{"id":34482,"date":"2021-03-06T15:46:52","date_gmt":"2021-03-06T15:46:52","guid":{"rendered":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34482"},"modified":"2021-03-06T17:01:38","modified_gmt":"2021-03-06T17:01:38","slug":"n-10-6-marzo-2021-rassegna-di-news-nazionali-e-internazionali-news-dai-parlamentari-eletti-allestero-ed-altre-comunicazioni-gz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34482","title":{"rendered":"n\u00b0 10 \u2013 6 Marzo 2021 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI. (gz)"},"content":{"rendered":"<p>00 &#8211; Zingaretti si dimette con un post.<br \/>\n01 -La Marca (Pd): ho fatto appello al ministro David Lametti a unire gli sforzi per chiudere l\u2019accordo sulle patenti. \u201cSono passati quattro anni dall\u2019accordo quadro tra Italia e Canada sul reciproco riconoscimento delle patenti di guida<br \/>\n02 &#8211; Alfiero Grandi La Costituzione mette un limite agli affari spregiudicati di Renzi. Troppi fingono di non capire<br \/>\n03 &#8211; Philippe de Boeck*: \u00c8 presto per parlare di passaporti.<br \/>\n04 &#8211; Fabrizio Floris*: Nelle guerre di ieri la spiegazione delle violenze di oggi in Congo. Cronologia di sangue. La verit\u00e0 senza giustizia del \u00abRapporto Mapping\u00bb, redatto 10 anni fa dalle Nazioni unite sui crimini commessi nella Repubblica democratica del Congo tra il marzo 1993 e il giugno 2003<br \/>\n05 &#8211; Marco Revelli*: Le macerie nel passaggio di consegne tra l\u2019Avvocato e il Banchiere<br \/>\nL&#8217;analisi politica . Ha vinto il blocco di potere di un capitalismo parassitario e speculativo, aggregato intorno alla \u201dimpresa irresponsabile\u201d, sul modello delle autostrade dei Benetton<br \/>\n06 &#8211; Per ridare senso alla rappresentanza politica. Riforma elettorale. Un sistema proporzionale \u00e8 condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per dare la possibilit\u00e0 ai conflitti che attraversano la societ\u00e0 di trovare una rappresentanza reale in Parlamento,<br \/>\n07 \u2013 Draghi licenzia Arcuri, un militare, Figliuolo nuovo commissario Covid.<br \/>\n08 &#8211; Farnesina<br \/>\n09 &#8211; Alfiero Grandi*. Sfidare Draghi sul futuro e sulle scelte. Il governo Draghi \u00e8 insediato e al completo, quindi pu\u00f2 operare e ora occorre incalzarlo per verificare se e in quale misura ci siano disponibilit\u00e0 ad ascoltare e a tenere conto delle richieste che vengono da associazioni, dai cittadini, dal paese.<br \/>\n10 &#8211; Nicola Fratoianni * &#8211; NO, GLI interessi di Bonomi non sono quelli dei lavoratori. Sinistra italiana ha votato no alla fiducia mettersi a disposizione di quella parte di societa\u2019 che e\u2019 fuori dai radar di questo governo.<br \/>\n11 \u2013 Zuhair*: La visita del papa in Iraq \u00e8 storica ma rischiosa. La visita di papa Francesco in Iraq (dal 5 all\u20198 marzo) \u00e8 storica, ma rischiosa. Storica perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che un papa visita il paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00 &#8211; ZINGARETTI SI DIMETTE CON UN POST. LO STILLICIDIO NON FINISCE. MI VERGOGNO CHE NEL PD, PARTITO DI CUI SONO SEGRETARIO, DA 20 GIORNI SI PARLI SOLO DI POLTRONE E PRIMARIE, QUANDO IN ITALIA STA ESPLODENDO LA TERZA ONDATA DEL COVID, C\u2019\u00c8 IL PROBLEMA DEL LAVORO, DEGLI INVESTIMENTI E LA NECESSIT\u00c0 DI RICOSTRUIRE UNA SPERANZA SOPRATTUTTO PER LE NUOVE GENERAZIONI.<\/strong><br \/>\nSono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l\u2019ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidariet\u00e0 per fare subito un congresso politico sull\u2019Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere.<br \/>\nNon \u00e8 bastato. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta pi\u00f9 e si fanno le caricature delle posizioni.<br \/>\nMa il Pd non pu\u00f2 rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, s\u00ec, ucciderebbe il Pd.<br \/>\nVisto che il bersaglio sono io, per amore dell\u2019Italia e del partito, non mi resta che fare l\u2019ennesimo atto per sbloccare la situazione.<br \/>\nOra tutti dovranno assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Nelle prossime ore scriver\u00f2 alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L\u2019Assemblea Nazionale far\u00e0 le scelte pi\u00f9 opportune e utili.<br \/>\nIo ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie.<br \/>\nCiao a tutte e tutti, a presto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; LA MARCA (PD): HO FATTO APPELLO AL MINISTRO DAVID LAMETTI A UNIRE GLI SFORZI PER CHIUDERE L\u2019ACCORDO SULLE PATENTI.<\/strong> \u201cSono passati quattro anni dall\u2019accordo quadro tra Italia e Canada sul reciproco riconoscimento delle patenti di guida e poco meno dall\u2019avvio delle trattative tra il governo italiano e quello del Qu\u00e9bec, titolare della materia come le altre province canadesi, per giungere a un protocollo di intesa che possa consentire ai detentori dei titoli di guida di poterli utilizzare nelle localit\u00e0 di residenza. 3 marzo 2021<br \/>\nNonostante l\u2019impegno di tutti coloro che stanno portando avanti le trattative, non si \u00e8 giunti finora a un risultato concreto avviando la fase operativa. Con sconcerto e delusione di quanti da anni stanno aspettando che per gli italiani in Canada e per i canadesi in Italia possa accadere ci\u00f2 che gi\u00e0 da tempo accade ai cittadini di altri paesi.<br \/>\nPersonalmente, sono intervenuta innumerevoli volte con atti parlamentari, sollecitazioni, incontri e contatti con rappresentanti istituzionali di vario genere, mi sono indotta a rivolgere al Ministro della giustizia, On. David Lametti, che ha sempre dimostrato una particolare sensibilit\u00e0 per i problemi della nostra comunit\u00e0, un appello per unire le forze, sia sul versante italiano che canadese, con l\u2019obiettivo di spingere le istituzioni responsabili a definire conclusivamente l\u2019accordo.<br \/>\nL\u2019ho fatto con rispetto dell\u2019autonomia delle istituzioni impegnate nella trattativa e con considerazione del peso delle personalit\u00e0 interpellate, ma anche per spirito di servizio verso i tanti cittadini dei due paesi che hanno diritto ad avere finalmente una risposta\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; ALFIERO GRANDI LA COSTITUZIONE METTE UN LIMITE AGLI AFFARI SPREGIUDICATI DI RENZI. TROPPI FINGONO DI NON CAPIRE.<\/strong><br \/>\nPer fortuna in Italia c&#8217;\u00e8 la Costituzione. Per quanto ammaccata da anni di tentativi di cambiarla in peggio resta un baluardo insostituibile.<br \/>\nRicordo in particolare che l&#8217;articolo 67 della Costituzione afferma che: \u201cogni membro del parlamento rappresenta la nazione\u201d, quindi non \u00e8 solo il rappresentante di chi lo ha eletto ma ha un ruolo molto pi\u00f9 impegnativo, o almeno la Costituzione lo invita a svolgerlo.<br \/>\nAncora l&#8217;articolo 54 afferma che \u201c tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi (quindi anche e tanto pi\u00f9 sono chiamati a farlo i parlamentari)\u201d. Troppe volte sono passati strappi che hanno incrinato l&#8217;etica dei comportamenti, la mozione che affermava che Ruby era la nipote di Mubarak resta una svolta negativa che non dovrebbe essere dimenticata.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 54 prosegue inoltre che \u201ci cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore\u201d.<\/p>\n<p>Basta e avanza. Mi sembrano affermazioni chiarissime, che dovrebbero aiutare ad inquadrare e risolvere il problema sorto con l&#8217;incontro che si \u00e8 svolto tra Renzi e il despota (per ora ereditario) dell&#8217;Arabia Saudita, indicato dal rapporto della Cia, reso pubblico dal nuovo Presidente americano Biden, che lo indica come il mandante dell&#8217;orribile omicidio del giornalista di origine saudita Kashoggi all&#8217;interno del consolato di Istanbul.<\/p>\n<p>Un crimine orrendo, del tutto ignorato nell&#8217;incontro tra Renzi e Salman, ben retribuito dal mandante, che addirittura ha ricevuto nel corso dell&#8217;incontro l&#8217;elogio &#8211; pi\u00f9 o meno in inglese &#8211; pi\u00f9 incredibile: di essere protagonista di un rinascimento dell&#8217;Arabia Saudita. Naturalmente l&#8217;elogio fatto da chi \u00e8 stato anche sindaco di Firenze e dovrebbe saperne qualcosa \u00e8 doppiamente incomprensibile.<\/p>\n<p>Renzi ha trovato il tempo per volare in Arabia Saudita in piena crisi del governo Conte, che peraltro aveva provocato, ed evidentemente non ha trovato per lo meno inopportuno incontrare un despota accusato di un delitto cos\u00ec efferato, e di altro.<\/p>\n<p>Le leggi non vietano questi comportamenti, n\u00e8 li puniscono ? Il Senato non ha un regolamento che censuri comportamenti come questo di suoi componenti ? Pu\u00f2 essere, anche se se ne potrebbe discutere.<\/p>\n<p>La Costituzione tuttavia c&#8217;\u00e8, in vigore per fortuna. E&#8217; del tutto evidente che quello di Renzi \u00e8 stato un comportamento inqualificabile, aggravato dall&#8217;avere ricevuto denaro da chi lo ha invitato e dalla natura del personaggio in questione.<\/p>\n<p>Italia Viva farebbe bene a consigliargli di dimettersi dal Senato per tutelare l&#8217;onore di chi non \u00e8 stato coinvolto direttamente nell&#8217;incontro, ma probabilmente non accadr\u00e0.<\/p>\n<p>E&#8217; una brutta pagina in cui si sommano diversi aspetti, tra i quali l&#8217;opportunit\u00e0 di un rapporto retribuito con un despota e il tempo scelto per l&#8217;incontro sono aspetti importanti.<\/p>\n<p>Renzi non \u00e8 Razzi che andava in Corea del Nord ma nessuno lo prendeva seriamente. La tutela della vita delle persone \u00e8 questione ancora pi\u00f9 importante, tanto pi\u00f9 se sono in dissenso. Altrimenti con quale coerenza possiamo, ad esempio, rivendicare la verit\u00e0 su Regeni e la punizione dei colpevoli, oppure la libert\u00e0 per Zaki, puntualmente detenuto ad ogni scadenza del periodo provvisorio di arresto ?<\/p>\n<p>Sullo sfondo come sempre ci sono affari legati al commercio delle armi, che naturalmente vengono usate, come in Yemen e altrove.<\/p>\n<p>Se il potere e gli affari giustificano tutto, anche togliere la vita non \u00e8 pi\u00f9 un ostacolo, ma \u00e8 questo che lascia intendere la Costituzione ?<\/p>\n<p>Inoltre un senatore che rappresenta la nazione scavalca e contraddice le posizioni del governo e della Repubblica sui diritti umani e la salvaguardia della vita, che cosa c&#8217;entra questo con la Costituzione ?<\/p>\n<p>In conclusione, ammesso che non ci siano strumenti giuridici e coercitivi in senso stretto esistono altri strumenti ugualmente importanti.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 la sanzione etica e morale di questi comportamenti, in modo che il paese conosca quanto \u00e8 avvenuto e la sua condanna.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 uno strumento molto decantato, forse perfino troppo, nel funzionamento dell&#8217;economia: la credibilit\u00e0. La non credibilit\u00e0 \u00e8 un deterrente contro comportamenti inaccettabili.<\/p>\n<p>Renzi ha dimostrato con l&#8217;incontro in Arabia Saudita di non avere alcuna credibilit\u00e0 e di piegare al suo tornaconto, anche personale, i comportamenti politici.<\/p>\n<p>Un dibattito parlamentare potrebbe aiutare a mettere a fuoco l&#8217;avvenimento, a chiarire di fronte al paese la gravit\u00e0 di questo comportamento, a sanzionarlo almeno moralmente. Tanto pi\u00f9 che i suoi voti, ammesso che li abbia ancora, non servono alla maggioranza parlamentare che esisterebbe anche senza di lui.<br \/>\nQuindi la via \u00e8 libera, si pu\u00f2 fare, ci sono le ragioni per farlo, per reintrodurre elementi di etica pubblica nei comportamenti, nella consapevolezza che il decantato \u201damico\u201d Jo (Biden) non ha esitato a rendere pubblico il rapporto della Cia e ha rotto l&#8217;incantesimo.<br \/>\nAlfiero Grandi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; Philippe De Boeck*: \u00c8 PRESTO PER PARLARE DI PASSAPORTI. FORSE TRA NON MOLTO ALLE FRONTIERE EUROPEE DOVREMO MOSTRARE UN \u201cPASSAPORTO VERDE\u201d PER DIMOSTRARE CHE SIAMO STATI VACCINATI CONTRO IL COVID-19, COME SI FA CON IL CERTIFICATO DELL\u2019ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANIT\u00c0 CHE PERMETTE DI VIAGGIARE NEI PAESI AFFLITTI DALLA FEBBRE GIALLA.<\/strong><br \/>\n\u00c8 l\u2019ultima trovata della Commissione europea, ma il progetto non \u00e8 affatto chiaro dato che la vaccinazione non \u00e8 obbligatoria e soprattutto i paesi dell\u2019Unione sono divisi sulla questione, anche perch\u00e9 finora meno del 5 per cento degli europei \u00e8 stato vaccinato.<br \/>\nPrima di parlare di un salvacondotto, bisognerebbe riconsiderare la strategia per la vaccinazione all\u2019interno dell\u2019Unione. I suoi pessimi risultati stanno minando sempre pi\u00f9 la solidariet\u00e0 europea. All\u2019inizio dell\u2019anno l\u2019Ungheria \u00e8 stata la prima ad annunciare che avrebbe fatto ricorso ai vaccini russi e cinesi senza aspettare l\u2019autorizzazione dell\u2019Agenzia europea del farmaco. Grazie a questa scelta \u00e8 diventata il secondo paese europeo per rapidit\u00e0 della campagna di vaccinazione. Di fronte ai ritardi nelle consegne di AstraZeneca e Moderna, l\u2019Austria e la Danimarca stanno valutando una cooperazione con Israele per produrre vaccini.<br \/>\nE altri paesi, soprattutto a est, stanno pensando di rifornirsi altrove.<br \/>\nAnche se il green pass digitale europeo dovesse vedere davvero la luce, bisogner\u00e0 capire esattamente quali vantaggi offrir\u00e0 rispetto a chi non \u00e8 stato vaccinato.<br \/>\nLa ministra degli esteri belga Sophie Wilm\u00e8s ha gi\u00e0 avvertito che l\u2019idea di \u201clegare la libert\u00e0 di circolare in Europa alla vaccinazione\u201d \u00e8 fuori discussione.<br \/>\n(Philippe de Boeck , Le Soir, Belgio)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; Fabrizio Floris*: NELLE GUERRE DI IERI LA SPIEGAZIONE DELLE VIOLENZE DI OGGI IN CONGO. CRONOLOGIA DI SANGUE. LA VERIT\u00c0 SENZA GIUSTIZIA DEL \u00abRAPPORTO MAPPING\u00bb, REDATTO 10 ANNI FA DALLE NAZIONI UNITE SUI CRIMINI COMMESSI NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO TRA IL MARZO 1993 E IL GIUGNO 2003<\/strong><\/p>\n<p>La tragica morte dell\u2019ambasciatore Attanasio ha portato al centro delle cronache il Congo, le sue risorse e i suoi drammi. Ma se si vuole onorare la memoria dell\u2019ambasciatore Luca, come lo chiamavano affettuosamente, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell\u2019autista Mustapha Milambo il Congo dovrebbe rimanere al centro dell\u2019agenda politica europea.<\/p>\n<p>PUNTO DI PARTENZA rimane il \u00abRapporto Mapping\u00bb redatto 10 anni fa dalle Nazioni unite sulle violazioni dei diritti umani commesse nella Repubblica democratica del Congo tra il marzo 1993 e il giugno 2003. Un documento decisivo che denuncia la violenza nei confronti di oltre 40mila donne, definisce i contorni in cui sono avvenute un numero imprecisato di morti e la fuga di oltre 3 milioni di persone. \u00c8 un punto di verit\u00e0 che si dipana negli anni e include le cause delle violenze odierne. Infatti, dieci anni non sono bastati per assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini.<\/p>\n<p>Nel Rapporto lungo 581 pagine viene descritto il massacro di Ntoto (Nord Kivu), in cui dozzine di contadini hutu Banyarwanda (\u00abgente che viene dal Ruanda\u00bb) furono uccisi da gruppi armati Mai-Ma\u00ee hunde e Nyanga in seguito a discorsi di odio da parte di politici locali che chiedevano di \u00absterminare i banyarwanda\u00bb, in un contesto in cui le popolazioni Hunde e Nyanga del territorio di Walikale credevano nell\u2019imminenza di un attacco da parte degli hutu. Le tensioni si erano create a seguito di contestazione da parte delle altre popolazioni dei diritti politici e fondiari dei Banyarwanda, il cui peso demografico era significativamente cresciuto negli anni.<\/p>\n<p>IL TUTTO \u00c8 AMPLIFICATO dagli effetti del conflitto nel vicino Ruanda fino al genocidio che ha spinto circa due milioni di hutu ruandesi a rifugiarsi nel vicino Zaire (l\u2019attuale Repubblica democratica del Congo). Tra loro vi erano anche genocidaires, inclusi molti Interahamwe, membri della milizia responsabile della maggior parte dei massacri. L\u2019effetto \u00e8 stato uno spostamento del conflitto hutu-tutsi in territorio congolese, dove gli Interahamwe hanno iniziato ad attaccare i tutsi congolesi a partire dal 1996, con incursioni anche in Ruanda. Questo a sua volta ha provocato la diffusione di armi tra i tutsi congolesi e il sostegno militare del Fronte patriottico ruandese (il movimento rivoluzionario ruandese di Paul Kagame)<\/p>\n<p>IN QUESTO CONTESTO l\u2019Uganda decide di appoggiare con l\u2019invio di militari i tutsi congolesi minacciati dagli Interahamwe. Anche se l\u2019obiettivo pare essere quello di assumere il controllo del Congo Orientale per sfruttare le sue risorse naturali e cogliere altres\u00ec l\u2019occasione per rovesciare il regime di Mobutu. Per quest\u2019ultimo obiettivo i presidenti dell\u2019Uganda Museveni e del Ruanda Kagame fondano con Laurent D\u00e9sir\u00e9 Kabila l\u2019Alliance of Democratic Forces for the Liberation of Zaire (Afdl): \u00e8 l\u2019inizio della prima guerra del Congo.<br \/>\nTra l\u2019ottobre 1996 e il maggio 1997 cresce la spirale di violenze l\u2019Afdl smantella i campi profughi hutu. L\u2019esercito zairese non combatte, i soldati sono senza stipendio e disorganizzati, commettono saccheggi e stupri sulle popolazioni locali. A maggio 1997 Mobutu fugge in Marocco e Laurent D\u00e9sir\u00e9 Kabila si autoproclama presidente della Repubblica del Congo. L\u2019Onu stima che 200.000 hutu siano stati uccisi. Fine primo atto.<\/p>\n<p>A partire dall\u2019agosto 1998 c\u2019\u00e8 una rottura tra i tutsi congolesi e il regime di Kabila. I tutsi ribelli fondano il Rassemblement Congolais pour la Democratie (Rcd) sempre con il sostegno di Ruanda e Uganda. In breve i ribelli prendono il controllo dell\u2019est del Paese. Kabila per non essere sopraffatto chiede e ottiene il sostegno di Angola, Namibia, Zimbabwe e Ciad. \u00c8 la seconda guerra del Congo, che dura tre anni. Nel 2003 si crea un governo di transizione ma ad est milizie armate e soldati congolesi continuano ad agire: la Regione resta in una condizione di insicurezza permanente.<\/p>\n<p>Per dieci anni, tutte le parti coinvolte si sono rese colpevoli di gravi e massicce violazioni dei diritti umani. L\u2019Onu ha avviato un processo per individuare i responsabili e tra mille difficolt\u00e0 \u00e8 stato istituito un team di specialisti sotto la supervisione dell\u2019Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani (Ohchr), con oltre 2,7 milioni di euro di budget.<\/p>\n<p>PER SETTE MESI, da ottobre 2008 a maggio 2009, 33 esperti congolesi e internazionali di diritti umani hanno raccolto documenti e intervistato testimoni e nonostante i tentativi di bloccare il Rapporto da parte di Ruanda e Uganda l\u2019Ohchr ha reso pubblico il documento in data 1 ottobre 2010. Evidenziando violazioni che \u00abpresentano schiaccianti elementi di genocidio\u00bb, ma senza rivelare l\u2019identit\u00e0 delle circa 200 personalit\u00e0 di spicco coinvolte nei crimini.<\/p>\n<p>Nel marzo 2016, il dottor Denis Mukwege ha presentato all\u2019Ohchr una lettera firmata da quasi 200 ong in cui si chiedeva la pubblicazione del database che identifica i principali responsabili dei crimini descritti nel \u00abMapping Report\u00bb, ma l\u2019Alto commissariato ha risposto che \u00abla divulgazione al pubblico di queste informazioni potrebbe mettere in pericolo le vittime e i testimoni delle suddette violazioni\u00bb. Mukwege \u00e8 tornato sul tema durante la cerimonia in cui gli \u00e8 stato conferito il Nobel per la Pace (10 dicembre 2018), ma i nomi non escono.<\/p>\n<p>E COS\u00cc DA 25 ANNI la Regione dei Grandi Laghi \u00e8 in balia del binomio violenza-sfruttamento. Eppure Mukwege continua a chiedere \u00abla creazione di un tribunale internazionale per il Congo, che non deve restare un bastione dell\u2019impunit\u00e0\u00bb. Lo stesso Papa Francesco nell\u2019ultima enciclica Fratelli Tutti afferma che \u00abgli accordi di pace sulla carta non saranno mai sufficienti. Occorrer\u00e0 andare pi\u00f9 lontano, includendo l\u2019esigenza di verit\u00e0 sulle origini di questa crisi ricorrente. Il popolo ha il diritto di sapere che cosa \u00e8 successo\u00bb.<br \/>\nSenza questo diritto senza l\u2019arresto dei responsabili non ci sar\u00e0 pace in Congo e la morte dell\u2019ambasciatore italiano svanir\u00e0 come un fatto di cronaca.<br \/>\n(Fabrizio Floris* d Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; Marco Revelli*: LE MACERIE NEL PASSAGGIO DI CONSEGNE TRA L\u2019AVVOCATO E IL BANCHIERE L&#8217;ANALISI POLITICA . HA VINTO IL BLOCCO DI POTERE DI UN CAPITALISMO PARASSITARIO E SPECULATIVO, AGGREGATO INTORNO ALLA \u201dIMPRESA IRRESPONSABILE\u201d, SUL MODELLO DELLE AUTOSTRADE DEI BENETTON<\/strong><\/p>\n<p>Le dimissioni di Nicola Zingaretti sono l\u2019ultimo passaggio \u2013 drammatico \u2013 della reazione a catena innescata da Matteo Renzi quando ha dinamitato il governo Conte II. E insieme il segno dello sfacelo di un assetto istituzionale che nasconde le proprie macerie dietro il sorriso enigmatico \u2013 e vagamente minaccioso \u2013 di Mario Draghi.<br \/>\nQuel passaggio di consegne tra l\u2019Avvocato (del popolo) e il Banchiere (dei potenti) non ha segnato solo un chiarissimo spostamento a destra dell\u2019asse politico. Ha rilasciato anche uno sciame sismico che mina alla base il gi\u00e0 precarissimo equilibrio del sistema politico, incrementando la tendenziale liquefazione di tutte lo forze che lo compongono. E pu\u00f2 aprire la via ad avventure imprevedibili oggi (si pensi a quel 50% circa di elettori che nei sondaggi figurano come \u201cincerti\u201d, cio\u00e8 privi di rappresentanza politica).<br \/>\n\u00c8 stata, quella crisi di governo assurda e insieme logicissima, la vittoria del blocco di potere che costituisce il baricentro di un capitalismo fattosi in quasi un trentennio di declino arrogante e straccione. Un ceto parassitario e speculativo, aggregato com\u2019\u00e8 intorno a quella che Luciano Gallino aveva chiamato l\u2019\u201dimpresa irresponsabile\u201d, immaginata per intenderci sul modello delle autostrade dei Benetton.<\/p>\n<p>Ci stanno dentro gli avvelenatori dell\u2019Ilva, i pessimi manutentori del ponte Morandi, i tradizionali vincitori degli appalti di tutte le \u201cgrandi opere\u201d devastatrici del paesaggio, gli immobiliaristi romani e i robber baron del capitalismo delle reti oltre che, sotto, molto sotto, il reticolo pulviscolare dell\u2019economia molecolare padana, galleggiante solo grazie ai bassi salari e all\u2019assenza di resistenza sindacale.<\/p>\n<p>Sono loro i vincitori del 13 febbraio. Loro che avevano incominciato a picconare Giuseppe Conte prima ancora che entrasse a Palazzo Chigi, contestandone (ricordate?) il curriculum, preoccupati che il suo sguardo si posasse un pochino \u2013 poco poco, appunto \u2013 su quanto sta in basso. Loro che hanno sostenuto l\u2019offensiva di Salvini per svuotare la pur debole spinta anti-establishment dei 5Stelle nella compagine giallo verde (epico il ribaltamento sul Tav Torino-Lione), e poi a lavorare per scavare la terra sotto i piedi a quella giallo-rossa chiedendo, fin dall\u2019inizio della pandemia, di mettere l\u2019economia al di sopra della salute. Sempre loro a usare il capitano di ventura Matteo Renzi nella mattanza finale\u2026 Facciamocene una ragione: l\u2019Italia \u00e8 questa cosa qui, nelle mani di questa gente qui.<\/p>\n<p>In questo senso il gesto di Zingaretti ha un carattere esemplare: come ha scritto ieri Norma Rangeri, costituisce \u201cla pi\u00f9 cruda, eloquente rappresentazione\u201d di cos\u2019\u00e8 oggi il Pd, ma anche di cos\u2019\u00e8 diventato il Paese. E\u2019 un atto di onest\u00e0. O, meglio, di verit\u00e0. D\u00e0 la dignit\u00e0 delle parole a ci\u00f2 che ognuno di noi vede e ha visto ogni giorno. Pesa come un macigno il termine VERGOGNA, ed \u00e8 difficile trovare espressione pi\u00f9 calzante per i comportamenti di quel gruppo dirigente. E non solo di quello.<\/p>\n<p>Esattamente due anni fa, il 17 marzo del 2019, Zingaretti aveva preso in mano un \u201cpartito morto\u201d (cos\u00ec l\u2019ha definito Cecilia D\u2019Elia), svuotato da pi\u00f9 di quattro anni di segreteria renziana: e in effetti come sarebbe stato possibile sopravvivere, con un corpo e con un\u2019anima, per un partito che per quasi 1550 giorni si era dato anima e corpo a un simile avventuriero della politica? Tanto pi\u00f9 che quel partito senz\u2019anima, o con un\u2019anima fragilissima, era nato, quando con sciagurato azzardo, nel 2008, Walter Veltroni aveva avviato la fusione fredda con la Margherita immaginando di farne il perno di un bipartitismo italiano spirato in culla.<br \/>\nA quel compito da rianimatore di terapia intensiva l\u2019ultimo suo segretario si era applicato con buona volont\u00e0, anche se senza brillantissime idee, fino a dover scoprire, alla fine, l\u2019inutilit\u00e0 di quell\u2019accanimento terapeutico di fronte alla coriacea incapacit\u00e0 del partito di rapportarsi alla sofferenza diffusa, lacerante, di buona parte della popolazione o anche solo di includerla nel proprio orizzonte di pensiero.<br \/>\nPer una sorta di astuzia della ragione, che dissemina indizi anche se quasi mai vengono colti da chi dovrebbe, nello stesso giorno degli agguati a Zingaretti l\u2019Istat ha rilasciato gli ultimi dati, terribili, sulla povert\u00e0 assoluta. Versano in questa condizione, cio\u00e8 non possono fruire del minimo indispensabile per \u201cuna vita dignitosa\u201d, pi\u00f9 di 5 milioni e mezzo di persone, quasi un cittadino su dieci. Un milione in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno scorso, per la met\u00e0 \u201coperai o assimilati\u201d, cio\u00e8 titolari di un posto di lavoro che non gli permette comunque di vivere. E non sono stati ancora sbloccati i licenziamenti.<br \/>\nChi rappresenter\u00e0 questo bacino di sofferenza sociale nel tempo durissimo che ci aspetta? Chi li sottrarr\u00e0 al fascino del demagogo di turno che li ammalia e tradisce? O alla dura legge della protezione in cambio di fedelt\u00e0, che \u00e8 la tomba di ogni democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; PER RIDARE SENSO ALLA RAPPRESENTANZA POLITICA. RIFORMA ELETTORALE. UN SISTEMA PROPORZIONALE \u00c8 CONDIZIONE NECESSARIA, SEBBENE NON SUFFICIENTE, PER DARE LA POSSIBILIT\u00c0 AI CONFLITTI CHE ATTRAVERSANO LA SOCIET\u00c0 DI TROVARE UNA RAPPRESENTANZA REALE IN PARLAMENTO, di Gaetano Azzariti, Maria Luisa Boccia, Luigi Ferrajoli, Franco Ippolito, Livio Pepino*.<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 appena costituito un anomalo governo di \u201csalvezza nazionale\u201d sostenuto dalla grande maggioranza delle forze politiche e si ricomincia, giustamente, a parlare, di riforma della legge elettorale. Non peraltro \u2013 come si era promesso nella campagna referendaria per la riduzione del numero dei parlamentari \u2013 in senso proporzionale ma insistendo nel riproporre soluzioni maggioritarie, gi\u00e0 oggi rivelatesi inadeguate e pericolose.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario e urgente ridare senso a una rappresentanza politica plurale, che pretende il confronto tra prospettive e programmi tra loro diversi. Altrimenti perch\u00e9 votare? \u00c8, dunque, tempo di mettere mano alle condizioni per il corretto funzionamento della dialettica democratica e delle istituzioni, gravemente compromesso dalla crisi della rappresentanza che coinvolge entrambi i lati del rapporto: i rappresentati non meno dei rappresentanti.<\/p>\n<p>\u00c8 alla costruzione di una societ\u00e0 strutturata e vitale che si deve lavorare, dando piena dignit\u00e0 e ruolo adeguato all\u2019associazionismo culturale e politico in tutte le sue diverse forme ed espressioni. Se non pu\u00f2 farsi affidamento sulla capacit\u00e0 dei partiti di autoriformarsi, non si pu\u00f2 neppure confidare sulla spontaneit\u00e0 dei soggetti sociali di farsi autonomamente valere. Senza partiti, o altre forme organizzate, la societ\u00e0 civile \u00e8 condannata a perdere forza ed efficacia politica.<\/p>\n<p>Per perseguire un recupero del rapporto tra rappresentanti e rappresentati e per assicurare un corretto governo delle dinamiche sempre pi\u00f9 delicate e conflittuali che attraversano il Paese, la strada da percorrere \u00e8 un\u2019altra.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 prevedere un sistema elettorale che eviti distorsioni, favorendo artificialmente alcune forze politiche a scapito di altre. Una legge elettorale pienamente proporzionale e che permetta a elettori ed elettrici di scegliere i propri rappresentanti non \u00e8 la soluzione alla crisi della politica, ma ne rappresenta il presupposto.<\/p>\n<p>L\u2019approvazione di una legge siffatta toglierebbe ogni alibi a coloro che, da decenni ormai, sono stati portati a orientare l\u2019intera propria azione politica al solo fine di governare senza rappresentare. L\u2019ossessione di sapere \u201cil giorno stesso delle elezioni\u201d il nome dell\u2019unico vincitore ha indotto diverse maggioranze parlamentari ad approvare leggi elettorali truccate, le quali alteravano a tal punto i risultati che alla fine \u00e8 dovuta intervenire la Consulta per riportare un po\u2019 d\u2019ordine.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 voluto il giudice delle leggi per ricordare a tutti e tutte come la composizione delle Camere si deve fondare sul principio della rappresentanza democratica, la quale non pu\u00f2 subire alcuna \u00abalterazione profonda\u00bb, poich\u00e9 \u00e8 su di essa che \u00absi fonda l\u2019intera architettura dell\u2019ordinamento costituzionale vigente\u00bb. Ma oggi si ricomincia come se nulla fosse accaduto.<\/p>\n<p>L\u2019essenza del voto nella nostra democrazia costituzionale non \u00e8 la certezza dell\u2019esito, bens\u00ec quello di permettere al popolo di scegliere i\/le parlamentari affinch\u00e9 rappresentino, senza vincolo di mandato, la nazione nelle sue molteplici e complesse articolazioni. I partiti e i movimenti a forza di guardare solo a se stessi lo hanno dimenticato. Nessuna delle forze politiche, sempre alla ricerca di alleanze preelettorali insincere, strumentali a vincere ma non a governare, ha pi\u00f9 curato con perseveranza e passione le necessarie alleanze sociali. Ma sono queste ultime che danno forza e sostanza all\u2019azione politica dei diversi partiti, che si pongono tra loro in lotta per affermare ciascuno la propria visione del mondo attraverso le regole della democrazia parlamentare.<\/p>\n<p>La retorica mainstream ha ripetuto per anni una palese falsit\u00e0: bisogna costringere i partiti ad allearsi tra loro prima delle elezioni al fine di assicurare una mitica governabilit\u00e0 evitando la troppo breve durata dei Governi. \u00c8 un\u2019invenzione che non ha retto alla prova della realt\u00e0: \u00e8 la litigiosit\u00e0 delle coalizioni \u2013 formate prima o dopo le elezioni \u2013 che ha continuato a rendere deboli i governi e breve la loro durata.<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 mancato, allora, \u00e8 altro. In Italia i governi sono deboli perch\u00e9 debole \u00e8 la loro capacit\u00e0 di elaborare coerenti strategie e solidi programmi politici e ideali. Per questo un sistema elettorale proporzionale appare il pi\u00f9 idoneo anche per cercare di ottenere il risultato di una maggiore stabilit\u00e0 dell\u2019intera forma di governo.<br \/>\nUn sistema proporzionale \u00e8 condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per dare la possibilit\u00e0 ai conflitti che attraversano la societ\u00e0 di trovare una rappresentanza reale in Parlamento. \u00c8 poi al Parlamento che compete \u2012 per Costituzione e per storia \u2012 il compito di definire il compromesso politico e sociale tra forze realmente rappresentative, conferire la fiducia al governo, dare vita a un indirizzo politico condiviso ed espressione della sovranit\u00e0 popolare.<br \/>\nSappiamo bene che il sistema elettorale non basta e che \u00e8 necessario un rinnovamento profondo delle forze politiche in direzione delle persone e non del Palazzo, ma senza la sua adozione viene meno anche la speranza del cambiamento.<br \/>\nPer questo occorre aprire nel Paese un\u2019ampia mobilitazione in favore di una riforma del sistema elettorale in senso autenticamente proporzionale.<br \/>\n(di Gaetano Azzariti, Maria Luisa Boccia, Luigi Ferrajoli, Franco Ippolito, Livio Pepino* , da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 \u2013 DRAGHI LICENZIA ARCURI, FIGLIUOLO NUOVO COMMISSARIO COVID.<\/strong><br \/>\nLa giornata: Primo forte segno di discontinuit\u00e0 del nuovo governo Draghi. Il premier ha infatti &#8220;militarizzato&#8221; la macchina che si occuper\u00e0 di gestire la campagna vaccinale di massa: congedato il commissario Arcuri, ha nominato al suo posto il Generale Figliuolo. L&#8217;avvicendamento arriva solo qualche giorno dopo un altro cambio di passo importante: quello alla Protezione Civile dove Borrelli ha lasciato il posto a Curcio. Insomma, il premier con questa doppia mossa ha lanciato un preciso messaggio su quanto reputa importante il piano vaccini e su come intende gestirlo. Anche perch\u00e9 le notizie sul fronte dei contagi non sono buone, il tasso di positivit\u00e0 aumenta ancora cos\u00ec come ricoveri e terapie intensive, tanto che il primo Dpcm dell&#8217;era Draghi sar\u00e0 ancora votato alla gestione di chiusure e nuove strette, soprattutto per quanto riguarda le scuole. Allargando lo sguardo oltre Manica, ci accorgiamo di quanto sia importante essere nell&#8217;Unione europea e soprattutto poter contare sul Recovery Fund: in Gran Bretagna sono costretti ad aumentare le tasse per far fronte alla crisi dei conti pubblici post Covid. La politica italiana vede ancora al centro la battaglia delle donne Pd per conquistare il posto da vicesegretario e al proposito abbiamo intervistato la Dem Giuditta Pini. Merita di essere segnalata la notizia che domani l&#8217;Arcigay si costituir\u00e0 parte civile nel processo a carico del fratello di Maria Paola, uccisa perch\u00e9 amava un ragazzo trans.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; FARNESINA<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a &#8211; in arrivo 400 unit\u00e0 di personale. Merlo : \u201cEffetto delle nostre politiche al governo\u201d<\/em><\/strong><br \/>\n\u201cLa rivoluzione che come MAIE abbiamo portato avanti al ministero degli Esteri negli ultimi tre anni, continua a dare i suoi frutti\u201d, sottolinea il Senatore Ricardo Merlo, presidente del Movimento Associativo Italiani all\u2019Estero<br \/>\nLa Farnesina ha indetto un concorso pubblico, per esami, per il reclutamento di complessive 400 unit\u00e0 di personale. Non accadeva da decenni. Sono gli effetti delle politiche portate avanti in questa legislatura dal Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE, Sottosegretario agli Esteri nel Conte 1 e nel Conte 2.<br \/>\n\u201cLa prima cosa che mi colp\u00ec una volta entrato alla Farnesina, fu l\u2019assenza di giovani\u201d, commenta l\u2019ex Sottosegretario. \u201cPer questo \u2013 spiega \u2013 fin da subito mi attivai per trovare i fondi necessari a consentire nuove assunzioni al ministero, soldi trovati \u2013 non senza sforzo \u2013 nelle ultime leggi di bilancio. Sono molto soddisfatto di sapere che presto altre 400 unit\u00e0 di personale contribuiranno ad agevolare e velocizzare il lavoro a favore degli italiani all\u2019estero e del Sistema Italia nel mondo\u201d.<br \/>\nLe assunzioni \u2013 tutte a tempo indeterminato \u2013 riguardano, in particolare, personale non dirigenziale. Si tratta di collaboratori di amministrazione, di area contabile e consolare, ma anche di tecnici per i servizi di informatica e telecomunicazioni.<br \/>\n\u201cLa rivoluzione che come MAIE abbiamo portato avanti al ministero degli Esteri negli ultimi tre anni, continua a dare i suoi frutti\u201d, sottolinea il Senatore, che conclude: \u201cL\u2019auspicio \u00e8 che la formazione di questo personale possa terminare prima possibile, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tanto lavoro da fare; i nostri connazionali, ovunque siano nel mondo, meritano di ricevere servizi consolari efficienti in tempi dignitosi. Noi, nel Parlamento italiano, continueremo a batterci per questo\u201d.<\/p>\n<p><em>b &#8211; Farnesina,<\/em><br \/>\n<em>en breve 400 nuevos empleados. Merlo (MAIE): &#8220;Efecto de nuestras pol\u00edticas en el gobierno&#8221;<\/em><br \/>\n&#8220;La revoluci\u00f3n que como MAIE hemos llevado a cabo en el Ministerio de Relaciones Exteriores en los \u00faltimos tres a\u00f1os, sigue dando sus frutos&#8221;, subraya el Senador Ricardo Merlo, Presidente del Movimiento Asociativo Italiano en el Exterior<br \/>\nLa Farnesina ha convocado un concurso p\u00fablico, por ex\u00e1menes, para la contrataci\u00f3n de un total de 400 funcionarios. No suced\u00eda desde hace d\u00e9cadas. Estos son los efectos de las pol\u00edticas aplicadas en esta legislatura por el Senador Ricardo Merlo, Presidente de MAIE, Subsecretario de Relaciones Exteriores en los gobiernos Conte 1 y Conte 2.<br \/>\n&#8220;Lo primero que me llam\u00f3 la atenci\u00f3n una vez que entr\u00e9 en la Farnesina fue la ausencia de j\u00f3venes&#8221;, comenta el ex Subsecretario. &#8220;Por esta raz\u00f3n -explica- inmediatamente tom\u00e9 medidas para encontrar los fondos necesarios para permitir nuevas contrataciones en el ministerio, dinero encontrado &#8211; no sin esfuerzo &#8211; en las \u00faltimas leyes presupuestarias. Me complace mucho saber que pronto otros 400 empleados ayudar\u00e1n a facilitar y acelerar el trabajo a favor de los italianos en el exterior y del Sistema italiano en el mundo&#8221;.<br \/>\nLas contrataciones -todas a tiempo indeterminado- se refieren, en particular, al personal no directivo. Se trata de personal administrativo, contable y consular, pero tambi\u00e9n de t\u00e9cnicos para los servicios de inform\u00e1tica y telecomunicaciones.<br \/>\n&#8220;La revoluci\u00f3n que como MAIE, hemos llevado a cabo en el Ministerio de Relacione Exteriores en los \u00faltimos tres a\u00f1os, sigue dando sus frutos&#8221;, subraya el Senador, que concluye: &#8220;Estamos esperanzados en que la formaci\u00f3n de este personal pueda terminar lo antes posible, porque hay mucho trabajo por hacer; nuestros compatriotas, dondequiera que est\u00e9n en el mundo, merecen recibir servicios consulares eficientes con tiempos de espera razonables. Nosotros, en el Parlamento italiano, seguiremos luchando por esto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; Alfiero Grandi*. SFIDARE DRAGHI SUL FUTURO E SULLE SCELTE. IL GOVERNO DRAGHI \u00c8 INSEDIATO E AL COMPLETO, QUINDI PU\u00d2 OPERARE E ORA OCCORRE INCALZARLO PER VERIFICARE SE E IN QUALE MISURA CI SIANO DISPONIBILIT\u00c0 AD ASCOLTARE E A TENERE CONTO DELLE RICHIESTE CHE VENGONO DA ASSOCIAZIONI, DAI CITTADINI, DAL PAESE.<\/strong><br \/>\nNaturalmente \u00e8 lecito avere dubbi e anche qualcosa di pi\u00f9 sulla reale capacit\u00e0 del nuovo governo di realizzare gli impegni presi di fronte al parlamento e al paese.<br \/>\nVale la pena di insistere sull\u2019esigenza di fondo di non restare in attesa ma di farsi sentire al pi\u00f9 presto, di incalzare il governo, anche perch\u00e9 alcuni importanti impegni sono a scadenza molto ravvicinata. Se i tempi dovessero slittare l\u2019Italia rischia di pagare un prezzo pesante in salute e nel futuro economico e sociale.<br \/>\nIncalzare, premere sul governo \u00e8 anche il modo migliore per spingere le forze politiche che sostenevano il governo Conte a non restare in attesa. Nella fase di formazione del governo Draghi non c\u2019\u00e8 stata sufficiente attenzione, n\u00e9 un confronto sulle scelte tali da rendere visibile e chiaro il modo di stare nella maggioranza e nel governo di questo schieramento con forze di norma antagoniste.<\/p>\n<p>QUESTO HA LASCIATO SPAZIO ALLA DESTRA E IN PARTICOLARE ALLA LEGA PER ALZARE LA VOCE, AD USARE TONI ALTISONANTI, ANCHE SE QUESTO ERA SOLO UN MODO EVIDENTE PER COPRIRE I VOLTAFACCIA IMPROVVISI SU ARGOMENTI DI FONDO.<br \/>\nSalvini in particolare ha subito dichiarazioni nette sull\u2019Europa, sull\u2019Euro, sulle alleanze internazionali che hanno stracciato in pochi minuti anni di sedizione leghista. Questo non basta, non \u00e8 una soluzione durevole in s\u00e9, serve solo a ricordare che Salvini e la Lega debbono cercare di nascondere i loro voltafaccia clamorosi e cercano di farlo alzando la voce, minacciando e ringhiando, prendendosela con altri a partire dal Ministro Speranza, oggi pi\u00f9 che mai nel mirino della destra, anche se non \u00e8 l\u2019unico.<br \/>\nLa maggioranza del governo Conte non deve assopirsi, tanto meno disgregarsi, anche se il M5Stelle sta attraversando una crisi difficile i cui sbocchi sono per ora imprevedibili.<br \/>\nTanto pi\u00f9 che \u00e8 evidente una distinzione di ruoli tra Governo e parlamento, con quest\u2019ultimo destinato a poter svolgere un ruolo pi\u00f9 autonomo ed impegnativo e non solo sugli argomenti che non sono nel programma del governo Draghi.<\/p>\n<p>Pandemia. Per ora si avverte che le ragioni le difficolt\u00e0 del governo Conte 2 sono le stesse del governo Draghi: mancano i vaccini, condizione essenziale per vaccinazioni di massa. Il ritmo di vaccinazione per ora \u00e8 buono ma si esercita su una quantit\u00e0 di vaccini insufficienti a garantire il raggiungimento della soglia necessaria di immunit\u00e0.<br \/>\nA questo proposito propongo di cassare la definizione immunit\u00e0 di gregge, anzitutto perch\u00e9 i cittadini non sono n\u00e9 possono essere paragonati ad un gregge, notoriamente subalterno, inoltre perch\u00e9 ci sono altre espressioni del tutto paragonabili che non hanno questo tono paternalistico verso i cittadini.<br \/>\nLe dichiarazioni della Commissione europea al venir meno dei vaccini promessi sono risultate inefficaci e nulla di concreto \u00e8 stato fatto finora, se non minacce senza seguito, tanto che pare che lo stesso Draghi abbia alzato la voce contro le multinazionali che non mantengono gli impegni.<br \/>\nSe dovesse continuare questo stallo inutile prendersela con chi romper\u00e0 il fronte europeo, che invece \u00e8 stata una buona scelta per evitare concorrenze interne all\u2019Unione, ma per sostenerla occorrono fatti. Difficile non vedere il parallelismo tra il buon andamento delle vaccinazioni negli Usa accelerate \u2013 giustamente \u2013 da Biden e in Gran Bretagna da Johnson di fronte all\u2019aggravamento della pandemia. Multinazionali con sede negli Usa non possono non essere state influenzate dal governo USA e AstraZeneca (anglo-svedese) ha spiegato che l\u2019impegno con la Gran Bretagna era precedente a quello con l\u2019Unione, quindi una certa influenza del governo inglese c\u2019\u00e8 stata.<br \/>\nComprensibile l\u2019iniziativa straordinaria per immunizzare di questi paesi, ma anche per questo la Commissione europea deve decidere subito cosa intende fare. O \u00e8 in grado di imporre l\u2019arrivo dei vaccini promessi alle multinazionali oppure deve imporre, usando le regole internazionali in caso di pandemia (\u00e8 in corso una raccolta di firme europea che chiede la sospensione dei brevetti e va sostenuta in tutti i modi) e sospendere i brevetti per il periodo necessario di fronte all\u2019emergenza vaccini in Europa, per fronteggiare la pandemia aggravata dalle mutazioni e dalla loro pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p>TUTTO NON SI PU\u00d2 FARE, O SI D\u00c0 PRIORIT\u00c0 ALLA SALUTE O SI RISPETTANO ASTRATTE REGOLE SUI BREVETTI.<br \/>\nImitare la Gran Bretagna con una sola vaccinazione non \u00e8 convincente, non solo comunque aumenterebbe di poco le vaccinazioni ma vorrebbe dire prendere atto di un fallimento degli accordi con le multinazionali che invece l\u2019Europa ha tutte le condizioni per costringere a fare quanto \u00e8 necessario con accordi o con metodi costrittivi. Senza trascurare che ci sono altri vaccini in arrivo e occorre decidere in fretta se sono buoni oppure no, ad esempio quello russo.<br \/>\nE\u2019 un boccone duro da digerire per i liberisti ancora tanto forti in Europa ma la salute della popolazione europea viene prima di tutto. Whatever it takes, disse Draghi dallo scranno della BCE, ora deve ripeterlo con forza da Presidente del Consiglio, altrimenti la spinta propulsiva che voleva imprimere alle vaccinazioni per salvare vite e rimettere in moto l\u2019economia non funzioner\u00e0. Ore, non settimane per decidere.<br \/>\nIl secondo punto decisivo su cui puntare \u00e8 il PNRR. \u00c8 stato fatto osservare che le decisioni che si prenderanno all\u2019inizio di maggio dureranno fino al 2026 e decideranno del futuro economico e sociale dell\u2019Italia e dopo la presentazione all\u2019Unione non sar\u00e0 possibile modificare granch\u00e9.<br \/>\nDraghi ha fatto la scelta istituzionale di partire dall\u2019ultima versione del PNRR presentata al parlamento e agli italiani (e alla Commissione) anche se non definitiva. Il significato di questa scelta non \u00e8 del tutto chiaro, in ogni caso quel piano va cambiato a fondo, perch\u00e9 non ha la forza di progettare uno sviluppo diverso del nostro paese, n\u00e9 di essere lo strumento per rinsaldare il rapporto Nord\/Sud, n\u00e9 di riuscire a inglobare nel futuro quella parte del paese che la pandemia ha gettato ai margini, divaricando condizioni sociali, redditi, ricchezze in modo esplosivo.<br \/>\nIl vulcano sociale ribolle. Occorre il pathos delle grandi scelte, dei momenti di svolta. Pu\u00f2 essere che ad un certo punto il blocco dei licenziamenti non regga pi\u00f9, ma allora occorrono progetti nuovi all\u2019altezza del progetto roosveltiano della Tennessee Valley, cio\u00e8 lavoro creato ad hoc per unire la gestione della tragedia passata con la speranza di futuro. Poich\u00e9 lo sviluppo innovativo richiede tempi e forza nel frattempo occorre riempire questo vuoto o dopo la crisi da pandemia verr\u00e0 una nuova fase di crisi sociale ed economica senza speranza, con milioni di persone allo sbando e questo sarebbe un momento tragico per il futuro della nostra democrazia.<br \/>\nPer questo non si pu\u00f2 sbagliare, il PNRR deve essere discusso, confrontato, recependo idee forti, cercando di arrivare alla speranza che tutti ce la caviamo, per parafrasare un bel libro.<br \/>\n\u00c8 vero che contrariamente al passato occorrer\u00e0 dedicare ben altra attenzione anche alla parte attuativa, che di solito \u00e8 la parte pi\u00f9 trascurata delle politiche dei governi. Basta guardare a quanti decreti attuativi siano tuttora da approvare dei provvedimenti dei governi Conte: un\u2019enormit\u00e0, e siamo ancora alle carte poi c\u2019\u00e8 il lavoro per attuare le decisioni.<br \/>\nTuttavia prima di curare al meglio la procedura attuativa occorre discutere le scelte e queste non sono decisioni che possono assomigliare ai passi felpati tipici degli organi delle banche centrali e non solo. Occorre un dibattito politico pubblico sulle scelte. I partiti della maggioranza precedente vogliono occuparsi del futuro dell\u2019Italia?<br \/>\nDraghi ha preso l\u2019impegno di innovare, andiamo a vedere le carte e incalziamo con proposte che abbiano la necessaria radicalit\u00e0 e fondatezza realizzativa, a partire dalla scelta di una riconversione ambientale dell\u2019economia e di un nuovo sistema energetico. Le banche hanno riverniciato parte delle loro scelte come solidali, alla prova finestra questo si \u00e8 rivelato non vero. Ora si tratta dell\u2019Italia e questo pericolo non possiamo permetterlo. Non possiamo consentire di riverniciare il vecchio perch\u00e9 non ci sar\u00e0 una prova d\u2019appello.<br \/>\n*(Alfiero Grandi da Jobsnews)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; Nicola Fratoianni * &#8211; NO, GLI INTERESSI DI BONOMI NON SONO QUELLI DEI LAVORATORI. SINISTRA ITALIANA HA VOTATO NO ALLA FIDUCIA METTERSI A DISPOSIZIONE DI QUELLA PARTE DI SOCIETA\u2019 CHE E\u2019 FUORI DAI RADAR DI QUESTO GOVERNO.<\/strong><br \/>\nIL passaggio fra i due governi \u00e8 stato accompagnato da narrazioni tossiche. Innanzitutto la poderosa campagna di delegittimazione di Giuseppe Conte, del suo governo e della sua maggioranza \u201cirregolare\u201d, capaci di ottenere un risultato storico in Europa sul Recovery fund, ma inadatti a gestire la programmazione e la spesa di quei fondi secondo buona parte della stampa italiana e un pezzo del mondo politico, con Matteo Renzi in testa. A cosa serviva la delegittimazione? A preparare il terreno al \u201cgoverno dei migliori\u201d, all\u2019\u00e9lite tecnica e culturale del Paese, che entra in campo per commissariare la politica incapace. Anche questo \u00e8 parte della narrazione tossica: il ritornello del fallimento della politica, che ciclicamente ritorna, quando le decisioni della politica non piacciono ai manovratori.<br \/>\nE poi l\u2019unit\u00e0 come dovere. Ne ha parlato il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso al Senato ed \u00e8 diventato un vero e proprio mantra del discorso pubblico. Utile a rappresentare come identitari o come traditori dell\u2019interesse generale coloro che si oppongono. Ma di quale interesse parliamo? Non mi convince l\u2019idea che di fronte alle conseguenze della pandemia siamo tutti sulla stessa barca. Ecco perch\u00e9 va ristabilita qualche verit\u00e0.<br \/>\nIl No, mio e di Sinistra italiana, alla fiducia si basa essenzialmente su due elementi. Il primo ha a che fare con la caduta del precedente governo, che non \u00e8 avvenuto per un incidente. Al contrario, come gi\u00e0 detto, \u00e8 stato un processo politico premeditato, con l\u2019obbiettivo di rovesciare l\u2019ordine delle priorit\u00e0 che la precedente maggioranza aveva stabilito, seppur a fatica. Il governo Sinistra italiana ha votato no alla fiducia per mettersi a disposizione di quella parte di societ\u00e0 che \u00e8 fuori dai radar di questo governo Draghi nasce quindi sotto un disegno politico ben diverso dal precedente.<br \/>\nIn secondo luogo, il perimetro del nuovo governo \u00e8 un caso unico in Europa, dove non esistono governi composti da tali maggioranze, nemmeno in nome della presunta unit\u00e0 nazionale. L\u2019unit\u00e0 non \u00e8 mai un dovere. Al contrario, il dovere della politica \u00e8 prendere parte, sapendo costruire mediazioni e compromessi ma sempre ricordando che gli interessi ed i bisogni non sono indistinti. Non stanno insieme gli interessi della Confindustria di Bonomi che vuole sbloccare i licenziamenti con quelli dei lavoratori e delle lavoratrici.<br \/>\nNon \u00e8 conciliabile chi considera il reddito un insopportabile spreco assistenzialista, col diritto alla dignit\u00e0 di precari, lavoratori poveri ed esclusi.<br \/>\nCos\u00ec come non \u00e8 possibile tenere assieme il disegno di legge di Alessandro Zan (contro omotransfobia e misoginia, ndr) con il medioevo sul corpo delle donne sognato dal senatore Simone Pillon .<br \/>\nSui migranti poi, i primi segnali che possiamo valutare, direttamente dalle parole del presidente del Consiglio, non sono per nulla rassicuranti. E ulteriori elementi di preoccupazione arrivano su quel che non si dice: come si vuole affrontare la riforma fiscale?<br \/>\nCosa si fa per i ristori alle categorie in difficolt\u00e0?<br \/>\nE ancora, che fine fanno i lavoratori delle \u201cimprese da non finanziare\u201d?<br \/>\nMi pare che questo governo parli soprattutto ai , a chi pu\u00f2 farcela surfando sulle dinamiche del mercato, cui si ritorna ad affidare il ruolo di regolatore della vita sociale ed economica. Proprio nel momento storico in cui \u00e8 ampiamente dimostrato che il mercato non \u00e8 solo inefficace, ma persino dannoso.<br \/>\nPer questo ci opponiamo. Non solo per tenere aperta una prospettiva, ma anche per segnalare un punto di vista diverso sulle cose del mondo e sui guasti che questo mondo ha provocato alla vita della maggioranza delle persone, per parafrasare Tony Judt. Perch\u00e9 \u00e8 nel mondo, e non solo nelle istituzioni o addirittura dentro il perimetro del governo, che si misura la capacit\u00e0 della politica di farsi efficace per il destino di milioni di persone. E il No di Sinistra italiana \u00e8 anche un messaggio, un mettersi a disposizione con le sue funzioni e con il suo ruolo per quel pezzo di societ\u00e0 cui il governo sembra non parlare e non guardare.<br \/>\n(* L\u2019autore &#8211; Nicola Fratoianni \u00e8 segretario di Sinistra italiana e deputato di Liberi e uguali)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 \u2013 Zuhair*: LA VISITA DEL PAPA IN IRAQ \u00c8 STORICA MA RISCHIOSA. LA VISITA DI PAPA FRANCESCO IN IRAQ (DAL 5 ALL\u20198 MARZO) \u00c8 STORICA, MA RISCHIOSA. STORICA PERCH\u00c9 \u00c8 LA PRIMA VOLTA CHE UN PAPA VISITA IL PAESE. RISCHIOSA, IN PARTICOLARE PER QUATTRO MOTIVI.<\/strong><\/p>\n<p>IN PRIMIS, un pericolo \u00e8 rappresentato dalla diffusione dell\u2019epidemia di covid-19 in un paese con un servizio sanitario carente. Il 5 marzo il ministero della sanit\u00e0 iracheno ha registrato 5.043 nuovi casi giornalieri di infezione, mentre la campagna vaccinale non \u00e8 neppure cominciata.<\/p>\n<p>Altro motivo di preoccupazione sono le forti tensioni tra l\u2019Iran e gli Stati Uniti, con le loro ripercussioni sull\u2019Iraq. Nel corso del secondo giorno della sua visita papa Francesco terr\u00e0 un delicato incontro con il grande ayatollah Ali al Sistani nella citt\u00e0 santa di Najaf. Agli occhi degli iraniani pi\u00f9 suscettibili questo potrebbe sembrare come un riconoscimento di Najaf come riferimento religioso degli sciiti di tutto il mondo (e non della citt\u00e0 iraniana di Qom e della guida suprema iraniana Ali Khamenei). Finora non ci sono stati commenti ufficiali di Teheran, ma milizie irachene fedeli agli Hezbollah iraniani hanno denunciato la visita dichiarando: \u201cAttenzione alle macchinazioni che si nascondono dietro la facciata del dialogo interreligioso\u201d, e l\u2019hanno definita un \u201culteriore passo verso la normalizzazione con Israele\u201d. Appena quattro giorni prima della visita era stata attaccata la base militare di Balad, in rappresaglia contro il bombardamento statunitense delle postazioni filo-iraniane in Siria, al confine con l\u2019Iraq. Nell\u2019attacco un contractor statunitense \u00e8 stato ucciso e molti altri sono rimasti feriti.<br \/>\nLa scorsa settimana inoltre il gruppo Stato islamico ha ripreso le sue attivit\u00e0 militari in molte citt\u00e0 irachene, compresa Baghdad, prima tappa del viaggio del papa.<br \/>\nInfine un\u2019altra tappa delicata nella visita del pontefice sar\u00e0 il governatorato di Dhi Qar, dove \u00e8 prevista una visita al sito archeologico di Ur, considerato la patria di Abramo, padre delle tre grandi religioni monoteiste. La citt\u00e0 di Dhi Qar \u00e8 il fulcro delle proteste cominciate nell\u2019ottobre del 2019. Negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza sette persone sono state uccise e oltre quaranta ferite. Per accogliere il papa con un messaggio di pace, in un paese teatro di aspre divisioni, i manifestanti hanno deciso di sospendere le proteste. Un giorno prima dell\u2019arrivo del pontefice i manifestanti protagonisti della \u201crivolta di Tishrin\u201d hanno diffuso una dichiarazione in cinque punti in cui chiedono a papa Francesco di aiutarli a fermare le uccisioni e garantire la correttezza delle prossime elezioni previste a ottobre 2021.<br \/>\nAlla luce di tutti questi pericoli il governo sta facendo del suo meglio per salvaguardare la visita del papa. Una forza militare speciale appartenente al corpo presidenziale \u00e8 arrivata nel governatorato di Dhi Qar per assicurarne la protezione nel corso della tappa nell\u2019antica citt\u00e0 di Ur. Lo sforzo \u00e8 garantire la sicurezza del viaggio del pontefice come messaggio di pace in un paese con una lunga storia di guerre e divisioni sanguinose.<br \/>\n(Zuhair al Jezairy, giornalista, Traduzione di Francesco De Lellis)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; Zingaretti si dimette con un post. 01 -La Marca (Pd): ho fatto appello al ministro David Lametti a unire gli sforzi per chiudere <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=34482\" title=\"n\u00b0 10 \u2013 6 Marzo 2021 RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL\u2019ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI. 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