{"id":29130,"date":"2020-01-04T09:15:45","date_gmt":"2020-01-04T09:15:45","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29130"},"modified":"2020-01-05T23:08:51","modified_gmt":"2020-01-05T23:08:51","slug":"20-01-04-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29130","title":{"rendered":"20 01 04  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI"},"content":{"rendered":"<p>TANTI AUGURI DI BUON ANNO<\/p>\n<p>00 &#8211; La Marca (PD): Utilizzare il tempo del rinvio del rinnovo di COMITES e CGIE per fare le riforme e realizzare i progetti in cantiere.<br \/>\n01 &#8211; Un anno di odio e di speranza. Il bilancio. L\u2019imprevedibile e clamoroso suicidio politico di Salvini nella crisi d\u2019agosto rimette tutto in discussione, e nel Paese nasce lo sbarramento democratico. Il 2020 non sar\u00e0 un anno bellissimo, ma interessante s\u00ec. Per i lavori in corso, quasi una \u00abrifondazione\u00bb, sia a destra che a sinistra. E per l\u2019energia dei nuovi movimenti<br \/>\n02 &#8211; Per non dimenticare, Il 29 dicembre 1890, massacro di Wounded Knee, l\u2019ultimo atto della \u201csoluzione finale\u201d degli americani! 100 milioni di indiani annientati dai civili colonizzatori bianchi!<br \/>\n03 &#8211; Diritti umani violati, territori devastati: l\u2019anno nero del Brasile. Il 2019 brasiliano. Il 2019 di Bolsonaro ha visto l\u2019aumento delle diseguaglianze, il negazionismo climatico e mano libera alle violenze della polizia.<br \/>\n04 &#8211; Argentina, \u00abEL PUEBLO UNIDO\u00bb funziona: revocata la \u00abLEY MINERA\u00bb a Mendoza<br \/>\nArgentina. La legge avrebbe dato il via allo sfruttamento minerario nella nota area vinicola<br \/>\n05 &#8211; Cartoline da un decennio. L\u2019attivista Ieshia Evans durante una manifestazione contro la violenza della polizia a Baton Rouge, Stati Uniti, il 9 luglio 2016. (Jonathan Bachman, Reuters\/Contrasto),<br \/>\n06 &#8211; Lula, i paradossi di una politica dalla parte degli ultimi. SCAFFALE. \u00abLa verit\u00e0 vincer\u00e0\u00bb edito da Meltemi \u00e8 il libro sulla difesa giudiziaria del leader brasiliano<\/p>\n<p>00 &#8211; LA MARCA (PD): UTILIZZARE IL TEMPO DEL RINVIO DEL RINNOVO DI COMITES E CGIE PER FARE LE RIFORME E REALIZZARE I PROGETTI IN CANTIERE<br \/>\n\u201cNel decreto &#8216;Milleproroghe&#8217; varato dal Governo e ora all\u2019attenzione del Parlamento, compare il rinvio al prossimo anno del rinnovo dei COMITES e di quello del CGIE. Era nell\u2019aria, ma ora la decisione ha preso forma di legge.<\/p>\n<p>Non posso nascondere le mie perplessit\u00e0 ogni volta che si manifestano impedimenti al regolare svolgimento della democrazia. Ad ogni modo il rinvio c\u2019\u00e8 ed \u00e8 inverosimile che in fase di conversione del decreto si possa tornare indietro, anche perch\u00e9 mancherebbero ormai i tempi tecnici per rispettare la scadenza prevista dalla legge.<\/p>\n<p>Allora, il vero problema \u00e8 di non limitarsi a prendere atto che ci sar\u00e0 lo slittamento di un anno, ma di investire il tempo a disposizione per fare cose utili a beneficio degli italiani all\u2019estero. Le due leggi di riforma di COMITES e CGIE, proposte come base di discussione, sono state presentate da tempo dallo stesso CGIE. Governo e forze parlamentari dicano chiaramente se sono disposti ad andare avanti. In pi\u00f9, nella legge di bilancio di quest\u2019anno sono state assegnate al Ministero dell\u2019Interno risorse per sperimentare il voto elettronico. Anche in questo caso si parli chiaro e si faccia presto.<\/p>\n<p>Infine, la reintegrazione dei fondi che abbiamo fatto con emendamenti alla legge di bilancio (1 milione in pi\u00f9 ai COMITES e 500.000 al CGIE), che sarebbe stata svuotata dalla sospensione elettorale, sia utilizzata subito per mettere in campo progetti rivolti soprattutto al sostegno della nuova emigrazione e alla realizzazione della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE.<\/p>\n<p>Insomma, rinviare per fare cose urgenti e positive pu\u00f2 essere l\u2019unica giustificazione di una scelta che altrimenti sarebbe difficile da comprendere\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America<\/p>\n<p>01 &#8211; UN ANNO DI ODIO E DI SPERANZA. IL BILANCIO. L\u2019IMPREVEDIBILE E CLAMOROSO SUICIDIO POLITICO DI SALVINI NELLA CRISI D\u2019AGOSTO RIMETTE TUTTO IN DISCUSSIONE, E NEL PAESE NASCE LO SBARRAMENTO DEMOCRATICO. IL 2020 NON SAR\u00c0 UN ANNO BELLISSIMO, MA INTERESSANTE S\u00cc. PER I LAVORI IN CORSO, QUASI UNA \u00abRIFONDAZIONE\u00bb, SIA A DESTRA CHE A SINISTRA. E PER L\u2019ENERGIA DEI NUOVI MOVIMENTI, di Norma Rangeri<\/p>\n<p>POSSIAMO SALUTARE IL 2019 NON SOLO SENZA RIMPIANTI MA CON ANIMO SOLLEVATO E UN PIZZICO DI MOTIVATO OTTIMISMO?<\/p>\n<p>S\u00ec. E in primo luogo per una ragione \u201cpersonale\u201d, che riguarda proprio il manifesto: l\u2019inizio di questo anno vecchio, e orribile, ci aveva infatti caricato sulle spalle l\u2019avviso di una breve e durissima agonia della nostra cooperativa editoriale, a causa del taglio del Fondo per l\u2019editoria. La mannaia grillina, minacciosa come una strega cieca e ignorante, era pronta per portare a termine la sua mortifera missione contro i giornali e la libert\u00e0 di stampa. E nonostante la campagna di sottoscrizione, iorompo.it \u2013 che si va concludendo con un confortante risultato \u2013 difficilmente avremmo potuto continuare ad assicurare l\u2019uscita del giornale nelle edicole.<\/p>\n<p>ADESSO, CON IL NUOVO ANNO E CON IL NUOVO GOVERNO, POSSIAMO GUARDARE AL CINQUANTENARIO DEL MANIFESTO (1971-2021) CON UN DIVERSO IMPEGNO E UNA RINNOVATA FIDUCIA.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 soltanto per questo specifico interesse che vediamo il futuro con maggiore serenit\u00e0. Perch\u00e9 il 2019 \u00e8 iniziato con i peggiori presagi per il Paese, terremotato dalle elezioni del 2018 e poi finito nelle mani di un ministro di polizia che ha fomentato odio contro gli immigrati, aizzato la povera gente delle periferie a danno dei pi\u00f9 deboli, che ha distillato disprezzo contro i protagonisti delle battaglie per i diritti civili, che ha dimostrato dove arriva l\u2019arroganza del potere quando si fonda sull\u2019uomo solo al comando che vuole decidere tutto in prima persona.<\/p>\n<p>Peraltro Conte, Di Maio e Salvini sembravano un\u2019armata invincibile. I numeri in Parlamento erano schiaccianti, soprattutto grazie al battaglione di parlamentari Cinque Stelle, usciti trionfanti dalle elezioni politiche.<\/p>\n<p>Durante la prima fase del governo giallo-verde, abbiamo visto all\u2019opera una maggioranza determinata a rispettare il \u201ccontratto\u201d, con un premier come figurina di subordine. Qualcuno tra i grillini scalpitava, intuendo che la sovraesposizione salviniana avrebbe eroso i loro consensi, come inesorabilmente avrebbe poi sancito il voto europeo.<\/p>\n<p>Tuttavia le piazze della Democrazia erano ugualmente piene di giovani. In prima fila nelle grandi marce contro il razzismo (come a Milano), e in quelle immense che hanno caratterizzato il movimento esploso per difendere l\u2019ambiente e il Pianeta dalla crisi climatica. Un movimento irriso dalla maggioranza di governo e dai media di complemento che usavano con scherno il riferimento a Greta Thunberg.<\/p>\n<p>Persino il moderato Pd \u2013 primo responsabile della crisi politica e sociale del Paese nell\u2019ultimo decennio e prima vittima dei propri errori (confermati dal disastro elettorale del 4 marzo 2018) \u2013 aveva indossato i panni di forza barricadera, mettendo in scena nelle aule parlamentari qualche rissa contro la manovra di bilancio del governo giallo-verde.<\/p>\n<p>Il provvedimento contro il quale il Pd si accaniva di pi\u00f9 era il reddito di cittadinanza (che invece mette in tasca qualche soldo a chi se la passa male, come riconosce il ministro Provenzano, chiedendo per\u00f2 che venga corretto, e non cancellato come vorrebbe una ministra renziana irresponsabile). Movimentismi a parte, nel Pd, soprattutto dopo l\u2019elezione di Zingaretti, regnava un clima di scontro interno, poi confermato dalla scissione di Renzi, sintomo di una crisi di identit\u00e0 ancora irrisolta.<\/p>\n<p>E LE FORZE ALLA SUA SINISTRA?<\/p>\n<p>Dopo il magro risultato elettorale del 2018 \u2013 largamente prevedibile vista la congenita incapacit\u00e0 di trovare una unit\u00e0 di intenti e di impegni \u2013 ha vivacchiato, appoggiandosi ai movimenti, alla lotta in difesa degli immigrati, all\u2019antifascismo, senza per\u00f2 trovare una energia in grado di andare oltre l\u2019orticello delle tante sigle di partito. Non per caso, con un centrosinistra in deficit di credibilit\u00e0, con una sinistra ridotta ai minimi termini e prosciugata, quando arrivarono le elezioni, regionali o europee, il risultato non cambi\u00f2: era sempre di pi\u00f9 deserto rosso. Soprattutto in Italia dove alle elezioni europee dello scorso maggio, la lista di sinistra non prese nemmeno il quorum.<\/p>\n<p>E mentre nel resto d\u2019Europa i Verdi raggiungevano risultati sorprendenti e le varie sinistre tenevano botta, solo in Italia la destra xenofoba e razzista arrivava all\u2019apoteosi con Salvini che schiacciava i grillini incassando la fiducia sul nefasto decreto sicurezza, e l\u2019applauso del Parlamento sul Tav.<\/p>\n<p>Eppure, proprio nel momento di maggior forza e potenza di fuoco del governo \u2013 nonostante le fibrillazioni interne ai 5S \u2013 accade qualcosa di imprevedibile, di inedito, di difficilmente spiegabile se non da una ipertrofica e autoreferenziale voglia di potere assoluto: \u00e8 la crisi di agosto. \u00c8 vero che il paese, con i continui strappi di Salvini, era sull\u2019orlo della decomposizione istituzionale, come segnal\u00f2 il vecchio socialista Rino Formica, in una lucida e allarmata intervista al manifesto. Ma \u00e8 altrettanto vero che senza il masochismo salviniano, oggi forse avremmo ancora un governo a guida leghista.<\/p>\n<p>Sta di fatto che quel suicidio politico ha dato il via libera ad una reazione di sbarramento democratico, come del resto gi\u00e0 era avvenuto in Italia ai tempi del corrotto regime berlusconiano, caso di scuola nel mondo. In quei giorni di agosto ci torn\u00f2 in mente la celebre immagine del rospo evocata da Luigi Pintor, con il relativo bacio che avrebbe aperto la stagione dei governi Prodi.<\/p>\n<p>Eppure le voci che consigliavano il patto con il diavolo (i grillini) erano minoritarie, mentre corazzate mediatiche e forti correnti politiche chiedevano di votare, pur sapendo di consegnare il paese a una destra che reclamava esplicitamente pieni poteri per cambiare i connotati della Costituzione.<\/p>\n<p>INVECE E NONOSTANTE I MILLE OSTACOLI, COME AI TEMPI DELLA PRIMA REPUBBLICA, LA STORIA SI \u00c8 RIPETUTA, E I FAMIGERATI ROSPI NEL FRATTEMPO SI SONO MOLTIPLICATI.<\/p>\n<p>Quello che credevamo impensabile in tanti, si \u00e8 materializzato quando due importanti esemplari della specie, Renzi e Grillo, improvvisamente si sono rivolti parole amorose, dando il via libera al governo giallo-rosso.<\/p>\n<p>E dunque a pensarci bene il 2019 \u00e8 stato orribile per met\u00e0. E l\u2019anno si chiude non solo con Salvini fuori dal Viminale, ma con un governo Pd-5Stelle-LeU, che l\u2019ormai impotente Berlusconi definisce come \u00abil pi\u00f9 di sinistra della storia\u00bb, con una manovra di bilancio che tappa le falle dei conti pubblici, con la possibilit\u00e0 di andare avanti con questa inedita compagine fino al termine della legislatura. Ma a determinate condizioni.<\/p>\n<p>Naturalmente Salvini e la sua poderosa massa elettorale, nutrita da una strategica, e costosissima, macchina social, non sono svaniti nel nulla. Per\u00f2, per uno strano effetto reattivo, anche questo imprevedibile, nel Paese sono esplosi gli anticorpi al veleno leghista, invadendo le piazze di tutta Italia con le Sardine, giovani e vecchie, e i loro elementari, eloquenti, balsamici messaggi per la nostra convivenza civile.<\/p>\n<p>\u00c8 con questa esplosione di partecipazione, ironica, tenace e democratica (\u00abBella Ciao\u00bb \u00e8 tornata ad essere il secondo inno nazionale), che possiamo salutare il bizzarro, contraddittorio, pauroso e preoccupante per un verso, carico di speranza e di voglia di cambiare per l\u2019altro, anno vecchio.<\/p>\n<p>COME SAR\u00c0 QUELLO CHE STA PER NASCERE NESSUNO PU\u00d2 PREVEDERLO. PERCH\u00c9 OLTRE L\u2019ITALIA C\u2019\u00c8 IL MONDO ATTRAVERSATO DA SANGUINOSI VENTI DI GUERRA.<\/p>\n<p>La tragica e infinita crisi siriana, la guerra civile in Libia, gli scontri politici in America Latina, i gilet gialli in Francia, la rivolta di Honk-Kong, le proteste popolari in India \u2013 tanto per fare qualche esempio \u2013 testimoniano la drammaticit\u00e0 dell\u2019epoca che stiamo vivendo. Si spara nelle strade, si uccide senza piet\u00e0 chi protesta, si reprimono nel sangue e nel carcere i dissensi sociali e politici in troppe zone nel mondo.<\/p>\n<p>E PER\u00d2 QUESTE STESSE \u201cZONE CALDE\u201d CI DICONO CHE GRANDI MOVIMENTI E NUOVE GENERAZIONI SONO IN CAMPO.<\/p>\n<p>Dalla rete alla piazza tutto cambia nei codici e nelle diversit\u00e0: i teenager si mobilitano contro tutti i governi, non solo quelli reazionari; non ci sono i protagonisti che infiammavano le rivolte del 68 ma una ragazzina, Greta, che ne diventa il simbolo, con una prorompente carica utopica delle nuove generazioni. Anche le donne continuano a battersi con proteste di massa, contro i femminicidi, contro la violenza del patriarcato, raccogliendo larghi consensi tra le popolazioni di diversi paesi. Senza dimenticare le parole e l\u2019esempio di papa Francesco, che ha risvegliato le coscienze non solo nel mondo cattolico ma anche in quello laico con i suoi messaggi di duro attacco al capitalismo.<\/p>\n<p>Il 2020 non sar\u00e0 un anno bellissimo, ma ci sono interessanti lavori in corso nella \u201drifondazione\u201d del sistema politico e di tutti i partiti, il cui esito non dipender\u00e0 dalle destre all\u2019opposizione, bens\u00ec dalla capacit\u00e0 delle forze di centrosinistra (in senso lato) di offrire risposte credibili ai problemi sociali di un paese sfiancato da una durissima crisi economica, culturale e morale.<\/p>\n<p>E quindi auguri. Alla comunit\u00e0 del manifesto, che quasi da mezzo secolo non smette di battersi per sostenere questo giornale e gli ideali che rappresenta.<\/p>\n<p>E auguri a chi vuole cambiare nel segno dell\u2019uguaglianza, dell\u2019accoglienza, della solidariet\u00e0 e della libert\u00e0.<\/p>\n<p>02 \u2013 Per non dimenticare, IL 29 DICEMBRE 1890, MASSACRO DI WOUNDED KNEE, L\u2019ULTIMO ATTO DELLA \u201cSOLUZIONE FINALE\u201d DEGLI AMERICANI! 100 MILIONI DI INDIANI ANNIENTATI DAI CIVILI COLONIZZATORI BIANCHI!<br \/>\nRicorre oggi l\u2019anniversario dello sterminio di Wounded Knee: l\u2019ultima strage di pellirosse \u2013 Quando gli indiani del capo Big Foot sventolando, disarmati, bandiera bianca furono MASSACRATI dal glorioso esercito degli Stati Uniti \u2013 E parliamo di uomini, donne, bambini e anziani! leggi anche:<br \/>\n100 Milioni di Nativi Americani massacrati \u2013 Il pi\u00f9 grande genocidio della storia del genere umano per durata e perdita di vite umane, del tutto ignorato dai media!<\/p>\n<p>COS\u2019\u00c8 REALMENTE ACCADUTO AI NATIVI AMERICANI?<br \/>\nGli studiosi hanno stimato che, prima della \u2018scoperta\u2019 delle Americhe da parte degli europei, il numero della popolazione dei Nativi americani poteva essere alto come 100 milioni di persone.<br \/>\nHenry F. Dobyns, antropologo americano e etno-storico noto per la sua ricerca pubblicata su Indiani d\u2019America, ha stimato che pi\u00f9 di cento e dodici milioni di persone abitavano nelle Americhe prima dell\u2019arrivo europeo. Si stima che solo dieci milioni abitavano una zona a nord del Rio Grande. Nel 1983, ha rivisto quel numero ed \u00e8 salito a diciotto milioni.<br \/>\n\u00c8 anche importante notare che altri studiosi hanno stimato che il numero sia a partire da dieci milioni, e tutto il resto. Ad esempio, William M. Denovan, Professore Emerito di Geografia presso l\u2019Universit\u00e0 del Wisconsin-Madison, crede che ci sono stati circa 54 milioni di abitanti.<br \/>\nIl punto importante da prendere in considerazione \u00e8 che c\u2019erano gi\u00e0 molte persone che abitavano le Americhe prima del contatto con gli europei. Persone che erano avanzate, con una vasta conoscenza della medicina, del cosmo, e molto altro ancora.<br \/>\nChe cosa \u00e8 successo quando il \u201cprimo contatto\u201d \u00e8 emerso? Un massiccio declino della popolazione indigena, ecco cosa. \u00c8 il maggior calo drammatico di popolazione nella storia conosciuta sul nostro pianeta.<br \/>\nIl numero dei nativi americani si \u00e8 ridotto rapidamente di circa la met\u00e0 dopo il contatto europeo. Questa trasformazione allarmante \u00e8 attribuita alla malattia, la guerra, la schiavit\u00f9 (commercio di schiavi indiani), e una perturbazione dei sistemi sociali degli indigeni, i quali hanno avuto effetti devastanti sulle popolazioni che abitavano le Americhe.<br \/>\nPensaci per un momento. Una popolazione che era di cento milioni di persone si \u00e8 ridotta a poche centinaia di migliaia nel 1900 \u2026<br \/>\nQuesto \u00e8 stato, come molti studiosi ritengono, a dir poco uno sterminio, che possiamo attribuire a cause diverse. David Stannard, storico americano e professore di Studi Americani presso l\u2019Universit\u00e0 delle Hawaii, rivela nella sua opera che gli indigeni sono stati catturati tra le piaghe e atrocit\u00e0 barbare, che hanno provocato la distruzione del 95 per cento delle loro popolazioni. Nel suo libro americano L\u2019Olocausto, si chiede quale tipo di persone poteva fare queste cose orribili ad altre persone, e tutto nel silenzio generale. Lui e molti altri sottolineano che i responsabili dell\u2019Olocausto americano si sono mossi con le stesse ideologie, come gli architetti dell\u2019Olocausto nazista.<br \/>\nNon sembra che le cose siano cambiate molto a tutti. Prima dell\u2019arrivo degli europei, la Chiesa cattolica aveva completamente preso il sopravvento in Europa, brandendo il loro potere di controllare entrambe le persone e le idee. Non c\u2019era separazione tra chiesa e stato, come tutti i cittadini erano tenuti a rispettare le regole e le credenze della chiesa. In caso contrario, essi sono stati considerati fuorilegge e gli eretici furono anche cacciati e uccisi. Questo tipo di attivit\u00e0 di \u201clavaggio del cervello\u201d, per cos\u00ec dire, si pu\u00f2 far risalire fino a Roma, e tutta la strada in avanti nella nostra storia recente. La sua influenza pu\u00f2 essere vista nel lavaggio del cervello di massa e della manipolazione della nostra mente oggi. Questo punto \u00e8 anche chiaro da Stannard.<br \/>\nIn Canada, per esempio, \u201cscuole residenziali \u201d sono state istituite in tutto il paese. Queste erano scuole religiose sponsorizzato dal governo stabilito per assimilare i bambini aborigeni nella cultura euro-canadese, una cultura che \u00e8 stata obbligata dalla classe dirigente. Questo sistema \u00e8 nato in Francia non molto tempo dopo l\u2019arrivo degli europei nelle Americhe, ed \u00e8 stato originariamente concepito da chiesa cristiana e dal governo canadese per educare (lavaggio del cervello) e convertire la giovent\u00f9 aborigena e di integrarli nella societ\u00e0 canadese.<\/p>\n<p>MA ERA IL VERO SCOPO?<br \/>\nQuando dico governo canadese, voglio dire il Dipartimento delle Miniere e delle risorse naturali. Nel 1930, i presidi delle scuole residenziali sono stati effettuati dai tutori legali di tutti i bambini indigeni, li strappavano via dai loro genitori sotto la supervisione del Dipartimento delle Miniere e Risorse. Tutti i genitori sono stati costretti a cedere la custodia legale dei figli ad un impiegato della chiesa, in caso contrario c\u2019era la reclusione.<br \/>\nI bambini sono stati uccisi, maltrattati, violentati in queste scuole. Sono stati inoltre sottoposti ad esperimenti nutrizionali da parte del governo federale nel 1940 e 1950, e sono stati utilizzati come cavie mediche pure. Molte di queste vittime e i loro corpi sono scomparsi senza lasciare traccia.<br \/>\nA parte il genocidio di massa che ha ucciso milioni di persone, il programma di scuola residenziale per s\u00e9 \u00e8 considerato un genocidio. Qui di seguito sono tre affermazioni che gettano luce sulla dura realt\u00e0 di quello che \u00e8 successo:<br \/>\n\u201cAvevo solo otto anni, e ci avevano spedito gi\u00f9 dalla scuola residenziale anglicana di Alert Bay all\u2019Ospedale Nanaimo indiano, quello gestito dalla United Church. Ci hanno isolato in una piccola stanza per pi\u00f9 di tre anni, come se fossi un topo da laboratorio, mi alimentavano con pillole. Due dei miei cugini hanno fatto una grande confusione, urla e combattendo per tutto il tempo, in modo che le infermiere diedero loro dei colpi, ed entrambi sono morti subito. E\u2019 tato fatto per farli tacere. \u201d<br \/>\n\u2013 Jasper Jospeh, un uomo nativo di 68anni dalla British Columbia, parlando mentre i suoi occhi si riempirono di lacrime.<br \/>\n\u201cSappiamo che ci sono stati iniziative di ricerca che sono stati condotti per quanto riguarda i farmaci che sono stati utilizzati in ultima analisi, per il trattamento della popolazione canadese. Alcuni di questi farmaci sono stati testati nelle comunit\u00e0 aborigene e nelle scuole residenziali prima di essere utilizzati pubblicamente \u201c.<br \/>\n\u2013 Capo Wilton Littlechild della Commissione per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione.<br \/>\n\u201cCrediamo che ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato esposto rappresenta solo una frazione della storia completa, vera e tragica delle scuole residenziali. Non ci sono senza dubbio pi\u00f9 rivelazioni sepolti negli archivi \u201c.<br \/>\n\u2013 Assemblea delle Prime Nazioni regionale capo Bill Erasmus<br \/>\nAborigeni in Canada, nella nostra storia molto recente, sono stati deliberatamente uccisi, e questo \u00e8 stato confermato da testimonianze oculari, documenti, documenti governativi, e le dichiarazioni di agenti indiani e gli anziani delle trib\u00f9. Alcuni stimano il tasso di mortalit\u00e0 nelle scuole residenziali per essere verso l\u2019alto di cinquanta per cento. Stiamo parlando di pi\u00f9 di 50.000 bambini indigeni in tutto il Canada, forse di pi\u00f9.<br \/>\nLa massiccia campagna genocida che ha iniziato centinaia di anni fa, ha continuato fino ad oggi. E il fatto che questo sistema ha funzionato in condizioni legali e strutturali che hanno incoraggiato, aiutato e spalleggiato l\u2019omicidio \u00e8 inquietante per non dire altro.<br \/>\nTenete a mente, questi orrori sono stati perpetrati in Canada; si pu\u00f2 solo immaginare quello che \u00e8 successo negli Stati Uniti e Sud America. Gran parte della nostra storia \u00e8 nascosta a noi. Gli Stati Uniti da soli classifica pi\u00f9 di 500 milioni di pagine di documenti ogni anno. Se uno storico vuole esaminare e preservare la storia della loro nazione, come posso fare questo quando la maggior parte della loro storia viene tenuta nascosta o addirittura deliberatamente alterata?<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 QUESTA INFORMAZIONE \u00c8 COS\u00cc RILEVANTE?<br \/>\nLa nostra storia recente ci ha mostrato che non vi \u00e8 stato un grande genocidio in Canada \u2013 un omicidio di massa intenzionale delle popolazioni indigene da parte della classe dirigente, al fine di prendere in consegna la loro terra e le sue risorse e stabilire il loro dominio, cos\u00ec come lo stesso gruppo di elite ha fatto e continua a fare in tutto il mondo. Questa \u00e8 storia molto recente, e la campagna di lavaggio del cervello \/ assimilazione di tutte le persone (non solo indigene) continua ancora oggi. Il mondo \u00e8 diventato estremamente \u201camericanizzato\u201d. Attraverso il marketing e le assimilazione tattiche di massa, siamo stati manipolati, le stesse vite e seguendo lo stesso percorso. Questo \u201cpiano\u201d di \u201cdominio mondiale\u201d e cambio di gestione globale sembra aver iniziato a centinaia, se non migliaia, di anni fa e si \u00e8 esteso fino ai giorni nostri.<br \/>\nQuindi cosa possiamo fare ora? Siamo in grado di ascoltare il messaggio del nucleo delle culture indigene che hanno occupato questa terra prima di noi. E\u2019 tempo per noi di tornare alle nostre radici, e smettere di distruggere il pianeta come siamo stati per tanti anni.<br \/>\nE \u2018questo tipo di messaggio che dovremmo prendere dalla nostra recente, brutta storia. Messaggi d\u2019amore, il rispetto, l\u2019unicit\u00e0, la nostra connessione con la Madre Terra e il nostro patrimonio spirituale \u2026 tra le altre cose.<br \/>\nNoi siamo parte della Creazione, in tal modo, se rompiamo le leggi della creazione distruggiamo noi stessi. Noi, i Custodi originali di Madre Terra, non abbiamo altra scelta che seguire e sostenere le istruzioni originali, che sostiene la continuit\u00e0 della vita. Riconosciamo la nostra connessione ombelicale con la Madre Terra e capire che lei \u00e8 la fonte della vita, non una risorsa da sfruttare. Noi parliamo a nome di tutta la Creazione di oggi, per comunicare un messaggio urgente che l\u2019uomo \u00e8 andato troppo lontano, ci pone nella condizione di sopravvivenza. Abbiamo avvertito che un giorno non sarebbe in grado di controllare ci\u00f2 che avete creato. Quel giorno \u00e8 qui. Non badare avvertimenti sia la natura e la gente della Terra ci mantiene sulla via di autodistruzione. Questo percorso distruttivo s\u00e9 ha portato alla crisi nucleare di Fukushima, Golfo fuoriuscita di petrolio, sabbie bituminose devastazione, i fallimenti della conduttura, impatti delle emissioni di anidride carbonica e la distruzione delle acque sotterranee attraverso la fratturazione idraulica, solo per citarne alcuni. Inoltre, queste attivit\u00e0 e gli sviluppi continuano a causare il deterioramento e la distruzione di luoghi sacri e sacre acque che sono vitali per la vita.<br \/>\n\u2013 Capo Looking Horse<br \/>\nfonti: http:\/\/infofree.myblog.it\/2017\/12\/28\/29-dicembre-1890-lo-sterminio-di-wounded-knee-lultima-strage-di-pellirosse-quando-gli-indiani-del-capo-big-foot-sventolando-disarmati-bandiera-bianca-furono-massacrati\/<br \/>\nhttp:\/\/www.complottisti.info\/cose-realmente-accaduto-ai-nativi-americani\/<\/p>\n<p>03 &#8211; DIRITTI UMANI VIOLATI, TERRITORI DEVASTATI: L\u2019ANNO NERO DEL BRASILE. IL 2019 BRASILIANO. IL 2019 DI BOLSONARO HA VISTO L\u2019AUMENTO DELLE DISEGUAGLIANZE, IL NEGAZIONISMO CLIMATICO E MANO LIBERA ALLE VIOLENZE DELLA POLIZIA di Francesco Bilotta<\/p>\n<p>Un anno di governo Bolsonaro ha mostrato quanto fossero fondate le preoccupazioni che erano state espresse al momento del suo insediamento.<br \/>\nIl carattere antipopolare delle misure varate, la violazione sistematica dei diritti umani, l\u2019assalto alle risorse naturali, fanno dire che Bolsonaro sta mantenendo ampiamente le promesse fatte in campagna elettorale. Un anno nero per il Brasile e per il pianeta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, se la prima misura varata dall\u2019ex capitano aveva riguardato il taglio del salario minimo a milioni di lavoratori, l\u2019ultimo atto si \u00e8 compiuto a met\u00e0 dicembre alla Conferenza sul clima di Madrid. Nella capitale spagnola il presidente brasiliano si \u00e8 posto alla testa di quella \u00abcoalizione fossile\u00bb che non vuole fissare regole per una \u00abcooperazione climatica\u00bb e l\u2019Amazzonia \u00e8 stata utilizzata come arma di ricatto nei confronti degli organismi internazionali e dei paesi che perseguono gli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi.<\/p>\n<p>IL RUOLO CHE BOLSONARO gioca sul piano internazionale, pur con tutto il discredito che lo circonda, \u00e8 favorito dalla stretta alleanza con Trump con cui condivide una visione ultraliberista condita di sovranismo in campo economico e una posizione negazionista in campo ambientale.<\/p>\n<p>Sul piano interno le politiche economiche, sociali e ambientali perseguite Bolsonaro stanno producendo effetti disastrosi su vasti strati della popolazione brasiliana. Le disuguaglianze sociali si sono approfondite come conseguenza della riduzione dei sussidi destinati ai pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Il programma Bolsa Familia, creato nel 2004 dal primo governo Lula e che sostiene i nuclei familiari in condizione di povert\u00e0, ha subito tagli che hanno portato a una riduzione del numero di famiglie (circa 600 mila) che ne possono usufruire. Il programma abitativo Minha Casa ha visto un dimezzamento dei contributi erogati, toccando il minimo storico. Altri programmi come il Fies, che favorisce l\u2019accesso all\u2019istruzione superiore della popolazione a basso reddito, e l\u2019Abono salarial, una specie di 14\u00b0 salario per lavoratori dipendenti a basso reddito, hanno subito drastici tagli.<\/p>\n<p>LA RIFORMA PREVIDENZIALE varata dal governo Bolsonaro, che innalza i requisiti pensionistici e aumenta i contributi a carico dei lavoratori, va ad aggiungersi alla riforma del lavoro varata dal governo Temer.<\/p>\n<p>Le due riforme operano in modo congiunto nel determinare gravi fenomeni di precarizzazione in ambito lavorativo e insicurezza sul piano previdenziale, in un paese in cui il 60% dei lavoratori svolge un lavoro informale, con attivit\u00e0 lavorative senza diritti e tutele.<\/p>\n<p>Secondo uno studio della Fondazione Getulio Vargas, nel 2019 si \u00e8 registrata tra i brasiliani la pi\u00f9 alta disuguaglianza di reddito degli ultimi 10 anni. L\u2019indice Gini, indicatore usato per misurare le disuguaglianze, ha toccato quest\u2019anno il valore di 0,627, uno dei pi\u00f9 alti al mondo.<\/p>\n<p>L\u2019indice, che era progressivamente diminuito a partire dal 2005, ha ricominciato a risalire dopo il 2015, toccando quest\u2019anno un livello particolarmente elevato. Le politiche antipopolari di Bolsonaro hanno avuto effetto immediato, ampliando il divario tra la parte pi\u00f9 ricca del paese e il resto della popolazione.<\/p>\n<p>SONO I GRUPPI INDUSTRIALI, finanziari e agrari a raccogliere i frutti delle politiche liberiste e dei tagli a istruzione, previdenza, sanit\u00e0 e festeggiano facendo impennare gli indici della borsa brasiliana. Intanto tutti i progetti legati alla riforma agraria sono interrotti e i 23 milioni di lavoratori rurali, piccoli agricoltori e senza terra devono fare i conti con fazendeiros sempre pi\u00f9 aggressivi, autorizzati dalle nuove norme volute da Bolsonaro a usare le armi per difendere i latifondi dalle \u00abinvasioni\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 paralizzata l\u2019attivit\u00e0 di demarcazione delle terre indigene. Se il governo Temer nel 2018 aveva effettuato una sola demarcazione, Bolsonaro \u00e8 fermo a zero demarcazioni, non avendo avallato alcune delle 500 richieste attualmente in corso. Per questo, invasioni, attacchi alle comunit\u00e0 indigene, incendi, sono all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n<p>I DATI DEL 2019 indicano un sensibile aumento di tutte le attivit\u00e0 illegali nei confronti dei territori e delle popolazioni.<\/p>\n<p>La Commissione pastorale della Terra indica che il numero di indigeni assassinati nel 2019 \u00e8 il pi\u00f9 alto degli ultimi 11 anni. Sonia Guajajara, coordinatrice dell\u2019Apib (Articolazione dei popoli indigeni del Brasile), dopo gli assassini di queste settimane dei rappresentanti indigeni nello Stato del Maranhao, cos\u00ec descrive la situazione: \u00abSiamo in un campo di battaglia e sono forze politiche conservatrici, autoritarie e razziste a disseminare l\u2019odio, con un governo fascista che sta superando ogni limite\u00bb. A fine novembre un gruppo di giuristi brasiliani ha presentato al Tribunale penale internazionale dell\u2019Aia una denuncia contro Bolsonaro per istigazione al genocidio degli indigeni brasiliani.<\/p>\n<p>LA DENUNCIA \u00c8 ACCOMPAGNATA da una vasta documentazione sullo smantellamento degli organismi di controllo, l\u2019omesso intervento di fronte ai crimini ambientali, l\u2019attacco ai difensori dei diritti sociali e ambientali.<\/p>\n<p>Intanto, in nome della lotta alla criminalit\u00e0, la polizia opera in forma sempre pi\u00f9 estesa e violenta nei quartieri poveri e degradati dei centri urbani. Sono state 1.250 le persone uccise durante operazioni di polizia dall\u2019inizio di quest\u2019anno e sono i giovani neri a pagare il prezzo pi\u00f9 alto. Il governo Bolsonaro teme che le forti tensioni sociali che si sono manifestate in Cile, Bolivia e Colombia possano propagarsi anche al Brasile a causa delle misure antipopolari che sono state varate.<\/p>\n<p>DI FRONTE A UNA PROSPETTIVA di questo tipo e dopo l\u2019appello di Lula a scendere in piazza contro il governo, Eduardo Bolsonaro e il ministro dell\u2019economia Paulo Guedes hanno richiamato la possibilit\u00e0 di ricorrere a misure emergenziali in caso di rivolte sociali, con la sospensione delle garanzie costituzionali, come avvenne durante la dittatura con l\u2019Atto Istituzionale 5. Nel Brasile di Bolsonaro tutti gli scenari sono possibili.<\/p>\n<p>04 &#8211; ARGENTINA, \u00abEL PUEBLO UNIDO\u00bb FUNZIONA: REVOCATA LA \u00abLEY MINERA\u00bb A MENDOZA, ARGENTINA. LA LEGGE AVREBBE DATO IL VIA ALLO SFRUTTAMENTO MINERARIO NELLA NOTA AREA VINICOLA di Claudia Fanti<\/p>\n<p>A fare la differenza \u00e8 stato davvero il \u00abpueblo unido\u00bb, una volta tanto non solo evocato nelle piazze, ma concretamente e fisicamente presente nella lotta. Perch\u00e9 solo la mobilitazione oceanica, corale e permanente degli abitanti di Mendoza, protagonisti della pi\u00f9 grande manifestazione della storia della provincia, ha costretto il governatore Rodolfo Su\u00e1rez a revocare la legge (la 9209) che dava il via libera allo sfruttamento minerario nella nota area vinicola argentina.<\/p>\n<p>La cosiddetta \u00abley minera\u00bb, approvata in tempi record il 20 dicembre scorso grazie a un accordo tra le forze politiche e promulgata da Su\u00e1rez il 24 dicembre, modificava la precedente legge 7722, la quale, proibendo l\u2019uso di sostanze tossiche come il cianuro e il mercurio \u2013 in un territorio gi\u00e0 in forte emergenza idrica -, sbarrava di fatto la strada ai progetti estrattivisti perseguiti da tempo dalle multinazionali. Il presidente Alberto Fern\u00e1ndez in persona \u2013 di cui sono ben noti i piani per rafforzare l\u2019estrattivismo nel paese, sulla scia delle politiche gi\u00e0 portate avanti dai governi Kirchner \u2013 aveva dato la benedizione al progetto, per poi cambiare linea dinanzi all\u2019esplosione delle proteste. N\u00e9 aveva potuto calmare le acque l\u2019annuncio da parte del governatore, il 26 dicembre, della sospensione della \u00abregolamentazione della legge\u00bb, accompagnato da \u00abun grande invito al dialogo\u00bb per \u00abdare alla gente la possibilit\u00e0 di informarsi\u00bb, per esempio sul fatto che \u00ablo sfruttamento minerario non necessariamente \u00e8 inquinante\u00bb. Dichiarazioni a cui il noto dirigente popolare Juan Grabois aveva risposto consigliando ai difensori dell\u2019attivit\u00e0 mineraria, al momento del brindisi, di versare nelle coppe di champagne \u00abuna goccia di cianuro\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio del governatore, seguito ad attacchi ai manifestanti \u00abviolenti e prepotenti\u00bb, aveva anzi avuto l\u2019effetto di un boomerang, tanto pi\u00f9 dinanzi alla notizia dell\u2019immediato avvio delle procedure per l\u2019autorizzazione di un progetto minerario a Uspallata.<br \/>\n\u00abVogliono mandarci a casa, guadagnando tempo per consentire l\u2019avanzamento dei progetti estrattivisti\u00bb, aveva messo in guardia, tra molti altri, Karina Casta\u00f1ar, dell\u2019Assemblea di Tupungato in difesa dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>E le proteste, con tanto di minaccia di sospensione del Festival della vendemmia \u2013 una delle principali attrazioni turistiche della regione \u2013 erano cos\u00ec continuate, unendo un\u2019intera popolazione attorno alla stessa causa: \u00abla legge 7722 non si tocca\u00bb, \u00abl\u2019acqua non \u00e8 una merce\u00bb. Persino i figli del governatore, secondo fonti vicine alla famiglia, si sarebbero pronunciati contro il provvedimento.<\/p>\n<p>La capitolazione \u00e8 avvenuta la sera del 27 dicembre, quando Su\u00e1rez \u00e8 apparso nuovamente in conferenza stampa, accompagnato da tutti i suoi ministri, per annunciare l\u2019invio in parlamento del progetto di revoca della \u00abley minera\u00bb: \u00abEvidentemente \u2013 ha detto \u2013 la legge non ha legittimit\u00e0 popolare\u00bb.<\/p>\n<p>Per festeggiare, per\u00f2, dopo un fine settimana ancora nel segno delle mobilitazioni \u2013 talmente bassa la fiducia nelle autorit\u00e0 da indurre i manifestanti a non abbassare ancora la guardia \u2013 la popolazione ha atteso la giornata di ieri, quando prima il Senato e poi la Camera dei deputati hanno approvato il ritiro del provvedimento. Una vittoria piena, dunque, e dalle forti implicazioni in un paese estrattivista come l\u2019Argentina.<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che l\u2019eco delle proteste in Mendoza, insieme a un\u2019ampia mobilitazione popolare al grido di \u00abno vuol dire no\u00bb, ha almeno per il momento scongiurato un analogo tentativo di introdurre lo sfruttamento minerario nella provincia di Chubut da parte del governatore Mariano Arcioni, alleato del presidente Fern\u00e1ndez.<\/p>\n<p>Dopo le voci di una possibile modifica della legge 5001, che nel 2003 ha proibito la \u00abmegaminer\u00eda\u00bb nella provincia, il parlamento locale non si \u00e8 infatti azzardato a trattare la questione nella sessione straordinaria del 27 dicembre. Ma la popolazione resta, opportunamente, vigile<\/p>\n<p>05 &#8211; CARTOLINE DA UN DECENNIO. L\u2019ATTIVISTA IESHIA EVANS DURANTE UNA MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIOLENZA DELLA POLIZIA A BATON ROUGE, STATI UNITI, IL 9 LUGLIO 2016. (JONATHAN BACHMAN, REUTERS\/CONTRASTO), di Ida Dominijanni, giornalista<br \/>\nAll\u2019ingresso negli anni venti del secolo scorso furono le flapper, donne giovani, indipendenti e anticonformiste, a imprimere il segno della gioia di vivere su un decennio che si sarebbe poi colorato di tinte funeree. Finita la grande guerra che le aveva emancipate forzosamente mettendole al lavoro al posto degli uomini spediti al fronte, scorciarono le gonne, si tagliarono i capelli e decisero che era venuto il momento di invadere la citt\u00e0 e di godersi la vita, a costo di scandalizzare tutti i benpensanti dell\u2019occidente che con quel termine, flapper, le stigmatizzavano come ragazzine di troppo facili costumi. Cominciava cos\u00ec, fra il gioco e la necessit\u00e0, quella mutazione della specie che avrebbe smantellato il monopolio maschile della felicit\u00e0 pubblica e che da allora in poi non si \u00e8 mai arrestata, dilagando dall\u2019occidente a tutte le latitudini del pianeta.<\/p>\n<p>Un secolo dopo delle flapper non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno: le cattive ragazze sono dappertutto, con gli orli e i capelli corti o lunghi, con desideri espliciti e ambizioni autorizzate, anche se la specie non ha ancora fatto i conti con questa mutazione e non manca di resisterle. Eppure sono di nuovo le donne a dare il segno del mutamento e della felicit\u00e0 pubblica a un passaggio di decennio per lo pi\u00f9 marcato dall\u2019incertezza e da passioni tristi.<\/p>\n<p>I decenni, si sa, sono come il bicchiere del proverbio: li si pu\u00f2 vedere mezzi vuoti o mezzi pieni. Di quello che sta per chiudersi \u00e8 pi\u00f9 facile enumerare i vuoti che i pieni, i moti retrogradi che gli sprazzi di futuro, i capovolgimenti inattesi che le promesse mantenute. Anche stavolta, intanto, c\u2019\u00e8 stata una grande guerra, non militare ma economica, con il suo corredo di morti, feriti, azzoppati, declassati, impoveriti, illividiti; qui in Europa non ne siamo ancora fuori, tanto meno in Italia, ed \u00e8 pressoch\u00e9 certo che qui le cose non torneranno mai pi\u00f9 com\u2019erano prima e altrove chiss\u00e0, se alla crisi economica aggiungiamo quella ambientale che toglie il respiro anche a quelle parti della terra dove il motore della crescita gira vorticosamente.<\/p>\n<p>La crisi ci ha aperto gli occhi, trasformando la disillusione non sempre in rancore, paura e nostalgia ma anche in rivolta<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una crisi demografica, che precipita l\u2019Europa in una vecchiaia senza ritorno a meno che non apra ai popoli che vengono dal sud quelle porte che oggi si ostina a tenere chiuse. C\u2019\u00e8 una crisi democratica, che capovolge in rancore l\u2019illusione che la democrazia avrebbe messo tutto il mondo a regime e ne scombina tutti i piani, con capi impresentabili che spuntano ovunque e popoli gregari che ne inseguono false promesse e velleit\u00e0 di potenza. C\u2019\u00e8 una crisi tecnologica, anche qui con un rovesciamento del miraggio egualitario della rete nella presa d\u2019atto dei suoi dispositivi gerarchici di sorveglianza, controllo, estrazione di lavoro e di valore. C\u2019\u00e8 una crisi, perfino, epistemologica, con l\u2019appannarsi del confine fra vero e falso, informazione e fake news, lumi della ragione e buio delle credenze, che erode il nocciolo stesso dell\u2019autodeterminazione e ci mette tutti nella condizione dell\u2019angelo di Benjamin, con il futuro alle spalle e il progresso ridotto a una montagna di macerie. E potremmo chiuderla qui, con l\u2019immagine di un decennio avvolto nella parola \u201ccrisi\u201d variamente declinata ma riassumibile sotto il nome di crisi del neoliberalismo, e senza che se ne vedano le soluzioni o l\u2019uscita.<\/p>\n<p>Eppure, il bicchiere si pu\u00f2 rovesciare, come fa Rebecca Solnit sul Guardian, invitandoci a guardare le cose da un\u2019altra prospettiva. Perch\u00e9 proprio questa infilata di crisi ci ha aperto gli occhi, trasformando la disillusione non sempre in rancore, paura e nostalgia ma anche in rivolta, resistenza, immaginazione del futuro. Guardato da questa prospettiva, il decennio \u00e8 attraversato da un filo rosso di movimenti che non smettono di ripresentarsi da ogni parte del mondo: Occupy Wall street, le primavere arabe, Black lives matter, il movimento sul cambiamento climatico dall\u2019Artico all\u2019Equatore, le piazze gremite degli ultimi mesi in America Latina, i gilet gialli in Francia. E il femminismo di ultima generazione dappertutto, dal Cile al Messico, dal Giappone alla Corea del Sud, dall\u2019Europa all\u2019India, dal Pakistan al Kenia, e da Hollywood alle periferie pi\u00f9 sofferenti: una rivolta dentro la rivolta, come da sempre il femminismo si presenta, ad ammonire che non c\u2019\u00e8 ribellione contro la finanza, contro il capitalismo delle piattaforme, contro i dittatori, contro le polizie, contro i fondamentalismi, contro il razzismo, contro lo sfruttamento mortifero della natura, che non passi per lo smantellamento delle strutture profonde del dominio sessuale e per la tessitura di una diversa trama dell\u2019io, del noi, delle relazioni umane. Non c\u2019\u00e8 uscita dalla razionalit\u00e0 neoliberale, che ha ridisegnato l\u2019antropologia politica del mondo mettendo sul trono un individuo tanto proprietario, narcisista e competitivo quanto deprivato, isolato e infelice, senza ritessere la trama delle alleanze intersezionali fra quante e quanti in quell\u2019individuo non si riconoscono.<\/p>\n<p>L\u2019ARTICOLO CONTINUA DOPO LA PUBBLICIT\u00c0<br \/>\nConosciamo le obiezioni: questi movimenti spuntano e passano, non vincono, sono poca cosa rispetto alle torsioni verso destra dei popoli e degli elettorati. Ma i movimenti non vincono le elezioni, cambiano la testa e il cuore di chi li fa e di chi ne \u00e8 contagiato; scavano in profondit\u00e0, aprono l\u2019immaginazione del presente e del futuro, rimettono al mondo la felicit\u00e0 pubblica dove imperano le passioni tristi; rilanciano il desiderio di politica dove la politica costituita agonizza; modificano, appunto, la prospettiva. Sotto questa prospettiva, la visione del decennio cambia: l\u2019infilata delle crisi diventa un generatore imprevedibile di soggettivit\u00e0, e l\u2019icona che meglio la condensa \u00e8 quella di un maschio bianco impaurito che pretende di tornare sovrano erigendo barriere e confini circondato da una moltitudine di donne che glielo impediscono. Trump e il Metoo, Salvini e Carola Rackete, Putin e Olga Misik, i potenti della terra e Greta: cartoline da un decennio niente male.<br \/>\nOggetto privilegiato di addomesticamento del neoliberalismo, le donne ne sono diventate la principale spina nel fianco, le frontwomen di una rivolta che i media mainstream riducono alla conta delle presidenze e delle onorificenze femminili ma che ha per posta in gioco un cambio di civilt\u00e0. Non ci sono tetti di cristallo da rompere ma basi sociali da ricostruire. Il gioco, nel decennio che verr\u00e0, si far\u00e0 certamente pi\u00f9 duro se non tragico come un secolo fa, ma giocato dalla parte giusta si annuncia anche gravido di buone promesse.<\/p>\n<p>06 &#8211; Lula, i paradossi di una politica dalla parte degli ultimi. SCAFFALE. \u00abLa verit\u00e0 vincer\u00e0\u00bb edito da Meltemi \u00e8 il libro sulla difesa giudiziaria del leader brasiliano, di Paolo Vittoria<\/p>\n<p>\u00abNon ha senso tentare di distruggere le mie idee perch\u00e9 gi\u00e0 stanno planando e non c\u2019\u00e8 modo di arrestarle. I potenti possono uccidere una, due o tre rose, ma giammai impediranno l\u2019arrivo della primavera e la nostra lotta \u00e8 per la primavera\u00bb. La voce roca e affaticata, occhi negli occhi commossi del suo popolo, l\u2019emozione vibra nell\u2019aria quando parla ai militanti del sindacato prima di essere trasferito in carcere.<\/p>\n<p>LE METAFORE prendono forma nelle parole dell\u2019operaio metallurgico, figlio di genitori analfabeti, da cui eredita una sintassi popolare dai colori straordinari. Lula comunica con la sua stessa presenza che rappresenta la storia di un Paese le cui abissali diseguaglianze, frutto di secoli di colonizzazione e sfruttamento, sono state decisamente affrontate dalle sue politiche.<br \/>\nLa verit\u00e0 vincer\u00e0 (Meltemi, pp. 254, euro 18) \u00e8 la difesa politica e giudiziaria del leader pi\u00f9 popolare della storia del Brasile, imputato in un processo il cui capo d\u2019accusa reale sembra essere la lotta alla povert\u00e0. Durante i suoi governi, grazie ai programmi sociali, milioni di brasiliani sono usciti dalla condizione di miseria. La crescita economica ha reso possibili investimenti in settori produttivi e culturali. Si respirava un clima di entusiasmo; giovani delle favelas entrarono nelle universit\u00e0, furono creati campus universitari nelle zone pi\u00f9 povere e isolate, borse di studio a studenti di origine afrobrasiliana o indigena. Ci sentivamo parte di un processo rivoluzionario per un Paese in cui l\u2019istruzione \u00e8 sempre stata un privilegio per pochi.<\/p>\n<p>TUTTAVIA, nella cornice capitalista, la conoscenza pu\u00f2 essere intesa come strumento di accesso ai beni di consumo e l\u2019impressione era che ci stessimo integrando pi\u00f9 a quel sistema che a una reale alternativa. I paradossi della politica di Lula, basata su una strategia di conciliazione di classe, erano vissuti nelle nostre aule, cos\u00ec come nelle zone rurali dove si rivendicava un processo radicale di riforma agraria mai avvenuto.<br \/>\nLula chiuse il secondo mandato con quasi il 90% dei consensi, ma le contraddizioni della politica del Partido dos Trabalhadores andavano a spiazzare parte dei movimenti popolari ed erodere la base sociale. Si espandeva il malcontento, anche nella sinistra, per casi di corruzione di dirigenti del Pt. L\u2019accesso ai beni individuali non implica un miglioramento di quelli comuni, come scuole, ospedali e trasporti. A dare la spallata, tuttavia, saranno gli ex alleati centristi che orchestrarono l\u2019impeachment ai danni di Dilma Rousseff, accusata di aver richiesto, senza coinvolgere il Parlamento, prestiti alle banche per coperture di bilancio. Nessun caso di corruzione da parte sua, laddove i principali registi dell\u2019impeachment \u2013 o golpe parlamentare \u2013 Eduardo Cunha e Michel Temer, saranno poi colti in fragrante con borse piene zeppe di banconote.<\/p>\n<p>IL PROGETTO del Partido si infrange e i settori ultraconservatori conquistano il potere con Bolsonaro, smantellando i diritti dei lavoratori e impiantando una politica di repressione, oscurantismo e austerit\u00e0. La scena diviene sempre pi\u00f9 fosca con la politica di devastazione ambientale, ma potrebbe cambiare ancora con la recente liberazione di Lula dopo 18 mesi di carcere. Non si tratta di assoluzione definitiva dall\u2019accusa principale costruita dal magistrato Sergio Moro, poi ministro della giustizia di Bolsonaro, che imputa a Lula di aver ricevuto in favore un appartamento mai abitato e per cui non ha firmato nulla. Il riconoscimento della verit\u00e0 giudiziaria \u00e8 ancora lungo, ma le verit\u00e0 storiche sono pi\u00f9 complesse e non si riducono ai diversi gradi di un processo.<br \/>\nCaro Lula, non sorprenderebbe se provassero a imbrigliarti alla vigilia delle prossime elezioni per sottrarti di nuovo le libert\u00e0 politiche. Il tuo rivale non avrebbe altro modo per sconfiggerti, cos\u00ec come avvenne nel 2018. Si gongolerebbe all\u2019idea di vederti di nuovo in carcere mentre lui simula liberamente l\u2019uso di armi nei suoi comizi. Forse \u00e8 solo una comprensibile diffidenza di chi vede trame e congiure laddove ci sono chiarissimi e legittimi processi oppure, chiss\u00e0, la verit\u00e0 vincer\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>TANTI AUGURI DI BUON ANNO 00 &#8211; La Marca (PD): Utilizzare il tempo del rinvio del rinnovo di COMITES e CGIE per fare le riforme <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29130\" title=\"20 01 04  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":13413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,18,128,20,22,27],"tags":[],"class_list":["post-29130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-associazionismo","category-emigrazione","category-b-diritti","category-politica","category-parlamento","category-cgie-comites"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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