{"id":28881,"date":"2019-11-11T09:50:24","date_gmt":"2019-11-11T09:50:24","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28881"},"modified":"2019-11-11T11:02:47","modified_gmt":"2019-11-11T11:02:47","slug":"19-11-09-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28881","title":{"rendered":"19 11 09 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZION"},"content":{"rendered":"<p><strong>01<\/strong> &#8211; Alfiero Grandi. Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari \u00e8 molto probabile, prepariamoci.<br \/>\n<strong>02<\/strong> &#8211; La Marca (Pd): \u201cho interrogato con urgenza il governo sulle iniziative da prendere per limitare gli effetti dei dazi usa sui nostri prodotti\u201d<br \/>\n<strong>03<\/strong> &#8211; Schir\u00f2 (Pd): la mia proposta di legge per l\u2019istituzione di una bicamerale sull\u2019emigrazione e sulle nuove mobilit\u00e0.<br \/>\n<strong>04<\/strong> &#8211; LA MARCA (PD): \u201cle mie dichiarazioni di voto per conto del pd su due importanti trattati con il Messico e l\u2019Argentina\u201d<br \/>\n<strong>05<\/strong> &#8211; Schir\u00f2 (Pd): evitare che la legge di bilancio contenga misure penalizzanti per gli italiani all\u2019estero<br \/>\n<strong>06<\/strong> &#8211; L\u2019on. Francesca La Marca (PD) ha incontrato i rappresentanti della delegazione del QU\u00c9BEC A ROMA sulla questione delle patenti e su altre di reciproco interesse tra le due realt\u00e0<br \/>\n<strong>07<\/strong> &#8211; Il taglio dei parlamentari apre una fase contraddittoria, incomprensibile. La nuova maggioranza che ha espresso il governo Conte 2 ha deciso di approvare il taglio dei parlamentari nella versione gi\u00e0 votata in 3 letture dalla maggioranza Lega-M5Stelle.<br \/>\n<strong>08<\/strong> &#8211; Due esempi di scelte etiche e politiche per avere un\u2019anima. Si parla molto di anima, in questi giorni, a proposito del governo e della maggioranza politica che lo sostiene<br \/>\n<strong>09<\/strong> &#8211; \u00abSilurata per interessi privati\u00bb. L\u2019ex ambasciatrice Usa a Kiev accusa Trump<br \/>\nDiventano pubbliche le indagini sull\u2019impeachment. L\u2019audizione di Marie Yovanovitch aggiunge dettagli inquietanti all\u2019Ucraniagate<br \/>\n<strong>10<\/strong> &#8211; C\u2019\u00e8 una nuova generazione, la Generazione G.<br \/>\nQuella che si occupa delle prossime, di generazioni, e se ne preoccupa pi\u00f9 di quanto non abbiano fatto le precedenti.<br \/>\n<strong>11<\/strong> &#8211; Lula libero riaccende la speranza. America latina. Il simbolo di un continente in fiamme che ha un disperato bisogno di giustizia sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01 &#8211; ALFIERO GRANDI. IL REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI \u00c8 MOLTO PROBABILE, PREPARIAMOCI.I SENATORI CHE HANNO FIRMATO PER IL REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI SONO ORMAI 50. I PROMOTORI SONO CONVINTI DI ARRIVARE ALLA SOGLIA MINIMA DI 64.<\/strong> Comunque hanno tempo fino al 12 gennaio, termine dei 3 mesi previsti per raccogliere le firme necessarie. \u00c8 ragionevole ritenere che questo traguardo verr\u00e0 raggiunto e come conseguenza si terr\u00e0 il referendum costituzionale previsto dall\u2019articolo 138. Sui tempi di effettuazione la situazione \u00e8 pi\u00f9 incerta. La legge consente al governo di differire entro un massimo di sei mesi la convocazione del referendum se vi sono altre modifiche della Costituzione in corso per riunire il voto in un giorno solo. In effetti ci sono altre modifiche costituzionali in arrivo perch\u00e9 \u00e8 la stessa maggioranza che le promuove dopo che, con una piroetta politica di 180\u00b0, il Pd e Leu hanno deciso di votare a favore del taglio dei parlamentari, mentre nelle precedenti tre votazioni avevano votato contro. Probabilmente agli occhi di chi ha condotto la trattativa per il Pd con il M5Stelle la modifica costituzionale del taglio dei parlamentari \u00e8 sembrato un prezzo accettabile per formare il nuovo governo.<br \/>\nLa Costituzione non dovrebbe entrare tra gli argomenti per costituire maggioranze di governo, non fosse altro perch\u00e9 la temporalit\u00e0 delle due materie \u00e8 diversa. La costituzione di un governo e la formazione di una maggioranza sono iniziative che hanno come prospettiva al massimo una legislatura, mentre la modifica della Costituzione dovrebbe guardare ad un periodo molto pi\u00f9 lungo. Aggiungo che la nostra Costituzione meriterebbe maggiore rispetto, non solo perch\u00e9 ha svolto bene i suoi compiti per oltre 70 anni ma soprattutto perch\u00e9, come \u00e8 noto, \u00e8 nel mirino da tempo di centri finanziari e di potere internazionali che hanno messo nel mirino le Costituzioni mediterranee, a partire da quella italiana. La nostra Costituzione ha principi derivanti dalla vittoria sul nazifascismo e dalla Resistenza, quindi \u00e8 state scritte con il contributo anche delle forze di sinistra. Prima di aprire la strada alle modifiche bisognerebbe sempre preoccuparsi del rischio di sfondamenti e ribaltamenti dell\u2019asse costituzionali. Quando un governo decide di (tentare di) cambiare la Costituzione compie un gesto spesso improprio e strumentale perch\u00e9 la sede propria per discutere della necessit\u00e0 di questo percorso dovrebbe essere il parlamento, in cui sono rappresentate anche le componenti che non sono parte della maggioranza. Da tempo purtroppo non \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 da qualche tempo i governi appena insediati sembrano pervasi dalla mania di modificare la Costituzione.<\/p>\n<p>La ragione non sta, come qualcuno ha detto, nel cercare di entrare nel pantheon dei padri della patria, ma pi\u00f9 banalmente nel cercare di trovare giustificazioni altrove per le proprie incapacit\u00e0 di governo (se la Costituzione \u00e8 da cambiare la colpa non \u00e8 nostra\u2026) o per imporre vincoli, come \u00e8 accaduto con la modifica dell\u2019articolo 81 che ha incorporato il pareggio di bilancio. Le ulteriori modifiche della Costituzione per cercare di compensare l\u2019errore di votare il taglio dei parlamentari \u00e8 una scelta francamente incomprensibile. Se proprio il taglio dei parlamentari doveva entrare nel programma della nuova maggioranza si poteva cercare di prendere impegni temporali per concludere tutto il percorso ma con l\u2019impegno a ridiscutere almeno le modalit\u00e0 sul taglio dei parlamentari, tenendo conto che per tanti anzich\u00e9 due camere azzoppate nel numero sarebbe preferibile averne almeno una in grado di rappresentare effettivamente i cittadini, i territori e le opinioni politiche nel modo migliore.<\/p>\n<p>Le modifiche che dovrebbero riequilibrare il taglio dei parlamentari in realt\u00e0 c\u2019entrano ben poco, tranne l\u2019inevitabile riduzione dei rappresentanti delle regioni nel collegio per eleggere il Presidente della Repubblica. Anzi la parificazione delle modalit\u00e0 per eleggere ed essere eletti al Senato ha l\u2019effetto di rendere ancora pi\u00f9 uguali i rami del parlamento e quindi meno comprensibile la scelta. Il buco nero \u00e8 la legge elettorale. La legge con cui abbiamo votato il 4 marzo 2018 (rosatellum) \u00e8 sbagliata, non permette agli elettori di scegliere chi votare e ha una potenziale distorsione maggioritaria. La Lega invece sostiene il rosatellum da quando ha capito che con queste modalit\u00e0 elettorali potrebbe avere un risultato parlamentare formidabile e prenotare non solo la vittoria politica della destra ma ottenere una maggioranza talmente ampia da arrivare ad imporre altre ben pi\u00f9 impegnative modifiche costituzionali. Per questo la Lega, in testa Calderoli, ha gi\u00e0 fatto approvare dalla precedente maggioranza una legge elettorale che sconta il taglio dei parlamentari e che entrer\u00e0 in vigore automaticamente se il parlamento non sar\u00e0 in grado di approvare una nuova legge proporzionale prima delle prossime elezioni. Quindi la tenaglia \u00e8 composta dalla riduzione dei parlamentari gi\u00e0 approvata e dalla legge elettorale che piace alla Lega gi\u00e0 approvata. Chi ha condotto la trattativa per il programma del governo non sembra essere stato molto lucido.<\/p>\n<p>Con la babele di lingue esistenti nella maggioranza e anche nel Pd il parlamento attuale potrebbe non riuscire ad approvare una nuova legge elettorale. Invece la Lega ha gi\u00e0 messo in cantiere una proposta di referendum per togliere tutta la proporzionalit\u00e0 esistente come deterrente per evitare che si arrivi ad una nuova legge elettorale proporzionale. \u00c8 vero che la Lega ha proposto un referendum cervellotico che probabilmente non passer\u00e0 l\u2019esame della Corte, questa almeno \u00e8 l\u2019opinione prevalente tra i costituzionalisti, tuttavia in questo modo la Lega ha chiarito il suo obiettivo che \u00e8 semplice: ottenere ad ogni costo una maggioranza blindata attraverso una legge elettorale che consente a Salvini di scegliere direttamente i parlamentari. Ha imparato da Renzi e ora rischia di superare il maestro. Perch\u00e9 ci si sia infilati in questo pasticcio \u00e8 difficile da capire, tuttavia il punto che conta \u00e8 che occorre scongiurare ad ogni costo che la Lega ottenga una maggioranza parlamentare fuori controllo e per ottenere questo risultato ci sono solo due mosse possibili.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 il referendum costituzionale, ormai quasi certo. Per essere chiari: affrontando la campagna elettorale con una chiara posizione per il No. Il referendum costituzionale \u00e8 anche una forte spinta per arrivare ad una nuova legge elettorale proporzionale, che sarebbe una scelta importante se garantir\u00e0 ai cittadini di poter scegliere direttamente la persona che li deve rappresentare, iniziando la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra elettore ed eletto. Per questo, pieno appoggio ai senatori che firmano la richiesta di referendum, augurio che altri vogliano farlo e impegno a prepararsi nel modo migliore alla campagna referendaria. Per quanto mi riguarda scegliendo il no. Battaglia persa? Vedremo, pu\u00f2 accadere, ma vale la pena di combatterla perch\u00e9 costringer\u00e0 tutti a pronunciarsi e non sarebbe la prima volta che si scopre che ci\u00f2 che veniva dato per scontato cos\u00ec scontato poi non \u00e8. \u00c8 troppo evidente che il tentativo \u00e8 di scaricare solo sul parlamento tutte le responsabilit\u00e0 di una crisi di credibilit\u00e0 istituzionale, che certo esiste, ma che gli elettori potrebbero giudicare come un maldestro tentativo di scaricare sul parlamento responsabilit\u00e0 che sono in realt\u00e0 dei governi che tentano di sopraffare il suo ruolo, dei partiti e della loro dirigenza, dei loro difetti.<\/p>\n<p>Il parlamento oggi \u00e8 nel mirino, ma i cittadini potrebbero decidere che \u00e8 meglio tenersi questa Costituzione, con i suoi limiti, piuttosto che affidarsi ad un\u2019avventura che potrebbe portare ben altri dolori. Perfino chi ha condiviso il taglio dei parlamentari potrebbe essere convinto a ripensarci e in ogni caso \u00e8 una battaglia politica che va fatta perch\u00e9 prima di ogni altra cosa viene l\u2019esigenza di fare decidere i cittadini e l\u2019augurio a tutti noi \u00e8 che ci sia l\u2019occasione per farlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02 &#8211; LA MARCA (PD): \u201cHO INTERROGATO CON URGENZA IL GOVERNO SULLE INIZIATIVE DA PRENDERE PER LIMITARE GLI EFFETTI DEI DAZI USA SUI NOSTRI PRODOTTI\u201d<\/strong><br \/>\nIl dazio del 25% imposto sui prodotti europei dall\u2019Amministrazione Trump rischia di diventare un\u2019autentica frustata su settori importanti della nostra economia, a partire da quello agroalimentare, e sul made in Italy, in un mercato sicuramente importante.<br \/>\nLa motivazione che \u00e8 stata data a queste misure \u00e8 quella di volere compensare in tal modo le sovvenzioni europee al consorzio Airbus, ma si ignora, come ha attestato il Wto, che anche gli USA hanno forzato le regole del commercio internazionale con le sovvenzioni al Boeing.<br \/>\nE\u2019 necessaria, dunque, una soluzione negoziale per evitare una pericolosa escalation di sanzioni tra le due sponde dell\u2019Atlantico, proprio nel momento in cui la crescita mondiale viene valutata al ribasso, sotto il 3%. Insomma, non c\u2019\u00e8 tempo da perdere.<br \/>\nPer questo, ho presentato un\u2019interrogazione in commissione esteri al Ministro degli esteri e al Ministro dello sviluppo economico per sapere quali iniziative il Governo intenda assumere per tutelare al meglio i settori che saranno pi\u00f9 colpiti dai dazi statunitensi e quale posizione intende portare in sede europea affinch\u00e9 si possa arrivare ad un concreto e veloce superamento delle tensioni commerciali nei rapporti Europa-USA.<br \/>\nNon trascuro, naturalmente, di rendere pubbliche le risposte che il Governo vorr\u00e0 dare a questa mia iniziativa\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): LA MIA PROPOSTA DI LEGGE PER L\u2019ISTITUZIONE DI UNA BICAMERALE SULL\u2019EMIGRAZIONE E SULLE NUOVE MOBILIT\u00c0. ROMA, 8 NOVEMBRE 2019<\/strong><br \/>\n\u201cNon possiamo accettare senza reagire che la riduzione del numero dei parlamentari assegnati alla circoscrizione Estero, ingiusta e dannosa, apra una deriva di sfiducia e di rassegnazione sulla rappresentanza degli italiani all\u2019estero. \u00c8 necessario avviare una riconsiderazione coraggiosa e profonda sugli istituti di rappresentanza per evitare di perdere gli spazi conquistati in decenni di impegno e di lotte e per aggiornare le forme di dialogo tra il nostro complesso mondo e le istituzioni italiane.<br \/>\nPer questo, come primo passo in questa direzione, ho presentato una proposta di legge per l\u2019istituzione di una commissione parlamentare bilaterale sull\u2019emigrazione e sulla mobilit\u00e0 degli italiani nel mondo, che tiene conto della riflessione che gi\u00e0 nella scorsa legislatura aveva fatto a tale proposito il collega del PD Gianni Farina.<br \/>\nL\u2019idea che ne ho \u00e8 quella di una commissione con poteri reali di indagine e di proposta sulle tematiche delle nostre comunit\u00e0 e sulle nuove mobilit\u00e0, una specie di osservatorio capace di monitorare costantemente i cambiamenti che si determinano nell\u2019emigrazione consolidata e nelle nuove emigrazioni. Cercando di rilevare con prontezza i problemi pi\u00f9 acuti.<br \/>\nLa vedo composta dagli eletti all\u2019estero, ma non solo: essa deve avere proporzionalmente i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, per avvicinare il nostro mondo alla politica italiana, ed essere presieduta da una personalit\u00e0 di alto profilo scelta dai Presidenti delle due Camere, con un peso significativo nella politica italiana. E tanto per tentare gi\u00e0 un raccordo con le altre istanze, con una presenza, a titolo consultivo, di componenti del CGIE, che va comunque salvaguardato nella sua autonomia e rafforzato.<br \/>\nRegistro con soddisfazione la disponibilit\u00e0 trasversale di esponenti di altri gruppi parlamentari ad avviare quanto prima l\u2019esame delle proposte di legge esistenti su questo tema. Il mio contributo, come dimostra la presentazione della proposta di legge, \u00e8 convinto e partecipe\u201d.<br \/>\nAngela Schir\u00f2 &#8211; Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42<br \/>\n00186 ROMA &#8211; Tel. 06 6760 3193<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>04 &#8211; LA MARCA (PD): \u201cLE MIE DICHIARAZIONI DI VOTO PER CONTO DEL PD SU DUE IMPORTANTI TRATTATI CON IL MESSICO E L\u2019ARGENTINA\u201d<\/strong><br \/>\n\u201cHo avuto il piacere e l\u2019onore di pronunciare in Aula, per conto del gruppo del Partito Democratico, le dichiarazioni di voto su due importanti ratifiche di accordi bilaterali, l\u2019uno con la Repubblica argentina sul trasferimento delle persone condannate o sottoposte a misure di sicurezza e l\u2019altro con gli Stati Uniti del Messico in materia di cooperazione per la difesa.<br \/>\nIl Trattato con l\u2019Argentina consentir\u00e0 di trasferire nel proprio Stato cittadini detenuti in un altro Stato per permettere di scontare la pena residua o di eseguire misure di sicurezza nel proprio Paese. Una pratica ormai diffusa, anzi un principio di civilt\u00e0 giuridica al quale \u00e8 bene che due grandi Paesi come l\u2019Italia e l\u2019Argentina si siano uniformati.<\/p>\n<p>L\u2019Accordo con il Messico, a sua volta, potr\u00e0 avere positivi risvolti sul piano tecnico-industriale, capaci di dare un ulteriore impulso ai legami istituzionali con gli Stati uniti del Messico, che da tempo ha acquisito uno spazio di rilievo nel contesto geopolitico ed economico americano.<\/p>\n<p>Nel mio intervento ho tenuto a sottolineare che il Messico, tra le grandi economie emergenti a livello globale, \u00e8 forse quella che sentiamo pi\u00f9 vicina. Un partner attivo sia a livello bilaterale che multilaterale.<br \/>\nHo aggiunto, poi, che nella grande evoluzione di questo Paese amico c\u2019\u00e8 anche qualcosa di nostro, dal momento che la comunit\u00e0 italiana che in esso si \u00e8 insediata \u00e8 stata certamente parte attiva della sua modernizzazione e del suo grande sviluppo\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): EVITARE CHE LA LEGGE DI BILANCIO CONTENGA MISURE PENALIZZANTI PER GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO .<\/strong> \u201cCi vorr\u00e0 un grande impegno per fare quadrare i conti degli italiani all\u2019estero nella legge di bilancio per il 2020 e per il triennio 2020-2022. Le politiche assistenzialistiche del precedente governo e la stagnazione dell\u2019economia hanno determinato tensioni finanziarie che hanno prodotto restrizione di risorse, destinate purtroppo a durare.<br \/>\nA UNA PRIMA LETTURA, AFFIORANO ASPETTI CHE RICHIEDONO UN IMPEGNO COMUNE DI MODIFICA.<br \/>\nIl primo riguarda l\u2019eliminazione dell\u2019esenzione dall\u2019IMU dei pensionati esteri, ottenuta anni addietro proprio da esponenti del PD. La ragione \u00e8 dovuta a una procedura di infrazione avviata dall\u2019UE su questa misura, ma credo che prima di prenderne atto sia necessario cercare ogni strada per difendere, anche nei confronti dell\u2019Europa, una soluzione profondamente giusta, oltre che utile a prolungare un legame con l\u2019Italia. Vediamo che succede su questo nel passaggio al Senato, ma una cosa \u00e8 certa: se non si risolve prima, il mio emendamento alla Camera \u00e8 gi\u00e0 pronto, ci sar\u00e0.<br \/>\nUn secondo aspetto riguarda la modifica al rialzo che il MAECI ha fatto della tabella delle percezioni consolari, che subiscono un appesantimento generalizzato, ad iniziare dal raddoppio della tassa per le domande di richiesta di cittadinanza<br \/>\nCos\u00ec non va, non pu\u00f2 andare. Non pu\u00f2 andare che ogni volta che si verifichi una stretta finanziaria, al Ministero degli esteri le prime voci che ne subiscono le conseguenze, con il mantra delle spese rimodulabili, sono quelle riguardanti gli italiani all\u2019estero.<br \/>\nCi sar\u00e0, dunque, da lottare per fronteggiare queste misure e per cercare di ottenere miglioramenti su altri fronti, sui quali non mancher\u00f2 di dare informazioni nei prossimi giorni. Intanto, per\u00f2, stringiamo le fila e cerchiamo di superare al meglio anche questo difficile passaggio\u201d.<br \/>\nAngela Schir\u00f2 Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06 &#8211; L\u2019ON. FRANCESCA LA MARCA (PD) HA INCONTRATO I RAPPRESENTANTI DELLA DELEGAZIONE DEL QU\u00c9BEC A ROMA SULLA QUESTIONE DELLE PATENTI E SU ALTRE DI RECIPROCO INTERESSE TRA LE DUE REALT\u00c0.<\/strong> L\u2019On. Francesca La Marca, luned\u00ec 4 novembre, ha avuto un cordiale incontro con i rappresentanti della Delegazione del Qu\u00e9bec a Roma nelle persone del Delegato Marianna Simeone e del agli affari politici e pubblici Jo\u00eblle Bernard.<\/p>\n<p>L\u2019occasione \u00e8 stata propizia per dialogare su un ampio spettro di questioni riguardanti i rapporti tra l\u2019Italia e il Qu\u00e9bec, sia in termini generali che su questioni specifiche.<\/p>\n<p>Tra queste ultime, ci si \u00e8 soffermati sulla prolungata trattativa relativa al reciproco riconoscimento delle patenti di guida, che ha conosciuto nel recente passato difficolt\u00e0 di carattere tecnico sulle quali le parti sono assiduamente impegnate nell\u2019intento di arrivare ad una definizione del protocollo di intesa.<\/p>\n<p>I rappresentanti della Delegazione hanno poi illustrato le caratteristiche della fase espansiva che la Provincia canadese sta attraversando da qualche tempo, che apre prospettive occupazionali interessanti anche per cittadini europei interessati al mercato del lavoro di quella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 mancato, infine, la sottolineatura della forza attrattiva della cultura italiana per i giovani desiderosi di avere una formazione elevata e moderna, una tendenza incentivata in modo mirato dal governo del Qu\u00e9bec e che vede la presenza in Italia di circa quaranta giovani impegnati nello studio e nel lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07 &#8211; IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI APRE UNA FASE CONTRADDITTORIA, INCOMPRENSIBILE. LA NUOVA MAGGIORANZA CHE HA ESPRESSO IL GOVERNO CONTE 2 HA DECISO DI APPROVARE IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI NELLA VERSIONE GI\u00c0 VOTATA IN 3 LETTURE DALLA MAGGIORANZA LEGA-M5STELLE.<\/strong><br \/>\nSotto la pressione del M5Stelle l&#8217;accordo dell&#8217;attuale maggioranza ha previsto l&#8217;approvazione definitiva della legge costituzionale che taglia i deputati (ridotti a 400) e i senatori (ridotti a 200) e l&#8217;8 ottobre \u00e8 stata votata in quarta ed ultima lettura.<br \/>\nVa ricordato che il Pd e Leu avevano votato contro per 3 volte e solo alla quarta votazione hanno capovolto la posizione, sottovalutando il peso di questa decisione e senza impegnarsi a spiegare adeguatamente le ragioni della nuova posizione. Cos\u00ec l&#8217;impressione \u00e8 della serie: il nuovo governo con i 5 Stelle vale il sacrificio. Questo rafforza l&#8217;impressione che la conduzione della trattativa per la nuova maggioranza sia stata inadeguata su una materia tanto delicata.<br \/>\nDopo questa piroetta sono stati individuati due correttivi per riequilibrare la scelta: la modifica di altre norme costituzionali e una nuova legge elettorale.<\/p>\n<p>Anche prendendo per buone queste intenzioni va sottolineato che l&#8217;ulteriore modifica costituzionale che parificherebbe l&#8217;et\u00e0 per eleggere i senatori e per essere eletti in Senato ha una contraddizione logica con il mantenimento di due camere. Come \u00e8 noto attualmente il nostro \u00e8 un bicameralismo con poteri paritari ma con elettorati ed eletti diversificati sulla base dell&#8217;et\u00e0 e delle modalit\u00e0 di elezione. Se venisse meno anche questa differenza sarebbe ancora meno comprensibile perch\u00e8 debbano restare due camere ormai identiche praticamente in tutto, ma entrambe con una capacit\u00e0 di rappresentare i cittadini e i territori ridotta di un terzo. Chi sostiene meglio una sola Camera ma con numeri adeguati ha un buon argomento a disposizione.<\/p>\n<p>Per completezza di ragionamento va ricordato che c&#8217;\u00e8 chi ritiene che avere due camere porta a due distinte approvazioni del testo delle leggi, consentendo maggiori garanzie e forse di evitare errori.<\/p>\n<p>E&#8217; comunque evidente che due camere ridotte di un terzo dei componenti sarebbero meno rappresentative dei cittadini, dei territori, del pluralismo politico. Tanto \u00e8 vero che un&#8217;altra modifica costituzionale presente nell&#8217;accordo di maggioranza in pratica riconosce questo problema e punta a superare l&#8217;elezione dei senatori su base regionale in modo da consentire di arrivare ad una ripartizione nazionale, come per la camera. In questo modo ci sarebbe la possibilit\u00e0 di elezione anche di rappresentanti di partiti minori. Infatti ridurre a 200 i senatori ha come conseguenza che il loro numero per regione sarebbe molto ridotto e di fatto in quelle piccole potrebbero essere eletti solo i rappresentanti di uno, al massimo due partiti, con una distorsione enorme e un maggioritario implicito con soglie altissime. Per chiarire: la legge pu\u00f2 anche prevedere un sistema elettorale proporzionale, ma resta una possibilit\u00e0 solo teorica se gli eletti possono essere pochi, solo 1 o 2, senza collegio nazionale di recupero. In questo caso parlare di proporzionale \u00e8 un trucco.<\/p>\n<p>Non a caso la Lega di Salvini, spinta da sondaggi e risultati favorevoli, ha virato seccamente verso il maggioritario, promuovendo addirittura un referendum abrogativo per cancellare il proporzionale dalle leggi attuali, sia nel rosatellum vigente oggi, che nella nuova versione fatta approvare da Calderoli, ai tempi della maggioranza precedente, immediatamente applicabile dopo il taglio dei parlamentari. Questo referendum probabilmente non ci sar\u00e0 perch\u00e8 \u00e8 stato proposto un testo cervellotico, complicato, difficilmente approvabile dalla Corte costituzionale perch\u00e8 lascerebbe il nostro paese senza una legge elettorale immediatamente applicabile, in contrasto con una precedente sentenza precedente della Corte stessa.<\/p>\n<p>La Lega va per le spicce, \u00e8 convinta di avere le condizioni con un maggioritario spinto di fare cappotto nell&#8217;elezione del parlamento e ha rivelato le sue vere intenzioni quando Salvini ha detto apertamente che punta all&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica nel 2029, prenotando uno stravolgimento di fondo della nostra Costituzione. Tuttavia la Lega vuole salvare la nomina dall&#8217;alto dei parlamentari che \u00e8 il lato pi\u00f9 nefasto del rosatellum, perch\u00e8 come \u00e8 noto oggi gli elettori possono scegliere solo la lista da votare, non chi eleggere. Con la legge in vigore viene eletto solo chi ha il posto giusto nella lista secondo l&#8217;ordine deciso dai capi partito. Basta ricordare come Renzi ha maneggiato le liste del Pd nelle ultime elezioni assicurandosi una maggioranza di eletti nei gruppi parlamentari, che in parte lo hanno seguito anche nella scissione dal Pd, consentendogli di formare i suoi gruppi parlamentari.<\/p>\n<p>Le altre modifiche costituzionali concordate dall&#8217;attuale maggioranza riguardano la riduzione della presenza dei delegati regionali nell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica, da riequilibrare per la riduzione dei parlamentari.<\/p>\n<p>Sulla nuova legge elettorale \u00e8 buio pesto. Il proporzionale che all&#8217;inizio sembrava possibile \u00e8 entrato subito nel tritacarne dei sostenitori del maggioritario che ora si fanno forti anche della pressione maggioritaria della Lega. Cos\u00ec si rischia seriamente di arrivare alla paralisi politica e quindi all&#8217;impossibilit\u00e0 di approvare una nuova legge elettorale degna di questo nome, con il rischio di lasciare quella che c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Non rassicurano gli impegni ad approvare la nuova legge elettorale, mentre la riduzione dei parlamentari \u00e8 gi\u00e0 approvata e che, se non interverr\u00e0 il referendum costituzionale unico strumento ancora disponibile per bocciarla, entrer\u00e0 in vigore. La proposta renziana di deformazione della Costituzione fu appunto fermata dal referendum.<\/p>\n<p>Al Senato le firme gi\u00e0 raccolte per arrivare al referendum sono circa i 2\/3 di quelle necessarie. Visto che la G.U. ha pubblicato il testo della riduzione dei parlamentari il 12 ottobre c&#8217;\u00e8 tempo fino al 12 gennaio per promuovere il referendum costituzionale. Con le firme gi\u00e0 raccolte \u00e8 possibile arrivare al referendum costituzionale.<\/p>\n<p>E&#8217; utile che si arrivi al quorum necessario per ottenere il referendum per diverse ragioni. La principale \u00e8 la necessit\u00e0 di fare esprimere gli elettori su una modifica centrale della Costituzione.<\/p>\n<p>Il taglio dei parlamentari \u00e8 stato presentato come un grande risparmio, ma non \u00e8 cos\u00ec. Non solo perch\u00e8 il risparmio \u00e8 lo 0,007 del bilancio dello stato e i 5 Stelle per arrivare a dimostrare che si tratta di cifre importanti hanno dovuto arrotondare di molto la cifra e moltiplicare il risparmio di un anno per 10 anni, tanto valeva farlo per 20.<\/p>\n<p>In ogni caso il problema non pu\u00f2 essere la quantit\u00e0 dei risparmi. Non si pu\u00f2 affrontare il ruolo del parlamento partendo dai risparmi perch\u00e8 il suo ruolo \u00e8 centrale nella nostra Costituzione e decisivo nella nostra democrazia. E&#8217; vero che la credibilit\u00e0 del parlamento \u00e8 caduta, ma non solo la sua. Tutte le istituzioni sono in crisi di credibilit\u00e0. Le ragioni della crisi di credibilit\u00e0 del parlamento stanno nella modalit\u00e0 di scelta dei parlamentari che di fatto sono nominati dall&#8217;alto, cooptati, con il risultato di un abbassamento della loro qualit\u00e0, perch\u00e8 purtroppo il primo criterio per la loro scelta \u00e8 la fedelt\u00e0. Inoltre sul parlamento pesa un ruolo eccessivo del governo che lo concepisce come sede per l&#8217;approvazione di decisioni gi\u00e0 prese. Infine pesano le decisioni prese fuori dal parlamento, sia attraverso piattaforme come Rousseau che con decisioni di partito accentrate che tendono a vincolare i comportamenti parlamentari anche su materie dove \u00e8 riconosciuta da sempre la libert\u00e0 di coscienza.<\/p>\n<p>In sostanza queste ragioni aggiunte all&#8217;uso spregiudicato dei voti di fiducia, dei decreti leggi imposti senza reali ragioni di urgenza, a un uso disinvolto delle espulsioni dai gruppi parlamentari come ricatto, mettono i parlamentari in una condizione di sudditanza all&#8217;esecutivo. Questo percorso \u00e8 iniziato da anni con la motivazione dell&#8217;esigenza di maggiore governabilit\u00e0, che forse era insufficiente ma ora \u00e8 il ruolo del parlamento che \u00e8 ridotto ai minimi termini.<\/p>\n<p>Tagliare il numero dei parlamentari significa individuare nel parlamento il responsabile della crisi di credibilit\u00e0 istituzionale e scaricare sul suo ruolo le responsabilit\u00e0 di altri: governi invadenti, assenza di partiti funzionanti e con una reale vita democratica, visto che ormai siamo alla lotta tra partiti personali.<\/p>\n<p>Per questo il taglio dei parlamentari non \u00e8 affatto una questione marginale, poco importante, con l&#8217;aggravante della totale incertezza sulla futura legge elettorale visto che crescono le resistenze contro il proporzionale e contro la certezza che siano i cittadini a decidere chi li deve rappresentare.<br \/>\nIn queste condizioni il taglio dei parlamentari \u00e8 una scelta non convincente, demagogica e a questo punto pu\u00f2 ribaltarla solo il referendum popolare ex 138. Con il referendum ci sarebbe la possibilit\u00e0 di avere un confronto politico e di chiamare in causa i cittadini nelle scelte. Si potrebbero esprimere riserve e contrariet\u00e0 che sono il sale della democrazia e per questo \u00e8 bene che si arrivi al referendum costituzionale. Se i senatori riusciranno a promuovere il referendum costituzionale dimostreranno che i parlamentari possono ancora svolgere un ruolo importante, affidando l&#8217;ultima parola ai cittadini sulle modifiche della Costituzione.<br \/>\nAlfiero Grandi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08 &#8211; DUE ESEMPI DI SCELTE ETICHE E POLITICHE PER AVERE UN\u2019ANIMA. SI PARLA MOLTO DI ANIMA, IN QUESTI GIORNI, A PROPOSITO DEL GOVERNO E DELLA MAGGIORANZA POLITICA CHE LO SOSTIENE. USCIAMO DALLA VAGHEZZA E DALLE METAFORE PARARELIGIOSE, PER AFFERMARE CHE SI TRATTA DI UN DIFFUSO BISOGNO DI SCELTE ETICO-POLITICHE CHE INDICHINO UNA DIREZIONE STRATEGICA.<\/strong> Gian Giacomo Migone<br \/>\nFaccio un esempio positivo. Il voto del Senato con cui \u00e8 stata istituita la commissione riguardante l\u2019odio pubblico, e come vi si possa porre rimedio, proposta dalla senatrice Segre, manifesta una scelta di questo tipo da parte della maggioranza governativa. Il voto di astensione (che al Senato vale come contrario), non tanto della Lega, che della politica dell\u2019odio fa il suo pane quotidiano, quanto delle altre componenti di destra, dimostra che, anche da questo punto di vista, una differenza tra sinistra e quella destra permane.<\/p>\n<p>Vediamo, invece, quali sono le sfide aperte. Sabato, in mancanza di un atto governativo e\/o parlamentare in senso contrario, si rinnova un accordo con la Libia che costituisce una condizione essenziale per la continuit\u00e0 di un\u2019azione della guardia costiera libica, sostenuta da denaro del contribuente italiano, che pone i migranti in mare di fronte alla scelta tra morire nelle onde o essere destinati a campi di concentramento con un destino che molti di loro ritengono peggiore della morte. Campeggia nelle fila della maggioranza una \u201csoluzione\u201d che equivale ad una resa di fronte all\u2019esistente: non denunciamo l\u2019accordo \u2013 sarebbe destabilizzante, sostengono molti Cinque Stelle ed alcuni Pd, tra cui Marco Minniti, padre di questa politica \u2013 per poi introdurre delle modifiche. Che nel frattempo non sono operative, come denuncia Unhcr che, insieme con le ONG, continua a dichiarare quel porto insicuro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile rovesciare il ragionamento rispettando una logica ad un tempo etica e politica: disdire quell\u2019accordo perch\u00e9 incompatibile con le condizioni, che vanno messe in atto con urgenza: ingresso e gestione dei campi da parte di Onu (cio\u00e8 Unhcr e Oim), Unione africana, Unione europea, in attesa della costituzione di corridoi garantiti di accesso per gli aventi diritto di asilo. Anche un modo per far emergere interlocutori qualificati nella Libia che ha subito una guerra oggi senza padri. Nel frattempo, pieno sostegno a chiunque salvi vite umane, da destinare tempestivamente a porti sicuri, d\u2019intesa con gli stati che si sono gi\u00e0 dichiarati disponibili.<\/p>\n<p>Faccio un altro esempio. Lo ius soli per gli immigrati nel nostro paese, come premessa necessaria di un ius culturae come parte integrante di un processo d\u2019integrazione giusto e necessario.<\/p>\n<p>Lo sappiamo, la politica \u00e8 la politica. In una democrazia parlamentare servono maggioranze che sono frutto di interessi, ambizioni, culture diverse, oggi riconducibili a partiti, in quanto tali, sempre pi\u00f9 deboli. La logica del male minore, se esce dalla porta, rientra dalla finestra. Ma \u00e8 troppo chiedere un dibattito pubblico e trasparente, che affronti esplicitamente valori in gioco, senza il quale, non questa o quella parte, ma la stessa democrazia subisce una lenta agonia?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09 &#8211; \u00abSILURATA PER INTERESSI PRIVATI\u00bb. L\u2019EX AMBASCIATRICE USA A KIEV ACCUSA TRUMP<\/strong><br \/>\n<strong>DIVENTANO PUBBLICHE LE INDAGINI SULL\u2019IMPEACHMENT. L\u2019AUDIZIONE DI MARIE YOVANOVITCH AGGIUNGE DETTAGLI INQUIETANTI ALL\u2019UCRANIAGATE<\/strong> di Marina Catucci<\/p>\n<p>Ora che le indagini sull\u2019impeachment di Trump sono passate a una fase pi\u00f9 pubblica, le tre commissioni della Camera che conducono l\u2019investigazione, hanno pubblicato le trascrizioni di due audizioni avvenute a porte chiuse, quelle dell\u2019ex ambasciatore Usa in Ucraina Marie Yovanovitch e di Michael McKinley, ex consigliere senior del segretario di Stato Mike Pompeo.<br \/>\nLe trascrizioni aggiungono dettagli a un ritratto inquietante del presidente. Yovanovitch, che a maggio era stata licenziata su due piedi a seguito di una campagna diffamatoria da parte degli alleati del presidente, ha dichiarato che per pi\u00f9 di anno si \u00e8 sentita minacciata da Trump e dal suo avvocato personale Rudy Giuliani, e ha aggiunto di sentirsi ancora minacciata dal presidente.<br \/>\nL\u2019ex ambasciatrice ha detto di aver saputo alla fine del 2018 che Giuliani e l\u2019ex procuratore generale ucraino Yuriy Lutsenko avevano in programma piani che la includevano, e che Lutsenko aveva cercato di rimuoverla a causa degli sforzi dell\u2019ambasciata di liberare l\u2019ufficio della corruzione dal procuratore generale; funzionari ucraini le avrebbero consigliati di \u00abguardarsi le spalle\u00bb, in quanto gli associati di Giuliani, ora in carcere, Lev Parnas e Igor Fruman, avrebbero preferito un altro ambasciatore al posto suo.<\/p>\n<p>Yovanovitch avrebbe voluto che il segretario di Stato Mike Pompeo rilasciasse una dichiarazione a suo sostegno ma ci\u00f2 non \u00e8 mai avvenuto per timore delle reazioni di Trump; l\u2019ambasciatore Usa alla Ue, Gordon Sondland, per aiutarla a mantenere il lavoro l\u2019avrebbe invece incoraggiata a twittare pubblicamente lodi e sostegno al presidente, mossa che avrebbe violato le norme diplomatiche. \u00abPosso dire, dal momento che non ho altre spiegazioni \u2013 ha dichiarato Yovanovitch \u2013 che interessi privati e persone a cui non piace un particolare ambasciatore americano possono unirsi per trovare qualcuno che sia pi\u00f9 adatto ai loro interessi\u00bb.<br \/>\nA conferma del clima torbido McKinley ha dichiarato di essersi dimesso anche a causa degli sforzi di Trump e dei suoi alleati sull\u2019acquisizione in Ucraina di \u00abinformazioni politiche negative per scopi interni\u00bb, invece che concentrarsi su la politica estera americana e la sicurezza nazionale. L\u2019interesse riguardo queste testimonianze \u00e8 tale che appena le trascrizioni delle udienze a porte chiuse sono state rese pubbliche il sito della Camera \u00e8 andato in tilt.<br \/>\nIl presidente della commissione per i servizi segreti della Camera, Adam Schiff, che sta conducendo l\u2019indagine sull\u2019impeachment, ha detto ai giornalisti che i comitati pubblicheranno oggi le trascrizioni delle audizioni con Sondland e con l\u2019ex inviato negli Stati uniti in Ucraina Kurt Volker.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 &#8211; SCOPRI I DETTAGLI NELL\u2019EVENTO FACEBOOK. C\u2019\u00c8 UNA NUOVA GENERAZIONE, LA GENERAZIONE G. QUELLA CHE SI OCCUPA DELLE PROSSIME, DI GENERAZIONI, E SE NE PREOCCUPA PI\u00d9 DI QUANTO NON ABBIANO FATTO LE PRECEDENTI.<\/strong><br \/>\nQuella che nell\u2019ultimo anno si \u00e8 imposta all\u2019attenzione del mondo, senza altre forze se non le proprie, e quella delle proprie idee. Con un suo stile, sue parole, un suo modo di fare le cose e di rivendicare il diritto di volerle fare diversamente da chi l\u2019ha preceduta.<br \/>\nCon Possibile abbiamo deciso di indagarla, con un senso di urgenza, perch\u00e9 \u00e8 del tutto evidente che se loro stessi avessero pensato di poter aspettare di crescere, beh, non ne avremmo mai sentito parlare.<br \/>\nLo faremo a partire da sabato 30 novembre \u2013 alle 10.00 \u2013 al centro Concetto Marchesi di via Spallanzani 6 a Milano.<br \/>\nUna giornata di formazione, la prima di una serie come gi\u00e0 annunciato a luglio nel corso dell\u2019ultimo Politicamp.<br \/>\nAvremo testimonianze da chi nelle piazze c\u2019\u00e8 stato e ha contribuito a organizzarle, da chi salva i migranti, da chi si batte perch\u00e9 i cosiddetti lavoretti siano riconosciuti per quello che sono, ovvero lavori veri e propri, da chi di questa nuova generazione ne fa parte, e non si limita a commentarla. Da chi fa politica anche senza bisogno di ritrovarsi nelle sue forme tradizionali, da chi studia perch\u00e9 gli \u00e8 stato detto che lo studio era la chiave per realizzarsi e poi ha scoperto che studiare costa e che il mondo del lavoro l\u00e0 fuori non era cos\u00ec pronto a riconoscere non tanto il valore legale, quanto quello morale di quello studio.<br \/>\nUna giornata in cui saranno i protagonisti e le protagoniste della generazione G a insegnare e tutti gli altri a imparare nuove soluzioni perch\u00e9 quelle vecchie, evidentemente, non funzionano.<br \/>\nSCOPRI I DETTAGLI NELL\u2019EVENTO FACEBOOK<br \/>\nCome arrivare: Il Centro Culturale Concetto Marchesi \u00e8 a circa un chilometro dalla stazione di Milano Centrale (15-20 minuti a piedi). La fermata della Metropolitana pi\u00f9 vicina \u00e8 Porta Venezia (M1, linea rossa), a 50 metri dal Concetto Marchesi. Per chi arriva in macchina, l&#8217;autorimessa pi\u00f9 vicina \u00e8 il Machiavelli Parking (Via Camillo Finocchiaro Aprile 1 ang. Via Lazzaretto), a 700 metri dal luogo dell&#8217;evento.<br \/>\nPOSSIBILE Via Balbis 13, 10144 Torino (TO) info@possibile.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11 &#8211; LULA LIBERO RIACCENDE LA SPERANZA. AMERICA LATINA. IL SIMBOLO DI UN CONTINENTE IN FIAMME CHE HA UN DISPERATO BISOGNO DI GIUSTIZIA SOCIALE.<\/strong> Di Roberto Livi<br \/>\nLula libero riaccende le speranze in Brasile e in America latina. \u00abViene restituito un uomo diventato un simbolo\u00bb, commenta l\u2019ex presidente uruguayano Pepe Mujica. Un simbolo di dignit\u00e0, giustizia e uguaglianza sociale. Di lotta alla povert\u00e0 e di sovranit\u00e0 nazionale.<br \/>\nUscito dal carcere dopo 580 giorni di prigionia, l\u2019ex presidente brasiliano lo ha ribadito. \u00abNon \u00e8 me che hanno voluto incarcerare, ma un\u2019idea\u00bb. E quell\u2019idea di giustizia sociale e di integrazione dell\u2019America latina \u00e8 disposto a portarla avanti \u00abcon pi\u00f9 forza di prima\u00bb.<br \/>\nAppena fuori dal carcere di Curitiba Lula \u00e8 gia l\u2019anti Bolsonaro, il presidente dell\u2019odio razziale e di genere, l\u2019uomo degli agrari che deforestano e dell\u2019integralismo pentacostale, delle armi a tutti. E del vassallaggio agli Stati uniti di Donald Trump, dimostrato tre giorni fa votando all\u2019Onu a favore del criminale embargo a Cuba (in compagnia di Israele).<br \/>\nLula \u00e8 un simbolo anche per un continente che da pi\u00f9 di un mese \u00e8 in fiamme. Non si tratta per\u00f2 di un ottobre rosso. Non \u00e8 l\u2019immagine di Che Guevara che viene innalzata, n\u00e9 i manifestanti intonano L\u2019Internazionale. La ribellione e il malessere che partono a ridosso del Rio Bravo e si estendono fino alla Patagonia e che accomunano popolazioni indigene e giovani, donne e classi medie, \u00e8 contro una politica neoliberista che li spinge in basso \u2013 nella miseria una parte sempre pi\u00f9 consistente, il 10,2% dei 600 milioni di abitanti \u2013 e comunque tutti pi\u00f9 lontani da un \u00e9lite socioeconomica che si appropria di gran parte della ricchezza. E del futuro dei giovani, con una politica ambientale pericolosamente asservita al dogma della societ\u00e0 dei consumi.<\/p>\n<p>Il subcontinente latinoamericano non \u00e8 l\u2019area pi\u00f9 povera del pianeta, ma quella con maggiore diseguaglianza. Dei dieci paesi con indice Gini \u2013 misura la diseguaglianza socioeconomica \u2013 pi\u00f9 alto solo due non sono latinoamericani (Sudafrica e Ruanda).<\/p>\n<p>Se a questa situazione si aggiunge che l\u2019America latina \u00e8 la regione pi\u00f9 colpita dalla crisi globale \u2013 secondo l\u2019Fmi crescer\u00e0 dello 0,2% \u2013 si capisce perch\u00e9 la scintilla che accomuna i focolai di ribellione sia il \u00abya basta\u00bb dei giovani cileni, che vogliono farla finita con l\u2019eredit\u00e0 di Pinochet e dei Chicago Boys. I quali come scrive Joseph Stglitz (Il prezzo della diseguaglianza) per trent\u2019anni hanno predicato che le politiche neoliberiste avrebbero prodotto una ricchezza pi\u00f9 rapida i cui benefici si sarebbero poi trasmessi verso il basso, assicurando un miglioramente della vita per tutti. Stiglitz prevedeva che l\u2019evidenza dei fatti \u2013 ovvero che tale politica produce soprattutto diseguaglianza \u2013 avrebbe portato alla sfiducia nelle \u00e9lites dirigenti e avrebbe eroso lo stato di diritto.<\/p>\n<p>Il disprezzo della politica dei governi e dei governanti non implica per\u00f2 una disaffezione dalla medesima. Al contrario le lotte in corso \u2013 specie in Cile \u2013 e i risultati delle ultime elezioni dimostrano che vi \u00e8 una societ\u00e0 civile che vuole essere protagonista politica. Solo che quanto avviene non pu\u00f2 essere interpretato (solo) secondo l\u2019asse sinistra\/destra. Secondo Marta Lagos, direttrice di Latinobarometro \u2013 \u00aboggi le popolazioni non votano per la destra e la sinistra, ma per chi propone soluzioni ai loro problemi\u00bb.<\/p>\n<p>Le politiche redistributive attuate dai governi progressisti durante il decennio della \u201cmarea rosa\u201d latinoamericana \u2013 seguita alla prima elezione di Lula nel 2003 \u2013 continuate poi in Venezuela e Bolivia non hanno cambiato l\u2019asse di sviluppo estrattivista basato sullo sfruttamento delle commodities. E parallelamente non hanno incrementato la partecipazione dal basso e una cultura politica diffusa.<br \/>\nLula \u00e8 libero, ma non assolto. Solo se verr\u00e0 annullata la condanna emessa in secondo grado potr\u00e0 tornare attivamente alla politica e scendere in campo per riconquistare la presidenza del Brasile. Ma gi\u00e0 , come diceva Mujica, pu\u00f2 rappresentare quel leader progressista e pragmatico in grado di raccogliere la voce che sale dalle rivolte popolari.<br \/>\nA lui fanno riferimento i leader della \u201cmarea rosa\u201d \u2013 Mujica, Correa (Ecuador), Lugo (Paraguay), Roussef (Brasile) che si sono riuniti ieri a Buenos Aires assieme a un\u2019altra ventina di leader progressisti del Gruppo di Puebla chiamati a raccolta dal neoeletto presidente Alberto Fernandez per tracciare un programma di integrazione dell\u2019America latina e politiche economiche e sociali per affrontare la crisi che attanaglia il subcontinente.<br \/>\nNon vi partecipano i leader di Cuba, come pure del Venezuela e del Nicaragua, che della pattuglia progressista formano l\u2019ala radicale.<br \/>\nMa L\u2019Avana, assieme a Caracas, rimane il primo fronte ad assorbire gli attacchi che vengono dal potente vicino del Nord. Quanto avviene in Bolivia, dove \u00e8 in corso un golpe programmato da mesi dall\u2019ambasciata Usa e condotto dai comitati civici guidati da Camacho, che minacciano una secessione dei tre grandi centri -Santa Cruz, Cochabamba e Sucre- nel caso che il presidente Evo Morales non si dimetta, preoccupa particolarmente il vertice cubano. Sono 187 le misure che Donald Trump ha messo in atto contro l\u2019isola da quando \u00e8 stato eletto. L\u2019embargo \u00e8 diventato una spietata guerra economico-commerciale, senza per\u00f2 far capitolare Cuba. In clima di elezioni presidenziali, un\u2019escalation dell\u2019interventismo di Trump non \u00e8 da escludere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; Alfiero Grandi. 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