{"id":25536,"date":"2006-12-30T00:00:00","date_gmt":"2006-12-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536"},"modified":"2019-06-20T13:16:33","modified_gmt":"2019-06-20T13:16:33","slug":"1654-referendum-due-interventi-per-la-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536","title":{"rendered":"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE"},"content":{"rendered":"<p>20060623 14:36:00 webmaster<\/p>\n<p>Supplemento a &quot;La nonviolenza e&#8217; in cammino&quot; n. 1335 del 23 giugno 2006<\/p>\n<p>1. Peppe Sini: La grazia del diritto, la ragione<br \/>\n2. Valerio Onida: Per una sana democrazia costituzionale (2005)<\/p>\n<p>3. Riletture: Hannah Arendt, Vita activa<\/p>\n<p>1. EDITORIALE. PEPPE SINI: LA GRAZIA DEL DIRITTO, LA RAGIONE<\/p>\n<p>Si giunge al voto piu&#8217; importante della storia dell&#8217;Italia repubblicana in<br \/>\nuna diffusa ignoranza di cio&#8217; che e&#8217; in gioco; in una lungamente,<br \/>\nastutamente, protervamente coltivata vile abulia, stolta disattenzione,<br \/>\nservile e infame infingardaggine di massa.<br \/>\n*<br \/>\nLa gran parte del ceto politico e&#8217; complice del progetto golpista<br \/>\nberlusconiano.<br \/>\nNon solo le truppe d&#8217;assalto del partito neofascista, del razzismo<br \/>\nsquadrista, dei gruppi legati ai poteri occulti e criminali, del regime<br \/>\ndella corruzione e dell&#8217;ideologia della rapacita&#8217;, le forze che si sono<br \/>\ncoalizzate nel blocco sociale, ideologico e politico del cosiddetto<br \/>\ncentrodestra.<br \/>\nA favorire il progetto golpista berlusconiano ha decisivamente concorso<br \/>\nanche la complicita&#8217; del cosiddetto centrosinistra: con la pluridecennale<br \/>\ncondivisione della sciagurata retorica autoritaria del &quot;maggioritario&quot; e<br \/>\ndella &quot;governabilita&#8217;&quot; a scapito della rappresentanza, della partecipazione<br \/>\ne della democrazia; con la condivisa legiferazione delle stolide e<br \/>\nprotofascistiche &quot;elezioni dirette&quot; di sindaci, presidenti delle Province e<br \/>\ndelle Regioni; con la collusa bicamerale dalemiana; e soprattutto con la<br \/>\nscellerata riforma del titolo V della Costituzione approvata con un colpo di<br \/>\nmano e per un pugno di voti nel 2001.<br \/>\nNon stupisce la debolezza reticente e la fumosa ambiguita&#8217; dell&#8217;impegno per<br \/>\nil &quot;no&quot; al referendum dei partiti tutti del centrosinistra; non stupisce la<br \/>\nloro scandalosa reiterata apertura di credito ai golpisti.<br \/>\nLa cosiddetta opinione pubblica e&#8217; frastornata, manipolata e ingannata da un<br \/>\napparato ideologico espressione e strumento del potere dominante. Un sistema<br \/>\ndei mass-media per il quale le partite di pallone contano piu&#8217; della<br \/>\ndemocrazia rappresentativa, dello stato di diritto, della liberta&#8217; di un<br \/>\nintero popolo.<br \/>\nE per dirla tutta: quanto a certi autoproclamati rappresentanti della<br \/>\nsocieta&#8217; civile, e a certe burocrazie in formazione e in carriera che si<br \/>\nspacciano per &quot;i movimenti&quot; (qualunque cosa cio&#8217; voglia dire), non si sono<br \/>\nneppure accorti che la casa brucia; cianciano di tutto, e sostanzialmente<br \/>\ntacciono su cio&#8217; che piu&#8217; conta: la difesa della legalita&#8217;, della democrazia<br \/>\ne dei diritti umani messi in pericolo hic et nunc dal tentativo della destra<br \/>\neversiva di demolire la Costituzione della Repubblica.<br \/>\nQuale immensa tristezza.<br \/>\n*<br \/>\nQuasi solo le giuriste e i giuristi hanno capito quale sia la posta in gioco<br \/>\ned hanno lanciato per tempo l&#8217;allarme. Ma chi li ha davvero ascoltati?<br \/>\nUn appello drammatico e&#8217; stato sottoscritto dalla quasi totalita&#8217; dei piu&#8217;<br \/>\nautorevoli rappresentanti istituzionali e accademici della cultura giuridica<br \/>\nitaliana: ma chi lo ha letto e meditato?<br \/>\nDel resto sono anni che non solo la cultura giuridica accademica, ma anche e<br \/>\ninnanzitutto la quasi totalita&#8217; della magistratura italiana denuncia la<br \/>\ncontinua e crescente aggressione berlusconiana allo stato di diritto, alla<br \/>\nseparazione dei poteri, ai controlli di legalita&#8217;; denuncia la criminale<br \/>\naggressione dall&#8217;alto al governo delle leggi, al principio dell&#8217;uguaglianza<br \/>\ndi fronte alle leggi; denuncia il tentativo di imporre il dominio della<br \/>\nviolenza, di imporre la mafia come metodo e come sistema, denuncia il<br \/>\nselvaggio barbaro assalto che cerca di annientare l&#8217;isonomia, la politeia,<br \/>\nla convivenza fondata sulla verita&#8217; e la giustizia, sulla solidarieta&#8217; e la<br \/>\nresponsabilita&#8217;. Ma chi ha davvero ascoltato la denuncia dei magistrati?<br \/>\n*<br \/>\nLeggendo in questi mesi la pubblicistica del fronte golpista e quella<br \/>\ndell&#8217;area democratica colpiscono da un lato l&#8217;aggressivita&#8217; e la<br \/>\nspudoraggine con cui i golpisti distolgono l&#8217;attenzione da cio&#8217; che piu&#8217;<br \/>\nconta con un sofistico argomentare capzioso e truffaldino; dall&#8217;altro la<br \/>\npusillanimita&#8217; e l&#8217;ambiguita&#8217; di gran parte dell&#8217;area democratica,<br \/>\npreoccupata piu&#8217; di preparare un futuro accordo coi golpisti che non di<br \/>\nimpegnarsi senza esitazioni e senza riserve in difesa dello stato di<br \/>\ndiritto, della democrazia, della legalita&#8217; costituzionale.<br \/>\nQuanto profondamente ha scavato la tabe.<br \/>\n*<br \/>\nIl 25 e 26 giugno si vota su questo: si vota per acconsentire al colpo di<br \/>\nstato, o per opporsi ad esso.<br \/>\nNello stravolgimento dell&#8217;intera seconda parte della Costituzione occorre<br \/>\nsaper vedere il disegno coerente e unitario che i golpisti perseguono: la<br \/>\ndemolizione dell&#8217;impianto istituzionale della Costituzione del &#8217;48; la fine<br \/>\ndella separazione dei poteri e l&#8217;mposizione di una svolta autoritaria,<br \/>\nantiparlamentare, plebiscitaria; il trionfo di ideologie e prassi<br \/>\nantiegualitarie, antisolidaristiche, antidemocratiche; l&#8217;imposizione di un<br \/>\ncontesto anomico che paralizzi le istituzioni cosi&#8217; da favorire<br \/>\nl&#8217;affermazione del primato della forza sul diritto, il principio del kratos<br \/>\nche annienta quello dell&#8217;ethos.<br \/>\nSono cose che nella storia d&#8217;Italia e d&#8217;Europa conosciamo per dolorosa,<br \/>\ntragica esperienza: sono i disastri e gli orrori per impedire il ritorno dei<br \/>\nquali fu scritta la Costituzione della Repubblica Italiana in vigore dal<br \/>\n1948.<br \/>\n*<br \/>\nSi vota tra due giorni, e si percepisce l&#8217;insufficienza dell&#8217;informazione,<br \/>\ndel dibattito, della coscientizzazione, della partecipazione, della passione<br \/>\ncivile.<br \/>\nAnche chi redige questo notiziario soffre di non aver saputo fare di piu&#8217; e<br \/>\ndi meglio.<br \/>\nMa per quanto inadeguato e insufficiente anche il nostro impegno sia stato,<br \/>\nsappia chi ci legge fare ugualmente la cosa giusta: votare &quot;no&quot; al colpo di<br \/>\nstato per salvare la Costituzione e la Res Publica.<\/p>\n<p>2. RIFLESSIONE. VALERIO ONIDA: PER UNA SANA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE (2005)<br \/>\n[Dal sito dell&#8217;associazione &quot;Namaste&quot; di Ostiglia (www.namaste-ostiglia.it)<br \/>\nriprendiamo la seguente relazione di Valerio Onida presentata al Convegno di<br \/>\nstudi &quot;Citta&#8217; dell&#8217;Uomo&quot; svoltosi a Milano nel giugno 2005.<br \/>\nValerio Onida, illustre giurista, e&#8217; presidente emerito della Corte<br \/>\ncostituzionale.<br \/>\nGiuseppe Dossetti, una delle figure piu&#8217; vive della cultura della pace e<br \/>\ndella dignita&#8217; umana, e&#8217; nato a Genova nel 1913 ed e&#8217; scomparso nel 1996.<br \/>\nGiurista e canonista, dirigente della lotta partigiana, deputato alla<br \/>\nCostituente e alla Camera, vicesegretario della DC, lascia la politica nel<br \/>\n1952. Si dedica alla ricerca storico-teologica e da&#8217; vita ad una comunita&#8217;<br \/>\nmonastica. Ordinato sacerdote nel 1959, stretto collaboratore del cardinal<br \/>\nLercaro al Concilio Vaticano II. Nel 1994 e&#8217; stato il promotore dei Comitati<br \/>\nper la difesa della Costituzione. Opere di Giuseppe Dossetti: segnaliamo<br \/>\nalmeno Scritti politici, Marietti, Genova 1995; La parola e il silenzio, Il<br \/>\nMulino, Bologna 1998; La ricerca costituente, Il Mulino, Bologna 1994; Con<br \/>\nDio e con la storia, Marietti, Genova 1986. Opere su Giuseppe Dossetti:<br \/>\nGiuseppe Trotta, Giuseppe Dossetti, Camunia, Firenze 1996]<\/p>\n<p>A dieci anni di distanza dall&#8217;allarme lanciato, anche proprio qui a Milano,<br \/>\nda Giuseppe Dossetti, da poco uscito dal silenzio monastico per chiamare<br \/>\nalla difesa della Costituzione di fronte alla (allora in atto) &quot;denigrazione<br \/>\naprioristica e molto confusa del nostro Patto fondamentale&quot;, qual e&#8217; la<br \/>\nsituazione in cui ci troviamo dal punto di vista dell&#8217;assetto costituzionale<br \/>\ne del dibattito sulle riforme costituzionali?<br \/>\nIn questi dieci anni, dopo la precoce fine del primo Governo Berlusconi e<br \/>\ndei propositi riformistici espressi dal comitato Speroni, abbiamo assistito,<br \/>\nnell&#8217;ordine: al confronto elettorale del 1996, in cui il tema costituzionale<br \/>\nebbe un certo spazio; alla parabola dell&#8217;ultima commissione bicamerale,<br \/>\nquella presieduta da D&#8217;Alema, che per la prima volta tento&#8217; l&#8217;avventura<br \/>\ndella riscrittura dell&#8217;intera seconda parte della Costituzione, arenatasi<br \/>\ninfine soprattutto a seguito dei dissensi politici in tema di giustizia;<br \/>\nall&#8217;avvio della complessa opera di riforma amministrativa e di decentramento<br \/>\ndi funzioni con le cosiddette leggi Bassanini; al varo, consensuale, della<br \/>\nriforma dell&#8217;organizzazione delle Regioni con la legge costituzionale n. 1<br \/>\ndel 1999, poi completata con la legge costituzionale n. 2 del 200l, che ha<br \/>\naperto la strada a una nuova stagione di elaborazione statutaria da parte<br \/>\ndelle Regioni, peraltro portata avanti con grande lentezza e fatica, e<br \/>\nancora oggi lungi dall&#8217;essere compiuta in tutto il paese; all&#8217;approvazione,<br \/>\nin scadenza di legislatura, e col voto finale solo dell&#8217;allora maggioranza<br \/>\ndi centrosinistra, della riforma del titolo V di cui alla legge<br \/>\ncostituzionale n. 3 del 2001, perfezionatasi con il referendum dell&#8217;ottobre<br \/>\n2001, in un clima non particolarmente fervido di dibattito e di<br \/>\npartecipazione, e che ha costituito un precedente pericoloso di importante<br \/>\nrevisione costituzionale varata, alla fine, a &quot;colpi di maggioranza&quot;;<br \/>\nall&#8217;avvio, con la nuova legislatura, di un progetto governativo di riforma,<br \/>\nquesta volta della subentrata maggioranza di centrodestra, sfociato infine<br \/>\nnell&#8217;approvazione, in prima lettura, di un testo in cui nuove modifiche del<br \/>\ntitolo V si assommano con una revisione profonda dell&#8217;assetto costituzionale<br \/>\ndi vertice, che tocca Governo, Parlamento, Capo dello Stato, e non lascia<br \/>\nindenni nemmeno gli organi di garanzia, Consiglio superiore della<br \/>\nmagistratura e Corte costituzionale.<br \/>\nUn progetto, quest&#8217;ultimo, che e&#8217; riuscito a raccogliere critiche e dissensi<br \/>\nlarghissimi, se non quasi unanimi, fra gli specialisti, anche se talora con<br \/>\nmotivazioni in parte diverse e contraddittorie, ma ha continuato e<br \/>\napparentemente continua e godere sostegno politico sull&#8217;onda della ampia<br \/>\nmaggioranza parlamentare di cui il gode il Governo: e del quale quindi solo<br \/>\nle accresciute difficolta&#8217; della situazione economica e politica e i<br \/>\ndissensi manifestatisi nella maggioranza &#8211; o in alternativa l&#8217;esito<br \/>\nauspicabile di un voto referendario, che non potrebbe non essere richiesto &#8211;<br \/>\nsembrano oggi in grado di scongiurare la definitiva approvazione e l&#8217;entrata<br \/>\nin vigore.<br \/>\nSiamo cosi&#8217; alle conseguenze piu&#8217; recenti e tuttora attuali di una<br \/>\ndiscussione sulle riforme costituzionali che, come si sa, viene da lontano,<br \/>\nalmeno dagli anni Ottanta.<br \/>\nL&#8217;esperienza di questi anni, se da un lato sembra aver registrato un certo<br \/>\n&quot;raffreddamento&quot; del tema nell&#8217;opinione pubblica e forse qualche<br \/>\nripensamento da parte di taluno dei protagonisti, dall&#8217;altro lato non solo<br \/>\nnon ha offerto risultati persuasivi quanto agli esiti legislativi,<br \/>\nsoprattutto quelli annunciati o preconizzati, ma ha contribuito, per qualche<br \/>\nverso, ad oscurare ulteriormente l&#8217;orizzonte: cosi&#8217; che l&#8217;allarme lanciato<br \/>\ndieci anni fa deve, credo, essere oggi ripreso e ripetuto.<br \/>\nIl &quot;nuovismo confuso e contraddittorio&quot; in campo costituzionale, che<br \/>\nDossetti denunciava a Bari e a Napoli nel maggio 1995, ma di cui molti<br \/>\ngruppi politici, e non solo all&#8217;interno dell&#8217;attuale maggioranza, non<br \/>\nsembrano essersi ancora liberati, e&#8217; andato producendo il cattivo risultato<br \/>\ndi un indebolimento dell&#8217;idea stessa di Costituzione. Non so quanto le piu&#8217;<br \/>\ngiovani generazioni, assistendo ai dibattiti e agli scontri di questi anni,<br \/>\npossano aver conservato una chiara visione di cos&#8217;e&#8217; l&#8217;oggetto della cui<br \/>\nsorte si discute, se non, forse, in virtu&#8217; dei richiami che periodicamente e<br \/>\nmeritoriamente provengono dalla piu&#8217; alta istituzione della Repubblica.<br \/>\nA questo pericoloso risultato ha certamente contribuito il fatto che, nel<br \/>\ncambiamento radicale subito dal nostro sistema politico nell&#8217;ultimo<br \/>\ndecennio, sono andate, se non scomparendo, certo affievolendosi proprio<br \/>\nquelle culture politiche che avevano, nell&#8217;epoca precedente, maggiormente<br \/>\nconcorso a sorreggere e radicare il senso e la funzione storica della<br \/>\nCostituzione del 1947. Restaurare e rafforzare un&#8217;adeguata cultura<br \/>\npolitico-costituzionale e&#8217; forse oggi il compito piu&#8217; urgente, partendo<br \/>\ndalle idee fondamentali.<br \/>\n*<br \/>\nLa Costituzione non e&#8217; una legge qualsiasi, chiamata a dare risposte<br \/>\ncontingenti e problemi contingenti, e che quindi possa essere pensata e<br \/>\nmanipolata con lo sguardo limitato all&#8217;oggi. Il suo ruolo, al contrario, e&#8217;<br \/>\ndi fissare e garantire cio&#8217; che e&#8217; destinato a restare stabile, proprio per<br \/>\nconsentire che cambiamenti, evoluzioni, alternarsi di indirizzi avvengano<br \/>\nsalvaguardando i valori di fondo della vita collettiva. Ecco perche&#8217; non ha<br \/>\nsenso la polemica sulla Costituzione &quot;vecchia&quot;, e non ha senso l&#8217;accusa di<br \/>\n&quot;conservatorismo&quot; mossa a chi si preoccupa di salvaguardare quei valori e si<br \/>\noppone alla faciloneria di un &quot;riformismo&quot; costituzionale senza radici<br \/>\nprofonde.<br \/>\nAncora, la Costituzione non e&#8217; un prodotto politico contingente, che possa<br \/>\nricondursi al prevalere occasionale di una forza o di uno schieramento, ed<br \/>\nessere trattata come un normale oggetto di programmi elettorali o<br \/>\ngovernativi, su cui la maggioranza del momento decide in nome della forza<br \/>\nparlamentare di cui dispone, o come oggetto di negoziato in vista di<br \/>\nobiettivi politici contingenti. Essa rappresenta piuttosto il quadro di<br \/>\nriferimento valido per tutti, che precede e condiziona la dialettica fra<br \/>\nmaggioranze e minoranze, assicurando la salvaguardia degli interessi ad esse<br \/>\ncomuni e dei limiti conseguenti. Fare della Costituzione un prodotto di<br \/>\nmaggioranza o disponibile da parte della maggioranza sarebbe tradire l&#8217;idea<br \/>\nstessa di Costituzione.<br \/>\nL&#8217;obiezione, che ogni tanto riaffiora, fondata sulla invocazione della<br \/>\nsovranita&#8217; popolare, e che riecheggia l&#8217;antico mito giacobino secondo cui<br \/>\nuna generazione non puo&#8217; pretendere di vincolare le generazioni successive<br \/>\nal rispetto della &quot;propria&quot; Costituzione, fa parte dell&#8217;obnubilamento della<br \/>\ncultura costituzionale di cui s&#8217;e&#8217; detto. Dimentica che la concezione<br \/>\n&quot;costituzionale&quot; della democrazia si fonda non sul riconoscimento al popolo<br \/>\ndella stessa sovranita&#8217; illimitata che era propria del Sovrano nell&#8217;antico<br \/>\nregime, ma sull&#8217;attribuzione di poteri che si esercitano &quot;nelle forme e nei<br \/>\nlimiti della Costituzione&quot;, di una Costituzione che, proprio per la sua<br \/>\nfunzione storica, &quot;non conosce sovrano&quot; (come scriveva il giudice Coke della<br \/>\nMagna Charta).<br \/>\n*<br \/>\nLa Costituzione italiana del 1947 ha avuto ed ha questa funzione. Occorre<br \/>\nliberarsi definitivamente della visione distorta e antistorica che vede in<br \/>\nessa il prodotto &quot;autarchico&quot; di un sistema politico ormai superato.<br \/>\nEssa &#8211; per riprendere le parole di Dossetti &#8211; non e&#8217; &quot;un fiore pungente nato<br \/>\nquasi per caso da un arido terreno di sbandamenti postbellici e da<br \/>\nrisentimenti faziosi volti al passato&quot;, ma e&#8217; nata dal &quot;crogiolo ardente e<br \/>\nuniversale&quot; degli eventi epocali della seconda guerra mondiale, &quot;piu&#8217; che<br \/>\ndalle stesse vicende italiane del fascismo e del postfascismo: piu&#8217; che del<br \/>\nconfronto-scontro di tre ideologie datate, essa porta l&#8217;impronta di uno<br \/>\nspirito universale e in certo modo transtemporale&quot;.<br \/>\nE&#8217; lo spirito del costituzionalismo: quello che soffia nelle Costituzioni<br \/>\nnazionali e nelle esperienze ancor giovani ma destinate a crescere di quel<br \/>\n&quot;costituzionalismo mondiale&quot; che la nostra Carta evoca, con sguardo<br \/>\nantiveggente, attraverso la &quot;finestra&quot; (cosi&#8217; la defini&#8217; Calamandrei)<br \/>\ndell&#8217;articolo 11.<br \/>\nEcco perche&#8217; penso che sia oggi essenziale rivendicare l&#8217;idea di<br \/>\nCostituzione e il valore attuale della Costituzione vigente, e perche&#8217; ne<br \/>\ndiscende una valutazione fortemente negativa del progetto di revisione in<br \/>\ndiscussione. Solo dopo, in un diverso clima e su diverse premesse di metodo<br \/>\ne di contenuto, sara&#8217; possibile affrontare costruttivamente l&#8217;ipotesi di<br \/>\nrevisioni &quot;mirate&quot; del testo costituzionale su singoli argomenti.<br \/>\n*<br \/>\nIl tentativo di riforma che l&#8217;attuale maggioranza sta portando avanti,<br \/>\ninfatti, al di la&#8217; di macroscopici difetti di contenuto, appare segnato<br \/>\ndall&#8217;equivoco culturale che ha caratterizzato gran parte del dibattito di<br \/>\nquesti anni. Se l&#8217;elaborazione dell&#8217;ultima commissione bicamerale (la<br \/>\ncommissione D&#8217;Alema) si e&#8217; collocata forse al culmine dell&#8217;ondata di<br \/>\n&quot;nuovismo&quot; costituzionale che ha attraversato molte delle forze politiche<br \/>\ndei due schieramenti, con la pretesa di riscrivere l&#8217;intera seconda parte<br \/>\ndella Costituzione, il progetto attuale compie ulteriori passi in avanti<br \/>\nnella direzione sbagliata.<br \/>\nAnch&#8217;esso indulge all&#8217;idea della riscrittura integrale della seconda parte<br \/>\ndella Carta, anche la&#8217; dove non propone modifiche di contenuti, quasi a<br \/>\nvoler dar vita ad una nuova Costituzione, ma una Costituzione ad immagine<br \/>\ndella attuale maggioranza di governo.<br \/>\nPer la prima volta un progetto di legge di revisione &#8211; e quale revisione! &#8211;<br \/>\ne&#8217; stato introdotto ad iniziativa del Presidente del Consiglio (disegno di<br \/>\nlegge costituzionale n. 2544, presentato al Senato il 17 ottobre 2003), come<br \/>\nparte di un programma di governo. Conseguenti sono state le modalita&#8217;<br \/>\ndell&#8217;esame parlamentare: con la messa a punto della riforma affidata a tre o<br \/>\nquattro esponenti (nemmeno di primo piano) dei partiti della maggioranza, e<br \/>\nl&#8217;approvazione nelle Camere con i voti di questi, sulla base di un&#8217;insistita<br \/>\ninvocazione del diritto della maggioranza vittoriosa alle elezioni di dare<br \/>\nseguito alle proprie proposte di revisione, quasi si trattasse di uno dei<br \/>\ntanti settori in cui l&#8217;indirizzo di maggioranza fisiologicamente si esprime<br \/>\nin Parlamento.<br \/>\nSe queste sono le obiezioni di metodo, nel merito il progetto appare frutto,<br \/>\nda un lato, di istanze legate ad esigenze di immagine di questa o quella<br \/>\nforza politica, nemmeno calate e mediate in una visione costituzionalmente<br \/>\norganica e nitida (ed e&#8217; la parte sulla cosiddetta devoluzione, e per alcuni<br \/>\naspetti sul nuovo bicameralismo), dall&#8217;altro lato di un disegno non nuovo ma<br \/>\nassai pericoloso di concentrazione del potere politico e di alterazione<br \/>\ndegli equilibri costituzionali (ed e&#8217; la parte su Governo, Parlamento e Capo<br \/>\ndello Stato): con in piu&#8217; singole previsioni su Consiglio superiore della<br \/>\nmagistratura e Corte costituzionale, in se&#8217; a loro volta espressione di<br \/>\ntendenze pericolose, e che potrebbero apparire come i prodromi di ancor piu&#8217;<br \/>\nincisive future alterazioni.<br \/>\nSenza entrare nel dettaglio (del resto ormai vi sono numerosissimi scritti<br \/>\nche se ne occupano), si deve rilevare anzitutto il carattere &quot;posticcio&quot; e<br \/>\nrozzo delle disposizioni sulla cosiddetta devoluzione. Non viene rimesso in<br \/>\ndiscussione l&#8217;impianto del titolo V modificato nel 200l; si portano solo<br \/>\nalcune correzioni, anche ragionevoli, agli elenchi di materie, ma poi si<br \/>\ninserisce &#8211; in un contesto invariato di riparto di competenze &#8211; il comma<br \/>\nsulle cosiddette competenze esclusive delle Regioni in tema di<br \/>\norganizzazione sanitaria e scolastica e di polizia amministrativa.<br \/>\nQuel che ne risulterebbe e&#8217; quanto mai oscuro e contraddittorio.<br \/>\nL&#8217;esperienza di questi anni di applicazione del nuovo titolo V, e specie di<br \/>\ncontenzioso costituzionale, ha messo in luce le difficolta&#8217;, le ambiguita&#8217; e<br \/>\nle contraddizioni di un riparto di competenze non accompagnato da una<br \/>\nopportuna legislazione ordinaria di attuazione.<br \/>\nBasti pensare a come il tanto sbandierato principio di sussidiarieta&#8217;<br \/>\n&quot;verticale&quot;, finora, e&#8217; servito soprattutto non a promuovere decentramento<br \/>\ndi competenze verso il basso, ma piuttosto a giustificare attrazioni di<br \/>\ncompetenze verso l&#8217;alto. Piu&#8217; in generale, non ci si interroga abbastanza,<br \/>\ndopo le rilevanti modifiche introdotte nel 2001, su quale sia il livello di<br \/>\nregionalizzazione di compiti e di risorse effettivamente sopportabile dal<br \/>\nnostro paese, senza compromettere essenziali interessi unitari. Invece di<br \/>\ndedicarsi a questa necessaria opera di approfondimento e di attuazione<br \/>\n(oltre che alle opportune correzioni del testo del 2001), si introduce qui<br \/>\nun ulteriore elemento di oscurita&#8217; e di incertezza nel riparto delle<br \/>\ncompetenze, sotto la bandiera della devoluzione, e, quasi a compensazione<br \/>\n(ma in realta&#8217; aumentando le incertezze), si reintroduce un meccanismo<br \/>\nfarraginoso di controllo parlamentare sul rispetto dell&#8217;interesse nazionale,<br \/>\nche era previsto dalla Costituzione del 1947 ma che in trent&#8217;anni di<br \/>\nregionalismo non ha mai funzionato.<br \/>\nPer altro verso, sul cruciale aspetto della finanza regionale e locale le<br \/>\ndisposizioni del 200l vengono lasciate intatte. Ma, mentre sul piano della<br \/>\nlegislazione ordinaria lo Stato centrale continua a tenere stretto il<br \/>\ncordone della borsa, in una singolare e rivelatrice disposizione finale del<br \/>\nprogetto (art. 57) si promette l&#8217;attuazione del nuovo sistema finanziario e<br \/>\nfiscale (gia&#8217; previsto dalla Costituzione in vigore) entro tre anni, ma<br \/>\naggiungendo che &quot;in nessun caso l&#8217;attribuzione dell&#8217;autonomia impositiva&quot;<br \/>\nagli enti locali e regionali &quot;puo&#8217; determinare un incremento della pressione<br \/>\nfiscale complessiva&quot;. Cioe&#8217; si nega con una mano quello che si fa mostra di<br \/>\nvoler dare con l&#8217;altra: l&#8217;ideologia anti-fisco prevale sull&#8217;idea<br \/>\ndell&#8217;autonomia e della perequazione.<br \/>\nIn definitiva, invece che attuare in modo equilibrato, con le correzioni<br \/>\nopportune, i nuovi criteri di riparto di competenze introdotti nel 2001, o<br \/>\neventualmente tornare indietro la&#8217; dove questi si fossero rivelati<br \/>\ninadeguati, si verrebbe a complicare ulteriormente il sistema introducendo<br \/>\nnuovi elementi di tensione e di conflittualita&#8217;, sotto la bandiera di un<br \/>\npreteso &quot;federalismo&quot; dietro alla quale, se c&#8217;e&#8217; qualche sostanza, potrebbe<br \/>\nesserci solo quella di un indebolimento della solidarieta&#8217; nazionale.<br \/>\nNon dissimili effetti di confusione deriverebbero dalla nuova disciplina del<br \/>\nbicameralismo. Scartata la creazione di una vera &quot;Camera delle Regioni&quot; o<br \/>\ndelle autonomie, chiamata a concorrere alla legislazione statale di<br \/>\ninteresse regionale, si battezza &quot;federale&quot; un Senato eletto, come<br \/>\nl&#8217;attuale, a suffragio diretto dai cittadini e quindi rappresentativo<br \/>\ndell&#8217;intera collettivita&#8217; nazionale (rinviando per di piu&#8217; di ben dieci anni<br \/>\nl&#8217;attuazione della regola delle elezione contemporanea dei senatori e dei<br \/>\nconsigli regionali, unica parvenza di collegamento delle due istituzioni),<br \/>\nma si persegue una complicatissima ripartizione della competenza legislativa<br \/>\nfra Camera e Senato che darebbe luogo solo a continui dubbi e conflitti, e<br \/>\nsi differenziano i poteri del Governo sulla legislazione statale a seconda<br \/>\nche ci si trovi di fronte all&#8217;una o all&#8217;altra Camera.<br \/>\nLe novita&#8217; piu&#8217; significative e pericolose riguardano pero&#8217; la forma di<br \/>\ngoverno. Qui l&#8217;intento e&#8217; chiaro: costruire una figura di Premier elettivo<br \/>\ndotato una sua legittimazione distinta e preminente rispetto alla stessa<br \/>\nmaggioranza parlamentare, e di tutti i poteri necessari per condizionarne la<br \/>\nvolonta&#8217;, contemporaneamente abolendo o indebolendo il ruolo equilibratore<br \/>\ndel Presidente della Repubblica.<br \/>\nAbbandonando il prudente orientamento della Costituzione vigente, che non<br \/>\nregola i sistemi elettorali (e che in tal modo ha consentito, senza<br \/>\nmodifiche costituzionali, il passaggio del 1993 da sistemi proporzionali a<br \/>\nsistemi prevalentemente maggioritari), si  prevede che il Primo Ministro sia<br \/>\ndesignato direttamente dagli elettori (null&#8217;altro significa infatti la<br \/>\nprevisione di candidature alla carica di Primo Ministro: art. 92), e si<br \/>\nimpone l&#8217;adozione di una legge elettorale per la Camera che &quot;favorisca&quot; la<br \/>\nformazione di una maggioranza collegata al Primo Ministro eletto. Questi poi<br \/>\ne&#8217; dotato di molti strumenti per ottenere che la sua maggioranza ne approvi<br \/>\n(anche controvoglia) le proposte, fino a disporre largamente del potere di<br \/>\nscioglimento anticipato della Camera, sostanzialmente estraniando da esso il<br \/>\nPresidente della Repubblica.<br \/>\nRispetto al sistema parlamentare disegnato dalla Costituzione vigente, che<br \/>\ntende a realizzare il coordinamento fra Governo e maggioranza parlamentare,<br \/>\nma senza attribuire loro legittimazione separata, e che presenta caratteri<br \/>\ndi grande flessibilita&#8217;, cosi&#8217; che il suo funzionamento puo&#8217; adattarsi alle<br \/>\ndiverse contingenze e all&#8217;evoluzione del sistema politico, si tende ad<br \/>\nintrodurre un sistema massimamente rigido, nell&#8217;illusione di risolvere per<br \/>\nvia di ingegneria costituzionale i problemi politici di coesione e di<br \/>\nefficienza della maggioranza. Non avremmo nemmeno piu&#8217; una maggioranza che<br \/>\nesprime un suo leader, ma un leader immediatamente investito del potere e<br \/>\nche controlla e domina la &quot;sua&quot; maggioranza. L&#8217;esito sarebbe un sistema di<br \/>\nmassima concentrazione del potere politico, in cui la scelta degli elettori<br \/>\ntenderebbe a ridursi essenzialmente ad una delega quinquennale a favore di<br \/>\nuna sola persona. In tal modo si esalterebbero quelle tendenze alla<br \/>\npersonalizzazione estrema e alla ipersemplificazione dei circuiti<br \/>\ndecisionali, che l&#8217;esperienza recente mostra gia&#8217; pericolosamente in atto,<br \/>\nimpoverendo la democrazia e compromettendo l&#8217;equilibrio del sistema di<br \/>\ngoverno.<br \/>\n*<br \/>\nTutto cio&#8217;, si badi &#8211; ed questa la prima e fondamentale critica da muovere a<br \/>\nmio giudizio al progetto &#8211; come se, da quindici o venti anni a questa parte,<br \/>\nla realta&#8217; politica del paese non si fosse cosi&#8217; profondamente trasformata,<br \/>\nda presentare oggi caratteri e anche difetti opposti rispetto a quella cui<br \/>\nguardavano i primi aspiranti riformatori.<br \/>\nSi parlava, allora, di un esecutivo debole, da rafforzare rispetto ad un<br \/>\nParlamento considerato troppo forte, nel quale si denunciava un eccesso di<br \/>\nnegoziazione fra maggioranza e opposizione (il cosiddetto consociativismo) e<br \/>\nil manifestarsi di troppi poteri di veto o ostruzionistici, e rispetto a<br \/>\nstrutture partitiche tendenti a sostituirsi al Governo in decisioni anche<br \/>\nquotidiane (la cosiddetta partitocrazia); si parlava di un esecutivo<br \/>\nirretito nelle maglie di una legislazione minuta, controllata dal Parlamento<br \/>\n(le cosiddette leggine). Non e&#8217; difficile accorgersi che oggi i problemi<br \/>\nsono casomai di segno opposto: che e&#8217; il Parlamento che stenta a mantenere<br \/>\nil suo ruolo di fronte ad un esecutivo che, a colpi di maxi-emendamenti<br \/>\npresentati a breve distanza dal voto e di voti di fiducia, ottiene<br \/>\nl&#8217;approvazione in blocco delle sue proposte; che fra maggioranza e<br \/>\nopposizione vige la piu&#8217; netta e feroce contrapposizione; che i tempi dei<br \/>\nlavori parlamentari sono strettamente regolati; che alla legislazione di<br \/>\norigine parlamentare si sostituisce sempre piu&#8217; una legislazione governativa<br \/>\nsulla base di deleghe talora amplissime e di una fortemente accresciuta<br \/>\npotesta&#8217; regolamentare (la cosiddetta delegificazione); che i partiti, come<br \/>\nli conoscevamo, quasi non esistono piu&#8217; come sedi di elaborazione di<br \/>\npolitiche, di dibattito interno, di selezione delle classi dirigenti,<br \/>\nlargamente trasformati in macchine per la raccolta del consenso. Quanto di<br \/>\nquesti cambiamenti sia da ricondurre alla modifica dei sistemi elettorali e<br \/>\nquanto a fattori schiettamente storico-politici, e&#8217; oggetto di dibattito, ma<br \/>\ncio&#8217; non muta il quadro. Progetti, come quello in discussione, che mirano a<br \/>\nconcentrare il potere esecutivo e legislativo in un unico leader<br \/>\ndirettamente investito di un potere monocratico, danno, a tacer d&#8217;altro, una<br \/>\nrisposta vecchia a problemi che non sono piu&#8217; quelli di ieri.<br \/>\nDel resto, rispetto ai problemi veri e ancora attuali, l&#8217;elasticita&#8217; del<br \/>\nnostro sistema parlamentare offre ampio spazio di risposta. Un esempio per<br \/>\ntutti: si vorrebbe sancire il potere del Premier di revocare i ministri. Ma<br \/>\ngia&#8217; oggi la Costituzione, attribuendo al  Presidente del Consiglio il<br \/>\ncompito di &quot;dirigere&quot; la politica generale del Governo (non di<br \/>\n&quot;determinarla&quot; come invece e&#8217; detto nel progetto), essendone responsabile,<br \/>\ngli consente con l&#8217;appoggio della maggioranza del Consiglio dei Ministri<br \/>\n(cioe&#8217; del Governo al quale il Parlamento ha concesso la fiducia), di<br \/>\nricondurre l&#8217;eventuale Ministro dissenziente all&#8217;osservanza dell&#8217;indirizzo<br \/>\ndel Governo, e se necessario di sostituirlo (com&#8217;e&#8217; accaduto nel 1995 col<br \/>\ncaso Mancuso). Quando cio&#8217; non accade, non e&#8217; per vincoli costituzionali, ma<br \/>\nper condizionamenti politici.<br \/>\nNon giustificati, e dunque pericolosi, sono anche i cambiamenti, solo<br \/>\napparentemente marginali, che si vorrebbero introdurre in organi di<br \/>\ngaranzia, Csm e Corte costituzionale. Per accennare solo a quest&#8217;ultima,<br \/>\nl&#8217;aumento da cinque a sette dei giudici di designazione parlamentare, con<br \/>\ncontestuale riduzione di quelli di nomina del Capo dello Stato e delle<br \/>\nmagistrature, non ha e non puo&#8217; avere il senso di introdurre le istituzioni<br \/>\nregionali fra le fonti di nomina, poiche&#8217; il Parlamento che elegge i giudici<br \/>\ncontinuerebbe ad essere composto di due Camere entrambe elettive e dunque<br \/>\nespressive del sistema politico nazionale. Avrebbe solo il senso di rompere<br \/>\nil delicato equilibrio realizzato dal Costituente del 1947 fra designazioni<br \/>\npolitiche e non politiche, che nell&#8217;esperienza ormai cinquantennale della<br \/>\nCorte si e&#8217; tradotto in una felice fusione di culture e attitudini diverse,<br \/>\nscongiurando l&#8217;ipotesi nefasta di una Corte di partiti.<br \/>\nLa posta in gioco sul terreno costituzionale e&#8217; pero&#8217; ancora piu&#8217; alta. Non<br \/>\npossiamo farei ingannare dal fatto che, fino ad oggi, le proposte di riforma<br \/>\nportate avanti riguardano solo la seconda parte della Costituzione, non la<br \/>\nprima parte sui diritti e i doveri, ne&#8217; i principi fondamentali. Gli<br \/>\nequilibri costituzionali della seconda parte sono infatti necessari per<br \/>\nsalvaguardare i valori costituzionali; l&#8217;assetto degli organi di governo e<br \/>\ndegli organi di garanzia non e&#8217; un problema di semplice ingegneria<br \/>\nistituzionale, ma e&#8217; esso stesso una garanzia essenziale, come ben sapevano<br \/>\ni costituenti francesi del 1789, secondo i quali, per avere una<br \/>\nCostituzione, un popolo non deve solo riconoscere i diritti, ma anche<br \/>\nattuare la divisione dei poteri.<br \/>\nMa c&#8217;e&#8217; di piu&#8217;. L&#8217;indebolimento o lo snervamento, che si e&#8217; sopra<br \/>\ndenunciato, dell&#8217;idea di Costituzione quale ci viene dalla tradizione del<br \/>\ncostituzionalismo contemporaneo, complice la caduta di antichi ancoraggi<br \/>\nideologici, rischia sempre piu&#8217; di aprire la strada a nuove ideologie che si<br \/>\ndovrebbero definire propriamente anticostituzionali.<br \/>\n*<br \/>\nIl costituzionalismo non si regge su concezioni formali della Costituzione,<br \/>\nma presuppone dei contenuti precisi: la dignita&#8217; suprema della persona; il<br \/>\nriconoscimento e la garanzia effettiva dei diritti, civili, politici e<br \/>\nsociali; l&#8217;eguaglianza delle persone in dignita&#8217; e diritti; il<br \/>\nriconoscimento delle autonomie sociali; l&#8217;affermazione dei doveri di<br \/>\nsolidarieta&#8217;, e dunque di un ruolo dello Stato e della politica che non puo&#8217;<br \/>\nessere di pura amministrazione degli egoismi, neanche di quelli collettivi e<br \/>\ndi massa; il superamento dell&#8217;idea di una sovranita&#8217; illimitata dello Stato,<br \/>\nsia all&#8217;interno che all&#8217;esterno, con la ricerca di un ordine internazionale<br \/>\ndi collaborazione, di pace, di giustizia e di rispetto universale dei<br \/>\ndiritti umani.<br \/>\nLa Costituzione del 1947, che ha condotto l&#8217;Italia nella famiglia delle<br \/>\nnazioni democratiche, esprime e traduce in modo mirabile questi contenuti.<br \/>\nDi fronte a talune derive ideologiche e pratiche che si manifestano, e&#8217;<br \/>\nlecito il timore che all&#8217;indebolimento della coscienza costituzionale si<br \/>\naccompagni, magari in modo insensibile, un indebolimento delle radici di<br \/>\nqueste convinzioni nella societa&#8217;.<br \/>\nQualche esempio?<br \/>\nFa parte della Costituzione il dovere di tutti di &quot;concorrere alle spese<br \/>\npubbliche in ragione della loro capacita&#8217; contributiva&quot;, nell&#8217;ambito di un<br \/>\nsistema tributario &quot;informato a criteri di progressivita&#8217;&quot; (art. 53). Quando<br \/>\nsi vede diffondersi l&#8217;idea che il prelievo fiscale non sia lo strumento<br \/>\nnecessario per provvedere alle necessita&#8217; collettive e realizzare un minimo<br \/>\ndi giustizia distributiva, da disciplinare con equita&#8217; e rigore,<br \/>\nconcentrando le energie collettive nello sforzo di combattere parassitismi e<br \/>\nsprechi di denaro pubblico, ma sia un noioso inconveniente da ridurre<br \/>\ncomunque al minimo perche&#8217; sottrae risorse che ogni individuo dovrebbe poter<br \/>\nutilizzare per se&#8217;; quando dunque l&#8217;ideologia del &quot;meno tasse&quot; sembra<br \/>\ndominare tutte o quasi tutte le forze politiche, e si vagheggia addirittura<br \/>\ndi copiare modelli di flat tax, cioe&#8217; di tassazione minima per tutti, dai<br \/>\nsuper-ricchi ai meno benestanti, non si sta forse andando oltre ogni<br \/>\nlegittima discussione di politica economica, sociale e tributaria, per<br \/>\nallontanarsi dall&#8217;idea costituzionale del dovere di solidarieta&#8217; fiscale?<br \/>\nAncora: gli articoli 7, 8 e 19 della Costituzione fondano, secondo la<br \/>\nlettura datane dalla Corte costituzionale gia&#8217; negli anni &#8217;80, il principio<br \/>\nsupremo di laicita&#8217; dello Stato, intesa non come indifferenza nei confronti<br \/>\ndel fenomeno religioso, ma come neutralita&#8217; dello Stato rispetto alle scelte<br \/>\nreligiose dei singoli e distinzione degli ambiti fra Stato e confessioni<br \/>\nreligiose. Quando oggi vediamo talvolta affiorare o riaffiorare tendenze a<br \/>\nconfondere o identificare lo Stato o la nazionalita&#8217; con la religione o a<br \/>\nstrumentalizzare l&#8217;appartenenza religiosa a fini di affermazione di una<br \/>\nidentita&#8217; civile, non si tratta ancora una volta di una forma di<br \/>\nallontanamento dal terreno costituzionale?<br \/>\nTerzo esempio: quando rispetto ai nuovi problemi che si pongono nella<br \/>\ncomunita&#8217; internazionale assistiamo all&#8217;affievolirsi dell&#8217;idea europea e al<br \/>\nmanifestarsi di nuove forme di chiusura nazionalistica e di sfiducia negli<br \/>\nstrumenti, pur imperfetti, dell&#8217;ordine giuridico internazionale, ancora una<br \/>\nvolta vi e&#8217; ragione di temere arretramenti rispetto agli ideali<br \/>\nuniversalistici del costituzionalismo espressi nell&#8217;articolo 11 della nostra<br \/>\nCarta.<br \/>\nE dove sono finite la passione e la progettualita&#8217; politica per combattere<br \/>\nle piu&#8217; clamorose disuguaglianze a livello mondiale, mentre si riduce a<br \/>\ninfime quote la percentuale di ricchezza nazionale dedicata agli aiuti ai<br \/>\npaesi piu&#8217; poveri, e magari ci preoccupiamo perche&#8217; in Italia (notizia di<br \/>\nieri) il numero degli individui il cui patrimonio supera un milione di<br \/>\ndollari e&#8217; aumentato, in un anno, &quot;solo&quot; del 3,7 per cento?<br \/>\n*<br \/>\nPuo&#8217; apparire paradossale il fatto che proprio in un tempo in cui sono<br \/>\nvenute meno le grandi contrapposizioni ideologiche e programmatiche<br \/>\ndell&#8217;epoca costituente e del mondo diviso in blocchi, le quali pure non<br \/>\nimpedirono allora di trovare il terreno comune della Costituzione, e quando<br \/>\nanche forze minoritarie rimaste estranee ed ostili al processo costituente<br \/>\nhanno compiuto il percorso che le ha condotte ad accettare il quadro<br \/>\ncostituzionale, sembrano manifestarsi nella societa&#8217; nuove spinte<br \/>\nideologiche che rischiano di contraddire i valori di fondo del<br \/>\ncostituzionalismo.<br \/>\nCerto, il mondo e&#8217; cambiato, e nuove formidabili sfide fronteggiano gli<br \/>\nuomini di oggi e le loro politiche, anche su terreni che potevano sembrare<br \/>\nstoricamente esauriti, come quando si assiste nuovamente all&#8217;utilizzo o alla<br \/>\nstrumentalizzazione della religione per promuovere esasperate spinte<br \/>\nnazionalistiche, aggressioni terroristiche o &quot;scontri di civilta&#8217;&quot;. Tanto<br \/>\npiu&#8217; essenziale, allora, e&#8217; conservare e sviluppare quei valori e costruire<br \/>\nsu di essi.<br \/>\nIn Italia le generazioni che hanno fatto la Costituzione e che hanno vissuto<br \/>\ngli eventi epocali da cui essa e&#8217; nata sono scomparse o stanno per<br \/>\nscomparire dalla scena. Vi e&#8217; da domandarsi perche&#8217; e come sia potuto o<br \/>\npossa accadere che il patrimonio prezioso dei valori costituzionali rischi<br \/>\ndi non essere trasmesso, o di essere dilapidato o snaturato; e su questo le<br \/>\nculture politiche e le forze politiche organizzate dovrebbero interrogarsi.<br \/>\nIl &quot;patriottismo costituzionale&quot; di cui parlava Dossetti vive e si consolida<br \/>\nse le idee-forza della Costituzione sono radicate nello spirito collettivo e<br \/>\nnella cultura diffusa del paese. Difendere la Costituzione vuol dire prima<br \/>\ndi tutto e soprattutto lavorare per questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1654-referendum-due-interventi-per-la-costituzione<\/p>\n<p>2439<\/p>\n<p>2006-2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20060623 14:36:00 webmaster Supplemento a &quot;La nonviolenza e&#8217; in cammino&quot; n. 1335 del 23 giugno 2006 1. Peppe Sini: La grazia del diritto, la ragione <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536\" title=\"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[],"class_list":["post-25536","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2006"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"20060623 14:36:00 webmaster Supplemento a &quot;La nonviolenza e&#8217; in cammino&quot; n. 1335 del 23 giugno 2006 1. Peppe Sini: La grazia del diritto, la ragione [...]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2006-12-30T00:00:00+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2019-06-20T13:16:33+00:00\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"26 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\"},\"headline\":\"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE\",\"datePublished\":\"2006-12-30T00:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2019-06-20T13:16:33+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536\"},\"wordCount\":5291,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Z- Eminews 2006\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536\",\"name\":\"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE - Emi-News\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2006-12-30T00:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2019-06-20T13:16:33+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=25536#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"name\":\"Emi-News\",\"description\":\"Emigrazione Notizie\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\",\"name\":\"Emi-News\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"width\":390,\"height\":115,\"caption\":\"Emi-News\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?author=1\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE - Emi-News","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE - Emi-News","og_description":"20060623 14:36:00 webmaster Supplemento a &quot;La nonviolenza e&#8217; in cammino&quot; n. 1335 del 23 giugno 2006 1. Peppe Sini: La grazia del diritto, la ragione [...]","og_url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536","og_site_name":"Emi-News","article_published_time":"2006-12-30T00:00:00+00:00","article_modified_time":"2019-06-20T13:16:33+00:00","author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"26 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536"},"author":{"name":"admin","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4"},"headline":"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE","datePublished":"2006-12-30T00:00:00+00:00","dateModified":"2019-06-20T13:16:33+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536"},"wordCount":5291,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"articleSection":["Z- Eminews 2006"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536","name":"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE - Emi-News","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website"},"datePublished":"2006-12-30T00:00:00+00:00","dateModified":"2019-06-20T13:16:33+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=25536#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"1654 REFERENDUM: Due interventi PER LA COSTITUZIONE"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","name":"Emi-News","description":"Emigrazione Notizie","publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization","name":"Emi-News","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","width":390,"height":115,"caption":"Emi-News"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25536","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25536"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25536\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26605,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25536\/revisions\/26605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}