{"id":34640,"date":"2021-04-03T16:17:56","date_gmt":"2021-04-03T16:17:56","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34640"},"modified":"2021-04-04T19:06:55","modified_gmt":"2021-04-04T19:06:55","slug":"n-14-03-aprile-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34640","title":{"rendered":"n\u00b0 14 &#8211; 03 Aprile 2021 \u00a0&#8211; RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>00 &#8211; Francesca La Marca( Pd)\u00a0 IN RICORDO DELLA SENATRICE MARISA FERRETTI BARTH. &#8220;Ho appreso con costernazione e sincero dolore la notizia della scomparsa della Senatrice Marisa Ferretti Barth.<\/p>\n<p>01 &#8211; Angela Schir\u00f2 (Europa) &#8211; Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania) \u2013 Francesca La Marca (Nord-Centro America) Parlamentari Pd Estero &#8211; L\u2019assegno unico e il nostro intervento per tutelare le detrazioni e gli assegni familiari erogati all\u2019estero.<\/p>\n<p>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; ASSEGNO UNICO: LE CRITICIT\u00c0 PER I RESIDENTI ALL&#8217;ESTERO. \u00c8 comprensibile l\u2019entusiasmo dei residenti in Italia\u00a0 per l\u2019introduzione dell\u2019Assegno unico.<\/p>\n<p>03 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) &#8211; vaccinazioni per i cittadini aire temporaneamente in Italia: allo studio la procedura, ora si faccia in fretta<\/p>\n<p>04 &#8211; Emma Mancini *: Una fetta di Recovery Plan alla ricca industria militare La denuncia. RETE ITALIANA PACE E DISARMO: il parlamento raccomanda l\u2019uso di parte dei fondi per l\u2019acquisto di nuove armi.<\/p>\n<p>05 &#8211; Il Recovery Plan armato del governo Draghi: fondi UE all\u2019industria militare. Coordinamento Campagne Rete Italiana Pace e Disarmo.<\/p>\n<p>06 &#8211; Il Brasile \u00e8 in difficolt\u00e0 ed \u00e8 una minaccia per tutti Il sistema sanitario del paese sudamericano \u00e8 al collasso, soprattutto a causa di una variante del virus molto contagiosa.<\/p>\n<p>07 &#8211; Roberto Zanini*: CUBA E NON SOLO, SULLE SANZIONI IL VOTO \u00c8 IGNOBILE. STILE ATLANTICO. Al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite la posizione pavida e vetero-atlantica della &#8220;nuova&#8221; Italia di Mario Draghi. Ma quella di &#8220;Giuseppi&#8221; Conte avrebbe fatto diversamente?<\/p>\n<p>08 &#8211; Enrico Paventi*: Un\u2019indagine lungo le linee di faglia della crisi internazionale. Saggistica. \u00abNella Storia mondiale. Stati, mercati, guerre\u00bb di Giulio Sapelli, per Guerini e Associati. Un&#8217;analisi che prende le mosse da due fenomeni diventati ormai strutturali: la continua crescita delle disuguaglianze e la crisi nella quale versa l\u2019economia sociale, le cui conseguenze colpiscono in particolare il mercato del lavoro.<\/p>\n<p>09 &#8211; Alfiero Grandi*: Per le sinistre il governo Draghi non \u00e8 una ricreazione ma obbligo di impegno politico<\/p>\n<p>10 &#8211; Leonardo Fiorentini *: Cannabis terapeutica, in Italia \u00e8 un miraggio- Quest\u2019anno ne occorrerebbero 3 tonnellate ma la produzione nel polo farmaceutico fiorentino \u00e8 al palo. Allarme degli operatori sanitari. La carenza dei farmaci potrebbe essere risolta dando seguito a una norma del 2017,<\/p>\n<p>11 &#8211; Deputate Pd Estero: le ragazze e i ragazzi nati in Italia da stranieri regolarmente residenti e che frequentano le nostre scuole sono italiani. \u00c8 ora di riconoscerlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>00 &#8211; Francesca La Marca( Pd)\u00a0 IN RICORDO DELLA SENATRICE MARISA FERRETTI BARTH. &#8220;Ho appreso con costernazione e sincero dolore la notizia della scomparsa della Senatrice Marisa Ferretti Barth. La Sen. Barth mi onorava della sua amicizia e ho potuto quindi conoscere direttamente la sua grande generosit\u00e0, la sua indomabile determinazione e la passione per le buone cause che ha ispirato l\u2019intera sua esistenza.<\/p>\n<p>Marisa Ferretti Barth era giunta nel Qu\u00e9bec nel 1963 e da allora ha dedicato tutte le sue energie all\u2019organizzazione dei servizi di assistenza alla comunit\u00e0 italiana e, in particolare, agli anziani.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo ha promosso la nascita di oltre settanta associazioni di anziani, coordinate poi nel Consiglio Regionale degli Anziani Italo-Canadesi (CRAIC) fondato nel 1973. Del Consiglio, che raccoglie circa 12.000 associati nell\u2019area della Grande Montr\u00e9al, \u00e8 diventata Presidente, ricoprendo questo incarico fino agli ultimi giorni della sua vita.<\/p>\n<p>Nel 1997, \u00e8 stata la prima donna italiana nominata nel Senato del Canada dove ha continuato le sue battaglie a favore degli anziani e delle persone svantaggiate.<\/p>\n<p>Animata da uno spirito solidaristico a trecentosessanta gradi, non ha fatto mancare il suo sostegno anche ad altre comunit\u00e0 di immigrati, i cui anziani hanno ricalcato i passi compiuti per la comunit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>La nostra comunit\u00e0 perde un sostegno fondamentale e un riferimento sempre disponibile, attivo e aperto sul piano umano ed etico.<\/p>\n<p>Parlando degli anziani da lei organizzati ed assistiti, la Senatrice Barth diceva: \u201cHo una famiglia con pi\u00f9 di dodicimila membri, gli anni pi\u00f9 belli della mia vita li ho spesi insieme a loro. Io non ho lavorato per gli anziani, semplicemente gli ho voluto bene\u201d.<\/p>\n<p>Grazie per quanto hai fatto per noi, cara Senatrice. Grazie per l\u2019amicizia che mi hai dato, cara Amica.\u201d<\/p>\n<p>Francesca La Marca<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Angela Schir\u00f2 (Europa) &#8211; Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania) \u2013 Francesca La Marca (Nord-Centro America) PARLAMENTARI PD ESTERO &#8211; L\u2019ASSEGNO UNICO E IL NOSTRO INTERVENTO PER TUTELARE LE DETRAZIONI E GLI ASSEGNI FAMILIARI EROGATI ALL\u2019ESTERO.<\/strong> L&#8217;importante legge delega sull\u2019Assegno unico, che con il via libera del Senato previsto per oggi entrer\u00e0 definitivamente in vigore, rappresenta un primo passo della riforma fiscale messa in agenda dal Governo Draghi.<\/p>\n<p>La legge prevede, tuttavia, il graduale superamento o soppressione di importanti misure attualmente in vigore il cui annullamento potrebbe mettere a rischio alcuni importanti diritti fiscali e previdenziali acquisiti nel corso degli anni \u2013 in virt\u00f9 della normativa nazionale e internazionale &#8211; dai nostri connazionali residenti all\u2019estero. Siamo quindi intervenuti presso il Ministero del Lavoro e presso il MEF innanzitutto per informare le istituzioni competenti degli effetti potenzialmente negativi della legge sui diritti degli italiani all\u2019estero e in secondo luogo per chiedere un intervento del Governo per il mantenimento e la tutela di tali diritti.<\/p>\n<p>Il nuovo sostegno familiare infatti andr\u00e0 a sostituire tutte le attuali forme di aiuto che il sistema oggi riconosce alla famiglia, dalle detrazioni Irpef per i figli a carico agli assegni al nucleo familiare (ANF), dal bonus beb\u00e8 a quello per la natalit\u00e0 o l\u2019adozione, dal bonus mamme all\u2019assegno per il terzo figlio.<\/p>\n<p>In particolare giova sottolineare che la nuova legge sull\u2019Assegno unico (che, \u00e8 bene evidenziare, subordina la fruizione dell\u2019Assegno unico alla residenza o al domicilio in Italia) stabilisce il graduale superamento o soppressione delle detrazioni fiscali per i figli a carico e dell\u2019Assegno per il nucleo familiare (ANF). Sia le detrazioni fiscali per i figli a carico sia l\u2019ANF sono attualmente erogati anche ai nostri connazionali aventi diritto residenti all\u2019estero (le detrazioni sono concesse ai cosiddetti \u201cnon residenti Schumacker\u201d, cio\u00e8 coloro che producono pi\u00f9 del 75% del reddito in Italia \u2013 tra questi i contrattisti della nostra rete diplomatica &#8211; mentre le prestazioni familiari sono concesse, a determinate condizioni, ai pensionati residenti all\u2019estero tra i quali quelli che hanno ottenuto la pensione in virt\u00f9 di una convenzione internazionale di sicurezza sociale che contempli le prestazioni familiari nel proprio campo di applicazione \u201cratione materiae\u201d).<\/p>\n<p>Vale la pena perci\u00f2 rimarcare che se da una parte l\u2019abolizione, appunto prevista dalla nuova legge, delle detrazioni per figli a carico e dell\u2019assegno per il nucleo familiare (ANF) non comporta particolare nocumento per i residenti in Italia che in sostituzione si vedranno riconosciuto l\u2019Assegno unico universale, dall\u2019altra parte i danni potrebbero essere pesanti per i residenti all\u2019estero ai quali non potr\u00e0 essere riconosciuto l\u2019Assegno Unico \u2013 che richiede la residenza o il domicilio in Italia &#8211; e che quindi potrebbero perdere in un prossimo futuro sia le detrazioni che le prestazioni familiari.<\/p>\n<p>Per questo motivo siamo intervenuti presso il Governo chiedendo di adottare negli schemi dei decreti applicativi che saranno trasmessi alle Camere, o in altri provvedimenti legislativi, disposizioni correttive e\/o integrative della legge delega che salvaguardino i diritti dei nostri connazionali emigrati.<\/p>\n<p>Angela Schir\u00f2 (Europa) &#8211; Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania) \u2013 Francesca La Marca (Nord-Centro America)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; ASSEGNO UNICO: LE CRITICIT\u00c0 PER I RESIDENTI ALL&#8217;ESTERO. \u00c8 COMPRENSIBILE L\u2019ENTUSIASMO DEI RESIDENTI IN ITALIA\u00a0 PER L\u2019INTRODUZIONE DELL\u2019ASSEGNO UNICO (LEGGE APPROVATA DEFINITIVAMENTE IERI DAL PARLAMENTO) CHE RAZIONALIZZA IL WELFARE E TUTTO IL SISTEMA DI SOSTEGNI ECONOMICI ALLE FAMIGLIE<\/strong> (anche se saranno i decreti attuativi a chiarire i dubbi che sono emersi in merito alle risorse disponibili e a chi effettivamente ci guadagner\u00e0 o perder\u00e0 rispetto alla situazione in essere). 1\u00b0 aprile 2021<\/p>\n<p>Contestualmente per\u00f2, soprattutto da parte degli eletti all\u2019estero, va fatta una riflessione puntuale e approfondita sui possibili effetti potenzialmente negativi che la nuova normativa potr\u00e0 avere sui diritti degli italiani residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 esattamente quello che io e i miei colleghi di partito La Marca, Giacobbe e Car\u00e8 abbiamo fatto prima di decidere di scrivere ai Ministri del Lavoro e dell\u2019Economia per segnalare le incognite che la legge sull\u2019Assegno unico introduce per i diritti fiscali e previdenziali delle nostre collettivit\u00e0 all\u2019estero (vedere il comunicato del 30 marzo).<\/p>\n<p>MA QUALE \u00c8 IL PROBLEMA?<\/p>\n<p>La nuova norma, giova ricordare e ripetere, prevede il graduale superamento o soppressione di importanti misure attualmente in vigore il cui annullamento potrebbe mettere a rischio alcuni importanti diritti fiscali e previdenziali acquisiti nel corso degli anni \u2013 in virt\u00f9 della normativa nazionale e internazionale &#8211; dai nostri connazionali residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>Precisamente le legge delega subordina la fruizione dell\u2019Assegno unico alla residenza o al domicilio in Italia e stabilisce il graduale superamento o soppressione delle detrazioni fiscali per i figli a carico\u00a0 e dell\u2019Assegno per il nucleo familiare (ANF). Sia le detrazioni fiscali per i figli a carico sia l\u2019ANF sono attualmente erogati anche ai nostri connazionali aventi diritto residenti all\u2019estero (le detrazioni sono concesse ai cosiddetti \u201cnon residenti Schumacker\u201d, cio\u00e8 coloro che producono pi\u00f9 del 75% del reddito in Italia\u00a0 \u2013 tra questi i contrattisti della nostra rete diplomatica &#8211; mentre le prestazioni familiari sono concesse, a determinate condizioni, ai pensionati residenti all\u2019estero tra i quali coloro che hanno ottenuto la pensione in virt\u00f9 di una convenzione internazionale di sicurezza sociale che contempli le prestazioni familiari\u00a0 nel proprio campo di applicazione \u201cratione materiae\u201d).<\/p>\n<p>L\u2019abolizione di tali benefici, mentre da una parte non avr\u00e0 significative conseguenze per i residenti in Italia (i vecchi benefici saranno sostituiti dall\u2019Assegno unico), potrebbe invece avere gravi ripercussioni per chi risiede all\u2019estero a meno che non si intervenga per tempo con misure correttive.<\/p>\n<p>\u00c8 nostro dovere quindi seguire con attenzione l\u2019iter legislativo dei decreti attuativi della legge sull\u2019Assegno Unico, segnalare la lesione dei diritti dei nostri lavoratori e pensionati all\u2019estero e verificare la possibilit\u00e0 di sensibilizzare Governo e Parlamento ad adottare disposizioni correttive e\/o integrative della legge delega che salvaguardino i diritti dei nostri connazionali emigrati.<\/p>\n<p>Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa \u00a0&#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA &#8211; Tel. 06 6760 3193<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; VACCINAZIONI PER I CITTADINI AIRE TEMPORANEAMENTE IN ITALIA: ALLO STUDIO LA PROCEDURA, ORA SI FACCIA IN FRETTA<\/strong>. 1\u00b0 aprile 2021<\/p>\n<p>Marted\u00ec 30 Marzo, nell&#8217;ambito dell\u2019audizione del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l&#8217;emergenza epidemiologica Covid 19, sullo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini, sono intervenuta per porre di nuovo la questione della vaccinazione dei cittadini iscritti all&#8217;AIRE, temporaneamente in Italia.<\/p>\n<p>Ricordo che io e la mia collega Francesca La Marca abbiamo gi\u00e0 da tempo interrogato il Ministro della salute (link all&#8217;Interrogazione) e scritto al Commissario Figliuolo per ammettere alle vaccinazioni anche questi nostri connazionali (link al cs).<\/p>\n<p>Nel corso del mio intervento, ho richiamato l&#8217;urgenza di arrivare ad una soluzione, sottolineando che l&#8217;ostacolo da superare risiede principalmente nel fatto che nei sistemi di prenotazione adottati dalle diverse Regioni si richiede, oltre al codice fiscale, il numero della tessera sanitaria che gli iscritti AIRE non hanno. Al commissario ho chiesto se sia possibile attivare nei sistemi regionali una linea di prenotazione dedicata ai cittadini AIRE temporaneamente presenti in Italia, secondo le priorit\u00e0 stabilite dal piano nazionale di vaccinazione, inserendo solo i dati del Codice fiscale e quelli dell\u2019iscrizione AIRE presso un comune italiano.<\/p>\n<p>Nella sua risposta il commissario Figliuolo, ribadendo che \u00e8 in corso una interlocuzione con il ministro Speranza, ha chiesto al Generale Domenico Ciotti, direttore operativo della struttura commissariale, di rispondere in maniera pi\u00f9 dettagliata. Il generale Ciotti ha ricordato che il 29 marzo scorso si \u00e8 tenuta una riunione con il ministero della Salute, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti del Mef, per affrontare le problematiche della campagna vaccinale di alcune specifiche categorie di cittadini, inclusi gli iscritti AIRE. Per queste categorie di cittadini si stanno cercando le procedure pi\u00f9 corrette. C\u2019\u00e8 un problema di identificazione \u2013 ha confermato il generale &#8211; in quanto c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di associare un codice univoco alle persone che vengono sottoposte alla somministrazione, da registrare poi nell\u2019Anagrafe vaccinale nazionale, AVN. Come \u00e8 stato fatto per altre categorie, saranno preparate delle liste da distribuire alle Regioni, in modo tale che queste persone possano essere vaccinate.<\/p>\n<p>Si apre dunque uno spiraglio positivo e mi auguro che le procedura indicata in audizione possa essere definita ed attuata velocemente. Continueremo a seguire la questione dandone pronta informazione.<\/p>\n<p>Desidero segnalare infine che con l&#8217;ordinanza n\u00b0 3\/2021, il commissario straordinario ha disposto che, in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini, ciascuna Regione o Provincia Autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma.<\/p>\n<p>Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA &#8211; Tel. 06 6760 3193<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; Emma Mancini *: <strong>UNA FETTA DI RECOVERY PLAN ALLA RICCA INDUSTRIA MILITARE LA DENUNCIA. RETE ITALIANA PACE E DISARMO: IL PARLAMENTO RACCOMANDA L\u2019USO DI PARTE DEI FONDI PER L\u2019ACQUISTO DI NUOVE ARMI. IN UN GOVERNO TRASVERSALE, ANCHE IL SOSTEGNO ALL&#8217;INIZIATIVA LO \u00c8: SI TOGLIE AD ALTRI SETTORI PER FINANZIARNE UNO CHE RICEVE GI\u00c0 27 MILIARDI.<\/strong><\/p>\n<p>Una fetta di Recovery Plan anche per il settore militare. Lo denuncia Rete Italiana Pace e Disarmo: se le proposte della societ\u00e0 civile su come spendere i soldi in arrivo dall\u2019Europa per far fronte alla crisi non sono state ascoltate, la politica italiana ha preferito sedersi al tavolo con le principali aziende militari italiane e immaginare di girare a loro fondi destinati alla ripresa del paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abUNA PARTE DEI FONDI del Recovery Plan \u2013 si legge nel comunicato rilasciato ieri da Ripc \u2013 verrebbe destinata per rinnovare la capacit\u00e0 e i sistemi d\u2019arma a disposizione dello strumento militare. Un tentativo di greenwashing, di lavaggio verde, dell\u2019industria delle armi che Rete Italiana Pace e Disarmo stigmatizza e rigetta\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dietro \u2013 a fronte dell\u2019audizione di rappresentanti dell\u2019industria militare (Aiad, Anpam, Leonard) \u2013 stanno le relazioni votate negli ultimi giorni dalle varie Commissioni parlamentari competenti. La Camera raccomanda di \u00abincrementare, considerata la centralit\u00e0 del quadrante mediterraneo, la capacit\u00e0 militare dando piena attuazione ai programmi di specifico interesse volti a sostenere l\u2019ammodernamento e il rinnovamento dello strumento militare, promuovendo l\u2019attivit\u00e0 di ricerca e di sviluppo delle nuove tecnologie e dei materiali\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un modo, si legge, per contribuire \u00abal necessario sostegno dello strategico settore industriale e al mantenimento di adeguati livelli occupazionali nel comparto\u00bb. Identica la posizione del Senato che propone anche di realizzare \u00abdistretti militari intelligenti\u00bb che attirino investimenti ulteriori e che immagina di dar vita a un dialogo \u00abcon la filiera industriale coinvolta, in un\u2019ottica di collaborazione con le realt\u00e0 industriali nazionali, think tank e centri di ricerca\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 COS\u00cc CHE IL SETTORE militare, gi\u00e0 ampiamente finanziato dal governo (27 miliardi di euro, il 18% dei Fondi pluriennali di investimento attivi dal 2017 al 2034), entra nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. E lo fa garantendosi fondi europei per comprare altre armi.<\/p>\n<p>\u00abChiediamo \u2013 continua Ripc \u2013 al governo che le proposte della societ\u00e0 civile fondate sulla costruzione della convivenza e della difesa civile nonviolenta siano ascoltate, valutate e rese parte integrante del nuovo Piano\u00bb. Le idee ci sono gi\u00e0, sono le \u00ab12 Proposte di pace e disarmo per il Pnrr\u00bb di Ripc, gi\u00e0 inviate alle Commissioni competenti, senza ricevere risposta.<\/p>\n<p>UN CAMBIO DI PASSO rispetto alle previsioni del passato governo che inseriva il settore militare nel Pnrr attraverso aspetti secondari (tra cui l\u2019efficienza energetica degli immobili della Difesa e il rafforzamento della sanit\u00e0 militare). Con un esecutivo formato da anime molto diverse e con il ritorno nei ministeri di rappresentanti della destra, anche le Commissioni \u2013 quelle che hanno dato il primo via libera \u2013 introducono nuove priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Limitandone altre: se si d\u00e0 a qualcuno, si toglie a qualcun altro, la coperta non \u00e8 infinita. L\u2019altro sono gli investimenti per scuola, lavoro, sanit\u00e0, ecologia, un settore quest\u2019ultimo che di certo non beneficer\u00e0 dall\u2019acquisto e l\u2019uso di nuovi armamenti.<\/p>\n<p>Il sostegno politico \u00e8 \u00abtrasversale\u00bb, scrive Rete Italiana Pace e Disarmo, a fondi che potrebbero allargarsi ancora di pi\u00f9: \u00abAddirittura alla Camera i commissari hanno concentrato il loro dibattito sulla \u201copportunit\u00e0\u201d di accrescere ulteriormente i fondi a favore della spesa militare fornita dal Piano. Da notare come il rappresentante del governo abbia sottolineato come i pareri votati \u201ccorrispondano alla visione organica del Pnrr\u201d dello stesso esecutivo Draghi, che dunque ritiene che la ripresa del nostro Paese si possa realizzare anche favorendo la corsa agli armamenti\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; <strong>IL RECOVERY PLAN ARMATO DEL GOVERNO DRAGHI: FONDI UE ALL\u2019INDUSTRIA MILITARE. COORDINAMENTO CAMPAGNE RETE ITALIANA PACE E DISARMO<\/strong>.<\/p>\n<p>Decisione che RIPD ritiene inaccettabile: non solo contraddice le finalit\u00e0 del Piano europeo per la ripresa, ma accantonando le proposte delle organizzazioni della societ\u00e0 civile (e del mondo del lavoro) considera il settore militare, gi\u00e0 ampiamente finanziato, come fattore di ripresa per il Paese.<\/p>\n<p>Sorpresa nell\u2019uovo di Pasqua: una parte dei fondi del Recovery Plan verrebbe destinata per rinnovare la capacit\u00e0 e i sistemi d\u2018arma a disposizione dello strumento militare. Un tentativo di greenwashing, di lavaggio verde, dell\u2019industria delle armi che la Rete Italiana Pace e Disarmo stigmatizza e rigetta.<\/p>\n<p>Ad aprire a questa possibilit\u00e0 \u00e8 stato il Parlamento, a quanto risulta dalle Relazioni definite e votate in questi giorni dalle Commissioni competenti. Nel testo licenziato dalla Camera si raccomanda di \u201cincrementare, considerata la centralit\u00e0 del quadrante mediterraneo, la capacit\u00e0 militare dando piena attuazione ai programmi di specifico interesse volti a sostenere l\u2019ammodernamento e il rinnovamento dello strumento militare, promuovendo l\u2019attivit\u00e0 di ricerca e di sviluppo delle nuove tecnologie e dei materiali, anche in favore degli obiettivi che favoriscano la transizione ecologica, contribuendo al necessario sostegno dello strategico settore industriale e al mantenimento di adeguati livelli occupazionali nel comparto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il Senato \u201coccorre, inoltre, promuovere una visione organica del settore della Difesa, in grado di dialogare con la filiera industriale coinvolta, in un\u2019ottica di collaborazione con le realt\u00e0 industriali nazionali, think tank e centri di ricerca\u201d. Viene inoltre ipotizzata la realizzazione di cosiddetti \u201cdistretti militari intelligenti\u201d per attrarre interessi e investimenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Diversamente dalle bozze implementate dal precedente Governo, in cui l\u2019ambito militare veniva coinvolto nel PNRR solo per aspetti secondari come l\u2019efficienza energetica degli immobili della Difesa e il rafforzamento della sanit\u00e0 militare, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) potrebbe quindi destinare all\u2019acquisizione di nuove armi i fondi europei per la rinascita dell\u2019Italia dopo la pandemia. Un comparto che, \u00e8 bene ricordarlo, gi\u00e0 ricever\u00e0 almeno il 18% (quasi 27 miliardi di euro) dei Fondi pluriennali di investimento attivi dal 2017 al 2034.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indicazioni inviate al Governo derivano da dibattiti nelle Commissioni Difesa della Camera e del Senato che hanno approvato all\u2019unanimit\u00e0 i pareri consultivi relativi. Ci\u00f2 evidenzia un sostegno trasversale all\u2019ipotesi di destinare i fondi del PNRR anche al rafforzamento dello strumento militare. Addirittura alla Camera i Commissari hanno concentrato il loro dibattito sulla \u201copportunit\u00e0\u201d di accrescere ulteriormente i fondi a favore della spesa militare fornita dal Piano. Da notare come il rappresentante del Governo abbia sottolineato come i pareri votati \u201ccorrispondano alla visione organica del PNRR\u201d dello stesso esecutivo Draghi, che dunque ritiene che la ripresa del nostro Paese realizzare anche favorendo la corsa agli armamenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche se green le bombe sono sempre strumenti di morte, non portano sviluppo, non producono utili, non garantiscono futuro. La Rete italiana Pace e disarmo denuncia la manovra dell\u2019industria bellica per mettere le mani sui una parte dei fondi europei destinati alla Next Generation.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inascoltate le associazioni pacifiste, spazio solo ai produttori di armi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso della discussione di queste settimane sono stati auditi rappresentanti dell\u2019industria militare (AIAD, Anpam, Leonardo spa) mentre non sono state prese in considerazione le \u201c12 Proposte di pace e disarmo per il PNRR\u201d elaborate dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e inviate a tutte le Commissioni competenti. Per tale motivo chiediamo ora al Governo che le proposte della societ\u00e0 civile fondate sulla costruzione della convivenza e della difesa civile nonviolenta (con un impegno esteso alla difesa dell\u2019occupazione in un\u2019economia disarmata e sostenibile) siano ascoltate, valutate e rese parte integrante del nuovo PNRR che l\u2019esecutivo dovr\u00e0 elaborare, spostando dunque i fondi dalla difesa militare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La produzione e il commercio delle armi impattano enormemente sull\u2019ambiente. Le guerre (oltre alle incalcolabili perdite umane) lasciano distruzioni ambientali che durano nel tempo. Ne consegue che la lotta al cambiamento climatico pu\u00f2 avvenire solo rompendo la filiera bellica e che il lavoro per la pace \u00e8 anche un contributo al futuro ecologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occorre quindi una nuova politica estera italiana ed europea che abbia come obiettivo la costruzione di una comunit\u00e0 globale con un futuro condiviso, riprendendo il progetto delle Nazioni Unite volto \u201ca salvare le future generazioni dal flagello della guerra\u201d e di collaborazione tra i popoli come elemento dominante delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nonviolenza politica \u00e8 lo strumento e il fine che bisogna assumere. Per questo \u00e8 prioritario orientare il rilancio del nostro Paese ai principi ed ai valori della pace: il Piano deve essere l\u2019occasione per investire fondi in processi di sviluppo civile e non sulle armi. \u201cNon c\u2019\u00e8 un mondo di ieri a cui tornare, ma un mondo di domani da far nascere rapidamente\u201d: cos\u00ec \u00e8 scritto nell\u2019introduzione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La Rete Italiana Pace e Disarmo vuole davvero che Il mondo di domani, per garantire un futuro alle nuove generazioni, sia basato su uno sviluppo civile e non militare.<\/p>\n<p>Il Mahatma Gandhi indicava l\u2019unica strada possibile \u201co l\u2019umanit\u00e0 distrugger\u00e0 gli armamenti, o gli armamenti distruggeranno l\u2019umanit\u00e0\u201d. Non possiamo tollerare che nemmeno un euro dei fondi destinati al futuro ecologico venga invece impiegato per mettere una maschera verde al volto di morte delle fabbriche d\u2019armi. L\u2019umanit\u00e0 ha bisogno di pace e di un futuro amico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; IL BRASILE \u00c8 IN DIFFICOLT\u00c0 ED \u00c8 UNA MINACCIA PER TUTTI IL SISTEMA SANITARIO DEL PAESE SUDAMERICANO \u00c8 AL COLLASSO, SOPRATTUTTO A CAUSA DI UNA VARIANTE DEL VIRUS MOLTO CONTAGIOSA.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E JAIR BOLSONARO NON FA NIENTE PER CONTENERE I DANNI. S\u00c9RGIO OL\u00cdMPIO GOMES, NOTO COME MAJOR OL\u00cdMPIO, ERA UN POLIZIOTTO QUANDO ENTR\u00d2 IN POLITICA QUINDICI ANNI FA<\/strong>. Nel 2018 coordin\u00f2 la campagna elettorale nello stato di S\u00e3o Paulo dell\u2019attuale presidente Jair Bolsonaro e fu eletto al senato federale. Il 18 marzo 2021 \u00e8 morto di covid-19. Aveva 58 anni. \u00c8 il terzo senatore in carica a perdere la vita per questa malattia. Quasi il 4 per cento dei componenti della camera alta del parlamento sono morti durante la pandemia, un dato che ha fatto capire alla classe politica il trauma vissuto da milioni di brasiliani.<\/p>\n<p>Oggi il paese \u00e8 nel pieno di una seconda ondata, molto peggiore della prima. Il numero ufficiale delle vittime nel paese, con una media di 2.300 decessi al giorno, \u00e8 un quarto del totale mondiale. Il Brasile ha meno del tre per cento della popolazione del pianeta. Il sistema sanitario \u00e8 al \u201ccollasso\u201d per i pazienti affetti da casi gravi di covid-19, dice un bollettino pubblicato il 23 marzo dalla fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz), un istituto di ricerca che si occupa di sanit\u00e0 pubblica. In 25 stati brasiliani su 27 pi\u00f9 dell\u201980 per cento dei posti letto in terapia intensiva \u00e8 occupato. Diciotto stati hanno carenze di farmaci, come i bloccanti neuromuscolari, usati quando i pazienti vengono intubati. In sei stati le scorte di ossigeno sono pericolosamente basse. Secondo F\u00e1bio Vilas-Boas, ministro della sanit\u00e0 nello stato di Bahia, nel nordest del paese, la regione \u00e8 sotto \u201cpressione\u201d ma non al collasso. In ogni caso il numero di persone che hanno bisogno d\u2019ossigeno \u00e8 \u201cesploso\u201d. E alcuni ospedali stanno curando i pazienti covid nei pronto soccorso, perch\u00e9 i loro reparti di terapia intensiva sono pieni. Si pensa che la seconda ondata in Brasile sia causata soprattutto da una variante del coronavirus sars-cov-2, chiamata P1 e nata con ogni probabilit\u00e0 nella citt\u00e0 amazzonica di Manaus. Pi\u00f9 contagiosa dell\u2019originale e in grado d\u2019infettare le persone gi\u00e0 colpite dal covid-19, questa variante preoccupa tutto il mondo. \u00c8 gi\u00e0 stata rilevata in 33 paesi. Inoltre, alcuni vaccini sono meno efficaci contro la P1 di quanto lo siano con le principali varianti del virus in Europa e negli Stati Uniti. I paesi vicini stanno chiudendo i confini e il Per\u00f9 e la Colombia hanno interrotto i voli con il<\/p>\n<p>Brasile. \u201cSe il Brasile non prender\u00e0 le cose sul serio, continuer\u00e0 a fare danni in tutta la regione e non solo\u201d, ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms). Ma la seriet\u00e0 manca. Bolsonaro ha promosso rimedi da ciarlatano, si \u00e8 scagliato contro le misure restrittive e ha cercato di sabotare la pubblicazione dei dati sul covid- 19. Il 15 marzo ha annunciato che ci sar\u00e0 un nuovo ministro della sanit\u00e0, il quarto da quando \u00e8 cominciata la pandemia. E ha ripetuto spesso che i vaccini non fanno per lui: il suo governo si \u00e8 attivato lentamente per ordinarli, anche se la Pfizer e la Janssen li hanno testati proprio in Brasile. Governatori e sindaci, che hanno il dovere di stabilire le restrizioni e le misure di confinamento, hanno in gran parte seguito l\u2019esempio del presidente. Dopo la stretta imposta all\u2019inizio della pandemia, la maggior parte ha allentato le misure. Nei quartieri poveri di Bahia la vita \u00e8 andata avanti normalmente, almeno fino a pochissimo tempo fa. \u201cNon possiamo imporre a chi vive nelle favelas l\u2019obbligo di rimanere dentro una casa piccola e torrida\u201d, dice Vilas-Boas. Lo stato non ha abbastanza polizia per garantire che i locali rimangano chiusi. Azioni dannose Secondo Natalia Pasternak, una microbiologa che dirige l\u2019istituto Quest\u00e3o de Ci\u00eancia, non c\u2019\u00e8 da sorprendersi che la variante sia nata a Manaus. La prima ondata era stata cos\u00ec forte da spingere alcuni a credere che la citt\u00e0 avesse raggiunto l\u2019immunit\u00e0 di gregge. Gli abitanti si sono riversati sulle spiagge lungo il fiume alla prima opportunit\u00e0, permettendo alla P1 di diffondersi in fretta. Quando la variante ha lasciato la foresta, ha colpito con altrettanta facilit\u00e0 altre zone del paese. Anche se il Brasile fa un sequenziamento dei geni troppo ridotto per sapere con certezza quanto si sia diffusa, alcuni studi nello stato di S\u00e3o Paulo identificano la variante nell\u201980 o 90 per cento dei casi. Un altro studio suggerisce che la P1 potrebbe avere una contagiosit\u00e0 doppia e potrebbe infettare una seconda volta tra il 25 e il 61 per cento delle persone gi\u00e0 colpite dal covid-19. A diffondersi in questo momento \u00e8 anche la P2, una preoccupante variante riscontrata a Rio de Janeiro. La seconda ondata sta cambiando il comportamento dei cittadini. Governatori e sindaci oggi rafforzano le restrizioni e le persone le rispettano di pi\u00f9. Dal 22 marzo a Bahia il coprifuoco notturno \u00e8 in vigore dalle 18 invece che dalle 22. E i dati dei telefoni cellulari mostrano che gli abitanti dello stato hanno recentemente dimezzato le distanze coperte. La cosa sta rallentando la diffusione del covid-19. Vilas Boas ritiene che il numero di casi positivi a Bahia sia sceso da 21mila a 17mila. Il numero di pazienti in attesa di un posto letto in terapia intensiva \u00e8 sceso dai 513 del 12 marzo ai 280 di dieci giorni dopo. A marzo il governo federale ha finalmente accettato di comprare il vaccino della Pfizer e quello a dose unica della Janssen, che affiancheranno il vaccino dell\u2019AstraZeneca e quello cinese Corona- Vac, gi\u00e0 distribuiti. Il Brasile ha avviato anche una produzione interna. Fiocruz ha consegnato le sue prime dosi del vaccino AstraZeneca e l\u2019Istituto Butantan di S\u00e3o Paulo ha cominciato a produrre il Corona- Vac. Circa l\u20198 per cento degli adulti ha ricevuto la prima dose di vaccino. \u201cPer la prima volta\u201d, dice Pasternak, \u201csono fiduciosa\u201d. Il 23 marzo, quando il numero giornaliero delle vittime ha raggiunto la cifra record di 3.158, il presidente Bolsonaro \u00e8 andato in tv per parlare dei progressi della campagna vaccinale brasiliana. Ma fino a quando sar\u00e0 necessario il distanziamento sociale, il presidente rimarr\u00e0 una minaccia per la salute dei brasiliani. Bolsonaro infatti ha denunciato alla corte suprema tre stati, tra cui quello di Bahia, perch\u00e9 avevano rafforzato le restrizioni. Le sue azioni sono dannose per il Brasile e per il resto del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTA.\u00a0 BOLSONARO INADATTO A GVERNARE. Bruno Boghossian, Folha de S.Paulo, Brasile<\/p>\n<p>L\u2019opinione Alla fine del 2019, completato il suo primo anno da presidente, Jair Bolsonaro diceva di avere \u201cdifficolt\u00e0 serie in molti settori\u201d e che era \u201cpraticamente impossibile\u201d dare conto di tutto quello che succedeva nel governo. La pandemia non c\u2019era, ma il presidente gi\u00e0 dimostrava di essere inadeguato al suo ruolo. In poco tempo Bolsonaro ha dimostrato di essere il leader sbagliato sia in tempi tranquilli sia in quelli di crisi. Ha aggirato le norme per evitare di applicare<\/p>\n<p>le restrizioni necessarie a contenere il virus e, quando ha scoperto che le finanze del paese erano in rosso, ha detto che il Brasile era in bancarotta e lui non poteva \u201cfare nulla\u201d. Attestato di sfiducia La creazione il 24 marzo di un comitato per guidare il Brasile nella fase acuta della pandemia \u00e8 l\u2019attestato definitivo della sua incompetenza proprio nel momento dell\u2019emergenza. \u00c8 stato necessario far intervenire parlamentari e governatori per assumere decisioni importanti e limitare i deliri del presidente, di fatto esautorandolo. Un attestato di sfiducia nei suoi confronti \u00e8 arrivato anche dagli imprenditori e dalla popolazione: secondo un sondaggio recente il 54 per cento dei brasiliani disapprova la sua gestione della pandemia. Anche se ha contribuito ad aggravare la situazione sanitaria, Bolsonaro \u00e8 convinto di avere ancora l\u2019appoggio del parlamento, di attirare gli investitori e di poter recuperare popolarit\u00e0 per presentarsi alle elezioni presidenziali del 2022. Potrebbe perfino riuscire a ingannare qualcuno se la pandemia dovesse rallentare e l\u2019economia brasiliana riprendersi. Politici, imprenditori ed elettori dovranno decidere se, quando arriver\u00e0 la prossima crisi, vogliono sempre lui alla guida del paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; Roberto Zanini*:<strong> CUBA E NON SOLO, SULLE SANZIONI IL VOTO \u00c8 IGNOBILE. STILE ATLANTICO. AL CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE LA POSIZIONE PAVIDA E VETERO-ATLANTICA DELLA &#8220;NUOVA&#8221; ITALIA DI MARIO DRAGHI. MA QUELLA DI &#8220;GIUSEPPI&#8221; CONTE AVREBBE FATTO DIVERSAMENTE?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe avete bisogno di noi sapete dove trovarci\u00bb, disse l\u2019ambasciatore di Cuba agli italiani venuti a salutare i medici che se ne andavano. Erano epidemiologi, anestesisti, rianimatori, infermieri\u2026 Erano arrivati in Lombardia e in Piemonte nel pieno del Covid, quando a Bergamo si ammucchiavano le bare e lugubri convogli militari andavano e venivano dai crematori.<\/p>\n<p>Lo sappiamo s\u00ec, dove trovarli: ben lontani da Ginevra, dove l\u2019Italia ha espresso in modo peculiare la sua riconoscenza votando contro la risoluzione che condanna le sanzioni unilaterali (cio\u00e8 quelle che affamano Cuba e il Venezuela, impediscono di ricostruire la Siria, strangolano l\u2019Iran eccetera).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stesso giorno in cui Usa Ue e Nato da una parte, e Russia e Cina dall\u2019altra, erano impegnati a sanzionarsi furiosamente l\u2019un l\u2019altro in una riedizione fuori tempo massimo della guerra fredda \u2013 ma dovremmo cambiare nome perch\u00e9 guerra non \u00e8 pi\u00f9 quella di Clausewitz, ed \u00e8 tutto tranne che fredda. A Bruxelles il segretario generale della Nato avvertiva che \u00abRussia e Cina sono gli avversari\u00bb, il presidente Biden sanzionava la Russia per il tentato omicidio di oppositori e la Ue sanzionava la Cina per l\u2019oppressione dei musulmani uighuri, Mosca e Pechino contro-sanzionavano e alla fine un pugno di politici e funzionari di secondo piano perdeva il diritto di recarsi da un fronte all\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dei diritti umani non una riga sulle agenzie di stampa occidentali (uscirono invece la Xinhua cinese, la Tass russa, la cubana Prensa Latina\u2026 Sul Miami Herald, il quotidiano preferito dei fuoriusciti cubani, usc\u00ec l\u2019equilibrato titolo \u00abIpocrita risoluzione Onu che Venezuela e Cuba spacciano come vittoria\u00bb). Una settimana dopo, ieri, il manifesto pubblica una corrispondenza di Roberto Livi dall\u2019Avana che cita quel voto e spiega perch\u00e9 sia ignobile. E finalmente l\u2019Italia ne parla. Il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni definisce il voto \u00abincomprensibile\u00bb, l\u2019ex deputato M5S Di Battista posta la foto dei medici cubani su Facebook e commenta \u00abbisognerebbe mostrare un po\u2019 di gratitudine\u00bb, di \u00abingratitudine e incoerenza del governo\u00bb parla il segretario dei Comunisti italiani Marco Rizzo, si infuria la \u00abcubana onoraria\u00bb Fiorella Mannoia: \u00abL\u2019embargo lo paga il popolo, sempre e in ogni dove, vergogna!\u00bb. Se ne accorge Repubblica, cos\u00ec come l\u2019Ansa, si scalda il web\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Consiglio per i diritti umani (Hcr) \u00e8 un organismo dell\u2019Onu composto da 47 stati eletti ogni tre anni. Il 23 marzo ha votato un pacco di trenta risoluzioni tra cui quella contro le unilateral coercitive measures \u2013 in italiano semplificato, sanzioni. Su proposta della Cina, di Azerbaigian a nome dei Non allineati, della Palestina che esiste solo all\u2019Onu, il documento passa con 30 voti a favore, 2 astenuti e 15 contro. Tra i no l\u2019Italia e tutti i paesi europei dell\u2019Hcr: Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Polonia, pi\u00f9 il Brasile di Bolsonaro, il Giappone\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 un voto pavido, quello della \u201cnuova\u201d Italia di Mario Draghi \u2013 ma l\u2019Italia di \u201cGiuseppi\u201d Conte avrebbe fatto altro? Un voto vetero-atlantico senza nemmeno l\u2019atlantista alfa, gli Stati uniti, che non sono nell\u2019Hcr: ne volle uscire Donald Trump nel 2018 inviando l\u2019ambasciatrice e superfalco Nikki Haley a scaricare \u00abquel pozzo nero di ipocrisia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un voto subalterno, che salta a pie pari ogni rapporto sugli effetti delle sanzioni. Come quello della special rapporteur dell\u2019Hcr, la bielorussa Alena Douhan, che nell\u2019anno del Covid ha studiato sanzioni e paesi e concluso che le sanzioni uccidono su larga scala. Il suo rapporto sul Venezuela \u00e8 da brividi, come quello meno noto sugli Usa. Dagli anni Settanta in cui Washington riform\u00f2 la legge sul \u00abCommercio con il nemico\u00bb del 1917, Washington ha cambiato nemico 70 volte, e quattro paesi (Cuba, Venezuela, Iran e Siria) detengono decenni di coercive measures emergenziali americane.<\/p>\n<p>MA L\u2019EMERGENZA, QUANDO \u00c8 ETERNA, SI CHIAMA PERSECUZIONE<\/p>\n<p>*(Roberto Zanini, capo redattore al Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; Enrico Paventi*: <strong>UN\u2019INDAGINE LUNGO LE LINEE DI FAGLIA DELLA CRISI INTERNAZIONALE. SAGGISTICA. \u00abNELLA STORIA MONDIALE. STATI, MERCATI, GUERRE\u00bb DI GIULIO SAPELLI, PER GUERINI E ASSOCIATI. UN&#8217;ANALISI CHE PRENDE LE MOSSE DA DUE FENOMENI DIVENTATI ORMAI STRUTTURALI: LA CONTINUA CRESCITA DELLE DISUGUAGLIANZE E LA CRISI NELLA QUALE VERSA L\u2019ECONOMIA SOCIALE, LE CUI CONSEGUENZE COLPISCONO IN PARTICOLARE IL MERCATO DEL LAVORO.<\/strong><\/p>\n<p>Come si \u00e8 trasformato, nell\u2019arco degli ultimi due decenni, il contesto economico mondiale? Quali sono state le ragioni profonde che ne hanno determinato le nuove peculiarit\u00e0? L\u2019epoca caratterizzata dalla vittoria del cosiddetto \u00abordoliberalismo\u00bb e dal trionfo della globalizzazione sta per concludersi? \u00c8 possibile delineare, ragionevolmente, qualche tratto del nostro prossimo futuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LO STORICO ED ECONOMISTA Giulio Sapelli ha raccolto nel suo saggio dal titolo Nella Storia mondiale. Stati, mercati, guerre (Guerini e Associati, pp. 338, euro 24,50) un gran numero di acute analisi e riflessioni attraverso le quali cerca di rispondere a questi interrogativi prendendo anzitutto le mosse da due fenomeni diventati ormai strutturali: la continua crescita delle disuguaglianze e la crisi nella quale versa l\u2019economia sociale, le cui conseguenze colpiscono in particolare il mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Riguardo alla situazione che ci troviamo di fronte, lo studioso scrive: \u00abLa mia convinzione profonda \u00e8 che la causa prevalente, la variabile indipendente, insomma, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 successo risieda nella cultura e non solo nei landscapes simbolici\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In altre parole: alla base di simili, radicali mutamenti sembrano esserci tanto alcune costruzioni teoriche quanto potenti forze disgregatrici che hanno creato grandi difficolt\u00e0 soprattutto all\u2019Unione europea: un\u2019istituzione che \u2013 a causa dei suoi limiti costitutivi e dei numerosi contrasti interni \u2013 \u00e8 parsa incapace di venirne a capo. Ecco emergere dunque, secondo l\u2019autore, la necessit\u00e0 di una nuova \u00abEntente cordiale\u00bb da stipularsi, stavolta, tra Stati Uniti e Russia: un accordo, in funzione anti cinese, che consenta di superare l\u2019approccio unipolare e di imporre regole agli operatori attivi sul mercato internazionale dei capitali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta, insomma, di riscoprire il fondamentale ruolo della politica, affinch\u00e9 i sistemi economici tornino a essere disciplinati dalle norme e gli intermediari finanziari non mirino soltanto al profitto di pochi ma perseguano anche il benessere delle comunit\u00e0. Ci\u00f2 implica che i tradizionali valori dell\u2019Occidente \u2013 la democrazia, la libert\u00e0, i diritti dell\u2019individuo \u2013 vengano riproposti, ridiscussi e si attribuisca loro tutta l\u2019importanza che meritano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Resta comunque un dato di fatto: il cuore della crisi mondiale si trova in Europa. Ed \u00e8 lecito domandarsi, in proposito, fino a quando regger\u00e0 quel filo che tiene insieme le nazioni del Vecchio Continente impedendo cos\u00ec che tornino a prevalere gli egoismi dei singoli Stati. Essendo priva di una Costituzione, d\u2019altra parte, l\u2019Ue \u00e8 sottoposta al controllo dei Trattati e risulta profondamente condizionata dai rapporti di forza esistenti tra i suoi membri. A ci\u00f2 va ad aggiungersi l\u2019azione della tecnocrazia di Bruxelles: una schiera di non eletti che tende a imporre la propria ideologia ai cittadini comunitari prevaricandone cos\u00ec la volont\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019EUROPA SEMBRA, dunque, stanca e pavida. La Cina, dal canto suo, \u00e8 molto pi\u00f9 debole di quanto non appaia, poich\u00e9 il peso delle sue contraddizioni dovrebbe farsi sempre pi\u00f9 gravoso. Intanto gli Stati Uniti di Biden hanno abbandonato l\u2019unilateralismo a favore di un nuovo orientamento geopolitico, connotato da un maggiore coinvolgimento negli scenari mondiali che li porter\u00e0, probabilmente, a svolgervi di nuovo un ruolo da protagonisti. In questo contesto, occorre che l\u2019Ue faccia sentire la propria voce, riattivi un\u2019alleanza organica con gli Usa e torni a determinare la propria politica economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Difficile dissentire dalle conclusioni di Sapelli. Restano per\u00f2 le perplessit\u00e0 che nascono dalla sua proposta di una nuova \u00abEntente cordiale\u00bb e, in particolare, dal contributo che dovrebbe fornirvi la Russia di Putin. Un Paese che rivendica il proprio Sonderweg alla modernizzazione potr\u00e0 farsi sostenitore di quei valori ai quali si \u00e8 accennato in precedenza? Quali regole sar\u00e0 in grado di dettare alla finanza internazionale una cosiddetta \u00abdemocratura\u00bb? Si tratta di questioni non irrilevanti che rimangono per ora aperte: i prossimi mesi inizieranno a darci, presumibilmente, qualche risposta al riguardo.<\/p>\n<p>(Enrico Paventi, regista)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>09 &#8211; Alfiero Grandi*: <strong>PER LE SINISTRE IL GOVERNO DRAGHI NON \u00c8 UNA RICREAZIONE MA OBBLIGO DI IMPEGNO POLITICO<\/strong><strong> LE SINISTRE, SE SONO ANCORA IN GRADO DI FARLO, DOVREBBERO RECEPIRE LE NOVIT\u00c0 CHE IL GOVERNO DRAGHI \u00c8 DESTINATO A PORTARE NELLA SITUAZIONE POLITICA ITALIANA.<\/strong><\/p>\n<p>Non mi sembra corretta una valutazione che lo vede come una meteora in vista di altro. I cambiamenti sostanziali ci saranno per varie ragioni. Anzitutto la destra che vuole il potere, in particolare la Lega, che vede questa come una fase per il proprio accredito a livello europeo, una sorta di esame d\u2019ammissione per accedere al governo senza troppi contrasti. \u00c8 vero che Salvini si comporta come uno studente che fatica ad imparare i comportamenti giusti e viene rimesso in riga, ingoiando a fatica le precisazioni di Draghi. Stare al governo e all\u2019opposizione nello stesso tempo in una fase come questa \u00e8 molto difficile se non impossibile.<\/p>\n<p>Per questo il condono, definito come tale dal presidente del Consiglio, \u00e8 difficile attribuirlo alle pressioni della Lega. Quando Draghi non ne vuole sapere lo dice e in questo caso evidentemente ha considerato il condono una concessione minore o forse una scelta condivisibile. Invece \u00e8 stato un errore grave di politica fiscale che mina la credibilit\u00e0 del rapporto tra Stato e contribuenti e che avr\u00e0 delle conseguenze tra quanti si sono sentiti presi in giro per essere sempre stati leali nel rapporto fiscale con lo Stato. Esistono gi\u00e0 le norme per cancellare o per concordare a seconda dei casi. Il fantomatico magazzino delle Entrate di milioni di cartelle esattoriali \u00e8 uno spauracchio fasullo. Del resto se fosse cos\u00ec il governo dovrebbe stracciare l\u2019accordo che firma con l\u2019Agenzia delle Entrate per la riscossione, da cui derivano anche gli incentivi retributivi.\u00a0 In ogni caso tutto questo con la pandemia da Covid c\u2019entra ben poco, \u00e8 solo la scusa del momento. \u00c8 vero che i governi precedenti non sono senza peccati in materia di condoni, il governo Renzi ad esempio. Era tuttavia lecito aspettarsi maggiore rigore dal governo Draghi nell\u2019affrontare una questione tanto delicata come la fiscalit\u00e0. La sinistra doveva semplicemente rifiutarsi di accettare il condono, ridurre il danno \u00e8 sempre preferibile, ma in questo caso \u00e8 incomprensibile perch\u00e9 le sinistre non hanno lo stesso problema di Salvini e la distinzione politica \u00e8 bene che resti. Peccato.<\/p>\n<p>Sui vaccini qualche passo avanti forse c\u2019\u00e8, salvo verifica, perch\u00e9 il vero problema non \u00e8 solo l\u2019organizzazione ma fare corrispondere alla maggiore capacit\u00e0 di vaccinare la disponibilit\u00e0 dei vaccini, altrimenti il rischio \u00e8 un contraccolpo di credibilit\u00e0 di tutti. L\u2019Unione Europea in particolare non ha gestito bene l\u2019approvvigionamento dei vaccini, prima contratti in parte secretati con i gruppi farmaceutici, poi di fronte ai buchi nelle consegne con un balbettio senza soluzioni concrete, forse perch\u00e9 i contratti non garantiscono abbastanza, forse perch\u00e9 non tutti i paesi la pensano nello stesso modo visto che qualcuno si attarda a difendere la libert\u00e0 delle imprese che di fatto viene prima della salute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su questo il governo italiano ha segnato alcuni punti importanti, avere scoperto nei magazzini di AstraZeneca 29 milioni di dosi, dopo un primo limitato sequestro, ha chiarito in modo inequivoco la situazione. Va aggiunto che il neo presidente Biden ha ribadito che il suo problema \u00e8 vaccinare gli americani, la differenza con Trump \u00e8 evidente ma i maggiori approvvigionamenti all\u2019Unione Europea rischiano di essere rinviati nel tempo non di poco perch\u00e9 se prima debbono essere risolti i problemi americani restano due soluzioni per fare presto: pretendere i brevetti per produrre nell\u2019Unione tutti i vaccini che servono, oppure rivolgersi ad altri che hanno vaccini che sembrano funzionare. Il governo ha iniziato a porre il problema in Europa ma con 4\/500 morti al giorno e il mese di aprile gi\u00e0 prenotato da misure severe deve decidere cosa sceglie e deve farlo presto. Anche su questo punto le sinistre dovrebbero appoggiare pienamente tutte le iniziative, come la petizione europea, che pongono in modo netto la richiesta che l\u2019Europa sospenda i brevetti e decida di produrre in proprio i vaccini con o senza l\u2019accordo delle imprese. Se Biden ha bloccato con una decisione politica l\u2019esportazione dei vaccini che servono agli Usa, produrre in proprio \u00e8 l\u2019unica soluzione che resta. Anche per questo \u00e8 difficile spiegare perch\u00e9 l\u2019Europa ha votato nel WTO per il rinvio della decisione sulla sospensione dei brevetti, sembra il trascinamento del passato iperliberista sul presente della pandemia.<\/p>\n<p>Draghi ha posto a livello europeo una questione decisiva. Finita la pandemia, speriamo presto, l\u2019Europa non pu\u00f2 tornare alle regole che per ora sono solo sospese. Quindi occorre rivedere le regole dell\u2019austerit\u00e0 e sancirne di nuove prima che qualcuno cominci a chiedere di tornare all\u2019antico (Grecia docet), ed \u00e8 importante che si sia parlato di uno strumento strutturale di sostegno dell\u2019economia di natura comunitaria, simile agli eurobond, anche se si chiamasse paperino andrebbe bene ugualmente. Per di pi\u00f9 Draghi ha lasciato intendere che al Next Generation EU potrebbe seguire un altro strumento simile. \u00c8 evidente che facendo i conti il costo della pandemia \u00e8 tale che se dovessero tornare in auge le vecchie regole sarebbe una strage sociale ed economica per molti paesi, Italia compresa. In questo caso non si pu\u00f2 che essere d\u2019accordo con le prime proposte di Draghi. \u00c8 gi\u00e0 capitato che la tassazione delle rendite finanziarie, che era nel programma del Prodi 2, abbia trovato resistenze anzitutto nella maggioranza, tanto che il governo cadde nel 2008 e non se ne fece nulla perch\u00e8 dopo vinse Berlusconi. Salvo che nel 2011 Monti divent\u00f2 presidente del Consiglio e il suo governo approv\u00f2 senza tanti complimenti un primo abbozzo di tassazione delle transazioni finanziarie che a settori del centrosinistra in precedenza era sembrata un\u2019enormit\u00e0.<\/p>\n<p>Draghi non \u00e8 Monti e tuttavia tocca a lui ora porre il problema, non da solo, delle regole europee superando le regole del Fiscal compact e di istituire strumenti di bilancio e di debito europei in grado di avvicinare le politiche economiche dei vari paesi, gli assetti sociali, i diritti e le regole. La risposta \u00e8 pi\u00f9 Europa, non meno. Naturalmente, un\u2019Europa che fa i conti con le disuguaglianze, che propone un welfare moderno e solidale, che aiuta la coesione sociale, che decide un asse di fondo per il futuro come \u00e8 stato detto del PNRR, che deve attraverso la transizione ecologica definire una nuova economia che rispetta e recupera l\u2019ambiente in cui viviamo e che offre pi\u00f9 lavoro buono, ben retribuito e con diritti rispettati. Anche questa \u00e8 una sfida di fondo e le sinistre di qualunque posizione dovrebbero comprendere che se non diventano protagoniste di questo futuro semplicemente verranno vissute come residui e non come utili al futuro.<\/p>\n<p>Draghi anche in questo ha il merito di dire che il re \u00e8 nudo, cerchiamo di recuperare il piglio della lotta politica, proprio ora che alcuni capisaldi della critica precedente diventano possibili.<\/p>\n<p>Per farlo occorre recuperare un metodo di lotta e una capacit\u00e0 di insediamento, nessuno ha la verit\u00e0 in tasca, ma almeno proviamo a cercarla e a farla vivere.<\/p>\n<p>(Alfiero Grandi, \u00e8 un politico e sindacalista italiano)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 &#8211; Leonardo Fiorentini*:<strong>CANNABIS TERAPEUTICA, IN ITALIA \u00c8 UN MIRAGGIO- QUEST\u2019ANNO NE OCCORREREBBERO 3 TONNELLATE MA LA PRODUZIONE NEL POLO FARMACEUTICO FIORENTINO \u00c8 AL PALO. ALLARME DEGLI OPERATORI SANITARI. LA CARENZA DEI FARMACI POTREBBE ESSERE RISOLTA DANDO SEGUITO A UNA NORMA DEL 2017<\/strong>,<\/p>\n<p>Tre tonnellate. Questo il fabbisogno italiano di cannabis terapeutica per l\u2019anno in corso (insieme a San Marino e Citt\u00e0 del Vaticano) previsto dall\u2019Incb (International narcotics control Board), il cane da guardia delle convenzioni internazionali sugli stupefacenti. In aumento del 50% sull\u2019anno precedente, oltre il doppio di quanto previsto nel 2018. Peccato che probabilmente a fine anno si far\u00e0 fatica a raggiungere i 1000 kg di cannabis dispensata effettivamente. In Italia la cannabis terapeutica \u00e8 ormai un miraggio per troppi pazienti.<\/p>\n<p>SONO 16 LE REGIONI in cui, negli ultimi 60 giorni, ci sono stati problemi di approvvigionamento di cannabis terapeutica, come documentato dagli stessi pazienti su monitorcannabis.it. Del resto, basta farsi un giro nei gruppi specializzati sui social per incappare in messaggi disperati di malati che non trovano la tipologia prevista dal piano terapeutico e rischiano di interrompere la terapia. Un problema irrisolto che persiste oramai dal 2017, nonostante gli impegni e le norme di legge.<\/p>\n<p>\u00abSTO DIVENTANDO MATTO, decine di telefonate e centinaia di messaggi di pazienti che non trovano la preparazione che ho prescritto e sono giustamente in ansia per la loro terapia\u00bb, ci racconta fra un turno e l\u2019altro Francesco Crestani, medico anestesista e presidente dell\u2019Associazione Cannabis Terapeutica che festeggia quest\u2019anno il ventennale. \u00abCiclicamente manca la materia prima, ed ora \u00e8 il caso della Fm2 (la variet\u00e0 prodotta dallo stabilimento farmaceutico militare di Firenze, ndr) che non si trova pi\u00f9. Per me, che avevo dato fiducia alla produzione italiana, suona come una beffa\u00bb. Il problema non \u00e8 solo la ricetta: \u00abS\u00ec certo tocca rifare le ricette, ma questo \u00e8 il minore dei mali. Bediol e Fm2, pur essendo titolati con analoghe percentuali di Thc, sono farmaci diversi perch\u00e9 provengono da piante diverse. Bisogna ricalibrare le dosi, a volte rifare interi piani terapeutici. Questo significa spesso tornare dallo specialista, con un aggravio di tempo e di costi per i malati\u00bb.E POI C\u2019\u00c8 IL PROBLEMA della circolare ministeriale del 23 settembre 2020, che di colpo ha escluso alcuni tipi di preparazioni. \u00abLa circolare ha creato notevoli problemi \u2013 ricorda Crestani \u2013 ad esempio vietando il collirio per il glaucoma, che \u00e8 stata una delle prime applicazioni della cannabis medica e che permetteva a chi non risponde ai farmaci tradizionali di tenere sotto controllo la pressione oculare. Bastavano un paio di gocce, con effetti collaterali nulli\u00bb. Una circolare che \u00abnon ha alcun senso dal punto di vista scientifico e normativo\u00bb, conclude Crestani, ma che nonostante le segnalazioni al ministro Speranza da parte della societ\u00e0 civile ed un digiuno con quasi 400 adesioni in corso, non \u00e8 stata ancora ritirata.<\/p>\n<p>SULLA CIRCOLARE ministeriale Marco Ternelli, farmacista galenico ed uno dei punti di riferimento per la preparazione di cannabis terapeutica in Italia, \u00e8 chiaro. \u00ab\u00c8 un disastro. La spedizione non \u00e8 pi\u00f9 possibile, cos\u00ec alcuni pazienti si sono organizzati con gruppi per prelevare in blocco una serie di ricette. Ma la maggior parte rimane scoperta\u00bb. E ancora: \u00abAbbiamo sospeso colliri, creme, e tutte le preparazioni non per via orale. Questo ha causato la disperazione di tanti malati\u00bb. In assenza di qualsiasi riscontro da parte del ministero della Salute alle sollecitazioni, i farmacisti hanno incaricato gli avvocati: \u00abI primi di maggio abbiamo udienza al Tar del Lazio per il ricorso che ho presentato insieme ad altre 12 farmacie\u00bb, annuncia sconsolato Ternelli.<\/p>\n<p>DAL SUO LABORATORIO, Ternelli conferma poi i problemi di approvvigionamento: \u00abIl 2021 \u00e8 iniziato malissimo. Prima fornitura solo il 10 febbraio, che ha dovuto coprire una carenza dei 2 mesi precedenti per cui si \u00e8 esaurita subito. Poi pi\u00f9 nulla. La prossima fornitura \u00e8 attesa per dopo Pasqua, e si preannuncia una riduzione dei quantitativi dall\u2019Olanda\u00bb. Le prospettive per l\u2019anno in corso sono quindi pessime: \u00abAnche perch\u00e9 va a scadere l\u2019appalto di importazione straordinaria del 2019 (vinto dalla canadese Aurora) che comunque \u00e8 stato utilizzato con il contagocce\u00bb. E la produzione italiana? \u00abI militari da novembre non hanno pi\u00f9 Fm2 \u2013 riporta Ternelli \u2013 e la prossima fornitura, inizialmente annunciata a marzo, si dice che arriver\u00e0 effettivamente a maggio\u00bb.<\/p>\n<p>E PROPRIO LA PRODUZIONE italiana \u00e8 il grande interrogativo. Pur avendo avuto finanziamenti e autorizzazioni per arrivare a produrre fino a 500 kg l\u2019anno, la produzione dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze \u00e8 al palo. I dati ufficiali dal sito del ministero della Salute sono sconfortanti: nel 2017 lo Stabilimento avrebbe prodotto e distribuito circa 60 kg, nel 2017 e 2018 in media circa 150. Come sottolinea per\u00f2 Ternelli \u00abfra la quantit\u00e0 distribuita c\u2019\u00e8 anche la cannabis importata con il bando straordinario\u00bb: quindi l\u2019effettiva produzione nazionale si fermerebbe a soli 60 kg nel 2018 e 140 nel 2019. Nemmeno il 5% del fabbisogno teorico del 2021.<\/p>\n<p>MA LA SOLUZIONE ESISTE ed \u00e8 legge sin dalla conversione del decreto fiscale 2017: autorizzare anche altri soggetti, pubblici o privati, a coltivare e produrre cannabis terapeutica. Ne gioverebbero i pazienti in primis, ma anche tutto il Paese che cos\u00ec potrebbe disporre di un prodotto di qualit\u00e0 a costi inferiori rispetto a quello importato. Un Paese che storicamente la cannabis l\u2019ha sempre coltivata e che, un secolo dopo, potrebbe tornare ad esserne esportatore, aprendo la strada ad una nuova filiera in un settore ad alta specializzazione e forte espansione globale. Anche l\u2019Onu a dicembre ha rotto il tab\u00f9, riconoscendo il pieno valore terapeutico della cannabis: se ne accorgeranno a Palazzo Chigi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; DEPUTATE PD ESTERO: LE RAGAZZE E I RAGAZZI NATI IN ITALIA DA STRANIERI REGOLARMENTE RESIDENTI E CHE FREQUENTANO LE NOSTRE SCUOLE SONO ITALIANI. \u00c8 ORA DI RICONOSCERLO,<\/strong> 8 marzo 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cUno dei punti che Enrico Letta ha messo a base del suo impegno di rilancio del Partito Democratico \u00e8 la concessione della cittadinanza alle ragazze e ai ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, che gi\u00e0 fanno parte del corpo sociale del Paese e della quotidianit\u00e0 nostra, dei nostri figli e dei nostri nipoti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente, sono scattati i custodi della limpieza de sangre, in testa Brancaleone Salvini, dicendo che ben altri sono i problemi, che non si pu\u00f2 regalare la cittadinanza ai primi arrivati, che mai si dovr\u00e0 affrontare lo jus soli, al massimo si potr\u00e0 discutere dello jus culturae.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solita fuffa propagandistica. La proposta del PD \u00e8 sempre stata quella di considerare i figli degli stranieri regolarmente residenti, che siano nati in Italia e\/o che vi abbiano frequentato un intero ciclo di studi. Precisamente il contrario di quanto la destra vorrebbe far dire, per comodit\u00e0 polemica, a chi rilancia questa battaglia di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sorprende, ma fino ad un certo punto, che tra le sentinelle armate vi siano anche rappresentanti degli italiani all\u2019estero provenienti da paesi che si sono costruiti come entit\u00e0 moderne con lo jus soli, in base al quale i loro ascendenti sono diventati cittadini di quelle realt\u00e0 trasmettendo la cittadinanza anche a chi oggi si arma contro gli altri. Senza vergognarsene, purtroppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo jus sanguinis non si tocca, strepitano i crociati. E che c\u2019entra lo jus sanguinis con la cittadinanza ai ragazzi nati in Italia che frequentano le nostre scuole? La cittadinanza prima a chi \u00e8 nato in Italia e poi l\u2019ha perduta all\u2019estero, reclamano le crocerossine dell\u2019esercito della salvezza ematica. E perch\u00e9 non farlo insieme, visto che le proposte sulla cittadinanza si unificherebbero a livello parlamentare nel momento dell\u2019inizio dell\u2019esame dei diversi disegni di legge. Sarebbe, anzi, l\u2019unico modo per affrontare veramente anche questa questione, senza farne periodicamente un gioco di comunicati a risultato zero sul piano delle realizzazioni concrete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ampio perimetro della nuova maggioranza e il diverso clima che si potrebbe instaurare consentirebbero di uscire fuori dagli schemi e dalla propaganda. Ma fuori dalla propaganda ci sarebbero poi una politica seria da costruire e scelte di governo da fare con coraggio e sensibilit\u00e0 etica. Meglio, allora, restare al caldo nel pollaio e al massimo fare un giro nell\u2019orto di casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una cosa molto diversa da ci\u00f2 che il Partito Democratico di Letta intende fare. Noi, che le contraddizioni dell\u2019immigrazione in altri paesi le abbiamo vissute sulla pelle nostra e delle nostre famiglie, intendiamo seguirlo con convinzione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Deputate del PD elette all\u2019estero:<\/p>\n<p>Rip. Europa \u2013 Angela Schir\u00f2<\/p>\n<p>Rip. Nord e Centro America \u2013 Francesca La Marca<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Francesca La Marca( Pd)\u00a0 IN RICORDO DELLA SENATRICE MARISA FERRETTI BARTH. &#8220;Ho appreso con costernazione e sincero dolore la notizia della scomparsa della <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34640\" title=\"n\u00b0 14 &#8211; 03 Aprile 2021 \u00a0&#8211; RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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