{"id":36018,"date":"2021-07-31T09:33:45","date_gmt":"2021-07-31T09:33:45","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36018"},"modified":"2021-08-02T15:29:57","modified_gmt":"2021-08-02T15:29:57","slug":"n-31-del-31-luglio-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36018","title":{"rendered":"n\u00b0 31 del 31 Luglio 2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO."},"content":{"rendered":"<p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) &#8211; le criticit\u00e0 della legge sull\u2019assegno unico per gli italiani all\u2019estero: il mio appello al ministro ORLANDO..<\/p>\n<p>02 &#8211; Massimo Villone*: quella norma-manifesto che sa di vendetta 30 anni dopo tangentopoli. Giustizia. C\u2019\u00e8 ancora un residuo spazio di riflessione per cancellare la norma incostituzionale che mette il PM sotto tutela di chi detiene il potere politico pro-tempore.<\/p>\n<p>03 \u2013 Andrea Capocci*:\u00a0 Profitti per le aziende e vaccini ai paesi ricchi. Vaccini. La vera dittatura sanitaria nei numeri del report di People Vaccine Alliance.<\/p>\n<p>04 &#8211; Adriana Pollice *:\u00a0 \u00abIl virus circola pi\u00f9 di quanto rilevato, \u00e8 iniziata la quarta ondata\u00bb<\/p>\n<p>Il report della fondazione Gimbe. I contagi sono cresciuti del 64,8% in una settimana, i decessi del 46,1%<\/p>\n<p>05 &#8211; Luigi Pandolfi*: Il grande bluff del Pnrr sugli investimenti Mezzogiorno. Chi pensa che il governo abbia deciso di fare investimenti pubblici al sud per un valore di oltre 80 miliardi \u00e8 fuori strada. E c\u2019\u00e8 un paradosso. Per ogni miliardo speso al sud, poco meno della met\u00e0, comunque, rimbalzer\u00e0 al nord, per l\u2019acquisto di semilavorati, attrezzature, dispositivi vari.<\/p>\n<p>06 &#8211; Marta Gatti*: \u00abDIRITTI UMANI E CIBO, UN NESSO INSCINDIBILE\u00bb Intervista. Michael Fakhri, relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, voce critica e per questo invitato al controsummit della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>07 &#8211;\u00a0 Massimo Villone *: Vaccini e green pass. Liberi di non vaccinarsi non di contagiare gli altri<\/p>\n<p>Opinioni. La Costituzione non dice s\u00ec o no ai vaccini obbligatori. Li consente. Il se, quanto e come, \u00e8 scelta politica del potere legislativo. Con tre principi: precauzione, necessit\u00e0, proporzionalit\u00e0<\/p>\n<p>08 &#8211; Alfiero Grandi*: comunque la si giri la stella polare restano i valori costituzionali.<\/p>\n<p>09 &#8211; Che cos\u2019\u00e8 il Next generation Eu.*: Il Next generation Eu \u00e8 uno strumento europeo volto a aiutare, attraverso investimenti, i paesi membri a seguito delle perdite dovute dalla crisi sanitaria. I settori principalmente interessati sono l\u2019ecologia, la sanit\u00e0 e la parit\u00e0.<\/p>\n<p>10 &#8211; Alberto Magnani*: G20, accordo su clima ed energia. Ma salta l\u2019intesa su due punti chiave<\/p>\n<p>Centrata l\u2019intesa dopo ore di trattative. Superata l\u2019opposizione dell\u2019India al \u00abcomunicato\u00bb finale, pi\u00f9 ambizioso su contrasto al cambiamento climatico<\/p>\n<p>11 &#8211; Jacopo Giliberto*:\u00a0 Perch\u00e9 il rame sta diventando il nuovo petrolio<\/p>\n<p>12 &#8211; Marica Di Pierri*: La montagna ha partorito un topolino. Dopo quattro giorni di lavori, di cui due alla presenza dei Ministri dell\u2019Ambiente dei Paesi del G20, si \u00e8 concluso a Napoli il Summit Ambiente, Clima e Energia.<\/p>\n<p>13 \u2013 Internazionale*: Brevi dal mondo: Venezuela, Cuba, Tibet. Maduro pronto al dialogo con l\u2019opposizione venezuelana con la mediazione della Norvegia. La carica dei \u00ab100\u00bb intellettuali contro le sanzioni Usa al governo cubano. Xi Jinping in Tibet, prima visita di un leader cinese in 30 anni.<\/p>\n<p>14 &#8211; Salvo Torre*: La produzione di nuovi margini e di inedite alleanze. Scaffale. \u00abLa terra dentro il capitale\u00bb, un saggio di Maura Benegiamo per Orthotes. A proposito di conflitti, crisi ecologica e sviluppo nel delta del Senegal<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) &#8211; LE CRITICIT\u00c0 DELLA LEGGE SULL\u2019ASSEGNO UNICO PER GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO: IL MIO APPELLO AL MINISTRO ORLANDO..<\/strong> A POCHI GIORNI DALLA CHIUSURA ESTIVA DELLE CAMERE E NELLE MORE DELLA ELABORAZIONE DEI DECRETI ATTUATIVI DELLA LEGGE DELEGA SULL\u2019ASSEGNO UNICO &#8211; LEGGE CHE POTREBBE COMPROMETTERE\u00a0 (COME HO GI\u00c0 SEGNALATO PI\u00d9 VOLTE) I DIRITTI PREVIDENZIALI E FISCALI DEI NOSTRI CONNAZIONALI ALL\u2019ESTERO MA ANCHE DEI SOGGETTI RESIDENTI IN ITALIA CON NUCLEO FAMILIARE RESIDENTE\u00a0 ALL\u2019ESTERO &#8211; HO INVIATO UNA LETTERA AL MINISTRO DEL LAVORO, ANDREA ORLANDO, PER INFORMARE E SENSIBILIZZARE IL GOVERNO SULLA ALLARMANTE PROBLEMATICA E PER CHIEDERE DELLE MISURE CORRETTIVE ATTE A TUTELARE I DIRITTI ACQUISITI DEI NOSTRI LAVORATORI E PENSIONATI ALL\u2019ESTERO. 28 LUGLIO 2021<\/p>\n<p>Nella lettera, molto circostanziata ma che riassumo sinteticamente, ho ricordato al Ministro che la nuova legge sull\u2019Assegno unico, che dovrebbe entrare a regime il prossimo 1\u00b0 gennaio 2022, subordina la fruizione dell\u2019Assegno alla residenza o al domicilio in Italia e stabilisce il graduale superamento o soppressione delle detrazioni fiscali per i figli a carico\u00a0 e dell\u2019Assegno per il nucleo familiare (ANF).<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che sia le detrazioni fiscali per i figli a carico sia l\u2019ANF sono attualmente erogati anche ai nostri connazionali aventi diritto residenti all\u2019estero (le detrazioni sono concesse ai cosiddetti \u201cnon residenti Schumacker\u201d, cio\u00e8 coloro che producono pi\u00f9 del 75% del reddito in Italia\u00a0 \u2013 tra questi i contrattisti della nostra rete diplomatica &#8211; mentre le prestazioni familiari sono concesse, a determinate condizioni, anche ai pensionati residenti all\u2019estero i quali hanno ottenuto la pensione in virt\u00f9 di una convenzione internazionale di sicurezza sociale che contempli le prestazioni familiari\u00a0 nel proprio campo di applicazione \u201cratione materiae\u201d).<\/p>\n<p>Ho sottolineato che se da una parte l\u2019abolizione, appunto prevista dalla nuova legge, delle detrazioni per figli a carico e dell\u2019assegno per il nucleo\u00a0 familiare (ANF) non comporta particolare nocumento per i residenti in Italia che in sostituzione si vedranno riconosciuto l\u2019Assegno unico universale, dall\u2019altra parte invece le pratiche conseguenze potrebbero essere pesanti per gli italiani residenti all\u2019estero ai quali non potr\u00e0 essere riconosciuto l\u2019Assegno Unico \u2013 che richiede la residenza o il domicilio in Italia &#8211; e i quali inoltre potrebbero perdere in un prossimo futuro anche gli attuali benefici previdenziali e fiscali (ANF e detrazioni familiari).<\/p>\n<p>Ho voluto infine rimarcare nella mia lettera che la legge potrebbe inoltre compromettere l\u2019accesso alle prestazioni familiari e alle detrazioni per carichi familiari ai lavoratori e pensionati italiani, comunitari ed extracomunitari residenti in Italia che attualmente percepiscono tali benefici ed hanno il nucleo familiare residente all\u2019estero, perch\u00e9 essa prevede che il beneficiario dell\u2019Assegno unico deve \u201cessere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio\u201d.<\/p>\n<p>Si presume quindi, da una testuale lettura della norma,\u00a0 che per avere diritto all\u2019Assegno unico anche i figli dei beneficiari debbano essere residenti e domiciliati in Italia. Questa interpretazione escluderebbe dalla possibilit\u00e0 di percepire l\u2019Assegno unico i soggetti che lavorano in Italia, soggetti al pagamento dell\u2019imposta sul reddito in Italia e cittadini italiani, comunitari od extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, ma che hanno il nucleo familiare residente all\u2019estero. Ho pertanto ritenuto utile ricordare al Ministro che la legge, cos\u00ec come formulata, potrebbe entrare in collisione normativa e giuridica con le disposizioni comunitarie ed in particolare con le varie sentenze della Corte di giustizia dell\u2019Unione europea che in passato aveva affermato che uno Stato membro, come l\u2019Italia, non possa rifiutare l\u2019assegno familiare al soggiornante di lungo periodo (o al titolare di un permesso unico), adducendo, come motivazione, che suoi familiari risiedono in un Paese terzo.<\/p>\n<p>Auspico che i miei interventi possano risultare utili ad indurre il Governo a modificare la normativa al fine di tutelare i diritti acquisiti dei lavoratori migranti ed in particolare dei nostri connazionali residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA Tel. 06 6760 3193<\/p>\n<p>Email: <a href=\"mailto:schiro_a@camera.it\">schiro_a@camera.it<\/a> \u00ad angela-schiro.com)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Massimo Villone*: QUELLA NORMA-MANIFESTO CHE SA DI VENDETTA 30 ANNI DOPO TANGENTOPOLI. GIUSTIZIA. C\u2019\u00c8 ANCORA UN RESIDUO SPAZIO DI RIFLESSIONE PER CANCELLARE LA NORMA INCOSTITUZIONALE CHE METTE IL PM SOTTO TUTELA DI CHI DETIENE IL POTERE POLITICO PRO-TEMPORE.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il New York Times del 29 luglio celebra l\u2019accordo sulla riforma della giustizia con un articolo dal titolo emblematico: \u201cItaly\u2019s Mr. Fix-It Tries to Fix the Country\u2019s Troubled Justice System \u2014 and Its Politics, Too\u201d. Che possiamo tradurre come \u201cIL SIGNOR AGGIUSTATUTTO D\u2019ITALIA TENTA DI AGGIUSTARE IL DISASTRATO SISTEMA GIUDIZIARIO DEL PAESE, ED ANCHE LA POLITICA\u201d. Per quel giornale \u00e8 la riforma di Draghi, che mette in gioco la sua funzione di premier.<\/p>\n<p>La lettura \u00e8 \u2013 nella sostanza \u2013 giusta, perch\u00e9 la riforma Cartabia diventa ogni giorno di pi\u00f9 la riforma Draghi. La ministra non avrebbe avuto la forza di scriverla, presentarla, sostenerla nella battaglia politica. Ma i problemi rimangono, quale che sia la firma sulle carte.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 aspettare testi definitivi. La camera dei deputati \u00e8 convocata domani, 1\u00b0 agosto, per l\u2019esame dell\u2019AC 2435 (proposta Bonafede). Secondo le ultime notizie, in commissione i relatori hanno presentato un subemendamento agli emendamenti del governo gi\u00e0 depositati, riproduttivo dell\u2019accordo di maggioranza. Quali sono gli scenari al momento probabili? Il governo porr\u00e0 la fiducia sul testo approvato in commissione, se questa giunger\u00e0 a votare. In caso contrario, in aula arriver\u00e0 il testo originario Bonafede, e il governo porr\u00e0 la fiducia su un maxi-emendamento onnicomprensivo di tutte le modifiche che si vogliono introdurre. Rimarrebbe in ogni caso aperta la via per ulteriori emendamenti in aula. Mentre \u00e8 probabile che la fiducia sia posta comunque, per far cadere gli emendamenti delle (residue) opposizioni.<\/p>\n<p>Fino al voto dell\u2019aula rimane uno spazio di riflessione. Il Consiglio superiore della magistratura ha censurato nel suo parere il nodo prescrizione-improcedibilit\u00e0, ma anche l\u2019indicazione parlamentare ex lege al Pm di priorit\u00e0 per l\u2019azione penale. Si sussurra anche di dubbi da parte del Quirinale. \u00c8 una palese incostituzionalit\u00e0, che potrebbe domani spostare l\u2019asse del potere punitivo dello Stato avvicinandolo pericolosamente alle mani di chi detiene il potere pro tempore. Va sottolineato che nella formulazione fin qui nota non si tratta della mera approvazione di una relazione del ministro al parlamento, ma di un atto che entra nella gerarchia delle fonti con il rango legislativo. \u00c8 difficile pensare che non vi siano conseguenze. Qui bisogna intendersi: il riferimento alla legge sar\u00e0 contenuto o no nella formulazione definitiva?<\/p>\n<p>Apprendiamo dalla stampa che nella convulsa e confusa trattativa la soppressione degli indirizzi parlamentari era chiesta da M5S. \u00c8 stato opposto un diniego, vogliamo supporre da Draghi, perch\u00e9 preferiamo non imputarlo alla Cartabia, costituzionalista ed ex corte costituzionale. In ogni caso, ci chiediamo perch\u00e9, visto che la norma sarebbe superflua o inutile (solo relazione), o con certezza incostituzionale (approvazione con legge). Norma manifesto, o eversione? E che fa il Pd, incapace come spesso accade di una parola identitaria? Non vorremmo che l\u2019ultima rappresentazione fosse quella di una vendetta della politica sulla magistratura per Tangentopoli, trent\u2019anni dopo.<\/p>\n<p>Siamo ottimisti.<\/p>\n<p>Ci aspettiamo che gli indirizzi parlamentari al Pm scompaiano. Auspichiamo poi un affinamento sull\u2019ufficio del processo. Affidarlo a giovani inesperti, da formare e per di pi\u00f9 precari assunti a tempo determinato, ci dice che nel tempo dato faranno qualche ricerca di giurisprudenza e poco altro. Dubitiamo assai che ci diano la palingenesi. Meglio rafforzare l\u2019investimento sul radicale ampliamento degli organici dei magistrati e del personale di supporto, sull\u2019aggiornamento tecnologico e nella digitalizzazione, sul miglioramento della qualificazione e della capacit\u00e0 investigativa della polizia giudiziaria.<\/p>\n<p>Nessuno nega l\u2019importanza per il paese di una giustizia pi\u00f9 rapida, efficiente, efficace, ma ci sono vie giuste e vie sbagliate, ed anche i dettagli contano. Oltre ai dubbi sulla improcedibilit\u00e0 e sulla tagliola del 1\u00b0 gennaio 2020, un esempio. Oggi \u00e8 consentita la rinuncia alla prescrizione, strumento a difesa dell\u2019onore dell\u2019imputato che si ritiene innocente. L\u2019opinione pubblica vede, e valuta. Domani il giudizio sar\u00e0 congelato dalla improcedibilit\u00e0. L\u2019opzione oggi disponibile per l\u2019imputato sembrerebbe preclusa. \u00c8 possibile ripristinarla? Diversamente, ci sentiremmo dire dal cattivo di turno, in specie se personaggio eminente come un Berlusconi, \u201cavrei tanto voluto giungere a sentenza, ma purtroppo la legge me lo ha impedito\u201d.<\/p>\n<p>Bisogna orientare al meglio l\u2019emendamento \u2013 o emendamenti \u2013 del governo, contrastando l\u2019ennesima emarginazione del parlamento. L\u2019esito misurer\u00e0 la cifra degli occupanti di Palazzo Chigi, pi\u00f9 e meglio del New York Times. E se andasse male, il caro estinto \u2013 per dirla con Renzi \u2013 non sarebbe la riforma Bonafede, ma la speranza di una giustizia giusta.<\/p>\n<p>*(Massimo Villone \u00e8 un politico e costituzionalista italiano. \u00c8 professore emerito di Diritto costituzionale nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>03 \u2013 <\/strong><strong>Andrea Capocci*:\u00a0 PROFITTI PER LE AZIENDE E VACCINI AI PAESI RICCHI. VACCINI. LA VERA DITTATURA SANITARIA NEI NUMERI DEL REPORT DI PEOPLE VACCINE ALLIANCE.<\/strong><\/p>\n<p>LA GIGANTESCA DIMENSIONE ECONOMICA DEI VACCINI ANTI-COVID \u00c8 FINORA PASSATA IN SECONDO PIANO RISPETTO ALL\u2019URGENZA DI DISTRIBUIRNE IL PI\u00d9 POSSIBILE ALLA POPOLAZIONE. Ci pensa ora un rapporto della \u00abPeople Vaccine Alliance\u00bb (Pva), una rete internazionale di Ong, attivisti e premi Nobel, a fare i conti in tasca alle aziende farmaceutiche. L\u2019analisi, intitolata \u00abLa grande rapina dei vaccini\u00bb, rivela che le case produttrici dei vaccini hanno incassato cifre da capogiro grazie al monopolio garantito dai brevetti. Una maggiore competizione avrebbe permesso verosimilmente di garantire vaccini a tutto il mondo. L\u2019Imperial College di Londra ha calcolato che produrre una dose del vaccino Pfizer costa circa un euro, e 2,4 per Moderna. A fronte di costi irrisori, il monopolio brevettuale ha permesso di vendere le dosi a prezzi elevatissimi, 14 euro a dose per Pfizer in media, anche 16-20 per Moderna. Un vero e proprio apartheid: i paesi ricchi hanno accumulato il 90% delle dosi e in quelli a basso reddito nemmeno l\u20191% della popolazione \u00e8 vaccinata.<\/p>\n<p>L\u2019utile incassato dalle aziende ammonterebbe a 34 miliardi di euro. 26 dei quali dalla sola Ue (un quinto del bilancio europeo). I profitti sono stati girati agli azionisti (22 miliardi di euro in un anno per Pfizer, Johnson &amp; Johnson e AstraZeneca) o ai 9 nuovi miliardari censiti dalla rivista Forbes. Se fossero stati reinvestiti sarebbe stato possibile fornire un vaccino a ogni abitante della terra. Produrre altre otto miliardi di dosi Pfizer sarebbe costato meno di otto miliardi di euro: la stessa cifra spesa dal programma Covax, la partnership tra Oms, Unicef e fondazioni private per fornire vaccini nei paesi a basso reddito. Solo che Covax coprir\u00e0 solo il 23% della popolazione dei paesi a basso e medio reddito.<\/p>\n<p>Per il fallimento del programma umanitario, la Pva non fa sconti alla Alleanza globale per la vaccinazione (Gavi) e alla Coalizione per la preparazione contro le epidemie (Cepi), fondazioni influenzate da magnati come Bill Gates e membri-chiave di Covax. \u00abSono stati troppo vicini alle aziende\u00bb, scrivono gli analisti. \u00abHanno preferito gli accordi segreti piuttosto che chiedere alle aziende di fornire a Covax vaccini rapidamente e a prezzi di costo o quasi\u00bb.<\/p>\n<p>Costi cos\u00ec iniqui si spiegano con il sostanziale monopolio. Romperlo diventa dunque cruciale, come insegna la storia della lotta all\u2019Aids. \u00abLa competizione \u2013 scrive il rapporto \u2013 abbatt\u00e9 i costi dei trattamenti contro l\u2019Hiv del 99%, portandoli da 10.000 dollari l\u2019anno a paziente a soli 67 dollari\u00bb all\u2019inizio degli anni 2000. Nelle conclusioni, il rapporto torna a chiedere che per la lotta al Covid si abbandonino brevetti e segreti industriali e si trasferisca ad altre aziende il know how per allargare la produzione dei vaccini il pi\u00f9 velocemente possibile<\/p>\n<p>*( Andrea Capocci, giornalista )<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Adriana Pollice *:\u00a0 \u00abIL VIRUS CIRCOLA PI\u00d9 DI QUANTO RILEVATO, \u00c8 INIZIATA LA QUARTA ONDATA\u00bb IL REPORT DELLA FONDAZIONE GIMBE. I CONTAGI SONO CRESCIUTI DEL 64,8% IN UNA SETTIMANA, I DECESSI DEL 46,1%<\/strong><\/p>\n<p>Il 66% della popolazione vaccinabile ha avuto la prima dose, il 58% anche la seconda, nella fascia 12-19 anni il 30% ha avuto la prima somministrazione e il 15% ha completato il ciclo: sono i numeri forniti ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, durante il question time in Senato. \u00abIl quadro europeo vede un aumento dei contagi, la variante Delta diventer\u00e0 dominante entro agosto \u2013 ha proseguito -. Anche tra i 12-17 anni la vaccinazione protegge, perch\u00e9 anche in questa fascia ci sono casi gravi, e riduce la circolazione del virus\u00bb.<\/p>\n<p>Sulle polemiche della Lega, contraria all\u2019immunizzazione dei pi\u00f9 giovani: \u00abLa comunit\u00e0 scientifica nazionale ha espresso un\u2019opinione in favore. Lo ha fatto il Cts, che ha dentro il presidente del Css e dell\u2019Iss, anche la Societ\u00e0 italiana di Pediatria \u00e8 a favore\u00bb. E sul green pass: \u00abIl governo ritiene che sia un pezzo essenziale della strategia di gestione di questa fase epidemica. Pu\u00f2 aiutarci a rendere pi\u00f9 sicuri i luoghi che frequentiamo\u00bb.<\/p>\n<p>Alla Camera, intanto, Fratelli d\u2019Italia scatenava l\u2019offensiva. Era in discussione ieri la pregiudiziale di incostituzionalit\u00e0 presentate da FdI relativa alla conversione in legge del dl Covid della scorsa settimana, quello con il certificato verde e la proroga dello stato d\u2019emergenza. Il partito di Meloni ha chiesto il voto a scrutinio segreto, richiesta respinta due volte. La reazione \u00e8 stata l\u2019occupazione dell\u2019aula per un\u2019ora e cartelli \u00abNo green pass\u00bb a favore di telecamera.<\/p>\n<p>I lavori poi sono ripresi e la pregiudiziale \u00e8 stata bocciata (288 a 51, un astenuto). Ma per il governo si \u00e8 aperto un altro fronte. Federazioni e leghe sportive in subbuglio per la decisione (contenuta proprio nel dl in via di conversione) di limitare al 25% la capienza degli impianti al chiuso. Dopo la Figc (che chiede 100% di capienza negli stadi con il green pass), ieri hanno protestato Legavolley e Federbasket. Dalla pallacanestro l\u2019indicazione di portare i palazzetti almeno al 50%, dalla pallavolo la richiesta \u00e8 eliminare i limiti per i vaccinati con mascherina.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 dello stesso decreto, che fissa nuovi criteri, l\u2019Italia \u00e8 tutta in zona bianca ma il Centro europeo per il controllo delle malattie ieri ha messo in fascia rossa Sicilia e Sardegna. In verde (la nostra zona bianca) restano solo Piemonte, Valle d\u2019Aosta, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Le altre regioni in giallo. Sono stati 6.171 (pi\u00f9 475 rispetto a mercoled\u00ec) i nuovi casi Covid in Italia su 224.790 test. Il tasso di positivit\u00e0 \u00e8 salito al 2,7%, 19 i decessi.<\/p>\n<p>Salgono i ricoveri in area medica (pi\u00f9 45), 1.730 in totale; in terapia intensiva pi\u00f9 11, 194 in tutto. Sono 76.560 le persone in isolamento domiciliare. La regione con pi\u00f9 casi \u00e8 stata il Lazio (780) seguito da Toscana (748), Veneto (737), Sicilia (719) e Lombardia (661). Il totale delle dosi di vaccino somministrate, a ieri pomeriggio, era di 67.223.679; hanno completato il ciclo in 31.558.471 (pari al 58,43% della popolazione over 12).<\/p>\n<p>\u00abIl virus circola pi\u00f9 di quanto documentato dai nuovi casi identificati, di fatto siamo nella quarta ondata\u00bb: \u00e8 la posizione di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. \u00abI casi sono sottostimati \u2013 avverte \u2013 dall\u2019insufficiente attivit\u00e0 di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti\u00bb. Infatti, spiega il report settimanale Gimbe, a fronte ad un\u2019impennata del rapporto positivi-persone testate dall\u20191,8% (30 giugno-6 luglio) al 9,1% dei 7 giorni successivi, la media mobile dei nuovi casi ha subito una flessione nell\u2019ultima settimana.<\/p>\n<p>Dal 21 al 27 luglio, rispetto al periodo precedente, i decessi sono aumentati del 46,1%; i ricoveri in terapia intensiva del 14,5%; ricoverati con sintomi del 34,9%; in isolamento domiciliare pi\u00f9 42,9%; i nuovi casi pi\u00f9 64,8%; gli attualmente positivi pi\u00f9 42,6%. In 40 province l\u2019incidenza supera i 50 casi per 100mila abitanti; in tre si va oltre i 150 casi per 100mila abitanti (Caltanissetta 272, Cagliari 257 e Ragusa 193). Degli oltre 4,5 milioni di persone tra i 12 e i 19 anni, poco pi\u00f9 di 670 mila (14,7%) hanno completato il ciclo vaccinale anti Covid e quasi 765 mila (16,8%) hanno ricevuto solo la prima dose.<\/p>\n<p>\u00abLa quantit\u00e0 di vaccini a mRna non \u00e8 sufficiente per ampliare massivamente a breve termine la platea dei vaccinandi in vista del rientro a scuola. Quasi 3,2 milioni di over 60 non hanno completato il ciclo vaccinale: 2,06 milioni non hanno ricevuto nemmeno una dose con rilevanti differenze regionali (dal 19,9% della Sicilia al 6,4% della Puglia) e 1,11 milioni sono in attesa della seconda dose\u00bb.<\/p>\n<p>*( Adriana Pollice giornalista da Il Manifesto)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Luigi Pandolfi*: IL GRANDE BLUFF DEL PNRR SUGLI INVESTIMENTI MEZZOGIORNO. CHI PENSA CHE IL GOVERNO ABBIA DECISO DI FARE INVESTIMENTI PUBBLICI AL SUD PER UN VALORE DI OLTRE 80 MILIARDI \u00c8 FUORI STRADA. E C\u2019\u00c8 UN PARADOSSO. PER OGNI MILIARDO SPESO AL SUD, POCO MENO DELLA MET\u00c0, COMUNQUE, RIMBALZER\u00c0 AL NORD, PER L\u2019ACQUISTO DI SEMILAVORATI, ATTREZZATURE, DISPOSITIVI VARI.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanti sono i soldi che il Pnrr destina al Mezzogiorno? \u00c8 uno dei tormentoni di questa caldissima estate. Ufficialmente dovrebbero essere il 40% del totale (82 miliardi), ma c\u2019\u00e8 chi sostiene che non arriveranno nemmeno al 10%. Eppure parliamo di numeri, dovrebbero essere certi. Ma, a quanto pare, non \u00e8 proprio cos\u00ec. Gianfranco Viesti, ad esempio, spulciando tra gli interventi previsti dal Piano \u00e8 giunto alla conclusione che i miliardi spesi al sud non saranno pi\u00f9 di 22. Esagerazione? Beh, le risorse del Dispositivo di Ripresa e Resilienza non si tradurranno direttamente in investimenti pubblici (la quota dispersa in bonus, incentivi, mance alle imprese, \u00e8 notevole).<\/p>\n<p>E poi, c\u2019\u00e8 tutta la partita dei bandi. Anche per l\u2019assegnazione dei fondi per investimenti varr\u00e0 il criterio della concorrenza e della competizione. Tra nord e sud, tra le varie regioni. Il governo su questo punto ha provato a tranquillizzare, dicendo che anche per i bandi varr\u00e0 la clausola del 40%. Nondimeno, anche se cos\u00ec fosse, l\u2019incertezza legata ad una selezione pubblica non sarebbe eliminata. Insomma, chi pensa che il governo abbia deciso di fare investimenti pubblici al sud per un valore di oltre 80 miliardi \u00e8 fuori strada. E c\u2019\u00e8 un paradosso. Per ogni miliardo speso al sud, poco meno della met\u00e0, comunque, rimbalzer\u00e0 al nord, per l\u2019acquisto di semilavorati, attrezzature, dispositivi vari.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 finita qui. Il Piano non finanzier\u00e0 solo nuovi progetti. Per ogni missione, \u00e8 previsto che con queste nuove risorse si andranno a finanziare anche \u00abprogetti gi\u00e0 in essere\u00bb, per i quali gi\u00e0 esiste la copertura finanziaria. Parliamo di 53,1 miliardi su 191,5. Quanti sono i \u00abprogetti gi\u00e0 in essere\u00bb nelle regioni del sud? Quali di questi erano gi\u00e0 finanziati con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione gi\u00e0 spettanti al Mezzogiorno, in quanto \u00abarea sottoutilizzata\u00bb? Per non parlare del fatto che alcuni di questi elaborati, giacenti da anni in cassetti polverosi di regioni e ministeri, ormai non hanno nessuna aderenza con la realt\u00e0 socio-economica dei territori cui afferiscono e rischiano di rivelarsi irrealizzabili.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che alla base del Pnrr c\u2019\u00e8 una filosofia ben precisa riguardo alla ripartenza del Paese dopo la pandemia, per quanto sbagliata: il differenziale di crescita con le economie pi\u00f9 forti dell\u2019Unione europea potr\u00e0 essere colmato soltanto dando ossigeno e sciogliendo le briglie all\u2019economia del nord.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il momento di pensare (o ripensare) alla \u00abquestione meridionale\u00bb. Quindi, da un lato soldi pubblici alle imprese e investimenti diretti in infrastrutture materiali e immateriali prevalentemente al nord, dall\u2019altra riforme che \u00abpromuovano la concorrenza nel mercato dei servizi e dei prodotti\u00bb e \u00abiniziative di modernizzazione del mercato del lavoro\u00bb. Ora le chiamano \u00abriforme di contesto\u00bb.<\/p>\n<p>Lo Stato che apparecchia la tavola alle imprese, investendo quasi tutte le fiches sulle virt\u00f9 taumaturgiche del mercato, che, lasciato libero di operare, creer\u00e0 le condizioni per il benessere di tutti. \u00abGli effetti della concorrenza sono idonei a favorire una pi\u00f9 consistente eguaglianza sostanziale e una pi\u00f9 solida coesione sociale\u00bb, si legge nel Piano. Vecchio cavallo di battaglia dei liberisti. E a nulla vale la lezione della storia. L\u2019importante \u00e8 che l\u2019equilibrio economico si realizzi sugli assi cartesiani. Coerenza liberista delle \u00abriforme\u00bb e incoerenza degli interventi, insomma.<\/p>\n<p>Un doppio problema: il sud abbandonato a se stesso e un modello di sviluppo neoliberista calibrato per il motore economico del Paese. Ma non ci guadagna n\u00e9 il sud n\u00e9 il nord. O meglio: non ci guadagnano i nuovi proletari italiani, da nord a sud. \u00c8 un modello che accentua le disuguaglianze territoriali e non interviene sull\u2019esplosione e sulla frantumazione delle disuguaglianze sociali prodotta dalla crisi e dal disfacimento del compromesso fordista. Cosa servirebbe? Un\u2019altra filosofia, un altro Piano. O, che sarebbe meglio, una nuova stagione di programmazione economica. Una strategia per coniugare crescita economica e riequilibrio territoriale, accumulazione del capitale e produttivit\u00e0 da un lato e benessere diffuso e coesione sociale dall\u2019altro. Si potrebbe fare, ma \u00e8 una questione di rapporti di forza. Intanto, le piazze si riempiono solo per dire no al green pass.<\/p>\n<p>*( Luigi Pandolfi. Giornalista economico e saggista. Giornalista pubblicista, scrive di economia e politica su vari giornali, riviste e web magazine.)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Marta Gatti*: \u00abDIRITTI UMANI E CIBO, UN NESSO INSCINDIBILE\u00bb INTERVISTA. MICHAEL FAKHRI, RELATORE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE PER IL DIRITTO AL CIBO, VOCE CRITICA E PER QUESTO INVITATO AL CONTROSUMMIT DELLA SOCIET\u00c0 CIVILE.<\/strong><\/p>\n<p>Michael Fakhri \u00e8 relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo dal primo maggio 2020; \u00e8 professore universitario alla University of Oregon School of Law e si prende cura del suo giardino perch\u00e9 vorrebbe fare anche un po\u2019 il contadino.<\/p>\n<p>Come relatore speciale si \u00e8 trovato in una posizione unica: partecipare al UN Food System Summit, come voce critica, ed essere invitato alla mobilitazione della societ\u00e0 civile \u00abFood System 4 People\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare come entrambe queste manifestazioni siano frutto di un processo interno alle Nazioni Unite. La contro-mobilitazione \u00e8 nata in seno al Meccanismo della societ\u00e0 civile e dei popoli indigeni (CSM), un soggetto autonomo ma parte del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale delle Nazioni Unite. Il Food System Summit, d\u2019altro canto, \u00e8 stata un\u2019iniziativa del Segretario Generale, del suo ufficio e della sua rete. Due eventi, nati in seno all\u2019Onu, su traiettorie completamente diverse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>OVVERO?<\/p>\n<p>Il Food System Summit \u00e8 stato concepito da esperti, molti dei quali vicini alle grandi aziende del settore alimentare, e da scienziati che non rappresentano in alcun modo i saperi tradizionali e indigeni. Questo gruppo ha dato forma alle idee e poi le ha presentate ai governi e alla societ\u00e0 civile. La contro-mobilitazione, all\u2019opposto, \u00e8 nata dalle relazioni, dalle alleanze, dalla solidariet\u00e0. La comunit\u00e0 ha dato vita alle idee da portare avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I DIRITTI UMANI SONO STATI INSERITI NELL\u2019AGENDA SOLO MOLTO TARDI, COME SI \u00c8 SVOLTO QUESTO PROCESSO?<\/p>\n<p>Sono stato coinvolto nei lavori del Summit un anno e mezzo fa. Ci \u00e8 voluto quasi un anno solo per spiegare l\u2019importanza dei diritti umani! Un anno per vederli inseriti nell\u2019agenda. Grazie alla pressione, interna ed esterna, ci siamo riusciti. Purtroppo, per\u00f2, sono entrati a gara cominciata, un anno pi\u00f9 tardi. Il problema rimane. Vengono considerati una scelta tra le tante, da prendere in considerazione o meno. Solo durante il Pre-summit, per la prima volta, abbiamo parlato a fondo del significato dei diritti umani nel contesto del sistema alimentare. Ma ormai \u00e8 tardissimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NON \u00c8 STATO COS\u00cc PER L\u2019INIZIATIVA DELLA SOCIET\u00c0 CIVILE E DEI POPOLI INDIGENI. I DIRITTI UMANI SONO STATI CONSIDERATI FONDANTI SIN DAL PRINCIPIO. LA BASE DA CUI PARTIRE. COSA C\u2019\u00c8 IN BALLO NEL UN FOOD SYSTEM SUMMIT?<\/p>\n<p>Ha a che fare con i soldi e con il futuro della governance. Governi, investitori, enti di beneficenza vogliono sapere dove dirigere i loro fondi per cambiare il sistema alimentare. Il Food System Summit \u00e8 stato pensato per dare ai governi e alle aziende un piano di allocazione delle risorse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL SUMMIT HA IL POTENZIALE DI INFLUENZARE QUALE TIPO DI RICERCA E QUALI CONOSCENZE VERRANNO SVILUPPATE IN FUTURO. INVESTIRE NELLA DIGITALIZZAZIONE O NELL\u2019AGROECOLOGIA?<\/p>\n<p>Investire nei processi comunitari o in nuove app per agricoltori? La vera sfida \u00e8 creare un piano in grado di fare da cornice ad ogni sistema alimentare e che, al tempo stesso, tenga in considerazione il fatto che siamo ecologicamente interconnessi gli uni agli altri. In ballo, poi, c\u2019\u00e8 la gestione dei fondi e delle regole del gioco: chi le decide? Chi deve essere al tavolo? Chi organizza il tavolo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUALI SONO LE PROSPETTIVE DEL SISTEMA ALIMENTARE?<\/p>\n<p>La mia maggiore preoccupazione \u00e8 che, per via del Covid e della crisi alimentare, non solo assistiamo ad un aumento della fame e della malnutrizione ma anche a una violenza crescente che attraversa tutto il sistema alimentare. La violenza familiare, contro le ragazze e le donne, le violenze contro i difensori dei diritti umani, le violenze contro le comunit\u00e0 che stanno perdendo la loro terra, l\u2019incremento di conflitti all\u2019interno degli stati e tra stati. Queste sono le sfide che dovremmo affrontare e che il Summit non prende in considerazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SCORRENDO IL PROGRAMMA DEL SUMMIT EMERGONO NOMI DI MULTINAZIONALI DELL\u2019ATTUALE SISTEMA ALIMENTARE ACCUSATE DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI O DI DANNI AMBIENTALI\u2026<\/p>\n<p>La leadership che sta dietro al Summit crede che le corporation siano parte della soluzione. Non si tratta di semplici imprese ma di grandi multinazionali. La verit\u00e0 \u00e8 che le corporation sono parte del problema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COM\u2019\u00c8 POSSIBILE CHE SIANO STATE INVITATE, SE SONO PARTE DEL PROBLEMA?<\/p>\n<p>Quando ho posto questa domanda ad una parte della leadership del vertice la loro risposta \u00e8 stata: \u00abAnche i governi sono parte del problema e dobbiamo lavorare con loro\u00bb. In sostanza: meglio non farsi domande sulle cause della crisi alimentare e sui responsabili, lavoriamo con le strutture di potere esistenti. Ma non si possono mettere sullo stesso piano le corporation e i governi! Fame e malnutrizione sono certamente causate da fallimenti politici, ma la differenza \u00e8 che i governi devono fare i conti con la popolazione mentre le corporation perseguono il profitto. Le multinazionali dovrebbero, per lo meno, essere messe davanti alle loro colpe. I governi sono parte del problema, \u00e8 vero, ma devono essere parte della soluzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ANCHE L\u2019AGROECOLOGIA \u00c8 ENTRATA NELL\u2019AGENDA\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 stata una lotta. In una lettera alla dottoressa Agnes Kalibata (Inviata speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il 2021 Food System Summit, ndr) ho sottolineato come l\u2019agroecologia sia la base per garantire alle persone il diritto al cibo e il rispetto dei diritti umani. All\u2019inizio ho incontrato una forte resistenza. Ci \u00e8 voluto un grande lavoro di advocacy e di pressione. Il fatto che l\u2019agroecologia sia stata inserita nell\u2019agenda \u00e8 un segno del successo raggiunto. Adesso tutti adorano l\u2019agroecologia. Ora la lotta \u00e8 mostrarne il significato nel contesto del sistema alimentare. La sua forza \u00e8 non considerare separatamente ecologia e giustizia sociale. Il modo in cui trattiamo la terra, l\u2019acqua e il nostro ambiente riflette come ci trattiamo l\u2019un l\u2019altro, e viceversa. Se sfruttiamo i lavoratori, siamo portati a sfruttare gli animali nel nostro sistema alimentare; se sfruttiamo gli animali siamo portati a sfruttare la terra, se estraiamo risorse dal suolo estrarremo benessere dalle comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CON QUESTO VERTICE SI \u00c8 CONSUMATA UNA ROTTURA INTERNA ALLE NAZIONI UNITE. \u00c8 UN PRECEDENTE PREOCCUPANTE?<\/p>\n<p>In un certo senso potrebbe essere un precedente pericoloso per i prossimi summit e per tutto il sistema delle nazioni unite. \u00c8 la paura che tutti hanno. Se torniamo indietro nel tempo, per\u00f2, vediamo anche che il dibattito \u00e8 servito a far progredire il diritto al cibo. Nel 1996, in occasione del World Food Summit, per la prima volta, la societ\u00e0 civile ebbe uno spazio autonomo di discussione. Quell\u2019occasione di autonomia diede uno slancio internazionale alla sovranit\u00e0 alimentare e al diritto al cibo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SOVRANIT\u00c0 ALIMENTARE, DIRITTO ALLE SEMENTI ED ECONOMIA FEMMINISTA SONO ALCUNI DEI TEMI AFFRONTATI NEL CONTRO-VERTICE, ASSENTI NEL SUMMIT. CONCORDA CON LA LORO IMPORTANZA?<\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec. Penso che la sovranit\u00e0 alimentare sia un\u2019idea dinamica che mette in evidenza il tema del controllo nei sistemi alimentari.<\/p>\n<p>CHI DETIENE GLI ELEMENTI CENTRALI, COME I SEMI? CHI CONTROLLA LA TERRA, L\u2019ACQUA, LE RISORSE E IL LAVORO DELLE PERSONE?<\/p>\n<p>Sono domande fondamentali. I movimenti per la sovranit\u00e0 alimentare sostengono che chiunque sia essenziale nel nostro sistema alimentare, chiunque produca ci\u00f2 che mangiamo dovrebbe averne il controllo. E quando si parla di economia femminista \u00e8 in sostanza l\u2019economia della cura: dobbiamo prenderci cura di noi stessi, della Terra. \u00c8 quello che anche il Covid ci ha insegnato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUALI SARANNO LE PROSSIME PRIORIT\u00c0 COME SPECIAL RAPPORTEUR?<\/p>\n<p>Il prossimo rapporto che presenter\u00f2 all\u2019Assemblea Generale Onu e al Consiglio per i diritti umani sar\u00e0 proprio sul Food System Summit e sul sistema alimentare, in generale. I successivi saranno sui diritti dei contadini, semi e propriet\u00e0 intellettuale, violenze conflitti e crisi. Dovrei fare delle visite sul campo ma per via del Covid non \u00e8 ancora possibile e non so quando lo sar\u00e0. Ho ancora due anni davanti a me ma non so se rinnover\u00f2 il mandato per altri tre, perch\u00e9 \u00e8 molto difficile rivestire questo ruolo in piena pandemia.<\/p>\n<p>*(Marta Gatti. Giornalista. Genovese nell&#8217;anima e milanese d&#8217;adozione sono una collaboratrice di Radio Popolare di Milano e da pi\u00f9 di due anni curo una<strong>)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211;\u00a0 Massimo Villone *: VACCINI E GREEN PASS. LIBERI DI NON VACCINARSI NON DI CONTAGIARE GLI ALTRI OPINIONI. LA COSTITUZIONE NON DICE S\u00cc O NO AI VACCINI OBBLIGATORI. LI CONSENTE. IL SE, QUANTO E COME, \u00c8 SCELTA POLITICA DEL POTERE LEGISLATIVO. CON TRE PRINCIPI: PRECAUZIONE, NECESSIT\u00c0, PROPORZIONALIT\u00c0.<\/strong><\/p>\n<p>Ha ragione Liliana Segre che giudica esecrabile accostare il green pass alla Shoah. Ha ragione Draghi quando si scaglia contro l\u2019appello a non vaccinarsi. Sono ipocriti la Meloni e soprattutto il doppiogiochista Salvini, che attaccano l\u2019obbligo e il green pass e poi si vaccinano. Fanno senso i no di chi si appella alla Costituzione non avendola nel proprio Dna. Si \u00e8 aperto un maleodorante vaso di Pandora.<\/p>\n<p>Ognuno \u00e8 libero di pensare ci\u00f2 che vuole sui vaccini, e di manifestare in piazza osservando le regole. Ma libert\u00e0 non significa che ognuno pu\u00f2 fare quel che gli pare, quando e come gli pare. Per Costituzione, la libert\u00e0 \u00e8 uno spazio definito di scelta individuale nel quale il potere pubblico pu\u00f2 entrare solo in modi e limiti predeterminati.<\/p>\n<p>Partiamo dall\u2019art. 32: \u201cNessuno pu\u00f2 essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge\u201d. Ma come e quando il legislatore potr\u00e0 intervenire? Lo dice lo stesso articolo 32. La salute non \u00e8 solo un \u201cfondamentale diritto dell\u2019individuo\u201d , ma anche un \u201cinteresse della collettivit\u00e0\u201d . Ed \u00e8 appunto in vista di tale contrapposto interesse che la legge \u2013 e solo la legge \u2013 pu\u00f2 imporre un obbligo vaccinale, come \u00e8 accaduto pi\u00f9 volte in passato.<\/p>\n<p>Un esempio. Sarebbe incostituzionale la legge che obbligasse il malato di Sla a un trattamento sanitario anche salvavita, come il sondino per l\u2019alimentazione artificiale. \u00c8 invece conforme a Costituzione la legge che impone la vaccinazione anti-Covid. Perch\u00e9 la differenza? Perch\u00e9 nel primo caso il rifiuto di trattamento ricade solo sul malato, libero di voler morire. Nel secondo il rifiuto mette a rischio non solo la vita propria, ma anche quella di altri. \u00c8 questo non \u00e8 parte di qualsivoglia libert\u00e0.<\/p>\n<p>La Costituzione non \u00e8 pro o contro i vaccini obbligatori. Li consente. Se prevederli, in quale misura e modalit\u00e0, \u00e8 scelta politica del titolare del potere legislativo. Dovr\u00e0 essere fatta osservando tre principi: precauzione, necessit\u00e0, proporzionalit\u00e0. La precauzione si volge a valutare i rischi da fronteggiare. Necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0 implicano che l\u2019intervento deciso non abbia alternative meno intrusive o limitative per diritti e libert\u00e0, e sia commisurato nei tempi e nei modi agli obiettivi da realizzare. Sono queste le linee essenziali che si traggono dalla giurisprudenza della corte costituzionale (tra altre, sent. 5\/2018, in specie punto 8.2 del considerato in diritto).<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 alto, e si contrasta efficacemente solo con i vaccini. Questo dicono \u2013 con poche eccezioni \u2013 la ricerca e la scienza medica, suffragate dallo svolgersi della pandemia. In Italia lo attestano quasi 130000 bare, e il complottismo non cambia questa realt\u00e0. Precauzione, necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0 sono pienamente osservate dall\u2019obbligo ex lege per categorie determinate, come \u00e8 stato per i medici e gli operatori sanitari, e come potrebbe essere per docenti e studenti in vista della riapertura delle scuole.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per un green pass per legge come condizione per svolgere determinate attivit\u00e0, accedere a certi luoghi, usufruire di servizi pubblici. Ognuno rimarrebbe libero di non vaccinarsi, essendogli per\u00f2 preclusa l\u2019occasione di contagiare altri. Il che \u00e8 consentito anche dalle specifiche norme costituzionali su libert\u00e0 e diritti: circolazione, riunione, istruzione, iniziativa economica privata.<\/p>\n<p>Una considerazione conclusiva. L\u2019ondata anti-Covid \u00e8 nata e cresciuta nella rete. Internet \u00e8 strumento di libert\u00e0, ma pu\u00f2 anche essere palestra di irrazionalit\u00e0 collettiva. La vicenda in atto prova che non si governa un paese con la rete e per la rete.<\/p>\n<p>Bisogna ritrovare la via della partecipazione democratica attraverso soggetti politici strutturati e radicati, come l\u2019art. 49 della Costituzione chiaramente indica. Per questo, ci vorr\u00e0 una rinascita politica e culturale, non facile n\u00e9 breve. Nella specie, potremmo trarre spunto dal capitolo XXXI dei Promessi sposi sulla peste del 1630 a Milano, in cui troviamo la fotografia dei no-vax e dei no-pass di oggi. Ne consigliamo la lettura a quegli eredi di Stefano Rodot\u00e0 che pare vogliano \u2013 in chiave di libert\u00e0 \u2013 rifiutare il green pass \u201cmodello francese\u201d.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile diradare le minacciose nuvole nere richiamate da Revelli su queste pagine. Si addensano su un mantra di nuovo conio per cui resistere alla presunta sopraffazione vaccinale non \u00e8 di destra, e nemmeno di sinistra. \u00c8 falso, e nelle manifestazioni si vede. La libert\u00e0 individuale di contagio \u00e8 di destra, la difesa della collettivit\u00e0 dal contagio \u00e8 di sinistra<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Alfiero Grandi*: COMUNQUE LA SI GIRI LA STELLA POLARE RESTANO I VALORI COSTITUZIONALI. <\/strong>SIAMO ALLE SOGLIE DEL SEMESTRE \u201cBIANCO\u201d DURANTE IL QUALE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON PU\u00d2 SCIOGLIERE IN ANTICIPO LE CAMERE. LE ELEZIONI ANTICIPATE SONO UN DETERRENTE NELLE MANI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER RICONDURRE A RAGIONEVOLEZZA I PARTITI RIOTTOSI E FAR PREVALERE IL SENSO DI RESPONSABILIT\u00c0. F<\/p>\n<p>orse per questo il Presidente Mattarella ha chiarito che comunque pu\u00f2 esercitare altri poteri come rinviare alle Camere decreti legge che durante la conversione hanno subito rigonfiamenti esagerati, fino a raddoppiare il numero degli articoli e aumentare a dismisura le materie in essi contenute. Tuttavia il Presidente ha inevitabilmente aperto una riflessione ben pi\u00f9 consistente.<\/p>\n<p>Anzitutto sul rapporto tra governo e parlamento. \u00c8 un fatto che i decreti legge sono raddoppiati dal febbraio 2020 se confrontati con il periodo precedente e che i voti di fiducia sono la normale modalit\u00e0 con cui arrivano all\u2019approvazione in parlamento, inoltre il voto di fiducia porta con s\u00e9 i maxiemendamenti. Questo significa che il rapporto tra governo e parlamento \u00e8 rovesciato. Il parlamento \u00e8 chiamato ad approvare gli atti del governo che di fatto ne dettano l\u2019agenda e i tempi, mentre non ha di fatto lo spazio (purtroppo spesso neppure le condizioni politiche) per esaminare ed approvare proposte di legge essenzialmente parlamentari. Emblematicamente questa \u00e8 la situazione in cui si \u00e8 trovato il ddl Zan che \u00e8 stato rinviato con la motivazione che c\u2019erano decreti da approvare con urgenza entro i termini, altrimenti sarebbero decaduti. Probabilmente questa motivazione \u00e8 stata utile ad alcune posizioni politiche che non volevano votare prima della pausa di agosto, ma resta il fatto che \u00e8 stata spiegata con l\u2019urgenza di altri provvedimenti, guarda caso del governo, confermando cos\u00ec che il parlamento sempre pi\u00f9 \u00e8 chiamato ad un ruolo di ratifica delle decisioni e delle mediazioni trovate a livello di governo. Mentre il parlamento \u00e8 l\u2019asse del nostro sistema costituzionale.<\/p>\n<p>Altro episodio illuminante \u00e8 l\u2019approvazione del decreto governance\/semplificazioni alla Camera. Ora il decreto passa al Senato dove verr\u00e0 approvato in velocit\u00e0 senza alcuna reale possibilit\u00e0 di modifica perch\u00e9 la Camera ha usato il tempo disponibile e ora la decadenza incombe. Di fatto i decreti vengono discussi nel primo ramo del parlamento, l\u2019altro si limita ad approvare quanto arriva gi\u00e0 confezionato dall\u2019altra Camera. Quindi \u00e8 di fatto rovesciato il rapporto tra governo e parlamento ma anche il rapporto tra le due camere si sta avvicinando al monocameralismo di fatto. Del resto la sovrapposizione del corpo elettorale fa venire meno una ragione non banale del bicameralismo visto che da qualche settimana potranno votare per il Senato anche i maggiori di 18 anni. Il parlamento poi non riesce ad intervenire con autorevolezza sui provvedimenti. Riprendo l\u2019esempio del decreto governance\/semplificazioni. Il PNRR \u00e8 un documento non soddisfacente, non traspare il coraggio di una scelta radicale sulla svolta ambientalista. Del resto il governo Draghi \u00e8 apparso frenare anche sui provvedimenti Fit for 55 della Commissione europea che hanno cercato di indicare ulteriori sponde per spingere l\u2019Europa a procedere verso la riduzione del 55% di CO2 al 2030. Era scontata la resistenza dei paesi di Visegrad, ma se la resistenza viene da paesi come Francia, Italia, Spagna che dovrebbero essere trainanti il problema si fa molto serio. Il decreto governance\/semplificazioni in sostanza definisce le modalit\u00e0 con cui si decider\u00e0 e il parlamento non \u00e8 riuscito a introdurre modifiche nei percorsi individuati tali da consentire un controllo adeguato dell\u2019applicazione dei bandi.<\/p>\n<p>Il presidente del Consiglio \u00e8 il vero pivot, con il corredo dei ministri da lui scelti (economia, ambiente, mobilit\u00e0, innovazione digitale) che di fatto saranno insieme il nucleo politico decisionale. Gli altri aspetti su cui pure si \u00e8 molto discusso: mezzogiorno, lavoro, giovani e donne restano obiettivi sulla carta ma i ministri che dovrebbero garantire i risultati non saranno presenti in modo permanente, una sottovalutazione non da poco. Non \u00e8 nemmeno chiarito come e se verranno informati dei provvedimenti. Eppure \u00e8 chiaro che un S\u00ec al PNRR non \u00e8 automaticamente un consenso ai singoli provvedimenti, che ovviamente possono essere discussi. Anzi il singolo provvedimento, di conseguenza il singolo bando, rischia di essere deciso contro la volont\u00e0 di tanti. Il governo cos\u00ec pensa di avere ragione non solo dei tempi lunghi ma anche del consenso ai singoli provvedimenti, imponendo di fatto la decisione. In tanti casi potrebbe essere condivisibile, ma in altri no. Il parlamento doveva individuare un percorso in cui esprimere un consenso o un dissenso prima della decisione del Consiglio dei Ministri. Un metodo che taglia con la spada i nodi gordiani rischia di creare come unica alternativa ribellioni tipo Val Susa. Imporre ha delle conseguenze, comporta delle reazioni.<\/p>\n<p>I partiti hanno valutato adeguatamente questi aspetti? Non sembra. Nel decreto governance\/semplificazioni ci sono molti aspetti che sono stati approvati senza una adeguata riflessione, eppure cambiano in modo sostanziale il funzionamento concreto della democrazia del nostro paese. Del resto se qualcuno non avesse chiara la situazione basta che rifletta sugli emendamenti che la ministra Cartabia ha portato in Consiglio dei Ministri sulla prescrizione e sul parlamento chiamato a decidere annualmente linee guida sul lavoro della magistratura, a detta di molti incostituzionale. Eppure il governo ha deciso di dare mandato alla Ministra di chiedere il voto di fiducia su questi testi. Salvo modifiche dei prossimi giorni, potremmo trovarci nella curiosa situazione che l\u2019ex presidente della Corte costituzionale diventata ministra fa approvare un provvedimento con molte probabilit\u00e0 incostituzionale, che inevitabilmente i magistrati prima o poi porteranno al giudizio della Corte attuale.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 giunto il momento di fermarsi e di riflettere.<\/p>\n<p>In particolare la riflessione deve riprendere dalla Costituzione, dai suoi valori, dai suoi presupposti democratici, dalla sua natura antifascista, dalla sua attuazione. Nei fatti aspetti importanti vengono cambiati ma non sono coerenti con il dettato costituzionale, ad esempio con la netta definizione di autonomia della magistratura dal potere politico ed esecutivo e questo \u00e8 importante per chiunque governi, oggi una parte, domani l\u2019altra. Dalla crisi delle coalizioni prima di centro sinistra (2008) e dopo di centro destra (2011) l\u2019Italia non ha ancora trovato una chiara definizione del terreno che unisce e di ci\u00f2 che invece \u2013 nell\u2019ambito di regole condivise \u2013 \u00e8 materia propria di alternative politiche.\u00a0 A costo di andare contro corrente, non sembra che il governo Draghi sia in grado di dare garanzie sul futuro perch\u00e9 il problema \u00e8 di fondo, riguarda contenuti essenziali. Le difficolt\u00e0 italiane non sono tanto nella difficolt\u00e0 a fare quanto in un chiaro confronto sulle prospettive e su un mandato elettorale che indichi con chiarezza la direzione di marcia e questo lo pu\u00f2 fare solo un appuntamento elettorale come le prossime elezioni, nel quale realizzare le condizioni essenziali di rappresentanza politica e il rinvio continuo della nuova legge elettorale non \u00e8 di buon auspicio.<\/p>\n<p>Prendere tempo non serve, la legge elettorale deve approvarla questo parlamento e una battaglia esplicita per il proporzionale \u00e8 necessaria insieme alla possibilit\u00e0 di scegliere direttamente i propri rappresentanti da parte dei cittadini e resta la condizione di base per rilanciare in questa fase la democrazia italiana, altrimenti l\u2019impoverimento politico continuer\u00e0 e la societ\u00e0 italiana sar\u00e0 sempre pi\u00f9 spaccata tra chi ha il potere di decidere e chi ha come ruolo solo quello di prendere atto o di ribellarsi. Esattamente il contrario di una societ\u00e0 inclusiva e partecipata. Cerchiamo di non rimpiangere l\u2019impianto costituzionale quando sar\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n<p>*( Alfiero Grandi da Job News)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>09 &#8211; CHE COS\u2019\u00c8 IL NEXT GENERATION EU.*: IL NEXT GENERATION EU \u00c8 UNO STRUMENTO EUROPEO VOLTO A AIUTARE, ATTRAVERSO INVESTIMENTI, I PAESI MEMBRI A SEGUITO DELLE PERDITE DOVUTE DALLA CRISI SANITARIA. I SETTORI PRINCIPALMENTE INTERESSATI SONO L\u2019ECOLOGIA, LA SANIT\u00c0 E LA PARIT\u00c0.<\/strong><\/p>\n<p>DEFINIZIONE<\/p>\n<p>\u00c8 uno strumento temporaneo di ripresa e rilancio economico europeo volto a risanare le perdite causate dalla pandemia. Si tratta di oltre 800 miliardi di euro che sono stati inseriti all\u2019interno del bilancio europeo 2021-2027 ed \u00e8 destinato a tutti gli stati membri.<\/p>\n<p>Il 21 luglio 2020, in risposta alla crisi sanitaria che tutti i paesi europei stavano affrontando, il consiglio europeo delibera l\u2019istituzione del Next generation Eu (NgEu). A seguito di questo si sono tenute varie discussioni per affinare lo strumento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SI SONO SUSSEGUITI VARI STEP:<\/p>\n<p>la ratifica della decisione sulle risorse proprie da parte degli stati membri;<\/p>\n<p>l\u2019approvazione delle modalit\u00e0 di utilizzo dei vari fondi europei presenti nel NgEu;<\/p>\n<p>la presentazione entro il 30 aprile 2021 e l\u2019approvazione, entro tre mesi da quella data, dei piani nazionali di resistenza e resilienza dei paesi Ue.<\/p>\n<p>Successivamente all\u2019approvazione del Pnrr da parte della commissione, verr\u00e0 versato a ciascun paese il 70% di fondi nazionali entro il 2022. Il restante 30% sar\u00e0 erogato entro il 2030 e sar\u00e0 possibile spenderlo fino al 2026. Nel caso in cui la prima quota di finanziamenti non venga spesa entro la data stabilita, l\u2019accesso ai fondi potrebbe essere sospeso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ATTRAVERSO IL NGEU, LA COMMISSIONE EUROPEA SI FOCALIZZA PRINCIPALMENTE SU 4 PRIORIT\u00c0:<\/p>\n<p>transizione ecologica: raggiungere la neutralit\u00e0 climatica e mettere in pratica misure per la lotta al cambiamento;<\/p>\n<p>transizione digitale: aumentare le zone raggiunte da una buona connessione internet e, dove possibile, da una connessione 5g, investire nella formazione delle conoscenze digitali i cittadini;<\/p>\n<p>stabilit\u00e0 macroeconomica: investire nei giovani, creando opportunit\u00e0 di lavoro e di educazione;<\/p>\n<p>equit\u00e0: promuovere azioni e misure volte a contrastare ogni forma di odio e promuovere iniziative per l\u2019uguaglianza e tolleranza di genere e della comunit\u00e0 Lgbtqi+.<\/p>\n<p>Queste priorit\u00e0 si traducono poi nella diversa composizione dei fondi europei del NgEu e nelle differenti quote di spesa in base alla voce interessata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DATI<\/p>\n<p>Al suo interno il Next generation riunisce diversi finanziamenti, ciascuno con delle specifiche.<\/p>\n<p>Destinazione\u00a0\u00a0 Somma (mld \u20ac)<\/p>\n<p>Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 723.8<\/p>\n<p>di cui prestiti\u00a0\u00a0 385.8<\/p>\n<p>di cui sovvenzioni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 338<\/p>\n<p>React-EU\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 50.6<\/p>\n<p>Orizzonte Europa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5.4<\/p>\n<p>Fondo InvestEu\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 6.1<\/p>\n<p>Sviluppo rurale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 8.1<\/p>\n<p>Fondo per una transizione giusta (JTF)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 10.9<\/p>\n<p>RescEu 2<\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026Totale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 806.9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quasi il 90% il Next generation finanzia il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, con 723,8 miliardi di euro. L\u2019obiettivo principale \u00e8 quello di mitigare l\u2019impatto economico e sociale generato dalla crisi sanitaria.<\/p>\n<p>Il Pnrr si compone di sei missioni, ossia traguardi da raggiungere attraverso i finanziamenti, che richiamano in parte quelle gi\u00e0 presenti nel Next generation Eu.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MISSIONE 1: la digitalizzazione, innovazione, competitivit\u00e0 e cultura. Ogni piano nazionale dovr\u00e0 includere il 20% di spesa per il settore digitale;<\/p>\n<p>MISSIONE 2: rivoluzione verde e transizione ecologica, a cui deve essere dedicato almeno il 37% del fondo;<\/p>\n<p>MISSIONE 3: infrastrutture per una mobilit\u00e0 sostenibile;<\/p>\n<p>MISSIONE 4: istruzione e ricerca;<\/p>\n<p>MISSIONE 5: inclusione e coesione;<\/p>\n<p>MISSIONE 6: salute.<\/p>\n<p>Queste a loro volta si suddividono in componenti, ambiti di intervento e investimenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vedi Che cos&#8217;\u00e8 il PNRR.<\/p>\n<p>Oltre al Pnrr, ci sono altri fondi che verranno finanziati attraverso il Next generation Eu. Tra questi il React-Eu, un fondo al quale sono dedicati 50,6 miliardi di euro. Questo ammontare serve a finanziare una nuova iniziativa che porta avanti e amplia le misure di risposta alla crisi e quelle per il superamento degli effetti della crisi attuate mediante, ossia Crii e Crii+<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leggi anche Che cosa sono i pacchetti Crii e Crii+.<\/p>\n<p>Inoltre, 10,9 miliardi di euro saranno indirizzati verso il fondo per una transizione giusta (Jtf). Una misura volta ad aiutare le zone al raggiungimento della neutralit\u00e0 climatica. Infatti, la transizione ecologica \u00e8 una delle priorit\u00e0 principali del NgEu. In seguito, il fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) ricever\u00e0 8,1 miliardi di euro, con l\u2019obiettivo di raggiungere la coesione economica e sociale tra le regioni degli stati membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fondo investEu (6,1 miliardi \u20ac), riunendo in s\u00e9 una serie di misure europee, ha come finalit\u00e0 quella di aumentare gli investimenti in Europa, sostenere la ripresa e preparare l\u2019economia per il futuro. Segue, con 5,1 miliardi di euro il progetto Orizzonte Europa, definito dalla commissione europea come il nuovo programma quadro di ricerca e innovazione dell\u2019Unione europea incluso nel budget per il quinquennio 2021-2027.<\/p>\n<p>Infine, 2 mld sono indirizzati a RescEu. Si tratta di un fondo di aiuti per le persone vittime di emergenze e a rischio di disastri sia di natura sanitaria, ma anche biologica, chimica, nucleare e oltre che per le conseguenze del cambiamento climatico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ANALISI<\/p>\n<p>L\u2019Italia ricever\u00e0 oltre 210 miliardi di euro delle risorse del programma Next generation Eu. A questi si aggiungono 80,1 mld derivanti dalla pianificazione europea del nuovo bilancio quinquennale.<\/p>\n<p>La programmazione attuata dal governo italiano si basa, in particolar modo su tre priorit\u00e0 in linea anche con quelle dettate dall\u2019Ue, ossia digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale.<\/p>\n<p>Il Pnrr costituisce la maggiore destinazione dei fondi del NgEu, pari a 191,5 mld di euro, di cui quasi 50 miliardi saranno destinati alla transizione ecologica.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa di Orizzonte Europa ricever\u00e0 497 milioni di euro, mentre al ReactEu saranno destinati pi\u00f9 di 13 milioni. Al Feasr, per lo sviluppo rurale, saranno indirizzati 846 milioni di euro e il fondo per una transizione giusta ne ricever\u00e0 535 milioni. Infine, 236 milioni di euro saranno indirizzati alla misura RescEu.<\/p>\n<p>Il Next generation Eu \u00e8 uno strumento che si basa su un notevole lavoro di programmazione, richiesta che arriva anche dalla stessa Unione europea. Infatti, il 30% degli investimenti saranno erogati agli stati solo nel caso in cui la prima parte, il 70%, \u00e8 stato correttamente speso in base al piano e secondo i tempi di stabiliti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 dunque un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019Italia per riuscire a riprendersi a seguito della crisi sanitaria e investire in quei settori, come innovazione, uguaglianza e ecologia, in cui ci sono ancora importanti lacune. Gli obiettivi sono sia di riuscire a superare la media europea in quelle tematiche in cui l\u2019Italia rimane ancora fortemente indietro, ma anche di ridurre le disuguaglianze che ancora sussistono tra le regioni italiane<\/p>\n<p>*( Chi: Commissione europea, Commissione Von der Leyen &#8211; Cosa: Coronavirus, Next generation Eu, Pnrr &#8211; Dove: Unione Europea)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Alberto Magnani*: G20, ACCORDO SU CLIMA ED ENERGIA. MA SALTA L\u2019INTESA SU DUE PUNTI CHIAVE, CENTRATA L\u2019INTESA DOPO ORE DI TRATTATIVE. SUPERATA L\u2019OPPOSIZIONE DELL\u2019INDIA AL \u00abCOMUNICATO\u00bb FINALE, PI\u00d9 AMBIZIOSO SU CONTRASTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO<\/strong>, 23 luglio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Raggiunto l\u2019accordo sul clima al G20 di Napoli, ma saltano due punti chiave: il contenimento dell\u2019aumento di temperatura entro 1,5 gradi e l\u2019eliminazione del carbone dalla produzione energetica entro il 2025. \u00c8 l\u2019esito delle ore di trattative che si sono consumate nella seconda giornata dal G20 Ambiente, Clima ed Energia di Napoli.<\/p>\n<p>Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, si \u00e8 comuqnue detto soddisfato del risultato. \u00ab\u00c8 stata una negoziazione particolarmente complessa &#8211; ha detto &#8211; durata dopo 2 notti e 2 giorni, con i team che lavorano sulle linee guida. Questa notte non c\u2019era molto ottimismo poi invece siamo riusciti a trovare un accordo sul comunicato: proposto 60 articoli, ne sono stati condivisi 58\u00bb.<\/p>\n<p>La principale opposizione era arrivata dall\u2019India, insieme alla Cina il paese pi\u00f9 ostile ai target di contrasto al cambiamento climatico auspicati dalla presidenza italiana. Solo alla fine Pechino ha ceduto e dato l\u2019ok allo scoglio che aveva bloccato le trattative, l\u2019inserimento di un riferimento alla neutralit\u00e0 carbonica. Ora il communiqu\u00e9 finale sveler\u00e0 entro che scadenza \u00e8 stato previsto l\u2019obiettivo, sempre che ne sia stata decisa una. Le bozze e i rumor circolati in giornata avevano seminato dubbi sulla sostanza del documento, soprattutto sul fronte degli impegni finanziari e dei vincoli che dovrebbero impegnare sul fronte climatico le economie pi\u00f9 ricche del pianeta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ASSE FRA KERRY E L\u2019ITALIA<\/p>\n<p>L\u2019ok al Comunicato sul Clima arriva il giorno dopo al via libera a quello sull\u2019Ambiente, in entrambi i casi sotto la regia della presidenza italiana. Il testo sull\u2019Ambiente era gi\u00e0 uscito da ore di negoziati e con parecchie limature rispetto agli obiettivi originari. Quello sul Clima ha vissuto un iter anche pi\u00f9 travagliato, con mediazioni in corso anche dopo l\u2019annuncio finale dell\u2019intesa. L\u2019inviato Usa sul clima John Kerry e il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, hanno lavorato insieme alla bozza del negoziato che poi \u00e8 finita sul tavolo dei ministri nel pomeriggio del 23 luglio. Il testo ha cercato di mediare fra i vari ministri presenti al summit di Napoli, per assicurarsi un comunicato condiviso entro il pomeriggio.<\/p>\n<p>A met\u00e0 giornata i paesi restavano spaccati su almeno \u00abdue, tre punti\u00bb, hanno riferito fonti presenti a Napoli, confermando il clima di tensione nella giornata dedicata al binomio energia e clima. I due argomenti pi\u00f9 scivolosi per il club delle 20 economie pi\u00f9 ricche, diviso al suo interno sulle strategie di contrasto del cambiamento climatico e taglio delle emissioni.<\/p>\n<p>*( inviato sole24ore Alberto Magnani)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Jacopo Giliberto*:\u00a0 PERCH\u00c9 IL RAME STA DIVENTANDO IL NUOVO PETROLIO<\/strong><\/p>\n<p>Ieri i ministri avevano strappato all\u2019ultimo un\u2019intesa sul tema dell\u2019Ambiente, con un comunicato finale che fissa 10 \u00ablinee guida\u00bb in vista della COP26 di Glasgow. Oggi sembra pi\u00f9 complicato arrivare a una sintesi, viste le divergenze che separano i paesi dal G7 da colossi come India e Cina.<\/p>\n<p>Cingolani incontra personalmente le delegazioni. I negoziati erano arrivati a un punto morto in tarda mattinata, con trattative in stallo su uno dei target pi\u00f9 ambiziosi della due giorni:\u2009la formalizzazione di un obiettivo di neutralit\u00e0 carbonica entro il 2050. Il G20, come era emerso gi\u00e0 alla vigilia, sconta una frattura fra paesi pi\u00f9 o meno \u00abambiziosi\u00bb sulle proprie politiche climatiche, con la spinta del G7 per un\u2019accelerazione delle misure, e il freno opposto da economia come Cina, India, Arabia Saudita, Brasile, Russia. \u00c8 stata soprattutto l\u2019India a tenere il punto fino al termine dei negoziati, rivelandosi un interlocutore anche pi\u00f9 ostico rispetto a Pechino.<\/p>\n<p>*( Jacopo Giliberto, inviato sole24ore)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Marica Di Pierri*: LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO. DOPO QUATTRO GIORNI DI LAVORI, DI CUI DUE ALLA PRESENZA DEI MINISTRI DELL\u2019AMBIENTE DEI PAESI DEL G20, SI \u00c8 CONCLUSO A NAPOLI IL SUMMIT AMBIENTE, CLIMA E ENERGIA. <\/strong><\/p>\n<p>Chiusi nelle stanze del Palazzo Reale o connessi dagli uffici lontani decine di migliaia di km, gli sherpa e i rappresentanti delle venti economie pi\u00f9 industrializzate non hanno perso occasione per fornire, in questa estate funestata da disastri climatici, l\u2019ennesima dimostrazione di una cecit\u00e0 il cui costo, salatissimo, si calcola in termini di vite umane, diritti e devastazioni ambientali.<\/p>\n<p>FIERI DI AVER APPROVATO GIOVED\u00cc una prima intesa sull\u2019ambiente, salutata da Cingolani con tripudio, perch\u00e8 \u00abper la prima volta il G20 ha riconosciuto l\u2019interconnessione tra clima, ambiente, energia e povert\u00e0\u00bb \u2013 segno che ci si accontenta davvero di poco \u2013 la seconda giornata, quella dedicata a clima e energia, \u00e8 stata segnata dalla distanza delle posizioni sul processo di decarbonizzazione. Alla fine di intense negoziazioni, secondo quanto dichiarato da Cingolani nella conferenza stampa conclusiva, si \u00e8 riusciti a concertare un documento di intesa generale (il cui testo sar\u00e0 reso noto soltanto nella giornata di oggi), rinunciando per\u00f2 all\u2019accordo su due questioni fondamentali. I punti chiave infatti, sia il riferimento all\u2019obiettivo degli 1,5\u00b0C \u2013 da tradurre in un grande sforzo concentrato nel decennio appena iniziato \u2013 che la data per il phase out dal carbone sono stati stralciati e la discussione in merito ulteriormente rimandata. Senza questi punti di minima lo sforzo diplomatico assume l\u2019aspetto farsesco di un mero esercizio di stile; dell\u2019ennesima occasione in cui la montagna partorisce il topolino.<\/p>\n<p>LA DISCRASIA TRA PAROLA E AZIONE contraddistingue la governance climatica da oltre trent\u2019anni. Trent\u2019anni ormai persi, nella lotta contro il tempo per arginare la peggior emergenza che abbia mai minacciato i destini di tutti i paesi e i popoli del pianeta. I paesi del G20 rappresentano pi\u00f9 dell\u201980% del Pil mondiale, il 60% della popolazione del pianeta e circa il 75% delle emissioni globali di gas serra. Sono anche, tutti, firmatari dell\u2019Accordo di Parigi, attraverso cui si sono impegnati a contenere il global warming a fine secolo \u201cben al di sotto dei 2\u00b0C\u201d, giurando che avrebbero fatto il possibile per non superare la soglia di +1,5\u00b0C, limite da non valicare per scongiurare punti di non ritorno dalla traiettoria ad oggi imprevedibile. Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo enormi interessi economici \u2013 difesi in prima linea dalle mayor dell\u2019energia fossile \u2013 e l\u2019azione infaticabile dei loro fedeli watchdog: i governi.\u00a0 In ambito climatico i paesi del G20 sono chiamati a svolgere un ruolo di guida; tuttavia continuano a preferire un\u2019inaccettabile drammaturgia: stracciarsi le vesti con dichiarazioni ufficiali degne di Greta Thumberg mentre rimandano nei fatti ogni azione significativa. Il risultato \u00e8 che a quasi sei anni dalla sigla dell\u2019Accordo, gli obiettivi di riduzione stabiliti dai singoli Paesi proiettano ancora il futuro del pianeta oltre i +3\u00b0 al 2100.<\/p>\n<p>NEL FRATTEMPO LA GERMANIA, la provincia di Henan in Cina, ampie zone della Nuova Zelanda, dell\u2019Iran e della Nigeria sono sott\u2019acqua per le inondazioni, il Canada brucia, le estati sono sempre pi\u00f9 torride, le stime dei decessi prematuri dovuti a caldo e freddo estremo toccano l\u2019impressionante cifra di 5 milioni l\u2019anno. Per questo, nei giorni del G20 di Napoli movimenti e organizzazioni per la giustizia climatica hanno ribadito l\u2019ipocrisia che emerge dai tavoli negoziali e la necessit\u00e0 di una rivoluzione \u2013 economica, energetica, sociale \u2013 che non pu\u00f2 pi\u00f9 attendere. Dalle mobilitazioni che hanno sfilato in una citt\u00e0 blindata, all\u2019EcoSocial forum che ha chiamato a raccolta attivisti da tutta Italia e oltre, fino alle azioni di pressione e denuncia indirizzate alla stampa e ai governi riuniti. Tra esse, la lettera aperta diffusa e indirizzata ai Ministri del G20 da una folta rete di realt\u00e0 europee impegnate a difendere la giustizia climatica anche nei tribunali, trascinando alla sbarra i governi accusati di inazione climatica e di violazione dei diritti umani.<\/p>\n<p>LA LETTERA DENUNCIA l\u2019inadeguatezza delle politiche varate dai paesi riuniti a Napoli, chiede misure radicali e un pacchetto post-pandemia improntato all\u2019azione climatica e avverte che in mancanza di azione adeguata la battaglia continuer\u00e0 non solo nelle piazze ma anche di fronte ai giudici. Tra le firmatarie vi sono A Sud e Friday for Future italia, tre le realt\u00e0 promotrici della causa climatica italiana e della Campagna Giudizio Universale, assieme a Urgenda Foundation, Notre Affaire \u00e0 Tous e Climate Case Ireland (che hanno vinto rispettivamente le storiche cause in Olanda, Francia e Irlanda), all\u2019organizzazione internazionale ClientEarth e ad altre Ong di UK, Irlanda, Repubblica Ceca e Austria.<\/p>\n<p>SE \u00c8 SICURO CHE LE VAGHE dichiarazioni conclusive rese dai governi al termine del G20 verranno riprese da gran parte dei media e raccontate come \u201cstorico\u201d risultato del summit partenopeo \u2013 mostrando propensione ad un uso piuttosto leggero dell\u2019aggettivo \u2013 altrettanto sicuro \u00e8 che i movimenti per la giustizia climatica di certo non mangeranno la foglia. Il cammino che porter\u00e0 all\u2019attesa COP26 di Glasgow di novembre si annuncia pieno di occasioni che \u2013 in un modo o nell\u2019altro \u2013 rimetteranno il clima al centro. Dall\u2019appuntamento di fine settembre a Milano con la COP giovani e la pre-Cop, al Vertice dei Capi di Stato e di Governo del G20 a Roma a fine ottobre, l\u2019attenzione sar\u00e0 tutta puntata sulla necessit\u00e0, irrimandabile, di rispondere con efficacia e urgenza alla sfida del secolo.<\/p>\n<p>*( L\u2019autrice Marica Di Pierri fa parte di A Sud)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 \u2013 Internazionale*: BREVI DAL MONDO: VENEZUELA, CUBA, TIBET. MADURO PRONTO AL DIALOGO CON L\u2019OPPOSIZIONE VENEZUELANA CON LA MEDIAZIONE DELLA NORVEGIA. LA CARICA DEI \u00ab100\u00bb INTELLETTUALI CONTRO LE SANZIONI USA AL GOVERNO CUBANO. XI JINPING IN TIBET, PRIMA VISITA DI UN LEADER CINESE IN 30 ANNI.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VENEZUELA, MADURO PRONTO AL DIALOGO CON L\u2019OPPOSIZIONE<\/p>\n<p>L\u2019opera di mediazione della Norvegia d\u00e0 i suoi primi frutti, complice anche la volont\u00e0 delle opposizioni venezuelane di partecipare stavolta alle prossime elezioni amministrative, previste il 21 novembre. Il presidente Maduro si dice pronto a partecipare a una fase avanzata del dialogo diretto con le opposizioni, da tenersi in Messico, per discutere \u00abuna agenda realistica, oggettiva, realmente venezuelana, per cercare di arrivare ad accordi parziali per la pace e la sovranit\u00e0 del Venezuela\u00bb e affinch\u00e9 siano \u00abrimosse tutte le sanzioni\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CUBA, LA CARICA DEI \u00ab100\u00bb CONTRO LE SANZIONI USA<\/p>\n<p>Il ministro della Difesa cubano, Alvaro Lopez Miera, e la Brigata speciale del ministero dell\u2019Interno cubano (Snb) sono i bersagli delle nuove sanzioni decise dall\u2019Amministrazione Biden in risposta alla \u00abrepressione delle proteste pacifiche iniziate l\u201911 luglio\u00bb sull\u2019isola. Lo precisa Il dipartimento del Tesoro Usa, che \u00abcontinuer\u00e0 ad applicare le sue sanzioni relative a Cuba, comprese quelle imposte per sostenere il popolo cubano nella sua ricerca di democrazia e sollievo dal regime\u00bb.<\/p>\n<p>Quelle decise contro il ministro Lopez Mieira sono tra l\u2019altro le prime sanzioni individuali varate dagli Stati uniti per presunte violazioni dei diritti umani a Cuba. Intanto 100 intellettuali e personalit\u00e0 internazionali si rivolgono direttamente a Biden attraverso un\u2019intera pagina del New York Times, pubblicata ieri a pagamento per chiedere una svolta nelle politiche di Washington nei confronti dell\u2019isola e la fine delle sanzioni economiche che da oltre 50 anni strangolano Cuba. Tra i firmatari Noam Chomsky, Jane Fonda, Oliver Stone, Varoufakis, Jeremy Corbyn e l\u2019ex presidente brasiliano Lula.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>XI IN TIBET, PRIMA VISITA DI UN LEADER CINESE IN 30 ANNI<\/p>\n<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha concluso ieri la visita ufficiale in Tibet iniziata mercoled\u00ec, ma lo ha reso noto solo a missione compiuta. \u00c8 la prima volta in trent\u2019anni (l\u2019ultimo era stato Jiang Zemin nel 1990) che un presidente cinese arriva ufficialmente nella regione a maggioranza buddista sottoposta alla dura repressione di Pechino e alla sua occupazione politica ed economica, oltre che culturale. La tv di Stato Cctv ha mostrato Xi all\u2019aeroporto, accolto da una folla festante e dalle bandiere cinesi, immagini in contrasto con le denunce dell\u2019International Campaign for Tibet che ha parlato di speciali attivit\u00e0 di sorveglianza e controllo sulla popolazione locale. A Lhasa Xi ha visitato il Potala Palace, residenza del leader spirituale tibetano Dalai Lama.<\/p>\n<p>*(red. Esteri Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>14 &#8211; Salvo Torre*: LA PRODUZIONE DI NUOVI MARGINI E DI INEDITE ALLEANZE. SCAFFALE. \u00abLA TERRA DENTRO IL CAPITALE\u00bb, UN SAGGIO DI MAURA BENEGIAMO PER ORTHOTES. A PROPOSITO DI CONFLITTI, CRISI ECOLOGICA E SVILUPPO NEL DELTA DEL SENEGAL<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci stiamo interrogando da qualche secolo sulla natura pi\u00f9 intima del capitalismo, semmai si potesse sintetizzare in un solo aspetto, diverso dal fallimento epocale per l\u2019umanit\u00e0, questo sistema bulimico che inghiotte vite e territori. Dentro questa riflessione si trova parte del discorso sul mutamento, sulla natura patriarcale e coloniale della nostra esperienza, delle nostre culture, dell\u2019idea di dominio.<\/p>\n<p>DOPO UN VENTENNIO di dibattito sul land grabbing, si pu\u00f2 iniziare a inquadrare ci\u00f2 che \u00e8 successo in termini storici, si \u00e8 trattato di un processo di accumulazione su scala planetaria, di un\u2019enorme sottrazione di spazi liberi, paragonabile per dimensioni solo a quelle dell\u2019inizio della modernit\u00e0. Un\u2019ulteriore fetta del pianeta \u00e8 diventata privata. A ogni crisi il capitale reagisce accelerando i suoi processi e aumentando la pressione sulla base del sistema, la terra e la biosfera, a ogni crisi riduce gli spazi di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Il volume che Maura Benegiamo ha costruito sul suo lavoro di ricerca, La terra dentro il capitale. Conflitti, crisi ecologica e sviluppo nel delta del Senegal (Orthotes, pp. 166, euro 20) condotto con una piccola comunit\u00e0 in lotta in Senegal, racconta una storia di resistenza che nasce dentro una marginalit\u00e0 di alcuni secoli, ci porta dentro le riflessioni di un gruppo nomade che si oppone all\u2019esclusione, all\u2019idea inaudita della chiusura della terra.<\/p>\n<p>La storia da cui nasce questo libro \u00e8 una vicenda periferica dei processi globali, un\u2019azienda italiana partecipa a un progetto di produzione di olio di semi e all\u2019acquisto di alcune decine di migliaia di ettari di terra, per poi ritirarsi qualche anno dopo per l\u2019insostenibilit\u00e0 economica del piano. Nel frattempo si susseguono investitori, programmi istituzionali, dibattiti, interventi, nuove acquisizioni, il tutto riassumibile con una delle ideologie che hanno condizionato il pianeta: lo sviluppo. Una categoria che rappresenta un progetto politico di conquista, che l\u2019autrice considera, ripartendo dalle riflessioni di Sanyal, uno spazio conteso, in cui si articola un conflitto politico e si inventano le nuove povert\u00e0.<\/p>\n<p>LA PICCOLA COMUNIT\u00c0 peul \u00e8 invece abituata a riconoscere lo sviluppo come quel progetto di sottrazione di libert\u00e0 che la insegue da secoli, quella costruzione ideologica che la relega nello spazio del nomadismo arcaico e povero contrapposto alla ricchezza prodotta dalla monocoltura e dalle imprese estrattive.<\/p>\n<p>\u00c8 una ricerca condotta da Sud, offre lo sguardo di chi entra in conflitto e risponde usando i canali che trova, impara a vivere sul margine. Le dinamiche sociali sono descritte dall\u2019interno di secoli di colonizzazione, in cui essere marginali significa sopravvivere dentro grandi mediazioni e cercare spesso l\u2019invisibilit\u00e0. \u00c8 l\u2019esatto opposto della lettura coloniale, quella per cui il capitalismo arriva per la prima volta e porta ricchezza. La produzione di nuovi margini \u00e8 il modo con cui si trasformano i processi di accumulazione in un continente le cui ricchezze hanno contribuito a costruire il sistema attuale sin dalla sua origine. Proprio questo aspetto rende il testo, oltre che un caso applicato di ricerca nel campo dell\u2019ecologia politica, un tentativo di tradurre una narrazione sulla natura del capitalismo, su un mondo plurale in cui esistono molte forme di opposizione, conflitti e margini abitati in modo diverso.<\/p>\n<p>Lo sguardo che ci offre la comunit\u00e0 dei pastori nomadi \u00e8 prezioso, \u00e8 anche qualcosa che progressivamente si sta estendendo e moltiplicando tra le maglie dell\u2019appropriazione assoluta del mondo, \u00e8 il processo dentro cui stiamo vivendo in forme differenti e a cui un enorme numero di comunit\u00e0 si oppone ogni giorno.<\/p>\n<p>*(Salvo Torre \u00e8 ricercatore di Geografia presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Catania, docente di Geografia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) &#8211; le criticit\u00e0 della legge sull\u2019assegno unico per gli italiani all\u2019estero: il mio appello al ministro ORLANDO.. 02 &#8211; Massimo Villone*: <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=36018\" title=\"n\u00b0 31 del 31 Luglio 2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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