{"id":40752,"date":"2023-01-17T14:25:32","date_gmt":"2023-01-17T14:25:32","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40752"},"modified":"2023-01-17T17:02:30","modified_gmt":"2023-01-17T17:02:30","slug":"n-02-14-gennaio-2023-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40752","title":{"rendered":"n\u00b0 02 &#8211; 14\/01\/2023. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Andrea Colombo*: Prove di retromarcia. E il governo va in panne Tensione tra Meloni e Giorgetti. Il ministro apre ad un nuovo taglio senza consultare la premier.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; On. Nicola Car\u00e8*: Musei gratis per gli Aire: Car\u00e8 (Pd) chiede la proroga del provvedimento.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Gaetano Lamanna*: commenti. l nuovo feudalesimo di caste e corporazioni. grandi multinazionali, banche assicurazioni, fondi di investimento, imprese alimentari, dell\u2019edilizia investono in lobbying quantit\u00e0 smisurate di denaro.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Sosteniamo i giovani che difendono il futuro di tutti. APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER I RAGAZZI DI ULTIMA GENERAZIONE. * Al Presidente della Repubblica.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Giuseppe Rizzo*: GUAI A ESSERE POVERI IN ITALIA . Nel 2018 l\u2019Italia ha dichiarato guerra alla povert\u00e0, e la povert\u00e0 ha vinto. Ora il governo Meloni ha smantellato il reddito di cittadinanza. Un viaggio nella storia e nella letteratura per smontare pregiudizi e immaginare alternative<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Gabriella De Rosa*: Covid, Oms: Cresce la variante Kraken anche in Europa. L\u2019organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha dichiarato che la variante del Covid Kraken si sta diffondendo anche in Europa.<\/strong><br \/>\n<strong>07 \u2013 Il Paradosso.*<\/strong><br \/>\n<strong>8 &#8211; Valerio Romitelli*: (Neo)fascismo e antifascismo, oggi* : La frase con cui Marx ne Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte riprende e rettifica Hegel per misurare le differenze tra Napoleone e il suo nipote Napoleone III \u00e8 arcinota: \u201ci grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per cos\u00ec dire, due volte (\u2026) la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong>09 \u2013 Laura Carrer*: In Cina le celebrit\u00e0 virtuali vanno alla grande. Il listino prezzi si aggira tra i 2800 e i 14.000 dollari l\u2019anno, e il mercato \u00e8 raddoppiato dal 2021.<\/strong><br \/>\n<strong>10 &#8211; Grace Brownes*: pagare le persone per vaccinarsi sembra funzionare. I risultati di alcuni studi suggeriscono che gli incentivi in denaro aumentano il numero dei vaccinati senza particolari conseguenze negative, ma ci sono dubbi sul piano etico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Andrea Colombo*: PROVE DI RETROMARCIA. E IL GOVERNO VA IN PANNETENSIONE TRA MELONI E GIORGETTI. IL MINISTRO APRE A . UN NUOVO TAGLIO SENZA CONSULTARE LA PREMIER.<\/strong><\/p>\n<p>LO SCIOPERO DI DUE GIORNI DEI BENZINAI, DECISIONE PER LA VERIT\u00c0 NON DEL TUTTO INATTESA, \u00c8 LA GOCCIA CHE PORTA QUASI FUORI CONTROLLO LA TENSIONE NEL GOVERNO. Cos\u00ec, al termine di una giornata livida e confusa, il taglio delle accise diventa un\u2019assurda partita di giro. L\u2019aumento del prezzo dei carburanti determiner\u00e0 un extragettito Iva. Quell\u2019extragettito, ha deciso ieri il cdm, servir\u00e0 proprio a tagliare le accise. Un valzer che denota per intero lo stato confusionale in cui versa il governo dopo il passo falso sulle accise. Viene inoltre prorogato sino al 31 dicembre il termine per la norma che permette ai datori di lavoro di distribuire buoni benzina sino a 200 euro non conteggiati nel salario. Il ministro Lollobrigida aveva anticipato la scelta annunciando \u00abcorrettivi a protezione delle categorie produttive\u00bb. Il \u00abcorrettivo\u00bb c\u2019\u00e8 ma \u00e8 poca cosa.<br \/>\nMai dal giorno dell\u2019insediamento a palazzo Chigi Giorgia Meloni era apparsa tanto nervosa e insicura come nelle due interviste lampo al Tg1 e al Tg5 decise all\u2019ultimo momento, in piedi nel cortile del palazzo, senza dire nulla che non avesse gi\u00e0 detto: \u00abBisognava scegliere tra tagliare le accise anche ai ricchi o concentrare le risorse a disposizione sui redditi medio bassi Si continua a dire che la benzina \u00e8 a 2,5 euro mentre \u00e8 a 1,8. L\u2019opposizione fa il suo lavoro ma non \u00e8 vero che abbiamo parlato di cancellazione delle accise: solo di sterilizzazione. Non \u00e8 neppure vero che stiamo facendo scaricabarile con i gestori, che nella stragrande maggioranza si comportano bene. Tutto quello che stiamo facendo serve a calmierare l\u2019inflazione\u00bb. Come si possa abbassare l\u2019inflazione determinando l\u2019aumento della voce che pi\u00f9 di ogni altra determina l\u2019aumento dei prezzi, il costo del carburante, Giorgia Meloni non lo spiega.<\/p>\n<p>Il nervosismo \u00e8 del tutto giustificato. Lo sciopero dei gestori \u00e8 materiale altamente infiammabile che piove sull\u2019incendio della benzina. Il sottosegretario Mantovano ha convocato per stamattina le associazioni dei gestori che non escludono di cancellare lo sciopero. Dipender\u00e0 da cosa offriranno i ministri interessati, Giorgetti e Urso. La cancellazione del decreto trasparenza \u2013 l\u2019obbligo di affiggere il prezzo medio dei carburanti che ha scatenato l\u2019ira dei gestori \u2013 non sembra probabile ma quasi certamente il governo rivedr\u00e0 il decreto.<\/p>\n<p>La maggioranza \u00e8 molto pi\u00f9 divisa di quanto la premier sia disposta ad ammettere. L\u2019insistenza di Lega e Fi per tornare al taglio delle accise \u00e8 discreta ma pressante. Il ministro Giorgetti, senza consultarsi con la premier ma con la piena approvazione di Salvini, coglie l\u2019occasione offerta dal question time al Senato e si lancia: \u00abIl governo si riserva di adottare misure di riduzione delle accise in relazione all\u2019incremento verificato dei prezzi dei carburanti\u00bb. Il responsabile del Mef difende la decisione del governo, ricorda che la situazione di oggi \u00e8 molto diversa dal momento in cui Draghi decise il taglio delle accise. Ma di fatto apre uno spiraglio. \u00c8 a questo punto che la premier decide di riprendere le redini e rilasciare le due interviste che correggono Giorgetti. Da Chigi assicurano che l\u2019assonanza \u00e8 piena. Ma sta di fatto che i due non dicono la stessa cosa e la prospettiva di Giorgetti, tornare al taglio in caso di impennata dei prezzi, potrebbe richiedere tempi pi\u00f9 celeri di quelli previsti dalla partita di giro sull\u2019extragettito decisa dal governo.<\/p>\n<p>Ma a spiegare il nervosismo di queste ore non ci sono solo considerazioni interne alla maggioranza. I problemi pi\u00f9 seri, anzi, sono altrove. I sondaggisti concordano: la popolarit\u00e0 del governo rischia di risentire seriamente del colpo. Per Mannheimer potrebbe costare 2 punti. Inoltre le categorie pi\u00f9 inviperite con il governo di destra sono tradizionalmente parte importante della base elettorale della destra stessa. Infine l\u2019eventualit\u00e0 che la misura porti a una crescita invece che alla diminuzione dell\u2019inflazione \u00e8 uno spettro tutt\u2019altro che fugato. Per questo ieri era impossibile evitare la sensazione che il governo stia cercando una strada per tornare almeno parzialmente indietro senza doverlo ammettere.<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; On. Nicola Care&#8217;*: MUSEI GRATIS PER GLI AIRE: CAR\u00c8 (PD) CHIEDE LA PROROGA DEL PROVVEDIMENTO.<\/strong><br \/>\nROMA 13 GEN.- PROROGARE ANCHE AL 2023 LA POSSIBILIT\u00c0 PER GLI ISCRITTI AIRE DI VISITARE GRATUITAMENTE I MUSEI STATALI IN ITALIA. A CHIEDERLO \u00c8 IL DEPUTATO PD ELETTO ALL\u2019ESTERO NICOLA CAR\u00c8 CHE IN UNA INTERROGAZIONE SOTTOSCRITTA ANCHE DAI COLLEGHI MANZI E BERRUTO IN COMMISSIONE CULTURA E DA CRISTIAN DI SANZO, TONI RICCIARDI E FABIO PORTA, HA INTERPELLATO SUL TEMA I MINISTRI DELLA CULTURA E DEL TURISMO, SANGIULIANO E SANTANCH\u00c8.<br \/>\n\u201cIn attuazione dell&#8217;articolo 1, comma 89, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, &#8211; scrive Car\u00e8 nell\u2019interrogazione- il Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali e per il turismo consente, negli anni 2021, 2022 e 2023, nei limiti di un fondo appositamente istituito, l&#8217;accesso gratuito ai cittadini italiani residenti all&#8217;estero iscritti all&#8217;Anagrafe degli italiani residenti all&#8217;estero (AIRE) a musei, aree e parchi archeologici gestiti dallo Stato, a seguito di esibizione di idoneo documento comprovante l&#8217;iscrizione all&#8217;Aire\u201d.<br \/>\n\u201cUna iniziativa importante e sostenuta dal Partito Democratico \u2013 evidenzia il deputato eletto in Australia \u2013 come un segnale di rispetto verso gli italiani all&#8217;estero e una misura utile su entrambi i versanti, quello dei connazionali che vivono fuori e che potranno conoscere meglio l&#8217;arte e la bellezza dell&#8217;Italia e quello del nostro Paese che dall&#8217;intensificarsi dei flussi ricaver\u00e0 risorse preziose per la sua ripresa\u201d. \u201cIn questo modo \u2013 aggiunge Car\u00e8 \u2013 si \u00e8 voluto incentivare il cosiddetto \u201cTurismo delle origini\u201d, che coinvolge tutte quelle persone che tornano verso il Paese di origine della propria famiglia per riavvicinarsi alle radici della propria storia familiare e culturale. In Italia \u00e8 un fenomeno in aumento, che coinvolge tra i 60 e gli 80 milioni di persone provenienti da tutto il mondo (dati Enit \u2013 Agenzia nazionale del turismo); per tal motivo \u00e8 stato appunto previsto nella legge di bilancio 2020 un fondo da un milione e cinquecentomila euro fino al 2023 ai sensi dell&#8217;articolo 1, comma 89, della legge 30 dicembre 2020, n. 178\u201d, ma \u201ccon la pandemia di COVID-19, il flusso dei viaggiatori si \u00e8 ridotto notevolmente a causa di tutte le restrizioni internazionali approvate e anche i cittadini Aire che sono comunque arrivati in Italia non hanno potuto usufruire appieno dell&#8217;iniziativa poich\u00e9 i siti museali hanno avuto notevoli restrizioni di accesso\u201d.<br \/>\nI deputati, quindi, chiedono di sapere \u201cquanta parte del fondo previsto per l&#8217;iniziativa sia stato effettivamente speso e se ci sia la possibilit\u00e0, qualora ci fosse ancora disponibilit\u00e0, di prorogare oltre il 2023 l&#8217;iniziativa\u201d.<\/p>\n<p>*(On.\/Hon. Nicola Car\u00e8 Camera dei Deputati &#8211; Chamber of Deputies &#8211; IV Commissione Difesa &#8211; Defence Committee &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide &#8211; Electoral College &#8211; Africa, Asia, Oceania and Antarctica)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Gaetano Lamanna*: COMMENTI. L NUOVO FEUDALESIMO DI CASTE E CORPORAZIONI. GRANDI MULTINAZIONALI, BANCHE ASSICURAZIONI, FONDI DI INVESTIMENTO, IMPRESE ALIMENTARI, DELL\u2019EDILIZIA INVESTONO IN LOBBING QUANTIT\u00c0 SMISURATE DI DENARO.<\/strong><br \/>\nTUTTI I MALI SOCIALI, PER ROUSSEAU, COMINCIANO DAL MOMENTO IN CUI L\u2019UOMO HA \u00abRECINTATO\u00bb UN PEZZO DI TERRA. L\u2019ATTO DI NASCITA DELLA PROPRIET\u00c0 PRIVATA SEGNA, AL TEMPO STESSO, L\u2019ORIGINE DE L\u2019IN\u00c8GALIT\u00c8 PARMI LES HOMMES.<br \/>\nDa allora qualsiasi bene materiale e immateriale si \u00e8 dotato di uno scudo legale: nelle citt\u00e0 del medioevo le botteghe d\u2019arte e mestieri, il credito, il prestito, e, via via, dopo la rivoluzione industriale, le societ\u00e0 di capitale, gli asset finanziari e immobiliari, i fondi fiduciari, e poi ancora i copyright, i marchi di fabbrica, i know-how, i brevetti, le piattaforme digitali.<br \/>\nDalle enclosures delle terre siamo arrivati alle enclosures della idee e della conoscenza. Oggi, a differenza che nell\u2019Ancien R\u00e8gime, i diritti promanano dalla legge, non sono concessioni del sovrano. Tuttavia, lo schema \u00e8 sempre lo stesso: erigere \u00abrecinti giuridici\u00bb, moderne reti di protezione, intorno alla ricchezza, ai privilegi da tutelare, alla propriet\u00e0 materiale e intellettuale. Il diritto, come spiega bene Katharina Pistor, \u00abcrea ricchezza e disuguaglianza\u00bb (Il Codice del Capitale, ed. Luiss, 202l).<br \/>\nLa legge, riflettendo sempre i concreti rapporti di forza politici e sociali, non \u00e8 mai neutrale, determina vantaggi e svantaggi, vincenti e perdenti. Le cose si complicano ulteriormente quando nei processi legislativi e decisionali interferiscono le lobby, una moltitudine di valenti e ben pagati avvocati, tributaristi, ex politici, mediatori d\u2019affari, impegnati a ottenere trattamenti speciali per i loro datori di lavoro nonch\u00e9 padroni dell\u2019economia e della finanza.<br \/>\nLe lobby stazionano nei corridoi e nelle anticamere dei palazzi del potere e mollano la presa solo dopo aver confezionato abiti su misura ai processi di business. Si caratterizzano per scarsa trasparenza e non si fanno scrupolo, all\u2019occorrenza, di ricorrere alla corruzione pur di piegare le regole agli obiettivi da raggiungere.<br \/>\nBench\u00e9 volutamente si tenti di confondere le acque, esiste una differenza sostanziale tra lobby e associazioni di categoria, portatrici di legittime istanze sociali e ambientali. I gruppi di pressione entrano in scena quando si parla di tax expenditures (bonus, incentivi, detrazioni, esenzioni) e di condoni. La loro \u00abmanina\u00bb interviene nella stesura delle leggi, inserendo l\u2019articolo o il comma adatto sul tema degli appalti piuttosto che sull\u2019aumento di voci di spesa nel bilancio pubblico. Il loro campo d\u2019azione \u00e8 molto vasto e non risparmia le amministrazioni regionali e locali. A volte basta la variante ad un piano urbanistico o la modifica di una particella catastale per trasformare un terreno agricolo in una pi\u00f9 redditizia zona edificabile, e via continuando.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che grandi multinazionali, assicurazioni, banche e fondi di investimento, imprese alimentari, dell\u2019edilizia, ecc., investano una quantit\u00e0 smisurata di denaro in lobbying. Il gioco vale certamente la candela se \u00e8 vero che sistematicamente arrivano trattamenti di favore, tagli di tasse e concessioni di ogni tipo. Il risultato \u00e8 lo spostamento di centinaia di miliardi di euro verso i ceti pi\u00f9 agiati con conseguenze assai negative sul reddito degli strati meno abbienti. I regali fiscali al mondo delle imprese e del lavoro autonomo \u2013 dove, \u00e8 bene ribadirlo, si concentra il grosso degli evasori \u2013 comportano minori entrate nei bilanci pubblici, tagli pesanti alla spesa sociale ed emissione di nuovi titoli di debito (a interessi pi\u00f9 elevati).<br \/>\nRisulta evidente, dunque, come la pratica lobbistica influenzi oltre ogni limite l\u2019allocazione delle risorse pubbliche, snaturi la vita democratica, alteri il mercato, accentui le diseguaglianze. Pierluigi Ciocca offre una chiave di lettura illuminante: \u00abA differenza del passato anche lontano, quando prevaleva il contrario, la relazione ricchezza-potere oggi muove dalla ricchezza, e tuttavia il potere acquisito attraverso la ricchezza retroagisce sulla ricchezza, accrescendola, consolidandola, tutelandola. Spesso \u00e8 semplicemente questa la finalit\u00e0 che induce chi \u00e8 gi\u00e0 ricco a ricercare potere nelle diverse forme e a praticarne l\u2019uso per arricchirsi ulteriormente esercitandolo\u00bb. E chiosa \u00abDi tutto ci\u00f2 risentono sia la concorrenza nell\u2019economia sia la democrazia nella societ\u00e0\u00bb, (Pierluigi Ciocca, Ricchi e poveri. Storia della diseguaglianza, Einaudi, 2021).<br \/>\nLa forza delle lobby \u00e8 correlata alla scarsa incisivit\u00e0 o latitanza della sinistra e all\u2019indebolimento dell\u2019azione dei sindacati confederali. Quando si tratta di scegliere tra interessi privati e bene comune, politica e istituzioni scelgono puntualmente i primi. Il principio d\u2019uguaglianza perde senso e significato. Qui \u00e8 l\u2019origine del \u00abnuovo feudalesimo\u00bb, del riprodursi di caste e corporazioni che pensavamo morte con l\u2019Ancien R\u00e8gime. Si \u00e8 creata, a tutti i livelli, un\u2019asimmetria assurda tra i privilegi per pochi e i diritti negati per molti. Nemmeno ai tempi dell\u2019Ancien R\u00e8gime c\u2019erano livelli di diseguaglianza comparabili con quelli attuali. Manca il conflitto, il \u00abpopolo sovrano\u00bb decide sempre meno e la democrazia diventa un guscio vuoto.<br \/>\n*( Gaetano La Manna. Professore ordinario. Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche. Settore scientifico disciplinare)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Sosteniamo i giovani che difendono il futuro di tutti. APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER I RAGAZZI DI ULTIMA GENERAZIONE. *<\/strong><\/p>\n<p>Al Presidente della Repubblica,<br \/>\nCi rivolgiamo a Lei dopo avere ascoltato il suo discorso, pronunciato nell\u2019ultimo giorno dell\u2019anno, in cui abbiamo colto l\u2019evidente preoccupazione per il destino cui sembrano condannate le nuovissime generazioni.<br \/>\nNei giorni successivi tre ragazzi hanno espresso la loro protesta e, ancor pi\u00f9, lo sgomento, provato ormai dalla maggioranza dei giovani di fronte all\u2019incedere dell\u2019apocalisse climatica. Lo hanno fatto disegnando, con vernice lavabile, una cascata di geroglifici sul portone del Senato.<br \/>\nNon si dovrebbe in nessun caso sfuggire al compito di interpretare questo messaggio enigmatico e clamoroso!<br \/>\nIl Presidente del Senato ha invece ritenuto di rispondere a questa azione sostanzialmente innocua con una denuncia penale del tutto sproporzionata: essa pretende un\u2019immediata sanzione contro i sentimenti e le manifestazioni della generazione che, con amara ironia, definisce se stessa come \u201cultima\u201d ma che, nonostante tutto, concentra la propria attenzione vitale sul futuro del genere umano.<br \/>\nLa nostra attivit\u00e0 professionale ci ha permesso in questi anni di misurare gli effetti psichici indotti dalle condizioni in cui questa generazione \u00e8 cresciuta: precariet\u00e0 lavorativa, percezione di una crescente intollerabilit\u00e0 delle condizioni climatiche e ambientali, trauma prolungato dell\u2019isolamento sanitario, spettacolo atroce di una guerra che promette di estendersi in ogni luogo della terra.<br \/>\nQueste condizioni hanno prodotto e stanno producendo effetti catastrofici su una generazione che sembra votata a vivere un malessere depressivo permanente prima di venire estinta dall\u2019olocausto climatico.<br \/>\nIl comunicato diffuso dagli \u201cimbrattatori\u201d del portone contiene pi\u00f9 volte la parola disperazione. Un minimo di sensibilit\u00e0 dovrebbe consigliare a coloro che si sentono investiti del ruolo di governanti di prestare orecchio a un segnale tanto inquietante.<br \/>\nDi fronte a questo non \u00e8 possibile accettare che si anteponga l\u2019esercizio di una volont\u00e0 punitiva insensibile e insensata alle azioni urgenti di contenimento della catastrofe climatica e di quella psichica che sta colpendo i nostri figli e i nostri nipoti.<br \/>\nIn effetti, ci\u00f2 che viene davvero vilipeso non sono le facciate di pietra e di legno della Repubblica ma le istanze di vita presenti e future minacciate da politiche economiche e ambientali asservite alle compagnie petrolifere e ai produttori di armi.<br \/>\nDi fronte a tutto questo risulta grottesco e inaccettabile che si chiedano i danni per la pulizia di un portone, mentre milioni di giovani fuggono all\u2019estero per cercare una possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Di fronte allo stridente contrasto tra questi fenomeni il nostro paese rischia di sprofondare nella vergogna e nella mortificazione.<br \/>\nCi rivolgiamo a Lei perch\u00e9 possa rappresentare le ragioni di questa inedita \u201cdisperazione\u201d ma anche quelle del desiderio condiviso e diffuso, soprattutto tra la popolazione giovanile, di opporsi a chi, per ignoranza o per cinismo, sta distruggendo quel poco che resta del futuro di tutti.<br \/>\n(*)<br \/>\nPaloma Gonz\u00e1lez D\u00edaz-Carralero, psiquiatra, psicoterapeuta psicoanal\u00edtica, Madrid<br \/>\nTeresa Cast\u00e8 psicologa, Universidad de Chile, psicoanalista, Santiago del Cile<br \/>\nFederico Su\u00e1rez, psicoanalista, Madrid<br \/>\nLuciana Bianchera \u2013 psico- pedagogista, docente universitaria Mantova Margarita Bazt, psicoanalista Citt\u00e0 del Mexico<br \/>\nLoredana Boscolo, psichiatra Venezia<br \/>\nLeonardo Montecchi, psichiatra Rimini,<br \/>\nFrancesco Berardi, insegnante pensionato, autore del libro Il terzo Inconscio<br \/>\nSalvatore Inglese \u2013 Psichiatra, psicoterapeuta , Catanzaro<br \/>\nMassimo de Berardinis, psichiatra, Roma<br \/>\nMartha Elva Lopez Guzm\u00e0n, Psicoanalista del C\u00edrculo Psicoanal\u00edtico Mexicano.<br \/>\nPsic\u00f3loga Universidad de Nuevo Le\u00f3n, M\u00e9xico<br \/>\nAntonio Tari Garcia- Psichiatra, Madrid<br \/>\nElisabeth von Salis, Psicoanalista ACP, Psicoterapeuta, Zurigo, Svizzera<br \/>\nThomas von Salis, Dr.med. Neuropsychiatra dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza Zurigo, Svizzera<br \/>\nLoredana Betti, psicoanalista, Roma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Giuseppe Rizzo*: GUAI A ESSERE POVERI IN ITALIA . NEL 2018 L\u2019ITALIA HA DICHIARATO GUERRA ALLA POVERT\u00c0, E LA POVERT\u00c0 HA VINTO. ORA IL GOVERNO MELONI HA SMANTELLATO IL REDDITO DI CITTADINANZA. UN VIAGGIO NELLA STORIA E NELLA LETTERATURA PER SMONTARE PREGIUDIZI E IMMAGINARE ALTERNATIVE.<\/strong><br \/>\nQuesto articolo \u00e8 uscito su Parole, un numero di Internazionale Extra che raccoglie reportage, foto e fumetti sull\u2019Italia. Si pu\u00f2 comprare in tutte le edicole e sul sito di Internazionale, oppure in digitale sull\u2019app di Internazionale.<br \/>\nNel 2004 lo scrittore britannico John Berger pubblicava un articolo intitolato \u201cDieci dispacci sulla resistenza di fronte ai muri\u201d e nel secondo di questi dispacci spiegava: \u201cCollettivamente i poveri sono inafferrabili. Oltre a essere la maggioranza del pianeta, sono dappertutto e anche il pi\u00f9 piccolo evento parla di loro. Ecco perch\u00e9 oggi l\u2019attivit\u00e0 fondamentale dei ricchi \u00e8 costruire muri: muri di cemento, sorveglianza elettronica, sbarramenti di missili, campi minati, controlli di frontiera, e gli schermi opachi dei mezzi d\u2019informazione\u201d.<br \/>\nDiciott\u2019anni dopo i poveri sono ancora inafferrabili, sono ancora la maggioranza del pianeta e sono ancora dappertutto: lo sono anche i muri, che sono aumentati insieme al numero delle persone spinte ai margini. \u00c8 vero nel mondo ed \u00e8 pi\u00f9 che vero in Italia, paese dove la povert\u00e0 \u00e8 cresciuta cos\u00ec tanto che perfino i muri faticano a starle dietro: anche se non manca la buona volont\u00e0 di costruirne di nuovi o rattopparne di vecchi.<\/p>\n<p>I NUMERI<br \/>\nCominciamo allora da questi numeri, che come tutti i numeri non mentono, ma molte cose nascondono: dalle rivelazioni della Caritas, per esempio, sfugge chi non si rivolge alle parrocchie o ai centri d\u2019aiuto; dalle indagini dell\u2019Istat molti di quelli che vivono per strada o in edifici occupati. In ogni caso, grazie all\u2019istituto di statistica nazionale sappiamo che nel 2004, quando Berger scriveva i suoi dispacci, in Italia le persone in povert\u00e0 assoluta erano poco meno di due milioni, e che oggi sono quasi sei milioni. Due milioni, sei milioni. Una vertigine se si pensa che sono pi\u00f9 degli abitanti del Veneto, della Sicilia o della Campania, e che insieme formerebbero la terza regione pi\u00f9 grande del paese. Nella lingua fredda dell\u2019Istat \u201cl\u2019incidenza della povert\u00e0 assoluta \u00e8 calcolata sulla base di una soglia corrispondente alla spesa mensile minima (\u2026) essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile\u201d.<br \/>\nIn Italia sotto questo \u201cstandard di vita minimamente accettabile\u201d vivono anche 1,4 milioni di bambini, ragazze e ragazzi minori. Le loro famiglie abitano in egual misura (42,2 per cento) nel sud e nel nord del paese, e spesso in affitto (45 per cento). Nel 25 per cento dei casi uno dei genitori lavora, ma il lavoro \u2013 molti lavori, dall\u2019operaio (13,3 per cento) al libero professionista (1,8) \u2013 non serve a evitare di finire in rovina.<br \/>\nSembra una novit\u00e0, quella del lavoro povero, ma basta uscire per un attimo dal campo della statistica ed entrare in quello della letteratura per capire che non \u00e8 cos\u00ec. Nel 1883 Carlo Collodi pubblicava in un unico volume Le avventure di Pinocchio, uscite in precedenza a puntate. Collodi raccontava la storia di un burattino, ma attraverso di lui faceva anche il ritratto di tantissime persone in carne e ossa (e in alcuni casi pi\u00f9 ossa che carne): \u201cHo conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il pi\u00f9 ricco di loro chiedeva l\u2019elemosina\u201d.<br \/>\nQuando Pinocchio incontra Mangiafoco, Collodi scrive un dialogo esemplare: \u201cMangiafoco chiam\u00f2 in disparte Pinocchio e gli domand\u00f2: \u2018Come si chiama tuo padre?\u2019. \u2018Geppetto\u2019. \u2018E che mestiere fa?\u2019. \u2018Il povero\u2019. \u2018Guadagna molto?\u2019. \u2018Guadagna tanto, quanto ci vuole per non aver mai un centesimo in tasca\u2019\u201d. Geppetto lavorava, ma non riusciva a scrollarsi di dosso la miseria: allora come oggi lavorare non libera dalla fame. E non basta neanche ad assicurare ai figli, ai nipoti e ai pronipoti le risorse per sfuggirvi: in Italia, dice la Caritas nel suo ultimo rapporto, la povert\u00e0 si eredita in sei casi su dieci e \u201coccorrono cinque generazioni per una persona che nasce in una famiglia povera per raggiungere un livello di reddito medio\u201d.<br \/>\nParlando di generazioni, c\u2019\u00e8 una coincidenza singolare da notare. Vybarr Cregan-Reid, docente di scienze umane all\u2019universit\u00e0 del Kent, nel Regno Unito, scrive in Il corpo dell\u2019antropocene (Codice 2020): \u201cGli effetti di qualcosa di negativo accaduto a nostra madre possono agire su di noi e sui nostri figli, a tal punto che possono occorrere cinque generazioni per superare una sola generazione di carestia, o di malattie epidemiche o di qualcosa di simile\u201d.<br \/>\nLa povert\u00e0 \u00e8 qualcosa di simile a una carestia o a un\u2019epidemia: e in alcuni casi alle due cose insieme. Un ultimo numero, e sempre dalla Caritas: \u201cLa misura di contrasto alla povert\u00e0 esistente nel nostro paese, il reddito di cittadinanza, \u00e8 stata finora percepita da 4,7 milioni di persone, ma raggiunge poco meno della met\u00e0 dei poveri assoluti, il 44 per cento\u201d. Sul reddito di cittadinanza vale la pena soffermarsi, perch\u00e9 consente di passare dai numeri alle storie.<\/p>\n<p>LE STORIE<br \/>\nEcco una storia. Nel 2018 l\u2019Italia ha dichiarato guerra alla povert\u00e0, e la povert\u00e0 ha vinto. Era una sera mite di fine settembre e Luigi Di Maio, il ragazzo che qualche tempo prima si era svegliato nel suo letto trasformato in vicepremier e ministro del lavoro, festeggiava la legge di bilancio che prevedeva l\u2019istituzione del reddito di cittadinanza. Sul provvedimento era stato trovato l\u2019accordo con una Lega un po\u2019 fredda e un po\u2019 riottosa, ma molto interessata a portare avanti il governo formato da poco con il Movimento 5 stelle e guidato da Giuseppe Conte. In una scena ricca di ironia involontaria e volontaria retorica, alla fine del consiglio dei ministri che aveva dato il via libera al provvedimento, Di Maio era insieme ad altri ministri dei cinquestelle sul balcone di palazzo Chigi, a Roma, e ripeteva: \u201cAbbiamo abolito la povert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ecco un\u2019altra storia. Nel 2010 M. ha perso il marito e il figlio in un incidente: e con loro la ragione, e infine il lavoro. Una depressione forte l\u2019ha spinta a troncare ogni rapporto con amici e parenti, e a non presentarsi pi\u00f9 nell\u2019albergo in cui faceva le pulizie. Dopo anni di affitti non pagati e risparmi divorati dalle bollette \u00e8 arrivato lo sfratto, e dopo lo sfratto le notti in auto, e dopo le notti in auto la perdita della residenza. In piena pandemia M., il viso asciugato dalle difficolt\u00e0, si \u00e8 rivolta a un\u2019associazione per chiedere se la potevano aiutare a fare domanda per il reddito di cittadinanza, ma nonostante diversi tentativi, non \u00e8 stato possibile: M. non aveva una residenza, perci\u00f2 come nel gioco dell\u2019oca doveva tornare indietro di diverse caselle e ripartire da quella per andare avanti. Intanto, nel paese in cui tutti ripetevano di stare a casa, M. una casa non ce l\u2019aveva, e i soldi per poterne affittare una le erano negati proprio perch\u00e9 l\u2019aveva persa, insieme al resto: i paradossi della burocrazia sono diversi dagli altri, somigliano pi\u00f9 a delle tagliole che a dei cortocircuiti della logica.<br \/>\nIn questi ultimi anni il reddito di cittadinanza ha tenuto a galla milioni di persone, ma moltissime ne ha lasciate affondare: stranieri; famiglie che abitano in edifici occupati; lavoratori che guadagnano poco pi\u00f9 delle soglie previste dalla legge; molti di coloro che vivono in condizioni di povert\u00e0 relativa, come la chiama l\u2019Istat, che per\u00f2 di relativo ha solo che non si fa la fame, o non la si fa abbastanza per accedere agli aiuti. Eppure, nonostante questi limiti siano chiari, e nella loro chiarezza moltiplichino tagliole e trappole, quasi tutti i mezzi d\u2019informazione e la maggior parte dei politici di centro e di destra hanno preferito concentrarsi su altro: per esempio sulle truffe dei cosiddetti furbetti del reddito, truffe moltissimo presunte e pochissimo vere; sulle persone (migliaia, milioni: la fantasia non ha limiti) che il reddito avrebbe incentivato a stare sul divano invece di andare a lavorare.<br \/>\nLa sociologa Antonella Meo in Disciplinare i poveri (Mimesis 2022) individua una tendenza precisa dietro questa propaganda: \u201cQuando la povert\u00e0 torna alla ribalta nella vita pubblica come un problema da risolvere emerge con particolare evidenza che i poveri sono soggetti da gestire e da governare\u201d. Lo dimostra il bilancino usato per stabilire cosa si possa o non si possa comprare con i soldi del reddito, caricati ogni mese su una carta acquisti: niente gratta e vinci (guai a essere poveri e voler tentare la fortuna); niente gioielli (neanche se si tratta di un regalo per un figlio o una figlia); niente assicurazioni o spese online. I prelievi di contanti sono scoraggiati, o comunque molto limitati: non pi\u00f9 di cento euro al mese per chi \u00e8 solo, di duecento se si \u00e8 in due, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>C\u2019\u00c8 POI IL DIVIETO ASSOLUTO DI RISPARMIARE: SE A FINE MESE I SOLDI DEL REDDITO NON SONO STATI SPESI, QUEL CHE RESTA VA RESTITUITO.<br \/>\nSulla spesa, sul suo significato politico e per alcuni asfissiante, si pu\u00f2 lasciare la parola ancora una volta alla letteratura, e in questo caso ad Annie Ernaux, che in Guarda le luci, amore mio (L\u2019Orma 2022) scrive: \u201cMeno soldi si hanno, pi\u00f9 la spesa richiede un calcolo minuzioso, senza errori (\u2026) un lavoro non contabilizzato, ossessivo, che assorbe completamente migliaia di donne e di uomini. L\u2019inizio della ricchezza \u2013 della sua leggerezza \u2013 si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: servirsi in un reparto di prodotti alimentari senza guardare il prezzo. L\u2019umiliazione inflitta dalle merci. Costano troppo, quindi io non valgo niente\u201d.<br \/>\nNonostante tutto questo \u201cabbiamo assistito alla proliferazione e al prevalere di retoriche incentrate sull\u2019immagine dei poveri \u2018fannulloni\u2019, \u2018spreconi\u2019 e \u2018imbroglioni\u2019\u201d, scrive Meo. Aggiungendo che la scelta e l\u2019uso di queste parole \u201cnon presenta caratteri di novit\u00e0\u201d, bens\u00ec richiama pregiudizi e stereotipi del passato. Fattori che consentono di passare dalle storie alla storia.<\/p>\n<p>LA STORIA<br \/>\nLo studioso Enzo Ciconte traccia un profilo sociale della povert\u00e0 nel libro Classi pericolose (Laterza 2022), in cui individua un punto di svolta fondamentale: \u201cCi fu un tempo in cui la povert\u00e0 divenne fonte di diritti, tanto da far assurgere il patrimonio della chiesa a \u2018propriet\u00e0 dei poveri\u2019\u201d. Succedeva nell\u2019alto medioevo, quando i vescovi potevano essere scomunicati per l\u2019uso improprio di questo patrimonio. \u201cL\u2019intera societ\u00e0 considerava il povero come l\u2019immagine pi\u00f9 vicina a quella di Dio, poi le cose cambiarono, e arrivarono leggi che avevano l\u2019obiettivo di governare una situazione complessa\u201d. Allora come oggi, quando il diritto si \u00e8 occupato di chi non ha niente, e a volte meno di niente, lo ha fatto per proteggere chi ha qualcosa, e pi\u00f9 di qualcosa. \u201cPresto, ancora in et\u00e0 medioevale, i poveri smarrirono il riferimento a dio per acquisire il ruolo di peccatori, di parassiti, di esseri antisociali simili al demonio e meritevoli, per questo, di punizione\u201d.<\/p>\n<p>Nel cinquecento si moltiplicarono bandi, leggi e ordinanze contro mendicanti e vagabondi, che aprirono la strada al secolo della \u201cgrande reclusione\u201d, com\u2019\u00e8 stato definito il seicento. Nascevano case di lavoro coatto in cui rinchiudere chi chiedeva l\u2019elemosina, ospizi per anziani senza niente, riformatori per minorenni e ospedali per pazzi. Tra seicento e settecento fecero la comparsa anche le carceri: \u201cFurono create per mendicanti, poveri e prostitute. Il loro scopo principale era quello di mantenere la quiete pubblica e di togliere la miseria dalle strade\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ottocento fu il secolo delle fabbriche, ma anche dello sfruttamento dei contadini che mollavano gli aratri per i torchi e dei bambini sottratti alle famiglie: \u201cC\u2019era una vera e propria tratta dei fanciulli. I mediatori affittavano bambini e li portavano per lo pi\u00f9 all\u2019estero a fare lavori umili, pesanti, faticosi, pericolosi\u201d. A met\u00e0 secolo negli stati sardi diciottomila lavoratori avevano meno di quattordici anni. Negli stabilimenti lombardi quelli tra i sei e i quattordici anni erano cinquantaquattromila. A inizio novecento in provincia di Udine ogni anno circa cinquemila bambini erano mandati a spaccarsi la schiena nelle fornaci tedesche, ungheresi e croate. \u2028Com\u2019\u00e8 prevedibile, le due guerre mondiali \u2013 e vent\u2019anni di fascismo tra loro \u2013 peggiorarono la situazione.<\/p>\n<p>OGGI I POVERI NON SONO TUTTI IN CARCERE, MA TUTTI IN CARCERE SONO POVERI<br \/>\nNegli anni cinquanta \u201cl\u201911,8 per cento della popolazione viveva in condizioni subumane, una cifra di poco inferiore viveva in condizioni disagiate\u201d, si legge nell\u2019Inchiesta sulla miseria in Italia condotta dalla commissione parlamentare dell\u2019epoca. \u201cOltre 870mila famiglie non consumano n\u00e9 carne, n\u00e9 vino, n\u00e9 zucchero; oltre un milione consumano quantit\u00e0 minime di zucchero e vino e niente carne\u201d. Tantissimi emigravano dal sud al nord, e a Torino e in altre citt\u00e0 erano accolti da cartelli su cui si leggeva: \u201cNon si affitta ai meridionali\u201d. A Genova \u201csono malvisti dalla popolazione lavoratrice che li accusa di togliere il pane\u201d, scriveva nel 1959 Corrado Alvaro. Nel 1961 Pier Paolo Pasolini denunciava: \u201cNon dimentichiamo che a Torino ci sono delle scritte sui muri che dicono \u2018Via i Terroni = Arabi\u2019\u201d. La periferia di Milano \u2013 puntellata da baracche costruite da siciliani, abruzzesi e calabresi \u2013 fu ribattezzata \u201cMilano Corea\u201d: a qualcuno dovette sembrare appropriato paragonare la guerra di Corea con la situazione di sottoproletari e proletari a Cinisello Balsamo e Bollate.<br \/>\nCon il passare degli anni l\u2019immagine del meridionale povero, pericoloso e portatore di malattie \u00e8 stata sostituita da quella dell\u2019immigrato straniero: sempre povero, sempre pericoloso e sempre portatore di malattie. Adriano Sofri ne ha colto le conseguenze in Beati i poveri in spirito (con Gianfranco Ravasi, Lindau 2012): \u201cL\u2019ultimo arrivato \u00e8 dunque anche l\u2019ultimo per importanza. Ha occupato il gradino pi\u00f9 basso, e ne ha sloggiato l\u2019occupante precedente. \u00c8 quello che succede con i migranti, con gli stranieri. Per prendersi un posto devono spingere via quelli che incontrano, e quelli che incontrano sono gli ultimi. Prendersi un posto, non \u00e8 un\u2019espressione metaforica. \u00c8 letterale. Pu\u00f2 essere una coperta sporca o un giaciglio di cartoni nella nicchia di un atrio di stazione, di un portico di citt\u00e0. Pu\u00f2 essere l\u2019angolo di un capannone in rovina\u201d. E spesso \u00e8 il letto di una cella.<br \/>\nOggi i poveri non sono tutti in carcere, ma tutti in carcere sono poveri. Dietro le sbarre ci sono quasi quattromila persone condannate a pene inferiori a due anni, cio\u00e8 per reati irrisori. Circa un terzo dei 56mila detenuti c\u2019\u00e8 finito per aver violato la legge sulla droga: e per quanto la tentazione di qualcuno sia quella di farli passare tutti per narcotrafficanti, la realt\u00e0 \u00e8 che, come scrive l\u2019associazione Antigone, \u201cla sostanza pi\u00f9 utilizzata e punita \u00e8 la cannabis\u201d. Molti non reggono, come dimostra il fatto che nel 2022 si sono uccisi 84 detenuti. Uno degli ultimi \u00e8 stato un ragazzo che da pochi giorni era in cella a Torino, arrestato per aver rubato un paio di cuffie.<br \/>\nCome nel settecento, il carcere \u00e8 ancora il fondo del pozzo in cui \u00e8 spinta la povert\u00e0. Secoli di storia insegnano che a confinarcela sono spesso paure indotte e ansie collettive. Sentimenti che diventano pregiudizi, pregiudizi che danno vita a leggi, leggi che modellano la realt\u00e0. \u00c8 un paradigma che va rovesciato, insieme alla concezione della povert\u00e0 come un insieme immutabile di persone che oscillano tra l\u2019ozio e la criminalit\u00e0. Le storie singole mostrano che oggi si diventa poveri pi\u00f9 spesso di quanto non lo si nasca; che si pu\u00f2 uscire ed entrare da questa condizione con facilit\u00e0, e con una buona dose di dolore; che tra chi \u00e8 caduto e non riesce a risollevarsi possono esserci il senzatetto ma anche la famiglia, la madre single, l\u2019anziano invalido a cui non basta lavorare o ricevere una pensione.<\/p>\n<p>Capire che il quadro \u00e8 cos\u00ec sfaccettato pu\u00f2 aiutare a immaginare soluzioni in grado di rompere con il passato. In alcune citt\u00e0 italiane si sperimenta con successo un\u2019alternativa ai dormitori per i senzatetto: a chi vive per strada si d\u00e0 subito una casa e gli si costruisce intorno una rete di assistenti sociali, medici e volontari per aiutarlo a risollevarsi. L\u2019esperienza dimostra che funziona, e che ha costi minori per lo stato.<br \/>\nIn molti paesi le droghe leggere sono depenalizzate, sottraendo soldi e manovalanza alle mafie che le gestiscono, ed evitando a molte persone di finire in carcere per il loro uso o lo spaccio. I corridoi umanitari aiutano chi scappa da situazioni infernali ad arrivare in Italia senza essere risucchiato dall\u2019illegalit\u00e0, e spesso da piccoli crimini. Le misure come il reddito di cittadinanza vanno migliorate e non affossate. Le alternative vanno incoraggiate e non scoraggiate.<br \/>\nAncora una volta, lo si pu\u00f2 dire meglio con la letteratura, in questo caso prendendo in prestito i versi di una poesia di Stig Dagerman: \u201cUn giorno all\u2019anno si dovrebbe immaginare \/ la morte chiusa in una scatoletta bianca. \/ A nessuna illusione si dovrebbe rinunciare, \/ nessuno morrebbe per quattro dollari in banca.\/\/ (\u2026) Nessuno vien bruciato all\u2019improvviso \/ e nessuno per strada ha da crepare\u201d. Un giorno all\u2019anno \u00e8 poco, si dir\u00e0: pu\u00f2 darsi, ma se cos\u00ec fosse \u00e8 uno sforzo che tutti potrebbero fare. Non una rivoluzione, un inizio.<br \/>\n*(Fonte: L\u2019Essenziale, di Giuseppe Rizzo, Giornalista cura le inchieste e i reportage pubblicati sul sito del settimanale.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Gabriella De Rosa*: COVID, OMS: CRESCE LA VARIANTE KRAKEN ANCHE IN EUROPA. L\u2019ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANIT\u00c0 HA DICHIARATO CHE LA VARIANTE DEL COVID KRAKEN SI STA DIFFONDENDO ANCHE IN EUROPA.<\/strong><br \/>\nLa nuova variante del Covid, chiamata Kraken, che ha preso piede negli Stati Uniti, dove il 40% dei casi fanno capo a questa variante, ora si sta diffondendo rapidamente anche in tutta Europa. \u201cI casi di questa variante rilevati nella regione europea sono ancora pochi, ma in aumento\u201d, ha annunciato oggi Hans Kluge, il direttore dell\u2019Oms Europa.<br \/>\nL\u2019Oms assicura che sta valutando l\u2019eventuale impatto di questa nuova variante ma premette che \u00e8 prematuro ogni allarmismo. Per\u00f2 raccomanda di rafforzare le misure di sequenziamento e ha esortato i paesi che hanno allentato le misure di tracciamento e contenimento del virus di ripristinarle portando ad esempio paesi virtuosi come Germania, Francia, Danimarca e Regno Unito.<\/p>\n<p>CONTROLLO E PREVENZIONE: NIENTE ALLARMISMI<br \/>\nArriva anche la raccomandazione dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Secondo l\u2019Ecdc, la cosiddetta Kraken potrebbe avere \u201cun effetto crescente sul numero di casi Covid nell\u2019Ue, ma non entro il prossimo mese perch\u00e9 la variante \u00e8 attualmente presente solo a livelli molto bassi\u201d. Secondo le ultime rilevazioni la variante Kraken \u00e8 stata individuata in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia, sempre con numeri esigui.<br \/>\nDato il basso numero di casi, l\u2019Ecdc rimane ancora molto cauta. Per fare ulteriori valutazioni bisogner\u00e0 aspettare. Nel frattempo raccomanda il tracciamento e la prevenzione ai paesi. Il motivo principale, come ha sottolineato Kluge, \u00e8 che \u201cdopo tre anni di pandemia non possiamo permetterci ulteriori pressioni sui nostri sistemi sanitari. Tale minaccia potrebbe provenire da una nuova variante, ovunque e in qualsiasi momento, nell\u2019Asia centrale o in Europa\u201d.<br \/>\nNel frattempo continua a preoccupare la situazione in Cina e restano i dubbi su eventuali impatti in Europa e in altre parti del mondo.<br \/>\n*(Fonte: News al Mondo. Gabriella De Rosa, giornalista, linguista specializzata nella comunicazione giuridica e politica.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 \u2013 Il Paradosso.<\/strong><br \/>\n<strong>Tommaso Di Francesco*: ARMI ALL\u2019UCRAINA, IL CASO PARADOSSALE DI LUCIO MALAN, CAPOGRUPPO AL SENATO DI FRATELLI D\u2019ITALIA LA \u00abMIMETICA\u00bb DEI PUTINIANI IN PARLAMENTO. TRA I TANTI PARADOSSI CHE CI \u00c8 DATO VIVERE, UNO IN PARTICOLARE COLPISCE. PERCH\u00c9 CHI RIFLETTE SULL\u2019INVIO DI NUOVE ARMI ALL\u2019UCRAINA DI FRONTE ALLO STALLO SANGUINOSO DEGLI ESERCITI, UNO AGGRESSORE [\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Tra i tanti paradossi che ci \u00e8 dato vivere, uno in particolare colpisce. Perch\u00e9 chi riflette sull\u2019invio di nuove armi all\u2019Ucraina di fronte allo stallo sanguinoso degli eserciti, uno aggressore l\u2019altro che si difende, che pretenderebbe \u2013 come suggerisce il capo di stato maggiore Usa Mark Milley \u2013 a questo punto non una nuova escalation bellica con armamenti sospesi tra difesa ed offesa, ma una risposta internazionale che assuma con forza i contenuti di un possibile negoziato di pace; chi riflette sulla spirale della guerra che coinvolge noi che abbiamo in Costituzione il ripudio della guerra per la risoluzione delle crisi internazionali; chi vede nella crisi evidenti responsabilit\u00e0 della Nato ma senza per questo giustificare la sanguinosa guerra di Putin contro i civili; chi dice tutto questo, al di l\u00e0 di strumentali speculazioni al limite dell\u2019idiozia, non \u00e8 n\u00e9 \u00e8 mai stato putiniano.<\/p>\n<p>Considerando infatti Putin nient\u2019 altro che uno spregiudicato sovranista-nazionalista che pesca nel torbido del passato zarista grande-russo e che, se ha risollevato il suo popolo dall\u2019implosione dell\u2019Urss, ora lo ha cacciato dentro una avventura criminale e suicida. I putiniani veri stanno invece dall\u2019altra parte, nella destra e destra estrema che ormai, purtroppo ci governa. Non parliamo solo del legame \u00abstorico\u00bb, da import-escort, tra Berlusconi e Vladimiro.<\/p>\n<p>N\u00e9 dei tentativi di Salvini e della Lega di avere un monumento se non sulla Piazza Rossa almeno nell\u2019hotel Metropol di Mosca, o di Giorgia Meloni che si sperticava in complimenti a Putin per la rielezione, la quarta, a presidente come \u00abinequivocabile volont\u00e0 del popolo russo\u00bb, n\u00e9 di quella destra fascista che nel 2014 a Roma affisse manifesti di un Putin marinaio-macho che pi\u00f9 duro non si pu\u00f2.<br \/>\nParliamo del senatore Lucio Malan, nientemeno che capogruppo al Senato di Fratelli d\u2019Italia, del quale ieri in Senato abbiamo sentito le \u00ablimpide\u00bb ragioni dell\u2019invio di nuove armi all\u2019Ucraina. Strane ragioni. Perch\u00e9 il senatore Malan, prima in Crimea nel 2014 e poi nel Donbass nel 2015 ha guidato la delegazione italiana di sedicenti Osservatori internazionali \u2013 \u00abinvitati dal Donbass\u00bb e da Mosca \u2013 che hanno suffragato le elezioni che proclamavano le due indipendenze, pi\u00f9 \u00abspendibile\u00bb la prima, provocatoria la seconda. Perch\u00e9, dopo gli accordi di Minsk \u2013 che prevedevano una autonomia del Donbass all\u2019interno dell\u2019Ucraina \u2013 rappresentava una forzatura indipendentista.<br \/>\nPoroshenko a Kiev mise al bando per questo tutti gli \u00abosservatori\u00bb che avallarono quel voto. Ora Malan, bandito a Kiev, arrivato a Fratelli d\u2019Italia da Forza Italia- il partito \u00e8 cambiato, ma la \u00abnazione\u00bb e soprattutto l\u2019onorevole \u00e8 sempre quello \u2013 si strappa le vesti per nuove armi all\u2019Ucraina.<br \/>\nQualche domanda \u00e8 lecita.<br \/>\nDELLE DUE L\u2019UNA: O VALE L\u2019OSSERVATORE DI IERI O L\u2019ARMAIOLO DI OGGI? OPPURE MALAN STA SEMPLICEMENTE BOMBARDANDO SE STESSO.<br \/>\n*(Fonte: Il Manifesto, Tommaso Di Francesco \u00e8 un poeta, giornalista e scrittore italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Valerio Romitelli*: (Neo)fascismo e antifascismo, oggi* . LA FRASE CON CUI MARX NE IL 18 BRUMAIO DI LUIGI BONAPARTE RIPRENDE E RETTIFICA HEGEL PER MISURARE LE DIFFERENZE TRA NAPOLEONE E IL SUO NIPOTE NAPOLEONE III \u00c8 ARCINOTA: \u201cI GRANDI FATTI E I GRANDI PERSONAGGI DELLA STORIA UNIVERSALE SI PRESENTANO, PER COS\u00cc DIRE, DUE VOLTE (\u2026) LA PRIMA VOLTA COME TRAGEDIA, LA SECONDA VOLTA COME FARSA\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>1. Ci si azzarder\u00e0 allora a sostenere che la Meloni \u00e8 la farsa di Mussolini? Il suo governo la caricatura di quello formato dall\u2019allora futuro Duce nell\u2019ottobre di cent\u2019anni fa? Non esageriamo. Nell\u2019ottobre scorso, 2022, il senatore Scarpinato[1] in un memorabile discorso[2] al parlamento ha messo i puntini sulle i. La tradizione che il governo Meloni incarna non \u00e8 esattamente il fascismo, ma il neofascismo. Questa precisazione \u00e8 decisiva. A partire da essa si spiegano molte cose.<\/p>\n<p>Si spiega lo sbaglio colossale di tutti coloro pi\u00f9 o meno \u201crosso-bruni\u201d che hanno intravisto in questo governo una qualche possibile protezione nazionalista di fronte alle perversioni della globalizzazione neo-liberale. Si spiega perch\u00e9 questo governo non lasci la ben minima speranza a qualsiasi pur vaga nostalgia per l\u2019autarchia degli anni Trenta. Si spiega come mai la leader di Fratelli d\u2019Italia non abbia dimostrato alcuna riserva critica rispetto alla fedelt\u00e0 atlantista che il governo precedente, l\u2019indecorosa ammucchiata attorno all\u2019ineffabile Draghi, aveva eretto a suo vessillo principale. Si spiega perch\u00e9 nel prossimo avvenire nulla possa moderare l\u2019adesione italiana alle politiche europee di sostegno sistematico, fatto di armi e soldi, al governo Zelensky. Si spiega fino a che punto la sottomissione italiana ed europea alle strategie di guerra americane sia confermata e proiettata ad oltranza, costi quel che costi[3].<\/p>\n<p>Cosa vuol dire infatti che il governo attualmente in carica \u201cda noi\u201d si situa nel solco del neofascismo piuttosto che fascismo? Vuol dire che, se il fascismo di un secolo fa era stato (ahinoi!) un fenomeno comunque autoctono, deciso e strutturato dalle lotte sociali e politiche interne al bel paese, non cos\u00ec \u00e8 stato per il neofascismo, n\u00e9 cos\u00ec \u00e8 per il governo Meloni.<\/p>\n<p>Chi sono stati infatti e cosa hanno fatto i neofascisti nel secondo dopoguerra italiano? Non solo e non tanto hanno militato per tenere viva la nostalgia per il Ventennio del Duce, ma hanno sopratutto tenuto fede ai sentimenti pi\u00f9 primari che avevano dato vita allo stesso fascismo propriamente detto, quello che aveva fatto i primi passi nel corso del \u201cbiennio rosso\u201d. Sentimenti primari che andavano dall\u2019antisocialismo e dall\u2019anticomunismo pi\u00f9 viscerali all\u2019odio sistematico per ogni visione e lotta \u201cdi classe\u201d intese in senso marxista. Il tutto galvanizzato dal rilancio dell\u2019ideologia bellicista, gi\u00e0 diffusasi nel corso della Grande Guerra. \u00c8 proprio seguendo questa ostilit\u00e0 militaresca verso qualunque gradazione del \u201crosso\u201d, ma in un\u2019Italia e un\u2019Europa oramai completamente sotto tutela angloamericana, che i neofascisti nella loro maggioranza hanno finito per collaborare coi servizi segreti delle potenze anglosassoni, rafforzandone l\u2019egemonia tramite quegli attentati, trame, complotti depistaggi, assassini singoli o di gruppo, eccellenti o ignoti che hanno fatto la ben nota ma sempre faticosamente e solo parzialmente riconosciuta \u201cstrategia della tensione\u201d. Strategia da \u201cguerra fredda\u201d il cui unico senso stava nel fungere da opera di \u201ccontenimento\u201d di quel comunismo dilagato nel frattempo in tutto il mondo proprio ad est dell\u2019Italia e dell\u2019Europa, nonch\u00e9 presente \u201cda noi\u201d col pi\u00f9 corposo partito comunista di tutto l\u2019occidente capitalista.<\/p>\n<p>Questo il succo desumibile dall\u2019ammirevole e coraggioso, quanto sintetico discorso dell\u2019onorevole Scarpinato, di cui \u00e8 consigliabile l\u2019ascolto onde anche tarare l\u2019interpretazione qui fornita.<\/p>\n<p>2. Tutto ci\u00f2 non vuol comunque dire che il governo Meloni sia da considerare un governo fantoccio, le cui fila sono tirate da Washington. Ma vuol dire che lungi dallo spezzare o anche solo attenuare i condizionamenti globali subiti dai precedenti governi, l\u2019attuale non promette alcuna discontinuit\u00e0 di rilievo.<br \/>\nCapitalismo s\u00ec sempre abbastanza ricco, nonostante tutto, ma anche sempre pi\u00f9 disperso di altri, quello italiano pare quindi tutt\u2019oggi destinato a restare quello che \u00e8 sempre stato dal dopoguerra in poi: dotato di una potenza di secondo grado rispetto alle strategie globali, specie quelle decise dall\u2019imperialismo yankee, per quanto declinante, sempre a capo del mondo.<br \/>\nSe novit\u00e0 ci saranno col governo Meloni, ci\u00f2 dipender\u00e0 dal mutato \u201cspirito del tempo\u201d a livello globale. Spirito del tempo che pare caratterizzato anzitutto dalla conversione delle democrazie liberali ad immagine americana, in democrazie, s\u00ec sempre fondamentalmente neoliberali (specie sui luoghi di lavoro e nelle amministrazioni pubbliche al loro interno), ma anche e soprattutto sovraniste, specie in politica estera: aventi come ideale nelle relazioni internazionali, non pi\u00f9 tanto il libero scambio di mercato, n\u00e9 l\u2019impegno per una democratizzazione universale, ma la gelosa e intransigente difesa di una supposta identit\u00e0 etnica occidentale, sempre pi\u00f9 esagitata e posseduta da una ostilit\u00e0 irriducibile nei confronti dei due maggiori concorrenti orientali Russia e Cina.<\/p>\n<p>Chiaro esempio delle conseguenze di un simile contesto viene dalla Polonia. Se questo paese infatti, prima della invasione russa dell\u2019Ucraina, si trovava non di rado criticato per il suo lacunoso rispetto dei valori democratici e liberali, dopo tale invasione pare essersi scagionato da ogni critica solo grazie all\u2019impegno profuso nell\u2019appoggiare la reazione militare di Kiev contro le truppe di Mosca. Ecco dunque un fatto caratteristico della presente epoca di sovranismo dilagante: il fatto che priorit\u00e0 obbligatoria nell\u2019agenda di ogni governo occidentale sta nell\u2019esibire la pi\u00f9 ferma convinzione nel partecipare alla guerra verso l\u2019oriente, oggi contro Putin, domani forse contro Xi Jinping. Se quindi, come pare, il governo Meloni perseguir\u00e0 senza tentennamenti su questa via, si pu\u00f2 stare certi che il suo background pi\u00f9 o meno fascistoide sar\u00e0 sempre meno problematico per l\u2019Ue e la Nato.<\/p>\n<p>3. Pu\u00f2 allora insorgere la domanda: se questo background incide cos\u00ec poco sulle strategie del capitalismo italiano e occidentale non hanno forse ragione i commentatori che ne banalizzano la particolarit\u00e0 ideologico-politica di estremissima destra, anzich\u00e9 perdere tempo a scandalizzarsi, denunciarlo e provare soppesarne le conseguenze? Questa \u00e8 in effetti la pi\u00f9 certa conclusione cui si giunge se si crede che i destini del mondo siano sempre integralmente decisi dalle \u201coperazioni del capitale\u201d e le eventuali lotte contro di esse. Il discorso pu\u00f2 prendere invece un\u2019altra piega se si pensa che anche le ricerche e le sperimentazioni di alternative al capitalismo abbiano contato e possano sempre contare nel condizionare i destini del mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 sotto questo profilo che l\u2019andata al governo di Fratelli d\u2019Italia appare in tutta la sua disastrosa rilevanza. Disastrosa rilevanza che chiama in causa un orientamento che dal secondo dopoguerra ad oggi ha enormemente condizionato simili ricerche e sperimentazioni in Italia. Si tratta ovviamente dell\u2019orientamento antifascista. Di quell\u2019orientamento antifascista che di fronte all\u2019immagine della Meloni a palazzo Chigi non pu\u00f2 non riconoscere una considerevole sconfitta. Cos\u00ec considerevole che se non viene discussa e rielaborata adeguatamente rischia di trasformarsi una disfatta di lunga durata. \u00c8 ben noto infatti che una volta superato un tab\u00f9, la tentazione di far saltare ogni altro limite pu\u00f2 divenire incontenibile.<\/p>\n<p>S\u00ec perch\u00e9 in tutta la storia dell\u2019Italia repubblicana non \u00e8 forse stato uno dei pi\u00f9 solidi tab\u00f9 anche solo la vaga idea che dei fascisti comunque travestiti potessero tornare al potere? Come non prendere atto che per quanto contrastato l\u2019antifascismo dal 1945 ad oggi \u00e8 stato uno dei primi, se non il primo orientamento culturale e politico di tutte le istituzioni pubbliche italiane? Come non sorprendersi che dopo pi\u00f9 di settant\u2019anni di tale egemonia sia proprio il suo nemico dichiarato a conquistare il potere di governo? Come non chiedersi se, dato un simile risultato clamorosamente negativo, non ci sia stato qualcosa di profondamente equivoco in tutto il discorso antifascista?<\/p>\n<p>4. Senza pretendere affrontare le enormi questioni connesse ad un tale doveroso quanto spinoso bilancio limitiamoci qui solo a qualche osservazione schematica per cos\u00ec dire di metodo.<\/p>\n<p>Da quando l\u2019antifascismo esiste (diciamo dal Manifesto degli intellettuali antifascisti del 1925 promosso da Benedetto Croce) esso \u00e8 stato la posta in gioco tra differenti visioni, tra le quali due prevalenti.<\/p>\n<p>A) Da un lato, la visione moderata, liberal-democratica, favorevole al capitalismo, che critica e combatte il fascismo proprio in quanto antidemocratico, illiberale, pi\u00f9 protezionistico che aperto al libero mercato, ma che (come fece Churchill e la maggior parte dei successivi primi ministri britannici assieme a tutti i presidenti americani a partire da Truman) lo considera \u201cutilizzabile\u201d in casi di \u201cpericoli\u201d supposti pi\u00f9 gravi, quali il comunismo o oggi i \u201cdispotismi orientali\u201d, Russia e Cina in testa.<\/p>\n<p>B) Dal lato opposto, la visione pi\u00f9 \u201cintransigente\u201d, \u201cdi classe\u201d e alla ricerca di alternative al capitalismo, che critica e combatte il fascismo in quanto una delle peggiori forme di governo dello stesso capitalismo (come teorizz\u00f2 Togliatti nel 1935 a Mosca, ammettendo per\u00f2 poi una vasta gamma di compromessi).<\/p>\n<p>Ora, queste due visioni A) e B) si sono contrastate apertamente durante l\u2019epoca della \u201cGuerra fredda\u201d e i \u201cTrent\u2019anni gloriosi\u201d, tra il 1945 e il 1975, quando il comunismo era egemone in mezzo mondo e puntava a dilagare nell\u2019altra met\u00e0, nonostante le politiche di \u201ccontenimento\u201d da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, i quali appunto ricorsero al reiterato utilizzo di neo fascisti per scopi terroristici.<\/p>\n<p>Dagli anni Ottanta per\u00f2 la visone B ha perso quasi ogni supporto istituzionale, data la perdita di credibilit\u00e0 di tutti regimi a direzione comunista, il crollo dell\u2019Urss e l\u2019adeguamento al capitalismo della Cina. Cosicch\u00e9 a difendere effettivamente questa visione da allora in poi sono rimasti solo movimenti pi\u00f9 o meno antagonisti e alcuni intellettuali di prestigio internazionale.<\/p>\n<p>Il tutto mentre invece la visione A ha conosciuto il suo massimo trionfo, supportando quella che \u00e8 stata giustamente chiamata l\u2019\u201depoca della democrazia\u201d, durante la quale la specificit\u00e0 stessa dell\u2019analisi critica e del contrasto al fascismo \u00e8 stata dispersa a profitto della identificazione di una categoria (fino agli anni Cinquanta inedita in tutta la storia del pensiero politico) designante il nuovo nemico ideologico delle democrazie con a capo quella americana. Sarebbe a dire quel \u201ctotalitarismo\u201d che si suppone contenga e omologhi ogni forma di fascismo, nazismo e comunismo. Si \u00e8 dunque avuta cos\u00ec una conversione di questa visione liberal-democratica dell\u2019antifascismo in antitotalitarismo. Conversione, la quale ha di fatto comportato la moderazione di ogni condanna del neofascismo, come quello di cui la Meloni \u00e8 erede. \u00c8 dunque anche da qui che viene una delle ragioni del suo successo.<br \/>\nLa bruciante domanda che resta aperta \u00e8 quindi, in conclusione: come non lasciare estinguere la visione pi\u00f9 militante, anticapitalista dell\u2019antifascismo, proprio ora che i neofascisti sono al potere e paiono persino aumentare i loro consensi? Di sicuro, vano non sarebbe adoperarsi per smascherare tutte le equivocit\u00e0 non solo della tradizione liberal democratica dell\u2019antifascismo, ma anche della sua pi\u00f9 recente conversione in antitotalitarismo. E vano pure non sarebbe ripensare la tradizione di classe, anticapitalista dell\u2019antifascismo, per farla riemergere dall\u2019emarginazione politica e culturale che ha subito a partire dagli Ottanta in avanti.<br \/>\n* (Questo articolo \u00e8 anche sulla rivista on line Machina-DeriveApprodi . Valerio Romitelli*, ha insegnato e fatto ricerche in universit\u00e0 italiane e straniere. Sue discipline: Storia delle dottrine politiche, Storia dei movimenti e dei partiti politici e Metodologia delle scienze sociali. Attualmente tiene un seminario di Antropologia Politica presso l\u2019universit\u00e0 di Bologna.)<br \/>\nNote<br \/>\n[1] Ex magistrato e senatore per il Movimento 5 stelle.<br \/>\n[2] https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oNabMzqHvH8<br \/>\n[3] Se l\u2019astensionismo alle ultime elezioni \u00e8 risultato cos\u00ec alto non \u00e8 da escludere che ci\u00f2 sia accaduto anche perch\u00e9 Fratelli d\u2019Italia si \u00e8 presentato meno nazionalista e pi\u00f9 europeista e atlantista di quanto le opinioni pi\u00f9 critiche rispetto alla globalizzazione e all\u2019egemonia americana potevano sperare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 \u2013 Laura Carrer*: IN CINA LE CELEBRIT\u00c0 VIRTUALI VANNO ALLA GRANDE. IL LISTINO PREZZI SI AGGIRA TRA I 2800 E I 14.000 DOLLARI L\u2019ANNO, E IL MERCATO \u00c8 RADDOPPIATO DAL 2021.<\/strong><br \/>\nLA PI\u00d9 FAMOSA SI CHIAMA LUO TIANYI, HA LUNGHI CAPELLI VIOLA E GRIGI, OCCHI VERDI E SI \u00c8 ESIBITA ALL\u2019EVENTO DI INAUGURAZIONE DEI GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO LO SCORSO ANNO. La pop star basata sul sistema operativo Windows \u00e8 \u201cnata\u201d dieci anni fa dallo sviluppatore Bplats, di propriet\u00e0 di Yamaha corporation, e attraverso un software per la sintetizzazione della voce chiamato Vocaloid \u00e8 ormai cos\u00ec celebre da avere quasi 3 milioni di fan nel paese. Canta e si esibisce partendo dall\u2019input vocale che al tempo della creazione le fu associato: quello della famosa cantante e attrice cinese Shan Xin.<br \/>\nNella terra del dragone quello degli esseri umani digitalizzati \u00e8 un settore sempre pi\u00f9 rilevante, e coinvolge molte grandi aziende tecnologiche in settori di mercato diversi. Il servizio clienti e l\u2019intrattenimento sono alcuni, forse tra i pi\u00f9 prevedibili, ma non gli unici: l\u2019azienda Baidu ha dichiarato che i costi di creazione di una persona digitale tridimensionale sono diminuiti di circa l\u201980% nell\u2019ultimo anno, motivo per il quale si \u00e8 allargata grandemente la pletora di acquirenti. Societ\u00e0 di servizi finanziari, content creator, amministrazioni pubbliche, finanche citt\u00e0 intere. Nel piano di azione della citt\u00e0 di Pechino per esempio si parla chiaramente di promozione dell\u2019innovazione e dello sviluppo dell\u2019industria umana digitale, al fine di digitalizzare ancora di pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 \u00e8 l\u2019economia (e quindi la produzione).<br \/>\nIn una societ\u00e0 internazionale altamente digitalizzata e condizionata dalla creazione di contenuti per piattaforme online, le aziende tech cinesi producono persone digitali anche per i marchi in cerca di nuovi portavoce\/influencer. Stando ai dati pubblicati dalla societ\u00e0 di analisi di mercato cinese Kantar, nel 2022 almeno il 36% dei consumatori di un prodotto aveva visto l\u2019esibizione di un influencer virtuale prima dell\u2019acquisto e il 21% ha dichiarato di aver visto ospiti di questo tipo durante eventi. Il sondaggio rivolto agli inserzionisti ha invece fatto emergere come l\u2019interesse nella sponsorizzazione di eventi attraverso esseri umani digitalizzati sia una chiara direttrice di investimento per l\u2019anno appena iniziato. Le motivazioni non sono solamente legate ad un trend che pare molto redditizio, ma anche nella necessit\u00e0 per i marchi di trovare un\u2019alternativa agli influencer \u201cumani\u201d, che a volte possono essere travolti da scandali personali, avere posizioni contrarie al governo o essere coinvolti in casi di evasione fiscale e di conseguenza danneggiare la reputazione del brand.<br \/>\nIn Europa e nel resto del mondo le persone digitali non sono popolari e utilizzate quanto in Cina, ma \u00e8 ragionevole aspettarsi che prima o poi anche le nostre aziende o amministrazioni pubbliche adotteranno modalit\u00e0 di interazione pi\u00f9 evolute dei chatbot presenti attualmente in qualche sito web. Nell\u2019aprile 2020, durante la prima ondata di covid-19, l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha stretto la prima partnership tra un\u2019istituzione e un influencer virtuale, Knox Frost. Oms si \u00e8 dichiarata soddisfatta dall\u2019ingaggio, anche se definire il reale impatto di un post sui social di questo tipo \u00e8 complesso. Un problema comunque rimane, e riguarda il modo in cui si stabiliscono i confini che dovrebbero rispettare tecnologie di questo tipo: come e chi stabilisce, ad esempio, l\u2019eventuale responsabilit\u00e0 nel caso in cui un essere umano digitalizzato utilizzato a scopi di marketing arrechi un danno a persona o violi una legge?<\/p>\n<p>*(a cura di: Laura Carrer, giornalista freelance e ricercatrice. Scrive di sorveglianza di stato, tecnologia all\u2019intersezione con i diritti umani, piattaforme tecnologiche e spazio urbano su IrpiMedia, Wired, Il Post, Il Manifesto e altri.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Grace Brownes*: PAGARE LE PERSONE PER VACCINARSI SEMBRA FUNZIONARE. I RISULTATI DI ALCUNI STUDI SUGGERISCONO CHE GLI INCENTIVI IN DENARO AUMENTANO IL NUMERO DEI VACCINATI SENZA PARTICOLARI CONSEGUENZE NEGATIVE, MA CI SONO DUBBI SUL PIANO ETICO<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un universalmente riconosciuto che i soldi piacciono a tutti. Se c&#8217;\u00e8 di mezzo il denaro, le persone sono generalmente pi\u00f9 propense a fare quello che vogliamo, che si tratti di smettere di fumare, tenersi in forma o assumere farmaci.<br \/>\nQuando durante la pandemia i laboratori hanno sviluppato i primi vaccini, i governi hanno iniziato a chiedersi quale fosse il modo migliore per incoraggiare il maggior numero possibile di persone a vaccinarsi contro il Covid-19. I paesi hanno tentato un&#8217;accozzaglia di approcci diversi, diffondendo messaggi rigorosi sul tema della salute pubblica, rivolgendosi alle comunit\u00e0 pi\u00f9 difficili da raggiungere, chiedendo alle celebrit\u00e0 di promuovere i vaccini e rendendoli obbligatori.<br \/>\nTra i politici e gli accademici per\u00f2 c&#8217;\u00e8 anche chi ha suggerito di adottare un approccio controverso, riaccendendo cos\u00ec un dibattito spinoso: perch\u00e9 non offrire semplicemente alle persone del denaro per vaccinarsi?<\/p>\n<p>IL RAPPORTO RISCHI-BENEFICI<br \/>\nChi affronta la questione da un&#8217;ottica utilitaristica ritiene che il beneficio pubblico derivante da un aumento dei vaccinati sia superiore rispetto alle controindicazioni. Ma non \u00e8 detto che offrire denaro sia sufficiente a convincere le persone a compiere una buona azione: al contrario, potrebbe spingerle a pensare che non valga la pena farla senza un incentivo economico. Uno studio del 2000 condotto in Israele ha rilevato che gli studenti delle scuole superiori a cui veniva pagata una piccola commissione per raccogliere denaro a scopo benefico ottenevano in realt\u00e0 meno donazioni rispetto a quelli che lo facevano gratuitamente: ci\u00f2 suggerisce che gli incentivi monetari avrebbero un effetto negativo quando si tratta di incoraggiare a fare del bene.<\/p>\n<p>Uno dei timori principali \u00e8 che i programmi che prevedono incentivi monetari possano avere conseguenze indesiderate a lungo termine. Offrire denaro alle persone affinch\u00e9 facciano una buona azione potrebbe ridurre la loro inclinazione a fare altrettanto gratuitamente in futuro e generare sfiducia. A differenza delle donazioni di sangue o di altri interventi di salute pubblica, i vaccini sono divisivi e la ricerca ha dimostrato che negli studi clinici a pagamento le persone associano pagamenti pi\u00f9 elevati a un rischio maggiore. Pagare le persone per vaccinarsi \u2013 quando in passato lo si faceva gratuitamente \u2013 potrebbe favorire perci\u00f2 una percezione esagerata dei rischi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi la questione morale: gli eticisti evidenziano che per un genitore single in difficolt\u00e0 economica che ha perso il lavoro durante la pandemia una ricompensa in denaro non ha lo stesso significato che riveste invece per una persona della classe media con un impiego agiato. L&#8217;offerta di denaro potrebbe essere vista come una forma di coercizione o di sfruttamento, dal momento che il genitore single non sarebbe nella posizione di rifiutarla. &#8220;Una pistola puntata alla schiena funziona, ma sarebbe giusto usarla?&#8221;, si chiede Nancy Jecker, professoressa alla University of Washington School of Medicine.<\/p>\n<p>IL NUOVO STUDIO<br \/>\nQueste preoccupazioni vengono affrontate da Florian Schneider, Pol Campos-Mercade, Armando Meier e altri ricercatori in un nuovo articolo scientifico pubblicato su Nature.<\/p>\n<p>Nel 2021 Meier e i suoi colleghi avevano gi\u00e0 condotto uno studio randomizzato per verificare se gli incentivi finanziari aumentassero effettivamente il numero di vaccinati. Per la ricerca, pubblicata sulla rivista Science nell&#8217;ottobre 2021, Meier e i suoi coautori avevano reclutato in Svezia oltre ottomila persone offrendo a una parte di loro 24 dollari per vaccinarsi nei trenta giorni successivi. I ricercatori hanno scoperto che l&#8217;incentivo in denaro ha aumentato la percentuale di persone che si sono vaccinate di circa il 4 per cento. La quota non cambiava significativamente sulla base dell&#8217;et\u00e0, dell&#8217;etnia, dell&#8217;istruzione o del reddito delle persone coinvolte. Durante la pandemia anche altre ricerche hanno dimostrato l&#8217;efficacia degli incentivi finanziari. Meier e i suoi colleghi hanno quindi deciso di sondare nuovamente le stesse persone per verificare se le ricompense in denaro avessero portato a conseguenze negative. Meier, ricercatore presso l&#8217;Universit\u00e0 di Losanna, non era sicuro di cosa avrebbero scoperto: &#8220;La cosa poteva andare in entrambe le direzioni&#8221;, racconta.<\/p>\n<p>I ricercatori per\u00f2 non hanno riscontrato nessuna delle temute ripercussioni indesiderate tra le persone che avevano ricevuto soldi per vaccinarsi. Gli incentivi hanno avuto un effetto minimo sulla probabilit\u00e0 che i partecipanti si sottoponessero alla seconda o alla terza dose. Il team non ha nemmeno rilevato una diminuzione nella probabilit\u00e0 che i soggetti coinvolti nello studio del 2021 donassero il sangue o facessero il vaccino antinfluenzale. Per verificare l&#8217;effetto sulla moralit\u00e0, i ricercatori hanno invece chiesto alle persone se avrebbero preferito donare dieci dollari a un ente di beneficenza che promuove le vaccinazioni o tenersi i soldi, e le risposte sono risultate invariate sia tra le persone che avevano ricevuto una ricompensa per il vaccino che tra quelle che l&#8217;avevano fatto gratuitamente. Il team ha scoperto anche che l&#8217;incentivo finanziario non aveva intaccato la fiducia nei fornitori di vaccini n\u00e9 tantomeno la percezione sulla loro sicurezza ed efficacia.<\/p>\n<p>Per corroborare i risultati ottenuti, i ricercatori hanno integrato lo studio svedese con un altro studio randomizzato svolto negli Stati Uniti, che ha esaminato gli effetti degli incentivi per i vaccini. Nel paese, durante il lancio del vaccino contro Covid-19 diversi stati avevano offerto allettanti ricompense per convincere le persone a vaccinarsi, come la possibilit\u00e0 di vincere un milione di dollari in Ohio, una licenza di caccia nel Maine o una birra gratis nel New Jersey. Il team ha coinvolto oltre tremila persone da dodici stati, dividendole poi in due gruppi, comunicando solo a uno dei due che il proprio stato offriva degli incentivi (il fatto che molte persone non erano a conoscenza dei programmi, che non erano stati molto pubblicizzati, ha reso possibile l&#8217;esperimento). Meier e i suoi colleghi hanno appurato che informare le persone sull&#8217;esistenza dei programmi di incentivi non ha avuto conseguenze indesiderate.<\/p>\n<p>RISULTATI UNIVERSALI?<br \/>\nSebbene rinforzino la validit\u00e0 dell&#8217;idea di pagare le persone per vaccinarsi quando inevitabilmente emerger\u00e0 la prossima pandemia, questi risultati non possono essere applicati a livello globale. Ana Santos Rutschman, docente di diritto alla Villanova University negli Stati Uniti ed esperta di leggi e politiche sui vaccini, \u00e8 scettica sul fatto che i risultati si applichino davvero negli Stati Uniti come in Svezia. Pur essendo entrambi paesi ad alto reddito, la popolazione americana \u00e8 pi\u00f9 eterogenea di quella dell&#8217;Europa nord-occidentale per quanto riguarda fattori come l&#8217;etnia e la disuguaglianza di reddito: &#8220;\u00c8 un po&#8217; come se fossero mele e pere&#8221;, dice la docente. Meier ribatte sottolineando le somiglianze nei dati raccolti nei diversi stati americani; se gli incentivi funzionassero per gli abitanti della progressista California allo stesso modo che in Louisiana, roccaforte repubblicana, questo potrebbe suggerire che le differenze a livello di popolazione non rappresentano un problema.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, Meier riconosce che non \u00e8 detto che il nuovo articolo scientifico del suo team preveda cosa accadr\u00e0 in altri paesi. I risultati potrebbero per esempio cambiare in una nazione dove la fiducia nel governo \u00e8 particolarmente scarsa, o in paesi a basso reddito. Lo studio per\u00f2 partiva con un obiettivo diverso: &#8220;Il nostro scopo era quello di avere un articolo che offrisse alcuni strumenti per verificare le conseguenze indesiderate e che facesse da esempio&#8221;.<\/p>\n<p>Dibattito aperto<br \/>\nIl ricercatore ammette anche che i dati ottenuti dal team non esauriscono del tutto il dibattito etico che circonda gli incentivi ai vaccini. Nonostante non sia emerso alcun legame evidente tra il reddito dei partecipanti e la probabilit\u00e0 che questi accettassero il vaccino e il pagamento, Meier evidenzia che \u201csolo perch\u00e9 dimostriamo che non sembra esserci coercizione sulla base di questi risultati e con la cifra [offerta, ndr], questo non significa che sia giusto sotto tutti i punti di vista etici\u201d.<\/p>\n<p>Per Jecker esistono metodi di persuasione meno invasivi, ma comunque efficaci, che non prevedono di pagare le persone. Per alcuni gruppi, avere modo di parlare con i leader della propria comunit\u00e0 potrebbe rivelarsi un approccio altrettanto valido, se non addirittura pi\u00f9 efficace. Durante un evento estremo come una pandemia globale, tuttavia, potrebbe arrivare il momento in cui la necessit\u00e0 di accelerare la diffusione del vaccino supera i rischi legati agli approcci pi\u00f9 decisi.<\/p>\n<p>Quando arriver\u00e0 quel momento, con ogni probabilit\u00e0 questo dibattito torner\u00e0 in primo piano. Ora per\u00f2 abbiamo perlomeno delle prove che dimostrano che offrire alle persone del denaro per fare un vaccino non comprometter\u00e0 l&#8217;integrit\u00e0 della societ\u00e0. Alla prossima pandemia, forse dovremmo farci trovare pi\u00f9 pronti a fare un tentativo.<br \/>\n*( Grace Brownes &#8211; Questo articolo \u00e8 comparso originariamente su Wired UK.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Andrea Colombo*: Prove di retromarcia. 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