{"id":34713,"date":"2021-04-09T17:31:53","date_gmt":"2021-04-09T17:31:53","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34713"},"modified":"2021-04-09T18:24:57","modified_gmt":"2021-04-09T18:24:57","slug":"n-15-10-aprile-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34713","title":{"rendered":"n\u00b0 15 &#8211; 10 Aprile 2021\u00a0 &#8211; RASSEGNA NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO"},"content":{"rendered":"<p>01-\u00a0 SCIENZA*. Le api ci insegnano l\u2019immunit\u00e0 di sciame.<\/p>\n<p>02- Schir\u00f2 (Pd)*: Brexit e sicurezza sociale: le nuove regole con qualche sorpresa.<\/p>\n<p>03 \u2013 La Marca e Schir\u00f2 *: Deputate Pd Estero: la direttrice per la cultura e la lingua italiana del Maeci risponde alle nostre sollecitazioni volte a tutelare gli enti gestori in questa fase di transizione.<\/p>\n<p>04- Tonino Perna e Mimmo Pizzuti:* VENTI PAESI RESISTENTI SFIDANO IL G20.<\/p>\n<p>05 \u2013 Will Hutton*:\u00a0 Il coraggio inaspettato di Joe Biden \u201cS \u00ec, \u00e8 audace, ma possiamo farcela\u201d.<\/p>\n<p>06- Giovanni De Mauro*: la settimana radicale la notte del 4 dicembre 1969 gli agenti della polizia di Chicago fanno irruzione nell\u2019appartamento di Fred Hampton, leader delle pantere nere dell\u2019Illinois, uccidendolo nel sonno.<\/p>\n<p>07 &#8211; Marina Catucci- Stati Uniti. I millennial neri 17 volte pi\u00f9 poveri di quelli bianchi. Lo studio della Reserve: le famiglie bianche dei nati negli anni \u201980 gode di 88mila dollari l\u2019anno, le afroamericane di 5mila. Tra le cause c&#8217;\u00e8 lo sbalorditivo debito contratto per proseguire l\u2019universit\u00e0, chiesto dall\u201987% degli studenti neri contro il 60% dei bianchi. Ed \u00e8 maggiore, in media, di 7.400 dollari<\/p>\n<p>08 &#8211; Tano Benedetti*: Messico BACALAR. Victoria come George Floyd. Un femminicidio di stato a Tulum. Donne vittime sia di criminali che della polizia, i dati del Paese restano da brivido.<\/p>\n<p>09 &#8211; Francesco Bilotta*: America latina Gli indesiderabili del Brasile: il dissenso si auto-esilia. Attivisti, deputati, ricercatori e accademici nel mirino. Le storie di Larissa Mies Bombardi, Jean Wyllys, Anderson Fran\u00e7a, Debora Diniz, Marcia Tiburi, costretti a fuggire per continuare a difendere l\u2019ambiente, le donne e i poveri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>01 &#8211; \u00a0SCIENZA*. <strong>LE API CI INSEGNANO L\u2019IMMUNIT\u00c0 DI SCIAME. RECITA UN VECCHIO ADAGIO CHE NON CI SIA NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE. MA ALCUNI POTREBBERO SORPRENDERSI SCOPRENDO CHE GLI ESSERE UMANI NON SONO LE UNICHE CREATURE AD AVER INVENTATO I VACCINI.<\/strong> Uno studio appena pubblicato sul Journal of Experimental Biology da Gyan Harwood dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Illinois, Urbana-Champaign, conferma che le api da miele ci sono arrivate prima di noi. Suggerisce inoltre che queste portino avanti operazioni analoghe ai programmi di vaccinazione dell\u2019infanzia di tipo prime-boost (cio\u00e8 \u201ca doppia vaccinazione\u201d, in cui la prima attiva la risposta immunitaria, la seconda la rafforza).<\/p>\n<p>Essendo gregarie, le api da miele rischiano costantemente che nei loro alveari si diffondano delle malattie. La maggior parte degli animali che vivono in condizioni affollate possiede un robusto sistema immunitario. Per questo gli entomologi si sono a lungo interrogati sul perch\u00e9 lo stesso non accada alle api da miele, che effettivamente possiedono meno geni che modulano il sistema immunitario della maggior parte delle api solitarie.<\/p>\n<p>L\u2019ANTIGENE DELL\u2019APE REGINA<\/p>\n<p>Parte della risposta, emersa nel 2015, \u00e8 che le api regine vaccinano le loro uova trasferendo in esse, prima che queste siano deposte, frammenti di proteine provenienti da agenti patogeni che causano malattie.<\/p>\n<p>Queste proteine agiscono come antigeni che scatenano lo sviluppo di una risposta immunitaria protettiva negli esemplari in sviluppo. Ma questa osservazione ha portato a chiedersi come la regina riceva, tanto per cominciare, la sua fornitura di antigeni, poich\u00e9 essa si ciba unicamente di pappa reale, una sostanza prodotta dalle api operaie che si trovano in una fase della loro vita (precedente al periodo che trascorrono volando in libert\u00e0 per procurarsi nettare e polline) in cui nutrono le larve. Il dottor Harwood si \u00e8 quindi chiesto se queste api nutrici incorporino, nella pappa reale che producono, frammenti degli agenti patogeni contenuti nelle provviste portate nell\u2019alveare dalle api uscite a procurasi il nutrimento.<\/p>\n<p>Per mettere alla prova la sua idea, si \u00e8 associato a un gruppo dell\u2019universit\u00e0 di Helsinki, in Finlandia, guidato da Heli Salmela. Insieme hanno raccolto circa 150 api nutrici, dividendole in sei minialveari senza ape regina, in cui erano presenti covate di larve da accudire. Invece che il nettare, hanno dato alle api nutrici acqua e zucchero, e in tre di questi alveari hanno \u201ccorretto\u201d questo sciroppo con Paenibacillus larvae, un bacillo che causa una malattia mortale per gli alveari, chiamata peste americana.<\/p>\n<p>PROBABILE CHE LE API NUTRICI TRASMETTANO L\u2019ANTIGENE ALL\u2019APE REGINA ATTRAVERSO LA PAPPA REALE<\/p>\n<p>In questo caso, per evitare un\u2019infezione del genere, il dottor Harwood e la dottoressa Salmela hanno sottoposto preventivamente a calore, uccidendoli, gli agenti patogeni. Hanno anche applicato sui batteri morti una tintura fluorescente, perch\u00e9 fosse pi\u00f9 facile tracciare i loro successivi destini. E, naturalmente, i microscopi fluorescenti hanno confermato che frammenti di Paenibacillus larvae entravano nella pappa reale, prodotti da quelle api che erano state alimentate con acqua e zucchero \u201ccorretti\u201d. Inoltre, l\u2019esame di questa pappa reale ha rivelato livelli elevati \u2013 rispetto a quella proveniente da api che non erano state nutrite con Paenibacillus larvae \u2013 di un peptide antimicrobico noto come defensin-1. Si ritiene che questa sostanza aiuti i sistemi immunitari a tenere a distanza le infezioni batteriche.<\/p>\n<p>Complessivamente queste scoperte suggeriscono che le api nutrici trasmettano effettivamente, tramite la loro pappa reale, gli antigeni all\u2019ape regina che poi le inocula nelle sue uova. Questo significa inoltre \u2013 dal momento che anche le larve ricevono pappa reale nei primi giorni dopo essere uscite dalle uova \u2013 che le api nutrici inoculano anche le larve.<\/p>\n<p>L\u2019ARTICOLO CONTINUA DOPO LA PUBBLICIT\u00c0<\/p>\n<p>Ogni ape neonata risulta quindi vaccinata due volte. Resta da capire se si tratti semplicemente di un approccio belt-and-braces (di una doppia precauzione), o sia in realt\u00e0 l\u2019equivalente della vaccinazione prime-boost per gli esseri umani, in cui la seconda vaccinazione moltiplica gli effetti della prima. Ma qualunque sia la verit\u00e0, sembra offrire una protezione. Non tanto immunit\u00e0 di gregge, quanto di sciame.<\/p>\n<p>(Traduzione di Federico Ferrone Questo articolo \u00e8 uscito sul settimanale britannico The Economist)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; BREXIT E SICUREZZA SOCIALE: LE NUOVE REGOLE CON QUALCHE SORPRESA.<\/strong> FINALMENTE L\u2019INPS HA EMANATO LA CIRCOLARE CON LE PRIME ISTRUZIONI SUL PROTOCOLLO SUL COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA SOCIALE CHE SI APPLICA TRA REGNO UNITO E ITALIA A SEGUITO DELL\u2019ACCORDO SUGLI SCAMBI COMMERCIALI E LA COOPERAZIONE DEL 24 DICEMBRE SCORSO TRA REGNO UNITO E UNIONE EUROPEA. Roma, 9 aprile 2021<\/p>\n<p>In una mia recente interrogazione avevo chiesto a Governo e Ministero del Lavoro di emanare atti esplicativi ed attuativi della nuova situazione che si \u00e8 venuta a creare in relazione ai diritti sulla libera circolazione, sanitari e previdenziali dei nostri connazionali che si spostano (o gi\u00e0 lo hanno fatto) dall\u2019Italia in uno dei Paesi del Regno Unito e viceversa. Avevo sollecitato l\u2019intervento chiarificatore delle autorit\u00e0 italiane competenti ed una prima risposta \u00e8 arrivata dell\u2019Inps per ci\u00f2 che riguarda le problematiche previdenziali.<\/p>\n<p>Avevo sottolineato che i Regolamenti comunitari (CE) 883\/2004 e 987\/2009 in materia di sicurezza sociale e in materia di assistenza sanitaria, dopo il periodo transitorio che \u00e8 terminato il 31 dicembre 2020, non sono pi\u00f9 applicabili ai rapporti tra Regno Unito e Unione Europea (e quindi Italia). Infatti con l\u2019Accordo di recesso \u00e8 stato introdotto un nuovo Protocollo sulla sicurezza sociale, allegato all\u2019Accordo di partenariato, che si applica dal 1\u00b0 gennaio 2021 alle persone che soggiornano legalmente in Italia (o in uno Stato UE) e nel Regno Unito (si applica quindi quando si instaura una situazione transfrontaliera) e che al pari del Regolamento n. 883 (applicabile ora a tutti gli Stati membri ma non al Regno Unito) si fonda sui seguenti principi generali: parit\u00e0 di trattamento, esportabilit\u00e0 delle prestazioni, totalizzazione dei periodi di contribuzione e assicurazione, unicit\u00e0 della legislazione applicabile.<\/p>\n<p>L\u2019Inps nella sua circolare (sintetizzo per ora, ma \u00e8 necessario che le istituzioni competenti approfondiscano nel prossimo futuro numerosi aspetti del Protocollo ancora poco chiari) indica soprattutto che ai sensi del Protocollo, continueranno a trovare applicazione le disposizioni dell\u2019Istituto in materia di totalizzazione internazionale per l\u2019accertamento del diritto e il calcolo delle prestazioni, anche con riferimento a periodi assicurativi, fatti o situazioni successivi alla data del 31 dicembre 2020.<\/p>\n<p>Quindi il meccanismo della totalizzazione potr\u00e0 essere utilizzato ancora per ci\u00f2 che riguarda l&#8217;acquisizione, il mantenimento, la durata o il recupero del diritto alle prestazioni e l&#8217;ammissione al beneficio di una legislazione. Ai fini della totalizzazione saranno presi in considerazione sia i periodi di assicurazione completati prima della fine del periodo di transizione (31 dicembre 2020) che quelli maturati successivamente e cio\u00e8 a partire dal 1\u00b0 gennaio 2021.<\/p>\n<p>Le prestazioni che rientrano nel campo di applicazione del nuovo Protocollo sono praticamente le stesse previste dai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale (ora non pi\u00f9 applicabili tra le parti) con alcune eccezioni importanti tra le quali le prestazioni familiari che stranamente (ma l\u2019Inps non ci spiega il perch\u00e9) non sono pi\u00f9 incluse e disciplinate.<\/p>\n<p>Giova inoltre rimarcare che ora, in virt\u00f9 di esplicite previsioni del Protocollo, alcune prestazioni precedentemente non esportabili dall\u2019Italia in ambito UE \u2013 perch\u00e9 di carattere non contributivo &#8211; saranno invece esportabili nel Regno Unito, come ad esempio l\u2019integrazione al minimo e le maggiorazioni sociali che, in base alla normativa italiana, non sono vincolate alla residenza in Italia del titolare, per cui possono beneficiarne, in presenza dei requisiti di legge, anche i residenti in altri Paesi extra UE, c.d. Paesi terzi come il Regno Unito, ma solo ai soggetti che si trasferiscono nel Regno Unito a far data dal 1\u00b0 gennaio 2021, e che diventano successivamente titolari di prestazione pensionistica italiana.<\/p>\n<p>Infine, vale la pena ricordare che l\u2019Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra Regno Unito e UE deve ancora essere esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima che possa essere definitivamente ratificato: per questo motivo le parti hanno convenuto che l\u2019Accordo (e quindi anche il Protocollo sulla sicurezza sociale che ne \u00e8 parte integrante) sar\u00e0 applicato per ora solo in via provvisoria fino al prossimo 30 aprile (ma \u00e8 ovviamente prevedibile che la ratifica finale sar\u00e0 stipulata prima di tale ultima data).<\/p>\n<p>Angela Schir\u00f2<\/p>\n<p>Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211;<\/p>\n<p>Camera dei Deputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 \u2013 La Marca e Spir\u00f2*<strong>: DEPUTATE PD ESTERO: LA DIRETTRICE PER LA CULTURA E LA LINGUA ITALIANA DEL MAECI RISPONDE ALLE NOSTRE SOLLECITAZIONI VOLTE A TUTELARE GLI ENTI GESTORI IN QUESTA FASE DI TRANSIZIONE<\/strong><strong>. <\/strong>9 APRILE 2021<\/p>\n<p>Alla nostra sollecitazione di intervenire per superare le serie difficolt\u00e0 che gli enti promotori della lingua e della cultura nel mondo stanno affrontando a seguito dell\u2019applicazione della nuova Circolare 3 alle attivit\u00e0 del settore, la Ministra Plenipotenziaria Cecilia Piccioni, Direttrice centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana del MAECI, ha cortesemente risposto con dettagliate osservazioni, di cui le siamo grate.<\/p>\n<p>La Direttrice, prendendo atto delle problematiche che si sono manifestate, ha confermato l\u2019impegno di costante indirizzo degli enti gestori nella fase di transizione e di diretta interlocuzione con ciascuno di loro, riconoscendone l\u2019importante funzione nel panorama della formazione in italiano nel mondo. La Ministra Piccioni, inoltre, garantendo la massima flessibilit\u00e0 nell\u2019applicazione del nuovo regolamento, assicura anche che in questa difficile fase sar\u00e0 considerato con realismo il requisito della disponibilit\u00e0 di risorse proprie da parte degli enti.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, la Direttrice Piccioni ribadisce che \u00e8 nei propositi della Direzione generale Sistema Paese istituire un tavolo tecnico per studiare in dialogo con le parti coinvolte le eventuali modifiche, anche sostanziali, che si ritenga utile apportare alla Circolare 3. Questo, tuttavia, dopo che gli enti abbiano presentato i progetti relativi al nuovo anno scolastico, per avere un riferimento obiettivo nel confronto da intraprendere.<\/p>\n<p>Prendiamo atto dell\u2019apertura con la quale le nostre considerazioni sono state accolte e, in particolare, salutiamo come un atto di realismo e di buon senso l\u2019istituzione di un tavolo tecnico nel quale si possa pervenire, se necessario, alle modifiche della circolare che l\u2019esperienza e il senso di responsabilit\u00e0 possano suggerire.<\/p>\n<p>Per quanto ci riguarda, avremmo preferito una moratoria di alcuni mesi nell\u2019applicazione della nuova regolamentazione, in modo da affrontare meglio anche le difficolt\u00e0 di preparazione dei nuovi progetti, ma confidiamo che con uno sforzo comune di dialogo e con spirito pragmatico, che fortemente auspichiamo, si possa pervenire agli stessi risultati.<\/p>\n<p>In questo campo, l\u2019Italia ha nelle mani un patrimonio inestimabile e in questa difficile congiuntura ogni sforzo deve essere fatto affinch\u00e9 non solo non si faccia alcun passo indietro, ma questo potenziale sia pienamente investito nel quadro della promozione integrata del Sistema Paese nel mondo.<\/p>\n<p>(Per la ripartizione Nord e Centro America: Francesca La Marca*\u00a0 &#8211; Per la ripartizione Europa: Angela Schir\u00f2*)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; Tonino Perna e Mimmo Pizzuti:* <strong>VENTI PAESI RESISTENTI SFIDANO IL G20.\u00a0 Non sono poveri ma impoveriti da conflitti etnici, guerre e sfruttamento senza limiti delle loro risorse umane e naturali, MALAWI, ETIOPIA, GAMBIA, GUINEA, LIBERIA YEMEN, GUINEA BISSAU, RD CONGO, MOZAMBICO, SIERRA LEONE, BURKINA FASO, ERITREA, MALI, BURUNDI, SUD SUDAN, CIAD, REPUBBLICA, CENTROAFRICANA, NIGER, LIBANO, HAITI, sono gli ultimi Paesi della terra per qualit\u00e0 della vita, condizioni socio-sanitarie, reddito e cos\u00ec via.<\/strong><\/p>\n<p>Non poveri ma impoveriti da conflitti etnici, guerre, sfruttamento senza limiti delle loro risorse umane e naturali. Questi Paesi, di cui si parla solo e per qualche giorno in occasione di disastri climatici ed ambientali, epidemie de-vastanti, sanguinose guerre etniche, tribali o religiose, genocidi, sono il contraltare dei 20 grandi Paesi dominatori del mondo (che spesso sono gli sponsor delle guerre di cui sopra). Quei cosiddetti G20 che si incontreranno il 30-31 ottobre prossimi, sotto la presidenza italiana, a conclusione di una vasta serie di confronti ed iniziative tematiche. Come si vede, i Paesi impoveriti sono quasi tutti africa-<\/p>\n<p>ni e certamente l\u2019anno di pandemia non ha aiutato risolvere le loro crisi ma \u00e8 bene precisare subito che questo discorso non vale per tutto il continente.<\/p>\n<p>L\u2019Africa infatti si conosce e si studia poco. E spesso si pensa di poterne parlare come di un unicum, dalla Tunisia al Sud Africa in forme stereotipate.<\/p>\n<p>Ma cos\u00ec non \u00e8. La diversit\u00e0, culturale, politica, religiosa \u00e8 una caratteristica che attraversa da Sud a Nord questo vastissimo territorio, e al loro interno ciascuno dei 54 Stati che ne fanno parte. Non si pu\u00f2 non partire da questa considerazione quando si vuole comprendere e studiare ad esempio la natura dei vari conflitti. Va pur detto che sicuramente le problematiche ambientali legate alla crisi climatica non conoscono invece confini e la conseguente insicurezza che si determina non pu\u00f2 che incidere sulle diffuse tensioni sociali. Sta qui un fattore comune a tutti i conflitti che si lega a filo doppio alle guerre per il controllo delle risorse e per il potere. Tutto ci\u00f2 \u00e8 poi alimentato e ampliato dalle questioni etniche e religiose, come \u00e8 sempre accaduto ed accade ovunque. Sahel, Corno d\u2019Africa, Repubblica democratica del Congo e tanti dei Paesi L20 si trovano a fronteggiare da tempo sia profondi mutamenti climatici di lungo periodo, sia eventi estremi sempre pi\u00f9 frequenti, che mettono a dura prova l\u2019economia di sussistenza,<\/p>\n<p>di molte di queste zone e uno stato di guerra e violenza permanente per il controllo delle risorse e la conquista del potere.<\/p>\n<p>Gli stessi aiuti internazionali spesso sono condizionati dalla messa in atto di dure politiche securitarie esercitate dai governi e dalle numerose milizie variamente collegate alla competizione economica e geopolitica globale. Senza mai dimenticare che una parte rilevante dei fondi per la cooperazione finiscono in sostegno finanziario alla vendita di armi o allo sfruttamento selvaggio di risorse naturali. Se si aggiungono a questi elementi le epidemie ricorrenti ed oggi quella di Sars-Cov-2, abbiamo i tratti di un quadro devastante.<\/p>\n<p>Da qui le dimensioni e la natura del fenomeno migratorio, oggetto di una vera e propria guerra anche per il controllo delle rotte, e affrontato, come noto, in maniera assolutamente inadeguata, per usare un eufemismo, dagli organismi internazionali e dai G20.<\/p>\n<p>A fronte di tutto ci\u00f2 la societ\u00e0 civile organizzata (C20) si \u00e8 messa in moto per inviare ai rappresentanti dei Paesi pi\u00f9 ricchi e potenti della terra (G20) diverse proposte in merito alla questione ambientale, sanitaria, di lotta alla fame e contrasto alla siccit\u00e0, ecc. Ne \u00e8 nato un ricco laboratorio che non sappiamo quanta influenza avr\u00e0 sui G20, ma sicuramente potr\u00e0 disegnare linee guida su cui impegnarsi nel prossimo futuro. Noi pensiamo per\u00f2 che non sia sufficiente. Crediamo che per affrontare adeguatamente le grandi sfi-<\/p>\n<p>de del nostro tempo si debba partire dagli \u201cultimi\u201d della Terra. Perch\u00e9 se non partiamo da loro, dai loro drammi, non riusciremo a risolvere nemmeno i nostri (si pensi solo alle pandemie o ai flussi migratori). Pertanto abbiamo ritenuto importante dare vita ad una presenza organizzata degli L20 per dire che<\/p>\n<p>\u201cCi siamo anche noi\u201d, quelli su cui si scarica il pi\u00f9 pesante impatto negativo di questo modello di sviluppo. Portando una testimonianza inconfutabile dell\u2019aggravamento delle inuguaglianze e dei fossati tra i Paesi a livello mondiale e tra i gruppi sociali ed i territori all\u2019interno di ciascun Paese, nonch\u00e9 della crescente incapacit\u00e0 da parte della comunit\u00e0 internazionale di concepire e mettere in opera una politica comune di risposta alle crisi strutturali, non ultime quelle emerse dalla lotta contro la pandemia.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica L20 \u00e8 una iniziativa che partir\u00e0 emblematicamente dall\u2019ultima Regione del nostro Paese, la Calabria, e sar\u00e0 articolata per temi e territori avendo come protagonisti principali esperti e testimoni di diverse nazionalit\u00e0 e le comunit\u00e0 delle diaspore degli L20 che vivono in Italia ed in Europa, oltre che rappresentanti di Ong impegnate in quei Paesi.<\/p>\n<p>Il nostro scopo \u00e8 dunque far sentire la loro voce, aprire uno spazio mediatico e mettere in rilievo esperienze e modelli positivi di cambiamento dando la nostra risposta a quelli che sono gli<\/p>\n<p>Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (\u00d2ss) dell\u2019agenda Onu 2020. In particolare: Povert\u00e0 zero; Fame zero zero; Salute e benessere; Riduzione delle diseguaglianze; Agire per il clima e per la qualit\u00e0 della vita sulla terra; Cooperazione tra i popoli.<\/p>\n<p>Attraverso questa iniziativa desideriamo infine diffondere anche una immagine\u00a0 positiva dei Paesi L20, per lo pi\u00f9 ignorata dai mass media. Voglia-mo mettere in rilievo la loro cultura, le loro proposte positive; proposte che vanno oltre la realt\u00e0 dei singoli Paesi, ma che potranno sicuramente rappresentare\u00a0 le istanze dei Sud del mondo.<\/p>\n<p>(L20 \u00e8 una iniziativa interazionale che partir\u00e0 emblematicamente dall\u2019ultima Regione del nostro Paese, la<\/p>\n<p>*Tonino Perna \u00e8 economista e sociologo ed \u00e8 vice sindaco di Reggio Calabria dal 29 ottobre 2020. *Mimmo Rizzuti \u00e8 attivista di Agor\u00e0 abitanti della Terra ed ex insegnante \u2013 (da LEFT)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 \u2013 Will Hutton*:\u00a0 <strong>IL CORAGGIO INASPETTATO DI JOE BIDEN \u201cS \u00cc, \u00c8 AUDACE, MA POSSIAMO FARCELA\u201d. <\/strong><strong>\u00a0COS\u00cc HA DICHIARATO IL PRESIDENTE JOE BIDEN, LANCIANDO IL SUO PIANO DA DUEMILA MILIARDI DI DOLLARI PER MODERNIZZARE LE INFRASTRUTTURE DEGLI STATI UNITI, CON MISURE CHE VANNO DALLA RIPARAZIONE DELLE STRADE AL RESTAURO DI PONTI, PORTI E SISTEMI IDRICI FINO ALLA CARE ECONOMY, L\u2019ECONOMIA INFORMALE LEGATA ALLA CURA DELLE PERSONE IN CASA, E AL TAGLIO DELLE EMISSIONI.<\/strong> Altri duemila miliardi dovrebbero essere investiti per l\u2019assistenza ai bambini, l\u2019istruzione e la sanit\u00e0, tutti sulla scia del piano di aiuti da 1.900 miliardi di dollari approvato poche settimane fa.<\/p>\n<p>La portata di queste misure fa girare la testa. Storici e politici stanno gi\u00e0 paragonando il piano al new deal di Roosevelt o alla Grande societ\u00e0 di Lyndon Johnson. I democratici di sinistra sono increduli. Bernie Sanders ha dichiarato che questo piano \u00e8 \u201cil provvedimento legislativo pi\u00f9 significativo per i lavoratori approvato da decenni\u201d. Robert Kuttner, uno dei fondatori della rivista progressista American Prospect, ha scritto che \u201ci democratici hanno ritrovato la loro anima\u201d.<\/p>\n<p>A lasciare sbalorditi il partito e gli osservatori esterni \u00e8 l\u2019improvvisa audacia di un moderato di 78 anni come Biden. Dopotutto l\u2019attuale presidente aveva appoggiato la terza via di Bill Clinton ed era stato un sostenitore della responsabilit\u00e0 di bilancio sia sotto Clinton sia sotto Obama, quando il debito nazionale era due terzi di quello odierno. Ma oggi il debito non pu\u00f2 pi\u00f9 essere un ostacolo ad ambiziosi progetti economici e sociali. Se Trump e i repubblicani possono disinteressarsene per ridurre le tasse dei ricchi, i democratici possono disinteressarsene per dare a ogni bambino statunitense tremila dollari all\u2019anno.<\/p>\n<p>Non \u00e8, in realt\u00e0, totale disinteresse. Grazie alle pressioni dei democratici pi\u00f9 moderati, i lavori alle infrastrutture dei prossimi anni dovrebbero essere pagati con un aumento delle tasse, anche se in una prima fase saranno finanziati prendendo denaro in prestito. Le tasse alle aziende saranno alzate fino al 28 per cento; un\u2019aliquota minima sar\u00e0 applicata a tutti i profitti aziendali nel mondo, e a queste misure si affiancher\u00e0 una caccia ai paradisi fiscali. Se altri hanno idee migliori, dice Biden, si facciano avanti, ma non devono esserci altre tasse sui cittadini con un reddito inferiore ai 400mila dollari all\u2019anno. Una definizione generosa della classe media, riflesso dell\u2019ampiezza della coalizione che il presidente sta costruendo. Ma dieci anni fa i democratici avrebbero rigettato un aumento delle tasse di queste proporzioni. Si tratta comunque di un grosso rischio, soprattutto vista la maggioranza risicata che i democratici hanno alla camera e al senato. Di fronte all\u2019opposizione repubblicana, ai democratici serve un\u2019unit\u00e0 che Biden sta orchestrando in maniera brillante. Gli anni passati a Washington gli hanno insegnato come fare accordi. Il presidente ha elogiato con lungimiranza Sanders, a sinistra, per aver \u201cgettato le fondamenta\u201d del programma, e ha lusingato un centrista come Joe Manchin. Ora la cosa difficile sar\u00e0 trasformare il programma in legge. Resta comunque la domanda: perch\u00e9?<\/p>\n<p>La risposta sta nell\u2019uomo, nelle persone che lo circondano e, pi\u00f9 di tutto, nel momento storico. Le radici di Biden affondano nella classe operaia.<\/p>\n<p>Le sue politiche, segnate da tragedie personali e impregnate del suo cattolicesimo, sono animate dall\u2019empatia verso le persone comuni. \u00c8 vero che si \u00e8 circondato di economisti straordinari come la segretaria al tesoro Janet Yellen, ma Biden \u00e8 influenzato allo stesso modo dalla politica sociale sempre pi\u00f9 radicale della chiesa cattolica.<\/p>\n<p>A far funzionare la sua diplomazia cos\u00ec bene \u00e8 anche l\u2019eredit\u00e0 di Trump, capace di compattare i democratici e al tempo stesso di dividere i repubblicani. Biden \u00e8 consapevole dei pericoli delle elezioni di met\u00e0 mandato del 2022, avendo visto i suoi predecessori perdere il controllo della camera o del senato. La sua scommessa \u00e8 che il piano \u2013 dimostrando che \u00e8 nell\u2019interesse della maggioranza degli statunitensi avere un governo interventista \u2013 terr\u00e0 i repubblicani a distanza di sicurezza. Ma a trainare il cambiamento \u00e8 stata soprattutto la pandemia, che ha mostrato quanto \u00e8 precaria la vita degli statunitensi e ha ridato legittimit\u00e0 all\u2019idea stessa di governo: \u00e8 la Casa Bianca a essersi procurata i vaccini ed \u00e8 sempre lei a sostenere il reddito dei cittadini.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti il capitalismo senza freni era diventato troppo monopolistico. Da politico astuto, Joe Biden ha letto i segni dei tempi, e ha azzerato tutto.<\/p>\n<p>Aspettiamoci altre riforme in materia di commercio, aziende e finanza, e un rafforzamento dei sindacati.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 concreta che il presidente riesca a far approvare i suoi programmi, e che questi funzionino. Gli esponenti pi\u00f9 incendiari della sinistra possono anche far presa su quelli pi\u00f9 leali al partito. Ma serve un Biden per vincere le elezioni e portare risultati concreti.<\/p>\n<p>(WILL HUTTON* \u00e8 un giornalista britannico. Ha diretto il settimanale The Observer, di cui oggi<\/p>\n<p>\u00e8 columnist. In Italia ha pubblicato Il drago dai piedi d\u2019argilla. La Cina e l\u2019Occidente nel<\/p>\n<p>XXI secolo . Fazi 2007).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; Giovanni De Mauro*: <strong>LA NOTTE DEL 4 DICEMBRE 1969 GLI AGENTI DELLA POLIZIA DI CHICAGO FANNO IRRUZIONE NELL\u2019APPARTAMENTO DI FRED HAMPTON, LEADER DELLE PANTERE NERE DELL\u2019ILLINOIS, UCCIDENDOLO NEL SONNO. <\/strong><\/p>\n<p>\u201cOra \u00e8 bello che morto\u201d, commentano i poliziotti portando via Akua Njeri, la fidanzata di Hampton, incinta. Anni dopo, un\u2019indagine del senato accerter\u00e0 che il raid fu parte di una pi\u00f9 vasta operazione dell\u2019Fbi per neutralizzare i movimenti di opposizione. J. Edgar Hoover, all\u2019epoca direttore dell\u2019Fbi, aveva definito le Pantere nere \u201cla pi\u00f9 grande minaccia alla sicurezza interna del paese\u201d. Nate nel 1966 a Oakland, in California, le Pantere nere sostenevano che la lotta contro il razzismo doveva essere collegata a quella contro il capitalismo. Avevano un forte radicamento nelle comunit\u00e0 locali, con progetti educativi e di sostegno ai pi\u00f9 poveri (arrivarono a distribuire pasti gratuiti a diecimila bambine e bambini al giorno). Furono coinvolte nei movimenti internazionali contro la guerra e aprirono sezioni in Algeria e nel Regno Unito. Furono la pi\u00f9 importante organizzazione politica afroamericana della fine degli anni sessanta. Quando Hampton fu ucciso aveva 21 anni. Era un grande oratore, era molto amato e aveva uno straordinario intuito politico. Nell\u2019aprile del 1969 aveva dato vita a un\u2019alleanza, la Rainbow coalition, in cui alle Pantere nere si erano unite organizzazioni di militanti portoricani, di bianchi di sinistra e poi gruppi sino-americani, messicani e nativi, il tutto sulla base di un programma antirazzista e soprattutto anticapitalista.<\/p>\n<p>Fu questo, probabilmente, che spavent\u00f2 il governo statunitense. Il 9 aprile esce in Italia, sulle principali piattaforme di streaming, Judas and the black messiah, il film di Shaka King su Fred Hampton. Un film importante sia per la storia che racconta sia perch\u00e9 nel raccontarla non banalizza la forza del progetto di Hampton. Sul New York Times il critico Lawrence Ware ha fatto notare che era da Malcolm X di Spike Lee, uscito nel 1992, che non si vedeva un film di Hollywood \u201ccos\u00ec profondamente nero e radicale\u201d.<\/p>\n<p>(Giovanni De Mauro*: da Internazionale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; Marina Catucci*- <strong>STATI UNITI. I MILLENNIAL NERI 17 VOLTE PI\u00d9 POVERI DI QUELLI BIANCHI. LO STUDIO DELLA RESERVE: LE FAMIGLIE BIANCHE DEI NATI NEGLI ANNI \u201980 GODE DI 88MILA DOLLARI L\u2019ANNO, LE AFROAMERICANE DI 5MILA. TRA LE CAUSE C&#8217;\u00c8 LO SBALORDITIVO DEBITO CONTRATTO PER PROSEGUIRE L\u2019UNIVERSIT\u00c0, CHIESTO DALL\u201987% DEGLI STUDENTI NERI CONTRO IL 60% DEI BIANCHI. ED \u00c8 MAGGIORE, IN MEDIA, DI 7.400 DOLLARI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Federal Reserve ha pubblicato un\u2019analisi riguardante i divari di ricchezza tra i millennial pi\u00f9 anziani, nati negli anni \u201980: se il bilancio complessivo sembrerebbe essere positivo perch\u00e9 si registra un restringimento del gap economico tra questa generazione e quella precedente, il rapporto mostra anche che nel 2019 le famiglie millennial bianche potevano contare su una ricchezza media di 88mila dollari, quattro volte quella delle famiglie ispaniche (22mila dollari) e pi\u00f9 di 17 volte la ricchezza media delle famiglie millennial nere (5mila dollari).<\/p>\n<p>MENTRE LE FAMIGLIE bianche e ispaniche hanno visto un miglioramento nella produzione di ricchezza e nello stile di vita, lo studio afferma che le famiglie nere hanno sperimentato il contrario: sono scese ulteriormente al di sotto delle aspettative di ricchezza tra il 2007 e il 2019.<\/p>\n<p>La Fed di St. Louis ha evidenziato che tutti e tre i gruppi avevano livelli di reddito in linea con le aspettative, indicando che i guadagni non stavano impedendo l\u2019accumulo di ricchezza.<\/p>\n<p>Quello che il rapporto suggerisce \u00e8 che uno dei motivi per cui i millennial neri pi\u00f9 anziani stanno scendendo sempre di pi\u00f9 al di sotto delle aspettative di ricchezza \u00e8 il loro sbalorditivo debito contratto da studenti per poter terminare gli studi universitari: circa l\u201987% degli studenti neri chiede un prestito per poter proseguire gli studi a un livello superiore, mentre solo il 60% degli studenti bianchi si vede costretto a farlo. Rispetto ai loro coetanei bianchi, inoltre, il debito degli studenti neri dopo la laurea \u00e8 ancora maggiore, in media, di circa 7.400 dollari.<\/p>\n<p>SECONDO LA FEDERAL RESERVE i mutuatari neri di et\u00e0 inferiore ai quaranta anni hanno anche maggiori probabilit\u00e0 di essere in ritardo sui pagamenti rispetto ai mutuatari bianchi o ispanici e i laureati neri hanno quasi cinque volte pi\u00f9 probabilit\u00e0 di insolvenza rispetto ai loro coetanei bianchi.<\/p>\n<p>Il divario di ricchezza razziale \u00e8 uno dei motivi per cui alcuni politici e legislatori stanno spingendo l\u2019amministrazione Biden verso la cancellazione del debito studentesco.<\/p>\n<p>Diversi esperti hanno gi\u00e0 mostrato dati che sostengono la tesi per cui le comunit\u00e0 di colore sarebbero uno dei gruppi che trarrebbe il massimo dei vantaggi da un eventuale piano di cancellazione del debito studentesco.<\/p>\n<p>IN QUESTO MOMENTO, sembra che questo divario socioeconomico non sia vicino alla sua \u00abspontanea\u00bb riduzione. Come hanno scritto gli autori del rapporto della Fed di St. Louis, Ana Hern\u00e1ndez Kent e Lowell Ricketts, \u00abdato il grande deficit di ricchezza e la tendenza negativa, le disparit\u00e0 tra i millennial neri pi\u00f9 anziani sono destinati a persistere con l\u2019invecchiamento di queste famiglie, inibendo la loro piena partecipazione all\u2019economia\u00bb. Come a dire che anche a fronte di un avanzamento culturale e lavorativo il divario economico razziale permarrebbe.<\/p>\n<p>Dei passi avanti si iniziano fortunatamente a fare: dopo aver annunciato ulteriori misure di riduzione del prestito studentesco, i senatori democratici hanno chiesto alla nuova amministrazione di cancellare 50mila dollari di debito del prestito studentesco. Inoltre \u00e8 stato annullato il debito per 41mila studenti con disabilit\u00e0 ed \u00e8 stato rimosso l\u2019obbligo di presentare la documentazione del reddito per oltre 230mila mutuatari.<\/p>\n<p>\u00abABBIAMO ULTERIORI ottime notizie per molte persone che hanno il carico del debito studentesco sulle loro spalle\u00bb, ha poi annunciato il leader della maggioranza Dem al Senato Chuck Schumer, parlando a fianco dei senatori Elizabeth Warren e Bob Menendez.<\/p>\n<p>Sono gli autori di un emendamento al disegno di legge di stimolo economico da 1.900 miliardi del presidente Joe Biden che ha fatto in modo che i prestiti studenteschi non debbano essere inclusi nella dichiarazione dei redditi.<\/p>\n<p>(Marina Catucci)*- Il Manifesto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; Tano Benedetti*: <strong>MESSICO BACALAR. VICTORIA COME GEORGE FLOYD. UN FEMMINICIDIO DI STATO A TULUM. DONNE VITTIME SIA DI CRIMINALI CHE DELLA POLIZIA, I DATI DEL PAESE RESTANO DA BRIVIDO. USO ECCESSIVO DELLA FORZA, DETENZIONI ILLEGALI E ABUSI DI GENERE CONTRO CHI PROTESTA: FORZE DI SICUREZZA SOTTO ACCUSA ANCHE DA PARTE DI AMNESTY. IL 99% DEI CRIMINI RESTA IMPUNITO, MA STAVOLTA QUATTRO AGENTI MUNICIPALI SONO FINITI IN CARCERE UNA PROTESTA PER L\u2019OMICIDIO DELLA 36ENNE SALVADOREGNA VICTORIA SALAZAR, UCCISA DALLA POLIZIA MUNICIPALE DI TULUM<\/strong><\/p>\n<p>Mentre tutto lo stato di Quintana Roo aspettava l\u2019inizio della settimana santa e l\u2019arrivo di migliaia di turisti, l\u2019ultimo weekend del mese in cui si festeggia la Giornata mondiale della donna \u00e8 stato segnato da 4 femminicidi, uno per mano della polizia.<\/p>\n<p>Secondo le statistiche Onu in Messico vengono uccise pi\u00f9 di 10 donne al giorno. Sabato 27 marzo 4 di loro sono state assassinate nello stato di Quintana Roo, in allerta di genere dal 2017 e dove lo scorso novembre la polizia di Canc\u00fan ha sparato sulla manifestazione che chiedeva giustizia per Alexis, un\u2019altra vittima di femminicidio.<\/p>\n<p>A ISLA HOLBOX, una donna di 29 anni di Progreso, Yucat\u00e1n, tassista, identificata come Karla M. e madre di un bambino, \u00e8 stata assassinata in modo estremamente violento e ritrovata all\u2019interno del suo veicolo. Il primo femminicidio registrato nella storia dell\u2019isola. A Canc\u00fan una donna \u00e8 stata portata in un luogo disabitato, dove \u00e8 stata uccisa da un colpo d\u2019arma da fuoco alla testa e altri due al petto. Un\u2019altra giovane donna \u00e8 stata bruciata, ma la famiglia non ha voluto fornire ulteriori informazioni.<\/p>\n<p>A Tulum nel pomeriggio di sabato 27, Victoria Salazar, una donna di 36 anni di origine salvadoregna, madre single di 2 figlie e con un permesso di soggiorno umanitario, si trovava nel centro della citt\u00e0, dove alcuni testimoni l\u2019hanno vista mentre \u00abprovava a chiamare un taxi e fermava tutte le macchine, guardava sempre dietro di s\u00e9 come se qualcuno la stesse inseguendo\u00bb. Alle 18:30 \u00e8 arrivata la pattuglia 9276 della polizia municipale, dalla quale sono scesi quattro agenti. L\u2019hanno afferrata, ammanettata e sbattuta a terra, mettendole un ginocchio sul collo e fratturandole la base del cranio, provocando la sua morte.<\/p>\n<p>La Commissione nazionale per la prevenzione e l\u2019eliminazione della violenza contro le donne ha rilasciato una dichiarazione in cui si chiede che i responsabili siano puniti e la Commissione per i diritti umani (Cndh) dello stato ha sporto denuncia d\u2019ufficio contro gli agenti implicati.<\/p>\n<p>Secondo i dati della Cndh statale, dall\u2019inizio di quest\u2019anno sono state effettuate 335 denunce contro la polizia municipale, la maggior parte delle quali per detenzioni arbitrarie e trattamenti inumani durante l\u2019arresto. A livello federale, secondo il rapporto di Human Rights Watch del 2021, \u00e8 normale che le vittime di crimini violenti e violazioni dei diritti umani non ottengano giustizia dal sistema giuridico messicano e i dati della ong Impunidad Cero evidenziano che solo l\u20191,3% dei crimini commessi in Messico viene risolto. Questo \u00e8 dovuto a vari motivi, tra cui corruzione, mancanza di formazione e risorse insufficienti, senza considerare la complicit\u00e0 degli agenti e degli avvocati d\u2019ufficio con criminali e alti funzionari.<\/p>\n<p>Cercando forse di migliorare queste vergognose percentuali, il procuratore generale dello stato di Quintana Roo ha dichiarato che sar\u00e0 inflessibile nell\u2019indagine, e di fatto la tempestivit\u00e0 con cui \u00e8 stato licenziato il capo della polizia di Tulum \u00e8 da sottolineare. Il giorno stesso i quattro agenti che hanno ucciso Victoria, tra cui una donna, da luned\u00ec sono reclusi nel carcere di Playa del Carmen con l\u2019accusa di omicidio.<\/p>\n<p>Sicuramente la rinnovata sensibilit\u00e0 con cui negli ultimi tempi vengono affrontati i casi di violenza di genere nei media nazionali ed internazionali, insieme alle pressioni del governo salvadoregno e alle parole usate dal presidente messicano nel commentare il caso (\u00abCi riempie di tristezza, dolore e vergogna\u00bb) hanno fatto pressione sulla magistratura di Quintana Roo. Anche la reazione dei cittadini non si \u00e8 fatta attendere. A Tulum, poche ore dopo l\u2019assassinio, centinaia di persone sono scese in piazza chiedendo giustizia. Le manifestazioni sono poi dilagate nelle principali citt\u00e0 della regione con striscioni e slogan come \u00abPolizia femminicida\u00bb, \u00abNon un\u2019assassinata in pi\u00f9\u00bb, \u00abNon \u00e8 morta, \u00e8 stata uccisa\u00bb e \u00abLa polizia non si prende cura di me, le mie amiche si prendono cura di me\u00bb. Gli stessi slogan con cui negli ultimi anni milioni di donne sono scese in piazza in tutto il mondo.<\/p>\n<p>L\u2019incapacit\u00e0, gli abusi e la violenza fisica, verbale o psicologica degli agenti non sono una novit\u00e0 per nessuno che abbia avuto l\u2019opportunit\u00e0 di relazionarsi con uno di loro. Per quelli che non hanno provato questa esperienza daremo alcuni dati. I primi sono di Amnesty International, che ha appena pubblicato un rapporto intitolato Messico: l\u2019era delle donne. Stigma e violenza contro le donne che protestano in cui si legge che \u00able autorit\u00e0 rispondono alle proteste delle donne e contro la violenza di genere, con un uso eccessivo e non necessario della forza, con detenzioni illegali e arbitrarie, con abusi verbali e fisici basati sul genere e violenza sessuale\u00bb. Lo stesso rapporto sottolinea come sia costante la pratica di inibire il diritto di riunione pacifica, attraverso \u00abarresti o sequestri preventivi\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo il procuratore generale dello stato \u00abla manovra di sottomissione utilizzata \u00e8 stata effettuata in maniera sproporzionata e con un alto rischio per la vita\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 anche chi dice semplicemente che \u00abla situazione \u00e8 sfuggita di mano agli agenti\u00bb. I dati per\u00f2 restituiscono una realt\u00e0 profondamente diversa. \u00c8 la stessa tecnica che gli agenti di polizia di Minneapolis hanno usato su George Floyd, causando la sua morte e l\u2019esplosione di rabbia del movimento Black Lives Matters. Molte forze di polizia hanno vietato questa manovra a causa degli alti rischi per la vita o l\u2019hanno limitata a casi di estrema minaccia verso gli agenti, situazione in cui la polizia ovviamente non si trovava nei casi di Floyd e di Victoria.<\/p>\n<p>Violenze inutili e immotivate, forse per l\u2019incapacit\u00e0 di valutare il rischio secondo le direttive del Manuale per l\u2019uso della forza redatto dal Segob (l\u2019equivalente messicano del ministero degli Interni), a causa della scarsa o nulla formazione in materia di diritti umani della polizia, come dichiarato da una ex poliziotta municipale di Tulum e come confermano dai dati. In Quintana Roo, il 20% degli agenti non possiede la Certificazione unica di polizia (Cup), che garantisce la preparazione e la professionalit\u00e0 necessaria per ricoprire le proprie mansioni; peggio ancora a Tulum: il 54% degli agenti di polizia ne \u00e8 privo, malgrado sia un requisito obbligatorio in tutto il territorio nazionale. Si parla di omicidio colposo, un errore, come se l\u2019uso sproporzionato della forza da parte della polizia fosse stato uno sbaglio, il fallimento di alcune mele marce ma ancora una volta, i dati ci danno un quadro diverso della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 cos\u00ec tante persone (il 70% della popolazione messicana secondo i dati) non si fidano della polizia? I report internazionali e le cronache nazionali abbondano di casi di violenza perpetrata dalla polizia e dall\u2019esercito. Dipingono un paese in cui la violenza \u00e8 usata regolarmente e sistematicamente dallo stato. Secondo i dati del rapporto 2021 di Human Rights Watch, la tortura \u00e8 ampiamente utilizzata in Messico per carpire prove o confessioni durante gli interrogatori, malgrado una legge del 2017 ne impedisca l\u2019uso durante il processo. Secondo il Cndh le indagini istituzionali sui casi di tortura sono state 13 nel 2006 per poi passare a pi\u00f9 di 7.000 nel 2019. Il Comitato delle Nazioni unite contro la tortura ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che pochissimi di questi casi si traducono in procedimenti giudiziari o arresti: dei 3.214 casi di tortura registrati nel 2016 solo 8 hanno portato all\u2019arresto e al relativo procedimento penale. L\u2019uso della violenza \u00e8 comune anche durante l\u2019arresto: secondo statistiche nazionali, il 64% della popolazione carceraria ha subito percosse, scosse elettriche e altre forme di tortura al momento dell\u2019arresto.<\/p>\n<p>Sperando che l\u2019assassinio di Victoria venga chiarito, c\u2019\u00e8 da chiedersi cosa sarebbe successo se la donna fosse stata di pelle chiara o di un paese europeo? Cosa sarebbe successo se negli ultimi anni le donne non fossero scese in piazza mettendo all\u2019angolo chi governa, costringendolo a dare risposte rapide ed efficaci alla violenza di genere?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>09 &#8211; Francesco Bilotta*: <strong>AMERICA LATINA GLI INDESIDERABILI DEL BRASILE: IL DISSENSO SI AUTO-ESILIA. ATTIVISTI, DEPUTATI, RICERCATORI E ACCADEMICI NEL MIRINO. LE STORIE DI LARISSA MIES BOMBARDI, JEAN WYLLYS, ANDERSON FRAN\u00c7A, DEBORA DINIZ, MARCIA TIBURI, COSTRETTI A FUGGIRE PER CONTINUARE A DIFENDERE L\u2019AMBIENTE, LE DONNE E I POVERI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Brasile gli \u00abindesiderabili\u00bb sono sottoposti a una sistematica opera di delegittimazione e persecuzione da parte di gruppi dell\u2019estrema destra, ma anche di settori istituzionali. In alcuni casi difensori dei diritti umani, intellettuali, ricercatori, ambientalisti devono lasciare il paese per sfuggire alle aggressioni e alle minacce di morte, rivolgendo allo Stato brasiliano l\u2019accusa di non mettere in atto le necessarie misure di protezione. Pochi giorni fa \u00e8 stata Larissa Mies Bombardi, ricercatrice di geografia umana all\u2019Universit\u00e0 di San Paolo, a lasciare il Brasile.<\/p>\n<p>\u00c8 stata presa di mira dai settori legati all\u2019agrobusiness per le sue ricerche sugli agrotossici e gli effetti che stanno producendo sulla salute umana e sull\u2019ambiente. Secondo la ricercatrice, negli ultimi dieci anni il Brasile \u00e8 diventato il centro mondiale per la quantit\u00e0 di pesticidi utilizzati e l\u2019impiego pi\u00f9 massiccio si registra nelle aree amazzoniche di recente deforestazione. Nel gennaio 2020 aveva rivolto un appello al parlamento europeo per l\u2019introduzione di norme in grado di impedire la produzione e la vendita all\u2019estero dei pesticidi fuorilegge in Europa.<\/p>\n<p>Dopo che la maggiore rete di supermercati di alimenti organici di Svezia e Norvegia aveva deciso di boicottare i prodotti brasiliani, le minacce nei confronti della ricercatrice si erano intensificate, costringendola a sospendere la partecipazione a iniziative pubbliche.<\/p>\n<p>Quando le minacce si sono estese ai suoi figli e dopo un\u2019intrusione nella sua abitazione, con il furto del computer e di documenti in cui erano raccolti i dati delle sue ricerche, Larissa comprende di essere in grave pericolo: \u00e8 necessario proteggere la sua famiglia. In una lettera aperta spiega la decisione di lasciare il Brasile e accettare una borsa di studio dell\u2019Universit\u00e0 libera di Bruxelles per continuare gli studi sugli agrotossici.<\/p>\n<p>\u00abPreservare la vita minacciata \u00e8 anche una strategia di lotta per tempi migliori\u00bb, aveva scritto nel 2019 Jean Wyllys, deputato del Psol, dopo aver rinunciato al seggio in parlamento. Difensore dei diritti umani, attaccato personalmente da Bolsonaro, minacciato quotidianamente di morte sulle reti sociali, Wyllys comprende, dopo l\u2019assassinio di Marielle Franco, la dimensione del pericolo che correva.<\/p>\n<p>Le 17 denunce presentate alla polizia non erano bastate a garantirgli una protezione adeguata. Ha lasciato il paese denunciando il clima di odio verso i difensori dei diritti umani e i rapporti tra la famiglia Bolsonaro e i miliziani di Rio de Janeiro. Ora vive a Barcellona dove svolge un dottorato sulle fake news e i discorsi di odio.<\/p>\n<p>Anche lo scrittore e attivista Anderson Fran\u00e7a, cresciuto in una favela di Rio, ha lasciato il paese per il Portogallo. Era sottoposto a continue minacce di morte per aver denunciato sia le violenze della polizia nei quartieri poveri della citt\u00e0 che il processo di militarizzazione in atto in Brasile.<\/p>\n<p>I dati forniti in questi giorni dal Gruppo di studio sulle illegalit\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 mostrano quanto fossero fondate le prese di posizione di Anderson: dal marzo 2020, inizio dell\u2019isolamento sociale, al febbraio 2021 nell\u2019area metropolitana di Rio si sono registrati 193 morti e 132 feriti durante operazioni di polizia.<\/p>\n<p>Debora Diniz, invece, faceva la ricercatrice nel campo delle scienze sociali all\u2019Universit\u00e0 di Brasilia. In una udienza davanti al Supremo Tribunale federale si era espressa contro la criminalizzazione dell\u2019aborto, invocando una legge pi\u00f9 permissiva anche a tutela delle donne pi\u00f9 vulnerabili. La campagna di insulti e minacce dei gruppi neofascisti, con attacchi rivolti alla sua famiglia e agli studenti che seguivano le sue lezioni, l\u2019hanno costretta a trasferirsi negli Stati uniti dove sta portando avanti le sue ricerche.<\/p>\n<p>Il discorso di odio che attraversa il Brasile e che mira a silenziare i difensori dei diritti umani ha coinvolto anche Marcia Tiburi, filosofa e scrittrice che denuncia con forza la violenza del potere, attribuendo alle donne e alle cosiddette \u00abminoranze\u00bb politiche e sociali un ruolo importante nella costruzione di una democrazia radicale.<\/p>\n<p>Sottoposta ad attacchi quotidiani in modo organizzato, dopo essersi rifugiata negli Stati uniti, lavora attualmente in un\u2019universit\u00e0 di Parigi. Tutti hanno lasciato con sofferenza le loro comunit\u00e0, ricevendo solidariet\u00e0 dagli ambienti democratici e dalle organizzazioni umanitarie, ma in ognuno \u00e8 forte il desiderio di tornare in Brasile, quando sar\u00e0 rientrata l\u2019emergenza democratica che sta vivend.<\/p>\n<p>(Francesco Bilotta:* Ricercatore di Diritto privato all&#8217;Universit\u00e0 di Udine, per Mimesis ha curato i volumi: Le unioni tra persone dello stesso sesso (2008) e Amore civile. Dal diritto della tradizione al diritto della ragione, con B. de Filippis, 2009)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01-\u00a0 SCIENZA*. Le api ci insegnano l\u2019immunit\u00e0 di sciame. 02- Schir\u00f2 (Pd)*: Brexit e sicurezza sociale: le nuove regole con qualche sorpresa. 03 \u2013 La <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34713\" title=\"n\u00b0 15 &#8211; 10 Aprile 2021\u00a0 &#8211; RASSEGNA NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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