{"id":34563,"date":"2021-03-20T15:44:06","date_gmt":"2021-03-20T15:44:06","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34563"},"modified":"2021-03-21T16:44:01","modified_gmt":"2021-03-21T16:44:01","slug":"n-12-20-marzo-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34563","title":{"rendered":"n\u00b0 12-  20 Marzo 2021 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI.."},"content":{"rendered":"<p>01 &#8211; DEPUTATE PD ESTERO: le ragazze e i ragazzi nati in Italia da stranieri regolarmente residenti e che frequentano le nostre scuole sono italiani. \u00c8 ora di riconoscerlo, 8 marzo 2021<br \/>\n02 &#8211; Luca Martinelli \u00abNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo\u00bb lo sciopero globale per salvare il clima Clima. Dall\u2019Italia all\u2019India le . promosse da Fridays for future international. La protesta sott\u2019acqua di Greenpeace nel Pacifico<br \/>\n03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): niente tasse agevolate al 7% ai pensionati di sola pensione INPS che rientrano al sud. L\u2019Agenzia delle Entrate ribadisce e conferma una norma che sembra essere illogica e penalizzante: i titolari di sola pensione Inps residenti all\u2019estero i quali intendono trasferire la propria residenza fiscale nel Mezzogiorno d\u2019Italia non hanno diritto al regime fiscale agevolato (imposta sostitutiva) del 7%.<br \/>\n04 &#8211; La Marca (Pd): durante l\u2019audizione dell\u2019ambasciatore del Messico ho posto le questioni della messa in sicurezza dei nostri connazionali e del sostegno alla ripresa delle attivit\u00e0 economiche roma.<br \/>\n05 &#8211; Alfiero Grandi*: IL GRANDE RIMOSSO DEL NUCLEARE . Avvenimenti importanti vengono dimenticati rapidamente come fossero di poco valore 06 &#8211; Merlo (MAIE): \u201cFondamentale mantenere lo ius sanguinis, la cittadinanza per i discendenti degli italiani all\u2019estero\u201d<br \/>\n07 &#8211; La Marca (Pd): ho sollecitato il ritorno alla normale attivit\u00e0 di trasmissione in Italia delle pratiche di pensione dei nostri connazionali negli Stati Uniti.<br \/>\n08 &#8211; Angela Schir\u00f2 &#8211; Francesca La Marca (Pd): BUON LAVORO, ENRICO! Il discorso programmatico che Enrico Letta ha fatto prima di essere eletto nuovo segretario del Partito Democratico \u00e8 stato ampio, articolato e, soprattutto, sincero e forte.<br \/>\n09 &#8211; Alfiero Grandi *: La democrazia ha bisogno di alcune condizioni per funzionare, a partire dal rapporto diretto tra elettore ed eletto, articolo di su www.jobsnews.it che illustra lo scopo della lettera ai Deputati e ai Senatori.<br \/>\n10 &#8211; Meno mimose, pi\u00f9 opportunit\u00e0 di lavoro (e non solo)- Parit\u00e0 di genere, con il Recovery Fund potrebbe essere il momento giusto per svoltare<br \/>\n11 Massimo Franchi*:- \u00abSostegni\u00bb da 32 miliardi, compromesso mini condono Il Decreto. Cancellate le cartelle esattoriali fino a 5 mila euro del solo periodo 2000-2010. Salvini voleva molto di pi\u00f9. Modifiche a dl Dignit\u00e0 e Reddito: causali congelate, solo sospeso a chi lavora fino a 6 mesi. Che vergogna (n.d.r.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; DEPUTATE PD ESTERO: LE RAGAZZE E I RAGAZZI NATI IN ITALIA DA STRANIERI REGOLARMENTE RESIDENTI E CHE FREQUENTANO LE NOSTRE SCUOLE SONO ITALIANI. \u00c8 ORA DI RICONOSCERLO, 8 marzo 2021<br \/>\n\u201cUno dei punti che Enrico Letta ha messo a base del suo impegno di rilancio del Partito Democratico \u00e8 la concessione della cittadinanza alle ragazze e ai ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, che gi\u00e0 fanno parte del corpo sociale del Paese e della quotidianit\u00e0 nostra, dei nostri figli e dei nostri nipoti.<\/p>\n<p>Naturalmente, sono scattati i custodi della limpieza de sangre, in testa Brancaleone Salvini, dicendo che ben altri sono i problemi, che non si pu\u00f2 regalare la cittadinanza ai primi arrivati, che mai si dovr\u00e0 affrontare lo jus soli, al massimo si potr\u00e0 discutere dello jus culturae.<\/p>\n<p>Solita fuffa propagandistica. La proposta del PD \u00e8 sempre stata quella di considerare i figli degli stranieri regolarmente residenti, che siano nati in Italia e\/o che vi abbiano frequentato un intero ciclo di studi. Precisamente il contrario di quanto la destra vorrebbe far dire, per comodit\u00e0 polemica, a chi rilancia questa battaglia di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Sorprende, ma fino ad un certo punto, che tra le sentinelle armate vi siano anche rappresentanti degli italiani all\u2019estero provenienti da paesi che si sono costruiti come entit\u00e0 moderne con lo jus soli, in base al quale i loro ascendenti sono diventati cittadini di quelle realt\u00e0 trasmettendo la cittadinanza anche a chi oggi si arma contro gli altri. Senza vergognarsene, purtroppo.<\/p>\n<p>Lo jus sanguinis non si tocca, strepitano i crociati. E che c\u2019entra lo jus sanguinis con la cittadinanza ai ragazzi nati in Italia che frequentano le nostre scuole? La cittadinanza prima a chi \u00e8 nato in Italia e poi l\u2019ha perduta all\u2019estero, reclamano le crocerossine dell\u2019esercito della salvezza ematica. E perch\u00e9 non farlo insieme, visto che le proposte sulla cittadinanza si unificherebbero a livello parlamentare nel momento dell\u2019inizio dell\u2019esame dei diversi disegni di legge. Sarebbe, anzi, l\u2019unico modo per affrontare veramente anche questa questione, senza farne periodicamente un gioco di comunicati a risultato zero sul piano delle realizzazioni concrete.<br \/>\nL\u2019ampio perimetro della nuova maggioranza e il diverso clima che si potrebbe instaurare consentirebbero di uscire fuori dagli schemi e dalla propaganda. Ma fuori dalla propaganda ci sarebbero poi una politica seria da costruire e scelte di governo da fare con coraggio e sensibilit\u00e0 etica. Meglio, allora, restare al caldo nel pollaio e al massimo fare un giro nell\u2019orto di casa.<br \/>\nUna cosa molto diversa da ci\u00f2 che il Partito Democratico di Letta intende fare. Noi, che le contraddizioni dell\u2019immigrazione in altri paesi le abbiamo vissute sulla pelle nostra e delle nostre famiglie, intendiamo seguirlo con convinzione\u201d.<br \/>\nDeputate del PD elette all\u2019estero: Rip. Europa \u2013 Angela Schir\u00f2 Rip. Nord e Centro America \u2013 Francesca La Marca<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 &#8211; Luca Martinelli \u00abNON C\u2019\u00c8 PI\u00d9 TEMPO\u00bb LO SCIOPERO GLOBALE PER SALVARE IL CLIMA CLIMA. DALL\u2019ITALIA ALL\u2019INDIA LE . PROMOSSE DA FRIDAYS FOR FUTURE INTERNATIONAL. LA PROTESTA SOTT\u2019ACQUA DI GREENPEACE NEL PACIFICO. DOPO AVER PORTATO IN PIAZZA MILIONI DI GIOVANI IN TUTTO IL MONDO NEGLI ULTIMI DUE ANNI, IERI IL MOVIMENTO FRIDAYS FOR FUTURE \u00c8 TORNATO A MANIFESTARE IN 62 PAESI DEL MONDO: SONO 802 LE CITT\u00c0 IN CUI SI SONO TENUTE INIZIATIVE NELL\u2019AMBITO DEL \u00abGLOBAL DAY OF ACTION\u00bb, LO SCIOPERO GLOBALE PER CHIEDERE AZIONE CONTRO AL CRISI CLIMATICA, ORGANIZZATO PERIODICAMENTE DAL MOVIMENTO DI GRETA THUNBERG.<br \/>\nHA DATO INDICAZIONE ai suoi militanti di manifestare nel rispetto delle norme nazionali anti-Covid. Questo ha fatto s\u00ec che fossero previste anche iniziative su internet (webinar, mail bombing). \u00abMan mano che il mondo diventa sempre pi\u00f9 caldo \u2013 spiega una nota pubblicata sul profilo Facebook di Fridays For Future International \u2013 e mentre le calamit\u00e0 naturali diventano pi\u00f9 severe e ricorrenti, dobbiamo trattare l\u2019emergenza climatica ed ecologica come un\u2019emergenza, il che significa un\u2019azione immediata e #NoMoreEmptyPromises dai nostri leader mondiali. Alziamo la voce, pi\u00f9 forti e rumorosi che mai per lottare per la giustizia climatica e chiedere azioni immediate\u00bb. Per la prima volta, ieri, la protesta per il clima \u00e8 arrivata anche sott\u2019acqua: merito di Shaama Sandooyea, giovane scienziata e attivista di FFF Mauritius, impegnata in una spedizione di ricerca condotta a bordo dell\u2019Arctic Sunrise di Greenpeace, che si \u00e8 immersa nel cuore dell\u2019Oceano Indiano con un cartello con il messaggio \u00abYouth Strike for Climate\u00bb. Lo sciopero per il clima \u00absubacqueo\u00bb ha avuto luogo a Saya de Malha Bank, sede di un ecosistema chiave per la regolazione del clima del nostro Pianeta, ovvero una delle pi\u00f9 vaste praterie di piante acquatiche al mondo, responsabili dell\u2019assorbimento di parte della CO2 in atmosfera, a 735 km dalla costa delle Seychelles.<br \/>\n\u00abHO MANIFESTATO IN QUESTA bellissima e remota area dell\u2019Oceano Indiano per consegnare un semplice messaggio \u2013 ha detto Sandooyea \u2013 abbiamo bisogno di un\u2019azione per il clima e ne abbiamo bisogno ora. I governi di tutto il mondo devono prendere sul serio la crisi climatica e agire da subito per la riduzione delle emissioni e la protezione dei nostri oceani\u00bb. Oceani sani sarebbero in grado di immagazzinare enormi quantit\u00e0 di anidride carbonica e calore e svolgono un ruolo chiave nella mitigazione dei cambiamenti climatici.<br \/>\nANCHE IN INDIA I GIOVANI hanno manifesto all\u2019aperto, in varie citt\u00e0.<br \/>\nA Guhawati, in Assam, \u00e8 stata organizzata una marcia e una visita all\u2019impianto di riciclo dei rifiuti solidi. Tra gli slogan pi\u00f9 utilizzati \u00ab\u00c8 adesso, o mai pi\u00f9\u00bb. Basta false promesse, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo: lo ha detto, a Napoli, padre Alex Zanotelli, che \u00e8 sceso in piazza con i giovani di Fridays For Future del capoluogo campano: \u00abQuesta \u00e8 l\u2019ultima generazione che abbiamo, la mia ha tolto il futuro a questi ragazzi che sono l\u2019unico presente che abbiamo e toccher\u00e0 a loro ripensare il futuro anche perch\u00e9 non vedo alcun cambiamento su questo punto nemmeno con il governo Draghi\u00bb. A quasi dieci anni dal referendum disatteso sull\u2019acqua pubblica e contro il nucleare, il missionario comboniano ha anche detto \u00abbasta vedere chi \u00e8 stato messo alla guida del ministero per la Transizione ecologica\u00bb, pensando al ministro Cingolani che nei giorni scorsi aveva rilanciato sull\u2019atomo.<br \/>\nTRA GLI APPUNTAMENTI ITALIANI, duemila i ragazzi in piazza a Torino. In parallelo, nel pomeriggio si \u00e8 tenuto l\u2019incontro con i rappresentanti del ministero dell\u2019Ambiente, dell\u2019Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo e delle Regioni Lazio e Marche promosso da Oxfam Italia nell\u2019ambito della campagna #2021ultimachiamata, che nell\u2019ultimo mese ha raccolto l\u2019adesione di oltre 2 mila cittadini italiani. Obiettivo: \u00abProposte per contribuire al miglior impiego possibile dei fondi del Next Generation Eu\u00bb. Anche Legambiente ha partecipato alla giornata, promovendo un\u2019iniziativa digitale, il primo sciopero fatto in Dad, #UnmuteClimateChange (lo studente che non pu\u00f2 manifestare per strada, resta in muto per tutta la lezione legando questa scelta agli hashtag #NoMoreEmptyPromises e #UnmuteClimateChange. L\u2019associazione ambientalista ha posto l\u2019accento su un altro tema che non pare nell\u2019agenda del ministero: l\u2019approvazione di \u00abuna riforma fiscale che annulli entro pochi anni i 19 miliardi di euro di sussidi ambientalmente dannosi regalati ogni anno a carbone, gas e petrolio trasformandoli in incentivi per la riconversione di impianti e mezzi, partendo da agricoltura e autotrasporto\u00bb.<br \/>\nLA PRIMA MANIFESTAZIONE italiana \u00e8 stata quella di Milano, dove in centinaia hanno partecipato al bike strike tra Largo Cairoli e il Duomo, con sosta in piazza Affari.<br \/>\nSotto la Madonnina ha preso il megafono Martina Comparelli, uno dei sei portavoce di Fridays For Future Italia: \u00abAbbiamo bisogno di decisioni radicali. Non siamo ragazzini portatori di sventura. Il 10 aprile \u00e8 il primo appuntamento per costruire insieme una Pre Coop alternativa\u00bb. In autunno, quando i ministri arriveranno a Milano per preparare il vertice Onu di novembre non saranno soli: \u00abSiamo stanchi di false promesse, racconteremo una storia alternativa e lo faremo in tanti\u00bb.<br \/>\n(Luca Martinelli da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): NIENTE TASSE AGEVOLATE AL 7% AI PENSIONATI DI SOLA PENSIONE INPS CHE RIENTRANO AL SUD. L\u2019AGENZIA DELLE ENTRATE RIBADISCE E CONFERMA UNA NORMA CHE SEMBRA ESSERE ILLOGICA E PENALIZZANTE: I TITOLARI DI SOLA PENSIONE INPS RESIDENTI ALL\u2019ESTERO I QUALI INTENDONO TRASFERIRE LA PROPRIA RESIDENZA FISCALE NEL MEZZOGIORNO D\u2019ITALIA NON HANNO DIRITTO AL REGIME FISCALE AGEVOLATO (IMPOSTA SOSTITUTIVA) DEL 7%. &#8211; 19 marzo 2021<\/p>\n<p>E\u2019 la risposta (n. 170-2021) che l\u2019ADE ha dato all\u2019interpello di un connazionale residente all\u2019estero il quale chiedeva che gli fosse applicato il regime agevolativo sulla pensione italiana in caso di rientro in Italia. Infatti, in virt\u00f9 della normativa in vigore introdotta nel 2019, per avere accesso allo sconto fiscale \u00e8 necessaria la titolarit\u00e0, da parte delle persone interessate a trasferire la residenza in Italia, di redditi da pensione erogata da soggetti esteri.<\/p>\n<p>L\u2019agevolazione fiscale, come \u00e8 noto, si applica alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale nei comuni del Mezzogiorno con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti o in uno dei Comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti, rientranti nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017.<\/p>\n<p>Tali soggetti possono optare per l&#8217;assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, prodotti all&#8217;estero ad un&#8217;imposta sostitutiva, con aliquota del 7 per cento, da applicarsi per ciascuno dei periodi di validit\u00e0 dell&#8217;opzione (complessivamente 10 anni).<br \/>\nL&#8217;opzione per il regime fiscale agevolato al 7% pu\u00f2 essere esercitata dalle persone che non siano state fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti a quello in cui l&#8217;opzione diviene efficace e trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa; essa \u00e8 valida per i primi nove periodi d&#8217;imposta successivi al periodo di imposta in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale.<br \/>\nSi tratta come sembra ovvio di un beneficio fiscale molto interessante che \u00e8 stato concepito dal legislatore per favorire \u2013 tramite l\u2019incentivo fiscale al rientro &#8211; gli investimenti, i consumi ed il radicamento, tra l&#8217;altro, in alcuni comuni del Mezzogiorno con determinate caratteristiche demografiche. Infatti l&#8217;opzione per il regime agevolativo consente al contribuente di assoggettare a imposizione sostitutiva del solo 7%, i redditi, di qualunque categoria, prodotti all&#8217;estero, individuati ai sensi dell&#8217;articolo 165, comma 2, del TUIR. Ma come ha ora nuovamente specificato l\u2019Agenzia delle Entrate resta per\u00f2 escluso dalla possibilit\u00e0 di applicare l\u2019imposta sostitutiva del 7% il pensionato di sola pensione INPS (che rientra o intende rientrare), in quanto i redditi da pensione percepiti sono di sola fonte italiana, e restano assoggettati ai principi ordinari di tassazione previsti per i soggetti residenti.<br \/>\nAngela Schir\u00f2<br \/>\nDeputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211;<br \/>\nCamera dei Deputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; LA MARCA (PD): DURANTE L\u2019AUDIZIONE DELL\u2019AMBASCIATORE DEL MESSICO HO POSTO LE QUESTIONI DELLA MESSA IN SICUREZZA DEI NOSTRI CONNAZIONALI E DEL SOSTEGNO ALLA RIPRESA DELLE ATTIVIT\u00c0 ECONOMICHE ROMA, 19 MARZO 2021<br \/>\nIn occasione dell\u2019audizione dell\u2019Ambasciatore del Messico a Roma Carlos Eugenio Garc\u00eca de Alba Zepeda, svoltasi presso la Commissione esteri della Camera nel quadro delle consultazioni sulle priorit\u00e0 da affrontare nel corso della presidenza italiana del G20, ho posto alcune questioni riguardanti la situazione dei nostri connazionali nel quadro della lotta alla pandemia e del rilancio sociale ed economico di quel Paese.<br \/>\nMi sono soffermata, in particolare, sull\u2019andamento del piano di vaccinazione in Messico e sull\u2019ammissione ad esso non solo dei doppi cittadini, ma anche di chi ha una sola cittadinanza, in particolare quella italiana. In secondo luogo, essendo le esportazioni italiane in Messico diminuite di circa il 20% in conseguenza della pandemia e quelle messicane in Italia del 10%, ho chiesto se il governo messicano si propone di sostenere, in vista del rilancio dell\u2019economia del paese, le attivit\u00e0 fondamentali, tra le quali vi sono anche quelle, tra le pi\u00f9 qualificate, che vedono impegnati i nostri connazionali.<br \/>\nNella sua replica, l\u2019Ambasciatore de Alba Zepeda ha detto che il piano di vaccinazione procede, ammettendo tuttavia alcuni ritardi e difficolt\u00e0 nel reperimento dei sieri, e facendo alcune aperture sul coinvolgimento del Messico nella sperimentazione del vaccino italiano, ormai in fase avanzata. Al piano di vaccinazione, egli ha detto, saranno ammessi tutti i residenti, senza esclusione, sia pure con le difficolt\u00e0 accennate e seguendo le priorit\u00e0 stabilite.<br \/>\nPer quanto riguarda la ripresa delle attivit\u00e0 economiche, l\u2019Ambasciatore ha espresso un certo ottimismo, ipotizzando un tasso del 4-4,5% di incremento per il prossimo anno. Ha fatto anche accenno a un\u2019esigenza di riequilibrio della bilancia dei pagamenti tra i due paesi, che oggi vede la prevalenza dell\u2019Italia, sia pure a causa del peso che l\u2019importazione di strumenti di produzione italiana ad alta tecnologia ha nel rapporto tra i due paesi.<\/p>\n<p>Continuer\u00f2 a seguire la situazione della nostra comunit\u00e0 in Messico, sia dal punto di vista epidemiologico e sociale che della ripresa delle attivit\u00e0, anche sulla base di una diretta e costante interlocuzione che da tempo intrattengo con alcuni suoi rappresentanti.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; Alfiero Grandi*: IL GRANDE RIMOSSO DEL NUCLEARE. AVVENIMENTI IMPORTANTI VENGONO DIMENTICATI RAPIDAMENTE COME FOSSERO DI POCO VALORE. L\u2019INCIDENTE NUCLEARE DI FUKUSHIMA \u00c8 TRA QUELLI IMPORTANTI. PER ANNI \u00c8 STATO MESSO IN OMBRA, ORA IL GIAPPONE LO RIPORTA IN PRIMO PIANO, MA CONCENTRA L\u2019ATTENZIONE SUL DEVASTANTE TSUNAMI DI 10 ANNI FA. L\u2019INCIDENTE NUCLEARE \u00c8 RIDOTTO A TRAGICA CONSEGUENZA DELLO TSUNAMI.<\/p>\n<p>Del resto il Giappone non ha fatto veramente i conti con il nucleare e ha riavviato centrali malgrado l\u2019incidente di Fukushima, tacendo che il nucleare \u00e8 pericoloso in s\u00e9 e gli avvenimenti naturali possono solo esaltarne potenziali effetti devastanti.<br \/>\n\u00c8 vero, dopo Fukushima le nuove centrali nucleari sono state poche. L\u2019Italia ha evitato il rischio di costruirne di nuove grazie al referendum del 2011, che ha detto un secco \u201cNo\u201d alle centrali e a quanto gi\u00e0 deciso da Scajola e Berlusconi.<br \/>\nSIAMO SICURI CHE NON CI RIPROVERANNO ? SONO MENO OTTIMISTA DI CIAFANI.<br \/>\nLa Francia ha appena deciso di concedere altri 10 anni di vita (pericolosa) alle vecchie centrali. Il governo italiano deve pretendere di controllare la situazione visto che alcune sono al confine.<br \/>\nQuotidiani importanti hanno speso pagine per decantare il nucleare \u201csicuro\u201d, cercando di legare il suo uso all\u2019idrogeno, come alternativa ai combustibili fossili.<br \/>\nCentri di potere economico, nazionali e non, hanno ripreso in grande stile la campagna per riabilitare il nucleare. Bill Gates in testa. Il nucleare ha problemi di sicurezza durante il funzionamento delle centrali, ma ne ha altrettanti dismettere le centrali.<br \/>\nI costi per la dismissione delle centrali sono enormi, vengono scaricati sul bilancio dello Stato e sulle bollette.<br \/>\nI rischi e la complessit\u00e0 tecnica dello smantellamento delle vecchie centrali sono seri. Ci sono materiali radioattivi che nessuno sa come smantellare. Infatti la Francia ha costruito nuove centrali vicino alle vecchie, rinviando il problema.<br \/>\n\u00c8 vero. L\u2019Italia ha avuto poche centrali nucleari funzionanti, per tempi limitati, fino alla vittoria del No nel primo referendum, e deve risolvere il problema delle scorie e dei materiali contaminati. Il materiale pi\u00f9 pericoloso, oggi in Francia e in Gran Bretagna per il trattamento, \u00e8 destinato a ritornare.<br \/>\nAnche ricerca e medicina usano materiali che producono quantit\u00e0 limitate di scorie. La Sogin ha reso pubblica una mappa con 67 possibili localizzazioni del deposito. Una scelta incomprensibile, giustificata malamente con motivazioni tecniche, in realt\u00e0 una non scelta.<br \/>\nLa scelta della localizzazione delle scorie, per evitare i rischi che dice Ciafani (ecomafie, incidenti, ecc.), deve essere fatta dall\u2019Italia indicando poche priorit\u00e0.<br \/>\nPer quanto riguarda le scorie a minore intensit\u00e0 radioattiva per centinaia di anni il deposito deve essere collocato in modo da non sconvolgere la vita civile, socioeconomica, i beni culturali, avendo attenzione alle condizioni geologiche, alle acque e al refluo, ai rischi sismici. Con questi criteri le localizzazioni si ridurrebbero immediatamente. Sulle possibili localizzazioni residue vanno fatte preventivamente tutte le verifiche di impatto ambientale per accertare la fattibilit\u00e0.<br \/>\nALTRE PROPOSTE SONO POSSIBILI. Greenpeace osserva che prima di contaminare altro territorio andrebbe valutato se qualche sito delle vecchie centrali, o delle strutture collegate, possa essere utilizzato per il deposito delle scorie con l\u2019impegno alla bonifica insieme alla costruzione del deposito. Perch\u00e8 questa possibilit\u00e0 non c\u2019\u00e8 nello studio della Sogin ?<br \/>\nSarebbe un errore collocare vicino al deposito provvisorio (50\/100 anni ) il materiale radioattivo pericoloso oggi in Francia e Gran Bretagna, con emissioni per migliaia di anni, senza chiarirne la destinazione definitiva. Eppure l\u2019Europa ha chiesto all\u2019Italia proprio di indicare dove verranno stoccate le scorie pi\u00f9 pericolose, che potrebbe essere un impegno comune a pi\u00f9 paesi.<br \/>\nLa discussione sulla localizzazione delle scorie deve essere trasparente, seria, vera ma lo studio della Sogin non offre queste condizioni. Semmai ricorda a tutti noi che il nucleare \u00e8 una strada senza ritorno.<br \/>\nLa discussione sulle scorie \u00e8 occasione per chiarire che il nucleare \u00e8 una scelta sbagliata e pericolosa, Fukushima lo conferma in modo drammatico, sapendo che il No non ha vinto per sempre.<br \/>\n(Alfiero Grandi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; Merlo (MAIE): \u201cFONDAMENTALE MANTENERE LO IUS SANGUINIS, LA CITTADINANZA PER I DISCENDENTI DEGLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO\u201d.<br \/>\nRicardo Merlo, senatore e presidente MAIE: \u201cIl Movimento Associativo Italiani all\u2019Estero sar\u00e0 sempre contrario a uno ius soli puro e a favore, invece, del mantenimento dello ius sanguinis: ci sono tantissimi discendenti dei nostri emigrati che, oltre confine, ancora attendono che venga riconosciuta loro la cittadinanza italiana, un diritto che spetta loro per legge\u201d<br \/>\n\u201cBuon lavoro a Enrico Letta, neo segretario del Partito Democratico. Siamo certi che potr\u00e0 fare bene, perch\u00e9 il Paese ha bisogno di un Pd forte, unito, organizzato. Il MAIE in passato, senza alcun pregiudizio, ha gi\u00e0 votato la fiducia al suo governo. Ci \u00e8 piaciuto molto anche il saluto che Letta, nel suo recente intervento, ha rivolto agli italiani all\u2019estero, essendo stato lui stesso uno di loro negli ultimi anni. Tuttavia, non possiamo nascondere tutti i nostri dubbi circa l\u2019opportunit\u00e0 di rilanciare lo ius soli. Su questo, la nostra posizione \u00e8 chiara da sempre: no alla cittadinanza facile agli immigrati. Produrrebbe, tra le altre cose, un\u2019immigrazione di massa che, in particolare in questo periodo storico, non possiamo permetterci\u201d. Lo dichiara in una nota il Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE, gi\u00e0 Sottosegretario agli Esteri nel Conte 1 e nel Conte 2.<br \/>\n\u201cLa cittadinanza italiana \u2013 prosegue il Senatore \u2013 \u00e8 qualcosa di assai prezioso, non pu\u00f2 essere un regalo, semmai una conquista. Altra cosa sarebbe pensare a una sorta di ius culturae, dunque la cittadinanza data a quei figli di immigrati regolarmente residenti in Italia da un minimo di anni e che abbiano portato a termine, per esempio, un percorso scolastico completo. Ma andrebbe studiata molto bene, perch\u00e9 sappiamo quanto gli italiani siano fieri della propria identit\u00e0 e quanto siano stanchi, invece, di sentirsi, purtroppo troppo spesso, stranieri nel proprio stesso Paese. Senza contare che gi\u00e0 oggi i figli degli immigrati regolarmente residenti in Italia possono chiedere la cittadinanza, al compimento del 18esimo anno d\u2019et\u00e0\u201d.<br \/>\nPer Merlo \u201cl\u2019immigrazione regolare pu\u00f2 rappresentare una risorsa per l\u2019Italia, ma quella irregolare va governata e controllata, va governata in maniera seria. Basta con gli sbarchi di centinaia di clandestini extracomunitari sulle nostre coste, soprattutto in un periodo di fortissima crisi sanitaria ed economica. Dunque buon lavoro a Enrico Letta \u2013 conclude il presidente del MAIE -, con la consapevolezza che il Movimento Associativo Italiani all\u2019Estero sar\u00e0 sempre contrario a uno ius soli puro e a favore, invece, del mantenimento dello ius sanguinis: ci sono tantissimi discendenti dei nostri emigrati che, oltre confine, ancora attendono che venga riconosciuta loro la cittadinanza italiana, un diritto che spetta loro per legge\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; LA MARCA (PD): HO SOLLECITATO IL RITORNO ALLA NORMALE ATTIVIT\u00c0 DI TRASMISSIONE IN ITALIA DELLE PRATICHE DI PENSIONE DEI NOSTRI CONNAZIONALI NEGLI STATI UNITI, 5 marzo 2021<br \/>\n\u201cA seguito del grave rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 di trasmissione in Italia delle pratiche di pensione da parte dell\u2019Ufficio della Security Administration of International Operation di Baltimora (USA), ho rappresentato all\u2019Ambasciatore Armando Varricchio la situazione di grave disagio che si \u00e8 venuta a creare per gli interessati e per le organizzazioni di Patronato che li assistono. Dopo una stasi di circa un anno nell\u2019invio delle pratiche ai terminali italiani, infatti, ora l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 ripresa a ritmi purtroppo ancora molto lenti.<br \/>\nL\u2019Ambasciatore mi ha dato una cortese e sollecita risposta sottolineando che la situazione \u00e8 dovuta prima al prolungato lockdown imposto dalle autorit\u00e0 locali americane e attualmente dalle limitate turnazioni di personale, autorizzato al lavoro a distanza.<br \/>\nL&#8217;Ambasciatore Varricchio, comunque, mi ha assicurato che la nostra Ambasciata a Washington continuer\u00e0 a \u201cseguire la situazione con la massima attenzione\u201d e io stessa cercher\u00f2 di fare la stessa cosa, sulla base delle informazioni che mi arriveranno dagli interessati e dagli operatori di Patronato\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; BUON LAVORO, ENRICO! IL DISCORSO PROGRAMMATICO CHE ENRICO LETTA HA FATTO PRIMA DI ESSERE ELETTO NUOVO SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO \u00c8 STATO AMPIO, ARTICOLATO E, SOPRATTUTTO, SINCERO E FORTE. Del tutto coerente con i caratteri che un partito che si dice democratico dovrebbe avere e che in parte ha perduto per strada: progressista nei contenuti, riformista nel metodo, radicale nei valori.<br \/>\nDopo tanti atti di responsabilit\u00e0 istituzionale che ci hanno portati a farci carico dei bisogni dell\u2019esistente, dell\u2019apertura di un nuovo orizzonte e della scelta di tornare a navigare in mare ne sentivamo il bisogno. Si tratta, naturalmente, non solo di un impegno del nuovo segretario, ma di una sfida collettiva che coinvolge anche noi, ognuna\/o nel suo campo di azione. Una sfida che accettiamo con convinzione e speranza.<\/p>\n<p>Dobbiamo salvare l\u2019Italia e l\u2019Europa dalla pandemia, ma trasformandole e rendendole pi\u00f9 giuste e moderne. Avendo come punto di partenza i giovani, le donne, la vicinanza a chi \u00e8 pi\u00f9 solo e pi\u00f9 povero e avendo come guida la compatibilit\u00e0 sociale e ambientale.<\/p>\n<p>In questa rinnovata e forte prospettiva, Enrico Letta ha avuto modo anche di parlare non solo di italiani all\u2019estero, ma da italiano all\u2019estero, riconoscendo finalmente il ruolo che essi svolgono nell\u2019accompagnare l\u2019Italia nel suo necessario cammino nel mondo. Non ricordiamo di avere sentito in passato parole cos\u00ec esplicite e nette. Buon segno, non solo per noi, ma per il modo aperto con cui si guarda alla presenza del nostro Paese in una realt\u00e0 internazionale cos\u00ec complessa e difficile.<br \/>\nTorneremo sui singoli punti del programma di lavoro di Enrico Letta, anche per quello che riguarda la rivitalizzazione e la responsabilizzazione dei circoli verso il proprio territorio. Oggi ci preme dire con convinzione e passione democratica: \u201cBenvenuto Enrico alla guida del PD! Buon lavoro a te e a tutti noi!\u201d<br \/>\nLe Deputate del PD elette all&#8217;estero: Rip. Europa: Angela Schir\u00f2 &#8211; Rip. Nord e Centro America: Francesca La Marca<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>09 &#8211; Alfiero Grandi *: LA DEMOCRAZIA HA BISOGNO DI ALCUNE CONDIZIONI PER FUNZIONARE, A PARTIRE DAL RAPPORTO DIRETTO TRA ELETTORE ED ELETTO, ARTICOLO DI SU WWW.JOBSNEWS.IT CHE ILLUSTRA LO SCOPO DELLA LETTERA AI DEPUTATI E AI SENATORI.<br \/>\nIl Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha deciso di rilanciare l\u2019iniziativa per arrivare ad una nuova legge elettorale che sostituisca il \u201crosatellum\u201d, attualmente in vigore nella versione voluta dalla Lega e purtroppo votata anche dal Movimento 5 Stelle nel maggio 2019, durante il governo Conte 1. Non \u00e8 la prima volta che lanciamo l\u2019allarme. Purtroppo il parlamento, o almeno la parte che avrebbe dovuto ascoltare, finora non ha fatto nulla. Durante il governo Conte 2 fu presentato il disegno di legge Brescia ad impianto proporzionale ma con una soglia di sbarramento eccessiva, al 5%, e senza risolvere il decisivo problema di chi elegge realmente i parlamentari.<br \/>\nOggi i parlamentari sono di fatto nominati dai capi partito, come dimostra Italia Viva partito che non \u00e8 in parlamento per i voti presi ma perch\u00e9 Renzi gest\u00ec le liste a suo piacimento, decidendo chi doveva entrare in parlamento e di conseguenza quando ha deciso di uscire dal Pd \u00e8 stato seguito dai fedelissimi che gli dovevano l\u2019elezione. I parlamentari dovrebbero invece rappresentare chi li vota, cio\u00e8 gli elettori, che per\u00f2 oggi non possono scegliere in una lista di chi fidarsi e quindi non hanno alcuna influenza sull\u2019esito finale della scelta dei parlamentari. Il catenaccio, incostituzionale, di un voto unico obbligatorio previsto dal Rosatellum per il collegio uninominale e per la circoscrizione impedisce ai cittadini di scegliere coloro di cui si fidano. Una legge elettorale come il rosatellum ha tra i suoi difetti quello grave di limitare la possibilit\u00e0 dei cittadini di scegliere i loro rappresentanti che quindi non sentono alcun bisogno di rendere conto del loro operato a loro e per certi versi anche volendo non saprebbero come fare visto che nella maggioranza delle situazioni non c\u2019\u00e8 un legame tra eletto ed elettore.<\/p>\n<p>La democrazia ha bisogno di alcune condizioni per funzionare. Se viene interrotto il rapporto diretto tra elettore ed eletto il rapporto di fiducia si rompe con conseguenze evidenti.<\/p>\n<p>Naturalmente ci sono altri aspetti decisivi come il ruolo e il funzionamento dei partiti, ormai ridotti a comitati elettorali, senza una vera vita democratica, a cui si \u00e8 cercato di rispondere con altre modalit\u00e0 che hanno, se possibile, peggiorato la situazione come le primarie aperte a tutti i cittadini. Una contraddizione in termini perch\u00e9 il leader e il gruppo dirigente di un partito dovrebbero essere scelti dai suoi componenti, mentre affidarne l\u2019elezione ad un indistinto ed occasionale corpo elettorale si presta a molteplici contraddizioni, ma non riesce a risolvere la questione della stabilit\u00e0 e della fiducia nelle scelte, come dimostrano le dimissioni di Zingaretti. \u00c8 giunto il momento di approvare normative che affrontino il problema delle regole che la vita di un partito deve rispettare. A partire dai diritti dell\u2019iscritto a non trovarsi di fronte a fatti compiuti nella scelta delle candidature e ancora di pi\u00f9 nelle scelte di orientamento politico. Senza partiti funzionanti e democratici la vita politica \u00e8 monca e oggi la situazione non \u00e8 soddisfacente. I partiti sono un punto fermo nella Costituzione.<\/p>\n<p>Inoltre la Costituzione prevede esplicitamente un ruolo dei cittadini associati ed organizzati, sia nelle forme pi\u00f9 note come i sindacati, le associazioni di impresa e quelle diverse o pi\u00f9 recenti ma importanti come il volontariato. Varie forme di partecipazione dal basso per affrontare problemi grandi e piccoli, nel territorio, nella cultura. Anche il nostro Coordinamento rappresenta una delle molteplici forme in cui si manifesta la partecipazione attiva dei cittadini, anche quando non ha propri obiettivi elettorali. La Costituzione offre anche possibilit\u00e0 come le leggi di iniziativa popolare, i referendum per ora solo abrogativi. Tuttavia queste possibilit\u00e0 sono difficilmente percorribili. Anche se riesci a raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare poi questa viene chiusa in un cassetto del Senato o della Camera e l\u00e0 resta. Anche i referendum abrogativi sono stati compressi da una procedura prevista dalla legge vigente di raccolta delle firme che ne scoraggia l\u2019utilizzo ed eleva i costi a livelli difficilmente raggiungibili. Partiti e forme di partecipazione democratica meritano interventi legislativi che possono costituire un altro importante strumento di rivitalizzazione del funzionamento della democrazia.<\/p>\n<p>La democrazia \u00e8 un meccanismo delicato, per certi aspetti fragile e per difenderlo occorre continuamente effettuare una manutenzione non solo legislativa per favorirla.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il Coordinamento ha deciso di avviare ora una nuova campagna? Non c\u2019\u00e8 tempo da perdere. Basta ricordare che a gennaio per l\u2019incapacit\u00e0 della maggioranza del Conte 2 di approvare una nuova legge elettorale ci siamo trovati di fronte all\u2019approvazione di un decreto che ha reso il nuovo rosatellum pienamente applicabile proprio per mano di chi avrebbe dovuto cancellarlo con una nuova legge elettorale. Di pi\u00f9 l\u2019Italia ha corso seriamente il rischio di votare di nuovo anticipatamente con una legge elettorale anticostituzionale e sbagliata, che inoltre avrebbe regalato alla destra un meccanismo elettorale che la favorisce. L\u2019altol\u00e0 di Mattarella sulla possibilit\u00e0 di votare in piena emergenza Covid 19 ha tolto, per ora, le castagne dal fuoco anche per il sistema elettorale. In altre parole per incapacit\u00e0 ed incoerenza abbiamo rischiato di votare con una legge sbagliata.<\/p>\n<p>Un errore come questo non si deve ripetere.<\/p>\n<p>Eppure dopo la formazione del governo Draghi, che per ora si \u00e8 tenuto lontano dall\u2019argomento, i partiti che avevano tutto l\u2019interesse a riprendere il filo della legge elettorale sono entrati in una fase di fibrillazione, di incertezza e peggio ancora. Il Coordinamento si \u00e8 assunto la responsabilit\u00e0 di lanciare un avviso accorato a riprendere l\u2019iniziativa per una nuova legge elettorale, che per noi \u2013 in estrema sintesi \u2013 deve essere proporzionale, salvo lo sbarramento implicito del numero dei parlamentari da eleggere, e riconsegnare la scelta di chi eleggere agli elettori, togliendola ai capi partito. Dopo la lettera ai parlamentari la nostra iniziativa continuer\u00e0 cercando di coinvolgere rappresentanti politici in un confronto, sollecitando il contributo di esperti e costituzionalisti che si sono espressi nei mesi precedenti.<\/p>\n<p>I settori politici che hanno interesse a tenersi la legge elettorale attuale partono in vantaggio, non debbono fare alcunch\u00e9. I settori politici che hanno interesse e volont\u00e0 di cambiarla debbono muoversi in fretta per risalire la china. Il Pd potrebbe essere presto oltre la crisi delle dimissioni di Zingaretti, che ha avuto posizioni contraddittorie tra proporzionale e maggioritario e ha rilanciato il monocameralismo dopo il referendum sul taglio del parlamento. Enrico Letta avr\u00e0 una fase nella quale potr\u00e0 decidere cosa fare, se sar\u00e0 per il meglio oppure no lo vedremo se e quando si pronuncer\u00e0 nel merito. Anche gli altri partiti della sinistra in parlamento debbono parlare chiaro, visto che non hanno sollevato con forza visibile critiche alla soglia di sbarramento e alla nomina dall\u2019alto dei parlamentari, facendosi invischiare in un complicato percorso di ulteriori modifiche costituzionali prima di approvare la nuova legge. Cos\u00ec il Movimento 5 Stelle, dopo il danno del taglio dei parlamentari, dovrebbe porsi seriamente l\u2019obiettivo di una legge elettorale che riduca il danno dopo il guasto di cui sono stati attori protagonisti.<\/p>\n<p>Il Coordinamento non \u00e8 interessato ad una discussione rivolta al passato, n\u00e9 a polemiche retrospettive, anche perch\u00e9 ha sempre detto nei tempi giusti cosa pensava. Oggi lancia un appello forte a trovare tutte le convergenze necessarie per evitare una ulteriore deriva della democrazia italiana che potrebbe portare ad una rottura della continuit\u00e0 dell\u2019assetto costituzionale. La destra infatti, se dovesse vincere con la legge in vigore, avrebbe le condizioni per cambiare l\u2019assetto costituzionale. Non \u00e8 in gioco solo la legge elettorale ma quanto potrebbe accadere alla democrazia in Italia se la legge elettorale non dovesse cambiare in tempo utile, prima delle prossime elezioni.<br \/>\nDovevamo dirlo e lo abbiamo fatto, speriamo ora che ci sia ascolto e in ogni caso lavoreremo per farci ascoltare con tutti i mezzi costituzionali a disposizione, nessuno escluso , di Alfiero Grandi<br \/>\nTesto della lettera inviata ai Deputati e ai Senatori<\/p>\n<p><em>COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE<\/em><br \/>\nRiforma elettorale: ritornare alla Costituzione<br \/>\nOnorevole Deputato, Onorevole Senatore<br \/>\ngli eventi politici degli ultimi mesi hanno portato alle estreme conseguenze un malessere profondo che da lungo tempo erode la vita delle istituzioni politiche. In primo luogo la crisi che ha portato alla caduta del Governo Conte 2, aperta proprio nel momento in cui il Paese aveva bisogno di una guida rafforzata per uscire dalla pandemia ed avviare un processo di ricostruzione e di rinnovamento destinato ad incidere sul nostro futuro, ha messo in evidenza la distanza siderale fra i bisogni dei cittadini e le dinamiche dei palazzi della politica. In secondo luogo la nascita di un governo di emergenza, sostenuto da forze politiche contrapposte, ha accelerato i processi di scomposizione dei partiti, sia dal punto di vista della rappresentanza parlamentare (come dimostra la vicenda dei 5Stelle), sia dal punto di vista politico (come dimostra la vicenda del PD), anche a destra si sono aperte divaricazioni.<\/p>\n<p>Sono anni che registriamo una crescente sfiducia dei cittadini nei partiti e nelle istituzioni politiche rappresentative, un male oscuro che corrode la democrazia italiana ed incoraggia la crescita delle pi\u00f9 disparate forme di populismo e di antipolitica. Adesso tocchiamo con mano quanto sia stato dannoso lo snaturamento della rappresentanza politica perseguito inseguendo, con le fallaci scorciatoie di premi di maggioranza, una maggiore governabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel disegno costituzionale spetta a tutti i cittadini associati in partiti di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49). Il compito dei partiti \u00e8 di selezionare una classe dirigente politica con il concorso inscindibile dei cittadini elettori, in modo da creare un canale di comunicazione permanente fra la societ\u00e0 e le istituzioni.<\/p>\n<p>Con l\u2019estinzione dei partiti politici come organizzazioni politiche di massa e con l\u2019introduzione di sistemi elettorali sempre pi\u00f9 elitari, la composizione delle assemblee parlamentari purtroppo \u00e8 diventata dominio esclusivo di ristrettissime oligarchie. Gli elettori non possono mettere becco nella scelta dei propri rappresentanti, n\u00e9 attraverso i canali di partito (che non esistono pi\u00f9), n\u00e9 attraverso le preferenze sulla scheda elettorale, non pi\u00f9 consentite dal 1994. Di conseguenza i componenti delle assemblee elettive sono, in senso effettivo, non pi\u00f9 rappresentanti del popolo, bens\u00ec rappresentanti del capo politico che li ha nominati, selezionandoli in base ai livelli di fedelt\u00e0 alla propria persona. Questa situazione di estraniazione della rappresentanza dalle domande politiche, dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini \u00e8la causa principale del disagio dei cittadini.<\/p>\n<p>Le convulsioni politiche ed istituzionali che stiamo attraversando impongono un cambiamento di rotta, si deve ripristinare il modello costituzionale fondato sulla centralit\u00e0 del Parlamento, dove le domande, i bisogni ed i conflitti che percorrono la societ\u00e0 possano essere rappresentati e trovare composizione attraverso il confronto ed il dialogo politico.<\/p>\n<p>Per ridare valore alla rappresentanza \u00e8 necessario agire su due fronti, quello dei partiti e quello dei sistemi elettorali. Il metodo democratico deve valere per tutti i partiti che partecipano alla competizione elettorale, non possono essere consentite delle satrapie, ci vogliono delle regole per disciplinare la partecipazione degli iscritti e i loro diritti esigibili, i congressi, il finanziamento, la formazione delle liste. Per questo occorre una legge sui partiti, sul loro funzionamento.<\/p>\n<p>Tuttavia il primo passo per il rinnovamento dei partiti deve venire dal sistema elettorale che deve di nuovo collegare la rappresentanza dei partiti alla volont\u00e0 espressa dal corpo elettorale, al quale si deve rispondere. Per questo \u00e8 essenziale ed urgente riavviare il percorso di riforma del sistema elettorale che in questo momento risulta bloccato. A nostro avviso la riforma deve seguire i seguenti criteri.<\/p>\n<p>La rappresentanza di ciascun partito non pu\u00f2 essere gonfiata da artifici elettorali, come avviene nei sistemi maggioritari escogitando premi di maggioranza. I sistemi elettorali devono garantire il pluralismo, senza soglie di accesso se non quelle implicite date dal numero degli eletti, e l\u2019eguaglianza dei cittadini nel voto, sia in entrata che in uscita, consentendo agli elettori, attraversola loro scelta diretta, di concorrere con i partiti nella selezione del singolo deputato o senatore. Per questo non \u00e8 pi\u00f9 tollerabile il sistema delle liste bloccate che assicura un privilegio nella scelta dei parlamentari non pi\u00f9 al partito-organizzazione di cittadini, ma a ristrette oligarchie, se non ad una singola persona. Il sistema delle preferenze, nel rispetto della differenza di genere e malgrado inconvenienti, che peraltro si possono prevenire con regole adeguate, pu\u00f2 ridare dignit\u00e0 e ruolo adeguato all\u2019associazionismo e alle forze vive della societ\u00e0 civile, contribuendo in tal modo anche al rinnovamento dei partiti. Possono esistere anche altre possibilit\u00e0 di scelta diretta da parte dei cittadini, sempre a condizione che venga garantito che l\u2019elettore possa indicare direttamente chi lo deve rappresentare.<br \/>\nE\u2019 nei momenti di maggiore difficolt\u00e0 che devono venire fuori le energie per il cambiamento. In questo momento di crisi della politica \u00e8 necessario mettere in discussione gli aspetti di incostituzionalit\u00e0 dell\u2019attuale legge elettorale, a partire dal voto unico obbligatorio per il collegio uninominale e la circoscrizione, per dar vita a una riforma elettorale autenticamente proporzionale, che restituisca agli elettori la facolt\u00e0 di scegliere i propri rappresentanti in piena libert\u00e0, e per questa via porre le basi per ricostruire un rapporto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni democratiche.<br \/>\nChiediamo che il Parlamento si assuma la responsabilit\u00e0 di intervenire con urgenza per evitare l\u2019onta che si vada di nuovo a votare con una legge elettorale che la Consulta potrebbe dichiarare incostituzionale, in quanto contraria ai diritti di partecipazione politica dei cittadini. Per quanto ci riguarda prenderemo tempestivamente tutte le iniziative necessarie per evitare che le prossime elezioni politiche si svolgano con una legge elettorale incostituzionale.<br \/>\n(P.il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale)*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 &#8211; MENO MIMOSE, PI\u00d9 OPPORTUNIT\u00c0 DI LAVORO (E NON SOLO)- PARIT\u00c0 DI GENERE, CON IL RECOVERY FUND POTREBBE ESSERE IL MOMENTO GIUSTO PER SVOLTARE<br \/>\nCe lo ha ricordato di recente la politica con i malumori che hanno accompagnato il varo del nuovo governo: nei posti che contano non ci sono donne. O sono comunque sempre troppo poche. Mancano figure femminili a capo delle forze politiche e nei tavoli in cui si prendono decisioni importanti: negli enti pubblici, nel mondo della cultura, dell\u2019economia, della scienza e nelle aziende.<br \/>\nSulla scia degli ultimi avvenimenti politici la questione della parit\u00e0 di genere \u00e8 tornata ancora una volta in primo piano. \u00c8 un dibattito che torna puntualmente alla vigilia della Festa della donna e ogni volta che il Paese deve affrontare cambiamenti e situazioni di crisi. A quasi cento anni dall\u2019istituzione della festivit\u00e0 dedicata alle donne, il famoso \u201ctetto di cristallo\u201d pare resistere ancora.<br \/>\nI numeri poi sono implacabili. Basta guardare agli ultimi dati sull\u2019occupazione condivisi dall\u2019Istat per capire la fragilit\u00e0 femminile nel mondo del lavoro. Secondo le rilevazioni dell\u2019Istituto nazionale di statistica, su 101mila persone che nell\u2019ultimo anno hanno perso il posto di lavoro, ben 99mila sono donne. Uno scarto che ha turbato ampi settori della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Nell\u2019implacabilit\u00e0 di dati c\u2019\u00e8 per\u00f2 anche una buona notizia, finalmente. Nel generale fermento, il Recovery Plan potrebbe dare una spallata importante e introdurre un cambiamento concreto perch\u00e9 vede tra i primi tre obiettivi globali da perseguire proprio la riduzione del gap tra uomini e donne.<br \/>\nL\u2019europeista Costanza Hermanin ha ricordato su HuffPost che la sottoccupazione femminile costa all\u2019Europa 360 miliardi di euro. Una voragine da colmare quanto prima, anche per il bene dell\u2019Italia. \u201cDa noi &#8211; dice Hermanin &#8211; pi\u00f9 di una donna su due non lavora; e lo scarto tra uomini e donne che lavorano \u00e8 quasi del venti per cento: 48,5 contro 67,5 per cento. A confrontarli con i tassi europei, rispettivamente 66 e 78 per cento, vengono i brividi. La Banca d\u2019Italia ha stimato che se colmassimo solo met\u00e0 del nostro scarto e raggiungessimo lo scarto medio europeo il PIL Italiano crescerebbe del 7 per cento\u201d. Nel Recovery Plan ogni nazione dovr\u00e0 parlare chiaro e dovr\u00e0 specificare quali piani intende portare avanti per affrontare il problema del gender gap in ogni capitolo di investimento.<br \/>\nMa non \u00e8 solo Bruxelles a muoversi. In campo, come dicevamo, c\u2019\u00e8 anche la societ\u00e0 civile. \u201cIl giusto mezzo\u201d, ad esempio, \u00e8 un\u2019iniziativa nata in Italia sulle orme di #halfofit \u2013 promossa da Alexandra Geese, Membro del Parlamento Europeo, Verde\/EFA \u2013 con l\u2019obiettivo di chiedere il rispetto dell\u2019articolo 23 della Carta europea dei diritti fondamentali: la parit\u00e0 tra donne e uomini deve essere garantita in tutti i settori, compreso l\u2019impiego, il lavoro e la retribuzione.<br \/>\nPi\u00f9 specifico il taglio che l\u2019iniziativa ha assunto da noi: ricordare che sostenere le donne non vuol dire solo asili nido, ma opportunit\u00e0 a tutto campo. Vuol dire superare uno strumento mortificante come quello delle quote rosa, e vuol dire anche avere acceso a posizioni di responsabilit\u00e0, piani di carriera in linea con le competenze e strumenti finanziari che supportino l\u2019emancipazione e l\u2019indipendenza.<br \/>\nIn occasione della prossima Festa della Donna, si rinnova la speciale promozione delle Banche di Credito Cooperativo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea a favore delle donne. Dall\u20198 al 14 marzo, chi richieder\u00e0 un Prestito Personale ForWe potr\u00e0 approfittare della campagna \u201cPrestito Personale ForWe\u201d e usufruire di speciali condizioni di favore.<br \/>\nIl Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea riunisce oltre 130 Banche di Credito Cooperativo (BCC) presenti con oltre 2600 sportelli su tutto il territorio nazionale. Da sempre \u00e8 al fianco delle imprese, delle famiglie e dei liberi professionisti con soluzioni personalizzate per mutui, finanziamenti e altro ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>11 Massimo Franchi*:- \u00abSOSTEGNI\u00bb DA 32 MILIARDI, COMPROMESSO MINICONDONO IL DECRETO. CANCELLATE LE CARTELLE ESATTORIALI FINO A 5 MILA EURO DEL SOLO PERIODO 2000-2010. SALVINI VOLEVA MOLTO DI PI\u00d9. MODIFICHE A DL DIGNIT\u00c0 E REDDITO: CAUSALI CONGELATE, SOLO SOSPESO A CHI LAVORA FINO A 6 MESI. Che vergogna (n.d.r.)<br \/>\nAlla fine il condono c\u2019\u00e8. \u00c8 molto meno di quello che aveva chiesto Salvini \u2013 difatti assai arrabbiato \u2013 ma comunque premia coloro che non hanno pagato multe e tasse, cancellando le cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro dal 2000 al 2010 per le persone fisiche con redditto fino a 30mila euro l\u2019anno. La destra chiedeva fino al 2020 senza limiti di reddito. In pi\u00f9: rate e nuove cartelle sospese fino al 30 aprile e una sanatoria ad hoc per le partite Iva in difficolt\u00e0.<br \/>\nIL COMPROMESSO USCITO dal consiglio dei ministri che ha licenziato il decreto Sostegni \u00e8 il primo dell\u2019era Draghi. E arriva con un ritardo di almeno due settimane sui tempi inizialmente previsti.<br \/>\nUn decreto da 32 miliardi, simili ai decreti Ristori del governo Conte due: la prima \u00abmanovra\u00bb Draghi \u00e8 solo temporanea, \u00e8 gi\u00e0 pronto un altro scostamento di bilancio ad aprile, sebbene il suo importo sar\u00e0 definito rispetto all\u2019andamento di \u00abeconomia, vaccinazioni e pandemia\u00bb.<br \/>\nPi\u00f9 di un terzo dei 32 miliardi \u2013 oltre 11 miliardi \u2013 vanno in contributi a fondo perduto per le imprese e gli autonomi che hanno sofferto la crisi del Covid. Indennizzi alle imprese e ai titolari di partita Iva con fatturato fino a 10 milioni e che hanno registrato una diminuzione del fatturato (nella media mensile) di almeno il 30% tra il 2020 e il 2019. Per le imprese, che dovranno presentare domanda all\u2019Agenzia delle Entrate attraverso una nuova piattaforma affidata a Sogei, ci sar\u00e0 l\u2019opzione tra il bonifico sul conto corrente e un credito d\u2019imposta da usare in compensazione.<br \/>\nGli aiuti saranno di minimo 1000 euro per le persone fisiche (2000 per le persone giuridiche) e avranno un tetto massimo di 150mila euro per le imprese. I contributi saranno modulati a seconda delle dimensioni delle aziende coinvolte: sono previste 5 fasce di ricavi con percentuali dei \u00absostegni\u00bb differenziate che vanno dal 60% delle perdite per le pi\u00f9 piccole al 20% per le pi\u00f9 grandi.<br \/>\nOLTRE ALLO SCHEMA GENERALE di sostegno, il decreto prevede cinque ambiti specifici d\u2019intervento, come spiegato dal ministro dell\u2019Economia Daniele Franco. Per la filiera della montagna \u2013 che ha visto annullare l\u2019intera stagione \u2013 c\u2019\u00e8 un fondo da 700 milioni (100 in pi\u00f9 delle indiscrezioni recenti) da assegnare ai comuni con un decreto del nuovo ministero del Turismo, in accordo con la Conferenza Stato-Regioni: tra i soggetti beneficiari, oltre agli esercizi commerciali, ci sono maestri e scuole di sci. Per il mondo della cultura 400 milioni cos\u00ec suddivisi: aumenta di 200 milioni di euro la dotazione (di 80 milioni nel 2020) per le emergenze nei settori dello spettacolo, del cinema e dell\u2019audiovisivo; 120 milioni in pi\u00f9 di fondi per spettacoli e mostre, e viene ristretta la destinazione, escludendo dal capitolo fiere e congressi, ora riconducibili al nuovo Ministero del turismo; inoltre passa da 25 a 105 milioni di euro il sostegno per il settore del libro e dell\u2019intera filiera dell\u2019editoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PER LE FILIERE AGRICOLE, DELLA PESCA E DELL\u2019ACQUACOLTURA INCREMENTO DA 150 A 350 MILIONI PER IL 2021.<br \/>\nIL TESTO PREVEDE POI UN FONDO da 200 milioni \u00abda destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite dall\u2019emergenza Covid, incluse le imprese esercenti attivit\u00e0 commerciali e ristorazione nei centri storici e le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati\u00bb. Anche in questo caso i fondi saranno distribuiti dalle Regioni. Poi 100 milioni andranno a coprire la cancellazione di fiere e congressi e altri 150 le fiere internazionali. Tra le forme di sostegno particolari, il decreto congela la tassa sui tavolini all\u2019aperto di bar e ristoranti fino al 30 giugno 2021.<\/p>\n<p>Tutto confermato sul fronte dei licenziamenti. Blocco dei licenziamenti prorogato fino a fine giugno per tutti, esteso fino a ottobre per i settori che non hanno la cassa integrazione ordinaria. Nel frattempo viene prolungata la cassa Covid in deroga per altre 28 settimane fino alla fine dell\u2019anno. Il tutto in vista della riforma degli ammortizzatori sociali.<br \/>\nINDENNIT\u00c0 UNA TANTUM DI 2.400 euro per i lavoratori del turismo, stagionali e dello spettacolo. Una indennit\u00e0 specifica \u00e8 dedicata ai lavoratori dello sport. I disoccupati potranno accedere alla Naspi e Discoll anche senza avere lavorato nell\u2019ultimo anno.<br \/>\nSospese le causali del decreto Dignit\u00e0 sui contratti a termine fino a fine anno. Altri tre mesi di reddito di emergenza (Rem) e un miliardo in pi\u00f9 per il Reddito di cittadinanza che viene modificato per favorire il reimpiego temporaneo: sar\u00e0 solo sospeso per chi trova occupazione per meno di 6 mesi con un limite di 10mila euro. Finito l\u2019impiego, non si dovr\u00e0 rifare domanda.<br \/>\n(Massimo Franchi*, Professore Ordinario di Econometria).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; DEPUTATE PD ESTERO: le ragazze e i ragazzi nati in Italia da stranieri regolarmente residenti e che frequentano le nostre scuole sono italiani. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34563\" title=\"n\u00b0 12-  20 Marzo 2021 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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