{"id":39254,"date":"2022-09-11T08:31:19","date_gmt":"2022-09-11T08:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=39254"},"modified":"2022-09-11T14:09:42","modified_gmt":"2022-09-11T14:09:42","slug":"n37-10-settembre-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-meno-14-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=39254","title":{"rendered":"n\u00b037 \u2013 10\/9\/2022. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>MENO 14 giorni al voto<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n01 \u2013 Ansa*: Cernobbio, Mattarella: &#8220;Su energia serve risposta Ue&#8221;. La seconda giornata dell&#8217;evento si \u00e8 aperta con il messaggio del capo dello Stato, che ha definito l&#8217;Unione &#8220;il solo attore continentale che possa agire per calmierare i prezzi energetici&#8221;.<br \/>\n02 &#8211; Leonardo Clausi*: The Queen, l\u2019immortale Il Regno unito perde la testa. IL SECOLO IN BREVE. Elizabeth II Windsor, dall\u2019espansione dell\u2019impero alla sua decadenza. Aveva 96 anni<br \/>\n03 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)*: 6 miliardi per l\u2019assegno unico ma che rammarico per i nostri connazionali all\u2019estero<br \/>\n04 &#8211; Simone Oggionni*: Abbassare le armi, quelle militari e quelle economiche. ECONOMIA DI GUERRA. Senza abbassare le armi di tutti, quelle militari e quelle economiche, e senza praticare una vera autonomia strategica europea, continueremo ad avere la guerra nel cuore del Continente.<br \/>\n05 \u2013 La povert\u00e0, cosa vogliono i fare i partiti per combatterla. Programma dei partiti per le elezioni del 2022, ndr.<br \/>\n06 &#8211; Alessandro Calvi*: La giustizia \u00e8 la grande assente di queste elezioni La giustizia e le questioni che si potrebbero aprire dopo il voto, per quanto gravi, non paiono interessanti. Eppure questa volta la destra potrebbe fare tutto ci\u00f2 che non riusc\u00ec a Silvio Berlusconi.<br \/>\n07 &#8211; Enrico Zanon *: Come si vota all&#8217;estero.<br \/>\n08 &#8211; Franco Tirelli *: Se acercan las elecciones. Aqui estan los candidatos MAIE en Sudamerica.<br \/>\n09 &#8211; Francesca Sibani*: Viva l\u2019indipendenza \u00e8 il nuovo numero di Internazionale storia e racconta la fine dei grandi imperi coloniali attraverso commenti, reportage, analisi e cronache dalla stampa internazionale dell\u2019epoca. Si pu\u00f2 comprare in edicola, in libreria, su Amazon, Ibs, Feltrinelli, Hoepli e sul sito di Internazionale.<br \/>\n10 &#8211; I pericoli delle fake news in Africa. TikTok, Meta e Twitter non riescono ad arginare bot e disinformazione, usati per destabilizzare le elezioni e per acuire i conflitti etnici.<br \/>\n11 &#8211; Denise Hruby*: ELKE KAHR la sindaca MARXISTA nel 2021 ha vinto a sorpresa le elezioni amministrative a graz, in austria. Leader locale del partito comunista, vuole ridistribuire la ricchezza e ha come priorit\u00e0 aiutare i pi\u00f9 poveri<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 \u2013 Ansa*: Cernobbio, Mattarella: &#8220;SU ENERGIA SERVE RISPOSTA UE&#8221;. LA SECONDA GIORNATA DELL&#8217;EVENTO SI \u00c8 APERTA CON IL MESSAGGIO DEL CAPO DELLO STATO, CHE HA DEFINITO L&#8217;UNIONE &#8220;IL SOLO ATTORE CONTINENTALE CHE POSSA AGIRE PER CALMIERARE I PREZZI ENERGETICI&#8221;. FONDAMENTALE, HA AGGIUNTO, CHE GLI STATI MEMBRI PROSEGUANO CON L&#8217;ATTUAZIONE DEI PIANI NAZIONALI DI RIPRESA E RESILIENZA, METTENDO AL CENTRO IL TEMA AMBIENTALE. IL MINISTRO DELL&#8217;ECONOMIA DANIELE FRANCO: &#8220;NEL 2022 BOLLETTA PAESE POTREBBE SALIRE A 100 MLD&#8221;<\/strong><br \/>\nLa seconda giornata del Forum Ambrosetti di Cernobbio si \u00e8 aperta con il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L&#8217;evento quest&#8217;anno si svolge &#8220;in un clima particolarmente gravoso&#8221;, ha sottolineato il capo dello Stato. Il contesto economico internazionale \u00e8 aggravato dal &#8220;prolungarsi della guerra di aggressione in Ucraina&#8221; e dal &#8220;vertiginoso innalzamento dei prezzi dell&#8217;energia, favorito anche da meccanismi irragionevoli e da squilibri interni tra i Paesi europei&#8221;. Fondamentale, ha detto Mattarella, che intervenga l&#8217;Ue e che ogni Stato membro si muova verso &#8220;la puntuale attuazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza&#8221;, con particolare attenzione al tema dell&#8217;ambiente. Filo conduttore degli incontri di oggi, 3 settembre, sar\u00e0 la cosiddetta Agenda per l&#8217;Europa: innovazione, libero commercio globale e l&#8217;assetto europeo del futuro i temi al centro del dibattito. Al Forum, tra gli altri, il commissario europeo per l&#8217;Economia, Paolo Gentiloni, e vari esponenti di governo italiani ed esteri, tra cui il ministro dell&#8217;Economia Daniele Franco.<br \/>\nIl messaggio di Mattarella<br \/>\nMattarella ha sottolineato come la Russia abbia avviato la guerra in Ucraina \u201cconsapevole delle gravi ripercussioni e del drammatico impatto sulla vita dell&#8217;Europa e del mondo intero\u201d. Il conflitto, ha aggiunto, \u201csta mettendo alla prova le nostre coscienze di uomini liberi e desiderosi di pace, riflettendosi sulle nostre societ\u00e0 ed economie&#8221;. Sul dossier energetico, il capo dello Stato ha parlato di una \u201cnecessaria e urgente\u201d risposta europea: \u201cI singoli Paesi non possono rispondere con efficacia alla crisi\u201d. Centrale quindi il ruolo di Bruxelles \u201cnel liberarsi dalla dipendenza russa per le fonti di energia\u201d, perch\u00e9 l\u2019Ue \u201c\u00e8 il solo attore continentale che possa agire per calmierare i prezzi dell&#8217;energia\u201d, agendo anche \u201csul terreno delle energie rinnovabili\u201d. Mattarella ha chiamato l\u2019Europa a continuare sul percorso \u201cnel segno della solidariet\u00e0, della condivisione di rischi e benefici e della progettazione di interventi espansivi\u201d intrapreso in risposta alla pandemia da Covid-19.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Leonardo Clausi*: THE QUEEN, L\u2019IMMORTALE IL REGNO UNITO PERDE LA TESTA. IL SECOLO IN BREVE. ELIZABETH II WINDSOR, DALL\u2019ESPANSIONE DELL\u2019IMPERO ALLA SUA DECADENZA. AVEVA 96 ANNI<br \/>\nLONDON BRIDGE IS DOWN, IL PONTE DI LONDRA \u00c8 CROLLATO. \u00c8 QUESTA LA FRASE IN CODICE CON CUI LA DIPARTITA DELLA MONARCA INGLESE \u00c8 STATA COMUNICATA ALLA NEO-PRIMA MINISTRA LIZ TRUSS E AGLI ADDETTI AI LAVORI DELLE COLOSSALI ESEQUIE, AMPIAMENTE PREVISTE COME IL PI\u00d9 ESTESO E SOLENNE SPETTACOLO FUNEBRE DI QUESTO INIZIO DI TERZO MILLENNIO<\/strong>.<\/p>\n<p>Elizabeth II Windsor, nota in tutto il mondo come \u201cThe Queen\u201d anche prima della sciropposa (e assai criticata dai lealisti) serie Tv dedicatale recentemente da Netflix e in Italia antonomasticamente come \u201cla regina,\u201d (anche senza \u201cElisabetta\u201d), \u00e8 spirata ieri nel castello scozzese di Balmoral alla veneranda et\u00e0 di anni novantasei. Suo marito, il principe Philip Mountbatten, sposato nel 1947, era scomparso l\u2019anno scorso. Nel 2015 era diventata la monarca britannica pi\u00f9 longeva, superando il record della regina Vittoria. S\u00ec, \u00e8 stata la monarca femminile che ha regnato pi\u00f9 a lungo in assoluto.<br \/>\nNon era immortale \u201cElisabetta\u201d, come ci si era abituati ormai a considerarla, vedendola infinite volte punteggiare rotocalchi, cine e tele giornali, e lungo tutto il passaggio dai media tradizionali a quelli digitali. Sotto la tronfia magniloquenza delle cerimonie ufficiali, era un essere umano la cui finitudine l\u2019istituto monarchico ha sempre gestito con imbarazzo, dovendo attraversare i marosi della successione.<br \/>\nEra la regina del Regno Unito, ma questo titolo ne abbracciava in modo ecumenico molti altri. Al momento della dipartita erano oltre cinquanta stati, tra cui Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Pakistan e lo Sri Lanka: tutti sotto l\u2019ombrello del cosiddetto Commonwealth, l\u2019etichetta con cui era stato effettuato il rebranding dell\u2019Impero, che aveva finalmente cominciato a disgregarsi subito dopo la Seconda guerra mondiale, e del quale era succeduta al padre Giorgio VI come capo di stato, un ruolo non trasmissibile a livello dinastico e che ora bisogner\u00e0 trasmettere all\u2019erede e successore Charles in qualche modo. Prima che si disgreghi del tutto, come gi\u00e0 lasciano intendere vari membri.<br \/>\nLa sua incoronazione, il due giugno 1953, fu la prima a essere trasmessa in diretta televisiva, introducendo in pieno gli allora nuovi media novecenteschi nella gestione dell\u2019ancestrale rapporto fra monarchi e sudditi, una commistione abbracciata a malincuore dalla casa reale inglese nel suo complesso, visto anche la tutt\u2019altro che edificante \u2013 secondo la buona vecchia morale borghese \u2013 condotta di molti dei suoi i figli: il primogenito e futuro re Charles con le sue vicissitudini coniugali, la figlia Anna, ma soprattutto il terzogenito Andrea, impelagato in fin troppo serie brutte storie di molestie sessuali.<br \/>\nSarebbe iniziata cos\u00ec un\u2019interminabile cavalcata nei privilegi inimmaginabili che i membri della monarchia costituzionale britannica conservano a tutt\u2019oggi in barba al ridimensionamento tardivo e mai sufficiente delle altre monarchie europee. Una cavalcata punteggiata da garbati movimenti della mano e del capo in cenno di saluto che avrebbero sfinito le articolazioni di chiunque, segnata da infinite visite ufficiali e inaugurazioni, dall\u2019avvicendarsi di capi di stato, primi ministri, papi e uomini di chiesa, da epocali sommovimenti storici, conquiste e sconfitte civili, il conflitto in Irlanda del Nord, la devoluzione di Scozia, Galles \u2013 e appunto, Irlanda del Nord \u2013 e, last but not least, l\u2019ingresso del paese in Europa nel 1973 e la sua uscita sbattendo la porta, nel 2016. Tutto attraversato vestendo colori sgargianti e copricapi che sostentavano l\u2019esistenza di migliaia di rotocalchi e davano da mangiare alle famiglie di milioni di giornalisti.<br \/>\nIl padre Giorgio VI era salto al trono nel 1936 dopo l\u2019abdicazione di suo fratello, Edoardo VIII, facendone l\u2019erede presunta, o presuntiva, come si dice in gergo. Nonostante certe scomode prossimit\u00e0 coi nazisti \u2013 un nome tedesco, Saxe-Coburg and Gotha cambiato in tutta fretta in Windsor nel 1917, un principe consorte, Philip, cognato di gerarchi nazisti, e lo stesso Edoardo che con sua moglie Wallis Simpson era un fan dichiarato di Hitler \u2013 la famiglia reale inglese, a differenza di quella italiana (ottantanove anni fa esatti ieri) non se l\u2019era data a gambe davanti al pericolo nazista ma era \u201crimasta sul campo,\u201d guadagnandosi quella fede e rispetto della popolazione con cui \u00e8 riuscita ad attraversare tutto il Novecento.<br \/>\nUn credito unico e irripetibile nell\u2019Europa sconfitta, occupata e da ricostruire, macchiato iconograficamente solo qualche anno fa, quando il \u201cSun\u201d pubblic\u00f2 la famigerata foto che la ritrae, bimba, mentre fa il saluto romano stimolata dal succitato Edoardo: la copertina punk dei sogni. Ma un credito che, tutto sommato, Elizabeth II ha saputo amministrare egregiamente nel corso del suo interminabile regno, e che ora rischia di essere dissipato in pochi anni dai suoi successori\/congiunti.<br \/>\nPerch\u00e9 se la prima era elisabettiana \u00e8 ricordata come un\u2019era di espansione e potenza indiscusse per l\u2019Inghilterra, la seconda, come ha scritto lo storico Trestram Hunt, sar\u00e0 ricordata in un segno differente: come quella decadenza della potenza nazionale e soprattutto dell\u2019impero. Tra il 1945 e il 1965 il numero delle abitanti delle colonie soggetti al monarca britannico era precipitato da settecento a cinque milioni. Poi, a tre anni dalla sua elevazione al trono, la crisi di Suez e la tracotanza di Anthony Eden seppellirono del tutto le velleit\u00e0 di superpotenza mondiale della Gran Bretagna, portando avanti un declino di lunga durata iniziato gi\u00e0 con la Grande guerra.<br \/>\nIn tutto questo, la regina Elisabetta, sempre diligentemente appassionata di cani, caccia, safari e cavalli, avrebbe assistito sorridendo, salutando e inaugurando al passaggio del paese attraverso l\u2019era keynesiana e la sua dialettica fra politica fiscale e politica monetaria, l\u2019imporsi del thatcherismo e lo smantellamento dell\u2019industria nel Nord, mentre il settore finanziario cresceva a dismisura e la terziarizzazione dell\u2019economia precedeva al galoppo, e mentre i suoi ammiratori e osservatori \u2013 sudditi, non cittadini \u2013 mai cessavano di elogiarne la capacit\u00e0 di non intromettersi negli affari di stato, come disposto dalla costituzione (orale) nazionale. Il paese sarebbe entrato poi nel pieno tumulto delle sue relazioni con il blocco europeo, dal suo ingresso nella Comunit\u00e0 economica fino al trauma del \u201cpopulismo\u201d e del referendum su Brexit nel 2016, e il travagliato processo di uscita con i suoi strascichi. E quando perfino l\u2019Economist sostiene, come ha fatto una volta, che la monarchia \u201c\u00e8 un ideale trascorso\u201d \u00e8 evidente che una certa \u201cmodernizzazione\u201d andasse non solo accettata, ma colta.<br \/>\nPer far meglio gradire l\u2019assurdit\u00e0 della monarchia, casa Windsor ha dunque con riluttanza finito per abbracciare non solo l\u2019umanizzazione dei propri membri, ha \u2013 inizialmente controvoglia \u2013 intrapreso un percorso di avvicinamento con i sudditi attraverso il capillare controllo della propria immagine: dalla riluttanza con cui accettarono il (dannoso) documentario a colori che li ritraeva nella loro non molto significativa intimit\u00e0 degli anni Sessanta, fino all\u2019ingresso della monarca su Facebook, ormai gi\u00e0 anni fa. Una colossale fiction che ha accompagnato le vite di generazioni di britannici e non solo, tappandole in una bottiglia di voyeuristico intrattenimento. E che distoglie da certi aspetti \u201cplutocratici\u201d.<br \/>\nTanto per dire: pur essendo oggetto di misteriose speculazioni, non essendo mai apertamente rivelata e documentata, la sua ricchezza \u00e8 stata recentemente stimata attorno al miliardo di sterline. \u201cForbes\u201d ha valutato le sostanze della monarchia a oltre settanta miliardi complessivi, mentre la pi\u00f9 sobria \u201clista dei ricchi\u201d del \u201cSunday Times\u201d la colloca intorno ai trecentocinquanta milioni (sempre di sterline).<br \/>\nA dirla tutta, il breviario della riservatezza nelle faccende politiche e costituzionali non \u00e8 stato sempre seguito con specchiata fedelt\u00e0. In una delle sue inchieste, il \u201cGuardian\u201d ha rivelato come Elizabeth II abbia fatto uso delle sue prerogative per esaminare pi\u00f9 di mille leggi prima che raggiungessero il parlamento. E i memoranda fuoriusciti dagli archivi nazionali mostrano come abbia fatto pressione sulla legislazione sulla trasparenza negli anni Settanta per garantire che la sua ricchezza privata rimanesse segreta. Nel frattempo, a fronte della intermittente ritrosia a immischiarsi in faccende che non la riguardano, arrivavano altri strappi verso la modernit\u00e0. Secondo l\u2019ex leader Tory John Major, fu una decisione sua e non del governo quella di iniziare a pagare le tasse; e secondo altri storici fu solo grazie a lei che il sistema di primogenitura nella linea di successione \u00e8 stato abolita nel 2011. Passi da gigante.<br \/>\nLa botta dura al consenso monarchico giunse con la freddezza dimostrata dalla defunta regina nei confronti della nuora Diana Spencer, la cui tragica fine nel 1997 colse il paese in un esorbitante profluvio di dolore e orsacchiotti. La percepita durezza di Elizabeth e il suo comportamento freddo anzichen\u00f2 nei confronti di un lutto che aveva catturato l\u2019immaginazione e l\u2019empatia di milioni di soggetti costarono molto in termini di sondaggi e gradimento. Ma la rotta fu presto ristabilita grazie a un ammorbidimento della propria immagine e di quella della \u201cditta\u201d (cos\u00ec \u00e8 chiamata la famiglia reale dai suoi fautori nazionali e internazionali a riprova del fatto che nulla resiste al mercato, nemmeno i due corpi del re studiati da Kantorowicz).<br \/>\nQueste legioni di consenso sono popolate per\u00f2 di elisabettiani, non di monarchici. E resta da vedere se il regno dell\u2019ex erede al traino, Carlo, che finalmente pu\u00f2 ascendere al trono negatogli dalla longevit\u00e0 materna, si confermer\u00e0 in grado di continuare la geniale non-opera della madre: traghettare l\u2019istituto monarchico dall\u2019istituzione feudale che \u00e8 sempre stata e rimane alla liquidit\u00e0 sociale e culturale che caratterizza il declino dell\u2019Occidente nel suo complesso. Adesso, quello che viene in mente \u00e8 soprattutto il titolo di un formidabile album degli Smiths: The queen is dead. In questo momento, milioni di meme la ricorderanno, traghettandola in quell\u2019universo digitale dove non si muore mai, anche se lo si vuole.<br \/>\n*(Fonte Il MANFESTO, Leonardo Clausi, scrittore, giornalista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> 03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): 6 MILIARDI PER L\u2019ASSEGNO UNICO MA CHE RAMMARICO PER I NOSTRI CONNAZIONALI ALL\u2019ESTERO<br \/>\n6 miliardi di euro sono stati pagati dall\u2019Inps nel periodo da marzo a luglio 2022 per l\u2019Assegno unico ai residenti in Italia ma nonostante la disponibilit\u00e0 di questa enorme somma non \u00e8 stata trovata la volont\u00e0 politica e solidale di continuare ad erogare le prestazioni familiari (detrazioni e Anf per figli a carico) ai nostri connazionali residenti all\u2019estero.<\/strong><br \/>\nUn brutto pasticcio combinato dal nostro legislatore perch\u00e9 \u2013 ribadisco, come ho fatto nei miei ultimi interventi in Parlamento &#8211; non \u00e8 accettabile che migliaia di italiani residenti all\u2019estero siano stati improvvisamente \u201cespropriati\u201d delle agevolazioni fiscali e previdenziali di cui godevano da anni e che rappresentavano un legittimo contributo da parte dello Stato italiano al sostegno della loro famiglia.<br \/>\nMi sono battuta per oltre un anno a favore del ripristino delle agevolazioni soppresse per i nostri connazionali i quali pur risiedendo all\u2019estero hanno pagato e pagano le tasse in Italia potendo cos\u00ec essere considerati, a tutti gli effetti, contribuenti italiani.<br \/>\nOra l\u2019Osservatorio statistico dell\u2019Inps sull\u2019assegno unico universale aggiornato al 6 settembre ci informa che salgono a quota 6 miliardi di euro i pagamenti effettuati dall\u2019INPS da marzo a luglio 2022, per una media mensile di oltre 5 milioni di beneficiari<br \/>\nL\u2019importo riconosciuto varia considerando il numero di figli per i quali \u00e8 riconosciuto il pagamento dell\u2019assegno unico.<br \/>\nAlle oltre 2,6 milioni di famiglie con un solo figlio beneficiario spetta una somma pari in media a 128 euro. L\u2019importo sale a 280 euro per i circa 2 milioni di nuclei con due figli, fino ad arrivare a oltre 1.500 euro per le poco pi\u00f9 di 3.000 famiglie con 6 o pi\u00f9 figli a carico.<br \/>\nSaranno forse pi\u00f9 fortunati (io ho deciso di non candidarmi a queste elezioni) i miei colleghi che saranno eletti nella Circoscrizione estero, ai quali comunque mi permetto di consigliare di chiedere al nuovo Governo se in conformit\u00e0 con quanto disposto da regolamenti e direttive comunitari e da numerose sentenze della Corte di Giustizia europea, non si ritenga che l\u2019Assegno unico universale debba essere concesso anche ai cittadini italiani residenti all\u2019estero i quali pagano le imposte sul reddito in Italia e non sono percettori di analoghe prestazioni all\u2019estero, o che comunque non sia opportuno ripristinare per loro il diritto, revocato dal 1\u00b0 marzo 2022, alla concessione dell\u2019assegno al nucleo familiare (ANF), e delle detrazioni per figli a carico di et\u00e0 inferiore ai 21 anni, e inoltre non sia legittimo e opportuno, anche a seguito di una recente sentenza della Corte di Giustizia europea, concedere le prestazioni familiari (ora negate) ai lavoratori residenti in Italia ma con nucleo familiare residente all\u2019estero.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Simone Oggionni*: ABBASSARE LE ARMI, QUELLE MILITARI E QUELLE ECONOMICHE. ECONOMIA DI GUERRA. SENZA ABBASSARE LE ARMI DI TUTTI, QUELLE MILITARI E QUELLE ECONOMICHE, E SENZA PRATICARE UNA VERA AUTONOMIA STRATEGICA EUROPEA, CONTINUEREMO AD AVERE LA GUERRA NEL CUORE DEL CONTINENTE. E A OTTOBRE CI TROVEREMO A FRONTEGGIARE, IN ITALIA PI\u00d9 CHE ALTROVE, PROBLEMI DRAMMATICI IN TERMINI DI INFLAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte a questioni fondamentali per il nostro futuro occorrono lucidit\u00e0 e onest\u00e0 intellettuale. Gazprom ha annunciato la sospensione a \u00abtempo indefinito\u00bb delle forniture di gas all\u2019Unione europea tramite il gasdotto Nord Stream 1.<br \/>\nAl contempo l\u2019Ue, dopo mesi di imbarazzato silenzio e di fronte a nuive divisioni interne, ha posto le basi affinch\u00e9 la prossima riunione dei ministri dell\u2019Energia discuta della possibilit\u00e0 di introdurre un tetto al prezzo di acquisto del gas. Peccato che lo far\u00e0 a rubinetti chiusi. Il fattore tempo, in politica, \u00e8 tutto. Ammesso che le importazioni via Ucraina compensino almeno una parte di quelle bloccate a nord, molto dipender\u00e0 dal tipo di price cap che verr\u00e0 varato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un dettaglio che si tratti di un intervento sul complesso dei mercati europei (interrompendo gli acquisti e attingendo agli stoccaggi interni nella misura in cui il tetto \u00e8 superato) oppure di un tetto solo al prezzo del gas russo (iniziale proposta Draghi) oppure ancora \u2013 come sostiene la Germania \u2013 di un intervento degli Stati a copertura della differenza tra prezzi all\u2019ingrosso e prezzi al dettaglio.<\/p>\n<p>Il ministro Cingolani parla di un grande e inaccettabile \u00abricatto\u00bb russo. Ma cosa sono state gran parte delle nostre sanzioni (dal congelamento dei beni della Banca Centrale russa all\u2019esclusione delle principali istituzioni finanziarie russe dal sistema di scambi internazionali Swift) se non un gigantesco e calcolato \u00abricatto\u00bb? Cosa ci aspettavamo? Che la spirale si interrompesse per gentile concessione del destino o direttamente di quel Putin che molti leader europei descrivono come un puro e semplice criminale di guerra?<\/p>\n<p>Si badi: nessuno pensa che Putin non porti responsabilit\u00e0 atroci e ingiustificabili nell\u2019aggressione di febbraio e dunque nessuno pensa che l\u2019Ue non abbia tutto il diritto di agire e reagire. Il punto vero \u00e8 come lo fa.<\/p>\n<p>La mia impressione \u00e8 che l\u2019Europa cammini, un po\u2019 per inerzia e un po\u2019 per disciplina atlantista, sulla strada perigliosa di una lunga guerra da armare, combattere e vincere sul campo (contro una potenza nucleare) a ogni costo.<\/p>\n<p>Non invece sul terreno di un lavoro di ricostruzione diplomatica delle condizioni della pace e della stabilit\u00e0, che consiglierebbe di rimettere al centro il presupposto dell\u2019integrit\u00e0 territoriale ucraina insieme ai protocolli di Minsk e a una nuova riflessione sulla sicurezza dell\u2019area da compiersi di concerto con Mosca.<\/p>\n<p>Dimenticandosi delle proprie origini (quella CECA nata vincolando reciprocamente gli interessi produttivi dei Paesi fondatori e costruendo su questo patto di solidariet\u00e0 produttiva ed economica sia il progetto politico unitario sia la garanzia di una pace duratura), oggi l\u2019Unione europea rischia di perseguire un\u2019ambizione ben diversa. Il discorso sull\u2019Europa di Scholz all\u2019Universit\u00e0 Carolina di Praga dello scorso 29 agosto \u00e8, con la sua propensione strategicamente oppositiva a Russia e Cina, da studiare con attenzione.<\/p>\n<p>Senza abbassare le armi di tutti, quelle militari e quelle economiche, e senza praticare una vera autonomia strategica europea, continueremo ad avere la guerra nel cuore del Continente. E a ottobre ci troveremo a fronteggiare, in Italia pi\u00f9 che altrove, problemi drammatici in termini di inflazione, ulteriori rincari delle bollette, disastri nelle catene di approvvigionamento, come ci sta dicendo l\u2019intero tessuto industriale italiano, e contraccolpi micidiali sul terreno occupazionale. Problemi ulteriori, non inediti: basti vedere gli incrementi gi\u00e0 registrati dei tassi di interesse e gli indicatori congiunturali che gi\u00e0 oggi accendono pi\u00f9 di un allarme (dalla diminuzione in giugno del 2,1% in un mese della produzione industriale all\u2019inflazione all\u20198,4%).<br \/>\nPi\u00f9 in generale noi paghiamo oggi l\u2019assenza di un piano europeo \u2013 condiviso e costruito con tutti gli interlocutori economici, commerciali e industriali dei Paesi dell\u2019Unione \u2013 che indichi chiaramente qual \u00e8 la direzione della transizione energetica. Che dica chi deve farsi carico della parte pi\u00f9 rilevante dei suoi costi e dei costi del suo rallentamento: le grandi compagnie energetiche (che stanno maturando immani extra-profitti) o i cittadini, gli utenti e i lavoratori tragicamente impoveriti?<br \/>\nE, infine, che metta in discussione il modello generale, che affida in buona misura ai mercati finanziari, e alla loro vocazione speculativa, la determinazione dei prezzi delle materie prime e dell\u2019energia. \u00c8 cos\u00ec indicibile pensare che i prezzi siano oggetto invece di una programmazione e di una pianificazione pubblica su scala europea? Mi fermo. Anche in questa campagna elettorale occorrerebbe forse, oltre al rosso e al nero, almeno un pezzo di questa analisi.<br \/>\n*( Fonte: Il Manifesto. Simone Oggionni (Treviglio, 1984) \u00e8 responsabile nazionale Cultura di Articolo Uno, dopo avere fatto parte della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia &#8230;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 LA POVERT\u00c0, COSA VOGLIONO I FARE I PARTITI PER COMBATTERLA. PROGRAMMA DEI PARTITI PER LE ELEZIONI EL 2022, ndr.<br \/>\nCosa dicono sul lavoro i programmi elettorali dei partiti Il reddito di cittadinanza compare in molti programmi, non solo in quello del Movimento 5 Stelle. Cosa vogliono i fare i partiti per combattere la povert\u00e0. Ma non solo: si menzionano anche salario minimo, tagli alle tasse, la lotta al precariato, dagli incentivi per le assunzioni al taglio del cuneo fiscale fino agli interventi sullo smart working: le idee sono spiegate, le risorse per finanziarle meno chiare. Cosa dicono su ambiente e clima i programmi elettorali dei partiti. Su tecnologia e digitale i partiti spendono poche parole. I partiti pro e quelli contrari al ritorno del nucleare in Italia. Dalla stop alla legge Fornero alle minime, sulle pensioni i partiti si muovono. Quali sono le proposte dei partiti sull&#8217;immigrazione. Nei programmi dei partiti la parola mafia non c&#8217;\u00e8 mai, sui diritti civili i programmi dei partiti sono ai poli opposti, ma le strategie per raggiungere questi obiettivi non sono molto chiare, le idee sono confuse e le risorse per finanziarle meno chiare<\/strong>.<\/p>\n<p>SECONDO L\u2019ULTIMO RAPPORTO DELL\u2019ISTAT, che fa riferimento al 2021, in Italia ci sono 1,9 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui che vivono in condizione di povert\u00e0 assoluta, ovvero che non si possono permettere le spese minime per condurre una vita accettabile basandosi su un paniere di beni considerati essenziali dall\u2019ente. Si tratta, rispettivamente, del 7,5% e del 9,4% del totale. \u00c8 un leggero miglioramento rispetto al 2020, anno in cui per entrambi i dati si sono registrati i massimi storici, rispettivamente il 7,7% e il 9,4%. Evidentemente non un miglioramento sufficiente. \u00c8 un dato ancora pi\u00f9 significativo se ne si analizza la composizione. Per esempio, la povert\u00e0 assoluta \u00e8 relativamente pi\u00f9 diffusa al sud (10,0%) che al nord (6,7%). Riguarda di pi\u00f9 i minori che gli adulti, dato che il 14,2% degli individui che hanno meno di diciotto anni \u2013 per un totale di 1,4 milioni di individui \u2013 vivono in condizioni di povert\u00e0 assoluta, mentre la condizione interessa \u201csolo\u201d il 5,3% degli over 65. Riguarda di pi\u00f9 gli stranieri residenti (32,4%) che gli italiani (7,2%). Riguarda di pi\u00f9 le famiglie numerose che quelle meno numerose.<br \/>\nLa crisi economica data dalla pandemia pandemia ha indubbiamente contribuito ad accrescere questi dati, tant\u2019\u00e8 che le famiglie in condizione di povert\u00e0 assoluta nel 2019 erano 1,7 milioni \u2013 ovvero il 6,4% del totale \u2013 e gli individui 4,6 milioni \u2013 il 7,7% del totale \u2013 ma a maggior ragione, in un momento di crisi come questo, il governo che si former\u00e0 in seguito alle elezioni del 25 settembre dovr\u00e0 intervenire adeguatamente sul tema. Negli ultimi anni, la politica non \u00e8 evidentemente stata in grado di intervenire adeguatamente. Basti pensare che nel 2005 gli individui in povert\u00e0 assoluta rappresentavano circa il 3,4% del totale, ovvero tre volte in meno rispetto a oggi.<br \/>\nRicordo tutti l\u2019esultanza dell\u2019allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio nel 2018, quando all\u2019approvazione del reddito di cittadinanza pronunci\u00f2 la fatidica frase: \u201cABBIAMO ABOLITO LA POVERT\u00c0\u201d. Quattro anni dopo, Di Maio \u00e8 ministro degli Esteri e non \u00e8 neanche pi\u00f9 nel Movimento 5 Stelle che tanto aveva spinto per introdurre il sussidio e che ancora oggi ne difende l\u2019efficacia, e la lotta alla povert\u00e0 pare appena cominciata. Il reddito di cittadinanza \u00e8 ancora in vigore, e nei rispettivi programmi elettorali tutti i partiti ne parlano.<br \/>\nChi di rafforzarlo, chi di cambiarlo, chi di sostituirlo. \u00c8 per\u00f2 solo una delle misure su cui un futuro governo dovr\u00e0 intervenire nella lotta alla povert\u00e0.<\/p>\n<p>CENTRO e SINISTRA. VEDIAMO COS\u2019ALTRO C\u2019\u00c8.<\/p>\n<p>PARTITO DEMOCRATICO<br \/>\nPi\u00f9 esplicito il tema nel programma del Pd, che lo inserisce nel secondo pilastro della propria visione del paese, denominata \u201clavoro, conoscenza e giustizia sociale\u201d. Si parla di lavoro sommerso, di lavoro discontinuo e di lavoro nero, tutte forme di lavoro che vanno a creare una disuguaglianza economica \u201cradicata, diffusa e inaccettabile. \u00c8 poi trattata la tematica della povert\u00e0 tra i bambini, in maniera piuttosto diretta: \u201cNon possiamo accettare 3,6 milioni di bambini e ragazzi in povert\u00e0 su un totale di 9,2 milioni di minori. \u00c8 povert\u00e0 materiale ed \u00e8 esclusione da diritti e opportunit\u00e0 che mina anche ogni futura crescita\u201d. La fonte di questo dato non viene citata, ma \u00e8 probabile si riferisca alla povert\u00e0 relativa e non alla povert\u00e0 assoluta, che si assesta su 1,7 milioni. Un dato comunque altissimo.<br \/>\nTra le proposte, ci sono un salario minimo contrattuale legale di 9 euro lordi orari nei settori a pi\u00f9 alta incidenza di povert\u00e0 relativa, il completamento del reddito di cittadinanza con un nuovo meccanismo di integrazione pubblica alla retribuzione in favore dei lavoratori e delle lavoratrici a basso reddito, la creazione di 500mila alloggi popolari nei prossimi dieci anni tramite interventi di rigenerazione urbana. Si parla poi di miglioramento dell\u2019assegno unico e universale \u2013 anche qui senza che la tale miglioramento sia meglio descritto \u2013 e di strumenti di sostegno che aiutino a combattere la povert\u00e0 alimentare, specialmente tra i pi\u00f9 piccoli. Tra questi, mense gratuite, filiere alimentari pi\u00f9 efficienti e redistribuzione dei prodotti a rischio spreco. Una grossa sezione \u00e8 infine dedicata alla parit\u00e0 salariale tra uomini e donne, che \u00e8 diventata legge nel 2021 \u2013 un successo che il Pd rivendica esplicitamente \u2013 ma su cui bisogna fare ancora di pi\u00f9. Nel complesso, ci sono anche qui elementi che vanno sicuramente chiariti, ma si tratta di un programma che comporta un livello di spesa che non appare proibitivo. Pertanto, un programma che almeno sulla carte appare fiscalmente pi\u00f9 sostenibili di tanti altri.<\/p>\n<p>VERDI e SINISTRA ITALIANA<br \/>\nPi\u00f9 spazio \u00e8 dato al tema dal programma congiunto dei movimenti guidati rispettivamente da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La povert\u00e0 \u00e8 citata diverse volte in diversi punti. In primo luogo, il divario salariale e lavorativo che ancora vige tra uomini e donne. A tale proposito si parla di \u201cadozione di un piano straordinario per l\u2019occupazione femminile e politiche e misure efficaci per le imprese femminili\u201d, interventi contro \u201cla disparit\u00e0 economica\u201d tra uomini e donne e un congedo di maternit\u00e0 obbligatorio retribuito al 100% per almeno due mesi prima la data del parto, pi\u00f9 sei dopo. Nel capitolo 8, dedicato al lavoro, si parla di salario minimo di 10 euro lordi al mese, definito \u201cil prezzo della dignit\u00e0\u201d e di una lotta alla precariet\u00e0 condotta tramite l\u2019incentivazione di contratti a tempo indeterminato offrendo agevolazioni. Si parla poi di pensioni minime di 1000 euro, senza spiegare come si intende arrivarci. Pi\u00f9 avanti, nel capitolo 9, intitolato L\u2019Italia giusta, si parla di un\u2019imposta patrimoniale unica e progressiva che gravi sull\u2019insieme di tutti i beni mobili e immobili, che aumenti la redistribuzione in favore dei pi\u00f9 poveri. Nello stesso capitolo, si parla di un innalzamento a 12mila euro della quota del reddito esente da imposte. Anche in questo caso, mancano dettagli sulle coperture di queste misure.<\/p>\n<p>PI\u00d9 EUROPA<br \/>\nIl tema non viene praticamente mai citato esplicitamente nel programma dello schieramento guidato da Emma Bonino. Si parla di povert\u00e0 solamente in relazione al fenomeno dell\u2019immigrazione, quando si propone di operare \u201cuna pi\u00f9 ampia e rafforzata cooperazione con i paesi del Mediterraneo\u201d al fine di trovare un quadro condiviso di aiuto e cooperazione stanziando entro il 2030 lo 0,70% del reddito nazionale lordo a favore dei partenariati per lo sviluppo e l\u2019eradicazione della povert\u00e0. Ci sono poi diverse altre misure che vanno a toccare il tema pi\u00f9 o meno direttamente, ma raramente con precisione. Si parla di una riforma del reddito di cittadinanza \u201cnella direzione indicata dal governo Draghi\u201d, senza che venga chiarito cosa questo significhi. Si parla di salario minimo mobile, \u201cdefinito in accordo tra le parti sociali e sulla base dei settori produttivi\u201d. C\u2019\u00e8 menzione di una riforma fiscale che incentivi il lavoro femminile. Quindi, non molte idee concrete ed esplicite sul tema.<\/p>\n<p>POSSIBILE<br \/>\nLo schieramento di Giuseppe Civati fa del tema uno dei suoi cavalli di battaglia insieme alla crisi climatica, la discriminazione, le disuguaglianze e l\u2019ingiustizia. A tale scopo, sono diverse le proposte messe in campo. In primo luogo, nel capitolo dedicato alla dignit\u00e0 al lavoro, si parla di salario minimo, che Possibile definisce \u201cuna materia da maneggiare con cura\u201d dati i potenziali effetti avversi di un\u2019implementazione poco attenta, chiedendo \u2013 con tono anche un po\u2019 polemico \u2013 \u201cpossiamo parlare di salario minimo legale senza buttare la proposta nella discarica delle promesse elettorali?\u201d. La visione del salario minimo di Possibile non ha infatti a che vedere con la cifra che andrebbe a fissare \u2013 che \u00e8 poi individuata a 8,5 euro l\u2019ora \u2013 ma \u00e8 pi\u00f9 un fatto di percezione. Secondo quanto si legge del testo, \u201cse lavoratori e lavoratrici sapessero di essere pagati meno del minimo legale, allora sarebbe pi\u00f9 evidente la loro condizione di sfruttamento\u201d. Il solo fatto di avere un salario minimo, indipendentemente dalla cifra su cui si va ad assestare, sarebbe un deterrente efficace contro il lavoro nero. Si parla poi di una riduzione del cuneo fiscale per tre anni e \u201ccon criterio inversamente proporzionale al reddito\u201d, in modo da andare a favorire le retribuzioni pi\u00f9 basse a discapito di quelle pi\u00f9 alte.<br \/>\nSi parla poi di un\u2019elaborata riforma del reddito di cittadinanza, che allarghi il sussidio anche a chi non abbia la cittadinanza italiana ma i requisiti economici per riceverlo, coinvolga i servizi sociali comunali piuttosto che solo i centri di impiego nelle ricerche delle offerte di lavoro congrue, aggiunga un criterio di progressivit\u00e0 al sussidio in base alla composizione numerica del nucleo familiare e riveda i criteri di congruit\u00e0 delle offerte di lavoro.<br \/>\nInfine, in una sezione indicativamente denominata Tax the rich, viene ribadito, secondo dati forniti dalla Banca d\u2019Italia, il 50% delle famiglie pi\u00f9 povere detiene l\u20198,3% del patrimonio netto, mentre il 7% pi\u00f9 ricco detiene il 50% di tutta la ricchezza. A tale scopo, vengono proposti una serie di interventi fiscali volti ad aumentare le imposte per i pi\u00f9 ricchi e reinvestirli a favore dei pi\u00f9 poveri. \u00c8 un programma ambizioso, ma indubbiamente dettagliato e in apparenza pi\u00f9 curato di molti di altri.<\/p>\n<p>UNIONE POPOLARE<br \/>\nAbbastanza presente il tema, seppure in termini piuttosto vaghi, anche nel programma del movimento guidato dall\u2019ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che intitola il secondo capitolo \u201clottare per la sicurezza economica e contro la povert\u00e0\u201d. Si parla di tassare gli extra profitti delle aziende energetiche per aiutare le famiglie, innalzare il reddito di cittadinanza da 780 a 1.000 euro al mese, costruire 500mila alloggi popolari e aumentare le pensioni minime a 1.000 euro al mese. Nessuna di queste misure viene per\u00f2 approfondita.<\/p>\n<p>5S. VEDIAMO COS\u2019ALTRO C\u2019\u00c8<br \/>\nMOVIMENTO 5 STELLE<br \/>\nIl tema non \u00e8 toccato esplicitamente nel programmo del movimento guidato da Giuseppe Conte, ma \u00e8 intrinseco in diverse delle misure che vengono proposte. Si parla di un salario minimo di nove euro lordi l\u2019ora \u201cper dire stop alle paghe da fame e dare dignit\u00e0 ai lavoratori che oggi percepiscono di meno\u201d e di abolizione di stage e tirocini gratuiti, definiti \u201cstrumento di sfruttamento della manodopera\u201d. Si parla del rafforzamento del reddito di cittadinanza \u2013 fin dagli inizi un caposaldo del movimento, che l\u2019ha introdotto nel 2019 come una misura per \u201cabolire la povert\u00e0\u201d \u2013 per rendere il sistema \u201cpi\u00f9 efficiente\u201d. Si parla di una cessione di crediti fiscali strutturale che metta a disposizione delle famiglie \u201cingente liquidit\u00e0\u201d e dia accesso a diverse agevolazioni. Viene infine dato spazio alla parit\u00e0 salariale tra uomini e donne; il movimento pone come obiettivo \u201cper fare in modo che di fronte alle stesse qualifiche e alle stesse mansioni le donne abbiano una retribuzione reale non inferiore a quella degli uomini\u201d. Si vuole quindi intervenire per ovviare alla relativa povert\u00e0 delle donne rispetto agli uomini. Nessuna di queste proposte viene per\u00f2 approfondita, n\u00e9 rispetto al modo in cui verr\u00e0 implementata n\u00e9 rispetto a eventuali costi e finanziamenti per coprirli.<\/p>\n<p>ITALIA VIVA E AZIONE .VEDIAMO COS\u2019ALTRO C\u2019\u00c8.<br \/>\nUn po\u2019 pi\u00f9 scarno lo spazio che trova il tema invece nel programma congiunto dei partiti guidati rispettivamente da Matteo Renzi e Carlo Calenda. Anche qui non c\u2019\u00e8 una sezione dedicata, ma proposte singole in sezioni diverse che vanno a toccare il tema pi\u00f9 o meno direttamente. Nella sezione dedicata al lavoro, si parla di un salario minimo, a cui non venga data un valore monetario specifico ma che garantisca \u201ca tutti i lavoratori una retribuzione dignitosa deve passare attraverso una serie di azioni condivise con le parti sociali\u201d. Si propone successivamente di riformare il reddito di cittadinanza, che secondo il programma \u201csi \u00e8 dimostrato non sufficientemente incisivo nella lotta contro la povert\u00e0\u201d, dato che \u2013 secondo fonti che il programma non va a citare \u2013 il 56 per cento delle famiglie in condizione di povert\u00e0 assoluta non lo riceve, mentre il 36 per cento dei percettori risulterebbe sopra la soglia di povert\u00e0 assoluta. Si propone quindi di togliere il sussidio dopo il primo di un\u2019offerta di lavoro congrua e che ci sia un limite temporale di due anni per trovare un\u2019occupazione. L\u2019idea \u00e8 di incentivare un\u2019occupazione economicamente stabile esclusivamente a chi ne ha bisogno. Pi\u00f9 avanti nel testo, nella sezione dedicata all\u2019agricoltura, si parla poi di aiuti alimentari, ma in termini piuttosto vaghi. L\u2019idea \u00e8 di \u201cpotenziare e stabilizzare le risorse del fondo aiuti alimentari nato per sostenere i comparti agricoli in crisi e le attivit\u00e0 del terzo settore impegnate sul fronte della povert\u00e0 alimentare\u201d. Non vengono forniti ulteriori dettagli.<\/p>\n<p>CENTRO DESTRA. VEDIAMO COS\u2019ALTRO C\u2019\u00c8.<br \/>\nIl programma congiunto della coalizione del centrodestra non dedica al tema una sezione specifica, ma ci sono alcune proposte che vanno a contrastare la povert\u00e0. Nel quinto capitolo, dedicato al sostegno alla famiglia e alla natalit\u00e0, si parla di \u201caumento dell\u2019assegno unico e universale\u201d, ovvero il sostegno economico per le famiglie con figli a carico che viene attribuito a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al ventunesimo anno di et\u00e0. Non viene detto di quanto. Nella stessa sezione si parla di agevolazioni per l\u2019accesso al mutuo per l&#8217;acquisto della prima casa per le giovani coppie, per salvaguardare le prospettive economiche delle famiglie. Nel nono capitolo, dedicato allo stato sociale e sostegno ai bisognosi. Inoltre \u00e8 prevista una \u201csostituzione dell&#8217;attuale reddito di cittadinanza con misure pi\u00f9 efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro\u201d, che per\u00f2 non vengono meglio chiarite. Si parla anche di un innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidit\u00e0, ma non \u00e8 chiaro di quanto e come si intenda finanziarle. Si menzionano, infine, \u201cmaggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilit\u00e0 grave\u201d, che anche in questo caso non vengono approfondite e con quale risorse per attuarle.<\/p>\n<p>LEGA<br \/>\nAnche il partito guidato da Matteo Salvini \u2013 che \u00e8 poi quello che finora ha presentato il programma pi\u00f9 lungo e articolato \u2013 non dedica esplicitamente una sezione alla lotta alla povert\u00e0. Il tema \u00e8 tuttavia intrinseco in diverse delle proposte. Nella sezione dedicata alla casa, si propone di \u201cavviare una revisione della tassa sulla propriet\u00e0 degli immobili al fine di abbassarne progressivamente il carico\u201d. Nel capitolo dedicato a famiglia e natalit\u00e0, si parla di diverse agevolazioni pensate per facilitare la creazione di nuclei famigliari. Tra questi, un potenziamento del supporto alla maternit\u00e0 tramite \u201cprestiti agevolati per l\u2019autonomia di famiglie sotto la soglia di povert\u00e0\u201d. Abbassare le tasse e offrire incentivi e agevolazioni \u00e8 ovviamente un buon modo per combattere la povert\u00e0, ma non \u00e8 chiaro come il Carroccio intenda rientrare nei costi. Nella sezione dedicata alle politiche sociali e all\u2019inclusione \u2013 presentata con la frase \u201cil lavoro \u00e8 la vera arma contro la povert\u00e0\u201d \u2013 si parla di una riforma del reddito di cittadinanza che dia \u201cmaggior peso al quoziente familiare, rimodulando gli importi in funzione delle differenti soglie di povert\u00e0 assoluta\u201d.<\/p>\n<p>FORZA ITALIA<br \/>\nSeppure non ne \u00e8 la colonna portante, il tema trova spazio anche nel partito guidato da Silvio Berlusconi, perlopi\u00f9 sotto forma di tagli. Si parla di taglio del cuneo fiscale per un costo totale di 16 miliardi di euro, 10,7 miliardi dei quali andrebbero nelle tasche dei lavoratori tramite una mensilit\u00e0 in pi\u00f9 all\u2019anno. Si parla di tagli delle tasse, sia sul reddito fino ai 13.000 euro che sulla successione e donazione, sulla casa, sui capitali, tagli dell\u2019Iva sui prodotti di prima necessit\u00e0. Tuttavia, se per il cuneo fiscale il programma dimostra trasparenza sulla spesa di tale misura, per questi tagli alle tasse non viene spiegato come si intenda rientrare nei costi. Nella sezione dedicata ai giovani, si parla di salario e stipendio minimo di 1.000 euro per apprendistato, praticantato e lavoro a tempo determinato e pensioni minime di 1.000 euro per 13 mensilit\u00e0 all\u2019anno, di nuova senza che si parli di come arrivarci.<\/p>\n<p>FRATELLI D\u2019ITALIA<br \/>\nAnche se il termine \u201cpovert\u00e0\u201d compare solamente una volta nel programma del partito guidato da Giorgia Meloni \u2013 quando nella premesso viene detto che \u201cil tasso di povert\u00e0 ha raggiunto livelli inaccettabili\u201d \u2013 il tema viene citato indirettamente pi\u00f9 volte. Le misure con cui si intende intervenire hanno tuttavia l\u2019aria di essere piuttosto vaghe. Si parla di un aumento dell\u2019assegno unico e universale fino a 300 euro al mese per il primo anno di vita di ogni figlio e fino a 260 euro dal secondo anno di vita fino ai diciott\u2019anni. Nel sesto capitolo, denominato \u201cSostenere la dignit\u00e0 del lavoro\u201d, vengono menzionati un ampliamento dell\u2019applicazione del Ccnl per garantire salario etico e tutele. Nel nono capitolo, Per un vero Stato sociale che non dimentichi nessuno, si parla di una nuova indennit\u00e0 di disoccupazione per gli autonomi e di un nuovo strumento che vada a sostituire il reddito di cittadinanza e tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico. Sono proposte che testimoniano attenzione al tema, ma in mancanza di approfondimenti che il partito promette arriveranno nei prossimi giorni \u00e8 tutto ancora molto vago e confuso.<\/p>\n<p>ITALEXIT<br \/>\nIl tema non viene citato esplicitamente, ma nella vera e propria rivoluzione socio-economica proposta dal partito di Gianluigi Paragone vengono menzionate alcune misure che andrebbero indirettamente a contrastare la povert\u00e0. In primo luogo, nella sezione dedicata al fisco, viene enunciato che con l\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019eurozona \u2013 che \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta del movimento \u2013 saranno applicate le aliquote fiscali in uso oggi in Irlanda e Lussemburgo, che nell\u2019Unione europea sono note per essere paradisi fiscali. Ci\u00f2 andrebbe a influire anche sugli stipendi netti dei cittadini. A tale scopo si parla anche del taglio del cuneo fiscale. Non viene specificato come tale completa rivoluzione del sistema economico sar\u00e0 resa fiscalmente sostenibile. Sul reddito di cittadinanza, il programma dice che \u201csar\u00e0 trasformato in una misura che limiti il disagio sociale ma che non si trasformi in una sorta di regalia per chi non vuole lavorare\u201d. A tale scopo, il programma sentenzia che \u201cchi riceve il reddito di cittadinanza dovr\u00e0 sempre rendersi disponibile a lavorare appena viene chiamato, anche con 24 ore di preavviso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Alessandro Calvi*: LA GIUSTIZIA \u00c8 LA GRANDE ASSENTE DI QUESTE ELEZIONI LA GIUSTIZIA E LE QUESTIONI CHE SI POTREBBERO APRIRE DOPO IL VOTO, PER QUANTO GRAVI, NON PAIONO INTERESSANTI. EPPURE QUESTA VOLTA LA DESTRA POTREBBE FARE TUTTO CI\u00d2 CHE NON RIUSC\u00cc A SILVIO BERLUSCONI. LA DESTRA POTREBBE RIUSCIRE A PORTARE A TERMINE IL PROGETTO AVVIATO DA SILVIO BERLUSCO<\/strong><\/p>\n<p>Giulia Bongiorno dice di credere nella giustizia e nell\u2019imparzialit\u00e0 dei magistrati. Tuttavia spiega che \u201cil timore di qualche azione sconsiderata da parte di magistrati politicizzati c\u2019\u00e8 sempre\u201d. La senatrice della Lega si accoda cos\u00ec ai molti che in queste settimane si sono riferiti all\u2019eventualit\u00e0 di un incidente giudiziario \u2013 magari l\u2019apertura di un\u2019inchiesta o l\u2019invio di un avviso di garanzia \u2013 che potrebbe danneggiare la destra prima del voto.<br \/>\nPrima di lei, a evocare questo rischio erano stati, tra gli altri, anche Ignazio La Russa e Guido Crosetto entrambi di Fratelli d\u2019Italia, e il direttore di Libero Alessandro Sallusti, nel corso di una campagna elettorale che, tra dossier, carte dei servizi segreti e insulti, \u00e8 tra le pi\u00f9 velenose e opache che si ricordino.<\/p>\n<p>Le parole di Bongiorno colpiscono per\u00f2 in maniera particolare. Per la sua storia politica e professionale, certo, ma soprattutto perch\u00e9, in caso di vittoria elettorale della destra, proprio lei potrebbe diventare ministra della giustizia. Questo, almeno, \u00e8 il desiderio espresso dal leader della Lega Matteo Salvini. L\u2019altro nome che sta circolando per quell\u2019incarico \u00e8 quello di Carlo Nordio, ex procuratore di Venezia ora in pensione, candidato con Fratelli d\u2019Italia.<br \/>\nQuello in corso tra i due \u00e8 quasi un derby, giocato anche a suon di interviste ai giornali. Soltanto nell\u2019ultima settimana di agosto sono ben quattro quelle di Nordio: a Quotidiano Nazionale, Corriere del Veneto, Stampa e Repubblica. Un\u2019altra l\u2019aveva concessa al quotidiano Domani qualche giorno prima.<\/p>\n<p>\u00c8 LA PRIMA VOLTA CHE ACCADE DALL\u2019EPOCA DI TANGENTOPOLI E DELLE INCHIESTE DI MANI PULITE<\/p>\n<p>Dice Nordio che la politica deve riappropriarsi del proprio ruolo, legittimato dal voto popolare, e smettere di essere, \u201ccom\u2019\u00e8 da trent\u2019anni, subalterna alla magistratura\u201d. Ed ecco, allora, la proposta di reintrodurre l\u2019immunit\u00e0 parlamentare. O quella di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, e di \u201cuna revisione totale delle funzioni e dei poteri del Pm\u201d.<br \/>\nE poi molto altro ancora: dalla inappellabilit\u00e0 delle sentenze di assoluzione in primo grado fino all\u2019eliminazione del reato di abuso d\u2019ufficio. Un programma di governo, appunto. O il completamento di un \u201cprogetto berlusconiano iniziato anni fa\u201d, come ha detto invece l\u2019ex presidente dell\u2019associazione nazionale magistrati Eugenio Albamonte.<br \/>\nE anche Bongiorno ha commentato negativamente le parole di Nordio, in particolare la proposta sull\u2019immunit\u00e0 parlamentare, spiegando che \u201cil tema non \u00e8 nel programma del centrodestra, tantomeno in quello della Lega\u201d. \u00c8 \u201cmeglio pensare ai cittadini prima che ai parlamentari\u201d, ha concluso. Politicamente somiglia a uno schiaffo.<br \/>\nCome \u00e8 evidente, una presenza sottintesa ma incombente in molti di questi ragionamenti \u00e8 quella di Silvio Berlusconi, il quale \u00e8 tornato spesso sulla giustizia in queste settimane, ripescando per\u00f2 vecchie idee, e senza troppa convinzione, come in una stanca riproposizione di un copione messo in scena gi\u00e0 trent\u2019anni fa. Ma quello era un altro mondo.<\/p>\n<p>UN RIEQUILIBRIO FORZATO<br \/>\nE il punto probabilmente \u00e8 proprio questo: al di l\u00e0 di qualche personalismo, come pare essere il duello Nordio-Bongiorno, la giustizia finora \u00e8 stata quasi del tutto assente dalla campagna elettorale, ed \u00e8 la prima volta che accade dall\u2019epoca di Tangentopoli e delle inchieste contro la corruzione passate alla storia con il nome di Mani pulite.<\/p>\n<p>Da un certo punto di vista, non \u00e8 necessariamente un male per il paese. Non lo \u00e8 soprattutto se si considera come in questi ultimi trent\u2019anni le questioni relative alla giustizia abbiano monopolizzato il dibattito pubblico, soffocandolo per lo pi\u00f9 tra le cosiddette leggi ad personam inseguite dalla destra per evitare a Silvio Berlusconi qualche guaio giudiziario, e la risposta di stampo giustizialista del centrosinistra.<br \/>\nPer non dire di un potere giudiziario al quale, a partire dagli anni novanta del novecento, una parte del mondo politico e della societ\u00e0 ha delegato un ruolo di moralizzazione che per\u00f2 non ha riscontro nelle leggi e nella costituzione. Quel ruolo si \u00e8 poi dissolto tra gli scandali che recentemente hanno travolto la magistratura, riducendola a una condizione paragonabile a quella in cui si trovarono i partiti della prima repubblica coinvolti nelle inchieste giudiziarie sulla corruzione.<\/p>\n<p>E forse anche questo riequilibrio forzato tra poteri, sebbene orientato al ribasso e dovuto a un forte calo di autorevolezza sia delle forze politiche sia della magistratura, ha contribuito a far uscire la giustizia dalla campagna elettorale, o quanto meno a raffreddare i toni.<\/p>\n<p>\u00c8 molto significativo in questo senso anche il fatto che Silvio Berlusconi in una lunga intervista rilasciata di recente al Corriere della Sera non abbia mai pronunciato la parola \u201cgiustizia\u201d, n\u00e9 abbia dedicato un pensiero al tema, neppure per scagliarsi contro quella parte di magistrati che da sempre ritiene politicizzata. Perfino alla domanda sul lascito politico dei suoi governi ha risposto con un lungo elenco nel quale ha incluso gli argomenti pi\u00f9 disparati, dalla abolizione della leva obbligatoria alla legge contro il fumo, tranne la giustizia.<\/p>\n<p>\u00c8 insomma come se fosse finita un\u2019epoca. D\u2019altra parte, perfino i magistrati sembrano condividere la stessa stanchezza. Tra i candidati alle elezioni non ci sono magistrati attualmente in attivit\u00e0. Un po\u2019 perch\u00e9, come scrive Liana Milella su Repubblica, \u201cla legge Cartabia-Bonafede vieta per sempre il ritorno attivo in magistratura una volta che l\u2019incarico \u00e8 terminato\u201d. E un po\u2019 perch\u00e9 \u201csi \u00e8 dissolto il mito del magistrato che appende temporaneamente al chiodo la toga per tuffarsi nella politica\u201d.<\/p>\n<p>COLLEZIONE DI TOGHE<br \/>\nNelle liste ci sono invece magistrati gi\u00e0 in pensione. C\u2019\u00e8 Nordio, come detto. E ci sono alcuni ex magistrati con una lunga esperienza di lavoro sulla criminalit\u00e0 organizzata come l\u2019ex procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, o l\u2019ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, entrambi candidati dal Movimento 5 stelle. De Raho, peraltro, segue la strada gi\u00e0 battuta dai suoi predecessori Piero Grasso e Franco Roberti, anch\u2019essi al vertice della procura nazionale antimafia e candidati dopo essere andati in pensione.<br \/>\nE questa \u201ccollezione elettorale di toghe\u201d, come l\u2019ha definita Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, insieme alla \u201cinfornata di condannati definitivi che nel disinteresse generale sta per affollare le liste della destra\u201d, mostra \u201cche le urne del 25 settembre gi\u00e0 propongono un risultato: la sostanziale irrilevanza del tema giustizia, e il suo declassamento a puro paesaggio, fondaco di dispute collaterali\u201d.<br \/>\nE dire che di temi invece ce ne sarebbero. Al di l\u00e0 dei dibattiti sulle grandi riforme, basta ricordare l\u2019allarme lanciato proprio in questi giorni dal vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) David Ermini secondo cui \u201csiamo a corto di giudici e lo saremo fino al 2024, quindi prepariamoci ad affrontare un\u2019emergenza grave\u201d.<\/p>\n<p>IL PARTITO DEMOCRATICO SI \u00c8 INCANTATO SUL PERICOLO DEL RITORNO DEL FASCISMO, NON CONSIDERANDO ALTRI TEMI<br \/>\nO che, per spostarsi sul piano politico, il risultato elettorale del voto del 25 settembre, se le attuali previsioni si rivelassero esatte, potrebbe consentire alla destra \u2013 come segnalato dai quotidiani Avvenire e Manifesto \u2013 una maggioranza tale da poter cambiare la costituzione senza la necessit\u00e0 di sottoporre a referendum le modifiche, ma anche di nominare in solitudine i membri laici del Csm e i giudici della corte costituzionale per la quota che spetta alle camere.<br \/>\nSi tratta di organi che occupano una posizione di estrema importanza nell\u2019architettura istituzionale: il Csm perch\u00e9 governa il sistema giudiziario, la consulta perch\u00e9 \u00e8 il massimo organo di garanzia del sistema istituzionale.<br \/>\nCi\u00f2 significa che questa volta la destra potrebbe fare tutto ci\u00f2 che a Berlusconi non riusc\u00ec, avendo lui trovato negli anni nei quali era al governo un muro insormontabile a tutela delle istituzioni e della costituzione rappresentato proprio dalla garanzia offerta dalla corte costituzionale.<br \/>\nEppure, la giustizia e le questioni aperte o che si potrebbero aprire dopo il voto, per quanto gravi, evidentemente non sembrano pi\u00f9 cos\u00ec importanti. La propaganda elettorale del Partito democratico pare essersi incantata sul pericolo del ritorno del fascismo, senza considerare altri temi. La destra resta in silenzio e, se le cose andranno come dicono i sondaggi, ringrazier\u00e0.<br \/>\n*(fonte L\u2019Essenziale : Alessandro Calvi, \u00c8 un giornalista italiano. Ha scritto per il Riformista e il Messaggero.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Enrico Zanon *: COME SI VOTA ALL&#8217;ESTERO. Spero qui di fornire alcune indicazioni utili. Come si vota all&#8217;estero: Con una penna blu o nera si segna una croce sul simbolo (del PD) e si possono scrivere i cognomi di un candidato per il Senato e di 2 candidati per la Camera.<\/strong><br \/>\nE&#8217; vietato il voto disgiunto: non si vota un partito e il candidato di un altro.<\/p>\n<p>Chi viene eletto:<br \/>\nPer il Senato chi prende pi\u00f9 preferenze per il partito pi\u00f9 votato.<br \/>\nPer la Camera chi prende pi\u00f9 preferenze per i primi due partiti pi\u00f9 votati.<br \/>\nQuindi il sistema elettorale all&#8217;estero \u00e8 completamente diverso da quello in Italia (chiamato Rosatellum) di cui trovate molte spiegazioni su internet.<\/p>\n<p>Scadenze: entro una settimana arriver\u00e0 a casa il plico elettorale. La scheda votata deve pervenire al Consolato entro il 22 settembre alle ore 4pm. Quindi, votate subito, non indugiate! Se non doveste ricevere il plico entro luned\u00ec 12, chiedete un duplicato secondo le istruzioni che trovate a questo link: https:\/\/consnewyork.esteri.it\/consolato_newyork\/it\/la_comunicazione\/dal_consolato\/2022\/09\/elezioni-politiche-2022-rilascio.html<\/p>\n<p>NOTIZIE DAI CANDIDATI<br \/>\nper la Camera:<br \/>\nChristian Di Sanzo (https:\/\/www.christiandisanzo.com\/): \u00e8 in visita a New York questa settimana e invita ad un aperitivo per domani, 7 settembre alle ore 6:30pm presso Treadwell Park (birreria su 1a avenue e 62nd street)<br \/>\nGianluca Galletto (https:\/\/www.gianlucagalletto.com\/), si \u00e8 presentato con questa email: clicca qui<br \/>\nMichela Di Marco ha aperto questo suo sito: https:\/\/micheladimarco.com\/<br \/>\nVera Rosati: pu\u00f2 essere seguita sulla sua pagina Facebook: https:\/\/www.facebook.com\/vera.rosati<br \/>\nper il Senato:<br \/>\nFrancesca La Marca ha il suo sito a questo link: https:\/\/francescalamarca.com\/<br \/>\nPasquale Nestico ha aperto il sito https:\/\/www.pasqualenestico.com\/<\/p>\n<p>Si segnala infine che La Voce di New York, in collaborazione con il Comites, ha invitato tutti 29 i candidati di tutte le liste ad un dibattito da tenersi venerd\u00ec 9 settembre alle ore 3pm presso il Calandra Institute all&#8217;indirizzo 25 West 43rd Street,17\u00b0 piano).<\/p>\n<p>Per qualsiasi richiesta, dubbio e proposta, non esitate a scriverci!<br \/>\n*( Enrico Zanon, Circolo PD New York)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Franco Tirelli *: SE ACERCAN LAS ELECCIONES. AQUI ESTAN LOS CANDIDATOS MAIE EN SUDAMERICA. HOY TE PRESENTO A . Se acercan las elecciones. Aqui estan los candidatos MAIE en Sudamerica. Llego la hora de apoyar el unico Movimiento de italianos en el exterior presente en todo el planeta. Adelante MAIE\u203c<\/strong><strong><br \/>\nJuntos podemos cambiar las cosas de verdad, podemos hacer que mejoren los servicios consulares, para que renovar un pasaporte ya no sea una misi\u00f3n imposible, para que no sea tan dif\u00edcil obtener un turno para la ciudadan\u00eda o para cualquier otro servicio.<\/strong><\/p>\n<p>En poco tiempo recibir\u00e1s el sobre para votar por nuestros representantes en el Parlamento Italiano. Te invito a apoyar a nuestros candidatos Claudio Zin, Luis Molossi, Nello Collevecchio, Franco Tirelli para la C\u00e1mara de Diputados y Luciana Laspro y Mario Borghese para el Senado.<br \/>\nHoy te presentamos a nuestro candidato para la C\u00e1mara de Diputados<\/p>\n<p>Hola, soy Franco Tirelli, soy abogado y nac\u00ed en Rosario. Me cas\u00e9 con Marisa Viviana Fanti, con quien tuvimos dos hijos: Octavio y Augusto. Desde mis inicios, mi educaci\u00f3n estuvo vinculada a mi identidad italiana. Curs\u00e9 la escuela primaria y secundaria en la Asociaci\u00f3n Cultural &#8220;Dante Alighieri&#8221; de Rosario y luego me gradu\u00e9 como abogado en la Facultad de Derecho en la Universidad de Rosario. Hoy me dedico a la consultor\u00eda global para empresas e instituciones a trav\u00e9s de diversos cursos tanto en Argentina como en el exterior. Desde 2003 que estoy fuertemente vinculado a la colectividad italiana en el voluntariado, participando en la Comisi\u00f3n de j\u00f3venes del Comites Rosario o como Vicepresidente del Centro Lombardo de Rosario en el 2004.<br \/>\nTambi\u00e9n participe activamente en la Camara de Comercio Italiana de Rosario donde actualmente soy Vicepresidente. En el 2007 fui declarado por el Presidente de la Rep\u00fablica Italiana Cavaliere de la Solidaridad. En el 2015 junto con el MAIE ganamos las elecciones del Comites Rosario donde asum\u00ed como Presidente y renov\u00e9 la presidencia en el 2021. En el 2018 fui designado Coordinador nacional del MAIE Argentina y en junio 2022 Presidente del Intercomites Argentina.<br \/>\nAyudanos a seguir fortaleciendo la comunidad italiana desde el MAIE, los \u00fanicos que defendemos tus derechos y tu ciudadan\u00eda italiana.<\/p>\n<p>LOS 10 PUNTOS PROGRAM\u00c1TICOS del MAIE:<br \/>\nEl Movimiento Asociativo Italianos en el Exterior (MAIE), es un movimiento cultural, social y pol\u00edtico, no privilegia ninguna ideolog\u00eda en particular, sino que representa y defiende el valor de la comunidad italiana en el exterior.<\/p>\n<p>Los principios que gu\u00edan el movimiento son esencialmente tres: la protecci\u00f3n social de los inmigrantes italianos, la promoci\u00f3n de nuestra cultura y nuestra lengua, y la construcci\u00f3n del \u201csistema italiano\u201d en el mundo.<\/p>\n<p>Esta posici\u00f3n ha llevado al MAIE a oponerse a los distintos gobiernos italianos que en los \u00faltimos a\u00f1os han destruido la red consular italiana en el mundo, han violado los derechos de los italianos residentes en el extranjero (introduciendo el impuesto de ciudadan\u00eda y el IMU), han abandonado la nueva emigraci\u00f3n a su destino, han recortado fondos para la promoci\u00f3n de la lengua y la cultura italiana y para las C\u00e1maras de Comercio en el exterior.<\/p>\n<p>EL PROGRAMA DEL MAIE SE RESUME EN DIEZ PUNTOS:<\/p>\n<p>1) RED CONSULAR: M\u00c1S RECURSOS, MENOS DEMORAS.<\/p>\n<p>La red consular es la carta de presentaci\u00f3n de Italia en el mundo. Es necesario encontrar una soluci\u00f3n al estado de cat\u00e1strofe de la red consular, garantizando a cada consulado un n\u00famero adecuado de empleados para asegurar su eficiencia. Los que han gobernado los \u00faltimos a\u00f1os nos han dejado en una situaci\u00f3n ca\u00f3tica e insoportable. Actualmente, para la emisi\u00f3n de un pasaporte o el reconocimiento de una ciudadan\u00eda se requieren a\u00f1os de espera e incluso la imposibilidad de obtener un turno. Es necesario un aumento gradual hasta los 97 millones de euros al a\u00f1o en los fondos que el Estado destina para pagar a las personas que trabajan en los consulados.<\/p>\n<p>Esta cantidad representa solo el 0,0019% del gasto p\u00fablico italiano, es decir, es perfectamente factible. Con m\u00e1s parlamentarios del MAIE, el \u00fanico partido de los italianos en el exterior, tendremos m\u00e1s fuerza para imponer este objetivo fundamental.<\/p>\n<p>2)Ciudadan\u00eda italiana: no al impuesto, s\u00ed a la igualdad de g\u00e9nero en la transmisi\u00f3n de la ciudadan\u00eda.<\/p>\n<p>Eliminar el impuesto a la ciudadan\u00eda: la ley italiana establece que el hijo de un ciudadano italiano es ciudadano por nacimiento. El pago de una tasa de 300 euros, para obtener el reconocimiento de un derecho, es totalmente inconstitucional. En un estado de derecho se exige un canon por la prestaci\u00f3n de un servicio, no por el reconocimiento de un derecho; hacerlo significa transformar nuestro estado en un sistema plutocr\u00e1tico, porque s\u00f3lo quien tiene dinero puede ver reconocido su derecho. El Estado italiano, como tal, debe garantizar los servicios consulares.<\/p>\n<p>Igualdad de g\u00e9nero: eliminar la injusta discriminaci\u00f3n que a\u00fan pesa sobre las mujeres. Muchos hijos de madres italianas, nacidos antes de 1948 (y por lo tanto todos sus descendientes) no pueden acceder hoy a la ciudadan\u00eda italiana, debido a una ley anticuada y discriminatoria de las mujeres que debe ser modificada.<\/p>\n<p>3)Lengua y cultura italiana.<\/p>\n<p>La difusi\u00f3n de la lengua y la cultura italiana es una de las herramientas m\u00e1s eficaces para fortalecer y promover la presencia de Italia en el mundo. Asignar m\u00e1s fondos a este sector, lejos de ser un costo, es una inversi\u00f3n que se traducir\u00e1 en beneficios concretos para Italia. La promoci\u00f3n de la lengua debe ser completa, no s\u00f3lo para los ni\u00f1os y j\u00f3venes en edad escolar, sino tambi\u00e9n para los adultos que, por su origen o por el atractivo cultural de nuestro pa\u00eds, quieran estrechar lazos con Italia.<\/p>\n<p>Es necesario lograr una mayor coordinaci\u00f3n entre los distintos actores del sistema, a trav\u00e9s de un organismo oficial de promoci\u00f3n de la lengua y a trav\u00e9s de la formaci\u00f3n de docentes en el exterior, y el establecimiento en los principales consulados de la figura del Promotor Cultural, que interact\u00faa con asociaciones y organizaciones voluntarias de la comunidad italiana en el extranjero. Tambi\u00e9n es fundamental promover el estudio de la lengua italiana incluso en las escuelas p\u00fablicas extranjeras.<\/p>\n<p>4)C\u00e1maras de Comercio.<\/p>\n<p>Valorizar y fortalecer las C\u00e1maras de Comercio italianas en el exterior, a trav\u00e9s del aumento de fondos y la reforma de las normas que rigen el sistema, debe ser una de las prioridades del gobierno italiano para promover la presencia econ\u00f3mica de Italia en el mundo.<\/p>\n<p>5)Eliminar el IMU.<\/p>\n<p>Los italianos que viven en el extranjero pagan el impuesto IMU de su casa en Italia, debido a que no se considera una &#8220;primera casa&#8221;, una discriminaci\u00f3n injusta que debe remediarse.<\/p>\n<p>6)Promover el intercambio universitario y cient\u00edfico.<\/p>\n<p>En un mundo globalizado, Italia debe promover a\u00fan m\u00e1s su excelente oferta universitaria, promover un sistema de becas para j\u00f3venes de origen italiano para formarse en Italia y promover la cooperaci\u00f3n cient\u00edfica con investigadores de origen italiano.<\/p>\n<p>7)Controlar la inmigraci\u00f3n ilegal y facilitar el retorno de las familias italianas.<\/p>\n<p>La pol\u00edtica migratoria italiana debe dar prioridad a la entrada de familias italianas o personas de origen italiano desde el extranjero y, por otro lado, contrariamente a lo que se ha hecho en los \u00faltimos a\u00f1os, controlar y rechazar la inmigraci\u00f3n ilegal.<\/p>\n<p>8)Asistencia m\u00e9dica en Italia.<\/p>\n<p>Garantizar la atenci\u00f3n m\u00e9dica a los italianos residentes en el extranjero cuando regresen temporalmente a Italia. Los ciudadanos italianos deben tener libre acceso al sistema de salud en Italia incluso si su residencia es en el extranjero.<br \/>\n9)Reapertura de los Consulados y reasignaci\u00f3n de personal.<br \/>\nEn cuanto a la necesidad de fortalecer la red consular, es necesario reabrir los consulados que se han cerrado en los \u00faltimos a\u00f1os y abrir nuevos consulados en territorios con una gran comunidad italiana.<br \/>\n10)Protecci\u00f3n de la nueva movilidad.<br \/>\nLa globalizaci\u00f3n implica movilidad: trabajadores, investigadores, estudiantes, profesionales en busca de oportunidades de trabajo en otros pa\u00edses, que no siempre son de car\u00e1cter definitivo, por lo que muchos j\u00f3venes italianos se van al extranjero, o los italianos nacidos en el extranjero se trasladan temporalmente de su residencia hacia otros pa\u00edses. A esto se suman las migraciones producto de crisis pol\u00edticas o econ\u00f3micas (ej. Venezuela). Es necesario reformar el AIRE (Registro de Italianos Residentes en el Exterior), para combatir este fen\u00f3meno de manera m\u00e1s efectiva y proteger los derechos de los ciudadanos inmigrantes italianos.<br \/>\n*( Franco Tirelli, Candidato MAIE)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Francesca Sibani*: VIVA L\u2019INDIPENDENZA \u00c8 IL NUOVO NUMERO DI INTERNAZIONALE STORIA E RACCONTA LA FINE DEI GRANDI IMPERI COLONIALI ATTRAVERSO COMMENTI, REPORTAGE, ANALISI E CRONACHE DALLA STAMPA INTERNAZIONALE DELL\u2019EPOCA. SI PU\u00d2 COMPRARE IN EDICOLA, IN LIBRERIA, SU AMAZON, IBS, FELTRINELLI, HOEPLI E SUL SITO DI INTERNAZIONALE.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDECOLONIZZARE\u201d \u00c8 UNA PAROLA CHE RICORRE SPESSO DI QUESTI TEMPI. La s\u2019invoca nei contesti pi\u00f9 vari, dall\u2019universit\u00e0 ai musei alla toponomastica, in occasione di proteste e iniziative che promuovono i valori dell\u2019antirazzismo, della giustizia sociale e della parit\u00e0 di genere. Per \u201cdecolonizzare\u201d i leader dei paesi europei presentano scuse tardive, commissionano studi storici o decidono di restituire le opere d\u2019arte trafugate nelle ex colonie.<\/p>\n<p>In tutto questo non stupisce che possa risultare poco chiaro cos\u2019\u00e8 stata, in origine, la \u201cdecolonizzazione\u201d, un termine usato nei libri di storia per descrivere uno dei processi pi\u00f9 importanti del novecento, un processo cos\u00ec ampio e profondo da cambiare in maniera irreversibile l\u2019assetto mondiale.<\/p>\n<p>Nei quarant\u2019anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale i grandi imperi coloniali fondati dalle potenze europee \u2013 Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo \u2013 si sono sgretolati, in alcuni casi sono esplosi, e al loro posto sono nati nuovi stati indipendenti in Asia, in Africa e in America Centrale. Nel 1945 le Nazioni Unite erano formate da 51 paesi, nel 1960 ne contavano 99 e oggi sono 193 (e il comitato per la decolonizzazione dell\u2019Onu ha ancora diciassette dossier da chiudere). In quei decenni alcuni paesi di nuova indipendenza e quelli dove i movimenti di liberazione erano impegnati in dure lotte per scacciare i colonialisti hanno sviluppato la consapevolezza di appartenere a un nuovo schieramento, quello che il demografo francese Alfred Sauvy chiam\u00f2 \u201cterzo mondo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019IMMAGINAZIONE AL POTERE<br \/>\nGli articoli raccolti in questo volume \u2013 che sono stati selezionati per rappresentare una pluralit\u00e0 di voci, in un periodo compreso tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1990 (l\u2019anno in cui fu scarcerato Nelson Mandela in Sudafrica) \u2013 raccontano una serie di processi molto diversi, dall\u2019indipendenza negoziata di India e Pakistan alla lotta armata contro le truppe francesi in Algeria alla metodica preparazione all\u2019autogoverno in Guinea-Bissau. Allo stesso tempo, mostrano che l\u2019indipendenza e la liberazione furono s\u00ec frutto di grandi imprese diplomatiche e militari dei popoli colonizzati, ma anche di un immenso sforzo d\u2019immaginazione, sul piano politico e su quello culturale.<br \/>\nSe da un lato l\u2019abitante del mondo colonizzato, come lamentava lo scrittore tunisino Albert Memmi, non era \u201cun soggetto della storia\u201d ma ne subiva il peso \u201cspesso pi\u00f9 crudelmente degli altri\u201d, dall\u2019altro nelle colonie grandi pensatori e politici carismatici (Gandhi, Kwame Nkrumah, Frantz Fanon, Patrice Lumumba, Am\u00edlcar Cabral) riflettevano sui modelli di stato e di societ\u00e0 da adottare per creare un\u2019alternativa a quello imperialista, basato sullo sfruttamento e sulle gerarchie razziali. Modelli che non sempre hanno dato i risultati sperati, ma che sono la testimonianza di una grande vitalit\u00e0 intellettuale, che oggi \u00e8 giusto riscoprire.<br \/>\n*(Fonte: Internazionale. Francesca Sibani, giornalista di Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; I PERICOLI DELLE FAKE NEWS IN AFRICA. TIKTOK, META E TWITTER NON RIESCONO AD ARGINARE BOT E DISINFORMAZIONE, USATI PER DESTABILIZZARE LE ELEZIONI E PER ACUIRE I CONFLITTI ETNICI.<br \/>\nL&#8217;aumento dell&#8217;uso degli smartphone e una maggiore disponibilit\u00e0 di connessioni a Internet sta causando una pericolosa diffusione di fake news in Africa. Nella prima met\u00e0 del 2022 decine di campagne sui social media hanno divulgato milioni di post intenzionalmente falsi e fuorvianti che stanno provocando rivolte e omicidi negli stati africani. L&#8217;assenza di una moderazione dei contenuti, costante e dettagliata come quella presente in Occidente, ha fatto s\u00ec che applicazioni come Facebook, Twitter, YouTube, WhatsApp e TikTok siano diventate strumenti di propaganda. Influencer e politici malintenzionati sfruttano le piattaforme per istigare violenze nel mondo reale. Senza un rigido controllo, stanno riuscendo nel loro intento<\/strong>.<\/p>\n<p>TIKTOK E LE ELEZIONI IN KENYA<br \/>\nIl 9 agosto 2022 in Kenya si sono svolte delle importanti elezioni politiche per la nomina del presidente e dei parlamentari delle due camere nazionali. In vista del voto, le piattaforme di social media nel paese sono state popolate soprattutto da disinformazione politica secondo un recente report dell&#8217;organizzazione non-profit Mozilla Foundation. Mentre le piattaforme pi\u00f9 mature come Facebook e Twitter operano un maggior controllo sulle fake news, a preoccupare \u00e8 TikTok: la sua influenza \u00e8 stata ampiamente sottovalutata secondo i ricercatori e i post presenti sulla piattaforma hanno favorito l&#8217;inizio di scontri violenti fra diverse fazioni politiche. Oltre il 60% degli utenti keniani di et\u00e0 compresa tra 16 e 64 anni utilizza TikTok ogni mese.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi di circa 130 video, che sono stati visti collettivamente oltre 4 milioni di volte, indica che TikTok \u00e8 diventato un mezzo di comunicazione rilevante per la disinformazione relativa alle elezioni keniane. Le clip analizzate da Mozilla Foundation sono state complici nei tentativi di alimentare tensioni etniche e manifestazioni aggressive. In risposta al rapporto, TikTok ha rimosso i video segnalati da Mozilla Foundation che l&#8217;azienda proprietaria ByteDance ha ritenuto in violazione delle sue linee guida, ma molti keniani temono l&#8217;incremento di violenze e ripercussioni prima e dopo il voto. \u201cLe fazioni opposte si concentreranno sulla creazione di un&#8217;immagine dell&#8217;avversario come minaccia esistenziale alla stabilit\u00e0 e alla sicurezza\u201d, si legge nel documento, intitolato Da app per ballare alla politica mercenaria: come la disinformazione su TikTok accende le tensioni politiche in Kenya.<\/p>\n<p>La piattaforma social ha affermato di avere rafforzato la moderazione dei contenuti in lingua swahili, ma non ha fornito dettagli sul numero di moderatori in altre lingue ampiamente parlate in Kenya, come il kikuyu e il dholuo. Gli autori di fake news e i blogger che postano video incitanti alla violenza utilizzano lo stratagemma di alternare le lingue, parlando con i dialetti solo per le minacce cos\u00ec da non correre il rischio di essere scovati dai moderatori e bannati. I problemi non sono terminati con l&#8217;arrivo dei risultati: la Corte Suprema del Kenya deve decidere sul risultato controverso delle elezioni presidenziali di questo mese, durante il quale il sito web della commissione \u00e8 stato probabilmente violato.<\/p>\n<p>LE FAKE NEWS DALL&#8217;ITALIA<br \/>\nAnche in Nigeria la disinformazione sta provocando proteste e rivolte sanguinose. Un&#8217;indagine della Bbc ha scoperto una rete di separatisti nigeriani che vivono fuori dal paese e che usa i social media per invocare la violenza e incitare all&#8217;odio etnico contro gli oppositori dell&#8217;indipendenza del Biafra. In particolare un&#8217;utente nota come Omote Biafra \u00e8 al centro delle campagne di disinformazione che stanno provocando scontri nella nazione africana. La donna, il cui vero nome \u00e8 Efe Uwanogho, afferma di essere residente in Italia. Sul suo account Facebook l&#8217;indirizzo \u00e8 indicato come Noventa Padovana, in provincia di Padova. Dal suo profilo pubblica video in cui chiede ai connazionali residenti in Nigeria di \u201cattaccare e decapitare chi si oppone all&#8217;indipendenza del Biafra\u201d, come riporta il sito inglese. Gli scontri nella regione a sud del paese hanno provocato almeno dodici morti nelle ultime settimane.<\/p>\n<p>Uwanogho si definisce una guerriera sui social media per conto del gruppo separatista noto come Indigenous People of Biafra (Ipob). L&#8217;articolo della Bbc spiega che la donna opererebbe dall&#8217;Italia per restare al di fuori dalla portata delle autorit\u00e0 nigeriane. In Nigeria Ipob \u00e8 stato bandito e indicato un gruppo terroristico. In seguito a una fake news diffusa sui gruppi Whatsapp nigeriani, due poliziotti, accusati falsamente di essere gli assassini di alcuni cittadini del Biafra, sono stati uccisi nel giorno del loro matrimonio.<\/p>\n<p>IN ITALIA ABBIAMO UN PROBLEMA CON LA PROPAGANDA RUSSA<br \/>\nDa un lato c&#8217;\u00e8 l&#8217;ingerenza di Mosca nel dibattito pubblico. Dall&#8217;altro una caccia alla strega che bolla come filo-Putin qualsiasi voce che non sia conforme alla narrazione mainstream<br \/>\nOltre a un numero limitato di moderatori capaci di conoscere i dialetti africani, i social media in Africa devono fare i conti anche con bot e deepfake, usati per manipolare l&#8217;opinione pubblica. I bot di Twitter rappresentano oltre il 20% degli influencer in paesi come il Lesotho e il Kenya: per questo motivo, gli esperti politici a conoscenza della particolare situazione africana suggeriscono alle aziende tecnologiche di rafforzare al pi\u00f9 presto il percorso verso un&#8217;efficace moderazione. In caso contrario, le fake news alimentate dai social media e dalle app di messaggistica rischiano di diventare un problema letale nel continente.<\/p>\n<p>11 &#8211; Denise Hruby*: ELKE KAHR LA SINDACA MARXISTA NEL 2021 HA VINTO A SORPRESA LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE A GRAZ, IN AUSTRIA. LEADER LOCALE DEL PARTITO COMUNISTA, VUOLE RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA E HA COME PRIORIT\u00c0 AIUTARE I PI\u00d9 POVERI.<br \/>\nLa rielezione del sindaco conservatore a Graz era data per scontata. La seconda citt\u00e0 pi\u00f9 grande dell\u2019Austria \u00e8 un posto in cui non \u00e8 raro incontrare gli abitanti con i lederhosen, i tradizionali pantaloni con le bretelle, e il dirndl, l\u2019abito con il grembiule. Anche Elke Kahr, leader del locale Partito comunista d\u2019Austria (Kp\u00f6), era convinta che avrebbe perso contro l\u2019elegante erede di una dinastia di commercianti. Cos\u00ec quando ha scoperto il risultato del voto, a settembre, era altrettanto sorpresa del giornalista che le ha dato la notizia: i comunisti avevano vinto e lei sarebbe stata la nuova sindaca. \u201cEra senza parole e io pensavo che fosse uno scherzo\u201d, racconta Kahr. I giornali di tutta Europa hanno cominciato a chiamare la citt\u00e0 Leningraz, un nome che la fa sorridere.<br \/>\n\u201cS\u00ec, sono una marxista convinta\u201d, dice Kahr nel suo ufficio, pieno di scaffali usati dell\u2019Ikea, messi al posto dell\u2019imponente mobilio del suo predecessore, Siegfried Nagl, del Partito popolare austriaco (\u00d6vp). Kahr, sessant\u2019anni, sta cercando di \u201cridistribuire la ricchezza\u201d , dice. Ma questo non significa che il Kp\u00f6 vuole espropriare i beni della borghesia o abolire il libero mercato. La sindaca ha dichiarato che il suo obiettivo \u00e8 \u201calleviare il pi\u00f9 possibile i problemi delle persone\u201d. Per un osservatore esterno, i problemi della citt\u00e0 potrebbero non essere evidenti. Quando Arnold Schwarzenegger visita Graz, la citt\u00e0 dov\u2019\u00e8 nato, che oggi conta circa trecentomila abitanti, passeggia per strade pulite e passa davanti a condomini moderni e a buon mercato. Ma i poveri e le persone che lottano contro l\u2019aumento dei prezzi e la riduzione dei salari sono molti.<br \/>\nPer quasi vent\u2019anni Kahr ha aiutato di tasca sua le persone a pagare le bollette o la lavatrice. Si faceva spiegare qual era il problema, chiedeva il numero di un conto in banca e trasferiva del denaro, di solito qualche centinaio di euro. Nel corso della sua carriera politica ha sempre usato cos\u00ec circa tre quarti del suo stipendio. Da quando nel 2005 \u00e8 diventata consigliera comunale Kahr ha dato pi\u00f9 di un milione di euro a chi ne aveva bisogno. Gli avversari politici l\u2019hanno accusata di comprare voti. \u201cIn realt\u00e0 sono liberi di farlo anche loro, se vogliono\u201d, ha commentato Kahr. \u201cTra l\u2019altro non si tratta di beneficenza. Sono semplicemente convinta che i politici guadagnino troppo\u201d, ha aggiunto. Il suo stipendio di sindaca \u00e8 di circa 120mila euro, pi\u00f9 di quattro volte la media nazionale, e i 32mila euro che tiene per s\u00e9 le bastano. Si muove con l\u2019autobus e il tram, fa acquisti in negozi economici e vive in affitto in un appartamento modesto, pieno di libri e dischi, insieme al compagno, un funzionario del Partito comunista d\u2019Austria in pensione.<\/p>\n<p>L\u2019ANOMALIA<br \/>\nL\u2019Austria ha una lunga tradizione socialista e ha creato un grande sistema di sussidi pubblici. L\u2019assistenza sanitaria \u00e8 gratuita e l\u2019universit\u00e0 non si paga. Ma gli elettori hanno voltato le spalle al Partito comunista da quando nel 1956 gli austriaci assistettero in prima fila alla violenza con cui l\u2019Unione Sovietica represse una rivolta popolare nella vicina Ungheria. Da quel momento il Kp\u00f6 non ha mai ottenuto seggi al parlamento in nessuna elezione nazionale.<br \/>\nGraz \u00e8 un\u2019anomalia rispetto al resto del paese: l\u2019attenzione data dal Partito comunista alla questione abitativa ha portato dagli anni novanta alcuni carismatici comunisti nel consiglio comunale. Nessuno di loro \u00e8 mai stato pi\u00f9 popolare di Kahr. Sia i sostenitori sia gli avversari la descrivono come una persona alla mano, gentile e diretta. Gli elettori le fanno spesso i complimenti perch\u00e9 \u201cnon sembra una politica\u201d, somiglia pi\u00f9 a un\u2019assistente sociale.<br \/>\nDa piccola fu rimproverata per aver \u201cparlato come una comunista\u201d. A diciott\u2019anni decise di scoprire perch\u00e9<br \/>\nNel ruolo di sindaca alla guida di una coalizione con socialdemocratici e verdi, ha la forza di orientare le politiche cittadine. Questo significa, tra le altre cose, abbassare le tasse per le fognature e i rifiuti, nonch\u00e9 gli affitti degli alloggi di propriet\u00e0 del comune. Kahr ha fatto in modo che migliaia di residenti avessero diritto ad abbonamenti scontati per i trasporti pubblici. Inoltre ha tagliato le spese dedicate alla pubblicit\u00e0 della citt\u00e0 e i sussidi ai partiti.<\/p>\n<p>LINEA D\u2019EMERGENZA<br \/>\nKurt Hohensinner, il nuovo capo dell\u2019\u00d6vp di Graz, ha definito questi sforzi pi\u00f9 simbolici che concreti. Ha previsto che sotto la guida di Kahr \u201cGraz non soffrir\u00e0 di comunismo, ma d\u2019immobilismo\u201d. La sindaca ha anche cancellato diversi progetti ambiziosi, tra cui la costruzione di una linea della metropolitana, proposta dall\u2019\u00d6vp. La citt\u00e0 avr\u00e0 invece presto un nuovo ufficio per i servizi sociali e abitativi, e pi\u00f9 appartamenti sovvenzionati dal comune.<br \/>\nKahr dice che la questione abitativa le interessa particolarmente. Alla fine della guerra fredda i comunisti di Graz avevano aperto una linea telefonica d\u2019emergenza per chi viveva in affitto, fornendo consulenza legale gratuita in caso di contratti d\u2019affitto irregolari, sfratti incombenti e mancata restituzione dei depositi cauzionali versati ai proprietari. Chiamavano poveri e ricchi, di destra e di sinistra, e il passaparola diffuse un messaggio: i comunisti hanno a cuore i cittadini. Spesso a rispondere al telefono c\u2019era la stessa Kahr. Ora che \u00e8 sindaca, cerca di essere una presenza familiare nelle strade.<br \/>\nQuando scende dall\u2019autobus a Triestersiedlung, uno dei quartieri pi\u00f9 poveri della citt\u00e0, sede di 1.200 appartamenti di edilizia popolare, Kahr si complimenta con la proprietaria di una rara auto Lada di fabbricazione sovietica e poi si dirige nel cortile di alcune case popolari. Le facciate sono state appena dipinte e, in un pomeriggio di sole, i residenti si affacciano sui balconi costruiti di recente. \u00c8 un lusso che manca alla maggior parte degli appartamenti di Graz e per la cui costruzione Kahr ha fatto pressione quando era consigliera comunale. Mentre distribuisce delle aiuole prefabbricate per permettere ai residenti di coltivare pomodori ed erbe aromatiche, una donna si avvicina e loda \u201cElke\u201d perch\u00e9 \u201cviene ancora a trovarci, ora che \u00e8 sindaca\u201d. Kahr le ricorda che anche lei \u00e8 cresciuta l\u00ec.<br \/>\nData in adozione alla nascita, Kahr trascorse i primi anni della sua vita in un istituto per l\u2019infanzia. Poco prima del suo quarto compleanno fu accolta da una famiglia. Pare che avesse chiesto a una coppia in visita all\u2019istituto una banana che usciva dalla busta della spesa; colpita dalla scarsa timidezza della bambina, la coppia la prese con s\u00e9. Lui era un saldatore e lei una cameriera diventata casalinga. I due affittarono una baracca a Triestersiedlung, in cui portavano l\u2019acqua da un pozzo e allevavano galline, anatre e conigli. Il bagno era all\u2019aria aperta. \u201cSe cresci in questo ambiente, non puoi che lottare per un mondo pi\u00f9 giusto\u201d, dice Kahr.<br \/>\nEppure non le \u00e8 mai mancato niente: ricorda che divorava i libri della biblioteca delle case popolari. Da grande \u00e8 andata a concerti rock in tutta Europa (le piace la maggior parte della musica, dice, anche il rap impegnato) e ha rintracciato la sua madre naturale, una contadina. Il padre era uno studente iraniano. Con quell\u2019incontro non voleva far nascere un legame, ma solo \u201cdirle che, a prescindere dai motivi della sua decisione, per me andava bene\u201d, dice.<br \/>\nDa piccola fu rimproverata per aver \u201cparlato come una comunista\u201d. A diciott\u2019anni decise di scoprire perch\u00e9: cerc\u00f2 l\u2019indirizzo del partito sull\u2019elenco telefonico e and\u00f2 alla sede locale.\u201c\u00c8 stata una manna dal cielo\u201d, dice Ernest Kaltenegger, suo mentore e predecessore come segretario locale del partito. \u201cNon era come gli altri giovani la cui stella brilla un po\u2019 e poi si spegne. Lei era seria\u201d.<br \/>\nQuando a 24 anni la filiale della banca in cui Kahr lavorava chiuse, Kaltenegger la convinse a diventare la seconda dipendente del Kp\u00f6 di Graz. Nel 1989, durante un soggiorno di sei mesi a Mosca, in Russia, segu\u00ec gli appassionati dibattiti sulle riforme nel paese, credendo che \u201cavrebbe voltato pagina\u201d. Due anni dopo, l\u2019Unione Sovietica si dissolse. Kahr consol\u00f2 i suoi compagni pi\u00f9 anziani e si concentr\u00f2 sul suo giovane figlio, Franz.<\/p>\n<p>Biografia<br \/>\n\u25c6 1961 Nasce a Graz, in Austria.<br \/>\n\u25c6 1964 \u00c8 adottata da una famiglia che vive nel quartiere popolare di Triestersiedlung.<br \/>\n\u25c6 1979 Comincia a fare politica con il Partito comunista d\u2019Austria (Kp\u00f6).<br \/>\n\u25c6 2005 \u00c8 eletta consigliera comunale a Graz.\u25c6 2016 Diventa vicesindaca di Graz dopo le dimissioni della socialdemocratica Martina Schr\u00f6ck.<br \/>\n\u25c6 settembre 2021 Vince a sorpresa le elezioni con il 29 per cento dei voti e diventa sindaca della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni novanta Kaltenegger si \u00e8 impegnato per far costruire bagni in tutti gli appartamenti di edilizia popolare di Graz e ha trasformato i comunisti in un pilastro della politica locale. In seguito ha spostato la sua azione a livello nazionale, ma a condizione che Kahr assumesse la direzione dei comunisti a Graz. Lei ha accettato, ma all\u2019inizio \u00e8 stato difficile.<br \/>\nCome segretaria del partito alle elezioni locali del 2008 ha perso la met\u00e0 degli elettori. Ma nel giro di cinque anni ha trasformato i comunisti nel secondo partito pi\u00f9 forte della citt\u00e0. Uno dei probabili motivi della vittoria nel 2021 \u00e8 stato il crescente malcontento di Graz per il boom edilizio. In un referendum organizzato dal Kp\u00f6 nel 2018, un\u2019affluenza alle urne insolitamente alta ha bloccato la cementificazione dei terreni di una scuola di agricoltura, una vittoria memorabile per il partito.<\/p>\n<p>INDICE DI GRADIMENTO<br \/>\nSpesso le critiche a Kahr non riguardano le cose che fa, ma la sua ideologia. L\u2019ammirazione per la vecchia Jugoslavia, uno stato multietnico e non allineato gestito da un dittatore, per esempio, dimostra tutta la sua \u201ctestardaggine storica\u201d, secondo Christian Fleck, professore di sociologia all\u2019universit\u00e0 di Graz.<br \/>\nMa agli elettori queste cose non importano: a giugno del 2022 il suo indice di gradimento era del 65 per cento. Kahr continua a incontrare regolarmente persone che hanno bisogno di aiuto, come faceva quando era consigliera comunale e riceveva pi\u00f9 di tremila visite all\u2019anno di madri single, disoccupati o persone senza casa.<br \/>\nMentre fuma una sigaretta, un vizio a cui non riesce a rinunciare, Kahr riflette su perch\u00e9 il comunismo ha fallito in altri paesi. \u201cDipende solo da quanto i politici lo mettono in pratica\u201d, dice.<br \/>\n(Fonte INTERNAZIONALE, Denise Hruby, The New York Times, Stati Uniti)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>MENO 14 giorni al voto 01 \u2013 Ansa*: Cernobbio, Mattarella: &#8220;Su energia serve risposta Ue&#8221;. La seconda giornata dell&#8217;evento si \u00e8 aperta con il messaggio <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=39254\" title=\"n\u00b037 \u2013 10\/9\/2022. RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI.  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