{"id":36720,"date":"2021-11-27T18:56:04","date_gmt":"2021-11-27T18:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36720"},"modified":"2021-11-28T16:03:14","modified_gmt":"2021-11-28T16:03:14","slug":"n48-27-novembre-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36720","title":{"rendered":"n\u00b048 &#8211; 27\/11\/2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): l\u2019accordo del quirinale deve preparare un futuro basato sui valori del lavoro e della solidariet\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)\/ il decreto sull\u2019assegno unico si dimentica degli italiani all\u2019estero: <\/strong><strong>\u00c8 stato approvato dal Consiglio dei ministri il Decreto legislativo che definisce i contorni e le modalit\u00e0 attuative della Legge sull\u2019Assegno unico universale<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Alfiero Grandi *: sul clima il governo draghi e&#8217; atteso alla prova dei fatti concreti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Sappiamo ancora poco sulla nuova variante omicron. Ma ci sono forti preoccupazioni da parte di istituzioni sanitarie ed esperti: l&#8217;Italia e altri paesi hanno fermato i voli da alcuni paesi dell&#8217;Africa meridionale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Ivan R. Mugisha *: RUANDA Kigali, 14. LA CHIESA DI KIGALI CHE ACCOGLIE LE PERSONE LGBTQ+ .<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 \u2013 Nel mondo<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Italia: bendati nella tempesta. In Italia ci sono in tutto 8mila comuni: nell\u2019ultimo decennio 602 sono entrati in crisi climatica, cio\u00e8 hanno dovuto sperimentare almeno uno dei 1.181 eventi estremi e anomali che hanno colpito il nostro paese dal 2010 a oggi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Celeste Costantino*:\u00a0 violenze, soprattutto durante la pandemia sono cresciute anche tra le bambine e le adolescenti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 &#8211; Simone Oggionni*: Magri, le tre ragioni di attualit\u00e0 della sua biografia politica- L&#8217;iniziativa. Con Luciana Castellina, oggi e domani a Rimini, vecchi e giovani compagni ricordano Lucio Magri in un convegno di riflessione sul lascito politico a dieci anni dalla sua scomparsa.<\/strong><\/p>\n<p>Dieci anni sono tanti: non impongono un bilancio che nessuno di noi \u00e8 in grado di trarre, ma di certo incoraggiano una riflessione collettiva. Proveremo a cominciarla oggi e domani a Rimini, in un incontro fortemente voluto da Luciana Castellina e dai compagni di sempre ma anche da un gruppo di militanti e studiosi pi\u00f9 giovani, che alla vicenda politica e intellettuale di Lucio Magri guardano con un sentimento di appartenenza.<\/p>\n<p>Per quali motivi? Quali sono le ragioni di attualit\u00e0 del suo pensiero e della sua biografia politica?<\/p>\n<p>Innanzitutto il profilo, vorrei scrivere lo stile. Magri ha incarnato \u2013 come pochi prima di lui, quasi nessuno dopo di lui \u2013 la figura del politico intellettuale, dotato di una grande formazione classica, capace di tradurre cultura in organizzazione e di fare dialogare, sempre, analisi concreta, tattica e strategia. Il suo marxismo eterodosso, anti-economicistico, ha fatto dell\u2019invito, caro a Napoleoni, a \u201ccercare ancora\u201d un vero imperativo, reso pi\u00f9 umano e affascinante da quel tratto di curiosit\u00e0, inquietudine, generosit\u00e0 e rigore che lo ha segnato.<\/p>\n<p>Ma se devo individuare tre elementi magriani che vivono come tracce di attualit\u00e0, motivi che parlano al presente e nel presente, non ho dubbi: la rinnovata questione del rapporto con il mondo cattolico; la centralit\u00e0 del conflitto tra lavoro e capitale dentro un\u2019analisi del modello di produzione in divenire; il tema della democrazia e del soggetto politico.<\/p>\n<p>Il rapporto con il mondo cattolico \u00e8 uno degli aspetti meno studiati di Magri, che invece nasce politicamente dossettiano dentro la Dc e mantiene per tutta la vita un\u2019attenzione e un dialogo speciali con quell\u2019universo di esperienze e di valori. Magri \u00e8 figlio del cattolicesimo bergamasco, nel quale cresce Giovanni XXIII e a cui si rivolge Togliatti nel discorso del 1963 sul destino dell\u2019uomo. Il pontificato di Francesco chiama oggi come allora la sinistra a un percorso comune: nella critica verso un \u00absistema economico che uccide\u00bb, nella necessit\u00e0 della cura della \u00abcasa comune\u00bb, nella difesa di una dimensione dell\u2019umano non a disposizione del profitto, contro la cultura dello scarto.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la centralit\u00e0 del conflitto tra lavoro e capitale, la questione operaia. Non sembri un controsenso, nella nuova era del dominio del calcolo, dell\u2019algoritmo, di una superfetazione tecnologica che ci costringe a ripensare dalle fondamenta le modalit\u00e0 della valorizzazione e dell\u2019accumulazione, la natura del soggetto subalterno, persino la forma del potere. Rimarcare l\u2019eccezionalit\u00e0 di Magri nella sua lettura del lavoro \u00e8 utile non solo perch\u00e9 ci offre un modello analitico (il capitalismo si studia a partire dalla struttura produttiva, dalle dinamiche costitutive dei suoi gangli vitali) che \u00e8 \u2013 di per s\u00e9 \u2013 predittivo e anticipatore, come i suoi scritti hanno sempre dimostrato, dall\u2019inchiesta operaia alla fine degli anni Cinquanta sino agli allarmi sulla questione ambientale attivati gi\u00e0 nei primi Settanta. Ma \u00e8 utile anche perch\u00e9 obbliga a ricordare quale debba essere \u2013 nella pratica politica \u2013 il riferimento necessario, il \u00absoggetto della trasformazione\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco allora il terzo asse che chiede spazio nella riflessione dell\u2019oggi: \u00e8 il tema della soggettivit\u00e0 politica e del partito, che si lega \u2013 in termini rigorosamente gramsciani \u2013 alla questione della democrazia.<\/p>\n<p>Magri propone, sin negli ultimi scritti, un\u2019idea di democrazia pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 ampia, di tipo consiliare, che non contraddice il terreno della rappresentanza classica ma lo rafforza con istituti di autogoverno e di autogestione, di diretto protagonismo popolare.<\/p>\n<p>Questo bisogno di protagonismo vive come proiezione nell\u2019idea di societ\u00e0 e vive al contempo come urgenza di partecipazione e di democrazia pi\u00f9 piena dentro il momento della politica e della sua organizzazione. A quest\u2019altezza, agisce come esigenza teorica e come insoddisfazione pratica e permanente nel confronto tra il partito ideale e il partito reale. Dallo scontro della prima met\u00e0 degli anni Cinquanta nella Dc, passando per i decenni centrali e inquieti che tutti ricordiamo (il Pci, il manifesto, il Pdup, il Pci, Rifondazione) fino alla delusione e al distacco finale, con la consapevolezza che tutto fosse finito.<\/p>\n<p>Da questo senso di vuoto occorre ripartire. Sentendo su di noi il rovello di questa tensione, di una dialettica non risolta che ci spinge allo studio ma anche all\u2019azione. Alla ricerca, nella societ\u00e0, nella cultura, in primo luogo nelle nuove generazioni e nelle esperienze pi\u00f9 avanzate, di quel bisogno di protagonismo democratico e di radicalit\u00e0 che pu\u00f2 germogliare verso un soggetto politico all\u2019altezza dei tempi nuovi. Con le radici \u2013 questo \u00e8 chiaro \u2013 ben piantate nella grande storia e nella nostra cultura politica. E s\u00ec, anche in quel suo stile politico-intellettuale che manca e di cui abbiamo bisogno.<\/p>\n<p>*( Simone Oggionni, da Il Manifesto)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): L\u2019ACCORDO DEL QUIRINALE DEVE PREPARARE UN FUTURO BASATO SUI VALORI DEL LAVORO E DELLA SOLIDARIET\u00c0. La firma del trattato del Quirinale tra Italia e Francia \u00e8 certamente un evento importante e nuovo per le prospettive dell\u2019Europa e per tutti noi. Esso si colloca nel solco della migliore tradizione europeistica ed \u00e8 una leva per sostenere ed accelerare i processi di transizione in campi ormai vitali, come quello ambientale, dello sviluppo delle tecnologie e della costruzione di una difesa comune.<\/strong> 27 novembre 2021<\/p>\n<p>\u201cVogliamo disegnare noi stessi il nostro destino,\u201d \u2013 ha dichiarato Draghi \u2013 \u201cnon vogliamo che altri lo facciano per noi\u201d. Giusto cos\u00ec, sapendo che una scelta cos\u00ec profonda di autodeterminazione e di progettazione del futuro comporta un altrettanto forte impegno di democrazia e di partecipazione popolare. Comporta, senza girarci intorno, il superamento delle ancora operanti resistenze sovranistiche, per loro natura statiche, chiuse e legate a valori del passato.<\/p>\n<p>Nei discorsi ufficiali sono stati evocati diversi padri nobili di questo europeismo audace e innovatore. Io vorrei evocarne uno, anzi tanti, non ricordati: i milioni di emigrati che in virt\u00f9 degli accordi di lavoro tra i soci fondatori dell\u2019Europa unita, si sono sparsi nelle societ\u00e0 del continente, le hanno ricostruite dopo la guerra e avviate verso lo sviluppo, facendo fermentare in esse il senso di un destino comune. Per questo, ho colto con speranza il fatto che tra gli obiettivi dell\u2019accordo ci sia anche quello della creazione di un livello di gestione e di responsabilit\u00e0 comune per la gestione dei migranti, la nuova frontiera della unit\u00e0 sociale e morale dell\u2019Europa. Proprio di quell\u2019Europa che ha conosciuto i suoi migliori momenti di sviluppo e dinamismo quando \u00e8 stata aperta e solidale.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Accordo nasce quasi programmaticamente dalla necessit\u00e0 di superare i vecchi \u201cpatti di stabilit\u00e0\u201d, che hanno creato, con le loro restrizioni e i loro vincoli, pi\u00f9 problemi di quanti non ne abbiano risolto. La scelta solidaristica fatta per fronteggiare la pandemia deve diventare la base di una nuova prospettiva, quella di un\u2019Europa autonoma, attenta alle persone e rispettosa dei diritti umani e capace di fare con dignit\u00e0 il suo cammino nel concerto internazionale.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2-Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD)\/ IL DECRETO SULL\u2019ASSEGNO UNICO SI DIMENTICA DEGLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO: <\/strong><strong>\u00c8 STATO APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DECRETO LEGISLATIVO CHE DEFINISCE I CONTORNI E LE MODALIT\u00c0 ATTUATIVE DELLA LEGGE SULL\u2019ASSEGNO UNICO UNIVERSALE<\/strong>.. 25 novembre 2021<\/p>\n<p>Il Decreto passer\u00e0 nei prossimi giorni al vaglio delle competenti Commissioni parlamentari prima di essere approvato definitivamente.<\/p>\n<p>L\u2019Assegno unico sar\u00e0 pure, come molti sostengono, un risultato storico e il pi\u00f9 grande riordino mai realizzato delle misure di sostegno per le famiglie italiane, ma per gli italiani all\u2019estero invece rischia di rappresentare una bella \u201cfregatura\u201d. Spiego il perch\u00e9.<\/p>\n<p>Innanzitutto l\u2019Assegno unico (un massimo di 175 euro per ogni figlio minorenne) non \u00e8 n\u00e9 esportabile n\u00e9 erogabile all\u2019estero. Infatti \u2013 anche se il richiedente soddisfa i requisiti di cittadinanza e di obbligo fiscale (per averne diritto bisogna essere contribuente fiscale in Italia) \u2013 l\u2019Assegno verr\u00e0\u00a0 riconosciuto (a partire dal 1\u00b0 marzo 2022) a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio il richiedente sia residente o domiciliato in Italia.<\/p>\n<p>La legge esclude quindi dal potenziale diritto all\u2019Assegno unico tutti coloro i quali risiedono all\u2019estero.<\/p>\n<p>In secondo luogo il Decreto attuativo della legge delega introduttiva dell\u2019Assegno unico conferma (all\u2019articolo 10) che a partire dal 1\u00b0 marzo 2022 saranno aboliti \u2013 con alcune condizioni e peculiarit\u00e0 \u2013 sia l\u2019ANF (assegno al nucleo familiare) che le detrazioni fiscali per figli a carico.<\/p>\n<p>Si ricorder\u00e0 che gi\u00e0 dall\u2019aprile scorso quando fu approvata la legge delega sull\u2019Assegno unico avevo messo in guardia (informando e sollecitando anche il Governo) sui rischi che tale nuova norma avrebbe comportato \u2013 se approvata senza opportune modifiche \u2013 per i diritti degli italiani all\u2019estero perch\u00e8 appunto la legge sull\u2019Assegno unico subordina la fruizione dell\u2019Assegno alla residenza o al domicilio in Italia e stabilisce il graduale superamento o soppressione delle detrazioni fiscali per i figli a carico\u00a0 e dell\u2019Assegno per il nucleo familiare (ANF).<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che sia le detrazioni fiscali per i figli a carico sia l\u2019ANF sono attualmente erogati anche ai nostri connazionali aventi diritto residenti all\u2019estero (le detrazioni sono concesse ai cosiddetti \u201cnon residenti Schumacker\u201d, cio\u00e8 coloro che producono pi\u00f9 del 75% del reddito in Italia\u00a0 \u2013 tra questi i contrattisti della nostra rete diplomatica &#8211; mentre le prestazioni familiari sono concesse, a determinate condizioni e anche in virt\u00f9 degli accordi di sicurezza sociale stipulati dall\u2019Italia, anche ai lavoratori e ai pensionati residenti all\u2019estero).<\/p>\n<p>Se da una parte quindi l\u2019abolizione delle detrazioni per figli a carico e dell\u2019assegno per il nucleo\u00a0 familiare (ANF) non comporta particolare nocumento per i residenti in Italia che in sostituzione si vedranno riconosciuto l\u2019Assegno unico universale, dall\u2019altra parte invece le pratiche conseguenze potrebbero essere pesanti per gli italiani residenti all\u2019estero ai quali non potr\u00e0 essere riconosciuto l\u2019Assegno Unico \u2013 che richiede la residenza o il domicilio in Italia &#8211; e i quali inoltre potrebbero perdere in un prossimo futuro (probabilmente a partire dal 1\u00b0 marzo 2022) anche gli attuali benefici previdenziali e fiscali (ANF e detrazioni figli a carico) di cui sono o potrebbero essere titolari.<\/p>\n<p>Avevo chiesto e auspicato che il decreto attuativo (approvato in questi giorni dal Consiglio dei ministri) avrebbe in qualche modo trovato un rimedio\u00a0 legislativo per evitare la cancellazione di diritti acquisiti da parte delle nostre collettivit\u00e0 all\u2019estero. Purtroppo cos\u00ec non \u00e8 stato: infatti nel decreto non solo vengono confermate le innovazioni (l\u2019articolo 10 cancella, come prevedibile, sia le detrazioni che l\u2019ANF) ma i residenti all\u2019estero non vengono neanche menzionati.<\/p>\n<p>Nei prossimi passaggi parlamentari sar\u00e0\u00a0 quindi nostra responsabilit\u00e0 (ed io mi sono gi\u00e0 attivata) sensibilizzare la politica per indurre Parlamento e Governo a modificare la normativa al fine di tutelare i diritti acquisiti fiscali e previdenziali dei nostri connazionali residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03- Alfiero Grandi *: SUL CLIMA IL GOVERNO DRAGHI E&#8217; ATTESO ALLA PROVA DEI FATTI CONCRETI <\/strong><\/p>\n<p>La conferenza Cop26 sul clima che si \u00e8 svolta a Glasgow si \u00e8 chiusa lasciando una sostanziosa delusione sulle sue conclusioni, cio\u00e8 sulle scelte concrete per realizzare l\u2019obiettivo centrale di non andare oltre 1,5 gradi di aumento della temperatura del pianeta. Come ha detto giustamente Giorgio Parisi, Nobel per la fisica, non \u00e8 il pianeta a rischio ma la specie umana. Non si poteva fare di pi\u00f9? Si doveva osare di pi\u00f9? Sono interrogativi legittimi.<\/p>\n<p>Hanno pesato negativamente sulla conferenza le pericolose tensioni politiche e militari tra Usa e Cina, appena attenuate dall\u2019incontro tra Kerry e il ministro degli Esteri cinese a Glasgow. Ha pesato \u2013 non positivamente \u2013 l\u2019assenza di un protagonismo dell\u2019Unione Europea sul clima, che \u00e8 comparsa solo nell\u2019accordo bilaterale con gli Usa per proteggere acciaio e alluminio da una concorrenza sporca (di carbone), tanto che gli Usa non hanno sentito l\u2019esigenza di allargare il confronto con la Cina invitando anche l\u2019Unione Europea. Di contro, c\u2019\u00e8 stato l\u2019attivismo di alcuni paesi europei, dediti ad un lavoro di lobbying, come la Francia sul nucleare. Sarebbe un errore gravissimo attendere la prossima conferenza in Egitto nel 2022. La speranza \u00e8 di spostare le conclusioni di Glasgow dall\u2019empireo rarefatto di obiettivi alla realt\u00e0 di passi avanti concreti per il clima.<\/p>\n<p>Altrimenti sul clima rischia di calare il sipario, dopo la grande attenzione mediatica, mentre resta la dura realt\u00e0 degli sconvolgimenti della crisi climatica, che gi\u00e0 ci accompagnano e sempre pi\u00f9 ci accompagneranno.<\/p>\n<p>In ogni paese e in ogni sede internazionale occorre fare vivere concretamente le iniziative per chiedere passi avanti e per premere sulle sedi politiche ed istituzionali affinch\u00e9 realizzino quanto \u00e8 necessario. Attendere la prossima occasione internazionale sarebbe un grave errore. Un esempio: il 2030 \u00e8 una tappa fondamentale per verificare la crescita delle energie rinnovabili e una forte riduzione dell\u2019uso delle energie da fonti fossili, compreso ridurre la CO2 in Europa del 55%. Ancora di pi\u00f9, entro il 2035 dovrebbe cessare in Europa la produzione di auto con motori a scoppio. Autorevoli analisti ritengono che quanto verr\u00e0 realizzato entro il 2025 sar\u00e0 decisivo per capire se ci avvicineremo nelle tappe successive agli obiettivi e per questa tappa iniziale mancano solo 4 anni. Quanto si realizzeranno effettivamente gli obiettivi dipender\u00e0 da quanto ci avvicineremo effettivamente nei periodi precedenti, senza rinviare tutto all\u2019ultimo momento. Quindi il qui ed ora dovrebbe essere il punto di vista con cui decidere iniziative e comportamenti per realizzare concreti passi avanti e purtroppo su questo c\u2019\u00e8 ragione di forti preoccupazioni.<\/p>\n<p>Per questo in Italia occorre incalzare il governo e le strutture pubbliche chiamate a svolgere il loro ruolo e nello stesso tempo esercitare una pressione sui centri economici, in particolare sulle imprese per spingerle a non essere conservatrici degli interessi esistenti ma a scommettere su nuove combinazioni, nuovi equilibri sociali, sul lavoro. Quindi occorre rilanciare lo scenario delle scelte e delle decisioni che occorre prendere anzitutto in Italia, naturalmente nel quadro europeo, che ci sta aiutando, e internazionale. Per questo \u00e8 importante il PNRR, che rappresenta il pi\u00f9 grande investimento poliennale da molti anni, che pu\u00f2 guidare la transizione del nostro paese da un\u2019economia sostanzialmente ferma ad un\u2019economia che si ricolloca su un fronte innovativo, con al centro il clima e l\u2019occupazione (di qualit\u00e0) come assillo fondamentale.<\/p>\n<p>Per questo c\u2019\u00e8 bisogno di riconnettere i singoli interventi su obiettivi di fondo.<\/p>\n<p>Il quadro decisionale deciso dal decreto legge che ha organizzato l\u2019uso delle risorse del Pnrr (i miliardi di euro europei pi\u00f9 quelli decisi dall\u2019Italia ad integrazione) si articola in un numero alto di progetti di spesa e lo fa attraverso bandi che inevitabilmente non aiutano a costruire un quadro di scelte politiche. Il rischio \u00e8 che gli interventi ritardino e che siano tendenzialmente scollegati. Un esempio: le scelte energetiche. Da mesi siamo sotto scopa per l\u2019aumento dei prezzi del gas, della benzina, del gasolio, inevitabile una loro pesante influenza sull\u2019inflazione e sui costi di produzione. Di fronte a questa scossa tellurica la reazione ha riguardato una parziale attenuazione degli effetti su un aspetto importante come gli aumenti dei prezzi per i consumatori, cercando di correre ai ripari anche con una dimensione europea, ma senza andare al cuore del problema. Il problema \u00e8 che le fonti fossili sono manovrabili dai produttori e dalla speculazione attraverso i future che scommettono su quello che vogliono che accada in futuro.<\/p>\n<p>L\u2019unica vera strategia di fondo per sottrarsi dalle tensioni sui prezzi delle fonti fossili \u00e8 realizzare il massimo possibile di fonti energetiche alternative, fotovoltaico, eolico soprattutto offshore, geotermico, rafforzando l\u2019idroelettrico anche come compensazione dei vuoti di energia dalle altre rinnovabili, infine risparmio energetico. Cingolani aveva ricordato mesi fa che in Italia dobbiamo arrivare a 70 Gigawatt da rinnovabili e che con il ritmo attuale ci arriveremo alla fine del secolo. Dopo alcuni mesi siamo allo stesso punto e la fine dell\u2019anno si avvicina. Eppure se l\u2019Italia avesse annunciato e iniziato a realizzare uno sprint formidabile sulle rinnovabili anche il mercato attuale dell\u2019energia ne avrebbe risentito. I soldi ci sono, le disponibilit\u00e0 private ad investire pure, ma ancora ci si chiede se le semplificazioni gi\u00e0 decise per sbloccare le autorizzazioni sono sufficienti, perch\u00e9 non ci sono segni di novit\u00e0. Le interessanti proposte di collocare offshore ben 39 parchi eolici lontani dalla costa per produrre 17.000 megawatt (dati di Terna) non hanno fatto un solo passo avanti e il fotovoltaico \u00e8 fermo da 5 anni.<\/p>\n<p>Il governo deve svolgere un ruolo attivo, essere protagonista. Mentre per ora il ministro Cingolani discute di nucleare e sembra dimenticare di essere ministro in Italia dove ben due referendum popolari hanno detto no alle centrali nucleari. Il ministro dovrebbe invece definire con chiarezza quali obiettivi realizzare qui ed ora, con precise proposte di realizzazione delle energie rinnovabili e di come farlo, con quali sostegni necessari. Invece l\u2019impressione \u00e8 che si stia perdendo tempo, si stiano accumulando ritardi, con il rischio che questi ritardi diventino l\u2019alibi per giustificare il finanziamento delle decisioni pi\u00f9 arretrate e retrive di cui si sente parlare. Non ci sono miliardi di euro per tutto, se si investono risorse nelle rinnovabili non ha molto senso costruire o ristrutturare ben 14 centrali a gas solo perch\u00e9 le aste di Terna garantiscono pagamenti generosi al punto da convincere le aziende a investire nel gas naturale (fossile) per produrre energia elettrica. Non basta pi\u00f9 pagare cari i certificati verdi per compensare l\u2019uso delle energie fossili, semplicemente occorre produrre sempre meno CO2, a partire da subito.<\/p>\n<p>Inoltre si dovrebbero trarre le conseguenze degli investimenti nell\u2019eolico per collegarli alle produzioni di acciaio in Italia che nelle aziende ex pubbliche sono ai minimi termini proprio quando il mercato tira e questi investimenti potrebbero costituire una domanda di rilievo per anni. Fa impressione leggere che chi sta progettando un parco eolico al largo della Sicilia pensa di fare arrivare dall\u2019estero il materiale necessario. La mano destra dovrebbe sapere cosa fa la sinistra e forse ne trarrebbe vantaggio. Certo occorre un piano, un progetto, e oggi il piano energetico nazionale \u00e8 inservibile e non c\u2019\u00e8 un progetto sul futuro dell\u2019acciaio. Eppure all\u2019inizio dell\u2019estate ben tre ministri (Cingolani, Giorgetti, Franco) avevano dichiarato alla stampa che l\u2019ex Ilva di Taranto sarebbe diventata l\u2019acciaieria pi\u00f9 verde d\u2019Europa cogliendo l\u2019occasione che presto la maggioranza del pacchetto azionario sar\u00e0 di una societ\u00e0 pubblica. Tutto oggi \u00e8 avvolto nel silenzio e l\u2019impressione \u00e8 che non a tutti dispiace se queste aziende perdono quote rilevanti di mercato, che altri coprono.<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto che andrebbe integrato rapidamente nel progetto \u00e8 l\u2019idrogeno. Anzich\u00e9 chiacchierare a sproposito del nucleare si dovrebbe preparare un approfondimento di una suggestione lanciata da Kerry qualche giorno fa e per certi versi ripresa dall\u2019Amministratore delegato di Snam: l\u2019idrogeno. Secondo Kerry, l\u2019Arabia Saudita sta costruendo una grande struttura che avr\u00e0 il compito di produrre idrogeno con energie rinnovabili attraverso elettrolisi e questo prodotto \u00e8 destinato in larga misura ad essere esportato. Questo idrogeno nel giro di 5 anni secondo la Snam sar\u00e0 meno costoso dei fossili attuali e potrebbe essere portato in Italia attraverso i gasdotti esistenti, che sembra siano stati gi\u00e0 valutati, e in seguito distribuito a chi ne avr\u00e0 bisogno. Nel Pnrr ci sono parti importanti che riguardano l\u2019idrogeno, dallo stoccaggio all\u2019utilizzo per trasporti pesanti, altri impieghi potrebbero aggiungersi per realizzare risultati senza produrre CO2. Il rapporto tra idrogeno e rinnovabili \u00e8 evidente, l\u2019impiego anche nella siderurgia possibile, quindi occorre procedere rapidamente.<\/p>\n<p>Spiace dirlo ma il governo non sembra nell\u2019ordine di idee di essere il protagonista di questo progetto di innovazione. Per lo meno il ministro appare sfasato rispetto alle urgenze e finora i risultati latitano. Il presidente del Consiglio farebbe bene a fare il punto con i suoi ministri e a pretendere un progetto complessivo di cui i bandi e le singole iniziative siano aspetti coordinati in una politica energetica e per il clima, per l\u2019occupazione, che finora non si avverte<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; SAPPIAMO ANCORA POCO SULLA NUOVA VARIANTE OMICRON. MA CI SONO FORTI PREOCCUPAZIONI DA PARTE DI ISTITUZIONI SANITARIE ED ESPERTI: L&#8217;ITALIA E ALTRI PAESI HANNO FERMATO I VOLI DA ALCUNI PAESI DELL&#8217;AFRICA MERIDIONALE.<\/strong><\/p>\n<p>Una nuova variante del coronavirus, identificata inizialmente nel Botswana e in seguito in numerosi contagiati in Sudafrica, sta attirando l\u2019interesse dei gruppi di ricerca e delle istituzioni per l\u2019alto numero di mutazioni che contiene e la sua apparente capacit\u00e0 di diffondersi molto velocemente. Le autorit\u00e0 sanitarie sudafricane non hanno nascosto le loro preoccupazioni e alcuni paesi, come il Regno Unito e l\u2019Italia, hanno gi\u00e0 deciso di introdurre nuove limitazioni per chi arriva da diversi paesi africani.<\/p>\n<p>Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un\u2019ordinanza \u00abche vieta l\u2019ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni \u00e8 stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini\u00bb, e l\u2019Unione Europea ha annunciato un blocco temporaneo dei voli dagli stessi sette paesi. Nella giornata di venerd\u00ec sono stati rilevati casi in Israele e almeno un caso in Europa, nel Belgio.<\/p>\n<p>Le notizie sulla nuova variante hanno avuto effetti negativi sui mercati finanziari di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Secondo vari esperti i presupposti non sono incoraggianti, ma i dati per ora disponibili sono estremamente limitati e occorreranno diversi giorni prima di avere valutazioni scientifiche pi\u00f9 accurate (preoccuparsi per una variante \u00e8 utile per essere preparati a ogni evenienza, non per fare allarmismo).<\/p>\n<p>La variante \u00e8 stata catalogata come B.1.1.529, e l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) l\u2019ha denominata con la lettera greca O (\u201comicron\u201d in italiano), nell\u2019ambito della nomenclatura per le varianti decisa a inizio giugno di quest\u2019anno. In precedenza si era diffusa l\u2019ipotesi che potesse essere definita con la lettera greca N (\u201cni\u201d in italiano, \u201cnu\u201d in inglese).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LE COSE DA SAPERE SUL CORONAVIRUS<\/strong><\/p>\n<p>La newsletter del Post sul coronavirus ti aggiorna sulle ultime notizie: \u00e8 gratis e arriva ogni gioved\u00ec alle 18:00. Per riceverla scrivi qui il tuo indirizzo mail e premi il bottone sotto.<\/p>\n<p>B.1.1.529 era stata identificata per la prima volta nello stato africano del Botswana a inizio novembre. In seguito l\u2019analisi di alcuni campioni aveva portato alla sua identificazione a Hong Kong e soprattutto in Sudafrica, dove si effettuano numerosi sequenziamenti per valutare la diffusione delle varianti e la loro prevalenza.<\/p>\n<p>Stando alle prime analisi, le infezioni da B.1.1.529 sono in netto aumento nella provincia del Gauteng, dove si trova Johannesburg, la citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa del paese. Nella zona nelle ultime settimane era stato rilevato un aumento significativo dei contagi che aveva interessato soprattutto i pi\u00f9 giovani, in et\u00e0 scolare.<\/p>\n<p>Analizzando 77 campioni prelevati da altrettante persone positive, un gruppo di ricerca ha trovato in tutti la variante B.1.1.529. I prelievi erano stati effettuati tra il 12 e il 20 novembre e c\u2019\u00e8 quindi un\u2019alta probabilit\u00e0 che nel frattempo la variante abbia continuato a diffondersi. Il gruppo di ricerca \u00e8 gi\u00e0 al lavoro per analizzare nuovi campioni, provenienti anche da altre aree del Sudafrica.<\/p>\n<p>I 77 casi si aggiungono ai 4 identificati in precedenza nel Botswana e a un caso rilevato a Hong Kong, derivante direttamente da un viaggiatore proveniente dal Sudafrica.<\/p>\n<p>B.1.1.529 possiede pi\u00f9 di 30 mutazioni nella proteina \u201cspike\u201d, quella che il coronavirus utilizza per eludere le difese delle cellule del nostro organismo, in modo da sfruttarle per produrre copie di se stesso e portare avanti l\u2019infezione. Alcune mutazioni erano gi\u00e0 state riscontrate nelle varianti delta e alfa e avevano mostrato di rendere il coronavirus pi\u00f9 contagioso o in grado di eludere pi\u00f9 facilmente l\u2019attivit\u00e0 degli anticorpi del nostro sistema immunitario.<\/p>\n<p>Nell\u2019area della proteina spike strettamente legata al primo contatto tra il coronavirus e una cellula, il gruppo di ricerca sudafricano ha identificato almeno dieci mutazioni, contro le due della variante delta. L\u2019ipotesi \u00e8 che B.1.1.529 abbia avuto origine in un paziente il cui sistema immunitario non era riuscito a contrastare efficacemente l\u2019infezione.<\/p>\n<p>La presenza di molte mutazioni non significa comunque che la nuova variante sia necessariamente pi\u00f9 rischiosa di quelle circolate finora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MUTAZIONI<\/p>\n<p>Un virus entra in un organismo e ne sfrutta poi le cellule per replicarsi, cio\u00e8 per creare nuove copie di se stesso che provvederanno a legarsi ad altre cellule per fare la stessa cosa. Questo meccanismo non \u00e8 molto preciso e pu\u00f2 portare ad alcuni errori nella fase in cui il codice genetico del virus viene trascritto per farne una copia, un po\u2019 come avviene quando si ricopia un testo e inavvertitamente si scrive un refuso.<\/p>\n<p>\u00c8 nell\u2019ordine delle cose, succede di continuo in natura nei processi di replicazione del materiale genetico. Il risultato di questi refusi sono mutazioni, quasi sempre innocue e che si trasmettono alle generazioni successive, accumulandosi a quelle nuove prodotte nei processi di replicazione seguenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSA SAPPIAMO E NON SAPPIAMO<\/p>\n<p>Nel caso di B.1.1.529 ci sono ancora moltissime cose da chiarire. Parte delle preoccupazioni deriva dal fatto che questa versione del virus \u00e8 sensibilmente diversa da quella identificata all\u2019inizio della pandemia a Wuhan e sulla quale furono sviluppati gli attuali vaccini.<\/p>\n<p>A oggi non sappiamo se la nuova variante abbia una maggiore capacit\u00e0 di eludere le difese che sviluppiamo in seguito alla vaccinazione, n\u00e9 se le sue mutazioni la rendano effettivamente pi\u00f9 contagiosa della variante delta, che ha mostrato di diffondersi con grande rapidit\u00e0.<\/p>\n<p>Alcune varianti che inizialmente avevano suscitato grandi preoccupazioni non hanno poi assunto una grande rilevanza durante la pandemia. Era successo per esempio con la beta a inizio anno, per la sua presunta capacit\u00e0 di sfuggire pi\u00f9 facilmente alle difese del sistema immunitario. Nei mesi successivi aveva per\u00f2 mostrato di essere meno contagiosa ed era stata rapidamente sopravanzata dalla delta, ormai prevalente in buona parte del mondo.<\/p>\n<p>I ricercatori vogliono capire se B.1.1.529 metta o meno insieme contagiosit\u00e0 e capacit\u00e0 di eludere le difese immunitarie gi\u00e0 sviluppate, tramite precedenti infezioni o con i vaccini, condizione che darebbe un grande vantaggio alla nuova variante.<\/p>\n<p>I test sono gi\u00e0 in corso in numerosi laboratori, ma \u00e8 probabile che le prime risposte arriveranno dal mondo reale, specialmente dai paesi che effettuano molti sequenziamenti per tenere traccia delle varianti pi\u00f9 diffuse. Grazie alle sue particolari caratteristiche, B.1.1.529 pu\u00f2 essere inoltre identificata pi\u00f9 velocemente nei test, cosa che dovrebbe rendere pi\u00f9 semplice il suo tracciamento rispetto ad altre varianti.<\/p>\n<p>A oggi siamo quindi davanti a una nuova variante verso la quale ci sono preoccupazioni da parte di esperti e istituzioni sanitarie, ma su cui abbiamo ancora pochissimi dati concreti. Non sappiamo con certezza se sia pi\u00f9 contagiosa della delta n\u00e9 quanto riesca a eludere le difese immunitarie. Abbiamo dati circoscritti sulla sua rapida diffusione in parte del Sudafrica, ma solo analizzando il ritmo con cui si diffonde rispetto alla delta si potranno fare analisi pi\u00f9 accurate sui rischi e sulla tenuta dei vaccini.<\/p>\n<p>*(The Post )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 \u2013 Ivan R. Mugisha *: RUANDA Kigali, 14. <\/strong><strong>LA CHIESA DI KIGALI CHE ACCOGLIE LE PERSONE LGBTQ+ . QUANDO HA RIVELATO LA SUA OMOSESSUALIT\u00c0, IL POPOLARE CANTANTE RUANDESE ALBERT NABONIBO HA PERSO TUTTO DA UN GIORNO ALL\u2019ALTRO: LAVORO, AMICI, FAMIGLIA\u2026 CACCIATO DELLA SUA PARROCCHIA, HA TROVATO UN\u2019ACCOGLIENZA INASPETTATA IN UNA CHIESA EVANGELICA DI KIGALI.<\/strong><\/p>\n<p>Da diversi anni la Chiesa di Dio in Africa del Ruanda (Edar) manifesta pubblicamente la sua apertura alle persone lgbtq+, sfidando il conservatorismo generale.<\/p>\n<p>In Ruanda l\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 reato, ma le persone gay, lesbiche o transessuali<\/p>\n<p>sono spesso vittime di discriminazione: vengono licenziate, rinnegate dai loro affetti, private delle cure mediche o addirittura picchiate.<\/p>\n<p>Albert Nabonibo lo ha sperimentato sulla sua pelle nel 2019, quando durante un\u2019intervista ha dichiarato di essere gay.<\/p>\n<p>\u201cPrima mi invitavano a cantare in occasione degli eventi cristiani e in chiesa. Molte persone amavano la mia musica. Ma quando ho fatto coming out tutto \u00e8 cambiato\u201d, racconta Nabonibo, musicista gospel di 38 anni.<\/p>\n<p>\u201cHanno distorto la Bibbia per dare l\u2019impressione che Dio ci detesti. Ma perch\u00e9 mai Dio dovrebbe detestare ci\u00f2 che ha creato?\u201d<\/p>\n<p>Immediatamente le proposte di lavoro sono scomparse, e la sua chiesa pentecostale gli ha fatto sapere che non era pi\u00f9 il benvenuto a meno che non si \u201cpentisse\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo perso tutti i miei amici. La maggior parte dei miei familiari non mi parla pi\u00f9\u201d, aggiunge. Poi, un giorno, Nabonibo ha scoperto la chiesa Edar e il suo pastore Jean de Dieu Uwiragiye.<\/p>\n<p>\u201cSono rimasto sorpreso, era molto diverso da come mi avevano trattato gli altri cristiani, nella mia famiglia e tra i miei amici\u201d.<\/p>\n<p>Sostenitore di lunga data della causa lgbtq+, quattro anni fa Jean de Dieu Uwiragiye ha assunto la direzione della sua chiesa e ha deciso di aprire le porte alla comunit\u00e0 lgbtq+.<\/p>\n<p>\u201cMi sono convinto che bisognasse contrastare le opinioni conservatrici della chiesa e coinvolgere le persone lgbtq+, perch\u00e9 sapevo che molti di loro soffrivano e che le chiese li rifiutavano\u201d, spiega il religioso di 45 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA SUA SCELTA HA FATTO GRANDE SCALPORE.<\/p>\n<p>Kigali, 14 novembre 2021. Il pastore Jean de Dieu Uwiragiye. (Simon Wohlfahrt, Afp)<\/p>\n<p>Nel giro di poche settimane molti fedeli hanno lasciato la chiesa, considerando la sua scelta un abominio.<\/p>\n<p>I pastori di altre chiese hanno dichiarato che Uwiragiye era posseduto dal demonio, e su di lui si \u00e8 abbattuta una pioggia di insulti da parte dei fedeli ma anche di perfetti sconosciuti.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Edar ha due pastori omosessuali e una comunit\u00e0 composta da duecento fedeli, di cui la maggioranza si dichiara eterosessuale.<\/p>\n<p>\u201cSono stato maltrattato e osteggiato da altri pastori ruandesi perch\u00e9 avevano paura di quello che rappresentavo. Ma questa \u00e8 la mia vocazione\u201d, spiega Seleman Nizeyimana, uno dei pastori omosessuali. \u201cHanno distorto la Bibbia per dare l\u2019impressione che Dio ci detesti. Ma perch\u00e9 mai Dio dovrebbe detestare ci\u00f2 che ha creato?\u201d.<\/p>\n<p>In occasione di una recente funzione, la prima dopo l\u2019avvento della pandemia, con la chiesa avvolta dalla musica, il coro cantava con energia invitando i fedeli ad alzarsi in piedi.<\/p>\n<p>\u201cQuesta chiesa mi ha offerto qualcosa che nessuno mi aveva mai offerto: accettazione e comprensione\u201d, racconta Cadette, 23 anni, componente transgender del coro.<\/p>\n<p>\u201cAmo cantare, ma le altre chiese ti giudicano e non offrono a una persona come me la possibilit\u00e0 di servire Dio. Qui ho avuto questa opportunit\u00e0 e ho trovato altre persone che si sentono come me\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LO STIGMA<\/p>\n<p>Il Ruanda \u00e8 uno dei paesi africani che nel 2011 hanno firmato una dichiarazione congiunta delle Nazioni Unite per condannare la violenza contro le persone lgbtq+.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MA GLI ABUSI E LA STIGMATIZZUAIZONE SONO MOLTO DIFFUSI.<\/p>\n<p>L\u2019Iniziativa per lo sviluppo della salute (Idh), organizzazione senza scopo di lucro di Kigali, ha preso in esame 36 casi di presunte violazioni dei diritti umani contro le persone lgbtq+ commessi nella capitale del Ruanda nel 2019.<\/p>\n<p>Le vittime di abusi sporgono raramente denuncia, perch\u00e9 temono di essere ulteriormente umiliate dalla polizia e pensano che \u201cdifficilmente le denunce avranno un seguito\u201d, spiega il direttore dell\u2019Ihd, Aflodis Kagaba.<\/p>\n<p>L\u2019Ihd e una coalizione di ong hanno fatto pressione sul governo affinch\u00e9 introduca leggi che proteggano le persone lgbtq+ dagli arresti e dalle detenzioni arbitrarie.<\/p>\n<p>Jean de Dieu Uwiragiye ha organizzato un corso di formazione anti-discriminazione destinato ad altri responsabili della chiesa ma anche a medici e infermieri.<\/p>\n<p>Il pastore non abbandona il suo ottimismo. Le persone \u201channo bisogno di tempo per cambiare le proprie convinzioni\u201d, afferma. \u201cMi sembra che lentamente stiano diventando pi\u00f9 tolleranti\u201d.<\/p>\n<p>Per Albert Nabonibo l\u2019esistenza stessa di questa chiesa \u00e8 una fonte di speranza, e gli permette addirittura di sognare in grande. \u201cIn Ruanda nessuna chiesa autorizza gli omosessuali a sposarsi, ma possiamo immaginare che in futuro anche questo possa cambiare\u2026\u201d.<\/p>\n<p>*(di Ivan R. Mugisha, Afp, Francia &#8211; Traduzione di Andrea Sparacino da Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; INTANTO NEL MONDO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RUSSIA<\/p>\n<p>Il 25 novembre cinquantadue persone \u2013 46 minatori e sei soccorritori \u2013 sono morte in un incidente avvenuto in una miniera di carbone a Gramoteino, nella regione di Kemerovo, nel sudovest della Siberia. Altri quaranta minatori sono stati ricoverati in ospedale. Le autorit\u00e0 hanno aperto un\u2019inchiesta per \u201cviolazione delle norme di sicurezza\u201d.<\/p>\n<p>KIRGHIZISTAN<\/p>\n<p>Il 26 novembre i servizi di sicurezza hanno annunciato l\u2019arresto di quindici persone accusate di pianificare un colpo di stato nel paese. L\u2019arresto \u00e8 avvenuto a due giorni dalle elezioni legislative anticipate del 28 novembre. Secondo il comitato di stato per la sicurezza nazionale, l\u2019obiettivo era \u201corganizzare delle manifestazioni violente dopo il voto per impadronirsi del potere con la forza\u201d.<\/p>\n<p>TURCHIA-EMIRATI ARABI UNITI<\/p>\n<p>Il generale Ahmed Nasser al Raisi, degli Emirati Arabi Uniti, \u00e8 stato eletto il 25 novembre presidente dell\u2019Interpol nel corso dell\u2019assemblea generale che si \u00e8 svolta a Istanbul, in Turchia. La nomina ha suscitato molte polemiche perch\u00e9 Al Raisi \u00e8 accusato di torture nei confronti di oppositori. Il ruolo di presidente dell\u2019Interpol \u00e8 comunque simbolico, perch\u00e9 l\u2019organizzazione \u00e8 diretta dal segretario generale, che attualmente \u00e8 il tedesco J\u00fcrgen Stock.<\/p>\n<p>SOMALIA<\/p>\n<p>Il 25 novembre otto persone sono morte e diciassette sono rimaste ferite nell\u2019esplosione di un\u2019autobomba vicino a una scuola a Mogadiscio. Non \u00e8 ancora chiaro se l\u2019obiettivo fosse la scuola o un convoglio della missione di pace dell\u2019Unione africana nel paese (Amisom). L\u2019attentato \u00e8 stato rivendicato dal gruppo Al Shabaab.<\/p>\n<p>GAMBIA<\/p>\n<p>La Commissione per la verit\u00e0 e la riconciliazione (Trrc) ha consegnato il 25 novembre al presidente Adama Barrow il suo rapporto finale, in cui chiede di perseguire i responsabili dei crimini commessi all\u2019epoca del regime di Yahya Jammeh. Tra questi ci sarebbe anche l\u2019ex dittatore, che ha diretto il paese dal 1994 al 2017 e oggi vive in Guinea Equatoriale.<\/p>\n<p>ISOLE SALOMONE<\/p>\n<p>Il 26 novembre la polizia ha impedito a centinaia di manifestanti di raggiungere la residenza privata del primo ministro Manasseh Sogavare nella capitale Honiara. Il governatore generale dell\u2019arcipelago David Vunagi ha proclamato un coprifuoco notturno a tempo indeterminato. La crisi \u00e8 legata a tensioni economiche e sociali, ma anche alla politica filocinese del premier.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 \u2013 ITALIA*: BENDATI NELLA TEMPESTA. IN ITALIA CI SONO IN TUTTO 8MILA COMUNI: NELL\u2019ULTIMO DECENNIO 602 SONO ENTRATI IN CRISI CLIMATICA, CIO\u00c8 HANNO DOVUTO SPERIMENTARE ALMENO UNO DEI 1.181 EVENTI ESTREMI E ANOMALI CHE HANNO COLPITO IL NOSTRO PAESE DAL 2010 A OGGI.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 uscito il nuovo rapport\u00f2 Citt\u00e0 Clima di Legambiente, uno degli osservatori pi\u00f9 interessanti e completi per capire cosa significa, sul campo, anno dopo anno, vivere in un territorio che \u00e8 un hotspot dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Gli eventi estremi sono aumentati del 18 per cento nel 2021 rispetto al 2020 (e l\u2019anno non \u00e8 ancora finito), con l\u2019immagine di copertina da affidare purtroppo alla Sicilia colpita questo autunno dal Mediterraneo trasformato in una catapulta di perturbazioni: secondo le rilevazioni Cnr, lungo le coste i mari intorno all\u2019Italia sono fino a quattro gradi pi\u00f9 caldi rispetto medie storiche. I picchi di anomalia sono: Adriatico centro-settentrionale, il Tirreno centro-settentrionale, il Mar Ligure orientale e lo Ionio.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 pi\u00f9 colpite dagli eventi estremi secondo i calcoli di Legambiente sono Roma (56 eventi estremi e una fragilit\u00e0 che finora \u00e8 cresciuta di amministrazione in amministrazione), Bari e Milano.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 interessante del rapporto \u00e8 quella sull\u2019adattamento. Per ogni euro che in Italia si spende in prevenzione, se ne spendono cinque per riparare i danni, cio\u00e8 1,55 miliardi di euro all\u2019anno. Vuol dire che l\u2019emergenza sappiamo soltanto \u00a0inseguirla.<\/p>\n<p>Un altro dato:<\/p>\n<p>in Europa ci sono 23 paesi che hanno adottato un piano nazionale di adattamento al clima e tra questi non c\u2019\u00e8 l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Inoltre: 54 citt\u00e0 francesi hanno un piano di adattamento urbano, 31 in Germania, 11 in Spagna. In Italia? 4: Torino, Padova, Ancona e Bologna.<\/p>\n<p>Affrontiamo la tempesta bendati, e non va bene.<\/p>\n<p>*(da Areale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; CELESTE COSTANTINO*:\u00a0 VIOLENZE, SOPRATTUTTO DURANTE LA PANDEMIA SONO CRESCIUTE ANCHE TRA LE BAMBINE E LE ADOLESCENTI. NEL RAPPORTO \u00abINDIFESA\u00bb DI TERRE DES HOMMES SI PARLA DI 1.260 BAMBINE E 1.117 BAMBINI CHE HANNO SUBITO VIOLENZE IN FAMIGLIA. IN AUMENTO ANCHE I REATI TELEMATICI, TRA QUESTI LA DETENZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO REALIZZATO CON MINORENNI (+ 14% IN UN ANNO, + 525% IN UN DECENNIO). SERVE UN LAVORO POLITICO E DI TESSITURA IMPORTANTE PER SCARDINARE QUESTO GENERE DI FENOMENI.<\/strong><\/p>\n<p>La situazione \u00e8 grave e pesante: siamo di fronte a un dato strutturale per il nostro Paese. E tuttavia la pandemia ha determinato un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita delle donne italiane accompagnato, naturalmente, da un aumento esponenziale della violenza domestica. Alcuni dati, fra tutti, dovrebbero farci riflettere. Riguardano l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza. A metterli in evidenza \u00e8 il recente rapporto \u00abIndifesa\u00bb di Terre des hommes che segnala una crescita \u2013 rispetto al 2019 \u2013 del 13% delle vittime minorenni del reato di maltrattamenti contro famigliari e conviventi: per dirlo in altri termini, ben 1.260 bambine e 1.117 bambini hanno subito violenze in famiglia che hanno richiesto l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine (e chiss\u00e0 quanti altri casi non segnalati ci sono stati). Inoltre, complice sempre il lockdown, sono cresciuti del 13,9% anche i reati telematici, tra questi la detenzione di materiale pornografico realizzato con minorenni (+ 14% in un anno, + 525% in un decennio).<\/p>\n<p>Per tutti i reati relativi all\u2019infanzia e all\u2019adolescenza esiste un tema di genere: l\u201989% delle vittime di violenza aggravata, l\u201988 nel caso della violenza sessuale, il 65% della pornografia \u2013 per fare qualche esempio \u2013 sono bambine e ragazze.<\/p>\n<p>Questo significa che c\u2019\u00e8 un pezzo di popolazione \u2013 le bambine e le adolescenti \u2013 completamente indifesa a cui serve protezione da parte di tutte le istituzioni, formali e non formali. Ecco perch\u00e9 gli adulti devono essere preparati a cogliere i segnali di richiesta d\u2019aiuto e capaci di cogliere la complessit\u00e0 che li circonda. Abbiamo bisogno cio\u00e8 \u2013 noi per primi \u2013 di un\u2019educazione sentimentale per affrontare questi problemi.<\/p>\n<p>Il rapporto con il web della generazione nativa digitale, per esempio, \u00e8 qualcosa che ha trovato tutti \u2013 anche noi donne \u2013 impreparati dal punto di vista culturale. Facciamo fatica a decodificare il segno di questo rapporto a volte di dipendenza, a volte di consapevolezza, di emancipazione, di condizionamento. L\u2019idea di esistere solo se si d\u00e0 comunicazione della propria esistenza \u00e8 un tema che dovrebbe ossessionare la nostra riflessione \u00abfemminista\u00bb, perch\u00e9 stiamo parlando di un fenomeno che ha a che fare con la parola e anche, molto, con i corpi, il linguaggio fotografico e audiovisivo.<\/p>\n<p>Nell\u2019esposizione di se stesse da parte delle ragazze c\u2019\u00e8 un elemento di libert\u00e0 che invece condizionava molto le nostre generazioni. Ma se loro oggi hanno la libert\u00e0 dell\u2019autorappresentazione, forse corrono anche il rischio di diventare totalmente schiave di un certo mondo dell\u2019immagine. Serve una riflessione compiuta perch\u00e9 \u2013 tra consapevolezze e inconsapevolezze \u2013 intanto ci sono alcuni fenomeni inequivocabili: cresce la pornografia amatoriale in rete, il revenge porn diventa un fenomeno diffusissimo, aumentano gli stupri filmati tra gli adolescenti. Insomma c\u2019\u00e8 un problema che ci impone di rivedere alcuni modelli, a partire dal racconto della violenza e dell\u2019adolescenza nei mezzi di comunicazione e nella cultura in generale.<\/p>\n<p>Ma soprattutto ci impone una riflessione forte sulla scuola, l\u2019unico luogo \u2013 al di fuori della famiglia \u2013 in cui poter fare prevenzione. Anni fa, da deputata, depositai una proposta di legge per l\u2019introduzione dell\u2019educazione sentimentale nelle scuole di ogni ordine e grado. Con l\u2019aiuto di operatrici dei centri antiviolenza, psicologi, assistenti sociali, con le accademiche che si sono occupate di studi di genere, con le associazioni che gi\u00e0 insegnano nelle scuole l\u2019educazione alla differenza avremmo potuto formare docenti in grado di offrire strumenti di prevenzione e capaci di cogliere questo afono grido d\u2019aiuto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 troppo tardi. La mia proposta \u00e8 ancora valida: lanciammo una campagna \u2013 Un\u2019ora d\u2019amore \u2013 a cui risposero in migliaia. Gente comune, insegnanti dirigenti scolastici, studenti, editori, giornalisti, il mondo della cultura. Fu un successo enorme dappertutto, tranne che in Parlamento. Il ddl Zan conteneva una parte di proposta: poco se n\u2019\u00e8 parlato e troppo sulla difensiva. Serve una nuova offensiva: se non crediamo noi nel potere della prevenzione difficilmente potr\u00e0 farlo chi pensa di risolvere tutto con qualche anno di carcere in pi\u00f9.<\/p>\n<p>*( Celestina Costantino detta Celeste \u00e8 un&#8217;attivista e politica italiana. Nel suo impegno politico si \u00e8 occupata di diritti, antimafia e tematiche di genere. Deputata SI. In Commissione Affari costituzionali e Capogruppo della Commissione parlamentare antimafia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): l\u2019accordo del quirinale deve preparare un futuro basato sui valori del lavoro e della solidariet\u00e0. 02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)\/ il decreto <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36720\" title=\"n\u00b048 &#8211; 27\/11\/2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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