{"id":40810,"date":"2023-01-20T19:21:02","date_gmt":"2023-01-20T19:21:02","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40810"},"modified":"2023-01-20T19:47:35","modified_gmt":"2023-01-20T19:47:35","slug":"n-03-21-gennaio-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40810","title":{"rendered":"n\u00b0 03 &#8211; 21\/01\/2023. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca(PD): *: dl milleproroghe. \u00abpi\u00f9 personale per le nostre sedi consolari ed incentivi per il turismo\u00bb.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Sen. Francesca La Marca *: petizione per il consolato NYC<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Alfiero Grandi*: la nostra inflazione \u00e8 farina di Meloni e Giorgetti. l&#8217;inflazione \u00e8 un pericolo per Italia. La pi\u00f9 alta d\u2019Europa, il doppio della Spagna.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Legge di Bilancio 2023. Manovra 2023: tutti i bonus per privati e famiglie. La Legge di Bilancio per il 2023 \u00e8 stata definitivamente approvata a fine 2022 per entrare in vigore il primo gennaio di quest\u2019anno.<\/strong><br \/>\n<strong>06 \u2013 Pierre Haski *: ECONOMIA. Davos, Svizzera, 14 gennaio 2023. Il forum di Davos \u00e8 simbolo di una globalizzazione superata Per quasi tre decenni il forum di Davos, citt\u00e0 arroccata sulle montagne svizzere, ha segnato il progresso di una globalizzazione efficace.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Ambiente I fenomeni ambientali estremi non sono in calo. Oltre a incidere sugli ecosistemi e sulle causano danni alle economie. Una quantificazione di tali danni \u00e8 fondamentale per misurare gli effetti del riscaldamento globale.(*)<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Perch\u00e9 non possiamo dire che l\u2019Italia ha completato tutte le scadenze UE del Pnrr. Il governo sostiene di aver raggiunto gli interventi richiesti dal Pnrr per la fine del 2022. Ma in diversi casi i criteri definiti per il loro completamento non risultano soddisfatti. Una situazione poco trasparente, che ora star\u00e0 all\u2019UE valutare. Le date.<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Tim Judah *: In Kosovo le tensioni tra la comunit\u00e0 serba e il resto della popolazione continuano a creare crisi pericolose. Ma un accordo tra Pristina e Belgrado \u00e8 possibile.<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Nel mondo<\/strong><br \/>\n<strong>11 &#8211; Car\u00e8(Pd)* : Nuova Zelanda, grazie Ardern, coraggiosa e umana.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca*: DL MILLEPROROGHE. LA MARCA (PD): \u00abPI\u00d9 PERSONALE PER LE NOSTRE SEDI CONSOLARI ED INCENTIVI PER IL TURISMO\u00bb.<\/strong><br \/>\nUn emendamento dedicato all\u2019aumento del personale del Ministero degli Affari Esteri ed un secondo emendamento finalizzato a sostenere ed incentivare il &#8220;turismo delle radici&#8221;. Sono queste le modifiche proposte dalla Senatrice Francesca La Marca, eletta nella circoscrizione estero, ripartizione America Settentrionale e Centrale, al cosiddetto \u201cDecreto Milleproroghe\u201d in discussione al Senato.<\/p>\n<p>\u00abHo deciso di ripresentare due emendamenti \u2013 spiega la Senatrice Francesca La Marca &#8211; che avevo gi\u00e0 presentato all\u2019ultima legge di bilancio, anche per valutare la risposta dell\u2019attuale maggioranza, che aveva bocciato l\u2019emendamento sull\u2019incremento del personale e sull\u2019incentivazione del &#8220;turismo delle radici&#8221;. Vediamo \u2013 prosegue la Senatrice La Marca &#8211; se, almeno questa volta, l\u2019attuale maggioranza riesce a prestare attenzione anche agli italiani all\u2019estero, smettendo di considerarli come italiani di serie \u201cB\u201d. Con il primo emendamento chiedo che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale continui a bandire, per ciascun anno dal 2023 al 2025, un concorso pubblico di accesso alla carriera diplomatica. Le sedi consolari, anche nella circoscrizione che rappresento, lamentano una carenza di personale, che si ripercuote poi sulla possibilit\u00e0 di offrire un efficiente servizio ai nostri connazionali residenti all\u2019estero\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl secondo emendamento \u2013 sottolinea la Senatrice La Marca \u2013 \u00e8 invece dedicato ad incentivare il cosiddetto \u201cturismo delle radici\u201d o \u201cturismo di ritorno\u201d che riguarda i nostri connazionali all\u2019estero (5,8 milioni) ma anche tutti gli italo-discendenti (circa 80 milioni di persone). L\u2019emendamento prevede che ai cittadini italiani residenti all\u2019estero, che attestino la loro iscrizione all\u2019AIRE, venga riconosciuto un incentivo del 15%, per gruppi non inferiori a due persone, e del 20%, per gruppi non inferiori a 5 persone, sul prezzo dei viaggi realizzati con la compagnia Ita Airways o con il Gruppo Ferrovie dello Stato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSecondo dati riferiti al 2018 e pubblicati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale &#8211; specifica la Senatrice La Marca &#8211; nella sola annualit\u00e0 2018 sono stati 10 milioni i turisti inseriti dall\u2019Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) nella categoria \u201cTurista delle Radici\u201d. Un turismo capace di generare un flusso economico, nel 2018, pari a circa 4 miliardi di euro (+7,5% rispetto all\u2019anno precedente). Il \u201cTurismo delle Radici&#8221; offre opportunit\u00e0 straordinarie per il nostro paese, non tanto o meglio non solo in termini economici. Dobbiamo iniziare a considerare gli italiani all\u2019estero, e gli italo-discendenti, \u2013 conclude la Senatrice La Marca &#8211; come una vera e propria risorsa, come Ambasciatori dell\u2019Italianit\u00e0 nel mondo. Un\u2019italianit\u00e0 che per\u00f2 anch\u2019essi devono poter ritrovare, riscoprire, essendo messi nelle condizioni per farlo\u00bb.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; SENATO DELLA REPUBBLICA &#8211; Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Sen. Francesca La Marca *: Cari connazionali, Cari amici, Ho pensato di lanciare una petizione<\/strong> per richiedere che presso il Consolato di New York, sull&#8217;esempio di quanto fatto nei consolati di Toronto e Montr\u00e9al, venga attivata una linea telefonica, dedicata agli over 70, per l&#8217;espletamento dei servizi consolari e per la richiesta del passaporto. Vi invito a sottoscrivere la suddetta petizione cliccando su questo link: <strong>https:\/\/chng.it\/6H77zn444W<\/strong> VI ringrazio anticipatamente.<br \/>\n*(Sen. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; SENATO DELLA REPUBBLICA &#8211; Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Alfiero Grandi*: LA NOSTRA INFLAZIONE \u00c8 FARINA DI MELONI E GIORGETTI.L&#8217;INFLAZIONE \u00c8 UN PERICOLO PER ITALIA.<\/strong> LA PI\u00d9 ALTA D&#8217;EUROPA, IL DOPPIO DELLA SPAGNA. L&#8217;ERRORE DEL GOVERNO SULLE ACCISE \u00c8 GRAVE E SPINGE L&#8217;INFLAZIONE, COME L&#8217;AUMENTO DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI, MA IL DIFETTO PI\u00d9 GRAVE \u00c8 CHE NON HA UNA POLITICA PER CONTROLLARE E CONTRASTARE L&#8217;INFLAZIONE, COME CONFERMA IL PREZZO DEL GAS CHE SALE MENTRE CALA SUI MERCATI.<\/p>\n<p>La Bce prima ha sbagliato sull&#8217;inflazione al 2%, sottovalutando la guerra e i suoi contraccolpi, poi ha virato bruscamente tornando a prima del Draghi di \u201cwhatever it takes\u201d aumentando i tassi di interesse, a ruota della Fed, come da dottrina monetarista, socialmente ingiusta ed economicamente perdente.<br \/>\nPEGGIO: LA BCE HA RADDOPPIATO CON LA DECISIONE DI NON COMPRARE PI\u00d9 DEBITO DEGLI STATI NAZIONALI.<br \/>\nPER QUESTO IL GOVERNO DOVREBBE AVERE UNA POLITICA E AVANZARE PROPOSTE A LIVELLO EUROPEO.<br \/>\nLa decisione di prelevare un quarto di quanto deciso da Draghi dagli extra profitti delle aziende che hanno speculato sull&#8217;esplosione dei prezzi delle fonti energetiche ha aperto una voragine di 7,5 miliardi nei conti pubblici. Da qui il taglio dello sconto sulle accise dei carburanti. Da qui anche la durezza dell&#8217;attacco al reddito di cittadinanza e il forte taglio alla rivalutazione delle pensioni oltre 4 volte il minimo, 17 miliardi in 3 anni.<br \/>\nGiorgetti ha dimostrato di non avere idee su una terapia anti inflazione e Giorgia Meloni ha prima scaricato la responsabilit\u00e0 degli aumenti dei carburanti sulla rete di vendita (ora corre ai ripari) motivandola come una misura di equit\u00e0. Una assurdit\u00e0.<br \/>\nIl Governo ha rastrellato risorse per i condoni e la flat tax alle partite Iva, senza alcuna attenzione all&#8217;aumento dell&#8217;inflazione. I soldi disponibili sono stati spesi male.<br \/>\nUn bene indispensabile come il carburante pu\u00f2 recuperare equit\u00e0 con la tassazione dei redditi pi\u00f9 alti, bollo compreso, con sostegni ai redditi bassi, ecc. non dai prezzi alla pompa e il loro aumento spinge l&#8217;inflazione, in pi\u00f9 gli aumenti incidono su chi trasporta merci e quindi sui prezzi finali.<br \/>\nLa gestione di Giorgetti al Ministero dell&#8217;Economia \u00e8 deludente, attento solo ai saldi finali ma senza idee e senza coraggio. Invece il ruolo del Mef \u00e8 decisivo per politiche di sistema.<br \/>\nUn esempio: Calderoli, leghista come Giorgetti, nella bozza per l&#8217;autonomia regionale differenziata arriva a dare 30 giorni al Mef per pronunciarsi sulle norme e trovare le risorse, altrimenti il Governo (cio\u00e8 lui) avvierebbe comunque la trattativa con le regioni per il trasferimento dei poteri dallo Stato, senza riguardo per i conti pubblici, e l&#8217;equilibrio territoriale. Mai esistita una norma del genere.<\/p>\n<p>A dicembre l&#8217;inflazione \u00e8 arrivata a un + 11,6%, rendendo pi\u00f9 difficile la concorrenza dei prodotti italiani e drenando risorse ingenti dai redditi fissi e dal risparmio.<br \/>\nSe prima fa aumentare le entrate dopo l&#8217;inflazione diventa un cappio al collo per le finanze pubbliche perch\u00e8 aumentano le uscite e il costo del debito pubblico. Inoltre l&#8217;inflazione scarica sui redditi fissi e su quelli bassi il peso degli aumenti, quindi pi\u00f9 povert\u00e0, pi\u00f9 divaricazione sociale.<br \/>\nSe i contratti dei lavoratori dipendenti non vengono rinnovati a livelli adeguati viene programmata una riduzione dei salari. Anche introdurre il salario minimo sarebbe molto utile.<br \/>\nSe salari, redditi fissi, pensioni e piccolo risparmio vengono erosi la domanda interna diminuisce e la recessione \u00e8 alle porte. Le esportazioni non potranno compensare visto che l&#8217;economia mondiale sta rallentando sotto i colpi della guerra e del Covid.<br \/>\nLa cultura del controllo delle variabili economiche, compresi i prezzi, \u00e8 stata accantonata, con il risultato che chi poteva ha aumentato i prezzi, ma cos\u00ec l&#8217;inflazione va fuori controllo.<br \/>\nIl paragone pu\u00f2 essere con il passaggio lira\/euro, quando il mancato controllo (di Tremonti) dei prezzi cre\u00f2 pi\u00f9 inflazione.<br \/>\nL&#8217;inflazione va affrontata con politiche. Il Governo deve esplicitare gli obiettivi, convocare tavoli di concertazione, adottare normative e strumentazioni che oggi mancano. Inoltre il 31 marzo scadranno tutti gli interventi di sostegno, un incubo.<br \/>\nI lavoratori dipendenti italiani in 20 anni hanno perso il 3 % dei salari, unici in Europa. Non ci sono spazi per riduzioni dei salari<br \/>\nIl governo deve adottare una politica anti inflazione per scongiurare il peggio, costruendo un confronto con le forze sociali, sindacati in testa, mettendo in sicurezza i fondamenti della tenuta sociale del paese: sanit\u00e0, scuola, ricerca, universit\u00e0, assistenza, previdenza.<br \/>\nL&#8217;opposizione deve preparare proposte e pretendere un confronto parlamentare su come contrastare l&#8217;inflazione.<br \/>\n*( Alfiero Grandi, politico)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; LEGGE DI BILANCIO 2023. MANOVRA 2023: TUTTI I BONUS PER PRIVATI E FAMIGLIE. LA LEGGE DI BILANCIO PER IL 2023 \u00c8 STATA DEFINITIVAMENTE APPROVATA A FINE 2022 PER ENTRARE IN VIGORE IL PRIMO GENNAIO DI QUEST\u2019ANNO. (ndr)*<\/strong><br \/>\nL\u2019approvazione \u00e8 avvenuta con il Governo che ha posto e votato la fiducia a Palazzo Madama (107 a favore, 69 contrari e un\u2019astensione).Il testo definitivo si compone di un unico articolo, suddiviso in 895 commi. Vediamo tutti quelli che riguardano i bonus ai quali i privati cittadini hanno la possibilit\u00e0 di accedere nel 2023.<\/p>\n<p>BONUS BOLLETTE<br \/>\nI commi da 11 a 16 della Legge di Bilancio 2023 prevedono misure per il contenimento del costo delle bollette energetiche per il primo trimestre 2023. In particolare:<br \/>\n\u2022 sono annullati gli oneri generali di sistema elettrico sulle utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione, con potenza fino a 16,5 kW;<br \/>\n\u2022 resta l\u2019IVA al 5% sulle somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industrialin e viene estesa alle somministrazioni di energia termica prodotta con gas metano in esecuzione di un contratto servizio energia e alle forniture di servizi di teleriscaldamento.<br \/>\nPer questa ultima misura si attende tuttavia apposito provvedimento attuativo dell\u2019Agenzia delle Entrate.<br \/>\nLa Manovra prevede inoltre un intervento dell\u2019Autorit\u00e0 di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) sugli oneri generali della distribuzione del gas, sempre al fine di contenere gli effetti del caro prezzi.<\/p>\n<p>BONUS SOCIALE ELETTRICO E GAS<br \/>\nI commi da 17 a 19 rinnovano il Bonus sociale per elettricit\u00e0 e gas, ampliando la platea di beneficiari. L\u2019ISEE soglia per accedere al Bonus viene infatti portato da 12mila a 15mila euro.<br \/>\nL\u2019agevolazione consiste nell\u2019applicazione di tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica e di gas naturale, riservate ai clienti domestici economicamente svantaggiati.<br \/>\nDunque nel 2023 un maggior numero di famiglie ricever\u00e0 questo aiuto a far fronte al caro energia.<\/p>\n<p>AGEVOLAZIONI PRIMA CASA GIOVANI<br \/>\nGrazie al comma 74 le giovani coppie under 36 avranno ancora un anno di tempo, fino al 31 dicembre 2023, per acquistare la loro prima casa di abitazione.<br \/>\nL\u2019iniziativa \u00e8 riservata a coloro (almeno uno nella coppia) che hanno meno di 36 anni e un ISEE non superiore a 40mila euro e consiste nelle seguenti agevolazioni:<br \/>\n\u2022 esenzione dall\u2019imposta di bollo e dalle imposte ipotecarie e catastali sugli atti di trasferimento di propriet\u00e0 o sugli atti traslativi\/costitutivi di nuda propriet\u00e0, usufrutto, uso o abitazione;<br \/>\n\u2022 credito pari all\u2019IVA versata per l\u2019acquisto, se la cessione \u00e8 soggetta a l\u2019imposta sul valore aggiunto;<br \/>\n\u2022 esenzione imposta sostitutiva sull\u2019eventuale finanziamento.<\/p>\n<p>ACQUISTO CASE GREEN<br \/>\nIl comma 76 si riguarda ancora un\u2019agevolazione destinata all\u2019acquisto di immobili, ma fruibile da parte di tutti i privati cittadini che acquistino case ad alta efficienza energetica entro il 31 dicembre 2023.<br \/>\nSi tratta di una detrazione IRPEF pari al 50% dell\u2019IVA corrisposta in fase di acquisto che la Manovra 2023 ha riproposto, dopo essere stata in vigore negli anni 2016 e 2017. Il credito IRPEF verr\u00e0 restituito nelle solite 10 quote annuali di pari importo.<br \/>\n\u2022 Il requisito per ottenere l\u2019agevolazione \u00e8 quello di comprare un immobile:<br \/>\n\u2022 residenziale;<br \/>\n\u2022 di classe energetica A o B;<br \/>\n\u2022 da imprese costruttrici o da organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) immobiliari.<\/p>\n<p>BONUS MOBILI<br \/>\nIl comma 277 della Legge di Bilancio 2023 proroga il Bonus Mobili per il 2023, portando il tetto di spesa massima da 5mila a 8mila euro. Dal 2024 il tetto di spesa torner\u00e0 a 5mila euro.<br \/>\nRicordiamo che il Bonus Mobili e grandi elettrodomestici consiste in una detrazione IRPEF del 50% fruibile dai privati cittadini che effettuino contestualmente una ristrutturazione edilizia, fruendo di uno dei Bonus Casa.<br \/>\nAd essere portate in detrazione sono le spese relative sia all\u2019acquisto dei mobili destinati all\u2019arredamento dell\u2019immobile ristrutturato, che i costi di acquisto di grandi elettrodomestici.<\/p>\n<p>BONUS BARRIERE ARCHITETTONICHE<br \/>\nCon il comma 365 vengono prorogate di altri tre anno (quindi fino 31 dicembre 2025) le agevolazioni previste per l\u2019abbattimento delle barriere architettoniche.<br \/>\nStiamo parlando della detrazione IRPEF del 75% per gli interventi finalizzati al superamento e all\u2019eliminazione di barriere architettoniche in edifici gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nIn caso di lavori effettuati in condomini, questi devono essere approvati con delibera dalla maggioranza dei partecipanti all\u2019assemblea, che a sua volta deve rappresentare almeno un terzo del valore millesimale dell\u2019edificio.<br \/>\nSUPERBONUS<br \/>\nCon i commi 894 e 895 della Legge di Bilancio 2023 arriva l\u2019attesa proroga del Super bonus 110% per alcune tipologie di intervento. Per gli lavori di efficientamento energetico, invece, da quest\u2019anno la detrazione o credito scende al 90%, per effetto del Decreto Aiuti quater.<\/p>\n<p>LA MANOVRA PROROGA LA PERCENTUALE DEL 110%, OVVERO ESCLUDE DALL\u2019APPLICAZIONE DEL DECRETO LEGGE N. 176\/2022 AGLI INTERVENTI:<br \/>\n\u2022 non condominiali per i quali, al 25 novembre 2022, risulti presentata la CILA;<br \/>\n\u2022 effettuata in condomini con delibera di approvazione adottata entro il 18 novembre 2022 (data da attestare con dichiarazione sostitutiva dell\u2019amministratore o del condomino che ha presieduto l\u2019assemblea) e CILA presentata entro il 31 dicembre 2022;<br \/>\n\u2022 effettuati dai condom\u00ecni per i quali l\u2019approvazione dei lavori \u00e8 arrivata tra il 19 e il 24 novembre 2022 (la data della delibera dev\u2019essere attestata con dichiarazione sostitutiva dell\u2019amministratore o del condomino che ha presieduto l\u2019assemblea) e CILA presentata al 25 novembre 2022;<br \/>\n\u2022 di demolizione e ricostruzione degli edifici per i quali al 31 dicembre 2022 risulta presentata l\u2019istanza per acquisire il titolo abilitativo.<br \/>\n*(ndr)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 (*)Il governo Meloni e le questioni di fiducia. Governo e parlamento L\u2019attuale esecutivo ha posto la fiducia 5 volte in 21 giorni. Un modo per velocizzare l\u2019approvazione delle norme che tuttavia riduce di molto le prerogative del parlamento.(*)<\/strong><br \/>\n\u2022 Il governo Meloni ha posto la questione di fiducia 5 volte in 21 giorni.<br \/>\n\u2022 solo il governo Renzi (2014) ha posto un numero pi\u00f9 elevato di questioni di fiducia nei suoi primi 90 giorni di attivit\u00e0.<br \/>\n\u2022 il governo Meloni per\u00f2 presenta il valore pi\u00f9 elevato nel rapporto tra voti di fiducia e leggi approvate nello stesso periodo.<br \/>\n\u2022 in 32 casi su 35 i governi delle ultime legislature, ai loro esordi, hanno posto la fiducia su un decreto legge.<br \/>\n\u2022 la legge di bilancio alla camera \u00e8 passata per soli 34 voti. Uno scarto ridotto dovuto alla maggiore presenza in aula dell&#8217;opposizione.<br \/>\nDopo 2 mesi di navigazione relativamente tranquilla, nelle ultime settimane del 2022 il governo Meloni ha deciso di porre la questione di fiducia su diversi disegni di legge per velocizzarne l\u2019approvazione.<br \/>\nIn particolare, il primo esecutivo della XIX legislatura ha fatto ricorso alla fiducia 5 volte in 21 giorni. Un dato elevato, anche se non il pi\u00f9 alto in assoluto tra i governi che si sono succeduti negli ultimi anni.<br \/>\nL\u2019esecutivo pu\u00f2 decidere di mettere la fiducia su un disegno di legge, legando il proprio destino a quello del testo. Nasceva per ricompattare la maggioranza in situazioni eccezionali ma \u00e8 ormai diventata una prassi ricorrente. Vai a \u201cChe cosa sono i voti di fiducia\u201d<br \/>\nQuesta scelta \u00e8 stata certamente condizionata anche dalla situazione contingente. In particolare dalla necessit\u00e0 di approvare la legge di bilancio in pochissimo tempo. Tuttavia il ricorso sempre pi\u00f9 frequente a questo strumento a cui abbiamo assistito negli ultimi anni comporta un continuo ridimensionamento del ruolo delle camere. Sempre pi\u00f9 subalterne rispetto all\u2019azione dell\u2019esecutivo.<br \/>\nL\u2019esordio del governo Meloni e il confronto con i suoi predecessori<br \/>\nAlla data di pubblicazione di questo articolo, il governo Meloni risulta in carica da 87 giorni (dal 22 ottobre). In questo lasso di tempo, come gi\u00e0 detto, l\u2019attuale esecutivo ha fatto ricorso alla fiducia 5 volte. Un dato certamente importante ma non il pi\u00f9 alto in assoluto.<br \/>\nConsiderando i primi 3 mesi di vita dei governi delle ultime 4 legislature infatti possiamo osservare che il valore pi\u00f9 alto in assoluto \u00e8 quello del governo Renzi che tra il febbraio e il maggio 2014 pose la fiducia ben 9 volte. Dopo quello di Meloni, troviamo invece i governi Berlusconi IV, Monti, Gentiloni e Draghi tutti con 4 questioni di fiducia poste ai loro esordi.<br \/>\nPer il governo Meloni 5 voti di fiducia in 3 mesi<br \/>\nLe questioni di fiducia e le leggi approvate all\u2019esordio di ogni governo (2008-2023)<\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\n\u2022 le questioni di fiducia poste su disegni di legge dagli esecutivi delle ultime 4 legislature nei loro primi 87 giorni di attivit\u00e0.<br \/>\n\u2022 il rapporto tra questioni di fiducia e leggi approvate nello stesso periodo considerato. Nei grafici non \u00e8 presente il governo Conte I perch\u00e9 nei suoi primi 87 giorni di attivit\u00e0 non ho posto questioni di fiducia e al tempo stesso il parlamento non ha approvato leggi.<br \/>\nNel conteggio del rapporto tra leggi e fiducie non sono state considerate le ratifiche di trattati internazionali. Questo perch\u00e9 molto spesso questi disegni di legge vengono trattati in blocco a intervalli regolari e anche perch\u00e9 quasi mai questo tipo di atto richiede il ricorso alla fiducia.<br \/>\nCertamente per\u00f2 un numero pi\u00f9 o meno elevato di questioni di fiducia poste dipende anche dal numero di disegni di legge (Ddl) trattati dal parlamento nello stesso periodo. Maggiore \u00e8 il numero di provvedimenti in esame infatti e maggiore sar\u00e0 la probabilit\u00e0 che il governo decida di ricorrere allo strumento.<br \/>\nDa questo punto di vista quindi non deve sorprendere che nei primi 2 mesi il governo non abbia mai fatto ricorso alla fiducia. D\u2019altronde tra ottobre e novembre il parlamento ha approvato una sola legge. La conversione del cosiddetto decreto aiuti ter, risalente peraltro al governo Draghi. Il ricorso alla fiducia quindi non si \u00e8 praticamente mai reso necessario in quel periodo.<br \/>\n5 su 5 le questioni di fiducia poste dal governo Meloni nei suoi primi 87 giorni a fronte delle leggi approvate dal parlamento nello stesso periodo.<br \/>\nSe si considera questo indicatore (escludendo dal conteggio le ratifiche di trattati internazionali), notiamo che l\u2019attuale governo sale al primo posto. Il secondo dato pi\u00f9 elevato \u00e8 quello del governo Monti (4 voti di fiducia a fronte di 6 leggi approvate), mentre il terzo \u00e8 quello del governo Renzi (9 su 16).<\/p>\n<p>LA QUESTIONI DI FIDUCIA E IL RUOLO DEL PARLAMENTO<br \/>\nCome detto, nel mese di dicembre si \u00e8 assistito a un\u2019impennata nel ricorso alla questione di fiducia. In questo periodo infatti il parlamento si \u00e8 trovato a dover affrontare contemporaneamente la discussione sulla legge di bilancio e la conversione di diversi decreti legge. La prima, come noto, doveva essere approvata definitivamente entro il 31 dicembre. Per i secondi invece ci sono 60 giorni di tempo dal momento della loro pubblicazione in gazzetta ufficiale.<\/p>\n<p>COME FUNZIONA IL CICLO DI BILANCIO.<br \/>\nQuesta concomitanza ha fatto s\u00ec che il mese di dicembre fosse particolarmente complicato, per cui il governo si \u00e8 visto \u201ccostretto\u201d a ricorrere alla questione di fiducia molte volte per non rischiare di andare in difficolt\u00e0 nel rispetto di tali scadenze. L\u2019accoppiata decreto legge e questione di fiducia peraltro \u00e8 una prassi che sta diventando sempre pi\u00f9 frequente, specie nella fase di passaggio tra un governo e l\u2019altro. A maggior ragione all\u2019inizio della legislatura.<\/p>\n<p>D\u2019altronde in questa fase il parlamento, prima di dedicarsi all\u2019attivit\u00e0 legislativa, deve espletare una serie di pratiche preliminari. Tra cui:<br \/>\n\u2022 la formazione dei gruppi parlamentari e la scelta dei loro presidenti;<br \/>\n\u2022 la scelta dei presidenti di camera e senato e dei rispettivi uffici di presidenza;<br \/>\n\u2022 la definizione delle commissioni.<br \/>\nQuesta situazione pu\u00f2 spingere il governo a fare ampio ricorso ai decreti legge per dare attuazione al proprio programma, in attesa della piena operativit\u00e0 delle camere.<br \/>\nI governi ricorrono a Dl e fiducia per attuare il programma ma cos\u00ec esautorano il parlamento.<br \/>\nPoi per\u00f2, per evitare che le norme contenute nei Dl decadano, gli esecutivi spesso pongono la fiducia sulla legge di conversione per velocizzare la sua approvazione. In questo modo tuttavia si riducono drasticamente la prerogative del parlamento. La possibilit\u00e0 di apportare modifiche al testo infatti sar\u00e0 limitata e l\u2019unico vero momento di confronto in aula sar\u00e0 quello delle dichiarazioni di voto.<\/p>\n<p>Questa circostanza si \u00e8 presentata anche in passato. Riprendendo il confronto con gli anni precedenti infatti possiamo osservare che quasi sempre i governi ai loro esordi hanno legato la fiducia a leggi di conversione di decreti legge.<\/p>\n<p>COSA SONO I DECRETI LEGGE.<br \/>\nNel periodo considerato infatti (i primi 3 mesi di vita degli esecutivi degli ultimi anni) su 35 voti di fiducia 32 riguardavano leggi di conversione di Dl. Il governo Meloni in particolare ha posto la fiducia 3 volte sui decreti. In un solo caso, durante il governo Renzi, la fiducia \u00e8 stata posta su una legge ordinaria.<br \/>\nLe questioni di fiducia sono poste prevalentemente sui decreti legge<br \/>\nLe tipologie di legge su cui i governi pongono la fiducia nei loro primi 87 giorni<\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\nSu ogni disegno di legge pu\u00f2 essere posta la fiducia due volte: sia alla camera che al senato. \u00c8 il caso, ad esempio, della legge di bilancio 2023. Il numero di questioni di fiducia quindi non coincide necessariamente con il numero dei Ddl su cui sono state poste.<\/p>\n<p>In questo caso possiamo osservare che 5 governi (oltre a Renzi anche Berlusconi, Monti, Letta e Draghi) hanno usato pi\u00f9 spesso l\u2019accoppiata decreto legge \u2013 fiducia rispetto all\u2019attuale esecutivo. Tuttavia occorre anche ricordare che il governo Meloni ha fatto ricorso allo strumento anche per la legge di bilancio. Altra norma con una scadenza ben precisa.<br \/>\n2 le norme blindate con la fiducia in entrambe le camere dal governo Meloni (legge di bilancio e decreto aiuti quater).<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, probabilmente la scelta di far cadere il governo Draghi e andare a elezioni anticipate a settembre (un unicum nella storia repubblicana del nostro paese) ha inciso non poco su questa dinamica e non ha rappresentato una soluzione ottimale.<br \/>\nCertamente poi il contesto internazionale, caratterizzato dalla guerra in Ucraina, dell\u2019aumento dell\u2019inflazione e del costo di energia e materie prime ha reso ancora pi\u00f9 complesso il passaggio dalla XVIII alla XIX legislatura.<\/p>\n<p>COME SONO ANDATI I VOTI DI FIDUCIA SUL GOVERNO MELONI<br \/>\nAnche se sono un numero abbastanza esiguo per valutare la solidit\u00e0 di una maggioranza, dall\u2019analisi dei 5 voti di fiducia svolti finora emergono comunque degli spunti interessanti.<br \/>\nIl primo elemento da rilevare riguarda il fatto che il margine al senato, bench\u00e9 minore rispetto alla camera, sembra essere pi\u00f9 stabile. Per la fiducia posta sulla legge di bilancio infatti la maggioranza ha ottenuto uno scarto di 16 voti rispetto all\u2019opposizione. Valore simile (14) per il voto sulla conversione del decreto aiuti quater.<br \/>\nSituazione particolare invece a Montecitorio. Qui in 2 occasioni lo scarto \u00e8 stato superiore ai 60 voti. Si tratta in particolare della fiducia sul decreto rave (61) e di quella sul decreto aiuti quater (64). Il margine si \u00e8 invece ridotto notevolmente in occasione del voto sulla legge di bilancio.<br \/>\n34 i voti di scarto tra maggioranza e opposizione in occasione della fiducia sulla legge di bilancio alla camera.<br \/>\nUn numero particolarmente basso rispetto agli altri. Questa differenza pu\u00f2 essere dovuta al fatto che, data l\u2019importanza del Ddl in discussione, la presenza in aula era molto pi\u00f9 consistente. Se infatti nel caso dei due decreti i votanti totali sono stati rispettivamente 354 e 346 per la legge di bilancio erano 373.<br \/>\nAlla luce di questo dato, e del fatto che non risultano \u201cvoti ribelli\u201d (cio\u00e8 voti di singoli parlamentari in contrasto con il gruppo di appartenenza), lo scarto ridotto pu\u00f2 essere attribuito alla maggiore presenza in aula di esponenti dell\u2019opposizione piuttosto che a defaillance in seno alla maggioranza.<br \/>\nUn dato, anche questo, che non deve sorprendere. Se infatti agli esponenti di centro-destra viene richiesto di garantire i numeri al governo, quest\u2019obbligo non c\u2019\u00e8 per l\u2019opposizione. I cui esponenti quindi possono essere meno \u201cinvogliati\u201d dal partecipare alle sedute. Inoltre \u00e8 noto come i partiti che non fanno parte della maggioranza non siano riusciti finora a trovare un accordo per un fronte comune. Il che rende l\u2019attivit\u00e0 di moral suasion per la partecipazione dei parlamentari ai lavori ancora pi\u00f9 difficile.<br \/>\n*( FONTE: elaborazione Openpolis su dati parlamento ultimo aggiornamento: gioved\u00ec 12 Gennaio 2023)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 \u2013 Pierre Haski *: ECONOMIA. DAVOS, SVIZZERA, 14 GENNAIO 2023. IL FORUM DI DAVOS \u00c8 SIMBOLO DI UNA GLOBALIZZAZIONE SUPERATA PER QUASI TRE DECENNI<\/strong> &#8211; IL FORUM DI DAVOS, CITT\u00c0 ARROCCATA SULLE MONTAGNE SVIZZERE, HA SEGNATO IL PROGRESSO DI UNA GLOBALIZZAZIONE EFFICACE.<br \/>\nNegli anni novanta \u00e8 a Davos che ho compreso l\u2019impatto della rivoluzione digitale. Durante il forum si potevano incrociare Nelson Mandela e Frederick de Klerk, Yasser Arafat e Simon Peres, mano nella mano.<br \/>\n\u00c8 a Davos che le nuove democrazie dell\u2019Europa dell\u2019est hanno compiuto i primi passi nell\u2019economia liberale, ed \u00e8 sempre l\u00ec che, alla svolta del millennio, i paesi emergenti hanno ottenuto la visibilit\u00e0 che desideravano presso gli investitori di tutto il mondo.<br \/>\nMa tutto questo non esiste pi\u00f9. Il mondo sognato a Davos, quello della libera circolazione delle merci e dei capitali e quello della tecnologia per il bene comune, si \u00e8 scontrato con pericoli che non ha saputo o potuto prevedere.<\/p>\n<p>UN ERRORE STORICO<br \/>\nIl mondo oggi \u00e8 spaccato e i muri sono tornati. L\u2019edizione del 2023 del forum di Davos si svolge nello stesso continente dove \u00e8 in corso la prima grande guerra dal 1945. L\u2019ultima iniziativa rilevante di Davos passer\u00e0 alla storia come un errore. Parlo del tappeto rosso steso davanti al numero uno cinese Xi Jinping nel 2017, presentato come salvatore del libero scambio. Era un gesto comprensibile davanti all\u2019ascesa di Donald Trump, ma anche fuori tempo rispetto all\u2019evoluzione del potere cinese.<br \/>\nIl covid e le rivalit\u00e0 geopolitiche hanno avuto la meglio su un certo modello della globalizzazione. Davos ha accompagnato l\u2019espansione della Cina \u201cfabbrica del mondo\u201d, ma non ha compreso l\u2019esigenza crescente di una regionalizzazione della produzione e di una separazione dalla Cina nel campo delle tecnologie.<\/p>\n<p>VIVIAMO UN MOMENTO DI INQUIETANTE SOSPENSIONE<br \/>\nIl forum \u00e8 come un personaggio dei cartoni animati che continua a correre anche quando il suolo sparisce sotto i suoi piedi, prima di capire, ormai troppo tardi, che sta avanzando nel vuoto. La riunione annuale che si svolge in Svizzera resta un\u2019occasione per i leader mondiali di stringere alleanze e scambiarsi informazioni, ma ha perso la funzione di bussola della globalizzazione che aveva ricoperto con piacere e soprattutto profitto.<br \/>\nParadossalmente i no global che avevano impostato il proprio discorso in opposizione diretta contro Davos hanno vissuto anch\u2019essi un ridimensionamento profondo: la societ\u00e0 parallela che avevano creato ha perso slancio.<br \/>\nViviamo un momento di inquietante sospensione. La globalizzazione \u00e8 sopravvissuta, ma \u00e8 pi\u00f9 un\u2019eredit\u00e0 degli ultimi vent\u2019anni che una promessa per il futuro. Il cambiamento climatico e la geopolitica hanno cominciato a invertire la rotta.<br \/>\nIl mondo di domani non \u00e8 ancora chiaro, anche a causa delle forti tensioni attuali. Quale sar\u00e0 lo stato dei rapporti con la Cina tra tre, quattro o cinque anni? Quale sar\u00e0 l\u2019impatto delle decisioni \u2013 o delle mancate decisioni \u2013 rispetto al cambiamento climatico? E, soprattutto, in che modo la guerra in Ucraina e le sue possibili conclusioni influenzeranno il nostro mondo?<br \/>\nUna cosa \u00e8 certa: non \u00e8 da Davos che arriveranno le risposte. Resta da inventare la Davos del ventunesimo secolo, meno elitaria, pi\u00f9 inclusiva e semplicemente pi\u00f9 umana.<br \/>\n*( Pierre Haski, France Inter, Francia &#8211; Traduzione di Andrea Sparacino).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; AMBIENTE I FENOMENI AMBIENTALI ESTREMI NON SONO IN CALO. OLTRE A INCIDERE SUGLI ECOSISTEMI E SULLE CAUSANO DANNI ALLE ECONOMIE. UNA QUANTIFICAZIONE DI TALI DANNI \u00c8 FONDAMENTALE PER MISURARE GLI EFFETTI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE.(*)<\/strong><\/p>\n<p>Stimare le perdite economiche \u00e8 un aspetto centrale per la commissione europea nella strategia di contrasto ai cambiamenti climatici.<br \/>\nNel 2020 ci sono stati 12,14 miliardi di euro di perdite economiche.<br \/>\nNel 2017 il 57,5% delle perdite economiche per fenomeni ambientali derivava da eventi climatici.<br \/>\nIn Grecia le perdite pi\u00f9 elevate d&#8217;Europa (90,6 euro pro capite).<br \/>\n\u00c8 necessario essere preparati a un aumento dei fenomeni estremi.<br \/>\nLe attivit\u00e0 umane sono le principali responsabili degli eventi estremi causati dal cambiamento climatico. I disastri naturali in aumento, sia per intensit\u00e0 che per frequenza, come viene rilevato dall\u2019agenzia europea dell\u2019ambiente (in inglese european environment agency, abbreviato Eea). Nonostante le differenze regionali all\u2019interno dell\u2019Europa, si registrano generalmente aumenti della temperatura e cali delle precipitazioni, con fenomeni pericolosi come le notti tropicali sempre pi\u00f9 presenti.<\/p>\n<p>L\u2019INDICE DEGLI EVENTI AMBIENTALI PERICOLOSI NELLE ZONE EUROPEE.<br \/>\nTutto ci\u00f2 rappresenta una perdita, sia in termini ambientali che economici. Abbiamo approfondito come i disastri naturali siano la ragione principale per cui nel mondo si richiede soccorso umanitario. Nel 2021 il 65% \u00e8 legato a eventi di natura climatica. Oltre alle conseguenze sul piano sociale e ecologico, questi fenomeni impattano anche sul sistema economico, causando danni fisici alle infrastrutture e agli edifici di propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p>QUANTIFICARE LE PERDITE DA EVENTI AMBIENTALI PERICOLOSI<br \/>\nLa stima delle perdite economiche e umane dovute al cambiamento climatico \u00e8 un elemento centrale identificato nel green deal europeo e nella strategia europea di adattamento. \u00c8 importante sia per avere un\u2019idea di quanto incidono i cambiamenti climatici che per capire se le soluzioni politiche adottate per l\u2019adattamento e la mitigazione di questi eventi stanno funzionando.<\/p>\n<p>I DATI NON VENGONO MISURATI DAI SINGOLI STATI.<br \/>\nAl momento non esiste una metodologia condivisa per ogni stato membro su come misurare i danni economici dovuti al cambiamento climatico. Sono per\u00f2 stati fatti dei passi avanti dall\u2019Eea per poter avere dei dati storici confrontabili tra i paesi europei.<br \/>\nL\u2019indicatore \u00e8 utilizzato anche nella misurazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile per l\u2019agenda 2030. Viene considerato per le rilevazioni legate all\u2019obiettivo relativo al contrasto al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>12,14 MILIARDI \u20ac LE PERDITE ECONOMICHE RILEVATE DA EEA NEL 2020 IN EUROPA.<br \/>\nSi tratta per\u00f2 di un numero che va contestualizzato. Ci possono infatti essere pi\u00f9 cause degli eventi ambientali catastrofici. Per questo indicatore ne sono state considerate tre:<br \/>\n\u2022 eventi meteorologici legati agli eventi atmosferici come le tempeste;<br \/>\n\u2022 eventi idrologici connessi al ciclo dell\u2019acqua, tra i quali rientrano ad esempio le inondazioni;<br \/>\n\u2022 eventi climatici pi\u00f9 correlati alle temperature come le ondate di calore.<br \/>\nNel 2020, quasi il 60% delle perdite economiche per motivi ambientali \u00e8 causato da fenomeni meteorologici, a cui seguono quelli idrologici (poco meno del 28%) e quelli climatologici (circa il 13%).<\/p>\n<p>NEL 2017 LE PERDITE ECONOMICHE AMMONTAVANO A QUASI 28 MILIARDI DI EURO<br \/>\nPerdite economiche derivate da eventi ambientali pericolosi (2010-2020)<\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\nIl dato rappresenta le perdite economiche derivate da eventi ambientali pericolosi. La pericolosit\u00e0 \u00e8 definita dall\u2019Ippc come un evento oppure una serie di eventi che possono causare perdite in termini di vite umane, feriti o altri impatti sulla salute ma anche danni e perdite a infrastrutture, propriet\u00e0 private, risorse ambientali ed economiche, propriet\u00e0 ed ecosistemi.<\/p>\n<p>SONO CONSIDERATI TRE TIPI DI EVENTI AMBIENTALI:<br \/>\n\u2022 eventi meteorologici legati agli eventi atmosferici come le tempeste;<br \/>\n\u2022 eventi idrologici connessi al ciclo dell\u2019acqua, tra i quali rientrano ad esempio le inondazioni;<br \/>\n\u2022 eventi climatici pi\u00f9 correlati alle temperature come le ondate di calore.<br \/>\nSono compresi tutti i 27 paesi membri dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Tra 2010 e 2020 si sono registrati tre picchi: uno proprio nel 2010 con perdite pari a 16,95 miliardi di euro, uno nel 2013 (22,4) e un altro nel 2017 (27,87). Risulta per\u00f2 importante da evidenziare che questi danni economici sono causati da eventi diversi nel corso di questi tre anni. Nel 2010 e nel 2013 le perdite pi\u00f9 ingenti sono legate a eventi idrologici (rispettivamente 11,01 e 11,31 miliardi di euro).<\/p>\n<p>NEL 2017 GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SONO STATI PARTICOLARMENTE EVIDENTI.<br \/>\nNel 2017 invece sono i fenomeni legati al clima quelli pi\u00f9 disastrosi: si parla di circa 16 miliardi di euro, il 57,5% delle perdite. Questo \u00e8 stato infatti un anno particolare, come evidenziato dall\u2019organizzazione meteorologica mondiale. \u00c8 stato uno degli anni pi\u00f9 caldi, con temperature marine alte e elevati impatti ambientali e sociali a livello mondiale.<\/p>\n<p>ALL\u2019INTERNO DELL\u2019UNIONE EUROPEA IL CAMBIAMENTO CLIMATICO NON IMPATTA NELLO STESSO MODO TRA LE REGIONI. CI SONO INFATTI AREE PI\u00d9 COLPITE DI ALTRE.<br \/>\nIn Grecia si registrano le perdite maggiori derivate da eventi ambientali anomali<br \/>\nPerdite economiche pro capite derivate da eventi ambientali pericolosi per gli stati europei (2020)<\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\nIl dato rappresenta le perdite economiche derivate da eventi ambientali pericolosi. La pericolosit\u00e0 \u00e8 definita dall\u2019Ippc come un evento oppure una serie di eventi che possono causare perdite in termini di vite umane, feriti o altri impatti sulla salute ma anche danni e perdite a infrastrutture, propriet\u00e0 private, risorse ambientali ed economiche, propriet\u00e0 ed ecosistemi.<\/p>\n<p>SONO CONSIDERATI IN AGGREGATO TRE TIPI DI EVENTI AMBIENTALI:<br \/>\n\u2022 eventi meteorologici legati agli eventi atmosferici come le tempeste;<br \/>\n\u2022 eventi idrologici connessi al ciclo dell\u2019acqua, tra i quali rientrano ad esempio le inondazioni;<br \/>\n\u2022 eventi climatici pi\u00f9 correlati alle temperature come le ondate di calore.<br \/>\nNon sono disponibili i dati per Estonia, Lettonia, Lituania, Cipro, Ungheria e Malta.<\/p>\n<p>Tra i paesi europei, quello che registra le perdite maggiori \u00e8 la Grecia con 90,6 euro pro capite. Seguono Francia (62,05), Irlanda (42,16), Italia (41,45) e Belgio (32,68). Questi sono gli stati che registrano valori superiori alla media europea, pari a 27,13 euro pro capite. I paesi che riportano perdite economiche minori sono la Slovacchia (4,1 euro pro capite), la Slovenia (3,65) e la Bulgaria (0,69).<\/p>\n<p>Il fatto che non tutte le regioni siano esposte a eventi della stessa natura con la medesima entit\u00e0 rende necessario un approccio locale, come evidenziato da Eea. A prescindere dall\u2019area in cui su vive, la raccomandazione di Eea \u00e8 quella di prepararsi a temperature pi\u00f9 elevate e a fenomeni di precipitazioni intense pi\u00f9 frequenti.<br \/>\n*( FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat-Eea, consultati: marted\u00ec 17 Gennaio 2023)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; PERCH\u00c9 NON POSSIAMO DIRE CHE L\u2019ITALIA HA COMPLETATO TUTTE LE SCADENZE UE DEL PNRR.<\/strong> IL GOVERNO SOSTIENE DI AVER RAGGIUNTO GLI INTERVENTI RICHIESTI DAL PNRR PER LA FINE DEL 2022. MA IN DIVERSI CASI I CRITERI DEFINITI PER IL LORO COMPLETAMENTO NON RISULTANO SODDISFATTI. UNA SITUAZIONE POCO TRASPARENTE, CHE ORA STAR\u00c0 ALL\u2019UE VALUTARE.<br \/>\nLE DATE.<\/p>\n<p>\u2022 A FINE DICEMBRE L\u2019ITALIA HA INVIATO ALL\u2019UE LA RICHIESTA PER LA TERZA RATA DI FINANZIAMENTO.<br \/>\n\u2022 IN BASE AL NOSTRO MONITORAGGIO CI SONO 14 SCADENZE UE SU 55 CHE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE COMPLETATE.<br \/>\nFinora la commissione ha valutato con flessibilit\u00e0 l\u2019operato dell\u2019Italia sul Pnrr. \u00c8 da capire se manterr\u00e0 questa linea anche col governo Meloni.<\/p>\n<p>AL DI L\u00c0 DEL PROCESSO DI VERIFICA, SI EVIDENZIANO ANCORA GRAVI MANCANZE IN TERMINI DI TRASPARENZA, CHE OSTACOLANO LE ATTIVIT\u00c0 DI MONITORAGGIO.<\/p>\n<p>IL 30 DICEMBRE L\u2019ITALIA HA INVIATO A BRUXELLES LA RICHIESTA PER RICEVERE LA TERZA TRANCHE DI RISORSE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR).<\/p>\n<p>Ogni sei mesi la commissione europea controlla che i paesi abbiano conseguito le scadenze europee previste. In caso di verifica positiva, vengono inviati i finanziamenti. Vai a \u201cCome l\u2019Ue verifica l\u2019attuazione dei Pnrr negli stati membri\u201d<br \/>\nMa sono stati davvero completati tutti i target e milestone previsti? Dalla nostra attivit\u00e0 di monitoraggio sembrerebbe di no.<\/p>\n<p>14 su 55 LE SCADENZE EUROPEE CHE AL 4 GENNAIO 2023 RISULTANO ANCORA NON COMPLETATE, SUL TOTALE DI QUELLE PREVISTE PER IL SECONDO SEMESTRE DEL 2022.<\/p>\n<p>(Scadenza &#8211; Termine &#8211; Meccanismo di verifica in sintesi &#8211; Perch\u00e9 non \u00e8 completata)<\/p>\n<p>Entrata in vigore delle procedure amministrative per la riforma della semplificazione finalizzata all&#8217;attuazione dell&#8217;RRF T4 2022<br \/>\nPubblicazione in gazzetta ufficiale di tutti gli atti legislativi richiesti, inclusi gli accordi con le regioni<br \/>\nNon sono stati adottati tutti i decreti attuativi richiesti (per i decreti legge n.77\/2021 e 152\/2021). Inoltre, parte della legislazione adottata non \u00e8 ancora stata pubblicata in gazzetta ufficiale<\/p>\n<p>Dispiego iniziale dei servizi nazionali di cyber security T4 2022<br \/>\nRelazione sull&#8217;architettura completa dei servizi nazionali di cybersecurity<br \/>\nConfrontando diverse fonti, non viene esplicitato e non \u00e8 chiaro se il piano di implementazione pubblicato a giugno corrisponda o meno a tale relazione<br \/>\nAttivazione di un&#8217;unit\u00e0 centrale di audit per misure di sicurezza PSNC e NIS T4 2022<\/p>\n<p>Rapporto dell&#8217;agenzia per la cybersicurezza nazionale che dimostri l&#8217;attivazione della nuova unit\u00e0<br \/>\nNon \u00e8 disponibile alcun rapporto che dimostri l&#8217;attivazione dell&#8217;unit\u00e0<br \/>\nSostegno al potenziamento delle strutture di sicurezza T1 T4 2022<\/p>\n<p>Certificati di completamento<br \/>\nSono state pubblicate le graduatorie dei progetti ma non sono stati realizzati, come indicato invece dal meccanismo di verifica e dalla descrizione della scadenza, dove si fa specifico riferimento alla realizzazione di almeno 5 interventi<\/p>\n<p>L\u2019incompletezza di molte di queste scadenze pu\u00f2 essere spiegata da motivi legati alle tempistiche burocratiche e amministrative e ai loro difetti. \u00c8 il caso per esempio dell\u2019assenza di decreti in gazzetta ufficiale o della mancata adozione di decreti attuativi. Evidenze che, va sottolineato, sono comunque gravi perch\u00e9 bloccano l\u2019entrata in vigore e l\u2019attuazione degli interventi previsti.<br \/>\nMa ancora pi\u00f9 grave \u00e8 il caso di quelle scadenze che richiedevano l\u2019effettiva realizzazione di infrastrutture o interventi. E che non abbiamo considerato conseguite perch\u00e9 non \u00e8 accessibile alcun documento che dimostri l\u2019avvenuta esecuzione delle azioni previste. In particolare parliamo dei seguenti interventi:<\/p>\n<p>\u2022 SOSTEGNO AL POTENZIAMENTO DELLE STRUTTURE DI SICUREZZA T1 (CYBERSICUREZZA). LA SCADENZA PREVEDEVA LA REALIZZAZIONE DI ALMENO 5 INTERVENTI, MA A OGGI SONO DISPONIBILI SOLO LE GRADUATORIE DEI PROGETTI SELEZIONATI;<br \/>\n\u2022 ATTUAZIONE DELLE ATTIVIT\u00c0 PREVISTE NEL PIANO DI POTENZIAMENTO DEI CENTRI PER L\u2019IMPIEGO (PES). DOVEVA ESSERE EFFETTUATO ALMENO IL 50% DELLE ATTIVIT\u00c0 PREVISTE, MA DALLE FONTI NON RISULTA;<br \/>\n\u2022 REALIZZAZIONE DA PARTE DEI DISTRETTI SOCIALI DI ALMENO UN PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DEGLI SPAZI DOMESTICI E\/O DI FORNITURA DI DISPOSITIVI ICT ALLE PERSONE CON DISABILIT\u00c0. ANCHE IN QUESTO CASO, DOVEVA ESSERE COMPLETATO ALMENO UN PROGETTO PER DISTRETTO (500 IN TUTTO), DI CUI NON C\u2019\u00c8 ALCUNA TRACCIA;<br \/>\n\u2022 NUOVI POSTI LETTO NEGLI ALLOGGI PER STUDENTI. IN QUESTO CASO ADDIRITTURA C\u2019\u00c8 UN AVVISO PUBBLICO ANCORA APERTO.<\/p>\n<p>I meccanismi di verifica per il conseguimento delle scadenze<br \/>\nFacciamo un passo indietro: pi\u00f9 di un anno fa, a dicembre 2021, l\u2019Italia ha sottoscritto con la commissione europea un accordo operativo (operational agreement). Tale documento \u2013 necessario per avviare i processi di richiesta e rilascio dei fondi Pnrr \u2013 riporta per ciascuna scadenza europea del piano, i requisiti necessari a dichiararne il completamento. \u00c8 proprio in base a questi meccanismi di verifica, che la commissione dovrebbe accertare la realizzazione o meno degli interventi in agenda.<\/p>\n<p>IL MONITORAGGIO SI BASA SUI MECCANISMI DI VERIFICA.<br \/>\nSulla nostra piattaforma OpenPNRR, sono disponibili gli stati di avanzamento aggiornati per tutte le scadenze del piano. Un\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio costante, che si basa proprio sui meccanismi di verifica. Per capire se una scadenza \u00e8 stata completata infatti, cerchiamo tra diverse e numerose fonti ufficiali \u2013 atti, documenti o relazioni \u2013 che diano riscontro di ci\u00f2 che i meccanismi richiedono. Solo in caso di verifica positiva, consideriamo l\u2019intervento conseguito. In caso contrario, a seconda dei riferimenti trovati, assegnano agli interventi altri stati di avanzamento intermedi (da avviare, in corso, a buon punto).<\/p>\n<p>MILESTONE E TARGET CHE NON POSSIAMO CONSIDERARE COMPLETATI<br \/>\nNella tabella che segue, abbiamo riassunto le scadenze europee del Pnrr che erano previste per il terzo e quarto trimestre del 2022 ma che, in base al loro meccanismo di verifica, non possono essere considerate completate. Tra queste, anche i 4 interventi che abbiamo evidenziato in precedenza.<\/p>\n<p>SONO 14 LE SCADENZE PNRR CHE NON SONO STATE COMPLETATE ENTRO L\u2019ANNO<br \/>\nScadenze del Pnrr di rilevanza europea che risultano ancora non conseguite, tra quelle previste per il secondo semestre del 2022<\/p>\n<p>DA SAPERE<br \/>\nCliccando su una singola scadenza \u00e8 possibile accedere alla pagina a essa dedicata su OpenPNRR. T3 e T4 si riferiscono alla suddivisione degli interventi tra terzo e quarto trimestre del 2022. Il meccanismo di verifica illustra i criteri per considerare completata una scadenza.<br \/>\nNonostante tali evidenze, il governo Meloni sostiene di aver conseguito tutti gli interventi e ha inviato alla commissione europea la richiesta di ulteriori risorse.<\/p>\n<p>21,8 MILIARDI \u20ac I FONDI PNRR CHE L\u2019ITALIA DOVREBBE RICEVERE DALLA TERZA TRANCHE. DI QUESTI SONO GI\u00c0 STATI ANTICIPATI AD AGOSTO 2,8 MILIARDI.<br \/>\nA questo punto sta a Bruxelles verificare il conseguimento di tutti i target e milestone previsti e, in caso di esito positivo, procedere con il rilascio delle risorse.<\/p>\n<p>LA VERIFICA DI BRUXELLES E LA SUA VALENZA POLITICA<br \/>\nAbbiamo visto che sono ben 14 le scadenze che non soddisfano i meccanismi di verifica e che quindi non dovrebbero essere considerate completate.<\/p>\n<p>IL PROCESSO DI VERIFICA DA PARTE DELLA COMMISSIONE \u00c8 PI\u00d9 POLITICO CHE TECNICO.<br \/>\nAnche durante il governo Draghi, avevamo segnalato situazioni di incertezza rispetto al conseguimento degli interventi previsti. Sia in corrispondenza della prima richiesta di finanziamenti a Bruxelles, a fine dicembre 2021, sia per la seconda a fine giugno 2022. Tuttavia, in entrambi i casi, l\u2019Ue aveva giudicato positivamente il raggiungimento delle scadenze europee da parte dell\u2019Italia. E aveva quindi approvato il rilascio delle risorse previste per la prima e la seconda rata, senza segnalazioni o richiami particolari.<br \/>\nIn questo senso va sottolineato che l\u2019ultima parola sull\u2019invio dei fondi Pnrr agli stati membri spetta alla commissione europea, il che rende tale decisione prettamente politica. Il comitato economico e finanziario infatti, coinvolto nel processo di verifica delle scadenze, fornisce solo un parere tecnico. E per quanto sicuramente incida sulle scelte dell\u2019organo esecutivo dell\u2019Ue, non \u00e8 vincolante. Possiamo dire che finora la commissione ha valutato con una certa flessibilit\u00e0 l\u2019operato dell\u2019Italia sul Pnrr. Ma sar\u00e0 necessario aspettare l\u2019esito di questa ultima verifica \u2013 la prima richiesta dal governo Meloni \u2013 per capire se Bruxelles manterr\u00e0 questa linea.<br \/>\nInfine, al di l\u00e0 delle questioni politiche e relazionali tra la commissione e l\u2019esecutivo del nostro paese, va sottolineato almeno un altro aspetto che sicuramente incide sui processi di valutazione dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>191,5 MILIARDI \u20ac LE RISORSE DEL PNRR DESTINATI ALL\u2019ITALIA, DIVISE TRA SOVVENZIONI E PRESTITI.<br \/>\nSi tratta della cifra pi\u00f9 alta tra quelle assegnate ai diversi stati membri. Un segnale dell\u2019intenzione precisa da parte di Bruxelles di utilizzare il Next generation Eu per investire in modo particolare sulla ripresa dell\u2019Italia. Va da s\u00e9 che se il Pnrr dovesse riscontrare problemi o battute d\u2019arresto nel nostro paese, le conseguenze potrebbero essere negative anche sulla buona riuscita del progetto europeo nel suo complesso.<\/p>\n<p>SI RIDUCE ANCORA LA TRASPARENZA<br \/>\nAl di l\u00e0 di come la commissione valuter\u00e0 la richiesta del governo Meloni, c\u2019\u00e8 un\u2019ultima questione cruciale da evidenziare rispetto allo stato di attuazione del piano. Ed \u00e8 la sempre pi\u00f9 grave mancanza di trasparenza.<\/p>\n<p>IL CAMBIO DI GOVERNO HA COMPORTATO DEI PASSI INDIETRO IN TERMINI DI TRASPARENZA.<br \/>\nMonitorare la realizzazione del Pnrr da fonti ufficiali continua infatti a essere complicato. E non solo per le gravi mancanze della piattaforma Italia domani e altre che abbiamo raccontato e ribadito in diverse occasioni.<br \/>\nAnche i siti dei singoli ministeri presentano enormi criticit\u00e0. Innanzitutto, vengono aggiornati solo periodicamente, alla fine di un semestre per esempio, o nemmeno. Basti pensare che nella sezione dedicata al Pnrr sul sito web del ministero delle infrastrutture, gli ultimi aggiornamenti risalgono a ottobre 2022. Tanto che risulta ancora in evidenza la denominazione che il dicastero aveva assunto durante il governo Draghi: MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILIT\u00c0 SOSTENIBILE (Mims).<br \/>\nMa ancora pi\u00f9 grave \u00e8 l\u2019ambiguit\u00e0 delle informazioni, anche laddove sono disponibili. Spesso infatti non si trovano riferimenti chiari allo stato di attuazione di una scadenza \u2013 esempio emblematico su questo \u00e8 il sito del ministero dell\u2019economia \u2013 n\u00e9 espliciti su quali sia la milestone o il target interessato da un determinato intervento. Basti prendere come esempio questo comunicato stampa del dipartimento per la trasformazione digitale. O ancora, come abbiamo visto anche in precedenza, le uniche comunicazioni riguardo il conseguimento di una scadenza non allegano documenti o atti che ne diano prova \u2013 come questo comunicato del ministero dell\u2019ambiente.<br \/>\nA chiudere il quadro infine, va sottolineato che il governo Meloni ha disatteso l\u2019impegno di presentare entro l\u2019anno la seconda relazione al parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr.<br \/>\nIn conclusione, la realizzazione del piano nazionale di ripresa e resilienza continua a presentare lacune e ambiguit\u00e0 che rendono difficile e in alcuni casi impossibile portare avanti attivit\u00e0 di monitoraggio. E nell\u2019anno che abbiamo davanti, in cui prender\u00e0 il via la fase di messa a terra concreta per molti progetti, i rischi legati alla mancanza di trasparenza saranno ancora pi\u00f9 seri.<br \/>\n*( FONTE: elaborazione e dati OpenPNRR &#8211; ultimo aggiornamento: marted\u00ec 10 Gennaio 2023) L\u2019osservatorio sul Pnrr Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni luned\u00ec pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilit\u00e0 di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.)<br \/>\n*(NDR)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Tim Judah *: IN KOSOVO LE TENSIONI TRA LA COMUNIT\u00c0 SERBA E IL RESTO DELLA POPOLAZIONE CONTINUANO A CREARE CRISI PERICOLOSE. MA UN ACCORDO TRA PRISTINA E BELGRADO \u00c8 POSSIBILE<\/strong><\/p>\n<p>Le crisi in Kosovo seguono uno schema preciso. Cominciano con uno scontro tra i leader serbi e kosovari, con i secondi che danno un ultimatum ai primi per fare qualcosa, oppure si alzano barricate nel nord del Kosovo, una regione abitata dai serbi. Poi i diplomatici s\u2019indignano, volano parole grosse e l\u2019esercito serbo avanza fino al confine tra i due paesi, assicurandosi che le immagini dei convogli militari si diffondano online. Subito dopo i nazionalisti serbi cominciano a fantasticare sulla possibilit\u00e0 di entrare in azione e i tabloid del paese sostengono che i kosovari-albanesi stanno per scatenare una guerra contro il popolo serbo. A quel punto alcune testate occidentali si rendono conto di quello che sta succedendo e qualche giornalista, evidentemente all\u2019oscuro del fatto che in Kosovo ci sono migliaia di soldati della Nato proprio per proteggere il paese dalla Serbia, si convince che Belgrado stia per invadere. Ed \u00e8 cos\u00ec che finisce tutto, con le barricate che sono messe da parte fino al prossimo appuntamento.<br \/>\nOra siamo a quel punto della crisi. Le barricate, rimaste in piedi per venti giorni, sono state smontate e tutti sono tornati a casa. Ma stavolta il rischio \u00e8 stato reale. C\u2019erano camion che bloccavano le strade in quattordici punti del paese.<br \/>\nUn blocco stradale a Rudare, in Kosovo, il 28 dicembre 2022 &#8211; Florion Goga, Reuters\/ContrastoUn blocco stradale a Rudare, in Kosovo, il 28 dicembre 2022 (Florion Goga, Reuters\/Contrasto)<br \/>\nAlla fine di dicembre del 2022 ho visitato il villaggio di Rudare. Un giornalista mi ha indicato un\u2019autocisterna e mi ha spiegato che le persone erano preoccupate per la sua presenza. La cisterna era piena di carburante, che avrebbe potuto causare un\u2019esplosione in caso di scontri violenti. Mentre parlavamo ho notato magistrati, insegnanti e medici (a quanto pare l\u2019intera borghesia serba del nord del Kosovo) che passeggiavano chiacchierando con gli amici, riscaldandosi le mani vicino ai bracieri. Alcune persone erano l\u00ec perch\u00e9 volevano esserci, altre perch\u00e9 i loro leader politici glielo avevano ordinato. C\u2019erano anche i capi del principale partito serbo del Kosovo. A un certo punto si \u00e8 avvicinata un\u2019auto. Quattro ragazzi con il volto coperto sono scesi e si sono allontanati con passo deciso. Poi mi sono spostato nella vicina Mitrovica, una citt\u00e0 in cui i serbi vivono a nord e gli albanesi a sud. La zona nord era tappezzata di bandiere serbe e graffiti con il logo della Brigata nord, accompagnato dal messaggio: \u201cNon preoccupatevi\u2026 Stiamo aspettando!\u201d. Ma chi sono queste persone? Una milizia serba pronta a entrare in azione? Nessuno lo sa.<br \/>\nA bassa voce i residenti mi hanno spiegato che nell\u2019ultimo anno seicento uomini del posto sono stati mandati in Serbia per un addestramento militare. Ma non c\u2019era modo di distinguere le notizie vere da quelle false diffuse dal Bia, il servizio di sicurezza serbo che secondo molti comanda da queste parti. Gli abitanti facevano la fila davanti ai bancomat: visto che le barricate avevano bloccato due valichi di frontiera a nord, la gente temeva che le banche avrebbero esaurito i contanti.<br \/>\nSe chiedete ai serbi di Mitrovica nord cosa vogliono, vi risponderanno che chiedono solo una vita normale. \u00c8 un desiderio realizzabile? Come si pu\u00f2 risolvere il rebus del Kosovo, che sembra aver legato indissolubilmente i destini dei serbi e degli albanesi, oltre che quelli del Kosovo e della Serbia? La guerra in Kosovo \u00e8 finita nel 1999, ma i diplomatici e i leader politici non sono ancora riusciti a trovare un accordo per una convivenza pacifica, o forse non hanno voluto farlo.<br \/>\nNegli anni novanta, dopo la disintegrazione della Jugoslavia, la provincia serba meridionale del Kosovo \u00e8 rimasta parte della Serbia, anche se la sua popolazione era composta in maggioranza da persone di origine albanese. In seguito la regione si \u00e8 rifiutata di sottomettersi a Belgrado e ha sub\u00ecto la repressione di Slobodan Milo\u0161evi\u0107. Dopo la guerra del Kosovo del 1998-1999 tra i guerriglieri albanesi-kosovari e l\u2019esercito serbo, che si \u00e8 conclusa con l\u2019intervento della Nato, il Kosovo \u00e8 diventato un protettorato delle Nazioni Unite. Nel 2008 si \u00e8 dichiarato indipendente. Molti paesi occidentali hanno riconosciuto la sua sovranit\u00e0. Non l\u2019hanno riconosciuta la Russia, la Cina e, naturalmente, la Serbia. Gli albanesi del Kosovo dicono di avere il diritto all\u2019autodeterminazione, mentre la Serbia vuole difendere la sua integrit\u00e0 territoriale, anche se nel paese nessuno voleva n\u00e9 vuole reintegrare una regione piena di albanesi ostili.<\/p>\n<p>Su una popolazione di 1,8 milioni di abitanti, in Kosovo vivono circa centoventimila serbi. Pi\u00f9 della met\u00e0 abita nel Kosovo centrale e meridionale, gli altri nel nord, un\u2019area pi\u00f9 circoscritta e confinante con la Serbia. I serbi di quest\u2019ultima regione sostengono che la situazione si \u00e8 ribaltata rispetto al passato. Secondo Marko Jak\u0161i\u0107, avvocato e attivista di Mitrovica nord, il primo ministro kosovaro Albin Kurti si sta \u201ccomportando come Milo\u0161evi\u0107 negli anni novanta\u201d. Questi paragoni non piacciono per niente ai kosovari-albanesi. Ho parlato con Jak\u0161i\u0107 al Number One, un hotel non lontano dal ponte sul fiume Ibar, che divide in due la citt\u00e0. L\u2019avvocato mi ha ricordato che dieci anni fa gli avevo chiesto quale fosse la soluzione per il Kosovo. Mi aveva risposto che il confine tra Kosovo e Serbia non era \u201class\u00f9\u201d, indicando il nord rispetto a dove ci trovavamo, ma \u201csul fiume\u201d. Jak\u0161i\u0107 \u00e8 convinto che il Kosovo dovrebbe essere diviso, un\u2019idea che periodicamente torna. Fino a quando, nel 2020, non si \u00e8 dimesso per presentarsi al tribunale dell\u2019Aia per rispondere dell\u2019accusa di crimini di guerra, il presidente kosovaro Hashim Tha\u00e7i aveva accarezzato quest\u2019idea insieme al presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107, ma i paesi occidentali sono intervenuti per bloccare qualsiasi sviluppo.<br \/>\nLa divisione del territorio non era particolarmente popolare n\u00e9 in Kosovo n\u00e9 in Serbia. Il problema non era tanto il nord del Kosovo, ma il fatto che si creasse un precedente. Se quella regione fosse tornata a far parte della Serbia, cosa sarebbe successo alla valle di Presevo, che \u00e8 in Serbia ma \u00e8 abitata da albanesi? E che dire delle regioni della Macedonia del Nord in cui vive una minoranza albanese o delle regioni serbe e croate della Bosnia Erzegovina? Cos\u00ec il vaso di Pandora resta chiuso. Ma allora come possono i serbi del nord del Kosovo condurre un\u2019esistenza normale?<br \/>\nLa risposta a questa domanda \u00e8 sorprendentemente semplice. Con la giusta volont\u00e0 politica, non esistono problemi che non possano essere risolti o quanto meno ridimensionati. Per pi\u00f9 di dieci anni le due parti si sono confrontate in un dialogo promosso dall\u2019Unione europea, riuscendo a trovare diversi accordi che non sono mai stati applicati.<br \/>\nL\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina ha dato nuovo slancio ai negoziati, guidati dal politico slovacco Miroslav Laj\u010d\u00e1k, rappresentante speciale dell\u2019Unione europea per il dialogo tra Belgrado e Pristina, e dal diplomatico statunitense Gabriel Escobar. Ma dal giugno 2022 Laj\u010d\u00e1k ed Escobar hanno dovuto dedicare le loro energie a spegnere incendi e sventare crisi su diversi temi, dalle targhe delle auto alle carte d\u2019identit\u00e0, fino alle barricate. In ogni caso i due mediatori hanno un piano, sostenuto da Francia e Germania, che potrebbe essere la base per un accordo duraturo. Sostengono che Serbia e Kosovo potrebbero coesistere come stati indipendenti ma senza riconoscersi a vicenda, come le due Germanie ai tempi della guerra fredda.<br \/>\nMa questa \u00e8 solo parte dell\u2019equazione. In cambio della promessa di essere trattato dalla Serbia come uno stato indipendente, il Kosovo dovr\u00e0 rispettare un accordo firmato nel 2013 in base al quale i comuni serbi in Kosovo potrebbero formare una sorta di federazione e godere di una sostanziale autonomia in alcuni settori, come la sanit\u00e0 e l\u2019istruzione. La corte costituzionale del Kosovo ha escluso questa possibilit\u00e0 e il primo ministro kosovaro Kurti si \u00e8 opposto, ma ora subisce le pressioni degli alleati occidentali perch\u00e9 trovi il modo di seguire questa strada.<\/p>\n<p>DISPREZZO RECIPROCO<br \/>\nL\u2019ultima crisi complica il percorso verso un accordo. I serbi si sono dimessi dal parlamento, dalla magistratura e nel nord anche dalle forze di polizia del Kosovo. Secondo Tatjana Lazarevi\u0107, direttrice del quotidiano online KoSSev, dopo che i serbi hanno lasciato la polizia kosovara alcuni agenti albanesi sono stati mandati a nord a sostituirli. I residenti li considerano \u201cuna forza di occupazione\u201d. Lazarevi\u0107 aggiunge che i serbi \u201cnon volevano entrare nello stato kosovaro e continuano a non volerlo\u201d. Ma se ci fosse un accordo tra Kosovo e Serbia, aggiunge la giornalista, la popolazione la accetterebbe.<br \/>\nSe davvero si arrivasse a un\u2019intesa, quali scelte avrebbero a disposizione i serbi del Kosovo? Il nord del Kosovo pu\u00f2 essere un posto pericoloso. Se trovare un accordo sar\u00e0 nell\u2019interesse della Serbia, non verr\u00e0 tollerato nessun dissenso: in questa zona la politica e il crimine organizzato si sovrappongono ancora di pi\u00f9 rispetto alle altre aree dei Balcani.<br \/>\nNonostante i problemi delle ultime settimane, qualcuno \u00e8 ottimista. Jeff Hovenier, ambasciatore statunitense a Pristina, dice che al momento il riconoscimento reciproco tra Kosovo e Serbia \u201c\u00e8 impossibile\u201d, ma aggiunge che \u201cle difficolt\u00e0 attuali possono essere superate. Se consideri questo accordo come un passo verso la soluzione, capisci che le possibilit\u00e0 di successo sono concrete\u201d. Ivan Vejvoda, esperto serbo e capo del programma Europe\u2019s futures dell\u2019Istituto di scienze umane di Vienna (Iwn), \u00e8 d\u2019accordo. \u201cEntrambi gli schieramenti capiscono di dover procedere nella direzione concordata. Cercano un modo per uscirne vincitori, ma la verit\u00e0 \u00e8 che nessuno avr\u00e0 tutto quello che vuole\u201d.<br \/>\nKurti resta convinto che la Serbia non ha interesse a trovare un compromesso, mentre Vu\u010di\u0107 ha ribadito che Belgrado non riconoscer\u00e0 mai il Kosovo. Kurti mi ha detto di essere convinto che Vu\u010di\u0107 spinga ancora per una divisione del territorio e parli come \u201cse stesse cercando una macchina del tempo. A volte vorrebbe tornare al 1999, altre volte al 2007 (cio\u00e8 prima della dichiarazione d\u2019indipendenza del Kosovo). Ma capisce che non si pu\u00f2 tornare indietro\u201d. Molti diplomatici pensano che Kurti sia troppo rigido e che per questo abbia perso parte del sostegno occidentale, ma la sua politica intransigente verso Vu\u010di\u0107 ha prodotto alcuni risultati. Il presidente serbo \u00e8 sulla difensiva e negli ultimi mesi ha dovuto fare delle concessioni. Il 15 dicembre 2022 il Kosovo ha presentato la domanda di adesione all\u2019Unione europea e ha ottenuto la promessa che del 2024 i suoi cittadini non dovranno pi\u00f9 richiedere un visto per i paesi dell\u2019area Schengen.<br \/>\nAl di l\u00e0 degli aspetti tecnici, una parte del problema resta strettamente personale. Vu\u010di\u0107 e Kurti si disprezzano. Quando il serbo era ministro, Kurti era un prigioniero politico in un carcere serbo. Il primo dicembre Vu\u010di\u0107 ha definito Kurti \u201cfeccia terrorista\u201d. Questa situazione rende ancora pi\u00f9 difficile arrivare a un\u2019intesa.<br \/>\nDopo aver lasciato il Number One, a Mitrovica nord, con Jak\u0161i\u0107 abbiamo camminato fino al ponte sul fiume Ibar. Sul ponte il passaggio di veicoli \u00e8 vietato dal 1999, ma lo si pu\u00f2 ancora attraversare a piedi. Jak\u0161i\u0107, ex amministratore giudiziario del tribunale unificato di Mitrovica, mi ha raccontato che quando lui e gli altri serbi del tribunale si dimisero, salutarono i colleghi albanesi con le lacrime agli occhi, da amici. In quel momento Jak\u0161i\u0107 aveva pensato che ormai non si poteva pi\u00f9 tornare indietro. Ma mentre eravamo insieme abbiamo riso all\u2019idea che io possa rivolgergli di nuovo le stesse domande tra dieci anni. Se dovessi scommettere, direi che esiste un buon 60 per cento di probabilit\u00e0 che sar\u00e0 cos\u00ec.<br \/>\n*(Tim Judah \u00e8 un giornalista britannico. Ha scritto molti libri sui paesi dei Balcani, tra cui Kosovo: what everyone needs to know (Oxford University Press 2008).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; NEL MONDO<\/strong><\/p>\n<p>UCRAINA<br \/>\nIl presidente Volodymyr Zelenskyj ha dichiarato il 17 gennaio che l\u2019attacco a Dnipro e l\u2019escalation degli attacchi russi sottolineano la necessit\u00e0 per l\u2019occidente di \u201caccelerare il processo decisionale\u201d nella fornitura di armi a Kiev. Secondo le autorit\u00e0 ucraine nelle ultime 24 ore la Russia ha lanciato pi\u00f9 di settanta razzi contro il suo territorio. Il bilancio delle vittime dell\u2019attacco russo del 14 gennaio contro un edificio residenziale a Dnipro \u00e8 salito a 41, diventando uno dei pi\u00f9 alti dall\u2019inizio della guerra.<\/p>\n<p>Per\u00f9<br \/>\nMigliaia di manifestanti, per lo pi\u00f9 provenienti dalle regioni meridionali del paese, sono confluiti a Lima negli ultimi giorni e preparano nuove proteste nella capitale per chiedere le dimissioni della presidente Dina Boluarte e nuove elezioni. Il movimento \u00e8 cominciato il 7 dicembre dopo la destituzione e l\u2019arresto del presidente Pedro Castillo. I disordini hanno causato 42 morti.<\/p>\n<p>Bielorussia<br \/>\nSi \u00e8 aperto il 17 gennaio a Minsk il processo in contumacia dell\u2019esponente dell\u2019opposizione Svetlana Tichanovskaja. Attualmente in esilio in Polonia, Tichanovskaja, 40 anni, deve rispondere di una decina di accuse, tra cui alto tradimento e \u201ccospirazione per prendere il potere in modo incostituzionale\u201d.<\/p>\n<p>Russia<br \/>\nUn ex comandante del gruppo mercenario russo Wagner che ha combattuto in Ucraina ha dichiarato di essere fuggito in Norvegia e di aver chiesto asilo a Oslo. Andrej Medvedev, 26 anni, si era unito al gruppo il 6 luglio 2022 e ha dichiarato in un video pubblicato dall\u2019organizzazione per i diritti umani Gulagu.net di essere scappato dal gruppo militare dopo aver assistito all\u2019uccisione di disertori catturati da Wagner.<\/p>\n<p>Cina<br \/>\nNel 2022 la popolazione \u00e8 diminuita per la prima volta dal 1961, con il tasso di natalit\u00e0 nazionale che ha toccato un minimo storico: 6,77 nascite ogni mille donne, contro il 7,52 dell\u2019anno precedente. La popolazione \u2013 1,41 miliardi di persone \u2013 \u00e8 diminuita di 850mila unit\u00e0 rispetto al 2021.<\/p>\n<p>Germania<br \/>\nIl socialdemocratico Boris Pistorius sar\u00e0 il prossimo ministro della difesa dopo le dimissioni di Christine Lambrecht. Lambrecht si era dimessa il 16 gennaio in seguito alle critiche ricevute per un video postato su Instagram il giorno di capodanno dalle strade di Berlino, in cui faceva il punto sulla guerra in Ucraina con il sottofondo di fuochi d\u2019artificio. L\u2019opposizione aveva definito il messaggio fuori luogo. Lambrecht era anche accusata di avere una scarsa conoscenza del mondo dell\u2019esercito e di non essere sufficientemente preparata per gestire il proprio ruolo in un momento delicato come quello attuale.<\/p>\n<p>Regno Unito<br \/>\nUn agente della polizia di Londra (Met) ha ammesso decine di stupri e reati sessuali ai danni di almeno dodici donne. David Carrick, 48 anni, che ha conosciuto alcune vittime attraverso siti web di incontri, si \u00e8 dichiarato colpevole di 49 reati commessi nell\u2019arco di due decenni e di aver usato il suo ruolo per incutere timore alle sue vittime. La Met si \u00e8 scusata dopo che \u00e8 emerso che Carrick era stato segnalato alla polizia per nove episodi, tra cui alcune accuse di stupro, tra il 2000 e il 2021.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Car\u00e8(Pd)* : NUOVA ZELANDA, GRAZIE ARDERN, CORAGGIOSA E UMANA.<\/strong><br \/>\nRoma 19 Gen.-&#8221; Ho appreso della notizia delle dimissioni del premier neozelandese Jacinda Ardern. Sono dispiaciuto, ma guardo con rispetto alla sua decisione perch\u00e9 questo lavoro cos\u00ec privilegiato comporta anche una grande responsabilit\u00e0 e se non si \u00e8 pi\u00f9 in grado di affrontarla, \u00e8 bene che si faccia, per il rispetto del ruolo, un passo indietro. Un ringraziamento sentito per il lavoro che ha svolto fino ad ora con grande coraggio, con grande umanit\u00e0.&#8221;<br \/>\n*( Nicola Car\u00e8, deputato del Pd eletto all&#8217;estero sulle dimissioni del primo ministro neozelandese.<br \/>\nOn.\/Hon. Nicola Car\u00e8 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Chamber of Deputies &#8211; IV Commissione Difesa &#8211; Defence Committee &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide &#8211; Electoral College &#8211; Africa, Asia, Oceania and Antarctica)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Sen. Francesca La Marca(PD): *: dl milleproroghe. \u00abpi\u00f9 personale per le nostre sedi consolari ed incentivi per il turismo\u00bb. 02 &#8211; Sen. Francesca <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40810\" title=\"n\u00b0 03 &#8211; 21\/01\/2023. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  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