{"id":37741,"date":"2022-04-02T18:07:14","date_gmt":"2022-04-02T18:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37741"},"modified":"2022-04-03T21:33:15","modified_gmt":"2022-04-03T21:33:15","slug":"n14-02-aprile-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37741","title":{"rendered":"n\u00b014 \u2013 02\/4\/2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>00 \u2013 (*)Lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Draghi da parte dell&#8217;Osservatorio sulla transizione ecologica &#8211; PNRR, per accelerare le misure sulla transizione ecologica, firmato anche da 3 storici esponenti ambientalisti .<\/strong><br \/>\n<strong>01 &#8211; La Marca (Pd) *: cittadinanza: i miei emendamenti in commissione affari costituzionali. Non perdiamo questa occasione per rispondere alle attese dei connazionali all\u2019estero<\/strong><br \/>\n<strong>02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)*: la mia interrogazione al MEF per evitare la doppia tassazione del reddito prodotto all\u2019estero.<\/strong><br \/>\n<strong>03 &#8211; Grandi Alfiero*: la nuova fase della battaglia per cambiare la legge elettorale. La Camera sta discutendo e dovrebbe approvare a giorni una modifica della Costituzione che consentir\u00e0 di eleggere i senatori su base circoscrizionale e non pi\u00f9 su base regionale.<\/strong><br \/>\n<strong>04 &#8211; New York Times*: non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire niente? \u201cNegli Stati Uniti la libert\u00e0 d\u2019espressione \u00e8 in pericolo\u201d, ha scritto il New York Times in un editoriale che ha aperto un acceso dibattito.<\/strong><br \/>\n<strong>05 &#8211; Pankaj Mishra*: I non allineati della nuova guerra fredda. A molti asiatici, latino americani e africani non sembra che Putin violi il diritto internazionale pi\u00f9 di altri. Anzi, la sua retorica antioccidentale ad alcuni piace.<\/strong><br \/>\n<strong>06 &#8211; Guido Moltedo*: Gli Stati uniti verso una permanente economia di guerra. USA. Il gigantesco bilancio militare e l\u2019impiego delle riserve strategiche di petrolio prefigurano un\u2019America &#8211; e il mondo &#8211; in una escalation che va oltre il teatro ucraino.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 \u2013 (*)Lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Draghi da parte dell&#8217;Osservatorio sulla transizione ecologica &#8211; PNRR, per accelerare le misure sulla transizione ecologica, firmato anche da 3 storici esponenti ambientalisti .<\/strong><br \/>\nOSSERVATORIO SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA \u2013 PNRR<br \/>\nPromosso da: Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Laudato Si\u2019, NOstra<\/p>\n<p>Al Presidente del Consiglio Mario Draghi<br \/>\nSiamo d\u2019accordo con lei quando in Parlamento e in altre sedi pubbliche ha enunciato l\u2019esigenza non solo di affrontare le emergenze, a partire dall\u2019approvvigionamento del gas, a fronte dell\u2019invasione russa in Ucraina e alle misure di pressione per costringere uno storico fornitore a scegliere la tregua e la pace anzich\u00e9 di proseguire la guerra di aggressione, ma soprattutto di puntare ad accelerare le misure per la transizione ecologica dell\u2019economia con l\u2019obiettivo di contenere l\u2019aumento della temperatura del pianeta entro 1,5 gradi. Sono passati pochi mesi da importanti sedi internazionali che avevano la questione climatica come centro della discussione e oggi siamo precipitati in una situazione pericolosa, che provoca lutti e devastazioni in Ucraina e distorce gravemente l\u2019attenzione dagli obiettivi climatici che dovrebbero riguardare tutti noi, tutti i Paesi della terra, in un grande impegno corale di collaborazione e cooperazione. Esattamente l\u2019opposto della guerra come mezzo di regolazione delle contese.<br \/>\nPer questo ci rivolgiamo a lei consapevoli che l\u2019Italia deve assolutamente accelerare nella transizione ecologica, utilizzando al meglio le risorse del PNRR.<br \/>\nSe la situazione \u00e8 cambiata e occorrono decisioni radicali \u00e8 inevitabile che le scelte del PNRR e la sua realizzazione vengano ripensate riguardo agli aspetti finanziari, alle localizzazioni, a partire dalla priorit\u00e0 del Mezzogiorno, e soprattutto a tempi di attuazione precisi e verificabili. Per questo sono indispensabili drastiche norme di semplificazione, visto che quelle decise sono o non attuate o inadeguate.<br \/>\nIntendiamo richiamare la sua attenzione sui ritardi, le incertezze, le lacune che rischiano di fare mancare l\u2019obiettivo del cambiamento ecologico dell\u2019economia italiana.La cabina di regia del PNRR non sembra avere adempiuto al compito di rendere chiare e forti le scelte al paese; e, in particolare, non sembra avere funzionato un rapporto indispensabile con tutte le soggettivit\u00e0 istituzionali e sociali, dalle Regioni ai sindacati, per passare al complesso delle associazioni ambientaliste che hanno avanzato proposte precise su cui non ci sono fino ad ora risposte.<br \/>\n\u00c8 condivisibile l\u2019iniziativa per porre in sede europea le nuove urgenti questioni energetiche che sono davanti a tutti i Paesi europei, sia pure con modalit\u00e0 e forme diverse da Paese a Paese. Se \u00e8 chiaro l\u2019obiettivo, anche i sacrifici immediati e transitori acquistano un significato diverso, altrimenti si rischiano reazioni negative e il prevalere di timori, paure, inevitabili in una fase di guerra aperta.<br \/>\nLa prima proposta che ci sentiamo di avanzare \u00e8 che il Governo promuova in tempi brevissimi una Conferenza nazionale in cui fare il punto sulla situazione, sulle modifiche degli interventi, ascoltando le proposte e gli obiettivi che vengono avanzati dai soggetti istituzionali e sociali. Queste proposte potrebbero diventare parte di un impegno comune, a partire dal Governo, delle aziende a partecipazione pubblica \u2013 che sono tenute a comportamenti ispirati ad una nuova disciplina degli obiettivi comuni \u2013, delle forze sociali (imprese e sindacati), delle associazioni ambientaliste, delle comunit\u00e0 energetiche e di quanti hanno competenze e storia che motivano la validit\u00e0 del loro ascolto.<br \/>\nUn esempio, per intenderci. Si \u00e8 molto parlato di semplificazioni e superamento di vincoli burocratici, ma finora non si sono fatti veri passi avanti. Anzi, si configura come un serio autogol il blocco delle energie rinnovabili ai livelli di 10 anni fa, mentre restano inevase preziose candidature dei privati ad investire risorse nel settore eolico off shore, in quello terrestre e nel fotovoltaico. Ad esempio, \u00e8 grave che le lentezze burocratiche e le ordinanze di alcune Sovraintendenze contribuiscano ad un effetto nimby contro le energie rinnovabili, mentre il contrasto alle infiltrazioni mafiose e all\u2019illegalit\u00e0 sono compito degli organi investigativi e della magistratura.<br \/>\nIn ogni nuova costruzione o ristrutturazione radicale, a partire da quelle associate al bonus del 110 %, il PNRR deve prevedere l\u2019obbligo del ricorso al fotovoltaico e all\u2019efficienza nell\u2019uso dell\u2019energia, con una priorit\u00e0 su tutto il patrimonio edilizio pubblico.<br \/>\nProposte come queste possono diventare realt\u00e0 se i tempi di realizzazione diventano stringenti e l\u2019allaccio alla rete \u00e8 garantito entro la conclusione dei lavori.<br \/>\nBisogna uscire dalla contraddizione per cui da un lato si parla di rinnovabili ma in realt\u00e0 si agisce per il gas, il carbone, o peggio.<br \/>\nInterventi per alleggerire le conseguenze dell\u2019aumento dei prezzi del gas e del petrolio, delle carenze di forniture conseguenti alla guerra sono indispensabili, ma l\u2019obiettivo strategico \u00e8 il quadro europeo, che ha fissato nel 55% la riduzione entro il 2030 dei gas climalteranti.<br \/>\nPer questo occorrono proposte precise come la riscrittura in tempi rapidi del Piano integrato energia clima (Pniec) giustamente proposta da Greenpeace, Lega Ambiente e WWF. Il Pniec riscritto deve prevedere un nuovo piano di risparmio energetico che accompagni gli investimenti nelle energie rinnovabili. In passato, sulla scorta di studi Enea il Piano di \u201cefficienza energetica 2010\/2020, divenuto indirizzo comune di Confindustria e Cgil, Cisl, Uil prevedeva il risparmio di 51 Mtep di combustibili fossili, 207 milioni di tonnellate di CO2 in meno, 1.600,000 nuovi posti di lavoro nel decennio. Obiettivi che vanno ripresi ed aggiornati (poco \u00e8 stato realizzato)anche per il loro eccezionale valore occupazionale.<br \/>\nIl nuovo PNIEC deve indirizzare Amministrazione pubblica, Enti e Istituzioni preposte insieme a tutta le imprese, grandi e PMI, in un percorso rapido di massima elettrificazione nei diversi impieghi \u2013 industria, trasporti, usi domestici \u2013 con energia elettrica fornita prioritariamente e sempre pi\u00f9 da energie rinnovabili (FER).<br \/>\nCi\u00f2 implica che il nuovo Piano fissi al 2030 per le fonti rinnovabili l\u2019obiettivo ambizioso di 90 nuovi GW (basta pensare alla Germania che programma 150 nuovi GW in pi\u00f9) all\u2019insegna dell\u2019urgenza di far fronte alla minaccia del cambiamento climatico in una prospettiva di rapida indipendenza dal gas russo e, pi\u00f9 in generale, da idrocarburi e fonti fossili. In conformit\u00e0 con la raccomandazione Next Generation EU di realizzare il 40% degli obiettivi energia\/clima entro il 2025, il Piano deve valutare gli aspetti industriali, economico-sociali e finanziari perch\u00e9 si possa procedere nel prossimo quadriennio a un ritmo 8\/9 GW all\u2019anno di nuovi impianti FER, rispondendo cos\u00ec anche alla richiesta di \u201cElettricit\u00e0 futura\u201d, che ha chiesto al Governo di autorizzare 60 GW di nuovi impianti da FER entro giugno 2022.<br \/>\nUn tale sforzo produttivo necessita di adeguati finanziamenti per tutto il periodo previsto, procedendo, ad esempio, con detrazioni fiscali di entit\u00e0 uguale a quelle dei superbonus.<br \/>\nInsomma, Signor Presidente, pensiamo che le conseguenze della guerra debbano spingere a trovare provvedimenti ancora pi\u00f9 urgenti e tempestivi e la sapienza politico-istituzionale di realizzazioni energetiche fondamentali per il Paese e per la lotta al cambiamento climatico, con il massimo coinvolgimento dei cittadini, come consente la ricchezza delle forme di partecipazione che la nostra democrazia mette a disposizione.<br \/>\n*(Mario Agostinelli, Alfiero Grandi, Gianni Mattioli, Jacopo Ricci, Massimo Scalia, Gianni Silvestrini<br \/>\n29\/3\/2022)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; LA MARCA (PD) \u2013 CITTADINANZA: I MIEI EMENDAMENTI IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI. NON PERDIAMO QUESTA OCCASIONE PER RISPONDERE ALLE ATTESE DEI CONNAZIONALI ALL\u2019ESTERO &#8211; 1\u00b0 APRILE 2022<\/strong><\/p>\n<p>Il 9 marzo scorso la Commissione Affari costituzionali della Camera ha dato il via libera all\u2019adozione di un testo unificato presentato dal Presidente della Commissione e relatore, Giuseppe Brescia, che punta a modificare la legge n. 91 del 5 febbraio 1992 in materia di cittadinanza italiana.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico, il testo della proposta punta esclusivamente a introdurre il cosiddetto \u201cIus scholae\u201d ossia il diritto per i figli di stranieri regolarmente residenti di ottenere la cittadinanza italiana dopo aver terminato un ciclo di studi nel nostro Paese.<\/p>\n<p>L\u2019adozione da parte della Commissione del testo unificato \u00e8 sicuramente un traguardo positivo nella direzione di superare un divario, sempre pi\u00f9 insostenibile, del nostro Paese rispetto a quelli pi\u00f9 avanzati che su questa materia hanno legiferato da tempo.<\/p>\n<p>Da deputata eletta all\u2019estero, tuttavia, non posso non sottolineare che, come gi\u00e0 avvenuto nella scorsa legislatura, il provvedimento all\u2019esame, proprio perch\u00e9 circoscritto nei suoi obiettivi, lascia aperte alcune importanti questioni riguardanti gli italiani all\u2019estero.<\/p>\n<p>Per questa ragione, ho ritenuto giusto presentare alcuni emendamenti che propongono soluzioni concrete e di buon senso, indicate anche nelle due proposte di legge che ho depositato ad inizio legislatura.<\/p>\n<p>In sintesi, i miei emendamenti riguardano:<\/p>\n<p>1. la restituzione della cittadinanza italiana alle donne che l\u2019hanno perduta a seguito di matrimonio con uno straniero contratto prima del 1\u00b0 gennaio 1948.<\/p>\n<p>2. Il riacquisto della cittadinanza da parte di chi \u00e8 nato in Italia e che, a seguito di espatrio, l\u2019ha perduta per necessit\u00e0 di lavoro o altro, facendone espressa richiesta all\u2019ufficio consolare italiano che ha giurisdizione nel territorio di residenza estera. Un panorama limitato di persone che, attualmente, avvalendosi delle norme della legge 91\/92, possono riacquistare la cittadinanza italiana esclusivamente rientrando in Italia e fissando la propria residenza presso un Comune italiano.<br \/>\nLa Commissione Affari costituzionali, a breve, esaminer\u00e0 gli emendamenti presentati. Mi auguro che non si ripeta quanto avvenuto nella precedente legislatura e che la Commissione non decida per l\u2019accantonamento degli emendamenti riferiti agli italiani all\u2019estero per non mettere a rischio la specificit\u00e0 del provvedimento, dedicato ai minori stranieri in Italia.<br \/>\nSpero, inoltre, che in questa circostanza si concretizzi un percorso di collaborazione parlamentare capace di scongiurare questa ipotesi per non deludere ancora una volta le attese dei nostri connazionali che, giustamente, non comprenderebbero le ragioni di un ulteriore rinvio.<br \/>\n*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): LA MIA INTERROGAZIONE AL MEF PER EVITARE LA DOPPIA TASSAZIONE DEL REDDITO PRODOTTO ALL\u2019ESTERO. CONTINUANO AD ARRIVARMI LE SEGNALAZIONI DI CITTADINI ITALIANI (SOPRATTUTTO GIOVANI) ANDATI A LAVORARE ALL\u2019ESTERO I QUALI SI LAMENTANO DI AVER RICEVUTO AVVISI DI ACCERTAMENTO DALLE AMMINISTRAZIONI FISCALI ITALIANE CON I QUALI \u00c8 RICHIESTO IL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE SUL REDDITO PRODOTTO OLTRECONFINE.<\/strong> 29 marzo 2022<\/p>\n<p>Per tutelare gli interessi di questi nostri connazionali e per rappresentare il problema al Governo italiano ho presentato in questi giorni una interrogazione al Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze.<\/p>\n<p>Nell\u2019interrogazione ho denunciato il fatto che questi lavoratori hanno gi\u00e0 pagato le tasse nel Paese dove si sono recati a lavorare e che quindi non dovrebbero essere tassati una seconda volta. Si tratta di lavoratori i quali non si sono iscritti (per i pi\u00f9 svariati motivi) all\u2019Aire (Anagrafe degli italiani residenti all\u2019estero), hanno quindi mantenuto la residenza fiscale in Italia ma non hanno presentato in Italia, come previsto dalla legge, la dichiarazione dei redditi (o l\u2019hanno presentata con ritardo o hanno omesso di indicare nella dichiarazione i redditi conseguiti all\u2019estero).<\/p>\n<p>I cittadini italiani i quali non si iscrivono all\u2019AIRE e producono reddito all\u2019estero sono spesso soggetti quindi a doppia tassazione anche in virt\u00f9 del diritto tributario italiano basato sulla \u201ctassazione mondiale\u201d, in particolare quando il Paese di destinazione ha stipulato con l\u2019Italia una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali che prevede la tassazione concorrente ancorch\u00e8 mitigata dalla facolt\u00e0 del credito di imposta. Si sta perci\u00f2 sviluppando da anni una grave criticit\u00e0 fiscale per cui molti giovani emigrati sono sottoposti a doppia tassazione nel Paese di lavoro e nel Paese di residenza che \u00e8 in questo caso l\u2019Italia nonostante abbiano gi\u00e0 pagato le tasse all\u2019estero e nonostante il fatto, paradossalmente, che l\u2019Italia abbia stipulato centinaia di convenzioni bilaterali proprio contro la doppia imposizione. Spesso si tratta di importi da pagare per migliaia o decine di migliaia di euro che sconvolgono la vita di contribuenti inconsapevoli e in buona fede che hanno gi\u00e0 adempiuto ai loro doveri fiscali nel Paese estero dove vivono, lavorano e producono reddito regolarmente denunciato.<br \/>\nNell\u2019interrogazione ho anche ricordato al Governo che pi\u00f9 volte la Corte di Cassazione (in ultimo con l\u2019ordinanza 9725 depositata il 14 aprile 2021) si \u00e8 espressa circa la possibilit\u00e0 di scomputare le imposte pagate all\u2019estero anche nel caso in cui il contribuente abbia omesso di presentare la dichiarazione dei redditi qualora con il Paese della fonte e l\u2019Italia sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni.<br \/>\nHo chiesto quindi al Ministro di intervenire anche a livello legislativo, proponendo, nei casi in cui il contribuente abbia gi\u00e0 pagato le tasse all\u2019estero, una sanatoria e modificando opportunamente l\u2019articolo 165 del TUIR in modo tale da prevedere il credito di imposta anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi o di omessa indicazione dei redditi prodotti all\u2019estero.<br \/>\nCredo infine che sia opportuno ricordare che secondo la vigente normativa sono obbligati ad iscriversi all&#8217;Aire i cittadini che trasferiscono le propria residenza all&#8217;estero per periodi superiori a 12 mesi e i cittadini che gi\u00e0 vi risiedono sia perch\u00e9 nati all&#8217;estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 \u2013 Grandi Alfiero*: LA NUOVA FASE DELLA BATTAGLIA PER CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE,<\/strong><br \/>\n<strong>LA CAMERA STA DISCUTENDO E DOVREBBE APPROVARE A GIORNI UNA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE CHE CONSENTIR\u00c0 DI ELEGGERE I SENATORI SU BASE CIRCOSCRIZIONALE E NON PI\u00d9 SU BASE REGIONALE. QUESTA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE SI \u00c8 RESA NECESSARIA DOPO L\u2019ENTRATA IN VIGORE DEL TAGLIO DEI PARLAMENTARI (400 DEPUTATI E 200 SENATORI) CHE SAR\u00c0 IN VIGORE DALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE.<\/strong><\/p>\n<p>Le Regioni pi\u00f9 piccole hanno la garanzia di avere eletti 3 senatori (1 in Val d\u2019Aosta) ma questo \u00e8 anche il limite che rende praticamente impossibile un minimo di proporzionalit\u00e0, in quanto in queste regioni la soglia per ottenere eletti sar\u00e0 molto alta (20\/30%) e potrebbe perfino consentire a qualcuno, con alcune mosse, di fare l\u2019asso pigliatutto. La soluzione di come realizzare una rappresentanza pi\u00f9 aderente alla realt\u00e0 politica, culturale, sociale delle piccole regioni verr\u00e0 affidata alla legge attuativa.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare un percorso agevole verso la modifica costituzionale che apre la strada a correggere per legge una distorsione del sistema elettorale del Senato che potrebbe portare ad una maggioranza diversa tra Camera e Senato, aprendo potenzialmente una fase di instabilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Per arrivare al traguardo in tempo utile occorre anzitutto ipotizzare che le elezioni politiche si svolgeranno a scadenza naturale nel marzo del 2023, che il Senato approver\u00e0 rapidamente nello stesso testo la modifica approvata dalla Camera. Infine che a tre mesi di distanza sia la Camera che il Senato approveranno una seconda volta lo stesso testo, che \u00e8 particolarmente breve: una parola sola, circoscrizione al posto di regionale.<\/p>\n<p>A quel punto la modifica sar\u00e0 approvata definitivamente ed \u00e8 sperabile che sia approvata con pi\u00f9 dei due terzi delle camere in modo da entrare in vigore immediatamente. Se tutto va bene a settembre dovrebbe arrivare l\u2019approvazione definitiva, indispensabile per discutere ed approvare una nuova legge elettorale.<br \/>\nQuesto passaggio, inevitabilmente pi\u00f9 complesso, \u00e8 tutt\u2019altro che scontato, anche se l\u2019approvazione della modifica della Costituzione obbliga a cambiare la legge elettorale in vigore almeno per questo aspetto, quindi di legge elettorale bisogner\u00e0 parlare in ogni caso.<\/p>\n<p>Tuttavia sarebbe bene che il parlamento iniziasse a discutere di legge elettorale prima possibile, perch\u00e9 ridursi all\u2019ultimo, cio\u00e8 vicino alla scadenza elettorale, consegna nelle mani di chi non vuole cambiare nulla l\u2019occasione di menare il can per l\u2019aia e di avere gioco facile nel bloccare tutto. Preparare una riforma della legge elettorale \u00e8 un modo per essere ragionevolmente certi che il risultato sia possibile. Rinviare ancora comporta il serio rischio di arrivare all\u2019ultimo momento e di non farcela.<\/p>\n<p>La legge elettorale in vigore ha profili evidenti di incostituzionalit\u00e0, consente ai capi partito di imporre di fatto l\u2019elezione dei fedelissimi. Basta metterli nel posto giusto di lista con uno dei diversi meccanismi previsti attualmente. Inoltre chi vota un candidato nell\u2019uninominale automaticamente fa eleggere persone nel listino proporzionale, con nomi bloccati, che nemmeno conosce e di cui nessuno gli ha parlato. Una sorta di eterogenesi del voto.<\/p>\n<p>Le ragioni della crisi del ruolo del parlamento e della caduta di credibilit\u00e0 dei parlamentari sono diverse, complesse e chiamano in causa direttamente i partiti e il loro (mal)funzionamento, tanto \u00e8 vero che si dovrebbe trovare il coraggio di attuare finalmente l\u2019articolo 49 della Costituzione.<\/p>\n<p>Quindi non si pu\u00f2 ridurre tutto alla legge elettorale. Tuttavia \u00e8 sicuro che una legge elettorale che non consente di garantire la rappresentanza delle diversit\u00e0 politiche, territoriali, culturali e che vede i parlamentari di fatto nominati dall\u2019alto &#8211; senza alcun rapporto con gli elettori del territorio che dovrebbe sceglierli &#8211; aggrava ed approfondisce la frattura tra eletti ed elettori e questo \u00e8 un problema di prima grandezza per il funzionamento di una democrazia come quella italiana in cui il parlamento \u00e8 centrale nell\u2019assetto costituzionale.<\/p>\n<p>La legge elettorale non risolve tutto, ma una buona legge elettorale \u00e8 indispensabile per risalire la china della crisi del parlamento.<br \/>\nSe i parlamentari continueranno ad essere scelti per la fedelt\u00e0 al capo corrente o del partito avremo ancora la prevalenza dei signors\u00ec, mentre al contrario \u2013 non a caso &#8211; i costituenti disegnarono per il parlamentare il ruolo di rappresentante della nazione e gli imposero di comportarsi con dignit\u00e0 ed onore e la precondizione \u00e8 che sia libero di scegliere e di decidere secondo coscienza, soprattutto nei casi difficili.<br \/>\n*( Alfiero Grandi su Domani del 30 marzo 2022)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; NEW YORK TIMES: NON SI PU\u00d2 PI\u00d9 DIRE NIENTE? \u201cNEGLI STATI UNITI LA LIBERT\u00c0 D\u2019ESPRESSIONE \u00c8 IN PERICOLO\u201d, HA SCRITTO IL NEW YORK TIMES IN UN EDITORIALE CHE HA APERTO UN ACCESO DIBATTITO.<\/strong><br \/>\nSecondo il giornale, lo scontro sempre pi\u00f9 aspro tra destra e sinistra sulla cancel culture (il boicottaggio per escludere dal dibattito pubblico chi promuove idee e comportamenti discriminatori) ha creato una dinamica pericolosa.<br \/>\n\u201cMolti progressisti dicono che la cancel culture non esiste e che \u00e8 solo una copertura per promuovere odio e bigottismo: molti conservatori hanno sostenuto forme di censura ancora pi\u00f9 estreme in risposta ai rapidi cambiamenti sociali. Il risultato \u00e8 che molti statunitensi sono confusi su quello che si pu\u00f2 o non si pu\u00f2 dire\u201d.<br \/>\nSecondo un sondaggio del New York Times e del Siena College, solo il 34 per cento degli statunitensi dice di credere che tutti abbiano piena libert\u00e0 d\u2019espressione. Inoltre il 46 per cento dice di sentirsi meno libero di parlare di politica rispetto a dieci anni fa.<br \/>\nSecondo Will Bunch, opinionista del Philadelphia Inquirer, il New York Times ingigantisce il tema della cancel culture e minimizza i pericoli creati dalla destra. \u201cI casi di persone \u2018cancellate\u2019 sono duecento in quarant\u2019anni. Tra il 2021 e il 2022 i repubblicani hanno presentato 175 leggi che vietano agli insegnanti di affrontare con gli studenti argomenti controversi sul razzismo e il genere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Pankaj Mishra*: I NON ALLINEATI DELLA NUOVA GUERRA FREDDA. A MOLTI ASIATICI, LATINO AMERICANI E AFRICANI NON SEMBRA CHE PUTIN VIOLI IL DIRITTO INTERNAZIONALE PI\u00d9 DI ALTRI. ANZI, LA SUA RETORICA ANTIOCCIDENTALE AD ALCUNI PIACE.<\/strong><br \/>\nLe democrazie si stanno dimostrando all\u2019altezza del momento\u201d, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante il suo discorso sullo stato dell\u2019unione, mentre il presidente russo Vladimir Putin scatenava la sua guerra contro l\u2019Ucraina. Il politologo Francis Fukuyama e altri commentatori affermano che lo \u201cspirito del 1989\u201d \u00e8 tornato e che nel mondo stiamo per assistere a una \u201crinascita della libert\u00e0\u201d. Una simile retorica, solitamente usata da uomini che hanno vissuto gli ultimi giorni della guerra fredda, \u00e8 pericolosa. Potrebbe spingere di nuovo l\u2019occidente a interpretare male il mondo.<br \/>\nLe realt\u00e0 geopolitiche di oggi sono ancora pi\u00f9 complicate di quanto lo fossero nel novecento, e confondono ogni possibile distinzione tra democrazia e autocrazia. Rivolgendosi al Venezuela e<br \/>\nforse addirittura all\u2019Iran per alleviare la pressione sul prezzo del petrolio, gli Stati Uniti stanno<br \/>\ngi\u00e0 indebolendo il senso della loro \u201calleanza delle democrazie\u201d. La Cina, un affidabile partner antisovietico negli anni settanta, sembra aver capito che un legame stretto con l\u2019occidente non \u00e8 n\u00e9 auspicabile n\u00e9 sostenibile, e fa da megafono alla propaganda russa.<br \/>\nFatto pi\u00f9 importante, molti governi sembrano pronti a tenersi fuori da una nuova guerra fredda tra un occidente che si \u00e8 ricompattato in tutta fretta e la Russia. Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha dichiarato che il suo paese \u201cnon prender\u00e0 posizione\u201d. Il Sudafrica si \u00e8 astenuto nel voto sulla risoluzione delle Nazioni Unite che condanna l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina.<br \/>\nArgentina, Turchia, Messico e Indonesia appartengono alla maggioranza degli stati che si sono rifiutati di imporre sanzioni a Mosca.<br \/>\nIl paese che meglio rappresenta questa scelta di non schierarsi \u00e8 l\u2019India. I legami di lunga data con<br \/>\nMOSCA \u2013 met\u00e0 degli armamenti militari in India arrivano dalla Russia \u2013 spiegano solo in parte il rifiuto di New Delhi di schierarsi al fianco di Stati Uniti, Australia e Giappone, suoi alleati all\u2019interno del Quad, l\u2019intesa per contenere l\u2019espansionismo cinese. Come molti governi che devono fare i conti con le insidie dell\u2019inflazione, il primo ministro Narendra Modi \u00e8 preoccupato dall\u2019aumento dei prezzi delle merci esportate dalla Russia: petrolio, grano e fertilizzanti.<br \/>\nE apprezza il sostegno di Mosca allo smantellamento dell\u2019autonomia del Kashmir. Quindi l\u2019India non si schierer\u00e0. I sostenitori della guerra fredda, che insistono sul \u201ccon noi o contro di noi\u201d, non hanno mai capito i mutevoli rapporti d\u2019interesse che stanno al cuore del non allineamento. N\u00e9 cercano di comprendere la cautela con cui i paesi pi\u00f9 popolosi al mondo misurano la loro cooperazione all\u2019interno di un ordine internazionale dominato dall\u2019occidente. Gli indonesiani ricordano ancora il collasso finanziario del 1998 nel sudest asiatico, la cui responsabilit\u00e0 \u00e8 attribuita agli investitori occidentali. I nazionalisti cinesi denunciano ancora il bombardamento della Nato sull\u2019ambasciata di Pechino a Belgrado nel 1999. E in Asia e in Africa il ricordo dell\u2019invasione dell\u2019Iraq nel 2003 rimane doloroso.<br \/>\nA molti asiatici, latinoamericani e africani non sembra che Putin violi il diritto internazionale pi\u00f9 di altri. Anzi, la sua retorica antioccidentale ad alcuni piace. Lo testimonia la sua popolarit\u00e0 in India e Indonesia. In ogni caso la sfiducia verso le potenze regionali aggressive come Russia, Cina, Turchia e Iran \u00e8 bilanciata dal sospetto che gli Stati Uniti siano una superpotenza indebolita e instabile. Questi timori sono stati confermati durante la presidenza di Donald Trump e non sono ancora stati dissipati, vista l\u2019influenza del trumpismo nella politica statunitense.<br \/>\nL\u2019egoistica risposta europea e statunitense alla pandemia ha contribuito a rafforzare il risentimento antioccidentale. Di sicuro, mentre gli Stati Uniti con gelano le riserve in dollari della banca centrale russa e aziende come la Apple, l\u2019American Express e McDonald\u2019s vanno via dalla Russia, le nazioni di tutto il mondo stanno riconsiderando la loro dipendenza da beni, tecnologie e sistemi finanziari occidentali. La Cina, indignata dall\u2019attacco di Trump contro la Huawei e dalla minaccia di espellere le aziende cinesi da Wall Street, \u00e8 alla ricerca di indipendenza in settori fondamentali come la finanza e la tecnologia, e sta cercando di trovare modi per mettere in discussione il dominio globale del dollaro.<br \/>\nMan mano che la globalizzazione va in pezzi, le prospettive per la democrazia s\u2019indeboliscono. Le dittature del mondo stavano gi\u00e0 costruendo fortezze digitali per reprimere il dissenso. La ritirata delle aziende della Silicon valley l\u2019aiuter\u00e0. Qualunque cosa succeda in Ucraina, il non allineamento e l\u2019indebolimento della democrazia sono destinati a crescere.<br \/>\nLa guerra fredda \u00e8 finita nel 1989 con troppe fantasie sul prestigio morale del mondo libero. Una seconda guerra fredda si sta trasformando in uno stallo o addirittura in una sconfitta dell\u2019occidente.<br \/>\n*(Fonte Gardian, PANKAJ MISHRA \u00e8 uno scrittore e saggista indiano, collabora con la New York Review of Books. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia \u00e8 Le illusioni dell\u2019Occidente. ALLE ORIGINI DELLA CRISI DEL MONDO MODERNO).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Guido Moltedo*: GLI STATI UNITI VERSO UNA PERMANENTE ECONOMIA DI GUERRA. USA. IL GIGANTESCO BILANCIO MILITARE E L\u2019IMPIEGO DELLE RISERVE STRATEGICHE DI PETROLIO PREFIGURANO UN\u2019AMERICA &#8211; E IL MONDO &#8211; IN UNA ESCALATION CHE VA OLTRE IL TEATRO UCRAINO.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019America si sta preparando a una \u201cpermanente economia di guerra\u201d, sostiene su The Nation Michael T. Klare. Il bilancio militare proposto da Joe Biden per l\u2019anno fiscale 2023 \u00e8 imponente: 813 miliardi di dollari. E la decisione di attingere alle riserve strategiche di petrolio \u2013 un milione di barili al giorno nei prossimi sei mesi \u2013 non \u00e8 solo una misura per contenere l\u2019aumento della benzina provocato dalle conseguenze del conflitto in Ucraina. \u00c8 anche il segnale simbolico di una situazione emergenziale propria di uno stato di guerra.<br \/>\nCon il suo ormai celebre discorso di Varsavia, Joe Biden ha tracciato una linea di demarcazione tra due poli, che riflette e ripropone quella \u201cideologica\u201d della guerra fredda, riassumibile in un dilemma: \u201cChi prevarr\u00e0? Prevarranno le democrazie? O prevarranno le autocrazie?\u201d.<\/p>\n<p>Il teatro di guerra \u00e8 l\u2019Ucraina, ma lo scontro si fa globale. Rispetto alla \u201cguerra fredda\u201d, la confrontation attuale non \u00e8 per\u00f2 strettamente bipolare, tra due superpotenze con i rispettivi sistemi di alleanze. Oggi i nemici della \u201cdemocrazia\u201d sono due: la Cina e la Russia. Anzi, va detto che il gigantesco budget militare, che peraltro il Congresso vorrebbe ben pi\u00f9 sostanzioso, \u00e8 ideato per fronteggiare soprattutto Pechino, considerato l\u2019avversario pi\u00f9 temibile e imminente.<\/p>\n<p>Va detto, infatti, che i fondi per il Pentagono erano stati decisi prima della crisi ucraina, e dichiaratamente erano dentro un\u2019ottica che vedeva la Cina come \u201cnemico\u201d principale. Il che, peraltro, la dice lunga sulla decantata capacit\u00e0 americana di valutare, prima dell\u2019invasione, i disegni della Russia nei confronti dell\u2019Ucraina, se non nelle settimane immediatamente precedenti l\u2019invasione. Aggiungere altri miliardi di dollari a un budget militare mastodontico, dopo l\u2019invasione russa, \u00e8 un correttivo che non corregge la percezione di un\u2019America costretta a giocare di rimessa, su un campo che non considerava prioritario.<\/p>\n<p>La scelta degli Usa, e degli alleati europei, di un forte incremento delle spese militari va oltre lo scenario ucraino e il teatro europeo. Essa ha infatti la conseguenza di una generalizzata corsa alle armi da parte di tutte le potenze regionali, con considerevoli investimenti nell\u2019industria militare. Intanto l\u2019effetto domino delle sanzioni minaccia severe crisi alimentari, specie nei paesi del Sud.<\/p>\n<p>E il ritorno senza tanti se e ma ai combustibili fossili \u2013 e perfino al nucleare \u2013 tiene in scacco gli impegni per le energie alternative. Cosicch\u00e9 il combinato di queste criticit\u00e0, alimentari e ambientali, con il protagonismo di complessi militari-industriali sempre pi\u00f9 forti e arroganti, di grandi e medie potenze, disegna un mondo di pericolosa instabilit\u00e0. Nell\u2019immediato \u00e8 una prospettiva pi\u00f9 preoccupante dello stesso rischio di una guerra nucleare.<\/p>\n<p>In uno scenario di \u201cpermanente economia di guerra\u201d \u00e8 cruciale tuttavia la tenuta delle opinioni pubbliche occidentali, quella statunitense innanzitutto. Biden \u00e8 un commander-in-chief senza il necessario carisma per guidare un paese che resta preda di profonde divisioni, di particolarismi locali e di battaglie per diritti riguardanti considerevoli parti della popolazione.<br \/>\nL\u2019accoglienza di centomila ucraini \u2013 irrilevante rispetto all\u2019onere spettato agli europei \u2013 non ha fatto altro che mettere in luce la deportazione di profughi verso i paesi africani e caraibici di provenienza, fuggiti da tortura, arresti arbitrari, violenze e altri abusi.<\/p>\n<p>Un evidente doppio standard che indigna leader e rappresentanti politici delle minoranze e di organizzazioni come Human Rights Watch, alimentando la diffidenza che serpeggia nell\u2019elettorato nero nei confronti di Biden e del Partito democratico.<br \/>\nA questo s\u2019aggiunga l\u2019insofferenza verso le sanzioni di pezzi di constituency democratica pi\u00f9 direttamente colpiti dalle conseguenze delle misure punitive nei confronti della Russia. Per esempio, il settore dell\u2019industria ittica del New England, che con il deperimento della pesca locale, lavora grazie all\u2019import di merluzzo e crostacei provenienti dalla Russia. Colpita di conseguenza anche la filiera della ristorazione, compresi i fish and chips (nel Regno Unito le conseguenze sono ancora pi\u00f9 severe per lo street food simbolo degli inglesi).<\/p>\n<p>Sono esempi dei diversi segnali che la Casa bianca non pu\u00f2 ignorare in un anno elettorale che vede il Partito democratico in grande affanno nella corsa per le elezioni di medio termine, con i sondaggi che crudelmente non cessano di prospettare la possibile se non probabile conquista da parte dei repubblicani di almeno uno dei due rami del Congresso, se non di entrambi.<br \/>\nEd \u00e8 una situazione per certi versi anche paradossale, perch\u00e9 alcuni dati pi\u00f9 strutturali indicano una situazione in miglioramento, in particolare sul fronte dell\u2019occupazione, che segna un recupero del 93 per cento di posti di lavoro perduti a causa del Covid e segnala un aumento dei salari fino a oltre il 5 per cento rispetto allo scorso anno. \u201cSi fanno pi\u00f9 soldi e si trovano posti di lavoro migliori\u201d, vanta Biden, che per\u00f2 non vede tradurre questi dati in numeri a suo favore. Il timore dell\u2019inflazione, gi\u00e0 in azione, spegne l\u2019ottimismo.<br \/>\nOppure continua drammaticamente a non funzionare la chimica tra il presidente democratico e l\u2019elettorato. Una parte del quale, la maggioranza, voterebbe di nuovo Donald Trump.<br \/>\n*( Guido Moltedo, segue da anni la politica statunitense ed \u00e8 attualmente capo della redazione esteri del quotidiano \u00abEuropa\u00bb.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 \u2013 (*)Lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Draghi da parte dell&#8217;Osservatorio sulla transizione ecologica &#8211; PNRR, per accelerare le misure sulla transizione ecologica, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37741\" title=\"n\u00b014 \u2013 02\/4\/2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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