{"id":33778,"date":"2020-12-12T16:38:16","date_gmt":"2020-12-12T16:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33778"},"modified":"2020-12-14T10:55:55","modified_gmt":"2020-12-14T10:55:55","slug":"20-12-12-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33778","title":{"rendered":"20 12 12 NEWS e Approfondimenti"},"content":{"rendered":"\r\n<p>01 &#8211; Mentre la pandemia si diffondeva per il mondo, una frase ha riassunto i diversi modi di vivere la crisi: siamo nella stessa tempesta, ma non siamo tutti sulla stessa barca.<br \/>02 &#8211; Violenza di genere e diritti umani, una storia che inizia sulla Queen Elizabeth<br \/>Giornata internazionale . Il 10 dicembre 1948 veniva approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani. Oggi questo prezioso documento ha collezionato una lunga serie di violazioni e strappi. Soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne.,<br \/>03 \u2013 USA: Rodari, un marxista surreale a spasso per l\u2019America &#8211; Express. Lo scrittore e pedagogista non \u00e8 pi\u00f9 lontano dai lettori statunitensi.<br \/>04 \u2013 Argentina: Legale, libero, sicuro, gratuito. E appeso al voto del parlamento argentino<br \/>Intervista. La proposta di legge sull\u2019aborto torna in aula a Buenos Aires un anno dopo l&#8217;insediamento di Fernandez alla presidenza. Intervista a Martha Rosenberg: \u00abTra gli schieramenti favorevoli e contrari alla legalizzazione, poich\u00e9 sono trasversali, c&#8217;\u00e8 un patto di non aggressione. Lo scontro \u00e8 sia ideologico sia legato a equilibri di partito\u00bb.<br \/>05 &#8211; ALIAS Engels, uno spettro si aggira per l\u2019Europa &#8211; Reportage. Engels nacque il 28 novembre 1820 a Barmen, al tempo importante centro industriale tedesco, nell&#8217;allora provincia prussiana di J\u00fclich &#8211; Kleve-Berg: ritorno a quella che oggi si chiama Wuppertal, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, per un tour nella sonnacchiosa cittadina, \u00aborfani\u00bb, causa pandemia, delle celebrazioni per i duecento anni dalla nascita del filosofo.<br \/>06 \u2013 COVID19 e DOVEVAMO DIVENTARE MIGLIORI. Siamo invece al \u201cMORS TUA VITA MEA\u201d pur di avere la sensazione di poter vedere un po\u2019 di luce.<br \/>07 &#8211; Mario Pierro: L&#8217;INCHIESTA &#8211; Il capitalismo dello choc pandemico &#8211; L&#8217;inchiesta. Dal capitalismo dei disastri al capitalismo dello choc pandemico. Le analisi sul mondo globale nel capitalismo dei disastri al capitalismo dello choc pandemico.<br \/>08 \u2013 Cile, Elena Basso: Santiago Zona Zero: \u00abCome una guerra\u00bb Cile. Viaggio dentro la protesta cilena, iniziata nell&#8217;ottobre 2019, contro diseguaglianze sociali e violenze della polizia. Nonostante la vittoria al referendum per cancellare la costituzione di Pinochet, la mobilitazione prosegue con un pezzo di citt\u00e0 trasformata da mesi di manifestazioni<br \/>Santiago del Cile \u00e8 in guerra.<br \/><br \/><br \/>01 &#8211; MENTRE LA PANDEMIA SI DIFFONDEVA PER IL MONDO, UNA FRASE HA RIASSUNTO I DIVERSI MODI DI VIVERE LA CRISI: SIAMO NELLA STESSA TEMPESTA, MA NON SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA. Vale anche per come usciremo dalla tempesta. Il vaccino Fizer Biontech ha gi\u00e0 cominciato a essere somministrato nel Regno Unito. Ma vaccinare miliardi di persone in tutto il mondo potrebbe essere pi\u00f9 complicato, e dipender\u00e0 anche dai paesi ricchi: in occasione della pandemia della cosiddetta influenza suina, nel 2009, si accaparrarono tutti i vaccini disponibili.<br \/>La buona notizia \u00e8 che quasi 190 stati hanno aderito a Covax, un programma di acquisto condiviso che dovrebbe garantire una distribuzione pi\u00f9 equa. L\u2019obiettivo \u00e8 consegnare due miliardi di dosi entro la fine del 2021, permettendo ai paesi partecipanti di vaccinare il personale sanitario e le persone pi\u00f9 vulnerabili. Covax ha gi\u00e0 stretto accordi con diversi produttori di vaccini. I due miliardi di dollari ricevuti finora serviranno a prenotare le prime dosi, ma serviranno altri cinque miliardi. Ci sono alcune questioni cruciali. Covax deve ancora firmare un accordo con la Pfizer o la Moderna.<br \/>I vaccini che dovrebbero essere pi\u00f9 facili da distribuire sembrano essere molto pi\u00f9 indietro nello sviluppo. Anche nei casi in cui sono stati raggiunti degli accordi, non \u00e8 chiaro a che punto della lista d\u2019attesa si trovi Covax. Molti paesi ricchi hanno dichiarato il loro sostegno all\u2019iniziativa, salvo poi firmare contratti con le case farmaceutiche che riducono la disponibilit\u00e0 di dosi.<br \/>Garantire un\u2019equa distribuzione del vaccino \u00e8 semplicemente la cosa giusta da fare. Ma i governi dei paesi pi\u00f9 ricchi devono convincere i loro cittadini. Un buon argomento \u00e8 il rischio che i casi importati potrebbero causare nuovi focolai. Le restrizioni agli spostamenti non bastano: l\u2019economia globale non potr\u00e0 riprendersi se met\u00e0 del mondo continuer\u00e0 a lottare contro il virus. Le nazioni pi\u00f9 ricche devono finanziare il programma, evitare di accaparrarsi le scorte e spingere le case farmaceutiche a garantire un prezzo abbordabile. La tentazione di pensare al propri interesse immediato potrebbe apparire irrefrenabile. Ma stavolta nessun paese potr\u00e0 essere certo di essersi salvato mentre gli altri sono ancora in mare.( da Internazionale )<\/p>\r\n<p><br \/>02 &#8211; VIOLENZA DI GENERE E DIRITTI UMANI, UNA STORIA CHE INIZIA SULLA QUEEN ELIZABETH. GIORNATA INTERNAZIONALE . IL 10 DICEMBRE 1948 VENIVA APPROVATA LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. OGGI QUESTO PREZIOSO DOCUMENTO HA COLLEZIONATO UNA LUNGA SERIE DI VIOLAZIONI E STRAPPI. SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA I DIRITTI DELLE DONNE., di Rossella Rossini<br \/><br \/>Si conclude oggi la \u00abcampagna dei 16 giorni\u00bb lanciata nel 1991 dal Center for Women\u2019s Global Leadership e assunta dalle Nazioni Unite per sottolineare che la violenza contro le donne \u00e8 una violazione dei diritti umani. L\u2019iniziativa, che dal 1991 ha coinvolto oltre 6.000 organizzazioni internazionali e della societ\u00e0 civile in 187 paesi, collega due importanti ricorrenze: la Giornata Internazionale per l\u2019eliminazione della violenza di genere e la Giornata Internazionale per i diritti umani.<br \/>SECONDO DATI ONU, NEL MONDO 243 MILIONI DI DONNE NEL 2019 hanno subito violenza da parte del partner o ex partner. In Europa, il 25 novembre il Movimento delle donne curde ha lanciato la campagna \u00ab100 giorni\u00bb per raccogliere storie di donne abusate e uccise dal governo dell\u2019Akp e raccogliere firme contro le politiche femminicide del regime turco, al fine di chiedere alla Corte dell\u2019Aja di processare Erdogan per crimini contro le donne.<br \/>Il Rapporto Eures ha rilevato che in Italia le donne uccise tra il 2000 e il 31 ottobre 2020 sono state 3.344, con una escalation nei primi dieci mesi di quest\u2019anno, che hanno registrato 91 femminicidi, uno ogni tre giorni, in gran parte in ambito familiare.<br \/>Ma la violenza di genere non si esprime soltanto con uccisioni e abusi sessuali. Si esprime attraverso matrimoni forzati e spose bambine, diseguaglianze e discriminazioni. La lotta per contrastarla passa, pertanto, anche attraverso le pari opportunit\u00e0, nei campi dell\u2019istruzione, dell\u2019occupazione, delle politiche retributive e della carriera professionale, coinvolgendo l\u2019intera gamma dei diritti umani e portandoci nel pieno della Giornata Internazionale che si celebra ogni 10 dicembre.<br \/>La notte di Capodanno del 1945 una donna alta, avvolta in un soprabito nero, sal\u00ec a bordo della Queen Elizabeth diretta a Southampton. La nave di linea, ancora verniciata di grigio perch\u00e9 utilizzata per il trasporto delle truppe, si accingeva a solcare nella nebbia e nel freddo un oceano agitato per portare la delegazione degli Stati Uniti, nominata dal neo-presidente Harry Truman, alla prima riunione dell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu che si sarebbe svolta a Londra il 10 gennaio 1946.<br \/>Era Eleanor Roosevelt, unica presenza femminile nella delegazione, non pi\u00f9 First Lady dopo la morte del presidente, Franklin Delano, avvenuta pochi mesi prima e non ancora consapevole di avere imboccato la strada verso il traguardo pi\u00f9 importante della sua gi\u00e0 illustre carriera: la stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sarebbe stata approvata dopo un lungo e intenso lavoro il 10 dicembre del 1948.<br \/>Di quel documento, destinato a ispirare un gran numero di costituzioni nazionali, compresa la nostra, di trattati postbellici o post-coloniali e a diventare la stella polare dell\u2019esercito di attivisti che si battono per i diritti umani internazionali e per la libert\u00e0, Eleanor, eletta all\u2019unanimit\u00e0 alla presidenza della commissione competente, \u00e8 considerata la principale artefice.<br \/><br \/>La Dichiarazione divenne il pilastro di un nuovo ordine di relazioni internazionali inteso a prevenire il ripetersi degli orrori di due guerre mondiali, del nazifascismo e della tragedia di Hiroshima e Nagasaki, le cui immagini erano ancora fresche negli occhi del mondo. Basato sul principio per cui il modo in cui una nazione tratta i suoi cittadini non riguarda soltanto quel paese e non \u00e8 esente da controlli esterni, quel nuovo ordine si \u00e8 presto rivelato illusorio \u2013 in un mondo in cui la salvaguardia dei diritti umani si fa spesso pretesto per interventi armati o pressioni economiche.<br \/>Ma allora, pur essendoci tutte le ragioni per disperare della condizione umana, un gruppo di uomini e donne eccezionali lottarono con tutta la loro volont\u00e0 per formulare un insieme di principi chiaro e applicabile in tutto il pianeta.<br \/>Il compito era irto di ostacoli. 58 nazioni avrebbero lavorato insieme, attraverso i loro rappresentanti, in un consesso internazionale di cui facevano parte paesi capitalisti e paesi comunisti, regimi totalitari e democrazie, sotto la cappa dell\u2019incalzante deterioramento delle relazioni tra l\u2019Urss e l\u2019Occidente.<br \/>Le barriere da superare erano tante. Ideologiche e politiche, come rivelavano le frizioni esplose ogni qualvolta i delegati sovietici inserivano nei testi clausole di propaganda, o quando si levavano accuse di tentata egemonia delle potenze occidentali. Erano linguistiche, religiose, filosofiche e culturali.<br \/>Erano economiche e sociali, come emerse quando la delegata indiana evidenzi\u00f2 l\u2019impossibilit\u00e0 di andare oltre l\u2019obbligo della scuola primaria nel definire gli obiettivi in materia di diritti all\u2019istruzione. Ciononostante si giunse a un documento condiviso, composto da un Preambolo e da trenta articoli, di cui ventidue relativi ai diritti politici e civili e otto ai diritti economici e sociali.<br \/>Il 10 dicembre 1948 l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunita nella sua terza sessione, approv\u00f2 la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con quarantotto voti a favore, nessun voto contrario, otto astensioni prevalentemente in area sovietica e due assenze. Eleanor Roosevelt aveva coronato il progetto, condiviso con Franklin Delano, di costruire una grande organizzazione delle nazioni, facendosi artefice in prima persona di quella che, per usare le sue parole, aspirava a diventare \u00abla Magna Charta internazionale di tutti gli uomini in ogni luogo del mondo\u00bb.<br \/>Ma gi\u00e0 gli eventi immediatamente successivi, dominati dalla guerra fredda, mandarono quelle speranze in frantumi. Oggi, gli Stati membri delle Nazioni Unire sono 193 e le violazioni dei diritti umani sono una piaga mondiale, come testimoniano i rapporti delle organizzazioni internazionali.<\/p>\r\n<p><br \/>03 \u2013 USA: RODARI, UN MARXISTA SURREALE A SPASSO PER L\u2019AMERICA &#8211; EXPRESS. LO SCRITTORE E PEDAGOGISTA NON \u00c8 PI\u00d9 LONTANO DAI LETTORI STATUNITENSI, di Maria Teresa Carbone<br \/><br \/>Non \u00e8 mai troppo tardi. Come ha scritto su queste pagine Erica Moretti, a cento anni dalla nascita, a quaranta dalla morte, gli Stati Uniti scoprono Gianni Rodari, \u00abil genio italiano che ha mescolato marxismo e letteratura per l\u2019infanzia\u00bb, per citare il titolo del bell\u2019articolo di Joan Acocella appena uscito sul New Yorker.<br \/>Per quanto appaia strano, considerando la fama di Rodari in tutto il mondo, \u00abnegli Usa \u2013 scrive Acocella \u2013 praticamente nessuno conosce il suo nome. Dei suoi trenta libri neppure uno \u00e8 stato pubblicato qui quando era in vita. Alcuni sono usciti nel Regno Unito, ed \u00e8 ancora possibile acquistarne una copia, purch\u00e9 siate disposti a fare un\u2019ipoteca sulla casa. Giorni fa ho cercato di comprare Tales Told by a Machine (Novelle fatte a macchina) del 1976. Amazon ne aveva una copia per 967 dollari, pi\u00f9 spese di spedizione. Questo \u00e8 un crimine contro l\u2019arte\u00bb.<br \/>Per fortuna, per\u00f2, le forze oscure che hanno tenuto Rodari lontano dai lettori statunitensi sono state sgominate. Per rompere l\u2019incantesimo ci \u00e8 voluta, manco a dirlo, l\u2019audacia di un editore indipendente, Enchanted Lion, che ha pubblicato le Favole al telefono, anzi, le Telephone Tales, nella traduzione di Antony Shugaar e con un\u2019edizione curatissima: i disegni \u2013 dell\u2019italiano Valerio Vidali \u2013 aprono \u00abinteri mondi di figure semi-astratte, con nasi giganteschi e palazzi di gelato\u00bb e le pagine \u00absono cucite con punti degni di una gonna di Balenciaga\u00bb. Insomma, \u00ab\u00e8 incredibile che il libro costi solo 27 dollari e 95\u00bb, nota Acocella, e aggiunge perentoria: \u00abAndate a comprarlo, subito\u00bb.<br \/>Il punto \u2013 scrive la giornalista \u2013 \u00e8 che i libri di Rodari sono un miracoloso precipitato di immaginario ereditato dal surrealismo e di pensiero critico acquisito grazie alla dottrina marxista: \u00abOgni cosa che scrive, lui la sottopone a un interrogatorio, a uno scrutinio, a uno sguardo lievemente ironico, o anche solo arguto\u2026 Molti in Occidente tendono ad associare il marxismo a una forma di controllo della mente. \u00c8 difficile convincerli che alla fine dell\u2019Ottocento il marxismo era considerato dai suoi aderenti il vessillo per la liberazione del pensiero\u00bb.<br \/>Per questo (e non solo per questo) \u00abcome accade per Alice nel paese delle meraviglie, la sua scrittura fa sentire intelligenti i bambini\u00bb. Soltanto i bambini? Ancora Acocella: \u00abUna volta Rodari ha detto che sarebbe meglio non chiedersi se i suoi libri sono per bambini o per adulti, ma di considerarli come libri tout court\u00bb.<br \/>Sono frasi che risuonano, leggendo i risultati di una indagine condotta dal britannico National Literacy Trust, un ente che promuove la lettura soprattutto nelle aree meno favorite. Alla domanda \u00abTi rivedi nei personaggi dei libri che leggi?\u00bb rivolta a quasi sessantamila ragazze e ragazzi di et\u00e0 compresa tra i 9 e i 18 anni, circa un terzo ha risposto di no, riferisce sul Guardian Alison Flood, specificando che la percentuale sale al 46 % quando a parlare sono bambini e teenager appartenenti a minoranze etniche nere. Del resto, uno studio del Centre for Literacy in Primary Education rivela che nei libri per l\u2019infanzia usciti l\u2019anno scorso nel Regno Unito solo il 5 % ha un eroe, o un\u2019eroina, non di pelle bianca. Una miseria, ma se si pensa che nel 2017 la cifra era dell\u2019uno per cento, si pu\u00f2 dire con soddisfazione che la diversity si fa largo nell\u2019editoria (perlomeno quella di lingua inglese).<br \/>E tuttavia, pensando a Rodari e alla sua grammatica della fantasia, ci si chiede se questo basti \u2013 se il libro sia solo uno specchio in cui ritrovarsi o se questo specchio non vada attraversato per andare come Alice in cerca di altri mondi o anche solo per vedere il nostro con occhi diversi e magari tentare di cambiarlo. <\/p>\r\n<p><br \/>04 -Argentina: LEGALE, LIBERO, SICURO, GRATUITO. E APPESO AL VOTO DEL PARLAMENTO ARGENTINO. INTERVISTA. LA PROPOSTA DI LEGGE SULL\u2019ABORTO TORNA IN AULA A BUENOS AIRES UN ANNO DOPO L&#8217;INSEDIAMENTO DI FERNANDEZ ALLA PRESIDENZA. INTERVISTA A MARTHA ROSENBERG: \u00abTRA GLI SCHIERAMENTI FAVOREVOLI E CONTRARI ALLA LEGALIZZAZIONE, POICH\u00c9 SONO TRASVERSALI, C&#8217;\u00c8 UN PATTO DI NON AGGRESSIONE. LO SCONTRO \u00c8 SIA IDEOLOGICO SIA LEGATO A EQUILIBRI DI PARTITO\u00bb, di Andrea Cegna<br \/><br \/>In Argentina torna in discussione la proposta di legge per un aborto legale, gratuito e sicuro. Nelle prossime ore arriver\u00e0 il voto della Camera. Fernandez, che proprio in questi giorni festeggia il primo anno di governo, aveva promesso da tempo un decreto in tal senso. Perch\u00e9 l\u2019aborto sia legge la proposta dovr\u00e0 essere votata anche in Senato, a differenza di quanto accadde nel 2018.<br \/>L\u2019opposizione alla legge attraversa anche parti della maggioranza. Nel dibattito parlamentare sono state richieste importanti modifiche che se recepite potrebbero portare all\u2019approvazione della legge in entrambe le votazioni ma allo stesso tempo snaturerebbero la proposta dei movimenti.<br \/>Ne parliamo con Matha Rosenberg, femminista e autrice del libro Aborto e altre interruzioni. Donne, psicoanalisi, politica.<br \/><br \/>COME SI \u00c8 SVILUPPATO IL DIBATTITO?<br \/>Con le condizioni imposte dalla pandemia, e quindi in forma virtuale o mista. \u00c8 piuttosto strano. Durante il precedente dibattito (2018) ci sono state grandi manifestazioni di strada con diverse iniziative e partecipazione di massa. Una mobilitazione continua con tanto di espressioni artistiche, appelli e spettacoli vari. Il dibattito \u00e8 molto presente sui media cos\u00ec come sui social, nonostante l\u2019impatto di misure socio-economiche simultanee molto importanti e di eventi casuali che scuotono, come la morte di Maradona. La discussione parlamentare va in onda in tv. C\u2019\u00e8 un patto di non aggressione tra i settori favorevoli e contrari alla legalizzazione poich\u00e9 gli schieramenti sono trasversali. Lo scontro nasce sia per questioni ideologiche sull\u2019aborto sia anche per questioni di equilibri di partito. La campagna ha messo in moto mobilitazioni in tutto il paese e molte altre attivit\u00e0: virtuali sui social network, lezioni universitarie, spettacoli teatrali, posizionamento pubblico di personaggi noti, ecc. Ci sono state anche manifestazioni di conservatori fondamentalisti. E vessazioni nei confronti dei parlamentari verdi.<br \/><br \/>PERCH\u00c9 \u00abABORTO LEGALE, LIBERO, SICURO E GRATUITO\u00bb?<br \/>La Campagna nazionale per il diritto all\u2019aborto legale, sicuro e gratuito implica che lo Stato dovr\u00e0 garantire s\u00ec la libert\u00e0 ma anche l\u2019accesso universale all\u2019aborto sicuro attraverso la sanit\u00e0 pubblica. Se ci fosse solo la depenalizzione l\u2019aborto sarebbe sottoposto a logiche di mercato, cio\u00e8 si manterrebbe \u00abun\u2019ingiustizia riproduttiva\u00bb che rende l\u2019aborto sicuro e possibile un privilegio delle classi pi\u00f9 abbienti.<br \/>Una parte importante del movimento femminista argentino si \u00e8 concentrato su questa lotta, se si vincer\u00e0 cosa potrebbe succedere?<br \/>Non c\u2019\u00e8 praticamente femminismo che non si sia unito a questa lotta. Suppongo che se la proposta di legge sar\u00e0 votata affronteremo insieme il monitoraggio del suo adempimento. Sarebbe un profondo cambiamento culturale che dovr\u00e0 essere digerito dall\u2019intera societ\u00e0.<br \/><br \/>DIALOGATE CON LA PRESIDENZA?<br \/>Certo, e non solo. La campagna nazionale \u00e8 formata da pi\u00f9 di 600 associazioni e da persone singole. La mia forma di dialogo e il mio attivismo avvengono attraverso il Consiglio consultivo onorario del ministero delle Donne, genere e diversit\u00e0 di cui faccio parte. Altre appartengono alla stessa coalizione politica del presidente, il Fronte di Tutti. Ci sono molte femministe e persone LGBTQ+ che hanno voce autonoma e vanno oltre le richieste della campagna. \u00c8 un compito enorme (forse impossibile e chiss\u00e0 se desiderabile) unire in una sola voce la ricchezza e la polifonia della nostra realt\u00e0 come movimento.<\/p>\r\n<p><br \/>05 &#8211; ALIAS: ENGELS, UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L\u2019EUROPA &#8211; REPORTAGE. ENGELS NACQUE IL 28 NOVEMBRE 1820 A BARMEN, AL TEMPO IMPORTANTE CENTRO INDUSTRIALE TEDESCO, NELL&#8217;ALLORA PROVINCIA PRUSSIANA DI J\u00dcLICH-KLEVE-BERG: RITORNO A QUELLA CHE OGGI SI CHIAMA WUPPERTAL, NELLA RENANIA SETTENTRIONALE-VESTFALIA, PER UN TOUR NELLA SONNACCHIOSA CITTADINA, \u00abORFANI\u00bb, CAUSA PANDEMIA, DELLE CELEBRAZIONI PER I DUECENTO ANNI DALLA NASCITA DEL FILOSOFO, di Dario Bellini<br \/><br \/>A &#8211; Il 28 novembre 2020 si sono celebrati i 200 anni dalla nascita di Engels a Barmen nella valle del fiume Wupper. La municipalit\u00e0 di Wuppertal, citt\u00e0 di 300mila abitanti che unisce Barmen e Elberfeld, festeggia il bicentenario del suo pi\u00f9 illustre cittadino nato qui due secoli fa. Finito il restauro della sua casa natale, molte erano quest\u2019anno le iniziative e i progetti in corso, ma il Covid ha fatto s\u00ec che quasi tutto fosse cancellato. Gli eventi sono diventati Engels Digital, mostre, musei, concerti e conferenze (online). Peccato per il grande telo di 40 metri che avrebbe dovuto rivestire la facciata della casa di Engels, con un bel parco di grandi alberi davanti, lungo la valle della Wupper e la Swebebahn in vista. Duecento fotografie in b\/n (stampate sul gigantesco telone) dei residenti in citt\u00e0 che hanno accettato di farsi fotografare e mostrarsi nell\u2019istallazione dell\u2019artista di strada JR. Istallazione rimandata a causa delle regole anti-assembramento ma \u00e8 stato possibile fruire di una presentazione virtuale, dove in versione web l\u2019impacchettamento della casa ha proposto la composizione dei ritratti che con un click si aprono a mostrare i messaggi personali dei cittadini di Wuppertal che fanno gli auguri e scrivono riflessioni da indirizzare al grande pensatore.<br \/>Il pezzo forte gi\u00e0 c\u2019\u00e8 ed \u00e8 sempre possibile visitare: \u00e8 la statua che nel 2014 \u00e8 stata donata alla citt\u00e0 dalla Repubblica popolare cinese. Realizzata dallo scultore Zeng Chenggang, alta 4 metri, \u00e8 poggiata quasi a terra su un piedistallo di appena 40 centimetri, forse per favorire una presenza pi\u00f9 ravvicinata. Engels \u00e8 pensieroso chiuso in un cappottone di ispirazione austero-cinese. Vive in un lockdown all\u2019aperto.<br \/>Turismo cinese<br \/>Lo stesso a Trier, cittadina natale di Karl Marx, pi\u00f9 recentemente (nel 2018) \u00e8 spuntata una sua scultura, di Wu Weishan, sempre dono cinese. Cos\u00ec come Xi Jinping in occasione del passato anniversario dei 200 anni di Marx lo ha celebrato e modernizzato in pompa magna come il pi\u00f9 grande pensatore dei tempi moderni, anche a Treviri sono arrivate due tonnellate tutte per il Moro, approvate dal Consiglio comunale della pi\u00f9 antica municipalit\u00e0 germanica. Questa volta per\u00f2 la statua \u00e8 piazzata davanti a un muro, di profilo che guarda lontano, verso un salone di parrucchieri. Le inaugurazioni erano state attraversate da polemiche, poi \u00e8 iniziata una convivenza tranquilla, grazie ai migliaia di turisti cinesi in visita nelle citt\u00e0 natali di due illustri giornalisti, filosofi e pensatori.<br \/>A Treviri si arriva per ricordare un giovane Marx di 17 anni, che abbandon\u00f2 i confini dell\u2019Impero prussiano per andare nel mondo, cos\u00ec come qualche anno pi\u00f9 tardi Friedrich Engels lasci\u00f2 Wuppertal pe rgiungere a Manchester dove avrebbe dovuto lavorare nella fabbrica tessile di suo padre. \u00c8 l\u2019inizio delle lotte operaie, quasi un gemellaggio, si potrebbe dire: Manchester in riva alla Wupper, con la situazione delle prime industrie tessili e la fallita rivolta operaia di Elberfeld. In quegli anni, Engels strinse la sua amicizia con Marx, si innamor\u00f2 e spos\u00f2 Mary Burns, giovane operaia attivista irlandese che lavorava nella fabbrica di suo padre, scrisse il primo libro sulla situazione della classe operaia in Inghilterra. Qualche anno dopo, insieme a Marx nel 1848 venne redatto Il Manifesto dei Comunisti e fondato a Colonia un nuovo giornale, la Neue Rheinische Zeitung, soppresso dopo la sconfitta delle rivolte operaie in Germania. Da qui, la lunga fuga attraverso Zurigo, Parigi, Manchester e Londra. Dopo quasi due secoli, sembra che Engels continui ad aggirarsi nel mondo in forma di sculture, eventi che lo ricordano, siti web, libri e souvenir.<br \/>Letargo cittadino<br \/>In un\u2019epoca di statue abbattute e di rifiuto delle iconografie dei passati regimi, qualche eccezione interessante di ritorno, in forma di \u00abmonumento\u00bb, c\u2019\u00e8 anche a Manchester, citt\u00e0 dove Engels era arrivato nel 1842, ispirandogli i suoi scritti rivoluzionari. L\u2019artista e attivista di sinistra Phil Collins \u00e8 riuscito recentemente a recuperare una statua di Engels degli anni 70 a Poltava in Ukraina (dove nel 2015 erano diventati illegali i segni e i simboli dell\u2019era comunista). In un piccolo paese che volentieri si voleva liberare della statua compromessa, \u00e8 stata ritrovata tagliata in due e abbandonata in un giardino. La statua \u00e8 ora in centro a Manchester in bella vista in Tony Wilson Place, ad onore della maggioranza laburista della citt\u00e0 (in consiglio comunale sono 92 i seggi del Labour, 3 dei Liberal Democratici e zero dei Conservatori), in una moderna piazza davanti al Centro di arte contemporanea. Un\u2019eredit\u00e0 culturale ancora in movimento, in Inghilterra e Germania dove le lotte operaie iniziarono e dove i due \u2013 allora giornalisti \u2013 rivoluzionari iniziarono la lotta politica.<br \/><br \/>B \u2013 ALIAS Friedrich Engels, l\u2019attualit\u00e0 dialettica della natura Ritratti. A duecento anni dalla nascita, una visione ecologica che ci interroga, di Dario Bellini e Lelio La Porta<br \/><br \/>Friedrich Engels nacque a Barmen, un sobborgo di Wuppertal, il 28 novembre del 1820. Si rec\u00f2 in Inghilterra per volont\u00e0 del padre (un importante industriale) per compiervi un tirocinio commerciale. Qui entr\u00f2 in contatto con la realt\u00e0 dell\u2019economia industriale sviluppata e con quella forma di socialismo che egli stesso, in seguito, defin\u00ec \u00abutopistico\u00bb (Proudhon, Fourier, Owen).<br \/><br \/>La situazione della classe operaia in Inghilterra (1845) rappresenta un\u2019indagine molto documentata sulle condizioni del proletariato inglese nella quale si metteva in evidenza il modo in cui lo sviluppo dell\u2019industria moderna aveva generato a un tempo la lotta di classe proletaria e la possibilit\u00e0 della liberazione finale. Marx continu\u00f2 ad apprezzare questo saggio anche anni dopo la pubblicazione; in una lettera ad Engels del 9 aprile del 1863 si esprimer\u00e0 nel modo seguente, dopo aver confessato di aver appena riletto l\u2019opera: \u00abCon quale freschezza, con quale passione, con quale precorritrice audacia e senza erudite n\u00e9 dotte riserve viene qui afferrata la questione! E la stessa illusione che domani e dopodomani il risultato sgorgher\u00e0 alla luce del sole anche storicamente, conferisce all\u2019insieme un calore e un umore vitale, di fronte al quale il successivo \u00abgrigio grigiore\u00bb contrasta in modo maledettamente sgradevole\u00bb.<br \/><br \/>TRAFFICO INDIFFERENTE<br \/>Il saggio del 1845 mantiene, a rileggerlo oggi e senza essere condizionati dal giudizio di Marx, un\u2019incredibile attualit\u00e0 che si mostra in tutta la sua evidenza nelle pagine in cui Engels descrive la Manchester dell\u2019epoca: \u00abGi\u00e0 il traffico delle strade ha qualcosa di repellente, qualcosa contro cui la natura umana si ribella. Le centinaia di migliaia di individui di tutte le classi e di tutti i ceti si urtano\u2026 si passano accanto in fretta come se non avessero nulla in comune\u2026 La brutale indifferenza, l\u2019insensibile isolamento di ciascuno nel suo interesse personale, emerge in modo tanto pi\u00f9 ripugnante ed offensivo quanto maggiore \u00e8 il numero di questi singoli individui che sono ammassati in uno spazio ristretto\u00bb. Affollamento, indifferenza, cura del proprio interesse, l\u2019individualismo pi\u00f9 gretto al servizio della dominazione del capitale!<br \/>Dal 1845 ebbe inizio la collaborazione con Marx che si protrasse fino alla morte di quest\u2019ultimo nel 1883. Da questo sodalizio intellettuale e politico, cementato da un\u2019amicizia solidissima dal punto di vista affettivo, nacquero alcune delle opere fondamentali per la fondazione e la diffusione della concezione materialistica della storia (La sacra famiglia, L\u2019ideologia tedesca, Manifesto del partito comunista). Onde evitare futili congetture intorno ai caratteri della collaborazione fra i due, baster\u00e0 ricordare che proprio Engels scrisse di una divisione del lavoro fra di loro in virt\u00f9 della quale a lui spettava il compito di \u00abpresentare le nostre vedute nella stampa periodica, e quindi specialmente nella lotta contro le vedute avversarie\u00bb.<br \/><br \/>Dopo la morte di Marx, Engels non soltanto si adoper\u00f2 alla cura per la pubblicazione di scritti marxiani inediti o incompiuti (ad esempio il secondo e il terzo libro del Capitale) ma divenne, anche in virt\u00f9 della collaborazione assidua con Marx, l\u2019interprete pi\u00f9 ascoltato del suo pensiero. Scrisse sulla scienza naturale, sulle origini della famiglia e dello Stato; analizz\u00f2 la situazione irlandese e la strategia dei movimenti operai in Europa e negli Usa, si batt\u00e9 contro il proudhonismo e l\u2019anarchismo, ebbe rapporti con i dirigenti della socialdemocrazia tedesca, si preoccup\u00f2 per il mantenimento della pace in Europa dopo la fondazione della Seconda Internazionale.<br \/><br \/>CITT\u00c0 E CAMPAGNA<br \/>Il suo Anti-D\u00fchring (1878) \u2013 lo scritto polemico contro il professor Eugen D\u00fchring, il quale, da positivista evoluzionista qual era, riteneva che, sul piano sociale, il socialismo fosse lo sbocco dell\u2019evoluzione naturale, scritto al quale il Gramsci dei Quaderni del carcere guardava come un\u2019opera in cui si riassumeva \u00abla polemica contro la filosofia speculativa, ma anche quella contro il positivismo e il meccanicismo e le forme deteriori della filosofia della prassi\u00bb e che \u00abpotrebbe essere un Anti-Croce da questo punto di vista\u00bb \u2013 divent\u00f2 per il movimento socialista europeo della fine del secolo XIX un punto di riferimento imprescindibile sul piano teorico. Ma ancora oggi c\u2019\u00e8 qualcosa in quest\u2019opera engelsiana, spesso guardata con sospetto se non considerata del tutto obsoleta, che parla a chi ha a cuore le \u00abmagnifiche sorti e progressive dell\u2019umanit\u00e0\u00bb: il richiamo alla societ\u00e0 socialista, in cui l\u2019armonia delle forze produttive avrebbe consentito un modo diverso di utilizzare la produzione stessa, trovava il suo modo di realizzazione, scrive Engels, \u00abcon la fusione fra citt\u00e0 e campagna\u00bb, che avrebbe potuto eliminare \u00abl\u2019attuale avvelenamento di acqua, aria e suolo, solo con quella fusione le masse che oggi agonizzano nelle citt\u00e0 saranno messe in una condizione in cui i loro rifiuti siano adoperati per produrre le piante, non le malattie\u00bb.<br \/>Nell\u2019ultimo Engels, la dialettica diventa la legge di sviluppo fondamentale della natura e della storia proponendosi come scienza non soltanto delle leggi generali del movimento, e perci\u00f2 del mondo esterno, ma anche del pensiero umano stesso. Si tratta della teoria del pensiero come \u00abrispecchiamento\u00bb, ossia di un indirizzo metodologico a pensare in termini di complessi reali di vita. Tutto questo aspetto della riflessione engelsiana fu riassunto in un\u2019opera incompiuta, pubblicata soltanto nel 1925 in Urss con il titolo Dialettica della natura.<br \/>Lo stalinismo fece propria la posizione engelsiana considerando le leggi del materialismo come applicazioni delle leggi dialettiche della natura. Ma si tratta di un accordo formale. Nella sostanza, la dialettica della natura \u00e8 parte della teoria engelsiana della rivoluzione nel senso che fornisce ai proletari un contributo affinch\u00e9 si liberino dalla dipendenza da idee metafisiche e comincino a pensare dialetticamente. Lo stalinismo, invece, concretizza l\u2019elemento di emancipazione in un oggettivismo che \u00e8 la manifestazione dell\u2019impotenza dei soggetti.<\/p>\r\n<p><br \/>APPARTENENZE<br \/>Eppure anche qui, quasi a voler portare verso una conclusione il suo ragionamento eco-logico, iniziato nel 1845 e proseguito nel 1878,Engels matura ed espone un argomento di attualit\u00e0 evidente: \u00abAd ogni passo ci viene ricordato che noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo straniero soggiogato, che non la dominiamo come chi \u00e8 estraneo da essa, ma che noi le apparteniamo con carne e sangue e cervello e viviamo nel suo grembo\u00bb. Si tratta della eco-appartenenza, del fatto che siamo della natura e nella natura. Engels pone le basi di una sorta di naturalismo materialistico ante litteram, di una dialettica profonda fra uomo e natura senza surrettizie interpolazioni metafisico-religiose.<br \/>Ed Engels in Italia? La sua eco si avverte nelle risposte di Labriola alle sue, purtroppo disperse, lettere. La sua presenza in Gramsci \u00e8 gi\u00e0 stata testimoniata in questa sede (ma il discorso sarebbe molto pi\u00f9 lungo e complesso). Di monografie specifiche, oltre quella di Mondolfo del 1912, se ne ricordano altre due, entrambe dell\u2019inizio degli anni Settanta del secolo scorso: quelle di Eleonora Fiorani e Giuseppe Prestipino. Ernesto Ragionieri si rammaricava nel 1970 di una \u00absottovalutazione di Engels\u00bb in Italia e Timpanaro, qualche anno dopo, aggiungeva che quando i marxisti devono sbarazzarsi di qualcuno, \u00abquesto qualcuno \u00e8 Friedrich Engels\u00bb.<br \/>Meglio rivolgersi a Calvino che, scrivendo dello stato delle citt\u00e0 italiane alla met\u00e0 degli anni 70, richiamando il saggio engelsiano del 1845, descriveva l\u2019autore nel modo seguente: \u00abPerch\u00e9 solo lui, Friedrich Engels, riunisce in s\u00e9 parecchie condizioni che gli altri non avevano: uno sguardo che proviene dall\u2019esterno (in quanto straniero) ma anche dall\u2019interno (in quanto appartenente al mondo dei padroni), un\u2019attenzione al \u00abnegativo\u00bb propria della filosofia di Hegel in cui s\u2019\u00e8 formato, una determinazione critica e demistificatoria cui lo porta l\u2019orientamento socialista\u00bb. Insomma, teoria e prassi.<br \/>A Wuppertal, la situazione \u00e8 piuttosto addormentata, anche la famosa monorotaia che percorre tutta la valle funziona solo nel weekend. I musei sono chiusi, cos\u00ec come i cinema e le sale concerti.<br \/>Il bar del centro sociale Utopia \u00e8 fermo, l\u00ec davanti sulla pista ciclabile che percorre i tragitti dei treni minerari dismessi, soltanto un bio-box per caff\u00e8 da portare via, qualche cassetta di birra quasi da proibizionismo che passa di mano, e gli studenti di biologia che insistono a far germogliare piantine e ortaggi nelle serre sul tetto illuminato di notte al neon del loro container. Di giorno sparuti gruppetti di cittadini e bambini cercano qualche raggio di sole, sulle panchine fatte con i pallet.<br \/>In citt\u00e0 non succede granch\u00e9, una minoranza quasi maggioranza turca che vive a Barmen e Volkwinkel lavora e sonnecchia con i sussidi familiari che concede il governo (ma ormai scarseggiano). Negli ultimi anni, sono arrivati molti migranti siriani, per l\u2019abbondanza di case disponibili. Per l\u2019emergenza sanitaria, il teatro di marionette \u00e8 stato chiuso, al teatro dell\u2019opera il Flauto Magico \u00e8 stato rimandato, il nuovo auditorium\/teatro di Pina Bausch ancora non ha riaperto. Gli unici punti di aggregazione sociale (spettrale con le mascherine) sono i supermercati alimentari e quelli di attrezzature per la casa (Rewe, Lidl, Akzenta, Hornbach, Bauhaus e Aldi). Tutto il resto si svolge in una dimensione privata, casomai si passeggia nei boschi e si va in bicicletta sulle piste ciclabili e all\u2019orto botanico. La viabilit\u00e0 della lunga Friedrich Engels Allee, che percorre tutta la valle, scivola parallela alla Swebeban con regole a corsie preferenziali germaniche e via cos\u00ec, su scattanti automobili, lavori in corso e ripidi sali e scendi.<br \/><br \/>RITORNO ALLA NATURA<br \/>Con la dismissione delle miniere di carbone e con la crisi dell\u2019industria tessile (da dove tutto era iniziato) c\u2019\u00e8 stato un progressivo svuotamento di risorse ma anche di buone politiche per il ritorno della natura. Nel Bergische, verso le sorgenti del Wupper (in passato era chiamato \u00abil fiume a colori\u00bb per via dell\u2019inquinamento dovuto allo sbiancante e alle tinte dei tessuti), il piccolo fiume si sta per salvare: per un secolo \u00e8 stato aggredito, ma ora scorre di nuovo veloce verso il Reno, sono tornati anche i salmoni.<br \/>Il Nord Reno Westfalia ha subito una grande trasformazione e Wuppertal \u00e8 diventata una delle citt\u00e0 pi\u00f9 verdi della Germania, anche la grande fabbrica della Bayer, con la sua altissima ciminiera senza fumo, sonnecchia nella valle (forse verr\u00e0 trasferita altrove). La citt\u00e0, che durante la seconda guerra mondiale \u00e8 stata per due volte pesantemente bombardata, oggi vive una stagione di transizione quasi post industriale sociale, verso un non ben definibile sviluppo informatico. Chiss\u00e0 se gli studenti torneranno nei campus delle super specializzate universit\u00e0. Intanto, su alcune facciate di palazzi in citt\u00e0 ci sono gli Angel Engels con la barba e le citazioni sulla religione, sulla morale e l\u2019ideologia.<br \/>Friedrich Engels sta l\u00ec, in versione statua, da solo, ma i bambini ci girano intorno in bicicletta, qualcuno gioca a bocce nel campetto l\u00ec a fianco, altri passano il tempo sulle panchine nei dintorni. Di cinesi, quest\u2019anno, neanche l\u2019ombra.<br \/>Qui altre foto del reportage: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kLEkpABTXhw<br \/>Qui il sito per le celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Engels:https:\/\/www.wuppertal.de\/microsite\/engels2020\/index.php<\/p>\r\n<p><br \/>06\u2013 COVID19 e DOVEVAMO DIVENTARE MIGLIORI. Siamo invece al \u201cMORS TUA VITA MEA\u201d pur di avere la sensazione di poter vedere un po\u2019 di luce. La libert\u00e0 dello svago mentre si muore di Covid. La tensione affettiva di marzo sembra spenta, lasciando il posto a una oscena e impudica curiosit\u00e0 per feste e consumi.<br \/><br \/>Chiss\u00e0 cosa si \u00e8 rotto dalla prima alla seconda ondata, cosa \u00e8 scattato nei cuori, cosa si \u00e8 stuellato nella testa e cosa ha dilagato nelle redazioni di giornali e televisioni.<br \/>L\u2019Europa esce dal ritorno infernale del virus con numeri che non lasciano adito a troppe interpretazioni: al 7 dicembre erano 349.316 i morti ufficiali (secondo l\u2019Ecdc). Solo che mentre questa primavera giustamente si facevano i conti con il dolore, con gli ospedali che scoppiavano, con un\u2019intera generazione che si ritrovava a rischio e che faceva i conti con le proprie fragilit\u00e0 ora quel senso di riflessione, quella tensione sociale e affettiva sembra essersi spenta, addirittura convertita a un\u2019impudiche oscena curiosit\u00e0 per cenoni, feste, lustrini e acquisti compulsivi.<br \/>Non si discute pi\u00f9 dei malati che muoiono soli, non si discute nemmeno delle migliaia di famiglie che si ritrovano a chiudere l\u2019anno facendo i conti con un lutto: le sedie che rimarranno vuote a Natale sono considerate un argomento troppo poco goloso per finire nelle pagine e allora meglio buttarsi su altro, in quest\u2019orgia di pareri sulle piste da sci, sulle vacanze, sulla presunta dittatura sanitaria che impedisce di ammassare in un cenone che sputa regali.<br \/>Ne saremmo dovuti uscire migliori e invece ne stiamo uscendo invertiti. Siamo invertiti nella solidariet\u00e0 sociale, di fronte a numeri che fanno spavento come quei 500mila posti di lavoro che si sono dissolti durante la pandemia e che pongono migliaia di famiglie di fronte all\u2019incubo di non avere pi\u00f9 un reddito, siamo invertiti nel non essere pi\u00f9 umani, abituati come ci siamo abituati a contare i numeri come se fossero semplicemente cifre che scorrono ogni sera nei bollettini e che non riusciamo a quantificare, ci siamo invertiti perfino con la memoria come se non sapessimo che questa malattia \u00e8 la vestale della solitudine, della preoccupazione amplificata dal divieto di contatti e di rapporti, in terapie intensive che solo ora cominciano a svuotarsi lentamente e che hanno sottoposto a un terrificante stress affettivo migliaia di famiglie.<br \/>Qualche giorno fa il presidente della Liguria Toti ha rilasciato una lunga intervista in cui chiedeva che venissero aperti gli impianti sciistici perch\u00e9 \u00abi cittadini hanno diritto di godere delle proprie libert\u00e0\u00bb. Ha detto proprio cos\u00ec. Un politico di primo piano del panorama nazionale ha avuto lo stomaco di usare la parola \u201clibert\u00e0\u201d in un\u2019epoca di affossamento de la dignit\u00e0 applicandola allo svago. Lo svago \u00e8 tutto, il bicchiere di spumante \u00e8 il simbolo del loro stare al mondo, il cin cin \u00e8 la forma di socialit\u00e0 che disperatamente anelano.<br \/>Quando ci riprenderemo dopo questa pandemia ricorderemo il Natale 2020 come quel periodo in cui mentre un pezzo di Paese rimaneva schiacciato dalle disuguaglianze sempre pi\u00f9 disuguali un altro pezzo si prendeva la briga di organizzare feste nelle suite, di accalcarsi a Riccione per le nuove luminarie, di scavalcarsi in fila alle porte di qualche grande magazzino e di reclamare il diritto allo svago fottendosene di tutto quello che c\u2019\u00e8 intorno.<br \/>Se \u00e8 vero che la politica si giudica dalle priorit\u00e0 che mette in campo e che decide di discutere allora queste feste del 2020 ce le ricorderemo anche per questo: un irrispettoso, continuo dibattito sulle lucine dell\u2019albero mentre il Paese (ce lo dice il 54esimo rapporto Censis) continua a incattivirsi sempre di pi\u00f9: il 38,5% degli italiani si dice pronto ad accettare limiti al diritto di sciopero, alla libert\u00e0 di opinione e alla possibilit\u00e0 di iscriversi a sindacati e a associazione in cambio di un po\u2019 di benessere economico. Siamo al \u201cMORS TUA VITA MEA\u201d pur di avere la sensazione di poter vedere un po\u2019 di luce. E non stupisce che mentre questi cianciano sull\u2019orario in cui far nascere il bambinello ci sia il 31,2% che vorrebbe che chi si \u00e8 ammalato per comportamenti irresponsabili non venga curato. E cos\u00ec via in un turbine di ferocia affilata che si consuma perfino tra generazioni: secondo il 49,3% dei giovani \u00e8 giusto che gli anziani vengano curati solo dopo di loro.<br \/>E alla fine risulta perfino naturale, scorrendo i numeri, che il 43,7% si dichiari favorevole alla pena di morte nel nostro Paese. E la percentuale sale addirittura al 44,7% tra i giovani. Fanno finta di non vederlo ma la pandemia ha creato un Paese segato in due: da una parte ci sono quelli che lamentano l\u2019impossibilit\u00e0 di sollazzarsi e dall\u2019altra ci sono quelli che hanno timore di non sopravvivere. E quando si accende una guerra cos\u00ec feroce sotto la brace significa che non c\u2019\u00e8 da aspettarsi nulla di buono. E questi ancora s\u2019accapigliano sul vino da portare in tavola l\u2019ultimo giorno dell\u2019anno. Che umanit\u00e0\u2026<\/p>\r\n<p><br \/>07 &#8211; MARIO PIERRO: L&#8217;INCHIESTA &#8211; IL CAPITALISMO DELLO CHOC PANDEMICO &#8211; L&#8217;INCHIESTA. DAL CAPITALISMO DEI DISASTRI AL CAPITALISMO DELLO CHOC PANDEMICO. LE ANALISI SUL MONDO GLOBALE NEL DAL CAPITALISMO DEI DISASTRI AL CAPITALISMO DELLO CHOC PANDEMICO. Le analisi sul mondo globale nel 18esimo rapporto sui diritti globali. Il 2020, con la pandemia di Covid-19, ha portato e sta residuando un drastico peggioramento nei diritti e nelle libert\u00e0, cos\u00ec come nella condizione sociale ed economica di milioni di cittadini in molte parti del mondo e ha mostrato con maggior evidenza la pericolosa vulnerabilit\u00e0 del sistema democratico e dello Stato di diritto rapporto sui diritti globali. Il 2020, con la pandemia di Covid-19, ha portato e sta residuando un drastico peggioramento nei diritti e nelle libert\u00e0, cos\u00ec come nella condizione sociale ed economica di milioni di cittadini in molte parti del mondo e ha mostrato con maggior evidenza la pericolosa vulnerabilit\u00e0 del sistema democratico e dello Stato di diritto, di Mario Pierro<br \/><br \/>Dal capitalismo dei disastri al capitalismo dello choc pandemico. \u00c8 questa la chiave di lettura offerta dal diciottesimo Rapporto sui diritti globali, coordinato da Sergio Segio e intitolato \u00abIl virus contro i diritti\u00bb che ripercorre i dodici mesi che hanno sconvolto l\u2019intero pianeta, gli equilibri economici, sociali e ambientali.<br \/><br \/>Ogni crisi \u00e8 ambivalente, e quella del Covid lo \u00e8 senz\u2019altro. L\u2019isolamento fisico \u00e8 una dolorosa necessit\u00e0 per salvare vite umane, ed \u00e8 in realt\u00e0 un meccanismo politicamente delicato e gestito in maniera sconcertante e imperfetta dai governi. e, allo stesso tempo, \u00e8 un laboratorio permanente e altamente redditizio di un futuro senza contatto fisico. basti qui pensare al boom dei fatturati e dei rendimenti in borsa delle piattaforme digitali. Al 19 giugno 2020, si legge nel rapporto, Amazon era valutata 1.317,3 miliardi di dollari, il 43,8% in pi\u00f9 rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno; Microsoft 1.473 miliardi (+22,4%); Apple 1.523,9 (+16,8%); Facebook 671 miliardi (+14,6%); Alphabet 991,1 miliardi (+7,4%); PayPal 192,4 miliardi (+51,5%); Netflix 196,9 (+38,9%); Zoom 66,8 miliardi (+255,1%). Una tendenza, peraltro, in rapidissima evoluzione: gi\u00e0 ad agosto 2020 Apple ha superato una capitalizzazione di 2.000 miliardi di dollari, un primato a Wall Street. In attesa che i reiterati annunci sul rifinanziamento dei sistemi della sanit\u00e0 pubblica, massacrati da tagli da vent\u2019anni, le vincitrici della crisi sono le piattaforme digitali. Cos\u00ec Naomi Klein ha definito un futuro prossimo che \u00absar\u00e0 gestito dall\u2019Intelligenza Artificiale, ma che in realt\u00e0 sar\u00e0 tenuto insieme da decine di milioni di lavoratori anonimi nascosti nei magazzini e nei data center, ammassati in uffici dove si moderano i contenuti o in fabbriche di elettronica, nelle miniere di litio, nei complessi industriali, nei mattatoi e nelle prigioni, esposti al- le malattie e all\u2019ipersfruttamento. \u00c8 un futuro nel quale ogni nostra mossa, ogni nostra parola, ogni nostra relazione sar\u00e0 rintracciabile, tracciabile, con una miniera di dati immagazzinati grazie a una collaborazione senza precedenti tra governi e giganti della tecnologia\u00bb. Nelle crisi si eccede con le distopie. queste ultime crescono incontrastate in un immaginario subalterno. Ma spesso sono realistiche.<br \/><br \/>L\u2019IMPUNIT\u00c0 DEI DOMINANTI<br \/>\u00c8 in questo quadro che va inteso il concetto chiave del rapporto sui diritti globali di quest\u2019anno: l\u2019impunit\u00e0 dei dominanti. Prendiamo la gestione della pandemia sulla quale anche la magistratura italiana ha aperto diverse inchieste. Le morti per Covid-19 nelle residenze degli anziani in Italia o in Francia; quelle provocate dai contagi sui luoghi di lavoro, o in transito per raggiungerli, causati dalla necessit\u00e0 di sopravvivere; le morti causate dalla radicalizzazione delle diseguaglianze e della lotta di classe sono alcuni dei casi che confermano l\u2019esistenza dei \u201ccrimini di sistema\u201d. Per il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli il crimine di sistema \u00e8 un illecito giuridico compiuto dai dominanti, dai governanti e da tutti coloro che esercitano un potere politico, sociale ed economico che crea le premesse, e gestisce le conseguenze, di eventi catastrofici, sistemici o pianificati a seguito di politiche precise.<br \/><br \/>Alla base di questi crimini c\u2019\u00e8 un vuoto di diritto, ben pi\u00f9 che di diritto penale, dovuto a molteplici fattori, tutti legati all\u2019odierna globalizzazione della sola economia e al carattere ancora locale della politica e del diritto: l\u2019assenza di una sfera pubblica all\u2019altezza dei poteri economici e finanziari in grado di limitarne e controllarne l\u2019esercizio; il conseguente ribaltamento del rapporto tra economia e politica, in forza del quale non \u00e8 pi\u00f9 la politica che governa l\u2019economia, ma \u00e8 l\u2019economia che governa la politica, ovviamente a vantaggio dei soggetti economicamente pi\u00f9 forti; il nesso, infine, tra l\u2019impotenza della politica e l\u2019onnipotenza dei poteri economici globali. Questo scarto danneggia sempre pi\u00f9 gravemente le persone e i loro diritti costituzionalmente stabiliti.<br \/><br \/>\u201cL\u2019attacco ai diritti e il desiderio di impunita\u0300 non sono nati durante il periodo della pandemia \u2013 sostiene Antonio Panzeri, Presidente Association Against Impunity and for Transitional Justice \u2013 Vengono da lontano, ma e\u0300 indubbio che l\u2019uso politico, in tante parti del mondo, ha accentuato questo processo. Per questo e\u0300 indispensabile mostrare una piu\u0300 forte attenzione. La violazione dei diritti umani non e\u0300 solo una violazione di una legge morale, ma una vera e propria violazione della legalita\u0300, perche\u0301 i diritti umani non sono solo un sentimento etico, ma sono diritti riconosciuti, sanciti, protetti e garantiti da trattati, normative, accordi internazionali che hanno il valore di legge\u201d.<br \/><br \/>CRIMINI DI SISTEMA<br \/>Il mondo dentro il virus sta amplificando a dismisura questi crimini di sistema. \u00c8 tale persino l\u2019idea che il Covid \u00abnon \u00e8 stato responsabilit\u00e0 di nessuno\u00bb. quante volte in questi mesi abbiamo ascoltato questa frase da tutti i governanti e i dominanti, a cominciare dagli esponenti dell\u2019attuale governo. Sembra proprio che questa pandemia sia semplicemente accaduta come un disastro naturale, un incidente catastrofico imprevedibile, uno \u201cchoc esogeno\u201d che si \u00e8 abbattuto su un sistema economico globale che funzionava alla perfezione. Tale convinzione \u00e8 una verit\u00e0 di comodo che non rispecchia affatto la realt\u00e0 complessa in cui questa pandemia si \u00e8 generata e si \u00e8 trasmessa.<br \/><br \/>Il virus non \u00e8 un alieno giunto dallo spazio, non \u00e8 accaduto per errore e la sua diffusione devastante non \u00e8 il prodotto di uno \u201cchoc\u201d imprevisto, ma la conseguenza strutturale della globalizzazione che ha avvolto il mondo con le sue catene del valore collegate dagli aerei, ad esempio. Non solo la nuova famiglia dei coronavirus \u00e8 il prodotto della distruzione delle foreste, della trasformazione degli ecosistemi, dell\u2019inurbamento delle campagne e della convivenza forzata tra umani, animali e pipistrelli. Esso \u00e8 anche il risultato di una nuova relazione tra il sistema produttivo dell\u2019agro-business e delle megalopoli. Rimuovere queste caratteristiche strutturali nella genesi e nella diffusione dei coronavirus che si sono consolidate nell\u2019ultimo ventennio, insieme ad altre epidemie come la SARS, \u00e8 una strategia fondante del \u201ccapitalismo dei disastri\u201d ed \u00e8 funzionale alla nuova fase di ristrutturazione e investimenti che non intervengono sulle cause della pandemia ma solo sui suoi effetti contingenti. Questo \u00e8 il modo ideale per riprodurre fenomeni patogeni ancora pi\u00f9 devastanti di quello attuale. Come si chiama questo? Crimine di sistema, appunto.<br \/><br \/>\u201cParliamo di un sistema criminale che produce morti su scala industriale \u2013 sostiene il coordinatore del rapporto diritti globali Sergio Segio \u2013 questo rapporto aiuta a comprendere la vastit\u00e0 di un sistema di crimini contro l\u2019umanit\u00e0, non solo quelli tradizionali. L\u2019industria bellica \u00e8 uno dei sistemi criminali che producono morti su larga scala. \u00c8 vorace e aggressivo anche durante la pandemia. Nella prossima legge di bilancio in Italia sono stati stanziati sei miliardi di acquisti di armi. Nel \u201cRecovery plan\u201d italiano sono al momento previsti solo 9 miliardi per la sanit\u00e0 dopo tutto quello che abbiamo passato in questi mesi. Nel 2019 la vendita di armi \u00e8 aumentata a 361 miliardi di dollari, oltre l\u2019otto per cento. In Italia la Leonardo \u00e8 cresciuta del 18 per cento con 11 miliardi di ricavi. Ci sono industrie che non producono solo lavoro e crescita, ma producono guerra e distruzione che colpiscono le popolazioni civili e spesso i bambini come nella guerra nello Yemen alle cui stragi ha collaborato anche l\u2019Italia con una fabbrica di bombe in Sardegna: la RWM. Solo nel giugno 2019 il parlamento italiano ha sospeso questa produzione. Finir\u00e0 questo dicembre senza dare al momento garanzie che non riprenda a produrre\u201d.<br \/><br \/>\u201cSono crimini impuniti fare affari con il governo egiziano \u2013 continua Segio \u2013 La procura di Roma ha assodato una precisa responsabilit\u00e0 degli alti vertici dei servizi segreti egiziani e dunque del governo di Al Sisi insignito da Macron della legione d\u2019onore. Non si ritira l\u2019ambasciatore italiano in Egitto perch\u00e9 ci sono enormi affari da 10 miliardi di euro nei prossimi anni. Non sempre questo \u00e8 un problema dei governi. Ci sono diverse amministrazioni comunali che hanno tolto gli striscioni che chiedevano giustizia per Regeni, come se fosse una battaglia di parte per un caso di torture e impunit\u00e0. E poi c\u2019\u00e8 il caso di Patrick Zaki a cui \u00e8 stata prorogata la detenzione. In Egitto ci sono 60 mila prigionieri politici, solo ad ottobre 2020 ci sono state 50 condanne a morte. In Turchia, un paese al quale l\u2019Unione Europea ha appaltato il blocco dei migranti che fuggono dalla guerra in Siria. In questi anni \u00e8 stata lasciata libera di armare l\u2019Isis e di impadronirsi dei territori nel nord est siriano o allargare la sfera di influenza in Libia dove controlla la guardia costiera responsabile dei lager dei migranti e dei loro viaggi in mare. Il Consiglio europeo sta prendendo in considerazione serie sanzioni, ma si tratter\u00e0 di rendere efficaci gli annunci politici. In questo momento nelle carceri turche sono prigionieri 260 giornalisti e 122 cittadini reporter, numerose testate sono state chiuse d\u2019autorit\u00e0. Sindaci e parlamentari in carica sono stati incarcerati. il 26 novembre c\u2019\u00e8 stato un altro processo contro il famigerato golpe di due anni fa, un pretesto usato da Erdogan per scatenare una guerra interna che ha prodotto 300 mila arrestati e 150 mila epurati, persone costrette a lasciare il loro lavoro. Tutto ci\u00f2 avviene grazie a complicit\u00e0 e un uso di una parola passepartout: \u201cterrorismo\u201d, usata per reprimere i diritti umani\u201d.<br \/><br \/>I DIRITTI SOCIALI A PARTIRE DALLA SALUTE<br \/>\u201cIl virus ha trovato una societ\u00e0 globale dove le premesse per avere esiti drammatici della pandemia c\u2019erano tutti \u2013 aggiunge Susanna Ronconi, ricercatrice e autrice di un capitolo del rapporto \u2013 Il diritto alla salute \u00e8 uno di quelli pi\u00f9 violati in questo mondo. In questa cornice la salute delle donne \u00e8 sempre pi\u00f9 in pericolo, basti pensare alla moltiplicazione dei divieti all\u2019aborto inPolonia o in molti stati Usa. E poi ci sono i crimini contro le donne a causa delle violenze maschili come si \u00e8 visto durante il lockdown. La salute dipende dal reddito, lavoro, qualit\u00e0 vita urbana o della condizione abitativa. Tutte questioni che influiscono sulla salute ma che sono poco verificabili dal punto di vista della loro esigibilit\u00e0. Questo avviene perch\u00e9 sono diritti sociali. Spesso si cerca di contrapporre diritti umani a quelli sociali. Ma gli uni senza gli altri non vanno. Il diritto alla salute mette inscena questa complessit\u00e0. Lo vediamo nella competizione nazionalista sul vaccino contro il Covid. I paesi poveri lo avranno forse nel 2024. Questa \u00e8 una tragedia universale. il vaccino non \u00e8 un bene comune. Nelle ultime riunioni dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 tutti i paesi ricchi si sono opposti alla liberalizzazione dei brevetti. Sono state adottate risoluzioni deboli. La lotta contro i brevetti \u00e8 stata vinta con l\u2019accordo di doha sull\u2019aids. \u00c8 su questo che \u00e8 possibile lavorare come movimento\u201d.<br \/><br \/>Il rapporto sui diritti globali \u00e8 ricchissimo di dati e di storie sull\u2019impatto del virus sui sistemi sanitari e sulle societ\u00e0 dei paesi pi\u00f9 colpiti. Negli Stati Uniti, ad esempio, \u00e8 stato studiato in tempo reale rispetto alla composizione di classe e di razza di una societ\u00e0 profondamente impoverita e violenta contro tutti i subalterni. I dati sono sconvolgenti. Il tasso di ospedalizzazione per Covid e\u0300 stato circa cinque volte superiore rispetto a quello dei bianchi non ispanici, i neri non ispanici hanno avuto un tasso di ospedalizzazione circa cinque volte superiore a quello dei bianchi non ispanici, gli ispanici o i latini hanno un tasso di ospedalizzazione circa quattro volte superiore a quello dei bianchi non ispanici. Perseguitata dalle violenze omicide della polizia per la parte di popolazione di origine afroamericana il bilancio dei primi mesi della pandemia \u00e8 stato devastante.<br \/><br \/>Nel Michigan oltre il 40% dei decessi da Covid-19 sono stati afroamericani sebbene questi costituiscano solo il 14% della popolazione. Nell\u2019Illinois il 43% delle persone morte a causa della malattia e il 28% di quelle che sono risultate positive erano afroamericane, un gruppo che costituisce solo il 15% della popolazione di questo Stato. In Louisiana, circa il 70% delle persone morte erano di colore, anche se solo un terzo della popolazione di quello Stato lo e\u0300. Anche il Nord Carolina e il Sud Carolina hanno riportato un rapporto tra residenti neri e residenti bianchi positivi al virus che superava di gran lunga la percentuale sulla popolazione generale. I neri erano sovrarappresentati tra i contagiati nell\u2019area di Las Vegas e tra le persone positive al virus nel Connecticut. Solo nel Minnesota le persone di colore sono state infettate dal coronavirus a tassi approssimativamente proporzionali alla loro percentuale di popolazione. L\u2019obbligo del lavoro in condizioni rischiose ha spinto inoltre a contagiarsi ancora di piu\u0300. Per molte di queste persone non era infatti possibile restare a casa senza alcun tipo di assistenza. Il lavoro e\u0300 apparso sia la salvezza che la condanna. In molti casi hanno dovuto continuare a fare i commessi nei supermercati, nelle fabbriche, nelle strade come i rider o gli operatori di autobus e treni. Molti si sono affidati ai mezzi di trasporto pubblico per recarsi al lavoro e si sono trovati in una situazione di esposizione forzata al vi- rus. In un momento in cui le autorita\u0300 invitavano a restare a stare a casa, l\u2019unico modo concreto per evitare il virus, i neri americani erano tra coloro che hanno svolto le attivita\u0300 ritenute \u201cessenziali\u201d e non potevano contare sul lusso di lavorare da casa.<br \/><br \/>LA FORMA DELLA CRISI NEL CAPITALISMO PANDEMICO<br \/>Questa violenza economica e sociale perpetuata sui subalterni durante le quarantene variabili in base alla curva epidemiologica e ai contraddittori interessi dei politici alla ricerca disperata di un consenso fa parte di un\u2019analisi sulla crisi economica e le sue prospettive nel capitalismo dello choc pandemico. La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha confermato la stretta interdipendenza tra le politiche monetarie, finanziarie, fiscali e industriali e la situazione pandemica. Dai vaccini anti-Covid, trovati a tempo di record, dipende apparentemente la durata di una crisi che ha colpito in maniera asimmetrica sia la domanda che l\u2019offerta del mercato, \u201ccongelando\u201d l\u2019economia globale e bloccando le catene lunghe del valore. In termini di prodotto interno lordo, e di quotazione dei mercati finanziari, questa spiegazione andr\u00e0 verificata. Da queste analisi, che condizionano gli orientamenti di tutti i governi dei paesi colpiti dalla pandemia, manca quasi del tutto l\u2019impatto di questo infarto economico \u2013 il secondo in soli 12 anni dalla crisi finanziaria del 2008 \u2013 sulle diseguaglianze sociali. A questo proposito \u00e8 molto interessante la discussione sulla forma della crisi rappresentata attraverso le lettere. Sar\u00e0 a V, a W, a L oppure a K? Per \u201cV\u201d si intende: crollo catastrofico dell\u2019economia e ripresa velocissima; per \u201cW\u201d si intende un orientamento dell\u2019economia chiaramente recessivo fatto di cadute e riprese ad alto tasso di incertezza e turbolenze; per \u201cL\u201d si intende crollo rovinoso e stagnazione prolungata; \u201cK\u201d \u00e8 la lettera che sintetizza gli effetti indicati dalle altre e aggiunge un elemento in pi\u00f9: crollo, ripresa solo per pochi (i ricchi saranno sempre pi\u00f9 ricchi; in poveri saranno sempre pi\u00f9 poveri).E\u2019 in questo scenario che si affermeranno gli effetti pi\u00f9 duraturi della crisi nel capitalismo pandemico.<br \/><br \/>Per ora gli effetti sociali e sul lavoro di questa crisi economica innescata dalle politiche di contenimento del virus sono state parzialmente attutite da misure eccezionali. Basta pensare a quello che \u00e8 stato fatto in Italia, un paese dove sono stati adottati interventi originali anche rispetto ad altri: il blocco dei licenziamenti e il prolungamento eccezionale delle casse integrazioni fino al 21 marzo 2021 per quanto riguarda il lavoro dipendente; un primo abbozzo occasionale, temporaneo e relativamente discrezionale di \u201cbonus\u201d per il lavoro autonomo terminati dopo appena tre mesi; una selva di aiuti categoriali per chi ha dovuto chiudere (e poi riaprire, e infine richiudere, cos\u00ec via) esercizi commerciali e attivit\u00e0 micro-imprenditoriali; interventi insufficienti per il contrasto delle nuove povert\u00e0 che stanno esplodendo. Questa realt\u00e0 \u00e8 variabile di paese in paese, i problemi legati all\u2019accesso agli aiuti e alla loro insufficienza sono noti in paesi come gli Stati Uniti; l\u2019aumento della disoccupazione e della precariet\u00e0 di massa una realt\u00e0 prospettica ormai assodata. In questa situazione emerge chiaramente l\u2019assenza di una visione universalistica di un nuovo patto sociale contro la crisi e per la riforma strutturale dello Stato sociale. A questo proposito gli appelli giunti dall\u2019Italia di estendere senza condizioni il cosiddetto \u201creddito di cittadinanza\u201d verso un \u201creddito di base incondizionato\u201d \u2013 o comunque verso un \u201creddito minimo garantito\u201d \u2013 sono rimasti inascoltati.<br \/><br \/>LA DIDATTICA A DISTANZA E IL FUTURO DELL\u2019ISTRUZIONE PUBBLICA<br \/>In questo quadro va fatto anche un discorso sulla condizione degli studenti, e dei docenti, messi in quarantena davanti ai computer con una modalit\u00e0 che abbiamo imparato a chiamare \u201cdidattica a distanza\u201d. I danni psicologici, relazionali e sociali di questa decisione presa per contenere la diffusione del virus legata alla mobilit\u00e0 delle persone con i trasporti pubblici sono evidenti ma ancora da quantificare. Decisioni di questo tipo sono state prese negli Stati Uniti, anche se non in maniera univoca dai governatori e dai sindaci. Anche in citt\u00e0 come New York che ha il sistema scolastico pi\u00f9 ampio del paese la volont\u00e0 del governatore Cuomo e del sindaco Di Blasio, protagonisti anche di conflitti su questo problema, \u00e8 stato quello di tenere aperte le scuole in una situazione davvero molto difficile. Cos\u00ec \u00e8 stato anche nella maggioranza dei paesi europei, tranne l\u2019Italia. L\u2019incresciosa gestione della politica scolastica nella pandemia ha portato il governo Conte ha chiudere ripetutamente, e per mesi, gran parte delle scuole, a cominciare da quelle superiori ancora oggi in didattica a distanza al 100%. L\u2019incapacit\u00e0 di garantire il diritto allo studio, contrapponendolo al diritto alla salute degli studenti, dei docenti e delle famiglie, \u00e8 stata pi\u00f9 unica che rara rispetto alla situazione dei paesi europei vicini. Tutto questo sta avvenendo nonostante la forte mobilitazione del movimento \u201cPriorit\u00e0 alla scuola\u201d su un\u2019agenda molto ampia che ha inserito l\u2019istruzione in un articolato progetto con il ripensamento radicale della medicina territoriale, delle categorie neoliberali che hanno mutato l\u2019istruzione negli ultimi vent\u2019anni e del Welfare universalistico a sostegno delle famiglie precarie. Insieme alle reti mutualistiche che si sono organizzate in tutto il mondo, e anche in Italia, questo movimento \u00e8 uno degli eventi politici pi\u00f9 interessanti emersi nei primi mesi della crisi.<br \/>\u00abIl virus \u2013 ha scritto il segretario della Cgil, Maurizio Landini nell\u2019introduzione al rapporto \u2013 ha svelato crudelmente che uno sviluppo basato sulla finanza e sulla crescente diseguaglianza non \u00e8 sostenibile n\u00e9 per l\u2019uomo n\u00e9 per la natura, insieme alla fragilit\u00e0 del nostro sistema sociale e in particolare quello dell\u2019assistenza delle persone\u00bb.<br \/>ll Rapporto sui diritti globali \u00e8 curato dall\u2019associazione Societ\u00e0 INformazione, in associazione con la Cgil ed \u00e8 edito in Italia da Ediesse-Futura, In inglese con l\u2019editore Milieu. Il progetto quest\u2019anno \u00e8 divenuto internazionale ed \u00e8 in collaborazione dell\u2019Association Against Impunity and for Transitional Justice, indagando lo \u00abStato d\u2019impunit\u00e0 nel mondo\u00bb. Ieri \u00e8 stato presentato online al Parlamento Europeo.<\/p>\r\n<p><br \/>08 \u2013 CILE, ELENA BASSO: SANTIAGO ZONA ZERO: \u00abCOME UNA GUERRA\u00bb CILE. VIAGGIO DENTRO LA PROTESTA CILENA, INIZIATA NELL&#8217;OTTOBRE 2019, CONTRO DISEGUAGLIANZE SOCIALI E VIOLENZE DELLA POLIZIA. NONOSTANTE LA VITTORIA AL REFERENDUM PER CANCELLARE LA COSTITUZIONE DI PINOCHET, LA MOBILITAZIONE PROSEGUE CON UN PEZZO DI CITT\u00c0 TRASFORMATA DA MESI DI MANIFESTAZIONI SANTIAGO DEL CILE \u00c8 IN GUERRA. Le proteste, iniziate nell\u2019ottobre 2019 per l\u2019aumento del costo del biglietto della metro, non sono mai finite; i disordini contro il governo crescono di giorno in giorno e gli abusi dei carabineros, denunciati sin da ottobre, continuano ancora oggi.<br \/><br \/>Le manifestazioni, che in poco tempo hanno portato in piazza oltre un milione di persone, chiedono eguaglianza sociale in un Paese dove l\u20191% della popolazione detiene il 26,5% della ricchezza e i diritti di base non sono garantiti.<br \/><br \/>OGGI I MANIFESTANTI chiedono le dimissioni del presidente Sebastian Pi\u00f1era, giustizia per chi ha subito abusi dalle forze dell\u2019ordine e il rilascio dei manifestanti incarcerati. Negli ultimi mesi si sono susseguite decine di denunce dei manifestanti che riportano visibili ustioni dopo essere stati colpiti dalle camionette idranti durante le proteste. I social sono invasi dalle foto dei corpi ustionati dei manifestanti e dalle loro testimonianze. \u00c8 del 30 novembre scorso la denuncia del fotografo Jos\u00e9 Tom\u00e1s Don-Oso che ha pubblicato su Twitter le foto delle ustioni presenti sulla schiena e sul collo.<br \/><br \/>Venerd\u00ec 27 novembre, sostiene Jos\u00e9, stava lavorando come fotografo per documentare i disordini al centro di Santiago, quando \u00e8 stato investito dall\u2019acqua della camionetta idrante. Come ha spiegato su Twitter non era la prima volta, ma quel venerd\u00ec ha sentito immediatamente la pelle bruciare. E, nonostante indossasse caschetto, maschera antigas e impermeabile, le ustioni sono diventate in poco tempo cos\u00ec gravi che \u00e8 stato costretto a recarsi all\u2019ospedale. Jos\u00e9 ha denunciato l\u2019accaduto alla Polic\u00eda de investigaciones (Pdi).<br \/><br \/>Il primo dicembre il direttore dei Carabineros, Ricardo Ya\u00f1ez, ha dichiarato alla Cnn che si far\u00e0 un\u2019inchiesta a riguardo ma ha assicurato che si usano solo gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Nel frattempo l\u2019Istituto nazionale dei diritti umani (Indh) ha richiesto alle forze dell\u2019ordine di dichiarare pubblicamente la percentuale di sostanze chimiche che si trovano nell\u2019acqua degli idranti. Il 7 dicembre scorso la Comisi\u00f3n Chilena de Derechos Humanos, presentando un report di 19 pagine, ha denunciato i carabineros per l\u2019uso eccessivo della forza ed elementi chimici utilizzati per disperdere i manifestanti.<br \/><br \/>Nel report sono presenti vari casi fra cui quello di Vincente Rojas L\u00f3pez, giornalista dell\u2019agenzia Panoptik. Vincente ha dichiarato che lo scorso 13 novembre con altri colleghi, si stava avvicinando a un manifestante che i carabineros stavano arrestando quando diverse camionette idranti hanno iniziato a sparare ripetutamente contro di lui acqua mischiata ad agenti chimici.<br \/><br \/>VINCENTE, come i colleghi presenti, si era identificato come giornalista. In seguito si \u00e8 accorto che poco distante gli agenti stavano portando via, in maniera violentissima con l\u2019uso di gas e colpi di scudo, chiunque passasse nella zona (anche cittadini che non stavano protestando, ma solo camminando nell\u2019area).<br \/><br \/>A quel punto si \u00e8 diretto dal sottoufficiale in comando chiedendo perch\u00e9 stessero facendo quest\u2019operazione. Gli ha risposto \u00abAlle 8 stasera gioca il Cile, voglio vedere la partita\u00bb. Vincente ha riportato gravissime ustioni al collo e agli occhi, come gli altri giornalisti presenti alla manifestazione, oggetto, per tutto il giorno, di attacchi con acqua e agenti chimici.<br \/><br \/>La capitale del Cile oggi esibisce le ferite di una citt\u00e0 teatro di un conflitto: la cosiddetta \u00abZona Zero\u00bb dove si sono concentrate le proteste dal 2019 \u00e8 un\u2019area fantasma. Non c\u2019\u00e8 uno spazio bianco sui muri degli edifici, ogni centimetro \u00e8 zeppo di graffiti e murales di protesta. A terra non ci sono pi\u00f9 marciapiedi e si cammina sul terriccio, i manifestanti hanno usato le pietre come unica arma di difesa. La chiesa al centro della Zona Zero \u00e8 stata data alle fiamme, come la maggior parte degli edifici circostanti.<br \/><br \/>DOVE C\u2019ERA LA CUPOLA oggi c\u2019\u00e8 il vuoto e il rosone, con i vetri rotti, \u00e8 circondato dalla scritta \u00abLibert\u00e0 per i Mapuche\u00bb, il popolo originario del Paese. Bar, negozi e uffici sono tutti chiusi e al centro della zona campeggia un grande palazzo, un hotel di lusso che fino all\u2019ottobre 2019 era in piena attivit\u00e0. Oggi \u00e8 chiuso e il palazzo \u00e8 devastato.<br \/><br \/>Ai muri moltissimi volti di donne con al braccio il pa\u00f1uelo verde simbolo della lotta per la legalizzazione dell\u2019aborto. Pareti intere sono occupate da manifesti con occhi disegnati, un riferimento agli oltre 400 manifestanti che hanno subito lesioni oculari durante le proteste. E ovunque si vede il viso di Camillo Catrillanca, il giovane leader mapuche ucciso con una pallottola alle spalle nel 2018 dai carabineros.<br \/><br \/>Oggi pi\u00f9 che mai, Santiago rappresenta perfettamente la spaccatura di un Paese in cui le disuguaglianze sono sempre state forti. Ci sono due Santiago. Una \u00e8 quella dei quartieri ricchi, dove si va ogni giorno a lavorare, a correre e le strade sono libere e pulite. E l\u2019altra, della Zona Zero, in cui i marciapiedi, i lampioni e i negozi non ci sono pi\u00f9. I disordini e le manifestazioni di protesta ci sono quasi ogni giorno e portano in piazza migliaia di persone.<br \/><br \/>Il venerd\u00ec, giorno in cui le proteste si intensificano, si cammina tranquillamente nei quartieri limitrofi alla Zona Zero, sono moltissime le persone sedute al bar a godersi il sole dell\u2019estate cilena. Ma avvicinandosi a Plaza Italia \u2013 epicentro delle proteste \u2013 si cominciano a sentire le sirene e gli occhi bruciano per i lacrimogeni. Le rive del fiume Mapocho sono circondate da scritte che chiedono giustizia per i manifestanti incarcerati e, nel punto esatto del ponte dove lo scorso 2 ottobre le forze dell\u2019ordine hanno buttato gi\u00f9 un ragazzo di 16 anni, sono attaccate decine di bandierine per segnalare il luogo.<br \/><br \/>LA MAGGIOR PARTE dei manifestanti indossano occhialoni protettivi e maschere antigas. Sono donne e uomini di tutti i tipi e di tutte le et\u00e0, moltissimi i giovani, anche minorenni.<br \/><br \/>Pi\u00f9 ci si avvicina al centro delle proteste pi\u00f9 si domanda a chi si allontana quale sia la situazione e quanti pacos (carabineros) ci siano. Una ragazza e un ragazzo spiegano che la situazione questo venerd\u00ec \u00e8 molto pesante: \u00abNon gli importa di nessuno, picchiano e portano via donne e minori. Siamo stati l\u00ec per ore\u00bb. Hanno meno di 30 anni e gli occhi rossi a causa dei lacrimogeni e prima di andarsene dicono: \u00abScrivetelo che in Cile c\u2019\u00e8 un popolo che lotta\u00bb.<br \/><br \/>Sul ponte arriva un carretto, sopra c\u2019\u00e8 un ferito protetto dai medici e dagli infermieri della \u00abBrigada dignidad\u00bb, volontari che dall\u2019ottobre 2019 soccorrono i manifestanti feriti. Hanno scudi di lamiera con sopra croci azzurre e formano una barriera intorno al ferito. Al passaggio del carretto tutti i manifestanti si fermano e applaudono. Le proteste sono in diverse aree della Zona Zero, da una parte una banda suona canti di lotta popolare e blocca il traffico, in una via pi\u00f9 centrale ci sono gli appartenenti alla \u00abPrimera Linea\u00bb. Sono le ragazze e i ragazzi che da oltre un anno hanno deciso di frapporsi fra i manifestanti e i carabineros.<br \/><br \/>RISCHIANO OGNI GIORNO la vita: la repressione contro i manifestanti \u00e8 particolarmente violenta. Sin dai primi giorni della protesta le forze dell\u2019ordine hanno deciso di puntare con le pistole agli occhi dei manifestanti e sono moltissimi i casi di uomini e donne rimasti completamente ciechi. Sono decine i video di riprese di telecamere di sicurezza che mostrano pestaggi violentissimi che hanno causato polmoni perforati, paralisi e morti, pi\u00f9 di 40. Non si contano poi le numerosissime denunce di torture e abusi (anche sessuali) compiuti nei commissariati.<br \/>Ma perch\u00e9 si sono sviluppati questi disordini in Cile? Cosa chiedevano i manifestanti? Nell\u2019ottobre 2019 gli studenti hanno iniziato a protestare contro l\u2019aumento del costo del biglietto della metro e in pochissimi giorni sempre pi\u00f9 persone si sono unite a loro in Plaza Italia, al centro di Santiago, per manifestare contro il governo e chiedere le dimissioni del presidente Pi\u00f1era.<br \/>In brevissimo tempo il movimento spontaneo \u00e8 cresciuto e ha portato in piazza oltre un milione di persone: in un Paese in cui le disuguaglianze sono fortissime, l\u2019aumento del biglietto \u00e8 stata la cosiddetta \u00abgoccia che ha fatto traboccare il vaso\u00bb.<br \/><br \/>I CILENI CHIEDEVANO inoltre una nuova Costituzione e sono riusciti a ottenerla il 25 ottobre scorso: il 78,12% dei partecipanti al referendum ha votato per cancellare la Costituzione redatta durante il governo militare di Augusto Pinochet. Dopo la vittoria per\u00f2 i disordini non si sono placati, perch\u00e9 in tutto questo tempo gli abusi dei carabineros non si sono fermati.<br \/>OGGI LA ZONA ZERO \u00e8 ancora in piena guerriglia. Le barricate, fatte di rami di alberi, vanno a fuoco. Il cielo \u00e8 nero per le nubi dei lacrimogeni e le camionette idranti corrono da una parte all\u2019altra dei viali. I manifestanti ormai si sono dispersi, nei viali ci sono meno di una decina di persone, uomini e donne di diverse et\u00e0, che protestano pacificamente. La camionetta idrante li raggiunge uno a uno e con la forza del getto d\u2019acqua li scaraventa a terra e al muro. 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