{"id":37592,"date":"2022-03-19T16:25:26","date_gmt":"2022-03-19T16:25:26","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37592"},"modified":"2022-03-19T20:52:09","modified_gmt":"2022-03-19T20:52:09","slug":"n12-19-marzo-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37592","title":{"rendered":"n\u00b012 \u2013 19\/3\/2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO."},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Manifesto contro la guerra. L&#8217;appello. \u00c8 giunto il momento che gli oppositori alla guerra di tutti i paesi si uniscano prima che sia troppo tardi. Il pericolo di usare armi nucleari \u00e8 reale.<br \/>\n02 &#8211; Michele Bollino*: \u00c8 di notte che arrivano i disertori: \u00abNon voglio morire, ho diritto al futuro\u00bb<br \/>\nCrisi ucraina. Ucraini in fuga dalla leva obbligatoria di Kiev. In Ungheria ne arrivano una decina ogni giorno.<br \/>\n03 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)* : sostenere con misure urgenti e adeguate i connazionali coinvolti nella guerra in ucraina. Una mia interrogazione al Governo con la capogruppo PD Lia Quartapelle<br \/>\n04 &#8211; Cosa cambia in Italia dal 1\u00b0 aprile su green pass e mascherine. Termina l&#8217;obbligo di presentare il super green pass sul luogo di lavoro per gli over 50. Non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario il green pass all&#8217;aperto e sui mezzi di trasporto locale. Mentre le mascherine resteranno obbligatorie fino al 30 aprile.<br \/>\n05 \u2013 Peter Bloom*: UCRAINA. I giganti mondiali delle armi fanno miliardi grazie alla guerra.<br \/>\nL\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina \u00e8 stata ampiamente condannata per la sua ingiustificata aggressione.<br \/>\n06 &#8211; Intanto nel mondo*.<br \/>\n07 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)*: gli italiani all\u2019estero e il pasticcio dell\u2019assegno unico. Sono molti i nostri connazionali residenti all\u2019estero che mi scrivono lettere ed e-mail perch\u00e9 l\u2019improvvisa . perdita a partire dal mese di marzo delle detrazioni per i figli a carico e dell\u2019ANF (Assegno al nucleo familiare) ha creato inaspettati disagi economici.<br \/>\n08 &#8211; Alfiero Grandi*: Il movimento per la fine della guerra in Ucraina deve crescere e superare la prova di una unit\u00e0.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; MANIFESTO CONTRO LA GUERRA. L&#8217;APPELLO. \u00c8 GIUNTO IL MOMENTO CHE GLI OPPOSITORI ALLA GUERRA DI TUTTI I PAESI SI UNISCANO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. IL PERICOLO DI USARE ARMI NUCLEARI \u00c8 REALE. DOBBIAMO FARE DI TUTTO PER IMPEDIRLO. QUESTA \u00c8 LA NOSTRA RESPONSABILIT\u00c0 VERSO I NOSTRI FIGLI E NIPOTI!<\/strong><\/p>\n<p>ATTIVISTI DEI MOVIMENTI SOCIALI, LAVORATORI, SCIENZIATI, OPERATORI CULTURALI DI TUTTI I PAESI!<br \/>\nIl mostruoso \u00e8 accaduto: la guerra \u00e8 nuovamente tornata nella nostra quotidianit\u00e0 in Europa. Attualmente, le grandi citt\u00e0 in Ucraina stanno diventando campi di battaglia. Persone pacifiche vengono fatte a pezzi da proiettili e razzi o seppellite sotto le macerie delle loro case.<br \/>\nColoro che sopravvivono agli attacchi barbarici nelle cantine o nelle gallerie della metropolitana sono spinti a fuggire dalla fame, dal freddo, dalla mancanza d\u2019acqua e dall\u2019oscurit\u00e0. La barbarie \u00e8 tornata.<br \/>\nPer pi\u00f9 di 20 anni, questo inferno si \u00e8 andato sviluppando e si \u00e8 diffuso: prima in Cecenia e Jugoslavia, poi in Afghanistan, Iraq, Libia e oggi in Yemen, Siria e altre regioni del Medio Oriente.<br \/>\nOra ha raggiunto di nuovo l\u2019Europa e ha assunto proporzioni catastrofiche con la guerra di aggressione russa contro l\u2019Ucraina. Gli agglomerati metropolitani abitati da milioni di persone sono diventati la zona di battaglia pi\u00f9 importante per i due eserciti.<br \/>\nLa brutalit\u00e0 dei conflitti militari ha molte cause. Esprime la crescente rivalit\u00e0 tra le grandi potenze imperialiste, che si sono costruite negli ultimi decenni dietro le facciate della globalizzazione economica mondiale.<br \/>\nIl sistema mondiale capitalista ha mostrato ancora una volta la doppia faccia. Da un lato, ha fatto affidamento sulla proficua pace mondiale delle catene di merci e dei sistemi informativi globalizzati per ridefinire lo sfruttamento delle classi lavoratrici e raggiungere con esso gli angoli pi\u00f9 remoti del pianeta.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, ha scatenato lotte sempre pi\u00f9 violente per il controllo delle zone di influenza geostrategiche. Tipico di questo \u00e8 la Cina, che ha combinato il suo progetto di collegamento tra i continenti della Nuova Via della Seta con rivendicazioni territoriali su Taiwan e il Mar Cinese Meridionale.<\/p>\n<p>Anche il comportamento degli USA \u00e8 esemplare, in questo senso . Al fine di garantire la sua egemonia mondiale sotto il profilo economico, Washington ha fatto della sua controparte in Asia orientale l\u2019estensione territoriale del suo potenziale produttivo.<br \/>\nAllo stesso tempo, Washington sta sabotando il progetto cinese della Nuova Via della Seta a tutti i livelli e sta facendo tutto il possibile per minare le relazioni economiche pacifiche tra Cina, Russia ed Europa.<\/p>\n<p>Contestualmente, il governo degli Stati Uniti ha posizionato il suo sistema di alleanze militari, la NATO, contro la Federazione Russa per impedire che il successore del defunto impero sovietico venga integrato in un\u2019Europa allargata con un ordine di pace stabile e garanzie di sicurezza reciproca.<\/p>\n<p>Il sabotaggio del North Stream 2 mostra che qui la pressione economica \u00e8 importante tanto quanto lo \u00e8 nel posizionamento contro la Cina: ci\u00f2 che gli USA hanno ottenuto contro la Russia si \u00e8 rivelato un boomerang nel caso della Cina e ha favorito l\u2019ascesa della Cina a potenza mondiale concorrente.<\/p>\n<p>Infine, come terzo fattore di barbarie, \u00e8 entrato in gioco il fondamentalismo islamico, una variante profondamente regressiva dell\u2019antimperialismo che aspira a una teocrazia patriarcale.<br \/>\nQuesti sviluppi sono diventati minacciosi per l\u2019umanit\u00e0 perch\u00e9 tutte le parti coinvolte nel conflitto sono state in grado di fare affidamento su materiale bellico la cui avanzata tecnologia ne accresce il potenziale distruttivo rispetto ai sistemi d\u2019arma convenzionali.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la storia dell\u2019attacco russo non pu\u00f2 essere ignorata<\/p>\n<p>La guerra di aggressione della Russia contro l\u2019Ucraina, scatenata il 24 febbraio, pu\u00f2 essere compresa solo in questo contesto. Quanto sta accadendo pu\u00f2 essere spiegato anche da questi collegamenti.<br \/>\nQuando l\u2019impero sovietico \u00e8 crollato, gli Stati Uniti hanno acquisito l\u2019approvazione della Russia per l\u2019inclusione di una Germania unificata nella NATO in cambio della promessa di non espandere ulteriormente la NATO nell\u2019Europa orientale. A quel tempo, le possibilit\u00e0 di democratizzazione e apertura della Russia verso l\u2019Europa erano abbastanza buone.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa opportunit\u00e0 \u00e8 stata persa dopo alcuni anni. Dal 1997 \u00e8 iniziata l\u2019espansione apertamente promossa verso est della NATO e, al suo seguito, dell\u2019Unione Europea. Questa evoluzione \u00e8 stata vista come un\u2019umiliazione e un pericolo dall\u2019\u00e9lite del potere russo e dalla maggioranza della popolazione.<\/p>\n<p>C\u2019erano anche tendenze opposte a questo processo, soprattutto in Francia e Germania; tuttavia, sono state vanificate dalla nuova alleanza privilegiata tra gli USA e gli stati dell\u2019Europa orientale. Questa arroganza ha creato le condizioni esterne in Russia per l\u2019attuazione di una strategia di imperialismo revisionista che era stata propagata da parti dell\u2019\u00e9lite di potere sin dalla caduta dell\u2019Unione Sovietica e poi culminata nell\u2019era di Putin.<\/p>\n<p>Anche i segnali di allarme provenienti da questo nuovo corso \u2013 la guerra in Georgia del 2008 e l\u2019annessione della Crimea nel 2014 \u2013 sono stati ignorati. Invece, la costruzione dell\u2019infrastruttura della NATO \u00e8 stata portata avanti in Ucraina, sebbene il paese fosse stato coinvolto in una guerra civile con il coinvolgimento indiretto della Russia dal 2014.<\/p>\n<p>Le manovre congiunte delle forze armate ucraine con la Nato nel settembre 2021 hanno poi segnato il superamento della linea rossa.<br \/>\nL\u2019avanzata diretta della NATO di 1.200 km verso il confine occidentale della Russia \u00e8 stata insopportabile per la potenza e l\u2019\u00e9lite militare russa, che hanno deciso di condurre una guerra aggressiva contro l\u2019Ucraina prima che l\u2019Ucraina entrasse formalmente nella NATO.<\/p>\n<p>Queste considerazioni non sono una giustificazione. Niente pu\u00f2 legittimare la guerra di aggressione contro l\u2019Ucraina.<br \/>\nSi tratta solo di chiarire che questa catastrofica guerra di aggressione \u00e8 stata preceduta da atti di aggressivit\u00e0 imperialista, anche da parte dell\u2019Occidente, che hanno provocato una logica geostrategica comune a tutte le \u00e9lites di potere imperialistiche nella Russia di Putin.<\/p>\n<p>Immaginiamo se la Federazione Russa avesse firmato un patto militare con Cuba e il Messico e stesse costruendo un\u2019infrastruttura militare contro di loro nei Caraibi e appena fuori dal confine meridionale degli Stati Uniti!<br \/>\nQuesto confronto chiarisce che non possiamo essere parte in questo gioco catastrofico delle potenze imperialiste. Condanniamo con la massima fermezza l\u2019aggressione russa. Ma respingiamo anche risolutamente le \u00e9lites di potere dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Invece di ammettere il fallimento dei loro obiettivi di espansione eccessiva, ora stanno imponendo un giro di vite all\u2019escalation bellica e stanno conducendo una campagna per una guerra economica globale, nonch\u00e9 per operazioni di soccorso militare di vasta portata e di consegne di armi.<br \/>\nSiamo consapevoli che con questa posizione rappresentiamo attualmente solo una piccola minoranza rispetto alle parti in gioco, dirette e indirette, nella guerra in Ucraina..<\/p>\n<p>PER USCIRE DALLA LOGICA DEI GUERRAFONDAI<\/p>\n<p>Ma non dobbiamo rinunciare alla nostra identit\u00e0, alla nostra cultura che si \u00e8 formata nelle lotte sociali e di emancipazione per l\u2019uguaglianza e l\u2019autodeterminazione, contro la logica della guerra imperialista e il cinismo dei guerrafondai di tutte le parti.<br \/>\nIl massacro militare, l\u2019uccisione di civili, i bombardamenti, la fame e lo sfollamento di massa della popolazione ucraina debbono cessare immediatamente e si debba fermare la distruzione delle infrastrutture sociali.<\/p>\n<p>Non dobbiamo permettere alla NATO e all\u2019Occidente di consentire all\u2019Ucraina una difesa fino all\u2019ultimo uomo n\u00e9 dobbiamo permettere allo Stato maggiore russo di mandare alla morte decine di migliaia di soldati e di coscritti.<br \/>\nI nostri figli e nipoti non dovranno chiederci perch\u00e9 non abbiamo fatto nulla per impedire che il conflitto ucraino degenerasse in una grande guerra europea o addirittura in un Armageddon nucleare.<br \/>\nQuesto pericolo \u00e8 cresciuto costantemente a causa del massiccio supporto militare degli USA e della NATO e delle gravi sanzioni economiche. Non possiamo essere spettatori passivi. Se la vite dell\u2019escalation viene girata ulteriormente, nelle prossime settimane potremmo trovarci tutti di fronte agli orrori della guerra, proprio come lo \u00e8 attualmente la popolazione civile ucraina.<br \/>\nChiediamo:<br \/>\n1. Un cessate il fuoco immediato e il ritiro di tutte le truppe armate da ogni centro abitato<br \/>\n2. Il ritiro delle truppe russe dall\u2019Ucraina. Il disarmo e lo scioglimento di tutte le forze paramilitari sul territorio dell\u2019Ucraina<br \/>\n3. L\u2019immediata cessazione delle consegne di armi e il coinvolgimento segreto della NATO nella guerra<br \/>\n4. L\u2019immediata revoca delle sanzioni e la fine della guerra economica<br \/>\n5. L\u2019avvio dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina sotto la supervisione dell\u2019OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione). Garanzia della neutralit\u00e0 permanente dell\u2019Ucraina e smantellamento dell\u2019infrastruttura NATO in Ucraina in cambio di garanzie di sicurezza russe complete e sostenute a livello internazionale.<br \/>\n6. L\u2019istituzione dell\u2019Ucraina come Stato ponte indipendente tra NATO\/UE e Russia sotto l\u2019egida dell\u2019OSCE. Ricostruzione bilaterale e trattati economici dell\u2019Ucraina con l\u2019UE e l\u2019Unione doganale post-sovietica.<br \/>\nSiamo ben consapevoli che queste richieste rimarranno parole al vento finch\u00e9 non saranno fatte proprie dai movimenti sociali, dalle classi lavoratrici e dall\u2019intellighenzia critica in uno sforzo coordinato a livello internazionale.<br \/>\n\u00c8 quindi giunto il momento di mobilitare un\u2019ampia resistenza antimilitarista che sia integrata in modo completo e transnazionale nelle lotte sociali. Questo approccio non \u00e8 affatto senza speranza, come ha mostrato la resistenza contro la guerra del Vietnam nella rivolta sociale globale della fine degli anni \u201960.<\/p>\n<p>PROPONIAMO QUINDI COME PRIMI PASSI DI MOBILITAZIONE:<br \/>\n1. L\u2019interruzione di tutte le consegne di armi all\u2019Ucraina e alle altre zone di guerra del mondo attraverso azioni di boicottaggio<br \/>\n2. Il lancio di una campagna di rifiuto del servizio militare in tutti gli eserciti coinvolti direttamente o indirettamente nella guerra in Ucraina: disobbedienza alla coscrizione e agli ordini, diserzione dalle unit\u00e0 di combattimento e rifornimento di Russia, Ucraina e NATO. Sviluppo di un ampio movimento di solidariet\u00e0 per gli obiettori di coscienza<br \/>\n3. Partecipazione alle operazioni di soccorso per tutti i rifugiati provenienti dall\u2019Ucraina e da altre zone di guerra e di guerra civile indistintamente<br \/>\n4. \u00c8 giunto il momento di prendere posizione contro il disorientamento del movimento per la pace e di protesta. Le manifestazioni di massa nel mondo e gli interessi delle classi lavoratrici sono diretti contro tutte le potenze imperialiste e non devono schierarsi unilateralmente.<br \/>\nIl loro obiettivo era ed \u00e8 quello di superare lo sfruttamento, l\u2019oppressione patriarcale, il razzismo, il nazionalismo, la distruzione della natura; \u00e8 quello dell\u2019affermazione dei diritti umani individuali e sociali. Ora si \u00e8 aggiunta la lotta contro la barbarie risorgente.<br \/>\n\u00c8 giunto il momento che gli oppositori alla guerra di tutti i paesi si uniscano prima che sia troppo tardi. Il pericolo di usare armi nucleari \u00e8 reale. Dobbiamo fare di tutto per impedirlo. Questa \u00e8 la nostra responsabilit\u00e0 verso i nostri figli e nipoti!<\/p>\n<p>*(Fonte, Il Manifesto &#8211; Primi firmatari: Cesare Bermani, storico, Orta; Sergio Bologna, storico e consulente logistico, Milano; R\u00fcdiger Hachtmann, storico, Berlino ; Erik Merks, funzionario sindacale in pensione, Amburgo; Karl Heinz Roth, storico e medico, Brema; Bernd Schrader, sociologo, Hannover)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; MICHELE BOLLINO*: \u00c8 DI NOTTE CHE ARRIVANO I DISERTORI: \u00abNON VOGLIO MORIRE, HO DIRITTO AL FUTURO\u00bb CRISI UCRAINA. UCRAINI IN FUGA DALLA LEVA OBBLIGATORIA DI KIEV. IN UNGHERIA NE ARRIVANO UNA DECINA OGNI GIORNO. LA STORIA DI I., 26ENNE DI KHARKIV: \u00abCHI RESTA LO FA PER DIFENDERE QUALCOSA O QUALCUNO. NOI NON ABBIAMO PI\u00d9 FAMIGLIA. NESSUNO, N\u00c9 PUTIN N\u00c9 ZELENSKY, PU\u00d2 DECIDERE PER LE NOSTRE VITE\u00bb<\/strong><br \/>\n\u00abNon voglio morire e nessuno pu\u00f2 obbligarmi ad arruolarmi\u00bb. I., 26 anni, \u00e8 fuggito dalle bombe russe su Kharkiv e dal divieto di lasciare il paese imposto agli uomini dal governo di Kiev.<\/p>\n<p>Sarebbe dovuto restare a combattere e ora, davanti al flusso continuo di donne, vecchi e bambini che arrivano dall\u2019Ucraina, si sente in imbarazzo. Aspetta in disparte, la testa china. Sa che il suo posto non \u00e8 quello.<\/p>\n<p>A Beregsurany, Ungheria, le guardie di frontiera chiudono gli uffici della dogana alle 19 in punto. Al loro posto prendono posizione i militari. Chi \u00e8 ancora in fila dal lato ucraino torna indietro. La notte \u00e8 fredda, ma \u00ab\u00e8 di notte che arrivano i disertori, passando per i campi o per il bosco\u00bb, dice il parroco del luogo che, con la Caritas ungherese, lavora all\u2019help center a poche centinaia di metri dal confine.<\/p>\n<p>\u00abUNA DECINA OGNI NOTTE. Arrivano stremati, fuggono da chi li dovrebbe proteggere \u2013 aggiunge il parroco \u2013 Noi li aspettiamo qui, sanno dove trovarci. Poi li portiamo alla stazione di polizia perch\u00e9 i loro documenti non sono in regola e noi non possiamo registrarli. Per\u00f2 non respingiamo nessuno, lo status di rifugiato viene dato anche agli uomini\u00bb.<\/p>\n<p>I. ha i pantaloni strappati e sporchi di sangue e fango. \u00c8 passato attraverso un cespuglio di rovi, un ramo gli ha ferito la coscia. Cerca un ricambio nella grande pila di vestiti che i volontari hanno messo a disposizione dei profughi.<\/p>\n<p>\u00abMa da uomo qui non c\u2019\u00e8 niente \u2013 dice \u2013 Mi mancano i miei abiti. Quando trovai lavoro, mio padre mi regal\u00f2 cinque vestiti fatti su misura e cinque camicie con le iniziali ricamate. Erano il ricordo pi\u00f9 importante che avevo di lui, ma non sono riuscito a portarle con me\u00bb.<\/p>\n<p>La sua fuga \u00e8 iniziata il primo giorno dell\u2019invasione russa. \u00abSiamo stati svegliati da un gran boato. Kharkiv \u00e8 stata bombardata subito. Con la mia fidanzata abbiamo deciso di andarcene immediatamente, avevamo paura di restare in trappola come \u00e8 successo a molti nostri amici. Abbiamo preso i nostri due gatti, messo in valigia due pc e qualche cambio e siamo partiti per Dnipro con la macchina\u00bb.<\/p>\n<p>PER RAGGIUNGERE la citt\u00e0 sul fiume Dnepr, distante poco pi\u00f9 di 200 chilometri, \u00abci abbiamo messo un giorno intero, le file ai benzinai erano infinite e i posti di blocco continui\u00bb. Una sosta di una notte a casa di amici, poi di nuovo in viaggio verso il confine con la Romania: \u00abL\u00ec abbiamo provato a corrompere le guardie di frontiera con tutto il contante che ci era rimasto. Ci hanno respinto, ma si sono presi i soldi, dicendo che era il prezzo per non arrestarci\u00bb.<\/p>\n<p>Il viaggio di I. \u00e8 poi continuato verso la Transcarparzia. \u00abSapevo che in questa zona ci sono solo campi e piccoli boschi e attraversarla a piedi \u00e8 facile, mentre la mia fidanzata pu\u00f2 passare con l\u2019auto. Ma arrivare qui non \u00e8 stato semplice. La benzina \u00e8 razionata, se ne possono comprare solo 20 litri a persona ogni giorno. Abbiamo dormito in macchina per una settimana. Avevamo dimenticato di prendere le coperte e all\u2019inizio \u00e8 stata molto dura. La prima notte passata in strada pensavamo di morire. Per fortuna, la sera dopo un\u2019auto dell\u2019esercito si \u00e8 fermata a controllare chi fossimo e ci hanno dato delle coperte. Non so se ce l\u2019avremmo fatta senza quell\u2019aiuto\u00bb.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio dal suo esercito che I. sta scappando. \u00abMolti pensano che rimanere e combattere sia la cosa giusta. Qualcuno pensa anche che si possa vincere. Ma io non ci credo, ho paura. Un mio caro amico combatteva nel Donbass, di lui non \u00e8 rimasto nulla. Ai genitori hanno spedito una bara vuota, io non voglio fare quella fine. Voglio pensare al futuro\u00bb.<\/p>\n<p>NEL FUTURO di I. c\u2019\u00e8 il matrimonio con la sua fidanzata. Si sarebbe dovuto celebrare gi\u00e0 a gennaio, ma la morte di sua madre li ha costretti a rinviare la data.<\/p>\n<p>\u00abPoi i figli, ne vogliamo quattro \u2013 dice \u2013 Fino allo scoppio della guerra, avevamo una vita normale. Io sono un ingegnere, ho studiato per un anno a Londra, la mia fidanzata \u00e8 architetta. Cercheremo lavoro, forse in Polonia, in Germania o in Inghilterra. Restare non ha senso: abbiamo lavorato insieme alla costruzione di un palazzo a Kharkiv, ieri i nostri amici ci hanno mandato una foto. \u00c8 completamente distrutto\u00bb.<br \/>\nChi \u00e8 rimasto, dice I., \u00abrispetta la mia scelta. Non mi giudicano, anzi. Capiscono la mia situazione. Chi resta lo fa per difendere qualcosa o qualcuno. Noi non abbiamo pi\u00f9 famiglia, siamo da soli. Abbiamo il diritto di ricominciare da qualche altra parte. Nessuno, n\u00e9 Putin n\u00e9 Zelensky, pu\u00f2 decidere per le nostre vite\u00bb.<br \/>\n*(Fonte DIRE agenzia di stampa nazionale, Michele Bollino giornalista. &#8220;Togli la cera, metti la cera&#8221;. Gli insegnamenti del maestro Miyagi di Karate Kid mi guidano in questa professione dove le certezze non esistono, il dubbio \u00e8 una bussola e la curiosit\u00e0 l&#8217;unica benzina necessaria. )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD)* : SOSTENERE CON MISURE URGENTI E ADEGUATE I CONNAZIONALI COINVOLTI NELLA GUERRA IN UCRAINA.<\/strong> Una mia interrogazione al Governo con la capogruppo PD Lia Quartapelle.<br \/>\nGli sviluppi della guerra in Ucraina accrescono di giorno in giorno le esigenze di solidariet\u00e0, accoglienza e sostegno verso la popolazione civile, la vittima pi\u00f9 esposta di questo inumano conflitto. Una responsabilit\u00e0 che nell\u2019immediato si sta scaricando sui paesi confinanti, ma che riguarda tutta l\u2019Europa e, in particolare, l\u2019Italia, dove risiede per lavoro il maggior numero di cittadini ucraini. 16 marzo 2022<br \/>\nTra la popolazione civile dell\u2019Ucraina, per altro, vi sono numerose componenti straniere, tra le quali quella italiana, composta da alcune migliaia di persone. Il lodevole comportamento del personale diplomatico e dell\u2019Unit\u00e0 di crisi della Farnesina, a cui si \u00e8 aggiunta l\u2019azione solidale dei COMITES di Romania, Polonia e Austria, ha favorito l\u2019allontanamento dal teatro di guerra di molti nostri connazionali, ma non sono pochi quelli che per diverse ragioni vi sono restati.<\/p>\n<p>Sia verso coloro che sono stati costretti a uscire dal paese per mettersi in salvo che verso coloro che vi permangono, si pongono evidentemente problemi urgenti di sostegno e di continuit\u00e0 nel godimento di diritti socio-previdenziali acquisiti. Allo stesso tempo, un\u2019analoga esigenza si pone per i cittadini ucraini che dopo avere maturato in Italia con il loro lavoro diritti previdenziali, hanno fatto ritorno in Ucraina e oggi si trovano nella materiale impossibilit\u00e0 di usufruirne.<\/p>\n<p>Altrettanta attenzione va posta per la situazione dei connazionali residenti in Russia che a loro volta, a causa delle ripercussioni delle sanzioni imposte a seguito dell\u2019ingiustificata aggressione, dovranno fronteggiare la crisi delle loro attivit\u00e0 economiche e delle loro situazioni di lavoro e professionali.<br \/>\nPer questa ragione, ho presentato nella Commissione esteri, assieme alla collega capogruppo del PD, Lia Quartapelle, un\u2019interrogazione al Governo per sollecitare l\u2019adozione di misure di sostegno immediato sia per i connazionali e le loro famiglie che rientrino in Italia che per i connazionali e le loro attivit\u00e0 che permangono in Ucraina. Abbiamo anche chiesto di predisporre misure adeguate per sostenere la ricollocazione dei connazionali che dovranno abbandonare la Russia e per sostenere la situazione di coloro che, per ragioni familiari e di lavoro, decidano di restarvi.<br \/>\nTutto questo probabilmente comporta anche un intervento volto a reintegrare i capitoli dei fondi per l\u2019assistenza, sui quali gi\u00e0 pesano gli oneri derivanti dalle conseguenze sociali indotte dalla pandemia.<br \/>\nAbbiamo invitato, infine, i Ministri degli Esteri e del Lavoro a rappresentare al nostro Istituto nazionale di previdenza (INPS) l\u2019esigenza di adottare modalit\u00e0 specifiche e straordinarie per evitare l\u2019interruzione delle erogazioni delle prestazioni previdenziali agli aventi diritto che vivono in Ucraina o che rientrano in Italia e di valutare l\u2019opportunit\u00e0 di sospendere per le aree interessate al conflitto le consuete campagne di verifica e accertamento reddituale e di esistenza in vita finch\u00e9 il ritorno a condizioni di concreta agibilit\u00e0 non ne consenta il ripristino.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 Deputata PD &#8211; Rip. Europa \u2013 Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; COSA CAMBIA DAL 1\u00b0 APRILE SU GREEN PASS E MASCHERINE. TERMINA L&#8217;OBBLIGO DI PRESENTARE IL SUPER GREEN PASS SUL LUOGO DI LAVORO PER GLI OVER 50. NON SAR\u00c0 PI\u00d9 NECESSARIO IL GREEN PASS ALL&#8217;APERTO E SUI MEZZI DI TRASPORTO LOCALE. MENTRE LE MASCHERINE RESTERANNO OBBLIGATORIE FINO AL 30 APRILE<\/strong><\/p>\n<p>Il prossimo 31 marzo terminer\u00e0, dopo due anni, lo stato di emergenza epidemiologica dovuto alla pandemia da Covid-19. Per questo, il governo ha presentato un nuovo decreto che contiene le regole post-emergenza. Tra le novit\u00e0 pi\u00f9 importanti ci sono la fine dell\u2019obbligo di green pass all\u2019aperto e sui mezzi di trasporto locali e dell\u2019obbligo di super green pass sul luogo di lavoro per gli over 50, lo scioglimento del Comitato tecnico scientifico e della struttura commissariale. L\u2019annuncio \u00e8 stato dato in conferenza stampa, dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza.<br \/>\nIl successo della campagna vaccinale \u00e8 l\u2019elemento chiave che ha portato alla fine dello stato di emergenza, grazie al numero sempre inferiore di ricoveri in terapia intensiva e il diminuire dei contagi, malgrado il diffondersi della cosiddetta variante omicron. L\u2019uscita dallo stato di emergenza infatti non indica la fine della pandemia, ma la possibilit\u00e0 di affrontare il contagio di Covid-19 con minori disagi. Pertanto il governo ha deciso di continuare a muoversi con prudenza, stilando un calendario per la fine delle restrizioni.<\/p>\n<p>QUALI RESTRIZIONI SONO GI\u00c0 STATE ALLENTATE<br \/>\nDal 10 marzo, sono state allentate le regole per accedere agli ospedali per far visita a conoscenti e familiari ricoverati, pur restando necessario esibire il green pass rafforzato fino al prossimo 31 dicembre. Mentre sempre dal 10 marzo \u00e8 stato reso possibile consumare cibo e bevande nei cinema e negli impianti sportivi.<\/p>\n<p>LE REGOLE DAL PRIMO APRILE<br \/>\nIn base a quanto stabilito dal governo, il green pass non sar\u00e0 pi\u00f9 richiesto per accedere alle attivit\u00e0 di ristorazione all\u2019aperto, per praticare attivit\u00e0 sportive, sempre all\u2019aperto, e per usare il trasporto pubblico locale. Mentre sar\u00e0 necessario solo quello base, cio\u00e8 ottenuto con un tampone negativo, per consumare al chiuso, cos\u00ec come per accedere agli alberghi.<br \/>\nInoltre, decadono le restrizioni sulle capienze per il pubblico negli stadi, ai concerti o nelle discoteche all\u2019aperto che potranno funzionare al 100% della loro disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>ADDIO AL SUPER GREEN PASS PER ACCEDERE AL LUOGO DI LAVORO PER LE PERSONE OVER 50, CHE DOVRANNO PER\u00d2 CONTINUARE A PRESENTARE QUELLO BASE FINO AL 15 GIUGNO.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la scuola invece, cambiano solo le regole per la didattica a distanza (Dad). Decade infatti l\u2019obbligo di isolamento in caso di contatto con persone positive e la Dad rester\u00e0 solo per chi \u00e8 stato contagiato.<br \/>\nDal primo aprile decadranno anche tutte le sanzioni, tranne quella pecuniaria da 100 euro, per le persone non vaccinate che fanno parte delle categorie lavorative per cui vale l\u2019obbligo vaccinale fino al 15 giugno. Da quel momento in poi avr\u00e0 l\u2019obbligo di vaccinarsi solo il personale sanitario e quello delle residenze sanitarie assistenziali.<br \/>\nINFINE, DAL PRIMO APRILE verranno sciolti il Comitato tecnico scientifico e la struttura commissariale, al loro posto verr\u00e0 istituita un\u2019unit\u00e0 operativa del ministero della Salute.<\/p>\n<p>LE MODIFICHE DAL PRIMO MAGGIO<br \/>\nDal prossimo primo maggio non sar\u00e0 pi\u00f9 obbligatorio esibire il green pass in nessuna occasione, n\u00e9 all&#8217;aperto, n\u00e9 al chiuso. Stesso destino anche per le mascherine, che sar\u00e0 obbligatorio indossare in tutti i luoghi al chiuso fino al 30 aprile. Resta anche fino al primo maggio l&#8217;obbligo di mostrare il green pass sui trasporti a media e lunga percorrenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Peter Bloom*: UCRAINA. I GIGANTI MONDIALI DELLE ARMI FANNO MILIARDI GRAZIE ALLA GUERRA. L\u2019INVASIONE RUSSA DELL\u2019UCRAINA \u00c8 STATA AMPIAMENTE CONDANNATA PER LA SUA INGIUSTIFICATA AGGRESSIONE. CI SONO LEGITTIMI TIMORI DI UN REVIVAL DELL\u2019IMPERO RUSSO E PERFINO DI UNA NUOVA GUERRA MONDIALE. MA NON ALTRETTANTO SI PARLA DI UN SETTORE, QUELLO DEGLI ARMAMENTI, CHE VALE QUASI CINQUECENTO MILIARDI DI DOLLARI E CHE RIFORNISCE ENTRAMBE LE PARTI. N\u00c9 DEI NOTEVOLI PROFITTI CHE QUESTO FAR\u00c0 GRAZIE ALLA GUERRA.<\/strong> 14 marzo 2022<\/p>\n<p>Il conflitto ha gi\u00e0 generato un notevole aumento delle spese militari. L\u2019Ue ha annunciato di voler comprare e consegnare all\u2019Ucraina armi per 450 milioni di euro. Gli Stati Uniti hanno invece promesso 350 milioni di dollari d\u2019aiuti militari, che si aggiungono alle oltre novanta tonnellate di forniture militari, per un valore di 650 milioni di dollari, solo nel 2021.<\/p>\n<p>Complessivamente, gli Stati Uniti e la Nato hanno inviato 17mila armi anticarro e duemila missili antiaerei Stinger, per esempio. Un gruppo di paesi \u2013 di cui fanno parte Regno Unito, Australia, Turchia e Canada \u2013 sta inoltre armando la resistenza ucraina.<\/p>\n<p>Le opportunit\u00e0 della guerra<br \/>\nSi tratta di una vera e propria manna per le principali aziende nel mondo che producono armamenti. Per fare solo qualche esempio, la Raytheon produce i missili Stinger e, insieme alla Lockheed Martin, produce i missili anticarro Javelin che sono forniti da paesi come gli Stati Uniti e l\u2019Estonia. Le azioni di entrambe le aziende statunitensi, la Lockheed e la Raytheon, sono cresciute dall\u2019inizio dell\u2019invasione, rispettivamente del 16 e del 3 per cento, mentre l\u2019indice S&amp;P500 in generale \u00e8 calato dell\u20191 per cento.<\/p>\n<p>Oltre a vendere armi ai belligeranti, le industrie del settore trarranno vantaggi dall\u2019annunciato aumento delle spese militari in altri paesi<\/p>\n<p>La BAE systems, la principale produttrice nel Regno Unito e in Europa, \u00e8 cresciuta del 26 per cento. Delle cinque principali aziende del settore, solo la Boeing ha avuto un calo, dovuto tra le altre cose alla sua esposizione nel settore della produzione di aerei.<\/p>\n<p>Alla vigilia del conflitto, le principali aziende d\u2019armamenti occidentali si vantavano agli occhi degli investitori di una probabile crescita dei loro profitti. Gregory J. Hayes, amministratore delegato del gigante della difesa statunitense Raytheon, aveva dichiarato il 25 gennaio, durante una videoconferenza dedicata agli utili dell\u2019azienda: \u201cBasta guardare alla settimana scorsa, e all\u2019attacco di droni negli Emirati Arabi Uniti\u2026 E naturalmente alle tensioni in Europa orientale e a quelle nel mare Cinese meridionale. Tutte queste cose stanno mettendo pressione sulle autorit\u00e0 locali, spingendole a spendere di pi\u00f9. Ho piena fiducia che ne trarremo un qualche beneficio economico\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 all\u2019epoca si prevedeva che il settore degli armamenti sarebbe cresciuto del 7 per cento nel 2022. Il principale rischio per gli investitori, secondo le parole di Richard Aboulafia, amministratore delegato dell\u2019azienda statunitense di consulenza militare AeroDynamic Advisory, \u00e8 che \u201ctutto questo si riveli un castello di carte russo e che la minaccia scompaia\u201d.<\/p>\n<p>VOCAZIONE GLOBALE<br \/>\nAdesso che non ci sono segni che questo accada, le aziende d\u2019armamenti stanno traendo vari benefici dalla situazione. Oltre a vendere direttamente armi alle parti in guerra, e a rifornire altri paesi che donano armamenti all\u2019Ucraina, vedranno una crescita della domanda da parte di paesi come la Germania e la Danimarca, che hanno dichiarato che aumenteranno le loro spese militari.<\/p>\n<p>Tutto il settore degli armamenti ha una vocazione globale. Gli Stati Uniti sono di gran lunga il leader mondiale, con il 37 per cento delle vendite di armi tra il 2016 e il 2020. Poi viene la Russia, con il 20 per cento, seguita dalla Francia (8 per cento), dalla Germania (6 per cento) e dalla Cina (5 per cento).<\/p>\n<p>Oltre ai cinque principali esportatori, altri potrebbero trarre vantaggio da questa guerra. La Turchia ha ignorato gli avvertimenti russi e ha insistito nel rifornire di armi l\u2019Ucraina, in particolare con droni ad alta tecnologia, con grandi benefici per il suo settore degli armamenti, che copre quasi l\u20191 per cento del mercato mondiale.<\/p>\n<p>Quanto a Israele, responsabile di circa il 3 per cento delle vendite globali, uno dei suoi giornali, Haaretz, ha recentemente pubblicato un articolo intitolato: \u201cIl primo vincitore dell\u2019invasione russa: l\u2019industria degli armamenti israeliana\u201d.<\/p>\n<p>La Russia dal canto suo, dal 2014 rafforza la sua produzione in risposta alle sanzioni occidentali. Il governo ha istituito un ampio programma di sostituzione delle importazioni, per ridurre la sua dipendenza dagli armamenti e dalle competenze provenienti dall\u2019estero, oltre che per aumentare le vendite a paesi stranieri. In alcuni casi \u00e8 stata prolungata la licenza di vendita di determinati armamenti, come quelli forniti dal Regno Unito alla Russia per un valore stimato di 3,7 milioni di sterline, ma la cosa \u00e8 terminata nel 2021.<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di secondo esportatore d\u2019armi al mondo, la Russia si \u00e8 rivolta a un ventaglio di clienti internazionali. Le sue esportazioni d\u2019armi sono calate del 22 per cento tra il 2016 e il 2020, ma soprattutto a causa di una riduzione del 53 per cento delle vendite all\u2019India. Allo stesso tempo la Russia ha decisamente rafforzato le sue esportazioni verso paesi come la Cina, l\u2019Algeria e l\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Secondo un rapporto del congresso degli Stati Uniti \u201cgli armamenti russi potrebbero essere meno costosi e pi\u00f9 facili da usare e sottoporre a manutenzione rispetto ai sistemi occidentali\u201d. Le principali aziende di armamenti russe sono il produttore di missili Almaz-Antey (con un volume di vendite di 6,6 miliardi di dollari), la United Aircraft Corp (4,6 miliardi di dollari) e la United Shipbuilding Corp (4,5 miliardi di dollari).<\/p>\n<p>I PUNTI IN COMUNE<br \/>\nDi fronte all\u2019imperialismo di Putin, gli obiettivi realisticamente raggiungibili sono limitati. La possibilit\u00e0 di demilitarizzare l\u2019Ucraina appare poco credibile di fronte al permanere delle minacce russe.<\/p>\n<p>Ci sono stati tuttavia degli sforzi per attenuare la gravit\u00e0 della situazione. La Nato, per esempio, ha pubblicamente e chiaramente declinato la richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj d\u2019istituire una no-fly zone. Ma questi sforzi sono minati dagli enormi incentivi finanziari, da entrambe le parti, ad aumentare le forniture di armamenti.<\/p>\n<p>Quel che occidente e Russia hanno in comune \u00e8 un articolato complesso industriale militare. Entrambi si affidano, rendono possibile, e sono influenzati dalle loro grandi industrie di armamenti. Questa situazione \u00e8 stata rafforzata da nuove capacit\u00e0 offensive ad alta tecnologia, dai droni ai sofisticati sistemi militari autonomi basati sull\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>ALLA LUCE DI QUESTA GUERRA, DOVREMMO ESPLORARE LE POSSIBILIT\u00c0 DI LIMITARE IL POTERE E L\u2019INFLUENZA DEL SETTORE DEGLI ARMAMENTI<\/p>\n<p>Se si vuole riuscire ad abbassare la tensione e arrivare a una pace duratura, \u00e8 necessario attaccarsi alle radici economiche dell\u2019aggressione militare. Ho accolto con favore il recente annuncio del presidente statunitense Joe Biden, che ha dichiarato che gli Stati Uniti sanzioneranno direttamente l\u2019industria degli armamenti russa, rendendo pi\u00f9 difficile l\u2019approvvigionamento di materie prime e la vendita delle loro merci all\u2019estero, che ostacolerebbe cos\u00ec la possibilit\u00e0 di reinvestire in altre strumentazioni militari.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, questa situazione potrebbe creare opportunit\u00e0 commerciali per le aziende occidentali. Potrebbe creare un vuoto temporaneo che permetter\u00e0 alle aziende statunitensi ed europee di ottenere un ulteriore vantaggio competitivo, determinando un\u2019intensificazione della corsa mondiale agli armamenti, creando cos\u00ec ulteriori incentivi finanziari per nuovi conflitti.<\/p>\n<p>Alla luce di questa guerra, dovremmo esplorare le possibilit\u00e0 di limitare il potere e l\u2019influenza del settore degli armamenti. Tra le mosse potrebbero esserci accordi internazionali che limitino la vendita di specifiche armi, un sostegno multilaterale ai paesi che s\u2019impegnano a ridurre la loro industria degli armamenti, e sanzioni alle aziende che fanno pressione per un aumento delle spese militari. Servirebbe poi, soprattutto, il sostegno a movimenti che si battono contro l\u2019ulteriore sviluppo delle capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>Una risposta chiara, ovviamente, non esiste, e non arriver\u00e0 da un giorno all\u2019altro. \u00c8 tuttavia fondamentale riconoscere da parte nostra, come comunit\u00e0 internazionale, che una pace duratura \u00e8 impossibile senza un\u2019eliminazione, per quanto possibile, di un settore lucrativo come quello della produzione e della vendita di armi.<br \/>\n*( Fonte Internazionale. Peter Bloom, The Conversation, Regno Unito &#8211; Traduzione di Federico Ferrone. Questo articolo \u00e8 uscito su The Conversation.)<\/p>\n<p>06 &#8211; Intanto nel mondo*. 17 marzo 2022<\/p>\n<p>UCRAINA-RUSSIA<br \/>\nIl 16 marzo le autorit\u00e0 ucraine hanno accusato l\u2019esercito russo di aver distrutto un teatro in cui si erano rifugiate pi\u00f9 di mille persone a Mariupol, nel sudest del paese. Non si conosce il bilancio delle vittime. Lo stesso giorno il presidente statunitense Joe Biden ha definito il suo collega russo Vladimir Putin un \u201ccriminale di guerra\u201d e ha annunciato nuovi aiuti militari all\u2019Ucraina, tra cui sistemi di difesa antiaerea. Intanto, la Corte internazionale di giustizia ha ordinato alla Russia di sospendere immediatamente la sua offensiva in Ucraina.<\/p>\n<p>IRAN-REGNO UNITO<br \/>\nIl 16 marzo due persone di nazionalit\u00e0 britannica e iraniana \u2013 Nazanin Zaghari-Ratcliffe, 43 anni, e Anoosheh Ashoori, 67 anni \u2013 sono state scarcerate e hanno fatto ritorno nel Regno Unito. Erano state condannate rispettivamente per \u201ccomplotto contro la repubblica islamica\u201d e \u201cspionaggio a favore d\u2019Israele\u201d, accuse che i due avevano sempre negato. Lo stesso giorno Londra ha annunciato di aver saldato un vecchio debito con Teheran da 394 milioni di sterline (470 milioni di euro).<\/p>\n<p>CUBA<br \/>\nLa corte suprema ha annunciato il 16 marzo che 128 persone accusate di aver commesso violenze durante le manifestazioni antigovernative all\u2019Avana dell\u201911 e del 12 luglio 2021 sono state condannate a pene dai sei ai trent\u2019anni di prigione. Altri 172 manifestanti erano stati condannati nei mesi scorsi.<\/p>\n<p>HONDURAS-STATI UNITI<br \/>\nIl 16 marzo la corte suprema di giustizia dell\u2019Honduras ha dato il via libera all\u2019estradizione negli Stati Uniti dell\u2019ex presidente Juan Orlando Hern\u00e1ndez, accusato di complicit\u00e0 nel traffico internazionale di droga. Hern\u00e1ndez, il cui secondo mandato alla guida del paese si \u00e8 concluso il mese scorso, ha tre giorni di tempo per fare appello contro la decisione.<\/p>\n<p>GUATEMALA<br \/>\nIl 15 marzo il parlamento ha rinunciato a una legge, approvata la settimana scorsa, che inaspriva le pene per le donne che ricorrono all\u2019aborto, da tre a dieci anni di prigione, e vietava i matrimoni omosessuali e l\u2019insegnamento della diversit\u00e0 sessuale nelle scuole. Il presidente conservatore Alejandro Giammattei aveva minacciato di mettere il veto, sostenendo che la legge violasse la costituzione e gli accordi internazionali del paese.<\/p>\n<p>NIGER<br \/>\nAlmeno ventuno persone, tra cui due poliziotti, sono morte il 16 marzo in un attacco jihadista contro un autobus e un camion nella regione di Tillab\u00e9ri, nel sudovest del paese, vicino al confine con il Burkina Faso.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nIl 16 marzo un terremoto di magnitudo 7,4 sulla scala Richter ha colpito la costa est del Giappone, causando quattro morti e 107 feriti. Pi\u00f9 di due milioni di case sono rimaste senza elettricit\u00e0. Le autorit\u00e0 hanno emesso un\u2019allerta tsunami, poi revocata poche ore dopo. L\u2019epicentro \u00e8 stato registrato al largo della prefettura di Fukushima, a 60 chilometri di profondit\u00e0.<br \/>\n*( Fonte da Intrnazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO E IL PASTICCIO DELL\u2019ASSEGNO UNICO.<\/strong> Sono molti i nostri connazionali residenti all\u2019estero che mi scrivono lettere ed e-mail perch\u00e9 l\u2019improvvisa . perdita a partire dal mese di marzo delle detrazioni per i figli a carico e dell\u2019ANF (Assegno al nucleo familiare) ha creato inaspettati disagi economici. 18 marzo 2022<\/p>\n<p>\u00c8 la svantaggiosa conseguenza dell\u2019introduzione dell\u2019Assegno unico in Italia e della sua in esportabilit\u00e0 all\u2019estero. \u00c8 la conseguenza dell\u2019abrogazione delle detrazioni e dell\u2019Anf per i figli a carico che non sono ora erogabili n\u00e9 in Italia n\u00e9 all\u2019estero (dove sono \u2013 erano \u2013 migliaia gli aventi diritto) ma che, pur tuttavia, per chi risiede in Italia sono stati rimpiazzati dall\u2019Assegno unico. \u00c8 l\u2019ennesima dimostrazione che spesso si legifera senza pensare che esistono anche gli italiani all\u2019estero \u2013 che sono tanti &#8211; e che le leggi vanno scritte con la dovuta attenzione ai loro diritti, soprattutto quelli acquisiti da anni (in questo caso una buona legge \u00e8 diventata una preoccupazione per molti italiani all\u2019estero).<\/p>\n<p>Ma come \u00e8 possibile non rendersene neanche conto?<\/p>\n<p>Ci racconta P. pensionato italiano in convenzione con il Venezuela, vedovo con figlio disabile a carico e ora residente in un Paese europeo: il Venezuela non paga pi\u00f9 le pensioni all\u2019estero e le uniche mie possibilit\u00e0 di sopravvivenza sono la pensione italiana (un misero pro-rata di 118 euro lordi) e l\u2019assegno familiare di 168 euro. L\u2019assegno familiare ora gli \u00e8 stato revocato: \u201csono ridotto alla miseria \u2013 mi dice P. \u2013 cosa mi posso aspettare per il futuro?\u201d.<\/p>\n<p>S. iscritto all\u2019Aire vive invece in Spagna e scrive per farmi sapere che da marzo non percepisce pi\u00f9 n\u00e9 l\u2019Anf n\u00e9 le detrazioni per la figlia 15enne.<\/p>\n<p>A., appartenente alle forze dell\u2019ordine italiane, iscritto all\u2019Aire e residente in Svizzera, si lamenta che il suo unico reddito \u00e8 prodotto in Italia in qualit\u00e0 di dipendente della P.A., paga ovviamente le tasse in Italia ma a causa della sua residenza all\u2019estero perder\u00e0 assegno e detrazioni per i suoi due bambini ma non potr\u00e0 avere diritto all\u2019Assegno unico.<\/p>\n<p>S.A. che risiede all\u2019estero e produce pi\u00f9 del 75% del suo reddito in Italia sostiene di aver sempre beneficiato delle detrazioni per i figli a carico ma ora dovr\u00e0 pagare migliaia di euro in pi\u00f9 sul suo reddito complessivo che non \u00e8 affatto elevato e si appella alla normativa europea (il Ministero del Lavoro sta infatti verificando la compatibilit\u00e0 del vincolo territoriale dell\u2019Assegno unico con il diritto comunitario e internazionale).<\/p>\n<p>F. invece \u00e8 residente in Italia ma ha due figlie minorenni a carico che vivono in Francia e sono iscritte all\u2019Aire: rischia concretamente di perdere le agevolazioni fiscali e di non poter chiedere l\u2019Assegno unico perch\u00e9 i figli, in base alla nuova normativa, devono essere conviventi con i genitori ai fini del diritto all\u2019Assegno.<\/p>\n<p>Come F. sono numerosi i cittadini italiani residenti in Italia ma con figli all\u2019estero ai quali la legge nega, allo stato attuale delle cose, sia l\u2019Assegno unico che detrazioni e Anf per figli a carico.<\/p>\n<p>In queste situazioni sinteticamente su descritte si trovano ora migliaia di italiani residenti nel mondo che a partire da marzo hanno perso il diritto a detrazioni e Anf per i figli a carico e non potranno chiedere l\u2019Assegno unico, che come ho detto \u00e8 subordinato alla residenza in Italia. Una ingiustizia alla quale si deve porre rimedio.<\/p>\n<p>\u00c8 un anno che mi batto per sensibilizzare Governo, Ministeri, Istituzioni competenti, partiti, enti di tutela dei lavoratori e dei pensionati italiani all\u2019estero ma ho l\u2019impressione, almeno finora, che i diritti degli italiani all\u2019estero non siano nel novero delle cose da tutelare, tanto \u00e8 vero che anche gli emendamenti presentati al Senato dai colleghi Porta e Giacobbe nell\u2019ambito della discussione del decreto \u201cSostegni-ter\u201d \u2013 che se approvati avrebbero tutelato i diritti dei nostri connazionali all\u2019estero consentendo il mantenimento delle detrazioni e dell\u2019Anf per gli iscritti all\u2019Aire \u2013 non sono stati accolti.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che la nostra battaglia continuer\u00e0 in tutti i modi e in tutte le sedi per ripristinare i diritti fiscali e previdenziali dei nostri connazionali che sono stati cancellati.<\/p>\n<p>Restiamo fiduciosi tuttavia che con il nostro impegno, passato e futuro, e con il sostegno dei sindacati e delle associazioni dell\u2019emigrazione riusciremo a sensibilizzare il governo al fine di correggere una normativa che penalizza iniquamente molti nostri connazionali.<br \/>\n*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Alfiero Grandi*: Il movimento per la fine della guerra in Ucraina deve crescere e superare la prova di una unit\u00e0.<\/strong> Marzo 2022<\/p>\n<p>\u00c8 abbastanza evidente che alcuni commentatori hanno cercato di contrapporre la piazza di Firenze contro l\u2019aggressione in Ucraina a quella precedente di Roma, cercando di perpetuare un equivoco che rischia di dividere un movimento plurale, diversificato, in qualche caso perfino con motivazioni opposte, ma che condivide l\u2019obiettivo prioritario di fermare la guerra. Prova ne sia che l\u2019appello ripetuto e insistito per la creazione della No-Fly zone o per la fornitura di aerei all\u2019Ucraina \u00e8 caduto nel vuoto, esattamente come nella precedente manifestazione di Roma e non poteva che essere cos\u00ec. Anche le rappresentanze presenti erano in buona parte le stesse. Questo tentativo di dividere il movimento o se si preferisce la grande opinione pubblica che vuole la fine della guerra in Ucraina, cercando un\u2019intesa di pace, va indicato come pericoloso e controproducente. Perch\u00e9 le \u201cpiazze\u201d per la pace hanno bisogno di estendersi e di rafforzarsi per contribuire a fermare la guerra. Il programma di chi vuole fermare la guerra \u00e8 la fine dei combattimenti in Ucraina, garantendo la vita delle persone, di chi \u00e8 sotto i bombardamenti, di chi oggi combatte, avviando una vera trattativa per regolare il contenzioso.<\/p>\n<p>L\u2019UNIT\u00c0 \u00c8 SULL\u2019OBIETTIVO, LE MOTIVAZIONI POSSONO ESSERE DIVERSE, MA \u00c8 UN \u201cSOGNO\u201d CHE NON HA ALTERNATIVE.<\/p>\n<p>Trattative per fermare i combattimenti e poi per un accordo di pace sarebbero un\u2019autentica rivoluzione, perch\u00e9 ad oggi l\u2019invasore russo e chi combatte per l\u2019Ucraina non hanno intenzione di smettere. Le trattative in sostanza non decollano. Ciascuno pensa di riuscire a vincere o punta a conquistare posizioni di maggiore forza. Non basta che si offrano per le trattative \u201cvolenterosi\u201d capi di governo, mossi anche da interessi propri, ma \u00e8 urgente che entri in campo l\u2019Onu, da troppo tempo messo nell\u2019angolo, ridotto a teatro delle reciproche accuse, mentre deve essere protagonista delle soluzioni pacifiche. Ormai da decenni i colpi inferti al ruolo dell\u2019Onu, creando fatti compiuti, ne ha indebolito la credibilit\u00e0, la forza, alcuni errori hanno aggiunto ulteriori difficolt\u00e0. Ma la sostanza \u00e8 che le grandi potenze hanno trovato pi\u00f9 comodo per i loro interessi aggirare l\u2019Onu, mettendo il mondo di fronte a fatti compiuti, scegliendo spesso di imporre le loro decisioni unilaterali. Eppure l\u2019Onu non \u00e8 mai stato cos\u00ec rappresentativo, oltre 200 membri, ma l\u2019indebolimento politico si fa sentire.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una grande occasione per arrivare ad un accordo nella sede propria: l\u2019Onu, inoltre potrebbe essere l\u2019inizio di una regolazione di problemi che da tempo chiedono di essere risolti, a partire dal rilancio del disarmo nucleare, da una riduzione degli armamenti, anzich\u00e9 insistere sulla follia della logica dell\u2019aumento degli armamenti. Quando si arriver\u00e0 ad una vera trattativa si potr\u00e0 forse valutare meglio la differenza con quello che si poteva tentare di concordare prima della guerra, senza i lutti, le distruzioni, i danni immediati e le tossine che resteranno anche quando il clamore delle armi cesser\u00e0. Del resto l\u2019alternativa alla trattativa e alla pace oggi \u00e8 che il mondo scivoli drammaticamente verso una guerra mondiale distruttiva.<\/p>\n<p>Evolvere la funzione degli stati dell\u2019Unione Europea in fornitori di armi all\u2019Ucraina, tanto pi\u00f9 che era in campo da tempo la Nato, non \u00e8 stata una buona idea. In pi\u00f9 per l\u2019Italia c\u2019\u00e8 sempre l\u2019articolo 11 della nostra Costituzione che troppi dimenticano o di cui danno interpretazioni di comodo. La distinzione tra sede politica, di governo e quella di un\u2019alleanza militare dovrebbe essere l\u2019abc della politica. Mentre la scelta dell\u2019Europa di entrare direttamente in campo con forniture di armi all\u2019Ucraina le ha inibito un ruolo di protagonista per la pace, per di pi\u00f9 ha dovuto autoimporsi inevitabilmente dei limiti di qualit\u00e0 e di quantit\u00e0, lasciando cadere richieste di No-Fly Zone e di aerei da combattimento, che continuano a venire dall\u2019Ucraina e che Usa, Nato, Europa non possono accettare senza entrare direttamente in collisione militare con la Russia, con tutte le drammatiche conseguenze del caso.<\/p>\n<p>L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina \u00e8 stata un gravissimo errore, con conseguenze umane insopportabili e distruzioni drammatiche, fino a minare le fondamenta della fiducia e della reciproca comprensione, necessaria per regolare pacificamente i conflitti. Questo ha conseguenze anche sul ruolo internazionale della Russia. Inoltre l\u2019uso delle armi per vincere ad ogni costo diventa sempre pi\u00f9 cruento, inaccettabile, orribile.<\/p>\n<p>GINO STRADA DISSE: LA GUERRA COME LE MALATTIE LETALI DEVE ESSERE PREVENUTA: VA ABOLITA.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina ha scelto di resistere, in parte ci \u00e8 riuscita, ma pu\u00f2 pensare di vincere? Nei discorsi di Zelensky c\u2019\u00e8 qualcosa che va oltre la rivendicazione della fiera battaglia dell\u2019Ucraina e punta, non a caso, a coinvolgere la Nato. Basta ricordare la richiesta della No-Fly Zone o di aerei forniti dalla Nato, che renderebbero concreto il rischio di un conflitto mondiale, oppure la richiesta all\u2019Europa di tagliare di colpo tutti i rifornimenti di gas e petrolio. Biden non ha difficolt\u00e0 ad aderire al blocco di petrolio e gas della Russia, infatti ha perfino recuperato forniture dal Venezuela, fino a poco tempo fa al bando. L\u2019Europa non \u00e8 in grado di adottare una misura cos\u00ec drastica e immediata, pagherebbe un prezzo insostenibile, con conseguenze sociali ed economiche insopportabili. Come ha detto Draghi, in passato una politica energetica nazionale miope ha sottovalutato la dipendenza dell\u2019Italia (e dell\u2019Europa) dall\u2019estero, perch\u00e9 le politiche energetiche hanno puntato sui fossili anzich\u00e9 scegliere di investire strategicamente nelle energie rinnovabili. Continuando a investire nelle rinnovabili come nel 2010\/2013 oggi, conti alla mano, potremmo fare a meno dei 2\/3 del gas russo. Occorrono proposte concrete per farlo da ora e nell\u2019arco di 5\/6 anni possiamo arrivare a quel risultato, ma per arrivarci occorre un piano preciso e occorrono risorse, non basta rincorrere il vertiginoso aumento dei prezzi dell\u2019energia che non ha alcun fondamento oggettivo<\/p>\n<p>Quando la dialettica tra entit\u00e0 politiche si presenta nella forma drammatica del conflitto armato \u00e8 ancora pi\u00f9 indispensabile puntare alla sintesi, cio\u00e8 sulla fine del conflitto armato per impedire che tutto venga inquinato, distorto, che il mondo diventi molto peggio di quello che avevamo prima, per quanto insoddisfacente.<\/p>\n<p>Solo qualche mese fa l\u2019obiettivo era fermare l\u2019alterazione del clima contenendo l\u2019aumento della temperatura entro 1,5 gradi. Per realizzarlo occorrono distensione, cooperazione. Riprendere il filo sar\u00e0 dura, ma ci sono alternative che non siano morte e distruzione?<\/p>\n<p>Dopo la fine della guerra fredda, e del patto di Varsavia, il sogno era un mondo aperto, in cui confrontarsi, competere, cooperare. Oggi gli scienziati russi del Cern rischiano di essere fuori dalla ricerca, mentre la cultura \u00e8 segnata dal ritiro dei dipinti di propriet\u00e0 russa in mostra in Italia. Davvero vogliamo che dopo questa terribile ed orribile guerra il mondo sia preda della forza, della sopraffazione, dell\u2019isteria?<\/p>\n<p>LA GUERRA NON \u00c8 LA SOLUZIONE, \u00c8 IL PROBLEMA.<\/p>\n<p>Non lo \u00e8 stata nella ex Jugoslavia, le cui conseguenze sono nascoste, ma ben vive, in un \u201csarcofago\u201d, come Chernobyl. La guerra e la corsa agli armamenti, in particolare nucleari, non risolvono i conflitti armati, li provocano. Ha ragione Francesco, i soldi per le guerre e gli armamenti si trovano sempre, non quelli per affrontare i problemi delle persone: lavoro, equit\u00e0 sociale, che purtroppo sono considerati costi.<\/p>\n<p>Il mondo deve riannodare il filo bruscamente tagliato da Putin, le cui responsabilit\u00e0 non verranno dimenticate. Ma se si torner\u00e0 a parlarsi, a confrontarsi, ad aprirsi qualcosa cambier\u00e0 anche in Russia, come iniziava a cambiare prima che contenimento e isolamento da parte della Nato prendessero il posto delle reciproche garanzie, del necessario reciproco coinvolgimento.<\/p>\n<p>Nel movimento per la pace c\u2019\u00e8 posto per tutti, per tutte le opinioni sulle responsabilit\u00e0 perch\u00e9 ci\u00f2 che conta e deve unire \u00e8 il salto di qualit\u00e0 dell\u2019obiettivo di fondo: sospensione dei combattimenti, trattativa per ristabilire pace \u2013 se possibile in sede Onu \u2013 e riprendere la cooperazione tra diversi.<\/p>\n<p>Per questo il movimento per la fine della guerra in Ucraina deve crescere e superare la prova di una unit\u00e0 tra diverse posizioni che debbono avere ben chiaro l\u2019obiettivo principale: interrompere i combattimenti, garantire la vita delle persone (tutte), avviare vere trattative di pace, che per definizione hanno bisogno di mediazione e di composizione dei conflitti.<br \/>\n*(Alfiero Grandi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Manifesto contro la guerra. 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