{"id":30378,"date":"2020-03-28T17:35:58","date_gmt":"2020-03-28T17:35:58","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=30378"},"modified":"2020-03-31T16:34:53","modified_gmt":"2020-03-31T16:34:53","slug":"28-marzo-2020-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=30378","title":{"rendered":"28 marzo 2020  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>00 &#8211; La Marca (Pd): ho parlato con il ministro Mendicino per il rientro in Canada degli italo-canadesi che si trovino in Italia. 01 &#8211; Ripensare l\u2019economia. Se non ora, Quando?. L\u2019internazionalizzazione di un virus mette a nudo l\u2019inconsistenza, il fai da te, dell\u2019autonomia differenziata regionale.<\/p>\n<p>02 &#8211; Il Corona virus impone cambiamenti epocali all&#8217;Italia e all&#8217;Europa, Alfiero Grandi. Coronavirus, occorre mettere a tema i cambiamenti che occorre fare. La pandemia del corona virus non \u00e8 risolta.<\/p>\n<p>03 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): L\u2019Europa faccia presto e con coraggio. \u201cVivo da cittadina europea l\u2019attesa di un intervento immediato ed efficace dell\u2019Unione per fronteggiare in modo adeguato l\u2019emergenza sanitaria e le conseguenze sociali ed economiche che essa sta provocando<\/p>\n<p>04 &#8211; In tre milioni perdono il lavoro. Per Trump \u00abnon \u00e8 rilevante\u00bb Stati uniti. Crollo della occupazione in una sola settimana. E restano fuori dal calcolo gli autonomi e i gig workers. Il presidente Usa: \u00abI media sperano di farmi perdere le elezioni\u00bb. Ma il consenso \u00e8 il pi\u00f9 alto di sempre<\/p>\n<p>05 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): evitare possibili disservizi per il pagamento delle pensioni all\u2019estero Giungono notizie dall\u2019Inps che i pagamenti delle pensioni all\u2019estero non dovrebbero subire ritardi nonostante il fatto che una buona parte dei dipendenti dell\u2019Istituto, sia a livello centrale che periferico, stia lavorando da casa \u2013 con il metodo del cosiddetto \u201csmart working\u201d \u2013 a causa dell\u2019emergenza coronavirus<\/p>\n<p>06 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): significativo atto di amicizia e di solidariet\u00e0 della Germania verso l\u2019Italia nella cura dei pazienti da coronavirus,<\/p>\n<p>07 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I RIMPATRIATI NEL MODELLO REDDITI PF 2020. Nonostante la grave emergenza sanitaria di questi giorni, ritengo utile e opportuno continuare informare sulle questioni che attengono ai diritti e ai doveri del mondo dell\u2019emigrazione e delle nuove mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>08 &#8211; Si salvi (solo) chi pu\u00f2. L\u2019arrivo del coronavirus a Citt\u00e0 del Messico. Italia-Mexico. Il rischio pandemia approda in un paese rassegnato, sfiduciato, disuguale. Dove ci sono gi\u00e0 il dengue, il narco, la violenza, i femminicidi, i sequestri, i terremoti, le inondazioni. Si cerca di arrivare vivi \u2013 e soprattutto vive &#8211; a casa a fine giornata. \u00abCosa ci pu\u00f2 fare un virus\u00bb.<\/p>\n<p>09 &#8211; The New York Times .L\u2019Italia, nuovo epicentro della pandemia, ha lezioni per il mondo. L\u2019esempio italiano dimostra che le misure per isolare le aree colpite e limitare gli spostamenti della popolazione devono essere adottate immediatamente, messe in atto con assoluta chiarezza e fatte rispettare rigorosamente.<\/p>\n<p>10 &#8211; PINOCCHIO un vero rivoluzionario. Esistono vari piani di lettura della storia del burattino pi\u00f9 famoso al mondo.<\/p>\n<p>11 &#8211; Lanzavecchia: \u00abNel nostro laboratorio non c\u2019erano neanche pipistrelli\u00bb. L\u2019esperimento. Lo scienziato italiano, anche lui nella ricerca del 2015, smonta la bufala twittata da Salvini sul virus creato in vitro dai cinesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>00 &#8211; LA MARCA (PD): HO PARLATO CON IL MINISTRO MENDICINO PER IL RIENTRO IN CANADA DEGLI ITALO-CANADESI CHE SI TROVINO IN ITALIA. \u201cHo parlato direttamente, su mia richiesta, con il Ministro canadese per l\u2019immigrazione, dei rifugiati e della cittadinanza, On. Marco Mendicino, per esortarlo a considerare l\u2019esigenza di favorire il rientro in Canada dei cittadini che si trovino all\u2019estero e, in particolare, degli italo-canadesi che sono restati bloccati in Italia per le disposizioni precauzionali assunte in questi giorni. A seguito di sollecitazioni che mi erano pervenute nei giorni scorsi, avevo scritto direttamente al Ministro Mendicino per sensibilizzarlo alle questioni che con comprensibile allarme mi erano state poste. Il Ministro Mendicino, nel corso del nostro colloquio telefonico, ha avuto modo di confermarmi che il Canada, a sua volta toccato dall\u2019epidemia che scuote il pianeta, ha posto un filtro per i voli in ingresso sul proprio territorio, ma che nessuna limitazione esiste per i cittadini canadesi, ovviamente anche se dotati di doppia cittadinanza. A condizione, tuttavia, che al momento dell\u2019arrivo siano asintomatici. Per quanti rientreranno in queste ore, poi, vige l\u2019obbligo di mettersi in quarantena per 14 giorni, al fine di garantire tutti da possibili, anche se involontari, contagi e di salvaguardare la loro stessa salute. Il Ministro, inoltre, mi ha chiesto di far presente agli interlocutori interessati al rientro di potersi mettere direttamente in contatto con il servizio di emergenza che lo stesso Governo canadese ha predisposto, chiamando al numero +1 613 996 8885 (EMAIL: sos@international.gc.ca ) e registrandosi alla pagina travel.gc.ca\/register E\u2019 bene che gli interessati richiedano direttamente al servizio di emergenza canadese notizie precise circa l\u2019eventuale rimborso dei nuovi biglietti aerei fatti per sostituire quelli annullati per la cancellazione dei voli precedenti. In ogni caso, resto a disposizione di quanti vogliano informarmi di situazioni particolari per le quali in questo drammatico momento pensino di avere bisogno di aiuto. Coraggio, insieme ce la faremo!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>01 &#8211; RIPENSARE L\u2019ECONOMIA. SE NON ORA, QUANDO?. L\u2019INTERNAZIONALIZZAZIONE DI UN VIRUS METTE A NUDO L\u2019INCONSISTENZA, IL FAI DA TE, DELL\u2019AUTONOMIA DIFFERENZIATA REGIONALE. L\u2019EMERGENZA SANITARIA E SOCIALE IMPONE A LAVORATORI E SINDACATI DI PRETENDERE UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO. PER CONTRIBUIRE A SALVAGUARDARE IL BENESSERE DELLA COLLETTIVIT\u00c0 E L&#8217;AMBIENTE. E METTERE IN SOFFITTA, UNA VOLTA PER TUTTE, LE \u201cRICETTE\u201d LIBERISTE E LE DISCRIMINAZIONE. Siamo in una vera emergenza sanitaria globale che investe il nostro Paese e il mondo intero. Uno shock che investe le popolazioni, che disorienta e spaventa le persone mettendo a nudo fragilit\u00e0 personali e collettive, che colpisce sistemi economici internazionalizzati accelerando tendenze gi\u00e0 in atto. Pandemia di coronavirus e scontro sul prezzo del petrolio ridisegneranno un mondo dove la Cina avr\u00e0 un ruolo sempre pi\u00f9 decisivo. Dell\u2019Europa e dell\u2019Italia il rischio \u00e8 che se ne perdano anche le tracce. Occorre cambiare in profondit\u00e0 il modello di sviluppo economico e sociale, preparare e costruire modelli alternativi, indicare strumenti che orientino la futura ripresa nella direzione della salvaguardia del pianeta e del benessere sociale della collettivit\u00e0. Trasformando il nostro sistema economico in senso ecologico, mettendo al centro delle politiche la prevenzione e la riduzione dei rischi sanitari, rispondendo alle conseguenze derivanti dalla crisi climatica e di un sistema capitalistico rapace e distruttivo. Rompendo i demenziali trattati europei dell\u2019austerit\u00e0, recuperando tutte le risorse economiche necessarie. Non in maniera occasionale ma in modo strutturale: non come elargizione ma come premessa per politiche economiche e sociali altre ed alternative. Allargando il perimetro pubblico, a partire dalla sanit\u00e0: pi\u00f9 risorse, pi\u00f9 personale, pi\u00f9 ridondanza dei sistemi in modo da poter far fronte alle emergenze. Con misure drastiche di prelievo sulla rendita fondiaria e finanziaria, che senza provvedimenti efficaci cresceranno ancora nel nostro Paese, con un ulteriore restringimento della base produttiva e allargamento delle gi\u00e0 grandi diseguaglianze. Nuovi e rinnovati interventi e propriet\u00e0 pubbliche nell\u2019economia si impongono per riconquistare una sovranit\u00e0 popolare solidale: non con le frontiere blindate a chi fugge guerra e miseria, ma con la possibilit\u00e0 di decidere della propria politica economica e sociale nell\u2019ambito di un mondo ormai interdipendente. Non con la comunit\u00e0 di sangue invocata dai nazionalisti xenofobi, ma con la solidariet\u00e0 di classe, interloquendo con quel poco che resta di borghesia manifatturiera, nel rispetto delle dialogo e del conflitto sociale. Il sindacato non deve annichilirsi in un presunto patto dei produttori a perdere. Non ne usciremo come ci siamo entrati: molto dipender\u00e0 dalla nostra capacit\u00e0 di iniziativa e di proposta. Per costruire un sistema nuovo e alternativo dal punto di vista economico, sociale e ambientale, senza asservimento alle multinazionali, alla finanza e al mercato. Smettendo di affossare il bene comune e lo Stato sociale. Smettendo di ridurre il cittadino-lavoratore a mero consumatore. Cosi come dovremmo ripensare al ruolo e alla divisione delle competenze tra Stato centrale e Regioni, tra Nazione e Unione europea, tra Europa e istituzioni globali. L\u2019internazionalizzazione di un virus mette a nudo l\u2019inconsistenza, il fai da te del regionalismo, dell\u2019autonomia differenziata. Non c\u2019\u00e8 adeguata difesa e prevenzione dinanzi a un\u2019epidemia globale se non si hanno politiche sanitarie e protocolli universali. Questa emergenza esalta le nostre eccellenze sanitarie, la conquista della sanit\u00e0 pubblica universale, ma mette a nudo anche la nostra impreparazione a questa epidemia. Ci mette davanti alla gravit\u00e0 dei tagli imposti dalle spending review negli ultimi decenni, il blocco del turn over, la carenza dei medici e degli infermieri che, come aveva previsto l\u2019Oms, ha reso debole la resistenza delle nostre societ\u00e0 agli eventi come epidemie e disastri naturali. La protezione civile per settimane ha avuto difficolt\u00e0 a trovare e fornire a medici e infermieri mascherine, guanti e camici adeguati. Un Paese di 60 milioni di abitanti ha solo poco pi\u00f9 di 5 mila posti di terapia intensiva, mancano 50mila medici e altrettanti infermieri, sono stati tagliati ospedali e posti letto, la ricerca \u00e8 stata mortificata e ora la popolazione ne paga le conseguenze. Non il mercato finanziario ma il finanziamento della salute pubblica garantisce crescita economica, benessere e prosperit\u00e0 sociale. L\u2019epidemia di coronavirus ci impone un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 individuale e collettiva per bloccare l\u2019espandersi del virus. Occorre difendersi individualmente e collettivamente seguendo le indicazioni della scienza e del governo per interrompere la propagazione del virus e non far saltare il sistema sanitario messo a dura prova, e che per ora regge grazie al lavoro e all\u2019abnegazione dei medici, degli infermieri, del personale non sanitario, dei lavoratori degli appalti e delle cooperative. Stare tutte e tutti a casa significa sostanzialmente stare nella propria abitazione se non si \u00e8 impegnati in servizi essenziali per la salute pubblica e cambiare abitudini e comportamenti che permettano di non far collassare il sistema sanitario per il numero di pazienti che avranno bisogno di cure lunghe e importanti. Tali misure devono andare di pari passo con il blocco degli sfratti e dei licenziamenti, la immediata soluzione dell\u2019annoso problema del sovraffollamento delle carceri, la garanzia di sicurezza e continuit\u00e0 di reddito a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia contrattuale, dipendente o autonoma, ma economicamente dipendente. Occorre infatti prendersi cura di tutti i cittadini, dei lavoratori e delle lavoratrici a partire dai luoghi di lavoro, rispetto ai quali \u00e8 necessario garantire le pi\u00f9 strette norme di sicurezza, arrivando anche alla sospensione programmata delle attivit\u00e0 produttive, garantendo salari e stipendi dei lavoratori. PRIMO VIVERE, DOPO PRODURRE. Non ci si salva affidandosi a Confindustria: noi stiamo con i lavoratori e le lavoratrici che scioperano perch\u00e9 impegnati in produzioni non essenziali per la salute e sicurezza della collettivit\u00e0 in condizioni nelle quali non viene garantita la loro, di sicurezza ed incolumit\u00e0. Tutto ci\u00f2 senza distogliere lo sguardo dalle emergenze umanitarie che non sono altra cosa da quella sanitaria. Alle nostre porte oltre un milione di persone fuggono dalla guerra siriana, molti stanno morendo tra stenti e gelo. Una disumanit\u00e0 intollerabile. Non siamo i soli a soffrire, ad affrontare gravi difficolt\u00e0: non ci salveremo da soli. RISPETTIAMO LE DISTANZE FISICHE MA RIMANIAMO SOCIALMENTE E CULTURALMENTE UNITI E UMANI. Gli autori. Maurizio Brotini e Giacinto Botti sono membri del direttivo nazionale della Cgil<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>02 &#8211; IL CORONA VIRUS IMPONE CAMBIAMENTI EPOCALI ALL&#8217;ITALIA E ALL&#8217;EUROPA, ALFIERO GRANDI. CORONAVIRUS, OCCORRE METTERE A TEMA I CAMBIAMENTI CHE OCCORRE FARE. LA PANDEMIA DEL CORONA VIRUS NON \u00c8 RISOLTA. Va bene scrutare i dati per scorgere un miglioramento, purtroppo l\u2019Italia resta il paese europeo pi\u00f9 colpito, seguito dalla Spagna. Attenzione e risorse vanno concentrate sull\u2019obiettivo di sconfiggere questo nemico che sta mettendo a durissima prova il nostro paese. La vita \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta, tuttavia le misure per fermare la diffusione del virus portano danni serissimi all\u2019economia, con conseguenze sulle imprese, sull\u2019occupazione, sui redditi. Difficile per ora una stima precisa delle risorse necessarie per rimettere in piedi l\u2019Italia, ci vorranno tanti soldi. Pensiamo al decreto Cura Italia, in conversione alle Camere. All\u2019inizio si parl\u00f2 di 3,6 miliardi di euro usando la flessibilit\u00e0 concessa dalla Commissione, poi ci si \u00e8 resi conto che l\u2019emergenza ha bisogno di ben altre risorse e il finanziamento \u00e8 cresciuto a 12 poi a 17 miliardi, questo \u00e8 il finanziamento del decreto entrato nel Consiglio dei Ministri, all\u2019uscita erano diventati 25. E non \u00e8 finita qui, a dimostrazione che il costo dell\u2019emergenza sanitaria \u00e8 enorme e la ripresa avr\u00e0 bisogno di risorse ingenti. \u00c8 preoccupante che parte delle istituzioni europee siano incapaci di comprendere la gravit\u00e0 della situazione, mettendo a rischio la tenuta stessa dell\u2019Unione. La signora Lagarde, presidente della Bce, ha fatto dichiarazioni che hanno fatto crollare le borse per oltre 800 miliardi di euro e schizzare gli interessi sul debito pubblico dell\u2019Italia e dei paesi pi\u00f9 esposti verso l\u2019alto. La dura reazione che ne \u00e8 seguita ha costretto la Bce a cambiare posizione e ad intervenire, recuperando in parte l\u2019errore commesso, predisponendo interventi di oltre 750 miliardi, immettendo liquidit\u00e0, con interventi su titoli pubblici e privati, fino ad adottare una linea simile alla Federal Reserve Usa, che ha promesso interventi senza limiti per sostenere l\u2019economia americana. La Commissione Europea ha deciso di sospendere le clausole di austerit\u00e0 ed espresso posizioni ispirate allo spirito europeo, ma ha risorse proprie limitate. Certo potrebbe contribuire ad usare la Banca Europea degli Investimenti per sorreggere la ripresa produttiva e gli investimenti, dopo lo tsunami corona virus. Mario Draghi ha lanciato un forte monito invitando l\u2019Europa a comprendere la gravit\u00e0 del momento e ha posto alcune questioni di fondo: agire con rapidit\u00e0; evidenziare il rischio non solo di una recessione economica \u2013 che potrebbe essere temporanea \u2013 ma di una depressione vera e propria, come \u00e8 avvenuto dopo guerre, o crisi come quella del 29 negli Usa, descritta magistralmente da Steinbeck in Furore; accantonare gli attuali parametri di bilancio per potere usare tutte le risorse finanziarie dello stato necessarie per sostenere l\u2019economia ed evitare l\u2019avvitamento della crisi. Draghi parla esplicitamente di intervento dello stato, la sinistra dovrebbe prendere appunti. Del resto in una situazione eccezionale le misure non possono che essere eccezionali. Purtroppo malgrado l\u2019articolo di Draghi sul FT, il Consiglio europeo (i governi), il giorno dopo, non \u00e8 stato all\u2019altezza della gravit\u00e0 della situazione. Si sapeva da tempo che c\u2019erano due linee antitetiche nel Consiglio europeo. Quella rigorista ha bloccato gli eurobonds, titoli legati all\u2019emergenza corona virus, altre misure innovative e un eventuale utilizzo del Fondo salvastati senza condizioni. \u00c8 curioso che contemporaneamente si sia aperta la trattativa per l\u2019adesione di due stati balcanici quando l\u2019Unione non riesce ad affrontare questa crisi. La dura dichiarazione di Conte alla riunione del Consiglio europeo di gioved\u00ec 26 marzo \u00e8 forte e corregge la precedente sottovalutazione del nodo politico delle resistenza da superare. Appare come uno strappo. Del resto in gioco c\u2019\u00e8 l\u2019Europa, perch\u00e9 se in un momento di grave crisi sanitaria ed economica, per ora distribuita in modo non uniforme nei diversi paesi, non scatta un meccanismo di solidariet\u00e0 e di reciproco sostegno va in crisi l\u2019idea stessa di Unione Europea. Se la situazione non si sblocca l\u2019intervento della Bce rimarrebbe forte ma limitato all\u2019obiettivo di superare una fase difficile, i singoli stati dovranno risolversi per conto proprio il reperimento delle risorse per sostenere l\u2019economia. L\u2019idea stessa di Europa subirebbe un contraccolpo tremendo con esiti imprevedibili, comunque gravi. \u00c8 sperabile che l\u2019altol\u00e0 di Conte, condiviso da altri 7 paesi, arrivi ai risultati sperati. In caso contrario il piuttosto \u201cfaremo da soli\u201d deve diventare realt\u00e0. Conviene pensarci seriamente, da subito. L\u2019Italia non pu\u00f2 e non deve farsi commissariare dalla trojka, come \u00e8 accaduto alla Grecia, lasciata purtroppo sola di fronte al rigorismo ad ogni costo. In Italia ci sono impazzimenti. Leader sperimentati si lanciano in richieste di decine di miliardi senza chiarire dove vanno presi. Non basta scriverli in una legge, occorre avere le risorse necessarie per evitare una drammatica crisi finanziaria. PER QUESTO OCCORRE METTERE A TEMA I CAMBIAMENTI CHE OCCORRE FARE. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di lasciare alla spontaneit\u00e0, ad interessi di corto respiro le decisioni sui settori produttivi, sulla ricerca. Ci sono produzioni che debbono restare o tornare in Italia, perch\u00e9 sono strategiche, molto pi\u00f9 delle armi. Alcune sono perfino ovvie. Per questo occorre una cabina di regia, un tempo si sarebbe chiamato Ministero per la programmazione, che guidi la riconversione e gli investimenti, garantisca l\u2019occupazione anche attraverso i mutamenti nelle competenze. Ha ragione Draghi: il presupposto \u00e8 che lo Stato deve sostenere fino in fondo il settore privato e deve organizzare una risposta corale del paese. Altrimenti i rigoristi si convinceranno che sono minacce a vuoto. Le spese non sono tutte uguali. La Francia ha deciso il ritiro dei militari dall\u2019Iraq, gli Usa di ritirarsi dall\u2019Afghanistan, l\u2019Italia cosa aspetta a rivedere il quadro dei suoi impegni militari internazionali e interrompere l\u2019acquisto degli F35 e di altri armamenti? In questo momento non ce li possiamo permettere, punto. Le truppe e i blindati della Nato che scorrazzano per l\u2019Europa devastata dal corona virus lasciano attoniti. Occorre sostenere i redditi delle persone, aiutare il settore privato, aiutare innovazioni importanti, la ricerca, per questo occorrono risorse ingenti. La banche ad esempio debbono fare arrivare liquidit\u00e0 ai privati, senza incappare nei vincoli della vigilanza europea sugli Npl, solo cos\u00ec i finanziamenti della Bce possono arrivare a famiglie ed imprese. Qualcosa si \u00e8 allentato ma il meccanismo identificato per le banche assomiglia troppo al Fondo salvastati. I crediti inesigibili non vengono conteggiati immediatamente ma restano ben visibili e prima o poi peseranno sui parametri e sui bilanci della banche. La vigilanza europea non \u00e8 in contraddizione con politiche nazionali sulle ristrutturazioni bancarie, con clausole come la golden share da esercitare anche sulla composizione azionaria, come la Francia ha preteso sui cantieri, e con garanzie che incoraggino\/obblighino le banche a dare credito ai privati a tassi molto favorevoli, sperimentando mutui di lungo periodo senza costi. Del resto se le garanzie sui conti correnti sono tuttora nazionali vorr\u00e0 pur dire qualcosa. Anche sulle entrate c\u2019\u00e8 spazio per compattare il paese. Non si tratta solo della storica lotta all\u2019evasione che si riproporr\u00e0 con forza se il sostegno alla ripresa dar\u00e0 risultati. Recentemente Valerio Onida ha riproposto la tassazione delle rendite finanziarie e una tassazione straordinaria sui redditi alti e sui grandi patrimoni che potrebbero liberare risorse per la ripresa, non si pu\u00f2 che essere d\u2019accordo. Potrebbe essere utile creare una banca ad hoc per la ripresa con emissioni garantite dallo Stato, una sorta di Banca nazionale per gli investimenti che potrebbe ricorrere direttamente alla Bce, come fanno le case automobilistiche, per ottenere prestiti a lunghissimo termine, come ha proposto anche Mario Monti, con interessi pressoch\u00e8 nulli. Ci si potrebbe rivolgere a quanti hanno una disponibilit\u00e0 finanziaria con proposte in grado di attrarre capitali e risparmio delle persone, per recuperare le risorse necessarie, che verranno restituite a lungo termine. Per scelte di questo tipo occorrono coraggio e chiarezza. Non credo che Draghi si far\u00e0 coinvolgere da proposte strumentali che hanno il solo scopo di azzerare il quadro politico, ha gi\u00e0 svolto un ruolo nazionale ponendo il problema di fondo di questa ora grave per l\u2019Italia, continuer\u00e0. Ora occorre decidere le scelte da fare, se gli Stati europei non riusciranno a farsi carico in comune dell\u2019uscita da questa crisi senza precedenti si apriranno scenari imprevedibili e la rinuncia a strumenti come il Mes, meglio tardi che mai, resta comunque una scelta molto impegnativa. Molti non sanno che i prestiti del Mes andrebbero restituiti perfino in caso di uscita dall\u2019Euro, sono debiti super privilegiati. Se \u201cil faremo da soli\u201d non \u00e8 una battuta ad effetto, bisogna prepararsi a gestire un dissenso grave nell\u2019Unione Europea, rivolgendosi al paese con un discorso chiaro e forte, in vista di una strada difficile ma necessaria, cambiando tutto, o quasi. L\u2019emergenza sanitaria ha dimostrato che la maggioranza delle persone \u00e8 in grado di comprendere la gravit\u00e0 del momento, perch\u00e9 non dovrebbe comprendere che occorre uscire insieme dalla crisi economica che sta provocando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): L\u2019EUROPA FACCIA PRESTO E CON CORAGGIO. \u201cVIVO DA CITTADINA EUROPEA L\u2019ATTESA DI UN INTERVENTO IMMEDIATO ED EFFICACE DELL\u2019UNIONE PER FRONTEGGIARE IN MODO ADEGUATO L\u2019EMERGENZA SANITARIA E LE CONSEGUENZE SOCIALI ED ECONOMICHE CHE ESSA STA PROVOCANDO. Vivo da italo-tedesca, con qualche amarezza che non voglio nascondere, la diversit\u00e0 di orientamento dei due Paesi, quello in cui sono nata e l\u2019altro di cui sono parlamentare, in merito alle soluzioni che ognuno di essi ha avanzato nel Consiglio europeo che si \u00e8 svolto da poche ore. Anche io penso che \u00e8 arrivato il momento che l\u2019Europa si metta finalmente in gioco in prima persona e che sia in grado di superare tentazioni isolazionistiche e remore nazionalistiche per ragionare con una sola testa e operare con un solo corpo. Se non lo fa con scelte ed atteggiamenti inequivoci di fronte a necessit\u00e0 tanto drammatiche, l\u2019Europa, rischia di mettere seriamente in discussione il suo futuro comune. Spero, dunque, che i governi dei Paesi europei si rendano conto che le due settimane di tempo che si sono date servano non per diplomatizzare un dissenso, ma per costruire una soluzione condivisa nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Come cittadina europea auspico che allo sforzo per contrastare la diffusione del virus, si accompagni gi\u00e0 da oggi, prioritariamente, lo sforzo a sostenere coloro che hanno perso o perderanno il lavoro e il reddito, le piccole imprese, spesso di natura familiare, che hanno una capacit\u00e0 di resistenza molto ridotta, e in particolare, i precari e i tanti che non hanno avuto il tempo o la possibilit\u00e0 di regolarizzare la loro posizione e che rischiano di ritrovarsi senza alcuna forma di tutela\u201d. Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Dep<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 &#8211; IN TRE MILIONI PERDONO IL LAVORO. PER TRUMP \u00abNON \u00c8 RILEVANTE\u00bb STATI UNITI. CROLLO DELLA OCCUPAZIONE IN UNA SOLA SETTIMANA. E RESTANO FUORI DAL CALCOLO GLI AUTONOMI E I GIG WORKERS. IL PRESIDENTE USA: \u00abI MEDIA SPERANO DI FARMI PERDERE LE ELEZIONI\u00bb. MA IL CONSENSO \u00c8 IL PI\u00d9 ALTO DI SEMPRE di Marina Catucci NEW YORK La crisi economica che sta investendo gli Stati uniti \u00e8 forse la pi\u00f9 aggressiva dai tempi della seconda guerra mondiale. Ieri un rapporto del Dipartimento del Lavoro ha mostrato un aumento senza precedenti delle domande di sussidi di disoccupazione, passati da 282mila a quasi 3,3 milioni in una sola settimana. Molti economisti affermano che la recessione causata dall\u2019emergenza coronavirus sia gi\u00e0 iniziata e che si sia solo all\u2019inizio di un massiccio aumento della disoccupazione che potrebbe portare oltre 40 milioni di americani a perdere il lavoro entro aprile. Il rapporto comprende le domande presentate dal 15 al 21 marzo, con i licenziamenti saliti alle stelle luned\u00ec 16 marzo dopo la dichiarazione di Trump riguardo gli assembramenti di non pi\u00f9 di dieci persone che ha costretto alla chiusura di ristoranti, bar e altri luoghi pubblici. Gli economisti prevedono per questa settimana un\u2019altra ondata di oltre un milione di nuove richieste di sussidi. Il numero reale di disoccupati \u00e8 probabilmente ben pi\u00f9 alto di 3,3 milioni: molti lavoratori non hanno i requisiti necessari per richiedere la disoccupazione, come gli autonomi, i cosiddetti gig workers, le persone che l\u2019anno scorso abitavano in uno Stato diverso o gli impiegati da meno di sei mesi. La Casa bianca ha reagito, ancora una volta, minimizzando: il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha definito il dato \u00abnon rilevante\u00bb e ha rimandato al piano da 2mila miliardi di dollari in aiuti all\u2019economia approvato dal Senato. \u00abL\u2019economia Usa \u00e8 in salute e torner\u00e0 in salute\u00bb, ha detto Mnuchin riferendosi a una crescita del pil americano del 2,1% nel quarto trimestre e al pacchetto di sussidi economici approvati dal Senato per aiutare cittadini e imprese grandi e piccole. L\u2019aplomb dalla Casa bianca sembra pi\u00f9 ostentato che reale. Prima del rilascio del comunicato del Dipartimento del Lavoro, l\u2019amministrazione Trump aveva fatto molte pressioni sui singoli Stati affinch\u00e9 non rilasciassero le cifre giornaliere sull\u2019impennata della disoccupazione cos\u00ec da non spaventare mercati e opinione pubblica. Da giorni The Donald continua a ripetere, nonostante il parere contrario degli esperti, che questa diavoleria del lockdown deve finire il prima possibile, possibilmente per Pasqua, perch\u00e9 l\u2019economia deve riprendere. Su Twitter ha scritto: \u00abI lamentosi media sono la forza principale del tentativo di convincermi a tenere chiuso il nostro paese il pi\u00f9 a lungo possibile nella speranza che ci\u00f2 pregiudichi il mio successo elettorale. Le persone reali vogliono tornare al lavoro al pi\u00f9 presto. Saremo pi\u00f9 forti che mai!\u00bb. Il timore di una recessione epocale proprio pochi mesi prima delle elezioni \u00e8 ben presente nelle affermazioni di Trump che al momento, secondo Gallup, gode del pi\u00f9 alto gradimento mai avuto dall\u2019insediamento della sua presidenza nel 2017, pari al 49%. Il dato \u00e8 per molti versi sorprendente, se si pensa a quanto possono essere aspri i giudizi di chi critica Trump. La critica maggiore che gli viene mossa \u00e8 l\u2019incredibile flusso di bugie con cui inonda le sue quotidiane conferenze stampa, al punto che la stazione radiofonica NPR, National Public Radio, di Seattle, ha smesso di mandarle in onda in quanto divulgano \u00abinformazioni fuorvianti e pericolose\u00bb. A causa di una falsa affermazione di Trump riguardo l\u2019efficacia di un farmaco da banco per la malaria a base di clorochina fosfata, a detta del tycoon utile per il trattamento e la prevenzione del Covid-19, si sono registrati molti casi di avvelenamento da questo farmaco. Una coppia di coniugi sessantenni \u00e8 morta dopo averlo assunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>05 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): EVITARE POSSIBILI DISSERVIZI PER IL PAGAMENTO DELLE PENSIONI ALL\u2019ESTERO GIUNGONO NOTIZIE DALL\u2019INPS CHE I PAGAMENTI DELLE PENSIONI ALL\u2019ESTERO NON DOVREBBERO SUBIRE RITARDI NONOSTANTE IL FATTO CHE UNA BUONA PARTE DEI DIPENDENTI DELL\u2019ISTITUTO, SIA A LIVELLO CENTRALE CHE PERIFERICO, STIA LAVORANDO DA CASA \u2013 CON IL METODO DEL COSIDDETTO \u201cSMARTWORKING\u201d \u2013 A CAUSA DELL\u2019EMERGENZA CORONAVIRUS, 26 MARZO 2020 Pur tuttavia mi \u00e8 stato segnalato che a causa dei possibili disservizi postali in tutto il mondo, coloro i quali hanno scelto di riscuotere il rateo pensionistico tramite assegno postale (e che rappresentano poco meno del 10% dei pensionati all\u2019estero) potrebbero avere problemi nella riscossione della pensione a seconda ovviamente della funzionalit\u00e0 del sistema postale del Paese ove risiedono. Mi attiver\u00f2 per monitorare la situazione. Nell\u2019anno 2019 le pensioni dell\u2019Inps pagate all\u2019estero sono state 331.220, in calo del 12% rispetto al 2015 e per un totale di \u20ac 1.251.822.665. Ricordo che per il pagamento delle pensioni all\u2019estero, l&#8217;INPS si avvale di una banca che viene individuata a seguito dello svolgimento di una gara ad evidenza comunitaria, nel rispetto della normativa italiana ed europea in materia di appalti pubblici. Dal 1\u00b0 febbraio 2012, il servizio di pagamento \u00e8 affidato a Citibank N.A. L\u2019Inps informa che il pensionato residente all\u2019estero pu\u00f2 chiedere il pagamento: &#8211; nel Paese estero di residenza, con accredito su conto corrente bancario o allo sportello; &#8211; in un Paese estero diverso da quello di residenza, tramite accredito su conto corrente bancario; &#8211; in Italia, con accredito su conto corrente bancario o allo sportello tramite delegato. In alcuni casi l\u2019INPS pu\u00f2 autorizzare la banca all\u2019emissione e spedizione di un assegno di deposito non trasferibile. Il pagamento attraverso la spedizione di assegno risulta comunque in via di eliminazione. I pagamenti, attualmente, sono eseguiti per la maggior parte con cadenza mensile. Fanno eccezione le pensioni di modico importo, che vengono pagate annualmente o semestralmente. Il pensionato all\u2019estero pu\u00f2 aprire un conto corrente presso qualunque banca nel proprio paese di residenza e comunicarne i dati alla sede INPS che gestisce la sua pensione e alla banca che gestisce i pagamenti, al fine di avere l\u2019accredito diretto delle proprie mensilit\u00e0. Se viene richiesto di effettuare il pagamento in un paese facente parte dell\u2019Unione europea, devono essere resi noti i codici IBAN e BIC del conto corrente. Per i pagamenti da effettuarsi al di fuori dell\u2019ambito UE, devono essere comunicate le coordinate bancarie complete in uso nel Paese interessato. Il pensionato pu\u00f2 riscuotere la pensione in contanti allo sportello presso i partner locali della banca che gestisce i pagamenti. Nella maggior parte dei Paesi, il pagamento viene localizzato presso agenzie Western Union. Angela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>06 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): SIGNIFICATIVO ATTO DI AMICIZIA E DI SOLIDARIET\u00c0 DELLA GERMANIA VERSO L\u2019ITALIA NELLA CURA DEI PAZIENTI DA CORONAVIRUS, 25 MARZO 2020 \u201cOtto pazienti italiani, contagiati dal Coronavirus, sono atterrati in Sassonia per essere curati in Germania ed \u00e8 molto probabile che a breve altri dieci saranno ospitati in Nordreno-Westfalia e altri ancora in Baviera e nel Baden-Wuerttemberg. Al di l\u00e0 dei numeri, questi atti di solidariet\u00e0 e di partecipazione sono di grande valore e importanza, tanto pi\u00f9 perch\u00e9 provenienti da un Paese che a sua volta \u00e8 alle prese con una fase espansiva dell\u2019epidemia. Il valore \u00e8 nel senso di solidariet\u00e0 che un Paese importante come la Germania dimostra nel momento in cui si manifesta un\u2019inclinazione emotiva, irresponsabilmente alimentata dal propagandismo nazionalistico, alla chiusura e all\u2019isolamento. L\u2019importanza \u00e8 nel tentativo di recuperare dal basso uno spirito europeistico che nel recente passato si \u00e8 molto logorato per le spinte sovraniste e per gli egoismi delle cancellerie e che senza un coraggioso atto di comune responsabilit\u00e0 degli organismi dell\u2019UE e delle forze europeistiche rischia di essere travolto dall\u2019emergenza non solo sanitaria indotta dalla pandemia. Gi\u00e0 il Presidente Mattarella, nel messaggio indirizzato al Presidente Steinmeier, ha autorevolmente interpretato questo atteggiamento \u201ccome segno della profonda amicizia che lega i nostri Paesi&#8221; e come espressione di solidariet\u00e0 europeistica. Di amicizia e solidariet\u00e0, in effetti, abbiamo un grande bisogno oggi per fare quadrato contro la minaccia pi\u00f9 immediata portata alla salute e alla vita delle persone e ne avremo un bisogno non minore quando si tratter\u00e0 di fronteggiare le pesanti conseguenze della pandemia sul piano economico e sociale. Ma un passo alla volta. Quelli compiuti oggi da alcuni Land tedeschi vanno nella giusta direzione. E come italo-tedesca desidero esprimere la mia soddisfazione e la mia gratitudine\u201d. Angela Schir\u00f2 Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>07 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I RIMPATRIATI NEL MODELLO REDDITI PF 2020. NONOSTANTE LA GRAVE EMERGENZA SANITARIA DI QUESTI GIORNI, RITENGO UTILE E OPPORTUNO CONTINUARE INFORMARE SULLE QUESTIONI CHE ATTENGONO AI DIRITTI E AI DOVERI DEL MONDO DELL\u2019EMIGRAZIONE E DELLE NUOVE MOBILIT\u00c0. 24 MARZO 2020 In questa nota ricordo che le detassazioni previste per i lavoratori che trasferiscono la loro residenza in Italia dall\u2019estero sono state rese operative, nelle percentuali stabilite dalla legge, nel modello Redditi Persone Fisiche 2020 con l\u2019introduzione di specifici codici, da inserire nei vari quadri del modello, per il lavoro dipendente, quello d\u2019autonomo e quello di impresa. Gli incrementi delle agevolazioni si applicano ai soggetti che acquisiscono la residenza fiscale in Italia a partire dal periodo d\u2019imposta 2020. Tuttavia si ricorda che il Decreto Fiscale (Dl n. 124\/2019) collegato alla legge di Bilancio per il 2020, ha anticipato le agevolazioni per i soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia successivamente al 30 aprile 2019, ossia alla data di emanazione del \u201cDecreto Crescita\u201d. Per i lavoratori dipendenti nei casi ordinari il beneficio \u00e8 riconosciuto direttamente dal datore di lavoro, previa presentazione della domanda. Pertanto, il beneficio potr\u00e0 essere richiesto direttamente nella dichiarazione dei redditi esclusivamente nell\u2019ipotesi in cui il datore di lavoro non abbia potuto o voluto riconoscere l\u2019agevolazione, in presenza dei requisiti previsti dalla legge. Quindi a partire dalle date suindicate, nel periodo d\u2019imposta in cui la residenza \u00e8 trasferita e nei successivi quattro, i redditi di lavoro dipendente (o ad esso assimilato) e di lavoro autonomo prodotti in Italia concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% dell\u2019ammontare (in precedenza era il 50%) ovvero al 10% se si trasferisce la residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia (sono state inoltre introdotte maggiori agevolazioni riguardo alla durata che aumenta fino ad ulteriori 5 anni in presenza di particolari condizioni: numero di figli minorenni, acquisto unit\u00e0 immobiliare di tipo residenziale, trasferimento residenza in regioni del Sud). Affinch\u00e9 il regime di favore sia applicabile, per i trasferimenti di residenza avvenuti a decorrere dal 30 aprile 2019 devono sussistere due sole condizioni: 1) il lavoratore non sia stato residente in Italia nei due periodi d\u2019imposta precedenti il trasferimento e si impegna a risiedervi per almeno due anni; 2) l\u2019attivit\u00e0 lavorativa sia svolta prevalentemente nel territorio italiano. Giova ricordare che possono accedere al regime agevolato anche i cittadini italiani non iscritti all\u2019Anagrafe degli italiani residenti all\u2019estero (Aire) purch\u00e9, nei due periodi d\u2019imposta precedenti il trasferimento, abbiano risieduto in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali. Segnalo qui di seguito quali sono i codici previsti solo per i lavoratori dipendenti (per ovvie ragioni di spazio e ricordando comunque che i codici sono diversi per i lavoratori autonomi e per il reddito di impresa): in particolare nel riquadro RC, nella casella \u201cCasi particolari\u201d, i codici per i lavoratori dipendenti impatriati sono: &#8211; il codice 4 per i lavoratori impatriati che sono rientrati in Italia dall\u2019estero fino al 29 aprile 2019 per i quali i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50 per cento; &#8211; il codice 6 per i lavoratori impatriati che sono rientrati in Italia dall\u2019estero a decorrere dal 30 aprile 2019 per i quali i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 30 per cento; &#8211; il codice 8 per i lavoratori impatriati che sono rientrati in Italia dall\u2019estero a decorrere dal 30 aprile 2019 e che hanno trasferito la residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. In tal caso, i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 10 per cento; &#8211; il codice 9 per i lavoratori impatriati che sono rientrati in Italia dall\u2019estero a decorrere a decorrere dal 30 aprile 2019 e in possesso della qualifica di sportivo professionista. In tal caso il reddito da lavoro dipendente e i redditi assimilati concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50 per cento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>08 &#8211; SI SALVI (SOLO) CHI PU\u00d2. L\u2019ARRIVO DEL CORONAVIRUS A CITT\u00c0 DEL MESSICO. ITALIA-MEXICO. IL RISCHIO PANDEMIA APPRODA IN UN PAESE RASSEGNATO, SFIDUCIATO, DISUGUALE. DOVE CI SONO GI\u00c0 IL DENGUE, IL NARCO, LA VIOLENZA, I FEMMINICIDI, I SEQUESTRI, I TERREMOTI, LE INONDAZIONI. SI CERCA DI ARRIVARE VIVI \u2013 E SOPRATTUTTO VIVE &#8211; A CASA A FINE GIORNATA. \u00abCOSA CI PU\u00d2 FARE UN VIRUS\u00bb. In Messico sentiamo arrivare la ola del contagio e sembra di vedere due volte lo stesso film. La scorsa settimana un\u2019amica dall\u2019Italia mi ha avvertito della gravit\u00e0 della situazione e dell\u2019importanza di iniziare ad adottare misure preventive anche qui. Un messaggio molto simile le era arrivato due settimane prima dalla Cina. Allora le era sembrato esagerato, cos\u00ec come lo \u00e8 sembrato inizialmente anche a me. \u00abPensi di restare in Messico? Ti senti sicura a stare l\u00ec durante la pandemia?\u00bb. Queste domande hanno innescato un principio di realt\u00e0 che pochi avevano una settimana fa tra colleghi e conoscenti a Citt\u00e0 del Messico. \u00abIl coronavirus presto arriver\u00e0 qui\u00bb. Nel giro di poche ore \u00e8 iniziata una fase di doloroso spaesamento. Nei social degli italiani in Messico si alternano notizie sulle centinaia di morti giornaliere nel nostro Paese a meme che dipingono il nuovo virus come un problema esclusivo dei ricchi europei o delle classi alte messicane che possono permettersi viaggi in Europa. In alcune pagine Facebook compaiono commenti che hanno una gran presa sulle masse piene di risentimento sociale nei confronti del Vecchio Mondo, luogo di antichi saccheggiatori, assassini, da sempre vettori di malattie mortali. \u00abAdesso che l\u2019Europa \u00e8 debole, \u00e8 il momento di andarci a riprendere tutto l\u2019oro che ci hanno rubato\u00bb. \u00abIl virus non attacca i prietos (termine dispregiativo per denominare le persone dalla pelle scura, usualmente indigeni, nda). Questa volta mi sono salvato\u00bb. Duole osservare questo volto apparentemente cinico del Messico che si gira dall\u2019altra parte e viene voglia di urlare che siamo tutti umani, che nessuno merita di morire, neanche i tanto odiati \u201cricchi\u201d. E che siamo interconnessi, se si contagiano i ricchi europei e messicani, non ci vuole niente che il virus contagi tutti gli altri. No. Questi appelli all\u2019uguaglianza non possono funzionare. Non ha senso invocare l\u2019identit\u00e0 dell\u2019essere umano in uno dei Paesi in cui vivono i pi\u00f9 poveri e i pi\u00f9 ricchi del mondo. In cui pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione lavora nell\u2019economia informale, senza alcun diritto n\u00e9 garanzie. In cui le condizioni lavorative spesso sono pessime e i salari insufficienti. Come sempre, i pi\u00f9 vulnerabili pagheranno con la vita il prezzo di una societ\u00e0 che, in nome di una crescita economica selvaggia, si \u00e8 dimenticata delle persone (oltre che della natura). Come eviteranno il contagio gli anziani che, non avendo alcun tipo di pensione, fanno le pulizie sotto la metro o imbustano la spesa nei supermercati? Per le classi privilegiate, il Covid-19 \u00e8 un virus spaventoso, ma non necessariamente mortale, per gli altri \u00e8 la fine. La prima reazione a questa fine annunciata \u00e8 stata il rifiuto, la minimizzazione e la burla. I giorni passano e il governo federale messicano delibera che le scuole chiuderanno due settimane prima della data prevista per le vacanze di Pasqua. C\u2019\u00e8 chi pensa a dove trascorrere le \u201cvacanze del coronavirus\u201d. Arriva il ponte per il natalizio di Benito Ju\u00e1rez, primo Presidente indigeno del Messico, e gli hotel di Acapulco si riempiono al 90%. Le spiagge sembrano quelle di Rimini ad agosto. Chi resta in citt\u00e0, invece, se ne va al Vive Latino, festival musicale che attrae migliaia di persone. I voli dall\u2019Italia e dal resto d\u2019Europa continuano ad arrivare e non viene applicato alcun tipo di test sui passeggeri. Fino a qualche giorno fa un italiano non poteva incontrare altre persone nella via di casa, ma poteva arrivare in Messico e viaggiare contagiando \u2013 chi lo sapr\u00e0 mai \u2013 le persone incrociate lungo il cammino. All\u2019inizio di questa settimana qualcuno inizia a dire che forse sarebbe giusto restare a casa. Altri ammoniscono di non idealizzare la quarantena, rispondono che \u00e8 da privilegiati, che si pu\u00f2 fare in Europa, non qui. E poi in Messico ci sono il dengue, il narco, la violenza, i femminicidi, i sequestri, i terremoti, le inondazioni. Si cerca di arrivare vivi \u2013 e soprattutto vive \u2013 a casa a fine giornata. \u00abCosa ci pu\u00f2 fare un virus\u00bb. Nel frattempo nel cimitero di Bergamo sono finiti i posti. Viviamo un brutto film in cui le storie si biforcano e i finali saranno prevedibilmente diversi. In Italia chi esce da casa senza una giustificazione rischia la denuncia. Qui chi esce da casa rischia di contagiarsi, ma non pu\u00f2 fare altrimenti. Perch\u00e9 le imprese obbligano ad andare a lavoro, che significa trascorrere diverse ore nei mezzi di trasporto in una megalopoli che ormai conta 20 milioni di abitanti. O perch\u00e9 quello che si guadagna basta per sopravvivere e non d\u00e0 nessuna possibilit\u00e0 di risparmio. Una collega che tre giorni fa scherzava nervosamente sulla faccenda, ieri ha confessato che non sa come disinfettare le giacche del marito che torna dal lavoro e che la sua famiglia continua ad uscire nell\u2019ottica \u2013 diffusissima in Messico nei confronti di qualsiasi sciagura \u2013 che \u00abse ci tocca, pazienza\u00bb. Oggi ci invia il contatto di una tanatologa, nel caso dovesse servire. Il virus approda in un Messico rassegnato, sfiduciato, disuguale. Il Presidente Andr\u00e9s Manuel L\u00f3pez Obrador afferma in conferenza stampa che \u00e8 tutto sotto controllo, il sistema sanitario \u00e8 preparato e mostra degli amuleti che lo accompagnano. Ma non riesce a convincere neppure se stesso. Il personale dell\u2019Istituto Nazionale delle Malattie Respiratorie (INER) protesta da giorni per la mancanza di un protocollo per affrontare l\u2019emergenza. Si diffondono articoli in cui si mostra che il virus si sta diffondendo molto pi\u00f9 lentamente in Messico che in Italia e in Spagna. Tra i commenti di queste pubblicazioni appaiono le prime testimonianze che fanno temere un collasso precoce del sistema sanitario. \u00abMia madre ha pneumonia da domenica in Morelos e la secretar\u00eda de salud non vuole applicarle la prova\u00bb. \u00abNon ci sono test disponibili per diagnosticare coronavirus negli ospedali pubblici. Mio cognato lavora nel seguro, ho varie amiche infermiere e non ci sono i tamponi, rimandano indietro i possibili casi con un foglio che dice \u2018possibile coronavirus\u2019 ad aspettare che peggiorino [\u2026]\u00bb. Tra i corridoi \u2013 ormai virtuali \u2013 dell\u2019Universit\u00e0 Nazionale Autonoma del Messico si mormora che si potr\u00e0 verificare una grave crisi sociale con violenza annessa. Non mancher\u00e0 chi non accetter\u00e0 di interrompere le proprie fragili attivit\u00e0 economiche per combattere un virus che, fin dal principio, \u00e8 stato considerato un problema dell\u2019altro, una montatura per far entrare in crisi il nuovo governo di sinistra \u2013 o pi\u00f9 a sinistra dell\u2019anteriore -, un\u2019invenzione dei media per distogliere l\u2019attenzione da altri temi urgenti, l\u2019ultima trovata degli Stati uniti per mettere in ginocchio la Cina, etc. Ci\u00f2 che \u00e8 chiaro \u00e8 in Messico non tutti potranno fare il sacrificio di restare a casa. Come in un film distopico, chi potr\u00e0 isolarsi dalla societ\u00e0, rintanarsi, prima o poi ce la far\u00e0. Si salver\u00e0 (solo) chi potr\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>09 &#8211; THE NEW YORK TIMES .L\u2019ITALIA, NUOVO EPICENTRO DELLA PANDEMIA, HA LEZIONI PER IL MONDO. L\u2019ESEMPIO ITALIANO DIMOSTRA CHE LE MISURE PER ISOLARE LE AREE COLPITE E LIMITARE GLI SPOSTAMENTI DELLA POPOLAZIONE DEVONO ESSERE ADOTTATE IMMEDIATAMENTE, MESSE IN ATTO CON ASSOLUTA CHIAREZZA E FATTE RISPETTARE RIGOROSAMENTE. ( Nadia Shira Cohen per The New York Times By Jason Horowitz, Emma Bubola and Elisabetta Povoledo) ROMA \u2014 Mentre i contagi da coronavirus in Italia raggiungevano i 400 casi e i decessi superavano la decina, il leader del Partito Democratico, al governo, pubblicava una sua foto mentre brindava durante \u201cun aperitivo a Milano\u201d, esortando i suoi concittadini: \u201cnon perdiamo le nostre abitudini\u201d. Era il 27 febbraio. Nemmeno 10 giorni dopo, quando il numero dei contagi era salito a 5.883 e quello dei morti a 233, il leader del partito, Nicola Zingaretti, pubblicava un nuovo video, questa volta informando l\u2019Italia che anche lui era stato contagiato dal virus. L\u2019Italia presenta, attualmente, un quadro di quasi 50.000 contagiati e oltre 4.000 decessi, 627 registrati solo lo scorso venerd\u00ec. Ha superato la Cina come Paese con il pi\u00f9 alto numero di decessi, diventando l\u2019epicentro di una pandemia in continua evoluzione. Il governo ha inviato l\u2019esercito per far rispettare il blocco in Lombardia, la regione al centro dell\u2019epidemia, dove ormai si fatica a trovare posto per i corpi delle vittime. Venerd\u00ec notte, le autorit\u00e0 hanno rafforzato le misure restrittive nazionali, chiudendo i parchi e vietando le attivit\u00e0 all\u2019aperto, tra cui le passeggiate e il jogging, se non in stretta prossimit\u00e0 della propria abitazione. Sabato sera, il Primo Ministro italiano, Giuseppe Conte, ha annunciato che hanno \u201cdeciso di compiere un altro passo,\u201d per rispondere a quella che ha definito come la crisi pi\u00f9 difficile che il Paese abbia vissuto dal secondo dopoguerra. Questa volta Conte ha fatto sapere, con un altro discorso notturno, che l\u2019Italia chiuder\u00e0 tutte le sue fabbriche e attivit\u00e0 produttive che non siano assolutamente necessarie, un altro enorme sacrificio per l\u2019economia italiana nel tentativo di contenere il virus, proteggere vite umane e mostrare solidariet\u00e0 con il personale sanitario in prima linea. \u201cLo Stato c\u2019\u00e8\u201d, ha detto, volendo rassicurare i cittadini. La tragedia che l\u2019Italia sta vivendo rappresenta un monito per gli altri Paesi europei e per gli Stati Uniti, dove il virus sta arrivando con la stessa velocit\u00e0. Se l\u2019esperienza italiana ha qualcosa da insegnare \u00e8 che le misure per isolare le aree colpite e per limitare gli spostamenti della popolazione devono essere adottate immediatamente, messe in atto con assoluta chiarezza e fatte rispettare rigorosamente. Nonostante siano state attuate alcune delle misure pi\u00f9 restrittive al mondo, all\u2019inizio del contagio, il momento chiave, le autorit\u00e0 italiane annaspavano tra queste stesse misure, cercando di salvaguardare le libert\u00e0 civili fondamentali e l\u2019economia del Paese. Nei suoi tentativi di interrompere il contagio, adottati uno per volta, (isolando prima le citt\u00e0, poi le regioni, quindi chiudendo il Paese in un blocco intenzionalmente permeabile) l\u2019Italia si \u00e8 sempre trovata un passo indietro rispetto alla traiettoria letale del virus. \u201cOra gli stiamo correndo dietro\u201d, ha affermato Sandra Zampa, sottosegretaria di Stato alla Salute, dichiarando che l\u2019Italia si \u00e8 adoperata al meglio compatibilmente con le informazioni disponibili. \u201cStiamo chiudendo mano a mano, come sta facendo l\u2019Europa. Cos\u00ec stanno facendo la Francia, la Spagna, la Germania, gli Stati Uniti. E ogni giorno chiudi un pezzo, rinunci a un pezzo di vita normale. Perch\u00e9 il virus non permette una vita normale\u201d. Alcuni esponenti politici si sono inizialmente dati all\u2019ottimismo, riluttanti ad adottare decisioni dolorose in anticipo e hanno di fatto concesso al virus il tempo di nutrirsi di tale indulgenza. I governi d\u2019oltralpe rischiano ora di seguire la stessa strada, reiterando errori noti e ripetendo disastri simili. A differenza dell\u2019Italia, che ha navigato in quello che era un mare inesplorato per una democrazia occidentale, altri governi hanno ora meno scuse. I governanti italiani, da parte loro, hanno difeso il proprio operato, sottolineando che si tratta di una crisi senza precedenti nella storia moderna. Sostengono che il governo abbia risposto con rapidit\u00e0 e competenza, agendo immediatamente su consiglio degli esperti e muovendosi velocemente su misure pi\u00f9 drastiche ed economicamente pi\u00f9 devastanti rispetto agli altri Paesi europei. Ma andando a ripercorrere le loro azioni si possono notare alcune opportunit\u00e0 mancate e critici passi falsi. Nei primi fondamentali giorni dell\u2019epidemia, Conte e altri alti funzionari hanno cercato di minimizzare la minaccia, creando confusione e un falso senso di sicurezza che ha permesso al virus di diffondersi. In molti hanno affermato che l\u2019elevato numero di contagi in Italia fosse attribuibile alle massicce campagne di test su soggetti asintomatici nel nord, sostenendo che questi servissero solo a generare isteria e a macchiare l\u2019immagine del Paese all\u2019estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 &#8211; PINOCCHIO un vero rivoluzionario. ESISTONO VARI PIANI DI LETTURA DELLA STORIA DEL BURATTINO PI\u00d9 FAMOSO AL MONDO. E ANALIZZANDOLI, SI PU\u00d2 SCOPRIRE LA STRAORDINARIA MODERNIT\u00c0 DELLA FAVOLA CREATA DA COLLODI. UN\u2019OPERA CHE SCARDINA LA LETTERATURA TRADIZIONALE PER L\u2019INFANZIA E PARLA DI UN CAMBIAMENTO CHE \u00c8 ANCHE CULTURALE, di Maria Capanna CON IMMAGINI DI FANTASIA, COLLODI RACCONTA LA SOCIET\u00c0 REPRESSIVA OTTOCENTESCA. ED ECCO CHE, SE SI PARLA DI FAVOLE MODERNE, NON SI PU\u00d2 CHE INIZIARE DALLA STORIA DEL BURATTINO PI\u00d9 CONOSCIUTA AL MONDO. La favola di Pinocchio prende vita dalla penna o se vogliamo dal calamaio di Carlo Lorenzini; lo pseudonimo, che lo rese famoso a noi tutti (anche se ne us\u00f2 diversi altri), \u00e8 Carlo Collodi, nome del paese della madre. La Storia di un burattino nasce a puntate fin dal primo numero del Giornale per bambini fondato a Roma da Ferdinando Martini, che porta la data del 7 luglio 1881. L\u2019ultimo appuntamento con il racconto terminava con l\u2019impiccagione di Pinocchio; furono i giovani lettori a protestare per avere un seguito diverso. Cos\u00ec Collodi continu\u00f2 a scrivere la Storia &#8211; andata avanti per circa due anni &#8211; e, finita e raccolta in un volume, nel 1883 ebbe il titolo nuovo di Le avventure di Pinocchio. Quasi certamente l\u2019autore non immaginava che la favola avrebbe viaggiato per il mondo con continue ristampe, edizioni e traduzioni in tutte le lingue oltre che con interpretazioni teatrali e cinematografiche. Nonostante alcuni elementi chiave rimangano immutati rispetto alla favola tradizionale, quello del burattino \u00e8 sicuramente un racconto che spezza con il passato e la tradizione e si proietta nel futuro. Ed \u00e8 per questo che la letteratura d\u2019avanguardia del secolo trascorso, fatta di sperimentazioni e rotture, ne rimase da subito affascinata e piena di interesse nello studiarlo. La novit\u00e0 assoluta fu quella di scegliere come protagonista non un re o un ragazzino \u201cper bene\u201d, ma un pezzo di legno. Cambiava tutto, nasceva una favola diversa. Vivace e ludica, distante dal romanticismo poetico, dal grottesco delle storie del \u2019600 e dal gotico fatto di torri e castelli magici, la favola descrive una Toscana artigiana, contadina e popolare. Sulla scena del racconto non si incontrano mai orchi, streghe, draghi, i personaggi classici delle novelle e delle favole tradizionali. Si descrive la realt\u00e0 dell\u2019Italia di fine \u2019800 pur rimanendo vicini ad immagini di fantasia. Lo scrittore si distacca dalle regole ed espressioni di un pensiero borghese. La modernit\u00e0 del racconto del Lorenzini, infatti, sta nel sottolineare la realt\u00e0 di una societ\u00e0 repressiva &#8211; che ci presenta con satira, attraverso la favola &#8211; in cui vige una classe dominante insieme a un processo del lavoro alienante. Si conviene che Pinocchio, oltre che una fiaba per ragazzi, sia in effetti un\u2019allegoria della societ\u00e0 moderna. Si pu\u00f2 leggere in chiave realistica, come la storia di un ragazzo povero della provincia italiana dell\u2019Ottocento. Il libro \u00e8 ambientato non per caso nella Toscana contadina dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e testimonia quella opera di sensibilizzazione scolastica a cui Lorenzini partecip\u00f2 con i suoi stessi lavori promuovendo nuove letture per i pi\u00f9 piccoli. I personaggi sono tutti poveri, gente buona, rassegnati alla propria condizione, dai valori semplici della frugalit\u00e0 e dell\u2019onest\u00e0, abituati a subire le ingiustizie dei potenti. Ancora oggi ci si pu\u00f2 chiedere quale sia il posto che spetta a Collodi nel complesso itinerario della cultura moderna, e come il romanzo si colloca rispetto alle indagini ottocentesche sull\u2019infanzia e all\u2019elaborazione di teorie pedagogiche avvenuta nel corso del Novecento. Franco Cambi, professore di pedagogia, studia e spiega come in Collodi vi sia una precisa \u00abimmagine dell\u2019infanzia\u00bb che si distacca sempre pi\u00f9 sensibilmente dalle tematizzazioni ottocentesche per proiettarsi, con sottile preveggenza, verso alcune dimensioni delle teorie legate alle prime fasi della fanciullezza ed elaborate nel Novecento toccando quei temi-base che saranno sviluppati non solo sul testo letterario, ma anche su tesi antropologiche, soprattutto, con una maggiore ricerca, nella seconda met\u00e0 del secolo scorso. Questa del burattino \u00e8 un\u2019opera apparentemente molto semplice, anche se ha vari percorsi interpretativi e piani di lettura. Cos\u00ec come, gi\u00e0 dal titolo del critico e letterario e scrittore Giorgio Manganelli ci viene presentato: Pinocchio: un libro parallelo. Manganelli ci mette davanti a tutte le possibili interpretazioni simboliche e allegoriche della storia del burattino, come fosse una caccia al tesoro, un libro nel libro. Una lettura fatta di sequenze dopo sequenze che, come lui stesso dice, non dovremmo essere frettolosi nel leggere poich\u00e9 nascondono gesti, silenzi, parole da cui possiamo capire molto altro, oltre alla costruzione della favola. Collodi, prima di far nascere il suo capolavoro, lavorava da tempo per alcune testate giornalistiche dell\u2019epoca occupandosi di argomenti artistici, teatrali e letterari e anche in chiave umoristica, e come dice il giornalista e critico letterario Renato Bertacchini in molte delle sue ricerche sulla figura di Pinocchio e del suo autore, di Collodi bisogna \u00abaver presente il suo non conformismo scolastico\u00bb. Lo scrittore venne invitato nel 1875 dall\u2019editore Paggi a tradurre le fiabe francesi pi\u00f9 conosciute: il risultato di questo lavoro \u00e8 la pubblicazione l\u2019anno seguente de \/ racconti delle fate con le belle illustrazioni di quello che sar\u00e0 uno degli amici pi\u00f9 intimi del Collodi, nonch\u00e9 affezionato collaboratore: Enrico Mazzanti. Per Collodi, il lavoro che svolse per il giornale di Paggi, su cui firm\u00f2 diversi articoli, \u00e8 una ricerca sulla realt\u00e0 che lo circonda, sulla cultura che attraversa, \u00e8 una scrittura concreta fatta di visione di immagini; diventa quindi il percorso adatto a capire il metodo e l\u2019interpretazione che fanno nascere tutti i personaggi dei suoi racconti dove, tra teatralit\u00e0, percorsi geografici e archetipi, far\u00e0 muovere la pi\u00f9 moderna favola d\u2019autore ad oggi scritta. E molto probabile che Carlo Lorenzini si sia ispirato alle novelle popolari che aveva sentito raccontare fin da bambino. Il pedagogista Luigi Volpicelli ricorda le analogie con le storie raccolte dallo studioso del folklore Gherardo Nerucci, e in particolare con la novella montalese intitolata \u201cPipetta bugiardo\u201d, \u00abil cui protagonista ha tante somiglianze morali con Pinocchio. Come lui bugiardo, scapestrato, ghiottone e tuttavia, ancora come lui, di buona pasta umana e di buon cuore\u00bb. E anche considerando le Novelle popolari toscane del Pitr\u00e9 le somiglianze sembrano tantissime. L\u2019autore fa una dedica alla Commedia moderna, alla Commedia dell\u2019arte. Pinocchio \u00e8 un burattino, cos\u00ec come sono burattini i protagonisti del teatro, ed il teatro dei burattini \u00e8 un luogo frequentato dallo scrittore, ma il teatro, anzi, \u00abil Gran teatro\u00bb \u00e8 anche il luogo importante dove Pinocchio scopre il suo coraggio e la sua sensibilit\u00e0, che lo stesso Mangiafoco gli riconosce. Volpicelli dice: \u00abNe \u00e8 venuta fuori, cosi, una creatura proverbiale e fiabesca, eppure realissima, un nuovo personaggio della commedia dell\u2019arte, nelle cui maschere il nostro Paese espresse e raddens\u00f2 la sua saggezza e la sua filosofia della vita\u00bb. Prima di chiamarsi Pinocchio, e divertire i monelli di tutto il mondo, ha scritto una volta per tutte Paul Hazard &#8211; primo iniziatore della critica su Pinocchio &#8211; il nome del nostro burattino fu Arlecchino, Pulcinella, Stenterello. Sono infatti gli stessi burattini, durante la rappresentazione in teatro a riconoscere Pinocchio, chiamandolo addirittura per nome. Anche lui, come loro, \u00e8 personaggio popolare: \u00abQuando Pinocchio entr\u00f2 nel teatrino delle marionette, accadde un fatto che dest\u00f2 una mezza rivoluzione\u00bb. Uno di noi, \u00abun nostro fratello\u00bb, url\u00f2 Arlecchino che all\u2019improvviso smise di recitare richiamando l\u2019attenzione dell\u2019intera sala. Come se a Pinocchio, oltre a riconoscergli le fattezze, gli si chieda con entusiasmo una complicit\u00e0, una salvezza, \u00abPinocchio tu che sei uguale a noi ma diverso\u00bb. \u00abPinocchio vieni quass\u00f9 da me! &#8211; grida Arlecchino &#8211; Vieni a gettarti tra le braccia dei tuoi fratelli di legno!\u00bb. E Pinocchio accetta subito l\u2019invito, \u00abspicca un salto\u00bb e dalla platea arriva fino ai posti distinti, saltando ancora \u00abmonta sulla testa del direttore di orchestra\u00bb e poi \u00abschizza sul palcoscenico\u00bb, poich\u00e9 Pinocchio, come l\u2019autore e il lettore, \u00e8 attore e spettatore di questa storia. Il protagonista rappresenta quello che pu\u00f2 essere interpretato anche come un cambiamento culturale: si pu\u00f2 decidere di non essere pi\u00f9 marionette o burattini ed avere un proprio pensiero. Ed \u00e8 l\u2019immagine femminile, rappresentata della fata, ad aiutarlo a prendere coraggio. Rappresentato come marionetta di legno, soggiace alle leggi della natura, difatti si brucia i piedi, eppure pensa e agisce come un ragazzo, non legnosamente da burattino, si rende ben conto di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto ed \u00e8 l\u00ec che Geppetto &#8211; poich\u00e9 Pinocchio nasce \u201corfano\u201d, per quella magia che \u00e8 la vita stessa &#8211; ha la possibilit\u00e0 di diventargli padre, facendogli nuovamente due gambe. Il falegname si commuove nel vedere il suo Pinocchio in quello stato, incapace di alzarsi e camminare, prende dunque gli arnesi del lavoro. .. E Geppetto gli rif\u00e0 due piedi con due pezzetti di legno stagionato e glieli fa da \u00abartista di genio\u00bb. Qui c\u2019\u00e8 qualcosa di strano &#8211; coglie Manganelli nel suo libro- ma che forse deve restare tale. Da questo momento Pinocchio \u00e8 discontinuo a se stesso. Non \u00e8 pi\u00f9 tutto e solamente quel \u00abpezzo di legno da catasta\u00bb. Ha perso i piedi, protagonisti del suo primo espediente di fuga, i suoi piedi \u00abmaterni\u00bb; ora dal padre ha in dono dei piedi, come che siano diversi. E, si precisa, \u00absvelti, asciutti e nervosi\u00bb e infatti da artista. 1 nuovi piedi, una sorta di innesto, sembra abbiano qualcosa di singolare; e che il \u00abgenio\u00bb di Geppetto si provi in cosa tanto umile, vuol forse dire che quei piedi sono un capolavoro allusivo, un dono \u00abd\u2019autore\u00bb. Si allude quindi che, \u00abd\u2019autore\u00bb sia l\u2019intera storia, e Collodi, come mastro Geppetto, diventa padre di un libro che fa crescere generazioni intere. Le gambe rappresentano appunto il cammino, il viaggio; la possibilit\u00e0 di andare verso delle novit\u00e0, ed infatti Lorenzini si incammina lui stesso, in veste sia di padre che di figlio, a scardinar una letteratura per ragazzi fatta fino a quel momento per dare consigli e velati rimproveri. Pinocchio supera le prove come un eroe, diventa umano, ora pu\u00f2 veramente camminare per quella \u00abfuga\u00bb che \u00e8 la storia stessa del protagonista. Qui, con Pinocchio, si corre con nuove gambe.<\/p>\n<p>TRA PAURE E GIOIE, VERSO UN\u2019AVVENTURA FANTASTICA! NOTA. \u201c IORESTOACASA con Pinocchio e le favole\u201d #iorestoacasa in compagnia di Pinocchio e di altre storie per ragazzi, che possono affascinare, perch\u00e9 no, anche gli adulti. Basterebbe ascoltare la lettura che di Pinocchio fa Paolo Poli per Ad alta voce su Radio3 (www.raiplayradio.it ) per rimanere incantati dal suono delle parole dell\u2019attore toscano che interpreta, cambiando la propria voce, i vari personaggi di Collodi. Ma in questo periodo ascoltare le favole per fortuna non \u00e8 difficile. Le iniziative sono tante. A Roma Stefano Blasi, videomaker, e Maria Capanna, studiosa di favole e di Gianni Rodari, hanno dato vita ad un passaparola di telefonate con letture di favole che hanno oltrepassato i confini (per info pagina facebook Cento Rodari). Letture di favole anche dal centro di ricerca teatrale Campsirago residenza sulle colline della Brianza (Lecco) con diciotto attori e letture di venti minuti (per prenotazioni info@campsiragoresidenza.it ). Mentre a Udine la onlus Damatr\u00e0 partecipa a un progetto di lettura in collaborazione con molte biblioteche con favole al telefono fino al 28 marzo (www.facebook.com\/damatraonlus ).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>11 &#8211; LANZAVECCHIA: \u00abNEL NOSTRO LABORATORIO NON C\u2019ERANO NEANCHE PIPISTRELLI\u00bb. L\u2019ESPERIMENTO. LO SCIENZIATO ITALIANO, ANCHE LUI NELLA RICERCA DEL 2015, SMONTA LA BUFALA TWITTATA DA SALVINI SUL VIRUS CREATO IN VITRO DAI CINESI, di Andre Capocci \u00abI CINESI creano supercoronavirus con pipistrelli e topi!\u00bb twittava Matteo Salvini marted\u00ec sera. I cinesi, ma anche gli italiani: nel complotto svelato dal segretario leghista, se di complotto si trattasse, sarebbe coinvolto anche uno scienziato italiano. \u00c8 Antonio Lanzavecchia, immunologo varesino oggi in forze all\u2019Istituto per la ricerca in biomedicina di Bellinzona. C\u2019era anche lui nella ricerca del 2015 citata da Salvini e realizzata da un\u2019equipe internazionale che coinvolgeva ricercatori di nove universit\u00e0 in tre paesi diversi. Diverse versioni della fake news circolano da un paio di mesi: dall\u2019arma batteriologica diffusa ad arte al pipistrello sfuggito per caso. Ma non c\u2019erano pipistrelli nei laboratori cinesi, al massimo una proteina presente in un virus che circola negli animali, spiega Lanzavecchia: \u00abIl lavoro del professor Baric (il coordinatore della ricerca, ndr) si basa su virus chimerici formati inserendo la proteina di un virus isolato dai pipistrelli nel genoma di un virus adattato al topo, e dimostra che questo virus \u00e8 in grado di infettare cellule umane in vitro. Questi esperimenti suggerivano quindi che virus in circolazione nei pipistrelli in Cina erano potenzialmente, e sottolineo potenzialmente, in grado di infettare l\u2019uomo\u00bb. Gli scienziati ipotizzano che ci sia stata una specie intermedia tra il pipistrello e l\u2019uomo anche nell\u2019attuale epidemia, ma lo studio del 2015 ipotizzava che i virus potessero trasmettersi anche in modo diretto. \u00abLa recente emergenza dimostra che la previsione era tutto sommato corretta. Tuttavia, \u00e8 importante considerare che il nuovo virus ha una sequenza differente rispetto ai coronavirus precedenti\u00bb. La sequenza a cui si riferisce Lanzavecchia \u00e8 una sorta di codice fiscale del virus. I coronavirus sono lunghe catene di Rna, una molecola simile al Dna, formate legando quattro elementi detti \u201cbasi\u201d come fossero lettere di un testo. Ogni virus ha la sua sequenza. Quella del virus Sars-Cov-2 ha circa 29 mila basi, e la sequenza la possono controllare tutti sul sito internet GenBank. Se il virus fosse sfuggito dal laboratorio, la sequenza del virus chimerico e del coronavirus di oggi dovrebbe essere identica, o almeno simile. \u00abUna pubblicazione di Kristian Andersen su Nature Medicine di qualche giorno fa evidenzia come la sequenza di Sars-Cov-2 non sia riconducibile ai virus descritti nel 2015\u00bb. Ci sarebbero oltre seimila \u201cbasi\u201d diverse a dividerli. \u00abQuindi, Sars-Cov-2 rappresenta l\u2019emergenza di un nuovo virus, probabilmente originato dai pipistrelli, che si \u00e8 adattato all\u2019uomo per vie naturali\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 &#8211; La Marca (Pd): ho parlato con il ministro Mendicino per il rientro in Canada degli italo-canadesi che si trovino in Italia. 01 &#8211; <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=30378\" title=\"28 marzo 2020  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI.\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":13413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[185,186,118,16,129,20],"tags":[],"class_list":["post-30378","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-covid-19-italia","category-covid-19-estero","category-senza-categoria","category-associazionismo","category-b-europa","category-politica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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