{"id":28950,"date":"2019-11-22T12:02:17","date_gmt":"2019-11-22T12:02:17","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28950"},"modified":"2019-11-22T17:30:12","modified_gmt":"2019-11-22T17:30:12","slug":"19-11-23-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28950","title":{"rendered":"19 11 23 RASSEGNA NEWS"},"content":{"rendered":"<p><strong>01<\/strong> &#8211; Lagarde, \u201cPolitica fiscale \u00e8 elemento chiave dell\u2019area euro. \u201cSiamo di fronte a un ambiente globale caratterizzato da incertezza ma abbiamo una grande possibilit\u00e0\u201d.<br \/>\n<strong>02<\/strong> &#8211; Identificare tutti. Il riconoscimento facciale evoca immagini inquietanti di sorveglianza generalizzata, a met\u00e0 strada tra 1984 di George Orwell e la serie Black Mirror.<br \/>\n<strong>03<\/strong> &#8211; Rousseau boccia Di Maio. Alle regionali M5S correr\u00e0. Curre curre guagli\u00f3. In una giornata di polemiche roventi il 70,6% dei votanti dice che la lista va presentata. Pioggia di critiche al \u00abcapo politico\u00bb. Che \u00e8 spiazzato ma prova a cavalcare il risultato<br \/>\n<strong>04<\/strong> &#8211; Il manifesto delle sardine, \u00abenergia\u00bb per la buona politica. I ragazzi di Bologna lanciano su Facebook la sfida a Salvini: diamo coraggio ai politici che ci provano.<br \/>\n<strong>05<\/strong> &#8211; Anche a Modena sono migliaia le \u00absardine\u00bb contro Salvini &amp; Co Emilia Romagna. Dopo Bologna, bis del successo del flashmob anti Lega. Zingaretti: \u00abEvviva\u00bb. Bersani esulta.<br \/>\n<strong>06<\/strong> &#8211; Schir\u00f2 (PD): Il Sottosegretario Merlo ci parli di quello che vuol fare per gli italiani all\u2019estero e non di quello che vuole impedire.<br \/>\n<strong>07<\/strong> &#8211; Manovra 2020: testo Ddl Bilancio in Senato. Il testo del ddl di Bilancio arriva in Senato, prende avvio l&#8217;iter della manovra 2020: alta tensione sui temi fiscali, dalla plastic tax alle auto aziendali.<br \/>\n<strong>08<\/strong> &#8211; Chiediamo ai Deputati e ai Senatori di sottoscrivere la richiesta di referendum costituzionale per garantire agli elettori che possano decidere con il referendum (ex articolo 138) se approvare o, come noi crediamo, respingere il taglio dei parlamentari, votato dal parlamento.<br \/>\n<strong>09<\/strong> \u2013 NOTIZIE DAL PD, varato il nuovo statuto: il segretario non sar\u00e0 pi\u00f9 il candidato premier<br \/>\nIl testo approvato a Bologna mette nero su bianco la natura antifascista del partito.<br \/>\n<strong>10<\/strong> &#8211; Oggi esistono 40 Mila chilometri di muri. E noi che abbiamo criticato il muro di Berlino e l\u2019unione sovietica. Il mondo occidentale dovrebbe vergognarsi.<br \/>\n<strong>11<\/strong> &#8211; Lula\u2019s freedom rekindles hope across Latin America written<br \/>\n<strong>12<\/strong> &#8211; La Lega ha pagato decine di propri dipendenti con i soldi degli. Ecco come la Lega avrebbe pagato decine di propri dipendenti con i soldi degli italiani.<br \/>\n<strong>13<\/strong> &#8211; L\u2019on. La Marca (PD) AL 25\u00b0 anniversario dell\u2019 Juventus club di Boston.<br \/>\n<strong>14<\/strong> &#8211; SOLIDARIET\u00c0 CON GIOVANNI IMPASTATO. L\u2019incendio doloso dei locali della pizzeria di Giovanni Impastato \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di quanto ancora questo cognome sia ingombrante nella storia di questo Paese<br \/>\n<strong>15<\/strong> &#8211; Merlo: \u201cNel 2020 nuova agenzia consolare alle Canarie\u201d.<br \/>\n<strong>16<\/strong> &#8211; Manifesto Labour, il compagno Corbyn punta sul rosso. Verso il 12 dicembre. Sanit\u00e0 pubblica, alloggi popolari, riconversione energetica, un secondo referednum sulla Brexit: la sfida a Johnson \u00e8 lanciata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; Lagarde, \u201cPolitica fiscale \u00e8 elemento chiave dell\u2019area euro. \u201cSiamo di fronte a un ambiente globale caratterizzato da incertezza ma abbiamo una grande possibilit\u00e0\u201d.<\/strong> Intervenuta a un convegno a Francoforte, la presidente della Bce Christine Lagarde ha parlato del futuro economico dell\u2019Europa sottolineando gli impegni e la missione della Banca Centrale Europea<br \/>\n\u201cGli investimenti sono una parte particolarmente importante della risposta alle sfide odierne\u201d L\u2019erede di Mario Draghi segue le orme del suo predecessore chiedendo un impegno da parte degli Stati che possono permettersi di investire di pi\u00f9. \u201cLa politica monetaria potrebbe raggiungere il suo obiettivo pi\u00f9 rapidamente e con meno effetti collaterali se altre politiche sostenessero la crescita al suo fianco [\u2026]. Un elemento chiave \u00e8 la politica fiscale dell\u2019area dell\u2019euro [\u2026]. Gli investimenti sono una parte particolarmente importante della risposta alle sfide odierne\u201c. \u201cI paesi in surplus tendono a crescere pi\u00f9 velocemente rispetto all\u2019economia mondiale durante i periodi di ripresa globale, ma anche a contrarsi pi\u00f9 bruscamente durante i periodi di recessione globale, mentre per i paesi in deficit, \u00e8 il contrario\u201c. fonte foto https:\/\/www.facebook.com\/christinelagarde\/Lagard e la citazione di San Francesco d\u2019Assisi \u201cSiamo di fronte a un ambiente globale caratterizzato da incertezza. Ma credo che, se affrontiamo questa sfida nel modo giusto, pu\u00f2 anche essere un momento di opportunit\u00e0\u201c, ha proseguito la Lagarde. \u201cAbbiamo una possibilit\u00e0 unica di rispondere a un mondo in evoluzione e stimolante investendo nel nostro futuro, rafforzando le nostre istituzioni comuni e dando pi\u00f9 forza alla seconda economia pi\u00f9 grande del mondo\u201c. La Lagarde ha poi concluso con una citazione di San Francesco: \u201cNon sar\u00e0 facile. Ma come disse una volta San Francesco d\u2019Assisi, \u2018Inizia facendo ci\u00f2 che \u00e8 necessario; quindi fai ci\u00f2 che \u00e8 possibile; e all\u2019improvviso stai facendo l\u2019impossibile\u201c. Ford Blue Days Arrivano i giorni migliori per scegliere la tua nuova auto. Ford Kuga a \u20ac 19.950. Per tutti anche senza usato da&#8230; Vedi altro<br \/>\nContinua su: https:\/\/newsmondo.it\/christine-lagarde-a-francoforte-22-novembre-2019\/economia\/?utm_source=newsmondo&amp;utm_medium=push&amp;utm_campaign=OneSignal<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; IDENTIFICARE TUTTI. IL RICONOSCIMENTO FACCIALE EVOCA IMMAGINI INQUIETANTI DI SORVEGLIANZA GENERALIZZATA, A MET\u00c0 STRADA TRA 1984 DI GEORGE ORWELL E LA SERIE BLACK MIRROR.<\/strong> QUESTA TECNOLOGIA \u00c8 PER\u00d2 DESTINATA A FARE PARTE OGNI GIORNO DI PI\u00d9 DELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA. \u00c8 QUINDI URGENTE FARE DELLE DISTINZIONI. (da Le Monde, Francia)<\/p>\n<p>Esistono diverse forme di riconoscimento facciale. Alcune applicazioni pratiche possono essere utili e innocue, come sbloccare un telefono o accedere in sicurezza a un conto online. Altre invece sono una minaccia concreta alle libert\u00e0 individuali. L\u2019uso del riconoscimento facciale negli spazi pubblici all\u2019insaputa dei passanti \u00e8 un esempio. Non si tratta pi\u00f9 di videosorveglianza, ma di un cambio di paradigma: identificare tutti per trovare qualcuno grazie ai dati biometrici. In Franciamolti suggeriscono di allentare le regole sul riconoscimento facciale, e un dibattito pubblico sembra indispensabile. Il 15 novembre la Commissione nazionale dell\u2019informatica e delle libert\u00e0 ha pubblicato un documento che dovrebbe finalmente stabilire un quadro di riferimento. Il dibattito dovrebbe tener conto delle esperienze di altri paesi. Nel Regno Unito alcuni tentativi si sono rivelati un fallimento. San Francisco, una citt\u00e0 sempre all\u2019avanguardia sulle tecnologie digitali, ha deciso di proibirlo. In Cina il riconoscimento facciale serve a semplificare la vita, ma \u00e8 anche un temibile strumento di controllo nelle mani di un regime autoritario.<br \/>\nQuando \u00e8 emersa la questione della protezione dei dati personali, i suoi difensori sono stati<br \/>\naccusati di ostacolare l\u2019innovazione. Oggi la direttiva europea in materia, ispirata a una legge<br \/>\nfrancese del 1978, \u00e8 presa a modello in tutto il mondo. \u00c8 il caso di ricordare il primo articolo di quella legge: \u201cL\u2019informatica dev\u2019essere al servizio di ogni cittadino. Non deve minacciare l\u2019identit\u00e0 e i diritti umani, la privacy e le libert\u00e0 individuali o collettive<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; ROUSSEAU BOCCIA DI MAIO. ALLE REGIONALI M5S CORRER\u00c0.<\/strong> CURRE CURRE GUAGLI\u00d3. IN UNA GIORNATA DI POLEMICHE ROVENTI IL 70,6% DEI VOTANTI DICE CHE LA LISTA VA PRESENTATA. PIOGGIA DI CRITICHE AL \u00abCAPO POLITICO\u00bb. CHE \u00c8 SPIAZZATO MA PROVA A CAVALCARE IL RISULTATO, di Giuliano Santoro<\/p>\n<p>Alla fine di una giornata combattuta e controversa per il Movimento 5 Stelle, con il \u00abcapo politico\u00bb Luigi Di Maio contestato come poche volte, il 70% dei 23 mila votanti su 112 mila aventi iscritti alla piattaforma Rousseau si \u00e8 espressa contro quella che nel quesito veniva eufemisticamente proposta come \u00abpausa elettorale\u00bb. Dunque, il M5S presenter\u00e0 le proprie liste in Emilia-Romagna e Calabria. Una decisione che non pu\u00f2 non essere letta come un segnale di sfiducia a Di Maio, al netto della scarsa affluenza alle urne digitali.<br \/>\nMAI UNA CONSULTAZIONE online \u00e8 stata tanto attaccata. C\u2019erano stati temi divisivi e passaggi chiave, come il salvacondotto a Salvini per la nave Diciotti o il referendum interno sulla scelta andare al governo col Pd, ma questa volta in tanti nel M5S hanno preso parola, fornendo indicazioni di voto e criticando la decisione dei vertici di consultare la base degli iscritti. Non \u00e8 bastata l\u2019ammissione di Di Maio, che nel mezzo delle operazioni di voto su Rousseau ha ammesso: \u00abSiamo in difficolt\u00e0\u00bb. La questione va oltre le sorti, pure non insignificanti, del governo nazionale e della desistenza nei confronti del centrosinistra. Riguardava la scelta di affidare una decisione locale a tutti gli iscritti e non solo alle regioni interessate: nelle voci dei critici tradisce le basi identitarie del M5S, secondo le quali al di l\u00e0 del risultato anche una piccola presenza di \u00abcittadini onesti\u00bb nelle assemblee elettive \u00e8 utile per instillare il virus dell\u2019\u00abonest\u00e0\u00bb e dare garanzie di trasparenza. Per molti appellarsi a Rousseau ha significato scegliere invece di trattare le elezioni in Emilia e Calabria dal punto di vista esclusivo delle esigenze tattiche nazionali, senza tenere conto dei percorsi sviluppati in un territorio specifico.<\/p>\n<p>DI MAIO HA PERSO il tocco magico che gli consentiva di imboccare ogni bivio senza scegliere davvero la strada da percorrere. Il ricorso agli iscritti \u00e8 stato considerato uno \u00abscaricabarile\u00bb, un modo per spuntarla in ogni caso e cadere in piedi. Se la base avesse scelto di non presentarsi, si sarebbe detto che la decisione l\u2019hanno presa gli iscritti, senza considerare che fino a poche ore prima dell\u2019indizione del sondaggio il \u00abcapo politico\u00bb aveva espresso proprio quella posizione. Ma il timore \u00e8 che ora che il voto online si \u00e8 indirizzato sulla scelta di correre alle elezioni nelle due regioni, il \u00abcapo politico\u00bb potrebbe lavarsi le mani e non intestarsi il possibile insuccesso elettorale e le conseguenze in chiave nazionale, dicendo che lui si \u00e8 limitato a prendere atto della volont\u00e0 degli iscritti. \u00abSiamo di fronte a una strategia win win per chi non \u00e8 in grado di gestire la situazione e non vuole assumersi responsabilit\u00e0\u00bb, commenta amara l\u2019eurodeputata calabrese Laura Ferrara.<\/p>\n<p>L\u2019ALTRO ELEMENTO di dissenso colpisce al cuore il processo di riforme interne del M5S che dovrebbe cominciare dal 15 dicembre. In mattinata, il primo a comunicare il suo sgomento era stato il deputato Paolo Parentela, che ancora prima di conoscere il verdetto di Rousseau si era dimesso dal ruolo di coordinatore della campagna elettorale in Calabria contestando alla radice proprio l\u2019assunto, esternato da Di Maio, che rinunciare a candidarsi servisse a rinnovare il M5S. \u00abSono due questioni diverse \u2013 spiega Parentela \u2013 Una \u00e8 ristrutturare il M5S, altra \u00e8 dare il nostro contributo per i prossimi cinque anni in Calabria ed Emilia\u00bb. Dello stesso avviso l\u2019europarlamentare Ignazio Corrao: \u00abNon vedo traccia di un percorso di rigenerazione o di shock necessario a rilanciare il sogno del M5S. Per questo non riesco a comprendere l\u2019alzare bandiera bianca nelle due regioni\u00bb.<\/p>\n<p>Addirittura, evento raro se non unico nella storia delle consultazioni del M5S, il capogruppo grillino al consiglio regionale dell\u2019Emilia-Romagna Andrea Bertani ha deciso di rilasciare interviste a urne digitali aperte per sostenere la vittoria del No. Per la sua regione era intervenuto tutto il M5S, che in un comunicato aveva ribadito la \u00abferma volont\u00e0 di presentarsi alle elezioni\u00bb invitando gli iscritti \u00aba votare No\u00bb (per inciso, anche questa volta il quesito era formulato in maniera spiazzante, concepito in modo tale che per dare l\u2019assenso alle candidature bisognava esprimere una negazione). Anche Danilo Toninelli, ex capogruppo ed ex ministro ormai fuori dall\u2019inner circle di Di Maio, ha fatto professione di voto a favore della candidatura.<\/p>\n<p>A URNE CHIUSE, Di Maio cerca di cavalcare il risultato. Parla senza troppa convinzione di \u00abmandato fortissimo\u00bb, annuncia che la settimana prossima verranno scelti i candidati presidenti e tira in mezzo Beppe Grillo, dicendo che col il fondatore del M5S aveva condiviso la scelta \u00abdi lasciare la decisione a tutti gli iscritti\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; IL MANIFESTO DELLE SARDINE, \u00abENERGIA\u00bb PER LA BUONA POLITICA.<\/strong> I RAGAZZI DI BOLOGNA LANCIANO SU FACEBOOK LA SFIDA A SALVINI: DIAMO CORAGGIO AI POLITICI CHE CI PROVANO.<br \/>\n\u00abCARI POPULISTI, NON C\u2019\u00c8 NIENTE DA CUI CI DOVETE LIBERARE. SIAMO NOI CHE DOBBIAMO LIBERARCI DELLA VOSTRA ONNIPRESENZA OPPRIMENTE, A PARTIRE DALLA RETE. E LO STIAMO GI\u00c0 FACENDO\u00bb.<\/p>\n<p>Le sardine lanciano il loro manifesto. Poche righe su Facebook per dichiarare guerra a Matteo Salvini e alla sua Lega, che promettono di voler liberare l\u2019Emilia-Romagna (e l\u2019Italia) dalla sinistra e che, come reazione opposta, hanno involontariamente dato vita al movimento delle 6 mila sardine. \u00abAdesso ci avete risvegliato \u2013 si legge in uno dei passaggi del manifesto \u2013 E siete gli unici a dover avere paura\u00bb. Il risveglio c\u2019\u00e8 stato davvero ed \u00e8 stato tumultuoso. Sono ormai 40 le citt\u00e0 italiane che hanno visto o vedranno una manifestazione delle sardine. Dal nord al sud Italia, da Bolzano a Sorrento passando ovviamente per l\u2019Emilia-Romagna, culla del movimento.<\/p>\n<p>\u00abABBIAMO SCRITTO quel manifesto per chiarire il nostro messaggio. Siamo di fronte ad un\u2019onda dirompente che sta risvegliando le coscienze in tutta Italia. La cittadinanza si sta mobilitando ovunque arrivi Salvini\u00bb, spiega Mattia Santori, tra gli organizzatori della prima manifestazione delle sardine, quella di Bologna che ha completamente riempito Piazza Maggiore e radunato almeno 10 mila persone.<br \/>\nAltre manifestazioni arriveranno domani, domenica e luned\u00ec, quando a Reggio Emilia, Rimini e Parma le sardine scenderanno in piazza in occasione dei comizi che il leader della Lega ha programmato in quelle citt\u00e0. Proprio domenica a Rimini Salvini ha annunciato il possibile colpo di coda, facendo sapere di volersi presentare nella piazza delle sardine per \u00abconoscerle\u00bb, e riguadagnare cos\u00ec centralit\u00e0 mediatica. Immediata la risposta degli organizzatori. \u00abIl capitan Pesce Palla verr\u00e0 da noi? Preparate allora un bel pesce palla da regalargli. E poi gi\u00f9 di selfie cos\u00ec \u00e8 contento. Tutto rigorosamente in silenzio\u00bb. L\u2019invito, se Salvini si presenter\u00e0 davvero, e gli organizzatori riminesi non ci credono molto, \u00e8 quello di ignorarlo e non abboccare ad eventuali provocazioni.<\/p>\n<p>A dovere fare i conti con tutto questo non sono solo Salvini e la sua candidata in Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni. A finire nel mirino delle sardine c\u2019\u00e8 anche la macchina social della Lega \u2013 la cosiddetta \u00abbestia\u00bb \u2013 che fino ad oggi sembrava inarrestabile. \u00abIl nostro obiettivo iniziale era oscurare la sua campagna elettorale. L\u2019abbiamo raggiunto\u00bb, ragiona Mattia Santori. \u00abSiamo gi\u00e0 centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. Condivideremo questo messaggio fino a farvi venire il mal di mare. Perch\u00e9 siamo le persone che si sacrificheranno per convincere i nostri vicini, i parenti, gli amici, i conoscenti che per troppo tempo gli avete mentito. E state certi che li convinceremo\u00bb, si legge ancora nel manifesto delle sardine che si definiscono \u00ablibere\u00bb, amanti delle \u00abcose divertenti, della bellezza, della non violenza (verbale e fisica), della creativit\u00e0, e dell\u2019ascolto\u00bb.<\/p>\n<p>INFINE L\u2019ENDORSEMENT alla buona politica, quella con \u00abla P maiuscola\u00bb, quella dei \u00abpolitici che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono pochi ma ci sono. Torneremo a dargli coraggio dicendogli grazie\u00bb. Una formulazione che non dice n\u00e9 Pd n\u00e9 sinistra, ma che ovviamente guarda da quella parte visto che le sardine, quando vanno in piazza, cantano Bella ciao.<\/p>\n<p>Di sicuro l\u2019ondata di flash mob e manifestazioni \u00e8 stata un tonico anche per Stefano Bonaccini, il presidente dem dell\u2019Emilia-Romagna che contro la Lega cercher\u00e0 il bis il 26 gennaio: sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo ha deciso di puntare altissimo e di indire, per il 7 dicembre, un comizio a Bologna proprio in Piazza Maggiore. La stessa piazza della sardine, quella dove da anni nessun politico si \u00e8 fatto vedere per paura del flop. E se fino a pochi giorni fa Bonaccini parlava al centro \u2013 il suo stop allo ius soli proposto da Zingaretti lo dimostra \u2013 ora le cose stanno cambiando. Nella sua chiamata di piazza l\u2019esponente dem ha accuratamente evitato di citare il suo partito ma, questa la novit\u00e0, ha parlato apertamente di giustizia sociale e di una societ\u00e0 capace di non dividere ricchi e poveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; ANCHE A MODENA SONO MIGLIAIA LE \u00abSARDINE\u00bb CONTRO SALVINI &amp; CO EMILIA ROMAGNA.<\/strong> DOPO BOLOGNA, BIS DEL SUCCESSO DEL FLASHMOB ANTI LEGA. ZINGARETTI: \u00abEVVIVA\u00bb. BERSANI ESULTA, di Daniela Dalerci<\/p>\n<p>Il dubbio che dopo l\u2019exploit del 14 novembre a Bologna il successo delle \u00absardine\u00bb non si ripetesse c\u2019era. E invece \u00e8 andata bene, anzi benissimo. Ieri in migliaia di cittadini e cittadine, almeno 7mila, soprattutto giovani, si sono radunate anche a Modena contro Salvini, arrivato in citt\u00e0 \u2013 un giro per alcune aziende di Carpi e infine cena in un ristorante con 400 persone \u2013 a sponsorizzare la candidata Borgonzoni alle regionali del 26 gennaio. Come a Bologna, niente insegne di partito n\u00e9 cartelli, solo sardine delle pi\u00f9 diverse fogge, frutto della creativit\u00e0 dei partecipanti con materiali spesso visibilmente riciclati, cantando a pi\u00f9 riprese Bella ciao, inno partigiano ormai per\u00f2 abbondantemente \u2019sdoganato\u2019 dalla serie tv \u00abLa casa di carta\u00bb. La manifestazione era stata convocata in Piazza Mazzini, accanto alla sinagoga, ma una valanga di adesioni ha travolto anche stavolta, come a Bologna, gli organizzatori che si sono attrezzati per spostarsi nella nella centralissima Piazza Grande, intorno alla Torre della Ghirlandina, patrimonio Unesco. La pioggia non li ha fermati: e cos\u00ec le foto dall\u2019alto stavolta mostrano una spianata di ombrelli.<br \/>\nSalvini ha masticato amaro la cena: \u00abLa partecipazione, diceva Giorgio Gaber, \u00e8 sempre positiva basta che sia democratica. Ma una delle animatrici della piazza democratica di Modena mi ha minacciato di morte. Quindi andate a chiedere se non si vergognano di far politica in questa maniera\u00bb, ha commentato. Esultanza invece dal Pd, che sta be attento per\u00f2 a non mettere \u00abil cappello\u00bb sulla manifestazione. Cos\u00ec Zingaretti twitta: \u00abGrandi! Anche a Modena una piazza piena di Sardine, evviva!\u00bb. \u00abPiovono sardine\u00bb, \u00e8 il saluto di Gentiloni. Pier Luigi Bersani, gi\u00e0 presidente dell\u2019Emilia Romagna, sceglie invece di salutare la piazza con un vecchio brano dei Rokes : \u00ab\u00c8 la pioggia che va e ritorna il sereno\u00bb. Lo cantava l\u2019indimenticabile Shel Shapiro, anche se c\u2019\u00e8 da scommettere che la stragrande maggioranza delle giovani \u00absardine\u00bb non l\u2019hanno \u2013 colpevolmente \u2013 mai ascoltata.<br \/>\nLa destra per lo pi\u00f9 sghignazza contro i manifestanti. Eppure va segnalato un ragionamento di Gianfranco Rotondi, fedele a Forza italia ma ostile alla leadership del capo leghista, che tenta di non consegnare solo alla sinistra la protesta: \u00abPer molti commentatori le sardine stanno a Salvini come i girotondi a Berlusconi, una sorta di mobilitazione massimalista e prevedibile della sinistra morettiana\u00bb, dice, \u00abLe sardine mi sembrano una novit\u00e0 politica: un popolo, finalmente un altro popolo visibile che non \u00e8 quello dei populisti e dell\u2019antipolitica\u00bb. Per ora il fenomeno \u00e8 prevalentemente di sinistra, conclude, \u00abma non \u00e8 detto che non provochi novit\u00e0 anche a destra\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): IL SOTTOSEGRETARIO MERLO CI PARLI DI QUELLO CHE VUOL FARE PER GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO E NON DI QUELLO CHE VUOLE IMPEDIRE<\/strong> &#8211;<\/p>\n<p>Il Senatore Riccardo Merlo, capo del MAIE e Sottosegretario agli esteri, ha lavorato una vota, creandosi un movimento ad personam, per diventare sottosegretario e appena ci \u00e8 riuscito si rimette l\u2019abito movimentista, l\u2019unico nel quale evidentemente si sente a suo agio. ROMA, 19 NOVEMBRE 2019Cos\u00ec, anzich\u00e9 dirci qual \u00e8 il suo programma per gli italiani all\u2019estero, ora che \u00e8 stato confermato nell\u2019incarico del governo \u201cConte 2\u201d, non trova di meglio che prendersela con Zingaretti e con la manifestazione del PD, tenutasi a Bologna, che hanno rilanciato, tra le altre cose, lo jus soli e lo jus culturae.<br \/>\n\u201cLa cittadinanza non si regala\u201d, tuona Merlo. Come se risiedere in un paese con un regolare permesso di soggiorno, lavorare contribuendo al progresso comune, pagare le tasse, rispettarne le leggi e i principi significhi mettersi in fila per avere un regalo. O come se nascere in Italia da almeno un genitore regolarmente residente, frequentare un intero ciclo di studi, parlare la nostra lingua e spesso qualcuno dei nostri dialetti, significhi appendere la calza della Befana. Trascurando un particolare forse non insignificante: le normative di cui finora si \u00e8 discusso per lo jus soli e lo jus culturae sono in ogni caso pi\u00f9 severe e restrittive di quelle in vigore da tempo in molti dei paesi pi\u00f9 avanzati d\u2019Europa.<\/p>\n<p>\u201cNoi siamo per lo jus sanguinis\u201d, dice sempre Merlo. Lui, cittadino argentino perch\u00e9 discendente da emigrati italiani che come decine di milioni di italiani emigrati nel mondo sono diventati cittadini dei paesi di residenza in base allo jus soli. E in quanto cittadini di quei paesi, hanno contribuito al loro benessere familiare e al progresso collettivo.<\/p>\n<p>Francamente, ho sempre pensato che come eletti all\u2019estero nelle istituzioni italiane dovremmo portare le nostre migliori esperienze e il senso di apertura e di coesione che sono state alla base del progresso dei paesi nei quali viviamo.<\/p>\n<p>Lo jus sanguinis? E chi lo tocca! Ha saputo da qualcuno, il nostro Sottosegretario, che per ogni eventuale concessione di cittadinanza a un ragazzo nato, cresciuto e professionalizzato in Italia sar\u00e0 negata o tolta la cittadinanza a un discendente di italiani all\u2019estero?<\/p>\n<p>Personalmente credo che in questo momento di obiettiva difficolt\u00e0 per tutti gli italiani, compresi quelli che risiedono all\u2019estero, si debba fare uno sforzo per non sparare a salve, controllando la demagogia e il propagandismo.<br \/>\nAnzich\u00e9 sollevare ombre, \u00e8 necessario muoversi e unire le forze per raggiungere risultati concreti e attesi. Questo \u00e8 quello che mi aspetto da un Sottosegretario per gli italiani nel mondo. Anche per evitare che il Senatore Merlo, sottosegretario agli esteri, quindi componente di questo governo, alla fine l\u2019opposizione la faccia a s\u00e9 stesso.<br \/>\nAngela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa \u2013 Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA Tel. 06 6760 3193 Email: schiro_a@camera.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; MANOVRA 2020: TESTO DDL BILANCIO IN SENATO.<\/strong> IL TESTO DEL DDL DI BILANCIO ARRIVA IN SENATO, PRENDE AVVIO L&#8217;ITER DELLA MANOVRA 2020: ALTA TENSIONE SUI TEMI FISCALI, DALLA PLASTIC TAX ALLE AUTO AZIENDALI.<br \/>\nMANOVRA PRONTA: NOVIT\u00c0 SU TASSE E PENSIONI<\/p>\n<p>Inizia in Senato l\u2019iter parlamentare della manovra 2020, le comunicazioni del presidente sul ddl di Bilancio sono in calendario per marted\u00ec 5 novembre: il testo sar\u00e0 assegnato alla commissione Bilancio, mentre le altre commissioni lo esamineranno solo in sede consultiva, trasmettendo i propri rapporti entro l\u201911 novembre.<br \/>\nIl passaggio parlamentare si annuncia infuocato, con alcuni punti della manovra 2020 (relativi a misure fiscali) gi\u00e0 al centro del dibattito, ancor prima dell\u2019inizio della discussione in Aula. Non solo: nelle ultime ore si stanno aprendo nuovi capitoli. Ad esempio il M5S torna a proporre restrizioni alle aperture serali e domenicali dei negozi.<br \/>\nIMPOSTE AMBIENTALI<br \/>\nTra i capitoli pi\u00f9 caldi dell\u2019attuale Ddl c\u2019\u00e8 la Plastic tax: insieme alla sugar tax, una delle nuove imposte ambientali che hanno trovato spazio nella versione definitiva del disegno di legge della manovra, dopo un tira e molla sull\u2019introduzione di nuovi balzelli in ottica green new deal.<br \/>\nGradita al M5S e criticata da Italia Viva, prevede un\u2019imposta da un euro al chilo per contenitori in plastica monouso e imballaggi non riciclabili\/riutilizzabili, esclusi diversi prodotti in ambito sanitario (es.: siringhe). Il ministro dell\u2019Economia, Roberto Gualtieri, si dichiara pronto a discutere rimodulazioni nel corso del passaggio parlamentare.<br \/>\nIn generale, la posizione di Italia Viva \u00e8 critica non solo su questa ma anche su altre altre misure fiscali: gli esponenti del nuovo partito di Matteo Renzi, par di capire, preferirebbero individuare risorse attraverso altre soluzioni, come il posticipo del taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori dipendenti o l\u2019abolizione della quota 100.<br \/>\nIMPOSTE AUTO<br \/>\nRiflettori accesi anche sulle auto aziendali, che \u00e8 stata rimodulata rispetto alle prime anticipazioni: non cambia nulla per le auto ibride o elettriche, mentre raddoppia la tassazione a carico del dipendente per le auto di piccola e media cilindrata (dal 30 al 60%), mentre \u00e8 totalmente a carico del lavoratore (100%) il chilometraggio di Suv e auto di grossa cilindrata super-inquinanti (che emettono oltre 160 grammi di CO2 al chilometro).<\/p>\n<p>DETRAZIONI IRPEF<br \/>\nIntesa di maggioranza pi\u00f9 solida sulle detrazioni IRPEF al 19%, che verranno riconosciute dall\u2019anno fiscale 2020 solo a fronte di pagamenti digitali (con l\u2019eccezione di spese sanitarie e mutuo), in ogni caso entro determinati paletti di reddito: le detrazioni si riducono sopra i 120mila euro, e si azzerano a 240mila euro.<br \/>\nCUNEO FISCALE<br \/>\nCome detto, ci sono posizioni contrastanti anche sulla misura pi\u00f9 costosa della manovra, il taglio del cuneo fiscale, che Italia Viva vorrebbe posticipare a ottobre, con uno slittamento di tre mesi rispetto al previsto luglio 2020. In questo caso, per\u00f2, i paletti dl Governo sembrano piuttosto rigidi: il ministro Gualtieri ha ricordato che si tratta di un pilastro della manovra 2020, quindi non va modificato. In ogni caso, il dibattito si sposta ora in Parlamento.<br \/>\nITER DELLA MANOVRA<br \/>\nL\u2019iter di questo ddl di Bilancio 2020 inizia in Senato. Come di consueto le prime tappe sono rappresentate dall\u2019assegnazione alla commissione Bilancio in sede referente (mentre le altre commissioni esaminano il testo in sede consultiva).<br \/>\nVerranno prima effettuate le audizioni con istituzioni e parti sociali, quindi si proceder\u00e0 con gli emendamenti, l\u2019approvazione e l\u2019invio del testo in Aula. L\u2019approvazione di Palazzo Madama dovrebbe arrivare entro la fine di novembre o l\u2019inizio di dicembre, quando il testo passer\u00e0 alla Camera. La manovra va approvata entro il 31 dicembre per l\u2019entrata in vigore del prossimo primo gennaio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; CHIEDIAMO AI DEPUTATI E AI SENATORI DI SOTTOSCRIVERE LA RICHIESTA DI REFERENDUM COSTITUZIONALE PER GARANTIRE AGLI ELETTORI CHE POSSANO DECIDERE CON IL REFERENDUM (EX ARTICOLO 138) SE APPROVARE O, COME NOI CREDIAMO, RESPINGERE IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI, VOTATO DAL PARLAMENTO.<\/strong><\/p>\n<p>Come nel 2016 solo il voto dei cittadini pu\u00f2 decidere su questa modifica della Costituzione.<br \/>\nIl taglio dei parlamentari \u00e8 motivato dai risparmi, ma in realt\u00e0 \u00e8 un paravento che serve a nascondere che vengono scaricate solo sul parlamento le responsabilit\u00e0 della crisi di funzionamento di tutto il sistema democratico italiano.<br \/>\nNella nostra Costituzione il parlamento ha un ruolo fondamentale di rappresentanza dei cittadini, pena la crisi del sistema istituzionale che caratterizza la nostra democrazia.<br \/>\nAvevamo chiesto ai parlamentari di esaminare alternative a questa scelta ma non ci \u00e8 stato consentito. Per riequilibrare gli effetti del taglio dei parlamentari ora si vorrebbero introdurre altre modifiche alla Costituzione. Tuttavia queste modifiche non correggono gli errori e gli effetti del taglio dei parlamentari e per di pi\u00f9 \u00e8 buio pesto sulla legge elettorale, che noi ribadiamo deve essere proporzionale e garantire ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti e di chiudere la fase dei nominati dai capi.<br \/>\nIl taglio dei parlamentari sommato alle norme elettorali in vigore apre una ferita nella capacit\u00e0 di rappresentare i cittadini, i territori, le posizioni politiche esistenti nel paese e di fatto crea per legge una maggioranza parlamentare che potrebbe avere in futuro i numeri anche per cambiare da sola la Costituzione.<\/p>\n<p>PROMUOVERE IL REFERENDUM COSTITUZIONALE COSTRINGEREBBE AD AFFRONTARE LA RIFORMA ELETTORALE.<br \/>\nDopo il porcellum, dichiarato incostituzionale, anche il rosatellum ha dato pessima prova e la legge elettorale voluta dalla Lega, da applicare dopo il taglio dei parlamentari, ne perpetua i difetti distorcendo la rappresentanza.<br \/>\nInoltre la Lega ha forzato nelle regioni dove \u00e8 al governo per promuovere un referendum abrogativo per cancellare il proporzionale e per di pi\u00f9 non nasconde di volere l&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica, vagheggiata da Salvini addirittura per il 2029.<\/p>\n<p>Legge elettorale iper maggioritaria e presidenzialismo sono due obiettivi della Lega. Anche se questa iniziativa della Lega non dovesse essere ammessa dalla Corte obbliga a mettere in campo una alternativa chiara che rafforzi la Costituzione e approvi una legge elettorale proporzionale come mezzo per ricostruire un rapporto di fiducia tra parlamentari e elettori.<br \/>\nOggi il rapporto tra parlamento e governo \u00e8 di fatto capovolto, al punto da fare approvare al parlamento leggi che non solo non possono essere modificare ma neppure lette.<br \/>\nL\u2019obiettivo del taglio dei parlamentari e di un esasperato maggioritario \u00e8 un parlamento pi\u00f9 piccolo ma ancora pi\u00f9 obbediente ai capi.<br \/>\nLa centralit\u00e0 del parlamento \u00e8 seriamente a rischio e da qui potrebbe partire una deriva centralizzatrice e autoritaria.<br \/>\nPer questo occorre consentire ai cittadini di esprimersi sul taglio dei parlamentari e obbligare ad approvare una nuova legge elettorale proporzionale.<br \/>\nCoordinamento per la Democrazia Costituzionale<br \/>\nFIRMATE LA PETIZIONE CHE CHIEDE AI SENATORI E AI DEPUTATI DI PROMUOVERE IL REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI, CONTATTATE DIRETTAMENTE QUELLI CHE CONOSCETE. PER FIRMARE LA PETIZIONE PROMOSSA DAL COORDINAMENTO ANDATE SU QUESTO INDIRIZZO DI CHANGE ORG:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/chng.it\/7tjW5mFz2B\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/chng.it\/7tjW5mFz2B<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 \u2013 NOTIZIE DAL PD, varato il nuovo statuto: il segretario non sar\u00e0 pi\u00f9 il candidato premier<\/strong><br \/>\nIl testo approvato a Bologna mette nero su bianco la natura antifascista del partito. Si prevede parit\u00e0 di genere in tutti gli organismi dirigenti, la &#8220;nascita della piattaforma deliberativa online&#8221;, dei circoli online e dei &#8220;Punti Pd&#8221;. La Direzione nazionale sar\u00e0 espressione per buona parte dei territori.<br \/>\nSondaggi Nelle citt\u00e0 sopra i 60mila abitanti vincono i giallorossi, altrove il centrodestra<br \/>\nIl segretario del Partito democratico non sar\u00e0 pi\u00f9 automaticamente il candidato alla guida del governo. Lo prevede il nuovo statuto approvato a Bologna dall&#8217;Assemblea nazionale alla fine delle convention durata tre giorni. Un passo che pu\u00f2 essere letto come l&#8217;archiviazione della fase leaderistica del partito, incarnata da Matteo Renzi, e come un presa di distanza dal partito a vocazione maggioritaria pensato da Walter Veltroni. Il segretario potr\u00e0 per\u00f2 convocare un congresso straordinario su un unico tema senza che questo comporti l&#8217;elezione di nuovi gruppi dirigenti: e tutti hanno pensato che questo potere calzi a pennello per l&#8217;ipotesi di un&#8217;alleanza strutturale con il Movimento 5 Stelle.<br \/>\nPd, Zingaretti: &#8220;Ci batteremo per cancellare i decreti Salvini&#8221;<br \/>\nLe altre novit\u00e0 mirano a costruire un partito unitario e pi\u00f9 aperto alla partecipazione dal basso. Fin dall&#8217;articolo uno che fissa sulla carta la natura antifascista del Pd. Un punto cruciale dello statuto, figlio del lavoro istruito da Maurizio Martina, \u00e8 la costruzione della &#8216;piattaforma deliberativa online&#8217;, con tanto di app in cui ogni iscritto potr\u00e0 trovare &#8220;ci\u00f2 che il Pd dice e si potranno offrire opinioni e idee, partecipando cos\u00ec alla vita di partito&#8221;.<br \/>\nDopo il voto dell&#8217;assemblea, il Pd sar\u00e0 &#8220;un partito pi\u00f9 aperto alla partecipazione delle persone, molto pi\u00f9 diretta, rendendo protagonista chi ne fa parte&#8221;, sottolinea il segretario Nicola Zingaretti, rispondendo implicitamente alla richiesta dei giorni scorsi dei cosiddetti &#8216;Giovani turchi&#8217;, e sottoscritta da oltre 300 tra dirigenti locali e sindaci, di un percorso costituente pi\u00f9 diffuso e condiviso dai circoli.<br \/>\nLa richiesta di continuare la discussione \u00e8 stata respinta. Ma dal Nazareno precisano che molte delle proposte arrivate dai territori sono state accolte, come ad esempio l&#8217;ampliamento della piattaforma partecipativa che d\u00e0 il via libera ai circoli online e ai Punti Pd: i primi permetteranno di &#8216;liberare&#8217; il partito dai cosiddetti &#8216;signori delle tessere&#8217; (esponenti locali che controllano il tesseramento a livello territoriale), mentre i secondi offriranno la possibilit\u00e0 al partito di uscire dalle sezioni per portarlo dove le persone vivono e lavorano. Ogni &#8216;punto Pd&#8217; potr\u00e0 essere formato da tre persone in ogni luogo dove sia necessaria un&#8217;azione &#8216;democratica&#8217;.<br \/>\nCon la riforma, inoltre, il Pd diventa un partito federale, con la nuova direzione nazionale indicata per la met\u00e0 ed eletta per i 2\\3 dai territori e per un terzo composta da rappresentanti e amministratori o segretari locali e regionali scelti dagli iscritti. Verr\u00e0 anche istituita la nuova Assemblea nazionale dei sindaci, che si \u00e8 gi\u00e0 riunita a Roma il mese scorso, che si avvale anche di un coordinamento e di un coordinatore che sar\u00e0 un componente della segreteria nazionale.<br \/>\nDopo 12 anni approvata la riforma dello statuto del partito<br \/>\nOra un partito pi\u00f9 aperto alle persone, pi\u00f9 forza ai circoli e ai territori, ai sindaci, ai circoli tematici e pi\u00f9 opportunit\u00e0 di partecipazione con i punti Pd. Per essere utili all\u2019Italia<br \/>\nNel nuovo statuto torna la parola &#8216;congresso&#8217; che sar\u00e0 simile a quello dei partiti tradizionali e quindi il confronto tra due o pi\u00f9 mozioni nella fase riservata agli iscritti; e che si concluder\u00e0 nella seconda fase, quella dell&#8217;elezione del segretario con le primarie aperte.<br \/>\n\u00c8 prevista l&#8217;assoluta parit\u00e0 di genere in tutti gli organismi dirigenti. Inoltre, nasce la fondazione per la formazione e la promozione della cultura politica, presieduta da Gianni Cuperlo.<br \/>\nLa decima modifica riguarda la sostenibilit\u00e0 ambientale: il Pd sar\u00e0 il primo partito ad avere un bilancio di sostenibilit\u00e0 secondo gli obiettivi di Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Infine, \u00e8 previsto un piano annuale per la ripartizione e gli incentivi ai territori legati alla promozione del 2&#215;1000 per il finanziamento delle attivit\u00e0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; OGGI ESISTONO 40 MILA CHILOMETRI DI MURI. E NOI CHE ABBIAMO CRITIATO IL MURO DI BERLINO E L\u2019UNIONE SOVIETICA. IL MONDO OCCIDENTALE DOVREBBE VERGOGNARSI.<\/strong><br \/>\nFate attenzione ad essere sempre dalla parte giusta del muro: ne siete certi?<br \/>\nOggi non una parola sui muri nel mondo, sembrava che esistesse solo il muro di Berlino.<br \/>\nFate una prova e ci resterete male.<br \/>\nQuesto banalissimo test \u00e8 stato suggerito parecchi anni fa da un professore di musica, profondo conoscitore dei giovani e studioso dei comportamenti umani. Consiste nel sottoporre una cartina geografica \u201cMUTA\u201d, cio\u00e8 senza indicazioni, di una qualunque parte del mondo a un gruppetto di persone: la statistica, ahim\u00e8, dice che la maggior parte di loro, addirittura 7 su 10, non sapr\u00e0 rispondere ad alcuna delle vostre domande, n\u00e9 riconoscer\u00e0 i Paesi che ha sotto gli occhi. La teoria del professore si spingeva a sostenere che l&#8217;abolizione della geografia al liceo come materia di studio avrebbe man mano portato il genere umano verso un disinteresse sempre pi\u00f9 smaccato per il prossimo: ignoranti tutti addirittura di dove si trovi quel \u201cprossimo tuo\u201d, non se ne sarebbero pi\u00f9 occupati. E\u2019 quello che auspica il grande capitale, \u201c dimenticare\u201d.<br \/>\nLo avrebbero dimenticato, ecco.<br \/>\n\u00c8 probabile che avesse ragione, il mio amico insegnante. Dai, provate con un gruppetto di amici: mettete loro davanti la cartina dell\u2019America del Sud e domandate, ad esempio, dov\u2019\u00e8 il Per\u00f9 e quale sia la capitale. \u00c8 l\u2019argomento di questa settimana. In questo mondo dove Internet ci collega tutti e con un clic possiamo arrivare ovunque, dove i ragazzi conoscono almeno anche l\u2019inglese per viaggiare e poter essere ovunque cittadini, in questo mondo che impazz\u00ec il 9 novembre 1989, quando cadeva finalmente il BERLINER MAUER e tutti d&#8217;improvviso ci sentimmo un po\u2019 pi\u00f9 liberi, ecco in questo stesso mondo, mentre 30 anni dopo ricordiamo quella vittoria di civilt\u00e0,<br \/>\nOGGI ESISTONO 40 MILA CHILOMETRI DI MURI.<br \/>\nLa stessa lunghezza di tutta la circonferenza della Terra. Noi conosciamo, per sentito dire, quello che sta ultimando il presidente Donald Trump fra gli Stati Uniti e il Messico, degli altri non sappiamo nemmeno dove si trovino, n\u00e9 perch\u00e9. Prima di raccontarvelo, un pensiero piccolissimo: ciascuna recinzione, ogni filo spinato, tutti i mattoni stanno l\u00ec contro qualcuno. Se ricordiamo Berlino, allora vale la pena sapere anche degli altri soprusi in atto.<br \/>\nSiamo in Per\u00f9, incastrati tra Ecuador, Colombia, Brasile, Bolivia e Cile, nella capitale Lima, sull\u2019Oceano Pacifico. QUI CORRE UN MURO DI CEMENTO CON IL FILO SPINATO ARROTOLATO SOPRA, LUNGO 10 CHILOMETRI E ALTO 3: le prime pietre furono posate nel 1985 per separare la zona ricca dei quartieri residenziali da quella povera della periferia pi\u00f9 disgraziata e con il passare del tempo il divario fra benestanti e straccioni \u00e8 aumentato e il muro si \u00e8 allungato in proporzione. Lo chiamano il \u201cMURO DELLA VERGOGNA\u201d e ricordano che a erigerlo furono certi gesuiti che intendevano proteggere un loro convento dal dilagare delle baraccopoli: oggi nella parte povera di Lima, il quartiere La Molina, non ci arriva nemmeno l\u2019acqua potabile.<br \/>\nA PROPOSITO, I VOSTRI AMICI HANNO TROVATO IL PER\u00d9 SULLA CARTINA MUTA?<br \/>\nA contare le migliaia e migliaia di chilometri di separazione e di barriere che disegnano il mondo \u00e8 stata una professoressa dell\u2019Universit\u00e0 di Montreal, in Canada, che nel 2014 ha pubblicato il saggio BORDERS, FENCES AND WAL\u00ccS: STATE OF INSECURITY? (CONFINI, BARRIERE E MURI: STATO INSICURO?) &#8211; disponibile su Amazon &#8211; e che oggi \u00e8 considerata l\u2019esperta pi\u00f9 preparata in materia e aggiorna il suo lavoro con cura certosina. S\u00ec, perch\u00e9 i governanti hanno deciso che la lunghezza della circonferenza della Terra non basti e stanno ancora stanziando fondi per nuove recinzioni. Contro l\u2019immigrazione, contro chi fugge dalle guerre, contro i poveri, anche contro i traffici illeciti. Segue l\u2019elenco dei principali muri del mondo, che \u00e8 tanto noioso quanto quasi completo. Lo faccio precedere da questa sola considerazione: chi srotola filo spinato elettrificato, chi cementa cocci sulla sommit\u00e0 dei muri pensa generalmente di stare dalla parte giusta di quello sbarramento. Succedesse magari che si sbaglia, che la parte giusta una volta \u00e8 quella che ha cercato di fermare a ogni costo, sarebbe un guaio, poich\u00e9 si ritroverebbe prigioniero di ci\u00f2 che ha costruito.<br \/>\nIn Africa: una rete metallica ELETTRIFICATA DI 500 CHILOMETRI separa Botswana e Zimbabwe; c\u2019\u00e8 filo spinato tra Sudafrica e Mozambico e 2.700 CHILOMETRI di cemento corrono tra Marocco e Sahara Occidentale: \u00e8 questo il secondo muro pi\u00f9 lungo del mondo, con campi minati e militari a guardia.<br \/>\nMURI ANCHE TRA IL KENYA E LA SOMALIA, FRA L\u2019EGITTO E LA STRISCIA DI GAZA.<br \/>\nIn Europa: esiste un MURO FRA GRECIA E TURCHIA, uno FRA TURCHIA E BULGARIA e uno ancora fra Ungheria e Serbia e Croazia. Fra Austria e Slovenia ci sono 3 chilometri di filo spinato e una barriera \u00e8 stata eretta FRA NORVEGIA E RUSSIA, la stessa soluzione adottata dalle Repubbliche Baltiche sempre verso la Russia. Negli Stati Uniti: dal 1990 quattro presidenti si sono occupati di chiudere i confini con il Messico: Bush junior, Clinton, Obama e ora Trump. Sono arrivati a oltre 3 mila chilometri di recinzione e non mi risulta alcuna intenzione di smetterla.<br \/>\nLA SFIDA CHE VALE LA PENA \u00c8 COSTRUIRE POLITICHE SOCIALI AL POSTO DEI MURI:<br \/>\nCI SI METTE LO STESSO TEMPO, FORSE SI OTTIENE QUALCOSA DI MEGLIO.<\/p>\n<p>Da leggere<br \/>\nBORDERS, FENCES AND WAL\u00ccS: STATE OF INSECURITY? Di E. VALLET Sommario. Venti anni dopo la caduta del muro di Berlino, la domanda rimane &#8220;Le buone recinzioni fanno ancora buoni vicini&#8221;? Sin dalla Grande Muraglia Cinese, il Muro Antonino, costruito in Scozia per sostenere il Muro di Adriano, il &#8220;Limes&#8221; romano o il recinto di Danevirk, il &#8220;Muro&#8221; \u00e8 stato una costante nella protezione di entit\u00e0 definite che rivendicano la sovranit\u00e0, Oriente e Occidente. Ma il muro \u00e8 pi\u00f9 di un relitto storico per la gestione dei confini? Negli ultimi anni, il muro \u00e8 stato rinnovato nel Nord America, in particolare lungo il confine tra Stati Uniti e Messico e Israele-Palestina. Ma il successo di queste nuove mura nello sviluppo di relazioni amichevoli e ordinate tra le nazioni (o addirittura all&#8217;interno delle nazioni) rimane poco chiaro. Quale ruolo gioca il muro nello sviluppo della sicurezza e dell&#8217;insicurezza? I muri contribuiscono a creare un senso di insicurezza tanto quanto attenuano le paure e creano un senso di sicurezza per chi \u00e8 &#8220;dietro la linea&#8221;? Quale tipo di sicurezza \u00e8 associata ai muri di confine? Questo libro esplora il problema di come il ritorno delle recinzioni e dei muri di confine come strumento politico possa essere sintomatico di una nuova era negli studi sui confini e nelle relazioni internazionali. Adottando un approccio multidisciplinare, questo volume esamina i problemi che includono problemi di sicurezza; la ricorrenza e \/ o il declino del muro; discorsi a muro; approcci legali al muro; l &#8216;&#8221;industria delle pareti&#8221; e la tecnologia delle frontiere, nonch\u00e9 il loro simbolismo, ruolo, obiettivi ed efficienza.<br \/>\nDA CHE PARTE DEL RECINTO SEI ?; Ogni storia ha due lati, cos\u00ec come ogni muro. Siamo in una nuova era di tribalismo e le barricate stanno salendo; Denaro, razza, religione, politica: queste sono le cose che ci dividono. Il muro di Trump dice tanto sul passato diviso in America quanto sul suo futuro. Il Grande Firewall della Cina separa &#8220;noi&#8221; da &#8220;loro&#8221;. In Europa, la combinazione esplosiva di politica e migrazione minaccia la stessa democrazia liberale; Coprendo la Cina; Gli stati uniti; Israele e Palestina; Medio Oriente; il subcontinente indiano; Africa; Europa e Regno Unito. Il nostro passato e il nostro presente per rivelare le linee di faglia che modelleranno il nostro mondo per gli anni a venire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; LULA\u2019S FREEDOM REKINDLES HOPE ACROSS LATIN AMERICA WRITTEN,<\/strong> Lula is free, and this has rekindled hopes across Brazil and Latin America. \u201cA man who has become a symbol is returned to us,\u201d said former Uruguayan President Pepe Mujica. He is a symbol for dignity, justice and social equality, a symbol for the fight against poverty and for national sovereignty. by Roberto Livi.<br \/>\nReleased from prison after spending 580 days in jail, the former Brazilian president insisted once more: \u201cIt is not me whom they wanted to imprison, but an idea.\u201d And he is willing to promote that idea of social justice and the integration of Latin America \u201cmore forcefully than before.\u201d<br \/>\nJust emerged from Curitiba prison, Lula has already become the figure of the \u201canti-Bolsonaro\u201d\u2014the nemesis of the president of racial and gender hatred, in the pocket of the landowners who are destroying the forests and Pentecostal fundamentalists, whose most notable policy is \u201cguns for everyone.\u201d And who also represents subservience to Donald Trump\u2019s United States, as he demonstrated three days ago at the UN, when Brazil (in the company of Israel) voted in favor of the criminal embargo against Cuba.<br \/>\nLula is also a symbol for a continent that has been on fire with protests for over a month. This is not, however, a new Red October. The protesters are not marching with the image of Che Guevara or singing the Internationale. The rebellion and discontent that began near the Rio Bravo and stretched all the way down to Patagonia, involving the indigenous and young people, women and the middle classes, is against a neoliberal politics that is pushing them down\u2014as an increasingly large share of the continent\u2019s 600 million inhabitants, now 10.2%, is living in poverty\u2014all of them kept far removed from a socio-economic elite which is appropriating the greatest part of the wealth. The elite is also endangering the future of young people, with an environmental policy dangerously subservient to the dogmas of consumer society.<\/p>\n<p>The Latin American subcontinent is not the poorest region of the planet, but it is the one with the highest levels of inequality. Out of the 10 countries with the highest Gini index\u2014a measure of socio-economic inequality\u2014only two are not Latin American (South Africa and Rwanda).<\/p>\n<p>If we add to this situation the fact that Latin America is the region that has suffered the most from the global crisis\u2014it will grow by just 0.2% year over year, according to the IMF\u2014it is understandable why the common spark that unites these outbreaks of rebellion is the cry of \u201cya basta\u201d of the Chilean youth, who want to do away with the legacy of Pinochet and the Chicago Boys. The latter, as Joseph Stiglitz recounted (in his The Price of Inequality), have been preaching for 30 years that neoliberal policies would produce wealth at a more rapid rate, whose benefits would then propagate downwards, ensuring a better life for all. Stiglitz foresaw that the evidence on record\u2014showing that such policies don\u2019t produce much more than inequality\u2014would lead to a distrust in the ruling elites and would erode the rule of law.<\/p>\n<p>The contempt for the type of politics pursued by governments and the ruling classes does not, however, imply disillusionment about politics as such. Quite the contrary: the current struggles\u2014especially in Chile\u2014and the results of the latest elections show that there is a civil society that wants to be a protagonist on the political stage. What is taking place cannot be interpreted (only) according to the left-right axis. According to Marta Lagos, head of Latinobarometro, \u201ctoday, the people don\u2019t vote for the left or the right, but for those who are proposing solutions to their problems.\u201d<\/p>\n<p>The redistributive policies implemented by progressive governments during the decade of the Latin American \u201cpink tide\u201d\u2014following Lula\u2019s first election victory in 2003\u2014which were then continued in Venezuela and Bolivia, have not changed the orientation of the system of extractivist development based on the exploitation of commodities. Furthermore, they have also failed to increase grassroots participation and ensure a widespread political culture.<\/p>\n<p>Lula is free for now, but he has not been acquitted. Only if he can get his appeals court sentence overturned will he be able to return to active politics and enter the battlefield to win the presidency of Brazil. However, as Mujica said, he is already able to represent the progressive and pragmatic leader who can channel the people\u2019s voice as it arises from the popular uprisings.<\/p>\n<p>He is an example for the leaders of the \u201cpink tide\u201d\u2014Mujica, Correa (Ecuador), Lugo (Paraguay), Roussef (Brazil)\u2014which met this week in Buenos Aires along with 20 other progressive leaders of the Gruppo di Puebla, called by the newly elected Argentinian president Alberto Fernandez to outline a program of integration for Latin America and economic and social policies to address the crisis that is gripping the subcontinent.<\/p>\n<p>The leaders of Cuba, Venezuela and Nicaragua, who form the radical wing of the progressive pack, have chosen not to participate.<\/p>\n<p>But Havana, along with Caracas, remains on the front lines, taking the flak from the attacks that are coming from the powerful neighbor to the north. The events taking place in Bolivia, where we are seeing an ongoing coup which has been planned for months by the US Embassy and is being implemented by the civic committees led by Camacho, threatening secession of the three great population centers\u2014Santa Cruz, Cochabamba and Sucre\u2014if President Evo Morales doesn\u2019t resign, is particularly worrying for the Cuban leadership. Donald Trump has put into place no less than 187 measures against the island since he was elected. The embargo has become a ruthless economic and trade war, but it has not been able to bring Cuba to its knees.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 &#8211; ECCO COME LA LEGA AVREBBE PAGATO DECINE DI PROPRI DIPENDENTI CON I SOLDI DEGLI ITALIANI.<\/strong><br \/>\nA riferirlo \u00e8 un\u2019indagine condotta da Fanpage. ROMA \u2013 La Lega avrebbe pagato decine di propri dipendenti con i soldi degli italiani. A riferirlo \u00e8 Fanpage che nelle ultime settimane ha condotto un\u2019indagine raccogliendo anche delle dichiarazioni di una fonte che ha lavorato fino al 2017 all\u2019interno dell\u2019amministrazione del Carroccio. La persona \u00e8 venuta a conoscenza dei fatti \u201cdirettamente da Giorgetti, oltre che dai vari dipendenti di via Bellerio\u201c. L\u2019escamotage della Lega: l\u2019inchiesta di Fanpage L\u2019inchiesta di Fanpage \u00e8 iniziata nei mesi scorsi. Le indagini si riferiscono al quinquennio 2013-2017 quando il Carroccio ha incassato contributi pubblici per circa due miliardi di euro. E questo considerando solo la Regione Lombardia ma a questi vanno aggiunti anche quelli delle amministrazione che ai quei tempi erano gestite dal partito di via Bellerio.<br \/>\nQuesti ricavi sarebbero stati utilizzati per pagare una decina di dipendenti della Lega. Si tratta di una legge che pone dei limiti visto che questi soldi possono essere utilizzati solo per le attivit\u00e0 di partito. \u201cI gruppi consiliari \u2013 precisa la legge \u2013 non possono utilizzare, neppure parzialmente, i contributi erogati dal Consiglio regionale per finanziare direttamente o indirettamente le spese di funzionamento degli organi centrali e periferici dei partiti<br \/>\nLe dichiarazioni della fonte La conferma di questi pagamenti \u00e8 arrivata da una fonte citata da Fanpage: \u201cRicordo che Giorgetti chiedeva al presidente del gruppo regionale della Lega in Lombardia, che all\u2019epoca era Stefano Galli, quanti soldi aveva a disposizione per pagare il personale che lavorava in via Bellerio [\u2026]. Erano persone che seguivano le attivit\u00e0 dei vari sindaci sparsi sul territorio, gli enti locali, organizzavano le feste di Pontida o di Venezia, tutto questo genere di attivit\u00e0. Io ero l\u00ec, le vedevo tutti i giorni al lavoro. E\u2019 andata avanti per molti anni, almeno fino al 2017, dopodich\u00e9 non so, perch\u00e9 da allora non faccio pi\u00f9 parte del partito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; L\u2019ON. LA MARCA (PD) AL 25\u00b0 ANNIVERSARIO DELLO JUVENTUS CLUB DI BOSTON.<\/strong> L\u2019On. Francesca La Marca ha partecipato sabato 16 novembre al 25\u00b0 anniversario dello Juventus Club di Boston, che si \u00e8 celebrato presso il Watertown Sons of Italy. Accolta dal Presidente del Club Ross Zagami, dal Cav. Domenico Susi e da Alberto Mustone, rispettivamente Vicepresidente e Tesoriere del Comites di Boston, la parlamentare, nel suo intervento, dopo avere ringraziato per il gentile e gradito invito, ha ricordato che lo stesso anno della sua elezione ha avuto il primo incontro con la comunit\u00e0 di Boston proprio in occasione dell\u2019annuale evento organizzato dallo Juventus Club, sempre disponibile, per merito dei suoi dirigenti, all\u2019accoglienza e al dialogo. ROMA 18 NOVEMBRE 2019<br \/>\nLa celebrazione dell\u2019anniversario \u2013 ha sottolineato la parlamentare &#8211; riveste un significato che va ben oltre la passione e il tifo per una squadra. La Juventus, infatti, \u00e8 la squadra italiana che ha il maggior numero di tifosi e la sua storia, in Italia e all\u2019estero, \u00e8 diventata sinonimo di italianit\u00e0. La passione sportiva, come dimostrano le grandi manifestazioni che si sono avute anche all\u2019estero ogni qualvolta l\u2019Italia ha vinto qualche importante competizione mondiale, \u00e8 sicuramente un elemento della nostra identit\u00e0, come l\u2019evocazione della \u201cpizza\u201d e dell\u2019\u201despresso\u201d.<br \/>\n\u201cNel mio ruolo di deputata al Parlamento italiano \u2013 ha sottolineato La Marca &#8211; combatto ogni giorno per rappresentare con un senso di dignit\u00e0 gli italiani del Nord America e per sollecitare attenzione verso le questioni per loro pi\u00f9 pressanti\u201d.<br \/>\nLa parlamentare ha poi concluso il suo saluto con queste parole: \u201cLa passione e il senso di comunit\u00e0 che vedo e sento qui, anche questa sera, mi fanno essere orgogliosa di essere la figlia di immigrati italiani e mi danno la giusta motivazione per continuare a lottare per tutti noi. Il mio auspicio, in questa speciale occasione, \u00e8 che il vostro impegno per unire la comunit\u00e0 italiana attraverso l\u2019attivit\u00e0 del club si sviluppi anche in futuro, soprattutto a beneficio dei pi\u00f9 giovani\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>14 &#8211; SOLIDARIET\u00c0 CON GIOVANNI IMPASTATO.<\/strong> L\u2019incendio doloso dei locali della pizzeria di Giovanni Impastato \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di quanto ancora questo cognome sia ingombrante nella storia di questo Paese. Dopo un altro attentato nel 2011, dopo che il locale, in seguito ad un esposto anonimo era stato chiuso per motivazioni di ordine burocratico amministrativo e se ne attendeva la riapertura, questa \u00e8 l\u2019ennesima vigliacca offesa. Evidentemente La Casa Memoria e la stessa pizzeria che ha ospitato tanti incontri antimafia rappresentano dei presidi democratici che danno fastidio. Per Rifondazione Comunista ogni attacco fatto alla famiglia e alla memoria di Peppino rappresentano un attacco alla nostra storia e al nostro patrimonio politico e ideale. Alle istituzioni il compito di cercare i responsabili di tale atto, a Giovanni Impastato e alla sua famiglia la solidariet\u00e0 di tutta Rifondazione Comunista<br \/>\nMaurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.<\/p>\n<p>Per la seconda volta, hanno incendiato la pizzeria di Giovanni Impastato, fratello di Peppino. E\u2019 l\u2019ennesimo segnale inquietante che registriamo contro i simboli della lotta alla mafia in Sicilia. Domenica 10 Novembre abbiamo manifestato a Troina contro i danni causati dolosamente all\u2019Azienda Speciale Silvio Pastorale del Comune. E dopo l\u2019incendio della libreria Pecora Elettrica di Centocelle. Il clima di odio, di razzismo, di paura diffuso nel paese da Lega e Fratelli d\u2019Italia, offre uno spazio oggettivo ai gruppi neofascisti e alle organizzazioni mafiose, le une e gli altri quasi sempre legati da un intreccio eversivo e criminale, non sufficientemente contrastato dalle e nelle istituzioni.<br \/>\nA Giovanni Impastato, alla sua famiglia, ai dipendenti della pizzeria va l\u2019incondizionata solidariet\u00e0 di Rifondazione comunista, e l\u2019impegno dei nostri militanti per la liberazione della Sicilia dalla mafia e dai suoi meccanismi di accumulazione violenta e illegale.<br \/>\nMimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>15 &#8211; MERLO: \u201cNEL 2020 NUOVA AGENZIA CONSOLARE ALLE CANARIE\u201d.<\/strong> IL GOVERNO HA DECISO DI APRIRE UNA NUOVA AGENZIA CONSOLARE A TENERIFE, notizia annunciata proprio dal Sottosegretario Merlo nelle scorse settimane, \u201cper essere ancora pi\u00f9 vicini ai nostri connazionali\u201d ha sottolineato il senatore<br \/>\nRispondendo quindi agli Onorevoli interroganti, il Sottosegretario Merlo ha innanzitutto sottolineato \u201ccome il governo riservi la massima attenzione all\u2019efficienza della rete consolare, specie nei Paesi con importanti comunit\u00e0 italiane come la Spagna. Anche in quel Paese, infatti, negli ultimi anni si \u00e8 assistito a un forte incremento della presenza dei connazionali, in particolar modo nelle Isole Canarie\u201d.<br \/>\nPer questo alle Canarie il governo ha deciso di aprire una nuova agenzia consolare, notizia annunciata proprio dal Sottosegretario Merlo nelle scorse settimane, \u201cper essere ancora pi\u00f9 vicini ai nostri connazionali\u201d ha sottolineato il senatore.<br \/>\n\u201cNelle Isole Canarie, a circa tre ore di volo da Madrid, gli italiani \u2013 ha spiegato Merlo durante il suo intervento in Commissione \u2013 sono ormai la pi\u00f9 numerosa comunit\u00e0 tra quelle straniere: con circa 32 mila iscritti all\u2019anagrafe consolare, essi rappresentano oltre un quarto dei 107 mila italiani di competenza della circoscrizione consolare di Madrid. Secondo gli ultimi dati disponibili da parte spagnola, i connazionali stabilmente residenti nell\u2019arcipelago \u2013 ove peraltro gi\u00e0 operano due Consolati Onorari (a Las Palmas e Tenerife) \u2013 risultano essere in realt\u00e0 oltre 50 mila, un numero quindi ben superiore a quello dell\u2019anagrafe consolare. In aggiunta, non va dimenticato l\u2019intenso flusso turistico con l\u2019Italia, grazie ai tanti collegamenti aerei diretti con diverse citt\u00e0 italiane\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn tale quadro il governo ha recentemente deciso di avviare le procedure interne alla Farnesina per istituire un\u2019Agenzia consolare nelle Isole Canarie\u201d, ha confermato l\u2019esponente del governo, per poi proseguire: \u201cL\u2019Ufficio avr\u00e0 sede con tutta probabilit\u00e0 ad Arona, localit\u00e0 nel sud dell\u2019isola di Tenerife dove nelle prossime settimane si recher\u00e0 in missione una delegazione dell\u2019Ambasciata per individuare gli spazi pi\u00f9 idonei ad ospitare l\u2019istituendo Ufficio consolare. La scelta dell\u2019Isola di Tenerife \u00e8 giustificata dal consistente numero di connazionali ivi residenti, stabilmente o temporaneamente, nonch\u00e9 dall\u2019intenso flusso turistico con l\u2019Italia. Arona in particolare \u00e8 la localit\u00e0 nella quale risiede la maggioranza dei nostri connazionali presenti sull\u2019Isola\u201d.<br \/>\n\u201cAl fine di assicurare un miglioramento dei servizi consolari a favore della nostra collettivit\u00e0 in tempi brevi, sulla base di espresse istruzioni da parte della Farnesina, l\u2019Ambasciata a Madrid ha gi\u00e0 richiesto alle Autorit\u00e0 spagnole l\u2019autorizzazione all\u2019apertura nelle Isole canarie di uno \u201cSportello consolare\u201d, ufficio distaccato dell\u2019Ambasciata che rimarr\u00e0 attivo sino alla piena operativit\u00e0 del nuovo Ufficio consolare di carriera. Con riferimento alle tempistiche, si auspica che lo \u201cSportello consolare\u201d possa essere aperto nei primi mesi del prossimo anno mentre l\u2019Agenzia Consolare, viste le procedure amministrative e tecniche necessarie alla sua piena operativit\u00e0, potr\u00e0 probabilmente iniziare a fornire servizi al pubblico nel corso del secondo semestre del 2020\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>16 &#8211; MANIFESTO LABOUR, IL COMPAGNO CORBYN PUNTA SUL ROSSO.<\/strong> VERSO IL 12 DICEMBRE. SANIT\u00c0 PUBBLICA, ALLOGGI POPOLARI, RICONVERSIONE ENERGETICA, UN SECONDO REFEREDNUM SULLA BREXIT: LA SFIDA A JOHNSON \u00c8 LANCIATA, di Leonardo Clausi<br \/>\nSi vota il 12 dicembre, l\u2019ennesima volta in cinque anni. No, Godot-Brexit non \u00e8 arrivato, chiss\u00e0 se e quando lo sar\u00e0. Finora \u00e8 stata una campagna elettorale moscia, floscia, in differita, al buio e al freddo. A iniettargli adrenalina \u00e8 il programma elettorale del New \u201cOld\u201d Labour di Jeremy Corbyn, presentato ieri a Birmingham. Prende le mosse da quello del 2017, che aveva svaporato i sogni di vanagloria \u2013 e di maggioranza assoluta \u2013 di Theresa May, consentendo al Labour un cospicuo recupero sui Tories. Ma va oltre. Prevede un potenziamento e una massiccia de-privatizzazione della sanit\u00e0 pubblica, cure dentali gratuite, centomila nuovi alloggi l\u2019anno entro il 2024 per dare una casa ai senzatetto, riconversione energetica verso le rinnovabili e ritorno all\u2019occupazione \u201cverde\u201d delle zone deindustrializzate, nazionalizzazione di energia elettrica, gas, acqua, poste, banda larga gratuita. Stop alla macelleria sociale e dell\u2019austerity vampiresca del controverso sistema Universal credit degli etoniani, con la reintroduzione di un modello di sussidi umano e il blocco dell\u2019et\u00e0 pensionabile a sessantasei anni; e fine delle tasse universitarie pi\u00f9 care d\u2019Europa, nazionalizzazione delle ferrovie e autobus gratuiti per chi ha meno di venticinque anni. Aumento del salario minimo da otto a dieci sterline l\u2019ora. In politica estera, un nuovo internazionalismo, che significa, essenzialmente, basta servire la mitragliatrice americana quando spara democrazia in lungo e in largo.<\/p>\n<p>CORBYN SPERA gli valga le chiavi di Downing Street: proprio lui, che ha passato la vita a urlarci davanti con dei cartelli al collo. Mettiamola cos\u00ec: se per alcuni non si era mai visto niente di simile, ambizioso, redistributivo dai tempi dei Levellers, per altri non \u00e8 che il minimo indispensabile. E alcune delle politiche pi\u00f9 ambiziose, come mantenere la libert\u00e0 di movimento delle persone, l\u2019abolizione delle scuole private votate dalla base all\u2019ultimo congresso e la sacrosanta decarbonizzazione dell\u2019economia entro il 2030, sono state abbandonate, soprattutto per pressione dei sindacati.<\/p>\n<p>Eppure anche il solo scorrere queste proposte, accolte dai consueti, striduli \u201cchi paga?\u201d dei media di regime incapaci di considerare una societ\u00e0 che non sia solo per azioni, fa l\u2019effetto di un tonico. A pagare saranno i troppi miliardari dai capitali in perpetua fuga, le compagnie petrolifere che ammassano profitti assassinando la biosfera: la cuspide dell\u2019un percento, che ha nella City la propria capitale europea. Quanto a Brexit, ci sar\u00e0 un secondo referendum dopo che si sar\u00e0 rinegoziato un accordo che prevede la permanenza nell\u2019Unione doganale dell\u2019Ue e \u201cprossimit\u00e0\u201d al mercato unico. I cittadini europei residenti in Uk non dovrebbero passare pi\u00f9 attraverso la trafila di richiesta del settled status.<\/p>\n<p>QUESTA \u00c8 L\u2019UNICA occasione \u2013 per lui settantenne e per i suoi concittadini pi\u00f9 giovani che non vogliono invecchiare in una terra ecologicamente e socialmente desolata \u2013 di raddrizzare la societ\u00e0 pi\u00f9 privatizzata e diseguale d\u2019Europa, dove la stampa \u00e8 quasi del tutto in mani private, mendaci e destrorse, dove la crisi economica la pagano le vittime arricchendo i perpetratori, dove le vendite di Suv aumentano man mano che la catastrofe climatica priva di acqua e terra coltivabile il Sud del mondo; o anche solo dove la persistenza di una famiglia sur-reale ammantata in ermellino sta a dimostrare che no, la legge non \u00e8 uguale per tutti (cfr. il rampollo Andrew). Anche solo questo basterebbe perch\u00e9 l\u2019atroce angoscia baudelairiana sconficcasse il suo nero vessillo dal nostro cranio. Dopotutto se una cosa del genere succede qui, nella capitale mondiale della disuguaglianza, pu\u00f2 davvero succedere ovunque.<\/p>\n<p>IL DISTACCO NEI SONDAGGI? Sedici punti dai Tories, ma Boris Johnson si sta confermando elettoralmente mediocre, capace solo di ripetere Get Brexit done, lo slogan Tory che ricorda la strong and stable leadership di Theresa May.<\/p>\n<p>Con buona pace dei Giuf\u00e0 della post-politica, dopo tanto giocare a rimpiattino, destra e sinistra sono tornate visibili. C\u2019\u00e8 solo da sperare che, come col blairismo neoliberale, il resto d\u2019Europa si affretti a imitare il corbynismo socialista. 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