{"id":40139,"date":"2022-11-21T09:35:54","date_gmt":"2022-11-21T09:35:54","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40139"},"modified":"2023-01-10T18:34:04","modified_gmt":"2023-01-10T18:34:04","slug":"n46-19-novembre-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40139","title":{"rendered":"N\u00b046 \u2013  19\/11\/2022. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Pino Ippolito Armino*: Sulle Dolomiti, Leopardi e Gramsci a confronto intorno alla rivoluzione, Elio Germano interpreta Giacomo Leopardi in &#8220;Il giovane favoloso&#8221;, diretto nel 2014 da Mario Martone<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Luciana Cimino*: Piene le piazze studentesche contro il merito e la destra. PROTESTA. In 80 citt\u00e0 giovani sfilano medi e universitari: siamo l\u2019avanguardia della lotta<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Roberto Maggioni*: In Lombardia il centro sinistra si ravvede e sceglie Majorino. LOMBARDIA. Il parlamentare europeo Pd appoggiato anche da Sinistra italiana, Verdi e pi\u00f9 Europa<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; J\u00e9r\u00f4me Gautheret*: Come andarono davvero le bonifiche fasciste<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Arthur C. Brooks*: Come amare le persone complottiste. In questi tempi di polarizzazione, una delle lamentele che sento spesso da lettori e amici \u00e8 che le persone a loro vicine sono cadute preda di teorie del complotto<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Francesca Luci*:\u00able strategie del regime: reprimere e svuotare le rivendicazioni politiche\u00bb Iran. Intervista a Farhad M, dirigente d&#8217;azienda ed ex politico.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Pino Ippolito Armino*: SULLE DOLOMITI, LEOPARDI E GRAMSCI A CONFRONTO INTORNO ALLA RIVOLUZIONE, ELIO GERMANO INTERPRETA GIACOMO LEOPARDI IN &#8220;IL GIOVANE FAVOLOSO&#8221;, DIRETTO NEL 2014 DA MARIO MARTONE.<\/strong><br \/>\nDISSONANZE E INCROCI. \u00abDialoghi d\u2019altura\u00bb di Piero Bevilacqua, pubblicato da Castelvecchi. Un dialogo immaginario tra il poeta filosofo dell\u2019Ottocento e l\u2019uomo politico novecentesco, morti a un secolo di distanza l\u2019uno dall\u2019altro, ma entrambi perseguitati e rimasti vittime della cieca repressione di regimi reazionari, Leopardi e Gramsci, un dialogo impossibile quello tra il poeta filosofo dell\u2019Ottocento e l\u2019uomo politico novecentesco, morti a un secolo di distanza l\u2019uno dall\u2019altro. Impossibile nella realt\u00e0, non nella finzione letteraria come mostra l\u2019ultima suggestiva opera di Piero Bevilacqua (Dialoghi d\u2019altura. Leopardi e Gramsci in una baita di montagna, Castelvecchi, pp. 76, euro 11) dove i due, fra i massimi pensatori italiani di tutti i tempi, si confrontano all\u2019interno di una baita nella spettacolare cornice delle Dolomiti.<\/p>\n<p>Cosa li accumuna? Perch\u00e9 metterli insieme? Entrambi hanno vissuto l\u2019acuta sofferenza della malattia e conosciuto la tubercolosi. Sono morti prematuramente, Leopardi poco prima di compiere 39 anni, Gramsci quando non ne aveva che 46.<\/p>\n<p>ENTRAMBI SONO STATI perseguitati e sono rimasti vittime della cieca repressione di regimi reazionari. Le Operette morali furono censurate dall\u2019autorit\u00e0 pontificia e messe all\u2019indice dallo stato borbonico dove il marchigiano pur si rifugi\u00f2 negli ultimi anni della sua infelice esistenza mentre il sardo venne arrestato e imprigionato dallo stato fascista in quanto fondatore e segretario del Partito comunista d\u2019Italia. Nondimeno la loro riflessione non potrebbe maggiormente divergere, il senso della storia che da questa promana non pi\u00f9 radicalmente contrastare. \u00ab\u00c8 il fondo immodificabile della natura, che d\u00e0 la forma alla storia, come accade alla superficie del mare che torna piatta, dopo le tempeste\u00bb illustra risolutamente Leopardi a Gramsci che appare, probabilmente anche al di l\u00e0 delle stesse intenzioni dell\u2019autore, sulla difensiva e che obietta: \u00abMa come fai a sottovalutare il peso che possono avere, che di fatto hanno avuto i comandanti nel determinare il benessere o l\u2019infelicit\u00e0 degli individui?\u00bb.<\/p>\n<p>UN CONTRASTO insuperabile, una dissonanza irrimediabile che Bevilacqua vive con l\u2019intensit\u00e0 di chi porta questo dissidio dentro di s\u00e9. Una questione dell\u2019essere che si rif\u00e0 alle origini del pensiero \u2013 gi\u00e0 nel VI a.C. Parmenide di Elea ammoniva che, contrariamente a quanto appare, ogni cambiamento \u00e8 in realt\u00e0 illusorio mentre Eraclito di Efeso leggeva nell\u2019unit\u00e0 dei contrari la legge dialettica del divenire \u2013 e che ha influenzato il dibattito filosofico sino ai nostri giorni con Nietzsche, Heidegger, Severino. Una questione, dunque, ancora moderna e che l\u2019autore riporta all\u2019attualit\u00e0 politica, contrapponendo la forza di chi vuol cambiare il corso delle cose alla rassegnazione di chi ha ceduto alle lusinghe della fine della storia.<\/p>\n<p>Il dialogo impossibile si fa cos\u00ec, per mano dell\u2019autore, via via pi\u00f9 attuale e intenso. A Gramsci che oppone: \u00abMa ammetterai che una nuova guida, non ispirata dagli egoismi, dallo spirito di rapina dei pochi, ma che esprima gli interessi universali del genere umano, possa fare un diverso uso della potenza tecnologica, e anzi indirizzare la creazione di nuove forme di dominio sulla natura a vantaggio generale, per fini di pace. Non \u00e8 la tecnica in s\u00e9 a decidere, ma gli interessi materiali dei gruppi dominanti, resi possibili, anzi alimentati dalle disuguaglianze, dalla societ\u00e0 divisa in classi\u00bb replica, a noi pare con pi\u00f9 forza e convinzione, il marchigiano: \u00abTu credi che la natura si adatti alla storia e muti sotto la sua azione. \u00c8 convinzione universale, ma \u00e8 priva di prove e di fondamento. E invece \u00e8 la storia che si adatta alla natura anche se alla osservazione generale appare il contrario, che sia l\u2019apparecchio della storia ad abbattere e spianare i monumenti della natura\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8, PERTANTO, PROFETICA fede quella che consente a Bevilacqua, pur nella forma di estrema obiezione, di assegnare l\u2019ultima parola al pensatore sardo: \u00abMa fino a quando durer\u00e0 tanto dominio e tanta ubbidienza? Non pu\u00f2 durare indefinitamente. E poi, caro Giacomo, il tuo quadro desolato non rappresenta tutti. Tu non tieni conto dei gruppi intellettuali rivoluzionari. Sono sempre queste, col loro incitamento e il loro indirizzo, le forze in grado di rovesciare il corso dominante. \u00c8 accaduto sempre cos\u00ec e accadr\u00e0 cos\u00ec anche in futuro\u00bb.<br \/>\n*(Fonte Il Manifesto: Pino Ippolito Armino, ingegnere e giornalista. Dirige la rivista \u201cSud Contemporaneo\u201d ed \u00e8 membro del comitato direttivo dell&#8217;Istituto \u201cUgo Arcuri\u201d per la storia dell&#8217;antifascismo e dell&#8217;Italia contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: Azionismo e sindacato.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Luciana Cimino*: PIENE LE PIAZZE STUDENTESCHE CONTRO IL MERITO E LA DESTRA. PROTESTA. IN 80 CITT\u00c0 GIOVANI SFILANO MEDI E UNIVERSITARI: SIAMO L\u2019AVANGUARDIA DELLA LOTTA.<\/strong><br \/>\nLA PRIMA MOBILITAZIONE STRUTTURATA CONTRO IL GOVERNO MELONI PARTE DAGLI STUDENTI E DAI RICERCATORI. IERI IN 150 MILA HANNO MANIFESTATO IN 80 PIAZZE ITALIANE PER PRESENTARE LA PROPRIA PROPOSTA POLITICA SULLA SCUOLA BASATA SU 5 PILASTRI E, DI FATTO, HANNO COSTRUITO IL PRIMO TENTATIVO DI RETE DI OPPOSIZIONE AL GOVERNO DI DESTRA.<\/p>\n<p>ALLA GIORNATA di mobilitazione indetta da Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari e Link hanno aderito, tra gli altri, Cgil, Libera, Fiom, Legambiente, Non una di Meno, partendo dal riconoscimento del ruolo centrale dell\u2019istruzione nella riduzione delle disuguaglianze. \u00abCi sentiamo avanguardia nella lotta in questo momento perch\u00e9 sono anni che scendiamo in piazza per scongiurare lo smantellamento della scuola pubblica. Nessun partito ci ha ascoltato\u00bb, spiega Bianca Chiesa, coordinatrice Nazionale dell\u2019Unione degli studenti. \u00abOra l\u2019ideologia camuffata si \u00e8 esplicitata anche nel nome: \u00e8 il ministero del merito. Siamo riusciti a creare una rete proprio perch\u00e9 diverse realt\u00e0 hanno capito che si deve partire dall\u2019istruzione per costruire un ragionamento complessivo sulla societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>LA QUESTIONE DEL DIRITTO allo studio \u00e8 centrale nei 5 pilastri programmatici ed \u00e8 legata a doppio filo al precariato, in particolare della ricerca. \u00ab\u00c8 ormai evidente che gli studi universitari siano un privilegio che sempre meno giovani possono permettersi\u00bb, dice Virginia Mancarella, coordinatrice di Link, \u00abvogliamo investimenti strutturali per il diritto allo studio e per tutto il comparto universitario, forme di reddito studentesco che permettano emancipazione e possibilit\u00e0 di scegliere indipendentemente dalla propria condizione economica di partenza e politiche per l\u2019abitare\u00bb. E poi c\u2019\u00e8 la questione dei ricercatori: se la riforma del reclutamento prevista all\u2019interno del Pnrr rimanesse invariata, il 2023 potrebbe cominciare lasciando senza lavoro 5 mila assegnisti su 15 mila. \u00abIl governo ha iniziato in modo arrogante il suo operato. Questa storia del merito \u00e8 una provocazione che noi ricercatori precari sentiamo forte, \u00e8 il paradigma per svilire e privatizzare ulteriormente il lavoro\u00bb, spiega Davide Filippi di ReStrike, coordinamento di ricercatori precari che oggi a Roma si \u00e8 distaccato dal corteo principale per occupare simbolicamente il ministero dell\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>TUTTO SI \u00c8 SVOLTO pacificamente. Stavolta l\u2019approccio del Viminale \u00e8 stato diverso e non si segnalano incidenti in nessuna citt\u00e0. Non a Milano, dove il corteo era aperto dallo striscione \u201cNessun merito a questo governo\u201d, non a Genova, Palermo e Verona, Varese, Vicenza, Cosenza. A Napoli gli studenti e le studentesse hanno ricordato il recentissimo episodio di cronaca con un dipendente dell\u2019ateneo arrestato con l\u2019accusa di violenza sessuale nei confronti di sei ragazze.<\/p>\n<p>A Firenze con gli universitari hanno sfilato i lavoratori della ex Gkn di Campi Bisenzio. \u00abQuando sentiamo parlare di studenti e lavoratori come fossero due entit\u00e0 distinte quasi ci stupiamo \u2013 scrivono in un documento- tanto ci appaiono chiare le degenerazioni di questo sistema e tanto ci appare naturale l\u2019unione tra chi lavora per vivere e chi lavora per studiare. La convergenza tra studenti e lavoratori \u00e8 una necessit\u00e0\u00bb.<br \/>\nMentre a Cagliari in 200 hanno chiesto sicurezza negli edifici dopo il crollo di Sa Duchessa, nel polo umanistico dell\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abLe forze che compongono il Governo sono anti studentesche, Valditara \u00e8 responsabile della riforma Gelmini che ha contribuito a distruggere scuola e universit\u00e0\u00bb, ricordano gli studenti. \u00abVogliamo investimenti sul diritto allo studio, non riflessioni su un merito che non pu\u00f2 esistere in una scuola che non d\u00e0 a tutti gli stessi strumenti e le stesse possibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019INCONTRO ATTESO con il ministro per\u00f2 non c\u2019\u00e8 stato. Nonostante Valditara si fosse detto in mattinata disponibile all\u2019ascolto, la delegazione dei manifestanti \u00e8 stata accolta a viale Trastevere dal vice capo di gabinetto. \u00ab\u00c8 inaccettabile che ci venga proposta una figura tecnica quando noi scendiamo in piazza con una proposta politica chiara e strutturata: legge nazionale sul diritto allo studio, abolizione dei Pcto (alternanza scuola-lavoro), rappresentanza, salute e sicurezza garantite e riforma dello statuto \u2013 ha commentato Chiesa \u2013 ora il ministro ci deve ascoltare, ora decidiamo noi\u00bb.<br \/>\nIntanto si decidono i prossimi appuntamenti: \u00abSaremo presenti in tutte le piazze di questi mesi, a partire da quella contro la violenza sulle donne il 25 novembre e a febbraio faremo un\u2019assemblea nazionale aperta alle realt\u00e0 del sociale e ai territori\u00bb.<br \/>\n*( Luciana Cimino, giornalista, vive a Roma. Ha lavorato per lunghi anni all&#8217;Unit\u00e0 e scritto per diversi giornali. Oggi si occupa di comunicazione e di qualit\u00e0 dell&#8217;informazione nella pi\u00f9 importante agenzia italiana)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Roberto Maggioni*: IN LOMBARDIA IL CENTRO SINISTRA SI RAVVEDE E SCEGLIE MAJORINO.<\/strong> LOMBARDIA. IL PARLAMENTARE EUROPEO PD APPOGGIATO ANCHE DA SINISTRA ITALIANA, VERDI E PI\u00d9 EUROPA<br \/>\n\u00abCredo che la sfida sia oggettivamente fra me e Fontana visto che la corsa \u00e8 per arrivare primi\u00bb. Nella sua prima uscita pubblica da candidato del centrosinistra in Lombardia Pierfrancesco Majorino toglie dal radar della competizione la candidata del Terzo Polo Letizia Moratti. Un anticipazione di quello che probabilmente sar\u00e0 il senso della campagna elettorale dell\u2019eurodeputato del Pd: direttamente contro il presidente uscente Attilio Fontana e la destra che governa questa regione da 25 anni.<\/p>\n<p>NON ERA DIFFICILE CAPIRE che in Lombardia l\u2019alternativa alla destra non poteva essere la destra-centro, ma da Roma Carlo Calenda, Matteo Renzi e alcuni editori e opinionisti hanno provato a complicare la vita al Pd cercando di convincerlo che allearsi con Letizia Moratti sarebbe stata cosa buona, giusta, vincente e pure gradita ai disgraziati elettori lombardi di centro sinistra.<br \/>\nSu una cosa per\u00f2 il Pd lombardo \u00e8 riuscito a non sbandare troppo, dire no all\u2019alleanza con l\u2019ex sindaca di Milano, ex ministra di Berlusconi ed ex vicepresidente di Fontana: Letizia Moratti.<\/p>\n<p>Su tutto il resto invece nel Pd \u00e8 stata guerra fratricida, o fra correnti. Con i due Pierfrancesco milanesi, Majorino e Maran, a guardarsi dalle sponde opposte dello stesso fiume. Il primo indicato dai partiti della coalizione di centro sinistra, il secondo autocandidato alle primarie che non c\u2019erano. Alla fine \u00e8 andata come si era capito da qualche giorno: il candidato alle regionali di febbraio sar\u00e0 Piefrancesco Majorino scelto con un accordo di coalizione tra Sinistra Italiana, Europa Verde, Civici, Pi\u00f9 Europa e con il via libera del segretario nazionale uscente del Pd Enrico Letta.<\/p>\n<p>NIENTE PRIMARIE quindi, cosa che ha fatto infuriare oltre che Pierfrancesco Maran, anche i Dem lombardi che lo avevano sostenuto, come Lia Quartapelle: \u00abAbbiamo perso una battaglia ma l\u2019impresa per un Pd coerente con il proprio nome non si ferma qui\u00bb. A queste critiche Majorino ha risposto che \u00abavevamo bisogno di lanciare subito la campagna elettorale per battere la destra. Credo che tutti ci troveremo su questo obiettivo\u00bb.<\/p>\n<p>MARAN NON FAR\u00c0 MANCARE il suo sostegno, \u201csosterr\u00f2 con impegno il candidato nominato\u201d, ma non risparmia critiche al partito nel quale continuer\u00e0 la sua battaglia, magari al congresso nazionale. \u00abQuando vietano di giocare la partita, vincere \u00e8 impossibile\u00bb ha scritto su Facebook Maran. \u00ab\u00c8 senza alcun dubbio un errore grave non averle convocate (le primarie, ndr)\u00bb.<\/p>\n<p>IL SEGRETARIO DEM Enrico Letta ha twittato \u00abforza Majorino!\u00bb. Appoggio convinto \u00e8 arrivato anche dal segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni \u00abe vorremmo convintamente anche i 5 Stelle\u00bb. \u00c8 la missione impossibile affidata a Majorino.<\/p>\n<p>\u00abIo verso il M5s non ho mai sbattuto porte, non ho mai demonizzato nessuno, ma non sono neanche per inseguirli. Il centrosinistra c\u2019\u00e8 e ha un patto molto forte\u00bb, ha detto ieri Majorino. Qualche giorno fa ad allontanare la possibile alleanza era stato Giuseppe Conte: \u00abdialogo solo su un profilo civico\u00bb. E Majorino \u00e8 tante cose tranne che un profilo civico. Da sempre in politica, dal 2004 in consiglio comunale a Milano prima con i Ds, poi con il Pd. Scegliendo Majorino il Pd ha fatto una scelta identitaria e spostata a sinistra, anche se probabilmente non cos\u00ec tanto da finire nel \u00abfronte anticapitalista\u00bb come twittato da Carlo Calenda.<\/p>\n<p>Majorino \u00e8 un politico attento ai diritti sociali e civili e da assessore al Welfare del comune di Milano lanci\u00f2 la manifestazione \u201cInsieme senza muri\u201d a favore dell\u2019accoglienza dei migranti che il 20 maggio 2017 port\u00f2 in piazza 100 mila persone. Majorino \u00e8 molto conosciuto a Milano anche fuori dall\u2019elettorato classico di centro sinistra, ma dovr\u00e0 farsi conoscere nel resto della Lombardia. In dote porta i 93 mila voti con i quali \u00e8 stato eletto nel 2019 all\u2019Europarlamento nella circoscrizione Italia nord occidentale.<\/p>\n<p>\u00abSEMBRA UNA MISSIONE durissima, invece io sono convinto che nelle prossime settimane si capir\u00e0 sempre di pi\u00f9 che la partita \u00e8 apertissima\u00bb ha detto ancora ieri Majorino. La pensa come lui il sindaco di Firenze Dario Nardella: \u00abCredo che la partita sia aperta, perch\u00e9 le elezioni in Lombardia si basano su un turno secco. Con tre candidati tutto \u00e8 possibile si pu\u00f2 vincere anche con il 35%\u00bb.<br \/>\nI numeri di partenza guardando alle ultime politiche dicono 50% destra, 27% centro sinistra, 10% Terzo Polo, 7% 5 Stelle. Con quel 10% di partenza del Terzo Polo Letizia Moratti teme di arrivare terza, per questo ha cercato di convincere in tutti i modi il Pd ad allearsi.<br \/>\nI sondaggi dicono che Moratti, come era logico aspettarsi, porter\u00e0 via pi\u00f9 voti a destra che a sinistra. Come arrivare a quella met\u00e0 di lombardi scontenti della destra? \u00abCon una campagna fondata sulle idee per il futuro della Lombardia, sapendo che chi \u00e8 stato per 28 anni al governo della regione \u00e8 bene che si faccia da parte\u00bb, ha detto Majorino.<br \/>\n*( Roberto Maggioni, Autore presso Radio Popolare)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; J\u00e9r\u00f4me Gautheret*: COME ANDARONO DAVVERO LE BONIFICHE FASCISTE.<\/strong> IL RECUPERO DELL\u2019AGRO PONTINO VOLUTO DA BENITO MUSSOLINI FU UN\u2019OPERAZIONE DI PROPAGANDA. SOLO UNA MINIMA PARTE DEL PROGETTO INIZIALE FU COMPLETATA.<\/p>\n<p>Perso in mezzo al nulla, sessanta chilometri a sud di Roma, il posto ha qualcosa d\u2019irreale. Siamo nell\u2019agro pontino \u2013 le antiche paludi pontine \u2013 che si estende a perdita d\u2019occhio in tutte le direzioni, quando compaiono le prime indicazioni del museo storico Piana delle orme, dedicato alla storia locale della prima met\u00e0 del novecento, dagli inizi dell\u2019era fascista alla fine della seconda guerra mondiale. A met\u00e0 strada tra il museo e il parco a tema, il luogo stupisce per le dimensioni: sedici padiglioni di 1.500 metri quadrati e uno spazio all\u2019aperto in cui sono esposti dei vecchi modelli di aerei.<\/p>\n<p>UN\u2019OTTIMA VETRINA<br \/>\nQuesta struttura privata, immaginata dall\u2019imprenditore siciliano Mariano De Pasquale (1938-2006), era il progetto di una vita e avrebbe potuto essere il semplice capriccio di un collezionista pazzo. Invece \u00e8 un tesoro, sia per la ricchezza dei pezzi esposti sia per il modo in cui rappresenta la storia di quest\u2019area, in particolare il capitolo affascinante della bonifica delle paludi, tra il 1928 e il 1932.<\/p>\n<p>Qui cent\u2019anni fa non c\u2019era nulla a parte una terra spoglia e delle paludi insalubri, abbandonate fin dall\u2019antichit\u00e0 a causa della malaria e attraversate dalla via Appia. In questa zona, mille chilometri quadrati tra il mar Tirreno e le montagne, dal sud di Roma fino a Terracina, le condizioni di vita dei pochi lavoratori stagionali erano terribili.<\/p>\n<p>I tentativi di bonifica fatti dai papi e dai piemontesi dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia non erano serviti. Per risolvere il problema, che riguardava anche altre aree, in particolare nella pianura del Po e in Veneto, i progetti e la tecnologia esistevano ma mancavano la forza lavoro e la volont\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Per il regime fascista era il posto perfetto per dimostrare le sue capacit\u00e0 e allo stesso tempo l\u2019incompetenza dei governi liberali che l\u2019avevano preceduto. Le paludi pontine erano quindi un\u2019opportunit\u00e0 per una prova di forza inedita. Quarantenne, dinamico, appassionato di velocit\u00e0, Mussolini incarnava fisicamente la strada della modernit\u00e0. Mentre la democrazia parlamentare, sfinita dalle lotte dietro le quinte e dalle promesse non mantenute, sprofondava nel discredito, il fascismo avrebbe dimostrato sul campo la sua efficacia. Le condizioni erano sfavorevoli? L\u2019Italia del duce avrebbe ingaggiato una battaglia contro di loro, fino alla vittoria.<\/p>\n<p>I LOTTI ERANO DEFINITI IN BASE ALLA QUALIT\u00c0 DELLA TERRA: PI\u00d9 ERA BUONA PI\u00d9 ERANO PICCOLI<\/p>\n<p>I padiglioni giganti di Piana delle orme si sviluppano su due rette parallele. Da un lato i resti dell\u2019avventura della bonifica dell\u2019agro pontino: fotografie, strumenti, trattori. Dall\u2019altro quelli del conflitto mondiale: armi, equipaggiamenti e carri armati. Il tutto illustrato con manifesti di propaganda bellica. Come dimostrare meglio che la bonifica delle paludi \u00e8 stata raccontata fin dall\u2019inizio come una guerra? Le paludi pontine furono il teatro della \u201cbattaglia del grano\u201d, proclamata nel 1925, che quattro anni dopo sarebbe diventata la \u201cbattaglia della terra\u201d. Nel frattempo il governo lanci\u00f2 altre offensive dello stesso tipo, in particolare la \u201cbattaglia della lira\u201d e quella delle nascite.<\/p>\n<p>LA FORZA LAVORO<br \/>\nIn questa campagna Mussolini si schier\u00f2 in prima linea, non esitando a mettersi in mostra. Si fece vedere a torso nudo mentre trebbiava il grano a Sabaudia nel 1935 o l\u2019anno successivo alla guida di un trattore mentre scavava il solco che avrebbe tracciato i confini del comune di Aprilia, ripetendo il gesto leggendario di Romolo che segn\u00f2 con l\u2019aratro quelli sacri di Roma.<\/p>\n<p>Una cartolina del 1933 sintetizzava bene il significato dell\u2019operazione: sullo sfondo di una mappa stilizzata che definisce degli appezzamenti di terreno una spiga di grano si stagliava come una lancia. Il tutto sottolineato da uno slogan: \u201cLa guerra che noi preferiamo\u201d. Gli eroi erano i contadini, chiamati a partecipare allo sforzo collettivo e il cui impegno fu paragonato a quello dei coloni romani dell\u2019antichit\u00e0. Ovviamente l\u2019unico esito possibile era la vittoria.<\/p>\n<p>Lo sforzo cominci\u00f2 fin dai primi tempi dell\u2019esperienza di governo fascista. Il 30 settembre 1923 fu promulgata una legge quadro per il risanamento delle paludi. Anche se non conteneva grandi novit\u00e0, la legge si scontrava con l\u2019opposizione dei proprietari locali, che erano riluttanti a investire e rifiutavano per principio gli espropri, anche se generosamente indennizzati. Ben presto questi proprietari riuscirono a ottenere la sospensione delle misure pi\u00f9 ambiziose.<\/p>\n<p>Benito Mussolini traccia il solco di Aprilia. Agro pontino, Lazio, 1936 &#8211; De Agostini picture library\/GettyBenito Mussolini traccia il solco di Aprilia. Agro pontino, Lazio, 1936 (De Agostini picture library\/Getty)<br \/>\nMancando fondi privati e forza lavoro la bonifica delle paludi si blocc\u00f2. Nel 1926 il governo chiese all\u2019Opera nazionale dei combattenti (Onc), un\u2019organizzazione che aiutava i veterani della prima guerra mondiale e che funzionava un po\u2019 come un ufficio di collocamento, di avere come priorit\u00e0 la valorizzazione delle zone paludose. L\u2019Onc aveva molte persone da impiegare e i suoi componenti erano i primi sostenitori del regime fascista. In seguito l\u2019Onc sarebbe diventato il braccio armato dell\u2019intera opera di bonifica, ma in un primo tempo l\u2019operazione tardava a mettersi in moto. Si dovette aspettare la fine del 1928 per il vero inizio della campagna di bonifica e l\u2019adozione di una legge, presto chiamata legge Mussolini, che concedeva un gran numero di sovvenzioni statali per la bonifica.<\/p>\n<p>Daniele Visentin vive ancora vicino all\u2019ex canale Mussolini, oggi chiamato canale delle acque alte, nella frazione di Borgo Podgora, dove suo nonno \u00e8 arrivato nel 1933 con la moglie e otto figli. All\u2019epoca si trattava di lavorare a mezzadria un podere strappato alle paludi. \u201cL\u2019Onc gli aveva affidato il podere 562, costituito da sedici ettari di terra\u201d, dice Visentin. \u201cI lotti erano definiti in base alla qualit\u00e0 della terra: pi\u00f9 era buona pi\u00f9 erano piccoli. Quando la terra era nera, molto fertile, gli appezzamenti erano di dieci ettari. Quando invece ci si avvicinava al mare, e la terra diventava pi\u00f9 argillosa, alcuni poderi potevano arrivare fino a venti ettari. Per ottenere un podere ci volevano quattro adulti in grado di lavorare\u201d.<\/p>\n<p>I Visentin sono originari della provincia di Treviso, in Veneto. \u201cA casa quando ero piccolo tutti parlavano in dialetto veneto e questa \u00e8 ancora la lingua che uso con mia sorella. Si dice addirittura che il dialetto che parliamo qui sia pi\u00f9 puro di quello parlato in Veneto perch\u00e9 ha sub\u00ecto meno influenze\u201d, dice Visentin sorridendo. La maggioranza dei coloni dell\u2019agro pontino arrivava dalle regioni pi\u00f9 povere del nordest del paese: dai dintorni di Ferrara, in Emilia-Romagna, dal Friuli e dal Veneto. A Borgo Podgora, come altrove, la vita era dura e il controllo delle autorit\u00e0 severo. \u201cLe famiglie dovevano lavorare sul posto\u201d, continua Visentin. \u201cIl fattore, stipendiato dall\u2019Onc, entrava spesso in casa per controllare che nessuno barasse\u201d. Legati alla terra come servi del medioevo, i coloni non avevano altra scelta che obbedire, altrimenti c\u2019era il rischio di perdere tutto.<\/p>\n<p>Deciso a valorizzare la vita in campagna, considerata pi\u00f9 pura e sana, Mussolini aveva rifiutato in un primo tempo di costruire delle citt\u00e0 nella zona. Poi, per\u00f2, aveva finito per ammettere che alcuni servizi erano essenziali e che quindi bisognava edificare dei centri urbani. Cos\u00ec nacquero Littoria (l\u2019attuale Latina), Aprilia, Sabaudia e Pomezia, che sarebbero diventate delle perfette vetrine per la propaganda. Queste citt\u00e0 dall\u2019architettura caratteristica, che in seguito hanno conosciuto uno sviluppo considerevole (con 120mila abitanti Latina \u00e8 oggi il secondo centro urbano del Lazio), conservano ancora i segni delle loro origini. E qui il ricordo del periodo fascista \u00e8 rimasto decisamente positivo. \u201cC\u2019\u00e8 un attaccamento, \u00e8 vero, ma penso che questo sia pi\u00f9 affettivo che ideologico\u201d, dice Visentin. \u201cDopotutto \u00e8 Mussolini che ha offerto una terra ai coloni. E finita la guerra quello che era stato fatto si \u00e8 dissolto con la Democrazia cristiana\u201d.<\/p>\n<p>A distanza di tempo la bonifica delle paludi \u00e8 considerata dalla maggior parte degli italiani come uno dei risultati migliori del regime. Tuttavia, il bilancio dell\u2019operazione spinge a riconsiderare quest\u2019idea, al punto di chiedersi se quello che rimane a quasi un secolo di distanza non sia soprattutto il frutto di una magistrale operazione di propaganda.<\/p>\n<p>CHININO E BUGIE<br \/>\nTorniamo alle cifre. Il progetto iniziale prevedeva di bonificare otto milioni di ettari di terra in tutta Italia. Nel 1933 il governo affermava di aver raggiunto i suoi obiettivi, annunciando di aver restituito all\u2019agricoltura quattro milioni di ettari. Non era precisato che met\u00e0 di questa superficie era stata bonificata solo in parte o che si era ancora allo stadio di progetto. Infine, per quanto riguarda le zone effettivamente bonificate, una buona parte lo era gi\u00e0 stata prima del 1922. Lo storico del fascismo Renzo De Felice (1929-1996) ha definito i risultati della campagna contro le paludi \u201cinferiori non solo alle previsioni del piano iniziale, ma anche alle speranze suscitate\u201d.<\/p>\n<p>Per un altro storico italiano, Francesco Filippi, autore di un saggio di cui si \u00e8 parlato molto (Mussolini ha fatto anche cose buone, Bollati Boringhieri 2019), \u201cpi\u00f9 che bonificare e risanare le paludi, ci si preoccup\u00f2 soprattutto di popolarle\u201d con persone che sarebbero diventate riconoscenti. Per il resto secondo lui la battaglia della terra si rivel\u00f2 soprattutto una \u201cgrande operazione pubblicitaria\u201d, condotta con finanziamenti a fondo perduto, esenzioni fiscali, distribuzione di chinino contro la malaria e vantaggi di ogni sorta.<\/p>\n<p>I combattimenti dopo lo sbarco statunitense ad Anzio, nel gennaio 1944, avrebbero compromesso gli scarsi risultati della battaglia della terra, causando danni dagli effetti catastrofici per l\u2019ambiente: i soldati tedeschi durante la loro ritirata invertirono il flusso di alcune pompe di scarico e aprirono diverse dighe, provocando un nuovo afflusso di acqua salata e il ritorno della malaria. Nel 1945 era tutto da rifare.<\/p>\n<p>In fin dei conti gli abitanti dell\u2019agro pontino devono molto pi\u00f9 alla Democrazia cristiana (Dc) e ai finanziamenti statunitensi che a Benito Mussolini. La Dc ha messo fine alla mezzadria negli anni cinquanta e ha consentito agli abitanti del posto di diventare finalmente proprietari. I soldi degli Stati Uniti hanno permesso di completare la bonifica delle paludi. La malaria \u00e8 stata definitivamente sconfitta nel 1970, secondo l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, grazie a un altro regalo statunitense, il ddt. Ma nell\u2019Italia del 2022 nessuno o quasi vuole parlare di queste eredit\u00e0.<\/p>\n<p>*( J\u00e9r\u00f4me Gautheret, Le Monde, Francia. Questo articolo \u00e8 uscito sul numero 1485 di Internazionale, a pagina 41. )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Arthur C. Brooks*: COME AMARE LE PERSONE COMPLOTTISTE.<\/strong> IN QUESTI TEMPI DI POLARIZZAZIONE, UNA DELLE LAMENTELE CHE SENTO SPESSO DA LETTORI E AMICI \u00c8 CHE LE PERSONE A LORO VICINE SONO CADUTE PREDA DI TEORIE DEL COMPLOTTO. SI TRATTA DI UN FENOMENO SORPRENDENTEMENTE DIFFUSO; ALCUNI STUDIOSI STIMANO INFATTI CHE, NEGLI ULTIMI ANNI, LA MET\u00c0 DEGLI STATUNITENSI ABBIA ADERITO AD ALMENO UNA DI QUESTE TEORIE.<\/p>\n<p>Forse state rabbrividendo in vista del giorno del Ringraziamento, quando una persona cara vi spiegher\u00e0 la \u201cverit\u00e0\u201d sulle elezioni di met\u00e0 mandato o le \u201creali\u201d origini del covid-19. Pu\u00f2 essere davvero sconvolgente sentire un amico o un familiare dire cose che vi sembrano ovvie, strumentalizzabili sciocchezze: pu\u00f2 sembrare quasi che siano entrati in una setta.<\/p>\n<p>Forse in passato avete cercato di rispondere a queste loro convinzioni ricorrendo alle prove e alla ragione. Forse avete perso la pazienza e avete scelto la strada della derisione e dello scherno. Molto probabilmente non avete fatto progressi e avete solo messo a dura prova le vostre relazioni personali. \u00c8 improbabile che litigare sui fatti concreti possa convincere qualcuno. La verit\u00e0 \u00e8 che, spesso, la sostanza delle teorie cospirative \u2013 ci\u00f2 che queste effettivamente sostengono \u2013 non \u00e8 il motivo per cui le persone vi si aggrappano con tanto vigore. In certi casi queste convinzioni possono rendere le persone pi\u00f9 felici. Ai loro sostenitori possono dare un senso di appartenenza, di controllo e perfino di divertimento. Capire questo aspetto pu\u00f2 aiutarvi ad affrontare le loro opinioni in modo pi\u00f9 compassionevole e persuasivo.<\/p>\n<p>UN ERRORE DI SOPRAVVIVENZA<br \/>\nUna teoria del complotto \u00e8 la convinzione che persone potenti abbiano complottato per ottenere una particolare circostanza o evento, e che lo abbiano fatto di nascosto. Chi crede a queste teorie ha spesso quella che la psicologia chiama \u201cmentalit\u00e0 cospirativa\u201d, ovvero una tendenza generale a sospettare che i potenti agiscano con segretezza.<\/p>\n<p>Un grosso errore che commettiamo nel rapportarci alle teorie del complotto \u00e8 quello di supporre che esse causino solo danni a coloro che le sostengono. In realt\u00e0 la tendenza a sostenere queste convinzioni potrebbe essere radicata in noi stessi, perch\u00e9 esse potrebbero essere state utili, in determinate circostanze, alla nostra sopravvivenza. Alcuni studiosi hanno teorizzato, per esempio, che complotti realmente organizzati da forze ostili in passato \u2013 prima dell\u2019affermarsi d\u2019istituzioni moderne come i diritti civili e la protezione della polizia \u2013 potevano essere a tal punto mortali che per salvarsi era meglio aderire a un\u2019idea paranoica, che poteva benissimo essere falsa.<\/p>\n<p>QUESTE OPINIONI IMPOPOLARI POSSONO CREARE UN SENSO DI COMUNIT\u00c0 TRA LE PERSONE CHE LE SOSTENGONO<br \/>\nLe convinzioni complottistiche possono anche apportare benefici tangibili al benessere delle persone. Possono, per esempio, fornire la sensazione di avere il controllo della situazione in un mondo caotico. Le ricerche hanno dimostrato che le persone che sentono di avere poco controllo sulla propria vita sono pi\u00f9 propense a nutrire superstizioni (come essere convinte che il numero 13 porti sfortuna), a vedere correlazioni inesistenti (per esempio nel mercato azionario) e a credere nelle cospirazioni. Allo stesso modo le persone che hanno bisogno di sentirsi uniche e speciali possono aderire a credenze insolite, come i complotti, sostenute da una minoranza di persone.<\/p>\n<p>Queste convinzioni possono anche fornire un senso di comunit\u00e0, come ha scritto Kelly Weill all\u2019inizio di quest\u2019anno su The Atlantic, in un articolo su chi crede che la Terra sia piatta. Anche se le teorie del complotto possono creare divisioni tra coloro che vi credono e i loro amici e familiari che non vi credono, allo stesso tempo queste opinioni impopolari possono creare un senso di comunit\u00e0 tra le persone che le sostengono, un po\u2019 come accade per i gusti impopolari o le conoscenze esoteriche. Per pi\u00f9 di un secolo alcuni scienziati sociali hanno definito questo fenomeno \u201csociologia delle societ\u00e0 segrete\u201d (a pensarci bene, con il nostro linguaggio specialistico e i nostri strumenti tecnici, anche noi che ci occupiamo di scienze sociali potremmo essere considerati un esempio di una societ\u00e0 del genere. Anche se non di tipo cospirativo, si spera).<\/p>\n<p>ATTUALIT\u00c0 E INTRATTENIMENTO<br \/>\nInoltre le teorie del complotto possono essere \u2013 ebbene s\u00ec \u2013 divertenti. Pensate a tutti i film che vi sono piaciuti in cui l\u2019eroe deve andare a fondo di un qualcosa che personaggi potenti e malvagi stanno facendo in segreto. Le persone trovano le cospirazioni divertenti anche nella vita reale. In un articolo pubblicato quest\u2019anno sul British Journal of Psychology, i ricercatori hanno descritto esperimenti in cui alle persone sono state offerte posizioni complottistiche e non complottistiche per spiegare grandi eventi, come l\u2019incendio di Notre-Dame. Le prime sono state giudicate pi\u00f9 divertenti e hanno suscitato emozioni pi\u00f9 forti delle seconde. Le teorie del complotto sono un punto di incontro tra attualit\u00e0 e intrattenimento; \u00e8 facile capire perch\u00e9 siano un ottimo affare per la televisione e i social network.<\/p>\n<p>Comprendere i vantaggi che le credenze cospirative offrono ai loro aderenti non significa ignorare o minimizzare il pericolo che talvolta queste possono comportare in termini di radicalizzazione, pregiudizio o perfino violenza. Se qualcuno che conoscete e amate aderisce a teorie cospirative, \u00e8 ragionevole preoccuparsi di queste minacce. O forse appare semplicemente mortificante vedere qualcuno che amate cadere preda di idee che vi sembrano non solo errate ma assurde. Ma comprendere perch\u00e9 certe persone maturino queste convinzioni pu\u00f2 rendere pi\u00f9 empatici e quindi pi\u00f9 efficaci nel trattare con esse.<\/p>\n<p>Tenendo conto dei vantaggi apportati dalle teorie del complotto, ecco un piano in due fasi \u2013 prima i comportamenti ai quali resistere, e poi le cose da fare al loro posto \u2013 per aiutare una persona a cambiare rotta (o perlomeno contribuire a un cambio d\u2019argomento e alla protezione della vostra relazione personale).<\/p>\n<p>1. RESISTETE ALL\u2019IMPULSO DI CONFUTARE LA TEORIA IN QUESTIONE (****DEBUNKING)<br \/>\nRicordo di aver discusso anni fa, con un collega, su quella che consideravo una cospirazione palesemente assurda, mentre eravamo al lavoro. La sensazione era che tutti i miei tentativi di dimostrare che la sua teoria fosse ridicola non facessero che rafforzare la sua convinzione. Alla fine mi disse: \u201cPi\u00f9 dici che ho torto, pi\u00f9 credo di avere ragione\u201d. Ho pensato che avesse solo una mentalit\u00e0 chiusa, ma poi mi sono imbattuto negli studi dello psicologo Rob Brotherton, autore di Menti sospettose. Perch\u00e9 siamo tutti complottisti. Brotherton scrive del cosiddetto effetto boomerang, per cui una persona che crede a idee cospiratorie le sostiene con pi\u00f9 forza se messa di fronte a spiegazioni alternative o a prove che le confutano. Il debunking, lo sfatare miti, \u00e8 spesso un\u2019impresa destinata a fallire.<\/p>\n<p>2. CONCENTRATEVI SU CI\u00d2 CHE AVETE IN COMUNE<br \/>\nForse ricorderete la sensazione provata nell\u2019essere andati a vivere per la prima volta lontani da casa, sentendovi soli e insicuri. Immaginate che in questo stato di vulnerabilit\u00e0 abbiate incontrato un gruppo di persone che vi abbia fatto sentire meglio e meno soli. Avevano punti di vista molto diversi da quelli della vostra famiglia e dei vostri vecchi amici, una differenza che avete compreso chiaramente quando siete tornati a casa. Se la vostra famiglia avesse attaccato il vostro nuovo modo di pensare, avrebbe in effetti attaccato l\u2019unica cosa che vi aveva reso la vita tollerabile durante un periodo di solitudine. Il ritorno a casa sarebbe stato molto pi\u00f9 dolce se vi avessero semplicemente dato il benvenuto, e si fossero concentrati sulle cose che avevate ancora in comune. O no?<\/p>\n<p>Fate lo stesso con i vostri cari che hanno convinzioni strane o sbagliate. Parlate dei vostri amori comuni e dei ricordi pi\u00f9 cari, non delle cose su cui non siete d\u2019accordo. Fate insieme le cose che vi piacevano e tornate alle vecchie e insulse battute che solo voi capite. Come minimo, questo render\u00e0 pi\u00f9 facile il momento che passerete insieme, e potrebbe aprire, per la persona amata, uno spiraglio per un ritorno alla realt\u00e0, se e quando sar\u00e0 pronta.<\/p>\n<p>Un ultimo punto che vale la pena di considerare \u00e8 quello dei costi e dei benefici, per voi, nel concentrarvi sulle credenze cospirative di una persona cara. Una cosa che mi stupisce degli esseri umani \u00e8 la nostra capacit\u00e0 di rovinare le cose che amiamo concentrandoci esclusivamente su ci\u00f2 che odiamo. Da una prospettiva evolutiva posso capirlo: la sopravvivenza spesso richiede di prestare attenzione all\u2019unico puntino di minaccia esistente in un ampio spazio di benessere. Lo capisco anche da una prospettiva pratica: \u00e8 terribile vedere qualcuno che si ama diventare preda di un qualcosa che si considera folle o addirittura pericoloso.<\/p>\n<p>Ma questa tendenza \u00e8 tristemente destinata a rovinare le nostre cene del giorno del Ringraziamento, se ci ostiniamo a indagare sulle strane opinioni della zia Marge sul fluoruro, invece di concentrarci sull\u2019affetto e sulla bellezza dello stare insieme in famiglia. Talvolta il problema delle teorie cospirative non \u00e8 che siano gli altri a sostenerle, ma che siamo noi a concentrarci solo su di esse, rendendo le cose inutilmente spiacevoli. A pensarci bene, potremmo concludere che avere ragione sia meno importante che goderci un po\u2019 di amore nella nostra vita.<\/p>\n<p>*(Arthur C. Brooks, The Atlantic, Stati Uniti &#8211; Traduzione di Federico Ferrone &#8211; Questo articolo \u00e8 uscito sul mensile statunitense The Atlantic.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Francesca Luci*:\u00abLE STRATEGIE DEL REGIME: REPRIMERE E SVUOTARE LE RIVENDICAZIONI POLITICHE\u00bb IRAN.<\/strong> INTERVISTA A FARHAD M, DIRIGENTE D&#8217;AZIENDA ED EX POLITICO: \u00abALCUNI POLITICI CERCANO DI FARE PRESSIONE SUL GOVERNO PER OTTENERE ALCUNE CONCESSIONI, TOGLIENDO ALLA RIVOLTA IL CONTENUTO POLITICO ED ENFATIZZANDO QUELLO ECONOMICO E SOCIALE. MA TEHERAN NON HA GARANZIA DI VINCERE: L\u2019AUMENTO DELLE VITTIME PU\u00d2 SVEGLIARE LA COSCIENZA DEI RELIGIOSI MODERATI, DEI CETI SOCIALI NON COINVOLTI CON IL REGIME E DELLE FORZE DI SICUREZZA\u00bb<br \/>\nSono passati due mesi dal 16 settembre, quando le proteste sono divampate in Iran in seguito alla morte della giovane iraniana Mahsa Amini, mentre era in custodia della polizia morale, fermata per aver infranto le rigide regole sull\u2019indossare il copricapo islamico per le donne.<\/p>\n<p>Durante le manifestazioni sono state uccise almeno 342 persone, di cui 42 bambini e 26 donne, secondo Iran Human Rights. Migliaia di feriti e almeno 14mila persone arrestate. Malgrado la repressione degli apparati di sicurezza iraniani, le proteste continuano in molte citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dottor Farhad M., lei dirige un\u2019azienda importante e ha avuto anche responsabilit\u00e0 politiche in passato. Ci pu\u00f2 aiutare a capire perch\u00e9 l\u2019establishment ignora le rivendicazioni dei manifestanti?<\/p>\n<p>Un passo indietro da parte del governo costituirebbe una sconfitta politica che minerebbe l\u2019esistenza della stessa Repubblica islamica. Il governo non riconosce l\u2019autenticit\u00e0 popolare delle proteste e attribuisce tutto all\u2019opera dei suoi nemici all\u2019estero. Alcuni personaggi politici, nei ranghi inferiori, cercano di fare pressione sul governo per ottenere alcune concessioni e abbassare la tensione. Tentano di svuotare le rivendicazioni del loro contenuto politico ed enfatizzano la parte economica e sociale: carovita, inflazione ecc. Ma il governo non ha n\u00e9 la possibilit\u00e0 n\u00e9 la capacit\u00e0 di attuare riforme immediate. Basta guardare all\u2019andamento del cambio di valuta estera. La nostra moneta ha perso circa l\u20198% del suo valore rispetto al dollaro in una settimana. Questi sbalzi sconvolgono il mercato, da giorni sono spariti medicinali dagli scaffali delle farmacie.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la linea che il governo intende seguire?<\/p>\n<p>All\u2019inizio il regime ha applicato una repressione \u00abmoderata\u00bb sperando in un esaurimento delle proteste, ma sono continuate. Poi ha colpito chiunque possa avere una certa influenza \u00abnegativa\u00bb sul pubblico: giornalisti, insegnanti, medici, artisti, sportivi. Nel frattempo utilizza la sua potente macchina di propaganda contro il movimento. I religiosi presenti capillarmente sul territorio nazionale hanno intonato sermoni contro i rivoltosi. Sono state organizzate manifestazioni pro-governative e i tribunali hanno cominciato a processare gli arrestati. Il parlamento ha chiesto la pena di morte per i rivoltosi.<\/p>\n<p>Se tutto ci\u00f2 non riesce a sedare le manifestazioni, la repressione potrebbe aumentare e colpire la piazza duramente. Ali Jahormi, portavoce del governo, ha detto a una platea di studenti che le forze di sicurezza potevano usare i proiettili gi\u00e0 dal primo giorno delle manifestazioni ma non lo hanno fatto. In realt\u00e0 sta dicendo: se non smettete rischiate i proiettili mortali. I comandanti militari annunciano che possono schiacciare il movimento come le mosche. Questa \u00e8 la via che il potere sembra aver scelto ma non c\u2019\u00e8 nessuna garanzia di mettere un punto finale anche se la piazza verr\u00e0 repressa duramente. L\u2019aumento delle vittime pu\u00f2 svegliare la coscienza dei religiosi moderati, dei ceti sociali non pienamente coinvolti con il regime e delle forze di sicurezza. Cosa far\u00e0 un poliziotto se si trover\u00e0 a reprimere la protesta del suo stesso figlio in piazza?<\/p>\n<p>Abdul Hamid, imam di Zahedan, ha chiesto un referendum. Pu\u00f2 essere una soluzione?<\/p>\n<p>Hamid chiede un referendum con osservatori internazionali! Indipendentemente dal fatto che la proposta viene dal clero sunnita e che agli occhi di intransigenti sciiti \u00e8 un affronto, l\u2019accettazione della proposta per l\u2019establishment equivale a una resa. Poi chi potrebbe garantire la correttezza dello svolgimento del referendum e chi assicura l\u2019accettazione del risultato?<\/p>\n<p>I riformisti, molto attivi negli anni passati, possono svolgere un ruolo di mediazione?<\/p>\n<p>La gente ha posto la sua speranza di cambiamento sui riformisti nel passato. Pensate alla elezione di Khatami e Rouhani. Ma cosa \u00e8 successo? Che cosa hanno cambiato? La libert\u00e0 di stampa o la limitazione della polizia morale propagandata \u00e8 stata velocemente spazzata via. Le proteste di tre anni fa durante il governo Rouhani sono state represse con centinaia di morti. L\u2019opposizione riformista viene vista come semplice complice del potere. La piazza chiede cambiamenti sostanziali. I riformisti non possono esserne gli artefici.<\/p>\n<p>Se la maggioranza del paese \u00e8 scontento, allora chi difende il sistema?<\/p>\n<p>Per prima cosa, la maggioranza non \u00e8 una massa monolitica che agisce insieme, infatti non si \u00e8 riversata uniformemente in piazza. Ognuno ha le sue paure, timori, speranze, e agisce in forma diversa. C\u2019\u00e8 bisogno di tempo per arrivare a un punto convergente nell\u2019azione. Poi c\u2019\u00e8 chi difende lo Stato, ovviamente coloro che detengono le chiavi del potere e una larga platea sottostante sommata a chi crede nel sistema come unica porta del paradiso.<\/p>\n<p>Ci sono, per\u00f2, pensatori, accademici, religiosi, persone assolutamente per bene, che malgrado non condividano le brutali azioni del sistema non vedono il suo rovesciamento come una soluzione. Hanno paura dell\u2019intrusione degli stranieri. Non hanno nessuna fiducia nel mondo occidentale e non ne riconoscono il vigore morale con i suoi palesi \u00abdue pesi e due misure\u00bb. Hanno dubbi quando la Germania difende i diritti umani in Iran o quando il presidente francese riceve ufficialmente una figura dell\u2019opposizione iraniana all\u2019estero. \u00c8 palese che ci sono sotto altre questioni, accordo sul nucleare, rifornimento delle armi alla Russia e cos\u00ec via. Hanno paura della disgregazione del paese, il piano che sauditi e israeliani portano avanti. Pu\u00f2 sembrare retorica noiosa ma Iraq e Afghanistan sono due esempi da non ignorare. Credono che un eventuale vuoto di potere aprir\u00e0 ondate di dollari che possono portare il paese ovunque. Non vogliono avere un regime fantoccio comandato da Washington, Pechino o Mosca.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 secondo lei la soluzione?<\/p>\n<p>Una serie di riforme strutturali: dimissione del governo e del parlamento; elezioni libere senza censura della commissione dei Guardiani che in passato ha escluso molti candidati; rilascio di prigionieri politici; una serie di riforme legislative inclusa la libert\u00e0 per la costituzione dei partiti e il non obbligo del velo. Dubito che il potere accetti tale soluzione anche se \u00e8 sicuramente un\u2019opzione su cui si sta discutendo. Ogni giorno che passa aumentano le vittime e diventa poco probabile che anche la piazza accetti tale soluzione. Inoltre la carenza di fiducia tra popolazione e potere, sommata alla mancanza di figure rappresentative e credibili, rende questa soluzione di difficile attuazione.<br \/>\n*(Fonte Il Manifesto. Francesca Luci, giornalista)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Pino Ippolito Armino*: Sulle Dolomiti, Leopardi e Gramsci a confronto intorno alla rivoluzione, Elio Germano interpreta Giacomo Leopardi in &#8220;Il giovane favoloso&#8221;, diretto <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=40139\" title=\"N\u00b046 \u2013  19\/11\/2022. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  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