{"id":33988,"date":"2021-01-02T13:42:41","date_gmt":"2021-01-02T13:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33988"},"modified":"2021-01-02T14:44:03","modified_gmt":"2021-01-02T14:44:03","slug":"n1-21-01-02-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33988","title":{"rendered":"n\u00b01 &#8211; 21 01 02 &#8211; RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI"},"content":{"rendered":"\r\n<p>21 01 02 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL&#8217; ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI.<br \/><br \/>A TUTTI I NOSTRI LETTORI TANTI AUGURI DI BUON ANNO.<br \/><br \/>01 \u2013 Agenda EUROPA, 2021. Il Portogallo ha assunto la presidenza di turno dell\u2019Ue, indicando come priorit\u00e0 l&#8217;entrata in vigore del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e l&#8217;attuazione del Recovery, oltre alla lotta al coronavirus (Euronews).<br \/>2 &#8211; Legge di Bilancio 2021 approvata: le misure e il decreto correttivo. Legge di Bilancio 2021 approvata in via definitiva in Senato: confermate le misure, un decreto correttivo per garantire il taglio del cuneo fiscale.<br \/>03 \u2013 A. Grandi &#8211; Sulla legge elettorale le colpe sono tutte della maggioranza. Paolo Mieli sul Corriere evidenzia il rischio che si arrivi ad una crisi politica del governo prima del semestre in cui il Presidente della Repubblica non potr\u00e0 pi\u00f9 sciogliere le Camere <br \/>04 \u2013 USA: Dorothy Day, quell\u2019inquieto amore per i diseredati. RITRATTI. \u00abUna lunga solitudine\u00bb, l\u2019autobiografia firmata dall&#8217;attivista statunitense. Cronista e infermiera, radicale e anarchica.<br \/>05 &#8211; Brevi dal mondo: Cina 2028, Alibaba, bombe di Natale su Gaza, Turchia-Libia.<br \/>06 &#8211; Next generation africa. Parlare di Africa in questo momento, alla fine di un anno orribile, pu\u00f2 sembrare un\u2019eccentricit\u00e0 ma non lo \u00e8.<br \/>07 &#8211; ALIAS DOMENICA. Venticinque civilt\u00e0 cancellate dalla storia. Archeologia e antropologia. L\u2019\u00abHomo heidelbergensis\u00bb, il sito mesolitico di G\u00f6bekli Tepe, l\u2019\u00abEuropa antica\u00bb danubiana: \u00abCulture dimenticate\u00bb,<br \/>08 &#8211; La lunga marcia dei diritti delle donne nel mondo. Avevamo bisogno di una buona notizia per concludere questo difficile 2020,<br \/>09 &#8211; Le voci della rivoluzione .<br \/>10 &#8211; In Cile le donne guidano il cambiamento.<br \/>11 &#8211; Matteo Bortolon*: Post-Covid, chiediamoci se nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. Le vecchie idee di base della cultura neoliberista &#8211; autosufficienza del mercato, interventismo pubblico come fattore residuale, capacit\u00e0 della mera dinamica di offerta e domanda di fare fronte a \u00abshock\u00bb come quello attuale &#8211; hanno definitivamente mostrato la propria insensatezza<br \/><br \/><br \/>01 \u2013 AGENDA EUROPA, 2021. IL PORTOGALLO HA ASSUNTO LA PRESIDENZA DI TURNO DELL\u2019UE, INDICANDO COME PRIORIT\u00c0 L&#8217;ENTRATA IN VIGORE DEL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027 E L&#8217;ATTUAZIONE DEL RECOVERY, OLTRE ALLA LOTTA AL CORONAVIRUS (Euronews). <br \/>Il Paese prende il testimone dalla Germania della cancelliera Angela Merkel, che nell\u2019ultimo discorso di Capodanno ha confermato la sua intenzione di non ricandidarsi, dopo quattro mandati, alle elezioni federali di settembre (Dw).<br \/>Arrivederci? \u201cLa Scozia torner\u00e0 presto, Europa&#8221;, ha scritto la premier Nicola Sturgeon su Twitter (Sky News). La sfida con il governo di Londra \u00e8 destinata a consumarsi gi\u00e0 alla tornata di amministrative di maggio, quando verr\u00e0 rinnovato il Parlamento di Edimburgo (Politico).<br \/>B-day L\u2019esordio dei controlli al confine con il Regno Unito dall&#8217;effettiva entrata in vigore di Brexit, non ha fatto registrare disagi (Ap). Tra i primi provvedimenti di Londra c\u2019\u00e8 l&#8217;abolizione dell&#8217;Iva su assorbenti e altri prodotti igienici destinati alle donne. Le norme comunitarie prevedono che la tassa possa scendere non oltre il 5% (Ansa).<br \/>OSSERVATI SPECIALI<br \/>Il segretario generale dell\u2019Onu Antonio Guterres ha scritto ai Paesi membri per chiedere di nominare gli osservatori che faranno parte di una missione internazionale in Libia. Gli obiettivi sono il monitoraggio della tregua concordata a ottobre e dell\u2019embargo sulle armi, oggi quasi ignorato (Repubblica).<br \/>Scomode eredit\u00e0 L\u2019Iran teme che Donald Trump ordini un nuovo raid prima della fine del suo mandato, scrive il Guardian, e minaccia ritorsioni sulle basi americane in Medio Oriente.<br \/>TRANSIZIONE AMERICANA<br \/>Il Congresso ha annullato per la prima volta un veto del presidente Trump, dando il via libera alla legge sul bilancio da 740 miliardi di dollari per la Difesa (Reuters). Il Senato a maggioranza repubblicana ha approvato il provvedimento con oltre due terzi dei voti (Wp+).<br \/>Ultimi assalti Due deputati hanno confermato alla Cnn che 140 repubblicani vogliono contestare l\u2019elezione di Joe Biden nella seduta del 6 gennaio. Ma il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell scoraggia i colleghi (Axios). Gli avvocati di Mike Pence chiedono di respingere un\u2019istanza che vorrebbe riconoscere al vicepresidente il potere di ribaltare il verdetto delle urne (Ap).<br \/>America first Trump ha esteso fino a marzo il blocco delle Green Card per lavoratori stranieri. La scadenza era fissata per il 31 dicembre e diverse associazioni di imprenditori contestano la proroga (Reuters).<br \/><br \/>I RITARDI DEL VACCINO<br \/>L\u2019azienda tedesca BioNTech lancia un allarme sul vaccino anti Covid: se non arriver\u00e0 l\u2019autorizzazione per altri sieri non si riuscir\u00e0 a coprire il fabbisogno (La Stampa). L&#8217;Oms ha autorizzato l\u2019uso delle dosi Pfizer in tutti Paesi (Fanpage). Il ministro tedesco della Salute Jens Spahn ha esortato l&#8217;Ema ad approvare il vaccino AstraZeneca, ma i tempi restano incerti (Dw).<br \/>Chi va avanti L\u2019India \u00e8 il terzo Paese dopo Regno Unito e Argentina ad approvare l&#8217;utilizzo del vaccino Oxford-AstraZeneca. La somministrazione potrebbe iniziare mercoled\u00ec (Sky TG24). Israele ha il primato di immunizzati: oltre un milione in 20 giorni, pi\u00f9 di un decimo della popolazione (Il Fatto Quotidiano).<br \/>Terza ondata Gli Usa hanno superato i 20 milioni di casi Covid e 346mila vittime (Nyt+). Il Regno Unito venerd\u00ec ha registrato altri 53.285 casi: Londra terr\u00e0 chiuse la scuole primarie per due settimane (Reuters). Coprifuoco anticipato alle 18 in 15 dipartimenti della Francia (France 24).<br \/>Bollettino Sono 22.211 i nuovi contagi in Italia, con un rapporto positivi-tamponi che sale al 14,1% e 462 vittime (Ansa). In vista del ritorno alle fasce di rischio, il 7 gennaio, le Regioni chiedono una modifica dei criteri per il conteggio dei tamponi (Ansa) e di ripartire con la scuola in presenza al 50%.<br \/><br \/>CANTIERE ITALIA<br \/>L\u2019elogio dei \u201ccostruttori\u201d in politica da parte del Capo dello Stato nel discorso di fine anno riscuote il plauso unanime delle forze politiche. \u00c8 tempo \u201cdi ricostruire\u201d, \u00e8 il commento di Nicola Zingaretti. \u201cParole sante\u201d, osserva Matteo Salvini; \u201cNessuno \u00e8 pi\u00f9 costruttore di noi\u201d dice Italia Viva (Corriere). Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni si dichiarano in sintonia con il presidente, che ha ribadito che il 2021 sar\u00e0 il suo ultimo anno di mandato (Formiche).<br \/>Dopo i buoni propositi La possibile crisi di governo rimane il nodo politico dei primi giorni dell&#8217;anno: il premier Giuseppe Conte cerca dei &#8220;responsabili&#8221; in Aula per misurarsi e sfidare Italia Viva, scrive Repubblica+. Il presidente della Camera, Roberto Fico, definisce &#8220;disastrosa&#8221; l&#8217;ipotesi di una crisi di governo (La Stampa+)<br \/>Conte non ha pi\u00f9 in mano la sua maggioranza, definisca gli obiettivi del suo programma e ritrovi la fiducia dei partiti, scrive il direttore del Corriere, Luciano Fontana<br \/>Anno elettorale Roberto Rasia dal Polo, direttore della comunicazione del gruppo Pellegrini, ha dato la disponibilit\u00e0 a candidarsi a sindaco di Milano, smuovendo le acque del centrodestra. La Lega si dice \u201cpossibilista\u201d; pi\u00f9 fredda la reazione di Forza Italia e Fratelli d\u2019Italia (Repubblica).<br \/><br \/>ORIZZONTI<br \/>Sempre pi\u00f9 ricchi In base alla classifica Bloomberg i top 20 pi\u00f9 ricchi al mondo hanno incrementato la loro fortuna in media del 24% nel 2020. In cima alla classifica rimane Jeff Bezos, con un patrimonio netto di 193,7 miliardi di dollari, seguito da Elon Musk e Bill Gates.<br \/>Lenta risalita Secondo uno studio di Intesa Sanpaolo, l\u2019Italia non torner\u00e0 a livelli di crescita pre Covid fino al 2025. La ripresa nel secondo semestre 2021 far\u00e0 segnare al Paese il +4,7% del Pil dopo aver perso il 9 nel 2020, ma il debito rester\u00e0 a lungo oltre il 160% (La Stampa).<br \/><br \/>MONDO REALE.<br \/>Fisco incombente Circa 35 milioni tra cartelle, ipoteche e fermi amministrativi sospesi nel 2020 potrebbero ripartire, in mancanza di un rapido intervento dell\u2019esecutivo. Il governo ha annunciato che lavora a una nuova rottamazione e al saldo e stralcio (Ansa).<br \/><br \/>SPORT &#8211; Sprint di fondo Federico Pellegrino ha vinto la terza gara su quattro sprint stagionali di sci di fondo al Tour de Ski in Svizzera, raggiungendo il primo posto in classifica di Coppa del Mondo di specialit\u00e0 (Repubblica).<br \/>Classica al via La pandemia non ferma la Dakar, che si corre da oggi nel deserto dell\u2019Arabia Saudita. Al via ci saranno 17 donne (Ansa). Il favorito \u00e8 Carlos Sainz, pap\u00e0 del pilota ferrarista (Gazzetta).<br \/>( da Internazionale )<\/p>\r\n<p><br \/>2 &#8211; LEGGE DI BILANCIO 2021 APPROVATA: LE MISURE E IL DECRETO CORRETTIVO. LEGGE DI BILANCIO 2021 APPROVATA IN VIA DEFINITIVA IN SENATO: CONFERMATE LE MISURE, UN DECRETO CORRETTIVO PER GARANTIRE IL TAGLIO DEL CUNEO FISCALE.<br \/>PIOGGIA DI INCENTIVI E BONUS NEL 2021<br \/>Confermata in Senato la fiducia al disegno di legge della Manovra 2021 (Bilancio di previsione dello Stato per l\u2019anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023), che incassa anche il parere positivo dell\u2019Aula (153 voti favorevoli e 118 contrari): il testo della Legge di Bilancio a questo punto \u00e8 definitivo.<br \/>Confermate tutte le principali misure, che nel loro insieme valgono circa 40 miliardi. Un decreto correttivo dovr\u00e0 invece intervenire per correggere un errore nello stanziamento delle risorse destinate al taglio del cuneo fiscale in bista paga fino a 1200 l\u2019anno. Il provvedimento \u00e8 atteso a brevissimo, cos\u00ec da partire a gennaio con le \u201ccarte in regola\u201d.<br \/>Nella Manovra trovano posto moltissimi aiuti pensati per sostenere da un lato le attivit\u00e0 produttive e dall\u2019altro le famiglie e l\u2019economia reale, per sostenere anche i consumi. Per il 2021 ci sono dunque specifici pacchetti di misure per imprese e lavoro, fisco e famiglie, credito agevolato.<br \/>Tra le altre importanti misure ricordiamo l\u2019anno bianco per le Partite IVA (esonero contributivo per autonomi e professionisti in albo che hanno gravi subito perdite), il rinnovo della cassa Covid (altre 12 settimane di CIG, senza contributivo addizionale da parte dei datori di lavoro) e l\u2019istituzione del sussidio ISCRO anche per gli autonomi in gestione separata, il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo, il contratto di espansione per le medie aziende che riorganizzano (con incentivi all\u2019esodo pensione e staffetta generazionale).<br \/>E poi ancora l\u2019estensione per un altro anno di APe Social e Opzione Donna, da luglio prossimo l\u2019assegno unico per i figli (che per il 2021 si accompagna al bonus beb\u00e8 senza ancora sostituirlo), la proroga del Superbonus al 110% fino al 2022.<br \/>Il commento del Ministro dell\u2019Economia, Roberto Gualtieri, a margine dell\u2019approvazione in Senato della Legge di Bilancio.<br \/>Sono molto soddisfatto. Si conclude un iter in tempi rapidi, ringrazio il Parlamento, che consente l\u2019approvazione di una legge di bilancio ambiziosa, fortemente espansiva, orientata alla crescita, al lavoro, alla coesione. Ci sono misure di carattere storico, come le risorse per il varo dell\u2019assegno unico per i figli, per l\u2019avvio della riforma fiscale. Misure non solo per uscire dalla crisi, ma per rilanciare la crescita.<br \/>La Manovra, lo ricordiamo, entra il vigore il primo gennaio 2021.<br \/>(da Redazione PMI.It)<\/p>\r\n<p><br \/>03 \u2013 A. GRANDI &#8211; SULLA LEGGE ELETTORALE LE COLPE SONO TUTTE DELLA MAGGIORANZA. PAOLO MIELI SUL CORRIERE EVIDENZIA IL RISCHIO CHE SI ARRIVI AD UNA CRISI POLITICA DEL GOVERNO PRIMA DEL SEMESTRE IN CUI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON POTR\u00c0 PI\u00d9 SCIOGLIERE LE CAMERE. In sostanza un incidente di percorso potrebbe costringerci a votare con la legge elettorale in vigore: il Rosatellum rimaneggiato dalla Lega. Presto entrer\u00e0 in vigore il decreto del governo che ridefinisce collegi e circoscrizioni sulla base del taglio dei parlamentari, presentato come un atto dovuto, ma non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>Non \u00e8 una \u201cstranezza del destino\u201d che questo decreto, che applica il taglio dei parlamentari, sia in arrivo, come scrive Mieli. La responsabilit\u00e0 \u00e8 della maggioranza che ha rinunciato ad approvare una nuova legge elettorale, come si era impegnata a fare durante la campagna elettorale referendaria. Questo \u00e8 il risultato dell&#8217;incoscienza di una maggioranza che cos\u00ec rischia di regalare la vittoria alle destre perch\u00e8 incapace di approvare una nuova legge elettorale proporzionale, tale da aprire una dialettica anche nell&#8217;opposizione.<br \/>Governo e maggioranza sono attraversati da crescenti tensioni. Il governo tende a rinviare, mentre le destre pi\u00f9 aggressive sono all&#8217;attacco per ottenere nuove elezioni ad ogni costo.<br \/>Le difficolt\u00e0 e le incertezze su un contrasto efficace alla pandemia, a partire dai vaccini. Le decisioni da prendere a breve sulla destinazione delle imponenti risorse messe a disposizione dall&#8217;Europa per reagire alla crisi sociale ed economica. Sono tutte ragioni che spingono settori politici e sociali a puntare ad elezioni anticipate prima possibile. Renzi fa incursioni in questo contesto.<br \/>Senza una nuova legge elettorale ci troveremmo a votare con regole pi\u00f9 maggioritarie del Rosatellum, perch\u00e8 la Lega nel maggio 2019 ha ottenuto che il maggioritario fosse prevalente in modo da obbligare il centro destra ad un fronte unico e tentare di ottenere gi\u00e0 con il 35%, o poco pi\u00f9, la maggioranza in parlamento.<br \/>Con questa legge elettorale, se si votasse prima del semestre bianco, il centro destra a trazione leghista potrebbe eleggere da solo il Presidente della Repubblica, ottenere una maggioranza parlamentare tale da modificare la Costituzione, con l&#8217;obiettivo di realizzare un&#8217;autonomia per le regioni sul modello di quelle a statuto speciale e il Presidenzialismo. Obiettivi scritti nel programma elettorale delle destre nel 2018.<br \/>La maggioranza aveva promesso pochi mesi fa una nuova legge elettorale per correggere almeno le peggiori storture derivanti dalla riduzione dei parlamentari, per migliorare la rappresentanza territoriale e per una rappresentanza politica proporzionale.<br \/>Questa situazione di stallo \u00e8 grave e pericolosa. La maggioranza sembra non avvertire la gravit\u00e0 delle conseguenze del blocco della discussione parlamentare.<br \/>E&#8217; urgente l&#8217;approvazione di una nuova legge elettorale per arrivare ad un impianto proporzionale e per consentire ai cittadini di scegliere direttamente i loro rappresentanti, superando finalmente le liste bloccate dei nominati dall&#8217;alto. Le modalit\u00e0 per consentire agli elettori di decidere direttamente i loro rappresentanti possono essere diverse, ma al di l\u00e0 della modalit\u00e0 questo \u00e8 un punto di fondo.<br \/>Mieli non resiste alla tentazione di insistere per una legge elettorale maggioritaria, discutibile sempre, ma che in questa fase taglierebbe di netto la rappresentanza di una parte del paese, che non si sentirebbe rappresentata. Eppure \u00e8 evidente che il nostro paese \u00e8 percorso da pulsioni antipolitiche che possono essere recuperate solo riconoscendo il valore di rappresentare il pi\u00f9 possibile le diverse posizioni politiche e sociali, le originalit\u00e0 territoriali.<br \/>Il nostro paese ha bisogno di una sorta di nuova fase fondativa delle modalit\u00e0 con cui si prendono le decisioni, lavorando per coinvolgere nelle decisioni la grande maggioranza dei cittadini. Esattamente il contrario dell&#8217;indicazione del futuro Presidente del Consiglio nella scheda, cosa che con troppa leggerezza \u00e8 stata fatta passare sotto la fattispecie di capo della coalizione, malgrado sia in evidente contrasto con la Costituzione.<br \/>Una legge elettorale maggioritaria sancirebbe l&#8217;imposizione di una parte sull&#8217;altra e questo potrebbe avvenire senza neppure avere la rappresentanza di una maggioranza dei cittadini.<br \/>Cos\u00ec si rischia di consegnare l&#8217;Italia alle destre per responsabilit\u00e0 della confusione nella maggioranza sulla legge elettorale.<br \/>Alfiero Grandi<\/p>\r\n<p><br \/>04 \u2013 Alessandra Pigliaru*. CULTURA: DOROTHY DAY, QUELL\u2019INQUIETO AMORE PER I DISEREDATI. RITRATTI. \u00abUNA LUNGA SOLITUDINE\u00bb, L\u2019AUTOBIOGRAFIA FIRMATA DALL&#8217;ATTIVISTA STATUNITENSE. Cronista e infermiera, radicale e anarchica. Nel 1933 fonda il giornale \u00abCATHOLIC WORKER\u00bb, poi divenuto un movimento mondiale, e le case di ospitalit\u00e0. Sessant\u2019anni di storia americana raccontati da una protagonista del Novecento <br \/>\u00abUna cosa era scrivere di vicende altrui, avere una conoscenza teorica dello sfruttamento di manodopera, delle ingiustizie e della fame; ben altro era sperimentarlo sulla propria pelle\u00bb. Quando nel 1952 Dorothy Day consegna questo pensiero si riferisce alla sua prigionia, raccontata nell\u2019autobiografia The Long Loneliness insieme a quasi sessant\u2019anni di storia americana. Tradotta per Jaca<br \/>Book poco dopo la morte di Day (29 novembre 1980) ora viene ripubblicata perch\u00e9 da qualche tempo non pi\u00f9 disponibile in commercio. Una lunga solitudine (pp. 263, euro 20, traduzione di Marilina Degli Alberti) racconta la storia di una protagonista straordinaria del Novecento.<br \/>ATTIVISTA RADICALE per i diritti sociali, anarchica e pioniera del femminismo, in seguito cattolica militante, Dorothy Day viene arrestata per la prima volta ventenne nel 1917 insieme ad altre 34 suffragiste in seguito a una manifestazione non autorizzata davanti alla Casa Bianca per chiedere il voto alle donne. In quel momento era gi\u00e0 cronista del Call di New York e impegnata nella rivista The Masses, la sua vicinanza era agli ambienti anarchici e agli scioperi, operai ma anche studenteschi, nelle fabbriche e nelle strade. La disperazione attonita l\u2019aveva provata in quelle prime notti in cella, uno smarrimento trasformatosi in vergogna irrimediabile quando due anni pi\u00f9 tardi \u00e8 vittima delle \u00abPalmer Red Raids\u00bb che la sorprendono nel dormitorio dell\u2019Industrial Workers of the World, scambiato per postribolo.<br \/>Nella prima esperienza della privazione di libert\u00e0 scopre la solidariet\u00e0 tra compagne, legge i Salmi e osserva la protesta del digiuno. Cosa avrebbe significato la parabola della fame per Day bisogna intercettarlo nella filigrana biografica che le ha fatto amare da sempre gli ultimi, i senza casa, i senza diritti, gli oppressi. E che l\u2019ha resa prossima alle idee socialiste e alla lotta di classe. La fame \u00e8 l\u2019altro volto del freddo maleodorante che le punge le ossa nella prima camera in affitto a New York dove non riesce a tirare via dalle pareti e dal materasso i parassiti n\u00e9 a far tacere i gatti che nel pianerottolo miagolano fino quasi a spossessarle il sonno.<br \/><br \/>FIGLIA DI UN GIORNALISTA sportivo e una protestante, Dorothy Day ha il suo apprendistato di inquieta allerta fin dall\u2019infanzia, quando nella baia di Oakland sua madre andava ad assistere i sopravvissuti del terremoto che nel 1906 aveva devastato San Francisco. In quella circostanza aveva potuto constatare quanto una sciagura cos\u00ec repentina riesca a trovare una risposta altrettanto solida: la condivisione, la spartizione generosa con chi non ha pi\u00f9 niente, da un momento all\u2019altro.<br \/>Un sentimento che pervade quella bambina, lo stesso covato mentre cercher\u00e0 di adattarsi alla pratica metodista quando gi\u00e0 si \u00e8 trasferita con la famiglia a Chicago, sia pure senza allegria, o quando si interrogher\u00e0 sull\u2019attrazione definitiva per autori che mai pi\u00f9 la abbandoneranno: Dostoevskij, Tolstoj, Cechov ma anche Dickens, Jack London o Ignazio Silone. \u00c8 in particolare nei russi che, fin da piccola, intravvede la domanda sull\u2019umano e su Dio, le stesse contraddizioni la seguiranno anche negli anni universitari quando Marx le sembrer\u00e0 pi\u00f9 rispondente della Bibbia e comincer\u00e0 a riflettere sui \u00abtiepidi\u00bb materialisti contro quelli invece \u00abradicali\u00bb implorando Dio di amare questi ultimi, perch\u00e9 pur rinnegando entit\u00e0 soprannaturali scelgono qui e ora di lottare in nome di chi non possiede se non le proprie catene di cui liberarsi.<br \/><br \/>UTOPISTA, ammirata dal creato, vive in comune con immigrati ungheresi e clandestini ex domatori di leoni, innamorata del mare comincia a pregare con disciplina. Non pu\u00f2 inginocchiarsi perch\u00e9 teme di farsi troppe domande su quella vecchia questione dell\u2019oppio dei popoli, cos\u00ec ogni giorno sceglie di pregare mentre cammina, non perch\u00e9 povera bens\u00ec per gratitudine dei privilegi che non tutti avevano: \u00abuna tranquilla bellezza e felicit\u00e0\u00bb.<br \/>Con una tale consapevolezza, nell\u2019avanzare della Grande Depressione, da giovane donna comprende gi\u00e0 molte cose: per esempio che fare la giornalista somiglia al lavoro dell\u2019infermiera, lo diventa per un anno quando tra il 1918 e il 1919 anche negli Stati Uniti imperversa l\u2019epidemia dell\u2019influenza spagnola. Arriva al King\u2019s County Hospital per scelta, accanto a chi si ammala, talvolta scappa sovrastata dalla deiezione dei corpi eppure la vicinanza tra giornalismo e professione sanitaria \u00e8 interessante in particolare a rileggerla adesso, come risposta ideale a chi ancora costruisce fantasie sull\u2019eroismo pandemico vocazionale, espungendo che si tratti di lavoro: \u00abera impossibile commuoversi a lungo delle sofferenze perch\u00e9 le tragedie si susseguivano. E si era troppo in contatto di esse per avere la prospettiva. Succedevano troppo spesso. Ci pesavano addosso, dandoci una sensazione di immobilit\u00e0 e pacatezza; e poi il continuo daffare non lasciava spazio per pensare\u00bb. Talmente tanti erano i cadaveri che dovevano avvolgere nelle lenzuola che nemmeno si accorgono, le infermiere e lei compresa, dell\u2019armistizio.<br \/><br \/>CON UN SOPRAVVISSUTO alla epidemia, Forster, comincia una relazione d\u2019amore e ha una figlia, Tamar Teresa \u2013 la perfetta congiunzione di una \u00abpiccola palma\u00bb (in ebraico) e il nome scintillante di Teresa D\u2019Avila di cui divora la biografia condividendone l\u2019essenza stessa del vivere: \u00abuna notte passata in una scomoda locanda\u00bb; il giorno del parto scrive un articolo per la rivista operaia New Masses proprio sull\u2019aver messo al mondo una bambina; il plauso, soprattutto tra i marxisti, \u00e8 cos\u00ec grande che il pezzo rimbalza da un capo all\u2019altro del pianeta.<br \/><br \/>Dopo la separazione dal suo compagno che non era d\u2019accordo sulla sua adesione al cattolicesimo, l\u2019identit\u00e0 di Dorothy Day comincia a delinearsi meglio. Spirito tanto indomito quanto tormentato, l\u2019apertura a quella esperienza non si scoller\u00e0 mai alla puntigliosit\u00e0 politica acquisita; non a caso scrive della sua decisione di capire \u00abla dottrina del corpo mistico di Ges\u00f9 secondo il quale ognuno \u00e8 partecipe dell\u2019altro\u00bb, evocando la solidariet\u00e0 verso chi viene schiacciato, nella fattispecie era il 1927 e la vicenda quella dell\u2019esecuzione di Sacco e Vanzetti, lo stesso periodo in cui Day lavora per la Lega anti-imperialista che sosteneva il progetto sandinista in Nicaragua.<br \/>Anticapitalista, scrive, riconosceva gi\u00e0 nella posizione della chiesa di stare dalla parte sbagliata. Lei invece, seguendo anche le posizioni critiche di Romano Guardini, voleva la chiesa di Cristo, perch\u00e9 sapeva che \u00abc\u2019era abbondanza di carit\u00e0, ma poca giustizia\u00bb.<br \/><br \/>SENZA QUESTA COSCIENZA radicale non sarebbe arrivata allo stesso modo alla ulteriore impresa della sua vita, quella seguente l\u2019incontro cruciale con Peter Maurin cui viene indicata da George Shuster, allora direttore di The Commonweal con cui Day collaborava. \u00c8 con Maurin \u00abl\u2019agitatore\u00bb (cos\u00ec amava sentirsi definito questo contadino francese il cui vero nome era Aristide) che nel maggio 1933 a New York comincia a pubblicare un nuovo giornale, The Catholik Worker; nell\u2019anno in cui i disoccupati erano arrivati a 13 milioni, la prima tiratura \u00e8 di 2500 copie, nel 1936 arrivano a 150mila. Si vendeva per le strade a un cent, le copie non acquistate venivano lasciate gratis su tram, autobus, treni, dal barbiere e dal dentista e in qualunque angolo.<br \/><br \/>Il successo era ascrivibile certo alla precisa collocazione che lo faceva arrivare nelle reti parrocchiali ma chi lo leggeva era un popolo pi\u00f9 vasto che poteva riconoscervi la stessa presa sulla realt\u00e0 che Dorothy Day aveva sempre mantenuto: il primo numero dedicato ai lavoratori neri sfruttati nelle dighe del sud, il secondo agli scioperi agricoli del Midwest, poi quello dei tessili e del lavoro minorile, i minatori e via cos\u00ec tra le categorie pi\u00f9 colpite dalla crisi fino ad arrivare a temi come l\u2019antisemitismo.<br \/><br \/>L\u2019ESPERIMENTO delle case di ospitalit\u00e0, ricoveri, fattorie e ripari notturni, poi diventato un movimento mondiale, per chi non aveva niente, dove poter vivere dignitosamente, \u00e8 stato una diretta conseguenza. Molte ne sono state fondate, oltre che a New York, a Chicago e Detroit, Baltimora, Pittsburg, Buffalo, Los Angeles, Houma e in decine di altre citt\u00e0, sempre squattrinate ma essenziali. In questa liturgia di una comunit\u00e0 umana poggia la libera militanza di Dorothy Day.<br \/>Gli unici maestri, lo dice lei stessa in una conversazione con Robert Coles quando era gi\u00e0 anziana, sono stati quelli e quelle da cui ha desiderato guadagnare rispetto mentre preparava loro una tazza di caff\u00e8 o una minestra, i dimenticati di cui non importa niente a nessuno e cui aveva fatto spazio durante tutta la sua vita, viandanti che le hanno concesso il dono pi\u00f9 grande, quello di ascoltare in silenzio la propria storia mettendo fine a una lunghissima solitudine.<br \/>( da Il Manifesto del 28.12.2020 di Alessandra Pigliaru )<\/p>\r\n<p><br \/>05 &#8211; BREVI DAL MONDO: CINA 2028, ALIBABA, BOMBE DI NATALE SU GAZA, TURCHIA-LIBIA. RED. ESTERI NEL 2028 LA CINA PRIMA ECONOMIA<br \/>Secondo uno studio del Centre for Economics and Business Research (CEBR) con sede nel Regno Unito, la Cina superer\u00e0 gli Stati Uniti e diventer\u00e0 la pi\u00f9 grande economia del mondo entro il 2028, cinque anni prima rispetto alle previsioni precedenti. Secondo gli studiosi, sebbene la Cina sia stata il primo paese colpito dal Covid-19, Pechino ha controllato la malattia attraverso un\u2019azione rapida ed estremamente rigorosa, senza bisogno di ripetere blocchi economicamente paralizzanti come hanno fatto i paesi europei. Di conseguenza, \u00aba differenza di altre grandi economie, ha evitato una recessione economica nel 2020 e si stima infatti che vedr\u00e0 una crescita del 2% quest\u2019anno\u00bb.<br \/><br \/>APERTA UN\u2019INCHIESTA SU JACK MA E ALIBABA<br \/>Dopo le minacce a seguito del blocco della quotazione di Ant Financiale e dopo la bozza di una legge anti monopolio, le autorit\u00e0 cinesi sono passate all\u2019azione, aprendo un\u2019inchiesta contro la societ\u00e0 di e-commerce Alibaba Group Holding. Gli inquirenti cinesi hanno anche convocato i dirigenti della sua filiale finanziaria di Ant Group per colloqui, segno che Pechino \u2013 secondo Asia Nikkei Review \u2013 \u00absta intensificando la repressione degli interessi commerciali di Jack Ma e del potere dei giganti della tecnologia\u00bb. Il primo risultato di quest\u2019azione giudiziaria \u00e8 stato il crollo delle azioni della societ\u00e0 a Hong Kong.<br \/><br \/>LE BOMBE NATALIZIE DI ISRAELE SU GAZA<br \/>Una bambina di sei anni e un uomo di venti, sono rimasti feriti dal lancio di missili da parte di Israele su Gaza. Secondo Al Jazeera gli attacchi hanno provocato l\u2019interruzione della corrente in gran parte della zona est della Striscia e \u00abhanno causato alcuni danni a un ospedale pediatrico, un centro per disabili\u00bb, frantumando le finestre di alcuni edifici residenziali. Secondo Tel Aviv l\u2019azione sarebbe stata la risposta al lancio di alcuni missili \u2013 intercettati dalla difesa israeliana \u2013 da parte di Hamas (che ha smentito).<br \/><br \/>DIFESA, IL MINISTRO TURCO VOLA IN LIBIA<br \/>Visita non annunciata in Libia per il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, giunto ieri a Tripoli a capo di una delegazione di alti ufficiali dell\u2019esercito di Ankara. Secondo quanto riporta l\u2019agenzia di stampa libica Lana, sono previsti incontri con il capo del Consiglio supremo di Stato, Khalid al-Mishri, con il ministro della Difesa del Governo di accordo nazionale libico (Gna) Salah al-Din al-Nimroush e il ministro degli Interni Fathi Bashagha.<\/p>\r\n<p><br \/>06 &#8211; NEXT GENERATION AFRICA. PARLARE DI AFRICA IN QUESTO MOMENTO, ALLA FINE DI UN ANNO ORRIBILE, PU\u00d2 SEMBRARE UN\u2019ECCENTRICIT\u00c0 MA NON LO \u00c8.<br \/>a &#8211; Simona Maggiorelli* &#8211; NEXT GENERATION AFRICA. L COVID-19 HA SEGNATO DURAMENTE IL 2020 PRENDENDOCI ALLE SPALLE. Per lunghi mesi i media mainstream hanno concentrato l\u2019attenzione quasi esclusivamente sul ricco occidente, dove la pandemia ha mietuto pi\u00f9 vittime e dove maggiori sono stati gli investimenti in ricerca per terapie e vaccini. Ma Left non ha mai perso il suo sguardo internazionalista e, in questo fine anno, augurando a tutti un 2021 di ripresa e rinascita, abbiamo voluto puntare il cannocchiale sul continente pi\u00f9 giovane: quella sterminata MOTHER AFRICA (splendidamente rappresentata dall\u2019artista Alexis Peskine in copertina) che forse anche per la bassa et\u00e0 media dei suoi abitanti sembra aver reagito meglio al Covid.<br \/>Con una serie di reportage e approfondimenti vi invitiamo a esplorare un continente vitale, ricchissimo di cultura, ma ancora pesantemente depredato dall\u2019Occidente (anche per quando riguarda l\u2019arte nonostante le pinocchiesche promesse di restituzioni); un continente in cui le conseguenze della pandemia si fanno sentire soprattutto dal punto di vista economico. Malnutrizione e rete sanitaria estremamente fragile, in molte aree, hanno determinato una drammatica crescita della mortalit\u00e0 infantile. Ebola e malaria non sono state ancora debellate. In questo 2020 il divario fra Sud e Nord del mondo si \u00e8 ampliato, la disuguaglianza si \u00e8 fatta pi\u00f9 feroce.<br \/>Secondo le stime della Banca mondiale 10 milioni di africani si trovano in una condizione di estrema povert\u00e0 proprio a causa delle conseguenze della pandemia.<br \/>E questa \u00e8 una questione che ci tocca tutti, non solo sul piano etico e morale. Il mondo \u00e8 sempre pi\u00f9 interconnesso e da questa crisi, non si esce da soli. Con sguardo lucido il demografo Livi Bacci analizza qui quali sono stati gli effetti del necessario lockdown, che alcune forze politiche di destra vorrebbero trasformare in misure permanenti per blindare le frontiere. Se da un lato hanno limitato la circolazione del virus, dall\u2019altro hanno bloccato i flussi migratori. Il risultato \u00e8 una drastica riduzione delle rimesse che gli emigrati mandavano nel Paese d\u2019origine. E gli effetti negativi si fanno sentire anche nei Paesi occidentali che hanno bisogno del lavoro dei migranti in una prospettiva di sviluppo. Ma non solo. Non<br \/>potersi spostare ha reso ancor pi\u00f9 insostenibili le condizioni di vita di chi in Africa \u00e8 minacciato da guerre e repressione. Purtroppo le aree di crisi e di tensione sono moltissime. E nuovi conflitti si sono aperti anche nei mesi scorsi. Pensiamo per esempio all\u2019Etiopia dove il governo centrale \u00e8 intervenuto contro il Fronte di liberazione del popolo del Tigr\u00e8. Coautrice de L\u2019Atlante dei conflitti, Alice Pistoiesi traccia per Lefi una mappa delle aree pi\u00f9 a rischio, mentre Chiara Cruciati accende i riflettori sui diritti negati al popolo Saharawi dal Marocco con la complicit\u00e0 degli Usa (un colpo di coda di Trump).<br \/>Impossibilit\u00e0 di fuggire dalla guerra, impossibilit\u00e0 di fuggire dalla miseria. Oltre che ingiusta e inumana \u00e8 una prospettiva che ci condanna tutti alla stagnazione. \u00abGi\u00e0 nelle pi\u00f9 antiche narrazioni, dall\u2019epopea di Gil- games all\u2019Odissea, l\u2019uomo si confronta con l\u2019alterit\u00e0, da terre lontane e inesplorate, dallo straniero. L\u2019alterit\u00e0 \u00e8 il motore del processo creativo generativo, ci\u00f2 che d\u00e0 vita. L\u2019altro \u00e8 il motore del senso, l\u2019alterit\u00e0 \u00e8 il motore dell\u2019umanit\u00e0\u00bb, scrivono Moni Ovadia e Caterina di Fazio di Agora Europe che tornano ad approfondire un tema cardine: il fondamentale diritto umano a potersi spostare, senza dover rischiare la vita dovendosi imbarcare su mezzi di fortuna.<br \/>Le politiche anti immigrazione peraltro non ci mettono al riparo dal Covid-19. Il fatto che siano diminuiti gli spostamenti non basta a fermare il contagio (come sappiamo dovuto pi\u00f9 che altro ad assembramenti vacanzieri e sui mezzi di trasporto per andare al lavoro). Nessun Paese sar\u00e0 al sicuro senza che tutti siano protetti. L\u2019auto-isolamento non basta. Per arrivare alla cosiddetta immunit\u00e0 di gregge almeno il 60% della popolazione deve essere vaccinata. I vaccini del Covid- 19 saranno distribuiti in modo veloce ed equo tra i vari Paesi, sia ad alto che a basso reddito? Per quanto 180 nazioni abbiano aderito al programma Covax, dicendosi pronte a contribuire per coprire il costo dei vaccini per i Paesi poveri, fin qui sono stati raccolti solo 2 miliardi di dollari. Intanto sono 9,8 miliardi le dosi prenotate per i Paesi ricchi.<br \/>L\u2019Africa rischia di rimanere indietro. \u00ab\u00c8 una storia, questa, gi\u00e0 vista. I farmaci antiretrovirali, per esempio, per curare l\u2019hiv\/aids, sono entrati nel mercato a met\u00e0 degli anni 90. I prezzi fissati dalle aziende erano fuori dalla portata degli Stati africani\u00bb, denuncia Medici con l\u2019Africa Cuamm. \u00abCon il risultato che mentre nei Paesi ricchi si \u00e8 assistito a un crollo dei decessi, in Africa la gente era \u201clasciata morire\u201d\u00bb. Tra il 1997 e il 2007, 12 milioni di africani sono morti in attesa che i farmaci salvavita venissero distribuiti nel continente. \u00abLa diffusione e la distribuzione del vaccino &#8211; e delle migliori cure che la scienza va elaborando &#8211; richiedono alleanze globali, non egoismi, esigono politiche che realizzino l\u2019accesso equo e tempestivo ai farmaci, basato sulla condivisione e non guidato da logiche di profitto\u00bb, ha detto il presidente Mattarella in occasione dei tradizionali auguri per le feste. Facciamo nostre le sue parole: \u00abLa ricerca scientifica, gli straordinari progressi della tecnica permettono di continuare a guardare con ottimismo a un futuro ricco di opportunit\u00e0 a beneficio di tutti, purch\u00e9 si coltivi comune senso di responsabilit\u00e0\u00bb.<br \/>Simona Maggiorelli*, Direttore di LEFT<\/p>\r\n<p><br \/>b &#8211; Stefano GALIENI* : IL GIOVANE CONTINENTE. PARLARE DI AFRICA IN QUESTO MOMENTO, ALLA FINE DI UN ANNO ORRIBILE, PU\u00d2 SEMBRARE UN\u2019ECCENTRICIT\u00c0 MA NON LO \u00c8. <br \/>Non solo nel 2020 sono trascorsi 60 anni da quell\u2019anno in cui 17 Paesi ottennero quasi contemporaneamente l\u2019indipendenza e inizi\u00f2 una fase contraddittoria ma significativa, di profondo cambiamento tuttora in atto. Sessanta anni dopo i 54 Stati riconosciuti dall\u2019Onu, in cui \u00e8 diviso questo mondo diversificato, complesso e articolato, rappresentano, per il continente europeo, il contesto a cui guardare per pensare ad un futuro globale e ad una strategia di lungo corso. Le ragioni sono in parte oggettive.<br \/>L\u2019et\u00e0 media nell\u2019intera Africa \u00e8 di 19,4 anni, che scende a 18 in quella sub sahariana (World population data); in 40 anni c\u2019\u00e8 stata una crescita esponenziale della popolazione, che ha superato il miliardo e 300 milioni e in molti Stati la met\u00e0 della popolazione non ha ancora raggiunto i 25 anni. Questo mentre l\u2019aspettativa di vita media \u00e8 di 58 anni: \u00e8 quindi cresciuta negli ultimi anni ma non si avvicina agli 80 dell\u2019Europa. Contemporaneamente in Europa l\u2019et\u00e0 media ha superato i 43 anni (45,2 in Italia), il continente invecchia rapidamente e presto non sar\u00e0 in grado di garantire neanche il proprio apparato produttivo come sottolinea il demografo Livi Bacci in queste pagine. I tanti giovani che arrivano da Paesi africani e asiatici, con immensa difficolt\u00e0 e sempre meno da<br \/>quando \u00e8 scoppiata la pandemia da Covid-19, non coprono tale fabbisogno &#8211; altro che invasione -. Peraltro data la crisi socio-economica che si vive in Europa hanno da tempo ripreso percorsi di<br \/>ritorno o comunque di immissione in percorsi di circolarit\u00e0 che li fa diventare attori economici e politici in entrambi i continenti, pur godendo in Europa di scarsi diritti. E se l\u2019Europa vive la pi\u00f9<br \/>grave e grande crisi forse della sua storia, con la pandemia, con una economia rattrappita, con la difficolt\u00e0 di pensarsi nel futuro, dall\u2019Africa potrebbero giungere grandi ed inaspettate risposte e<br \/>proposte. Come ci racconta la vice ministra degli Affari esteri, Emanuela Del Re, malgrado i tanti conflitti non sopiti, malgrado le immense difficolt\u00e0, i danni prodotti dai cambiamenti climatici,<br \/>dalla corruzione, da un colonialismo mai radicalmente rimosso, in quei contesti si intravede una reazione forte. Un continente giovane, in cui crescono aspettative da soddisfare senza dover ricorrere all\u2019emigrazione, in cui si prende parola. Un continente spesso scosso da tentativi di dominio culturale &#8211; si veda il ruolo dei fondamentalismi religiosi &#8211; in cui giganti come la Cina hanno realizzato infrastrutture e creato occupazione ma intanto hanno imposto monoculture a danno dell\u2019agricoltura \u201cTRADIZIONALE\u201d. Una potenza enorme che da una parte, in piena pandemia, taglia il debito ma contemporaneamente ignora l\u2019importanza della salvaguardia ambientale, della difesa della biodiversit\u00e0, della garanzia di accesso alle fonti idriche. L\u2019anno che arriva sar\u00e0 l\u2019anno del G20 e del Cop26 in cui queste questioni saranno di prioritaria importanza. Dobbiamo fare in modo che il nostro sguardo esca da un miope provincialismo e provi a cercare risposte anche immaginando un grande corridoio, economico, sociale, culturale e di circolazione di saperi e competenze capace di congiungere Capo Horn con Capo Nord, attraversando migliaia di chilometri, di persone e di mondi. E che tutto ci\u00f2 non rappresenti soltanto un\u2019utopia.<br \/>*Stefano GALIENI da 8 LEFT 23 dicembre 2020.<\/p>\r\n<p><br \/>c &#8211; Stefano Galieni:* IL PREZZODELL\u2019INDIPENDENZA &#8211; BEN 17 PAESI AFRICANI NELL\u2019ARCO DI UNO STORICO ANNO, IL 1960, RICONQUISTARONO, ALCUNI DOPO SE COLI DI OPPRESSIONE, LA PROPRIA AUTONOMIA. FU L\u2019INIZIO DELLA FINE DEL COLONIALISMO OCCIDENTALE MA ANCHE DI UN PERCORSO SPESSO TORTUOSO E PIENO DI INSIDIE. ECCONE UN BILANCIO, PER GUARDARE AL FUTURO. SESSANTA ANNI FA IL MONDO SCOPR\u00cc CHE L\u2019AFRICA NON ERA UNA ENTIT\u00c0 INDISTINTA MA UN COMPLESSO MOSAICO POLITICO, CULTURALE, ECONOMICO.<br \/>Nel 1960 diciassette Paesi acquisirono l\u2019indipendenza e iniziarono travagliati percorsi.<br \/>Cambiarono le carte geografiche di un continente e per un breve lasso di tempo si pens\u00f2 che da quegli Stati, i cui confini erano stati tracciati dalle potenze coloniali, potesse nascere un mondo nuovo. Ancora oggi, nell\u2019immaginario eurocentrico, si confondono popoli e Paesi in un unico oscuro calderone. <br \/>Proprio il 1 gennaio di quell\u2019anno fatidico si rese indipendente il Camerun, con il presidente AHMADOU AHIDJO che prov\u00f2 a ricomporre il Paese. Con le dominazioni passate, si era creata una maggioranza francofona e una minoranza anglofona, permanendo poi ulteriori divisioni interne. Non riusc\u00ec nel compito, dovendo affrontare anche una guerra civile, ma il Camerun conobbe un periodo di relativa prosperit\u00e0. Si dimise nel 1982 per lasciare posto a Paul Biya ancora oggi al potere con un regime autoritario.<br \/>Il 27 aprile nacque il TOGO di cui divenne presidente Sylvanus Olympio legato alla Francia. Gli succedette Nicolas Grunitzky, che favor\u00ec il multipartitismo e port\u00f2 il Paese nel blocco dei \u201cNon allineati\u201d. Con un colpo di Stato quattro anni dopo sal\u00ec al potere il generale Gnassingb\u00e9 Eyad\u00e9ma, il cui posto venne preso nel 2005 dal figlio Faure. Le forze di opposizione oggi si sono unite ma le interferenze francesi, anche attraverso l\u2019ottenimento di concessioni a grandi imprese, sono ostacolo ad ogni cambiamento.<br \/>Il MADAGASCAR divenne libero il 26 giugno. Il presidente, Philibert Tsiranana, si present\u00f2 come liberal socialista ma impose un regime autoritario che resse fino alla rivoluzione del 1975 guidata da Didier Ratsiraka che port\u00f2 il Paese nell\u2019orbita sovietica. Alla fine dell\u2019Urss, ci fu un decennio caotico. Nel gennaio 2019 \u00e8 stato eletto presidente Andry Rajoelina. Sono diminuite le tensioni ma povert\u00e0, catastrofi dovute al cambiamento climatico e persino una epidemia di peste polmonare hanno messo in ginocchio il Paese.<br \/>La REPUBBLICA DEMOCRATICA del CONGO vide la luce il 30 giugno con la presidenza di un eroe anticoloniale, Patrice Lumumba, che affront\u00f2 subito le secessioni, sponsorizzate dal Belgio, del Kasai e del Katanga. Nel settembre Lumumba venne ucciso e sal\u00ec al potere il colonnello Sese Mobutu che ribattezz\u00f2 il paese Zaire.<br \/>Un nazionalismo di facciata per poi svendere le risorse del Paese in una corruzione generalizzata al punto di parlare di \u201ccleptocrazia\u201d. Nel 1997 entr\u00f2 nella capitale Kinshasa l\u2019esercito guidato da Laurent D\u00e9sir\u00e9 Kabila.<br \/>Il CONGO non ha mai conosciuto pace. A Kabila padre \u00e8 succeduto il figlio e solo dal 2018 con le elezioni \u00e8 divenuto presidente Felix Tshisekedi.<br \/>La SOMALIA, prima colonia italiana poi protettorato britannico, divenne indipendente il primo luglio. Alla presidenza di Abdirashid Ali Sharmarke fece seguito nel 1969 quella di Mohammed Siad Barre che tent\u00f2 di applicare un \u201csocialismo scientifico\u201d. La caduta di Barre (1991) port\u00f2 ad una interminabile guerra civile solo in parte sedata. La Somalia odierna \u00e8 una Repubblica federale presieduta da Mohamed Abdullahi Mohamed.<br \/>Agosto fu un mese formidabile. Inizi\u00f2 il Benin (Dahomey fino al 1975). Nei primi anni ci furono cinque costituzioni e dieci presidenti, Mathieu Ahmed K\u00e9r\u00e9kou nel 1972 impresse una linea marxista presto abbandonata. Ora \u00e8 presidente Patrice Talon e negli ultimi anni la situazione \u00e8 relativamente migliorata.<br \/>Il NIGER \u00e8 indipendente dal 3 agosto avendo come presidente Flamani Diori. Per anni si susseguono golpe e, nonostante tentativi di applicazione della Costituzione, sono continuati i conflitti. Le elezioni nel 2011 si sono svolte in un clima pacifico e hanno confermato alla presidenza Mamadou Issoufou.<br \/>Una storia a s\u00e9 quella del BURKINA FASO (Alto Volta fino al 1980), indipendente dal 5 agosto che nel 1966 sub\u00ec un golpe militare guidato da Sangoul\u00e9 Lamizana. Nel 1980 il nuovo nome (\u201cPaese degli uomini integri\u201d) e una vera profonda rivoluzione guidata da una delle figure pi\u00f9 interessanti del secolo passato, Thomas Sankara, destituito e ucciso nel 1987 con un golpe sostenuto dalla Francia che port\u00f2 al potere il capitano Blaise Compaor\u00e9. Oggi c\u2019\u00e8 maggiore democrazia, il presidente \u00e8 Christian Kabor\u00e9 ma enorme \u00e8 la povert\u00e0. (Dopo le dimissioni di Blaise Compaor\u00e9, in Burkina Faso c\u2019\u00e8 pi\u00f9 democrazia, ma resta il peso dell\u2019enorme povert\u00e0)<br \/>Il 7 agosto fu il turno della COSTA D\u2019AVORIO. F\u00e9lix Houphou\u00e8t-Boigny garant\u00ec stabilit\u00e0 per 30 anni, da allora numerose tensioni fino al terzo contestato mandato presidenziale per Alassane Dramane Ouattara. Segu\u00ec il Ciad l\u2019 11 agosto con la presidenza di Francois Tombalbaye. Ma si scaten\u00f2 subito una guerra fra province del Nord e del Sud. Oggi \u00e8 guidato da Idriss D\u00e9by che si ritrova ad affrontare i problemi connessi alla desertificazione.<br \/>Travagliata la vicenda della REPUBBLICA CENTRAFRICANA nata il 13 agosto grazie all\u2019eroe nazionale morto nel 1959, Barth\u00e9lemy Boganda. Per cinque anni fu al governo David Dacko, nel 1965 il colonnello Jean Bedel Bokassa si impadron\u00ec del potere ed instaur\u00f2 una scellerata dittatura che lo port\u00f2 a dichiararsi imperatore. Nel settembre 1979 con un colpo di stato David Dacko lo ridestitu\u00ec e restaur\u00f2 la Repubblica, ma nel settembre 1981 il generale Andr\u00e9 Kolingba si impadron\u00ec del potere fino al 1986, quando fu approvata una nuova Costituzione.<br \/>L\u2019indipendenza della REPUBBLICA del CONGO (Brazzaville) si realizz\u00f2 il 15 agosto con la presidenza di Alfonse Massamba-D\u00e9bat. Nel 1970 il capitano Marien Ngouabi prese il potere e proclam\u00f2 la nascita della Repubblica popolare del Congo, con un\u2019impronta marxista leninista. Nel 1997, quando l\u2019esperienza rivoluzionaria era conclusa, and\u00f2 al potere, sempre con un golpe, Deniss Sassou-Nguesso, ancora oggi in carica.<br \/>Il 17 agosto fu il giorno del GABON di L\u00e9on M\u2019Ba, che nel 1946 aveva fondato il Blocco democratico. Nel 1967 il potere venne preso dal vicepresidente Omar Bongo, oggi governa il figlio, Ali Ben Bongo senza alcuna transizione democratica.<br \/>E poi il SENEGAL, indipendente dal 20 agosto sotto la guida di L\u00e9opold S\u00e9dar Senghor che propose un socialismo moderato ma fu travolto nel 1980 dalla corruzione. Segu\u00ec una fase complessa aperta dal presidente Abdou Diouf. Ora, con la presidenza di Macky Sali il Paese conosce un periodo di relativa pacificazione.<br \/>La REPUBBLICA DEL MALI nasce il 22 settembre con la secessione dal Senegal. Fino al 1968 \u00e8 al governo Modibo Keita (socialista panafricano) poi subentra con un golpe Moussa Traor\u00e9 che inaugura un periodo di guerre con l\u2019obiettivo di far rinascere l\u2019antico impero. Nel 2002 ci furono le elezioni che portarono al potere Amadou Toumani Tour\u00e9. Siccit\u00e0, conflitti interni, influenze jihadiste e interferenze francesi (il sottosuolo \u00e8 ricchissimo) lasciano problemi ancora aperti.<br \/>La NIGERIA, immensa colonia inglese in cui convivono centinaia di popolazioni diverse che vennero unificate dall\u2019inglese come lingua comune, nacque come Repubblica federale il primo ottobre. Fu eletto presidente Abubakar Tafawa Balewa. Un Paese pieno di contraddizioni, da una parte la terza industria cinematografica del mondo, dall\u2019altra conflitti che riemergono in diverse regioni. Muhammadu Buhari \u00e8 l\u2019attuale presidente.<br \/>Corruzione, emigrazione povert\u00e0 per molti, immense ricchezze per pochi, rendono alta la tensione.<br \/>Il 1960 si concluse con la nascita della MAURITANIA, il 28 novembre. Moktar Ould Daddah, il presidente che rimase al potere fino al 1978 in politica interna cerc\u00f2 di modernizzare il Paese, in politica estera spos\u00f2 dapprima posizioni moderate filofrancesi, poi si avvicin\u00f2 al blocco socialista. Segu\u00ec anche in questo Paese una fase di conflitti e di golpe. Dal 2019 \u00e8 al potere ancora un militare, Mohamed Ould Ghazouani, impegnato contro le milizie jihadiste in un Paese in cui, malgrado gli impegni presi nel 1991, sopravvive la schiavit\u00f9 ereditaria esercitata verso le persone considerate \u201cnere\u201d.<br \/>*Stefano Galieni da LEFT 23 dicembre 2020.<\/p>\r\n<p><br \/>d &#8211; Federico Tulli*: L\u2019AFRICA ALLA PROVA DEL COVID-19 LA PANDEMIA HA COLPITO MENO CHE ALTROVE MA HA COMUNQUE UN IMPATTO IMPORTANTE SU SISTEMI SANITARI E SCOLASTICI GI\u00c0 FRAGILI.<br \/>Dopo aver superato la soglia dei due milioni di casi il 19 novembre scorso il coronavirus in Africa ha impiegato solo 30 giorni per colpire un altro mezzo milione di persone. Stando ai dati del Centro africano per il controllo delle malattie (Africa Cdc) al 18 dicembre sono circa 2.450.000 coloro che hanno contratto il Covid-19 nei 54 Paesi del continente. Questo vuol dire che nonostante il picco di contagi l\u2019Africa rappresenta solo il 3,25% dei casi confermati nel mondo. Sembrerebbe una buona notizia se non fosse che, come rilevano gli esperti del Cdc, molti contagi e decessi correlati al Covid-19 potrebbero non essere stati registrati perch\u00e9 il numero dei test \u00e8 tra i pi\u00f9 bassi al mondo su una popolazione di circa 1,3 miliardi di persone. Entrando pi\u00f9 nel dettaglio da sempre al 18 dicembre il Cdc segnala 57.817 decessi e oltre due milioni di persone ricoverate. Il Sudafrica \u00e8 la nazione pi\u00f9 colpita con 892.813 casi (erano 757.144 un mese fa) e 24.011 decessi (20.556 il 19 novembre); segue il Marocco, molto distanziato, con 409mila casi e 6.800 decessi. Il colpo d\u2019occhio della mappa elaborata da Cdc che registra la diffusione del coronavirus dice che l\u2019epidemia \u00e8 presente oltre che nell\u2019estremo meridione, soprattutto nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, nel Corno d\u2019Africa e, sull\u2019Atlantico, in Nigeria e Ghana. Altrove non si arriva a 25mila casi registrati per ciascun Paese. \u00d3ltre a una sottostima, il minor numero di infezioni e morti rispetto a Europa, Sud America e Stati Uniti si pu\u00f2 attribuire a diversi fattori. Il virus in Africa \u00e8 arrivato pi\u00f9 tardi dando al personale medico il tempo di prepararsi. Inoltre c\u2019\u00e8 da considerare il fattore demografico: l\u2019et\u00e0 media della popolazione africana \u00e8 19,4 anni (Fonte Ispi); in Europa, per dire, \u00e8 43 anni. Infine, diversi governi africani hanno esperienza nella lotta contro malattie infettive letali come ad esempio Ebola oppure la malaria che nel 2019 in questo continente ha rappresentato l\u201980% dei casi totali nel mondo (229mln) e il 90% dei decessi (370mila). L\u2019esperien- za per\u00f2 alla lunga potrebbe non essere sufficiente per fronteggiare l\u2019impatto del Covidl9 sui sistemi sanitari e sui programmi di prevenzione contro la malaria. Secondo un recente rapporto dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, una diminuzione del 10% dell\u2019accesso ai trattamenti contro la malaria nell\u2019Africa sub sahariana pu\u00f2 portare a 19mila morti addizionali, mentre se si arriver\u00e0 al 50% delle terapie in meno i morti in \u201ceccesso\u201d saranno 100mila.<br \/>Come nel resto del mondo gli effetti \u201ccollaterali\u201d del Covidl9 riguardano anche l\u2019istruzione. Il Rapporto Unicef uscito a inizio dicembre ha rilevato che in Africa sub sahariana 9 bambini su 10 in et\u00e0 scolare &#8211; tra i 3 e i 17 anni &#8211; non hanno la connessione internet a casa e questo limita l\u2019accesso all\u2019istruzione laddove a causa dell\u2019epidemia non avviene in presenza. Secondo il rapporto, il divario digitale sta perpetrando disuguaglianze che gi\u00e0 dividono Paesi e comunit\u00e0. I bambini e i ragazzi delle famiglie pi\u00f9 povere, delle zone rurali e degli Stati a basso reddito sono ancora pi\u00f9 indietro rispetto ai loro coetanei e hanno pochissime possibilit\u00e0 di recuperare il ritardo.<br \/>Chiudiamo con una good news. Il sito della rivista Science ha riportato la notizia secondo cui anche in Africa, precisamente in Ghana, sono in corso ricerche e test per realizzare farmaci anti-Covid. Si tratta della prima sperimentazione farmaceutica nell\u2019intero continente. L\u2019obiettivo \u00e8 trovare un farmaco in grado di dimezzare il rischio che la malattia da lieve diventi grave. Per farlo si metter\u00e0 alla prova una lunga lista di farmaci, tra cui il sofosbuvir per l\u2019epatite C, gli antiparassitari nitazonaxide e ivermectina, e la colchicina usata contro la gotta. Finora solo la Repubblica Democratica del Congo e il Kenya hanno iniziato la sperimentazione. Nei prossimi mesi dovrebbero partire altri 12 Paesi, tra cui Sudan, Uganda e Mozambico, mentre il Ghana aprir\u00e0 il 2021.<br \/>*Federico Tulli da LEFT 23 dicembre 2020.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><br \/>07 &#8211; ALIAS DOMENICA. VENTICINQUE CIVILT\u00c0 CANCELLATE DALLA STORIA. ARCHEOLOGIA E ANTROPOLOGIA. L\u2019\u00abHOMO HEIDELBERGENSIS\u00bb, IL SITO MESOLITICO DI G\u00d6BEKLI TEPE, L\u2019\u00abEUROPA ANTICA\u00bb DANUBIANA: \u00abCULTURE DIMENTICATE\u00bb, da Bollati Boringhieri di Lucio Biasiori*<br \/>\u00abEra dunque gi\u00e0 la Toscana potente, piena di religione e di virt\u00f9, aveva i suoi costumi e la sua lingua patria: il che tutto \u00e8 suto spento dalla potenza romana. Talch\u00e9, come si \u00e8 detto, di lei ne rimane solo la memoria del nome\u00bb. Cos\u00ec Machiavelli sulla fine della civilt\u00e0 etrusca, scomparsa nel nulla da cui era venuta. Negli stessi anni in cui Machiavelli faceva la spola tra Firenze e la corte papale di Roma e stava ancora lavorando a quei Discorsi su Livio che non avrebbe mai pubblicato in vita, un altro uomo rifletteva sullo stesso problema: perch\u00e9 delle civilt\u00e0, nel suo caso quelle dell\u2019Africa, spariscono senza lasciare traccia? \u00abNon \u00e8 da dubitar \u2013 questa la sua risposta \u2013 che quando i Romani, che fur loro nimici, dominarono quei luoghi essi, come \u00e8 costume dei vincitori e per maggior loro disprezzo, levassero tutti i loro titoli e le lor lettere e vi mettessero i loro, per levar insieme con la dignit\u00e0 degli africani ogni memoria e sola vi rimanesse quella del romano popolo\u00bb.<br \/>Quell\u2019uomo era, come Machiavelli, un diplomatico, non per\u00f2 della Repubblica fiorentina, ma del sultano wattaside del Marocco. Il suo nome era al-Hasan ibn Muhammad al-Wazzan al-Fasi, ma da quando dei pirati cristiani lo avevano catturato e offerto in regalo a papa Leone X, aveva preso il nome del suo nuovo padrone e padrino di battesimo. Non sappiamo se Leone l\u2019Africano e Machiavelli, che frequentarono gli stessi ambienti negli stessi anni e avevano molte conoscenze in comune (come il grande Paolo Giovio), si siano mai parlati; n\u00e9 se il primo abbia intercettato il manoscritto dei Discorsi e il secondo quello della Descrittione dell\u2019Africa. Di sicuro, avrebbero entrambi letto con curiosit\u00e0 un libro come questo del linguista tedesco Harald Haarmann, Culture dimenticate Venticinque sentieri smarriti dell\u2019umanit\u00e0 (Bollati Boringhieri, pp. 290, e 22,00).<br \/>Culture dimenticate non \u00e8 una versione riveduta e corretta del vecchio e ristampatissimo Civilt\u00e0 sepolte di Ceram, quel \u00abromanzo dell\u2019archeologia\u00bb che raccontava le straordinarie scoperte di Troia e della Valle dei Re, di Pompei e Tenochtitlan. Mentre infatti le civilt\u00e0 raccontate da Ceram, una volta riportate alla luce, erano piano piano divenute patrimonio comune, quelle descritte da Haarmann non sono mai entrate nella nostra memoria culturale, nemmeno nel caso di civilt\u00e0 ancora oggi in vita. Molti di noi hanno sentito nominare la regina di Saba, o i moai dell\u2019Isola di Pasqua (capitoli 19-20), ma chi sapeva dell\u2019esistenza dei chachapoyas (cap. 17), peruviani biondi e con gli occhi azzurri, che stupirono gi\u00e0 i conquistadores per quei tratti somatici cos\u00ec familiari e frutto della loro discendenza da popolazioni europee (forse celtiche) arrivate in Sudamerica molto prima degli spagnoli? E, ora che siamo al corrente della loro esistenza, come e dove inseriamo questi gringuitos \u2013 come li chiamano spregiativamente i peruviani \u2013 nella storia delle civilt\u00e0?<br \/>Combinando archeologia e linguistica, antropologia e genetica, Haarmann ci aiuta a rispondere a queste domande, accompagnandoci in un percorso lungo pi\u00f9 di trecentomila anni, segnato da venticinque culture cancellate dalla storia. Dieci pagine per civilt\u00e0: poco, anche per gli amanti delle sintesi stringate, ma tutto spiegato con fiuto per i dettagli veramente rivelat\u00f2ri di ognuno di questi piccoli mondi.<br \/>Culture dimenticate \u00e8 una lettura salutare per gli studiosi di qualunque periodo storico, perch\u00e9 ci mostra come la necessit\u00e0 di adottare un approccio meno eurocentrico e lineare non valga solo per i periodi pi\u00f9 vicini a noi, come la storia della prima et\u00e0 moderna, ormai vista non pi\u00f9 come la marcia trionfale dell\u2019Europa, bens\u00ec come momento di confronto paritario con imperi che avrebbero capitolato s\u00ec, ma solo tre secoli dopo, con la Rivoluzione industriale. Ecco, lo stesso vale anche per la preistoria: \u00abLe storie d\u2019Europa o del mondo partono spesso dall\u2019Egitto e dalla Mesopotamia, perch\u00e9 da l\u00ec provengono invenzioni importanti come lo stato e la scrittura. Il minuscolo Israele non viene mai omesso perch\u00e9 vi si fondano le radici della cristianit\u00e0 europea, e anche alla piccola Grecia viene dedicato ampio spazio per via della democrazia, della filosofia e del teatro\u00bb. Isolare queste, e non altre, radici della nostra storia comune ha avuto per\u00f2 ragioni e conseguenze ben precise: le nostre societ\u00e0, organizzate secondo una pi\u00f9 o meno rigida gerarchia di ruoli e generi, inquadrate in stati-nazione, burocratici ma caratterizzati da un pi\u00f9 o meno marcato pluralismo democratico, sono il frutto di quel passato l\u00ec, e non di altri.<br \/>Come ogni buon libro di storia, quello di Haarmann parla insomma anche, se non soprattutto, dell\u2019uomo presente, perfino quando, come nel primo capitolo, il discorso \u00e8 sull\u2019Homo heidelbergensis, una delle tre specie che vivevano in Europa prima dell\u2019arrivo del sapiens. Nel 1994 vennero ritrovate alcune lance appartenenti a individui di quella specie (a tutti gli effetti le pi\u00f9 antiche armi da caccia mai rinvenute). Queste lance erano posizionate non in un luogo casuale, come dimenticate, ma accanto a dei crani di cavallo molto probabilmente sacrificati ritualmente. \u00abIn questo modo \u2013 commenta Haarmann \u2013 gli inizi della religiosit\u00e0 si spostano molto indietro nella storia dell\u2019evoluzione, molto prima della nostra specie\u00bb. Una rivincita di Vico su Darwin? Di certo un notevole spostamento all\u2019indietro delle prime tracce di contatto con il soprannaturale, anche quando il sentimento religioso si estrinseca nei primi templi: non quelli urbani della Mesopotamia e dell\u2019Egitto, ma quelli \u2013 risalenti al decimo millennio avanti Cristo \u2013 rinvenuti nel sito mesolitico di G\u00f6bekli Tepe, in Anatolia (cap. 4).<br \/>Le culture dimenticate di Haarmann non riservano per\u00f2 piacevoli sorprese solo agli assetati di sacro, ma anche a chi crede in una societ\u00e0 pi\u00f9 egualitaria nell\u2019aldiqu\u00e0. \u00c8 il caso della cosiddetta civilt\u00e0 danubiana (o \u00abEuropa antica\u00bb), scoperta negli anni settanta dell\u2019Ottocento dalla baronessa ungherese Zs\u00f3fia Torma (a cui nessuno all\u2019epoca diede il minimo credito, se non un altro dilettante di genio come un certo Heinrich Schliemann), e da un\u2019altra donna, l\u2019archeologa lituana Maria Gimbutas, portata all\u2019attenzione dei colleghi. Con l\u2019Europa antica \u2013 una civilt\u00e0 di alto livello economico e culturale, sviluppatasi tra il VI e il III millennio a.C. \u2013 ci troviamo di fronte non a una societ\u00e0 patriarcale e neanche matriarcale (come pure ce ne furono), bens\u00ec a una in cui \u00abi rapporti di genere erano bilanciati\u00bb e che \u00abci regala un sapere molto importante: \u00e8 possibile raggiungere alti standard socioeconomici e tecnologici, anche se la societ\u00e0 non \u00e8 organizzata in maniera gerarchica\u00bb. Perch\u00e9, allora, continuiamo a considerare i modelli di civilt\u00e0 del Vicino Oriente e dell\u2019antico Egitto come la via maestra che ha portato alle societ\u00e0 complesse che conosciamo e in cui viviamo? Pu\u00f2 darsi che il motivo sia \u2013 seppure nella forma pi\u00f9 dolce della rimozione che in quella violenta della distruzione \u2013 lo stesso che ha portato il leader dei salafiti del Bahrain a cementare le rovine di Dilmun, una metropoli cosmopolitica nel Golfo Persico del III millennio a.C., per costruirvi squallide case per famiglie di probi musulmani (cap. 10); oppure lo stesso motivo che ha spinto i funzionari (e gli archeologi) cinesi a occultare il ritrovamento di mummie dai capelli biondi nello Xinjiang per frenarne la riappropriazione ideologica da parte degli uighuri (cap. 10). Il libro di Harald Haarmann ci invita a mettere in discussione questa rimozione e a immaginare un futuro diverso per il nostro passato, e quindi anche per il nostro presente.<br \/>* Lucio Biasiori da ALIAS DOMENICA<\/p>\r\n<p><br \/>08 &#8211; LA LUNGA MARCIA DEI DIRITTI DELLE DONNE NEL MONDO. AVEVAMO BISOGNO DI UNA BUONA NOTIZIA PER CONCLUDERE QUESTO DIFFICILE 2020, di Pierre Haski, France Inter, Francia<br \/>\u00c8 arrivata dall\u2019Argentina, dove il senato ha sancito con un\u2019abbondante maggioranza il diritto all\u2019aborto libero e gratuito. La notizia \u00e8 stata accolta con gioia dalle militanti che si battono da quindici anni.<br \/>L\u2019Argentina cattolica \u00e8 soltanto il quarto paese dell\u2019America Latina a garantire il diritto all\u2019interruzione volontaria di gravidanza. Questo voto storico incoraggia tutte le donne che dal Cile al Messico, passando soprattutto per il Brasile, sperano di mettere fine alla crudelt\u00e0 degli aborti clandestini. Una parte della popolazione continua a opporsi all\u2019aborto, e la speranza \u00e8 che l\u2019Argentina sappia superare queste divisioni.<br \/>L\u2019Argentina entra a far parte dell\u2019elenco dei paesi che autorizzano l\u2019aborto ponendo come unico limite il numero di settimane di gravidanza. Ma esistono ancora 26 paesi in cui l\u2019aborto \u00e8 vietato, mentre altri, come la Polonia, stanno cercando di cancellare le limitate possibilit\u00e0 attualmente concesse. Si tratta, insomma, di una battaglia senza fine. Le argentine, per\u00f2, hanno dimostrato che pu\u00f2 essere vinta.<br \/>CAMBIARE LE MENTI<br \/>\u00c8 il caso di tutte le cause delle donne, che si tratti dell\u2019aborto, della parit\u00e0 salariale, del ruolo nella vita politica o nei consigli d\u2019amministrazione, degli abusi sessuali o delle violenze: questi temi sono al centro del dibattito pubblico e si evolvono nella giusta direzione. Ma il progresso, spesso, \u00e8 troppo lento, anche perch\u00e9 non basta cambiare una legge per modificare la mentalit\u00e0 e i comportamenti. Per non parlare del fatto che la decisione finale \u00e8 in molti casi affidata agli uomini.<br \/>In ogni caso il 2021 comincer\u00e0 con una donna alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Kamala Harris. Non era mai accaduto. Per tutta la vita, ogni volta che diventava la prima donna a ricoprire un incarico importante, Harris ha cercato di sostenere le giovani donne per far loro capire che tutto \u00e8 possibile.<br \/>All\u2019altro capo del mondo, la prima ministra della Nuova Zelanda Jacinda Ardern ha mostrato un modello di leadership al femminile che le ha permesso di essere rieletta con percentuali da record.<br \/>La moltiplicazione dei role model \u00e8 la garanzia del progresso tra una generazione e l\u2019altra, anche in ambiti dominati dagli uomini come la tecnologia. Di recente ho visto un\u2019intervista ad Aur\u00e9lie Jean, giovane specialista francese di algoritmi, le formule matematiche che regolano sempre pi\u00f9 spesso le nostre vite. Ricercatrice all\u2019Mit, Jean si pone la seguente domanda: \u201cL\u2019algoritmo ha un genere? \u00c8 colpevole di quella discriminazione razziale o sessuale di cui lo si accusa regolarmente?\u201d. Spingere un numero maggiore di donne a intraprendere studi scientifici \u00e8 il modo migliore per combattere contro i pregiudizi.<br \/>Con questo non voglio sostenere che viviamo in un mondo ideale. Recentemente ho parlato del destino della ragazza saudita incarcerata per aver chiesto il diritto di guidare, e oggi milioni di giovani donne sono private del diritto allo studio e costrette a sposarsi troppo presto. Ma \u00e8 altrettanto vero che la persistenza dei problemi non deve farci perdere di vista le tendenze incoraggianti, che devono spingerci a fare di pi\u00f9 e pi\u00f9 rapidamente.<br \/>(Traduzione di Andrea Sparacino)<\/p>\r\n<p><br \/>09 &#8211; LE VOCI DELLA RIVOLUZIONE . Paul B. Preciado, Lib\u00e9ration, Francia<br \/>In questi ultimi giorni, per proteggermi dall\u2019intrusione delle videoconferenze nella stanza tutta per me, ho deciso di limitarmi ai soli messaggi vocali. La cultura ci ha insegnato a usare gli occhi per criticare e giudicare, consumare visivamente e desiderare. Eppure, l\u2019udito, relegato a una posizione subalterna nelle nostre societ\u00e0 tecnovisive, possiede una raffinata capacit\u00e0 d\u2019interpretazione e di conoscenza. Una volta che avete chiuso lo schermo la connessione visiva vi lascia ancora pi\u00f9 soli e vuoti, mentre le voci si attorcigliano su di voi, avvolgendovi.<br \/>La voce \u00e8 il suono prodotto dal corpo umano quando l\u2019aria proveniente dai polmoni passa dai bronchi e dalla trachea, raggiunge la laringe e fa vibrare le corde vocali. Questa sottile vibrazione usa la faringe, la bocca e il naso come casse di risonanza e d\u2019amplificazione del suono. La frequenza della voce umana va dai sessanta ai settemila hertz, con un\u2019enorme variazione di toni e consistenze.<br \/>La voce precede la parola. Diventa parola quando le vibrazioni delle corde vocali sono modulate dai movimenti rapidi della lingua, della glottide e delle labbra, attraverso l\u2019interruzione del flusso d\u2019aria che esce dai polmoni e la frequenza con la quale l\u2019aria scivola lungo il palato o entra in collisione con i denti. L\u2019articolazione della voce \u00e8 una delle tecniche fisiche pi\u00f9 sofisticate mai inventate storicamente dagli esseri umani e, essendo diversa in ciascuno di noi, presenta una gamma di articolazioni unica.<br \/><br \/>VOCI NORMALIZZATE<br \/>I discorsi dominanti in occidente, tanto in ambito medico che nella storia della musica, distinguevano fino a poco tempo fa tre tipi di voce umana, ciascuno con diverse sfumature, a secondo del sesso e dell\u2019et\u00e0: maschile, femminile e infantile. In questa tradizione le voci acute erano dette femminili e le voci gravi maschili. Nel linguaggio del canto, era chiamata \u201cestensione\u201d la gamma di note che una persona pu\u00f2 raggiungere modulando la sua voce. Secondo le considerazioni normative relative alle diverse estensioni della voce, le voci maschili possono essere da basso, baritono o tenore; quelle femminili da controtenore, mezzosoprano o soprano. Ma alcuni uomini hanno una voce da soprano e alcune donne una da basso.<br \/>L\u2019erotizzazione delle voci acute dei castrati come ideale della musica barocca incarna i paradossi del desiderio misogino nel patriarcato. Le voci leggere, chiare e molto acute dei controtenori e le voci profonde dei contralti sono quelle che trasgrediscono i limiti normativi del genere, come nel caso di Philippe Jaroussky nell\u2019opera contemporanea o, in passato, nel caso dell\u2019immensa cantante egiziana Umm Kulthum.<br \/>In passato, alle distinzioni delle voci in categorie di genere si aggiungevano le divisioni razziali. Fino alla met\u00e0 degli anni ottanta i commentatori musicali parlavano di \u201cvoce nera\u201d, razzializzando tanto le voci quanto gli stili musicali. Le voci del blues potevano essere nere, ma quelle d\u2019opera dovevano essere bianche. Nel 1939 la cantante nera Marian Anderson cant\u00f2 per la prima volta alla Metropolitan opera house, dopo che l\u2019associazione Figlie della rivoluzione americana (Dar) le aveva impedito di esibirsi alla Dar constitution hall perch\u00e9 non era bianca.<br \/><br \/>Una parola contiene in modo misterioso la memoria di tutti i corpi che l\u2019hanno pronunciata in passato<br \/><br \/>Di fronte alle categorie sessuali o razziali normative, gli studi contemporanei sulla voce, influenzati dalla critica degli studi di genere e anticoloniali e dal numero sempre pi\u00f9 importante di persone trans e non binarie, propongono d\u2019intendere la voce come un organo che cambia durante tutto il corso di una vita.<br \/>Pi\u00f9 che di voci di uomini, di donne o di bambini, bianche o nere, sarebbe pi\u00f9 appropriato dire che esistono voci basse, acute, spesse, lisce, gorgoglianti, secche, nasali, gutturali, occlusive, sibilanti, rocciose, eteree, liquide, granulose, pastose, stridule, flautate, chiare, cupe, luminose, opache, saltellanti, martellanti, vellutate e cos\u00ec via.<br \/>Se all\u2019inizio del ventesimo secolo si pensava che la fotografia rubasse l\u2019anima, le registrazioni sonore sono forse il mezzo pi\u00f9 appropriato per preservarla. Gli archivi della Bbc e della radio francese, con centinaia di migliaia di registrazioni, sono depositi infiniti di anime. Ascolto l\u2019unica registrazione esistente di Virginia Woolf, una dichiarazione alla Bbc del 1937. La sua voce fine, eterea e intelligente lascia trasparire il suo carattere malinconico, la sua difficolt\u00e0 ad ancorarsi pienamente nel mondo che la circonda. La voce \u00e8 come un filo prezioso con cui Virginia Woolf cerca di collegare incessantemente il suo corpo alla vita. Ha appena 55 anni, ma sembra di ascoltare una persona centenaria o addirittura millenaria; la voce di qualcuno che, come il personaggio di Orlando, ha attraversato i secoli. Quattro anni dopo, questa voce si annegher\u00e0 nel fiume Ouse, a qualche metro dalla sua abitazione.<br \/>In questa breve registrazione Virginia Woolf parla della relazione tra la voce e il linguaggio. Le parole che usiamo sono piene di echi, dice Woolf, di ricordi, di associazioni, perch\u00e9 sono salite alle labbra delle persone. Una parola non \u00e8 solo un\u2019entit\u00e0 linguistica distinta, ma contiene in modo misterioso la memoria di tutti i corpi che l\u2019hanno pronunciata in passato. \u00c8 cos\u00ec che Virginia Woolf intende le parole: come delle voci d\u2019occasione che lo scrittore decide o meno di pronunciare. \u201cOgni volta che inventiamo una nuova parola\u201d, dice Virginia Woolf, \u201cquesta vuole salire alle labbra e trovare una voce\u201d.<br \/>\u00c8 forse per questo che le rivoluzioni cominciano in punta di labbra, l\u00ec dove il linguaggio storico incontra il corpo politico. #MeToo, NiUnaMenos, Black Lives Matter, Black Trans Lives Matter, il movimento per la libert\u00e0 sessuale in Polonia, sono tutti cominciati come rivoluzioni della voce: nuove parole un tempo impronunciabili sono salite alle labbra delle persone e non vogliono pi\u00f9 andarsene.<br \/>(Traduzione di Federico Ferrone dall\u2019 INTERNAZIONALE)<\/p>\r\n<p><br \/>10 &#8211; IN CILE LE DONNE GUIDANO IL CAMBIAMENTO, di Carol Pires, giornalista.<br \/>Il 25 ottobre il Cile ha deciso di sostituire la sua costituzione, ultima eredit\u00e0 della dittatura del generale Augusto Pinochet, con la prima costituzione al mondo che sar\u00e0 scritta in forma paritaria, cio\u00e8 da un\u2019assemblea costituente formata per met\u00e0 da uomini e per met\u00e0 da donne. La nuova assemblea, composta da 155 persone, sar\u00e0 eletta l\u201911 aprile 2021 e avr\u00e0 un anno per presentare il nuovo testo. Sembra assurdo che nel 2020 non ci sia una costituzione paritaria al mondo. Per questo motivo \u00e8 un passo avanti enorme per le cilene, che oggi rappresentano solo il 20 per cento del parlamento, e per le donne di tutto il mondo.<br \/>In Cile l\u2019aborto terapeutico (in caso di stupro, rischio di morte della madre e d\u2019impossibilit\u00e0 di sopravvivenza del feto) \u00e8 stato introdotto solo nel 2017. Fino a poche settimane fa le donne non potevano sposarsi prima che fossero passati almeno 270 giorni dal divorzio o dalla morte del marito, per evitare dubbi sulla paternit\u00e0 dei figli. L\u2019intenzione del movimento femminista \u00e8 quella di avere una costituzione che preveda l\u2019uguaglianza totale tra uomini e donne e corregga alcune ingiustizie storiche.<br \/>La vittoria del movimento femminista nel referendum sulla nuova costituzione \u00e8 la chiusura perfetta di un ciclo cominciato negli anni ottanta, quando le donne di varie correnti si opposero al regime di Pinochet e si unirono in un movimento chiamato Mujeres por la democracia, manifestando nelle piazze in silenzio e sfidando gli idranti della polizia. Sono state le donne a riaccendere le proteste alla fine del 2019, quando il collettivo Las Tesis ha messo i loro diritti al centro del dibattito.<br \/>Quando queste proteste erano ormai deboli e fiaccate dalla violenza, un gruppo di donne ha interrotto il traffico in piazza Anibal Pinto, a Valpara\u00edso, e ha cantato Un violador en tu camino: \u201cIl patriarcato punta il dito e ci giudica impunito. Il nostro castigo \u00e8 la violenza che ora vivo. Femminicidio. Impunit\u00e0 per l\u2019assassino. \u00c8 l\u2019abuso, \u00e8 lo stupro. E la colpa non \u00e8 la mia, n\u00e9 dentro casa, n\u00e9 per la via. L\u2019assassino sei tu, lo stupratore sei tu\u201d. Con il volto dipinto di nero, le donne hanno trasformato il ritornello in un inno mondiale: \u201cE la colpa non era mia n\u00e9 di dove stavo n\u00e9 di come vestivo. Lo stupratore eri tu\u201d. La performance ha denunciato non solo un\u2019ingiustizia sociale ma anche la repressione della polizia. In trenta giorni di manifestazioni, Human rights watch ha registrato 71 denunce di abusi sessuali. A Santiago molte donne pi\u00f9 anziane si sono unite alle pi\u00f9 giovani. E questo ha fatto scendere il popolo nelle strade, costringendo il presidente cileno Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era a proporre un nuovo patto sociale.<br \/><br \/>IL PASSATO ALLE SPALLE<br \/>La costituzione attualmente in vigore fu imposta nel 1980 da un regime militare che torturava, uccideva o faceva sparire gli oppositori. Durante il periodo democratico, in cui i cileni hanno votato presidenti di sinistra e di destra, la costituzione \u00e8 stata emendata e riformata. Oggi il Cile \u00e8 una delle democrazie pi\u00f9 solide dell\u2019America Latina, ma la riscrittura della carta fondamentale ha comunque un valore simbolico, perch\u00e9 porter\u00e0 alla firma di un nuovo contratto sociale. Questo forse non comporter\u00e0 un cambiamento immediato, ma sancisce la volont\u00e0 della maggioranza di combattere le discriminazioni.<br \/>La conquista delle cilene ha il sapore del successo anche per il movimento transnazionale nato nel 2015 in Argentina con Ni una menos (Non una di meno), collettivo che ha attirato l\u2019attenzione dei mezzi d\u2019informazione sul femminicidio. L\u2019omicidio delle donne, un tempo chiamato \u201cdelitto passionale\u201d, \u00e8 un problema endemico nella regione, e finalmente ha cominciato a essere trattato per quello che \u00e8: un crimine d\u2019odio, non di passione. In vari paesi sudamericani il movimento delle donne ha tratto forza dalle proteste dell\u20198 marzo, la giornata internazionale della donna.<br \/>In Brasile le manifestazioni hanno raggiunto l\u2019apice nel 2018 con #EleN\u00e3o, la protesta contro l\u2019elezione di Jair Bolsonaro. Le contestazioni inoltre hanno trasformato le stesse partecipanti: le donne si sono accorte che i problemi vissuti in casa erano condivisi. Quando sono tornate a casa erano diverse, hanno discusso questi temi con i mariti, i fratelli, i padri e i nonni.<br \/>Un altro effetto delle proteste femministe (dove c\u2019\u00e8 rabbia, ma ci sono anche cuore, danza e lustrini) \u00e8 che pi\u00f9 persone partecipano al dibattito e scoprono che per fare politica non \u00e8 indispensabile essere un deputato incravattato. Questa consapevolezza rafforza la presenza delle donne, della comunit\u00e0 lgbt, dei giovani, dei neri e degli abitanti delle periferie nella politica istituzionale e contribuisce a risolvere la crisi della rappresentanza. Come dice l\u2019ex presidente cilena Michelle Bachelet, \u201cquando una donna fa politica, cambia la donna. Ma quando tante donne fanno politica, cambia la politica\u201d.<br \/>(Traduzione di Andrea Sparacino)<br \/>Questo articolo \u00e8 uscito sul numero 1383 di Internazionale. <\/p>\r\n<p><br \/>11 &#8211; Matteo Bortolon*: POST-COVID, CHIEDIAMOCI SE NULLA SAR\u00c0 PI\u00d9 COME PRIMA. LE VECCHIE IDEE DI BASE DELLA CULTURA NEOLIBERISTA &#8211; AUTOSUFFICIENZA DEL MERCATO, INTERVENTISMO PUBBLICO COME FATTORE RESIDUALE, CAPACIT\u00c0 DELLA MERA DINAMICA DI OFFERTA E DOMANDA DI FARE FRONTE A \u00abSHOCK\u00bb COME QUELLO ATTUALE &#8211; HANNO DEFINITIVAMENTE MOSTRATO LA PROPRIA INSENSATEZZA<br \/>L\u2019anno che appena comincia \u2013 anche grazie agli elementi che hanno caratterizzato l\u2019anno che ci stiamo lasciando alle spalle \u2013 vedr\u00e0 aumentare il debito pubblico a livello mondiale in modo rilevante.<br \/>Il Fondo monetario calcola per i paesi avanzati un salto dal 104% rispetto al Pil del 2019 al 124%. Cifra vertiginosa che gi\u00e0 da s\u00e9 indica la misura dei cambiamenti dovuti alla crisi sanitaria che si fa politica, sociale e democratica.<br \/><br \/>MA QUALI SCENARI PRESENTA LA POST-EMERGENZA? SAR\u00c0 PROPRIO VERO CHE NULLA SAR\u00c0 COME PRIMA?<br \/>A questi interrogativi tenta di dare risposta un insieme di autori che contribuiscono a una nuova iniziativa editoriale, la rivista La Fionda 1\/2020 \u00abNulla sar\u00e0 come prima?\u00bb, Rogas Edizioni, di cui compare attualmente il primo numero, sotto la direzione di Geminello Preterossi e del giurista Alessandro Somma.<br \/>I vari contributi prendono in considerazione gli scenari sanitari, politico, geopolitici, economici ed europei che si stagliano di fronte a noi, chiudendo con la traduzione di due inediti del sociologo Wolfgang Streeck e di \u00c1lvaro Garc\u00eda Linera, ex vicepresidente della Bolivia sotto il Mas di Evo Morales, considerato fra i massimi intellettuali latinoamericani viventi.<br \/>Fra i contributi che riguardano pi\u00f9 direttamente i temi economico-finanziari cogliamo un aspetto importante segnalato tanto da quello di Vladimiro Giacch\u00e9 che dai giovani Alessadro Bonetti e Andrea Muratore: le vecchie idee di base della cultura neoliberista \u2013 autosufficienza del mercato, interventismo pubblico come fattore residuale, capacit\u00e0 della mera dinamica di offerta e domanda di fare fronte a \u00abshock\u00bb come quello attuale hanno definitivamente mostrato la propria insensatezza.<br \/>E non si tratta solo dell\u2019analisi delle dinamiche attuali che lo rivela, aggiungiamo noi, ma gli stessi personaggi che fino a poco tempo prima si sono distinti per le invocazioni di \u00abfare largo al privato\u00bb oggi gareggiano per chiedere un sostegno dello Stato.<br \/>Se questo assunto ha una evidenza palpabile resta il quesito sull\u2019assetto istituzionale europeo.<br \/>Se il sistema abbandona la vecchia dogmatica liberista, anche la struttura della governance mercatista viene abbandonata in modo da evitare che il rigetto dell\u2019ortodossia economica sia un mero espediente tattico volto a gettare il peso della crisi sulle spalle dei cittadini?<br \/>Nella miglior tradizione del fertile dibattito politico non c\u2019\u00e8 una unanimit\u00e0 nei contributi: pi\u00f9 ottimista Laura Pennacchi, meno speranzoso Mimmo Porcaro, per il quale la svolta del \u00abNext Generation\u00bb \u00e8 reale e non contingente ma trova un limite invalicabile nella impossibilit\u00e0 di mettere effettivamente in comune i debiti europei, stante la divergenza fra gli stati e le retoriche contro le \u00abcicale del sud\u00bb tanto in voga nei paesi autodefinitisi \u00abfrugali\u00bb.<br \/>Merita anche citare il saggio di Pino Arlacchi, noto sociologo gi\u00e0 collaboratore di Giovanni Falcone ed ex vicesegretario delle Nazioni unite, che prevede l\u2019avvento di un mondo multipolare pi\u00f9 pacifico in seguito al declino dell\u2019egemonia degli Stati uniti.<br \/>Una posizione che rispecchia il pensiero di due sue recenti opere: una appena edita, Contro la paura, in cui mostra il declino delle forme di violenza collettiva nel mondo attuale, argomentando che l\u2019insistenza a rappresentarlo come posto pericoloso e imbarbarito \u00e8 funzionale invece a nascondere la consistenza della maggiore minaccia esistente al benessere collettivo; il dominio del capitalismo finanziario, da lui analizzato ne I padroni della finanza mondiale.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>21 01 02 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL&#8217; ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI. 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