{"id":39019,"date":"2022-08-13T16:58:54","date_gmt":"2022-08-13T16:58:54","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=39019"},"modified":"2022-08-13T23:09:03","modified_gmt":"2022-08-13T23:09:03","slug":"n33-13-agosto-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=39019","title":{"rendered":"n\u00b033 \u2013 13\/8\/2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Schir\u00f2 (pd)* : il propagandismo della Meloni non si ferma nemmeno davanti ai morti. Una macchia morale e civile sulla giornata del ricordo di Marcinelle.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Angela Schir\u00f2 *(PD): 8 agosto: anniversario della tragedia di Marcinelle. Con 262 rintocchi di campana si \u00e8 aperta la cerimonia di commemorazione del disastro minerario di Marcinelle, la pi\u00f9 grande tragedia che ha colpito la nostra migrazione in Europa.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; 8 agosto: giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. 66\u00b0 anniversario della tragedia di Marcinelle.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; On. Francesca La Marca*: LA MARCA risponde alla lettera sottoscritta da esponenti della destra italiana e pubblicata sul corriere canadese: &#8220;sulla cittadinanza il centro destra d\u00e0 i numeri. Siamo alle comiche finali&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Alessandro Calvi*: Dai servizi segreti a Calenda, \u00e8 una campagna avvelenata, Manifesti elettorali di Giorgia Meloni in vista delle prossime elezioni politiche<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Intanto nel mondo.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Massimo Sandal*: Cosa sappiamo finora sul vaiolo delle scimmie. Restano ancora molti interrogativi, ma sembra improbabile che il virus possa causare una nuova pandemia.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Irene Doda*: la distopia digitale in Palestina. Mentre scriviamo, l\u2019operazione breaking dawn dell\u2019esercito israeliano contro la striscia di gaza ha causato quarantacinque vittime tra la popolazione palestinese, tra cui sedici bambini. Al momento il cessate il fuoco sembra tenere, ma non si esclude un\u2019ulteriore escalation delle violenze nei prossimi giorni.<\/strong><br \/>\n<strong>09 &#8211; Laura Spinney*: storia ci dice che tipo di rivoluzione nasce da una pandemia. Per prima cosa il faraone cambi\u00f2 nome, da Amenhotep IV ad Akhenaton. Poi decret\u00f2 che una nuova capitale dovesse essere costruita lontano dalla vecchia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) : IL PROPAGANDISMO DELLA MELONI NON SI FERMA NEMMENO DAVANTI AI MORTI. UNA MACCHIA MORALE E CIVILE SULLA GIORNATA DEL RICORDO DI MARCINELLE.<br \/>\nCredo che tutti noi che eravamo stamani a Marcinelle per ricordare i caduti del Bois du Cazier e, con loro, gli innumerevoli emigrati italiani morti sul lavoro in ogni continente e in ogni fase della diaspora italiana, abbiano condiviso interiormente un forte senso di partecipazione, solidariet\u00e0 e rispetto per tutti coloro che hanno pagato con le loro vite, nelle pi\u00f9 diverse situazioni e circostanze, il loro sogno irrealizzato di migliorare la loro condizione e quella delle loro famiglie.<\/p>\n<p>Un atto di memoria e un sentimento di solidariet\u00e0 che non possono subire limitazioni ed eccezioni, almeno sul piano morale e civile, se vogliamo che, oltre al valore del ricordo, il monito che viene da quelle vicende possa continuare ad essere un fattore di crescita sociale e civile, come per l\u2019intera Europa \u00e8 stata Marcinelle.<\/p>\n<p>Per questo, proprio nell\u2019ottica di una italiana all\u2019estero, trovo molto discutibili, al limite del disgusto, i distinguo che, con intenti elettoralistici, Giorgia Meloni ha fatto sulle parole di Enrico Letta, distinguendo i caduti lontani sul cammino della speranza da quelli vicini, quelli che non sono pi\u00f9 tornati in Italia da quelli che non vi sono arrivati o, per dirla con parole adatte alla destra italiana, i morti bianchi e i morti di altro colore.<\/p>\n<p>A Giorgia Meloni risulta forse che nei cantieri del mondo dove lavoravano gli immigrati, quando uno di loro cadeva, quelli di altre etnie e provenienze si giravano da un\u2019altra parte?<br \/>\nI contesti storici sono certamente diversi, ma il valore del sacrificio del lavoro e la lezione civile vanno al di l\u00e0 di questi contesti, sono sicuramente universali.<\/p>\n<p>Proprio in queste ore Giorgia Meloni ha rilanciato la sua candidatura a premier dell\u2019Italia se la destra vincer\u00e0 le elezioni. Una cosa cos\u00ec un candidato premier credo che se la potesse e dovesse proprio risparmiare. E \u2013 ripeto &#8211; lo dico da figlia di emigrati nata all\u2019estero.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati &#8211; piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 &#8211; Angela Schir\u00f2 *: 8 AGOSTO: ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE. CON 262 RINTOCCHI DI CAMPANA SI \u00c8 APERTA LA CERIMONIA DI COMMEMORAZIONE DEL DISASTRO MINERARIO DI MARCINELLE, LA PI\u00d9 GRANDE TRAGEDIA CHE HA COLPITO LA NOSTRA MIGRAZIONE IN EUROPA.<br \/>\n262 FURONO INFATTI I LAVORATORI PROVENIENTI DA OGNI PARTE DEL VECCHIO CONTINENTE CHE QUELL\u20198 AGOSTO DEL 1956 MORIRONO NELLA MINIERA DEL BOIS DU CAZIER. 136 DI LORO ERANO ITALIANI, EMIGRATI IN BELGIO.<br \/>\nUna cerimonia commovente e partecipata. Insieme alle famiglie dei minatori e alle loro associazioni ci siamo ritrovati in tanti: giovani e anziani, lavoratori, sindacalisti italiani e belgi, esponenti delle istituzioni e delle amministrazioni locali, delle nostre rappresentanze diplomatiche e consolari, delle associazioni italiane, degli alpini e degli studenti del Liceo romano Francesco Vivona. Presente anche il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta e i circoli del PD del Belgio.<br \/>\nAncora una volta, ma come se fosse la prima volta, ci siamo ritrovati per assolvere al nostro dovere di riconoscenza, di solidariet\u00e0 umana e di memoria verso i nostri fratelli che in quel mese di agosto di sessantasei anni fa hanno perduto la loro vita e il loro futuro.<br \/>\nPer il valore simbolico che questa ricorrenza ha assunto, ci siamo ritrovati anche per estendere questi nostri sentimenti di reverenza e di partecipazione umana e morale a tutti gli emigrati italiani che sono morti sul lavoro, in ogni parte del mondo. Anzi &#8211; aggiungo \u2013 a tutti i migranti che sacrificano la loro vita sulle rotte della speranza, alla ricerca di un lavoro e di una dignit\u00e0 che le loro societ\u00e0 di origine non sono sempre in grado di assicurare.<br \/>\nMarcinelle, tuttavia, non \u00e8 solo un luogo di dolore, di lutto e di memorie. \u00c8 anche un impulso di solidariet\u00e0, un impegno ad elevare il livello di protezione sul lavoro, una spinta a umanizzare le regole della nostra convivenza civile. Non a caso, a seguito di quella immane tragedia, non solo il lavoro nelle miniere incominci\u00f2 a regredire, ma finalmente la silicosi fu riconosciuta come malattia professionale e prese slancio in tutta Europa il movimento che ha portato passo dopo passo, paese dopo paese, a realizzare un regime di welfare che nel giro di qualche decennio \u00e8 diventato in tutto il mondo un modello di socialit\u00e0 equa ed avanzata per i tempi in cui era realizzata. Quel modello \u00e8 stato rimesso in discussione dalle politiche finanziarie e oggi sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori ci sono ancora molte cose da fare, tuttavia esso resta una stella polare capace di illuminare anche il cammino futuro.<br \/>\nSenza farsi portare dall\u2019enfasi che talvolta anima i momenti commemorativi, credo si possa dire con fondatezza che lo spirito di solidariet\u00e0 e di convergenza che sui temi del lavoro Marcinelle ha fatto crescere e maturare, rappresenta uno dei valori fondativi dell\u2019Europa unita. Questo vincolo e questo senso di solidariet\u00e0, che sono restati per molto, troppo tempo latenti tra gli stati europei e talvolta nella stessa opinione pubblica, sembrano oggi conoscere una nuova stagione, fondata sulla consapevolezza che solo unendo le forze e aiutando chi ha un passo pi\u00f9 incerto si pu\u00f2 aiutare l\u2019Europa nel suo complesso ad uscire dalla pesante crisi provocata dal convergere della pandemia e del deficit energetico.<br \/>\nPer questo, il messaggio che sento di assumere oggi \u00e8 un messaggio di forza e di speranza, il senso di un dovere da assolvere nel nome degli scomparsi al Bois du Cazier: il dovere di costruire una legislazione sempre pi\u00f9 efficace di tutela del lavoro, un sistema di welfare centrato sui diritti di cittadinanza, un vincolo di solidariet\u00e0 sempre pi\u00f9 stringente a livello europeo che consenta al nostro continente di superare le presenti difficolt\u00e0 e di avere un ruolo di pace e dei equilibrio nel mondo.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42<br \/>\n00186 ROMA &#8211; Tel. 06 6760 3193 &#8211; Cellulare segreteria 3394455531 &#8211; Email: schiro_a@camera.it &#8211; angela-schiro.com)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 &#8211; On. Francesca La Marca(PD)*: 8 AGOSTO: GIORNATA DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO. 66\u00b0 ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE<br \/>\nOggi, in tutto il mondo, le nostre comunit\u00e0 si riuniscono per commemorare la \u201cGiornata del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo\u201d.<br \/>\nUna giornata importante che ci rimanda simbolicamente al disastro minerario di Marcinelle, la pi\u00f9 grande tragedia che ha colpito la nostra migrazione in Europa. Quell\u20198 agosto del 1956, nella miniera del Bois du Cazier morirono, 262 lavoratori provenienti da ogni parte del vecchio continente. 136 di loro erano italiani, emigrati in Belgio.<br \/>\nMarcinelle, insieme a Scofield (Utah), Monongah (West Virginia), Cherry (Illinois) e Dawson (New Messico), sono i simboli pi\u00f9 alti e indimenticabili del sacrificio che i nostri lavoratori hanno affrontato in terra straniera per trovare risposta ad un loro fondamentale diritto: il lavoro.<\/p>\n<p>Il tema del lavoro e della sua tutela, del resto, \u00e8 profondamente legato alla storia della nostra emigrazione. Per questo, in questa giornata, \u00e8 giusto ricordare anche tutti gli altri nostri emigrati, e sono centinaia di migliaia, che hanno messo in gioco la loro vita per il miglioramento delle loro famiglie e per lo sviluppo dei Paesi nei quali hanno trovato accoglienza.<\/p>\n<p>Onorare i nostri lavoratori caduti sul lavoro significa, dunque, dare a quel sacrificio un senso pi\u00f9 ampio e profondo. Il sacrificio dei minatori di Marcinelle indic\u00f2 la necessit\u00e0 di cambiamenti profondi e rappresent\u00f2 un impulso per fare passi in avanti nei diritti dei lavoratori, per la costruzione di un welfare europeo, per nuove e pi\u00f9 efficaci normative sulla sicurezza e sul lavoro. Oggi, ricordare le storie dei nostri lavoratori e onorarne la memoria, significa non perdere di vista la necessit\u00e0, pi\u00f9 che mai attuale, di dare accoglimento alla piena affermazione dei diritti dei lavoratori pi\u00f9 precari e marginalizzati. Diritti che in tutto il mondo devono essere perseguiti con attenzione e sollecitudine dalle istituzioni nazionali e internazionali e da tutte le forze politiche e sociali.<br \/>\n*( On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; CAMERA DEI DEPUTATI &#8211; Ripartizione Nord e Centro America &#8211; &#8211; Electoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; On. Francesca La Marca*: LA MARCA RISPONDE ALLA LETTERA SOTTOSCRITTA DA ESPONENTI DELLA DESTRA ITALIANA E PUBBLICATA SUL CORRIERE CANADESE: &#8220;SULLA CITTADINANZA IL CENTRO DESTRA D\u00c0 I NUMERI. SIAMO ALLE COMICHE FINALI&#8221;<br \/>\nIn questi giorni sta circolando sulle agenzie e sulla stampa in italiano all\u2019estero una lettera aperta sottoscritta da esponenti dei partiti della Destra italiana residenti in diversi Paesi del continente americano, dal titolo \u201cIl Centro-sinistra vuole limitare lo Ius sanguinis, \u00e8 una vergogna\u201d.<br \/>\nTale documento, non a caso diffuso prima dell\u2019apertura della campagna elettorale e nella fase della formazione delle liste, per giustificare il suo assunto falso, pretestuoso e vile mi chiama strumentalmente in causa, pur evitando di declinare anagraficamente il mio nome, come una delle fautrici della proposta del Centro-sinistra di limitare a due generazioni il riconoscimento della cittadinanza italiana.<br \/>\nSi tratta, lo ribadisco, di un\u2019operazione strumentale e vile mirante \u2013 credo \u2013 all\u2019unico scopo di tentare di sbarazzarsi di una presenza elettoralmente concorrenziale e, dunque, scomoda.<br \/>\nVenendo ai fatti e restando in casa PD, sia in questa che nella precedente legislatura, come risulta chiaramente dagli atti parlamentari, in tema di cittadinanza ho presentato due soli disegni di legge: l\u2019uno mirante a consentire il riacquisto della cittadinanza a chi \u00e8 nato in Italia e poi l\u2019ha perduta all\u2019estero per ragioni di lavoro in un tempo in cui non era consentito il possesso di una duplice cittadinanza; l\u2019altro tendente, sulla scia delle ripetute e note sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, a consentire anche per via amministrativa il riconoscimento della cittadinanza alla donna, e ai suoi discendenti, che l\u2019avesse automaticamente perduta per matrimonio con cittadino straniero.<\/p>\n<p>I contenuti degli articoli di queste proposte sono poi stati riproposti in forma di emendamenti, senza aggiungere nemmeno una virgola, ogni volta che si \u00e8 presentata l\u2019opportunit\u00e0 di raggiungere qualcuno di questi obiettivi. Per ultimo, in occasione della discussione sulla proposta di legge sul cosiddetto Ius Scholae per i figli di stranieri che abbiano compiuto in Italia un intero ciclo di studi.<\/p>\n<p>Aggiungo che questi disegni di legge sono del tutto in linea con quelli presentati dai colleghi del PD eletti all\u2019estero che mi hanno preceduto fin dall\u2019istituzione della circoscrizione Estero, in particolare con quelli avanzati dall\u2019amico Marco Fedi. In oltre quindici anni, dunque, nessuno si \u00e8 mai accorto che il PD aveva intenzione di proporre la limitazione del riconoscimento a due sole generazioni.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ognuno possa valutare in termini obiettivi la veridicit\u00e0 di queste affermazioni, metto a disposizione questi testi, per altro pubblici, ai seguenti link (PDL 221 &#8211; PDL 222), sfidando chiunque a trovare in essi una sola parola \u2013 ripeto: UNA SOLA PAROLA &#8211; da cui si evinca la volont\u00e0 dei proponenti (e indirettamente del PD) di limitare a due generazioni il riconoscimento della cittadinanza.<\/p>\n<p>Ebbene, dopo 15 anni il miracolo \u00e8 avvenuto. Nella seduta del 15 giugno della commissione Esteri della Camera incentrata sulla discussione dello Ius Scholae, l\u2019on. Di San Martino Lorenzato di Ivrea, eletto all\u2019estero per conto della Lega, ha denunciato l\u2019intenzione del Centro-sinistra (chi? dove? quando?) di procedere alla famosa limitazione e ha puntato in particolare il dito contro la mia proposta sul riconoscimento della cittadinanza alle donne che l\u2019abbiano perduta per matrimonio con straniero, affermando che essa limiterebbe la possibilit\u00e0 di ottenere la cittadinanza solo ai discendenti di seconda generazione.<\/p>\n<p>Con grande imbarazzo e qualche difficolt\u00e0, trattandosi di un eletto nella circoscrizione Estero, devo dire che l\u2019on. Lorenzato ha compreso l\u2019esatto contrario di ci\u00f2 che nel disegno di legge \u00e8 detto. In esso, infatti, vi sono due affermazioni: il riconoscimento della cittadinanza alla donna che l\u2019abbia perduta sposando uno straniero, con l\u2019indicazione della relativa modalit\u00e0 amministrativa per riottenerla; la trasmissibilit\u00e0 della cittadinanza anche ai figli nati prima del 1948, mettendo fine in tal modo all\u2019odiosa discriminazione tra figli nati dopo quella data e figli nati prima. L\u2019ineffabile Lorenzato ha scambiato ci\u00f2 che \u00e8 un\u2019estensione, che prelude poi a una normale applicazione dello stesso ius sanguinis, per una limitazione.<\/p>\n<p>Potremmo limitarci a rilevare un caso, diciamo cos\u00ec, di ordinario analfabetismo giuridico, se poi il Centro-destra su un errore cos\u00ec marchiano non ci imbastisse una campagna propagandistica. Siamo, insomma, alle comiche finali.<\/p>\n<p>Quanto alla bieca volont\u00e0 di un non meglio identificato e identificabile Centro-sinistra di procedere alla limitazione di due generazioni, l\u2019unica proposta in tal senso \u00e8 venuta sporadicamente da qualche esponente del Movimento 5Stelle, poi passato al Gruppo misto. Se qualcuno intenda interloquire dialetticamente con i proponenti di tale soluzione, lo faccia pure senza evocare strumentalmente interlocutori falsi o inesistenti.<\/p>\n<p>Quanto alla mia personale chiamata in causa per l\u2019affermazione che sia \u201cincomprensibile riconoscere la cittadinanza a persone (di terza o quarta generazione) che non hanno alcun legame con il nostro Paese\u201d, i propagandisti falsari si dimenticano di mettere in relazione questa espressione con quella che la segue, come risulta chiaramente dal verbale, e cio\u00e8: mentre continua ad essere negata a chi in Italia \u00e8 nato e poi l\u2019ha perduta emigrando per la necessit\u00e0 di trovare lavoro.<br \/>\nEbbene, confermo che \u00e8 mia PERSONALE opinione che una contraddizione cos\u00ec vistosa debba essere superata, non negando la cittadinanza a chiunque, ma riaprendo finalmente i termini per fare in modo che chi \u00e8 nato in Italia la possa finalmente riottenere, come dice esplicitamente la mia proposta di legge.<br \/>\nPer concludere, gli \u201caddolorati\u201d evocatori di scenari inesistenti non si illudano di potere strappare l\u2019applauso (o il consenso) degli elettori con le comiche finali e dicano piuttosto quali risultati concreti in questa legislatura hanno portato a casa per gli italiani all\u2019estero, per dare credibilit\u00e0 alle loro promesse elettorali. Serve un aiuto? Eccolo: ZERO.<br \/>\n*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; CAMERA DEI DEPUTATI &#8211; Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; Alessandro Calvi*: DAI SERVIZI SEGRETI A CALENDA, \u00c8 UNA CAMPAGNA AVVELENATA, MANIFESTI ELETTORALI DI GIORGIA MELONI IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE<br \/>\nC\u2019\u00e8 un\u2019ombra sulla campagna elettorale. O, almeno, cos\u00ec scrivono alcuni giornali. L\u2019ombra \u00e8 quella di una grana giudiziaria pronta a esplodere per impedire al centrodestra di vincere elezioni forse gi\u00e0 vinte. Di cosa si tratti, per\u00f2, non lo spiega nessuno. Si allude. Ci si limita alle suggestioni senza offrire dettagli, quasi si trattasse di profezie pi\u00f9 che di notizie.<\/p>\n<p>Il direttore di Libero Alessandro Sallusti, per esempio, il 4 agosto ha riferito di certi ambienti non meglio precisati \u2013 \u201cbassifondi nei quali l\u2019olezzo \u00e8 insopportabile ma c\u2019\u00e8 vita vera e nulla sfugge\u201d \u2013 in cui si darebbe per certo \u201cche si stanno preparando un paio di botti giudiziari, scoppio previsto fine agosto, di quelli tosti, qualcuno azzarda anche i nomi di figure politiche di primo piano nell\u2019area di centrodestra\u201d. E ha scritto di \u201cdossier gi\u00e0 pronti tolti dai cassetti e messi sul tavolo pronti per la firma\u201d. Qualche giorno dopo Ignazio La Russa, figura di spicco di Fratelli d\u2019Italia (FdI), a una domanda postagli dal quotidiano la Verit\u00e0 su una \u201cbomba giudiziaria\u201d pronta a esplodere da qui al voto, ha risposto che \u201cpurtroppo non possiamo escludere questa eventualit\u00e0 guardando le campagne elettorali del passato, e le tempeste scatenate contro Berlusconi e Salvini\u201d.<\/p>\n<p>E, a proposito di Salvini, allarmante \u00e8 anche la vicenda raccontata il 28 luglio dalla Stampa. Secondo il quotidiano torinese, da alcuni documenti emergerebbero \u201celementi nuovi sul rapporto tra Matteo Salvini e la Russia, che illuminano di una luce inquietante anche la caduta di Mario Draghi, e gli eventi accaduti negli ultimi due mesi di vita del governo\u201d. Sul rapporto tra Salvini e le autorit\u00e0 russe si \u00e8 giustamente concentrato per giorni il dibattito pubblico, con toni molto duri e legittime richieste di chiarimento. C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche un altro aspetto che meriterebbe di essere considerato.<\/p>\n<p>Siamo solo all\u2019inizio di una campagna che gi\u00e0 si presenta tra le pi\u00f9 opache che la storia repubblicana ricordi<\/p>\n<p>Quelle notizie provengono infatti da \u201cdocumenti d\u2019intelligence\u201d non meglio circostanziati. Al momento della pubblicazione non era chiaro in che genere di attivit\u00e0 fosse impegnata la fonte interna ai servizi segreti che ha trattato quelle informazioni. Non era chiaro di che struttura si trattasse. Non ne era chiara neppure la nazionalit\u00e0. Franco Gabrielli, sottosegretario con delega ai servizi, ha smentito che quell\u2019attivit\u00e0 fosse riferibile ai servizi segreti italiani. Il giorno successivo all\u2019uscita della notizia, il direttore della Stampa Massimo Giannini ha fornito qualche particolare in pi\u00f9, scrivendo di \u201cdocumenti informali di sintesi del lavoro di intelligence\u201d. Non \u00e8 molto.<\/p>\n<p>Questo tipo di informazioni, per dire, non sarebbe utilizzabile neppure in tribunale. Altro sarebbe infatti se quelle notizie fossero emerse nel corso di una inchiesta della magistratura, che bene o male \u00e8 assistita dalle garanzie per gli indagati. Poi, i mezzi di informazione fortunatamente seguono altre logiche, e quando si entra in possesso di una notizia questa va sempre pubblicata. Colpisce per\u00f2 che nessuno si sia allarmato anche per il fatto che in piena campagna elettorale siano finite sui giornali notizie contenute in \u201cdocumenti informali di sintesi\u201d provenienti da una fonte cos\u00ec intrinsecamente opaca come \u00e8 l\u2019intelligence, e che per di pi\u00f9 riguardano uno dei principali candidati alle elezioni. D\u2019altra parte, non c\u2019\u00e8 neanche chi si sia allarmato per il fatto che, a quanto ne sappiamo, servizi di sicurezza di nazionalit\u00e0 incerta, forse stranieri, terrebbero d\u2019occhio attivit\u00e0 e movimenti dei leader politici italiani.<\/p>\n<p>Il rischio di una campagna elettorale costellata da episodi del genere dovrebbe essere evidente. Anche perch\u00e9 siamo solo all\u2019inizio di una campagna che gi\u00e0 si presenta tra le pi\u00f9 opache e avvelenate che la storia repubblicana ricordi. Su ogni fronte: destra e sinistra, politica e informazione. E anzi sempre pi\u00f9 di frequente si fatica a rintracciare il confine tra politica e informazione.<\/p>\n<p>L\u2019aria si \u00e8 fatta talmente pesante che Guido Crosetto, tra i fondatori di FdI e oggi imprenditore molto ascoltato da Giorgia Meloni, ha proposto \u201cun patto con gli avversari\u201d per il bene del paese, poich\u00e9 in autunno \u201cvivremo momenti di difficolt\u00e0 spaventosa\u201d, con rischi addirittura di conflitti sociali da guerra civile \u201cnon solo figurata, visto quanto cresce la rabbia\u201d. E non si capisce se sia un tentativo di stemperare i toni o se invece si tratti ancora di un\u2019altra profezia.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, la campagna elettorale era iniziata con Salvini tornato a impugnare come un randello la questione dei migranti per recuperare il distacco nei confronti di Meloni e strapparle la leadership della destra, mentre Silvio Berlusconi ai parlamentari che abbandonavano Forza Italia dopo la caduta del governo augurava: \u201cRiposino in pace\u201d. C\u2019\u00e8 stato perfino chi ha preso di mira Renato Brunetta per il suo aspetto fisico. E poi \u00e8 andata anche peggio. Gli attacchi personali e gli insulti si sono moltiplicati. Le polemiche sono state sempre contro qualcuno e mai per proporre un\u2019idea. Sono stati ridotti ad argomento di polemica elettorale perfino i morti del disastro di Marcinelle, l\u2019incidente avvenuto in una miniera di carbone belga nel 1956 che cost\u00f2 la vita a 262 minatori, dei quali 136 erano emigrati italiani.<\/p>\n<p>Enrico Letta aveva annunciato con una lettera al Corriere della Sera di volersi recare a Marcinelle \u201cper onorare quelle 262 vittime e anche, simbolicamente, tutti gli altri caduti, in altre viscere, a partire da quelle del Mediterraneo\u201d. Ed ecco pronta Giorgia Meloni ribattere che quell\u2019incidente avvenne in un quadro \u201cradicalmente diverso da quello dell\u2019attuale situazione dell\u2019immigrazione verso l\u2019Italia\u201d, alla quale concorrono \u201cingenti flussi di immigrati irregolari che i governi di sinistra (o ai quali la sinistra ha partecipato) non hanno mai saputo n\u00e9 voluto arginare\u201d.<\/p>\n<p>LA FINE DELLE IDEE<br \/>\nSi potrebbe andare avanti a ancora a lungo con gli esempi. Ma a che servirebbe? In fondo, sono i toni e i modi della seconda repubblica, e nessuno se ne stupisce pi\u00f9. Anche in passato le campagne erano dure. Basterebbe ricordare che dal dopoguerra e fino agli anni ottanta del novecento a scontrarsi erano Democrazia cristiana e Partito comunista italiano, due partiti organizzati ideologicamente per rappresentare orizzonti politici e geopolitici radicalmente divergenti. Ma si trattava anche di forze popolari e interclassiste, e per questo avevano insieme natura espansiva e inclusiva. Lo scontro era di natura schiettamente politica e serviva per determinare il destino di una comunit\u00e0, non soltanto quello individuale o di un gruppo raccolto attorno un interesse. Poi, \u00e8 cambiato il mondo.<\/p>\n<p>In Italia accadde negli anni drammatici dell\u2019assalto stragista di Cosa nostra e delle inchieste milanesi di Mani pulite. Erano i primi anni novanta del novecento. I partiti popolari vennero spazzati via, alcuni dalle inchieste giudiziarie, altri dalla storia. Furono sostituiti da organizzazioni snelle, simili a comitati elettorali. Alle idee si sostitu\u00ec il culto del leader. Si afferm\u00f2 un sistema bipolare muscolare, e in questo contesto le nuove formazioni politiche iniziarono a ricostruire la propria identit\u00e0 soprattutto contro gli avversari, non avendo molto altro da dire. In breve cambi\u00f2 anche il tono della comunicazione, che si fece pi\u00f9 rapida e spiccia perch\u00e9 non serviva pi\u00f9 a rappresentare un orizzonte culturale ma a indicare il nemico. E poi cambi\u00f2 anche l\u2019informazione.<\/p>\n<p>Come quelli della politica, anche i toni della informazione generalista negli anni sono diventati sempre pi\u00f9 aspri<\/p>\n<p>Spariti i giornali di partito, si \u00e8 affermato un sistema misto capace di rappresentare insieme interessi politici e aziendali, a destra come a sinistra. Anch\u2019esso su base bipolare. Si \u00e8 iniziata cos\u00ec ad accorciare la distanza tra informazione e potere. Nella cronaca giudiziaria si sono fatte sempre pi\u00f9 rare le inchieste vecchio stile, sostituite da carte di procura e indiscrezioni. Nelle pagine politiche, la cronaca \u00e8 stata soppiantata da un nuovo genere, il retroscena, che regala al lettore la sensazione illusoria di leggere qualcosa che sia fuori dal controllo del potere.<\/p>\n<p>In generale, come quelli della politica, anche i toni della informazione generalista negli anni sono diventati sempre pi\u00f9 aspri. \u201cLa sinistra fa schifo\u201d, \u00e8 per esempio il titolo che apre la prima pagina di Libero del 5 agosto scorso. E tre giorni dopo: \u201cCalenda Pagliaccio. Comiche a sinistra\u201d. Ed \u00e8 lo stesso direttore della stampa Massimo Giannini a definire \u201cretroscena\u201d e non inchiesta l\u2019articolo sui rapporti tra Salvini e le autorit\u00e0 russe.<\/p>\n<p>Se queste, per sommi capi, sono le caratteristiche delle campagne elettorali della seconda repubblica, ebbene li ritroviamo tutti nello spettacolo offerto nelle ultime settimane dalla politica, e soprattutto dal centrosinistra, a partire dalla necessit\u00e0 di proclamare la consueta emergenza democratica, individuando un nemico che in questo caso \u00e8 rappresentato non pi\u00f9 da Silvio Berlusconi o da Matteo Salvini, ma da Giorgia Meloni.<br \/>\nChe Meloni sia di destra \u00e8 noto da sempre, e di una destra che spesso si manifesta come radicale e allarmante. Sono ancora nell\u2019aria le sue parole a un recente comizio della destra spagnola di Vox, per le quali poi si \u00e8 dovuta parzialmente scusare. Tuttavia, poich\u00e9 i voti Fratelli d\u2019Italia li prende proprio per quella ragione, ripetere ossessivamente che sia fascista non serve a molto, se non a preparare l\u2019abituale richiesta di voto utile degli ultimi giorni. E nel frattempo per provare a tenere unita una coalizione cos\u00ec eterogenea da essere implosa da s\u00e9 dopo pochi giorni di campagna elettorale, un po\u2019 per mancanza di una linea politica chiara, un po\u2019 per i tatticismi e il radicale individualismo di molti dei suoi leader, tra i quali Carlo Calenda.<br \/>\nProprio Calenda, peraltro, dopo aver rotto l\u2019accordo con Enrico Letta, \u00e8 andato al Tg5 a spiegare che \u201cil Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo \u00e8 comunista, perch\u00e9 poi, alla fine della fiera \u00e8 questo\u201d.<br \/>\nPovero Calenda, faceva quasi tenerezza nel suo aver ricondotto se stesso a una cos\u00ec inavvertita normalit\u00e0 da piccolo Berlusconi. Tuttavia no, alla fine della fiera non ci sono pi\u00f9 i comunisti. Alla fine della fiera pare non esserci pi\u00f9 nulla, nessuna idea, soltanto insulti e grida. Considerati i suoi protagonisti e lo spettacolo che stanno offrendo, questa campagna elettorale \u00e8 insomma l\u2019apoteosi della seconda repubblica, e insieme la rappresentazione del suo radicale fallimento.<br \/>\n*( Fonte Internazionale, Alessandro Calvi, \u00c8 un giornalista italiano. Ha scritto per il Riformista e il Messaggero)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; Intanto nel mondo<br \/>\nUcraina-Russia<br \/>\nI ministri degli esteri del G7 hanno chiesto alla Russia di restituire immediatamente all\u2019Ucraina il controllo della centrale nucleare di Zapori\u017e\u017eja e accusano Mosca di mettere in pericolo l\u2019intera regione. Durante la settimana l\u2019impianto e l\u2019area circostante sono stati oggetto di bombardamenti, ma Russia e Ucraina si incolpano l\u2019un l\u2019altra per gli attacchi. Il complesso, il pi\u00f9 grande d\u2019Europa, \u00e8 sotto occupazione russa dall\u2019inizio di marzo, anche se lo gestiscono ancora i tecnici ucraini.<\/p>\n<p>Francia<br \/>\nUn incendio \u201cmostruoso\u201d sta devastando la regione di Landiras, vicino alla zona vinicola di Bordeaux, ha dichiarato il 10 agosto Gregory Allione del corpo francese dei vigili del fuoco. Questa settimana gli incendi hanno devastato la regione della Gironda, vicino a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, distruggendo case e costringendo diecimila residenti a lasciare le loro abitazioni.<\/p>\n<p>Stati Uniti<br \/>\nL\u2019ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rifiutato di rispondere alle domande della procuratrice dello stato di New York sulle dichiarazioni al fisco della sua azienda. La Trump organization \u00e8 accusata di aver ingannato le autorit\u00e0 sul valore dei suoi beni per ottenere prestiti favorevoli e agevolazioni fiscali. Trump nega di aver commesso illeciti e ha definito l\u2019indagine civile una \u201ccaccia alle streghe\u201d.<\/p>\n<p>Cina<br \/>\nIl 10 agosto l\u2019ambasciatore cinese in visita a Mosca ha definito gli Stati Uniti il \u201cprincipale istigatore\u201d della guerra in Ucraina e ha accusato Washington di voler \u201cschiacciare\u201d la Russia. L\u2019ambasciatore Zhang Hanhui ha affermato che gli Stati Uniti hanno messo la Russia all\u2019angolo con l\u2019espansione dell\u2019alleanza di difesa della Nato e con il sostegno alle forze che cercano di allineare l\u2019Ucraina all\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Sierra Leone<br \/>\nLe proteste contro il costo della vita sono sfociate in una rivolta nella capitale Freetown il 10 agosto, con due agenti delle forze di sicurezza picchiati a morte da una folla che chiedeva l\u2019allontanamento del presidente, che in serata ha invitato la popolazione a \u201cmantenere la calma\u201d. In una trasmissione in diretta nazionale, il vicepresidente Mohamed Juldeh Jalloh ha annunciato un coprifuoco su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>Argentina<br \/>\nDiverse migliaia di persone hanno manifestato il 10 agosto a Buenos Aires, alcune delle quali si sono accampate per tutta la notte davanti alla presidenza, per chiedere al ministro dell\u2019economia Sergio Massa salari pi\u00f9 alti. Si prevede che l\u2019indice di inflazione di luglio eroder\u00e0 ulteriormente il potere d\u2019acquisto degli argentini.<br \/>\n*(Fonte da \u201cInternazionale \u201c)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; Massimo Sandal*: COSA SAPPIAMO FINORA SUL VAIOLO DELLE SCIMMIE. RESTANO ANCORA MOLTI INTERROGATIVI, MA SEMBRA IMPROBABILE CHE IL VIRUS POSSA CAUSARE UNA NUOVA PANDEMIA.<br \/>\nDal 7 maggio, quando a un viaggiatore britannico di ritorno dalla Nigeria \u00e8 stato diagnosticato il vaiolo delle scimmie, sono stati registrati almeno trecento casi in 22 paesi non africani tra cui l\u2019Italia. Il primo di questi \u00e8 stato diagnosticato il 19 maggio all\u2019Istituto Spallanzani di Roma, in un giovane rientrato da una vacanza alle Canarie. I casi italiani sono saliti rapidamente a dieci.<\/p>\n<p>Il vaiolo delle scimmie \u00e8 un virus noto dagli anni cinquanta, ed era gi\u00e0 comparso in Europa nel 2018. Ma \u00e8 la prima volta che si diffonde in modo sostenuto fuori dall\u2019Africa occidentale e centrale, dove \u00e8 endemico dal 1970. Di norma infatti viene contratto dagli animali \u2013 non solo scimmie, a dispetto del nome, pi\u00f9 spesso roditori e ghiri africani \u2013 mentre \u00e8 pi\u00f9 difficile che passi da persona a persona.<\/p>\n<p>Non si sa ancora perch\u00e9 il virus si stia diffondendo proprio ora. Il virus sembra simile ai ceppi finora noti e comunque i poxvirus, la famiglia a cui appartengono sia il vaiolo delle scimmie sia il vaiolo umano, in generale tendono a mutare meno facilmente rispetto ai virus a rna come il sars-cov-2. Ma alcuni virologi, tra cui Trevor Bedford dell\u2019istituto Fred Hutchinson di Seattle e Stefan Rothenburg dell\u2019Universit\u00e0 della California, non escludono che si tratti di un ceppo pi\u00f9 capace di trasmettersi da persona a persona, e sostengono che i poxvirus possono evolversi rapidamente. Sono per\u00f2 ipotesi ancora da dimostrare.<\/p>\n<p>La trasmissione<\/p>\n<p>Il virus si trasmette tramite contatto fisico ravvicinato, inclusi i rapporti sessuali, ma anche tramite oggetti contaminati, per esempio le lenzuola, che possono essere ancora infettivi a distanza di molti mesi. Non sembra che si trasmetta per via aerea. Il ministero della salute in ogni caso raccomanda di indossare la mascherina ffp2 per gli operatori sanitari a contatto con i contagiati. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie, esiste il sospetto che il contagio si sia diffuso tramite rapporti sessuali con pi\u00f9 partner.<\/p>\n<p>L\u2019attuale epidemia \u00e8 dovuta al ceppo virale endemico in Africa occidentale, il pi\u00f9 mite, con una letalit\u00e0 dell\u20191-3 per cento. Nei paesi occidentali, che hanno strutture sanitarie migliori, il rischio \u00e8 probabilmente inferiore e al momento non ci sono notizie di decessi fuori dall\u2019Africa. Il vaiolo delle scimmie \u00e8 comunque fastidioso e potenzialmente debilitante.<\/p>\n<p>Dopo un\u2019incubazione che va dai 5 ai 21 giorni, i primi sintomi sono febbre, dolori muscolari, stanchezza e mal di testa. Entro tre giorni inizia la formazione di pustole: un segno tipico \u00e8 la loro comparsa sulla pianta di mani e piedi. Di norma la malattia si risolve in 2-4 settimane; in alcuni casi le lesioni possono lasciare cicatrici permanenti sulla pelle o lesioni alla cornea, e quindi danni alla vista. La malattia tende a essere pi\u00f9 grave nei bambini, nelle persone positive al virus dell\u2019hiv e nelle donne incinte, oltre che negli immunodepressi.<\/p>\n<p>Vaccini ed efficacia<\/p>\n<p>La buona notizia \u00e8 che abbiamo gi\u00e0 un vaccino. I vaccini per il vaiolo umano infatti hanno un\u2019efficacia intorno all\u201985 per cento contro il vaiolo delle scimmie. In Italia le persone nate prima del 1977 sono gi\u00e0 vaccinate contro il vaiolo. Ci sono indizi che il vaccino possa immunizzare per decenni, ma ufficialmente la protezione piena \u00e8 garantita per soli 3-5 anni.<\/p>\n<p>L\u2019Agenzia europea del farmaco (Ema) nel 2013 ha approvato un nuovo vaccino antivaiolo, Imvanex, molto pi\u00f9 sicuro dei vaccini storicamente usati negli anni sessanta e settanta, ora non pi\u00f9 autorizzati. Potr\u00e0 servire come profilassi per i contatti stretti e gli operatori sanitari, se somministrato entro quattro giorni dall\u2019esposizione al virus.<\/p>\n<p>In caso di emergenza comunque l\u2019Italia, secondo fonti dell\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0, ha a disposizione cinque milioni di dosi di vaccino, che possono salire a venticinque milioni se diluite. Quanto ai farmaci, l\u2019unico esistente \u00e8 il tecovirimat, approvato nel gennaio 2022 dall\u2019Ema.<\/p>\n<p>Restano ancora molti interrogativi, ma a meno di nuove scoperte sembra improbabile che il virus possa causare una nuova pandemia. A differenza del covid-19, il vaiolo delle scimmie si trasmette difficilmente, ha sintomi identificabili e ci sono gi\u00e0 dei vaccini.<br \/>\n*( Fonte Internazionale. Massimo Sandal ,\u00e8 stato ricercatore in biologia molecolare, specializzato in dinamica delle proteine)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; Irene Doda*: LA DISTOPIA DIGITALE IN PALESTINA. MENTRE SCRIVIAMO, L\u2019OPERAZIONE BREAKING DAWN DELL\u2019ESERCITO ISRAELIANO COTRO LA STRISCIA DI GAZA HA CAUSATO QUARANTACINQUE VITTIME TRA LA POPOLAZIONE PALESTINESE, TRA CUI SEDICI BAMBINI. AL MOMENTO IL CESSATE IL FUOCO SEMBRA TENERE, MA NON SI ESCLUDE UN\u2019ULTERIORE ESCALATION DELLE VIOLENZE NEI PROSSIMI GIORNI. La macchina militare di Israele \u00e8 una delle pi\u00f9 avanzate al mondo, ed \u00e8 sostenuta dai cospicui investimenti pubblici nel settore: non solo in armamenti, ma anche in tecnologie di raccolta dati e di sorveglianza.<br \/>\nIn una recente inchiesta, The Intercept ha rivelato che due delle pi\u00f9 grandi aziende tecnologiche al mondo, Google e Amazon, hanno venduto sofisticati strumenti di intelligenza artificiale alle forze militari israeliane, come parte del progetto Nimbus &#8211; un contratto stipulato dai due giganti del tech con il governo di Tel Aviv nella primavera del 2021. Nimbus \u00e8 un gigantesco appalto di fornitura di servizi cloud del valore di circa quattro miliardi di shekel (1,2 miliardi di euro), pensato per fornire una soluzione cloud onnicomprensiva a vari enti, tra cui, ovviamente, anche le forze di difesa. I data center di Nimbus hanno sede in Israele, soggetti alla legge del paese, quindi immuni da pressioni politiche esterne.<\/p>\n<p>I documenti analizzati da The Intercept, corredati da testimonianze anonime di dipendenti che hanno lavorato al progetto, svelano che Google sta vendendo all\u2019esercito israeliano un\u2019ampia gamma di prodotti di IA e machine learning, che rafforzer\u00e0 le capacit\u00e0 in ambito di riconoscimento facciale, categorizzazione e tracciamento automatico di oggetti e che dar\u00e0 la possibilit\u00e0 alle forze di difesa di costruire modelli algoritmici da sfruttare per i propri scopi. Il progetto Nimbus include anche tecnologie di sentiment detection, ovvero sistemi in grado di riconoscere e discernere le emozioni di un soggetto, una tecnica generalmente non considerata particolarmente affidabile, ma comunque potenzialmente pericolosa se usata in ambito militare.<\/p>\n<p>Organizzazioni internazionali come Amnesty International e Human Rights Watch hanno accusato Israele di gravi crimini contro la popolazione palestinese, inclusi persecuzioni, discriminazioni sistemiche e apartheid. Le violenze sono perpetrate anche con il supporto di una vasta rete di sorveglianza. Le forze di difesa hanno in dotazione un\u2019applicazione per smartphone, chiamata Blue Wolf, che \u00e8 in grado di collegare una foto di un sospettato con un database dell\u2019esercito: l\u2019applicazione restituisce poi un codice colore che informa l\u2019ufficiale se una persona pu\u00f2, per esempio, essere lasciata passare a un check point. Blue Wolf \u00e8 parte di un network molto sofisticato di telecamere di sorveglianza e di tecniche di riconoscimento facciale che rendono, a detta di numerosi attivisti, la societ\u00e0 palestinese una \u201cdistopia digitale\u201d.<\/p>\n<p>Del progetto Nimbus si sa relativamente poco. Gli impiegati di Google e Amazon, tuttavia, avevano gi\u00e0 condannato il progetto in una protesta anonima che aveva trovato spazio sulle pagine del Guardian. Chiedevano, in breve, ai loro datori di lavoro di staccare la spina a Nimbus, un\u2019iniziativa che comportava vari rischi di violazione dei diritti umani e che avrebbe sostenuto e rafforzato l\u2019occupazione militare israeliana.<\/p>\n<p>Ha fatto molta notizia, negli ultimi mesi, la vicenda dello spyware Pegasus, un software di sorveglianza che, se installato su telefoni e smartphone \u00e8 in grado di offrire un accesso quasi completo a tutte le attivit\u00e0 di un soggetto, e che \u00e8 stato usato contro attivisti e giornalisti in tutto il mondo. Pegasus \u00e8 stato prodotto proprio in Israele, dall\u2019azienda NSO, ed \u00e8 stato testato sui palestinesi prima di essere esportato. Lo stato di sorveglianza in Israele continua a raffinarsi, e lo fa anche con la complicit\u00e0 di Big Tech.<\/p>\n<p>*(a cura di: Irene Doda, vive a Forl\u00ec e lavora come scrittrice e giornalista freelance. Si occupa di lavoro, tecnologia e questioni di genere; spesso di tutte e tre queste cose insieme. Ha scritto per Wired, Singola, Il Tascabile e altre riviste online e cartacee)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>09- Laura Spinney*: STORIA CI DICE CHE TIPO DI RIVOLUZIONE NASCE DA UNA PANDEMIA. PER PRIMA COSA IL FARAONE CAMBI\u00d2 NOME, DA AMENHOTEP IV AD AKHENATON. POI DECRET\u00d2 CHE UNA NUOVA CAPITALE DOVESSE ESSERE COSTRUITA LONTANO DALLA VECCHIA. IN QUESTA CITT\u00c0 SI SAREBBE DOVUTO ADORARE UN SOLO DIO, ABBANDONANDO TUTTI GLI ALTRI: IL DIO DEL SOLE ATEN.<br \/>\nL\u2019ERESIA DI AKHENATON NON DUR\u00d2 A LUNGO, E TERMIN\u00d2 CON LA SUA MORTE MENO DI VENT\u2019ANNI DOPO. FU UNA PARENTESI NEI TREMILA ANNI DI STABILIT\u00c0 CULTURALE CHE CARATTERIZZARONO L\u2019ANTICO EGITTO, MA LA SUA TRACCIA DURATURA NELL\u2019ARTE E NEL PENSIERO NE FANNO UNA DELLE RIVOLUZIONI RELIGIOSE PI\u00d9 DISCUSSE DI TUTTI I TEMPI. UNA SPIEGAZIONE COMUNE \u00c8 CHE AKHENATON FOSSE STUFO DEI POTENTI SACERDOTI DELLA VECCHIA CAPITALE TEBE, CHE ADORAVANO MOLTE DIVINIT\u00c0.<\/p>\n<p>Ma se in realt\u00e0 stesse fuggendo da un\u2019epidemia? L\u2019idea non \u00e8 nuova, ma ha visto<br \/>\nun ritorno d\u2019interesse con l\u2019arrivo del covid-19. Dopo aver vissuto la peggiore pandemia dell\u2019ultimo secolo, molti egittologi e archeologi guardano al passato con occhi nuovi. Hanno osservato in prima persona l\u2019impatto sociale che pu\u00f2 avere una pandemia \u2013 l\u2019esacerbazione delle disuguaglianze, il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0, la xenofobia e la ricerca di un senso \u2013 e si sono resi conto che questi fenomeni hanno probabilmente dei precedenti.<\/p>\n<p>\u201cLe malattie trasmissibili svolgono un ruolo culturale ed economico che si ripete nel tempo, fino ai giorni nostri\u201d, dice Louise Hitchcock dell\u2019universit\u00e0 di Melbourne, in Australia. Vedendo quanto siano strettamente intrecciate le discordie sociali, le idee virali e i virus reali, Hitchcock e altri si chiedono se questo possa spiegare i principali cambiamenti culturali avvenuti nella storia, all\u2019epoca di Akhenaton, durante la peste nera e con l\u2019influenza del 1918.<br \/>\nPotrebbe anche spiegare alcuni dei venti ideologici trasversali che attraversano le nostre societ\u00e0 odierne e che potrebbero plasmare il mondo successivo al covid 19?<\/p>\n<p>Alcuni indizi dall\u2019Egitto<br \/>\nIl caso della peste \u2013 intesa come malattia infettiva di proporzioni epidemiche \u2013 nell\u2019Egitto della tarda et\u00e0 del bronzo ci offre per ora alcuni indizi. Nel 2012 l\u2019egittologa statunitense Arielle Kozloff ha suggerito che ci fossero gi\u00e0 segni di<br \/>\npeste nel regno del padre di Akhenaton, Amenhotep III. La studiosa ha evidenziato un vuoto di otto anni nella documentazione scritta e il fatto che Amenhotep avesse ordinato la creazione di molte statue di una dea della<br \/>\nguarigione dalla testa di leone, Sekhmet, pi\u00f9 che per qualsiasi altra divinit\u00e0. A un certo punto cambi\u00f2 anche la sua residenza imperiale, forse nel tentativo d\u2019isolarsi.<\/p>\n<p>Nel 2020 Jorrit Kelder dell\u2019universit\u00e0 di Leida, nei Paesi Bassi, ha suggerito che la stessa pestilenza potrebbe aver spinto Akhenaton a intraprendere azioni pi\u00f9 drastiche. Kelder aveva osservato come spesso le persone si siano sentite deluse dai governi che, nelle loro aspettative, avrebbero dovuto proteggerli dal covid-19. La riforma della religione egizia operata da Akhenaton nel quattordicesimo<br \/>\nsecolo avanti Cristo \u201cpu\u00f2 forse essere vista come una mossa preventiva per sottolineare il fallimento, non suo, ma delle divinit\u00e0 tradizionali nel proteggere l\u2019Egitto\u201d, ha scritto. Tuttavia la nuova citt\u00e0 di Akhenaton, Amarna, divenne rapidamente un nodo cruciale in una rete internazionale di commercio e diplomazia: una sorta di \u201cprima epoca cosmopolita\u201d, dice Kelder. Questa potrebbe quindi non essere sfuggita alla peste come sperava il suo fondatore. E la stessa pestilenza potrebbe aver causato la sua morte, quella della moglie Nefertiti, e quella di tre delle loro figlie.<\/p>\n<p>Il Pew research center negli Stati Uniti ha riferito che un quarto degli adulti ha dichiarato che la propria fede si \u00e8 rafforzata dopo lo scoppio del covid-19<\/p>\n<p>La misteriosa malattia potrebbe essersi diffusa anche al di fuori dell\u2019Egitto, soprattutto quando la gente cominci\u00f2 a disertare Amarna. Hitchcock si \u00e8 chiesta se questa abbia indebolito una serie di civilt\u00e0 mediterranee, portando alla loro scomparsa per mano dei popoli del mare (un gruppo che imperversava nel Mediterraneo orientale) e alla fine dell\u2019et\u00e0 del bronzo poco pi\u00f9 di un secolo dopo. Lei e Kelder sottolineano di non essere egittologhe \u2013 anche se entrambe sono archeologhe che si occupano di civilt\u00e0 mediterranee della tarda et\u00e0 del bronzo \u2013 e le loro sono solo delle ipotesi. Gli egittologi, nel frattempo, sono divisi su ci\u00f2 che accadde ad Amarna.<\/p>\n<p>Chi non \u00e8 sorpreso che gli studiosi di storia antica la pensino in questo modo \u00e8 Joel Finkelstein, cofondatore del Network contagion research institute (Ncri) di Lawrenceville, nel New Jersey, un istituto senza scopo di lucro. L\u2019Ncri segue le tendenze dell\u2019informazione sui social network e le mette in relazione con gli eventi del mondo reale. Dall\u2019inizio della pandemia di covid-19, indipendentemente dagli orientamenti politici, la rete ha assistito all\u2019ascesa di \u201cgruppi rivoluzionari essenzialmente religiosi che rompono le relazioni con la societ\u00e0 per dare vita a un qualcosa che inauguri un\u2019era utopica\u201d, afferma Finkelstein. Dopo aver costruito un seguito nel regno virtuale, l\u2019attivit\u00e0 di questi gruppi si \u00e8 ora<br \/>\nriversata in quello fisico.<\/p>\n<p>Trovare una religione<br \/>\nAnche altri hanno osservato che le persone si rivolgono alla religione in tempi di pestilenza, perfino in un\u2019epoca come quella odierna sempre pi\u00f9 laica. Effettuando ricerche su Google di testi di preghiera in 107 paesi, Jeanet Bentzen dell\u2019universit\u00e0 di Copenaghen, in Danimarca, ha riscontrato \u201cun notevole aumento\u201d dell\u2019intensit\u00e0 delle preghiere nei primi mesi della pandemia di covid-19. Nell\u2019aprile 2020 il Pew research center negli Stati Uniti ha riferito che un quarto degli adulti ha dichiarato che la propria fede si \u00e8 rafforzata dopo lo scoppio del covid-19.<\/p>\n<p>Cosa le persone cerchino nella religione in questi momenti \u00e8 meno chiaro, ma \u00e8 molto probabile che per molti si tratti di un ordine sociale pi\u00f9 rigido. Michele Gelfand dell\u2019universit\u00e0 Stanford in California sostiene da tempo che le norme di una societ\u00e0 s\u2019inaspriscono in risposta a minacce ambientali come malattie, carestie e rischi naturali che richiedono un comportamento di condivisione e una<br \/>\ncooperazione su larga scala. Un modo per incoraggiare queste azioni \u00e8 invocare un dio vendicativo che punisca i trasgressori delle norme. Nel 2021 il gruppo di Gelfand ha rilevato che nelle zone degli Stati Uniti con alti livelli storici di minacce ecologiche sono presenti anche alti livelli di fede in divinit\u00e0 punitive.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 alto era il tasso di mortalit\u00e0 durante la pandemia influenzale del 1918, tanto maggiore era la quota di voti delle citt\u00e0 per il partito nazista all\u2019inizio degli anni trenta<\/p>\n<p>La religione non \u00e8 l\u2019unico modo per rendere una cultura pi\u00f9 severa. In uno studio che ha coinvolto quasi 250mila persone in 47 paesi, Leor Zmigrod dell\u2019universit\u00e0 di Cambridge e i suoi colleghi hanno scoperto che con l\u2019aumentare delle malattie infettive aumentano gli atteggiamenti conservatori e autoritari, anche indipendentemente da reddito, istruzione e altri fattori. \u00c8 interessante notare come questa correlazione sia valida solo per le malattie trasmesse da persona a persona, piuttosto che attraverso un ospite intermedio o un vettore. Ci\u00f2 suggerisce che la svolta autoritaria sia profondamente sociale e abbia a che fare con il modo in cui percepiamo le altre persone. Sebbene la ricerca sia precedente allo scoppio del covid-19, il comportamento delle persone durante l\u2019attuale pandemia ha rafforzato questi risultati. \u201cQuesta malattia profondamente sociale, questa malattia che pu\u00f2 essere trasmessa da altre persone, ha portato a un\u2019ondata di autoritarismo in tutto il mondo\u201d, afferma Zmigrod.<\/p>\n<p>In un preoccupante parallelo storico, Kristian Blickle della Federal reserve di New York ha scoperto che, tra le citt\u00e0 tedesche, quanto pi\u00f9 alto era il tasso di mortalit\u00e0 durante la pandemia influenzale del 1918, tanto maggiore era la quota di voti delle citt\u00e0 per il partito nazista all\u2019inizio degli anni trenta, anche qui<br \/>\nindipendentemente da fattori come il reddito e la disoccupazione. \u201cEsiste una reale paura del caos nei contesti [epidemici], quindi \u00e8 proprio questo desiderio di severit\u00e0 che, a mio avviso, apre la strada al sostegno a divinit\u00e0 e a governi pi\u00f9 rigidi\u201d, afferma Gelfand. E laddove le persone cercano il controllo, aggiunge, sembra che ci\u00f2 comporti il rafforzamento dei confini tra gruppi e una maggiore predilezione per quello di appartenenza. L\u2019anno scorso Brian O\u2019Shea dell\u2019universit\u00e0 di Nottingham, nel Regno Unito, e i suoi colleghi hanno riferito che il fattore principale che determina questa tendenza \u00e8 l\u2019avversione per i germi negli \u201cestranei\u201d, siano essi stranieri o compatrioti percepiti come appartenenti a un diverso sottogruppo etnico, religioso o di altro tipo.<\/p>\n<p>Cospirazioni, stregonerie e mutazioni<br \/>\nLo abbiamo visto naturalmente anche negli ultimi due anni. L\u2019Ncri per esempio ha monitorato l\u2019ascesa del movimento antigovernativo Boogaloo, che comprende suprematisti bianchi e neonazisti. Sebbene sia nato prima della pandemia, il gruppo ha davvero preso piede nella primavera del 2020, in occasione delle manifestazioni a favore delle riaperture negli Stati Uniti. I suoi seguaci, alcuni dei quali nel frattempo sono stati accusati di gravi reati, si sono distinti per le loro camicie hawaiane e i distintivi di Pepe the Frog, e online con meme apocalittici tra cui #dotr, ovvero \u201cday of the rope\u201d (giorno dell\u2019impiccagione) e #rwds ovvero \u201cright wing death squad\u201d (squadra della morte di destra). Il covid-19 ha portato anche un\u2019ondata di attacchi xenofobi contro le persone di origine asiatica e un diluvio di disinformazione antisemita online. L\u2019antisemitismo \u00e8 un tropo tradizionale in tempi di contagio, dice Finkelstein, che risale all\u2019esodo degli ebrei dall\u2019Egitto in seguito a una serie di pestilenze.<\/p>\n<p>Il controllo e l\u2019esclusione non sono per\u00f2 le uniche ragioni possibili per la coincidenza di pandemie e sconvolgimenti sociali. Nina Witoszek dell\u2019universit\u00e0 di Oslo, in Norvegia, e Mads Larsen dell\u2019universit\u00e0 della California, a Los Angeles, studiano il ruolo della narrazione nell\u2019evoluzione culturale e ritengono che le persone ne stiano cercando una nuova. \u201cQuando ci sentiamo minacciati, proviamo ansia\u201d, dice Larsen. \u201cPer attenuare l\u2019ansia, gli esseri umani hanno bisogno di una versione dei fatti alla quale aderire\u201d.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il cambiamento abbia luogo la societ\u00e0 deve approfittare della perturbazione correggendo la rotta<\/p>\n<p>Una pestilenza mette in discussione la \u201cnarrazione principale\u201d diffusa dai dirigenti spirituali o laici e permette di far emergere nuove storie che spiegano dove le cose sono andate per il verso sbagliato e come porvi rimedio. In un parallelo storico con il movimento Boogaloo, alla met\u00e0 del quattordicesimo secolo ci fu l\u2019ascesa, nell\u2019Europa meridionale, del movimento dei flagellanti, che era rimasto ai margini della societ\u00e0 per un secolo, ma divent\u00f2 molto pi\u00f9 influente durante la peste nera. Quando la gente si chiedeva perch\u00e9 un dio benevolo avesse inflitto loro questa orribile malattia, i flagellanti rispondevano che la loro fede non era abbastanza forte. Vagavano di citt\u00e0 in citt\u00e0, frustandosi, intimidendo sacerdoti e uccidendo ebrei. La loro non era l\u2019unica storia in lizza per essere accettata all\u2019epoca. C\u2019erano anche spiegazioni cospiratorie per il flagello, dice Witoszek, e \u201cstregonerie di ogni tipo\u201d.<\/p>\n<p>Michael Muthukrishna della London school of economics, studioso dell\u2019evoluzione culturale, ha una visione darwiniana della questione. I traumi, come le epidemie, creano costellazioni di \u201cmutazioni\u201d ideologiche. Dopodich\u00e9 entra in azione l\u2019equivalente culturale della selezione naturale, che elimina le mutazioni meno adatte alla popolazione mentre altre si affermano.<\/p>\n<p>Come potrebbe funzionare in pratica questa dinamica? Sia i germi sia le idee viaggiano attraverso le reti sociali umane, sostiene il sociologo e medico Nicholas Christakis dell\u2019universit\u00e0 Yale. Queste reti si sono evolute in modo da trovare un equilibrio ottimale tra i vantaggi e gli svantaggi dell\u2019esposizione ad altre persone: vale a dire, principalmente, imparare da loro e non contrarre germi o idee pericolose. \u201cLa diffusione dei germi \u00e8 il prezzo da pagare per la diffusione<br \/>\ndelle idee\u201d, afferma Christakis. Come Christakis e i suoi colleghi hanno dimostrato, usando le informazioni sugli studenti di Harvard raccolte durante la pandemia d\u2019influenza H1N1 nel 2009, le idee possono viaggiare pi\u00f9 velocemente dei germi e facilitare o bloccarne la diffusione. Si tratta di processi dinamici e in competizione tra loro, determinati da molti fattori. L\u2019idea, per esempio, di rifiutare i vaccini antinfluenzali pu\u00f2 diffondersi e persistere se promulgata da un carismatico influencer o se i confinamenti riducono l\u2019esposizione delle persone ad altre idee. Ma diventa autolimitante se le persone muoiono e indeboliscono cos\u00ec la rete d\u2019informazioni.<br \/>\n*( Laura Spinney, New Scientist, Regno Unito)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Schir\u00f2 (pd)* : il propagandismo della Meloni non si ferma nemmeno davanti ai morti. Una macchia morale e civile sulla giornata del ricordo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=39019\" title=\"n\u00b033 \u2013 13\/8\/2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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