{"id":38155,"date":"2022-05-07T10:43:59","date_gmt":"2022-05-07T10:43:59","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=38155"},"modified":"2022-05-07T17:16:14","modified_gmt":"2022-05-07T17:16:14","slug":"n19-07-maggio-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=38155","title":{"rendered":"n\u00b019 \u2013 07\/5\/22 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): segnalato al ministero del lavoro il mio ordine del giorno sull&#8217;assegno unico<\/strong><br \/>\n<strong>02 -Schir\u00f2 &#8211; Ciampi (Pd) &#8211; il convegno sulla presentazione della ricerca &#8220;italiano 2020: lingua nel mondo globale&#8221; \u00e8 stato un momento di alto confronto e un esempio di dialogo da non lasciare cadere<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; La Marca (Pd) &#8211; relatrice dell\u2019accordo sulla mobilit\u00e0 giovanile tra Italia e Canada: &#8220;soddisfazione per l\u2019approvazione alla camera<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Ed Yong*: Con la crisi climatica abbiamo creato l\u2019era del pandemicene. Per tutti i virus in circolazione, la nostra epoca \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 senza precedenti. Le stime parlano di quarantamila virus ospitati nel corpo dei mammiferi ed \u00e8 plausibile che almeno un quarto di questi potrebbe infettare gli esseri umani.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Naomi Klein*: da, il mondo in fiamme aprile 2014 &#8211; tempo climatico contro l\u2019adesso costante. Contro il capitalismo per salvare il clima.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Come varia il livello di partecipazione ai lavori delle camere tra deputati e senatori<\/strong><br \/>\n<strong>I dati sull&#8217;assenteismo. La percentuale di assenza dei parlamentari ai lavori delle rispettive camere \u00e8 un dato importante da monitorare. In questo articolo approfondiremo le differenze di genere ma anche in base ai territori di appartenenza di deputati e senatori.<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Zuhair al Jezairy*: la Turchia ha occupato il Kurdistan iracheno e intende restare<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Alfiero Grandi.*: Una nuova legge elettorale \u00e8 indispensabile, ora, si \u00e8 perso fin troppo tempo!<\/strong><br \/>\n<strong>08- Nel mondo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): SEGNALATO AL MINISTERO DEL LAVORO IL MIO ORDINE DEL GIORNO SULL&#8217;ASSEGNO UNICO<\/strong><\/p>\n<p>Con lettera del 20\/04\/2022 il Servizio per il Controllo parlamentare della Camera dei deputati ha provveduto a segnalare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il mio Ordine del giorno sull\u2019Assegno unico e gli italiani all\u2019estero, accolto dal Governo nella seduta dell\u2019Assemblea del 24\/03\/2022, al fine di acquisire elementi conoscitivi in merito al seguito che sar\u00e0 dato all\u2019impegno del Governo in esso contenuto. E si tratta di un impegno molto importante che spero il Ministero del Lavoro vorr\u00e0 rispettare ed attuare.<\/p>\n<p>Nel mio Ordine del giorno ricordavo che la nuova normativa sull&#8217;Assegno unico universale, cos\u00ec come per ultimo definita dal decreto legislativo n. 230 del 30\/12\/2021 attuativo della legge delega n. 46\/2021, ha abolito a partire dal 1\u00b0 marzo 2022 le detrazioni per i figli a carico e l&#8217;Assegno al nucleo familiare (ANF) per i figli e ha subordinato il diritto all&#8217;Assegno unico alla residenza e al domicilio in Italia.<\/p>\n<p>Evidenziavo, inoltre, che sono attualmente migliaia i cittadini italiani residenti all&#8217;estero aventi diritto \u2013 in virt\u00f9 di norme nazionali e anche di accordi internazionali \u2013 alle detrazioni per figli a carico e\/o all&#8217;Anf per figli i quali per\u00f2 a partire dal 1\u00b0 marzo 2022 hanno perso improvvisamente il diritto a tali agevolazioni fiscali, e i quali inoltre a causa della residenza all&#8217;estero non potranno tuttavia \u2013 in compensazione \u2013 avere diritto all&#8217;Assegno unico.<\/p>\n<p>Si tratta di cittadini italiani iscritti all&#8217;Aire (Anagrafe degli italiani residenti all&#8217;estero), lavoratori e pensionati, i quali producono il loro reddito in Italia e pagano le tasse in Italia: tra questi dipendenti e contrattisti delle amministrazioni statali (consolati, ambasciate, etc.); il personale militare italiano in servizio all&#8217;estero; il personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo, in servizio presso le istituzioni culturali e scolastiche italiane all&#8217;estero; il personale degli Enti pubblici che presti la propria opera lavorativa presso delegazioni o uffici degli Enti stessi all&#8217;estero; i lavoratori residenti all&#8217;estero che hanno un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge italiana per lo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 all&#8217;estero; i lavoratori autonomi, ivi compresi i liberi professionisti che svolgono all&#8217;estero un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa per periodi di tempo limitato, ma che sono iscritti all&#8217;AIRE, realizzando opere o prestando servizi assoggettati al regime fiscale italiano; i cittadini temporaneamente o permanentemente all&#8217;estero, titolari di pensione corrisposta dallo Stato o da istituti previdenziali italiani (come l&#8217;Inps) e tanti altri.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che il legislatore nell&#8217;abolire detrazioni e Anf per figli a carico e nel compensare tale abolizione con l&#8217;introduzione dell&#8217;Assegno unico non ha considerato le pesanti conseguenze economiche ed umane che l&#8217;inesportabilit\u00e0 dell&#8217;Assegno unico all&#8217;estero avrebbe avuto sui diritti acquisiti dei nostri connazionali titolari di prestazioni che dal 1\u00b0 marzo si sono visti revocare le detrazioni per i figli a carico e l&#8217;ANF (Assegno al nucleo familiare).<\/p>\n<p>La stessa Commissione Affari Sociali della Camera nella sua valutazione dello schema del decreto legislativo sull&#8217;Assegno unico aveva espresso parere favorevole sul decreto ma aveva altres\u00ec suggerito al Governo di modificare il decreto al fine di salvaguardare i diritti fiscali e previdenziali dei nostri cittadini residenti all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Il mio Ordine del giorno impegnava quindi il Governo a valutare l&#8217;opportunit\u00e0, in considerazione del fatto che l&#8217;Assegno unico non \u00e8 erogabile all&#8217;estero, di programmare e disporre mirati interventi legislativi atti ad introdurre strumenti di salvaguardia dei diritti fiscali e previdenziali acquisiti nel corso degli anni dai nostri connazionali i quali producono reddito e pagano le tasse in Italia, come le detrazioni per i figli a carico e l&#8217;Assegno al nucleo familiare per i figli a carico ora abrogati.<\/p>\n<p>Sarebbe opportuno ed urgente che il Ministero del Lavoro passasse dalle parole ai fatti concreti con la predisposizione di una normativa a salvaguardia dei diritti dei nostri connazionali (ricordo che siamo sempre in attesa dei risultati della verifica promessa dall\u2019Inps e dal Ministero del lavoro con il diritto comunitario sulla legittimit\u00e0 di una norma che subordina l\u2019Assegno unico alla residenza in Italia ed esclude dal suo beneficio gli italiani residenti all\u2019estero e che per\u00f2 pagano le tasse in Italia).<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2, Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 -SCHIR\u00d2 &#8211; CIAMPI (PD) &#8211; IL CONVEGNO SULLA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA &#8220;ITALIANO 2020: LINGUA NEL MONDO GLOBALE&#8221; \u00c8 STATO UN MOMENTO DI ALTO CONFRONTO E UN ESEMPIO DI DIALOGO DA NON LASCIARE CADERE &#8211; ROMA, 6 MAGGIO 2022<\/strong><\/p>\n<p>Il convegno da noi promosso con la Prof. Monica Barni e in collaborazione con l\u2019Istituto San Pio V alla Camera, in occasione della presentazione della ricerca Italiano 2020: lingua nel mondo globale. Le rose che non colsi\u2026 \u00e8 stato di fatto un elevato confronto di idee sullo stato della nostra lingua nel mondo e un positivo esempio di dialogo tra specialisti e responsabili amministrativi e istituzionali.<\/p>\n<p>Durante i lavori, \u00e8 stata pi\u00f9 volte evocata l\u2019esigenza dell\u2019ascolto da parte della politica e delle istituzioni rispetto alle istanze provenienti dai soggetti culturalmente pi\u00f9 attivi e dinamici, operanti, in questo caso, nel sistema formativo. Riteniamo di poter dire che il confronto di ieri sia stato un\u2019indicazione certo non esclusiva, ma sicuramente significativa e feconda di un metodo da praticare con continuit\u00e0 e attenzione.<\/p>\n<p>Dalla presentazione e dal dibattito sono venuti inoltre spunti e stimoli interessanti e utili, che sarebbe un peccato lasciare cadere.<\/p>\n<p>Lo diciamo con riferimento al nostro lavoro parlamentare, ma anche all\u2019azione delle strutture della nostra Amministrazione che operano per la promozione della lingua e della cultura italiana all\u2019estero e all\u2019iniziativa dei molteplici centri e soggetti che animano la presenza culturale dell\u2019Italia nello scenario globale. Sar\u00e0 dunque importante cercare di moltiplicare le occasioni di incontro e di dialogo come quella che si \u00e8 appena realizzata.<\/p>\n<p>Ringraziamo con sincera gratitudine e apprezzamento il Prof. De Nardis e il Prof. Coccia presenti in rappresentanza dell\u2019Istituto di Studi Politici S. Pio V che ha avuto il merito di farsi carico della ricerca e della sua pubblicazione; il Prof. Massimo Vedovelli e l\u2019intero comitato scientifico per l\u2019eccellente e innovativo lavoro svolto, la Prof. Monica Barni per la proposta di collaborazione e per la costante propulsione, il Prof. Luca Serianni e la Prof. Silvana Ferreri per gli alti e autorevoli contributi al dibattito, il Ministro Plenipotenziario Alessandro De Pedys (MAECI), il Direttore Luca Tucci (Min. Istruzione) e la Dott.ssa Francesca Romana Giancola (Min. Universit\u00e0) per la loro disponibilit\u00e0 e i competenti richiami normativi e organizzativi, il Prof. Alessandro Masi (Dante Alighieri), il Dott. Fabrizio Ferragni (Direttore Offerta Estero RAI) e il Prof. Massimiliano De Conca (FLC CGIL) per la ricchezza e l\u2019interesse delle loro proposte, il Dott. Michele Schiavone (CGIE), l\u2019On. Marco Fedi (CO.AS.IT Australia) e il Dott. Tony M\u00e0zzaro (IAL-CISL Germania) per la rappresentazione di importanti esperienze realizzate all\u2019estero e le stimolanti indicazioni di lavoro.<\/p>\n<p>Un ringraziamento ai colleghi parlamentari che hanno seguito i nostri lavori: Eva Avossa, Nicola Car\u00e8, Graziella Leyla Ciag\u00e0, Rosa Maria Di Giorgi, Fucsia Nissoli Fitzgerald, Laura Garavini, Francesca La Marca, Flavia Piccoli Nardelli, Massimo Ungaro.<\/p>\n<p>Un pensiero altrettanto grato rivolgiamo agli operatori della stampa e delle televisioni e a quanti hanno seguito i nostri lavori sia in presenza che a distanza.<br \/>\n*(Le deputate PD, Angela Schir\u00f2 e Lucia Ciampi )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; LA MARCA (PD) &#8211; RELATRICE DELL\u2019ACCORDO SULLA MOBILIT\u00c0 GIOVANILE TRA ITALIA E CANADA: &#8220;SODDISFAZIONE PER L\u2019APPROVAZIONE ALLA CAMERA\u201d<\/strong><br \/>\n&#8220;Esprimo sincera soddisfazione per l\u2019approvazione di questo provvedimento. L&#8217;accordo in materia di mobilit\u00e0 giovanile tra Italia e Canada era atteso da tempo e, sono certa, contribuir\u00e0 a rafforzare le gi\u00e0 ottime relazioni tra i nostri due Paesi, consentendo ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro di acquisire una migliore comprensione della cultura, della societ\u00e0 e delle lingue attraverso esperienze di viaggio, di lavoro e di vita all\u2019estero\u201d, ha dichiarato Francesca La Marca, relatrice del provvedimento.<br \/>\nL\u2019on. La Marca, intervenendo in Aula per esprimere il voto favorevole del Gruppo del PD, ha ricordato che l\u2019intesa sostituir\u00e0 il Memorandum del 2006, estendendo per la parte italiana il permesso di lavoro a 12 mesi e inserendo due nuove categorie di partecipanti: Young Professionals, dedicato a coloro i quali, essendo gi\u00e0 in possesso di un titolo di studio post-secondario, intendano acquisire un\u2019esperienza lavorativa professionale nel Paese ospite, e International Co-op, rivolto a studenti che, al fine di completare il proprio corso di studi post-secondario, intendano effettuare un tirocinio curricolare su materie correlate al proprio percorso di studio presso un\u2019azienda operante nel Paese ospite.<br \/>\n\u201cL\u2019inserimento di queste due nuove categorie nell\u2019ambito del Accordo \u2013 ha sottolineato la deputata democratica &#8211; permetter\u00e0 al nostro Paese di sfruttare tutte le opportunit\u00e0 offerte dal programma \u201cInternational Experience Canada\u201d, ampliando l\u2019offerta per i giovani italiani che desiderino trascorrere limitati periodi in Canada per acquisirvi esperienza lavorativa\u201d.<br \/>\nDopo aver illustrato altri punti significativi dell&#8217;Accordo, l\u2019on. La Marca ha sottolineato che &#8220;l\u2019approvazione dell&#8217;Accordo rappresenta un segnale positivo per i giovani italiani e canadesi in cerca di esperienze di lavoro e di qualificazione professionale, soprattutto dopo due anni di restrizioni alla mobilit\u00e0 internazionale imposte dall&#8217;emergenza pandemica&#8221;. Concludendo il suo intervento, infine, ha auspicato che &#8220;nella successiva definizione del numero dei giovani ammessi ai programmi, si tengano in giusta considerazione i legami che contraddistinguono storicamente i rapporti tra il Canada e l\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; ED YONG*: CON LA CRISI CLIMATICA ABBIAMO CREATO L\u2019ERA DEL PANDEMICENE. PER TUTTI I VIRUS IN CIRCOLAZIONE, LA NOSTRA EPOCA \u00c8 UN\u2019OPPORTUNIT\u00c0 SENZA PRECEDENTI. LE STIME PARLANO DI QUARANTAMILA VIRUS OSPITATI NEL CORPO DEI MAMMIFERI ED \u00c8 PLAUSIBILE CHE ALMENO UN QUARTO DI QUESTI POTREBBE INFETTARE GLI ESSERI UMANI.<\/strong><br \/>\nLa maggior parte di essi non lo fa, perch\u00e9 ha poche possibilit\u00e0 di adattarsi ai nostri organismi. Ma queste opportunit\u00e0 stanno aumentando. I cambiamenti climatici della Terra stanno costringendo gli animali a trasferirsi in nuovi habitat, alla ricerca di condizioni ambientali ideali. Specie che non sono mai coesistite nella stessa area geografica diventeranno vicine di casa e questo sar\u00e0 l\u2019occasione per migliaia di scambi infettivi nei quali i virus potranno riversarsi in nuovi ospiti e, pi\u00f9 tardi, negli esseri umani.<\/p>\n<p>Molti scienziati sostengono che i cambiamenti climatici renderanno le pandemie pi\u00f9 probabili, ma un nuovo e pionieristico studio mostra che questo inquietante futuro \u00e8 gi\u00e0 tra noi e sar\u00e0 difficile affrontarlo.<\/p>\n<p>La rete planetaria di virus e animali selvatici \u201csi sta rimodellando\u201d, mi ha detto Colin Carlson, biologo del cambiamento globale all\u2019universit\u00e0 di Georgetown. E \u201cse pensavamo di aver finalmente capito le regole del gioco, per l\u2019ennesima volta la realt\u00e0 ci ha costretto a fermarci e ci ha spiegato che non \u00e8 cos\u00ec che funziona la biologia\u201d.<\/p>\n<p>Iceberg, lo studio pubblicato su Nature<br \/>\nNel 2019 Carlson e il suo collega Greg Albery hanno cominciato a progettare un\u2019enorme simulazione che mappa le aree di distribuzione passate, presenti e future di 3.100 specie di mammiferi. Il modello serve a prevedere la probabilit\u00e0 che si verifichino nuovi spillover (i salti di specie) mano a mano che i territori delle specie cominceranno a sovrapporsi e i virus entreranno in nuovi ospiti inconsapevoli.<\/p>\n<p>La simulazione ha richiesto moltissima potenza di calcolo: \u201cOgni volta che la facciamo partire, \u00e8 una spesa enorme\u201d, dice Carlson. E i risultati, che sono stati pubblicati, sono inquietanti. Anche ipotizzando gli scenari climatici pi\u00f9 ottimistici, nei prossimi decenni si verificheranno circa trecentomila primi incontri tra specie che normalmente non interagiscono tra loro, causando circa quindicimila spillover.<\/p>\n<p>Il momento di agire per limitare i salti di specie era 15 anni fa. Dobbiamo abituarci all\u2019idea che le pandemie saranno sempre pi\u00f9 frequenti<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 abbastanza spaventoso\u201d, dice Vineet Menachery, un virologo dell\u2019universit\u00e0 del Texas-Medical Branch. Lo studio suggerisce che il ritmo allarmante con cui virus nuovi o riemergenti hanno causato epidemie negli ultimi decenni \u201cnon \u00e8 anomalo\u201d, mi ha spiegato Menachery, \u201canzi indica quel che dobbiamo aspettarci, e magari anche a ritmo accelerato\u201d.<\/p>\n<p>Carlson e Albery hanno ironicamente intitolato il loro studio Iceberg, per indicare una minaccia enorme, e per lo pi\u00f9 nascosta, con la quale siamo gi\u00e0 in rotta di collisione senza rendercene conto. La loro simulazione ha infatti rivelato che i virus dei mammiferi sono gi\u00e0 stati drammaticamente rimescolati, probabilmente in modo non pi\u00f9 reversibile: nemmeno se tutte le emissioni di carbonio finissero domani. L\u2019antropocene, un\u2019epoca definita dal potere che l\u2019umanit\u00e0 esercita sulla Terra, \u00e8 anche segnata dal potere che i virus hanno su di noi: siamo entrati nel pandemicene. \u201cIl momento in cui agire per bloccare il cambiamento climatico ed evitare un aumento della trasmissione virale era 15 anni fa\u201d, mi ha detto Carlson. \u201cSiamo in un mondo che \u00e8 1,2 gradi pi\u00f9 caldo rispetto ai livelli preindustriali e non possiamo fare marcia indietro. Dobbiamo prepararci all\u2019idea che le pandemie saranno sempre pi\u00f9 frequenti\u201d.<\/p>\n<p>Serbatoi di virus<br \/>\nLo studio Iceberg suggerisce che i nuovi spillover seguiranno regole sorprendenti. L\u2019\u00e9quipe, per esempio, aveva ipotizzato che questi eventi potrebbero concentrarsi nell\u2019Artico, perch\u00e9 le temperature in aumento spingono gli animali verso latitudini pi\u00f9 alte e pi\u00f9 fresche. Ma se due specie si spostano verso nord in parallelo non cambia nulla. Il vero dramma, invece, si verifica quando gli animali cercano altitudini pi\u00f9 alte e fresche e quelli che vivevano sui versanti opposti di una montagna si ritrovano sulla cima. Questo suggerisce che gli spillover non si concentreranno ai poli, ma nelle parti montuose e ricche di biodiversit\u00e0 dell\u2019Africa tropicale e del sudest asiatico.<\/p>\n<p>Il sudest asiatico sar\u00e0 l\u2019epicentro di spillover frequenti, anche perch\u00e9 qui vivono moltissime specie di pipistrelli. Volare d\u00e0 a questi animali flessibilit\u00e0, permettendo loro di reagire ai cambiamenti climatici pi\u00f9 rapidamente di altri mammiferi e di portare i loro virus pi\u00f9 lontano. I pipistrelli del sudest asiatico sono inoltre altamente diversificati e tendono ad avere aree di diffusione ridotte, che non si sovrappongono. \u201cSe li scuoti come un globo di neve, si generano un sacco di primi incontri tra animali diversi \u201d, dice Carlson.<\/p>\n<p>Eventi del genere saranno problematici anche in altre parti del mondo. In Africa, i pipistrelli sono probabilmente i serbatoi naturali dell\u2019ebola. Tredici specie potrebbero potenzialmente portare con s\u00e9 il virus e mano a mano che il riscaldamento globale li costringer\u00e0 a disperdersi, entreranno in contatto con quasi 3.700 nuove specie di mammiferi, il che potrebbe provocare quasi cento spillover. Finora i pi\u00f9 grandi focolai di ebola si sono verificati in Africa occidentale, ma secondo Carlson, nel giro di pochi decenni, la malattia potrebbe facilmente diventare un problema pi\u00f9 serio anche per la parte orientale del continente. \u201cE questo \u00e8 emblematico dell\u2019intera situazione\u201d: tutte le malattie di origine animale muteranno probabilmente in modi altrettanto preoccupanti.<\/p>\n<p>Nel cortile di casa<br \/>\nQuesti rimescolamenti sono una cattiva notizia per pipistrelli e altri animali, che dovranno confrontarsi con infezioni sconosciute, oltre che con gli sconvolgimenti derivanti dal cambiamento climatico. L\u2019introduzione anche solo di una nuova malattia pu\u00f2 rimodellare un ecosistema e negli ultimi decenni si sono verificate molte di queste epidemie della fauna selvatica. \u201cPer le specie a rischio estinzione, colonizzare nuovi habitat ed essere bombardate da patogeni sconosciuti non aumenta di certo le probabilit\u00e0 di sopravvivere\u201d, dice Carlson.<\/p>\n<p>E gli spillover che inizialmente si verificano tra altri mammiferi potrebbero un giorno colpire anche noi: il virus originale della sars \u00e8 passato dai pipistrelli agli umani attraverso gli zibetti e l\u2019hiv \u00e8 giunto a noi dalle scimmie passando attraverso scimpanz\u00e9 e gorilla. Affinch\u00e9 un virus animale si trasmetta agli esseri umani, la geografia, la compatibilit\u00e0 biologica e altri fattori devono allinearsi in un determinato modo. Ogni evento, di per s\u00e9, \u00e8 improbabile: immaginate di giocare alla roulette russa usando una pistola con un milione di culatte. Con i cambiamenti climatici in atto, per\u00f2, \u00e8 come se riempissimo di proiettili un numero sempre maggiore di quelle culatte e allo stesso tempo premessimo il grilletto sempre pi\u00f9 di frequente. Carlson non sa dire se il rimescolamento virale causato dai cambiamenti climatici sia direttamente responsabile dell\u2019attuale pandemia, ma certamente rende tali eventi pi\u00f9 probabili.<\/p>\n<p>La simulazione di Iceberg ha anche mostrato che tali eventi saranno sproporzionatamente pi\u00f9 comuni nelle aree con maggiore probabilit\u00e0 di essere colonizzate dall\u2019uomo o usate come terreno coltivabile. \u201cLe specie si sposteranno verso spazi di maggiore altitudine e pi\u00f9 stabili dal punto di vista ambientale, cio\u00e8 dove abbiamo costruito le citt\u00e0\u201d, mi ha detto Carlson. Questa infelice coincidenza significa che i luoghi dove i loro virus si trasferiranno all\u2019interno di nuovi ospiti \u201csono proprio i nostri cortili di casa\u201d.<\/p>\n<p>Il vaso di Pandora<br \/>\nDiversi casi studio suggeriscono che le previsioni di Iceberg sono solo la punta\u2026 Inutile ripeterlo. Per esempio, lo scioglimento del ghiaccio marino ha recentemente permesso a un virus che normalmente infetta le foche dell\u2019Atlantico del nord di contagiare le lontre marine del Pacifico occidentale. Ma gli studi di Iceberg, ironia della sorte, non hanno preso in considerazione n\u00e9 lo scioglimento dei ghiacci n\u00e9 i mammiferi marini. Mancano anche gli uccelli, che ospitano un loro gruppo specifico di virus, tra cui diversi e pericolosi ceppi d\u2019influenza. Non sono stati considerati nemmeno potenziali agenti patogeni diversi dai virus, come funghi o batteri. \u201cNon credo che stiano esagerando il problema\u201d, ritiene Raina Plowright, un\u2019esperta di spillover alla Montana state university. Secondo lei gli effetti del cambiamento climatico sono aggravati, in modi imprevedibili, dalla perdita di habitat e da altre forze distruttive che potrebbero costringere le specie a muoversi e mescolarsi ancora di pi\u00f9 rispetto a quanto simulato da Iceberg.<\/p>\n<p>Il cambiamento climatico, le pandemie e la sesta estinzione di massa, sono parti intrecciate dello stesso gigantesco problema<\/p>\n<p>\u00c8 quel che sta gi\u00e0 succedendo. All\u2019inizio, Carlson e Albery avevano ipotizzato che i cambiamenti del modello si sarebbero verificati nella seconda met\u00e0 di questo secolo. La loro simulazione, invece, suggerisce che potremmo stare gi\u00e0 attraversando l\u2019era del picco degli spillover. E il problema peggiorer\u00e0 con il riscaldamento globale. Le temperature sono gi\u00e0 abbastanza alte, e cos\u00ec la maggior parte dei rimescolamenti virali previsti \u00e8 gi\u00e0 in atto o \u00e8 sul punto di accadere. Con sorpresa e sgomento di Carlson, questa constatazione varr\u00e0 anche se d\u2019ora in poi ridurremo con successo le emissioni di gas serra. Le ragioni per ridurle sono molte e valide, ma il pandemicene non \u00e8 tra queste. Il vaso \u00e8 stato aperto e provare a richiuderlo, ormai, \u00e8 inutile.<\/p>\n<p>Le rivelazioni sono \u201ccos\u00ec grandi e pesanti da sostenere che, anche mentre le stavamo scrivendo avremmo preferito non farlo\u201d, ha detto Carlson. Ma nonostante ogni tentativo che lui e Albery hanno fatto per smentire il loro stesso lavoro, la simulazione ha continuato a ripresentare gli stessi scenari. E confermano che tre delle pi\u00f9 grandi minacce alla nostra esistenza \u2013 cio\u00e8 il cambiamento climatico, le pandemie e la sesta estinzione di massa \u2013 sono in realt\u00e0 parti intrecciate dello stesso gigantesco problema. Per affrontarlo \u201cabbiamo bisogno di scienziati atmosferici che parlino con gli ecologisti, che si confrontino con i microbiologi, che a loro volta comunichino con i demografi\u201d, mi ha detto Rachel Baker, la cui ricerca a Princeton si concentra su clima e malattie.<\/p>\n<p>Lo studio \u201cnon \u00e8 confortante\u201d, ma \u00e8 importante essere informati, mi ha detto Sadie Ryan, una geografa medica dell\u2019universit\u00e0 della Florida. Gli sforzi per intercettare virus pericolosi che trovano rifugio nella fauna selvatica potrebbero concentrarsi nelle aree dove questi animali migreranno e non solo nei territori che occupano oggi. L\u2019intelligenza artificiale render\u00e0 pi\u00f9 facile individuare gli agenti patogeni pi\u00f9 minacciosi, e cos\u00ec i vaccini possono essere preparati in anticipo, con tempi pi\u00f9 rapidi rispetto a prima.<\/p>\n<p>Ma le pandemie sono imprevedibili per natura, e nessuno sforzo di prevenzione far\u00e0 scomparire del tutto i rischi. Il mondo deve essere pronto per affrontare anche quei virus che inevitabilmente sfuggiranno alle maglie del sistema di profilassi.<\/p>\n<p>Questo significa rafforzare la sanit\u00e0 pubblica, i sistemi sanitari e le reti di sicurezza sociale. Ma anche affrontare tutti i problemi che avevamo prima del covid, quelli che hanno reso il mondo cos\u00ec vulnerabile all\u2019attuale pandemia e lo renderanno vulnerabile nei confronti della prossima.<\/p>\n<p>Il mondo, nel suo desiderio di andare oltre il covid-19, sta gi\u00e0 dimenticando le lezioni del passato pi\u00f9 recente, e d\u00e0 forse per scontato che una crisi del genere, che definisce una generazione, si verifichi appunto soltanto una volta ogni generazione. \u201cMa no, tutto questo potrebbe accadere di nuovo domani\u201d, mi ha detto Carlson. E \u201cse per molti virus dovesse verificarsi un salto di specie\u201d, potremmo essere colpiti da pandemie multiple allo stesso tempo.<br \/>\nCarlson sembrava agitato quando gli ho parlato e mascherava l\u2019ansia che gli deriva dalle nuove scoperte con un umorismo macabro. Mi ha detto che lo studio Iceberg \u00e8 stato la cosa pi\u00f9 difficile ma anche la pi\u00f9 importante che abbia mai fatto. Lui e Albery hanno lavorato al progetto dal piccolo appartamento che condividevano all\u2019inizio della pandemia. Hanno conservato sul frigorifero il tovagliolo da bar su cui avevano abbozzato il titolo del loro futuro articolo. Gli inquietanti risultati dello studio sono stati un peso enorme da sopportare, ma lo hanno condiviso insieme alla loro \u00e9quipe. Il loro articolo \u00e8 stato pubblicato su Nature, il mondo sapr\u00e0 e Carlson interverr\u00e0 davanti al congresso degli Stati Uniti per spiegare la necessit\u00e0 di prepararsi a nuovi spillover. \u201cE poi\u201d, mi ha detto, \u201cci metteremo al lavoro per risolvere il problema\u201d.<br \/>\n( Ed Young, , Questo articolo \u00e8 uscito sul sito del mensile statunitense The Atlantic traduzione di Federico Ferrone.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Naomi Klein*: DA, IL MONDO IN FIAMME APRILE 2014 &#8211; TEMPO CLIMATICO CONTRO L\u2019ADESSO COSTANTE. CONTRO IL CAPITALISMO PER SALVARE IL CLIMA.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019ATMOSFERA, \u201cCHIAMATA SILA O LA MENTE-SOFFIO DEL MONDO DAGLI INUIT, NILCH\u2019I, O VENTO SACRO, DAI NAVAJO, RUACH, O SPIRITO IRRUENTE, DAGLI ANTICHI EBREI\u201d, ERA \u201cLA DIMENSIONE PI\u00d9 MISTERIOSA E SACRA DELLA VITA\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa crisi climatica ci \u00e8 scoppiata in grembo in un momento della stona in cui le condizioni politiche e sociali erano ostili come non mai a un problema di questa natura e grandezza, cio\u00e8 la fine degli spumeggianti anni ottanta, la rampa di lancio della crociata per diffondere nel mondo il capitalismo senza regole. \u201d<\/p>\n<p>QUESTA \u00c8 UNA STORIA DI TEMPISMO SBAGLIATO.<br \/>\nUno degli effetti pi\u00f9 fastidiosi dell\u2019estinzione da cambiamento climatico \u00e8 quello che gli ecologi chiamano &#8220;mismatch\u201d o &#8220;mistiming\u201d, cio\u00e8 quando il riscaldamento fa in modo che gli animali siano sfasati temporalmente rispetto a una fondamentale fonte di cibo, in particolare nella stagione delle nascite, quando non riuscire a trovare abbastanza cibo pu\u00f2 determinare un rapido calo della popolazione.<br \/>\nPer esempio, i modelli migratori di tante specie canore si sono evoluti nei millenni in modo che le uova si schiuda-no esattamente quando le fonti di cibo come i vermi sono al massimo dell\u2019abbondanza, fornendo ai genitori tutto il nutrimento necessario per la prole affamata. Ma dato che oggi la primavera arriva spesso in anticipo, anche i vermi nascono prima, il che significa che in certe aree sono meno abbondanti quando vengono alla luce i pulcini, con una se-rie di possibili effetti a lungo termine sulla sopravvivenza.<br \/>\nAllo stesso modo, nella Groenlandia occidentale, i cari-b\u00f9 arrivano nei terreni della figliatura solo per scoprire di essere sfasati con le piante da pascolo su cui si sono basati per millenni e che ora crescono in anticipo a causa delle temperature pi\u00f9 alte. Questo sfasamento lascia una femmina di carib\u00f9 con meno energia per l&#8217;allattamento, la riproduzione e il nutrimento dei piccoli, un mismatch che \u00e8 stato collegato alle brusche diminuzioni delle nascite e del tasso di sopravvivenza.<br \/>\nGli scienziati stanno studiando i casi di sfasamento da clima in decine di specie, dalle sterne artiche alle balie nere. Per\u00f2 stanno trascurando una specie importante: noi. Gli Homo sapiens. Anche noi soffriamo di un tragico esempio di sfasamento legato al clima, per quanto pi\u00f9 in senso storico-culturale che biologico. Il nostro problema \u00e8 che la crisi climatica ci \u00e8 esplosa in grembo in un momento della storia in cui le condizioni politiche e sociali erano ostili come non mai a un problema di questa natura e grandezza &#8211; cio\u00e8 la fine degli spumeggianti anni ottanta, la rampa di lancio della crociata per diffondere nel mondo il capitalismo senza regole. Il cambiamento climatico \u00e8 un problema collettivo che esige un\u2019azione collettiva di una portata che l\u2019umanit\u00e0 non ha mai realmente raggiunto. Eppure \u00e8 entrato nell\u2019immaginario collettivo nel bel mezzo di una guerra ideologica scatenata proprio sul concetto di sfera pubblica.<br \/>\nQuesta mancanza estremamente infelice di sincronia ha creato tutta una serie di ostacoli alla nostra capacit\u00e0 di rispondere con efficacia a questa crisi. Ha significato che il potere delle grandi aziende era in ascesa nel momento stesso in cui avevamo bisogno di imporre controlli senza precedenti sul comportamento delle imprese per proteggere la vita sulla Terra. Ha significato che \u201cregolamenti\u201d era una parola sporca proprio quando avevamo pi\u00f9 bisogno di questi controlli. Ha significato che eravamo governati da una classe politica che sapeva solo smantellare e affamare le strutture pubbliche proprio quando avevano pi\u00f9 bisogno di essere ripensate e rafforzate. E ha significato che siamo soggetti a un apparato di accordi &#8220;di libero scambio\u201d che legano le mani ai legislatori proprio quando hanno bisogno del massimo di flessibilit\u00e0 per ottenere una massiccia transizione energetica.<br \/>\nAffrontare queste plurime barriere strutturali all\u2019avanzata verso la prossima economia sar\u00e0 il compito cruciale di qualsiasi movimento climatico serio in parallelo all\u2019arti-colazione di un\u2019immagine accattivante dello stile di vita post-carbonio. Ma non \u00e8 l\u2019unico compito in vista. Dobbiamo affrontare anche il modo in cui lo sbilanciamento tra il cambiamento climatico e il dominio liberista ha creato barriere entro noi stessi, rendendo pi\u00f9 arduo dedicare alle pi\u00f9 incalzanti crisi umanitarie qualcosa che ecceda un\u2019occhiatina furtiva e terrorizzata. Perch\u00e9 la nostra vita quoti-diana \u00e8 stata alterata sia dal mercato che dal trionfalismo tecnologico, perci\u00f2 ci mancano tanti strumenti esplorativi atti a convincerci che il cambiamento climatico \u00e8 davvero un problema urgente, per non parlare della fiducia a credere che un modo diverso di vivere sia possibile.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nulla di strano: proprio quando avevamo bisogno di unirci, la nostra sfera pubblica si stava disintegrando, proprio quando avevamo bisogno di consumare di meno, il consumismo ha conquistato praticamente qualsiasi aspetto della nostra vita, proprio quando avevamo bi-sogno di rallentare per comprendere, abbiamo accelerato, e proprio quando avevamo bisogno di orizzonti temporali pi\u00f9 ampi siamo riusciti a vedere solo l&#8217;immediato presente, intrappolati nell\u2019eterno adesso dei nostri social media costantemente aggiornati.<br \/>\n\u00c8 questo il nostro sfasamento da cambiamento climatico, e ha ripercussioni non solo sulla nostra specie ma potenzialmente anche su tutte le altre specie nel pianeta.<br \/>\nLa notizia positiva \u00e8 che, diversamente dalle renne e dagli uccelli canori, noi umani siamo benedetti dalla capacit\u00e0 di ragionamento avanzato e quindi sappiamo adattarci pi\u00f9 consciamente, cambiare i nostri schemi comporta-mentali con velocit\u00e0 rimarchevole. Se le idee che regolano la nostra cultura ci impediscono di salvarci, allora \u00e8 in nostro potere cambiare queste idee. Per\u00f2, prima che ci\u00f2 possa succedere, dobbiamo capire la natura del nostro personale sfasamento climatico.<\/p>\n<p>SAPPIAMO SOLO ESSERE CONSUMATORI<br \/>\nIl cambiamento climatico esige che consumiamo di meno, ma sappiamo solo essere consumatori. Il cambia-mento climatico non \u00e8 un problema che possiamo risolvere semplicemente cambiando ci\u00f2 che compriamo, una ibrida invece di un suv, qualche carbon offset ogni volta che saliamo su un aereo. Nel suo cuore pulsante, \u00e8 una crisi nata dal sovra-consumo da parte dei relativamente ricchi, e questo significa che i pi\u00f9 maniacali consumatori al mondo dovranno consumare meno affinch\u00e9 gli altri possano avere abbastanza da vivere.<br \/>\nIl problema non \u00e8 la \u201cnatura umana\u201d, come ci dicono spesso. Non siamo nati costretti ad acquistare tanto, e nel recente passato siamo stati felici (in molti casi pi\u00f9 felici) consumando parecchio di meno. Il problema \u00e8 il ruolo esagerato che il consumo \u00e8 arrivato a recitare nella nostra specifica epoca.<br \/>\nIl tardo capitalismo ci addestra a creare noi stessi tramite le nostre scelte di consumo: lo shopping \u00e8 il modo in cui formiamo la nostra identit\u00e0, troviamo una commi ibi e ci esprimiamo. Quindi dire alla gente che non pu\u00f2 acqui stare quanto vuole perch\u00e9 i sistemi di supporlo del pianeta sono sovraccarichi potrebbe essere visto come una sorta di aggressione, pari a dir loro che non possono essere real-mente se stessi. Probabilmente \u00e8 per questo che, delle tre R originali, riduzione, riuso, riciclo, solo la terza \u00e8 stata un fattore trainante dato che permette di continuare a far compere fin quando sbattiamo i rifiuti nel cassonetto giusto.(7) Le altre due, che impongono che si consumi di meno, erano praticamente gi\u00e0 fallite in partenza.<\/p>\n<p>IL CAMBIAMENTO CLIMATICO \u00c8 LENTO, MA NOI SIAMO VELOCI.<br \/>\nQuando sfrecci attraverso la campagna a bordo di un treno superveloce, sembra che tutto quello davanti a cui passi stia fermo, persone, trattori, le auto nelle stradine. Ovviamente non lo \u00e8. Si muove, ma a una velocit\u00e0 talmente bassa rispetto al treno da sembrare immobile.<br \/>\nSuccede cos\u00ec anche con il cambiamento climatico. La nostra cultura, alimentata dai combustibili fossili, \u00e8 quel treno ultraveloce che vola verso il prossimo resoconto trimestrale, la prossima tornata elettorale, la prossima distrazione o conferma della propria personalit\u00e0 tramite il nostro smartphone o tablet. Il clima che cambia \u00e8 come il panorama fuori dal finestrino: dal nostro punto di vista in celere movimento pu\u00f2 sembrare statico, ma si muove, il suo lento progresso \u00e8 misurabile in base all\u2019arretramento delle calotte polari, al salire dei mari e agli incrementi frazionali della temperatura. Se non lo controlliamo, quasi sicuramente il cambiamento climatico accelerer\u00e0 abbastanza da catturare la nostra attenzione frammentaria, anche perch\u00e9 intere nazioni isolane cancellate dalla carta e le super-tempeste che allagano le citt\u00e0 tendono a farlo. Ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi perch\u00e9 i nostri interventi possano servire a qualcosa, dato che probabilmente sar\u00e0 cominciata l\u2019era oltre il punto di non ritorno.<\/p>\n<p>IL CAMBIAMENTO CLIMATICO \u00c8 LOCALIZZATO, E NOI SIAMO UBIQUI<br \/>\nIl problema non \u00e8 solo che ci muoviamo troppo alla svelta, \u00e8 anche che l\u2019ambito nel quale si palesano i cambia-menti \u00e8 fortemente localizzato: lo sboccio anticipato di quel particolare fiore, il ghiaccio insolitamente sottile sopra un lago, la linfa che non scorre in un acero, l&#8217;arrivo ritardato di un uccello migratore. Poter notare questo genere di sottili cambiamenti necessit\u00e0 di un contatto intimo con uno specifico ecosistema. Questo genere di comunione avviene soltanto quando conosciamo a fondo un posto, non solo come scenario ma anche come fonte di sostentamento, e quando il sapere locale \u00e8 trasmesso come un dovere sacro da una generazione all&#8217;altra.<br \/>\nMa avviene sempre pi\u00f9 di rado nel mondo urbanizzato e industrializzato. Pochi di noi vivono dove sono sepolti i loro antenati. Molti di noi abbandonano la propria casa a cuor leggero, per un nuovo lavoro, una nuova scuola, un nuovo amore. E facendo ci\u00f2, ci stacchiamo dall\u2019eventuale conoscenza del posto che siamo riusciti ad accumulare nella precedente sosta, e anche dalla conoscenza ammassata dai nostri antenati (che, nel mio caso come in tanti al-tri, sono essi stessi emigrati a pi\u00f9 riprese).<br \/>\nPersino per coloro che sono riusciti a rimanere nel nido, l\u2019esistenza quotidiana \u00e8 sempre pi\u00f9 scollegata dai luoghi fisici in cui viviamo. Trascorriamo gran parte della nostra vita passando attraverso i portali degli schermi e navighiamo nel mondo fisico non con i nostri sensi ma usando le app del telefono.<br \/>\nSiamo schermati dagli elementi naturali dalle nostre case, auto e luoghi di lavoro climatizzati, pertanto i cambiamenti che si dipanano nel mondo naturale ci passano accanto senza lasciar traccia. Potremmo anche non immaginare che una siccit\u00e0 storica stia distruggendo i raccolti delle fattorie che circondano le case di citt\u00e0 dato che i supermercati ancora espongono piccole montagne di prodotti importati, e altri ne arrivano ogni giorno via camion. Ci vuole qualcosa di enorme, come un uragano che superi tutti i livelli precedenti di acqua alta o un\u2019alluvione che di-strugga migliaia di abitazioni perch\u00e9 la gente noti che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va. E persino allora abbiamo difficolt\u00e0 a trattenere a lungo questa cognizione dato che siamo spinti rapidi verso la prossima crisi prima che queste verit\u00e0 abbiano la possibilit\u00e0 di essere assimilate.(8)<br \/>\nIntanto il cambiamento climatico \u00e8 molto indaffarato ad aggiungere ogni giorno nuove persone alle schiere degli sradicati mentre le calamit\u00e0 naturali, i mancati raccolti, il bestiame affamato e i conflitti etnici innescati dal clima costringono altra gente a lasciare la propria casa ancestrale. E a ogni migrazione umana si perdono altri legami cruciali con un posto specifico, lasciando sempre meno perso-ne con gli strumenti necessari per ascoltare attentamente la Terra.<\/p>\n<p>LONTANO DAGLI OCCHI, LONTANO DAL CUORE<br \/>\nI fattori inquinanti del clima sono invisibili, e noi abbiamo smesso di credere a ci\u00f2 che non possiamo vedere. Quando l\u2019ex amministratore delegato della Bp Tony Hayward ci disse che non dovevamo preoccuparci del petrolio e dei solventi chimici finiti in gran quantit\u00e0 nel Golfo del Messico dopo il disastro della Deepwater Horizon perch\u00e9 \u201c\u00e8 un oceano immenso\u201d, stava solo dando voce a una delle credenze pi\u00f9 care della nostra cultura: che quanto non possiamo vedere non ci far\u00e0 male, anzi, esiste a stento.<br \/>\nUna gran parte della nostra economia si basa sull\u2019assunto che ci sia sempre un \u201caltrove\u201d nel quale possiamo gettare i nostri rifiuti. C\u2019\u00e8 sempre l\u2019altrove in cui finisce il nostro pattume quando viene tolto dall\u2019asfalto, e in cui vanno i nostri liquami quando sono gettati nello scarico. C\u2019\u00e8 l\u2019altrove in cui i minerali e i metalli che formano le nostre merci sono estratti, e l\u2019altrove in cui queste materie prime sono trasformate in prodotti finiti. Ma la lezione dello sversamento Bp, per usare le parole dell\u2019ambientalista Timothy Morton, \u00e8 che il nostro \u00e8 \u201cun mondo in cui non c\u2019\u00e8 un \u2018altrove\u2019\u201d.<br \/>\nQuando pubblicai No Logo a cavallo del secolo, i lettori scoprirono scioccati le condizioni ingiuste in cui erano fabbricati i loro vestiti e gadget. Ma quasi tutti abbiamo poi imparato a conviverci, non a giustificarlo, per essere esatti, per\u00f2 a rimanere in uno stato di costante oblio dei costi reali del nostro consumo. Gli \u201caltrove\u201d di quelle fabbriche erano scivolati ampiamente nell\u2019oblio.<br \/>\n\u00c8 uno dei paradossi del sentirsi dire che viviamo in un\u2019era di connessioni senza precedenti. \u00c8 vero che possiamo comunicare, e lo facciamo, a distanze inaudite con una facilit\u00e0 e una velocit\u00e0 inimmaginabili solo una generazione or sono. Ma nel bel mezzo di questa rete globale della chiacchiera, in qualche maniera riusciamo a essere meno connessi alle persone con cui siamo collegati a livelli di assoluta vicinanza: le giovani delle fabbriche del Bangladesh, vere e proprie trappole per incendi, che cuciono i vestiti che indossiamo, o i bambini della Repubblica Democratica del Congo con i polmoni pieni della polvere delle miniere di cobalto per i nostri telefoni, ormai un prolungamento delle nostre braccia. La nostra \u00e8 un\u2019economia di fantasmi, di voluta cecit\u00e0.<br \/>\nL\u2019aria \u00e8 l\u2019invisibile per antonomasia, e i gas serra che la riscaldano sono i nostri fantasmi pi\u00f9 inafferrabili. Il filosofo David Abram ci ricorda che per gran parte della storia umana \u00e8 stata precisamente questa caratteristica invidiabile a conferire all\u2019aria il suo potere e a imporre il nostro rispetto. L\u2019atmosfera, \u201cchiamata Sila o la mente-soffio del mondo dagli inuit, Nilch\u2019i, o Vento sacro, dai navajo, Ruach, o spirito irruente, dagli antichi ebrei\u201d, era \u201cla dimensione pi\u00f9 misteriosa e sacra della vita\u201d.<\/p>\n<p>Ma oggigiorno \u201cci accorgiamo di rado dell&#8217;atmosfera che transita tra due persone\u201d. Essendoci dimenticati dell&#8217;a- ria, scrive Abram, l\u2019abbiamo resa la nostra fogna, \u201cla perfetta discarica degli indesiderati scarti delle nostre industrie&#8230; Persino il fumo pi\u00f9 opaco e acre che erutta dai camini e dalle marmitte si dissiper\u00e0 e disperder\u00e0, sempre e definitivamente dissolvendosi nell\u2019invisibile. \u00c8 andato. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore\u201d.<\/p>\n<p>LA DIMENSIONE TEMPORALE CHE CI SFUGGE<br \/>\nUn altro fattore che rende il cambiamento climatico tanto arduo da afferrare per molti di noi \u00e8 che viviamo in una cultura dell\u2019eterno presente, che si stacca volutamente tanto dal passato che ci ha creati quanto dal futuro che influenziamo con le nostre azioni. Il cambiamento climatico riguarda il modo in cui ci\u00f2 che abbiamo fatto generazioni or sono influenzer\u00e0 ineluttabilmente non solo il presente ma le generazioni future. Questi rapporti temporali sono un idioma che per quasi tutti noi \u00e8 divenuto una lingua straniera in questi tempi digitalizzati.<br \/>\nNon \u00e8 questione di giudizi sui singoli o di fustigarci per la nostra mancanza di profondit\u00e0 e di radici o per la nostra attenzione framment\u00e0ria. Significa piuttosto riconoscere che quasi tutti noi che viviamo nei centri urbani e nei paesi ricchi siamo i prodotti di un progetto industriale, legato intrinsecamente e storicamente ai combustibili fossili, poi esaltato al cubo dalla tecnologia digitale.<br \/>\nCos\u00ec come siamo gi\u00e0 cambiati, potremmo cambiare di nuovo. Dopo aver ascoltato una conferenza del grande poeta contadino Wendell Berry sul fatto che tutti abbiamo il dovere di amare la nostra \u201ccasa\u201d pi\u00f9 di qualsiasi altra cosa, gli ho chiesto se aveva un consiglio da dare alle persone sradicate come me e i miei amici, che veniamo risucchiati nei nostri schermi e sembriamo sempre alla ricerca di una comunit\u00e0 in cui mettere radici. \u201cFermatevi in qual-che punto, e avviate il processo millenario di conoscere quel posto,\u201d ha risposto.<br \/>\nE un ottimo consiglio a pi\u00f9 livelli. Perch\u00e9, per vincere questa battaglia esistenziale, tutti noi abbiamo bisogno di un posto in cui stare.<\/p>\n<p>(7) Inoltre ora sappiamo che buona parte della terza R \u00e8 ininfluente: nelle citt\u00e0 di tutto il Nordamerica enormi quantit\u00e0 di contenitori di plastica per il cibo e delle pubblicit\u00e0 che i consumatori ritenevano finissero nei depositi di riciclaggio per essere trasformati in oggetti pi\u00f9 utili vanno invece dritto filato nelle discariche o vengono incenerite, entrambe potenti fonti di gas sen a. Questo perch\u00e9 nel 2018 la Cina ha pesantemente ridotto la quantit\u00e0 di ritinti riciclabili che \u00e8 disposta ad accettare dato che questo settore ha bassi margini rii guadagno e ha accusato gravi ricadute sanitarie e ambientali.<br \/>\n(8) Ho scritto a un&#8217;amica di Los Angeles per sapere come va dopo che un enorme incendio ha circondato la citt\u00e0 come una bestia dell\u2019apocalisse. \u201cCi sono stati alcuni giorni in cui l\u2019aria era cos\u00ec fitta che sembrava il fumo passivo in un night anni ottanta e tutti parlavano solo di piani di evacuazione,\u201d mi ha risposto. \u201cMa ora sono tornati tutti quanti alle loro faccende e mi viene da chiedermi che cosa ci vorr\u00e0 perch\u00e9 la gente&#8230; non lo faccia.\u201d Gi\u00e0, che cosa ci vorr\u00e0?<br \/>\n*(Fonte: Naomi Klein: da, il mondo in fiamme aprile 2014 &#8211; TEMPO CLIMATICO CONTRO L\u2019ADESSO COSTANTE. Il Mondo in fiamme. Contro il capitalismo per salvare il clima.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 \u2013 (*)COME VARIA IL LIVELLO DI PARTECIPAZIONE AI LAVORI DELLE CAMERE TRA DEPUTATI E SENATORI, I DATI SULL&#8217;ASSENTEISMO. LA PERCENTUALE DI ASSENZA DEI PARLAMENTARI AI LAVORI DELLE RISPETTIVE CAMERE \u00c8 UN DATO IMPORTANTE DA MONITORARE. IN QUESTO ARTICOLO APPROFONDIREMO LE DIFFERENZE DI GENERE MA ANCHE IN BASE AI TERRITORI DI APPARTENENZA DI DEPUTATI E SENATORI.<\/strong><\/p>\n<p>Il livello di partecipazione di deputati e senatori ai lavori delle rispettive aule \u00e8 un tema che riscuote sempre grande attenzione. Specie nella delicata situazione attuale in cui il nostro paese si ritrova a fare i conti con le conseguenze della guerra in Ucraina, a gestire la delicata fase di transizione successiva alla fine dello stato di emergenza, oltre che a portare avanti il piano nazionale di ripresa e resilienza rispettando le scadenze previste.<br \/>\nIn base ai dati pi\u00f9 recenti, relativi al 5 aprile scorso, possiamo osservare come la percentuale media di assenza sia del 15% circa. Il livello di assenteismo per\u00f2 \u00e8 significativamente pi\u00f9 alto alla camera rispetto al senato.<br \/>\nA PALAZZO MADAMA INFATTI LE ASSENZE MEDIE SI ATTESTANO AL 7,8% MENTRE A MONTECITORIO AL 18,2%, UNA DIFFERENZA DI OLTRE 10 PUNTI PERCENTUALI.<br \/>\nLEGGI ANCHE IL GOVERNO FATICA ANCORA NEL RISPETTO DELLE SCADENZE DEL PNRR.<br \/>\n15,3% LA PERCENTUALE MEDIA DI ASSENZA ALLE VOTAZIONI DEI PARLAMENTARI.<br \/>\nIn questo articolo approfondiamo una serie di aspetti legati al tasso di assenteismo dei parlamentari. Sia per quanto riguarda le differenze di genere che il territorio di elezione. Sotto il primo punto di vista vedremo come le senatrici siano mediamente pi\u00f9 presenti rispetto ai loro colleghi uomini, mentre tra deputate e deputati vi \u00e8 un sostanziale parit\u00e0. Per quanto riguarda il secondo aspetto invece alla camera i rappresentanti meno presenti sono quelli di Abruzzo e Lazio. Mentre in senato sono i toscani e i veneti.<br \/>\nCOME SI CONTEGGIANO LE ASSENZE DEI PARLAMENTARI<br \/>\nIn base ai regolamenti di camera (articolo 48 comma 1) e senato (articolo 1 comma 2), i parlamentari sono tenuti a partecipare ai lavori delle rispettive aule. Tuttavia deputati e senatori spesso, oltre ai lavori in assemblea, svolgono anche altre attivit\u00e0 durante il mandato (incontri sul territorio, partecipazione a riunioni di partito, convegni etc.).<br \/>\nUn\u2019alta percentuale di assenze contribuisce a screditare il parlamento agli occhi dell\u2019opinione pubblica.<br \/>\nPer questo \u00e8 importante fare una distinzione tra assenze tout court e missioni. Rientrano in questa seconda tipologia tutte le mancate partecipazioni attribuibili ad impegni istituzionali (come ad esempio le assenze dovute a incarichi di governo). In questo caso l\u2019assenza \u00e8 giustificata e al parlamentare non viene nemmeno decurtata la diaria (cio\u00e8 il rimborso per le spese di soggiorno a Roma). Questa disciplina per\u00f2 presenta diversi aspetti che ancora oggi risultano poco trasparenti, ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo.<br \/>\nMa come si monitora la presenza di deputati e senatori? \u00c8 necessario conteggiare la partecipazione ad ogni singola sessione di voto. Ci\u00f2 perch\u00e9 all\u2019interno di una seduta si possono svolgere anche pi\u00f9 votazioni: la presenza in aula all\u2019inizio dei lavori quindi non significa necessariamente che un parlamentare parteciper\u00e0 all\u2019intera seduta.<br \/>\n\u00c8 possibile ricavare i dati sulle presenze dei parlamentari dai risultati delle votazioni elettroniche. Vi sono per\u00f2 problemi di trasparenza e completezza. Vai a &#8220;Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari&#8221;<br \/>\nNella stragrande maggioranza dei casi, il voto avviene in forma elettronica. I dati relativi all\u2019andamento di questi scrutini sono quindi uno strumento fondamentale per monitorare l\u2019attivit\u00e0 del parlamento e dei suoi membri. Da inizio legislatura ce ne sono state 10.562 alla camera e 7.703 al senato (ultimo aggiornamento: 5 aprile 2022). \u00c8 su questa base che possiamo valutare il livello di partecipazione ai lavori delle camere.<br \/>\n18.265 votazioni elettroniche effettuate dall\u2019inizio della legislatura.<br \/>\nPer analizzare compiutamente i dati che seguono tuttavia \u00e8 importante tenere presente anche altri due elementi. Il primo riguarda il fatto che i regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell\u2019assenza al voto. Non \u00e8 quindi possibile distinguere l\u2019assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute. Inoltre, il senato, a differenza della camera, contempla anche il caso del \u201cpresente non votante\u201d. Si tratta dell\u2019eventualit\u00e0 in cui un senatore o una senatrice pur essendo presente in aula decida deliberatamente di non partecipare al voto. In questo caso i rappresentanti sono comunque considerati come presenti.<br \/>\nI DATI DELLA XVIII LEGISLATURA<br \/>\nIn base ai dati relativi alle assenze durante le votazioni elettroniche, possiamo osservare come la maggior parte dei parlamentari abbia un tasso di assenteismo compreso tra lo 0% e il 15%: parliamo di 591 membri di camera e senato. Ci sono poi 244 esponenti con una percentuale compresa tra il 15,01% e il 30%. Infine abbiamo 115 parlamentari la cui percentuale di assenza alle votazioni \u00e8 superiore al 30%.<\/p>\n<p>22 I PARLAMENTARI CON UN TASSO DI ASSENTEISMO SUPERIORE AL 60%.<br \/>\nDisaggregando i dati rispetto alla camera di appartenenza, possiamo notare che i deputati con un tasso di assenteismo compreso tra lo 0% e il 15% sono 320. Sono 210 invece i membri della camera a rientrare nella fascia compresa tra il 15,01% e il 30%. Mentre gli esponenti ad aver fatto registrare una percentuale di assenza alle votazioni superiore al 30% sono 99. A palazzo Madama invece quasi tutti i senatori rientrano nella fascia compresa tra lo 0 e il 15% di assenze. Solo 50 infatti fanno registrare un tasso di assenteismo superiore. Sono 5 poi gli esponenti con un dato superiore al 60%. Tra questi per\u00f2 vi sono anche due senatori a vita, i quali non sono legati a un mandato elettorale: Carlo Rubbia e Renzo Piano.<br \/>\nIn parlamento ci sono 44 esponenti con pi\u00f9 del 45% di assenze<br \/>\nLa percentuale di assenze di deputati e senatori nella XVIII legislatura, per fascia<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nI membri di camera e senato sono stati raggruppati in fasce, in base alla loro percentuale di assenza alle votazioni elettroniche. Dal conteggio delle assenze sono escluse tutte quelle classificate come \u201cmissioni\u201d. Dal conteggio sono stati escludi anche i due presidenti Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati in virt\u00f9 del ruolo particolare che ricoprono.<br \/>\nCome abbiamo gi\u00e0 raccontato, questa disparit\u00e0 nel livello di partecipazione tra camera e senato pu\u00f2 essere dovuta, almeno in parte, alla maggioranza ristretta su cui poteva fare affidamento il governo Conte II. A palazzo Madama infatti il voto di ogni singolo esponente era importante per la tenuta dell&#8217;esecutivo ed anche i parlamentari membri del governo spesso sono stati costretti a partecipare alle votazioni per non far andare sotto la maggioranza.<br \/>\nLe performance dei gruppi parlamentari<br \/>\nUn altro elemento interessante da analizzare riguarda il livello di assenteismo dei gruppi parlamentari. Per quanto riguarda Montecitorio, possiamo notare come il gruppo meno presente in aula sia quello di Forza Italia con una percentuale media di mancate partecipazioni del 30%. Seguono il gruppo misto (24,1%) e Liberi e uguali (22,8%). I pi\u00f9 presenti &#8211; al netto dei molti abbandoni &#8211; sono invece gli esponenti del Movimento 5 stelle con una media del 12,6% di assenze.<br \/>\nVEDI ANCHE COSA SONO I GRUPPI PARLAMENTARI.<br \/>\nALLA CAMERA I PI\u00d9 PRESENTI SONO GLI ESPONENTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE<br \/>\nLa percentuale di assenze dei deputati nella XVIII legislatura, per gruppo parlamentare<br \/>\nDA SAPERE<br \/>\nI dati possono essere ricavati dalla partecipazione alle votazioni elettroniche. Dal conteggio delle assenze sono escluse tutte quelle classificate come \u201cmissioni\u201d. Ogni parlamentare \u00e8 associato al gruppo in cui milita alla data del 5 aprile 2022.<br \/>\nAl senato la percentuale media di assenza alle votazioni elettroniche \u00e8 pi\u00f9 bassa rispetto alla camera.<br \/>\nPur ribadendo ancora una volta che la percentuale media di assenze in senato \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 bassa rispetto a quella di Montecitorio, vediamo quali sono i gruppi con il livello di partecipazione alle votazioni elettroniche pi\u00f9 basso in questo ramo del parlamento. Dai dati possiamo osservare che al primo posto c\u2019\u00e8 il gruppo misto con una percentuale di assenza del 16,1%. Tuttavia, come abbiamo gi\u00e0 visto, dobbiamo tenere presente che questo dato \u00e8 in parte condizionato dalla presenza dei senatori a vita i quali &#8211; anche per motivi legati all\u2019et\u00e0 e allo stato di salute &#8211; generalmente hanno un basso livello di partecipazione. Detto del misto, i gruppi \u201cpolitici\u201d che presentano il tasso di assenteismo pi\u00f9 elevato sono quelli di Italia viva (12,5%) e Fratelli d\u2019Italia (11,9%). C&#8217;\u00e8 poi un altro gruppo con una percentuale di assenze a due cifre, ovvero Forza Italia che si attesta al 10,3%.<br \/>\nI SENATORI DEL GRUPPO MISTO SOPRA IL 15% DI ASSENZE<br \/>\nLA PERCENTUALE DI ASSENZE DEI SENATORI NELLA XVIII LEGISLATURA, PER GRUPPO PARLAMENTARE<br \/>\nNell\u2019analisi di questi dati bisogna tenere presente che il tasso di assenteismo dei gruppi varia anche al variare della loro conformazione. Una dinamica condizionata dal fenomeno dei cambi di appartenenza dei parlamentari. Se, per fare un esempio, un esponente con un basso livello di partecipazione cambia gruppo il peso di questo dato andr\u00e0 ad influire positivamente sulla formazione da cui \u00e8 in uscita e negativamente su quella in entrata. Il cambio di gruppo inoltre pu\u00f2 anche influire sull&#8217;atteggiamento di un parlamentare. Alcune forze politiche infatti spingono i proprio appartenenti ad avere un&#8217;alta percentuale di partecipazione alle sedute, cosa che invece altri gruppi non fanno. A partire dal misto che, proprio per la sua particolare conformazione, non da indicazioni politiche in questo senso.<br \/>\nVEDI ANCHE IL NOSTRO ULTIMO AGGIORNAMENTO SUI CAMBI DI GRUPPO.<br \/>\nLA DIFFERENZA NELLE ASSENZE TRA DONNE E UOMINI<br \/>\nSpesso ci siamo occupati del tema della disparit\u00e0 di genere, evidenziando come nel nostro paese ancora oggi le differenze di trattamento tra donne e uomini siano piuttosto marcate. Una dinamica che trova conferma anche a livello di rappresentanza parlamentare. Le donne presenti nelle camere infatti sono complessivamente 341, cio\u00e8 poco pi\u00f9 di un terzo rispetto agli uomini.<br \/>\nVedi anche i nostri approfondimenti in tema di disparit\u00e0 di genere.<br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;assenteismo possiamo rilevare che in senato si registra una sensibile differenza nel livello di partecipazione tra donne e uomini. In questo ramo del parlamento infatti i senatori in media sono stati assenti all\u20198,5% delle votazioni elettroniche, mentre le donne al 6,4%.<br \/>\nIN SENATO LE DONNE SONO MENO ASSENTEISTE DEGLI UOMINI<br \/>\nLA PERCENTUALE DI ASSENZE DEI PARLAMENTARI NELLA XVIII LEGISLATURA, PER GENERE<br \/>\nAlla camera invece la situazione \u00e8 sostanzialmente in equilibrio con una leggera preponderanza di mancate partecipazioni da parte delle deputate (18,4%) rispetto ai loro colleghi uomini (18,1%).<br \/>\n2,1 la differenza, in punti percentuali, nel tasso di assenteismo tra uomini e donne in senato.<br \/>\nOccorre comunque tenere presente in questo caso che i grandi numeri tendono ad appiattire le differenze, &#8220;nascondendo&#8221; i dati che si discostano di pi\u00f9 dalla media. In questo contesto quindi un parlamentare assenteista andr\u00e0 ad incidere in maniera minore sul valore medio rispetto a quello che pu\u00f2 fare una sua collega. Questo proprio perch\u00e9 gli uomini sono molti di pi\u00f9 rispetto alle donne. Di conseguenza serve un numero maggiore di deputati o senatori \u201cassenteisti\u201d per aumentare in maniera sensibile il dato. La disparit\u00e0 di genere gioca quindi un ruolo anche in questo senso.<br \/>\nL\u2019assenteismo rispetto alle regioni di elezione<br \/>\nUn altro elemento interessante da monitorare riguarda il tasso di assenteismo in base alla regione di elezione dei parlamentari. \u00c8 possibile analizzare questo dato grazie alla circoscrizione in cui ciascun rappresentante \u00e8 stato scelto. Per quanto riguarda il senato l&#8217;attuale sistema elettorale individua 20 circoscrizioni che corrispondono al territorio di ciascuna regione. Per la camera invece le circoscrizioni sono 28. Alcune ricalcano per intero il territorio regionale mentre per altre esso \u00e8 suddiviso in pi\u00f9 circoscrizioni (4 in Lombardia e 2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia).<br \/>\nCome noto infine, una parte dei seggi di camera e senato \u00e8 riservata ai connazionali che risiedono all\u2019estero. I rappresentanti di questi cittadini appartengono a specifiche circoscrizioni (America settentrionale e centrale, America meridionale, Europa, Asia-Africa-Oceania-Antartide).<br \/>\nI deputati pi\u00f9 \u201cassenteisti sono quelli di Abruzzo e Lazio. Tra i senatori invece i toscani e i veneti.<br \/>\nIn base a queste informazioni possiamo ricondurre tutti i parlamentari alla loro regione di elezione. Per quanto riguarda la camera, possiamo osservare come proprio i parlamentari eletti all\u2019estero risultino tra i pi\u00f9 &#8220;assenteisti&#8221;. Il dato pi\u00f9 significativo riguarda gli eletti nella circoscrizione America meridionale con circa il 65,1% di assenze alle votazioni elettroniche. Ma se si escludono gli eletti all\u2019estero &#8211; che rappresentano comunque una piccola parte &#8211; notiamo che i pi\u00f9 assenteisti sono i deputati eletti in Abruzzo con un tasso del 21,9%, superiore di oltre 3 punti percentuali rispetto alla media della camera. Seguono poi i deputati laziali (21,6%) e siciliani (20,6%). Tutte le altre regioni registrano un tasso di assenteismo dei loro rappresentanti inferiore al 20%.<br \/>\nI DEPUTATI DI ABRUZZO, LAZIO E SICILIA SOPRA IL 20% DI ASSENZE<br \/>\nLa percentuale di assenze dei deputati nella XVIII legislatura, per regione<br \/>\nAl senato invece troviamo una situazione diversa. In questo ramo del parlamento infatti ai primi posti ci sono esponenti eletti nel territorio nazionale. Al primo posto per tasso di assenteismo infatti troviamo i senatori eletti in Toscana (12,7%) e in Veneto (10,1%). Seguono quelli della Liguria (9,3%), di Lazio e Calabria (9%) e della Lombardia (8,5%).<br \/>\nI SENATORI DELLA TOSCANA E DEL VENETO SOPRA IL 10% DI ASSENZE<br \/>\nLA PERCENTUALE DI ASSENZE DEI SENATORI NELLA XVIII LEGISLATURA, PER REGIONE<br \/>\nSopra il dato medio dell&#8217;aula anche i rappresentanti eletti in Basilicata (8,3%) e Sicilia (8,2%).<br \/>\nCHI SONO I RAPPRESENTANTI PI\u00d9 ASSENTEISTI<br \/>\nFinora abbiamo analizzato i dati relativi al tasso di mancate partecipazioni alle votazioni elettroniche in senso generale. Adesso, per concludere, ci concentreremo sui valori relativi ai singoli parlamentari.<br \/>\nA Montecitorio troviamo 3 deputati con una percentuale di assenza superiore all\u201985%. Si tratta di Michela Vittoria Brambilla (Fi, 99,1%), Antonio Angelucci (Fi, 96,4%) e Guido Della Frera (Ci, 86,9%). Tra i primi 15 deputati con il dato pi\u00f9 alto troviamo anche alcuni nomi noti al grande pubblico. Tra questi anche quelli di due importanti leader di partito. Ovvero Enrico Letta (Pd) che da quando \u00e8 stato eletto, nel 2021, non ha partecipato al 75% delle votazioni elettroniche svolte. E Giorgia Meloni (Fdi) che invece non ha partecipato al 62,4% degli scrutini.<br \/>\nCHI SONO I DEPUTATI MENO PRESENTI IN AULA<br \/>\nI 15 DEPUTATI MENO PRESENTI ALLE VOTAZIONI ELETTRONICHE<br \/>\nA palazzo Madama invece ci sono solamente 4 senatori, escludendo quelli a vita, che presentano un tasso di assenteismo superiore al 50%. Al primo posto troviamo Fausto De Angelis (Lega, 98,4%) che per\u00f2 \u00e8 entrato in carica solamente da pochi giorni, essendo subentrato alla dimissionaria Tilde Minasi divenuta nel frattempo assessora regionale in Calabria. Oltre a De Angelis rientrano poi in questa categoria anche Tommaso Cerno (Pd, 65,5%), Niccolo\u2019 Ghedini (Fi, 64%) e Ignazio La Russa (58%).<br \/>\nCHI SONO I SENATORI MENO PRESENTI IN AULA<br \/>\nI 15 SENATORI MENO PRESENTI ALLE VOTAZIONI ELETTRONICHE<br \/>\nAnche nel caso del senato quindi non mancano i nomi noti tra quelli degli esponenti meno presenti in aula. Tra questi figura anche il leader di Italia viva Matteo Renzi (42,9%). Nelle prime 15 posizioni infine anche Emma Bonino (le cui precarie condizioni di salute per\u00f2 sono note da tempo) e Paolo Romani (29,4%), attualmente appartenente alla componente del misto Italia al centro ma con una lunga militanza nelle file di Forza Italia con anche incarichi di rilievo ai tempi dei governi Berlusconi.<br \/>\nQuesto articolo \u00e8 stato realizzato grazie al contributo della community openpolis. Attraverso il confronto con le tesserate e i tesserati, individueremo alcuni degli approfondimenti che pubblicheremo sui nostri canali. Vedi tutto quello che abbiamo realizzato qui.<br \/>\nCosa: Disparit\u00e0 di genere, Governo e Parlamento, presenze e assenze<br \/>\nQuando: XVIII legislatura<br \/>\nDove: parlamento<br \/>\n*( FONTE: dati ed elaborazione openpolis, ultimo aggiornamento: luned\u00ec 11 Aprile 2022)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; ZUHAIR AL JEZAIRY*: LA TURCHIA HA OCCUPATO IL KURDISTAN IRACHENO E INTENDE RESTARE<\/strong><br \/>\n\u201cQuesta non \u00e8 solo un\u2019operazione militare contro il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, ma anche un\u2019occupazione a lungo termine di territori iracheni\u201d, dice Yuhanna, un contadino cristiano proveniente da un villaggio assiro vicino al confine con la Turchia.<br \/>\nLa presenza militare permanente in Iraq \u00e8 stata preparata dall\u2019esercito turco: Yuhanna ha assistito all\u2019abbattimento di alberi, allo spianamento dei terreni e allo sfollamento di seicento persone dai villaggi della zona. I bombardamenti aerei e da terra non si sono ancora fermati e colpiscono le aree prossime alle comunit\u00e0 abitate, causando incendi diffusi.<br \/>\nLa Turchia non solo \u00e8 penetrata militarmente nella regione: ha anche alterato ecosistemi e ambiente, come hanno affermato i ministeri dell\u2019agricoltura della regione curda e del governo centrale iracheno in una dichiarazione congiunta.<br \/>\nIn uno scambio di dichiarazioni tra le due parti il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan ha detto che il governo iracheno avrebbe cooperato all\u2019operazione. Il governo di Baghdad non solo ha smentito, ma ha anche condannato fermamente l\u2019operazione di Ankara e ha convocato l\u2019ambasciatore turco per manifestare il suo dissenso attraverso i canali istituzionali.<br \/>\n\u201cErdo\u011fan sta cercando di tornare alle occupazioni tipiche del vecchio impero ottomano\u201d, ha dichiarato l\u2019ex parlamentare iracheno Josef Slaywa in un tweet. \u201cL\u2019esercito turco usa il pretesto di combattere il terrorismo per mascherare la sue vere mire, cio\u00e8 l\u2019ambizione di riprendere il controllo sulla provincia di Mosul, persa in maniera definitiva da Ankara nel 1926\u201d.<br \/>\n*( Fonte Internazionale, Zuhair al Jezairy, giornalista, Traduzione di Francesco De Lellis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; ALFIERO GRANDI.*: UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE \u00c8 INDISPENSABILE, ORA, SI \u00c8 PERSO FIN TROPPO TEMPO! PERCH\u00c9 \u00c8 INDISPENSABILE INSISTERE ORA SULLA LEGGE ELETTORALE? LA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE NON GODE DI BUONA SALUTE, LA PARTECIPAZIONE POLITICA, ANCHE PER IL SOLO ASPETTO ELETTORALE, \u00c8 IN CALO. LE PERSONE NON VEDONO COME RIUSCIRE A CAMBIARE UNA SITUAZIONE CHE NON LI SODDISFA, ANCHE PER MOTIVI MOLTO DIVERSI. PANDEMIA E GUERRA INOLTRE SONO INCOMBENTI E HANNO SCONVOLTO PRECEDENTI CERTEZZE. LE PERSONE SI ALLONTANANO, ANCHE DAL VOTO.<\/strong><br \/>\nUn appiattimento delle diverse posizioni politiche fino a scimmiottare gli stessi argomenti, accelerato da una maggioranza monstre a sostegno del governo Draghi, non aiuta certo le elettrici e gli elettori ad avere voglia di partecipare. Per questo milioni di persone preferiscono trovare (per fortuna) altre forme di partecipazione, che comunicano sempre meno con il funzionamento della democrazia politica, ne costruiscono un lembo distaccato, spesso in polemica con chi ha un ruolo di gestione delle istituzioni.<\/p>\n<p>Del resto \u00e8 sempre meno interessante districarsi tra chi gonfia il petto in difesa del governo ad ogni costo e chi cerca di distinguersi ma sempre chiarendo che alla fine non far\u00e0 saltare il banco. La guerra in Ucraina, seguita all\u2019aggressione russa, viene troppo spesso affrontata con l\u2019ottica del tifo sportivo anzich\u00e9 con la preoccupazione, che dovrebbe essere di tutti, di far finire prima possibile la guerra, le stragi di civili e di combattenti, la corsa al riarmo, il rischio costante di arrivare alla deflagrazione di una guerra mondiale di proporzioni catastrofiche.<\/p>\n<p>Quando Biden afferma che gli Usa sono l\u2019arsenale della democrazia fa venire i brividi. La democrazia si pu\u00f2 distinguere in meglio per tanti aspetti, non per la primazia militare. Se la democrazia si mette l\u2019elmetto \u00e8 veramente in crisi. Perfino Reagan pensava che il confronto con l\u2019Urss dovesse svenarla per farne crollare il sistema economico, tanto che Gorbaciov e Reagan hanno avviato una fase produttiva di riduzione degli armamenti atomici.<\/p>\n<p>Se non vogliamo che la democrazia italiana contribuisca a questa crisi generale con la propria occorre ridare spazio al confronto tra ipotesi politiche, rinnovare i partiti e le loro politiche, ridare fiato alla partecipazione democratica, costruire una prospettiva che superi i luoghi comuni e ideologismi vecchi quanto privi di fondamento.<\/p>\n<p>Il parlamento \u00e8 il centro di questa crisi, ai minimi storici dell\u2019apprezzamento, i parlamentari sono in cerca di un ruolo e in crollo di stima. Senza ridare ruolo e forza al parlamento tutto il sistema istituzionale \u00e8 sbilanciato. Si leggono dichiarazioni salottiere e furbesche che asseriscono essere inutile insistere sull\u2019approvazione di una nuova legge elettorale. Non \u00e8 cos\u00ec. Al contrario \u00e8 un tassello importante. Manca un confronto tra proposte, che viene evitato proprio per evitare di entrare nel merito, perch\u00e9 cos\u00ec emergerebbero i rischi di instabilit\u00e0 per la nostra democrazia e diventerebbe difficile sottrarsi. Realizzare stabilit\u00e0, che non \u00e8 staticit\u00e0, \u00e8 necessario per qualunque politica si voglia perseguire. Per le classi subalterne \u00e8 indispensabile perch\u00e9 \u00e8 nell\u2019assenza di controllo e guida dei processi che i poteri forti la fanno ancora di pi\u00f9 da padrone. Basta pensare alle crisi economiche che sono il terreno pi\u00f9 favorevole per allargare le distanze tra le classi sociali, tra chi sta sopra e chi sta sotto.<\/p>\n<p>Per questo approvare una nuova legge elettorale prima delle prossime elezioni \u00e8 indispensabile. \u00c8 una novit\u00e0 che buona parte del Pd, sia pure nella sede di un seminario convocato da Left Wing, abbia convenuto che occorra oggi una legge elettorale nuova, proporzionale. Calderoli per la Lega ha reagito mettendo immediatamente le mani avanti e difendendo lo status quo, posizione conservatrice e difensiva, pi\u00f9 comprensibile detta da Meloni che da un esponente della Lega. Si afferma che elettrici ed elettori non sarebbero interessati all\u2019approvazione di una nuova legge elettorale. Se venissero presentati i problemi nella loro importanza e gravit\u00e0, le diverse soluzioni, l\u2019opinione pubblica comprenderebbe l\u2019importanza di una legge elettorale che consenta ai cittadini di avere un ruolo centrale nelle scelte. Certo la legge elettorale non \u00e8 da sola in grado di risolvere la crisi di credibilit\u00e0 del parlamento e dei parlamentari ma \u00e8 fondamentale per invertire la tendenza attuale e ridare al parlamento il ruolo previsto nel nostro sistema istituzionale, definito dalla Costituzione. Cassese ha scritto in un articolo sul Corriere che \u00e8 in corso una \u201cmodificazione dell\u2019assetto politico-costituzionale che si \u00e8 prodotto negli ultimi anni, sviluppatosi gi\u00e0 prima del 2018\u201d e prosegue \u201cil governo \u00e8 diventato il legislatore principale\u201d, funzione che il parlamento cede al governo. Lo abbiamo detto anche noi ma ci fa piacere condividere Cassese in una critica feroce allo status quo. Stiamo parlando della funzione principe del parlamento, architrave dell\u2019assetto costituzionale, che deve rappresentare le posizioni politiche, culturali, territoriali e interpretarle attraverso l\u2019approvazione delle leggi e portarle cos\u00ec a sintesi.<\/p>\n<p>Le leggi sono state di iniziativa parlamentare negli ultimi 4 anni solo per il 20%. L\u2019unica legge importante \u00e8 quella sulla parit\u00e0 salariale tra i sessi. I decreti legge sono ormai il 50% delle leggi approvate e per di pi\u00f9 sulla met\u00e0 dei decreti legge \u00e8 stata posta la fiducia per costringere il parlamento alla loro approvazione. Maxiemendamenti, voti di fiducia a raffica, deleghe a valanga fanno il resto per rendere il parlamento subalterno al governo e in particolare al suo vertice. Con questa impostazione la ripartizione e l\u2019equilibrio tra i poteri entra in crisi.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 centrale per la vita delle persone, perch\u00e9 una legislazione decisa in modo verticistico e tecnocratico, senza la possibilit\u00e0 di correzioni significative da parte del parlamento, decide della vita delle persone che non hanno la possibilit\u00e0 di farsi rappresentare dalle elette e dagli eletti. Non hanno voce. \u201cLa fabbrica delle leggi \u2013 scrive ancora Cassese \u2013 spostata a palazzo Chigi \u00e8 nelle mani di magistrati e funzionari\u201d che degrada e impoverisce le leggi, con una previsione assurda di regolamenti e attuazioni varie. D\u2019accordo anche su questo.<\/p>\n<p>In altre parole se il parlamento non funziona, o peggio \u00e8 paralizzato nelle sue funzioni, ne risente la vita reale delle persone ed \u00e8 questo che dovrebbe spingere a cercare di avere la migliore legge elettorale possibile. Ma i partiti confermano la loro crisi con atteggiamenti di miope convenienza, o almeno ritenuta tale dai loro leader, senza la necessaria attenzione all\u2019interesse generale del paese. La crisi dei partiti \u00e8 grave ed \u00e8 una delle cause della crisi del ruolo del parlamento, ma per risalire la china una nuova legge elettorale \u00e8 indispensabile, anzi ne \u00e8 la premessa, a condizione di ridare ai parlamentari un ruolo di effettiva rappresentanza delle elettrici e degli elettori, che quindi debbono poterli scegliere. I partiti hanno sequestrato di fatto la possibilit\u00e0 di scegliere i parlamentari, perch\u00e9 la legge in vigore, continuando almeno un ventennio di leggi, in questo simili, non permette ai cittadini di scegliere il loro rappresentante in parlamento e questo \u00e8 tanto pi\u00f9 grave dopo la riduzione del numero dei deputati e dei senatori, in vigore dalla prossima legislatura, che restringe di molto la possibilit\u00e0 di rappresentare le posizioni in campo.<\/p>\n<p>In particolare al Senato sar\u00e0 molto difficile avere la stessa maggioranza della Camera e questa \u00e8 ragione di per s\u00e9 di squilibrio politico-istituzionale. Ci sono ragioni pi\u00f9 volte ricordate di incostituzionalit\u00e0 della legge in vigore. Il Senato nelle 9 regioni piccole non avr\u00e0 un minimo di proporzionalit\u00e0 nella rappresentanza, e quasi certamente \u2013 se rester\u00e0 questa legge elettorale \u2013 solo i partiti pi\u00f9 votati potranno avere degli eletti. Un risultato insensato e distorsivo. La riduzione dei parlamentari ha portato a delle incongruenze costituzionali. \u00c8 incredibile che si sia fatta una modifica della Costituzione di questo peso per scoprire successivamente che ne occorrono altre, la pi\u00f9 importante delle quali \u00e8 certamente la modifica delle circoscrizioni del Senato, oggi rigidamente regionali.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che la legge elettorale deve essere coerente con la Costituzione e quindi questa modifica costituzionale dovrebbe essere approvata prima dell\u2019approvazione della legge elettorale. Certo, si potrebbe fare un lavoro preparatorio lasciando solo questo punto aperto, senza dimenticare che dopo avere approvato la nuova legge elettorale sar\u00e0 necessario ridefinire collegi, circoscrizioni, ecc. e anche queste procedure richiedono alcuni mesi. Basta ricordare la recente storia del decreto attuativo firmato da Conte nel gennaio 2021, dopo il referendum.<\/p>\n<p>Con Cassese l\u2019accordo si ferma all\u2019analisi impietosa della grave crisi del parlamento e della preminenza non prevista dalla Costituzione del governo. Il disaccordo arriva quando propone una legge costituzionale nella prossima legislatura, per modificare la seconda parte della Costituzione, per un darle un \u201criassetto\u201d. Cassese interpreta un arco di forze che punta a modificare la seconda parte della Costituzione, fingendo di ignorare che questo obiettivo in realt\u00e0 punta a modificare anche la prima parte, quella dei diritti fondamentali. Perch\u00e9 le politiche concrete sono quelle che decidono della qualit\u00e0 costituzionale, basta pensare all\u2019articolo 3, la Repubblica rimuove gli ostacoli. ecc. la cui attuazione \u00e8 compito delle leggi che il parlamento deve approvare. \u00c8 evidente che con la proposta di Cassese, scritta con nonchalance, senza dargli l\u2019importanza che ha, si staglia il fantasma del 2016, sotto le mentite spoglie di ridare coerenza al sistema istituzionale. Non nego che il problema esista per alcuni aspetti ma non si tratta solo di riscrivere alcune, mirate, norme, il problema anzitutto \u00e8 politico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno infatti di tornare alla Costituzione, troppe volte ignorata, slabbrata, capovolta. \u00c8 evidente che la distanza tra la Costituzione materiale e quella reale non \u00e8 mai stata cos\u00ec forte e se non ci sar\u00e0 una consapevolezza della gravit\u00e0 della situazione il rischio concreto \u00e8 che dopo un lungo periodo di parlamento subalterno al governo e di bicameralismo ormai posticcio (solo 4 decreti legge su 91 approvati con la doppia lettura) perch\u00e9 \u2013 nella realt\u00e0 \u2013 lavora e decide solo una camera per volta, l\u2019altra pu\u00f2 solo confermare le decisioni. Le modifiche della Costituzione senza questa discussione in premessa finirebbero con il sancire il superamento del ruolo del parlamento previsto dalla Costituzione e una deriva presidenzialista, o come dice Renzi, verso il sindaco d\u2019Italia.<br \/>\nA sorpresa anche Draghi si \u00e8 sporto verso scelte che non gli competono, come quando nella recente intervista al Corriere ha sostenuto che il presidente del Consiglio deve essere eletto direttamente. L\u2019obiettivo comune a posizioni diverse \u00e8 il Presidenzialismo in Italia. Le forme proposte sono variabili. Fratelli d\u2019Italia ci prover\u00e0 gi\u00e0 il prossimo 10 maggio alla Camera, con poche speranze di farcela in questa legislatura, ma nella prossima il Presidenzialismo diventer\u00e0 un obiettivo concreto per i suoi sostenitori.<br \/>\nLa crisi della democrazia \u00e8 un pericolo reale e dovrebbe interessare tutti, ma questa consapevolezza sembra essere trascurata nella pratica da atteggiamenti che puntano solo a conquistare la posizione di governo, ad ogni costo. La democrazia si pu\u00f2 suicidare se smette di essere fondata sul confronto e di essere inclusiva, in grado di rappresentare, di fare partecipare, di portare a sintesi. Se si pensa di mettere ancora mano alla Costituzione \u00e8 un obbligo garantire che il parlamento sia rappresentativo, proporzionale, con eletti che hanno la fiducia dei cittadini e funzionante.<br \/>\nQuindi la nuova legge elettorale non pu\u00f2 che introdurre una robusta dose di rappresentanza proporzionale e la scelta diretta dei parlamentari da parte delle elettrici e degli elettori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09- Nel mondo.*<\/strong><\/p>\n<p>WASHINGTON, STATI UNITI, 5 maggio 2022. La futura portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, a sinistra, con Jennifer Psaki, la portavoce uscente. (Kevin Lamarque, Reuters\/Contrasto)<\/p>\n<p>UCRAINA-RUSSIA<br \/>\nIl 6 maggio la presidenza ucraina ha annunciato che quasi cinquecento persone sono state tratte in salvo finora dall\u2019acciaieria Azovstal di Mariupol, nel sudest dell\u2019Ucraina. Oggi le Nazioni Unite cercheranno di far uscire i circa duecento civili rimasti. Intanto, il 5 maggio il dipartimento della difesa statunitense ha smentito di aver fornito a Kiev le coordinate per uccidere generali russi al fronte, come sostiene il New York Times.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\nIl 5 maggio gli elettori sono andati alle urne per le elezioni amministrative nel Regno Unito. Particolare aspettativa per i risultati in Irlanda del Nord, che secondo i sondaggi potrebbero essere vinte per la prima volta dai repubblicani del Sinn F\u00e9in. La formazione, ex braccio politico dell\u2019Irish republican army (Ira), \u00e8 favorevole alla riunificazione dell\u2019Irlanda.<\/p>\n<p>ISRAELE<br \/>\nAlmeno tre persone sono morte e quattro sono rimaste ferite il 5 maggio in un attacco condotto a Elad, a est di Tel Aviv, nel settantaquattresimo anniversario della nascita dello stato ebraico. L\u2019attacco, il settimo nel paese dal 22 marzo, \u00e8 stato attribuito a due palestinesi di 19 e 20 anni originari di Rumana, nel nord della Cisgiordania.<\/p>\n<p>SOMALIA<br \/>\nIl 5 maggio il comitato parlamentare incaricato di organizzare le elezioni ha annunciato che il 15 maggio deputati e senatori eleggeranno il nuovo presidente del paese. Il mandato dell\u2019attuale capo dello stato, Mohamed Abdullahi Mohamed, noto come Farmajo, \u00e8 terminato nel febbraio 2021, ma le elezioni sono state rinviate pi\u00f9 volte a causa di divergenze politiche.<\/p>\n<p>BURKINA FASO<br \/>\nSette soldati e quattro ausiliari dell\u2019esercito sono stati uccisi il 5 maggio in due imboscate nelle regioni del Nord e del Centronord. Gli attacchi sono stati attribuiti ai miliziani jihadisti attivi da anni nel paese.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nIl 6 maggio l\u2019emittente televisiva statale Cctv ha annunciato che il bilancio definitivo del crollo di un edificio di otto piani a Changsha, avvenuto il 29 aprile, \u00e8 di 53 vittime, mentre dieci persone sono state estratte vive dalle macerie. Changsha \u00e8 il capoluogo della provincia dell\u2019Hunan.<\/p>\n<p>Stati Uniti<br \/>\nSecondo un comunicato emesso il 5 maggio, Karine Jean-Pierre, 44 anni, prender\u00e0 il posto dell\u2019attuale portavoce della Casa Bianca Jen Psaki a partire dal 13 maggio. \u00c8 la prima volta che l\u2019incarico \u00e8 affidato a un\u2019afroamericana omosessuale.<\/p>\n<p>NICARAGUA<br \/>\nIl 4 maggio l\u2019assemblea nazionale ha approvato la chiusura di 50 organizzazioni non governative (ong) accusate di aver violato la legislazione nazionale. Dall\u2019inizio dell\u2019anno quasi 150 ong e alcune universit\u00e0 sono state chiuse dal regime del presidente Daniel Ortega. L\u2019anno scorso sono stati arrestati vari politici d\u2019opposizione che puntavano a sfidare Ortega nelle presidenziali del 7 novembre 2021<br \/>\n*(Fonte: INTERNAZIONALE)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): segnalato al ministero del lavoro il mio ordine del giorno sull&#8217;assegno unico 02 -Schir\u00f2 &#8211; Ciampi (Pd) &#8211; il convegno sulla <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=38155\" title=\"n\u00b019 \u2013 07\/5\/22 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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