{"id":38003,"date":"2022-04-23T14:49:12","date_gmt":"2022-04-23T14:49:12","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=38003"},"modified":"2022-04-23T18:23:42","modified_gmt":"2022-04-23T18:23:42","slug":"n17-23-aprile-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=38003","title":{"rendered":"N\u00b017 &#8211; 23\/4\/22 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>00 &#8211; Andrea Fabozzi*: Mattarella: 25 aprile per la pace, non la resa. AL QUIRINALE. Il presidente della Repubblica riceve le associazioni combattentistiche per l&#8217;anniversario della Liberazione, assente il presidente dell&#8217;Anpi.<\/strong><br \/>\n<strong>01 &#8211; Simone Pieranni*: Scholz: \u00abEvitare scontro con la Nato\u00bb. Guterres va da Putin.<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Schir\u00f2 (pd)* : le pensioni Inps agli ucraini che tornano in Italia.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Luciana Castellina, Massimo Serafini* : Energia rinnovabile, il governo fermo sui decreti cruciali per la svolta.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; Serena Tarabini*: Emergenza climatica, annus horribilis per la Terra. CLIMA. Earth day, ennesimo allarme. Guterres (Onu) insiste: basta con la guerra alla natura. Dai ghiacciai alla biodiversit\u00e0 all\u2019Amazonia, nel 2021record di eventi estremi.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Alessandro Santagata*: L\u2019inedita antropologia della guerra partigiana . PENSARE LA LIBERAZIONE. Intervista allo storico Santo Peli, autore di \u00ab la necessit\u00e0, il caso, l\u2019utopia\u00bb Santo Peli \u00e8 uno studioso che non avrebbe bisogno di una presentazione, specie sulle pagine del manifesto.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Michele Giorgio*: Drone su Al Aqsa, decine i palestinesi feriti negli scontri con la polizia. GERUSALEMME. La tensione resta alta intorno al luogo santo minacciato, sostengono i palestinesi, dall&#8217;intenzione israeliana di cambiare lo status quo del terzo sito santo dell&#8217;Islam<\/strong><br \/>\n<strong>07 &#8211; Alberto Olivetti*: Erasmo, Putin, Zelens\u2019skyj. DIVANO. La rubrica settimanale a cura di Alberto Olivetti.<\/strong><br \/>\n<strong>08 &#8211; Brevi dal mondo: Siria, Afghanistan, India, Honduras. Dopo l\u2019Iraq, raid della Turchia a Kobane: due feriti. Nuovo attentato islamista a Kunduz: almeno 36 morti. Critica il premier Modi, deputato agli arresti in India. Hern\u00e1ndez estradato negli Usa, con nuove accuse<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>00 &#8211; Andrea Fabozzi*: MATTARELLA: 25 APRILE PER LA PACE, NON LA RESA. AL QUIRINALE. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RICEVE LE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE PER L&#8217;ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE, ASSENTE IL PRESIDENTE DELL&#8217;ANPI. E DICE: \u00abUN POPOLO IN ARMI AFFERM\u00d2 IL PROPRIO DIRITTO ALLA PACE, UN&#8217;ESPERIENZA TERRIBILE CHE SEMBRA DIMENTICATA DA CHI IN QUESTE SETTIMANE MANIFESTA DISINTERESSE PER LE SORTI E LA LIBERT\u00c0 DELLE PERSONE\u00bb<br \/>\n\u00abDal nostro 25 aprile viene un appello alla pace. Alla pace, non ad arrendersi di fronte alla prepotenza\u00bb. Dopo gli anni del Covid, Sergio Mattarella torna a ricevere al Quirinale i rappresentanti delle associazioni di ex militari, ex combattenti nella guerra di liberazioni, reduci e familiari dei caduti, quelle che per il ministero della difesa che ne vigila e finanzia i progetti sono le associazioni \u00abcombattentistiche e d\u2019arma\u00bb. Tra questa la pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019Anpi, l\u2019associazione nazionale partigiani d\u2019Italia, che nel 2021 dichiarava 120mila iscritti (tre volte quelli della seconda, Combattenti e reduci).<\/p>\n<p>Ma ieri al Quirinale il presidente nazionale dell\u2019Anpi Gianfranco Pagliarulo non c\u2019era, al suo posto un rappresentante della segreteria. Com\u2019\u00e8 noto, in queste ultime settimane Pagliarulo \u00e8 stato pesantemente criticato, prima per la sua posizione contraria all\u2019invio delle armi agli ucraini \u2013 largamente prevalente al recente congresso, ma che ha sollevato discussioni all\u2019interno dell\u2019associazione \u2013 poi per alcuni suoi post di diversi anni fa sulla guerra nel Donbass. Non solo \u00e8 stato criticato Pagliarulo, quanto tutta l\u2019Anpi \u00e8 stata attaccata per la linea pacifista che non sarebbe coerente per un\u2019associazione dedicata alla memoria dei combattenti per la libert\u00e0.<br \/>\nMattarella ha confermato la posizione espressa pi\u00f9 volte in questi due mesi: considera un dovere aiutare gli ucraini a difendersi dall\u2019aggressione russa e una necessit\u00e0 armarli. \u00abLa solidariet\u00e0 che va espressa e praticata nei confronti dell\u2019Ucraina dev\u2019essere ferma e coesa\u00bb, ha detto ieri. Parole nette, che ricordano quelle sul dovere di \u00absolidariet\u00e0 attiva\u00bb inviate un mese fa al congresso dell\u2019Anpi. Pronunciate stavolta in un\u2019occasione assai evocativa, la prima di quelle in cui il presidente ricorder\u00e0 la Resistenza (il 25 aprile sar\u00e0 ad Acerra, teatro di una delle prime stragi naziste nel \u201943).<br \/>\nPagliarulo non era al Quirinale, spiegano dell\u2019Anpi, perch\u00e9 impegnato nella preparazione dell\u2019iniziativa di questa mattina a Bari dove interverr\u00e0 con il presidente della camera, il sindaco e il presidente della regione. E spiegano che non sempre il presidente nazionale interviene a questa genere di cerimonia, dove a prendere la parola a nome di tutti \u00e8 il presidente della Confederazione tra le associazioni. Dal Quirinale, dribblando la polemica, garantiscono che se l\u2019ex presidente dell\u2019Anpi Carlo Smuraglia ha sempre partecipato in prima fila \u00e8 perch\u00e9 si teneva anche la premiazione di un concorso per le scuole patrocinato dall\u2019associazione. L\u2019Anpi ha comunque condiviso sui social il discorso di Mattarella, per quanto assai facilmente interpretabile come un intervento nel vivo delle polemiche che hanno sollevato le posizioni dell\u2019associazione.<br \/>\n\u00abLa Resistenza \u2013 ha detto Mattarella \u2013 fu una rivolta in armi contro l\u2019oppressore, difesa strenua del nostro popolo dalla violenza \u2026 un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace\u00bb. \u00abUn\u2019esperienza terribile \u2013 ha aggiunto \u2013 che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libert\u00e0 delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita la pacifica convivenza tra i popoli\u00bb.<br \/>\nIl presidente non ha mai mostrato dubbi sulla necessit\u00e0 di armare la resistenza ucraina, oltre che naturalmente sulla legittimit\u00e0 costituzionale della scelta, avendo firmato il primo decreto Ucraina e apprestandosi a firmare il secondo. Ha congedato la associazioni combattentistiche e partigiane raccomandando che \u00abil ricordo e l\u2019esempio non vengano cancellati dal passare del tempo o da improvvisate ricostruzioni che sovrappongono pregiudizi ai fatti\u00bb.<br \/>\nIntanto c\u2019\u00e8 la conferma che una parte importante delle associazioni riunite nella Confederazione \u2013 Aned, Fiap, partigiani cristiani, famiglie dei martiri delle Ardeatine \u2013 questo 25 aprile a Roma non saranno a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza, con l\u2019Anpi. Per la prima volta si raduneranno altrove.<br \/>\n*( Andrea Fabozzi. E&#8217; laureato in Economia e Commercio. Ha iniziato il mestiere di giornalista nel 1995)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; Simone Pieranni*: Scholz: \u00abEVITARE SCONTRO CON LA NATO\u00bb. GUTERRES VA DA PUTIN.<br \/>\nMENTRE MOSCA PREPARA L\u2019OFFENSIVA IN DONBASS E LASCIA INTENDERE LA POSSIBILIT\u00c0 DI MIRARE A UN TERRITORIO PI\u00d9 VASTO, CAPACE DI UNIRE FEDERAZIONE RUSSA A DONBASS E TRANSNISTRIA, RICOMINCIANO A MUOVERSI TENTATIVI DIPLOMATICI.<\/p>\n<p>L\u2019UE, CON LE PAROLE del presidente del Consiglio Charles Michel ha chiesto l\u2019apertura immediata di corridoi umanitari da Mariupol e dalle citt\u00e0 assediate, in particolare in occasione della Pasqua ortodossa (cos\u00ec come in precedenza era stato richiesto dall\u2019Onu).<br \/>\nMichel dopo la telefonata con il presidente russo Putin ha sottolineato \u00abin maniera diretta\u00bb che l\u2019Unione \u00e8 \u00abunita\u00bb nel suo \u00abincrollabile\u00bb sostegno alla sovranit\u00e0 e all\u2019integrit\u00e0 dell\u2019Ucraina e ha \u00abdettagliato i costi delle sanzioni europee per Mosca\u00bb.<\/p>\n<p>MICHEL \u2013 CON UN TWEET \u2013 ha anche \u00abchiesto a Putin di stabilire in maniera urgente un contatto diretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come chiesto dallo stesso Zelensky\u00bb. La risposta di Putin per\u00f2 non induce a ottimismo; nella telefonata, secondo quanto riferito dall\u2019agenzia di stampa russa Tass, Putin avrebbe denunciato \u00able dichiarazioni irresponsabili dei rappresentanti del Consiglio europeo relativamente alla necessit\u00e0 di una soluzione militare del conflitto in Ucraina\u00bb.<\/p>\n<p>Le condizioni per arrivare a un\u2019eventuale tregua per il Cremlino sono chiare: \u00abA tutti i soldati dell\u2019esercito ucraino, i militanti dei battaglioni nazionalisti e i mercenari stranieri \u00e8 stato garantito che avrebbero avuto salva la vita, un trattamento decente in linea con il diritto internazionale e adeguata assistenza medica. Il regime di Kiev non permette loro di cogliere questa possibilit\u00e0\u00bb; ovvero senza una resa palese (che consegnerebbe a Putin qualche combattente del battaglione Azov da mostrare alla sua opinione pubblica come prova della \u00abdenazificazione\u00bb dell\u2019Ucraina), niente tregua.<br \/>\nLE SPERANZE di un cessate il fuoco sono ora appese alla visita a Mosca che intraprender\u00e0 luned\u00ec 26 aprile il segretario generale dell\u2019Onu Guterres. Il suo Eri Kaneko ha precisato che con Lavrov ci saranno \u00abun pranzo e un incontro di lavoro\u00bb e che poi \u00absar\u00e0 ricevuto\u00bb da Putin. Sulla possibile visita a Kiev, Kaneko ha spiegato che l\u2019Onu \u00ab\u00e8 ancora al lavoro con l\u2019Ucraina per la preparazione\u00bb della visita. A proposito di una tregua per la Pasqua ortodossa ha aggiunto che l\u2019Onu \u00ablavora con questa speranza\u00bb.<br \/>\nIERI SULLA SITUAZIONE in Ucraina \u00e8 intervenuto anche il cancelliere tedesco Scholz (molto criticato dagli ucraini nell\u2019ultimo periodo). Secondo Scholz \u00e8 assolutamente da evitare un coinvolgimento diretto della Nato; ha poi confermato che la Germania invier\u00e0 gli aiuti militari pattuiti e che un eventuale embargo al gas russo non sarebbe sufficiente a terminare la guerra.<br \/>\nGUERRA CHE PROSEGUE e continua a mostrare orrori: dopo Bucha, Borodyanka, ora l\u2019attenzione \u00e8 sulle fosse comuni denunciate dagli ucraini nei pressi di Mariupol, e che verrebbero mostrate da nuove immagini satellitari. Ieri il servizio stampa del comune di Mariupol sul proprio canale Telegram ha affermato che la Russia ha seppellito fino a 9mila civili ucraini nel tentativo di nascondere il massacro avvenuto durante l\u2019assedio della citt\u00e0 portuale.<br \/>\nCOME RIPORTATO dall\u2019agenzia Ap \u00abIl fornitore delle immagini satellitari, la Maxar Technologies, ha affermato che le foto mostrano pi\u00f9 di 200 fosse comuni\u00bb nella citt\u00e0 di Manhush, a una ventina di chilometri da Mariup<br \/>\n*( Simone Pieranni, laureato in Scienze Politiche, nel 2009 ha fondato China Files, agenzia editoriale con sede a Pechino che collabora con media italiani)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): LE PENSIONI INPS AGLI UCRAINI CHE TORNANO IN ITALIA. Ai cittadini ucraini i quali avevano lavorato in Italia ed erano poi tornati in Ucraina, e che ora sono nuovamente tornati in Italia perch\u00e9 costretti a lasciare il loro Paese di origine a causa della guerra in corso, non saranno revocate le prestazioni di vecchiaia italiana di cui erano diventati titolari grazie ad una particolare disposizione di legge del 2002 che prevedeva il pagamento della pensione italiana in caso di rimpatrio nel Paese di origine, e cio\u00e8, in questo caso, l\u2019Ucraina. 20 aprile 2022<\/p>\n<p>A comunicarlo \u00e8 il messaggio INPS n. 1515, dopo le indicazioni ricevute dal Ministero del Lavoro. Infatti l\u2019articolo 18, comma 13, della legge 30 luglio 2002, n. 189, stabilisce che: \u201c in caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e pu\u00f2 goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocit\u00e0 al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al compimento del sessantacinquesimo anno di et\u00e0, anche in deroga al requisito contributivo minimo previsto dall&#8217;articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta in sostanza della norma che garantisce ai lavoratori stranieri che hanno pagato i contributi in Italia e che sono ritornati per sempre nel loro Paese di origine di percepire la pensione, anche se non hanno maturato in Italia il requisito minimo contributivo e anche se non esiste un accordo di sicurezza sociale tra l\u2019Italia e il Paese di orgine dello straniero (l\u2019Ucraina non fa parte dell\u2019Unione europea ed \u00e8 quindi esclusa dal campo di applicazione dei Regolamenti comunitari di sicurezza sociale).<br \/>\nA partire dal 24 febbraio 2022, a causa del conflitto in corso in Ucraina, molti cittadini ucraini, titolari di un trattamento pensionistico di vecchiaia italiano conseguito usufruendo della deroga di cui sopra, sono stati costretti a lasciare il loro Paese d\u2019origine per stabilirsi nuovamente in Italia o nel territorio di altri Stati.<br \/>\nIn base alle disposizioni previste dall\u2019articolo 18, comma 13, della legge n. 189\/2002, il venire meno della condizione del rimpatrio definitivo, comporterebbe la revoca della prestazione. Tuttavia, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha rappresentato all\u2019Istituto che \u201cin ragione della situazione di guerra in Ucraina e della conseguente impossibilit\u00e0 per i lavoratori che vi risiedevano di assicurare il rispetto della condizione di rimpatrio di cui all\u2019art. 18, comma 13, della legge 189\/2002, nelle more di una definizione pi\u00f9 precisa dello status di tali persone in fuga dalla situazione di guerra, la condizionalit\u00e0 si possa ritenere sospesa per causa di forza maggiore\u201d. Conseguentemente, fino a quando non verranno a crearsi le condizioni per un rientro nel paese in condizioni di sicurezza, le prestazioni gi\u00e0 in essere potranno continuare ad essere erogate anche in paesi diversi dall\u2019Ucraina e in Italia.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 &#8211; Luciana Castellina, Massimo Serafini* : ENERGIA RINNOVABILE, IL GOVERNO FERMO SUI DECRETI CRUCIALI PER LA SVOLTA. CLIMA. NON ESISTONO LIMITI TECNICI CHE IMPEDISCANO DI COPRIRE L\u2019INTERO FABBISOGNO DI ENERGIA DEL PAESE CON FONTI PULITE E RINNOVABILI: ESISTE SOLO L\u2019ASSENZA DELLA VOLONT\u00c0 POLITICA DI AVVIARE UN PIANO SERIO IN QUESTO SENSO.<br \/>\nContinuiamo a pensare che il disastro climatico debba rimanere al centro dell\u2019azione politica italiana ed europea, nonostante le tragedie, prima del Covid e ora della guerra. Derubricare gli obiettivi climatici, come concretamente si sta facendo, \u00e8 un errore che avr\u00e0 conseguenze pesanti sulla popolazione. Proprio per questo abbiamo di recente sostenuto su questo giornale la necessit\u00e0 di una svolta nelle politiche energetiche del paese.<\/p>\n<p>Non esistono limiti tecnici che impediscano di coprire l\u2019intero fabbisogno di energia del paese con fonti pulite e rinnovabili: esiste solo l\u2019assenza della volont\u00e0 politica di avviare un piano serio in questo senso. Pi\u00f9 in dettaglio, per soddisfarlo, basterebbe ricorrere a un mix energetico di sole, vento ed acqua \u2013 il nostro specifico patrimonio naturale \u2013 e per quanto riguarda i necessari accumuli di energia vanno sfruttati i pompaggi idroelettrici, ampiamente disponibili e programmabili.<\/p>\n<p>Abbiamo anche precisato che quando parliamo di fabbisogno abbiamo preso come riferimento quello attuale che invece pensiamo vada ampiamente ridimensionato, colpendo sprechi e usi dissipativi e poco intelligenti dell\u2019energia. Nessuno ci ha detto che si trattava di stupidaggini.<br \/>\nLa domanda vera, semmai, \u00e8 quanto tempo occorre per fare tutto ci\u00f2. Non siamo pianificatori, n\u00e9 abbiamo le informazioni che solo la Pubblica Amministrazione pu\u00f2 avere. Chiediamo solo di cominciare. (E tuttavia esiste gi\u00e0 documentazione sufficiente per sapere che le energie rinnovabili sono attivabili con tempi pi\u00f9 rapidi e meno costosi di qualsiasi altra ).<br \/>\nUn governo convinto che per governare il clima il paese vada liberato al pi\u00f9 presto dalla sua dipendenza dai fossili e non solo dal gas russo, dovrebbe mobilitare le competenze necessarie, informare e coinvolgere la popolazione e trasformare questo progetto \u201cItalia 100% rinnovabile\u201d in un nuovo piano energetico, precisandone i costi e i tempi di attuazione.<br \/>\nIl recente decreto energia del governo e l\u2019affannosa ricerca di paesi da cui procurarsi gas per sostituire quello russo, non ci pare vadano nella direzione auspicata.<br \/>\nPrima di partire per Algeri per mendicare un aumento delle forniture di metano si poteva e doveva dare un segnale diverso, come richiesto dalle principali associazioni ecologiste. Proviamo a indicarne alcune.<br \/>\nSi poteva decidere di emanare i decreti attuativi del decreto sulle comunit\u00e0 energetiche liberandole cos\u00ec, anche se solo parzialmente, dei limiti della legge precedente che ne hanno impedito la diffusione. Bloccare questo strumento, non emanando i decreti attuativi, la dice lunga sulla scarsa volont\u00e0 di questo governo di avviare quella transizione energetica di cui parla in continuazione senza poi fare nulla.<br \/>\nPrima di porsi il problema di progettare navi gasiere per rigassificare il gas o di perdere tempo con le generazioni immaginarie del nucleare pulito e senza rischi e scorie, si poteva immaginare di emanare questi decreti. Avrebbe consentito alle italiane\/i di poter contare su questo strumento di condivisione dell\u2019energia prodotta dalle rinnovabili, cui possono partecipare persone fisiche, comuni, imprese purch\u00e9 questa non sia la loro attivit\u00e0 principale. Comunit\u00e0 che non hanno finalit\u00e0 di lucro e potrebbero coinvolgere molte pi\u00f9 utenze se questi decreti attuativi fossero emanati.<br \/>\n\u00c8 incomprensibile il silenzio che circonda le comunit\u00e0 energetiche e quindi insieme ai decreti attuativi va promossa una campagna informativa creando sportelli in ogni quartiere. Fare tutto ci\u00f2 costa poco e produce occupazione oltre siamo certi che far\u00e0 capire alla cittadinanza la validit\u00e0 di questo strumento per combattere il caro bollette<br \/>\nUn secondo provvedimento auspicabile che non costa nulla e si poteva varare prima di pensare a nuovi fornitori di gas, poteva essere quello di una generale semplificazione delle procedure autorizzative dei progetti di installazione di fonti rinnovabili.<br \/>\nE, ancora, cosa mai impediva al governo di impegnarsi a promuovere un piano per installare pannelli solari termici e fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici?<br \/>\nEd infine, perch\u00e9 non rispondere all\u2019evidente problema dell\u2019occupazione, convocando i sindacati per un progetto di reindustrializzazione del territorio sviluppando la filiera industriale necessaria ad avviare le fonti rinnovabili? \u00c8 inaccettabile che per installare turbine eoliche o pannelli solari si debba importare dall\u2019estero gran parte delle componenti che servono.<br \/>\nTutto questo costa poco, e potrebbe rendere il nostro paese protagonista della necessaria rivoluzione energetica rinnovabile.<br \/>\n*( Luciana Castellina, \u00e8 una politica, giornalista e scrittrice italiana, parlamentare comunista, pi\u00f9 volte eurodeputata, autrice di numerose pubblicazioni, presidente onoraria dell&#8217;ARCI dal 2014.<br \/>\nMassimo Serafini, \u00c8 laureato in Scienze politiche. Collaboratore dal 1963 al 1967 dell&#8217;Ufficio studi economici della Cgil di Bologna e dal 1967 membro del Direttivo provinciale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; Serena Tarabini*: EMERGENZA CLIMATICA, ANNUS HORRIBILIS PER LA TERRA. CLIMA. EARTH DAY, ENNESIMO ALLARME. GUTERRES (ONU) INSISTE: BASTA CON LA GUERRA ALLA NATURA. DAI GHIACCIAI ALLA BIODIVERSIT\u00c0 ALL\u2019AMAZONIA, NEL 2021RECORD DI EVENTI ESTREMI<\/p>\n<p>L\u2019Earth Day 2022 cade nel pieno di un annus horribilis per l\u2019ambiente. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ant\u00f3nio Guterres ha parlato di una vera e propria guerra alla natura a cui \u00e8 necessario porre fine. Tutta una questione di volont\u00e0, dice, visto che in passato siamo stati capaci di arginare il buco dell\u2019ozono e intensificare la protezione di specie ed ecosistemi.<br \/>\nLA SITUAZIONE NON \u00c8 AFFATTO incoraggiante: negli ultime mesi abbiamo bruciato una serie interminabile di record di tutti i tipi: raddoppiata la velocit\u00e0 di scioglimento dei ghiacciai degli ultimi 20 anni, raggiunta la temperatura pi\u00f9 alta mai registrata, individuate microplastiche nel sangue umano, l\u2019Amazzonia vicina al punto di non ritorno in termini di deforestazione ( + 22% rispetto all\u2019anno precedente) il pi\u00f9 che dimezzamento del regime delle precipitazioni in Europa, balzo in avanti, alla faccia degli obiettivi di riduzione da qui al 2030, nelle emissioni di gas climalteranti.<br \/>\nCOME SE NON BASTASSE, ci sta pensando il conflitto in corso in Ucraina a mantenere alto il livello di emissioni, tra quelle dovute alle attivit\u00e0 militari, quelle conseguenti alle esplosioni e quelle relative al ritorno al carbone che si prospetta in una situazione di precariet\u00e0 energetica quale ci troviamo in questo momento. Senza contare gli effetti devastanti e permanenti in termini di inquinamento di aria, acqua e suolo che l\u2019utilizzo di armi leggere e pesanti comporta, i costi ambientali della distruzione e ricostruzione, il trauma subito dagli ecosistemi naturali.<br \/>\nUN BELLO SFONDO PER LA FOTO ricordo delle celebrazioni della terra di quest\u2019anno. Anche l\u2019anno precedente non \u00e8 stato da meno: mentre adesso scrutiamo il cielo in attesa ansiosa di qualche goccia di pioggia, la scorsa estate in Europa abbiamo assistito a un flusso di precipitazioni culminate il 14 luglio in una bomba d\u2019acqua di 150 mm che ha devastato i bacini della Mosa e del Reno, mettendo in ginocchio intere regioni del Belgio e della Germania come se fossero il sud est Asiatico, e, di contro, settimane e settimane di incendi hanno arso il pianeta dall\u2019Italia alla Turchia, dal Canada all\u2019Australia. Un dramma ambientale fotografato impietosamente dal Copernicus Climate Change, il sistema di osservazione terrestre dell\u2019Ue, i cui dati, satellitari e non, sono stati resi pubblici proprio in questi giorni: nell\u2019estate 2021 l\u2019Europa ha registrato temperature di un grado al di sopra della media di quelle registrate negli anni 1991-2020. Da quando esistono le statistiche, un caldo cos\u00ec non era mai stato registrato. E anche le precipitazioni, sono state le pi\u00f9 intense dal 1991. Nel giro di qualche giorno, il bacino del Mediterraneo ha iniziato a subire prolungate ondate di calore. Di conseguenza in agosto in Italia, a Siracusa, e in Spagna si battevano i primati europei di temperatura.<\/p>\n<p>SEMPRE QUELL\u2019ANNO una primavera caratterizzata da gelo tardivo ha danneggiato i raccolti ma ha mantenuto le temperature annuali dell\u2019aria vicine alla media degli ultimi 30 anni (+0,2 gradi). Al contrario, le temperature annuali della superficie del mare su parti del Baltico e nel Mediterraneo orientale sono state le pi\u00f9 alte almeno dal 1993. Anche da queste condizioni sono scaturiti gli incendi, che sempre secondo i calcoli del Copernicus Climate Change Service, hanno mandato in fumo oltre 800mila ettari in Turchia, Grecia e Italia.<br \/>\nANCHE LA PRODUZIONE energetica ha risentito delle bizze del clima. Irlanda, Danimarca, Regno Unito e Germania hanno visto alcune delle velocit\u00e0 del vento annuali pi\u00f9 basse almeno dal 1979, che hanno portato a una riduzione del potenziale eolico e a un aumento della domanda di gas che proprio dall\u2019estate scorsa ha iniziato a crescere.<br \/>\nCOME SE NON BASTASSE, l\u2019emergenza riguarda anche la salvaguardia delle specie e degli ecosistemi, con buona pace di Guterres. Ce lo dice il documento \u00abGiornata mondiale della Terra 2022: un pianeta in bilico\u00bb a cura del Wwf, venuto a ricordarci che \u00abil 75% della superficie terrestre non coperta da ghiaccio \u00e8 gi\u00e0 stata significativamente alterata, la maggior parte degli oceani \u00e8 inquinata e pi\u00f9 dell\u201985% delle zone umide \u00e8 andata perduta\u00bb. Si capisce perch\u00e9 il tasso di estinzione di specie animali e vegetali \u00e8 1.000 volte superiore a quello naturale. Colpa sopratutto del consumo di suolo, principalmente a scopo di coltivazione: l\u2019agricoltura mondiale infatti consuma oggi il 40% della superficie terrestre, ed \u00e8 responsabile del 23% delle emissioni di gas serra.<br \/>\nCHE FARE? Rinnovabili, rinnovabili, rinnovabili. In Italia non sanno pi\u00f9 come dirlo Greenpeace, Wwf e Legambiente che \u2013 sulla falsariga di quanto suggerito anche da Elettricit\u00e0 Futura di Confindustria \u2013 chiedono al governo di autorizzare entro un anno 90 GW di nuovi impianti a fonti rinnovabili da realizzare entro il 2026 e approvare con urgenza un decreto sblocca rinnovabili per sostituire le centrali a gas costruite dopo il blackout nazionale del 2003 e per ridurre i consumi di gas di 36 miliardi di m3 all\u2019anno entro il 2026<br \/>\n*(Serena Tarabini , biologa, collaboratrice del Manifesto, Radio Popolare e altre testate indipendenti. Si occupa di conflitti ambientali e solidariet\u00e0 .)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; Alessandro Santagata*: L\u2019INEDITA ANTROPOLOGIA DELLA GUERRA PARTIGIANA . PENSARE LA LIBERAZIONE. INTERVISTA ALLO STORICO SANTO PELI, AUTORE DI \u00abLA NECESSIT\u00c0, IL CASO, L\u2019UTOPIA\u00bbSANTO PELI \u00c8 UNO STUDIOSO CHE NON AVREBBE BISOGNO DI UNA PRESENTAZIONE, SPECIE SULLE PAGINE DEL MANIFESTO.<br \/>\nEsperto di storia della classe operaia tra le due guerre mondiali, ha dedicato studi fondamentali alla Resistenza italiana. A lui si devono alcune delle riflessioni pi\u00f9 raffinate sulla questione della scelta delle armi e sulla violenza partigiana, nonch\u00e9 sulla memoria della guerra e sugli sviluppi della storiografia. Il suo Storie di Gap (Einaudi, 2014) non ha soltanto permesso la prima vera storicizzazione del fenomeno gappista, ma anche rilanciato il dibattito sulle problematiche etiche del terrorismo urbano sfrondando il campo dagli stereotipi e mettendo in primo piano le motivazioni politiche e le angosce umane insite in quel tipo di guerriglia. Attente alla cultura dei soggetti subalterni, le ricerche di Peli mettono al centro il vissuto dei protagonisti nella loro materialit\u00e0, complessit\u00e0 e nell\u2019intrinseca conflittualit\u00e0 nei confronti della cultura dominante.<br \/>\nAbbiamo scelto di intervistarlo in occasione dell\u2019uscita del suo ultimo libro, La necessit\u00e0, il caso, l\u2019utopia. Saggi sulla guerra partigiana e dintorni (Bfs, Centro studi movimenti di Parma, pp. 138, euro 16, 2022). Si tratta di una raccolta composta da nove saggi scritti tra il 2010 e il 2021 e gi\u00e0 pubblicati in alcuni volumi specialistici. Nell\u2019introduzione si denuncia in modo esplicito \u00abl\u2019uso\/abuso pubblico della storia, particolarmente rilevante per un evento fondativo qual \u00e8 la Resistenza\u00bb.<\/p>\n<p>Questo volume non pu\u00f2 che richiamare alla memoria un\u2019altra sua raccolta di saggi uscita nel 1999 con il titolo \u00abLa Resistenza difficile\u00bb. Quel testo si inseriva in quella che definisce in uno dei saggi (\u00abLe stagioni del dibattito storiografico sulla Resistenza\u00bb) la \u00abterza fase\u00bb della storiografia sulla Resistenza. Come \u00e8 cambiato da allora il modo di leggere quel passaggio storico. Si pu\u00f2 parlare di nuove fasi?<br \/>\nPremesso che ogni schematizzazione periodizzante va presa con le molle, utilizzo l\u2019espressione \u00abterza fase\u00bb per sottolineare che Una guerra civile. Saggio storico sulla moralit\u00e0 nella Resistenza di Claudio Pavone (1991), opera decisiva per molti aspetti, rappresenta anche l\u2019emancipazione della storiografia resistenziale da ogni pratica di autocensura, sia pur tradizionalmente motivata dall\u2019intento di non favorire i sempre pi\u00f9 numerosi detrattori della vicenda resistenziale. Siamo attualmente in una nuova fase? Direi di no, dal punto di vista storiografico, anche se \u00e8 evidente che si \u00e8 quasi estinta, da un paio di decenni, l\u2019attenzione per le componenti di lotta di classe e connesse aspettative, questioni sulle quali l\u2019opera di Pavone apriva prospettive interpretative rimaste in buona parte trascurate. Ma \u00e8 nel discorso pubblico sulla Resistenza che si assiste, a mio parere, ad una progressiva regressione verso retoriche celebrative che richiamano fortemente gli anni \u201950 e \u201960, mentre vedo riemergere l\u2019immagine, intramontabile perch\u00e9 auto-consolatoria, di un \u00abpopolo alla macchia\u00bb, animato dall\u2019amore per la libert\u00e0, la democrazia e la patria. Pi\u00f9 o meno consapevolmente, si rilancia l\u2019idea che l\u2019autentica vocazione nazionale si inveri nella guerra di liberazione, confinando di nuovo tra parentesi il fascismo.<br \/>\nAll\u2019interno di questa raccolta il saggio \u00abPartito nuovo e aspettative antiche: comunisti e Resistenza\u00bb sembra ricco di interesse da molti punti di vista. Pu\u00f2 sintetizzarne alcuni contenuti?<br \/>\nL\u2019ipotesi di fondo del saggio \u00e8 che il \u00abpartito nuovo\u00bb, la sua linea \u00abnazionale\u00bb, l\u2019obiettivo strategico della realizzazione di una \u00abdemocrazia progressiva\u00bb, bench\u00e9 scarsamente compresi e condivisi alla base, furono in fondo accettati o tollerati (a prezzo di un incessante lavoro di pedagogia politica) non tanto in s\u00e9, quanto per la \u00abdiversit\u00e0 comunista\u00bb che il volontarismo, la durezza, l\u2019intransigenza quotidianamente impresse alle concrete forme della lotta lasciavano intravedere. Non a caso, nell\u2019arco di pochi mesi e nella successiva memoria pubblica, \u00e8 il Partito comunista a costituirsi come \u00abpartito della Resistenza per eccellenza\u00bb, il partito dei martiri, il partito la cui vocazione nazionale e la cui legittimit\u00e0 a governare affondano le radici nel contributo maggioritario dato all\u2019organizzazione della guerra partigiana.<br \/>\nNell\u2019introduzione scrive che nel corso degli anni le \u00abraccomandazioni e i timori\u00bb del partigiano Emanuele Artom sono diventate \u00abfondamentale motivo di ispirazione\u00bb. Del suo diario dichiara di apprezzare \u00abla profonda tensione antiretorica\u00bb. Considerazioni simili a quelle che avanza nel saggio dedicato a Claudio Pavone partigiano riflettendo sul suo ultimo libro di carattere autobiografico (\u00abLa mia Resistenza\u00bb, 2015).<br \/>\nS\u00ec, continuo a trovare straordinariamente profetica la preoccupazione di Artom, che \u00abfra qualche decennio una nuova retorica patriottarda o pseudoliberale non venga ad esaltare le formazioni dei purissimi eroi\u00bb. Anche se per il saggio \u00abMemorie partigiane\u00bb ho scelto, come frase conclusiva una citazione di Nuto Revelli: \u00abQuesto era il nostro partigianato: un\u2019esperienza meravigliosa perch\u00e9 vissuta da gente diversa \u2013 mille tipi con mille idee \u2013 da gente diversa che s\u2019era ritrovata proprio nel partigianato, nella lotta. Gente comune, con pregi e difetti, non un esercito di santi\u00bb. E persino il saggio dedicato al diario di Giovanni Pesce si chiude con una citazione di Brecht: \u00abSventurato il Paese, che di eroi ha bisogno\u00bb. Insomma, colgo qui una vera e propria ossessione antieroicistica. Tocca agli eventuali lettori scoprire se questa \u00abossessione\u00bb sia ben motivata, e storiograficamente proficua.<br \/>\nIl saggio, intitolato \u00abEredit\u00e0 e disincanti\u00bb, pone il problema della disillusione e delle profonde crisi individuali che provoc\u00f2 il modo in cui fu gestito il passaggio dal fascismo alla Repubblica e le ben note questioni della mancata epurazione e della continuit\u00e0 dello Stato. La sua prospettiva indica per\u00f2 un percorso nuovo. Ce lo pu\u00f2 illustrare?<br \/>\nIn questo saggio constato che esistono ancora dei temi cruciali sui quali si \u00e8 lavorato troppo poco, tanto che gli esiti sociali e antropologici dell\u2019esperienza partigiana, estremamente diversificati da zona a zona, restano avvolti da impressionismi e approssimazioni. Mi limito a un solo esempio. Sappiamo che in alcune zone l\u2019aver impugnato le armi \u2013 e dunque aver versato sangue, dello straniero ma anche di italiani, magari concittadini \u2013 diviene un marchio di pericolosit\u00e0 sociale, fonte di emarginazione, tanto da indurre in molti casi all\u2019emigrazione. Per le partigiane, anche le prospettive matrimoniali sono fortemente compromesse. In altre zone invece l\u2019esperienza partigiana costituisce da subito un titolo di benemerenza, e favorisce l\u2019inserimento nella vita lavorativa, negli affari, nelle istituzioni. Se si passa dalla categoria astratta della Resistenza, alla brutale concretezza dell\u2019esperienza partigiana e dei suoi lasciti esistenziali, \u00e8 facile percepire quanto la variet\u00e0 delle situazioni imponga comparazioni e distinzioni decisive. In questa direzione resta ancora molto da fare.<br \/>\n*( &#8211; Alessandro Santagata, \u00e8 ricercatore di Storia contemporanea presso l&#8217;Universit\u00e0 di Padova. Si \u00e8 occupato principalmente di storia del cattolicesimo politico e della Chiesa, con particolare attenzione alla storia italiana. Tra le sue pubblicazioni, La contestazione cattolica.<br \/>\n&#8211; Santo Peli si \u00e8 laureato in Lettere nel 1973, ha insegnato Storia Contemporanea presso la Facolt\u00e0 di Scienze Politiche dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, fino al 2013. I suoi campi di ricerca sono in particolare la conflittualit\u00e0 operaia tra Prima e Seconda guerra mondiale e la Resistenza italiana)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; Michele Giorgio*: DRONE SU AL AQSA, DECINE I PALESTINESI FERITI NEGLI SCONTRI CON LA POLIZIA. GERUSALEMME. LA TENSIONE RESTA ALTA INTORNO AL LUOGO SANTO MINACCIATO, SOSTENGONO I PALESTINESI, DALL&#8217;INTENZIONE ISRAELIANA DI CAMBIARE LO STATUS QUO DEL TERZO SITO SANTO DELL&#8217;ISLAM.<\/p>\n<p>La polizia israeliana ha impiegato ieri un drone che sgancia allo stesso tempo una decina di candelotti lacrimogeni per disperdere le proteste sulla Spianata della moschea di Al Aqsa dove hanno pregato oltre 100mila fedeli. Una novit\u00e0 per Gerusalemme. Questo tipo di velivoli di solito \u00e8 usato dall\u2019esercito israeliano in Cisgiordania nei confronti delle manifestazioni palestinesi. Averne visto uno volteggiare sopra la citt\u00e0 vecchia conferma che le forze di sicurezza israeliane sono pronte a reagire ancora con il pugno di ferro. Centinaia di palestinesi ieri, terzo venerd\u00ec di preghiera del mese di Ramadan, sono tornati ad affrontare la polizia sulla Spianata, scagliando pietre contro i reparti antisommossa entrati sui cortili di Al-Aqsa dal lato di Bab Al-Silsila, mentre tiratori scelti, dai tetti, sparavano proiettili di gomma e lacrimogeni. Una sessantina i manifestanti feriti, una poliziotta israeliana \u00e8 stata colpita al volto da una pietra. Nel pomeriggio la tensione era ancora alta anche se non ha raggiunto i livelli di venerd\u00ec della scorsa settimana quando la polizia israeliana, entrata sulla Spianata, ha ferito oltre 150 palestinesi e arrestato pi\u00f9 di 400 persone. A Yamoun, in Cisgiordania, \u00e8 spirato un diciottenne palestinese, Lutfi Labadi, ferito quattro giorni fa durante un raid dell\u2019esercito israeliano.<br \/>\nI palestinesi continuano ad accusare Israele di voler cambiare lo status quo dei luoghi santi che per decenni ha visto gli ebrei pregare al Muro del pianto, i musulmani sulla Spianata di Al Aqsa e i cristiani al Santo Sepolcro. L\u2019obiettivo concreto, affermano, \u00e8 dividere la Spianata in due parti \u2013 una per i musulmani e una per gli ebrei \u2013 e di costruirvi una sinagoga o addirittura il terzo Tempio. Lo confermerebbe, aggiungono, il via libera che il governo Bennett, come quello precedente di Benyamin Netanyahu, ha dato a visite sempre pi\u00f9 frequenti sulla Spianata di folti gruppi di millenaristi ebrei e attivisti della destra religiosa israeliana. Il ministro degli esteri Yair Lapid ha negato con decisione, incontrando due giorni fa una delegazione dell\u2019Amministrazione Biden, che questa sia l\u2019intenzione di Israele e ha accusato il movimento islamico Hamas di diffondere notizie false per dare fuoco alle polveri della rabbia dei palestinesi. I dubbi per\u00f2 restano e li hanno espressi anche i rappresentanti dei paesi arabi, alcuni alleati di Tel Aviv, e dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese che gioved\u00ec si sono riuniti ad Amman per chiedere il pieno rispetto dei diritti di arabi e musulmani su Gerusalemme.<br \/>\nDi erosione, in parte gi\u00e0 avvenuta, dello status quo della Spianata di Al Aqsa, ha scritto l\u2019analista Amos Harel del quotidiano israeliano Haaretz, \u00abcon l\u2019aumento del numero di visite degli ebrei e il sostegno del governo che ha chiuso un occhio sul fenomeno\u2026contribuiscono inoltre le provocazioni della destra, come la Marcia delle bandiere, che alcuni attivisti hanno cercato di tenere mercoled\u00ec\u00bb. Queste persone, avverte Harel, \u00abstanno giocando con il fuoco e non saranno soddisfatte fino a quando non scoppier\u00e0 una guerra\u00bb. L\u2019analista allo stesso tempo punta il dito contro Saleh Aruri, uno dei leader di Hamas, che a suo dire avrebbe ricevuto l\u2019incarico di tenere alta la tensione a Gerusalemme e in Cisgiordania gettando benzina sul fuoco delle proteste sulla Spianata.<br \/>\nDa segnalare l\u2019intervento ieri di Michael Lynk, Relatore speciale delle Nazioni Unite per i Territori occupati palestinesi, che il mese prossimo lascer\u00e0 l\u2019incarico all\u2019italiana Francesca Albanese. \u00abNelle ultime settimane si \u00e8 assistito a un crescente livello di violenza associato ai 55 anni di occupazione israeliana della Palestina. L\u2019inazione internazionale di fronte a questi nuovi livelli di violenza non far\u00e0 che incoraggiare altra\u00bb, ha scritto in un comunicato. Lynk accusa Israele di \u00abaver scelto di approfondire la sua occupazione attraverso la creazione di 300 insediamenti nel territorio palestinese occupato in violazione del diritto internazionale, dove 700.000 coloni ebrei israeliani vivono con pieni diritti di cittadinanza legale e politica tra cinque milioni di palestinesi apolidi e senza diritti\u00bb.<br \/>\n*( Michele Giorgio, giornalista, da anni vive in Medio oriente da dove \u00e8 del quotidiano il manifesto. Per Alegre ha pubblicato nel 2012 Nel baratro.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; Alberto Olivetti*: Erasmo, Putin, Zelens\u2019skyj. DIVANO. La rubrica settimanale a cura di Alberto Olivetti<\/p>\n<p>Della guerra Erasmo da Rotterdam scriveva che solo chi non sa cosa sia, chi non l\u2019ha mai provata, pu\u00f2 prendere in considerazione di far ricorso alla guerra e propugnarla e scatenarla. Nel 1508 Erasmo compie la prima stesura di Dulce bellum inexpertis (\u00abChi ama la guerra, non l\u2019ha vista in faccia\u00bb).<br \/>\nPer le sue amare riflessioni prende spunto da un antico adagio attestato nell\u2019Arte della guerra da Vegezio, allorch\u00e9 richiama i versi di Pindaro: \u00abLa guerra \u00e8 grata a chi non l\u2019ha sperimentata, ma chi l\u2019ha sperimentata prova un grande orrore se essa si avvicina al suo cuore\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLA GUERRA \u00c8 GRATA A CHI NON L\u2019HA SPERIMENTATA, MA CHI L\u2019HA SPERIMENTATA PROVA UN GRANDE ORRORE SE ESSA SI AVVICINA AL SUO CUORE\u00bb<br \/>\nPindaro<\/p>\n<p>Trascrivo i seguenti brani di Erasmo nella scorrevole traduzione di Silvana Seidel Menchi: \u00abOra se nel mondo c\u2019\u00e8 una cosa che conviene affrontare con esitazione \u2013 ma che dico, che bisogna in tutti i modi evitare, scongiurare, tenere lontana \u2013 di sicuro \u00e8 la guerra: non c\u2019\u00e8 iniziativa pi\u00f9 empia e dannosa, pi\u00f9 largamente rovinosa, pi\u00f9 persistente e tenace, pi\u00f9 squallida e nell\u2019insieme pi\u00f9 indegna di un uomo, per non dire di un cristiano. (\u2026) A questo punto ho la sensazione di sentirsi levare contro di me le proteste di quei venturieri, che mietono il loro raccolto nelle calamit\u00e0 pubbliche: \u2018Noi facciamo guerra controvoglia, vi siamo costretti dalle prepotenze altrui. Noi perseguiamo il nostro diritto. Tutte le sventure che la guerra porta con s\u00e9 devono essere messe sul conto di coloro che, la guerra, l\u2019hanno provocata\u2019\u00bb. E, non senza indignazione, Erasmo aggiunge: \u00abPrego questi tali di tenersi tranquilli ancora per un po\u2019, ch\u00e9 al momento opportuno confuter\u00f2 i loro sofismi: lo voglio spazzar via, questo belletto, col quale inverniciano la nostra malattia\u00bb.<\/p>\n<p>Mi si chiede perch\u00e9 leggere Erasmo? Col proposito di farmi un\u2019opinione che abbia qualche fondamento e possa dire mia, da che (e sono ormai due mesi; e senza sosta; e terribilmente) si versa sangue tra europei in Europa, cerco di alimentare le mie riflessioni appoggiandomi, con criterio e per quanto posso, alle meditazioni e ai giudizi contenuti nelle opere di quei pensatori che hanno ragionato di pace e di guerra.<\/p>\n<p>Cos\u00ec per intendere la \u2018visione\u2019 e il modo di operare di Vladimir Putin sfoglio la corrispondenza, fra 1564 e 1579, tra il principe Andrej Kurbskij e lo zar Ivan il Terribile; scorro gli annali dell\u2019et\u00e0 di Pietro il Grande (1682-1725) che ai suoi tempi, come scrisse Stalin, \u00abcomp\u00ec un notevole tentativo per superare l\u2019arretratezza\u00bb della Russia; e tengo presente l\u2019Urss di Stalin (dal 1922 al 1953).<\/p>\n<p>Guardo, insomma, agli sviluppi secolari delle forme dell\u2019autocrazia nella storia russa.<br \/>\nE un medesimo contegno, nell\u2019intento di capire, mantengo per intendere la \u2018visione\u2019 del mondo e il modo di operare di Volodymyr Zelens\u2019skyj. Dopo averne interpretato con enorme successo di audience la parte in un serial televisivo (Sluha narodu, \u00abServant of the People\u00bb), viene eletto nell\u2019aprile del 2019 presidente della Repubblica Ucraina con il 73% dei consensi.<br \/>\nA chi gli chiede se avverte una qualche diversit\u00e0 tra i ruoli, ha testualmente dichiarato: \u00abQuale \u00e8 la differenza?\u00bb. Una semplice continuit\u00e0, allora, tra spettacolo e istituzioni, tra la battuta da recitare e un discorso da tenersi (secondo un copione?) ai cittadini. Un convincimento che ha ribadito affermando: \u00abVolodymyr Zelens\u2019skyj \u00e8 il progetto di Volodymyr Zelens\u2019skyj\u00bb.<br \/>\nPer comprendere dunque la sua formazione politica, cerco di informarmi sulla storia degli spettacoli realizzati nei teatri di posa della casa di produzione Kartal 95 Club che giovanissimo mise in piedi e sulla figura del proprietario, l\u2019oligarca miliardario Ihor Kolomojs\u2019kyj.<br \/>\nCerco di sapere quale sia l\u2019idea di libert\u00e0, di democrazia, di giustizia di Kolomojs\u2019kyj, il creatore e il suggeritore delle parole libert\u00e0 e democrazia e giustizia nella bocca di Zelens\u2019skyj. L\u2019oligarca che ha avuto un ruolo decisivo nell\u2019omologare come partito politico l\u2019equipe del serial televisivo da lui prodotto, e nel designare alla carica di capo dello stato l\u2019attore protagonista, grazie ai suoi mezzi dilagante nello show system, nei social, nelle tv, nei video.<br \/>\nEsamino, verifico, studio. \u00c8 il dovere di chi non si schiera a giustificare il sangue e si dichiara contro il proseguimento della guerra.<br \/>\n*( Alberto Olivetti, Professore ordinario di Estetica nell&#8217;Universit\u00e0 di Siena, autore di numerosi scritti di storia della filosofia, di estetica e di critica).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; Brevi dal mondo: SIRIA, AFGHANISTAN, INDIA, HONDURAS. DOPO L\u2019IRAQ, RAID DELLA TURCHIA A KOBANE: DUE FERITI. NUOVO ATTENTATO ISLAMISTA A KUNDUZ: ALMENO 36 MORTI. CRITICA IL PREMIER MODI, DEPUTATO AGLI ARRESTI IN INDIA. HERN\u00c1NDEZ ESTRADATO NEGLI USA, CON NUOVE ACCUSE<\/p>\n<p>SIRIA<br \/>\nProsegue l\u2019offensiva turca contro i luoghi del confederalismo democratico tra Siria e Iraq. Da giorni, oltre alle montagne del nord iracheno, base militare e politica el Pkk, droni turchi stanno colpendo la Siria del nord-est. Ieri mattina due feriti sono stati feriti dai raid di due droni nel centro di Kobane, la citt\u00e0 curda simbolo della resistenza all\u2019Isis. Dopo un\u2019ora di calma, i bombardamenti sono ripresi provocando danni ad alcuni negozi. Oltre ai droni, la Turchia ha impiegato l\u2019artiglieria dalle basi lungo il confine nord tra Rojava e Bakur, il Kurdistan turco.<\/p>\n<p>NUOVO ATTENTATO ISLAMISTA A KUNDUZ: ALMENO 36 MORTI<br \/>\nDopo giorni di attentati contro la minoranza sciita hazara, ieri in Afghanistan nel mirino \u00e8 finita la moschea sunnita di Mawlavi Sikandar nella citt\u00e0 di Kunduz. Sarebbero almeno 36 gli uccisi e oltre 40 i feriti. Nessun gruppo ha per ora rivendicato ma il solito sospetto \u00e8 lo Stato islamico e la sua \u201cfiliale\u201d afghana, \u00abProvincia di Khorasan\u00bb. Che si \u00e8 invece intestato gli attentati degli ultimi giorni, tra cui quello che gioved\u00ec ha colpito una moschea hazara a Mazar-i-Sharif (31 morti e 87 feriti). Il 19 aprile a essere colpiti erano stati una scuola e un centro educativo a Kabul, nel quartiere hazara Dasht-e-Barchi. Decine le vittime tra gli studenti.<\/p>\n<p>CRITICA IL PREMIER MODI, DEPUTATO AGLI ARRESTI IN INDIA<br \/>\nColpevole di tweet: gioved\u00ec il parlamentare indiano Jignesh Mevani \u00e8 stato arrestato per aver criticato sul social network il primo ministro Narendra Modi, mentre in India arrivava il premier britannico Boris Johnson. Nel tweet Mevani, noto per il suo impegno a favore della marginalizzata casta Dalit, ha accusato il nazionalista hindu Modi di fomentare il settarismo religioso mitizzando la figura di Nathuram Godse, assassino del Mahatma Gandh e da una buona parte della destra indiana considerato un eroe. Per Mevani l\u2019accusa \u00e8 di \u00abdisturbo della pace e la tranquillit\u00e0 pubbliche\u00bb. E Twitter ha rimosso il post.<\/p>\n<p>HERN\u00c1NDEZ ESTRADATO NEGLI USA, CON NUOVE ACCUSE<br \/>\nL\u2019ex presidente dell\u2019Honduras, Juan Orlando Hern\u00e1ndez, \u00e8 stato estradato gioved\u00ec negli Usa, dove \u00e8 imputato per traffico di droga e armi da fuoco. Appena \u00e8 stato imbarcato su un volo diretto a New York il procuratore generale Merrick Garland ha rivelato anche un nuovo capo d\u2019accusa contro di lui: cospirazione per proteggere e trarre profitto dagli spacciatori che portano la cocaina dall\u2019America latina negli Usa. \u00abDal 2014 al 2022 ha abusato della sua posizione di presidente dell\u2019Honduras \u2013 ha detto Garland \u2013 per fare del suo paese un narco-stato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Andrea Fabozzi*: Mattarella: 25 aprile per la pace, non la resa. AL QUIRINALE. Il presidente della Repubblica riceve le associazioni combattentistiche per l&#8217;anniversario <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=38003\" title=\"N\u00b017 &#8211; 23\/4\/22 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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