{"id":29017,"date":"2019-12-14T09:58:16","date_gmt":"2019-12-14T09:58:16","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29017"},"modified":"2019-12-14T11:37:58","modified_gmt":"2019-12-14T11:37:58","slug":"19-12-14-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29017","title":{"rendered":"19 12 14  NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p><strong>01<\/strong> &#8211; Le sardine di Roma: \u00abOggi parliamo noi, non sar\u00e0 una sfilata di vip\u00bb. Sardine, canti, musica, poesie, San Giovanni \u00e8 una mega festa con un tir-palco. La \u00ablinea\u00bb: una piazza semplice e autorganizzata<br \/>\n<strong>02<\/strong> &#8211; Piazza Fontana 50 anni dopo, Mattarella riabilita Pinelli. Colpe di Stato. Il presidente della Repubblica incontra i familiari: depistaggi doppiamente colpevoli,<br \/>\n<strong>03<\/strong> &#8211; La Marca e Schir\u00f2 (Pd): apprezzabili le misure per gli italiani all&#8217;estero introdotte da una difficile legge di bilancio .<br \/>\n<strong>04<\/strong> -La Marca (PD) \u2013 Approvata la proposta di legge in materia di personale a contratto della nostra Amministrazione all\u2019estero. La mia dichiarazione di voto. Roma, 12 dicembre 2019<br \/>\n<strong>05<\/strong> &#8211; Schir\u00f2: definito il percorso per l\u2019istituzione della giornata nazionale degli italiani nel mondo. Schir\u00f2: in commissione esteri votati gli emendamenti e definito il percorso per l\u2019istituzione della giornata nazionale degli italiani nel mondo<br \/>\n<strong>06<\/strong> &#8211; Mes, il fracasso e la demagogia della Lega e del resto della destra non possono essere l\u2019alibi per fare scelte sbagliate .<br \/>\n<strong>07<\/strong> &#8211; Il Sottosegretario Merlo al Teatro Colosseo di Buenos Aires. Lo scorso sabato, all\u2019Universit\u00e0 di Buenos Aires, si \u00e8 concluso il corso del Centro Alti Studi italo-argentino per giovani dirigenti delle istituzioni italiane.<br \/>\n<strong>08<\/strong> \u2013 Giuseppe Conte rassicura: &#8220;Verifica di governo a gennaio per durare fino al 2023&#8221;. Il premier dice s\u00ec al DEM Bettini: &#8220;Un minuto dopo l&#8217;approvazione della manovra serve mettere a punto un cronoprogramma&#8221;.<br \/>\n<strong>09<\/strong> &#8211; L\u2019economia mondiale nel 2020? Ecco cosa sta per accadere. Le previsioni sull\u2019andamento dell\u2019economia nel 2020 sono gi\u00e0 state formulate da diversi analisti, desiderosi di capire che cosa accadr\u00e0 nel corso del prossimo anno.<br \/>\n<strong>10<\/strong> &#8211; La docufiction su Nilde Iotti stravince su Rai1 (per la rabbia della destra). Enorme successo per il documentario su Nilde Iotti, e la destra non trova niente di meglio per rispondere che i deliri di Libero<br \/>\n<strong>11<\/strong> &#8211; La Finlandia delle donne. Sanna Marin, 34 anni, sar\u00e0 la premier pi\u00f9 giovane del mondo<br \/>\nFiglia di due madri, la nuova leader dei socialdemocratici finlandesi \u00e8 a capo di una coalizione di cinque partiti, tutti guidati da donne<br \/>\n<strong>12<\/strong> \u2013 Approvati emendamenti: no al raddoppio della tassa di cittadinanza, e stop all&#8217;aumento delle tariffe consolari.<br \/>\n<strong>13<\/strong> &#8211; A Roma, dopo l\u2019incontro col nuovo presidente argentino, il sottosegretario Merlo e&#8217; con il Premier Conte alla festa dell&#8217;iila.<br \/>\n<strong>14<\/strong> &#8211; E allora adesso apriamo i dossier. Di quella bomba alla Banca dell\u2019Agricoltura alcuni di noi che si trovavano nella redazione de Il Manifesto rivista, la storica sede di piazza del Grillo, a 200 metri da Piazza Venezia, sapemmo quasi in tempo reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Le sardine di Roma: \u00abOggi parliamo noi, non sar\u00e0 una sfilata di vip\u00bb. Sardine, canti, musica, poesie, San Giovanni \u00e8 una megafesta con un tir-palco. La \u00ablinea\u00bb: una piazza semplice e autorganizzata.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSar\u00e0 una piazza semplice, in linea con i flash mob di tutte le citt\u00e0, dal palco musica, poesie, cultura\u00bb. Alle sei del pomeriggio Sara Nazzarri si scusa se, mentre finalmente risponde, mastica un panino. Prima non \u00e8 riuscita a pranzare. \u00c8 nella centrifuga dei preparativi per la piazza di oggi. Le sardine romane si sono diviso i compiti. \u00abGli scenografi\u00bb hanno lavorato alla sardina-balena \u2013 di 40 metri si favoleggia, ma forse \u00e8 un\u2019esagerazione. Il gruppo che si occupa degli interventi. \u00abParleremo noi. Molti artisti ci hanno espresso il loro appoggio, altri hanno annunciato la loro presenza. Ma dal palco parliamo noi. Non sar\u00e0 il solito \u2018vippaio\u2019\u00bb.<\/p>\n<p>APPUNTAMENTO IN PIAZZA San Giovanni alle 15, ma ai giornalisti viene gentilmente chiesto di arrivare dalle 13, \u00abcos\u00ec ciascuno potr\u00e0 avere il suo spazio, evitiamo di fare resse, ognuno di noi deve avere il tempo per godersi la situazione\u00bb. Che Sara definisce \u00abuna megafesta\u00bb. Semplice e autorganizzata. Al posto del palco a Bologna avevano portato un\u2019ape car, a Ferrara un camioncino, altrove un risci\u00f2, \u00abnoi a Roma saremo forse un po\u2019 di pi\u00f9 e abbiamo deciso per un tir, ma chi parla sar\u00e0 a meno di un metro da terra, il pi\u00f9 possibile vicino agli altri\u00bb, l\u2019idea resta quella del banco di sardine, strette strette.<\/p>\n<p>UN MESSAGGIO di Dacia Maraini, altri artisti hanno regalato video \u00abinsardinati\u00bb \u2013 magnifico quello di Giobbe Covatta \u2013 si sono fatti avanti in tanti, Alba Parietti, Vauro, Erri De Luca, Michele Cucuzza \u2013 suoneranno gruppi musicali. Tutti benvenuti, tutti tranne Casapound e le destre, ormai \u00e8 chiaro che l\u2019ecumenismo di Stephen Ogongo \u00e8 stato \u00abtravisato\u00bb e speriamo bene. A proposito, ci sar\u00e0 il servizio d\u2019ordine della Fiom? \u00abLo so dalla stampa, ho letto l\u2019adesione del sindacato\u00bb.<\/p>\n<p>SARA HA 31 ANNI, si occupa di produzioni tv, la sua parte sar\u00e0 la regia dell\u2019evento, \u00abin un certo senso\u00bb, \u00e8 del mestiere. Foto del profilo facebook con Andrea Camilleri e c\u2019\u00e8 da scommettere che lo scrittore siciliano, sempre generoso con i movimenti, se oggi fosse qui sarebbe proprio qui, in piazza San Giovanni. Sara non ha mai avuto tessere di partito ma non ha saltato un voto, \u00e8 impegnata \u00absui temi sociali\u00bb, \u00e8 un\u2019attivista contro la discarica di Magliano Romano, \u00abAssociazione Ecologica Monti Sabatini\u00bb.<\/p>\n<p>A UN MESE ESATTO DALL\u2019ESORDIO, clamoroso, di Bologna, il flash mob di Roma \u00e8 l\u2019esame di maturit\u00e0 del movimento. E se ieri dal treno che lo portava a Roma Mattia Sartori rilanciava \u00abquota 100mila\u00bb per la piazza, Sara precisa: \u00abNon mi aspetto un numero, mi aspetto una piazza di persone\u00bb. Oggi all\u2019alba 15 i pullman si metteranno in viaggio verso la Capitale dalla Campania, dall\u2019Emilia Romagna, dalla Toscana e dall\u2019 Umbria. Ma i pi\u00f9 arriveranno con mezzi propri e senza annunciarsi. \u00abAd un giorno di distanza non abbiamo idea di quante persone ci saranno perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuna organizzazione in questo. \u00c8 il bello della diretta\u00bb, dice Mattia.<\/p>\n<p>IL PARAGONE CON LA PIAZZA San Giovanni di Salvini, lo scorso 19 ottobre, sar\u00e0 ingiusto ma inevitabile. Anche se da quel giorno molta acqua e molte nuotate sono passate in centinaia di citt\u00e0. E i leghisti sono in ribasso, per i sondaggi, le sardine in rialzo.<\/p>\n<p>QUELLE ROMANE sono nate all\u2019indomani del flash mob di Modena,il 19 novembre. \u00abCi siamo cercati sulla rete, abbiamo fatto un profilo facebook, ci siamo dati un appuntamento in un pub e poi abbiamo messo su una chat\u00bb, racconta Sara, \u00abSiamo persone, singoli, non ci sono organizzazioni\u00bb. Poi si sono buttati nella sfida dell\u2019evento romano. Chi paga? \u00abAbbiamo lanciato un crowdfunding, da luned\u00ec renderemo pubbliche le spese\u00bb.<\/p>\n<p>MA IL VERO PUNTO \u00e8 il messaggio politico, spiega Mattia, che \u00e8: \u00abFare aggregazione, riappropriazione di spazi politici lasciati vuoti\u00bb. Questa sar\u00e0 la \u00ablinea\u00bb del dopo San Giovanni.<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 UN \u00abDOPO\u00bb CI SAR\u00c0, giurano. Lo decideranno domenica nella prima riunione nazionale. In queste settimane Mattia si \u00e8 fatto raccontare la storia dei girotondi, della piazza del 14 settembre 2002 in cui Nanni Moretti dal palco concluse con il famoso \u00abNon perdiamoci di vista\u00bb. Non and\u00f2 cos\u00ec e per questo quel paragone non gli piace. \u00abDovremo darci una struttura non tanto sui contenuti quanto sull\u2019organizzazione. L\u2019idea che spiegheremo ai vari referenti \u00e8 che l\u2019obiettivo \u00e8 essere un corpo intermedio tra la politica e il mondo civico attivo. Non possiamo sostituirci alle associazioni, alle battaglie dal basso. Saremo un collegamento tra i partiti e la societ\u00e0 civile attiva. Noi cerchiamo di presentare alla politica le istanze di questo mondo, in maniera aggregata\u00bb.<\/p>\n<p>LA STAMPA HA ANTICIPATO che l\u2019assemblea si terr\u00e0 allo Spintime Labs, \u00abcantiere di rigenerazione urbana\u00bb, a due passi da San Giovanni. Porte chiuse, parteciperanno 160 persone. Ma dai romani non arriva la conferma: \u00abHanno organizzato da Bologna, noi avevamo troppo da fare per l\u2019evento\u00bb. \u00abIntanto domenica ci dobbiamo conoscere, fin qui ci siamo sentiti per lo pi\u00f9 al telefono o per chat, vedersi di persona \u00e8 un\u2019altra storia\u00bb, spiega Sara. Ed \u00e8 la filosofia di questo movimento che usa i social ma non vuole essere virtuale. Ne uscir\u00e0 un coordinamento nazionale. Anche se, spiega Mattia, \u00abnoi emiliani romagnoli e noi calabresi fino al 26 gennaio avremo bisogno di tornare nei nostri territori\u00bb, \u00abper noi questa \u00e8 l\u2019unica indicazione su cui non ci sono discussioni, un\u2019esigenza urgente\u00bb.<\/p>\n<p>Ci sono le elezioni regionali e le sardine vogliono sconfiggere gli squali. \u00c8 zoologicamente possibile?, chiediamo a Mattia. La risposta: \u00abIn realt\u00e0 non lo so. Ma mi hanno spiegato che pi\u00f9 il mare \u00e8 grande e profondo pi\u00f9 la sardina vive a lungo\u00bb.(di Daniela Preziosi da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; PIAZZA FONTANA 50 ANNI DOPO, MATTARELLA RIABILITA PINELLI. COLPE DI STATO. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA INCONTRA I FAMILIARI: DEPISTAGGI DOPPIAMENTE COLPEVOLI<\/strong>, di Roberto Maggioni da Il Manifesto<br \/>\nCinquanta anni sono gi\u00e0 storia e il cerimoniale per commemorare la strage che ha cambiato l\u2019Italia se non altro ha imposto alle istituzioni \u2013 per una volta a tutte le istituzioni \u2013 una presa di coscienza che pubblicamente Milano aspettava da un pezzo.<\/p>\n<p>Da cinquanta anni. Non sar\u00e0 mai abbastanza, ma ieri \u00e8 stato davvero un 12 dicembre diverso dal solito. E cos\u00ec \u00e8 stata la prima volta di un presidente della Repubblica a Milano per la strage di piazza Fontana \u2013 \u00abl\u2019identit\u00e0 della Repubblica \u00e8 segnata dai morti e dai feriti della Banca Nazionale dell\u2019Agricoltura\u00bb ha detto Mattarella \u2013 e la prima volta in cui a Palazzo Marino il consiglio comunale ha ricordato gli anarchici Pino Pinelli e Pietro Valpreda. Milano in questo cinquantesimo riconsegna al resto del paese anche le scuse a nome della citt\u00e0 del sindaco Beppe Sala alla famiglia Pinelli, per l\u2019ingiustizia subita \u2013 \u00abuna persecuzione\u00bb \u2013 e per il fatto che il ferroviere anarchico ucciso non \u00e8 mai stato considerato ufficialmente come una vittima della strage di piazza Fontana. Un discorso schietto, la cifra migliore di questa giornata.<\/p>\n<p>Anche Milano, dopo troppi anni di commemorazioni stanche che si sono trascinate per dovere, ieri ha sentito la necessit\u00e0 di esibire il suo volto migliore. Tre cortei e qualche inutile polemica \u2013 uno ufficiale, un altro degli anarchici e un altro ancora della sinistra antifascista e antirazzista \u2013 e luminarie natalizie spente in segno di lutto cittadino e soprattutto migliaia di persone che questa volta hanno voluto esserci, o tornare, anche solo per rispetto della propria storia personale.<\/p>\n<p>Il presidente della Repubblica prima di entrare in aula a Palazzo Marino ha incontrato i parenti delle vittime di piazza Fontana e le due vedove, Licia, moglie di Pino Pinelli con le due figlie Silvia e Claudia, e Gemma, moglie del commissario Calabresi, insieme al figlio Mario. \u00c8 la parola \u00abdepistaggi\u00bb che d\u00e0 il tono al discorso ufficiale del presidente, parole che sono state accolte con sollievo dai parenti delle vittime. Per Sergio Mattarella, \u00abl\u2019attivit\u00e0 depistatoria di una parte di strutture dello Stato \u00e8 stata doppiamente colpevole\u00bb. Di pi\u00f9, quell\u2019attentato fu \u00abun cinico disegno nutrito di collegamenti internazionali e reti eversive, mirante a destabilizzare la giovane democrazia italiana, a vent\u2019anni dall\u2019entrata in vigore della sua Costituzione, disegno che venne sconfitto\u00bb.<br \/>\nMattarella ha anche ricordato quanto la narrazione di quell\u2019evento abbia condizionato, e continui a condizionare, la storia d\u2019Italia: \u00abDisinvolte manipolazioni strumentali del passato, persistenti riscritture di avvenimenti, tentazioni revisioniste alimentano interpretazioni oscure entro le quali si pretende di attingere a versioni ad uso settario, nel tentativo di convalidare, a posteriori, scelte di schieramento, opinioni di ieri\u2026\u00bb.<br \/>\nSecondo il presidente dell\u2019Associazione delle vittime di piazza Fontana, Carlo Arnoldi \u2013 \u00abfino ad oggi ci siamo sentiti un po\u2019 soli\u00bb \u2013 questo discorso ha ricucito una frattura e ha interrotto la sensazione di una solitudine non solo istituzionale. \u00abInsieme ai familiari sentiamo il dolore profondo per una ferita non rimarginabile recata alla nostra convivenza\u00bb, aveva detto poco prima il presidente rivolgendosi proprio a loro. E anche questa \u00e8 una prima volta.<br \/>\nCi sar\u00e0 tempo per soppesare le parole di Mattarella e dare seguito a una \u00abdiscussione\u00bb su quei fatti che certo non finisce qui. Quello che di certo rester\u00e0 impresso nel ricordo \u00e8 il silenzio profondo che \u00e8 calato su piazza Fontana alle 16,37 in punto, cinquanta anni dopo la Bomba, un silenzio interminabile durato solo un minuto che ha scavato nel profondo delle vite di ognuno, di quei 17 che non ci sono pi\u00f9 \u2013 nomi e cognomi letti ad alta voce \u2013 e di quelli che hanno ancora la forza di ricordare e di non mollare. Tanti o pochi che siano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; LA MARCA E SCHIRO&#8217; (PD): APPREZZABILI LE MISURE PER GLI ITALIANI ALL&#8217;ESTERO INTRODOTTE DA UNA DIFFICILE LEGGE DI BILANCIO .<\/strong><br \/>\nDa quando esiste la circoscrizione Estero \u00e8 la prima volta che l\u2019impegno emendativo a favore degli italiani all\u2019estero probabilmente non si potr\u00e0 sviluppare in entrambi i rami del Parlamento perch\u00e9 \u00e8 quasi certo che, di fatto, il provvedimento arriver\u00e0 bloccato alla Camera.<\/p>\n<p>Per quanto ci riguarda come eletti all\u2019estero del PD abbiamo dovuto affrontare questa inedita situazione integrando i nostri suggerimenti e sollecitazioni con quelli del Sen. Giacobbe, che quindi ha validamente messo sul tavolo le sue e le nostre ragioni, in nome della visione politica che ci accomuna.<\/p>\n<p>Il risultato, che \u00e8 venuto da una costruttiva mediazione tra i gruppi di maggioranza, crediamo sia nel complesso positivo, anche se con qualche ombra che non ci \u00e8 piaciuta.<\/p>\n<p>Sono stati eliminati gli aumenti previsti sulle percezioni consolari (con uno sforzo finanziario impegnativo) con una proposta di relatore e governo, integrati di un milione di euro in proiezione triennale i fondi per i corsi di lingua e cultura organizzati dagli enti gestori, sancito il rifinanziamento dell\u2019importante Fondo per il sostegno alla promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, istituito nel 2017 dal Governo Gentiloni, per 1 milione nel 2020 e 3 milioni rispettivamente nel 2021 e 2022 (con un emendamento dei colleghi 5Stelle), stanziati 500.000 euro per il funzionamento dei teatri statali all\u2019estero, integrati i contributi dei COMITES di un milione per ciascun anno del prossimo triennio e di 500.000 euro per il CGIE, recuperando i fondi tagliati dal precedente governo giallo-verde.<\/p>\n<p>Purtroppo \u2013 e la cosa ci dispiace non poco \u2013 non c\u2019\u00e8 stata un\u2019adeguata attenzione per ripristinare l\u2019esenzione IMU per i pensionati esteri, dopo l\u2019osservazione fatta dall\u2019UE sulla disparit\u00e0 di trattamento con gli altri pensionati europei che hanno un\u2019abitazione in Italia. E\u2019 una lacuna che occorrer\u00e0 colmare al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Dal punto di vista strategico, ci soddisfa particolarmente l\u2019impegno per la promozione della lingua e cultura, che rappresenta un vero passepartout della presenza italiana nel mondo. A questo proposito, vogliamo sottolineare l\u2019aspetto veramente positivo del rifinanziamento di un Fondo decisivo per la nostra politica culturale e linguistica all\u2019estero, in scadenza nel 2020, ma anche l\u2019impegno che si apre per tutti noi per aumentare dal prossimo anno la dotazione prevista di tre milioni. Negli ultimi anni, infatti, essa era di 50 milioni e su queste risorse si alimentavano una pluralit\u00e0 di interventi culturali, tutti di grande importanza.<\/p>\n<p>Insomma, essere riusciti a portare a casa dei risultati nonostante le persistenti limitazioni finanziarie e l\u2019impossibilit\u00e0 di intervenire alla Camera non \u00e8 cosa di poco conto. C\u2019\u00e8 ancora parecchio da fare, ma l\u2019essenziale \u00e8 avere ripreso concretamente un\u2019interlocuzione attiva con gli italiani all\u2019estero.<br \/>\nFrancesca La Marca &#8211; Angela Schir\u00f2 (Deputate PD &#8211; Circoscrizione Estero)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 -LA MARCA (PD) \u2013 APPROVATA LA PROPOSTA DI LEGGE IN MATERIA DI PERSONALE A CONTRATTO DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE ALL\u2019ESTERO. LA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO.<\/strong> Roma, 12 dicembre 2019<br \/>\n\u201cIeri ho espresso in Aula la posizione favorevole mia e del Gruppo del Partito Democratico, che mi ha affidato la dichiarazione di voto, per la legge che interviene in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura.<br \/>\nSi tratta, infatti, di un provvedimento giusto per i lavoratori e utile per il nostro Paese. Avere una pubblica amministrazione pi\u00f9 motivata anche all\u2019estero non solo \u00e8 un dovere verso i nostri connazionali, ma anche un buon biglietto da visita per l\u2019opinione pubblica di altri Paesi.<br \/>\nStiamo parlando di circa la met\u00e0 della forza delle strutture amministrative all\u2019estero: 2.642 dipendenti a contratto rispetto a 2.767 impiegati di ruolo. Solo che il 67% dei cosiddetti contrattisti ha un contratto di impiego di diritto locale. Esistono dunque sensibili e ingiuste differenze economiche e di stato giuridico tra persone che fanno pi\u00f9 o meno le stesse cose. E questo \u00e8 inaccettabile. Perch\u00e9 questi lavoratori riempiono da anni il grave vuoto che si \u00e8 creato nell\u2019organico del MAECI a causa del decennale blocco del turnover.<br \/>\nNaturalmente, in questa legge non mancano aspetti anche problematici, come l\u2019eliminazione della possibilit\u00e0 di pagamento anche in moneta non locale. Personalmente ritengo che la iniziale stesura della norma potesse essere compatibile con il nostro ordinamento. Ma visto che la Commissione lavoro ha ritenuto di doversi adeguare all\u2019osservazione fatta dalla Ragioneria dello Stato, per evitare di rinviare ulteriormente il provvedimento \u00e8 stato necessario adeguarsi.<br \/>\nSo anche che, a latere del provvedimento, l\u2019applicazione del Regolamento UE 883\/2004 sul versamento dei contributi previdenziali creer\u00e0 problemi sul livello di retribuzione in alcuni Paesi europei. Su questo, auspico l\u2019applicazione della cosiddetta soluzione spagnola, che prevede la possibilit\u00e0 di accordo tra due Paesi intenzionati a regolare direttamente la questione.<br \/>\nLa legge che la Camera ha approvato e che ora andr\u00e0 al Senato non \u00e8 dunque la panacea, ma consente di compiere sicuramente un passo in avanti. Giustizia, trasparenza ed esercizio di democrazia non possono che far bene anche alla nostra amministrazione all\u2019estero\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America &#8211; Ufficio\/Office: Roma, Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; Tel &#8211; (+39) 06 67 60 57 03 &#8211; Email &#8211; lamarca_f@camera.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; SCHIR\u00d2: DEFINITO IL PERCORSO PER L\u2019ISTITUZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ITALIANI NEL MONDO. SCHIR\u00d2: IN COMMISSIONE ESTERI VOTATI GLI EMENDAMENTI E DEFINITO IL PERCORSO PER L\u2019ISTITUZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ITALIANI NEL MONDO. ROMA, 12 DICEMBRE 2019<\/strong><br \/>\n&#8220;Sono soddisfatta per aver contribuito, da relatrice, a portare ad una fase avanzata e spero risolutiva la proposta di legge per l\u2019istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo, che si avvia ora ad affrontare la sede legislativa.<br \/>\nLa mia proposta di individuare nella data del 27 ottobre, giorno della promulgazione della legge dell\u2019AIRE nel 1988, \u00e8 stata approvata ed in questa maniera si supera lo scoglio pi\u00f9 difficile, dal momento che sul tavolo vi erano 4 proposte tra loro diverse.<br \/>\nQuesta data, inoltre, \u00e8 quella che meglio si inserisce nel gioco delle stagioni dei due emisferi e, nello stesso tempo, \u00e8 quella pi\u00f9 propizia ad alimentare il lavoro di ricerca e di studio da sviluppare nella scuola italiana, la frontiera pi\u00f9 importante di dialogo con le nuove generazioni.<\/p>\n<p>Ho apprezzato, inoltre, che la Commissione abbia accettato di conservare il riferimento al quadro multiculturale nel quale si \u00e8 sviluppata l&#8217;esperienza dei nostri connazionali all&#8217;estero, perch\u00e9 esso rappresenta un orizzonte imprescindibile nei tempi che attraversiamo. Sono state apportati, inoltre, miglioramenti formali al testo base della collega La Marca che tuttavia ha conservato l\u2019impianto e il profilo etico e concettuale che lo caratterizzavano.<br \/>\nI pareri che ho espresso sui singoli emendamenti sono passati con il voto contrario di Lega e F.I.. Sinceramente me ne dolgo, perch\u00e9 su una proposta di questo tipo avremmo dovuto fare uno sforzo per lanciare un messaggio di unit\u00e0 e di collaborazione. Mi auguro che nell&#8217;iter successivo della legge questo spirito unitario possa essere recuperato.<br \/>\nLa proposta di istituire un \u201cPortale unico degli italiani all&#8217;estero\u201d, avanzata con un emendamento dall\u2019On. Siragusa, non \u00e8 stata integrata nel provvedimento soltanto per il fatto che comportava oneri finanziari (il che avrebbe ritardato l\u2019approvazione del provvedimento in discussione); mi auguro, tuttavia, sia oggetto di una autonoma proposta che in prospettiva si potr\u00e0 intrecciare con quella sulla Giornata nazionale degli italiani nel mondo. La mia soddisfazione di relatrice \u00e8 di aver fatto il mio dovere nei confronti dei milioni di emigrati che con il loro lavoro hanno aiutato l\u2019Italia nei momenti difficili e i tanti paesi in cui vivono a progredire, ma soprattutto di poter contribuire con questa Giornata a promuovere la conoscenza della realt\u00e0 migratoria italiana nelle scuole del nostro Paese\u201d.<br \/>\nAngela Schir\u00f2 Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 00186 ROMA Tel. 06 6760 3193 &#8211; Email: schiro_a@camera.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; Mes, il fracasso e la demagogia della Lega e del resto della destra non possono essere l\u2019alibi per fare scelte sbagliate,<\/strong> di Alfiero Grandi. Andiamo con ordine. Quante volte \u00e8 stato detto che il Patto europeo di stabilit\u00e0 e crescita aveva di fatto una attuazione unilaterale sulla sola stabilit\u00e0, senza riguardo alla parte relativa alla crescita, con il risultato inevitabile di scelte restrittive, di tagli ai bilanci pubblici. La Grecia ha pagato cara questa politica europea. Parte importante del risorgente nazionalismo in Europa ha trovato alimento nelle contraddizioni create da una globalizzazione senza controlli e regole e da politiche europee che hanno ignorato l\u2019imperativo della crescita come condizione per risanare il debito pubblico senza fare pesanti tagli alle condizioni di vita e allo stato sociale. Avere ottenuto dalla Commissione europea per un periodo un occhio di favore, ad esempio con l\u2019accettazione delle clausole di salvaguardia (un pagher\u00f2) che quest\u2019anno avrebbero portato ad aumentare 24 miliardi di Iva. Flessibilit\u00e0 ottenuta proprio da quando sono state indurite le regole per gli stati e l\u2019Italia ha modificato l\u2019articolo 81 della Costituzione. Questo pu\u00f2 avere tratto in inganno dando l\u2019impressione che malgrado regole draconiane la situazione poteva essere gestita senza troppi danni.<br \/>\nInvece la pressione dei rigoristi, promotori della politica di austerit\u00e0 ad ogni costo, \u00e8 proseguita in questi anni escogitando modalit\u00e0 sempre pi\u00f9 vincolanti per passare dai documenti ai fatti, costringendo gli stati \u201creprobi\u201d ad adottare misure stringenti. La ragione che porta a costruire il Mes come una tecnostruttura, sostanzialmente libera da vincoli politici, \u00e8 questa. Il richiamo formale ai compiti della Commissione, considerata troppo politica e permeabile, non deve trarre in inganno. \u00c8 con il board del Mes (una tecnostruttura di fatto autoreferenziale) e in particolare con il suo \u201ccapo\u201d che dovranno fare i conti gli Stati in difficolt\u00e0 per ottenere i prestiti europei. Senza l\u2019ok della tecnostruttura niente salvataggio. \u00c8 un modo curioso di operare: si costruisce una struttura finanziata dagli stati ma sancendo la loro impossibilit\u00e0 di avere voce in capitolo nelle scelte e lasciando fuori dalla porta il parlamento europeo, oltre che di fatto la Commissione perch\u00e9 l\u2019ultima parola spetta al Mes. Questo risultato dovrebbe anzitutto essere imputato alla Lega, senza farsi distrarre dalle grida, dalle minacce, dal fracasso che coprono solo la conferma che quando era al governo, Salvini vicepresidente del Consiglio, non si \u00e8 mai occupato di questi problemi, ha lasciato andare avanti le trattative fino a lasciare il cerino in mano ad altri, complice la distrazione \u2013 ad essere buoni \u2013 del M5Stelle. Un governo debole come il Conte 1, con esponenti troppo occupati a polemizzare aspramente con gli altri stati europei, \u00e8 risultato del tutto incapace di fare alleanze per ribaltare la linea dell\u2019austerit\u00e0 ad ogni costo. di Alfiero Grandi.<\/p>\n<p>Non risulta, ad esempio, che sia mai stato sollevato il problema degli stati che come la Germania hanno un surplus storico \u2013 eppure \u00e8 un\u2019infrazione alle regole come il debito eccessivo \u2013 ed \u00e8 anche per questo che l\u2019Europa cresce con fatica. Chi vorrebbe non pu\u00f2 e chi potrebbe non fa, da qui la frenata negli investimenti, motivata con il timore di alleviare con soldi propri le sofferenze altrui. Ora il problema non \u00e8 solo il Mes, come dovrebbe funzionare, ma l\u2019insieme delle regole e delle strutture, compresa l\u2019unione bancaria europea, senza dimenticare il Fiscal Compact e i suoi derivati che costituiscono la bibbia rigorista, a cui inevitabilmente far\u00e0 riferimento il Mes. Il pericolo concreto per l\u2019Italia \u00e8 un debito pubblico al 70% detenuto in Italia e titoli del debito detenuti dalle banche per oltre 400 miliardi. Se in presenza di un\u2019emergenza dovesse scattare la pretesa, ad esempio dal Mes, di ristrutturare il debito prima di concedere i prestiti ritenuti necessari, si avrebbe una situazione tremenda: parte importante della ricchezza dei cittadini in fumo, banche in crisi di bilancio con rischio di fallimenti.<\/p>\n<p>Non garantiscono nulla i giudizi da fonti autorevoli che il debito italiano \u00e8 sostenibile, occorre una clausola precisa di controllo sulle decisioni in caso di necessit\u00e0 di aiuto. Altrimenti il rischio di aprire la strada ad un incubo \u00e8 concreta e si rischia di avere il Mes in campo non tanto per risolvere una crisi ma per sterilizzarne gli effetti sugli altri paesi. Il problema qui non \u00e8 la Lega o l\u2019isolamento paventato dell\u2019Italia, semplicemente se non vengono sterilizzati questi pericoli con certezza meglio non farne nulla, costi quel che costi, con buona pace di Centeno. Monti spieg\u00f2 in un\u2019intervista che pur apprezzando il fondo salvastati, progenitore del Mes, nel 2011 aveva preferito fare una legge finanziaria lacrime e sangue pur di non cedere sovranit\u00e0 nazionale, eppure non era certo un sovranista. Da qui \u00e8 nata, ad esempio, la vituperata legge Fornero.<\/p>\n<p>Ora il problema di fondo da risolvere \u00e8 se i titoli pubblici siano o no il problema da affrontare con mezzi draconiani come la ristrutturazione del debito. Va sancito con chiarezza un punto, mentre ha poca importanza la sede purch\u00e9 abbia lo stesso valore giuridico e politico, e cio\u00e8 che i titoli pubblici costituiscono ricchezza nazionale da tutelare e non una tossicit\u00e0 e quindi vanno tutelati. Semmai il problema sono i titoli finanziari tossici che sono in pancia a banche europee in quantit\u00e0 impressionanti. Problema non solo per alcuni giganti tedeschi ma anche per altre banche dell\u2019austero nord Europa. Il debito pubblico \u00e8 un problema da affrontare senza uccidere il \u201cpaziente\u201d. Su questo punto il Pd e la sinistra al governo hanno una posizione poco comprensibile. Anzitutto non si pu\u00f2 dire: \u00e8 troppo tardi per fare modifiche, per poi scoprire che qualcosina si pu\u00f2 ancora fare. Bisogna ribaltare lo schema dicendo con chiarezza cosa \u00e8 indispensabile per l\u2019Italia e su questo agire con seriet\u00e0 e durezza e la bolla voluta da Salvini si sgonfierebbe.<br \/>\nRegalare argomenti alla Lega non \u00e8 comprensibile, lasciare incertezza su punti decisivi non \u00e8 prudente, meglio prendere il tempo necessario per fare le correzioni necessarie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; Il Sottosegretario Merlo al Teatro Colosseo di Buenos Aires. Lo scorso sabato, all\u2019Universit\u00e0 di Buenos Aires, si \u00e8 concluso il corso del Centro Alti Studi italo-argentino per giovani dirigenti delle istituzioni italiane.<\/strong> \u201cHa consegnato a una cinquantina di laureati, giunti a Buenos Aires da tutta l\u2019Argentina, il diploma del Centro presieduto dal dott. Claudio Zin e che dipende dall\u2019Universit\u00e0 di Buenos Aires\u201d. La cerimonia si \u00e8 tenuta nella facolt\u00e0 di Scienze Economiche dell\u2019Universit\u00e0; presenti all\u2019evento, tra gli altri, Dario Signorini, presidente Intercomites Argentina, il dott. Proto in rappresentanza dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Argentina, autorit\u00e0 dell\u2019universit\u00e0.<br \/>\n\u201cA tutti i giovani incontrati oggi \u2013 ha detto il senatore Merlo a conclusione dell\u2019evento \u2013 faccio i miei migliori auguri. Abbiamo tanto bisogno dell\u2019intelligenza, della passione, dell\u2019entusiasmo e della freschezza delle nuove generazioni. Un grande in bocca al lupo per tutto\u201d.<br \/>\nSabato in serata, poi, il Sottosegretario Merlo \u00e8 intervenuto al Teatro Colosseo di Buenos Aires, davanti a una platea di oltre due mila persone, riunite per il Concerto di Natale.<br \/>\nMerlo durante il suo intervento ha fatto riferimento al lavoro svolto durante tutti gli ultimi dodici mesi, ha parlato dei risultati positivi ottenuti con il lavoro dedicato a potenziare la rete consolare, ha annunciato per il 2020 importanti progetti a favore degli italiani nel mondo.<br \/>\nIl senatore ha colto l\u2019occasione per salutare il Console Generale Riccardo Smimmo, che ha concluso il suo mandato a Buenos Aires, e ringraziarlo per il lavoro svolto durante tutti questi anni. Merlo ha poi dato il benvenuto al nuovo Console Generale, Marco Petacco, augurandogli in bocca al lupo.<br \/>\nSu Twitter, il Sottosegretario ha salutato cos\u00ec il Console Smimmo: \u201cAl Colosseo abbiamo salutato un grande Console, Riccardo Smimmo. Un uomo con una grande capacit\u00e0 di lavoro, che \u00e8 riuscito a portare il Consolato Generale di Buenos Aires a un livello ideale di eccellenza. Soprattutto, un eccezionale essere umano\u201d.<br \/>\nMerlo non ha mancato di sottolineare l\u2019importanza della fortissima collettivit\u00e0 italiana in Argentina, Paese dell\u2019America Latina che ormai conta con oltre un milione di persone con il passaporto italiano in tasca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 \u2013 GIUSEPPE CONTE RASSICURA: &#8220;VERIFICA DI GOVERNO A GENNAIO PER DURARE FINO AL 2023&#8221;. IL PREMIER DICE S\u00cc AL DEM BETTINI: &#8220;UN MINUTO DOPO L&#8217;APPROVAZIONE DELLA MANOVRA SERVE METTERE A PUNTO UN CRONOPROGRAMMA&#8221;.<\/strong><br \/>\n\u201cUn minuto dopo l\u2019approvazione della legge di bilancio\u201d dovr\u00e0 aprirsi la verifica di governo che \u00e8 \u201cnecessaria\u201d e che dovr\u00e0 indicare \u201cun cronoprogramma fino al 2023\u201d. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine di un convegno dell\u2019Eni.<br \/>\n\u201cNoi abbiamo preso l\u2019impegno fino al 2023 ha spiegato -, alcune urgenze che il Paese ci chiede sono riforme strutturali, che non si fanno in due mesi o tre mesi. Non ho nessun motivo per dubitare che l\u2019impegno che verr\u00e0 fuori dalle forze politiche sar\u00e0 fino al 2023\u201d.<br \/>\nIl premier ha proseguito: \u201cSe le forze politiche dovessero rispondere diversamente, perch\u00e9 hanno un orizzonte diverso, ce lo diranno e ci confronteremo\u201d.<br \/>\nIntanto anche Goffredo Bettini, esponente del Partito democratico, ai microfoni di 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24, ha ricordato la necessit\u00e0 di una verifica di governo. \u201cA gennaio avremo una verifica di governo o si approva o non si approva, non possiamo stare sospesi ogni giorno a Di Maio e Renzi\u201d .<br \/>\nBettini ha spiegato: \u201cConte si presenter\u00e0 con una sua agenda e terr\u00e0 conto anche delle cose successe. Discuteremo un programma che o si approva o non si approva. Non possiamo stare sospesi ogni giorno alle dichiarazioni di Di Maio o a quelle di Renzi che prima vuole il maggioritario poi il proporzionale, prima dice che si deve eleggere il Presidente della Repubblica poi che si pu\u00f2 andare anche a votare subito. Questo non va bene\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; L\u2019ECONOMIA MONDIALE NEL 2020? ECCO COSA STA PER ACCADERE. LE PREVISIONI SULL\u2019ANDAMENTO DELL\u2019ECONOMIA NEL 2020 SONO GI\u00c0 STATE FORMULATE DA DIVERSI ANALISTI, DESIDEROSI DI CAPIRE CHE COSA ACCADR\u00c0 NEL CORSO DEL PROSSIMO ANNO.<\/strong><br \/>\nAlcune tematiche continueranno a rendersi protagoniste anche nei prossimi mesi. Al centro del dibattito ci sar\u00e0 sicuramente la guerra commerciale tra gli USA e la Cina, ma non solo.<br \/>\nDiverse tendenze caratterizzeranno l\u2019andamento globale dell\u2019economia nel 2020.<br \/>\nPer Keith Wade, Chief Economist &amp; Strategist di Schroders, l\u2019outlook migliorer\u00e0. Da qui la decisione di rivedere al rialzo la previsione di crescita dal 2,4% al 2,6%.<br \/>\nPersisteranno certo timori legati ad aree specifiche (Argentina e Hong Kong) ma nel complesso la ripresa torner\u00e0 a farsi sentire anche grazie a un miglior bilanciamento tra crescita e inflazione.<\/p>\n<p>ECONOMIA 2020, PREVISIONI: LA GUERRA COMMERCIALE<br \/>\nStando alle previsioni degli esperti, le probabilit\u00e0 di assistere a un accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina sono aumentate. La dichiarazione ha trovato fondamento in un\u2019analisi effettuata su alcuni articoli pubblicati da Reuters: in essi le parole chiave \u201cpro-intesa\u201d hanno superato quelle \u201canti\u201d.<br \/>\nL\u2019idea di tagliare le tasse \u00e8 gi\u00e0 stata messa in atto, mentre lo spettro dell\u2019impeachment sta continuando a pesare sulla testa di Donald Trump al quale non rimarr\u00e0 altra scelta se non quella di stimolare l\u2019attivit\u00e0 interna e gli scambi commerciali attraverso un accordo con Pechino.<\/p>\n<p>OCCHI SULL\u2019EUROPA<br \/>\nPer Schroders, l\u2019accordo tra le due grandi potenze mondiali (anche solo uno di tipo preliminare) aiuter\u00e0 l\u2019economia del Vecchio Continente che potrebbe arrivare a crescere dell\u20191,2% (previsione ritoccata rispetto al precedente +0,9%).<br \/>\nIn questo contesto non si esclude comunque un nuovo taglio dei tassi da parte della BCE di Lagarde, colei che si \u00e8 gi\u00e0 detta sostenitrice degli stimoli fiscali e di maggiori spese infrastrutturali.<br \/>\nDa quest\u2019ultimo punto di vista per\u00f2 gli esperti hanno fatto notare che le economie pi\u00f9 forti (come la Germania) saranno ancora restie a spendere. Il Regno Unito, per\u00f2, potrebbe rappresentare un\u2019eccezione visti i proclami dei candidati alle elezioni politiche del 12 dicembre.<br \/>\nA sostenere la ripresa dell\u2019economia nel 2020 sar\u00e0 anche la politica monetaria della Fed che, nell\u2019anno corrente, ha gi\u00e0 tagliato i tassi di interesse diverse volte. Un costo del denaro a livelli cos\u00ec bassi e condizioni pi\u00f9 accomodanti saranno fondamentali.<br \/>\nL\u2019inflazione a stelle e strisce invece si attester\u00e0 al 2,5% a fine 2019, dunque ben oltre il target del 2% della banca centrale. Questo aspetto, corredato da una crescita inferiore al trend di lungo periodo, porter\u00e0 la Fed a tagliare ancora in primavera, nello specifico nel mese di aprile.<\/p>\n<p>MERCATI EMERGENTI<br \/>\nL\u2019allentamento della tensione commerciale tra gli USA e la Cina, l\u2019inflazione limitata e il conseguente taglio dei tassi di interesse permetteranno ai mercati emergenti di tirare un sospiro di sollievo nel 2020.<\/p>\n<p>BRASILE: la fiducia sar\u00e0 supportata dalla riforma pensionistica; tutto ci\u00f2 supporter\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>INDIA: il settore bancario dovr\u00e0 affrontare diversi ostacoli ma il Governo potrebbe fornire supporto.<\/p>\n<p>RUSSIA: il focus sar\u00e0 sulla crescita (continua e contenuta) e sulla stabilit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>CINA: con l\u2019obiettivo (dichiarato nel 2010) di raddoppiare i redditi medie l\u2019economia il Paese dovr\u00e0 tenersi stretto il tasso di crescita attuale del 6%.<br \/>\nUSA-CINA: Ovviamente, il fallimento dei colloqui USA-Cina e la mancanza di un accordo cambieranno completamente il quadro. L\u2019economia nel 2020 potrebbe indebolirsi in maniera decisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; LA DOCUFICTION SU NILDE IOTTI STRAVINCE SU RAI1 (PER LA RABBIA DELLA DESTRA) ENORMESUCCESSO PER IL DOCUMENTARIO SU NILDE IOTTI, E LA DESTRA NON TROVA NIENTE DI MEGLIO PER RISPONDERE CHE I DELIRI DI LIBERO<\/strong><\/p>\n<p>Ci saranno rimasti non male, ma malissimo. Nell\u2019ondata reazionaria il lavoro non poteva che colpire la storia di una donna comunista che divenne la prima presidente della Camera e che fu un esempio di correttezza istituzionale oltre a essere stata una protagonista delle lotte civili e sociali.<br \/>\n&#8220;Storia di Nilde vince la serata su Rai1 con 3.684.000 spettatori e il 16,2% di share con picchi fino a 4.8 milioni e 19%, confermando l&#8217;attualit\u00e0 della figura di Nilde Iotti che con il suo impegno ha segnato il cammino della Repubblica e con le sue battaglie ha contributo alle conquiste di civilt\u00e0 del nostro Paese e al processo di emancipazione femminile. Questa docufiction risponde appieno alla linea editoriale di Rai Fiction e alla missione di Servizio Pubblico di raccontare la memoria del nostro Paese, grazie ad un linguaggio ricco di intensit\u00e0 emotiva e forza documentaria&#8221;. Lo scrive in una nota il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta.<br \/>\n&#8220;Un grazie particolare ad Anna Foglietta &#8211; aggiunge &#8211; che con la sua interpretazione appassionata ha saputo restituire la forza carismatica di questa importante figura istituzionale, ma anche la sua umanit\u00e0, al regista Emanuele Imbucci, agli autori e alla produzione Anele che insieme alla squadra di Rai Fiction ha curato la qualit\u00e0 e accuratezza della realizzazione. Il pubblico generalista ha accolto questo formato ed \u00e8 un buon auspicio &#8211; ha evidenziato la Andreatta &#8211; per la collana di docufiction civili che Rai Fiction ha confezionato per Rai1 e che prosegue nelle prossime settimane con &#8216;Piazza Fontana &#8211; Io ricordo&#8217; (il 12 dicembre, a cinquant&#8217;anni dalla strage) e con &#8216;Ambrosoli &#8211; Il prezzo del coraggio&#8217; (18 dicembre), che rievoca il sacrificio estremo di un civil servant&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; LA FINLANDIA DELLE DONNE. SANNA MARIN, 34 ANNI, SAR\u00c0 LA PREMIER PI\u00d9 GIOVANE DEL MONDO. <\/strong>FIGLIA DI DUE MADRI, LA NUOVA LEADER DEI SOCIALDEMOCRATICI FINLANDESI \u00c8 A CAPO DI UNA COALIZIONE DI CINQUE PARTITI, TUTTI GUIDATI DA DONNE.<br \/>\nI socialdemocratici finlandesi hanno scelto Sanna Marin, attuale ministra dei Trasporti, come nuova leader del partito e futura premier del Paese al posto del dimissionario Antti Rinne. Con i suoi 34 anni, Martin, che si prevede sar\u00e0 confermata premier in Parlamento in settimana, \u00e8 destinata a diventare la premier pi\u00f9 giovane del mondo, alla guida di una coalizione di cinque partiti, tutti guidati da donne: le 32enni Li Anderson (Alleanza di sinistra) e Katri Kulmuni (Partito di centro), la 34enne Maria Ohisalo (Verdi) e la 55enne Anna-Maja Henriksson (alla guida del Partito popolare svedese).<br \/>\nInteressante \u00e8 anche la storia familiare di Marin, cresciuta in una famiglia arcobaleno da due donne. Lo scorso anno \u00e8 diventata madre a sua volta.<br \/>\nRinne si \u00e8 dimesso la scorsa settimana dopo che gli alleati di governo gli avevano ritirato la fiducia per il modo in cui aveva gestito lo sciopero dei dipendenti delle Poste. \u201cAbbiamo molto lavoro da fare per ricostruire la fiducia\u201d, ha detto Marin dopo essersi imposta, di misura, nella votazione all\u2019interno del partito. E poi ha minimizzato la questione dell\u2019et\u00e0: \u201cnon penso mai alla mia et\u00e0 o al mio genere, penso alle ragioni per le quali sono entrata in politica e per le quali abbiamo vinto il sostegno dell\u2019elettorato\u201d.<br \/>\nI socialdemocratici sono stati il partito con il maggior numero di voti alle elezioni di aprile, e dallo scorso giugno Rinne guidava un governo di coalizione. La Finlandia al momento \u00e8 presidente di turno della Ue.<br \/>\nDall\u2019Italia sono arrivate le congratulazioni, tra gli altri, del segretario Pd Nicola Zingaretti, secondo cui l\u2019elezione di Marin \u00e8 anche \u201cuna bellissima notizia per l\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 \u2013 APPROVATI EMENDAMENTI: NO AL RADDOPPIO DELLA TASSA DI CITTADINANZA, E STOP ALL&#8217;AUMENTO DELLE TARIFFE CONSOLARI<\/strong><br \/>\nIl Sottosegretario Merlo, lo aveva detto chiaro: no al raddoppio della tassa di cittadinanza, no all&#8217;aumento dei servizi consolari, s\u00ec alla Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE. Tutti e tre gli obiettivi sono stati centrati.<br \/>\nFinalmente la notizia che in tantissimi oltre confine stavano aspettando: approvato al Senato l&#8217;emendamento, con primo firmatario il Sen. Adriano Cario, che elimina il raddoppio della cosiddetta tassa di cittadinanza per i discendenti dei nostri emigrati. I nostri emigrati possono dunque tirare un sospiro di sollievo: costringerli a pagare 600 euro per un loro diritto costituzionale sarebbe stato davvero uno sfregio alle loro origini italiane. Non \u00e8 l&#8217;unica buona notizia che arriva dal Senato oggi. Ce ne sono almeno altre due: abolito, insieme al raddoppio della cittadinanza, anche l&#8217;aumento del 20% per tutti i servizi consolari. Soldi che resteranno nelle tasche dei nostri connazionali.<br \/>\nA questi ottimi risultati per chi vive fuori dallo Stivale si \u00e8 arrivati grazie all&#8217;interessamento, alla tenacia e all&#8217;impegno del Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo.<br \/>\nUn anno fa, in occasione dell\u2019ultima manovra, grazie all\u2019interessamento di Merlo si sono trovati i fondi per 350 nuove assunzioni alla Farnesina e le risorse per bloccare l\u2019eliminazione dei contributi alla stampa italiana all\u2019estero. Anche questa volta, Merlo non ha smesso nemmeno per un attimo di lottare, all&#8217;interno del Parlamento e del governo stesso, al fine di raggiungere gli obiettivi, che erano da subito molto chiari, dichiarati: no al raddoppio della tassa di cittadinanza, e no all&#8217;aumento dei servizi consolari.<br \/>\nTutti e due gli obiettivi sono stati centrati. Il Sottosegretario Merlo ha messo ancora una volta sul tavolo delle negoziazioni tutta la sua capacit\u00e0 di dialogo e tutto il suo peso politico . Ha incontrato, proprio in vista del voto su emendamenti e manovra, il presidente del Consiglio in persona, Giuseppe Conte, per spiegargli che misure del genere avrebbero sollevato rabbia e indignazione nei nostri compatrioti nel mondo; la stessa cosa Merlo ha spiegato a suo tempo al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.<br \/>\nSia Conte che Di Maio hanno dimostrato di comprendere la situazione e hanno assicurato il proprio sostegno, quello del governo, agli emendamenti.<br \/>\n&#8220;Sono molto soddisfatto per l&#8217;approvazione degli emendamenti e ringrazio il presidente della Commissione Esteri, la senatrice De Pretis, il senatore Giacobbe (secondo e terzo firmatario dell\u2019emendamento) e i colleghi eletti all&#8217;estero che hanno compreso e condiviso le nostre ragioni&#8221;, dichiara il Sottosegretario Merlo, che sottolinea: &#8220;Lo avevamo detto con molta chiarezza fin da subito: non avremmo mai votato una manovra che contenesse misure penalizzanti per gli italiani nel mondo. Contenti che tali misure siano state cancellate. Dopo queste modifiche, il voto del MAIE a questa legge di Bilancio \u00e8 assicurato&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; A ROMA, DOPO L\u2019INCONTRO COL NUOVO PRESIDENTE ARGENTINO, IL SOTTOSEGRETARIO MERLO E&#8217; CON IL PREMIER CONTE ALLA FESTA DELL&#8217;IILA<\/strong><\/p>\n<p>Il Sottosegretario Merlo e il Premier Conte, insieme ai 20 ambasciatori dei paesi latinoamericani membri, hanno partecipato ieri sera alla festa dell\u2019Istituto italo-latino americano (Iila)<br \/>\nUn impegno dopo l\u2019altro per il Sottosegretario e fondatore del MAIE Ricardo Merlo, che ieri sera, appena rientrato dall\u2019Argentina (dove ha presenziato alla cerimonia d\u2019insediamento del nuovo Presidente della Repubblica Argentina, Alberto Fernandez), ha raggiunto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte presso la sede dell\u2019IILA \u2013 Istituto internazionale italo-latinoamericano, dove erano in corso i festeggiamenti per i 52 anni dell\u2019organizzazione.<br \/>\nOltre al Senatore Merlo e al Presidente Conte, erano presenti anche i 20 ambasciatori dei paesi latinoamericani membri dell\u2019IILA, e altri due rappresentanti del Ministero degli Esteri, la Viceministra Sereni e il Sottosegretario Scalfarotto.<br \/>\nNel suo intervento, il Presidente del Consiglio Conte ha elogiato l\u2019IILA per il suo ruolo di Ente delegato per la Cooperazione europea, e ha definito l\u2019Istituto il \u201cforo ideale di riflessione condivisa, di dialogo e confronto politico costruttivo tra l\u2019Italia e i paesi del Sud America e dei Caraibi\u201d. Il Premier ha infine ribadito, anche a nome del Sottosegretario Merlo e degli altri rappresentanti, la vicinanza e il sostegno continuo da parte del Ministero degli Esteri all\u2019IILA nelle sue funzioni di organismo per la cooperazione internazionale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>14 &#8211; E ALLORA ADESSO APRIAMO I DOSSIER. DI QUELLA BOMBA ALLA BANCA DELL\u2019AGRICOLTURA ALCUNI DI NOI CHE SI TROVAVANO NELLA REDAZIONE DE IL MANIFESTO RIVISTA, LA STORICA SEDE DI PIAZZA DEL GRILLO, A 200 METRI DA PIAZZA VENEZIA, SAPEMMO QUASI IN TEMPO REALE.<\/strong><br \/>\nEra venuta a trovarci Franca Rame, perch\u00e9 fin dall\u2019inizio con lei e Dario Fo avevamo collaborato. Stavamo chiacchierando attorno al grande tavolo coperto di panno verde dove la nostra avventura fece le sue prime prove, quando si sent\u00ec un botto fortissimo, vicino. <em>di Luciana Castellina<\/em><\/p>\n<p>Una bomba? S\u00ec, era la bomba posta all\u2019Altare della Patria, uno scoppio tremendo quasi in contemporanea con quello, ben pi\u00f9 luttuoso, di Piazza Fontana. Di cui sapemmo subito perch\u00e9 Franca chiam\u00f2 Dario per raccontare e invece fu lui che ci rifer\u00ec dell\u2019orrore di Milano.<\/p>\n<p>Non capimmo che era l\u2019inizio di quella che si chiam\u00f2 strategia della tensione, la nostra stessa fantasia non poteva arrivare ad immaginare che a tanto si sarebbe ricorsi per fermare una generazione \u2013 operaia e studentesca \u2013 scesa in strada per chiedere che la modernit\u00e0 appena intravista acquisisse il volto umano della liberazione reale e non quello di una pi\u00f9 raffinata ma non meno pesante oppressione. Ma lo capimmo presto; e sempre di pi\u00f9, via via che quella strategia dilagava. Ogni 12 dicembre pi\u00f9 consapevolezza e dunque pi\u00f9 rabbia si sono impadronite delle tante migliaia di persone che da tutta Italia sono sempre accorse all\u2019annuale appuntamento milanese.<\/p>\n<p>Per noi de il manifesto quella vicenda fu ancora pi\u00f9 sconvolgente, perch\u00e9 decidemmo di mettere a capo delle nostre liste elettorali Pietro Valpreda (quanti millennials ne conoscono il nome?), l\u2019anarchico innocente subito imprigionato che i servizi segreti avevano deciso di indicare come l\u2019autore della strage. Non riuscimmo, come si sa, a liberarlo eleggendolo al parlamento, perch\u00e9 non raggiungemmo il famoso \u00abquorum\u00bb, ma con la sua immagine esposta nelle piazze di tutta Italia rendemmo, credo, pi\u00f9 vera e umana quella storia.<\/p>\n<p>Ieri a Milano anche le autorit\u00e0 hanno positivamente ricordato quel 12 dicembre e il presidente Mattarella ha denunciato i \u00abdepistaggi\u00bb. Bene. Ma \u00e8 francamente possibile che anche tutt\u2019ora su quella stagione di stragi di Stato non si sia fatta luce? \u00c8 possibile che ogni volta che vengono declassificati documenti che a chiare lettere ci dicono di Gladio, non se ne traggano le necessarie conseguenze processuali?<br \/>\nChe solo qualche anno fa, senza che sia emersa una qualche scandalizzata reazione, sia emerso, sempre per via di declassificazione di documenti americani, che il consigliere del presidente americano, Kennan alla vigilia delle elezioni del 18 aprile 1948 aveva suggerito al suo capo di indurre De Gasperi a mettere fuori legge il Pci, un gesto che avrebbe certo prodotto la guerra civile e dunque legittimato una rinnovata presenza militare degli Stati uniti in Italia ?<br \/>\nE ancora, \u00e8 possibile che sia uscito da qualche mese un film della figlia del regista Franco Rosi che ripercorre 70 anni di storia d\u2019Italia, in cui si racconta dei tanti eccidi e assassini in cui si intrecciano servizi Usa e italiani, ognuno dei quali non \u00e8 un \u00abmistero\u00bb ma drammatica documentazione per processi e indagini che non sono mai stati fatti sul serio, e nessuno abbia detto: accidenti, forse si dovrebbe fare qualcosa?<br \/>\nLa memoria \u00e8 fondamentale. Ma guai se si continua ad accompagnare a voluta smemoratezza. Tanto pi\u00f9 grave se perdura in una stagione cos\u00ec torbida come quella attuale, quando i rischi sono cos\u00ec alti. La svolta necessaria e non pi\u00f9 procrastinabile \u00e8 questa: l\u2019impegno a rendere pubblica la verit\u00e0. (E perlomeno potremmo cominciare a declassificare davvero anche noi i nostri documenti. Vediamo se l\u2019impegno di Fico in questo senso sar\u00e0 serio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Le sardine di Roma: \u00abOggi parliamo noi, non sar\u00e0 una sfilata di vip\u00bb. 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