{"id":35974,"date":"2021-07-23T19:29:31","date_gmt":"2021-07-23T19:29:31","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=35974"},"modified":"2021-07-24T23:27:50","modified_gmt":"2021-07-24T23:27:50","slug":"n-30-del-24-luglio-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=35974","title":{"rendered":"n\u00b0 30 del 24\/7\/2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p>01 &#8211; La Marca (Pd): costante impegno per il superamento delle restrizioni all\u2019ingresso negli stati uniti dei cittadini provenienti dall\u2019area Schengen.<\/p>\n<p>02 \u2013 Deputati Estero PD*: certificazione verde covid-19 e italiani immunizzati all\u2019estero. Interrogazione pd ai ministri della salute e degli esteri.<\/p>\n<p>03 &#8211; La Marca (Pd)*: accolto il mio ordine del giorno che richiede la semplificazione delle procedure elettorali per il rinnovo dei Comites.<\/p>\n<p>04 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): il governo si impegna a far rilasciare la carta di identit\u00e0 sia cartacea che elettronica ai connazionali all\u2019estero anche nei comuni di iscrizione aire. Accolto il mio ordine del giorno<\/p>\n<p>05 &#8211; Gianluca Dotti*: come funzionano i controlli del green pass negli altri paesi. Dalla Francia al regno unito, da Israele alla Cina, un breve viaggio nel mondo.<\/p>\n<p>06 &#8211; Ezra Klein*: Gli Stati Uniti non sono una democrazia compiuta. Lo scorso fine settimana i cieli degli Stati Uniti si sono accesi di fuochi d\u2019artificio che celebravano la tradizione di libert\u00e0 e democrazia del paese in occasione dei festeggiamenti del 4 luglio, il giorno dell\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>07 &#8211; Rami Khouri*: Il crollo del Libano \u00e8 la spia di una crisi del mondo arabo. Coloro che hanno affondato l\u2019ultimo pugnale nel corpo gi\u00e0 martoriato del Libano erano le stesse persone che avrebbero dovuto risollevarlo e rilanciare il ruolo di questo popolo nel mondo arabo.<\/p>\n<p>08 &#8211; Alfiero Grandi. L\u2019Italia ha veramente nel suo obiettivo di arrivare nel 2030 al 70% di rinnovabili? PNRR sfida decisiva.<\/p>\n<p>9 \u2013 Openpolis*: CHE COS\u2019\u00c8 IL NEXT GENERATION EU<\/p>\n<p>10 &#8211; Guido Moltedo*: Se Biden \u00e8 una fotocopia di Trump. Cuba. Tra proteste sociali ed embargo Usa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; LA MARCA (PD): COSTANTE IMPEGNO PER IL SUPERAMENTO DELLE RESTRIZIONI ALL\u2019INGRESSO NEGLI STATI UNITI DEI CITTADINI PROVENIENTI DALL\u2019AREA SCHENGEN. 20 luglio 2021<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alle mie costanti sollecitazioni volte al superamento delle persistenti restrizioni sugli ingressi negli Stati Uniti dei cittadini dell\u2019area UE\/Schengen nonostante il possesso di visti che prima della pandemia autorizzavano una regolare permanenza, la Segreteria del Ministro degli esteri, Luigi Di Maio, ha cortesemente risposto dandomi alcuni aggiornamenti<\/strong>.<\/p>\n<p>La comunicazione conferma la massima attenzione da parte del Ministero degli esteri e della nostra Ambasciata a Washington sulla questione delle restrizioni degli arrivi dall\u2019Italia e dall\u2019intera area Schengen. A tali pressioni, che si affiancano a quelle di altri Paesi UE, si deve il primo, anche se parziale, passo in avanti ottenuto con l\u2019estensione, con effetto retroattivo, del periodo di validit\u00e0 (12 mesi) della National Interest Exception disposta dal Dipartimento di Stato.<\/p>\n<p>L\u2019Ambasciata italiana a Washington, in ogni caso, insieme agli altri partner europei, in occasione di un recente incontro, \u00e8 tornata a sensibilizzare il Segretario di Stato Blinken sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>Egli ha fatto sapere che l\u2019Amministrazione confida di poter dare nuove indicazioni nelle prossime settimane, anche alla luce delle valutazioni della comunit\u00e0 scientifica. Sarebbe comunque allo studio un\u2019ipotesi di valutazione del rischio di viaggio non pi\u00f9 basata su criteri geografici, ma individuali (vaccinazione, test Covid, certificato di guarigione).<\/p>\n<p>Ringrazio il Ministro Di Maio per l\u2019impegno e l\u2019atteggiamento collaborativo e restiamo in attesa di misure pi\u00f9 risolutive della situazione di seria difficolt\u00e0 nella quale si trovano molti nostri connazionali\u201d.<\/p>\n<p>*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19 E ITALIANI IMMUNIZZATI ALL\u2019ESTERO. INTERROGAZIONE PD AI MINISTRI DELLA SALUTE E DEGLI ESTERI.<\/strong> 21 LUGLIO 2021<\/p>\n<p>Sono migliaia i cittadini italiani all\u2019estero e i loro famigliari, iscritti all\u2019AIRE o meno, immunizzati in altri Paesi, extra Ue, con vaccini riconosciuti dall\u2019autorit\u00e0 sanitaria nazionale e da quella dell\u2019UE (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&amp;Johnson), che stanno rientrando in Italia. Numerosi sono anche i connazionali che tornano dopo aver ricevuto la prima dose di un vaccino nei paesi di residenza e che, una volta rientrati in Italia, chiedono di poter fare il richiamo.<\/p>\n<p>La maggiore preoccupazione di questi connazionali \u00e8 quella di non riuscire ad ottenere la Certificazione verde Covid-19 che, sempre di pi\u00f9, consentir\u00e0 l\u2019accesso ai servizi e alle attivit\u00e0 individuati dalle disposizioni vigenti. Peraltro, per rispondere a queste esigenze, una specifica procedura sarebbe stata gi\u00e0 annunciata dalle autorit\u00e0 competenti e dovrebbe entrare in vigore entro la fine di luglio.<\/p>\n<p>Per rispondere alle preoccupazioni di questi connazionali, abbiamo presentato in Commissione Affari Sociali una interrogazione (n. 5-06456 &#8211; a firma dei deputati PD, Schir\u00f2, La Marca, Quartapelle, Sensi) indirizzata ai Ministri della Salute e degli Affari Esteri.<\/p>\n<p>Nell\u2019atto chiediamo con quali tempi e con quali modalit\u00e0 si pensa di rilasciare ai connazionali immunizzati all\u2019estero la Certificazione verde Covid-19 e se siano previste misure per coloro che hanno ricevuto la prima dose all&#8217;estero e che, rientrati in Italia, chiedono di poter fare il richiamo nel nostro Paese con conseguente riconoscimento del Green pass con una certificazione mista.<\/p>\n<p>Al Ministro della Salute abbiamo chiesto, inoltre, se tutte le Regioni stiano procedendo in modo uniforme alla comunicazione dei dati riguardanti i cittadini italiani iscritti all\u2019AIRE, temporaneamente in Italia, vaccinati negli ambiti di rispettiva competenza (grazie alla Circolare 7 del commissario Figliuolo) affinch\u00e9 anch\u2019essi ottengano la Certificazione verde Covid-19.<\/p>\n<p>*(I deputati PD: Schir\u00f2, La Marca, Quartapelle, Sensi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; LA MARCA (PD)*: ACCOLTO IL MIO ORDINE DEL GIORNO CHE RICHIEDE LA SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE ELETTORALI PER IL RINNOVO DEI COMITES<\/strong>, 3 luglio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 3 dicembre di quest\u2019anno dovrebbe avvenire, a un anno dalla scadenza naturale, il rinnovo dei Comitati degli italiani all&#8217;estero (COMITES), nonostante la persistenza in diversi Paesi di una situazione epidemiologica ancora preoccupante e i segnali di aggravamento in quelli dove le cose sembravano volgere al meglio.<\/p>\n<p>Se non verr\u00e0 accolto l\u2019appello del PD di spostare la data di alcuni mesi per favorire un ritorno alla normalit\u00e0 ed avere il tempo di approvare una legge di riforma di tali organismi, gi\u00e0 all\u2019esame della Camera, si dovr\u00e0 procedere agli adempimenti formali in condizioni di seria e obbiettiva difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Una remora tanto pi\u00f9 drammatica quanto pi\u00f9 la funzionalit\u00e0 degli uffici consolari \u00e8 attualmente ridotta al minimo e gravata da una serie di adempimenti che stanno determinando difficolt\u00e0 di accesso, dilatazione dei tempi di prenotazione e sovraccarico di arretrati.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la democrazia non \u00e8 un esercizio formale, ma pratica sostanziale, ho presentato in occasione del Decreto Semplificazioni, assieme alle colleghe Schir\u00f2 e Quartapelle e in coordinamento con il responsabile del PD Mondo Luciano Vecchi, un ordine del giorno mirante alla semplificazione delle procedure necessarie per la preparazione e la presentazione delle liste, nonch\u00e9 per gli altri adempimenti previsti dalla legge istitutiva dei Comitati e dal Regolamento di attuazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In particolare, ho chiesto di procedere a specifiche misure di semplificazione da adottare nei provvedimenti che il Governo adotter\u00e0 nei prossimi mesi, ad esempio dimezzando il numero delle firme previste per la presentazione delle liste, promuovendo nei limiti del possibile l\u2019utilizzo di personale itinerante per la legalizzazione delle firme e, nello stesso tempo, permettendo ai consoli onorari di potere loro stessi autenticare le firme, consentendo la sottoscrizione delle firme anche attraverso l\u2019invio di un modulo con il portale FAST IT, o con altre forme di sottoscrizione elettronica, ammettendo la validit\u00e0 dell\u2019autentica delle firme di un notaio locale anche senza il bisogno di apostille, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Si tratta di possibilit\u00e0 da verificare e formalizzare e questo il Governo si \u00e8 impegnato a fare accogliendo il mio ordine del giorno. La vera questione, ora, sono i tempi, considerata anche l\u2019imminente pausa estiva e l\u2019incombere delle scadenze previste.<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, non smetter\u00f2 di vigilare affinch\u00e9 non sia vanificata l\u2019occasione di procedere ad una reale semplificazione delle procedure in modo che su questi importanti organismi di rappresentanza delle nostre comunit\u00e0, gi\u00e0 penalizzati nella loro formazione dell\u2019obbligo di preiscrizione al voto, non si riversi anche il condizionamento delle ulteriori difficolt\u00e0 arrecate dalla pandemia.<\/p>\n<p>*(On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.- Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): IL GOVERNO SI IMPEGNA A FAR RILASCIARE LA CARTA DI IDENTIT\u00c0 SIA CARTACEA CHE ELETTRONICA AI CONNAZIONALI ALL\u2019ESTERO ANCHE NEI COMUNI DI ISCRIZIONE AIRE. ACCOLTO IL MIO ORDINE DEL GIORNO<\/strong> 23 luglio 2021<\/p>\n<p>Il Governo si impegna ad assicurare il rilascio della carta di identit\u00e0, sia in formato elettronico (CIE) che cartaceo, ai connazionali che ne facciano richiesta nei rispettivi comuni di iscrizione negli elenchi AIRE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 questo il risultato dell\u2019accoglimento dell\u2019ordine del giorno che ho presentato, assieme alle colleghe La Marca e Quartapelle, in occasione dell\u2019approvazione del Decreto legge Semplificazioni, approvato venerd\u00ec 23 luglio alla Camera.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019iniziativa che si \u00e8 resa necessaria a seguito della situazione di estrema difficolt\u00e0 nella quale \u00e8 incorsa la rete estera per le restrizioni imposte dalle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19, una difficolt\u00e0 che si \u00e8 cumulata con quella di pi\u00f9 lunga decorrenza dovute alla carenza di personale a causa del decennale blocco del turnover.<\/p>\n<p>I tempi di attesa degli appuntamenti nei consolati si sono gravemente dilatati e si sono formati arretrati che non sar\u00e0 facile smaltire. Per quanto ci riguarda, continuiamo a lavorare per un intervento straordinario e mirato che sblocchi la situazione, ma nel frattempo va colta ogni occasione, come abbiamo cercato di fare, per alleggerire e semplificare il lavoro nei consolati.<\/p>\n<p>Il fatto poi che si possa ricorrere anche ai comuni di iscrizione AIRE per il rilascio della carta di identit\u00e0 elettronica, rilasciata all\u2019estero purtroppo con ritmi molto lenti, pu\u00f2 consentire di aiutare tante persone che ne hanno bisogno per tutta una serie di adempimenti, per i quali in alcuni paesi, come la Germania, essa \u00e8 richiesta.<\/p>\n<p>Non mancher\u00f2 di seguire il percorso ulteriore perch\u00e9 l\u2019impegno oggi assunto dal Governo trovi veloce e lineare applicazione da parte dei comuni.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2- Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Gianluca Dotti*: COME FUNZIONANO I CONTROLLI DEL GREEN PASS NEGLI ALTRI PAESI. DALLA FRANCIA AL REGNO UNITO, DA ISRAELE ALLA CINA, UN BREVE VIAGGIO NEL MONDO PER CAPIRE COME CI SI STA REGOLANDO CON I CERTIFICATI PER ACCEDERE A BAR, RISTORANTI E ALTRE ATTIVIT\u00c0, IL GREEN PASS CONTROLLI, TEMA DI QUANDO E IN QUALI OCCASIONI RENDERE NECESSARIO IL GREEN PASS E DI COME CONTROLLARE IL RISPETTO DELLA NORMA \u00c8 AL CENTRO DEL DIBATTITO PUBBLICO E POLITICO DEL MESE DI LUGLIO.<\/strong><\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che, accanto allo stabilire le regole e al tararle in modo scientificamente sensato, \u00e8 fondamentale anche verificare che la norma non resti lettera morta, ma che venga fatta rispettare attraverso un sistema di sorveglianza\u00a0 ed eventualmente di sanzioni ad hoc. Anche perch\u00e9 l\u2019assenza di controlli significherebbe in poco tempo la totale disapplicazione della regola.<\/p>\n<p>Il tema pare abbastanza risolto per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza, come aerei e traghetti, dove insieme alla carta d\u2019imbarco il personale pu\u00f2 agevolmente effettuare i controlli. E nei contesti lavorativi e scolastici il fatto che le persone presenti siano le stesse tutti i giorni rende il tema del controllo molto pi\u00f9 agevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I veri nodi da sciogliere, almeno stando agli sviluppi del dibattito che sono simili in molti paesi europei e non solo, sembrano essere da un lato cerimonie ed eventi minori in cui non c\u2019\u00e8 personale addetto alla sicurezza e ai controlli, e dall\u2019altro l\u2019estensione del certificato verde alle attivit\u00e0 quotidiane in cui c\u2019\u00e8 tipicamente un flusso enorme di persone. Pr esempio ristoranti, cinema, bar ma anche metropolitana, autobus, palestre o centri commerciali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le cerimonie, peraltro, l\u2019obbligo del green pass sarebbe teoricamente gi\u00e0 attivo in Italia, anche se quello che emerge dalle cronache \u00e8 che i controlli o sono molto blandi o non ci sono affatto. Con passare delle settimane l\u2019attenzione sta via via calando e il timore \u00e8 che la mancanza di persone preposte al controllo dei green pass si traduca in un sostanziale liberi tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA FRANCIA E LA MEDIAZIONE POLITICA<\/p>\n<p>Per l\u2019Europa il Paese che ha spinto di pi\u00f9 per l\u2019estensione d\u2019uso del green pass \u00e8 la Francia. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato per primo l\u2019obbligo di mostrare il certificato non solo a bordo di treni e autobus, ma anche per teatri, grandi negozi, supermercati, bar, locali e ristoranti. Tuttavia la linea che il presidente ha tentato di imporre pare sia gi\u00e0 in via di ammorbidimento: a pesare sulla mediazione sono infatti sia le associazioni di categoria (soprattutto di bar e ristoranti) sia le forze di opposizione, che stanno dimostrando di voler cavalcare il rigore di Macron per attirare gli elettori scontenti delle nuove misure.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ristoratori e baristi, in particolare, si sono lamentati del fatto di non avere l\u2019autorit\u00e0 di improvvisarsi gendarmi, fare controlli, chiedere documenti d\u2019identit\u00e0 e cacciare clienti sprovvisti di green pass. Aggiungendo anche che, soprattutto per i locali pi\u00f9 grandi con un rapido viavai di persone, il controllo sarebbe difficilissimo e molto impegnativo, e di conseguenza costoso. Sui supermercati e i ristoranti, poi, parrebbero esserci complicazioni di natura normativa, perch\u00e9 le nuove regole rappresenterebbero secondo i consulenti legali del governo una limitazione all\u2019accesso al cibo e sarebbero dunque sproporzionate rispetto al beneficio che garantiscono. Infine, come se non bastasse, le associazioni di categoria hanno anche tacciato la misura di essere il colpo di grazia alla sostenibilit\u00e0 economica delle attivit\u00e0 di ristorazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vicenda non \u00e8 ancora conclusa, ma alcuni ripensamenti sono gi\u00e0 stati formalizzati. Per le attivit\u00e0 che non dovessero rispettare le nuove regole la multa \u00e8 stata tagliata da 45mila euro a 7.500 ed \u00e8 slittata in avanti rispetto all\u2019originale primo agosto la data di introduzione delle sanzioni. All\u2019inizio di questa settimana \u00e8 anche stato rimosso l\u2019obbligo di green pass per i centri commerciali. Nei cinema, nei musei e agli eventi la regola vale solo se si superano le 50 persone presenti. Infine \u00e8 stato concesso pi\u00f9 tempo ai lavoratori della ristorazione per vaccinarsi. A questi ripensamenti sono ovviamente stati dati due significati politici differenti: Macron reclama di aver generato un picco di 3,7 milioni di prenotazioni vaccinali grazie alle misure paventate, mentre l\u2019opposizione accusa il presidente di aver annunciato delle norme che erano evidentemente illegittime, inapplicabili e inefficaci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL REGNO UNITO LASCIA PASSARE L\u2019ESTATE<\/p>\n<p>In barba alla diffusione della variante delta, nel Regno Unito il primo ministro Boris Johnson ha momentaneamente sospeso tutte le restrizioni interne, anche se sono gi\u00e0 state annunciate nuove regole per la fine di settembre. Secondo quanto reso noto, da fine estate sar\u00e0 richiesto un certificato di vaccinazione (quindi il tampone o la malattia superata non saranno validi) per accedere a locali e altri luoghi affollati. In questo caso non \u00e8 affatto chiaro come potrebbero avvenire i controlli, anche se l\u2019idea pi\u00f9 condivisa \u00e8 che la manovra abbia soprattutto l\u2019obiettivo di spingere i giovani a vaccinarsi, pi\u00f9 che creare un sistema di controllo capillare sull\u2019accesso ai luoghi di socialit\u00e0 e divertimento.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019Europa, il paese che prima di tutti ha adottato un analogo del green pass (grazie anche alla velocit\u00e0 della campagna vaccinale) \u00e8 stato Israele. Gi\u00e0 durante la primavera scorsa \u00e8 stato infatti introdotto un certificato digitale \u2013 che si pu\u00f2 ottenere una settimana dopo aver fatto la seconda dose \u2013 da usare anche per attivit\u00e0 come ristoranti e pub. In questo caso il problema non sono stati i controlli, ma la funzionalit\u00e0 dello strumento. Sono stati infatti segnalati molti disservizi non solo nell\u2019ottenere il pass, ma anche nell\u2019utilizzo quotidiano a causa dell\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019applicazione da utilizzare al momento del controllo. La soluzione, nell\u2019attesa che i bug fossero risolti, \u00e8 stata per molti stampare il codice qr del green pass.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IN ISRAELE l\u2019attivit\u00e0 di controllo \u00e8 diventata responsabilit\u00e0 del personale del singolo locale, ma non ci sono state lamentele n\u00e9 da parte dei gestori n\u00e9 dai clienti. Anzi: oltre ad aver accettato tutti di buon grado la misura (come del resto era successo con le mascherine), i controlli si sono svolti fin da subito in modo molto rapido. I dati delle primissime settimane parlavano di un tempo medio a cliente inferiore al minuto e in seguito c\u2019\u00e8 stata un\u2019ulteriore accelerazione mano a mano che tutti quanti si sono abituati alla misura. Insomma, il messaggio da portare a casa \u00e8 che cos\u00ec come abbiamo preso confidenza con l\u2019indossare la mascherina quando non siamo seduti e con l\u2019uso dei men\u00f9 digitali, forse anche per il green pass \u00e8 solo questione di abitudine, senza che il controllo rovini l\u2019esperienza della cena o del pranzo fuori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FINO IN CINA E DI NUOVO IN ITALIA<\/p>\n<p>Anche la Cina sta affrontando un percorso interno simile a quello italiano ed europeo, con la prospettiva in introdurre l\u2019obbligo del green pass per una serie di attivit\u00e0. La situazione \u00e8 per\u00f2 ancora in divenire, e un po\u2019 come in Francia ci sono state proteste e sollevazioni davanti alla proposta di introdurre regole troppo restrittive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si moltiplicano per\u00f2 in diversi paesi, Italia inclusa, le iniziative di singole attivit\u00e0 che pretendono il green pass per lasciare accedere la clientela, a prescindere dalle regole nazionali in vigore. In Italia si sono riscontrati casi che vanno dalla Sicilia alla Lombardia.<\/p>\n<p>A complicare la situazione dei controlli sono poi diverse altre questioni, tra cui almeno una di carattere informatico e un\u2019altra scientifica. Sul fronte tecnico e digitale, c\u2019\u00e8 tutto il mondo dei falsi certificati, delle contraffazioni e delle manipolazioni dei codici, tanto che sar\u00e0 necessaria un\u2019attivit\u00e0 di controllo per verificare che non si diffondano in massa green pass falsificati o copiati. La questione scientifica riguarda invece il significato e valore del green pass: come si ripete ormai da tempo, essere in possesso del certificato verde non significa affatto essere protetti al 100% da Covid-19, dunque sarebbe insensato scambiare il documento per un totale liberi tutti e dimenticare le necessarie attenzioni, che dovremo portarci senz\u2019altro dietro anche per i mesi a venire.<\/p>\n<p>*( di Gianluca Dotti, Giornalista scientifico da Wired)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Ezra Klein*: GLI STATI UNITI NON SONO UNA DEMOCRAZIA COMPIUTA. LO SCORSO FINE SETTIMANA I CIELI DEGLI STATI UNITI SI SONO ACCESI DI FUOCHI D\u2019ARTIFICIO CHE CELEBRAVANO LA TRADIZIONE DI LIBERT\u00c0 E DEMOCRAZIA DEL PAESE IN OCCASIONE DEI FESTEGGIAMENTI DEL 4 LUGLIO, IL GIORNO DELL\u2019INDIPENDENZA<\/strong>. MA INTANTO I REPUBBLICANI CONTINUANO A SCONFESSARE QUELLA TRADIZIONE E CERCANO DI SABOTARE IL FOR THE PEOPLE ACT, UNA RIFORMA PER AMPLIARE IL DIRITTO AL VOTO E LIMITARE I FINANZIAMENTI PRIVATI ALLE CAMPAGNE ELETTORALI. \u00c8 STATO UNO STRANO SPETTACOLO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 difficile analizzare il proprio paese in maniera oggettiva e cos\u00ec ho chiesto ad alcuni studiosi stranieri un\u2019opinione sul sistema politico statunitense. Per la maggior parte sono state conversazioni sconfortanti. \u201cLa democrazia statunitense non \u00e8 quello che gli americani credono\u201d, mi ha detto David Altman, un politologo cileno. \u201cC\u2019\u00e8 una dissonanza cognitiva tra quello che i cittadini statunitensi pensano delle loro istituzioni e la realt\u00e0\u201d. Staffan Lindberg, direttore del Varieties of democracy institute, un centro di ricerca che ha sede nell\u2019universit\u00e0 di G\u00f6teborg, ha detto: \u201cLa cosa preoccupante \u00e8 che a tratti quello che succede negli Stati Uniti ricorda alcuni paesi del mondo dove la democrazia ha pagato un prezzo davvero alto e, in molti casi, \u00e8 morta. Penso all\u2019Ungheria di Orb\u00e1n, alla Turchia di Erdo\u011fan e all\u2019India di Modi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In modo forse perverso, mi sono sentito rinfrancato dalla lista di Lindberg. Gli Stati Uniti si differenziano da questi paesi da molti punti di vista. Quando c\u2019\u00e8 un collasso della democrazia, di solito un partito usa il suo potere e la sua popolarit\u00e0 per rafforzare il proprio controllo sulla societ\u00e0. Ma negli Stati Uniti la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa. I democratici al momento hanno una maggioranza risicata, almeno sul piano nazionale, e si stanno battendo per realizzare una serie di riforme. Perfino la proposta di compromesso sulla legge elettorale del senatore democratico moderato Joe Manchin \u2013 per vietare la manipolazione dei collegi elettorali, approvare una registrazione degli elettori automatica e dare la possibilit\u00e0 di votare nei 15 giorni precedenti alla data delle elezioni \u2013 rappresenterebbe un miglioramento molto pi\u00f9 significativo di qualsiasi provvedimento approvato dagli anni sessanta a oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201c\u00c8 FACILE VOTARE IN ALCUNI STATI. \u00c8 DIFFICILE, O STA DIVENTANDO PI\u00d9 DIFFICILE, VOTARE IN UNO STATO REPUBBLICANO\u201d<\/strong><\/p>\n<p>I commentatori progressisti spesso si concentrano sul rischio che la democrazia faccia dei passi indietro. Ed \u00e8 un rischio reale. L\u2019organizzazione non profit newyorchese Brennan center for justice fa sapere che tra l\u2019inizio di gennaio e la met\u00e0 di maggio almeno 14 stati hanno approvato 22 leggi che limitano l\u2019accesso al voto, il che ha messo gli Stati Uniti \u201csulla buona strada per fare molto peggio di quanto abbiano fatto negli ultimi tempi in tema di soppressione del voto\u201d. Un altro rapporto di tre associazioni che si occupano di diritto di voto ha elencato 24 leggi approvate in 14 stati nel 2021 che permetteranno ai parlamenti statali di \u201cgestire le elezioni in modo criminale\u201d. Ma \u00e8 vero anche il contrario: il Brennan center ha individuato almeno 28 proposte di legge che aumentano l\u2019accesso al voto, firmate in 14 stati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019elemento che contraddistingue la nostra epoca non \u00e8 la regressione, ma la polarizzazione. \u201cStiamo diventando una societ\u00e0 a due livelli per quanto riguarda il voto\u201d, ha detto di recente Ari Berman, autore del libro Give us the ballot. The modern struggle for voting rights in America (Dateci la scheda elettorale. La lotta per il diritto di voto oggi negli Stati Uniti). \u201c\u00c8 facile votare in alcuni stati, cio\u00e8 in quelli pi\u00f9 democratici. Ed \u00e8 difficile, o sta diventando pi\u00f9 difficile, votare in uno stato repubblicano\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli osservatori stranieri hanno capito che la democrazia multietnica negli Stati Uniti \u00e8 un fiore che cresce su un terreno fragile. A volte ci vantiamo di essere la pi\u00f9 antica democrazia del mondo, ed \u00e8 vero in senso tecnico. Ma se si usa una pi\u00f9 ampia definizione di democrazia, che includa come prerequisito il diritto di voto per le donne e le minoranze, siamo una delle democrazie pi\u00f9 giovani del mondo. \u201c\u00c8 ridicolo dire che gli Stati Uniti sono la pi\u00f9 antica democrazia del mondo\u201d, mi ha detto Lindberg. \u201cSono diventati democratici solo dopo il movimento per i diritti civili degli anni sessanta. In questo senso, sono una democrazia giovane, come il Portogallo o la Spagna\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL PRESIDENTE JOE BIDEN POTREBBE APPROVARE LEGGI CHE FAREBBERO DI PI\u00d9 PER MIGLIORARE LE ISTITUZIONI, ELETTORALI DI QUALSIASI ALTRA MISURA PRESA DAI TEMPI DI LYNDON B. JOHNSON<\/strong><\/p>\n<p>La cosa \u00e8 evidente se si osservano le istituzioni. Una societ\u00e0 che d\u00e0 valore alla democrazia e alla partecipazione politica non avrebbe progettato un sistema come quello statunitense. \u201cIl sistema dei grandi elettori, che serve a scegliere il presidente, \u00e8 un\u2019istituzione preistorica. Ogni studioso della democrazia nel mondo ne rimane sorpreso\u201d, mi ha detto Altman. E poi mi ha chiesto: \u201cPerch\u00e9 votate di marted\u00ec? Non date alle persone il tempo per andare ai seggi. Dovete chiedere al vostro capo il permesso per andare alle urne. \u00c8 strano\u201d. Riguardo al ruolo dei soldi nei finanziamenti delle campagne elettorali Altman ha aggiunto: \u201cSembra pi\u00f9 simile a una plutocrazia\u201d. Da questo punto di vista, gli attuali sforzi del Partito repubblicano per mettere a tacere certe categorie di elettori non sono un\u2019aberrazione rispetto a un passato luminoso, ma un ritorno alle origini. E questo aumenta le loro possibilit\u00e0 di successo. Secondo Lindberg, \u201c\u00e8 pi\u00f9 comune che siano le democrazie giovani a entrare in crisi piuttosto che quelle vecchie. Se gli Stati Uniti peggiorassero al punto da non poter pi\u00f9 essere considerati una democrazia, sarebbe un ritorno al passato: s\u00ec ai diritti, ma solo per alcuni\u201d.<\/p>\n<p>Non si tratta di uno scontro sul concetto di democrazia, ma su chi vi pu\u00f2 partecipare. \u201cIl punto non \u00e8 il modo in cui le persone eleggono il loro governo\u201d, mi ha detto Ivan Krastev, un politologo che dirige il Centre for liberal strategies di Sofia. \u201cIl punto fondamentale \u00e8 il genere di persone che il governo vuole eleggere: a chi verr\u00e0 data la cittadinanza, a chi il diritto di voto, chi si cercher\u00e0 di escludere\u201d. La teoria di Krastev, che si rif\u00e0 alla storia europea e statunitense, \u00e8 che gli stati democratici spesso hanno due tipi di maggioranza. Una \u00e8 la maggioranza storica dello stato nazione. In Europa queste maggioranze tendono a essere etniche. Negli Stati Uniti la maggioranza \u00e8 pi\u00f9 strettamente legata all\u2019appartenenza razziale e alla religione. Ma poi esiste una definizione pi\u00f9 letterale di maggioranza democratica: la coalizione di elettori che pu\u00f2 unirsi per determinare l\u2019esito delle elezioni. A differenza della maggioranza storica, la maggioranza elettorale ogni tanto cambia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Spesso le due cose convergono: la maggioranza elettorale riflette la maggioranza storica. Ma negli Stati Uniti sono sempre pi\u00f9 spesso in conflitto. \u201cIn passato sembrava che queste maggioranze vivessero in armonia, ma adesso il punto \u00e8 quanto le maggioranze elettorali possono trasformare la maggioranza storica\u201d, mi ha detto. Durante le guerre nell\u2019ex Jugoslavia, mi ha spiegato Krastev, c\u2019era un famoso adagio. \u201cPerch\u00e9 dovrei far parte di una minoranza nel tuo paese quanto tu puoi essere una minoranza nel mio?\u201d. A volte questo ragionamento si fa sorprendentemente esplicito, come quando Robin Vos, presidente dell\u2019assemblea statale del Wisconsin, ha dichiarato: \u201cTogliendo Madison e Milwaukee dal calcolo elettorale statale, avremmo una chiara maggioranza\u201d. Secondo Krastev, tuttavia, il commento di Vos esplicita il sottotesto dell\u2019attuale momento storico: \u201cIl grande potere della comunit\u00e0 politica \u00e8 il potere d\u2019includere ed escludere. Chi decide chi verr\u00e0 escluso?\u201d.<\/p>\n<p>Non voglio sottovalutare quello che sta facendo il Partito repubblicano per danneggiare le istituzioni. Fa paura vedere uno dei due partiti statunitensi sviluppare l\u2019idea che la democrazia in s\u00e9 sia il suo problema, oltre a un programma politico con il quale cercare di neutralizzare questa minaccia. L\u2019ho definita \u201cuna spirale catastrofica per la democrazia\u201d: un partito che prende il potere mentre perde voti user\u00e0 il potere che ancora detiene per indebolire elettori ed elezioni che minacciano il suo futuro.<\/p>\n<p>Ma questo non \u00e8 l\u2019unico esito possibile. \u00c8 stato confortante vedere che sempre di pi\u00f9 i democratici si rendono conto di dover lottare per difendere la democrazia. E semplicemente battendosi contro l\u2019ostruzionismo, l\u2019amministrazione Biden potrebbe approvare leggi che farebbero di pi\u00f9 per migliorare le istituzioni elettorali di qualsiasi altra misura approvata dai tempi del Voting rights act di Lyndon B. Johnson del 1965. In questo senso, i repubblicani hanno capito cosa rischiano: di ritrovarsi in un paese democratico, dove la scarsa popolarit\u00e0 delle loro idee li esporrebbe a pesanti conseguenze elettorali. Un paese degno di come lo raccontiamo al mondo.<\/p>\n<p>*( Ezra Klein, giornalista, Traduzione di Federico Ferrone Questo articolo \u00e8 uscito sul numero 1417 di Internazionale)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a007 &#8211; Rami Khouri*: IL CROLLO DEL LIBANO \u00c8 LA SPIA DI UNA CRISI DEL MONDO ARABO. COLORO CHE HANNO AFFONDATO L\u2019ULTIMO PUGNALE NEL CORPO GI\u00c0 MARTORIATO DEL LIBANO ERANO LE STESSE PERSONE CHE AVREBBERO DOVUTO RISOLLEVARLO E RILANCIARE IL RUOLO DI QUESTO POPOLO NEL MONDO ARABO<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presidente Michel Aoun non ha accettato il governo proposto dal primo ministro designato Saad Hariri. Quest\u2019ultimo si \u00e8 dimesso pochi minuti dopo, epilogo di un dramma che dura da nove mesi. Immediatamente sono crollate sia il valore della fragile valuta nazionale sia le speranze della popolazione di porre fine alle miserie quotidiane che affliggono ogni aspetto della sua vita.<\/p>\n<p>Una volta ancora il popolo libanese trattiene oggi collettivamente il fiato, in attesa di un\u2019altra lunga crisi politica che coinvolger\u00e0 i leader dei principali partiti, il cui dominio assoluto ha devastato il paese negli ultimi anni. Ma questi leader sembrano determinati a continuare il loro gioco egoistico che consiste nel mantenere il potere a tutti i costi.<\/p>\n<p>Questo ciclo di contrasti tra politici settari ed egoisti si \u00e8 intensificato da quando \u00e8 cominciata la crisi attuale, due anni fa. Ma stalli politici come lo scontro \u201cmuro contro muro\u201d tra Hariri e Aoun, che hanno sospeso l\u2019attivit\u00e0 di governo, si sono verificati con regolarit\u00e0 negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il lento collasso dell\u2019attivit\u00e0 di governo, dell\u2019economia e della vita quotidiana come la conosciamo in tutto il Libano \u2013 specialmente nelle grandi citt\u00e0 dove vive la maggior parte delle persone \u2013 \u00e8 la prova che oggi non assistiamo solo a una crisi politica tra due persone ideologicamente contrapposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fronte abbiamo, piuttosto, una pi\u00f9 profonda crisi della statualit\u00e0 che non \u00e8 solo tragica per il Libano, ma colpisce anche altri paesi arabi in maniera analoga. \u00c8 tempo di riconoscere i difetti strutturali del sistema statale libanese e di altri paesi della regione, che ci hanno fatto toccare un punto cos\u00ec basso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come distruggere uno stato<\/p>\n<p>Il costo della crisi \u00e8 diventato chiaro per ogni famiglia libanese, a esclusione della clientela, dei partner commerciali, del personale di sicurezza e dei dipendenti dell\u2019\u00e9lite oligarchica al potere. Oltre al leader sunnita Hariri e al leader cristiano maronita Aoun, di questa \u00e9lite fanno parte il presidente della camera Nabih Berri, il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, il leader druso Walid Jumblatt, e alcuni uomini meno potenti che tuttavia partecipano al funesto gioco politico libanese con la stessa determinazione e gli stessi catastrofici risultati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono tutti maschi, molti di loro stanno invecchiando, la maggior parte di loro ha ereditato la sua posizione dalla famiglia o dai propri sodali, e ognuno ha fornito al mondo arabo l\u2019esempio pi\u00f9 spettacolare di come distruggere uno stato, un tempo dignitoso, e far sprofondare i suoi cinque milioni di abitanti nella disperazione e nella povert\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le notizie che arrivano ogni giorno dal Libano descrivono una sofferenza costante delle famiglie. L\u2019energia elettrica \u00e8 praticamente scomparsa, il che significa che l\u2019aria condizionata, internet, i frigoriferi e gli ascensori funzionano solo sporadicamente. La benzina \u00e8 difficile da trovare e pi\u00f9 costosa ogni settimana che passa. Il prezzo del cibo aumenta costantemente mentre il valore della lira diminuisce di pari passo. Le medicine essenziali per i neonati o gli anziani sono quasi introvabili. L\u2019acqua potabile \u00e8 fornita in modo irregolare. E le banche che custodiscono i risparmi di una vita sono diventate un territorio inaccessibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche quando \u00e8 possibile prelevare contanti, il tasso di cambio fissato dalla Banca centrale fa s\u00ec che chi ha versato del denaro ottiene in realt\u00e0 circa il venti per cento del valore del suo deposito originario. Il sistema scolastico \u00e8 per lo pi\u00f9 in caduta libera, e nuovi posti di lavoro decenti non esistono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 aziende essenziali accettano solo dollari in contanti, che sono fuori dalla portata della maggior parte dei libanesi comuni. Sempre pi\u00f9 persone sopravvivono ricorrendo a mense collettive, elemosina, prestiti, coltivando il proprio cibo nei loro antichi villaggi di montagna, o impegnandosi in attivit\u00e0 economiche fondate sul baratto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quelli che possono emigrare lo fanno il pi\u00f9 velocemente possibile, ma la maggior parte non pu\u00f2. Il risultato sono milioni di libanesi e profughi arrabbiati, frustrati, impauriti e impotenti, che si sentono cos\u00ec vulnerabili e umiliati che faticano ad articolare il loro dolore a parole. Molti sono stati ridotti in uno stato di disumanizzazione, e si sentono trattati come animali dai loro stessi dirigenti politici e nazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attuale collasso non riflette solo l\u2019incompetenza dell\u2019\u00e9lite al potere; rivela anche l\u2019insostenibilit\u00e0 della stessa struttura settaria dello stato libanese<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa situazione estrema \u00e8 molto drammatica perch\u00e9 non \u00e8 la conseguenza della guerra, bens\u00ec il risultato della cattiva gestione, della corruzione e del disprezzo dell\u2019\u00e9lite al potere nei confronti del benessere e dei diritti dei cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La crisi attuale, come ha riconfermato lo spettacolo Hariri-Aoun della scorsa settimana, \u00e8 il segno della convergenza di diverse crisi (politica, economica, fiscale, bancaria, energetica, ambientale), tutte dovute ai cattivi o inesistenti processi decisionali dell\u2019\u00e9lite al potere che controlla il Libano dalla fine della guerra civile nel 1990.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La verit\u00e0, tuttavia, \u00e8 che questa \u00e9lite ha controllato lo stato per molto pi\u00f9 tempo, a dire il vero per la maggior parte di tutto il secolo scorso. L\u2019attuale collasso non riflette solo l\u2019incompetenza egoistica dell\u2019\u00e9lite al potere; rivela anche l\u2019insostenibilit\u00e0 della stessa struttura settaria dello stato libanese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 importante tenere a mente la cronologia di un intero secolo, dal 1920 a oggi, perch\u00e9 rivela diversi fili che stanno contribuendo alla debolezza e alla lenta implosione dello stato e dell\u2019economia libanesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti dei fattori che contribuiscono a questa situazione possono essere ricondotti a quattro dinamiche, tutte dipanatesi nel corso del secolo scorso: 1) le conseguenze, a scoppio ritardato, delle decisioni coloniali prese dagli europei intorno al 1920, da cui sono nati molti stati arabi; 2) le conseguenze del conflitto arabo-israeliano (anch\u2019esso vecchio di un secolo); 3) la mancanza di un\u2019autentica partecipazione dei cittadini nel processo decisionale o di attribuzione delle responsabilit\u00e0 politiche negli stati arabi; 4) la continua interferenza, nei paesi arabi, delle potenze vicine o straniere, che rendono la sovranit\u00e0 degli stati una finzione comunemente accettata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi cento anni queste quattro dinamiche ci hanno portato a un punto in cui Libano, Siria, Iraq, Palestina, Yemen e Libia, per citare solo i casi pi\u00f9 evidenti, hanno sperimentato una grave sofferenza nazionale, riducendo lo stato in ginocchio e i cittadini alla disperazione o all\u2019emigrazione.<\/p>\n<p>In tutto il mondo arabo sta emergendo una situazione comune che oggi colpisce anche il Libano: la maggioranza dei cittadini \u00e8 povera, vulnerabile e politicamente impotente, mentre i governi e le istituzioni statali tengono sempre pi\u00f9 sotto controllo la rabbia e la ribellione dei cittadini attraverso, pi\u00f9 di ogni altra cosa, misure militari e di sicurezza.<\/p>\n<p>Il Libano \u00e8 nato nel tumulto regionale della creazione degli stati arabi indipendenti dopo il 1920. E oggi sta implodendo nel contesto delle continue pressioni di un\u2019attivit\u00e0 statale disfunzionale, sua e di altri territori arabi vicini, dovuta allo stesso quartetto di cause risalenti a un secolo intero fa.<\/p>\n<p>Il Libano ci ricorda che l\u2019affermazione di stati arabi stabili, democratici, produttivi e realmente sovrani \u00e8 ancora un obiettivo sfuggente.<\/p>\n<p>*( Rami Khouri, giornalista. Traduzione di Federico Ferrone)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Alfiero Grandi. L\u2019ITALIA HA VERAMENTE NEL SUO OBIETTIVO DI ARRIVARE NEL 2030 AL 70% DI RINNOVABILI? PNRR SFIDA DECISIVA.\u00a0 <\/strong><strong>STUPORE E GRANDE PREOCCUPAZIONE.<\/strong> SONO LE REAZIONI AL DISASTRO AMBIENTALE IN GERMANIA, BELGIO, OLANDA, LUSSEMBURGO CON DISTRUZIONI, TANTI MORTI E DISPERSI, MOLTI FERITI, COMUNICAZIONI IMPOSSIBILI, DANNI ENORMI ALL\u2019AMBIENTE E ALL\u2019ECONOMIA. ALTRI EPISODI IN PASSATO HANNO DATO L\u2019ALLARME MA LA NOVIT\u00c0 ORA \u00c8 CHE GLI EFFETTI DEL DISASTRO AMBIENTALE E CLIMATICO DIVENTANO SEMPRE PI\u00d9 GRAVI, PI\u00d9 ESTESI, PI\u00d9 RADICALI.<\/p>\n<p>Il clima del pianeta su cui viviamo \u00e8 malato, con il rischio che l\u2019alterazione diventi irreversibile. Ci sono scienziati che affermano che \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec. La temperatura \u00e8 salita a causa delle attivit\u00e0 umane ed \u00e8 assolutamente indispensabile arrestare il degrado, altrimenti le condizioni di vita sul pianeta diventeranno proibitive. La vita stessa potrebbe entrare in sofferenza, non solo la sua qualit\u00e0, con buona pace dei negazionisti. Anche la corsa verso lo spazio contiene un\u2019ambiguit\u00e0 di fondo: \u00e8 ricerca di nuove avventure dell\u2019uomo prima impensabili ma \u00e8 anche l\u2019emergere di primi tentativi nella ricerca di condizioni di vita al di fuori del nostro pianeta.<\/p>\n<p>Le iniziative per impedire che il clima sul nostro pianeta impazzisca, raggiungendo punti preoccupanti di non ritorno, debbono essere prese prima che sia troppo tardi. Non possono essere rinviate. Il negazionismo non \u00e8 l\u2019unico avversario delle politiche per arrestare l\u2019alterazione del clima, gli tiene bordone il presunto buon senso di chi afferma che bisogna tenere conto anche di altri aspetti, che bisogna andarci cauti, e prepara in questo modo la politica dei rinvii, dello sconto sulle misure, in sostanza.<\/p>\n<p>La Commissione UE ha proposto un pacchetto di misure importanti per una politica coerente con l\u2019accordo di Parigi sul clima \u2013 in cui Biden ha il merito di avere riportato gli Usa \u2013 che inquadrano meglio la transizione ecologica delle misure del Next Generation EU. Le misure per superare la crisi sociale ed economica seguita alla pandemia da Covid 19 sono qualificate dalle misure contro le alterazioni climatiche e per una ripresa eco-compatibile, con in pi\u00f9 la novit\u00e0 di interventi finanziari a dimensione europea che inglobano un certo grado di solidariet\u00e0. Ci sono limiti, come ha rilevato Legambiente, ma la direzione di marcia delle misure proposte \u00e8 chiara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le misure che la Commissione ha reso note emblematicamente il 14 luglio costituiscono la cornice in cui le politiche per il clima potrebbero realizzare gli obiettivi importanti del Next Generation EU, in Italia attraverso il PNRR. Sono misure impegnative che cercano di chiudere le possibili vie di fuga. Un esempio: affermare che nel 2035 non dovranno pi\u00f9 essere prodotti e commercializzati veicoli con motori a scoppio \u2013 emblema della mobilit\u00e0 da due secoli \u2013 \u00e8 una scelta forte da cui dovrebbero derivare politiche per realizzare le alternative concrete in modo da rendere un settore, che \u00e8 responsabile del 35% della CO2 emessa nell\u2019atmosfera, compatibile con il carbon free nel 2050. La reazione dei contrari \u00e8 stata immediata. Interessi, abitudini hanno fatto sentire la loro voce e anche paesi come la Francia, l\u2019Italia, la Spagna puntano per lo meno al rinvio celandosi dietro le preoccupazioni degli oneri per i settori della societ\u00e0 pi\u00f9 esposti. Come se una svolta non ponesse il problema dei costi che ne derivano e quindi delle contromisure politiche indispensabili per non lasciare indietro qualcuno. \u00c8 evidente la coerenza nell\u2019atteggiamento del governo italiano tra lo sblocco dei licenziamenti, che sta creando problemi sociali enormi, voluto dalle imprese e questa ritrosia verso il cambiamento di paradigma produttivo, ascoltando ancora una volta i timori delle imprese. \u00c8 curioso che si sia distinto in questo il ministro Cingolani, che dovrebbe rappresentare il punto di vista di una coraggiosa svolta ecologica, invadendo il campo del collega dello Sviluppo economico, Giorgetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SE L\u2019ITALIA HA VERAMENTE NEL SUO OBIETTIVO DI ARRIVARE NEL 2030 AL 70% DI RINNOVABILI<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che un conto \u00e8 chiedere pi\u00f9 tempo, o peggio come fanno i paesi di Visegrad pretendere la modifica sostanziale delle proposte della Commissione, altro \u00e8 individuare le misure che consentano di reggere la sfida. Nel 2035 avremo l\u2019energia necessaria per la mobilit\u00e0 verde, visto che nel 2030 dovremmo arrivare al 70% di Fer. Per questo \u00e8 difficile capire come possa il ministro Cingolani affermare che con le misure della Commissione mancherebbe l\u2019energia per la mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Un atteggiamento finisce con il rinvio, l\u2019altro con l\u2019individuare le misure necessarie per arrivare all\u2019obiettivo senza conseguenze sociali importanti. Se \u00e8 in gioco il clima del pianeta non sono accettabili posizioni che puntano a rinviare le misure per timore dei contraccolpi. I contraccolpi saranno molto peggiori se la situazione della crisi climatica non viene affrontata presto, con il coinvolgimento di tutti gli interessati per individuare le misure di riequilibrio. Non si venga a dire che questo sarebbe assistenzialismo, l\u2019Italia spende gi\u00e0 miliardi di euro per aiutare settori come i trasporti pubblici e privati, l\u2019attivit\u00e0 agricola a consumare prodotti petroliferi, quindi a inquinare, mentre questi fondi potrebbero essere parte degli interventi contro le alterazioni climatiche.<\/p>\n<p>La direzione dell\u2019Unione europea va sostenuta in questo passaggio decisivo. Questo non vuol dire che sia tutto oro colato e nemmeno che non possano esserci altri interventi, ci\u00f2 che conta \u00e8 un segnale coraggioso sul clima. In questo ambito il PNRR pu\u00f2 essere un motore decisivo per le risorse che \u00e8 in grado mobilitare. Tuttavia, sempre pi\u00f9 emerge una contraddizione essenzialmente politica che rivela che sotto le bandiere del PNRR possono esserci soluzioni reali molto diverse. Ha ragione chi dice che il vero PNRR \u00e8 la sua attuazione. Nella sua attuazione c\u2019\u00e8 un punto contraddittorio che pu\u00f2 rendere ancora pi\u00f9 difficile garantire risultati reali adeguati. Le proposte della Commissione europea sono un piano, un progetto che ha delle regole e delle condizioni attuative. Lo stesso PNRR ha il nome di piano ma la sua formulazione lo \u00e8 solo in parte perch\u00e9 un piano, un programma, ha bisogno di strumenti attuativi precisi. Mentre il fulcro attuativo del PNRR \u00e8 nei bandi che non \u00e8 detto \u2013 neppure facile \u2013 che vengano governati in modo unitario. In alternativa, questo avverr\u00e0 sostanzialmente nella cabina di regia del governo e soprattutto nei suoi organi tecnici, quindi una gestione che si presta alla penetrazione delle lobby, che sono presenti e vigili. Un recente articolo sugli incontri delle lobby con i vari settori del governo offre uno scenario impressionante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I diversi bandi regolati di fatto dal mercato e non da piani e progetti che indicano gli obiettivi rappresentano un problema, e un vuoto, e rafforza la preoccupazione che il sistema decisionale prevede non solo la semplificazione e l\u2019accelerazione dei tempi ma anche un potere attribuito al governo per sciogliere i nodi gordiani di dissensi nei percorsi per decidere. Questo \u00e8 un passaggio delicato politicamente e istituzionalmente. Il governo deve decidere ma quando esistono condizioni ragionevoli di consenso, altrimenti la decisione rischia di essere una forzatura sulle altre istituzioni, sulle organizzazioni sociali, sui cittadini e abbiamo gi\u00e0 avuto esperienze politiche e sociali dolorose come la Tav. Almeno una condizione deve essere posta. Se il governo ritiene di dover sciogliere un nodo non pu\u00f2 sentirsi autorizzato per il solo fatto che ha il consenso sul PNRR ma deve avere un consenso mirato al singolo intervento. Senza complicare il percorso si pu\u00f2 immaginare che il Governo venga autorizzato preventivamente dalle commissioni parlamentari interessate a compiere gli atti che ritiene necessari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo il parlamento sta procedendo senza offrire l\u2019immagine di una consapevolezza di questi problemi. Il decreto semplificazioni prosegue il suo iter alla Camera stancamente, senza far capire all\u2019esterno di cosa si discute, quasi a dare per scontata l\u2019approvazione finale, in attesa di probabili voti di fiducia. Rassegnazione e passivit\u00e0 sembrano prevalere anche nei partiti di maggioranza. In realt\u00e0 non esiste oggi il pericolo che il PNRR entri in crisi e che iniziative precise e puntuali possano mettere in discussione il governo. Esiste al contrario il pericolo che vi sia una delega a Draghi e al suo governo senza limiti e questo sarebbe un serio vulnus politico e democratico, creando nei fatti un\u2019elite a cui tutto \u00e8 delegato, mentre i partiti sembrano alla ricerca di una patente di capacit\u00e0 di governare ottenibile solo con la delega e la partecipazione al governo a decidere.<\/p>\n<p>Errore grave. Il manovratore va disturbato, deve sentire il controllo dei cittadini e se non lo faranno i partiti, i sindacati, le associazioni, il rischio di una gerarchizzazione politica e sociale che porterebbe ad una delega al vertice e ad una passivit\u00e0 del resto cambierebbe in profondit\u00e0 il nostro assetto costituzionale, il funzionamento della nostra societ\u00e0, la nostra democrazia.<\/p>\n<p>Il PNRR \u00e8 una sfida decisiva, tutto si pu\u00f2 fare tranne che non capire che stare a guardare, sarebbe un errore storico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>9 \u2013 Openpolis*: CHE COS\u2019\u00c8 IL NEXT GENERATION E<\/strong><strong>U.\u00a0 Il Next generation Eu \u00e8 uno strumento europeo volto a aiutare, attraverso investimenti, i paesi membri a seguito delle perdite dovute dalla crisi sanitaria. I settori principalmente interessati sono l\u2019ecologia, la sanit\u00e0 e la parit\u00e0. \u00c8 uno strumento temporaneo di ripresa e rilancio economico europeo volto a risanare le perdite causate dalla pandemia. Si tratta di oltre 800 miliardi di euro che sono stati inseriti all\u2019interno del bilancio europeo 2021-2027 ed \u00e8 destinato a tutti gli stati membri.<\/strong><\/p>\n<p>Il 21 luglio 2020, in risposta alla crisi sanitaria che tutti i paesi europei stavano affrontando, il consiglio europeo delibera l\u2019istituzione del Next generation Eu (NgEu). A seguito di questo si sono tenute varie discussioni per affinare lo strumento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SI SONO SUSSEGUITI VARI STEP:<\/p>\n<p>la ratifica della decisione sulle risorse proprie da parte degli stati membri;<\/p>\n<p>l\u2019approvazione delle modalit\u00e0 di utilizzo dei vari fondi europei presenti nel NgEu;<\/p>\n<p>la presentazione entro il 30 aprile 2021 e l\u2019approvazione, entro tre mesi da quella data, dei piani nazionali di resistenza e resilienza dei paesi Ue.<\/p>\n<p>Successivamente all\u2019approvazione del Pnrr da parte della commissione, verr\u00e0 versato a ciascun paese il 70% di fondi nazionali entro il 2022. Il restante 30% sar\u00e0 erogato entro il 2030 e sar\u00e0 possibile spenderlo fino al 2026. Nel caso in cui la prima quota di finanziamenti non venga spesa entro la data stabilita, l\u2019accesso ai fondi potrebbe essere sospeso.<\/p>\n<p>Attraverso il NgEu, la commissione europea si focalizza principalmente su 4 priorit\u00e0:<\/p>\n<p>transizione ecologica: raggiungere la neutralit\u00e0 climatica e mettere in pratica misure per la lotta al cambiamento;<\/p>\n<p>transizione digitale: aumentare le zone raggiunte da una buona connessione internet e, dove possibile, da una connessione 5g, investire nella formazione delle conoscenze digitali i cittadini;<\/p>\n<p>stabilit\u00e0 macroeconomica: investire nei giovani, creando opportunit\u00e0 di lavoro e di educazione;<\/p>\n<p>equit\u00e0: promuovere azioni e misure volte a contrastare ogni forma di odio e promuovere iniziative per l\u2019uguaglianza e tolleranza di genere e della comunit\u00e0 Lgbtqi+.<\/p>\n<p>Queste priorit\u00e0 si traducono poi nella diversa composizione dei fondi europei del NgEu e nelle differenti quote di spesa in base alla voce interessata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DATI<\/p>\n<p>AL SUO INTERNO IL NEXT GENERATION RIUNISCE DIVERSI FINANZIAMENTI, CIASCUNO CON DELLE SPECIFICHE.<\/p>\n<p>Destinazione\u00a0\u00a0 \u2026\u2026\u2026\u2026..Somma(mld \u20ac)<\/p>\n<p>Dispositivo europeo<\/p>\n<p>per la ripresa e la resilienza.\u00a0 723.8<\/p>\n<p>di cui prestiti\u00a0\u00a0 \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.\u2026385.8<\/p>\n<p>di cui sovvenzioni\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.\u2026\u2026..\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 338<\/p>\n<p>React-EU\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 50.6<\/p>\n<p>Orizzonte Europa&#8212;&#8212;&#8212;-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5.4<\/p>\n<p>Fondo InvestEu\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u20266.1<\/p>\n<p>Sviluppo rurale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..8.1<\/p>\n<p>Fondo per una transizione<\/p>\n<p>giusta (JTF)\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u2026\u2026.10.9<\/p>\n<p>RescEu \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.2<\/p>\n<p>Totale\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..806.9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quasi il 90% il Next generation finanzia il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, con 723,8 miliardi di euro. L\u2019obiettivo principale \u00e8 quello di mitigare l\u2019impatto economico e sociale generato dalla crisi sanitaria.<\/p>\n<p>Il Pnrr si compone di sei missioni, ossia traguardi da raggiungere attraverso i finanziamenti, che richiamano in parte quelle gi\u00e0 presenti nel Next generation Eu.<\/p>\n<p>MISSIONE 1: la digitalizzazione, innovazione, competitivit\u00e0 e cultura. Ogni piano nazionale dovr\u00e0 includere il 20% di spesa per il settore digitale;<\/p>\n<p>MISSIONE 2: rivoluzione verde e transizione ecologica, a cui deve essere dedicato almeno il 37% del fondo;<\/p>\n<p>MISSIONE 3: infrastrutture per una mobilit\u00e0 sostenibile;<\/p>\n<p>MISSIONE 4: istruzione e ricerca;<\/p>\n<p>MISSIONE 5: inclusione e coesione;<\/p>\n<p>MISSIONE 6: salute.<\/p>\n<p>Queste a loro volta si suddividono in componenti, ambiti di intervento e investimenti.<\/p>\n<p>VEDI CHE COS&#8217;\u00c8 IL PNRR.<\/p>\n<p>Oltre al Pnrr, ci sono altri fondi che verranno finanziati attraverso il Next generation Eu. Tra questi il React-Eu, un fondo al quale sono dedicati 50,6 miliardi di euro. Questo ammontare serve a finanziare una nuova iniziativa che porta avanti e amplia le misure di risposta alla crisi e quelle per il superamento degli effetti della crisi attuate mediante, ossia Crii e Crii+<\/p>\n<p>LEGGI ANCHE CHE COSA SONO I PACCHETTI CRII E CRII+.<\/p>\n<p>Inoltre, 10,9 miliardi di euro saranno indirizzati verso il fondo per una transizione giusta (Jtf). Una misura volta ad aiutare le zone al raggiungimento della neutralit\u00e0 climatica. Infatti, la transizione ecologica \u00e8 una delle priorit\u00e0 principali del NgEu. In seguito, il fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) ricever\u00e0 8,1 miliardi di euro, con l\u2019obiettivo di raggiungere la coesione economica e sociale tra le regioni degli stati membri.<\/p>\n<p>Il fondo investEu (6,1 miliardi \u20ac), riunendo in s\u00e9 una serie di misure europee, ha come finalit\u00e0 quella di aumentare gli investimenti in Europa, sostenere la ripresa e preparare l\u2019economia per il futuro. Segue, con 5,1 miliardi di euro il progetto Orizzonte Europa, definito dalla commissione europea come il nuovo programma quadro di ricerca e innovazione dell\u2019Unione europea incluso nel budget per il quinquennio 2021-2027.<\/p>\n<p>Infine, 2 mld sono indirizzati a RescEu. Si tratta di un fondo di aiuti per le persone vittime di emergenze e a rischio di disastri sia di natura sanitaria, ma anche biologica, chimica, nucleare e oltre che per le conseguenze del cambiamento climatico.<\/p>\n<p>ANALISI<\/p>\n<p>L\u2019Italia ricever\u00e0 oltre 210 miliardi di euro delle risorse del programma Next generation Eu. A questi si aggiungono 80,1 mld derivanti dalla pianificazione europea del nuovo bilancio quinquiennale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La programmazione attuata dal governo italiano si basa, in particolar modo su tre priorit\u00e0 in linea anche con quelle dettate dall\u2019Ue, ossia digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale.<\/p>\n<p>Il Pnrr costituisce la maggiore destinazione dei fondi del NgEu, pari a 191,5 mld di euro, di cui quasi 50 miliardi saranno destinati alla transizione ecologica.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa di Orizzonte Europa ricever\u00e0 497 milioni di euro, mentre al ReactEu saranno destinati pi\u00f9 di 13 milioni. Al Feasr, per lo sviluppo rurale, saranno indirizzati 846 milioni di euro e il fondo per una transizione giusta ne ricever\u00e0 535 milioni. Infine, 236 milioni di euro saranno indirizzati alla misura RescEu.<\/p>\n<p>Il Next generation Eu \u00e8 uno strumento che si basa su un notevole lavoro di programmazione, richiesta che arriva anche dalla stessa Unione europea. Infatti, il 30% degli investimenti saranno erogati agli stati solo nel caso in cui la prima parte, il 70%, \u00e8 stato correttamente speso in base al piano e secondo i tempi di stabiliti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 dunque un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019Italia per riuscire a riprendersi a seguito della crisi sanitaria e investire in quei settori, come innovazione, uguaglianza e ecologia, in cui ci sono ancora importanti lacune. Gli obiettivi sono sia di riuscire a superare la media europea in quelle tematiche in cui l\u2019Italia rimane ancora fortemente indietro, ma anche di ridurre le disuguaglianze che ancora sussistono tra le regioni italiane.<\/p>\n<p>*(Red. OpenPolis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Guido Moltedo*: SE BIDEN \u00c8 UNA FOTOCOPIA DI TRUMP. CUBA. TRA PROTESTE SOCIALI ED EMBARGO USA<\/strong><strong>. PRIMA CHE FOSSE ELETTO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, AVEVA DICHIARATO AL SITO CIBERCUBA CHE, UNA VOLTA ALLA CASA BIANCA, AVREBBE ELIMINATO LE SANZIONI IMPOSTE DA TRUMP, IL CUI SOLO RISULTATO \u00c8 STATO QUELLO \u201cDI AVER INFLITTO SOFFERENZA AL POPOLO CUBANO SENZA AVER OTTENUTO NULLA PER FAR AVANZARE LA DEMOCRAZIA E I DIRITTI UMANI\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>A<\/strong> Cuba, l\u2019elezione di Biden era stata dunque salutata con sollievo e speranza, sia dal governo cubano sia da chi in questi giorni contesta il governo cubano nelle piazze. La sua elezione era il segno di una svolta, anche per chi a Cuba non aveva mai sentito parlare di lui ma aveva sentito parlare e agire per quattro anni Donald Trump, contro l\u2019isola con cinica durezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sotto la sua presidenza, sono state aggiunte 243 ulteriori misure restrittive all\u2019embargo in vigore contro Cuba dal 1962, 50 delle quali imposte durante la pandemia di Covid. Il cambio alla guida degli Usa, da solo, bastava a far immaginare l\u2019inizio di una nuova era per Cuba. Dopo sei mesi alla Casa Bianca i cubani stanno ancora aspettando che il presidente democratico dia seguito alla sue promesse elettorali, eliminando almeno parte delle misure decise da Trump. Parliamo dei cubani che vivono nell\u2019isola, non di quelli che vivono a Miami o a New York, perch\u00e9, loro, proprio questo s\u2019aspettano da Biden: che faccia esattamente come il suo predecessore, continui sulla strada dell\u2019embargo duro, anzi ancora pi\u00f9 duro. Con il calcolo che un\u2019ulteriore stretta intorno all\u2019isola possa portare alla caduta definitiva della leadership cubana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che un simile calcolo possa invece portare a un bagno di sangue, questo i cubani di Miami, della California, del New Jersey, di New York lo sanno benissimo, ma a loro non importa niente, perch\u00e9, per loro, Cuba \u00e8 un vessillo ideologico non \u00e8 la realt\u00e0 quotidiana in cui vive chi vi risiede. Lo sa ancora meglio Joe Biden, sa che l\u2019avvitamento della crisi pu\u00f2 finire nel sangue. Lo sa il consiglio per la sicurezza nazionale. Il dipartimento di stato. Il Pentagono. Lo sanno benissimo il democratico Bob Menendez, i repubblicani Marco Rubio e Ted Cruz, i senatori pi\u00f9 in vista e pi\u00f9 vocali dei latinos e in particolare dei cubano-americani. Lo sanno i democratici della Florida che considerano la situazione a Cuba una \u201cgolden opportunity\u201d, un\u2019occasione d\u2019oro per rovesciare il \u00abregime\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Biden sembra incapace di fronteggiare una situazione di per s\u00e9 difficile, che i suoi strateghi considerano peraltro insidiosa per le ripercussioni che essa potr\u00e0 avere sulla politica interna in vista delle importanti elezioni di medio termine del prossimo anno. L\u2019amministrazione teme i \u00abfalchi\u00bb che sempre hanno dettato la linea anti-Cuba e che adesso si sono fatti ancor pi\u00f9 determinati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei prossimi giorni, tuttavia, si capir\u00e0 se si va verso un aggravamento della crisi che essi auspicano o se, viceversa, si va verso un allentamento della tensione nell\u2019isola e nelle relazioni tra Cuba e Stati Uniti. In questo secondo caso, se ci saranno segnali positivi nella direzione di una distensione, per quanto relativa, sar\u00e0 anche perch\u00e9 in queste ore la diplomazia \u00e8 all\u2019opera sotto traccia tra Washington e l\u2019Avana, anche con la triangolazione via Messico. In questo senso andrebbe preso come un segno addirittura positivo il fatto stesso che Biden non abbia inasprito le misure anti-cubane dopo l\u2019arresto di un centinaio di manifestanti e la morte di uno di loro. In questo senso va anche il suo annuncio di voler fornire vaccini alla popolazione cubana, purch\u00e9 poi distribuiti e somministrati da organizzazioni sanitarie internazionali. Concessione peraltro ridicola, considerando che Cuba \u2013 unico paese latinoamericano \u2013 ha sviluppato un suo vaccino anti-Covid ma scarseggia di siringhe e materiale sanitario, per via dell\u2019embargo, per poterlo distribuire adeguatamente. Ci\u00f2 nonostante \u00e8 stato vaccinato il 27% della popolazione, almeno con una dose.<\/p>\n<p>Il timore della Casa Bianca, di perdere seggi cruciali negli Stati dove la questione cubana \u00e8 giocata politicamente dalla destra, e dunque di perdere la maggioranza alla Camera, deve per\u00f2 fare i conti con una presenza ormai forte, nel Partito democratico, di un\u2019ala di sinistra che interviene con decisione sulla politica internazionale, dal Medio Oriente a Cuba, nelle quali un tempo, non lontano, vigeva un consensus quasi indiscutibile. Oggi le voci di Bernie Sanders e di Alexandria Ocasio-Cortez, la netta presa di posizione di Black Lives Matter contro l\u2019embargo trovano eco anche nelle aree del mainstream del Partito democratico.<\/p>\n<p>Lo scorso marzo ottanta deputati scrissero una lettera a Biden in cui gli chiedevano di assumere una approccio \u00abpi\u00f9 costruttivo\u00bb verso Cuba \u00abtornando immediatamente alla politica dell\u2019amministrazione Obama-Biden di impegno e normalizzazione delle relazioni\u00bb. Avesse risposto a queste sollecitazioni, Biden ora non sarebbe ostaggio dei trumpisti, una condizione che neppure ha il vantaggio di evitargli il rischio di perdere terreno a loro vantaggio. Proprio dando loro ragione, nei fatti, render\u00e0 pi\u00f9 forti i candidati della destra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; La Marca (Pd): costante impegno per il superamento delle restrizioni all\u2019ingresso negli stati uniti dei cittadini provenienti dall\u2019area Schengen. 02 \u2013 Deputati Estero <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=35974\" title=\"n\u00b0 30 del 24\/7\/2021 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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