{"id":25780,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25780"},"modified":"2019-06-20T13:06:25","modified_gmt":"2019-06-20T13:06:25","slug":"1417-il-voto-degli-italiani-allestero-nellanalisi-dei-risultati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25780","title":{"rendered":"1417 Il voto degli italiani all&#039;estero nell&#039;analisi dei risultati"},"content":{"rendered":"<p>20060522 13:17:00 webmaster<\/p>\n<p>di Attilio Folliero<\/p>\n<p>L&#8217;importaza del voto degli italiani all&#8217;estero. La necessit\u00e0 di una riforma della legge istitutiva del voto all&#8217;estero e soprattutto una urgente riformza strutturale dei consolati. La vittoria dell&#8217;Unione. L&#8217;anomalia Sud America e la dimostrazione che se l&#8217;Unione (o la lista civica Associazioni italiane in Sud America) si fosse presentata divisa nelle varie componenti, avrebbe guadagnato due seggi invece di uno.<\/p>\n<p>Il voto degli italiani all&#8217;estero ha rappresentato l&#8217;elemento di novit\u00e0 di queste elezioni politiche del 2006 ed inoltre, ha avuto un&#8217;importanza decisiva nella vittoria dello schieramento di centro-sinistra di Romano Prodi, soprattutto per quanto riguarda il Senato. \u00c8 pertanto necessario soffermarsi un attimo e fare delle analisi pi\u00f9 approfondite.<\/p>\n<p>Prima di passare all&#8217;analisi vera e propria dei risultati \u00e8 imprescindibile una premessa. Indubbiamente, il<br \/>\nvoto all&#8217;estero, cos\u00ec come \u00e8 stato disegnato proprio non va. Per due ragioni sostanziali: l&#8217;inaffidabilit\u00e0 del voto per corrispondenza e la mancata assicurazione del diritto di voto a tutti gli italiani.<\/p>\n<p>Abbiamo assistito, ovunque, a tanti imbrogli e tentativi di sviare la legge al fine di ottenere favori da parte di questo o quel candidato. In particolare, in Venezuela, circoscrizione Sud America, ci sono stati almeno un paio di candidati che ritenendosi pi\u00f9 furbi degli altri, corrompendo qualche funzionario dell&#8217;ufficio postale addetto alla spedizione delle schede elettorali, \u00e8 riuscito a far recapitare al destinatario, assieme al plico spedito dal Consolato, la propria pubblicit\u00e0 elettorale e addirittura il candidato della Lega Nord, tale De Stefano (come si evince dalle foto allegate) che mostrano i plichi ricevuti da due distinti elettori, evidentemente ritenendosi il pi\u00f9 furbo ti tutti, \u00e8 riuscito a far spillare al plico inviato dal consolato il suo<br \/>\nvolantino elettorale. Centinai, forse migliaia, di elettori in Venenzuela hanno ricevuto il plico elettorale con annesso suggerimento di voto! \u00c8 come dire che l&#8217;elettore italiano, al momento di andare in cabina riceve dal presidente di seggio, assieme alla scheda elettorale anche la proposta per votare un determinato candidato!<\/p>\n<p>Ma non sono finiti qua gli imbrogli denunciati. A Puerto La Cruz, sempre in Venezuela, un elettore, non essendo in casa al momento della consegna del plico ha trovato, come da prassi, la cartolina rilasciata dal postino con l&#8217;invito a recarsi a ritirare il plico presso l&#8217;ufficio postale indicato. Al momento del ritiro, presso l&#8217;ufficio postale indicato, ha scoperto che il suo, assieme a quello di un&#8217;altra mezza dozzina di elettori era gi\u00e0 stato ritirato da una persona spacciatasi per funzionario del Consolato. La mezza dozzina di schede votate da questo sedicente funzionario ovviamente, non sono state recuperate, per cui questo italiano<br \/>\nha potuto esprimere una mezza dozzina di volte (a quanto \u00e8 dato sapere) il voto. Tale italiano, comunque, grazie alle pronte indagini interne svolte dall&#8217;ufficio postale in questione \u00e8 stato identificato e denunciato alle autorit\u00e0 consolari.<\/p>\n<p>Sono solo alcuni casi, che insinuano numerosi dubbi sulla validit\u00e0 del voto all&#8217;estero per corrispondenza. A questo punto \u00e8 lecito pensare che qualche nostro parlamentare, magari eletto con una mangiata di voti in pi\u00f9, sia stato eletto con qualche imbroglio. Il problema \u00e8 che di fronte a tali dubbi, al cittadino viene a mancare la fiducia nei parlamentari e nelle istituzioni.<\/p>\n<p>Accanto agli imbrogli documentati c&#8217;\u00e8 l&#8217;altro problema, ancora pi\u00f9 scabroso, ossia che il sistema attuale non assicura il diritto di voto a tutti gli italiani. In sostanza si sta creando una discriminazione fra cittadini. In realt\u00e0 il problema \u00e8 a monte e risiede nelle disfunzioni degli uffici consolari o meglio nelle deficenze strutturali di<br \/>\ntali uffici. Tutti gli uffici consolari lavorano con un numero di impiegati decisamente inferiore al fabbisogno, per cui si accumulano le pratiche da lavorare e crescono i tempi per assicurare i servizi al cittadino, tra cui l&#8217;aggiornamento della posizione elettorale. Di fatto, in questo modo, ad una parte dei cittadini italiani \u00e8 negato il diritto di voto, proprio per il mancato aggiornamento della propria posizione. A questi italiani, comunque noti ed inseriti nei registri AIRE (Anagrafe della popolazione residente all&#8217;estero), il cui diritto \u00e8 negato semplicemente per il mancato aggiornamento della propria posizione, vanno aggiunte le migliaia di italiani in attesa di vedersi riconoscere il diritto alla cittadinanza. Purtoppo la mancanza di personale fa dilatare i tempi per l&#8217;ottenimento della cittadinanza, violando quello che \u00e8 un diritto costituzionale. Gli appuntamenti per l&#8217;ottenimento della cittadinanza o di una ricostruzione di cittadinanza si sono sono cos\u00ec<br \/>\ndilatati, che in alcuni consolati (Brasile ed Argentina) si \u00e8 arrivati alla necessit\u00e0 di sospendere la concessione dell&#8217;appuntamento. In Venenzuela, ad esempio gli appuntamenti per la richiesta di cittadinanza sono fissati ad oltre quattro anni. Ma anche per la trascrizione di un atto di nascita di un figlio ormai sono necessari anni.<\/p>\n<p>Il problema, che sembra irrisolvibile (considerate le carenze finanziarie dello Stato italiano), in realt\u00e0 \u00e8 di facile soluzione. Basterebbe dare una occhiata a come sono organizzati i consolati di quei paesi che, per avere pi\u00f9 cittadini iscritti al proprio consolato (per restare al Venezuela \u00e8 il caso della Colombia, della Spagna e del Portogallo, che hanno collettivit\u00e0 pi\u00f9 numerose di quella italiana) o pi\u00f9 movimento per le richieste di visto (come \u00e8 il caso degli USA in Venenzuela ed immaginiamo sia lo stesso in qualsiasi parte del mondo). Questi paesi hanno risolto il problema dell&#8217;organizzazione degli uffici consolari<br \/>\nassumendo personale in loco. Ossia la soluzione per risolvere il problema della carenza del personale e quindi per assicurarare i diritti costituzionalmnte garantiti ai cittadini italiani, tra cui il diritto di voto, \u00e8 nell&#8217;assunzione di personale locale. Il fatto \u00e8 che oggi, la maggior parte del personale che lavora nei consolati italiani, anche per le funzioni pi\u00f9 semplici (uscieri, centralinisti, autisti ed impiegati dei livelli pi\u00f9 bassi) proviene dai ruoli degli impiegati del Ministero degli Affari Esteri (MAE). In base al D.P.R 18\/1967 e successive modifiche, i dipendenti del MAE inviati all&#8217;estero, hanno diritto &#8211; giustamente &#8211; a tutta una serie di benefici che per farla in breve si sostanzia in rimborsi e stipendi mensili di migliaia di Euro. Ci\u00f2 ovviamente comporta un costo enorme per l&#8217;erario, per cui il personale che pu\u00f2 essere inviato all&#8217;estero \u00e8 in numero decisamente inferiore alle necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Sostituire progressivamente, nei Consolati Italiani, il<br \/>\npersonale viaggiante del MAE, almeno per i posti fino al livello di collaboratore amministrativo (B2 o anche B3) con personale assunto localmente (di fatto tutti cittadini italiani), tramite concorsi pubblici seri e di pari difficolt\u00e0 di quelli svolti in Italia, con commissioni esterne, provenienti da Roma e con stipendi equivalenti a quelli di un impiegato di pari livello del MAE, adeguandoli evidentemente ai costi della vita locale, in pi\u00f9 o in meno secondo le differenti realt\u00e0, genererebbe dei vantaggi enormi, sia per lo Stato italiano che per i cittadini italiani residenti all&#8217;estero. Per lo Stato italiano, un risparmio non indifferente. Dato che il costo di un impiegato assunto localmente pu\u00f2 arrivare ad essere anche cinque\/sei volte inferiore a quello di un impiegato inviato da Roma, \u00e8 intuitivo il risparmio che genererebbe una tale sostituzione. Per la collettivit\u00e0 italiana residente all&#8217;estero significherebbe consolati pi\u00f9 efficienti, quindi in grado di assicurare<br \/>\nrealmente al cittadino italiano, i diritti costituzionalmente garantiti. In sostanza, il risparmio generato dalla sostituzione di personale viaggiante del MAE con personale assunto localmente, determinerebbe la possibilit\u00e0 di assumere ulteriore personale (localmente), fino a coprire integralmente il fabbisogno di ogni Consolato, eliminando di fatto i disservizi esistenti oggi. Ovviamente, i posti di responsabilit\u00e0, ossia i posti di Capo Ufficio, rimarrebbero a carico del personale viaggiante del MAE. \u00c8 necessario dunque una riforma strutturale dei consolati italiani per assicurare anche il diritto di voto ai cittadini italiani residenti all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Dicevamo che la stessa modalit\u00e0 di voto per corrispondenza, sulla base delle esperienze accumulate, va decisamente cambiata. Innanzitutto \u00e8 necessario sostituire il meccanismo del voto per<br \/>\ncorrispondenza con veri e propri seggi elettorali da istituire presso le vari sedi diplomatiche (ambasciate, consolati e vice consolati, capillarmente diffusi su tutto il territorio); inoltre affidare la gestione delle liste elettorali direttamente ai consolati, sottraendoli alle competenze dei Comuni. I cittadini potrebbero essere chiamati ad iscriversi nelle liste elettorali in ogni momento. Quindi si verifica, al momento della iscrizione nelle liste elettorali, la posizione, ossia il diritto o meno al voto. Per snellire il lavoro dei consolati, alcuni servizi potrebbero essere decentrati ad altri enti, presenti capillarmente all&#8217;estero, come ad esempio i patronati ed eventuali altri da individuare o istituire. In Italia, ad esempio, \u00e8 in via di sperimentazione la richiesta del rilascio del passaporto presso gli uffici postali e consegna del documento direttamente a domicilio; l&#8217;esperimento \u00e8 in atto nella provincia di Roma, da parte della Questura di Roma. Con i mezzi<br \/>\ntelematici oggi a disposizione, qualunque ufficio decentrato, investito di tale potest\u00e0, potrebbe assolvere ad una serie di servizi.<\/p>\n<p>Quindi, fatte queste debite premesse sulla necessit\u00e0 di una riforma strutturale dei consolati e delle modalit\u00e0 di voto possiamo analizzare il voto all&#8217;estro per le elezioni appena svolte.<\/p>\n<p>Dal dato complessivo del voto degli italiani all&#8217;estero emerge chiaramente la vittoria dell&#8217;Unione, che complessivamente con il 44% dei voti al Senato ed il 43% alla Camera, prende 4 senatori (su 6) e 6 deputati (su 12). Come secondo partito si afferma Forza Italia, ma a larga distanza, con il 21% dei voti al Senato ed un senatore eletto e poco meno del 21% alla Camera, con 3 deputati eletti. Oltre questi due partiti solo altri 3 raggruppamenti riescono ad eleggere almeno un parlamentare: Associazioni Italiane in Sud America, che riesce a far eleggere in Sud America un deputato ed un senatore; Italia nel mondo un deputato in Sud America<br \/>\ne Di Pietro Italia dei valori, un deputato in Europa.<\/p>\n<p>Oltre questa prima sfornata di dati, ci sono alcune riflessioni da fare. La prima e probabilmente la pi\u00f9 importante che viente sfatato definitivamente il mito che gli italiani emigrati all&#8217;estero siano tutti di destra! Forza Italia, il partito del Capo del Governo, Silvio Berlusconi, esce da queste elezioni sconfitto, soprattutto in Sud America, dove non arriva neppure al 9% dei voti, sia al senato che alla Camera. L&#8217;Unione ha vinto all&#8217;estero (oltre che in Italia), ma con delle differenze notevoli tra le varie circoscrizioni. Affermazione piena in Europa (oltre il 50%, sia alla Camera che al Senato) e nella circoscrizione Africa, Asia, Oceania e Antartide (oltre il 45% sia al Senato, che alla Camera); \u00e8 il primo partito in Nord America (attorno al 38% sia al Senato che alla Camera), ma va male in Sud America dove, sia alla Camera che al Senato riesce si ad eleggere il parlamentare, ma \u00e8 superato come numero di<br \/>\nvoti dalla lista civica Associazioni Italiane in Sud America. Infatti, mentre la lista civica \u00e8 il primo raggruppamento del Sud America con poco meno che il 32% al Senato e quasi il 34% alla Camera, la lista dell&#8217;Unione \u00e8 seconda con il 29.7% al Senato e ancora meno alla Camera, dove prende il 27,3%.<\/p>\n<p>Il Sud America, dunque rappresenta una anomalia che merita una riflessione pi\u00f9 approfondita. \u00c8 bene dire subito che in Sud America c&#8217;erano meno liste che in Europa (8 contro 10 al Senato e 8 contro 11 alla Camera), quindi \u00e8 bene evitiamo di dire che in Sud America c&#8217;era un maggior numero di personaggi ambiziosi, che non avendo trovato spazio nelle liste ufficiali hanno tentato la strada della lista autonoma. Il problema \u00e8 differente. Gli italiani del Sud America accettano molto meno volentieri, rispetto agli italiani presenti in altri continenti, le imposizioni dall&#8217;alto. Diciamo le cose come stanno: in tutti i partiti le scelte dei candidati avvengono dall&#8217;alto, decise<br \/>\na tavolino nelle segreterie dei partiti e delle coalizioni. L&#8217;italiano residente in Sud America impregnato della cultura della libert\u00e0 di scelta, della partecipazione, in una parola della vera democrazia presente a queste latitutini ha rifiutato le scelte operate a tavolino a Roma! Questa \u00e8 la verit\u00e0! Mentre nei paesi di tutte le altre cirscosrizioni, dall&#8217;Europa al Nord America, le scelte avvengono pi\u00f9 o meno come in Italia, ossia dall&#8217;alto, in America Meridionale da sempre il popolo, che &#8211; bisogna ricordarlo &#8211; non sempre \u00e8 stato libero di scegliere, in quanto spesso si \u00e8 ritrovato a vivere nella dittatura, quando pu\u00f2 vuole decidere liberamente, senza imposizioni.<\/p>\n<p>Indubbiamante, attualmente il popolo Latinoamericano, e dunque anche il residente italiano che si alimenta della stessa cultura, sta vivendo un momento di forte libert\u00e0. \u00c8 un popolo che non riesce a capire e quindi ad accettare le scelte imposte dall&#8217;alto, come avviene nelle &quot;democrazie&quot; occidentali, tra<br \/>\ncui in Italia. Che un partito, chiuso nella propria segreteria, a migliaia di chilometri di distanza, senza conoscere minimamente, o solo molto superficialmente, la realt\u00e0 locale, effettua delle scelte di candidare persone che non rispondono alle richieste della gente, ma solo ad esigenze di partito, \u00e8 qualcosa che non viene accettato.<br \/>\nI partiti italiani si alimentano dei miti di una democrazia che spesso di democratico non ha proprio niente. Si parla di democrazia e poi le scelte dei candidati avvengono dall&#8217;alto! Che razza di democrazia &#8211; si \u00e8 chiesto l&#8217;Italiano residente in Sud America &#8211; \u00e8 questa? In Sud America sono oggi abituati (e pensiamo alla Costituzione Venenzuelana) alla revoca di qualsiasi carica a met\u00e0 del mandato! Dal presidente della Repubblica, al Governatore di Regione, fino all&#8217;ultimo consigliere comunale, a met\u00e0 del mandato pu\u00f2 essere sottoposto a referendum revocatorio e quindi revocato. L&#8217;italiano che risiede a Porto Alegre (Brasile) o Caracas<br \/>\n(Venezuela), abituati addirittura ad effettuare le scelte di bilcancio (presupuesto partecipativo), ossia abituati a decidere di come le varie amministrazioni (a qualsiasi livello) debbono impiegare le risorse del bilancio non riescono ad accettare e votare candidati imposti dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>Si parla dell&#8217;occidente, quindi dell&#8217;Italia o degli Usa come di paesi democratici, di paesi che pretendono esportare la democrazia, ma nella realt\u00e0 la democrazia \u00e8 ben lontana. \u00c8 veramente democratico un paese (e pensiamo agli Usa) che fonda la propria democrazia non su una effettiva divisione dei tre poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario)? In USA, i membri del potere giudiziario vengono scelti (tra l&#8217;altro a vita) dall&#8217;esecutivo (dal presidente) ed i risultati di questa confusione di poteri sono sotto gli occhi di tutti: decisioni giudiziarie che rispondono solo ed esclusivamente agli interessi del padrone (l&#8217;esecutivo che li ha nominati) e non a principi di giustizia.<br \/>\nSiamo di fronte ad una vera democrazia, se la scelta dei candidati \u00e8 imposta dall&#8217;alto? Il voto degli italiani del Sud America deve far riflettere su questi aspetti fondamentali, sulla necessit\u00e0 di una vera democrazia partecipativa. L&#8217;italiano del Sud America (ed in parte l&#8217;elettorato italiano residente in Europa) non hanno gradito molto i candidati imposti dall&#8217;alto e questo si evince ancora pi\u00f9 nettamente analizzando i voti dei singoli candidati.<br \/>\nPer poter analizzare comparativamente i voti ricevuti dai vari candidati nelle differenti circoscrizioni \u00e8 evidente che non si pu\u00f2 adottare il parametro del voto assoluto, ma bisogna tener conto di altri parametri: la percentuale di voti presi dal candidato rispetto ai voti di lista (col quale \u00e8 possibile misurare il gradimento del candidato di una determinata lista) e la percentuale di voti presi dal candidato sui voti complessivi di una circoscrizione (parametro mediante il quale possiamo effettuare delle comparazioni tra candidati di circoscrizioni differenti).<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Per scaricare l&#8217;intero documento con tutti dati e le elaborazioni vai su:<\/p>\n<p>http:\/\/www.selvas.org\/download\/DossVotoLATAM06.doc<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>(*) Attilio Folliero \u00e8 politologo; attualmente resiede a Caracas<\/p>\n<p>http:\/\/www.selvas.org\/download\/DossVotoLATAM06.doc<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1417-il-voto-degli-italiani-allestero-nellanalisi-dei-risultati<\/p>\n<p>2204<\/p>\n<p>2006-2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20060522 13:17:00 webmaster di Attilio Folliero L&#8217;importaza del voto degli italiani all&#8217;estero. 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