{"id":37403,"date":"2022-02-26T15:50:28","date_gmt":"2022-02-26T15:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37403"},"modified":"2022-02-26T18:03:51","modified_gmt":"2022-02-26T18:03:51","slug":"n09-26-febbraio-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37403","title":{"rendered":"n\u00b009 \u2013 26  Febbraio  2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO."},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNoSpacing\"><strong>01 &#8211; JOSEPH STIGLITZ*:Il modo giusto di affrontare l\u2019inflazione. Sapendo di avere i giorni contati, le compagnie petrolifere\u00a0 stanno arraffando tutto\u00a0 quello su cui possono ancora mettere le mani.<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><strong>02 &#8211;\u00a0 Schir\u00f2 E Porta (Pd)* &#8211; detrazioni e ANF all\u2019estero, come cambieranno dal 1\u00b0 marzo.<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><strong>03 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) &#8211; tempi duri per chi non dichiara attivit\u00e0 finanziarie all\u2019estero.<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><strong>04 &#8211; La Marca (Pd) \u2013 &#8220;agor\u00e0&#8221; nel palinsesto di rai Italia. Grazie al direttore Ferragni per aver accolto la mia sollecitazione,\u00a0 Roma, 23 febbraio 2022<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><strong>05 &#8211; Marco Almagisti e Paolo Graziano*: Dopo trent\u2019anni stiamo ancora pagando l\u2019illusione di una democrazia senza partiti. Davvero il 1992 \u00e8 un anno che non ha cambiato l\u2019Italia, come ha titolato provocatoriamente Domani, gioved\u00ec 17 febbraio?<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><strong>06 &#8211; Thomas Piketty*: sanzioni agli oligarchi non ai popoli. Per piegare lo stato russo \u00e8 urgente concentrare le sanzioni sui multimilionari che sostengono il regime, per esempio chi ha patrimoni superiori a dieci milioni di euro.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><b>01 &#8211; JOSEPH STIGLITZ*: Il modo giusto di affrontare l\u2019inflazione .SAPENDO DI AVERE I GIORNI CONTATI, LE COMPAGNIE PETROLIFERE\u00a0 STANNO\u00a0 ARRAFFANDO TUTTO\u00a0 QUELLO SU CUI POSSONO ANCORA\u00a0 METTERE LE MANI. <\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Abbiamo bisogno\u00a0 di politiche ben calibrate per sbloccare i colli di bottiglia nelle forniture e aiutare le persone ad affrontare la realt\u00e0 quotidiana<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Nonostante gli avvertimenti sulla\u00a0 possibile mancanza di materie prime, lanciati gi\u00e0 alla riapertura dei\u00a0 mercati internazionali dopo la fine\u00a0 dei lockdown dovuti al covid-19, i\u00a0 problemi legati all\u2019offerta non si sono rivelati temporanei come qualcuno sperava. In\u00a0 un\u2019economia di mercato ci si aspetta che una minore\u00a0 offerta si rifletta sui prezzi. E quando i singoli aumenti dei prezzi si mettono insieme, abbiamo quella\u00a0 che si definisce inflazione, arrivata attualmente a livelli mai visti da molti anni a questa parte. La mia\u00a0 paura pi\u00f9 forte \u00e8 che le banche centrali possano avere delle reazioni scomposte, alzando troppo i tassi\u00a0 d\u2019interesse e ostacolando la ripresa. Come sempre,\u00a0 in uno scenario simile a soffrire di pi\u00f9 sar\u00e0 chi sta sul\u00a0 gradino pi\u00f9 basso della scala salariale.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Dagli ultimi dati emergono diverse cose. In primo luogo, il tasso d\u2019inflazione non \u00e8 stato costante.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">A gennaio i mezzi d\u2019informazione hanno parlato\u00a0 molto del tasso d\u2019inflazione annuale del 7 per cento\u00a0 negli Stati Uniti, senza per\u00f2 far notare che quello di\u00a0 dicembre era poco pi\u00f9 della met\u00e0 rispetto a quello di\u00a0 ottobre. Senza prove di un\u2019inflazione fuori controllo,\u00a0 le aspettative dei mercati \u2013 che si riflettono sulla differenza nei rendimenti sulle obbligazioni indicizzate e su quelle non indicizzate all\u2019inflazione \u2013 sono\u00a0 state smorzate.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Una fonte rilevante dell\u2019aumento dell\u2019inflazione\u00a0 sono i prezzi dell\u2019energia, che nel 2021 sono cresciuti a un tasso annuale destagionalizzato del 30 per cento. C\u2019\u00e8 un motivo se questi prezzi sono esclusi\u00a0 dall\u2019inflazione di base (una misurazione dell\u2019inflazione che esclude i costi alimentari ed energetici).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Mentre il mondo si avvia ad abbandonare i combustibili fossili nel tentativo di attenuare il cambiamento climatico, \u00e8 probabile che la transizione comporter\u00e0 dei costi, perch\u00e9 gli investimenti nei combustibili fossili potrebbero crollare pi\u00f9 velocemente\u00a0 dell\u2019aumento delle forniture prodotte con fonti alternative.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Quello a cui stiamo assistendo oggi per\u00f2 \u00e8 un puro e semplice esercizio di potere sul mercato esercitato dai produttori di petrolio. Sapendo di avere i\u00a0 giorni contati, le compagnie petrolifere stanno arraffando tutto quello su cui possono ancora mettere le\u00a0 mani.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">I prezzi molto alti della benzina possono essere\u00a0 un enorme problema politico, perch\u00e9 qualsiasi pendolare deve farci i conti tutti i giorni. Ma \u00e8 facile prevedere che, quando saranno tornati a cifre simili al i\u00f9 lo slancio residuo dell\u2019inflazione. I pi\u00f9 attenti tra\u00a0 gli osservatori dei mercati globali lo stanno gi\u00e0 ammettendo.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Un\u2019altra questione importante riguarda il prezzo\u00a0 delle auto usate, che ha evidenziato dei problemi\u00a0 tecnici nel modo in cui si costruisce l\u2019indice dei prezzi al consumo. Con i prezzi alti i venditori se la cavano meglio dei compratori. Tuttavia l\u2019indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti (a differenza che in\u00a0 altri paesi) coglie solo il lato di chi compra. Questo\u00a0 mette in luce un altro motivo per cui le aspettative\u00a0 sull\u2019inflazione sono rimaste relativamente stabili: le\u00a0 persone sanno che i prezzi pi\u00f9 alti delle auto usate\u00a0 sono un\u2019anomalia temporanea dovuta alla mancanza di semiconduttori che sta limitando la costruzione di auto nuove. Oggi sappiamo come produrre\u00a0 auto e chip esattamente come lo sapevamo due anni\u00a0 fa, perci\u00f2 non abbiamo ragione di dubitare del fatto\u00a0 che questi prezzi scenderanno, innescando una deflazione moderata.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">In pi\u00f9, tenuto conto del fatto che una parte rilevante dell\u2019inflazione attuale \u00e8 dovuta a questioni\u00a0 globali \u2013 la mancanza di chip e il comportamento dei\u00a0 cartelli petroliferi \u2013 dare la colpa dell\u2019inflazione a un\u00a0 eccesso di stimolo fiscale da parte del governo statunitense \u00e8 un\u2019esagerazione bella e buona. Agendo in modo isolato, gli Stati Uniti possono avere solo un\u00a0 effetto limitato sui prezzi a livello mondiale.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">\u00c8 vero che gli Stati Uniti hanno un\u2019inflazione leggermente superiore rispetto all\u2019Europa, ma \u00e8 ancheuta. Le politiche statunitensi hanno impedito l\u2019aumento enorme della povert\u00e0 a cui altrimenti avremmo potuto assistere. Deputati e senatori statunitensi\u00a0 hanno agito nel modo giusto, sapendo che stare fermi avrebbe avuto un costo enorme. Oltretutto alcuni\u00a0 aumenti dei salari e dei prezzi riflettono il buon equilibrio tra domanda e offerta. I prezzi pi\u00f9 alti in teoria\u00a0 dovrebbero essere indice di una scarsit\u00e0 delle risorse\u00a0 e indurre a reindirizzarle altrove per \u201crisolvere\u201d le\u00a0 mancanze. Non segnalano un cambiamento nella\u00a0 capacit\u00e0 produttiva complessiva.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">La pandemia ha effettivamente messo in luce\u00a0 una mancanza di capacit\u00e0 di reazione dell\u2019economia. I sistemi di magazzino just-in-time (in cui le\u00a0 scorte sono ridotte al minimo indispensabile per\u00a0 soddisfare le vendite immediate) funzionano bene\u00a0 finch\u00e9 non ci sono problemi di natura strutturale. Ma\u00a0 se per produrre B occorre A, e per produrre C occorre\u00a0 B e cos\u00ec via, \u00e8 facile prevedere come perfino un piccolo problema nelle forniture possa avere conseguenze enormi a livello globale.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Allo stesso modo un\u2019economia di mercato non si\u00a0 adatta bene a grandi cambiamenti, come il blocco\u00a0 quasi completo della produzione e la successiva ripartenza.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Questo passaggio difficile \u00e8 arrivato dopo decenni di imbrogli ai danni dei lavoratori, soprattutto nei confronti di quelli sui gradini pi\u00f9 bassi della scala\u00a0 salariale. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi se negli Stati Uniti sono\u00a0 sempre pi\u00f9 le persone che si licenziano volontariamente per cercare opportunit\u00e0 migliori. Se la conseguente riduzione della manodopera disponibile si\u00a0 dovesse tradurre in un aumento dei loro salari si comincerebbero a correggere decenni di scarsa o inesistente crescita reale (cio\u00e8 al netto dell\u2019inflazione).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Al contrario, affrettarsi a frenare la domanda tutte le\u00a0 volte che i salari aumentano \u00e8 un modo sicuro per\u00a0 assicurarsi che la paga dei lavoratori si riduca nel\u00a0 tempo.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">\u00a0Mentre la Federal reserve, la banca centrale statunitense, sta valutando un nuovo orientamento, vale la pena osservare che i periodi di rapido cambiamento strutturale possono spesso comportare un tasso d\u2019inflazione ottimale pi\u00f9 alto (tradotto, quello\u00a0 che va su raramente torna gi\u00f9). Ora ci troviamo in un\u00a0 periodo di questo tipo e non dovremmo andare nel\u00a0 panico se l\u2019inflazione superasse l\u2019obiettivo del 2 per\u00a0 cento stabilito dalla Banca centrale europea, un tasso che non ha alcuna giustificazione economica.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Qualsiasi analisi onesta del livello attuale dell\u2019inflazione dev\u2019essere preceduta da un importante avvertimento: visto che non abbiamo mai vissuto una situazione simile, non possiamo essere sicuri di come si evolveranno le cose. N\u00e9 possiamo sapere con\u00a0 certezza come gestire l\u2019ondata di dimissioni, anche\u00a0 se non c\u2019\u00e8 alcun dubbio sul fatto che i lavoratori con i\u00a0 salari pi\u00f9 bassi abbiano buone ragioni per essere arrabbiati. Molti potrebbero essere costretti a tornare\u00a0 a lavorare una volta che avranno esaurito i risparmi.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Ma il loro malcontento potrebbe tranquillamente\u00a0 emergere nei dati relativi alla produttivit\u00e0.\u00a0 Siamo per\u00f2 sicuri di una cosa: un forte aumento\u00a0 dei tassi d\u2019interesse \u00e8 una cura peggiore della malattia. Non dovremmo affrontare un problema di offerta abbassando la domanda e aumentando la disoccupazione. Se insistiamo abbastanza su questa strada, forse faremo rallentare l\u2019inflazione, ma rovineremo la vita delle persone.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Abbiamo bisogno di politiche strutturali e fiscali\u00a0 ben calibrate per sbloccare i colli di bottiglia nelle forniture e aiutare le persone ad affrontare la realt\u00e0\u00a0 di tutti i giorni. Ad esempio, i buoni per la spesa dati a chi ne ha pi\u00f9 bisogno dovrebbero essere indicizzati in base ai prezzi dei prodotti alimentari e i sussidi energetici (per il carburante) in base a quelli dell\u2019energia. Inoltre una riduzione delle tasse per compensare gli effetti dell\u2019inflazione sulle famiglie con\u00a0 reddito basso e medio le aiuterebbe ad attraversare la transizione che seguir\u00e0 la pandemia.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Il taglio potrebbe essere finanziato tassando le\u00a0 rendite dei monopoli petroliferi, tecnologici, farmaceutici o di altre grandi aziende che hanno guadagnato dalla crisi.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">*(Fonte da Internazionale, JOSEPH STIGLITZ insegna economia alla Columbia University. \u00c8 stato capo economista della Banca mondiale e consulente economico del governo statunitense. Nel 2001 ha vinto il premio Nobel per l\u2019economia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><b>02 &#8211;\u00a0 SCHIR\u00d2 E PORTA (PD) &#8211; DETRAZIONI E ANF ALL\u2019ESTERO, COME CAMBIERANNO DAL 1\u00b0 MARZO<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Come cambier\u00e0 a partire dal 1\u00b0 marzo 2022 la normativa che disciplina la concessione delle detrazioni familiari e degli assegni familiari ai residenti all\u2019estero se saranno respinti i nostri emendamenti (a firma Porta-Giacobbe) presentati al decreto \u201cSostegni ter\u201d attualmente in discussione al Senato? ROMA, 24 FEBBRAIO 2022<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Come abbiamo pi\u00f9 volte stigmatizzato, con l\u2019introduzione dell\u2019Assegno unico e universale vengono abrogati a partire dal prossimo 1\u00b0 marzo l\u2019Assegno al nucleo familiare (ANF) per figli e le detrazioni per figli a carico di et\u00e0 inferiore ai 21 anni.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Si tratta di benefici erogati anche all\u2019estero a migliaia di contribuenti italiani che tuttavia non avranno diritto all\u2019Assegno unico che \u00e8 stato subordinato dalla legge alla residenza in Italia (la legittimit\u00e0 del requisito della residenza deve essere comunque verificata meglio dalle autorit\u00e0 competenti in relazione al diritto internazionale e alle norme comunitarie sull\u2019esportabilit\u00e0 di certe prestazioni, come lo stesso Inps ha ammesso in una sua recente Circolare).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Con l\u2019entrata in vigore dell\u2019Assegno unico la maggior parte delle detrazioni fiscali e l\u2019Anf per figli scompaiono o, pi\u00f9 esattamente, vengono assorbiti dalla nuova misura che, va ribadito, non \u00e8 esportabile per\u00f2 all\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Dal 1\u00b0 marzo quindi i residenti all\u2019estero non potranno pi\u00f9 beneficiare\u00a0 delle detrazioni e dell\u2019ANF per figli a carico eventualmente dovuti\u00a0 ma continueranno (magra consolazione) ad aver diritto ad alcune prestazioni. In particolare coloro i quali producono pi\u00f9 del 75% del loro reddito in Italia (come ad esempio gli impiegati dello Stato italiano residenti all\u2019estero, ma non solo) \u2013 i cosiddetti \u201cnon residenti Schumacker\u201d &#8211; continueranno ad avere diritto alle consuete detrazioni previste per il coniuge e per gli altri familiari a carico (purch\u00e8 questi non abbiano redditi propri superiori a 2.840 euro annui).\u00a0 In alcuni casi specifici rimarranno le detrazioni anche per i figli a carico ma dai 21 anni in su.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">La legge inoltre non ha eliminato la possibilit\u00e0 di detrarre e dedurre fiscalmente le spese sostenute in favore di tutti i familiari a carico (inclusi i figli minori di 21 anni) come quelle mediche e sanitarie, per l\u2019istruzione, etc., e questa possibilit\u00e0 rimarr\u00e0 anche per i residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Con l\u2019introduzione dell\u2019Assegno unico scompaiono invece le detrazioni per famiglie numerose (con almeno 4 figli) e le maggiorazioni per i figli di et\u00e0 inferiore ai 3 anni. Le detrazioni che rimangono continueranno ad essere applicate mensilmente dal datore di lavoro, o dall\u2019ente pensionistico, che opera in qualit\u00e0 di sostituto di imposta ed il contribuente le trover\u00e0 perci\u00f2 ancora calcolate nella busta paga o nel cedolino della pensione.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Per quanto riguarda invece l\u2019Assegno al nucleo familiare, che attualmente viene erogato anche all\u2019estero, ribadiamo che a partire dal 1\u00b0 marzo cessa, sia in Italia che all\u2019estero, limitatamente ai nuclei familiari con figli. Resta invece ferma la disciplina, e quindi il beneficio, per gli altri familiari a carico diversi dai figli, anche per chi risiede all\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Riteniamo che l\u2019abrogazione di detrazioni e Anf per gli italiani all\u2019estero sia una incomprensibile e ingiustificabile soppressione di importanti diritti fiscali e previdenziali garantiti da anni ai nostri connazionali. Come riteniamo incomprensibile anche il fatto che le autorit\u00e0 competenti non abbiamo ancora chiarito con una specifica circolare i dubbi che i nostri connazionali hanno sollevato e non abbiano risposto in maniera esauriente alle numerose sollecitazioni ed istanze che abbiamo presentato nel corso degli ultimi mesi.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Dobbiamo sperare ora che i nostri emendamenti al \u201cSostegni ter\u201d siano approvati in modo tale che tali prestazioni familiari continuino ad essere fruibili all\u2019estero anche per i figli di et\u00e0 inferiore ai 21 anni. Non mancher\u00e0 (come non \u00e8 mancato finora) il nostri impegno per sensibilizzare Governo e Parlamento al fine di tutelare al meglio i diritti degli italiani nel mondo.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">*(Deputata PD, Angela Schir\u00f2 &#8211; Senatore PD, Fabio Porta)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><b>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; TEMPI DURI PER CHI NON DICHIARA ATTIVIT\u00c0 FINANZIARIE ALL\u2019ESTERO.<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Febbraio 2022. Un recente provvedimento dell\u2019Agenzia delle Entrate (N\u00b0 40601 08-02-2022) e una recente sentenza della Corte di Cassazione contribuiranno, probabilmente, a far emergere i conti all\u2019estero dei residenti fiscali in Italia.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">La Cassazione ha stabilito (ribadito) che \u201cl\u2019omessa dichiarazione delle attivit\u00e0 finanziarie e degli investimenti detenuti all\u2019estero \u00e8 una violazione che non pu\u00f2 essere qualificata come \u201cmeramente formale\u201d, in quanto l\u2019obbligo dichiarativo risponde alla finalit\u00e0 di assicurare il monitoraggio dei beni detenuti all\u2019estero, quali manifestazioni del principio costituzionale di capacit\u00e0 contributiva\u201d (anche se il contribuente omette o si dimentica in buona fede, ha precisato la Corte Suprema).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">In altre parole sono obbligati al monitoraggio fiscale i soggetti, residenti in Italia, che detengono investimenti all&#8217;estero o attivit\u00e0 estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia (incluse le persone fisiche). Devono essere insomma dichiarati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi tutti gli investimenti di natura patrimoniale detenuti all\u2019estero, produttivi di redditi imponibili in Italia, nonch\u00e9 le attivit\u00e0 di natura finanziaria da cui derivano redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">L\u2019Agenzia delle Entrate invece ha cominciato ad inviare le comunicazioni di \u201ccompliance\u201d volte al corretto adempimento degli obblighi di monitoraggio fiscale da parte dei contribuenti italiani per le attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero nel periodo d\u2019imposta\u00a0 2018 e anni successivi.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Nel Provvedimento, \u00e8 spiegato che, al fine di incentivare il corretto adempimento degli obblighi di monitoraggio fiscale relativi alle attivit\u00e0 detenute all\u2019estero e di favorire l\u2019emersione spontanea delle basi imponibili derivanti dagli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attivit\u00e0, l\u2019Agenzia delle Entrate individuer\u00e0 i contribuenti che presentano delle possibili anomalie nelle dichiarazioni.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Ma come far\u00e0 l\u2019Agenzia a verificare le anomalie? La platea dei contribuenti interessati \u00e8 stata individuata incrociando i dati ricevuti dall\u2019Agenzia delle entrate da parte delle Amministrazioni fiscali estere aderenti allo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari, secondo il Common Reporting Standard (CRS), la cui base giuridica a livello europeo \u00e8 costituita dalla Direttiva 2014\/107\/UE, ed \u00e8 lo strumento in base al quale dal 2016 gli Stati aderenti si scambiano in modalit\u00e0 automatica le informazioni sui conti finanziari detenuti da soggetti residenti negli altri Stati al fine di contrastare fenomeni di evasione fiscale internazionale.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">I contribuenti che hanno ricevuto o riceveranno le comunicazioni in questione potranno regolarizzare la loro posizione presentando una dichiarazione dei redditi integrativa e versando le maggiori imposte dovute, unitamente agli interessi ed alle sanzioni (queste ultime possono essere determinate in misura ridotta a seguito dell\u2019applicazione del ravvedimento operoso).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Ovviamente nell\u2019ipotesi in cui il contribuente ritenga di essere in regola con gli adempimenti dichiarativi o ravvisi inesattezze nella comunicazione potr\u00e0 fornire chiarimenti e idonea documentazione alle autorit\u00e0 competenti.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati -Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Email: schiro_a@camera.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><b>04 &#8211; La Marca (Pd) \u2013 &#8220;AGOR\u00c0&#8221; NEL PALINSESTO DI RAI ITALIA. GRAZIE AL DIRETTORE FERRAGNI PER AVER ACCOLTO LA MIA SOLLECITAZIONE,\u00a0 Roma, 23 febbraio 2022<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">L\u2019introduzione di \u201cAgor\u00e0\u201d nel palinsesto dei programmi per gli italiani all\u2019estero \u00e8 un\u2019ottima notizia. Poter seguire questo programma anche dall\u2019estero, infatti, \u00e8 stata una delle richieste che mi \u00e8 pervenuta con maggiore insistenza dai connazionali del Nord America e che ho puntualmente rappresentato al Direttore Ferragni nel corso del nostro recente incontro.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Grazie, dunque, al Direttore di RAI Italia per aver preso in considerazione le sollecitazioni degli italiani che, seppure lontani, seguono con interesse i temi della politica e del dibattito sociale del nostro Paese e chiedono una programmazione sempre pi\u00f9 improntata all&#8217;approfondimento giornalistico e culturale.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">&#8220;Agor\u00e0&#8221;, a met\u00e0 fra il rotocalco e il talk show, affronta argomenti di strettissima attualit\u00e0 politica e sociale con ospiti, inviati, servizi filmati, contributi video e aggiornamenti in diretta e, sono certa, contribuir\u00e0 ad avvicinare ancora di pi\u00f9 l\u2019Italia ai nostri connazionali nel mondo.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><b>05 &#8211; Marco Almagisti e Paolo Graziano*: DOPO TRENT\u2019ANNI STIAMO ANCORA PAGANDO L\u2019ILLUSIONE DI UNA DEMOCRAZIA SENZA PARTITI. DAVVERO IL 1992 \u00c8 UN ANNO CHE NON HA CAMBIATO L\u2019ITALIA, COME HA TITOLATO PROVOCATORIAMENTE DOMANI<\/b>, gioved\u00ec 17 febbraio?<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">In realt\u00e0, l\u2019Italia attuale assomiglia a quella del 1992, ma in peggio. L\u2019ampia e dettagliata ricostruzione pubblicata da Giorgio Meletti su questo giornale sempre gioved\u00ec 17 riassume bene la tendenza del dibattito pubblico a rimanere prigioniero di coazioni a ripetere che paiono eterne e a evitare il confronto con le sfide proprie della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Noi ci limitiamo ad aggiungere a quelle elencate da Meletti alcune considerazioni riferite in modo pi\u00f9 specifico al sistema politico, poich\u00e9 \u201cMani Pulite\u201d \u00e8 stata la miccia che ha innescato l\u2019implosione di un sistema gi\u00e0 da tempo in difficolt\u00e0. E perch\u00e9 riteniamo che quanto accaduto trent\u2019anni fa, all\u2019inizio di quella che \u00e8 stata definita una \u201clunga transizione\u201d, condizioni ancora pesantemente la politica italiana, intrappolandoci in uno stallo che ci impedisce di pensare in modo pi\u00f9 nitido al nostro futuro.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">La \u201clunga transizione politica italiana\u201d prende formalmente avvio il 5 aprile 1992, quando, alle elezioni politiche, i partiti di governo (un \u201cpentapartito\u201d trasformato in \u201cquadripartito\u201d Dc \u2013 Psi \u2013 Psdi \u2013 Pli dalla defezione del Pri) subiscono un brusco arretramento: essi non raccolgono pi\u00f9 la maggioranza assoluta del voto popolare, \u201cfermandosi\u201d al 48,8 per cento. La Dc tocca il suo minimo storico, 29,7 per cento, perdendo 4,6 punti percentuali (nel 1987 era al 34,3) e gli eredi del Pci (Pds e Rifondazione comunista) ottengono solo il 21,7 per cento, mentre il Pci nel 1987 aveva ottenuto il 26,6 per cento (la perdita complessiva \u00e8 di 4,9 punti).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">La Lega Nord risulta il principale beneficiario della crisi dei partiti tradizionali. Grazie alla leadership di Umberto Bossi, la Lega unifica diverse formazioni locali di matrice autonomista e con il 23 per cento dei voti diviene secondo partito in Lombardia, a ridosso della Dc (24 per cento). Persino laddove tutto era cominciato, nella (ormai ex) roccaforte \u201cbianca\u201d del Veneto, la Dc scende al 31,5 per cento, mentre la Lega arriva al 17,8, rafforzandosi soprattutto nelle ex aree di forza della Dc, i distretti industriali del Veneto pedemontano, rivoluzionati dalla grande trasformazione socioeconomica degli anni precedenti.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">\u00c8 l\u2019approdo di un processo iniziato silenziosamente nei primi anni Ottanta, quando la comparsa sulla ribalta politica della Liga Veneta (\u201cla madre di tutte le Leghe\u201d, secondo uno dei suoi fondatori, Franco Rocchetta) annunciava la riemersione della linea di frattura centro\/periferia e, con essa, una sfida radicale agli equilibri politici dell\u2019Italia cos\u00ec come s\u2019era venuta formando nel secondo dopoguerra.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Il mutamento degli equilibri nel sistema politico italiano \u00e8 favorito dal contesto complessivo in cui si svolgono le elezioni: oltre alle inchieste della Magistratura, sono le prime consultazioni \u201cpost-1989\u201d e il crollo del Muro di Berlino ha scosso nel profondo le identit\u00e0 delle forze politiche italiane cos\u00ec fortemente condizionate dalla \u201cGuerra fredda\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Inoltre, il sistema politico \u00e8 messo sotto pressione dal processo di europeizzazione (il trattato di Maastricht \u00e8 stato firmato il 7 febbraio 1992). Infine, il 25 aprile 1992 il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, rassegna le dimissioni, anticipando di poco la scadenza del mandato, in polemica con quella che, a suo dire, \u00e8 una mancanza di volont\u00e0 di riforma del sistema dei partiti. \u00c8 in questo clima che si diffonde la convinzione che la crisi della \u201cRepubblica dei partiti\u201d possa essere risolta soltanto cambiando \u201ctipo\u201d di democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">IL TENTATIVO MAGGIORITARIO<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Quanto viene proposto, dal movimento referendario di Mario Segni, dai radicali di Marco Pannella e dai pi\u00f9 influenti giornali italiani, con in testa \u201cil Corriere della Sera\u201d e \u201cla Repubblica\u201d, \u00e8 una transizione da un modello \u201cconsensuale\u201d di democrazia, come quello edificato dalla Costituzione entrata in vigore nel 1948, a un modello \u201cmaggioritario\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Questa distinzione fra tipi differenti di democrazie \u00e8 stata articolata dal politologo Arendt Lijphart (\u201cLe democrazie contemporanee\u201d, il Mulino, 1988) e si fonda \u2013 semplificando all\u2019 estremo \u2013 su elementi quali la legge elettorale proporzionale, il multipartitismo e il decentramento, da un lato, contrapposti ad elementi quali legge elettorale maggioritaria, tendenziale bipartitismo e centralizzazione, dall\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Storicamente, il cambiamento del tipo di democrazia \u00e8 fenomeno assai raro. Da un punto di vista empirico, l\u2019unico precedente di passaggio da un tipo democratico non maggioritario ad uno maggioritario \u00e8 quello francese fra la Quarta e la Quinta Repubblica, nel 1958, in un contesto internazionale critico che seguiva la crisi algerina e con un leader, quale Charles de Gaulle, che poteva scavalcare partiti deboli e in crisi, appoggiandosi non solo ad un\u2019ampia porzione della societ\u00e0, bens\u00ec anche ad istituzioni statali robuste.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Come ha ben spiegato Leonardo Morlino, dobbiamo sempre ricordare che ciascun tipo di democrazia si adatta ad aspetti di fondo di un paese che non possono essere cambiati con una semplice dichiarazione di principio. Inoltre, il paradosso della democrazia consiste nel fatto che un modello maggioritario \u00e8 ammissibile solo se vi \u00e8 un ampio consenso di fondo tra le diverse forze politiche presenti al momento dell\u2019instaurazione della democrazia e durante il suo consolidamento.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Nel caso italiano, i Padri e le Madri costituenti hanno scelto un tipo di democrazia \u201cconsensuale\u201d, poich\u00e9, considerate le linee di conflitto presenti nella societ\u00e0, quel modello \u00e8 stato considerato il pi\u00f9 idoneo ad assicurare il consolidamento della democrazia. Naturalmente, l\u2019evoluzione successiva pu\u00f2 schiudere opportunit\u00e0 di mutamento in direzione maggioritaria.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Tuttavia, spingono in direzione contraria gli attori rilevanti, gi\u00e0 presenti nell\u2019 arena politica, che rischiano di essere penalizzati dal cambiamento. Ed \u00e8 quanto puntualmente \u00e8 accaduto nel nostro paese.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Inoltre, l\u2019Italia degli anni Novanta \u00e8 caratterizzata da processi di decentramento, tipici delle democrazie \u201cconsensuali\u201d, per effetto di forti culture politiche locali, continuamente mobilitate e ulteriormente stimolate dai processi di europeizzazione e globalizzazione, di cui l\u2019emersione e l\u2019affermazione della Lega Nord costituiscono solo un aspetto.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">LE RETROMARCE<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Per tutti questi motivi, se analizziamo la \u201clunga transizione italiana\u201d attraverso lo schema di Lijphart lungo l\u2019asse consensuale\/maggioritario riscontriamo un percorso incoerente, in cui prima, nel 1993, ci si orienta in direzione maggioritaria, per mezzo di una legge elettorale \u201cmista\u201d, con prevalenza di seggi assegnati tramite collegi uninominali (il \u201cMattarellum\u201d, nella celebre definizione di Giovanni Sartori), poi, dopo poco pi\u00f9 di un decennio, si reintroducono elementi consensuali, con una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza (il \u201cPorcellum\u201d, ancora secondo Sartori) e tramite processi di decentramento.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Pertanto, la prospettiva di Lijphart si rivela solo parzialmente utile per comprendere le trasformazioni del sistema politico italiano, che sono fortemente condizionate dalle peculiarit\u00e0 degli attori del sistema partitico.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">A nostro avviso, \u00e8 proprio su questo livello che dev\u2019essere concentrata l\u2019attenzione per verificare se il nostro sistema politico potr\u00e0 pervenire ad un assetto pi\u00f9 stabile. Non vi pu\u00f2 essere stabilit\u00e0 politica in presenza di un sistema partitico destrutturato.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">E la strutturazione del sistema partitico dipende dalla capacit\u00e0 dei partiti di intercettare e rappresentare le linee di conflitto che \u2013 nonostante l\u2019elevata volatilit\u00e0 elettorale dei nostri anni \u2013 attraversano la societ\u00e0. Ricordiamo, infatti, che questa lunga transizione ormai trentennale si apre quando una neo-formazione (la Lega) riesce a rappresentare nell\u2019arena politica una linea di frattura riemergente (centro-periferia).<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Dopo di allora altre forze politiche (in particolare Forza Italia e il Movimento Cinque stelle) si affermano tematizzando, ognuno in maniera peculiare, una linea di frattura anti-establishment, ossia di critica riguardo all\u2019 operato delle classi dirigenti, nazionali ed europee. Tutto questo \u00e8 avvenuto indipendentemente dai cambiamenti del sistema elettorale, che non incidono in tempi rapidi sulla cultura politica dell\u2019elettorato.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Uno degli effetti pi\u00f9 duraturi della stagione post \u201cMani Pulite\u201d \u00e8 convinzione diffusa che la crisi dei partiti si possa risolvere facendo a meno di essi. Soprattutto negli anni \u201990 si \u00e8 parlato a lungo di un&#8217;obsolescenza, una necessit\u00e0 di superamento dei partiti: nessuno per\u00f2 ha ancora trovato dei sostituti funzionali.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Tutti i regimi democratici contemporanei si basano su un sistema di partiti, piaccia o meno. Pertanto, dalla ricostruzione di partiti in grado di svolgere la propria funzione rappresentativa si deve cominciare, tenendo conto di un contesto ulteriormente trasformato da irreversibili processi di personalizzazione e digitalizzazione della politica. Vasto programma, potremmo dire, ancora con De Gaulle.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">*( Fonte: \u201cDomani\u201d di Marco Almagisti e Paolo Graziano,<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">&#8211; Marco Almagisti \u00e8 docente di Scienza Politica presso la Facolt\u00e0 di Scienze Politiche dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova. &#8211; Paolo Graziano, Professore presso Universit\u00e0 of Padova &#8211; Osservatorio Democrazia a Nordest (DANE) &#8211; Coordinatore Osservatorio per la Coesione e l&#8217;Inclusione Sociale (OCIS))<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\"><b>06 &#8211; Thomas Piketty*: SANZIONI AGLI OLIGARCHI NON AI POPOLI. PER PIEGARE LO STATO RUSSO \u00c8 URGENTE CONCENTRARE LE SANZIONI SUI MULTIMILIONARI CHE SOSTENGONO IL REGIME, PER ESEMPIO CHI HA PATRIMONI SUPERIORI A DIECI MILIONI DI EURO<\/b>.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">Con la crisi ucraina \u00e8 tornato d\u2019attualit\u00e0 un vecchio dibattito: come applicare delle sanzioni efficaci a uno stato come la Russia? Diciamolo subito: \u00e8 arrivato il momento di pensare a un nuovo tipo di misure contro gli oligarchi che si sono arricchiti grazie al regime. Per farlo bisogna istituire un catasto finanziario internazionale, uno strumento che non piacer\u00e0 agli occidentali che possiedono grandi patrimoni e che hanno interessi in comune con gli oligarchi russi e cinesi. Ma \u00e8 proprio questo il prezzo che i paesi occidentali dovranno pagare per vincere la battaglia politica contro i regimi autoritari e dimostrare all\u2019opinione pubblica mondiale che i grandi discorsi sulla democrazia non sono solo parole vuote. Ricordiamo innanzitutto che il congelamento dei beni di propriet\u00e0 del presidente Vladimir Putin e di chi gli \u00e8 vicino fa gi\u00e0 parte delle sanzioni sperimentate da anni. Il problema \u00e8 che le azioni messe in campo finora sono state sostanzialmente simboliche. Coinvolgono poche decine di persone e possono essere aggirate ricorrendo a dei prestanome. Ora gli Stati Uniti e i loro alleati puntano a scollegare la Russia dalla rete swift, privando cos\u00ec le banche russe dell\u2019accesso al sistema internazionale delle transazioni finanziarie e dei trasferimenti di denaro. Il problema \u00e8 che questa misura non colpisce il bersaglio. Com\u2019\u00e8 successo con le sanzioni commerciali, che dopo la crisi della Crimea del 2014 sono state strumentalizzate dal Cremlino per rafforzare la sua posizione, si correrebbe il rischio d\u2019imporre dei costi pesanti alle aziende russe e occidentali, con conseguenze terribili per i lavoratori. Il provvedimento colpirebbe anche molte persone con doppia cittadinanza e coppie in cui uno dei due partner \u00e8 straniero, risparmiando per\u00f2 i pi\u00f9 ricchi (che potranno ricorrere a intermediari finanziari alternativi). Per piegare lo stato russo \u00e8 urgente concentrare le sanzioni sui multimilionari che sostengono il regime. Si potrebbero prendere di mira quelli con patrimoni immobiliari e finanziari che superano dieci milioni di euro, ossia circa ventimila persone, lo 0,02 per cento della popolazione russa adulta. Sono loro che pi\u00f9 di altri hanno tratto benefici dal regime di Putin da quando \u00e8 salito al potere nel 1999 e sembra che gran parte dei loro beni immobiliari e finanziari si trovi in occidente. Sarebbe quindi relativamente facile per i governi occidentali colpire questi patrimoni, partendo con un\u2019imposizione fiscale del 10 o anche del 20 per cento e congelando il resto come misura cautelare. Di fronte alla minaccia della rovina economica e del divieto di soggiorno in occidente, probabilmente questo gruppo si farebbe sentire con il Cremlino. Lo stesso meccanismo si sarebbe potuto usare in seguito alla repressione politica cinese a Hong Kong e potrebbe applicarsi in futuro ai circa duecentomila cinesi con patrimoni superiori ai dieci milioni di euro. Anche se le loro propriet\u00e0 hanno una natura meno internazionale rispetto a quelle russe, sarebbero comunque colpiti duramente e questo potrebbe far vacillare il regime di Pechino. Per applicare questo tipo di misure basterebbe che i paesi occidentali istituissero finalmente un catasto finanziario internazionale in grado di tenere traccia delle ricchezze nei diversi paesi. Come gi\u00e0 dimostrato dal rapporto sulle disuguaglianze mondiali del 2018, un progetto di questo tipo \u00e8 tecnicamente possibile e prevede il passaggio a un controllo pubblico dei depositari centrali privati (come Clearstream, Eurostream, Depository trust corporation, eccetera), istituzioni che garantiscono operazioni internazionali tra chi possiede dei titoli. Questo registro pubblico sarebbe inoltre una tappa indispensabile nella lotta contro i flussi illegali, il riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico, la corruzione internazionale. Perch\u00e9 non si \u00e8 mai andati in questa direzione? Per un motivo semplice: gli occidentali che possiedono grandi patrimoni hanno paura che una simile trasparenza li possa danneggiare. \u00c8 una delle contraddizioni del nostro tempo. Si pone un\u2019enfasi eccessiva sullo scontro tra le democrazie e i regimi autoritari, dimenticando che i paesi occidentali condividono con Russia e Cina un\u2019ideologia iper-capitalista priva di vincoli e un sistema legale, fiscale e politico sempre pi\u00f9 favorevole ai grandi patrimoni. In Europa e negli Stati Uniti si fa di tutto per distinguere gli imprenditori occidentali meritevoli dagli oligarchi russi o cinesi, indiani o africani, considerati parassiti. La verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 che gli uni e gli altri hanno molto in comune. A partire dagli anni ottanta l\u2019arricchimento dei multimilionari in tutti i continenti ha sfruttato gli stessi fattori, e in particolare i privilegi che hanno avuto. La libera circolazione dei capitali senza una compensazione fiscale e collettiva \u00e8 insostenibile sul lungo periodo.\u00a0 Mettendola in discussione si potranno sanzionare le dittature, ma si potr\u00e0 anche promuovere un altro modello di sviluppo.<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\">*(Fonte da Internazionale. TOMAS PIKETTY \u00e8 un economista francese. <span lang=\"FR\">\u00c8 professore all\u2019\u00c9cole des hautes \u00e9tudes en sciences sociales e all\u2019\u00c9cole d\u2019\u00e9conomie de Paris. <\/span>Il suo ultimo libro pubblicato in Italia \u00e8 Capitale e ideologia (La nave di Teseo 2020). Questo\u00a0\u00a0 articolo \u00e8 uscito sul quotidiano francese Le Monde.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; JOSEPH STIGLITZ*:Il modo giusto di affrontare l\u2019inflazione. 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