{"id":27947,"date":"2019-06-27T21:21:08","date_gmt":"2019-06-27T21:21:08","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=27947"},"modified":"2019-06-29T10:31:39","modified_gmt":"2019-06-29T10:31:39","slug":"19-06-29-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=27947","title":{"rendered":"19 06 29 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZION"},"content":{"rendered":"<p>01 &#8211; PARLAMENTARI PD ESTERO: sviluppare il confronto sul voto all\u2019estero salvaguardando i diritti di cittadinanza degli italiani all\u2019estero.<br \/>\n02 \u2013 Schir\u00f2 (PD): dal rapporto annuale ISTAT i nodi critici per il futuro del nostro paese: denatalit\u00e0, invecchiamento e migrazioni.<br \/>\n03 &#8211; Franca Valeri: &#8220;Questa Italia non mi piace. Mi fa paura chi ha in mano il nostro avvenire&#8221;<br \/>\n04 &#8211; Registro lobby della camera, bisogna andare avanti.<br \/>\n05 &#8211; Sei mesi di tempo per cominciare a ridurre il debito. Dombrovskis e Moscovici aggiorneranno la Commissione Ue, la decisione verr\u00e0 presa il 2 luglio a Strasburgo. Pressing su Roma in vista del CdM.<br \/>\n06 &#8211; Una classe dirigente ha fallito, e il Pd \u00e8 all\u2019ultima spiaggia. Invertiamo la rotta. L\u2019alternativa a Salvini non \u00e8 lontana; il blocco sociale del centro sinistra \u00e8 sempre lo stesso; a sinistra del Pd c\u2019\u00e8 la coazione a dividersi e a perdere<br \/>\n07 &#8211; L\u2019on. La Marca (PD) ha incontrato il Prefetto Rabuano del ministero dell\u2019interno sulle problematiche della cittadinanza Italiana Roma<br \/>\n08 \u2013 La domanda \u00e8 che fare\u2026. Una nuova via con la sinistra in Danimarca. Europa governata dalla paura. Cosa dire del crimine in Italia? QUANDO I SENTIMENTI E NON LE IDEE DIVENTANO LA BASE DELLA POLITICA ED \u00c8 LA PANCIA E NON IL CERVELLO A DECIDERE, SIAMO ENTRATI NEL REGNO DELLA MITOLOGIA E ABBIAMO LASCIATO LA REALT\u00c0 FUORI DALLA SCENA. Ma il fatto pi\u00f9 importante (che \u00e8 vero anche per tutta Europa) \u00e8 che ora un italiano su quattro ha pi\u00f9 di 65 anni, paragonato ad un immigrato su 50. In Italia ci sono due pensionati su tre persone che lavorano. Come potrebbe sopravvivere il sistema pensionistico senza immigrati? E ORA GLI OVER 65 SONO ORA QUELLI CHE VOTANO PER I SOVRANISTI\u2026<\/p>\n<p>01 &#8211; PARLAMENTARI PD ESTERO: SVILUPPARE IL CONFRONTO SUL VOTO ALL\u2019ESTERO SALVAGUARDANDO I DIRITTI DI CITTADINANZA DEGLI ITALIANI ALL\u2019ESTERO.<br \/>\nL\u2019annunciato disegno di legge dei 5Stelle sulla riforma del voto all\u2019estero, a firma del Presidente della commissione esteri, Vito Petrocelli, \u00e8 stato depositato al Senato. E\u2019 possibile quindi delineare una base di confronto con la nostra proposta presentata ormai da un anno nei due rami del Parlamento.<br \/>\nPrima di fare osservazioni di merito, ne facciamo una di metodo. Tutta la partita dei diritti elettorali degli italiani all\u2019estero, nonch\u00e9 l\u2019istituzione degli organismi di rappresentanza, \u00e8 stata sempre affrontata con spirito unitario e di collaborazione, che ha consentito di raggiungere risultati concreti pur in presenza di posizioni contrarie e di ostacoli non lievi. Nonostante la discutibile premessa del cosiddetto Accordo di governo, che parla del voto all\u2019estero in termini prevalentemente scandalistici, vogliamo credere che anche questa volta l\u2019approccio non sia diverso, per non correre il rischio che colpi di mano a maggioranza intacchino irrimediabilmente un insieme di prerogative consolidato.<br \/>\nSulle questioni di merito, oltre a diverse consonanze, troviamo due punti di netto distacco: l\u2019inversione dell\u2019opzione (chi vuole votare all\u2019estero si deve prenotare) e l\u2019ineleggibilit\u00e0 dei componenti dei COMITES e del CGIE.<\/p>\n<p>Nessuno ci deve dire quali effetti di maggiore sicurezza e risparmio determinerebbe l\u2019introduzione dell\u2019opzione inversa, ma nessuno pu\u00f2 far finta di non capire che la drastica caduta della partecipazione (le ultime elezioni dei COMITES insegnano!) che tale soluzione comporterebbe, nel clima con il quale oggi si guarda al voto all\u2019estero, rischierebbe di essere il prologo di una possibile cancellazione dell\u2019intero sistema definito con la riforma costituzionale e con la legge 459. Insomma, un salto nel buio.<\/p>\n<p>Lasciando da parte toni polemici e propagandistici, diciamo una sola cosa. Prima di precipitare in decisioni che rischierebbero di avere un impatto sostanzialmente devastante, apriamo un piano di dialogo e di confronto, facendo uno sforzo sincero per arrivare a una soluzione largamente condivisa e, per ci\u00f2 stesso, solida e difendibile. Non \u00e8 in gioco il prestigio di partito e di gruppi parlamentari, ma una parte sostanziale dei diritti di cittadinanza degli italiani all\u2019estero.<br \/>\nI Parlamentari PD Estero: Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Car\u00e8, Francesca La Marca, Angela Schir\u00f2, Massimo Ungaro<\/p>\n<p>02 &#8211; SCHIR\u00d2: DAL RAPPORTO ANNUALE ISTAT I NODI CRITICI PER IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE: DENATALIT\u00c0, INVECCHIAMENTO E MIGRAZIONI.<br \/>\nIl Rapporto Annuale dell\u2019Istat, presentato la scorsa settimana alla Camera dei deputati, rappresenta un strumento molto utile per capire le trasformazioni nell\u2019economia e nella societ\u00e0 del nostro Paese, ma anche per elaborare le politiche necessarie a creare nuove opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il capitolo relativo alle \u201cTendenze demografiche e ai percorsi di vita\u201d, in particolare, fa emergere il ruolo chiave che la demografia ricopre come elemento propulsivo di uno sviluppo sostenibile e la necessit\u00e0 di individuare per ciascuno dei nodi critici di oggi &#8211; denatalit\u00e0, invecchiamento e migrazioni \u2013 i punti sui quali agire per creare nuove opportunit\u00e0 per il futuro.<\/p>\n<p>Il calo demografico del nostro Paese \u00e8 il peggiore degli ultimi 100 anni. Secondo Giancarlo Blangiardo, presidente dell\u2019Istat, \u00absiamo di fronte ad un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d\u2019Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918\u00bb. In un contesto di bassa natalit\u00e0, si afferma nel Rapporto, \u201cgli squilibri intergenerazionali possono costituire un fattore di rischio per la sostenibilit\u00e0 del sistema Paese\u201d.<br \/>\nI giovani dai 20 ai 34 anni, al 1\u00b0 gennaio 2018, sono 9 milioni 630 mila, il 16% del totale della popolazione residente; rispetto a 10 anni prima sono diminuiti di oltre 1 milione 230 mila unit\u00e0 (erano il 19% della popolazione al 1\u00b0 gennaio 2008). Pi\u00f9 della met\u00e0 (5,5 milioni), celibi e nubili, vive con almeno un genitore.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi l\u2019allarmante diminuzione della popolazione femminile. Tra il 2008 e il 2017 le donne sono diminuite di circa 900mila, dato che spiega quasi i tre quarti della differenza di nascite che si \u00e8 verificata nello stesso periodo, mentre la restante quota dipende dalla diminuzione della fecondit\u00e0 (da 1,45 figli per donna del 2008 a 1,32 del 2017).<br \/>\nPer quanto riguarda i fenomeni migratori, il rapporto ci propone un quadro complesso ed articolato che, come ripetiamo da anni, renderebbe obbligatoria da parte della politica una vera assunzione di responsabilit\u00e0.<br \/>\nIl saldo migratorio con l\u2019estero degli italiani, lo sappiamo, \u00e8 negativo: dal 2008 ha prodotto una perdita netta di circa 420mila residenti. Circa la met\u00e0 (208 mila) va dai 20 ai 34 anni e quasi due su tre ha un\u2019istruzione medio-alta. Un trend che non si arresta e i cui numeri sono assai pi\u00f9 consistenti di quelli ufficiali registrati dell\u2019Istat.<br \/>\nL\u2019elevata perdita di capitale umano riguarda soprattutto il Mezzogiorno sia per quello che concerne le migrazioni interne che quelle internazionali.<\/p>\n<p>TRA IL 2008 E IL 2017 I SALDI CON L\u2019ESTERO DI GIOVANI CITTADINI ITALIANI CON LIVELLO DI STUDIO MEDIO-ALTO SONO NEGATIVI IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE: LA LOMBARDIA \u00c8 IN ASSOLUTO LA REGIONE CHE HA CEDUTO AD ALTRI PAESI PI\u00d9 RISORSE QUALIFICATE (-24 MILA GIOVANI RESIDENTI), SEGUITA DALLA SICILIA (-13 MILA), DAL VENETO (-12 MILA), DAL LAZIO (-11 MILA) E DALLA CAMPANIA (-10 MILA).<\/p>\n<p>Le giovani risorse provenienti dal Mezzogiorno, dunque, costituiscono una risorsa sia per le zone maggiormente produttive del centro-nord sia per i paesi esteri.<br \/>\nCirca l\u201985 per cento della perdita di capitale umano dei giovani italiani \u00e8 a favore dei paesi dell\u2019Unione europea, in particolare Regno Unito (31 mila), Germania (21 mila), Svizzera (15 mila) e Francia (12 mila). Tra i paesi extra-europei i saldi negativi pi\u00f9 significativi si registrano negli Stati Uniti (7 mila) e in Australia (4 mila). L\u2019Italia, al contrario, non guadagna sufficiente capitale umano dall\u2019estero.<\/p>\n<p>Una realt\u00e0 da molti di noi ampiamente denunciata in ogni occasione possibile. Una realt\u00e0 \u2013 che come riconosce lo stesso Presidente della Camera, Roberto Fico, \u201cimpoverisce drammaticamente il capitale umano del nostro Paese. E ne mette a rischio il futuro\u201d. Da qui \u201cl\u2019esigenza di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei progetti di vita dei giovani\u201d.<br \/>\nE\u2019 urgente, dunque, l\u2019esigenza di pensare ai fenomeni migratori in una prospettiva pi\u00f9 ampia, capace di produrre politiche ed investimenti di lungo periodo sia per quando riguarda la popolazione giovanile sia il nostro Mezzogiorno.<br \/>\nIn questo ambito, c\u2019\u00e8 inoltre l\u2019esigenza di affrontare con lungimiranza le politiche indirizzate all\u2019integrazione dei migranti residenti nel nostro paese e dei loro figli. L\u2019Istat, a questo proposito, ci fornisce dati molto interessanti che andrebbero analizzati con attenzione e che imporrebbero al legislatore, e pi\u00f9 in generale alla politica, di fare di pi\u00f9 e di fare meglio. Le questioni della denatalit\u00e0, dell\u2019invecchiamento, della scolarizzazione dei giovani di origine migrante e della mobilit\u00e0 intra-europea, infatti, riguardano anche i cittadini migranti residenti nel nostro Paese.<\/p>\n<p>INSOMMA, QUANDO PARLIAMO DI POLITICHE MIGRATORIE, SAREBBE IL CASO DI SMETTERLA CON LA PROPAGANDA O, NEL MIGLIORE DEI CASI, CON GLI ATTEGGIAMENTI PATERNALISTICI E LE GENTILI CONCESSIONI.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, fa tenerezza la \u201cprofonda gratitudine\u201d espressa dall\u2019on. Billi al governo per l\u2019approvazione della sua risoluzione, che per la verit\u00e0 si affiancava a quella della collega Nissoli, in tema di rilascio della carta d\u2019identit\u00e0 elettronica ai cittadini italiani residenti all\u2019estero.<br \/>\nIn realt\u00e0 la vera questione non \u00e8 quella del rilascio, deciso ormai da tempo, ma quella dei tempi e delle risorse necessari per l\u2019effettiva operativit\u00e0 del documento elettronico che permetterebbe ai nostri connazionali l\u2019accesso digitale alla Pubblica Amministrazione e di poter utilizzare il sistema SPID. Ad essa si aggiunge poi l\u2019esigenza di superare il limite, richiamato dal governo, di non estendere il rilascio della carta d\u2019identit\u00e0 elettronica ai cittadini italiani residenti in Paesi extra UE che non riconoscono il documento come strumento valido alla libera circolazione.<br \/>\nTornando al quadro delineato dall\u2019Istat, i numeri che riguardano i cittadini italiani emigrati sono talmente consistenti che dovrebbero imporre un\u2019accelerazione nell\u2019elaborazione di politiche innovative ed integrate in materia di lavoro, semplificazione, investimenti, fisco e previdenza, ma anche di cittadinanza, formazione, merito e opportunit\u00e0. Far crescere l\u2019Italia significa investire sulla capacit\u00e0 di offrire migliori opportunit\u00e0 ai nostri giovani, di attrarre competenze e professionalit\u00e0 dall\u2019estero e, nel contempo, di rafforzare i diritti delle persone, in tutte le sfere, dalla cittadinanza all\u2019accesso alla pubblica amministrazione fino ai temi di genere.<br \/>\nE\u2019 questo quello che ci chiedono i nostri cittadini all\u2019estero e questo \u00e8 quello di cui dovremmo, tutti insieme, occuparci.<br \/>\nOn. Angela Schir\u00f2 &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA<\/p>\n<p>03 &#8211; FRANCA VALERI: &#8220;QUESTA ITALIA NON MI PIACE. MI FA PAURA CHI HA IN MANO IL NOSTRO AVVENIRE&#8221;<br \/>\nINTERVISTA ALL&#8217;ATTRICE 99ENNE, AUTRICE DEL LIBRO &#8220;IL SECOLO DELLA NOIA&#8221;. &#8220;CHE DOLORE VEDERE IL MIO ADORATO TEATRO VALLE PERSISTENTEMENTE CHIUSO. L&#8217;ITALIA \u00c8 STRA-COLPEVOLE&#8221;, di Flavia Piccinni<br \/>\nFranca Valeri \u00e8 una bella signora con i capelli corti, un vestito azzurro e un meraviglioso anello con un grande smeraldo al mignolo. Se ne sta seduta nella sua casa di Balduina che affaccia su una Roma tropicale, accomodata su una poltrona antracite e circondata dai dipinti di Colette Rosselli \u2013 con la quale intrecci\u00f2 un sodalizio lungo e fruttuoso, sostenuto da Indro Montanelli \u2013 e vezzeggiata da un cavalier king tricolore che, per tutta l\u2019intervista, russer\u00e0 rumorosamente sul tappeto.<br \/>\nValeri ha da poco pubblicato con Einaudi un libro pungente, che pare pi\u00f9 un pamphlet filosofico che un breviario biografico. Si tratta de \u201cIl secolo della noia\u201d (pp. 99, \u20ac 12), brillante guida al Valeri-pensiero che passa dall\u2019analisi dei costumi (\u201cdiciamo pure che l\u2019istituto della famiglia \u00e8 quello che detiene il primato delle tragedie pubbliche\u201d), a quella del tempo (\u201cnon mancano gli svaghi, manca la capacit\u00e0 di goderne\u201d) e dei suoi protagonisti. Non c\u2019\u00e8 niente di scontato in quello che quest\u2019artista &#8211; prossima a festeggiare i 99 anni \u2013 mi racconta adesso con una voce sottile, scandendo piano le parole. \u201cMi piace scrivere \u2013 esordisce, senza che io le faccia alcuna domanda &#8211; anche se non lo faccio con grande frequenza. Detto i miei libri, e mi manca il palcoscenico. Spesso penso alla prima volta che vi salii. Fu qualcosa di miracoloso. Debuttai con la massima facilit\u00e0. Era la mia passione segreta\u201d.<br \/>\nCOSA RICORDA?<br \/>\n\u201cRoma tanti anni fa era una meraviglia. Adesso non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Il debutto fu una cosa facile, non mi fece paura. Ci arrivai a quell\u2019adorato teatro Valle, che vedo persistentemente chiuso. In questo l\u2019Italia \u00e8 colpevole. Anzi, \u00e8 stra-colpevole. Come si fa a tenere un simile teatro chiuso ormai da anni? Come si fa a non avere un governo che impone la riapertura di questo gioiello?\u201d<br \/>\nNEL LIBRO LEI SCRIVE: \u201cMI FIDO DELLE MAMME PI\u00d9 MATURE, NON MI FIDO COS\u00cc TANTO DEI GOVERNI. NON BASTA DIRE CHE SI SA QUELLO CHE VOGLIONO GLI ITALIANI\u201d.<br \/>\n\u2033\u00c8 un continuo dire \u201cgli italiani\u201d. Ma chi lo sa in realt\u00e0 cosa vogliono gli italiani? Questi signori, gli italiani, che dite voi, chi sono? E davvero sappiamo cosa desiderano? Secondo me gli italiani non sanno pi\u00f9 essere responsabili del loro pensiero. E anche le elezioni non \u00e8 pi\u00f9 chiaro cosa vogliano dire\u201d.<br \/>\nLEI \u00c8 ANDATA A VOTARE?<br \/>\n\u201cS\u00ec\u201d.<br \/>\nPOSSO CHIEDERLE PER CHI?<br \/>\n\u201cIo voto sempre per le sinistre che, per quanto mi pare che abbiano un po\u2019 di respiro, non hanno grandi speranze. Ma oggi, in Italia, la speranza non c\u2019\u00e8\u201d.<br \/>\nNON NE VEDE TRACCIA?<br \/>\n\u201cNon solo. La speranza in Italia nessuno ce la fa neppure intravedere. Noi siamo stati molto sicuri di avere in mano il nostro futuro, ma per i giovani di oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec\u201d.<br \/>\nIN CHE SENSO?<br \/>\n\u201cL\u2019Italia ha dato un calcio alla tradizione, non capendo che quello era l\u2019unico modo per essere moderni. Anche chi ha delle responsabilit\u00e0 oggi si trova in un momento molto difficile. Posso essere sincera?\u201d<br \/>\nCerto.<br \/>\n\u201cL\u2019Italia di oggi non mi piace. C\u2019\u00e8 tanto proibizionismo, tante assurdit\u00e0. Forse lo sa anche lei, non pu\u00f2 piacerci cos\u00ec l\u2019Italia! Vede, oggi tutti credono di conoscersi, mentre \u00e8 evidente che questo sia l\u2019ultimo scopo della loro vita. E tutti credono anche di essere diversi, ma non \u00e8 vero\u201d.<br \/>\nPERCH\u00c9?<br \/>\n\u201cRiconosco in tutti gli uomini una traccia di passato, la diversit\u00e0 la ritrovo solo nei bambini. \u00c8 come se avessero un compito che li proietta nel futuro. Per esempio, la mia nipotina, che di anni ne ha quasi dieci, non assomiglia a nessuno e ogni giorno non \u00e8 mai come auspicano i genitori ed \u00e8 sempre allegra, come se sperasse in un futuro meraviglioso che noi adulti non abbiamo pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>Ne \u201cIl secolo della noia\u201d racconta di molti personaggi amici. Cosa ricorda di Anna Magnani?<br \/>\n\u201cEra una donna oltre che bella, molto luminosa. Era una grande amica degli animali: aveva tanti gatti, un cane, e quando ci vedevamo chiacchieravamo del mondo animale che ci circondava. In lei brillava la sua intelligenza\u201d.<br \/>\nE DI INDRO MONTANELLI CON LA MOGLIE COLETTE ROSSELLI?<br \/>\n\u201cLui, con la sua facilit\u00e0 di impressionare, mi immortal\u00f2 in un articolo del Corriere insieme ad altri giovani; era un articolo che forse non mi meritavo ancora\u201d.<br \/>\nLEI PARLA SEMPRE DI LAVORO, MA MAI D\u2019AMORE.<br \/>\n\u201cNe ho avuti due in tutta la mia vita. Due grandi amori che rappresentavano qualcosa di ideale. L\u2019umorismo di Vittorio (Caprioli, ndr) e la musica di Maurizio (Rinaldi, nrd). Sono una donna che non pu\u00f2 fare a meno della fedelt\u00e0. In fondo, mi avevano scelta loro. Purtroppo, entrambi non ci sono pi\u00f9\u201d.<br \/>\nNEL SUO ULTIMO LIBRO HA SCRITTO DI COSA LA ANNOIAVA. MA OGGI CHE COSA LE FA PAURA?<br \/>\n\u201cChi ha in mano il nostro avvenire di Paese\u201d.<\/p>\n<p>04 &#8211; REGISTRO LOBBY DELLA CAMERA. PORTATORI D&#8217;INTERESSE. LA SCORSA SETTIMANA L\u2019UFFICIO DI PRESIDENZA DI MONTECITORIO HA APPLICATO DELLE SANZIONI CONTRO ISCRITTI AL REGISTRO DELLE LOBBY. QUALCOSA SI MUOVE, MA COS\u00cc NON BASTA.<br \/>\nNel lungo percorso che porta a delle istituzioni pi\u00f9 trasparenti ed aperte, e quindi ad una politica pi\u00f9 sana, una tappa inevitabile, e mai raggiunta nel nostro paese, \u00e8 una vera e corretta regolamentazione nazionale delle lobby e dei portatori di interesse. I tentativi in Italia sono stati vari, ma mai nessuno \u00e8 riuscito ad affrontare in maniera soddisfacente i vari aspetti della questione. Uno di questi tentativi vede protagonista il parlamento, e in maniera particolare la camera dei deputati. Introdotto nel 2017 sotto spinta dell\u2019allora presidente Laura Boldrini, il registro dei rappresentanti di interesse ha da sempre avuto dei limiti.<br \/>\nPer molto tempo la sua effettiva applicazione era finita fuori dai radar, fino alla settimana scorsa. L\u2019ufficio di presidenza ha infatti punito alcuni iscritti, applicando sanzioni e vietando loro l\u2019accesso a Montecitorio per un anno. Qualcosa quindi sembra muoversi, ma forse \u00e8 giunta l\u2019ora di rimettere mano al registro in maniera seria, allargandolo al senato, e dandogli una struttura realmente utile per cittadini, ricercatori e attivisti.<br \/>\nRegolamentazione delle lobby Il registro della camera<br \/>\nA marzo del 2017 Montecitorio, sotto spinta dell\u2019allora presidente Laura Boldrini, istitu\u00ec ufficialmente il primo registro dei rappresentanti di interesse del parlamento italiano.<br \/>\nUn tentativo che avevamo gi\u00e0 avuto modo di analizzare, e per cui avevamo sollevato numerose criticit\u00e0. Con la pubblicazione per consultazione del registro, erano emerse poi le problematiche pi\u00f9 corpose. La fruibilit\u00e0 per riutilizzo delle informazioni era pari a zero: i dati non erano forniti in formato aperto, ma solamente come un\u2019unica lunga pagina web in cui schede su schede venivano messe una sopra l\u2019altra. Non solo, i campi di risposta per registrarsi erano, e sono tutt\u2019ora, liberi, rendendo l\u2019utilit\u00e0 delle risposte molto discutibile. Solamente per fare un esempio alla domanda \u201csoggetti che intende contattare\u201d la maggior parte delle strutture avevano scritto \u201cdeputati\u201d, cosa relativamente ovvia considerando che si tratta di un registro delle lobby presso la camera.<\/p>\n<p>233 LE STRUTTURE ACCREDITATE DAL 2017 AD OGGI.<br \/>\nLa cosa che per\u00f2 rendeva, e rende tutt\u2019ora, questo tentativo molto parziale \u00e8 il fatto che non coinvolgeva in nessun un modo l\u2019altro ramo del parlamento: il senato. In un bicameralismo perfetto come il nostro, avere una regolamentazione diversa delle lobby tra camera e senato \u00e8 chiaramente un contro senso.<br \/>\nIn particolare abbiamo sottolineato alcuni problemi strutturali del registro, soprattutto per quanto riguarda le relazioni di attivit\u00e0. Alla fine di ogni anno infatti le strutture accreditate devono presentare una relazione alla camera sulla loro attivit\u00e0, specificando, tra le altre cose, i parlamentari con cui hanno interloquito e gli obbiettivi che hanno raggiunto. Queste relazioni sono poi rese disponibili nelle schede delle diverse strutture, permettendo a tutti i cittadini di consultarle sul sito internet del registro. Il problema \u00e8 che molte strutture, alcune di rilievo, sembravano non aver mai consegnato nessun tipo di relazione.<br \/>\nNon solo, era anche emerso che molte delle relazioni erano poco chiare, e contenenti informazioni vaghe, poco concrete nonch\u00e9 facilmente prevedibili. Una situazione che ci aveva fatto giungere ad una sola conclusione: per fare trasparenza non basta pubblicare informazioni, se le informazioni che si pubblicano sono poco interessanti e soprattutto non riutilizzabili.<br \/>\nLE SANZIONI DI MONTECITORIO<br \/>\nNelle scorse settimane l\u2019Ufficio di presidenza della camera \u00e8 finalmente intervenuto sulla materia, decidendo di sanzionare le strutture ree di aver consegnato relazioni generiche e imprecise. Con quasi 6 mesi di ritardo quindi rispetto alla nostra segnalazione, anche Montecitorio si \u00e8 accorta dei tanti problemi presenti, e della necessit\u00e0 di mettere in campo dei controlli pi\u00f9 serrati sulle informazioni fornite.<br \/>\nFINALMENTE DEI CONTROLLI SULLA VALIDIT\u00c0 DELLE RELAZIONI DI FINE ANNO DEPOSITATE.<br \/>\nA queste strutture sono state applicate le sanzioni del caso, e per aver violato le regole imposte dalla camera non avranno accesso, chi per l\u2019inter legislatura chi per un anno, a Montecitorio. In questo senso quindi l\u2019aver introdotto finalmente dei controlli rappresenta certamente un elemento positivo. A questo punto \u00e8 pero necessario avviare una riflessione su una riforma dell\u2019attuale registro della camera, con l\u2019intento di allargarlo al senato, e soprattutto arrivare ad una regolamentazione nazionale della materia.<br \/>\nDOVE DOBBIAMO ANDARE DA QUI<br \/>\nCome abbiamo avuto modo di raccontare pi\u00f9 volte in passato l\u2019attuale registro ha molti limiti. Se la presidenza della camera ha finalmente intenzione di monitorare sul suo effettivo rispetto, \u00e8 forse l\u2019occasione buona per rimettere mano al suo funzionamento. Qui alcuni punti su cui lavorare:<br \/>\nInformazioni richieste in fase di registrazione \u2013 Diventa necessario introdurre delle domande in fase di registrazione che realmente contribuiscano alla comprensione della materia. Non pi\u00f9 campi liberi, ma percorsi guidati e soprattutto domande dirette. Ad oggi una delle domande a cui bisogna rispondere \u00e8 \u201csoggetti che intende contattare\u201d, a cui la maggior parte degli iscritti ha scritto \u201ci deputati\u201d o \u201ctutti i parlamentari\u201d, informazioni abbastanza inutili;<br \/>\nRegistro degli incontri dei parlamentari \u2013 Nei pochi casi in cui sono state inserite informazioni sulle persone incontrate, si ha comunque un quadro fortemente parziale della situazione. \u00c8 necessario introdurre, per ogni singolo deputato, un calendario degli incontri svolti con gli iscritti al registro. Calendario che deve indicare la data dell\u2019incontro, l\u2019argomento trattato, e le persone presenti. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile ricostruire eventuali nessi tra incontri avvenuti, e decisioni prese dall\u2019aula;<br \/>\nInvestimento economico in lobbying delle strutture \u2013 Un\u2019altra informazione determinante che manca per la comprensione della materia \u00e8 l\u2019investimento economico delle singole strutture in attivit\u00e0 di lobbying, con attenzione particolare alle attivit\u00e0 presso la camera. Avere a disposizione il budget specifico permetter\u00e0 di quantificare meglio la portata del fenomeno, e soprattutto intercettare le strategie economiche dei diversi attori coinvolti;<br \/>\nCONTROLLI SULLE INFORMAZIONI INSERITE \u2013 Semplicemente scorrendo il registro dei portatori di interesse molte informazioni appaiono poco verosimili. Tra queste, il fatto che alcune delle pi\u00f9 grandi societ\u00e0 di lobbying italiane dichiarino relazioni annuali per un solo cliente. La verifica dei dati comunicati deve essere stringente, per fare emergere, come nel caso delle sanzioni appena applicate della camera, informazioni false e poco realistiche;<br \/>\nDATI RIUTILIZZABILI \u2013 La fruizione del registro \u00e8 molto limitata. L\u2019impostazione del sito online non permette di consultare i dati inseriti dalle singole strutture in maniera rapida. Piuttosto che avere una singola pagina con tutte le informazioni, le schede delle singole entit\u00e0 accreditate andrebbero organizzate, e rese disponibili, in formato aperto. Bisogna fornire ai cittadini, attivisti e ricercati dati riutilizzabili.<br \/>\nSe la presidenza di Montecitorio vuole muoversi verso un effettivo rispetto regolamento, \u00e8 forse lecito farlo introducendo regole pi\u00f9 stringenti, e una struttura di controllo pi\u00f9 condivisibile.<\/p>\n<p>05 &#8211; SEI MESI DI TEMPO PER COMINCIARE A RIDURRE IL DEBITO. DOMANI DOMBROVSKIS E MOSCOVICI AGGIORNERANNO LA COMMISSIONE UE, LA DECISIONE VERR\u00c0 PRESA IL 2 LUGLIO A STRASBURGO. PRESSING SU ROMA IN VISTA DEL CDM. L&#8217;IPOTESI DISCUSSA A BRUXELLES: S\u00cc ALLA PROCEDURA, CORREZIONI A PARTIRE DALLA MANOVRA 2020, By Angela Mauro HP.<br \/>\nSei mesi di tempo per iniziare a correggere. A partire dunque dalla legge di stabilit\u00e0 2020 per un percorso di aggiustamento pluriennale. E\u2019 ci\u00f2 che dovrebbe essere richiesto all\u2019Italia con l\u2019apertura di una procedura per deficit eccessivo legata al debito da parte del consiglio dei ministri economici dell\u2019Ue il 9 luglio prossimo (Ecofin). La procedura \u00e8 stata ritenuta \u201cgiustificata\u201d dalla Commissione europea nella riunione che il 5 giugno scorso ha approvato il pacchetto di primavera del semestre europeo. Gi\u00e0 in quella riunione si \u00e8 parlato dei dettagli temporali, emerge dal verbale pubblicato oggi.<br \/>\nE\u2019 bene chiarire che a Bruxelles i verbali delle riunioni, anche quelle pi\u00f9 delicate tipo quella del 5 giugno appunto, sono pubblici. In nome della trasparenza. Domani a Palazzo Berlaymont i commissari Valdis Dombrovskis, vicepresidente con delega sull\u2019Euro, e Pierre Moscovici, commissario agli Affari Economici, aggiorneranno il presidente Jean Claude Juncker e i colleghi sullo stato delle trattative con Roma. Ma dal verbale della riunione da cui \u00e8 partito tutto, tre settimane fa, si evince che l\u2019esecutivo comunitario ha gi\u00e0 un\u2019idea su tempi e modi della procedura per l\u2019Italia.<br \/>\nLa proposta di Moscovici \u00e8 che a Roma vengano dati sei mesi di tempo per iniziare a correggere al ribasso la traiettoria del debito, contenendo il deficit. Sei mesi invece di tre \u201cper permettere al governo italiano di adottare misure efficaci\u201d nella legge di stabilit\u00e0 per il 2020, ha detto il commissario agli Affari economici stando al verbale. Il suo collega Dombrovskis, di scuola pi\u00f9 rigorista, ha proposto invece dai \u201ctre ai sei mesi\u201d, ottobre o dicembre. Sempre di manovra 2020 si parla, la prima di una serie di leggi di stabilit\u00e0 che dovranno seguire il percorso obbligato di correzione del debito imposto dalla procedura.<br \/>\nEd \u00e8 sempre Moscovici che, in quella stessa riunione, sottolinea che, \u201cnell\u2019attuale situazione di bilancio, le autorit\u00e0 italiane non sono nella posizione di contestare l\u2019analisi della Commissione riguardante una potenziale procedura per debito eccessivo, dato che la realt\u00e0 dei dati \u00e8 chiara. In pi\u00f9, se la Commissione non sollevasse la possibilit\u00e0\u201d di una procedura \u201cin circostanze come queste, rischierebbe di minare la propria credibilit\u00e0 come guardiano dei trattati\u201d.<br \/>\nQuest\u2019ultima \u00e8 la considerazione che, nei giorni del consiglio europeo la scorsa settimana, ha indotto anche lo stesso premier Giuseppe Conte ad essere pi\u00f9 pessimista circa il nuovo braccio di ferro con Bruxelles. Vale a dire: la Commissione Juncker, proprio perch\u00e9 in scadenza a fine ottobre, ha un approccio pi\u00f9 rigido. In effetti, nella riunione del 5 giugno a Palazzo Berlaymont, pi\u00f9 di qualcuno ha sottolineato che le problematiche di bilancio dell\u2019Italia sono \u201cstrutturali piuttosto che cicliche\u201d. Si \u00e8 parlato anche delle clausole di salvaguardia sull\u2019Iva, in caso di sforamento del deficit, e persino di \u201cmini-bond\u201d, l\u2019idea del leghista Claudio Borghi per ridurre il debito della pubblica amministrazione stroncata nel weekend dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, in pole position per la carica di commissario europeo nella prossima commissione.<br \/>\nA guardare il verbale, si capisce come la Commissione non stia per niente scherzando con questo dossier, che in effetti poi \u00e8 stato approvato dagli sherpa degli Stati membri nel consiglio economico e finanziario e poi dall\u2019Eurogruppo nella riunione del 13 giugno a Lussemburgo. E potrebbe dunque essere confermato dall\u2019Ecofin del 9 luglio, per l\u2019adozione formale. Semmai, l\u2019unico problema affrontato il 5 giugno in Commissione \u00e8 stato quello di trattare il dossier con cura, dal punto di vista politico s\u2019intende.<br \/>\nObiettivo: \u201cEvitare che la posizione della Commissione venga sfruttata a fini politici da qualche parte in Italia\u201d, recita il verbale. E\u2019 per questo che in conferenza stampa, quel 5 giugno, Moscovici sottolinea pi\u00f9 volte: \u201cLa mia porta \u00e8 aperta\u201d, lo dice anche in italiano. Nella riunione aveva sottolineato la necessit\u00e0 di rimarcare che \u201cla Commissione \u00e8 pronta ad ascoltare le autorit\u00e0 italiane e che la decisione di lanciare la procedura \u00e8 responsabilit\u00e0 del Consiglio e che sar\u00e0 presa, nel caso, dagli Stati membri il 9 luglio\u201d.<br \/>\nE cos\u00ec siamo ora alla situazione in cui gli Stati membri addossano la responsabilit\u00e0 alla Commissione: decidono a Palazzo Berlaymont, hanno spiegato molti interlocutori europei al premier Conte a Bruxelles la scorsa settimana. Mentre dalla Commissione indicano gli Stati membri come responsabili. Una situazione un po\u2019 pilatesca da entrambi i lati, tesa a evitare che il caso italiano finisca nelle mani della propaganda sovranista euroscettica.<br \/>\nSu questo, sempre da verbale, si \u00e8 raccomandato anche Juncker, che ha chiesto a tutta la squadra di usare un \u201clinguaggio sfumato ma chiaro, rigido ma senza essere eccessivamente severo\u201d.<br \/>\nDomani intanto i commissari discuteranno di nuovo del caso italiano. Rinviando per\u00f2 la decisione finale alla riunione del 2 luglio, che si terr\u00e0 a Strasburgo come ogni volta che c\u2019\u00e8 plenaria nella sede francese dell\u2019Europarlamento. Potrebbe dunque accadere che la conferma della procedura per l\u2019Italia, con raccomandazione al comitato economico e finanziario e all\u2019Ecofin che l\u2019adotter\u00e0 il 9 luglio, avvenga nella cittadina dell\u2019Alsazia. Esattamente come accadde il 23 ottobre scorso: la Commissione bocci\u00f2 la proposta di manovra italiana a Strasburgo, davanti alle telecamere di tutta Europa arrivate per la plenaria.<br \/>\nIntanto dopodomani Roma fornir\u00e0 la sua risposta definitiva. Il consiglio dei ministri completer\u00e0 l\u2019assestamento di bilancio con i dati sul primo semestre 2019 che, secondo il ministro del Tesoro Giovanni Tria, consegneranno una situazione migliore delle previsioni della Commissione (che prevede un deficit al 2,5 alla fine dell\u2019anno) e potranno scongiurare la procedura, \u00e8 il ragionamento che si fa a Roma. A Bruxelles aspettano di vedere tutto nero su bianco. Ma la loro idea \u00e8 chiara: l\u2019Italia ha bisogno di una \u2018lezione\u2019 per essere costretta a mettere mano al suo problema strutturale. E\u2019 chiaro che il percorso obbligato ridurrebbe anche i margini per la flat tax, la misura sulla quale insiste Matteo Salvini.<\/p>\n<p>06 &#8211; UNA CLASSE DIRIGENTE HA FALLITO, E IL PD \u00c8 ALL\u2019ULTIMA SPIAGGIA. INVERTIAMO LA ROTTA. L\u2019ALTERNATIVA A SALVINI NON \u00c8 LONTANA; IL BLOCCO SOCIALE DEL CENTRO SINISTRA \u00c8 SEMPRE LO STESSO; A SINISTRA DEL PD C\u2019\u00c8 LA COAZIONE A DIVIDERSI E A PERDERE, di Simone Oggionni, Stefano Quaranta*.<\/p>\n<p>Salvini mostra i muscoli, ironizza sulle procedure d\u2019infrazione, corre a Washington ribadendo fedelt\u00e0 nei secoli. E nel frattempo l\u2019Italia rimane nell\u2019angolo. Francia e Germania continuano a comandare. Cresce la Spagna grazie al governo socialista di Sanchez. Cresce persino il Portogallo. Dell\u2019Italia, ai tavoli che contano, non c\u2019\u00e8 traccia.<br \/>\nMa la verit\u00e0 \u2013 dura ma da conoscere \u2013 \u00e8 che a oggi non c\u2019\u00e8 alternativa a Salvini e al blocco di potere che sta cementando. Le ultime elezioni europee, e per molti versi le stesse amministrative, dicono chiaramente che il centro-sinistra non \u00e8 all\u2019altezza.<br \/>\nI flussi elettorali mostrano come la lista Pd alle Europee abbia retto solo grazie al contributo di un elettorato di sinistra responsabile che, votando i candidati civici e indipendenti che hanno incarnato tutto quello che la lista non era (credibilit\u00e0, discontinuit\u00e0, radicalit\u00e0), hanno tentato di frenare l\u2019onda nera.<\/p>\n<p>Ma i flussi dicono anche due cose molto precise: che la lista Pd non ha recuperato praticamente nulla dai Cinque Stelle e dall\u2019astensione. E che continua a essere votata dai centri storici pi\u00f9 che dalle periferie, dai comuni capoluogo pi\u00f9 che dalla provincia. Il blocco sociale che vota centro-sinistra \u00e8 sempre quello. Ed \u00e8 un problema gigantesco.<\/p>\n<p>Non parliamo delle forze a sinistra del Pd. Apparse prive di idee, autoreferenziali, senza ispirazione, hanno raccolto un risultato modestissimo. Lo diciamo da qualche anno a questi compagni: non c\u2019\u00e8 spazio per i quarti poli. Per l\u2019eterna coazione a ripetere di divisioni e sconfitte.<\/p>\n<p>E ALLORA CHE COSA SERVE? CHE COSA CHIEDIAMO? CHE COSA CI IMPEGNIAMO A FARE?<\/p>\n<p>Un cambio di passo coraggioso e radicale, che segni per davvero l\u2019inizio di una nuova fase. Lo chiediamo a Zingaretti e alla sua neo-eletta segreteria, perch\u00e9 aprano una stagione nuova. Le ipotesi sono due, non sono mille. O il Pd cambia natura, identit\u00e0, programmi e lo fa risolvendo finalmente e definitivamente le proprie contraddizioni (la vicenda Lotti insegna molto) e per questa via consentendo a nuove forze progressiste di partecipare a pieno titolo a una fase costituente.<\/p>\n<p>Oppure il Pd rimane ci\u00f2 che \u00e8. E allora alla sua sinistra dovr\u00e0 nascere un nuovo spazio, un nuovo soggetto politico. Alleato, interno a una coalizione progressista alternativa alle destre (perch\u00e9 le destre sono e rimangono il primo pericolo e il primo problema e non consentono pi\u00f9 alcuna forma di velleitarismo), ma autonomo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 attenzione: in un caso o nell\u2019altro servono nuove idee e nuovi protagonisti. Lo diciamo con molta franchezza: la credibilit\u00e0 non \u00e8 una merce che si compra al mercato. Un\u2019intera classe politica \u2013 quella che ha ricoperto ruoli apicali nelle nostre organizzazioni in questi ultimi vent\u2019anni \u2013 non appare (non a noi, ma all\u2019elettorato italiano, alla nostra stessa gente) all\u2019altezza di questo compito storico. Ci sono eccezioni, certamente. Ma dal punto non si sfugge. Occorre una dose massiccia di coraggio. Occorre che il meglio dei talenti, delle competenze e delle passioni civili e politiche del nostro Paese si rimettano in moto. C\u2019\u00e8 tanto da studiare e tanto da fare per rimettersi al passo con la storia. Si tratta di collocare al centro i grandi temi del nostro tempo: il mondo del lavoro con i suoi processi di automazione e frammentazione, i cambiamenti climatici, le migrazioni che sono innanzitutto la conseguenza di fenomeni demografici ed economici epocali che vanno studiati e governati. Dobbiamo ripensare radicalmente la societ\u00e0 che vogliamo per i prossimi decenni, capendo come lo sviluppo tecnologico possa semplificare la vita degli uomini e aumentare la qualit\u00e0 della democrazia prima che al contrario diventi strumento di controllo e ricchezza nelle mani di pochi.<br \/>\nLa sinistra eserciter\u00e0 ancora un ruolo \u2013 noi crediamo \u2013 se sapr\u00e0 guidare l\u2019innovazione e dare un senso collettivo al futuro, se migliorer\u00e0 le condizioni di vita e di sicurezza dei cittadini a partire da una dimensione europea.<br \/>\nPer questo motivo abbiamo bisogno che insieme a una nuova generazione di dirigenti politici alcune delle figure pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 credibili del mondo della cultura, del lavoro, dell\u2019economia si facciano garanti di fronte ai cittadini italiani di un percorso nuovo in cui tutti coloro che vogliano dare un contributo di idee possano farlo. Fatevi avanti, la sinistra siete voi. Siete anche voi: sindaci, amministratori, lavoratori, artisti, studenti. Uomini e soprattutto donne.<br \/>\n\u00c8 UN\u2019AMBIZIONE GRANDE, MA \u00c8 L\u2019UNICA CHE POSSA ANIMARE DI NUOVO LE NOSTRE RAGIONI.<br \/>\n* Responsabile nazionale Cultura Articolo Uno; Ex deputato Sel<\/p>\n<p>08 &#8211; L\u2019ON. LA MARCA (PD) HA INCONTRATO IL PREFETTO RABUANO DEL MINISTERO DELL\u2019INTERNO SULLE PROBLEMATICHE DELLA CITTADINANZA ITALIANA ROMA, 26 GIUGNO 2019.<br \/>\nL\u2019On. Francesca La Marca ha incontrato il Prefetto Rosanna Rabuano, Direttore centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze del Ministero dell&#8217;Interno per approfondire con l\u2019alto funzionario alcuni aspetti relativi alla questione della cittadinanza italiana, notoriamente una delle pi\u00f9 sentite tra gli italiani all\u2019estero e gli italodiscendenti.<br \/>\nIn particolare, il confronto ha riguardato prima di tutto la possibilit\u00e0 di arrivare ad un provvedimento che consenta il recupero della cittadinanza a chi, nato in Italia, l\u2019ha poi perduta in Paesi che non consentivano la doppia cittadinanza.<br \/>\nSi \u00e8 passati, poi, ad esaminare la questione del riconoscimento della cittadinanza per le donne, e per i loro discendenti, che l\u2019hanno perduta per matrimonio con uno straniero, un riconoscimento ormai largamente acquisito a livello giurisdizionale, ma non ancora operativo a livello amministrativo senza una modifica normativa, sia pure di lieve entit\u00e0.<br \/>\nUlteriore motivo di approfondimento ha riguardato la certificazione linguistica a livello B1, richiesta dal decreto Sicurezza, per coloro che presentano domanda di cittadinanza per matrimonio, un requisito che sta creando problemi e disagio in particolare tra le coppie miste residenti all\u2019estero e che \u00e8 stato gi\u00e0 motivo di diverse iniziative parlamentari da parte della stessa onorevole La Marca.<br \/>\nIl confronto \u00e8 stato utile per verificare i margini reali di operativit\u00e0 in ordine ai provvedimenti indicati e per chiarire alcuni aspetti di ordine normativo e procedurale, sia con riferimento alle proposte di legge gi\u00e0 presentate, anche da parte della parlamentare, che in vista di provvedimenti che il Governo ha proposto o si propone di avanzare.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America &#8211; Electoral College of North and Central America &#8211; Ufficio\/Office: &#8211; Roma, Piazza Campo Marzio, 42<\/p>\n<p>09 \u2013 La domanda \u00e8 che fare\u2026. Una nuova via con la sinistra in Danimarca. Europa governata dalla paura. Cosa dire del crimine in Italia? QUANDO I SENTIMENTI E NON LE IDEE DIVENTANO LA BASE DELLA POLITICA ED \u00c8 LA PANCIA E NON IL CERVELLO A DECIDERE, SIAMO ENTRATI NEL REGNO DELLA MITOLOGIA E ABBIAMO LASCIATO LA REALT\u00c0 FUORI DALLA SCENA. Ma il fatto pi\u00f9 importante (che \u00e8 vero anche per tutta Europa) \u00e8 che ora un italiano su quattro ha pi\u00f9 di 65 anni, paragonato ad un immigrato su 50. In Italia ci sono due pensionati su tre persone che lavorano. Come potrebbe sopravvivere il sistema pensionistico senza immigrati? E ORA GLI OVER 65 SONO ORA QUELLI CHE VOTANO PER I SOVRANISTI.<\/p>\n<p>I SOCIAL-DEMOCRATICI, che stavano costantemente scomparendo sin dalla crisi del 2008, stanno facendo un piccolo ritorno nell\u2019ultimo anno. Ora sono al potere in SPAGNA, PORTOGALLO, SVEZIA, FINLANDIA e pi\u00f9 recentemente anche in DANIMARCA.<br \/>\nLe statistiche sono scoraggianti. Le elezioni Europee hanno dato ai membri del gruppo socialista il 20% dei voti, contro il 25% del 2014. La flessione dal 34%, che era stato raggiunto nel 1989 e nel 1994, \u00e8 evidente. L\u2019ultimo successo in Danimarca, con il 25.9% dei voti, \u00e8 stato inferiore a quello del 2015. In Finlandia hanno ottenuto il 17,7% dei voti, solo 2\/10 in pi\u00f9 dei sovranisti. Ed in Svezia Stefan Lofven ha vinto il suo mandato con i voti pi\u00f9 bassi degli ultimi decenni. Nei paesi come Regno Unito, Germania, Francia e Italia stanno diventando irrilevanti.<br \/>\nE\u2019 interessante notare che \u00e8 non hanno perso voti verso la sinistra pi\u00f9 radicale. I due gruppi europei che comprendono Syriza (Grecia), Podemos Spagna), La France Insoumise (Francia), Die Linke (Germania) hanno ottenuto solo il 5% dei voti, contro il 7% del 2014. I voti che hanno perso sono sostanzialmente andati ai sovranisti. Oggi i Social-Democratici hanno il consenso popolare solo in Spagna (PSOE, 33%) e Portogallo (PS, 33,38%). Dalla culla scandinava dei Social-Democratici c\u2019\u00e8 stato un passaggio nella Penisola Iberica. Oggi il Portogallo \u00e8 quello che era la Svezia di 20 anni fa: un modello di valori civili, tolleranza ed inclusione.<\/p>\n<p>\u2022 C\u2019\u00e8 ora un dibattito sul modello Danese. Matte Frederiksen, leader dei Social- Democratici, ha adottato un approccio molto radicale contro gli immigrati, praticamente identico alla visione dei sovranisti: deportazione dei migranti in un\u2019isola deserta (a la Australian);<br \/>\n\u2022 confisca dei gioielli e altri oggetti di valore che portano con s\u00e9;<br \/>\n\u2022 la proibizione del burka e niqab nei luoghi pubblici.<br \/>\nNel 2015 quasi 60.000 migranti hanno raggiunto il paese ma solo 21.000 hanno ottenuto asilo;<br \/>\n\u2022 nel 2017 solo un quarto di quanti lo avevano richiesto hanno ottenuto asilo.<br \/>\nAllo stesso tempo Frederiksen ha promesso, tra le altre cose, di aumentare il welfare, i sussidi alla parte pi\u00f9 povera della popolazione, gli incentivi ai giovani (che lei vuole smettano di fumare: ha promesso di aumentare drasticamente il costo delle sigarette).<br \/>\nIl modello danese \u00e8 basato un semplice fatto. Oggi gli europei sono governati dalla paura.<br \/>\nPaura per il futuro, l\u2019arrivo di intelligenze artificiali e robot, che potrebbe portare alla sparizione del 10% dei lavori correnti: solo l\u2019automatizzazione delle auto lascerebbe senza lavoro milioni di conducenti di taxi, di autobus, di camion ecc. (qualcosa di cui gli immigrati non potrebbero mai essere responsabili).<br \/>\nLa cosiddetta New Economy dichiara apertamente che il lavoro \u00e8 una piccola componente del prodotto industriale. L\u2019eccesso di lavoratori disponibili significa che \u00e8 finito il tempo del lavoro fisso.<br \/>\nQuesto naturalmente contraddice il fatto che la popolazione \u00e8 in vertiginosa diminuzione.<br \/>\nSECONDO L\u2019ORGANIZATION OF INTERNATIONAL LABOUR, L\u2019EUROPA AVR\u00c0 BISOGNO DI ALMENO 10 MILIONI DI PERSONE IN PI\u00d9 PER RIMANERE COMPETITIVA NEL 2030.<br \/>\nQUANDO I SENTIMENTI E NON LE IDEE DIVENTANO LA BASE DELLA POLITICA ED \u00c8 LA PANCIA E NON IL CERVELLO A DECIDERE, SIAMO ENTRATI NEL REGNO DELLA MITOLOGIA E ABBIAMO LASCIATO LA REALT\u00c0 FUORI DALLA SCENA.<\/p>\n<p>PENDIAMO L\u2019ITALIA. La larga maggioranza dei lavoratori italiani oggi vota per Matteo Salvini (ed in buona parte sono iscritti alla Cgil), il leader della Lega, vie Premier e Ministro degli interni. Salvini ha fatto della paura il tema centrale della sua campagna elettorale permanente. Come Ministro degli Interni ha trascorso solo 17 giorni nel suo ufficio ministeriale e gli altri sulla strada. Lui ha definito gli immigrati la pi\u00f9 grande minaccia alla sicurezza degli italiani. Lui tiene manifestazioni di massa, baciando il Rosario o la Bibbia, e spiegando che l\u2019Italia \u00e8 schiava dell\u2019Unione Europea. Ha introdotto nuove leggi per la sicurezza che rendono pi\u00f9 facile il possesso di un\u2019arma. E ha lanciato un\u2019aperta campagna contro il Papa e contro il suo appello alla solidariet\u00e0 e all\u2019inclusione. Lui suggerisce che il Papa potrebbe prendersi tutti i rifugiati in Vaticano e ha fatto un\u2019alleanza con l\u2019ala conservatrice della Chiesa, chiedendo a Papa Benedetto di tornare. Ha raddoppiato i suoi voti ed \u00e8 sulla buona strada per diventare il prossimo Primo Ministro. Adesso sta sfidando l\u2019Unione Europea con la dichiarazione che non accetter\u00e0 il limite del deficit al 3% e reclama che lui agisce per conto del popolo italiano, gli italiani vengono prima e gli eurocrati secondi. Questa \u00e8 una battaglia che perder\u00e0. I capi dei governi europei, non la Commissione, hanno stabilito il limite del deficit. E i suoi amici sovranisti, come Sebastian Kurz dall\u2019Austria o Viktor Orban dall\u2019Ungheria, non accetter\u00e0 mai di fare alcun sacrificio per permettere all\u2019Italia di aumentare il deficit.<\/p>\n<p>L\u2019ITALIA \u00c8 UN BUON ESEMPIO PER CAPIRE COME LA REALT\u00c0 NON SIA PI\u00d9 IMPORTANTE E NON SIA ALLA BASE DELLA POLITICA. TITO BOERI, un economista internazionale e uscente Direttore dell\u2019Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS, un\u2019istituzione molto rispettata) ha appena pubblicato un articolo intitolato \u201cGLI IMPRENDITORI DELLA PAURA\u201d.<br \/>\nGli italiani ora sono convinti che c\u2019\u00e8 un immigrato ogni quattro italiani: fatto \u00e8 che invece ce ne sia uno ogni dodici. I sondaggi mostrano che gli italiani sono convinti che ci sono quattro problemi con gli immigrati (e questo vale largamente anche per tutti gli europei):<br \/>\n\u2022 rubano il lavoro;<br \/>\n\u2022 gli italiani devono pagare dal loro portafogli il welfare degli immigrati che non lavorano;<br \/>\n\u2022 gli immigrati rendono pi\u00f9 insicure le citt\u00e0;<br \/>\n\u2022 gli immigrati portano malattie contagiose.<\/p>\n<p>Bene, dice Boeri, quasi il 10% degli immigrati hanno creato imprese. Ogni immigrato che \u00e8 un imprenditore impiega 8 lavoratori e il lavoro degli immigrati \u00e8 altamente concentrato in attivit\u00e0 che gli italiani hanno abbandonato. Gli immigrati prestano il 90% del lavoro nei campi di riso, l\u201985% nell\u2019industria di sartoria per l\u2019abbigliamento, il 75% nella raccolta di frutta e verdura.<\/p>\n<p>GLI STIPENDI IN QUESTI SETTORI NON SONO AUMENTATI NEGLI ULTIMI 20 ANNI: ERANO BASSI E RIMANGONO BASSI.<br \/>\nMa il fatto pi\u00f9 importante (che \u00e8 vero anche per tutta Europa) \u00e8 che ora un italiano su quattro ha pi\u00f9 di 65 anni, paragonato ad un immigrato su 50. In Italia ci sono due pensionati su tre persone che lavorano. Come potrebbe sopravvivere il sistema pensionistico senza immigrati?<br \/>\nE ORA GLI OVER 65 SONO ORA QUELLI CHE VOTANO PER I SOVRANISTI.<br \/>\nQuesto squilibrio \u00e8 destinato a crescere. Per mantenere il sistema corrente l\u201983% di uno stipendio va al sistema pensionistico, quanto coster\u00e0 in futuro al decrescente numero di lavoratori mantenere i pensionati? Gi\u00e0 150.000 giovani, per la maggior parte altamente qualificati, lascia l\u2019Italia ogni anno.<\/p>\n<p>COSA DIRE DEL CRIMINE? Le statistiche mostrano che il crimine sta diminuendo allo stesso tempo in cui il numero degli immigrati sta aumentando. E cosa dire sulle malattie infettive su cui abbiamo statistiche dalla World Health Organization: la Turchia \u00e8 il paese che ha accolto pi\u00f9 immigrati (pi\u00f9 di quattro milioni) in un breve periodo di tempo. Non esistono dati che dimostrino un aumento di malattie infettive. In Europa la Germania \u00e8 stata la nazione che ha ricevuto pi\u00f9 immigrati in un breve periodo di tempo, anche qui non ci sono dati che dimostrino un aumento di malattie infettive.<\/p>\n<p>LA PAURA, SECONDO GLI STORICI, INSIEME ALL\u2019AVIDIT\u00c0, \u00c8 UN MOTORE DI CAMBIAMENTO DEL CORSO DELLA STORIA. Quando \u00e8 cominciata la paura? Con la crisi economica del 2008, portata da una finanza irresponsabile, l\u2019unico settore globale del mondo senza controllo. La crisi ha reso evidente che la globalizzazione \u00e8 stata un fallimento. Invece di sollevare tutte le barche, come i suoi propagandisti avevano proclamato, ha sollevato poche barche e le ha rese ricche come non mai: ora 80 individui possiedono la stessa ricchezza di 2.3 trilioni di persone. Infatti l\u2019avidit\u00e0 ha preceduto la paura. Dopo la caduta del muro di Berlino, il mondo si \u00e8 imbarcato in un\u2019orgia del privato a discapito del pubblico. Lo Stato era considerato il nemico della crescita. Tutti i costi sociali venivano ridotti, il welfare e l\u2019istruzione in particolare, perch\u00e9 erano considerati improduttivi.<\/p>\n<p>JAIR BOLSONARO IN BRASILE STA ANCORA FACENDO LA STESSA COSA: ha tagliato il budget delle universit\u00e0 e ha annunciato che vuole \u201cscoraggiare\u201d la filosofia e la sociologia, a favore di \u201cstudi pratici\u201d come business, ingegneria e medicina. Il guadagno \u00e8 arrivato ad essere considerato una virt\u00f9 centrale. Alle compagnie \u00e8 stato permesso di ricercare il massimo profitto attraverso la delocalizzazione in paesi meno cari, alle grandi compagnie di aprire negozi locali fuori mercato, gli stipendi sono stati ridotti e i sindacati marginalizzati. Su questa strada neoliberale la globalizzazione era considerata inarrestabile<\/p>\n<p>LA MAREA ERA COS\u00cc FORTE CHE FU CHIAMATA PENS\u00c9E UNIQUE. All\u2019inizio la sinistra non aveva risposte. Ma poi il Primo Ministro Britannico Tony Blair nel 2003 tir\u00f2 fuori una proposta alternativa. Dato che la globalizzazione \u00e8 inarrestabile, cavalchiamola e proviamo a domarla: la Terza Via. Cosa che di fatto ha significato accettare la globalizzazione. Il risultato \u00e8 stato che la social democrazia ha domato molto poco e i perdenti a causa della globalizzazione non si sono sentiti pi\u00f9 difesi dalla sinistra.<\/p>\n<p>La globalizzazione rese mobile tutto ci\u00f2 che era remunerativo: finanza, accordi commerciali, trasporti. Allo Stato furono lasciate solo le responsabilit\u00e0 per ci\u00f2 che non era mobile: istruzione, sanit\u00e0, pensioni e tutti i costi sociali.<\/p>\n<p>Questo era accompagnato da una considerevole riduzione delle entrate nazionali, dato che la globalizzazione era capace (ed \u00e8 ancora capace) di nascondere I profitti dal sistema nazionale di tassazione. Secondo alcune stime, ci sono 80 trilioni di dollari nei paradisi fiscali, una delle maggiori ragioni del calo delle entrate nazionali.<\/p>\n<p>C\u2019era molto meno denaro da distribuire. Il debito pubblico \u00e8 di 58.987.551.309.132 dollari (vedi l\u2019Economist DEBT CLOCK per la cifra di oggi). Questo ha aumentato il servizio del debito da pagare e ha ridotto il budget disponibile per le spese correnti. Nessuno parla di questa spada di Damocle che pende sopra le teste dei paesi e dei cittadini. Non stupisce se l\u2019Unione Europea ha introdotto una misura per limitare i deficit nazionali. L\u2019Italia deve ancora pagare 30 miliardi di euro ogni anno per il suo deficit. Aumentare il deficit, come il governo propone, \u00e8 ulteriormente irresponsabile.<\/p>\n<p>Non vale nulla dire che prima della crisi del 2008, non c\u2019erano partiti sovranisti in Europa tranne quello di Le Pen in Francia. Ad ogni modo, era solo una questione di tempo prima che qualcuno cominciasse a cavalcare la paura in tutti i paesi, che iniziasse il declino dei partiti tradizionali e che non c\u2019erano risposte all\u2019imponente marea della globalizzazione neoliberale. Gli immigrati cominciarono a tornare utili per alimentare la paura e tutte le vittime della globalizzazione passarono a votare i nuovi campioni.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 un luogo comune dire che la destra e la sinistra non esistono pi\u00f9. Infatti la lotta \u00e8 tra i sovranisti &#8211; che sarebbero i nazionalisti tinti di xenofobia e populismo \u2013 e globalisti, o coloro che ancora credono che la cooperazione internazionale e gli accordi commerciali siano vitali per la crescita e la pace. Questo dibattito sul presente ignora che la sinistra \u00e8 un processo storico che inizi\u00f2 con la prima rivoluzione industriale e l\u2019inizio del diciannovesimo secolo. Un numero incalcolabile di persone diede la propria vita per avere giustizia sociale, per frenare lo sfruttamento dei lavoratori e introdurre i valori di una societ\u00e0 moderna e giusta: equit\u00e0, democrazia partecipativa e trasparente, diritti umani e pace e sviluppo come valori per le relazioni internazionali. Questi erano i vessilli della sinistra. Bisogna collegare questo tesoro storico al tempo presente.<\/p>\n<p>LA DIALETTICA DESTRA-SINISTRA NON \u00c8 SPARITA. Basti guardare al crescente movimento ambientalista di oggi che \u00e8 andato in quella divisione. Da Trump a Bolsonaro il cambio climatico \u00e8 un\u2019operazione di sinistra mentre, se si legge \u201cLaudato Si\u201d, l\u2019Enciclica di Papa Francesco (che pochi hanno letto purtroppo), si vedr\u00e0 che la lotta al cambio climatico \u00e8 soprattutto una questione di giustizia sociale e dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>IN QUESTO SENSO I PARTITI VERDI STANNO RILEVANDO PARTE DELLE BATTAGLIE DELLA SINISTRA STORICA.<br \/>\nE questo ci porta ad una questione centrale: la solidariet\u00e0 \u00e8 parte integrante dell\u2019eredit\u00e0 della sinistra? Lo chiedo perch\u00e9 Frederiksen ha ottenuto la vittoria in Danimarca, abbandonando la solidariet\u00e0 e utilizzando nazionalismo e xenofobia. Naturalmente lei sta dando ai suoi elettori ampie rassicurazioni sul fatto che ristorer\u00e0 i privilegi dei cittadini ed \u00e8 evidente che questa ora \u00e8 una formula vincente, come la Terza Via era stata per Tony Blair nelle elezioni britanniche del 1997. A parte il fatto che questo si inchina alla globalizzazione, come fece la Terza Via, si inchina anche a nazionalismo, populismo e xenofobia, il nuovo pens\u00e9e unique per cos\u00ec tante persone nel mondo. Avr\u00e0 un effetto duraturo per quelli che di definiscono di sinistra.<br \/>\nLA DOMANDA \u00c8 CHE FARE\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>01 &#8211; PARLAMENTARI PD ESTERO: sviluppare il confronto sul voto all\u2019estero salvaguardando i diritti di cittadinanza degli italiani all\u2019estero. 02 \u2013 Schir\u00f2 (PD): dal rapporto <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=27947\" title=\"19 06 29 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO  ED ALTRE COMUNICAZION\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":13413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,128,20,17,22],"tags":[],"class_list":["post-27947","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-b-diritti","category-politica","category-economia","category-parlamento"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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