{"id":36891,"date":"2021-12-27T09:37:44","date_gmt":"2021-12-27T09:37:44","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36891"},"modified":"2021-12-27T15:16:10","modified_gmt":"2021-12-27T15:16:10","slug":"n52-25-dicembre-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36891","title":{"rendered":"n\u00b052 \u2013 25 Dicembre\u00a0 2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 -Schir\u00f2 (Pd): il nuovo regime fiscale\u00a0 per i frontalieri approvato dal governo. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Disegno di legge che recepisce i contenuti della nuova intesa tra Italia e Svizzera in materia di eliminazione delle doppie tassazioni per i lavoratori frontalieri<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): bene i fondi aggiuntivi, decisi al senato, per i corsi di lingua e cultura nel 2022. Stabilizzare ora la spesa storica per i prossimi anni<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; La Marca (Pd): triplicato il sostegno finanziario ai consolati onorari. Raggiunto un concreto risultato del mio lungo impegno<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Alfiero Grandi*:.basta con le forzature sulla costituzione, va rispettata e attuata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Elena Basso*: \u00abNessun male dura 100 anni\u00bb, la piazza celebra la scomparsa di lady Pinochet. Cile. Luc\u00eda Hiriart partecip\u00f2 attivamente alla dittatura: spinse il marito a realizzare il golpe contro Allende e lo aiut\u00f2 a sottrarre nove miliardi di dollari allo Stato. E ora in Plaza Italia si festeggia<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Marco Bersani*: Non siamo sulla stessa barca di Draghi. Nuova Finanza pubblica. La rubrica settimanale a cura di Nuova Finanza pubblica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Aldo Garzia*:Una sinistra meticcia per vivere meglio. La lezione del Cile. Gabriel Boric presidente. Ecologismo, femminismo, socialismo e tracce di neocomunismo, oltre all\u2019orizzonte dei diritti sociali e civili, nel Frente Amplio che ha portato alla vittoria il 35enne ex leader studentesco contro il candidato dell&#8217;estrema destra<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211;\u00a0 Massimo Villone *:Al nonno delle istituzioni servono idee fresche. Tra capo e Colle. Le forze politiche sono chiamate in causa. Il non detto \u00e8 che una elezione contrastata e una conseguente tempesta sulla maggioranza potrebbe suggerire anche a Draghi stesso di abbandonare il campo. Forse la lettura ultima \u00e8: o mi prendete per il Colle o non mi avete affatto. Una diffida quirinalizia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>01 -SCHIR\u00d2 (PD): IL NUOVO REGIME FISCALE\u00a0 PER I FRONTALIERI APPROVATO DAL GOVERNO. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Disegno di legge che recepisce i contenuti della nuova intesa tra Italia e Svizzera in materia di eliminazione delle doppie tassazioni per i lavoratori frontalieri<\/strong>. 20 DICEMBRE 2021<\/p>\n<p>Si ricorder\u00e0 che l\u2019ennesimo e ultimo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi (inclusivo di uno scambio di lettere) era stato firmato a Roma il 23 dicembre 2020 ed aveva modificato la normativa vigente in maniera sostanziale.<\/p>\n<p>Infatti il Governo ha comunicato che il nuovo accordo definisce ora il quadro giuridico volto a eliminare le doppie imposizioni sui salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe ricevuti dai lavoratori frontalieri, con la previsione del principio di reciprocit\u00e0, a differenza del precedente accordo del 1974, che regola unicamente il trattamento dei lavoratori frontalieri italiani che lavorano in Svizzera.<\/p>\n<p>Il Governo ha inoltre ribadito che l\u2019Accordo stabilisce per i \u201cnuovi frontalieri\u201d un nuovo metodo di tassazione concorrente, che attribuisce i diritti di imposizione sia allo Stato di residenza del lavoratore frontaliero sia allo Stato della fonte del reddito da lavoro dipendente. In particolare, i salari sono imponibili nel Paese di svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa, ma entro il limite dell\u201980% di quanto dovuto nello stesso Paese in base alla normativa sulle imposte sui redditi delle persone fisiche (incluse le imposte locali). Lo Stato di residenza applica poi le proprie imposte sui redditi ed elimina la doppia imposizione relativamente alle imposte prelevate nell\u2019altro Stato.<\/p>\n<p>Il testo fornisce anche una definizione di aree di frontiera, nonch\u00e9 una definizione di lavoratori frontalieri (che include i lavoratori che risiedono entro 20 km dalla frontiera e che, in linea di massima, rientrano ogni giorno al loro domicilio. Essa si applica a tutti i frontalieri &#8211; nuovi e attuali &#8211; a partire dall\u2019entrata in vigore dell\u2019accordo) e prevede alcune disposizioni transitorie relative agli attuali lavoratori frontalieri residenti in Italia che lavorano in Svizzera, ai quali si applica il regime di tassazione esclusiva in Svizzera.<\/p>\n<p>Tuttavia oltre a quanto gi\u00e0 previsto nell\u2019accordo in termini di tutela degli attuali frontalieri che continueranno ad essere tassati solo in Svizzera, vengono previsti:<\/p>\n<p>1) l\u2019innalzamento della franchigia a 10.000 euro per i frontalieri che pagano o pagheranno le tasse in Italia; 2) la deducibilit\u00e0 dei contributi obbligatori per i prepensionamenti dei lavoratori frontalieri; 3) la non imponibilit\u00e0 degli assegni familiari erogati in Svizzera; 4) il mantenimento anche in futuro delle stesse risorse ai Comuni garantite oggi dal sistema dei ristorni; e soprattutto 5) l\u2019istituzione di un Fondo per lo sviluppo economico e il potenziamento delle infrastrutture nelle zone di confine Italo-elvetiche, alimentato con risorse provenienti dal nuovo sistema fiscale.<\/p>\n<p>Nel merito dell\u2019accordo sono quindi in molti a sostenere che finalmente si mettono in sicurezza gli equilibri della nostra economia di frontiera, si mette fine ad una tensione diplomatica ed economica che si protraeva da troppo tempo e vedeva i nostri lavoratori frontalieri e le finanze dei Comuni di frontiera esposti ogni anno ad iniziative e campagne politiche oltre confine, spesso a sfondo xenofobo. Si mettono inoltre al sicuro il percorso lavorativo degli attuali frontalieri e i servizi erogati dai Comuni ai cittadini grazie al nuovo sistema dei ristori e si costruisce un sistema fiscale di favore per i futuri frontalieri.<\/p>\n<p>L&#8217;intesa dovrebbe essere sottoposta a riesame ogni cinque anni. Inoltre, una clausola dispone che siano previste consultazioni ed eventuali adeguamenti periodici in materia di telelavoro.<\/p>\n<p>Ora la fase finale spetta al Parlamento a partire dai primi mesi del nuovo anno.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2_Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati )<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): BENE I FONDI AGGIUNTIVI, DECISI AL SENATO, PER I CORSI DI LINGUA E CULTURA NEL 2022. STABILIZZARE ORA LA SPESA STORICA PER I PROSSIMI ANNI<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 sicuramente una buona notizia quella dell\u2019emendamento approvato al Senato, per iniziativa del gruppo del Partito Democratico, con il quale si assicurano finanziamenti aggiuntivi per l\u2019adeguamento retributivo del personale a contratto, per il sostegno ai consolati onorari e, nella misura di 600.000 euro per il 2022, per i corsi di lingua e cultura italiana all\u2019estero. 21 dicembre 2021<\/p>\n<p>Ringrazio i colleghi senatori Giacobbe e Alfieri, primi firmatari dell\u2019emendamento, che hanno insistito su una giusta esigenza, e la Presidente del gruppo Malpezzi, che ha reso possibile tutto questo.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 nel lavoro di squadra che come eletti all\u2019estero del PD abbiamo fatto, insieme al responsabile del PD per gli italiani all&#8217;estero, Luciano Vecchi, mi sono ancora una volta spesa per un intervento a sostegno dei corsi di lingua e cultura italiana, mi preme sottolineare che la somma aggiuntiva di 600.000 euro per il 2022 \u00e8 un positivo passo in avanti per il settore, che in un momento di transizione, pu\u00f2 beneficiare dunque di un respiro ulteriore.<\/p>\n<p>Si tratter\u00e0 ora di continuare a lavorare nella stessa direzione affinch\u00e9 anche negli anni successivi \u2013 2023 e 2024 \u2013 non sia messa in discussione la spesa storica in questo settore, una spesa che negli ultimi anni si \u00e8 attestata costantemente oltre i 14 milioni di euro.<\/p>\n<p>Fino al 2022 questo livello \u00e8 stato assicurato in virt\u00f9 di un mio emendamento triennale che ha permesso un\u2019integrazione di circa 2,2 milioni di euro. Si tratter\u00e0 ora di garantire una prospettiva rassicurante per questo intervento strategico per l\u2019Italia che sta attraversando una delicata transizione organizzativa e normativa dalla quale, con avvedutezza e senso di responsabilit\u00e0, bisogner\u00e0 fare scaturire un nuovo equilibrio che rassicuri famiglie, studenti, operatori ed enti promotori.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; On. Francesca La Marca: LA MARCA (PD): TRIPLICATO IL SOSTEGNO FINANZIARIO AI CONSOLATI ONORARI. RAGGIUNTO UN CONCRETO RISULTATO DEL MIO LUNGO IMPEGNO<\/strong><\/p>\n<p>Il sostegno previsto per il funzionamento dei consolati onorari, a partire dal 2022, sar\u00e0 triplicato rispetto alla dotazione attuale. Infatti, in un emendamento approvato al Senato per iniziativa del gruppo del PD si prevede il passaggio da circa 200.000 euro a 600.000.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 \u00e8 stato da tempo uno dei miei cavalli di battaglia nel quadro dell\u2019impegno volto a migliorare i servizi consolari per i connazionali, sono particolarmente soddisfatta di questo risultato, non scontato, e per questo ringrazio i colleghi senatori Giacobbe ed Alfieri per aver accolto il mio emendamento ed aiutato a portarlo a buon fine.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 tanto pi\u00f9 positiva per il fatto che nello stesso emendamento si prevedono 800.000 euro per l\u2019adeguamento delle retribuzioni del personale a contratto, che rappresenta una leva insostituibile dell\u2019offerta dei servizi agli italiani all\u2019estero.<\/p>\n<p>Dopo le mie risoluzioni, approvate nella Commissione Esteri della Camera, sui consolati onorari e sul miglioramento dei servizi consolari, si stanno facendo concreti passi in avanti nella giusta direzione. Confido che altri se ne faranno gi\u00e0 nei provvedimenti all\u2019esame della Camera, a iniziare dalla legge di bilancio per il prossimo triennio.<\/p>\n<p>Il cammino non sar\u00e0 breve e presenter\u00e0 delle difficolt\u00e0 perch\u00e9 le esigenze che il Paese deve affrontare sono tante, soprattutto con la pandemia in corso, e le risorse purtroppo limitate. Ma i diritti di cittadinanza degli italiani all\u2019estero non possono subire pause.<\/p>\n<p>Per questo, nel tempo che resta di questa legislatura, sar\u00e0 necessario andare avanti con coraggio e determinazione, sapendo di fare una cosa buona non solo per i connazionali all\u2019estero, ma per la presenza del Paese nel mondo.<\/p>\n<p>*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; ALFIERO GRANDI*:.BASTA CON LE FORZATURE SULLA COSTITUZIONE, VA RISPETTATA E ATTUATA. <\/strong>QUANDO IL MINISTRO GIORGETTI HA PROPOSTO DI ELEGGERE DRAGHI ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA AFFIDANDO LA GESTIONE DEL GOVERNO AD UNA PERSONA DI SUA FIDUCIA ERA OVVIO CHIEDERSI PERCH\u00c9 AVESSE FATTO UNA PROPOSTA DEL GENERE. RISPONDERGLI CHE LA SUA PROPOSTA ERA UNO STRAPPO COSTITUZIONALE ERA FIN TROPPO FACILE. GIORGETTI \u00c8 SPREGIUDICATO ED \u00c8 TRA QUELLI CHE VOGLIONO CONQUISTARE ALLA LEGA LA CREDIBILIT\u00c0 DI PARTITO DI GOVERNO, MA QUELLA AVANZATA ERA COMUNQUE UNA PROPOSTA FUORI DALL\u2019ATTUALE COSTITUZIONE. Se Draghi venisse eletto al Quirinale vi sarebbe gi\u00e0 una anomalia evidente. Non \u00e8 mai accaduto che il presidente del Consiglio in carica fosse eletto Presidente della Repubblica che in Italia \u00e8 la carica istituzionale di garanzia per eccellenza, mentre il presidente del Consiglio \u00e8 il leader della maggioranza politica del momento e quindi per definizione espressione di una parte, sia pure maggioritaria.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 pi\u00f9 chiaro che in realt\u00e0 Giorgetti ha lanciato in campo una palla che altri gradiscono e in qualche caso ne traggono le reali conseguenze, a partire dalla proposta di modificare la Costituzione. Non si tratta solo della raccolta di firme di Meloni ecc. ora firmata anche da Salvini e Berlusconi. Ma di un giornalista noto come Marcello Sorgi, giornalista <strong>EMBEDDED<\/strong>, che ha chiarito che occorre fare un passo verso la modifica di fatto dell\u2019assetto istituzionale (e quindi costituzionale), finch\u00e9 ad un certo punto se ne potranno trarre le conseguenze e modificarne il testo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DUE PUNTI SONO FONDAMENTALI.<\/p>\n<p>IL PRIMO \u00e8 il ruolo del parlamento.<\/p>\n<p>Il parlamento \u00e8 da tempo sotto tiro. La sua credibilit\u00e0 \u00e8 ai livelli pi\u00f9 bassi di sempre. Va detto per sincerit\u00e0 che i parlamentari fanno ben poco per sottrarsi alla caduta di credibilit\u00e0, che ebbe un\u2019accelerazione dal voto di un ordine del giorno, approvato dalla maggioranza di centro destra, in cui si affermava che Ruby era la nipote di Mubarak, come aveva ordinato Berlusconi.\u00a0 Poi qualcuno si chiede come mai a tanti venga l\u2019orticaria al solo pensiero che si pensi seriamente che Berlusconi possa diventare Presidente della Repubblica. Ovvio: vorrebbe dire nominare il responsabile di gravi sfregi alle istituzioni della nostra Repubblica, senza mai dimenticare la condanna per frode fiscale che gli \u00e8 costata la decadenza da senatore. Il parlamento purtroppo non ha subito solo questo scempio, ma ne ha avuti molti altri. Ad esempio, una sequenza di leggi elettorali che hanno distrutto il rapporto diretto tra il parlamentare e i suoi elettori. La legge Mattarella pur essendo maggioritaria per i tre quarti aveva salvato una parte di questo rapporto attraverso collegi maggioritari, in cui la scelta tra diversi candidati era diretto, quindi dopo l\u2019elezione il parlamentare era spinto a mantenere il rapporto con i suoi elettori, anche con quelli che non l\u2019avevano votato. Non era la legge migliore del mondo ma almeno alcuni aspetti come questo li aveva salvaguardati.<\/p>\n<p>Dopo c\u2019\u00e8 stata la svolta, complice il porcellum e i suoi \u201ceredi\u201d che hanno mutato l\u2019elezione del parlamentare nella sua nomina (di fatto) da parte del capo del partito (che decide le liste) perch\u00e9 essere in un certo collegio o in un certo posto nella lista bloccata fa la differenza tra essere eletto oppure no. Cos\u00ec il rapporto con gli elettori \u00e8 stato troncato di netto. Gli elettori non conoscono i loro rappresentanti, gli eletti non hanno alcun interesse a stabilire un rapporto stabile con gli elettori. Cos\u00ec il parlamento ha perso il contatto con gli elettori, finendo per accumulare su di s\u00e9 le insoddisfazioni che, anche con una sottile perfidia delle altre istituzioni, gli sono state scaricate addosso. Va aggiunto che la qualit\u00e0 dei parlamentari mediamente si \u00e8 abbassata, legislatura dopo legislatura, tranne lodevoli eccezioni che confermano la regola. Su questa insoddisfazione di massa si \u00e8 innestato l\u2019attacco al ruolo del parlamento portato avanti dal Movimento 5 Stelle che ha puntato al taglio dei parlamentari con una scelta dissennata e l\u2019ha ottenuto perseguendo l\u2019obiettivo con due maggioranze opposte. Gli altri partiti (colpiti dal raptus dell\u2019opportunismo?) non si sono chiesti se questo non avrebbe affossato definitivamente il ruolo del parlamento, ma hanno finito per votare il taglio, con un ridicolo bilanciamento di ulteriori modifiche della Costituzione, che come \u00e8 noto sono complicate da ottenere e che non a caso si sono perse per strada. Il taglio certo dei parlamentari in cambio di incerte e modeste modifiche della Costituzione che non verranno approvate in questa legislatura.<\/p>\n<p>Il referendum popolare ha confermato il taglio del parlamento e quindi avremo dalla prossima legislatura due Camere ridotte di un terzo, con la curiosa proposta del Pd di Zingaretti: dopo il taglio del parlamento arrivare ad una camera unica, confermando una notevole confusione di obiettivi e di tempi politici. Ora il parlamento sta prendendo altri colpi senza reagire, n\u00e9 i singoli parlamentari, n\u00e9 gli organi di rappresentanza a partire dal presidente. Decreti leggi a raffica, voti di fiducia, maxiemendamenti del governo per fare passare le leggi sono malanni cresciuti anno dopo anno, ma il vuoto non esiste, se il parlamento conta sempre meno il governo conta sempre di pi\u00f9. I rapporti di forza previsti dalla Costituzione tendono da tempo ad invertirsi.<\/p>\n<p><strong>CON IL GOVERNO DRAGHI SIAMO ARRIVATI AL MONOCAMERALISMO DI FATTO.<\/strong> Non solo decreti legge, voti di fiducia, maxiemendamenti (vedi legge di bilancio in questi giorni) ma ormai anche una Camera per volta, l\u2019altra non ha neppure il tempo di leggere i provvedimenti, pu\u00f2 solo votare a favore, altrimenti cade il governo. Babau che spaventa i parlamentari come nessun altro. Con il governo Draghi la Costituzione di fatto \u00e8 sempre pi\u00f9 differente da quella scritta, il parlamento lavora a corrente alternata e per di pi\u00f9 su provvedimenti decisi dal governo (non tutto) che il parlamento pu\u00f2 solo approvare. Gli omaggi rituali al parlamento sono del tutto formali.<\/p>\n<p>PRIMA O POI QUESTA CRISI DEL RUOLO DEL PARLAMENTO SCOPPIER\u00c0.<\/p>\n<p>O il parlamento si ribella e rifiuta di approvare provvedimenti a scatola chiusa, come usava qualche lustro fa, e pretende di intervenire e modificare le proposte, ristabilendo un rapporto equilibrato tra Governo e parlamento, oppure le idee espresse da Sorgi troveranno un terreno facile e si modificher\u00e0 la Costituzione. Del resto sono decenni che la pressione internazionale spinge per superare le nostre istituzioni, poco importa che siano il simbolo della nostra identit\u00e0 nata dalla Resistenza.<\/p>\n<p>Per questo una nuova legge elettorale \u00e8 indispensabile prima delle prossime elezioni. Ormai la met\u00e0 dell\u2019elettorato non partecipa al voto, mostrando una disaffezione, una delusione preoccupanti per le sorti della democrazia del nostro paese. Proporzionalit\u00e0 e scelta diretta degli eletti da parte degli elettori sono i due pilastri di una scelta che pu\u00f2 aiutare a risalire la china. La capacit\u00e0 di rappresentare il paese reale potrebbe tornare. Se il parlamento trovasse il coraggio e la convergenza necessaria per arrivare ad una nuova legge elettorale avrebbe riscattato almeno una parte della credibilit\u00e0 perduta e reso un servizio alla democrazia. La democrazia in Italia sta correndo dei rischi seri. Purtroppo i partiti che avrebbero dovuto e potuto porre la questione prima dell\u2019elezione del nuovo Presidente della Repubblica non hanno capito in quale trappola si sono cacciati rinviando le decisioni a dopo. Un errore che potrebbe costare molto caro. Alla democrazia.<\/p>\n<p>LA SECONDA grande questione riguarda il Presidente della Repubblica. Una Repubblica parlamentare ha nel Presidente un garante delle regole e deve svolgere la sua funzione che \u00e8 vincolata alla Costituzione. Usava in passato lasciare la tessera di partito al momento dell\u2019elezione. Una Repubblica Presidenziale \u00e8 molto diversa. Il Presidente \u00e8 il capo della parte che ha vinto le elezioni. Passare da un garante al capo di una fazione, ancorch\u00e9 maggioritaria, non \u00e8 cosa da poco. Nel sistema politico americano i parlamentari sono eletti indipendentemente dal Presidente. Infatti pu\u00f2 trovarsi in minoranza perch\u00e9 parlamento e Presidente sono poteri tra loro autonomi, salvo che una ondata politica unifichi tutto e a quel punto sono guai. \u00c8 chiaro che non si pu\u00f2 cambiare un pezzo rilevante del nostro sistema istituzionale senza preoccuparsi dei contraccolpi. L\u2019accentramento dei poteri nell\u2019esecutivo \u00e8 gi\u00e0 ora formidabile, oltre la previsione costituzionale. Se a questo si aggiungesse anche un cambiamento sostanziale nel ruolo del Presidente della Repubblica il rischio potrebbe essere una deriva presente gi\u00e0 in altri paesi europei.<\/p>\n<p>Draghi in s\u00e9 non \u00e8 questo, ma l\u2019operazione che attorno al suo ruolo si \u00e8 messa in moto finisce per arrivare alla conclusione che occorre cambiare la Costituzione e poich\u00e9 nell\u2019immediato questo non \u00e8 possibile, in attesa di ottenerla si punta a creare uno stato di fatto, nella direzione vagheggiata da Giorgetti e da Sorgi.<\/p>\n<p>LO SCIOPERO GENERALE DI CGIL E UIL \u00c8 STATO UN SEGNALE DI SOFFERENZA SOCIALE FORTE. La camicia di forza che si sta costruendo lasciando nell\u2019ombra le aree sociali pi\u00f9 deboli e provate dalla crisi non avr\u00e0 un percorso tranquillo. Qualcuno sta iniziando a chiedere di conoscere e discutere le scelte. La risposta evidenziata in occasione della legge di bilancio ha continuato, anche dopo lo sciopero e la manifestazione della Cisl, a trovare la soluzione tutta tra i partiti di maggioranza, senza lasciare spazio ad un confronto con il mondo del lavoro. Questo \u00e8 inaccettabile e pone un serio problema politico. Pu\u00f2 esserci un futuro socialmente accettabile per un paese che decide di lasciare ai margini il mondo del lavoro e che consegna le scelte alle imprese, rinunciando alla guida del sistema economico e sociale con un progetto tale da orientare gli investimenti, mentre finanzia le scelte pi\u00f9 discutibili dell\u2019Eni come la CCS (12 miliardi)? Con un ministro che continua a blaterare di nucleare, pur sapendo che in ogni caso non potrebbe essere disponibile entro le scadenze del G20, di Cop 26 e delle tappe decise dall\u2019UE? Mentre l\u2019unica risposta forte alla speculazione sui prezzi del gas sarebbe un piano di grandi investimenti nelle rinnovabili, rapidi e con tanti soldi. L\u2019Agenzia di rating Deloitte ha spiegato che l\u2019Italia potrebbe diventare il paese pilota nelle rinnovabili, nell\u2019innovazione, negli investimenti, nell\u2019occupazione di qualit\u00e0. Sarebbe il caso di valutare la svolta politica che questo pone al paese, che il PNRR auspica ma non attua, che sarebbe bene sottoporre agli elettori, coinvolgendoli nelle scelte. Quindi non di presidenzialismo abbiamo bisogno, n\u00e9 tanto meno di personalizzazioni che lambiscono l\u2019uomo della provvidenza, ma di scelte politiche chiare, condivise su cui il paese si unisce per scommettere sul futuro.<\/p>\n<p>Per questo sarebbe bene lasciare in pace la Costituzione ed attuarla, interrompere la catena delle forzature interpretative, aprire una vera discussione politica sul futuro dell\u2019Italia e per questo occorre che il Presidente della Repubblica sia scelto per la sua capacit\u00e0 di essere garante e non capo di una fazione. Occorre che il parlamento riprenda almeno in parte il suo ruolo, che il governo riprenda contatto con il suo ruolo. Approvata la legge di bilancio occorre dire chiaro che il periodo delle forzature \u00e8 finito. Altrimenti le conseguenze potrebbero essere pesanti. Questo riguarda il futuro Presidente della Repubblica ma anche i presidenti della Camera e del Senato.<\/p>\n<p>CERCHIAMO DI NON RIMPIANGERE LA COSTITUZIONE CHE ABBIAMO E IL SUO IMPIANTO ISTITUZIONALE, POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI.<\/p>\n<p>*(Alfiero Grandi)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; ELENA BASSO*: \u00abNESSUN MALE DURA 100 ANNI\u00bb, LA PIAZZA CELEBRA LA SCOMPARSA DI LADY PINOCHET. CILE. LUC\u00cdA HIRIART PARTECIP\u00d2 ATTIVAMENTE ALLA DITTATURA: SPINSE IL MARITO A REALIZZARE IL GOLPE CONTRO ALLENDE E LO AIUT\u00d2 A SOTTRARRE NOVE MILIARDI DI DOLLARI ALLO STATO. E ORA IN PLAZA ITALIA SI FESTEGGIA<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 morta Luc\u00eda Hiriart, la primera dama della dittatura cilena. Vedova del generale Augusto Pinochet, si \u00e8 spenta a 99 anni il 16 dicembre, proprio a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale pi\u00f9 importante dalla fine del regime e in cui si sfidano Jos\u00e9 Antonio Kast, candidato dell\u2019ultradestra e profondo ammiratore di Pinochet, e il socialdemocratico Gabriel Boric.<\/p>\n<p>Hiriart ha avuto un ruolo chiave nelle politiche del marito, soprattutto rispetto ai rapporti diplomatici arrivando, nel 1982, a essere ricevuta dalla first lady Nancy Reagan alla Casa bianca.<\/p>\n<p>A spiegare l\u2019importanza avuta dalla moglie era stato lo stesso Pinochet: aveva detto che Hiriart era stata una delle persone che pi\u00f9 avevano influito nella sua decisione di portare avanti il colpo di Stato contro Salvador Allende. \u00c8 molto nota inoltre la vicinanza della donna a Manuel Contreras, braccio destro di Pinochet e capo della Dina, la sanguinaria polizia segreta che dava la caccia agli oppositori del regime.<\/p>\n<p>Non solo, la vedova del generale ha avuto un ruolo chiave in uno dei crimini della dittatura: la frode con cui Pinochet ha rubato una cifra milionaria \u2013 quasi nove milioni di dollari secondo le indagini \u2013 allo Stato cileno, venendo perfino arrestata nel 2005 (per un solo giorno, in prigione preventiva).<\/p>\n<p>Il regime, che \u00e8 rimasto saldamente al potere dal 1973 al 1990, \u00e8 noto soprattutto per le atroci violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>Per reprimere gli oppositori ha creato una rete di centri clandestini sparsi per tutto il Paese in cui migliaia di cittadini sono stati sequestrati, torturati e fatti sparire. Nella maggioranza dei casi, questi crimini sono rimasti impuniti.<\/p>\n<p>Appena la notizia del decesso di Hiriart \u00e8 stata resa pubblica, a Santiago migliaia di persone si sono radunate in Plaza Italia, epicentro delle proteste sociali che dall\u2019ottobre del 2019 scuotono il Cile, per festeggiare la morte di uno degli ultimi simboli della dittatura. Al coro di \u00abChi non salta \u00e8 Pinochet\u00bb e con l\u2019apertura di bottiglie di champagne, il raduno \u00e8 andato avanti fino a sera.<\/p>\n<p>Al centro della piazza \u00e8 comparso un murales con il simbolo delle organizzazioni che lottano per ottenere giustizia per i desaparecidos, la sagoma di un uomo e una donna con la scritta \u00abD\u00f3nde est\u00e1n?\u00bb ( Dove sono?) e a terra le foto di decine di oppositori scomparsi durante il regime.<\/p>\n<p>Circondati da cartelli che recitavano \u00abCon migliaia di persone morte e scomparse, la vecchia \u00e8 morta a 99 anni nella totale impunit\u00e0\u00bb e \u00abNessun male pu\u00f2 durare 100 anni\u00bb, Plaza Italia ha celebrato cantando Bella Ciao e sventolando decine di bandiere mapuche, il popolo originario di Cile e Argentina che sta lottando per riottenere le terre ancestrali sottratte dallo Stato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ieri la piazza al centro di Santiago ha festeggiato come avrebbe fatto Luis Sepulveda, scrittore, guerrigliero e vittima della dittatura cilena, che durante un\u2019intervista a Gianni Min\u00e0 aveva detto: \u00abOgni volta che vedo uno degli aguzzini del regime cileno che muore io brindo a champagne\u00bb.<\/p>\n<p>*(Elena Basso. Senior Account Netflix Publicity presso Words for you. WORDS FOR YOU Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tre)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; MARCO BERSANI*: NON SIAMO SULLA STESSA BARCA DI DRAGHI. NUOVA FINANZA PUBBLICA. LA RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI NUOVA FINANZA PUBBLICA<\/strong><\/p>\n<p>Se qualcuno avesse ancora bisogno di evidenze sulla drammaticit\u00e0 della diseguaglianza sociale che attraversa il pianeta e anche il nostro Paese, una lettura del World Inequality Report 2022, appena pubblicato, toglierebbe qualsiasi dubbio.<\/p>\n<p>Il report analizza la diseguaglianza attraverso le due lenti della distribuzione del reddito e della ricchezza e fa una fotografia impietosa.<\/p>\n<p>A livello mondiale, la met\u00e0 pi\u00f9 povera degli abitanti del pianeta riesce a portare a casa solo l\u20198% del reddito totale e possiede appena il 2% della ricchezza complessiva; per contro, il 10% pi\u00f9 ricco si appropria del 52% del reddito totale e addirittura del 76% della ricchezza.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 le diseguaglianza a livello mondiale, profonda lo \u00e8 anche a livello nazionale, pur essendo il nostro Paese annoverato fra quelli ricchi.<\/p>\n<p>In Italia, la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione riesce a portare a casa il 20% del reddito totale e solo il 10% della ricchezza complessiva, mentre il 10% pi\u00f9 ricco si accaparra il 32% del reddito e ben il 48% della ricchezza.<\/p>\n<p>Che tutto ci\u00f2 non dipenda da fattori oggettivi e immutabili lo dimostra l\u2019andamento della diseguaglianza nel tempo, rilevato nel citato rapporto.<\/p>\n<p>Se dall\u2019inizio del secolo scorso agli anni \u201970 l\u2019andamento della distribuzione del reddito \u00e8 stata continuativamente decrescente per il 10% pi\u00f9 ricco e crescente per il 50% pi\u00f9 povero, la tendenza si \u00e8 decisamente invertita all\u2019inizio degli anni \u201980 per proseguire fino ad oggi; analogo andamento, con polarizzazioni ancora pi\u00f9 marcate, \u00e8 avvenuto per la distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p>Ma cosa \u00e8 successo dal 1980 ad oggi, se non l\u2019avvento delle politiche liberiste e di austerit\u00e0, che hanno prodotto la libera circolazione di merci e capitali, la deregolamentazione del mercato del lavoro, la finanziarizzazione dell\u2019economia e della societ\u00e0, le privatizzazioni e lo smantellamento dello stato sociale? Fino a far diventare il nostro Paese, unico tra tutti i Paesi avanzati, ad avere oggi salari inferiori a quelli del 1990.<\/p>\n<p>La diseguaglianza non \u00e8 dunque un incidente di percorso, bens\u00ec il risultato perseguito di scelte politiche ben precise, quelle che hanno messo al centro le tre C (crescita, concorrenza e competitivit\u00e0), al cui altare sono stati sacrificati i diritti individuali e sociali.<\/p>\n<p>Se poi quel 10% pi\u00f9 ricco \u00e8 anche il responsabile del 48% delle emissioni globali di CO2 e della conseguente crisi climatica, il quadro \u00e8 chiaro: i ricchi fanno male alla societ\u00e0 e alla natura.<\/p>\n<p>E, come reso evidente dalla pandemia, uscire dall\u2019economia del profitto e costruire la societ\u00e0 del \u2019prendersi cura\u2019 \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai la direzione necessaria.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo traspare dalle politiche del Governo Draghi: il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza \u00e8 interamente indirizzato a sostenere la \u2019ripresa\u2019 di questa economia e a pretendere \u2019resilienza\u2019 dalla popolazione.<\/p>\n<p>La sua legge di bilancio regala soldi senza condizioni alle grandi imprese e riapre i tagli alla spesa sociale e sanitaria, mentre la sua riforma fiscale privilegia i ceti medio-alti, approfondendo il gi\u00e0 drammatico divario sociale.<\/p>\n<p>E se la transizione ecologica affidata al ministro Cingolani ha assunto aspetti surreali, enormemente a rischio \u00e8 persino la coesione sociale: dentro le comunit\u00e0, con la privatizzazione dei servizi pubblici locali e fra le comunit\u00e0 con l\u2019autonomia differenziata.<\/p>\n<p>Il 16 dicembre, finalmente, c\u2019\u00e8 stato uno sciopero generale.<\/p>\n<p>Sempre il 16 dicembre l\u2019Economist ha incoronato Draghi, dichiarando l\u2019Italia \u00abPaese dell\u2019anno\u00bb. C\u2019\u00e8 ancora qualcuno che, senza tema di ridicolo, pensa di raccontarci che siamo tutt* sulla stessa barca?<\/p>\n<p>*(Marco Bersani, filosofo, \u00e8 dirigente comunale dei servizi sociali e consulente psicopedagogico per cooperative sociali)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; ALDO GARZIA*:UNA SINISTRA METICCIA PER VIVERE MEGLIO. LA LEZIONE DEL CILE. GABRIEL BORIC PRESIDENTE. ECOLOGISMO, FEMMINISMO, SOCIALISMO E TRACCE DI NEOCOMUNISMO, OLTRE ALL\u2019ORIZZONTE DEI DIRITTI SOCIALI E CIVILI, NEL FRENTE AMPLIO CHE HA PORTATO ALLA VITTORIA IL 35ENNE EX LEADER STUDENTESCO CONTRO IL CANDIDATO DELL&#8217;ESTREMA DESTRA<\/strong><\/p>\n<p>La novit\u00e0 cilena del presidente Gabriel Boric sta nell\u2019aver guidato una coalizione che all\u2019italiana potremmo chiamare di centrosinistra largo (Frente amplio con dentro democristiani, socialisti, liberali pi\u00f9 il Partito comunista) che ha saputo rappresentare uno schieramento pragmatico senza porre pregiudiziali ideologiche alla propria azione. Una coalizione, inoltre, che ha dato priorit\u00e0 al tema della svolta politica in un Cile chiamato a liberarsi dal fantasma del generale Pinochet ponendo fine alla lunga transizione democratica avviatasi nel 1988, ben 15 anni dopo il golpe del 1973. Quindi, una coalizione in cui convivono sinistra moderata e radicale come del resto sta avvenendo in Spagna (il governo Podemos-Partito socialista) e in altre realt\u00e0 europee. Le \u201cdue sinistre\u201d sono del resto destinate alla sconfitta, se non si contaminano e non provano a convivere.<\/p>\n<p>La giovane et\u00e0 del neopresidente cileno (35 anni), la sua gavetta politica fatta prima come leader studentesco e poi di lotte dal segno antiliberista rende Boric \u2013 altra sua caratteristica \u2013 libero dagli ancoraggi con la sinistra che si \u00e8 riconosciuta in passato nelle esperienza di Cuba, Venezuela, Nicaragua o in quella massacrata da Pinochet e dagli altri generali golpisti che hanno dominato in America latina. Boric rappresenta infatti una nuova sinistra meticcia nei riferimenti culturali e ideali capace di criticare l\u2019autoritarismo dispotico di Ortega al potere nel Nicaragua, l\u2019eccessivo immobilismo pur resistente di Cuba, l\u2019impasse del Venezuela (basta ripercorrere su internet le sue dichiarazioni in campagna elettorale a proposito di quelle realt\u00e0 per capire meglio la portata della novit\u00e0 politica che rappresenta).<\/p>\n<p>Boric, ora presidente, ha sconfitto nelle primarie della propria coalizione Daniel Jadue, il candidato del Partito comunista che ha saputo superare il tradizionale settarismo. Deputato, storico leader dei movimenti studenteschi, Boric si \u00e8 presentato con un programma fortemente ambientalista e potenzialmente antiliberista, puntando alla completa decarbonizzazione del Cile. Annunciando che il suo sar\u00e0 \u00abil primo governo ecologista della storia del Cile\u00bb, si \u00e8 dichiarato pure femminista. Boric critica il neoliberismo e vuole rendere pubblico il sistema sanitario e quello pensionistico decentralizzando i poteri dello Stato. Intende quindi costruire il welfare in un paese dove tutto \u00e8 stato privatizzato dai Chicago Boys che ne hanno fatto in passato un laboratorio neoliberista. \u00abPer vivere meglio\u00bb \u00e8 cos\u00ec diventato uno slogan semplice e mobilitante della campagna elettorale di Boric con poca dose di ideologia astratta. Ci\u00f2 non taglia i legami con il passato, come dimostra l\u2019omaggio ripetuto di Boric alla figura di Salvador Allende.<\/p>\n<p>Ecco cos\u00ec che con il neopresidente cileno sembra prendere forma una nuova sinistra latinoamericana meticcia plurale nei riferimenti culturali e ideali: ecologismo, femminismo, socialismo e tracce di neocomunismo oltre all\u2019orizzonte dei diritti sociali e civili. Queste identit\u00e0 devono poter convivere in nuovi soggetti-partito o in coalizione e ora \u2013 in Cile, Honduras, Per\u00f9, Bolivia e forse domani nel Brasile di un altro mandato a Lula \u2013 al governo grazie a vittorie elettorali recenti. \u00c8 questa la lezione cilena che si accompagna alla conclusione della lunga transizione post dittatura di Pinochet e che dovr\u00e0 misurarsi con la riscrittura della Costituzione in una vera e propria fase costituente di cui sar\u00e0 garante Boric, il quale intanto dovr\u00e0 consolidare i propri consensi in un paese uscito dalle urne diviso a met\u00e0 e che rischia la paralisi legislativa perch\u00e9 i margini di maggioranza parlamentare sono risicati.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato, occorre poi non ripetere gli errori della sinistra latinoamericana al governo. Se il Venezuela \u00e8 allo stremo di una crisi economica lacerante e in Brasile si \u00e8 formata in Parlamento una maggioranza anti-Roussef che ha permesso l\u2019incarcerazione per lungo tempo di Lula oltre all\u2019avvento alla presidenza di un fascista come Jair Bolsonaro, le responsabilit\u00e0 non sono solo \u201cesterne\u201d. Il chavismo bolivariano, dopo la morte di Ch\u00e1vez, ha perso smalto e progetto sempre pi\u00f9 accerchiato dai suoi nemici. In Brasile, la corruzione si \u00e8 insinuata nelle file del Partito dei lavoratori e in alcuni settori dello stesso governo di Lula che dopo alcuni successi economici arrancava di fronte alle richieste sociali di una inedita classe media. In Bolivia, l\u2019ostinazione di Morales a ricandidarsi per la quarta volta come presidente ha favorito la rivincita della destra poi nuovamente scalzata elettoralmente dalla sinistra del Movimento verso il socialismo.<\/p>\n<p>Sul terreno sociale ed economico si \u00e8 intanto logorato nelle esperienze di governo della sinistra il modello di sviluppo interamente incentrato sugli idrocarburi (lo segnalava da tempo il movimento dei cooperanti internazionali e i critici da sinistra di quelle esperienze). In Brasile, Venezuela, Bolivia \u2013 per fare degli esempi \u2013 non si sono create alternative al cosiddetto \u00abcapitalismo estrattivo\u00bb. Ora serve un sinistra plurale che sappia sperimentare nuove politiche economiche.<\/p>\n<p>*( Aldo Garzia (1954), giornalista, \u00e8 direttore responsabile di aprile mensile e aprileonline quotidiano. Le sue passioni sono Cuba e Svezia,)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211;\u00a0 MASSIMO VILLONE *:AL NONNO DELLE ISTITUZIONI SERVONO IDEE FRESCHE. TRA CAPO E COLLE. LE FORZE POLITICHE SONO CHIAMATE IN CAUSA. IL NON DETTO \u00c8 CHE UNA ELEZIONE CONTRASTATA E UNA CONSEGUENTE TEMPESTA SULLA MAGGIORANZA POTREBBE SUGGERIRE ANCHE A DRAGHI STESSO DI ABBANDONARE IL CAMPO. FORSE LA LETTURA ULTIMA \u00c8: O MI PRENDETE PER IL COLLE O NON MI AVETE AFFATTO. UNA DIFFIDA QUIRINALIZIA<\/strong>.<\/p>\n<p>Come leggiamo su queste pagine, nella conferenza stampa del 22 dicembre Mario Draghi ha esplicitato ci\u00f2 che era chiaro da tempo a chi volesse vedere: se una strada per il Colle si aprisse, la percorrerebbe. Era una opzione gi\u00e0 ampiamente suggerita dai suoi silenzi sul punto, motivati come politically correct. Conta adesso valutare se nella esternazione si colgono elementi di effettiva novit\u00e0 sul suo programma quirinalizio. Due i punti rilevanti<\/p>\n<p>Il primo, niente scioglimento anticipato, e conclusione della legislatura nel 2023. Il secondo, continuit\u00e0 nell\u2019azione di governo, che deve ora guardare all\u2019attuazione del Pnrr. Ma la continuit\u00e0 prescinde dalle persone, non dalla maggioranza, che deve rimanere ampia come quella che ha sostenuto fin qui l\u2019esecutivo. E tale non potrebbe rimanere \u2013 questo forse l\u2019elemento pi\u00f9 significativo \u2013 se si giungesse a una elezione del capo dello stato divisiva per la politica e il paese.<\/p>\n<p>Le forze politiche sono chiamate in causa. Il non detto \u00e8 che una elezione contrastata e una conseguente tempesta sulla maggioranza potrebbe suggerire anche a Draghi stesso di abbandonare il campo. Forse la lettura ultima \u00e8: o mi prendete per il Colle o non mi avete affatto. Una diffida quirinalizia.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti si sono alzate barriere con l\u2019argomento che una permanenza di Draghi a Palazzo Chigi \u00e8 necessaria o comunque preferibile. Ma non dimentichiamo che dopo l\u2019elezione del capo dello stato ci sar\u00e0 comunque una crisi di governo. Potr\u00e0 essere formale e di cortesia, magari con un immediato rinvio alle camere, o reale e difficile da risolvere. In ogni caso, se al Quirinale andasse un altro, sarebbe lo stesso Draghi a decidere se rimanere o no a Palazzo Chigi. Un neo-eletto comparativamente debole non avrebbe il peso e l\u2019autorevolezza necessari a influenzare la sua scelta. N\u00e9 basterebbero a tal fine le interessate esortazioni delle forze politiche.<\/p>\n<p>Il governo in carica pu\u00f2 piacere o no. Certo bisogna tenere conto del dato di una maggioranza che per contenere (quasi) tutti vive di quotidiane contraddizioni. E indubbiamente una sinistra che non voglia ridursi a foglia di fico vede l\u2019asse di Palazzo Chigi troppo spostato a destra. Ma il quesito su tutto Draghi o niente Draghi davvero non appassiona. Ci sono questioni di maggiore portata, anche se la politica non sembra voler prenderne atto. E si trovano ancora nelle parole di Draghi in conferenza stampa, ma in una prospettiva diversa.<\/p>\n<p>Colpisce la celebrazione dei risultati conseguiti dal governo. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) \u00e8 avviato, gli obiettivi fin qui fissati sono stati tutti raggiunti, e c\u2019\u00e8 solo da andare avanti senza esitare e tenendo ferma la barra del timone. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Emergono dati incompatibili con l\u2019ottimismo di Draghi. I posti di lavoro a tempo determinato o a part time involontario sono assolutamente prevalenti, in specie per donne e giovani, e soprattutto al Sud. Le diseguaglianze sono devastanti, e tendono ad aumentare. Le analisi pi\u00f9 accreditate dicono che nel giro di qualche anno torneremo a ritmi di crescita \u201cnormali\u201d, con il Sud che procede a un passo pi\u00f9 lento del Nord. Il divario, in prospettiva, aumenta. Manca del tutto una strategia volta a correggere il trend, superando la politica di investire sulla \u201clocomotiva del Nord\u201d che ha condotto il paese alla stagnazione, e mettendo invece l\u2019Italia in grado di sfruttare la sua posizione strategica nel Mediterraneo. Il progetto lungimirante di paese pi\u00f9 competitivo in quanto pi\u00f9 unito esiste forse a parole, ma non nei fatti.<\/p>\n<p>Il Pnrr sempre di pi\u00f9 appare come strumento di recupero della precedente \u201cnormalit\u00e0\u201d, divisa e diseguale, con lo stesso Nord ridotto a retrobottega di economie pi\u00f9 forti, dalle cui sorti e scelte dipendeva, dipende e dipenderebbe ancora in futuro. Nel rapporto Svimez 2021 da ultimo presentato si d\u00e0 conto della caduta rovinosa del nostro Nord nelle statistiche territoriali europee, con perdite di decine di posizioni per chi \u2013 come Lombardia, Veneto, Piemonte \u2013 assume di essere la punta di diamante del paese (in specie, cap. 22). Regioni come la Toscana o l\u2019Umbria si avvicinano al Mezzogiorno. Sono cifre mai smentite, e delle quali consigliamo la lettura. In mancanza di una vera strategia nuova e alternativa, \u00e8 il ritorno a tutto questo che Draghi celebra per il suo governo.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 bene che il nonno delle istituzioni, ovunque si trovi, si faccia venire qualche idea fresca e giovanile per il futuro.<\/p>\n<p>*(Massimo Villone \u00e8 un politico e costituzionalista italiano. \u00c8 professore emerito di Diritto costituzionale nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 -Schir\u00f2 (Pd): il nuovo regime fiscale\u00a0 per i frontalieri approvato dal governo. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Disegno di legge che <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36891\" title=\"n\u00b052 \u2013 25 Dicembre\u00a0 2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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