{"id":35577,"date":"2021-06-05T06:41:29","date_gmt":"2021-06-05T06:41:29","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=35577"},"modified":"2021-06-05T10:33:50","modified_gmt":"2021-06-05T10:33:50","slug":"n-23-del-05-giugno-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=35577","title":{"rendered":"n\u00b0 23 del\u00a0 05 Giugno 2021\u00a0 \u2013 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)*: il rem prorogato fino a settembre dal \u201cSostegni Bis\u201d. Il Decreto \u201cSostegni bis\u201d &#8211; che stanzia 40 miliardi per le imprese e le famiglie<\/p>\n<p>02 &#8211; Fabrizio Rostelli*: Lo stato di gravit\u00e0 permanente secondo Noam Chomsky Intervista. Il filosofo interviene sulle grandi questioni contemporanee: \u00abLa pandemia \u00e8 la meno grave delle crisi che stiamo attraversando\u00bb<\/p>\n<p>03 &#8211; Marco Lupis*:\u00a0 Usa contro Cina, attacco a tre punte &#8211; Biden con la Black List, Fauci su Covid, Blinken su Tienanmen. Il rapporto ad alta tensione con Pechino non \u00e8 cambiato<\/p>\n<p>04 &#8211;\u00a0 Luca Tancredi Barone*: Primo caso al mondo della variante \u00abaviaria\u00bb Virus. In Cina nella provincia del Jangsu. H10N3. Dietro questa sigla si nasconde l\u2019ennesimo caso di zoonosi che ha messo sull\u2019allerta i sistemi di monitoraggio internazionali.<\/p>\n<p>05 &#8211; Stefano Feltri*: Schauble contro Draghi: le pressioni esterne sul debito che minacciano la ripresa dell\u2019Italia<\/p>\n<p>06 &#8211; Messaggio dell\u2019Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi nella Giornata Internazionale contro l\u2019omofobia e la transfobia.<\/p>\n<p>07 &#8211; Angela Schir\u00f2*: LA FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, LA NOSTRA FESTA. La Repubblica si identifica per gli italiani con il ritorno alla libert\u00e0 e con la nascita della democrazia.<\/p>\n<p>07a- Francesca La Marca*: FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. La Repubblica \u00e8 amore di libert\u00e0 e fedelt\u00e0 alla democrazia. Impegno di ripresa e ritorno a una socialit\u00e0 piena e serena.<\/p>\n<p>08 &#8211; ARGENTINA | Rosica (Coordinatore MAIE Mor\u00f3n): \u201cComites assente, ci vuole un cambio radicale\u201d<\/p>\n<p>09 &#8211; Tendenze demografiche in Europa e nel mondo.<\/p>\n<p>10 &#8211; Claudia Fanti*: Brasile. Stop Zoom, ora \u00e8 in piazza il grido \u00abFora Bolsonaro\u00bb. Il discredito travolge anche i suoi ministri, a partire da quello dell\u2019Ambiente<\/p>\n<p>11 &#8211; Luca Tancredi Barone*: SCIENZA. Il cielo stellato e sconosciuto. Appena pubblicati i risultati di uno studio internazionale e incrociato sulla \u00abmappa dell\u2019energia oscura\u00bb. I dati raccolti si basano su 226 milioni di galassie, ma si stima che ne esistano 2mila miliardi<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>12 &#8211; Brexit. Gran Bretagna nostalgia di un passato*. Nel 1884, Greenwich divent\u00f2 l\u2019orologio del mondo, considerato il dominio britannico sui mari, la scelta parve inevitabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>01 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD)*: IL REM PROROGATO FINO A SETTEMBRE DAL \u201cSOSTEGNI BIS\u201d. Il Decreto \u201cSostegni bis\u201d &#8211; che stanzia 40 miliardi per le imprese e le famiglie e che dopo l\u2019approvazione da parte del Consiglio dei ministri e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale \u00e8 ora al vaglio della Camera dei deputati &#8211; ha prorogato di ben 4 mesi il Reddito di emergenza.<\/strong> Roma, 31 maggio 2021<\/p>\n<p>Infatti per l\u2019anno 2021 sono riconosciute, su domanda, ulteriori quattro quote del REM relative alle mensilit\u00e0 di giugno, luglio, agosto e settembre.<\/p>\n<p>Attenzione: le domande per le nuove quote di REM dovranno comunque essere presentate all\u2019Inps entro il 31 luglio tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalit\u00e0 stabilite dallo stesso.<\/p>\n<p>Gli oneri della ulteriore proroga ammontano a circa 884 milioni di euro. Il Reddito di emergenza \u00e8 una misura di sostegno ai nuclei familiari in condizioni di necessit\u00e0 economica in conseguenza dell\u2019emergenza epidemiologica.<\/p>\n<p>Tale beneficio varia ai 400 agli 800 euro mensili a seconda del valore assegnato ad ogni composizione familiare. Il Rem \u00e8 subordinato alla residenza in Italia ma a differenza del Reddito di cittadinanza i richiedenti non devono far valere periodi di residenza pregressi (infatti per il diritto al Rdc bisogna invece far valere 10 anni di residenza in Italia di cui due immediatamente prima della presentazione della domanda: requisito questo che ha escluso dal Rdc praticamente tutti gli iscritti all\u2019Aire che rientrano in Italia).<\/p>\n<p>Quindi gli italiani all\u2019estero iscritti all\u2019Aire i quali stanno in questo periodo rientrando in Italia potrebbero usufruire del Rem nel momento in cui riacquisiscono la residenza in Italia<\/p>\n<p>Il Rem spetter\u00e0 ai nuclei familiari che soddisfino contestualmente i seguenti requisiti: a) il richiedente deve risultare residente in Italia; b) deve avere un reddito familiare complessivo inferiore all\u2019importo riconosciuto come Rem (importo che varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare); c) l\u2019Isee del nucleo familiare deve essere inferiore a 15.000 euro; d) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all&#8217;anno 2020 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Tale massimale \u00e8 incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilit\u00e0 grave o di non autosufficienza; e) non essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore a determinati importi n\u00e9 di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa; f) non essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell&#8217;assegno ordinario di invalidit\u00e0; g) non essere percettori di reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p>Noi come al solito consigliamo di rivolgersi ad un Istituto di Patronato di fiducia o ad un Caf, visto anche che si deve utilizzare una complessa procedura telematica disponibile sul sito web dell\u2019Istituto.<\/p>\n<p>*(Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211;\u00a0 Camera dei Deputati)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Fabrizio Rostelli*: LO STATO DI GRAVIT\u00c0 PERMANENTE SECONDO NOAM CHOMSKY INTERVISTA. IL FILOSOFO INTERVIENE SULLE GRANDI QUESTIONI CONTEMPORANEE: \u00abLA PANDEMIA \u00c8 LA MENO GRAVE DELLE CRISI CHE STIAMO ATTRAVERSANDO\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019intervista con il filosofo e linguista Noam Chomsky \u00e8 avvenuta a poche ore dal caso Protasevich, l\u2019oppositore bielorusso, con simpatie neonaziste, arrestato dopo che il volo di linea su cui viaggiava \u00e8 stato dirottato e fatto atterrare d\u2019urgenza a Minsk. Siamo partiti da l\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSA PENSA DI QUELLO CHE \u00c8 ACCADUTO IN BIELORUSSIA?<\/p>\n<p>Non so esattamente cosa stia succedendo internamente in Bielorussia ma \u00e8 una brutta situazione. Ovviamente \u00e8 una violazione del diritto internazionale ma non \u00e8 senza precedenti. Nel 2013 un aereo diplomatico della Bolivia, che trasportava il presidente Evo Morales, venne bloccato. Stava volando dalla Russia alla Bolivia e fu fatto atterrare a Vienna su nostro ordine (degli Stati Uniti ndr) perch\u00e9 stavano cercando Edward Snowden. Si \u00e8 trattato di un caso ben peggiore e ci sono altri episodi. Nel 1954 Israele dirott\u00f2 un aereo siriano poich\u00e9 cercava degli ostaggi per dei negoziati. C\u2019\u00e8 una storia di dirottamenti aerei, quando questi vengono compiuti dagli Stati Uniti o da Israele non importa, se invece si tratta di un Paese come la Bielorussia, ovviamente \u00e8 un crimine.<\/p>\n<p>In piena emergenza pandemica gli USA stanno portando avanti la pi\u00f9 imponente esercitazione militare dai tempi della cortina di ferro: Defender Europe 2021. Migliaia di soldati statunitensi e di altri 26 Paesi alleati (non solo NATO) stanno svolgendo operazioni dai Paesi baltici al nord Africa, passando per i Balcani. Si pu\u00f2 sostenere che Stati Uniti, Cina e Russia stiano combattendo una nuova guerra fredda?<\/p>\n<p>S\u00ec la stanno combattendo. Ci sono atti altamente provocatori tra potenze nucleari. \u00c8 inconcepibile. La diplomazia deve evitare che si sviluppino situazioni che possono condurre a crisi incontenibili. Ci sono conflitti ai confini con la Russia o con la Cina, la peggiore risposta possibile \u00e8 intensificarli. Non a caso le crisi non sono nei Caraibi e sul confine messicano ma sul confine russo e nel Mar Cinese Meridionale dove c\u2019\u00e8 la principale via d\u2019acqua commerciale cinese. \u00c8 assurdo che gli Stati Uniti abbiano inviato una portaerei nel Mar Cinese Meridionale quando aerei da guerra cinesi volano su Taiwan, questo potrebbe far esplodere la situazione in modo accidentale. Allo stesso modo le azioni provocatorie da parte delle forze armate statunitensi sul confine russo sono estremamente pericolose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUESTA GUERRA FREDDA VIENE COMBATTUTA ANCHE SUL FRONTE DEI VACCINI?<\/p>\n<p>L\u2019idea che gli esseri umani dovrebbero essere coinvolti in una guerra fredda dei vaccini mostra che c\u2019\u00e8 qualcosa di patologico nella specie. C\u2019\u00e8 una crisi internazionale in atto, la pandemia non ha confini. Dovremmo lavorare insieme per cercare di superarla. I vaccini dovrebbero essere prodotti in modo open source. Tutti capiscono che l\u2019accumulo di dosi \u00e8 totalmente immorale, significa che i vaccini non vanno nei luoghi in cui sono necessari. Si lascia che il virus muti, forse si svilupperanno nuove e incontrollabili varianti africane e asiatiche, ma si riforniranno i Paesi che gi\u00e0 stanno accumulando i vaccini. Parlare di guerra fredda in questo caso \u00e8 fuori discussione. Ovviamente sono necessari aiuti reciproci e cooperazione internazionale. Questo vale sempre, ma quello che sta succedendo con la pandemia \u00e8 scandaloso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PRENDIAMO L\u2019ITALIA. ALL\u2019INIZIO DEL 2020 C\u2019\u00c8 STATA UNA GRAVE EPIDEMIA NEL NORD. IL NORD ITALIA SI TROVA NELL\u2019UNIONE EUROPEA E A POCHI CHILOMETRI DA L\u00cc CI SONO DUE PAESI MOLTO RICCHI, AUSTRIA E GERMANIA, CHE AVEVANO UNA SITUAZIONE ABBASTANZA SOTTO CONTROLLO. HANNO MANDATO AIUTI IN ITALIA?<\/p>\n<p>Hanno mandato medici o supporto medico? In realt\u00e0 l\u2019Italia ha ottenuto aiuti dall\u2019altra parte dell\u2019Atlantico, grazie ad una superpotenza, Cuba, l\u2019unico Paese internazionalista al mondo che ha potuto inviare medici. Anche la Cina ha inviato aiuti medici. Austria e Germania non potevano farlo visto che sono proprio l\u00ec accanto? Il Canada ora ha pi\u00f9 vaccini di quanti ne possa usare e gli Stati Uniti hanno vaccini extra che non stanno usando. Il vaccino AstraZeneca non \u00e8 stato autorizzato quindi rimane nei magazzini. Perch\u00e9 non darli a chi ne ha bisogno?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 PREOCCUPATO DAL FATTO CHE QUESTO STATO DI EMERGENZA POSSA DIVENTARE PERMANENTE?<\/p>\n<p>Siamo in uno stato di emergenza permanente che \u00e8 molto pi\u00f9 grave della pandemia, molto pi\u00f9 serio. Si tratta della minaccia della catastrofe ambientale. Gli oceani e l\u2019atmosfera si stanno surriscaldando, le calotte glaciali si stanno sciogliendo. Non si arrester\u00e0. Questa \u00e8 un\u2019emergenza che fa sembrare tutte le altre marginali. Le pandemie sono terribili, decine di milioni di persone sono morte inutilmente, ma possono essere tenute sotto controllo ed \u00e8 possibile vederlo nei Paesi che sono riusciti a farlo. \u00c8 terribile ma non \u00e8 la distruzione della vita umana organizzata sulla terra. A meno che non controlliamo l\u2019ambiente, raggiungeremo un punto in cui la catastrofe sar\u00e0 irreversibile e la societ\u00e0 umana organizzata scomparir\u00e0, insieme a milioni di altre specie che stiamo distruggendo. La terra non ha affrontato una crisi simile per 65 milioni di anni, dalla famosa quinta estinzione, ora siamo nel bel mezzo della sesta estinzione. A meno che non mettiamo fine a tutto ci\u00f2, e abbiamo forse 20 o 30 anni per farlo, ci estingueremo. Questa \u00e8 la pi\u00f9 grande crisi della storia umana. Deve essere affrontata in modo cooperativo, non conosce confini. Se l\u2019Asia meridionale e il Medio Oriente diventano inabitabili, sar\u00e0 una tragedia per tutti noi. C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra emergenza: la minaccia di una guerra nucleare forse \u00e8 maggiore di quanto non lo sia stata durante la guerra fredda. Si stanno sviluppando nuovi armamenti estremamente pericolosi, le guerre si spostano nello spazio. Tutto questo deve essere messo rapidamente sotto controllo.<\/p>\n<p>La pandemia infatti \u00e8 la meno grave delle crisi che viviamo. Inoltre stanno arrivando altre pandemie, questo \u00e8 quasi certo e bisogna essere in grado di affrontarle subito. Nel 2003, dopo che l\u2019epidemia di Sars fu contenuta, si cap\u00ec che molto probabilmente ci sarebbero state nuove epidemie di coronavirus, forse pandemie. Dovevano essere prese delle misure per prepararsi, non \u00e8 stato fatto nulla. Sono necessari seri cambiamenti istituzionali, \u00e8 molto improbabile che un sistema di societ\u00e0 farmaceutiche private sia in grado di affrontare questo tipo di crisi internazionali. Molte cose devono essere ripensate e riprogettate, sappiamo come fare ma non ce ne stiamo occupando ed \u00e8 spaventoso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SI PARLA SPESSO DI GREEN NEW DEAL MA \u00c8 POSSIBILE DISCUTERE DI AMBIENTALISMO ED EMERGENZA CLIMATICA SENZA AFFRONTARE LE PROBLEMATICHE E LE CRISI DEL CAPITALISMO?<\/p>\n<p>In effetti le crisi sono, in un senso profondo, crisi del capitalismo e della sua variante particolarmente brutale e selvaggia chiamata neoliberismo, che \u00e8 stata un disastro per quasi tutti, tranne che per i super ricchi. \u00c8 una fase iniziata nel 1980 e ingigantita in Europa dai programmi di austerit\u00e0. La societ\u00e0 di ricerca Rand Corporation ha recentemente condotto uno studio sul trasferimento della ricchezza dalla classe lavoratrice e dalla classe media, che costituiscono poco meno del 90% della popolazione, verso i super ricchi, una frazione dell\u20191%. In 40 anni di neoliberismo si stimano quasi 50 trilioni di dollari e questo equivale ad una rapina ai danni della classe operaia e della classe media da parte dei super ricchi. \u00c8 una sottostima molto grave perch\u00e9 non tiene conto di altri dispositivi che sono stati sviluppati nel periodo neoliberista per derubare il popolo. Per esempio i paradisi fiscali. Reagan ha dato il via e poi c\u2019\u00e8 stata una corsa internazionale al ribasso per consentire alle corporation di liberarsi dalle tasse. Questo imponente attacco alla popolazione generale ha generato rabbia, risentimento e portato all\u2019ascesa di organizzazioni estremiste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TUTTO CI\u00d2 DEVE ESSERE SUPERATO A PARTIRE DALLE FONDAMENTA. UN SISTEMA CAPITALISTA NON REGOLAMENTATO \u00c8 UN PATTO SUICIDA, SI AUTODISTRUGGER\u00c0 IN MEN CHE NON SI DICA. IL BUSINESS L\u2019HA SEMPRE CAPITO. Ecco perch\u00e9 non hanno mai permesso a un sistema capitalista di funzionare. Tutte le imprese intervengono sempre per chiedere che lo stato prenda misure forti per proteggere il mondo degli affari dalle devastazioni del mercato, sempre. In tutto il mondo abbiamo un altro sistema, una specie di sistema capitalista di stato con interventi statali di vario tipo, sia per proteggere la societ\u00e0 dall\u2019autodistruzione, sia per fornire le basi per lo sviluppo economico. Ora stiamo usando i computer, internet, la maggior parte di tutto questo \u00e8 stata sviluppata attraverso il settore pubblico, attraverso l\u2019innovazione e il finanziamento pubblico: istituti di ricerca, laboratori governativi e cos\u00ec via. Sussidi pubblici per le societ\u00e0 private. \u00c8 cos\u00ec che funziona l\u2019economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TORNANDO AL GREEN NEW DEAL, DOBBIAMO CONSIDERARE LE QUESTIONI CON UNA SCALA TEMPORALE. Abbiamo forse 20 o 30 anni per affrontare l\u2019imminente crisi della catastrofe ambientale. Gli interventi per farlo sono sostanzialmente noti e fattibili e dovranno essere realizzati nel quadro delle istituzioni esistenti perch\u00e9 la situazione \u00e8 urgente. La tempistica per il cambiamento su larga scala delle istituzioni \u00e8 molto pi\u00f9 lunga. Un nuovo accordo globale sull\u2019ambiente non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 essenziale per la sopravvivenza. \u00c8 chiaro che dobbiamo porre fine all\u2019uso dei combustibili fossili entro pochi decenni, forse entro il 2050, questa \u00e8 la raccomandazione dell\u2019IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Ci\u00f2 significa muoversi subito per iniziare a ridurre il petrolio sviluppando fonti alternative di energia. Si pu\u00f2 fare in modo efficiente, pu\u00f2 portare a una vita migliore, ma non accadr\u00e0 da solo, ci vorr\u00e0 un grande impegno. Ci sono poi le resistenze da parte del settore dei combustibili fossili per cercare di evitarlo, nell\u2019interesse di un profitto a breve termine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RITIENE CHE L\u2019ATTUALE EMERGENZA STIA ACCELERANDO LA COSIDDETTA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE? Maggiore digitalizzazione, sorveglianza e \u00abalgoritmizzazione\u00bb delle nostre vite.<\/p>\n<p>La questione della sorveglianza e del controllo \u00e8 molto seria. Ora esistono grandi aziende hi-tech che stanno raccogliendo, o sono in grado di raccogliere, quantit\u00e0 straordinarie di informazioni su tutti noi. In ogni momento della nostra vita. Ovviamente usano queste informazioni per i loro scopi commerciali, oppure possono essere usate per provare a controllare i nostri comportamenti. Potrebbe diventare pi\u00f9 estremo nel momento in cui ogni oggetto avr\u00e0 incorporato un dispositivo per la raccolta di informazioni. \u00c8 una situazione molto minacciosa e pericolosa. Dovrebbero essere prese delle misure serie per prevenirla, dovremmo proteggerci dalla sorveglianza e dal controllo non solo da parte del governo, ma da parte delle grandi societ\u00e0, che fondamentalmente sono fuori controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UN CELEBRE SLOGAN DI MARGARET THATCHER FU \u00abNON C\u2019\u00c8 ALTERNATIVA\u00bb. ALL\u2019ORIZZONTE VEDE ALTERNATIVE?<\/p>\n<p>Quando Thatcher disse \u00abnon c\u2019\u00e8 alternativa\u00bb, intendeva che non c\u2019\u00e8 alternativa all\u2019assalto neoliberista alla popolazione. Ovviamente ci sono molte alternative, ad esempio il cosiddetto capitalismo regolamentato del periodo precedente, che aveva molti difetti ma non era cos\u00ec letale come lo \u00e8 stato il periodo neoliberista. Certamente ci sono alternative per ogni aspetto dell\u2019organizzazione delle nostre vite. Fino al XIX secolo, l\u2019idea di avere un lavoro subordinato a un padrone durante la maggior parte delle ore del giorno era considerata un abominio, un attacco fondamentale ai diritti umani fondamentali. Ormai \u00e8 accettata. Non \u00e8 mai stata accettata nella storia umana. Perch\u00e9 dovremmo tollerarlo? Perch\u00e9 le persone non dovrebbero condurre autonomamente la propria vita lavorativa e ogni altro aspetto della propria esistenza? \u00c8 un tema classico e pu\u00f2 essere riscoperto e trasformato alla base di una riorganizzazione della societ\u00e0 in modo che le imprese, qualunque esse siano, siano sotto il controllo di chi vi lavora e vi partecipa. Non di qualche proprietario straniero assente, di qualche grande banca che decide come gestirle, tutto questo pu\u00f2 essere cambiato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Thatcher fece anche un\u2019altra affermazione: \u00abla societ\u00e0 non esiste, esistono solo gli individui\u00bb. In realt\u00e0, probabilmente non lo sapeva, stava parafrasando Marx quando, a met\u00e0 del XIX secolo, condann\u00f2 i governanti autocratici d\u2019Europa perch\u00e9 volevano trasformare la popolazione in quello che definiva \u00abun sacco di patate\u00bb. Cio\u00e8 una massa di individui atomizzati incapaci di cooperare per resistere agli attacchi del potere concentrato. In effetti le prime azioni di Thatcher e Reagan furono quelle di distruggere i sindacati, che costituiscono l\u2019unico mezzo con cui i lavoratori possono difendersi dall\u2019attacco del capitale. C\u2019\u00e8 una correlazione molto stretta tra organizzazione del lavoro, sindacalizzazione e disuguaglianza: pi\u00f9 \u00e8 alto il livello di sindacalizzazione, pi\u00f9 basso \u00e8 il livello di disuguaglianza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUALE RUOLO POTREBBE GIOCARE L\u2019UNIONE EUROPEA NELLO SCENARIO CHE HA DESCRITTO?<\/p>\n<p>L\u2019Europa, con la sua enorme popolazione benestante e istruita, ha potenzialmente la capacit\u00e0 di essere una forza importante nelle relazioni internazionali e non essere solo sottomessa a potenze straniere. Ma non pu\u00f2 esserlo a meno che non superi i problemi interni. L\u2019Unione europea ha aspetti positivi e aspetti negativi. \u00c8 importante salvare gli aspetti favorevoli. La libera circolazione, ad esempio, supera gli aspetti sfavorevoli. Un aspetto molto dannoso dell\u2019Unione europea \u00e8 l\u2019accentramento del potere e la rimozione del potere decisionale dalle popolazioni, che dovrebbero detenere attraverso i propri parlamenti, verso dei burocrati non eletti a Bruxelles. La Troika prende le decisioni principali con le banche tedesche che si guardano le spalle. La commissione europea non eletta, il FMI, la BCE, il fatto che questi organi abbiano un grande potere decisionale \u00e8 una carenza fondamentale della struttura. \u00c8 un fallimento ma pu\u00f2 essere superato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CONSIDERIAMO QUALCOSA DI MOLTO CONCRETO COME LE CRESCENTI TENSIONI CON L\u2019IRAN. Le sanzioni sono del tutto illegittime. L\u2019Europa si oppone, ma le accetta perch\u00e9 si sta subordinando agli Stati Uniti. L\u2019UE deve obbedire o sar\u00e0 cacciata dal sistema finanziario internazionale. L\u2019Europa \u00e8 certamente abbastanza potente e potrebbe superare diverse crisi che si stanno sviluppando; dovrebbe assumere un ruolo indipendente e non essere una pedina mossa principalmente dagli Stati Uniti. Lo stesso vale per la pandemia, l\u2019UE potrebbe essere in prima linea per garantire che i vaccini vengano distribuiti rapidamente a coloro che ne hanno bisogno, ma sta giocando un ruolo subordinato a causa della sua incapacit\u00e0.<\/p>\n<p>*( Fabrizio Rostelli, da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Marco Lupis*: \u00a0Usa contro Cina, attacco a tre punte &#8211; Biden con la Black List, Fauci su Covid, Blinken su Tienanmen. Il rapporto ad alta tensione con Pechino non \u00e8 cambiato<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giorno del 32mo anniversario della strage di Tienanmen, l\u2019America di Biden aumenta il pressing nei confronti della Cina, in apparente, perfetta continuit\u00e0 con l\u2019amministrazione Trump. Il presidente ha firmato l\u2019ordine esecutivo per la \u201cblack list\u201d per 59 aziende cinesi, alle quali sar\u00e0 vietato fare affari e intrattenere qualsiasi rapporto con aziende americane. Nella lista spiccano grossi nomi, come quello di Huawei e delle tre grandi compagnie telefoniche cinesi &#8211; China Mobile, China Unicom e China Telecommunications &#8211; che rappresentano una riconferma. Ma spuntano anche molte nuove entit\u00e0, tra cui diverse societ\u00e0 attive nel settore della difesa, in primis la new entry Hikvision, azienda leader negli apparati di sorveglianza, che produce telecamere e tecnologie per il riconoscimento facciale le quali, secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, verrebbero usate anche per il monitoraggio e la repressione degli uiguri nella regione dello Xinjiang.<\/p>\n<p>Passa, insomma &#8211; e prende sempre pi\u00f9 spazio sulla scena della politica estera americana nei confronti della Cina &#8211; la linea dura di Kurt Campbell, il \u201cfalco \u201cche ha la responsabilit\u00e0 dell\u2019area indo-asiatica della Casa Bianca, e al quale si deve la cosiddetta \u201cpolicy Pivot to Asia\u201d, lanciata ai tempi dell\u2019amministrazione Obama e poi accantonata nell\u2019era Trump. La principale novit\u00e0 \u00e8 poi il nuovo ruolo di gestione e controllo affidato da Biden al Tesoro americano. D\u2019ora in poi toccher\u00e0 infatti a lui l\u2019onere di far rispettare e aggiornare su base \u201ccontinuativa\u201d la nuova black list delle societ\u00e0 la quale, peraltro, prevede anche il divieto assoluto di acquisto o di vendita di titoli negoziati in borsa delle societ\u00e0 cinesi inserite nella nuova lista nera.<\/p>\n<p>Il Tesoro entrer\u00e0 anche nel merito delle tecnologie di sorveglianza cinesi, valutando con un parere apposito se le aziende cinesi stanno facilitando \u201cla repressione o gravi violazioni dei diritti umani\u201d. Una mossa di non secondaria importanza questa, da parte di Biden e dei suoi, che mira a fornire solide basi giuridiche ai provvedimenti contro le aziende cinesi, per evitare il diluvio di ricorsi in giudizio che si erano aperti nei tribunali americani durante l\u2019era Trump. Per esempio il colosso produttore di telefonini Xiaomi, era finito nel mirino degli Usa per i suoi presunti legami con l\u2019esercito cinese, ma era riuscito a farsi togliere dalla lista grazie all\u2019ordine di un giudice americano, con le sue azioni che, nel frattempo, volavano, superando anche il concorrente Huawei \u2013 che resta invece come abbiamo detto, \u201csaldamente\u201d nella black list &#8211; e un aumento del fatturato del 54,7% a 76.9 miliardi di yuan pari a 12 milioni in tre mesi. Nella lista nera anche Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC), punta di diamante della strategia cinese per rilanciare il suo settore dei chip, mentre \u201cdebuttano\u201d Zhonghang Electronic Measuring Instruments e Jiangxi Hongdu Aviation Industry.<\/p>\n<p>A questa rinnovata censura americana per le aziende cinesi vanno ad aggiungersi le \u201cferme proteste\u201d della diplomazia Usa guidata da Anthony Blinken, fatte pervenire a Pechino per aver vietato anche quest\u2019anno la tradizionale veglia per le vittime di Tienanmen a Hong Kong e l\u2019ulteriore rilancio della narrativa \u2013 fino a poche settimane fa liquidata come complottismo d\u2019accatto \u2013 dell\u2019origine da laboratorio del Covid.<\/p>\n<p>Su questi ultimi punti, per\u00f2, Pechino non demorde e non arretra di un passo. Dopo aver dispiegato migliaia di poliziotti per impedire \u2013 per il secondo anno consecutivo &#8211; il raduno al Victoria Park di Hong Kong per la tradizionale veglia notturna in ricordo delle vittime della strage di Tienanmen, stamattina la HKPolice ha arrestato una delle ultime figure di spicco della dissidenza anti-Pechino e pro-democrazia ancora presenti nell\u2019ex colonia britannica, considerando che tutti gli altri leader delle rivolte \u2013 compreso lo stesso Joshua Wong \u2013 sono ormai in carcere o fuggiti all\u2019estero. Si tratta della trentaseienne Chow Hang-tung, vice direttrice dell\u2019 Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China, arrestata stamattina a Central, verso le 7 e 45 ora di Hong Kong, dagli uomini dell\u2019unita criminale regionale \u201cNew Territories South\u201d, con l\u2019accusa di avere cospirato per organizzare la veglia per Tienanmen. Fonte vicine alla polizia hanno detto che l\u2019operazione sarebbe ancora in corso e che si prevedevano ulteriori arresti. La stessa fonte ha riferito anche dell\u2019arresto di un uomo, un blogger di 20 anni, arrestato nel quartiere di Sha Tin per lo stesso reato.<\/p>\n<p>Chow, un\u2019avvocatessa, aveva firmato un articolo pubblicato dal quotidiano in lingua cinese Ming Pao, dove tra le altre cose scriveva, rivolgendosi ai suoi lettori: \u201cspero di vedere la tua candela alle 8 di sera\u201d. Su Facebook, poi, aveva scritto un post che dichiarava che \u201ca titolo personale, alle 8 di sera del 4 giugno, manterr\u00f2 questa promessa che mantengo da 32 anni e accender\u00f2 una candela in un luogo dove tutti possano vedere\u201d. Dichiarazioni innocue, ma pi\u00f9 che sufficienti per la forza speciale di polizia che prende ordini direttamente da Pechino, dispiegata sul territorio di Hong Kong per far rispettare la nuova legge liberticida sulla \u201cSicurezza Nazionale\u201d, che l\u2019ha formalmente accusata &#8211; insieme al ragazzo 20enne \u2013 di \u201caver usato i loro account sui social media per pubblicizzare un incontro pubblico proibito\u201d, aggiungendo che entrambi i sospetti sono stati trattenuti per essere interrogati.<\/p>\n<p>Sul fronte del braccio di ferro Usa-Cina sull\u2019origine del Covid, Anthony Fauci ha chiesto a Pechino le cartelle cliniche di nove persone i cui disturbi potrebbero essere una prova che il Covid-19 sia fuggito dal laboratorio di Wuhan. \u201cVorrei vedere le cartelle cliniche delle persone che sino ammalate nel 2019. Si sono davvero ammalate e, in tal caso, di cosa si sono ammalate?\u201d ha detto il guru dei virologi americani riferendosi ai ricercatori di Wuhan.<\/p>\n<p>Ha fatto sensazione inoltre l\u2019uscita, in queste ore, di un\u2019approfondita indagine della rivista Vanity Fair, dove tra l\u2019altro si parla di minacce arrivate a scienziati e funzionari americani. Secondo il settimanale, che fa riferimento a un documento interno del Dipartimento di Stato americano di cui sarebbe venuto in possesso, alcuni funzionari sono stati \u201cinvitati\u201d a non proseguire le indagini sulla fuga del virus dal laboratorio. Thomas DiNanno, ex segretario del Bureau of Arms Control, Verification and Compliance dello stesso Dipartimento, ha detto al settimanale che il personale di due uffici, il suo e il Bureau of International Security and Nonproliferation, \u201d\u00e8 stato avvertito di non proseguire un\u2019indagine sull\u2019origine del virus perch\u00e9 sarebbe stato come scoperchiare il vaso di Pandora\u201d. Anche l\u2019ex direttore dei Centers for Disease Control, Robert Redfield, ha detto di avere ricevuto minacce di morte da colleghi scienziati, dopo una intervista concessa alla Cnn nella quale affermava di non credere all\u2019origine naturale del virus. \u201cMe lo aspettavo dai politici\u201d ha commentato, \u201cnon me lo aspettavo dalla scienza\u201d. In gioco ci sarebbero le sostanziose sovvenzioni governative a sostegno delle ricerche sui virus, comprese quelle, contestatissime, che utilizzano la tecnica detta \u201cGain of Function\u201d, che ingegnerizza virus innocui nei laboratori di massima sicurezza, anche negli Usa e in diversi Paesi del Mondo, non soltanto in Cina a Wuhan, rendendoli aggressivi e spesso letali per l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Nel gennaio del 2021, il Dipartimento di Stato, nonostante minacce e tensioni interne, scrisse diversi documenti riguardanti questo tipo di ricerche effettuate nel laboratorio di Wuhan e sul fatto che alcuni ricercatori si sarebbero infettati a causa di un incidente. La relazione segreta del Dipartimento di Stato americano, affermava anche che alcuni tra quei ricercatori avevano collaborato a progetti segreti con l\u2019esercito cinese e \u201csi erano impegnati in ricerche classificate, compresi esperimenti su animali da laboratorio, per conto dell\u2019esercito cinese almeno dal 2017\u201d. Pare che questa relazione \u2013 insieme a molte altre evidenze \u201criservate\u201d \u2013 sia stata decisiva per convincere Biden a richiedere un\u2019indagine approfondita dei Servizi Segreti americani in tempi brevi sulle origini del Covid.<\/p>\n<p>Mentre il confronto-scontro tra le due superpotenze planetarie, sempre pi\u00f9 aperto e giocato ormai su fronti sempre pi\u00f9 numerosi, si fa di giorno in giorno pi\u00f9 serrato, c\u2019\u00e8 qualcuno \u2013 piccolo Davide, tra due giganteschi Golia \u2013 che non si fa intimorire dalla situazione e soprattutto dalla crescente assertivit\u00e0 e arroganza internazionale del regime cinese. Si tratta di Gergely Kar\u00e1csony, sindaco di Budapest, in Ungheria, che ha deciso di cambiare il nome di alcune strade della citt\u00e0, come risposta civile alla decisione del governo ungherese di aprire in citt\u00e0 una sede di un\u2019importante universit\u00e0 cinese. Mercoled\u00ec, durante una conferenza stampa, Kar\u00e1csony ha detto che quattro strade che si trovano nell\u2019area in cui verr\u00e0 costruita l\u2019universit\u00e0 sono state rinominate \u00abVia Hong Kong Libera\u00bb \u00abVia dei martiri Uiguri\u00bb, \u00abVia Dalai Lama\u00bb e \u00abVia Vescovo Xie Shiguang\u00bb: per ricordare che in Cina non c\u2019\u00e8 libert\u00e0 di espressione\u201d ha dichiarato.<\/p>\n<p>*(Marco Lupis, Journalist \u2013 Correspondent \u00a0Huffpost)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>04 &#8211; \u00a0Luca Tancredi Barone*: PRIMO CASO AL MONDO DELLA VARIANTE \u00abAVIARIA\u00bb VIRUS. IN CINA NELLA PROVINCIA DEL JANGSU. H10N3. DIETRO QUESTA SIGLA SI NASCONDE L\u2019ENNESIMO CASO DI ZOONOSI CHE HA MESSO SULL\u2019ALLERTA I SISTEMI DI MONITORAGGIO INTERNAZIONALI. <\/strong><\/p>\n<p>Un 41enne residente a Zhenjiang, una citt\u00e0 di 3 milioni di abitanti nella provincia cinese del Jiangsu, affacciata sul mar Giallo e attraversata dal fiume Azzurro, \u00e8 stato ricoverato il 28 aprile con sintomi di influenza.<\/p>\n<p>L\u2019uomo sta recuperando, ma \u00e8 stato solo il 28 maggio, dopo che \u00e8 stato possibile sequenziare il virus, che gli \u00e8 stato diagnosticato l\u2019influenzavirus A, sottotipo H10N3, secondo le autorit\u00e0 sanitarie del paese. \u00c8 il primo caso al mondo di questa variante della cosiddetta influenza aviaria che colpisce un essere umano. Il virus si conosce da circa 40 anni, ma solo fra uccelli acquatici. Normalmente questo tipo di influenza colpisce infatti i volatili, e solo raramente arriva a colpire l\u2019uomo. Ma le varianti di questo tipo di virus molto diffuso, indicati dalle lettere H ed N (che indicano due tipi di proteine che si trovano sulla superficie del virus), sono molte: ci sono 18 tipi di varianti H e 11 di N.<\/p>\n<p>Nel caso specifico, secondo le autorit\u00e0 cinesi, H10N3 \u00e8 poco patogeno negli uccelli e non c\u2019\u00e8 pericolo di trasmissione a grande scala da umano a umano: \u00ab\u00e8 una trasmissione zoonotica occasionale da uccello a umano\u00bb, spiega l\u2019equivalente del ministero della salute cinese, la Commissione nazionale di salute. L\u2019Oms ha chiarito che non \u00e8 nota la fonte del contagio, ma che \u00abnessun altro caso \u00e8 stato trovato dopo aver tracciato la popolazione locale\u00bb e che \u00abnon ci sono indicazioni di trasmissioni da umano a umano\u00bb. Non c\u2019\u00e8 nulla di strano: \u00abfinch\u00e9 il virus dell\u2019influenza aviaria circola fra il pollame, l\u2019infezione sporadica di influenza aviaria fra gli umani non \u00e8 sorprendente. Il che ci ricorda vividamente che il pericolo di una pandemia influenzale \u00e8 sempre presente\u00bb.<\/p>\n<p>Ma i casi di influenza aviaria che hanno colpito esseri umani sono stati finora molto limitati. L\u2019ultimo caso risale al 2016, quando la variante H7N9 uccise circa 300 persone. Normalmente i virus aviari non si trasmettono agli umani, ma possono costituire un rischio per la salute se il virus aviario si combina con quello dell\u2019influenza umana. Nel 2009 la variante H1N1, che per\u00f2 proveniva dai maiali e si combin\u00f2 con virus influenzali umani e aviari (e venne chiamata \u00abinfluenza suina\u00bb), scaten\u00f2 la prima pandemia del 21\u00ba secolo, giacch\u00e9 si stima che abbia potuto infettare circa un miliardo di persone (le vittime allora furono tra le 150mila e il mezzo milione). Un tipo diverso ed estinto di H1N1 fu anche quello che caus\u00f2 la famosa \u00abspagnola\u00bb che un secolo fa mise in ginocchio l\u2019umanit\u00e0 nella pandemia pi\u00f9 famosa della storia.<\/p>\n<p>Lo scambio di materiale genetico fra diversi varianti \u00e8 quello che mantiene sull\u2019allerta gli scienziati, ed \u00e8 per questo che i luoghi dove esistono alte concentrazioni di allevamenti di bestiame a stretto contatto con molte persone sono le zone a pi\u00f9 alto rischio di esplosione di possibili pandemie. Questo spiega come mai all\u2019inizio i virologi furono molto sorpresi che la fonte dell\u2019attuale pandemia fosse un coronavirus, e non un virus dell\u2019influenza.<\/p>\n<p>Altri esempi di influenza altamente patogena furono la H2N2 (che caus\u00f2 un milione di morti soprattutto in Cina, India e Hong Kong nel 1957), o la H3N2, che caus\u00f2 fra 1 e 4 milioni di morti nel 1968, proveniente sempre dalla zona pi\u00f9 densamente popolata della terra, l\u2019Asia. Pi\u00f9 recentemente, ricordiamo l\u2019influenza aviaria del 2004 (H5N1): le infezioni fra gli umani furono poche, un paio di centinaia, ma la mortalit\u00e0 molto alta (circa il 60%). Persero la vita per\u00f2 pi\u00f9 120 milioni di uccelli.<\/p>\n<p>*( Luca Tancredi Barone, fa il giornalista scientifico free lance )<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Stefano Feltri*: SCHAUBLE CONTRO DRAGHI: LE PRESSIONI ESTERNE SUL DEBITO CHE MINACCIANO LA RIPRESA DELL\u2019ITALIA.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa pace sociale in Europa ha bisogno del ritorno della disciplina fiscale\u00bb, scrive sul Financial Times Wolfgang Schaeuble, oggi presidente del parlamento tedesco, il Bundestag.<\/p>\n<p>Il bersaglio \u00e8 l\u2019Italia: \u00abL\u2019esperienza mostra che nei paesi con alto livello di debito non si riescono a ottenere bilanci in equilibrio senza una pressione esterna\u00bb.<\/p>\n<p>La partita per il futuro dell\u2019Europa, insomma, \u00e8 cominciata e si disputa\u00a0 come sempre sul campo del debito pubblico italiano. La posta in gioco \u00e8 la ripresa dell\u2019economia italiana e i suo destino.<\/p>\n<p>La ripresa economica \u00e8 qui e non assomiglia a niente di quello che avete visto finora\u00bb: il titolo del Wall Street Journal riassume l\u2019euforia che si percepisce, da una parte all\u2019altra dell\u2019Atlantico. I vaccini stanno facendo il loro dovere, la spesa pubblica anti-crisi alimenta il boom, resta soltanto una minaccia immediata: che ritorni il dibattito sull\u2019austerit\u00e0 visto dieci anni fa e che cominci troppo presto la pressione su banche centrali e governi perch\u00e9 ritirino gli stimoli straordinari che stanno spingendo le economie occidentali fuori dalla recessione da Covid.<\/p>\n<p>German Finance Minister Wolfgang Schauble, center, sits as Cyprus Finance Minister Harris Georgiades, left, talks with European Central Bank President Mario Draghi, right, before an informal meeting of the Economic and Financial Affairs Council (ECOFIN) in Dublin, Ireland, Friday, April 12, 2013. (AP Photo\/Peter Morrison)<\/p>\n<p>\u00abLa pace sociale in Europa ha bisogno del ritorno della disciplina fiscale\u00bb, scrive sul Financial Times Wolfgang Schaeuble, oggi presidente del parlamento tedesco, il Bundestag, dieci anni fa ministro delle Finanze di Angela Merkel che si opponeva a tutte le misure di condivisione del rischio a livello europeo.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo tornare alla normalit\u00e0 fiscale e monetaria, il fardello del debito pubblico deve essere ridotto, altrimenti c\u2019\u00e8 il pericolo che la pandemia da Covid sia seguita d auna pandemia da debito\u00bb, scrive Schauble. Il suo ragionamento ha alcuni punti solidi e altre falle.<\/p>\n<p>Punti solidi: \u00e8 vero che i prezzi stanno correndo, come effetto della spinta fiscale (deficit) e monetaria (acquisti di titoli in euro da parte della Bce, tassi sotto zero).<\/p>\n<p>Al momento quasi tutti gli economisti sono convinti che si tratti di fiammate dovute al riassestamento dell\u2019economia dopo i mesi dei lockdown: \u00e8 vero che a maggio i prezzi in Germania sono saliti del 2,5 per cento, il record dal settembre 20211, ma Unicredit sostiene che \u00abquesto andamento non segnala spinte inflazionistiche\u00bb, ci sono aumenti di prezzo per materie prime in questo momento quasi introvabili, oppure nella logistica (tutti vogliono acciaio, rame, container\u2026 perch\u00e9 tutti stanno producendo tanto nello stesso momento) ma questi rincari non stanno passando ai consumatori finali, non si vede pressione sui salari che potrebbe innescare la temuta spirale: prezzi pi\u00f9 alti che vengono compensati da salari pi\u00f9 alti che spingono le imprese ad alzare ancora i prezzi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA MARCIA INDIETRO<\/p>\n<p>Diverse banche centrali, comunque, stanno dando segnali di timidi ritorni alla normalit\u00e0: dal Canada alla Gran Bretagna al Giappone, i paesi principali stanno rallentando gli acquisti di titoli obbligazionari per tenere bassi i rendimenti.<\/p>\n<p>La Federal Reserve americana ha annunciato la fine del programma di acquisti di obbligazioni private di imprese, lanciato a marzo 2020 quando la crisi da Covid si stava trasformando senza preavviso in una crisi finanziaria in stile 2008.\u00a0 Sono piccole cifre, la Fed oggi detiene soltanto 13.7 miliardi di dollari di obbligazioni societarie non scadute, le rivender\u00e0 un po\u2019 alla volta.<\/p>\n<p>La Bce per ora mantiene le sue politiche espansive, cruciali per l\u2019Italia, visto che il rendimento di un Btp a 10 anni sul mercato oggi \u00e8 0,9 per cento, la met\u00e0 di un anno fa.<\/p>\n<p>La falla nel ragionamento di Schaeuble \u00e8 che finora il debito \u00e8 aumentato in valore assoluto mentre la spesa per interessi diminuiva, grazie all\u2019intervento delle banche centrali.<\/p>\n<p>13 January 2021, Berlin: Wolfgang Sch&#8217;uble (CDU), President of the Bundestag and patron of the Citizens&#8217; Council, takes part in the Citizens&#8217; Council press conference on &#8220;Germany&#8217;s role in the world&#8221;. Photo by: Michael Kappeler\/picture-alliance\/dpa\/AP Images<\/p>\n<p>Ma il ministro tedesco Schauble ignora questo dettaglio, o forse lo considera parte del problema, e scrive sul Financial Times che \u00abL\u2019esperienza mostra che nei paesi con alto livello di debito non si riescono a ottenere bilanci in equilibrio senza una pressione esterna\u00bb.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 all\u2019Italia, come Schauble rende esplicito poche righe dopo, con la citazione del premier Mario Draghi: insieme hanno discusso di \u201cazzardo morale\u201d (l\u2019eccesso di rischi che il debitore prende scommettendo di essere salvato) e si sono trovati concordi che \u201cgli stati membri dell\u2019Ue hanno la responsabilit\u00e0 di adottare politiche finanziarie sostenibili e perseguire la competitivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA LINEA DI DRAGHI<\/p>\n<p>Arruolare Draghi al fronte dell\u2019austerit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 davvero forzato: per tutta l\u2019ultima parte del suo mandato da presidente della Bce, Draghi ha chiesto agli stati di spendere di pi\u00f9 per stimolare una ripresa rimasta asfittica dopo la crisi del 2011, oggi da presidente del Consiglio continua a varare nuovo deficit per decine di miliardi.<\/p>\n<p>I numeri presentati ieri dal Fondo monetario internazionale sembrano confermare che questa \u00e8 la strada giusta, almeno nel breve periodo: \u00e8 vero che nel 2021 il deficit salir\u00e0 all\u201911,8 per cento (dal 9,5 del 2020), ma il Pil rimbalzer\u00e0 del 4,3 per cento dopo essere sceso di quasi il 9, e anche nel 2022 la crescita attesa \u00e8 del 4 per cento, trainata da esportazioni sopra il 9 per cento (ma crescono anche le importazioni, segno che pure la domanda interna tira). L\u2019inflazione non dovrebbe superare l\u20191 per cento annuo, met\u00e0 dell\u2019obiettivo europeo al 2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Italy&#8217;s Prime Minister Mario Draghi arrives for an EU summit at the European Council building in Brussels, Tuesday, May 25, 2021. European Union leaders gather for a second day of meetings to discuss the coronavirus pandemic and to assess new measures on how to meet targets to become climate-neutral by mid-century. (Olivier Hoslet, Pool via AP)<\/p>\n<p>La Commissione europea, al momento, \u00e8 molto pi\u00f9 in linea con Draghi che con Schaeuble e ha comunicato che anche nel 2022 il patto di Stabilit\u00e0 rimarr\u00e0 sospeso: nessun obbligo di portare il deficit al 3 per cento e spingere il debito verso il 60 per cento del Pil (oggi l\u2019Italia \u00e8 intorno al 160).<\/p>\n<p>\u00abSappiamo tutti che i deficit di bilancio dovranno essere ridotti rispetto ai livelli eccezionali di quest\u2019anno e dello scorso anno\u00bb, ha detto Paolo Gentiloni, Commissario europeo all\u2019Economia, \u00abtuttavia, ci\u00f2 deve essere fatto in modo tale da non ripetere l\u2019errore di sacrificare gli investimenti pubblici e altre spese produttive necessarie per la futura crescita delle nostre economie\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre il patto \u00e8 sospeso, per\u00f2, \u00e8 in corso un dibattito tecnico e politico su come ripensarlo. Schaeuble lo sa, come sa che da settembre verr\u00e0 meno la leadership di Angela Merkel e, nel vuoto, la posizione di Draghi diventer\u00e0 pi\u00f9 rilevante.<\/p>\n<p>La partita per il futuro dell\u2019Europa, insomma, \u00e8 cominciata e si disputa\u00a0 come sempre sul campo del debito pubblico italiano. La posta in gioco \u00e8 la ripresa dell\u2019economia italiana e il suo destino<\/p>\n<p>*( Stefano Feltri Direttore di \u00a0Domani)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>06 &#8211; MESSAGGIO DELL\u2019ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI FILIPPO GRANDI NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L\u2019OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attivista LGBTIQ1 Bianka Rodriguez marcia con la bandiera arcobaleno in una parata per i diritti delle persone trans a San Salvador, El Salvador.<\/p>\n<p>Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro l\u2019omofobia e la transfobia, penso ai molti rifugiati LGBTIQ+ che ho incontrato per i quali gli abusi e le offese sono diventati una realt\u00e0 quotidiana. Purtroppo, il dolore spesso inizia nelle loro stesse case, con le loro famiglie \u2013 distruggendo l\u2019unica rete di cui tanti rifugiati mi hanno detto di avere pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n<p>Chiedo ai paesi di tenere le loro porte aperte alle persone LGBTIQ+ che hanno bisogno di un rifugio.<\/p>\n<p>Tenuta sotto la minaccia delle armi, abusata dalla sua stessa madre e costretta a lasciare la scuola a causa di bullismo perch\u00e9 trans, Bianka ora lavora per garantire leggi eque e per costruire reti di sostegno per le persone LGBTIQ+ in El Salvador, comprese quelle costrette a fuggire dalle loro case e comunit\u00e0 a causa del loro orientamento sessuale o identit\u00e0 di genere. Oggi, sono orgoglioso di annunciare che l\u2019UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha scelto Bianka come la nostra prima sostenitrice di alto profilo trans, in modo che possa unirsi a noi nel nostro lavoro per proteggere e sostenere le persone LGBTIQ+ che sono state costrette a fuggire in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Le relazioni tra persone dello stesso sesso sono criminalizzate in oltre 70 paesi, e sei paesi le hanno classificate come punibili con la morte. In altri paesi, le persone LGBTIQ+ subiscono discriminazioni che impediscono loro di andare a scuola, trovare lavoro o gestire le proprie attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Le persone LGBTIQ+ spesso subiscono uno stigma simile quando arrivano nei paesi vicini. Sono ad alto rischio di abusi e violenze di genere e spesso ricevono poca o nessuna protezione dalla polizia. Spesso vengono loro negati i servizi di base, come l\u2019assistenza sanitaria e legale.<\/p>\n<p>L\u2019UNHCR \u00e8 impegnata a salvaguardare i diritti delle persone LGBTIQ+ che sono state costrette a fuggire. Per fare questo, continuiamo a lavorare con gli alleati LGBTIQ+ della societ\u00e0 civile, del settore pubblico e privato e del mondo accademico per assicurarci che i rifugiati siano ascoltati e inclusi nelle decisioni che riguardano loro e le loro comunit\u00e0. Ci affidiamo a persone come Bianka che ci guidano e ci dicono cosa funziona.<\/p>\n<p>Viviamo in un mondo che \u00e8 sempre pi\u00f9 a corto di soluzioni per i rifugiati. La possibilita\u2019 di essere reinsediati in un paese terzo \u2013 spesso l\u2019unica soluzione o quella pi\u00f9 sicura per i rifugiati LGBTIQ+ \u2013 \u00e8 oggi ai minimi storici. Finch\u00e9 persiste la persecuzione basata sull\u2019orientamento sessuale e l\u2019espressione di genere, chiedo ai paesi di fare un passo avanti per le persone LGBTIQ+, che sono spesso a maggior rischio e con bisogni di sicurezza pi\u00f9 urgente<\/p>\n<p>Ogni persona LGBTIQ+ deve poter vivere in pace e sicurezza nel proprio paese. L\u2019UNHCR continuer\u00e0 a battersi per questo. Fino ad allora, abbiamo bisogno che le nazioni accolgano coloro che cercano rifugio, e l\u2019UNHCR si assicurer\u00e0 che i rifugiati LGBTIQ+ ricevano il supporto di cui hanno bisogno, ovunque essi siano.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Angela Schir\u00f2*: LA FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, LA NOSTRA FESTA. La Repubblica si identifica per gli italiani con il ritorno alla libert\u00e0 e con la nascita della democrazia.<\/strong> Non \u00e8 una lettura di parte o un\u2019interpretazione politica, ma semplicemente un dato della Storia nel quale tutti dovrebbero riconoscersi.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 nata dalla contrastata volont\u00e0 di lasciarsi alle spalle lunghi anni di dittatura e di privazione delle libert\u00e0, i lutti di una guerra, le responsabilit\u00e0 di una monarchia pavida di fronte al fascismo e incapace di assicurare una guida in un momento di sbandamento, l\u2019arretratezza e la povert\u00e0 di grandi aree del Paese e di ampie fasce di popolazione.<\/p>\n<p>La Repubblica si \u00e8 fecondata soprattutto dell\u2019anelito di rinnovamento della Resistenza, che ci ha consentito di conquistare le libert\u00e0 civili e di dare un\u2019anima progressiva alla Costituzione. Quella Costituzione che ci indica le condizioni per rinnovare con equit\u00e0 la societ\u00e0 italiana partendo dai valori del lavoro e dell\u2019uguaglianza in un contesto di pace e di cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>La Repubblica, dunque, per gli italiani \u00e8 libert\u00e0, democrazia, solidariet\u00e0, prospettiva di cambiamento, dialogo con gli altri popoli e con gli stati democratici dell\u2019Europa e del mondo.<\/p>\n<p>In molte di queste realt\u00e0 democratiche vi sono le comunit\u00e0 italiane pi\u00f9 numerose e pi\u00f9 dinamiche. Anche per questo, la festa della Repubblica \u00e8 la pi\u00f9 amata dagli italiani all\u2019estero, quella nella quale la grande maggioranza di loro si riconosce, al di l\u00e0 delle diverse convinzioni ideali e politiche. Tutte legittime, se manifestate nel rispetto dei principi democratici su cui la Repubblica si basa.<\/p>\n<p>Oggi, il messaggio di unit\u00e0, di solidariet\u00e0 tra tutti gli italiani, di liberazione dal bisogno e di tutela della persona e della vita \u2013 tutti valori fondanti dello spirito repubblicano \u2013 rappresenta la molla per superare definitivamente la minaccia della pandemia e risalire dal baratro della crisi nella quale essa ci ha precipitati.<\/p>\n<p>Per la prima volta non potremo stringerci le mani e guardarci negli occhi in nome della Repubblica italiana. Tuttavia, sentiremo con ancora maggiore intensit\u00e0 la forza dello spirito repubblicano e il suo messaggio pi\u00f9 autentico, che \u00e8 quello di andare avanti con reciproca solidariet\u00e0 e con il coraggio di vincere anche questa difficile prova.<\/p>\n<p>Viva la Repubblica italiana!<\/p>\n<p>Angela Schir\u00f2<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>07a &#8211; Francesca La Marca*: FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. La Repubblica \u00e8 amore di libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>e fedelt\u00e0 alla democrazia. Impegno di ripresa e ritorno a una socialit\u00e0 piena e serena.<\/strong><\/p>\n<p>Cari amici,<\/p>\n<p>anche quest&#8217;anno non sar\u00e0 possibile festeggiare insieme la nostra Festa, ma anche a distanza saremo uniti nel celebrare il nostro Paese. L&#8217;Italia vuole ripartire e sta riaprendo. \u00a0Sono certa che, come \u00e8 sempre successo nei momenti difficili, gli italiani all\u2019estero ci saranno e faranno la loro parte.<\/p>\n<p>Viva la Repubblica italiana!<\/p>\n<p>*( n. Francesca La Marca &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Ripartizione Nord e Centro America)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>08 &#8211; ARGENTINA | Rosica (Coordinatore MAIE Mor\u00f3n): \u201cComites assente, ci vuole un cambio radicale\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Gerardo Rosica, coordinatore MAIE Mor\u00f3n, punta il dito contro il Comites e il suo presidente, Francesco Rotundo: \u201cLo diciamo con amarezza, ma con estrema chiarezza: a Mor\u00f3n il Comites non fa nulla per dare risposte alla comunit\u00e0 italiana; qui abbiamo un Comites assente, incapace di offrire servizi proprio nel momento in cui i connazionali ne hanno pi\u00f9 bisogno\u201d. E ancora: \u201cLa comunit\u00e0 italiana di Mor\u00f3n si merita un Comites attivo e presente: lo avr\u00e0 quando il MAIE avr\u00e0 vinto le elezioni\u201d<\/p>\n<p>\u201cNella comunit\u00e0 italiana della circoscrizione consolare di Mor\u00f3n esiste un profondo malessere, causato della mancanza di risposte da parte del Comites locale alle innumerevoli lamentele dei connazionali rispetto ai servizi consolari erogati dall\u2019Agenzia consolare. Succede, infatti, che il Comites \u00e8 sordo e cieco di fronte alle esigenze dei nostri compatrioti\u201d. Lo dichiara in una nota Gerardo Rosica, coordinatore del MAIE a Mor\u00f3n, Argentina.<\/p>\n<p>\u201cConosciamo fin troppo bene la critica situazione in cui versa la rete consolare italiana in Argentina, con la cronica carenza di personale a cui da oltre un anno si aggiungono i problemi causati dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni. Ma pur essendo la situazione, in generale, la stessa in tutta l\u2019Argentina, nelle altre circoscrizioni consolari i Comites ascoltano le richieste dei connazionali e assolvono alla loro funzione di intermediari tra la comunit\u00e0 e le autorit\u00e0 consolari. Fa eccezione il Comites di Mor\u00f3n, che brilla per la sua assenza. Silenzio totale da parte del presidente del Comitato, che non d\u00e0 voce agli italiani e agli italo-argentini e ai loro problemi. Non solo: il Comites \u00e8 chiuso dall\u2019inizio della pandemia e lui non ha attivato alcun canale di comunicazione alternativo, lasciando i nostri connazionali completamente alla deriva\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLo diciamo con amarezza, ma con estrema chiarezza: a Mor\u00f3n il Comites non fa nulla per dare risposte ai connazionali; qui abbiamo un Comites assente, incapace di offrire servizi proprio nel momento in cui i connazionali ne hanno pi\u00f9 bisogno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCome MAIE Mor\u00f3n \u2013 sottolinea in conclusione Rosica \u2013 continuiamo ad offrire ascolto e assistenza alle diverse domande che ci arrivano dai nostri fratelli italiani e italo-argentini. Ci stiamo inoltre preparando per poter cambiare la situazione che riguarda il Comites: lo faremo quando si terranno le prossime elezioni, a dicembre. La comunit\u00e0 italiana di Mor\u00f3n si merita un Comites attivo e presente: lo avr\u00e0 quando il MAIE avr\u00e0 vinto le elezioni\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; TENDENZE DEMOGRAFICHE IN EUROPA E NEL MONDO<\/strong>*1. La Population Division dell\u2019ONU, in uno studio aggiornato ogni due-tre anni (ultima edizione 2018), scrive che nel 2015 la met\u00e0 dei paesi cosiddetti in via di sviluppo aveva in corso politiche d\u2019intervento per moderare la crescita della popolazione, mentre il 44% dei paesi cosiddetti sviluppati aveva politiche tese a favorire la crescita della popolazione. Puntualizza poi che, su 201 paesi censiti, sono 83 quelli con fecondit\u00e0 inferiore al numero 2,1 che, un po\u2019 convenzionalmente, si assume equivalere al rimpiazzo delle generazioni e a un\u2019ipotetica stabilit\u00e0 della popolazione.<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019Europa, secondo una pi\u00f9 recente valutazione dell\u2019UNFPA (\u201cbraccio esecutivo\u201d dell\u2019ONU Population Division) sarebbero 27 i paesi nei quali sono attive politiche tese ad aumentare la fecondit\u00e0: erano solo 8 nel 1986. E evidente che sta crescendo l\u2019attenzione e l\u2019impegno di molti paesi verso la possibilit\u00e0 d\u2019influenzare i propri trend demografici.<\/p>\n<p>La definizione di \u201cpolitiche di popolazione\u201d \u00e8 ampia, e richiede alcune precisazioni. Sono in generale inclusi tutti gli interventi relativi al welfare. dal sostegno al reddito delle famiglie alle pensioni agli aiuti alle giovani generazioni, e naturalmente anche gli interventi intesi ad aumentare le nascite. Discorso a parte va fatto per le politiche che hanno l\u2019obiettivo di diminuire le nascite. Orientarsi \u00e8 impresa complicata, soprattutto nelle comparazioni fra paesi e volendo concentrare l\u2019attenzione sulle politiche nataliste, in particolare in Europa, dove si stanno espandendo con indirizzi apparentemente assai differenziati e per ora senza un coordinamento. Senza dimenticare che, come gli specialisti sottolineano, esistono politiche dirette e politiche indirette, esplicite e non esplicite, nelle quali gli obbiettivi natalisti esistono ma sono nascosti, come ad esempio per quelli pi\u00f9 recenti in Germania. Concentriamoci sulle politiche nataliste in Europa.<\/p>\n<p>Il problema di orientarsi e di apprezzare l\u2019efficacia delle politiche di popolazione lo ha anche l\u2019UNFPA, che ha commissionato alla scuola demografica di Vienna dello IIASA un ampio studio aggiornato a inizio 2020 (\u201cPolicy responses to low fertility: how effective are they?\u201d, UNFPA Population &amp; Development Branch).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MET\u00c0 DEL MONDO SOTTO IL RIMPIAZZO<\/p>\n<p>Le premesse sono chiare: oggi la met\u00e0 della popolazione mondiale vive in paesi con fecondit\u00e0 inferiore a 2,1 figli per donna: ormai la bassa fecondit\u00e0 \u00e8 diventata un fenomeno globale. il cui trend calante non si ferma al raggiungimento della soglia detta del rimpiazzo, ma prosegue ulteriormente verso il basso. Si parla da diversi anni di very low fertility per fecondit\u00e0 inferiore a 1,5 figli per donna e di ultra-low fertility sotto 1,3. Tutto ci\u00f2 viene giudicato un risultato inaspettato della transizione demografica globale, cio\u00e8 della sempre maggior quota di popolazione mondiale che vive in paesi ove da tempo, anche da molto tempo (Europa ad esempio), la transizione demografica si \u00e8 conclusa.<\/p>\n<p>Oramai, ci\u00f2 che influisce sulla dinamica della popolazione sono quasi solo le nascite, perch\u00e9 il trend calante della mortalit\u00e0 \u00e8 molto rallentato o quasi arrestato in quella parte del mondo dove anche la fecondit\u00e0 \u00e8 bassa. Ci\u00f2, sostiene lo IIASA, genera preoccupazioni politiche per le conseguenze gi\u00e0 ben note, che vanno dall\u2019indebolimento della \u201cforza demografica\u201d dei singoli paesi all\u2019invecchiamento, all\u2019onere crescente delle pensioni e ai problemi legati ai flussi d\u2019immigrazione compensativi che si sono generati e che si genereranno: \u00abMolti governi che hanno bassa fecondit\u00e0 si stanno indirizzando a politiche della famiglia per stimolare i tassi di natalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>E qui si giunge al punto. Lasciamo parlare Tomas Sobotka*(1) e i collaboratori dello IIASA: \u00abMisurare gli effetti delle politiche della famiglia \u00e8 difficile e pieno d\u2019insidie, con idee sbagliate, questioni etiche, scopi mal definiti, difficolt\u00e0 di misura e limiti nei da-ti\u00bb. Anche perch\u00e9 \u00abmolte politiche sono trainate pi\u00f9 da considerazioni ideologiche che dall\u2019evidenza scientifica. Cambiamenti frequenti e potenzialmente confusionari [delle politiche] rendono difficile valutarne gli effetti\u00bb. Appunto: il problema \u00e8 anche politico, non solo tecnico. La diagnosi sulle cause della bassa fecondit\u00e0 \u00e8 questione dibattuta su cui non ci soffermiamo; per la nostra analisi marxista le potenze industrializzate vedono all\u2019opera una vera e propria legge della popolazione della maturit\u00e0 imperialista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCONSUETUDINI, VALORI, TRADIZIONI&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Concentriamoci sulle politiche e sui loro effetti. Esse si sono evolute e hanno preso gli indirizzi disegnati dalle politiche del welfare dei singoli paesi: \u00abLe consuetudini e i valori, le ideologie prevalenti, le tradizioni religiose, le esperienze storiche [&#8230;] le risorse disponibili e gli esempi di altri paesi hanno dato forma a politiche diverse nei vari paesi [&#8230;] \u201cpacchetti\u201d frequentemente emendati, espansi o revisionati\u00bb.<\/p>\n<p>Si osserva che l\u2019obiettivo di \u201caumentare la natalit\u00e0\u201d raramente \u00e8 espresso in maniera esplicita nei pacchetti di interventi che comprendono, in varia e differenziata misura: premi alla nascita, sostegni in denaro cash e compensazioni per i costi dei figli, sostegno all\u2019occupazione femminile (asili, ecc.), uguaglianza di genere e altri ancora. Per\u00f2 gli obiettivi quantificati sull\u2019aumento della fecondit\u00e0 sono pochi, e quindi come misurare i risultati? Nella tabella riportata nello studio sono presenti solo otto paesi, e solo tre di questi sono significativi per valore assoluto della popolazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NUMERI DELUDENTI<\/p>\n<p>Ecco i risultati nei tre paesi. Giappone: nel 2016 \u00e8 stato posto l\u2019obbiettivo di 1,8 figli per donna, senza precisare per quale anno; era 1,44 nel 2015 e nel 2018 \u00e8 calato a 1,42. Corea del Sud: obiettivo 1,5 nel 2020; era 1,21 nel 2014 e nel 2018 \u00e8 sceso a 0,98. Russia: obiettivo 1,98 nel 2025; era 1,31 nel 2006 ed \u00e8 salito a 1,58 nel 2018.<\/p>\n<p>I risultati sembrerebbero molto deludenti, ma ovviamente il problema non \u00e8 valutabile solo con questi numeri, anche perch\u00e9 il legame fra fecondit\u00e0 e natalit\u00e0 non \u00e8 meccanico, intervenendo pesantemente il numero assoluto di donne in et\u00e0 fertile. Poi c\u2019\u00e8 la questione della spesa, cio\u00e8 dell\u2019investimento mirato agli effetti voluti in campo demografico, che sono in fondo l\u2019incremento della fecondit\u00e0 come premessa per l\u2019aumento della popolazione. Sono stati fatti numerosi studi e simulazioni, con lo scopo di quantificare l\u2019entit\u00e0 ottimale della spesa per ottenere il risultato voluto. Alcuni arrivano perfino a valutare che un incremento di un decimo della quota di bimbi che frequenta asili e scuole materne produrrebbe una crescita di quasi un decimale della fecondit\u00e0. In generale, la correlazione risulta essere positiva: pi\u00f9 elevate quote di PIL dedicate alle politiche nataliste si tradurrebbero, nel tempo, non meccanicamente e con diverse eccezioni, in valori pi\u00f9 alti (o, per meglio dire, meno bassi) di fecondit\u00e0.<\/p>\n<p>In sintesi, questo studio afferma: primo, \u00abmolte ricerche empiriche trovano che trasferimenti prolungati nel tempo di soldi [cash] hanno un piccolo ma positivo effetto sulla fecondit\u00e0\u00bb-, secondo, che \u00abcomplessivamente, i trasferimenti di soldi [cash] possono aiutare i singoli nelle loro decisioni di fare figli, ma l\u2019impatto sulla fecondit\u00e0 \u00e8 piuttosto basso\u00bb. Si ritorna quindi al pi\u00f9 generale giudizio sull\u2019efficacia delle politiche nataliste, che sarebbero in grado di rallentare le tendenze ma non di invertirne la corsa. Secondo lo IIASA, non ci sarebbe una regola generale: \u00abLe politiche della famiglia possono avere successo solo se sono pro-gettate tenendo in conto le caratteristiche della societ\u00e0 nella quale vengono applicate\u00bb (\u201cFamily policies\u201d, 2013). Il caso francese conferma questo netto giudizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DIFFERENZE FRA PAESI<\/p>\n<p>Qui le differenze le fanno i singoli paesi, le tradizioni, la storia, le volont\u00e0 e le capacit\u00e0 politiche di passare da diagnosi ormai scontate a strategie efficaci d\u2019intervento. Uno dei pi\u00f9 convinti sostenitori in Europa dell\u2019efficacia della spesa in politiche della famiglia per alzare la fecondit\u00e0 \u00e8 G\u00e9rard-Fran\u00e7ois Dumont, professore alla Sorbona di Parigi, membro della Pontificia Accademia delle Scienze, animatore di \u201cPopulation &amp; Avenir\u201d, il cui titolo \u00e8 gi\u00e0 un programma. Da questa rivista abbiamo tratto il diagramma posto accanto al titolo. Il commento \u00e8 deciso: \u00abPer quattro quinti dei paesi dell\u2019Unione Europea, la correlazione \u00e8 dunque incontestabile: i paesi che consacrano di pi\u00f9 alle prestazioni famigliari hanno pi\u00f9 alta fecondit\u00e0\u00bb. Emergono due casi: la Francia in positivo, e si parla quindi di \u201ceccezione francese\u201d, e la Germania in negativo, e si potrebbe parlare di \u201critardo tedesco\u201d, perch\u00e9 i due paesi hanno pari spesa ma fortissima differenza di fecondit\u00e0, a netto vantaggio della Francia. Posto che anche la Francia sul lungo periodo mostra di non poter contrastare la legge della popolazione della maturit\u00e0 imperialista, sono casi che richiedono un approfondimento.<\/p>\n<p>Le considerazioni di Dumont vanno collocate in un quadro pi\u00f9 generale. Primo: la sua \u00e8 solo una \u201cfotografia\u201d di un fenomeno che ha una sua dinamica. Secondo, e forse pi\u00f9 importante: la difficolt\u00e0, chiaramente illustrata dallo IIASA, di misurare questi fenomeni e di disporre di dati attendibili e confrontabili \u00e8 reale. I dati sulla fecondit\u00e0 in Europa sono certo da considerarsi attendibili. Ma la UE, e quindi i singoli paesi, forniscono in maniera poco disaggregata i dati sulla spesa relativa alle politiche di welfare; la quota indirizzata specificamente alle politiche nataliste \u00e8 difficilmente valutabile, anche perch\u00e9 gli obiettivi\u00a0 sono spesso \u201cnascosti\u201d.<\/p>\n<p>Certamente la dinamica della spesa dedicata alle politiche nata- liste punta verso l\u2019alto in Europa nel nuovo secolo. Per completare la fotografia di Dumont, dai dati Eurostat abbiamo ricavato la spesa del capitolo \u201cfamily &amp;children\u201d dal 2009 al 2017, e l\u2019abbiamo rapportata ai destinatari effettivi, quindi alla popolazione 0-14 anni. Nel periodo la Germania \u00e8 passata da 6.000 a quasi 9.000 euro pro capite, in crescita continua;\u00a0 la Svezia parte dagli stessi valori, e poi si assesta appena sotto 8.000 euro; la Francia \u00e8 sui 4.000 quasi stazionari (4.500 nel 2017); l\u2019Italia parte da 2.000 euro con un\u2019accelerazione dal 2015, raggiungendo 3.500 nel 2017. Con tutte le cautele espresse sopra, si ha comunque un raffronto di massima che corrisponde alle strategie, o alle non-strategie, messe in campo dai quattro paesi nell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL PESO DELLA PANDEMIA<\/p>\n<p>La pandemia sta operando sui trend demografici. Decessi aumentati,\u00a0 soprattutto nelle fasce pi\u00f9 alte d\u2019et\u00e0. Nascite diminuite: i primi dati mostrano cali fino al 15-20% in Europa. Aspettativa di vita bruscamente calata. Piramidi delle et\u00e0 pi\u00f9 strette, non solo al vertice ma anche alla base.\u00a0 L\u2019inverno demografico sar\u00e0 ancora pi\u00f9 freddo.<\/p>\n<p>1 *(Fonte. Population&amp;Avenir.)<\/p>\n<p>2*( Tomas Sobotka guida il gruppo di ricerca VID sulla demografia europea comparata.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; <\/strong><strong>Claudia Fanti*: <\/strong><strong>BRASILE. STOP ZOOM, ORA \u00c8 IN PIAZZA IL GRIDO \u00abFORA BOLSONARO\u00bb. IL DISCREDITO TRAVOLGE ANCHE I SUOI MINISTRI, A PARTIRE DA QUELLO DELL\u2019AMBIENTE<\/strong><\/p>\n<p>Finalmente fuori da Zoom, oltre le proteste sulle reti sociali, il grido \u00abFora Bolsonaro\u00bb \u00e8 risuonato ieri, malgrado la pandemia, anche per le strade e le piazze di oltre 200 citt\u00e0 brasiliane, nella convinzione che il governo sia \u00abpi\u00f9 pericoloso del virus\u00bb.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la Colombia, non \u00e8 il Cile, ma anche in Brasile l\u2019esasperazione \u00e8 profonda: \u00abIl popolo brasiliano \u2013 scrive il Movimento dei senza terra in un tweet \u2013 ha un grido intrappolato in gola. Il 29 maggio, con ogni precauzione possibile contro il Covid 19, tutti a difendere la vita e a lottare per Fora Bolsonaro!\u00bb.<\/p>\n<p>Tra innumerevoli appelli a rispettare i protocolli di sicurezza, sindacati, partiti, associazioni di studenti, movimenti popolari, a cominciare dal Frente Brasil Popular e dal Frente Povo sem Medo, e anche settori estranei alla sinistra tradizionale sono scesi in piazza contro la perdita di diritti sociali, la disoccupazione, la criminale gestione della pandemia \u2013 oggetto della Commissione parlamentare d\u2019inchiesta tuttora in corso -, esigendo l\u2019approvazione del sussidio di emergenza e la vaccinazione di massa contro il Covid.<\/p>\n<p>\u00abSappiamo del momento critico della pandemia \u2013 ha dichiarato la presidente del Pt Gleisi Hoffmann -, ma siamo anche consapevoli delle condizioni critiche del popolo, che senza reddito e senza impiego si espone tutti i giorni al contagio per sopravvivere, senza alcuna forma di sostegno da parte del governo\u00bb. Si spiega cos\u00ec l\u2019emorragia di consensi che sta soffrendo il presidente, bocciato, secondo l\u2019ultimo sondaggio di Poder Data, dal 59% della popolazione: se le elezioni ci fossero oggi, Lula lo batterebbe al primo turno di quasi 20 punti, 41% contro 23%. Eppure, da parte di Bolsonaro, non c\u2019\u00e8 alcun ripensamento. Tant\u2019\u00e8 che mentre gli scienziati lanciano l\u2019allarme sul rischio di una terza ondata di Covid, ancora pi\u00f9 micidiale dell\u2019ultima \u2013 i casi di contagio hanno ripreso a crescere e cos\u00ec il numero di morti, giunto a oltre 459mila -, il presidente si \u00e8 rivolto al Supremo tribunale federale affinch\u00e9 dichiari inconstituzionali le misure di quarantena disposte contro la pandemia da governatori e sindaci.<\/p>\n<p>Ma il discredito travolge anche i suoi ministri, a cominciare da quello dell\u2019Ambiente, Ricardo Salles, lasciato incredibilmente al suo posto da Bolsonaro malgrado l\u2019indagine giudiziaria aperta contro di lui per contrabbando di prodotti forestali negli Stati uniti e in Europa.<\/p>\n<p>Come \u00abil miglior ministro dell\u2019Ambiente nella storia del Brasile\u00bb lo ha anzi definito il terzogenito del presidente, Eduardo, dopo l\u2019irruzione nei suoi uffici ordinata alla polizia federale dalla Corte suprema e la sospensione immediata di dieci funzionari, compreso il presidente dell\u2019Ibama Eduardo Bim, responsabile di aver sospeso l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019autorizzazione dell\u2019organismo all\u2019esportazione di legname.<\/p>\n<p>Un\u2019operazione, quella della polizia federale, che ha preso il nome di una divinit\u00e0 degli indigeni arara, Akuanduba, suonatrice di flauto con il compito di riportare armonia nel mondo. Ma quanto tale compito appaia oggi proibitivo in Brasile lo indica anche la denuncia di Survival International relativa al progetto governativo di aprire le terre di alcuni popoli incontattati a uno sfruttamento dalle conseguenze letali, abolendo le ordinanze d\u2019emergenza che attualmente proteggono i loro territori da trafficanti di legname, imprenditori agricoli e accaparratori di terra. Un piano che, secondo gli esperti, potrebbe causare l\u2019estinzione di diversi popoli incontattati e la distruzione di circa un milione di ettari di foresta pluviale, un\u2019area pari a tre volte la Valle D\u2019Aosta.<\/p>\n<p>*( Claudia Fanti corrispondente da San Paolo , da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Luca Tancredi Barone*: SCIENZA. IL CIELO STELLATO E SCONOSCIUTO. APPENA PUBBLICATI I RISULTATI DI UNO STUDIO INTERNAZIONALE E INCROCIATO SULLA \u00abMAPPA DELL\u2019ENERGIA OSCURA\u00bb. I DATI RACCOLTI SI BASANO SU 226 MILIONI DI GALASSIE, MA SI STIMA CHE NE ESISTANO 2MILA MILIARDI.<\/strong><\/p>\n<p>Le verifiche si sono svolte nell\u2019Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo, in Cile. Coinvolte pi\u00f9 di 25 istituzioni di 7 paesi, la ricerca verte su 758 notti di osservazione. Marco Gatti (Universit\u00e0 della Pennsylvania): \u00abHo visto la cartografia completa, mi ha tolto il respiro\u00bb<\/p>\n<p>Come sa qualsiasi studente di liceo, diceva Kant che c\u2019erano solo due cose che riempivano il suo animo di \u00abammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto pi\u00f9 spesso e pi\u00f9 a lungo la riflessione si occupa di esse\u00bb, e una delle due era quello che oggi chiameremmo il cosmo. Ma gli occhi con cui il grande filosofo di K\u00f6nigsberg osservava il cielo stellato pi\u00f9 di 200 anni fa erano senza dubbio assai diversi da quelli con cui lo osservano oggi gli astronomi e i cosmologi di tutto il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUESTA SETTIMANA \u00e8 stata pubblicata una batteria di 26 articoli scientifici, che coinvolgono pi\u00f9 di 400 scienziate e scienziati di 25 istituzioni scientifiche in sette paesi, sulla Dark Energy Survey, una specie di cartografia dell\u2019\u00abenergia oscura\u00bb (che secondo i cosmologi \u00e8 responsabile dell\u2019espansione accelerata dell\u2019universo), basata su 758 notti di osservazione di ben un ottavo della volta celeste. I dati pubblicati questa settimana si riferiscono ai primi tre dei sei anni che \u00e8 durato il progetto, e si basano su 226 milioni di galassie. \u00c8 un numero di oggetti da capogiro, anche se solo una piccola percentuale di tutte le galassie che si stima esistano (circa 2mila miliardi): per la cronaca, e per togliere ogni tentazione di superbia antropocentrica, ogni galassia pu\u00f2 essere costituita da centinaia di milioni di stelle.<\/p>\n<p>Ma l\u2019oggetto di questa survey, effettuata grazie a una fotocamera della bellezza di 570 megapixels montata sul telescopio V\u00edctor Manuel Blanco di 4 metri di diametro, nell\u2019Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo, in Cile, non sono in realt\u00e0 n\u00e9 le stelle, n\u00e9 le galassie, ma tutto quello che invece non vediamo: la materia oscura (che tiene insieme le galassie) e, appunto, l\u2019energia oscura, che insieme costituiscono il 95% dell\u2019universo. Se ci si pensa, \u00e8 sconcertante: in pratica, tutta la materia che conosciamo e possiamo immaginare, le stelle, i pianeti, ogni elemento della tavola periodica, tutto insieme questo forma solo un ventesimo della realt\u00e0. Sul resto, che sappiamo deve esserci perch\u00e9 altrimenti i nostri modelli cosmologici non reggono, abbiamo solo qualche idea vaga e molti interrogativi.<\/p>\n<p>La Dark Energy Survey ha come obiettivo proprio quello di dare qualche risposta su come \u00e8 fatto l\u2019universo a grande scala, almeno negli ultimi sette miliardi di anni, e confermare o smentire se l\u2019idea che ce ne siamo fatti regge alla prova dei fatti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, PI\u00d9 O MENO, REGGE: la distribuzione della massa osservata su questo campione enorme di oggetti cosmologici \u00e8 in linea con le osservazioni precedenti, soprattutto con quelle del satellite dell\u2019Agenzia spaziale europea Planck, i cui dati avevano misurato precisamente la radiazione di fondo dell\u2019universo com\u2019era \u00absolo\u00bb 400mila anni dopo il Big Bang, avvenuto circa 13 miliardi di anni fa. Le piccole fluttuazioni di questa radiazione indicano come la materia si \u00e8 poi distribuita nell\u2019universo nel corso della sua evoluzione. La radiazione di fondo infatti non \u00e8 proprio uniforme, ma \u00e8 come un foglio rugoso: da lontano sembra uniforme, ma se ci passiamo il dito sopra presenta irregolarit\u00e0. La survey ha osservato che la materia \u00e8 leggermente meno grumosa di quanto previsto, anche se non \u00e8 ancora chiaro perch\u00e9.<\/p>\n<p>Fra gli scienziati coinvolti, tre degli autori principali di diversi degli articoli scientifici pubblicati questa settimana sono italiani: Giulia Giannini, dottoranda dell\u2019Istituto di fisica delle alte energie (Ifae) di Barcellona, Marco Raveri e Marco Gatti, entrambi postdoc dell\u2019universit\u00e0 della Pennsylvania. \u00ab\u00c8 stato come se nel 1300 ti avessero consegnato una mappa dettagliata della terra\u00bb, racconta Gatti al manifesto. \u00ab\u00c8 la cartografia della materia oscura, che non possiamo vedere, pi\u00f9 grande e dettagliata disponibile: io sono stato il primo a vederla completata, e in quel momento mi ha tolto il respiro\u00bb, spiega.<\/p>\n<p>Gatti, Raveri e Giannini sono molto giovani, e nonostante questo sono gli autori principali di alcuni di questi articoli che segneranno una svolta non solo nella cosmologia, ma anche nelle loro carriere: \u00absi tratta di una collaborazione da sempre aperta ai ricercatori pi\u00f9 giovani\u00bb, dice questo 31enne di Albissola Marina (Savona). Il compito di Gatti e dei suoi colleghi \u00e8 stato quello di ideare un algoritmo statistico capace di valutare, grazie a un fenomeno relativistico dovuto al fatto che la concentrazione di materia devia la luce (noto come \u00ablente gravitazionale debole\u00bb), la distribuzione delle masse lungo la nostra linea di vista, cio\u00e8 la ragnatela cosmica lungo la quale si distribuiscono gli ammassi di galassie e la materia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>INOLTRE HA CREATO il catalogo di tutte queste galassie e misurato i loro parametri fisici e infine, assieme a Giannini, ha ideato un metodo statistico affidabile per stimarne le distanze senza doverle misurare individualmente.<\/p>\n<p>\u00abMa per fare tutto questo ci vogliono potenze di calcolo enormi, 40 milioni di ore di CPU dei supercomputer pi\u00f9 potenti del mondo\u00bb, osserva Gatti.<\/p>\n<p>Ai tempi di Kant non era neppure chiaro che il sole fosse una delle stelle, n\u00e9 che formasse parte di una galassia, n\u00e9 \u2013 meno ancora \u2013 che potessero esisterne delle altre. Il ventesimo secolo \u00e8 stato quello in cui si \u00e8 scoperta l\u2019espansione dell\u2019universo, e la radiazione cosmica di fondo, la firma inequivocabile di un Big Bang. Ma il cosmo del 21\u00ba secolo si annuncia ancora pi\u00f9 promettente per l\u2019\u00abammirazione e venerazione\u00bb dei cosmologi: oggi si possono misurare parametri cosmologici con una precisione inimmaginabile anche solo 20 anni fa, e possediamo infrastrutture informatiche capaci di gestire moli impressionanti di Big data.<\/p>\n<p>\u00abSIAMO ENTRATI nell\u2019era della cosmologia di precisione\u00bb, riflette Gatti. \u00ab\u00c8 pi\u00f9 difficile fare scoperte mozzafiato, \u00e8 tutto pi\u00f9 lento, lo sforzo cooperativo di centinaia di ricercatori in tutto il mondo \u00e8 ingente. Ma i progressi, anche se minimi, sono fondamentali, e, proprio come al Cern per la fisica delle particelle, ci permetteranno di ridisegnare i modelli di come funziona l\u2019universo. Per ora il modello cosmologico standard sembra tenere: ma non metterei la mano sul fuoco che fra 10 anni sia ancora cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SCHEDA. SAMANTHA CRISTOFORETTI COMANDER\u00c0 LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE<\/p>\n<p>Samantha Cristoforetti sar\u00e0 al comando della Stazione Spaziale Internazionale. Accadr\u00e0 nella primavera del 2022, come annuncia l\u2019Agenzia Spaziale Europea, nell\u2019ambito della \u00abExpedition 68\u00bb a bordo di una capsula Crew Dragon di SpaceX. Nella missione saranno con lei anche gli astronauti Nasa Kjell Lindgren e Bob Hines.<\/p>\n<p>Terza donna al mondo a guidare la Stazione Spaziale Internazionale, dopo due colleghe di nazionalit\u00e0 americana, sar\u00e0 la seconda astronauta di origine europea (il primo \u00e8 stato Frank De Winne). Il comando della Stazione era gi\u00e0 stato in precedenza affidato all\u2019italiano Luca Parmitano (\u00abExpedition 61\u00bb), vero \u00e8 che nel caso di Cristoforetti, nata a Milano nel 1977 e dal 2015 ambasciatrice Unicef, si tratta di una prima volta, nella congiunzione di \u00abdonna europea\u00bb, in questo senso arrivano le congratulazioni da parte di Palazzo Chigi che ha consegnato i propri entusiasmi ai social. La sua nomina \u00ab\u00e8 un\u2019ispirazione per un\u2019intera generazione che sta concorrendo per entrare nel corpo astronauti dell\u2019Esa\u00bb, ha dichiarato il direttore generale dell\u2019Esa Josef Aschbacher. E anche lei stessa dichiara di essere \u00abonorata\u00bb della convergenza di scelte sul suo nome, gi\u00e0 ampiamente riconosciuto, la responsabilit\u00e0 di rappresentanza che le viene conferita. \u00abSono onorata \u2013 aggiunge l\u2019astronauta \u2013 della mia nomina alla posizione di comandante e non vedo l\u2019ora di attingere all\u2019esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare una squadra molto competente in orbita\u00bb.<\/p>\n<p>Della sua competenza internazionale avevamo gi\u00e0 consistenti conferme, astronauta ingegnera e aviatrice, tra il 2014 e il 2015, Samantha Cristoforetti con la missione Expedition 42\/ Expedition 43 \u00e8 stata nello spazio per 199 giorni, raggiungendo cos\u00ec il record europeo (e il record femminile) di permanenza in un singolo volo. (red. cult.)<\/p>\n<p>*(Giornalista freelance. Laureato in astronomia all&#8217;universit\u00e0 di Bologna)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Brexit. GRAN BRETAGNA NOSTALGIA DI UN PASSATO*. Nel 1884, Greenwich divent\u00f2 l\u2019orologio del mondo, considerato il dominio britannico sui mari, la scelta parve inevitabile\u00bb. <\/strong><strong>Votando per lasciare la UE, la Gran Bretagna ha cercato, come nel 1884, di spostare le lancette dell\u2019orologio: solo che stavolta era esclusivamente il proprio orologio, non quello del mondo; e salvo che l\u2019idea era di riportarlo indietro, piuttosto che verso il futuro\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel libro \u201cBritain alone\u201d, l\u2019editorialista del \u201cFinancial Times\u201d Philip Stephens* ritiene che la decisione di David Cameron di indire un referendum nel 2016 \u00abserviva interessi personali\u00bb -. \u00abIl primo ministro voleva spegnere una ribellione tory per assicurarsi una vita pi\u00f9 tranquilla al 10 di Downing Street\u00bb. Per meri motivi tattici di breve termine, Cameron ha giocato d\u2019azzardo sulla questione strategica del legame europeo.<\/p>\n<p>Quanto a Boris Johnson, \u00ab<em>il sostegno al Brexit era unicamente una questione di ambizione personale: affermare la sua pretesa alla leadership\u00bb.<\/em> Nella ricostruzione di Stephens, l\u2019uscita dalla UE \u00e8 un risultato non voluto per gli stessi leader della campagna Leave: \u00ab<em>Quando Boris Johnson e Michael Gove [&#8230;] apparirono davanti alle telecamere la mattina del 24 giugno, sembrarono scioccati piuttosto che trionfanti [&#8230;] vincere non faceva parte del piano\u00bb.<\/em> Ma una volta avviato il processo di Brexit, Johnson lo ha cavalcato con spregiudicato avventurismo, facendone il motivo portante della scalata a Downing Street.<\/p>\n<p>Secondo Stephens, quindi, nessun concetto strategico ha guidato l\u2019azione dei due leader tory principali artefici del Brexit, che tuttavia ha implicazioni maggiori sulla statura di Londra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DECLINO ATLANTICO E NOSTALGIA<\/p>\n<p>Il sottotitolo del libro \u00e8 \u00abil cammino da Suez al Brexit\u00bb -. un \u00abviaggio doloroso\u00bb tra due mo-menti di illusione nazionale, nella sapiente \u00abgestione del declino relativo\u00bb, ma che \u00abper la maggior parte del tempo \u00e8 somigliato a un duello con la storia, una lotta per aggrapparsi al passato\u00bb.<\/p>\n<p>Ne \u201c<em>L\u2019et\u00e0 della nostalgia\u201d,<\/em> Marta Dass\u00f9 ed Edoardo Campanella indicano che la decisione inglese di lasciare la UE incarna \u00abquesta nuova forma di nazionalismo nostalgico nella sua forma pi\u00f9 pura\u00bb. Non \u00e8 un caso che la nostalgia pervada le vecchie potenze del declino atlantico, anche se il libro documenta l\u2019utilizzo e la manipolazione del passato pure nelle ideologie dell\u2019imperialismo cinese, indiano o turco, com\u2019\u00e8 ovvio e regolare nella produzione dei miti nazionali. Quanto al Regno Unito, gli autori ricordano che nel 1884 \u00abGreenwich divent\u00f2 l\u2019orologio del mondo\u00bb -, \u00abconsiderato il dominio britannico sui mari, la scelta parve inevitabile\u00bb. Ora, il Brexit, osservano Dass\u00f9 e Campanella*, \u00ab<em>ha costituito una sorta di nuovo momento Greenwich\u00bb: \u00abVotando per lasciare la UE, la Gran Bretagna ha cercato, come nel 1884, di spostare le lancette dell\u2019orologio: solo che stavolta era esclusivamente il proprio orologio, non quello del mondo; e salvo che l\u2019idea era di riportarlo indietro, piuttosto che verso il futuro\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Nel volgere lo sguardo al passato, \u00e8 decisiva l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Impero. Non si tratta in realt\u00e0 di una peculiarit\u00e0 britannica, ma riguarda \u00abla maggior parte delle potenze imperiali del recente passato\u00bb, come la Turchia o la Russia: \u00abGli imperi possono anche dissolversi, ma la loro eredit\u00e0 ontologica permea durevolmente le nazioni che ne emergono, le nazioni post-imperiali\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle vecchie potenze in de-clino, la nostalgia sorge dalla paura di perdere i privilegi acquisiti di fronte all\u2019emergere dell\u2019Asia, ai flussi migratori, alla globalizzazione: sono queste le \u00abcause strutturali del rimpianto del passato\u00bb, scrivono gli autori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ANCORAGGIO\u00a0 EOROPEO.<\/p>\n<p>\u201cBritain alone\u201d, spiega Stephens, \u00ab\u00e8 una storia di ambizione gonfiata e circostanze diminuite\u00bb -. \u00abLa dissoluzione di un impero che nel 1945 comprendeva ancora 700 milioni di cittadini ha lasciato la Gran Bretagna alla ricerca di una nuova identit\u00e0, in un mondo dove altre grandi potenze stabiliscono le regole\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDi tanto in tanto\u00bb, i leader politici sono stati \u00ababbastanza coraggiosi da presentare al paese le crude scelte offerte dal declino economico relativo\u00bb, ma \u00abpi\u00f9 spesso hanno cercato di aggrapparsi alle illusioni finch\u00e9 non sono stati sopraffatti dalle circostanze\u00bb. Il \u00abpeccato originale\u00bb, indica Stephens, \u00abappartiene a Winston Churchill\u00bb: la Gran Bretagna \u00abaveva vinto la guerra\u00bb e \u00abnell\u2019immaginazione popolare gli Alleati avevano giocato ruoli secondari nel grande dramma\u00bb. \u00abQui erano le radici dell\u2019eccezionalismo che vide le future generazioni chiudere gli occhi di fronte al mutamento della bilancia di potenza per aggrapparsi invece ai gingilli del prestigio nazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra la Gran Bretagna rifiuta il progetto europeo. Tuttavia, gi\u00e0 nel 1961, dopo il trauma di Suez, Londra sollecita la propria adesione alla CEE, ma si scontra con il veto di Charles de Gaulle. Solo nel 1971 Georges Pompidou toglie il veto gollista, permettendo l\u2019adesione britannica alla CEE nel 1973. Stephens scrive che \u00abci\u00f2 che davvero faceva male era l\u2019evidenza di un declino assoluto, in particolare dopo che la Gran Bretagna si era esclusa dai primi de-cenni dell\u2019integrazione europea\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019adesione alla CEE consentiva \u00abun compromesso percorribile fra l\u2019attrazione del passato e le realt\u00e0 del presente\u00bb. Quanto alla relazione transatlantica, \u00abgi\u00e0 dal 1945 il Foreign Office aveva concluso che la Gran Bretagna sarebbe stata in grado di mantenere un posto al tavolo principale con americani e sovietici solo se si fosse assicurata un ruolo guida in Europa\u00bb. Stephens riferisce che nel 1975, in un discorso ai Comuni, Margaret Thatcher indic\u00f2 che \u00abl\u2019Europa aveva aperto finestre sul mondo che si sarebbero altrimenti chiuse con la fine dell\u2019Impero\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi, nell\u2019accelerazione della contesa, emerge evidente lo storico e in parte strutturale deficit di centralizzazione UE, che tuttavia proprio Londra ha sempre attivamente alimentato. Sergio Fabbrini quantifica il ritardo in-dicando che l\u2019attuazione di Next Generation EU potrebbe richiedere 18 mesi, contro i due dello stimolo USA. Ma la stazza continentale dell\u2019Europa rimane un moltiplicatore\u00a0 di potenza.<\/p>\n<p>Dass\u00f9 e Campanella mostrano come queste ragioni\u00a0 della scelta europea siano capovolte e negate nell\u2019illusione \u201cnostalgia\u201d\u00a0 che si compone in\u201d tre momenti\u201d: \u201cl\u2019et\u00e0 dell\u2019oro\u201d, \u201cidentificata come l\u2019et\u00e0 imperiale\u201d la \u201cgrande frattura\u201d provocata dal \u201clento declino dell\u2019impero\u201d ma anche la decisione del Regno unito di aderire al progetto europeo nel 1973\u00bb; e infine \u00ab.l\u2019attuale insoddisfazione\u00bb. \u00abL\u2019adesione alla UE ha costituito una brusca cesura nel processo altrimenti ininterrotto che ha caratterizzato la storia del Regno Unito sin dall\u2019introduzione della Magna Charta. In teoria, il Brexit dovrebbe chiudere questo ciclo nostalgico riportando la Gran Bretagna alla sua et\u00e0 dell\u2019oro\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SUPERPOTENZA TASCABILE?<\/p>\n<p>Il governo Johnson ha pubblicato a met\u00e0 marzo la \u201cIntegrated Review\u201d di politica estera, sicurezza e difesa, intitolata \u201cGlobal Britain in a competitive age\u201d, che intende definire il ruolo mondiale di Londra per il prossimo decennio. Vi sono indicati lo \u00abspostamento verso l\u2019Indo-Pacifico\u00bb descritto come \u00abil motore della crescita\u00bb globale, e l\u2019aumento dell\u2019arsenale nucleare britannico.<\/p>\n<p>Per il \u201cFinancial Times\u201d, \u00abc\u2019\u00e8 una qualit\u00e0 johnsoniana, che pro-mette la botte piena e la moglie ubriaca, in questa immagine di una Gran Bretagna superpotenza tascabile\u00bb. \u00abUn\u2019inclinazione verso l\u2019Indo-Pacifico ha senso, anche se \u00e8 principalmente una copertura per l\u2019apertura dei mercati\u00bb, ma \u00abc\u2019\u00e8 una discrepanza tra la scala delle ambizioni e le risorse e capacit\u00e0 disponibili\u00bb. Secondo il quotidiano di Londra, \u00absarebbe pi\u00f9 realistico accettare il ruolo della Gran Bretagna come significativa potenza europea, con interessi globali\u00bb. Londra dovrebbe rap-presentare \u00abun solido pilastro europeo della NATO\u00bb. L\u2019inclinazione verso l\u2019Indo-Pacifico ha tratti velleitari, col rischio di sovra-estensione e, soprattutto, \u00aboscura un considerevole buco al cuore del documento: una qualsiasi visione per la cooperazione con il partner pi\u00f9 importante per la sicurezza britannica: l\u2019Europa, e in particolare la UE\u00bb.<\/p>\n<p>Un giudizio analogo compare su \u201cLe Monde\u201d: a pi\u00f9 di 50 anni dalla scelta di Londra \u00abdi integra-re l\u2019Europa, proclamando il suo ri-tiro \u201ca Est di Suez\u201d\u00bb, rinunciando quindi \u00aball\u2019ambizione di essere es-sa stessa una potenza planetaria\u00bb, \u00abstupisce vedere un vicino voltarci ostentatamente le spalle per adottare una strategia solitaria vaga e azzardata, dove la nostalgia imperiale si affianca all\u2019abilit\u00e0 strategica e dove le pretese planetarie sono utilizzate per mascherare lo shock economico del Brexit\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PATERNALISMO AMERICANO<\/p>\n<p>Quanto al deterrente nucleare, Stephens pone l\u2019accento, a rischio di sottostimarne la valenza politico-militare, sulla \u00abcompleta dipendenza\u00bb dell\u2019arsenale britannico dalla \u00abtecnologia americana per rimanere operativo\u00bb, diversamente dalla Force de frappe francese. La relazione con gli USA, scrive Stephens, \u00e8 apparsa sovente \u00abservile\u00bb piuttosto che \u00abspeciale\u00bb, mentre Washington si \u00e8 dimostrata spesso \u00abbrutalmente poco sentimentale\u00bb. Truman cancell\u00f2 senza avvertimenti il programma Lend-Lease, l\u2019aiuto finanziario che aveva sorretto il Regno Unito nel corso della guerra. Durante la crisi di Suez, Eisenhower ordin\u00f2 all\u2019ambasciatore USA alle Nazioni Unite di votare con Mosca, contro il suo alleato: il Tesoro americano blocc\u00f2 l\u2019accesso britannico alla finanza internazionale per soste-nere la sterlina. Persino durante l\u2019idillio Reagan-Thatcher negli anni Ottanta il presidente americano non sent\u00ec l\u2019obbligo di consultare\u00a0 i britannici prima d\u2019invadere l\u2019isola di Grenada nel Commonwealth,\u00a0 o prima di proporre un accordo a Mikhail Gorbaciov che avrebbe mercanteggiato le armi nucleari britanniche. La partecipazione di Londra alla guerra in Irak, in divergenza con l\u2019asse renano, non valse ad assi-curarle voce in capitolo sul dopo Saddam Hussein.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SFORTUNATO TEMPISMO<\/p>\n<p>Se nei tre decenni postbellici, all\u2019avvio di un lungo ciclo di sviluppo per le vecchie potenze, la Gran Bretagna ha maturato, seppur con tormento, la decisione strategica di aderire al progetto europeo, le condizioni odierne della contesa imperialistica, di declino atlantico e tensioni crescenti tra insiemi continentali, rendono quella scelta europea ancora pi\u00f9 cogente. Scrive Stephens:\u00a0 \u00abIl tempismo della decisione di levare l\u2019ancora europea della Gran Bretagna non poteva essere pi\u00f9 sventurato. Le predizioni\u00a0 di uno stabile ordine post-guerra fredda sono state smentite. La storia si \u00e8 mossa nella direzione opposta. La Cina e la Russia hanno sfidato le potenze occidentali\u00bb. Johnson promette ora \u00abuna seconda era elisabettiana, con una \u201cGlobal Britain\u201d bucaniera\u00bb, ma \u00abla realt\u00e0 assomiglia molto di pi\u00f9 a una Gran Bretagna, o forse Inghilterra, da sola\u00bb.<\/p>\n<p>Va sottolineato che, finch\u00e9 permane il tratto multilaterale e liberista del ciclo mondiale, \u00e8 possibile che l\u2019agile vascello britannico riesca a cogliere opportunit\u00e0 e vantaggi sulla scena globale. Ma il permanere della dialettica tra multilateralismo e confronto di potenza avviene a un grado di tensioni accresciuto e ormai su scala continentale.<\/p>\n<p>Dass\u00f9 e Campanella mostrano come queste ragioni della scelta europea siano capovolte e negate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*( Philip Stephens l\u2019editorialista del \u201cFinancial Times\u201d , Marta Dass\u00f9 \u00e8 una saggista e politica italiana, che \u00e8 stata Viceministro degli affari esteri nel Governo Monti e nel Governo Letta, ed Edoardo Campanella, macroeconomista nel settore privato, \u00e8 Future World Fellow dell&#8217;IE University di Madrid)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Schir\u00f2 (Pd)*: il rem prorogato fino a settembre dal \u201cSostegni Bis\u201d. 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