{"id":37466,"date":"2022-03-07T17:29:42","date_gmt":"2022-03-07T17:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37466"},"modified":"2022-03-07T17:39:19","modified_gmt":"2022-03-07T17:39:19","slug":"appello-wecareforukraine-le-missioni-scalabriniane-per-i-profughi-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37466","title":{"rendered":"Appello: #WecareForUkraine. Le missioni scalabriniane per i profughi della guerra"},"content":{"rendered":"<h1>Appello: #WecareForUkraine<\/h1>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>L\u2019Ucraina e le migrazioni&#8230;<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>&#8230;che da volontarie diventano forzate a causa della guerra<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La storia migratoria<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-37467 alignleft\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CSER_WE-CARE-FOR-UCRAINA.png\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"166\" \/>Dopo la Russia, l&#8217;Ucraina \u00e8 il paese pi\u00f9 esteso d&#8217;Europa con una popolazione di 44 milioni di persone, con due principali gruppi etnici: 77,8% di ucraini e 17,3% di russi.<br \/>\nL\u2019Ucraina ha conosciuto 4 principali ondate migratorie in uscita dal Paese.<br \/>\nNella prima, dal 1860 al 1914, verso Canada, Stati Uniti e Brasile, circa 500mila giovani contadini con le proprie famiglie hanno lasciato l\u2019Ucraina occidentale, soprattutto per motivi economici.<br \/>\nNella seconda ondata, tra le due guerre mondiali, emigrano in particolare per motivi politici circa 200mila ucraini (intellettuali, militari e studenti) verso Canada, Stati Uniti, America del Sud, Australia, Francia, Belgio, Austria e Repubblica Ceca.<br \/>\nAnche nella terza ondata, subito dopo la II Guerra Mondiale e fino al 1953, i motivi prevalenti furono di natura politica. Si tratta di giovani deportati dai nazisti in Germania, ma anche militari ed intellettuali anticomunisti che non volevano tornare in Ucraina, occupata dall\u2019Unione Sovietica. A loro fu riconosciuto lo status di rifugiato<\/p>\n<p>in diversi paesi: 80mila negli Stati Uniti, 30mila in Canada, 20mila ciascuno in Australia e in Gran Bretagna, 10mila ciascuno in Belgio e in Francia.<br \/>\nDa fine XX secolo e inizio XXI, dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica e la penetrazione del sistema capitalistico nelle societ\u00e0 post-sovietiche (elementi che hanno favorito nella popolazione spostamenti e migrazioni), troviamo la quarta fase dell\u2019emigrazione ucraina, indirizzata prevalentemente verso l\u2019Europa occidentale.<br \/>\nDall\u2019Ucraina si emigra a causa di un\u2019economia fragile e squilibrata. In effetti, la divisione tra parte occidentale, ucrainofona e culturalmente pi\u00f9 vicina all\u2019UE, e parte orientale, maggioritariamente russofona, vi \u00e8 una frattura soprattutto economica oltre che etnica o politica. La zona occidentale, il \u201cgranaio del mondo\u201d, \u00e8 essenzialmente agricola e povera. La zona orientale, fortemente industrializzata, \u00e8 pi\u00f9 ricca.<br \/>\n\u00c8 dalle regioni, meno sviluppate e pi\u00f9 povere, confinanti con i Paesi dell\u2019UE da cui emigrano donne e uomini ucraini che preferiscono lasciare il poco garantito dal lavoro nei campi con la speranza di trovare migliore occupazione nell\u2019Unione Europea in modo da poter inviare le rimesse in patria per mantenere le famiglie.<br \/>\nLe mete iniziali d\u2019emigrazione sono la Polonia, l\u2019Ungheria, la Bulgaria, la Turchia, e soprattutto l\u2019Italia dove si entra soprattutto con visti turistici e si rimane poi a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ucraini in Italia: ieri e oggi<\/h3>\n<p>In Italia, \u00e8 pi\u00f9 facile controllare chi sbarca dal nord Africa che non chi viene dall\u2019est.<br \/>\nQuesta frase, apparentemente paradossale, pu\u00f2 aiutare a capire il fenomeno migratorio verso l\u2019Italia dai Paesi d\u2019Europa orientale. Un pullman turistico, infatti, non ha lo stesso impatto emotivo-mediatico di un barcone che approda a Lampedusa. Quel pullman dell\u2019est porta comunque in Italia quei migranti che, arrivati grazie ad un visto turistico e studentesco, finiscono spesso per restarci anche senza documenti validi (sono quasi 20 mila gli ucraini che hanno chiesto di essere regolarizzati con la sanatoria del 2020 nell\u2019ambito del lavoro domestico italiano).<br \/>\nQuesti lavoratori in situazione irregolare vanno a sommarsi ai 228mila migranti ucraini presenti in Italia, al 1.1.2021, vale a dire il quinto gruppo per numero di presenze dopo rumeni (1,1 milioni), albanesi (410 mila), marocchini (408 mila), e cinesi (289 mila).<br \/>\nLe donne ucraine sono 176mila e rappresentano il 77,4% della comunit\u00e0 in Italia.<br \/>\nHanno un\u2019et\u00e0 media di circa 45 anni: molto pi\u00f9 alta della media degli altri gruppi immigrati. Sono in genere impiegate nei servizi di cui 50% come colf o badanti e 20% nei settori del commercio e in quello alberghiero-ristorazione.<br \/>\nDall\u2019Ucraina, perci\u00f2, si \u00e8 emigrato in questi anni per motivi economici. I cittadini che hanno cercato fortuna all\u2019estero provengono soprattutto dalle regioni povere occidentali, lontane dal Donbass e dai territori contesi tra truppe governative ucraine, milizie filorusse ed esercito di occupazione russo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Post &#8211; guerra di occupazione russa<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, per\u00f2, in seguito all\u2019invasione militare russa, iniziata il 24 febbraio 2022, oltre 1 milione di sfollati, soprattutto donne, bambini e over sessantenni. hanno raggiunto l&#8217;Unione europea entrando in Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. In questo esodo forzato dall\u2019Ucraina sono coinvolti anche centinaia di migliaia di migranti e rifugiati provenienti da altri Paesi e presenti in Ucraina al momento dell\u2019invasione.<br \/>\nQuesti migranti non Ucraini e tanti studenti stranieri, eritrei o senegalesi, fuggono anche loro dalla guerra ma arrivati alle frontiere dei Paesi UE sono inesorabilmente respinti probabilmente perch\u00e9 non sono bianchi e cristiani come i loro compagni ucraini di disavventura.<br \/>\nSecondo le previsioni, tali numeri sono destinati ad aumentare. Le stime indicano come possibile una cifra compresa tra 2,5 e 7,5 milioni di sfollati a causa del conflitto armato, di cui circa 3-4 milioni potrebbero chiedere protezione internazionale.<br \/>\nA questi profughi, senza distinzione di colore o religione, si applicher\u00e0 la direttiva sulla protezione temporanea 2001\/55\/CE che prevede in automatico il riconoscimento della protezione internazionale per un anno (rinnovabile) a tutte le persone che provengono dalle zone di guerra (che non dovranno dunque presentare alcuna richiesta di asilo da passare al vaglio delle commissioni territoriali).<\/p>\n<p>Questi profughi riceveranno il documento e potranno circolare liberamente in Europa. Non \u00e8 cos\u00ec prevista alcuna ripartizione in quote di accoglienza per gli stati membri dell&#8217;Europa visto che i profughi saranno liberi di muoversi e di scegliere il Paese in cui andare a raggiungere amici e parenti.<br \/>\nIn Italia, dall\u2019inizio del conflitto, ne sono arrivati quasi dieci mila. Arrivano soprattutto dal confine friulano, dopo estenuanti viaggi in automobile o in pullman.<br \/>\nSono famiglie, spesso composte solo dalla mamma e dai bambini, perch\u00e9 il pap\u00e0 \u00e8 rimasto in patria a combattere. In molti casi, si sistemano presso familiari gi\u00e0 presenti sul territorio nazionale o presso famiglie italiane che hanno dipendenti originari dell\u2019Ucraina. L&#8217;associazione Italia-Ucraina stima in 800-900mila i profughi che potrebbero prossimamente cercare rifugio in Italia.<br \/>\nPer preparare tale arrivo massiccio, il Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022 ha approvato un decreto-legge sull\u2019accoglienza dei profughi provenienti dall\u2019Ucraina decretando lo stato d\u2019emergenza fino al 31.12.2022 e uno stanziamento di 10 milioni di euro per gli interventi pi\u00f9 urgenti.<br \/>\nIl Ministero degli Interni ha, al momento, predisposto un piano di accoglienza per 16mila posti nelle strutture destinate ai migranti, 13mila nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e 3mila nella rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione).<\/p>\n<p>Se le previsioni che parlano di milioni di persone in fuga dall&#8217;Ucraina dovessero avverarsi, i posti previsti sarebbero sicuramente insufficienti, ma si confida nelle iniziative specifiche sui territori e nella gara di solidariet\u00e0 tra gli italiani e gli ucraini gi\u00e0 presenti nel Paese. In effetti, l&#8217;Italia conta la pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 ucraina d&#8217;Europa (circa 250 mila persone), presente soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Campania, dove risiedono circa il 60% dei cittadini ucraini.<br \/>\n\u00c8 dunque prevedibile che migliaia di profughi arrivino ma gi\u00e0 con un indirizzo dove andare, trovando ospitalit\u00e0 a casa di familiari e amici, soluzione di certo preferibile ai centri di accoglienza. Resta comunque il problema del loro mantenimento e toccher\u00e0 allo Stato, ai Comuni, alla rete di enti e associazioni di volontariato provvedere ai pasti, all&#8217;assistenza sanitaria, e poi alla scolarizzazione dei bambini, ai corsi di italiano e di formazione e lavoro per gli adulti.<\/p>\n<p>A tale scopo, si stanno tenendo riunioni in tutta Italia, nelle Prefetture con i rappresentanti delle diocesi, le Caritas ed esponenti di regione e Comuni di competenza in modo da cominciare a realizzare concretamente l&#8217;accoglienza delle persone in fuga dall&#8217;Ucraina. Queste iniziative si propongono di recensire le disponibilit\u00e0 di alloggi (sia privati che pubblici) sul territorio, di offrire cure mediche<br \/>\na bambini e malati gravi o disabili, di raccogliere fondi e beni utili da destinare alle vittime della guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Cosa fare come Scalabriniani?<\/h3>\n<p>Come Scalabriniani, presenti e operanti in Europa, vogliamo offrire il nostro contributo di solidariet\u00e0 alle vittime di ogni esodo umano e, oggi in particolare, a quello che coinvolge tutte le persone che fuggono la guerra in Ucraina, siano esse di cittadinanza ucraina oppure di altra cittadinanza immigrate in Ucraina per studio, lavoro o riunificazione familiare.<br \/>\nIl primo livello del nostro impegno di Scalabriniani, missionari fondati per \u201cfare del mondo patria dell\u2019umanit\u00e0\u201d \u00e8 quello di denunciare l\u2019uso strumentale delle parole per descrivere il tragico esodo dei profughi che fuggono dall\u2019Ucraina.<br \/>\nQuelli che fuggono la violenza della guerra sono donne, bambini, uomini, cittadini ucraini, spesso bianchi e cristiani, ma anche immigrati di paesi terzi, a volte neri e musulmani, accomunati tutti dalla stessa paura della guerra o dei lager libici e dalla stessa voglia di vivere.<\/p>\n<p>E per questo non possono essere n\u00e9 etichettati come \u201cprofughi veri\u201d e \u201cprofughi finti\u201d (come qualche politico italiano ha cercato di sostenere), n\u00e9 possono essere discriminati alle frontiere di Polonia o Romania, o di qualche angolo di Mediterraneo, da qualche zelante guardia di frontiera che si arroga il diritto di far entrare alcuni e di respingere altri, come se non fosse vero che tutti fuggono la guerra.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nessuno sceglie di finire sotto le bombe di una guerra, indipendentemente da dove si vive, dal proprio colore di pelle, dal fatto di essere uomo o donna: anche gli uomini hanno diritto di aver paura e fuggire, cos\u00ec come le donne possono decidere di restare e resistere, imbracciando o meno un fucile.<br \/>\nChiamare le cose con il loro vero nome significa innanzitutto mettere la verit\u00e0 dinanzi ai propri interessi, anche a quelli vitali per un politico come racimolare qualche consenso in pi\u00f9 a spese della stessa dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>In concreto, come Scalabriniani, presenti e operanti in Europa, vogliamo offrire il nostro contributo di solidariet\u00e0 alle vittime di ogni esodo umano e, oggi in particolare, a quello che coinvolge tutte le persone che fuggono la guerra in Ucraina, siano esse di cittadinanza ucraina oppure di altra cittadinanza immigrate in Ucraina per studio, lavoro o riunificazione familiare.<\/p>\n<p>Per questo motivo attraverso il SIMN Europa-Africa e l\u2019ASCS, a nome di tutte le opere scalabriniane d\u2019Europa, vogliamo dar vita a una Campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione che si sviluppa all\u2019interno della Campagna ASCS <strong>#WeCareForPeople<\/strong>, e che vuole dare una risposta concreta alla situazione che stiamo vivendo.<br \/>\nLa Campagna si svilupper\u00e0 in due fasi differenti: una prima fase emergenziale e una, pi\u00f9 a lungo termine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La fase emergenziale si concentrer\u00e0 su diverse emergenze.<\/strong><\/h3>\n<p>&#8211; Emergenza Sociale: raccolta di prodotti e beni di prima necessit\u00e0 da inviare in Ucraina tramite associazioni\/realt\u00e0 che si stanno gi\u00e0 occupando di questi aspetti (es. Medicina Solidale e MAM su Roma, Ucraina Pi\u00f9 a Milano). In caso di bisogno ulteriore, si potr\u00e0 aprire anche la distribuzione di prodotti a chi \u00e8 gi\u00e0 arrivato nelle nostre missioni\/progetti, come fatto per \u201cUna Sola Casa\u201d.<br \/>\n&#8211; Emergenza Abitativa: accogliere nei nostri progetti attivi, Parrocchie o Missioni, famiglie o persone in arrivo dall\u2019Ucraina (6 persone gi\u00e0 accolte alla Chiesa del Carmine, una-due famiglie in arrivo a Casa Scalabrini 634&#8230;).<br \/>\n&#8211; Accompagnamento e supporto per famiglie o persone in cerca di un alloggio mettendoli in rete anche con altre realt\u00e0 attive in tal senso (es. Ucraina Pi\u00f9 e Refugee Welcome&#8230;).<br \/>\n&#8211; Emergenza Sanitaria: attivit\u00e0 mirate alla promozione della salute fisica e psicologica per le persone gi\u00e0 presenti sui nostri territori e per quelle che arriveranno (potenziamento progetto WASI, sportello psicologico per donne migranti, aumentando il numero di incontri con psicologhe madrelingua (gi\u00e0 offerti alla Comunit\u00e0 Ucraina di Milano).<\/p>\n<p>Monitorando l\u2019evoluzione della situazione, ci potremo anche concentrare su aspetti a lungo termine come l\u2019emergenza lavorativa e l\u2019emergenza culturale, aspetti essenziali per quanti sceglieranno di rimanere in Italia.<\/p>\n<p>La Campagna #WeCareForUkraine racconter\u00e0 come a livello di SIMN Europa-Africa ci stiamo attivando nei diversi territori europei, ampliando il focus delle emergenze sopra descritte a seconda delle iniziative concrete che emergeranno localmente con l\u2019evolversi della situazione.<br \/>\nCos\u00ec come fatto per la Campagna Una Sola Casa, ASCS si occuper\u00e0 poi di distribuire i fondi raccolti tra le diverse realt\u00e0, missioni e progetti che ne faranno richiesta per rispondere ai diversi bisogni sul territorio.<br \/>\nLa Campagna ha l\u2019obiettivo di mettere in rete e a sistema le attivit\u00e0 gi\u00e0 promosse e quelle che si vorranno promuovere in ogni realt\u00e0, progetto o missione Scalabriniana in Europa cos\u00ec da presentarle in maniera organica e sostenerle efficacemente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">UNISCITI A NOI<\/h2>\n<h1 style=\"text-align: center;\">DONA ORA<\/h1>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-37467 alignleft\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CSER_WE-CARE-FOR-UCRAINA.png\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"166\" \/>Bonifico Bancario<br \/>\nASCS \u2013 Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo<br \/>\nIBAN: IT13 Q030 6909 6061 0000 0130 463<br \/>\nBIC\/SWIFT: BCI TIT MM<br \/>\nCAUSALE: Ukraine<\/h3>\n<h3>Coordinate Postali: c.c.p. 62388863<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Roma, 4 marzo 2022<\/em><\/p>\n<p><em>p. Lorenzo Prencipe c.s.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Enti coinvolti:<\/em><br \/>\n<strong>SIMN Europa-Africa<\/strong><br \/>\n<strong>Ufficio di sviluppo regionale scalabriniano<\/strong><br \/>\n<strong>ASCS \/ CSER<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/securepdfs\/2022\/03\/CSER_wecareforUkraine.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>SCARICA il documento in PDF<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a href=\"\/?pdfemb-serveurl=https%3A%2F%2Femigrazione-notizie.org%2Fwp-content%2Fuploads%2Fsecurepdfs%2F2022%2F03%2FCSER_wecareforUkraine.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-mobile-width=\"500\"  data-scrollbar=\"none\" data-download=\"off\" data-tracking=\"on\" data-newwindow=\"on\" data-pagetextbox=\"off\" data-scrolltotop=\"off\" data-startzoom=\"100\" data-startfpzoom=\"100\" data-download-nonce=\"fd04fae493\" data-toolbar=\"both\" data-toolbar-fixed=\"on\">CSER_wecareforUkraine<br\/><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Appello: #WecareForUkraine L\u2019Ucraina e le migrazioni&#8230; &#8230;che da volontarie diventano forzate a causa della guerra &nbsp; La storia migratoria Dopo la Russia, l&#8217;Ucraina \u00e8 il <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37466\" title=\"Appello: #WecareForUkraine. 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