{"id":36935,"date":"2022-01-08T14:19:46","date_gmt":"2022-01-08T14:19:46","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36935"},"modified":"2022-01-09T11:14:05","modified_gmt":"2022-01-09T11:14:05","slug":"n02-08-gennaio-2022-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36935","title":{"rendered":"n\u00b002 \u2013 08 Gennaio\u00a0 2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; ON. FRANCESCA LA MARCA(Pd)*: Felice Anno Nuovo! La mia attivit\u00e0 parlamentare e i<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Antonio Floridia*: Per rifare la sinistra non servono le agor\u00e0, ci vorrebbe un congresso. Sinistra. Che a sinistra del Pd possa nascere un nuovo, consistente e credibile partito sono in pochi a crederlo, specialmente dopo il fallimento dell\u2019esperienza di LeU.<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Claudia Fanti*: Il Cile di Boric \u00e8 pronto per il \u00abprimo governo ecologista\u00bb della sua storia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cambio della Moneda. Il programma del nuovo presidente promette di cambiare il volto del paese, ma la destra difender\u00e0 con ogni mezzo il modello Pinochet-Chicago boys.<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Il GOVERNO DRAGHI dica no all&#8217;inserimento di nucleare e gas nell&#8217;elenco delle energie da fonti rinnovabili osservatorio sulla transizione ecologica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Stefano Feltri *: La disuguaglianza corrode la democrazia. Ora sta arrivando un\u2019inflazione che sembra sempre meno provvisoria, e anche questa tassa occulta avr\u00e0 impatti molto diseguali, nulli o quasi su chi potr\u00e0 adeguare i propri ricavi a prezzi in crescita, pesanti sui redditi fissi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; \u00a0Alfiero Grandi*: Dal rifiuto tedesco dell\u2019opzione nucleare al destino politico-parlamentare dell\u2019Italia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Arthur C. Brooks*: rimandare a domani \u00e8 una strategia che pu\u00f2 funzionare. Per leggere questo articolo stai rimandando qualcosa? Magari il momento di andare a fare la spesa. O una telefonata impegnativa. O un report di lavoro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Toby Helm*: Londra, Le nuove regole della Brexit svuotano i negozi britannici. Dopo alcuni minuti in coda trascorsi a cercare le migliori offerte nel negozio di gastronomia, \u00e8 il momento delle decisioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Bhaskar Sunkara, direttore di Jacobin *: La crisi al rallentatore della democrazia statunitense. Washington, Stati Uniti, 6 gennaio 2021.Gli statunitensi non sono esattamente portati alle sfumature.<\/strong><\/p>\n<p><strong>10 \u2013 DAL MONDO.<\/strong><\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Andrea Carugati*: Il pressing su Draghi continua: \u00abDeve rimanere a palazzo Chigi\u00bb La corsa. Consigli al premier da Macron a Goldman Sachs. Salvini: restiamo al governo se resta lui<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>01 &#8211; ON. FRANCESCA LA MARCA(Pd)*: Felice Anno Nuovo! La mia attivit\u00e0 parlamentare e i risultati<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cari amici,<\/strong><\/p>\n<p>Tanti auguri per l\u2019anno appena iniziato! Il mio \u00e8 un augurio di speranza, di coraggio e di forza, a voi e alle vostre famiglie.<\/p>\n<p>Ne abbiamo bisogno. La pandemia ha gravato profondamente sulle nostre vite, in qualsiasi paese del mondo. Posso dirlo con certezza perch\u00e9 in questi due anni ho ricevuto centinaia di email da parte di connazionali che mi hanno raccontato le loro difficolt\u00e0 e chiesto aiuto e sostegno.<\/p>\n<p>A tutti ho cercato di rispondere concretamente attraverso la mia attivit\u00e0 parlamentare. Insieme al gruppo del Partito democratico, mi sono impegnata per risolvere i tanti problemi creati dalla pandemia: dai rientri ai ricongiungimenti familiari, dagli strumenti di sostegno economico fino al rinvio della campagna di esistenza in vita dell\u2019INPS. E poi ancora, dalle vaccinazioni per i cittadini AIRE temporaneamente in Italia al riconoscimento dei vaccini somministrati all\u2019estero fino alla conversione delle certificazioni vaccinali estere nel Green Pass italiano.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno il mio Babbo Natale non \u00e8 stato avaro. Parlo, naturalmente, del mio impegno istituzionale. Negli ultimi tempi mi sono concentrata su ci\u00f2 che mi \u00e8 sembrato pi\u00f9 urgente e necessario: l\u2019efficienza dei servizi consolari ai connazionali.<\/p>\n<p>RETE CONSOLARE ONORARIA<\/p>\n<p>Dopo avere presentato e fatto approvare all\u2019unanimit\u00e0 nella Commissione Esteri una risoluzione per rafforzare il sostegno ai consoli onorari, nella legge di bilancio per il 2022, il mio emendamento per aumentare i contributi in loro favore \u00e8 stato approvato. Di conseguenza, la somma disponibile per questo servizio \u00e8 stata TRIPLICATA, passando da meno di 200mila euro a 600mila. Un concreto passo in avanti.<\/p>\n<p>Ma i consoli onorari svolgono solo una parte dei servizi offerti ai connazionali. Il vero problema \u00e8 che mentre in quindici anni la presenza dei cittadini AIRE all\u2019estero si \u00e8 praticamente raddoppiata, raggiungendo 6 milioni e mezzo di persone, il personale addetto ai servizi \u00e8 diminuito di oltre un terzo e solo da qualche anno si \u00e8 ricominciato ad assumere chi va in pensione. Le limitazioni imposte dalla pandemia hanno fatto il resto. Chiunque di voi si \u00e8 dovuto rivolgere negli ultimi tempi a un ufficio consolare sa di cosa parlo.<\/p>\n<p>SERVIZI CONSOLARI EFFICIENTI<\/p>\n<p>Per questo ho presentato una risoluzione che chiede al governo di migliorare i servizi consolari nel loro insieme, prima con un piano straordinario per contrastare gli effetti della pandemia e poi con un\u2019opera di graduale riequilibrio del personale e delle dotazioni tecnologiche. Questa risoluzione, che ha fatto da traino ad altre praticamente simili, \u00e8 stata approvata e per la prima volta si \u00e8 aperto un rapporto specifico tra il Parlamento e il Governo su una precisa questione di interesse dei connazionali, i servizi consolari, cosa mai accaduto in passato.<\/p>\n<p>Nella Legge di Bilancio \u00e8 stato approvato anche un nostro emendamento per\u00a0 l&#8217;adeguamento retributivo del personale a contratto presso le rappresentanze diplomatiche consolari: 800 mila euro a decorrere dal 2022 per adeguare le retribuzioni di questi importanti lavoratori al servizio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Con un altro emendamento del PD, inoltre, abbiamo ottenuto 600 mila euro (aggiuntivi rispetto al finanziamento a regime) per l&#8217;anno 2022, destinati in particolare al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura ottenuti con un altro emendamento.<\/p>\n<p>BORSE DI STUDIO E SCAMBI GIOVANILI<\/p>\n<p>Infine, in occasione dell&#8217;approvazione della legge di Bilancio alla Camera dei Deputati, il Governo ha accolto il mio ordine del giorno con il quale ho chiesto di rafforzare le risorse per le borse di studio per i giovani e di promuovere una campagna promozionale per incrementare gli scambi di studio tra l\u2019Italia e i diversi paesi. Ci sono tanti giovani italiani che in Nord America sarebbero felici di formarsi in un ambiente moderno e dinamico e tanti giovani statunitensi e canadesi che sarebbero altrettanto felici di nutrirsi della grande cultura italiana antica e moderna. Diamogli l\u2019occasione per costruire nel modo migliore il loro avvenire.<\/p>\n<p>Ecco, spero di avere dato l\u2019idea delle cose fatte nell\u2019anno che ci siamo appena lasciati alle spalle.<\/p>\n<p>Il mio impegno nei prossimi mesi continuer\u00e0 sul percorso intrapreso e prioritariamente sul potenziamento dei servizi consolari, sulle questioni relative ai rapporti degli italiani all\u2019estero con la Pubblica Amministrazione, come, ad esempio, l\u2019effettivo accesso allo SPID (la mia interrogazione), sulla promozione della nostra lingua e sul turismo di ritorno perch\u00e9 gli italiani all\u2019estero, soprattutto in questa fase di ripresa della mobilit\u00e0 internazionale, meritano attenzione e sostegno, per loro stessi e per il vantaggio che arrecano all\u2019Italia nel suo sforzo di ripresa.<\/p>\n<p>Auguri di nuovo per un sereno e migliore 2022.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Antonio Floridia*: PER RIFARE LA SINISTRA NON SERVONO LE AGOR\u00c0, CI VORREBBE UN CONGRESSO. SINISTRA. CHE A SINISTRA DEL PD POSSA NASCERE UN NUOVO, CONSISTENTE E CREDIBILE PARTITO SONO IN POCHI A CREDERLO, SPECIALMENTE DOPO IL FALLIMENTO DELL\u2019ESPERIENZA DI LEU. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La battuta di D\u2019Alema sulla \u201cmalattia\u201d del renzismo e sulla presunta, avvenuta guarigione del Pd, ha suscitato un gran trambusto; ed \u00e8 stato fin troppo facile ricordare che quel malanno ha potuto allignare e trovare un terreno molto fertile proprio nella estrema fragilit\u00e0 che ha caratterizzato sin dalle origini la natura stessa di questo partito. Sono molti coloro che dovrebbero esercitare un po\u2019 di autocritica. Se andiamo a rileggere, ad esempio, gli atti del convegno di Orvieto dell\u2019ottobre 2006, il vero atto fondativo del Pd, troviamo l\u2019origine delle \u201ctare\u201d: ad un livello \u201calto\u201d di elaborazione, che oggi peraltro nemmeno viene sfiorato, lo storico cattolico Pietro Scoppola teorizz\u00f2 apertamente la natura \u201cpost-ideologica\u201d del nuovo partito. Per tenere insieme le diverse tradizioni della cultura politica democratica, nessuna di queste poteva prevalere: il nuovo partito doveva\/poteva reggersi solo sulla convergenza programmatica, a partire ciascuno dalla propria storia e identit\u00e0. Sulla carta, poteva funzionare; ma la storia del Pd ha dimostrato che un partito, privo di un proprio autonomo profilo di cultura politica, alla fine implode, e pu\u00f2 sopravvivere solo come un assemblaggio di cordate di potere.<\/p>\n<p>L\u2019altra relazione, a Orvieto, fu tenuta da Roberto Gualtieri, all\u2019epoca vice-direttore dell\u2019Istituto Gramsci: Gualtieri proponeva una generosa sistemazione teorica dell\u2019identit\u00e0, non fondata su una semplice convivenza, ma su una feconda interazione tra la cultura politica dei cattolici democratici e quella della tradizione socialista e comunista. Peccato che il partito tutto divenne fuorch\u00e9 un luogo di elaborazione politico-culturale (alla cui necessit\u00e0 Alfredo Reichlin, disperatamente, finch\u00e9 ha potuto, ha cercato di richiamare..).<\/p>\n<p>Per gli annali, va ricordato che, ad Orvieto, l\u2019unico, timido distinguo venne proprio da D\u2019Alema: ma non sulla sostanza del nuovo progetto, bens\u00ec sul clima \u201canti-partito\u201d che in quella stessa sede gi\u00e0 si respirava profondamente, segnato da una sorta di ubriacatura ideologica per le \u201cprimarie di Prodi\u201d, assunte come mito fondativo. D\u2019Alema avvertiva che, senza i partiti, Ds e Margherita, e senza i loro militanti, le stesse primarie non si sarebbero potute nemmeno organizzare. Ma non era certo questo debole richiamo che poteva fermare il trionfale viaggio che si annunciava. Ed \u00e8 davvero singolare che Renzi continui ad evocare il mitico 40% delle Europee del 2014 e che nessuno gli ricordi come sia stato lo stesso Renzi a fare poi precipitare il Pd al 18% del 2018.<\/p>\n<p>Letta sta provando a fermare questa caduta? Ci potr\u00e0 riuscire? Ci vuole molta buona volont\u00e0 per scorgere qualche segno di ripresa; le cosiddette \u201cagor\u00e0\u201d, ben che vadano, saranno un\u2019occasione di dialogo, non certo quel vero e autentico momento congressuale di cui avrebbe vitale bisogno. E qui si innesta il discorso sul possibile rientro non solo di quanti uscirono con la scissione del 2017, ma del ben pi\u00f9 ampio numero di militanti ed elettori che hanno abbandonato il Pd anche prima di quella data (come \u201cfatto personale\u201d, preciso che l\u2019autore di questo articolo appartiene a questa schiera di homeless: sono uscito dal Pd nel 2014).<\/p>\n<p>Facciamo allora un discorso schietto: coloro che propugnano questo rientro nel Pd hanno obiettivamente un punto di forza a loro favore, ma devono fare i conti con un altrettanto grave punto di debolezza. A favore, gioca il fatto che sono oramai ben pochi quelli che credono nella possibilit\u00e0 che, a sinistra del Pd, possa nascere un nuovo, consistente e credibile partito. L\u2019ultimo tentativo poteva essere quello di dare un seguito all\u2019esperienza di LeU, ma \u00e8 stato fatto fallire, per varie ed equamente distribuite responsabilit\u00e0, non da ultimo quelle dei gruppi dirigenti di Articolo Uno e di Sinistra Italiana. Lasciamo perdere: non serve pi\u00f9 a nulla rimestare nel passato.<\/p>\n<p>Non hanno tutti i torti quanti pensano che, a questo punto, un grande partito sia comunque la sede migliore per cercare di ricostruire una forza della sinistra in Italia. E proprio qui, per\u00f2, cogliamo il punto di massima debolezza: il Pd sta facendo di tutto per rendere davvero poco credibile questa prospettiva, non tanto per le sue scelte programmatiche (che in s\u00e9, appunto, potrebbero essere reversibili, oggetto di un dibattito e di uno scontro politico interno), quanto per la sua natura davvero inospitale. Rientrare, s\u00ec, ma a fare che? A rimpolpare le fila di questa o quella corrente? Possiamo forse scorgere qualche segno di quella che un tempo si chiamava \u201cagibilit\u00e0 democratica\u201d, ossia l\u2019esistenza di luoghi e spazi effettivi di partecipazione, di un vero circuito procedurale di discussione e decisione democratica?<\/p>\n<p>Un processo di allargamento degli attuali confini del Pd, e un\u2019eventuale trasformazione del suo profilo politico e culturale, saranno forse possibili, ma solo a patto che si metta in cantiere un vero congresso (non l\u2019ennesima elezione diretta del segretario, tramite le cosiddette primarie). Vedremo se e come questo potr\u00e0 accadere. Intanto, ci saranno presto le nuove elezioni politiche, al pi\u00f9 tardi tra poco pi\u00f9 di un anno. Se rimarr\u00e0 una legge elettorale che preveda il vincolo di coalizioni pre-elettorali, dentro il campo democratico, oltre al Pd (e al M5S, ovviamente: altrimenti non c\u2019\u00e8 nemmeno partita), sar\u00e0 necessaria una lista di sinistra in grado di raccogliere almeno il 3%. Ma non \u00e8 certo il caso di caricarla oltre misura di aspettative politiche: presentarla sotto il segno della continuit\u00e0 con le formazioni politiche oggi esistenti sarebbe il modo migliore per affossarla. La cosa pi\u00f9 saggia sar\u00e0 quella di provare a replicare alcune tra le pi\u00f9 riuscite esperienze locali di liste di \u201csinistra, civiche ed ecologiste\u201d, in grado di rappresentare, con alcune candidature innovative, quanto di vivo continua nonostante tutto ad esserci. Sar\u00e0 difficile, ma forse \u00e8 l\u2019unica strada da percorrere.<\/p>\n<p>*(Antonio Floridia. Politologo, dirige l&#8217;Osservatorio elettorale e il settore \u201cPolitiche per la partecipazione\u201d della Regione Toscana &#8230;)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Claudia Fanti*: IL CILE DI BORIC \u00c8 PRONTO PER IL \u00abPRIMO GOVERNO ECOLOGISTA\u00bb DELLA SUA STORIA. CAMBIO DELLA MONEDA. IL PROGRAMMA DEL NUOVO PRESIDENTE PROMETTE DI CAMBIARE IL VOLTO DEL PAESE, MA LA DESTRA DIFENDER\u00c0 CON OGNI MEZZO IL MODELLO PINOCHET-CHICAGO BOYS.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 in corso un grande dibattito, all\u2019interno della sinistra cilena, sulla natura, sulla composizione, sugli obiettivi e sulle reali prospettive del futuro governo di Gabriel Boric.<\/p>\n<p>E anche sullo stesso profilo del presidente eletto, sul quale i giudizi non potrebbero essere pi\u00f9 discordi: per alcuni quasi un novello Allende, o almeno l\u2019espressione dello \u00abspirito di ottobre\u00bb, cio\u00e8 della rivolta sociale del 2019; per altri l\u2019opportunista rappresentante di una classe politica disposta ad accorrere in soccorso di Pi\u00f1era pur di salvare lo status quo neoliberista. E in mezzo, naturalmente, tutte le sfumature possibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A POCO PI\u00d9 DI DUE MESI dal suo insediamento, che si terr\u00e0 l\u201911 marzo, il 63% della popolazione mantiene in ogni caso un\u2019immagine positiva di Boric, il cui programma di governo, se rispettato, potrebbe davvero cambiare il volto del paese. Un programma, almeno nella versione originaria, piuttosto ambizioso, mirando a garantire l\u2019accesso universale alla salute con la creazione di un servizio sanitario nazionale, una riforma tributaria in senso progressivo, l\u2019abbandono del sistema pensionistico privato, educazione pubblica, gratuita e di qualit\u00e0. Come pure a dar vita, secondo le stesse parole di Boric, al \u00abprimo governo ecologista della storia cilena\u00bb.<\/p>\n<p>Grandi aspettative, in particolare, ha suscitato la promessa di \u00abpensioni dignitose\u00bb, attraverso il superamento dell\u2019odiatissimo sistema dei fondi pensione (Afp, Administradoras de fondos de pensiones) in direzione di uno pubblico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IDEATO DA JOS\u00c9 PI\u00d1ERA, fratello del presidente uscente, e introdotto durante la dittatura di Pinochet, tale sistema aveva sostituito il modello a ripartizione con quello a capitalizzazione, obbligando ogni lavoratore a contribuire con il 10% del suo salario a un fondo privato gestito dalle Afp, con conseguenze disastrose per la grande maggioranza dei lavoratori senza uno stipendio alto e un impiego stabile. Non per niente la rifondazione totale del sistema pensionistico \u00e8 stata una delle principali rivendicazioni delle proteste del 2019. Si tratta per\u00f2 di un obiettivo assai complesso, come indica anche la progressiva tendenza di Boric a moderare il suo discorso: in assenza di una maggioranza parlamentare, tutto rischia di tradursi in una riforma poco ambiziosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GRANDI SFIDE attendono il futuro governo anche in campo ambientale, a cominciare da quella delle cosiddette \u00abzone di sacrificio\u00bb (territori su cui vengono scaricate le attivit\u00e0 pi\u00f9 inquinanti della produzione capitalista) come Quintero, Huasco e Mejillones e da quella della protezione delle acque e dei ghiacciai, soprattutto a fronte dalla grave siccit\u00e0 che ha colpito quest\u2019anno il Cile, con il peggiore calo di precipitazioni dal 1915 e oltre 180 municipi costretti a convivere con il razionamento di erogazione dell\u2019acqua. Un tema, quest\u2019ultimo, che investe due aree chiave per l\u2019establishment: il settore agroesportatore, principale consumatore di acqua del paese, e quello minerario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MA IL PROSSIMO GOVERNO dovr\u00e0 pronunciarsi anche su altre controverse questioni, da quella dell\u2019espansione, anche all\u2019interno di aree protette, della contaminante industria salmoniera a quella dello sfruttamento del litio, a fronte dell\u2019apertura da parte del governo Pi\u00f1era di un bando di gara per la concessione di licenze relative allo sfruttamento e alla produzione di 400mila tonnellate del prezioso minerale.<\/p>\n<p>Per finire con il contestatissimo progetto minerario Dominga, diventato ancor pi\u00f9 emblematico dopo le rivelazioni dei Pandora Papers riguardo alla milionaria compravendita della compagnia mineraria tra Pi\u00f1era e il suo amico Carlos D\u00e9lano nel paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche, oltretutto condizionata all\u2019impegno del governo Pi\u00f1era a non dichiarare come riserva naturale l\u2019area interessata dal progetto: quella del comune de La Higuera, nella regione di Coquimbo, dove si trova l\u2019arcipelago che deve il suo nome ai rari pinguini di Humboldt.<\/p>\n<p>Ma che si tratti delle pensioni, della sanit\u00e0, dell\u2019educazione, della questione ambientale o della smilitarizzazione del Wallmapu, la terra mapuche, le intenzioni del presidente, anche nel caso fossero le pi\u00f9 avanzate, da sole non basteranno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NON A CASO SONO IN CORSO, da parte dell\u2019\u00e9quipe del nuovo presidente, frenetiche trattative per assicurare al nuovo governo una minima base di appoggio che gli consenta di portare avanti il suo programma.<\/p>\n<p>Di fronte alla prevedibile guerra che la destra scatener\u00e0 a difesa del modello imposto da Pinochet e dai suoi Chicago boys e alla prospettiva di estenuanti trattative con forze politiche di centro, ci\u00f2 che allora definir\u00e0, come evidenzia Atilio A. Boron, \u00abil margine di manovra e il destino del governo sar\u00e0 la presenza cosciente e organizzata delle masse nelle strade e nelle piazze del Cile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Il GOVERNO DRAGHI DICA NO ALL&#8217;INSERIMENTO DI NUCLEARE E GAS NELL&#8217;ELENCO DELLE ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI osservatorio sulla transizione ecologica- PNRR &#8211; OSSERVATORIO SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA \u2013 PNRR<\/strong><\/p>\n<p>Promosso da: Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Laudato Sii, Nostra<\/p>\n<p>La decisione della Commissione Europea di forzare la mano inserendo nelle energie rinnovabili anche nucleare e gas fossile va fermata. E\u2019 un grave errore che contraddice le scelte fin qui fatte per dare alla questione ambientale e climatica la centralit\u00e0 che deve avere nelle scelte della transizione ecologica.<\/p>\n<p>Solo alcuni mesi fa le proposte della Commissione erano volte a scelte impegnative\u00a0 come l\u2019accelerazione per investire sulle energie rinnovabili (sole, acqua, vento, terra) per raggiungere gli obiettivi contenuti nel piano della Commissione \u201cFit for 55%\u201d.<\/p>\n<p>I poteri economici e la speculazione finanziaria legati alle energie fossili hanno reagito a queste proposte provocando un aumento dei prezzi del gas e dei derivati dal petrolio senza precedenti, che non trovano giustificazioni nella ripresa economica mondiale, per condizionare le scelte europee, per ottenere vantaggi immediati, per rinviare il pi\u00f9 possibile la sostituzione dei combustibili fossili nella produzione elettrica. Al punto che le navi dagli Usa vengono a vendere in Europa il loro shale-gas sfruttando l\u2019enorme differenza dei prezzi.<\/p>\n<p>Gli impegni presi dal G20 e dalla Conferenza di Glasgow Cop 26 poche settimane fa, gi\u00e0 inadeguati, per contenere l\u2019aumento della temperatura entro 1,5 gradi sono ora contraddetti pesantemente, malgrado la gravit\u00e0 delle conseguenze del cambiamento climatico siano sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Non avevano del tutto torto i giovani che hanno commentato gli impegni presi sul clima come un bla bla.<\/p>\n<p>La Commissione Europea, mentre si piega di fronte all\u2019offensiva dei poteri economici e finanziari che vogliono continuare a puntare sui combustibili fossili e provano a rilanciare il nucleare (pericoloso, genera scorie radioattive), non assume una forte iniziativa a sostegno delle energie rinnovabili per arrivare al 40% di realizzazioni entro il 2025 come lei stessa ha raccomandato.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Italia non si comprende perch\u00e9 il Ministero della Transizione Ecologica, gi\u00e0 disattento ad eolico e fotovoltaico che pure sono il \u201cpetrolio nazionale\u201d, non preveda neppure di usare gli oltre 7.000 MegaW disponibili con i pompaggi idroelettrici per garantire il bilanciamento dell\u2019elettricit\u00e0 nella rete nei momenti di insufficienza. Inoltre il Ministro si vanta di avere approvato investimenti nell\u2019eolico per 700 MegaW, quando stando a Terna sono giacenti 40 domande inevase di eolico off shore per 17.000 MegaW che potrebbero portarci rapidamente a raggiungere il risultato previsto per il settore nel 2030 gi\u00e0 nei prossimi anni. Occorrono piani, decisioni, investimenti incoraggiati e sostenuti.<\/p>\n<p>Inoltre le parole dell\u2019Amministratore delegato dell\u2019Enel Starace sono state chiare: E\u2019 una follia dipendere dal gas. L\u2019aumento dei prezzi del gas fossile dovrebbe convincere tutti che le 48 centrali a turbogas\u00a0 (Il Sole 24 24 Ore 7\/12\/21) in progetto per 20.000 MegaW di potenza sarebbero un disastro economico ed ambientale.<\/p>\n<p>Del resto l\u2019energia da fonti rinnovabili costa gi\u00e0 oggi di meno. L\u2019aumento del gas non \u00e8 frutto del destino ma di errori nei contratti di fornitura e del blocco delle vie di approvvigionamento per ragioni che nulla c\u2019entrano con le convenienze del nostro paese e dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il Ministro Cingolani e l\u2019insieme del Governo hanno gravi responsabilit\u00e0 per avere lasciato il nostro paese alla merc\u00e8 della speculazione sui fossili, impiegando molti miliardi pubblici ma del tutto insufficienti a fronteggiare questa speculazione, straparlando di nucleare di quarta generazione, che comunque sia non \u00e8 disponibile oggi, al solo fine di strizzare l\u2019occhio alla pressione francese sul nucleare, dimenticando che ben 2 referendum hanno bocciato il nucleare in Italia.<\/p>\n<p>La Francia sostiene il nucleare per ragioni di politica di potenza, per il rapporto tra nucleare civile e militare (force de frappe) che \u00e8 sempre stato un ostacolo alla costituzione di un esercito europeo, per i costi spropositati del nucleare francese a carico dello Stato. Per questo Macron punta ad attingere ai 40 miliardi del NGEU che l\u2019Europa passer\u00e0 alla Francia senza chiederne la restituzione e spera di ottenere altri finanziamenti a condizioni migliori. Altri paesi sostengono questa scelta nucleare ma l\u2019Italia non pu\u00f2 e non deve farlo, al contrario deve schierarsi con Germania, Austria ed altri paesi che si sono espressi contro la proposta della Commissione.<\/p>\n<p>Nucleare e gas non debbono entrare nella tassonomia verde europea perch\u00e9 non sono fonti rinnovabili e quindi va bloccato il loro accesso ai finanziamenti del recovery fund.<\/p>\n<p>Il nuovo governo tedesco, ad esempio, ha indicato una transizione ecologica per la Germania, confermando la chiusura di 3 centrali e l\u2019uscita dal nucleare entro la fine del 2022, con obiettivi al 2030\u00a0 che possono essere un riferimento anche per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo la filosofia del \u201cliberi tutti\u201d, che il Governo sembra ora volere perseguire, quella che realizza gli impegni e le promesse del Presidente Draghi nel G20 e nella Cop 26 per fronteggiare l\u2019alterazione del clima e le sue conseguenze.<\/p>\n<p>Per queste ragioni chiediamo al Governo di bocciare la proposta della Commissione di inserire nucleare e gas fossile nella tassonomia europea, ora al vaglio dei 27 Stati e del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>*( Mario Agostinelli, Alfiero Grandi, Jacopo Ricci, Massimo Scalia, Promosso da: Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Laudato Sii, Nostra)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Stefano Feltri *: LA DISUGUAGLIANZA CORRODE LA DEMOCRAZIA. ORA STA ARRIVANDO UN\u2019INFLAZIONE CHE SEMBRA SEMPRE MENO PROVVISORIA, E ANCHE QUESTA TASSA OCCULTA AVR\u00c0 IMPATTI MOLTO DISEGUALI, NULLI O QUASI SU CHI POTR\u00c0 ADEGUARE I PROPRI RICAVI A PREZZI IN CRESCITA, PESANTI SUI REDDITI FISSI.<\/strong><\/p>\n<p>Tutti dicono di essere contro la disuguaglianza, ma solo finch\u00e9 non tocca i loro interessi: vogliamo redistribuire la ricchezza, con imposte regolari sul patrimonio, sulla casa o sull\u2019eredit\u00e0? Oppure vogliamo redistribuire opportunit\u00e0, tra quote rosa, discriminazione positiva, assunzioni selettive di giovani e persone da zone disagiate? E dobbiamo preoccuparci solo di allineare i punti di partenza o anche quelli di arrivo, in termini di carriera e redditi?<\/p>\n<p>Domani inizia un percorso lungo un anno per affrontare queste questioni decisive<\/p>\n<p>Ci sono civilt\u00e0 che muoiono per shock esterni, altre che crollano corrose dall\u2019interno. La nostra affronta questa doppia minaccia: lo shock esterno, la pandemia, ha reso evidente una malattia a lungo rimossa, cio\u00e8 la disuguaglianza. \u00c8 forse la parola pi\u00f9 abusata dopo resilienza, cos\u00ec ripetuta a vuoto da aver perso ogni significato.<\/p>\n<p>In pandemia, per\u00f2, la disuguaglianza ha tornato ad avere una misurazione percepibile: \u00e8 la differenza tra chi pu\u00f2 pagare un tampone a domicilio molecolare 150 euro ed evitare la quarantena e chi deve inseguire quelli forniti della sanit\u00e0 pubblica; \u00e8 l\u2019abisso che divide chi approfitta del nuovo tempo domestico per guardare film arretrati o frequentare qualche corso di specializzazione online e chi impazzisce tra spazi angusti, bambini sempre a casa da scuola e opportunit\u00e0 professionali che svaniscono.<\/p>\n<p>La disuguaglianza pi\u00f9 netta \u00e8 quella tra chi negli ultimi due anni ha continuato a lavorare, guadagnando soldi che non sapeva pi\u00f9 come spendere, e chi ha perso ogni reddito: il tasso di risparmio degli italiani \u00e8 passato dal 2,39 per cento del reddito disponibile nel 2019 al 10,81 nel 2020 (dati Ocse). Segno che durante la pandemia si \u00e8 accumulata ricchezza privata mentre lo stato generava debito pubblico, passato dal 134,4 per cento del Pil nel 2019 al 160 per cento del 2021.<\/p>\n<p>La politica monetaria delle banche centrali ha permesso all\u2019Italia, e a molti altri paesi, di sommare enormi quantit\u00e0 di debito con una spesa per interessi che scendeva invece che aumentare. Ma non durer\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ORA STA ARRIVANDO UN\u2019INFLAZIONE CHE SEMBRA SEMPRE MENO PROVVISORIA, E ANCHE QUESTA TASSA OCCULTA AVR\u00c0 IMPATTI MOLTO DISEGUALI, NULLI O QUASI SU CHI POTR\u00c0 ADEGUARE I PROPRI RICAVI A PREZZI IN CRESCITA, PESANTI SUI REDDITI FISSI.<\/p>\n<p>Questo contesto costringe ad affrontare domande che abbiamo ignorato nell\u2019ultimo quarto di secolo, mentre l\u2019Italia accettava un livello di disuguaglianze feudale senza neppure ottenere in cambio il dinamismo che certi liberisti considerano un beneficio sufficiente a compensare gli effetti negativi di ogni squilibrio.<\/p>\n<p>Per anni abbiamo lasciato che l\u2019Italia diventasse un paese di rendite, dove il 10 per cento pi\u00f9 ricco della popolazione possiede il 48 per cento della ricchezza delle famiglie e pu\u00f2 trasmetterla quasi senza imposte di successione, in modo da perpetrare e aggravare la concentrazione di benessere.<\/p>\n<p>Tutti dicono di essere contro la disuguaglianza, ma solo finch\u00e9 non tocca i loro interessi: vogliamo redistribuire la ricchezza, con imposte regolari sul patrimonio, sulla casa o sull\u2019eredit\u00e0? Oppure vogliamo redistribuire opportunit\u00e0, tra quote rosa, discriminazione positiva, assunzioni selettive di giovani e persone da zone disagiate? E dobbiamo preoccuparci solo di allineare i punti di partenza o anche quelli di arrivo, in termini di carriera e redditi?<\/p>\n<p>*(Stefano Feltri, giornalista di Domani)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; ALFIERO GRANDI*:. DAL RIFIUTO TEDESCO DELL\u2019OPZIONE NUCLEARE AL DESTINO POLITICO-PARLAMENTARE DELL\u2019ITALIA<\/strong><\/p>\n<p>Dal nuovo governo tedesco vengono alcuni messaggi forti e chiari, e coerenti. Anzitutto gli impegni vengono mantenuti. Il programma concordato tra i partiti che hanno formato il nuovo governo, guidato da Scholz, viene confermato dai fatti. Le prime 3 centrali nucleari vengono spente, come da programma, ed \u00e8 confermato che la Germania uscir\u00e0 dal nucleare civile entro la fine dell\u2019anno. In Italia i sostenitori del nucleare, dimentichi che ben due referendum popolari hanno detto no al nucleare civile (1987 e 2011) con maggioranze schiaccianti, tentano in tutti i modi di rilanciare il loro obiettivo cercando di sovvertire il voto degli elettori, approfittando dell\u2019aumento incredibile dei prezzi del petrolio e soprattutto del gas.<\/p>\n<p>Eppure il fatto che la Germania confermi la volont\u00e0 di uscire dal nucleare civile per produrre energia elettrica dovrebbe convincere anche i riottosi in Italia che la loro \u00e8 semplicemente una battaglia di retroguardia, conservatrice, perch\u00e9 il belletto che cercano di mettere sul nucleare (nuova generazione, quarta generazione, sicuro) sono solo chiacchiere, la sostanza resta quella. Solo la fusione nucleare meriterebbe una riflessione, ma ne riparleremo quando sar\u00e0 pronto, comunque non prima di alcuni decenni, con buona pace dell\u2019ENI che ci sta buttando molti soldi.<\/p>\n<p>Altro punto rilevante \u00e8 il ruolo decisivo del programma per il nuovo governo tedesco. Quando nacque il 2\u00b0 governo Prodi nel 2006 fu elaborato un programma dettagliato, destando perfino qualche ironia. Purtroppo una parte di quanti lo avevano sottoscritto lo boicottarono e il governo dur\u00f2 meno di due anni. L\u2019errore non stava nel programma, ampio, dettagliato, progressista, ma in una maggioranza politica che non si sentiva obbligata a sostenere con coerenza i punti concordati e quindi alcune sue parti ritenevano di poter sostenere posizioni diverse fino a fare cadere il governo. Aprendo cos\u00ec la strada al sorpasso elettorale delle destre nel 2008, che \u00e8 andato in crisi per sue incapacit\u00e0 di governo malgrado avesse ottenuto una maggioranza bulgara in parlamento.<\/p>\n<p>Ora il nuovo governo \u201ctricolore\u201d della Germania ripercorre lo stesso cammino del 2\u00b0 governo Prodi ed ha un programma dettagliato di obiettivi. \u00c8 vero che questa non \u00e8 una novit\u00e0 assoluta, perch\u00e9 anche precedenti governi tedeschi sono nati sulla base di un accordo scritto tra forze di diverso orientamento che avevano trovato l\u2019intesa in un programma. La novit\u00e0 sta in un accordo trovato senza fretta, attraverso un serrato confronto sugli obiettivi e con una composizione equilibrata. Il pensiero va alla \u201cnevrosi politica\u201d sostenuta in Italia, secondo la quale la sera stessa delle elezioni si doveva sapere chi aveva vinto. In realt\u00e0 sapere chi ha vinto le elezioni presuppone un altro sistema elettorale ed istituzionale, che in questo modo si cercava di introdurre senza dirlo e senza trarne le conseguenze e i contrappesi. Tanto \u00e8 vero che proprio i maggiori sostenitori di questa vera e propria scemenza istituzionale e politica si sono poi inoltrati nell\u2019avventura di una modifica della Costituzione, definita correttamente deformazione, bocciata clamorosamente dal voto degli elettori nel 2016.<\/p>\n<p>Spiace e sorprende che il Pd non abbia mai fatto una seria riflessione sulla gravit\u00e0 di quella \u201cscivolata\u201d politica contro la nostra Costituzione, che solo nel 2013 era ancora definita nel programma elettorale la pi\u00f9 bella del mondo. \u00c8 vero che i responsabili (Renzi e c.) se ne sono andati, formando un altro partito concorrente, ma paradossalmente questo rende ancora pi\u00f9 incomprensibile perch\u00e9 non si siano fatti i conti con questa \u201cscivolata\u201d, ricavandone una diversa posizione politica. Chiarito che \u201cappendere\u201d le sorti del nostro sistema istituzionale e della legge elettorale all\u2019obiettivo di conoscere i vincitori la sera delle elezioni \u00e8 una scemenza politica, resta da trarne le conseguenze.<\/p>\n<p>In Germania hanno votato a settembre dello scorso anno e il nuovo governo \u00e8 nato circa due mesi e mezzo dopo, senza che questo provocasse una crisi di nervi, anzi abbiamo assistito ad un passaggio delle consegne da Merkel a Scholz del tutto tranquillo. La legge elettorale tedesca \u00e8 proporzionale e prevede due voti, uno per il collegio uninominale e l\u2019altro per le liste dei partiti. Se l\u2019esito dei collegi non consente un risultato complessivo proporzionale la legge prevede di aumentare i seggi del proporzionale fino a garantirlo. La Costituzione tedesca lo consente e la legge lo prevede, inoltre non \u00e8 vero che il 5% \u00e8 la soglia di accesso obbligata, ci sono casi previsti di eccezione, che consentono di fare entrare anche soggetti politici che non raggiungono il 5%. Alle ultime elezioni \u00e8 toccato alla Linke. Inoltre il Bundestag tedesco non ha avuto tagli del numero dei parlamentari, come \u00e8 avvenuto improvvidamente in Italia. Per questo la soglia del 5% in Italia sarebbe troppo alta visto che gi\u00e0 ora il 3% del \u201crosatellum\u201d di fatto \u00e8 aumentato del 33% dal taglio dei parlamentari e sostituire il 3 con il 5 porterebbe ad un livello reale ben pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>La conseguenza della legge elettorale tedesca \u00e8 fondamentale, ogni elettore sceglie il partito che ritiene pi\u00f9 vicino e quindi \u00e8 spinto a partecipare al voto, poi la rappresentanza parlamentare del partito votato costruir\u00e0, se necessario, una coalizione politica tra diversi che hanno nel programma di coalizione concordato il loro riferimento politico, che deve durare 5 anni, salvo incidenti gravi. Tutto nella massima trasparenza, ogni elettore sceglie, ogni partito si muove verso una coalizione e se riesce a costruirla governa, portando in dote il pi\u00f9 possibile delle sue idee e accettando il compromesso politico con altri per governare. Anche per questo la Germania non ha una disaffezione dal voto degli elettori paragonabile a quella italiana.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che la legge elettorale non risolve da sola tutti i problemi, al contrario, ma pu\u00f2 aggravarli fino a renderli irrisolvibili. L\u2019Italia deve assolutamente approvare una nuova legge elettorale prima di tornare al voto, uscendo dal tunnel di un maggioritario che \u00e8 fallito per tutte le coalizioni che hanno governato. Il maggioritario non ha giovato n\u00e9 alla destra n\u00e9 alla sinistra. Le coalizioni erano posticce e si sono sfaldate. Quelle di centro sinistra avevano anche margini ristretti ma non sono i margini il vero problema, perch\u00e9 la destra, con Berlusconi presidente del Consiglio, nel 2011, malgrado una maggioranza parlamentare incredibile, and\u00f2 in crisi sotto i colpi dello spread e di una finanza pubblica fuori controllo (frutto di errori) e si arriv\u00f2 al governo Monti.<\/p>\n<p>Il maggioritario in Italia non ha risolto i problemi, anzi ha creato via via coalizioni politiche sempre meno in grado di governare con il risultato che \u00e8 oggi sotto i nostri occhi: il governo Draghi, nel quale sono presenti tanti partiti diversi ma che sono incapaci di governare insieme, perch\u00e9 non sono in grado di arrivare ad un programma comune da soli. Arrivare alle prossime elezioni senza una nuova legge elettorale, che potrebbe trovare utili spunti nella legge tedesca, sarebbe un errore clamoroso. Sia perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di avere un parlamento che rappresenti realmente i cittadini, risalendo la china di una crisi di ruolo senza precedenti. Sia perch\u00e9 \u00e8 indispensabile che le diverse posizioni politiche si misurino con gli elettori e si sappia con esattezza chi rappresenta chi.<\/p>\n<p>Non possiamo pi\u00f9 permetterci che oltre alle migrazioni dei singoli parlamentari ci siano migrazioni di interi partiti, Italia viva \u00e8 il caso pi\u00f9 clamoroso. Dopo si cercheranno i compromessi necessari per formare un governo e ci sar\u00e0 l\u2019opposizione, come \u00e8 normale in democrazia. Proporzionale, scelta diretta dei parlamentari da parte degli elettori, collegio unico nazionale per garantire la massima proporzionalit\u00e0 possibile, gi\u00e0 compromessa al Senato dalla riduzione su base regionale. Sono i punti cardine di una nuova legge elettorale.<\/p>\n<p>Non avere approvato la nuova legge elettorale prima dell\u2019elezione del nuovo Presidente della Repubblica \u00e8 stato un errore, una mancanza di prudenza istituzionale, in ogni caso va approvata prima delle prossime elezioni, altrimenti la vittoria, senza merito, potrebbe essere regalata alla destra peggiore perch\u00e9 in grado di ricattare la destra meno estremista. Se ciascuno si presentasse per s\u00e9 la partita sarebbe del tutto aperta, in grado di dare vita a maggioranze democratiche ed europeiste e perfino socialmente sensibili.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che l\u2019attuale maggioranza deve perpetuarsi anche in futuro, perch\u00e9 si intravvedono gi\u00e0 i suoi difetti e le sue divaricazioni che senza Draghi diventerebbero rapidamente dominanti. Il tempo della grande coalizione tra linee politiche e sensibilit\u00e0 opposte si sta esaurendo, proseguendo si rischia la paralisi o peggio, e quindi occorre che i partiti presentino limpide posizioni diverse, su cui gli elettori potranno scegliere. Per questo \u00e8 indispensabile una nuova legge elettorale proporzionale e l\u2019esperienza tedesca potrebbe aiutarci perch\u00e9 \u00e8 quella di una repubblica parlamentare come l\u2019Italia. La Francia \u00e8 un altro sistema, personalizzato, presidenzialista, senza adeguati contrappesi tra i poteri e non \u00e8 in grado di aiutarci ad uscire dalle nostre difficolt\u00e0 politiche ed istituzionali.<\/p>\n<p>*(Alfiero Grandi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Arthur C. Brooks*: RIMANDARE A DOMANI \u00c8 UNA STRATEGIA CHE PU\u00d2 FUNZIONARE. PER LEGGERE QUESTO ARTICOLO STAI RIMANDANDO QUALCOSA? MAGARI IL MOMENTO DI ANDARE A FARE LA SPESA. O UNA TELEFONATA IMPEGNATIVA. O UN REPORT DI LAVORO.<\/strong><\/p>\n<p>I sociologi definiscono la procrastinazione (crastinum, il domani, in latino) come l\u2019atto di \u201critardare un compito per lungo tempo in modo disadattivo\u201d (termine che indica l\u2019incapacit\u00e0 di reagire a uno stimolo esterno in maniera appropriata), ed \u00e8 un comportamento che affligge quasi tutti. Secondo una ricerca pi\u00f9 del 70 per cento degli studenti universitari rimanda i propri compiti. E un sondaggio del 2005 aveva rivelato che tra gli adulti pi\u00f9 del 20 per cento era \u201cprocrastinatore cronico\u201d.<\/p>\n<p>La procrastinazione ha cattiva fama. In effetti, se rimandi le incombenze necessarie, legate alla routine, le cose da fare si accumulano e questo ha quasi sempre un effetto negativo sul benessere. Al contrario, se associata a dei compiti creativi, un po\u2019 di procrastinazione pu\u00f2 effettivamente essere utile. Quindi meglio pagare adesso la bolletta della luce e lavare subito i piatti. Per\u00f2 forse puoi anche aspettare un giorno o due per scrivere quel saggio.<\/p>\n<p>SCEGLIERE CON CALMA<\/p>\n<p>Di solito si pensa che procrastinare sia un problema di gestione del tempo. Ma secondo Timothy Pychyl, uno psicologo della Carleton University, in Canada, \u00e8 pi\u00f9 un problema di gestione delle emozioni. Molte persone affrontano i sentimenti negativi legati a un compito semplicemente evitandolo, almeno per un periodo di tempo. \u00c8 probabile che l\u2019abbia sperimentato anche tu quando hai rimandato una conversazione difficile dicendoti: \u201cNon posso occuparmene ora\u201d.<\/p>\n<p>Che si tratti dell\u2019incapacit\u00e0 di gestire il tempo o le emozioni, questo approccio presenta ancora una volta la procrastinazione come negativa. E in molti casi lo \u00e8: per esempio ogni anno circa sette milioni di americani non riescono a presentare la dichiarazione dei redditi, e questo pu\u00f2 avere delle conseguenze disastrose dal punto di vista finanziario e legale. Oppure, considerando che molti datori di lavoro non apprezzano affatto la tendenza a temporeggiare, \u00e8 improbabile che in un colloquio di assunzione ci sfugga una battuta sulla nostra propensione a non rispettare le scadenze.<\/p>\n<p>Tuttavia, una ricerca dimostra che in determinate circostanze la procrastinazione pu\u00f2 migliorare la qualit\u00e0 delle nostre decisioni e del nostro lavoro. Nel suo libro Essere originali. Come gli anticonformisti cambiano il mondo, Adam Grant racconta che nell\u2019antico Egitto la procrastinazione era descritta con due parole diverse: \u201cUna denotava pigrizia; l\u2019altra significava aspettare il momento giusto\u201d. In quest\u2019ottica, la procrastinazione poteva indicare il vizio dell\u2019accidia o la virt\u00f9 della prudenza.<\/p>\n<p>RIMANDARE I COMPITI CHE RICHIEDONO INNOVAZIONE E RICERCA PER PENSARCI SOPRA PU\u00d2 CONDURRE A RISULTATI MIGLIORI<\/p>\n<p>In effetti, in diverse situazioni capita di diventare precipitosi, e fare le cose troppo in fretta pu\u00f2 indicare un\u2019altra forma disadattiva di gestione del proprio carico emotivo. A volte le persone \u201cprecrastinano\u201d, buttandosi nelle attivit\u00e0 da portare a termine perch\u00e9 sono impazienti di abbassare il loro carico cognitivo. In altre parole, vogliono togliersi il pensiero, anche a rischio di commettere degli errori e di impiegare in seguito pi\u00f9 energie per correggerli.<\/p>\n<p>Procrastinazione e procrastinazione non si escludono a vicenda. In un esperimento del 2015, gli studenti del master in gestione d\u2019impresa dell\u2019universit\u00e0 di Chicago hanno dovuto scegliere se accettare immediatamente un assegno per una certa somma di denaro o aspettare due settimane per un assegno di importo superiore. La maggior parte di quelli che hanno scelto la somma pi\u00f9 bassa ha poi rimandato per pi\u00f9 di due settimane prima di incassare l\u2019assegno, annullando cos\u00ec il beneficio guadagnato.<\/p>\n<p>Probabilmente lo scotto maggiore della precrastinazione \u2013 e, al contrario, il pi\u00f9 grande beneficio di una procrastinazione moderata \u2013 \u00e8 legato all\u2019ambito creativo. Secondo un altro studio, rimandare i compiti che richiedono innovazione e ricerca per rimuginarci sopra pu\u00f2 condurre a risultati migliori. All\u2019inizio del 2021, due psicologi hanno chiesto ai partecipanti di un esperimento di risolvere vari problemi aziendali, mentre li spingevano a procrastinare. Gli autori dello studio hanno notato che chi ha procrastinato moderatamente (per una media di quasi otto minuti) aveva idee pi\u00f9 creative di chi ha portato a termine il compito dopo aver aspettato per poco pi\u00f9 di un minuto o per dodici minuti.<\/p>\n<p>La procrastinazione pu\u00f2 essere legata alla pigrizia o alla prudenza, pu\u00f2 essere considerata un vizio o una virt\u00f9, a seconda delle abitudini e dei compiti da svolgere. Ecco cinque consigli per rimandare le cose giuste nel modo giusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FA\u2019 UN\u2019AUTODIAGNOSI<\/p>\n<p>Mentre la procrastinazione strategica e occasionale pu\u00f2 portare dei benefici, la procrastinazione cronica \u00e8 un problema. Per scoprire se ne soffri, chiediti se il modo in cui rimandi le cose ti fa sentire fuori controllo o infelice. Sacrifichi il tempo che potresti passare con gli amici e con la famiglia nei weekend per portare a termine un lavoro a cui potevi dedicarti durante la settimana? Resti alzato tutta la notte quando avresti un sacco di tempo durante il giorno per finire il tuo lavoro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>AUMENTA LA TUA CONSAPEVOLEZZA<\/p>\n<p>Se hai risposto s\u00ec alle domande precedenti, prova a lavorare sulla tua consapevolezza. I ricercatori hanno scoperto che essere mentalmente presenti, invece di pensare al futuro, \u00e8 associato a una migliore attenzione ai compiti a portata di mano e a una minore tendenza a rimandarli. Per focalizzare il pensiero sul qui e ora non \u00e8 necessario un mese di ritiro in un monastero, ma alcune tecniche pratiche, come allontanarsi dalle distrazioni (te ne parlo pi\u00f9 avanti) e sforzarsi di prestare attenzione a quello che si sta facendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>USA LA PROCRASTINAZIONE IN MODO STRATEGICO<\/p>\n<p>\u201cNon rimandare mai a domani quello che puoi fare altrettanto bene dopodomani\u201d, ha scritto Mark Twain in un saggio satirico del 1870. Forse Twain scherzava, ma tocca un tasto molto importante, ovvero: la creativit\u00e0 richiede un po\u2019 di tempo. Non troppo, \u00e8 necessaria solo un po\u2019 di procrastinazione per far fermentare le idee. Dopo aver avuto l\u2019idea iniziale per un progetto, ho preso l\u2019abitudine di aspettare un giorno per mettermi a scrivere. Mi annoto l\u2019idea, ci penso, ci dormo sopra, vado a fare una passeggiata e poi comincio. Se faccio fatica a buttare gi\u00f9 il testo, riprendo tutto l\u2019iter da capo. Non rimando per una settimana, solo un giorno o due. Di solito a quel punto procedo spedito; se non \u00e8 cos\u00ec, allora devo metterci un po\u2019 pi\u00f9 di impegno limitandomi a scrivere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NON SPRECARE LA PROCRASTINAZIONE<\/p>\n<p>Ricorda che rimandare i compiti creativi \u00e8 utile perch\u00e9 ti permette di ragionare sulle tue idee. Ma non funzioner\u00e0 se passerai il tempo a fare doomscrolling, ovvero a cercare (brutte) notizie in rete. Usare in modo insensato i social network e internet non solo \u00e8 uno spreco di procrastinazione, ma alimenta anche un\u2019abitudine. Secondo una ricerca del 2018, la procrastinazione e l\u2019uso di internet possono dar vita a un circolo vizioso: quando rimandiamo qualcosa, ci rifugiamo davanti a uno schermo, ma pi\u00f9 guardiamo lo schermo, pi\u00f9 rimandiamo. Se decidi di posticipare un compito, va\u2019 a fare una passeggiata, un\u2019occupazione che, come \u00e8 stato dimostrato, stimola la creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi usa internet per motivi professionali, trover\u00e0 molto difficile evitare la procrastinazione inutile, un po\u2019 come provare a smettere di fumare lavorando in una fabbrica di sigarette. Una soluzione che alcuni hanno adottato \u00e8 quella di pianificare lunghe sessioni di lavoro che implicano l\u2019uso di uno schermo ma non quello di internet, come scrivere. Durante questi periodi, lascia il telefono in un\u2019altra stanza e, se puoi, spegni la connessione, cos\u00ec quando la tua mente prende a vagare non rischi di finire a guardare video di gatti per quarantacinque minuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LASCIA I PROGETTI A MET\u00c0, MA NON IMPANTANARTI<\/p>\n<p>Il pericolo pi\u00f9 grande della procrastinazione \u00e8 lasciare bloccata una cosa a tempo indeterminato. Ho il manoscritto di un libro rimasto a met\u00e0 dal 2008. Ho restituito l\u2019anticipo molto tempo fa, quando ho capito che la data di pubblicazione non sarebbe mai arrivata.<\/p>\n<p>Il trucco per evitare questa trappola \u00e8 lasciare i progetti in uno stato di incompiutezza tale da poterli riprendere facilmente. \u201cLa cosa migliore \u00e8 fermarsi sempre quando stai procedendo bene e quando sai cosa succeder\u00e0 dopo\u201d, spieg\u00f2 Ernest Hemingway in un\u2019intervista sul suo processo di scrittura. \u201cSe lo fai ogni giorno mentre scrivi un romanzo, non ti bloccherai mai\u201d. Anche le ricerche confermano che si tratta di un ottimo consiglio. Secondo un\u2019indagine condotta in Giappone nel 2018, gli studenti che vedevano chiaramente la fine di un compito erano pi\u00f9 motivati a portarlo a termine rispetto agli altri.<\/p>\n<p>Per metterlo in pratica, prova a fare cos\u00ec: invece di puntare a finire un progetto ogni giorno, arriva a circa il 90 per cento. Il giorno dopo completalo e passa al progetto successivo, ripetendo lo schema.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro aspetto da considerare: forse rimandi pi\u00f9 e pi\u00f9 volte un particolare compito \u2013 per esempio falciare il prato o scrivere i biglietti d\u2019auguri \u2013 e nessuno di questi consigli ti sembra utile.<\/p>\n<p>In tal caso \u00e8 probabile che tu non soffra di procrastinazione: semplicemente detesti quella cosa perch\u00e9 ti rende infelice.<\/p>\n<p>L\u2019opzione migliore per te potrebbe essere quella di evitare di procrastinare evitando completamente il compito. Potresti pagare qualcuno che tagli l\u2019erba al posto tuo. Perderai un po\u2019 di soldi, ma il tempo che risparmierai ti render\u00e0 molto pi\u00f9 felice, se lo usi saggiamente. Se ti accorgi che odi davvero tanto scrivere biglietti d\u2019auguri, forse dovresti solo decidere di non farlo pi\u00f9, e di connetterti con i tuoi cari in un modo che ti faccia sentire maggiormente gratificato. La tua procrastinazione, per quanto disadattiva possa essere, in realt\u00e0 ti sta dando dei suggerimenti su come potresti essere pi\u00f9 felice. Sta a te ascoltarla.<\/p>\n<p>*( Arthur C. Brooks, The Atlantic, Stati Uniti, Traduzione di Davide Musso. Questo articolo \u00e8 uscito sul sito del mensile statunitense The Atlantic.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; TOBY HELM*: LONDRA, LE NUOVE REGOLE DELLA BREXIT SVUOTANO I NEGOZI BRITANNICI.<\/strong><\/p>\n<p><strong>DOPO ALCUNI MINUTI IN CODA TRASCORSI A CERCARE LE MIGLIORI OFFERTE NEL NEGOZIO DI GASTRONOMIA, \u00c8 IL MOMENTO DELLE DECISIONI<\/strong>. FORSE UN PO\u2019 DI FANTASTICO PROSCIUTTO DI PARMA ITALIANO? E ALCUNE FETTE DI CHORIZO SPAGNOLO? UN PEZZO DI BRIE PRODOTTO IN UNA FATTORIA DELLA NORMANDIA\u2026 OH, E SICURAMENTE ALCUNE OLIVE NERE GRECHE.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che il governo prenda alla leggera le nuove e rigide regole della Brexit che colpiscono le importazioni nel Regno Unito dall\u2019Unione europea, entrate in vigore il 1 gennaio. Ma lo stesso non fanno le organizzazioni che rappresentano le piccole aziende britanniche. Queste sono preoccupate per l\u2019impatto sui loro affari e sulla scelta di prodotti che saranno disponibili per i clienti nei loro negozi preferiti.<\/p>\n<p>La Federazione dei piccoli imprenditori cita le gastronomie locali, molte delle quali importano da piccoli fornitori europei specializzati, come il tipo di attivit\u00e0 che potrebbe essere maggiormente danneggiata.<\/p>\n<p>\u201cIl classico esempio sono le gastronomie di quartiere che importano prelibatezze come chorizo spagnolo o parmigiano italiano\u201d, dice James Sibley, responsabile delle questioni internazionali della federazione. \u201cPer loro il pensiero di doversi registrare nel nuovo sistema \u00e8 scoraggiante e il processo \u00e8 costoso. Per questo siamo molto in allarme\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2021 gli esportatori britannici hanno dovuto fare i conti con un aumento di burocrazia e costi, e i loro clienti sono stati scoraggiati dal conseguente aumento dei prezzi<\/p>\n<p>Il colpo per i piccoli esportatori dell\u2019Unione verso il Regno Unito potrebbe essere analogo a quello vissuto nel 2021 dagli esportatori britannici verso l\u2019Ue, molti dei quali hanno semplicemente smesso di vendere i loro prodotti in Europa continentale perch\u00e9 le regole post-Brexit la rendevano un\u2019attivit\u00e0 troppo faticosa e costosa. Dal 1 gennaio 2021 (quando il Regno Unito \u00e8 ufficialmente uscito dal mercato unico europeo) gli esportatori britannici hanno dovuto fare i conti con un aumento di burocrazia e costi, e i loro clienti sono stati scoraggiati dal conseguente aumento dei prezzi. Questo nonostante le affermazioni di Boris Johnson, Michael Gove e di altri sostenitori della Brexit secondo i quali uscire dall\u2019Ue avrebbe semplificato le regole e fatto scendere i prezzi.<\/p>\n<p>Le regole sulle importazioni agroalimentari entrate in vigore il 1 gennaio 2022 (dopo uno slittamento deciso nel settembre del 2021) impongono alle aziende di comunicare con precisione alle autorit\u00e0 doganali cosa viene spedito nel Regno Unito dall\u2019Ue, e da dove. Il processo impone all\u2019esportatore di dotarsi di un codice Eori (numero di registrazione e identificazione degli operatori economici) e d\u2019inviarlo ai propri clienti britannici affinch\u00e9 gli importatori possano inserire una grande mole di dati e poi inviarla alle autorit\u00e0 britanniche. I beni che arriveranno con una documentazione insufficiente potranno essere bloccati, confiscati o rispediti al mittente.<\/p>\n<p>Sibley sostiene che ci siano prove del fatto che molti esportatori dell\u2019Ue non siano preparati a tutto questo: \u201cSappiamo di commercianti dell\u2019Ue che non hanno nemmeno quel numero, e la cosa ci preoccupa\u201d.<\/p>\n<p>Il prossimo 1 luglio verranno introdotti ulteriori regole e controlli. \u201cDa quella data gli esportatori dovranno fornire anche certificati sanitari o veterinari, se esportano prodotti d\u2019origine animale o alimentari. \u00c8 un punto oltre il quale alcuni esportatori dell\u2019Ue potrebbero dire semplicemente, \u2018sapete cosa? Lasciamo perdere, non ne vale la pena\u2019\u201d. E aggiunge che \u201ca luglio ci saranno inoltre ispezioni fisiche dei beni ai punti di frontiera nel Regno Unito, il che potrebbe provocare ulteriori ritardi perch\u00e9 ci sar\u00e0 di fatto un veterinario con un taccuino che passer\u00e0 in rassegna il camion dicendo \u2018questo va bene, questo anche (o no)\u2019\u201d.<\/p>\n<p>Le associazioni di categoria sostengono che i problemi riguarderanno soprattutto gli operatori pi\u00f9 piccoli, poich\u00e9 i pi\u00f9 grandi possono permettersi di pagare gli agenti doganali o gli spedizionieri affinch\u00e9 svolgano le formalit\u00e0 burocratiche per conto loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ALLA DOGANA<\/p>\n<p>Nelle principali strade commerciali britanniche, alcuni negozianti si preoccupano gi\u00e0 dei vuoti che appariranno sui loro scaffali nel 2022 e dell\u2019aumento dei prezzi.<\/p>\n<p>El Colmado, l\u2019unica gastronomia spagnola di Bristol, importa praticamente di tutto: salsicce di chorizo, grandi prosciutti jamon serrano e scintillanti olive verdi. Il suo proprietario, David Pavon, 41 anni, prevede nuovi problemi e un aumento dei prezzi quando agli importatori sar\u00e0 richiesto di effettuare dichiarazioni doganali in tempo reale, inserire i dettagli delle importazioni alimentari in vari sistemi doganali, e ottenere codici speciali che permettano ai camion di essere imbarcati sui traghetti.<\/p>\n<p>\u201cI problemi logistici sono aumentati gi\u00e0 l\u2019anno scorso\u201d, dice. \u201cImmagino quindi che a gennaio vedremo ancora pi\u00f9 ritardi, perch\u00e9 se un camionista deve stare seduto alla frontiera per sei ore o pi\u00f9, dovremo pagargli lo stipendio. Stiamo pagando gli agenti doganali in Spagna e qui affinch\u00e9 inseriscano le informazioni necessarie all\u2019importazione, un altro fattore che fa salire i prezzi\u201d. Pavon li ha gi\u00e0 aumentati, e prevede di doverlo fare di nuovo nel 2022.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ARTICOLO CONTINUA DOPO LA PUBBLICIT\u00c0<\/p>\n<p>I grossisti che riforniscono le gastronomie e gli alimentari specializzati hanno preoccupazioni simili. Cotswold Fayre \u00e8 una ditta di Reading che fornisce centinaia di prodotti alimentari di alta qualit\u00e0, tra cui prodotti europei molto amati come stollen e panettone, a negozianti in tutto il Regno Unito. Adesso \u00e8 stata costretta a mettere a bilancio ritardi e aumenti di costo per le merci importate, invece di investire nella creazione di nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p>\u201cPreferirei spendere per aprire un altro negozio, ma se dobbiamo farlo, assorbiremo i costi extra\u201d, dice Paul Hargreaves, il fondatore dell\u2019azienda. Hargreaves, che si \u00e8 recentemente incontrato con il suo deputato locale, ritiene che il governo non comprenda l\u2019impatto della Brexit sulle imprese britanniche. \u201cI ministri non vivono nel mondo reale. Pensano che le cose siano molto pi\u00f9 facili di quanto non siano in realt\u00e0. \u00c8 molto frustrante\u201d, dice.<\/p>\n<p>\u201cSe avessero dovuto viverlo in prima persona, forse avrebbero fatto pi\u00f9 sforzi per ottenere un accordo migliore sulla Brexit. La sensazione \u00e8 che l\u2019ideologia conti pi\u00f9 degli aspetti pratici con cui fanno i conti le aziende britanniche\u201d.<\/p>\n<p>*(Toby Helm, Tom Wall, The Guardian, Regno UnitoTraduzione di Federico Ferrone. Questo articolo \u00e8 stato pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian. )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; BHASKAR SUNKARA, DIRETTORE DI JACOBIN *: LA CRISI AL RALLENTATORE DELLA DEMOCRAZIA STATUNITENSE. WASHINGTON, STATI UNITI, 6 GENNAIO 2021.GLI STATUNITENSI NON SONO ESATTAMENTE PORTATI ALLE SFUMATURE<\/strong>. NON DOVREBBE SORPRENDERCI, QUINDI, CHE LE PROTESTE DI DESTRA CULMINATE NELL\u2019ASSALTO ALL\u2019EDIFICIO DEL CAMPIDOGLIO DI WASHINGTON, IL 6 GENNAIO 2021, SIANO STATE IMMEDIATAMENTE RACCONTATE COME UN COLPO DI STATO.<\/p>\n<p>Per la maggior parte dei democratici, i partecipanti erano quantomeno degli insorti colpevoli di eversione, se non addirittura dei terroristi interni. Una copertura onnipresente, per giorni, in televisione, ed editoriali che parlavano apertamente di attacco alla \u201ccasa del popolo\u201d, hanno confermato questa valutazione.<\/p>\n<p>I repubblicani dell\u2019establishment hanno riservato ai manifestanti il peggior insulto per loro immaginabile: \u201cstranieri\u201d. L\u2019ex presidente George W. Bush li ha paragonati a cittadini di una \u201crepubblica delle banane\u201d, e il deputato repubblicano Mike Gallagher \u00e8 stato d\u2019accordo nel dire che \u201cstiamo oggi assistendo a vere e proprie porcherie da repubblica delle banane nel Campidoglio degli Stati Uniti\u201d. Marco Rubio, senatore della Florida, ha descritto gli eventi in un tweet come \u201canarchia antistatunitense da terzo mondo\u201d.<\/p>\n<p>Ma nonostante tutte le paure, i rivoltosi pro Trump del 6 gennaio non apparivano esattamente come dei fascisti duri e puri. Molti hanno vagato senza meta nel Campidoglio guardando le cose da lontano, facendosi dei selfie e tornando poi lentamente alle loro camere d\u2019albergo quando hanno cominciato ad annoiarsi. Non abbiamo visto i combattimenti di strada che solitamente associamo all\u2019ascesa dell\u2019estrema destra in altri paesi del mondo.<\/p>\n<p>Forse il segnale pi\u00f9 chiaro del fatto che gli Stati Uniti non rischiavano di sprofondare nel fascismo \u00e8 stata la risposta agli eventi del 6 gennaio da parte delle \u00e9lite statunitensi. \u00c8 un fatto acclarato che storicamente gli interessi economici si sono allineati sia con il fascismo \u2013 come accaduto negli anni trenta del novecento \u2013 sia con l\u2019autoritarismo di destra, e l\u2019autoritarismo pi\u00f9 in generale nei momenti di crisi. Come ha scritto nel suo recente libro sui monopoli Tim Wu, professore di diritto alla Columbia University: \u201cIl monopolista e il dittatore tendono ad avere interessi convergenti\u201d.<\/p>\n<p>Donald Trump, naturalmente, ha qualcosa in comune coi fascisti. Ha usato i mezzi di comunicazione di massa per attizzare risentimenti gi\u00e0 diffusi, dirigendo la rabbia non contro i detentori del potere economico ma contro le minoranze e quanti vengono percepiti come un\u2019\u00e9lite culturale. Ha inoltre incoraggiato la violenza e le minacce contro i suoi nemici, culminate nella mobilitazione di un anno fa.<\/p>\n<p>La lenta corrosione della democrazia dall\u2019interno sta proteggendo i profitti delle \u00e9lite meglio di quanto farebbero delle truppe d\u2019assalto<\/p>\n<p>Ma quel che non ha avuto \u00e8 stato il sostegno dell\u2019\u00e9lite. Trump ha dato alle aziende quello che volevano quando era al potere: tagli alle tasse, deregolamentazione e controllo del potere dei lavoratori. Ma a differenza dell\u2019Italia degli anni venti o della Germania degli anni trenta, i grandi interessi commerciali non si sono sentiti a tal punto minacciati dalle organizzazioni dei lavoratori e dalla sinistra da permettere al presidente di rovesciare le norme democratiche. \u00c8 sembrato anzi che, il 6 gennaio, le \u00e9lite abbiano visto nell\u2019instabilit\u00e0 della Casa Bianca una minaccia pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p>All\u2019indomani dei disordini del Campidoglio, l\u2019Associazione nazionale dei produttori, sostenitrice di Trump, ha chiesto che il presidente fosse messo in stato d\u2019accusa. L\u2019influentissima Business Roundtable, che rappresenta le pi\u00f9 grandi aziende del paese, ha diffuso una condanna dell\u2019azione quasi altrettanto potente. E gli ambienti del capitalismo finanziario, il principale alleato del fascismo nella sua versione iniziale, si sono espressi in termini simili.<\/p>\n<p>Jamie Dimon, presidente e amministratore delegato di JPMorgan Chase, aveva dichiarato, lo stesso 6 gennaio 2021, che \u201ci nostri dirigenti eletti hanno la responsabilit\u00e0 di esigere la fine delle violenze, accettare i risultati e, come ha fatto la nostra democrazia per secoli, sostenere un pacifico passaggio dei poteri\u201d.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo dimostra che le \u00e9lite statunitensi abbiano motivazioni intrinsecamente democratiche. Queste stanno, dopo tutto, contribuendo a finanziare gli sforzi di manipolazione dei distretti elettorali in tutto il paese, che annacquano la democrazia e piegano i risultati a loro favore. Stanno riversando milioni di dollari per sostenere le campagne elettorali di politici che indebolirebbero il diritto di voto. E stanno convogliando le loro risorse per opporsi a progetti di legge che darebbero alla classe operaia un maggiore potere economico.<\/p>\n<p>Ma, nonostante tutti i loro sforzi antidemocratici, sono lungi dall\u2019essere pronti ad abbandonare apertamente le norme democratiche e liberali. Perch\u00e9 arrischiarsi in una rivolta quando la loro lenta corrosione della democrazia dall\u2019interno sta proteggendo i loro profitti meglio di quanto farebbero delle truppe d\u2019assalto?<\/p>\n<p>In altri termini la politica statunitense \u00e8 effettivamente in crisi. Ma una crisi al rallentatore. Non \u00e8 eclatante come l\u2019assalto al Campidoglio o una presa del potere militare. Ma a lungo termine infligge alla democrazia lo stesso danno.<\/p>\n<p>QUESTO CI PORTA ALLA QUESTIONE DELLA RIFORMA ISTITUZIONALE.<\/p>\n<p>UN SISTEMA DIFETTOSO<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti un partito non si limita a vincere un\u2019elezione e poi a governare (da solo o in coalizione). Al contrario, dopo una vittoria elettorale deve spesso fare i conti con una serie di veti. A causa dell\u2019ostruzionismo del senato, sono necessari sessanta voti (ottenuti in maniera non democratica tramite due senatori per ogni stato, compresi i meno popolati) per approvare la maggior parte delle leggi. Per la camera dei rappresentanti, la pi\u00f9 democratica della legislatura, le elezioni hanno luogo ogni due anni. Un fatto che la rende spesso fuori sincrono rispetto alle elezioni per il senato, che si svolgono ogni sei anni, e quelle presidenziali, che si tengono ogni quattro.<\/p>\n<p>Un sistema bipartitico con questo tipo di struttura non fa che garantire che un governo diviso sia la norma pi\u00f9 che l\u2019eccezione, per non parlare del ruolo del potente apparato giudiziario. Si tratta di un accordo politico creato dai fondatori del paese per placare le passioni della popolazione, e per far s\u00ec che fosse l\u2019\u00e9lite a governare e che i cambiamenti alla costituzione tramite emendamenti siano quasi impossibili da realizzare.<\/p>\n<p>Contrariamente ai miti sulla stabilit\u00e0 degli Stati Uniti, la cosa non ha funzionato tanto bene. Nell\u2019ottocento la struttura del governo statunitense, in particolare il suo trasferimento di potere agli stati federali, ha protetto la schiavit\u00f9 e il potere dei proprietari delle piantagioni, il che ha portato direttamente a una sanguinosa guerra civile. Nel novecento le cose sono state pi\u00f9 stabili, ma per questo \u00e8 servita una quantit\u00e0 insolita di consenso tra le \u00e9lite e di cooperazione tra partiti.<\/p>\n<p>Ma quel consenso \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile da mantenere dopo che l\u2019esodo dei liberali del nord dal Partito repubblicano e l\u2019uscita dei dixiecrat dal Partito democratico hanno creato un sistema pi\u00f9 ideologicamente coerente. Abbiamo avuto, da una parte, un partito di centro- centrosinistra che incorporava alcuni interessi aziendali, oltre che il movimento operaio e una base sproporzionatamente minoritaria di lavoratori e, dall\u2019altra, un partito di destra favorevole alle aziende con una solida base popolare tra i bianchi conservatori del sud. Il livello di polarizzazione che ne \u00e8 derivato non era insolito per gli standard mondiali, ma il sistema politico statunitense era straordinariamente male equipaggiato per gestire tale polarizzazione.<\/p>\n<p>In un sistema razionale le elezioni avrebbero delle conseguenze, il partito vincente sarebbe in grado di governare e, se la gente disapprovasse le sue azioni, altre elezioni lo escluderebbero dal potere e permetterebbero all\u2019opposizione di governare. Nel sistema statunitense attuale le elezioni producono quasi sempre un governo diviso e l\u2019opposizione pu\u00f2 usare i molti poteri di veto del sistema per ostacolare i tentativi di governo del partito al potere.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che cos\u00ec tanti statunitensi abbiano scarsa fiducia nella capacit\u00e0 della politica di cambiare le loro vite in meglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA MINACCIA REPUBBLICANA<\/p>\n<p>La polarizzazione \u00e8 avvenuta in entrambe le direzioni e, come sostiene Ezra Klein nel suo libro del 2020 Why we\u2019re polarized (Perch\u00e9 siamo polarizzati), non dovremmo seguire gli argomenti di discussione standard, denunciandola come intrinsecamente cattiva. Il sistema politico antidemocratico degli Stati Uniti ha funzionato solo con i lavoratori e le minoranze imbavagliate del secolo scorso, e parte della tensione politica denunciata dagli osservatori proviene da persone oppresse che affermano i loro diritti e interessi in modo pi\u00f9 rumoroso.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 chiaro che il partito repubblicano si \u00e8 spostato verso destra a una velocit\u00e0 molto pi\u00f9 veloce di quanto i democratici si siano spostati a sinistra. La sfiducia repubblicana nelle istituzioni statali \u2013 che si riflette nel loro scetticismo sia verso i risultati elettorali sia verso la sicurezza dei vaccini \u2013 si \u00e8 fatta pi\u00f9 intensa. Decine di milioni di elettori di Trump hanno giustificato l\u2019assalto del 6 gennaio al Campidoglio, pensano che le elezioni del 2020 siano state rubate e temono che lo stesso accadr\u00e0 nelle elezioni di met\u00e0 mandato del 2022, nelle quali i repubblicani dovrebbero registrare grandi passi avanti.<\/p>\n<p>Se il trumpismo \u00e8 stato la controrivoluzione scatenata dagli otto anni di tiepido liberalismo del presidente Obama, che tipo di risposta genererebbe un governo di sinistra pi\u00f9 sicuro di s\u00e9? Questa \u00e8 una domanda che ogni progressista dovrebbe porsi, specialmente nel tentativo di spingere Joe Biden a diventare \u201cil nuovo Franklin Delano Roosevelt\u201d. Dopo tutto, possiamo aspettarci che le forze reazionarie diventino ancora pi\u00f9 aggressive, se messe di fronte a un nemico di sinistra pi\u00f9 assertivo.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile ridurre le tensioni? Tanto per cominciare, i democratici devono concentrarsi meno sull\u2019evocare incubi sul futuro (anche se alcune di queste paure sono giustificate) e pi\u00f9 sull\u2019offrire sogni in cui la gente possa credere.<\/p>\n<p>Questo significa una comunicazione pi\u00f9 chiara sui vantaggi materiali che la politica pu\u00f2 offrire alla gente. Dovrebbero insistere soprattutto su questo programma, ed essere pronti a prendere provvedimenti per perseguire la riforma istituzionale \u2013 necessaria a portare avanti questo programma una volta al potere \u2013 con mosse come l\u2019eliminazione del potere di ostruzionismo del senato e la riduzione del potere dei tribunali.<\/p>\n<p>Il futuro della politica statunitense \u00e8 fosco: \u00e8 difficile non immaginare, come fa Zack Beauchamp di Vox, una continua instabilit\u00e0, una mancanza di fiducia nelle elezioni, un congresso bloccato e la crescita di gruppi estremisti. Pu\u00f2 darsi che quelli del 6 gennaio 2021 siano stati dei disordini e non un colpo di stato. Ma ci saranno molti altri disordini in futuro, se la sinistra non trover\u00e0 un modo per risolvere le contraddizioni che affliggono la societ\u00e0 statunitense. E se questo non accadr\u00e0, lo spettro della destra che rompe l\u2019impasse attraverso misure autoritarie diventer\u00e0 molto pi\u00f9 presente.<\/p>\n<p>Per ora, comunque, il problema non \u00e8 che la democrazia statunitense stia per essere rovesciata. Bens\u00ec che gli Stati Uniti non sono, tanto per cominciare, una grande democrazia. Abbiamo bisogno di crearne una in cui la gente possa credere.<\/p>\n<p>*(Bhaskar Sunkara, direttore di Jacobin. Traduzione di Federico Ferrone)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 \u2013 DAL MONDO<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>KAZAKISTAN<\/p>\n<p>Il 6 gennaio, su richiesta del presidente Qasym-Jomart Toqaev, circa 2.500 soldati russi e di paesi alleati di Mosca sono arrivati nel paese per contenere le proteste scoppiate in varie regioni contro l\u2019aumento del prezzo del gas. Decine di persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. Pi\u00f9 di tremila persone sono state arrestate.<\/p>\n<p>FILIPPINE<\/p>\n<p>Il 6 gennaio \u00e8 entrata in vigore nel paese una legge che vieta i matrimoni minorili. In base alla nuova normativa, chi sposa o convive con una persona minorenne rischia una condanna fino a dodici anni di prigione, come anche chi celebra o contribuisce a formare un\u2019unione di questo tipo. Secondo le stime, una donna filippina su sei si sposa prima di aver compiuto diciotto anni.<\/p>\n<p>STATI UNITI<\/p>\n<p>In un discorso tenuto nella sala delle statue del Campidoglio di Washington nel primo anniversario dell\u2019assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, il presidente statunitense Joe Biden ha attribuito la responsabilit\u00e0 delle violenze al suo predecessore Donald Trump. Biden ha accusato l\u2019ex presidente di \u201caver cercato d\u2019impedire un trasferimento pacifico del potere\u201d alimentando \u201cun\u2019insurrezione armata\u201d.<\/p>\n<p>HAITI<\/p>\n<p>Il 6 gennaio due giornalisti haitiani, Wilguens Louissaint e Amady John Wesley, sono stati uccisi in un quartiere di periferia della capitale Port-au-Prince. Da mesi alcuni gruppi armati si contendono il controllo del quartiere Laboule 12. La crisi politica in corso nel paese \u00e8 stata aggravata dall\u2019omicidio del presidente Jovenel Mo\u00efse, avvenuto sei mesi fa.<\/p>\n<p>MESSICO<\/p>\n<p>I corpi di dieci persone sono stati trovati il 6 gennaio in un\u2019automobile parcheggiata davanti alla sede del governo regionale nello stato di Zacatecas, nel centronord del paese. Il governatore David Monreal \u00c1vila ha affermato che due persone sono state arrestate. Nello stato \u00e8 in corso un conflitto tra i cartelli della droga Sinaloa e Jalisco nuova generazione.<\/p>\n<p>SUDAN<\/p>\n<p>Il 6 gennaio tre persone sono state uccise dalle forze di sicurezza durante una serie di manifestazioni a Khartoum contro la giunta militare al potere dal colpo di stato del 25 ottobre. Poche ore prima il governo statunitense aveva chiesto al capo della giunta Abdel Fattah al Burhan di \u201cmettere fine all\u2019uso della forza contro i manifestanti\u201d. Almeno sessanta persone sono morte finora nella repressione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Andrea Carugati*: IL PRESSING SU DRAGHI CONTINUA: \u00abDEVE RIMANERE A PALAZZO CHIGI\u00bb LA CORSA. CONSIGLI AL PREMIER DA MACRON A GOLDMAN SACHS. SALVINI: RESTIAMO AL GOVERNO SE RESTA LUI<\/strong>.<\/p>\n<p>Il bombardamento di Matteo Salvini sul governo, dopo le misure anti Covid ora il nucleare \u2013 alimenta nei palazzi i sospetti di uno sganciamento leghista dalla maggioranza. Ieri il segretario della Lega \u00e8 tornato alla carica ribadendo che \u00abl\u2019Italia ha bisogno di gas e nucleare pulito per aiutare famiglie e imprese a pagare bollette meno care, non ci servono dei No ideologici\u00bb. Quelli di Pd e M5S, s\u2019intende. Quanto a Draghi, Salvini si \u00e8 detto sicuro che il premier e il ministro Cingolani Siamo sicuri che il premier \u00absosterranno l\u2019impostazione della Commissione europea e di altri governi, da quello francese a quello finlandese\u00bb a favore dell\u2019atomo.<\/p>\n<p>QUESTO BOMBARDAMENTO, unito alle recenti frasi di Giorgetti sulla \u00abfine di questa esperienza di governo\u00bb ha creato un clima cos\u00ec surriscaldato da far ricordare la vigilia del Papeete 2019, quando la Lega mise fine al governo Conte 1. Tanto che, a un certo punto, Salvini \u00e8 stato costretto a far una uscire una velina secondo cui \u00abnon sta progettando alcuna uscita dal governo: la Lega intende rimanerci, con Mario Draghi a Palazzo Chigi, per completare il lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>Le stesse fonti leghiste spiegano per\u00f2 che \u00e8 necessario un cambio di marcia su alcuni temi a partire dall\u2019immigrazione\u00bb. Parole che non nascondono il profondo malessere di queste ore attorno al dilemma sul trasloco di Draghi al Quirinale e al nuovo governo che dovrebbe sostituire l\u2019attuale.<\/p>\n<p>Se da molte fonti trapela l\u2019idea di un gentlemen agreement che prevederebbe la nascita di un governo politico a guida Pd con il passaggio della Lega all\u2019opposizione (ipotesi caldeggiata da Giorgetti), da via Bellerio ricordano che \u00abil nostro partito ha una radicata tradizione di governo\u00bb e \u00abquando Salvini \u00e8 stato vicepremier e ministro la Lega ha saputo raddoppiare i consensi nel giro di un anno\u00bb. Un\u2019altra era geologica. Il dato di fatto \u00e8 che Salvini sta cercando di frenare l\u2019ascesa del premier al Quirinale, preparandosi a lasciare la maggioranza nel caso in cui invece Draghi venga eletto capo dello Stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COMPLICE L\u2019ACUIRSI della pandemia, il trasloco del premier continua a trovare ostacoli. Ieri persino il presidente francese Macron, durante una conferenza stampa con la numero uno dell\u2019Ue Ursula Von der Leyen, \u00e8 intervenuto nel dibattito italiano spiegando che \u00aboggi abbiamo molta fortuna ad avere un presidente della Repubblica e un presidente del consiglio italiani cosi coraggiosi, europeisti ed amici della Francia. \u00c8 una opportunit\u00e0 per la Francia e per tutti noi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SULLA STESSA LINEA GOLDMAN Sachs in un report dedicato all\u2019Italia dal titolo molto esplicito: \u00abDraghi: should I stay or should I go\u00bb. Il report della banca d\u2019affari, di cui il premier \u00e8 stato vicepresidente, contiene un consiglio per Draghi: rimanga dove sta. La sua uscita da palazzo Chigi infatti \u00abscatenerebbe incertezza circa il nuovo governo e l\u2019efficacia della sua politica\u00bb, con il rischio di impatti negativi sull\u2019utilizzo delle risorse e l\u2019implementazione delle riforme legate al Recovery Fund.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA PROSSIMA SETTIMANA porter\u00e0 la discussione sul Quirinale nel vivo: luned\u00ec Conte riunir\u00e0 i parlamentari 5 stelle, marted\u00ec la segreteria del Pd (due giorni dopo ci sar\u00e0 la direzione allargata ai gruppi di camera e senato), venerd\u00ec 14 il vertice del centrodestra con Berlusconi. Sul Cavaliere resta forte il pressing di Gianni Letta per un passo indietro a favore di Draghi, magati dopo aver verificato nelle prime tre votazione di non avere i 504 voti necessari per salire al Colle. Ma su Berlusconi, desideroso di una pubblica riabilitazione dopo la decadenza da senatore del novembre 2013, \u00e8 difficile fare previsioni: di sicuro terr\u00e0 su di s\u00e9 i riflettori fino all\u2019ultimo minuto utile.<\/p>\n<p>SUL TEMA DEL CONGELAMENTO dello status quo (che prevede la rielezione di Mattarella), continua a pesare la volont\u00e0 del capo dello Stato di non replicare il precedente di Napolitano. L\u2019ipotesi potrebbe riprendere quota solo nel caso in cui l\u2019emergenza Covid dovesse precipitare. Ma anche nel caso di enormi difficolt\u00e0 nelle votazioni (per la presenza di molti grandi elettori malati o in quarantena9 , \u00e8 pi\u00f9 probabile che si vada verso la prorogatio di Mattarella per alcune settimane che verso la rielezione.<\/p>\n<p>*( Andrea Carugati. Giornalista, laureato in Comunicazione politica, dopo alcuni anni all&#8217;Unit\u00e0 dal al 2014 scrive di politica per Huffingtonpost Italia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; ON. FRANCESCA LA MARCA(Pd)*: Felice Anno Nuovo! La mia attivit\u00e0 parlamentare e i 02 &#8211; Antonio Floridia*: Per rifare la sinistra non servono <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36935\" title=\"n\u00b002 \u2013 08 Gennaio\u00a0 2022 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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