{"id":28075,"date":"2019-07-12T19:44:32","date_gmt":"2019-07-12T19:44:32","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28075"},"modified":"2019-07-13T15:50:29","modified_gmt":"2019-07-13T15:50:29","slug":"19-07-15-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28075","title":{"rendered":"19 07 15 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZION"},"content":{"rendered":"<p>00 -Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero il Segretario generale. Perch\u00e9 ostinarsi a condannare gli italiani all\u2019estero alla subordinazione ?<\/p>\n<p>01 &#8211; Autonomia, svelate le bozze che fanno a pezzi il paese. Il caso. Sul sito Roars.it le intese sul regionalismo differenziato tra governo e Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Flc Cgil a Conte: \u00abTradita l\u2019intesa sull\u2019istruzione sottoscritta a Palazzo Chigi<\/p>\n<p>02 &#8211; Parlamentari Pd estero: per la scomparsa del Senatore Nino Randazzo.<\/p>\n<p>03 &#8211; \u00abPlan Condor, puniti i responsabili materiali del massacro\u00bb. America latina. Grande emozione ieri a Roma durante la conferenza stampa della Fondazione Basso a poche ore dalla condanna all&#8217;ergastolo di 24 imputati. Un lungo percorso cominciato 20 anni fa.<\/p>\n<p>04 &#8211; Parlamentari Pd Estero: giustizia e diritti umani nella sentenza del tribunale di ROMA che condanna i responsabili delle sparizioni durante le dittature militari<\/p>\n<p>05 &#8211; La Marca: le falsificazioni del Maie sulla cittadinanza cercano di coprire il vuoto di risultati per gli italiani all\u2019estero<\/p>\n<p>06 &#8211; L\u2019eresia in campo, a Riace il mondiale di calcio antirazzista. Il torneo. Promosso dalla Uisp \u00e8 giunto alla ventitreesima edizione, partecipano squadre dilettanti provenienti da tutta Europa<\/p>\n<p>07 &#8211; Modifica alla costituzione per spartirsi meno parlamentari ma pi\u00f9 obbedienti. Nei prossimi giorni il Senato sar\u00e0 chiamato ad approvare in seconda lettura la proposta di legge di modifica della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari. La seconda lettura di Senato e Camera \u00e8 quella definitiva.<\/p>\n<p>08 &#8211; Carta d\u2019identit\u00e0 elettronica, Sottosegretario Merlo: \u201cUna risposta concreta per i nostri connazionali in Europa\u201d.<\/p>\n<p>09 &#8211; Parlamentari Pd Estero: il senato approva in seconda lettura la riduzione dei parlamentari e spinge la circoscrizione estero verso una pericolosa deriva.<\/p>\n<p>10 &#8211; Schir\u00f2 (Pd): con il taglio dei parlamentari aperta la caccia ai diritti degli italiani all\u2019estero.<\/p>\n<p>11 &#8211; \u00abUna maggioranza blindata, meno parlamentari e pi\u00f9 obbedienti. Prepariamoci al referendum\u00bb Verso la raccolta di firme. Duro il giudizio del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>00<\/strong> &#8211; <strong>CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO IL SEGRETARIO GENERALE. PERCH\u00c9 OSTINARSI A CONDANNARE GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO ALLA SUBORDINAZIONE ?<\/strong> La legge dei numeri favorisce sempre i pi\u00f9 forti ed emargina le minoranze e gli indifesi, che anche in un regime democratico finiscono per essere sempre sopraffatti, salvo accondiscendere al volere delle maggioranze. Si pu\u00f2 scegliere di vivere in un siffatto mondo e proiettarsi dentro i nostri valori e le nostre convinzioni in modo da conferirgli un senso. Oppure, subire supinamente le angherie e lasciarsi andare. L\u2019impegno assunto da molti di noi per dar voce agli italiani nel mondo non pu\u00f2 lasciarci indifferenti davanti alle ingiustizie, che li escludono dai luoghi decisionali, resettando le lancette del tempo e pregiudicandone l\u2019integrazione nel mondo di riferimento. E\u2019 questo il caso della determinazione ad excludendum della rappresentanza parlamentare degli italiani all\u2019estero, dei loro organismi intermedi, semplicemente del loro dubbio e irrisolto riconoscimento nelle istituzioni italiane. E\u2019 dal 7 febbraio di quest\u2019anno che in Senato, seguito dall\u2019approvazione dell\u2019identico testo in prima lettura presso la Camera dei deputati il 9 maggio u.s., che si sta consumando lo scempio costituzionale sulle modifiche agli articoli 56, 57 e 59 per la riduzione del numero dei deputati e dei senatori e, tra loro in maniera drastica, degli eletti all\u2019estero. Per giungere, infine, all\u2019approvazione odierna in seconda deliberazione del disegno di legge in materia di riduzione del numero dei parlamentari, che prevede la riduzione del 36,5 per cento dei parlamentari compreso l\u2019esiguo numero dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero, che diventeranno 8 deputati, invece di 12, e 4 senatori, invece di 6. Potranno essere infinite le ragioni politiche tese a giustificare la riduzione delle rappresentanze dei cittadini nelle istituzioni, non da ultimo anche se ingiustificabile pu\u00f2 essere l\u2019aspetto finanziario in cui versa un paese, ma l\u2019incontrovertibilit\u00e0 dei numeri non pu\u00f2 essere posta alla merc\u00e9 di chi li usa come clava per imporre la legge del pi\u00f9 forte, venendo meno al senso di eguaglianza. Ci tengo a ricordarlo fino a diventare afono e ripetitivo: gli italiani all\u2019estero costituiscono il 10 per cento della popolazione nazionale. Sei milioni sono censiti nelle anagrafi consolari. Fatte le dovute proporzioni, nel prossimo parlamento saranno drasticamente e colpevolmente sottorappresentati. Bisogner\u00e0 porre rimedio a questa discriminante e sanare con uno specifico provvedimento il maltolto. Un governo attento e responsabile pu\u00f2 farlo e dovrebbe incominciare a pensarlo gi\u00e0 prima dell\u2019approvazione definitiva di questa modifica costituzionale, proprio per saldare quel legame che tiene vive le tante Italie nel mondo senza le quali il nostro paese rischia di diventare pi\u00f9 povero. Il ruolo e la rappresentanza degli italiani all\u2019estero vanno rivisti in maniera distinta e riformata dalle fondamenta, pensando ad un\u2019architettura complessiva, costruita sui diritti e sui doveri di chi vive oltre i confini e continua ad avere interessi con la madre patria. Michele Schiavone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>01<\/strong> &#8211; <strong>AUTONOMIA, SVELATE LE BOZZE CHE FANNO A PEZZI IL PAESE. IL CASO. SUL SITO roars.it LE INTESE SUL REGIONALISMO DIFFERENZIATO TRA GOVERNO E VENETO, LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA.<\/strong> FLC CGIL A CONTE: \u00abTRADITA L\u2019INTESA SULL\u2019ISTRUZIONE SOTTOSCRITTA A PALAZZO CHIGI\u00bb di Roberto Ciccarelli Le carte segrete sull\u2019autonomia che oppongono in queste ore Lega e Cinque Stelle sono state pubblicate ieri dal sito Roars.it, specializzato nel dibattito sulla scuola e la ricerca universitaria. Una prima anticipazione dei testi sul regionalismo differenziato era apparsa l\u201911 febbraio scorso sempre sullo stesso sito. Le nuove bozze di intesa datate 16 maggio, analizzate dal Quotidiano del Sud il 4 luglio scorso, sono state sottoscritte dal presidente del Consiglio Conte e dai governatori delle tre regioni interessate: Lombardia (Fontana), Veneto (Zaia) e Emilia Romagna (Bonaccini). Da febbraio i testi sono cambiati molto poco: il Veneto \u00e8 la regione pi\u00f9 aggressiva che chiede per s\u00e9 tutte le 23 materie previste dal titolo quinto della costituzione; la Lombardia ne chiede 20, l\u2019Emilia Romagna 16. Dell\u2019elaborazione fino ad oggi conosciuta \u00e8 nota solo la parte introduttiva, non tutto il resto. I testi non saranno probabilmente aggiornati all\u2019ultima cervellotica mediazione tra i legastellati, del resto ancora lontana, ma almeno sono leggibili integralmente. Il dibattito che procede in un\u2019atmosfera da \u00abgolpe tecnico\u00bb, osservano i ricercatori di Roars, risulta meno oscuro e confuso in vista del prossimo incontro domani a palazzo Chigi. BARBARA LEZZI (M5S), ministra per il Sud, ha insistito ieri sul fatto che \u00abun testo scritto non c\u2019\u00e8 ancora\u00bb e che nell\u2019incontro di luned\u00ec scorso ne \u00e8 stato discusso uno che non ha recepito le nuove esigenze. Dal punto di vista dei Cinque Stelle i punti irrinunciabili sono: un fondo di perequazione, l\u2019introduzione dei fabbisogni standard e i livelli essenziali di prestazione. La difficolt\u00e0 in cui si trova il partito di Di Maio \u00e8 emersa dalla richiesta avanzata da Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze della Camera che ha inviato una bozza di programma ai componenti in cui chiede un\u2019\u00abindagine conoscitiva\u00bb di sei mesi sul federalismo fiscale e l\u2019autonomia differenziata. E questo nonostante il fatto che alla Camera sia stata gi\u00e0 istituita una commissione per l\u2019attuazione del federalismo fiscale presieduta dal leghista Cristian Invernizzi. Salvini si \u00e8 mostrato disponibile a interloquire con queste richieste: \u00abSe gli amici dei Cinque Stelle hanno bisogno di capire ulteriormente noi siamo a disposizione. Siamo pazienti e pronti\u00bb. Il dominus del governo si mostra magnanimo, mentre la ministra per gli affari regionali Erika Stefani (Lega) incalza il governo e chiede di varare il testo il prima possibile. Ad accrescere la pressione su un esecutivo indeciso ci ha pensato ieri anche il governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana che davanti a 300 sindaci neo-eletti ha ribadito che sull\u2019\u00abautonomia\u00bb non si pu\u00f2 perdere altro tempo. Al fondo i leghisti hanno compreso che una delle difficolt\u00e0 pi\u00f9 grandi per i loro alleati \u00e8 la scuola. Fontana ipotizzato anche una via d\u2019uscita: lo spacchettamento. Se si tratta delle assunzioni dirette dei docenti da parte delle regioni, una delle materie pi\u00f9 esplosive del progetto legastellato, \u00abiniziamo ad andare avanti sulle altre \u2013 ha suggerito Fontana \u2013 Si pu\u00f2 portare a casa il resto e poi reinserire la scuola nel caso in cui ci siano problemi che non si riescono a superare\u00bb. Un\u2019iniziativa che non muterebbe il contenuto problematico del progetto della maggioranza. IN UN INCONTRO con Conte e i sindacati Usb, Cisal, Confsal, Snals e Ugl Di Maio ieri ha ribadito che la scuola \u00abva lasciata unica e indivisibile\u00bb. Cos\u00ec non \u00e8, leggendo le bozze delle intese. Dopo avere promesso ai sindacati confederali di non toccare la scuola in un\u2019intesa del 24 aprile scorso, per il governo questo \u00e8 un problema. \u00abSono testi irricevibili, inaccettabili e da respingere senza incertezza \u2013 sostiene la Flc Cgil \u2013 Al presidente Conte ricordiamo che non una delle proposizioni sul sistema regionale di istruzione e formazione prospettato \u00e8 compatibile con l\u2019intesa che ha sottoscritto con noi. Il mondo della scuola si opporr\u00e0 con tutte le sue forze a chi vuole manomettere il diritto all\u2019istruzione\u00bb. \u00abTutti i diritti \u2013 ha aggiunto la Cgil nazionale \u2013 non possono essere ridotti a variabili regionali\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>02<\/strong> &#8211; <strong>PARLAMENTARI PD ESTERO: PER LA SCOMPARSA DEL SENATORE NINO RANDAZZO.<\/strong> La notizia della scomparsa di Nino Randazzo, senatore eletto nella circoscrizione Estero per due legislature, ci d\u00e0 sincera tristezza perch\u00e9 ci priva prima di tutto di un amico colto e gentile, un signore dai modi misurati e cortesi, un gentiluomo di vecchio stampo. Egli \u00e8 stato parte viva della vita sociale e culturale della dinamica comunit\u00e0 italo-australiana e protagonista del sistema informativo che in essa si \u00e8 sviluppato da tempi ormai lontani. Quella comunit\u00e0, assieme alle altre della sua vasta ripartizione elettorale, Egli ha saputo rappresentare onorevolmente e con intelligenza, portando il suo contributo quando si \u00e8 trattato di presentare la novit\u00e0 degli eletti all\u2019estero al mondo politico e all\u2019opinione pubblica italiani. Ci mancher\u00e0, comunque, soprattutto la persona, l\u2019amico. Con questi sentimenti porgiamo le nostre pi\u00f9 sincere condoglianze ai suoi familiari e all\u2019intera comunit\u00e0 italo-australiana, che lo ha apprezzato e stimato. Ciao Nino, ti salutiamo con considerazione e affetto. I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Car\u00e8, La Marca, Schir\u00f2, Ungaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>03<\/strong> &#8211; <strong>\u00abPlan Condor, puniti i responsabili materiali del massacro\u00bb.<\/strong> America latina. Grande emozione ieri a Roma durante la conferenza stampa della Fondazione Basso a poche ore dalla condanna all&#8217;ergastolo di 24 imputati. Un lungo percorso cominciato 20 anni fa di Claudia Fanti Desaparecidos, ma non dalla coscienza del mondo. E mai come oggi presenti nel cuore di quanti hanno lottato perch\u00e9 fosse fatta giustizia. All\u2019indomani della storica sentenza del processo di appello sul Plan Condor, terminato con la condanna all\u2019ergastolo di tutti i 24 imputati, c\u2019\u00e8 spazio solo per l\u2019emozione. E a esprimerla sono in tanti durante la conferenza stampa promossa ieri dalla Fondazione Basso per commentare quella che i familiari delle vittime e tutti coloro che li hanno sostenuti \u2013 dalla Fondazione stessa all\u2019Associazione 24Marzo passando per tutti gli avvocati di parte civile \u2013 hanno vissuto come una vittoria piena e completa. Tra loro anche il viceministro della Giustizia boliviana Diego Ernesto Jim\u00e9nez, presente in aula al momento della sentenza, e il sottosegretario alla presidenza dell\u2019Uruguay Miguel \u00c1ngel Toma, anche lui in aula in rappresentanza di un governo che si \u00e8 costituito parte civile e ha collaborato attivamente con la giustizia italiana consegnando prove decisive contro i tredici militari uruguaiani coinvolti. A evidenziare la rilevanza storica del processo \u00e8 stata in particolare l\u2019avvocata di parte civile Alicia Mej\u00eda, leggendo le due sentenze di primo e di secondo grado: \u00abLa prima ha riconosciuto per la prima volta a livello giurisdizionale l\u2019esistenza del Plan Condor come un\u2019operazione finalizzata ad annientare la cosiddetta sovversione\u00bb, condannando otto esponenti della catena di comando; \u00abla seconda ha individuato le responsabilit\u00e0 personali di singoli soggetti nei casi di vittime concrete\u00bb. Le responsabilit\u00e0, cio\u00e8, come ha spiegato un altro avvocato di parte civile, Arturo Salerni, di quelle figure cosiddette intermedie, colpevoli di \u00absub-operazioni di sterminio\u00bb, a cui erano stati precedentemente addebitati solo i reati, ormai prescritti, di sequestro e tortura. \u00c8 il riconoscimento \u2013 ha chiarito l\u2019avvocato Giancarlo Maniga \u2013 che \u00able condotte differenziate che hanno concorso all\u2019uccisione delle vittime sono tutte legate e unificate dall\u2019evento finale\u00bb. Sin conclude cos\u00ec, almeno per ora, nella speranza di una conferma della sentenza in Cassazione, un lungo cammino iniziato nel 1999 da un\u2019inchiesta del pm Giancarlo Capaldo partita dalle denunce di cinque donne italo-uruguaiane e una italo-argentina i cui parenti erano rimasti vittime del Plan Condor. Tra loro l\u2019italo-uruguaiana Aurora Meloni, che, ricordando quel giorno, oggi commenta: \u00abAllora non immaginavamo che avremmo infine raggiunto il nostro obiettivo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> 04<\/strong> &#8211; <strong>PARLAMENTARI PD ESTERO: GIUSTIZIA E DIRITTI UMANI NELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA CHE CONDANNA I RESPONSABILI DELLE SPARIZIONI DURANTE LE DITTATURE MILITARI.<\/strong> La sentenza con la quale la Corte d\u2019Assise e d\u2019Appello di Roma ha comminato 24 ergastoli ad altrettanti responsabili politici e militari dei sequestri, delle torture e delle sparizioni di ventitr\u00e9 cittadini italiani e venti uruguaiani durante le dittature militari in Bolivia, Uruguay, Cile e Per\u00f9 \u00e8, allo stesso tempo, un atto di giustizia e di riconoscimento dell\u2019intangibilit\u00e0 dei diritti umani, il cui significato va al di l\u00e0 delle specifiche circostanze richiamate. Siamo contenti che sia avvenuto e che i giudici, sia pure dopo un percorso faticoso e non privo di contraddizioni, abbiano ancora una volta detto con una sentenza che la giustizia esiste e la verit\u00e0 si pu\u00f2 affermare, anche a distanza di tempo, purch\u00e9 perseguite con tenacia e fiducia e con spirito di libert\u00e0. Siamo contenti non tanto perch\u00e9 il Partito Democratico si sia costituito, assieme al Frente Amplio, parte civile e sia stato promotore e sostegno dell\u2019iniziativa giudiziaria che ha portato a questo risultato, ma perch\u00e9 quarantatr\u00e9 cittadini hanno avuto giustizia e, tramite loro, simbolicamente l\u2019abbiano avuta migliaia di desaparecidos , nella quasi totalit\u00e0 colpevoli solo di credere nel progresso sociale, nell\u2019uguaglianza e nella libert\u00e0. Decine di migliaia di persone scomparse, tra le quali migliaia di origine italiana, furono sole di fronte alla violenza brutale e sanguinaria del potere militare e nemmeno coloro che celebravano con enfasi gli italiani nel mondo pronunciarono una parola per difenderli. Fecero eccezione alcuni funzionari che, rischiando in proprio, salvarono molte vite e le forze democratiche europee, che denunciarono incessantemente le dittature e accolsero migliaia di fuoriusciti e di esuli. Un buco nero, in parte compensato dalla costituzione di parte civile dello Stato italiano nel processo, voluta da governanti attenti e sensibili. Pur senza voler forzare in alcun modo una sentenza costruita su presupposti e riscontri giuridici e che dovr\u00e0 reggere comunque alla prova del pronunciamento della Cassazione, l\u2019affermazione dell\u2019intangibilit\u00e0 dei diritti umani che in essa \u00e8 contenuta rappresenta un cono di luce nei tempi che attraversiamo e un segnale inequivocabile per tutti coloro che pensano di usare i diritti umani come merce di scambio e pretesto di consenso. I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Car\u00e8, La Marca, Schir\u00f2, Ungaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>05<\/strong> &#8211; <strong>LA MARCA: LE FALSIFICAZIONI DEL MAIE SULLA CITTADINANZA CERCANO DI COPRIRE IL VUOTO DI RISULTATI PER GLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO.<\/strong> \u00c8 triste, ma non sorprendente, vedere che per distogliere l\u2019attenzione dal vuoto assoluto nelle politiche per gli italiani all\u2019estero e dai gravi passi indietro che si stanno facendo in tema di rappresentanza e di lingua e cultura, si usi sistematicamente il metodo della falsificazione delle posizioni degli altri creando casi mediatici destinati ad esplodere come bolle di sapone. L\u2019ultimo in ordine di tempo di \u201cItaliachiamaitalia\u201d, la nota gazzetta di propaganda al servizio del MAIE e del Senatore Merlo, riguarda la cittadinanza e l\u2019accusa fatta al PD di essere favorevole alla limitazione del riconoscimento a due generazioni. La bolla d\u2019aria sarebbe poggiata su una mia dichiarazione, fatta durante l\u2019assemblea del CGIE, in cui, come risulta dai resoconti delle agenzie e da un mio comunicato, mi sono soffermata su una serie di questioni, tra le quali la cittadinanza. Ebbene, in quella occasione ho detto chiaramente che parlavo di quell\u2019aspetto della cittadinanza a titolo personale. In secondo luogo, parlavo di una condizione per riaprire i termini per far riacquistare la cittadinanza a chi \u00e8 nato in Italia e l\u2019ha perduta per ragioni di lavoro all\u2019estero. In terzo luogo, il PD non si \u00e8 mai espresso ufficialmente nel senso indicato dai gazzettieri n\u00e9 con dichiarazioni politiche n\u00e9 con proposte di legge o di governo. In quarto luogo, le mie stesse proposte di legge ufficialmente presentate parlano di riacquisto per chi \u00e8 nato in Italia (&#8220;Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza&#8221;, n\u00b0 221, 23 marzo 2018) e per le donne che l\u2019hanno perduta, e per i loro discendenti, a seguito di matrimonio con stranieri (&#8220;Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte delle donne che l&#8217;hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e dei loro discendenti&#8221;, n\u00b0 222, 23 marzo 2018). Non altro. A titolo strettamente personale e come stimolo alla discussione, ho detto e penso che sia arrivato il momento di una riflessione organica relativa alla normativa sulla cittadinanza in vista di una riforma del sistema. Anche per evitare che la questione sia dilaniata e peggiorata a piacimento, come \u00e8 accaduto di recente con il decreto Sicurezza per coloro che la richiedono per matrimonio. Una discussione da fare senza tab\u00f9 e partendo dai diritti, come sono quelli di chi \u00e8 nato in Italia e l\u2019ha perduta solo perch\u00e9 emigrato. Ma, ripeto, si tratta di stimoli alla discussione e al confronto, di idee personali che riguardano me e non altri, che dunque non possono essere attribuite ufficialmente al partito nel quale milito. Capisco come le idee possano dare inquietudine e spavento a chi, in mancanza di fatti, \u00e8 costretto a costruire una linea politica sulle falsificazioni. Non sorprende quando la politica diventa caciara e propagandismo, ma \u00e8 triste per la democrazia e per la dignit\u00e0 delle istituzioni. On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>06<\/strong> &#8211; <strong>L\u2019ERESIA IN CAMPO, A RIACE IL MONDIALE DI CALCIO ANTIRAZZISTA. IL TORNEO. PROMOSSO DALLA UISP \u00c8 GIUNTO ALLA VENTITREESIMA EDIZIONE, PARTECIPANO SQUADRE DILETTANTI PROVENIENTI DA TUTTA EUROPA.<\/strong> di Claudio Dionesalvi RIACE (RC) Il pallone rimbalza nei campi di calcetto ricavati in una terrazza incorniciata dallo Jonio. \u00c8 lo stesso mare che ogni tanto accoglie, ma spesso respinge, annegandoli, migliaia di esseri umani. Il paesaggio di Riace stavolta ospita appassionati di sport popolare ed attivisti dei movimenti sociali. DA MEZZA EUROPA ARRIVANO in Calabria centinaia di supporter organizzati per partecipare ai Mondiali Antirazzisti. Giocano a calcio, basket, beach rugby. Tra di loro, anche un po\u2019 di ultr\u00e0. Sono quelli che non si sono lasciati trasportare dalla deriva paramilitare che sta investendo il fenomeno del tifo in Europa. Sessanta squadre, donne ed uomini: inglesi, tedeschi, mediterranei, africani, neri e bianchi, si sfidano in omaggio alla multiculturalit\u00e0. Non ci sono arbitri: le partite si autoregolamentano. Al secondo grave fallo: sconfitta a tavolino! Quando una squadra \u00e8 nettamente inferiore all\u2019avversaria, se \u00e8 sotto di due gol, pu\u00f2 aggregare un giocatore durante la partita. \u00c8 prevista la figura del \u00abvagante\u00bb, come da regolamento: \u00abuna persona che, per disabilit\u00e0 fisica o motoria, oppure per precoce et\u00e0, non \u00e8 del tutto consapevole delle dinamiche del gioco e pu\u00f2 giocare per una squadra senza essere contata nel numero dei giocatori. Questa persona, se riceve la palla, non pu\u00f2 essere pressata\u00bb. PROMOSSI DALLA UISP, giunti alla ventitreesima edizione, i Mondiali Antirazzisti quest\u2019anno s\u2019immergono in una Riace frastornata dalla sconfitta elettorale di Mimmo Lucano. In un clima festoso e sereno, tra pubblici dibattiti, boati d\u2019esultanza che accompagnano i gol e dj set, appare surreale il presidio permanente dei tanti poliziotti e carabinieri che tengono d\u2019occhio giocatrici e giocatori dei Mondiali della Uisp. Gi\u00e0 si scorge l\u2019ombra del neosindaco d\u2019impronta leghista, Antonio Trifoli, che essendo titolare di un contratto a tempo determinato col Comune, stando al decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000 sarebbe stato ineleggibile. Da vigile urbano precario non avrebbe potuto ottenere l\u2019aspettativa prima di candidarsi. NELLA PRIMA SERATA della manifestazione, in un camping, fuori dal territorio riacese banditogli dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, Mimmo Lucano accoglie i partecipanti e ripercorre con loro gli ultimi mesi: \u00abLa politica della Lega ha risvegliato l\u2019atteggiamento culturale della mafia\u00bb, ammonisce. Poi elogia la filosofia sportiva del meeting: \u00ab\u00c8 meraviglioso un calcio senza arbitri\u00bb. A sostegno del torneo, come da sempre, anche la rete Fare che combatte le diseguaglianze e le discriminazioni nel football. Chiaro l\u2019intento del network: \u00abRicordare le storie dei singoli che hanno lottato per sfuggire da situazioni drammatiche dei propri paesi d\u2019origine, o semplicemente per poter migliorare la propria condizione personale attraverso lo studio e il lavoro\u00bb. Sono tanti, tra i ragazzi impegnati ad inseguire un pallone nelle tre giornate riacesi, che per tecnica e vigore fisico potrebbero giocare nel calcio che conta. IN TANTI LAVORANO come riders o facchini della logistica. Alcuni vantano brevi esperienze nelle societ\u00e0 del calcio dilettantistico italiano. In questi eretici mondiali, indossano le maglie di radicate polisportive ed improvvisate comitive, molte delle quali provenienti dai quartieri dei centri urbani meridionali: Catanzaro Social Team, Scampia Antirazzista, Spartak Lecce, Cosenza Mmishkata, Villa San Giovanni Meticcia. S\u2019incrociano volti, muscoli e sudori. Come nella migliore tradizione di questo meeting, il pathos cresce al tramonto, quando si accendono i fuochi, la birra e i canti collettivi attraversano la spianata che accoglie linguaggi e colori diversi. Ferve l\u2019attesa per la finale che si disputer\u00e0 oggi alle 13. Il caldo sar\u00e0 torrido, eppure la temperatura si manterr\u00e0 mite tra i giocatori: dai quarti di finale tutte le partite si disputano solo ai calci di rigore. Gli organizzatori sono consapevoli di quanto purtroppo il gioco del football si presti ad innescare tensioni e possa sprigionare pulsioni aggressive. Ma non tra i partecipanti a questi Mondiali. Sui loro gadget e sulle magliette che indossano, riecheggia un vecchio slogan delle tifoserie antinaziste: \u00abAl pallone non importa da chi \u00e8 calciato\u00bb. (di Claudio Dionesalvi Riace (RC).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>07<\/strong> &#8211; <strong>MODIFICA ALLA COSTITUZIONE PER SPARTIRSI MENO PARLAMENTARI MA PIU&#8217; OBBEDIENTI.<\/strong> Nei prossimi giorni il Senato sar\u00e0 chiamato ad approvare in seconda lettura la proposta di legge di modifica della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari. La seconda lettura di Senato e Camera \u00e8 quella definitiva. Il difetto di fondo di questa proposta di modifica della Costituzione, che riduce i parlamentari, e&#8217; motivata dalla riduzione dei costi. Per ridurre veramente ridurre i costi \u00e8 sufficiente ridurre quanto va ai parlamentari, misura discutibile ma l\u2019unica con effetto certo, rapido, finora non adottata. Invece la maggioranza verde &#8211; gialla ha scelto la via della riduzione dei parlamentari e quindi vuole modificare la Costituzione. Non \u00e8 vero che cosi&#8217; I lavori parlamentari sarebbero semplificati, tutto il funzionamento resterebbe come ora. Semmai la semplificazione e&#8217; avvenuta al Senato, presidente Grasso, cambiando il regolamento interno, cosa che la Camera finora non ha fatto. Ancora una volta una modifica della Costituzione viene proposta in stretto rapporto con la legge elettorale. La Lega vuole infatti che resti in vigore la sostanza dell\u2019attuale legge elettorale (rosatellum) perch\u00e8 con i voti stimati per la Lega questo partito potrebbe ottenere una maggioranza parlamentare paragonabile a quella di Berlusconi nel 2008, per di pi\u00f9 con alleati subalterni. Pochi finora sanno che la nuova legge elettorale \u00e8 gi\u00e0 approvata e che entrer\u00e0 in funzione automaticamente se passer\u00e0 la riduzione dei parlamentari. Ancora una volta la modifica della Costituzione \u00e8 strettamente legato a una legge elettorale che garantisca la maggioranza in parlamento, in questo caso il risultato si ottiene mantenendo la sostanza attuale, con la conseguenza di parlamentari di fiducia del capo partito. L\u2019attuale legge elettorale senza esplicitare la soglia per l&#8217;elezione di fatto a livello nazionale porter\u00e0 la soglia di accesso al 5% alla Camera, almeno il doppio al Senato. In tante situazioni la soglia sar\u00e0 pi\u00f9 &#8216; alta, escludendo tutti i partiti minori. Pochi partiti si spartiranno i parlamentari. Il vero obiettivo della modifica della Costituzione e&#8217; avere meno parlamentari, piu&#8217; obbedienti. Non e&#8217; un miglioramento del funzionamento del parlamento, al contrario, si fara&#8217; un ulteriore balzo verso la riduzione del ruolo del parlamento. Gi\u00e0 ora tra continui decreti legge, voti di fiducia a raffica, provvedimenti disciplinari contro i dissenzienti, che in parlamento dovrebbero essere garantiti non repressi, abbiamo gi\u00e0 un parlamento che conta poco, ridotto spesso al silenzio e perfino ad approvare a scatola chiusa provvedimenti che non conosce, imposti dai capi della maggioranza. In futuro la funzione del parlamento sar\u00e0 ancora di piu&#8217; di ratifica. La riduzione dei deputati e dei senatori insieme alla legge elettorale apre la strada ad un accentramento ulteriore delle decisioni, fino a ribaltare l&#8217;assetto istituzionale definito dalla nostra Costituzione. Perche&#8217; il M5Stelle preme per questa decisione ? All&#8217;origine era la spinta ideologica anticasta, ora prevale la possibilita&#8217; di ottenere cos\u00ec un&#8217;assicurazione sulla vita di questo governo. Chi conta nel movimento non vuole la crisi di governo. Il conto e&#8217; presto fatto. L&#8217;approvazione definitiva della modifica costituzionale dovrebbe avvenire entro luglio (Senato e Camera) ma se non otterra&#8217; i due terzi dei voti, che non consentirebbero il referendum costituzionale, questo ci sara&#8217; tra fine anno e primavera 2020. Se la maggioranza perde il referendum va a casa, ma se vince avra&#8217; bisogno di tempo per definire i nuovi collegi, come \u00e8 previsto dalla nuova legge elettorale e quindi prima del 2021 il voto non e&#8217; possibile. Quindi la modifica della Costituzione e&#8217; un modo per fare durare questa maggioranza e questo governo per almeno due anni, sperando nel frattempo di arrestare il crollo elettorale rilanciando argomenti anticasta, che pero&#8217; oggi avrebbero il difetto di investire anche chi li usa. Il problema da risolvere, come sempre, e&#8217; l&#8217;impaccio dell&#8217;opposizione. Senza sottovalutare la difficolta&#8217; dell&#8217;argomento, il problema si pone perche&#8217; la maggioranza verde gialla provera&#8217; ad approvare la riduzione dei parlamentari comunque. A meno di incidenti di percorso puntera&#8217; all&#8217;approvazione e quindi il referendum ci sara&#8217;. Se questo e&#8217; lo scenario pi\u00f9 probabile, \u00e8 necessario individuare con rapidit\u00e0, subito dopo l\u2019approvazione, la linea di contrasto agli argomenti, pochi e strumentali, della maggioranza, preparandosi al referendum popolare. Certo,si pu\u00f2 ridurre il numero dei parlamentari, ma farlo cosi&#8217; e&#8217; sbagliato perche&#8217; porta ad una riduzione della capacita&#8217; di rappresentare il paese senza neppure risolvere il problema che pone la parit\u00e0 delle camera. Non l&#8217;ha risolto Renzi che proponeva un Senato posticcio, una specie di circolo della caccia per Regioni e Sindaci, non lo risolve questa riduzione dei parlamentari perche&#8217; mantiene inalterati i difetti delle camere paritarie. Meglio sarebbe stato lasciare la sola Camera dei deputati con l\u2019attuale rappresentanza, superando il raddoppio paritario senza compromettere la rappresentanza. Ancora una volta un pasticcio. Ancora una volta occorre mettere in campo un\u2019opposizione per evitare che venga manomessa la Costituzione senza valutarne le conseguenze negative. L\u2019opposizione deve confermare la sua esistenza. Alfiero Grandi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>08<\/strong> &#8211; <strong>CARTA D\u2019IDENTIT\u00c0 ELETTRONICA, SOTTOSEGRETARIO MERLO: \u201cUNA RISPOSTA CONCRETA PER I NOSTRI CONNAZIONALI IN EUROPA\u201d \u201cLA SPERIMENTAZIONE PARTIR\u00c0 A SETTEMBRE IN TRE SEDI CONSOLARI, VIENNA, ATENE E NIZZA.<\/strong> LA CARTA \u2013 RICORDA MERLO &#8211; VERR\u00c0 PRODOTTA IN ITALIA E MANDATA DIRETTAMENTE ALL\u2019INDIRIZZO DEL CONNAZIONALE\u201d \u201cCarta d\u2019identit\u00e0 elettronica anche per gli italiani nel mondo: finalmente! Un\u2019altra risposta concreta da parte del nostro governo alle richieste dei nostri italiani all\u2019estero\u201d. Lo dichiara in un post su Facebook il Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all\u2019Estero. \u201cLa sperimentazione partir\u00e0 a settembre in tre sedi consolari, Vienna, Atene e Nizza. La carta \u2013 ricorda Merlo \u2013 verr\u00e0 prodotta in Italia e mandata direttamente all\u2019indirizzo del connazionale. Il Consolato si far\u00e0 tramite della raccolta dei dati e dell\u2019istruzione della pratica. Avviata la sperimentazione, l\u2019obiettivo sar\u00e0 quello di lavorare per fornire la carta d\u2019identit\u00e0 elettronica a tutta la rete europea entro il 2020\u201d. \u201cQuello della carta d\u2019identit\u00e0 elettronica per gli italiani all\u2019estero \u00e8 un altro punto a favore di questo governo quando si parla di italiani nel mondo. Continuiamo a lavorare senza pause \u2013 assicura il Sottosegretario Merlo in conclusione \u2013 per migliorare la qualit\u00e0 di vita dei nostri connazionali, dalle Americhe all\u2019Australia passando per l\u2019Europa, ovunque ci sia un italiano nel mondo\u201c.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>09<\/strong> &#8211; <strong>PARLAMENTARI PD ESTERO: IL SENATO APPROVA IN SECONDA LETTURA LA RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI E SPINGE LA CIRCOSCRIZIONE ESTERO VERSO UNA PERICOLOSA DERIVA.<\/strong> La maggioranza 5Stelle-Lega-MAIE ha compiuto dunque al Senato il passo decisivo che, se confermato alla Camera, render\u00e0 definitiva la decisione di ridurre il numero dei parlamentari, con il conseguente taglio di un terzo del numero degli eletti nella circoscrizione Estero (da 18 a 12). Prima di rammaricarci per le pesanti conseguenze che ne verranno per la rappresentanza degli italiani all\u2019estero, ci doliamo per la democrazia italiana. Questa riduzione del numero dei parlamentari, fatta al di fuori di qualsiasi riorganizzazione delle funzioni delle Camere produrr\u00e0 solo la scomparsa delle forze e delle realt\u00e0 territoriali minori, intaccando l\u2019idea di ampia rappresentativit\u00e0 perseguita dai Padri costituenti e distorcendo la nostra democrazia rappresentativa. E\u2019 facile immaginare un Parlamento ristretto, composto in maggioranza di soldatini pronti al \u201csignors\u00ec\u201d rispetto alla maggioranza di turno. Un\u2019offa propagandistica lanciata alla parte pi\u00f9 famelica dell\u2019opinione pubblica, costantemente sollecitata dalle stesse forze di governo a dissacrare le istituzioni e a mattare gli eletti. Per gli italiani all\u2019estero si aggrava profondamente lo squilibrio di rappresentativit\u00e0 gi\u00e0 implicito nella definizione di un rapporto elettori-eletti molto pi\u00f9 alto per l\u2019estero di quanto non sia in Italia. Alla prova dei fatti, si conferma la totale insensibilit\u00e0 di questa maggioranza per gli italiani all\u2019estero o, sarebbe meglio dire, l\u2019intento punitivo rispetto a cittadini che finora non si sono mai prestati ai giochi di prestigio della propaganda populistica. D\u2019altro canto, che ci si poteva aspettare da forze, come la Lega, che fu tra le poche a votare contro la circoscrizione Estero quando fu istituita? La cosa che non di meno amareggia \u00e8 l\u2019abbandono della battaglia che fu di Tremaglia da parte di chi, come Fratelli d\u2019Italia, si \u00e8 sempre presentato come suo erede, il silenzio sempre pi\u00f9 assordante del Sottosegretario Merlo, titolare delle deleghe per gli italiani all\u2019estero, e il voto favorevole del rappresentante del MAIE su un passaggio decisivo come questo. Come si vede, la distanza tra le parole e i fatti \u00e8 sempre molto grande e la seriet\u00e0 e la coerenza restano prove difficili. Una rappresentanza cos\u00ec ridotta sar\u00e0 un freno serio per la partecipazione democratica delle nostre comunit\u00e0, una remora che combinata con le misure contenute nel disegno di legge di maggioranza sulle modifiche del voto all\u2019estero, destinate ad abbassare ulteriormente la partecipazione, rischia di porsi come un passo verso la soluzione finale della circoscrizione Estero. La stessa cosa si deduce dalla serie di provvedimenti punitivi verso le nostre comunit\u00e0, adottati dalle forze di governo. Se sono queste le reali intenzioni, continueremo a contrastarle in ogni modo e con ogni mezzo. Non per difendere una rappresentanza corporativa ma per amore dell\u2019Italia, da momento che essa ha tutto da guadagnare da un raccordo stretto e democraticamente strutturato con la sua diaspora nel mondo. I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Car\u00e8, La Marca, Schir\u00f2, Ungaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10<\/strong> &#8211; <strong>SCHIR\u00d2 (PD): CON IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI APERTA LA CACCIA AI DIRITTI DEGLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO.<\/strong> \u201cCon l\u2019approvazione in seconda lettura al Senato del disegno di legge di modifica costituzionale con il quale si riduce il numero dei parlamentari, compresi gli eletti nella circoscrizione Estero, la maggioranza Lega-5Stelle-MAIE, con il sostegno di Fratelli d\u2019Italia, ha aperto la caccia ai diritti primari degli italiani all\u2019estero. Se a questo atto si combina la proposta di legge del Sen. Petrocelli che, prevedendo la preventiva prenotazione per votare all\u2019estero, allontaner\u00e0 dal voto centinaia di migliaia di persone, il disegno diventa chiaro. Nel mirino, presto o tardi, finir\u00e0 la stessa circoscrizione Estero, con buona pace dell\u2019effettivit\u00e0 del diritto di voto degli italiani all\u2019estero, voluta dalla Costituzione, e dell\u2019autonomia della loro rappresentanza. Insomma, gli italiani all\u2019estero sono buoni a inviare le rimesse in Italia nei momenti di maggiore difficolt\u00e0 e a sostenere il made in Italy nelle fasi di stagnazione interna, mentre diventano invisibili o ingombranti quando si tratta di riconoscerne la parit\u00e0 di diritti con tutti gli altri cittadini. \u2018\u00c8 per risparmiare\u2019, cantano i grilli. Allora, anzich\u00e9 sfasciare la democrazia rappresentativa, voluta dai Padri costituenti, perch\u00e9 non limitare le indennit\u00e0? \u2018Lavorano poco\u2019, fanno eco i qualunquisti di ogni stagione. Basterebbe, allora, evitare di svuotare il lavoro parlamentare imponendo in continuazione decreti governativi per dare un\u2019idea vera della quantit\u00e0 e della qualit\u00e0 del lavoro che si compie realmente in Parlamento. E poi, c\u2019\u00e8 un lavoro quotidiano e fittissimo che non affiora, ma che \u00e8 reale e utile. Come quello di seguire i problemi pensionistici, le disfunzioni scolastiche, le carenze dei servizi consolari e via dicendo, con riferimento ai territori e alle situazioni specifiche. Gi\u00e0 oggi \u00e8 difficile star loro dietro; se non ci saranno pi\u00f9 rappresentanti o un numero insufficiente chi raccoglier\u00e0 questi bisogni, chi li porter\u00e0 nei centri decisionali, chi li trasformer\u00e0 in lavoro parlamentare e in sollecitazioni al governo e alla macchina amministrativa? Si decide di tagliare e svuotare la rappresentanza proprio mentre l\u2019emigrazione \u00e8 ripresa e aumenta in modo esponenziale il numero degli italiani all\u2019estero, proprio mentre le esigenze si moltiplicano e si differenziano. Con la chiamata all\u2019ordine che i partiti di maggioranza hanno fatto verso i loro disciplinati soldatini \u00e8 probabile che il provvedimento passi anche alla Camera e diventi definitivo. L\u2019ultimo appello potrebbe essere il referendum confermativo, se richiesto nelle forme prescritte, che si dovrebbe tenere nella primavera del prossimo anno. Anche se il confronto si svolger\u00e0, come \u00e8 facile prevedere, in un mare di demagogia, noi continueremo a dire ai cittadini all\u2019estero la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0 e solo la verit\u00e0 perch\u00e9 i diritti primari degli italiani all\u2019estero &#8211; cittadini di pieno diritto, non mi stancher\u00f2 mai di ripeterlo -, non si possono barattare con quattro voti. Questo, almeno, \u00e8 il senso del nostro modo di fare politica\u201d. On. Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 -00186 ROMA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>11<\/strong> &#8211; <strong>\u00abUNA MAGGIORANZA BLINDATA, MENO PARLAMENTARI E PI\u00d9 OBBEDIENTI. PREPARIAMOCI AL REFERENDUM\u00bb VERSO LA RACCOLTA DI FIRME. DURO IL GIUDIZIO DEL COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE: COME NEL 2016, C\u2019\u00c8 UNA NUOVA BATTAGLIA DA CONDURRE PER IN DIFESA DELLA CARTA<\/strong>. Con il combinato fra taglio dei parlamentari e Rosatellum la Lega \u00abpotrebbe avere una maggioranza parlamentare pressoch\u00e9 blindata, paragonabile a quella di Berlusconi del 2008, con alleati del tutto subalterni\u00bb. \u00c8 duro il giudizio del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale sulla legge costituzionale approvata ieri in seconda lettura al senato. La soglia della Camera salir\u00e0 al 5%, al Senato al doppio. \u00abPochi partiti si spartiranno la rappresentanza parlamentare, quindi il vero obiettivo della modifica della Costituzione \u00e8 avere meno parlamentari, pi\u00f9 obbedienti\u00bb. Per questo il Cdc, gi\u00e0 impegnato contro l\u2019autonomia differenziata, chiama i cittadini al referendum costituzionale. \u00abNel 2016 abbiamo contrastato la deformazione costituzionale voluta dal governo Renzi\u00bb, \u00abOggi c\u2019\u00e8 una nuova battaglia da condurre per la Costituzione, contro la distruzione dell\u2019unit\u00e0 nazionale a cui pu\u00f2 portare questa iniziativa della Lega se avr\u00e0 la complicit\u00e0 dell\u2019attuale maggioranza parlamentare. Sono diversi i protagonisti ma simile \u00e8 il tentativo di stravolgere e forzare la Costituzione\u00bb. Materiali scaricabili su www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12<\/strong> &#8211; <strong>LE MOLTE VITE DELL\u2019\u00abUOMO NUOVO\u00bb. TRA PASSATO E PRESENTE. UNA RIFLESSIONE A PARTIRE DA \u00abTRACES OF MODERNISM. ART AND POLITICS FROM THE FIRST WORLD WAR TO TOTALITARIANISM\u00bb<\/strong> L\u2019operazione proposta da Traces of Modernism. Art and Politics from the First World War to Totalitarianism (Campus Verlag, 2019), curato da Monica Cioli, Maurizio Ricciardi e Pierangelo Schiera, \u00e8 spiazzante. La categoria di \u00abmodernismo\u00bb transita fra arte e politica per indicare una crisi interna alla modernit\u00e0: \u00e8 la frattura dell\u2019individuo liberale, intensificata nella prima met\u00e0 del \u2019900 da un rapido processo di modernizzazione, dalla politica di massa e dalle aspettative riversate nella scienza e nella tecnica dalla fine del XIX secolo. QUESTO PROCESSO impone di pensare l\u2019\u00abUomo nuovo\u00bb nella cornice della degenerazione dello Stato e di una sempre pi\u00f9 intensa socialit\u00e0 che deve essere \u00aborganizzata\u00bb. Cercare le \u00abtracce\u00bb del modernismo significa identificare i segni di nuovi modi di agire illuminati dalla prospettiva transnazionale nella quale si rispecchiano Europa, Stati Uniti e Russia. Mentre l\u2019arte \u00e8 trattata come un \u00abfattore costituzionale\u00bb, di legittimazione politica, la ricerca storica assume i tratti di un\u2019\u00abavanguardia\u00bb che osserva il passato dal presente con un intento prognostico (Schiera). Secondo un\u2019interpretazione diffusa, il modernismo nell\u2019arte si afferma con il movimento dei Fauves e poi con il Cubismo dove, con la forza espressiva del colore, dalla superficie piana del quadro emergono diverse temporalit\u00e0. Si possono per\u00f2 individuare tracce moderniste gi\u00e0 nei ritratti di Rembrandt e nella Zattera della Medusa di G\u00e9ricault (Meyer-Fraatz). SCANDAGLIANDO le zone oscure dell\u2019animo umano, ritratti e autoritratti di Rembrandt pongono l\u2019accento su un\u2019individualit\u00e0 che si mette in movimento, in tensione con l\u2019interiorit\u00e0. La Zattera della Medusa \u00e8 anche un\u2019allegoria politica di una societ\u00e0 borghese in transizione, poco importa se declinata poi in termini capitalistici o del \u00absocialismo reale\u00bb. Il confronto con questa alternativa, tuttavia, diventa cruciale nelle scienze sociali del primo \u2019900 (Ferrari) di fronte alla necessit\u00e0 di rispondere all\u2019incertezza suscitata dalla crisi capitalistica, dalle lotte operaie e dai dilemmi della democrazia. Il \u00abdesiderio di pianificazione\u00bb politica e sociale trova nella Russia sovietica una possibile risposta all\u2019ambizione modernista di realizzare un ordine senza comando e una disciplina del cambiamento capace di produrre individui adeguati a una nuova civilizzazione. ANCHE IL MODERNISMO artistico, come quello politico, \u00e8 il tentativo di rispondere a una crisi e a molteplici aspettative. Prendendo spunto da Benjamin, si pu\u00f2 dire che la cifra del modernismo delle avanguardie artistiche dei primi anni del \u2019900 sia l\u2019oscillazione tra una politicizzazione dell\u2019arte e l\u2019estetizzazione individuale della vita, un\u2019oscillazione che innesca ambivalenze e contraddizioni: le \u00abmolte vite\u00bb dell\u2019Uomo Nuovo tra l\u2019immediata attualizzazione pensata dai futuristi italiani e il progetto politico e artistico dei costruttivisti russi (Benzi, Michaud); la ricerca di un impossibile equilibrio tra nazionalismo e internazionalismo dell\u2019arte, da parte di critici e mercanti d\u2019arte, alla vigilia della Prima guerra mondiale (Goetzman). Due temi, per\u00f2, emergono con forza rispetto a tutto il resto: la citt\u00e0 e la macchina. La citt\u00e0 modernista si colloca tra la Parigi dei grandi boulevards del barone Haussmann e le anticipazioni del Movimento Moderno, quasi un ribaltamento di una certa cronologia dei sistemi urbani. ALLA CRISI DELLA MODERNIT\u00c0 urbana non segue un modernismo urbano che seleziona valori, esperienze, aspettative per rendere pi\u00f9 sostenibile il rapporto con un modo di produzione. Il modernismo urbano riconfigura i processi di riproduzione dello spazio aprendo nuove vie individuali e, in parte, collettive nel vivere e nell\u2019abitare. Impressionisti come Monet e Pissarro avevano gi\u00e0 dato un\u2019immagine della citt\u00e0 moderna, ma \u00e8 con La Citt\u00e0 che sale di Boccioni e gli studi sulle automobili in corsa di Balla che si va oltre la semplice rappresentazione per indicare la simultaneit\u00e0 di una velocit\u00e0 che contrae gli spazi, in stretta associazione con una trasformazione dagli esiti imprevedibili. Non c\u2019\u00e8 una sequenza evolutiva tra modernit\u00e0, modernismo e modernizzazione. Le crisi, le opposizioni, le fratture, le sovrapposizioni sono parte integrante dei percorsi artistici delle avanguardie storiche agli inizi del \u2019900. La macchina come tecnologia, organizzazione sociale e immaginario, come misura di tutte le cose. \u00c8 il Futurismo italiano inizialmente il pi\u00f9 esposto su questo versante, ma \u00e8 il Bauhaus di Gropius, dopo una prima fase caratterizzata da scontri e assestamenti interni, a teorizzare e praticare l\u2019unit\u00e0 tra arte e industria. QUESTE TEORIE e pratiche dello spazio e del movimento procedono parallele al tentativo, da parte delle scienze politiche e sociali, di ripensare le coordinate della societ\u00e0 in cui l\u2019individuo \u00e8 incorporato, di ristabilire un principio di autorit\u00e0 capace di rispondere alla crisi dei legami tradizionali innescata dai processi di individualizzazione propri del liberalismo, dalla rivoluzione proletaria, dal \u00abrisveglio delle donne\u00bb. Nel periodo tra le due guerre, neoliberalismo, fordismo e pianificazione sono tentativi concorrenti di rispondere a quella crisi (Ricciardi), espressioni di un \u00abtardo-modernismo autoritario\u00bb orientato a imporre una disciplina delle libert\u00e0 corrispondente a un determinato progetto di ordine sociale. Il fordismo, come il taylorismo, entra a pieno titolo nella produzione artistica reinterpretando e razionalizzando spunti, stimoli, provocazioni delle avanguardie precedenti. Si enfatizzano uno \u00abspirito moderno\u00bb, un \u00absistema tecnico-scientifico\u00bb, usciti rafforzati dai modelli organizzativi e dalle tecnologie militari utilizzati nella Prima guerra mondiale. Fino a giungere, con la rivista francese L\u2019Esprit Nouveaudi Le Corbusier e Ozenfant, a una tecnologia artistica applicata alla societ\u00e0, e con Theo van Doesburg a ricercare una dimensione spirituale della macchina (Cioli). Il modernismo si fa modernizzazione capitalistica attraverso gli strumenti e le categorie della modernit\u00e0. Ma gli esiti sono sempre provvisori, soggetti a essere ridiscussi. C\u2019\u00c8 UN EPISODIO che vale la pena citare per il suo valore esplicativo. Nel giugno del 1927 Kazimir Malevic, gi\u00e0 in disgrazia agli occhi di una nomenklatura staliniana in via di consolidamento, si reca a Dessau per incontrare Walter Gropius (Schlo\u00dfberger-Oberhammer). L\u2019intento \u00e8 di verificare se il Bauhaus sia uno spazio in cui l\u2019arte non sia schiacciata sulla propaganda di regime. La situazione \u00e8 difficile su entrambi i fronti. Malevic \u00e8 considerato un artista borghese e verr\u00e0 arrestato con l\u2019accusa di essere una spia tedesca. Gropius e il Bauhaus sono al centro di una campagna diffamatoria che paradossalmente li taccia di bolscevismo. L\u2019incontro fallisce per incomprensioni di fondo. Malevic non ha abbandonato l\u2019idea di un\u2019arte autonoma e indipendente dai regimi politici, Gropius pensa ancora all\u2019arte e all\u2019architettura come elementi propulsivi di una riforma sociale. Due aspetti del modernismo che si confrontano e scontrano \u2013 rimandando alla domanda gramsciana in merito alla \u00abcapacit\u00e0 egemonica\u00bb della modernizzazione sovietica (Pons) \u2013 ma che saranno segnati dallo stesso destino: la Repubblica di Weimar e il regime stalinista hanno intrapreso una modernizzazione violenta e non hanno lasciato spazio alle sperimentazioni artistiche, n\u00e9 alle innovazioni politiche. (Campus Verlag, a cura di Monica Cioli, Maurizio Ricciardi e Pierangelo Schiera Felice Mometti e Paola Rudan)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>00 -Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero il Segretario generale. 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