile puntando direttamente alle intese. Per di pi\u00f9, la legge Calderoli sembra dare un messaggio rassicurante di eguale trattamento per tutti, che peraltro sarebbe un ossimoro in tema di autonomia differenziata. Quel che conta non \u00e8 come si tratta tra stato e le regioni, ma cosa esce a valle della trattativa tra lo stato e la singola regione.<\/p>\n<p>PER QUESTO, ACCENTO SUI LEP?<br \/>\nUn\u2019altra scatola vuota, come dimostreremo.<\/p>\n<p>TUTTA COLPA DI CALDEROLI?<br \/>\nNo. Il problema risale alla pessima riforma del Titolo V del 2001, figlia del clima politico degli anni \u201990 pesantemente influenzato dalla Lega dichiaratamente secessionista. Per questo chiediamo di firmare la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la modifica degli articoli 116.3 e 117 della Costituzione, anche online con lo SPID su www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it.<br \/>\n*( Fonte Il Manifesto. Massimo Villone, \u00e8 un politico e costituzionalista italiano. \u00c8 professore emerito di Diritto costituzionale nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Irene Doda*: QUESTIONE DI RESPONSABILIT\u00c0. C\u2019\u00c8 UNA REGOLA, UNA CLAUSOLA DI UNA LEGGE DEGLI STATI UNITI, CHE HA PLASMATO IN MODO RADICALE IL MODO IN CUI CONCEPIAMO INTERNET: LA SEZIONE 230 DEL COMMUNICATIONS DECENCY ACT, APPROVATA DAL CONGRESSO NEL 1996. LA SEZIONE 230 GARANTISCE UNA SORTA DI IMMUNIT\u00c0 LEGALE PER I SERVIZI ONLINE &#8211; SITI O PIATTAFORME &#8211; RISPETTO AI CONTENUTI POSTATI SU DI ESSI DAGLI UTENTI.<\/strong><br \/>\nIl contrario, insomma, di quanto avviene con gli editori tradizionali, che sono ritenuti responsabili di quanto pubblicato su un giornale o una testata a loro afferente. Per esempio, se un individuo condivide su Facebook un contenuto che infrange la legge sul copyright, Meta non pu\u00f2 essere portata in tribunale in relazione a questo reato.<br \/>\nLa Sezione 230 \u00e8 ritenuta una delle leggi pi\u00f9 importanti che regolano la libert\u00e0 di espressione online, anche a detta di organizzazioni che difendono i diritti digitali, come l&#8217;Electronic Frontier Foundation.<br \/>\nSenza la sezione 230 che li protegge da cause legali, denunce, accuse di censura i siti, i blog, e non ultime le piattaforme di social media non avrebbero potuto svilupparsi nel modo che conosciamo. Un\u2019altra implicazione importante \u00e8 la possibilit\u00e0 per gli operatori dei servizi online di moderare i contenuti secondo policy interne, a loro discrezione. Se decidono di non moderare i contenuti, tuttavia, non possono essere ritenuti legalmente responsabili.<br \/>\nLa sezione 230 \u00e8 da anni al centro di un dibattito acceso. I suoi sostenitori la vedono come una difesa di un internet libero e aperto, senza la quale saremmo di fronte a una rete controllata dai poteri statali. I suoi critici (provenienti da entrambe le parti dello spettro politico, da Joe Biden fino a Ted Cruz) sostengono, d\u2019altra parte, che la legge non responsabilizzi sufficientemente le grandi piattaforme rispetto ai danni che possono provocare. In alcuni stati sono gi\u00e0 state approvate alcune leggi che mettono in pericolo l\u2019esistenza della sezione 230: in Texas, per esempio, \u00e8 stata introdotta una norma che vieta alle piattaforme di moderare i contenuti sulla base di \u201cpunti di vista\u201d.<br \/>\nVeniamo quindi al casus belli, che ha riportato la sezione 230 sulle prime pagine dei giornali. Nel 2015 la figlia ventitreenne di Reynaldo Gonzalez, un cittadino statunitense, mor\u00ec negli attentati di Parigi orchestrati dai terroristi dello Stato Islamico. Gonzalez ha trascinato Google davanti ai giudici statunitensi: secondo la famiglia l\u2019algoritmo di YouTube sarebbe responsabile per il sistema di raccomandazioni dei video, che avrebbe spinto gli attentatori a unirsi all\u2019Isis, e a commettere le stragi. Dopo una serie di rimpalli tra vari livelli del sistema, il caso \u00e8 approdato davanti alla Corte Suprema, che lo discuter\u00e0 a febbraio, insieme a un altro caso simile, che riguarda invece Twitter, (Twitter v. Taamneh).<br \/>\nLe sentenze della Corte avranno il compito di rispondere ad alcune domande fondamentali. Le protezioni offerte dalla sezione 230 sono applicabili anche nel caso di contenuti di stampo terroristico, oppure \u00e8 necessaria un\u2019interpretazione pi\u00f9 stringente della legge che ponga le piattaforme di fronte alla loro responsabilit\u00e0? Come comportarsi rispetto ai suggerimenti dell\u2019algoritmo &#8211; che Gonzalez ritiene colpevole della morte della figlia? Sono da considerarsi un\u2019estensione dello user generated content oppure un meccanismo distinto, delle cui conseguenze le aziende devono rispondere?<br \/>\nGli osservatori non si sbilanciano in previsioni &#8211; nessuno sa davvero cosa aspettarsi. Dal risultato dei dibattimenti di febbraio potrebbe risultare una lunga riesamina legale della Sezione 230, e di conseguenza del ruolo delle piattaforme e dei siti web nell\u2019ecosistema online.<br \/>\n*(a cura di: Irene Doda, vive a Forl\u00ec e lavora come scrittrice e giornalista freelance. Si occupa di lavoro, tecnologia e questioni di genere; spesso di tutte e tre queste cose insieme. Ha scritto per Wired, Singola, Il Tascabile e altre riviste online e cartacee.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; STEFANIA CELLA*: SANIT\u00c0, IN ITALIA SIAMO SENZA SERVIZI E SENZA DOTTORI .IN ITALIA LA SITUAZIONE SANIT\u00c0 \u00c8 VERAMENTE CRITICA: I DISSERVIZI SONO DILAGANTI E MANCA IL PERSONALE MEDICO SANITARIO.<\/strong><br \/>\nIn Italia la sanit\u00e0 fa cilecca. I servizi sanitari sono carenti, e mancano i dottori. La situazione \u00e8 peggiorata considerevolmente anche con l\u2019arrivo del Covid, che ha contribuito a rallentare ulteriormente le strutture. Inoltre con il licenziamento del personale no vax, il numero dei medici \u00e8 diminuito ulteriormente.<\/p>\n<p>MEDICO OSPEDALE<br \/>\nBonus 2023: tutte le agevolazioni, chi pu\u00f2 richiederle e come si possono ottenere<br \/>\nla Sardegna all\u2019ultimo posto per efficienza dei servizi sanitari<br \/>\nNon \u00e8 una novit\u00e0 che nei pronto soccorso italiani si debba attendere per ore ed ore per essere visitati. In Italia la situazione sanit\u00e0 \u00e8 veramente critica. La Fondazione Gimbe ha raccolto i dati relativi all\u2019efficienza della sanit\u00e0 nel territorio italiano, prendendo come riferimento le varie regioni dislocate lungo la Penisola. Secondo quanto emerso dal report, l\u2019Emilia Romagna \u00e8 la prima regione della lista per l\u2019efficienza delle cure, la Sardegna \u00e8 l\u2019ultima.<\/p>\n<p>A Caltanissetta invece risulta quasi impossibile trovare un ginecologo ospedaliero, in quanto se ne conta uno ogni 40.565 donne. Tra le cause di un sistema sanitario poco efficiente, c\u2019\u00e8 il limitato numero di fondi per le borse di studio destinati agli studenti, che spesso si trovano impossibilitati ad affrontare un tale onere per sostenere gli studi.<br \/>\nAnche l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 media dei camici bianchi e le scarse retribuzioni hanno contribuito al lento collasso del sistema sanitario italiano. \u00abMancano dati aggiornati sulla carenza di personale sanitario e questo non agevola la programmazione. Le riforme previste dal Pnrr potranno avere effetti se all\u2019investimento su case e ospedali di comunit\u00e0 si affiancher\u00e0 un adeguato investimento sul personale\u00bb.<br \/>\nAnche Sabrina Lucatelli, direttrice di \u201cRiabitare l\u2019Italia\u201d nonch\u00e9 coordinatore del Comitato tecnico di Strategia nazionale per le Aree interne (Snai) \u00e8 intervenuta. \u00abIl sud non sta peggio del nord. Il riparto del Fondo sanitario nazionale deve tener conto della povert\u00e0 sanitaria dei territori. E servirebbero Livelli essenziali di assistenza in grado di misurare pure la qualit\u00e0 delle cure territoriali\u00bb. \u00c8 questa la denuncia di Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.<br \/>\n*( da Stefania Cella, Professore Associato ; Settore scientifico disciplinare: M-PSI\/08 ; Dipartimento di afferenza: Dipartimento di Psicologia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 \u2013 Roberto Peciola: ALIAS. GLI ULTRASUONATI. FOLK RICERCA ESTETICA TENERE FEDE ALLA PROPRIA ESTETICA CHE \u00c8 FATTA DI MEMORIA E DI RICERCA, DI FONTI CUI CONTINUARE AD ABBEVERARSI E DI NUOVE SORGENTI \u00c8 IMPRESA QUASI MEMORABILE. [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Tenere fede alla propria estetica che \u00e8 fatta di memoria e di ricerca, di fonti cui continuare ad abbeverarsi e di nuove sorgenti \u00e8 impresa quasi memorabile. Il rischio della routine \u00e8 dietro l\u2019angolo. Non succede cos\u00ec ai magnifici Radicanto, progetto tenuto assieme da un quarto di secolo da Giuseppe De Trizio, \u00abin direzione ostinata e contraria\u00bb rispetto al vento dell\u2019intolleranza che spira nella Penisola. Il nuovo disco, fresco e vario, tiene fede al titolo, Alle radici del canto (Visage), e ci trovate una bella citazione per Rosa Balistreri, una per Modugno e Raiz ospite in Tu sola. Con la voce del vocalist degli Almamegretta Radicanto aveva gi\u00e0 realizzato un progetto: ora, in contemporanea a questo, esce per Fon\u00e8 Astrigneme, firmato da Raiz e Radicanto: corde acustiche, percussioni, la voce ombrosa e tellurica in napoletano, in ladino sefardita, in spagnolo. Emozionante. Altro fascinoso giro del mondo con parole e musica? Canzoni di un lungo viaggio (Dodicilune), Margherita Rotondi voce e Vincenzo Cicchelli al piano. Da Parigi a Broadway, passando per Buenos Aires. (Guido Festinese)<\/p>\n<p>INDIE ITALIA . Piemonte a sorpresa<br \/>\nIl Piemonte sorprende con due recenti proposte musicali di livello. Archiviata la collaborazione con Giacomo Aime che ha partorito due dischi, \u00e8 arrivato For You (Self), esordio solista di Paolo Milano. Il chitarrista torinese propone una raccolta di ballad strumentali, meditazioni chitarristiche, momenti di grande pace e distensione che si dipanano tra influenze folk, jazz e blues. Mentre ci culla con la sua limpida musicalit\u00e0, Milano intreccia con maestria ritmo, melodia e armonia, tanto che la mente corre a un grande come Alex De Grassi e ai suoi omaggi alla bellezza della chitarra acustica. Tutt\u2019altra musica quella dei DON Rodriguez, gruppo alt rock di Verbania arrivato con 10D10 (Dischi Soviet) a celebrare il decennio di attivit\u00e0. Nel disco la band si cimenta con dieci brani autografi, sospesi tra Baustelle e Marlene Kuntz, ma con una vena originale che attinge soprattutto dalla canzone d\u2019autore nostrana. La scrittura \u00e8 matura, i testi profondi, gli arrangiamenti precisi e mai banali. Sulla copertina l\u2019immagine della centrale nucleare dismessa di Trino, voluto richiamo ai pericoli del nostro tempo. (Vilmo Modoni)<\/p>\n<p>BLUES -Il fascino dell\u2019armonica<br \/>\nIl fascino ancestrale dell\u2019armonica. Tre dischi presentano approcci e stili diversi. Douglas Avery da Los Angeles con l\u2019esordio Take My Rider (CD Baby). L\u2019autore, fotografo professionista nonch\u00e9 surfista appassionato, presenta il suo blues palesemente californiano ma con passaggi di Delta Sound niente male (Jelly Jelly). Grazie a sodali di gran qualit\u00e0 gi\u00e0 nel giro della mitica Delta Groove Rec., emergono brani di buona fattura come la solitaria Leaving Trunk, Sonny Boy, Blow! scritta da John Mayall nel 1967 e la fiammeggiante Malibu Burnin\u2019. Arriviamo in Italia con il valente Davide Speranza che presenta Live at Monastero (Autoprodotto). Accompagnato dal piano di F. Musazzi e dalla batteria di G. Santini presenta materiale autografo di gran qualit\u00e0. Entusiasma il volo di Nonna Louisiana e l\u2019ardore di Ultimo giorno di scuola. Chiudiamo con l\u2019istrionico e muscolare croato Tomislav \u00abLittle Pigeon\u00bb Goluban: 20 Years on the Road (Blue Heart Records) dice tutto nel titolo. Allegro e divertente, suonate Blow Junkie Boogie. (Gianluca Diana)<\/p>\n<p>JAZZ ITALIA \u2013 Creativit\u00e0 sperimentale<br \/>\nCome la creativit\u00e0 femminile si riversa nella ricerca sperimentale. Arrivando a punte estreme con Francesca Naibo in So Much Time (Ramble Records) dove gorgheggi, chitarre, oggetti, elettronica dialogano con le registrazioni ritrovate di lei bambina di otto anni. Anche per Gaia Mattiuzzi con Inner Core (Aut Records) \u00e8 tempo di avanguardia, bench\u00e9 l\u2019impianto, per piano trio (pi\u00f9 ospiti), veleggi tra jazz, forma-canzone, linguaggi contemporanei, commistioni elettroniche; ed \u00e8 nel musicare alcune liriche di James Joyce d\u2019ispirazione amorosa che la cantante approda a una valenza metalinguistica, dove la voce diviene pure uno strumento nel senso dell\u2019astratto sonoro purissimo. Maggiormente legata al jazz moderno risulta infine Federica Lorusso con Outside Introspections (Zennez Records), prodotto in Olanda: la pianista in quartetto (sax, contrabbasso, batteria) riprende in parte il moderno mainstream, bench\u00e9 spesso s\u2019avventuri in territori di confine, rivelando nei brani stati d\u2019animo tra inquietudine estetica, smania intellettuale, curiosit\u00e0 avvenirista. (Guido Michelone)<\/p>\n<p>DREAM POP &#8211; Lo stupore della poetessa. ANA\u00cfS THE BELLE OF AMHERST (Viceversa Records)<\/p>\n<p>**** La grandezza dei classici, ha detto qualcuno, \u00e8 nel saper abitare il loro presente, che per noi \u00e8 passato, il nostro, ed infine nel dare indizi di futuro. La poetessa appartata Emily Dickinson ne \u00e8 un buon esempio: e gli Ana\u00efs (attivi da tanti anni con nomi diversi) che usano con delicatezza e amore i suoi testi in questo ep ne declinano la poesia senza tempo in dream pop pregno di stupore, levit\u00e0 psichedeliche, occasionali piccole impennate elettriche indie. Il gioco di arpeggi supporta la voce fatata di Francesca Pongiluppi, e tutto torna. (guido festinese)<\/p>\n<p>COLONNA SONORA \u2013 Filtri psichedelici. SIMON BOSWELL SANTA SANGRE. ORIGINAL MOTION PICTURE SOUNDTRACK (Cinevox)<br \/>\n**** Il compositore britannico per il film di Alejandro Jodorowski entra alla perfezione nel ruolo di musicista dell\u2019horror (gli esordi, non a caso, con Phenomena di Dario Argento) bench\u00e9 entrambi gli artisti trascendano il genere: la pellicola incrocia forme e contenuti con il filtro allucinatorio della psichedelia Sixties e addirittura del precedente surrealismo, e di conseguenza lo score propone, adeguandosi, suoni variegati (avanguardia, etno e world music) che, persino all\u2019ascolto vinilico (rosso per l\u2019occasione) mantengono comunque fascino e curiosit\u00e0. (guido michelone)<\/p>\n<p>WORLD MUSIC \u2013 Viaggio a Oriente. LUIS GIMENEZ AMOROS THE UNKNOWN SPANISH LEVANTE VOL 2: EGYPT (Autoprodotto)<br \/>\n**** Le pubblicazioni di Gimenez Amoros hanno sempre un carattere musicale chiaro, determinato e intelligente. L\u2019ennesima dimostrazione in questo viaggio verso levante. Undici temi intrisi di Mediterraneo, a cui si aggiunge la tensione del mondo arabo. Storie che affascinano: Ibn al Tulum racconta la diaspora di chi in fuga dalla Spagna trova accoglienza in Egitto, Al Mursi ci porta nella moschea di Alessandria, Tabarca \u00e8 il sole cocente di una misconosciuta isola, Khartoum-Cairo (Sudani) ha il sapore della haqiba music mentre racconta la storia del bassista della band, fuggito dal Sudan. (gianluca diana)<\/p>\n<p>SYNTH POP- L\u2019ancora di salvezza. LADYTRON TIME\u2019S ARROW (Cooking Vinyl\/Egea\/The Orchard)<br \/>\n*** Il quartetto di Liverpool torna dopo un silenzio discografico di qualche anno. Sette album, con questo Time\u2019s Arrow, distribuiti in un paio di decenni che li hanno posti come una delle realt\u00e0 principali della scena synth pop internazionale (con una punta shoegaze che non guasta), scena alla quale restano saldamente ancorati regalando ai fan un disco assolutamente in \u00abtema\u00bb, che magari nulla aggiunge a quanto fatto finora ma che, ancora una volta, ne dimostra il gran senso melodico, con una serie di brani, dieci per la precisione, di fattura ineccepibile. (roberto peciola)<\/p>\n<p>INDIE POP \u2013 Sintesi elettroniche. LIELA MOSS INTERNAL WORKING MODEL (Bella Union\/Pias\/Self)<br \/>\n**** \u00c8 stata, ed \u00e8 tuttora, la voce dei Duke Spirit, ma da qualche tempo ha intrapreso una interessante carriera solista che l\u2019ha portata a incidere tre album con quello di cui ci occupiamo qui. Le sonorit\u00e0 rock indie della band originaria lasciano spazio a situazioni elettroniche e sintetiche che possono richiamare anche la lezione dream pop. Internal Working Model \u00e8 sicuramente il lavoro migliore della cantante e autrice britannica e si avvale della presenza del guru del synth pop Gary Numan, della grande Jehnny Beth delle Savages e di Dhani Harrison, figlio di George, in un brano ciascuno. (roberto peciola)<\/p>\n<p>RAFFAELE CASARANO &#8211; AN\u00cc (Tuk Music)<br \/>\n**** Tre anni di lavoro per An\u00ec, tre anni ben spesi per il sassofonista, compositore e organizzatore di eventi musicali, catalizzati anche dall\u2019arrivo di Anita Maria, la An\u00ec del titolo. Otto tracce che giocano a sfalsare le piste mainstream suonando acustiche ed elettroniche assieme, psichedeliche e mediterranee, oscure e luminose. Ospiti Dhafer Youssef a oud e voce, e M1 Dead Prez a rappare su Fight Back. In formazione anche Bonnot a \u00abdisegnare\u00bb i suoni, e si sente. (guido festinese)<\/p>\n<p>DAEMIA &#8211; BLUEDO (Arealive\/Believe)<br \/>\n*** Benevento-Parigi-Napoli le coordinate dove nascono i nove brani che compongono l\u2019esordio del giovane artista campano. Pur tra mille influenze e clich\u00e9 del genere, il nu soul dall\u2019impronta vocale che prende spunto dalla scena r\u2019n\u2019b americana, lo stile compositivo di Daemia ha tratti di originalit\u00e0 e buon gusto negli arrangiamenti che lo mette al riparo da derive pop troppo sdolcinate. Testi notturni spesso introspettivi ma anche aperture melodiche di grande respiro. (stefano crippa)<\/p>\n<p>GJERSTAD\/MOBERG\/NILSSEN-LOVE &#8211; TIME SOUND SHAPE (PNL Records)<br \/>\n**** La label norvegese licenzia questo lavoro coraggioso. Non vi sono compromessi e ammiccamenti al mercato discografico. L\u2019accordion di Kalle Moberg e i fiati di Frode Gjerstad seguono le direttive di Paal Nilssen-Love, che per la circostanza abbandona la batteria dedicandosi solo al gong. Il risultato \u00e8 un\u2019unica traccia di 49 minuti che muovendosi negli ambiti pi\u00f9 sperimentali del jazz incontra i migliori aspetti impro. (gianluca diana)<\/p>\n<p>MISENTOTALE &#8211; LE MILLE SFUMATURE CHE NON HO (Lilith Label)<br \/>\n*** Otto anni di labor limae sul progetto, testato anche col busking per le strade, poi in studio a rifinire le cinque tracce che ci danno una prima panoramica su un nuovo progetto in bilico tra indie folk lievemente psichedelico, assai avvolgente, e nobile cantautorato contemporaneo di schiatta ligure. Sinergia di forze tra un songwriter, Simone Meneghelli, un violoncellista, Simone Cricenti, e il batterista Gigi Marras. Se amate i Kings of Convenience, o il songwriting \u00abcatchy\u00bb ma non banale di qualche decennio fa, vi sentirete a casa. (guido festinese)<\/p>\n<p>REPETITA IUVANT &#8211; 7 (Loudnessy Sonic Dream)<br \/>\n*** Arrivano da La Spezia e dopo un paio di ep il trio Repetita Iuvant allarga lo spettro con il primo lavoro su lunga durata, intitolato 7. Brani strumentali che guardano al post rock con una non celata vena che potremmo definire post ambient. Sebbene a tratti riemergano reminiscenze e influenze, inevitabili, colpisce comunque una dose di originalit\u00e0 e un approccio dark che regala sostanza al tutto. (roberto peciola)<\/p>\n<p>ROSSELLA SENO &#8211; LA FIGLIA DI DIO (Azzurra Music)<br \/>\n**** La cantattrice, come lei stessa ama definirsi, prosegue il tema di una spiritualit\u00e0 ribaltata, avendo quali numi tutelari Don Andrea Gallo e Fabrizio De Andr\u00e9 rispettivamente citati nel booklet e per la cover Si chiamava Ges\u00f9; circondata da musicisti e parolieri o ospiti illustri (Alessio Boni e Allan Taylor), Rossella fa sue le altre dieci melodie, lasciando il segno grazie a una voce dolente, incisiva, drammatica nel miglior senso della teatralit\u00e0, lungo una forma-canzone acustica. (guido michelone)<br \/>\n*( Roberto Peciola, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Rana Foroohar*: COME SUPERARE I LIMITI DELL\u2019AUTOMAZIONE. QUANDO GLI ESSERI UMANI COMPETONO CON LE MACCHINE, I SALARI SI ABBASSANO E I POSTI DI LAVORO SPARISCONO.<\/strong><br \/>\nTUTTAVIA ALLA FINE NASCONO NUOVE CATEGORIE DI LAVORI MIGLIORI.<br \/>\nLa meccanizzazione dell\u2019agricoltura nella prima met\u00e0 del novecento o i progressi nell\u2019informatica tra gli anni cinquanta e sessanta sono stati accompagnati da una crescita economica diffusa negli Stati Uniti e in altri paesi. Negli ultimi decenni per\u00f2 qualcosa in questo rapporto si \u00e8 incrinato. Dagli anni ottanta abbiamo assistito alla rivoluzione robotica nel settore manifatturiero, all\u2019ascesa dei software in ogni ambito, all\u2019internet delle cose e allo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale. In quel periodo per\u00f2 la crescita del pil negli Stati Uniti \u00e8 rallentata, le disuguaglianze sono aumentate e i guadagni di molti lavoratori, soprattutto maschi non laureati, sono diminuiti drasticamente. Anche la globalizzazione e il declino dei sindacati hanno avuto un ruolo in questo processo.<\/p>\n<p>A Washington hanno cominciato a prendere sul serio la questione. I politici stanno riflettendo sul lavoro del professor Daron Acemo\u011flu del Massachusetts institute of technology (Mit), le cui ricerche dimostrano che l\u2019automazione di massa non rappresenta pi\u00f9 un vantaggio per il capitale e i lavoratori. Nel corso di un\u2019audizione alla camera dei rappresentanti nel novembre 2021, Acemo\u011flu ha dichiarato che l\u2019automazione, cio\u00e8 la sostituzione dei lavoratori con macchine e algoritmi, \u00e8 responsabile del 50-70 per cento delle disuguaglianze economiche registrate tra il 1980 e il 2016.<\/p>\n<p>La meccanizzazione dell\u2019agricoltura o i progressi nell\u2019informatica sono stati accompagnati da una crescita diffusa. Negli ultimi decenni per\u00f2 qualcosa si \u00e8 incrinato<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sta succedendo? In sostanza, mentre l\u2019automazione dell\u2019inizio del novecento e del dopoguerra \u201cha accresciuto la produttivit\u00e0 dei lavoratori in diversi settori industriali, creando opportunit\u00e0 di lavoro\u201d, ha dichiarato Acemo\u011flu alla camera, \u201cdalla met\u00e0 degli anni ottanta abbiamo vissuto un\u2019accelerazione dei processi di automazione e una decelerazione nell\u2019introduzione di nuove mansioni\u201d. Per dirla in parole povere, ha aggiunto, \u201cil portfolio tecnologico dell\u2019economia statunitense \u00e8 diventato molto pi\u00f9 squilibrato a discapito dei lavoratori, soprattutto di quelli meno istruiti\u201d. C\u2019\u00e8 di pi\u00f9: alcune cose che stiamo automatizzando non hanno tutti questi benefici economici. Prendiamo le casse automatiche nei supermercati, che costringono i clienti a scansionarsi da soli gli acquisti. Magari faranno risparmiare qualcosa sui costi della manodopera, ma di sicuro non incrementano la produttivit\u00e0 come farebbe invece, che so, una mietitrebbia a guida automatica.<\/p>\n<p>La tecnologia per\u00f2 non pu\u00f2 essere imbrigliata. Il punto \u00e8 assicurarci che anche i lavoratori possano godere dei suoi benefici. Nel suo discorso all\u2019edizione online del forum di Davos a gennaio la segretaria del tesoro statunitense Janet Yellen ha detto che i recenti miglioramenti in termini di produttivit\u00e0 creati dalla tecnologia potrebbero far aumentare le disuguaglianze. Ha osservato che, anche se la crescita del telelavoro prodotta dalla pandemia far\u00e0 aumentare la produttivit\u00e0 del 2,7 per cento negli Stati Uniti, a guadagnarci saranno soprattutto i redditi pi\u00f9 alti, cos\u00ec come sono stati soprattutto gli studenti bianchi e pi\u00f9 ricchi a trarre vantaggio dalla didattica a distanza. L\u2019istruzione \u00e8 l\u2019ambito in cui \u00e8 pi\u00f9 urgente combattere la disuguaglianza tecnologica. Per questo l\u2019amministrazione Biden ha voluto finanziare le universit\u00e0 locali, i programmi di apprendistato e la formazione professionale. L\u2019idea \u00e8 impedire lo svuotamento del mercato del lavoro in settori che hanno assecondato l\u2019adesione di Clinton al libero scambio senza protezioni adeguate per i lavoratori. La rabbia degli operai degli stati del Midwest decisivi alle elezioni presidenziali potrebbe essere niente al confronto di quella dei lavoratori nel settore dei servizi che assistono all\u2019automazione dei loro posti.<\/p>\n<p>Altre questioni richiedono soluzioni politiche. Se un\u2019azienda investe nella tecnologia, che pu\u00f2 svalutarsi, riceve pi\u00f9 benefici fiscali che se investe nella manodopera umana. Eliminare l\u2019ammortamento per attrezzature come software o robot potrebbe ridurre questo divario.<br \/>\nCome ha detto alla camera Acemo\u011flu \u201cla Silicon valley ha un sistema particolare, incentrato sull\u2019uso di algoritmi per sostituire gli esseri umani. Non \u00e8 un caso se aziende come Google danno lavoro a meno di un decimo delle persone che un tempo lavoravano per la General Motors\u201d. Il modello dei colossi tecnologici ruota attorno alla necessit\u00e0 di liberarsi della manodopera e di trasformare il comportamento umano in materia prima. Questo modello sar\u00e0 sottoposto a pressioni sempre pi\u00f9 forti nel 2022, mentre Washington cerca di portare avanti leggi per limitare il potere delle piattaforme tecnologiche prima delle elezioni di met\u00e0 mandato a novembre. Ma la domanda pi\u00f9 urgente resta senza risposta: in che modo ricollegare le fortune del capitale e del lavoro nella prossima era dell\u2019automazione di massa?<br \/>\n*(Rana Foroohar, \u00e8 una giornalista statunitense esperta di economia. Collabora con il canale televisivo Cnn ed \u00e8 opinionista del Financial Times, il giornale che ha pubblicato questo articolo. Questo articolo \u00e8 uscito sul numero 1446 di Internazionale, a pagina 4)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; Alessandro Calvi*: L\u2019INUTILE BATTAGLIA IDEOLOGICA SULLA GIUSTIZIA DELLA DESTRA ITALIANA. IL MINISTRO CARLO NORDIO HA INVITATO IL PARLAMENTO A NON AVERE UN ATTEGGIAMENTO SOTTOMESSO RISPETTO AI MAGISTRATI, APRENDO UN NUOVO SCONTRO TRA POLITICA E MAGISTRATURA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019INVITO CHE IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CARLO NORDIO HA RIVOLTO AL PARLAMENTO, ESORTANDOLO A NON ESSERE SUPINO NEI CONFRONTI DEI MAGISTRATI, HA RAPPRESENTATO UNO DEI MOMENTI PI\u00d9 INQUIETANTI DELLA STORIA POLITICA ITALIANA RECENTE.<\/p>\n<p>Quelle parole infatti sono state pronunciate il 19 gennaio proprio nei giorni in cui magistrati e forze dell\u2019ordine erano riusciti a catturare il capomafia Matteo Messina Denaro, latitante ormai da trent\u2019anni. Ci sono magistrati, ha detto Nordio, \u201cche, avendo sempre fatto i pubblici ministeri antimafia, hanno una visione estremamente, chiamiamola cos\u00ec, severa di questi problemi, ma l\u2019Italia non \u00e8 fatta di pubblici ministeri e questo parlamento non deve essere supino e acquiescente a quelle che sono le associazioni dei pubblici ministeri\u201d.<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 di queste parole sta anche nel fatto che il ministro le ha pronunciate dai banchi del governo all\u2019interno della camera dei deputati, durante il dibattito sullo stato della giustizia in Italia. Lo ha fatto forse senza neppure rendersi conto del peso anche simbolico che avrebbero immediatamente assunto, sia nei confronti delle procure che indagano sulla criminalit\u00e0 organizzata, sia dello stesso parlamento. E, a quanto pare, senza prevedere le conseguenze politiche che quelle parole avrebbero avuto, soprattutto a destra.<\/p>\n<p>Attacco alla magistratura<\/p>\n<p>In quel momento si era infatti nel pieno del dibattito sullo strumento investigativo rappresentato dalle intercettazioni, innescato da una serie di dichiarazioni dello stesso Nordio, alcune rilasciate ai mezzi di informazione, come l\u2019intervista a Radio24 del 17 gennaio, altre in parlamento: prima al senato e poi alla camera, tra mercoled\u00ec 18 e gioved\u00ec 19 gennaio. In queste occasioni il ministro ha pi\u00f9 volte affermato con decisione la necessit\u00e0 di intervenire in senso pi\u00f9 restrittivo sulla disciplina delle intercettazioni per evitare abusi. Ma le questioni squisitamente tecniche sono rapidamente passate in secondo piano di fronte all\u2019esplodere della polemica per l\u2019attacco alla magistratura, innescata per di pi\u00f9 proprio a ridosso della cattura di Messina Denaro.<\/p>\n<p>Nell\u2019intreccio tra questioni politiche e questioni giuridiche che si \u00e8 venuto a creare, in molti sono intervenuti per rispondere al ministro sull\u2019importanza delle intercettazioni come strumento investigativo. Tra questi, perfino il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia che, nelle ore successive alla cattura di Messina Denaro, \u00e8 stato costretto a ribadire come proprio le intercettazioni siano state fondamentali per arrivare al capomafia latitante, e come lo siano in generale nella lotta contro la criminalit\u00e0. Ma, come detto, non \u00e8 stato il solo a parlare.<\/p>\n<p>Attorno alle parole del ministro si \u00e8 aperto uno scontro tra magistratura e politica come non si ricordava dai tempi dei governi guidati da Silvio Berlusconi. E questo ha finito per mettere in difficolt\u00e0 soprattutto Giorgia Meloni. Gi\u00e0 alle prese con le conseguenze del mancato taglio delle accise sui carburanti deciso dal governo, la presidente del consiglio si \u00e8 trovata costretta a gestire un\u2019altra grana della quale avrebbe fatto volentieri a meno. Secondo i sondaggi, la prima flessione di Fratelli d\u2019Italia) dopo mesi di crescita impetuosa si \u00e8 registrata infatti proprio dopo il pasticcio sulle accise. \u00c8 evidente che altri passi falsi non sono ammissibili, anche perch\u00e9 in vista ci sono le elezioni regionali in programma il 12 e 13 febbraio in Lombardia e nel Lazio dalle quali, peraltro, dipendono pi\u00f9 i futuri equilibri interni alla maggioranza che i rapporti con le opposizioni.<\/p>\n<p>Ma, come nel caso delle accise, subito sono emerse le divisioni tra gli alleati di governo, anche con diverse prese di distanza pi\u00f9 o meno esplicite nei confronti di Nordio, seppure le sue idee sulla giustizia, e anche sulle intercettazioni, siano note da tempo. L\u2019ultima volta le aveva esposte, gi\u00e0 da ministro, circa un mese fa e sempre in parlamento. Ma sono anni che Nordio ne scrive e ne parla, come ex pubblico ministero, scrittore e pubblicista, manifestando pienamente la sua sensibilit\u00e0 garantista, molto diversa da quella pi\u00f9 giustizialista che anima buona parte del partito di Meloni e della maggioranza ora al governo.<\/p>\n<p>PRENDERE TEMPO<br \/>\nNon a caso, soprattutto Forza Italia \u2013 alla quale si \u00e8 aggiunto il Terzo Polo dall\u2019opposizione \u2013 \u00e8 apparsa sulla stessa linea di Nordio. Molto pi\u00f9 evanescente \u00e8 stato il sostegno della Lega e, anzi, proprio il leader leghista Matteo Salvini il 21 gennaio ha affermato: \u201cLa politica deve evitare lo scontro con la magistratura e viceversa\u201d. Di fatto, uno stop a Nordio. A quel punto, con una nota il ministro ha affermato di non avere intenzione di dimettersi. La sensazione rimasta \u00e8 per\u00f2 quella di una sua estrema solitudine, tanto che si \u00e8 resa necessaria una seconda nota, stavolta proveniente dalla presidenza del consiglio dei ministri, con cui Giorgia Meloni ha ribadito \u201cla sua piena fiducia nel guardasigilli\u201d, annunciando un incontro in settimana.<\/p>\n<p>Va poi sottolineato che, al termine di una settimana che ha visto la giustizia al centro delle polemiche, il 24 gennaio a intervenire \u00e8 stato significativamente anche il presidente della repubblica Sergio Mattarella, nella sua veste di presidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm), l\u2019organo di autogoverno dei giudici, e quindi di massima autorit\u00e0 istituzionale in materia. Parlando nel corso della cerimonia per il commiato ai componenti uscenti del consiglio, Mattarella ha prima ricordato come quella appena conclusasi sia stata per il Csm \u201cuna consiliatura complessa, segnata da gravi episodi che l\u2019hanno colpita\u201d, per poi soffermarsi sulla indipendenza della magistratura stessa. \u201cAttraverso l\u2019esercizio trasparente ed efficiente del governo autonomo\u201d, ha detto il presidente, \u201cil consiglio superiore deve garantire, nel modo migliore, l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza della giurisdizione\u201d. La magistratura, ha aggiunto, \u201cha nei valori costituzionali, nel suo ambito e nella sua storia, le risorse per affrontare le difficolt\u00e0 e per assicurare, con autorevolezza e con credibilit\u00e0, il rispetto della legalit\u00e0 indispensabile per la vita e la crescita civile della societ\u00e0 e del nostro paese nel suo complesso\u201d.<\/p>\n<p>Il paradosso in questa storia sta nel fatto che sulle intercettazioni Nordio sostiene posizioni ragionevoli, e ampiamente e trasversalmente condivisibili, dalla tutela della sfera privata dei cittadini non toccati dalle indagini, alla necessit\u00e0 di impedire che intercettazioni irrilevanti per le indagini finiscano sui giornali. Il fatto \u00e8 che molte delle questioni che solleva appaiono superate. La cosiddetta riforma Orlando in tempi recenti \u00e8 intervenuta tra l\u2019altro sulla raccolta, la selezione, la trascrizione e la conservazione dei dati, rendendone pi\u00f9 difficile la diffusione. E per il momento pare funzionare abbastanza bene.<\/p>\n<p>Appare evidente, allora, che dietro l\u2019insistenza con la quale da destra si invoca una revisione delle regole in senso restrittivo, e pi\u00f9 in generale nel modo in cui continua ad affrontare le questioni della giustizia, vi sia una motivazione di natura ideologica pi\u00f9 che giuridica. Lo fanno pensare anche certe ambiguit\u00e0, per esempio nel distinguere tra regole che riguardano le indagini, e quindi il lavoro dei magistrati, e regole che riguardano la diffusione delle notizie, e quindi il lavoro dei mezzi di informazione. Nell\u2019ambiguit\u00e0, infatti, diventa pi\u00f9 facile usare eventuali eccessi della stampa per proporre un irrigidimento delle regole che riguardano gli strumenti investigativi a disposizione di chi indaga. Ed \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo.<\/p>\n<p>Per come si sono messe le cose, per\u00f2, alla maggioranza, e soprattutto a Giorgia Meloni, adesso conviene non acuire ulteriormente \u2013 per quanto possibile \u2013 lo scontro con la magistratura, e prendere tempo almeno fino alle elezioni regionali. D\u2019altra parte, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile capire quale sia lo scopo nell\u2019insistenza con la quale ormai da settimane si annuncia di voler intervenire su temi cos\u00ec delicati, innescando regolarmente polemiche che si propagano senza controllo, anche perch\u00e9 sulle intercettazioni manca tuttora una proposta concreta sulla quale discutere. E questo, soprattutto, pare incredibile.<\/p>\n<p>CONTINUE MARCE INDIETRO<br \/>\nQuesta storia, insomma, ha fatto emergere ancora una volta l\u2019approssimazione di una destra divisa e troppo spesso impegnata a smentire se stessa, e che con il trascorrere del tempo appare sempre pi\u00f9 impreparata a gestire il potere che si \u00e8 trovata a occupare. Lo dimostrano le continue marce indietro alle quali \u00e8 stata costretta da quando si \u00e8 insediata al governo del paese: si \u00e8 gi\u00e0 detto delle accise, si potrebbe ricordare, tra i tanti, anche il caso dei pagamenti elettronici, il pos.<\/p>\n<p>Ma soprattutto resta indimenticabile la storia del provvedimento sui rave party, adottato significativamente in occasione del primo consiglio dei ministri di questa legislatura per dare un segnale politico al proprio elettorato in materia di sicurezza, e sul quale si dovette per\u00f2 immediatamente rimettere mano per correggerne errori ed eccessi. Tra questi, la possibilit\u00e0 di intercettare gli organizzatori di questi eventi, decisa allora dalla stessa maggioranza che adesso ritiene assolutamente indispensabile intervenire in senso restrittivo sulle stesse intercettazioni. Ed era solo tre mesi fa.<br \/>\n*(Fonte: L\u2019Essenziale. Alessandro Calvi. \u00c8 un giornalista italiano. Ha scritto per il Riformista e il Messaggero. Ha pubblicato i libri Hanno ammazzato Montesquieu! e Paracarri. Cronache da un\u2019Italia che nessuno racconta).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>14 &#8211; INTANTO NEL MONDO<\/strong><\/p>\n<p>Ucraina-Russia<br \/>\nIl 20 gennaio nella base statunitense di Ramstein, in Germania, \u00e8 prevista una riunione dei paesi che sostengono l\u2019Ucraina per discutere di nuove forniture di armi. Alla vigilia della riunione Stati Uniti, Regno Unito, Svezia e Danimarca hanno annunciato forniture consistenti. In particolare, Washington sbloccher\u00e0 un aiuto militare da 2,5 miliardi di dollari, che comprende 59 veicoli corazzati da combattimento Bradley, 90 veicoli corazzati per il trasporto truppe Stryker, 53 mezzi corazzati antimina Mrap e 350 veicoli militari da ricognizione Humvee.<\/p>\n<p>Francia<br \/>\nIl 19 gennaio il ministero dell\u2019interno ha affermato che pi\u00f9 di un milione di persone hanno partecipato alle manifestazioni in tutto il paese contro un progetto di riforma del sistema pensionistico che prevede un aumento dell\u2019et\u00e0 della pensione da 62 a 64 anni. Secondo la confederazione sindacale Cgt, i manifestanti sono stati pi\u00f9 di due milioni. Ci sono stati scioperi in vari settori, tra cui trasporti e scuola. La prossima giornata d\u2019azione contro la riforma sar\u00e0 il 31 gennaio.<\/p>\n<p>Svizzera<br \/>\nL\u2019attivista svedese per il clima Greta Thunberg, fondatrice dei Fridays for future, ha contestato il 19 gennaio a Davos il Forum economico mondiale che si chiuder\u00e0 oggi, sostenendo che riunisce \u201cle persone che stanno promuovendo la distruzione del pianeta\u201d. Thunberg ha lanciato un appello per \u201cuna mobilitazione di massa contro i combustibili fossili\u201d.<\/p>\n<p>Per\u00f9<br \/>\nIl 19 gennaio migliaia di persone, in maggioranza provenienti dalle regioni andine, hanno partecipato a una manifestazione a Lima per chiedere le dimissioni della presidente Dina Boluarte, che si \u00e8 insediata a dicembre dopo la destituzione del presidente di sinistra Pedro Castillo. Ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia. Due persone sono rimaste uccise nel corso delle proteste ad Arequipa e a Macusani, nel sud del paese. Il bilancio dal 7 dicembre sale cos\u00ec a quarantacinque vittime, tra cui un poliziotto.<\/p>\n<p>Stati Uniti<br \/>\nMary Carmack-Altwies, procuratrice della contea di Santa Fe, nel New Mexico, ha annunciato il 19 gennaio che l\u2019attore Alec Baldwin sar\u00e0 incriminato per omicidio colposo per aver colpito a morte la direttrice della fotografia Halyna Hutchins durante le riprese del film western Rust. Baldwin rischia una condanna fino a cinque anni di prigione. Con le stesse accuse sar\u00e0 incriminata anche Hannah Gutierrez-Reed, responsabile del controllo delle armi sul set. L\u2019incidente \u00e8 avvenuto il 21 ottobre 2021.<\/p>\n<p>Sierra Leone<br \/>\nIl 19 gennaio il presidente Julius Maada Bio ha promulgato una legge che riserva alle donne il 30 per cento dei posti di lavoro nella pubblica amministrazione e in tutte le aziende, sia pubbliche sia private. La quota sar\u00e0 applicata anche nei consigli d\u2019amministrazione delle aziende e in parlamento. Le donne avranno anche diritto a un congedo di maternit\u00e0 di almeno quattordici settimane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Francesco Erbani*: Lo sterminio nazista nel diario ritrovato di Carla Simons. 01 \u2013Nicola Gratteri*: \u201cLa riforma di Nordio \u00e8 un regalo alle mafie\u201d. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40881\" title=\"n\u00b0 04 &#8211; 29\/01\/23. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  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