{"id":29119,"date":"2019-12-27T19:49:23","date_gmt":"2019-12-27T19:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29119"},"modified":"2019-12-27T19:49:23","modified_gmt":"2019-12-27T19:49:23","slug":"il-numero-de-lespresso-del-22-dicembre-dedicato-alla-nuova-emigrazione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29119","title":{"rendered":"Il numero de &#8220;L&#8217;espresso&#8221; del 22 dicembre dedicato alla nuova emigrazione italiana"},"content":{"rendered":"<nav class=\"breadcrumb\"><\/nav>\n<article class=\"main-article column12\">\n<div><em>Numerosi articoli ed interventi dell&#8217;ultimo numero de <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/affari\/2019\/12\/19\/news\/laureati-in-fuga-dall-italia-tutti-i-numeri-di-un-emergenza-nazionale-1.342138\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L&#8217;Espresso<\/a> sono dedicati, per la prima volta e finalmente, alla nuova emigrazione italiana. Riportiamo una ricerca, publicata nel numero citato, che si occupa dell&#8217;emigrazione dei giovani laureati. Una ricerca interessante, anche se riguarda solo una parte minoritaria (circa il 30%) della nuova emigrazione dell&#8217;ultimo decennio, quello della crisi.<\/em><\/div>\n<\/article>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<article class=\"main-article column12\">\n<header><span class=\"occhiello\">La ricerca<\/span><\/p>\n<h1>Laureati in fuga dall&#8217;Italia: tutti i numeri di un&#8217;emergenza nazionale<\/h1>\n<h2>L&#8217;analisi di due studenti italiani ad Harvard che mette insieme le statistiche su chi fugge dal nostro Paese. E smentisce molti luoghi comuni<\/h2>\n<div class=\"author-container\"><em class=\"author\">di Gaia van der Esch e Tommaso Cariati<\/em><\/div>\n<p><time datetime=\"2019-12-23\">23 dicembre 2019<\/time><\/header>\n<figure class=\"open-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Laureati in fuga dall'Italia: tutti i numeri di un'emergenza nazionale\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342179.1576773124!\/httpImage\/image.jpg_gen\/derivatives\/apertura_990\/image.jpg\" alt=\"Laureati in fuga dall'Italia: tutti i numeri di un'emergenza nazionale\" width=\"990\" height=\"550\" \/><\/figure>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"body-text big-version longform-article\">\nAvere un figlio all&#8217;estero, con il quale si comunica via Skype, via Whatsapp. \u00c8 ormai una consuetudine per molte famiglie italiane che prendono atto dell&#8217;assenza di opportunit\u00e0 di carriera in Italia e accettano la dipartita, con grande sofferenza, al punto che molti italiani sono pi\u00f9 preoccupati per i propri ragazzi che emigrano, anzich\u00e9 dell\u2019arrivo di migranti. Conferma l&#8217;osservatorio European Council on Foreign Relations, il primo think tank paneuropeo per la ricerca e promozione di un dibattito informato a favore dello sviluppo dei valori europei, che pi\u00f9 della met\u00e0 degli italiani sarebbe a favore di misure di controllo sull\u2019emigrazione. Allora perch\u00e9 i nostri politici, giornalisti ed esperti si preoccupano di chi arriva anzich\u00e9 invece porre un argine all&#8217;esodo di massa dei giovani?<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342142.1576769095!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"396\" \/><\/figure>\n<p>Ad andarsene sono tantissimi giovani ad alto potenziale, con qualifiche accademiche elevate, per nulla valorizzati in patria, ma apprezzati all\u2019estero. Sono specializzati in tutti i settori, provengono da tutta Italia, poco pi\u00f9 della met\u00e0 trova casa in Europa, gli altri migrano negli Stati Uniti e in Australia.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342143.1576769109!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"396\" \/><\/figure>\n<p>Difficile stabilire con esattezza quanti siano. I dati Istat dicono che nel 2018 sono partiti 117mila italiani di cui 30mila laureati. Ma in base all&#8217;analisi da noi effettuata il volume degli espatri potrebbe essere addirittura doppio. Infatti l\u2019Istat, che utilizza i dati Aire, cio\u00e8 l&#8217;anagrafe degli italiani all&#8217;estero, sottostima almeno della met\u00e0 i numeri di chi parte. Prova ne \u00e8 il fatto che nel 2017, per i 36 paesi Ocse, l\u2019Aire ha registrato 76mila partenze, mentre i paesi di arrivo hanno registrato 146mila italiani. Quindi, seguendo questa logica, i giovani laureati partiti nel 2018 sono almeno 60mila, e quelli partiti negli ultimi 5 anni (tra il 2013-2018) sono 200mila al netto degli arrivi.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342144.1576769117!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"458\" \/><\/figure>\n<p>Se uniamo i dati del report sui cittadini mobili, con i dati dell\u2019Ocse sul contingente di italiani lavoratori nelle 36 economie pi\u00f9 grandi, scopriamo che ci sono pi\u00f9 di 600 mila laureati attualmente vivono e lavorano in questi 36 paesi. Sono circa il sei per cento di tutti i laureati italiani: una percentuale altissima se paragonata alla Francia (quattro per cento) o alla Spagna (due per cento).<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342146.1576769664!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"406\" \/><\/figure>\n<p>Il Rapporto Italiani nel Mondo 2019 della Fondazione Migrantes riporta, utilizzando principalmente dati Istat, che il 40 per cento di chi \u00e8 partito nel 2018 ha fra i 18 e i 34 anni. Ma anche che questo dato sta peggiorando con un aumento di 8,1 punti percentuali delle partenze 18-34, mentre nello stesso periodo tutte le categorie di et\u00e0 over 35 sono diminuite. Questi fattori contribuiscono al generale invecchiamento della popolazione italiana.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342147.1576769671!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"515\" height=\"309\" \/><\/figure>\n<p>Il problema diventa ancora pi\u00f9 grave ci si concentra sui laureati. Dice l&#8217;Eurostat, l&#8217;agenzia statistica dell&#8217;Unione Europea, che in Italia solo il 17 per cento della popolazione ha una laurea, percentuale di gran lungo inferiore alla media Ue, che si aggira attorno al 30 per cento. Significa che mancano all&#8217;appello almeno sette milioni di laureati rispetto agli altri paesi europei.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342145.1576769658!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"390\" \/><\/figure>\n<p>E come se non bastasse, molti di coloro che conseguono il titolo di studio lasciano l&#8217;Italia. Infatti il report sui cittadini Europei in movimento dentro l\u2019Unione, racconta che il 30 per cento degli italiani all\u2019estero ha una laurea. Stiamo quindi perdendo una grande fascia di chi pu\u00f2 far crescere il nostro paese, di chi sa innovare, di chi pu\u00f2 contribuire, con le proprie energie e competenze, a tirare fuori l\u2019Italia dalla spirale di crisi &#8211; economica, demografica, educativa e occupazionale \u2013 in cui si \u00e8 avviluppata. Le competenze italiane vengono invece sfruttate dai paesi in cui i giovani emigrano.<\/p>\n<p><strong>Siamo partiti in cerca di opportunit\u00e0 e responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Gli expat sono partiti per tanti motivi. Oltre allo studio, c&#8217;\u00e8 chi parte per trovare lavoro (62 per cento), per avventura (13 per cento), per amore o motivi personali (6 per cento). I dati parlano chiaro: l&#8217;Italia \u00e8 un Paese dove i giovani non si sentono valorizzati come risorsa, e si organizzano per fare (spesso a malincuore) le valigie alla ricerca di un futuro migliore.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342150.1576769695!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"453\" \/><\/figure>\n<p>Quello che spinge all&#8217;emigrazione non \u00e8 la ricerca di un lavoro qualunque, perch\u00e9 qualcosa (anche se non quello che vogliamo) si trova a casa, bens\u00ec un&#8217;occupazione degna. Con un guadagno, delle prospettive e delle responsabilit\u00e0 in linea con il valore e l\u2019investimento in formazione da parte delle famiglie e dei giovani. Chi se ne va non riesce a vedere futuro in un paese che accetta \u2013 secondo Eurostat &#8211; che oltre il 20 per cento dei suoi ragazzi fra i 15 e i 24 anni non faccia nulla: n\u00e9 studia n\u00e9 lavora. Un numero molto pi\u00f9 alto rispetto agli altri paesi europei.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342153.1576770712!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"322\" \/><\/figure>\n<p>Altri partono per curiosit\u00e0 e ambizione, in cerca di occasioni di sviluppo personale che l\u2019Italia non offre. Chi termina gli studi, infatti, sente l&#8217;esigenza di sfruttare ci\u00f2 che ha imparato e di apprendere qualcosa in pi\u00f9, di lavorare in un ambiente stimolante, con colleghi all&#8217;altezza e risorse che offrano una prospettiva di carriera.<\/p>\n<p>Il Paese delle universit\u00e0 pi\u00f9 antiche al mondo non ha neppure una propria universit\u00e0 nella top 100 delle universit\u00e0 mondiali, secondo i ranking di QS.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342154.1576770719!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"278\" \/><\/figure>\n<p>Le opportunit\u00e0 di avere successo come imprenditore, nel paese delle piccole e medie imprese, sono praticamente nulle. Il famoso fondo di venture capital, Atomico, scrive nel suo report annuale sulle startup europee che ci sono 99 neonate societ\u00e0 con un valore di pi\u00f9 di un miliardo di dollari &#8211; le cosiddette \u201cunicors\u201d -, ma nessuna di queste si trova in Italia. Sono in Estonia, Ucraina, Romania, Repubblica Ceca, ben due in Spagna. Ma zero in Italia. L\u2019Italia investe in ricerca l\u20191,3 per cento del proprio pil, il prodotto interno lordo, sorpassata da Repubblica Ceca e Slovenia. Il nostro paese ha tagliato la spesa per la ricerca del 21 per cento tra il 2006 e il 2016, secondo il Libro Bianco realizzato dal Gruppo 2003.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342156.1576770735!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"356\" \/><\/figure>\n<p><strong>Siamo partiti per vivere in societ\u00e0 giuste e per giovani <\/strong><br \/>\nAppena arrivati all\u2019estero molti expat hanno trovato una societ\u00e0 dove essere giovani \u00e8 un valore aggiunto. Per capirlo, basta guardare gli investimenti che i paesi fanno in educazione e in pensioni: secondo Eurostat, per ogni euro speso in educazione, l\u2019Italia ne spende 3,5 in pensioni, il secondo numero pi\u00f9 alto d\u2019Europa (questa volta il primato ce l\u2019ha la Grecia). E per ogni euro in universit\u00e0, ne spende 44 in pensioni, di gran lunga il numero pi\u00f9 alto. I cugini francesi ne spendono 22. I nonni, senza volerlo o saperlo, stanno facendo la guerra ai nipoti.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342155.1576770726!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"363\" \/><\/figure>\n<p>Il mondo del lavoro \u00e8 altrettanto colpevole. L\u2019Ocse stima che in Italia i laureati fra i 25-34 anni guadagno solo il 10 per cento in pi\u00f9 dei loro coetanei senza una laurea. Per capirci, in Inghilterra il valore economico di una laurea \u00e8 del 35 per cento e in Francia quasi il 45 per cento. Questo dato diventa molto preoccupante quando si scopre che, al contrario, i laureati italiani fra i 55-64 anni in Italia, hanno un \u201cbonus\u201d sui guadagni fra i pi\u00f9 alti d\u2019Europa, quasi al 65 per cento, mentre in Inghilterra non si va oltre il 45 per cento. Quindi il mercato del lavoro italiano penalizza i giovani e valorizza gli anziani, anche a parit\u00e0 di titolo di studio.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342157.1576770744!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"301\" \/><\/figure>\n<p>Gli expat hanno anche trovato una qualit\u00e0 di vita pi\u00f9 alta all\u2019estero \u2013 con grande stupore vista la convinzione degli italiani che l\u2019Italia sia il miglior posto dove vivere al mondo. Eurostat conferma che la qualit\u00e0 di vita nel Bel Paese \u00e8 tra le pi\u00f9 basse in Europa: manchiamo di dinamismo culturale e sociale. Gli aneddoti si sprecano, dalla decadenza dei parchi pubblici a quella dei nostri teatri e centri storici. All\u2019estero si investe e si rispetta la cosa pubblica.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342158.1576770751!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"514\" height=\"308\" \/><\/figure>\n<p>Non i giovani emigranti hanno trovato una qualit\u00e0 di vita elevata, ma anche un contratto sociale pi\u00f9 giusto. Societ\u00e0 eque, con poca corruzione e nepotismo. Dove tutti pagano le tasse, che sono alte come o pi\u00f9 che in Italia. Inutile dire che l\u2019Italia \u00e8 tra i peggiori paesi in termine di corruzione percepita, misurata da Transparency International. All\u2019estero la meritocrazia funziona, e chi espatria ne beneficia.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342159.1576770758!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"514\" height=\"304\" \/><\/figure>\n<p>Anche nell\u2019evasione resta capione, con un tax gap del 13,5 per cento e pi\u00f9 di 150 miliardi l\u2019anno secondo gli economisti Raczkowski e Mroz. Considerando che il nostro deficit \u00e8 di 40-50 miliardi di euro l\u2019anno, in Italia sembra esserci un gruppo di furbetti che vive a spese di tutti gli altri, tagliando le gambe ai giovani di oggi e alle future generazioni.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342160.1576770764!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"354\" \/><\/figure>\n<p><strong>La soluzione alla crisi: perch\u00e9 siamo necessari all\u2019Italia<\/strong><br \/>\nNonostante la nostalgia per la terra, la preoccupazione delle famiglie e i dati sconcertanti, la fuga dei cervelli non \u00e8 certo l\u2019unico problema a cui fa fronte l\u2019Italia. Anzi, ne \u00e8 una conseguenza.<\/p>\n<p>Basta pensare agli ultimi 25 anni. Negli anni \u201890, l\u2019Italia aveva un pil procapite pi\u00f9 alto dell\u2019Inghilterra e si ritrova nel 2019 superata dalla Spagna. Siamo cresciuti del 7,5 per cento in 25 anni. Addirittura la Grecia \u00e8 cresciuta pi\u00f9 di noi (18 per cento).<\/p>\n<p>Questa crisi infatti presenta un\u2019opportunit\u00e0 unica: l&#8217;Italia ha un contingente enorme di giovani formati, che parlano lingue, con esperienze lavorative internazionali, che hanno imparato lavorando al fianco di leader mondiali nei vari settori, e che potrebbero risolvere \u2013 tornando \u2013 tanti problemi del bel paese.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342169.1576770838!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"407\" \/><\/figure>\n<p><strong>Crisi economica:<\/strong> Un laureato che parte \u00e8 una perdita pesante per l\u2019Italia. Confindustria stima che una famiglia spende 165mila euro per crescere ed educare un figlio fino ai 25 anni. Mentre lo stato ne spende 100mila in scuola e universit\u00e0. Se prendiamo i dati ISTAT e li raddoppiamo (vista la discrepanza di dati) questo rappresenta una perdita di investimenti attorno ai \u20ac25-30 miliardi annui. Investimenti di cui beneficiano i nostri vicini tedeschi, francesi e inglesi, con tasse, innovazione e crescita.<\/p>\n<section class=\"inline-article\">\n<article><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2019\/12\/23\/news\/cartoline-all-italia-1.341978\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342125.1576764158!\/httpImage\/image.jpg_gen\/derivatives\/articolo_222\/image.jpg\" alt=\"apertura-cartoline-jpg\" width=\"222\" height=\"129\" \/><\/a><\/p>\n<h1 class=\"title\"><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2019\/12\/23\/news\/cartoline-all-italia-1.341978\">&#8220;Cara Italia, ora ascolta noi espatriati&#8221;: le storie di chi \u00e8 dovuto fuggire per realizzarsi <\/a><\/h1>\n<h2>Dieci cartoline da parte di altrettanti cervelli in fuga, andati via per trovare lavoro o fare carriera fuori dai nostri confini. Con racconti di eccellenze e incomprensioni. E i suggerimenti su cosa fare per convincerli a tornare<br \/>\n<strong>PARTECIPA: Raccontaci la tua storia di espatriato (trovi il form nell&#8217;articolo)<\/strong><\/h2>\n<\/article>\n<\/section>\n<p>Parlando appunto di tasse si calcola, partendo da dati Ocse ed Eurostat, che le casse del tesoro perdono 49 miliardi die uro l\u2019anno di gettito fiscale, di cui pi\u00f9 di 25 miliardi di euro dai laureati all\u2019estero. Denaro che potrebbe coprire il nostro deficit annuale. Questo volume non considera tutto l\u2019indotto dell\u2019attivit\u00e0 economica che sarebbe generato se i nostri giovani tornassero dall&#8217;estero.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342163.1576770787!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"439\" \/><\/figure>\n<p><strong>Crisi lavorativa:<\/strong> Secondo Eurostat gli italiani hanno una vita lavorativa di circa 31 anni, in Inghilterra \u00e8 di quasi 40. La nostra et\u00e0 pensionabile, per\u00f2, \u00e8 in linea con gli altri paesi europei, il che ci dice che il problema \u00e8 all&#8217;ingresso: in Italia si comincia a lavorare troppo tardi, in media a pi\u00f9 di 30 anni. Solo il 70 per cento degli italiani fra i 25-34 anni in Italia lavora, contro pi\u00f9 dell\u201980 per cento dei paesi del Nord.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342164.1576770794!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"328\" \/><\/figure>\n<p>Gli expat quindi hanno esperienze di lavoro spesso pi\u00f9 alte rispetto ai coetanei rimasti in Italia, e un loro ritorno rappresenterebbe una leva importante per innovare e importare nuove idee.<\/p>\n<p><strong>Crisi educativa e produttiva:<\/strong> Le competenze di giovani all\u2019estero permetterebbero, nell\u2019ipotesi di un ritorno in massa, di migliorare il gap di educazione che l&#8217;Italia ha nei confronti degli altri paesi europei. Secondo l\u2019Ocse, l&#8217;Italia ha il pi\u00f9 alto gap educativo tra emigrazione e immigrazione. In altre parole, esportiamo gli italiani pi\u00f9 educati e importiamo gli stranieri che hanno studiato meno. Questo \u00e8 estremamente dannoso per il futuro economico del paese dove invece di innovare in tecnologia, ingegneria, scienza e attivit\u00e0 economiche \u201ccomplicate\u201d, ci si concentra su attivit\u00e0 pi\u00f9 semplici come ristorazione, turismo ed edilizia. Anche su questo i numeri parlano chiaro. La produttivit\u00e0 dell\u2019Italia, nona di 32 paesi Ocse nel 1995, \u00e8 cresciuta in 25 anni del 6,8 per cento, il numero pi\u00f9 basso di tutti e si ritrova oggi diciottesima.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342166.1576770808!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"353\" \/><\/figure>\n<p><strong>Crisi demografica<\/strong>: Il rimpatrio, a giuste condizioni (stabilit\u00e0 e sostegno socio-economico), contribuir\u00e0 a risolvere il preoccupante gap demografico, diminuendo il tasso di dipendenza ormai alle stelle. Secondo Eurostat, per ogni persona in et\u00e0 pensionistica, in Italia ce ne sono 2,8 in et\u00e0 lavorativa (16-65). La Francia e la Spagna ne hanno 3,3 e 3,4. \u00c8 inutile chiedersi per l\u2019ennesima volta \u201cchi pagher\u00e0 le pensioni nel futuro\u201d. Per\u00f2 \u00e8 importante ricordare che la ricchezza di tutti \u00e8 creata da \u201cpochi\u201d, ossia da chi \u00e8 in et\u00e0 lavorativa. Se continuiamo a spingere all\u2019emigrazione i pi\u00f9 produttivi fra gli italiani, non ci saranno speranze per mantenere il tenore di vita a cui siamo abituati.<\/p>\n<figure class=\"inline-photo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342149.1576769687!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"453\" \/><\/figure>\n<p><strong>Senza di noi non ce la possiamo fare: <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2019\/12\/18\/news\/italiani-che-siete-andati-all-estero-come-noi-e-ora-di-tornare-per-aiutare-il-nostro-paese-1.341989\">un appello al nostro paese e ai giovani all\u2019estero<\/a><\/strong><br \/>\nUn paese senza i suoi giovani \u00e8 un paese senza futuro. Allora, come far rientrare gli expat?<\/p>\n<p>Il sondaggio del centro studi di PWC ci dice che l\u201985 per cento dei giovani all\u2019estero pensa che il paese in cui vivono offra migliori opportunit\u00e0 lavorative che l\u2019Italia. Nonostante ci\u00f2, il 74 per cento considererebbe un ritorno a parit\u00e0 di condizioni. L\u2019opportunit\u00e0 \u00e8 chiara ed esiste.<\/p>\n<p>L\u2019Italia lo sa, e si sta muovendo per farci tornare: le citt\u00e0, le regioni e il governo stanno unendo le forze con imprese, associazioni ed universit\u00e0. Gli esempi non mancano: Milano ha lanciato &#8216;Talents in motion&#8217;, la regione Sardegna \u2018Master and Back\u2019, e al livello nazionale il decreto-legge sul rientro dei cervelli viene rinforzato continuamente per incentivarci a tornare, di cui la pi\u00f9 recente modifica si trova nell\u2019articolo 5 del decreto crescita del 28\/5\/2019.<\/p>\n<p>Ma la verit\u00e0 \u00e8 che queste agevolazioni fiscali sono poco conosciute dagli italiani che potrebbero usufruirne. Secondo il sondaggio del Gruppo Controesodo, il 21,43 per cento degli Italiani all\u2019estero non la conosce e il 40,95 per cento la conosce solo vagamente. Viste le discrepanze di dati sugli italiani all\u2019estero, sarebbe il minimo che le istituzioni cominciassero a raccogliere dati affidabili e ad assicurarsi che i loro giovani siano al corrente dei loro diritti.<\/p>\n<section class=\"inline-article\">\n<article><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/plus\/articoli\/2019\/12\/23\/news\/italia-ciao-giovani-fuga-1.342044\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.342173.1576772209!\/httpImage\/image.jpg_gen\/derivatives\/articolo_222\/image.jpg\" alt=\"passaporto-jpg\" width=\"222\" height=\"148\" \/><\/a><\/p>\n<h1 class=\"title\"><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/plus\/articoli\/2019\/12\/23\/news\/italia-ciao-giovani-fuga-1.342044\">Le vere ragioni per cui i giovani stanno fuggendo dall&#8217;Italia <\/a><\/h1>\n<h2>Ogni giorno vanno a vivere all\u2019estero 400 ragazzi, molti dei quali laureati. Ma non sono arrabbiati o egoisti come li dipinge una certa retorica. E se vanno via non \u00e8 solo per una questione di soldi<\/h2>\n<\/article>\n<\/section>\n<p>Inoltre, dei pochi italiani che sono al corrente di queste agevolazioni, il 75 per cento non le considera sufficienti per rientrare. I dati lo dimostrano: dei 14.000 italiani rientrati tra il 2011 e il 2017 grazie alle agevolazioni, il 50 per cento \u00e8 gi\u00e0 ripartito. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Troppi ostacoli nell\u2019accedere alle agevolazioni, che in pi\u00f9 sono di corta durata. Allungare la durata dei benefici fiscali, oltre ai 5 anni, ed espandere i nuovi benefici a chi \u00e8 tornato usufruendo di leggi antecedenti potrebbe raddoppiare il numero dei giovani pronti a tornare, secondo il Gruppo Controesodo. Questo sarebbe un punto di partenza per il Governo.<\/p>\n<p>Ma sono ripartiti anche per le poche opportunit\u00e0 di crescita in Italia. La cultura lavorativa e l\u2019attitudine del sistema verso i giovani sono i veri elementi che ci trattengono dal tornare a casa, o che ci spingono a ripartire. Investire fondi per l\u2019impresa, la scienza, l\u2019educazione \u00e8 un inizio ed \u00e8 necessario. Ma quello che serve \u00e8 un cambiamento radicale di cultura lavorativa ed educativa, difficile da raggiungere ma che pu\u00f2 succedere &#8211; se ognuno di noi se ne fa carico.<\/p>\n<p>Quindi torniamo a noi, e usiamo una metafora: nelle comunit\u00e0 macrobiotiche, il 20 per cento della popolazione guida l\u201980 per cento dei flussi. Se torniamo sparpagliati, ci disperderemo, non troveremo chi ha avuto le stesse esperienze e ha quindi la stessa visione del futuro. Dobbiamo tornare insieme, in massa critica, ed aiutarci a vicenda con i tanti giovani che sono rimasti e gi\u00e0 lottano.<\/p>\n<p>Sta a noi combattere le ingiustizie e le inefficienze dell\u2019Italia, salvare il Bel Paese cambiando quello che non va. Sta a noi ora tornare per consentire alla prossima generazione di immaginare un futuro, fin da subito, nel paese pi\u00f9 bello del mondo. Quindi iniziamo da qua, dandovi degli spunti di riflessione ed invitandovi ad un dialogo che possa generare soluzioni e riportarci a casa.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/affari\/2019\/12\/19\/news\/laureati-in-fuga-dall-italia-tutti-i-numeri-di-un-emergenza-nazionale-1.342138\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/espresso.repubblica.it\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Numerosi articoli ed interventi dell&#8217;ultimo numero de L&#8217;Espresso sono dedicati, per la prima volta e finalmente, alla nuova emigrazione italiana. 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