{"id":36713,"date":"2021-11-20T13:42:23","date_gmt":"2021-11-20T13:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36713"},"modified":"2021-11-20T15:03:35","modified_gmt":"2021-11-20T15:03:35","slug":"n47-20-novembre-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36713","title":{"rendered":"n\u00b047 &#8211; 20\/11\/2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p><strong>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): l&#8217;aula del senato corregga la sconcertante decisione\u00a0 della commissione per le autorizzazioni sulla elezione del senatore Cairo<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): La Brexit e i diritti alle prestazioni assistenziali italiane.<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 &#8211; La Marca (Pd): ho presentato in commissione esteri la risoluzione del pd sul miglioramento dei servizi consolari . \u201cHo illustrato oggi, gioved\u00ec 18 novembre, nella commissione Esteri della Camera, la risoluzione sulla riorganizzazione e il rilancio dei servizi consolari che il gruppo del PD ha presentato nelle scorse settimane, con le firme di La Marca, Schir\u00f2 e Quartapelle.<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 \u2013 A. Piemontesi &#8211; L. Zorloni *: Gli accordi della Cop26 di Glasgow sul clima spiegati in 10 punti &#8211; Il blitz di India e Cina per annacquare lo stop al carbone. I 100 miliardi di aiuti ai Paesi meno sviluppati rimandati al 2023. L&#8217;avvio del mercato del carbonio: ecco cosa si \u00e8 deciso in Scozia, con tanti mal di pancia<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Schir\u00f2 *(Pd): L\u2019iva (e non solo) ridotta dal 10 al 4% per emigrato che acquista una \u201cprima casa\u201d in Italia, ma per quanto?<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211;\u00a0 Giovanna Chioini*:\u00a0 La quarta ondata in Europa e le altre notizie sul virus.<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Lelio La Porta*: Quell\u2019apparente paradosso che spiega la realt\u00e0 dell\u2019America Latina &#8211; Il saggio . \u00abCinque tesi sul populismo\u00bb, dell\u2019intellettuale argentino Enrique Dussel, per Castelvecchi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 \u2013 Giovanni De Mauro*. Radici.<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 \u2013 Alfiero Grandi*: Cop 26, Glasgow ha deluso, ma ora evitare sbandamenti e assumersi pi\u00f9 responsabilit\u00e0 sul clima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>10 \u2013 COSA SUCCEDE NEL MONDO.(ndr)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): L&#8217;AULA DEL SENATO CORREGGA LA SCONCERTANTE DECISIONE\u00a0 DELLA COMMISSIONE PER LE AUTORIZZAZIONI SULLA ELEZIONE DEL SENATORE CAIRO<\/strong><\/p>\n<p>Mi auguro vivamente che l&#8217;Aula del Senato voglia correggere la sconcertante decisione della Giunta per le autorizzazioni che ha legittimato l&#8217;elezione del Senatore Adriano Cario, nella ripartizione sudamericana della circoscrizione Estero, nonostante l&#8217;attestazione di una perizia calligrafica disposta dalla Procura di Roma provi l&#8217;irregolarit\u00e0 di espressione di oltre duemila schede su un campione per altro limitato.<\/p>\n<p>Me lo auguro prima di tutto perch\u00e9 \u00e8 giusto che chi compete lealmente sia tutelato rispetto a chi usa mezzi illeciti. Difendendo le regole, in realt\u00e0 si difendono non sole le persone oneste, ma la democrazia e la sua credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Me lo auguro ancora perch\u00e9 il voto all&#8217;estero deve essere una volta per tutte liberato dalle ombre che portano molti, troppi a concludere che sia uno strumento di irregolarit\u00e0 e di prevaricazione. Magari nella prospettiva di rimettere in discussione l&#8217;intera rappresentanza. Come la forte riduzione del numero dei parlamentari e gli ostacoli frapposti alla partecipazione al voto degli istituti di rappresentanza sembrano preannunciare, quasi tappe di avvicinamento a questo iniquo obiettivo.<\/p>\n<p>Il voto all&#8217;estero, certo intrinsecamente pi\u00f9 esposto per la complessit\u00e0 del suo impianto organizzativo e per le modalit\u00e0 con cui si svolge, ha dato comunque cittadinanza reale a milioni di persone che prima l&#8217;avevano solo sulla carta.<\/p>\n<p>\u00c8 scritto nella Costituzione. Per questo, deve essere applicato con la correttezza che la legge impone e tutelato con fermezza, ad iniziare dagli stessi eletti all&#8217;estero che hanno la responsabilit\u00e0 di onorare una responsabilit\u00e0 democraticamente elevata, visto che essa riguarda milioni di persone che vivono lontano dalla vita civile nazionale.<\/p>\n<p>Per questo, auspico che le colleghe Senatrici e i colleghi Senatori siano consapevoli e partecipi di questa particolare responsabilit\u00e0 e si esprimano con la chiarezza e la trasparenza che la legalit\u00e0 e la democrazia richiedono.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): LA BREXIT E I DIRITTI ALLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI ITALIANE . <\/strong>A SEGUITO DEL RECESSO DALL\u2019UNIONE EUROPEA E DAI REGOLAMENTI COMUNITARI DI SICUREZZA SOCIALE IL REGNO UNITO HA STIPULATO CON LA STESSA UNIONE UN ACCORDO AL FINE DI TUTELARE LA PROTEZIONE SOCIALE RECIPROCA (DIRITTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI) DEI CITTADINI DELLE DUE PARTI E DEI LORO FAMILIARI. 18 NOVEMBRE 2021<\/p>\n<p>Si \u00e8 cercato con l\u2019accordo di tutelare, senza soluzione di continuit\u00e0, i diritti acquisiti in materia di sicurezza sociale.<\/p>\n<p>L\u2019accordo aveva previsto un periodo di transizione \u2013 dal 1\u00b0 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 \u2013 durante il quale i Regolamenti comunitari hanno continuato ad applicarsi al Regno Unito.<\/p>\n<p>In questa complessa materia, peraltro secondo molti addetti del settore non pubblicizzata e spiegata adeguatamente, l\u2019Inps aveva fornito istruzioni operative in materia di prestazioni pensionistiche e a sostegno del reddito, di legislazione applicabile, di distacchi di lavoratori all\u2019estero, di recuperi di contributi e prestazioni indebite a favore di tutti coloro i quali hanno vissuto, lavorato e versato i contributi nell\u2019Unione europea e nel Regno Unito fino al 31 dicembre 2020.<\/p>\n<p>Successivamente, esauritosi il periodo di transizione, l\u2019Unione europea e il Regno Unito avevano sottoscritto un accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione (Trade and Cooperation Agreement o TCA), ratificato dall\u2019Unione europea in data 29 aprile 2021.<\/p>\n<p>Il TCA aveva stabilito che gli Stati membri e il Regno Unito coordinano i rispettivi sistemi di sicurezza sociale a norma del Protocollo sul coordinamento della sicurezza sociale (Protocol on social security coordination o PSSC), costituente parte integrante del medesimo accordo, e delle relative disposizioni di applicazione contenute in un allegato del medesimo Protocollo.<\/p>\n<p>Noi avevamo dato subito la notizia e presentato contestualmente una interrogazione parlamentare sollecitando il Ministero del Lavoro e l\u2019Inps ad informare i nostri connazionali che vivono nel Regno Unito o che intendono andare a vivere nel Regno Unito in merito ai loro nuovi diritti e doveri socio-previdenziali.<\/p>\n<p>Infatti l\u2019Inps con una circolare emanata lo scorso aprile aveva chiarito i principi generali del nuovo Protocollo sulla sicurezza sociale tra Regno Unito e Italia (Unione Europea) che si applica dal 1\u00b0 gennaio 2021 in materia di parit\u00e0 di trattamento, esportabilit\u00e0 delle prestazioni, totalizzazione dei periodi di contribuzione e unicit\u00e0 della legislazione applicabile.<\/p>\n<p>Le prestazioni che rientrano nel campo di applicazione del nuovo Protocollo sono praticamente le stesse previste dai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale (ora non pi\u00f9 applicabili tra le parti) con alcune eccezioni importanti tra le quali le prestazioni familiari che stranamente non sono pi\u00f9 incluse e disciplinate.<\/p>\n<p>Giova ora precisare che nei giorni scorsi l\u2019Inps ha emanato una nuova Circolare (la n. 154) con la quale l\u2019Istituto ha inteso chiarire i criteri per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assistenziali italiane, a sostegno della famiglia e di inclusione sociale (che prevedono il requisito della residenza in Italia del titolare) ai cittadini del Regno Unito residenti in Italia, in applicazione delle nuove disposizioni contenute nei vari accordi.<\/p>\n<p>Nella sua importante circolare l\u2019Inps distingue, in merito ai diritti alle prestazioni assistenziali, due categorie di cittadini: quelli i quali erano presenti in Italia al 31 dicembre 2020 e quelli arrivati (o che arriveranno) in Italia successivamente a tale data.<\/p>\n<p>La differenza sembra essere fondamentale: infatti i primi, sostiene l\u2019Inps, devono considerarsi equiparati ai cittadini dell\u2019Unione europea e mantengono quindi i diritti connessi al soggiorno legale in Italia anche per il periodo successivo a tale data e non devono costituire un nuovo status di soggiorno, ai fini dell\u2019accesso alle prestazioni di assistenza sociale o al mantenimento delle prestazioni gi\u00e0 in godimento.<\/p>\n<p>Diversamente, nei confronti dei cittadini del Regno Unito non residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020, che presentino domanda per le prestazioni considerate assistenziali (come ad esempio l\u2019assegno sociale o il reddito di cittadinanza, quelle a sostegno della famiglia e per l\u2019inclusione sociale e l\u2019invalidit\u00e0 civile, etc.), si applicheranno le disposizioni dettate in materia di documenti di soggiorno per i cittadini extracomunitari che sappiamo essere pi\u00f9 complicate.<\/p>\n<p>Sembra quindi che la Brexit abbia (inevitabilmente) creato, con riferimento ai cittadini britannici che vengono in Italia, situazioni e trattamenti giuridici diversi (a seconda della data di arrivo in Italia) in materia di diritto di soggiorno e di riflesso di tutela socio-assistenziale. Si prevede un ampio e complesso contenzioso.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; LA MARCA (PD): HO PRESENTATO IN COMMISSIONE ESTERI LA RISOLUZIONE DEL PD SUL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI CONSOLARI<\/strong> . \u201cHO ILLUSTRATO OGGI, GIOVED\u00cc 18 NOVEMBRE, NELLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA, LA RISOLUZIONE SULLA RIORGANIZZAZIONE E IL RILANCIO DEI SERVIZI CONSOLARI CHE IL GRUPPO DEL PD HA PRESENTATO NELLE SCORSE SETTIMANE, CON LE FIRME DI LA MARCA, SCHIR\u00d2 E QUARTAPELLE. 18 novembre 2021<\/p>\n<p>Di fronte alla situazione insostenibile che il sistema dei servizi consolari sta attraversando, si tratta di un atto dovuto.<\/p>\n<p>Negli ultimi 15 anni la comunit\u00e0 di passaporto italiano nel mondo si \u00e8 raddoppiata, sono cresciuti i compiti messi a carico degli uffici e, nello stesso tempo, sono state chiuse decine di strutture all\u2019estero, mentre la pianta organica del personale MAECI si \u00e8 asciugata di migliaia di unit\u00e0, del 35% nelle sole aree funzionali, quelle che portano avanti i servizi ai cittadini e alle imprese.<\/p>\n<p>Tutto questo per le politiche di risanamento finanziario degli scorsi anni e per il blocco del turnover del personale. I concorsi che si sono riaperti da qualche anno non sono ancora sufficienti per coprire i posti vacanti in organico.<\/p>\n<p>Una condizione drammatica, attenuata dal ricorso al personale a contratto che, pur con un trattamento salariale inadeguato, ha consentito di rispondere alle esigenze pi\u00f9 immediate e urgenti nei settori nei quali il suo impiego \u00e8 consentito dalle norme.<\/p>\n<p>Sono in gioco, insomma, i diritti di cittadinanza di milioni di persone e la possibilit\u00e0 di dare un aiuto adeguato alle imprese che tentano di internazionalizzarsi.<\/p>\n<p>Per questo, la nostra risoluzione richiede al Governo un intervento di emergenza per ripristinare la normale efficienza minata dalle norme restrittive contro la pandemia e per recuperare gli arretrati che si sono creati. Chiede inoltre un programma di pi\u00f9 largo respiro per reintegrare almeno in parte il personale venuto a mancare e per accelerare i programmi di digitalizzazione che stentato ad entrare a regime.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di attendere altri atti preannunciati da qualche altro gruppo parlamentare ha determinato lo slittamento del voto alla prossima settimana.<\/p>\n<p>Per quanto ci riguarda, ribadisco la nostra apertura ad ogni apporto leale e costruttivo, a condizione che si faccia presto per cogliere l\u2019occasione della legge di bilancio.<\/p>\n<p>*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America &#8211; Ufficio\/Office: &#8211; 00186 &#8211; Roma, Piazza Campo Marzio, 42)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; GLI ACCORDI DELLA COP26 DI GLASGOW SUL CLIMA SPIEGATI IN 10 PUNTI &#8211; IL BLITZ DI INDIA E CINA PER ANNACQUARE LO STOP AL CARBONE. I 100 MILIARDI DI AIUTI AI PAESI MENO SVILUPPATI RIMANDATI AL 2023. L&#8217;AVVIO DEL MERCATO DEL CARBONIO: ECCO COSA SI \u00c8 DECISO IN SCOZIA, CON TANTI MAL DI PANCIA<\/strong><\/p>\n<p>MESSAGGIO ALLA COP26 DI GLASGOW.<\/p>\n<p>Glasgow &#8211; Da phase out a phase down. Cop26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Glasgow, si chiude il 13 novembre ai tempi supplementari con un colpo di scena finale. E non di quelli positivi: l&#8217;accordo c&#8217;\u00e8 ma l&#8217;impegno all&#8217;uscita dal carbone e lo stop ai sussidi alle fonti fossili, inserito per la prima volta nella storia delle conferenze sul clima delle Nazioni Unite in una bozza iniziale che aveva galvanizzato i negoziati di Glasgow, viene ridimensionato a un rallentamento. Un blitz nelle stanze delle trattative ha modificato in extremis la proposta di accordo che circolava dalla mattina, blindata dalla presidenza britannica per 18 interminabili ore e sulla quale si era raggiunto un consenso a denti stretti.<\/p>\n<p>Una sola parola, ma la differenza \u00e8 enorme. Il carbone, che doveva essere abbandonato, sar\u00e0 solo ridotto. E neanche per intero. La formula adottata a Cop26 in quello che \u00e8 stato ribattezzato il Glasgow Climate Pact (il Patto per il clima di Glasgow) \u00e8 un rallentamento del solo carbone \u201cunabated\u201d, ossia le cui emissioni non vengono abbattute, per esempio con sistemi di cattura della CO2 (una tecnologia considerata ancora non sostenibile sul fronte dei costi), e uno stop ai sussidi delle fonti fossili \u201cinefficient\u201d, inefficienti. Una formulazione vaga che suona come una pezza.<\/p>\n<p>Il finale inatteso \u00e8 frutto di un asse tra India, Cina e Stati Uniti. Le tre potenze, tre miliardi di persone, mettono all&#8217;angolo gli altri 194 convenuti. Gli Stati pi\u00f9 piccoli, quelli meno responsabili ma paradossalmente pi\u00f9 colpiti dal cambiamento climatico, denunciano di essere stati messi davanti a un aut aut. Tra i banchi della sala della plenaria circola rassegnazione. E stanchezza. Quattordici giorni di negoziazioni interminabili si chiudono cos\u00ec, con un colpo di martello del presidente britannico Alok Sharma, commosso fino alle lacrime.<\/p>\n<p>\u201cLa negoziazione perfetta \u00e8 quella che scontenta tutti&#8221;, ha detto il segretario di Stato americano, John Kerry, per 14 giorni a Glasgow come inviato sul clima plenipotenziario in rappresentanza del presidente Joe Biden. Gli Stati Uniti, per\u00f2, sorridono. L&#8217;Unione europea no: messa all&#8217;angolo dei giochi, ingoia la pillola appoggiando un accordo che dice di non condividere, come sostiene il vicepresidente con delega al Green deal, Frans Timmermans. Vediamo nel dettaglio cosa c&#8217;\u00e8 negli accordi finali scozzesi e cosa resta di questa conferenza:<\/p>\n<p>RESTA L&#8217;OBIETTIVO A 1,5 GRADI<\/p>\n<p>Via lo stop definitivo a fonti fossili e carbone &#8211; Arrivano i 100 miliardi, ma entro il 2023 &#8211; La partita persa delle perdite (e danni) &#8211; Il mercato del carbonio &#8211; Che dati mettere nelle tabelle Excel sulla trasparenza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>RIBADITO L&#8217;OBIETTIVO A 1,5 GRADI<\/li>\n<\/ol>\n<p>Viene ribadito l&#8217;impegno a fare i massimi sforzi per stare \u201cben sotto i 2 gradi\u201d di aumento delle temperature e nell&#8217;intorno di 1,5 gradi, considerato dagli scienziati il valore limite entro cui mantenersi per prevenire conseguenze disastrose della crisi del clima. Il che si traduce in una promessa a tagliare le emissioni del 45% entro il 2030.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>VIA LO STOP DEFINITIVO A FONTI FOSSILI E CARBONE<\/li>\n<\/ol>\n<p>Come detto, Cop26 non ha consegnato il carbone alla storia come aveva promesso. Di revisione in revisione l&#8217;impegno \u00e8 stato ridimensionato fino ad arrivare al phasing down, che, peraltro, riguarda solo il carbone \u201cunabated\u201d (senza sistemi di cattura e stoccaggio della CO2, tecnologie ancora non applicabili a una produzione su larga scala).<\/p>\n<p>Rispetto ai sussidi alle fonti fossili si parla di blocco solo a quelli \u201cinefficienti\u201d. Una formula che accontenta Russia e Arabia Saudita e annacqua il testo. Su questo aggettivo si gioca tutto. Cosa significa? Chi definisce cosa \u00e8 efficiente o no? Sulla base di quali criteri? Un ruolo potrebbe averlo l&#8217;Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), che l&#8217;accordo eleva a barometro del clima, e quindi pone tra le principali agenzie mondiali per rilevanza, con responsabilit\u00e0 pesanti nel disegnare il mondo che verr\u00e0. Come dire: il riferimento non \u00e8 pi\u00f9 la politica, ma la scienza. Dall&#8217;altra parte, per\u00f2, il legame non \u00e8 esplicitato e ogni paese decider\u00e0 per s\u00e8.<\/p>\n<p>Bene o male, quindi? Rispetto alla prima formulazione, il compromesso \u00e8 molto al ribasso. C&#8217;era da aspettarselo, considerato anche l&#8217;improvviso accordo tra Stati Uniti e Cina, che ha s\u00ec sciolto il gelo tra i due Paesi ma anche lasciato intendere che Pechino non avrebbe mollato la presa sul carbone. Il suo inviato sul clima, Xie Zhenhua, lo ritiene necessario per accompagnare la transizione energetica e ha parlato di responsabilit\u00e0 \u201cdifferenziate\u201d. Tuttavia \u00e8 anche la prima volta in cui l&#8217;accordo prevede formalmente alcune, seppure limitate, forme di uscita. Vedremo se sar\u00e0 un punto di partenza o una formula per mascherare scappatoie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>ARRIVANO I 100 MILIARDI, MA ENTRO IL 2023<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 stata una Cop in cui si \u00e8 parlato molto di denaro. Anche perch\u00e9 chi doveva riceverlo, ossia i Paesi meno sviluppati, \u00e8 arrivato a Glasgow senza che le economie pi\u00f9 ricche avessero raggiunto nel 2020 i 100 miliardi di dollari all&#8217;anno a sostegno della transizione energetica promessi nel 2009 a di Copenhagen. L&#8217;impegno \u00e8 di aumentare, persino raddoppiare gli stanziamenti\u00a0 in futuro tra il 2025 e il 2030. Intanto, per\u00f2, il traguardo dei 100 miliardi \u00e8 posticipato al 2023.<\/p>\n<p>I nodi si annidano nel pregresso. Cosa succede con gli arretrati? Si compensano le risorse mancanti o vale la regola: \u201cChi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto\u201d? I Paesi meno sviluppati, ovviamente, avrebbero voluto una formula pi\u00f9 stringente per recuperare anche le quote non versate in precedenza. Non l&#8217;hanno ottenuta. Un capitolo specifico \u00e8 dedicato alla finanza per l&#8217;adattamento, ossia quella serie di azioni messe in campo per adeguarsi agli scenari futuri provocati dalla crisi del clima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>LA PARTITA PERSA DELLE PERDITE (E DANNI)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quello sulle perdite e i danni (loss and damage) \u00e8 uno dei versanti tecnici del braccio di ferro di Glasgow ma uno dei pi\u00f9 eloquenti per capire come \u00e8 andata. In sostanza, perdite e danni \u00e8 una formula convenzionale per indicare i risarcimenti che i Paesi meno sviluppati, ma pi\u00f9 vulnerabili alla crisi del clima, chiedono alle economie pi\u00f9 ricche. Noi soffriamo di pi\u00f9 a causa di eventi disastrosi come uragani, siccit\u00e0 o innalzamento dei mari, voi ci compensate. Ci aspettava che da Glasgow si uscisse con impegni concreti, un fondo dedicato e un meccanismo di restituzione. E si riuscisse finalmente a rendere operativo (leggi: metterci i soldi) il Santiago Network, una rete per mettere in contatto i paesi in via di sviluppo con aziende e operatori che possano fornire aiuto nell&#8217;affrontare la crisi climatica.<\/p>\n<p>DI GABRIELE NIOLA &#8211; Invece l&#8217;accordo finale riconosce solo il diritto a perdite e danni. Ma niente soldi. Sono tanti i paesi scontenti, tra Africa, Stati insulari e America Latina. \u201cManca\u00a0 un chiaro processo e una chiara decisione sulla finanza per aiutare chi soffre dalle perdite e i danni degli impatti &#8211; commenta Luca Bergamaschi, analista del think tank Ecco -. Su questo il testo prevede solamente dei \u201cdialoghi\u201d per i prossimi due anni, risultato ancora insufficiente per tutti i paesi e le comunit\u00e0 che gi\u00e0 oggi soffrono tremende perdite e danni. Abbiamo bisogno di vedere pi\u00f9 impegni concreti su questo tema nel 2022, anche dall\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;impianto per la cattura di CO2 di Climeworks in Islanda<\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 il mercato del carbonio, uno degli accordi pi\u00f9 combattuti a Cop26<\/p>\n<p>Previsto dall&#8217;articolo 6 degli accordi di Parigi, riguarda un sistema per compensare le emissioni tra i Paesi e per sostenere progetti in quelli in via di sviluppo. Ma le bozze sono vaghe e si rischia che parta senza regole comuni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>IL MERCATO DEL CARBONIO<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il problema del carbonio \u00e8 stato chiuso. Dopo sei anni di trattativa, uno dei risultati di Cop26 \u00e8 stato aver trovato un accordo su come regolamentare il mercato dei crediti, ossia un sistema di scambio delle emissioni tra i Paesi, attraverso cui chi inquina meno compensa chi sfora i limiti o ha bisogno di aiuto per non superarli.<\/p>\n<p>\u00c8 stato uno degli argomenti pi\u00f9 combattuti. E lo si \u00e8 visto dalle reazioni dei paesi meno sviluppati alla resa dei conti. La delegazione della Bolivia: \u201cCi rifiutiamo di essere intrappolati nel colonialismo del carbonio. I paesi sviluppati continuano a usare il carbon budget di quelli in via di sviluppo, e questo non \u00e8 corretto\u201d. Non \u00e8 stata inserita la trattenuta su queste transazioni destinata a sostenere i paesi in via di sviluppo. E i crediti maturati all&#8217;interno dei protocolli di Kyoto fino all&#8217;anno scorso (dal 2021 entrano in vigore gli accordi di Parigi) grazie alla riduzione della deforestazione, che sarebbero stati di aiuto per tanti piccoli Paesi, come ricordava l&#8217;inviato della Papua Nuova Guinea Kevin Conrad, sono stati espunti. Una beffa. Guardando il bicchiere mezzo pieno, per Rachel Kyte, preside della Fletcher school of diplomacy della Tufts University, viene limitato il ricorso volontario al mercato del carbonio.<\/p>\n<p>COP26<\/p>\n<p>Alla conferenza del clima i tre punti chiave dell&#8217;accordo riguardano finanziamenti, tempi di revisione degli impegni e trasparenza delle emissioni. Per questo servono tabelle e report completi, su cui si consuma il braccio di ferro tra le parti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>CHE DATI METTERE NELLE TABELLE EXCEL SULLA TRASPARENZA<\/li>\n<\/ol>\n<p>Chi controlla che gli impegni siano rispettati? Una parte dei negoziati ha avuto come tema la trasparenza. E in particolare la trasparenza del sistema di contabilit\u00e0 delle emissioni. Complesse tabelle Excel dove, per attivit\u00e0 (per esempio agricoltura o industria) e tipo di gas serra i Paesi dichiarano le loro emissioni e sottopongono i propri sforzi al giudizio altrui. Ma cosa succede se un Paese non riesce a raccogliere i dati necessari, perch\u00e9 manca delle infrastrutture necessarie? O se non vuole rivelare un dato che reputa scomodo?<\/p>\n<p>L&#8217;accordo raggiunto a Glasgow prevede che i Paesi in via di sviluppo che hanno bisogno di flessibilit\u00e0 nella contabilit\u00e0 delle emissioni possono evitare di consegnare alcuni dati e riempire le caselle mancanti o con la sigla Fx (che sta per flessibilit\u00e0), un modo per dire agli altri che su quella specifica informazione devono portare pazienza. La sigla Fx era il compromesso cercato proprio dai Paesi meno sviluppati per evitare di lasciare il foglio bianco, senza per\u00f2 nascondere gli altri dati. Si parte dal 2024.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 estrattive nel settore oil&amp;gas sono responsabili del 25% delle perdite di metano<\/p>\n<p>Cosa dice l&#8217;accordo per limitare le emissioni di metano firmato alla Cop26<\/p>\n<p>Siglano l&#8217;impegno 105 paesi. Fuori Cina, Russia e Australia. Principale responsabile \u00e8 il settore degli allevamenti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>GLI ACCORDI COLLATERALI E L'&#8221;ANNUNCITE&#8221;<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nella prima settimana di Cop si sono ricorsi molti accordi multilaterali. Uno su tutti, quello per limitare le emissioni di metano del 30% rispetto a quelle del 2020 entro la fine del decennio. Una iniziativa guidata da Stati Uniti ed Europa e sottoscritta in totale da 105 paesi, salvo Cina, Russia, Australia. \u00c8 uno dei risultati pi\u00f9 importanti ottenuti a Cop26, perch\u00e9 il metano ha la capacit\u00e0 di riscaldare l\u2019atmosfera circa ottanta volte pi\u00f9 velocemente dell\u2019anidride carbonica, ma questa capacit\u00e0 cala drasticamente dopo un ventennio.<\/p>\n<p>Tuttavia l&#8217;intensit\u00e0 di accordi laterali, pompati dalla presidenza britannica all&#8217;avvio di Cop quasi per assicurare al mondo fuori dal centro congressi di Glasgow che dentro si stesse concludendo qualcosa, quasi una febbre da annunci, stride con il risultato finale. Ad ogni modo queste iniziative parallele possono dare i loro frutti, anche per creare alleanze in vista delle prossime conferenze. Come la Beyond oil and gas alliance, un forum internazionale guidato da Danimarca e Costa Rica per mettere fine alle fonti fossili, partecipata da undici componenti tra cui l&#8217;Italia (con il grado di impegno pi\u00f9 basso, ossia amico). O il fondo da 24 miliardi di dollari per lo stop al finanziamento di ricerca ed estrazione di fonti fossili all&#8217;estero, siglato anche dall&#8217;Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>DIAMOCI DEI TEMPI<\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;accordo stabilisce che ogni Paese dovr\u00e0 fornire alle Nazioni unite i suoi piani sul clima per cicli quinquennali. Per\u00f2 manca un impegno stringete. Il patto di Glasgow si limita a \u201cincoraggiare\u201d a presentare nel 2025 il pacchetto di impegni per ridurre le emissioni e centrare gli obiettivi degli accordi di Parigi, detti contributi determinati a livello nazionale (Nationally determined contributions, Ndc) del 2035, nel 2030 quelli del 2040. Troppo poco per chi si aspettava tabelle stringenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li>RINVIATO AL 2022<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non tutto si conclude a Glasgow. Entro l&#8217;anno prossimo i Paesi che ancora non l&#8217;hanno fatto devono consegnare i loro piani nazionali. Poi parte un programma di lavoro per accelerare il taglio delle emissioni, che presenter\u00e0 i suoi risultati alla Cop27, ospitata dall&#8217;Egitto a Sharm-el-Sheik, e una commissione annuale di verifica delle strategie sul clima dei vari Paesi.<\/p>\n<p>Gli inviati del clima di Stati Uniti e Cina, John Kerry e Xie Zhenhua<\/p>\n<p>A Cop26 Cina e Stati Uniti hanno annunciato a sorpresa di voler collaborare sul clima<\/p>\n<p>I due colossi annunciano di voler cooperare su metano, deforestazioni ed emissioni, ma non si tocca il carbone, su cui n\u00e9 Washington n\u00e9 Pechino hanno annunciato l&#8217;uscita definitiva<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li>IL MONDO CHE ESCE DA COP26<\/li>\n<\/ol>\n<p>Se c&#8217;era bisogno di un&#8217;altra prova del fatto che gli equilibri mondiali sono cambiati, questa \u00e8 Cop26. La mossa di India e Cina cambia in poche ore un testo sulle cui virgole si lavorava da giorni, mettendo la presidenza inglese con le spalle al muro, al punto che Sharma ha chiesto scusa alle altre delegazioni e sollevato lo scontento di vari Paesi, come la Svizzera e il Messico.<\/p>\n<p>L&#8217;altro colpo di scena ha avuto sempre Pechino al centro e riguarda l&#8217;intesa di cooperazione sul clima con gli Stati Uniti. Un segnale di disgelo in vista del prossimo colloquio, virtuale, tra i rispettivi presidenti, Xi Jinping e Joe Biden, e la prima presa di posizione pubblica della Cina, molto attiva nelle stanze dei negoziati ma poco visibile, complice la pesante assenza proprio di Xi. Prima prova dell&#8217;efficacia di questo asse \u00e8 stato proprio il blitz sul phase down dal carbone.<\/p>\n<p>Il giorno successivo all\u2019accordo Stati Uniti-Cina, il commissario europeo Timmermans ha voluto mettere i puntini sulle i: loro hanno fatto un accordo, noi abbiamo una legge sul clima (il pacchetto Fit for 55, che ambisce a ridurre del 55% le emissioni dei Paesi dell\u2019Unione entro il 2030). Tuttavia il Vecchio continente, che negozia a nome dei 27 (per cui prima di ogni trattativa, i rappresentanti dei Paesi si ritrovano per definire la linea comune), \u00e8 apparso spompato. E diviso. La pillola amara ingoiata da Timmermans sul voto finale (non mi piace, ma lo appoggio) \u00e8 il segnale che Bruxelles non ha saputo qualificarsi come un alleato di peso per queste contrattazioni, facendo valere le sue ragioni. Per Jennifer Tollmann, consulente politica del think tank E3G, \u201ca dispetto dell&#8217;impegno molto ambizioso, l&#8217;Unione europea ha faticato a costruire ponti con gli Stati Uniti, la Cina e i piccoli Stati insulari oltre le divisioni nord-sud\u201d. Il risultato si \u00e8 visto. Se qualcosa deve cambiare alla prossima conferenza sul clima, \u00e8 ora di mettersi al lavoro.<\/p>\n<p>*( A. Piemontese \u2013 L. Zorloni, giornalisti Wired)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Schir\u00f2 *(Pd): L\u2019IVA (E NON SOLO) RIDOTTA DAL 10 AL 4% PER EMIGRATO CHE ACQUISTA UNA \u201cPRIMA CASA\u201d IN ITALIA, MA PER QUANTO? NON \u00c8 ANCORA CHIARO CHE FINE ABBIA FATTO LA NORMA \u00a0PRIMA INSERITA E POI INOPINATAMENTE RIMOSSA DAL DECRETO FISCALE COLLEGATO ALLA LEGGE DI BILANCIO 2022 CON LA QUALE SI CANCELLAVA LA LEGGE CHE PREVEDE UN TRATTAMENTO FISCALE AGEVOLATO A FAVORE DEI SOLI CITTADINI ISCRITTI ALL\u2019AIRE (E NON QUINDI DEGLI ALTRI CITTADINI EUROPEI) PER L\u2019ACQUISTO DI UNA \u201cPRIMA CASA\u201d IN ITALIA<\/strong>.<\/p>\n<p>Sospettavamo che per ragioni inderogabili\u00a0 (e cio\u00e8 per evitare una condanna da parte della Corte di Giustizia europea per violazione del Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione\u00a0 \u2013\u00a0 dopo il deferimento dell\u2019Italia da parte della Commissione europea &#8211; che non ammette trattamenti discriminatori basati sulla cittadinanza) la norma sarebbe stata inserita nella Legge di Bilancio 2022, ma cos\u00ec \u2013 almeno finora \u2013 non \u00e8 stato. E l\u2019Agenzia delle Entrate \u2013 in attesa di un intervento definitivo da parte del legislatore \u2013 continua tuttavia a precisare regole e limiti per gli iscritti all\u2019Aire su come ottenere i benefici fiscali previsti e ancora non cancellati. Infatti con la\u00a0 risposta n. 751 pubblicata nei giorni scorsi l\u2019Agenzia chiarisce alcuni dubbi inerenti all\u2019applicazione del regime fiscale di favore per i cittadini italiani residenti all\u2019estero che vogliono acquistare una casa in Italia.<\/p>\n<p>Rispondendo ad un interpello di un cittadino italiano residente a Londra intenzionato ad acquistare un immobile in Italia per poi darlo in comodato d\u2019uso alla madre, l\u2019Agenzia delle Entrate ha affermato che il cittadino iscritto all\u2019Aire\u00a0 pu\u00f2 acquistare l&#8217;immobile usufruendo dell&#8217;aliquota Iva agevolata anche nell&#8217;ipotesi in cui conceda in comodato l&#8217;immobile stesso perch\u00e9 la legge stabilisce che l&#8217;agevolazione spetti anche nel caso in cui l&#8217;acquirente sia cittadino italiano emigrato all&#8217;estero, a condizione che l&#8217;immobile acquistato costituisca la &#8220;prima casa&#8221; nel territorio italiano e soprattutto senza alcun obbligo di fissare la residenza nel comune di locazione dell\u2019immobile, requisito quest\u2019ultimo previsto invece per i cittadini residenti in Italia.<\/p>\n<p>Ricordiamo che gli iscritti all\u2019Aire quando acquistano una \u201cprima casa\u201d in Italia hanno diritto al versamento di un\u2019imposta di registro del 2 per cento, anzich\u00e9 del 9 per cento, sul valore catastale dell\u2019immobile acquistato, e delle imposte ipotecaria e catastale snella misura fissa di 50 euro o, quando a vendere l\u2019immobile \u00e8 un\u2019impresa soggetta a IVA, l\u2019applicazione di un\u2019aliquota del 4 per cento, anzich\u00e9 del 10 per cento, e il versamento di imposte di registro, catastale e ipotecaria nella misura fissa di 200 euro ciascuna.<\/p>\n<p>Per ottenere tale agevolazione\u00a0 \u00e8 necessario che: a) nel caso in cui l&#8217;acquirente sia cittadino italiano emigrato all&#8217;estero\u00a0 l&#8217;immobile sia acquistato come &#8220;prima casa&#8221; sul territorio italiano; b) che nell&#8217;atto di acquisto l&#8217;acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di propriet\u00e0, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui \u00e8 situato l&#8217;immobile da acquistare; c) che nell&#8217;atto di acquisto l&#8217;acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di propriet\u00e0, usufrutto, uso, abitazione e nuda propriet\u00e0 su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le stesse agevolazioni.<\/p>\n<p>Un altro quesito che il cittadino italiano residente a Londra poneva\u00a0 era se l\u2019eventuale plusvalenza derivata dalla rivendita dell\u2019abitazione entro cinque anni, e senza acquisto di altro immobile, avrebbe comportato degli oneri fiscali. L\u2019Agenzia delle Entrate ha chiarito che non sono previste imposizioni fiscali sulla plusvalenza se l\u2019immobile per la maggior parte del periodo sia (stato) adibito ad abitazione principale dall\u2019acquirente o dai suoi familiari.<\/p>\n<p>*( Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211;\u00a0\u00a0 Giovanna Chioini*:\u00a0 LA QUARTA ONDATA IN EUROPA E LE ALTRE NOTIZIE SUL VIRUS.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>La pandemia di coronavirus ha causato finora 248.791.346 contagi e ha ucciso 5.033.059 persone in tutto il mondo da quando l\u2019ufficio dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) in Cina ha segnalato l\u2019insorgenza della malattia, alla fine di dicembre del 2019. Il 50 per cento della popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma nei paesi poveri solo il 4,1 per cento della popolazione ne ha ricevuta almeno una.<\/li>\n<li>\u201cSiamo ancora una volta nell\u2019epicentro della pandemia\u201d, ha affermato il direttore dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) per l\u2019Europa Hans Kluge durante una conferenza stampa il 4 novembre. \u201cSe si conferma questa tendenza, potremmo registrare un altro mezzo milione di morti causati dal covid-19 nella regione entro febbraio\u201d, ha detto Kluge presentando i dati che parlano di un tasso di trasmissione \u201cmolto preoccupante\u201d in Europa, regione che finora ha registrato pi\u00f9 di 1,4 milioni di morti. Per l\u2019Oms, l\u2019aumento dei casi pu\u00f2 essere spiegato dalla combinazione di una copertura vaccinale insufficiente (nonostante la disponibilit\u00e0 di vaccini) e dell\u2019allentamento delle misure restrittive. Secondo l\u2019agenzia sanitaria, i ricoveri legati al covid-19 \u201csono pi\u00f9 che raddoppiati in una settimana\u201d. Il numero di nuovi casi giornalieri \u00e8 in aumento da quasi sei settimane consecutive in Europa e il numero di nuovi decessi al giorno \u00e8 in crescita da poco pi\u00f9 di sette settimane consecutive, con circa 250mila casi e 3.600 decessi al giorno, secondo i dati ufficiali per paese elaborati dall\u2019Afp. L\u2019Oms ha raccomandato un uso massiccio e continuo delle mascherine. \u201cProiezioni affidabili mostrano che se raggiungiamo un tasso di uso delle mascherine del 95 per cento in Europa e in Asia centrale, potremmo salvare fino a 188mila vite su mezzo milione di vite che stiamo per perdere entro il febbraio del 2022\u201d, ha osservato Kluge.<\/li>\n<li>Secondo Marco Cavaleri, responsabile vaccini dell\u2019Agenzia europea del farmaco (Ema), \u201cci troviamo gi\u00e0 nella quarta ondata della pandemia\u201d.<\/li>\n<li>In Germania il 5 novembre \u00e8 stato registrato un secondo picco consecutivo di nuovi casi giornalieri, 37.120, con 154 morti, ha reso noto il centro di controllo delle malattie dell\u2019istituto Robert Koch, sottolineando che le persone non vaccinate ora affrontano un rischio \u201cmolto alto\u201d di infezione. Il numero di nuovi casi \u00e8 il pi\u00f9 alto dal 18 dicembre 2020. \u201cPer le persone completamente vaccinate, la minaccia \u00e8 considerata moderata, ma comunque in aumento considerando i crescenti dati sull\u2019infezione\u201d. Il ministro della salute Spahn ha chiesto un incremento delle vaccinazioni di richiamo, controlli pi\u00f9 stretti sullo stato vaccinale e sui risultati dei tamponi e test obbligatori al livello nazionale del personale e dei visitatori delle case di cura. I dati ufficiali mostrano che circa i due terzi (il 66 per cento) della popolazione tedesca, 83 milioni di abitanti, hanno completato il primo ciclo di vaccinazione, ma ci sono significative differenze tra le regioni, che sono amministrate in modo autonomo e possono applicare o allentare le restrizioni. Dalla Turingia e dalla Sassonia sono arrivati allarmi per l\u2019aumento dei ricoveri in terapia intensiva.<\/li>\n<li>Nell\u2019Europa centrorientale, dove \u00e8 vaccinato in media meno del 50 per cento della popolazione, Ucraina, Croazia, Slovenia e Slovacchia hanno riportato il numero pi\u00f9 alto di sempre di nuovi casi giornalieri, mentre altri paesi hanno registrato il maggior numero di infezioni da mesi.<\/li>\n<li>In Lettonia, paese che affronta una delle peggiori ondate di infezioni nell\u2019Ue (1.641 nuovi casi su centomila persone nella settimana terminata il 24 ottobre) ed \u00e8 appena uscito da un nuovo lockdown, dal 15 novembre le imprese potranno prima sospendere e dopo tre mesi licenziare i lavoratori che rifiutano di vaccinarsi contro il covid-19 o di lavorare a distanza.<\/li>\n<li>In Francia il parlamento ha approvato con 118 voti favorevoli, 89 contrari e un astenuto il disegno di legge sulla vigilanza sanitaria che include la proroga al 31 luglio dell\u2019uso del green pass, richiesto dai dodici anni in su per entrare in luoghi pubblici e d\u2019intrattenimento, sui mezzi di trasporto a lunga e media percorrenza e obbligatorio per chi lavora in questi settori. La disposizione era stata contestata dal senato, che voleva il green pass in vigore solo fino al 28 febbraio. La vigilanza sanitaria permette inoltre a presidi e dirigenti scolastici di avere accesso al libretto vaccinale degli alunni, una misura denunciata dalle opposizioni che la considerano una violazione del segreto professionale del personale sanitario.<\/li>\n<li>I casi totali di nuovo coronavirus registrati in Africa sono pi\u00f9 di 8,5 milioni con 218mila morti, secondo l\u2019ultimo rapporto dell\u2019Oms.<\/li>\n<li>Nel Regno Unito medici e scienziati raccomandano di seguire le indicazioni di una campagna del governo che esorta ad aprire le finestre ogni dieci minuti quando si incontrano persone al chiuso, anche e soprattutto con l\u2019arrivo dell\u2019inverno, per disperdere il pi\u00f9 possibile le particelle del virus nell\u2019aria.<\/li>\n<li>Il Regno Unito \u00e8 il primo paese ad approvare l\u2019uso della pillola antivirale molnupiravir per il trattamento del covid-19. Da met\u00e0 novembre nel paese arriver\u00e0 quasi mezzo milione di trattamenti (due pillole due volte al giorno per cinque giorni) con il farmaco prodotto dall\u2019azienda statunitense Merck Sharp and Dohme in collaborazione con la Ridgeback Biotherapeutics. I trattamenti saranno somministrati inizialmente ai pazienti anziani e a quelli con particolari vulnerabilit\u00e0, nell\u2019ambito di una sperimentazione clinica gestita dal servizio sanitario nazionale tramite la piattaforma Panoramic creata dall\u2019Istituto nazionale di ricerca sanitaria (Nihr) in collaborazione con l\u2019universit\u00e0 di Oxford e altri atenei. La Merck ha accettato di vendere a basso costo le pillole nei paesi pi\u00f9 poveri. Al momento il molnupiravir \u00e8 in attesa di autorizzazione all\u2019uso sia negli Stati Uniti sia nell\u2019Unione europea.<\/li>\n<li>Anche la Pfizer afferma che la sua pillola antivirale contro il covid-19 (Paxlovid) ha dimostrato un\u2019efficacia dell\u201989 per cento in persone adulte ad alto rischio di malattia. L\u2019azienda ha dichiarato che \u201ci risultati estremamente positivi hanno fatto interrompere la sperimentazione\u201d. Il Regno Unito ha gi\u00e0 ordinato 250mila cicli del nuovo trattamento della Pfizer.<\/li>\n<li>Sul possibile commercio in Italia del molnupiravir, il ministro della salute, Roberto Speranza, ha detto che \u201ccome per i vaccini gli acquisti condivisi a livello europeo sono la strada giusta\u201d. Speranza ha dichiarato il 5 novembre che presto aumenter\u00e0 la platea delle persone che potranno ricevere la terza dose di vaccino, abbassando la soglia di et\u00e0 anagrafica. Nel paese l\u201986,45 per cento della popolazione sopra i 12 anni risulta vaccinata con almeno una dose, ma, ha ricordato il ministro, il virus non \u00e8 stato debellato, \u201cil numero dei contagi \u00e8 in salita, insieme al vaccino dobbiamo continuare sulla strada dei comportamenti corretti, continuare a usare le mascherine al chiuso e in situazioni di assembramento all\u2019aperto, mantenere il distanziamento, osservare le norme igieniche, come il lavaggio delle mani\u201d.<\/li>\n<li>In una circolare diffusa alle regioni, il commissario per l\u2019emergenza Francesco Figliuolo ha evidenziato \u201cla necessit\u00e0 di incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi, anche senza prenotazione\u201d, ipotizzando un \u201callargamento dell\u2019offerta vaccinale alla platea 5-11 anni\u201d nei prossimi mesi. Il 4 novembre in Italia sono stati registrati 5.905 nuovi casi di coronavirus e 59 decessi a fronte di 514.629 tamponi. Il tasso di positivit\u00e0 era all\u20191,1 per cento.<\/li>\n<li>L\u2019Aifa ha dato il via libera al richiamo a 6 mesi dalla prima dose di vaccino J&amp;J, la seconda dose sar\u00e0 con vaccino a mRna.<\/li>\n<li>Il nuovo protocollo del governo italiano per la scuola limita la didattica a distanza facendola scattare solo in caso di tre persone positive in una classe.<\/li>\n<li>Negli Stati Uniti il presidente Joe Biden intende far entrare in vigore dal 4 gennaio 2022 l\u2019obbligo di vaccinazione o di tampone settimanale per le lavoratrici e i lavoratori delle aziende private con almeno cento dipendenti (cio\u00e8 quasi due milioni di imprese). La misura coinvolgerebbe 84 milioni di persone, di cui circa 31 milioni non ancora vaccinate. I governatori repubblicani stanno presentando gi\u00e0 ricorsi in tribunale accusando Biden di abusare dei suoi poteri.<\/li>\n<li>I centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno approvato la somministrazione del vaccino della Pfizer nella fascia di et\u00e0 tra i 5 e gli 11 anni. Il vaccino \u00e8 stato approvato all\u2019uso di emergenza il 26 ottobre dalla Food and drug administration.<\/li>\n<li>La leader di Hong Kong Carrie Lam ha dichiarato il 4 novembre che probabilmente i confini con la Cina continentale riapriranno nel febbraio 2022, dato che entrambi i governi perseguono la politica \u201czero contagi\u201d e ancora nessuno dei due ha raggiunto questo obiettivo.<\/li>\n<li>In Cina, la famiglia della giornalista Zhang Zhan, 38 anni, arrestata nel dicembre 2020 per aver postato delle inchieste sulla gestione della pandemia a Wuhan nel febbraio 2020, ha denunciato che la donna rischia di morire a causa dello sciopero della fame che sta facendo da alcuni mesi per protestare contro la sua detenzione nel carcere di Shanghai. Come Zhang sono detenuti in Cina per gli stessi motivi Chen Qiushi, Fang Bin e Li Zehua.<\/li>\n<li>La Russia ha registrato 40.735 nuovi casi di covid-19 e 1.192 decessi legati al virus il 5 novembre. Il vaccino \u00e8 obbligatorio per alcune categorie di lavoro in tutte le 85 regioni della federazione, ha dichiarato Anna Popova, direttrice dell\u2019agenzia federale per la tutela dei diritti dei consumatori e della salute (Rospotrebnadzor). Il 4 novembre sulla popolazione vaccinabile risultava aver ricevuto una dose il 39,5 per cento e risultava completamente vaccinato il 33,8 per cento.<\/li>\n<li>Nel Regno Unito la pandemia ha fatto peggiorare l\u2019alimentazione dei bambini (che a causa della chiusura delle scuole hanno mangiato, e mangiano tuttora, meno verdure del dovuto), li ha costretti a fare meno esercizio fisico e ha accentuato le loro difficolt\u00e0 emotive. \u00c8 quanto emerge da un sondaggio biennale condotto dall\u2019universit\u00e0 di Cardiff, nel Galles, che ha messo a confronto le risposte di 1.863 bambini tra i dieci e gli undici anni in 76 scuole raccolte tra aprile e giugno 2019 con quelli degli stessi mesi nel 2021. I bambini provenienti da ambienti pi\u00f9 poveri hanno segnalato quasi il doppio delle difficolt\u00e0 psicologiche e comportamentali rispetto a quelli provenienti da famiglie benestanti. Kelly Morgan, ricercatrice e sociologa a Cardiff, spiega che l\u2019impatto della pandemia potrebbe lasciare un\u2018\u201cimpronta permanente\u201d sulla salute mentale dei bambini mano a mano che crescono, come dimostrano le prove raccolte in precedenti studi internazionali. \u201cI bambini e le loro famiglie sono stati ampiamente colpiti nel corso della pandemia\u201d, ha affermato Morgan. \u201cOltre al fatto che gli \u00e8 stato vietato di giocare con i loro coetanei, i bambini erano anche profondamente preoccupati per la salute della loro famiglia e degli altri\u201d. L\u2019indagine ha evidenziato l\u2019importante ruolo svolto dalle scuole durante e dopo la pandemia. Dei bambini intervistati, il 90 per cento ha affermato di sentirsi accudito dagli insegnanti e l\u201980 per cento ha affermato che c\u2019era almeno un adulto a scuola con cui parlare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>*( Giovanna Chioini, giornalista di Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Lelio La Porta*: QUELL\u2019APPARENTE PARADOSSO CHE SPIEGA LA REALT\u00c0 DELL\u2019AMERICA LATINA &#8211; IL SAGGIO . \u00abCINQUE TESI SUL POPULISMO\u00bb, DELL\u2019INTELLETTUALE ARGENTINO ENRIQUE DUSSEL, PER CASTELVECCHI.<\/strong> SECONDO LE TESI DUSSELIANE, SE IL POPULISMO HA IMPEDITO L\u2019INTEGRAZIONE DELLE CLASSI POPOLARI NELLE STRUTTURE POLITICHE DELLA DEMOCRAZIA CLASSICA EUROPEA, HA, INVECE, GRAZIE ALL\u2019ATTRIBUZIONE DI UN RUOLO CENTRALE ALLO STATO, ASSOCIATO SVILUPPO ECONOMICO E SPAZI ISTITUZIONALIZZATI DI INTEGRAZIONE POLITICO-SOCIALE DELLE MASSE. UN PARADOSSO DIVENTATO ANCHE IL LIMITE DELLO SVILUPPO DELLE SOCIET\u00c0 LATINO-AMERICANE VERSO LA MODERNIT\u00c0<\/p>\n<p>Enrique Dussel \u00e8 un intellettuale argentino, naturalizzato messicano, in esilio. Tra i fondatori del movimento Filosofia della Liberazione, \u00e8 conosciuto come critico dell\u2019eurocentrismo ed autore di opere su Marx (Metafore teologiche di Marx), scritti politici (20 tesi di politica), lavori sul concetto di liberazione, divisi in Etica, Erotica e Pedagogica, che usciranno anche in Italia grazie al lavoro indefesso di Antonino Infranca, traduttore princeps dell\u2019autore argentino.<\/p>\n<p>Proprio ad Infranca si devono la traduzione e l\u2019Introduzione di un breve saggio di Dussel, ricco di implicazioni destinate ad una discussione ponderata: Cinque tesi sul populismo (Castelvecchi, pp. 57, euro 9). I lemmi che l\u2019autore pone al centro dell\u2019attenzione sono quelli che occupano le menti delle intellighenzie del mondo intero rispetto al fenomeno che d\u00e0 il titolo al libro: rappresentanza, partecipazione, ingovernabilit\u00e0, democrazia, Costituzione, neoliberismo, globalizzazione, leadership, popolo, popolare; in ultimo, un termine, interpellazione, che pu\u00f2 apparire un neologismo, in quanto ci \u00e8 pi\u00f9 familiare l\u2019interpellanza, ma che, nella terminologia dusseliana riveste il significato del riconoscimento da parte del popolo, nel momento in cui rivendica i propri diritti, di possedere e mettere in pratica l\u2019\u00abautocoscienza della propria esistenza come attore collettivo\u00bb, come chiarisce Infranca.<\/p>\n<p>LE CINQUE TESI di Dussel possono essere sintetizzate nel modo seguente: 1) il populismo, in America latina, ha connotato positivamente i regimi che hanno avuto inizio dalla rivoluzione messicana del 1910 e si sono poi diffusi nel Continente; 2) il populismo, sempre in America latina, ha assunto un significato denigratorio nei confronti di quei governi che si sono opposti alle direttrici di controllo economico dettate dagli Usa a partire dall\u201989; 3) populismo non significa n\u00e9 popolare n\u00e9 popolo; 4) con le parole dell\u2019autore, \u00abla democrazia reale si collega all\u2019organizzazione effettiva della partecipazione politico-popolare\u00bb; 5) in che modo vada esercitata la leadership onde evitare avanguardismo o dittature carismatiche.<\/p>\n<p>Prendendo in considerazione il contesto mondiale del 900, il populismo si presenta in America Latina nel momento di crisi del liberalismo e di ascesa delle masse, diventa una forma di \u00abgrande politica\u00bb, contribuisce a costruire una societ\u00e0 industriale e moderna dando cittadinanza alle stesse masse attraverso il disciplinamento della questione sociale. Diventa, par di capire dalle tesi dusseliane, una teoria esplicativa dell\u2019America Latina nel suo complesso attraverso un paradosso di fondo: se il populismo ha impedito l\u2019integrazione delle classi popolari nelle strutture politiche della democrazia classica europea, ha, invece, grazie all\u2019attribuzione di un ruolo centrale allo Stato, associato sviluppo economico e spazi istituzionalizzati di integrazione politico-sociale delle masse. Questo paradosso \u00e8 diventato anche il limite dello sviluppo delle societ\u00e0 latino-americane verso la modernit\u00e0 (da questo punto di vista va letta con attenzione la IV tesi di Dussel).<\/p>\n<p>OGGI, PER\u00d2, quando si parla di populismo, la mente non va di certo a questa elaborazione dusseliana, la quale ne richiama con forza le origini; oggi, parlare di populismo significa, il pi\u00f9 delle volte, prendere in considerazione i comportamenti politici di leader definiti populisti (la quinta tesi \u00e8 emblematica). La generalizzazione, e banalizzazione, del termine produce formule antisistema applicabili sia a destra (dove il populismo \u00e8 declinato con xenofobia, razzismo, elogio del libero mercato e delle differenze di classe e di censo) sia a sinistra (dove il populismo dovrebbe sottrarre all\u2019oblio, rimettendole in circolazione, eguaglianza, libert\u00e0 e solidariet\u00e0), fino alla conclusione che il populismo possa costituire il superamento della democrazia rappresentativa verso la democrazia diretta. La maggior parte dei sostenitori di questi punti di vista \u00e8 convinta, almeno all\u2019apparenza, di muoversi nella contrapposizione all\u2019attuale modello di sviluppo capitalista che favorisce il potere di una ristretta oligarchia globale.<\/p>\n<p>DA CI\u00d2 DERIVEREBBE una fusione di popolo e politica destinata a porre un limite alla rappresentanza democratica per mezzo della nozione di \u00abgoverno del popolo\u00bb. A questo livello la dusseliana interpellazione avrebbe il ben servito e la prospettiva diverrebbe (se non \u00e8 gi\u00e0) quella di una forte restrizione dell\u2019espressione autonoma di quegli individui che costituiscono il popolo. Come a dire, una forma di autoritarismo basato sul consenso.<\/p>\n<p>*(Lelio La Porta, Docente nei Licei, collaboratore di Critica marxista, \u00e8 autore di Etica e rivoluzione nel giovane Luk\u00e1cs (1991), Arendt, Berlin, Strauss.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; Lucrezia Ercolani<strong>*: RITORNO A REIMS, DAGLI ANNI CINQUANTA AL NAZIONALISMO &#8211; INTERVISTA. IL LAVORO D\u2019ARCHIVIO DI JEAN-GABRIEL P\u00c9RIOT RICOSTRUISCE LA STORIA DELLA CLASSE OPERAIA FRANCESE.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando la coscienza politica \u00e8 scomparsa il nazionalismo \u00e8 arrivato, in Francia \u00e8 evidente ma credo sia un fenomeno rintracciabile in tutti i Paesi occidentali\u00bb. Jean-Gabriel P\u00e9riot sintetizza cos\u00ec uno dei nuclei centrali del suo film Retour \u00e0 Reims, presentato alla Quinzaine des R\u00e9alisateurs a Cannes e ora in concorso a Filmmaker Festival. Uno scavo nel passato alla riscoperta di una storia che ci riguarda, quella della classe operaia dagli anni \u201950 ai giorni nostri, interrogandosi con mente aperta, senza condanne n\u00e9 pregiudizi morali, sul perch\u00e9 delle tante trasformazioni avvenute e delle scommesse perse. Il film \u00e8 tratto dall\u2019omonimo libro di Didier Eribon e racconta il ritorno dell\u2019intellettuale presso la casa di famiglia in seguito alla morte del padre \u2013 da qui il titolo \u2013 un\u2019occasione per ripercorrere gli avvenimenti che hanno segnato l\u2019esistenza dei suoi parenti e del gruppo sociale a cui appartenevano.<\/p>\n<p>P\u00e9riot ha scelto di estromettere gli aspetti pi\u00f9 personali ed autobiografici del testo per concentrarsi sulla valenza politica della narrazione delle condizioni materiali e non solo dei lavoratori. Sulle loro facce leggiamo la fatica e la disperazione di non poter cambiare vita, vediamo le case senza i bagni, l\u2019intimit\u00e0 inesistente. Le donne poi vivevano ulteriori problematiche come la necessit\u00e0 di abortire clandestinamente e la difficolt\u00e0 di lavorare e gestire la casa allo stesso tempo. Retour \u00e0 Reims ci parla di quanto la povert\u00e0 sia inscritta, ieri come oggi, nelle cosiddette \u00absociet\u00e0 del benessere\u00bb occidentali ma anche della strenua resistenza che gli sfruttati hanno provato a mettere in campo contro di essa.<\/p>\n<p>La voce narrante di Ad\u00e8le Haenel ci conduce in questo passato prossimo alla ricerca di risposte di cui \u00e8 forte l\u2019esigenza oggi, il film \u00e8 attraversato infatti da una corrente viva, dal bisogno di interrogare una storia che sembra passata di moda ma che \u00e8 fondamentale per comprendere i nostri tempi. Al di l\u00e0 di alcune scene posizionate all\u2019inizio e alla fine il documentario \u00e8 composto di immagini d\u2019archivio, risultato di un\u2019opera di ricerca e di montaggio a cui il regista francese non \u00e8 nuovo, del 2015 il suo lavoro Une Jeunesse Allemande che ricostruiva la storia della RAF. Lo abbiamo intervistato per approfondire le ragioni del suo lavoro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ha deciso di realizzare un film a partire dal libro di Didier Eribon?<\/p>\n<p>Le mie origini appartengono alla classe operaia, come quelle di Eribon. Mi ponevo delle domande sul mio status di regista, visto che oggi difficilmente \u00e8 previsto che chi pratica la mia professione possa provenire da un strato sociale basso. Dopo aver riletto il libro ho capito che farne un film sarebbe stata un\u2019opportunit\u00e0 per raccontare di nuovo la storia politica e sociologica della classe lavoratrice e in qualche modo quindi anche della mia famiglia.<\/p>\n<p>Il tema del razzismo diffuso nelle classi meno agiate \u00e8 una delle questioni che emerge da Retour \u00e0 Reims ed \u00e8 molto importante in rapporto alla nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho trovato molto interessante il modo in cui Eribon si \u00e8 interrogato sul perch\u00e9 molte persone hanno spostato la loro adesione dal partito comunista alla destra o estrema destra. Una delle spiegazioni a cui \u00e8 giunto \u00e8 che gli esseri umani hanno bisogno di appartenere ad un gruppo, prima c\u2019era un\u2019evidente struttura in classi e le persone potevano facilmente identificarsi come lavoratori e lavoratrici. Io penso che la realt\u00e0 sia la stessa oggi ma secondo la narrazione che riceviamo non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec e l\u2019idea della classe operaia si \u00e8 via via dissolta. Le persone hanno allora cercato un altro modo per aderire ad un gruppo e il nazionalismo \u00e8 diventata una possibilit\u00e0 per riconoscersi e unirsi. La Francia \u00e8 un Paese colonialista e sicuramente il razzismo esisteva gi\u00e0, ma non era una categoria cos\u00ec efficiente nei termini in cui le persone si definivano.<\/p>\n<p>Dal film sembra essere dirimente anche l\u2019ascesa al potere di Mitterrand, sulla quale in molti riponevano grandi aspettative.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019altra delle spiegazioni per rendere conto di quanto successo, la gente ha smesso di credere e di votare per la sinistra perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato un tradimento. Quando il Partito socialista arriv\u00f2 a governare la Francia negli anni \u201980 venne meno alle promesse, non che le persone si aspettassero una rivoluzione ma volevano che le cose cambiassero dal punto di vista dell\u2019economia e del funzionamento della societ\u00e0. Ci fu una grande delusione e fu molto chiara quando Mitterrand arriv\u00f2, ma credo non sia un fenomeno avvenuto solo qui: dal socialismo si pass\u00f2 alla socialdemocrazia, che divenne una forza politica quasi di destra nel modo di pensare. Credo che ci sia ancora la richiesta di politiche di sinistra da parte della gente, ma non ci sono partiti pronti a raccogliere queste istanze. Ad ogni elezione le persone si sentono tradite e spesso la scelta \u00e8 tra votare l\u2019estrema destra oppure non andare a votare. Tra pochi mesi avremo le elezioni presidenziali qui in Francia, ci sono sei candidati che dovrebbero appartenere alla sinistra ma il loro programma si limita a puntare sull\u2019ecologia, che \u00e8 sicuramente importante, ma nessuno parla delle condizioni dei lavoratori, della lotta alla povert\u00e0, del significato dell\u2019uguaglianza. Un esempio calzante in questo \u00e8 rappresentato dai gilets gialli: sono stati milioni di persone in tutto il Paese e in molti approvavano quel movimento, ma non c\u2019\u00e8 stato un solo esponente che abbia colto le loro istanze, non c\u2019\u00e8 stata alcun\u2019eco nel sistema politico di quelle che erano state le richieste di una grossa fetta della popolazione.<\/p>\n<p>\u00abRetour \u00e0 Reims\u00bb \u00e8 composto principalmente da materiali d\u2019archivio, come si \u00e8 svolto il processo di ricerca?<\/p>\n<p>\u00c8 un processo che richiede del tempo ma non \u00e8 il film pi\u00f9 difficile che ho fatto da questo punto di vista, sia perch\u00e9 era in lingua francese sia perch\u00e9 il nostro Stato ha molto a cuore l\u2019archiviazione, quindi c\u2019\u00e8 accesso ad una grande quantit\u00e0 di materiali. Quello che mi ha pi\u00f9 sorpreso \u00e8 che alcuni argomenti non venivano assolutamente rappresentati come le condizioni di vita delle domestiche o tutto ci\u00f2 che concerne l\u2019aborto, in questi casi la ricerca \u00e8 stata complessa. Poi dagli anni \u201980 c\u2019\u00e8 un grande cambiamento perch\u00e9 i lavoratori non vengono pi\u00f9 mostrati in tv e al cinema. Infatti da quel punto in poi il film cambia molto proprio perch\u00e9 sono diversi i materiali esistenti. Quando il sistema politico decise di disfare l\u2019idea delle classi, i politici smisero di parlare della lotta sociale e contemporaneamente i lavoratori sparirono dalla televisione. Riguardo il cinema \u00e8 un po\u2019 diverso, con la diminuzione del pubblico che frequentava le sale, il target si spost\u00f2 verso la classe media. Con questo cambiamento, i film impegnati non trovarono pi\u00f9 un posto nelle nuove logiche di produzione.<\/p>\n<p>Ha aggiunto un epilogo alla storia non contenuto nel testo di Eribon, un segnale di speranza per le lotte future.<\/p>\n<p>Volevo un finale ottimista mentre quello del libro \u00e8 piuttosto deprimente: la sinistra collassa mentre la destra estrema prende la scena. Ho pensato di andare a vedere ci\u00f2 che \u00e8 successo dalla pubblicazione del libro a oggi, perch\u00e9 sono passati pi\u00f9 di dieci anni. Devo dire che, seppure con delle fragilit\u00e0, alcune cose sono accadute. In Francia abbiamo avuto i gilets gialli che rappresentano per me un nuovo capitolo della storia perch\u00e9 le persone in quel movimento provenivano principalmente dalla classe lavoratrice. Poi ci sono le lotte per l\u2019ecologia e quelle delle realt\u00e0 lgbtq+ e femministe, sorprendentemente questi gruppi stanno iniziando ad intrecciare i loro percorsi. Ancora non sappiamo fino a che punto le persone si uniranno e in nome di cosa ma possiamo dire che c\u2019\u00e8 un\u2019energia, non siamo morti, una parte della societ\u00e0 \u00e8 ancora in movimento e questo \u00e8 molto importante.<\/p>\n<p><em>*(Lucrezia Ercolani, interessi e mondi diversi hanno sempre fatto parte del suo percorso, con alcuni punti fermi: la passione per le arti, soprattutto quelle dal vivo; l\u2019attenzione per le espressioni sotterranee, d\u2019avanguardia, fuori dai canoni. Laureata in Filosofia all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, \u00e8 stata redattrice per diverse riviste online (Nucleo Artzine, Extra! Music Magazie, The New Noise, Filmparlato) e ha lavorato al Teatro Spazio Diamante. Ultimamente collabora con Il Manifesto.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Giovanni De Mauro*: RADICI. \u201cNON \u00c8 UN SEGRETO CHE LA CONFERENZA DI GLASGOW SUL CLIMA SIA UN FALLIMENTO. DOVREBBE ESSERE OVVIO CHE NON POSSIAMO RISOLVERE LA CRISI CLIMATICA CON GLI STESSI METODI CHE L\u2019HANNO PROVOCATA\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>E sempre di pi\u00f9 la gente se ne sta rendendo conto. Molti si chiedono cosa serva ancora perch\u00e9 i potenti si sveglino. Ma sia chiaro: sono gi\u00e0 svegli. Sanno cosa fanno e quali valori inestimabili stanno sacrificando per evitare che le cose cambino. Creano scappatoie e dispongono le cose in modo da poter continuare a trarre vantaggio da questo sistema distruttivo. Scelgono deliberatamente di continuare a permettere lo sfruttamento delle persone e della natura e la distruzione delle condizioni di vita presenti e future. La conferenza si \u00e8 trasformata in un evento di pubbliche relazioni, dove i leader fanno discorsi bellissimi e annunciano splendidi obiettivi, mentre sotto la superficie i governi dei paesi del nord del mondo rifiutano ancora di agire in modo drastico. (\u2026) Ma i fatti non mentono. Per rispettare gli obiettivi dell\u2019accordo di Parigi e minimizzare il rischio di scatenare d)elle reazioni irreversibili c\u2019\u00e8 bisogno di immediate e drastiche riduzioni delle emissioni di gas serra, diverse da qualsiasi cosa il mondo abbia visto finora. E siccome non abbiamo le soluzioni tecnologiche che da sole potrebbero ottenere un risultato anche minimamente vicino, dobbiamo cambiare nel profondo la nostra societ\u00e0. (\u2026) La crisi climatica non viene dal nulla. \u00c8 legata ad altre crisi e ingiustizie che risalgono al colonialismo e oltre. Crisi basate sull\u2019idea che alcune persone valgono di pi\u00f9 e hanno il diritto di rubare alle altre, sfruttarle e prendere le loro terre e risorse. \u00c8 ingenuo pensare che potremo risolvere questa crisi senza andare alle sue radici. (\u2026) Alcuni dicono che siamo troppo radicali, ma la verit\u00e0 \u00e8 che quelli radicali sono loro. Combattere per salvare i sistemi da cui dipende la nostra sopravvivenza non \u00e8 radicale. Invece credere che la nostra civilt\u00e0 possa resistere a un aumento di 2,7-3 gradi centigradi \u00e8 estremamente radicale, \u00e8 pura follia\u201d. Greta Thunberg, Glasgow, 5 novembre 2021.<\/p>\n<p>*( Giovanni De Mauro, \u00c8 il direttore di Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 \u2013 Alfiero Grandi*: COP 26, GLASGOW HA DELUSO, MA ORA EVITARE SBANDAMENTI E ASSUMERSI PI\u00d9 RESPONSABILIT\u00c0 SUL CLIMA.<\/strong>IL SEGRETARIO GENERALE DELL\u2019ONU SE N\u2019\u00c8 ANDATO PRIMA DELLE CONCLUSIONI, PRENDENDO FISICAMENTE LE DISTANZE DAL VERTICE MONDIALE COP26 DI GLASGOW SUL CLIMA, CHE AVREBBE DOVUTO DECIDERE LE AZIONI CONCRETE PER MANTENERE L\u2019AUMENTO DELLA TEMPERATURA DEL PIANETA AL DI SOTTO DI UN GRADO E MEZZO.<\/p>\n<p>Quando il presidente di Cop26 per conto dell\u2019ONU ha annunciato le conclusioni con un groppo in gola si \u00e8 capito che stava arrivando la conferma della delusione per un esito molto al di sotto delle aspettative, per certi aspetti un evidente passo indietro. Se si afferma che occorre uscire dalle fonti fossili per produrre energia e poi si reintroduce il carbone \u2013 che avrebbe dovuto essere eliminato con l\u2019accordo di tutti entro pochi anni essendo la fonte fossile che produce la maggiore quantit\u00e0 di CO2 \u2013 \u00e8 evidente che \u00e8 impossibile essere ottimisti sulle conclusioni del Cop26.<\/p>\n<p>Del resto il G20 di Roma aveva trovato una sintesi conclusiva sfumando e rinviando. Scrivendo nel documento conclusivo a met\u00e0 del secolo anzich\u00e9 un rotondo 2050 come data limite per rendere le iniziative umane neutrali nell\u2019inquinamento dell\u2019atmosfera. I paesi del G20 hanno deciso di annacquare le loro conclusioni su due punti fondamentali: 1) aiuti ai paesi pi\u00f9 poveri ed esposti alle ingiurie del clima, gi\u00e0 decisi ma arrivati solo in parte e per di pi\u00f9 con il contagocce; 2) tempi certi per arrivare al contenimento dell\u2019aumento della temperatura del pianeta entro 1,5 gradi. La riunione del G20 ha rinviato alla riunione della Cop26 di Glasgow i suoi nodi irrisolti e il risultato \u00e8 stato un ulteriore arretramento.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi giusto essere preoccupati, perch\u00e9 di questo passo l\u2019obiettivo di 1,5 gradi come limite massimo non verr\u00e0 raggiunto, con il rischio concreto che il clima del pianeta vada fuori controllo. Non sono bastati gli allarmi degli scienziati, delle organizzazioni, dei giovani, dei paesi che stanno gi\u00e0 pagando il prezzo maggiore, neppure l\u2019allarme della conferenza degli scienziati dell\u2019ONU. Avere chiarito la gravit\u00e0 della situazione amplifica la delusione per le conclusioni, chiaramente inefficaci e insufficienti. Eppure, in questa occasione \u00e8 stato fatto molto per cercare di fare entrare nella conferenza ufficiale anche i punti di vista e le aspettative dei giovani, ma non \u00e8 bastato, anzi forse finisce con l\u2019amplificare la delusione perch\u00e9 \u00e8 comprensibile che coloro che in forme diverse hanno partecipato poi rimangano ancora pi\u00f9 delusi.<\/p>\n<p>Il delegato speciale del Presidente Biden sul clima, Kerry, ha cercato di attenuare la delusione parlando di risultati vicini all\u2019obiettivo, versione poco credibile. \u00c8 sperabile che Kerry riporti ai responsabili negli Usa, a partire dal Presidente, che questo risultato deludente si deve anzitutto ad una loro scelta politica che ha individuato pi\u00f9 avversari che partners per le scelte di fondo, a partire da Cina e Russia. Solo all\u2019ultimo gli Usa hanno cercato di recuperare un rapporto con la Cina, ma in un tardivo rapporto a due che ha escluso l\u2019Unione Europea, confermando una politica estera random degli Usa. Eppure Biden aveva appena cercato di recuperare la frattura con la Francia sui sottomarini con un\u2019autocritica esplicita, senza dimenticare che questo \u00e8 avvenuto perch\u00e9 gli Usa hanno scelto di costruire una cintura ostile verso la Cina. Inoltre, i paesi pi\u00f9 ricchi, e gli Usa certamente lo sono, hanno dimostrato che sulle risorse chieste dai paesi pi\u00f9 colpiti e poveri hanno avuto posizioni arretrate e poco solidali, e su questo l\u2019India, il SudAfrica e altri produttori e consumatori di carbone hanno chiarito che senza aiuti certi per la loro transizione ecologica non prenderanno sulle loro spalle questo onere troppo pesante. Pu\u00f2 essere un suicidio collettivo, ma questo \u00e8 quanto \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<p>L\u2019emendamento dell\u2019india, che ha cambiato una parola di fondo nel documento sul carbone, non pi\u00f9 eliminazione ma riduzione nel tempo senza precisare ulteriormente, poteva non essere accolto? Non era meglio chiarire le posizioni e prendere altro tempo? Questa finta unanimit\u00e0 a cosa serve?<\/p>\n<p>A questo punto, dopo la delusione di Glasgow, occorre rilanciare una strategia di interventi forti per avanzare verso l\u2019obiettivo di un massimo di crescita della temperatura del globo entro 1,5 gradi.\u00a0 Chi pu\u00f2 deve proseguire. L\u2019Europa ha un ruolo da svolgere, ma deve scegliere con nettezza, e l\u2019Italia in questo ambito deve svolgere un ruolo forte, perch\u00e9 l\u2019obiettivo non pu\u00f2 essere solo gestire al meglio le conferenze ma arrivare a risultati concreti. Perch\u00e9 proprio questo \u00e8 il problema. Occorre interrompere il circuito perverso in cui la ruota che non gira decide della velocit\u00e0 del veicolo.<\/p>\n<p>Non abbiamo un pianeta di ricambio, non possiamo tradire le aspettative dei giovani, non possiamo lasciare che la situazione proceda su un asse inclinato verso il disastro.<\/p>\n<p>Occorre che ogni paese, ogni cittadino dia il suo contributo al massimo possibile senza chiudersi in una difesa dello status quo. Cos\u00ec si va a sbattere. Per contrastare il piano inclinato occorre che le misure ritenute indispensabili vengano adottate e che venga avviato un lavoro di contatti e di accordi multilaterali. Il multilateralismo \u00e8 stato citato da Draghi, Kerry ha tentato all\u2019ultimo di coinvolgere la Cina, ma la strada da fare \u00e8 lunga e presuppone un cambiamento di approccio degli Usa, insieme all\u2019Unione europea, con la Cina, con la Russia, con l\u2019India, con altri paesi che non accettano di pagare il conto di quanto consumato da altri nei decenni precedenti. L\u2019aumento degli armamenti, delle spese militari nel mondo contraddice scelte comuni per il clima e la solidariet\u00e0 per affrontare oneri che non possono ricadere sulle spalle di chi non pu\u00f2 permetterselo. Non c\u2019\u00e8 posto per tutto. Il rapporto con la Cina non \u00e8 facile, ma non ha alternative, lo scontro invece pu\u00f2 portare a guai seri.<\/p>\n<p>Certamente non \u00e8 facile il confronto tra sistemi politici ed istituzionali cos\u00ec diversi e tuttavia il mondo non ha alternative a iniziative di disarmo, di distensione nei rapporti, cercando di uscire dalla logica, di destra, del nemico esterno per compattare. C\u2019\u00e8 un trattato internazionale sulla proibizione delle armi nucleari che l\u2019Italia non ha ancora firmato, perch\u00e9? Si tratta di una scelta politica importante che ha implicazioni di per s\u00e9 sulle alleanze internazionali e sull\u2019Unione europea, nel cui ambito la Francia insiste per restare l\u2019unica potenza nucleare.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 sono essenzialmente dovute ad una concezione delle relazioni internazionali che anzich\u00e9 sfidare sulla distensione e sulla cooperazione punta alla competizione se non ad una confrontation che potrebbe perfino sfociare in scontri militari. Occorre recuperare lo spirito che un mondo diviso in blocchi contrapposti riusc\u00ec a trovare prima che il disastro coinvolgesse tutti. Sull\u2019orlo dell\u2019abisso ci si ferm\u00f2 in tempo. Oggi? Non c\u2019\u00e8 la stessa chiara visione, forse perch\u00e9 i blocchi non ci sono pi\u00f9, forse perch\u00e9 la pur enorme forza militare non \u00e8 pi\u00f9 in grado di vincere con certezza, come in Afghanistan.<\/p>\n<p>Il pianeta \u00e8 uno solo per la guerra e per il clima e occorre ricordarlo sempre, facendo discendere da questo ben altro scenario. L\u2019Unione Europea non ha una linea politica precisa. Fa scelte importanti come il Next Generation Eu e il progetto Fit for 55% che vuole realizzare risultati di svolta entro il 2030, ma poi si contraddice per vecchie concezioni, per ritardi culturali e il troppo ascolto di interessi conservatori. Le imprese lamentano che l\u2019Unione non li ascolta, ma se li ascolter\u00e0 annacquer\u00e0 non poco la linea della transizione ecologica, perch\u00e9 nel mondo delle imprese la resistenza ad un progetto paese ed europeo per cambiare \u00e8 molto forte. Eppure anche in un settore difficilmente compatibile con l\u2019ambiente come l\u2019acciaio si potrebbero prendere pi\u00f9 piccioni con la stessa fava. Innovare le acciaierie con una svolta green, ambientalmente accettabile, superando definitivamente il carbone, stabilendo che l\u2019intesa Europa\/Usa sui dazi verso l\u2019acciaio \u201csporco\u201d importato si realizzi rapidamente, di conserva con la svolta green, stabilendo un nesso tra le scelte delle rinnovabili (ad esempio eolico offshore) che richiedono acciaio e la sua produzione nazionale, in sostanza un piano. Altrimenti che senso ha che la maggioranza azionaria diventi pubblica se tutto resta come prima?<\/p>\n<p>Come l\u2019acciaio c\u2019\u00e8 la produzione di energia, con Terna che sta facendo ricche aste per favorire l\u2019uso del gas per produrre energia elettrica, malgrado sia un\u2019azienda pubblica, e che sta realizzando il raddoppio dell\u2019elettrodotto nord-sud per portare l\u2019energia prodotta dalla rinnovabili al Sud verso il Nord. Al sud non ce n\u2019\u00e8 bisogno?<\/p>\n<p>Glasgow non \u00e8 andata bene ma questo non vuol dire tana libera tutti come hanno inteso Confindustria, Eni ed altri, semmai impone di ripensare agli errori compiuti ed accelerare al massimo verso le rinnovabili. \u00c8 curiosa la labilit\u00e0 dei ricordi di quanti vogliono rilanciare il nucleare in Italia dopo due referendum vinti dal NO, se ne pu\u00f2 sempre fare un altro. Suggerisco di leggere Macron che spinto dalle difficolt\u00e0 elettorali vuole rilanciare il nucleare, che in Francia \u00e8 civile perch\u00e9 c\u2019\u00e8 anche il militare e viceversa. I costi sono sempre stati un eccetera. Macron ha ammesso che la \u201cs\u00f2la\u201d, che Sarkozy stava rifilando all\u2019Italia, per fortuna bloccata dal referendum nel 2011, il famoso Epr di III generazione pi\u00f9, iniziato nel 2007 a Flamanville forse verr\u00e0 finito nel 2023, rinviando di anno in anno l\u2019entrata in servizio, oltre 10 anni di ritardo, come del resto accade al gemello di Okiluoto in Finlandia, con un costo che ormai \u00e8 a 19 miliardi di euro contro i 3,2 preventivati.<\/p>\n<p>Se la Francia vuole rilanciare il nucleare lo faccia con i soldi suoi, non con i fondi europei, come sta cercando di fare ora. La quarta generazione del nucleare da fissione \u00e8 solo nella fantasia di chi, per propaganda, vuole farlo apparire come prossimo e per ora \u00e8 certamente sicuro solo perch\u00e9 nel mondo non c\u2019\u00e8. In realt\u00e0 il governo italiano dovrebbe semplicemente rilanciare le rinnovabili con un piano forte e ben finanziato per arrivare entro il 2030 ai 70 Gigawatt promessi. Questa sarebbe la migliore risposta all\u2019aumento largamente speculativo dei prezzi dei combustibili fossili, verso il quale c\u2019\u00e8 un balbettio inconcludente, mentre lanciare un forte piano sulle rinnovabili sarebbe un modo sicuro per abbassare costi e prezzi.<\/p>\n<p>Le rinnovabili possono essere per l\u2019Italia quello che \u00e8 il nucleare per la Francia.<\/p>\n<p>Quindi ora tocca a noi, Italia, Europa, Occidente sviluppato, fare una scelta strategica per salvare il pianeta.<\/p>\n<p>*( Alfiero Grandi su <a href=\"http:\/\/www.jobsnews.it\">www.jobsnews.it<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 \u2013 COSA SUCCEDE\u00a0 NEL MONDO.<\/strong><\/p>\n<p>INDIA<\/p>\n<p>Il 19 novembre il primo ministro Narendra Modi ha annunciato a sorpresa la revoca di una riforma del mercato agricolo contro la quale migliaia di contadini protestavano da circa un anno. La riforma, approvata nel settembre 2020, ha introdotto una liberalizzazione del mercato agricolo contestata dai piccoli produttori. Migliaia di contadini erano accampati alle porte di New Delhi dal novembre scorso.<\/p>\n<p>POLONIA-BIELORUSSIA<\/p>\n<p>Il 18 novembre il governo bielorusso ha trasferito i migranti bloccati da giorni alla frontiera tra i due paesi in un centro logistico della zona. Lo stesso giorno quattrocento migranti curdi iracheni sono stati rimpatriati in Iraq con un volo messo a disposizione dalle autorit\u00e0 di Baghdad. Varsavia e Bruxelles accusano Minsk di aver fatto arrivare i migranti nel paese per poi spingerli verso l\u2019Unione europea in risposta alle sanzioni contro il regime di Aleksandr Luka\u0161enko.<\/p>\n<p>SUDAN<\/p>\n<p>La giunta militare al potere ha ripristinato il 18 novembre la connessione internet per la prima volta dal colpo di stato di fine ottobre. Proseguono intanto a Khartoum e in altre citt\u00e0 del paese le manifestazioni per chiedere la restituzione del potere ai civili. Almeno trentanove persone, tra cui cinque ragazzi, sono morte finora nella repressione. Il segretario di stato statunitense Antony Blinken ha chiesto al regime di autorizzare le manifestazioni pacifiche.<\/p>\n<p>YEMEN<\/p>\n<p>Il 18 novembre i ribelli huthi hanno affermato di aver perso 14.700 combattenti in cinque mesi di battaglia per il controllo della citt\u00e0 strategica di Marib, nel centro del paese. La maggior parte \u00e8 morta nei raid aerei condotti dalla coalizione militare guidata dall\u2019Arabia Saudita, che sostiene le forze governative. Gli huthi controllano la capitale Sana\u2019a dal 2014.<\/p>\n<p>STATI UNITI<\/p>\n<p>Il 18 novembre Ellen Biben, giudice della corte suprema dello stato di New York, ha scagionato due dei tre uomini condannati per l\u2019omicidio nel 1965 di Malcolm X, leader della lotta degli afroamericani. Biben ha accolto un ricorso presentato dal procuratore di Manhattan Cyrus Vance e dall\u2019associazione The innocence project, che si batte contro gli errori giudiziari, secondo cui l\u2019Fbi e la polizia nascosero prove che avrebbero dimostrato l\u2019innocenza di Muhammad Aziz, che oggi ha 83 anni, e di Khalil Islam, morto nel 2009.<\/p>\n<p>BRASILE<\/p>\n<p>Secondo un rapporto dell\u2019Istituto nazionale di ricerca spaziale (Inpe) presentato il 18 novembre, 13.235 chilometri quadrati di foresta sono stati distrutti nell\u2019Amazzonia brasiliana dall\u2019agosto 2020 al luglio 2021, con un aumento del 22 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. \u00c8 il dato pi\u00f9 alto dal 2005-2006 (14.286 chilometri quadrati).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; GIOVANNA CHIOINI*: I GREEN PASS IN EUROPA E LE ALTRE NOTIZIE SUL VIRUS.<\/strong> DALL\u2019INIZIO DELLA PANDEMIA DI NUOVO CORONAVIRUS SONO STATI REGISTRATI 256.279.320 CONTAGI, I DECESSI SONO STATI 5.136.072, SECONDO I DATI DELLA JOHNS HOPKINS UNIVERSITY. NEL MONDO RISULTA VACCINATO CON ALMENO UNA DOSE CONTRO IL COVID-19 IL 52,6 PER CENTO DELLA POPOLAZIONE, MA SOLO IL 5 PER CENTO DELLA POPOLAZIONE DEI PAESI POVERI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO.<\/p>\n<p>IN ITALIA dal 22 novembre potr\u00e0 avere il richiamo del vaccino chi ha pi\u00f9 di 40 anni. Il governo sta studiando nuove misure sul green pass: una validit\u00e0 ridotta da 12 a nove mesi, vista la diminuzione dell\u2019efficacia dei vaccini dopo circa sei mesi, e l\u2019ipotesi dell\u2019obbligo del richiamo per il personale sanitario. Intanto diventa pi\u00f9 rumoroso il fronte dei sostenitori del \u201cdoppio binario\u201d se si dovesse ritornare alle zone gialle o arancioni: un green pass ottenuto solo con vaccinazione o guarigione e che consentirebbe l\u2019ingresso a cinema, teatri, musei e altri luoghi ricreativi, e uno ottenuto con il tampone negativo che consentirebbe l\u2019ingresso nei luoghi di lavoro ma non in quelli pubblici. Un sistema, simile a quello adottato in Germania e AUSTRIA, che si avvicinerebbe molto all\u2019obbligo vaccinale. Dopo il 15 ottobre, quando \u00e8 entrato in vigore l\u2019obbligo di esibire il green pass nei luoghi di lavoro, l\u2019aumento dei tamponi effettuati per avere la certificazione aveva permesso di far emergere circa seimila casi in pi\u00f9 di quelli attesi. Il 19 novembre in Italia ci sono stati 10.544 nuovi casi e 48 decessi.<\/p>\n<p>L\u2019uso delle mascherine, il distanziamento fisico, il lavaggio delle mani e altre misure non farmaceutiche fanno diminuire la possibilit\u00e0 di contagio del 53 per cento quando unite ai vaccini, afferma una meta-analisi delle ricerche svolte finora e pubblicata dal British Medical Journal.<\/p>\n<p>In Austria dal 21 novembre torner\u00e0 in vigore un lockdown nazionale di almeno dieci giorni, che potr\u00e0 essere rivalutato in base all\u2019andamento dei contagi. Il governo ha annunciato che intende rendere obbligatorie le vaccinazioni dal 1 febbraio 2022. Dal 12 dicembre il lockdown sar\u00e0 applicato solo per chi non \u00e8 vaccinato. Nel paese il green pass funziona secondo il sistema del \u201c2g\u201d (persona geimpft, vaccinata, o genesen, guarita) che permette l\u2019accesso agli eventi pubblici. Per entrare al lavoro \u00e8 previsto anche l\u2019uso del tampone. Il 15 novembre il governo aveva gi\u00e0 imposto un lockdown per le persone non vaccinate, impedendo l\u2019accesso ai luoghi pubblici. Nella settimana precedente il 18 novembre i nuovi casi giornalieri sono stati in media pi\u00f9 di dodicimila, e i decessi sono stati in media 43. Risulta vaccinato circa il 65 per cento della popolazione dai dodici anni in su.<\/p>\n<p>IL 18 NOVEMBRE IN GERMANIA il governo uscente e quello entrante hanno approvato un insieme di nuove misure di contenimento dei contagi, che poi saranno applicate autonomamente dalle regioni in base ai loro numeri di ospedalizzazioni (il livello di allerta di tre ricoveri ogni centomila abitanti \u00e8 stato raggiunto in tutte e sedici): \u00e8 stato deciso di non prorogare lo stato di \u201csituazione epidemica di preoccupazione nazionale\u201d (che ha concesso al governo poteri speciali) oltre il 25 novembre; si user\u00e0 il green pass \u201c3g\u201d (geimpft, genesen, getestet, persone vaccinate, guarite, con tampone negativo) per entrare nei luoghi di lavoro e sui trasporti pubblici; \u00e8 stata reintrodotta la raccomandazione di lavorare da casa, tolta a luglio; sar\u00e0 obbligatorio mostrare un tampone negativo per entrare nei luoghi di lavoro e nelle case di cura a prescindere dalla vaccinazione; saranno inasprite le misure per chi si procura falsi certificati sanitari; saranno estesi fino al 2022 i permessi dal lavoro retribuiti aggiuntivi per malattia dei figli minori di dodici anni ( con clausole speciali per le disabilit\u00e0). I nuovi casi il 19 novembre sono stati 52.970 con 201 decessi. Attualmente in tutte le regioni tedesche ci sono tre persone ricoverate per covid ogni centomila persone: le regioni dunque si preparano ad adottare i sistemi del green pass 3g, o del 2g secondo cui solo la persona vaccinata o guarita pu\u00f2 avere accesso ai luoghi pubblici. Se lo stato di allerta salisse, pu\u00f2 essere applicato il sistema 2g plus, che prevede misure di incontro pi\u00f9 restrittive sull\u2019uso delle mascherine o del numero di persone ammesse in un locale chiuso.<\/p>\n<p>Secondo il ministro della salute tedesco ad interim, Jens Spahn, il covid-19 ha aumentato la dipendenza economica della Germania, e dell\u2019Europa, dalla Cina. Durante una conferenza economica organizzata dal quotidiano tedesco S\u00fcddeutsche Zeitung ha affermato che il suo paese, per esempio, ormai dipende da Pechino per l\u2019importazione di mascherine e dispositivi medici. Secondo il ministro, varrebbe la pena discutere tutto questo in un vertice economico per tracciare strategie e per rendere Europa e Germania pi\u00f9 indipendenti e favorire l\u2019importazione da altri paesi.<\/p>\n<p>NELLA REPUBBLICA CECA E IN SLOVACCHIA le persone non vaccinate dal 22 novembre non potranno accedere a eventi e servizi pubblici, e i test negativi al covid-19 non saranno validi come certificazione per l\u2019accesso, mentre basteranno per entrare nei luoghi di lavoro. I nuovi casi positivi il 18 novembre in Repubblica Ceca sono stati pi\u00f9 di 14mila, con 60 decessi, il tasso di vaccinazione \u00e8 al 58,2 per cento della popolazione sopra i dodici anni. In Slovacchia risulta vaccinato il 42,7 per cento della popolazione sopra i cinque anni, il 18 novembre i nuovi casi sono stati 8.756, con 38 decessi.<\/p>\n<p>I PAESI BASSI sono a corto di test per il covid-19, mentre nel paese i nuovi casi giornalieri il 18 novembre hanno superato i 23mila. Sono i numeri pi\u00f9 alti dall\u2019inizio della pandemia, e hanno colto di sorpresa le autorit\u00e0 sanitarie. Nel paese il 72,3 per cento della popolazione sopra i dodici anni \u00e8 vaccinato. Ma l\u2019aumento dei casi e dei ricoveri ospedalieri \u00e8 conseguenza dell\u2019allentamento delle restrizioni di settembre. All\u2019inizio del mese, il governo ha reintrodotto l\u2019uso obbligatorio delle mascherine nei negozi e dal 13 novembre nel paese \u00e8 tornato in vigore un lockdown parziale, con misure come la chiusura di bar e ristoranti alle otto di sera.<\/p>\n<p>LA SVEZIA vuole introdurre un pass che attesti la vaccinazione per accedere agli eventi al chiuso a cui partecipano pi\u00f9 di cento persone. La misura, se varata, entrer\u00e0 in vigore dal 1 dicembre, ed \u00e8 la prima di questo genere proposta dal governo. Le autorit\u00e0 temono che nelle prossime settimane aumentino i contagi. Anche se la Svezia non ha registrato una impennata simile ad altri paesi europei, \u201cnon siamo isolati\u201d, ha detto la ministra per la salute Lena Hallengren. \u201cDobbiamo essere in grado di usare i certificati di vaccinazione\u201d per evitare il picco di contagi previsto dalle autorit\u00e0 sanitarie per met\u00e0 dicembre. Nel paese, circa l\u201985 per cento della popolazione sopra i 16 anni ha ricevuto una dose di vaccino e all\u201982 per cento sono state somministrate due o pi\u00f9 dosi. E la paura che i contagi possano aumentare ha spinto l\u2019agenzia per la salute pubblica a fare marcia indietro sulla precedente raccomandazione di non effettuare test per il covid-19 se si \u00e8 completamente vaccinati, pur presentando i sintomi. La decisione, annunciata a fine ottobre, ha provocato un rapido calo nella percentuale di test effettuati, scesi al 35 per cento. La Svezia ha scelto di non imporre lockdown e si \u00e8 basata principalmente su misure volontarie volte al distanziamento sociale. Ha avuto pi\u00f9 decessi dei vicini paesi nordici, ma inferiori rispetto alla maggior parte dei paesi europei che hanno scelto lockdown stringenti. Nella settimana finita il 18 novembre i nuovi casi giornalieri sono stati in media 868, con una media di quattro morti al giorno.<\/p>\n<p>LE FILIPPINE hanno approvato l\u2019uso d\u2019emergenza del vaccino anticovid dell\u2019azienda statunitense Novavax, azienda statunitense che opera nel campo delle biotecnologie. Il direttore dell\u2019agenzia per il controllo dei farmaci delle Filippine, Rolando Enrique Domingo, ha detto che \u00e8 il nono vaccino approvato nel paese del sudest asiatico. Il Covovax sar\u00e0 prodotto dall\u2019azienda indiana Serum institute e sar\u00e0 disponibile per le persone dai 18 anni in su. La somministrazione avverr\u00e0 in due dosi a distanza di almeno 21 giorni, ha spiegato Domingo. Il vaccino di Novavax \u00e8 diverso dagli altri gi\u00e0 somministrati perch\u00e9 usa le proteine dell\u2019agente patogeno per stimolare la risposta del sistema immunitario. Negli studi clinici la sua efficacia \u00e8 risultata dell\u201989,7 per cento. All\u2019inizio di novembre ha ricevuto la prima autorizzazione per l\u2019uso d\u2019emergenza in Indonesia e adesso ha presentato la domanda di approvazione in Canada ed Europa. La valutazione da parte dell\u2019agenzia europea del farmaco (Ema) potrebbe essere rilasciata entro poche settimane se i dati presentati saranno sufficientemente solidi e completi per dimostrarne la sicurezza. L\u2019EMA ha gi\u00e0 esaminato una parte sostanziale dei dati sul vaccino nell\u2019ambito di una revisione continua.<\/p>\n<p>Misure di anti-contagio sempre pi\u00f9 strette a Pechino, in Cina, in vista delle Olimpiadi invernali che si svolgeranno nella capitale cinese dal 4 febbraio 2022. I voli interni sono stati limitati o cancellati nelle aree pi\u00f9 a rischio, mentre a tutti i visitatori sar\u00e0 richiesto il risultato negativo a un test effettuato 48 ore prima della partenza. Le nuove restrizioni includono anche rigidi controlli sulle persone che lavorano nel settore delle importazioni di prodotti surgelati, che saranno testate ogni tre giorni. Le autorit\u00e0 sanitarie cinesi sostengono che c\u2019\u00e8 il rischio di contrarre il covid-19 da prodotti surgelati e che i recenti contagi sono avvenuti in questo modo. A meno di cento giorni dall\u2019inizio dei giochi, la Cina continua quindi la sua strategia per raggiungere i zero contagi. I nuovi casi giornalieri registrati sono tra i pi\u00f9 bassi al mondo, ma nessuno spettatore proveniente dall\u2019esterno della Cina continentale potr\u00e0 assistere ai giochi. Mentre i 2.900 atleti, che saranno testati ogni giorno, dovranno aver completato il ciclo vaccinale o sottoporsi a una quarantena di 21 giorni.<\/p>\n<p>COREA<\/p>\n<p>L\u2019aumento dei casi di covid-19 in COREA DEL SUD preoccupa le autorit\u00e0 vista la decisione delle ultime settimane di allentare le restrizioni per favorire la ripresa economica del paese. Secondo l\u2019agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie (Kcdc) , il 17 novembre i nuovi casi sono stati 3.187 arrivando ai livelli di settembre. Il bilancio delle vittime \u00e8 ora di 3.137, dopo che sono stati segnalati altri 21 decessi. Nonostante la grande diffusione della variante delta nel paese, il governo sperava che i vaccini avrebbero tenuto sotto controllo i numeri dei ricoveri e dei decessi. Ma il numero dei malati in condizioni gravi o critiche sta raggiungendo il limite di 500, il numero massimo di pazienti gestibili dal sistema sanitario. A essere maggiormente colpiti sono gli anziani, tra i quali il tasso di vaccinati \u00e8 molto basso, e i pazienti nelle case di cura. Per questo, i funzionari sudcoreani stanno spingendo per accelerare la campagna di vaccinazione. La Kcdc ha annunciato che il tempo di attesa per ricevere la terza dose per gli over 60 anni e per chi vive o lavora in case di cura e altre strutture vulnerabili verr\u00e0 ridotto da sei a quattro mesi. Mentre per gli over 50 a cinque mesi.<\/p>\n<p>IN ISRAELE il ministero della sanit\u00e0 il 14 novembre ha autorizzato la somministrazione del vaccino contro il covid-19 nella fascia di et\u00e0 tra i 5 e gli 11 anni. La decisione \u00e8 stata presa due settimane dopo il via libera negli Stati Uniti. Le dosi di vaccino fornite dalla Pfizer-Biontech arriveranno nei prossimi giorni e la campagna di vaccinazione dovrebbe partire subito dopo.<\/p>\n<p>\u201cGruppi di operatori sanitari e volontari di organizzazioni umanitarie stanno vaccinando migliaia di marinai in pi\u00f9 di duecento porti in tutto il mondo, assicurando protezione dal covid-19 a una categoria di lavoratori finora largamente trascurata dalle autorit\u00e0\u201d, scrive il Wall Street Journal. \u201cDopo l\u2019esplosione della pandemia e le conseguenti restrizioni decise dai governi, molti marinai sono stati costretti a restare sulle navi per lungo tempo, senza poter vedere le loro famiglie e gli amici. Come spiega Jason Zuidema, direttore dell\u2019ong North american maritime ministry association, non \u00e8 stato facile convincere le autorit\u00e0 ad aiutare i marinai, perch\u00e9 spesso sono stranieri, e i vari paesi davano la precedenza ai loro cittadini. Secondo l\u2019International chamber of shipping, la principale organizzazione marittima mondiale, pi\u00f9 della met\u00e0 degli 1,7 milioni di marinai proviene da paesi in via di sviluppo ed emergenti, come le Filippine, l\u2019Indonesia e l\u2019India\u201d, scrive Alessandro Lubello nella sua newsletter Economica su Internazionale.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<\/p>\n<p>Chi viaggia dal REGNO UNITO all\u2019estero potr\u00e0 esibire il certificato di richiamo del vaccino. La misura servir\u00e0 per destinazioni come Israele, Croazia e Austria, dove esiste un limite di tempo alla validit\u00e0 delle vaccinazioni che permette di evitare la quarantena all\u2019arrivo. Nel Regno Unito il richiamo \u00e8 stato somministrato a pi\u00f9 di dodici milioni di persone. Dal 15 novembre \u00e8 disponibile per le persone sopra i 40 anni e la seconda dose \u00e8 stata raccomandata tra i 16 e i 17 anni. Per la fascia d\u2019et\u00e0 12-15 anni \u00e8 prevista solo una dose (a meno di essere soggetti fragili).<\/p>\n<p>I ministri nel Regno Unito non erano \u201cpienamente preparati\u201d agli \u201cimpatti ad ampio raggio\u201d che il covid-19 ha avuto sulla societ\u00e0, sull\u2019economia e sui servizi pubblici essenziali nel paese e non disponevano di piani dettagliati su protezioni sanitarie, programmi di sostegno al lavoro e interruzione della scuola. Alcune indicazioni uscite da \u201cprecedenti esercizi di simulazione\u201d che avrebbero potuto aiutare a prepararsi nel caso di una pandemia non sono state \u201ccompletamente attuate\u201d, secondo il National audit office (Nao), l\u2019organismo parlamentare indipendente incaricato di monitorare le amministrazioni pubbliche britanniche, sottolineando che buona parte delle risorse in questi ultimi anni sono state destinate ai lavori della Brexit, e sottratte a importanti settori di prevenzione sanitaria.<\/p>\n<p>Secondo il ministero dell\u2019interno britannico gli estremisti di destra stanno usando le controversie sul covid e i giochi online per reclutare giovani: i dati mostrano che met\u00e0 dei casi pi\u00f9 gravi di sospetta radicalizzazione segnalati da scuole e college ora coinvolgono attivit\u00e0 di estrema destra.<\/p>\n<p>FRANCIA<\/p>\n<p>La Francia non imporr\u00e0 lockdown mirati alle persone non vaccinate, ha detto il presidente Emmanuel Macron, perch\u00e9 il green pass attualmente in vigore per accedere nei luoghi pubblici, nei trasporti, in paese ha registrato 20.366 nuovi casi, il tasso di vaccinazione sopra i dodici anni \u00e8 del 74,9 per cento.<\/p>\n<p>BRASILE<\/p>\n<p>\u201cLe violazioni dell\u2019etica medica e dei diritti umani commesse in una sperimentazione di un farmaco sperimentale propagandato dal presidente Jair Bolsonaro come cura per il covid-19 sono state le peggiori nella storia del Brasile\u201d, afferma un rapporto del 15 ottobre del consiglio nazionale della sanit\u00e0 (Cns). La sperimentazione clinica sulla proxalutamide \u201cha violato quasi l\u2019intero protocollo\u201d e potrebbe aver contribuito alla morte di ben 200 persone, secondo il Cns, che sovrintende alla ricerca clinica in Brasile. \u201cAlcune di queste persone non erano adeguatamente informate dei rischi che stavano correndo nel processo, e alcune non sapevano che stavano prendendo parte a una sperimentazione\u201d, scrive il British Medical Journal.<\/p>\n<p>L\u2019ente di ricerca nazionale egiziano ha dichiarato che avvier\u00e0 gli studi clinici per un vaccino contro il coronavirus prodotto a livello nazionale.<\/p>\n<p>EGITTO<\/p>\n<p>Il 15 novembre in Egitto \u00e8 entrato in vigore il divieto d\u2019accesso al lavoro nel settore pubblico e nelle universit\u00e0 per le persone non vaccinate o senza il risultato di un tampone negativo.<\/p>\n<p>USA<\/p>\n<p>Tre leopardi delle nevi sono morti per complicazioni dovute al covid-19 allo zoo per bambini Lincoln in Nebraska, negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>CINA<\/p>\n<p>La Cina ha donato 500mila dosi di vaccino anticovid alla Siria, che ha uno dei tassi di somministrazione pi\u00f9 bassi al mondo e presenta secondo le Nazioni Unite un allarmante aumento dei casi.<\/p>\n<p>In Russia il 19 novembre sono stati registrati 37.156 nuovi contagi e 1.254 morti.<\/p>\n<p>Quella del covid \u00e8 diventata una pandemia delle nazioni povere e della popolazione povera, ha dichiarato David Nabarro, inviato speciale dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 a un gruppo di parlamentari britannici, aggiungendo che i paesi che tentano di uscire dalla pandemia solo con i vaccini, e mettendo in secondo piano le misure di distanziamento fisico, l\u2019uso delle mascherine, le regole sugli assembramenti e la possibilit\u00e0 di nuove varianti, corrono dei grossi rischi. E quando si tratta di paesi ricchi non si stanno impegnando abbastanza per un\u2019equa distribuzione dei vaccini nei paesi poveri.<\/p>\n<p>IRLANDA DEL NORD<\/p>\n<p>In Irlanda del Nord il dipartimento alla salute ha dichiarato che il rispetto delle norme anticovid tra la popolazione sta diminuendo, e che per evitare il sovraffollamento degli ospedali potrebbero essere necessarie misure restrittive dalla met\u00e0 di dicembre.<\/p>\n<p>USA<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti la Food and drug administration ha autorizzato l\u2019uso d\u2019emergenza tra la popolazione di pi\u00f9 di 18 anni per le dosi di richiamo dei vaccini della Pfizer e della Moderna.<\/p>\n<p>Centinaia di ristoranti il 16 novembre hanno abbassato le saracinesche in Grecia per protestare contro l\u2019obbligo di richiedere alla clientela una certificazione che attesti la vaccinazione anticovid, la guarigione o il risultato di un tampone negativo.<\/p>\n<p>Secondo un rapporto pubblicato sulla rivista Science l\u2019inchiesta dell\u2019Oms sulle origini del sars-cov-2 avrebbe sbagliato la data iniziale della pandemia e il primo paziente noto ammalato di coronavirus sarebbe stato una venditrice del mercato di Wuhan in Cina, non un contabile che viveva a chilometri di distanza e non aveva alcun collegamento con esso. Sebbene alcuni esperti abbiano accolto positivamente i risultati del rapporto, altri hanno affermato che le prove sono ancora insufficienti per stabilire in modo decisivo come \u00e8 cominciata la pandemia, suggerendo che il virus probabilmente ha infettato un \u201cpaziente zero\u201d qualche tempo prima del caso della venditrice e poi abbia raggiunto la massa critica per diffondersi nel mercato.<\/p>\n<p>*( Giovanna Chioini, giornalista di Internazionale)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): l&#8217;aula del senato corregga la sconcertante decisione\u00a0 della commissione per le autorizzazioni sulla elezione del senatore Cairo 02 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36713\" title=\"n\u00b047 &#8211; 20\/11\/2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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