{"id":25599,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25599"},"modified":"2019-06-20T13:17:36","modified_gmt":"2019-06-20T13:17:36","slug":"1599-pubblicato-in-n-24-di-migranti-press","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25599","title":{"rendered":"1599 Pubblicato in n. 24 di Migranti-press"},"content":{"rendered":"<p>20060616 18:15:00 webmaster<\/p>\n<p>IL SOMMARIO<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Italia ed Europa di fronte al problema dell&#8217;asilo, oggi<br \/>\nNEW YORK &#8211; 20 giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato<br \/>\nROMA &#8211; Alla radice degli esodi forzati: oltre la persecuzione, la miseria<br \/>\nZURIGO &#8211; Quale sorte delle Missioni Cattoliche etniche in Svizzera?<br \/>\nFRANCOFORTE &#8211; Diocesi di Vittorio Veneto: un esempio stimolante<br \/>\nSIENA &#8211; Ex missionari in emigrazione: l&#8217;Incontro nazionale (5-8 giugno)<br \/>\nSIENA &#8211; Mons. Belotti: lavoro &quot;creativo&quot; dei missionari in emigrazione<br \/>\nAUGUSTA &#8211; Marittimi: la festa della &quot;Stella Maris&quot;<br \/>\nAUGUSTA &#8211; Marittimi: Don Martino denuncia il caso della nave flash<br \/>\nMACERATA &#8211; Pellegrinaggio con la presenza di musulmani alla Madonna di Loreto<br \/>\nDAKAR &#8211; Immigrazione: Europa e Africa discutono piano azione<br \/>\nBRUXELLES &#8211; Presto sanzioni UE per chi assume immigrati in nero<br \/>\nROMA &#8211; Lazio: 300.000 immigrati, ma la maggioranza lavora nel sommerso<br \/>\nROMA &#8211; &quot;Il lavoro di cura: scenari attuali e proposte per il futuro&quot;<br \/>\nWASHINGTON &#8211; USA: aumentano le richieste di cittadinanza americana<br \/>\nTARANTO &#8211; Festa dei popoli in edizione sempre nuova<br \/>\nTERNI &#8211; Convegno Ecumenico (5-7 giugno): dichiarazione finale ufficiale<br \/>\nTERNI &#8211; Convegno Ecumenico di Terni: contributo su &quot;Le Migrazioni in Europa&quot;<\/p>\n<p>277) ITALIA ED EUROPA DI FRONTE AL PROBLEMA DELL\u2019ASILO, OGGI<\/p>\n<p>     Parla il nuovo Sottosegretario all\u2019Interno, M. Lucidi e Walter Irvine dell\u2019ACNUR<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; \u201cOccorre arrivare ad una legge organica sull\u2019asilo, che fissi compiutamente procedure e prescrizioni\u201d. Lo ha detto il Sottosegretario all\u2019Interno, Marcella Lucidi, intervenendo al Seminario a conclusione del progetto Arif-Agenzia Rifugiati a cura del Ministero dell\u2019Interno e del CIR. Ha sottolineato Lucidi: \u201cOccorre porre particolare attenzione ai minori, specie quelli non accompagnati, in modo da offrire loro una protezione pi\u00f9 efficace\u201d. Viviamo &#8211; ha affermato il sottosegretario &#8211; in uno spazio comune di libert\u00e0 e giustizia, guardiamo alle libert\u00e0 democratiche come acquisite e ci riesce difficile capire che ci sono Paesi dove queste garanzie sono sistematicamente negate\u201d. Per gestire bene le domande di asilo, ha proseguito, bisogna conoscere la reale situazione delle terre di provenienza degli immigrati. Ci\u00f2 \u00e8 fondamentale per capire chi ha diritto all\u2019asilo e chi no. Occorre anche distinguere i rifugiati dagli immigrati per motivi economici. La questione dell\u2019asilo quindi, ha concluso, va collocata in una strategia pi\u00f9 complessiva di governo dei flussi migratori.<br \/>\nWalter Irvine, rappresentante regionale dell\u2019ACNUR, ha sottolineato l\u2019importanza dell\u2019armonizzazione non solo delle politiche d\u2019asilo a livello europeo, ma anche delle pratiche. Nel 2005 il 17% delle domande d\u2019asilo ha ottenuto una qualche forma di protezione in Europa, ma con variazioni da Paese a Paese che vanno da un minimo dello 0,8% al 42%: sono discrepanze inaccettabili. Nel corso del Seminario \u00e8 stato presentato il portale d\u2019informazione www.arifonline.it, che si occupa di dare informazioni continuamente aggiornate su quanto accade nei Paesi d\u2019origine da cui provengono i richiedenti asilo in Italia ed offre schede ed approfondimenti ad hoc. Si tratta quindi, rileva il CIR, di un importante strumento d\u2019informazione che potr\u00e0 essere usato in modo operativo da funzionari ed esperti del settore che avranno la possibilit\u00e0 di essere sempre aggiornati sulle cause che spingono i richiedenti asilo a chiedere protezione in Italia.<\/p>\n<p>278) 20 GIUGNO: GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO<\/p>\n<p>NEW YORK (Migranti press) &#8211; Dal 2000 si celebra in tutto il mondo, per decisione dell\u2019ONU, la Giornata del Rifugiato, una Giornata che in ambito ecclesiale ricorre da decenni assieme alla Giornata del migrante. Quest\u2019anno l\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) ha proposto come tema \u201cLa speranza\u201d. Dice il portavoce della sezione italiana dell\u2019ACNUR, Laura Boldrini: \u201c In un\u2019epoca in cui crescono i segnali si xenofobia \u00e8 importante aiutare i rifugiati a non perdere la speranza in un futuro migliore, rafforzando le politiche di accoglienza e integrazione\u201d.<br \/>\nQuanto all\u2019Italia, secondo i dati ufficiali nel 2000 sono state 14.439 le domande di asilo, presentate soprattutto da Eritrea, Paesi Balcanici, Liberia, Nigeria, Iraq, Sudan Pakistan e Palestina; a 907 \u00e8 stato riconosciuto lo status di rifugiato, a 4.375 &#8211; che non avevano i requisiti per ottenere questo status, ma provenivano da zone geografiche ad alto rischio per guerre e disordini civili &#8211; \u00e8 stato concesso un permesso per ragioni umanitarie. Per pi\u00f9 di 9.000 \u00e8 stata respinta la pratica, ma 3.500 di costoro si erano resi irreperibili.<br \/>\n\u00c9 noto che con l\u2019aprile 2005 ad esaminare le domande al posto della Commissione Centrale sono subentrate sette Commissioni Territoriali, insediate a Roma, Milano, Gorizia, Foggia, Crotone, Trapani e Siracusa. L\u2019esame di conseguenza \u00e8 diventato pi\u00f9 celere, assolvendosi ora nell\u2019arco tra i 20 e i 35 giorni, a seconda che viene applicata la procedura semplificata (pi\u00f9 breve) o quella ordinaria. Tanti problemi restano, tuttavia. Dice ancora Laura Boldrini: \u201c\u00c9 vero, i tempi sono ridotti, per\u00f2 restano molti punti critici. La maggior parte dei richiedenti asilo, ad esempio, arriva senza documenti, \u00e8 trattenuta stabilmente nei centri di identificazione e accede  alla procedura semplificata di esame delle domande, che offre minori garanzie\u201d. \u00c9 il caso di continuare a ricordare che l\u2019Italia nell\u2019UE \u00e8 l\u2019unico Paese che non si sia ancora dotato di una legge organica sull\u2019asilo.<\/p>\n<p>279) ALLA RADICE DEGLI ESODI FORZATI: OLTRE LA PERSECUZIONE, LA MISERIA<\/p>\n<p>      Un raccapricciante rapporto di \u201cSave the children\u201d<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) \u2013 La miseria ossia \u201clo scandalo della miseria\u201d, come dice il titolo dell\u2019editoriale dell\u2019 \u201cOsservatore Romano\u201d del 10 giugno, nel riferire qualcosa del rapporto intitolato \u201cPaying with their lives\u201d dell\u2019organizzazione internazionale indipendente \u201cSave the children\u201d, per la difesa e la promozione dei diritti dell\u2019infanzia. Scandalo \u00e8 s\u00ec la miseria ma collegata alla \u201cindifferenza dei Paesi cosiddetti sviluppati, sempre impegnati nell\u2019ideazione di sofisticati armamenti o in costose operazioni belliche\u201d. Ogni giorno muoiono in Africa  800 bambini e basterebbe pochissimo per salvarli. Nel rapporto si ricorda  che nel summit del \u201cG-8\u201d del 2005 i leaders degli otto Paesi pi\u00f9 sviluppati, Italia compresa, assunsero l\u2019impegno di lavorare con i Governi africani affinch\u00e9 questi ultimi potessero garantire cure sanitarie gratuite nelle aree pi\u00f9 povere del mondo. A un anno dal summit solo uno Stato africano lo Zambia ha potuto fare interventi efficaci grazie all\u2019aiuto della Gran Bretagna. E intanto nel giro di quest\u2019anno 250.000 bambini sono morti. La famiglia non pu\u00f2 affrontare il costo della visita di un medico o di una infermiera e tanto meno l\u2019acquisto delle medicine pi\u00f9 elementari ed essenziali. Affrontare queste spese costerebbe meno di un miliardo di dollari all\u2019anno, equivalente a 1,38 dollari per ogni bambino dell\u2019Africa sub-sahariana, nella quale a capolista della miseria sta la Sierra Leone, ove un bambino su quattro  muore prima di aver compiuto i cinque anni.  \u201cLe famiglie pi\u00f9 povere &#8211; si legge nel rapporto &#8211; si trovano di fronte a scelte terribili per pagare una cura medica. Quando un bambino si ammala la famiglia rinuncia al cibo, \u00e8 costretta a ritirare dalla scuola gli altri figli, a vendere quel poco che ha e a dare in affitto i propri terreni per racimolare soldi. Ci\u00f2 rende questi nuclei familiari ancora pi\u00f9 vulnerabili e li pone sotto il ricatto di pesanti debiti\u201d. <\/p>\n<p>Sarebbe incoscienza per non dire ipocrisia reclamare perch\u00e9 tanta di questa gente ceda alla tentazione di scappare, attraversare interminabili distese di deserto, appostarsi sulle coste della Libia e avventurarsi nella traversata del mediterraneo per raggiungere qualcuno dei Paesi del benessere. Sempre attuale \u00e8 la riflessione di Giovanni Paolo II nel Messaggio per la GMM 1993: \u201cUna tale situazione tende a erodere anche la distinzione fra il concetto di rifugiato e quello di migrante, fino a far confluire le due categorie sotto il comune denominatore della necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>280) QUALE SORTE DELLE MISSIONI CATTOLICHE ETNICHE IN SVIZZERA?<\/p>\n<p>     Mantenerle vive ed efficienti \u00e8 nell\u2019interesse di tutta la Chiesa Svizzera<\/p>\n<p>ZURIGO (Migranti-press) &#8211; La Chiesa cattolica svizzera \u00e8 molta attenta verso le altre chiese cristiane. Molti sono, infatti, gli incontri che vengono promossi in campo ecumenico mentre non si registra la stessa apertura verso i cattolici di cultura diversa.<br \/>\nE\u2019 quanto denuncia il missionario italiano p. Graziano Tassello in un lungo testo pubblicato dal giornale delle MCI svizzere, \u201cIl Corriere degli Italiani: \u201csi continua ad insistere &#8211; scrive p. Tassello &#8211; perch\u00e9 gli immigrati si integrino nel tessuto religioso locale e perch\u00e9 le missioni linguistiche diminuiscano sempre di pi\u00f9. Si parla di ridimensionare la figura del coordinatore nazionale dei missionari e anche la Commissione per le migrazioni della Conferenza Episcopale Svizzera sembra avviata ad una drastica ristrutturazione\u201d.<br \/>\nMentre i sociologi avvertono che \u201cci stiamo incamminando verso societ\u00e0 sempre pi\u00f9 pluraliste &#8211; spiega &#8211; in cui viene testata la capacit\u00e0 di coesistere in armonia, crescendo tutti dal contatto reciproco, alcuni settori della chiesa preferiscono l\u2019imposizione di una monocultura, ignorando il pressante invito ad un cammino di comunione nella diversit\u00e0\u201d.<br \/>\nSecondo p. Tassello i cattolici svizzeri \u201cvivono la paura del vuoto\u201d: le chiese si stanno svuotando e in numerose localit\u00e0 sono le missioni linguistiche ad \u201coffrire ancora segni di vitalit\u00e0 con una ragguardevole frequenza di fedeli alla messa domenicale, un nutrita presenza di gruppi attivi, un volontariato dinamico, un impegno costante nel campo della formazione religiosa, una stampa cattolica diffusa capillarmente sul territorio\u201d. \u201cTutto il gran parlare di chiusure e di ridimensionamenti &#8211; \u00e8 l\u2019opinione del missionario italiano &#8211; in nome della finanze e della efficienza, tipico di aziende in crisi, non tiene affatto conto di questo dato di fatto\u201d. Se si tiene conto di questo &#8211; \u00e8 la provocazione &#8211; a chiudere dovrebbero essere alcune parrocchie locali perch\u00e9 \u201cincapaci di superare una crisi che dura da decenni mentre le comunit\u00e0 immigrate danno ancora segni di vita. Questa presenza viva intimidisce e genera paure ancestrali. E il metodo pi\u00f9 facile per esorcizzare questa paura \u00e8 quello di eliminare il potenziale avversario\u201d.<br \/>\nLa presenza degli stranieri non va vista come un fenomeno di povert\u00e0 &#8211; spiega Tassello &#8211; cui offrire assistenza, ma come \u201cuna voce che invita la chiesa ad uscire dal ghetto della sua monocultura e ad inventare un percorso innovativo in cui l\u2019unica fede \u00e8 vissuta in forme diverse. L\u2019approccio tecnocratico ed efficientistico che annienta le minoranze non si addice alla chiesa, che dovrebbe mettere al centro il bene della persona: una persona con un nome, una identit\u00e0, una lingua, un modo di vivere la pratica religiosa, che sono doni preziosi da non eliminare perch\u00e9 ritenuti un aggravio economico per le sempre pi\u00f9 modeste entrate\u2026Stenta a vedere la luce un modo nuovo di essere chiesa: un modello che vede coinvolti tutti, autoctoni e migranti, perch\u00e9 tutti devono cambiare. Ma finch\u00e9 regna la paura non \u00e8 possibile parlare di cammini di comunione e di dialogo. La nuova ascesi del terzo millennio non pu\u00f2 essere la paura , ma la spiritualit\u00e0 della comunione\u201d.<br \/>\nLa sfida pi\u00f9 grande che le chiese locali devono affrontare non \u00e8 quella della crisi delle vocazioni o di dibattiti teologici, quanto la \u201cloro capacit\u00e0 a vivere il pluralismo di forme e modelli rispettosi della dignit\u00e0 del singolo cristiano, divenendo in questo modo un esempio per tutte le possibili convivenze\u201d mentre il voler investire \u201cesclusivamente\u201d sul ridimensionamento di strutture e di mezzi porter\u00e0 &#8211; \u00e8 la conclusione di Tassello &#8211; \u201cinevitabilmente ad imitare modelli \u2018civili\u2019 che a lungo andare allontaneranno ancora di pi\u00f9 i pochi fedeli rimasti, rendendo le chiese locali istituzioni meramente umane allineate ai centri di potere civili\u201d. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>281) DIOCESI DI VITTORIO VENETO: UN ESEMPIO STIMOLANTE<\/p>\n<p>FRANCOFORTE (Migranti-press) &#8211; Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Vittorio Veneto, ha visitato nei giorni scorsi le Missioni Cattoliche Italiane di Francoforte. L\u2019occasione \u00e8 stato il conferimento della Cresima ad oltre un centinaio di giovani dai 16-17 anni, figli di cittadini italiani residenti in Germania. Durante la celebrazione Mons. Zenti ha consegnato ad ogni cresimato una ciotola ed ha sottolineato, nell\u2019omelia, l\u2019azione dello Spirito Santo che \u00e8 capace di plasmare, nel gioco della libert\u00e0 personale, una vita \u201criuscita\u201d e pienamente umana.<br \/>\nDurante la visita il presule ha voluto incontrare i sacerdoti della sua diocesi che operano nelle MCI tedesche e ha presentato loro don Michele Favret, il nuovo sacerdote che da settembre sar\u00e0 a disposizione delle comunit\u00e0 italiane di Francoforte. Questa iniziativa \u00e8 la conferma dell\u2019impegno che la diocesi di Vittorio Veneto ha deciso di dedicare alla nostre comunit\u00e0 cattoliche all\u2019estero: in quest\u2019ottica si pu\u00f2 leggere l\u2019incontro con il Vicario generale della diocesi di Limburg Mons. Geis per tracciare le linee di un nuovo assetto pastorale delle comunit\u00e0 e dei loro pastori. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>282) EX MISSIONARI IN EMIGRAZIONE: A SIENA L\u2019INCONTRO NAZIONALE (5-8 giugno)<\/p>\n<p>SIENA (Migranti-press) &#8211; Soddisfazione ma anche un incoraggiamento a ripetere l\u2019iniziativa annualmente coinvolgendo sempre pi\u00f9 persone. \u00c9 la richiesta che \u00e8 venuta da una trentina di sacerdoti e suore, tutti ex missionari e missionarie per gli italiani all&#8217;estero, che si sono ritrovati, a Casciano di Murlo (Siena) dal 5 all\u20198 giugno scorso per un incontro di fraternit\u00e0. \u00c9 stata un\u2019occasione &#8211; ha detto al termine don Domenico Locatelli, Direttore dell\u2019Ufficio nazionale per la Pastorale degli italiani all\u2019estero della Migrantes -, per stare insieme ma anche per uno scambio di riflessioni sulla situazione che ognuno degli ex missionari e missionarie sta vivendo. In questi giorni \u00e8 emersa con forza la \u201cmancata valorizzazione dell\u2019esperienza fatta da loro all\u2019estero da parte delle diocesi dove si \u00e8 rientrati. Una esperienza che viene spesso considerata come qualcosa di privato che appartiene al missionario singolo e non \u00e8 segno dell\u2019invio di una diocesi\u201d. \u201cSe da una parte &#8211; spiega il sacerdote della Migrantes &#8211; \u00e8 stata un\u2019esperienza che ha arricchito molto chi l\u2019ha vissuta, dall\u2019altra si fatica a portare le novit\u00e0 e le diversit\u00e0 nella pastorale ordinaria in cui si lavora al presente. Qualcuno di questi sacerdoti e suore anziane sta soffrendo di una marginalit\u00e0 pastorale dovuta al non avere un incarico pastorale preciso che gli dia sicurezza di lavoro e possibilit\u00e0 di una programmazione pur compatibile con l\u2019et\u00e0 e le forze\u201d. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>283) MONS. BELOTTI: LAVORO \u201cCREATIVO\u201d DEI MISSIONARI IN EMIGRAZIONE<\/p>\n<p>SIENA (Migranti-press) &#8211; Sono stati quattro giorni intensi quelli trascorsi dagli ex missionari ed ex missionarie in emigrazione che si sono ritrovati insieme a Casciano di Murlo, in provincia di Siena, dal 5 all\u20198 giugno scorso. L\u2019appuntamento &#8211; curato da don Rino Perbellini, Direttore regionale della Migrantes e da don Doriano Carraro, Direttore dell&#8217;Ufficio Migrantes della diocesi di Siena &#8211; ha previsto una serie di visite in alcuni luoghi significativi della zona, incontri con persone e con sacerdoti per parlare ed ascoltare oltre che per ricevere aggiornamenti sulla realt\u00e0 degli italiani all\u2019estero. Molto importante e significativa la visita di mons. Lino Belotti, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e Presidente della Fondazione Migrantes.<br \/>\nIl presule ha ricordato &#8211; nel corso di una celebrazione eucaristica &#8211; l\u2019impegno profuso da molti missionari e suore a favore degli italiani all\u2019estero. Un lavoro \u201ccreativo che ha richiesto tempo e carisma per un buon lavoro nelle Missioni Cattoliche Italiane sparse in diverse nazioni del mondo\u201d.<br \/>\nIl Presidente delle Fondazione Migrantes ha quindi sottolineato la ricchezza che questi ex missionari e missionarie possono ancora dare alle proprie diocesi: \u201cla loro esperienza pu\u00f2 aiutare le chiese locali in Italia ad affrontare con saggezza gli emigrati che sono arrivati da noi. Cos\u00ec che possiamo imparare ad accogliere le loro diversit\u00e0 e le loro ricchezze\u201d. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>284) MARITTIMI: AD AUGUSTA LA FESTA DELLA \u201cSTELLA MARIS\u201d<\/p>\n<p>     Processione in mare e celebrazione presieduta dall\u2019Arcivescovo Costanzo<\/p>\n<p>AUGUSTA (Migranti-press) &#8211; Una imponente processione in mare, accompagnata da rimorchiatori, pescherecci e barche private, ha concluso la ventiduesima edizione della festa della Stella Maris a Augusta (SR), la patrona internazionale dei marittimi che ha richiamato migliaia di marittimi da tutta la regione. Questa festa &#8211; hanno spiegato il presidente della locale associazione \u201cStella Maris\u201d Salvatore La Spina e l\u2019assistente ecclesiastico don Giuseppe Mazzotta &#8211; che ogni anno assiste circa settemila marittimi &#8211; \u00e8 molto importante per noi perch\u00e9 rappresenta il momento pi\u00f9 alto di tutta l\u2019attivit\u00e0 della nostra associazione che opera in una citt\u00e0 di mare\u201d.<br \/>\nLe manifestazioni per questa edizione sono durate una settimana. Molti gli appuntamenti: dalla disputa  di un torneo di calcetto alla prima regata di windsurf, dalla rappresentazione di brani di musica, poesia e composizioni letterarie da parte  degli studenti del liceo scientifico ad un convegno sul tema \u201cLo sfruttamento delle coste e le infrastrutture portuali: opportunit\u00e0 di crescita e valorizzazione delle risorse umane\u201d. La giornata conclusiva \u00e8 stata preceduta, nella chiesa di San Giuseppe Innografo, da un Triduo in onore della Madonna Stella Maris, concluso sabato 10 giugno da una meditazione di don Giacomo Martino, Direttore nazionale per la Pastorale dei Marittimi della Fondazione Migrantes che ha presieduto anche la celebrazione eucaristica conclusiva e guidato la processione. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>285) MARITTIMI: DON MARTINO DENUNCIA IL CASO DELLA NAVE FLASH<\/p>\n<p>     I marittimi aspettano ancora i loro stipendi<\/p>\n<p>AUGUSTA (Migranti-press) &#8211; Augusta conserva uno dei porti pi\u00f9 importanti della Sicilia, centro di scambio delle merci tra l\u2019Isola e il centro ed in Nord Italia. Da qui ogni anno passano migliaia di marittimi, provenienti da tutto il mondo, che trovano calore e assistenza da parte della locale \u201cStella Maris\u201d. Cos\u00ec come hanno trovato assistenza e calore, nel febbraio del 2004, quindici marittimi, a bordo del mercantile Flash, rimasto bloccato per alcuni mesi in questo porto. Un episodio che don Giacomo Martino, Direttore dell\u2019Ufficio nazionale della Pastorale dei Marittimi della Fondazione Migrantes ha voluto ricordare durante la celebrazione conclusiva della festa della Madonna della Stella Maris, celebratasi domenica scorsa. Quei marittimi, provenienti dalla Grecia, dalla Siria e dal Pakistan &#8211; ha detto il sacerdote &#8211; ancora oggi non hanno percepito i loro stipendi mentre la nave \u00e8 abbandonata e depredata delle poche cose di valore che potevano essere vendute per pagare i salari ai marittimi. I quindici marittimi hanno vissuto ad Augusta per oltre cinquanta giorni con la carit\u00e0 del Centro Stella Maris e di qualche persona di buona volont\u00e0 e sono dovuti ritornare a casa con l\u2019aiuto dei fondi dell\u2019otto per mille della Chiesa cattolica Italiana e con i contributi dei volontari dell\u2019Apostolato del Mare.<br \/>\nIl Centro Stella Maris di Augusta riceve continue telefonate dei marittimi che chiedono giustizia mentre la nave rischia di arrugginire e affondare. (R.Iaria\/SIR\/Migrantes)<\/p>\n<p>286) PELLEGRINAGGIO CON LA PRESENZA DI MUSULMANI ALLA MADONNA DI LORETO<\/p>\n<p>      Il Direttore Regionale delle Marche, P. Gianni Borin, invia questa nota<\/p>\n<p>MACERATA (Migranti-press) &#8211; \u201cFacciamo del culto di Maria un momento unificante tra cattolici e musulmani e facciamo del pellegrinaggio a piedi al Santuario Mariano di Loreto l\u2019occasione di condivisione e fratellanza religiosa tra tutti gli uomini di buona volont\u00e0\u201d. Questo il messaggio che il giornalista di religione musulmana Magdi Allam, vice-Direttore del Corriere della Sera, ha lanciato dallo stadio Helvia Recina di Macerata, dove in serata \u00e8 giunto per partecipare al pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto che si \u00e8 svolto durante la notte. Nell\u2019attesa dell\u2019arrivo della Fiaccola della Pace, che durante la notte ha guidato i pellegrini nei 27 chilometri di strada che separano Macerata dal Santuario di Loreto, all\u2019interno dello stadio sono state numerose le testimonianze di personalit\u00e0 e i messaggi letti dagli organizzatori. Il Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, Mons. Luigi Conti, ha letto il telegramma a firma del Cardinale Angelo Sodano. \u201cSua Santit\u00e0 Benedetto XVI \u2013 ha scritto il Segretario di Stato Vaticano \u2013 auspica che quanti prenderanno parte a cos\u00ec significativa esperienza di preghiera possano incontrare Cristo, speranza nel mondo, sperimentando materna intercessione di Maria modello dei credenti nella fedele sequela del Signore\u201d. L\u2019attore Pedro Sarubbi, il \u201cBarabba\u201d del film \u201cThe Passion\u201d, ha letto la preghiera di San Bernardo alla Vergine, dal 33mo canto del \u201cParadiso\u201d dantesco. La Santa Messa \u00e8 stata celebrata dal Cardinale Stanislaw Rylko.<\/p>\n<p>Vale la pena riportare almeno la conclusione del messaggio letto da Magdi Allam: \u201cLancio un appello ai musulmani d\u2019Italia: facciamo del culto di Maria un momento unificate della spiritualit\u00e0 con i cristiani e facciamo del pellegrinaggio di Loreto un momento di condivisione della fratellanza religiosa tra tutte le persone di buona volont\u00e0. Ed \u00e8 un appello che rivolgo in modo pressante in questa fase buia della nostra storia, caratterizzata dall\u2019oltraggio quotidiano al valore della sacralit\u00e0 della vita, della dignit\u00e0 e della libert\u00e0 della persona. Noi vogliamo costruire una comune civilt\u00e0 dell\u2019uomo basata sul valore della sacralit\u00e0 della vita, della dignit\u00e0 e della libert\u00e0 della persona. Un traguardo che oggi viene illuminato di nuova speranza grazie a questo pellegrinaggio nel nome di Maria che unisce la nostra fede e nel nome della sacralit\u00e0 della vita che unisce la nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>287) IMMIGRAZIONE: EUROPA E AFRICA DISCUTONO A DAKAR PIANO AZIONE<\/p>\n<p>DAKAR (Migranti-press) &#8211; Europa e Africa hanno iniziato oggi a Dakar a lavorare su \u201cun piano di azione\u201d sull\u2019immigrazione, mentre nuove ondate di africani sbarcano nel vecchio continente attraverso le isole Canarie. Promosso dal Marocco e dalla Spagna e sostenuto dalla Francia, il progetto, che raccoglie intorno a un tavolo oltre 40 paesi, prevede misure che vanno dal rimpatrio dei clandestini alla realizzazione di progetti di sviluppo. Se sar\u00e0 approvato dagli esperti dei paesi dei due continenti, riuniti a Dakar per due giorni, il progetto sar\u00e0 sottoposto al vaglio della Conferenza ministeriale euro-africana del 10 e 11 luglio a Rabat.<br \/>\nIl progetto mette l\u2019accento su \u201cazioni rapide e tangibili\u201d che devono essere messe in atto nei paesi di origine, di transito e di destinazione dei migranti per stroncare il flusso dei clandestini. Inoltre si prevedono campagne di informazione e di sensibilizzazione per i potenziali migranti sui rischi dell\u2019immigrazione illegale. Sul piano della lotta transfrontaliera, il testo raccomanda un rafforzamento delle capacit\u00e0 di controllo delle frontiere dei paesi di transito e di partenza, una migliore formazione degli operatori dei servizi di controllo e un migliore adeguamento dei mezzi a loro disposizione. Nel progetto si insiste anche sulla necessit\u00e0 di rinforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia tra gli Stati contro la tratta degli esseri umani e contro le filiere dell\u2019immigrazione clandestina. Infine gli Stati africani, prevede il progetto, saranno dotati di banca dati digitale e di sistemi di allerta precoce sul modello di quelli europei, sulle attivit\u00e0 delle organizzazioni criminali dei trafficanti. (Ansa)<\/p>\n<p>288) PRESTO SANZIONI UE PER CHI ASSUME IMMIGRATI IN NERO<\/p>\n<p>      Lo prospetta il Vice-Presidente della Commissione Europea, Franco Frattini<\/p>\n<p>BRUXELLES (Migranti-press) &#8211; Sanzioni europee per i datori di lavoro che assumono immigrati in nero. Questa la proposta su cui sta lavorando il Vice-Presidente della Commissione europea Franco Frattini, impegnato alla preparazione di un documento formale che sar\u00e0 presentato al Consiglio nel mese di luglio. Il lavoro nero &#8211; ha spiegato Frattini &#8211; \u00e8 la vera piaga che attira gli immigrati clandestini. Se in un paese membro si d\u00e0 l\u2019impressione che chi lavora clandestinamente viene comunque regolarizzato, si incoraggia il lavoro nero che \u00e8 sfruttamento di queste persone. Ci sono quindi motivi umanitari e sociali per prendersela con i datori di lavoro che impiegano in nero queste persone. \u00c8 importante contrastare il fattore di attrazione rappresentato dal lavoro nero. Fino a che ci saranno imprenditori che utilizzano immigrati clandestini continuer\u00e0 il fenomeno dell\u2019irregolarit\u00e0. Non escludo &#8211; ha concluso Frattini &#8211; misure specifiche, sanzioni europee per questi imprenditori, cos\u00ec da non lasciare loro porto franco.<\/p>\n<p>289) LAZIO: 300.000 IMMIGRATI, MA LA MAGGIORANZA LAVORA NEL SOMMERSO<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) &#8211; Nel Lazio vivono 300.000 immigrati, ma quelli che si sono rivolti agli uffici vertenze della Cgil nel corso del 2004, sono per il 76% lavoratori in nero. Dati allarmanti presentati ieri a Roma nel corso della prima Conferenza regionale sull\u2019immigrazione organizzata dalla Cgil. Nella capitale vive e lavora l\u201980% dei 300.000 immigrati residenti nella Regione Lazio. I pi\u00f9 numerosi sono i romeni (55.000). Confermati dall\u2019INAIL anche l\u2019alto numero di infortuni sul lavoro denunciati dagli stranieri: nel 2004 se ne sono registrati circa 58.000 (+6% rispetto al 2003 e +25% rispetto al 2002). Numero che secondo la Cgil va per\u00f2 considerato solo come una parte degli infortuni totali perch\u00e9 molti infortuni lievi vengano taciuti dai lavoratori, soprattutto da quelli in nero. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, negli ultimi 3 anni sono triplicati quelli a danno di immigrati: 5 nel 2002, 11 nel 2003, 15 nel 2004. Tra gli immigrati che hanno un contratto a tempo indeterminato, il 39% si dedica ad attivit\u00e0 di cura o di aiuto domestico; lavorano nel campo dell\u2019edilizia il 14%; in quello alberghiero e della ristorazione il 9%, in quello dell\u2019agricoltura il 6%, e nel settore delle pulizie il 7,8%.<br \/>\nIn questi ultimi anni Roma e il Lazio hanno subito delle trasformazioni economiche e sociali senza precedenti &#8211; ha detto il segretario della Cgil Roma e Lazio, Walter Schiavella, aprendo i lavori della seconda giornata della conferenza &#8211; e l\u2019aumento degli immigrati \u00e8 sicuramente uno dei cambiamenti pi\u00f9 evidenti. Ora bisogna lavorare per una crescita complessiva che parta da una maggiore coesione sociale. L\u2019assessore provinciale alle politiche sociali Claudio Cecchini ha sottolineato la mancanza di fondi per le politiche dell\u2019immigrazione. Come provincia &#8211; ha detto &#8211; quest\u2019anno abbiamo ricevuto una dotazione di 4 milione di euro, 700mila euro in meno rispetto al 2004. il nostro obiettivo \u00e8 pervenire ad una nuova legge regionale sull\u2019immigrazione perch\u00e9 quella vigente, che risale al \u201990, \u00e8 datata. A Roma &#8211; ha aggiunto il Presidente della Consulta Comunale per l\u2019immigrazione Maurizio Bartolucci &#8211; sta nascendo una nuova classe dirigente accanto a quella italiana. Per queste persone non si pu\u00f2 pensare ad un modello di assistenza vecchio di vent\u2019anni. Dobbiamo cedere sovranit\u00e0, responsabilit\u00e0 e potere agli stranieri, in modo che essi raggiungano un livello di integrazione e partecipazione tale da scongiurare che anche a Roma accada quello che sta succedendo in Francia. Non possiamo tenere fuori dalla porta delle istituzioni 300.000 persone. L\u2019errore grave \u00e8 quando gli immigrati non sono coinvolti nella vita sociale.<\/p>\n<p>290) \u201cIL LAVORO DI CURA: SCENARI ATTUALI E PROPOSTE PER IL FUTURO\u201d<\/p>\n<p>     Seminario nazionale delle Acli-Colf, presente il Ministro Rosy Bindi \u2013 13 giugno 2006<\/p>\n<p>ROMA (Migranti-press) \u2013 Inserire il lavoro delle assistenti familiari nella rete dei servizi sociali; istaurare un \u201cwelfare della cura\u201d per sostenere le famiglie, garantire i diritti delle lavoratrici: ne hanno discusso a Roma marted\u00ec 13 giugno, nel corso di un seminario di carattere nazionale, le Acli-Colf, l\u2019Associazione professionale delle Acli che organizza le collaboratrici e i collaboratori familiari. All\u2019incontro ha partecipato anche il neo-Ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, oltre all\u2019assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, Raffaella Milano.<br \/>\nLa maggior parte delle lavoratrici immigrate addette alla cura nelle famiglie italiane continua a lavorare in situazione di lavoro nero o irregolare. All\u2019evasione contributiva diffusissima, si aggiunge il fenomeno dell\u2019elusione: \u201csolo\u201d 1300 lavoratrici e lavoratori in tutta Italia &#8211; stando agli ultimi dati Inps del 2002 &#8211; lavorerebbero presso una famiglia per pi\u00f9 di 45 ore settimanali, a fronte di oltre 2 milioni di anziani stimati bisognosi di assistenza. I sussidi economici alle famiglie &#8211; dove ci sono &#8211; appaiono insufficienti a coprire i bisogni concreti e non garantiscono la regolarizzazione delle lavoratrici. Il meccanismo delle deduzioni fiscali, pur apprezzabile, viene vanificato dalla situazione di incapienza di molti anziani potenzialmente beneficiari.<br \/>\n\u00c8 questo lo scenario attuale del lavoro di cura in Italia, come lo presentano al Ministro per le Politiche per la Famiglia Rosy Bindi le Acli-Colf, nel corso di un Seminario nazionale a Roma, presso la Sala Congressi di Clarhotel. Le Acli-Colf chiedono al Ministro una \u201ccorresponsabilit\u00e0 pubblica\u201d nel governo complesso di questo fenomeno, per non lasciare da sole le famiglie e le lavoratrici a gestire \u201cun rapporto difficile e delicato che non pu\u00f2 essere considerato e trattato alla stregua di un mero contratto di lavoro\u201d. Il lavoro delle assistenti familiari &#8211; affermano le Acli-Colf &#8211; riveste ormai un\u2019importanza strategica nella vita quotidiana delle famiglie italiane e deve essere inserito nella rete dei servizi sociali. La costruzione di un \u201cwelfare della cura\u201d appare la via obbligata per disegnare e sostenere delle strategie in grado di incidere contemporaneamente e a pi\u00f9 livelli per affiancare sia la famiglia che la lavoratrice. Di fronte ad anziani o invalidi con basse pensioni e bisognosi di assistenza, che non riescono a reggere privatamente il carico economico di un\u2019assistenza regolare, occorre intervenire con sostegni pubblici e creazioni di reti protette.<br \/>\nSul piano della tutela del lavoro delle colf, proprio nel momento in cui le trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale sul lavoro domestico faticano ad andare avanti, le Acli-Colf ribadiscono la necessit\u00e0 di \u201cassicurare alle collaboratrici familiari coperture omogenee rispetto alla generalit\u00e0 dei lavoratori\u201d, a partire dalla previsione della copertura economica in caso di malattia della lavoratrice, oggi totalmente assente, e dal riconoscimento dell\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 a prescindere dai vincoli assicurativi e contributivi attualmente previsti, che impediscono l\u2019affermazione di un diritto inviolabile della donna, ad una maternit\u00e0 serena e tranquilla. Le altre proposte riguardano l\u2019abolizione del regime contributivo convenzionale, che anc\u00f2ra l\u2019erogazione delle prestazioni previdenziali ad una retribuzione convenzionale che difficilmente corrisponde a quella effettiva. L\u2019abolizione delle fasce contributive, cos\u00ec come oggi vigenti, che incentivano l\u2019elusione e l\u2019evasione contributiva. L\u2019introduzione di regimi contributivi favorevoli per la sostituzione di colf in ferie, malattia o maternit\u00e0, contemperando cos\u00ec le esigenze di cura continuativa e completa della famiglia con quelle affettive e legate al vivere quotidiano delle lavoratrici. Infine, l\u2019introduzione di criteri di verifica e riordino riguardante gli interventi di monetarizzazione dei servizi alla famiglia.<\/p>\n<p>291) USA: AUMENTANO LE RICHIESTE DI CITTADINANZA AMERICANA<\/p>\n<p>    Con la prossima legge anche i \u201clatinos\u201d regolari temono negative conseguenze<\/p>\n<p>WASHINGTON (Migranti-press) &#8211; L\u2019imminente riforma della legge sull\u2019immigrazione ha causato negli Stati Uniti una esplosione delle richieste di cittadinanza americana. Gli immigrati che hanno diritto alla cittadinanza ma non avevano ancora fatto alcun passo stanno adesso tentando di recuperare il tempo perduto nel timore che i mutamenti delle regole possano chiudere questa possibilit\u00e0. Nei primi quattro mesi del 2006 sono state presentate 251.385 richieste di cittadinanza americana, un aumento del 18% rispetto all\u2019anno scorso. Vi \u00e8 stato anche un aumento record delle domande di cittadinanza americana per i congiunti, per esempio di cittadini USA che hanno sposato una persona straniera e chiedono adesso che diventi a sua volta americana.<br \/>\nTra i motivi che incrementano un aumento delle richieste di cittadinanza c\u2019\u00e8 il fatto che sempre pi\u00f9 paesi ammettono adesso la doppia nazionalit\u00e0 e ci sono i tagli crescenti dei servizi sociali USA nei confronti dei non americani. La pi\u00f9 recente corsa alla cittadinanza americana era scattata dopo l\u2019attentato del settembre 2001 quando gli immigrati avevano chiesto in massa il passaporto americano per solidariet\u00e0 con gli USA e per timore di rappresaglie. La riforma in discussione al Congresso \u00e8 incentrata sugli immigrati clandestini ma anche i regolari temono di poter essere coinvolti nei mutamenti delle norme.<\/p>\n<p>292) TARANTO: FESTA DEI POPOLI IN EDIZIONE SEMPRE NUOVA<\/p>\n<p>TARANTO (Migranti-press) &#8211; Si \u00e8 celebrata da fine maggio all\u201911 giugno, a Catanzaro, una festa dei popoli all\u2019insegna di \u201cCostruire ponti\u201d; a Bergamo  si \u00e8 prolungata dal 2 al 10 giugno la \u201cFesta della Comunit\u00e0 Ruah\u201d puntando l\u2019attenzione su \u201cLe seconde generazioni\u201d, e cos\u00ec via. Ormai le Feste dei popoli non si contano pi\u00f9 e ognuna contraddistinta da una particolare fantasia creatrice. A Taranto la si \u00e8 celebrata per la seconda volta e si \u00e8 scelta la Cattedrale con ambienti annessi per dare risalto a un evento che si vuol fare diventare sempre pi\u00f9 ecclesiale e cittadino. Tutti i grossi paesi della diocesi sono stati invitati e sono stati, in qualche modo rappresentati, anche se esperienza insegna che occorre tanta pazienza e insistenza perch\u00e9 il messaggio specifico di questa giornata sia recepito nel suo autentico significato e valore dalla diaspora parrocchiale. Comunque forte segno di coinvolgimento ecclesiale \u00e8 stata la partecipazione attorno alla Migrantes, di Caritas, Ufficio missionario diocesano, comunit\u00e0 religiose, missionari saveriani. Hanno fatto la loro parte anche le scuole, anzi \u00e8 stato pubblicamente premiato un bambino di quinta elementare il cui disegno \u00e8 stato scelto come logo della festa e come frontespizio del \u201cPassaporto delle genti\u201d, distribuito a tutti i partecipanti. A dare un colorito di cosmopolitismo erano presenti con ruolo di protagonismo le comunit\u00e0 dei polacchi, ucraini, moldavi, russi, albanesi, rumeni, eritrei senegalesi, congolesi, indiani, srilankesi, cubani, messicani, brasiliani, venezuelani, indonesiani ed altri ancora, perfino la signora Fia di Samoa della Polinesia. Cuore della festa \u00e8 stata la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall\u2019Arcivescovo circondato dai cappellani che almeno una volta al mese radunano i loro connazionali per un servizio pastorale che non si riduce a una \u201cbella messa\u201d diversa da quelle di routine. Menzione particolare merita la presenza di alunni della scuola media \u201cCastrista\u201d di San Marzano, un comune di origine albanese, il cui gruppo folkloristico ha proposto danze \u201carberereshe\u201d, ossia italo-albanesi, che rimandano indietro di parecchi secoli e richiamano che, non solo l\u2019emigrazione italiana, ma pure quella di altri Paesi verso l\u2019Italia ha una storia lunga e che le generazioni passate ci danno splendido esempio di accoglienza e di convivenza tra i diversi.<\/p>\n<p>293) CONVEGNO ECUMENICO DI TERNI (5-7 GIUGNO): DICHIARAZIONE FINALE UFFICIALE<\/p>\n<p>      Del convegno si \u00e8 data breve relazione con aggiunte le conclusioni in Migranti-press,  n. 23<\/p>\n<p>TERNI (Migranti-press) &#8211; Il terzo Convegno ecumenico nazionale, tappa italiana del percorso della Terza Assemblea ecumenica europea (AEE3, Sibiu, settembre 2007) si \u00e8 svolto a Terni dal 5 al 7 giugno 2006. Il Convegno ha avuto per tema la Carta Ecumenica, firmata a Strasburgo il 21 aprile 2001, che contiene le linee guide per la crescita della collaborazione tra le chiese in Europa.<br \/>\nIl convegno ha trovato la sua ispirazione nel tema indicato per l\u2019Assemblea di Sibiu: \u201cLa luce di Cristo illumina tutti\u201d.<\/p>\n<p>1. La Commissione Episcopale per l&#8217;Ecumenismo e il Dialogo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), la Sacra Arcidiocesi ortodossa d&#8217;Italia, organismi promotori del Terzo Convegno ecumenico nazionale, dichiarano di considerare la Carta Ecumenica parametro delle relazioni reciproche. <\/p>\n<p>2. I partecipanti al Terzo Convegno ecumenico nazionale raccomandano alle Chiese cristiane d&#8217;Italia:<br \/>\n&#8211; lo studio e l&#8217;approfondimento dei contenuti e degli impegni della Carta Ecumenica ad ogni livello di attivit\u00e0 pastorale;<br \/>\n&#8211; l&#8217;estensione del processo di dialogo di cui la Carta Ecumenica \u00e8 simbolo alle Chiese e confessioni cristiane che ancora non vi aderiscono;<br \/>\n&#8211; l&#8217;orientamento all&#8217;ecumenismo della formazione degli studenti in teologia;<br \/>\n&#8211; l&#8217;attenzione ai problemi della comunicazione in materia di ecumenismo anche attraverso la collaborazione permanente delle esistenti strutture.<\/p>\n<p>3. I partecipanti raccomandano altres\u00ec ai delegati delle Chiese italiane all&#8217;AEE3 di tenere conto delle seguenti posizioni:<br \/>\n&#8211; la comunione con l&#8217;ebraismo, le relazioni amichevoli con l&#8217;islam, l&#8217;incontro con le altre religioni e visioni del mondo vanno incrementati da parte di tutte le Chiese cristiane d&#8217;Europa;<br \/>\n&#8211; l&#8217;urgenza di dare effettivo riconoscimento e pieno compimento ai diritti del migrante nello spirito del documento \u201cLe migrazioni in Europa\u201d, impegnandosi nella lotta contro le disuguaglianze economiche ed ogni forma di sfruttamento e di traffico di esseri umani;<br \/>\n&#8211; la necessit\u00e0 che l&#8217;Europa definita nella Carta Ecumenica non si chiuda nei propri confini ma mantenga un dialogo con il resto del mondo, con particolare attenzione per il Mediterraneo e il Medio Oriente.<\/p>\n<p>294) CONVEGNO ECUMENICO DI TERNI: CONTRIBUTO SU \u201cLE MIGRAZIONI IN EUROPA\u201d<\/p>\n<p>    Il contributo, redatto da un gruppo ecumenico romano, \u00e8 stato allegato alla Dichiarazione finale<\/p>\n<p>TERNI (Migranti-press) &#8211; Le Chiese, di fronte al fenomeno migratorio che si fa sempre pi\u00f9 vasto, irreversibile e pone urgenti interrogativi di natura storica, culturale, economica, sociale, politica, si richiamano allo spirito della \u201cCharta Oecumenica\u201d, la quale sollecita i cristiani a \u201ccontribuire insieme affinch\u00e9 venga concessa una accoglienza umana e dignitosa a donne e uomini migranti, ai profughi e a chi cerca asilo in Europa\u201d .<\/p>\n<p>Le Chiese, impegnate nell\u2019accoglienza e nella integrazione dei migranti, spesso in sostituzione delle Istituzioni Pubbliche, non possono rimanere indifferenti di fronte all\u2019urgenza di dare effettivo riconoscimento e pieno compimento ai diritti del migrante. Esse levano la propria voce in loro difesa per coerenza con il messaggio della Parola di Dio.<\/p>\n<p>Oggi nell\u2019Unione Europea risiedono oltre 24 milioni di migranti le cui condizioni di vita stanno diventando sempre pi\u00f9 precarie e difficili. Cresce intorno a loro un diffuso senso di diffidenza e di sospetto, di intolleranza e di rifiuto che si esprimono anche in forme violente e xenofobe. <\/p>\n<p>\u00c9 constatazione comune che l\u2019economia dei paesi di accoglienza ha bisogno della mano d\u2019opera dei migranti, tuttavia ne consegue una politica ambigua che, mentre privilegia aspetti di ordine pubblico e di sicurezza, lascia anche spazio a forme irregolari di ingresso e di inserimento nel mercato del  lavoro. I migranti diventano un semplice fattore di questo mercato senza che siano rispettati i loro diritti e le loro esigenze di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della societ\u00e0 ospitante.<\/p>\n<p>Per le Chiese la motivazione pi\u00f9 autorevole per chiedere il rispetto e l\u2019accoglienza dei migranti e dei rifugiati nella loro dignit\u00e0 di persone \u00e8 costituita da precise affermazioni contenute nella Parola di Dio. Da Dio stesso infatti discende l\u2019invito ad amare lo straniero: \u201cQuando uno straniero si stabilir\u00e0 nella vostra terra, non opprimetelo; al contrario, trattandolo come se fosse uno dei vostri connazionali, dovete amarlo come voi stessi. Ricordatevi che anche voi siete stati stranieri in Egitto: Io sono il Signore vostro Dio\u201d . Il Nuovo Testamento invita con insistenza all\u2019ospitalit\u00e0, all\u2019accoglienza, al rispetto per la pari dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani. La lettera di Paolo agli Efesini ci indica  come rapportarsi con lo straniero :\u201dVoi non siete pi\u00f9 n\u00e9 stranieri n\u00e9 ospiti, ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio\u201d .<\/p>\n<p>Di fronte ad affermazioni come queste noi cristiani, singoli e comunit\u00e0, siamo chiamati a riconoscere il nostro peccato. Infatti i messaggi biblici in favore dello straniero hanno avuto scarsa applicazione nella catechesi e nella prassi. Si pu\u00f2 addirittura ravvisare nella poca attenzione data a questi testi biblici una delle ragioni per cui l\u2019Europa \u00e8 stata ed \u00e8 cos\u00ec cedevole ai nazionalismi e alle chiusure xenofobe. La presenza di migranti in mezzo a noi ci ricorda che, dal punto di vista biblico, libert\u00e0 e benessere sono doni e come tali possono essere mantenuti solo se condivisi con chi ne \u00e8 privo. \u201cDal momento che noi valorizziamo la persona e la dignit\u00e0 di ognuno in quanto immagine di Dio, ci impegniamo per l\u2019assoluta eguaglianza di valore di ogni essere umano\u201d .<\/p>\n<p>La luce di questo messaggio biblico si fa strada in una situazione complessa e induce i cristiani ad assumere con rinnovato impegno le proprie responsabilit\u00e0 all\u2019interno delle comunit\u00e0 nazionali e delle istituzioni Europee e a \u201cpromuovere la giustizia sociale all\u2019interno di un popolo e fra tutti i popoli ed in particolare superare l\u2019abisso che separa il ricco dal povero\u201d .<\/p>\n<p>Le Chiese, pur consapevoli della crisi socio-economica e occupazionale che attraversa l\u2019Europa tutta, come pure del faticoso cammino dell\u2019Unione Europea, contestano la chiusura dell\u2019Europa che tende a salvaguardare il proprio benessere e a difendere un&#8217;idea di identit\u00e0 esclusiva. Sottolineano invece l\u2019esigenza di  aprirsi alle sfide che porta il fenomeno dell\u2019immigrazione nell\u2019ottica dell\u2019integrazione, a beneficio dei migranti e dell\u2019intera societ\u00e0 ospitante.<\/p>\n<p>Le Chiese intendono affermare la cultura del rispetto, dell\u2019uguaglianza e della valorizzazione delle diversit\u00e0, capace di vedere i migranti come portatori di valori e di risorse. Per queste motivazioni invitano a rivedere politiche e norme che compromettono la tutela dei diritti fondamentali, come quello dell\u2019unit\u00e0 familiare, della stabilit\u00e0 del progetto migratorio, dell\u2019accesso alla cittadinanza. Esprimono inoltre un forte dissenso rispetto alla prassi sempre pi\u00f9 restrittiva in merito alla concessione dello status di rifugiato e al ricorso sempre pi\u00f9 frequente alla detenzione ed espulsione dei migranti.<\/p>\n<p>Conclusioni<\/p>\n<p>Le Chiese, sul fondamento della fede cristiana, intendono contribuire alla costruzione di un&#8217; Europa umana e sociale in cui si facciano valere i diritti umani e i valori basilari della pace, della giustizia, della libert\u00e0, della tolleranza, della partecipazione e della solidariet\u00e0\u201d .<\/p>\n<p>Le Chiese, consapevoli delle tragedie passate, sanno che l\u2019integrazione piena di ogni minoranza \u00e8 essenziale per il mantenimento della pace e della democrazia. Esse richiamano in particolare l\u2019attenzione sulle necessit\u00e0 di un maggior rispetto delle persone e dei diritti delle popolazioni Rom, Sinti e viaggianti. Tra i pi\u00f9 antichi popoli d\u2019Europa, queste popolazioni richiedono oggi una solidariet\u00e0 particolare che li aiuti a collocarsi in un mondo nuovo ed in rapida mutazione.<br \/>\nLe Chiese fanno appello alle pubbliche istituzioni e alla societ\u00e0 civile perch\u00e9 siano combattute tutte le forme di illegalit\u00e0 di cui i migranti stessi sono spesso vittime, quali il traffico clandestino di manodopera, lo sfruttamento del lavoro, la discriminazione.<\/p>\n<p>Le Chiese continueranno a impegnarsi affinch\u00e9 siano intensificati gli incontri e il dialogo interreligiosi e si adopereranno perch\u00e9 le legislazioni sulla libert\u00e0 religiosa siano improntate a uno spirito di correttezza e di reciproco rispetto. Continueranno altres\u00ec ad accogliere con fraternit\u00e0 i migranti che provengono da Chiese sorelle, a condividere con loro la ricchezza della diversit\u00e0 e ad \u201cannunciare insieme il Vangelo attraverso la parola e l\u2019azione\u201d . <\/p>\n<p>Le Chiese, infine, si appellano ai cristiani delle loro comunit\u00e0 affinch\u00e9, condividendo e facendo proprio il presente messaggio, contribuiscano all\u2019adozione, da parte delle Istituzioni competenti, di corrette politiche in materia di immigrazione e vigilino sulla loro efficace attuazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1599-pubblicato-in-n-24-di-migranti-press<\/p>\n<p>2384<\/p>\n<p>2006-2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20060616 18:15:00 webmaster IL SOMMARIO ROMA &#8211; Italia ed Europa di fronte al problema dell&#8217;asilo, oggi NEW YORK &#8211; 20 giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25599\" title=\"1599 Pubblicato in n. 24 di Migranti-press\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[],"class_list":["post-25599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2006"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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