{"id":37748,"date":"2022-04-03T21:30:11","date_gmt":"2022-04-03T21:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37748"},"modified":"2022-04-03T21:30:11","modified_gmt":"2022-04-03T21:30:11","slug":"la-russia-sta-perdendo-la-guerra-dellinformazione-unanalisi-impressionante-della-guerra-congnitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37748","title":{"rendered":"&#8220;La Russia sta perdendo la guerra dell&#8217;informazione?&#8221; &#8211; Un&#8217;analisi impressionante della guerra congnitiva"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>di Laura Ruggeri &#8211; Strategic Culture<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>(traduzione di Giuseppe Masala)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 10 marzo, quando il direttore della CIA Bill Burns si \u00e8 rivolto al Senato degli Stati Uniti e ha dichiarato che &#8220;la Russia sta perdendo la guerra dell&#8217;informazione sull&#8217;Ucraina&#8221;, ha ripetuto un&#8217;affermazione che era gi\u00e0 stata amplificata dai media angloamericani dall&#8217;inizio delle operazioni militari russe in Ucraina. Sebbene la sua affermazione sia effettivamente vera, non ci dice perch\u00e9 e riflette principalmente la prospettiva dell&#8217;Occidente. Come al solito la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 complicata.<ins id=\"ad-0-1\"><\/ins><\/p>\n<p>L&#8217;abilit\u00e0 nella \u201c<em>guerra dell&#8217;informazione<\/em>\u201d degli Stati Uniti non ha eguali: quando si tratta di manipolare le percezioni, produrre una realt\u00e0 alternativa e conseguentemente armare le menti del pubblico, gli Stati Uniti non hanno rivali. Anche la capacit\u00e0, da parte degli USA, di dispiegare strumenti di potere non militari per rafforzare la propria egemonia e attaccare qualsiasi stato intenda metterla in discussione, \u00e8 innegabile. Ed \u00e8 proprio per questo che alla Russia non \u00e8 rimasta altra scelta che quella dell&#8217;utilizzo dello strumento militare per difendere i propri interessi vitali e la propria sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>La guerra ibrida &#8211; e la guerra dell&#8217;informazione come parte integrante di essa &#8211; si \u00e8 evoluta nella dottrina standard degli Stati Uniti e della NATO, ma non ha reso la forza militare ridondante, come dimostrano le guerre per procura. Con capacit\u00e0 di guerra ibrida pi\u00f9 limitate, la Russia deve invece fare affidamento sul suo esercito per influenzare l&#8217;esito di uno scontro con l&#8217;Occidente che Mosca considera esistenziale. E quando la propria esistenza come nazione \u00e8 a rischio, vincere o perdere la guerra dell&#8217;informazione nel metaverso occidentale diventa piuttosto irrilevante. Vincere a casa e assicurarsi che i propri partner e alleati comprendano la posizione e la logica dietro le proprie azioni ha, inevitabilmente, la precedenza.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio della Russia alla questione ucraina \u00e8 notevolmente diverso da quello dell&#8217;Occidente. Per quanto riguarda Mosca, l&#8217;Ucraina non \u00e8 una pedina sulla scacchiera, ma piuttosto un membro della famiglia con cui la comunicazione \u00e8 diventata impossibile a causa delle continue ingerenze straniere portate avanti attraverso delle operazioni di influenza. Secondo <em>Andrei Ilnitsky &#8211;<\/em> consigliere del Ministero della Difesa russo &#8211; l&#8217;Ucraina \u00e8 il territorio in cui il mondo russo ha perso una delle battaglie strategiche della guerra cognitiva. Avendo perso questa battaglia, la Russia si sente ancora pi\u00f9 obbligata a vincere la guerra; una guerra per riparare i danni a un paese che storicamente ha sempre fatto parte del mondo russo e per prevenire gli stessi danni in patria. \u00c8 piuttosto eloquente che quella che USA-NATO chiamano una &#8220;<em>guerra dell&#8217;informazione<\/em>&#8221; viene chiamata da questo eminente stratega russo, &#8220;<em>mental&#8217;naya voina<\/em>&#8220;, cio\u00e8 guerra cognitiva. Essendo principalmente soggetto passivo di operazioni di informazione\/influenza, la Russia ne ha conosciuto e studiato gli effetti deleteri.<\/p>\n<p>Sebbene sia troppo presto per prevedere la traiettoria del conflitto tra\u00a0 Russia e Ucraina e dunque i suoi esiti politici finali, uno dei principali aspetti negativi \u00e8 che l&#8217;impiego da parte degli Stati Uniti di tutti gli strumenti di guerra ibrida per istigare e alimentare questo conflitto, non ha lasciato alla Russia alcuna alternativa a quello del\u00a0 ricorso al potere militare per risolverlo. Non si pu\u00f2 vincere la battaglia per i cuori e le menti quando il proprio avversario controlla entrambi. Occorre prima ripristinare le condizioni che permetteranno di raggiungere menti e cuori e anche allora ci vorranno anni per rimarginare le ferite e annullare i condizionamenti psicologici.<\/p>\n<p>Sebbene la disinformazione e l&#8217;inganno siano sempre stati parte della guerra, e le informazioni siano state a lungo utilizzate per supportare le operazioni di combattimento, nell&#8217;ambito della guerra ibrida l&#8217;informazione gioca un ruolo ancora pi\u00f9 centrale, tanto che in Occidente il combattimento \u00e8 visto principalmente attraverso essa e vaste risorse vengono assegnate per influenzare le operazioni sia in ambito online che offline. Nel 2006 il Magg. Generale degli Stati Uniti in pensione <em>Robert H. Scales<\/em> ha spiegato quella che era una nuova filosofia di combattimento che sarebbe stata in seguito adottata ufficialmente nella dottrina della NATO: <em>&#8220;La vittoria sar\u00e0 definita pi\u00f9 in termini di acquisizione delle alture psico-culturali piuttosto che geografiche&#8221;<\/em>.(1)<\/p>\n<p>Nel lessico USA-NATO, <strong><em>informazione<\/em><\/strong> e <strong><em>influenza<\/em><\/strong> sono parole intercambiabili. &#8220;<em>Le informazioni comprendono e aggregano numerosi attributi sociali, culturali, cognitivi, tecnici e fisici che agiscono e influiscono sulla conoscenza, la comprensione, le credenze, le visioni del mondo e, in definitiva, le azioni di un individuo, gruppo, sistema, comunit\u00e0 o organizzazione<\/em>&#8220;. (2)<\/p>\n<p>L&#8217;arsenale della guerra dell&#8217;informazione degli Stati Uniti non ha eguali perch\u00e9 controlla Internet e i suoi principali collettori (ma anche guardiani) di contenuti come Google, Facebook, YouTube, Twitter, Wikipedia&#8230; Ci\u00f2 significa che gli Stati Uniti possono esercitare il controllo sulla <em>noosfera<\/em>, ovvero quel &#8220;<em>regno della mente che abbraccia il globo<\/em>\u201d che la RAND nel 1999 presentava gi\u00e0 come parte integrante della strategia dell&#8217;informazione americana. Per questo motivo nessun governo pu\u00f2 ignorare il profondo impatto di Internet sull&#8217;opinione pubblica, sulla politica e sulla sovranit\u00e0 nazionale. Poich\u00e9 n\u00e9 la Russia n\u00e9 la Cina possono battere gli Stati Uniti in un gioco in cui questi ultimi detengono tutte le carte; l&#8217;unica cosa intelligente da fare \u00e8 lasciare il tavolo da gioco, che \u00e8 esattamente ci\u00f2 che stanno facendo entrambe le potenze, ognuna attingendo ai propri punti di forza specifici.<\/p>\n<p>La &#8220;guerra dell&#8217;informazione sull&#8217;Ucraina&#8221; non \u00e8 iniziata in risposta alle operazioni militari russe nel 2022, ma \u00e8 in corso da molti decenni. Dal 1991 gli Stati Uniti hanno speso miliardi di dollari e l&#8217;UE decine di milioni per separare questo paese dalla Russia, per non parlare poi dei soldi spesi dalla Open Society di Soros. Nessun prezzo \u00e8 stato ritenuto troppo alto a causa dell&#8217;importanza dell&#8217;Ucraina sulla scacchiera geopolitica. Le operazioni di influenza degli Stati Uniti hanno portato a due rivoluzioni colorate; prima la Rivoluzione Arancione (2004\u20132005) e poi l&#8217;EuroMaidan (2013\u201314). Dopo il sanguinoso colpo di stato del 2014, con la rimozione di qualsiasi contrappeso, l&#8217;influenza USA-NATO si \u00e8 trasformata in pieno controllo e repressione violenta del dissenso. Coloro che si erano opposti a Maidan vivevano nella paura: il massacro di Odessa \u00e8 stato un costante promemoria del destino che sarebbe toccato a chiunque avesse osato opporsi al nuovo regime.<\/p>\n<p>La promozione delle tendenze neonaziste si accrebbe (dal 2014 NdT) parallelamente al culto del collaborazionista nazista Stepan Bandera; membri di organizzazioni terroristiche come il Battaglione Azov e altri gruppi ultranazionalisti si unirono al governo e alla Guardia nazionale ucraina. Il passato fu cancellato e la storia riscritta, i monumenti sovietici furono distrutti, i cosiddetti russofoni (i cittadini ucraini di lingua madre russa) subirono minacce e discriminazioni quotidiane, i partiti filo-russi furono banditi cos\u00ec come i loro organi di informazione. La russofobia \u00e8 stata inculcata nei bambini a partire dall&#8217;asilo. Solo nel 2020 i progetti ultranazionalisti, come per esempio il &#8220;Corso per giovani banderisti&#8221; e il &#8220;Festival dello spirito ucraino di Banderstadt&#8221; hanno ricevuto quasi la met\u00e0 di tutti i fondi stanziati dal governo ucraino per le organizzazioni di bambini e giovani.<\/p>\n<p>Invece gli ucraini che vivevano nelle Repubbliche popolari separatiste di Donetsk e Lugansk non potendo essere presi di mira da operazioni di influenza sono stati presi di mira direttamente a colpi di artiglieria: gli ex compatrioti furono riformulati come nemici quasi dall&#8217;oggi al domani.<\/p>\n<p>Sebbene tutti gli indicatori della qualit\u00e0 della vita rivelassero un netto peggioramento, ampi segmenti della popolazione vissero in uno stato permanente di dissonanza cognitiva: fu loro detto che discriminare gli LGBT \u00e8 sbagliato ma discriminare chi parla russo \u00e8 invece giusto. Oppure ancora che ricordare i soldati sovietici che avevano combattuto il nazismo nella seconda guerra mondiale e liberato Auschwitz \u00e8 sbagliato e invece ricordare l&#8217;Olocausto \u00e8 giusto. Poich\u00e9 la dissonanza cognitiva \u00e8 una sensazione spiacevole, le persone sono ricorse alla negazione e all&#8217;autoinganno, abbracciando cos\u00ec qualsiasi opinione dominante nel loro ambiente sociale al fine di avere sollievo psicologico.<\/p>\n<p>Dal momento che la mentalit\u00e0 di un&#8217;intera popolazione non pu\u00f2 essere modificata dall&#8217;oggi al domani, anche con un esercito di specialisti del comportamento cognitivo, l&#8217;operazione \u00e8 stata realizzata in pi\u00f9 fasi. Dapprima con la Rivoluzione Arancione\u00a0 si \u00e8 contribuito a promuovere l&#8217;identit\u00e0 nazionale ucraina; ma proprio perch\u00e9 questa ha fatto leva sulle differenze culturali e linguistiche esistenti \u00e8 finita per essere la pi\u00f9 divisiva a livello regionale di tutte le rivoluzioni colorate. Gli ucraini occidentali hanno dominato le proteste mentre gli ucraini orientali vi si sono ampiamente opposti. La Rivoluzione Arancione ha avuto dunque un profondo effetto sul modo in cui gli ucraini percepivano se stessi e la propria identit\u00e0 nazionale, ma non \u00e8 riuscita comunque a recidere i legami politici, culturali, sociali ed economici tra Ucraina e Russia. La maggior parte delle persone su entrambi i lati del confine continu\u00f2 a considerare i due paesi come inestricabilmente intrecciati.<\/p>\n<p>Una seconda rivoluzione, Euromaidan, avrebbe per\u00f2 portato a termine il lavoro iniziato nel 2004. Questa volta la narrazione ha avuto un fascinazione pi\u00f9 ampia sulla popolazione: i suoi sostenitori\/realizzatori identificarono nella corruzione e nella mancanza di prospettive economiche come i focus principali capaci di incanalare e dare sfogo alle frustrazioni dei cittadini. Successivamente indicarono nella leadership dell&#8217;Ucraina e nei suoi legami con la Russia la principale causa dei problemi del Paese e infine contrapposero a questa la prospettiva dell&#8217;integrazione nell&#8217;UE come la panacea di tutti i mali.<\/p>\n<p>Trasformare la Russia in un capro espiatorio per tutti i problemi sociali ed economici dell&#8217;Ucraina, alimentando cos\u00ec un sentimento anti-russo era esattamente ci\u00f2 che una miriade di attori finanziati dagli Stati Uniti\u00a0 avevano fatto sin dalla caduta dell&#8217;Unione Sovietica. L&#8217;Ucraina, come il resto dei paesi post-sovietici, pullulava di organi di informazione, ONG, educatori, gruppi della diaspora, attivisti politici, imprenditori e leader della comunit\u00e0 il cui status era artificialmente gonfiato dal loro accesso alle risorse straniere e alle reti internazionali.<\/p>\n<p>Questi \u201c<em>vettori di influenza<\/em>\u201d si sono presentati come fornitori di \u201c<em>standard globali e migliori pratiche<\/em>\u201d, \u201c<em>regole democratiche<\/em>\u201d e\u00a0 \u201c<em>sviluppo partecipativo e responsabile<\/em>\u201d, utilizzando slogan costruiti con le tecniche del marketing per fare il lavoro prima di demolizione delle pratiche esistenti e dei quadri di riferimento per poi imporre la costituzione di un\u00a0 nuovo \u201c<em>sistema di valori<\/em>\u201d, spesso di qualit\u00e0 inferiore. Con il pretesto di combattere la corruzione, offrendo un percorso di modernizzazione e sviluppo, questi attori si sono radicati nella societ\u00e0 civile ucraina, plasmandone la coscienza collettiva e demonizzando sia la Russia, sia i politici locali che le figure pubbliche che sostenevano relazioni pi\u00f9 strette con Mosca.<\/p>\n<p>Il lavoro di questi agenti di influenza \u00e8 stato determinante nel demolire visioni del mondo, credenze, valori e percezioni che risalivano all&#8217;epoca sovietica, alterando cos\u00ec l&#8217;autocomprensione della popolazione e assicurando che le generazioni pi\u00f9 giovani ignorassero la storia del proprio paese e abbracciassero una nuova identit\u00e0 immaginaria.<\/p>\n<p>Ma le rivoluzioni colorate richiedono oltre al cervello anche i muscoli per rovesciare prima i governi e poi difendere il potere della nuova classe dirigente emergente. La forza bruta necessaria per intimidire e attaccare coloro che erano insensibili alle operazioni di influenza poteva essere fornita solo da elementi marginali della societ\u00e0 che erano stati sedotti dalla retorica ultranazionalista.<\/p>\n<p>Questi gruppi marginali violenti sono stati organizzati e autorizzati ad esercitare una maggiore influenza in Ucraina per poi fare proselitismo reclutando cos\u00ec nelle loro fila nuovi seguaci. Un&#8217;identit\u00e0 immaginaria romanzata \u00e8 stata radicalizzata da assurde affermazioni secondo cui ucraini e russi non possono essere considerati popoli fratelli perch\u00e9 gli ucraini sono &#8220;slavi purosangue&#8221;, mentre i russi sono &#8220;barbari di sangue misto&#8221;. Niente era fuori dal comune: eleganti rievocazioni di liturgie naziste come fiaccolate che apparivano impressionanti sui social media; discorsi che facevano eco alla retorica xenofoba e antisemita di Hitler; il culto di Bandera e di coloro che combatterono con i nazisti contro l&#8217;esercito sovietico.<\/p>\n<p>Mentre i gruppi esteri (rispetto all&#8217;Ucraina NdT) che condividevano la stessa cassetta degli attrezzi ideologica furono etichettati come gruppi estremisti e organizzazioni terroristiche appena oltre il confine, in Ucraina ricevettero consigli, sostegno finanziario e militare dalle forze armate statunitensi e dalla CIA. Allo stesso tempo, lo spin-off presentabile della CIA, il NED, distribuiva fondi, sovvenzioni, borse di studio e premi pubblicizzati sui media agli attivisti di queste campagne globaliste &#8211; politicamente corrette \u2013 che venivano mandate avanti attraverso il motto &#8220;<em>libert\u00e0, democrazia e diritti umani<\/em>&#8220;. Quest&#8217;ultima coorte dava cos\u00ec una verniciata di bianco ai crimini dei neonazisti. Dopotutto, se i membri di Al-Qaeda che indossavano gli elmetti bianchi in Siria divennero i beniamini dei media occidentali vincendo persino un Oscar, i neonazisti potevano facilmente essere commercializzati come difensori della democrazia.<\/p>\n<p>La popolazione ucraina \u00e8 stata sottoposta a questo tipo di operazioni psicologiche che anzich\u00e9 agire come un medicinale che cura la malattia port\u00f2 alla morte del paziente. Tutto questo per fare del paese una testa di ponte da cui lanciare operazioni ostili volte ad indebolire la Russia e a creare una spaccatura tra Mosca e l&#8217;Europa. La russofobia divenne una sorta di religione di stato dove chi non la praticava doveva essere emarginato ed eventualmente escluso dal discorso pubblico. La pressione a conformarsi era cos\u00ec forte da compromettere il giudizio sui fatti, sulla storia e sulla realt\u00e0.<\/p>\n<p>La costruzione discorsiva di un nemico richiedeva la costante demonizzazione della Russia (Mordor), dei russi (barbari eurasiatici incivili) e dei separatisti del Donbass (selvaggi, subumani).<\/p>\n<p>Quando le narrazioni neonaziste e la russofobia furono normalizzate e autorizzate per plasmare sia le politiche che il discorso dominante, quando le persone furono private del pensiero critico e dalla conoscenza della propria storia reale a tal punto da accettare l&#8217;intrapresa di una guerra di otto anni contro i loro stessi connazionali, significava inequivocabilmente che le menti delle persone erano state armate.<\/p>\n<p>La coscienza pubblica \u00e8 stata attivamente manipolata sia a livello di significato che a livello di emozioni. La percezione selettiva e le fantasie consolatorie furono alcuni dei meccanismi psicologici che assicuravano alla popolazione di gestire lo stress di vivere in uno stato di dissonanza cognitiva in cui fatti e finzione non potevano pi\u00f9 essere separati. Offrendo un passaggio \u201cfacile\u201d attraverso un mondo complesso, queste narrazioni fornivano la certezza emotiva a scapito della comprensione razionale.<\/p>\n<p>La decisione emotivamente soddisfacente di credere, di avere fede che veniva instillata dalla propaganda a cui erano sottoposti gli individui creava una barriera contro la quale si infrangevano le contro-argomentazioni e i\u00a0 fatti scomodi. L&#8217;elezione di un attore sulla base della sua convincente interpretazione a presidente in una serie tv intitolata \u201c<em>Servant of the People<\/em>\u201d ha confermato la riuscita sostituzione della politica con una parodia che era solo spettacolare simulazione della stessa: non era semplicemente la sovrapposizione di illusione e realt\u00e0, ma l&#8217;autenticazione dell&#8217;illusione come pi\u00f9 reale del reale stesso. La maggior parte degli ucraini ha votato per un partito nuovo di zecca che prende il nome dalla fiction televisiva e nasce da un&#8217;idea delle stesse persone. Un partito che ha persino utilizzato cartelloni pubblicitari realizzati per la serie tv\u00a0 anche per la campagna elettorale di Zelensky.<\/p>\n<p>Con lo streaming globale della serie TV di Netflix e la sua messa in onda da pi\u00f9 di una dozzina di canali tv in Europa, vediamo la commercializzazione di Zelensky ad un pubblico straniero come un oggetto-immagine la cui realt\u00e0 immediata \u00e8 la sua funzione simbolica in un sistema semiotico di significanti astratti che prendono vita propria e generano una realt\u00e0 virtuale parallela. Questa realt\u00e0 virtuale a sua volta genera il proprio discorso.<\/p>\n<p>Ad esempio, per il pubblico straniero la guerra di 8 anni nel Donbass che ha causato 14.000 morti \u00e8 meno reale delle immagini estrapolate da un videogioco e spacciate per &#8220;il bombardamento di Kiev&#8221;. Questo perch\u00e9 la guerra nel Donbass \u00e8 stata ampiamente ignorata dai media internazionali.<\/p>\n<p>Le immagini delle atrocit\u00e0, siano esse prese da altri contesti o fabbricate, sono diventate significanti fluttuanti che possono essere riproposti secondo le esigenze dei propagandisti, mentre le vere atrocit\u00e0 devono essere nascoste alla vista. Dopotutto non importa se la narrazione \u00e8 vera o falsa, ci\u00f2 che conta \u00e8 che sia convincente.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Ucraina post-Maidan si pu\u00f2 vedere un&#8217;anticipazione del destino che attende il resto d&#8217;Europa, quasi come se l&#8217;Ucraina non fosse stata solo un laboratorio di una rivoluzione colorata, ma anche un banco di prova per quel preciso tipo di operazioni di guerra cognitiva che stanno portando alla rapida distruzione di qualunque traccia di civilt\u00e0, logica e razionalit\u00e0 rimasta in Occidente.<\/p>\n<p>La guerra cognitiva integra capacit\u00e0 informatiche, educative, psicologiche e di ingegneria sociale al fine di raggiungere i propri scopi. I social media svolgono un ruolo centrale come moltiplicatore di forza e sono un potente strumento per sfruttare le emozioni e rafforzare i pregiudizi cognitivi. Il volume e la velocit\u00e0 delle informazioni senza precedenti travolgono le capacit\u00e0 cognitive individuali e incoraggiano a &#8220;pensare velocemente&#8221; (in modo automatico ed emotivo) invece di &#8220;pensare lentamente&#8221; (razionalmente e giudiziosamente). I social media inducono anche prove sociali, in cui l&#8217;individuo imita e afferma le azioni e le credenze degli altri per adattarsi, creando cos\u00ec camere d&#8217;eco di conformismo e pensiero di gruppo. Dare forma alle percezioni \u00e8 tutto ci\u00f2 che conta; opinioni critiche, verit\u00e0 scomode, fatti che contraddicono la narrativa dominante possono essere cancellati con un clic dell&#8217;utente o con l&#8217;algoritmo del gestore\/moderatore. La NATO utilizza forme di Intelligenza Artificiale basate sul <em>deep learning<\/em> che consentono il riconoscimento dei modelli per identificare rapidamente i luoghi in cui hanno origine i post, i messaggi e gli articoli sui social media, nonch\u00e9 gli argomenti in discussione, il sentment, gli identificatori linguistici, il ritmo delle pubblicazioni, i collegamenti tra gli account dei social media ecc. Tale sistema consente cos\u00ec il monitoraggio in tempo reale e fornisce avvisi alla NATO e ai suoi partner sul sentment dominante nei social media su un determinato argomento e qualora questo non sia favorevole possono essere intraprese azioni quali lo \u201c<em>shadow banning<\/em>\u201d o anche la rimozione degli account e dei contenuti valutati come problematici.<\/p>\n<p>Una popolazione polarizzata e cognitivamente disorientata \u00e8 un obiettivo maturo per un tipo di manipolazione emotiva nota come<em> script di pensiero<\/em> e <em>mind boxing<\/em>. Il pensiero di una persona arriva a congelarsi attorno a copioni sempre pi\u00f9 prestabiliti. E se lo script \u00e8 discutibile, \u00e8 improbabile che venga modificato tramite l&#8217;argomento. Il cervello ben inscatolato \u00e8 impermeabile alle informazioni che non sono conformi al copione e indifeso contro falsit\u00e0 o semplificazioni a cui \u00e8 stato preparato a credere. Pi\u00f9 una mente inscatolata e pi\u00f9 \u00e8 polarizzato l&#8217;ambiente politico e il dialogo pubblico. Questo danno cognitivo rende tutti gli sforzi per promuovere l&#8217;equilibrio e il compromesso poco attraenti e nei casi peggiori addirittura impossibili. La svolta totalitaria dei regimi liberali occidentali e la mentalit\u00e0 isolata e impermeabile all&#8217;esterno delle \u00e9lite politiche occidentali sembrano confermare questo triste stato di cose.<\/p>\n<p>Con il divieto di trasmissione dei mezzi di informazione russi, l&#8217;esclusione e il bullismo di chiunque cerchi di spiegare la posizione della Russia, \u00e8 stato raggiunto l&#8217;equivalente della pulizia etnica del discorso pubblico nel quale le \u201c<em>cheerleader del pensiero dominante<\/em>\u201d\u00a0 hanno un sorriso folle sul viso che non fa ben sperare.<\/p>\n<p>Gli esempi di irrazionale frenesia della folla sono troppi da elencare; coloro che sono caduti vittime di questo fervore pseudo-religioso chiedono che la Russia e i russi siano cancellati. Del resto non \u00e8 nemmeno necessario essere umani o vivi per diventare il bersaglio dell&#8217;isteria di massa: cani e gatti russi sono stati banditi dalle competizioni, i classici russi banditi dalle universit\u00e0 e i prodotti russi tolti dagli scaffali.<\/p>\n<p>L&#8217;implacabile manipolazione delle emozioni delle persone ha scatenato un pericoloso vortice di follia di massa. Come in Ucraina, cos\u00ec in Europa i cittadini sostengono le decisioni e chiedono misure contro i propri interessi, prosperit\u00e0 e futuro. &#8220;Resto al freddo!!&#8221; \u00e8 il nuovo sfoggio di virt\u00f9 tra coloro che accedono solo a informazioni approvate dagli Stati Uniti ovvero al tipo di script compatibile con un quadro di riferimento che esclude la complessit\u00e0. In questo universo fittizio e parallelo, una sorta di metaverso sicuro, rassicurante e compensatorio che si \u00e8 liberato dall&#8217;entropia della realt\u00e0 dove l&#8217;Occidente occupa sempre il livello morale pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>In generale, la copertura mediatica internazionale della guerra in Ucraina non \u00e8 stata solo immaginaria ma anche completamente allineata con le narrazioni fornite dalle unit\u00e0 di propaganda ucraine che sono state istituite e finanziate da USAID, NED, Open Society, Pierre Omidyar Network ed European Endowment for Democracy .<\/p>\n<p>Le campagne di disinformazione ucraine influenzano il giudizio sia del pubblico sia degli stessi legislatori occidentali (ci si riferisce ai legislatori dei paesi vassalli degli USA, NdT). L&#8217;8 marzo, quando il presidente ucraino Zelensky si \u00e8 rivolto a distanza alla Camera dei Comuni britannica, molti membri del parlamento non avevano neanche gli auricolari per ascoltare la traduzione simultanea del suo discorso. Non importava. A loro \u00e8 piaciuto lo spettacolo e hanno applaudito con entusiasmo. Nelle loro menti inscatolate, Zelensky era gi\u00e0 stato inquadrato come &#8220;il nostro bravo ragazzo a Kiev&#8221;, e qualsiasi sceneggiatura, anche incomprensibile, sarebbe andata bene. Il 1\u00b0 marzo i diplomatici dei paesi occidentali e dei loro alleati si sono ritirati durante un discorso\u00a0 &#8211; in collegamento video &#8211;\u00a0 del ministro degli Esteri russo Lavrov alla Conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo a Ginevra. I cervelli in scatola sono cognitivamente incapaci di impegnarsi in discussioni con coloro che hanno punti di vista diversi, rendendo impossibile la diplomazia. Ecco perch\u00e9 al posto delle abilit\u00e0 diplomatiche vediamo gesti teatrali e acrobazie mediatiche, abiti vuoti che forniscono linee di sceneggiatura che hanno il fine di proiettare superiorit\u00e0 morale.<\/p>\n<p>L&#8217;Occidente ha trovato rifugio in questo mondo fittizio generato dai media perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 risolvere i suoi problemi sistemici: invece di sviluppo e progresso vediamo regressione economica, sociale, intellettuale e politica, ansia, frustrazione, manie di grandezza e irrazionalit\u00e0. L&#8217;Occidente \u00e8 diventato completamente autoreferenziale.<\/p>\n<p>Progetti ideologici, distopici e di ingegneria sociale come il Transumanesimo e il Grande Reset sono le uniche soluzioni che le \u00e9lite occidentali possono offrire per affrontare l&#8217;inevitabile implosione di un sistema che hanno contribuito a far naufragare.<\/p>\n<p>Queste \u201csoluzioni\u201d richiedono la soppressione del pluralismo la limitazione della libert\u00e0 di informazione e di espressione, l&#8217;uso diffuso della violenza per intimidire i pensatori critici, la disinformazione e la manipolazione emotiva; in breve, la distruzione delle basi stesse della democrazia moderna, del discorso pubblico, dibattito razionale e partecipazione informata ai processi decisionali. La ciliegina sulla torta \u00e8 che \u00e8 cinicamente confezionato e commercializzato come una &#8220;vittoria della democrazia contro l&#8217;autoritarismo&#8221;. Per proiettare la democrazia prima dovevano ucciderla e poi sostituirla con la sua simulazione.<\/p>\n<p>Ma uno spazio globale di comunicazione e informazione che non rispetta il principio del pluralismo e del rispetto reciproco produce inevitabilmente i propri becchini. Vediamo gi\u00e0 come questo spazio globale si stia frammentando in spazi informativi fortemente difesi lungo le linee delle sfere di influenza geopolitiche. Il progetto di globalizzazione guidato dagli Stati Uniti si sta disfacendo e ci\u00f2 \u00e8 dovuto principalmente alla sua eccessiva ambizione.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti potrebbero vincere la guerra dell&#8217;informazione in Occidente, ma qualsiasi vittoria nell&#8217;universo parallelo creato dai media potrebbe facilmente trasformarsi in una vittoria di Pirro quando la realt\u00e0 si riaffermer\u00e0.<\/p>\n<p>La storia recente ci dice che narrazioni accuratamente elaborate, disinformazione e demonizzazione dell&#8217;avversario radicalizzano e polarizzano l&#8217;opinione pubblica, ma la vittoria sul campo di battaglia dell&#8217;informazione non si traduce necessariamente in una vittoria militare o politica, come abbiamo visto in Siria e in Afghanistan.<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;Occidente collettivo si compiace del suo successo dopo l&#8217;opzione nucleare di bandire tutti i media russi dall&#8217;infosfera globale che controlla, \u00e8 troppo accecato dall&#8217;arroganza per notare le inevitabili ricadute della sua mossa. Il controllo totale sulla narrazione ottienuta attraverso misure autoritarie e la repressione delle voci dissenzienti, cio\u00e8 attraverso un capovolgimento di quella democrazia inclusiva dai valori universalisti che l&#8217;Occidente ipocritamente pretende di difendere e che proietta attivamente nel Sud del mondo. Nel confronto ideologico con i paesi che definisce \u201cautoritari\u201d l&#8217;Occidente sta perdendo il vantaggio che pretendeva di possedere.<\/p>\n<p>L&#8217;ordine mondiale unipolare guidato dagli Stati Uniti sta volgendo al termine e l&#8217;Occidente sta rapidamente perdendo la sua influenza. La Russia sta prestando attenzione e in futuro potrebbe invece investire pi\u00f9 energia nel raggiungere un pubblico non occidentale, ovvero persone che non sono cos\u00ec indottrinate e insensibili alla verit\u00e0, ai fatti e alla ragione come le loro controparti occidentali.<\/p>\n<p>Mentre all&#8217;inizio della rivoluzione dell&#8217;informazione la Cina ha adottato misure per proteggere la propria sovranit\u00e0 digitale, per molte ragioni la Russia ha impiegato pi\u00f9 tempo a riconoscere il pericolo rappresentato da un sistema di comunicazione e informazione che, nonostante le iniziali pretese di essere un campo di gioco aperto e uniforme, era in realt\u00e0 truccato a favore di chi lo controllava. L&#8217;iniziativa della Russia in Ucraina non \u00e8 solo una risposta agli attacchi alla popolazione del Donbass e un modo per prevenire l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla NATO. Il suo obiettivo dichiarato di denazificare l&#8217;Ucraina \u00e8 una risposta difensiva alle intense operazioni di guerra cognitiva che gli Stati Uniti hanno condotto sia all&#8217;interno della Russia che nei paesi vicini. L&#8217;espansione verso est della NATO non \u00e8 stata semplicemente un&#8217;espansione militare, ma ha portato anche all&#8217;occupazione dello spazio psico-culturale, informativo e politico.<\/p>\n<p>Dopo aver perso la battaglia strategica nella guerra cognitiva, aver cos\u00ec assistito alla normalizzazione della russofobia neonazista e aver realizzato che le forze ostili, sia interne che straniere, si sono radicate in Ucraina, la Russia si sente ancora pi\u00f9 obbligata a vincere la guerra, come ha spiegato <em>Andrei Ilnitsky<\/em> in un&#8217;intervista a Zvesda.(4)<\/p>\n<p><em>Ilnitsky<\/em> ha riconosciuto che \u201c<em>Il pericolo principale della guerra cognitiva \u00e8 che le sue conseguenze sono irreversibili e possono manifestarsi attraverso le generazioni. Le persone che parlano la nostra stessa lingua, improvvisamente sono diventate nostre nemiche<\/em>&#8220;. L&#8217;erezione di monumenti a Stepan Bandera mentre quelli dei soldati sovietici venivano distrutti, non \u00e8 stata solo un&#8217;intollerabile provocazione per la Russia &#8211; un paese che ha perso 26,6 milioni di persone che combattevano il nazismo nella seconda guerra mondiale &#8211; \u00e8 stata anche un&#8217;espressione tangibile del tipo di cancellazione e riscrittura della storia che non si limita peraltro alla sola Ucraina.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale conflitto in Ucraina mostra che ripristinare il senso della realt\u00e0 richiede un tributo pesante e sanguinoso. Purtroppo in materia di sicurezza nazionale decisioni dolorose non possono essere rinviate all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>NOTE:<\/strong><\/em><\/p>\n<ol>\n<li>http:\/\/armedforcesjournal.com\/clausewitz-and-world-war-iv\/<\/li>\n<li>JP 3\u20130, Joint Operations, 17 January 2017, Incorporating Change 1, 22 October 2018 (jcs.mil)<\/li>\n<li>Ukraine\u2019s Propaganda War: International PR Firms, DC Lobbyists and CIA Cutouts (mintpressnews.com)<\/li>\n<li>?????? ?????????: \u00ab?????????? ????? ?? ??????? ??????\u00bb (zvezdaweekly.ru)<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE Traduzione<\/strong>: https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_russia_sta_perdendo_la_guerra_dellinformazione\/39602_45832\/<\/p>\n<p><strong>FONTE ORIGINALE<\/strong>: https:\/\/laura-ruggeri.medium.com\/is-russia-losing-the-information-war-79016e0ee32e<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 id=\"ecb8\" class=\"pw-post-title if ig ih bo ii ij ik il im in io ip iq ir is it iu iv iw ix iy iz ja jb jc jd gi\" data-selectable-paragraph=\"\">IS RUSSIA LOSING THE INFORMATION WAR?<\/h1>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-37750 aligncenter\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Laura-Ruggeri.png\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Laura-Ruggeri.png 934w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Laura-Ruggeri-300x212.png 300w, https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Laura-Ruggeri-768x544.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 857px) 100vw, 857px\" \/><\/p>\n<p id=\"18d9\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\"><a class=\"au kn\" href=\"https:\/\/www.strategic-culture.org\/news\/2022\/03\/31\/is-russia-losing-the-information-war\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener ugc nofollow\">https:\/\/www.strategic-culture.org\/news\/2022\/03\/31\/is-russia-losing-the-information-war\/<\/a><\/p>\n<p id=\"f7d9\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">On March 10 when CIA director Bill Burns addressed the US Senate and declared \u201cRussia is losing the information war over Ukraine\u201d, he repeated a claim that had already been amplified by Anglo-American media since the start of Russia\u2019s military operations in Ukraine. Though his statement is factually true, it doesn\u2019t tell us why and mainly reflects the West\u2019s perspective. As usual the reality is a lot more complicated.<\/p>\n<p id=\"0e61\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The US information warfare capability is unparalleled: when it comes to manipulating perceptions, producing an alternate reality and weaponizing minds, the US has no rivals. The US coercive deployment of non-military instruments of power to bolster its hegemony, and attack any state that challenges it, is also undeniable. And that\u2019s precisely why Russia was left with no other option than the military one to defend its interests and national security.<\/p>\n<p id=\"a11a\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Hybrid warfare, and information warfare as an integral part of it, evolved into standard US and NATO doctrine, but it hasn\u2019t made military force redundant, as proxy wars demonstrate. With more limited hybrid warfare capabilities, Russia has to rely on its army to influence the outcome of a confrontation with the West that Moscow regards as an existential one. And when your existence as a nation is at risk, winning or losing the information war in the Western metaverse becomes rather irrelevant. Winning it at home and ensuring that your partners and allies understand your position and the rationale behind your actions inevitably takes precedence.<\/p>\n<p id=\"8f3d\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Russia\u2019s approach to the Ukraine question is remarkably different from the West\u2019s. As far as Russia is concerned Ukraine is not a pawn on the chessboard but rather a member of the family with whom communication has become impossible due to protracted foreign interference and influence operations. According to Andrei Ilnitsky, an advisor to the Russian Ministry of Defence, Ukraine is the territory where the Russian world lost one of the strategic battles in the cognitive war. Having lost the battle, Russia feels all the more obliged to win the war \u2014 a war to undo the damage to a country that historically has always been part of the Russian world and to prevent the same damage at home. It is rather telling that what US-NATO call an \u201cinformation war\u201d is referred to as \u201cmental\u2019naya voina\u201d, that is cognitive war, by this prominent Russian strategist. Being mainly on the receiving end of information\/influence operations, Russia has been studying their deleterious effects.<\/p>\n<p id=\"4623\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">While it is too early to predict the trajectory of the Russia-Ukraine conflict and its political outcomes, one of the main takeaways is that the US employment of all instruments of hybrid warfare to instigate and fuel this conflict, left Russia no alternative than the recourse to military power to solve it. You can\u2019t win the battle for hearts and minds when your opponent controls them. You first need to restore the conditions that will make it possible to reach them and even then it will take years to heal wounds, undo the psychological conditioning.<\/p>\n<p id=\"4376\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Though disinformation and deception have always been a part of warfare, and information has long been used to support combat operations, within the framework of hybrid warfare information plays a central role, so much so that in the West combat is seen as taking place primarily through it and vast resources are assigned to influence operations both online and offline. In 2006 retired US Maj. General Robert H. Scales explained a new combat philosophy that would later be enshrined in NATO\u2019s doctrine: \u201cVictory will be defined more in terms of capturing the psycho-cultural rather than the geographical high ground.\u201d(1)<\/p>\n<p id=\"9e97\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">In the US-NATO lexicon, information and influence are interchangeable words. \u201cInformation comprises and aggregates numerous social, cultural, cognitive, technical, and physical attributes that act upon and impact knowledge, understanding, beliefs, world views, and, ultimately, actions of an individual, group, system, community, or organization.\u201d(2)<\/p>\n<p id=\"9581\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The US information war arsenal is unmatched because it controls the Internet and its main gatekeepers of content such as Google, Facebook, YouTube, Twitter, Wikipedia\u2026 It means the US can exercise control over the noosphere, that \u201cglobe-spanning realm of the mind\u201d that RAND in 1999 was already presenting as integral to the American information strategy. For this reason no government can ignore the profound impact of the Internet on public opinion, statecraft and national sovereignty. Because neither Russia nor China can beat the US in a game where it holds all the cards, the smart thing to do is to leave the gaming table, which is exactly what both powers are doing, each drawing on its specific strengths.<\/p>\n<p id=\"53f8\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The \u201cinformation war over Ukraine\u201d didn\u2019t start in response to Russia\u2019s military operations in 2022. It was initially unleashed in Ukraine. Since 1991 the US spent billions of dollars, and the EU tens of millions, to tear this country apart from Russia, not to mention the money spent by Soros\u2019 Open Society. No price was deemed too high due to the importance of Ukraine on the geopolitical chessboard. US influence operations led to two colour revolutions, the Orange Revolution (2004\u201305) and EuroMaidan (2013\u201314). After the 2014 bloody coup, with the removal of any counterweight, US-NATO influence turned into full control and violent repression of dissent: those who had opposed Maidan lived in fear \u2014 the Odessa massacre being a constant reminder of the fate that would befall anyone who dared to resist the new regime.<\/p>\n<p id=\"0cf8\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The promotion of Neo-Nazi tendencies intensified, together with the cult of Nazi collaborationist Stepan Bandera; members of terrorist organizations such as the Azov Battalion and other ultranationalist groups joined government and the Ukranian National Guard, the past was erased and history re-written, Soviet monuments were destroyed, Russian-speakers faced daily threats and discrimination, pro-Russian parties and information outlets were banned, Russophobia was inculcated in children starting from kindergarten. In 2020 alone ultranationalist projects, such as the \u201cYoung Banderite Course\u201d, \u201cBanderstadt Festival of Ukrainian Spirit\u201d, etc. received almost half of all the funds allocated by the Ukrainian government for children\u2019s and youth organisations.<\/p>\n<p id=\"5dae\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Ukrainians who lived in the separatist People\u2019s Republics of Donetsk and Lugansk and couldn\u2019t be targeted by influence operations were targeted by rockets, bombs and bullets: the former compatriots had been recast as enemies almost overnight.<\/p>\n<p id=\"b719\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">While all quality of life indicators revealed a marked decline, large segments of the population lived in a permanent state of cognitive dissonance: they were told that discriminating LGBT is wrong but discriminating Russian speakers is right, remembering Soviet soldiers who had fought Nazism in WW2 and liberated Auschwitz is wrong, remembering the Holocaust is right. Because cognitive dissonance is an uncomfortable feeling, people resorted to denial and self-deception, embraced whatever opinion was dominant in their social environment to seek relief.<\/p>\n<p id=\"3eee\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Since the mindset of an entire population cannot be changed overnight, even with an army of cognitive behaviour specialists, the groundwork was laid in stages. The Orange Revolution helped foster Ukrainian national identity but precisely because it leveraged on existing cultural and linguistic differences it ended up being the most regionally divided of all colour revolutions: western Ukrainians dominated the protests and eastern Ukrainians largely opposed them. The Orange Revolution had a profound effect on the way Ukrainians perceived themselves and their national identity but it didn\u2019t succeed in severing the political, cultural, social, and economic ties between Ukraine and Russia. Most people on both sides of the border continued to regard the two countries as inextricably intertwined.<\/p>\n<p id=\"420c\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">A second revolution, Euromaidan, would finish the job started in 2004. This time the narrative had a wider appeal: its proponents identified corruption and lack of economic prospects as the main grievances of the population, indicated Ukraine\u2019s leadership and its ties to Russia as the main cause of the country\u2019s troubles and proposed integration into the EU as a cure-all solution.<\/p>\n<p id=\"5b64\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Turning Russia into a scapegoat for all societal and economic problems, fuelling an anti-Russian sentiment was exactly what a myriad of US and US-funded players had been doing since the fall of the Soviet Union. Ukraine, like the rest of post-Soviet countries, was teeming with media outlets, NGOs, educators, diaspora groups, political activists, business and community leaders whose status was artificially inflated by their access to foreign resources and international networks.<\/p>\n<p id=\"15a6\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">These \u201cvectors of influence\u201d introduced themselves as purveyors of \u201cglobal standards and best practices\u201d, \u201cdemocratic rules\u201d, \u201cparticipatory development and accountability\u201d, used marketing buzzwords for their work of demolition of existing practices, frames of reference and their sostitution with new ones, often of inferior quality. Under the guise of fighting corruption, offering a path to modernization and development these players became entrenched in Ukraine\u2019s civil society, shaped its collective consciousness and demonized both Russia, local politicians and public figures who advocated closer relations with Moscow.<\/p>\n<p id=\"9931\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The work of these agents of influence was instrumental in demolishing worldviews, beliefs, values and perceptions that dated back to Soviet times, thus altering the population\u2019s self-understanding. It ensured that younger generations would be ignorant about their country\u2019s history and embrace a new fictional identity.<\/p>\n<p id=\"76b6\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">But colour revolutions require both brain and brawn to topple governments and defend the power of the new ruling class. The brute force that was necessary to intimidate and attack those who were impervious to influence operations could only be provided by fringe elements in society who had been seduced by the ultra-nationalist rhetoric.<\/p>\n<p id=\"3a27\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">These violent fringe groups were organized and empowered to exercise greater influence in Ukraine and thus attract more followers. A romanticized, imaginary identity was radicalized by absurd claims that Ukrainians and Russians cannot be called brotherly nations because Ukrainians are \u201cpure-blood Slavs\u201d, while Russians are \u201cmixed-blood barbarians\u201d. Nothing was beyond the pale: sleek re-enactments of Nazi propaganda tropes like torchlight parades that looked impressive on social media, speeches that echoed Hitler\u2019s, xenophobic and anti-Semitic rhetoric, the cult of Bandera and those who fought with the Nazis against the Soviet Army.<\/p>\n<p id=\"12ac\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">While foreign groups sharing the same ideological tool box were labelled extremist and terrorist organizations just across the border, in Ukraine they received advice, financial and military support by the US military and the CIA. At the same time the CIA presentable spin-off, NED, was giving out funds, grants, scholarships and media awards to their globalist, politically-correct, \u201cfreedom, democracy and human rights\u201d country fellows. The latter cohort would whitewash the crimes of the former. After all, if members of Al-Qaeda donning white helmets in Syria became the darlings of Western media and even won an Oscar, Neo-Nazis could be marketed as defenders of democracy just as easily.<\/p>\n<p id=\"ff31\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Ukraine\u2019s population was subjected to the sort of psychological operations that would make it want more of a medicine that not only didn\u2019t cure the disease but could kill the patient. In order to turn the country into a beachhead from which to launch hostile operations aimed at weakening Russia and creating a rift between Moscow and Europe, Russophobia had to become a sort of state religion, anyone who didn\u2019t practise it was to be marginalized and eventually excluded from public discourse. The pressure to conform was so strong that it impaired judgement.<\/p>\n<p id=\"ca11\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The discursive construction of an enemy required the constant demonization of Russia (Mordor), Russians (uncivilized Eurasian barbarians) and Donbass separatists (savages, subhumans).<\/p>\n<p id=\"019d\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">When neo-Nazi narratives and Russophobia are normalized and allowed to shape both policies and dominant discourse, when people are \u201cweaned\u201d from critical thinking, from their own history, and wage an 8-year long war against their fellow countrymen, that\u2019s a sign people\u2019s minds have been weaponized.<\/p>\n<p id=\"73dd\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Public consciousness was actively manipulated both at the level of meaning and at the level of emotions. Selective perception and consolatory fantasies were some of the psychological mechanisms ensuring that the population would manage the stress of living in a state of cognitive dissonance where facts and fiction could no longer be separated. By offering cheap passage through a complex world, these narratives provided emotional certainty at the cost of rational understanding.<\/p>\n<p id=\"b6a7\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The emotionally satisfying decision to believe, to have faith, inoculated individuals against counter-arguments and inconvenient facts. The election of an actor on the basis of his convincing performance as a president in a TV series titled \u201cServant of the People\u201d confirmed the successful substitution of politics with its spectacular simulation: it wasn\u2019t simply the blurring of illusion and reality, but the authentication of illusion as more real than the real itself. The majority of Ukrainians voted for a brand new party that was named after the TV fiction and was the brainchild of the same people. A party that even used billboards advertising the series for Zelensky\u2019s election campaign.<\/p>\n<p id=\"6f27\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">With the global streaming of the TV series by Netflix and its broadcasting by more than a dozen TV channels in Europe we see the marketing of Zelensky to foreign audiences as an image-object whose immediate reality is its symbolic function in a semiotic system of abstract signifiers that take on a life of their own and generate a parallel, virtual reality. This virtual reality in turn generates its own discourse.<\/p>\n<p id=\"155c\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">For instance, to foreign audiences the 8-year long war in Donbass that caused 14,000 deaths is less real than images extrapolated from a videogame and passed off as \u201cthe bombing of Kiev.\u201d That\u2019s because the war in Donbass has been largely ignored by international media.<\/p>\n<p id=\"cdfe\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Images of atrocities, whether taken from other contexts or fabricated, have become free-floating signifiers that can be repurposed according to the needs of propagandists, while real atrocities must be hidden from view. After all it doesn\u2019t matter whether the narrative is true or false, as long as it is convincing.<\/p>\n<p id=\"ca5e\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">In post-Maidan Ukraine one could see an anticipation of the fate that awaited the rest of Europe, almost as if Ukraine had been not only a laboratory for colour revolutions, but also a testing ground for the kind of cognitive warfare operations that are leading to the rapid destruction of whatever vestige of civility, logic and rationality is left in the West.<\/p>\n<p id=\"71ad\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Cognitive warfare integrates cyber, information, education, psychological, and social engineering capabilities to achieve its ends. Social media play a central role as a force multiplier and are a powerful tool for exploiting emotions and reinforcing cognitive biases. Unprecedented information volume and velocity overwhelms individual cognitive capabilities and encourages \u201cthinking fast\u201d (reflexively and emotionally) as opposed to \u201cthinking slow\u201d (rationally and judiciously). Social media also induce social proofing, wherein the individual mimics and affirms others\u2019 actions and beliefs to fit in, thus creating echo chambers of conformism and groupthink. Shaping perceptions is all that matters; critical opinions, inconvenient truths, facts that contradict the dominant narrative can be cancelled with a click, or by tweaking the algorithm. NATO uses machine learning and pattern recognition to quickly identify the locations in which social media posts, messages, and news articles originate, the topics under discussion, sentiment and linguistic identifiers, pacing of releases, links between social media accounts etc.<\/p>\n<p id=\"48dd\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Such system allows real-time monitoring and provides alerts to NATO and its social media partners, who invariably comply with its requests to remove or \u2018shadow ban\u2019 content and accounts deemed problematic.<\/p>\n<p id=\"1ee8\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">A polarized, cognitively disoriented population is a ripe target for a type of emotional manipulation known as thought-scripting and mind-boxing. A person\u2019s thinking comes to congeal around increasingly set scripts. And if the script is arguable, it is unlikely to be changed through argument. The well-boxed brain is impervious to information that doesn\u2019t conform to the script and defenceless against powerful falsehoods or simplifications that it has been primed to believe. The more boxed a mind, the more polarized the political environment and public dialogue. This cognitive damage makes all efforts to promote balance and compromise unattractive, in the worst cases even impossible. The totalitarian turn of Western liberal regimes and the insular mentality of Western political elites seem to confirm this sad state of affairs.<\/p>\n<p id=\"f143\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">With the ban on Russian information outlets, the exclusion and bullying of anyone who seeks to explain Russia\u2019s position, the equivalent of ethnic cleansing of public discourse has been achieved and its cheerleaders have a mad grin on their face that doesn\u2019t bode well.<\/p>\n<p id=\"ebd1\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Examples of irrational mob frenzy are too many to list, those who have fallen victims to this pseudo-religious fervour demand that Russia and Russians be cancelled. For that matter you don\u2019t even need to be human or alive to become a target of mass hysteria: Russian cats and dogs have been banned from competitions, Russian classics banned from universities, Russian products taken off the shelves.<\/p>\n<p id=\"4eb9\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The relentless manipulation of people\u2019s emotions has unleashed a dangerous whirlwind of mass insanity. As in Ukraine, so in Europe citizens are supporting decisions and calling for measures against their own interests, prosperity and future. \u201cI\u2019ll freeze for Ukraine!\u201d is the new epitome of virtue-signalling among those who access only US- approved information, the kind of script compatible with a frame of reference that excludes complexity. In this fictional, parallel universe, a sort of safe, reassuring, compensatory metaverse that has broken free from the messiness of reality, the West always occupies the moral high-ground.<\/p>\n<p id=\"0275\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">By and large international media coverage of the war in Ukraine has been not only fictional but also completely aligned with narratives provided by Ukrainian propaganda units that were set up and funded by USAID, NED, Open Society, Pierre Omidyar Network, the European Endowment for Democracy et al.<\/p>\n<p id=\"8ee8\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Dan Cohen in an article published by Mint Press News described in detail how the system of Ukrainian strategic information works.(3) Ukraine, with the help of foreign consultants and key media partners, built an effective network of PR-media agencies that actively churn out and promote fake news. In NATO countries whoever dares to question the correctness of this information is accused of being a \u201cPutin\u2019s agent\u201d, attacked and excluded from public debate. The information space is so heavily guarded that it resembles an echo-chamber.<\/p>\n<p id=\"e344\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Ukrainian disinformation campaigns affect the judgment of both Western audiences and lawmakers. On March 8 when Ukrainian President Zelensky addressed the British House of Commons remotely, many members of parliament had no earphones to listen to the simultaneous translation of his speech. It didn\u2019t matter. They liked the show and applauded enthusiastically. In their boxed-minds Zelensky had already been framed as \u201cour good guy in Kiev\u201d, and any script, even an incomprehensible one, would do. On March 1 diplomats from Western countries and their allies walked out during a video link address by Russia\u2019s Foreign Minister Lavrov at the UN Conference on Disarmament in Geneva. Boxed-brains are cognitively incapable to engage in discussions with those who hold different views, making diplomacy impossible. That\u2019s why in lieu of diplomatic skills we see theatrics and media stunts, empty suits who deliver script lines and project moral superiority.<\/p>\n<p id=\"1fbd\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The West has found refuge in this media-generated make-believe world because it can no longer solve its systemic problems: instead of development and progress we see economic, social, intellectual and political regression, anxiety, frustration, delusions of grandeur and irrationality. The West has become completely self-referential.<\/p>\n<p id=\"480c\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Dystopian ideological and social-engineering projects such as Trans-humanism and the Great Reset are the only solutions Western elites can offer to address the inevitable implosion of a system they contributed to wreck.<\/p>\n<p id=\"d62a\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">These \u201csolutions\u201d require the suppression of pluralism, the curtailing of freedom of information and expression, the widespread use of violence to intimidate critical thinkers, disinformation and emotional manipulation, in short, the destruction of the very foundations of modern democracy, public discourse, rational debate and informed participation in decision-making processes. The cherry on top is that it is cynically packaged and marketed as a \u201cvictory of democracy against authoritarianism.\u201d To project democracy first they had to kill it and then replace it with its simulation.<\/p>\n<p id=\"7706\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">But a global communication and information space that doesn\u2019t respect the principle of pluralism and mutual respect inevitably produces its own gravediggers. We already see how this global space is fragmenting into heavily defended information spaces along the lines of geopolitical spheres of influence. The US-led globalization project is unravelling and that\u2019s mainly due to its overambition.<\/p>\n<p id=\"a262\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The US might be winning the information war in the West but any victory in the parallel universe created by the media could easily turn into a Pyrrhic one when reality reasserts itself.<\/p>\n<p id=\"ef2a\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Recent history tells us that carefully crafted narratives, disinformation and demonization of the opponent radicalize and polarize public opinion, but victory in the information battlefield doesn\u2019t necessarily translate into military or political victory, as we have seen in Syria and Afghanistan.<\/p>\n<p id=\"6912\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">While the collective West revels in its success after the nuclear option of banning all Russian media from the global infosphere it controls, it\u2019s too blinded by hubris to even notice the inevitable fallout. Total control over the narrative is achieved through authoritarian measures and the repression of dissenting voices, that is a reversal of those inclusive democracy and universalist values that the West hypocritically claims to defend and is actively projecting in the Global South. In the ideological confrontation with countries it defines \u201cauthoritarian\u201d the West is losing the edge it claimed to possess.<\/p>\n<p id=\"eb18\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The unipolar, US-led world order is coming to an end and the West is fast losing its influence. Russia is paying attention and in the future it might invest more energy in reaching non-Western audiences instead, that is people who aren\u2019t as indoctrinated and impervious to truth, facts and reason as their Western counterparts.<\/p>\n<p id=\"0ced\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">While at the beginning of the information revolution China took measures to protect its digital sovereignty, for many reasons it took Russia longer to recognize the danger posed by a communication and information system that despite initial claims of being an open, level playing field, was actually rigged in favour of those who controlled it.<\/p>\n<p id=\"7141\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Russia\u2019s initiative in Ukraine is not only a response to attacks on the population of Donbass and a way to forestall Ukraine\u2019s accession to NATO. Its avowed goal to denazify Ukraine is a defensive response to the intense cognitive war operations that the US has been conducting both inside Russia and in neighbouring countries. NATO\u2019s eastward expansion wasn\u2019t simply a military expansion, it led to the occupation of the psycho-cultural, information and political space as well.<\/p>\n<p id=\"db56\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">After losing a strategic battle in the cognitive war, watching the normalization of Neo-Nazi Russophobia and realizing that hostile forces, both domestic and foreign, have become entrenched in Ukraine, Russia feels all the more obliged to win the war, as Andrei Ilnitsky explained in an interview to Zvesda.(4)<\/p>\n<p id=\"1715\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">Ilnitsky recognized that \u201cThe main danger of cognitive warfare is that its consequences are irreversible and can manifest themselves through generations. People who speak the same language as us, suddenly became our enemies.\u201d The erection of monuments to Stepan Bandera while those of Soviet soldiers were being destroyed, was not only an intolerable provocation for Russia \u2014 a country that lost 26.6 million people fighting Nazism in WW2 \u2014 it was also a tangible expression of the kind of erasure and rewriting of history that is not limited to Ukraine.<\/p>\n<p id=\"0cd6\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">The current conflict in Ukraine shows that restoring a sense of reality exacts a heavy and bloody toll. Unfortunately in matters of national security painful decisions cannot be postponed indefinitely.<\/p>\n<p id=\"5b9b\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">1. http:\/\/armedforcesjournal.com\/clausewitz-and-world-war-iv\/<\/p>\n<p id=\"b7f7\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">2. JP 3\u20130, Joint Operations, 17 January 2017, Incorporating Change 1, 22 October 2018 (jcs.mil)<\/p>\n<p id=\"4036\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">3. Ukraine\u2019s Propaganda War: International PR Firms, DC Lobbyists and CIA Cutouts (mintpressnews.com)<\/p>\n<p id=\"ec3d\" class=\"pw-post-body-paragraph jp jq ih jr b js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km ia gi\" data-selectable-paragraph=\"\">4. \u0410\u043d\u0434\u0440\u0435\u0439 \u0418\u043b\u044c\u043d\u0438\u0446\u043a\u0438\u0439: \u00ab\u041c\u0435\u043d\u0442\u0430\u043b\u044c\u043d\u0430\u044f \u0432\u043e\u0439\u043d\u0430 \u0437\u0430 \u0431\u0443\u0434\u0443\u0449\u0435\u0435 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0438\u00bb (zvezdaweekly.ru)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Laura Ruggeri &#8211; Strategic Culture (traduzione di Giuseppe Masala) &nbsp; Il 10 marzo, quando il direttore della CIA Bill Burns si \u00e8 rivolto al <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37748\" title=\"&#8220;La Russia sta perdendo la guerra dell&#8217;informazione?&#8221; &#8211; Un&#8217;analisi impressionante della guerra congnitiva\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":37752,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[264,129,128,21,20,17,30],"tags":[26,70,74,126,300],"class_list":["post-37748","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-memoria","category-b-europa","category-b-diritti","category-cultura","category-politica","category-economia","category-popolazione","tag-politica","tag-storia","tag-usa","tag-russia","tag-ukraina"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>&quot;La Russia sta perdendo la guerra dell&#039;informazione?&quot; 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