{"id":34542,"date":"2021-03-12T23:10:07","date_gmt":"2021-03-12T23:10:07","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34542"},"modified":"2021-03-13T11:15:19","modified_gmt":"2021-03-13T11:15:19","slug":"n-11-13-marzo-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-ed-altre-comunicazioni-gz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34542","title":{"rendered":"n\u00b0 11 &#8211;  13 Marzo 2021 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO E ALTRE COMUNICAZIONI"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>a cura di Guglielmo Zanetta<\/strong><\/em><\/p>\n<p>01 &#8211; Stefano Galieni*: Mettiamo Von der Leyen sotto inchiesta A colloquio con l\u2019europarlamentare Manon Aubry che accusa: \u00abVogliamo capire come la Commissione europea abbia potuto accettare condizioni cos\u00ec vantaggiose per le aziende che producono i vaccini anti-Covid grazie anche ai soldi dei cittadini Ue\u00bb.<br \/>\n02 &#8211; Riccardo Chiari*: &#8211; \u201cNel Pd va recuperata una identit\u00e0 sociale, smarrita negli anni di Renzi\u201d. Intervista a Cesare Damiano. L&#8217;ex ministro, &#8216;laburista&#8217; del Pd, analizza la situazione alla vigilia dell&#8217;assemblea nazionale che sceglier\u00e0 il successore di Zingaretti.<br \/>\n03 &#8211; Alfiero Grandi*: PD, le dimissioni di Zingaretti indicano con toni di alta drammaticit\u00e0 la crisi che il pd sta attraversando. Le tentazioni di imitare maramaldo sulla crisi del pd sono e saranno forti, non solo dal campo avversario, immagino che Zingaretti sapesse che questo sarebbe accaduto dopo le sue dimissioni.<br \/>\n04 &#8211; Stefano Fassina*: Le dimissioni di Zingaretti e il nostro mestiere. Sinistra. Con le dimissioni di Nicola Zingaretti, la campana suona per tutti noi, non soltanto per il Pd.<br \/>\n05 &#8211; Schir\u00f2 (Pd) &#8211; \u201cimpatriati\u201d: definite le modalit\u00e0 per prolungare le agevolazioni fiscali . Sono state definite con un importante Provvedimento dell\u2019Agenzia delle Entrate (Prot. n. 60353\/2021) i requisiti e le modalit\u00e0 con cui i lavoratori dipendenti e autonomi rientrati in Italia,<br \/>\n06 &#8211; Massimiliano Smeriglio*: La Piazza Grande \u00e8 diventata un Vicolo Stretto &#8211; Democrack. Siamo l\u2019unico Paese europeo senza una forza politica di sinistra ambientalista visibile e forte.<br \/>\n07- Massimo Villone*: il parlamento deve chiedere le carte di McKinsey. L\u2019incarico dato dal ministero dell\u2019economia e finanze alla societ\u00e0 di \u00abconsulenza strategica\u00bb McKinsey<br \/>\n08 &#8211; Piero Bevilacqua*: Nella riforma fiscale la chiave per riunire l\u2019agor\u00e0 della sinistra<br \/>\nPer ripartire. Aprire nel paese, prima che in Parlamento, un approfondimento sul bilancio pubblico, mostrare come vengono spesi dai governi i soldi di tutti gli italiani.<br \/>\n09 &#8211; Alessandra Pigliaru &#8211; Lella Palladino:* \u00abL\u2019emergenza ha ribaltato i tempi di vita di tutte noi\u00bb. Intervista. Parla la sociologa femminista e attivista dei centri antiviolenza. \u00abMancano diritti sociali, di accesso, ci sono troppi vincoli ancora da decostruire. Con la pandemia ormai siamo a una stretta e ci devono dare retta\u00bb .<br \/>\n10 &#8211; Elena Basso* America Latina: In strada e sui balconi, in Cile \u00e8 di nuovo sciopero femminista<br \/>\nTutto il paese si prepara alle iniziative di domani, organizzate dalla Coordinadora 8M. Parla la portavoce Nuriluz Hermosilla: \u00abL\u20198 marzo scorso ha ridato animo ai manifestanti: oltre due milioni di persone solo a Santiago. La lotta femminista e la rivolta cilena hanno una connessione fortissima\u00bb<br \/>\n11 &#8211; Chiara Cruciati* Egitto: \u00abINCAPACI\u00bb per legge, le donne egiziane si mobilitano. Fatta trapelare alla stampa una controversa bozza di riforma del diritto di famiglia. Servir\u00e0 il permesso di un uomo per sposarsi, decidere sulla salute dei figli e viaggiare. Le organizzazioni femministe: si torna indietro di 200 anni.<br \/>\n12 &#8211; Giovanna Branca &#8211; Luiz Bolognesi* , la resistenza \u00abmagica\u00bb del popolo Yanomami. Intervista. Conversazione con il regista di \u00abA \u00d9LTIMA FLORESTA\u00bb, girato insieme alla comunit\u00e0 indigena dell\u2019Amazzonia<br \/>\n13- Ricostruire l\u2019Italia, con il Sud*: Dieci punti per il Piano di Rilancio L&#8217;appello . Come nella logica del Next Generation EU, il Piano deve valorizzare le complementarit\u00e0 e le interdipendenze produttive e sociali tra i Nord e i Sud, riconoscendo che i risultati economici e il progresso sociale dei Nord dipendono dal destino dei Sud e viceversa L\u2019Italia si trova di fronte all\u2019occasione irripetibile di avviare la sua \u201cricostruzione\u201d coniugando sviluppo e coesione sociale, per giocare un ruolo di primo piano nell\u2019Europa del prossimo decennio.<br \/>\n14 &#8211; Montevideo, On. Borghese (MAIE): \u201cNel 2022 pronta la nuova sede consolare, risultato concreto del lavoro del Sen. Merlo\u201d<br \/>\n15 &#8211; FARNESINA | Incontro Di Maio-Merlo: \u201cVisione politica condivisa su molti aspetti\u201d Ricardo Merlo, presidente MAIE, gi\u00e0 Sottosegretario agli Esteri, e il titolare della Farnesina Luigi Di Maio si sono confrontati soprattutto sul futuro politico dell\u2019Italia e su quello che riguarda le politiche per gli italiani nel mondo.<br \/>\n16- Angela Schir\u00f2 *(Pd): ho interrogato il ministro degli esteri sui tempi e sulle priorit\u00e0 del fondo per la lingua e la cultura italiana nel mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Stefano Galieni*: METTIAMO VON DER LEYEN SOTTO INCHIESTA A COLLOQUIO CON L\u2019EUROPARLAMENTARE MANON AUBRY CHE ACCUSA: \u00abVOGLIAMO CAPIRE COME LA COMMISSIONE EUROPEA ABBIA POTUTO ACCETTARE CONDIZIONI COS\u00cc VANTAGGIOSE PER LE AZIENDE CHE PRODUCONO I VACCINI ANTI-COVID GRAZIE ANCHE AI SOLDI DEI CITTADINI UE\u00bb<\/strong><br \/>\nNon vanno tolti i vaccini ad altri Paesi ma le barriere sui brevetti che impediscono di produrne di pi\u00f9. on ci andr\u00f2 leggera, signora Ursula von der Leyen&#8230;\u00bb.<br \/>\nIniziava cos\u00ec l\u2019intervento di pochi minuti, limpido e appassionato, con cui l\u2019europarlamentare francese Manon Aubry* si \u00e8 rivolta alla presidente della Commissione europea in merito alla fallimentare gestione della campagna vaccinale Ue. Era il 10 febbraio e da allora le parole della Aubry hanno \u201caccompagnato\u201d tutte le iniziative delle associazioni e delle forze politiche<br \/>\nche sostengono la campagna di raccolta firme europea \u00abper rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte\u00bb facendo pressione sulla Commissione affinch\u00e9 metta l\u2019istanza all\u2019ordine del giorno.<br \/>\nAbbiamo intervistato Manon Aubry, co-presidente del gruppo parlamentare Gue\/Ngl ed esponente di France insoumise. Partendo da quel durissimo j\u2019accuse le abbiamo chiesto per quale motivo lei e il suo gruppo considerino inadeguate e piegate agli interessi di Big pharma le scelte della Commissione. \u00abLa strategia vaccinale della Commissione europea \u00e8 tutta piegata agli interessi di Big pharma. La Commissione non si \u00e8 neanche posta il problema di agire in modo diverso perch\u00e9 resa miope dai suoi dogmi: libera concorrenza, legge del profitto, legge del mercato. Cos\u00ec ha ceduto alle esigenze dei grandi produttori: nessuna trasparenza sui contratti,<br \/>\nnessuna regolamentazione dei profitti, nessuna responsabilit\u00e0 in caso di problemi. Ed \u00e8 inaccettabile perch\u00e9 sono stati i cittadini europei a pagare la ricerca su quei vaccini. I vaccini ci sono grazie ai soldi pubblici. Chiediamo perci\u00f2 una cosa semplice: togliere i brevetti ai vaccini affinch\u00e9 escano dal mercato e ogni Paese possa produrli\u00bb.<\/p>\n<p>DA COSA DIPENDE IL FATTO CHE CI\u00d2 NON ACCADA?<br \/>\nC\u2019\u00e8 una dimensione ideologica, di fede quasi religiosa dei neoliberisti nella legge del mercato e del \u201claissez faire\u201d. Ma c\u2019\u00e8 anche un rapporto di forza disastroso dopo anni di delocalizzazioni industriali, dovute a continui accordi di libero scambio. L\u2019Europa ha perso ogni forma di sovranit\u00e0 sanitaria. Non \u00e8 stata in grado di produrre il suo vaccino. Il caso della Francia \u00e8 sintomatico: siamo il Paese di Pasteur ma abbiamo permesso a Sanofi di affossare le nostre conoscenze. Nel bel mezzo della crisi, mentre i suoi azionisti si spartivano quattro miliardi di dividendi, Sanofi ha annunciato la soppressione di 400 posti di ricercatori. Dovrebbe essere una lezione per il futuro. Nell\u2019immediato invece si deve sbloccare la situa- zione al Wto per far s\u00ec che tutti possano produrre<br \/>\nvaccini in autonomia. Va poi ripreso il controllo dei laboratori, facendo in modo che trasmettano conoscenza. Infine non si permetta pi\u00f9 che si faccia un solo euro di profitto sulla pandemia.<\/p>\n<p>HA CHIESTO L\u2019ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE SCELTE FATTE DA BRUXELLES. SI ASPETTA CHE VENGA ACCETTATA?<br \/>\nLa Commissione europea deve assumersi la responsabilit\u00e0 delle sue azioni ed \u00e8 ora che il Parlamento assuma il suo ruolo di controllo. Noi a differenza della Commissione siamo stati eletti, rappresentiamo i cittadini, che vogliono conoscere tutta la verit\u00e0. Vogliamo avere accesso a tutti i contratti stipulati con tutti i laboratori. Vogliamo sapere se la Commissione, in queste scelte disastrose, \u00e8 stata guidata da lobby private.<br \/>\nE capire come la presidente Ursula von der Leyen abbia potuto accettare condizioni cos\u00ec vantaggiose per le multinazionali che hanno preso in giro una delle maggiori potenze mondiali. Vogliamo sapere quanto profitto realizzeranno le aziende biotech in condizioni cos\u00ec favorevoli. In breve, vogliamo piena trasparenza per stabilire responsabilit\u00e0 precise e per- ch\u00e9 non si verifichino errori simili in futuro.<\/p>\n<p>LA PANDEMIA STA DETERMINANDO UNA NUOVA MAPPA GEOPOLITICA BASATA SUL POTERE DEI VACCINI. LE AZIENDE E LE DIVERSE POTENZE MONDIALI SI CONTENDONOL\u2019EGEMONIA NEL PIANETA. COSA DOVE FARE LA SINISTRA?<br \/>\nIl nostro gruppo, cos\u00ec come France insoumise (La Francia indomita&#8221;, abbreviata FI)di cui faccio parte, proviene da una tradizione inter-nazionalista di cui andiamo fieri. Non chiediamo di \u201crubare\u201d i vaccini ai Paesi vicini ma, al contrario, di togliere tutte le barriere di propriet\u00e0 intellettuale che impediscono di produrne un numero maggiore. La confusione attuale porta con s\u00e9 diseguaglianze catastrofiche. I Paesi del Sud dovranno aspettare mesi per avere i vaccini e questo \u00e8 inaccettabile oltre ad essere insensato dal punto di vista sanitario. Il virus ritorner\u00e0 come un boomerang se non \u00e8 sradicato a livello globale. Il doppio discorso dell\u2019Unione europea e della Francia sulla nozione di bene comune \u00e8 scandaloso perch\u00e9, di fatto, proviene dagli stessi Paesi che stanno bloccando la proposta di India e Sud Africa al Wto di far cadere i diritti dei vaccini nel dominio pubblico)\u00bb.<\/p>\n<p>In ITALIA I CONTAGI RISALGONO E I VACCINI SCARSEGGIA\u00acNO, QUAL \u00c8 LA SITUAZIONE IN FRANCIA? E COSA ACCADE ALLE CLASSI PI\u00d9 DISAGIATE?<br \/>\nLa Francia ha livelli alti di contagi da diversi mesi. Sta aumentando il numero dei malati. Come ovunque nel mondo il Covid acuisce le disuguaglianze in ambito sanitario, con un tasso di mortalit\u00e0 maggiore tra le classi popolari. Ma acuisce le disuguaglianze anche in ambito sociale: i poveri sono ora pi\u00f9 di 10 milioni, le mense popolari non riescono a far fronte all\u2019afflusso di coloro che hanno difficolt\u00e0 ad acquistare generi di prima necessit\u00e0. Nel frattempo, Macron non alza un dito, fa regali alle aziende e rifiuta qualsiasi misura in grado di aumentare il potere di acquisto dei salari e dei contratti dei precari. Chiediamo uno scudo sociale d\u2019emergenza per permettere alle persone di resistere.<\/p>\n<p>ALLA PANDEMIA STA FACENDO SEGUITO UNA GRAVE CRISI ECONOMICA. COSA DOVREBBERO FARE I GOVERNI NAZIO-NALI E LE ISTITUZIONI EUROPEE? CHE TIPO DI SINISTRA SERVE PER AFFRONTARE QUESTA CRISI?<br \/>\nNoi siamo mobilitati per cambiare in modo radica-le l\u2019attuale politica economica. Non si devono solo sospendere le politiche di austerit\u00e0 dell\u2019Unione: le si deve far cessare una volta per tutte. E anche arrivato il momento di rivedere a fondo il ruolo della Bce: chiediamo la cancellazione di tutti i debiti pubblici e un cambiamento degli statuti affinch\u00e9 si possano prestare soldi direttamente agli Stati e sia possibile togliere i debiti pubblici dalle mani della specula-<\/p>\n<p>VOGLIAMO CAMBIARE IN MODO RADICALE LA POLITICA ECONOMICA UE. L\u2019AUSTERIT\u00c0 DEVE CESSARE UNA VOLTA PER TUTTE<br \/>\nzione del mercato. Chiediamo, infine, contropartite ecologiche e sociali al Recovery pian: non possiamo accettare che le multinazionali ricevano denaro pubblico per ingrassare i loro azionisti mentre fanno licenziamenti di massa e rifiutano di avviare la transizione ecologica della loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p>IN PASSATO HA OPERATO NELLA REPUBBLICA DEMOCRA\u00acTICA DEL CONGO E CONOSCE LA SITUAZIONE IN PAESI PRIVI DI SISTEMA SANITARIO. COSA PENSA DEL FATTO CHE SI CONTINUI A PENSARE SOLTANTO AL BENESSERE EU\u00acROPEO?<br \/>\nIn alcune regioni della RdC non ci sono ospedali. Le altre sono senza mezzi materiali e personale. Ho potuto conoscere di persona le conseguenze concrete dell\u2019assenza d\u2019investimenti pubblici nella salute. Ne sono uscita ancora pi\u00f9 determinata a difendere un sistema sanitario pubblico e gratuito al livello mondiale.<br \/>\nFRA POCHI GIORNI RICORRONO I 150 ANNI DALLA CO\u00acMUNE DI PARIGI. PENSA CHE QUELLA STORIA CI POSSA ANCORA ESSERE DA INSEGNAMENTO VISTO CHE I POPOLI CONTINUANO A SOFFRIRE E AD ESSERE SFRUTTATI?<br \/>\nLa Comune di Parigi, cos\u00ec come la storia della Rivoluzione francese in generale, ci sono di grande ispirazione. In Francia e nel mondo. Sono momenti di invenzione collettiva, di emancipazione attraverso la lotta, segni molto forti che nutrono il nostro impegno politico. E importante che questi momenti chiave della storia dei nostri movimenti politici restino nelle memorie. E anche importante guardare ai loro eredi. Penso al movimento delle donne in Polonia, che ha aggregato il malcontento popolare e lo ha canalizzato contro il governo reazionario, opponendo una resistenza incredibile al divieto di aborto. Tutto questo mi d\u00e0 da sperare.<br \/>\nTraduzione di Annalisa Romani<\/p>\n<p>Nota. Manon Aubry* (Gue\/ Ngl) mentre si rivolge alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, Bruxelles, 10 febbraio 2021<br \/>\n( di Stefano Galieni da LEFT)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; Riccardo Chiari: &#8211; \u201cNEL PD VA RECUPERATA UNA IDENTIT\u00c0 SOCIALE, SMARRITA NEGLI ANNI DI RENZI\u201d. INTERVISTA A CESARE DAMIANO. L&#8217;EX MINISTRO, &#8216;LABURISTA&#8217; DEL PD, ANALIZZA LA SITUAZIONE ALLA VIGILIA DELL&#8217;ASSEMBLEA NAZIONALE CHE SCEGLIER\u00c0 IL SUCCESSORE DI ZINGARETTI.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;QUELLA DI ENRICO LETTA \u00c8 UNA BUONA SOLUZIONE, E NOI ABBIAMO BISOGNO DI UN SEGRETARIO CON PIENI POTERI, FINO AL 2023&#8221;. E SUL PARTITO: &#8220;IL VERO PROBLEMA DEL PD \u00c8 LA SUA IDENTIT\u00c0. A CHI SI RIVOLGE? QUAL \u00c8 LA SUA PROPOSTA PROGRAMMATICA? DI QUESTO VA DISCUSSO&#8221;.<br \/>\nRaffinato disegnatore di gatti, Cesare Damiano si autoritrae come \u2018laburista\u2019 del Pd. \u201cMa non certo quello di Blair \u2013 precisa \u2013 io faccio parte della sinistra del partito\u201d. Un partito che ha contribuito a fondare, dopo 30 anni in Cgil. E che secondo lui deve oggi nuovamente focalizzare la sua identit\u00e0, dopo la stagione di Matteo Renzi segretario e premier che ha portato al Jobs act, e alla conseguente perdita di diritti e tutele per il mondo del lavoro.<\/p>\n<p>IL CONDIZIONALE \u00c8 ANCORA D\u2019OBBLIGO, MA SEMBRA PROPRIO CHE ENRICO LETTA DIVENTER\u00c0 IL NUOVO SEGRETARIO DEL PARTITO. UNA BUONA NOTIZIA PER IL PD?<br \/>\n\u201cPenso che il Pd abbia al suo interno le risorse per individuare un nuovo segretario. Letta \u00e8 una buona soluzione. Posso dirlo come testimone diretto, perch\u00e9 quando ero ministro del lavoro nel secondo governo Prodi, lui era sottosegretario alla presidenza del consiglio. Insieme abbiamo gestito il protocollo del 23 luglio 2007 siglato con le parti sociali, che dopo quello di Ciampi nel \u201993, firmato sempre il 23 luglio, \u00e8 stato il secondo, vero protocollo di concertazione. Ricordo le serate passate a casa di Tommaso Padoa Schioppa, per convincerlo a scucire i 40 miliardi destinati ai lavoratori pi\u00f9 deboli e ai pensionati pi\u00f9 poveri. Enrico \u00e8 capace di esercitare un ruolo di direzione. Di stare sui problemi. E noi abbiamo bisogno di avere un segretario a tutto tondo, che non pu\u00f2 essere temporaneo e deve restare in carica fino al 2023. Alla conclusione del mandato congressuale. Questo perch\u00e9 deve affrontare, nell\u2019ordine, i vaccini, il Recovery plan, le elezioni amministrative di autunno, e l\u2019elezione del capo dello Stato\u201d.<\/p>\n<p>INSOMMA UN SEGRETARIO CHE ABBIA PIENI POTERI.<br \/>\n\u201cDeve averli. Le richieste di un congresso da parte di Base riformista sono irrealistiche e inaccettabili. Basta ricordare le motivazioni con cui Sergio Mattarella ha spiegato l\u2019impossibilit\u00e0 di tenere elezioni politiche in tempo di crescente pandemia. E io non credo ai congressi virtuali\u201d.<\/p>\n<p>NEL SUO ULTIMO TWEET DEL 4 MARZO LEI HA SCRITTO: \u2018E\u2019 BENE CHE IL SEGRETARIO ZINGARETTI RESTI AL SUO POSTO. E\u2019 STATO UN ADDIO FRETTOLOSO? OPPURE IL SEGRETARIO HA TIRATO LE SOMME DI UNA STRATEGIA POLITICA, QUELLA DELL\u2019ALLEANZA ORGANICA CON M5S E LEU, INDIGERIBILE PER UNA PARTE DEL PD?<br \/>\n\u201cHo chiesto a Nicola di restare perch\u00e9, in quel momento delicato, come tanti sono rimasto sorpreso dal modo con cui si \u00e8 dimesso. Avrei preferito una sede formale e una discussione politica. Comunque lui ha scelto di non tornare sui suoi passi, e allora bisogna voltare pagina, in un momento molto difficile per il Paese. Certo era stato eletto con pi\u00f9 del 60% dei voti, quindi sarebbe stato in grado di indirizzare le scelte del partito. Si trattava di una maggioranza solida, ma la minoranza si \u00e8 comportata come se il congresso non si fosse tenuto. Invece sul piano delle possibili alleanze, siano esse quella Pd-M5s-Leu o un ritorno allo spirito \u2018ulivista\u2019, a mio avviso \u00e8 sbagliato teorizzarle in astratto, se prima non ci poniamo il vero problema del Pd: la sua identit\u00e0. A chi si rivolge? Qual \u00e8 la sua proposta programmatica? Di questo va discusso. Mentre sarebbe inutile tornare alla vecchia discussione sulle origini, su Ds e Margherita. Il passaggio relativo all\u2019identit\u00e0 culturale del partito, in primo luogo sui temi sociali, \u00e8 gi\u00e0 stato fatto\u201d.<br \/>\nPER\u00d2 MOLTI CRITICI PARLANO DI UN PARTITO VUOTO, SENZA IDEE, INVECCHIATO PRECOCEMENTE E TIMOROSO DI OGNI APERTURA. UN PARTITO CHE \u00c8 SOLO UN CARTELLO DI CORRENTI.<br \/>\n\u201cSecondo me \u00e8 il segno che abbiamo smarrito la nostra anima \u2018sociale\u2019, dopo gli anni di Renzi e del Jobs act. Allora dobbiamo riconquistarla, pensando a come deve essere un partito progressista, democratico, che occupa un campo preciso dello schieramento politico, di sinistra o centrosinistra che dir si voglia. Dobbiamo insomma rimediare a quell\u2019indebolimento dell\u2019identit\u00e0 sociale del Pd che si \u00e8 manifestato negli ultimi anni. E che ha portato molti nostri elettori ad essere sfiduciati. Delusi. A tal punto da rifugiarsi nell\u2019astensione, o addirittura a decidere di cambiare il loro orientamento politico\u201d.<br \/>\nUN\u2019ULTIMA DOMANDA. MA TUTTO QUEL CHE \u00c8 SUCCESSO NON SAR\u00c0 COLPA DEI MILIARDI DEL NEXT GENERATION UE, DI FRONTE I QUALI SI \u00c8 COMPATTATO UNO SCHIERAMENTO LARGO E VARIEGATO, NON SOLO POLITICO, CHE RITENEVA IL SECONDO GOVERNO DI GIUSEPPE CONTE INADEGUATO A GESTIRLI?<br \/>\n\u201cSicuramente questa montagna di miliardi in arrivo dall\u2019Europa, che dopo molti anni di rigore ha finalmente ritrovato la strada della solidariet\u00e0, fa gola a molti. A questo si \u00e8 aggiunta la scelta, irresponsabile e dissennata, di Renzi, che ha fatto saltare il banco. Ma in questo il Pd non ha alcuna responsabilit\u00e0. E per certo, a quel punto, la scelta di Mario Draghi \u00e8 stata obbligata. Invece, quanto a noi del Pd, se Enrico Letta diventer\u00e0 segretario sar\u00e0 \u2018misurato\u2019 immediatamente, alla scadenza il 31 marzo della cassa Covid e del blocco dei licenziamenti, e nel confronto con il governo sul Recovery plan e il piano vaccinale\u201d.<br \/>\n(Riccardo Chiari*, da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Alfiero Grandi*: PD, LE DIMISSIONI DI ZINGARETTI INDICANO CON TONI DI ALTA DRAMMATICIT\u00c0 LA CRISI CHE IL PD STA ATTRAVERSANDO. LE TENTAZIONI DI IMITARE MARAMALDO SULLA CRISI DEL PD SONO E SARANNO FORTI, NON SOLO DAL CAMPO AVVERSARIO, IMMAGINO CHE ZINGARETTI SAPESSE CHE QUESTO SAREBBE ACCADUTO DOPO LE SUE DIMISSIONI.<\/strong><br \/>\nEvidentemente questo strappo \u00e8 stato ritenuto un male necessario per tentare di uscire da una crisi pi\u00f9 drammatica di quanto non venisse percepito dall\u2019esterno e per affrontarla non ci sono assolutamente i tempi che alcuni commentatori suggeriscono. Le dimissioni di Zingaretti, se hanno un senso, debbono provocare risultati entro le elezioni amministrative perch\u00e9 se dopo tanti successi elettorali delle destre nelle Regioni (oggi a quota 15) dovesse arrivare un risultato analogo nei comuni, quando si voter\u00e0, la destra ne ricaverebbe una spinta forte verso la vittoria elettorale alle prossime elezioni.<br \/>\nTanto pi\u00f9 che la legge elettorale in vigore assegna di fatto un vantaggio in partenza alla destra che rischia con una minoranza degli italiani di poter cambiare la Costituzione e procedere da sola ad altri cambiamenti sostanziali. \u00c8 una sorta di \u201cmaledizione del faraone\u201d che dopo l\u2019incomprensibile scelta di avallare il taglio dei parlamentari da parte del Pd e della sinistra parlamentare li metterebbe in condizione di subire anche una legge elettorale non costituzionale. Ad esempio, il voto unico per il collegio uninominale e per la circoscrizione. Eppure, c\u2019\u00e8 stato tutto il tempo del governo Conte 2 per cambiare la legge elettorale in senso proporzionale e consentire agli elettori di scegliere direttamente i loro rappresentanti, chiudendo la fase dei cooptati dall\u2019alto. Purtroppo, la politica dei rinvii e le incertezze sulle scelte da compiere tra proporzionale e maggioritario hanno lasciato che il tempo passasse, fino all\u2019inizio di gennaio quando proprio il governo Conte 2 e la relativa maggioranza, che avevano interesse ad approvare una nuova legge elettorale, hanno invece approvato un decreto per rendere immediatamente applicabile il rosatellum corretto nel maggio 2019 su suggerimento di Calderoli . Ora, solo una nuova legge elettorale approvata prima della fine della legislatura pu\u00f2 salvare il Pd, le sinistre, il M5Stelle dalla vittoria delle destre, divise su tutto ma unite nella volont\u00e0 di conquistare il potere.<br \/>\nAltri errori si sommano. La fine del governo Conte 2 \u00e8 conseguente all\u2019esaurimento della spinta propulsiva in coincidenza con il referendum sul taglio del parlamento e con la gestione confusa delle proposte relative al PNRR (Next Generation EU), in sostanza i 209 miliardi che dovrebbero arrivare dall\u2019Europa a sostegno dell\u2019Italia. Il governo Draghi non \u00e8 esattamente una successione lineare al governo Conte 2. Meglio che andare a votare in piena pandemia da Covid 19 e tuttavia il governo Draghi pu\u00f2 avere esiti molto diversi sia per le sinistre che per l\u2019Italia. Se il Pd si imballa e resta prigioniero di una discussione interna sequestrata da gruppi e gruppetti il futuro \u00e8 veramente preoccupante. Chi come me non \u00e8 mai entrato nel Pd, perch\u00e9 non ne ha condiviso il progetto anzi ha spesso polemizzato con scelte non condivise, \u00e8 comunque preoccupato del \u201ccratere\u201d politico che si potrebbe determinare se il Pd non riuscisse a trovare una soluzione alla sua crisi nell\u2019interesse del nostro paese. Il vuoto politico che si potrebbe determinare nessuno \u00e8 in grado di occuparlo, di sostituirlo, si allargherebbe lo scoraggiamento, ed \u00e8 gi\u00e0 tanto, con l\u2019effetto del ritiro dall\u2019impegno politico. Eppure, fino a poche settimane fa il Pd veniva descritto come la cerniera del sistema politico.<br \/>\nOggi, i cardini di quella cerniera hanno ceduto perch\u00e9 le dimissioni di Zingaretti non sono dimissioni come le altre in quanto \u00e8 il segretario che avrebbe dovuto liberare il Pd dai condizionamenti e dall\u2019ingombro di Renzi, che punta esplicitamente alla distruzione di questo partito in nome di un impossibile macronismo italiano. Ogni volta che le sinistre accettano un ruolo subalterno esplodono le contraddizioni e oggi gli interrogativi riguardano il senso stesso della costituzione del Pd 14 anni fa. Ricordate il nucleo dei fondatori? Non risulta che la creatura che \u00e8 nata 14 anni fa li abbia soddisfatti, nessuno per ora ne rivendica la paternit\u00e0. Del resto, un partito che si fa scegliere la guida politica da chi non fa parte del partito, attraverso le primarie, e si reca solo casualmente ai gazebo, \u00e8 un partito pi\u00f9 che leggero, semplicemente \u00e8 senza una struttura riconoscibile. Senza trascurare l\u2019incapacit\u00e0 di proporre battaglie riconoscibili su valori, obiettivi, o di sostenere le (ancora poche) iniziative promosse da cittadini, comitati locali e nazionali. Del resto, i referendum per l\u2019acqua bene comune e contro il nucleare (che qualcuno sta cercando di rilanciare) del 2011 avevano avuto una partecipazione formidabile, ma il Pd non ha considerato queste battaglie veramente sue.<br \/>\nAltri ne hanno beneficiato per abbandono di campo. N\u00e9 il referendum del 2016 contro la deformazione della Costituzione di Renzi ha avuto sorte migliore. Se le grandi mobilitazioni non vengono raccolte e tradotte politicamente dalle sinistre la malattia \u00e8 seria. Da non Pd non mi auguro il suo tracollo n\u00e9 tanto meno il vuoto che oggi nessuno saprebbe colmare. Quindi mi auguro che venga compresa l\u2019ora grave della storia di questo partito e Zingaretti ha certamente il merito di avere suonato la campana con vigore. Nessuno pu\u00f2 dire di non avere sentito. Tuttavia, se in tempi rapidi non verranno proposte e iniziative adeguate il futuro potrebbe essere infausto proprio mentre il governo Draghi ha cominciato a muovere i primi passi e sta accelerando, compiendo scelte.<br \/>\nBasta pensare al PNRR. Le scelte relative decideranno del futuro dell\u2019Italia, fino al 2026 bloccheranno di fatto la politica economica e sociale italiana, le conseguenze si sentiranno per molti anni. Sbagliare porterebbe a conseguenze serie. Occorrono idee e coraggio. Non si \u00e8 al governo perch\u00e9 \u00e8 comodo starci ma per fare politiche per il paese, per le fasce pi\u00f9 deboli, per i lavoratori il cui mondo frantumato va ricomposto, per accrescere la coesione e combattere le disuguaglianze e chi vorrebbe abbandonare il Mezzogiorno al suo destino mentre pu\u00f2 essere il motore della ripresa economica e sociale.<br \/>\nIn tempi duri occorre nettezza nelle scelte e coerenza nell\u2019attuazione, in particolare sulla transizione ambientale che \u00e8 realmente un asse strategico per il futuro dell\u2019Italia le sinistre dovrebbero intestarsi il superamento della storica frattura tra lavoro e ambiente, vedremo se ci sono ancora energie sufficienti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04- Stefano Fassina*: LE DIMISSIONI DI ZINGARETTI E IL NOSTRO MESTIERE. SINISTRA. CON LE DIMISSIONI DI NICOLA ZINGARETTI, LA CAMPANA SUONA PER TUTTI NOI, NON SOLTANTO PER IL PD<\/strong><\/p>\n<p>PER CHI SUONA LA CAMPANA? Con le dimissioni di Nicola Zingaretti, la campana suona per tutti noi, non soltanto per il Pd: noi, ossia quell\u2019area di tre generazioni -dai traghettatori di Pci, Psi, Pri e Dc dalla Prima alla Seconda Repubblica alle \u201cSardine\u201d- rimasta dentro o intorno alle sfrangiate filiere derivate dalla sinistra storica e dai movimenti cattolico-sociali. La decisione del leader del Pd \u00e8 l\u2019ennesimo, l\u2019ultimo in ordine di tempo, indicatore dei nostri problemi di fondo, di senso politico, di funzione storica.<br \/>\nGUARDIAMO ALLE SCOMODE VERIT\u00c0: da tempo, i discendenti della sinistra storica e del cattolicesimo sociale, ovunque nell\u2019Unione europea, o sono quasi estinti, come negli Stati dell\u2019Est oppure rappresentano prevalentemente, non esclusivamente, i segmenti benestanti della societ\u00e0, le fasce alte delle classi medie, le ZTL, ossia i settori sempre pi\u00f9 ristretti, capaci con maggiore o minore fatica di cogliere le opportunit\u00e0 presenti nei flussi globali e europei di capitali, servizi, merci e persone.<\/p>\n<p>Per decidere che fare, si deve affrontare la domanda di fondo: chi vogliamo rappresentare? Il Pd, l\u2019unico erede significativo delle tradizioni progressiste italiane, pu\u00f2 andare avanti cos\u00ec. Convinto, nelle sue espressioni serie, da \u201cTina\u201d: non c\u2019\u00e8 alternativa sul terreno economico e sociale. Certo, la sua rendita di posizione \u201ceuropeista\u201d viene ridimensionata dalla ri-emersione dell\u2019anima liberista nella Lega. Ma, la bandiera dei diritti civili, in particolare per i migranti, e della retorica ambientalista pu\u00f2 garantire al Pd la differenziazione sufficiente ad un 15% di consensi, cos\u00ec da consentire ai suoi abili dirigenti di continuare a risiedere nei Palazzi, in una maggioranza eternamente centrista.<\/p>\n<p>Un atto fondativo \u00e8, invece, necessario se si intende riconquistare la rappresentanza delle vaste periferie economiche e sociali e esprimerla nell\u2019alleanza Pd-M5S-LeU. Una coraggiosa e faticosa avventura culturale, prima che organizzativa, intorno alla questione lavoro, da rideclinare come condizione di dignit\u00e0 della persona e di fondamento della democrazia, l\u2019articolo 1 della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>Un\u2019avventura per insediare, di fronte all\u2019insostenibilit\u00e0 sociale, ambientale e democratica del \u201clibero mercato\u201d, un paradigma alimentato da socialismo, keynesismo e dottrina sociale della Chiesa e promuovere davvero la transizione ecologica; per rideclinare il primato della Politica sull\u2019economia e ricostruire la gerarchia costituzionale con lo Stato sopra le Regioni; per attingere, infine, alle forze sociali, civiche e culturali attrezzate per tale sfida, largamente attive fuori dai recinti dei soggetti politici in gioco. Qui, si opera per un sistema politico imperniato su due campi alternativi.<\/p>\n<p>Attenzione: l\u2019atto fondativo pu\u00f2 essere proficuo soltanto se in esso si pu\u00f2 re-inventare anche il mestiere specifico della sinistra. Non avrebbe senso ritrovarsi soltanto sulla base di un ecumenico richiamo a valori che possono essere anche della sinistra, ma non sono distintivi della sinistra, in quanto e meno male, sono praticati anche dalle forze liberali e dalle destre liberiste: le pari opportunit\u00e0 di genere, i diritti dei migranti, i diritti connessi all\u2019identit\u00e0 sessuale, ossia il grande e decisivo capitolo dei diritti civili, ma astratti dai diritti sociali.<br \/>\nNemmeno sarebbe fertile fondarsi in riferimento alla \u201clotta alle disuguaglianze\u201d come dettata dal \u201cBruxelles Consensus\u201d e indicato nel Pnrr: disuguaglianze di genere, di generazione e di territorio, astratte dalla loro dimensione sociale, di classe, segnata da drammatica svalutazione del lavoro. Non soltanto del lavoro subordinato tipico, ma del lavoro \u201cautonomo\u201d, professionale, micro-imprenditoriale privo di potere negoziale nell\u2019offerta al mercato della propria attivit\u00e0, sfruttato dal capitale economico e finanziario, dalle imprese esportatrici e dalle figure apicali a loro servizio.<br \/>\nPer promuovere l\u2019atto fondativo, LeU potrebbe dare buon esempio. Oltre a raccomandare la strada da seguire, potremmo cominciare a percorrerla. Potremmo dare consistenza politica e trama aggregativa alla promessa elettorale rimasta da tre anni a galleggiare in Parlamento. Le elezioni amministrative, innanzitutto a Roma, dovrebbero essere la prima occasione per accumulare credibilit\u00e0: senza velleit\u00e0 di fare l\u2019ennesimo partito, ma al contrario per incrociare le forze nel Pd e nel M5S orientate a costruire l\u2019 \u201cAlleanza per lo sviluppo sostenibile\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD) &#8211; \u201cIMPATRIATI\u201d: DEFINITE LE MODALIT\u00c0 PER PROLUNGARE LE AGEVOLAZIONI FISCALI . SONO STATE DEFINITE CON UN IMPORTANTE PROVVEDIMENTO DELL\u2019AGENZIA DELLE ENTRATE (PROT. N. 60353\/2021) I REQUISITI E LE MODALIT\u00c0 CON CUI I LAVORATORI DIPENDENTI E AUTONOMI RIENTRATI IN ITALIA, I QUALI USUFRUISCONO DEL REGIME FISCALE DEI COSIDDETTI \u201dIMPATRIATI\u201d, POTRANNO OPTARE PER LA PROROGA DI ULTERIORI CINQUE PERIODI DI IMPOSTA AGEVOLATI (COS\u00cc COME STABILITO DAL \u201cDECRETO CRESCITA\u201d, MODIFICATO POI DALLA LEGGE DI BILANCIO PER IL 2021).10 marzo 2021<\/strong><br \/>\nL\u2019opzione di prolungamento pu\u00f2 essere esercitata da lavoratori \u201cimpatriati\u201d iscritti all\u2019AIRE o cittadini di Stati UE che hanno trasferito la residenza prima del 30 aprile 2019 e che, al 31 dicembre 2019, erano gi\u00e0 beneficiari del trattamento fiscale di favore previsto dall&#8217;articolo 16 del Dlgs n. 147\/2015, finalizzato a incentivare il rientro nel nostro Paese attraverso la riduzione, per un determinato periodo di tempo, di parte dell\u2019imponibile del reddito prodotto in Italia.<\/p>\n<p>La nuova normativa (\u201cDecreto Crescita\u201d e Legge di Bilancio) che ha modificato e integrato l\u2019articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, ha previsto la proroga per ulteriori cinque periodi d\u2019imposta del regime speciale per i lavoratori \u201cimpatriati\u201d con una tassazione del 50 per cento del reddito ovvero del 10 per cento in presenza di specifici requisiti.<\/p>\n<p>Il recente Provvedimento dell\u2019ADE ha stabilito, come previsto dalla legge, che i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi esercitino l\u2019opzione mediante il versamento, in un\u2019unica soluzione, di un importo pari al 5 per cento o al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, relativi al periodo d\u2019imposta precedente a quello di esercizio dell\u2019opzione.<\/p>\n<p>Il versamento \u00e8 effettuato mediante il modello F24, utilizzando un apposito codice tributo. I lavoratori dipendenti devono richiedere in via principale l\u2019applicazione dell\u2019agevolazione direttamente al datore di lavoro, mentre i lavoratori autonomi devono comunicare l\u2019esercizio dell\u2019opzione nella dichiarazione dei redditi relativa all\u2019anno di effettuazione del versamento.<\/p>\n<p>Giova ricordare che al momento dell\u2019opzione cambiano le modalit\u00e0 e i benefici fiscali a seconda che il lavoratore abbia almeno un figlio minorenne, anche in affido pre-adottivo o che sia proprietario di almeno un\u2019unit\u00e0 immobiliare residenziale in Italia successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti, oppure che lo diventi entro diciotto mesi dal versamento richiesto.<br \/>\nAngela Schir\u00f2 Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06- Massimiliano Smeriglio*: LA PIAZZA GRANDE \u00c8 DIVENTATA UN VICOLO STRETTO &#8211; DEMOCRACK. SIAMO L\u2019UNICO PAESE EUROPEO SENZA UNA FORZA POLITICA DI SINISTRA AMBIENTALISTA VISIBILE E FORTE. CAPACE DI STARE AL GOVERNO, CAPACE, SE NECESSARIO, DI ANIMARE L\u2019OPPOSIZIONE. ADDOLCENDO L\u2019ALTERNATIVA DI SOCIET\u00c0 SI \u00c8 FINITI IN UN CONO D\u2019OMBRA DOVE VIENE MENO ANCHE L\u2019ALTERNANZA DI GOVERNO<\/strong><br \/>\nMi sono avvicinato al Pd, da indipendente, grazie a una idea forte di trasformazione del campo progressista. Si chiamava Piazza Grande, un movimento che ha portato oltre un milione di persone a votare Zingaretti alle primarie. Molte senza la tessera del Pd, gente di sinistra, ecologisti, intellettuali, femministe, amministratori locali, lavoratori. Compresi tantissimi attivisti democratici. Persone che hanno intravisto in quel movimento una speranza, una possibilit\u00e0. Ho avuto l\u2019onore di coordinare Piazza Grande, si respirava un clima positivo, di cambiamento ma \u00e8 stata una promessa non mantenuta.<br \/>\nUna specie di ricreazione, uno spazio di libert\u00e0 in cui far giocare i bambini e gli ingenui. Chiusa la parentesi il Pd ha continuato a funzionare come sempre, come se quella spinta non ci fosse mai stata. Anzi, chiudendo porte e finestre, ha di fatto ignorato quella spinta. Il Pd appare come uno spazio sequestrato da chi ha pi\u00f9 potere. E non sempre sono i Segretari, che vengono consumati all\u2019abbisogna. Tutti i Segretari.<br \/>\nUn luogo che funziona cos\u00ec, fondato su cordate e carriere. E che, nel tempo, ha visto asciugarsi la base militante e la dimensione ideale. Pi\u00f9 che sulle singole responsabilit\u00e0 mi concentrerei su questo, sulla meccanica, su come il Pd funziona concretamente. Prima che la giostra riparta, prendendo seriamente le parole pesanti di Zingaretti. A Nicola, a cui va tutta la mia solidariet\u00e0, vorrei dire che il problema non \u00e8 averci provato ma, forse, averci provato troppo poco a cambiare tutto. Ieri un autorevole dirigente del Pd ha detto che la scelta di Zinga \u00e8 dettata da problemi personali, sorvolando sulla drammatica denuncia politica; ha parlato, lui liberale, come un Breznev qualsiasi. Io invece penso che le dimissioni testimoniano un gigantesco problema politico: valori, identit\u00e0, letture, linguaggi, riferimenti sociali, genere, pratiche, conflitto.<br \/>\nCon il \u201cDream team\u201d Draghi Giorgetti Mc Kinsey e Generali vari, la sola responsabilit\u00e0 nazionale non basta pi\u00f9 a definire un profilo distintivo. Nelle persone che hanno animato Piazza Grande c\u2019\u00e8 delusione e disincanto per l\u2019occasione mancata. Non pensavano di finire in Vicolo Stretto. Ma continuano a battersi, a tessere le fila del cambiamento possibile. Un patrimonio enorme, disinteressato, a cui andrebbero date le chiavi di casa.<br \/>\nIn questo passaggio c\u2019\u00e8 in ballo l\u2019esistenza stessa di una opzione di Sinistra nel nostro Paese. Siamo l\u2019unico Paese europeo senza una forza politica di sinistra ambientalista visibile e forte. Capace di stare al governo, capace, se necessario, di animare l\u2019opposizione. Addolcendo l\u2019alternativa di societ\u00e0 si \u00e8 finiti in un cono d\u2019ombra dove viene meno anche l\u2019alternanza di governo. E se vivi solo come \u201cgoverno\u201d, finisce che governi con tutti. Come negli ultimi dieci anni. Con Draghi cambier\u00e0 tutto, ci sar\u00e0 un ulteriore smottamento del sistema politico.<br \/>\nMonti e le mancate elezioni nel 2011 hanno messo le ali al populismo. Oggi rischiamo la marea montante di destra. Dobbiamo predisporci a un confronto duro, insieme a Conte e alle parti migliori di un governo mandato a sbattere da Renzi in nome e per conto di una stabilizzazione moderata. Pi\u00f9 atlantica che europeista. Dobbiamo continuare ad arare il campo largo progressista. Sar\u00e0 un anno impegnativo. Servirebbe uno shock, una movimentazione, una discussione sincera dagli esiti non prevedibili. Una cosa che per approssimazione potrebbe somigliare a ci\u00f2 che sarebbe dovuta essere Piazza Grande.<br \/>\n(Massimiliano Smeriglio \u00e8 un professore universitario, politico e scrittore italiano, attualmente \u00e8 eurodeputato al Parlamento Europeo. \u00c8 stato vicepresidente della regione Lazio)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Massimo Villone*: IL PARLAMENTO DEVE CHIEDERE LE CARTE DI MCKINSEY. L\u2019INCARICO DATO DAL MINISTERO DELL\u2019ECONOMIA E FINANZE ALLA SOCIET\u00c0 DI \u00abCONSULENZA STRATEGICA\u00bb MCKINSEY SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) \u00c8 UN SERIO INCIDENTE DI PERCORSO. ALLE POLEMICHE IL MEF RISPONDE, CON UNA NOTA, CHE SI CHIEDE \u00abUN SUPPORTO TECNICO-OPERATIVO DI PROJECT-MANAGEMENT PER IL MONITORAGGIO DEI DIVERSI FILONI DI LAVORO PER LA FINALIZZAZIONE DEL PIANO\u00bb. \u00c8 PURO BUROCRATESE, ACCURATAMENTE PENSATO PER GARANTIRE L\u2019OSCURIT\u00c0 DEL CONTENUTO.<\/strong><br \/>\nVediamo di capire.<br \/>\nCHI \u00c8 MCKINSEY? Per documentarsi si possono visitare i siti web della societ\u00e0, o del think-tank McKinsey Global Institute. Sono spot sui buoni che con dignit\u00e0 e onore aiutano il mondo ad affrontare il presente e il futuro. Sar\u00e0 vero? Per controprova, leggiamo il New York Times del 3 febbraio. Ci informa sui circa 600 milioni di dollari pagati da McKinsey per chiudere un procedimento a suo carico per il caso di una consulenza a una casa farmaceutica che doveva servire ad aumentare le vendite di una medicina contenente quelli oppioidi che avevano contribuito alla morte di oltre 450mila persone nell\u2019arco di venti anni. I fatti sono noti. Ma il New York Times riferisce anche che la cliente di McKinsey si era dichiarata colpevole in giudizio di aver imbrogliato (misled) sui rischi del prodotto. Altres\u00ec, McKinsey aveva suggerito alla cliente di fare squadra (band together) con altri produttori di oppioidi per evitare i fulmini (uno strict treatment) della Food and Drug Administration. Conclude il Times che \u00e8 un raro caso (rare instance) in cui la societ\u00e0 \u00e8 stata ritenuta pubblicamente responsabile (publicly accountable).<br \/>\nBUONI, O CATTIVI? Ancora lo stesso giornale ci informa il 22 febbraio che il governo francese aveva segretamente affidato a McKinsey una consulenza da quattro milioni di euro sulla campagna vaccinale. Che per molti \u00e8 poi stata, almeno all\u2019inizio, un flop. Il 26 febbraio Le Monde titola: \u00abComme les autres soci\u00e9t\u00e9s de conseil, McKinsey est r\u00e9guli\u00e8rement accus\u00e9 d\u2019entrisme dans le monde des affaires et de la politique\u00bb. Entrisme viene definita nel dizionario come la tattica adottata da certe organizzazioni (partiti, sindacati) di far entrare propri membri in un\u2019altra per modificarne le pratiche e gli obiettivi.<\/p>\n<p>VENIAMO A NOI. Il ministero dell\u2019economia e finanze non legge la stampa estera, o frequenta cattive compagnie, o entrambe le cose. Chi ha dato l\u2019incarico a McKinsey non poteva non sapere. Proteste e censure sono giuste. N\u00e9 basta la striminzita nota di risposta, che non chiarisce l\u2019essenziale, e cio\u00e8 cosa il committente ha chiesto al consulente, con quali indirizzi. Parametro necessario a valutare come e quanto il McKinsey-pensiero entrer\u00e0 nelle scelte formalmente governative. Ancora su Le Monde in un articolo del 5 febbraio leggiamo: \u00ab\u00c8 STUPEFACENTE (\u00c9TONNANT) COME A NESSUNO PIACCIA PARLARE DI MCKINSEY\u00bb. Appunto.<br \/>\nSono indispensabili due cose. La prima, che sia noto il carteggio con la McKinsey concluso con la consulenza. La seconda: che sia noto il report che la McKinsey consegner\u00e0. Il ministero renda tutto pubblico sul suo sito. Il parlamento avanzi una richiesta in tal senso, con interrogazioni e interpellanze. Anche il silenzio sarebbe una risposta. Ne verrebbe una responsabilit\u00e0 politica individuale del ministro per l\u2019articolo 95 della Costituzione. Diventerebbe collegiale a carico di Draghi e del governo nel momento dell\u2019approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.<br \/>\nVorremmo sapere, ad esempio, se il Mef pone in qualsiasi modo al consulente strategico l\u2019unica domanda veramente strategica: se e come ridurre il divario Nord-Sud.<br \/>\nFin qui, i segnali che vengono da Palazzo Chigi non sono affatto positivi. Ora, 25mila euro per McKinsey sono spiccioli, e niente a confronto dei quattro milioni di Macron. Forse il favore \u00e8 stato fatto dal governo alla McKinsey, per rifarsi un po\u2019 la faccia dopo i 600 milioni di dollari sborsati, e non viceversa. Ed esiste, come scrive Barbera su queste pagine, l\u2019\u00abisomorfismo burocratico\u00bb. Ma la responsabilit\u00e0 politica comunque corre, tal quale. Mettere in cartellone McKinsey \u00e8 stato un passo falso. Non si poteva tenere il segreto. E cos\u00ec si \u00e8 collocato il Mef in un club di potenti tecnocrati che si grattano reciprocamente e riservatamente la schiena. Qualcuno avrebbe dovuto prevedere, nel Mef e dintorni, le insopprimibili allergie. La cabina di regia infelicemente proposta da Conte ha contribuito alla sua caduta. Sappiamo che il governo Draghi non pu\u00f2 \u2013 almeno al momento \u2013 cadere. Ma se avr\u00e0 o no vita serena \u00e8 questione affatto diversa.<br \/>\n(*Massimo Villone \u00e8 un politico e costituzionalista italiano. \u00c8 professore emerito di Diritto costituzionale nell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221;.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; Piero Bevilacqua*: NELLA RIFORMA FISCALE LA CHIAVE PER RIUNIRE L\u2019AGOR\u00c0 DELLA SINISTRA, PER RIPARTIRE. APRIRE NEL PAESE, PRIMA CHE IN PARLAMENTO, UN APPROFONDIMENTO SUL BILANCIO PUBBLICO, MOSTRARE COME VENGONO SPESI DAI GOVERNI I SOLDI DI TUTTI GLI ITALIANI<\/strong><br \/>\nSu questo giornale Gaetano Lamanna (3.3.2021) ha sottolineato il rilievo strategico che pu\u00f2 assumere la riforma fiscale e l\u2019impegno politico della sinistra a suo sostegno. Il tema merita di essere ripreso su entrambi i versanti. Intanto occorre ricordare che l\u2019odierno sistema costituisce il pilastro portante del dominio del capitale sulla classe operaia degli ultimi 40 anni. Testimonia ancora oggi la controffensiva vittoriosa dell\u2019imprenditoria industriale sulla classe operaia dopo i conflitti e le conquiste degli ani \u201970. Fu avviata nel 1981 da Reagan con L\u2019Economic Recovery Tax Act regalando una gigantesca esenzione fiscale ai ceti ricchi, e definita \u201cil pi\u00f9 grande taglio di tasse nella storia americana\u201d (M.Prasad, The politics of free market, Chicago University Press, 2006).<\/p>\n<p>La fine della fiscalit\u00e0 progressiva, messa in atto da quasi tutti gli stati, ha significato la riduzione di risorse per scuole, sanit\u00e0, servizi pubblici, insomma la semi demolizione del welfare che aveva reso prospere e stabili le societ\u00e0 avanzate del dopoguerra. La teoria economica del cosiddetto trickle down, di lasciare pi\u00f9 soldi ai ricchi perch\u00e9 li avrebbero accresciuti reinvestendoli, con vantaggio di tutti, si \u00e8 rivelato un grave errore di fatto e un inganno politico. La ricchezza \u00e8 aumentata per pochi e la povert\u00e0 per molti e perfino la solida middle class degli Usa (quella del \u201csogno americano\u201d) \u00e8 stata investita da una ondata senza precedenti di immiserimento e di regressione sociale. Il nuovo sistema fiscale dell\u2019et\u00e0 neoliberista \u00e8 dunque all\u2019origine delle gravi disuguaglianze attuali, dell\u2019aumento del debito pubblico e privato e \u2013 nel declino generale dei sindacati e dei partiti popolari \u2013 dell\u2019esplosione del populismo che minaccia le democrazie in tante regioni del mondo.<\/p>\n<p>Ora che l\u2019esecutivo Draghi, riprendendo il proposito del governo Conte, promette di mettere mano a una riforma del fisco credo che la sinistra debba, in anticipo, battere un colpo. Nicola Fratoianni, pur se segretario di una piccola formazione politica, Sinistra Italiana, pu\u00f2 prendere qualche iniziativa nel Paese. Senza attendere che la riforma venga discussa in Parlamento, sarebbe invece utile e necessario da subito prendere contatti con Maurizio Acerbo, anche lui segretario di un\u2019altra piccola formazione politica, il Partito della Rifondazione Comunista, e concordare con il suo gruppo dirigente un\u2019azione comune di discussione, mobilitazione e confronto. Cos\u00ec come occorre coinvolgere Fabrizio Barca e i dirigenti del Forum Disuguaglianze, ricco di intelligenze e competenze che costituiscono parte dell\u2019\u00e9lite della sinistra reale italiana, oggi resa invisibile dall\u2019inerzia dei micro partiti e dai media, che parlano eternamente con le stesse facce e gli stessi stanchi linguaggi.<\/p>\n<p>Il raggio deve essere pi\u00f9 ampio. Non solo devono essere coinvolte, con varie modalit\u00e0, vecchie istituzioni come Il Centro per la Riforma dello Stato, ma anche i movimenti delle donne, i gruppi organizzati come il Gruppo Abele di Don Ciotti o la Costituente Terra di Raniero La Valle e di Luigi Ferrajoli, e tante altre formazioni. Senza dimenticare il pi\u00f9 grande movimento di resistenza del nostro Paese, che per ampiezza e durata non ha confronti in Europa, la comunit\u00e0 dei No Tav, in lotta da 30 anni contro lo sperpero di denaro pubblico per un\u2019opera insensata. Aprire nel paese, prima che in Parlamento, un ampio approfondimento sulle strutture del bilancio pubblico, mostrare con settimane di incontri, in presenza e da remoto, con comunicati, volantini, messaggi via social, interventi in televisione, giornali amici, come vengono spesi dai governi i soldi di tutti gli italiani costituirebbe un grande evento di democrazia, una vasta agor\u00e0 che ricomporrebbe almeno temporaneamente il vasto e disperso popolo della sinistra reale.<\/p>\n<p>Gli italiani saprebbero quanti miliardi mancano per le scuole, la ricerca scientifica, le borse di studio, la manutenzione delle strade comunali, i mezzi pubblici, e quanti sono spesi per armi destinate a distruggere paesi, a uccidere la popolazione civile in questa o in quella regione dell\u2019Africa e del Medioriente, o per rifornire gli eserciti di paesi che torturano e uccidono i nostri ragazzi, come accade in Egitto.<br \/>\nLe donne del Sud che non possono lavorare perch\u00e9 mancano gli asili nido, verrebbero cos\u00ec informate che ci\u00f2 accade anche perch\u00e9 i soldi vengono spesi in raccordi autostradali inutili, in stipendi favolosi ai manager pubblici, in sostegno privilegiato a questo o a quell\u2019ente importante per i consensi elettorali che pu\u00f2 fornire. Potrebbero finalmente cogliere il nesso tra il comportamento del deputato che hanno eletto e i disagi e la marginalit\u00e0 della propria vita. L\u2019iniziativa potrebbe costituire anche un contributo propositivo importante: l\u2019ideazione di un sistema fiscale reso pi\u00f9 semplice e comprensibile: colpire le grandi fortune, soprattutto immobiliari, e premiare gli investimenti, soprattutto in ricerca e formazione, scoraggiando e punendo le attivit\u00e0 inquinanti, incentivando la formazione di giovani ispettori contro gli evasori in ogni angolo del paese e del mondo, prefigurando una fiscalit\u00e0 europea omogenea, che non dia scampo ai colossi multinazionali, nuovi padroni del pianeta<br \/>\n(Piero Bevilacqua \u00e8 uno storico, scrittore e saggista, da Il Manfesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Alessandra Pigliaru* &#8211; Lella Palladino: \u00abL\u2019EMERGENZA HA RIBALTATO I TEMPI DI VITA DI TUTTE NOI\u00bb. INTERVISTA. PARLA LA SOCIOLOGA FEMMINISTA E ATTIVISTA DEI CENTRI ANTIVIOLENZA. \u00abMANCANO DIRITTI SOCIALI, DI ACCESSO, CI SONO TROPPI VINCOLI ANCORA DA DECOSTRUIRE. CON LA PANDEMIA ORMAI SIAMO A UNA STRETTA E CI DEVONO DARE RETTA\u00bb .<\/strong><br \/>\nLella Palladino, sociologa femminista, attivista dei centri antiviolenza, fa parte del Forum Disuguaglianze Diversit\u00e0 e da anni, in Campania, con la Cooperativa E.V.A. di Santa Maria Capua Vetere, attiva servizi di prevenzione e contrasto della violenza maschile e interventi volti all\u2019inclusione sociale e lavorativa di donne in condizioni di particolari difficolt\u00e0 oltre a impegnarsi con i centri della rete.<br \/>\nAlla vigilia dell\u20198 marzo, se la libert\u00e0 femminile non pu\u00f2 esserci tolta, vediamo nel panorama internazionale alcuni diritti in pericolo. \u00c8 il caso della Polonia che vieta l\u2019aborto, tre deputate hanno sottoscritto un manifesto, sostenuto qui da Laura Boldrini, Lia Quartapelle e altre che domani faranno un flash-mob a Roma davanti all\u2019ambasciata polacca. \u00abQuesti fenomeni \u2013 dice Palladino, che \u00e8 anche autrice di Non \u00e8 un destino (Donzelli) \u2013 si inseriscono in una deriva generale a destra. Non \u00e8 indifferente avere avuto Orban, Trump o Salvini al governo. Lo scivolamento ha avuto come ricaduta grave l\u2019attacco pesantissimo alle donne\u00bb.<\/p>\n<p>CHE RIFLESSIONI FA SULL\u20198 MARZO A UN ANNO DALLA PANDEMIA?<br \/>\nLo vivo con una doppia preoccupazione, per una situazione cronica e storica che attiene alle donne nel nostro Paese, e nuova perch\u00e9 \u00e8 evidente che un anno di restrizioni, crisi sanitaria e conseguenze socio-economiche hanno avuto una ricaduta prevalente sulle donne. Pi\u00f9 carichi, pi\u00f9 espulse dal mercato del lavoro e una precarizzazione moltiplicata perch\u00e9, dai servizi al mondo della cultura, sono le donne le categorie pi\u00f9 impegnate; in questo scenario la violenza maschile ha avuto un\u2019impennata considerevole dalla coabitazione forzata e dalla condizione del lavoro in casa e tempi di vita ribaltati. Molte sono state le proposte, per esempio ci\u00f2 che si \u00e8 prodotto in vista della programmazione delle risorse europee in arrivo, penso al documento dell\u2019Assemblea della Magnolia e anche quello delle Women New Deal o tutto ci\u00f2 che si \u00e8 coagulato intorno alle Donne per la salvezza o alle Donne per la salute. La richiesta \u00e8 forte e non va sprecata: la cura \u00e8 quella del mondo, delle relazioni, dei pi\u00f9 fragili e d\u2019altra parte un cambio di paradigma che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rimandato e che attiene ai diritti sociali, di accesso, di troppi vincoli ancora da decostruire ma anche di valutazioni, monitoraggi e indicatori.<\/p>\n<p>SUL SENSO DELLA CURA, IL FEMMINISMO E LA POLITICA DELLE DONNE PRENDONO PAROLA DA DECENNI. SEMBRA PER\u00d2 SIAMO ARRIVATE ALLE STRETTE, SUL LAVORO, SUI TEMPI DI VITA. COSA NON FUNZIONA PI\u00d9 E COSA SI PU\u00d2 TRASFORMARE?<br \/>\nVivendo in un territorio come la Campania e a stretto contatto con donne che fanno un percorso di fuoriuscita dalla violenza o donne che spesso sono rese vulnerabili da deprivazioni avute fin dall\u2019infanzia, oppure che hanno scarsa scolarizzazione e ascoltando esperienze che non prevedono l\u2019assertivit\u00e0, credo si debba tornare a parlare di inserimento lavorativo e condivisione di buone prassi. Su questo abbiamo riflettuto a lungo su ci\u00f2 che Amartya Sen e Martha Nussbaum hanno proposto sul cosiddetto welfare della capacitazione, ovvero come si fa a restituire capacit\u00e0 a chi non se ne riconosce. Parliamo di contesti complessi e svantaggiati con chi non riesce a inserirsi nel mercato. La disoccupazione femminile, restituita dall\u2019Istat di Linda Laura Sabbadini, ci conferma che ormai \u00e8 questione nazionale; tuttavia al sud l\u2019indipendenza economica delle donne \u00e8 sempre stato un problema. Non possiamo pensare a politiche sociali non integrate sui tre piani di eliminazione di vincoli di accesso, permanenza e crescita professionale. L\u2019esempio di una sperimentazione che abbiamo portato avanti, insistendo anche sulle aspirazioni, un punto spesso taciuto, \u00e8 quella con il laboratorio di Casa Lorena a Casal di Principe, in un bene confiscato alla criminalit\u00e0 organizzata, ripensato per scopi sociali.<\/p>\n<p>UNO DEI TEMI DI DOMANI \u00c8 LA RECRUDESCENZA DELLA VIOLENZA MASCHILE. COME RETE SIETE STATE TENACI A MANTENERE IL PUNTO. SI DOVREBBERO APRIRE PI\u00d9 TAVOLI O COSA MANCA?<br \/>\nDopo aver partecipato per anni ai piani antiviolenza del Dipartimento pari opportunit\u00e0, posso dire che se alla partecipazione ai tavoli non segue un cambiamento effettivo e i fondi non arrivano direttamente ai centri, evitando che gli enti locali li disperdano, allora abbiamo un problema. E dobbiamo risolverlo, non solo l\u20198 marzo.<br \/>\n(Alessandra Pigliaru*, da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Elena Basso* AMERICA LATINA: IN STRADA E SUI BALCONI, IN CILE \u00c8 DI NUOVO SCIOPERO FEMMINISTA, TUTTO IL PAESE SI PREPARA ALLE INIZIATIVE DI DOMANI, ORGANIZZATE DALLA COORDINADORA 8M. PARLA LA PORTAVOCE NURILUZ HERMOSILLA: \u00abL\u20198 MARZO SCORSO HA RIDATO ANIMO AI MANIFESTANTI: OLTRE DUE MILIONI DI PERSONE SOLO A SANTIAGO. LA LOTTA FEMMINISTA E LA RIVOLTA CILENA HANNO UNA CONNESSIONE FORTISSIMA\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Lo scorso anno hanno portato in piazza oltre quattro milioni di persone e quest\u2019anno vogliono replicare. Sono le femministe cilene e si stanno preparando a scioperare contro il governo di Sebastian Pi\u00f1era il prossimo 8 marzo.<br \/>\nCome si legge nel comunicato: \u00abVOGLIAMO LA FINE DI QUESTO GOVERNO, PENE PER CHI LO HA SOSTENUTO E LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DEI MANIFESTANTI INCARCERATI\u00bb.<br \/>\nQuest\u2019anno la marcia femminista dovr\u00e0 affrontare le restrizioni imposte per l\u2019emergenza sanitaria legata al Covid-19, ma le donne della Coordinadora 8M \u2013 organizzatrici dello sciopero dell\u20198 marzo \u2013 non demordono.<\/p>\n<p>\u00abA SANTIAGO LA MARCIA si terr\u00e0 lo stesso, anche se con le dovute cautele \u2013 spiega al manifesto Nuriluz Hermosilla, 62 anni, archeologa e portavoce del movimento \u2013 Nel resto del Paese ci saranno diverse iniziative per permettere anche a chi vive nelle zone pi\u00f9 colpite dalla pandemia di partecipare all\u20198 marzo femminista\u00bb.<br \/>\nLe donne cilene sciopereranno dal lavoro, per la notte dell\u20198 in tutte le citt\u00e0 sono previsti cacerolazos (forma popolare di protesta: si fa rumore colpendo utensili da cucina) e le donne appenderanno un panno dalla propria finestra con su scritto: \u00abIn questa casa si appoggia lo sciopero femminista\u00bb.<br \/>\n\u00abQUESTO 8 MARZO ARRIVA IN UN MOMENTO PARTICOLARE PER IL NOSTRO PAESE \u2013 RACCONTA HERMOSILLA \u2013 NON SOLO SIAMO NEL MEZZO DI UNA PANDEMIA, MA IL NOSTRO POPOLO \u00c8 IN RIVOLTA DA OLTRE UN ANNO\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre del 2019 in Cile gli studenti hanno iniziato a protestare per l\u2019aumento del costo del biglietto della metro e in pochi giorni oltre un milione e mezzo di persone sono scese in piazza a manifestare a causa delle fortissime disuguaglianze sociali che affliggono il Paese e i disordini continuano ancora oggi.<\/p>\n<p>\u00abI PROSSIMI MESI saranno caratterizzati da una povert\u00e0 feroce e da una crisi enorme \u2013 continua Hermosilla \u2013 In Cile \u00e8 piena estate, ma questo mese c\u2019\u00e8 stato un picco di contagi e morti causati dal Covid\u00bb.<\/p>\n<p>La Coordinadora femminista 8M \u00e8 nata da due anni, non ci sono leader e ogni azione viene decisa collettivamente attraverso riunioni plenarie. Dall\u2019ottobre 2019 a oggi oltre 8mila cileni hanno denunciato di aver subito abusi dalle forze dell\u2019ordine durante le manifestazioni: torture, pestaggi e detenzioni illegali.<\/p>\n<p>\u00abCome donne siamo state represse molto duramente \u2013 dice Hermosilla \u2013 insieme alle altre fasce pi\u00f9 fragili della popolazioni: i Mapuche (il popolo originario di Cile e Argentina), i poveri e i giovani. Nelle proteste noi donne siamo state punite con l\u2019umiliazione e lo stupro. Due compagne del nostro movimento sono state colpite in pieno viso e hanno perso un occhio\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno la Coordinadora 8M si \u00e8 distinta per il supporto costante ai manifestanti vittime della violenza delle forze dell\u2019ordine. Come sostiene l\u2019archeologa: \u00abTutti i giorni siamo in tribunale al fianco delle vittime dello Stato, dei prigionieri politici della rivolta e di chi \u00e8 stato assassinato durante i disordini. Le proteste e la violenza contro i manifestanti non sono mai terminate. Venerd\u00ec ho partecipato a una manifestazione a Santiago e le forze dell\u2019ordine hanno accecato un\u2019altra donna\u00bb.<\/p>\n<p>Il 19 febbraio Francisca Mendoza, una professoressa di 30 anni, stava manifestando pacificamente a Santiago del Cile quando un proiettile di gomma ha colpito il suo occhio.<\/p>\n<p>LA SORELLA DI FRANCISCA, Paola, gioved\u00ec 25 febbraio ha dichiarato durante una conferenza stampa convocata dall\u2019associazione delle vittime di trauma oculare: \u00abIn questo momento mia sorella si sta operando e questa \u00e8 la peggiore tragedia che potesse capitare alla mia famiglia. Voglio dire a chi le ha sparato che non provo odio, perch\u00e9 non ho abbastanza forze per farlo\u00bb. I casi di persone accecate dalle forze dell\u2019ordine cilene durante le manifestazioni dall\u2019ottobre 2019 a oggi sono oltre 460.<\/p>\n<p>Nel novembre 2019, nel pieno dei disordini, un canto ha fatto il giro del mondo: \u00abUn violador en tu camino\u00bb del collettivo femminista cileno Las Tesis. Il canto, ideato dal collettivo, \u00e8 una forte denuncia che recita: \u00abLA COLPA NON ERA MIA, N\u00c9 PER DOVE MI TROVAVO, N\u00c9 PER COME ERO VESTITA. LO STUPRATORE SEI TU. SONO I POLIZIOTTI, I GIUDICI, LO STATO E IL PRESIDENTE\u00bb.<\/p>\n<p>DIVENTATO UN INNO femminista globale, il collettivo Las Tesis \u00e8 stato nominato fra le 100 persone dell\u2019anno dalla rivista Time. \u00abIL CANTO \u201cUN VIOLADOR EN TU CAMINO\u201d \u00e8 stato importantissimo per la rivolta: ha ridato animo ai manifestanti \u2013 spiega Hermosilla \u2013 Cos\u00ec come la protesta dell\u20198 marzo scorso: oltre due milioni di persone hanno marciato nella sola Santiago. La lotta femminista e le proteste cilene hanno una connessione fortissima\u00bb.<\/p>\n<p>Il 25 ottobre scorso si \u00e8 tenuto un referendum sulla Costituzione cilena: oltre il 78% dei votanti ha deciso di abrogare quella attuale, scritta durante la dittatura militare di Pinochet.<\/p>\n<p>\u00abCome Coordinadora 8M abbiamo deciso di appoggiare e sostenere la campagna di alcune candidate femministe per scrivere la nuova Costituzione\u00bb, dice Hermosilla. Il prossimo 11 aprile si eleggeranno 155 cittadini che nei successivi due anni avranno il compito di redigere la nuova Costituzione cilena.<br \/>\n\u00abPer cambiare il nostro Paese \u2013 ribadisce Hermosilla \u2013 dobbiamo modificarlo alla radice: dalla Costituzione e dalla legislatura di base. E vogliamo che in questo processo siano coinvolte le donne\u00bb.<br \/>\n(Elena Basso* America Latina, da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; Chiara Cruciati* EGITTO: \u00abINCAPACI\u00bb PER LEGGE, LE DONNE EGIZIANE SI MOBILITANO. FATTA TRAPELARE ALLA STAMPA UNA CONTROVERSA BOZZA DI RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA. SERVIR\u00c0 IL PERMESSO DI UN UOMO PER SPOSARSI, DECIDERE SULLA SALUTE DEI FIGLI E VIAGGIARE. LE ORGANIZZAZIONI FEMMINISTE: SI TORNA INDIETRO DI 200 ANNI.<\/strong><br \/>\nIl regime egiziano mette le mani sul diritto di famiglia e le donne si mobilitano. In un paese in cui la povert\u00e0 avanza a passo spedito colpendo soprattutto le categorie economicamente pi\u00f9 fragili, tra cui le donne, in cui l\u2019Onu stima che il 99% di loro ha subito almeno una volta nella vita una forma di violenza, in cui si calcolano centinaia di prigioniere politiche sottoposte ad abusi quotidiani (tre di loro condannate alla pena capitale), ora Il Cairo sta lavorando a un arretramento dei diritti delle donne.<\/p>\n<p>Sul tavolo ci sono una serie di emendamenti al diritto di famiglia che riducono le donne a soggetti meno capaci degli uomini nella gestione della propria vita e di quella dei figli.<\/p>\n<p>Nella bozza della riforma fatta trapelare alla stampa \u00e8 infatti prevista la figura del guardiano, un uomo che dovr\u00e0 dare il proprio consenso alla donna \u2013 che sia la figlia, la moglie o la sorella \u2013 che intende viaggiare, sposarsi o prendere decisioni sulla salute dei figli.<\/p>\n<p>Quarantacinque pagine che hanno provocato la sollevazione delle organizzazioni per i diritti umani e le associazioni femministe che descrivono la bozza una riforma \u00abarcaica\u00bb che riporta il paese indietro di 200 anni.<\/p>\n<p>Tra gli articoli pi\u00f9 controversi, c\u2019\u00e8 quello che riconosce al guardiano il diritto di annullare il matrimonio della figlia, della sorella o della nipote entro un anno se ritiene che il coniuge non sia di pari livello sociale o di suo gradimento, o se l\u2019unione \u00e8 avvenuta senza il suo consenso.<\/p>\n<p>Una forma legale di oppressione, l\u2019hanno definita sulla stampa araba svariati analisti, \u00abche ribadisce la cultura patriarcale dominante della classe dirigente\u00bb. A nulla serve avere otto ministre nel governo o quote rosa in parlamento se la stragrande maggioranza delle donne egiziane \u00e8 legalmente considerata incapace di decidere per s\u00e9.<\/p>\n<p>Lo mette nero su bianco un altro articolo della riforma che toglie potest\u00e0 alla madre in merito alla salute e l\u2019educazione dei figli, fino alla registrazione dei nuovi nati, possibile solo in presenza del padre.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il capitolo poligamia: l\u2019uomo potr\u00e0 sposare un\u2019altra donna limitandosi a informare la moglie, pena l\u2019arresto. Alla moglie viene tolto il diritto di rigettare il secondo matrimonio e di divorziare, le condizioni previste dall\u2019islam.<\/p>\n<p>Unica nota positiva \u00e8 l\u2019\u00abassicurazione\u00bb a favore della donna in caso di divorzio non consensuale, una previsione apprezzata soprattutto dalle classi pi\u00f9 basse, dove un divorzio pu\u00f2 costare alla donna che non lavora l\u2019unica fonte di sopravvivenza economica.<\/p>\n<p>Ma se la legge non \u00e8 stata ancora approvata, 50 organizzazioni di donne egiziane si sono gi\u00e0 mobilitate con una dichiarazione congiunta che chiede il rispetto dei diritti umani fondamentali e della stessa Costituzione: alla base sta la richiesta, basilare, di riconoscere l\u2019uguaglianza legale di donne e uomini, nella societ\u00e0 come in famiglia.<br \/>\n\u00abRigettiamo totalmente questa legge \u2013 il commento dell\u2019Egyptian Centre for Women\u2019s Rights \u2013 Abbiamo donne ministre che firmano contratti milionari in nome dello Stato, ma che con questa riforma non potrebbero nemmeno sposarsi liberamente o viaggiare, nemmeno per lavoro, senza il permesso del guardiano\u00bb.<br \/>\n(Chiara Cruciati* Egitto, da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; Giovanna Branca &#8211; Luiz Bolognesi* , LA RESISTENZA \u00abMAGICA\u00bb DEL POPOLO YANOMAMI. INTERVISTA. CONVERSAZIONE CON IL REGISTA DI \u00abA \u00d9LTIMA FLORESTA\u00bb, GIRATO INSIEME ALLA COMUNIT\u00c0 INDIGENA DELL\u2019AMAZZONIA. NELLA MITOLOGIA DEGLI YANOMAMI, POPOLAZIONE INDIGENA DELLA FORESTA AMAZZONICA AL CONFINE FRA BRASILE E VENEZUELA, I MINERALI CHE SI TROVANO SOTTO TERRA SONO FORIERI DI MORTE: PROPRIO L\u2019ORO SCOPERTO NEGLI ANNI OTTANTA NELLE LORO TERRE HA ATTIRATO MIGLIAIA DI PROSPECTORS CHE HANNO MASSACRATO LE PERSONE E LA FORESTA, AVVELENATO IL FIUME CON IL MERCURIO, OLTRE A PORTARE LE MALATTIE DEGLI \u00abUOMINI BIANCHI\u00bb \u2013 OGGI IL COVID CHE MIETE VITTIME SENZA SOSTA FRA LE POPOLAZIONI INDIGENE DEL BRASILE. FRA LORO E INSIEME A LORO GIRA IL SUO FILM \u2013 A ULTIMA FLORESTA, PRESENTATO IN QUESTI GIORNI NELLA SELEZIONE DI PANORAMA DELLA BERLINALE 71 \u2013 LUIZ BOLOGNESI, REGISTA BRASILIANO CHE SCEGLIE UNA FORMA A MET\u00c0 FRA IL DOCUMENTARIO E LA \u00abFINZIONE\u00bb, SCRIVENDO LA SCENEGGIATURA PROPRIO INSIEME ALLO SCIAMANO DEGLI YANOMAMI: Davi Kopenawa.<\/strong><\/p>\n<p>Davanti alla macchina da presa non si svolge infatti solo la vita quotidiana del villaggio, ma prendono forma i suoi miti ed episodi importanti come la cacciata di un gruppo di cercatori d\u2019oro, messi in scena dagli stessi Yanomami che hanno partecipato al film da \u00abattori\u00bb: \u00abHo sempre ascoltato molto \u2013 spiega Bolognesi \u2013 senza mai dire a nessuno cosa fare. Nella foresta da \u2019uomini bianch\u00ec non siamo neanche capaci di rimanere vivi, siamo cos\u00ec deboli che non possiamo avere la pretesa di controllare la situazione. Quindi il mio metodo era chiedere continuamente: come potremmo fare per raccontare questa storia?\u00bb.<\/p>\n<p>COME HA LAVORATO INSIEME A DAVI KOPENAWA?<br \/>\nIl mio film precedente, Ex-Shaman, parla di uno sciamano che non ha pi\u00f9 potere dopo l\u2019arrivo dei preti evangelici e il loro lavoro di indottrinamento. Volevo raccontare anche il contrario: lavorare con una comunit\u00e0 indigena dove ancora lo sciamano detiene il suo pieno potere \u2013 politico, mitologico, scientifico. Perch\u00e9 \u00e8 molto importante mostrare anche la lotta, la resistenza contro la distruzione della loro cultura e della loro stessa lingua. Per prima cosa mi sono chiesto con che popolo lavorare: qui in Brasile ci sono oltre 200 diverse nazioni native, che parlano diverse lingue e vivono situazioni molto differenti tra loro. Mentre giravo Ex- Shaman avevo letto il libro di Davi Kopenawa \u2013 La caduta dal cielo \u2013 cos\u00ec ho pensato di chiedere a Davi di essere non soltanto il personaggio principale del film, ma il suo coautore. Mi ha invitato a passare del tempo con loro nel mezzo della foresta per trovare le storie che cercavamo: stando l\u00ec ho capito che le persone non mi raccontavano solo ci\u00f2 che gli accadeva ma anche miti, episodi in cui non \u00e8 chiaro il confine fra realt\u00e0 ed evento magico, perch\u00e9 per loro questo confine non esiste: il piano dei sogni non \u00e8 diverso da quello della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il film \u00e8 anche una denuncia di come il governo Bolsonaro sta lasciando campo libero alle compagnie minerarie per saccheggiare le loro terre.<br \/>\nLa legge brasiliana riconosce la terra Yanomami come loro propriet\u00e0, e per la costituzione una terra indigena legale non \u00e8 accessibile da esterni senza invito. Prima dell\u2019elezione di Bolsonaro l\u2019esercito brasiliano e la polizia federale hanno lavorato a lungo nelle foreste per cacciare gli invasori, i cercatori d\u2019oro \u2013 le istanze di questi popoli erano rispettate. Dal 2019 invece le forze dell\u2019ordine hanno smesso di fare questo lavoro. E addirittura il governo Bolsonaro sta cercando di cambiare la legge per dare alle compagnie minerarie la possibilit\u00e0 di entrare liberamente in questi territori. \u00c8 un momento difficile in cui \u00e8 molto importante che l\u2019opinione pubblica brasiliana si opponga ai piani del governo, e soprattutto che venga esercitata una pressione internazionale \u2013 ad esempio un boicottaggio sull\u2019acquisto di soia dal Brasile \u2013 finch\u00e9 la legge non verr\u00e0 di nuovo rispettata. Quando gli invasori sono pochi gli Yanomami riescono a cacciarli. Ma gli \u00e8 impossibile opporsi a migliaia di persone armate, con gli elicotteri\u2026 E il pericolo non \u00e8 solo ovviamente per gli Yanomami: la distruzione della foresta \u00e8 una catastrofe per tutti.<\/p>\n<p>La minaccia rappresentata dall\u2019\u00abuomo bianco\u00bb \u00e8 anche di un altro tipo: la seduzione esercitata da uno stile di vita.<br \/>\n\u00c8 quello che Davi chiama \u00abl\u2019incantesimo della merce\u00bb, che esercita una sorta magia come le creature della foresta. Nel film, quando suo marito non torna una donna pensa che sia stato incantato da una creatura dell\u2019acqua, perch\u00e9 lo ha visto in sogno. Allo stesso modo, Davi dice che i pi\u00f9 giovani restano incantati dalla merce: vogliono oggetti come scarpe, telefoni\u2026 Nonostante nella foresta non ci sia connessione. Cos\u00ec vanno a lavorare in citt\u00e0, o per le stesse compagnie minerarie.<\/p>\n<p>Dalle parole di Davi Kopenawa emerge la consapevolezza di come i popoli indigeni vengano spesso rappresentati in maniera esotica.<br \/>\nPer lui \u00e8 fondamentale non essere ridotto a una figura esotica. Lo dice anche nel film: gli uomini bianchi non ci conoscono, hanno un\u2019immagine che si sono fatti di noi che non ci rappresenta. Quando parlavamo del progetto di A \u00f9ltima floresta mi ha spiegato di voler denunciare la loro situazione \u2013 la persecuzione da parte dell\u2019amministrazione Bolsonaro, il Covid\u2026 \u2013 ma che non voleva che gli Yanomami fossero rappresentati come delle vittime, ammalati, deboli. \u00c8 cos\u00ec che ho lavorato con il film: opponendomi all\u2019esibizione del dolore.<br \/>\n(Giovanna Branca &#8211; Luiz Bolognesi*, Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; Ricostruire l\u2019Italia, con il Sud*: DIECI PUNTI PER IL PIANO DI RILANCIO L&#8217;APPELLO . COME NELLA LOGICA DEL NEXT GENERATION EU, IL PIANO DEVE VALORIZZARE LE COMPLEMENTARIT\u00c0 E LE INTERDIPENDENZE PRODUTTIVE E SOCIALI TRA I NORD E I SUD, RICONOSCENDO CHE I RISULTATI ECONOMICI E IL PROGRESSO SOCIALE DEI NORD DIPENDONO DAL DESTINO DEI SUD E VICEVERSA L\u2019ITALIA SI TROVA DI FRONTE ALL\u2019OCCASIONE IRRIPETIBILE DI AVVIARE LA SUA \u201cRICOSTRUZIONE\u201d CONIUGANDO SVILUPPO E COESIONE SOCIALE, PER GIOCARE UN RUOLO DI PRIMO PIANO NELL\u2019EUROPA DEL PROSSIMO DECENNIO.<\/strong><\/p>\n<p>Per tale ragione, a nostro avviso, l\u2019obiettivo di ridurre le disparit\u00e0 di genere, generazionali e territoriali \u2013 per molti aspetti strettamente collegate nelle aree pi\u00f9 deboli del paese \u2013 deve essere al centro del Piano di Rilancio e di tutti i suoi interventi, coerentemente con la complessiva impostazione comunitaria del programma Next Generation EU.<\/p>\n<p>Dunque, lo sviluppo del Mezzogiorno deve essere un grande obiettivo del Piano: per la rilevanza dei divari interni al paese, che in base ai criteri di riparto comunitari hanno determinato la dimensione del finanziamento destinato all\u2019Italia; per motivi di uguaglianza fra i cittadini e di rispetto del dettato costituzionale; per motivi di efficienza economica: gli investimenti nel Mezzogiorno hanno un moltiplicatore pi\u00f9 elevato e determinano impatti sull\u2019attivit\u00e0 produttiva dell\u2019intero sistema nazionale.<\/p>\n<p>Il recupero del ritardo accumulato dall\u2019Italia in Europa si supera tenendo insieme le parti del Paese in una strategia di sviluppo comune. Come nella logica del Next Generation EU, il Piano deve valorizzare le complementarit\u00e0 e le interdipendenze produttive e sociali tra i Nord e i Sud, riconoscendo che i risultati economici e il progresso sociale dei Nord dipendono dal destino dei Sud e viceversa.<\/p>\n<p>Nella sua attuale formulazione il Piano non d\u00e0 garanzia che le sue risorse saranno investite con questo indirizzo, e ancor meno che ci saranno effetti sulla riduzione delle disparit\u00e0 e sulla crescita del Mezzogiorno e quindi dell\u2019intero paese. Per questo, a nostro avviso, il Piano dovrebbe essere riformulato:<\/p>\n<p>1) RENDENDO ESPLICITO IL RUOLO DEL SUD nelle sue principali missioni e il contributo che dal Sud pu\u00f2 venire alla crescita del paese, con particolare riferimento alla transizione green, alla logistica, alle nuove attivit\u00e0 manifatturiere, al ruolo delle sue aree urbane anche nella trasformazione digitale, al rafforzamento del sistema della ricerca e delle filiere scolastica e formativa e dei servizi socio-sanitari;<\/p>\n<p>2) CONTENENDO UN CHIARO INDIRIZZO POLITICO verso la produzione di beni pubblici per la coesione e la competitivit\u00e0 nell\u2019intero paese, e quindi verso la riduzione dei divari civili, a partire da scuola, sanit\u00e0 e assistenza sociale, anche attraverso un concreto riconoscimento del ruolo del Terzo Settore, e delle disparit\u00e0 nelle dotazioni infrastrutturali materiali (mobilit\u00e0 di lungo e breve raggio) e immateriali (reti digitali, istruzione, ricerca);<\/p>\n<p>3) RENDENDO ESPLICITO COME L\u2019OBIETTIVO traversale della coesione territoriale viene perseguito all\u2019interno di ciascuna missione, e di ciascuna linea di progetto, attraverso una puntuale localizzazione degli interventi (o dei criteri per la loro successiva selezione) e definizione degli obiettivi territoriali di spesa;<\/p>\n<p>4) DEFINENDO A LIVELLO TERRITORIALE in tutte le missioni, e in tutte le linee di progetto, i risultati attesi per i cittadini e le imprese;<\/p>\n<p>5) FACENDO COMPLESSIVAMENTE SCATURIRE da questa impostazione di metodo l\u2019allocazione al Sud di una quota delle risorse complessive del Piano significativamente superiore al suo peso in termini di popolazione (al netto dei finanziamenti FSC e REACT-EU e al netto dei progetti \u201cin essere\u201d), coerentemente con l\u2019impostazione e gli indicatori del programma comunitario;<\/p>\n<p>6) E IMPEGNANDOSI A REALIZZARE UN SISTEMA di monitoraggio ad accesso aperto, sulla base del quale il Governo riferir\u00e0 annualmente in Parlamento sull\u2019avanzamento negli obiettivi di spesa e nei risultati ottenuti, nell\u2019insieme e a livello territoriale;<br \/>\nLa semplice allocazione di risorse non garantisce tuttavia il cambiamento del Sud e del paese. Pertanto, a nostro avviso, il Piano dovrebbe anche:<\/p>\n<p>7) PREVEDERE UNA GOVERNANCE con una significativa discontinuit\u00e0 anche rispetto alle precedenti programmazioni delle politiche di coesione, aperta al contributo delle forze economico-sociali e tale da garantire, molto pi\u00f9 che in passato l\u2019avanzamento della spesa da parte dei soggetti attuatori nei tempi previsti e il raggiungimento dei risultati attesi;<\/p>\n<p>8) PREVEDERE UN INTERVENTO STRAORDINARIO di riforma e rafforzamento delle Amministrazioni pubbliche ed in particolare di quelle comunali, di semplificazione delle norme e delle procedure e di potenziamento del loro personale e delle loro capacit\u00e0, sulla base di un\u2019analisi accurata dei fabbisogni. Senza uno straordinario rafforzamento dei Comuni difficilmente le risorse disponibili per investimenti potranno essere spese nei tempi;<\/p>\n<p>9) CONTENERE PRECISI IMPEGNI affinch\u00e9 nelle future Leggi di Bilancio siano destinate risorse correnti ordinarie adeguate a garantire il mantenimento nel tempo dei risultati attesi via via raggiunti, sia per quanto riguarda la dotazione e la qualit\u00e0 dei servizi attivabili con i nuovi investimenti (es. mobilit\u00e0) sia per la dotazione e la qualit\u00e0 dei servizi di cittadinanza, a partire da salute, istruzione, assistenza, abitazione, connessioni digitali.<\/p>\n<p>10) INSERIRE FRA GLI INTERVENTI DI RIFORMA l\u2019attuazione di quanto previsto dalla modifica costituzionale del 2001 e dalla successiva legislazione di attuazione (42\/2009) con particolare riferimento alla rapida definizione dei \u201clivelli essenziali delle prestazioni\u201d (ex art. 117 Cost.) per tutti i cittadini italiani, in base ai quali determinare fabbisogni standard e interventi perequativi nella finanza di Regioni e Comuni.<\/p>\n<p>Senza una migliore capacit\u00e0 amministrativa e coerenti politiche ordinarie i risultati conseguiti con il Piano non potranno essere mantenuti nel tempo, l\u2019Italia non sar\u00e0 davvero \u201cricostruita\u201d e non potr\u00e0 contare in Europa.<br \/>\n(Ricostruire l\u2019Italia, con il Sud*: Documento proposto da: Laura Azzolina, Universit\u00e0 di Palermo; Luca Bianchi, economista; Carlo Borgomeo, Fondazione con il Sud; Luciano Brancaccio, Universit\u00e0 Federico II Napoli; Luigi Burroni, Universit\u00e0 di Firenze; Domenico Cersosimo, Universit\u00e0 della Calabria; Leandra D\u2019Antone, storica; Paola De Vivo, Universit\u00e0 Federico II Napoli; Carmine Donzelli, editore; Maurizio Franzini, Universit\u00e0 La Sapienza Roma; Lidia Greco, Universit\u00e0 di Bari; Alessandro Laterza, editore; Flavia Martinelli, Universit\u00e0 Mediterranea Reggio Calabria; Alfio Mastropaolo, Universit\u00e0 di Torino; Vittorio Mete, Universit\u00e0 di Firenze; Enrica Morlicchio, Universit\u00e0 Federico II Napoli; Rosanna Nistic\u00f2, Universit\u00e0 della Calabria; Emmanuele Pavolini, Universit\u00e0 di Macerata; Francesco Prota, Universit\u00e0 di Bari; Francesco Raniolo, Universit\u00e0 della Calabria; Marco Rossi-Doria, maestro; Isaia Sales, Universit\u00e0 S. Orsola Benincasa Napoli; Rocco Sciarrone, Universit\u00e0 di Torino; Carlo Trigilia, Universit\u00e0 di Firenze; Gianfranco Viesti, Universit\u00e0 di Bari)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>14 &#8211; MONTEVIDEO, ON. BORGHESE (MAIE): \u201cNEL 2022 PRONTA LA NUOVA SEDE CONSOLARE, RISULTATO CONCRETO DEL LAVORO DEL SEN. MERLO\u201d<\/strong><br \/>\n\u201cFin dall\u2019inizio della legislatura, il Sen. Merlo, nella sua qualit\u00e0 di Sottosegretario alla Farnesina, si \u00e8 battuto con forza affinch\u00e9 a Montevideo ci fosse una sede consolare degna di tale nome\u201d \u2013 commenta il l\u2019On. Mario Borghese, vicepresidente MAIE \u2013 \u201cOggi l&#8217;ufficio Consolare in Uruguay \u00e8 di quindici metri quadrati, spazio evidentemente insufficiente per dare servizio a oltre 130.000 connazionali; il fatto di sapere che presto i nostri connazionali avranno una nuova struttura, pi\u00f9 grande (700 metri quadrati), funzionale, dotata delle pi\u00f9 moderne tecnologie, ci riempie di soddisfazione\u201d<br \/>\nContinua ad avanzare il progetto per il nuovo Consolato di Montevideo, Uruguay. Si \u00e8 infatti conclusa nelle scorse ore la gara per la costruzione della nuova struttura. Trascorsi i tempi tecnici e avvenuta la firma del contratto, i lavori potrebbero cominciare nel mese di maggio.<br \/>\nSe l\u2019impresa vincitrice della gara rispetter\u00e0 i tempi, a met\u00e0 del 2022 la nuova sede potr\u00e0 gi\u00e0 essere operativa.<br \/>\nDeterminante, in tutto questo, il supporto dell\u2019allora Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo, presidente del MAIE \u2013 Movimento Associativo Italiani all\u2019Estero.<br \/>\n\u201cFin dall\u2019inizio della legislatura, il Sen. Merlo, nella sua qualit\u00e0 di Sottosegretario alla Farnesina, si \u00e8 battuto con forza affinch\u00e9 a Montevideo ci fosse una sede consolare degna di tale nome\u201d \u2013 commenta il l\u2019On. Mario Borghese, vicepresidente MAIE \u2013 \u201cOggi l\u2019ufficio Consolare in Uruguay \u00e8 di quindici metri quadrati, spazio evidentemente insufficiente per dare servizio a oltre 130.000 connazionali; il fatto di sapere che presto i nostri connazionali avranno una nuova struttura, pi\u00f9 grande (700 metri quadrati), funzionale, dotata delle pi\u00f9 moderne tecnologie, ci riempie di soddisfazione\u201d.<br \/>\n\u201cCome MAIE \u2013 continua il deputato \u2013 ci siamo battuti in tutti questi anni, ancora prima di arrivare al governo, affinch\u00e9 a Montevideo ci fosse una sede pi\u00f9 grande e comoda, capace di accogliere gli utenti nel modo adeguato. Stiamo mantenendo le promesse fatte agli italiani nel mondo durante l\u2019ultima campagna elettorale. Per noi la cosa pi\u00f9 importante, sempre, \u00e8 offrire risposte e soluzioni concrete alle richieste e alle necessit\u00e0 dei nostri fratelli italiani residenti all\u2019estero. E a tutto questo \u2013 conclude Borghese \u2013 va aggiunto il personale nuovo entrato alla Farnesina che sicuramente in parte andr\u00e0 a coprire le esigenze degli italo-uruguaiani\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>15- FARNESINA | INCONTRO DI MAIO-MERLO: \u201cVISIONE POLITICA CONDIVISA SU MOLTI ASPETTI\u201d RICARDO MERLO, PRESIDENTE MAIE, GI\u00c0 SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI, E IL TITOLARE DELLA FARNESINA LUIGI DI MAIO SI SONO CONFRONTATI SOPRATTUTTO SUL FUTURO POLITICO DELL\u2019ITALIA E SU QUELLO CHE RIGUARDA LE POLITICHE PER GLI ITALIANI NEL MONDO.<\/strong><br \/>\nIncontro alla Farnesina tra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il Sen. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, gi\u00e0 Sottosegretario agli Esteri nel Conte 1 e nel Conte 2.<br \/>\nUn faccia a faccia durato oltre 45 minuti, durante il quale i due hanno affrontato diversi temi, ripercorrendo prima di tutto le tappe del lavoro svolto insieme al ministero, fino a trattare l\u2019argomento pandemia, con tutto ci\u00f2 che riguarda i vaccini. Senza dimenticare gli aspetti legati alla crisi economica che moltissimi italiani, anche all\u2019estero, stanno soffrendo.<br \/>\nSoprattutto, Merlo e Di Maio si sono confrontati sul futuro politico dell\u2019Italia e su quello che riguarda le politiche per gli italiani nel mondo.<br \/>\nLasciando il ministero, dopo la riunione, il presidente del MAIE ha dichiarato che quello con il ministro Di Maio \u201c\u00e8 un rapporto consolidato\u201d, \u201ccondividiamo una visione politica coincidente in molti aspetti\u201d, ha aggiunto il senatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>16 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): HO INTERROGATO IL MINISTRO DEGLI ESTERI SUI TEMPI E SULLE PRIORIT\u00c0 DEL FONDO PER LA LINGUA E LA CULTURA ITALIANA NEL MONDO. 12 MARZO 2021. SULLO STATO E SULLE PROSPETTIVE DELLA PROMOZIONE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA ITALIANA ALL\u2019ESTERO, CHE ASSIEME ALLE QUESTIONI DEI SERVIZI CONSOLARI E DELLA TUTELA SOCIALE \u00c8 UNA DELLE PRIORIT\u00c0 DELLA MIA ATTIVIT\u00c0 PARLAMENTARE, HO INTERROGATO IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI PER CHIARIRE ALCUNI CRITERI ESSENZIALI DELLA UTILIZZAZIONE DELLE IMPORTANTI RISORSE ASSICURATE DAL FONDO PER IL SOSTEGNO ALLA LINGUA E ALLA CULTURA NEL MONDO.<\/strong><br \/>\nDopo non poche sollecitazioni e richieste, con la legge di bilancio di quest\u2019anno il Fondo \u00e8 stato rifinanziato per un ammontare di 130 milioni per il prossimo triennio e, cosa molto importante, stabilizzato dal 2024 in poi. Gi\u00e0 l\u2019anno scorso, per aprire la strada al prolungamento, con un emendamento avevo ottenuto un altro milione, che si aggiunge a quelli indicati.<br \/>\nHo gi\u00e0 espresso e ribadisco la mia grande soddisfazione per la soluzione che si \u00e8 raggiunta su un tema di valore strategico come questo. Tuttavia, si pongono, ora, seri problemi di ordine temporale, di scelte e di distribuzione delle risorse tra i diversi interventi, problemi che vanno affrontati al pi\u00f9 presto.<br \/>\nIl primo riguarda i tempi e l\u2019entit\u00e0 della ripartizione, che deve essere fatta dal Presidente del consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli esteri, tra i ministeri interessati. Naturalmente \u00e8 auspicabile non solo la celerit\u00e0 dei diversi passaggi per evitare che le somme arrivino ai soggetti attuatori a fine anno, ma anche una riflessione sull\u2019esigenza di assicurare prioritariamente la disponibilit\u00e0 degli interventi gestiti dal Ministero degli esteri, visto che come dotazione complessiva si \u00e8 scesi dai 150 milioni del primo ciclo deliberato dal governo Gentiloni, agli attuali 130 milioni di questo triennio.<br \/>\nUna seconda questione riguarda i corsi di lingua e cultura promossi dagli enti gestori e precisamente i 2,160 milioni di euro che con un mio emendamento, firmato anche dalla collega La Marca, siamo riusciti a ottenere da quest\u2019anno al 2023. All\u2019inizio di quest\u2019anno sono stati usati per reintegrare i soldi derivanti dal Fondo non ancora ripartito, ma lo scopo del mio emendamento era quello di aggiungere queste somme alla spesa storica per i corsi degli enti gestori, in modo da andare oltre i livelli degli scorsi anni (14 milioni circa). Ripartito il Fondo, dunque, bisogner\u00e0 recuperarli e ricaricarli sul capitolo ad essi destinato.<br \/>\nNella precedente esperienza, infine, la parte pi\u00f9 consistente delle risorse del Fondo assegnate al Ministero degli esteri (circa 10,5 milioni) \u00e8 andata a reintegrare gli assegni degli Istituti di cultura, mentre meno della met\u00e0 di tale somma \u00e8 stata usata per le borse di studio e un quinto per le cattedre di italianistica in universit\u00e0 straniere. Ebbene, credo che questo rapporto sia da modificare sostenendo di pi\u00f9 e meglio l\u2019italianistica all\u2019estero e le borse di studio.<br \/>\nSulle risposte che avr\u00f2 dal ministro non mancher\u00f2 di dare, in piena trasparenza, le dovute informazioni a tutti coloro che credono nel valore strategico della diffusione della lingua e della cultura italiana all\u2019estero.<br \/>\nAngela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42<br \/>\n00186 ROMA &#8211; Tel. 06 6760 3193 &#8211; Email: schiro_a@camera.i<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>a cura di Guglielmo Zanetta 01 &#8211; Stefano Galieni*: Mettiamo Von der Leyen sotto inchiesta A colloquio con l\u2019europarlamentare Manon Aubry che accusa: \u00abVogliamo capire <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34542\" title=\"n\u00b0 11 &#8211;  13 Marzo 2021 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. 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